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DIZIONARIO
«tOf^lAlSQ» ItttttO t«011««
MfA
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DELLA TOSGATIA
GEOGRAFICO FISICO STORICO
onmiiiKTi LA ncacAiEion
DI TUTTI I LUOGHI DEL GRANDUCATO
DUCATO DI LUCCA
GARFAGNANA E LUNIGlAlfA
COMFILjìTO
Ca Cmanuelc ^petti
■OaO ORDIRARIO
DELL*!. R R. ACCADEMIA DE! GEORGOFILI
■ DI VAIV ALTM
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VOLUME QUINTO
FIRENZE
PRESSO
L'AUTORE
E EDITORE
COI
TIPI Dì aiorjimi
18*3.
MJggOHI
DIZIONARIO
DELLA TOSCANA
S
OiaamE (S. agata ▲) nei ▼■l^Amo SALA, SALETTA , SALETTO , SALIS-
9ém. ^ Piccolo €••. eoo chicM perroe- SOIA ecc. — Homi tutti di orifine longo-
M od fknat di S. Eugenia al Bagnoro, barda indicanti on retedio canipeslre ad vto
Cb. Gnr. Dioc Gomp. e drea 4 nifi, a di Tilb signorile che in lingua longobarda
lÉHdr. di Areno. appellatati Sala , nome ruttato totton a
KMdc in monte tal 6anoo tettentriona» ^rii luoghi e caaali della Toicana; tali tono
^M paggio di tignano a pon. della nno- i tmenti :
n «ndi regia delP Adriatieo, o di Urbino. SALA nd Val-d*Amo catentinete.-* Gat.
•^•dL àmurk (S.) ▲ SioiaoM; la quale da eui prete il vocabolo la chic» parr. di
pmndda nd i83S contare toll 89 ML S. Loremo a Sala, al cui parroco in attn-
SAGGI?IALE in Val-di-Sieve. — Ber- guata pornone del loppretto popolo di Grie-
iMt» di podie eaae che diede il nome ad ciano nd pWiere di Bomena, Com. Gior*
«BtieD ponte dk pietra e ad un ospedale e circa 3 migl. a tHt.-ataettr. di Poppi,
< pcBegrìni poeti entrambi tuli* antica atra- Dioc. di Fiesole, Gomp. di Areno.
^ nmana che da Areno per la Tia GMtb La tua chicn riticde ralla ripa tinittra
^^^ettia a Bologna. — Vi rrMa un* ora* delFAmo alla conflaenn del botro di Pomte
*■• ( S. Biagio ) nd popolo della pie?e di lungo la ttrada maratra che da PratOTCCchio
1 Cmà io Valcara , Uom. Ginr. e circa Ta a congiongerti con quella proirinciafe
^ Bigi, a adr. del Borgo S. Lorenao, catentinete poco topra la contrada di Ginn
kae. e Gomp. di Firenae. — ^ed. Smrm fi. paldino.
t^u Camu. Varie carte ddla Badia di S. Fedele a
È Boto questo luogo per le sue lomad di Poppi, ostia a Stromi, dtano cotetto Gas. di
teii eotte. — Bispetto pd al ponte che 00^ Sala e la sua chicn meschina con mftchi«
A fri Vicchio ed il Borgo S. Loienso at- niarima canonica tart amata dalle piene dell*
nvs» h fiumana ddla Siere, etto era di Amo che le patm di fianco e dal botro di
iMnle anche nd treoK della Rep. Fior., Ponie^ che tenu ponte scorre alle tue spa Me.
eane qnello dirimpetto al Borgo S. Lo- Nel catalogo delle chiete della dioofti fie-
no hk rifatto di legname per proTritione tolana compilato nel 1 999, per quanto a
fli Signoria M a? bigi. 1347. «—(Gate, Sala fino d* allora etitteme una chicn (S.
srt^gff o ined, di JrtitH T. L Append. II.) Ilario) , etn non era parrocchiale ; quindi è
SAJAGGIO (S. MARTHIO u.) ndU Valle che la tua contrada non figura nella ttatittl-
I Strio in Romagna.— Gn. la cui chien n del i55i data air^rf. Pom Commmitè.
rraedriale è compren ndla Gom. e Giur. Anche coletta bicocca di Sala fu cvmpren
lagno, da cui retta drea 6 migl. agrec., fira le ^ille e mtelletti confermali in finido
li IKae. di Sarnna, Gomp. di Firenae. da Federigo II ai conti Guidi del nno di
lUiede in valle e oinliere ddla ripa aS- Battirolle.
^ drl finae &itìo dirimpetto alla chicn Ifd i833, cioè 53 anni dopo essere stata
SelTa-Pmiw. sopprtsn la cura di S. Maria a Gricdano «
[a sua parr. nel sS33 contata ia6 ablt. e repartito il suo popolo fi« le tre cure di
SA MB SAMB 15
i Munule giu:iiearia pistojete^ rinunziò si maneggiassero coi Bolognesi per dare lo»
a slessa mensa nelle mani di Pietro vosco- n) in mano la rocca ; lo che, dice il Fiora-
Ji Pistoja tulle le corti, castelli, chiese, vanii sotto Tanno 1 127, servì di ragione ai
x-ni che pir^sseileva ne* contadi pislojcse, Pistojesi |ier punire i capi della congiura col
nnilinoy fìi'solano e bolognese rìserban- fornire ajuto di milizie al loro vescovo si-
m dei med sinii Pus:) frullo, ed il (x>s guore di quel castello,
■odi un castello (Trtppottino)^ a condi- Il fiossesso però della Sambuca si oonser-
MiecliC se egli o i di lui credi avessero vava sempre ad arbitrio dei vescovi dt Pi-
utfS'> al detto vescovo, o a ehi {ili succe- sloja anche quando il Pont. Celestino li nel
fti ia tttrre r costei Mta Sa-iibuca^ op- 17 febi>. 1 143 diresse una bolla al preno-
ire l'Iie que firelali Tavessem (HTduta per minalo vescovo Alto, confermala nel 14 feb-
lliva guardia dei niinislri di detto Sifrido, brajo 1 1 54 da Anastasio IV al vescovo Tracia
loia i suddetti beni dovesseit> dichiararsi di Icn' successore. A quest* ultimo prelato fa
i piena proprietà dei vescovi pislojesi. — anqhe diretto dal Cast, di San-Quirico nel
bìn. DiPL. FnR., Carie del ^ese. di Pi' senese un privilegio in data del 4 lugl. 1 155
kr«. — Zaocaiu , Aaeed. Pittar.) dall* Imp. Federigo I, che prese sotto Timpe-
A ooD^mare ai vescovi di detta dita li riale tutela i beni della chiesa di Pistoja.
MrHo e distretto della Sambuca si aggiun- — (fVi).
■ale bolle pontificie di Urbano II e di Allo slesso diploma di Federigo I in segui-
^iiale II, cui diede peso un giudicato io furono conformi quelli degli Imperatori
iaouuztato in Pistoja nell'anno 1 104, stalo Arrigo VI (i 196), Ottone IV (i aog), e Fe-
ftofennjto dalla gran contessa Matilda, dal derigo II (1 a 1 8 e i aag) concessi ai pontefici
toiìaale Bernardo degli Uberti e da Dodo- della cattedrale pislojese.
fe vescovo di Modena. Il quàl giudizio fu In questo frattempo però i Bolognesi, per
■Miralo dillVisersi gli abitanti della Sam- insignorirsi della Sambuca, profìttarono del-
bcirìbellidi ai vescovi di Pistoja loro an- la guerra che facevasi nel iao4 fra i Fio-
Ui padroni , dopo che avevano rinnovato renlini ed i Pislojesi, quando mossero la
In il giuramento di vassallaggio. loro oste verso la Montagna di Pistoja , per
Il pn.-:imbulo di quel lodo pronunziato modo che fu loro facile impadronirsi della
■ci «il. del 1 104 diceva a un dipresso: « La Sambuca e di altri caslelli vicini, dai quali
dirs4 p'isinjc:»e fiosseilcndo da gran tempo furono tenuti fmo a che nel i6otlohre del-
il Cu!, e n>cL*<i della Sambuca assieme con Tanno 1119 il cardinal d'Ostia Ugo dei
bsui rorle, e! avendo già ricevuto il giù- Conti di Segni Legalo del Poni. Onorio III
nnmlo Ji i'cflefl^ dagli abilanti, i raedesi- pronunziò sentenza, che il Cast, della Sam<-
■i %\ ttAììo rìliellati, dondechè esaminata la buca con il suo distreltoe ragioni dovesse ri-
dasi cJ^i ^'iudici delegati fu sentenzialo, che tornare sotto il dominio del vescovo di Pi-
barn a vescovile pislojese fosse restituita sloja, e che i Pislojesi procurassero di rinden-
td iDiì possesso primiero con lutti i diritti nizzare e far restituire i beni a coloro che
JAcIrplmente se le competono, ecc. ecc.»— erano fuorus^jti della S.tmhuca per avere
VW. pAr&sA. costoro abbraccialo il parlilo de*Bolognesì, e
In<i il Pont. Innocenzo II con sua boi- viceversa che il Comune di Bologna facesse
k diretta da Pisa il ai die. del II 34 ad Alto lo si esso verso i fuonisciti Bolognesi. —
prio vfscovo pislojese, confermò a lui ed (Savioli, Annali Bolognesi T. II. P. II.)
oi sarcessori quelle de' PP. Urbano II e Dopo tale concordia il vescovo di Pistoja
4lf 11, le quali comprendevano tra i Graziadìo cede in feudo ui conti di Panico
i della mensa pislojese la corte di Paifa- il Cist. della Sambuca, per cui nel 6 aprile
l contado di Pistoja ed il castello del 12^3 Ranieri, uno di quei conti, autore
%ambuc.ì^ chti venne restituito (dice probabilmente di altro Ranieri arcivesco-
WU'j al tfesro'o fldebrando di Pistoja vo di Pis;i reso celebre dall* Alighieri, pre-
ront^ssa Matilda JigUa di S. Pie» sto giuramento di fedeltà al vescovo Gra-
ptr ffìuditio pronunziato dal cardinal zìadio per sé e per Ugolino suo fratello. -~-
f^rl.^ Leg-ito apostolico in Toscana^ (Argh. Dipl. Fior., Carte del Capitolo del-
— lo-, eir.) la Catte Jr. di Pistoja.) — f^el. Piia.
^ djh o>| lille gli uomini della Sam- Tali si ininlennero i po|>oli «Iella Sam-
'^■«omIìt: do|io quel giudicato Mrmbra che buca e di Pavana, cioè sudditi e vhss<i1U
S SALO SALE
octlo vctoofo di Fiffole, «ooimiò in Ni- Mia eh. puméohiait di Sdieollo; h
torr adla chiesa di S. Andna a lifotaano nai t%$$ oootava 4a*f abìt.
^m prete canonioo della sua pie?a.' (AaoB. SALB(TORBB nBL)alb «lariMi di Fioan
D»L. Pkhl Carie MPOptra di S. Imnfo hino. — #Vd. UmAALB IWaso» • Rm*
^ Pisiùfm 9 dMm Badia di Pmsmgaaao.) amo Comuaiià.
Em fa data io oommeiida dal Pont. Gio- SILEOCBIO a FRASSINO nalk falh
vanoi XXII a Pia Simone Saltarelli ìjboìv. dal Senio in Romafna.— Dna Gas. cosmi
di Piti. _ llelU ateiaa fM« fc conecHa chieaa parr. rianila (SS. Egidio • MarliM)
nei I St 7 dal Pont. Leone X a Filippo di naI pifiere di Miiileò, Goaa. • etica ma bh-
Benedetto Buondelmonti canonico fiorenti- |l. a icir. di Bikiaaolo» Ginr. di Ifanafi,
no; e i5 anni dopo da Qemente VII venne Dfoc e Gonp. di Flnnaai
aaaéfncta ad altro canonico fiorentino Boe> La chicM diSaleoehio trovaaianlb itiià
caccio di Pietro Alamanni. pedonale che daPilaiinolo gnida a Hanaà
Il pifieie di S. Giotto in Salcio nel ia99 a pie dal dittmtlo Ibitiliiio dd Fmàm
conlafa le tei chiete tiiceunali tegoentis t .* pomednto dagli Uhaldini M Adltr».
S. Hiccolò a Badda; a.^ S. Andrea a Li- AirArt. Faiasaodi Boaaagna poti eoHMh
aaraamo, o Untmaao (rionita alla pie?e) ; rocca ora dittmtta nel popolo <fi S. Ifiehdi
S.*S. flbria ia Colie fatonattero toppretto aUa Rocca, Com. tteimdi Pala»nolo, mm-
on detto la Badiok); 4.* S. Niccolò al TVt^ tre il Ibitilitio del Frmìiio eompreto nd
hio (soppretto); 5.^ S. Martino delle St/- popolo attuale <fi Salecchio Ai dfaNMoelo ma
99 (idem); 6.^ S. Grittina alla filila, già iSfi? per online dclHeci di BaKa di gwn
appelhrta a Bmdda (ctittenle). della Rep. Fior.
Nel liiS tono notate nello Statato fio- Molto innami che la Signoria acnaitlaw
untino totto il pinete di S. Giotto in Sal^ i catteili del Podere degB Uhaldini ncHi
CIO le chifae cpii appretto; t.* S« Niccolò a Valle del Senio, avevano giariaditiof i
Badda; a.^ S. Andrea a Litomaao; 3.^ S. pottedevano cotta dei beni i vetcofvi fionn-
Niceolò ai Trebkio n.^ S. Martino dMo tini. In«iUi il vctcovo Gtovanni da Vellalrf
S9h9; 5.^ S. Giovanni a CaHigiiome (i- nel laaS, ai aS gcnn. ricevè il ginraaMnlt
gnota); 6.® S. Maria del Prato (fòrte il di fedeltà da doe cittadini fiorentini per i
omnattero di S. Blaria in Colle). beni che tenevano a livello dalla tna menai
Atlnaiflaente il piviere predetto ti limita vetoovile, i quali erano poati di Ih dalTAtoei
alle tenenti quattro parrocchie : t.^ Pieve e apecialmeiite nei eaamli di Lonole e Si-
di S. Giutto ia Salcio \ a.* S. Niccolò a leoehio.— (Làan, Moamm. Baci. FUr.)
Badda ; 3.^ S. Grittina aila mia; 4.^ S. La parr. di Salecchio eFnttino ndifiSS
Lortnao a fregole ^ con gli annetri di S. aveva a37 abit, mentre nel iSSt il pupoh
Niccolò al TrMio e delb Badiola di S. Ma- di Fnarino contava 1 46 partone tepartl»
ria in Colle. mente da quello £ Salecchio cheallm n»
La parr. plebana di S. Giutto in Salcio varava 338 abit. — ^«if. il QvaBno delh
•fi 1 633 contava a39 abit. Popotauiom dellaCom. m figjmoouo. Val
SAUXUTO nella Val-di^hiana.^Gaa. IV. pag. 141.
con eh. parr. (S. Biagio) nel piviere di Mon* SALETTA mnao FIESOLE, già Sa&a mi
tanare, Óom. Ginr. Dice, e quati due migl. valloncello del Mngnone. — Ciaf, con eh
a ot*ro^r. di Gortona , Gompartimenlo di parr. (S. Margherita) nel piriere di Monte
Areaw. reggi , Gom. Giur. Dioc e dica due aaigl
Riticde in collina topra la ttrada maattra a telt.-grec. di FSetole, Gomp. di Firenae
die da Gortona per la chicn del Galeinafo Siede in cotta tul fianco de^poggi che fiat
tboooa a Gamoteia nella regia poetale Parn- cheggiaiiolartpa tinittradal «fiioittlaa
gina vcno Uh. di Salcotto. go b ttcada mubttieni che da Piccole pi
Fu qucata una delle chicae parrocchiali Saletta guida a Montereggi.
amaaaniatmU fra il 1487 ed il i653 dai ca- Agli Art. Fmaou e Mnaumtti dtai ui
nonid Agoatiniani deUa Madonna dd Gal- diploma dd afi omno 890 diretto dairimf
dnafo. b£i dopo Panno i6S3, emendo ttata Guido a Zanobi veteovo fictdano, alb m
toppretn quelb bmiglb mnnaatira , il tuo menm cplaeopale donò varie corti dtual
locale fu ridotto ad uto di aeminario veteo- nd tuburbio tettentrionale di Fieaole , lì
vile, il di cui ordinario è anche patrono k quaU qncata di Jlnln (ora Saletta) pdal
SALE SALI 9
mh casirQ Fluttime nel conìméo fi/ttntim membrane MVJreh. Arch, ùueeh.^ fra te
' fimnÀmno, Leitcìie €orti (urooo oonfeniMi- quali due del 3o die. 989, e 1 4 die. delPan-
_ «11^ —^ f£^^^i_^. j-in I /\<« Il ^o*-_i„.: I 1: ii_ j! ■ ? .: _ o-
alla venia ficaolana dalP Imp. Ottone 11 no 998, relative al livellodi beni poali a Sa-
:oa |iffivile|podel «7 lugl. 984, equindi dai ìtcta presso Lagnano eoe. ( Jfem. cU, 1^. V,
[loolrtici Paaqoale li (anno 1 io3 ) t Inno- P. 111. ) -^ Fed, QuetMMmccaaD di Vrixamo.
sono II (anno 1 134). S aletto di Fauglìa in Val-di-Tora. —
La parr. di S. Margherita a Saletta nel Gas. perduto, eh* ebbe chiesa parrocchiale,
t833 contava laa abit. (SS. Giusto e Biagio) stata annessa al popolo
SALETTÀ, già 5^L«rrD nella Val-d*£ni. di Luciana, nella Gom. di Faiiglia, GiiM-. e
— Cas^ccm villa ngnorìleechieMparr. (SS; Dioc. di Livorno, Gomp. di Pisa.
Pifiro e Hicliplea S«t€tla)\n meno ad una La chi<*SM sotto il titolo de* SS. Giusto t
loata tCBUia omonima» nella Gom. e circa a Biagio a Saleito nei secoli Xlll e XIV era
migi, a lib. di FaUfa , Giiir. di Pontedera , compresa nel piviere di Sootriano. — > Fed.
Uiòc di Sanminialo » una volta di Lucca, Se Tauao (Piava m) e Livoaao Comunità,
Conp. di PiiB. SAUGETO (PIEVE m) in Val-di-Magra.
Li TÌUa ooD lach. di Saletta è situata nel — Pieve antica sotto l* invocazione «le* SS.
piHMff» di on*uniila collina bagnala a lib. dal Ippolito e Gassiano nel suburbio meridio-
larr. Jlag/io, a lev. ed a acir. dal tuo tribù» naie di Ponlremoli, G>ro. Giur. • circa nn
lario Tbaa/a. Per giungervi daGapannori si migl. fuori di detta città, Dioc. medesima,
imaiie fm TEra ed il Baglio per buon mi- già di Luni-Sanana, Gomp. di Pisa,
gliu il magniBoo ttmdooe di Saieiin spai- Trovasi sulla destra del fi. Magra dirim-
h^ialo dm nna doppia linea di pioppine. petto alla strada porovinciale della Val-di-Ma-
i'elfila Smleitn portava il vocabolo di So' gra, fra lo sbocco della Gordana e quello del
i^ti» fiso iIbI secolo X, sioeome rilevasi «la torr. Tegiia,
•ma casto dMArck, Àrei9, Luech. del a? In mancanza di memorie suU* origine di
gÌBgaa 980V alloecbé Guido vescovo di Lue- questa pieve, già matrice delle sei eh. par-
ca allivellò la anetà de* beni deUa pieve di rocchiali di Pontremoli, non fia increilibile
S. Gtrvamo con la mela deUribuli e decime la congettura, che essa potesse corrispondere
domlff dagli abitanti di quel piviere, nel alla pieve di S, Cassiano a Urceoln prrsio
^«dceme mpma aacbe la villa di SnlM* Pontremoli slata indicata fra le baltesimali
«a, on di Snùun, della dio«*^si di I.iuni nelle bolle ponlifìrie
ln<illre un istruaaento del 14 gennajo 997 concesse a quei vescovi da Eugenio III ( nel
irjlia del livello di Ire pesai di tcrr.i posse- 1 149) e Innocenzo 111 (nel 1 aoa ).
•àili nel distretto di Palaia dalla badia di All'^rf. Poaramou, Diocui, aggiunsi
Vaio premo il Lago di Bìentina, uno dei che anche 1* attuale cattedrale di Pontremoli
qi«ali era aìtualo nel luogo denominato Sn- prima che venisse eretta in collegiata (anno
i<eff^4» SalHim. •— (Mbmw. Ldoob. T. IV. 1 739» ) en« sottoposta alla pieve suburbana
P. II. e T. V. P. 111.) de' SS. Ippolito e Gassiano a Snlireto^ |ier
Ìm parr. di questa villa fino dal laSoera quanto nella bolla concessa nel laoa da In-
dicala ai SS. Pirlro e Michele , siccome uocenzo III al vescovo di Luni, si trovi re-
app^riace dal catalogo delle chiese della dio- gistnila una pieve a me ignota sotto il titolo
ersi di Lneca. — fW. GaavAsio (S.) in Val* di S. Alessandro a Pontremoli.
d'Em. Anche dalle prove pmdoiie in nna si:ri|.
Air Art. Paùvle {Piefe di) in Valxl* tui^ del 1715 dal doti. Cannilo Pciazianì in
Iva fn dello, che il posto occupato da cote- Lun^ns,- Sor zane nt, Prrmiaent. naulla
fU rhifia battesimale, slata aldiattuta da nna che la pie«e di Salicelo ab immtmorayiìi
fwaa del fiume, éeom|»reso attualmente n«l fu sem|Nre matrice di tutte le chiese delU
tarriiorio di SalcUa sei podere appelhito del- Terra, ora città di Pontremoli.
U Pie¥neein, lai stessa chiesa plebana di Saliceto dal
1^ l«rr. de* SS. Michele e Pietro a Salet- 1731 in poi n-slò aggregata alla collegiata
la 11^ i833 contava 438 abit. di S. Maria Assunta, poi cattedrale di Pon-
Sale mo m Pbivjho in Val-di -Nievole. tremoli , nel terafio stesso che venne dato il
^Orfista villa di Saìsito^ o SaUe/o^ »|)et- titolo di pre^iosto al parroco della vicina
te«4 j1 piviere di S. Tommaso di Ariana, ossia cinese di S. Grinignano, a condizione che
4iCa»lrUerebii>,sicouma lo dichiarano varie alla sua morte succedesse 1* arciprete dclU
10 SALI SALT
pie?e di Salicelo, ndb qinle Mppliice tot* ?vrte fiiniiglie guelfe qumtlo i Gfailxrllìfif
torà agli obblighi parroodibli un vioario dopo la villoria riportai» ueU*auuo lado
dell* arciprete della eatlcdrale. « Bfonlaperlo deviularono anche oualà So
• È compreso nel popolo di Saliceto il ber- 6 case dei loro oeniici. — (P. Iuwpumo De-
go con la chiesa ed antico daostfo delLi SS. /«a. dt^li Brad. T. VII.) — fW. I^owba-
Annonxiata. ko in Va!-di-Pesa, e Moara^Roróiiao di Ma-
La piere arcipretnra di Salicelo nel 1 833 remma.
contava soli t58 abil. mentre nel 1745 ne Nel |)opolo di SalÌTolpeé compresa la te-
a?e?a 509. nula del Corn o df* duchi Slrotzi. — Que-
SAUNE, o MOJE m VOLTERRA. — sU parrocchia nel i833 conUva 168 abil.
#Vfl. Moji in Val-di-Geeina. SALSO (RIO). — f^ed, Rig^Sauo.
SALINE ;TORRE mlli) nelb Valle del- SALTENNANO in V»]-d*ArbU. — Villa
TAIbegna. — F'ed. Cj^ì^ÌÌ^mta^ Mamta o casa campestre che h;i T aspetto di fortili-
Di TMtAMoWE , e OaamtLLO Comunità, zio nella parr. di S. Innoccna alla Fuma,
SALISSINA, già {Salusiamo) nella Val- Gom. Giur. e circa due raigl. a maeslr. di
le del Serchìo. — Villa che coslitiiisce una Buonoon vento , Dioc. e Comp. di Siena,
sexione della cnra di S. Andrea, detta a Gai- Cotesto resedio , di cui si trova forse U
ta/oia e Sali f fina, nel piviere di Vico-Pe- prima memoria nel laSi, trovasi sulla d<^
h^ , Gom. Ginr. Dioc. e Due. di Lucca, stra del lorr. Sorra , ed è proprietà della
dalla qoal citlh dista appena 3 migl. a ostro, lamiglia Massari di Slena, che ridoase il fot-
A questa villa, appellata innanzi il mille tilizio di S'tf tannino a villa signorile.
di Salitfiamo o Salissimo, sp^Kltano due SALTI (PIEVE a) o S. MARIA m SAL-
membnne deiPAreh, Jrcip, Lucch» del TO in Val-d* Asso. —Pieve antichissima di
luglio 774, e del a3 giugno 980 pubbli- cui resta il titolo ad uni eh. plebana (Nati-
cale nel Voi. IV. P. I e 11 delle VemrWe vita di Maria alla Pieve a &iUì) nella 0>ih.
LucehesK — f^td, GattuolA a SALmstaA. e circa due migl. a lib. tli S. Giovanni d'
SALIVOLPE in Val-di-Ptrsa. — Cms. già Asso, Giur. di Buonconvenlo, Di<*c. di
Gisl. con parr. (S. Cristin • a Sii1ivol|ie) nel Pienia , prima di Amom , Gorap. di SieoM.
piviere di S. Pancrazio In Val*>li-Pesa, C>m. Risiede uelb pendii-e orientale delle col*
Giur. e circa 4 migl. a lev.-scir. di Mon- line cretose che separano la Valle dell* As»>
tespertoli, Dioc. e Gomp. di Firenze. «la quella deirOiubrone sanese sul confine
Risiede lungo la strada rotabile tracciata fra la Gorounilà di S. Griovanni d*Aaso,
sulla S(>mmilà delle colline che funchcg- do?' è comprt»i la pieve, e quelle dì Buoo-
ginno a pon. il fiume Pesa , mculiT scorre convento e di Montalcino.
altn loro base orientale il lorr. Firginio. Era una delle chiese iKiltesimali del Pan-
Fu questo uno dei castelli dairimp. Fé- tica diocesi aretina situate nel contado sa*
derigo I restituiti ad un conte Alberto figlio nese, e perciò siale lungamente controverse
e nipote di altro conte Alberto di Prato, nella fra i vescovi di Siena e di Arezt» a partire
guisa che vien dichiarato da un diploma dall'anno 711 e confermate a questi ullimi
dato in Pavia li io agosto 1 164, confermalo dal giudicato dì Siena del 7 1 4 , da quello
|ioi dairimp. Ottone IV con altro privilegio dato nel Borgo S. Genesio nel 715, e più
del laio a &vore del C. Maghinardo uno tardi danna sentenza pubblicata dai delegali
dei figli del conte Alberto prenominato. Ciò po.itificj in S. Marcellino del Chianti ndl*
ne richiama ali* alto di divise del a3 febb. anno 1099, ecc.
t >o9 (stile comune) fiitto in Locignano La Pieve di 5. Maria in S^lto nei seoo-
di Val-di*Pesa fira il conte Maghinardo pr»- li intorno al mille era matrice delle S chie-
detto ed nn di lui fratello conte Rinaldo , i se seguenti; 1 .a S. Angelo im Luco , ora S.
quali insieme ad Ugolino e ad altre sorelle Michele m Chiumre\ a.a S. Leonardo e S.
ttascevano dalla contesM Emilia prima roo- Giovanni di Chmture, poi S. Naiario di
glie del C. Alberto suddetto; che ebbe altri Cliiusure; 3.a S. Pietro di Chiaiina, (riu-
figli dalla seconda moglie, la i-onleasaTaber- nita alla precedente); 4 a S. Lt>renzod< ritr-
naria. — Fai. SewiFOim , Scttimo ( S. gelle (esistente); e 5.a S. Elena in Botano
RoM'>L> x) e VcRifin. — (Aaca. DirL. Fioa. (distrutta ).
Carte deìh Spedale di Bonifauo.) Di quest'ultima chiesa nel territorio di
Nel castello di Salivolpe abitavano di- CAf ii5n/« è latta menzione fra le altre da
SA MB
w ricoperti quasi per ogni do? e ili 11* are-
•rewuriaargillon,che attenui oca lo schitto
mmoao.— Fed, 6411710x14.0, Comunità.
Le piaote pii^ comuni «ono quelle del ca»
dajno» del cervo e del leccio, e nei luoghi
più eminenti i fiiggi in roeuo ad eyteie pra-
terìe, le quali fornisDono alimento a molte
balie lanute, boTÌne» cavalline e porcine.
Alla Sambuca non vi lono mercati tetti»
ili, ni tampoco fiere annuali.
84VP
t»
I4 Comunitli manlìanc iiq medico ed un
maestro di scuola.
Hisiede iilU Sambuon un Pulest^ che ha
la sola giurisdizione civile sopra il distreilo
di questa Gomunitì», dipeqdendo pel crimi-
nale dal Vicario regio di Pistoja. X^k cuncel-
Jeria Cum* è iq San-Maifcello, 1* ingegnere
di QrcondHrio, P ufi^io di esazione del IVe*
gislro, la conserrazione dell* Ipoteche ed il
tribnuale di prima Istanza sono iq Pistoja,
QUADRO della Popolazione della CoMunttjf 9%ll4 SjtMfuc4
a quattro epoche di9erse,
dai Zmoglii
Gnipednd)
F^Mignool (I)
h«a»a
Pian del TiNon
TemO
TieppioO
Titolo
delle Chiese
SSp Giuseppe e Igna-
tio. Rettoria
6. Pellegrino, idem
9. Maria t idem
Bt Maria e S. Gauden-
no, idem
S, Maria e Jacopo, id.
S, Jacopo , Pieve
B. Slefiino, Rettoria
S. Maria , idem
S. Michele, Pieve
Diocesi
eui
appartengo9$o
Popolasione
▲mo
i55i
1379
AMIIO
1745
378
3o3
1699
1646
AWO
i833
90 1
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1840
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507 599
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( 140
1775? 5a4
(1498
T0T4LM , . , , Ahit, N,^ 1879 a6B8 a63!k 5ooq
KB^ Le pturroeohie il Campeda e di legacci contrassegnate col nam, {i) furono
trHte dopo Iranno 1785. — Gli ultimi tre popoli contras se fenati con l* asterisco f/)
étpo il 1833 furono staccati dalla Cnm. di Canta gallo 0 aggiunti a questa dflla
Stimbuca^ — F'ed. Caktaoallo Comunità.
SAMBUCaEETA in Vakdi-Sieve, «- Gas.
e^ eh. perr. (S. Donato) nel piviere di S.
trolioo in Monti, Com. e circa 3 migl. a
ior. dì Londa , Giur. di Dicomano , Dioc,
à Fiesole , Comp. di Firenze.
Riaiede tul fianco oeeidentale dello tpro*
v che stancasi dalla Fallenma per dirigei'si
*^pa le sorgenti del torr. Moscia alUGon-
aima, e separare dal lato di maestr, il Val-
'imo CAientincee dalla Val«di-Sieve, liin-
fo r antica strada mulattiera ohe dal Mu-
fdlo pama tuttom nel Casentino.
Fu U SambncheCa feudo de' conti Gnidi
£ Poppi* stati anehe patroni della chiesa di
S- Umato alla Samlnicbeta. Gò ò reso chia*
Ada un atto del aa agosto 1378, col quale
kt fratelli . il amie Simone ed il C, Qio.
vanni figli del G. Roberto da Rittifolle, no«
minarono il nuovo rettore di S. Donato alla
Sambucheta della Gom. di Londa, distretto
del Castel di S. Leolino , Dioc. di Fiesole,
-.-(P.UDiFoif8ol>e//<.<le^/i^nfd.T.yiII.)
Infatti la Sambucheta fu tra le ville e ca-r
stelletti della contea di S. Leolino in Mouli
che il C. Guido Aglio del C. Ugo da Batti-
fdlle nel 1 367 sottopose per U tua parte 9I-
r acoomandigìa della Signoria di Firenze,
finché nel 1440 quel governo se ne impa-
droqì per ribellione del poqte Francesco di
Poppi, — l^ed, PpP9|,
La stessa itoqlea, compresa la 6.imbucheta,
nel 1645 h datJi in feudo dal Granduca
Ferdinando II con titolo di marchesato a un4
donna di casa Guadagni , pgi ffucpedeir»n9
SAMfi SAMB 13
III dì Salvtano lo «Jicliìaniva un altro itlru- trillo pei frati GetUHii nella parr. di Val-
mmlo del 1 1 oa citalo dal Targioni alla pag. Benedetta, Coni. Giur. Dice, e circa 4 migl.
1)9 del T. II de* suoi Viaggi. a lev. di Livorao, Comp. di Pisa.
Anche cotesto Salviano ebbe nome dì ca- La chiesa di S. Maria delta Sambuca ri-
Btello da una casa torrìla« che uno di quei sieile sul fianco di un |)Og^io nel tallone
signori nel ii8a per la sua parte donò al deWUgtont fra i con Intflbr li di ifonre-Cor-
ìloD. di S. Giorgio neir Isola di Gorsoua. bulnne che scendono a maestro lii f^al'Bt"
In quanto ai marchesi «li Bfassa e di Li- ne</e//a.— -Essa fu consacrata e dedicala a S.
^otnoy all'in. LstOBKo, raiiimentai un con- Maria Annunziata dall*Arciv. pisano Giù-
tratto del 9 genn. 1^44 rogato in Pisa, col liano dei Ricci nel \{\ 9 oli. del i443.
quale Guglielmo del fu Andrea March, di Al dire del Coppi autore degli Annali di
MaMta^Ziunense in nome proprio, non che Sangimignano nel sec. XV prese qui P abito
per interesse del di lui fratello March. Al- di frale Gresuato il bealo Ranni Ardiughelli
berto e «lei March. Corrado suo consorte. sangimignanese.— Colesta famiglia religiosa
affiliò air abbate Martino per il suo Mon. fu soppressa insieme con (utia la congrega-
di S. Michele in JBorgo di risa un petio di zv'ue de*Gesuali dal Pont. Clemente IX nel
leira poalo dentro i confini di SaUiano, di- 1668 che destinò i loro beni airOrdine de-
tfmiu di LifomOy in luogo appellato f^io' gli Ospitalieri. Però il Granduca Ferdinan-
C«iw m Seopmfa^ con T obbligo di pagargli do li assegnò i fondi del convento della
r annuo fitto di sei denari pisani. Sambuca alPospedale delle donne in Livoi-
InfiiUi i marchesi di Massa a quella età no. — • f^ed. Tiioioai f^ìftggi ecc. T. IL
poMtJetauo nel distietto di Salviano de* he- SAMfiUCAnellaVal-di-Pesa.— Borgo cou
tti di aoolo con diritto di pastura; lo che da- eh. parr. (S. Jacopo con due annessi denio-
^ a coooacere il Targioni nelP opera sud- liti] nel piviere di S. Pietro in Bossolo,
detta, dove pubblicò restralto di un pioces- Com. e circa migl. 3 ^ a grec. di Barberino
io compiuto nel 1485 sul diritto del pasco- di Val-d*£lsa , Giur. dii Poggibonsi , Dioc.
lo di momUntro e di Saì^iaao allora con- e Comp. di Firenze.
tiovetao fra la Comunità di Livorno ed al- Risiede sulla ripa sinistra della Pesa alla
caai eredi dei marchesi di Massa e di Cor- lesta del poole che si disse di Bomagliano^
sica. — I quali terreni a (lascolo erano cir- Sul quale passava Tanlìca strada Romana in-
coscritti fra il Ri^fo-Mngginnt^ il torr. dell* nanzi che sulla fine del secolo XVllI fosse
ArdeaxM^ il mare Mediterraneo^ Rondi' costruito due miglia più basso il bel ponte
^^ta, Periieaja^ ecc. di pietra dirimpetto al poggio di Fabbrica
La chiesa però di S. Martino a Salviano per T attuale strada postale «ti Roma.
■kI 1377 non era più addetta né dipenden- Con islruraento del io53 rogato nel ca-
le dal piviere di Limone, sìbbene da quel- stello della Sambuca nella Va l-di»Pesa, il no-
lo dì S. Paolo àWArdemay e tale si conser- bile Ranieri e donna Ava sua moglie dona-
vava anche nel i37a, siccome apparisce da rouo alcuni beni alla badia di Passignano.
dae registri delle chiese della diocesi pisana Dalla stessa badia provengono due altri
pubblicati dal Pad. Mattei nella sua Storia istrumenli dell* 11 sett. ii6(>, e 29 oli.
cecIcsiasliGa pisana. 1 1 79 scritti nel castello della Sambuca, ed
U territorio della pieve attuale di S. Mal- un terzo del a die. ti 68 rogato in Passi-
lena Salviano è spur.so di molte ville signo- gnano, coli* ultimo dei quali I* obbate di
nfi ; e sebbene la sua pieve non abbia {Kir- quel monastero atlìttò due moggia e quattro
ntelùc succursali, essa abbraccia quasi tutto stiora di terra nel distretto della Sambuca
il distictto dell* antica pieve di Limone. — per 1* annuo canone di Ire dt-nari, compresa
rM. AaoosA e Lntona. una piazza in dello castello con Tobbligo al
La popolazione della pieve di S. Martino locatario di fabbricarvi una casa. — (AacR.
•Liviano nel i833 asceivleva a io4ao ìhrL. Fìok. Carte di detto Sion,)
^' — ^ed, Livoaao Voi. IH pag. 789. Dall* istrumeuto jierò del 99 ott. 1179
SiBfBAVELlX).— f^ed, Babila. (S.) nel- apjtarisce che fin d'allora esisteva sulla Pesa
h Val-di-Sieve. il Ponte della Sambuca , ponte del qule
SAMBUCA de* Monti-Livornesi. — Pog- si toma a far menzione in altre due carte
I» selvoso dove fu un cremo (5. ATaritf </e/- del giugno iai9, e 8 genn. H195 strine
^ JeiiiAtfca)conTertito più tardi in un con- nel borgo del Ponte della Sumhuea.
il SAM6 SAHB
RamineiiUno poi la priorìa e canonici di caboto che tuttora conserva della Sambur»^
S. Afarìa eS. Jacopo alla Sambuca un istni- e distinta dalPaltra di S. Lorenzo a KicxU-
mento del a6 giugno 1119 ed un compro- no, finché nel 1848 il vescovo di Laècca
messo del I a 3 1 relativo al giuspadronato di mccoraandò il popolo di quest* ultima ^1
quella chiesa preteso dall* abbate di Passi- rettore della prima, formando d* allora in
gnano. Lo stesso dicasi di due altri islru- poi una sola cura, la quale comprende le
menti del aa maggio 1^37 e del 34 oU. villatedella 5<im6ifca, di Ft//e/fae di Bac-
1379, mentre di un mulino sulla Pesa nel etano, e la rui popolazione tutt' insieme nel
popolo di S. Jncopo alla Simbuca in luogo i83a ascendeva a ao3 abik. — f^ed. Bac-
detto Bomagliano fa parola una carta del cikno e Romano (Sar) dklla GAapAGWAiiA.
die 1 3 1 4t «ce. -— ytd. BoMAGLUNn, SAMBUCA «Iella Montagna piste j<*se d<;IU
Finalmente con scrittura del ao seltem- Valle del Reno bolognese. *- Cast, e Borgo
bre i3oi fu data licenza a due maestri mu- capoluogo di Comunità e di Potesteriii con
ratorì del Comune di Firenze di fabbricare pieve (SS. Jacopo e Cristofano) nella Dioc.
case nel borgo della Sambuca, Io che venne di Pistoja, già di Bologna, Gorop. di Firenze,
loro confermato nelSgenn. i3oa dal com- Risiede in monte lungo la rìpn sinistra
missario del vescovo di Siena collettor «ielle del torr. Limentra attraversalo dalla strada
decime per la Dioc. di Fiesole. — (/oc cJt,) rotabile della Porrelta, fra il gr. 44** 5' 6'
Col progredire dei tempi i) giuspadronato latit. ed il aS^ 39' 8" long., 16 migl. a seti.-
della eh. di S. Jacopo alla Sambuca ritornò grec. di Pisloja, passando per la straila regia
dai Vallombroaani della badia di Passiona- Modanese, e circa 1 3 migl. percorrendo Tan-
no nella nobil famiglia Buondelmonli di tica via Francesca della Collina.
Firenze che lo mantenne finché sulla fine II castello della Sambuca con tutto il s*to
del secolo XVIII fu ceduto at Principe. distretto spetta ad una delle Comunità Iran-
Rispetto ali* antico ponte della Sambuca, sappennine. — Esso fu lungo tempo so»,
ossia di Romagliano, esso fu rifatto median- getto a due diversi dominj, e per cons<--
te provvisione della Signoria di Firenze del guenzn diede motivo a rappresaglie frequenti
a? seti. 141 5. — (Gayb, Carteggio inedia e<I a piccole guerre, da una parte fra i IV>-
to di Artisti Vol^ I. Append, IL) lognesi , i di cui vescovi tenevano il gover-
La pArr. di S. Jacopo alla Sambuca nel no spirituale della Sambuca, ed i Pistojo:»i
1833 contava 334 abit. dalP altra parte, ai di cui presidi eccfesM-
SAMBUCA DsiAA GARFAGNANA nella siici il Cast, della Sambuca fino dal secolo X
Valle superiore del Sercbio. — Castelletto era stato donato.
con rocca diruta e eh. parr. (S. Pantaleone) Dico sino dal secolo X, poiché nelP ;unn >
cui fa annesso il popolo di S. Lorenzoa Bac- 997 l' Imp. Ottone III con suo diploma con-
ciano, nel piviere di Fosciana, Com. e circa fermò ai vescovi di Pistoja il feudo del Cìtst«
due migl. a ostro di San-Romano, Giur. e di Pavana situato nei confini distrettuali
due migl. a scir. di Camporgiano, Dioc. di della Sambuca sotto il piviere di S. GioTannl
Massa-Ducale, gik di Lucca, Due. di Modena, in Succida diocesi bolognese^ giudicarti
Risiede sulla ripa sinistra del fi. Sercbio, però di Pistoja. — - Fed. Pavana.
cui sovrasta una rupe di gabbro rosso che Infatti fra le membrane del vescovado dì
segna costà il confine delle guglie ofioliliche Pistoja avvene una del luglio io55, scrilla
schienite nel talifeg della valle, a |)arttre da nella corte di Pavana d^I castello della Satn-
Piazza e Sala fino al Vili, della Sambuca; il buca giudicarla di Pistoja, riguardante fa
qual tragitto fu segnalato agli Art. Campok- promessa, sotto pena di lirecento, fatta a M'ar*
oiAKO Comunità, e Gasfackana. tino vescovo di Pisloja da diversi signori, «li
La chiesa di S. Pantaleone alla Sambuca non contendere a luì né ai suoi succesBori
porta\a un vocabolo comune al Taltra s<^i vi- alcuna parte del castello della Sambuca , n^
Cina di S. Lorenzo, cioè, di Riccinno, e di molestare quegli uomini ai quali avcsasem
come tale é segnata nella ho]1:i roncisloriale concesso terreno per fabbricarvi abitauo
diretta dal Pont. Alessandro IH, scilo il a3 ni. — (Aaca. Dipl. Fioa., /oc. cxV.)
die. del 1 168, a Jacopo pievano de' SS. Ippo- Fra in qu^l tempo uno de* signori «lelL
li!o e Cassiano a Fosciana. Sambuca un tale Sifrido del fu Agighio «li
La stessa chiesa di S. Panlalfonc però nel Pisloja, il quale nel i5 giugno deirann^
catalogo del 1160 trovasi designata col vo- xo86, stando presso la pieve di Viillano i
SA MB SAMB 15
del Mfmulc gludieoria pistojese^ rìnuiitìò sì maneggiassero coi Bolognesi per dare lo»
alb stessa uciisa nelle mani di Pietro vesco- ro iii mano la rocca ; lo che, dice il Fiora-
io «fi Ptsioja tulle le corti, castelli, chiese , Taiiti sotto Tanno i la?, serr) di ragione ai
r beni che possedeva ne* contadi |iislo}ese, Pìsiojesi per punirei capi della congiura col
fìM^ntino, Arsolano e bolognese rìserban- fornire ajuto di milizie al loro tcscoto si-
don dei mcd simi fuso frullo, eil il ptis guore di quel castello,
mn dì un castello (Tripftohno)^ a condi- Il possesso però della Sambuca si conser-
Itone che se egli o i dì lui eredi aTessero Tava sempre ad arbitrio dei Teseo?! di Pi-
routeso al detto vescoTo, o a chi fM succo sloj.i anche quando il Pont. Celestino 11 nel
àtM la torre e cositi Mia Sa-nbuca, op- 17 (ebb. 1 143 diresse una bolla al preno-
pore rhe que fcelati Tavessero (terduta per minato vescovo Alto, confermata nel 14 feb-
cattiva guardia dei ininbiri di detto Sifrido, brajo 1 1 54 da Anastasio IV al Tescofo Tracia
allora i suddetti beni dovessero dichiararsi di lui successore. A quest'ultimo prelato fa
<K piena proprietà dei vescovi pistojesi. — an<^e diretto dal Cast, di Ssn-Quirico nel
(iva. Din.. Fnm., Cartt del rese, di Pi» senese un privìlegtoin dati del 4 Ingt. 1 1 SS
Ito/a. — Téàccxmik , Anecd, Putor,) dall* Imp. Federigo I, che prese sotto Pimpe-
A confermare ai vescovi di detta città il riale tutela i beni della chiesa £ PSstoja.
casteflo « «lislref lo della Sambuca si acgiun* — {ii^i),
scro le bolle ponti5cie di Urbano II e di Allo stesso diploma di Federigo I in segni-
P^sqtiale II, cui diede peso un giudicato to iiirono conformi quelli degli Imperatori
fironuoziato in Pistofa nelPanno 1 104» slato Arrigo VI (1 196), Ottone IV (t 909), e Pe-
cooftntDjto dalla gran contessa Matilda, dal derigo II (1 ai 8 e 1 399) concessi ai pontefici
csfdiiule Bernardo degli Uberti e da Dodo- della cattedrale pistojcse.
ne vescovo di Modena. Il qual giudizio fu In questo frattempo però i Bolognesi, per
raolivato d tlTessersi gli abitanti della Sem- insignorirsi della Sambuca, profittarono del-
buca ribellati ai vescovi di Pistoja loro an« la guerra che fin^evasi nel 1904 fra i Fio-
tichi padnoni , dopo che avevano rinnovato renlini ed i Pistoiesi, quando mossero la
lóro il giurameiilo di vassallaggio. loro oste verso la Montagna di Pistoja , per
Il preambolo di quel lodo pronunziato modo che fu loro facile impadronirsi della
nel sell.del 1 104 diceva a un dipresso: « La Sambuca e di altri castelli vicini, dai qnali
(hirsa pistoiese possedendo da gran tempo furono tenuti fino a che nel 1 6 ottobre del*
il Cast, e rocca della Sambuca assieme con Tanno 1S19 il cardinal d'Ostia Ugo dei
ìa sua corte, al avendo già ricevuto il gin- Conti di Segni Legato del Pont. Onorio IH
nmenlo di fcdelià dagli abilaoti, i roedest- pronunziò sentenza, che il Cast, detta Sam-
mi sì erano ribellati, dondethè esaminata la buca con il suo distrettoe ragioni dovesse ri-
causa dai giudici delegati fa sentenziato, che tornare sotto il dominio del vescovo di Fi-
la menSa vescovile pistojese fosse restituita sloja, e che iPislojen procurassero dì rindc»>
nel suo possesso primiero con tutti i diritti aizzare e fiir restituire i beni a coloro che
cbelegalmenteseìecompetono, ecc. ecc.»— > erano fuorusciti della Sambuca per avere
^0^. Pataiia. costoro abbracciato il partito de'Bolognesì, e
Infiliti il Pont. Innocenzo II con sua boi- viceversa che il Comune di Bologna facesse
la diretta da Pisa il 91 die. del li 34 ad Atto lo stesso verso i fuorusciti Bolognesi. — >
sullo vescovo pistojese, confermò a lui ed (Sàvtoci, cintali Bolognesi T. II. P. II.)
ai suoi successori qudle de* PP. Urbano II e Dopo tale concordia il vescovo di Pistoja
Pasquale U , le quali comprendevano tre i Graziadio cede in feudo ai conti di Panico
feodi della mensa pistojese la corte di Pa^a» il Cast, della Sambuca, per cui nd 6 aprile
9a nel contado di Pistoja ed il castello del lasS Ranieri, uno di quei conti, autore
deUa Sambuca^ dm venne restituito (dice probabilmente di altro Ranieri arcivesco-
la bolla) al t^esco-*o fldehrando di Pistoja vo di Pisa reso celebre dall* Alighieri, prv^
d'illa contessa Sfatilda JigUa di S, Pie* sto giuramento di fedeltii al vescovo Gra-
t^'o per gìuditìo pronunziato dal cardinal zladio per sé e per Ugolino suo fratello. -«
Bernardo Leg-ito apostolico in Toscana, (Aaca. Dipl. Fioa., Carte del Capitolo det-
ta:. — [loc. eir.) la Catte Jr. di Pistoja.) — fVi. P^ia.
Ciò non usLiute gli uomini della Sam- Tali si innnlennero i popoli «l«||a Sam-
buca anche do|io quel giudicato sembra che buca e di Pavana, cioè sudditi e vaisalU
16 SAHB 8AMB
dei pfdati di PUtoja» fino a che nel nofem- ai dirìgeTt da Bologna per la Sambncn in
bre del i9 56 sotto il reggimento del Te- Toacana« s* impadronì della rocca di Pa^a-
scovo Goidaloste Vergiolesi prestarono gli na , che in detta epoca spettava ai nobili di
omaggi di vassallaggio quei popoli a con- Gantagallo » alla qual famiglia apparteneTs
dizione di ubbidire al vescovo ed al Comu- 'quel Napoleone che nel settembre del 1 33a
ne di Pistoja, di cui allora Guìdaloste crasi fu eletto dai Pislojesi in loro potestà e dae
fatto arbitro; sicché questo signore ricevè anni dopo in capitano del popolo a Firenze.
giuramento di suddilanza dai popoli della ^^iAtucM.Din.^FìO^.Càrte deirOperadi S.
Sambuca, allorché dominando la sua patria Jacopo di Pistoja.'^ Amm. Sèor. ^ior»)
quasi da assoluto padrone, gli fu f'tcile in- Sino al i36o la rocca della Sambuca (u
vestire del feudo predetto un Vergiolesi suo guardata dalle genti di Oleggio Visconti sì-
p-Axenle con titolo di visconte o vicedomino, gnor di Bologna, quando riesci ai Pistoiesi,
dal quale poi il feudo della Sambuca passò mentre le armi di quel signore emno cxco-
ìn signoria alla nobile famiglia pistojese de' paté nelU guerra con Bernabò Visconti di
Vergiolesi. Milano, di riacquistare quasi per sorpresa
In cotesto frattempo i Ornsolt e Comune il castello della Sambuca, della qnal cosa i
della Sambuca e di Pavana, adunati nella Fiorentini furono molto contenti, sperando
chiesa de' SS. Jacopo eCrlstofano, dopo una a tempo opportuno di avere essi la gnanlia
deliberazione fiitta in pieno consiglio , nel di cotesta chiusa dell' Appennino^
a6 die. del is6« venderono per lire io5 di Trovo però fra le carte del vescovato di
mon. pisana allo spedale del Prato del Ve- Pistoja una del ai febbrajo 1 368, dalla qua-
scovo un mulino con gualchiera posto in le risulta che l'abbate del Mon. di S. Baiic»-
qoel territorio in luogo appellato Miraeco- loraraeo di Pistoja a quel tempo esercitava
/«? — (Aaca. Dm.. Fioa. Carte dell* Opera il mero e misto impero sopra il caste! della
dt S. Jacopo di Pistoja.) Sambuca. Avvegnaché in detto gtomo per
Nel principio del secolo XIV era signore alto pubblico rogato nel palazzo Tescovile
del castello anzidetto mess. Lippo o Filippo di Pbloja don Simone abbate di quel mo-
de'Vergiolesi padre della bella Selvaggia, nastero de' Benedettini con licenza ed anto-
di cui mieslro Gino Sinibuldi pianse in rità del Vesc. Remigio e dei canonici della
▼ersi la morte accaduta cotta suso tra duri chiesa maggiore di Pistoja, avuto il connenso
#<ixfi innanzi che il di lei g^itorc nel 1809, dei suoi monaci, cede il castello della Sam-
Tendesse al Comune di Pbtoja per 1 1000 buca con tuUc le ragioni al sindaco del Co-
lire il castello , rocca » distretto ed uomini mune di Pistoja, salvi i diritti e nigioni che
della Sambuca. — ^erf. Pistoia. ^i aveva il vescovo e la chiesa pistojese ; in
Più tardi la stessa contrada cadde sotlo cambio della qual cessione ricevè dal sìn-
il dominio del pistojese Filippo Tedici, nel daco medesimo tanti effetti di suolo oorH-
tempo che egli (anni i3a4 e i3«5) oppres- spendenti all' annua rendiU di 470 mine
lava la sua patria. Fu allora che un cognato di grano.
di Filippo posto a guardia del castello della Non corsero però molti anni , che la Si-
Sambnca lo consegnò proditoriamente alle gnoria di Firenze, informata de' preparativi
genti di Caslruccio Anielminellì, che aveva- di eserciti che nel i375 si CMsevano in Bo-
no già occupalo varii luoghi della Monta- logna dal cardinal Leg^^tocon la mira di «la-
gna pistojese, sicché poco dopo Castruccio re addosso ai Fiorentini , inviò un piò for-
potè facilmente impadronirsi di Pistoja. te presidio alla Sambuca ed in tutte le roc-
Mancato Castruccio. la fortezza della Sam- che della Montagna pbtojese. — Magf^ior
biiea per pochi anni fn guardata dalle mili- danno avvenne nel 140X quando Riccardo
zie de' Pistojesi, fino a che, per convenzione de' Cancellieri , nella lusinga d* insignorirsi
stabilìU nell'aprile del i35i dovevano esse del governo della sua patria, ad tst|ga»one
consegnarla ai Fiorentini, se costoro fossero del duca di Milano, di cui era al servizio »
stati più cauti a non lasciarsi precedere dalle con le di luì masnade unite ai fuoruscili as-
masnade dell' arei vescovo Visconti di Mi- salì e tolse il caslel della Sambuca ai Fio-
lano clie aveva compro nell'anno innanzi renlini, ai quali però dovè remlerlo ne|
d^i Pepoli la città e distretto di Bologna.— nov. del i4o3 a patto di essere ribandiio
Fjtd Pistoia. ^^^ ^^ ' **'®* aderenti, oltre la rindenniz*
InUti un esercito del Visconti, mentre zazione de' danni paliti. — f^ed. Pistoja.
SAMB
Finalnmile il culel della Sambuca come
laaw imporUote per chi da quella parte at-
trai eivi r Appennino, anche dopo la caduta
della Rep. Fior, fu daiPistojesi affidato alla
cmlOilia di personaggi distinti , come quan-
do nel 1 53o ne era capitano Giovanni di
Filippo Cellesi, nel i534 Francesco Miche-
lacd, nel 1 536 Gherardo Buona ju ti ecc.
La storia, eh* io sappia, non palesa chi
tfnefa la guardia della Sambuca nelPanno
1537, quando y'i passarono i fuorusciti fio*
ffcotini che ebbero poi la mala giornata a
Monle-Murlo.
L'ultimo fatto d*armi che può riguarda*
re il passo militare per V Appennino della
Simbuca» ne richiama all'anno 1643, quan-
do vi passarono le truppe papaline riunite
io Bologna, inviale per questo varco a sor-
prendere Pistoja. Nella qual circostanza se il
oemicfj s' impadronì delle rocche di Pavana
e. di Treppio, questa della Simbuca sembra
che fosse lasciata fuori. Essa però venne in-
vestila e cadde in potere suo al ritorno del-
h stessa oste, che ivi si fortificò. Per la qual
OQsi i Pistoiesi volendola riconquistare coi^
SAMB
17
sero a -quella volta con un corpo di fanti e
cavalli, sicché dopo fiero conflitto il nemico
fu costretto a disloggiarne con perdita di
gente, di artiglieria e di munizioni. — (Fi<i-
RAVÀim , Memor, istor, di Pitto/a.)
Esiste alla S;imbuca un cinservalorio di ■
donne questuanti dell* Ordine di S. Fran«
caco sotio il titolo della MaJonna del Gi-
glio. Esso però nel 1745 era ridotto a due
sole claustmli, mentre nel i833 vi si tro-
vavano 18 recluse, e nel 1840 si contavano
costà 1 7 conventuali con 1 4 eflucande.
La chiesa parrocchiale per liolla del Pont.
Pio VI ditta in Roma li 16 oli. del 1785
fu disbccata dalla diocesi di Bologna e dalla
pieve di Succida, ora Capanne, con le altre
curedella Comunità dilla Sambuca, le quali
vennero aggregale alla diocesi pistojese. Al-
la pan*, della Siimbucji fu annessa la cap-
pella di Po/o/ae non Pajola come fu scrit-
to MArt. Pajoi.4 Voi. IV png. a5.
Sibilano atliuilnienir al piviere di S. Ja-
copo alla Sambuca le chiese parr. di Pa^Hi"
na , Cassero , Lagacci Campeda e Fras^
signoni^
MOVIMENTO della Popolazione del C^stello^ Soboo e contommi della Saubvca
m quattro epoche differse, diifisa per famiglie.
Ahro
INBl
mate.
«BESI
femm.
ÀDC
masc.
rtti
femm.
OONIUU^TI
dei
(lue sessi
KCCLR8IAST.
dei
due sessi
Numero
delle
famiglie
Totale
della
Popolai.
i55i
...
.^
....
•«
—
248
«379
i7;5
260
a65
36o
320
4?i
22
270
1699
i8)3
i83
187
aoa
ao4
358
22
224
11 56
1840
aog
193
160
195
428
21
239
1208
Comunità della Sambuca. — II territo-
ffio di questa Comunità abbraccia altual-
Mrnte una superficie di 21958 qoadr., 729
dri quali sono presi da strade e da corsi
f4cqua.— Nel i833 vi sì trovavano 2632
ikiL, a proportione raggua«1iataraentc di
qa^ft 93 pers<)ne per ogni migU quadr. di
U:)lri inipoiiibile.
f^infina con sei Gomunilà, tre delle quali
r^mpr<se ticWa Ijegazionc di R<ilogna dello
Siilo PiTilifirio e Irt' dentro il Granducato.
Uil lato di lev. si tocca con U Gom. gran-
V. V.
ducale diGintagaìlo a partire dai poggi scl-
tentrìonali di Treppio, e di là raediaiUe il
ramo orientale della fiumana Limentra che
rimonta per il cammino di circa 5 niigl. a
incominciare di sotio la sua contluenzii nella
Limentra inedia sino al ponte deìTAlbe-
rricci') sopra la Ba<lia aTaoiia. Orsl't voltando
la fronte da lev. a ostro sottenlra a r.oufinc
il territorio coniuniialivo della Porta S.
Marco, da primo lungo il toir. Liinen^
Irella, piscia nieiliaiile un liuiro «uo ifin-
llueulc, W Piano dei l\:ro^ cui quak' di-
3
1» AkìiÈ SAttB
Hgendori a micAr. itttn^ctia la strada co^ Fra i prìncipali coni d*aeqiiB che «SeM*
manitatlva che va da Pìtloja a Trq>pk> per se* dono dalla sinistfl cotta di cotesto Appetal*
^aitare la criniera «le^poggi, sulle cui spalle no per attratersalre da oslro«Yib. asetL-gnei
sorgono le prime fonti della CimeHfta me- il territorio comunitatlto della Sanilioai»ri
dio. Ivi cessa di fronteggiare il temtorio co>> conta non sob il fiume Reno, ma i ite nmì
mnnitativo della Porli! Ji Jfartio e sottentra della Limtntra^ cioè» ofitMttle^ énedim f
l*altro della Patta ai Borgo, e con qoesio la oeeidentaie*
Com« della Sambuca coritinuH a dlrìgeni Mon si conoscono anooni le aflntte wmé'
terso maestr. sul poggio ili Scaioechio, don- Inte delle prominenze maggiori di ootaMi
de poi risoertde per entnre col fono d*^c- parte di Appennino, per modo che sarrftbtf
ptasanta nel ramo della Limentta oeei- azzardo di chi per altra Ti« fuori di quelfa
deniaU^ che tosto trapassa dirimpetto alla trieonomeirica volesse confrontare i vaidii
confldenta del fiosso de* Cigni, Mediante il della valle del Reno Isotognese o dei valloal
cono inverso di onest* ultimo fosso la nostn della Limmttfa con aKri varchi deir Appen*
Gomuniti varca lo sprone dell* Appennino nino toscano e della Montagna piSI«»Ìeae.
chesepin il vallone della Umentra oeci'» Checché ne sia la cnaa meno incerta è«die«
étittaie delia Sambuea dalla Valle superio- alle sorgenti della ùinteaità oeddemiaie,
re del Reno» nel qiial fiume i due territorf il varco della Sambuca pistojese eri stato
discendono per il borro appellato del Fai' praticato ne' tempi antichi scendendo InufEò
ifn, e di lì sino al ponte wPiiioiti presso cotesta fiumana dallo Sf^edaleito^ detto al'
la dogana di Pracc/tia che trovano dirim* (óra dei Prato del Fesco^^ dopo «ver ri«
petto alla oottAuenta del torr. Orsigna, s;rlilo il monte lungo la ripa nnistra del fi.
Ivi cessa la Gom. della Porta ai Borgo Orabrone; il qual passaggio fn frequentato
e Mttentra di fronte a maestr. il territorio dagli oltramontani che dal bologrteee si dt«
della Gom. pottUficla di Grahaglioney con rigevano per t*istoja in Toscana, e vieevena.
hi qtiale la nostr4 della Sambuca fronteggia lo non dirò che vi passò nel 1009 con
per il eorto di circa 9 migf. , mediante il la sua corte un Mariib. Bonifinìo di Toso*
fiume Reno sino sotto l« confluenta della na» che nel 1 1 04 lo varcò la gran contessa
LimetUra oetidentaie delltt Samhuta^ Matilda con numeroso seguito di principi*
Ivi lascia a pon. Ìl Reno e per termini di conti e magnati* né starò a rammentare
hrtificiali sale sol monte ùuìdelio avendo quanto dissi all' Art. tifacelo per dove pas-
dirimpetto a sett. e poi a lev. Taltra Gom. sava quell* antica strada appellata anch*esBB
pontificia di Cassio, con la quale ripiegan- f^ia Francesca,
do da ostro a I ih. entra nel vai Ione della i^'- Asni più modeino è il tronco rotabile
mentra mtdia^ che trova dirimpetto al Gast. che staccasi dalla strada regia modanese al
di Pavana. Di là rimontando per circa mei* Ponte^Pttri per condurre longo il Reno
ko migl» quella fiumana arriva alla dogana ei Rigni della Porretta passando sotto la
del Ponte a Pannina , dove si scosta dalla Sambuca per Pavana, dove farà capo una
Limentra stessa e dalla strada maestra della nuova stnda rotabile che una vicicil ano*
tVNrretta per dirigersi a scir. percorrendo peir ni ma ha intrapreso, a partire dalla regia Va'
termini artificiali lo sprone che corre sopra danese a Gapo di Strada e di \h dirigendosi
Treppìofra la LimentraoecidentaieequeU per 1* Appennino al varco della CMlimm^
la media avendo dirimpetto la Gom. ho» donde riscendere per l' antica via FraacO'
lognese di Bargi e Stagno ^ fino a che per 'c« a PafHma^ e per la l^orrrtta a Bòtole
Il fosso di Ùinari scende nella Inmenira In quanto alla struttura fisica 4ì eotota
orienféle, dove ritrova nei poggi che pas» setione dell* Appennino, esla è quasi tntte
sano a ostro del Gast. di Treppio il terrì*> unifonnemente coperta di strati divetw*
torio oomunitativo di Ctntagallo. mente inclinati delle tre rocce compatte ap-
Tale era nel t833 la sopetÌRcie territoriale penniniche, sennonché la calcsiva {mlbn^
della Gom. della Sambuca, innanzi cioè le) è costassù mollo meno frequente delle
che nel tR74 fossero aggiunti «Ila mede- altre due (mocigio e òì/cio/o).
sima i poijnti di fórn\ di Treppio e del Trovasi bensì V aiberese lungo il Reno,
Pian-deUTnro^ ì quali tutti afjpartenevano fuori però di questa comunitti, poiché ifian-
allora alluGoniunità di Gantagallo. — #%cf. rhi dri monti che esM percorre, cori quelli
GintaoAiAo CwMunitè» clie chiudono i valloni della ÙimetHrm so*
SAVB
w ricoperli quasi per ogni do? e MV are-
ireDarìa argillofa, che alterna con lo schislo
laaroaM. -i^ F^ed, C4aTAOALi.o, Comunità.
Le piante pii^ comuni «ono quelle del ca*
rtagno, dei Cerro e del leccio, e nei luoghi
pia cniocnti i fiiggi in meuo ad e«teie pnt^
ferie, le quali fornisoono alimento a molte
heAte lanute, borine, caTalline e porcine.
Alla Sambuca non vi lono mercati letii»
ili, uè tampoco fiere annujili.
S 4 V 8 19
La Comunitli mantiene iin meilico ed un
maestro di scuola.
Hisiede hIU Sambuo» un Pulest^ che lui
la sola giurisdizione civile sopra il distrello
di questa Gomunìtn, dipeqdepdo pel crimi-
nale dal Vicario regio di Pisloja. La cuncel-
Jeria Cum. è in Saii«Mi|i*cello, 1* ingegnere
di Qrcondario, V utìnio di esaùone d^^l ^^
gistro, la conserrazione dell' Ipoteche ed il
trihunale di prima Istanza sono in Pistoja,
QUJDffO delia Popohfione delia Comvnnjf 9UL4 SjtMfuc4
a quattro ejtoehf diverse f
dgi imoglU
Gniipc4a(l)
FiMignool (I)
l^vaiM
naniMTiNon
Tofrin
TieppioO
BB
■i-*
wm
Titolo
deiie Chiese
SSr Giuseppe e Igna-
tio. Rettoria
6. Fellegrino , idem
9. Maria» idem
15, Mari* e S. Gauden-
lio, idem
S, Marta e Jacopo, id.
S, Jacopo , Pieve
Bf Slefiino, Ket|orÌ9 )
S. Maria , idem /
S. Michele, Pieve )
B
Popoiasione
1775? 5a4
(1498
Totale , . , . jébit. if .• i379 a6B8 «63a 5oon
?ni. Le parroeehie di Campeda e di legacci contrassegnate od nam, {i) furono
erttte dopo Iranno 1785. — Gli ultimi tre popoli contrasse fintiti con P asterisco (/)
àipo il 1833 furano staccati dalla Cnm, di Canta gallo 0 aggiunti a questa dfflq
Sambuca, — F'ed. Caiitaoallo Comunità »
SAMBìXSBETk in Vakdi-Sieve, «- Gas.
em eh. parr. (S. Donato) nel piviere di S.
liroliao in Monti, Com. e circa 3 migl. a
Kìr. di Londa , Giur. di Dicomano, Dioc»
é Fieaole , Gomp. di Firenze.
Riaiede tul fianco occidentale dello spro*
M che stancasi dalla Falteiona per dirigei-si
tofta le soTfenti del torr. Moscia alUGon-
«ima, e aeptrarc dal lato di maestr, il Val-
ikno ctaentineie dalla Val«di-$ieve, lun-
fo r antica strmla mulattiera che dal Mu-
(rilo pama tulton nel Casentino.
Po la Sambacheta feudo de' conti Gnidi
fi Poppi, flati anche patroni della chiesa di
& Dioàalo alb Samlnicheta. Gò è reto chia*
Ada un atto del aa agoalo i378, col quale
kt fratelli , \\ amie Simone ed il C, Gpo.
vanni figli del C. Roberto da Battifolle, no,
minarono il nuovo rettore di S. Donato alU
Sambucbeta della Gom. di Londa, dislrelto
del Castel di S. Leolino , Dioc. di Fiesole,
—(P. kDiFoaso Delit, degli Brud.T. VI")
Infatti la Sambucheta fu tra le ville e ca-
stelletti della contea di S. Leolino in Mouli
che il C. Guido figlio del C. Ugo d» Batti-
fdlle nel 1 367 sottopose per U tua parie 9I-
r acoomandigia della Signoria di Firenze,
finché nel 1440 quel governo se ne impa-
dronì per ribellione dd ponte Francesco di
Poppi. — t^ed. PpP9|,
La stessa itonlea, compresa la 6.<mbucheta,
nel 1645 h datJi in feudo dal Granduca
Ferdinando II con titolo di marchesato a um
dono» di casa Guadagni , pgi iui:f:fder9»9
22 SANC SANC
«Iella SjKzì.! , Piotinchi «li Levante, Dine, ai Visconti di Gampiglia d*Orda, Mscone
(li Liini-Siirzana , Regno Snnlo. apparisce «li un alto pubblico «lei S agi
Trovasi cotestu villaggio alla baite lelt. laAa ciUlo alf^rf. Cawpiclu p^Omoa.
«Ifi monti che fiancheggiano a lev. il Golfo ìjo dichiara anche meglio uiu tnnmi^
lAinenie, o della S{)ezia, mentre la loro del 18 luglio 1373 fotta fra Napoleone àà
schiena iceiide verso la ripa sinistra della fu Tancredi de* signori di Gampiglii ^Qt»
fiumana f^ara. -^ r^//. R,oc«, di VAa*. eia , Pone del fu Pepone , e BiMoo di SU-
!-« panr. di San^BeneJefto di Vara nel baldo da una parte, e dairallra parte fi.
i83a conlava 599 abil. sconte, Monaldo, SMinguerra e Tonerei
SAN^ASCCANO , o SANCASCCANO db* figli del fu Bulgarcllo , tutti de* Viiconti «
BAGNI (od Baln^a CluMÌna) nella VaMi- Gampiglia , per terminare una lite urtali
Paglia. — Gast. , ora ridotto ad una piccola tra i medesimi rispetto alla rocca e carteb
Terra con eh. collegiata arcipretura (S. Leo.> di Gampiglia d*Orcim , suoi abiUnti e fr
nanlo, ph S. Cassiano ad Balata) capo» strrtto , come anche per i castelli e IcfflMll
limp di Gorounilà , nel Vicariato regio di di San-Gasdano, di Celle, di Gampagn^cJ
Radicobni, Dioc. di Ghiuti, Gompartimento eoe. e generalmente per i diritti ed aiiaal
«li Siena. ^ che etti avevano sopra quelli ed altri loofli
Risiede intorno alla corona di alto poggio, di loro giurìsdixione.«*-(Aaea. Dm. F^
il quale sporge sopra 1 vicini dalla dirama- Carie della Badia Amiat,)
tione meridionale del monte di Getona, cir- L* Ughelli nell* btoria Marsciana (P. IL)
cn br. 1040 sopra il livello del mare, al riporta due altri istrumenti esistiti neli
cui scir.-le?. scorre il torr. Elvella^ fra il membrane della Badia praletta, a acfìttiof
rr. ag^ 3a' long, ed il gr. 4«^ 5a' 5"lalit. trambi in Campigiia d*0fcia sotto di n
sul confine meridionale del Granducato; 5 aprile età giugno dell* anno 1 174. — ^s4»'
in 6 migl. a scindi Radicofiini; 10 migl. a VArt, Gakiiolu d*Oboia , dove è ripoflÉMi-
srtt. della citth di Acquapendente e 1 a a pure uno squarcio del diploma oonoaan wA^
lib. di Qltii-della.Pieve, entrambe compre- tSaS da Lodovico il Bavan
compre- 1 3^8 da Lodovico il Bavaro ai GC. di
se nello Stato Pontificio, 9 migl. a ostro di sciano, consorti de* Visconti di Gampiglii|,
Olona, e circa 1 3 nella stessa direxioiie dal- ai quali fn gli altri feudi qveirimp. tm^
la eitti di Ghìusi. fermava : Item Casirum S. Cassimai d
Air^^rf. BAoatmS.Càacu]io (11 detto che Cast rum de Cellis eum omnUmf iW^
l* orìgine di questo castello è cotanto re- furibus, terriioriis, hominibmf H /mrisMti
mola quanto la cdebritJk de* suoi Bagni ap- ctionihus eie. ^
pellali Chiusini e rammentati da Orazio ; i Uno de* Visconti di San-Gasciano de* li''
Moali nel medio evo presero il qualificato gni fii quel Monaldo di Andjeuocio die If
«li Alziti O/v/e/an/ dalla città, da coi il Signoria di Firenie nel ta die. del iSStJ
piiese ed i suoi iendaUri dipentievano ; fino elesse in potestà della Tetra di San^Gialr
a che i medesimi acquistarono il titolo di guano per sei mesi. ^
Terme Cassianensi «lalla sua chiesa di S. Era sempre il caste! di San^Gaseiaao ià^
Cassiano che diede il nome anche al castello, Rigni pos8e«luto «lai Visconti idi Qunpigl^
Però la pieve di cotesti Bagni innanti il alloraquando nel i383 e di nuoto nel iSMP
secolo XI non era dedicata a S. Gassiano, Monaldo dì Giovanni di Pone si diede iass^
sihbene a S. Giovanni ed a S. Maria detta comaiidifna al Comune di Siena infic«eciri^
Bagno, chiesa rammentata da 4 mera- i castelli di San^Gasciano e di Celle « pfP
beane, scrìtte nel 10 febb. del 1014 t nel messo T onere «felP annuo eenso di io Ìi^
fuiriodel ioao, nel maggio del 1067, e ri ni d* oro da pagare a quella Hep.^(AHii'
nel genn. del 1075, tutte provenienti «lalla Din.. Sam., Consigi, deità Campmmm,)
Brfdia Amiatina neWArch. Dipi. Fior, Più solenne aneora fn h convenmncdrf!
La prìma v«>lta «die trovo nominala la i5 giugno i4ia, mercè la quale i sindael
chiesa di «f . Cassiano de'B'tgni mi sembra del Gast. di Siin-Gasciano e quelli del aobV
«■ssere quella di un istmmento scrìtto nel le Monaldo del fti Giovanni di Pone a ai*
nov. 1080 della Badia testé rammentata, me ancora di Giovanni figlio del predcHtf
ora ntìVArch. Dipi. Fior. Monaldo, stando in Siena nel palaiao èA
Checché ne sia il Cast, di San^Casciano Concistoro , sottoposero per anni a8 , cM
de* Bagni sino dal secolo \\\\ era soggetto fino «I |5 ging. <kl 1440, 8iraocom«ndi||l9
SANC SANC
de'SJguori Nofe la tenra,caite]lo, uondiiii e guerra <lel i3qo, fìi poi nel 139 3 ammesso
distreUo di Sao-CMciano con lutili forlilizj, «1 soldo del Comune di Fireuurcou uodici
npoai ecc. alle oondiiioiii trguenti : individui della caia Toloinei pur csii fuoni-
I. Che dovMMro {[li abitanti di &m-Ca- aciti sanesi. — - {ioc. di, Lib. XVL)
nano acoogUere ed alloggiare le genti d^ar* Nel 1467, e forse ancbe nel 1440, si rin-
bì che il Comune di Siena iri avesse s[iedilo novarono fra Siena e San-Casciano le capi-
a suo piacere. tolaaioni de! t4ia da durare per altri a 8
a. Che i San-Cascianesi avessero a ubb> anni successivi, meno che quesl^ulCima vo'-
IV ad un {riiisdicenle cittadino sanese da eleg^ la non v* intervenne alcuno de* Visconti di
fRsi clai Signori Nove sulla tema che fosse Csmpiglia. — » ( Aaoiivio Dm. Sax., Ka*
luta presentata di tre notari. leffeUo n.* loi a e. «73.)
3. Che i temnani di San-Cisciano do* Ma ad onta di tutte queste accnmandigie
vesKTO «ifiTrire ogu^anno per la frata di S. il Cast, di San-Caaciano uon fu riparato né
Maria d'agosto alla cattedrale di Siena un difeso abbastanza dalle masnade che iri con-
paPiodrl valore di i!i fiorì ni d* oro. diiase nel 149^ Vitellozzo Vitelli favorite
4. Che Bt dovesse dipingere sopra la porla da alcuni foorusciti , che misero a sacco il
M cislcllo di SaD4^aS».*iano Tarine del Co- paese spogliandolo di quanto poterono que*
■ane di Siena. masnadieri rubare. — ( Màlavolti, htor^
5. Che gli uomini di detto castello do- San, P. Ili Libr. 6.)
Tnsrro prestare giuramento di fedeltà in Ritornò ben presto la Terra di San-Ca-
màvo ilei commissario della Rep. senese. sciano sotto il dominio della Rep. sanese^
5. Che il Comune di Siena proteggereb- alla quale i suoi abitanti oonservaronsi fe-
ke e difmderebbe duranle il periodo de' deli fino a che caduta Siena e |x>scia Mon*
\ )8 anni convenuti il predetto castello ed i talcino in potere dell* esercito Austro-bpa-
I ■aoiibitanti da tutti i nemici che tentassero no^Mediceo di Carlo V e di Cosimo I, gli
\ ivargli offesa. abitanti di San-Casciano nelPagosto del iSSq
t Al qQ*il allo tenne dietro una delibera- prestarono ubbidienza al primo Granduca
I liooe «le* Signori Nove, per la quale il pre* di Toscana , cui furono dal re di Spagna
anmìnato Monaldo da &in-Casciano de* Vi- Filipi»o II venduti.
icoiiii di Campivlia fu crealo cavaliere Gau- Con la legge del 9 giugno 1777 vennero
; drole a spese del Comune di Siena e dato riunite alla Coraunilù di San-Casciano dei
ordine al rettore dello spedale di S. Maria Bagni quelle di Celle e di Fighinc sotto un
^>1U Scala di provvedere al cavaliere mede- potestà per gli atti civili, dipendente rispetto
■DO ana condecente abitazione con gli ali- al criminale dal Vicario re^in di Radicofani,
■rati per vivere» ed al camarlingo di Bi- lino a che col motuproprio del t agosto 1 838,
I chmia di pagargli una pensione di tre fio- restala soppressa la {miesterìa di San-Casc:ia-
rioi il mese per tutto il tempo di sua vi» no dei Bagni, il Vicario regio di Ra<licoiani
b. «• ( AacH. Dcixa RiFoaM. Sam., Kaleffo sopravve<le anche nrgli affari civili agli abi-
'Vfio, n.** 65 a e. i8i> e Malavolti Istor» tanti di questa ComuniUi.
Soa. P. III, Lib. I. ) L* arcipretura collegiata di S. Iieonardo
Costui era quel Monaldo da Sin>Casciano risiede nella {«rtepiìi eminente del poggio,
^Nooale di Gampiglia che TAmmiralo se» nel luogo forse dove fu il fortilizio e nel
pilo nel t389 podestà di Firenze, nel tem- centro del fabbricalo che gli gira sótto.
(Aàoé che la Rep. Fior, era in guerra con La chiesa è di costruzione piuttosto eie-
> Wei*, perchè i suoi reggitori in detto gante ed ornata di stucchi. 1/ arciprete di
■suo afevano deliberato di darsi in balìa Sau-Gisciano è uno dei vicarj foranei della
ti Conte di Virtii signor di Milano e ne- diocesi di Chiusi ; ed ha un capitolo ronsl-
>vo acerrimo de* Fiorentini. -^ (.ìmmis., stente in otto canonici , uno dei quali e il
^. Fior. Lib. XV.) pjirroco della Madonna delie Hipe, |>arr.
ScgUMce delle massime paterne e perciò moderna , la quale è compresa nel distretto
^inrio al governo di Sie^ia fu anch'* il comuiiitalivo di San-Cisciano de* Bagni.
"^1 lui figlio Giovanni di Monaldo da San- Nelle terme sottostanti al p;iese av\i un
^iano, tosinrhè egli do\io essere stalo ve- oratorio appellalo della Colonna.
*'tof!4Ì Fiorentini ravaliere sotto le mura Dalla parte orientale fuori della Terra esi»
*'« di Siena con suo gran [lericolo nella ste anche un con\eulo di Cappuccini»
\
u
MOf^IHE^TÒ delta Popolauone della Tkhmj ùi $Aw4Ìdsetjno OEt Bjqìh
a quattro epoche diserte ^ diifisaperjamiglie.
Aiffto
ÙtBUMAI
mate, fetnm.
Adulti
male, fttnm.
comuàATi
dei
due sessi
dei •
due sessi
Numero
delle
famiglie
Toialità
della
Popolai.
1640
-^
.
— .
i
1
147
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•
1745
118
76
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1840
$9
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196
tt
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685
,
- .
Comunità di $an-Càìtiano dé*Ba^nt. —
Il teirllorio dì questa Comunità occupi urta
superficie di 9 5659 quadr.^ ti 36 de quaft
s, iettano a Cofsi d^acqUa ed a pubbliche stra-
de.—Nel 1835 \\ si trovavano 9747 aWt.
a proporzione di l^ó pèrsone per ogni raigh
quadr. di suolo imponibile.
Confìna con 5 Comunità del (irattdtólò,
WenlTi; dirimpetto a lev. ed a scir. si tocèa
X»n lo Stalo Pontificio, col quale si accoirt-
phgna fino a óstro-ltb. rae<Iianle l'alveo del
fu Faglia t a pàftire cioè dalla confluenia*
tlel lorr. Bìgo sino a qucHa àcìCEl^^eìla in
Paglia, fra la Torricella e Pont^-CHiino.
Cnslì volt;indo fai'cii* dà osiro-lib. ascin ri-
ynoiìia per circa 4 migl. il torr. Ehellù che
bscia h poti* del poggio dì Sii n^^scianoptìr
entrare in un pìccolo borro provenienle da
ostro, di là dal qtiaìe peV leiìfnìni artificiali
tlirigpsì a lev. e poi a greC, fiìichè trova ìe
Sfìrgenti del fosso i^rgenfo, mercè ctii scorre
per circa due miglia, metà Yielb direzione
ili grecale e mttà in quella di lev., quindi
Ib abbandona j>er vollHrsi a Selì. donde per
lermini artificiali lascia al suo lev. iì vil-
Iftpgio di Palazzone. — Giunto al torr. di
Fos tallo clvc lo rimonta nella direzione dì
pon.-maeslr. lascia fuori il territorio dello
Stato PonliTicio avendo ditimpello a grec.-
lev. la Com. granducale di Cetorta , con lar
tjnale Talìra di San-Cascìan de*Bagni Fron-
teggia sulle spaile orienialì della montagna
t)n)nnima fino :illa cima dorè incontra a seti,
l'altra Com. granducale di Sarleano, e con
quesl' liti ima la nostra dirìgesi verso lil>. per
termini iuiìficìalì per un Iragìtlo dì circa
due migl. finché tmva su quella montoosilà
Il tcirilono comuQÌlativodi Radico&QÌ,coB
il qilale si AccoMpagnà verso scir. pMsando
per il Poggio Bianco innanti di scenderv
nel torr. Rigo^ racfcè cui le due Gomanhà
camminano dì conserva finoat Ponte a Ri*
go di fàccia air osterìa della Nocella, Di
còsti passando sulla desh« ripa del torr. me*
desimo pereorronò la strada postale e poi
per termini artificiali africano sul fiame P««
glia dìrìmpéllo allo sbócco del torr. Jf/ite-
strone, dove cessata la Com. dì Hadicofiini
la nostra rasenta A guisa dì tangente iì terrt^
torio conAunitativo delCAbhadia S» Salvado*
re. —Di là sctrtdendo il fi. Paglia nella dire-
zione di scir. viene di fmiite la quinta ed
ultima Cum. granducale di Pian-Càstaf^ajoy
con la quale I* altra di San-Casciano de* Ba-
gni arriva alla confluenza del torr. Siete di-
rìmpelTo alio sbocco del Bigo in Paf^Ha,
dove Sottenìra dì nuovo il territorio dello
Stalo Ponlifido.
UrtA delle mag]gi6ri emìnenn della Cora.
dì San-Ci^ìano de^fiagni è la montagna di
Celona kuì confine cdn la Com. di Sartcano
che si alza costà circa 1900 braccia sopra il
mare. Secondo in altezza comparisce il mon-
te di Celltp, trovatn pur esso dal Pad. Inffai-
rami a lir. Ì0S4 superiore al mare, calcolato
dalla sommità del campanile della sua chie>
sa ; e la terza montuosità è quella so cui aie*
de la Terra di San-Cascìanode^ Bagni mba-
mta dalPastronomomedesimo sulla cima del-
la torre campanatìa delU chiesa arcipreiura.
Poche strade rotabili attraversano questo
territorio, una delle quali è quella che stac-
cai^i da S m*-Cascìano per Sartcano ^ 1* altra
chie f)assa da Celle per arrivare al Ponte a
Rigo sulla strada postale Romana, la qital
ultiaia {ter il trafitto di oltre tre mi^U daU^
SANG SANC 95
tàenèàla Wo^Ua a qadla della Torrim fanno credere non folo le coochigtie pe-
c«tf« ètnedila nel territorio eomnnilalifo trificate, ma i ciotloli di pictn che essa rac<
diSaCadino de* Bagni. chiude, mentre la baae orientate dei con-
Dbfcn nmre dal Ponte a Rigo, prove- tndfixii medenmi é coperta da una marna
■nliAa mgai 41 San-Caiciano nn*antica conchigliare cerulea consimile a quella del-
*ahiMHia« che Ai prababilnhente nn Toppotta base che acquapende in Val-d*Or-
4BrtMi UtOBtlb» dilla via Cassia sotto cu. — f^ed. Radwovani Co-nunità,
rfolbAGUasì. •— ^fd. Vu Gasbuu Fra le rocce raccolte da Giorgio Santi
. Rè BOMnsi Simo i eorsi d* acqua che a San-Gisciano de*Brt((ni, furonvi la selce
)yo i eoofini del territorio in discorso; carnea bruna, o pietra fooi ja ( piromaca) di-
isnali il ft. Pkglia a Uh. ed i torr. Bigo sposta in ftlarelti interposti «illa calcarea stra-
ti B^dls, che uno dal lato di niaestr.-pon. tiforme del monte sopra il quale risiede il
è Tittfo fcno tcir. del capoluogo s* ìncam- capoluogo, e Tossido nero di manganese che
■sanid fi. ^lia, mentre il Fossaito ri affaccia fuori del paese presso la casa dek
MBUidUr^rftiilp sboccano a lev. della h dogana; mentre fra i testacei fossili ab-
In sdjs China fomanft, bondano i coni ; come pure si nascondono
Imì pie rìoeo peraltro è questo paese di nella marna cerulea i cardi , le came, ecc.
i^piMi d'isfot teranli onde la Terra ac- Gli amnuMiili poi di varia grandeaza sj tro-
fiiils SSBW di Sam^Jnscian de*Bag*fL — vano racchiusi nella calcarìa stratiforme, e le
fci iBss uilsuto frequenti e sii copiose (di- madreporitì coralloidi non sono infrequen-
■WiGìngis Santi) che sarebbe desiderabile ti nri campi <\\ mania.
prilcMsdodei paesani che ugualmente Rispetto alle produuoni agrarie il suolo
*<*iicdaU)ondanle vi si trovasse Tacqua di questa Gomuuità, per la maggior parie
pMt. montuoso, è coperto di selve ghiandifere che
^ÌA Binai m S. Gascuso indicai le forniscono alimento a multi animali neri, e
wim più note, fn le quali una appel- nelle colline cretose e neU* angusto piano
h 3 l^ao di 8> Lucia prescritta nei di quei valloni te seminagioni di cereali.
■iiiisIbiBiia, cni probid>ilinente voleva Ilelb montagna vegetano spoutanee molte
■M 4 Antonio Musa medico di Augu- piante aromaticlie e abbondantissima vi si
^■J porti Orario per medicare i suoi oc- propaga la scorza nera.
'^^(RoiATu Flaoci, Bpist, X^. )— L* aria é salubre , ma il clima è rìgido
*^ flotoli BUgni attestano una grande anri che nò, ed il capoluogo stante la sua
"^dy^ptri (rammenti dMdolelti, di me- elevala situazione è dominalo dai venti S|ie-
'vfe^ ornamenti architettonici e di sta- cialmente grecali e dì scirocco,
'"'i»! soa che per varie iscrizioni romane In San-Casciano de* Bugni si praticano
^Tamemedóune allusive, oggetti tutti due fiere aiinuali, le quali cadono nel 92
'^fcnno segnalati dai due medici Bastia- settembre, e nel primo mercoledì dopo la
! "^^USMiti e da altri analizxatori di quelle Gmcezionu del mese di dicembre.
*^lnnali. *- F'ed. Jac ro Piupro, e Due altre fiere hanno luogo nel 9 luglio
Wns Bkfruni, TraUati de Bagni di a Celle , e nel martedì dopo la prima do-
^^ueitmOf Sunu eoe. menici di ottobre a Fighine,
Is fisica struttura di questa porzione e- La Comunità mantiene tre medici, uno
4VBi dd Granducato peata per la maggior de* quali medico-chirurgo, con altrettanti
pvrteni eotttraft»rii orientiili della monta- maestri di scuola, che sogliono risiedere in
|k4i Cdona in mexio ad angusti valloni , San^asciano dé'Bagnif a Celle, ed al Fa-
li 4* quali, quello del Bigo, ha la più Ifn^^ne.
^ fece venoostro-lib„ consiste, o in una II giu>dicenle di questa comunità è il
HnsBoencliigliaffe,o in una calcarea strati- Vicario regio di Radicofaoi, dove tengono
faritterrotla e spesso coperta da potenti stanza l'ingegnere di Circondario ed il can-
nthi di calcarea concre^onata (Irn^ar/ìio) celliere Comunitalivo. L* uffìzio di esazione
••lotti da quelle acque tarmali. del Registro è in S.irleano, la conservazione
Gbeeolesta calcarea stratiforme sìa da ri- delle Ipoteche in Montepulciano, ed il tri-
ni fra i tcncni leniarj infieriori, me lo bunale di prima Istanza in Siena.
▼. ▼. 4
M
(^UA0AO della Popotattone detta CoUvbìtj* dì SAW-Césctdif aji* Èj^BI
a quattro epoche diverse.
S
ffome
dei Laogki
T
mmÈÉài
1 »
^Mita
Celle
Fighine
t'alaxione
Ripe
Bam-Ciìcuiio ob^Basiii
Titolo
delie Chime
lnl^Mh
d. t*aotoCoil?ert. l^ieve
S. Michele, I^repositura
S. Maria Assonta, I^ieve
S. Maria , Retloria
S. Leonardo, Arcipre-
iiAia e GoUegiaU
I^iocesi
cui
appartengono
I >i 11 iiiiii t
Popolazione
. 89 O •-•
ToTÀhm * . 4 Abiti Nk^ «509 1731 9747 «9*3
SAN-GASdUNO, gik SANjCASCIANO
A DEQMO fra U VaUi^ieve e la Val-di»
t*eta. •* 'Terra froto murata il di Cui ceti*
tro troTadi nel bilico di dUe \i\\\^ essendo-
thè la parte volta velrso Firettié aiìquapende
taella fiumana (jrrere, t quellii veno Sieiià
scola in Pela. -^ Sauna chiesa prepositom
tol legista, ed è capoluogo di Comunità ^
di Giur» tlellà Dioc. e Gompt di Firenze»
l*roVàii A txttA $90 bf. sbpèHofe al V\*
Vello del nlare Mediterrakieo Sulla strada re*
|ia RolttàiU, alla prima posta partendo da
Firenxe per Siena che è aìl^òttato miglio
dalla capitale, passata di poco la parr. di S.
Cecilia j detta tuttora a Decimo perchè sitila-
ta presso 1* decima pietra miliare dell'anti-
co miglio romano (ottb de* nostri)^ là dove
fu stabilita oha mansione che diede origine
al borgo di Detimo denòmidato poi dal ti-
tolare della sua parrocchia SanJCassiami
— f^ed. l)ÉbiJto (S. OuntiA a>
Si aggiungi! che di cositi si diramano dn^
strade rotabili, a pon^ quella che pei poggi
della Romola conduce al Malmtntile tt a
Montelupo, ed a lev. P altra che per le Corti»
Mercatale e Panzano guida nel Chianti.
Fra le prime memolrie di questa Teita
potrebbersi forse indicare itt earte della Ba*
dia di Paaiignano scritte in Casciano nel
marzo del iota, neiràprile del 1 01 4 e feb-
braio del 108 il, ma siccome \\ lemplìte Vo-
cabolo di Casciano senzi dirai SartC asciai
no potrebbe riferire ttd altvo lUoso di Cascia»'
no in Vald^Ema, o ali* pieve di S. (ìiusto a
Cacciano presso Siena , eui appellano pure
due altrt scrilture dell^ag. lO^oe del 1 seti»
kt 3 1 della slessa badia, così mi limiterò piot-
ato a due isinimenti della provenienza me-
desima, uno de*qttali Mgato nelPagofllo dd
1 1 o5 presso la chiesa di S. Casiiano ter-
ritorio fiorentino, e l'altro del giugno 1187
Scrìtto in San^astiano del pi^erw di S.
Cecilia a Ùeeimo , contado pur esso fio*
tentino, *- (Asce. DiH.. Fiolu toc. cii,)
Assai più frequenti sono le memorie del
feecolo Xm relative al castello di San-Casc^
no raccolte dal Limi nei suoi 0on. ÉSecl,
Piar, dalle quttli risulta che gli uomini di
San -Casciano ubbidivano in quel tempo
anco nel temporale ai vescovi di Firenze,
poiché quei prelati non solo tennero eosti
nn vicario col titolo di podestà, ma diedero
ài SancascianeSi nel t«4t i primi statoti,
previa per altro 1^ approvatone dei reggitori
di Firenze , dai quali fu inviato nn ondine
Agi* abitanti di San4>sciano die dopo l'aii^
no la^a il loro giusdicente fosse sottoposto
al capitano del popolo fiorentino.
Nella cronicfe sanese di Andrea Dei è ne*
Contato, come ne11*antioti5S Toste sanese
fiM^esse una scorreria fino a San-Catciano e
a Montebuoni presso Firenze.
Ognora più chiara Apparisce la storia di
San-Casciano col progredire de^tempi, meo*
tre Giovanni Villani e Nicoolò vescovo di
Botronto raccontano^ come Arrigo VII, do-
po partito nel dicembre del t3ii dall* asse-
dio di Firente, andonne col suo evercito §
San-Casciano presso la città a otto miglia, e
che costà dimorò in fino Al dì 6 genn. sue-
tessiVo. Il qual villaggio, soggiunge il ve*
scovo Nictxilò nel diario del viaggio di esso
Imperatore in Italia, era molto buono e pie-
no di commestibili^ e quando qneiti ooroin*
ciarono a mancare si mosse l'esercito vrrfo
Poggi bonsi dando il guasto a molti castri*
8ANG SANC ffT
|«tU e Tìlbfgi ddU TÌdiia eontnda di Val-* priiiuipio aì fondtmcnti delle tue laur^ ca«
di-Pcsi e di yal-d*Elsa. stellaoe , e tafte •* allo^rooo ad abili mae*
Ài che si aggianga qualmente nel dì i a stri sonret;liaii da avveduti provvedi|ori col
dicenbfe del 1 3 1 a presso San-Casciano , in aomarinistrare alle maeslranie la calcina, ac-
easirit 4m$9 Fiortntiam , fu spedilo un cioocbè avcssono cagione di lare buone mu-
diploma dallo stesso Arrico di Lnòeniburgo vaglie. Le qiuili dovevano essere della lar-
in bvore di Rigone di ifgolino dì Rigone, f beixa di br. 4 nel fondamento , e br. due
e del ào di lui Ghino del fu Rigone dei àopra ferra ristringendosi a modo di barbai
latfcbcsi di Colle della illustre prosapia de^ cane, alte sopra suolo br. ta con corridori
marcliesi del Monte 8. Maria. e beccatelli , armate di torri intorno alU
Se in tal ciroostanxa i Fiorentini non co- distanta di 5o br. V una dall* altre , e que-
Dohbero quanto fosse importante laposixior ste dell* altezsa di br. «4, cioè il doppio
pe di SanXiasciano che doveva servire di delle mura. Inoltre fu deliberato cbe vi (ou
ntemufile alla loro città; se neppure qoal« aero due porte maestre , difese cadauna da
cbe anno dopo essi vi ripararono , quap«lo dpe torri pih elevate di tutte le altre. »
un pie valoroso capitano di guerra, Cìistruov « Il circuito delle quali nmra (prosegue
ck) Antelminelli, nel febbrajodeliSad, con » lo storico contemporaneo) compreso it
leioe genti cavulcò fino a8igna e di là fece » poggio ed il borgo di San-Casciano, fu
scorreria a Torri in VaMi«-Pesa ed a S»n><^ » compiuto senta arrestare punto il lavori*
fciaoo ardendo il borgo e levando gran prer m nel mese di settembre dell* anno 1 356. E
Al per le ville di quella valle; è altresì vero » veduto il conto, costò il predetto iMlifkio
cbe tolto il governo di Gualtieri duca d*Ate« » al Comune di Firente iSpoo fìor* d*Pro. «
ne fa dato ordine di principiare la fabbrica Dalle espressioni frattanto di Matteo Vii-
delle mura castellane nel borgo di San-Gi- lani non si può rilevare che in8an4^2asciau«
sciano. Ciò seguì alt*uscita di aprile del 1 34 3 fosse innaltata nel tempo stesso aUmna rocca,
qumdo quel tiimnno ordinò e cominciò ad che pure sotto nome di oaifcro neiranno
sflbatre e chiudere Sun-Casciano per ridurvi medesimo vi fu edificala, Ciò ^ reap mani*
dentro (dice Gio. Villani) le villate intomo, fìfsio da una provvisione della Signoria di
vnleodo che si chiamasse Castel ducale ^ Firente approvata ii 7 sett. deiranuo i35$
pn soggiunge lo storico medesimo (Cronie. oon queste ntrole ; perfieiatuf Ctm^nm
Lib. XII cap. 8), poco andò innanti quel S, Cattiam,
broro; giacché il duca d'Atene, qual insof- Il Gaye cbe riportò il sunto diootesta ri-
friHl tiranno alla fine del snasegiiente lu- formagione nel carteggio inedito di artisti
gfio fa cacciato da Firente a furia di popolo, ( Voi. I Append. Il ) vi si trota il nome di
ed il Castel dì S^n^Casciano si rimase borga alcune maestrente, depulate alle fortifica^
cDoie per 1* innanzi ; né la Signorìa di Fi- ciuni del caste! di San-Casciano, le quali
renxe vi rivoltò il pensiero se non dopoché nel s5 agosto del |357 supplicarono la Siv
h gran compagnia di Monreale nel iS54 es- gnoria di Firente per essere saldate, cioè:
tendo da Siena per la via di Pofsgìbonsi pe-
netrata fino a Sant'Andrea (in /•«rearWna), Berto Pey, maestro di pietre ^'«^ *<* IW1^
due miglia di qua da Sani^^asciano esci mir per ». Lire 5o 6 — «
|1ia vicino alla cìttJi , danneggiò con im- Taddeo Ristori e Pietro Ducei
nense prede i paesi intomo, e innanzi che socj, maestrì di pietre per « 13^ 18 9
quelle masnade li abbandonassero dovè il Tomnuiso d* Jacopo Passeri e
Comune di Firente sborsare loro aSooo fioy^ Andrea Guglielmi socj, idem
rini d* oro. per nsiaio-*
Ma aftncbè tali visite non potessero più Filippo Berti da gettignano ,
itTenlre, Tanno seguente i Signori di Fi- maestro scarpellino per . « 34 4 — *
reme deliberarono di fabbricare nel borgo Donato Morandi , fornaciaio
^' iSaji/7afctaiio un forte e nobile castello per. . . , « ^8 4 -«
circondandolo di torri e di mura, e « incour Horo Lorini, fornaciafo per « 36 17 —
Unente (di»e Matteo Villani al Lib. V cap. •«««« T. " i«o l'o " ò
» j if ^ • X 1 jt . j I somma ... Li. 499 19 9
9 3 dilla tua Croni ea) nel mese d agosto deir
Panno i355 si cominciarono a fare i fossi. La qual somma di lite 499, soldi 19 f
e air useit« del settembre sueocsiivo si diede denari 9, corrispondente » firca Bof , (f om
SANC
143, a ngioiic alloca dì lire 3 to. «-• per
fiorino» fii approtala dai oollefj ddU mpab»
Uica e pagala.— Ftà, PitA Voi. IV pag. 3^5.
Il kgìbIo ddle wntm eli Sa» ratriano gi-
nva br. ai SS^ed oltre ledae porte priaci-
fiali arerà due puatierle con il caaoOf che
en in vn angolo verso maettroj il qoal cas*
MTO fu donato dal Gfandta» Ferdinando II
al suo foriere maggiore Gio. Santi Lnear-
dcsi aopraoehiainato X imiimmo^ cke oon»
reni lo stesso iortilitio in una giandiom ahi*
taiioae , cvdula pifa taidi alle monache Be>
nedeltine di qofsta Terra, fiibbrica che eade
altualnirate in rovina , ubbcne la sua mi»
sia stata ridotta ad uso di tcetm.
PÉraftattlo ilTargioni mmarentenci suoi
Vii^ avrertiTa, che qnandoi Fiorentini di-
■rgnaroDO di ridurre a lòrteta San-Cascia*
mo non pensarono alh scanità delT aequa
potabile nel cmo di un lungo aasediot né
tampoco vi Ai allon riparato con le cosini-
Mom dì vaste cistcme.
Si proeurft bensì di riorediarri pih tardi
mereè di un acquedotto che conducesse Ta-
cque ad una fontana pubblica, rifatto e re-
staurato sotto il goremo di Cosiaso L
Eristen fino dal secolo Xil in San«Ga-
sri.ino uno MiMale pV'i poveri, al quale la-
sciò lire 1 5 la codlejaa Bualrke vc«lova del
C. M areovahio di Oòmdola con suo testa-
mento del 18 lebb. 1178 (st^fior.)
Fu incluso dentro il recinto delle mura
castellane la chiesa ed ospizio di ^onfa Jf««
ria dei Praia de*PP. DbnenicBnì, ora della
mmpagnìa delh Misericordia, e che può
tffini uno de* più antichi edìfisi di San-Ca*
SL*iatK>, perchè errilo fina del 1 335, cioè so
anni prima che fesse circondato di mun il
SANC
In esm chicm esiste un pn
bassorilievi scolpiti da maestro Giov
ducei di Firn oontemporaneo di An
lievo di Giovanni Pisano.
Fn gli stabilimenti sacri pia a
questa Tcm si conta il n^onaslero t
stina, abitato da danne che furono
nel secolo XIII inquellodi S. Do»
ri« o in Polverosa, dal vescovoGio'
Mingiadori.— Pie moderno è il n
testé soppresso di S. Maria del G
BenedHthief nella cui chiem fu se
1640 il duto Gio. Paolo Santi 1
oriundo eli San^^aseiano e fondator
rascetrrio.
Ad un benefiittore pih antico 4 i
Castmcci di San-Cssciano, devesi
none della chicm della Croce con
convento de* Francescani 2oocot«r
nel 1 491, ampliato ed abbellito n
Ihilla parte oricnlale sulla strada
fuori due tiri di arco dalU Terra
magnifica villa Girsini deìU Corti
h sterna strada s* inoontn un oonvi
mollo antico di GqqNiccinL
San-Ondano col prD|[rrdire dei si
gredì in industria S|)ccialmente agr
I molli gelsi, oliveli e vigneti che 1
la sua collina, siooome aumentò nell
linUtione. — Tcrf. U Quadra dell
iauoar a 4 epoche diiferse im fine i
ftfà gli uomini distinti in srier
leilf re SanCasriano conia il suo prì
Siro di scuola nel prete FmnoescoC
d poeta ed antan fiunigeruto, ed
Giuseppe Sarehiani mancato al m
Firrnae nel secolo aliualcf il qua
una copiom e sedia bibliotèca alla se
CÈ.^SiME^TO della Papalatioae drlla TVaa^ ùi S4W-Cji»et^Bo
a quattro epoche dì^rse^ dif^isa per/amiglie.
1
■"
Aaao
iJtrt
'Hate,
femm.
ADC
masc.
XVI
femm.
coairuA-ti
dd
due sessi
dd
duesesM
N'amerò
delle
/amis^ie
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186
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9:9
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554
j
1840
4S6
4i5
359
ÒIS
1089
49
S40
a
SANO SAMC 29
Comunità di SùnJCatteiano, "^ tt ler- del Gtltiizso, con la qaak quota di San-
fitorìo di questa Gomunitii abbraccia una Cisciano perooire la criniera de* pof fi ▼er*
Miperikie dii 31419 qnadr., dri quali 1 3 a 3 90 le ▼. , poi mediante il foMo Tramonii aoen-
s>»no cxrcupati da corsi d* acqua e da pub- de nella Humana Grrevecbe entrambe le Co-
bliche strade. «— Nel i833 vi abitavano la- munite rimontano per il tragitto di circa 7
Biliarmente iiioa individui, a propor- migl. nella direiione da primo di ostro, qui
tìune di 396 persone per ogni migl. quadr. ndi verso scir. 6no passata la chiesa di Lu*
di wolo imponibile. ciana. Costi i dne territorii abbandonando
Confina con altre sei Comunità. DnIIr la Greve per entrare nel borro di Storno
pirte di scir. e di ostro frnnlrggia con quella rbe v' influisce da ostro-scir., e con esso ri>
di Barberino di VaM*£lsa, a partire dal montando il pogfiK» fra S.Gaudenftio e Mace«
pofirio di S. Gaudenzio a Campoli verso rata la nostra ritrova dirimpetto a scir. pres-
Maoenila, cbe separa la Va1«di-Greve da quel- so le sorgenti del borro del Casino il lerri«
b della Pesa, nell'ultima delle quali s* inol- torio della G>m. di Barberino di Val^Elsa*
tra mediante il borro del Cesino e quello Fra i maggiori corsi d* acqua che raseu'
del Lat^tojo^ msentando in cotesto lato le tano il territorio in questione si contano le
pendici orientali della collina di Fabbrica fiumane della Greve e della Pesa, ncm che
iananu di entrare nella fiumana della Pesa il torr. Virginio , mentre nascono dentro
per arrivare con essa sul Ponte nuovo. Co- il distretto di questa Comunità e sboccano
Mi oltrepassa la strada postale Romana scen- nella fiumana della Pesa, i torr. Teraana e
dcndo il corso della Pesa cbe lascia alla con» Sugane^ oltre varj altri minori corri d*ar-
Boensa del borro della Feìee^ il quale scen- qua , designati sotto i vocaboli di botri, di
de dal lato sinistro. Con quest'ultimo le fossi e di borri.
due Corounitli salgono sul poggio cbe dal Molte strade rotabili si staccano dalla re^
Ilio opposto acquapende nel torr. Virginio già postale dentro San-Casiiano o dalle sue
verso dove si dirigono. Cessa sul Virginio viciname, fra le quali, a lev. la via Chianti*
la Com. dì Barberino di Val*d*£lsa , e sol- giana, in cui sbocca presso Merratale quella
traira dirimpetto a lib. I* altra di Monte* dell' Impruiieta; a pon. la strada diretta al
ipertoli, che con la nostra fronteggia da ponte di Cerbaja sulla strada provinciale di
primo raedbnle il corso del Virginio fino Volterra; a maestro quella che Rtaccasi dalla
■I ponte sulla strada maestra che da San«Ca- postale a S. Andrea in Percussina |)er sboc^
iciano per S. Pancrazio guida a Lucardo. care sui poggi della Romola presso la Chie-
Costi il territorio comunitalivo di San-Ca- sa-Tfiiova nella stesso via Volterrana; a lib.
■uno lascia a sinistra il Virginio per ri- la strada di San-Pancrazio in Val-di-Pesa ,
Stltre crdia via prenominata il poggio dì San che incomincia sulla via postale alla base
Pancrazio sino al quadrivio della strada ro- meridionale del poggio di San-Casciano,
tabile della Romita o del Pian di S. Qui- senza dire de' tronchi di strade o stradoni che
n'co, donde il territorio di San*Casdano voi- guidano dalla via regia alle ville signorili
t^ndo la fronte da maeslr. a grec. riscende Sf-arse nei colli intorno a San-Casciano,
1« pendice opposta lungo il borro del Fos- meri Ire la strada provinciale Volterrana lam«
tato per ritornare nella Pesa, il cui corso bisce nna parte dri confini del su<> territorio
leranda nella direzionedi maestr. di conser- dirimpetto a maeslr. e quella della Mrvnita
Va sempre con il territorio comnnitativo dì corre al suo lib. sopra i colli lungo Ja ripa
Ifontespertoli fino al ponte di Cerbaja dove destra del torr. Virginio.
troia U strada provincialedì Volterra. Costì Per quanto la Terra di San-Casciano si
I»cia A lib. la Com. di MonlespertoIi,e9ot- trovi sulla cresta dei poggi che dividono le
lenirà dirimpetto a pon.-maestr. il territorio acque della Greve da quelle della Pesa , Fa
fMìinailativo della Casellina e Torri , col stfisa cresta non è più elevata di br. 567
quali: tale i poggi della Romola , da primo sopra il mare, essendo stata calcolata diti P.
la^di^nte la delta strada provinciale, \m per Inghirami sulla sommità del cam|Minile de'
l' traversa che viene dalla Chiesa Nuova, PP. Zoccolanti posto quasi a livello del 'a
^\» qual via incentra f»er breve tragitto piazza centrale di San-Casciano. — Piccola
I' Coro, di Ijegnaja che si accompagna col poi sembra la diflTerenza in altezza del fmg*
••iTilorio della nostra fino presso la Chiesa gio di Siin-Cascianoda quelli della ilrmo/a
•vacya. hisotteiitra a confine Taltia Com. che sonoal suo |on. -maeslr., mentre le col-
30 SAHC SAXC
lise a lev. Mio ilcao apolnop} appirbco- alU desln dclb Pm troraà più o
iio molto più «IcpRflce. matcostu fin, baockì di cioMoli, fiacche aà
Variata e mollo sugoLuc ai BBOttra la fili- pO|efi ài SlctcaUlc e di Campoli* come p»
ea •Imllan dei ^ep ciie coi loro fianchi re lungo la slnda GhiaDlifiana a lev.-vir,
ricaofKOfio il icrrìiorio di oolerta Gomuoi- dì Sao-Cncboo a KuopiODO strali di ok
ti. iTTccnachè apf«na si arrifa per il pof. canea corapalla , di «hùto nanioto e 4
fio df^Seopeii a S. Anlrea in Pereuttina macifoo, cioè delle tre locce appenolnidMi
si perdono di visla i puiitiù strati di maci- Più siofoUre ancora e laoostituaioHeg»
f uo che ooslitoisKnio la sut ossilura ioferio- logica dei pc»f f i della Bomola , i qiulì ■
re, dove iottenin a ricoprirli uiu lena i;e- dirìfono a pon.-maestr, di Sao-CaaciaMt
filale, eopinsi perù di dotUili più o meno dove i leireni siialiformi compatti, e ipei
f rami spettaotì per la m^f ior parte ad uiu clalroente la catcarra e lo schifilo mamoio,
c-alcarra compatta , o alberese appenninica, restano coperti e non di n«do alternano eoa
Il qnale baooo di ciottoli è talmente pco- una calcarea nuramulitica eh* e ona spccii
Irmdo ed esteso che snre non solo di Ibn- di roccia paammitica solidt e marmorrti
ibmenlo alle iabbrìclie della Tem di San<- disposta in strati ioclinatisMmi airorìnoale
Caflriano, ma che naaooode quali tutta la e contenente fromi rena con frammenti «S
pendice meridionale del suo poffio fino fhiaja e coochiflie fossili microacopicbc;
pf€Jm alla Pm, al di là della qual fiumi- la qual roccia attualmente si escara al Ino»
na rimlendo i colli frapposti alla Pesa ed al fo dei JtassHÌ presm Moaciano sotto il no»
torr. Fìrginio^ i ciottoli di alberesa conilo mignolo di graniit'lo^ rocabolo che ttm»
nuano a trorarii misti ad una fhiaja più mi- menta i franìtelli delle caie di Lignis nei
nula fino a che sul crine de*colli medesimi Belgio descritte nel Jourani des Mtiaet n*
•ollcntn un terreno terziario superiore spano XXI., mentre in altri punti dei colli stei^
di fossili OTf anici. — Dooileché mi sembrò s* incontrano indiz) di rocce arenarie plulo*
questa contrada un bel «rapo di studio per nizzale e metamorfosate in {rabbro. — ^cd.
i geologi die bramano investigare le cause Mosciaso nel Val<«rArpo fiocenlino, Voi. 10
di un simile fenomeno, quello cioè di ri* p4g. 6i8 e 619, e Poa fi. Voi, IV pag. 111,
trovare sul dorso de* monti fi:a la Greve e la fe un quesito che vira (atto, se i ram«
Pesi cìolloli di loniMne sedi e terreni scevri roentiiti ciottoli e ghiaje fumno trasrlnatef
di eonchif lie, mentre grosse glii^je ralcaree abbandonate dalle acque superficiali «le'fivi
miste a renischio con resti di conchiglie ri- mi costà sopra una schiena di poggi dovi
cuoprono i tufi leraiarìi delle colline che oggi non passerebbe un ruscelletto innand
separano la Val-di-Pesa da quella dell* Elsa, che si escavassero due valloni , o se dopfl
Air^rt., B«aacano di Vald'Eua Comu- V arresto di colesti depositi alluvialì si in*
miià in quest'Opera, fu fatta menziooedico- naliarono i colli lungo il bacino della Gmi
testo fatto importante , ed ivi indicai per la ve e della Pesa .' E se un tal cataclismo a»
prima volta la sommità dri poggi di San-Ca. cadeva mentre si abbassava il bacino delF
ariano ed i loro fianchi meridionali profon- Arno, ioslochè negli scandagli de* Poni
damente eoperti di banchi di ciottoli di roc- Artesiani trapaniti dentro Firenie, al Ptaf<
ce calcaree rotolali ed abbandonati costà , gio a Cajano e lungo lo slesso bacino si Iroi
ma pfovenienli ^ una più alta contrada ; varono depositi di ciottoli e di f hiaie infe
inoltre aff iunsi , che comunque fosse stato riormente al livello attuale del mare?
della causa implicita di un tal fenomeno Le principali produzioni afnrie di qn»
frolofioo, fatto è che il ral Ione solcato dalla sta Comunità sono i suoi ottimi vini, k
fiumana della Pesa può riguardarsi come il granaglie, le fnitte saporite ed i boschi ce-
limite alla sua destra della formaiione ap- dui di qiiercioli che forniscono alla capitale
|ienninica più o meno nascofta dai banchi molte legna e carbone,
di ciottoli , più o meno fortemente conglo- L'aria dell* intero territorio , qualora si
merati(^afe//Cae) mentre alla sinistra della eccettuino pochi piani lungo la Pesa, può
fiumana com|Hriscnno in alto il tufoedanco direi balsamica tostochè ne* colli di SanX»i
I4 marna couchigliare marina coperti Tuno sciano vennero a villeggiare le famiglie più
e r altra da potenti banchi di ciottoli minori famigerate della capitale sino dai tempi drk
e di grossa ghiaja conglomerata. la Rep. Fior . sic.-oroe può vedersi agli Art,
DìMÌ che cotestj formiixioiie ap[ienninira fabbrica, B.bbione^ CigUano^ Montr-fix
SANC SAMC 81
fiàoiji^ PaàermMio (S.) in Fml4i-P€sa. |»ilfotuilo delle moiuclie BeUcdftlili» di S.
Le Corti y Campoii » Ptrcussina {S. An- Maria del Gf<ù, W\ esUlile fino A 1 808, ed
4rta i«)y Pnppiam^ e mila steaM gtiita ora di nomiiNi del Prìncipe,
che in lcni|M più uodcrni eono con ma- La chiesa preposiiura di San^GaiciaDo è
fBÌficeaai firequenlale le TÌIIe Orlandini e di un* capacitii mediocre sebbene restaura-
Srlla fiè de* Ifarcb. Pucci , ora del Priore ta nel principio del secolo attuale.
f . Pelimi nel popolo di S. Andrea in Per» La sua facciata fu riedificata nel 1 700 c(»n
ansima, l' annuenza del Cat. Federigo Pietro Vetto-
Copiosissiaiì poi di concorrenti e di gè- ri suo patrono, come apparisce danna iscri-
■cri tanto di vettofaglie come di mercerie, tione die ri si trova murala^
e di oolooiaH Bono i menati settimanali che t^ i proposti di San-Casciano, disse Giù*
lì tengono di lunedi in San^Casciaoo» do\e tanni Tsrgiobi^Tozfeetti ne^snoi Viaggi, che
eaJono pure due fiera annuali, una delie qua- si rese celebra nel secolo XVII il pKie Mar-
li nel lunedi dopo fottaT* di Pentecoste, e co Lamberti per le sue poesie satiriche ed
ralin di maggiore iooportanza nel ag set- alquanto oscene, per le quali dorè soffrire
Icmbra per h festa di 5. Michele. molti mesi di caraera, dove tradusse in ot-
La Comunità mantiene due medici e due lava rima i sette salmi penitentiali che de«
ttirsiri di scuoki residenti in San-Gasciano. dico al Card. Cariò de* Medici» fratello di
Airanno 1774, quando (ta pubblicata la Cosimo II, con la data del 7 luglio i6ao
Irg gè del 3 maggio che accordava facoltà dalle carceri del Bargello.
alle Comonilà del oontadb fiorentino di go* Rispetto alle chiese parrt>ochiaU comprese
vrrnani nelf economico per meno dei loro attualmente nel piviere della prapceitura di
Magistrati, questa ^Siuf^asciano abbrao- S. Oociabo si contano le seguenti: t.a Prio*
Qiva 49 popoli statr riuniti nel i833 in 3t ria, già pieve di S. Cecilia a Decimo^ 9.11
pHnochie, siccome può Tederai dal seguen- S. Maria di Catapecchia^ prioria ; 3.a S.
le Quadro della soa popolatione meno la Martino d*^rgf ano, idem; 4.a S. Maria con.
pvraocfaìa di Salivolpeche lì fa aggiunta Tannesso di S. Angelo d*Argiano;5.aS. An-
col sdo dialretto, dopo il i833. drea in Percussina; 6jiS. Barlolommeo di
San-Casciano conta quattro lanìfirj, due Faltignano ne\\A C/tieia Niko^a con l*an*
(ÌDtorìe» una gualchiera, tre officine dì cap- nesso di S. Stefano a Petriolo; 7. a S. Jaco-
fcHj di feltro, ecc.. pò di JHucciana; 8. a S. Lorenzo a Castel-
La chiesa prepositura dedicala a S. Cas- bonsi con l'annesso di S. Margherita a Ca*
liiiio portava il vocabolo^ come dissi , del serotte; 9.a S. Piero di sopra; to. S. Pie-
\»np} Decimo^ ed era la prima prioria del- ro di sotto»
b vicina pieve di S. Cecilia, finché dimi- Si trova in San-Casciano una cancelleria
attendo la popolasione dell* antica pieve a Comunitiitiva , la quale serve anele alle
proporzione che auraeAlava quella di San- Coro, di Monlespertoli e di Barberino di
Guciann situata quasi nel centro della Ter- Val-d*£lsa ; inoltre vi si risiede uno de* pri-
la nsaonima questa venne dichiarata colle* testa suburhani di Firenze, ed lin ufìzio per
fiita, e finalmente con decreto arcivescovile Tesazione del Registro. Però Tingegnere di
del 3o dicembre 1797 la pieve antica fu ri- Circondario è in Empoli, la Conservazione
dotta a I rioria,e la eh. di S. Cassiano eret- delle Ipoteche, ed il tribunale di priioa i-
t« in pltbona dov'erano già 11 canonici di stanza si trovano in Firenze.
38
QUADRO ieOm PofoUtioa* MI* Comvttr^ m 8A»-CjnetMni • 4 «foch».
Nome
Titolo
Diocesi
Pofiolaeione
dei iHtQ^
delle Chiese
cui appar-
tengono
jLimo
Airao
▲rao
AMBO
i55i
1745
i833
1840
Argiano
S. Maria eS. Angelo Rat.
i36
i56
33a
3.9
Idem
S. Martino , Prioria
ia6
1*9
aa8
993
Bihbiqoe
S. Angelo e S. Bfaria Rett .
*«9
«79
189
3ti
Idem
S. Colombano, idem
148
a 06
991
968
Campoli (Pieve di)
S. Stefiino, Pieve antica
i34
a8a
3o9
348
con due atinetti
Idem e RipoU
S. Gaudenzio e S. Barto-
lo, Rettorìa
e
E
190
59
83
88
Ctmpoliy 0 a Mer-
S. Maria e 5. Fabiano,
197
391
849
890
calale
Idem
Casa vecchia
Sw Bfaria , Priorìa
75
66
114
i5S
Gaslel-Bodii e Co-
S. Lorenzo e S. Marghe-
•*•
i3i
I0O
104
99t
Menate
rita , Rettoria
•§
Cofferi
S. Martino, idem
64
—
199
i38
Decimo
S. Cecilia , Priorìa , giii
laS
186
198
960
Pieve
9
i
0
Fabbrìc»
S. Andrea , Rettoria
i36
173
• 90
«45
FalUgoano,Petria-
SS. Bartolommeo eStefii-
i54
ao5
999
971
lo e Chiesa-Nuova
no e S. Maria , idem
Iiociano con due
SS. Donato e Miniato,
1
171
i33
909
996
annessi 0
Idem
Lajano
Su Andrea , idem
g
134
109
l3l
193
Muccìana
S. Jacopo, idem
0
B
84
8t
l39
195
Mon te-Fi rìdoift
S. Cristina , idem
1.
194
191
a69
359
Monte-Macerata
S. Maria , idem
141
i3a
17»
M«
Monte -GaWoU e
S. Maria e S.Vito, idem
g
ii3
195
999
993
Coreisno
5"
Montepaldi
S. Pietro , idem
76
99
199
i33
Ne voli
S. Andrea , idem
114
«4«
«94
i85
Percussina
S. Andrea , idem
117
171
35o
45t
Pergolato
S. Pietro, idem
e
979
i57
«97
306
SàM-CàmuaiQ
S. Casciano,Prep.eCotl.
954
17S8
9689
«744
San -Pancrazio in
S. Pancrazio, Fieve
ì
•
t8o
i36
54»
5o5
Val-di-Pesa
San-Pietro di sopra
S. Pietro , Rettoria
98
i36
«79
9o5
%in-Pielro di sotto
Asignano
S. Pietro, idem
Ita
197
90I
«99
S. Niccolò , idem
117
i3i
«73
i6«
Romola (*)
S. Maria , idem
to6
4i3
855
80S
Saltvolpe
S. Cristina , idem
—
—
—
t6a
Sugana (*)
S. Giovanni , Rettoria
a56
do6
997
1098
Vico i* Abaie (•)
S. Angelo , Rettoria
. . Abit, if .•
167
«77
997
95l
5091
7481
ItlOl
««94»
NB. NelVanno i
B40 enirwfono in fuetto C
'om. 100 ahit.
di tre cure limi-
tfofe ed altronde ts
i«ii Jbit
eÌ9ano dalle parrocchie co
Ees
ntrassegnate t
ìon r atteri ico l*\
Tjìmo al netto
• • • •
. Ahit
— » f
.ir.*
iio3i
SANG SAND 33
SAUXASaAllO m PAOOUS. — r^d. SAlV.GOfIGORDIO m MORUfTO. —
Cmoato (S.) ui Pamju, e eoA é& lutti gli TimI. Momuvo nella Vallr del Sercbìo.
•lui kMgki e pnoooiiie che liMino per ti* SAN-GRESCI a CAMPI. — red. Càun
iobce questo fluilo. (S. Guvci a).
SAN-CIPEIAlfO in V«l-d* En. — Con- — a MAaUOU. — Fed. Macivoli (S.
tnMb che pvcte il nome di un oipedalelto, Gma a).
on pur. (5. Cipriomo) con due anoetsi nd -- UfONTE-PIORAUiE. — ^eà. Moa-
pÌTÌef« di Villjunafoa tuli* En, Con. Giur. nnoRAixi, già MovTBncuuA ( Pbtb n).
Dioe. e dfca due migl. a nacHr. di Volter- — a VALGA VA. — Fed, Vàuokvk (Pk-
n, Gonp. di Fireme. va m). E cori degli atirì.
Risiede saUa aamnìik di una collina m ir- SAN-CRISTOFANO m FRATELLE. —
B<wa luogo la stnda cbecscedalla Porla fio- f^ed. FmATout.
rmtina par dirigersi tuli* Eia e di là risa- — m MONNA f^ed, Pou>(S.)n Moa-
lice alla pieve di Vilbasagna fra colesta dn^ va. ^-o Gli altri luoghi che hanno per titolara
Buna ed il borro Aquino. S. Grislofiino si cerchino ai nomi proprf.
EnYÌ GOflà solla via un ospedaletlo sotto SAN-DALMAZIO in Val-di-Cecina. -.
il tilok» di aerano i« S, Ciprimno^ sicoonie Fed. Cktrtn S. Daumsio.
«pparìsoe dal sinodo diocesano del 1 356, il — bclu MASSE m CITTA' presso Sie-
quale ospizio fu soppresso nel 1 383 ed i ila. — Fed. Qcaito (S. Dalmasio a).
»oi possessi riuniU allo spedale di S. Maria SAN4)0N ATO ut AVANE. — Tei. Do-
Middalcna di Volterra. rato (S.) ih Atamii.
Quindi la chiesa di S. Cipriano fu dichia- ^ a CIGLIANO in VaMi P^. -* Fed,
nta cnia ammensandovi i beni della vicina Ciguako, cui debbo agciungere in rsttifira-
chiesa soppressa di S. Orsola a BipMamcm^ lione» che questo Cighnno aoquapende in
ddta anche a BipalMla^ il cui nome è re- V^I-di-Pes» e non lo Grave. — ^mIl P^
itHo ad un podònet siccome lo danno a«l al- raiOto m Saii-Casciaiio.
«ri due le cappelle soppresse di Fugmano e a TORRI. ^ Fgd. Tosai soprs e sotto a
Btlium^^ entrambe nella cofu di San*Gi- Firenie. — Lo stesso invio valga per le altre
priaao. parr. che hanno cotesto santo per titolare.
Pia le ville signorili comprese in questa SAN-DONNINO a BROZKI. -^ Fed.
ptrr, se ne contano 4oe delle case nobili voU Baom (S. Doaamo a).
terrane Ormanni, e Lisci, om ne^Gioori. — a CASTEL- MARTINI, già in Csi-
La cura di S. Qpnaiio in Val-d*fira nel saja. «-« Ftd, Domnvo (S.) a CAsraL-MA»»
|I3| noverava 436 abit. rnii, coi resta da aggiongere, cbecotesta
SAN-OOLOMBANO a BIBBIONE. -* chiesa, eoi presso fu uno i^edale, nel i346
^td. CuuMiBAvo (S.) A 3iBaiOM* fra amministrata da un Giovanni di TrufiQi
— M OOVPITO. «-* TmI. Cosmo. Rieeiardi di Pistoja,il quale con istrumm-
« A SBGROMIGNO, o bbl VESCOVO to del 94 agosto di detto anno affittò per
Bella Valle del Serehio. ^ Villa signorile un decennio diversi pesn di terra di perti*
eheporta H vocabolo deir antica chiesa di tieoia di quello spedale, situati nel luogo
9. Ca/sssioiss detto d^ Fegetif99 nel pivie» stesso di Sam-Donnifto^ per V annuo censo di
re di SegroaMgno, Gom. Ginr. e drsa 4 mi* 1 s mine di grano. — ( Aaca. Dm. Fioa.,.
fl.asetl. di Gspaiinofi,tKoo. «Due. di Liio> CmrUdeWOpmn di S.^aeopodi Pisio/a.)
o-<* Ffd. Saiwrmisan Poco dopo aneli* età lo spedale di S. Dtrn^
Li pnr. di San ColombMio del Vescovo mno m Cerb&fa venne amroensato air altro
sei iSSacpotava 3B» abit de*SS. Jacopo e Laziaro presso le mura di
— A SETTMO, ^ Fed. Coummkwo (S.) Pistojs, avvegnaché nel 1 8 (ebbr. del 1 373
A Srtmo, b Sanno ; e taù degli altri po> fra Latino da Buti rettore di quei due spc^
polì sotto il nome dello stesso ssnio. dali costituì procuratori per difendere gf
SAN-CDllCORDiO nel suburbio orien^ interessi e diritti degli spHsli riuniti de*
ule di Looca^ -^ Contrads che porta il ti- SS. ^atupo e Lixzarp e di San-Doimimo di
tolo della sua eh. parr. presso le mura di Cerhttj^^ INUtimo de* quali era compreso
Leeei.eche abbraccia il suburbio di S. Co- nel territorio di Larciiino , fino a che ad
)mabsnoe Pulia, di S. Pietro Maggiore e S. istansa del Card . Nibcolò Fort^puerri il Pont.
Nasisno.»>CsMBe] i83a aveva i564ahit. Sisto IV con bolla del aé maggio 1474 in*
V, T. 5
totpòt« ì beni di que' dae e di altri speda- SAN • nORENTIIIO , o SUflT.PIIt
WlU alla Sapiensa di Piatòja. — Tee/. Pi- RENTINO e FEBGElfrnffO a fJMXk^
■vofA Voi. IV. pag. 438 e 439. ^«fd. Ramo sul Ccrfat.
Da queir epoci in |)oi la chiesa di Swi^ ^ a GRAGNANO. -ì- Teli. GiMÉlrf|
l^OAfiino, aUualmente detta aCcitfe^-^or- in Val 'fiberiMa. , ^^^ 4
iini, venne assegnata »l pivieie di Lìiit:ialio, SAN-FIOREIIEO, o SATI-^MEIOS m
al cui territorio ent ^\k rhitMlo H suo di- Val-4*Amo arctiiro. — ^irf. FioMM f^
stretto.— FatW poi parrocchie siri declinare a S. Pimmb. j^
del secolo XVlIt , nel i836 il psirròca at- SAN-FtXmtafZQ b§V&COt^k^*^é%
Uiale trofò buone ragion» per ottenere did F&oatirio (S.) aj. Paoimio tfi VaipMM» »
vescovo di Sun miniato un decreto che ha SAN-FRAKCEBCO n PAOLA. ^ Af
dichiarato la chiesa parr. di S. Dènniito a Fkakotsco (S^ m Paoba a Bnuot»à— Hi
Casiei Martini boHesiniale^ SANFREDIANO bì LAftl o aub Gà1%
SAN D0:«NINO SUI. GERFONÈ.^ r#tl. ^ feé. Usiaiaw di LaAi. ^ disk « IéÌ
Doaanro (S.) avi. CntoiiB. -^ Cosi degli al^ gli altri tuoghi ai ndltti pn^ élUA w^
Ili ikmmDóÌMÌno da cercarsi in questo Di- Art. FaiktAao (Sr).- ,
lionarid, 0 élla parola Donnino (5.), o » S AN-GALGANO in Vél-dì4fei«è.tf^l4
quella dièi paese dove si oonsef^a^o dove fa Avaìia Ih S. GaAoaik), e Paoànti. .^
U chiesa di cotesto titolo. SAN^AUDSNZIO k CAMPOLL'a^fll
— (VILLA m) in Vat-d*Era^ — Villa st^ CahMxj (S. GAmanaioiV
lilorile deirantiea famiglia MaflRei iH Voi- ^ a INCASTRO^ ^ rtd. \^ȈMftm{%
tem del popolo di S. Giòvan Battista a Vii- GAunnnao a) in Val-di-Si«vk.
kmagna, Codi. Ginr. Dioc. e circa 5 migl. — à ÙN4X)DEn1B(>. — 9^€àySà»Sd
a mieitr. di Volterra^ Coftop; di Firenze. nano tn Va1-di*8teve. \
Ebbe nome d» ani chiesa che In» «si — a TORSOLI. — ^. Yammi é!
tvmmentaU ftno dal secolo Vili. — Feér Crteva. — Cosi d» tutti gli altn.- "i
VujLMAoaA di Val^rEra; SAN-GAVlttO imMARI. -^ t^tà. ktt
SAN^^ÀBIANO in Val'd^Arbi*. -« TetT. maiì (S. OAvnm).
t^ABÌAÉo (S.) suir Arbb. — ai. GbRNfKXXMD. — Ttà. CSmmé
— bf GAStlGLION-AtBESn. — Teif. ono 'S. GaV*»^).
JPahai» (S.) di CisfBLioii-ALaaiTi. SAtT^EÉflGtÀNELLO Atti SAlRBÉ
— MLLB CAMPERIE DI AREZZO. ^ RAt^ÒLÀNO Hètl» Valle delP Ombrai» ^
f^ed. CAMFtaia ( S. Fasuéo ai.i.b), cui si nese; -^Gas., Mr dtGait. die porlo il Mmj|
può aggiungere che questa chiesa probabiU del U uni chiesa (5. Ot^gmaho màt Asvi|
hnentfe ebbe il titolo di 5. Denato a Fa- bra S. t^abiano) giir tompresa ìmI ^kvMriR
ltis«Bn^ e forse ad essi appetì» un placito dtl di Asbiafio, onr in queflcr di S. tiownio d||
9 giugno 10S8 tenuto in Firente àH du€:a Senv , Com. e cirea é ftii|[l. a tetr^ di lai
Goffredo' e (Ulte contéssa Beatrioe sua con^ polaim, Gior. di AsciAiMr» Dice. £ Anaij
kortCf «ol qnalK fu «lotAnikata ad Arnaldo OOmp. dfi Siena.
Vescovo di Arelio fra gli altri beni le corti S diruta foHilimr di SiriMSeÉiifBiwiii
m Maiano, d«rQuÉr«Ìa e la thìes* di S. Do- ridotto ad nib di Vilb, silede pimr il é^
tsofo tfì Fafc'amh -^(MvaAT. i#/i». Mrjéefn.) delle Jtnv , Ossi* dri poggi ìMKfdHi fini
— ALuSBRREmRAPOUfNO.^^Mi. ÒnibroneedHto#r. AeNMi.liinfoWmHl
thdhGaMioiiAno aìlb SaMaa or Rarhaiio. che sla:9t!ési óàìÌÈ proviaciale ÈsMiflM»M
Di tatti gli altri luoghi che baUno p^ pnr Mdàlafcet» per avviarsi riwdiattle ftm
iBhita» titblare S, Fabiaào veggaMi i nomi selvr di Leotft pd' SamGmHii/àmmdlé arii
^raprj del pé«^ o contrada. via piritéeB^fe provineialc sRrìfr Alit «
SAN-PEUCE A Eif A. -^ Ked. ÌEakA (Si de* roksi efe da Sieia viri GslPtoar.
Fbjcba). Una delle pie anticbe rimeftibmMe'J
— ni GtìnrANTIì -^ Pltdé Antito^o A' qncslb lucgàM Conservi-, Ut no» ^ìm§à^
rjn ( S. FnicB iit). Ho, in alla carta MV knA. del cqNloW ài
— sbLL*OMBRONE. ^ f^ed. Fatici (S.) la> cattedrale di Arezao Scritta nel khW. ài
Hetla Valle del 1* Ombrone pistofese. i oa a dsf/e Sèrre ttel eoHeUo chiamato Sm0
SANaFILIPPÒ (BAGNI m). ^ fed. Ba- Gemignano. É un atto dì donaliooeiiilla«
%ài ik S. Fikin^ ia Vald'Oicia. eanooiéi \lella ebies» amtkia dal €éa9t iTtl
SAN6 SANO n
Cpedt fiffio ad Uà ooote Eaaieri «li Aadaot ptnoocliiale 4Ì S. FabUoq che iy$ rir^Uìcò,
dbe riiMWwiò li ma (|iiArU parte «li lerreni godendo il ciusp4rQiiato ^ternaUvfoirHte
fèe fittOBO del Slacci. Obefio pofli n^Li p^l vetcofo ^ Areno.
Càium della OÉMrte^Tfc, nel piviere «li S. L» piirr. «li S. Fabiano a ^i)4}ei^ignat
IÌiiHi<la a Quarto oo»|UÌio aretino, ««gfigai ; iiello nel |QS3 «contava 198 abìL
a c.^dal 6iune Ci^ai$m; a «."* dalU i'^'a /ki6, SAN-GEMIGNINO nella Val-TElia. ^
i^'«n; a l*^ da una delle sle«e ¥Ì^ a par- Fed, SAaGuiiaiiAfO 7Vrr«.
tiie dal i*mU9 delia Cluotia fino aita ^ia _ 4 CO VTllONE. ^ F^d Coicraovt.
4i S, Zemi a 4.^ «Ulle H»^ dei capitola ^ 4 MORIANO, o a SALTOCCHIO. —
di Jreua. deità kidiéf di ^. Fiora e de* Fed. Mqmaxp t Saltoqchio nelln Vj|lle dpi
fioagobafdi. SerchìQ.
L^AV^Gai^idtolKpubbUoè oolcfU carta Sj/i-GMif9*to nel Vald*AnN it^ferfi^ra^
nella «uà continuazione dcT duchi e if^r- •* f^e^L Boàoo 5^ar-Gff«£ifo, e Sackuiu-
chfm «Iella T«Mcana, acrttte Àcium Sene ìu io Città.
vece di S^fre. Emo di^ puir alU luce aU — a S. G19ESE nei. CARDOSO «ella
tre |iengai»ene delfai pfoveniens» medesima. Valle del Serchie. — Fitd, Qà^j^oen^ p COi|
ila le quAH una 4^ if ott^ |«3o, in cui $\ «li tutti gii «Uri.
«lalta di ani permuta fiotta tra f abbate di SAN-(^!fI<IARO wu« PIZZORNE. -9
$. Flon e Gl^erardo «li Quiniu4ii»e «{t alcu- Ftd. GmniAyo (3.) nel piccbeie, eui jni4
ni terreni, fru f. quali eravi un podere pof lo uggiunferai, qualmente alla pieve df San^
premo la chietf di S.Gemigiis9o confinante (fenn:ipci appellano varie carte del fecflo X
«an altri cfiètti 4ella chima medesima e eoa pubblicate di <Mr|o nel VoU V, >. IH delle
qtieili de*fif li del fi| Ranieri^ il (|ual Ohe- JUemor. Luee/i. — Fed. PcrapofAp^ e fqr
tardo ricevè in canil^io ^Ufe terre poste nel vAai bblu Pim'^aiia.
eaiale di TimJM t f^^mt di S. MuatioU a SAN-GERlil ANO al SANTO-lf UOVO -^
^MTtfn. Ffid, GauiA«9 (S.) al SAirro Nuovo nell^
Inoltre alFi#r/<..RmoiiA^B«o citai due istru- Val le dell* Ombrooe pistojeae.
menu del aetl. i«>36 e dei lugUp 1049, dai SAN-GERSOLB •«• f^ed. G^n^ ($.>
quali appariva che il predatfi conte Walfire- in Val-d*Eina.
do fii padre «li un altrf conte Ranieri mari- . 5^a - Gnvsjtj^mm^ tp Frd, GMMVtjfr
lato a «kmna Ermengardf figliuola di un C t.BM (S,\ e Doaaiao (S. ) aS. GvaoaALBM.
Alberto, d^ nel foS3 era restata veiWyf SAS-GERVASK) nel suburl^io o^ep^^
di detto eoate. — (GA|ll6^ Oper» cit,) dk Pirraae. — > f^ed. (àtavAiio fjS.)
Di tulU ^ documénti apparisoe, che SAN-GERVASIO in Valr«r£m.— Fed^
il Castel di San Gemigneacllo fiel scy»to XI (jarnvAtio ($.)in Valsf Era. — Al quale Art,
dipenclefa 4>i cfnii gelili Scialcsga, i quali merita di emere afcginnto, cbe il luogp dorè
nel «ledere del stfoolo sucora^ivo si pcarro è siliiaii coti^*anlfca pieve nei fcjpolf pfìf^
jotlo raceoo^ndigia delb RiBpu senese. Lf riorì al mille appcilavafi in F^rrufn^,
Qcumento me lo fomìice r
quel oom, al dire degli storia di quella cit- 11 prìn^o documento me lo fomìice l'atta
là,«ocad|e nel ii|^7»qjlM^nd» i Signoii No» di (bndarioiic delta celebre Badia di Bfonr
ve fecero metituire ai conti Barott della Be- teverdi, scritto in Pim nel luglio detrailo^
rudenga e Srialenga i castelli di Moni' Alce- 7^4* •! qu«le |giona#lero il fon.d«l<we S.
lo, «li Fiondo e di SaivGemignanello; e ciò Walliredo fra i molti beni la|CÌÀ ^^ doleajn-
finchè nel principi^ del «e. XIU il governo che la suf ponione di jefièfL)} el«eno|mil^%f
di Siena (ree acquisto da «pid conli dei nel luc/go appellato ^«rri^mi.-r- (9>< p(FÌ<la
l(Mo dirilii snpra oftcsU contrada, «love più èotes^D luof^o prendesse il vocfhd^lp la ueve
tairdi Voflti Aorenti^a nel t«Ì4 camprgpò, di S. Ger«a«io in Val-«l*Era lo qual^na
mmhitl/è e disfece 4I ijm rille e casi^lletli. molte carte deWArdt, Arei^, Ifuech, degli
NrlPArch. Dipi, mnew esiste una deltbr, anni 374 (>« luglio e aSagoylo) d«lP87f
rniio^e prcfa nel \%y% «lai Cfnsigl&o gene- (14 luglio) deir87S (17 li^^') 'l^^ll'^^l
nir che «leci>etè <if verni l^e^l^re un giusdir (aa nov.) del 901 (19 maggie>|fec. ecc. ^r
cente minooe a^«« in Sa»^iiyigiianello^ (MaMoa. Locoa. Voi. V, P. Il e in.)
da risedere nel fertiliai^ ridotto auùalmen- SAN-GIMIGNANO, o SA90lMIGNA1fO
ée a casa di campagna drlb nobil Cuniglia nelU ValM delFEIm. wr- Tem «nbilisfima^
m^ |(.*S9iiK^^^ plf<W AelW i^biqti ador1^ H^ eppfiiffi f^ e fej^g || jpfft j^k
sa sanC ' SaN6
ferata della Tofcana, con insigne collegiata documenti sinofoni, dirò cbe la Terra in di'
{S. SLirìa Afltunta), capoluogo di Comunità toorio, sotto qiudtitoglia none aolicasBeole
e di Giurisdizione nella Dtoc. di Colle , te- §o§se appellata, Doa potè afcre il Tocabdo
stè di Volterra , Comp. di Siena. che attualmente porta se non dopo i rlaiao-
Risiede sul Banco settentrion4le di uno rosi miracoli dd santo ?esoo?o di Modesa,
de* poggi cbe scendono terso TEIsa dalla ed atvertirò die le Terrecdttà della To*
montagna del Comocchio, ad una ele?ate&- tcana» le qnali presero il titolo da qualche
24 di circa br. 600 superiormente al lirdlo santo, non lo ebbero innansi il secolo VII
del mare Medilerraneo, fra il torr. Fàteif dell* Era Tolgare » per non dire coi ÌMm
chi^ scorre al suo sdr.-ler. e quello de* Ca» molto dopo, cioè, ai tempi di Carlo Magno.
sciatti, che passa dall'opposto lato. « Quantunque (dioe?a a questo proposito
Trovasi fra il gr. a8* 4' i" long, ed il Terudito sangimignaoese P^idre AlesMndm
gr. 42^17' 5" litit., 6 migl.a maestr. ddla Checcucd delle Scuole Pie nel suo compra-
città diColle,drciraltrettanteaiion.diPog- dio storico pubblicato nel t836 a guisa di
gibonsi ; 7 migl. a ostro di Certaldo; la appendice e di corredo alla vita di S. Fina
a ostro-acrir. di Castel-Fiorentino; io migl. scritta dal proposto Ignaiào Maleootti) quan-
a grec di Volterra , e aa a ìì^. di Siena » tunque si sieno confutale le tane opioìo-
passando per Poggibonsi. » ni sul 1* origine della Terra di San-Girai-
Che la Terra di San-Gimignano sia di » guano da chi fondandosi sali* assenione
orìgine vetusta, come essa si rese celebre » del Coppi V ebbe per autorevole, non ab*
neirislorb del medio evo, della cui età si » biamo ciò non pertanto documcnd tali da
conservano nelle sue grandiose fid>brìcbe vi- » stabilirne una vcrs; imperocché non ci rr-
sibili testimonianze, non vi è alcuno che » stano memorie di cotctta Terra anteriori
lo metta in dubbio ; molti bensì dubiteranno » al secolo XII. »
del nome di Sihia col quale il Coppi nd Alle quali parole mi fiirò ledto aggion*
suoi Annali sangimignanesi, ed altri scrìt- gere che il paese di San^ìtmignano trovasi
tori innanzi e dopo di lui senza prove va- rammentato in un documento ddF anno
le voli hanno supposto che questa Terra n 991, col quale il Bfaroh. Ugo donò alla cat-
appellasse innanzi che prendesse il nome tednle di voltem fra gli altri beni posti od
del santo vescovo modanese morto nelfan- contado volterrano una eorle ch'egli possa-
no 387 dell* En cristiana. Per la ragione deva in SanJGimignamK
stesfii non fia da tenersi in gran conto la In quanto pd alla soa duem plebaaa il
tradizione invalsa fra i suoi abitanti, rispet- Manni, ndle sue osservazioni intomo ad un
to al miracolo da S. Gemignano operato a ngillo del capitolo di qudl* insigne colie-
similitudine di quello fatto d Modanesi , giata , aveva indicato come cosa certa , che
quando quel S. Vescovo apparì sulla porta nel sinodo fiorentino tenuto da Vittorio D
delle dolili di San^imìgnano davanti d nel toS0 la chiesa plebana di San-Giou-
femce Attila, cbe col suoeserdto rimase ac- guano finse stata dichiarata ptcpodton.
cecalo da una folta nebbia, donde ebbe a par- Arroge a dò qualmc^nte fino dal are. XI
tire senza recar danno alcuno ai Sangimi- esisteva fuori di San^aimignano on mona-
gnanesi, toslochè quel flagello di Dio, per stero di recluse come lo dimostrava on atto
grada deir Altissimo, non penetrò mai nel- del i ottobre 107S dtato air^^^. GàTmu-
la Toscana. *- Né io tampoco mi arresterò ir> n GAMaiasi.
al decreto falsamente creduto dd re Desi- In quanto pd d 6tti dd scodo XII spst
derio, cbe gli attribuiva la coetruuone delle tanti alle rimembranae storiche ddk Tetta
mura oMtellane di Sanavi mignano; e tutti e Comunità di San-Gimignano rammentctò
finalmente compatiranno la bonomia di co- un'iatromeoto dd la genn. 1199 scritto
lui che fece scolpire sulla facdata del palazzo ndU rocca di Blonte-Voltraio oooteoente il
torrito de* Ptseioiini in San-Gimignano un* compromesso fiitlo fra i consoli dd Comune
iscrizione in marmo che addebita ali* ul- di San-Ciimignano da una parte, e quHfi
4imo re de* Longobardi un* edifisio fiibbri- dd Comune di Voltem dall'altra parte,
cato almeno cinque secoli dopo cessato il mercé cui là rimessa alParbitrio dd consoli
suogovemo. dd Comune di Blonte-VoUr^fo la dedsioBe
Cut pfaòometfcndo io simili leggende, sulle vertenze fino d'allora esistenti a et-
t limilattdbmid (alti prìudpali desunti dai gione di confini territoriali fra i due Co-
SANG SANG 37
Inni , col quale arliilrio dato in quel gSor- ma (anno laai) dairimp. Folengo U, col
■a 6i ciìandio ddiberato , cbe i comolt di quale non lolo tenne dichiaralo principe
Voitcfn promettenero difendere gli abitanti dell'Impero, ma tao vicario nel conludo
f le caie della Gomnnilà dì San-Gimignano. Toltemno e signore de* castelli di San-Gi-
lamaenterò an altro isirumento del i5 mignano, di Monte^VoItnjo, di Gaiole e di
Maggio dello sterno anno 1199 rogato in Cbiusdino. Inoltre in quel privilegio si or-
8M4!aiaiigoano quando gli uomini di Mon- dinaia che anche nella città di Volterra al
tignoK» giurarono ai consoli di San-Gimi» pari che nei castelli prenominati non si po-
ptmo di difendere qualunque persona di lessero eleggere consoli né potesti o giusiJi-
deita Comunità nel loro castello e distretto centi senta licenia e volontà de* loro vescovi,
il cireoalanta di guerre , eccettuate quelle Goletta mitura impolitica eccitò nei Vol-
CBuiro Ildebrsndo vescovo di Volterra ; ed terrani tentimenti meno che pacifìci verto
ài lai CMO cedere provvisoriamente ai Sin- Pagano loro vescovo e signore , in conse-
gimigpane» la rocca di Montignoso per loro guenza di che nel 7 luglio del laaS quel
Mesa. — ^ed» Bfoirmaoio di GiMaAMi. -— vescovo promise ajuto al Gomune di Vol-
tila. Din.. Fk». CarU della Com, di terra nell* occasione che accordava licenta
Sam^miftmmao.) al medesimo di fabbricare sul Honie^/fi'
infiitti Bfontignoso, oltre altri castelli del dolfn presso Roncolla, e di esigere i servigi
teettoSaDgimignaoese,con privilegio del ed i dazj ad esso Gomune spettanti.
S7 agosto 1186 venne assegnato in feudo Ma i Volterrani poco si mantennero d*ac-
■ecario da Arrigo VI al polente lldebiando cordo col vescovo Pagano , il quale ultimo
noBoechicKhi vescovo di Volterra. dal canto suo erasi fatto forte dei Sangimi-
Ma eoi progredire degli anni Timportan- gnanesi ad esso lui più benaffetti,
u politica di cotesta Terra andò crescendo L* Ammirato nelle me storie fiorentine
■ segno cbe nel laoa Alberto da Monlao- ali* anno ia33 avvisò, cbe il Gomune di
Mo suo potestà fu incaricato di trattare V Firenie s' interpose per rimettere in pace i
aeordo di Semifbnte col console de*Fioren- Volterrani da una parte con i Sangimigna-
ÌdL e perchè i Sangim' gnanesi erano stati nesi e col Vose. Pagano dall* altra parte, sic-
b ajuto di quel famoso castello, il predetto come riesci al suo potestà Olio da Mandello.
Alberto, ad nggf Ito di riconciliare i Sangi- AH* jiri, MoaTK-VoLTBAjo si disse ; che
■ignanesi col Gomune di Firenie, promise alPanno i235 ripullularono le discordie dei
ia nome loro al console fiorentino che tutti Volterrani contro il loro vescovo Pagano ed
ì SaDgimignanesi dall* età di 16 ai 70 anni i Sangimignanesi suoi fautori, donde accad-
■nebbero giurato difendere le persone e le dero incenJj e reciproche rapine sino a ette
n^be de* Fiorentini , coi quali si obbliga- rimesso dalle parti il giudìzio in Rolando
vano di fiir lega nel caso rhe i Semifonteti Rosso potestà del Comune di Firenze, per
sno avessero osservato i patti stabiliti, e vi- compromesso fatto in questa cìtià li io s^tt.
crfena il console fiorentino promise ad AI- del ii36 e rinnovato nel 7 maggio del 1^37,
Wrio potestà di Sun-Gtmignano di liberare al tempo in cui era pote5là di Firenze Ruba-
hi bando i Sangimignanesi e di restituire conte di Mandello, quest'ultimo pronunziò
bea i prigionieri fatti a Semifbnte.— (Am- sentenza sotto pena di mille marcite <rar-
BB^ Star, Fior. Lib. I.) gento, cbe i Sangimignanesi non tentassero
Già fu detto altrove, cbe il Vesc. Pa- più novità contro i castelli di Montignoso e
Mo nel die del *990 trovandosi in Mon- di Monte-Voltrajo, condannandoli nel lem-
M prigioniero di quel popolo scrisse ai pò stesso a riparare i danni recati a quegli
&ngimigiunesi suoi benaflfetti affinchè si abitanti, e viceversa obbligò i Volterrani a
seosKTO colà armali per liberarlo.-^ f^ed. consegnare ai Fiorentini per cauzione della
Isinm. pace il rastel di Nera. «^ (Atea. Ditl. Fioa.,
Ed •ìVjirt. GALciaAJA, si accennò, cbe uno Carte della Com, di FoUerra. )
di qoe* dinasti, Gualtieri degli Upezzinghi, Cotesti due fatti accompagnati da due i-
*H i«ai esercitava in San-Gimignano Tu- strumenti sincroni giovano per avvetittira
fina di potestà. a schiarire un passo della storia fior, dell'
A schiarimenio della storia gioverà anche Ammirato, nella quale si assegna Tanno
>^*ertirache Pagano Vesc. di Volterra poco ia36 al potestà di Firenze Rubaconte di
dsps il fatto di Mootieri, ottenne un diplo- Mandello nobile milanese , fondatore in
3« SAN<3 SANO
•queir Nimo di un peote « traverso àeW kr- MoQtignoso a questo di SMi-GimtgMM^
M^ì dentro la citU, denominato iutlom /Va- «ni si sotloposero anche quelli di QambtfN
4€ a tittb49CQnief sicché « la Rcp. Fior, (tog- niei{iai|te una conveniione dei 7 <lip. isil.
I^innge loft irico) rimase di lui talmente sod- In questo fral tempo il Comune di Stn^
4isfiittache Ip riooniennò podestà per lo nuo- mignauo compila t suoi statuti , dù qmi
vo aiuio I %ìy; pel quale non stsn<lo i San- «pparifceche forpiavano queU« sifrnoria Ai
frimignanesi al raccordo che fu fiUlo quatty^ atei cfnpsigiieri col titolo di Dij€ms**n ài
jinnì a vanii co* Volterrani» il podestà di Fifen- popaia, il poniero ed intitolasiope de*q«li
ce ftubaoMite fu costretto a ooigsaiidar loro, era poco iquansi dei Ifo^t eonwer^num,
ecc. »tfM qmel eAe M€gi$e, Cotcit* avviso per- Frattanto appena cacciati i GMbeUini di
tanto ci ohblifa a retti^re ranno delia |MKse Firenie,fu inviato a San-Gimignano A^
inclusa e del cbsMIo 4i Neinpi oonse^m^to h^o di La^feno delegato a ciò dal reGsIf
per cautione d»i VeHenani «i Fiorentini d^Angiò, sicché il j»destà ed i Hoveeoa-
fieiranno 1137 invece del |i36 come agli servatori i|i questo Qimiuie dopo deliWi»
Art. MQnB-Vop.fft\jOy e Nb«a fu in<Ucato. tiooe del i5 maggio 1267 iìittfi nel palaM
fn questo fratieqipo era insorta lite fra i pubblico di San^simignano gitirniiMio fei
ISanmiigpumesi od uq Gian&nte de* signori delfà a Carlo I re di Sicilia ed alU «fim
4Ìt Cmmhasfi, per cui p^l a3 genn. del 1 «3o Beatrice sua moglie neU* alto medcsim'i cfa
«ra stalo (atto compromesso in presenia dì >■ o|>bli||piiono difendere il nuovo re cooliV
Otto ds Blandello allo» polcivU di Firaise GorradÌDo nipote dpi fu F«|crigo II i»
^f terminare quelle verterne relative spo* peratore.
malmenle al diritto di visconteria dal Gian- Ihiir altia parte il nominato Roberti
fiinie paeleoo sui castelli di Gainbassi, Pulio- profnise per il re Angioino difenderr gli
ciano e UUgnano. ^ Fed, GAnsM«i* -^ uomini e Comune di San-Gtmig|iano,eoecl»
(Aacn. Dm- Fioa. CarU JkUa Com. di Jon- tuali quelli che fossero slati di (agione con-
ì^imignuno), trarla ai Guelfi « accordando piesM foooM
Ad accrcsecf decoro alla Terra di San^ agli abitanti di &in-Gimignano di eleggo*
Gimignano comeorse nu privilegio d;ito eoe a pintirocnto il polralà e gli «filiali subit
«là nel 17 novembre del laif da Pandolib temi del loro Conmpe..
di Patbqella mentre era ca|»i|an generale in Cotesto ultimo privilegio fn rinnovalo
ToiBina per 1* Imp. Federigo li , col quale do; q la vitlpria di TagltjKotao 000 atto
cunSirpiò a colesta Comvnità tutte le sue pubblico rogato in P^oja li $ die. f 9^
giurisditioni e prerocative. -»- (Aacg. Ditl. e firmato da Giovanni Britrandi TÌcario ge>
Fjon«f t^wltf t€Sfè citate ). nenie in Toscana del re Angioino. •*- (Aofli^
Della proveqicnvi slesm sono due docu* Dvf- Fiofu Cmrte eii. )
menti del 4«edel 11 nov. 1*43, il primo Frattanto non cessarono le piylsnii^ii
4Je*quali riguarda un atto di vendita fatto del vescovo di Volterra Ranieri if'fli Ubtfi
da Federigo li, mentre slava negli «««am- tini per «serciare giumdixione tenpponéi
pimenti davanti a Viterbo, col quale vendè »ipra #1 Cast, ed uomini di GambMsi emh
per due anni a Bentivegna del fu Ugolino tro il Comune di San-Gimignano« della ci|f
snepeante 6orenti|io le fiave d* argento di pieve lo stesso vescovo era stato preparisi
Itfonticri, il pedaggio del di«lre|to di Saiw |icché rirocsm la lite al giudiiio degli ailfti
MinSflo e quelli «Mia Val-di-Hievole, di ¥# I- tri» questi con lodo del iS ottobre 1 aS# dlì
le-Ariana edi VaUdi-Uma per il preno di . chianrono: i,* che per 10 anui avrenirr j|
tire f 1000; menine il secondo documento potestà di Gambassì dovesse elettcrsi fllw
riguarda la mallevadoria e cautione adista n- nati vamrnie dal vescovo e dal Go^subc 4
«a dell' imperatore mHcaimo dal Com* di Saii-Gimignano; a.^cfae in detto ventenni!
«&iO*Gìmignano prestata allo stetsomencante tutte le imposizioni del Comune di GsiiVi
per il fitto biennale delle cose preaeeenna- bassi si dividr^sero per mrtà fr^ le parti pini
t^^^v rW. Moavimi. nominale^ 3.** dbe gli abitanti di Gambo^i
Dna carta del 16 avario 1046 ne avvisa fossero obbligali ad arenane a richietif iMIl
tebe allora era podestà di Sao-Gimignany iius parti, meno 11 caao di turbdenie chi
fàu conte àibcrto da Certaldo, ed altra mem<- naacessero fra il vescovo di Voltern ed # Som
hnnn del a3 luglio laSo contiene l*atlo gimigiianesi. — (/oc. eit.)
di iotionii|j|io|>e del Cointu^e fi wmim iU V^fi^ ^f^^ V ejioc^ tv^tp .i|i«li.QSLa, al 4nI
ÌAHG SkìiG 3»
tm gfwditoMliiHnitocc del troolo di Dhilfèy t S09 K eowJtanò nelk miiMWlik jbenale
Fertiiiiaiido Arrìvabcncy un' oooriBci m»- «itile mille nareb^ d*effe»l(K — ( Ciouri^
Utcuìm vcBvc aftikto al divìM poeta Dan* /VoltsM IM, di ^olterra^)
U Mi§kirri per eentlere in nome delU Sk tVe anni dopa i Seo^jimifnencii eonti<^
fnoria di Fifcnte ii| San-GittrigiBino aie Haavaiio ad emere addMU alki Lega Guelfi»
■m oottfocaiioQe di qoei terhMani » hieari* Wweanay per evi esai inTiarono i» tooeono di
andoriligbierìd'inipegnmviSangimifiia* FiieiMe amediita dallMaip. Arrigo VII I»
iMsi ad enimre nella Lega Giielia toecam*. loe» tMIfpenle cH r>tdati » eotlMleate in So
Fallo è die vn anno innann la bMla^a uooiim m oafaik» e io«r fiinti* — (G. Vil-
iB Gmlpaldiao» nelb quale miUlòDttnte ff uuA, Crwnir, Lib. iX Cap. if.)
Ir schiere fioróiline, eni pdtrMi di San-Gi- Quindi il Cfenailne di SavGimignano fa
iDÌgnaao il mslile tegiùa di Monte di Pb-* ftemprteg nell* p«ce generale ùiUm in Niapoll
flicm, il quale aQ0Kl6oolcrt*uflbio per tei-il» (i^fB) per la ittediatioBe del re Roberto^
Ì9n data hi Forviò eoa patri» lì i3 maggio e ad t3«S KeitgintigOnmi raandiirono Iv
del la^; mentre dieci Anni dopo vi eaer* loro miUiie in adempimento dei patti deH»
dia ristemo im^arioo mmk Fimee» d^Frc* Lega Gndfr per onirai aH'emreilo de* Fio*
•Bobaldi, quello nledeeiìllo eke oooibriò f* Uefeiliat m VaMi-ttierote, càe ricevè poi da
■ipele Gmm Fmoohaldi ne^JlaHieri a mm Gaatrucdo la mabi veMiura nella giornate
ipcochiani » je /i spiméMth come dicf^a campale dell* Altopaicio.
ttta^ gii trmm mofosL ^ (BortgMWo» ff9^ AU'AH. GAimMmAim kidicÉi un iWtto ac»
9€Ìlm Fili Qiótmaa FI.) cwklo éOiOi od rSSa qmmdo i SnngimU
Sotto il regime dello 9teMO podeatli Fre- gMOieiì fttoiuacilioormro a depredare e conw
«odeTrmcobaldi (anno 1*97) il consifrtio batlaiwi la vUta di Camporbiano eoaoprrta
poefaleddGDOMinediSan-GimignMaoHel* ikeldiatf«tt«»dt Monlajone del contado Ikv
TMIo di confiormare la Lega Guelia * appm- MHitf»; liccliè il Comune di Fireum fèca
vòleoonveniionialal uopoatabiUtecon i ciUmil poleétk e piètemiaeifi «ff San-Giv*
nidKi de» Comuni di Firrnm» Lueca, Pk mignanodia f^Mrona nella caralcala verso
n, Fiélola» Prato ^San-Blftiialò» Code «d tìamporbiana , e quindi per oonAimacia del
alue Comunità delb Toee«ba» fm le quali (mUH fece omdttinOe it Coaaane alcsao di
feTviqnella di non permeflersi le Uppwm* San-fiimiMialio in lire 9o«*»o ed i 147
|lie. — « (Anm. DifL. Fioft. Ica. di.) nomine ribelli mUtoìinifftMmesi alh pena del
Anche di maggiore impottanaa sono te Iìmmk Ha >l popolo' m qu*tta Gomunilh
■oeiiorie alorkba del wo. JlClV, retatite a abiadende min?ricordfa per i deUaquenli ,
biKGimigiiaiio, imperocché nelT aprile dal Ai laro fella graaia e penlono con drlibem»
i3oaiflodiddifenior»delCérounediVa|. mmiodel i^MI. nmcemivo^ ribandendo i
lena avendo pMentilo che i Sangiaaignab faeauédti e tendendo i loro beni , previa
■csi ceiravank^ di tttlalure i Conlìni del loro If ammenda db ferri a quei di CampoTbian»
distretl» daUa paaledelBaoMe dallo del Cbl^ ili ^ni Imndanno a ttiMt de*«ommismrii
hoochio, nei «inmo »5 «prife di «uell*a)». di I^ranae. — (GioyiMi VbAaIh, Crome.
PO df ìibfiUmm di ter nalitiatc b toro Ibr* XàA. X C. !i«4.)
te contro qnd Qotonnci e cotcda piccoli Fmtlanlo non biiftgtoa omettere la noli«^
gneiN continÉÉva ad lugrlio suÉsrguenfe^ ria cbe nel giorno 1^1 ciug. àf\ 1 Sior sì pro^
joaido a* InWÉuam»? arbitri I Fiorailiniv i tent^ da vaMi al «oHMio dd popolo di San^
boochesi ed i^Mmi» cbe inviarottf» t lèra Gimigtoano il ariliie Giovanni del f» Gud-
deligili Mia cnttUada di Canqiorbiann fra tWrio de* Bklvuccì di detta Ten» per mpor«-
II rmtijÉiu ed il* Gorttoocbio« e là nel aS ve,.eNei« sua infentiolM di febttfioait olia
IttgUodel iSo^AifimMIò ilcomptmneiso obitm con un eon<vento ioèto II tllolo di &
HqpeUoÉi confini conlk^verri Uhi i Vollei» Maria tt^lla vitb di IhirbiaMO dfoirello d$
tmi ed i flanipinlgiMkìMai; siocbè «girgli ar- SanKìimigtHÉio con dotarla di allrtini luoi
hilri con àenlenli èt\ \Ì àprib* ir3o9 dala teftVlH^ e intendendo 4t aasegnàre il luti*
li Gnole ìmpoaeito la penale di mille mah» ai jtitmàci di Ifonte-Of irete; che perciè do-
t^ d* argmlb a tbi *y«me mancaìto di nb- ttandava gfaàia él conriglio del Comune d(
hidire al diipoelo del lodo. — Bla i VoltCìw polnre eseguire colde pio divìmtaiento no*
^i avendo ricusalo di aderirvi, il potestà Ostante li statuti mnnioipeli in conlrarin,'^
^ fWenm nd io die. dello stesso anno ( Aao*. Dir». Fìnk he, eslv)
40 SAN6 SAIIG
Tre anni dopo i Stogimiginiieii fokndò gf^M té i Sml^meei, gli «ai degli illri mti
•oeelUre in loro signore e capitano geaenle nìciMaii.
Gualtieri doca d* Atene, i N oTe comertatori Gorreta 1* agosto del i5Sa« altimo anno
unitamente al consiglio genenle desterò sS del triennio ai Fiorentini dai Sangiaùgna-
penone, alla decisione delle quali si rìmel- nesi accordo, quando il capitano di det-
UtA il progetto^ se il Coniane di San-Gimi^ ta Terca, Benedetto di mess. Giovanni degli
gnano dovesse o nò assoggettarsi al gOTemo Strosu di Fireote, con ingiusto sospetto ie-
del duca d* Atenei allori signore di rirente ce carcerare due figli di Gualtiero degli Ar-
e della sua Rep. , e nel tempo stesso fo afli- dinghelli e con grande seandolo, senta sapu-
data a quella depntatione la riforma degli ta della Signoria» in sulla piaxa diSan-Gi-
statuti comunitativi. mimano li fece tosto decollare.
Sfa il duca d* Alene, appena fa rieono» La qua! cosa si attirò contro una Ame-
•niuto in signore dal popolo di San-Gimi» sta ribellione, poicbè gli Ardingbelli eoo i
fnano, comandò che si erigesw nella loro loro consorti, dubitado che il Gitto fosse ae-
^rra un castello da dichiararsi dkiealr,sic* caduto per maneggio de'Salnwei loro ne-
cooie rilevasi da un ordine dei Nove, in data mici, provveduti di aiuto levarono a romo-
del 1 maggio 1 343, di alcuni pagamenti per re la Terre, e seguitati dalla maggior parte
la fabbrica del Cafieiio dtteah, del popolo nel «fi io dicembre dello stesso
Sennonché cacciato pochi mesi dopo qnel anno i *5s assalirono le case dc'Salvucei
duca da Firense , molte dltk e Terre della solU piata della collegiata, e dopo averle
Toscana già soggette alla Signoria di Firen* rubale insieme a quelle dei loro seguaci, li
te , e tra queste ultime SanGimignano , si cacciarono tutti dalla patria. Allora fa che i
ridussero in libertà per colpa, disse Gioramri Salvucci nel giorno delU pasqua di Natale
Villani, dei più de* nostri barattieri citta- vennero a Firenie a domandÌMne dalU re-
dini e castellani di qnelle. *- (G. Villami , pubblica ajnto contro i loro nemici. He gli
Cronica Lib. XII. e. «4. ) Ardingbelli tralasciarono dal canto lon>d*in-
Ma Sri anni dopo, nelPaprile del i549, viare oratori alla Signoria per esporre che
avendo i Fiorentini riacquistato la loro gin- essi avevano cacciato i Ghibellini di San-Gi-
risclitione solb Terra di Co le» che se ne mignano, e che tenevano la Terra medesima
era emancipata ali* epoca della cacciata del a onore del Comune di Firense e della par-
duca d*Atene, innanri che il capitano del te Guella. — ( Mm. VnAAm , Op. cU.
popolo tornasse con le sue cenli d*armi a Lib. III. e. 47.)
Firenze, ricevè ordine dalhi Signoria di re» Però la Signoria cercando se modo v'av«s-
carri a San^simignaao, e senta (are aleona se di accordo tenne sospesa un peno la sai
osti lità domandasse k guardia di qoella Ter» risolutione, ma temendo che in cotesta va-
ra. Giuntovi il capitano e (atta la richiesta, dlbtiooe non ne seguisse peggio, nel mem
i Stingimignanesi tennero sopra di ciò di- di lebbrafo dellUnno i553 ordinò al potè*
verri consigli, e dibsttutori In loro pihgior- sta di Firenie di recarri a San-Gìmignano
ni, vedendo il pericolo delle divisioni e le con sri cento nomini a cavallo ed on con-
■ette che ri erano, per comune delibecatione focente numero di fonti; il quale giunto
diedono per tre anni il govemamento e k praso la Terra e non avendo risposta d^
gnanlia della loro patria al Comune di Fi- quelli di dentro, coi domandò di esserri se-
rente con patto di ricevere ogni sri meri un colto, vi si mise a campo intomo e cominciò
cittadino guelfo fiorentino per capitano del- a dare il guasto alla campagna.
la guardia ed un altro per loro podestà, sto> Dopo cK dò gli assediati vennero ai patti
oome fu di concordia rcdproca il tutto a seguenti e i.^obeil Comune di San-Gimi-
apese de^ngimignaneri eseguito.— (Mìatt. gnano dovesse fiir la pace con gli usciti; t *
ViLLAm, Cromie, Lib. I. e. 44.) che questi peraltro continuanero a star fuo-
flon mancò per altro a cpiesto paesegen- ri ddla Terra per sri meri, senta perdere i
te fatiom che cercasse di recarìe disturbo, frutti dri loro beni, dopo il quel tempo pò-
€3ie se Plslofa fu divin in Aa«idif ein ife- tessero tornare liberamente in patria; 3/^
ri dalle più potenti fomiglie; sePim ri pactt che il Comune di Firense oltre il termine
in B^rgolini e in ibf^aiifi» anche in San- de* tre anni dovesse continuar la goardia
Gì mignano sorsero a signoreggiarvi due fra della Terra per altri rinque ; 4.^ che i San-
ie principali calale del paese , gli Ardin* gimignaneri tenessero a leso ^pese 7S cava-
SAN6 SANG 41
Rcri eoo «a capilMio dielle juarAe «la no- ih altra parie della Terra , nel qual luogo
tnioarn ogni sei mesi dalb Sgnorìa di Fi- pare che fosse stala qualche altra forlezzi.
mAie ai pari del loro podestà; 5.^ che qne- Le spese però tanto della rocca come drl-
sTtiilìiDO avesse mero e misto impero nelle la nuova chiesa e convento furono a caricò
eausecivili e nelle criminali sino all' ultimo del Comune dì San Giniignano.
supplrrio ioeliisive sopra gli abitanti della Ciò apparisce da alcune riformagioni «lei-
Terra di San-Gimìgnano e del suo distret- la Signoria di Firenze, e da Tarii atti pub-
Io. — {Oper. cit.t lib. III. e. 55. -^( A»- hlici della Coronnitìi di San-Gimtgniino, e
HiB., Star, Fiùr. lib. X.) dalle carte del convento suddetto.
E siccome i-sigoori del caslel di Fichena Glerò fra gristrumcnli pubblici uno del
non ostante che si tenessono io amistà col io febb. i354 {stile comune) col quale il
Gamune di Firense, erano stali de'principali magistrato civico di San-Gimìgnuno affidi»
con gli Ardìngbelli a sommuovere lo stalo rincarìco a due maestranze di fabbricare la
di San-Gimignano allorché furono cacciati terza parte del nuovo cassero o rocca al prez-
i Salvuoci, senza che di questo fililo faces* zo di tre soldi per ogni br. quadro di murò,
tao scusa né ammenda ai Fiorentini, per- meno i materiali occorrenti da dovei'si fo.*'-
ciò nel giugno del t354 la Signoria inviò nirc a spese della Comunità,
te sue masnade coi guastatori a Fichena, nel Accadeva tuttociò poco innanzi che il Co-
ati Gasi, entrarono senza oontiaslo, sicché mune di San-Gimignano per atto pubblico
nel giorno venti dello slesso mese di giugno (ag aprile i354) consegnasse ai sindaci del-
feionoatit rrate le mura e la rocca di Pichje- la Rep. fiorentina la eh. sgombrata dai Frali
m sema ikre altro danno a quei signori. —• Predicatori in Mont^staffoli^ insieme a di/e
(Hatt. ViiXAm, Op. eit.) palazzi contigui ed altre case poste in luo-
Sebbene per open de* Fiorentini (ossero go detto la Torre.
stali in qualche modo rappacificati gli Ar- Quintji la Signoria di Firenze con proV-
dinghHIi con i Salvueei, costoro non si pò- visione del 7 giugno successivo deliberò di
trndo dar pace dei danni ricevuti stavano continuare a sue spese i* edificazione della
rmpre in mala disposinone » sicché gli Ar- rocca di San-Gira'gnano.
dioghelli vedtmdo ehe non potevano emel- Anche on'istmmento del 5 maggio, sottb
tere alcun parere nel magistrato, che dai Tanno i354, ne avvisa che in quel giorno
Silvnoei non venisse contrariato, consiglia- i Priori (già Difensori del popolo) ed altri
moo il popolo di darsi liberi al Comune di rappresentanti del Com. di San-Gimignano
Pirenze. Infatti nel parlamento generale del promisero di pagare ai Frati Domenicani
mfse di luglio S'guente fu deliberato dì per- per un triennio 3oo fior, d* oro Panno.
farei reggitori del Comune di Firenze ad A conlèrma di ciò quel magistrato civico
aserìveie la Terra c«l il distretto Sangimi- con deliberazione del i5 luglio i356 ac-
gnsneteal eonta«lo fiorentino. La qual pre- cordò ai religiosi mcdisimì T entrale dclfa
filila espbsla alla Signoria ed ai collegj del gabella delle carni. — {loccit.^Carte delta
popolo fiorentino, essendo stata messa a vo(i Com. dì S. Gimignàno,)
M vinse solo per una fava nera,ilopo di che La fortezza di Mòntestaflbli doveva tsserc
la Terra di San-Gimignano con rifbrroagio- lermi natii nel i358 tostochè nel giorno 7
ne del di 7 agosto e 354 ^o recala a con- marzo del iò5^ {stile comune) Bernanlo di
tadodel Comune, e lutti i suoi terrazzani Gherardo Adi mari di Firenze castellano det-
riti dltadini e popolani di Firenze • asse- la rocca dì Monteslafifoli ne fece la conse-
IHianchi al distretto di San-Gimignano una gna al suo successore Leonardo di Guidò
dflle leghe del contado fiorentino. —(O^r. Ferrucci di Firenze per rogito del notaró
cit. lib. ITI. e. 69 e 7S.) Buona^iunta da San-Gimignano. - — {toc.
Ma poeo dopo il Comune di Firenze per eit. Corte delCArch. gèn.)
voler rivere più sicuro di cotesta Terra , e Matteo Villani e TAmmirato tacquero deN
Isvare ogni occasione ai snoi più potenti a^ l'obbligo im|)osto dalla Signoria ai Sangi*
hitanti di mal fiire, debberò di costruire un mignanesi , allorché il loro distretto fu in-
frHìIizio munito in luogo appellalo Monte- corporato al contado fiorentino, voglio dire»
Kff^o/ì sopra la chiesa collegiata, dove fu il dì pagare per tre anni un-i tassii di 5ooq
|»rìroo convento de* frati Domenicani, che lire alla Camera di Firenzi', la qu;il tas&a fu
pai maggiore e più bello venne riedificato più yoHe rinnovala a carico de*S;uigiml-
V. V. 6
)!tt*flr« mrdianle allfe pravviiioni drl 9i> do per iiéctIo di ic*tilnt>ni lì .prriroilD de
gennaio l3fig, 1 1 luglio xì'jo, 16 ^emujo 800 yttjoav. Patdi ognuno cht il Toglii j-
i})>i ti die. |]76> e 19 nano iS;^, do- irre uq' idc» del tnoTiiiirnto della populr
cuiueii li tulli eilikDli htll'^reA, Dipi, ùoiie di San-Gimi^nnii^Pipoila trlqtudn
Fior, fra (t Carle dtUa Cttm. di jsr^i- qui ippreiaa, ch'é il loiDiiurio del liùccn-
MiigaaKa._ limenlo ■ qimtlro eporlir Jllp^nte, cioè,
Do|>o l'iibione di SaU GÌ m innati 0 aJÌk dtl iS5i Mito il glilao (ìniDdiica d«tli di-
ttep. tioreuliat tA t\ lUo cubmdli coteiU ukIIlu ItWiceai «kll'aanò 1J4S loUa il pri-
hobilt^rn tlibe col) Fir«hù uuà aorlr co- ma Gniitlun lielU ilìiWilla iiistni-IiorrnJ
leno tarlaiMta dal Turo. Itlictnenle re^anle , e del] anno t931;
cui eniHi •mi c*pi ne) epoca tlMI^ prime pubblicaùobi iJeirÒ|i(n
le poteoii fitiiiglie degli pmenlei Cui ora si a^giiinge uda (jnaiti
«ivucci. «fioca dnuiiti tUli'aiiDn 1^40.
ullinu |nrtra wMcnula Ib<i (ra Iftpajiolatiimrdel 155i cquc)^
oche le mura califellanè ,U Àt t;4 W <rava orila terra di Smì^-
fiiMno rastetlale, liceo- nigouio la TÌitoSHdiniinutioìieili690al>il.
i una lellefi del a? Kit. Anoge i tutto ciò qualutnile aolto il ga-
tta di Balia di guena a terno grakdacalk Uédiceo ta ColnuniU dì
li Flreaie allora potetlii San-GinipaDO f\i «'parata dal conlailo fio-
San-Giinifttllib; ai quitti rentino ed aicntla initce ti mio dialnflo.
inocetiiTa, eUerc (lato in Chitii pia i^ipicue e Slahitinitnti pai-
òrdioe loro Qo. Fraiicc~ Miei di San-GlmÌ^^aao^— Il iicccnla, di-
>co da Saò-Gallo ^ e »<Rt egli lUtalO intor- cera con inglonfe 11 PhO. CbeccùcCl nel Joo
tM le iriur* ea«te11ane ; e dove quelle ertoo conipendio slorico di Sirt-tnmipuno, può
'folle, [diceia la lelleta) « si sono in pArle buntulchirsi per ogni libemlediaciplir» .quel
ireMaunii'e e in pOchi giorni wianttO ncc.oD- ffcold raftunito In cui lo spiiriio AtfV lla-
be. Ma circn al forlifìcarc U Terra; ha detti) liani per U aaluri del loro gaTento miri
Ciò. Pranceìco) ed a itte pur tnóìini uiul . pl6 preèlo che ad una sterile lanilà di (t-
iftt* aiaài fiand'e, e quWla CorouniU si miglie al pubblico liepe. Oui'"!' accalde
trova ildale io online allo ipebdio; cobttri- cbe sopri o%i\ allro paeK iù Sàll-GiiuÌ|{o*^
locbè ì Sait^ilnigllSnesi proraetliuD storursl no operavansi iu quel tempo ffreg] ed a^
. in lutto quello dbe pDtntibo per ioi1i6cBre diti laiorì, cubie ite sodo cbiaro aritn^en-
la loro patria , ma per ora ti pudicano ina~ lo , oltre la laitJtà e nufnifWeaia delle IM
t>ili. li — (Gira, Carreggio intuito H Al"- cbieie,te loUili ed altistiiiie lorrì Itnto bene
thli , Voi. l: Applmd. 11. ) coslruile, o di ben conn-Mi mallonì of^re
UH sbitiiiti perù di San^iinipiMno ^ di roass Squadrati di plein calare* tnané^
nmo piò ^blir ditciniali dàlia peilìlenia. e eia che li si tteiporlù dai pòf^ì noii mcma
sefnaiahiettic ib quella del i348,ech altro di tre miglia lontanile coti tabla arleooO'
bcùt ktfeob terrìbile contagio del 141B pfr niedi cbe sembrano qliclle &bbriche tulle
«>er 'dil6 rlCoiero a molli ragguardnoli di un pezao. InfaUi ad onta driU loro rae-
ppraiinagfi acroiii cosK ita paesi dote mtr chieua cnstono tuttora dentro Sap-Gin»^
latlia si ratta era fik Sviluppata. gnano non meno di 1 4 torri più o bom
la f/r%\r per altro del 1479 fu non mena alle; una d'elle quali , la pili grossa, del fja-
di'lleallrespairntrvole) perchè visi aggbn'- Uuo del poitesti riposa da due lati lopra uB
•croie incursioni dHlesoldatesche di AlfaDio lolidisiilnq arco. Àacbe i palaztìdei Carna-
p-di ^pnll, di Wpa Sisto IV e dei Saaeli ue,o dcU'briolo.qurlladelpaJesUedaku-
klIor* in guerra coh i Fioréntini, e (u ìb ni altri di privati furono iniulniì eioraali
quell'anno cbe il pubblico di San-Gimi- in guìlà cbeiecinonlaraTÌgliasl posèggnu.
guano fece voto di solenniiiare in perpetuo S°bo di quella età le pubbliche [bati Cuori
la prima dom'enitd di agalla ìù oiiore di della potta di quello 'nbtne, la ^ran citlnnl
S. Fina Vergine di Snu-GitnignanO; tenuU di piaua ordinata dit 0>raone nel W}Z,t
da quel popolo in grandiAÌma venenirÒDC. rrab*inita S spete dello Spedale di San -Gi^
_ A colanti coòlagj che diniiou irono aitai mi^nano cbr fu soggetto a quello del Ij Scili
Il niimen) degli ahilanti di Snn-TiimìgnaiKi di Siena , olire le mura esteme della Sul
V 4gg!u)Me quello del iSJo ài i61*,quMi- tbietl collegiali tuUe di pittia bnirìlai
0lìcfa Coiié'giuia di Sam^infignaao. O/ano ( rtonìta con 1» precedente *\U qui
fi- Qwtlo teiapip che ha mi capitolo di la upppeMQ)^ i6. !$. Lorenxo a Itìontauio (pix;
twiimici epQ due digoilà e a4 cappellani» poailura)^ 17. Canonica di S. fjeonurda #1
ràiode sopra tiii*a1(a gradipata la pui fi)C- Casmgfim (traslocata in •$. Pietro aita C'/-
piata ha alla sua de|)!ra la lom |(ro^ ed il tanica); ^^. S. Michele m PaJuU (AtìnetSA
pahoB^ del potestà «Ila sua siniìlni, le <}ue alla precedente); 19. S. Barlolommeq m Cnlf^
lorri gemelle d^li Anlinghellì, e dirtm- lii :yrMi/4»(rÌMnitai«^. Lorciiaio )| lfoa/"<'/«^;
paiQ il pa|a|ao del Con^une, d|Kto deirO- al. S. Michelj; fi Batit» fcura col seguente
riolo posto nella torre che si alza it| inezxo i|i|qes8oì; a4. $. Pietro a (Jiticiam>; a 5. SS.,
h1 au^lesiafo, e s9pC9 «nui fP^e di lQggÌ4 MartinQ e ^an» M»^ì*ìi^ttu^ a fUtraJìtitt
4I pian terreno^ (unita alla seguente) \ 96. S. Jacopo a 6V-
Comecché maùchiiiQ 4octin|ai|fi che a|Mr if!nnano; 97. S. Tonniiaso <i On^iglique e.
curiop io quale anno U pi^f e di San-Gi? Jlnes^tptét^ \ soppressa ) ; aS. 3* 9ficbele /|
iMfnaQQ Tenisie «ledicata si S. Maria Assun- Stenda (eom pqn V annesfq seguente ) ; 99.
Ut e da qual ponteBce iof^e opnfacnita la S. Lucìa a Strada \ Sp. S. Niccolò a Bib"
dncsi attuale^ comecché non iri resiinq prò- hianp (cura); 3i. S. Luòa a 3liacimtic(\
«eda p<4m« con certena asserire ciò che legt (cura uniU a S. IhnedfUo presso V Elsa) ;
fcsi nielia sua fiieciata rapporto alla visita 3a. SS. Silvestro ed (ppqlito <f BQCoitutq
fattavi i;el af iiot. del 1148 dal Pont. Eu- (eura); 33. S. Michele ii| ^. livreato al
pmti 111 eoi r assistenza 4i molti cardinali , Ponte dentro San-Giniigaiii|o (soppressa);
|icr aHcD con n|inor duhhio apparìscf , che I4. S. Lorenzo a/ i?pv9/e (cappe! la presso !j|
nel sinodo fiorentino tenuto da Vittofìo II casi} Vecchi in S4n-Gimigfiqno); 3S. ^. Pie«
Dell'anno to5S, «oiesto pontefìoe dicbia- troiu5an-<?ifitif#fi|«|o(oratorÌQ4nnt^ssoMlli|
pmse pfvpositura lapterediSan-Gin^ign mo. pfete di Gellori); 36. SS. Martino e Bi^gìq.
QlMnd^ Lucio I|l imitando 1* esempio di £u- di Sqa-Giniii girano (gii) cupi follo li| ptev<
^eoio III e di Alessandro III ricevè la pieve d Gellori). — Ii|ol|re si contavamo in Sai)-
neiicsiiM sotto b protezione dell^ S. SeiJe^ Gimignanq nel sec. %,Vf il conveplo de*Do-
e le oonlermò i privilegi che ftiio da qnel me^icani ii| Montesiiitroli; quello de*Mim>rf
Impo g9i|evf il 9U0 prepofto. ««- Il prliiuf Convsntuifii presso I4 porta S. Giqva^iiii, il
pontefìoe die la decorò del titolo dMii^igne Mon. dell^ Vallombroyane di S. Vittore ii|
collegiaU fu $is*o lY con l^Ua de' a^ sett. S. Girolamo, gli altri di S. Maria Madda!en;}
1471 dipeUa ^d Antonio de^i Agli vescovo e di S. Caterina in via S. Giovanni; e fuot^
di Voltem. De quella deIPM. Onorio ìli, della Terra il Mon. di S. Marìa degli Olir
(^ag. iaap) si apprende che la pi^ve di Sap- Tetani iq Barkianp ed uqo fp^^le per i
fiimignano a quell'età tonlava $4 chiese pellegrini.
fuocuiyali; le quali ali* epoca del sìooiIq volt Rispello al numero de'convryili di qucslq
trrraiio del io nov. |356 erano aumeiitate piviere servirà accenuure, che inSan^imi-
lino a 36, oltre i conventi, 1 monasteri ed fna^o prim^ del 1980 e^islevanp dieci con-
ano spedale. Eccone i uomi ; x. Canonica veliti, 5 di uoroiiii e allretlanli di donne* 4
di S. Pre^ìaiio o CatHlf^cdiii» riunita alla che nel 1 745 ikm) vi erapo mc|io di a35 te*
irgoenle; ». S. Donalo a Casteheeehio; 3. elesiastici » lUrnlre il numerp degli ahi|ant|
S. Giovanni di Ca$ale soppressa con la se? non ecclesiastici an^monlava a 1073 per^»*
guenle, ed ora in S. AgoUino dentro San- ne. — Fed. la Tavoletta in fì|ie MVArt,
Gimignano; 4. S. Michele in Ciifiiierie^ Dei prfgj material) del la collegiala di San-
5. S. Caterina od prefhUrp della Pirvfi Gimignano discorsero pri^n^ d*ora il Coppi
(dlslrutla); 6. S. Bartolommeo, già S. Mar* negli Alenali sipugiroìgnanesi, il Manni ut Ir
tino a PifcilU (idem); 7. S. plagio a Cif rillustraaioiie di un sigillo del capitolo di
iDJia(curBCiisteDte); ft.S. M»r»aa^<7/a-C<i:» queìh pieve, ed il Pad. Cbecc^cci pelle qo*
tielli (cufa con F auuesio se^^oente) ; 9. S. tiaie storiche di detta TercH;
Pietro f Mufichio ; 19. S. Loren»> 9 FuU» GniQde è il tempio^ ricco di pittore ed 4
gnano (cura unita all'altra qu^ appresso) 9. tre Uf vate, cui dà focesso, come dissi, un*
S Bfaria di CaMg/ia; IO. S«MiG|iele a i7e- iktfff^ gradinata davanti U facciala nella
mignoli (eoo 1* annesso seguente); ^3. $. pi^OA del palazto pubblico. Nel i356 Bnr-
Lmao a S. Lorenzo ; (esistente) 14. Si tolo di ipaestro Predi sanese dipinse a fre-
Bidgioa Btniono (idem); tS. S. Maria q scp nelle p^nKi a cofnu €ir^ffgtìii la s|orta
44 SANG SAMlG
del TesUmenlo vecchio, e nella ìiilvaU di debrando ed Ugo nati da donaa
mezzo neir allo sopra gli archi del colon- da* — Dopo di ciò pretto la cb. di S. Viu^
nato dipinse Taddeo di niacrtro Bartolo Fre- re fu cotlruilo un Mon. di donne della din-
di nel 1393 tre grandi afifretchi rappreien- gregatioiie Vallombrotana aiilialo a qodlo
lauti r Inferno, il Paradiso ed i la Apo- di Cu v rìglia , ftncbè nel secolo XV topprcf.
steli. Iitlomo poi alPanno 1370 e succedivi so il Mon. di GiTriglia, fu rtnnito alPalifo
il Berna , pure csto pittore senese , color) a di San-Gimignano col doppio menbolo di
buon fresco nella navata laterale sulla pa- S. Vittore e di Catriglia. «^ f^fd, CATieaAa«
rf te a cotnu epistoht il Tf^amenlo nuo- in Gambasìi, e GàvuoLU ( IbniAaraBO u).
vo, il quale lavoro rimasto in tronco per La causa della tntlaiìoiie del Mod. diS.
morte dell* autore (i38o) venne terminato Vittore dentro la Terra fatta a spese del Go-
da I suo scolare Giovanni di Asciano. mune di San^aimignano fu per liberare
Di assai maggior pregio per altro è il quelle claustrali dagli efiEelti delle incvrsio*
grande affresco che cuopre la parete frappo- ni e ladroneggi dopo aver edificato loro uà
ita alle due porle delta facciata, opera ese- più grandioso danstro con cbien iotto it
guita nel 1 465 dar celebre BenozioGozzoli, tiolo che tuttora conserva di S. Girolaiao.
rappresentante il martirio di S. Sebastiano A qactto asoettrio appelb kft le allrs «■
con molte figure intorno. legato lascialo nel i344 da donna Bilb fi.
Ammirabili poi sano gli affreschi neHa glb del fu Ciupo di Sinibaldo degli Scolari
cappella di S. Fina del pennello di Dome- di Mreme , restata vedova di FnmoeMo di
iiico Ghirlandalo e del suo scolaro e cogna- Gualtiero de*Salvooci di San -Gimigilaiio,
to Sebastiano Main.irdi; mentre Tallarescol- allorché con teslanento del 3ò «goito di
pilo nel secolo XV di finissimi marmi ram- detto anno lasciò alle monache «K S. Vìtloiv
menta un* opera de* migliori Fiesolani. No- dell* Ordine di S. Benedetto un podore osa
Te tavole di altri insigni pittori trovansi casa colonica e capanna compitio nel dì-
oggi raccolte nel coro, tn le quali una del stretto di San-Ginigoano* previo 1* obbligo
Mainardi in^eme ad altre di Benoxzo, del di dare ogn*anno ai frati I>>roeinG8fti deUa
Pollaiolo, del Passigiiano, del Rosselli ecc. SS. Annunziata, e a quelli di S. A^oitiao
— • Fra i quadri di antico stile è ammirabile di delta Terra Un moggio di grano per ca-
un trìttico nella sagrestia dov*è un S. Bar- danno. — {Carte éeiia Com, di Smt'Gi'
tolommeo e nelle parti laterali 4 storie re- mignano , he, di.)
lati ve alla % ita di quelPApostolo, dipinte nel II Bfon. di S. Vittore era a quel tempo
1 401 da Lorenzo di Niccolao da Firetiae. dentro SanGimignano, siooome lo diebim
Il busto di Onofrio di Pietro Vanni esi- una carta di procura rogata in Fiesole li 14
stente in una nìcchia della sagrestia fu sooK seti, del i345, con U quale donna Ginevra
pilo nel 1490 da Benedetto di Leonardo da figlia del (u Bkgiolto di Bardo de* Bardi di
Majano per dieci fiorini d*oro di commis- Firenie e di Ermellina di ser Francesco di
sione della Comunità di Sàn-Gimignano in Andrea Salvucci di San-Gimignano, spoasta
attestato di gratitudine verso tal benefiitto- a Sandro di Bindo Allovili di Firense do-
re, che fu operajo della chiesa collegiata. minò sua rappresentante in San-€Hmtgnano
' Monastero di S, Fittore in 5. Giroia- la badessa di S. Vittore. <— (Asoa. Dipl. Fkmu
^o. — Conto per pnmo questo monastero Carte dei Mon. di 5. Giroiamo predetto.)
pei-ché fondato fino dal sec. XI nella chiesa Comunque aiai il Mon. di S. Vittore in-
ora tlislnitla di S. Vittore fuori di San-Gi- tomo a quelk età prese il titolo di S. Gi-
fnignano, la cui più antica memorìa rìsale rolamo, di che fii fede fra le altre una peti-
ai 1 ottobre dell'anno 107S. Avvegnaché zìone con la data di Firenze del ao aprile
in quel giorno il C. Uguccione di Guglielmo 1 370 fatta dai Vallombrosani alte monache
Bulgaro de* conti Cadolingt di Settimo e di S. Girolamo in San-Gimignano, affinchè
Fucecchio, stando nel suo Cast. diCatigna* conoedeisero fiMoUà di fare un orto in della
no fra 1* Elsa e Gambassi , assistè alla dona- Terra nelk contrada di S. Matteo, io luogo
zione del giuspadronato delbi chiesa predetta detto M(Hmo, — (toc. eit.)
di S. Vittore fatta alla di lui nipote donna II cavalcavia che dal convento di S. Gi-
Berta badessa del Mon . di S. Marìa a Ci- rolaroo passa alla chiem di S. Giacomo, delta
vriglia e figlia del fu conte Lotario giunioie tuttora del Tempio, fu eseguito ad istanza
'da tre fratelli ivi presenti , cioè , Neri , II- delle monache stesse neiranoo 1657.
SAN6 SANG 45
Cbc sebbene cottilo nionaslero nel 1809 venie, iu cambio del qiiHlc \enne sittf|rnato
veaisae topprr«o, seguitando degli altri una a c|uei religiosi la chiesa di S. Giotanni, giìi
HcsK torley rìtoniato Ferdinando IU sul cooimenda de* cavalieri di Malta, dove quc-i
Irooo avilo » alle preci dei Siinginìignanesi frati Minori dof» la metà del secolo XVI si
venne ripristinato (i mano 1816). recarono, e dove continuarono ad abiliire
Nella cbiesn di S. Girolamo annessa al fino h Ila loro soppressione accaduta nel 1783,
■anasten» é da vedersi un quadro dipinto quando gli efielti del convento mtdesimo
■ri tSas dal Tamagni , conosciuto sotto il furono dati ai Padri Comenluali di Colle
soflM di Vincetiio da San-Gimignano , per allo.
arre sialo uno degli soobri di Raflaello da Cornante degli agostiniani. ^^AWJrt.
Crbiiio. Im qual pittura ha molla somi- Rioctaho ditti» che in colesla villa del di-
fKama con altra tavola dello stesso autore stretto Sangimignanese ali* anno 1979 fu
bili nel i5a5 per la chiesa parrocchiale fondato il primo convento di Agostiniani
Mie Poma ranoe e illusi rata da quelParci- dell* Ordine eremitano che 1* abitarono fino
pfMe canooico Antonniccola TaÙarnni. Il al 1 38o, epoca in cui quei claustrali ven-
lDo.di S. Girolamo esiste tuttora con circa nero dentro la Terra di San-Gimignano.
M dansiralì sotto la regola della Congrega- Coii^sto convento però era affiliato a quel*
Mie Vallombrosana. lo di S. Agostino di Siena siccome lo dimo-
Eispcllo alla vicina chiesa di S. Giacomo, sin Patto di possesso preso nel 1 5 giugno
èUs dei Tempio gioverii rammenlai-e che, del 1275 da fra Michele da Provenzano sin-
àpD rabolixione dell'Ordine cavalleresco daco degli Eremitani di S. Agostino di Sie-
IrTnnpLiri, molti de* loro beni furono do- na, come eredi di Biagio, o Brogino del fu
arti ai cavalieri Ospilalieri di Hodi, ossia di Michele da San-Gimignano, di un palazm
Uà, siceome sembra accadesse anche costà con podere, case ed altri beni posti nella
is San-Gimignano , cui apparteneva non ▼iHa di Racciano. Al qual atto dieci giorni
tria b chiesa di S. Giacomo dei Tempio ^ dopo succede una protesta del sindaco degli
■Banconi Torlo contiguo posseduto attuai- Eremitani di S. Agostino di Siena presen-
■me dalle monache di S. Girolamo, oltre tata al vicario in Toscana del re di Sicilia
uu chiesa di S.Giovanni presso la porta di don Jacopo di Bonsona ad oggetto che il
^anto nome, che fu data ai Frati Minori suo convento non |)erd(')^* i diritti sui l>eni
GooTentuaii , come sì dirà qui appresso : del fu Brogino da San-Gimignano. ^- (Aacn.
Concento di S. Franceico de* Minori Dn»L. Fioi. Carte di 5. agostino di Siena.)
Cameeniuaìi. -^ È fuma che 1* origine di ^'on era ancora spirato il secolo Xlll che
fac^o convento possa risalire al 1410, cioè i fi'ati Agostiniani avevano già edificata la
Bcatre viveva il beato Serafico d* Assisi, e chiesa di S. Agostino dentro la Terra di
^kmì lo darebbe a credere lo stile architetto- San-Gimignano, la qual chiesa fu aperta mi
iico della (acciaia, sebbi-ne ora mozza, della 3i marzo 1998, hcnclir assai più tardi
Su ^kniica chiesa fiosta in via S Gio\aiUii e (1389) rimanfsse compilo tutto il clniistro
dte fìi den*eroplarì poi de*Cavalierì di Mal- annesso; ed allora gli Agostiniani di Uaccia-
^ — Ma il tatto è che il primo convento di no lasciarono Tantica |>or la nuova e più co-
fan frati esisteva fuori di San-Gimignano , moda abitazione. Frallauto quegli Frcroilani
(che alla prima fabbrica appella una bolla ebbero n sostenere una lite per motivo di un
U PonL Innooenio IV del 97 lugl. 1347* appezzamento di terra preteso dal rettore
Boa b quale concedeva 40 giorni d*indul- della vicina chiesa di S. Pietro e da donna
^an a chi con elemosine soccorreva per Cara vedova di Muzio da San-Gimignano ,
knainarr la costruzione del convento «le* come può vedersi da un mandato di [trocnra
te Minori dì S. Francesco posto in San» del i3 febb. 1329 fatto da fra Barto'ommco
Gisignano, diocesi di Volterra. — (Aacn. da Monltpulciano, priore di quel convento
Aki?. Bff PiAA, Carte di Snn-Gimignano.) e da fra Recupero lettore a nome di tulli
Colesla bolla perciò ap| «fi la al primo clan- gli a'tri fr.itì di rjuella famiglia nella sagre-
Mndei Frati Franrescaui di San-Gimigna- stia del.'a loro chiesa.-^ (Arcb. Dipl. Fioa.
^il quale fu, come dissi, fuori della |)orta Carte dé*D(menic. di San-Gimign.)
B. Gir«f anni nel luogo dove Cosimo I ali* Quasi un secolo dopo un dotto eremitano
*BCHir»iie drllj guerra di Sima fi>ce inual- Sangimignanrse , fra Domenico Strambi,
i^uo bastione sulle rovine di detto con* aumentò di un ebioslro la nuova clausura,
49 SANO SAN6
f^lfalò la chcM di vmtj Ofcgclli sacri e pre- Ciò rileTni»» <la una bollii ilei i»ftbb. i Ii0
|kMÌ, ed ebbe il buon gusto di cbÀanpre da del Foqt. Giovanni HJ^ll data in Avif^iiiinc,
Ftrtuze U cfirìife pit^pre Benofpo GimeioIi a con la quale Cu concessa bpollk at l'nili Prct
dipifif^re nfl coro dellii isedeJna (anno dicalqri di San-Cirimìf^nano di poter acqui-
1465 e 66) i fatlì principali relativi alla slare case per ricevere \ religiosi del loro
>ìta di S. Agostino, incominciandp dalla Ordine, pbe fufpno obbligali a pfirlire d4
sua nascita {^td, avaati.) Pisa, Arezzo, Lucca, Castel PUbc nini epe.,
Gli Agpsliuiani Romitani di ^ieiui leu- stante Tessere quq paesi sottoposti alla s«o-
fiero questo coiivinto fino al deplinpre del if^unica cqme ribelli della pbiesa romana e
ffoolo XV, nel qual tempo furono costretti ^ren(i di Lodqvico il Bavaro già «(ajsanta
fi cederlo agli Ago^iniani della Congrega"* pbìesa dichiarato eretìoo. In vista diciòGìo>
^one Leccet;iua che lo abitarono fino alla vanni XXU volle derogare alla 1k>1U del
l<m> soppressione accaduta pel 1809. sno antecessore BoK|ifa|fio Vili cfy: proibrva
A ciò ne rìc)iiania una bolla d«|I Popt. gli apquisti ai Frati mendicanti. — ( Ammi.
Sisto IV scritta in Roma li ao mano del Oipl. Fioa. Car/f de^ Domenicaai di Saif-
1483 e diretta al priore generale rd si ffati Gim*gnan9*)
del poDTento di S. Agostino in SapGimir Che pepali oonyentq di ifoii/ei/<f^o/t nel
gnanOf colla quale ooiifemiava la riforma i33a fosse terminato, ce lo fa conoscere un
siala fiitta dalcapi^olo generale di qoeirOr* iiirumpnto rogato in San-Gifnjgnano li ^8
dine rispetto ad una più resolase osservanza aprile di detto anno, ^\ qualp si rileva che
flelLi G>i|gregazione Leocetana. — - ( Cnrt^ Andrea del hi Pegna da Larniaao e Merr
del Cof99. di S,jigqjfiino in Sondimi gih$» linda suafnoglie, ave%a doimto al n|Ana«
no , ioc. cii. ) Itero di S. Caterina deir-Ordipe de^ Pmlìca-
NelU chiesa di S. Agosllno eh* è ad una tori posto prefsp la porla Lalcrina in Siena,
pavata vasta e sfogata assai ammirandi, oltre una casa con terra, vigna, capappa e fnma.
1^ squisite pittore del Benoxzo^ varie tavole ce situata nella villa di Uimiai|0, Gooni*
pregevoli agli altari, alcune delle quali fu* nilj^ di San-Gimignaoo, a condìnooe pere
Tono traspoi'taie ni»l coro della collegiata, die ottenendo i Frali Predicatori un eon^
Meritano pure di esser visti in an altare iq ^rèio Sn San-OimignanQ , ^oie^no fuei
Ibndo alla chiesa alcuni basso-rilievi di mary coniugi farsi loro oblati^ per cui i siHldettt
ino bianco di Carrara eseguiti in modo che b^ni dall^ nionacbe di Siena dovevano pes-
rammrntano la maniera di Benedetto da fare a quei religiosi «dai quali i coniugi pre-
Hovexzano. Nel 1 8a3 pelk chiesa di S« Ago- pqminati avrebbero ricevuta il lofo mante*
f*ioo è stata traslocala la cura della chiesa niinento.Cbe però od giorno a8 aprile del
«oppressa di S. Michele a Casale insiei^e i$3a fq eseguilo Tatto di traflaiiooe de'
jNl una tavola stata colorita nel siecolo XV beni suddetti dalle monache di S. Gilmoa
da mano maestra , sebbene ignota. di Siena nei Frati Fredi(f;atori di MonUj
Convento de^ Domenicani^ attualmente staffoH. r— (Aaca. Dipl. Fioa Ioc. cit.) ■
ridotto ad Ergastolo per le donne. -—Il Ma il luogo di Montestaffoli nel i353
Simo ospizio de* frati Predicatori in San- essiendo stato designato dsl Connine di Fi-
imignano deYCsi alla pijstli di un canonico renze per erigervi una fortezza, il nuigistntp
^qgimigi^nese, Jacopo del fo maestro Ac- civico di Sau^Gimignano fu obbligato dì
COffo, il quale, mediante istrumenlo rogato assegnare a quei religiosi altre case e orti
in Sieof il I giugno del i3i8,donò ai fraM per rifabbricarlo piti grandioso presto le
di S. Dofjsenico di Siena ed al loroconven- mura settentrionali , donde si doniiHi gni|
U> una casa post* in San-Gimignano per spr- parte della Val-d*Elsa^
yir loro di ospizio a condizione di non pò- Nel fabbricare il nuovo oooveiitooon cbie-
lerìa essi alienare ; quindi pel 6 sett. del sa annessa sotto il titolo della ^. Anpiin*
|Sa5 il predetto Jacopo insieme con Conte ziata furono disotterrate molte nrac sepol*
di lui fratello venderoQo per fior. 80 d'oro cnli e firammenti d^idoli, lo che fervir può
^ sindaco de' frati Predicatori un' ««lira casa d'indizio sufficiente a &r erederecbe cotesto
i!on chiostro e due orti annessi , posto il luogo fosse abitato fino dai tempi romani'
^utto nel poggio di Montestaffoli HìSmnXìì-. La fua chiesa contenevs pregevoli pìttu-
^igoai», dove poscia fu eretto un convento re di Alberto Duro, del Frate, di Giorgio
m^lH U flOippra di altre abitazioni privai . Vasari, ed in essa avevano sepoltora gentili*
tu moltf CuDÌgUe illotlrì del pàeM, ff)^ le SUttlc Ìk><ip|HfHÌoaef«iU miraimoi^Bè
quali gli (3seppi, i Gorlesi, i Frahzcsi, ecc. di Mit altro moiiaftero 9ò\ titolo «Iella Vvri
Quel ?«sto locale dopo soppressi! U delta gine Sdada tot lo U re^lM di S. Betitodeltf»»
£iniiflia rfligiota (1809) fu coiiverlilo in U cUi fòtidaiiooe risaliva ali* Aimo iSaSi
ia« di tfebdicilà, quindi nel i833 in Erga* quelle reclute furono riunite atU Momìi%
itolo, cui fu agfiuttt» dopo la casa di Gor- di S. Catarina ^ dòndfe poi quHt*nl4inid
itiione per le i^noe. — Ael lo slesso stabili clAuslro si appellò della Ver^giita Mati* é
lucalo, Punico cbe di tal falla esista per le delle Romite di S. Caterina;
feo»iDÌae delitluofte in T ost'ana^ dalP attuale Anche queste nÉonacbe nel 1 809 aoggtao»
suo diiriloiv potesti Brunori sono sititi in* quero al Cito della soppreasiorte , ed il loro
(rosoni holàbili miglioramenti, i qua'! non locale disfatto fu ridotto iit parte ad uso di
lobaicnte oontribuiìcodo alla salubrità ed abitazione privata.
«lU oH testa delle recluse, ma giovano ad lUàtiastetót era Cóàrerv^torio di ^,
•tficunre Posservania di una rigorosa di- Chi •tré. — Fu eretto per le Claris nella
ki^ina, -r I^* islruiiqne industriale, reli- prima metà del secolo XV fuori delle rouvA
fiou e morale che regolarmente lóro si àp- fra la porta di ^lu'^ttùhiù e quella di S.
jMYSta teude allo scopo di riforoAare i coaiu- Giovanni , nel luoco appellalo tuttora S»
mi delle condannate, okifle piiocumre di re- Chiara , e ne fu afindata la prima direzione
slituirle migliòri di qudlo che liiròno alla dal Potit. Eugenio IV ài Mitiori GonveH*
civile società. luali del vicino coti vento di S. t^ranceioo.
Con i lavori phe allu-ilu)ente li esegui» 6nchè nel 149^ quelle monache vennero
icoDo costà dovè si va ad attivare il sisùmM trasferite a spese del Comune dentro ìaT^ei^*
òii^ isolanÈtntò medio per le fifmmine cor^ ra. Finalmente il Gràtiducà Leoboìdo I nel
rivende t distinte per età e per abitudini. 1786 avendo filtto ampliare e tidorrea mi- ,
Le Suore di Carila destinale ad assistervi glior forkna quel locale^ lo ridusse à con*
e r attitudine le Io zelo del direttore di que> servatorio per Tistmliotoe non sólo dtllO
Ha oisÉ peiMtenziaria faranno si che l*Ei|^a* Cinciulle del paese che bramano, frequenta-
Mulo di Sali ^imigOano diverrà a piano ic^ quelle acuoie, ma ancosà pìer, 1* educazione
inferiore Ijn quaiftti, altri siano stati aperti dfl le alunne che vi .ai tengono a oonvitfct»
ioiimil genere Oeiri]aHa. tanto le oontemune, come quelle ài altri
MonasUro di S. Baria^ detto ìe hom paesi. La sua chiesa, ài cui aitar maggiore e^
mìi€ ii S, Caterina, -^ Fu fondalo nel siate un quadro del Rosselli, fu ridotta in mi*
1 364 ad islanta di ilonua Margherita del gliore stato e consacrata li lAtAielt. del 1800.
Uà Guido de* Bardi Sotto la regola di S. Be- Momàs^ró di 5. Maria Màddat$aa drt*
Bfdftto assoggettando quelle suore al capi* le Jgostiniane Bomiie, '^ta sua. fondai
lolo diS. Pietro di EoMa, disposizione stata zione, che è ^ell* anno 1 3^4, deveai a don-
ippiOrata dal toni. Innocenzo (V mediante na Monna , o Simona di muzio de^ nobili
bolb diretU ai canonici dì S. t*ietrO. Neil* da P^trofo ; la quale ttel so febb. di detto
aithitnve di una porta esterna del monaste- anno ottenne licenza dal Card. Giovanni del
ro h scolpi^ bi sc€Uf7ite memoria. Jana titolo di S. feodoro Legato della $. Sede
ÈCCCCÌP" a di tX ÓHobre. ^ tempo di iO lulia» di edificare presso le mura di San.
Mtsttr Pietro Bolgtier ini Cn9tiier 9 eAel' Oinìignano nn monastero sotto la regola di
fof€ dello Spedale di Siena, S^ Agostino^ la cui chiesa venne dedicata a
Fra le carte di questo clauatro , ora nel- S. ìudria Maddalena ; nel qual claustro do*
YJrckjitpl. Fior, esiste la copia di una m- vevaOo abitare x a monache con una bades*
brìci degli statuti del Com. di San-Gimigna- sa dipendenti totalmente dall^ ordinario. Il
DO del la genn. i353 (Stile fior.) riguaiw moni^leró fu eretto nella casa stessa «li4oil^
dante la fììcóltà concessa dai deputali della na Monna ih via 5* Giovanni.
Rcp. Fior., the presedevano nella riforma Quindi la stessa fon^trice e ammìnislr**
^gli Statuii, alle monache de7/e Èomite di trlce del nuovo aacelerio , con istrumento
S. Caterina a SanoGimignano di poter del la agosto i334 concedè a donna Àgoon
veodere , donare ecc. beni immobili per là la di maestro Arrigo, restata vedova di Gom
somma di 5oo Borini d* oro , esentandole fa di Eanieri,!* usufrutto di un orto situato
dalla spcai della gabella de* contralti e da presso la porta delld Fonte th*e8ia av«¥à
^* altra iin{ioiizione» già assegnalo alle sue Eooitc
46 84N6 8AN6
Fìnalniente nel 7 dicembre 1)04 ngn\ bmiie <1! qiicst* ulliino monastero ìittì mn
in San-Gimìgnano fi contralto della obbli- petizione del 19 ottobre 1459 fiitta dalla
gazione delle monache di S. Maria Madda- badessa e monache di S. Girolamo ai depa-
lena di star soggette al vescovo Rannocio tali dello spedale di S;in-Gimignano per po-
di Volterra, nel tempo stesso che fu eletta tere appoggiare un muro dell* angolo ddla
la prima badessa.— (ìbob.Dipl. Pioa. Cor- loro chiesa all'orto del vicino spedale. —
le di S. Maria Uadd, di San-Gimignano, (AaCn. Difl. Pioa. , Carte e'taie, )
Anche questo asoeterio fa soppresso nel Ricco e comodo è questo stabilimento ,
1786, ritornando il suo (abbricalo come lo corredato di spezieria, di mi quartiere per
fu in orìgine ad abiluzione privata, dove in Io studio delle tavole anatomiche del Ma-
nna di quelle stanze , servita ad uso di re* scigni ivi esistenti, di un orto e di circa 40
ièttorio delle monache, si conserva un af- letti tenuti con molta proprietii.
fresco creduto di Vincenzo T,imagni n pie del La Comunìtk di Si«n-Gimignano mantie-
qiinlesi legge: Jano Djtnini KDXXlll ne per i maschi tre scuole pubbliche, una
Mente Maii, elementare, Taltra di grammatica e la teru
Monastero degli Oiipetani. — Agginn- di rettorica.
g^rei qui la memoria di un altro monastero Inoltre si conferiscono due posti per TUni-
fontLilo neIi34o, mezzo migl.a lev. di San- Tersità di Pisa a due giovani Sangimigna-
Cfimignano , per cura di mess. Giovanni di nesi, e due per lo studio delle belle arti a
Gualtiero Salvucci e della sua donna Marghe- Pirenze o a Roma, in oonsegiiensa di nn
tifa di Guido de'Bardi di Pirenre, e donalo legalo lascialo nel 1649 dal sangimignanese
«gli Olivetani di Volterra ; ma di questo ne Domenico Mainardi giuniore, che per mot-
feci parola alPi^^f. Baaburo di S. Goaioiui- ti atti di beneficenza giovò quanto mai alla
Ko, cui gioverà aggiungere qualmente nell* sua p;itria, dopo avere aperto nelb oisa pro-
aitar maggiore di questa chiesa , ora con- pria una specie di collegio con cattedre di
grua del preposto della collegiata, esiste una teologia , filosofia , e legge.
gran tavola dipinta dal Pinturicchio , che La Com. ha eretto pure un Moate pio.
rappresenta la B. Vergine in mezzo ad una II patnzio dei Comune ^jpoì residenza del
gloria di Cherubini con sotto due santi in potestà con la grandiosa torre oontlgiiar , è
ginocchio, un vescovo a tfhistra ed un mo- una delle fabbriche meritevoli di esser vi-
naoo bianco a destra, descritta ilal Gaye nel sitate dal forestiere, che vi trovei^ una sala
Voi. II del soo Carteggio incflito di Artisti, dipinta sino dal secolo XIV, nella quale si
CofK^nCo ^* Ca/i/»aeciii. -^ Pu fondato adunavano i Dodici difensori ed i consì*
nel 1587 a spese del Comune nel colle che glieri componenti quella civica magistralu-
è mezzo migl. a Kb. della Terra, dirimpetto ra, le cui pareti ti dicono restaurale dà
alla eh. parr. di S. Bfichele a Strada, e do- Benozzo Gozzoli, che nel 1465 e 66 lavorò,
Te é da vedeni una tavola rappresentante la nella chiesa di S. Agostino, mentre an se-
deposizione di G. C. dalla Cioce, dipinta da colo e mezzo prinu (anno 1 3i 7) fu dipinta
Lodovico Cigoli. la parete dirimpetto alle finestre di piazza
Stabiiimenti puibiicl principali. ^^So" da Lippo di Memmo senese per ordine di
pn tutti merita distinta commemorazione Nello di Mino dei Tolomei da Siena podestà
il ffrandìoso spedale di San-Gimignano, già e capitano; il qual messere vedesi ivi in abito
a6Sliato a quello della Scala di Siena e la di costume genuflesso davanti al trono della
di cui più vetusta fondazione risale verso il S. Vergine posta in mezzo da a8 santi tatti
ia58, epoca della morte di S. Pina in ono- in piedi , che otto tengono Paste del gran
re della quale fu istituito. '—Quello poi dei baldacchino, nelle cui balze sono colorile
gettatelli, ossia degl* innocenti, attualmente le armi del podestà Tolomei , del Goronne
riunito al precedente, fu eretto nel i3i5, da di San-Gimignano e della casa de* reali di
primo fnori della porta S.Giovanni, quindi Napoli d*Angi6. Questa pittura ha molla
in diverse epoche arricchito dalla pietà di analogia con quella della sala del Consi|rlio
molti Sangimignanesi che lasciarono a he- nel palazzo pubblico di Siena , sebbene 1*
nefizio del medesimo le loro fortune. ultima possa dirsi di merito superiore.
Il locale «lei due spedali riuniti trovasi L* iscrizione che vi si legge in lettere an-
contiguo al Mon. di S. Girolamo fino dal tiehe fu riportata dalTargioni nel Voi. Vili
sec XV, se non prima , poiché fra le mem- pag. 194 e 195 de*faoi Viaggi insieme ad
SAN6 SANG 49
•kn S cpocB più moderna. L*«ntica cliee: pottìarle, cioè; a oftro la porta S. Gio^an-
Ài tempo di ttmsttr Nello di Bless, Xino ni^ che è b principale, e dalla quale esce la
drt Tbiomei di Siena oaorwolr podestà e strada rolabile di Colle, donde poi si stnrca
eepitanodel Comune e Popolo diSan-Gi- sotto il poggio di Pietrafìtta T altra via co-
migmmno. XCCCXFìI. — NelP altra in munitatiTa rotabile di Poggibonsì; a lev. la
ciratleve anai aamlemo alla sua destra si porticciola detta della Fonte; a sett. maeslr.
kgge: Bavoanu FLOaBaronra Pidor Restau- la porta S, Mauro che guida ai Cappuccini
rofiix Anno Domini UCCCCLXVU, per la strada che presso la pieve dì Celloìi
die oolnlo Nello de* Tolomei fosse raor- diramasi in due tronchi, uno a pon. per
la nel 1 345 lo dichiari una sua figlia, don- Camporbiano e Gambassi, e l* altro a mae-
ss Rabola del fu Nello de'Tolomei da Sie- str.-selt. per Gertaldo. La quarta postierla
sa, moglie di Lippo Scolarì dì Firenae, la di ^iiereeceAio, detta volgarmente del Cer-
quale nel 9 sett. del i3i5 diede a mutuo ehio^ è voltata a pon. sboccando nella stra-
per un anno al Comune di San-Gimignano da rotabile fra la porta di S, Matteo e quet-
1576 fiorini d^oro. -« {flarte delia Cornila la di 5. Giovanni,
ùtà di San^imignano^ loe. eit.) Alcuni archi a guim di porte esistenti tut-
£d è quelto stesso Nello de*To1omei che torà nel giro più intemo della Terra, come
•mio 1* ufliiio di podestà in Sanminiato quelli del Colei ^ della Cancelleria ed il
ieli8i4.—(Gio.I^uii, /diario ^atfitima/.) portone di Goro^ diedero motivo di conget-
Esisloao tuttora in ootesla sala i setlili turare che anticamente il paese di Saii-Gi-
idla Signoria di San-Gimignano con la tri- mignano avesse un cerchio più ristretto, seb-
hma dove i componenti quel magistrato a- bene di ciò non si trovi fatta menzione al-
MVMMi diritto di arringare, e intorno alla cuna nella storia, o nelle carte del medio
^le Icggoosi intarsiate le seguenti parole: evo , e né tampoco si sappia a quale epoca
^ . ^^ - ^ » i.._ precisa rimonti il recinto attuale delle sue
Animms m consulendo lioer. *' ^.» n n . i . ■ •
mura castellane. Restano bensì sopra le due
Contigua al palazxo fu incominciala a e- porte principali di ^. Giovanni e di S.
4ifieini nel 1*90 queir altissima torre del- Matteo due iscrizioni del i a6a , anno in
lipereiè del Cornane sopra un arco, che cui la Toscan:i era retta d» un vicario glii-
atalcauna larga via, per continuare la qua- bellino a nome del re Manfredi di Na|>oli.
i koffni potestà in tem|)0 del suo regime do- Uomini più distinti in scienze ed inar-
I le^i rilasciare una somma con privilegio ti, .— Se si dovesse fare la nota dei perso*
; 4j affiggervi la propria arme. naggi più scgualali jier santità, per nobiltà.
Fra le molle campane che trovansi in per armi , |ier eminenti virtù ecc. , la lista
Sin-Gimigitano la Torre preiletta ne ha una de*Sangiiiiiguanesi Siireblie troppo lunga..
chfpcsa taooo libbre, fatta nel 13^6 dai Limiliuidomi iiertanto^ii più celebri nelle
fialrlli Ricciardo e Francesco fiorentini, scienze e nelle aili rammenterò un Luca
SMitre la seconda appellata del S'ile è slata d'Antonio da S.m-(Vimigu;ino che nel 1451
faa dallo Stesso campanaro Francesco nel- fu professore nello studio fiorentino , e che
ronfio i34i; e della ter&i chiamala del {)er ordine di Cosimo padre della [wtria fu
Batieo, che porta la data del ia35, fu fon- maestro nelle lettere a chi era più marstm
<litnne maestro l^Hcnzo pur esso liorentino, di lui, Marsilio Ficino. Nello stesso anjo
L*altropalazio del pubblico, che appellasi I45i leggeva nello studio fiorentino un
4eirOriolo «love è un'altra torre, e nel quale altro prof. s;ingimignaiicse, Tommaso di
Iroiasi attualmente il teatns servi di resi- Angelo di Ghese ^ stato ivi laureato nel
Scusai capitano dei popolo. Ksso è nella 1448 da S. Antonino arcivescovo di Firen-
pìouraedesinuidìrimpettoalla facciala della ze. — Rammenterò i due Domenichi Mai'
(oilrgiata, mentre dirimpetto al palazzo del nardi uno più dotto, 1* altro più benefico
polciU si alzano due sottilissime torri di mat- e fondatore in |)atria del collegio Mainardi,
^i che furono della Simiglia Ardinghclli, e di alcune doti per maritare fanciulle.-—
U mura castellane, che girano circa due Rammenterò Curzio Pirltena sommo [ki-
n<elia, sono in disfacimento al [tari dì al- litico, /'ao/o Cor/eie che, quantunque nato
(•■w («bbrlche private, piichissime delle in Roma, chlMS in San-Giinif!iiano feudi, |m-
^uiii sfietlano al secolo |>ass.ilo. Vi si con- lazzo e fKissessioiiì, |ier cui è reso celebre il
^Mttttora quattro [lorlc , cumprc^ie due Castel Cortesia/io lìt^l Colle di Mi^nti^duve
i. V. 7
50
SàNG
finii i5o7eU iSiooocupMoinameoiiludj
egli terminò rullimo UieDnio di tua vita.
Lo Steno Cortcf i fece onorevole meoùonc
di un altro eruditissimo sangimignanese suo
contemporaneo, cioè, CIteruhino Guargua-
gii , canonico della collegiata di San-Gimi-
gnano ed autore di un poema faceto, amico
di Marsilio Ficino , lodato da questi , dal
Coppi e dal Manni nell* illustratone di un
di lui sigillo. — Rammenterò un Filippo
Buonaceorsi detto il Cailimaco , politico
e letteiato insigne del secolo W; né passerò
•otto silenzio un distinto allievo dell* Urbi-
SAN6
naie, il pilloiv Fiitumù Tammgmi^ ap-
pellato per antonomasia il San^Gimùgim'
no. — Rammenterò finalmente fra gì* istori-
ci il pievano JUaiiia Lupi maestro di scnola
ed autore di un poema eroico inedito ver-
sanie sulle vicende storiche della sua patria,
alla quale morendo lasciò la sua biblioteca,
riunita poi da Cosimo I alla Lnorentiana
di Firente dove si conserva tuttora il oodice
di quel poema , di cui si giovò un più mo-
derno scrittore per gli Annali della sua pa-
tria, voglio dire il sangimignanese Dùiceis-
9Ìo Coppi,
MOriMBNTO Mia Popoloùofio doUm TkmJ dì SMh&tmiOMMO
a ^HoUro epodko dpforso^ dMisa porfiuni^h.
Ammo
i55i
1745
i833
1840
ntpuasai
mate.
femin.
184
157
176
ADULTI
maxe.
Ito
176
174
i54
3^7
3o7
femm.
3o3
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571
OOWIUOITI
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PopoUn.
•007
i3o8
1109
9187
Comunità di SathGimigamno. •— Il ter-
ritorio di questa Comunità abbracda una
superficie di 40066 quadr. del quali soli
660 spettano a corsi dT acqua ed a pubbli-
che strade. — Nel t833 tì abitavano fami-
liarmente niuiero 6079 persone, a propor-
tione di circa 194 individui per ogni migl.
quadr. di snolo imponibile.
Confina con sei Comunità.— Dirimpetto
a greo. ha la Com. di Gertaldo mediante la
fiumana dell* Elsa , che rimontano insieme
a partire dalb oonfluema del torr. Casciani
rino al molino di S. Galgano , dove sotten-
Ira la Com. di Baiberino di Val.d*£lsa, con
la quale la nostra oontinna a camminare
contr^ acqua nelf alveo dell'Elsa finché 1* ab-
bandona a seti, davanti allo dbooco del botro
del Bochereto. Costì viene a confine dirim-
petto a lev. la Com. di Poggibonsi, oon la
quale 1* altra di San-Gimignano da primo
risale il corso del botro predetto, poscia un
altro suo influente, mercé cui taglia la stra-
da di Monte-Falconi davanti a Campo-Chia-
renti , di là dal quale trota il lorr. Fotei,
con cui entrambe attraversano la strada ro-
tabile che da Poggibonsi guida aSan-CiiaBÌ-
gnano per arrivare sulla strada provincia-
le che di là conduce a Colle. — Al ponte
del Fosei sotto il poggio di PielnifiUa di-
rimpetto a lev.-scir. cessa k Coro, di Pog-
gibonsi e sottentta l'altra di Colle , eoo la
quale la nostra sale nnode*oontraflEbrti sett.
del Comoochio mediante il torr. dei Biguor»
dif che oltrepassano per entrare in un suo
influente, il borro di PieirofHdle e Com-
iestOt lungo il quale lasciano a pon. il castel-
lare di Picìiena fino a che arrivale a Castel-
vecchio di San-Gimignano trovano k ttnda
provinciale Volterrana che viene da Colle.
Costassh presso il varco di Monte-Hiodoli
cessa il territorio comunitatlvo di Colle , e
viene a confine dirimpetto a ostro quello della
Com. di Volterra, con il quale l'altro di San-
Gimlgnano percorre la strada provinciale per
quasi un miglio, dopo di che voltando Iso*
eia da scir. a lib. gira intorno al poggio di
Hontalto sotto il Comocchio dove rasenta
per meno miglio b strada prò? inciaW Voi-
SAN6 SAN6 51
riMiB die ìricncdal Gulagno^ finché aollo nihiHfa che conduce • Poggihonii. — Non
oeoo della tu pedonale che da Ubbia- parlo d' minori tronchi di stride che f^ai-
mena nella suddetta Voltemna sottentra dano fino a S. Lacia a Barbiano, o a S. Lo-
rimpetto a pon. la Gom. di Montajone. renio a Montauto ecc. essendo questi di trop*
a questa la nostra Comunità entra nel pò brefe tragitto. Merita bensì di essere ac-
ini deir^cfcia amara ^ quindi passata la cennato il taglio di una nuova strada oomu-
I rotabile che da Camporbiano si dirige a nitaliya rotabile che staccasi da quella diret-
n-Gimignano trova l'altro rio deir i#c^iia ta a Poggibonsi per scendere lungo la ripa
ida^ e con esso dirìgendosi a sett. sbocca sinistra dell'Elsa passando per il mulino di
i nano destro del torr. Cnseiani di sotto^ Zambra sotto lo stradone della villa signo-
I quale Tultando faccia a maeslr. scende rile di Cusona di casa Guicciardini. — I
IO alla fiumana dell' Elsa quasi dirimpetto due tronchi di strade provinciali che da Col-
borgo di Certaldo dove ritrova il terrì- le e da Garobassì dìrigonsi a Volterra laro-
fio di quest' ultima Comunità. biscono per corto tragitto i confini meri-
ia più alta sommità de' monti del terrì- dionali e occidentali di questa Comunità,
no di San-Gimignano è quella de' poggi Fra i maggiori corsi d' acqua che attra-
kc si avvicinano al Comocchio, monte che venano, o che rasentano cotesto terrìtorioy
fan la Valle dell'Elsa da quella superìore vi si conta a roaestr. l'Elsa, al suo lev. i
dr Eia , e la di cut elevateaia si accosta a torr. fbsei e Biguardi , e dalla parte di
pdla della torre di Monte-Miccioli, misu- pon. quello de* Cnteiani,
Ma trigonometricamente dal Pad. Inghi- II capoluogo in generale scarseggia di ac-
tsii che la trovò 849 br. superìore al li- que specialmente potabili , giacché le fonti
Milo del mare Mediterraneo. pubbliche fuorì della postierla di tal nome
La nlnaiàone corografica e montuosa di scaturiscono di meno al tufo teniario dello
itala Terra fuori di mano, Je poche strade sprone su cui risiede il sop{)ressu convento
■Ubili direttevi dalla capitale e queste per de' Domenicani, ridotto ora ad ergastolo. Ijc
li IfigitlD tortuoso, la mancanxa costà d* in- acque che si fiinno strada fra il maitafone
^Mtric mani&tturiere, la penuria di acque (marna terziaria subappennina) riescono pr-
ftmii correnti ere, fanno sì che i mer- santi e tartarose; ne essendo queste* perenni
■li iifao di quasi niuna entità in San-Gi- furono costretti i Sangimignanni nei tempi
■ifiiuio, dove ad onta di un clima molto antichi di allacciare con gran ciin le acque
■Wbie, e di prodotti agrarj squisiti, la stia perenni del poggio tufaceo sottostante al pae-
I PlfoUùoiie lumen ta assai poco in propoi^ se, e fabbricare nel medio evo sulla fiumana
■"OC della maggior parte dei paesi della To- dell' Elsa un mulino (quello di S. Giilgano)
"^u centrale, e di quelli specialmente si- che dovettero fortificare per diiènderlo dai
'iXiìn pianura. nemici. Attualmente esiste un altro mulino
?loi già i))|)Ìj|IIIo indicalo le vie corau- de'Sangimigniinesi sopra quello di S. Gal-
■ibtife mtibili che guidano a Sin-Gimi- gano, detto della Cambra, e questo al pari
P^« Ir ddle quali staccansi dalle pro- dell'altro è alimentalo dalle acque dell'Elsa,
ondali Volterrane da Gambassi e da Gim- Rispetto alla costituzione geognostica di
pwbiiDo e da quella di Colle, mentre dalla cotesta pendice di monti, fra la loro cresta e
I. IVa.^cfia Livornese dirimpetto a Certal- la base lungo V Elsa , trovasi una conferma
^ P*te QD altro tronco di strada rotabile a quanto 98 anni innanzi aveva osservato
gemicali pontedi legno su 11* Elsa presso e scritto il eh. Giovanni Targioni-Tozzetti,
^fvliUOfeiiIrDdo i poggi passa vicino alla tostocbè nel T. V della prima edizione de'
P^diCelloriper riunirai al ramo dì Cam- suoi Viaggi per la Toscana, e nel T. Vili
l^^ii^f di Gìirobassi, e di là avanzandosi della edizione seconda egli nel dare un sim-
**o il coQTenio de' Cappuccini entra per la to della sLoria naturale del territorio di San-
p(li S. Matteo in San-Gi mignann. Gimignano avvertiva » che il tratto conti-
Fanlnente due altri tronchi di strade nuatu di colline da San-Gimignaiìo fino a
^'■■Bitilife rolabili partono pel lato op- Castelnuovo di Valdelsa è andantemente co-
^diSanGimignano uscendo dalla porta perto di tufo (conchigliare), d'aria sana,
^Giofaaai per dirigerai alla l>ase orientale molto fertile, ben coltivato, pieno di buone
^n*^ ili Pietnifitla dove slmcrano la piisture, e comecché resti esposto i^mcìo, a
*^ proriiiciale di Colle e l' altre corou- luogo a luogo ha de' bei boschi (on nella
ss SANG SAM6
massima parte atlemlì) e oonsegocntemen- destra del torr. delle 9^oÌief «Icndo il pej^
te delle copiose cacce. » gio della Comunella e quello c€nti||iio if
« Cotesto tufo (conlinna a dire) si rico- Carpinetij si piCMDli noa roeda calesit
nosce depositalo addosso a branche sotler- cavernosa in nasse (Eaukalà d^Tid«Bli^
ranee flelle montagne del Comoeehio e di in maio ad una terra rom ricesr di faiv
Camporena , siccome lo danno a conoscere potentemente ossidato.
nelle rosurc dei torrenti i filoni di pietre Bitomato in San-Gimignaao ed CMit
dei monti primitivi (così), o«ia di strati di nate le boaszc di quelle altissime Iorì •
albeme e macigno che ivi si afl&eciano ecc. » delle mura esteme della ina colkgiatat mth
Intatti nella parte superiore della moni»* che di altre fiibbriche pubbliche e prifaHg
gna e segnatamente sopn le sorgenti del troni che quelle pietre kvontc spcHasB si
lorr. Cateiani trovai il calcare coropaltorì- un calcare metasnoribsato e semfrcriitaBv
pieno di mituli litofagi* Che i tufi poi di analogo a quello dei poggi testé dtatL
celesta cout nula siano soprap|iost i al la marna Io non parlerò delle rocce oftolitiche dt
eonehigliare cerulea^ ossia al mattajone^ sMnoontrano nel vallone òn^Coi^ami^tà
è un fatto quasi costante in tutte le valli destra di cotesto torr. dove ii nasoondoii
cretose del Volterrano e del Senese, dove /e rognoni di rame solforato e carbonato lil
marne piti dei tufi sono ricche di conchi- poderi del sig. Strìcchl di San-GìmignsM
glie fossili marine. Anche il dott. Ottaviano compresi nel popolo di S. Martino a Im^
figlio di Giovanni Targioni-Tozzetti, in una ninno , Com. e circa S migl. a Kb. di
lettera sopra alcuni prodotti naturali del Grimignano, perchè quelle meritano di
territorio di Colle in Val-d* Elsa, di San- re con meno fretta eh* io non feci a
Gimignano e di Volterra « ( Bologna i8ao ) Rispetto ni prodotti agrarj del tcrriloiiÉ
ricorda i testacei raccolti nel tufo a Castel- sangimignanese , la campagna intonm dBk
vecchio di San-Gimignano, alla villa di Terra è assai bene vestita di tìIì, dS oMI
Chiusi de* signori Vecchi, e a S. Lucia a di seminagioni, tale da non restare idatal
Barbiana fuori della porta S. Giovanni , a molti altri paesi di collina; mentve i dj
mentre fuori della porta S. Matteo verso i stagni ed i boschi di cerri« di qncftiolil
Ciip(iuccini trovò delle madrepore f òe*fun' di scope, ecc. alternanti con pascoli ■§!•
gì/I, de* dentali^ e molti frammenti di pin* nli cuoprono una ponione dell* parte m
ne marine , ecc. periore di questa Comunità. Fra il torr. P^
Per coni lucersi poi della struttura geo- sci ed il poggio di San-Gimignano si sii
gnostica di cotesta fionione della Valdelsa , il colle di Pietrsfìtta, luogo rinomalo M
basta rimontare i due Caldani ^ ed il torr. di per la Vernaccia ^ che il Redi segiM
delle frolle che scorre fra il poggio delle nel suo bel Ditirambo. — Anche la M
Sodale e quello de* Carpineti , situato a dei colli che si avvicinano airElmioiiorii
grec. di libbuuio presso la villa del Buon* chi di pascoli e di piante di alto fasto.
riposo, 3 migl. a pon. di San^rimignano» IXil regolamento del 4 mano 1776 idi
Imperorcliè nei fianchi approfondati dalle ofganizzaiione economica della Comanittl
acque delle frolle si scuopre il terreno stn- Sangimignano si comprende che quota si
tiforme appenninico altamente ricoperto da lora era formata di 38 popoli ridotti attid
deposizioni di tufo marino. mente a a 9, oltre il comunello dì Piektm
Infatti nel poggio delle Sodale a ostro soppresso con decreto delPS mano 175!
della strada medesima si affacciano fruniezzo La Comunità mantiene due medici •
al ma//{i/o/ie le testale di un calcare com- un chirurgo. Hel capoluogo si pratica mpl
patto stfiitiforme attraversato da frequenti colo mercato settimanale nel roeradcA 9 fl
vene di spato candida, mentre scendendo tre due fiere nel lunedì dopo la prima doB
dall» strada verso il torr. delle frolle fra la nira di ag. e nel giorno a8 dello UeaoiMi
fornace del gesso e la eh. diruta di S. Bartolo Risiedono in San-Gimignano un potai
nel |Mìi|erv della Colomba/a s* inconlmno dipenderne pel criminale dal vicariato ifgì
filoni poirnli di solfato di calce (g«'Sso) in- di Colle ed un cancelliere eonranilalivo. -
tcTiiiiti fra la rnrri:i calcare stratiforme, dove L* uffizio di esazione del Registro é a^op|
la mamii ronchigliare cerulea ed il tufo cai- botisi, V ingegnere di Qrcondario in Coli
rare gia^- rossastro ser^'ono di mantello la conservazione delle Ipoteche in ▼oltcrv
alia gf snpi; ilirimpetto alla quale nella rifta ed il tribunale di prima Islania io ^^ —
53
QffdDM detta Pop9Ìauone delia ComvtitTjt* m S^ii-GiMicti^itp
a quattro epoche dkWrie.
Nome
deiLaogki
Titolo
delie Chiese
Diocesi
cui
appartengono
Iferbiano
Uem
Gtfile(i)
astrilo di S«o-Gi-
mifiiaiio
Gelidi e Collemu-
seoli
GmoQÌca
Coitennano e Pie-
trafitta
Cusooa
Falifnano, Remi'
inoli eCasaglia
larniaDO e Gain-
tono
libbiano
MooUutoe Monte'
Cortese
tHinoole» San-Qui-
rieo e Paterno
Ricciaiio e So^estro
Ransi e Cucciano
Saot-Andrea e Mon-
te Gompoli
Saii-Bpne«lelio e Ma-
einatico
San-Donalo extra-
muros e Piscille
SAS-GlMIQaAllO
Slnda
Dtignano
VilU- Castelli con
Mucchio
SS. Lucia € Giusto, Rett.
S. Blaria Assunta , idem
S. Midiele in S. Agostino
di S. Gimignano
S. Cristina , idem
S. Maria Assunta , Fiere
Aiciprelura
S. Eusebio, Priorìa
SS. Jacopo e Maria Mad-
dalena , Eeltoria
S. Biagio, idem
SS. Lorenzo e Midiele ,
idem
SS. Martino e Michele,
idem
S. Pietro, Fiorìa
S. Lorenzo con S. Barto-
lommeo. Prepositura
S. Maria , Pieve
SS. Ippolito e Silvestro ,
Rettoria
SS. Michele e Pietro, Id.
S. Andrea , idem
S. Lacia e S. Michele,
idem
SS. Donato e Bartolom-
meo , idem
S. Maria Assunta, Colle-
giata insigne
SS. Michele e Lucia,
Rettorìa
S. Bartolommeo , idem
S. Maria e S. Pietro,
I idem
Tdtjle . ,
PopoloMione
ARMO
i55i
Coll«,gUi
Vollemi
Idem
Vollerm
Idem
Colle, già
Volterra
Idem
Idem
Idem
Volterra
Collegio
Volterra
Volterra
Colle, già
Volterra
Idim
Idem
idem
Idrm
Idem
Idem
Idem
Idem
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i4«
1991
398
181
938
. • Jbii, if* 4168 3564 6079 6707
(t) £>a popolazione della parr, di Casale^ ora traslocata nella chiesa di S. Jgo^
stino dentro San-Gimignano^ nelV anno 1840 comprendeva^ oltre 193 alitanti della
Campagna , a66 dentro la Terra staccati dall' antica parrocchia della sua chiesa
tcllegiata.
54 SANG 8AN6
SAN^lNESIO, o SAN-GENESIO. — ««niti r///am( Citmict Lib. Vin. a 17.)
Fed, BoMGo 5. Gbhesio nel Val-d'Arno in- diaci , che le terre di San-Gio9mmd e <fi
Icriorp e S. MmuTo QiKìk, Cattelfraneo di sopra ù edifioerono neir
S. GIORGIO A CASTELNUOVO nelU anno 1 396 ; ma la fondaxioiie loro conpa-
Viille deirOmbrone pistoJMe. — Fed. Gioa- risce solo qoattr* anni dopo. Enendochè «i*
010 (S.) A CASTiLinioTO e Cirriuniovo nella gte nna proTVÌatone della Signoria di Fì-
Vxlle dell'Ombrane. renze latla nel gennajo del i3oo (stile eo-
SAN-GIOVANNI o* ASSO. — f^ed. Amo mone), nella quale si leggono resprcsrioni
(S. GiovAMm D*) in Val-d*Orcia. seguenti : Ttes Terrae fiant in pariihu
SAN-GIOVANNr, già S. GIOVA?mi » Fallis Jrni superiori! , duae in plamitie
ALTURA e iiinanti C^^rEL di Pìav-Al^ de Casa Uberiini (Castelfranco e Terra-
t^^ri nel Val -d* Amo superiore. ^- Terra nuova), altajuxta hurgum Piani Jiberti^
nobile e ben fiibbrìcata con larghe TÌe, buo- prò honore, et /urisdiiione Cotnunis Mto-
ne case e grandiosa piazza, capoluogo di rentini^cummuris^etfo^eiSjetaiiisfor-
Gomunilà e di Vicariato regio, la di cui iiiitiis , eie, -^ {Gxin ^ Carteggio imadita
chiesa plebana (S. Gio. Battista) recente- di i^r/ii/i. Voi. i. Append. II.)
mente eretta in preposituni, è compresa nel- kWArt PuN-ÀLMenri inviai il lettore
la Dtoc. di Fiesole, Corop. di Arezzo. a questo di SAM-GiovAiiin nel Val-d*Anio
Risiede in pianura atlravenata dalla stra- detto di sopra, — - Che poi il primo caste!
da postale Aretina, fra la base delle colline di San-Gi osanni ^ quantunque si creda et-
estreme che scendono dai monti del Chianti sere il così detto Casiei^eeehio fiibbrìcalo
e la ripa sinistra delPAmo, a circa a6o br. in collina , siccome lo furono quelli di Pi-
sopra il livello del mare. gline e di Montevarchi, esso fesse in origine
Trovasi in mezzo alle due più popolose in pianura dove costantemente risiede, lo dk
Terre del Val-d*Amo superiore , Montevar- incerto modo a conoscere la provvisione
chi e Figline, nel grado 43^ 34'latit. e 19^ della Signoria testé accennata , dalla qoale
i^' long, appena 5 migl. a scir. di Figline, anche meglio apparisce che la Terra in di-
3 migl. a maestr. di Ittontevarchi, ed altretr scorso fu incominciata ad edificarsi nelF si-
tante a maestr.-pon. di Terraouova di ol- timo anno del sec. Xlli, presso il horgo di
tramo, a 3 migl. a scir. di Firenze pas- Pian»Alherti ^ cioè lungo T antica atnda
sando per la strada regia di S. Donato in maestra del Val-d*Arao e circa tre lustri in»
Collina , e aa a maestr. di Arezzo. nanzi dell* attuale sua chiesa prepositura.
La forma della Terra di San-Giovanni è U predetto borgo di Pian^Alberli fa poi
di un parallelepipedo con Ire strade pur es- designato talvolta con titolo di castello , tal
se paracele, che V attraversano nella sua lon- altra con quello di villa, à rammentato come
ghezza, delle quali quella di mezzo , che è castello in tre istmmenti rogati nel nov.
la più larga, componesi della strada regia ii3i, 3i genn. 1191 e 3x marzo ta38«
postale. dair ultimo de* quali apparisce, che anche
Ha 400 br. di larghezza, circa 1600 br. nel ia38 risedeva mPian' Alberti un giu-
di lunghezza con una gran piazza quadri- sdìcente locale.— -(Aaoi. Dipim Dm.., Catte
lunga in mezzo al pese e quattro porte , della Badia di Passignano,)
due delle quali sono state di corto alter- È indicato Pian^Alberti come villa ali*
rate insieme con i torrioni che le difende- anno i3oa dall* Ammirato nella sua istoria
vano ; le altre torri che in gran parte sussi- fiorenti n:>, quando dice che il podestà di Fi-
stono difendevano le mura con fossi intorno, renze Gherardino di Gambara nel luglio del
L* orìgine di questa Terra è conosci utis- anno preindicato condannò gli libertini di
sima , perchè decretata dalla Rep. Fior, in- Gaville per aver rubato e abbrucialo la villa
sicroe con quelle di Terranuova e di Ca^ di Pian' Alberti ^ invece di Alberto ^ come
siti franco di sopra ad oggetto di scemare ivi fu stampato.
le forze e di tenere in freno i nobili di quel Che il castello con U corte, ossia distretto
contado, cine degli Dbertini di Gaville, de* di P ian' Alberti ^ fòsse allora compreso nel
Pazzi e degli Ubértini di Sofiena, i primi piviere di Cavrìglia lo dichiarai allArtCA-
alla sinistra e gli altri alla destra dell*Amo. triglia, dove sono designale due chiese sotto
•— Air^rf. GASTELraAicco di sopsa fidando quel vocabolo, e solamente aggiungerò che
nel migliore storico cou temporaneo, Gio- spettava alla corte medesima di Pian^Al-
SAN6 SANO 55
hrii lo miklello di Biojiio , altrìmcntì sopra, di GeoUle del fìi Lippo BelfMcUi di
dello di uhaido, il quale per longo tempo Firenie niio?o potestà di e»o castello e del
$ffuiasme al Mon. di Fassifiiano. suo distretto. — Però da qualche aono in-
Deir isola poi di S, Maria di Pian-j4U naozi (i 340) era stato risoluto che in San-
heftip dote en situato cotesto spednletto , Gio?anni di sopra dovesse risedere anco un
InUaao varj coolnitli dell* 8 olt. laSg, 8 vicario della Rep. la cui inurisdisione civil«
oat. is85, la genn, e io marso 1287 {sii^ e criminale conlinaò neiretà successiva ad
U CMUMc) appartenuti tutti alla vicina Ba- abbracciare dieci potesterie, cioè, dì Grr^^
diola di S. Maria in Mamma. Cascia e Jneisa, Figline^ Montt'FarcIii^
Foooesco Giherardi4>ragomanm che nel- San-Gio^annl ^ Bucine , Laurina^ Terra-
k sue memorie della Terra di SanGiovanni nuwm, Castelfranco di sopra e Pontassiei^^,
indicò nella prima nota quei contratti, ve Nel 1375 la Rep. fiorentina nella guer-
Dc aj^anse uno dd i3 mano i3oo, nel m che aveva con il Pònt. Sisto IV slabìU
qatle si park della atria dei easuUo di uno dei quartieri del suo esercito nei Casi.
Sea^toioMÙ in Val-d* Amo , dove fn ro- di San^iovann!, e fu costà dove due anni
pio pure nel 16 sett. del i3o5 altro istni- dopo si accampò il loro frenerale Giovanni
BKOlo della proveniema medesima.— (AacB. Auguto, allora quando egli mise in fuga le
Dn. Fkml, Corte deitOsp. di Bonifazio,) masnade di ventura venute fino nel Val-d*
Fatto è che la prima memoria sincrona Amo superiore per dembare quelle rioche
b cut fu rammentato il Castel di San-Gio- ed industriose popolazioni.
Tmni in aitura è qoella testé citata del 1 3 Anche più pericoloso sarebbe stato 1* an-
mano i3oo {siilp cornvite, vale a dire del no 1 390 sema Y accortezza e fedeltà degli
i3 nano 1999 siile fiorentino), abitanti di San-Giov^inni che non si lascia-
Ghe però cotesto castello continnasse a rono ingannare da un frate loro contenraneo,
fabbricarsi anche nel i3oo avanzato non comecché egli avesse indotto il castellanp
late» dubbio il fiitto raccontato dalPano- Gampolo de*Ricasoli che vi en dentro con
IMO auton di una Tifa del Petrarca , dove alcuni soldati di presidio a consegnara la
ai legge, qualmente Petraooo cittadino fio- Terra medesima a Giovanni d* Azzo degli
rmliao, padre dell'insigne poeta, nel i3oo Ubaldini ribelle della Repubblica. Ma i San-
fa lostttnito a Cione di Ruggero Minerbetti giorannesi appena ebbero di ciò sentore ,
per invigilare insieme con Segno di Bono presero le armi e fecero diligente guanliìi ,
■Ik fabbrica del Castel di San-Giovanni del non permettendo a Ciaropolo né al frate di
Vitl-d*AfDO di sopra che s'edificava per conto godere il fmtto del loro tradimento; talché
del Gomnae di Firenze sotto la direzione il potestà di Firenze condannò quei due ri-
de! celebre Arnolfo. — (GaasAam-DiAfio- belli ad essere attanagliati e morti se mai
MAaiUv Oper^ eii. Nota 3.) pervenivano nelle forze dell» repubblica.^
Fino dair orìgine di questo castello la (Amiim., Stor. Fior, Lib. XV.)
Bsifiola di S. Mamma col suo castelletto di È fiima bensì che il Cast, di San-Giovan-
S, Mariaao en compresa nel distretto di ni nel 14 3a cadesse in potere dei nemici
Sm-Gìovanni, per cui nel i a febb. dd i345 condotti da Bernardino della Carda ai danni
{itHe fior.)^ csMndovi controvenia fra i due del Comune di Firenze, finché quei masna-
ìoQfhi, In pTOouBZMto lodo nel caste! San- dierì restarono sconfìtti in Val-d*Elsa dove li
Giovanni che rivendicò una possessione a raggiunse il generale de*Fiorentìni Michele
quella Badiola {loe. eit»)f e neiranno dopò Attendolo da Cnlignola. •— (Memorie Sto-
(9 gemi. i34<() il consiglio di credenn del riehe di SanJQiosHtnni,)
una, di SoQ-GSovanni deliberò alcune pe- Dopo cotesto fallo militare la storia po-
nU cootfO gli libertini ed i P^zsi del Val- litica di San-Giovanni non indica vicende
d*Arno, i qoali insieme con Pier Saccone importanti, nemmeno alla caduta la Repub-
Tarlati di Pielnmala avevano tentato di sor- blìca Fiorentina, sicché questa Terra per la
pfcndcK eoo le loco masnade e impadionirsi sua posizione si maiitenne sempre residenza
di qncito ctfldlo. di un vicario regio con quelle modificazioni
Fra le carte delFil''^. Gemer, Fior. , che verranno indicate ali* Art. seguente della
on in quello diplomatico, av vene una del m»B Comunità.
I dt i37i che appella ali* accesso alla pò- Chiese e stabilimenti pubblici, ^SentM
Icsterìa di SasyGwHinni in altura^ ossia di dire degli edifizi privati meritevoli di osser-
86 SANG SAMG
▼aiioiie e dei quali ▼» adorno cotesto fweie, tcmoto fiesolaao , dopo ^tilo il bnvv del
mi limiterò a indicare lo spazioso palano iSog aalla rimimia di detta pieve, e Tcpo-
pretorio, riedificato eoa bella simetria e oon ca nella quale essa fa cooierita ia oommea-
▼asta loggia nel ceatro della piana nug- da , ooocedè &oo1tk di porre sopra la poeta
giore. Esso apparteneva alla Gonumilà, che della caaonica V iscrìiione qaì appresso t
lo cede nel 1571 al governo Mediceo per
fame la residena de'*8uoi vicari , molti de* Aktiiva ut cLAwacàT Maiiosià
quali fecero munirvi lo slemma loro , eoa Laoms X Pomt. Mak.
il nome e Tanno in cui esercitarono queir Qn arti^ah Parai AaGomaar ad snoi
ofizio. Ivi si leggono due iscrizioni in mar- JoAicmt V. S. M Aaua or Domoiica Diaoomo»
mo relative alla generosa deliberazioae del GAarnvAus RfrantB VocAsua
Granduca Leopoldo I per avere esonerato i PlLsaAiriAM un aoMns pAvrom «mooiAas
possidenti delle terre lungo l'Arno dal d^ Humami oaaois aifliMun FaLKma AanmiT.
Dito fiitto nelle spese che esigevano eoslà i Amiuia BfomeLAioi PLaaAKUs ntOnaaqfDiDH
lavori del fiume; le quali iscrizioni saranno Hoc posdit mmiMBinini.
riportate ali* articolo seguente della Comm- Taario Nomas Ocroaus
nltà. AuM» Sai. MDGLXU.
C/tiesa prepiwiiura. — Cotesto pieve
quantunque ottenesse fino dal sec. XV il bai- Nella visito diocesana fiitta alto pìcv« di
tistefo,e che il suo parroco si eleggesse dai San-Giovanni nel 16 aprile 1567 il Vese.
popolani, eoa tutto ciò fino air anno 1672 Fr. Angelo da Diaooeto, avendo trovalo la
la parrocchia di San-Giovanni continuò a S., Eucarislia in na-ntto fingile di vetro ed
làr parte del piviere di Cavriglia, dalla cui in un ciborio al muro, assqfpiò al pievano
chiesa matrice cotesto pan*, riceveva gli olj il termiite di 18 mesi per fiire una pisside
santi. •— Mei iSoi fii risoluto d'introdurre di rame docaU ed un ciborio di lagao da
nella chiesa battesimale di Sm-Giovaoni i as^tere suU' altere.
canoniiri come in quella di Cavrìglia desti- Nel i5 aprile del iSO il piefano di Ga-
nando per prebenda V entrate del mulino Triglia Beniardo Piridolfi , ad og|eUo éi
del castello; nu una tele risoluzione rimate provare che le chiese del piriere di aan-Gio-
senza effetto, avvegnaché poco dopo la Co- vanni erano comprese netto eoa gìoffitdsno>
munita di San-Giovanni offri in dono quel ne» produsse in giudimo due istraoMOti de-
mulino a Giuliano de* Medici fratello che gli anai i5i4e 1570, ne lermiaò to lite
fu del cardinal Giovanni, poi Papa Leo» finché nel «4 mano del 1673 Filippo Sol-
ne X. Quindi avvenne che alla morte di dani vescovo di Fiesole come arbitio elette
Giuliano fiiriMio citoti da messer Leonsrdo da Pbmdolfi» di Gio.«Pbolo Firidolfl pievano
Barlolini a nome del Pont. Leone X i np- di Gavriglia da una patte , e da Angiolo di
presententi di questa Comunità, tolchè qiie- Giovanni Bfonteehiari pievano delhi chiea
sti uel 14 marzo i5ao (stile comune) uml- battesimate di San-Giovanni dalP altra par-
liarono scrìltura al pontefice predetto, affin- te, dichiarò la pieve di S. Grtovannl eoa la
che si degnasse troncare una simile lite prioria di 8. Lorfenzo e la parroeehia di S.
« non volendo (diceva la supplica) quei Lucto, poste tutte tre dentro te mora csalel>
servi combattere con padroni come Vostra lane di San-Giovaaai« libere da ogni dipen-
Santità. » densa dall* antica chiesa matrice di Civri*
Ognuno sa che tra i molti benefìzj cecie- gliat premesso 1* obbligo ai pievani di San-
siastici goduti d«« Leone X, mentre era car- Griovanni di dover inviare ogn*anno alTan*
dinaie, fuvvi anche la pieve di Sao-Giovanoi tica pieve di Gavriglia oel giorno di S.Gio.
di Val-d*Aroo, in memoria della qual com- Battisto sei ceri di libbre due eadeono.
menda Agnolo di Giovanni Montechiari,che Lik«hiesa prtnoipale di SanGiovaani (q
fu pievano della meiUVima nel Sott.del i66a edificato nel i3ia, quindi in pie tempi re^
p«jrae supplica a Roberto Folchi vescovo di stourato, ed anche ultimamente nd i834
Fiesole, acciò volesse permettergli di aflìg- sotto il pievano Felice Cappelletti.
gere nella sua chiesa una lapida che ram- China prioria dì S, toreawo. -— Qu«^
menlassc ai posteri come la pieve di San- st* antica cara di Piano-Alherti portava Tio-
Giovanni fu data un tempo al Gard.Giovan- dicazìone di quella comuuilà innanzi che
ni de* Medici, poscia Leone X. Cosicché il t>sse edificato il castello di San-Giovanni.
SAN6 SANG #
FSi'Ui Mgvito rìcoitniita dentro le mura tre navate con cupola dipinta nel 1 699 dal
castellane, ampliata e ridotta a tre navate, senete Cav. Giuseppe Nasini; le volte s) ere-
adamaodola di buone pittore. Una di esse <^no eolorHe dal ano contemporaneo Fcr-
(quella delHaltare di S. Biagio) è stata attri- retti, che fu il inrimo frescante de' suoi tf>m-
baita al celebre Masaccio, mentre la tavola pi. — - !fd rtceo attere deHa Madonna nelki
alPaltare della SS. Annontiatafo dipinta da parte superiore fu coloriu da Giorgio Va-
nano niìiesàra nd 1479. È di qualche anno sari una gloria di angioli ; i due quadri U-
■ontblv un ^Itro qiiMlro nspprasentante la ferali sono di mano del Pignone pittore fio-
EVciy«esaMiai>aS.LowaioeaS. A», rentino.
ionio abate che fa fidU hn da Maio di ser NelPalUre detto della Cappeila, di frod-
Psofo <fi leÉr Mkieo eoo la drta del di io a- le a quello della Madonna, si ammira la
f09lo ^SS. decollazione di S. Giovau*Batiista , opera
Le pittuèe a ircMO che ne* tempi àcorai pregiatisiima di Giovanni da S. Giovanni ,
codpihràno le pareti di questa chiesa si altri- stata però assai malmenata.
buirsM* ti^tmm in perle, a Giovanni da Monasteri di S, Chiara, e Mia S$.
SeiD-Gievadiii,siooonie lu oongetlutato dalfa Annuncia. — il primo asceterio , ìà cui
Ifsli di w yttn iii rimssln eoa riscrìuone chiesa è dedicala a S. Maria degli Angeli ,
Gia^onm dipinte, fn fbnflalo nel 1429 «da tre donne terxiaiie
fé4«^ilk dklMB éi lep^Uvaéo i giusti- dell* Ordine di S. Francesco, e ridotto in
liitf dM Tìeaffato, al quale proposito me- clausura nel i5i5, poi nel 1809 soppresso,
ritaiH eiaetl qtk rammentato un cadavere ed attualmente riaperto; ed a qiiest* ultima
ifotéte mofilto nel pHastro della (kcctala epoca fu ridotto a conservatorio Pallro dil'a
ietcrtti della idncss • destra di dù entra, e SiS. Anounsiata dell* Olitine agostiniauti
4i sae vigilato nel mese di settembre del mantenuto dalla Comunità, che lo fondò
tJBs; «s tòrtmiovi nove anni dopo, Irovai verso il 1 53o nel luogo dove fu uno s|x(l:i-
che Faria lo atieva akeialo assai da quello le per i poveri infermi,
che lo ^Mk isethi prima epoca, cioè poco Sono fuori della Terra il convento dei
àapè iiWinu stado scoperte; ed alloni era in- Frati delP Osservanzsi a Montecailo, e la
titis con la pelle Ma nel corpo con denti soppressa Badiola di S. Mamma, dei quali
tiiilf fclUinu y bmodia ineroclMe, piedi ritti luoghi fu fatto parola agli Art. Badiola t>i
ehoeesapMa, delP età dai aS ai 3o anni, S, Mamma e Mohtb^aklo del Val-d*Arno
con batiM apflena di un giorno spuntata da superiore. — Questa Terra conta anche un
un vile iMlOÉlo gvaiso e di collo corto. piccolo Teatro.
iMnitiHiOitdbe iosÉpfJb, memorie della Fra le arti princip;di quella ite*caldérai è
petSOMs M délfai Cagione ohe ftoe |iòrre co- la più estesa ed anche la più antica, cui suc^
<(& qilel glotMe deìitlooso, seppure non vi oe*le 1* altra de* chi(Klai , mentre molte fcm-
fa lÉaiato ^rlVo, talché tlconi ebbero a so- mine sono occuptir nel lavorare sciatti di
ipclhih! che f^iMeètats una delle tante viltir modano ricamali alla douiuale per te don-
ile deH' hltollehinva al tenlpo della perse- ne di campagna,
euxionede^ Pttiirrfm'. La Terra di SanGiovanni net breve giru
Oràfórlùdeiia Uadonna, ^- Ma la chic- di un secolo, dal 1 460 al 1 56o, ha dato due
« \è/k bella e pHk adorna di Sin-Ginvanni grandi pittori, il primo, che fu un genio, in
èqudis deirOratoriOi fabbricata nell*anno Masaccio allievo di Miisolino da Panicaìr,
14S4 in fondo alla piatxà dalla parie di o- luogo a San«Giovanni Wcino, ed il secondo
itm sopra le mura della Terra ali* occasione in Giovanni da San-Giovanni , mio de* |/iit
•H en t»todlgio accaduto per la mediazione felici frescanti della sua età, padre di Gio«
di (ma immagine di Maria SS. dipinta so^ vanni Gmzia Mannoui , di cui esistono al-
pra dna delle pone dH cssCHIo, denominata coni affreschi in Pistoia, senza dire di tanti
PoHa 6. Loremo dtlla vicina prioria. «Uri di mediocre fam:i.
. fi à asoeUde pIN* due ampie scale di pie- San-Giovanni ebbe stiitiito proprio, uno
traile qnftli fimno capo a doe porte che de* quali, riformalo nelPa^'osto del ii>34; ó
fitocheggian^ V altare della mirai-olosa im- stalo pubblicato da Frane, ftherardi t)rd«o.
mxgine dèlia Madonna delie! Grave esi- manni nelle sue Mt:morie della Terra ii
ileiUcHieir amico mttro. ^- L* Oratorio, ha Sipri^io^anni (t6Ì4)
V. f.
8
%
MOFIMBNTO della Popolatone ddta Teujt dì Sjn4rtorjwM» né VàUi^AtM
imperiare 9 u Quattro epoche diverse^ dhUa per fami glie.
Arvo
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1745
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1840
IMPUSBEI
mase.
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della
PapoioM.
1
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mS63
3|09
Comunità di San-Gìooanni. — il terrì-
torìo di questa Comunità occupa una super-
ficie di 483a quadr., dei quali 655 spettano
• corsi d* acqua ed a pubbliche strade.
Vi si trovavano nel i833 abtt. 38 18, a
{MroponioDe di 58? persone incirca per ogni
inigl. quadr. di suolo imponibile.
Confina con cinque Comunità, due delle
quali poste alla destra dell'Amo, {Coiiel-
Pratico e Terranuova) e una {Figline)^
fioca alla destra , e la maggior parte alla si-
nistra del fiume. Sono poi tutte alla sinistra
le Comunità di Caifrigiia e di Jfoft/et^r-
elù. *- Il territorio di quest' ultima fron-
teggia dirimpetto a maestr. con quello della
Com. di Sao-Giovanni, a partire dalla ooa-
floenia in Amo del fosso del Quercia che
insieme rimontano fino alla strada pedonale
cbe da Castiglioncello va a Montecarlo e
lungo la via di questo nome che passa sol
botro detto del Èiiogninoy dove sottentra a
confine la Comunità di Cavriglia. Con que-
sta la nostra confina dirimpetto a pon. me-
diante il borro suddetto, col quale si ac-
compagnano finché entrano in quello della
Capannuccia , col quale i due territori si
dirigono a pon. -poscia a maestr. attraver-
sando in quest* ultima direnone il borro pre*
detto per incamminarsi verso «quello del
Mulina. Con questo torr. scendono per corto
tragitto dal poggio, e quindi lo abbandonano
per dirigersi a pon. poscia a maestr. e final-
mente a grec., finché passato il borro di «f .
Cipriano entrano per breve tratto nella stra-
da rotabile che viene dal Porcellino. In que-
st* ultima linea trova la Com. di Figline,
che accompagna la nostra sulla via postale
Aretina , longo la qnsle arritano tal botto
di S, Cipriano^ e quindi entrano in Amo,
il cui cono secondano fino allo sboooo in
esso della strada degli UrbinL Cotota via
divide le due Comunità dirimpetto a aueslr.;
ma giunte al borro di CaimuceeUa tnWm
tra a confine il territorio comunit«tivo di
^Castelfranco di sopra , col quale V altro di
San-Oiovanni fronteggia dirimpetto a kU.
mediante il corso inverM> del borro pradeMo,
fino a quello del BenaociolOf dove la nastm
Com. trova di fittxàa a grec. la Gomitnilà
di Terranuova, seguitando a ftonlcg^iave
con essa dirimpetto a lev, fino a cbe i doe
territori entrano per corto tragitto nella via
provinciale di Eiofi e poi nella strada vota-
bile della Badiolay la quale presto '— "*— ^
fuori per, avviarsi da scir. « ostro nel bono
delle faille che tosto abbandonano per In-
camminarsi nella stessa difoiotte sni Anse
Amo, il cui alveo rimontano fino di fonte
allo sbocco del fosso del Quercia,
Fra i maggiori corsi d'acqua cbe attra-
versano il territorio comuuitatiTo di San-
Giovanni non si conta che l'Amo per nn
tragitto di circa 4 migl. Fra i corsi minori
che ne lambiscono i confini si noverano , a
lev. il fosso d^ Quercia , ed a pon. qaeUi
di f^aecareccia e di <f . Cipriano. 1 boeri
della Madonna e dei Fruii lo perooROoo
nella parte centrale, avridnando le wamtm
di San-Giovanni dal feto di scir., taenlre il
borro del Mulino scende al suo maaslr.
Havvi però nella pianura la gora del Be^
rignolOf canale artificiale che staaaasi dal-
r Amo sotto £e*HM€ alla cateratta Sttristori,
e di là attraversa la campagna di Moole
SANG SANG S9
iMcLi e qndk di San-Gìofaiini p«r metter Ibod». Fer itto di clementa dai Gnuidticlii
tu moto Tarf malini e •omnittinr Tacfiua di Totcaoa lì si fecero delle regie spese, rile-
a noni orti luni^ la ripa sinistra dell* nendo in guiderdone quel rilasci del fiumet
Amo. che si ottennero nel i^oS, quando fu ri->
Fri le strada rotabili , ohre la regia pc^ stretto 1* alveo mediante nuoTi argini e sas-
ilaJe Aretina che passa in meno al capoluo- saje» ed affondato anche il suo letto nella lon^
fo, sono oomunitatiire quella della racc//e- gbeua di circa miglia 14, a partire dalla
ffccf a che slaccasi dalla postale per condur- )^a//e deir/ii/èrm> infino air/netVff, nel
re a GaTriglia, e Taltni che guida al oonirea- cui tragitto calcolossi che TÀmo avesse br.
lo «H lfonlc4Wlo. 45 di caduta. Nella qual circostanta fbmno
Non vi SODO monti , ma umili colline, le muniti di cateratte i (ossi maestri, acciocché
quali fanno corona ai monti che dividono il Tacque dell'Amo e dei borri nei tempi di
Chianti dal Val-d'Amo superiore. cscrescenxe non solamente restassero circo-
I fianchi di ootesle colline sono in gran scritte nei loro alvei, ma che invece di som-
parte coperti di ciottoli , sovrastanti al tufo mergere , colmassero bonificando i terreni
armario giallo- nerastro in masse estema- bassi , frigidi e sabbio»,
nenie friabili» solide internamente e slmli- L* usurpazione pertanto fatta del terreno
ficaie, mentre lungo il borro dei Frati il ali* Amo così incanafaifo, leoe' crescere alle
«N>lo é vestito di un rrnischio bianco di acque del fiume un pelo assai più elevato
aatma silioea » nel quale s* incontrano ban- nelle sue piene ed una veloettk magciore in
dii di conchiglie bivalvi e univalvi di acqua guisa che la gola dell* Incisa presso la stec-
ddce ; ali* incontro il terreno della subia- caja essendo troppo angusta, il fiume in lem-
ccDle pianura resta profondamente coperto da pò di piene, rompeva o traboccava dagli
quello recente di trasporto miste a ciottoli argini, scalando le sassaie; per cui non è
e ghiaje di calcarea compatta e di roatrif'iio. da maravigliare , se dall* epoca del suddetto
Rispetto alla sezione compresa nelPOl- incanalamento (170$) sino al i73a si era*
tnmo consiste in una terra sciolta, pur es- no spesi in quei lavori sopra 100,000 seodi
s» iK alluvione, come può riscontrarsi nelle da lire sette 1* uno.
profonde ripe corrose dai borri e dal fiume Limitandomi però alla sedone compresa
slr»o del rAroo. Tale è 1* altipiano del Pog- nel distretto comnnitativo di S«n-GioTamii«
giù 9Ì Lupi sn cui risiede la chiesa della non debbo omettere d* indicare fira i danni
fiadiola di S. Blamma, e il distrutto Castel che suol recare costk il fiume, a fronte del
di SmhMariano un terzo di miglio dati* canate scavato nd 1705 peraddirinaree ri-
Amo e doe terzi da San-Giovanni. stringere T alveo deir Amo, qoalaeiilt di
L* alveo però di questo fiume ai tempi tanto in tanto il Poggio Lupi col suo orto
(Mia repubblica correva assai più vicino contro le piene mette in scompiglio le oam-
alla Tnra di San4jiovanni , siccome appa- pigne presso la Terra di Saii<^Griovawii, ai
risoc dalle varie provvisioni prese dagli uffi- di cui possidenti convenne nei kvori fiit-
xiali di Torre nel 1444, 1448, i45i, i5ia thi spendere in modo che a qod tratto
e i5i3 rispetto ai lavori stali fatti nel suo di fiume fu dato il nome di Sprone d'oro,
alveo fra Montevarchi e Figline, a causa del E siccome per il debito che v*era sopra a
naie che il detto fiun^e per essere eacito del molti piccoli possidenti mancavano i mezzi
no letto apportava alla Terra di San Gio- di soddisfiurlo, essi perdevano il fondo, qnan-
\aiini. do altri proprielarj a cagione di liti e di
A ri|<«ro di simili ilanni tendevano le spe- frutti eccessivi si erano ridotti poveri; a tanto
n che gì* interessali conlìnuamenle erano guasto accorse nel 1783 la mano beneficn
OMlretti a &re per tenere dentro i limiti del del Gran Leopoldo, allorché emanò uno di
Mo alveo le acque dell* Arno ; ma le impo- quei motupropri' che etemeranno la sua me-
wioni per tal uopo sì erano molliplicale al morìa più assai del marmo posto a tale ef*
sqfaodie, sebbene la repubblica fiorentina fette nel palazzo pretorio di San-Giovanni.
n^i i45i condonasse il tiebito che la Comn- Per la qual cosa quella popolazione in segno
otti di Sin-Giovanni con la medesima ave- di gratitudine lo fece scolpire , siccome per
va fatto, oontuttociò le imposizioni sticces- paile sua fu est-fruita la stessatxisa dal popolo
w si moltiplicamnn a segno che in alcuni <li Figline. — ^ed. Fiouai Voi* II pag. 137.
luoghi f iuusero ad assorbire il valore del Eccone le parole :
(Hi
SANG
PETRO LBOPOLDO A. A. M. En. Duci
NoVAB FrUCITATfS AvcToti
QtjoD AGRDsnif Vallis Alai Povcssoia
EXBAVIITO» AKTBtHUMQUB OiaSRaTO»
LXX.X Arroruii Impuhdii»
Flomimb ab Auiuvioaiwj» Gohtiiibhdo
A SPP«KM4 FORTUICABDM RoiSIA LlMBATR*
BvcSMo UimiTi FoBNOfttt Computo
lliTiG\To Sbvdhiobi Cuditobun Idib
PBaKOII» AhTIQUO DuMUO RaiTITUTlb
DmuM Noitr&ATA M CxcorromiBut PbcuiiiA
SllPKTIA» FOKfTTB
Paupuibus EPFrsB Pabciu* DiTinsot
Rioio Abbakio
Atqub Aob Go>L4TO
OriBA JoAMiB Baboioui Nobius J. C. Fao«.
la Rm ToTAM «ibi Gbboitaii Extbicavit
ExiTtT Ombiil*» Pbobatisbimo
OmnANi S. JoAVNis M. PP.
A. R.S MOGCLXXXIll.
Aìspelto »Ua coltura del suolo, qiifllo
dclU piBiiura e «k-IU collÌDa di qursla G>-
iuudìIm pilo dirsi un (>ijirdino, sia per i nu-
nMTOii urli e ben coltivali poderi, mh per i
copiosi uliveti ed i iiH^lio tenuti \igncli che
L«:indrn Alberti nella stia deacrizione del-
Vltalia decantò per i «oav issimi vini di Tri-
biano, e prima di lui Po^^io Br.icciolini in
ana letlem a Niccolò Niccoli, della quale fu
ilito il sunto all'ir/. Mobtb Cablo nel Val-
d*Amo superiore.
Per la la? orevole situazione del capoltiO|fO
posto in mezzo a due cospicue e pnpolosis*
sime Torre ddla Toscana , |)er la fertilità e
ricchezza del soo terreno il |Kiesc di Sui-
Grio vanni e sIbIo ri|suardato ij più rentmle
del Val- d'Arno su|icriore; sicché dal se-
colo XiV in |)Oi raso fu rosta nteii^mte b
SAKG
residenti di un giusdìccntr iiMg|(ioi
TÌrarìoy il qu»tr iLilPepoca cKflIa sm
zinne fino alla lef^^e ilei 3« seti, i
ce va riigione nei civile alla Com. <
Giovanni e nel criminale » «|afsla
m.1 eil alle Com. di Pigline, del Po
▼e, di Terranuova, di Cascina e Incii
fello), di Castelfranco di sopra , di
no, di MonteTarcbi, del Burlile e di
IM. — Tale si roanlenoe la tua (rioi
Ile fino al principio del 177}, qa
creilo il vicariato del Pontassiere, e m
furono slaccate da quello di Snn-G
le ultime cinque Goreuiiili testé im
aggiuntegli in cambio quelle iiaoved<
dì-Scò e di Civrigliii ; ona delle q
sr<)r|K)nita dal territorio oomonitaf ivo
Gioviinni. — f^ed. Cìvbiglu.
In Saii'Giovanni si tiene ogni sai
m< n'alo <li pìccolo concorso. -^Di n
concorn>nza è la fiera che ivi cude 1
nedì dopo la festa di S. Maria d*agO!
una seconda fii>ni vi si pmlica nel |>ri
nei lì di ottobre.
Li C>munil& man tiene due rar«]iri
chirurgo; provvede ali* isiruzionr •!
ciulli mediante due maestri, uno di n
fia, abl>arn e lellura, T altro di |H-in
lingua Iati n:i e di rettortca. AITisIr
delle raiit'itille supplisi*oiio le m:w*<l
coiiservalorìo della SS. Annunziata.
In San-Grfotanni esìste una canr
Coiiiuiiilativa che serve anche alle 0
Terranuova, di Loro, Castelfranco di
e Pian-di-Scc*). Vi risiede pure un
gntre di Circondario. L* nfizio di et
«lei Registro è in Mfnilevarchi, la cm
zione «Ielle Ipoteche ed il Iribiniide •
ma i»ianz.i sono in Arezzi>.
61
DMO deiia PopUrns, MiaCom, di Sén-Gtor^titit hbl VM^ù^Amo nPEtuom
w fmatiro 9poek€ ài^trst^ memo ia sezione Haia aita Com, di Cai^rigiia,
JUmmt
ti Imoghi
I a Ha:
arlo (*)
iio
o
Tiioio
delie Chiese
Diocesi
cui
opparUngono
PopoioMione
ovAsai» Tenti
C)
S. Maria , Prioria
8. Fmiocico, Rdloria
S. Silfcatro, idem
rS. Gk>.BaUisla,Fiefe )
/ S. Loremo , Priorìa \
f S. Lucia y idem \
I S. &d valore, BcllorìH |
La eUtn pmnoeehiate del Benaeeio^ sebbene nelle due uliime epoche sìa
ìsm metta Com. di San-Giovatmi^ la sua maggior popolazione spetta alle
\igà limitrofe. — f^ed. Rihaccio.
re parrocchia contrassegnate con V asterisco (*) nelV ultima epoca man-
> nelle Comunità limitrofe tutte insieme Abit, N,^
Rkstjìbo AUt. N.^
entravamo dalle parrocchie della Madonna del Giglio [di Monte-
e da quella di S. Cipriano in Avane [di Cavrighà) Abit, if.^
Totale Abit, iF.°
377
3969
r.G lOVAlflVI M AGG10BE in Valdi-
^ Ped. GiD^ABai ^S.j B9i€Giou e
£li altri luo^bi.
GIOVENALE m CASCIA . ^ Ped.
VALI (So M CaSCìU
(4];iROLA VO «VL PIA7V di ANGHIA-
- f^ed, GiBOLAMO (S.) au. PiAa di Aa-
in Val-Tìberiiia.
V-GIUUA?SO (BAGNI di)^ Ted. Bi-
S. GivLiAao.
(IIO?ST£ m). — - Ped, MoBTB-PisAao.
A SErmiO. — Fed. StTriHO (Piate
!niTLUBo a) nel Val-d*Arno fiore olino.
IGILSTINO Al EOBRO. — Fed,
Bo (S.) nel Val-d*An)o SD|Kriore; e
ef li altri omonimi.
(•GIUSTO A Balli. ^ Fed. Gitno
Bau.1.
AiLa MONACHE. ^ Fed. Citato (S.)
foBAOR y coti di tutti gli altri al re-
N* %cicabr>lo.
M;0D£NZ0 (5. Gavdeniìus) in Val-
rie. — Vili, già Cast. rr.n cbiru prio-
'À'è iLLaiiale (5. Gaudenzio) nel piTÌerc
dì S. Barello, rapolaogo di Comunità, ncll*
Giur. e cirra 6 mtgl. a grec. di Diromano t
Dir e. di Fiesole , Comp. di Firenie.
Bisi(de in foggio nel fianco meridicnale
dell* A| pennino rhe |orla il Toral olo di
Al] e di S. Godinio sulla ripa destra del
lonr. onion nio, denominato più sotto Dico-
wano, a caTaliere della nuo\a strada regia
FoilÌTese rhe s»le qnella montagna per en-
trare nella Valle del Montone in Romagna,
fra il gr. 29' 1 7' long, «d il gr. 43* 55' 1"
Intit., 16 migl. a grec. del Ponlasaiete* aC
da Firenze nella stesm direzione, i5 migl.
a lev. del Borgo S. Lorenzo, e cirra 1 1 mi-
gl. a ostro-lib. di S. Benedetto in Alpe mar-
cando l'Appennino.
DiTe questo irillaggio «e non l'origine, di
certo il nrme ad una badia di Benedettini
sotto V iuTceazione dì S. Gaudenzio mona-
co, le cui reliquie furono collocate in colc-
sla cliiesa da Jacopo Pararo \esco\o di Fie-
sole e fondatore della stess:i badia nel mese
di febbri jo dell* anno 1 099.
Non dico fondatore della cbiesa , poiclè
62 SANG SAN6
nel bvere tiìedito li s5 febb. del ios8 In* ma enno toccati di pMle al n
dia. XI (1099 a «lt/# CKMiiNw) ti leggt: che Guidi di PorciaiiOy uno dei qui
questa diieaa fino allon era atata pìebana: Guido di Forciano figlio del C
pieks/uii uM^t nune, — Infatti coletta Teudegrimo cbe nel i»56y alai
abaxia da tempo anai Teloato gode del prÌTÌ- go di San-Godenao a ^è Mi
kgìo del battiiteio. — Eiaendo caia di perti- la dote alla sua figlia llarglierìt
nenia delk mensa vrscoTile, Jacopo BaTaro, sa a Boni&sio di Pagano degli
prcTio il consenso del clero e del popolo fie- Susinana. Al qual oontmtlo <
solano , con quell* alto donò la chiesa di servirono da leÀimoni il oonle
S. Gaudenzio compresi tulli i suoi beni, vello da Battiiòlle, il conte Gui
cui ne aggiunse altri del suo vescovado, ai Agfainollb di Romena, il conte
monaci UÌssinensi. — (Uawoxi, iudia sa» Bbreovaldo de* conti di Dovad
cr. im Bpisc. Fesmi. ) altri. — (P. iuiefoaao , Deiiui
Però da una bolbdel a 5 loglio 1070 di- diii ioicani, T. Vili.)
retta da Trasoioudo vescovo di Fiesole a Figlio del suddetto conte Gì
Guido abate di S. Gaodensio ed ai suoi mo- conte IVincredi che nel 1 4 set
naci si rileva che a colesta badia fu aum<n- fece rogare nella chiesa della b
lata la dote con k terra di S. Detole ed una Godenio il conlratlo di comp
vigna posU nel monte diS.Gandenxio.DÀi- beni, venduti dal conte Aghin
la quale apparisce ohe Ut stcan badia era mena suo cugino. Ed era quell
ftala reslaumla a sua esorlaiione ed abbelli- te che nel i3o8 dal Comune d:
la, quindi dal vescovo medesimo conmcfala. condannato come Ghibellino o
ColeMa chiem infiitti conserva b struttura lello G. Bendino; quello mede
aichitoltonica del secolo XI» è a tre navate sieme con altri fratelli e consoi
ad archi di arslo intrro con la confessione, condusse a San-Godemo ed ii
sicché preaenla -a forma di una basilica di stello accolse gli ambasciatori H
quel secolo sullo stile delk cattedrale di vo di Botrooto ePtodolfo Savc
Fiesole e delb chiesa di S. Miniato al Hon- Arrigo VII in Toscana, e non
te, comecché qucai*nltima preceda le due Fiorentini. Finalmente era qnc
akre. Tancrrdiche nel t3t3 bceva
Smnoocbé il ginipadronalo delk ehiem ali* Imp. Arrigo VII di Lusse
abbatkle di S. Giudenxio ad onta del br»> campo dd Poggio Imperiale sopì
ve di TrasoBondo del 1 070 tornò alk mensa si. — ^ed. Pòacuno.
vescovile di Fiesole confermata da ilue bolle Ma San-Godenio « U sua eh
pontificie di Panale II (anni 1 io3 e 1 1 07) cipio del secolo XIV aveva secv
e d*lnnoGeniio 11 (nel 11 34), da Celestino di riunione ad alcuni capi Gh
II (nel 1 1 43) e da Anastasio IV (nel 1 1 53). rasciU di Firemc. L* Arek. G
Rispelto alk storia politica il castello e conserva il contratto originale
distretto di San-Godenio pervenne in do- vanni di Buto d*Ampìttana roga
ininio de* conti Guidi di Modigliana, e spe- deirAbaik di San^Godenao a |j
ckl niente al ramo de* conli di Pocisiano, ai col quale mc«. Torri gUinOf Ce*
quali tutta k montagna di San>Godenao fii ri tutti di cam Cerchi , mem.
Gonfernuta didl'Imp. Arrigo VI con diploma de*Bieasoli^ mess. Neri e Set
del a 5 maggio 1191, fino a che 1* Imp. Fé- pure de'Bicasolit Bettino e Ifut
derigo II, nell* aprile del 1*47, assegnò ai Jccerito^ mess. Andrea deU
Iralelii Guido e Simone, conti di Battifolle, Branca e Cheie de* Scolari ,
U meth del monastero slesso di S. Gauden- ghicri , Jfino di Baddm^ Beri
xiocon le sue pertinenw, quando già lo stet- s<, Taddeo e Angeiino deg
so imperante con altro privilegio del %g no- ivi congregati promisero ai sigi
vembre laao aveva concesso ai 5 figli del Ubaldini, r speculmente al noi
C. Guido Guerra la badia con tutta k mon- golino di Ftlieionc per se e pc
lagna di San-Godenio. sotto pena di mille marche di
Alk mela del secolo medesimo il castello rifar loro le spese ed interessi,
di Saii-Godenao insieme a quello di S. Ba- ai danni che il prenoroinalo l
vello ed altre ville delU moutagna omoui- di lui consorti fossero per ricc
SAN6 S4NG 63
H« rinculo tanto ÌQ beai leroponlt come Tancredi figli del prenom inalo C. Guiilo
■ bnttoj eecleiiastici airoocMione della Alberto di Forciano furono aninmii allo
^■cna fatta o da fimi per il cailel di Matite- tlifiendio militare dal Comune di Pirenie ,
ittmmÌ€BO per qualche altra fortena, come e ciò dopo che nel 3i agoito del i35fl la
pR ai fcddi degli Ubaldìni. Signorìa ebbe acquistalo per fiorini a55o
U dalc cronKbe di quello documento dal G. Guido Domestico figlio del G. Teg ri-
fHmm fMndo in quella carta consunto si mo di Porciano i ciatelli e ville del Casta'
iffii&cfaeqaella congrega accadcMC nel i3oa, gtto^ di Mont€ deirOntia e di Sirigaaao
Wi^ h sntcnta pronunxiata contro 1* situati nel pi? iere di S. Bavello , che rioni
IÌi|lim(io mano i3oa stile fior, ossia alla Com. di San<^odenzo.
liàS «ile eonone) subilo dopo che nell'e- Rispetto poi alla badia di San^Godemo,
^^M iSoa, alcuni della famiglia dei doposoppres» fu assegnala in commenda ,
€kIéì eoo altri capi Ghibellini ai diressero quindi insieme con i suoi beni amroensata
' ' (fané da San-Godenio) verso Pmto- ai PP. Serviti di Firenie , mediante una
: PliBjPR' sendcre nel Val-d*Aiiio di sopri bolla del PonL Sisto IV data li a 3 maggio
^■iMuMghereto che assalirono e saccheg- 148^» coli* assegnare una pensione di So
iH<Mi Farla qnal cosa il potestà di Fi- fiorini al prete commendatario; laqoalcbie-
'MWcoi Kntcnia del aa loglio 1 3oa con- sa abbaxiale si mantenne sotto il pÌMironato
^^■è a aorte, ma in contumacia , dodici de*PP. Serviti fino ali* anno 1808.
l'vanCJHthi, varf dei Guidalotti, gli U- Era manuale di questa badia T altra di
^iMUdiGeville, i Futi di ValnTArno, e S. Bartolommeo al Buonaollaxao conferma*
[ *Pfcodrgli Cbaldini; mentre Andrea de* tagli insieme con la chiesa di S. Detole dal
iWnéai e l*inlieni famiglia de* Cerchi Font. Onorio Ili autore di due bolle a ciò
C^*ÌN poeo dopo nel rocie di mano dell* relative, in «lata del la sett. iai6 e del 9
r^li*llaS banditi con Dlinle Alighieri (ifi7e maggio laaS. — (Aaca. Dm. Fioa , Cartw
g— «01,— Fàt. VJrt. GAMnaaro e Gk- dei dm», della SS, Janumiata di Fir.)
^ii& Nel castello stesso esisteva uno spedaielto
lbHl|34s sotto il duosd* Atene signor sotto il titolo di S. Michele sottoposto al
JBRnmai «7 die. fa conclusa pace col magistrato del Bigallo di Firenie (ora com-
^tefa AIbcilo signor di Porciano, di S. pagnia poco fuori del Vili.) restato in atti-
*Mlbedi San-Godenio, il quale due an- vitii anche nel sec. XVlil, perchè designalo
*4po per contratto rogato li a3 giugno ai pellegrini che facevano 1» straila del Mon-
t^if aelh diiets di San-Godenao, vemlè tone per Tenire da Castro Caro a Firrnie e
[^lEp.Fior. ilCast. diSan^Godeniocon rammentato nel regolamento fatto a tale
^4DdiS.Bavello e loro distretti ivi desi- nofionel 18 noT. del 1751 dalla reggema
'M.» #W. BuBiA (S.), e la Deteri»iome del Granduca Francesco II.
^Ibgrllo del Baomn, pag. 170 e segg. La parrocchia di Siin-Goilento abbraccia
H^allon in poi cotesti due popoli furono le tìIIc di Spaliena e di Affrico.m^ Nacque
Ihrili al contado fiorentino, dal cui gover- nella villa di Spaliena presso S:in-Godenio
^■d t35s Tennero essi rìoomfienMti per il I^id. Ruffino cappuccino, cappelkno e
*w bniMBScnle difeso il passo di queir Al- maestro di musica nella Basilica di S. Lo-
iUc fisne deir arcivescovo di Milano renio di Fireme innanii che si ritirasse
lìliaqndle de* tuoi aderenti, gli Ubai- fn i cappuccini, pentito di aver egli dato
ili dd Mugello e del Podere , coli* csen- occasione a suo padre gik molto TeoJiio di
K per Ire anni i popoli predetti da ogni gettarsi disperatamente in Amo per aver il
■mm. — ( Ammuu Sìùt, fior, Lib. X, ) figlio negato di rironosorrlo per genitore •
Finilsionlr nel 1 359 i conti Piero e fatto cacciare dal suo cospetto.
et
MOf^lMBNTO della Popolawmt Mia Pjwteeatjt di SjthGaoawm
a quattro epoche diverse^ dWita per famiglie.
1
^^
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mate.
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mate.
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Numero
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J M
3
t38
CoMumàà Ji San-Goieiuo, — U ferri-
Iorio di queiU Comunità oeea|Mi una m-
pefikM di S9099 quadr. dei quali 5a8
•pcttano a eorn d*Éoqtte ed a pnbUiclite
ttrade. Cosili nel i833 abitavano familiare
inenle «704 persone, equìvalenli a circa 77
individui per ogni migl. quadr. di suolo
ìnponiMle.
Confina con tette OHAuniU, tre delle
quali Innsappennine, due del Val-d* Amo
casentinese, e le allK delb Val-di-Sieve. —
Il territorio spettante alla Com. di San-Go-
denzo occupa non solo il fianco occidentale
della Falterona, ma ancora utia pontone
della schiena del monte meilesirao e di quel-
lo drirAlpe di S. Benciletto, acquapendente
il primo nel Bidente e nel Babbi ^ ed il se-
condo nel Montone in Romagna.
Fmnteggia dirimpetto a grec. con il ler-
rilorìo tmnsappennino della ComunitlÉ di
PremSIcore, a partire dil dorso della Fatle-
roiia sopra le sorgenti del fosso omonimo si-
no alla sommità detta «SWo de*Cb/tfì, don-
de si dirige a sett. passando per il pofrgio
Martino lungo il crine del Pian de* Fon^
tatelli, e di là sul Monte Cortofo, nella
cui Ciccia orientale nascono le prime sor-
genti del Bidente del Corniolo, mentre
quelle delPoppista pendice vanno a scari-
carsi nella Sie^, Di là i due territorii co-
iiiuuilativi attraversando il Campo detto di
Guerra giungono sopra 1<* scaturigini del
l'osso di Acquatalta intluente nel Babbi
|N'r iMssarc sulla schiena deirAI|»e di S. Be-
iH'dcltoe quindi arrivare sul ptìggtodi FoT'
f<'.</<ci/o, (love sul lorr. di TVorfca/offfO cessa
la 0»ni. di Premi Icore. Ivi sottcutn quella
Ui Portico, cou la quale la uostra prosegue
nella direzione di
di IVoocolorJDclie poi attraversa p(
nel hmo detto di 3. BanedeUo e
prende il nome di Montarne e tegli
da regia Forlivcee tolto l* Ostsrù
Quindi per il rio d«r Faggi sale e
della FÌMua, donde per le prala
driasto tale alla Cadmia deltAc
di Damta^ il eoi fotso riikoaU vn
maestr. per correre conti^ acqua d
giogo di S. Blarìa dell* Eremo fiiki
fosso de* Bomiti cessa il territorio di
di Portico , e viene a confine dirii
grec.-sett. quello della term Gom.
penninicadi Bflamdi.— Con quet
di Saii-Godenzo continua a rimonti
so de* Bomiti sul poggio di Brìgiin
cbè alla sommità del giogo di #r{
eontni sulle sorgenti del (ntso dell*
CIO 11 territorio della prima Gom. <
nina di Dicomano. Con questa la ut
tando fiasia da sett.a |ion. scende 1
di-Sieve da primo mediante il Ibsan
beraeeiOy poi per termini artificial
sahdo i oontraflfbrti di quelKAppen
entrare nel fosso della MergnUa^ n
quale i due territorj camminano di
va pe^ circa un migl. e mezao; qui
landò la fronte a selt. si dirigono 1
Coretla che poscia attraversano a»
gì io so|>ra la sua cofluenia nel tori
iita/io,aldi là del quale ripirgnndc
te a (lon. e quindi a lib. tigliano
regia Forlivese e trapassano il loi
mafia iM)lto la counuruza del Coi
cotesto punto le diieO)iuuuità si avv
so Icv.-scir. sopra i |x>ggi che liaiich
oitru la vallccula del lorr. Godem
61
^UJPMO delia PopoloM. éMaCem, Dt SM-Gtor^ttnit mut, Vja^*Awm wwmttcm
m ^uaUro epoeke diverse ^ meno ta sezione tiaia aita Com, di Camriglia,
S
i*— i ■
Ifome
dei JLmoghi
IhNKola a Ha
Mootecarlo (*)
(i)Rmaocio
o
Titolo
deiie Chiese
Diocesi
cui
appartengono
Popoiaùone
AMHO
i55i 1745
SA^GiOTAmn,
S. Maria,
8. Fianoaco, Rettoria
S. Stlfcttro, idem
i S. (^o. fiattiila. Fiere )
Terra / S. Loremo , Priorìa \
f S. Lucia , idem \
I S. Salvatole, Bcttorìa |
Totjìle . .
Areno
Fieaole
Idem
Idem
Idem
Jhit. if .•
AMMO
a48o 38i8
(i) La Mesa parrocchiale del Benaeeio^ sebbene nelle due ultime epoche sia
compresa nella Com, di 8an-Giooanni^ la sua maggior popolazione spetta alle
Comunità limitrofe. -» f^ed, RxRAoao.
Le tre parroeclùe contrassegnate con P asterisco (*) nelV ultima epoca man-
damano nelle Comunità limitrofe tutte insieme Ahit, N,^
BMitAoo Ahit. N.""
Altronde entravano dalle parrocchie della Madonna del Giglio {di Monte-
varchi^e da guella di S. Cipriano in Avane {di Cavriglia) Ahit. if.^
ToTélLE Ahit. HfJ^
4346
SANGIOVAmi M AGG10BE in Vaìdi-
Siere. — Ped, Gipvakii] ^S.) Vigoiou e
cosi drgli altri luoghi.
saiCgiovenale di cascia. ^ red.
GlOTtVALS (S.) DI CaKU«
SAK-GIROLAMO an. PIA7V di AI9GHIA-
EI. ^ f^ed. GnOLAMO (S.) aiz. Fiab di Aa-
«iiABi in Val-Tiberina.
^AN-GItUANO (BAGKl di) — Fed. Ba-
cìi^ M S. Gin.iAao.
— (I^OyTE di). — Ped. MoKTi-PTSAao.
— A SETTIMO. — Fed. Srrrmo (Pmi
m S. GitTLUBO a) nel Val-d'Amo fiorentino.
SAI9 GUJSTINO Al BORRO. — Fed.
GnrTwo (S.) oel Val-d*Amo supcriore; e
cosi degli altri omonimi.
SANGIUSTO A Balli. ^ Fed. Giusto
(S.) A Balli.
— ALu MONACHE. — Frd. Gir«To(S.)
suM MoaAOR t così di tatti gli ahrì al re^
spettilo vocabolo.
S A19-G0DENZ0 {S. Gaudentius) in Tal»
i]i-Sie?e. — Vili, già Cast, con cbirsa prio-
ria, già abballale (S. Gaudenzio) nel piyiere
di S. Bavello, capoluogo di Comunità, nell*
Giur. e circa 6 migl. a grec. di DiComano»
Dire, di Fiesole , Comp. di Firenie.
Risiede in poggio nel fianco meridionale
de!!* A| pennino che porla il Tocalolo di
Alpe di S. Gode nio sulla ripa destra del
lorr. omonimo, denominato più sotto /)ico-
manoj a caTaliere della nuova strada regia
Forlivese che sale quella montagna per on-
trare nella Valle del Montone in Romagna,
fra il gr, 29' 1 7' long, ed il gr. 43* ^^' V
latit., 16 migl. a grec. del Fontassiere, a6
da Firenze nella stessa direzione, t5 migl.
a lev. del Borgo S. Lorenzo, e circa 1 1- mi-
gl. a ostro-lib. dì S. Bnaedetto in Alpe nr-
cando l'Appennino.
Deve questo villaggio se non l'origine, di
certo il nome ad una badia di Benedettini
sotto r inrocazione di S. Gandenzio mona-
co, le cui reliquie forono collocate in cote*
sia chiesa da Jacopo Bavaro vescovo di Fie-
sole e fondatore della stessn badia nel mete
di febbrajo dell'anno 1099.
Non dico fondatore deUa chiesa , poiché
62 SANG SAN6
nel bvere wptàiìo li aS febb. del ios8 In* ma enno leoeati di pule al ramo de*CXI
dii. XI (1099 a stUt cornimi sì Ifggt: che Guidi di Forcmto^ imo dei quali fu quel C
qucsU cbiem fino allon era •UU plebuia: Guido di Poreiaiio figlio dei C Tcgrimo o
plebi futi us^e nane, — Inietti colette Teudfgrimo cbe nel i a 56, stendo nel borw
«biitia da tempo aaiai vetoato gode del prÌTÌ- go di San-Godenao a pie delfJlpi itaUlk
kgio del battiiteio. — Eiaendo caia dt perti- k dote alla sua figlia BItrgberita cbe In apo-
ncnsa delk mensa Trsconle, Jacopo Bararo, sa a Bonibiio di P^igano degli Ubeldiiii da
predio il consenso del clero e del popolo fie- Susinana. Al quel oootiatlo di ipeeelisio
solano, con queir atto donò la chiesa di senrirooo da te^moni il oonte Gnido Ho»
S. Gaudenzio comprai tutti i suoi beni , vello da Battifi>lle, il conte Guido del lìi C
cui ne aggiunse altri del suo TCScovado, ai Agbinollb di Eomiena, il conte Ruggiero di
monaci UÌssinensi. — (Unenti, Itmiia sa* Blareovaldo de* conti di Dovadola , e vani
cr. im Bpisc. F^sui. ) altri. — (P. luefOMO , Deliu^ degU em-
Fterò da una bolla del %5 luglio 1 070 di- diti ioicami, T. Vili.)
retta da Trasmoudo vesooTo di Fiesole a Figlio del suddetto conte Guido fis qoel
Guido abate di S. Gaodensio ed ai suoi mo- conte IVinctedi che nel 14 sett. del 1S06
naci si rileva che a coteata badia fu aumen- fece rogare nelb chiesa della bedia di San*
lata la dote con la terra di S. Detole ed una Godenio il contratto di compra di alcuni
^igna porta nel monte diS.Gaudenùo.Dàl- beni, venduti dal conte Aghinollb di lo-
ia quale apparisce che Ut stcsn badia era mena suo cugino. Ed era quelb stesso oen-
stata restaurata a sna esortaiione ed abbelli- te che nel 1 3o8 dal Comune di Fiftnae §m
la, quindi dai vescovo medesimo conmcrata. condannato come Ghibellino col di lui firn-
Celesta cbiem infatti conserva b struttura tello C. Bendino; quello medesimo cbe in-
aichitottonica del secolo XI, è a tra navat^ sieme con altri fratelli e consorti nel iSis
ad archi di arato intero con b confessione, condurne a San-Godenao ed in qurato cu-
sicché prraenta ^a forma di una basilica di stello accolse gli ambascìalori Nicoola vcho-
quel secolo soUo stile delk cattedrale di vo di Botraoto ePendoUb Savelli spediB da
Fiesole • della chiesa di S. Miniato al Hon- Arrigo VII in Toscana, e non rwevnti dai
te, comecché quest'ultima preceda le due Fiorentini. Finalmente era quello slemo C
akre. Tancredi che nel iSt 3 GMseva la ano corte
Smnooehé U giuipMbmnlo delk ehicm alPlmp. irrigo VU di Tumimhurtgn nel
abbatMle di S. Gaudensio ad onta del bre- campo del Poggio laaperiak sopra PofM^bon-
ve di Traseaondo del 1 070 tornò aHa mensa si. — fU. Poucuuo.
vescovile di Fiesole conimnata da due bolle Ha San-Godenio « U sua chiesa al prin-
pootificie di Pasquale II (anni 1 1 oS e 1 1 07) cipio del secolo XIV aveva secvito di ponto
e d*lonocensio li (nel 11 34) # da Celestino di riunione ad alcuni capi Ghibellini ftio*
n (nel I i43)e da Anailasio IV (nel 1 153). rusciU di Firemc. L* Jrck. Geoer. Fior.
Rispetto aJk storia politica il castello e conserva il contratto originale di ser Geo*
distretto di San-Godenio pervenne in do- vanni di Buto d*Ampinana rogato nel coro
minio de* conti Guidi di Modigliana, e spe- deirAhaik di San.Godenio a pie deirAI|pi«
ckl mente al ramo de* conti di Pòroiano , ai col quale mem. TWrigtoito, Cerèome e ^t*
quali tutta k montagna di Sen^^odcnao fii ri tutti di cam CerMj mcss. Gm$liwim^
oottferasaU di|ll*Imp. Arrigo VI con diploma de^Bietuoli^ mess. Neri e BeUimo Gr9$99
del aS maggio 1 191, fino a che 1* Imp. Fé- pure de^EictuoUy Betiinot Ifuedo di mesa,
derigo II, neir aprile del 1*47, wmfgaò ai ^ccertlo, mess. Amirta dt* Gh^rardimi^
InlelU Guido e Simone, conti di Baltifolle, Brmtica e CMé dt" Scolari , Dmmtc Mi-
U meth del monastero sterno di S. Gauden- ghicrl , Mino di Baddm^ Benino do*PmB-
xioconle sue pertinense, quando già lo stes- s<, Taddeo t Angelino degli Ubertini
so imperante con altro privilegio del ag no- ivi congregati promisero ai signori di cam
^rembre i aao aveva concesso ai 5 figli del Ubaldini, e specklmente al nobii uomo O-
C. Guido Guerra la badia con tutta k mòn- golino di Feliciom per se e per I suoi figli
lagna di San-GoJento. sotto pena di mille marche di argento di
Alk. metà del secolo medesimo il castello riiar loro le spese ed interessi, per riparare
di San-Godenio insieme a quello di S. Ba« ai danni che il prenominato Ugolino , o i
vello ed altre ville delU moutagna omoul- di lui consorti fossero per ricevere o avcs-
SAN6 SANG 63
Mo rieemlo temo in beai tempomlt ooaie Tmcràdi figli del prenomiiiato C Guiilo
w fcwnfiij eecMaitici airoocMioiie étììa Alberto di Poidano furono aninmii allo
fwm fatta o da fm per il cailel di MonU- ttìpendio militare dal Gomnne di Firente ,
itefiMieoo per qualche altra Ìbrtetia,ooaie e ciò dopo che nel 3i agoilo del i356 la
pere ai Meli dcfli Cbaldini. Signoria ebbe acquistato per ikNrini a65o
Le dale cronache di queato doenaenlo dal C. Guido Domeatico figlio del C. Tegrì-
paoieao <»endo in quella carta oonaunlo ai mo di Porciano i caatelli e fille del CrnHa*
opìoòcbeqoelk congrega aocaddie nel iSoa« gno, di Monie MtOndtt e di Sirigttmmo
iiMMBii la aentenn pronunaiata contro 1* situati nel pi? iere di S. Bafello , che rìuni
Aligbwrì (io mano i3oa stile fior, ossia alfat Gom» di San-Godenao.
i3a3 sbk comune) subilo dopo che neire- Rispetto poi alla badia di Sen43odmo ,
flsle del 1 3oa , alcuni della famiglia dei dopo soppresn fu assegnata in commenda ,
Cerchi con altri capi Ghibellini si diressero quindi insieme con i suoi beni ammensata
araati (farse da San-Godenv^ ìfctso Prato- ai PP. Serriti di Firente » mediante una
MifOooerfoeDdeffenelValHriraodisopm boi fa del PooL Sisto IV data li a 3 maggio
cantvoGangfaereto che assaKnmo e saocheg- i48a, coli* assegnare una pensione di So
lisrono. Por la qnal com il potestà di Fi* fiorini al prete commendatario; la qualchie*
rmse con senlenaa dd aa luglio 1 3oa con- m abbatiale si mknlenné sotto il pMironato
émnò a morte , ma in eontomacia , dodici 4e^PP. Ser?Ui fino ali* anno i8o8.
di OHI Gefchi , Tarf dei Guidalotti, gli U- £n manuale di questa badia 1* altra di
hartini di Qurille, i Vtcaù di Val-d*Arno, e Si Bartolommeo al Boonsoibno oonfarma-
UgDKno degli Dbaldini; mentre Andra de* tagli insieme con la chiem di S. DHole dal
GhenMdini • V inliem famiglia de* Cerchi Pont. Onorio II! aotoie di due bolle a dò
waneiu poco dopo nel mese di marao dell* relatÌTe« in data del la selt. iai6 e del 9
anno ySo3 banditi con Duite Alighieri (siUe maggio i aaft. — (Aacn. Dipl. Fioa , Cmrtw
SMHMS). «-« rcd. VdH* GAwaaaaTO e Ga- dei Ccrn^. ddU SS. Atmiummta di Fir.)
vnca. Mei castello stesso esisteta uno apedalelto
lfawl|S4u sotto il duosd* Atene signor sotto il titolo di S. Michele sotlopouto al
di Firettie ai «7 die. fti concium pace col magistrato del Bigallo di Firenie (ora oons-
C Guido Albmtoaicnor di Pannano, di S. pagnia poco tori del Vili.) restalo in atti-
BivdlO e di Sm^Godenao, il quale due an- ^tè anche nel sec. XVIII, perchè dcaignalo
ni dopo per contratto rogalo H a3 giugno ai pellegrini ohe facetano la strada dd Mon*
1344 ndfa ducm di San-Godenio, midè tooe fier Tenire da Castro Caro a Fifeme e
anaEep.Fior. ilCasl.di8andGodettiocon rammentato nd regotamenlo fatto a tale
quello di S. Bhfdlo e loro astretti in dea»- uopo nel 18 noT. del 1751 ddb reggensa
fenati. — t^td. ]l«a»à (S.), e la DesfirÌMiom dd Granduca Francesco II. «
del Mmgeito dd Baoocai » pag. a^o e segg. La parrocchia di Sun-Godenao abbraccia
If diora in poi cotesti due popoli furono . le ^ille di Spoliena e di Africo,^-' Nacque
rimiiti al contado fiorenlinOk dd cui goter- ndfa Tilk di Spdiensi presso Scin-Godemo
nond i35a tennero essi ricompensati per ì\ Vwà. Enifino cappuccino, cappdkno e
afcre bmtamnnte difeso il passo di qndl*AI- maestro di musica ndfa Badiica di S. Lu-
pe dalle hnt ddf ardvcsoo? o di Milano renao di Fireme innann che si ritirasse
mule a qudle dc^suoi aderenti , gli Ubai- fra i cappuccini, pentito di a?«r egli dato
£m dd Mugdlo e dd Fodera , coli* esco- occasione a suo padre già molto Teccbio di
tare per Ire anni i popoli predelti da ogni gdtard disperatamenta in Amo per a^er II
fBvcaa. — ( Ahhuu SUtr» fior, Lib, X. ) figlio negalo di riconoscerlo per genitore •
Finalmeiile nel i359 i conli Piero • finito cacdafc dal suo cospeUo.
et
MOf^lMENTO della PopoiaùflHe iella Pjtmoeeatjt oi S^m-G^oMftwo
a tfuattro epoche dipérse^ dMsu per famiglie.
Ambo
UtiUBOU
mate.
i55i
1745
i833
1840
79
14^
femm.
88
«47
148
kBovn
masc.
femm.
96
loS
109
oonnioATi
dei
due
154
.9«
ii3
ai6
3a4
dei
due teiii
Numero
delle
famiglie
^
Toiaie
della
Popoia*
S
J
3
II»
116
|36
i3d
^riAta^LMÉi
486
838
Si4
843
Commmià di San-GcdemMo. — U ferri-
torio di qtfMa Gooiunità ceèope una so-
perttoie dii 990*9 i|uadr. dei i|iiali ì»a8
•pctteno a ooni d*aoqtae ed a fNibbficbb
ttrade. Costi nel i833 riittafano farailb#-
■•ente «704 pertooe, eiiiitiraleiili a elnìa 77
individui per ogni tolgi. i|«adr* di inolo
Confina «m tette CooiiMiitii« tre dlelle
quali tnnMppetmine, due del VaUd' Amo
catentincee» e le allK delb Val-di^SSef e. •**-
Il territorio spettante alla Gom. di San^Go-
denzo occupa non solo il fianco occidentale
della Falterona, ma ancora uba ponione
della schiena del monte meilesimo e di quel-
lo drll'Alpe di S. Benedetto, acquapendente
il primo nel Bléente e nel Rabbia ed il se-
condo nel MorHoM in Romagna.
* Fronteggia dirimpetto a grec. con il ler-
rilorìo transappennino della Comunità di
Premilcore, a partire dal dorso della Falte-
rooa sopra le sorgenti del fosso omonimo si-
no alla sommità detta Stfdò de* Comi, éo&-
de si dirige a seti, passando per il poggio
Martino lungo il crine del Pian de* Fon*
tanelli, e di là sul Monie Ootsofó, ndla
cui fàccia orientale nascono le prime Sòr-
genti del Bidente del Corniolo , ineUtre
quelle delP opposta pendice Yanno a icari-
carsi nella Siete, Di là i due territorii co-
inuuilativi atlnifersando il Campo detto di
Guerra giungono sopra 1<* scaturigini del
tosso di Acquasalsa influente nel Rahhi
per passare sulla schiena dell* Alpe di S. Be-
iiejtitoc quindi arrivare sul poggio di For-
/<ig/<alo, dove sul lorr. di 7Vt>ficit/o/fO cessa
la Com. di Premilcore. Ivi sottentra quella
di Portico, con la quale la uostra prosegue
nella difeeiione di nMflltr. mediante il locf .
di TronealoewotkmvM attravem per enlf^w
nel fosso detto di S. Weaedetto cbo ooslà
prende il nome di Móntome e taglia b stra-
da regia Forti vme tolto l* Otteria mota.
Quindi per il rio deT Faggi sale tnl monte
Mb Pimmat donde per le peata dett A-
driasm sab alb Cadmia deltAefmaekaia
di Dante^ il eoi fotso tiihooU wtno aelt^
maestr. per correre conlf^ acqua di là dal
giogo di S. Bhrb dell* Eremo fiito a die al
fosso de* iioffiifi cessa il ierrilorio delb Gom.
di Portico « e viene a confine dirimpetto a
grec.-sett. qneHo delb tem Gom. t^nmesp-
penninicadi Bfamdi.— Con qocsla Taltia
di Ssn-Gbdento continua a rìhnonlare il fos-
so de^ Romiti sol poggio di Brigtenaome fio-
die alla sommità dd gingo di BAforu tn-
eontt« sulle sorgenti ddfoiso ddr^tfenM-
cfo II tfliritorio delb prima Gom. oiàappco-
nina di Dicomano. Con qomta b ndétra voi-
bndo fincb da tett. a pon. scende ndb Vd.
di-Sfieve da primo mediante il fosso detl*^!.
heraeeiò, poi per termini arttfiobli trapos.
sando i conirafllbrti di queir Appennino pi^
entrare nel forno della MergoUa, mense dd
quale i due territor) camminaDO di conser-
va pe^ citta un migl. e meno; quindi vd-
landò b fronte ii sett. si dìHgono sol torr.
Coretla che poscia attraversano aaeno mi-
glio wopn h sua cofluenia nel torr. DieOm
ina/io,aldi là del quale ripiegando la fron-
te a pou. e quindi a lib. tagliano la stnnU
rtgia Forlivese e trapassano il torr. Pico-
ma 'io sotto la confluenza del Corrila. IXt
cotesto punto le due Comunità sì avviano ver-
so lev.-scir. sopra i poggi che ftancheggiaooa
<»itro la vallccola del Lorr. Godendo, Hodic
SANG SAN6 6S
aopotmv«Mfl#i«»vmiilo«uipo9giiiié^ ditti «ir AH. FAL-nuioirA, appartenere quel
nmi foUentra dirirapetto ■ ostro la Com. ^i terreno nelki massima pirle alle rocce slra-
IìukJsi. Con quest'ultima faltra di San-Go- tifermi secondarie di ^rès antico {macigno)
^jtfOZD saie il fianco 4>ccidmitale del monte di argilla scbistosit ( bitciafo) e di calcarea
il Falierona fino alla sua sommità. Coslas- appenninica {alberese e pietra colombina);
A Tiene a confine ^ territorio della Com. ed aggiunsi che dove abbonda Vargilh sebi-
IMendneie dìSlia, e ^lopo due terzi di migl. ttOM^ taWottil pregna di ferro e di ^angane-
f mIIo dell'altri di PfBtovecchio, con le qua- seotsidati, i?i accadono con più frequenza
i k qottni^if impttlo a ostro arHTti al So- ì cAsi di smoUe di terreno, siccome aTven-
dodéVonti^tàoye 4opo m^zzp migL di Cam- nero quelli del maggio 1 335, del mese me^
biDO lungo la strada pedonale ritrova dal desimo negli anni i4i(i, e 1827 sul fiancd
bto di ìer. sopra le sorgenti del fosso Fai- occidentale della tallerona comprese naHft
lerofM la <}offl. di Premi Icore. Comuniìk d\ San-Godento.
n monte jiiù 'elevato d( cotesto territorio Fra i prodotti principali di suolo questa
Iniseaibn quello d^l Sbdo <W Conti zht Comunità abbonda di boschi di fiiggii di
è poche ìiraecia inferiore alla prossima ci- selve di castagni e d| praterie natumG. Dd
ina delta Faltevtma , la cai altetza calcolata primi ritrae molto carbone che recasi a Pi-
ffai*. P. loghirami fu trovata di br. a8a5,^ ramp| dalle seconde molte castagne «he for-
sopìra il livello del mare Rfetliterraneo. ntscono nella puleuta il mne giornaliero
, L*aita DHMUooiitàè quella ohe aerte di aUa nUg^ior^paFte di quegli abitanti', rapn-
laroo fra la montagna di S.^jvoU^oco e 1* Al- tre le praterie naturali sommiitilMraho alF-
ytàì ^. Benedetto denominata le Fraia^ nienlo a mandre nlr-peciore,' ìe' quali pro-
per dove passa la nuova strada regia Ferii- ducono molti agnelli, hna, «ado «e. Anche
fcse.^-Ek» è br. 1674,5 sopra ti mare. gli animali neri formano per cotMia contrada
Fra i ma^iori corsi d* acqua che attra- nn^mo d'^mduAHa àgra^a ent vanno in-
versino o cha lambiscono i confini del lei^ nanzi i cereali. Al^juanto prfa scnrse, $eb'bé-
ploriocoaianitativodi$an-Gode«ao,sicon« ne non manchino In alcune pendici, sono
taoo, filila pi|rte transappennina, le fiomano la tigne che fomiseeno un liqtiore un pò-
luperìofi del Babbi e del Montone ; imian*- 0» aderbo allafiimigire pili*fiKol(ose. Le pian-
ti ancora che quesl* ultima acquisti cdtal te fruttifere meno onpiose <sono quelle de-
pone, cioè, nn boon migl. sopra alla con» ^H^ olivi', sebbene anch^ease frultitio eoo
fluenza del torrente il quale parsimonia ne* valloni difesi 'dai vénti set-
mmhmi. là Moyra San-Ben^detU» j^^'"" "" * """• """^ "*'""^ "' '^^
Che ti chiama AcOuacheta suso^a^nt9 ^^ ^ ^^ ^ *s ^^^ •• 2 t
r^i ' j'.^ii- -^ ^^ k I Is - wdn VI sono mercati settimanali, e sole
«e « *«.//« gm nd basso Uuo. ^^ ^^^ ^ ^^^^^ 3^^ ,. ^„'„^ ^
Dal a parte poi cisappennina il otaggiora ^5 lugKo •« nel a9 nov.» xAttt una destì*-
eono d* ao(|na consiste nel lonr. di S^ Bo^ Asia al bestfame vaoomo 'die si tiene of
deA4o, il quale attraversa per lungo Iragitv Prati ntlia sommith'deiri#/;»è éi ^hJff^
io il territorio di questa Gomnmtà sceBdenv déh»o, la quale halnogò neit* ifttimo lunedì
do dalla schiena della Falterona vokaa ma»- di agosto. Cètesta fiera annuale rìlorirò th
str. iinehè il torr., stesso fiunto al confine rigore dopo efae il Grranddcaa Leopoldo I con
della stessa Gomiinitì cambia il sue noma •motuproprio del 0 seCt. 1769 permise che
con quello vicino .del. teintcrio comunità- ibsse rimana in 4mo Tantica ifiera dei bHTiaL
tivo di /^/coivfaito. mi nel aolita poAo delibi 'Fifrinoiie^/^ossik
Fra )e strade rotabili non si oantain qo^- ìM Protoni della Badia 'di 9. Gaudebzfò sdi
sta Comunità che laftgia Forlì vcae« la quale, ^ogo di quell* Alpe.dl qual motuproprio fd
aparUredairalbefgDdelCa«^/iiVc,perdQf^ eontempoi-anee a q^iello relativo afla éoA»
ce «ncliuazioine iìel^936 fu Iraeoialasul fia»- aervaaione e riproduzione delle macchie di
cp ^ridioiiale dell'Alpe di San Godenao. fàggio nel orine e dentro il miglio dalli
Rispetto alla slrulMira gfngiaoatica, già aoaimHli del nostro Appennino.
▼ . V.
70 SANH SANM
Bsixi CoMsnio Dux Sic Fuumocvf acto Pistoni» UoTaodon bcnigliaU fin il PM^*®
PffBciTua nr Oamoui Ocroa amu libemle e quello Medioao, la fiaiooe ramim-
ene rmoGUL «Hc KORiTumcoTUM FUI nn^saA Uca ti mttàoàò più potente e più fenilica-
QoAmToAvreusTiROHASTBRtiBuaAinnsniMT. ti va cbe mai oqi penegaitare i tegoact del
partito ocKitrarìo tanto in città come ne^ca-
Più moderaa è la lapida posU dal March, stelli di Garinana, di Cotigliano, ecc.— Ma
Massimo D'Azelio sul muro esterno della appena salito sul trono di Palazao Tcccbìo U
pieve dì Gavinana alla memoria di Franca duca Cosimo, appena diiGitti i capi fooni-
SCO Ferrucci ivi sepolto con l'ultima spe» sciti di Montemorlo, riesci a questo arguto
nnza dalla Rep. fiorentina. principe di trovare motto da piegare gli aai-
La Terra di San-Marcello, disse il capi- mi«e ridurre Pistoia ed il suo terrìlorìo a
tano Domenico Cini nel MS. citato, era stato tnnqniUo mediante tm goverDO mili- j
cinta intomo di mura con 5 porte, ponti tare. Allora fn posto an fiirte freno ad ogni
levato) e duemunitissìme fortezie, una delle sorla di facinorosi privandoli d* ogni impie-
qoali (la torre campanaria) situata nel oen- go pubblico, togliendo alle Comunità T an-
tro del primo cerchio, e T altra nella som- ministnoione delle loro entrate, e spogliati»
mila del monte detto del Cerreto^ della qn»- do di ogni sorta d* arme le case de* cittadi»
le esistono tuttora poche sustruzioni. ni, contadini e terrasxani. Cotesto tistenn
Ma sebbene si nomini ora in San-Mar- infatti giovò a tenere (erme e fedeli al go-
ccilo la Porta delie Fornace^ la Foriti Ar^ verno di Cosimo e a quello dei di lui sutv
sa e la Porta riti, per vero dire non re- cessori le popolaxioni di tutto il dominio
stano nella Terra di San-Marcello indili di pistoiese.
porle né di mora castellane , tanto più che San-Maroello ottenne il benefiiio del mer»
gli statuti comunitativi, e le memorie stori- cato settimanale dal Granduca Cosimo Ilf
che pislojesi non rammentano, eh* io sap- nelPanno 1719 secondo il Fioravanti, e
pia, rispetto a San-Marcello altro fortilizio forse tre anni innanzi secondo il capitan
Àiori di quello della torre campanaria &b- Cini, mentre dalla dinastia attuale tutti i
bricata di grosse pietre conce , e aumentata paesi della fliontagna superiore pisl<^ese ri-
sulla fine del secolo XVI nella parte supe- portarono un immenso benefizio dalla sin-
riore di' un piano con cupolino di mnro in- da regia Modanese ordinata nel 1766 dal
tonacalo di calcina. Granduca Leopoldo I sotto hi direzione del
Che se i Sanmarcellesi indicano al fore- Pad. Xifnenes, la quale costò Ui vistosa som-
stiero alcuni muri di case antiche stati arai ma di a,67a,S9S di lire toscane. -* FW.
dalle guerre avute , si rammentino che gì* tjirt, Fmbusi, Voi. Il pag. 947.
incendj innanzi U visita del Ferrucci fu- La pieve prepositura di San-Maredlo è
rono assai frequenti nella loro contrada , a un solo corpo con fiiociata di pietre conce
tostochè per asserto degl* istorici pislojesi fra tronca però dal lato sinistro a cagione della
il 1499 e l'agosto delPanno i5o2 nel so- sua torre campanaria che ivi si alza por ca-
lo contado intorno a Pistoja i fiiziosi arse- sa di pietre squadrate fino al piano delle casa-
ro più di i6oo abitazioni.— ^ed. tJrt, pane. Essa era di proprietà delUi casa l^n-
PitTojA. ciatichi patrona della pieve.
La. morte della repubblica fiorentina fn La prepositun di San*BCarcello fti ridotta
vita peri Pislojesi ghibellini, amici per con- alla grandezza attuale mezzo secolo prima
seguenza dei magnati e di coloro special- che si fabbricasse la parte superiore del suo
mente che consideravano la casa de* Me» campanile.
dici qual talismano della loro prosperità ; Aveva allora nove altari, i quali alPepo-
sicchè ad onta che i fiiutori di Leone X a- ca del famoso sinodo di Pistoja furono ri •
vesserò fiitto scolpire a spese delle Comunità dotti ad uno solo, V alUr maggiore; e fa qne-
della Montagna 1* arme grandiosa sopra un sta di San-Marcello la prima dùesa della
bellissimo giogo da bovi, eglino tennero di diocesi pietojese che adottasse la riforma del
buona fede quel giogo con tale gradimento vescovo Scipione Ricci , aotto il cui regime
«la ripetere col salmista: /«ftf'n meum sua' nel 1788 venne ridotta internamente nel
Ve. Tale fo riguardato pure da cotesti popoli modo indicalo. Li qual cosa è anco nm-
il giogo di Clemente VII e del duca AWssan- mentala da una iscrizione in manno posta
dro; alla morte di quest'ultimo nella città di nel suo vestibulo cbe dice :
SANM
D. O. H.
Qtoofe * Rnn * Lbotoiai * Avnwum
H. £. Duatt * Fatou'
SoflOniI * DB * RlCOll • POMTlFIQi * PVT* IT
PlUTIM.
Stvmo ' VmLAKTU * TVnnxnt * VtivflTATB
LAMTAeniM * n * NoBajouM • Fouum * Ri-
SANM
71
Fmvft * Cm - Fbadoutoi * P. Q. Muìbml*
hu ' Qdah * Damkvuu * bit * Dm * Paira
JuuM* Ani. 1 788 * PBrAtit * àc ^ R«.WKwm
PP.
Vi è nel paese U tndisioiiey nu prì?» di
prote jiIfficifnCi a diiMOftrire che ki pieve
più loUca di San-Bbiroello eiiiteiw nel po^
fio superiore dei Centto^ alquanto più bat»
«delle lOTine di una rooea, per coi ticrede
cbeprendene il irocabolodi Sanii^Chiesori,
n proposto di San-Mareello è ano de* tì»
ctfii foranei del diooetaoo, che abbraccia
leoti popoli della MonlaipM, ma b foa pie*
leDonaveraper sofìcunale altroché la par-
roocbia dì S. Biagio a MammianOy innanzi
cbe questa ft>sse eretta in battcaimale.
U monastero di S. Caterina sotto la re^
fob di S. Domenico esistente in San^Mar-
eello ebbe il suo principio da alcune tenia-
rie nel iSSi, era ridotto a clausura nel
1O53. Attualmente è convertito con rendi-
ta fissa in consenratorìo, dove si accettano
uncinile educande con 1* obbligo a quelle
oblate d* istruire nei lavori donneschi e nei
doveri religiosi le fanciulle del paese cbe vi
si recano a scuola.
Inoltre è stata aperta in San-Marcello nel
dì it marzo del 1841 una cassa di rispar-
mio affiliata a quella di Firenie , la quale
proporzionatamente alla popolazione può
dirsi copiosa anziché nò di depositi, oomec-
ohe la maggior parte di essi non spettino
alla classe del popolo indigeno , sibbene a
quella degli operanti forestieri impiegati nei
due grandiosi stabilimenti , cartario e dei
panni feltri^ eretti dai signori Gni, a lev,
e a mastr. di San*BlIarcello. — Fed, VJri.
seguente,
ÌHÌ prospetto dei depositi e delle restitu-
zioni (atte dalla cassa di rispiarmo dì San*
Marcello apparisce cbe nel corso di mesi 9
e giorni ao (dalPi 1 marzo a tutto dicembre
del 1841) vi furono depositati da a85 indi-
vidui 1990 fiorini, pari a lire toscane 33 16«
soldi 1 3 e denari 4, non compresi fiorini
Il 1,60 di frutti; mentre furono restituiti
fiorini 629,95, pari a lire 1049 toscane.
MtOriMBlfTO della Popolatione della Tehmj dì Sak-Mmcmiio
a quattro epoche diverse ^ divisa per famiglie.
ìmwo
mase.
femm.
i55i
1745
i833
1840
119
ao9
ao6
8a
198
aoi
APULTI
mase, femm.
19»
i53
180
COaitJOATl
dei
due sessi
ao4
189
i59
198
346
334
■GCLniAn'.
dei
due sessi
37
34
34
Numero
delle
famiglie
ao3
i5i
184
195
Totalità
della
Popolai,
961
781
1129
1114
Comanità di San-Marcello» — - Il terri-
torio di questa G>moniti occupa una super-
ficedi a5o34 quadr. dei quali quadr. $71
ipettano a corsi d* acqua ed a pubbliche
itradc. ^— Hd t833 la stessa superficie era
abitata da 48o5 persone, a ragione di quasi
i58 individue per ogni migl. quadr. lo->
Kaao dì sudo imponibile.
Confina con tre Comunità del Grandu-
cato, e mediante la giogana delPAppennino
sì tocca con il territorio bolognese dello
Slato pontifìcio e con quello del ducato di
Modena.
Dirimpetto a grcc. fronteggia con il lei^
ri torio della Legazione bolognese, a prtire
dalla sponda australe del ^igo Scaf aiolo
73 SANM SANM
pres9o.il Como alle Scale, luogo appellato Lìmefire^ ^erdioMa e P^àiaia atmloM
il Patto della CtUanca^ dou de si dirìge so- pre ddl lato di poa. il terrilcirìo ddh Gm
pn le prime fonti del torr. Perdiana, e pat- di Piteglio , da primo mediante la Limi
sa sul giogo del munte iìfWOccelliera^ nel poscia rimontando il rio della TorUtt^
cui fianco meridionale nascono i torr. Ot" de* suoi cnnHuenti a destra, fnlniik h
tigna e SH.iresca, Al fosso del Laghetto^ Gom. salgono sul poggio eh' è diriaptfii
uno dei più alti confluenti deìVOrsigna^ il quello di Liuano, quindi per temati m
lerrilorio comunitativo di Sem-Marcello Irò- ficiali giungono alle sorgenii del rio iAè
va la prima Comunità granducale della Pòrta yo, dove cessa la Gom. di Piteglio e wMÈ
al Borgo di Pisloja, di conserva alla quale quella di Cntigliano, Con qucst* ohisi I
piegando da grec. verso lev. scende la mou- allra di Sin-Marcello rìicende di firoriil
Cagna per meno del fosso del Laghetto fmo maestr. nella Lima che attrafens sipa*^
9\V0rslgna che presto lascia a lev. onde in- sl>occo in essa del torr. ^olaia per pa^
camminarsi sul conlrafS^rte del monte érro#- lire di conserva con I* altra Gomnifli
to che diramasi dall'Appennino delTI/cee/- sprone che scende a destra di quel nT
iiera avanzandosi fra i valloni deWOrtigna (UUa cima dell' Appennino dove sui
e della Sfaretea : nel quale ultimo torr. s* eniramhe presso il Lago Sc^fafeb,h
introduce uno de' suoi tributari superiori, il testa sommità il territorio di SanJhi!
fosso del Ronco , che il territorio comuni- trova quello del ducato di Modena, sii
tativo di San-Man-ello attraversa per salire le fnmleggia per cirto cammino dirifl
sulle spalle del monte Crocicchio, Gistassù a sett.-grcc. lambendo lagrooilaosoi^
piegando a ostro e poi a lev. |>ercorre quel del isngo Srafafolo, oltrepassala h
vallone per andare incontro al rio Sirob- al Passo della Calaaea ritrova il la
Aio, col quale ritorna sul ponte della Ma- bologn«^se.
resca nella strada regia Motlanese poco lungi Fra i maggiori corsi d' acqua ebe
dalle ferriere di Maleonsiglio.Dì là per l'o- no o die rasentano i ooafmi del la
steria del. Ponte Peiri i due terrilorii diri- di San-Marcello si ooatano, a lev. pa
gendoii a lev. entrano col torr. dforexca nel ve corso il Reno, ed a pon. per pikMj
fi. Reno dove la nostra GomunitÀ formando cammino la Lima , mentre hanno erin
un angolo acuto rimonta per breve tragitto percorrono costantemente dentio lo ■
verso osi ro-I ih. P alveo del Reno sempre di territorio il lorr. Maretca trìbularis
fronte a quella delU Porta al Borgo, con la Reno, il Lime tf re w lev. del capoliwfl
quale p;issa alla destra deìlustnid» regi» Mo- precifàt <s.i f^rrdi tna e la f^tdatn i
danese* per salire sul poggio del Pian d'OU seti. , tu. li e tre influenti come dissi *
mo che trova al suo pon.-lib. e proseguen- fiumana dellii L'ma.
do per monte Ghelardi giunge su quelli Le più elevati* montuosità di qncfli]
della Capanna di Ferro e del Bagno, che ritorio sono; i.® il Corno aile Se '^
testano a seti, del monte Piastrafo, cui altezza fu trovata dal P. Ingbir
In cotesta sommità, snilecui spalle ha br. 4 3aa, 5 superiore al livello dà a
origine il fiome Reno, cessa la Gomunità diterrano; a.® i7 Cupolino presto ii^
della Porla al Borgo e sottentra a confine iSc<r^a/Wo dell* altezu di br. 3 166^
quella di Piteglio, con la quiile la nostra il monte del lT/cce//f era di br. 3079^
percorre nella direzione di scir. a maestro la quello del Crocicchio di br. «33eJ|
criniera de'poggi che separano le acque tran- e \.\ sommità della Croce ai i9oaÌ€m
aappennine fluenti nel Reno da quelle ci- 18:11,1 sopra il livello del mftfe.
S:ipfienuine che scolano nella Lima, finché i Innanzi il 1 766 la Gomunità dìSafrl
due terrilorii giunti sulla Croce al 9tonte^ cello non aveva strade rot.ibilì, roenlif
che para il vento di lib. a Sii n -Marcello , gidi oltre la strada regia Hodanetr.o^
scendono pel rio Pagmw nel vallone del dal Griiiuluca Leo|)oldo I, ne conta pif
lorr. Limeftre, lungo la ri(M sinistra del non nieJio di quattro, onlinate dal Grflf
qinle le due Gomunità animano nella fin- ci 14*0110^10 II, o da Ferdinando tlLj
iii.iiia dell.1 Lin:H. .Alluni la nostra \ oliando di qufsle stufasi d.illa regia predetta^
tlire7.ioiie da |Mm. » grec. rimonta la Lima sommità del monte ileirO/nto, che Cl|
|aT il tr.tgitto di cirr.i Ire migl., nella qiial re quasi pianeggiando fra ombrosi 8
lri\f'rs.i aiTo^lii* djlla parte di lev. ì torr. gncli :il castello di Gavioaiia. Di <
SAMM SAN» 73
pitie SII lecoodo tronoo di sinà» comuni- L*anno 174) 1* iagegnere Lorenese Già-
tatifa rotabile per icendere nella, regi» Mo- doi, d* ordine del conte di Richecoiirt, al-
«kaeie al ponte alla Ragnafa^ mezio miglio lora capo della Reggenza lasciata in Toscana
ìnoaDxi di arrifare a San-Marcello, dal Granduca Francesco II e primo I raperà -
Sbocca poi ralla strada regia fra il Cast, tore di questo nome , fece aprire quasi |)cr
ài Mammiano e la Lima la nuova strada 1* antica traccia una strada che da Pistoja
prorittctale di FeKia, che entra nel terrìto- condacesse nel ducato modanese della lar-
rio di San-ìlaroello di Ik dal bel ponte di ghezza di braccia 4 | alquanto ripida ed
pietra che cafalca il torr. Linuttre presso in conseguenza non carreggiabile,
le lerrìere di Mammiano. La quarta strada Finalmente nel 1766 si trattò di aprirne
oofflonitativa rotabile parte dalla regia Ilio- nna piil docile con ampia carreggiata e ren-
dioese salla destra della Lima per attrareiw derla postale fino ai confini del ducato di
urla sul noofo ponte di Lizzano avviandosi Modena, mentre dal canto suo quel Duca
s qacst* ultimo paese. deliberò di £ire altrettanto. — Questa bella
Le altre strade comnnitatite, o sono per strada in<i fu corredata di solidi e niagni*
breve cammino rotabili o totalmente pedo- fici ponti, di colonnini migliari, di comode
nalie mulattiere. Tale è quella più antica fabbriche per alberghi e per le poste de^ca-
tnociata, o riapeila fino dal laaS per la valli. Lo che fa eseguito sotto il regno di
Montagna pistojese, varcando il torr. ^er- Pietro Leopoldo e la direzione dell* Ab. Leo-
diiuia sopra il solido ponte che lo cavalca nardo Ximenes, nel tempo che ne sorve*
preso il suo sbocco nella Lima, la qual via glia va i lavori 1* ingegnere de* capitani di
coaduoeva pel Frignano a Modena nel modo Parte Anastasio Ànastagi. L'opera fu conti-
descritto in ana convenzione stabilita in nuata e compita nel giro di circa dieci an*
detto anno nell* ospedaletto di Val-dULa- ni, ed il bel ponte sulla Lima fa aperto nel-
maiafra i Modanesi ed i Pistoiesi e ri por- Tanno 1772.
tata dal Muratori {AtU, Maà. Ae^i^ T. IV.) Gotesta via inoltre io credo che passi in
Questa strada maesira fu in qualche mo- mezzo al campo (atale dove Gitilina ribella-
dorestanrata nel 1698 sotto il Grranduca tosi ai consoli di Roma con tutto il suo eser-
Gofimo in che fece ri^re il ponte sulla ^<;r- cito lasciò la vita. — Molti furono gli scrit-
Hana cestente tuttora con, un* iscrizione in tori che in più tempi ed in più luoghi con
■unno che leggesi in una sua spalletta, men- Sallustio alU mano ricercarono dove mai
tre dal canto avo il governo di Modena rese poteva essere quel campo di battaglia; m.i ,
carrozzabile il tronco da Modena a Paulle e se io non m* inganno a partito , altra loca-
di là finalmente sino allo spedaletto di Fa- lità più confàoente alle parole dello storico
nano in f^ai-di'Lamuta, romano mi si presenta fuori di quella che
Nel i73a fa a tal uopo d«l Granduca all'occhio del passeggero offre la strada re-
Gian-Gastose spedito sulla Montagna pisto- già modanese lungo il vallone della 9fa^
\ae V ingegnere Gio. Maria Fantasia che retea, dov* è la ferriera di Mal Contiglio^
tnociò la strada progettata, la quale fu resa fra Ponte-Petri ed il poggio del BardeU
rotabile da Fistoja a Capo di Strada ; per il /ote, vallone circoscritto dal lato di sett.
restante fa fiitU mulattiera. Essa sulPOm- dai monti del Crocicchio e dell* Orsigna^
brone paswva dal Ponte a Beriguardo per e dalla parte di ostro da quelli della Ca-
salire P Bria miauta sino al primo ponte panna di Ferro e del Bagno, — Termi-
sul Beno , di là alle Panche , a Ponte-Pe- na quel piano, scriveva Sallustio, da mano
lri,a Slareeeaf Ca^inana e San-MarceU manca nei monti , mentre dal lato destro
lo\ quindi girando intorno al poggio del è impedito da una montagna discoscesa.
Giudeo, o«ia del Cerreto, scendeva al ponte Lochè avvenne a Gatilina dopo essere pe-
mio*fo della rerdiana, volgarmente appel- netrato col suo esercito dal territorio fieso-
bto di Pioreneola^ e con due voltate av- lano nel pistojese, in una età, nella quale
Tìjvasi pel Piano del Fonie ^eaoL^ncisa non era stabilita ancora dai Triumviri la
osteggiando il monte fra Listano ed /in- colonia fiorentina che tolse ai Fiesolani gran
dk per V Attopasso f finché giungeva sul parte del loro territorio. Fu allora che Q.
van:o deir Appennino detto JieWAlpe alla Metello Celere, comandante dì un eserci-
Croee presso VAc^aa Marcia al confine to rumano, essentlo venuto in chiaro della
della Comunità di Gutìgli mo. via che quel ribelle teneTap scese pronta-
V. V. IO
74 SANH SANH
nente con le sne tre legioni (l»U*AppenniDo oompatta cbe cavasi dati* Appennino «li B(v
modanete verso quei monti » donde Calili» aoo-Luugo, o deir^^ftefone. Per tntto altrove
uà doveva passare innanzi di sboccare nella scendendo dati* opposta pendice del monte
Gallia Togata^ mentre dalla parte di To- dell* Oppio che acquapende nella Lima ri-
acana, dal console G. Antonio per vie meno comparisce il macigno altemanle con lo
discoscese neiragro slesso pistojese con pò- scbisto marnoso e con strati di pietra Ibrte
derosa oste veniva inseguito. In lai guisa Ca- ( arenaria calcare ) non solaraenfe nel vai-
tilina trovandosi rinchiuso fra ì monti che Ione del Limestre, ma in quello settentrio-
•veva di fianco, e incalzato di fronte e alle naie della Perdiana fino alla sommiti dei-
spalle da forze poderose in guisa che chiù- TAppennino ^ sul Corno alle Scale. — La
devano a lui la strada della Gallia e quella qualità poi del macigno varia in grossezza
della Toscana , gli fu gioco fòrza schierare di elementi, poiché vi si trova TarcuarU di
it suo esercito in quel piano per tentare V grana fina e ricco , di mica , rassomiglianre
oltima fortuna. Fu pertanto, io faccio il con> per i lavori di quadro alla pietra ficsolaiM ^
lo, costà fira r 1 1 .^ ed il i3.^ miglio sopra mentre non molto lungi da quella sino alU
Pisloja, lungo la strada regia Modauese, cima dell* Appennino la stessa qualità di
dove disperatamente, neU*anno 691 di Ro- pietra contiene de* frammenti smussati di
ma e 6ft iananzi 1* Era cristiana , accadde altre rocce, e talvolta de* resti di vegelabifi
la sanguinosa strage descritta da Sallustio, carbonizzati. La potenza de* suoi stnlf al
Bella quale fii poi ritrovato nel mezzo de* pari dell* inclinazione e direzione loro varia
nemici cadaveri U corpo di Catilina ancora da 4 aoìdi fino a 5 e 6 braccia. — Feraltio
palpitante , e cbe spillava nel volto U prisca sul fianco de*sproni deirAppenninodel Cor»
ferocia. no aiie Scah^ rimontando il torr. f^trdia»
Rispetto poi alta fisica struttura del ter» fia, si riafiàccia la calcarea compatta di co>
rìtorio oomunilativo di San-MaroelTo posto fora plumbeo, attraversata da filoni di spa-
neirAppenmoo fra i due mari (Adriatico e to candido, alternante talvolta con stralerel-
Mediterraneo), quella de* conlnìforti acqua- li di schisto marnoso, o 5ixcia/o, i qvali
pendenti nel Reno bolognese , appartiene ultimi aumentano e quasi soli si afibocàmoo
quasi esclusivamente a rocce dì macigno, di quanto pib uno , passando sopra al paese di
pietra forte e di scbisto marnoso , ossia hi» Lizzano, si avvicina al torr. Isolata. La qoal
seiafo. Sono in strati più o meno polenti , cosa assai chiaramente si manifesta nel tu<K
alternanti fra loro, e che variano assai d*in- go denominato le Lame di Lizzano^ il cui
dinazione , giacché nella pendenza di uno paese per lo scoscendimento di quel p^gio
stesso poggio s'incontrano perfino quattro in gran parte franò nel genn. del 1814. —
inclinazioni diverse delle rocce medesime, f^ed, Luiuiio.
Anche il Pad. Pini nel suo viaggio geologico Rispetto ai prodotli agrari di questa co-
di Modena e della Toscana (Lett. 9 ji) ebbe munita , essi sono limitati piuttosto che va-
oecisìone di osservare a non molta distanza nati di qualità; tostoché le viti, se vegetano,
da San-Marcello una sìngolara stratificazio- non vi maturano i loro grappoli , meno io
ne con doppia inclinazione, che una quasi alcune poche e meglio difese esposizioni dei
orizsontale e l'altra quasi verticale, caso monti, dove alligna alUccsì qualche pianla
che incontrasi frequente fra Bosaolungo e 1* di olivo. Non vi abbondano tampoco come
Ombrone per la strada regia Modanase. potrebbero i gelsi |»er estendere costà l'edu-
Ma dal poggio del ^aAÌe//ofte salendo per cazione de* filugelli. Più frequenti sono i
la strada medesima verso il vasco del mon-> campi di ceceali , di patate, di |»ante ftac-
te dell'Oppio, varco che divide le acque dei celline e filamentose; ma la risorsa terrìto-
due mari , si perdono le rocce di macigno» riale maggiore sta nei castagni , nei prati e
quelle di pietra forte e di schisto marnoso e nei boschi , i quali ultimi sebbene vadano
si afiàcciano invece strati potenti di calcarea diminuendo forniscono legname da fuoco e
compatta, o alberete^ di cui si trovano a- da lavoro oltre l'alimento che trovano nelle
perte grandi cave sulla destra di chi sale, ghiande gli animali neri, mentre i castagni
non tanto per lame calcina, ma per rifiori- danno col loro fruito il pane quasi qiioti-
re con quella pietre la strada regia, a partire diano a quei montaguuoli, e molto carbone
dal piano del Reno sino al Ponte a Sesta jo- alla città,
ne , di sopra al quale s' impiega la calcarea Una delle foreste più cospicue di questa
SANM SANM 75
nronU^na è la bandita delle RR. Possessio- beri , campi , case e perfino spaziose selve ,
ni del Teso^ una parte della quale è destina- cotinto furore resti in qualche modo ricom-
U fier la nizza dei cavalli e Taltraper le pe- pensiito dal servigio che quello acque meno
onrc* merine spagnole , mentre i poggi supc- furibonde st^gliouo prestare nella loro pen^
liorì fono ritlotti a foresta per impedire il denza alle mnlina, alle cartiere, alle ferriere,
dìsccksreadimento de* terreni e lasciare un efi al graudioso edifìzio inalziito di corto sul
vasto manto contro le burrasche ed i venti torr. Limestre per i panni feltri,
alle pasture inferiori. Oltre di ciò nel così Gio. e Cosimo Cini tengono in San-Mar-
detto Monte Grosso è stata fatta di recente cello tutto ciò che riguarda 1* ammini^tra-
«na piantagione di Larici (circa 4000) tutti zionc della fabbrica della carta, e di (|uel1a
■cstt «la 7 anni in qua per esperìmentare de* panni feltri, non meno che i magazzini
te per mezzo di questa specie di legname si di generi necessari per tali manifatture. Co-
patera rivestire quella gmnde superfìcie di testi generi dovendo ivi subire alcune delle
■onte spogliato. prime operazioni nea'ssarie a mettergli in
Li qual piantagione avendo ottenuto un opera, danno lavoro giornalmente a circa
fclice resultato ha fatto si che nel presente un* ottantina di persone , compresi gì* im-
anno 1843 si sono cominciate semente in piegnti di quello scriltojo.
^aS'le di detti Larici. La fabbrica della carta si trova alla di-
Le bandite del Teso e del Blefo sono stanza di due miglia prt-sso il ponte alla
Buoile alla reale foresta di Boscoiungo^ os- Lima e sulla destra della fiumana nella Co-
Ai deir^&rfone, entrambe nella Comunità munita di Piteglio, dov*è stita descritta.
AQiligliano. Dopo Pepocaincui fu starnutato 1* articolo
la bandita del Teso, posta nel popolo che ad essa referisce, colest*etlirizio ha ricc"-
Mia Bfaresca, confina a lev. con la foresta vuto importanti aggiunte, fra le quali è da
IrirOrsigna compresa nella Comunit.'i ilei- notarsi principlmente quella di 8 cilindri
li Sambuca, ed a pon. con la foresta Sian- da tritare gli stracci, e due da lavargli. Per
inmini dei fratelli Vivarelli-Colonna. modo che con la cilindri e due macchine
Quest'ultima che trovasi fra il Corno alle da carta continua si è formala in questo
Sale e la banditi del 7'eTo, 1» quale spetta genere una delle manifatture m:iggiori di
dlrrrìtorio comunilativo di Siin-Marcello, qu;inte altre se ne conoscono ora neiritalia.
è Tfitita di boschi di Cerri, di faggi e di Abitano allesso in questa fabbrica 240
tnpiose pisture nel popolo essa pure della individui, oltre i 20 ai 3o che vi vengono
lirpsca. a lavorare <li fuori.
^'^ parlo della piante di meli, di noci , L' edifìzio tìv!* panni feltri è situato presso
notrioli, e ciliegi frequenti nella Montagna il ponte del /Si melare, circa un miglio a scir.
(■islirjts, che forniscono frutti serotini sapo- di S;in-Marrello. Ivi esistevano delle cartiere
■itisimi; né faccio parola delle fragranti fra- incominciate ad erigere dni Cini nel 1809
H'Kd^'i l-*mponi e delle copiose raccolte dì e quindi successivamente ampliate , sempre
Xtimi funghi. Passo in silenzio le delicatis* però secondo 1* antico sistema della fabbri-
■of trote, che si pescano nella Lima, e nel cazione a mano.
SijuJTioe [.-er dire che nelle pnterie nalu- Nel 1841 si sparse per l'Europa la fama
bS di totesta porzione di Appennino tro- di un nuovo ritrovato, mediante il quale
ii»»cnpin$fi alimento neirestate e nei pri- si può formare il p:iiino senza esservi duo|x>
■i mesi di autunno le mandre recitici dalle di filare e tessere la lana, e che perciò appel-
XiRmroe toscane unitamente a molti ahi- lasi panno /è//ro. ICini mossi <lal dfsiderio
Uotì rbe vi ritornano col Inerito s:ilario. di giovare per (pianto |)Olev»iio al progresso
industrie manifatturiere. — Ma ciò dell* industria toscana , entrarono in trat-
ti* nega il terreno vien pnicnnilo dalPin- tato con gP inventori delle macchine che
^ria manifatturiera , la quale riceve vita servono a tal»* oggetto, e mercè una società,
^le acque fierenni de' suoi torrenti e fiu- riuniti i forti capitali necessari, stabiliremo
*««. Che se i <y>r5Ì d'acqua che altraver- Tacquisto di esse macchine e di quanl' altro
*M i valloni della Crjmunità di Saii-Mar- fosse slato opportuno per montare una gran
^^, stante 1* impeto della loro discesi , se fabbrica di (tanni secondo il nuovo sistema.
Tniiiiiledei terreni che attraversano in temfù E poiché le cartiere suddette del fJmestre
i, sono capaci di trascinare seco al- rimanevano di gran lunga inferiori i>er qua-
76 SANH SANM
lilà e quanIìU di prodotto a qneUa più no si prepaimo parecchie pene*
moderna della Lima, stabilirono di togliejre per la varietà e rìcckezza dei disegni» e per
di là la fabbricazione della caria a mano la ? ivacità e solidità dei colori che tono §a-
per coavertirne il locale ali' uso della nao- rantìti contro qualunque latatora. — Inéne
Ta à%^ panni Jelt ri, una gran calda ja a vapore , munita di n»
A ciò lare sono abbisognate lunghe ed cammino alto 5o braccia, è costmita topn
ardite coslruzioni , fra le quali è da notarsi un nuovo sistema, mediante il quale Tacqui
la seguente. L* acqua del Limesire essendo costretta a girarvi dentro continuamente pse-
Dell* estate in piccola quantità fu pensato senta alla sorgente calorifica una nuova su-
che per trarne ì\ maggioi profitto possibile perfide, somministrando nei varj punti della
non dovevasi perdere nulla della straordi> fiibbrica la quantità di calore che in quasi
naria caduta di braccia 45 che la situazione tutte le operazioni testé accennate si richiede,
del luogo concedeva. A tale oggetto fu co- Il prodotto di questa grandiosa manifirt.
slruìto sopra 1* ultimo piano ddla fabbrica tura, ogni la ore di lavoro, fomìsDe 16 pei.
il canale che porta 1* acqua fino ad un punto le di 40 braccia di lunghezza e br. e a J
estremo , dove fra due muri che la rinchiu- a 3 di larghezza fra panno e tappeto,
dono e le sovrastano gira la più gran ruota Le persone che vi lavonno ascendono a
idraulica che, per quanto sappiamo, si trovi drcà 1 5o, ma sembra che queste tndano di
in Europa. Essa ha il diametro di braccia mano a mano aumentando.
44 1/6, ed è slata costruita tutta in ferro dal G>sì T industriosa fiimiglia Gni ha tro-
rinomato ingegnere inglese Bryan Donkint vato la maniera di ravvivare nella soa pa-
li quale ha saf^uto in celesta enorme mole tria con più eflScacia che non faceva nei ae-
rionire alla solidità una leggerezza sìngo» coli della Repubblica il lanificio a fiivoie
lare. Alla circonferenza di questa ruota tro- dei suoi concittadini, fìidli ad apprendere e
vasi un ingranaggio che trasmette il movi- ad esercitarsi senza le scuole industriali in
me nto ad altra piccola ruota dentata , dalla simili lavori.
quale per mezzo di assi e ruote e cigne si Un altro benefizio è prodotto alP indù-
coiuonica la forza motrice molto ingegnosa- stria dalle acque del torr. Limestrt^ quello
mente fino ai più lontani punti della fàb* doè di mettere in moto i magli e di dar
brica. Così vengono messe in moto le noo- vento ai mantid di tre ferriere aotlo BUain-
ve macchine, le quali, ricevuta la lana seni' miano, mentre le acqua ddla Moresca ope^
altra preparazione che la la^atora , Tanno rano lo stesso nella ferriera del Mml dmii^
da per loro sole disponendone i peli , e in- $lio presso PaUe PeUi.
crociandoli, e feltrandoli in modo da costi- La G>munità mantiene un medico cbt»
tuire in brcTC tempo una pezza di panno, rurgo, e due maestri dt scuola.
Questa viene poi sottoposta non solo alle al- Risiedono in San-Marcello un Vicario &.
tre operazioni di goalcatura e dmatura, ma ed un Cancelliere corounilativo che abbrac-
ancora a quelle di tintura, per la quale è eia anche le G>munilà di Piteglio, di Goti-
stata eretta nella manifattura stessa una tin- gliano e ddla Sambuca. *- Vi si trova pn-
toria fornita di tutti gli ajuti che la>moder- re un ingegnere di Circondano ed un nlB-
na chimica ha portato in simile ramo d*in- zio per r esazione del Registro. L« conaeiw
dustrìa. Reca compimento a tutto ciò la vazione delle Ipoteche, eid il tribunale di
stamperìa per i tappeti, dei quali ogni gior- Piìma istanza sono in Pistoja.
T7
QUADRO iella Popolaume della Comuwir^ di Sm'Mjkeiio
a quattro tpodt» diverse.
Wome
dei Luoghi
iHdelioiie
Cbfi
Itt-ai
Titolo
delle Chiese
S. Paolino, Rettorìa
S. Mjirìa Assunta, Pieve
S. Maria Assunta, Pieve
S. Biagio , Retloria
S. Marcello , Prep.
S. Grvg. Magno, Rett.
S. Maria e S. Isidoro, If] .
S. Lorenio, idem
TOTJIB . .
Diocesi
cui
appartengono
si
Il
. Jbit. if .•
Popolazione
lasio
i55i
679
i4o5
345
961
aao
36io
APPO
1745
1497
953
i36
761
192
3539
AMKO
i833
47»
661
797
335
II 99
749
383
«79
4805
MB. Dalia porr, di Prnte-Peiri rontrassegnata con V asterisco (*) nelV ulti-
9epocm eatrapam> nella Ctmunità di Porta al Borgo Ahit. if.*
. . . Ahit. if.*»
4934
971
4663
SAI-MARCO VECCHIO Fed. Mai-
«(SOVacxaiio.
SAH-MARCO (VILLA m) sulla Cascina.
^^rd. Maboo (Villa Di S.) e SoncLijtitM
[Pure dì),
Si^-M ARTICO D* AMBRA. — Fed. Am-
■a(S. MAtrmo d*).
- iiL* CAPPELLA in Versilia. — Fed.
GinnxA ( S. Maitmo alla).
'^ aCjstiguomb nel Val-d'Amo infe-
■ tSA^■nlIATO ciUà.
- aCFCIOWF Fed, Cicioai (S. Mai-
«n i in Val-di-Pesa.
~ i COJANO. — Ved, Cpiaho nella
'«Me dfl Bisenzio , e Piato Com iuta'.
- n PIANFRAKZFSF. ^ Fed, Pmk-
^\k%vLt Dfl Val-d^Aino supcriore.
- FORTEZZA DI ) in VaWi Sie %e. —
^'^- MABmo (FcaTF-zTA DI S.) e Sak-Pifxo
^- PIEVE di; nella Valle della Fiora.—
t II
I '"" df porta il \o( aLolo dilla sua «ntica
^ l^tUiH, della talvolta San-Martino a
'•H'o Peiato^ iitrlla Ceni, e rin» migl. 6
'('■Q-liK di Sorano, Giur dì Pìligliano,
**' 'li So^iina, Ccn.p. di Grr-ssito.
Msv^t K[ ra un f o|j gio rlie, sebi i ne pori i
J«^wdi Pt ggio Pelato, \ulcsi riicstilo
"'oriMtdi sumeri, t situato fra la ripa de-
BesTJBo
stra del fi. Fiore e la sinistra del toir. Fi-
liggine suo tributario, uTeiido al suo lev. il
popolo di Sovana mediante il fi. predetto,
ed a pon. quello delle Capanne di Saturnia
mediante lo sprone dei poggi che separano
la valle superiore dell* Alhegna da quella
della Fiora. — Attualmente prende il vo-
cabolo di S, Startino una vasta tenuta della
mensa vcKovile di Sovana , la quale ne rì-
chiitma probiibilmrnte alle | ossessioni di
una chiesa di S. Martino situata in Coron-
zanOy che insieme alle sue pertinenze ed en-
trate dal Pont. Niccolò li con bolla del 97
aprile 1061 fu concessa in dote al capitolo
della cattedrale di Sovana. — (Miiat. Ant.
m. Aevi, T rv.)
la parr. del villaggio di S. Martino nrl
1833 contava i68abit.
SAN-WART IKO IH S. MARIA DEii.F GRA-
ZIE. — Fed. MoATFPiLaiiio, e così di tutti
gli altri luoghi e chiese di santi cmonimi
ai vocaboli |.ro])rj.
SAN-MAIRO A SIGNA.— Terf. Moao
(Saw^ nel Val d* Arno sotto Firenze.
SAN -MF ZZANO, o SAMMEZZANO nel
Val-d'Amo sufieriore.—f'eii.IVr/.MirrAao
(S.) , a rt ttificazione del quale aggiungasi ,
che fu nelTanno i6o,5 quando il Cav. Ferdi-
nando Odoardo Ximenrs d* Aragona compio
dal Granduca Feidinnndo I la tenuta di Sam-
98 SANM SANM
mezzano <<Qa rauncssa bnndiU per 39000 «769, allonchè (u pioìbilo a diMiiiqoe dea-
scudi fiorcntiui mcdiaate contralto rogalo lio i descritti limiti di poter cicciare e pe-
dm Ser Matteo Carlini. Quindi il senatore scare senza licenza del March. Perdioai^
Eftrdi Bando Ximciu-s favoritissùno di Cosi* Xiraenes d* Araf^ona e suoi successori,
mo ITI tolse alla villa di Sammezzano Pa- SAN-MICHELE torr, nella GAmTAomàMA
s| etto che aveva di un fortilizio, e la lidas- ai.ta. — f^ed. Stagno fi. e Vjirt. weguente.
ae «4la forma del pelaszo attuale adornan- SANMICHELE (VILLA 01) nella Valle
dola di im giarduio, di viali, di statue, ecc. superiore del Serchio inGarfitgnana.^-Cat.
'fislinla ciiefu 1a linea ra.isebHe dei mar- ehe porta il nome della ava-erfppella «susta
chr.si Xìmencs d* Aragona, la tenuta diSam- eli S. Michele, la quale ha dato il Tocaholo
mezzano passò nel 1816 €»n gFisUssi titoli anco al ramo del Serchio di Minueeianoy
nei mai-cnesi Bandino e Leopoldo fratelli nd piviere, Com. e quasi on migl. a tii«e>
Piu ciatichi di Firenze nati da donna Vitto- Ar. di Fiazza e Sala» Giar. fi Gsmporfia»
ria sorella che fu deirultimo marchese FWr- no , Dioc. di Massa-Ducale ; già di Ldoì-
dinando di Tommaso Ximenes d* Aragona. Sarzana , Due. di Modena.
1 a qual bandita di Sammezzano con mo- E posto in mi colle alla di cui base ooci-
tuproprìodel Granduca Oian Gastone (a 8 lu- dentale scorre il Serchio di Ufinucdano^ o
gllui 736) e di Leopoldo I (17 agosto 1769) di S, JV/e/ie/e, il quale davanti «I pof-
Ài confermata agli «Itimi marche Ximenes |[io di Piana si marita al Serchio dì So-
e lon> eredi nei conimi seguenti: A partire maggio, che scende al suo grec. dall* Ap-
dalla giogaua del poggio della Ghirlanda pennino diSillano, mentre dà\ lato di inae-
«ipra focigìae deT ficsco^if/^Oifiano e Ca- f tro il torr. di 5» Michele^ ossia il Serckh
JtteSéy di là voltando da sett. a lev. lungo di Minucciano precipita dalle rupi mar-
i boschi della Faggeta che sono a confine moree del monte Pisanino, che oosttiuìsce
con quelli della Vallombrosa, coi quali ar- il colosso delP Alpe Apuana, donde pattt
flva Wfrk il miaiilorio delle MÉacina/e, Co- sotto il paese di Minnceia no e per H Gas.
sta ineamoftinaittdosi verso ostro scende nel Li di S, Michele a Piazza e Sala.
TaMt dove La origine il borro di Ciliana, Si fa menzione di qo^o casale io tn i-
col quale si accompagna fin dove cotesto strumento deìVArch. Arciv, di Lucea^ did-
barao interseca la steada die da Pitiana di l'anno 883, col quale Gherardo vetooro d\
VaUombroaa conduce « Reggello. Da questo detta ciltii diede io fendo a CaaiaMmdo «fi
punto atguita per poco in strada aftedesima San-Michele de* Nobili di Castel -Vecchio
fino al termine cbe guarda in lìnea retta la un casalino con de^ besii di $tio!o posti nel
y^Ula BitBuidi^ed» quella diritiaini calando luogo dì Sala e con IìmmIUi di passarti in
TecsD il principio del borro del Capamione eredità ai 9tm «liscendeoti.*- f^ed^ CéSTKV-
•oende col medesiino fino alla sua oonfluen- rMOCKio 01 Sj^j^ e Sm.a m CuiFAfiiuxA.
za nel torr. Maritiate con qiiest*ultimo ar> La cappella curata di San Michele m S^Ui
riva in Amo. Costà la tenuta di Sammez- nel i83a contava xoo abit.
xano Toltando a lefantc rimonta il fiume SAN-MICHELE o* AGUANA. -^ ^md.
fino idla foce dei borro di Ricado ^ in cui Aouaka netta VaHedeJrOmbrone pistoiese,
entra piegando a sett., verso dote quel torr. ^ a AMPilf ANA. -— f^ed. Aammuix in
ai diiride in due rami. La tenuta passando VaMi-Sicve.
nel ramo destro, rasento il podere delle «fer. .~~ ▲ BAGNAJA.— f^td. RimriyA 9ol
ré di Sfontanino per arrivare di là sulla sire- Ciavoas in Vai-Tiberina,
da che ricorre bmgo il crine dei poggio e — a BOIK^ATELLO. — ^ad. Bomu-
neroè cui arriva dove abocea TaHra via che tbllo in Val-d* Elsa.
Tiene dalla chiesa di Ceiima. Di li girando ^ l GALVOU. — f^ed, Galvou in ho-
Terso pon. la bandita entra nel torr. Chic- magna.
simorte che riamnia mai ramo suo sinistro -* a CASELLI. — l'W. CasbuiI nel Val-
onde arrivare iopra la cosi detta Cascina d* Amo su|»eiiore.
PtcMa passata la chiesa di S. Agaia ad — a CITTOJA.— TsiI. GnnoiA di Mu-
Arfnliedx lèsale sul poggio della Ghir- gel lo.
tanda dove ritrova il primo confine. — a MONTE-C ARELLL — ^cif. Mov
Tale enino i Uh m ini dellii bandita 4U Sam- Ti^UAauxi in Val-di-Sievc e così di lutti gli
■lezaano a (orma dei bando del a^ agosto *X\n luoghi.
Sancii sanbì to
SAWBinfFITELtjO. — T^. BfllftA- langr dilla p9etr di a Gemitio, colFa«»«
TEIJjO (S.) nrl Vat-d'Amo tnlèriore. gno ilt futli ì beoi attìocnt» ad etn chiaia ,
SA!?.linfrATa, SANMIUUTO e SAM- (n i lynali duf ^oJ^, • caw dooMMorii 4»
HnVUTO AL TEDESCO nel Val-d* Amo in- campagna, situale prvM» la carhonaja »
(rrìoff. — Giti nobiìe, gii Cast, poi Tnra pomerio M castello sleno di Odalberto. —
iltustre, carpolnogo di Gomitaitli e di Gior. (Jfrmor. Lmtch, Voi. IV. P. 11.)
eoo chifsa cattedrale (S. Maria e S. Gene- Péro on'altni membrana ifeir^ selt. 99^
sio) rMÌdriiia del suo teacoTo, di un com- aerina in loco ei JSnikus md costello etf
oiisarìo R. e di un tribunale dì Prima monte uhi dickmr S, Miniato, Bon lascia'
isransi nel Cnmp. di Flrniie. dabbta che il Cast, ora citte di SanaMOMtvy
È situala sai dorso angusto di una lunga nel secolo X fosse già popolato , droondnlo
collina che da ler. a pon. la peitrorre per e munito intorno di fossi.— (t^i).
on buon messo miglio biCbicando all' i»- Ignoro- per altro come colesla contrad*
ftrmo ed alf egresso fra le 6«mane delP portasse il nomignolo di QmartOf tanto pì^
Bi$n e deir Bf^m^ le qnali si T«ofano m che simiK Tocaboli («nrono dal» a delle Ibca-
Ano due migl. a sctt. della stessa dtli. Htà quattro miglia distanti da una ^aleb«
TroTasi fra il gr. a8* 3i' long, ed il 43® citte , mentre nei aontomi di San-Mimato
34' Iatit.t aS migl. a pon. di Firenae, 24 9 ninna antica cittii è rammentala. In aaexio
IcT. di Pisa, quasi altrettante a scir. di Lucca, a tanta ìncerteiia ardirei quasi dubitare «he
e totomo a 3o migl. a sett. di Volterra. la distinzione dei loco Quanto dovesse n*
GioMCchè h otti di Sanminiato, in ori- ehiamarei alla wom diataaia dall* antichiasi-
fise castello, si creda da alcuni fondata dal- ma pieve di S. Geneslo, dk* en a «n dipres*
rin^>. Ottone I mentre altri ne aocordaro- so quattro miglia romane discosta dalla cbie*
00 il merito a Desiderio ultimo re dei Lon- sa di San-M iniato « Quarto*
fiobinli , non mancarono scrittori, i quali La qual congettura acquistar potrebbe
dal nomignolo di Pancoli dato ad una sua una maggiore probabilSti àm un doonnsento
coatrsda e ad una chiesa on disfirtla e sup> dello stesso Areh, Arem. Ltàcok, rogato il
posta anticamente tempio pagano dedicalo 9 sett. del 975, nel quale si ramaaenla altro
a Fojie, fecero risalire i sooi incunaboli a^ luogo di Settimo situalo nel piviere me le*
feti romana. Il fiitto meno soggetto a con- simo di St. Gencsio. — (Bf bmok. Loooa. Voi.
Irofersia è che forse la vera orìgine di que> V. P. III.)
sta 'atti trovasi registrata in una membrana Anche una carta sentii in Lneca li 94
(MTArch. Arciv. di Lucca, scrìtta li 16 gen- maggio del 943 tratta di altra enfiteusi ^ta
najodeiranno 78S,la quale ne avvisa della da Ériberto pievano della pieve di S. Gè*
fondazione^ una chiesa fetta verso Tanno nesio di ViooWiilIarì, posta presso il fìame
700 sotto il titolo di S. Miniato in loco Elsa, con tutti i beni di delta pieve a favo.
^Mito dentro i confini del piviere di S. re di Odalberto dglio di Benedetta; in guisa
Genesio. che d* allora in poi quelle sostante pare cita
U Muratori, che nelle sue Ant, M. Ae9Ì restassero in proprìeti di Odalberto e dei d»
(Voi. VI) rese di pubblico diritto qildri- lui eredi Ugo e Tebaldo, medÌMUte T-inauo
tiramento, rilevò, che la chiesa di S. Minialo censo di ao soldi d'argento. Quindi mn al-
io quel tempo era un oratorio semplice, tre istrumento del dì 8 giugno 980 Ber-
MUoposto fino daUa sua erexionealla chiesa nardo pievano di S. Genesio in Vico Wal-
pkhioa di S. Genesio situata presso la con- hni confermò il livello dei beni dell» sua
fltienia delTEIm in Amo e kne quattro pieve ad Ugo figlio di Odalberto per T^rnuMo
mi/fiia romane distante d;il luogo Quarto, censo di soldi 9 a d'argento. -^ (Mesoa.
Bfeno secolo dopo nel luogo ove fu cote- Lecca. Voi. V. P. 111.)
sb chiesa di S. Bfiniato a Quarto si ram- Fn gii dimostrato che i LambanU di
Denta on castello di proprìeti di tin taleO- San-JUiniato appartennero alla consorterìa
«blberto nobile lucchese , il quale signore dei nobili di Corvaja , tra i quali «ranvi un*
(Dcdianle isinimento rogato in Lucca nel Fraolmo che fiorì verso la meti del sec. X,
<fi primo genn. del 938 rìcevè ad enfiteusi da cui nacque un altro Fraolmo ed un Iti-
pcr Pannuo censo di soldi 94 di argento la nierì, rammentati in vane pergamene del-
cbits» predetta di S. Minialo, che ivi si dice VArch, Arci9. Luech, sotto gli anni 976,
sloata nel castello di Odalberto non mollo 977 e 979, mentre in altro rogito del due
80 SANM SANM
agf^lo 991 si QOiniiuno frd i si^oii dd tempo, eoatomli 1% Mlmmcnti dioBai|n
casUrl «li Sauiniiii^to nel piviere di S. Gene- e rendiu di diteni ctfiiiicnti, aoa éék
sto i nobili U^ «Fr«olmo fimbelU luti dal qoali del 3 ottobre 1159 nninnili M
fu U^. — [Oprra cit ) case poste nel CoMiei^eeeUo di Saa-Xh
Tali furoQu ialalti i Lan^ardij o nobili «oCo, pretto im pie^e di S. Maria m»
diSiiiiainiAto nmmentdti in una bolla con- no aita piatta, -^{kmatm Dul, Fna. C^,
eia turiate che il Puiit. Celestino III dirette ie cit. ) '
nel 34 aprile del 1 194 a Gregorio preposto Rispfito ai CasUhteekio di Saa Jk
della pieve di S. G«rn<»io, cui confermò fra fdato , doT*è la rocca, U chiesa oatlednlM
le inulte chiese del suo piviere quella di 5. V episcopio ecc., esso diede il titolo ad vjj
Muria nel Castel di San-Xiniato^ oltre le dei Terzieri della Teria , cone lo dir"^
chiese di S. ^cbele inter muros (ora inS. un istni mento del a settembce i3ai
Stefano/ e de' SS. Jacopo e Lucia fuor di in San-Mi:iiato lae/ Tergere di Ct
Porta (orj chieda parr. de* Domenicani). ehio, — (Lami, Mom. BeeL Fior. pBg.41
D^lle quali espressioni si rileva che il *- ^ed. TÀrt. seguente GonniirA* ai &£
C'ist. di San*3fiiiiato fino dal secolo XII do- hiviato.
veTa esK're circondalo di mura. Realmente lesaparroodliesapentitii
Ojfiri la cattairale di Sanminiato ritiene T antico pieranato di S. Genesio soaa
iMlUira il titolo di S. Maria, alla qual chie- contemplate tutte suburbane e di|
sa, attesa la sua distanza dalla pieve di S. immediatamente dalla caliedcale, il iTi
Genesio, con breve pontificio del ia36 fu capitolo considera per prima dignità
concesso il battistero con facoltà di poter del suo pievano preposto.
sep|M;llirc i defunti della parrocchia. La che Se dovessimo prestar fede a qnaaloRd
accadeva d'NÌici anni iunanzi che i Sanmi- se il sanminiatese Lorenzo Boninoootrin
niatesi (anno 1^48) porta^ero 1* ultimo e- suoi .annali e nell* Istoria sicula oaovcnd
slermiuio al Borgo S. Genesio quasi loro he attribuire alP Imp. Ottone I non ssllj
midrc |Mtria. Intorno a quest* ultima epoca primi fondazione del CasL di Saamiaii
sembra che gli onori tutti della pieve ma- m:i ancora 1* istituzione più Tetusla ebl
trice si trasferissero nella cliiesj di S. Maria sidenza in questa città di un giudiot m
in Siinriiitiiaio insieme airanlìco titolare di apfielli di nazione tedesco, per cut il M
S. G'-iiiVio. si distinse con 1* epiteto di Sanmimià§\
Può ilare ragione del diritto che Ano d* Tedesco, Ma già si disse che la sua orìfl
allora i S.niiiiiiiialesi acquistarono sipri il ri lu iuta ad un* epoca più vetusta, MÌI
Borjfo diS. Genesio un privilegio delPImp. 1* istituzione e sede de* giudici inpefidij
Fed'TÌ{;o IU(>edito nel fehh. iai6 ddUlma Sanminiato è di lunga mano postèrìoicl
in Al lem j» Ila , ed il cui archetifx» si con- Tela ili Ottone I. * t
serva fra le cart** della Cjm. di Suiminialo Avvegnaché se il più aniico crooiili
iieH\-#r<:/<. Dipi. Fior., — (Laxi, Ode- scano. Ricordano Malcspini, ricopialo <
porico), Gio. Villani e da molti storici pmlefii
Il primo documento superstite a me noto sotto l'anno 1 1 13 rammenta un RMa.ll
dal quale senza dubbio apparisce 1* unione berlo o Rimberto tedesco vicario den*ll|
«Iella pieve di S. Genesio alla chiesa di S. Arrigo V, che risiedeva in Sanminìatol
^Ilaria in Sanminiato, mi si ofTre in una prannoniinato (diceva egli) dei TtdtM
iiiembrina del di 8 gcnnajo laS;. Essa fa appunto perché i vicarj dell* Imperatane
furie defili alti giuridici eseguiti in un ap- stavano dentro e facevano guerra alle di
pello al Punt. Alessandro IV a cafiioiie di e alle castella di Toscana che non Ma
una lite fra Riuieri eletto vescovo di Voi- vano all'Impero, contuttociò rispettJiub
terra ed il Orni, di Sinrainiato. Per la de- l'asserzione di quegli scrittori quanls.
cisione della qual controversia furino inca- tr.itLi di egioche ad essiconlem|»ranff«lf
rirati l'arcidiacono della chiesa ina^^ìoredi ho altresì confessare che riS}KMto ai Gitili
Volterra, il pievano di dst(*l-Fiorentiiio ed qualche tem|io anteriori alle loro età, l
il pre|K»^('i di .9. Genesio e di S. .Varia in sono dovuto convinreix*che m'ilte voltefl
San .fi niatn. — (Arch. Dipl. Fior. Carte gli storici non si trovano d*a(H*nnl«> cW
delia (\nn. di San*nin.) documenti del lenito conservati negli JuJ
liT>»^'e a ciò altro rotolo di carte di quel vj pubblici della Tosjaua.
SJlNU sanm m
Gbe wt Uoriàmo nel %o geBii« dd 1198 tori dd Gomuae dì Firenze per essere aja-
■el («Imo tmperìile di Samninvilo Tlmp. tati a caeciare i Loccbesi dalla loro patria,
Federigo I9 do?4 éoocedè un prÌTllegio ai Delb qual cosa può fiir fede un allo pub-
■KMMci delia Badia di S. SaWadore ali* Ito- blico dal 5 maggio 1172 esisleote fini le
b — (Abgb. Dvim Fiom. » Cartt del JHon, membrane di qudla Comunità , ora neU*
di S. Eugenio presge Siena); se dopo et- Arek, Dipi, Fior,^ in cui trattasi dal giù-
«rn tornato eoo numerosa corte nel 9 o In- ramento prestato in Firenze da diversi sin-
glb II 85, qaando ooncesse un diploma a daci sanminiatcsi a nome dd loro Comune,
FietrofcseomdiLnnt.— (Uonujytif^ixc. di sdvare cioè nella vita e nelle cose gK
lMmmi,\ te Tanno dopo, nel aS ag. e nel uomini delle cillà, borghi edbtretti di Pisa
«ti., troviamo in cotesto paese il di lui fi- e di Firenze, di accordarsi con loro nel far
flìo Arrigo VI che accorda pri? ilegi ad II- guerra o pace qiuilura bisognasse, eccettuane
debcaado Fknaooehiesehi vescovo di Voi- done 1* Imperatore, e ciò ad oggetto di ti-
ttm , non è per questo che fin d' allora ri- euperare ii caeiello di Sanminiato eco.
seitascto in Sanaainiato i vicarj imperiali, A tenore delle stesse carte il primo giu-
Imto pie cbe ninno di essi troviamo indica- dice della corte imperiale che trovo residen-
ti) fra i tasttmotti o fra i Baagnati che furo- te in Sanminiato fu un tal Giovanni insti-
no presenti alla celebrazione di qud dìplo- sUtuilovi dall* Imp. Ottone IV, il quale nel
tti. Meltampooo lascia luogo a dubitare che di 14 genna)o del lai i pronunziò sentenza
oel SI marzo del 1 190 vi si fosse stalnlito nella chiesa di S, Maria del Castello di
il maresealco Arrigo Testa legato imperiale San^Miniato in una causa tra il C. Ranieri
il Toscana, il quale in detto giorno, stando dd fu Enrighetto ed il C. Gherardo del fu
io ana cam privala del Borgo S. Genesio ri- C. Allotto, entrambi della fiimiglia Gherar-
eefè a ranttio da Ildebrando vescovo di Voi- desca da una parte, ed il Comune di San»
Imi per servizio deirimpero e dd re Arrigo miniato dall* altra parte, per motivo di giu-
VI la somma di mille marche d*argento; in risdizione pretesa da qud due conti sopra
ricompensa della quale rilasciò al mutuante due parti del castello di Monte-Bicchieri.
t titolo di regalia, finché non gli fosse resti- La qude sentenza favorevole al Comune
loito il capitale, le rendite annuali dovute condannò la parte avversa nelle spese.
iHa corona d* Italia dalla eittà di Lncca,dai Infatti alla fine di ottobre del 1 209 Ol-
pKsi del Galleno , di Csfppiano , di Fuceo- tono IV si trovava in Sanminiato, e nel feb»
«bio, di Orentano, di Hasta piscatoria, di brajo dell' anno stesso egli era passato dal
Sio-Bfiniato e di S. Genesio, oltre il pe- Borgo S, Genesio^ siccome apparisce da
^gìodiè il fisco imperiale ritraeva da al- due privilegi nei detti luoghi emanati, il
tri paesi, compreso il tributo di 70 marche primo de' quali dd 3x oli. a &vore della Ba*
4* argento che pagava airfanpero il Gom. di dia di S. Gbilgano, ed il secondo del io feb-
Siena, e la gabdia ddle porte di qnest* ni- brajo in lavora della Badia di Fonle-Taona.
tiiiiadtlà.-^(LAtt, Monmm, Bcel» Fior.) — (Lami, Mon. EccL Fior, pag. 35 1. e
In questo frattempo peraltro (anno 1172) Delie, Bruditor. T. III. pag. a i a e segg.)
il caste! di Sanminiato fu assalilo, p^reso e Porta poi la data del Cast, di Sanminia-
malmenalo dai Locdiesi atlora in guerra to un istrumenlo del 6 die. taSo relativo
coi Piani. — L* annalista Tolomeo che fn alla soltoraissione fatta alla giurisdizione san-
ti primo ad annunziare cotesto fatto aggiun- miniatese dal Comune di Castel-Falfi con
feche i Locohesi in qudPanno Stesso uni- 1* onere di recare annualmente alla ohie-
lisì ai Pistoiesi contro i Pisani posero a fiam- sa parr. di S. Maria ia Sanminiato un ce-
rne e fuoco il Cast, di Sanminiato. Piti di- ro di libbre io nel giorno della lesta di
fereto di bri ti Sigonio, cbe si limitò a indi- mezzo agosto. — ( Aaoa. Dipl. Fioa., Cor-
care il castello medesimo caduto in potere te di detta Com.)
dei Lncchesì allora in guerra con i Pisani Finalmente il Lami pubblicò un btru-
Bsicoome i Fiorentini nel 1 1 71 si erano mento del 19 agosto ia3t {siile pisano)^
obbKgiti per 40 anni a difendere i Pisani col quale il conte Ranieri PiccolinOy qua-
ed il loro contado quando il loro (errìlorìo lificato castellano antico di Sanminiato
iosK stalo assalito da qualche nemico, così i e signore di una parte del Cast, di Toa-
Sraminiatesl, il cai distretto allora era com- da, vendè per lire cento la sua [toriìoat del
preso nd contado di Pisa, ricorsero ai reggi- Cast, e curia di Tonda al Com. di Saumi-
V. V« II
SANU SANM
nnto nppresenUto da Gnallarotto podeiUi ai Pisani foitniiicro le ngiooi in T
di detto laogo, alla presema di Tegrìmo gin-' debberò ogni giorno più in potere ed in
dice e sindaco del Gomone dì Sanminiato « onoranza ; sia perchè nel luglio del i sa6
firmato da Tarj teétimoni, fra i quali un Sfai- lo stesso Federigo II reoossi a SeomiBialo
pìgli e un Ansaldi stipiti di due antiche con numeroso corteggio di principi e di ve-
fiimiglie ssnminiatrsi.— «(ifoff. Bcei, Fior, scovi, dove pubblicò un privilegio in tavore
e AacB. DiPL. Fica. Carte eii,) della Badia di Fucecchio; sia perchè oolesla
Lo stesso Lami diede alla luce altri 4 Terra illustre, ora città, dal di lui padre
documenti del so, aS e 3o dicembre del- Arrigo VI venne designata corte imperiale ,
Tanno medesimo taSi , ed uno del 9 gen- nella quale alcuni popoli della Toacaisa t«-
najo successivo, l* ultimo de*quali stipulato car dovevano i tributi annuali come può
parte nella casa del potestà medesimo di San- dedursi da un privilegio del «5 oU. 1166
miniato e parte nella chiesa parrocchiale concesso da Arrigo VI ai Senesi ; aia peKchè
di S. Haria di detto eastffllo ^ e tutti ro- Bfalsspini e Villani attribuirono a Federi-
gati da ser GuadaMo nolaro imperiale; nei go II T edificazione della rocca di Senmt-
quali isru menti trattasi della dedizione del niato, Ui quale poco dopo servì per pcigitie
castello e uomini di Camporena al Comune di stato ; sia filialmente perchè dai «loco-
stesso di Sanminiato. menti sincroni risulta che lo stcsao Federi-
Un giuramento simile di sottomissione go II fu il primo a stabilire un sicario iaa-
fu fstto nella residenza del predetto podestà periate con residenza fissa in Sanminiatto.
il i3 dicembre del ia3i {$tHe pisano) dai Uno di cotesti vicarj imperiali tedeschi
sindaci del Castel di Tonda e da Corrado che presero il titolo di easieiiani di Som-
del fu Arrigo per se e per il di lui fratello miniato fu Gerardo d*Arnesteiii, il quale, a
Arrigo neir atto dì sottoporre quel castello nome di Rainaldo duca di Spoleto e vicario
alla giurisdizione del popolo sanminiatese.— iu Toscana, nel i5 giugno laaS bandiva e
(Aaoa. DiPL. Fioa. ioc. cit,) condannava i Montepulcianesi in mille mar-
Qnindt Tanno dopo donna Matilda mo- che d'argento per non avere ubbidì lo ai suoi
glie del conte Ranieri gtnniore, figlio del fu ordini onde riformare la Toscana. Quindi
Ugolino conte di Bolgari,- abitando in Pisa con altro ordine del 17 giugno dell* anno
nel quartiere dì Chinsica con rogito del 1 3 ttesso egli comandava al potestà di Siena
agosto i93a, dopo avuto il consenso de*pa- di far guerra e di tenere i Montepolcianeai
venti Guido di Marignano e Ridolfino di pernemici de*S«nesi.»— (Aaca. Dm.. Sca.
Guido Mosca, diede balia al suo consorte C. Ealeffo vecchio e. 196.)
Banieri di far transazione col Comune di II medesimo Gerardo di Ameslein in mU
Sanminiato per i danni da qoesto recati agli tra carta del 10 ott. ia3a viene quali6calo
uomini ed al castello e territorio di Tonda, legato dell* Imp. in Italia. — ( M e «43 ).
— (Lami, Mion. EocL Fior, pag. 359. e Io non starò a dire che cotesto yìcbHo
Anca. DmL. Fioa. Carte cit.) fosse quegli che diede il sopranome di TV.
Che i Sanminiatesi accordassero ai nobi- desco alla Terra di Sanminiato ; né se chi
K ed abitanti di Gistel Falfi porzione del cuoprl TuAkio di castellano di Sanminiato
Cbst. di Tonda ecc. lo dà vieppiti a cono-> loise sempre vicario generale in Toscana ,
soere un altro documento del a8 maggio arregnachè il Lami nella sua opera de'Jfo-
ta3a rogato nella piare di Quarazzana (Co- mu». BecL Fior, decifrò una tal questiooe
rasiano) , quando il sopra nominalo Guai- in modo da non riandarvi sopra; dirò henaà
lerotto podestà di Sanminiato fece convocare che dopo salito sul trono della Sicilia il re
nella pieve predetta i sindaci ed i consolide! Manfredi, questi nel gennajo del ia6o io-
Owiuni nuovamente ar^istati , cioè , di viò da Foggia un privilegio che acoordava
Ihnda^ Castel' Falfi , Camporena e ^- al Comune di Sanminiato» e segnatamenle
§nale^ per interrogarli , se volevano libere- ai Ghibellini di essa Terra, oltre le franchi-
mente sottoponi alla giurisdizione e potestà gie del pedaggio delle merci che passavano
di Sanminiato , come essi fecero in quell' dal distretto sanminiaiese, tutti i beni «lei
atto col giurare obbedienza a questi Comuo banditi e ribelli di fazione Guelfii dichiaiati
nitk. — (Aaoc. Dm.. Fioa. Carte cit.) di proprietà della corona d* Italia , pucchè
Pkrattanto i Sanminiatesi con la protezio- compresi nel distinto della stessa Comunità ;
ne detrimp. Federigo 11^ di cui essi uniti e ciò in ricompensa (dice il diploma) «le*
SANM SAIfM 83
d«iiiicluGÌttbel1iiiinniBÌAÌatC9Ìiofiortiper rocca di S«ii]iilBÌato cotUtui DietaTmo di
amamnre b (ède ai trono di Bfonfcedi. Gotti ii|[a tuo parante in vicario e nunxio
Nel IO aprile del 1972 il re Carlo d*Ao- speciale per le Terre del Val-d*Amo infe-
giò amie vicario generale della S. Sede in riore, cioè di Sanminialo, Fuceochio, Sanla-
Toacana indirizzò lettere da Boma al Gì- Croce e Castel-Franco di soUo. La qual no»
oHiiie di Sanmioiato sni modo di eleggere a mina fa sanzionata dall* Irop. prenomiualo
nome dello stesso re il potestà di delta Terra: con beneplacito del 5 novembre successivo,
quìiidi con altre lettere del 14 agosto i «73 --- (Lami, Oper^ cit, ^ e Abch. Dipi.. Fica,
iorute da Siena quel monarca partecipava Carte dtiia Com, di S, Uiniato.)
alGoinune predetto reiezione da esso fatta Dopo però la giornata (alale della Melo*
di Diego Cancellieri ^ Pistoja in potestà ria die costò tanta perdita ai Pisani, i quali
tlr*Sinniinìalesi. «^(Aaca. Dipl. Fna., Cor- fino al laSi erano stati 1* appoggio più so-
u deiim Com, di Sanmimtdo,) lido del vicario imperiale nella Toscana ,
Vacava sempre 1* impero, quando nell'ot- questi dovè acconciarsi eoi Fiorentini e con
lobre di detto anno fu eletto e coronato il gli altri paesi della Lega guelfa e tomarscno
C RuJollb d'Ausbourgh stipite della dina- in Alemagna. La ooaa stesn accadde nel ia86
stia Austriaca, Il quale a richiesta de*Gbi- a Prenzivalle Fieschi de* conti di Lavagna,
bellioi nel raSi, e nei due anni successivi e otto anni dopo a Gianni di Celona, ve»
iovió nella Toscana i suoi vicarìi generali, i nuli tutti in Toscana per riacquistare le ra-
qtati stabilirono la loro residenza in San- gioni delflmpero, i quali peraltro dovettero
miniato, dove solevano ricevere dai sindaci ripartirne con poco onore dopo un accorda
dei «Rteist paesi il giuramento di fedeltà coi fatto con i popoli della Lega guelfa , senza
Jtritli dovuti alla corona imperiale. che quesl' ultimi vicari imperiali tenessero
Tale fii ou Ridolfo cancelliere aulico piit residenza fissa in Sanminiato. — ( G.
erralo vicario generale in Toscana eon mo- Viuaki, Cranic, Lib. VII. C. 78 e ita,
tuprof.rio deir Imp. Ridolfo in data del 5 Lib. Vili. C. X.)
geooafo I a8 1 ; il quale vicario trovavasi nel- In tale frattempo (nel 1 ag i ) i sindaci del
b rocca di Sanminiato quando nel ag otto- Comune di Sanminiato fecero lega con i po-
bre del ia8a don Benigno aaonaco della Ba- poli di Firenze, Pisloja, Prato, Lucca, Pisa,
éi» di Passignano prestava giummento di Colle, San-Gìmignano , ed altri paesi com-
Meltà air Impero, nell'atto che quel vìca^ ponenti bi Lega goelia toscana per obblì-
rio imperiale confermava a quel monastero garsi 2 non permettere più alcuna rappresa*
^tli i poasemi e privilegi ottenni! dai pre- glia. — Ftd, SAa-GnìuaiURO. — {Carte
ccdroti iroperalorì (Lami, Jfe/i. Scei. Flor.^ deiìt due Conmmtà.)
e Asea. Dvi.. Pioa. Carte della Badia di Già fino dal a5 marzo dell'anno ia88
Passionano), Anche nel 5 genn. del i a83 erano ststi fissati « confini fra il popolo di
travavasi lo stesso vicario nelbi rocca di San- Marcignaua del territorio sanminiatcse •
miniato per ascoltare i reclami del sindaco quello di Pagnana d* Empoli del contado
«ti un altro monastero. — Fed, PaATo, Voi. fiorentino.
IV psg. 639. Qnindi per lodo pronunziato dagli arbi-
Cotesto Ridolfo cancelliere aulico in qua- tri nominati dai sindaci respetlivi nel So
Htà di vicario generale in Toscana nel 5 settembre dell'annoi agi furono terminate
nai^ deiranno ii83 con istromento ro- le difièrenze a cagione di confini fra i Gù»
P^ nella rocca di Sanminiato prese a mu- muni di Sanminiato e di Fucecchio coll'ap-
tuo di Giacomino di Vermiglio degli Alfenì porre i termini lungo hi strada detta «lei
di Firenze 3400 fiorini d'oro, pel quale ef- Pretorio e di là nella fossa di Capirne fino
fetlo oppignorò e cede fra i beni della coro- alla via che da Sanminiato guida a Fucec-
na r osttimtto delle terre colmate e compre- cbio ecc. — (Aaoa. Ikn.. Fma., Carte delle
Koei territori di Sanminiato e di Pucec- due Comunità,)
càio dilb parte di meszogiorno , cioè , alla Cotesto documento serve anche a cono-
ùùitni del fi. Amo. Albi quale operazione soere che fino d'allora la Terra di Sanmi*
oell*inno ia86 consentì Tlmp. Ridolfo con niato era governala per il militare e giurì-
Bolepioprio dato in Augusta. — • {loe. eit,) dico da un podestà e da un capitano del Po**
Ia itcaso csocelliere e vicario imperiale polo, mentre per reoonomico b reggevano
eoo dscieto dato li a8 OMfgio 1983 ndbi i« buono )mini ooo altretltfUi comigUeri.
84 SA NAT SAKM
Tre anni dopo, dal dì ii al t5 ottobfe gio dal 1S07 i fiasMiniatefì nmiù m Ro*
del 1997» furono eziaiidio stahìlili fra il ter- rentini, Satten^ Lnacheai con altri pipili
rìtorio del Comune di Sanminialo ed il della Lega g«elfii toaoaMi asdavono anaali
contado fiorentino i tennini di confine in contro gli Avetiai ed i foomacUi Bianriii,
quei luoghi do?e i predetti Comuni dalla riuniti nd oastd di Gargoota cIm picaero
parte di Val-d*Elaa si riscontravano; cioè, con altre Tille di quei dinlomi; e fn in
con Castel-Fiorentino, Gambassi e Monta jo- quelKanno slesio i $07 quando cadile il Fon-
ne, MonteRappoli, CastelnuoTO, Granajolo le a Elsa davanti a Torre Benni (90U0 b Ba-
ed il Borgo di S. Flora , siccome apparisce sCla), il quale fu rifililo nel 1 347 moHo più
dagl* istmoienti di queir Arch. pubblicati indietro ^"Vwi^ direnone aOa atnd»
dai Lami (Jfofitffvt. Écei, jF/or.pag. 404-7)* maestra pisana. — f^ed. Potrra a Ktaa.
In queir anno medesimo 1197 per istru- Ai nnconti del Lelmi sono ooeccoli qnel-
mento del 99 novembre rogato nelb Terra li di Gio. Villani rispetto alla liftiiMa del
di Sanminiato nd palano del popolo quel governo di Sanminialo accaduta ntH mrse
Comune acquistò da Giacomo del kt Ver- d^agosto ed i3o8 (i3o9 stile pisano) alloiw
miglio Alfànl di I^renxe e da Vermiglio di cbè i Qcdoni, i Mangiadorì ed altri nolaU
lui AgKuolo per laoo fiorini d'oro tutte le con le loro amistà combatterono ooalro il
colomate che furono possessioni imperiali , popolo, cacciarono i signori XII del pahaco
poste lungo la ripa sinistra del fiume Amo, ed il capitano del popolo daSanmiiualo, bc«-
nel distretto sanminiatese ed in prte fucec- ctando i libri ed i statuti di quel Comnae.
chiese, compresi i fratti, proventi e ragioni Accadde tutto ciò, soggiunge il IìcIom, per-
stale cedute agli AUani , mentre le colmate che s*en (atto uno statuto, die i nobtK fba-
delhi ripa opposta erano stale donate dalP aero tenuti a dar cannone di fiorini mille
Imp. Arrigo VI alla Badia di Foceoehìo, e innanti al capitano di non ofièndcre alcun
confermale al Mon. medesimo da Federigo II popolare. Quindi nel giorno dopo la loco
con diploma dato in Sanminiato nel luglio ritloria i eapi ddla rivolta rifbrvaaroBo la
del 1 996. — (Aaca. Dm. Fioa. Ceu^ M- Terra , e dettero piena balia a Betto da* Ga-
la Com, citata, — Lahi, O/iem stessa), glianelli da Lucca, fnllo allora potealà, il
Poco dopo per contratto del at marzo quale con Barone de* Mungiailori e 000 To>
1997 (ifr/r pùano), scritto in Sanminialo daldo de*Ciccioai fu uno de* tre riforma-
ne! palazzo del popolo, i sindaci dei Corau- tori ed arbitri. Cotesti aignori teoncvo la
ni di Siena, di Pisloja e di Sangimignano, loro residenza ne) paiazw auoM» dei pO"
quindi nel 1 8 giugno 1999 quelli di Volter- poto , dove rlcsiono i \I1 buonominì , die
ra, e nel a 3 giugno i3o3 i rappresentanti unitamente ai consiglieri del popolo rifi»r-
dri Comuni di Pisa, di Siena, di Prato, di marono con nuovi statuti la Tetra. Fra!-
Sangimignano, di Colle rinnovarono con i tanto il podestà in grazia di queir arbìtrio
Sanmrniatfsi le convenzioni per impedire puniva con aspreaza e continuò a tenere il
nei loro lerritorj le rappresaglie. — - (Anca, popolo di Sanminialo in grande aervafggio ,
DiPL. FioK. Carte cit.) finché non suseitossi discordia tra le oase
Alla stessa epoca, e precissmente dal %S de* Malpigli e quelle dei !lfangiadori.<-~(G.
agosto del i3oi a tutto il 34 nov. del i3i7 Villani, Cromie. Lib. Vili. e. 98. )
{stiie comune) scrivevasi un diario degli Realmente la Terfii di San mia iato foper
avvenimenti più notabili della Terra di San- qualche anno teatro di soniidali e finiosit, di
minialo ser Giovanni di Lelmo da Comu- omicidi e devastazioni , quantunque quel
gnorì notaro sanrainiatese ; il qoal MS. fu governo stasse d'accordo coi Fiorentini.
pubblicato dal Baìuù nel T. 1 delle sue Avvegnaché la Signoria di Firenze nel
Miscellanee , e dal Lami nelle sue Delie, genn. del 1 3 1 a {stile comune) avendo imcao
Bradit, ^Dondechè quel cronista contem- l'arrivo in Pisa del conte Roberto di Fuin-
poraneo ne avrisava che nel i maggio del dra maresciallo di Arrigo VII , mandò Inalo
i3o5 {stile comune) entrò poleslk di San- gente a cavallo e a làedi alla guardia di San>
miniato Iferlo de'Nerli di Firenze morto in minialo e di tutta la sua frontiera , 1» quale
uffizio nel 95 agosto successivo e supplito da si estendeva iino alla Chiecimellm ; e nel
Arrigheilo de* Saracini di Siena quando vi mese di aprile susseguenie essendo già ar^
ffm capitano del popolo Orlando «lei* Medici rivaio in Pim lo stesso Arrigo di Lussrta>
di Orvieto. EgH aggiunse che nel a 4 nag- burgo, quel maresciallo fece molle
SANH SANM 85
rie ad Val-d* Amo nifinriore ed in Lnntgia- no tempie i foonucìti, i qoali ciegoirono ]■
m oonlro le terre e cestella ^ei Ltiocbà e oonifgoe nel ai noy. dello stesso inno.
Sraniniatai, comecdiè non gU riuscisse d* Le torri o castella erano le seguenti: ^-
ìmpadronim di |diese aknmo ad eccezione gUati^ BaleontifUi^ Bueeiano^ Camporc
del GmL di Buti. — (G. Villaxi» Optr. cit, mty ComugnoU^ Grumulo^ Montalto^ Mo-
lib. IX. C at, 35 e 37 ). rioro^ SUhUo^ e la Torre di S. Romano.
Andie Tanno dopo, n^*cMate del i3i3, Fu??i la condiaione che la goardia del ca-
cssnido tornato quell'imperatore a Pisa per stello, o torre di Camporena rimanesse agli
mHteiv insieme gente di terra e di mare onde eredi di Tebaldo dt*BÉiDgiadorì finché qiie-
narctare ▼erao I&poli contro il re Roberto, sii non (ÌMse^ano accordo fra loro, pregia pe-
freefa goenreggiare dal suo maicsdallo con* nitro la giorisdizione sotto Sanminìato,con
tre i Lacdien e Sanminialesi, sdbbene con Tobbligo a quegli abitanti di pagare lecon-
poeo o ninn profitto, qualora si foglia co- soete fazioni reali e personali. Un altro ca-
ctttuave la bicocca di Can^porena prem dai pitolo dichiarala i Sanminialesi ed i Pimni
nianl, e il casteBoccio di Moiìoid che si liberi da ogni dazio per tuttociò che gli uni
era ribdlato ai Sanminiatesi* poiMdevano nel contado degli altri, ecc. »
If orto V Inip. Arrigo VII a BoonconTenlo (Abcb. Dipl. Fkuu Carte della Com . di San-
iti agosto i3i3 ) e datasi Firn ad Ugno- minìaft».— Lam, Diario eit,^^ Ammaat.
eione delb Faggiuola, ditersi castelli si alio- Sior. Fior. Lib. VI. )
Buono dair ubbidienu Terso i Sanminiate- Il Lami nel suo Odeporico (Voi. I. pag.
si per aderite ai Pisani, i quali nel principio 148), ne affisava, che nel i3a6 i Sanmi-
del i3i5, cafalcando contro Sanminiato, niatesi si coQfederarono con Carlo duca di
presero dif erse castelk del loro antico di> Calabria, allora f icario in Firenze in nome
stretUs fina le qnali Cigoli, il Borgo Santa del re Roberto suo padre.
Plora con il Cast, ilei Ano, e questi ultimi II &tto adunque della elezione dai San-
doe arsero. •— ( Laun, Diario eit,) miniatesi eseguita nel 4 gennajo del i Sa 8
Anche nella battaglia di Montecatini (ag (siile contune) ddiostesio Cario duca di Ca-
•irQito i3i5) concorsero ira le amistà dei labria in loro difensore mediante lo stipeu-
Pknentini le genti di Sanminiato, delle diodi 6000 ducati all'anno, a condizione
qaali restarono f ittima in quella sconfitta che egli svernasse in Sanminiato con 5o ca-
Dolti nobili da Giovanni Lelmi nd suo valli, secondo che lasciò scritto il Bonin-
Bttrio indicati. contri annalista ssnminiatese, non sembra
Appena però fu cacciato Uguocione da che combini con la storia del tempo, né con
Pisi e da Locca, la parte goelfii dominante un documento di cui conservasi 1* originale
in Stnminiato si retò armata al castello di membrana fra le carte della Com. di San-
OgoK, che i ghibellini fuorusciti custodi- miniato,^ora nelP^rcA. Dipl. Fior. È un
une, e che il p«rtit# dominante, nel luglio istmmento del dì 1 1 dicembre 1 3a8, rogato
del i3i6, ebbe a patti di salvare le persone in Firenae da Francesco Laudi notaro mn-
ebe V* erano dentro ed i loro beni. miniatese, nel quale si dichiara che don Leo-
Riformato nel dettoanno ^tobre i3t6) nardo monaco Camaldolense , nella qualità
il governo di Firenae mcdianle la cacciata di camarlingo del Comune di Sanminiato,
liei prepotente bargello Landò da Gobbio, alla presenza di varj testimoni pagò in
il re Roberto di Sicilia s'interpose per rista- quel giorno a Raimondo Rosso di Catania
bilire la pace fira i diverai Comuni della tesoriere di Carlo duca di Calabria 5 00 fio->
Toscana. Questa infatti fii conclua in Na- rini d* oro per il primo anno, che il detto
poK nel la maggio deH* anno susseguente duca doveva ricevere annualmente dal Co-
tilt presenza dei nudaci di Firenze, Pisa, mone di Sanminiato per lutto il tempo che
Imcì, Siena, Volterra, Pistoja, Prato, Ma&« la stessa Terra col suo distretto era affidala
ts-Varitrima, Sanminàato, San-Gìmignano, alla protezione di quel vicario regio, al qua-
C^lle, Pucecchio, Santa-Croce, Castelfiain- le elfetto io rilasciata dal tesoriere opportu-
co di sotto, S. Maria al Monte, ecc. na ricevuta.— (Aaca. Dm.. Fioa. loe. eit. )
Qos delle condizioni di quel trattato fu Giunta la notizia in Firenze della morte
die i Pisani dovessero restituire r»el termine del duca di Calabria accaduta in Napoli nel
dì 5o fiomi al Comune di Sanminiato dieci nov. del 1 3a8, non per questo si rallentò V
toni o castella del soo dtsiretto che riteneva- amiciria de* Fiorentini verso i Sanminiatesi
86 SANM SANM
tottochè fra le pergiimm« della slnaa Coma* ntalo GagUeUno de' Racellai' di Pireaae, e
nììk esistono copie autcnlìcbe di f arie proT^ volendo egl^ far giuttina di certi aasna*
visioni falle nell'anno iSag dalla Signoria dieri annidali dai Malpigli e dai Mangia-
di Firenze, relativamente «Ila difesa, sussi- dori, questi eoo iifono loro e d<gli aaùci
dio e tutela della Terra di Sanminiato, ecc. letarono la Tcria a romore, e tolti a Iona
Era nel fempo in cui Pisa ave? a accollo i malfiitlorì di mano alla ginstitia , Tote-
Tantifiiipa Pietro di Conrara co* suoi cardi- vano disiare gli ordini di qnel Cbmane» ae
nati e Lodovico il Bavaro con i suoi tede- non cbe il popolo corse all'armi, e oon §««
sebi, quando Beltramone del Baho capitano bilo soocorio delle contrade vicine e de'FW-
del re Roberto in Toscana marciò con lesile rentini fu riparalo alla sommossa,
genti e con quelle de* Fiorentini ad acquar- In conseguenza di ciò il Comune di San-
lierarsi in Sanminiato e nelle firontiere del minialo decise iK mettersi per 5 anni in balia
suo distretto, donde poi cavalcò in sul con- e guardia del Gom. di Firmie, il quale mail*
tado di Pisa per fìnoairantiporto della stessa dò i suoi delegati in colesta Terra per rifbr-
cittk levando gran preda di gente e di bc^ marne il regime. Quindi la Signoria odo
sliame sicché i Pisani vennero co'Fioren- provvisione dei la ottobre 1347 fra le varie
tini a patti di pace, cbe compiessi a Monto- misure prese ordinò : che i popolari ^ come
poli li la agosto dell* anno i3a9. — (G. i grandi, o magnati di Firenze, s^intea-
ViLf.Aai, Cronie, Lib. X. cap. i34.) dessero trattati per tali dai Sanminiatesi , e
Fu in grazia di cotcsta pace quando il viccverM ehe i /Knpo/ari ed i ^r44M/i di San»
consiglio degli anziani di Pisa con delibera- miniato si riguardassero del numero dtTpi^
zione del 7 marzo 1 33o ordinò di non ac* polari e de' grandi Hi Firenze. Nel tempo
cordar piii rappresaglie a danno degli abi- stesso fu ordinato di fortificare la rocca di
tanti di Sanminiato e del suo distretto, né Sanminiato e di foreaspesedeidueComoni
contro chiunque altra persona spettante ai una strada coperta dì moro, larga braccia 16,
Comuni di Fiivnze, Siena, Pistoja, Prato, la quale dovesse condurre dalla rocca fuori
Colle e San-Gimignano. Nel tempo stesso fìi delle mura, Hcciocchè le truppe fiorentine
fatta una simile deliberazione dai XII gover» avesKrb nel forte spedita entnta; infine nel*
naiorì del Comune di Sanminiato a fiivore Tanno stesso deKberussi di rifiire un ponte ao-
dei Pisani. — ( Aaca. Ditl. Fiom. Carie del" pra il fiame Elsa alle spese dei due Comuni
ia Com, di Sanminiato ). predetti. — (G. VnxAai. Oper, eit, Lib. Xil
Venendo intanto al i336 il cronista G. cap. 89.) — (Lua, Odeporico T. I paf.
Villani ne avvisava, qualmente a di 5 agosto Sg e 1 5i . )
una parte delle masnade di Mastino della Ai primi di mano del i35$ {stile ca^aa-
S:'ala in quanlitìi di 800 cavalli con molti ne) i Sanminiatesi inviarono i loro •in*lacfai
fanti capitanati da Ciupo degli Scolari ri- a Pisa dov'era arrivalo l'Imp. Cario IV per
belle di Firenze uscì di Lucca dove allora riconoscerlo liberamente in loro aignofc;
Mastino slgnorejfgiava, e guadò l'Amo sopra nella qual circostanza volendo quei naetsi
Fucecchio guastando il Borgo a S. Flora baciare i piedi a Cario IV, li levò di terra e
con altre vilkile del S.«nminbtese, oltre Ta- ricevelteli ad oteufumpacif, cosa grande al
ver preso albergo per due notti nella villa dire di M. Villani, giacché cpiel re non aveva
di Martignana sotto Sanminiato. Ma temen- usato di fario ai sindachi di altri paesi della
do delle genti de' Fiorentini ch'erano nel Toscana, e la cagione si stimò che (base (ao^-
Valdamo di sotto e in Valdinievole, di buon giunge lo stesso Villani) n per raflètione cbe
mattino a di 7 d'agosto la stessa oste parti l'imperio )ser aulico aveva al castello diSan-
di là, e passando per il borgo di Santa*Gon- miniato dove soleva essere la residenaa degli
da per agguato de* Sanminiatesi che erano imperadori e de' loro vicarf,per trovarsi tra-
scesi sopra i balzi, alle tagliate e sbarre ivi mezzo alle grandi e buone città di Toscana,
fatte, molte di quelle genti rimasero pre- — (M. Villami, CroH, Lib. IV. C. 64.)
se e le altre senz* ordine in più parti slacca» Infotti fra le carte della Comunità di San-
te (uggirono senza dire di tante persone che miniato esiste la lettera originale di Carlo
annegarono in Gusciana. — (G. Vn.i.Am, IV re di Boemia sottp di 14 marzo dd i3S5
Cronie. Lib. XI. C. 5i.) scritta da Pisa ai XII difensori e govema-
Finalmente nel mese di febb. del 1347 tori del popolo. Comune e distretto di San
{Hiie eotnune) essendo podestà di Sanmi- miniato, con la quale quel monarca anool-
SANM SANH 87
Imi latte It «ooikiiiiec bradi bili dagrim- trocinìo. Lo che ebbe effetto a condizione
pcnlori suoi pvedeceaiorì in diminatàone e che il Gomime di Sanininialo eleggesse per
pfvgiudiiio del Gomune e popolo saominia- 5 anni il sao podestà e cipitano fra i citta-
tese. — (Aaca. Dm. Fioi. /oc. eii.) dini fiorentini Gifelfì, mentre dal canto suo
Aveva già Carlo IV accettala l'obbedienza 1« R^- Fior, si obbligava roauteiiere i San-
delle principali ciltè della Toscana, qoando miniatesi in libertà , difenderli da ogni pò-
nel «li aa nano del i356 egli si parti da lenza, e prestargli tatto Tajuto per riacqui-
Pisi per andare a visitare quelle città e Ter^ *l»v le terre e castella che in quella solle-
re che gli si enmo date, fra le quali Sanmi- nazione dalla madre patria eransi alienale,
aiilo, dai di cui abitanti fu accolto come Frattanto essendo restata in manode*Siin-
ifl loro signore, e dove ritornò la sera del 5 miniatesi la guardia della rocca nel leni|»o
naggio dopo aver preso in Roma la corona che molli di quei terrazzani di famiglie
iiBpeiiile. — (O/ier. di. Lib. IV. C. So e grandi trovavansi nel numero de* fuonisciti
Lib. V. C sa.) protetti- dal doge di Pisa, avvenne che quel-
inehe Filippo Villani figlio del citato ero- ì* accordo dovè riescire di corta durala,
aisla ali* anno i363 (Lib. XI. G. 69) fece ^ conseguenza di ciò la Signoria di Fi-
DKoziooe onorevole di due valoitm sanmi- renze con provvisione del t a seti. 1 368 or-
aialeiì, i quali militavano per bi Rep. Fior, ^ii^ò di fortificare il castello di S. Flora (ora
od teoiipo ebe i Pisani e gì* Inglesi enno ì^ borgo della Bastia) innanzi che alla rot-
penetrati nel Val-d* Arno superiore, voglio torà di guerra dasse impulso raccordo di
én di Giovanni Bfangiadorì e dì Bartolom- Ciarlo IV con i Visconti di Miluno , e 1* ar-
BMO de' Portigìani. Avvegnaché costoro cs- rivo in Sanminiato avvenuto neiretUte del
Ksdo rimasti alla guardia del borgo deirin- i3o9 del patriarca d* Aquileja fratello dell*
cisi, osarono fuori virilmente a battaglia. Imperatore. Dondechè non essendo riescilo
quodo il ìlangìadori fu preso con la spada > Niccolò vescovo di Pesaro Legato pontifi-
iomiDoed il Pottigianì onde evitare di esser eio d* indurre i S^inminiatesi allo scopo de-
bito prigione, gittandosi annegò neirAmo. siderato, la Signoria di Firenze con delibe-
Rel continuare la ilfioa guerra, alla pri* razione de* collegi fece proibire agli abilunti
Bavera delf anno seguente il conte Arrigo ^el suo territorio di portare nel distretto
di MonfiMl, che capitanava un esercito dei Muminiatese mercanzia di sorta alcuna, né
Fiorentini insienie alle brigate alemanne ^i estrame, eccetto la lana filata. £ perchè
tulle fipooticre del contado, raccolto che eh- nel passato accordo furono imprestati al Co-
lie io Sanminiato il suo esercito , e quivi ninne di Sanminiato denari per pagare i sol-
fbniilodi viveri per i5 giorni, nel di ai di dati, fu eziandio deliberato di rimborsarsi
Mfgiodel 1 364 ai niiae in marcia b via dì con gli effetti dai Sanminiatesi posseduti in
LivorBo, dove di prima giunta s* impadioni Firenze o nel suo contado,
di qael ptcw e del Porto pisano che feee Itt qoesto mentre il patriarca d* Aquileja
CBtnmbì ardere. — {Mf cap. 90.) eon le sne genti penetrò nel territorio fio-
(^iodi neiresUte tinsegtiente nel giorno rentino facendo molte prede a Monterappolì
^ S. Vittorio ( aS luglio) aecadde la gnn ed a Blontespertoli in Val-di-Prsa , sicché i
tiittaglia fin CasciMi e la Badia di S. Savi- Fiorentini dovettero decidersi perla guerra,
00, dove con i Fiorentini i militavano San- tanto più che la vicinanza deirimperatore li
nioial(si,tra i qoali Piero Ciccioni, il quale lasciava in Ule incertezza, se del tutto egli
ptr il suo valore fu armato cavaliere in sai avesse ad essere loro nemico; tante incerti-z-
campo della vittoria poco innanzi di tornare ze e disturbi furono tolti da un accordo fai-
OHI 1* esercito e con i prigioni pisani a San- lo con Carlo IV, e poco dopo con i Pisiini
OHiuato. •— {Ì0i , cap. 97.) retti allora da Pietro Gambacorti amico dei
C^irsto Piero Qccioni si mantenne fedele Fiorentìni.
>l GcMBone di Firenze anche quando i San- Ma con tutto che gli affari politici al di
aiiniatesi neircalalé dell'anno i367,adisti» fuori fossero ridotti ad uno stato plausibile,
fEmiK di Giovanni dell* Agnello, allora do* i Sanminiatesi fomentati forse dal Cani.
fé di Pisa,si tollevanmo cacciando fuori gli Guido di Monfbrt lasciato da Carlo IV suo
ufficiali «fella repubblica Fior.; comecché vicario, in Toscana, e attizzali scurii forse da
quel popolo costretto dalla forza dovesse ben tre cittadini di grande aulorilà, Lodovico
proto tornare ndl* antica soggezione o pa* Ciccioni, Jacopo Mangiadori e Fili|>[io di
S9 SANM SANM
liHUero de* Borromei , coaUniia?afio eglino i S70 il popolo sanmiiiialefe intafolò e Or-
nella ribellione, sicché dai reggitori della cinse con il Comune di Firenxe no tutta*
Rep. Fior, innanzi che terminasse l'anno to, di cui si oonsenrano le copie autenticbe
1369 fu deliberato mandare ali* assedio di fra le carte di quella Comuiiilà.»- Po allo>
Saiiminiato un esercito capitanato da Mala- n ordinato che in avvenire Samminiaio n
tasca e dal con(e Eoberto di Poppi. In lai chiamasse^oren/i/io e non pift ai Ttàueo^
evento accorsero in ajuto def Fiorentini non e che i notari prentlessero P indinone ed an-
solo Pietro Ciccioni che fu ooslautemente no conforme usava Firenze, che oorrispoo-
fedele al loro partilo con i suoi aderenti, ma deva ad nn anno più tardi dello stile (m».
tutli gli altri fuoruscili sanminiatesi che in- no fino allora usato dai Sanminiatcsi. Infine
sieme con esso lui tenevano Cigoli e Monile- alcuni de'Malpigli e de'Mangiadorìcheave*
Bicchieri: nel qual frattempo gli abitanti di van servito la BÌepubblica furono fiuti cava?
queste due castella inviarono sindaci a Fi. lieri e cittadini fiorentini. •— .(O/mt. eU,)
renie per sottomettersi Uberamente a quella Un mese e mezzo dopo , con prowisione
repubblica. Frattanto i Sanminiatesi per ta- del 17 febbrajo, la Signoria di Firenae e>
le deficienza erano molto debilitati quando sento gli abitanti del Comune di SaomÌBiato
la loro Terra fu stretta d* assedio e ridotta da tutti i dazj ed oneri imposti dalla Bep.
al punto che né di armati , né di vettova- meno le gabelle alle porte di Firenze, h
glie poteva esser soccorsa. Imperocché non privativa del sale ed il tributo delb oosov
riescirono a liberarla le genti di Lombardia zione qualora il bisogno lo richiederne. Pte
inviate coi Ghibellini di Sanminhilo a loro deciso altrcil che i &inminiatesi dovessoo
difesa, e che Bernabò Visconti signore di considerarsi alla pari dei cittadini fiorentini,
Milano mandò vèrso Pisa solto prelesto di escludendo da tal benefizio e dal potere ahi-
essere slato lasciato vicario imperiale daCar- tare in Sanminiato e suo distretto per died
lo IV. Contuttociò le truppe milanesi e pi- anni avvenire tutti i maschi dell* etk mag.
sane, benché avessero alla loro testa il va- giore di e5 anni spettanti alle fiimiglieCic-
lente capitano Giovanni Angnto , e che co- ehm e Uangiadorì , e ad altre case nobili
slui in quella strategica dasse ai Fiorentini di Sanminiatesi ghibellini con quel più che
una rotta al Fosso Arnonico^ non per qne- io quella lunga riformagiono ai legge. »
sto il corpo di armati restato alf assedio di (Lan, Mfonum, Eccl, Fior, a pag. 448 e
Sanminiato si allontanò dal suo posto. Era- segg. ).
no quelli di dentro ridotti agli estremi , Tenne dietro a tutto ciò un ordine dei
quando per tradimento di un terrazzano, reggitori di Firenze del 3 aprile 1373, ri-
Zmpareilo^ che stava nel campo degli assc^ spetto a doversi guardare continnameate da
diantt, mila mattina del 9 genn. 1370 per soldati fiorentini la torre del palazao dd
la rottura di un muro fu aperta la via al pubblico, quella detta di Paiia Lmom ed
conte Roberto di Poppi capitano deiFioren- il campanile della pieve di SanminialD.
Cini onde impossessarsi del paese a discre- Ma innanzi che terminasse il secolo XIV
zione. -— (Ammisi., Sior. Fior. Lib. XIIL) un Benedetto de* Mangiadorì,ca8lanteMS(nle
Tra i capi de*fuomsciti sanminiatesi &tti ribelle e fuoruscito, nelPanno 1396 si ma>
prigioni furono de* primi Lodovico e Biagio neggiò con Jacopo Appiano, appena dìchia-
Ciccioni, Filippo di Lazzero Borromei con al- rato signor di Pisa, con la min di dnre in
quanti altri, i quali losto mandati a Firenze mano deil* Appiano la Terra di Saaminialo;
dopo strazj e schemi grandissimi ricevuti onde Jacopo di buona voglia vi adert, spc»
da quella plebe, vennero come ribelli deca- rando di guadagnarsi con tal pegno In gn-
pitali ed il loro patrimonio dagli uflSziali di zia di Bernabò Visconti nemico dei Fioren-
Torre incamerato. — (/oc. eii.) tini. Per la qual cosa, medianto nnn finta
Fra i figli di Filippo di Lazzero fiiggiti marcia ordinata dalf Appiano al capitano di
a Milano dopo il tragico fine del loro pidre Tentura Giovanni da Barbiano, la nuiMOff
fnvvi Margherita , che poi si maritò a Gio- parte della guarnigione fiorentina dt San-
vanni ^italiani di Padova, dal qual roatri- miniato fii richiamata nella Val-ili-Nievole,
roonio nacque Jacopo Borromei già f7/tf- frattantoché il ribelle Mangiadori con pScoo-
liani^ stipite dell* illustre famiglia milanese lo nnmero di cavalli correva da Pisa al soo
che diede S. Carlo alla chiesa romana. paese, dove giunto la sera del a6 febb. 1 397,
Nelfultimo giorno però deiranno stesso senza mettere tempo in mezzo n*aii«lò al
SANM SANM 89
fthoo M Ticirio AocvotiDO, ch*eni Da?aa- che la Signoria di Firenze con deliberaiio-
tato DifaniaU , ed rotrato in «fa lo uccise ne del a6 febb. 1 439 {sfiie comune) in con-
eoo quanti ri erano de* suoi; e fi Itatelo da Ila templazione del danno recato dalle milizie
fincstm comiocìò a gridare : vn^a il popolo milanesi condotte da Niccolò Piccinino in
M Satvmnieuo e la libertà. Ma il ribelle Toscana , afeva assoluto e per la seconda
BOQ trofò la cosa corrispondente ai suoi de- volta condonato al popolo e Comune di San*
tiderj; imperocché saputo il caso per la Ter- miniato il debito che questo teneva con il
n, il popolo si armò, e gridando, tr<Va i7 Comune di Ftreiise, allora quando fsen:i*
Comune di Firenae^ eorse verso il palazzo tava in Sanmìniato l' uffizio di commissario
del TÌcarìo per punire il Mmgiadori della per la Rep. Pior. raess. Alamimno del fu
•odleniteua commetsa; cosicché l'assassino Jacopo S» I viali —(Aacs. Dipl. Fioa. Carte
benché attendesse yalorosumente a difend r- della Com, di Stnmin.)
si nel palagio con le poche genti che aveva Dubito però che quella provvisione aves-
leoo, pare esMndo accorsi a Sanminiato te il suo effetto, seppure i San miniatrsi non
in ajuto de' Fiorentini dalle vicine terre di tornarono tosto ad aprire delle imprestarne
BboterappoH ediEmpolipiò di aooolanti, con il Cumuue ili Firenze, ttmlechè con
Ira i quali il capitano Cintini di Monterap- deliberazione del i5 gennajo , «uno 1453
poli con i tuoi consorti, il Mangiadari ebbe {stile Jtorentinó), gli uffiziali del Monte Co-
sfuggire di là per la via delle mura donde muue di Firenze Jecero quietanza di tutte
il palagio aveva una riuscita ed al Gintini le penali nelle quelli era incorso il Oimune
b premio ddla fua prontezza e fedellk fu- di Sanminiato per morosità di paghe, a con-
toùo concessi dalla Rep. Fior onori e prì- dizione peraltro che questa Comunità nel
vikgj. — {Opera di. Lib. XVI.) termine di sei anni spendesse fior. 600 d*oro
Bla non era entrato appena di un anno a risarcimento delle sue mura castellane,
il secolo XV quando sul declinare di mag- Al che diede impulso una precedente de*
giodel 140* lostesso ribelle Benedetto M:in- liberazione del 3 settembre 1 459 fatta dagli
fiadorì con cento cavalli e 600 fainti avuti uffiziali delle Grascie del contxdo e distretto
dal doca di Blilano tentò di notte tempo sca- fiorentino, con la quale si ordinava di can-
ore il castello di Monte-Bicchieri nel con- celiare i debiti che teneva nel libro delle ga-
lado sanminiatese , e sebbene venisse re- belle il Comune di Sjnmintato a patto di
•piolo con danno dalle genti fiorentine, co> dover nel periodo stesso di sei anni restau-
testo secondo fiitto servi per togliere la ma- rare le mura, fossi e torri di essa Terra,
tcbert al conte di Viriti , il quale ancorché In seguito di che nel 3 gennajo successi-
avesse occupato dì corto come protettore le vo, il vicevicarìo di Sanminiato rilasciò fede
otta di Pisa, Perugia e Siena, dava a dive- approvata dal magistrato dei Dicci della gner-
àtn di voler essere in pace con il Comune r> circa le spese fatte dal Comune di Sanmi-
di Firenze. niato nel risarcimento delle ranra; ed un si*
Accadeva tuttoclò dopo nato in Saura t- mile certificato fu firmato nel 5 luglio del
niato da Muzio Altendolo di Culignola (aS i453da Giovanni di Giannozzo Gianfigliaz-
lufl. 1401) quel Francesco Sforza che fu il zi vicario della stessaTerra — - (Aaca. Dm..
più ardito milite, se non il maggior poli- Fioa., Carie della Com. di Sanmin,)
tioo di quei tempi , 8 anni innanzi che la Nel ag aprile del 1 465 i Comuni di San-
Signoria di Firenze per mezzo del suo am* miniato e di Cigoli confinarono fra loro,
baadatore Giovanni Ristori, nell'agosto del quindi nel 27 agosto del 1467 fu pronun-
1409, presentasse istanza al Pont. Alessan- ùato un lodo riguardo ai confini del hi Selva
dm V per erigere Sanminiato in cittì vesco- di Camporena fira il Comune dì Sanminiato
vile. «- F'ed, sotto Diocisi ot SÀimniiATO. e quello di Castel fiorentino, nella guisa eh*
Anche peggior fortuna toccò nel i43a ai era stato 6itto con altro lodo nel a8 ott. del
fboraseiti ghibetlini sanminlatesi , quando tSSg relativamente ai confini delhi Seha
fu scoperto un trattato secreto che eglino te» predetta fra il Com. di Sanminiato e quello
Bevano con Plmp. Sigismondo venuto al- di Montajoae. Cosi nel 14 ottobre del 1486
loia in Italia per cacciare da Sanminiato i mediante arbitrio furono assegnati i confini
Fiorentini, tocche, appena manifestato al vi« del Castel di Pietra , draporena e Agliano
cario quel maneggio da uno del paesp, costò' fra la Comunità limitrofe di S^n-Gimignavo
h vita ai complici. Accadeva tutto ciò dopo e di Sanminiato; indi nel 36 «aaggio del
V. ▼• I a
90 SANM «41(11
i4^ fi» qiMtta Gomanità « PiUn di tfon^ V yma e T altra fìbbrio^,€Oii potervi niwacc
topoli ; e finalmente nel Si die del i5i5 e smunre a tpete del clero, con lo scopo di
A« la Gom. di Barbialla della potesteria di aeparare la chiesa ed il patahto di sotto
MomBione e qacila di Sanminialo. daU* inmsio della fortezza , incaricando il
Un libro in perfEanena delta prorenienza vicario Pier Vettori di sopravvedere al detto
nedetiina toritto il i luglio del 1473 con- lavoro , ed imponendo 1* onere a quel clero
tiene una raccolta di provvisioni, ordini e dell'annuo censo di due ceri di tre libbra
capitoli compilati sotto il regime di Gino 1* uno da recarsi in Firenze al palazzo de*
del fa Neri di Gino Ga[iponi, nel rempoche Priori nel gionio defila festa di S. Beroar-
mra vicario di Sanroiniato e del Val-d*Arno do. — (Imm, Odepor. pag. aoo a 906.)
inferiore , nel quale si tratta in particolar Non apparisce poi quanto aggiunse il
modo del regolamento per eli uffiziaU e mi* Lami , cioè che nel 1 369 i Fiorentini nel
uistrì del CiHnune di Saununiato. rifare la fortezza di Sanminiato chindesaeioi
Nel 1 597 il Pont. Clemente VI! conces- passi per andare alla pieve, cosicché a detta
se al preposto delta chiesa collegiata di San- di lui i preti avendo scello per pieve la eh.
minialo molti nuovi privilegi, conformi a de* SS. Giusto e Donalo dirimpetto al ao-
un dipresso a quelli di un abbate mitrato, nastero soppresso della SS Triniti, 1* antica
Tre anni dopo essendo caduta Firenze in collegiata da qoel tempo in poi chiamossi la
potere delle armi di Carlo V e di Clemente Pie^e vecchia. Avvegnaché toglie qualui^
VII, il suo governo, compreso quello di San- que incertezza un documento inedito della
miniato , fu ridotto a monarchico , soltopo- Comunità di Sanminiato riposto neir^rcA.
nendo Fiorentini ed i Sanminiatesi al duca Dipi, Fior. G)nsiste esso in un breve <lcl
Alessandro de* Medici nipote di quel Pont. 9 aprile 1378 spedito da Locca dal vicafio
Al nooaiuato duca succedettero i Gran^ vescovile al preposto e capitolo della pieve
duchi delle due dinastie, dai quali i San- di Sanminiato, cui concedeva fiKoHà di tn-
■ainiatesi, mostrandosi costantemenle fedeli, slocare il fonte battesimale di detta pieve ia
lìirono generosamente ricompensati, sia allo- luogo più comodo del paese, designando a
raquando la loro patria nel iOaa fu eretta in tal uopo la sottostante chiesa di S. Giusto,
diti vescovile, sia finalmente sotto il felice Che poi il capitolo della pieve coUegiala
governo di Lbofolbo H, che con suo molu* di Sanminiato consistesse allora in pochi
proprio sotto di i agosto del i838 eresse preti lo dice un altro istrumento della pro-
in Sanminiato un tribunale collegiale con venienza medesima. È un atto aocato li %o
Msidenm di un commissartalo regio. settembre del 1 36a nella chiesa plebana tod-
Riconoscente per tal grazia il popolo san- detta, col quale Lodovico del ht Gualterio
miniatcse sta erigendo nel corrente mese di de*CiQcbni di Sanminiato preposto di caia
loglio 1843 sulla piazza di S. Bastiano da- chiesa, avuto il consenso del priore di Sw
Tanti alla residenza di quel tribunale una Biagio e di quello del Borgo di S. Flora^
•tatua marmorea rappresentante T effigie del che formaifano due pani de* canonici (dice
benemerito sonano , opera del cb. scultore 1* atto) delia chiesa di S. Maria e S, Gt*
fiorentino Luigi Pampakmi. nesio suddetta^ fece quietanza a Guelfo del
Chiese principali e stahiìimenli puh* fo Vivo di Arezzo familiare oommenaale dei
had di pieià e d^istravons, ^^Caitedra' XII governatori e sindaco della Comunità
le. La chiesa collegiata di S. Maria e S. Gè- di Sanminiato per qualsiasi obbligo che quel
■eaìo» attualmente cattedrale di Sanminiato Comune aver potesse con la sua pieve e ea-
fn ridotta nel 1488 nella forma e luogo in pitolo, rispetto alla costruzione e manteni-
eui si trova sotto il vicario o podestà per mento di alcune case, rinunziando ad ogni
la Rcp. Fior. Pier Vettori. Fanno fode di ragione che il detto preposto o i tnoi prede-
dò un marmo posto nella sua facciala , e cessori aver potessero contro la Comunità
dne lettere del 5 e 10 settembre dell* anno sanminiatese. — fAaoa. Dm. Fma. loc. di,)
prrindicalo; una delle quali diretta a quel La più antica memoria superstite della
giusdicente dalla Signoria e Taltm dagli Otlo chiesa di S. Bfaria nel Castel di Sanminiato
di Pratica per conc^lere al clero della pieve è restata eh* io sappia nella bolla dal Pont
la chiesa collegiata di S. Marir eS. Genesio Celestino IH spedita li 24 aprile del 1 194 a
con il paia^Mo di saiio fora del Veacovo già Gi-egorio preposto della pieve di S. Genesio
de'Sasnori XII) a condizioue di mantenere in f^ieo ìFMari ^ detta poi del BorgjO S,
SANM SANM 91
remesia^ inrve rìdolU ad nmeappellina pò- Chieta e congnio di S. Francete^, —
a fra la poila Mia Scala e T oratorio di La chiesa coirannesio concento, abitato dai
. Lazzaro. Nella qoal bolla fra le chiese Minori Convenliiali, è un colosso che innal*
iffnganee dì eso piviere si contava quel- lasi sulle balze di un colle tufaceo, sostc^
di S. Maria posta nel castello di Sanmi- nuto da inimi'nsi fondamenti e da muraglie
iato. ^- AìVjirt. Boego Sjtn-GBiiMsto^ am- a barbacane, il tutto ili mattoni insino al
jsi come probabile la congettura del Lami, comignolo edificato. Ootesta l^ibbrica è forse
oè che la traslazione della pieve preposi- la più gigantesca di quante altre ne conta
tra di S. Genesio accadesse verso il ia4B, di vecchie la cillà «li Smniiniato.
ipocfaè il popolo sanminiiitese aveva por- La sua orìgine secondo il Wadingo risa-
to 1* ultimo esterminio alla sua madre pa- lirebbe al lai i , sebbene nlloni non fosse
la. Bla una pergamena àtW Arch. Arch, che un piccolo oritorio, rifatto nel 1376 e
meeh, ne assicara che nelPanno ti36, poscia nel i343 nel modo che si ve<le idea-
Inai la distanza della pieve di S. Grnesio to, fìnalmenic chiesa e convento nelTanno
il castello di Snnminiato, il Pont. Gregei- 1480 per generosiià di un benefattore san-
io IX clircie facoltà al clero sanminiiitese minialese terminato,
i poter battezzare e seppellire nella chiesa Sulla prete esterna del fianco rhe guar-
ii S. Maria di detto castello. G)s\ un Pont, da ostro esiste in ulto un sepolcro di maci-
ìrcgorio rese battesimale la prima parr. di gno a tre spartiti assai logoro con Tarme
ianmìniato ed un altro Pont. Gregorio ( XV gentilizia murata al di sopra spellante a Bai -
M SDO nome) la innalaò a cattetlnle. do de* Frescobaldi di Firenze che vi fu se»
Lo serìtlore testé rammentato (OJepor. pollo li i3 febbr. del 1359. Un quadro del
^. 194 ) pubblicò un'altra bolla data in Corrado è forse la miglior tavola fra quelle
Aoma li 4 dicembre del 1487, con la quale degli altari di colesta chiesa.
il Pont. Innocenzo Vili concedè lacoltà a È invalsa da gran tempo la tradizione che
Sìovaani de* Cavalcanti allora preposto del- costh in origine esistesse la chiesuola di S.
b chiesa di S. Maria e S. Genesio nella Ter- Miniato in Ineo Quarto^ dalla quale in se-
ra di San miniato, ed ai suoi successori, di guito ebbe nome il paese ora citili omonima,
nigrre di nuonfo nella stia pieve nn colte- Le diede qualche peso fautore deirf/ru-
fio di canonici e destituirvi nuove pre- ria francescana, \\ quale senza antorìlì va*
beiHle, con poter estendere le dislrìbuzioni levoli scrisse che il Comune dì Sanminiato
corali quotidiane fino alla somma di fiorini nel lai i consegnò al serafico S. Francearo
17 d* oro ecc. E fu lo stesso Pont. Innocen- queir oratorio. Ma dofio tutto ciò che fu dello
10 Tifi quello ehe con breve del 3o aprile nel principio di quest* Art., come in quello
1 49 (, incorporò al capitolo della collegiata di Martino iS,) a C^sriOLiofiM, e dopo
di Sanroiniato la eh. parr. de* SS. Jacopo e quanto in aumento ad entrambi dovrò ag-
Fìlippo a Pancoli. gìungrn* qui appresso, air occasione di par-
La cattedrale medesima nel 1775 venne lare del Commento de* Cappuccini fuori
sdoma dì slatne e di stua-hi.— Il suo capi- delia città di Sanminiato^ mi sembra di
lob cnnia oggi due dignità ( proposto e de- poter quasi assicurare che il luogo di totesto
cano), nove canonici ed un numero corri- chiesone, non più che un miglio e mezzo
ipmdente di cappellani e di chierici. distante dairanlica pieve e borgo di S. Ge-
lefla e ben situata è la fabbrica del se- nesio, dovè essrre ben diverso dalT antico
irìo che ha dato il suo nome alla piazza loco Quarto di S, Miniato.
sotto il poggio della mrci aven- Fin.)lmenlc la tradizione acquistò qnal-
Itdi frmte Tefiiscopio. La prìm» fondazio- che forzii tla una rubrica (i37Vinserita nelli
■e del qrul seminario rimonta verso la me- statuti del Comune Sanmininlese riformnti
*dH secolo XVH sotto il vescovo Pirhi. Fu nel iSnlgcbe dice Festnm B. Martyrir
sasentalo ilal Vesc. Poggi nel principio del Miniati f , dffensoris et patroni Terrae
Menlo X VII! enei corrente dal VesT. attuale S. Minintir, a cu/uv nomine venerando
Ybvllo Pienzzi,rultimo dei quali nel 184 1 dictae Terrae ^foctibulum insignitur, per
isee innalzare dai fondam<'nli e nel 1842 dominof P^testatem^Cnpitaneum^et aiios
rivesb quel locale di una ricca biblioteca, offici al et Terrae praedirtae apud locunt
Vi sono attualmente dieci cattedre e 64 Fratrum Minorum de S. Miniato una
k seainarìsli e collegiali. rum omnibus hominibus et per toni» Tier»
9*2 S A N M S A N H
riif pnteiiictat dtiHtta r^verentia ti sttsmni sere Fammentata ilclU boib dd 1 1 gi-"— 9i
munijicentia die tcUmniiaiit suae /e- elisie fuori di Porta^ pncbè mlaicnle la
stivitatÌM unnis singulis dU a 5 octobris porta Tccehia delle mara caslelUnc di c(k
perpetuo eelebretur, — Con tulio il rìspet* lesta Tempora ciUk, di cbè conaeirasi il se»
to aggìun^^erò che (ali tradixioni sorsero ia gno nelfarco del pretorio fn la piaaaa dd
secoli ass;ii dìslauli dal fililo in questione, seminario e la strada che cooduee al pianale
Cìùesa e congnio di S, Jacopo de* Do' del mercato, ch*è attualmente nel pernio più
menicani Gavoni, — > Dne chiese parroc- centrale del lun|po paese, e molto innanzi di
chiali SDlto la stessa invocazione esistevano arrivare alla porta denominata di Ser-Ro-
fino dal secolo Xll in Sauniiniato , questa dolio che scende a Qgoli e alla Badia di S.
de* SS. Jacopo e Lucia , gik delta fuori di Gonda sulla strada postale Livomcie.
Poria , r altra de* SS. Jacopo e Filippo a La chiesa di S. ìucapofuor di Paria ap-
Pancoii, Fu avvisalo ali* Art. Pancate esser parteneva in origine al capitolo della pieve
cotesto nome in Toscana attribuito a molti di S. Genesio e S. Maria, quindi nel 3 mag-
laoghi situati in piaggia , o balza. gio del i336 il preposto Ugone Bfalpigli
Che sebbene la chiesa di S. Jacopo a Pan- previo il consenso di quei canonici la oedèai
coli non si trovi specificata nella bolla del Frati Domenicani. Era quello stcsao preposto
1 194 più volte rammentata, essa doveva e- che cinque anni dopo, al dire del Booniii-
sistere fino d* allora parrocchiale venendo contri, concedè ai Frali Umiliati di Firsoss
cilato il suo popolo e la località di Poggi- la chiesa di S. Martino a Faognana Bdle
ghisi in una carta del a8 marzo i a33, in cui piagge settentrionali di Sanminiato , la coi
si tratta dei confini parrocchiali con quelli di chiesa parr. è da gran tempo diraia.
S. SleDino dentro le mura di Sanminiato, e Quella di S. Jacopo de* PP. DomenicBiii
con Taltra parr. da lunga mano soppressa di è ricca, segnatamente nel la sagrestia, di buo-
S. Martino a Casiiglione che estendevasi ne pitture e di tavole dei sec. XlV e XV.
in eampagni« verso il luogo de* Cappuccini. Nella chiesa poi esiste una belKssima tavob
— {rèd, sotto Conifenio de* Cappuccini,) ali* altare della erodala a eomii evangeOi^
Fra le memorie relative allacb. di Paiicoli opera colorita dal milanese Gìambalttita Poi-
ché fu nella strada di Poggighisi presso la zo, pittore che nell* ideale bellena fa dair
piazza di S. Caterina, rammenterò il testa- abate Lanzi meritamente assomigliato al
mento rogato in Sanminiato li 3 luglio del Guido de* suoi tempi.
144 a, col quale il prete Minialo del fu ser Da mano maestra e degna di un Minora
Giono Spallagranirettore della chiesa de* SS. Fiesole fu eseguito il sepolcro in roamiD
Jacopo e Filippo di Pancoli, lasciò tutti i del medico Giovanni di Ghdiino Sanmi-
suoi beni alla cappella di S. Piccola di Bari niati morto nonagenario nd 1461 caistcntt
che doveva erigersi in detta chiess, cui desti- nel cappe] ione a eornu episiòlaa di casi
nò in cappellano un prete capace d*insegna- Pazzi lasdata erede dal Sanminiatì.
re in Sanminiato la grammatica ai giova- Oratorio del SS, Crocifisso. <— Qoesto
netti lasciandone il giuspadronato agli ope> sacro edifizio a croce greca con cupola sotto
raj deli* oratorio del SS. Crodfisso, a quelli il colle della Rocca ed in nn imlàisamcnlo
della chiesa di S. Francesco di detta Terra, che s* inalza a gradinate dirimpetto al pa-
c ddla eh. di S. Jacopo fuori di Porta, — lazzo comunilalivo sebbene sia stato rìiàr
{ AacB. Du^. Fioa. Òarte delia Com. di ficaio nel 171 8 e consacrato nel i3 maggio
Sanminiato), 1729, esisteva un più piccolo oratorio sot-
La parrocchia de* SS. Jacopo e Filippo di to lo stesso titolo dd SS. Crocifìsao fino al-
Pancoli fu aromensata con tutti i suoi beni meno del secolo XV. A prova di ciò giova
al capitolo ddla collegiata di Sanminiato , il testamento di sopra citato dd prete Mì-
medianle bolla dd Pont. Innocenzo VIU in niato rettore di Paneoli rogato in Sanmi-
data del 3o aprile 1491 « < fu mantenuta niato li 3 loglio dell* anno 1441.
parrocchiale fino all'anno 1 783. — ( Carta Le carte dell* opera di questa devota chie-
deWJrch, del Capitolo di Sanminiato), sa, che conservadsi neirArch. comuoitatiTO
La chiesa poi de* SS. Jacopo e Lucia^/ÌM>- di ootesta dtlk , danno a conoscere obibc i
ri di Porta con il convento annesso dei PP. Sanminiatesi, dopo fatte pruceasionalibeale
Gavoni, se non è più antica, conta però me> nel i4oa le solenni peregrinazioni de*Battii-
moxia più illostre, quella intendo dire di cs- ti, risolverono di edificare presso il palaiss
SANM SANM 93
pilUic* m ocalofio mlt n^onì il SS. Rodolfo in Smnminiaio al Tedesco; il qua!
CtoaSimo cbe gli aicra acoompafiiali in oialorio Mvetano otIfDUto in dono iiiticDo
qatUe popolari nafcic di penitenza. Di Jà con i beni dai frateUi di una compognia. In*
aieqac il «Icàdcrio di tiatporlare in un più falli che quei religiosi Dell' anno suasrgucnto
■■pio a pia ornato l*mpio la »cra imma- ▼i li ioMero ilabiliti lo dicLiara un altro brc-
line* evi delle impolso la pietà e telo di ve del i ag. 1 5a3 quando un canonico vica-
Hoof. Poggi cbe nel 1918 bmrdìsae la pri- rio generale di Gio\anni Cavalcanti preposto
me pietra e cbe oia costituisce un pregerò- deUa chirsa collrgiata di S. Maria e S. Gè-
Jìmìsìo anneao al capitolo della caltcdralc. ncsio confi rmò in rettore della cappella Ta*
Ckiesm di S» Séefano sulU Costa, — caule di S. Jaco|o nella «h. parr. diS. Bfa-
fcnaa delle aniicbe parrcccbie della città ria di Cahnzano il proposto del ccuTenlo
cai fa annesta T altra di S. liicbele della degrenmilani Agostiniani della SS. An-
Rocca y o intra mmros , ambedue rammcn- nunziata in Sanminialo da passare ai prò- •
tale odia bolla pontificia del ii^ial prepo> posti suoi successori.— (Aaca. Din..Fioa.,
sto di Sb Genesio, ed entrambe le quali era- Carte degli Jgosiia. Ltceei. di Sanmin,)
00 già rinnilc nel 1160, come dal ca'alogo A quella famiglia religiosa nella fine del
ddle cbiese della diocesi luccbese redatto in secolo passalo sollentrò un parroco sccobre
qacU'anno. — La cara di S. Stefiino nel cbe tì traslocò la cura della cbiesa dirìm-
i75t fu dicbiarata prioria « nel tempo cbe petto denominata la Crocetta,
oc era rettore un canonico Bonaparte. Conservaitrio di S, Chiara. — Scbbe-
Càiesa di S, Cattrima già degli Agosti' ne passi per tradizione cbe in alcune remo-
aiaai.— Questa cbiesa cLe ba dato il bone te stanze dell' attuale conserratorìo di S.
a uaa delle porte distrutte di questa dttà , Cbiara esisteste sino dal secolo X un abba-
altriaenti appellata Porta di roggigbUi , dia di Cassinensi, (allo è cbe costà non pri-
fu IcBQta dai Frati Agostiniani, cbe fino dal ma della mela del secolo XIV si stabili un
M. XIV fi costruirono accosto un convf nlo. monastero di Francescane sotto 1* icTocazio-
Infetti riltrisoono a qori religiosi ed alla ne di S. Cbiara per lascito di Paolo Porti-
stcM cbìoa doe deliberazioni degli uffiziali giorni da Sanminialo. Alla qual notizia serra
del Gooinne di Sanminiato pccae nel 1 5 di lume un privilegio dato in Roma li 1 5
<iic |338 e oeir 8 genn. i 49, con b prì- agosto 1379, col quale il Pont. Urbano VI
■M delle quali , ad istanza dò Frati Agosti* diede fiKX>lta a donna Blirgberìla del fu Mi-
niaoidi Sw Caterina fu accordalo loro un* niato restata vedota in pi ime nozze di Si-
dflBonna annua di lire 1 5o ; e con la se* mone del fu Jacopo, ed in seconde nozze di
eoeda la deliberalo di vendere ai frati mede» Paolo Portigiani di poter Ibndare a te nora
ani per fiorini oento d* oro un pezzo di ter- della di lei istanza dentro la terra di San-
ino della Comunità. — (Aacs. Dm. Fioa. minialo un moiastero sotto il titolo di S.
Carte di ditti Agostiniani riunito a quelle Paolo con manlenerri un nuimro di reli-
àdlo Spedalo doiln Scala in Sanminiato). giose deircidine di S. Cbiara, permettendo
Li predetta famiglia religiosa fu topprcaia a detta fondatrice di rìccTere nel uuoto mo-
ail declinare del sec XVIU, allorcbé gran naslrro le Monache di S. Chiara che ahi'
parte di quel iatbricalo fii cangiala nel nuovo taoanojuori delle mura di Sanm iniaio^ nel
(«pedale. — Fedi sotto Ospedali riuniti, caso cbe si fosse provata pericolosa la loro
Ckiesm deirAnuunsiatina.-^AsÈcho co» dimora fuori delle mura castellane a cagio-
l(sla chiesa parroocbiale fu per qnakbe tem- ne delle guerre, purcbè le recluse nnede^mc
pò affiaiala dai Frati Agostiniani della Ri- Ibawro alimentale a spe»c della postulante
bnaa Leccelana ; i quab oilennero facoltà fincbè eme non potesatro tornare nella loro
di ilabilini costà premo la poeta di Ser Ro- prima clausura.
<k>Ub BMdianle breve del Card. Giulio de* H Mon. di S. Paolo dentro la Tem di
Vedici (poi Papa CleoaenleVUj dato in Roma Sanminialo esisteva ancbe sotto il governo
li is giugno dei i5sa V anno I. del ponti- di Alessandro de' Medici prio.o duca di Fi-
ficaio di Adriano VI, col quale quel Cani, rense, siccome ?o dinkostra una membrana
U|alo apostolico concedè ai Frati romi'ani di queirasceterio esistente nelF^rcA. Dipi.
di Lecceto facoltà di erigere un concento /^lor., la quale contiene un islrumentoscril-
àeìk loro regola agostiniana nelP oratorio lo li 93 ottobre del 1 53 1, relativo alla ven-
erila SS. Annunziala pnsK» b porta dì Ser dita falla dalle monacbe di S. Paolo in San-
94 8ANM SANM
mìtiialo (ti Qiit casa potla net popolo de* SS. goti di S. Bonmko f.raria l*MiniM«a éà
^copA e Filippo a Paneoli e lonprata per governo i?i nceoNe ncIPMinv 1817.
preuo di fiorini olio (Toro (k Lucii d* An* Bispetto poi aN« diitnitHi cfaim pvfoe-
Ionio dei SiHarQerchi di d^la Trm*. chiak di S. Manim^ a F^gnomm le arie
Nel i536 si rinnovò il profiello da mae- della Preposituni degli Umiliati di OfDH,
Siro Jacopo d* Ancona {generale de* Frati Mi- ora nell* ^rrit. Dipi, Fior, ne affiamo,
nori e coramissarìo apostolico per la fra- che net i3SS la cblesa predelta, emendata*
slazione delle monadie di S. Chiara fuori cante di retlori i parrocchiani « che eneo i
delle mura di Sanroioialo net convento di patroni della medmima, vollero affidare fa
S. Paob dentro il paese, come può ardersi nomina del nuovo rettore di S. Martino 1
da una carta del 16 oitohre di detto anno Faognana aFr.Brnedel foLapoBcninipro.
data in Sanminialo. — (/b<?. rvf.) poato de* Frali Umiliati del conrvento «TO-
Med tante pie donazioni il monastero di gnìas^nti in Firenie, il quale eleate in psr-
S. Chiara fu in grado di mantenere due posti roco Fr. Ridolfo del fn Gio. Giugni refi*
gratuiti di educazione. Fsso nel 1785 tn gioso del medesitao convento éegli Umiliati,
ridotto a conservatorio e tale conservasi an- che fu prrsenlato al pirpotto della cfaif*i col-
coi-a. Vi si ricevono a convitto educande, è legiata di Sanminiato per cfsere approvile^
provvisto di maestre e di maestri per istruire ed investito della chiesa prrdetla. -* In
nei lavori muliebri te fanciulle di dentro e seguilo i parrocchiani stessi mediante un*
quf Ile che vi vanno giornalmente dalla città, istanza (alta e concessione ottenuta dal Ginr).
Monastero di S, Martino y prtswo la Gio. Gaetano Omini Legalo apostolico e con
porta Faognana, — Grandioso fahhricato I* annuenza di Ugo preposto e del raipitnfo
sullo sprone più settentrionale della città in della collegiata di Sanminialo donarono al
luogo appellalo Faognana presso una porta proposto degli Umiliati il gluspadronatn del-
ora distrutta, fuori della quale fu una chiesa la chiesa predetta — Donde ne comrgoe
parrocchiale con lo stesso titolo di S, Mat' che fu intomo a questo tempo, non già nH
tino a Faognana^ il cui popolo è riunito alla secolo Xltl* quando i Frati Umiliali di Pi'
cura de* SS. Steiàno e Martino al Pinocchio, renze vennero a stahttire dna loro proposi.
Da quanto fu detto all' Art, Faooiiama si tura nell» chiesa di 8. Maria a Cigoli. .
può dedurre che questo luogo fino dal se- ^ed, FAsaasBA m Cioni.i.
colo XI era posseduto dai monaci di S. Fon- Comitato do^appuecini fuori di 5^1-
ziano di Lucca, e costà dentro le mnra più miniato, -*- In una collina appena meno
tardi fu edificato un monastero dove Boni» migl. a sdr. di Sanminiato, dove prohubit-
lazio Vili nel 1298 ordinò e quindi nel mente fa la chiesa parr.di S. Martino a Ci-
1346 vennero traslalale le monache di S. sliglione, fti eretto nel 1 609 qnesto conten-
Aj;ostino del Montappio fuori della porla di lo dalla pietà del langimignaneae Giofll^
Foggighisi dandone la diifiione spirituale chino Ansaldi padrone di quel terreno die
al priore del convento de* SS. Jacopo e Lo» donò ai religiosi Gappoocini, i qnaH vi fili-
eia de* Domenicani. fioarono convento e ehtetnola dedicando qiM-
Tale a un dipresso è il racconto di una ita al martire S. Minialo,
cronaca che coniicrvasi nella biblioteca del lfiA>ve indagini con qoalchc maggiorai-
FP. Domenicani di Sanminiato, comecché n institnife mi hanno indotto a ritlifieire
diano a dubitarlo i documenti da noi ci- f nbtcaiione deHa distTatta chiesa psntic-
tali ali* jéri, Gouda (Bamii m S.) cui rinvio chiala di S. Martino a CmiiSgiiono situata
il lettore. in una direitone opposta a quella di S. Afar*
n fililo meno controverso sarebbe quello tino a Faognona^ e per consegne on dw
che le monache entrassero nel Mon. di S. volte più lontana dalf antica pieve diS.G^
Martino a Faognana per concemione del nctb in F'ioo Wallari,
Font. Clemente VII nell* anno primo del Me ne ha fornito mn prova evtdciHeri-
suo pontificato, e che pòscia per le cure del strumento del t S diov i «33 citato di sopn-
vescovo Mauro Corsi ottenessero nel 1672 e aH*i#ff. MdtiTWo{S,)À Cjtsr9W»ioBBtml
di vivere secondo 1* istiinto di S. Domeni- quale si descrivono i confini della p•rffo^
co. Attualmente cotesto locale dopo la sop- chia di S, Martino a Cmitiglione fbori
pressione generale del 1810 serve di ospi- di Sanminialo a eontatlo con i confini delle
xio a reigiose che profcssauio la stessa re- parrocchie di S. Jacopo a Poneoli (era iaS.
SANH SANM 9&
I e di S. SUfimo mtcati nitrambe GraaJuca Leopoldo I furono riuniti i Tarj
I cilU ai Sanaiialo. specUlettt della cilU e del suborbio di San-
Mle iilraiiicnlo troTsti trNcrilto il minialo, olire quello contiguo de* getUlelli,
Ir rogito tolto dì aSmanodelPiinno affiliato allo spedale della Scala dì Siena
tmmoo del notaio lldebrandino di L* uUinio de* quali ivi esisteva fino dal-
EoooDt le predte parole. la prima metà del secolo XIII. In proposilo
■iae Domiirì Amen. Sii omnibus di che il consiglio generale della Corouuilli
!■ qvod doainus Henrious pr^po- di Sanminiato non deliberazione del t a giù-
Gcfl«nì prò eonmodo, paoe, et gno ia33 prestò il consenso allo spedalingo
picbie, et parrocehianoron, et prò di S. Maria della Scoila di Siena di compra-
a ae ooncordia dividendo et sepa- re case e terre in Sanminalo e suo distrrllo
Rroasbiani et territorium ecclesie S. con facoltà di ricevere legali e donazioni
Ir Gastiliooe a parrochia et terrilo- per erigere costà uno spedale dì gell^tt-lli ,
ie de Faacole et S. Slepbani, dìxit dopo che fosse edificato ed aperto colale sta«
atasfiiil pablioe ac confeisus me bilimento di carili.
liso solario et leslibutinfirascriplit lo non parlo dello spediletlo dì S. Ijas-
■s at ad bcc rofilìt, ^mni parroe* uro de* lehbrosi, di cui esiste tuttora la Ciip-
rrùsrssMii eceiesit de Cattilinne pella sulla strada postale fra la Bastia e la
^§rmi €i ent deh§hai et protende* pieve Yec<;Lìa di S. Oenesio , non dirò della
pedimée Podigkisi eersu» eeei^m |ierce!loria che i canonici di S. Antonio di
Pmmeoie ut^me ad domum iliom Vienna nel Delfinato tenevano presso la cbie-
*imeio , H tttmmdttm ^uod traftie sa pan*, di S. Stefano in S^nroinialo, accosto
tmie éietam dnmmm uifUé ad alla quale nel seti, del i35a(ii eiUfìcalo un
Pmmiit ei ah ipta Parta ut^ae ospedale da fra Giovanni Guidolti {«roet-
m aaitif aanu» CaHiiianem , ef tore del balìalo di S. Antonio iu Tosranv, a
daPiaeiomefue ad aliam cui ne ricliiama la insegna di quei Frati di
mki^trimm Saiadiai^at se^ S. Antonio del fuoco tuttora ivi esistente.
irmit ¥im fua exit de dieta Solamente dirò che uno spellale per griu-
Casiiiioaem^ HiaaNtm piuff fermi pensò di erigere in Sanminiato verso
dammmmoramdePimtoeam la fine del sec. XIU Meo Stracollo da San-
t£f «JSTe ei retro et iilae tree miniato , quando nel 1 198 lasciò ai poveri
ìMeaeiiime^ qme euper murum Co- di G. Cristo case ed un pezio di terra |[ier
' alia parte ^ seitieet illa ilde» servire di spedale agi* infermi. Ma i fondi
sKr Teiiat at alias dune juxta non bastarono ali* uopo ancorché quel dono
fora at ette dehere de territaria nel 1378 venisse aumentalo dalla carità pa-
Mm ampraeeripta. Ad judicanda tris di Manno di Guidone Donali. Fu bensì
màg pmrraeahiamee omaee H atae» nel 1459 che ano spedale per gì* infermi si
toni prateatee ptam fkiuras im tttna in Samninialo coi frutti raccolti e con
ì»mimfrmdia9o9termimùseer9HM i beni aumentati dal valente medico Gio-
rni at emppamemdm etiam dietmm vanni di Chellino sanminialese. — La fab-
\ pmnweMa et territorio dieta brìra antica di cotesto spedale sotto il liiolo
e Cattiiiama im ùmaièaa et eia» di S.NiccoIa dì Bari esiste tuttora presso la
efsnni Keemtiam et pianami chiesa ora disfatta di Paneoli,
tideèrmadiaa priore Lo sped'ile attuale, che fu innalzato dai
ipea raeheia renpieali^ fondamenti sulla piana di S. Caterina e do-
imfrm dietor termiaoe ubi' tato di maggiori rendite fier munificenaa
1 1— nJlocnntf r hediJScaadi efs sovrana , è capace dì ao e più letti.
ffar«|armn ad Ikoaorem Bri et Anco nella via che guida dalla piazza del
m et epUeopatus Zmeaai et pie* mercato al monastero di Faognana «^isteva
irf£f at diete eaaomee^et ad enmm un piccolo spedale istituito anticamente per
mtUitmteat parrorekiaaorum ibi' i pellegrìni sotto l'invocazione della SS.
t ari im fmtarum kahitmntiam , Annunziata. Da una bolla pontifìcia del
die arpte. 161 A esistente in queir Arch. voseovilr rosta
di fitmiti. «• Ifella piazza di S. che a quel trmfto ne era affidata }a dircriiv
Hfe sa bel fabbricato liove dal ne ad un notabile della Terra col titolo di
I
96 SANH SANH
spedatingo , e che in qaelP anno eiercitata perpetuo di Kre 400 per il manleoiacato
un simile uflBbto Sebastiano Ansaldi prepo- delle senole pabblichc di cotesto fioiwio,
•to della chiesa parr. di S. Martino. 1J tìcì- nel quale 5 maestri insegnano calli|ndb;,
no oratorio dopo la soppressione di detto lingua italiana, greca e latina, belle Iett6
ospizio è ridotto a sem )lice beneBzio. re, ftlosofb mzionale e matematiche.
Un altro rico/ero per i poveri Toleya fon- Aeeaiemic degli Bmieieti, — Ebbt on
diire nel 1708 nella propria abitazione pò- tenue principio nel secolo XVI da alcooi
sta in rondo alla piazza salT ingresso di detta gioTant studiosi col titolo dt AffUnti^àitù
▼ia il sacerdote Jacopo Vjnni , come costa affidarono di (atto alla protezione del Gran.
di ona iscrizione in marmo ivi apposta, mi duca G>simo II, il quale si degnò aooeOMne
per la meschinità del patrimonio simile di- la protezione col titolo di presidente. Rdr
•posizione non [lotè aver effetto. archivio comunilatìvo si conservano i prioii
Più proficuo ai poveri Sinminiatesi rie* statoti al pari della notizia cbe«maociie ap-
ici il testamento fatto li i3 genn. 1639 dal pena ai viventi quel sovrano protettore, k
canonico Vincenzio Maccanti di Sanminiato spirito di disconlia alterò e presto diUróni
Prof, di sacri canoni nelP Università di Pi», il letterario istituto degli Affidati,
il quale assegnò alcune doti a fanciulle e Invano fu tentato di richiamarlo alla viti
dei soccorsi a domicilio ai poveri infermi, sotto il primo (Granduca dell* Augusta ditta-
Compagnia della Hisencordla,'^ Anco stia Austro-Lorena fèlieemettte regnante; in-
Sanminiato attualmente conta la sua cari- vano provarono di ottenere qitalcbe iii€c(»i
tatevole e zelante compagnia della Miseri- sul declinare detl' ultimo secolo paaato al-
cordia affiliata a quella di Firenze. Essa cuni studiosi Sanminiatesi. Solaraenle*«e)
ottenne nel i8f ^ per oratorio la chiesa del So dicembre del i8aft dando iocrenfoto
soppresso Mon. della SS. Trinità, nel cui ad un letterario privato esercìzio che te San-
locale SODO stabilite le pubbliche scuole. mi:iiato tenevano alcuni giovani diligenti,
Ziceo. «-Se le prime mosse per Pistitu-' riuscì d* istituire e di aprire con s<ilmiAè
zione delle pubbliche scuole in Sanminiato I* accademia che prese il nome di ^alstat,
non partono dal testamf*nto fiitto nel primo e ohe d* allora in poi oonaervM operosa fd
gennajo iSig da Melchiorre dei Ruffelli, onorevole.
certo è che cotesto uomo diede un beli* e- Finalmente In Sanminiato è slati ioili*
sempìo allorché instituì in suo erede uni- tuita nel i83o una casn di rìfparmio afr
▼ergile la Comunità di Sanminiato a con- liata a qnelhi di Firenze, dalla q«iik si m
dizione di distribuire le entrate del suo pa- ottiene notabile utilità,
trimonio in doti a fanciulle povere e nel Uomini pia illuHri mlh 9cUnm 9^-
mantenere due giovani a studio in qualche 'e lettere, — Sanminiato fu una ma fé
Università col dovere assegnar loro per sette piniera d' ingegni celebri in lotti i tapi
anni continui i5 Borìni d* oro peranno. — * ed in tutte le eerie. Io noe parfo 4e'fmi£
( AacB. Dn»L. Fioa. , Carte deità Com, di uomini che diede questa piocoln città tilt
Sanminiato.) chiesa , fra i quali dovrei contare virj ctf*
Un altro notevole impulso alla pubblica dinali, arcivescovi e prelati; non dirò ddle
istruzione de*Smmìniatesi fu dato dal Prof, fiimiglie illustri de'Jtfanftodors*, de* BetrO'
canonico Vincenzio Maccanti testé lodato, mei, de* ^ofto^Msrte ecc., comecché da osa di
il quale oltre P assegno di doti eà il soe- esse derivasse S. Carlo Boromeo , nato di
corso ai poveri infermi volle donare al pub- donna di tal cauta, la quale si cstiiise ia
blico sanminiatese la sna libreria, aumen- Sanminiato nelP anno 167 ft; dirò solamente
tata in seguito dt altri maestri delle scuole che costà ebbe vita Francesco Sforza deca
pubbliche che la Cominità di Sanminhito di Milano 1* onore della milizia italiana, •
ha stabilito nel locale della SS. Trinità, già che <la Sanminiato si staccò on famo^qnel-
monastero dove nel 1 56 1 fu intorodotta una la prosapia che diede al mondo Titiiieo !la-
^rai^lia di donne recinse, dalle quali fu ahi- poleone; di quel Napoleone ehe nelfultioM
tato fino alla soppressione accaduta nel 1808. anno del secolo XVIIl visitò in Saominialo
Il locale fu acquistato nel 1818 dalla stes- nn canonico Bonaparte, Ultimo fiato dd-
sa Comunità con 1* intenzione di stabilirvi Tantico stipite di cotanto celebre casata,
una casa e collegio di PP. Scolopj, finché Chi poi nelle scienze naturali non cono-
per sovrana elargita fu aumentata la dote in ice il aerilo del saominialeic MicMe llcr-
5AMM
9 dcagrìtlore nella MtuUaiteg
i no museo di sipria luturale?
ibc ebbe i natali in Ssnininisto
ioni diioepok> UiGnlileo, miite<
ebitcUo miliUre alla corte di
ì cbe slimolò il suo divino mae-
ue io Gernuinia i Diaiogiti del-
0^9 petcbèii S. Cffixio non io-
felicaasero nelle opere dì Galileo?
gli artisti sanminiatesi un Gio-
rno di Gulniocio, ed autore
Coceiaguerra di Pontremoli.
» Lodof ico Cardi cbe, sebbene si
ìgoiif fone dui beni e case a?ite
fi powedeta, e di dove fu origi-
gik nativo come dissi all'Art. Gì"
è egli venne alla luce del roon*
niato. «-Debbo bcnsi mmmen*
i medici di muggior grido un
apule, un Pietro Bfeicali, un
SANM
97
Cosimo Tellutìci, un Giovanni Sanminbli.
Debbo citare fra i valenti in diritto un An-
saldo Ansaldi, un Olicbele Bonincontri ed
un Niooolò Bonaparte. In scicnie divine e
morali un Pietro Comeslore, supposto dei
Mangiadori e perciò sanminiatese ; un Fr.
Maioo Portigiani ed un Tommaso Ansaldi.
Qterò fra i letterali distinti un Lo^etaxo Bo-
nincontri, un Ugolino Grifoni primo GaV.
e maestro deirAltopascio, senta dire di varj
di casa Hoffia né ctel vivente Bagnoli. Non
debbo passar in sileuiio la memoria di un
celebre guerriero, Baiitn^ eie* fifangiadorì me-
more , c^ Dino Compagni rammentò con
lode nella vittoria ri|X)rtata in Campaldino
come franco ed esperto cavaliere e cbe perorò
l'esercito prima di attaccare la battaglia, co-
meocbè la (ama di lui restasse offuscata dal
contegno rìvolusionario cbe egli da veccbio
nel 1 3o8 tenne nella sua patria.
^OFl MENTO della Popolatone della CittJ" dì SMnutnuro
m fuaitro epoche diverse , divisa per famiglie.
una
laai
femm.
ADO
mase.
LTI
femm.
ooaroiuTi
dei
due sessi
■OOLBStAftT.
dei
due sessi
Numero
delle
famiglie
Toialità
delta
Popola».
m^
«.
M.
.M
^
«•
«7»
i365
n98
ai3
4io
5oa
3i3
aaS
345
1901
359
314
b8i
3e7
837
98
496
aao9
384 364
36o
443
86o
85
53o
aSoo
* ni SAmniATO. -*- Il territorio
o di Sanminialo abbraocia una
i s3443 quadr., aSii dei quali
di acqua ed a pubblicbe
3 vi abitavano fiirailiarmente
%iiiat a pfoporùone ragguaglia-
IS7 pinone per ogni migl.qua-
> impooibilt.
000 otloGomnnità, 4 delle quali
t tecMiendo il corso di detto fìu-
elto a aetL, dalbi Boeea d^Elsa
eolio la collina di S. Ro-
di fironte» da primo la Gom.
ndi sino presso allo sboooo in
via eonuoilativa diretta dal Pi-
Ineeeebioy dove sotlentia U Cum.
di Fuoeccbio fino al rio di Bacala, o di S.
Bartolommeo; costà sottenlra la Com. di S.
Croce sino alla confluenaa del rio nuovo ,
al qual ponto per oorto tiagitto fronteggia
col territorio oomunilativo di Castel-Fran-
co di sotto sino dirimpetto alle Suelu di 5.
Romano Ivi voltando (àccia da maestr. a
pon.-lib. il territorio di Sanminiato tro-
va di contro quello della Com. di Monto*
poli, col quale si dirige a oslro per termini
artificiali tagliando la strada regia Uvorurse
e quindi il iorr. ^agiterà per dirigersi a
Monte-Biocbierì sul torr. C/'iee/ia; dove sot-
tenlra la Com. di Palaja, con la quale la no*
stra rimonta il detto torr. della Chieeina
nella direzione di scìr. ohe poi lascia a lib.
sulbi strada comunitativa fra Palaia ed J»
i3
98 SANBi SARM
f'iafi, ttnda che ora tenre di limite alle dae di Smouniato per oondum al eoavfvto
Comunità fino alle Capanmacee, dove esse de* Cappuccini eoe.
trovano il torr. Cfdecinella e di consenra Non ti contano monti in questa oomuniU,
con. esso avviasi contr* acqua nella direzione ma docili colline, le più elevale delle quifi
di scir. poi di lev. per entrare nel botro de* si riducono a quella di San-Quìntino e alU
Cannetacei, Con questo girando intorno al prominenza tu coi è piantala la rocès di
poggio di ColMungo dirigonsi a grec. nel Sanminialo, la cui sommità fa trovata dal
rio ComposireìU che accompagnano nel Padre Inghirami a 363 br. sopra il mare,
torr. CfUecina ; che i due lerrilorj oltrepas- Il terreno che cnopre ooteste colline coo-
sano dopo averlo per breve cammino percorso siste in tufo calcareo^iliceo ed in marna ce-
contr*acqua,ssleddo alla sua destra nella vici- rulea concbigliare, mentre il piano fra rir-
qa collina. Ck)sl) cessa la Comunità di Ptelaja no e le colline, al pari di quello longo TE-
e viene a confine dirimpetto a scir. il ter- Tola e 1* Elsa , è tutto dì truporto. Tanto
ri torio oomunitativo di Monta Jone, con coi colesti piani, come i colli vestiti di piante
quello dì Sanminialo fronteggia da primo firuttifere, consistono in gelsi, in olivi, in
dìrimpetlo a scir., mediante il botro al ▼iti ed in alberi ghiandiferì, peri» meli, ecc.
Pino e poscia lungo la strada oomunilativa oltre le praterie artificiali, le semente di gra»
Volterrana sino alla Casa-Strada, A que- naglie e quelle di' piante filamentose, eoe
sto punto il territorio di Sanminialo voltan- Non è da dirsi la cosa stessa delle colline
do faccia a lev.-grec. s' incammina pel rio coperte di marna cerulea , frastagliate dalle
di Geiio e per altri minori rivi che vengo- acque piovane , per frenare le quali e per
no da lev. nel fosso di Pilerno, che la nostra non perdere il terreno che seco trascinano
rimonta insieme con 1* altra di Sfootayone furono progettate nel secolo passato dal pcelt
nella direzione di scir. fino alla via rotahi- Landeschi, detto il parroco sanminialese,e
le che va da S. Quintino a Camprìano. quindi ridotte a sistema dal TeftUfemla e
A quest* ultima chiesa il lerrilorio comn« poscia con maestria dal marchese Cosimo
nitativo di Sanminialo scende i colli che a- Ridolfi migliorate, le colmate di Momtt^
cqoapendono nell'Elsa e per la via della delle quali può dare un modello la vasta
Maremmana entra nel rio omouiroo diri* tenuta di Meleto in Val-d*Elsa. — Avvegna-
gendosi a grec. della strada rotabile lungo che tali colline in alto sono in partecoperte
la sinistra dell* Elsa, finché poco dopo at- di tufo calcare siliceo e ghiaioso, mentre al
Irnversata la medesima arriva al podere del tufo serve di base la marna cerulea ooochì*
Guado sul fiume Elsa. Da questo punto lo gliare subappennina, ossia il mattafont.'^
stesso territorio scende per Bocca d'Elsa ^td, Miucto Rioout.
in Arno, vale a dire per circa sei roigl. di lo non ripèterò le parole del PonL Gre-
tragitlo , fronteggiando lungo cotesto cam- gorio XV che nella sua bolla di crezioiie
mino dirìropetto a lev.-grec. con il lerrìlo- ^dla chiesa di Sanminialo in cattedrale
rio comunitativo d* Empoli. qualificò i colli sanminiatesi tra i più ameni
. Molti corei d* acqua bagnano il territorio e più fertili della Toscana, e la città stesn
di Sanminialo; VEl$a a lev., la Ckiecina a in un cielo felice, dirò bensì cbe i suoi con-
lib.ed a pò», per la parte superiore; V Evola tomi se scarseggiano di fonti potabili sono
per fino ali* Arno, ed a seti, questo fiume, ben vestiti di oliveli , di vigneti e di frolli
Fra le strade carreggiabili che raltraver- squisiti ; e comecché il suo clima sia doke
sano avvi la regia postale Livornese che dal e sano non si può negare che in alcune sta-
Fonte d'Elsa sino presso a San-Romaoo è gioni dell'anno nella mattina si trovi neb-
traccìala nel territorio di Sanminialo. — • bioso e alquanto umido nella sera.
Sono poi comunilative rotabili quelle tre Le mandre alimentate con Terbedique-
che slaccansi ^l capoluogo per scendere sta specie di terreno terziario marino soro-
nelhi regia Livornese alla Scala, al Pinoc- ministrano un cacio butirroso e delle ricotte
chb ed a Qgolì. Sono pure in parte rota- delicatissime, e le api danno un miele bian-
bili la via che nella direzione dj lib. porla co il più delizioso della Toscana.
» Palaja, quella che dal lato dì scir. fra le . Nei tempi trascorai fu agitata la queslio-
colline di Canneto e dì San-Quinlino si uni- ne, se il paese di Sanminialo con i suoi Ter-
•ce alla Maretnmana, e l« strada nuova cbe aieri, cioè di Castel-f^ecchio^ di Poggi"
sUccasi dalla prte di PoggìgUisi a grec. ghisi^ e di Fuori di Porta ^ compreso 0
SANH SANH 99
•so «ntieo aiitictlo, dovfse eootifaim m ttKio li con agli cmditt «mioiitcsi
eompnso nel eomiado^ o piattono nel <Ìi* l' indugarlo al pari del giro che doTc^m &re
strtiio fiorentino, ma U Granduca LeopoU it primo cerchio ddle man casteltane di
do I definì ogni <jucstione, tostocbè nel re- Sanminiato quando il secondo Teniere era
gotamenlo generale del ag settemhre 1774 realmente ^ì/or di /porta, e innanzi che si
per le conumilà àtàraniieo distreito dello erigesKfo nel Terzierr medtsimo le Porte
stalo fiorentino tì dichiarò compresa la Co- di Faognana e di Set Rodolfo, V altinu del-
monile di Sanminiato, quando ordinaTa, che l« quali ebbe probabilnieule il nome da Ser
oltre le a6 ville e popoli, dei quali allora Rodolfo di mejs. Rodolfo de* Malpigli &tto
componeTasi, tì fosMTO aggregati in avve- caTalicre nel 1 aprile del 1 307 dal magisira-
aire anco i tre popoli arguenti, che per P in- io cinico di Sanminialo. — (Lsuo, Op, ciij)
naoxi a Telano costitoito altrettanti coma- In&tti nello stesso diario saominiateae
Belli separati; cioè: i.^ S.Gioranni a Fah- si racconta che nel frbb. del i3o9 gli uo-
hrica^ già nel Comune di Cigoii; a.^ S. mini deità Contrada, ossia dei Teniere
Bartolomnieo a Stihbio; 3.* S. Lucia a Mon- di Fuori di Porta fecero la ^iafaori éei-
te^Biceàieri, la Porta di metf, Rodolfo di pietre^ j^fo*
Airepnca del balzello nel 1444 dalla Rep. /a e rena. Lo stesso Lelmi ne aTTÌsava che
Fior, imposto alle comunità e pÌTÌeri dello due anni prima (nel lebb. del i3o5) ìSan-
ttato vecchio fiorentino e pisano, la Terra miniatesi cominciarono a fiire le mura in
di Saoniin'alo con i suoi Terzieri trovasi Piano di Becco, mentre fin le membrane
imposta per aoo fiorini d* oro, e le altre 3a della Com. di Sanminiato arvene due del
vi le che allora componerano la sua coran- a sett. i45a e i5 genn. t453, nelle quali
BÌtà fijrono tasmle nel balzello stesso in 109 si tratta di restauri da (àrsi alle mura, torri e
fiorini d^oro. fossi di detta Terra.
Fra le 3a ville della Comunità di Sm- In Sanminiato si tiene un mercato setti-
miniato air epoca preaocennata dell* anno manale nel giorno di martedì, la cui istiln-
1444 non vi erano compresi i Comuni di sione rimonta ad on epoca assai antica per-
Stibb'o , di S. Quintino, di Cigoli, di Le- che rammentata nel trattato del 17 fobbrajo
poraja, di Monte-Bicchieri, di Collegalli, di i369 quando il Comune di Sanminiato si
Mconevisi , in tutti sette popoli. sottomise liberamente alla Signoria di Firen-
il Quadro qui appresso indica lo slato zecon Scolta di continuare il suo mercato,
ddle ville e popoli che costituiscono la Co- Vi si praticano tre fiere annuali, le quali
manith di Sanminiato. cadono nel secondo martedì d'aprile, nel se-
Ho detto poco U che la Terra ora città condo martedì , mercoledì e giovedì di giu-
di Sanminiato nei secoli decorsi era divisa gno e nel terzo martedì, mercoledì e giove-
eoonomicamente in Terzieri o contrade, e dì di novembre. Quest'ultima sola pad dir-
efaeappellaVasi Terzieredi Caiteli^ecehioh ti di qualche concorso,
parte centrale dove è posta la rocca, la cat- La Comunità mantiene quattro medici
tedrale, T episcopio, il pretorio e la piazza e due chirurghi con V obbligo di servire
del seminario; a.^ portava il distintivo di lo spedale. Uno di qnei medici tiene la san
Terriere o contraìa di fuor di Porta la abitazione in Cigoli,
porzione piò settentnonalech*èamaestr. del Risiedono in Sanminiato oltre il vesoo-
lestanle della città , a partire dall'arco del vo, an commissario regio ed un tribunale
pretorio o di Porta vecchia fino fuori della di prima istanza eretto don motuproprio del
porta di Ser-Rodolfo e I* altra distnitla di 1 agosto i838, oltre un vicario regio, H qua-
Faopuma, mentre il terzo Terùere o co/t- le estende la sua giurisdizione civile e cri-
trada appellavasi di Poggigliisi, la qual minalesopra le Com. di Sanminiato, ili Mon-
cootrada dai contomi della piazza S. Ba- topoji e dì Montajone, e quella sola crimì-
stiano estenderasi fuori della Porta S, Ca- naie sopra le potestcrie di C«stclfìorentino
terina comunemente chiamata di Poggi* e di Montespertoli. Vi è una cancellerìa co-
ghisi, della quale perA da lunga mano non munitativa che serve a questa sola comuui-
restano più avanzi. Se èssa corrispondeva tà; un ingegnere di Circondano ed un uffi*
alla Porta di Paolo, per dove esoiva la stn- zio di esazione del Registro. La Conserva*
da che condoceva a S. Martino a Casliglio^ zione delle Ipoteche è in Livorno.
QVAÙRO itlU Popolmwio^ Mia Càmtan-^ m
a ^mltro tpoikt Ìl<tttM.
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Afiiali
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S. Quintili
Stibbio
«Pino
5. Martino, Rnioria
S. JMopo, PrepoAnra
S. Cura
•• Giorpo , ideai
ini.Piete
SS. Filippo e Jacopo,
Idem
S. Donalo, idaa
S, Pietio, Idem
S. ùaDo,id.
S.
S. Angiolo , idem
S. Gmnano , ìdna
SS. Lorniio e iodrea, ìd.
S. Michele, idem
SS. SleTaoo e Blartino ,
S. Michele, iilem
". Maria e S. Gentdo,
, Cattedrale
S. SleTani
pi <li Locca
l4len
Idem
Iilea
SS
■ Bartolomm
ntMM .
San min iato
|[ik di Locca
Idem
Idem
Idem
idem
Idem
Idem
Idem
-•"
. Abii. It.
Aaittui ptWtaitnti nel )8(r
I San-SoHimito
ToTMM .... jui. ir.'
VB. Li porr, eoalrattrgaalr eoi It." t nel tiie tptUap«a« ad altre Cm
SANM SHÌiìA 101
SAmitaUiD. — Ìm diieM mag- dtU e non meno di tei nel distretto; cìih|Ii«
BininùilOf eri già prrpotiluni monasteri di donne in città ed altrettanti
a Diocesi di Lucca tras ocata sparsi per la sua diocesi. Attualmente tutta
lei sotiQsUnIe borgo di S. Gre- la diocesi sanminiatese non conta più di sette
io la Rcp. Fior, sino dal 1408» fra conventi e monasteri e dueconsenrator}}
^ aTer conquistato Pisa ed il cioè in città e nel suburbio il convento de*
9, concepì il disegno di erìgerla Frati Conventuali, qnello de* Domenicani e
} e fiif« di Sanminiato la sede de* Gippiiccini , ed il conservatorio di S.
9 vescovo con assegnargli una Chiara. Nel distretto due conventi di Frati
el paese dipendente allora nel Zoccolanti a Fucccchio, e a S. Romano. Uo
I Signorìa di Firenie e nelPec- monastero di Francescane a Fnceocbio, uno
il vescovo di Lucca. La slessa di Agostiniane a Santa-Croce ed il secondo
Hom quel governo per innalzare conservatorio in S. Marta a Montopoli.
di Prato in cattedrale, ma quel
■se senta elletto. Scan dbi Vasoovi di Sahioiiuto dall* bpooa
bcml nel 1699 mercè le pre- onx* istitusiokk di bsba mocasi raio ad ora.
Wunducbesia Maria Maddalena
ilata Tedovà di Cosimo II, e li- i. Francesco de Noris^ eletto nel 16949
itrìee dei vicariati di Colle e di morto nel t63t.
ad islania della quale i Pont. ». Alessandro Siroui^ eletto nel iGSt,
r, *el 17 die. i6t9 pubblicò morto nel 1648.1
■viìmie della cbiesa di Sanmi- 3. Angiolo Piehi^ eletto nel 1649, morto
nlrale e della terra omonima in nel i653.
;on rcsidenta di nn vescovo prò- 4. Pietro Freicobaidi^ tHeUo nel i654,
e alla quale bolla Venne nove- morto nell'anno medesimo,
ro sommario de* popoli , pievi , 5. Gio, Baitista Bardaeci^tìéiio nel 16569
tpedali che furono Placcali tutti morto nel 1661.
luodbcse. Delle 1 1 S parrocchie 6. Mauro Corsi, eletto nel i66a, morto
Ite, 97 erano filiiili delPantica nel 1680.
li Sanminiato, 3 a suffVaganee 7. Jacopo Antonio Biorigia, creato nel
ila di S. Mjiria a Monte ed altre 1687, e nel febb. del i683 traslatato alla
parrocchiali e conventi. Nelle sede arcivescovile di Firenze,
lie si noveravano le collegiale 8. Michele Carlo Cortigiani , creato nel
, di Santa Croce, di Castelfran- i68a, traslatato nel 1709 alla sede di
aria a Monte , oltre t g pievi , Pisloja.
uall comprese nel distretto fio- 9. Francesco Maria Poggi , crealo nel
ine nel territorio sanminiatese 1704, morto nel 1719.
MitaJo pisano , in una superfi- t o. Luigi Andrea Cattaui^ creato nel 1 710
mdeva, e tale si con erva, per e morto nel 1734.
ia da grec. ■ lib., a partire dal- 1 1 . Giuseppe Suaret della Conca , crealo
vole perfino «Ib base meridio- nel 1735, morto nel 1754.
I line superiori pittne in Val- la. Domenico Poltri, dal 1755 al 1778.
in una larghezza di circa ao i3. Brunone Fummì, dal 1779 ^^ i8o5.
:. BLsa sino olire Ih Cascina, 14. Pietro Favu, dal 1806 al i833.
le i popoli delki diocesi di San- 1 5. Torello Pieraezi vivente, il quale pre*
rinniti in 98 cure repartite in se possesso nel i834.
omprese aà chiese dipendenti Nel seguente Quadro sinottico la chiesa
'olr.Fra le quali 11 cure costi- di S. Maria a Poggio Tempesti nel Capo-
mposwsla di 5. Mmrin a Mon* MSlo di S. Maria a Monte, quelle di S. Roo-
9§asto di Fucerchio; i3 il Ca- co alle f^edute in Fucecehio, diS. Pietro
^iuMopoli ; 14 il Capotesta di ^Oltrarno e di S. Bartolommeo alle Calie
Capasesto di Pala fa; e 8 par^ nel Caposesto di Fucecchio , come anco la
Itro Caposesto di Ponsaceo, chiesa di S. Andrea a Cena/a nel Caposesto
celi all'epoca della sua erezio- di Lari , furono erette in parrocchiali par-
ava cinque conventi dentro la te poco innanzi e parte dopo il 1840.
10$
QUADRO SiNOTTiCO deih CoìlegiaU, Pievi, Pricrie m Parroekìe
DiocEsi DI SjtHMtMiATo diviso iti Vmjmb, Sobommànk £ Caposmmtì com. té
popoitaione a quattro epoche diverse.
Titolo
delle Chiese parrocchiali
tAKMiniATO ciuà
I . S. Maria Assunta e S. Genesio,
Catledrale, CollegiaU.
a. S. Caterina, Corn
3. SS. Jacopo e Lucìa, idem
4. SS. Michele e Stefano, Priorìa
8UK7RBIO
5. SS. Lorenzo e Andrea a IfoeiC"
chio. Cura
6. S. Pietro alle Fonti^ idem.
7. SS. Stefiino e Martino al Pi-
nocchio già a FaognanOy idem
8. SS. Annunziata alla Crocetta
già in Fibhiastri , idem
9. S. Angiolo a Hontorzo, idem
10. SS. Ippolito e Cassiano a Ifiar-
zana^ idem
11. S. Quintino a S. Quintino, id.
la. S. Barloloni meo a Ca/n/>riaiio,
idem
i3. S. Giorgio a Cnnntto^ idem
14. S. Lucia a C*iUnznno, idem
1 5. SS. Jacopo e Filippo a Seha e
Pino, idem
16. S. Stef.mo alla Bastia, idem
17. S. Rirtolommeo a Brasciana,
itlrm
18. S. Michele Pianezznìi, idem
19. S. Pi(troa }Jarcigniìna,\iìem
ao. S. lionato ali" Isola, idem
3 1 . S. Michele a Rnjfia, idem
32. S. Lucia a Cusignano, idem
»3. S. Andrea a Corliano di Gel-
lo, idem
ralle
in cui sono situate
PopoisuitMe
I.
CAFO SISTO Di S. MAIIA k V01ITS
Aimo
i55i
>Va1 d*Amo inferiore
idem
idem
idem
idem
idem
idem
Val d* Evola
Val d* Elsa
idem
PraPElsaerETola
Val d* Elsa
idem
idem
Val d'Arno inferiore
idem
idem
idem
Val d* Evola
idem
94. S. Mann Assnnta e S. GioTan-
ni Fvang. in S. Maria a Mon-
te^ Arriprettira, Odiegiala
a 5. SS. Giuseppe (d Anna a S.
Donato, Cura
Sommi e segue
Val d'Amo inferiore
idem
Aimo
1745
1^35^
61
118
41
100
7»
41
116
i35
107
88
iSg
209
114
io5
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i3o
i58
65
934
S09
559
3l3
394
268
669
969
106
«9
81
176
117
«49
937
181
995
187
983
918
176
98
AIMO
i833
19^4
979
570
837
616
491
584
8tt
85i
4«$
98«
119
118
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396
390
3o7
599
37S
3ie
tot
9398
^ 5o3
Ahit, N!" 4398 7798 Iti 58
103
Sqpie il Qojù»0 Mtm>meo deìU CoHegiaU, Pievi^ PriorU e Parroee/de delh,
Diocesi mi Sjmmivi^ìtq diviso in Umm^km^ Subvmbawk e Capoìmstì com ia loro
popoUuiome m quattro epoeke dif^erse^
Tiioio
ielU Chiese parrocchiM
ralle
in etti sono situate
Popolatione
àMMO
i55i
RlPOlTO
• • • •
Abu. m,^ 4398
16. S. Maria a Poggio Tempesti^
Con
s?. SS. Iacopo e Giorgio a Manie-
coWf, Pieve
aS. SS. Quirìoo e Gialilta a Jfon*
Ufelconi^ Prioria
19. S. GrìsUna alle Pianoro^ Cora
3o. S. Loremo a Orentano^ Pieve
3i. S. Michele a SiaffoU^ Cara
3i. S. FieUo al Gallono^ idea
33. S. Pietro in Castelfranco di
sotto, Propotitara CoUegiaU
34. S. Lorauo in Santa Croce 9
idem
n.
CAPOiBlO DlfVGBOanO
35. S. Gio. BatU di Ftteecduo,
Artipcetora CollMÌaU
36. S. Rocco alio fedate io Fu-
ctcdùo^Cnm
37* S. Pietro Oltrarno, o S, Pie-
fino, idem
38. S. Baitolommeo alle Calle,
0 a Cacano , idem
^- S. Leonardo a Ri poli, Piere
40. S.BarlolomaDeooGa^mitCan
41. S. ìbria AfltuBla a Bassa,
Prioria
41. S. Slciaoo a Corliano, Prepo-
tttufa
43. S. Aodrm a Zio, Cura
44- S. Leooardo a Cerreto, I^ere
45. SS. Fietfo • Paolo a Stabbia,
Cura
46. S. Bartolomneo a Streda, idem
4;. S. PkotekoM a S. Pantaleo,
idem
48. S. SiWcslro a Lardano, Piere
49* S. Btoeolò a Cecina^ idem
So. S. Donnino a Castelmartini ,
idem
Val d*lxno inferiore
idem
idem
Val di Nierole
idem
idem
idem
Val d*Amo inferiore
idem
Val d*Amo inferiore
idem
idem
idem
idem
idem
idem
idem
idem
idem
Val di Nietole
idem
idem
idem
idem
idem
aii
910
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Smaueiepie .... JbU. NJ^ 11394 9i553 38833 44«3«
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Sm. S. Gregorio alU Tarn , idem
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54. S. Ibrù a S. Romano. Cun
idem
S5. S. Maria Notcllioirart], Fiere
idem
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S«. S. Branoiie a CoflW dtl Bo-
idem
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MO.Con
57. SS. Vito e Hodeito a Col/c
Val d- EtoU
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galli, idem
58. S. LncU > XoiuMecUfri, H.
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«I. S. Bbrìino a Jgliail, Con
Val-d-Araoioferidic
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IV. caouno n tui.
6«. Nili«llk di Maria e S. Leoiut-
Val di CaKÌDi
O.B
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dad£ar>'. Pieve
«7. SS. Pietro e F-oIo a C-oU,
idem
3S8
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idem
6S. S. Lornva J. J?(#iio. Prior.
idem
88
173
3ai
«0. S. M. AwunU a/ Bag/^ a Jc-
idem
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Si*
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fua, Pieie
,0. S. LMtDio al Co«e *<«««.
idem
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Mo,Cun
71. 5. Emele a S. Erf». Fiere
Val di Tom
8«
Si«
St«
7». S.!Iiecol.o<iC««fl«..Pri<m.
ValdiCaMlia
3iS
,.3
IOI7
7]. SS. Quirico « GiulilU a Par.
idem
•*8
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«31
lascio. Picfe
ìi. S. Lorenw a Utigliaito di
idem
iS*
—
4»
Lari, idem
75. S, Lo™ni<niF<ii.f«o,Ptepni.
Val di Torà
3>«
laSo
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7». S. Miebele a Cntpita, idem
idem
9SS
■8(9
JT. S. Andre* « Cena/". '<»«">
idem
—
—
. Jbit. ir.' 17539 341*4 fti*ii
105
U QoJimp swomeo delie Coiiegimte, Pl^i, f'riorh f Pmr^oeehi^ disila
DtocBMi pi ^40^i«i^r9 diffiso in Z/mwjwb^ Sobubmjw 9 C^rosgsTi con la loro
popQÌ€M0€ a f IMUIrf fpoqAe dÌ9trH.
19XZ9C
TiUdo
iilU Chiese jKuroeckiali
Ripono
77. SS. Filippa e Jacopo « TVi-
^f,idem
7^. SS. Fabiano « ScJbaatiaiio a
TnmoUio^ idea
V. C&rOtUTO DI PALAIA
79. S. Muiiiio a Palafa^ Piete
ù, S. BattoIonoMO a Tttggiaja^
Cua
3i. S. PmUanD a FcreoU^ Prioria
$3. S. Lucia a Jfo«ta0a«l«//o, Pieve
13. S. Maria Aaeuota « Panimi^
Qui
14. S. Muieo 0Ua iloCte, G«n
85. SS. Pietro e Mid^lea TiTto-
Mcfi#, Priorìa
M. S. Bartokmaeo a dfUegoii,
Cam
87. S. LnBHBo a ^e//o 4i Pahf/u^
Cma
H . S. Harìa A«oala a Mi<i$^ Pvep.
89. S. Gio. BaMiUi g ^. Gtreasio,
p»t » i^i^
Popolatione
9». S. FictfD « Usiglimm di Po-
le/c, Cora
VI. CATOsurro m roatACOo
91* S.Gtoiaaat EfiiifeÌìtta« ì'oa-
9s. S. Baftoloflameo a C^pmimoli^
Pief e AUMaale
93. S. Kelro « Smmlo Pieira^^Bn-
94- S. ItadokMUMoaCcMgiM^Py
Cola
95. S. FMiaao « Cmmugliamot
Priorìa
96. S. Loieoio a fetfo ^ £<wa-
yooo, C».
97- S. Lucia « Peripmmo^ idem
98. S. jladfca « S^mma^ idea
. . . Ahii. if.* 17539
Val di Tom
idem
Val a* Era
idem
idem
idem
idem
Val d*Amo in
Val d*£ra
Vald'ArBoi
Val d* Eia
idem
idem
idem
Val d'Era
idem
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Val d*AnM> pisi9o
Val di Cafona
Totj/lm . . . dhit, if.*
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■ 4
106 SANP SANP
SAR-HOMMÈ, e SAMMOMMEO. — di*lretto»petteT«, in quanto all' ecclesintieo,
Vtà. Mom' (SO e Momno (S.) «»■ <>io«S' <«• Sarsina, e per il politico alh
SAN-MIGOOLO' (CASTEL S.) — ^ei. PenUpoli ed all' Esarcato. Farooo de aigno-
CA»Tn. S. Niccolò nella Valle ca»entìne«e. ri dell'Escreato quelli che innanzi il se-
SAN-PANCRAZIO (PIEVE di) nel Val- colo XII dominarono in cotesU contrada,
d'Amo superiore. — ^tà. FwcaAao (S.) a fra i quali la storia ha conserTato il nome di
CiTamLU. "" G*f"''«'o ••' ^8° *'<""• "' Bertinoro cte
— IR VAL-d' AMBRA. — ^eà. Vusax- con tesUraenlo del io6a nominò fra i luoi
no (S.) u. Vai..d'A«..a. eredi un figlio nuscbio ed una figliuola per
— IR VAlroi-PES A. — Vtà. PàHOAno nome DruJicw, alla quale lasciò di pari* aoo
(Pma DI S.) in Val-di-Pesa. «« di denaro, o in quella Tcce quanto ejU
— nella Valle del Serchio>— f^tà. Par- possedeva presso S. Marta in Bagno. — (ria-
caino (Piava ». S.) presso Lucca. "«> . Monamttdi na9tnn«tij\
— aOREGLIO, o a BRANDEGLIO.— Un buon secolo più Urdi l Imp. Amgo
Ttà. PARcaAMo (S.) A Cmolio, c cosl di VI con privilegio dell'anno ,.91 tnw»» •!
tutti glialtriluoghiintitolatial detto santo, conte palatino d. Toacaiu Guido Guerra
SAN-PANTALEO sull' Ombrone pistoje- della rocca di Bagno e di altri luoghi diqoel
te. — Vei. Partalsorb (S.) a S. PartalW), territorio. Più distintamente ancora Fede-
cosl di Ulti gli altri. «go " fon «J^P'"™» ^'' »9 "?7j * "f,^
SAN-PAOLO ni ALPE.— Vtà. Awa giunse in favore de cinque figli ddwddetto
(S Paolo niì e""** Guido Guerra il feudo del castello di
— (PIEVE M) presso Lucca. — Vtà.Go^ Cortona e la terra stessa che poi si dia^ di
«0 (5. Pjot^ II,). Saa.Piero in Bagno , come risalta dalle
— A SAN-POLO. — Terf. POw (Piava parole seguenti : Item addtmut et (Uummt
m S.) nel Val-d'Amo aretino, ed a Galalro- eh in rtetum et regale ftadam atque eoa-
na ; cosi degli altri omonimi. «*'"«' «""'^T ^"^7' '""^ " '^
SAN-PIERO IR BAGNO d. ROMAGNA, tibut Ramaniolae cam tota cuna sua . et
ossia S. Piaao n, Corsaro nella Valle del Sa- eum omnibut perlinenUis sutt ,H Astr..
Tio. — Terra grande e ben fabbricaU con cium, et jurudiettonem iptiut Ttrrae,H
chiesa preposilura iS. Pietro in rinculit) eariae tuae,atqae homtnum torumdem lo-
cheha dato il vocabolo al paese, sebbene cor«m,etc. Questi stessi feudi sono ramman-
.i trovi qualificata col nomignolo dell' an- tati nelle divise fatte .n Fireni» nel t.«$
tica rocca di Garzano sovrastante alla Terni fra . 4 figli superstiti del C. Guido Gticrra.
di S. Piero in Bagno, la quale può dirsi che Da quell epoca in poi ««w-Pier* « Ba-
• vicenda con quella di S. M.ria in Bagno gno con il suo distretto formo tutto un cor-
sia il capoluogo della stessa Comunitó, nella pò con l' altro paese d. 5. Mona » Ba-
Giure migli i a seti, di S. Maria in ^/.o, la cu. gionsdmone è conosciuta sotto
Bagno, Dioc. diSanseHcra. P^ ^»"'"* nome d.raMi-Ba««o. E sebbene la Terra
della Badia di Bagno , Camp, di Firenze. di San-P,ero sia p.u popolaU , più grande
Risiede in pianura fra il Monte Comero e meglio situata; sebbene «sa offra mapgi^
Monte-Granelli e l' Appennino di Camaldo- re industria della vicina Terra di S. Maria
li sull» ripa sinistra del fi. Savio e lungo •» Bagno, pure quesl uluma fu coslante-
la strada provinciale che da S. Maria in mente resideniade'suo. signori, come or. lo
Bagno per San Piero entra ed attraversa i tre è dei suo. vicari— Tei. Ba«ro «Roiucra.
TaUoni del Bidente e di 1!. per S. Sofia gui- I^ popolazione di San -Piero tn Bagno
A. poi alla Rocca S. Casciano. o a Corsano sotto .1 Ulolo di S. f '<«;»«-
Trovasi nel gr. ag» 37' 8" long e 43° 5a' riacatis , nel 1 833 contai™ .a36 A,L .
htìt. la migl. a l.b. di Sarsina. i3 neìU mentre il capoluogo di S. BJana in Bagno
stessa direzione da Sorbano, 3o migl. a ne noverava soli 88a.
«laeslr. di SanSepolcro, 8 da Verghe-eto SAN-PIERO a PONTI.- red Porti (S.
nella stessa linea e 9 migl. a scir. della Ter- P»ao i), cu. si può aggiungere relaUwmtn-
r. di Sanla-Sofia. «« »> P»""" ««•« "° ^ «»'»'~'»°J' "' "f"-
Inoanzi che S. Maria in Bagno fosse eret- «o a Camp, e a S. Piero a PonU 1. not.i..
U in chiesa «bbaziale, quell. di S. Pietro a di una deliberazione del Comune diUimp.
Corianoali«ri di altre i«rrocchie di cotesto sotto di 18 genn. i3o9 (ftilefror.), per te
SANP SANP 107
mie fu dato a rì&re a ouestro Albertino nioiinente col pievano. -— ( Lami , Jfoit.
H fu Xontuocio il ponte |)Oiio aul fiume Eccl, Fior.)
iirnzio nel popolo di S. Martino a Campi Che peni cotesto voto non avesse eflèllo
oondizione che fosse terminato nel dì prì- Io da a dubitare il fatto di non trovare in
0 del mese di marzo prossimo a venire. seguilo la pieve di S. Pietro a Sievc qualifi-
Rispello poi al Ponte tT Argano, che at- cala c«inonicn collegiata, corno tale la voIe\'a
ivers4va il Bìsenzio sul confine comunità- il nolaro Alberto.
ro di Pnito con quello antico di S. Piero Bcmi il paese di S.in-Pìero a Sieve nel
Ponti, fu indicata all'Art. Piato Comu^ sec. XU cni qiialificilo col titolo di borgo ,
tà una relazione del dì ii luglio i573. indizio che fino d* allora |iassa\a di costa
Il ponte poi di S. Piero a Ponti fu riìat» una strada maestra , la quale più t^rdi di*
negli anni i564 e i565 da Stefano mae- venne strada princi(alc per andare a Bologna,
ro muratore e da Tommaso suo figlio, che Che |)oi un secolo do|>o si edificasse in
ndussero in quel tempo anco il Ponte a San-PieroaSieveun os{)edalc f)er a Moggia r-
eve stufo rovinato da una piena. vi [jellegrini, lo dice un* iscrizione del 1 975
SAX -PIERO ▲ SIEVE. — Terra, gih ivi rounita e ri{)orlata dal Brocchi a pag. 199
>rgo capoluogo di Comunità con chies:i della sua Descrizione del Mugello.
icbaina 'S. Pietro) nella Giur. di Scarpe- Negli anni 1117 e 1^17 due islrumenli
a,I>ioc. e Gomp. di Firenze. del i3 giugno e i3 agosto furono scritti nel
Risiede suU* ingresso del I.1 pianura della /òro , o mercato che sino d* allora pratica-
al-di-Sieve, fra la baseorienlale del poggio vasi nella piazza di Sjn Piero a Sieve. —
d Trebbio, e qnella sett. che scende fmo (Anca. Dipl. Pioi. Carte di Ctstelto»)
■là dal MontcSenarioa 384 braccia sopra Sopra la gibbosità di questa terra si alza
1 mare Mediterraneo, misurala ilalla som- un torrione denominalo Scifanofa , appar-
iìLdi del campanile della sua pic^e. — Èat- tenuto alia polente famiglia de* Mcilici, che
nversli dal Pan lica strada postale Bologne- vi possedeva molte c;ise e tenute, fra le quali
V, ora provinciale del giogo ili Scaqieri.i, quelle di Cafai; gioia , del Trebbio e di
■Ila rip destra del fi. Sievc presso la con- Sassuolo. Le due ultime nel sec.XVH per-
incuza del iorr.Canae davanti la testa del vennero in Giuliano Serragli che nel 1648
ponte di pietra che cavalc;i quel fiume, nel le donò ai PP. deir Oratorio di Firenze in-
|r. >Ji° 59'3"long.e43"58'latit. 18 inigl. sienie con la torre di Schifanoja anness-i
iirlt. di Firenze, 3 migl. a lib. di Scarpe- alla fattoria di Sassuolo, attualmeute di
ri^, Cina 4 a pon. del Borgo S. Lorenzo, e proprietà del conte di (Limbray Digny,
S m\o\, a grec. di Barberino di Mugello, Alla stessii famiglia de* Medici Sjtettava
ini più che un tir) d^arco a lev. della foi^ fino ab antiquo il giuspadronato della cliie-
Iaz4 di Sio-Marlino. sa plebana di S.in Piero a Sieve, ma atlual-
La mrmori.i più antica di questo luogo mente a cagione di esser eslìnte molle lineo
C<MIj sui chiesa plebana che h.i dato il ti- di quella prosapia lo stesso diritto è suddi-
W-j ali I Terra di San-Picrt» a Sieve credo viso fra i Pitti-(>addi , i marchesi MihIìcì, e le
■< quella di un istrumento ri{)ortato dal monache del Gipilolo di-Ila città di Firenze,
lami ne* Xnn. Eccl. Fior, del 16 giugno Essa pieve nei seeoU trascorsi noverava
toi8, col quale Rolando figlio del fu Pai- sette chiese suecurs:ili, altualmentc ridotte a
■«■io iIiMHj alla sua moglie la terzji parte cinque, cioè; i . S. Michele a Lezzano (an-
£ tnlt.'vciò che p<}ssedeva nei pivieri di S. nessa alla pieve); a. S. Andrea a .V^n/i/e-G/o-
l^nt;i a Fiienze, di S. Stefano in Pane, vi (da lungo tempo dislrult.i); 3. S Stefano
é Sai-Piero a Sieve, di S. Maria a Fa- a CornefoU (ancor ess-i stala unita alla | ie-
fBi e di S. Giovanni Maggiore in Mugello, ve, dalla qu.»le è stata poi s«*parata per dc-
IX:!U s!*5s.i provenienza è un altro istrii- crelo ai*civesroviIe del lii marzo 1 782 e In-
tanto ie! '20 aprilo fo.;fi, col quale il no- slocala nella ehiesa dei Franreseani di S.
too tlliertu del fu Eriherto oirrialla stessa Bonaventura ni Bosco ni Fiati \\ 4.S. Giu-
Aiw pleluna di .Vai-f/ero a .V/We la ter- sl«) a For/M«rt (esistente); 5. S. Jacopo a
B parte di una sua |ìossess''one situata nel Coldaja (irleni"); f>. S. I/)renzo a Gabbiano
pitifTr meilesimo a eondtzi«»nc che dentro (idem;; 7. S. Maria a Cw./e/o/e (idem).
Iperiolo di 4 anni si stabilissero in crttc- Nel popolo della ehii-sa plebuna di Sm-
ibchioi plebana de* preti per vivere cane- Piero a Sievc trovasi, oltre il dc\ulu orato-
108 S A N P
rio ili S. Miiia, appelhilo Faìààttra de^a-
dri Serviti di Monte-Seiukrìo, la forteztà «Il
ISùà'M^rtino fd un antico oratorio, la roc-
ca i\ Monte» Betta nico de* Medici, óra tìI-
ìa Adami. — iDolIre è cote)prc«i nella pmr.
di Cardetole la villetla di Sassuolo j che db
jl nome ad una fattoria stata, come ditti,
dì dominio de* Medici, la quale casa dal pro-
|)rietarìo attuale fu portata nella torre di
Schifano/a dentro San-Pieit> a Sieve.
Lèi chieta plebana è a tre natale con liat-
listerò ergono di terra verniciata della Rob-
))ia, dove sono scolpiti i fatti principali del-
la Tita di S. Gio. Battista in bassorìlieTO a
Similitudine del battistero della pieve di
Galatrona. Questo di Sau-Piero a Siete fn
fatto fare dalla Simiglia de* Medici, cui ri-
feriscono le armi gentilizie poste sugli an-
'goli. La qual opera ci richiama per avven-
tura al tempo del Card. Giovanni de*Medici
innanzi che salisse sulla cattedra di S. Pie-
tro col nome di Leone X, tanto più che è
tradizione aver quel porporato goduto anco
il benefìzio della pieve di San-Piero a Sieve.
Della chiesa e convento dei Frali Osser-
vanti di S. Bonaventura al J^o^co ai Frati
SAMP
li raccontaito farolétiee tra^tioni iÉ[ilna|C*
hktte diigli adulatori di caca Ubaldiù, li-
épetto alla sua origina e vlctnide.
Checbhè né sia deve la tàa restaoniio-
ne ttlU nobil fataigtia MlBdid, e la su*
diiefta si crede consacrata nel i5ao dall*
Arciv. fiorentino Giulio Card. 'dè*Medici,
poi Papa Clemetìle VII. Dico restaurala poi-
ché una chiesa sotto T invocazione di S. Mi-
chele al Bosco ( forse di Lucìgliano ) fin^
dalla meli del secolo XIV, trovasi twmùHesk-
tata air anno ìS64 nella Citmica di Fi-
lippo Villani (Lib. XI. Caf». 86), ma pie
bhiaramente la nostra esisteva nel Mugello
sotto il titolo di 5. Francesco ai Lago
delta al Bosco, che cosi la chiamò il tcsia-
meuto del conte Guglielmo del conte As-
zolino degli Alberti di Mangona rogmto nel
1 7 setteml e i347, col quale ordinò di emt»
re sepolto in colesta chiesa. Era conpreai
nella parr. di Lucigliano innanzi che fosK
traslocala in questa la cura di Coraetole,
Fra i dotti nativi od oriundi del San-Pie>
ro a Sieve merita onorevole menzione fi
Doti. Tommaso Poggini che nel sec. XTIH
fu anco pievano di cotesla chiesa.
BtOf^lMENTO della Popolazione della TBnnj di SjtnPtsM a Smefe
a quattro epoche difterie, di\fisa per famiglie.
■fi't.t t *'■. ■»
Limo
i55i
t74S
i833
^%io
IMBUBBKI
masc.
femm.
I5è
»47
i38
«77
ADULTI
masc.
femm»
i«7
191
180
Ilo
188
159
GOnnTGVTI
dei
due sessi
956
5 00
6ia
BGCLBSUAT.
dei
due sessi
5
IO
9
Numero
delle
famiglie
44
Ita
a 52
960
Totale
della
Popolai.
399
795
1^9»
14»9
Comunità di San^Piero a Sieve, — Il
territorio di questa G>munità abbraccia una
superfìcie di quadr. 10637, dei quali 387
quadr. spettano a corsi d* acqua e a pubbli-
che strade.— Nel 1 833 vi stanziavano 9713
abit. a proporzione ragguagliatamente di
cii-ca 91 o persone per ogni migl. quadr. di
suolo imponibile.
C>nfìna con 5 Comunitli. — - Lungo il
vallone orientale della Carta ha di fronte
a scir. il territorio comunitaUvo del Borgo
S. Lorenzo , a partire dal fianco orientale
del poggio di Cornetole e di U mediante i
borri della Capannaccia e quello di Car^
detole fino al suo shocco in Sieve, dove sot-
tentra la G>m. di Scarpcria , con la quale
questa dì S. Piero a Sieve rimónta la fiu-
mana sino alla contlueuza del torr. Lut^i'
sone. Mediante 1* alveo di cotesto i due ter-
Viìorj cambiando direzione da maeslr. a selt.
fronteggiano insieme per quasi un miglio,
quindi per termini artiiiciali posti alta dc^
SANP SANP 109
Un del £iiW#OfM Tanno incontro ad aliro Fra le montuosità di qirsto Irrrìloiìo
bono, detto del Ìlio moioso, finché arri ^uno ninna forse è più elevala di quella dei Titb-
sul poggio di Gabbiano. GmIì voltando fac- bio, la quale misurata dal P. lugbiiami sul*
eia da sett. a pon. tagliano la strada corou- la sommiti della torre, Fu tro\ata br. 807,4
Dflitiìa rotabile di Gabbiano per andare in- più elevata del livello del mare,
contro dirimpcUo a pon. alla Cora, di Bbr- Rispello alta qualità del suolo che il più
berioò di Mugello , con la qoale la nostra generalmente si scuopre in questa Corou-
per Qti angolo rieolrante si dirìge sulla stia- nilà , nel Tallone della Garza consiste in
àà che guida a Gabbiano , e mercè cui pie- strati di alberese dÌTersamente inclinati, cui
^ado Terso ostro ritoma nella fiumana della sovrappongono altri di arenaria-macigno più
Sifve, il coito della quate seconda nella di- o meno solidi, e Tariamente tinti in leo-
mioae di lìb. fino allo sbocco in essa del nato, castagnolo e grigio; il quale macigno
botrocheTi^e dalla R. Villa di Cafaggiolo. alterna con straterelli di bisciajo {sehis:o
k questo putno b nostra Comunità diri- marnoso). Peraltro Talberese nella parte più
gnidòti a pon. entra nella strada postale elevala del valone medesimo si nasconde ai
Botogncte fino alia posta della R. Villa di pan che nella ValdiSieTe ed in altre valle-
Ci^giolo, di li dalla quale prosegue nella cole sue tributane.
stessi direzione mediante un no, e quindi Ricca è la contrada di boschi cedui e di
per la strada coniunilativa pedonale che sa- alto fusto, di querci, di paline di castagni,
te 11 poggio di PetrofOf finché al borro del- di vigne, di ulivi e di campi salivi sparsi di
le Sòdere formando un angolo quasi ietto, gelsi e di alberì da frutta squisite,
lolta faccia da maestr. a pon. per incammi- In questo leni torio ebbe grandi possessio-
oirsi verso il fosso /Ynocc/<i etto, dove cessa oi la polente prosafia de* Medici che diede
la Gott. di Barberino, e sottenlra dirimpetto il primo Granduca alla Toscana, e di costà
a pOQ. Taltra di Caleozano. Con quest^ulti- dalla villa del Trebbio in Mugello che fin
ma Taltn di San-Piero a Sieve percorre i d*alIora possedeva con la villa *ìiCoJaggìo^
coutfa£R)rti orìentali del monte di Croce, poi io edificata da Cosimo il vecchio, Cosimo I
mediante il borro del Cartone gira intorno fu chiamalo a succedere ni duca Alessandro
*l poggio di PewUolty alla di cui base me- -* ^ed. Capagoiolo e Trebbio in Val-di-
Hdionaìe sottentra dirimpetto a ostro la Sieve.
Com. di Vaglia. Con quesfuUiroa Tal Ira di Da un piatto di majolica fabbricalo nel
Sao-Piero a Sieve continqpi a percorrere il 1644, ricco di fiorami e di rabeschi con
borro del Carlone e con esso trapassa la slra- lo slemma della nobil famiglia de* Rinuc-
da postale Bolognese per vuotarsi nel torr. cìni o piuttosto de* Bardi o de* Guidacci, e
Cana, quindi ailraversato quesl* ultimo di quella deTazzi, più una cifra con le paio-
torr. passa per Brìano donde infine dirìgeu- le: fatto in Cafaggìoh; dedusse il Brocchi
^ a scir. arriva sul poggio di Cornctole che i Medici introducessero costà Tarte di
*1 punto dei tre termini dovei ter ritorj delle fabbricare le majoliche, sebbene di tal fab^*
<faieGomunilà si toccano con quello del Bor- brica non si copservi alcuna altra memoria.
go S. Lorenzo. La Comunità di San-Piero a Sieve maniie-
Fra le slrade rotabili che passano per d€ un me<lieo, un chirurgo ed un maestro
questa Comunità vi sono la regia postale dì scuola elementare.
Bolognese e quella provinciale del Mugello, Nel mercoledì di ogni settimana vi si
l> ^ntìt staccasi dalla prima presso Novoli tiene un piccolissimo mercato di vettovaglie,
peiturreudo la sponda sinistra della Sieve tJna fiera annuale ha luogo nel dì Sottubre
lioo a Dicomano. Attesta con queste due la nel capoluogo dove concorre molto bestiame,
strada comunitativa traversa fra Cafaggiolo e mentre altra fiera di bestiame vaccino si tic-
'Petfooe; finalmente staccasi dal capoluogo ne al Trebbio nel primo luued'i di liiplio.
P<f dirìgersi lungo la ripa destra della Sie\e La cancelleria comunilaliva di San-Piero
fino alla provinciale Faentina un* altra via a Sieve é in Sc4»q:eria dove risiede il suo
comunitativa, passando per drdetole, ecc. giusdicente civile e criminale. L* ingegnere
li corso più copioso di acque è quello della di Circondario, e V ufizio per l* esazione de l
Sìfve, la quale ha dato il distintivo alla Registro sono al Borgo S. Lorenzo; la con-
Terra in discorso , mentre tiene il secondo servazione delle Ipoteche ed il liibunate di
posto il loir. Caria influente nella Sieve. Prima istanza iu Firenze.
110
QUADRO della Popolaaionv della ComuHtTJi* ot Sjk Pibbo ^ Siert
a quattro epoche diverse.
Nome
dei Luoghi
Coldaja (i)
Cornetole e Briano
Fortana
Gabbiano (i)
Luciglianoe Soli (i)
SaN-PuBO a SlKTB
Spugnole e Cartone u
niit
Titolo
delle Chiese
S. Jacopo, Rettorìa
S. Sterno in S. Bona-
ventura al Bosco ai
Frati
S. Giusto a , Prioria
' S. Lorenzo , idem
S. Michele , idem
S. Pietro, Pieve
S. Niccolò con l'annes-
so di S. Biagio, Rett.
Diocesi
cui
oppariengono
Popolazione
fi
il?
R-g O
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9 Z
2- ^
5-S
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Ì2. 5*
ToTjtLK .... Ahit, if .•
NB. (i) Dalla Porr, di Gabbiano esci^ano nel tSJio fuori della Com,
21 abii. Così dalle altre due segnate (i) nelV ultima epoca entra\*ano in
quelle di Scar perla e di Barberino , in tutto Abit, N,^
RESTAtro Abit. N.^
Altronde nel V anno 1840 entra^'ano dalle parrocchie di C ardetele t
Collina , e Petrojo in gutsia Comunità é4bit, N,^
TOTALB Abit, N.^
SAW-PIETRO IH SALUTARE nella Val-
le del Montone in Romagna. -» f^ed.Cuk'
BKTO DI CASTRO-CAaO.
— A SEANO. — f^ed. Seaho di Tibama
nella Valle deirOmbronc pistojese.
— A SILLABO. — red. Sillabo (Pian
Di S. Piirao a) in Val-di-Pesa.
— A SOLICCIANO. — Terf. Soliocuho
nel Val-d'Arnn fiorentino.
— DI SOPRA, già detto a Decimo nella
Val-<li-Pesa. — Gas. la cui eh. parr. dedi*
cata a S. Pietro è compresa nel piviere, Gom.
Giur. e quasi un migl. a scir. della Terra di
San-Gasciano, Dioc. e Gomp. di Firenze.
Una delle memorie più antiche di questa
chiesa credo sia stala registrata in un istm-
mento nuziale del nov. 1043, col quale il
conte Landolfo fìglio del conte Goltizio de*
nobili del Mugello assegnò alla sua sposa
Aldina a titolo di morgincap Inquarta par-
te de* beni che {Mssedeva nel Mugello, a Fi-
renze, a Gampi, in V.il d'Elsa ed in Val-
di -Pesa col padronato di varie chiese, (ìa le
quali questa di 3. Pietro a Decimo nel pi-
viere di .9. Cecilia ora di San-Gasciano.—
f^ed. DeciMO (S. Cscilia a).
Posteriormente cotesta chiesa venne in-
dicata nelle carte della liadia di Passignaoo
e nel bullettone dell' Arci^, Fior, col to-
cabolo di iS. Pietro di sopra, il di cui ret-
tore era tenuto pagare annualmente alU
mensa vescovile di Firenze il censo p^rpt^
tuo di qualtr* orci di mosto, di un pajo di
capponi, e di quattro denari di buona mooe»
ta. — (Lami , Sion, Eecl, Fior, pag. «56.)
Anche nel registro delle chiese della dio-
cesi fiorentina compilato nel lagg la diie-
sa di 5. Pietro di sopra è qualitìcata de
super a distinzione dell* altra parr. vieina
che dalla sua posizione fii detta S. Pietro A'
sotto, o inferiore.
La parrocchia di S. Pietro di sopra è di
padronato de* prìncipi Gorsini possessori del-
la villa delle Gorti compresa in questo popolo.
La parr. di S. Pietro di sopra nel i833
ascendeva a 179 abit.
SANQ SANO m
SAN-PIETRO m SOTTO in Val-diFe- di della cillii allivellò ai Lombardi di San-
s** — Goolrada che porla il nome della san miniato i beni tatti appartenenti alla pieve
eh. parrocchiale nel piviere. Coro. Giur. e predetta con le decime e trìboli solili «Ila
mìfl. I I a 9cir. dì San-Casciano, Dice, e chiesa medesima pagarsi da^li abitanti delle
Cofop. di Firenze. ^iHe di Xfarcignana^ ffnffia, Calenzano,
Ho già detto che appellasi di sotto per Brusciana, Borgo S, Genescy Castigliom
^ioguerla dall* altra che dicesi S, Pietro «e, Maryana^ CamprianOy San-Wintino^
disopra essendo situata più in alto nella Pianetzole^ Mónte S, MiniiUo eec, —
pendice stessa. •— Essa era qualificala col (Mbmob. Lcgch. Voi. V. P. IH.)
vocabolo di S, Pietro inferiore nel cala- Gli abilanli del castelletlo di San-Quin-
Wgo delle chiese della diocesi fiorentina del tino nel 1 369 fecero causa comune eoo
1999, mentre è detta di S, Pietro di sotto quelli di Monta jone, Gastelnuovo di Val-
in un islrumento del 18 nov. i3i3, reta- d*£lsa, Gojano, Barbialla, Cigoli e Tonda,
ti?o air elezione filila del prete Pftgno rei- segregandosi dalla giurisdizione di Sunmi-
tofv della eh. prenominata e canonico della nialo, finché alla pace del gennajo 1370
pieve di S. Cecilia a Decimo in priore della quei popoli furono dichiarati soggetti ini*
eh. parrocchiale di S. Jacopo alla Sambuca mediatamente alla Rep. Fior,
compresa nel piviere di S. Pietro in Bos- La parr. di San-Quintino a S. Quintino
solo.— (AacH. DiPL. FiOE. Carte dei Sion, nel i833 noverava x la abit.
*• 5. Apollonia di Fir,) SAN^UIRICO all' AMBROGUNA nel
Nella parr. di S. Pietro di sotto^ di pa- Val d* Amo inferiore. — Borghetlo nel po-
drooato del sovrano, sono compresi i poderi polo de* SS. Quirico e Lucia ali* Ambrogia-
ùe* Canali, di Tersona della Colombaia, na, Com. e circa un migl. a pon. del Castel-
^WErta e delle Pa/o/e della fattorìa Coi^ lo di Montelupo, Giur. d* Empoli. Dioc. e
sini delle Corti. Comp. di Firenze.
Questa pan*, nel i833 contava ftoa abit. Trovasi questo borghetto lungo la strada
SAN-PIETRO A VAGLIA. — Terf. Va- regia postale presso la XV pietra migliare
GLU. da Firenze, un terzo di miglio a ostro del
— 1 VARLUNGO. — f^ed. Vailuroo. villaggio della Torre Frescobaldi, due ter-
— A VIESCA. — Fed. VnscA. zi di miglio a pon. della R. Villa e della
— AUJL VILLA.— ^ed. Villa (S. Pi»* chiesa parrocchiale di S. Lucia alPAmbro-
no alla) in Val-Tiberina , e cosi di tutti giana , cui da lunga mano fu riunito il po-
gli altri luoghi di questo nome. polo della distrutta chiesa di S. Quirico. .
SAN4}UINTINELL0 a SAN-QUINTI- Dove fosse precisamente quesl* ultima io
NO. — Fed, y Art. seguente lo ignoro , sebbene vi sia motivo da duhi-
SAN4^UINTIN0 A iS. QUINTINO in Val tare che essa non slasse molto lungi dal bor-
d* Efola. — Castelletlo che porta il nome ghetto di S, Quirico cui è restalo il nome.
àt\ÌB sua antica chiesa parrocchiale subur- AlPArt. AiamooiAHA dissi, che la più an-
hina della cattedrale di Sanminiato , nella tica memoria di questa chiesa di S. Quirì-
cui Com. Giur. e Dioc. è compreso il Cast, co reputo essere quella indicata da una mem-
àì San-Quintino che ne disia circa due mi- brana delPanno ioo3, quando il conte Lo-
glts a scir. f Comp. di Firenze. tario de* Cadolingi assegnò alla badia di
Risiede sul vertice più elevato delle col- Fucecchio 1 7 poderi, parte de* quali situali
line che separano la Val d* Elsa dalla Val nel popolo di S. Quirico, piviere di S. Ip-
d'Evola fra i popoli di Calenzano, Canne- polito in Val-di-Pesa, ed aggiunsi che pro-
Io* Casignano e Marzana. babilmente riferiva alla slessa chiesa e bor-
I4 chiesa di S. Quintino, dalla quale ha ghetto di S. Quirico il luogo dove nel dì 3
P'^ il nome il castello , esisteva non solo giugno del i ao4 furono firmali i prelimi-
1^1 secolo XII trovandola rammentata nella nari di pace fra la Rep. Fior, da una, e il
^lla del Pont. Celestino lU spedila nel Com. di Pistoja con i conti di Capra ja dall'
"94 al preposto della pieve di S. Genesio altra parte. — - Fed, AmaooiAMA.
'I cui pievanato essa apparteneva fino da S. QUIRICO a CAPALLE. — Fed, Ca-
<ineirelà, ma ancora essa è nominata in palle nella Valle del Bisenzio.
">u membrana dell* Arch. Arciv. di Lucca — a LEGNAJA. — f^ed, Lbghaja (S.
^1 a a^io 991, con la quale il vescovo Quiaioo a) e cosi di tanti altri.
Ila SANQ SikNQ
S. QUIRIGO A MiEIGNOLLE.— r§d. rotò wimf di pettoae pcobe, aTaaittr ni
M AmmiOLLt. età Unto del ceto ecctftÌ4istico come fecolm
— A EUBALLA.-— f^ed. Ruballi ( S. per ?eoire in chiaro dello stato e dipendeo-
QDiaico A ). xf aqtica di quelle parrocchie che i Teaoofi
— m VAL-at- BURE. — Fed. Qonioo senesi pretendevano sue. Cotesto esame f io-
(Pbtb m S.) io Val-di Bare. ridiou fii eseguito con tutta solennità Mia
— Df VAL-D*0aCI4, già S. QuiMtoo tw corte regia di Siena , dove fu deliberaU la
OtBMMé, — Tern già Gat. che ha dato il senLenxa sotto dì ao giugno dell* anno 71S,
titolo ad un marchesato granducale con an- ed anch*essa fiiforevole ai vtiscovi di Arem,
tica pieve ( SS. Quirico e Giulitta ) ora Gol- Coietto teno giudicato riotTè il suggello di
Icgtata, Capoluogo di Com. e di Giur. stata una solenne sanzione 1 5 giorni dopo da nn
nella Dioc. di Pieoza, ora di Montalcino, sinodo di quattro veicavi (di Fiesole, Pi-
anticamente di Arezzo , Comp. di Siena. ONise , Lucca e Pisa) e di nove teologi adu-
Risiede sopra una collina tufacea che si nati nella chieu pLebaoa di S. Geacsio a
alza 75o br. sopra il livello del mare. Un- Vico Wallari sotto Sanminlato, e 6nalmeote
go la stradii postate Romina alla XXVU pie- anche cotesla «en^nza ricevè il regio e^tf-
tra migliare da Siena che resta al suo scir. ifootur in Pavia dalJo stesso re , alla pr^
(67 migl. da Firenze) fra la città di Pien- senza di Teodoro vescovo di detta città, di
za e quella di Montalcino, la prima 5 raigl. vai^' preti, 4el duqi Audgaldo, di Ratberto
« grec., la seconda 6 miglia al suo poo., maggiordomo e di moUi cortigiani. *- ^e4.
fra la posta di Torr€*leri che è quasi qoat- Bowo S. G^ittsfo e Spnif«
tro miglia a maestr. e quella della Poderi* Fra le pievi controverse essendovi anche
na che dista egualmente dall* opposto lato, questa di S. Quirico in Geenna dovettero
Ia memoria supentite pad sntica della esaminane più testimoni del luogo, e fci
chiesa battesimale di San^Joirico in Val- essi un prete anziano ed un vecchio chieri-
d* Oncia, già detta S. Quirico in Otenmh 00, i quali giurarono che If pieve in Otemia^
rimonta al principio del sec. Vili. benché dentro il contado senese, era solio-
Imperocchè era cotesta una delle pievi si- posta al diocesano di Arezzo.— La stessa coq-
luate fino d* allora dentro i confini del con- troversia (ìi rìi^ocesa piii volte nel f Sa^ nel
lado senese, ma dipendente per Teoclesi»- 783, neirSoi, 853, 88t« ioap, 1070 e
etico dal diocesano di Arezzo, quando ì ser- 1 104, e quasi sempre con la vittoria dei
▼i che accompagnavano in visita il vescovo Tesoovi aretini^ fino a che tentati nuovi pq»
aretino, stando nella pieve di Pacina in Val clami sotto i pontefici Alessandro III t Ooo*
d'Arbia uccisero nn giudice residente in rioill, questui timo con bolla data in Vi-
Siena per interesse di Ariberto re de*Loa- terbo li 27 maggio laio emanò sentenm
gobardi. •«- fW. Pagoia (Pura ▲). finale a fiivore della cbiefa e diocesi aretina.
Accadeva ciò intorno air anno 7 la pooo Una delle più antiche carte arcbeltpe
innanzi che succedesse ad Ariberto il re Liot- scritta nella pieve di $. Quirico in Osenna
prando, il quale per terminare la lite die il corrisponde alla data del n^rzo 8a5. Inoltre
fatto tragico di Pacina aveva promosso rispet- fu rogato nel borgo di San-Quirico altro
to a molte parrocchie della diocesi di Aimo istrumento deLmarzo ioi6« col quale la
che il Tesoovo di Siena |iretendeva sue,.pei^ con lessa Willa figlia del fu Teudice, e mo-
cbè situate nel territorio sanese^ fu dal nuo- glie del conte Bernardo fieltuolo di alito
\o iie Liutpraodo spedito a Siena Ambrogio C. Bernardo col consenso di Ranieri suo fi-
eno maggiordomo, il quale investito della glio e mondualdo cede alla Badia e monaca
regia facoltà proferì senteou in favore della di S. Salvadore sul Montamiata, e per c»i
ebicsa aretina, sentenza cHl venne poscia nel a Vinizzone abbate delU m^esima una pos-
mano deiranno 715 confermata in Pawia sessione dell* estensione di la moggia a j|e-
dallo stesso re Liutprando. Sennonché a quei men^ di grano, situata nel vocabolo di Spi*
giudicati non si acquetò Adeodato vescovo neia, — (Aacn. Dipl. Fioa. Cari€ ddl^
di Siena, il quale tosto reclamò in appello Balia f4miitina),
davanti ad altro tribunale. Cotesta donna Willa moglie del G. Ber-
Fu concessa la domanda fatti a quel re, nardo ci richiama per avventura al docu-
il quale nominò il notare e giudice Grun- mento solenne scolpito nel 1 1 18 negli sca-
leramo affinchè istituisse in Siena un rigo- lini dell* aliar maggiore ecc. dell* Abazia
SANO S A N Q 113
S S. Antiitto in ^a/le Siania^ col quale Une fra il dislretto e conUdo di Orvieto e
un ooote Bemardo figlio di altro conte Ber» quello di Siena; 3.^ una lellera officiale del
mnlo, diipendenle probabilmente dai due s5 marzo 1348 scrìtia da Foggia a nome
comugi prenominati, nominò e confermò in dell* Imperatore Federigo II a Matteo di
s IO mde uni Tersale un Ildebrindo figlio di San-Quirico giudice e notaro, acciò nel
Rustico. — ^ed, k£kMA, DI S. Airrnio. termine di 3o giorni citi a comparire alla
U Monitori nelle sue Anlìcbità Estensi curia imperiale per una ciuta di appello
(P. L Gap. so) riporta un istrumento del Pepone e Federigo cittadini sanesi e 1* ab-
nof. 1070 scritto nella pieve di S. Quirico bate e monaci della Badia Jlmiatina a mo-
lerò Oje«i«a n<fl contado senese , nel quale tìvo del Castel di Piari'Castagnafo, Che
•Ito trattasi di un 1 donaxione alla canonica poi quella corte imperiale fòsse nel caste!
iti S. IVm4to di Arezzo per T anima di un di San Quirico lo dichiarano a sufficienza i
loro cogioo Eigone figlio del fu conte Ro- documenti seguenti: 4.^ una membrana
dnHb consistente in beni che lo stesso G. scrìtta nel 5 marzo del 1249 contenente V
Rodotlbed Alberto fratello di detto Ri gone esame di testimoni Mio in Sat» -Quirico
avenoo comprato dal marchese Adalberto davanti a Blatteo uotaro per il mercato tn-
B«na Terra fìberiìnsa situata nel contado trodotto in Arcidosso a pregiudizio di quello
aretino. — ^ed. CawsaàA OBBMTBMaj e più antico che i monaci del Montamiata te-
Bànvout di Yal-di-Chiana. nevano in Lamole ; 5.^ lettere dell* Imp.
Era COKI in San-Quirìco nel «7 aprile Federigo II scritte li s3 luglio 1^49 e pre-
de! 1167 Rainaldo arcivescovo di Colonia sentale da don Manfredi abf>ate del Mon. di
e aicicancelliere in Italia per V Imp. Fede- Montamiata al duca Federigo di Antiochia
tipi I, quando con lettera di detto giorno vicario imperiale in Toscana , mentre era
tonfÌErmò al Comune di Siena lutto ciò che del cassero di San-Quirico del contado sa-
il C Guido Guerra possedeva nel distretto nese , con le quali ordinava di eseguire la
dì Fo{;inbonsi, quello che Ranuccio di Stag- sentenza pronunziala contro i fratelli Fede-
gta e Guido Srtrdo da Montauto le aveva- rigo e Pepone rispetto alla restituzione del
Qo donalo. — (Aacs. Bv. Sas. Kaleffo i^ec- Cast, di Pian^attagnafo da farsi al Moo.
ehio carte 56.) Aroiatino non ostante il mosso appello, e
TVfdici anni dopo fs febb. 1180) Cri- ciò a cagione del I.1 loro contumacb.<^^e<l.
ftìano arcivescovo di Magonza e legato im* Piax CivrAonAio (Asca. Dipl. Sar. e Fioa. ,
periiile in Italia donò ai Sanesi tutti i di- Kaleffo Pecchia carta n.^ %^3t carte deità
ritti die Federigo I aveva nel Cut. di San- Badia Amiaiinn,)
Quirico, e salta metli del CasL e corte di Anche per ordine della Signoria di Siena
Nonlieri, promettendo ai consoli di Siena nelPanno 1148 fu scritto al vicario impe-
dì fiir eonfermare questo privilegio dallo rìale residente in San-Quirico a favore de-
sI(»o Imperatone. gli abitanti di Montefollonìoo. — (Amc«.
Rqtnava Federigo II quando il Cast, di Ditl. Sav., Consigi . deità Campana).
Sia-Quirico fu destinalo a corte regia, ed a Finalmente che in San-Quirico fino dal
residenza di un giudice castellano. principio del secolo X.I1I fosse aperto tribii-
I documenti segnenU possono stare a naie lo dì baslantemmte a divedere una di-
eooferma dì ciò, 1.^ una bolla del Pont, scussione solenne decisa costà nell'apri le de!
Gregorio IX. diretta da Perugia li sS no» isoS alla prtsensfi dri nobili deputati del-
vnobre dell* anno is98 ai sudditi della le citU di Pirei^e, Pisa , Lucca , Siena, A-
Btdia Araiatina cui ordina on minaccia di rezzo e Perugia , preseduti dal vescovo di
foomnnica di prestar giuramento di fedeltà Volterra , cv^ della Lega guelfa toscana , i
air abbate di qac4 monastero; dopo che quali d*onrine dd podestà di Siena eransi
coi aveano ricusato di Are ciò , per esser- adunati nella chiesa plebana di S. Quirico
gli Italo proibito a nome deirimperatore in Osenna per esaminare diversi testimoni ,
dal Cattellame di Saa^tirico\ a.^ nn molti de* qaalì nativi del ffor^ ^1 5. ^ki.
online del io ottobre isSa dato ad Ei^ rico , innaazi di decidere la causa, se Mon-
chimperto Catteliano di Saa-Quirico da tepalcian<> fosse o nò cora[)rfso nel contado
Gerardo d* Amestein legato imperiale in sanese. — ^ed. Mom-ceoLcuvo.
Tnscana di fitre esaminare i testimoni per Alla nieve dr*5>S. Quirico e Gin1itt.< tie-
nooDoscere e quindi pone i lennini di con* ne dietro per anlichità U chiesa di S. Maria
V. V. I S
SANQ SANa
edifioBla foIU rìpt stnisf n del lovr. Tuoma staocaU dalb diooisi di Anno e eoa Mb
distante appeiui un tiro d*arco dal paese» del Pbot. Pio II del «9 geonajo 146S dita
Presso ootesta chiesa fo edificato fino del. alla nao?a di Piensa» finché da Cleneiile
•ecolo XI un ospiaio di Eremiti Caroaldo* XIV con bolla del i5 giogno 17^ fii slaa-
lensi.-doodechè la Porta della Terra ohe da cata dalla diocesi pientina per assegnarla a
quel lato serfe d* ingmso a S. Quirico » si quella di Montalcino. — red. Mobtaici-
appella tuttora Porta Camaldoli, ao , Ihocasi.
Fra le carte della Badia di S. Mustiola Cotesta collegiata è formata di 7 canoni-
MAreo in Siena, di cui il Mon. di S. Ma* ci compreso il proposto che è la prima di*
ria a Tttonia divenne manuale, se ne con- gnità, mentre 1* arcidiacono (che tale era 11
serrano farle relatifc a quest' ultima chiesa titolo antico del pierano di S. Qnirioo) la le
a partire dall'anno 1099. Ne citerò una del funzioni di primo parroco. Fra i eaaoaìei
genn. 1 1 so relati?amenie ali* offerta di un supertìti il primo è di diritto parroco delia
pexzo di terra al Mon. di S. Varia presso il seconda cara di S. Maria in S«n-Quirìoo ed
fiume Tuoma nel pifiere di S. Quirico in un altro canonico fii da maestro di scuola
Osenna. eletto dal magistrato oomunitativo.
Da'qoelle carte però si rileva che il Mon. , L* architettura della fiKxiata della coUe-
di S. Maria di Tuoma prima del sec XIII giata è gotica-ttaliana eoo scultura alla por-
era abitato da raligiose della stessa regola ta figuranti leoni chesorreggono lunghe co-
di Camaldoli. IHiUe donne passò ai monaci kmnine di pietra lumachella , intorno alle
Gamaldolensi di S. Pietro in Campo in Val- quali figura attortigliato un serpeotonesool*
d*Orcia, e finalmente Tuno e 1* altro alla pito nello slesso pexao di masso. NelTin-
badia di S. Mustiola ali* Arco in Siena. temo del tempia , rinnovato dal Card. Fia-
li Mon. di S. Maria di Tuoma fu sop- vio Chigi, esistono pitture di Mattea di
presso nel 1 461 per decreto di Mariotto Giovanni e del CasoUni.
priora generale ddl* Eremo di Camaldoli Nella vicina compagnia vi è un quadro
con l'annuema del Pont. Pio II che lo riunì assai malandato del Sodoma,
con i suoi beni alla badia di S. Bfustiola in Ma per tornare alla storia politica di qoe-
Siena. — (Àhiial. Cakau>. Voi. VI.) sta Terra giova sapere che mentre risedeva,
Beli* erexione dentro la Terra di S. Qui- costà un tribunale con vicario imperiale a
rico del convento di S. Francesco de* Frati nome di Federigo II , gli abitanti rispello
Conventuali , ora soppresso , il Vadingo ne* al civile erano soggetti al Comune di Sma.
suoi Anaali de* Bfinori non indica che «ina Infiitti per istrumento rogato in San^^uÌA-
donatione &tta a qnei frati dalla Comunità 00 li 1 3 febbrajo i»i3 gli uoaaini di que-
di San-Quìrico consistente in una cappella sto paese prestavano giuramento alla Èep.
di S. Maria tuptr portam Frontonis e con- di Siena in mano di mess. Guelfo suo po-
fermata a quei religiosi da un privilegio del desta. — ( Argb. IkrL, Sa«. , Kai^fb fwe-
Pont. Pio II dd a sett. 1460. — {ioe. cU,) càio n.<* iSo.)
Ma che questo convento esistesse fino dal- La giurisdizione politica , ossia il rica-
la prima mela del secolo XV lo dichiara riato di San-Quirioo a tenore dello statuto
una rubrica dello statato saoese del i455, del iSio abbracciava nella sua ginrisdiaio-
nella quale si ordina dk dare sei quarti di ne la Terra di San-Quirioo , ed i paesi di
sale per bocca ai Frati tfhori di S. Quirico Tignone , Ctstiglion d*Qroia, Kipa d*Otct>r
— (AacH. DBLLB RiroasAo. ki Sibha.) Scggiano ^ Castelnuovo ddl* Abbine , Corti-
In qoesU chiesa vi erano due buoni qua- gnano, Fabbrica, Palauo-Massaini già fiU>-
dri di Francesco Vanni. biano , Cacciaoonti e Cosona.
In un caposeala dei convento wi è«n pre- Nel ia56 i Signori Nove di Siena deli-
mioso affresco di Luca di Tommaso sanese berarono che il Visconte Napoleone e gli
dipinto nel 1 36 1 . altri suoi oonsorti di Campiglia d'Onsia stati
Ignoro pur anche 1* epoca dell* erezione arrestati io San-Quirioo e di là condotti pri-
del piccolo convento de*Cappuccini esistente gioni in Siena dovessero lar pace con i San-
fuori del porta omonima, per dove esce la qnirichcsi. ^^{ioe. di. Ernie ffo «^aecAio.)
strada provinciale di Pienca. Dopo quell* età sembra che San-Oiirioo
La pieve de* SS. Quirico e Giulitta in- cessaste di essere residenaa di un vicario im^
sieme con le sue chi^a filiali e terciaNrio fii • puriale e lo diveona di «a «iuadioaat* cLa
SANO
poMk Mte il Ikok» di potolà. Il qode
fMfdieeBte nel 9 maggio 1449 «crìiie da
Moiitoif^looica alla Signoria di Siena per
laggoagHaria «fi aknni sconcerti ohe segui-
ftao in qnet eontocnL •-• (he, €Ìt. Lione,
Onta 119.)
Nei i47a forono rifiitte le man di San*
Qairieo» dote lavorò maeiiro Anlonio Lom-
birdooon le tre porte per le quali ti enim,
thft Olia dalla parte di Siena denominala
Porta CamaUoU^ rallia, dalla quale ti
CBt per Radìoolani e dbe mette nel /Volo
éeiPthpedale denominata Fotta Ferrea»
Qactla é quella atanno att'ealremitè del bof-
p> pel quale pama la strada postale romana,
la lena porta tolta a grec.^cbiamasi altoal*
neale é^Ca^pueeini perchè conduce a quel
ooofcnto per la tia prò? inciale che guiila a
ntoBi.
Air eceaakme rleir ultimo assedio di Sie-
na h Terra di San-Quirìco nel febbrajo del
i55i fu occupata dagl* Imperiali , e qui si
lemiò b loro ca?alleria che ruppe la strada
fomana. ^- (Aaca. Sxoa. Ital. Voi. II.)
Dopo Tacquislo di ^ena e di Monlalctno
fli abitanti di Saa-Quirieo prestarono gin-
Tamento di fedeltà a Cosimo I con rogito
de* 97 agosto 1559, cui i Sanquirichesi ub-
bidirono direttamente 6no a che nel 1677
il Granduca Goainw QI, mediante diplonui
Jel 6 settembre concesse in feudo questo
paese con titolo di marchesato , compresi I
coaiunelli di Vignone, de*suoi Bagni e loro
dbtrptto al Card. PUitìo Chigi sua yita n»-
tonle dorante e di poi ai figli maschi nati
o <h oaacere ad una persona congiunta di
sanpìt che Teniva dal Cardinale nominata.
Sotto di la nofembre 1693, stante la
S A N Q 115
morte del predetto Card. Chigi ed , in ordi-
ne al suo testamento , fu chiamato a succe-
dere in detto feudo il Bfarch. Buonarentura
2Sondadari-Chigi nipote di sorella, a coo-
disione che morendo sema figli doTCSse suc-
cedere un altro fratello o discendente dal
Blarch. Zondadari primo chiamato, al quale
Cosimo III nel 1694 rinnofò il diploma d*
iuTestituni , finché nel 1 724 la medesinui
concessione fu rinnovata dal Granduca Gian
Gastone in fti? ore del marchese Fla? io Giu-
seppe Chigi Zondadari.
Il grandioso palazio di trayertino che ye-
desi sulla strada principale in meno alla
Terra di San^Quirico fu fondato nel termi-
ne di tre anni da quell* illustre porporato.
La sua spaziosa sala è adoma di una statua
rappresentante Cosimo III scolpita da €riu«
seppe Mazzuoli il di cui figlio Bartolorameo
fece il busto del March. Biionayentura Zon-
dadari-Chigi esistente nella chiesa collegiala,
dove è pure il busto del porporato che ot-
tenne il marchesato di San-Qoirico. Cotesto
feudo continuò ad avere il suo yicario mai^
chionale anche dopo la legge del a genn.
X774 per il nuovo compartimento dd tri-
bunali di ginstìaia della provincia supe-
riore dello Stato di Siena.
A tenore delPArt. Ili fu ordinalo che nei
feudi annessi a ciascuno de^sei vicariati di
detta provincia gli ufltiiali fieudali osservino
le regole imposte agli altri giusdicenti del
Granducato e che continuassero ad eser-
citare la giuris<li»one civile e criminale a
forma della legge sopra i feudi del ai apri-
la 17499 I' quale ebbe in mira di dimi-
nuire r autorità de* feudatarj ed accresci rU
al sommo imperante.
MOVIMENTO della Popolatione della Te9MA 01 S^iV'Qoiàteo
in ^al^Orcia^ a quattro epoche diverse^ dieisa per famiglie.
AXBO
1640
1745
iS3S
1840
nipuaiai
mate.
139
aoo
«17
femm.
169
i8a
i85
▲OULTl
mate.
i5a
a55
a 54
femm.
175
ai5
ooinnoATi
dei
due sessi
3o8
5it
5a5
dei
due sessi
96
IO
IO
Numero
delle
famiglie
153
i56
978
391
Totale
della
Popola*.
X435
962
1.373
i4i3
Ite SANQ 9K^Q
Comunità di Sam-^uirico. — Il (erri- casi «lallo Memo capoluogo per ooodone a
torio ili qucfU ComMQilà occupa una tu- Pientu « vi 900*1 Tarie strade comunitalifc.
ptriìcie di 12087 quadr. 711 de^quali spcl- Tuli sono quelle dirette a BfoQtalcioo e a
tano a corsi d^acqua eil a pubbliche strade. Ripa d* Orcia che partono da Sai»-Quirìco,
— - Vi si tro?aTano nel t833 abit. iS^i, a e. tale è pur la vecchia postale romaiM che
proporzione di circa i la individui per ugni passa alla dtstra del fi. Orcia.
migl. quadr. di suolo imponibile. Non parlo di altri piccoli tronchi di stia*
Ginfina con quattro Comunilk. — Dal de rotabili come quello che staccasi dal pon-
lato di pon. ha di fronte il territorio comu* te della Poderìna per salire ai Bagni di Vi-
nitativo di Montalcino mediante i borri e gnone né della via che gira intomo al po-
torrentelli Lima^ Stagaelli e Capitiogilaf roerìOy o carbonaja della Terra di Sao-Qiii-
GolPuJlimo de* quali attraversa la strada pò- rìco ecc.
stale Romana per entrare a ostro della mr* Rispetto ai maggiori eorsi «T acqua che
desi ma nel borro del Confine e con esso lambiscono i suoi limiti territoriali si con-
Jiella fiumana deir^^fo, la quale perooire Uno, a pon. la fiumana deir^/#o, a ostro
dirimpetto a lib. per quasi un miglio fino allo e scir. il fi. Orcia, mentre lo attraversano
sbocco in essa del torr. Ommiasa o dell*0- dalla prte di maestro e di grec. il torr.
jpetiaietto, —'Costì soUentra a confine il Tuoma ed il fosso del Rigo,
territorio della Gom. di Castiglion d* Orcia Non vi sono in questo territorio Talli,
salendo per termini artificiali le piagge ere- ma solamente piccoli valloncelli ed umili
.tose per dove passa la strada rotabile che da colline cretose tufacee e di tnivertÌDo« sulle
jSan-Qoirico porta a Ripa d* Orcia finché , quali varj naturalisti del secolo passato e
passata )a chiesa parrocchiale di Vignone, del presente esercitarono le loro dotte inda-
.entra nel borro del Pian de^ Boschi e con gini. — f^ed, P ensa Comunità,
esso S'*eude in Orcia dirimpetto alla rupe L» collina di San-Quirico é forse la più
della Rocca di Castiglion d* Orcia. Ivi voi- elevata e la più singolare di quante altre si
.laudo faccia ila lib. a scir. e poi a ostro ri- presentano in questo territorio. Avregnadié
monta TOrcia passando sopra il ponte nuo- nelle sue pendici settentrionali s* incontraoo
vo «Iella Poilerina sulla strada postale Ro- rocce calcaree compatte bucherate da boladi
.raaua fioche di là dirigendosi a grec. arri- ed a poca distanza ban<;hi d* ostriche in un
va sulla 9tra<la vecchia che passa sopra lero- tufo siliceo-ciilcare con varie specie di oon-
vìne del ponte rotto finché alla confluenza chiglie marine bivalvi ed univalvi; siccome
di un rio che viene da settentrione trova di- potei accertarmene nella mattina del ss giu-
.rìmpeltoa lev. il territorio comunità ti vo di gno del i83o visitando quella coHina di
Pienza chi primo rìmontandocontr* acqua il San-Quirico alla destra della strada postale
predetto rio poscia per termini artificiali sa- nel podere di Bagna ja , mentre alla sin'ttra
lemlo sulle colline meridionali di Pienza per della strada medesima sotto il Gsmposanto
il corso di quasi tre miglia, finché entra nel e nel podere detto della Pieve trovasi fopim
borro delle Bandite, t lungh^esso traversa il tufo conchigliare poco lungi di le no
la strada provinciale di San-Quirico a Pien- banco potente ed estesissimo di ghiaja parie
za, quindi mediante il borro di Cosona i sciolta e p;irte conglomerata, consistente in
due lerrìfoij si accompgnano nella dire- gran parte in ghiajoitoli calcedoni osi , va-
llone di maestr. sino a che entrano pel fosso negati a strie, i quali si prestano ninbil-
degli Stagneìii. Mediante quesl* ultimo ed mente non solo per rifiorire le strade rota-
altri minori borri e riottoli la Comunità di bili della Corouuit2i , ma che potrebbero
San-Quirico avviandosi verso lib. per un anche adoperarsi nei lavori delle arti. Co-
tortuoso giro di frastagliate colline si tocca testo fianco settentrionale della collina di
col territorio della Comunità di S.Giovanni San-Quirico, sprso di tufo conchigliare,
d* Asso che abbandona dopo un migl. sul di ghiaje terrestri, è rivestito da vigorose
fosso predetto sino al punto in cui toma a piante di olivi, di viti e di altri alberi fnit-
confine il territorio della Comunità di Mon- tiferi. Al contrario escendo dal paese' pel
lalcino. lato opposto quasi sparisce ogni coHnra <li
Fra le strade rotabili, oltre la regia po« alberi, squallida, nuda, di :ispetto cinereo
stale Romana che passa in mezzo alla Terra si mostra quella campagna, e umcamenle
di San-Quirico e quella provinciale che stac- coperta di sterile marna oonchigliare (ma/-
SANS
te/bAr) che li accompiigna sol tinnco infe-
riore del monle di Radicofani. — Fed, Sam-
n , M^iaggio àtcondo per la Toscana , ed
■n mio Art. neU* Anlolo|[ia di Fireiiie dell*
if. i83o che porta il litolodi un Etcursio»
■e geoiogiea da Firenze ai JÉoat* Amiiìia.
Dli quel l:ito si discende suirOrciii al
pale della PcMlcrìna, che e quasi 4 inifrj. a
MlfO-scir. di SanQuìrìco e meno di un ter-
»di mìgl. a scir. de* Bagni di Vifsnonr, le
jA acque termali hanno altamente c(.»iK-rto
il fianco di quella collina sitila destra del
i. CHciii di una pietra calcare concrezionala
[Iniertino] della quale da lungo tempo sono
ipcffte numerose cave per gli usi di iabhrì-
rie, iDSliluendo costà il |Oroso, ma duro
liatertiiio alla pietra serma del Val-d* Arno,
b quale manca nella Valle deirOrcia, e in
fiHla dell* Ombrane sanese.
IUq«llo alla storia delle acque termali di
fignone. ^ ^ed. Baori m Viotcoai, e Vksho-
m, il cui paese taceva [laite del marchesato
Chigi dì San-Quirìco, alla qual famiglia ap-
(tftengono tutlora le termi*, le caTe e molli
faiScci ooftilucnti una fattorìa omonima.
SANS
117
Gol regolamento del » giugno 1777 per
r organizzatione economica delle comunitk
della provincia superiore senese, questa di
San-Quirico e Vignone rimase composta ad
un dipresso com'era il suo marchesato, cioè
del ca|K)luogo e di due comunelti. Tale a
dire» I. Bagni a frignone ^ e a. frignone
di raUCOrcia.
La comunità mantiene un medico-chi-
rurgo ed un maestro di scuola.
8i pratica in San-Quirìcoun mercato due
Tolte il mese, nel primo e trrzo lunedi, ol-
tre due groKe fiere annuali, le quali cadono
nel 17 giugno e nel 18 ottobre.
Il potestà di San Quirico dipende per il
criminale dal Vicario regio di Pienza. Tro-
vasi in San Quirico una dispensa delle let^
tere ed una cancellerìa comunitatifa , la
quale serve a questa Gom. ed a quelle, di
Pienza, di Castiglion d*Orcia e di S. Gio-
vanni d*Asso. — L* ingegnere di Grconda-
rio , e 1* uffizio per l' esazione del Registro
sono in Montalcino ; la conservazione dell*
litoteche ed il tribunale di prima btanza sono
in Siena.
QUADRO della Popolazione della Cosh'hita" dì Sjm-Qvìuico
a quattro epoche di^rse.
Nome
dei Luoghi
Sii-Qc'aicn ^i]
llem
Tìgnone
Titolo
delle Chiese
SS. Quirim, e Giulili»
Pieve Go!legial:i
S. Maria Assi: ri la , Riti.
S. Biagio, idem
Diocesi
cui
appartengono
Popr.lazione
al('ìno,gì•i^
il» -zzo Si
Moula
Ariizo >i435
M< m )
Il km
TlTjéls .... Jhit, iV.'*
ARnOI ARMO
1^33:1840
1.178 lasi
245
i85
57
^B. Neir ultima epoca del 1840 entra\fano in questa Comunità dal popolo
a Bocca d' Orda Ahit. N.'*
Totale .... Ahit. if.» 1708
Air incontro esei^ano di Comunità dal popolo di San-Quirico [i\ed enra-
ileo m detta epoca in quelle limitrofe di Montalcino e «9. Gio, d*Asso . Abit, IV. ^
44
Sa-ROFFENO. — red. Badia a Rof-
MIAO RorFrao in Val-d*Ombtone s-nese.
SA?f-RC)FFlNO. — rid. RorFino (San).
SAN ROSSORE.^ rei/. Russokb (Sa»).
Restawo .... Abit, xV.' [1664
SAA'SANO KFi. CHIANTI.
l'HI (M<»5TK-I ICO a).
SAX-SAVINO (MONTE).
TE S. SaVIAO.
— Ved, Lrc-
— Ved^ MfR-
SANS SANS in
q«le«cl is^ dìneae lettere u\ TvtoovncK il fiieovo Gctklo ; medÌMiAt il ^Oalt U pò.
Ireoo, con facoHli di falmioMe la •oumii*^ tenie fiimif lia de* Tarlali ÌMpelfò ed otlca«
eiei ai Borfhigiaiii quolera non aveanro ne de Lodofioo il Bataro titolo delle si-
JuiUìliì dal recar ttolenae al loro abbate gneria d' Arcaao e della città di Castello ,
tàé Mot iBOfiaci 9 e non riapcttanero i dt« le quali teneva , e della Tem del Borgo S.
ritti ooneeiri ■ qvcalS daf P Imperatori , ri» Sepolcro, la qnale allora em domitiatJi dai
spetto speeialmente al loro beneplacito ini* Malataeti di Rinini , lieobé prima il ircee^
pebare il loro eonsenso nelk ekiàone de' >o Giudo e dopo il ftatello e nipote toma»
«Miioli e de* potette. Fa allon cbe i Bor* nmo ad asaediare qncita lem Ibrte* fìnebè
^Ufiani goveniandoai a cornane eenia aU dopo 8 meà nel mano del 1 3a8 aebbenc a
ciB rieletto agli anticlù lorostfnorì abbati, patti per cagione, dicono fli Annalisti Ace*
tiattSTaiio leghe coi ticini popoli e cosi di* tini , di ayere i Borghigiam noi»ato di ri-
dHBiafasi immani da ogni territè , suddi* cerere in vicario del «e Aobeda Bettino , •
fan e tassallaggio. Roberto dì Pietra mala. — (G. Vi&Laiif, Ciófi.
Uè a riporti sotto il dominio fendale dei lib. X. Gap. lai . — - AftmaUs Aruin, im
loR> abbati erano Tabe le boHe del Poni. il. /tei. Script. T. XXIV.)
fiafcnio file dTInnooeaao IV, né le lettem Areva poco innanai ottennio «n diploma
ipsHolicbe dirette nel laSx a Frigcrio Te» da Lodofico il Bavero Ranieri figlio del f»
Koto di Peragti per fiir reslìtnire agli ab* Ugnccione della Faggiuok, cui airew con*
biti dd Mon. di S. Gioraimi Evangelista cesso e titolo di feoìio 7» fra ville e Castel*
nd Borgo S. Sepolcro i diritti perduti, men* letti posti neir Appennino di Sartina, di
tii i Borghigiani nel «9 seti. 1^69 strinsero MontefeUro nella Maswa Ferona e nelda
ìffi di reciproca difesa con gli Aretini oh- Magga Trakarim* *— Erano i Faggiolani
bKgandesI di mandare il tribnto di vn pa- rìTaK de*Tarlati, talché i primi nella speran-
Konel giorno della festa di S. Donato a za di riacquistare i villaggi perduti nella
coadliàone di far goemi a richiesta degli 9Ìus94t Trabaria e nei contomi del Borgo,
Arrtioi purché questi ottimi difendessero i rioorsero alla Signoria di Firense, la quale
Borghigiani dell* arbitrio deirabbale e mc^ nel i33a mandò uà suo ambasciatore (Pino
Bad Cimaldolensl dì Sansepolcro. della Tosa) aftncbé ricbiaroasse dal Borgo
Dk qucll* epoca in poi se non mollo pri- Poste pietramalese dichlaramlo che era nei
BB il Borgo S. Sepolcro si resse a forma di beni clelk Faggiuola. Non ostante dò i Tar-
oooone con i suoi propri statuti , consoli. Iati nel i3Sa condussero Toste aretina con,
jndfSti e capitani dd popob. tro il eastel di OfercalellD e quello d*£lct
Hi appena fìi fetto potestà di Areno (an- che assalirono e presero a Neri della Peg-
no t So i) Uguccione della Faggiuola, no> ginola, il primo de* qaali neiranno di poi
mo di eredito e di rara attiritàt ed accorte»- riebbe a foìna. — • {Armai. JrH, op, cit, >
B egli con i snoi goTcmoti dopo V impresa AncXic il Borgo noi i3S5 ini tolto di ma-
Miee di Cesena, si rivolse verso il Borgo no a Pier Saccone Tarlati, il quale insieme
S.Sepolcro, del quale tosto si fece padrone, coi fratelli e nipoti si erano resi arbitri del
f Sebbene il PaggioHmo neU* anno dopo Borgo e del suo distretto, e perché contro i
(i3os) fosse cacciato dal governo per opera PtBrogini tenevano anche Citili di Castello,-
àt^U Aretini che elessero in loro podestà il questi fecero lega con il Faggiuolano, con i
coQle Federigo da Montefeltro, non per qne- coirti di Montefeltro, di Mootedoglio e con
sto f Borghigiani poterono riacquistare la Guglielmo Casali signor di Cortona, e per
pfrdota libertà , né vi riparò la pace con* trattato segreto 4aMo con Rainaldo o Bibal"
dosi nel i3i6 fim gli Aretini, i Fiorentini do da Montedoglio cognato del Tarlati, che
ed i Senesi, quando era podestà d*Arezio il per esso gnaulava il Borgo, quando neila-
cetebre Bosone da Gobbio ; che enti eletto matthra detl* S aprile di ipieiranno lece en-
ia TesooTo di questa citlà Guido Tarlati di trare Neri della Faggiuola con ao« cava-
Retramala piti esperto nella politica che ne- Keri, e 5 00 fenti te impadronirsi della Terra,
gli affiiri della chiesa , rivolse tosto F animo nivo 1^ rocca nelhi quale era castellano Ma-
alla conqaista di tutta la Val-Tiberina , sic- so Tarlati. Ma anch*easa dopo 1 a giorni ìhì
cbè Anghiarì , Fieve San Stefano, Caprese, onta de*rinferai inviati dagli Aretini, dofé'
Vonlercbi, e Città di Castello caddero sotto capitolare, salve le persone. — (G. VwLAai,
•1 doDiinio di Areno, ma in sostania sotto Cronic. Lib. XI. cap. aS.)
190 SANS SANS
In cotesto tmnlmsto fin i Tarlati ed i della Pìefe S. SlefiuM laoecD lo etcw» ior-
FaggloUiiii b Terni dì Saosepolero trofom oamlo ìa potere de* Tarlali,
immena 6ao a che nel i35i, la ^oerra fra Era per ooncludeni la pace di Sanaaa
rareifetoofo dì MiUoo ed i «imm iilerenU qoaado nel priocipio del iS53 TarciveMD-
eitendoei riaccesa in Toscana con la Rep. ve di Milano orUinò al Tarlati dì iu riedi-
fiorentina » Pietro Tarlati con tatti a suoi fioare le man e case del Borfo Sao^Scpol-
ooosortì confederato col Viacontt e col Si* ero, rovinale o fmste per lo lerreuMitOa al
gnor di Cortona, s* impadronì del Bofgo S. qiule effetto mandò 3oo maestri muisiUirL
Sepolcro pochi mesi innansi che un altro I Bori^giani ri masti io vita erano tolti
P'ù tenibile 64gello, i terrsmoti portarono slmricchi per Tereditii de' morti, e per li
nllinii dcsolaiione a Sanaepolcro, in guisa scoqci gundvigiu delle prude de* loro victni
che crollò la maggior parte degli eJifìxi pah* condotte al Borgo^ e perchè ai soldiitì ave»
hlici e privati, dov*i fiima che perìisero più vano venduto caro U loro viitoaglia » e gli
di eooo persone. altri arnesi, e perciò, venati i maestri aai»>
Ad aeoresoere i mali ai Borghigiani op- ratori, oominctaroiio a edificare le case epa-
pressi dal dispotbmo de*Tarlati, dei Visoontl lagj e a fare assai pid nobili e più belle alM-
e de* Faggiuolani , ed afflitti d<tl flagello de* Iasioni che prima non avevano, ma pooo
terremoti si aggiunge nel iSS^ la gnerm poterono lavorare giacché la Terra ben pro-
che vi recarono i citudiai di CiìXk di Ca- sto mutò stato e padrone. — (M. Viu.am,
stello, mossi dal loro vescovo, il quale pr^ Ctonie, Lib. HI. G^p. 85.)
tendeva di estendere la sua auloritli sopra il Uoo fra gli altri pidconi tu il ves^vodi
Borghigiani non ostante la immuniti loro Gita di Catello^ quando i Borghigiani snt-
confermata da diplomi imperiali e da diver- trattisi al dispotismo de* Tarlati ed afflitti dal-
se bolle di Pontefici. Il Ginelli che raocon- le triste consegnense de* terremoti ai trova-
ta il Aitto, ci fa oonosoere lo stato lagrime- rono di notte tempo assaliti dalle genti di
vole in che fu ridotta cotesla popolaiioue Cittì di Gistello, mosse dal loro vescovo, il
nel ìtmpo che restò suddita del Comune quale pretendeva riacquistare con la hau
di CàVtk di Castello dal qoale, violato aven- la già da gran tempo perduta autorità «pi-
do ogni divino ed umano diritto, fu ridotta rituale sopra i Borghigiani. A questo latto
alki ptìk affliggente desolaiione. politico dubito che volesse appellare Matteo
Matteo Villani destinò un capitolo delU Villani, al Gap. 85 del Lib. UL della tua
sua GronaoM fiorentina (Gap* 41 del Ub. m .*) Cro liea .
per raccontare del modo astuto cornea Pier Frattanto dopo cotesto fiitio la Terra del
Saccone venne (alto di prendere nella notte Boigo tornò alquanto tempo in quiete, aeb-
del ao nov. 1 35i il Borgo a San-Sepolcro, bene S|)es4e volle cambiasse di padrone, fino
ehe queir autore contemporaneo qualificò' a che Niccolò Forlebracci generale pontlfi-
per terra forte e pietà di popolo e di rie^ ciò nel ii)a fu investito da Eugenio IV
i4ài citta limi 9 formila eopio9 amenti Sogni del feudo del Borgo quasi in premio delle
bene da ifioereflon duo eaiHtfri forniti aita sue prodesse rail ilari. Ma cotesla in vesti-
guardia dicatteiianiperaginifedafleiorm \un essendo precaria, e altronde Niooolòa*
W dì df/era. Nondimeno i Perugini (sog- vendo abbndf>nato i servigi militari del Pon-
giunge il Cronista) turbati di questa perdi» tefice sotto pretesto delle sue paghe ritenne
te, procaoeiarono da ogni parte ajuto per il Borgo con altre castella intorno non solo
riacquistare la Terra, tenendo essi sempre in ma negò ogni sorta di obbedienza al Papa
casseri, e dì presente ebbono 5oo cavalieri come suo feudatario intantochè gagliardiH
fiorentini, sioconse 1 400 soldati a cavaUo e mente travagliava i popoli.
non gran numero di pedoni se ne vennero Né qui si arrestarono le violente poiché
per quella via dalla parie di Città di Castello; dopo la morte (anno 1 435) del Fortebncv
Ma mentre tali genti si disponevano a soo- ciò, comparve al Bargo con le su«* misna-
eorrere quelli dei cassm , tanta viltà fu in de il conte FraoctiscoSle* Co iti G lidi di
«oloro che gli avevano in guardia ohe senta Poppi, e col pretesto <lella resiitusione del*
attendere il soccorso così vicino s* arrende- b dote di suii figlia restata vetlova di Sic-
rono a messer Piero e incontanente quelli colò egli prese il dominio del Borgo.
dfii Castel d* Angbiari catxiarouo la guardia La qual cosa parendo grave al Ponli*fice,
cJk f era dei Perugini, e quelli del Castel s* interpose mediatore il governo fiorentino
SANS SANS 121
ifnliaoioicbe IntUnto che non fet* cera, che tutti i prigioni che si trovavano
aaiffiaritelc dìAereoie tn Eugenio IV in Sanscpolcro per qualunque maniera fot.
ditali^ Poppi il Borgo ei doveva de- aero itali liberali. Entrossi nel Borgo , dice
Rie nato della Signori», la quale rAmminto {Sior, Fior, Lib. XXI), pa-
i«nd& Giovanni Vespuoei a pigliar» cificamente, e tra quel giorno e 1* altro (i e
■^^HfeLGMl il conte fu costretto a par- a luglio) delle rocche , o torri che il Borgo
jililk; ■Brtie il patriarca Vitelleschi, aveva se ne ebbero sole due.
jpifcieirmttpontiìkie, non soloricon- Il restante dell* anno passò tranquillo per
fillillif|oS Sepolcro, ma molle al- i Borghigiani, sotto il dominio del Pònt.
itaÉdh di pertinenia Mio stesso eonte Eugenio IV, il quale atlendeva per i suoi
jiftfPtk^lì poco dopo egli riebbe in bisogni, piuttosto che a governare i pniprj
M èfli ■sdiixioae della Signoria di sudditi, a chiedere denari ai Fiorentini per
MM|n9BttAMitefioe.-* ^etf. Popn.-« psg>K li stipendj de* capitani e le spese oc*
"im, Jép. Plùr, Lib. XX.) eone nella guerra ; sicché quel Papa final-
ftiiMÌ dopo il conte medejimi in- mente fu costretto per «5ooo ducati d*oro
>iis»iÌ6Mii del Papa e di tutti colo- di dare il Borgo Sanscpolcro in mano de*
>^nMM contribnilo ai danni suoi. Signori della Rep. Fior, i quali tolto ri
^fMiapnalest'^nentp con tutte le sue mandarono a prenderne il possesso Niccolò
Ifeèlli pnte del duca di Milano per Valori uno dei Dieci di Balia della guerra.
■AteMlle file deir esercito lombardo Infiitti nel 1441 sotto di sa febb. (stile
i^hiii liei Wngello e del Casentino comune) fu firmato il conlmtto con la Rep.
ifMi dH 1440 dal capitano Niccolò Fior, che deputò alla guardia del Borgo un
■^«tew condotto in Toscana, e che castellano con una oompgnia di soldati ed
■**Aaaeesco di Poppi a penetrar pre- un capitano per amministrarvi la giustizia
^Mibcfinafheildmiente confortato, nel civile e nel crimiuale, da C4mbiarsi en-
ImesBiiMipagnava T esercito del Pio trambi ogni sei mesi. Quindi sotto dì 9 ag.
^ h Gtlà di Castello ed il Borgo , dello stesso anno la Signoria concesse ai
^legniti della Rep. e del Pontefice Borghigiani diveni privilegi ed esenzioni ,
'■fa autieri, sotto il qiial castello cui nel i3 settembre dello stesso anno ten-
Càips'ig giug. 1 440) accadile la famosa ne dietro un regolamento sul governo cco-
jfa, che portò un* immensa perdita nomieo del Borgo , specialmente referibile
j'aRtilQ lombardo e a qn 'Ilo del conte di alle gabelle , sale ecc. — ( Aacu. dcllk Ri-
^ fife in pen.i della perfidia venne ir- pobm. m Fiasaza.)
'^^laente da tutte le sue castella della in questo mezzo tempo comparve uno
^Bi oociiio. -• ^e^. AicoHTAai e Poppi, icrìtlore dotto quanto coscienzioso, il quale
favolo m'vlo diventarono vani tanti preferì la verità alla boria del suo ordine
^.ippinli eronrcrti del dura di Mi- Gamaldolense, in guisa che dalle lettere ode-
■iedrf oontf di Poppi; e piii dannosa poriche dell* abbate maggiore don A^mbrogio
■■n ppT il Visconti sarebbe riescita la Traveraari vien posto in chiaro quanto un
■^Kinodollìeri deir esercito Fiorenti- altro suo collega, collettore dei diritti della
"^•Iv tve«feM dato ascolto ai consigli badia di Sanseiiolcro , si sforzava dimostr;*-
'^Capponi lino de* commissari, il quale re al Pont. Niccolò V risjietlo alla giurìsdi-
^plehe la mattina dopo la vittoria si zione ecclesiastica e temfmralc degli abbati
^Mdi buon ora sopra il Borgo p^r della badia di S. Gio. Evangelista sopra gli
■"■Imi il nemico ivi ritirato; al che abitanti del Borgo e del suo distretto.
■iheaiiLutiio. Andò bensì Toste vitto- In quanto siietta alla giuris<lizione ercle-
*>dB(M-|ait primo giorno delPimmi- sinstica della badia di S. Gio. Evangelista,
■kl^(n, e to«lo venuti al campo gli che questa fosse stata dichiamla immune dai
•^•cutori de* Borghigiani , pregarono i vescovi di Qttà di Gistello, nella cui dio-
^■■■nfi''renlini perchè ricevessero sotto resi era compresa , non vi è chi possa met-
*hnpeiieiione il Corauue pre<lctto ed i torlo in dubbio ; ma che gli al»h.iti di detto
■•«fcitjBiii; M quali però fu ris|>osto che Mon. vi esercitassero anco nel setolo XIV e
^'WikAf\UWo^ il Borgo doveva tor- nel principio del XV dominio tem|»ora'e ,
^i1V>S(a|n pontificio; e così fu eseguilo questo è rio che il collettore prenominato
^ ripNilaóqn^^ mi articolo della quale <l^ non giunge a dimostrare con tutti i Kiiidi,
». t. 1 6
122 SANS SANS
fietìzioni, tà Sstrumenti ili cMEÌoni relativi per rimettere in Fireose 1* ciole Pielio M
iigU abbati del Borgo per restitiiuoDe di Lorenxo de* Medici eoo tatti i tuoi, ed t
usure, dal collettore predetto riportati. torbidi che oel principio del tee XVI nel-
Arreca una luce maggiore ali* argomento 1* aretino cooaeguttarono , doteitero dar da
una bolla del i aprile 1 4oa spedita dal Pont, pensare ai Dieci di Balia di guerra per set-
Boni&iio IX a petizione dell*abbate e monaci tersi in guardia dalla parte del Borgo,
del Borgo , con la quale si esentano quei Ai quali sospetti dopo sì aggiunse quoto*
claustrali dalhgiurisdìuone ecclesiastica ver- che quando ritornarono i Medici tu l^tffi>
•0 il diocesano, ed in quella si parla purè te ed un fraftllo di Piero (Leone X) fu hi»
dei loro diritti sulle usure, matrimonii ecc. naisato sul soglio pontificio , le armi del
Goteste vertenze fira gli abbati del Borgo duca di Milano dal territorio perugino di-
ed i vescovi diQttè diCastelfo si riaccesero rigendosi Terso Gttk di Castello e Saase-
molte volte nei secoli XIV e XV. Tale fu la poloro incominciarono a far delle teorrerie
lite del i43a, in tempo che nell'autunno da quella parte; sicché vedendo il Papa f|«el*
di quell'anno si recava in visita alla badia 1* oste accrescer di gente • danno à^nmbfwì
predetta l'abbate maggiore dell'Ordine don sudditi della Rep. Fior, e dei popoU Uau-
Ambrogio Travcrsari. trofi, per affezionarsi i Borghigiani creste la
Una di quelle lettere pertanto ci seuopre loro badia in sede vescovile. Infiitti aHoscliè
che gli murai più indiscreti del Borgo erano l' esercito del duca Francesco Maria Visoooli
i monaci di quella badia , per cui il mag- (anno 1 5i 7) tentò gittarsi di nuovo in Val-
giore predetto don Ambrogio si sforaò di Tiberina , non vi trovò certamente quella
moderare le usure, e di obbligare quei reli* fiicilità che egli supponeva , avendo eneo i
gioai a non prendere più pegni alla mano, popoli imparato a proprie spese nello stare
Quindi soggiunge; WiiVa«^imtfi e/ ^K^r- più cauti in tali eventi, onde quelle m»-
naiorem oppiai ex officio nottro^ termo- snade, sebbene si trattenessero più tempo
nem^ue eum ilio diutiut proiraximutf a nelle terre dei Fiorentini in Val-Tiberiite «
^uo tumui humaniisime aecepti , etc. con tutfociò non vi fecero altro profitto Ibort
Governava allora il Borgo in nome della che occupare il castello di Montedoglio, tuo.
S. Sede mesa. Ruggieri di Gajano commis- go ridotto di poca iroportaoia. •» ( Ammum
aario apostolico, che l'abbate don Ambrogio Sior. Fior, lab. XXIX.)
qualifica per antico amico e giureconsulto Posersi bene a dare una grossa battaglia
distintissimo. — - (Arval. Gamald. T. VII. ) ad Anghiari, dove essendo gli abitatori v»-
A testimonianza cotanto chiara ed auto» lorosi e fedeli al popolo fiorentino, noo o-
revole non yì ha che rispondere da chi vo- stante avessero muraglie non molto forti,
lesse dare agli abbati del Mon. dei Borgo né abbondassero di munizioni, resero vano
ori tempi preatccennati una giurisdizione lo sferzo del Biscione, il quale da Anghiari
più che spirituale. si ridusse ad alloggiare sotto l' Appennino
Si chiudeva il secolo XV quando sotto il fira Sansepolcro e Città di Castello, sulla
capitanato di Anton Francesco degli Scali Tia che per il Metauro guida ad Urbino ;
I Dieci di Balia di guerra da Firenze sotto méntre Lorenzo de' Medici duca di Nemun
di 9 nov. del 1 5oo mandarono al Borgo e figlio di Pieio non mise tempo in meno
Giuliano da Sangallo affinchè vedesse ed e- per accorrervi come generale in capo delPe-
saminasae il modo di poter riparare le mura sercito fiorentino. «— {Oper, eit,)
e fortificazioni di detta Terra ; ed il magi* Infatti egli si diresse al Borgo con molte
strato medesimo nel 7 dicembre successivo milizie per osservare da vicino le mosse del-
con altra lettera rispondevar al commissHrìo l' oste milanese che poco appresso si ritirò
predetto , che annunziava ai Dieci di Balìa dalla Matsa-Trabaria,
il desiderio mostrato dai Borghigiani , che Frattanto dopo caduta la Rep. Fior, in
ai mettesse ad efTetto il disegno fatto da Giù- roano di Alessandro de' Medici , poi di Co-
liano da Sangallo per la fortificazione del siroo duca di Firenze, il Borgo Siusepolcro
Borgo , dicendo loro come i Borghigiani e* diede a qiiest' uHiroo cagione di qualche di-
rano pronti ad eseguire quanto dal Sangallo spiacere, sia per la poca fede d' Aleanndro
ai era consigliato e disegnato. — (Gate, Rondinelli che n'era commissario, sta per
Cttrieggio inedito di Artisti^ Voi. II.) gli intrighi di un Graziani, famiglia illustre
Ed infatti la guerra mossa xlal Visconti del Borgo, il quale, desiderando di vendi-
SANS SANS 123
orai 4e*Relii tuoi nemici e non meno pò- Ma come sogliono per lo più andare a fi-
tcnliile*Graziaoi, prometteTa a Piero Strozzi nire simili rivolte, mentre i Graziani ed i
ed a Filippo figlio di Baccio Valori capi Tuo- Goracci per la mediazione del TescoTO Nic-
niaoiti e nemicissimi di Cosimo, dì dare loro colò Tomabuoni, del capitano Otto da flfon-
io mano il Borgo Sansepolcro. tanto e del conte di Montedoglio, stavano
Ha non li etano le cose con tale segre- aspettando in un loro castello le condizioni
lem potate guidare, che non arrivassero ali* della pace coi suoi nemici, colti essi e circon-
oreechie delPastuto duca, il quale inviò vo- diti dalle genti del principe, quindi accer-
kndo sopra il Borgo Jacopo Spini, cui ten- chiati dal fuoco, dopo qualche difesa si doret-
aero dietro Gherardo Gherardi commissa- tero rendere, salva la vita, per essere condot-
rio con ampia autorità, il capitano Otto da ti a Firenze. — {Oper. cit. , Lib. XXXV.)
lontaato con soldati a piedi e Ridolfo Ba- A quest* ultima età, e forse per la detta
glioni con la sua cavalleria, sicché il (ulto causa furono diroccati i subborghi di Sanse»
fo ben presto assicurato. Ma il danno che da polcro piuttosto che ali* occasione del passag-
foomsciti non potè esser £itto ai Borghigiani, gio dei Francesi e degli Spagnoli , come da
fa per riceversi dai loro stessi ciltadmi,aven- alcuni fu opinato. Infatti Anton Maria Gra-
do questi prtao Tarmi nella sera che seguì ziani ne assicura che in queir occasione (an*
r arrivo delle truppe inviate da Cosimo I, no i556) furono gallati a terra dalle truppe
cooùnciando quelli di dentro a far tumulto fiorentine anche tre monasteri di monache
e a gridare: che le truppe forestiere sgom- che erano nei siibborgbi traslo&mdo in se*
bnòerodai Borgo, giacché eglino stessi era- guito quelle recluse neir intemo della città,
no capaci di difenderlo da qualunque sor- — ( Anr. M. GaAzuai, De scriptis imita
pcen; per modo che volendo provvedere al Minerva pag. i58. )
bisogno e acquetare i Borghigiani, a questi NelPanno stesso 1 556 sotto dì as dicera,
iinalmenle fu concesso che la maggior parte bre si sottomesse al duca Cosimo là villa
delle soldatesche dal duca Cosimo inviate dì Cospaja posta a grec. del Borgo sul restre-
uscirehbcro dalla loro cillà, lasciandovi solo mo confine con il territorio di Gttà di Ca-
con pochi (anti il Montauto. —r ( Ammulit., stello; la qual villa essendo stata per lungo
Slor. Fior. Lib. XXXII. ) tempo in questione, fu giudicata di nion pa-
IVè qui terminò il chiasso, poiché il gior- drone, in guisa che divenne un luogo di
no appresso nuovo rumore si suscitò dai deposito di tutte le merci di contrabl^ndo.
Borghesi, i quali sdegnati delle parole dette finché il governo granducale nel i83a la
daon Fichi; cke a loro malgrado gli ti rinunziò totalmente alla giurisdizione edo-
meUerebhe U freno in bocea^ di nuovo ri- minio Pontificio. — ^ed. Cospaja.
pnseio le armi» e quel Fichi con due suoi Inoltre é da avvertire che ali* epoca della
eompigni in roeixoalla strada uccisero. Quin- statistica del i55i la città di Sansepolcro
(fi corsi alle case de* I^chi, questi in nume- era repartila in quattro quartieri ; cioè, di
ro di venti furono a furia di popolo cacciati Sansepolcro^ di ScuvGio^anni^ di S, Bar^
(lai Borgo, indi da aoo terrazzani infino al tolommeoeóìt San-Pietro ;chtcon\arn due
confine d*Anghiarì vennero accompagnati.— borghi, uno de*qaa1i fuor di porta S. Niccolò,
( Opera cii. ) e Taltro fuori di Forta fiorentina, non coro-
U pronostico peraltro del Fichi ben pce> prese varie abitazioni spicciobte (164 Cuochi)
sto si avverò, lo^ochèneir anno appresso re- con 778 abìt. A queir epoca il suo governo
sUrono da Cosimo I spogliati delle armi economico consisteva in 5 1 consiglieri prese-
tatti gli abitanti del Borgo, dove mandò con duti dal gon&lonìere con i suoi priori,
«mplifliinia facoltà Aveianlo Serrisiori a go- Dalle notizie, ordinate nel 1789 dalla
Tonvli ( ivi ). giunta deputata dal Granduca Leopoldo I
Ma non aveva ancora il duca Cosimo riu- rispetto al compartimento de* governi pro-
aito al suo dominio quello delU Rep. se- vindali sulla giurisdizione del capitanato
Mse, allorehè le antiche nimistà de* Grazia- e cancelleria comunitatira di Sansepolcro,
ni e de*Gomoci contro i Fichi ed i Bigi tor- risolu , che dentro le mura della eittà e»-
oarooo di nuovo ad armare i cittadini del sterano bocche da tasn n.* 1 534 in fuochi
Borgo, senza prendersi sogj^ooe alcuna di 65i, esclusi fiiocbi 3^9 non tasnti per cs-
I^^fènao Giaoomini che v* era commissario ser poveri ; mentre il territorio dd Borgo
per il duca di Firenze. era suddiviso in a 5 sindiclierie, dov* erano
124 SANS S4NS
Lucche da tassa 1 886, oltre 4 1 case dì piglio- Attuatt&fntc la famiglia dFqtmrelig^è
nali po\erì. Tolalt d^llf bocche da lassa nel- ffoppnssa , e la sua cura traspoiteta iiisi»>
la Com. del Borgo ali* anno 1 789 N.® S^ao. me con V antico fonte battesimale odia cbie*
Esiste nell* Arch. delle Rirorroagioni di ^ di S. Maria de* PF. SenriU.
Firenze una relazione di quei ministri del Anche quest'ultima chiesa dcTPP. Ser-
37 febb. 1623, in cui si troTa undetlaglio vili, che contk la sua fondazione coiraBoo
del governo civile della città di Sinsepol- 1278, ordinata d^ S. Filippo Bcnrizsi' fiiori
cru, ad esclusione di alcune di quelle fami- della Porta del Ponte, è ittita postertorraen-
glie, approvala da rescritto sovrano. te ri(atla dentro la diti, e nel secofo pa«ito
Chiese principali. Monasteri e Luoghi venne arricchita di stucchi, maniera che man-
pii.'^ht ch'use di Sansepolcro potrebbero tiensi in voga nella Viille Tiberina toscana.
dirsi quHsi gallerìe pitloricbe, tanti e si va- Vi sono due quadri M Cav. Pbmarance, e
riati sono i quadri che le adornano, e di uno del Borghese Giovanni de'Vecchi
credito i pittori che li eseguirono. , Chieàa di S, Hiceolò, — Era una parr.
La prima, la più vasta e la più ornala è stata amministrata dai monaci Cansaldolen-
In chiesa cattedrale a tre navate, stata di cor- si, a partire dal secolo XVI fhio al iftoS,
to restauralH, che possiede, oltre il tesoro di quando la sua cura fu traslocata nella eh.
Yarìe reliquie, molte tavole di bnoni pitto- di S. Francesco. Questa diieSa ha un pie-
ri, fra le quid! primeggia T Assunzione di colo quadro all'aitar maggiore delta scuola
If. S^, opera squisita dell' ultima maniera di di Baffaellino dal Colle. -* f^td, Ck. dk* S.
Pietro Perugino. Vi è una Resurrezione di Francesco.
Raffiiellino dal Colle, allievo dell'Urbinate; Due monasteri di Francescane^ « eAlf-
un' Annunziata di Giacomo Palma; un S. se di S, Chiara e di S, Marta, — 'Bn il
Tommaso dì Santi diTito, ed altrì due quadri primo uno de' tre monasteri stato fkiori di
di Cherubino e di Dorante Alberli, famiglia città fino al x556 ed abitato da Clarìttc.
di Sansepolcro numerosissima di pittori. Dal- Nel secondo si conservano le Cappuccine
lo slesso Cherubino Alberti fu dipinta a ire- sotto l'invocazione di S, Marta. Itella chifia
SCO la facoiata di un palazzo in Sansepolcro, loro esiste un quadro di Cherubino Alberti
con armi , genii, e fregj bizzarrissimi. ed un affresco nella cappella della Madonna,
Chiesa di S, Francesco dé'Conventua" che è opera di Gio. Battista Mercati, en-
fi. — Fu edificata con il convento annesso trambi del Borgo.
Tanno 1 a 58 da fra Tommaso da Spello; e Chiesa e Mon, di S, Lorento,'^ Fu in
fb rifatta di nuovo sul declinare del secolo orìgine fondato nel i35o in una \ì1la di
XVni caricandola di stucchi con volta so- Sansepolcro, quindi nel subborgo di Porla
stituita alla vecchia soffitta. Il convento è fiorentina abitato dalle recluse Benedetti-
sempre abitato dai Minori Conventuali. ne in luogo detto tuttora alle Santuccie, e
La tavola all'altare di S. Francesco è di finalmente trasferito ir^ città nella chiesa e
Giovanni de'Vecchi di Sansepolcro, un qua- case della confraternita di S. Croce. Attuai-
dro della disputa di N. S. nel Tempio fu di- mente è soppresso, e ridotto ad uso dì or-
pi nto dal Passignano, e quello di S. Anto- fanotrofio per le fanciulle con Tane telaja
fìio da Padova daGio. Battista Mercati uno da tessere in lino, lana , cotone e canape,
pur esso dei tanti pittorì del Borgo. In qu^ La sua chiesa all' aitar maggiore ha ona
^ta chiesa fu traslocata nel 1808 una cura tavola rappresentante la deposiuone dalU
della cittì, quella di S. Niccolò. < Croce di N. S., opera del Bosso fiorentino.
Chiesa di S, Agostino, — La chiesa at- e all'altare di S. Benedetto nn altro qoadio
tuale è stala riedificata dai fondamenti nel dipinto da Gio, Battista Mercati.
secolo ultimo trascorso sugli avanzi dell'an- Rammenterò il conservatorio di S. Bar-
tlca, nella quale si dice che esistessero co- tolommeo dove si contano ai fra oblate ed
lonne dì granito orientale. Il convento con- educande a convitto. Accennerò la chiesa
tiguo era abitato dai Fiati Romitani fino dal della confraternita della Misericordia per
sec. XIV almeno, tostochè sono èssi ram- una pittura all'aitar maggiore di Pietro dei-
mentali nella transazione fatta Hai dicem- la Francesca; la compagnia del Buon Gesù
bre 1 363 fra il vescovo di Città di Castello per un quadro della Crocifissione del Pinlo-
e r abbate del Mon. di S. Gio. Evangelista rìcchio; la confiatemìta della Madonna delle
del Borgo. — ( Anhal. Cavalo. Voi. VII.) Grazie per una B. Vergine Maria di Raflàel-
SANS SANS 125
IbU CuUe, aTb coi mano spelta altro Aceaiemia Filarmonica, m^ Una cittSi
Càffallar magfrìon della ctiiesa di S. che ha dato tanti artisti non poteva man-
ènc è pare dipinto un Crocifìsso di care, e non manca, di hra\i filarmonici.
CMni iibcfti.*' Nella chiesa aoppressa Jecademia delia Fai -Tiberina Tosea^
i&Gofanii cn tm altro quadro di Pier na. — E TAccademia che si mantiene sem-
hManiUirrti,on nella cattedrale, dove pre giovane e Mmpre operosa fra quante al-
lluptrtiaBco la tua aulica cura. tre di provincia conta oggi (e sono molle)
CVrif e empenti de* Cappuccini, — la Tos<'Mna granducale.
lÉiyiRtlc laniflie religiose di Cappucci- Da essa hanno avolo ^ila le stanze civi-
■éìhH, ana il convento de*S. Midiele che, da essa una pubblica biblioteca, da
■toedingl. a maestr. della cilià, che essa furono stabiliti de* quesiti utili e di-
èkm belb silnatione è api'ellatcì //Fa- spensali pn mi e medaglie d* onore , da essa
«i«,crilln l'Eremo a Monte Casale finalmente Sausepolcio e la Toscana atten-
l^fLipcc. di San-Scpolcro sul monte dono la promessa statistica economica agia-
^WÉÈ i avalicre della cìith. t un pie- ria della Val-Tiberina superiore toscana.
iliMiario dove da quei devoti claustrali Uomini illustri nelle scienie^ lettere ed
ÌMfei il Buno su cui dormiva S. Fran- orfi. «i- Se la città di Sans«'|tolc-ro vantò
tl^f l'indicano le celle e i duri letti sui e vanta gran numero di famiglie nobili, fra
fia diadagiavinsi S. Bonaventura e S. le quali i Grazianl, i Fichi, li Schiantescbi,
ikwdi Padova. i Rigi, i Dotti, i Cantagallina, non ha certo
ftrr i BMMiasierì sopraindicati restano di che invidiare per copia degli uomini oe-
itoiaSaiurfiolcroi conventi de* Minori lebrì in chiart-zza d'ingegno. Non citerò
ornati in S. Maria Maddalena e quelli quelli famosi in santità , fra i quali dovrei
lìnannitati de'Conventuali in S. Fran« mettere per primo un B. Andrea Dotti Ser-
ale de* PP. Serviti in S. Maria, mentre vita che mori nel i3i5v ne rammenterò
'■«irimde'CaroaldoUnsi ed i conventi gli uomini distinti in valor militare; mi
%KA^«Uniani e dei Grsuili fniono già limitelo solo a indicare i più celebri nelle
ÉfHkbe tempo aoppressi. scienze, lettere i d arti. Fra questi riteiò un
1 IMIe qufste chiese pregevoli per buone Antonio dei Moroni dottor di derrelali vi-
fihff si aggiunge il pnlaao del pubblico, cario generale di FiIip|K) de* Medici arciv»-
■ni figurano due dipinti a buon fresco scovo di Pisa clic fìorì nel secolo XV, un
Afirtro della Francesca, rappresentanti, Dionisio Robrrti, fra i maggiori letterati
■• Il lUurrf zione di G. C. e 1* altro la del secolo XIV Icxiato dall' amico Petrarca ,
fWHhàone alla colonna, opera qucst* ul- un Pietro OLfrardi filosofo , islorico, e grr-
^ «fi Cherubino Alberti. cista di s«>nin)a fama nel secolo XVI, un
IwHreSinsepolcro ha un teatro, e fra gli Fr. Luca Paccioli insigne niatemalico e pro-
*>'e(i di {«iftà conta due spedali, uno fMr fondo gt^metra, il quale nei Ire anni che
f^iimiif r altro per i gettatelli, e più stetip a Milano (i4c)C-(|r)) chiamatovi da
■Stille pio rifabbricato sul declinare del Lodorico il Moro \.vt aprirvi una cattedra
**lo WIII rd annesso al palazzo di resi- di matlemalii'he , fu in si stretta amicizia
'■niri migislrato civico, dove abita an- con Lernardo da Vinci, rhr|>er lui intagliò
■• •'. erario rrgio. in legno molti disegni inseriti nel suo libro
^1 è an srninario mantenuto in parte della Divina Froporzicne. — Citerò un
•■ f»lle entrate che serv ivano per ti nere Piet ro della Francesca restauratore della pro-
^ fiovani a studio di belle arti in Ro- spettiva e pittore di sommo merito, un
* Ena fa eietto nel 1711 dal vescovo Mons. Anton Maria Oraziani letterato insi-
di, na mio il vescovo Marcacci fu tra- gne, un Mons. Giuseppe Maria Ijancisi ai^
^Dri bd collegio ch'ebbero costà i chiatro di due Pontefici. — Che K poi si
''•^iti. Ivi si educano gratis sei gio dovessero rammentare i pittori piti distinti
^poirri,di nascita rivile, e tutti i se- nativi di SansqK)lrro la lista sareblie troppo
^wti fOilono del benefìzio delle scuole lunga , alla quale però va in testa il citalo
■^litilÌTe, le quati sono in numero di Pietro della Francesca che fece molti buoni
*^»« di calligrafia e abliaco, primi rudi- Kolari , cui succede in merito Raflaellino
•j*" * fìammaiiai , umanità, rettorìca, dal Colle allievo distinto dell'Urbinate e
^**« f geometrìa , morale e dogmatica, di Giulio Romano. Ké anderebl>e omesso
126
SANS
on Cristoforo GfaeranJi , dello Botine « che
imperò da Ra£Diellino dal Colle, e di cui fu
tcoUro GìoYanot de'Vecchi. Citerei un Re-
migio ed un Marcantonio Cantagallìna ar-
chitetti distinti, oltre molli pittori della fii-
raiglia Alberti, un Santi di Tito, ecc.
La cilUi di Sansepolcro è stata molto sog-
getta ai terremoti, il piii spsiventevole dei
quali fu nell'anno 1 353, sebbene con gran
danno essi si ripetessero sul declinare del sec.
passato, nel 1781 ripetute anche nel 1789.
Onde riparare ai danni prodotti dai ter-
remoti del 1 781 corse sollecito il Gran Leo-
poldo, il quale confortando gli afflitti volle
munitìcentissimo si rifacessero a spese del
K. Erario le case ai bisognosi, e che si som-
SANS
minbtrasse agli tltri il denaro sema finito
per rìcostmire le abitauoni caidoie o tot i-
Dose.
Attualmente risiede in San-Sepolcio oltre
il suo TetcoTo un TÌcarìo regio, che limiu
Ut sua giurisdizione civile alla sola Coma-
nilà di Sansepolcro, ma per la criminale ab-
braccia le potesterìe di Anghiari, di Moo-
terchi, della Pieve S. Sle£iDO e di Sestiuo.
Vi risiede un cancelliere comunitalivo che
serve anche alle Comunità di Anghiariy di
Monlerchi e del Monte S. Maria. Vi é pare
un uffizio di ricevitoria del Registro ed no
ingegnere di Circondario. — - La consci f*-
sione delle Ipoteche ed il tribunale di Pri-
ma istanza sono in Arezzo.
MO^ISfBIfTV della Popolagione della Cittj^ di Sjusepolcmo
a quattro epoche diverse , diliga per famiglie.
Anno
iMPoatai
masc.
fetnm.
ADULTI
mase.
femm.
conrooATi
dei
due
lOCUMUIT.
flIOOIJUII
aaaooLAa]
Numero
delle
famiglie
Totale
deUa
Popoiaz<
i55i
1745
i833
1840
385
•
534
575
3ia
547
666
389
596
657
586
79»
855
699
x34o
i36o
a3i
ai4
194
ii58
547
714
804
5o4t
a5a3
4oa6
4^97
CoinnirrA*m SAKsipouaio. -— Il territorio
di questa Comunità occupa una superfìcie
dì 35309 quadr. dei quali 1 393 quadr. sono
presi dai fìumi o da altri minori corsi d'
acque e da pubbliche strade.
Nell'anno i833 vi abilava (amiliarmen-
te una popolazione di 6344 individui, a
proporzione repartita di circa 219 persone
per ogni migl. quadr. di suolo imponibile.
Confìtta con tre Comunità del Granduca-
to, e per una linea dell* estensione di quasi
dieci miglia dirimpetto a ostro, a scir. e a
lev.-grec. con il territorio dello Stato pon-
tifìcio, quasi sempre mediante termini arti-
ficiali, se si eccettua circa \ migl. mediante
il letto del Tevere che le resta di fronte a lib.
Si tocca neir Alpe delta Luna con il ter-
ritorio della Badii-'f'edalda che fronteggia
di faccia a grec., e col quale il nostro di
Sansepolcro percorre per il crine del monte
detto della Badia e per quello delle Matte
maggiori; passate le quali Sfaete trova di
fronte a maettr. il territorio della Gom. di
Pieve S. Stefano, con il quale poco dopo si
dirige verso pon. mediante il fcieso dell* À»
ttro^ e di là lungo il fosso à'Je^alteMo
e infine per il borro del Bagnolo,
Griunti alla confluenza del fosso del Fot-
zano i due terrìtorj rimonMmo TAIpe d^la
Luna nella direzione di grecale percorrendo
il suo fianco occidentale per oltrepaisare U
villa di Jkoea. Di costassù i due territorìi
della Pieve e del Borgo formando nn an-
golo acuto riscendono nella Valle Tiberina
superiore mediante il lorr. Tignana, eoi
quale voltando a pon.-lib. tagliano la strada
provinciale fra la Pieve ed il Borgo finche
entrano nel Tevere. Lungo il corso di cote-
sto fiume sotlentra a confine la Cam. d* An-
ghiari, da primo medrante lo stesso Tevere,
poscia la nostra oltrepassandolo si dirige a
ostro e qnindi a scir. rasentando le fidde
S A N S S A N S 127
tU èt\ poggio di Monlcfloglìo , d* Anghiarì e di Sansepolcro sino n Cospijà
^idili^bBdn 11 tlnda rrgia di Urbino, donde prosegue nello Stato pontificio.
tÉmlncoUTerere lo Slato pontificio. È provinciale rotabile la strada della Val-
FÉiai|fiori corsi d'acqua che attra- le Tiberina che da Bibbiena per PÀlvernia
«■•• die bmbisonno il territorio di e Pieve S. Stefano porta a Sansepolcro e Cit-
fMiG«uùtà,lia?TÌ il Tevere che lo co- tà di Castello.
i||ii iirisipelto a macstr. innanzi di al- Sono comtinitative rotabili la continua-
fcìuMW,iielli quale traversa trovandosi zione dello stradone fm Anghiari e il Boi^
pr I aìf). tectooK senz* argini , viene la- go, quella che staccasi da detto stradone per
iBiiifiaDperto. — Più povero d* acque è condurre alle ville o casali di S. Fiora e di
l«ir.fifMM, sebbene questo scenda per S. Croce, e T altra che guida alle ville di
h^iMniio &ir Alpe della Luna ; così Grìgnana , di Va1-d*Afra e del Trebbio. U
Imi. Jfm, il quale scorre dentro i con- via però che dal Borgo sale alla dogana ed
tti^KtfaCom.a macsir. del capoluogo. lU* eremo di Monte-Casale è muUittiem.
hm pit» piede più d" una volta il ]no- I monti più elevati di questa Comunità
|Miadiraleiiii»Sf¥:ietli di possidenti fron- sono quelli costituenti il contrafforte del-
iri id Teme, autorizzato infine dalla su- l'Appennino che inoltrati dalle Balze fra la
pafiocniji,qucllo cioè di arginare il det- Badia Tedalda e la Pieve S. Stefiino pro-
*faK4eiilro il territorio comunitativo di traendosi a Mercatello verso il fi. flfetauro.
^pobo , affim-liè le sue acque non più Tali sono nel territorio in questione TAl-
^RRÌnvaltnvenasero con danno grande pe della Luna, la cui sommità a confine con
iidmli ompagna, e impedissero che la Badia Tedalda, sopra le più alte sorgenti
ii^ piena le opere di agricoltura fosse- del Metauro e della Marecchia, fu trovata flal
■Waale via dalle sue acque. A questo prof. P. Inghirami br. ai 83 sopra il livello
^ricadnaia del la Val -Tiberina toscani del mare Metliterraneo.
^ Al principio della sua istituzione pub- Rispetto alla qualità fisica del territorio
IfaiH programma con la prome«a di una in questione, esso può ristrìngersi a due se-
*ifKi io prraiio a chi risolvesse alcuni zioni, cioè, al terreno di trasporto sparso di
fiK l'idrometrìa per il più facile e più molti ciottoli trascinati in quésta valle dai
^Mo innanalamento del Tevere dentro monti che la fiancheggiano a destra e a sìni-
itrirìlncio della Comunità di Sansepolcro. stra, mentre le pareti occidentali dell* Alpe
li(;Qaiiiioti tratta di mrla traversa di della Luna, inoltrandosi verso Monte-Casale,
i^iuM t confine con siltre Comunità e consistono in strati potenti di arenarìa ma-
■SMifitrri un*ac('a4leraia può far sen- cigno che alternano con sottili slraterelli di
*K ia iva focf, ma niente più. schisto marnoso a fucoidi , attraversati in
Fntt^Bto il Tf\ere con nuove devasta- varìo senso da larghi filoni di spato calcare
*^i^ifvpiii fliinneg>!Ìava i vicini pos- candido.
*^^ifrnerì,sirrhc nel Tanno 1889 uno La pendenza de* canali che scendono a
•^q(i in4inpn<ie mui «npplìca al suo go» maestr. di Sansrpolcro rende nell* estate un
^*S«finrljeii dr^iissf* concedere facoltà gran servigio alle sottoposte cam|i«igne per
*^pMi<lniti in riva al Tevere di potersi P industria de' villici coloni che incanalano
itf nn* >»nciiizionp occupare di pro« quelle acque ad oggetto d' inaffiare e rendere
^Ibinprainrlic^ta impresa. Sono già più fruttiferi i loro arìdi campi.
^*''«BÌ che la supidica pmletta fu rìem- Le acque de' pozzi sono quasi tutte gravi
l^aimc, nu il Tevere vagando con- e selenitiche, per cui è invalsa opinione fni
^■lirìprea piarere qua e là le sue a- i medici di questa Comunità che da tali
^a^tbnnomnlinuo de* frontisti, quan- acque derìvino le ostruzioni di legato e di
■ ifmni<|raiitica ha fatto tali progressi milza, alle quali vanno frequentemente sog-
*»bAiii«» poro servigio ai Borghigiani getti gli abitanti di Sansepolcro.
■■'lew.lieflie il l'orfstiero affacciandosi II commercio e Tindiistrìa da cui nei
J^'aai^is^iin^ valle e contemplando tempi della Rep. Fior, era animala cotesta
*^'«ioni .j»-! fiume vi trova un sinltv rillà, specialmente nelle arti della lana, del-
'n«i B^.,tivo ili ri\ilìzzazione. la seta, e nel traffiro «lei guado, si mostrano
^^'* Ja niiov:i siraila d* Urbino che tuttora ne* suoi anticbi statuti comunitatìvi
''''<« 'lei Cerfone entra nel lerrìtorio alle rubriche a5, 35, 46 e 5a.
tìS
SANS
L* arte della seU e delU Uoa ora li può
dire estinta aSàtIo; quella del guado ebbe uà
ilici taioeato ^overoativo nel 1809 che pre-
sto spirò dopo cessata la proibizione de* ge-
neri coloniali e poci innanzi la riprìstiua-
lioue della n^iturate Dinastia rplicemeate re-
gaaate in Toscana.
La Comuntlà m<«Qtieae sei maestri di
M^uole pubbliche rammentate ali* Art. «Se-
miaar$o» Rii|ietto ali* istruzione delle fiia-
SàMS
cialle fìinno da ma^re tre Ohlt$€ àtà
serva Iorio. — Un medico ed un chiruifo
sono condotti per la città ed un medico-chi-
rurgo presta servigio nella campagna.
Nei sabati si tiene in Sansepolcro un lan-
guido mercato di Tettovaglie e menri*
Cadono pure in Sansepolcro qi^tUro fiere
annuali, la prima delle quali nel gioTfidl do-
po mezza quaresima, la seconda nel ao giof -t
la terza nel i sett. • la quarta nel ao oU.
QUADRO <UUa Popolazione della Comuiuta* di Sahìefolcbo
ra ^attro epoche diverse»
Nome
dei Luoghi
i^^mmm
AbocaO
Sauta« Croce nel
Pian di B^rgo
Sfanta- Fiora delie
faille
Gragnaoo (i)
Gricignano
Metello
Mistriano
Montagna
Titolo
delie Chiese
*-^
'mmmmmmmmmimtmi^'^*
S. Maria« Cura
S. Croce « idem
SS. Flora e Lucilla, idem
SS. Lorenlino e Pergeu*
tino, idem
S. Biagio, idem
S. Maria , idem
S. Cristoìano « idem
Diocesi
cui
appartengono
Sansepolcro,
un di GitU di
i^istello
Aoezzo
Sansepolcro,
g^k della Dioc.
d* Arezzo.
Idem, idem
Idem* gi^ di
Città diCastello
idem, idem
Idem, idem
Idem , idem
Arezzo
S. Michele , idem
MoniL'duglio (i) O l S. Martino , idem
S. Agostino in S* HaHa \ Sansepolcro ,
de^Serfi , Pie? e igià di GtU di
SiaacrobCKiinGittà^ > Castello
S. Gio. Efanflelista, Cait. \ Id<;m , idem
S. ijiccolò in 9* Francesco / Idem , idem
Spicciolati fuori di Città nella prima epoca tgoa
Popolazione
Avwo limo
x55i 1745 1933
•54
114
U7
140
34
3ii
397
3671
1073
Succ«stelli(i)(*)
TrebbioaVal-d'Afra
Val d* Afra (Villa di}
Vilb alla) {;)
S, Bartoloinmeo,già badia
S. Gio. BaUisU , Cura
S. Martino , idem
S. Pietro , Idem
Idem, idifro
Idem, idem
Idem , idem
Idem, idem
ThTJte .... Jbif, if .•
180
81
80
8413
aSo
3»
177
188
39
161
84
aoio
5a9
335
94
»5aj
390
414 US
!l3l
60
107
4^99
i«3
577
•597
854
f84o
•«t
169
aaoi
6344
NB. NtWnltima epoea del 1840 oneravano datfe Parr. ettere . Jhii, If,^
TOTALM .... Jbit. if.*
(1) (♦) Cf Pftrr, della !ff>in [i) nelle prime ire epoche spettavano a Cnm, li-
mitrofe, e éfuetle eoa (*)fte/ 1840 mandavano fuori di questaCom, • Abit. if.*
BUTAMO .... Jbit. &^
Té
•f3
•89
4>#
•59
l34
38«
t5
619
9^
nel
i36
ai7
370
7iS«
SANS SANS 1S9
— Qvcttediooefi «fi <f. PUiro in Saseo; 5 nel pÌ0?aDato del
FnnUiAcc Leone X con bolla Coraioio; 5 nel pi? iere di Campo-Sonaldo^
5 1 5, dalla quale fa dichiarato il simile neU* arcipreiura del Poggio alla
< citU nobile ed il tuo nuofo Latita; e i nella prepa^lura di S, Sofia.
i^oco del metropolitano di Ft« Il capitolo che fu accordato al ?eacovo di
trten bolla fa nominatola pri- Santepolcro consiste in is canonici con un
li Saotepolcro V abbate di S. numero da cappellani e di chierici > . fra i
iPfelìlta Galeotto Graiìani , che quali tre digaitarj col titolo di preposto, di
Mtenoli 1 8 settembre del i5ao arcidiacono e di arciprete, cui è annessa
srcitalo per molti anni l'ufficio anco la cura delle anime della cattedrale,
t de* monaci Gamaldolensi di e. v e
li. , eoomte.<l. U tu. chim ^^ "" ^"«~' " S*»»ouw,.
yfld il claostro contiguo in epi- i . Gale otto Gratìani^ pk abbate di S. Gio-
vanni Efangelista , dal b8 selt. i5io al
»i posseduti allora dalla stessa i0 aprile iSsa.
fbfooo Mggrrfpiti al patriroonio s. Leonardo Tbrnalntoni^ dal 3i .igosto
■MDii vescofile di Saiisepoicro i5aa, traslatalo nel mano del i53g al
ioppreste abazie dmaldoleusi Tfscovato di Aj:iccio in Corsica.
li « di Dkctano e Titì, col riser- 3. Filippo Archinto^ dall'anno t539. Ira-
IVO frofeifii/M>re il titolo di loro slatato nel roano del 1546 al vescoxalo
di Siduzxo in Piemonte,
isn terminarono le dissensioni 4. Alfonso Tontabuoni , dalTottubie del
te fri i vescovi di Città di Ca- i540 fmo al 1557.
ibbati Gamaldolensi del Borgo. 5. Filippo Tornabwtni , dal r ottobre del
disione dei vescovi di Sanse- iSS? al nov. del iSSg.
il governo del Grranduca Leo- 6. Niccolò Tornabuoni , dal maggio del-
eerebbe non solo ileirarcipre- Tanno i56o ali* aprile del 1598.
# A* Jeró/io con tulli i po{)oli 7. AUssandro Borghi^ dal giugno del
imanità, ma ancora dì tre par- i.'igS all'anno iOo5.
prete 6no allora sotto la diocesi 8. Girolamo Incontri ^ dal dicembre del
;fD. Visi aggiunsero nel tempo iOo5 all'anno iOi5.
re deirablMsia Nullius Dioce* 9. Giovanni Gualtieri ^ dal die. del 161 5
IO e 3a popoli appartenuti alle al maggio del 1619.
vevH» Nulliut di S. Maria in 10. Fi/i^ipo 5a/iria/i, dall'agosto 16 19 all'
anno 1634.
I. Z anobi Medici^ dal luglio 1634 ali*
ottobre del 1637.
a. Dionisio Bassotti^ dal 1 038 al 1654.
3. #V. Cherubino Btalaspina^ dall'ago*
sto i655 all'anno 16O7.
4. Gio, Carlo Batdo^inetti^ dal dicembre
del 1667 al sett. del 1671.
5. LodoK^ieo Malaspina ^ dal febb. 1672
all'anno 1695.
6. Fr. Gregorio Compagni , dal geuu.
del 1696 al giugno del 1703.
ti S. Giovanni in Pecchio ; 5 17. Gio. Lorenw deTilli, dal luglio 1704.
•i FalmMÙi 5 nel piviere di 18. Bariolommeo Pucci, dal . . . al . .
9. Raimondo Pecehioli , dal . . . al . .
F^OMeimao; 5 nell* arcipretura ao. D'^menico Poltri, dal . . . al . . •
4 od pifcre di 5. Maria alla a i . sideodalo Andrea Cotui , dal . . . .
rafcipfcliira diitf//Vro; 3 nella al
li Migno; altrettante spettanti aa. Niccolò Marcacei^ dal .... al . .
« Coramna ed all' arcipretura a 3. Roberto Cottaguti , dal ... al .. «
i in Efuis; 4 ueiraicipittuia 14. Annibale Cav. Totnmaii viveole.
ir itola e di S. ElUro a Ga
Ite la dioeeti della città di San
Ila 1 35 parrocchie; cioè, due
aJ pievi, fra le quali due badie
:aoec , S. Maria in Cosmedin^
m Gaieata; 1 3 cure suburbane
rate; 6 sotto la collegii«ta di
efmmo; 9 sotto l' arcipretura di
li ioito il pie\ aneto della So*
lo r arcipretura di Sestina ; 4
rtlnsa di Montirone; 3 sotto la
S, Giovanni in P^ecehio ; 5
^•i Fedmeù ; 5 nel piviere di
•d pievaoato di Corliano ; 4
136
qUADBO SlNOTTiCO deiU Chiese parneekimU édta DieemeB «» Bdamm
dhiso per Pievanali con la loro popoiaùone a fuaiiro e§
NB. L* initiaie (A) indica che quelle parrocchie apparieneeamo l
ceti di Cina di Caiieito ; T initiale (B) iodica che quelle
negano già alia Diocesi di Jreuo; riaÌMÌale (C) mostra che fueUe
appartenevano alla Badia Nullius di Bagno; V imitiale (D) imdiea eha
rocchie apparteaeinino alla Badia Nullius di GalaU ; tiaiaiede (E) K
fucile parrocchie appartenevano aiC Arcipreshiteraio NnlIkM
menie V iniùale (P) indica che quelle parrocchie appartemvaao ù
Diocesi di Monte-Feltro,
sk
'iWfflti* flfli
Nome
dei Pivieri
Titolo
delle Chiese
ralle
in cui Sono
situate
S. Giovanni ETangeli-
sUiCiiltedrale Arcipre-
tura (A/
S. Agostino in S. Maria
de' Servi (A)
S. Niccolò in S. France-
sco (A)
S. Gio. Battista al Treb-
bio (A)
S. Biagio a Grìcigna-
no(A)
|SS. Flora e Lucilla a S.
Fiora (B)
i.P/e«^/iafoma^-|SS.LaurenlinoePergen-| « • «.. .
giore con lìJ tino a Gragnano (B) y" **'^"n*
).Pie4
succursali
toscana
4
. Pietro in Villa S
tro (A)
|S. iUaria al Melello co
S. Marino (A) 1
SS. Giacomo e Crìstofa- 1
no a Misciano (A'j
S. Angiolo .alla Biittuta
detta comunemente la
MunLtgna (A)
S. Martino in Va! d*Af-
fra (A)
S. Biirtoìommeo, Badi.i
Siiccastelli (B)
iS. Maria d* AbcK^a (A)
SitjiiiAf segue .... Abit. X* 836i 41 36 6539
wt^to pt^
131
iitèrficù Mie CìdeH pmrooehiaii Mìa Diogmh ot SAtisMFOiiCm
Fh^am^i ctn /« loto popoimiono a qudLtro . epoche diverse.
TUolo
Mk Chiese
Falle
in cui sono
situate
-saas.
S.Siefi^
bllcgiaiay
Mon eoa
Val TiberiiMj
toteaiM
molo A
ireki^ Ar-
ua cofi 9
reaii
mrsaU
ffo aGa^
taaSo di
iaiaCo-
9
Rtfouro . . Jbiè. N,^
VheieS. Stefano, Arci-
Mtlani Collegiata (B)
SS. Gi«9omo e Grìstofii-
nd a Ofonlalone (A)
.tbrtolommroe
gio a Sintìgliano (A)
. BÉÉhhMO t Goinpito {k\
. Antonio a Gerbaio
lo (A)
S. Andrea a Mignano (A)
S. Qoirìoo a Pian ne-
ra (A)
iS. Simone a Montercbi,
Aitiprélara (A)
S. Bhgio a Pocaja e an-
neri (A)
S. Angiolo a Padonchia
e tfnncMi (A)
. Apollinare allaYiI]a(
S. unrenio a Grambaxzo'
e annessi (A)
. Retro a Ripoli (A)
S. Lorenzo a Ricciano (A)
S. LlicaaBorgacciano(A)
S. llarìa a Ponaco (A)
SS. Sisto e Apollinare a .
PdKtole (A) /
. Maria a Montironey\
Aieipretura (E) i
S. BTichele a Gasale (E) J
. Andrea a Martiglia-f^jjj.jj. j^.,.
«» (^ „ „ > recchia
. Paolo a Monte* Ho-I
mano (E) 1
S. Leone alla Miraldel- 1
i« (E) /
Popolazione
Ano
ft55i
Idem
S. Ellrro a Galeata , già
Biidia Ifulliut Dioe-
eesit (D)
S. Maria a Cosroedin
deirisc)1a, già Badia
Jfallius Dioeceiis (D)
Valle del Bi-
dente
Idem
83Gi
1485
3o7
339
lOI
565
i08
3ao
lai
204
54
Ilo
64
984
973
149
i3a
95
188
AMtO
«745
1O
4i36
1078
160
iSa
114
38
40
435
993
395
i63
i5
3i3
117
99
75
60
80
73
34
46
41
5C
sSo
AVIIO
i833
6539
1470
148
100
35
81
69
98
578
378
989
901
9IO
179
181
116
89
89
164
I09
60
47
44
92
3o7
Awao
1840
73o6
1597
146
i3o
73
97
74
3i
591
394
998
959
946
169
177
197
88
|09
919
io3
68
65
53
97
333
Soamk e se$ue
• • •
.Abii.N.^ 1Ì473 «193 io56i i9oi6
Isa
Scf uè il QuADw fiPtoTTteo driU Chtese parroceìtiaii dtilm Dìmmmì ùì Mm9W9
diviso per Pigvanati con la litro popolationt a quaUro epoche dÌ9mn
Nome
dei Pivieri
Titolo
delle Chiese
ratte
in etti sono
situate
Popolauone
i55i
1745
i859
RvoaTO . . Mit. Jf.^ 1)473
7. Pievanato di
Si gì inno f o'7V>-
lena con 5 s
eursali
8. Pievanato di
Corliano con 6
smeeursali
9. Pievmnato di
Caprese con 5
succursali
IO. Pievanato al/a
Selva con 4 sue
eursali
S. Maria di Tolena» Pie-1
se {A)
SS. Fabiano e Sebaslia.
no a Brancialino (À)
• Gio«nmno« Cuully,, Tiberio.
«uoTo(A) ) ,^,„,
p. Lorenxo a Baldigna-
1 no (A)
f S. Giovanni a Valle Cai-
I da (A)
VS. Stefiino a Tizuno (A]
S. Gin. BiiU. a CorliaJ
no , Fieve (A)
SS. Trinità a BulcUnel-j
io (A)
S. liOrenio alle Ville di|
Roti (A)
Niccolòadnaneccia(A)v icUm
. Gio. Ballista a Roti /
e S. Paolo a Cerrelo-l
le (A) I
S. Pietro a Valsavigoo-1
ne (A) I
S. Criitofano a Frate!- 1
te (A) /
SS. Ippolito e daaiano^
a Startina , Pieve (B)
S. Lorenio alle Torre ej
Sovaggio(B)
S. Maria a Dicciano, e/ Idem
Tifi(B)
S. Biagio a Ccntosoli (B)
S. Giorgio a Sai ut io (B)
S. Maria a Gregnano (B)j
S. Maria alla Selva» Pie-|
▼e(B)
|S. Gio. Battista a Ca-i
prese (B) l jj^^
|S. Cristofano in Mon-f
n;i (B)
S. P.ioto in Monna (B)
S. Maria a Zonuno (B)
• 17
190
385
3i8
174
36
a8o
497
io5
laa
45
781
5as
8071
8t93
Si
13»
se8
ISO
18
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■7«
tlQ
178
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sS
145
aio
stS
148
47
63
169
157
173
18S
— I «•9
lo56i
80
148
st8
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7«
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IO?
178
M«
1*9
84
7*
5i
«74
«S7
179
174
5i
56
l37
144
17»
i58
III
SoMMi e segue
Abit, N,^ 17997 11060 i36ii I
0»
133
sinorrteo' defU Chim»e jurroeehìaU delia Diocesi di Sjwmmpoìicu^
PitHmmti cofi la loro popolazione a quattro epoche di^rse
Titolo
delie Cliiese
Falle
in cui sono
situate
Popolazione
AHKO
i55i
RvOBTO .... Abit, H,^ 1/997
li in
rmii
S. Pietro e Pkolo a Fre-)
•ciaiiOy Pieve (A)
'. Maria a Roffellé (A) /» , .. w .^
• BartolomiDeo a Ca-V . .
«le (A) f «•"•
S. Haria a Pralieghi (A)
|S. Eoùlio a ViaiiiafgioC A)j
'S. Leone ai Palaxii, Pie-
S. Toflunaio a Moote-Bo- 1
lolino (Ej
.Angiolo alla Badia Te
*»W« (A) V ,j^
. LoKDio alla Giitel > "~
^ lacciola(E)
S. Hfaftino a Montela-
breve (E)
S. CritloGino a Stiavo-j
S. Giovanni in Vecchio/
Pieve (E)
L So6a in Marrcchia (1
'S. Arduino alla Qco-V Idem
gnaìi(F)
'S. Niccolò alla Peirella-
•ana(F)
^S. Andrea d^Alfero, Ar-^
^4 dpiftnra (C)
Qatrìco a Selvapia
la (C) Wal del Savi<
». Hartino aI>oniciIio(C)|
^S. Niccolò a Bfaizi (C)
LS. BIichdeaEiffreddo(C)i
fS. Maria in Bagno, Pre-\
poiitan, gili IfullinsX
Jl MKoecesit (C) I
'It^^^'^^ MonlegFMie J
T co(C) r
5. Martino a Larcia-
Idem
I-I
365
479
298
AHNT)
1745
I 1060
>44
188
194
3i8
909
i598
494
414
— 41
ARNO
i8>3
AKHO
1840
i36ii
i53ii
i55
161
198
i34
18S
148
i34
i33
173
i55
108
196
164
160
164
160
490
473
145
164
198
143
64
67
984
991
191
983
I IO
III
HO
ii3
«43
996
609
509
90
54
HO
889
999
107
HO
99
6t
148
974
960
119
141
k e segue .... Abit. N,* 9533i 141 n 1B579 90676
1.14
Segue il QaÀoan tiMorrwo Mie Chieit parmeehìaìi Mia thoOMà» Dt 8Jtnm
diviso per Pir^anaii con la loro popolazione a fuaiirtt epoche MifmrH
Nome
dei Pivieri
Titolo
delie Chiese
\
ralle
in cui sono
situate
àH90
i55i
Popoiael
IMMO
1745
i833 il
RivoRo . . Abit. if* a533i
16. Pievanato di
S.Piero in C or-
gano con tre suc-
cursali
Pieoanato di Spi'
nello con tre suc-
cursali (*)
17. Pie^nato di
S, Pietro in Bo-
SCO con 4 suC'
curiali
1 8. Pie^anato del
Corniolo con 5<
succursali
19. Pie^anato c/il
Campo-S^ynaltlo
con tre saccur-
sali
^S. Piero in Gorzano, Pre-^
pofilura (G)
tS. SilTtdore a Crooemi-
te{C)
kS. Si 1 veltro t Fontech ia-
ti (C)
S. Biirtolomroeo a Ves-
^ » (C)
S. Maria in Equis » Ar-)
cipretura (C)
S. Egidio a Grocedevo-i
IÌ!D)
. Biagio a Rio-Petro-^
•o(D)
S. Salfadore a Riosal-
so(D)
1S. Pietro in Bosco 9 Ar-
ci pretura (D)
iS. flirtino a Piane! lo (D)|
S. Zenone a Galcata (,D)
S. Sfamante alle Chieso-(
le(D)
S. Maria al Pantano (D)i
S. Pietro al Corniolo ^I)))
S. Martino a Ridraco-
. li(D)
IS. Maria alle Celle (D)
|S. Paolo in Alpe (D)
S Andrea a Bisenio (D)^
S. Benedetto alla Barlct-
S. Giovanni Battista a^
GaDi|K)-Sonaldo » Pie-
SS. Fabiano e Si'bastia-^
ni) a S()escia (D)
S. Cnice a Gabelli (D)
S. Martino in Villa (D)
SiixxA e segue . .
>Val del Savioj
Idem
Idem
Idem
789
43o
Valle del Bi-
dente \ 3io
e
t
858
97
ao8
1143
349
3<3
1G7
675
164
14111
686
•91
aSi
145
3it
fo
80
96
638
3t3
97
97
i5
Ii3
173
191
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164
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. jibit, N.^ 31393 19181 14681 ti
V*' N. B. £1 chiesa nreipretum dì S. Haria in E'^uis è compresa nello S
linìtr.^r.^, m.inlanJo solo nrl Grmdfirnto una frazione dei suoi abitanti.
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SegDe il QvMim} #f jrorrtco Mh CkUse pa^rmkìMi MÌA U0tìWi m SM9nr^^ao
diviso per Pief^naii con la toro popoiaùone a igumpro epoéh» iirt/j».
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Popolatone
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ySS. PSetro ed ApolllM>^
/ re , Arcipretun (D)
lo.FtiMMMo^elkS. Donalo a StrabateoH
Po^aliaiA-} ta^ f VaUe M
#ni«M<rt nce-^S. Eufemia e Fleln^-? ^nic
€MrmU f n^ y
iS. Maria ed Oarminel
alla Gasa nuova (D) /
^6. Lucia a S. Sofia, Pre->
j pOiitQn(D)
11. PUommUo «lil8.tfariaallIonteguÌ4ÌI(0;j
^.5o^yIVopo.1S. Faterniaoo a Rag-
ntan eait ^imtA gio (D)
iromecmrÉmii fS. Martino in Villa ^
S. HargberìU della Rofi-
dinaja(D) /
». 'Ihncraxio a Sestino(E)^
S. Maria a Luccnibiir-
•«JT-L.^*^ <S. Donato aS. Di>inJo(E)> g^«diJI»'<
7 fino (£)
1 S. Tommaso a Golcellal-
to(E)
>. Maria alte SoTmra, Pie-)
▼e(B)
S. Maria a Gasale (B)
S. Pietro e Paolo a Pia-
ncitple (B)
i S. C1ementeaTopfiole(B
IS. Loremo a Sorci (B)
>3.Fi«9iijMfoiÌel-l$S.FIoraeLucilteaVerly^l ^ju^in,
la, jbi^ora cori/ raxzano (B) V . ■*?? ^
1 1 succursali 1$. Andrea a Galbino (B
IS. Donato a Scojjino (B)i
fS. Andmaeaitigliano(B)]
S. BarlolommeoaTorti-
gliano (B)
8. Biagio a Vafalla fB)
S. Sahadore alle Corti-
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18ft SANS SkUX
84(f^BVBRO A LKAL-^rinl. Lmm Ha qaMi tifiioria de* vcmm Iomiì
nel V»i'4*kgw0 solio Fimiie. sopra il Borgo San-Slefiiiio dofé ocMut as-
SAN-SEVERO delfloburbio orìenUle di Mi presto, a¥?e(raiichè rimperalore Feiie-
hamo Msl- Val 4* km» «psIhmk — Cm. oiis ii§o II nipote del sovrano testé aanùiMio
ebbe nome dalle sua antica chiesa parroe- con diploma, ditto in Sanane neiragono
cbiale, attualmente annessa alta cum di S. «lei iaa6» assegnò ai Sartancst.U piìvilefio
Losetiao a Pomafo url|a Com. Giur. Dioe. concessogli da Federigo I suo augusto avo,
Gsii^i.'e quasi 4 migl. a le?, di Arano. mercè cui da quetrepooa in poi anoollor-
~ ftisiede sulU eima dei poggi che sepaOH gbesi di San-Slefano furono eraaocuali éà
no le acque dell* Arno dove inflnisoe il torr. loro ▼escovi. Arro^ a ciò un atto del f la-
Castra che nasce a se(t. di San-Severo ed glio del ii35, col quale i consoli dd Co-
U <orr« C^one^ un cui lamo scende a lev. mune del Borgo Sen-Sle&no venderono al
di &in<Sevefo per entrare col torr. maggiore Comune di Sanane V uso a metli dell'acqua
iMl fiiMBe Tevere. de* mulini deiii di Pitnm coaapwai ad
PrcAnibilmenle appella a coleila chiesa di distretto di San-Stefiino; per hi quale veo-
San-Sever« il ginspadronato che su di esM dita i Sananest aoctttarono gli uomini di
confermò all' Abbadia di S. Antimo in Val» San-Stefauo per Borghesi <li SaRnoa.QuÌQ-
d*Ofcta rimp. Arrigo (II con diploma dfl di aotto di ai luglio ^1 1*37 furono ria*
17 loglio io5i diretto a Teuzaone abbate novate fra i due Comuni altre convenaioni
di quel monastero. per conto de' mulini qui sopra rammentali.
La iMrr. di San-Severo del suburbio o- Passò io seguito il Borgo San-Sle€uio ia
rieutiie di Armo fu soppressa nel sett. d^l potere de* Pisani , poi de* marchesi liUai|ii-
itf o3 e riunito il suo popolo a quello della na, quindi de* Lucchesi oomandnti da C>-
cura più a lui vicina di S. Lorcnio al Po- strucclo, ai quali fu ritolto armala mano dai
roafo. — F'ed, Pouajo. marchesi Malaspina e dalle (brut laviate ia
SAW-STEFAflO (BORGO) m MAGRA. Lunigiana dai Fiomitini, sino a che per
— Grosso boi|[o murato, che prese il titolo cura di questi ultimi il Borgo San-Str&ao
dalla sua chiesa parrocchiale, ora arcipre- venue cirooodalo di mura,
tura ($• Steltno protomartire). ^ ft ca- Nel 1344 cotesto Boigo cadde in potere
poluogo di Comunità nel Handaniento e di Luchino Visconti per cessione fiittagli
circa migl. 3 } a maeslr. di 8«rsana, Ptrov. dal suo cognato Antonio del Fieeoo vctcofo
di Levante, Diuc di, Luni-Sanana, Regno di Luni , sebbene fiisse restituito raooo
Sardo. dopo ai Lucchesi mediante la pace di Pie-
Risiede sulla sponda sinistra del fi. Ma- trasanta. ^> ^«J. PianuaA>TA.
pm quasi dirimpetto al Cast, granducale di Rispetto ai tempi successivi il Borgo San-
Albiano, lungo la strada provinciale che da Slefiino dovè seguitare la sorte di Samaa
Siriana rimontando b ripa sinistra di detto suo capoluogo, ed ora suo Mandamento , al
fiume guida ali* Antla, e di là per Pontre- cui Art. rinvio il lettore. Renai qui avv«r-
mòli e la Cisa a IWma. tirò che fu in questo Borgo dove nel 1494
Fra le memorie superstiti plh antiche a Piero de* Medici lece il vile alto di prvsen-
me note, che rammentino quello borgo, sti- tare le chiavi di Sarsana, Sananello e Pie<
moquelb delta controversia insorta Ano dal trasanta ai re di Francia Certo Vili.
secolo IX e continuala nel susKguente fra La Comunità del Borgo San-Slelatio dì
gli abbati del Mon. di Bobbio ed i vescovi lllagra si compone di due popoli, i quali nel
di Luni, ai quali ultimi con senlenia di i839contavanoi86aabit.— fVfl.Poasa«o.
Carlo il Grosso , e poscia da Ottone III fu
eonlennato a titolo di regalia il mercato Borgo San-Ste&no jibie.
della pieve di Borgo S. befano, mereaio Ponzano »
che si pratica tuttora a guisa di fiera nel a 4 « ^. •
agosto.— Anche un diploma dell* Imp. Fé- ^oriim . . . jtM.
derigo I spedito nel 1 181 a favore di Pietro SAN-STEFANO in PANE. — ^td. Vài
▼escovo di Luni, fra gli altri poisessi e pri- ■«(Piava SAa-SretAao n) con tutti i loogM
vilegì confermava a lui ed ai suoi successo- proprj , e gli Articoli SaaTO-SravAivo.
ri il Borgo Sin-Ste6ino col increato com- SANT-AGATA m MIK^LLO. -^ ^«4.
preso il bando, la giusiiùa e il ditireito, Aoata (S.) il Coanoocaio in Val-di-Sieveui
SANT SANI 137
SUrr-AGffBSE V CHIANTI. — r«tf. Giw. appena due Aigl. « le^. di OitfcIfcMk-
AamaCS.) in Chianti. co di sotto. Dice, di SMininiato» già di
Si?m<:aOCE «n. pian »* ANGHURI Locca » Cottp. di Fireoie.
ia faKnbcrina. — IW. CaiCNs (&> tm U eh. Uni , oiii Santa-Craoe fo patria,
Vum a* AaoHuai. pariando dell* origine di qoeala Terra opinò
SAffrA4»OCE nn. CORVO. — I^hL che «m chicM dedicaU alU Siiala4:me , o
GoBfO ( Moara a Puara dbl) pvcaio Bocca al f^oiio S€u%U> di Lttcea » daaaa oocasieae
di Magirat é Gqìi^(& Caoaa ovl)» ai qvali a 6ibbrìcara eotlè naU' aniioo dislnrlto e
«tìcili ti pvò aggiuigact» qaalaeaia km le dìoccii Incoheia no patte cui fo dat# lo
«aaWast ddl'Aith. Aicìy. di Laocn te ne alaaio noaae, infilata la gente, dita* egli ,
trota una MTanno t a65 fci«lif a all' aoqni- dalla comodità del sito come opportiwittiaio
sto Caio <ki don Lnca pnoct dal raonnilefo per acoorrarri ad abitarlo,
di S, Grece al Corto , Dìoc« di Luni , per £tM è aiin?ertata dalla ttrada provin-
iattrote di qnel luogo pio dì alcuni beni ciale del Val-d*Amo di totlo, lungo la ripa
nluatim Sorbano del Vetoovo pretto Lucca, dtaira dal fi. Amo, tagliata a tquadra da
in altra ptaigan^na dd ta^S ti iratla di dieci TÌa travene, che tono qnati aquid*-
fcrttnat intortt Ira il priore del Mon. di ttai^i (ra loro; totto il gr. a8^ %^' toag. od
S. Croce al Gnr?o ddla diooeti di Lani e il gr. i3? a* 8" di laUt., qoati aigi due a
la Galuecin dtladiao luccbete dair altia lib. di Focecchio, circa 4 migl. a iMVtr. di
ftfit a ragirme dal poiteito de* beni petti San<^niato, e intorno a 4 a l«r» di & Ma-
fmito Locca a Sorbano del Vetcovo (ìtfi). ria a Monte ^ %^ migl. a pam. di Fioanu»
laollra ftm le carte del|'i<iapedale nuovo ai a lev. di Pita, e ao a toir. di L«cc»i.
di Pita haTVft nn ìatinnnenlo dnl 6 nov. Diede lutlro aUa Tetta di Santo Croot la
1 140 tcrìtto nel borgo di Saraans^col quale Beata Critliana , la quale aul declinare del
4an Andren ifaenacn o diacono della eh. di tee. XIU fondò nelU tua patria un devoto
S. Croca al^Gorv» e dnn Micbole monaco aaoaaatero, dove vivonn tuttnryt enemplar-
drila tteaaa Moa. gittranaav» al camarliogo mente tatto la regola di S. Agottino cir-
ét om Mon. dm in «loun tmnpo et» non «a trenta monache. -^ Innanai dell* attuale
ritfvittti'D cfaiaive vcrUiM del ^fim, dì Lani. unica pairoccfaia di S. Laceaso» tlata pnp-
■Gmttliufnmte poi del 140$ l* abate di $. aia potoia prepotituca» etitlevano ne*^con-
IGchéle de* Scalm pfttto Ftta diede licenaa tomi di Santa-Crece quattro cbiett parrac-
ai aloanei di Su Gmce al Corvo, Dioo. di ehiali» dal piviere di S. M4ria e Monte, «Ine
Laaì , iK pelee attenaic. alenni beni ( ina), delle quali vcrto pon., S. TommmsQ di t^i-
Fmalaienfea con aerilUva rugala in 9^— 90^0 $nale e S, Jndr§a dei FqM Artw^ la
iìiaMU'H i5 gann» del 1442 don Antonio lena 5. Honole a Ifugno^a di Oiirmfno
M Vvm veaeovo SèMems^ {sic) commen- • aaMo l* antico pievanato di Fablirica di G-
datario dal priemlo di S. Croca al Certo goli , e hi quarta dalla pane di lev., tolto
rimnmift spnotoiMaaaanle il dello prioialo ài titolo di S. f^ito di S. O^Be, o alla
eelle mani del Peijl. Eugenio fV {Ì9Ì). mia del pievanato di Cappiano ( r^d.
SAfTFik.CaOCE mtà GINESTAA il ^atmUg^ deiU chiese dtUa Di%m9Ì di
f^ed, QieatiBA eeail di Intte k ville- e oa- Lme^ eom^iaio mtl >a6o).
laliebebann^pettilelereS. Ceaae. Goletta-Tercaperqnantonenai trovi ne-
Bjutm^Gmùctf er Igiregeae in Val-di- minata prima del tecolo XIU» pure etia era
Siete. — VilUamgnifiBa ditlnMtte» che (u già circondala di mura tinodairanno iaS<>
dilCanLOltmBnnUbaldiw,petulcaSear. cerne rilevmi dalU ooUaU che si ha dell*
paria e le Pieve di Fagne %, nella Com. e epoca in cai la beata Oringa Cristianaimì'
^ar.dtScarperie,IKee«eCedip»diFi«enee. éò in quell'anno il tuo taonattero dentro la
In quella villa il Card, Ottaviene aeoolte Tene di Santa-Croce appoggiato però nl/e
dot Panlefitt, ti ieCark»d:Angi&, l' impe- mura tmtidUàne. *- (Laiu, Odepor. pag.
rator Balduieo e molti altri principL «^ 894 e aluoifé)» Coleste mura castellano fu-
^ad. SeAantaiA« Cemnntla. «OAO.in gran parte atterrale dalla terribile
SiTTA-GaOCE.SAffTACBaCB, oS. iooodaaione detl* Amo del i333. — (Gio.
CBOCE nel VaUI*A«M» inferiore. -^ Terra Yuami, Cronica Lib. XI. cap. i .)
frotei capolmtgo di Comunità non ohieta La villa poi di Hugiumo o Muniano^
collegiate (S. f rttmin ptepeaitnia ) , nelb atlualmenlc alia siuittra dell* Arus dirim-
V. V. 18
138 SA NT SANI
petto a Siiita-Crocc, cn quclk ttiiM ch« Ibnlredi ne fmn 11 coote GaUo Jhfféh
im dato il ditiintifo alla eh. di S. Donalo tuo TÌcario in Toieana.
d* Olir* Amo , la quale prima del tecolo X, Ali* Art. Foaaoano disti» che dal i «70 in
•embra che fiMse aUa destra dello stessO^u- poi rispetto al territorio delle Gerbaje ri sn-
me. Tale almeno ce la fifara una membm- scitarono frequenti ouutiOfCfsìe Cea le Go>
na delPAroh. Ardv. Luoch. del 9 aprile 909 munita di Fncecohio » di Sanl*-Gcoee e di
pubblicata nel Voi. V.P. II. dW/c Mtemor. Castelfnneo di sotto.
Lueeh.^ dote ri tratta del cambio di una Poiché» a partiredal is84« cristo aBCom-
casa masmrìsia posta in heo Mumamo im^ promesso &tto in detto anno dri sindaci dd*
Irr /Ciucio Arno et Jrnm (cioè fra 1* Arno le tre Comunità sunnominate perrimirttcte
« la Gosciana) mentre nel seo. XUI ri Irò- le terlenie sulle Gerbsje al potcsU e capi-
^ essa oomprem nel piriere di Fabbrica tsno del popolo di Lucca, i quali adunati
irOltramo.— ^td. con gH anriani, i consoli ed i oonsigGeri
di Gp>li« che resta nril*
UvQiiAUo nel Val-d* Amo inferiore. venerali del popolo in pubblico parlamcnlo;
Questa ^illa di JHugnano » o Mmniamm » discussero k questione nel paiamo mua^odi
con la sua chiew di S. Donato è f^mmentata S, Mtiek9Ì9 in Foro; ed è lelatifo alle sles>
in un btramento rogato net Iranno 1 3i 1 in se eonlroforrie altro lodo pronunriato nd
£eeU$ia 5. Damati iU Mugnaao. — {hàtu^ «7 settembre del 1 «87 da Bernardino del-
Odeper. pag. 353.) hi Porta potestà e da Gomdo di Brescia ca>
ForUva il nomignolo di Mugmano un* pitano dri popolo di Lucca» entambi eletti
altra rilla dote fu un'altm chiem dedicata dai sindari dri trs popoli prenominali m
a S. Michele Arcangelo» comprem al pari canm di confini territoriali nelk Gerb^
delk prima nel piriere della Fabbrica di Ira k loro Comunità.*- (Lua» Odeparìe.
Cigoli » ma soggetta alla Com. e Giur. di pag. 408 e Mgg.)
Sanmimato. — Ema è rammentata non so» Dòpo però'die Uguorione delk Fagginok
lamente da Già, Leìmi nel suo Diario san» ri rese signore di^a e poidi Lucoa» (iSiS)
itainktese»maanoorBnelcatalogodrikobio- aioune castelk dri Val-d* Amo inSeriove» di-
te delk diooeri di Lucca del tafio insieme pem fino aUoim dai Lncqhcri» ri diedero .m
oon raUra di S. Danaio da Mammm. miardk ai Fiorentini.-^ Di qMto ni
La più antica memoria autentica super- fu Sanla-Croce» che i Pisani in nn
elite in cui troro nominata k Comunità di rimo di» innanri ohe termtnasse V
Saota-Croce del ?al-d*Amo inferiore è na stesso» conquistarono insieme non S. Maria
istmmento del 97 noT. iaa4, col qnak i Monte e Csslrifeaneo. Ma nril* anso i3a3
camarlinghi ddk gabrile de' contntti dri k stesse terre ricaddero temporariamenlein
Comune di Firenie avendo inteso che k potere delk genti di CastioocioAntelminelfi
Comumità di Sania^^foea dal f^ai^Jmo capitano genenle de*Lucchcri, e sebbene
■TCTa fetto notificauone ad oggetto di vcn- nd maggio del 1 3a4 succedesse battaglia
dere I pascoli ed i boschi da pastura Md- presso Castrifranco tra le genri d^arsae di
tanti alk Comunità stesm per Tannuo ntto Caslmorio e la guarnigione do* FSorenllni »
di cento fiorini d* oro, ed avendo quegli uf- che occupavano Cestelfeanco» con rajuto
fiskli esaminato le precedenti ooovenaioni da F^ioeoohio sopragginnto a- qoeat* ultimi
stata fette fra la Comunità di SantuCrooc furono messe In rotta k Lucchesi. — (G.
ed il Comune di Firenze, decisero di anul- VlUJka^ Cfomea Lih. iX.Cmp, ^S^Qm
lare e cassare k nolifìcariooe sopra indicata, tolto ciò V anno dopo rilo stesso Cislnio»
*- (Aaoa. Dm,. Fioa. Coite daUm Cornn* ciò riesci di occupale annata mano i pasri
niià di Santo Crocè). fra k Gusciaoa e l'Amo» compreoo il ptsso
Cotesto documento frattanto ci seoopre del ponta a Csppkno» il qnak fti preso od
non solo che k Terra di Santa-Cvoce hno giugno «Id i3a5» ma tenuto per poco dal*
dal iaa4 era oostitaita in corpo conumila- l'armata fiormtina» mentre nd settembre
t«vo, ma che ì suoi abitante avevano già sucecsiivo tutto quell* eserrito riknase sooo-
stabiliti de* patti con il Comune dtFirenie». .fitto da Castruocìo uri campi driPAItopascio.
dal quale Comune doveva dipenderaa quei- ' Veto alk fine dd luglio dd iSa? i Fio-
k età il popolo di Sa nta-Croce, siccome tor- rentini con numeroee asasoade e oon k
nò ad aisoggeUarvifi dopo il temporariopos- genti d'enne del duca di Cakbria loro ▼•*
sesso» dal ia6i al 1367, che a* nome del re cario feciono cete sopra Castraccio nd Val-
SANT SANT 139
imo infinriore ; per cui aicndo pawilo U tUta dai reggitori delta Repubblica Fior.
ìuànm , ooeaparoao le Terre di Santa- aooettala.
Qme , di CMletfraiieu , e di S. Maria a Quindi qnasi nn secolo dopo la Signorìa
Iwle, TvIUbui delle quali podii giorni di Pirraie con pn>?TÌtione del a8 aprile
lipo (s agoato) pw&eto di aMaUo , mentre 1 4 5a concesse al Comune di Santacroce per
id IO agosto dbbcro a patti aocbe la rocca, sei anni una diminuzione della tassa solita,
iggnuife il Villani I eone, dappoiché il a condizione che gli uomini di Santacroce
tea di Calabria renne ticario in Firente , con qnell* avanzo cosfniissero di nuovo i
h (pai con accadde nel 3 1 luglio i Sà0, in- muri del loro castello stati, o rovinati o goa-
laoalU tornala ilella detta oste in Firmi», sti dalle inondazioni delP Arno -^ ( Aaca.
dhiia pochi dì wh d'nn anno (ag. 1397 ) Din. PiOa. Cart& della Com. di Santa^
ritiofòclie il Gommie medesimo, calco- eroe^y
\èd\\ nlario del doea (eh* era di »oo,ooo Dello stesso anno i^Sa, sotto d) 10 ot-
fisriai) aveva Speso più di 5oo,ooo Aorini tobre esiste nell* Arcb. Dipi. Fior, fra le
foro (circa 7 milioni delle nostre lire at- membrane dilla collegiata di S. Lorenzo in
teli], lo die «irebbe gran cosa ad nn ricco Santacroce un istrumento rogato in Roma
nane; e tnttì qoesti denari, soggi imge Io retati vo a II* elezione fatta da Niccolò dei fio-
Amo, oKirono delle borse de*norentini. nàparte da Sanminiato, auditore del cardi-
— (Cmnie. eif . Lib. X cap. 3o.) nal Giovanni Orsini, di un siio sindaco nel>
Finamente per patti accettati in Firenze la persona del rettore della chiesa de' SS.
Hllodl 4 dicembredel t33o, nel tempo che Jacopo e Filippo a Pancole di Sanminiato «
■a uttuto delta repubblica Stara alt' asse- affinchè presentasse a chi spettava le lettere
dio delta citl& di iMcca, gli nomini di fk- apostoliche onde il Bonaparte fosse prorrbto
flsedbo, di Santaeroee e di Cawttl frane» ^ della chiesa di «S. ^ito di Sanfaeroee per
Squali Terre tutte erano siale Ano allora governarla tanto nello spirituale come nel
A gnardia de* Fiorentini, li sottomisero temporale. D<il quale mandato sembra di
fi libcia rolontk eome distrettuali al Go- rilevare , che la chiesa di 8, f^iio presso le
■aae di Fircnae^ con obbligo di pagare quarta chiesa parr. di S. Andrea trattano due
Tiàìmo della lira, e dascnna di d»^te Ter- mura di 5ait/<iero0« continuava parrocchia-
le r annuo tributo di un cero grande figu- le anco nel i45i. In quanto poi air altra
fsto da offrini nel giorno della festa di S. chiesa di S. Tommaso al f^ignale^ che essa
Giovanai Battista' in Firenze. •— > (G. Vn.- nel 1 38i si conservasse fra le parrocchie di
uai, Cronica^ Lib. X, cap. 105). Saniaeroce lo dichiara la spedizione delle
Dopo l'inutile congresso di Lerici, tenn- bolle fiitta in detto anno li a3 maggio dal
to ael gcnnafo del i334, essendo ricomin- pievano di S. Mi«ria a Monte al prete Jaco*
òata ta guerra, per non lasciar prendere pò di Simone prf««'ntato dai parrocchiani di
farsa al legato pontificio ed al re Giovanni S. Tommaso al frignale, e messo dal pieva-
fi Boemta , le truppe fiorentine ch'esano no in possesso li 26 maggio dell'anno me-
in Val-di-?lierote, cavalcarono sopra Borgo desirao. — ( Lami , Odepor. pag. 678.)
s loggnno, mentre quelle di Lucca corre- Rispetto alla chiesa di S. Donato di Sfa-
vano sopra Fuceochio e Santacroce, dove gnaaa della pieve di Fabbrica^ altra cura
Wvanmo grande preda di bestie grosse. — antica di Santacroce ^eaaa è rammentata in
(Gu YnxAai, Cronica , Uh. XI cap. 5.) un istrumento del 141 4 per l'elezione del
Ho gii detto qualmente le terre del Val- suo rettore ( iVì pag, agS ),come pure da-
' dm» di sotto fino dal dicembre del i33o gli istnimentì del i3i5 e i39a citati dallo
à enno sottomesse come distrettuali alta stesso Lsmi, — (ìpi, pag. 3f>9).
! Signoria di Firenze; ma dopo tutto ciò gli Comunque sia , rispetto alla soppressione
ssmini di Santacroce avendo contemplalo delle qnaltra p.irrorchie prenominate, e del-
|!i oneri dai quali il loro paese dal governo la traslaziònt de' loro titoli in quattro al-
faiCBtittO era stato gravato, con delibera- tari della natva chiesa di S.Lorenzo in San -
àooedel 97 genna{o i356, o 1357 a stile tacroce, non resta dubbio per ammettere,
SBnraae, risolverono di pagare all'uffizio che una almeno di quelle quattro chiese
^regolatori dell'entrate e uscite del Go- (5. flio di Santa-Croce)%\ conservava cura
nane di Firenze, invece dèi sotiti aggnvj, net 1 43a , e che tale sì mantenne finn a tnt-
liMMama annua di lift 990; pro^iosizione to il sec. XV. Cotesto &tto è dimostrato da
140 SANT SAMT
un «ticolo delle coftitaizìom dale neirepi- ixHIffiato la thkm fMiroodMdc £ 5. ìm^
scopio di Locca li 98 genn. i45i da Si^ Beato fu BaldaMme Maoni tcicoto dtfjK-
fono IVenlH Tetcon> di quella cittfc in an. ca» dediaDte bolla del i44a. Due bsoiù
«Molo alla bolla spediU nel 1 44» dal Vetc. aecoli dofio i TCioovidi SanBunialoaococda-
BaldaMarre Manni suo antecessore. moo al priore di 5. X«ienao a SantoOoce
Nelle quali costiuixiooi , slate poco dopo U titolo di pEqnsto.
approfale dal Pont. Niccolò V, tiovaoat re> Ma ciòdìe sende wngpof InstroallaTcr-
gittrati i capitoli riguaràanii le txmtroQ^r^ ra in diacocso e 1* essere atata cuUa e faTcìe
$U truU priore di SaatU'-Croce^ ed icop- visto oaacere verso la metà del aeoolo XIII
pellani delle 4 chiese parrocckiali di S, la vergine ed ota Seaia CriiiUuta. Fn poi
Fiio^ S, Andrea^ S* Tommaso e S, JD^ nel i a 79 quando gli abitanti di Santa-uo-
nato,^'{Odepor. eit, da pag, 3o3 a 309). ce donarono alla doniclia predetta ona casa
- Fu Teranente nel iSoo, quando il ^e- posta prrsso le mora caste liane, aflincbè po-
scovo dì Lucca Felino Maria Sandei con* tesse erigervi , come fece » un mooaslefo di
verll le quattro parroocLie topmnominale monache sotto la regola di S. Agostino,. do-
in altreilanti canonicati della priorìa di S. ve nel 1 186 la stessa Cristiana era badessa,
Loremo in Santacroce cui in seguilo vea* e la €^i cbiem annessa (a dedicata a S. Ma-
nero aggiunti altri sette, che io tutlo for- |fa Novella e a S. Michele. In fiivore pertaa-
marono 1 1 canonici di quella collegiata. lo di quelle recluse il vescovo di Locca IS-
I3bo de*parroclii più distinti delia chiem fanello de* Porcaresi con ^lla del t6 nar-
di S. Loreoxo (a Vinceaxo di Banduccio io 1 298 ordinò che la badessa e le mona-
tKumati di Santaeroce , il quale fino dalla che di S. jftiria e S. Michelet Santa-Gioce
seconda decade del sec. XVI (u priore di co- restassero stabilmente in clausura ; cpnoedcn*
lesta ohiesa, cni egli accrebbe la dote, Tarn- do loro (aooltk di eleggemi il coni<caaore e
pliò e la tenne in benefizio anche dopo aver di potarlo tu abitare per mi^giore corno»
ottennio nel i5s9 il vescovado d* Orvieto» À'^ik nelle case annesse al detto monastcm,
£glt mori nel 1548, nell'anno stesso in Colesti privUegj furono la continnminnt
•cui «n di kii pronipote, Gio. Battista d'In» di altri slati apcordati a quelle monache dal
Ionio «K Francesco Duonti , impello dalla cavdinale legato in Toscana , Pietro Vale-^
ouria romana V investitura di uno di -qnó riano , mediante un heeve dMo in Firenas
canonicaU joUo il titolo di S. Tanmiaso, e li 16 settembre del 1396, oonfmnalo 90
1» rtmpellaank ài S. Antonio, posta nella anni d^po dal vescovo di Lucca Fr. Gio-
•tessa ehiasi pamcobiale di S. Loremo a vanni Salutsi di Fuoecchio sotto di «6 olL
Santacroce.— (Anca. Dbn..Fioa..Corfe^el- del 1 386 ehe poi nel prìmo dicembre M
la Collegiata di Santacroce*) 1441 anche dal vescovo Baldassarre Manni
Della provenienia medesima è un' altra venne rinnovalo. — ( Lahi , Jfois* EeeU
pCilgamena oanlenenle un breve dato in Fior. pag. 195*199).
&ominialo li 8 nov. 1654, col qaale Gio. Nel faahello imposto dalla Bep. Fior, nd
FranomcoBonaparle vicario fenerale di Pie- dicembre del 1444 a tutti i popoli del eon-
.Uv IVesoobaldi vescovo di Sanminiato in- tado jt distnetto di Firenie e di Pisa, laCo-
▼eslUXMncirico Bartolommeo del kk BidoUb munita di SsnU-Croce compecsa sen^we nel
<lc*Veechianida<Santaoraoe della chiem par- disticlto fiorentino , trovossi tassata in tao
nwchiale di S. Lomoco di detta Term , eh' fiorini d*on>, quella di Fuoeccbio in fiorini
era fiadronato di quel Coasone, flianle la aoo, ralln ^i Castelfranco di aoito per
morte 4)el prioM Santi dei Turi. fiorini 80, e b Com. di S. Biscia a Monle
II primo vescovo che esiste in priorìa per soli fiorìni 40.
141
MfOFiMBNTO della Popolazione della Tembj di SjKVA^toce
0 quattro epoche diverse , dieisa per fami glie.
Amo
mmso.
IKftl
femm.
AMO
m09€.
1.T1
femm.
oomumati
dtt
dvcMsn
dei
ftueMMi
1
Numero
delle
famiglie
Totale
della
Popolar.
iSSi
—
— .
^^
...
.1^
»»
9l3
rat4
1745
406
391
5a9
536
79«
95
469
9753
1833
734
798
610
669
i394
73
783
49o3
1S40
743
701
64S
63;
i394
59
770
4176
Cemmmkà di Smmia^Croee. — 11 terrì-
lorì* dk questa commitli , «ffriao e ttaccalo
ia dna poniotii qoari fgvtlì ocmp una so-
paMedi 78053 qdadr., 3o3 de* quali sono
ptcsi da corsi dì acque e da strade.
^ si troraTa nel 1 833 una popolaxione
di 8878 abitanti , a proporzione media di
cìnì'79 peraoue per ogni migl. qnadr. di
svolo isponibne.
Il lerrilorio nel quale è compreso il ca-
plnuffu confina dal lato di ler. con quello
rnMuuititivo di Fuoeceliio , dalla parte di
•or. « di ostro mediante TAmo con laCom,
di Sanminiato , e dal lato <fi grec. girando
peraett. e pon. sino air Amo con quello
della Onnuttifi di Castelfranco <fi sotto; il
Mi ohimo tcrrìlorìo, come si disse alPArt.
C*amaBAM30
Bt Sorto, Comunità f oisgiun-
fc !■ feconda porviooe del territorio comò-
nitati^o di Santa-Croce da quella del capo»
j*<V^ ed in e«i od i833 abìtarano 3947
indivMBi spettanti alle due panoccbife di
^'''^'utano e £ SlaAli* Impcfoccbè quesl* ul-
ti^tt poTEione di territorio disunito sebbe*
oc appartenente alla Comunità di Santa-
Cfuoe , dal lato di sett. e £ pon. confina
cou la poniope staccata della Com. di Gt-
stelGranco di sotto , la quale ritenta la gron-
da orìenUle dd padule e lago di Bientina.
1^1 lato poi ?ollo a lib. si tooca con il
tmitorio della Com. di S. ìbria a Monte,
■Mdiante lo stretto di StaHbli, in tondo al
quale dirimpetto a ostro ritrora P altra por-
**<">« dì territorio apcttaote al capoluogo
^ GHlelfranao, con b quale dopo csserw
^ nostra diretta da pon. a lev. forma un
angolo quasi retto per ioifirizzarsi a sett.
Costì sotti nira di iarda a Ict. la Com. di
Focrechio, ecoD qu(Sl*uIUma T altra toc-
ca dirìnif>etto a sett. un segmento del trrrì-
lorìo comunitatiTO di Montt*CarIo dote la
nostra ritroTa la porzione disunita spellan-
te alla Com. di CasleHninco di sol lo.
Il canale della Gusdana ed il Poggio- A*
domo separano il territorio dd capoluogo
di Santa-Croce da quello staccalo di Stafloli
e Orenlano, in modo che quest'ultimo tro-
vasi incluso lullo nelle Cerbaje.
Fra i corsi maggiori d' acqua che altra-
f ersano la prim:i ponione di questo lerrilo-
rio, contasi r Amo il quale passa al suo ostro,
mentre lambisce T estremo suo confine di
fronte a scit. il canale della Gusdana.
L'altra porzione di territorio non ha corsi
d* acqua, comecdié lo rasmll dal lato di
maestr. e di pon. il padule di Bienlina.
Fra le strade rotabili oltre la regia tra-
mena di V«l-di-llicTole che passa per Staf-
ioli. Te ne sono due prodnciali. I3na denomi-
nata impropriamente f^ia Franeeseo^ stac*
casi dalls regia Lucchese presso la Fiere a
HicTole ardandosi ndla direzione di sdr.
per Monsummano basso, Castel Martini, Fu-
cecchio, SantaOoce, Castelfranco di sotto
sino a! ponle nuoTo presso Bocca d*l3sda-
na. L* altra che è meramente 1* antica Fìa
Francesca^ appella» odiernamente Stra-
da Lucchese romtuta, Esm passa per il Gal-
lerò e PAlloposdo e rasenta i lembi a grec
dd territorio disunito di Slaflbii e Orentano
innanzi di aTTÌarsi per l' Altcìpasdo a Luc-
ca. — È poi comunitatiTa Tantica strada
che in Knca retta attraf ersa il lerrilorio del
capoluogo, a partire da Sanla^Croce fino al
142 SANT SANT
ponte omooimo tal canale della Gofetana» ft>li e di OitolaooalibmiilBUtìii'ijr» le mtt-
la quale di là prosegue nel territorio di Ca- chie di alto fuito e eedae di qneràv Icect,
ttelfmnco di totlo, salendo sul Poggio>Ador* ontani e quercioli, per qoanto dod ti van.
no , di dove riscende dal fianco opposto per chino poderi in meno ad ottiaK pastrt, le
riunirsi alla f^ia Prame€9Ca ^ ossia pro9Ù^ ultime delle quali foniiseono copioso Ibraf •
ciaie Lmeckut romana. gio agli animali da fnitto, ywiiiifiif del
Dissi che quest* ultima strada comunità- genere bovino e porcino,
tifa è antica siccome parimenti antico è il La popolasione diSanta-Crooe è a«m b-
poule al passo della Gusciana , stalo lortifi» boriosa e le campagne sono ben uuhi^ats.
calo da nna torre nel modo che lo manife- Vi si conta una stamperia con tre conot
stano molti documenti, e fra gli altri due di pelli, due tintorìe ed altiettanle gimldNe»
deliberationi prese dal gofemo della Rep. re; 1* industria maggiore peraltro di qii^li
di Lucca negli anni 1184 e 1387 9 rispetto abitanti consiste nella ccstmsioiie de* navi»
ai confini controversi fra la G>muoitÀ di celli che condocono a Lif omo e « Ftienas
&inla<<^roce e quelle di Focecchio e di Ca- per trasportirri generi intemi % o d* oltr^
strlfnnco di sotto. — ^ed. PooQio>AooaiK>. mare.— Un altro genere d'industria è qnel-
Inoltre sul CMuale della Gusciana fiuo dal lo che procacciano molti Sanlacroceàns lare
secolo XIII esisteva un mulino con sleocaja figli appena filiti adulti coir inviarli per la
di pertinenta della Gorounilà di Santa>Gro- Toscana , provvisti di piochi e meachmi ge-
oe, difeso da un fortilizio a tenore di un neri onde venderli o fiime cambiooon altri,
online dato li 16 luglio del i5o5 dai reg- esonerando così di buon* ora le kNO&mt-
gilori della Rep. Fior. — ( ^td, sapra ). glie dalle spese di vitto e di vestiario.
Pel qual mulino fra il G)mune di Santa- In Sanla-Croce non vi sono né mercati
Croce e quello di Fucecchio si accesero lili, settimanali né fiere annuali, trovandosi oo>
che duravano ancora nel princìpio del se- testa Terra molto vicina a Gistelfìninoo ed a
colo XVI , nel modo che può rilevarsi da Fucecchio, nei quali paesi si tendono, oltre
un compromesso e successiva sentenza del 5 varie fiere annuali«anoo mercati aeltiinaaali
maggio i5o5, data nella saU di udienza nel lunedì e nel mercoledì,
degli anziani di Fucecchio da maestro Do- LaG>muniti mantiene nel capoloogonn
roenico del fii Niccolò de'Canacci di Ftren- medico, un chirurgo, un maestro di acnola,
xe arbitro designato nella causa che verteva ed un* altro maestro di scuola ««a tiene ad
fina i due Comuni predetti rispello al mu- pese disunito di Orentano.
lino e steocaja sopra W fiume Gutehna,'^ Sanla-Croce vide nascere nel secolo paa-
( 4aca. DiTL. Fioa. Carte delia Com. di salo due leUerati,il più insigne de* quali fii
Sania'Croee ). il celebre proposto Giovanni Lami» d»e spetta
In quanto poi al secolo che cnopre la sup alla prima metà del sec. XVUI, mentre nella
perficie delle due sezioni di cotesto territo- seconda metà venne costi alta luce Teradito
rio, esso è tutto di alluvione sparso di dot- poeta Averardo Genovesi, che mori nel iS^a
toli e di grosse ghiaje di alberese e di maci- professore di belle lettere in Sanminiato.
f no trascinateri dal superiore MorU^'Alba- Il potestà di Santa4>ooe trovasi in Cf
no. — Assai produttivo in granaglie ed in stelfranoo, il vicario regio in Fuceochìo,
piante baccelline e filamentose è quello fra dove sono la cancelleria comunitativi e I*
r Arno e b Gusciana ridotto tutto a poderi uflSzio d'esazione del Registro. L*ìngepicre
e a eampi contornati di viti maritate a lop. di Circondario sta in Sanminiato» dov* è il
p\ , le quali danno molto sebbene debole suo tribunale di Prima istanza; la
tino; mentre nel tcoritorìo disunito di Slal^ «ione delle Ipoteche trovasi in Pisa.
143
ifUJDBO della Popolazione delia €o»fviitTA* di S^ttTjCàoct
a quattro epoche ditene»
in iMogài
Titolo
delle Chiese
Qraalaiio(0
SàRàClOCB
S. Loreaio* Pieve
Idem Prc|X)t. Gollegiala
S. Michele, Cura
Popolasiome
Diocesi di Sab-ì
86a
iliooen di snt-ì i ooa
nttoiato, già diViat4'>753
Lucca. ) ì «54
Tor^ta .... Jbit. if .• jiaulsseg 745
HB. iWVit pamfcdkùt eonitassegnata con la Ifoia {%) nelle ultime due
eped^ etUrmeano nàitn Cam. di CasUlfronco di Sotto. . . . Jbit. N.*
BeMTduo .... Abit, N,*^
07S8
Slim.FELICITA à CASOtA. — Fed.
CàioLA ndU Val-di-Magn.
— ▲ OPPILO nella ValdìMagra. * Pic-
colo Gas. 000 cb. parr. (S. Pelicila] pk fi-
fiale della pieve di Saliceto nella Q)in. Giur.
e quali due migl. a ostro di Pooiremoli ,
Dice, medcrima « ona volta di LAini-Sana-
iH« GtfBp. di Pisa.
lUsiede nel fianco meridionale di on pof(-
^'die ha alle soe •|>alle il vallone dclù
Gordana^ Mentre gli sta davanti quello del
Teglia , che è sul confine meridionale del
lerrìlono comunitalivo di Poni remoli.
Li paiiT. di S. Pelicila a Op|iilo nel 18 33
contava 9 5 abiL
— A FETROGlf ilio. — f^ed. Peno.
•BASO nel ValnTlrno aretino, e 00^ di tutti
f:lì altri Gm. o Vili, la cui eh. parr. Ri de-
dicala a S. Felicita.
SAirrA.FELiaT4 (PIEVE m) à I-AH-
QAIfO, o A FALTONA. — Ped. Falioiu
(Piava m) in Val-di^Sieve.
SjWTjt'Ftomj^ o Sjwtj-Fu^mj {Sobco
Pi). — Fed. Baitu nel Val-d*Arno infe-
rìore, e ToMMK-Bewft.
— A JfocMTd onia a Ifocero. — Fed.
HooRO nel Morr* Amuta.
SATTAJ^IORA o SAUTA-FLOH A (VU^
LA m) m Val-Tihrrina.— r«f.FioaA(S.)
o S. pLoaA in Tal-Tiberina.
SANTA FIORA ndU Val^di-Fiora. —
Tem, (ria castello che fh contea e residenza
di una linaa di conti Aldot»randcachi , poi
dd ramo d«*SÌbria Altendoio di S>nta-Fio-
ri, e fioalnueote de* duchi Sibraa-Gaanui di
Roma. — Atlnalinent^ è capoluogo di Co-
munità con chiesa arcipretun (SS. Flora e
Lucilla) nella Giur. e 5 migl. a scir. di Ar-
ddoaso , Dioc. di Citili della Fieve , già di
Chiusi I Comp. di Grosseto.
Il febbricato di quesU Terra è posto nel-
r estremo pianoro meridionale del Moni* A*
mista sopra immense e disooscese mpi di
peperino {irachite) cadute le une sopra le
altre costà donde scaturisce in perenni co-
piosissime fonti il fiume Armino^ che dopo
il secolo XllI acquistò il nome del paese
dove trae la sua oiigine.
Trovasi ad una elevatezza di br. iso8
misurata dalla sommità del campnila defi-
la chiesa arcipretnra che è appena al livello
del palano che fii de* conti di Santafiora*
fra il frr. aQ*" 14' e 8" long, ed il 49* So'
latit., 5 migl. a scir. di Arcidosso; 7 nella
stessa direzione da Castel-del-Piano; 6 migl.
a pon.-lib. di Pian-Castagnajo , e 8 in 9
migl. a lib. deirAbbadia San Salvadore.
L« rimembranza piìi antica di questa Ter-
ra» fra quelle a me note, credo sia registrala
in un istromento archetipo rogato in Chiusi
li S7 agosto deiranno a.* del regno di
Guido in Italia ( anno 890 ) , slato da me
citato MAri, VujhCàatàamuo. Con queir
atto Pietro abbate del Mon. dd Hontamiala
col consenso de* suoi monaci coofirrmò in
livdlo a Lamprando figlio del fu lldone le
case e beni che egli teneva a fitto « oltre un
pezzo di terra nel distrdlo del casale ilei
Piano [Pian^estagna/o) e nei confini ivi
descritti , fra i quali si nomina da un lato
144 SANT SANT
il Icrritorio di Santa^Piora eoe. — - (Ari». Mulagigla e lUebnmliwn poHfl fàé
DiPL. Fior. Carte della Badia Aitdatina), Ure i legueoti documenti arehctipi.
Di un* altra carta, tcritta nel giugno del II primo è un atto del i3 an. nH
II 14, conservasi l'originale ueli* archivio scritto dil conte Ranieri cheinioMiài
privato dell' erutlito sig. Scipione Borghesi- conte Ildebrando figlio di un altioi
Biciii di Siena. Essa è importantissima, poi- debrando. Il qual conte Ranieri m
che ci scuopre qualmente la famiglia de'GG. petnto da Dio d<ipo grave malrtlii fi
AJdobrandeschi era di origine salica^ e non sua guarigione , con qaelP allo
longobarda come da molti ó stato suppo- Mon. di S. Salvadorewl MoalV
sto.— «Consiste essa in un istrumento rogato te le male consuelodìni e ¥11118 dbl
nel convento gik monastero della SS. Trìnitli vansi a nome de' conti Aldobmdadiii
sul Mtonte-CaUo siluato alla sinistra del h. le terre eh' erano di pertinenB É
Flora e circa migl. uno e meizo a ostro del- Abbadia, comprese penltio mllii
la terra predetta; il qùal monastero fino dalla zione dei conti AldobnndochL Li
sua prima fonJduone con quell' atto fu do- rinuncia era slata 6itla allre vollBiif
nato alle monache cistercensi di Monte- re di S. Salvador* fino dalh aeflièU
Gel tese fuori di Sieni dalla contessa Adelasia ie Ildebrando tmo a«o e ripcMti
restata vedova del G. Ranieri Malabranca //'/tfÀrnucfoitto/Mirv.— (AaCLDiPkl
degli Aldobrandeschi, dai figli suoi Malaga- Carte della Badia jintiai.)
gli! e Ildebrando conti di Santa-Fiora, con- Il secondo btrumento, logsls adi
sentendo a ciò anco le loro mogli conlesse die. dell'anno 1047 , mnaenla Ti
Lupi e M<issimilia, dichiarando di profetta- quietanza in quel giorno rìnnovs|i(
re e ffi^ere tutte fecondo la legge l'tliea. te Ildebrando padre del tudddloCl
Al quale allo si tn>vanmo presenti fra gli ri e figlio di altro conte Udebrmuhih
altri personaggi distinti il vescovo di Ghinsi le ad imitazione del suo fcnilon
e quello di So.ina , i quali pochi anni in- a dette visite nelle mani di T«
nanzì, dice ristrumento medesimo, av^ del Mon. Amiatino mediante il
vano consacralo la chiesa predetta della SS. un anello d'oro {carie eii,)
Trinità. Fr:i i beni offerti da quei conti e II terzo documento del 101 Si 71
contesse fuvvi un terreno posto sopra la chic- rigiianli una precedente qnieteva
sa della SS. Trinità in^focahalo Monte-Cai' Groiseto presso la pieve di S. Ibriai
PO super fluvìo Armino, — - Inoltre furono re della stessa badia d-il conte
assegnate al Mon. medesimo varie terre, figlio del fu conte Ridolfo
vigne e selve poste in ^oeabulo Cellena ed fermezza d* oro ricevuta da Winii
in altri luoghi, compresa una vigna {x>sta baie del Mon. Amiatino. — Feim
presso il già citato fiume Armino ec. — « to , f^ol, Ii pig. Sa?.
FeJ, MoHTepGaLLKM. Q:iesto è quel ricchissimo oonls
Seguono a pie ilell' istrumento le firme do ili cui fecepiirola il Card. Pieri
della coiiles»! AdeUsia, de' due figli e sue nelle sue lettere (Lih. IV EpisU VII); 1
nuore, e quelli di sei testimoni. Qiiest'al- mnlesiino che insieme oon U di Wki
t'j fu rog.ito da Girolamo giudice e nutaro cnates«i GisLi vedova del C. Bidaif
dell' Im|H*ratore. B'itelUnte, nel 1007 permutò
Rispetto poi al fiume Armino , ori dello ze poste nel Val d' Arno inierìorr,eli
della Piora^ col primo nome è rammcnluto d* Rvola con altre in Val-«|' Bla citi
in un documento del i5 giugno ia4o italo i|.t Benedetto vescovo di Volterra- T
nel cam(io d' assedio di So.ini press» il fin- ipifrl conte Ildebrando che nel 99Ì
me Armino, (love:i!tnr.i si trovav.i P.niilolfo ijcv.i e Winizzone abbate ilei Mm»
Faiiaiiella cipil.in-ìreuer.d*; di Ffderi;;>i II lino una quantità di diritti e di
in T<is(!;inu. — ( Àrch. Dipr. Fior. Carte {{hìHr.tA.i, rtdlia tner.t in Episcop.^
delti hti'lia Amiatin'i), — f^el. Sj^jiì. et f^olttterr.)^-' l^eL Abazia m
V voler me;rlio conoscere gli ascendenti Un «{uarto istrumento del primi
dei iMnti A Idobr.indosclti qui sopra rain nini- 97! 3i:ritto nella torte di Lstlais il
Idi |»tT ivilor» chi* liiMni isserò sa|>cre d.i chi reinni.i srnopre il paclre e l'avo dd
ii.is--(.s><! il oiMid' nìnierì, in.irìto delti prc- li ricchU^iiii » conte llilebrando nel
yiiniinUj (.'oatoiii \ U'Li»ij,e pi<irc<l»:ip)nli tltìlfo figlio Jlel fa Gherario C^
SANI S A N T 145
trillo che questo C Ridolfo Or.i ripigliando le metuorìe sloriche re*
yìpUÈ posU fMTSiO il H. Oio- Intive al castello di Santa-Fiora ed ai loro
Ugo tietto Campagttatico, — dioasli che succfdeitero al coale Rintrri
DiATMO e Laitaja. MalabraiiCii, dirò , qualmenle uel dì 8 ^ìiì-
Kae del teoolo X viveva uà al- gao 1 144 fu rogalo un islrumento davanti
lolib del contado esso pure di la pieve del caslcl di Sanla^Fiora della dio^
Baaccra da un Ildebrando e ceti di Chiusi: e a{;giun|:erò, come Rai naido
Dol C. Tedtce del fu Gherardo arcicanceUiere e legalo in Italia deirimp.
Dtado Voltenmno fu iettimone Federigo I con diploma dato da Siena nel-
ine di donaxtone hiUt nel 998, 1* agosto del 1 163 a &vorc della Badia di S.
ilb ìmàuL di Poggio -Marturi Antimo, (ira i magnati presenti a quell'alto
) dal marchese Ugo figlio del fuvTÌ un C. lldebrandino , che ivi si dice
to stlko. •— (PooÒmblu» Cra-- figlio del fa conte Uguccione , siccome in
mdiajtorj) miti privilegio slesso è rammentalo un C.
onte Ridolfo d*lldebraBdo prò- Guglielmo di Soana avvocalo di detto mo-
leriTÒ no altro ramo dsi conti naslero. — (Aaca. BoaGusi-Bicin di Sibra).
osa y ma di legge longobarda , Altro documento dello stesso archivio Bor-
n»e orìgiae queir Ildebrando ghesi-Bichi, scritto nell* agosto dell'anno
e nel 107) divenne Papa col 1164, tratta delU promessa falla dal predetto
gorio VU. conte lldebrandino del fii conte Uguccione
« ndl* archiTio del prelodato per se e suoi eredi al Mon. di Monte-Cel-
Borgbcsi-Bichi conservasi una lese, e per esso a donna Imildina abbadessa
pI «9 giugno 988, data in lo. di queir asoeterìo di mantenere le dona-
(forse Siiceiano) per la quale xionì da* suoi antecessori latte al monastero
brando figlio del fu eonte Ghe^ di S. Ambrogio a Monte-Cellese ed a quel-
mò ad enfiteusi a SuCiredo di lo della SS. Trinità sul Monte-Caho,
nelà di un possesso domini- Nel mano poi del 11 73 un conte 'Ugo
Ile in due case e casalini con fece dono al Mon. della Trinità edificato in
f che una in luogo detto Sas» Monte^aho, nelle mani della sua priori»
fmma) « l'altra nel paese di donna Soana, di 4 villici con i loro teui-
' obbligo di recare ogni anno menti e di una ptnsioneannua di dieci soldi
I d' arjiento alla corte domini» lucchesi per riguardo di una sua figlia a-
e lldt-bramlo predetto che era scritta nel numero delle monache della SS.
ianm. -* ^ed, Sticciaho. Trinità. — • ( Akcb. Dipl. Fica. Carte delle
pere frattanto se quel conte II- Mon. delle Trafisse di Siena),
Stirciano nasceva da Gherardo In questo frattempo era mancalo ai vivi
Ridolfo del contado di Rosei- il conte Bfalagagla figlio del C. Rinieri Ma-
' era quel C. Gherardo del con- labranca e della contessa Adelasia, rammen-
nu padre del conte Tedice che tato di sopra agli anni 1 1 08 e 1114, e la
ne al conte Rtdoltb del conta- di cui morte è dichiarata da un isirumenlu
assistè air alto di fondazione deU* Abazia Aioiatina del giug. i iai,r<>gato
Poggibonsi, e dal quale nacque nel castello d'Arcidosso, dove allora abita-
ybèranlo, di origine però lon- vano il C. Ildebrando figlio del guonduin
ad 1004 interne con la c<^- conte Ranieri Malabranca , e donna Lupa ,
i lai moglie, stando nel suoca- la quale ivi si chiama vedova del C. flffala-
iia« fondò presso Chiusdino la gagta fratello del C. Ildebrando ch'era nel
Mmria di Serena, tempo stesso di lei monduatdo. — ( Aaca.
• ndr Arch. Arciv. di Lucca Difl. Fioa. Carie della Badia Amiatina),
B istniBienlo del 1 7 noT. 980 Alla memoria dello stesso conte Uguc-
lalc ilella Maremma di Popu- clone, e del figlio Udebrandino Ifo^ello
iule Guido vescovo di Lucra apfiella una carta del die. ri Sa della Badia
iekrando figlio del quondam prenominata, attualmente neWArch, Dipi.
rào |5 poderi di pertinenza F or,^ nella quale si legge, che la routcssa
i Sovigliana sulla Cascina. — Gi^la lasciala vedova dal fii conte rgiin:in.
A>A (Pirvi di). ne assieme col suo figlio e moiidualdo couie
146 SANI S i N T
ìldt'hrauditto I^oifello^ «liiiiUu in Gmsseto, gennajo laos, col quale il C llUelmodii
ofiiial monaslLTu del M(itit\\iiiiat.i in mano prrdeUo pilotò giuniinenlo «li fc«lc!t2i al|4
ili RaDicrì abbate del Mon. stesso la metà testa di quella repubblica, come di dui
dei beni che AdilalTo del fu Guglielmo di qualilà di raccuniandaio peraoaDoiooDd
Grosseto ebbe ad enfìleusi dalla casa Aldo- hligudil'ornirealConiunediSienaccBtiiai
brandesea, -^ ( iVi ). dati due \olte Tanno. Al qua! alto pitibiai
Non lascia |)oi dubbio che questo conte la loro adesione la conicua Adclasia mt^
uon fosse degli Aldobnindcsclii un i-ogito del detto G. Ildebmndino ed i loro figliii|
del 9 a gcnn. 1 171, che ci scuupre anche la meno il C. ildebrandimo minore, Atm
moglie del suddetto Ildebrundino conte Pa- sempre sotto tutela DclPanno laiS.Góèft
Ialino e figlio del fu C. L'«!Uccione, il quale mostrato da uu lodo del a luglio lailj
stando in Pisa cun donna Maria dì lui con- nunciato nclki chiesa diS. MichelcaTi
sorte che ivi appellasi Contessa di tutta la da L'ggieri del fu Ranieri di Riai
famiglia Aldobrandesca , e figlia del fu nrhii 10 eletto dal cn/ifc //c/e^aji^iwi
G. Alberto di Prato, donò allo spedale di gforedd una iurte, e dall'ai tn dai collii
Slagno dei beni |>osti in Atnognano, -^ nifusio^Giiglitlnio 8 ildebrandim md
{ Aicn. DiPL. Fior. Carte del JUvn. di 5. £0- che si dichiararono lutti figli del fa C i
renzo alla MU*olta, ) — f^ed, AnTOuRAao. debi andino e della ewiieisa jideÌ9SÌÈ»\
Né tam|)oco fia improbabile che a cotesto qua! donna erasi rimaritala a Ki
ramo di conti Aldobrandeschi ap|iartenesse de* Visconti di Ganipiglia, talché qiiaii(
un altro C. Ildebrandino di Toscana^ il coniugi enino i luloii del conte il ' '
quale con suo testamento scritto in Soana i^ìno wiiore, figlio di della contessi,
sotto di 23 ottobre dtl iao8 alla presenza detto loiio fu assicurala la dote di milk I
di Viviano vescovo di delta città, dopo un che d'argento al le due sorelle Gemme F
Tistoso legato alla sua consorte e- ntessa Ade- gherila mte dal G. lldebraniliiio eMki
lasia, ìnslitui eredi i suoi figli, assegnando di lessa Adelasia ; per lu cauzione delle
fnirle, al figlio maggiore conte //c/e^rd/ic/ino doli fu ipotecato il eai/e/ZocT^mV
Palatino di Toscana i castelli di Monte- (Aacu. DirL. Sak. Kaleffo ddCJsi
(jcmoli, Monte-Guidi, Sillano, Baiignano Dalla sorgente uiedesima derivano gfil
ecc., il cui ultimo castello , mediante istru- archetipi si gucnli : il primo di essi è ~
mento del ig sett. i93i rugato in Grosseto ottobre laat, col quale i conti ili
nel palazzo dc*CG. Aldobrand<-schi, fu dato dino, Bonijuiio^ Guglieitno e lidi
in feudo dallo stesso figlio maggiore di^l C. no piuniore figli del Tu conte ildt
ildebrandino Palatino a Manto de' nobili di Svan.i e della i*ontess;i Adrlasia
dì Grosseto. — ( Aacu. Dirr.. Fior. Carte essi « le loro cistella sotto Tacooi
del Sion, alla Rivolta di Pisa). — f^ed. del 0)mtine di Siena, obbligandosi
BATicRAifo e Belfortr. Tiarc alla detta ciltii l'auuuo ce
Gli altri figli nel testamento del 1 a 08 marche d'argento. Gol secondo h
dal G. Ildebrandino l'hiamali furono Boni- rogato in Siena li 27 agosto iaa4, ili
fatio^ Guglielmo^ ildebrandino minore e Bonifazio degli Aldobrandeschi confieil
le figlie Gemma e .Margherita. — ( Arch. la Rep. senese nelle mani del suo
hell'Osfriialk dfji.a Scala di Sirha). promis&i di procurare che gli
AlPArt. MoxTK-CnjcoLi |)OÌ rammentai una Grosseto si sottomettessero a quella
convenzione di-lfS luglio, anno 1226, sti- blica. Per etfetto di ciò un mese da
pillata nella chiesa di Moiite-Gtnioli fraqtie- un secondo atto del 27 seti. laai i'
gli abitanti da uiiaiMrteed i conti Gii fiUehno del Comune di Grosseto inviati a
e Bonifazio tigli dtl fu vnww JU ebrandi no raroiindi osservare i palli già convcMi
Paltttino di Toscana ilair.iltia |aiie. — i quali rra\i l'obbligo di pagare 0|Bti
f Asini. Dipi.. 1-'i«.h. Carte della Cam. di \m- ;S «li reiiso alla Rep. senese. ••{
i^vlirna). I)i-llo stesso anno iaa4, ma lic
Oil(»toC'.//'r/f7/rri/i>///ioi><'ilanli) fu padre innanzi dell* istriimento del 97
imii Milo tic" ce. itilfhnuidin,, maggiore, etmW Guglielmi* Palatino fratcllo~dcl|
Gu;;li*hnov Bonijti-Jit ina di iiii .illrn Ildt- detU. conte Bonifazio avera fattoi
biatt'lino minore. Al pulir 1- 10 a|i|rlla 1111 |ii(t(<M.i a quel Gomunc , di iinxrui
.iilothj.f i*uuiiili-;ìa Litio in .Sima ni 1 ili * rln •:,\'i :iiiiiiinì di Gios»cto stSMCio
SANT SANI 14Y
■ntiili <]a Senesi , obbltgindoti egli per sé Gregorio IX al potestà e popolo di Siena,
e (AT i suoi fratelli di abitare fisso iiells colla quale ordina che si debbano restituire
dttfc di GrosMto, di fortificare il suo palazzo le robe tolte a diversi fedeli e Tassalli del
eoa la torre, di combattere occorrendo e di conte GugHelmo Palatino da un tal Guai-
fine in modo che i Grossetani tornassero al oberino senese e compagni. — Di più per
volere de* Senesi, dando a questi licenza di istrumento del a8 luglio ia37 il potestà di
distruggere i muri , spianare le fosse e car- Siena a nome di quel Comune promise a
bonaje di Grosseto, purché le case rimanes- Gugiielmo eonte Palatino di Toscana di
tuo illese. — {loe. eii.) maolenere il contratto di accomandigia e
Trovasi ivi sotto dì 29 agosto taa4 la di lega fra esso e la repubblica senese stato
nli6ci del C Bonifatìo fratello del C Gu^ concluso nell* atto che la Signoria di Siena
gUelmo, il quale con giuramento aderì a vinta dalle istanze di quel conte rilasciava
quanto aveva promesso il di lui fratello sotto ai Grossetani il tributo annuo di lire aS» e
peoadi mille mare he d*argento. — {hcoeit.) di altrettante libbre di cera, che quel Co-
lia che tali promesse dei conti Aldobran- mune doveva pagare alla Ecp. sanese « a
deschi fossero larvate Io dichiara nna bolla condizione però che esso eonte Gugiielmo
(Gretta tre anni dopo (17 settembre del non esigesse lui dai Grossetani il fletto cen-
ltì^) dal Pont. Gregorio IX a Guglielmo so, né alcun altra cosa sotto pena di mille
e Bonifazio figli del eonte ìldebrandino marche d* argento. -» {loc eii,)
Pelatino^ eolla quale comandava loro, che Segue l'atto di stipulazione scrìtto nello
se volevano la protezione della Sede Apo- stessa giorno 18 luglio ia37, col quale il
slolica dedsteasero dalle ingiurìe fatte ai Se- C. Guglielmo prenominato promise ai reg-
Dcsi, aggiungendo inoltre che lo stesso Pupa gilorì della Rep. di Siena di perdonare ogni
avrebbe potuto prìvare quei conti àe\ feudo ingiurìa che dai cittadini Senesi tosse stata
per aver dato occasione alP eccidio di Gros- fatta a lui ed ai suoi vassalli dopo il giura-
seto fiiito dai Senesi. -— (Aaca. Divl. di mento che aveva prestato lo stesso ennte
StoTA, Knleffo delC Assunta,) prrsso Scarlino, a riserva però dei dirìlli
Wd 9 aprìledel 1 229 lo stesso Poni. Gre- verso il Comune di Grosseto che egli aveva
gorìolXcon altra bolla diretta ai fratelli prima della guerra. Finalmente fu dichiarato
suddetti , CC. Boni&zio e Guglielmo , co- di non derogare in modo alcuno dai patti
mandiva di restiluireciò che eglino avevano slati da esso conte contratti con il Comune
tolto ai Senesi, nel tempo che questi ultimi di Siena , intendendo peraltro di non esser
erano al servizio della chiesa romana (iVi). tenuto a mantenere quanto aveva promesso.
Avvertasi però che sino dal a4 sett. del- se non gli venivano restituite le suecastelb
ranno laaS cotesto Papa, rimettendo forse t quelle del conte ìldebrandino suo nipo-
in Qimpo delle vecchie promesse (atte da <e. — {loc. eit,)
Girlo Sfagno al Pont. Adriano I , sebbene Inoltre fra le pergamene dell* Arch. pri-
noo mai rfiettuate, diresse da Anagni al pò- vato del sig. Scipione Borghesi-Bichi bav-
testa e popolo di Siena un* altra bolla, nel- Tene una del 3o aprile 1229, scritta nel
la quale , dopo aver rimproverato ai Senesi daustro di S. Mustiola a Torri presso Rosia,
le oslililè usate contro la città di Grosseto eolla quale si dichiara che ivi si presentò il
spettante specialmente alta Sede Jposto- sindaco del Comune di Siena per esigere
/ÌAi, coir averla invasa, devastata e incen- quanto i CC, Palatini Bonifacio e Gu-
ditta; siccome ancora per non aver obbedito glielmo ritenevano di pertinenza delURep.
ai comandi di Onorio III suo antecessore , senese e de* suoi cittadini , conforme ordi-
Ofdioava loro di dare ai Grossetani la sodi- nava una bolla Apostolica impetrata dal po-
s&xiooe dovuta per tante offese ; con tutto- polo di Siena.
dò il Pont. Gregorio per aderire alle' preci Aggiungasi un* altra membrana apparte»
dell* Imperatore e del siniscalco di Roma nuti alla Comunità di Vojterra del la mar-
eoo questa bolla perdonava e rimetteva i Se- zo i a56, dalla quale si scoopre un C C/«fs-
iMsi io aoa grazia raccomandando loro di ber/o fratello del eonte ìldebrandino , figli
non offendere i Grossetani e di esser devoti entrambi del fu C. Guglielmo di Soana
della chiesa romana. -. {ItHS, c/f,) Palatino di Toscana , mentre altra scrit-
Della stessa provenienza è un* altra bolla tura senza d^te croniche appella ad un com*
in data di Viterbo 9 fèbb. ta36 diretta da proiociso fatto fra i due fratelli prenominati
fW »ANT SA NT
tU uiu parte con il Comune di Volterra fmito, padre ddC.GugiitliBoalUrafifCBlf;
ilatrallm per terminare la lite relativa alla «d altro istrumenlo da4o in AicidoMO li 19
giuriflditione dì Monte-Gemoli, e della Roc- nov. del i a53 Ci meniiooe di un Gugiieimo
ca Si liana che Goolinoa?a tempre fra quel giuniort figlio di altro eoiUt Guglielmo
Comune ed i fratelli Confi lUehrandino Falaiino di Toscana ( loc, eit. ). — > Pòrta la
od Umberto Palatini di Toscana, — (Aicb. data parimente di Arcidosso ob tono allo
DiPL. Fior. CoHc della Comunità di Fol- dd 10 nov. i«58, relativo alla rettiUnioM
terra), £ilia dal iiadaco della badia Amilina di
Al tecondo di qaei due fratelli, cke itstò lire 9 5 che quei monaci avetano ricetvlo a
ucciio nel laSg dentro Campagnatioo y ap- mutuo dal eonte Ildebrandinc figlio del
pellò Dante, allorché figurando d*lnoon« eonte Guglielmo Palatino di Totcmmm,
Inii'e r ombra di lui nel Purgatorio fra i Finalmente un quarto istromenla della
superbi , (Canio XI) , gli fece dire: eitaU badia Amiatina fu rogalo nel 19 fieb-
lofui Latino e nato di un gran Tosco, ^J!,?*' l?^ ?" 2^'"*' ^\^^S^
Guglielmo Mdobrandesco fu mio padre. ^'/T f * ^/^.-^"^- - l^«-- ^^
V j p •' '^ Fi#a, Carte Jmutime ).
IXilla sorgente predelta provengono tre aveva palaxio io Saota*Fiora naacera da oo
altre pergamene, che una del 6 agosto 19 80, Bonifaùo seniore che fu T autor» de^ooAli
con la quale donna MargherìU oonlessa Pa- AldobMmleacbi di Simta-Fian, mentre Tal-
hitilia di Toscana figlia del fu eonte llde- tro C. ildebrandimo fratello del C. Omher*
brandino, dtiaroaio Bosso di Soana, costi- lo ebbe per genitore il conte Gugliehnoéd
io\ il conte Guido di Monfort di lei marito ramo Aldobrsindeseo di Soana.
in suo procuratore per fxr la pace con i Infine appellano a queste due branche di
conti Aldobrandeschi di Sonta -Fiora. — conti le capiloliiBioni del a8 luflia 1*37
{Ardi, cit.) a turate dal C Guglielmo Palatino e dal C.
La seconda in data dello slesso anno e Ildcbrandiuo da una purle e dai rapprcKu-
giomo 6 agosto I a 86 contiene Tatto di con- tanti del Comune di Sien^i dkiir altra. Le
cordia e transaxione fatta e rogata nei con« quali capilolationi vennero di tcaspo in Icsm
fini del castello di Sanla-Fìoia tra gli Aldo^ pò confermale in Siena dàk succesaori ed
brandeschi di quel ramo ed il conte Guido eredi di quei conti nel dì %% febb. ddT
di Munfort come procuratore della sua mo- anno tft83; nel 18 nov. del i35i eec —
glie contessa Margherita figlia ed erede del- ( Aaca. Dm.. Sak. Kaleffo delPAetmata),
la contea del fu C. Ildebrandino di Soana. Poco innanzi della morte del C lUe-
Ifellu terza carta sono nominati i conti di brandino giuniore di Soana fti rogalo il
Santa-Fiora che ebbero parte in quell* alto contratto di divisione (i i die. la^a^t fr* il
di concordia; cioè, t.® il conte ildebran- tuo ramo e quello de*CC Aldobran^taehi
dino Novello; «.^ il C. Boni/auo ; 3.^ il nati dal conte SonifoMO seniore di San-
eonte Enrico Novello; 4.* il C, Guido, fi- la-Fiore.
gli tutti ed eredi del fu Ildebrandino di Toecò di parte a quest'ultimo ramo la
Bonifazio conte di Santa-Fiora e di donna Terra che diede il titolo alla contea , oltre s
Giovanna contessa Palatina loro madre, castelli di Areidosso, Atriana, ora Triaaa»
Rogò colesti atti Michele medico figlio di Samprognano, Selvena, Magliano, MoDle»
Jacopo notaro. — ( /oco eiV. ) merano, Manciano, Capalbio, Serpenna»
Per rogito poi del 1 297 scritto nel caslel Cana, Strìbugliano, Scansano, Ischia, Bi^
di SMnl»»Fiora, fu fatta una nuova divisione selle, Rocca-Stoada, Sasso-Forte ce. lasriatio
de* beni e dei castelli della contea Aldobran- a comune con 1* altro ramo di Soana k citte
desca, tra i figli del eonte Ildebrandino di di Masia, di Grosseto e di Saturnia, le cave
Bonifaùo di Santa-Fiora , e ciò col mezzo delle miniere di argento ^ivo di Srlvena, e
di polizze lirate a sorte da un fanciullo. — le ragioni ohe gli Aldofarandctchi aver pò»
( Aaca. DiFL. Pioa. Carte della Com, di tevano sopra varj pasti del contado di Ga-
f^otterra, ) Siro e sulla città di questo nome, ecc.
Fra le membrane poi dell* Abbadia S. Sai- Provvisti di questo stalo e forti per tante
vadure sul Monte Aroiata, una del a 3 luglio rocche ebbe ragione TAlighieri quando nel*
040 r4mraenta il conte Ildebrandino de- Tinveltiva all'Imp. Alberto, per moslni^lt
SANT
SANI
149
ii| «10 te il ramo GhibeUÌDO de* OC. di SaDla-Fiori, ch*e]e»CTO «rbitro in una
v> J illillnn, CKlamava : controvenia fra il Mon . ed il Comune preno-
y . minati rapporto a certa gualchiera enrtta mi
««I t„iLi tfr. iPfnV'r»'-'* \ Iw^ ^\ìmt Vito nel Monle Amiata. — la le-
: ■ f i#i ^n»M.Fw eom é meura. ^^ ^^ ^ ,p^.,^ ^^^^ ^^^^ ^^j ^^^^
mi ifclMipi de* OC. dì Soana toccò la mesM firmato dalle due parti nella penona
ài dMB dilla quale prete il titolo, ol- del conte Bonifaiio stato eletto in arbitro.—
felilniccMtcHa di Piligliano, Soiano, Nella tersi del 3 settembre successivo è nar-
lÉB^Ofeirtcllo, Marsiliana* Pian dsla- rata la |iosJxione della causa ; mentre nella
>*i|p^, laudalo, Boccno, Perela , (^lel- quart» del i6 sett. medesimo trovasi resa-
Mas, Pàknlino» Monttpinzulolo , o me ed il deposto de* testimoni fatto in detta
éf IWcMfl, Cuif lioncello , Montiviano, controversia davanti al conte Bonirazio nel
lH*if|alan,Orbelello,Ansi^oni», Isola cassero di Santa-Fìom; e finalmente nella
HCilfe, TiimstCa BfoBlanto sulla Fiora, quinta dello slesso giorno i6 Sftt. 1989 fii
lirt^ Uicoodoli, BoccB-Sillana, Mon- scrìtto il lodo che pronunziò in &inta-Fio-
fcCimli, ice. e più k ragioni che la casa ra T arbitro C. Bonirazio, col quale fij con-
ÉÉfaaJwa ave\a sopra la Bocra-Albe- dannalo il Comune dell* Abbadia a demo-
iB|iwlMÉDrio ed altri luoghi delhi Marem- lire la gualrhiera costruita sul fi. Vivo , ol-
ii li— In pnslo pertanto rcitdilìi toccala ire 1* inibizione di eleggere in avvenire gli
iadidiSosu passò in donna Margherita uffiziali e ministri di quel Comune senza
nifliBd ernie del conte Ildebmndino, licenza degli abbati di S. Salvadore; in-
lli i I«fi0, figlio come si disse del C, fine V arbitro in quel lodo assolveva il Co-
frfUae pmniort^ il quale morì in Soa- mune dell* Abbadia dalla pc^na pecuniaria.
■ sd na^iodrl t«84. LV altro istrumento della provenienza
hi Auodi ciò la contessa Margherita medesima scritto li 8 gennajo del layt nel
i portò r ertdilà di lU contea cassero di Arcìdosso ci scuopre un conte Um-
oaenorteìlronlediMonrnrt. berlo Palalino figlio del fu conte lldcbran-
» ma alto pubblico rogalo in dinodi Sun(a-Fioia,econseguenlemente fra-
i sotto dì 7 lug. deiranno ift85 tello del conte Bonifazio II di sopra nomi-
lasuGaido di Monfort, come marito del- nato. Forse erano le mogli di cotesti dut
^Mbb liriherita figlia ed erede della fiatelli, G. Bonifazio li, e G. Umberto, don-
MaASaiidda una parie, ed il sindai-o na Giovanna e donna Isabella contesse di
ilGBB.di VoliemdairallrB parte com- Sanla-Fiora , le quali, per alto rogato nel
^Ì0dbH poli-stà e Comune di Siena {«alazzo di Sanla-Fiora li 8 ott. ia95,confe»-
^Mf k liti che vertevano fina essi risi el- sprono di aver rice\ulo a frutto dal sindaco
'■fcfiifializione del castello di Monte- d«| Mon. Aniiatino numero 960 capi di be*
^rtf ddle we mline. — ( Aacn. Dipl. stiaroe stimato a ragione di lire 55 il cento
^C^ruitlU Ccm. di riUterra). — |ier il tempo e termine di quallr*anni.
'n. Ism-GnaoLi e Soaka. Un istrumento |K)Ì del a 3 di giugno, an-
^h linci priò de*CC. Aldobrandischi no i3o3, scritto mi castello di S«inta-Fiora,
'Wsiàipcnse assai presto, all'incon- rammenta un JiJebrandino Novello conte
^'i BM «lei GC Aldobrandes hi di San- di Sanla-Fjura, probabilmente figlio di uno
^emlinnò fino al secolo XV a do- de* suddetti fratelli, il quale ricevè n loca-
ia «olii pnesi della Maremma e del zione per un \cntennio dai monaci d« 1 Mon-
ica. Avvegnaché non meno di 5 lamiata i pascoli posti nel distretto di Col lec-
, Krilte tulle nell'anno 1 989, ed chio , in luogo denominato la VaìentinQ^
t si Mon. Amiat ino, appellano ad [kt T annuo fitto di lire 5o corlnnesi. —
fiMf Bmìfuio giumiore figlio del C. ( Abgb. Dvru, Fina. Carte della Badia
^9»éùi§ ji Boiùfa%,ìo seniore ei I auto- siesta ).
■id !.■• lif ||i Aldobnndeschi di San- Finalmente fra le membrane della Badia
^'^v^taa di quelle carte, del 93 mar- dell* Ardcnghcsca una del io ginn. i36'j
* ttf). coolirne l'atto di elezione di due scritta in Siena contiene la condanna in lire
**^(4lodiir abbate del Mon. Araiali- 5oo, con la restituzione drlly s(&ta parie
*'^QNnuoe dell* AhlKHlia S. Salvado- del Cist. di Scansano in favoie di Spinello
*'<'tci«|4iiiMrtiere nel conte Bonifazio 11 del fu Spinello de* Tolnniei st.iio s|K)|{lialo
150 SANI SANT
flai G< lldebruniliiio figlio del fu C, Pietro occasione fbrono tolti a quei conti i casldll
degli Àldobrandeschi di Santa «Fiora. — * di Samprugwtno e di Scansano^ e dato il
( Aaoa. DiPL. Fioa. Carie del Mon, degli guasto al paese intomo a Sanla-Fiora ».
Angeli di Siena), Ma dipoi (soggiunge il cronista arnese) si
L» storia frattanto non dimentica come iècecoi detti conti l'accordo, firmato in Siena
i conti AldobranUcschi del rama di Santa- dai sindaci respetti ti nel giorno i8 novem-
Fiora per avere abbracciato il partito GhU hte delPanno t33i.
bellino furono spesso in guerra con il Co- A teuore di quel trattato originale en-
roune di Siena. stenle nelPArcb. delle Riformagioni diSie^
Il cronista Andrea Dei sotto Tanno laSo na si a[»prende, cbe fra i varj conti della
(a menzione di una lega fra i fuorusciti dì consorteria di Santa-Fiora figuravano allori
Siena e un conte di SanU-Fiora contro il il conte Contieino figlio del G. Guido, ed
governo senese, per cui in queir anno e il conte Enrico figlio di altro conte Enrico
nei tre successivi le armi della repubblica nato dal C. Ildebrandino di Santa-Fiora, a
si recarono a oste a Pari, a Rocca -Strada, a favore de* quali i Signori Nove mosiraroosi
Santa-Fiora, a Scansano ed iu altri casUlli generosi, tostochè condonarono loro i censì
occupati dai Ghibellini fuorusciti e dai conti arretrali che sino dal i8 ott. p. p. quei conti
di Sànta-Flora, finché questi e quelli nel avevano promesso di («gare annualmente al
1 3oo furono astretti ad accordarsi col Go- Gumuue di Siena.
mune di Siena che rese a quei conti il ca* Due altri conti della slessa linea di S.
stello di Scansano, i pascoli di Golleochioeoc., Fiora, oltre i sopnnominati, stando a quanto
previa la linunzia fatta dai conti medesimi scrisse Orlando Malavolti nella P. II ddb
di ogni ragione che avessero sopra GasUgliun sua istoria sanese, figurarono nei capitoli di
d*Orcia. quel raccordo, cioè un G. Guido (diveno
Lo stesso cronista ali* anno i3o3 aggiun* dal ptdre del nominato Coniteino), ed un
gè, che in dello anno si comprò Talìimone conte Stefano figlio del C lldehrawilno
per il Gomune di Siena dati* abbate della Jf (niello; e fu probabilmente quest'ultimo
iMidia diS.SaIvadore(si leggai/ff'55. I^t/i- quel conte Stefano di Santa-Fiora cbe il
ceniio e Anastasio alle Tre Fontane) per cronista Andrea Dei lo dà morto in Slva
fior. 8000 d*oro e possede^Htnlo i comi di nel giorno 3 die. deiranno t346.
Santa^Floru e per loro lo tenevano. — Dobbiamo pure allo scrittore stesso con-
F'ed, Tal&mokb. temporaneo il (atto che ivi si narra di un
Di altre imprese militari tentate dai conti conte Jacopo, il quale cessò di vivere io
di Santa-Fiora trovasi menzione nella ero- Santa-Fiora nel giugno del 1 346 latcSando
naca stessa del Dei sotto gli anni i3i8 e ilGr>m. di Siena erede della sua ponionedi
i33o, quando Ghinozzo signore di Sasso- beni e castelli , dei quali luoghi però (a^
forte cavalcò con le sue masnade contro i giunge il Dei ) i Senesi non poterono per
castelli di Magliano e di Montemerano, do- allora entrare al possesso,
ve restò rotto dai conti prenominati ; talché Neil* anno meilesimo 1346 fu colpito tb
fuggendo egli sul territorio senese piii vi- nn fulmine poco^ fuori del caste! dì Santa-
cino, andò a ripararei nel Ga^t. dell* Acoesa Fiora il conte Pietro figlio del C. Enrico e
di pertinenza dei vescovi di Massa; ma as- ni>K>te di altro conte Enrico, ed aggiunge
sediatovì dalle genti dei conti di Santa-Fio- il Dei, che nel novembre antecedente nel
n, Ghinozzo alla fine fu costretto darsi pri- castello dell'Abbadia San-Salvadore ere stato
gione ai suoi nemici, che lo condussero nel ucciso nell* istante da on altro fulmine il C
loro cassero, dove poco tempo dopo morì Enrico fratello del suddetto conte Pietro. E
d* inedia per scarsità di nutrimento. co fi (soggiunge il cronista) due fraUlU
Quindi air anno i33i del mese d'agosto carnali in nove mesi morirono di saetta ^
lo stesso Dei aggiunge» come il Gomune di ohe ne fa gran danno,
Siena avendo inviato le sue masnadecontro II qiial conte Enrico teneva quasi per suo
i conti di Santa-Fiora, quelle si posero a il Castel dell'Abbadia San-Sal vadose per eon-
oste ad Arcidosso^ uno de' buoni castelli di cessione fattagli dal Gomune di Orvieto, io
essi conti, e tanto vi stettero che il presero cui il distretto dell* Abbadia era conipicsa.
a patti avendo «Ila loro testa Guido tùl Rie- Ma nel mese di ottobre del 1 346 1* abbate
do di Modena capitan di guerra; nella quale del .Mon. di S. Salvadore considerando io
S A S T SANI 151
(|U<I« «l€«!a(]iiiz.i IrovavtfSÌ ilG>niun€ diOi- Atiloniii S.ilìiiil;nii ili Sifii.i, maritHto alla
1 it-tu , iloiiò al [io|jolo a (!oiniiiie sim-se il c-ouUssa (.Vcilia priniogciiita «H C. Giiiilo
c.i»lfl «IcirAlibiiilia S. Suivailurts e ciò av- vite In rulliiiio viiW ilc|!li AMohrsiiuit'Schi
«Itine, • so|2»iiin|EC il cnuiisla ìk'i) |K'rcl>è ili Sh ii la Fk ira v loi'st* riillinio uomo di
qtHrir uLliale rni sialo t»|mlsu dal suo nio- c|Ui'li*illii&ti't: aiilirliissima {inncipia.
Basterò d.ii tigliuoli del fu coule Enrico di Da cotesto niatriinniiio ii:ii:queit) tre fcm-
Suila-FìoRi, che ritennero quel |Kif'se in- mine e<l un solo iiiascliio, (ìuìdo Slorz.i, il
fino al flebbmjo delFanno sussi'^ucnte. — quale alla nioile del |iadre succede mila
Fu allora che ^di nomini del i^ist. drirAl)- contea di Santa-Finra. Ma cinque anni in-
India si sottomisero al Cou.nne di Siena; < d nanzi di morire, il conte Bosio, |ier oifjtetto di
acciocché i figli del fu conte Enrico, (jer i assicurare al figlio la conica pn-detla, slrin-
birilli sul castello e distretto |ireindicato ilal se ainicizia col Comune di Siena mediante
pdre acquistati non se gli op|toncssen) a convenzione stìpu ata li 3o aprile del 1471,
falere che con te loro mas. ade si (Nirlisseit) mercè mi il C Guido di lui figlio e tutti
A là, gli furono donali dal Comune di Sic- i suoi disi^endenli s* inlendevano raccoman-
B i5oo fiorini d'oro in tre t*j(^hc« e così dati in |eriietiio al Gmiune di Siena con
il castello deir Abbadia San-Sil\.ulore restò obblif^o di soddis'are i>nn*anno a titolo di
libero ai s«'n(S*i che vi n>andan>iio losto un censo u5 ducati Iar}>lu per la festa delPAs-
^fsIÀ [ji r go\ernan' qiii-{;li abitanti. ^- sunta sotto pena di 3ooo fiorini d* oro. -—
(Si'BAToai, Script, iifir, Iial,T. \1V.) (^^am. Din.. Sar., Kahjfo delVJssvmn.)
L*Hltimo documento deirArcb. delle Ri- Fra roicsln rpiil conte Guido Sfoixi clic
lonBagioni di Siena che ci sciiopre in un C\ nel 1464 pri-^iò il IN ni. Pio II, mentre piis-
IUthrandinoimUA\L\\o<ài-\ C.Enrico giti' sa\a rcsl.iledì quclTiinro ali* Abbadia S.
i(0''e, nato dal C. Pietro di Smla- Fiora di Sah.uiorc sul Monl.uni.ita, a videre onorare
sopra citalo, è delTanno i36a, 10 genn.— di una sua >is-.l.i il \ìcino casltllo di Siuila-
Bnta per altro fsnora ignoto il nome del Fiora, ed il conte che lo attendeva ad ospizio.
(■Ire di quel conte Guido che prima dilla Per («sserlo adunque dello slesso Fonie-
mié del secolo XV, essendo restato scnz;i f ce ( Cputmtni, P. II. Lib. IX. ) il C. Giii-
fifli mescili. Lisciò cn-de della conica di dodi Rosio Sforzii goM rnò da buon piulrc
Santa-Fiora donna Cecilia fijiliuula sua jiri- i .sudditi che lo amavano, come persona 10-
ib"g«nil.i, la quale si maritò a Busio di potata del loro san<;ue; e fu quel C. (ìuido
ifu.in Sforza Atteiulvlo di Coti'>no/a^ sUsso v\iC per alliuilanare dal suo piccolo
H.q'e che dominò oltre due Sitoli nell.i .vialo o^'ui |Kricolo di guerra si mantenne
(vulca di Sanla-Fiora. in amicizia con la Rcp. di Siena, con i du-
U,., e 4 .. . e «.hi «li .filano e con i sieuori di Pesjin) dei-
sti ne t.o!iTi .*>i*mzA Attf;«iwi.o di >.4nt4.- , , .• • i- •.'.■ 1 1. •
Fi' i^ . : la stoM t.iiuijzlia Mor/a. Inoltre, avendo tio-
i"s%, r. iici;li >poiizK-l^FsvniM i>4i. i4 <) . . -.ni 1 mr t. •
,. * luto acculisi. ne I adercii/a tled Imo. Massi-
MSO ALLA SOrrSF5AUI^F. UfIL.i LlKVrRA. ... i . , ,.. ,. ', . .
millanti 1, lau* sua |oIitica gli valse tanto
Si' la grande famiglia de* colili Aldnbran- clic il Pont. \lcs$;iiitlro VI ccn questa lima
ascili Uà avuto di coito n« 1 Cav. couniiiii- de* conti Si'orz;! lu cr»sli-ctlo a desistere dalle
«L'iore Daniello Beilin';lit(ri un dili^cnle sue mire in i'avoic del duca Valentino.
icri!t«MC nelle Tfotitivt defili /Udobntudc^ Il conte (ìuido medesimo nel 1490 asse-
<>'&< pubblicate in Sima nel 1849 |»(r cura gnò ai Francescani Uilormali l'antico mo-
^G.Poui, iiuiizic che rccan-no molla luce iiaslero ili donne della SS. Trinità situato
■li nomi csidle gesta loro;gi-andissìina e coni- nel distretto di S.iiila-Fiora , mentre |k>cÌiì
f'Wi « slata quella testé apportata alla linea anni dopo il di lui figlio Fetlerigo fondò
arroti Siiirza siieciss.i iiell.i contea di i nScan&mo (anno 1.^07 ) quello di S. Pietro
S>o!i Fiora dal eh. conte I/iH.i autore della abitalo pur e$>o dai PP. Riformali, dei quali
pti ira:; d* Oliera italiana del sicolo in cui elaiistri s<^iri la soppressione nel iKoij e
iiiut.;.i. — Devt.>i peitanlo a lui la gema- quindi la riapertura loro ntl 181 5.
H'ii li più nniph-ta e la più esilila del I/iiltiino doninn nio relali^o al suddetto
umtdt^l't Sfoi za 0-ilttndnlo dn Cutigno/ii^ C. (jiiidti di lio.sin Slinza mi si pnsiiil.i in
'*'i |«r\tniie tutta la conila di Siinla Fiora una iiieinl»raiìa tUlV .Ircb. Pipi. Fior.
M'tliault; il inali iui'>iiio lilittii.iio nel 14 io pioNrniila <hil!<> S|edilc di ISoniiiizìo, vci iii.t
••rf & >i»», tti;IÌM di Muzio bi'.rzi e ili duniM nclhi i'mc.i li S.uila Fi tj mi '1 ««ll'il'ic
153 SANI SART
dd 1496. Con esM il C. Guido Stona <fi dre neirotlobn; del i575,g1ifiiccedé neffa
SiinU Fiora conrermavii un lodo del s8ago- contea di S^nta-Fiora e nel feudo di Roc-
slu di detto anno sopra la lite che verteva calbegna , che allii sua morte (>Ht. i6»4 )
fra etto e donna Nanna di Niccolò Soderì ni ritornò alla corona di Totcana. Questi non
moglie di Ugo degli Alessandri di Firenze* ebbe che una t'emmina, per nome Caterina,
a cagione di alcuni possessi nel territorio dì ed un maschio naturale chiamato Sforzino.
Bibbione in Val-di-Pesa. Frattanto succede alla contea di Santa-
Jl suddetto conte Guido di Bosio Sfona Fiora il conte Alessandro figlio di Federigo
ebbe da donna Francesca d* Angelo Farnese, e fratello del C. Sfona; il quale fn eletto
nipote di Paolo III, cinque femmine ed un duca di Segni dal PonL Sisto V col diritto
maschio per nome Federigo, che fu il teno di successione in quel ducato de* suoi di-
conte di Sanla-Fiora del ramo Sforza. Que- scendenti. La moglie donna Elcooon» figlia
sto pure si fece ben volere dai vassalli che di Paolo Giordano Orainte nipote dei Gran-
se gli mostrarono fedeli e coraggiosi inooca- dnchi di Toscana Francesco I e Fetdinan*
•ione deirinvasione tentata dal ducaYalen- do I, erasi separata dal marito quando fon-
tino, per cui il loro signore accordò ai mede- dò nel 1609 in Santa-Fion il monastero
simi molti prìvUegj. G>lesto conte innanzi di delle Cappuccine, soppresso nel 1 809 e ria-
morire, (anno 1517), fece rogare un atto di perto nel 181 5.
femiglia, affinchè hi contea di SanUFiora IIC. Alessandro del fu C. Federigo Sfot^
si mantenesse riunita in un solo de^sooi tre za per istrumento del genn. t6i6 (stile co-
figli maschi nati da donna Bartolommea di mone) vendè al Granduca Cosimo 11 per
Niccolò Oniai conte di Pitigliano, e affinchè il prezzo di « 1 5,ooo scodi romani la Terra
il detto stato si conservasse sotto vincolo di di Scansano in Blarcmma, insieme al suo
primogenitura. distretto che fino allora aveva latto parte dd-
Quindi alla morte del conte Federigo suo- b contea Aldobrandesca di Santa-ciora.—
cede ne4 governo della contea diSanta-Fio- F'ed, ScAiiSàiio.
la il suo primogenito Bosio 11, che si accop- Fm i tre figli maschi, che il C Akssan-
piò con donna Costanza Farnese, a contem- dro lasciò morendo nel 1 6 3a, succede nella
plaztone de la quale il Pont. Paolo III prò* contea il primogenito Mario nato in Firen-
iuse riechezie e privilegi amplissimi alhi se nel tS94. Il Pont. PmIo Y air occasione
casa Sforza di SantaFiora. llforendo Bosio delle di lui nozze con Renala di Carlo di
Il nel 1545 succede nella contea il C. Sfor- Lorena dei duchi di Guisa eresse a suo ri-
sa suo primogenito e fratello del cardinal guardoli feudo d'Ornano in ducato, per
Guido Antonio. Paolo III lo aveva spedilo assegnarlo al conte prenominato ed ai pri*
nel 1 540 contro la città di Penigia ribel- mo)ceniti nati àA predetto connubio,
latasi , quindi lo creò governatore di Par- Ma gli enormi debiti che il C. Mario a-
ma e Piacenza, e nel 1 548 capitan -generale veva (atto in gioventù lo posero nel bisogno
«Iella cavalleria pontificia. Finalmente nel di vendere la sovranità di SanlaPion al
i55a fu inviato da Girlo V alFimpresa di Granduca Ferdinando li; lo che fu effKtnalo
Siena col grado di capitan-generale deliaca- per istrumento del 9 die. i633 mediante il
valleriaitaKanaespsgnuola.Sottomessaquel- prezzo dì 466,000 scudi romani, col rite-
la città, il conte Sforza venne eletto gover nere su di essi a titolo di deposito od re-
Batore della asedesima, e Cosimo 1 gli die- gio tesoro la somma di scudi 77aSo, af-
de il comando delle sue truppe per condnr- finché stasse in fevore di Ale«sandro Pai-
re a fine la conquista di tutto il territorio lavicini per ogni sua ragione e credito con-
seoese; poscia nel 1 56o il di lui fratello tro il predetto conte Mario Sforza, e scuffi
cardinal Guid* Antonio, fu investilo del feu aiS,3oo per aviere il G. D. Ferdinando 11
do di Roocalbegna, col diritto di far suoc^ contemporaneamente infeudato la contea di
dere in ttto lo stesso conte Sfoi-aa ed il suo Santa-Fìora allo slesso venditore,
figlio primogenilo. Si avverti, come fira le condizioni con le
IKi donna Luisa unica figlia del Bfarch. quali la contea di&inta-Fiore fu ricevuta sot-
Pallavicino PallavÌ€Ìni,alla quale il C. Sfor- lo aocomjndigia della Rep. dì Siena trova-
Zii nel 1540 si era maritalo, u.H;quero tre vasi questa: dir nun si potesse |»ioce<lere al-
maschi ed una feromimi. la vendita di quella contea senza |irecedenle
Il primogenito Fnucesco, niaiKalo il |ta- licenza e coiisciisu del Comune di Sien«, ed
SANI SANI 153
ia raso «It conlraYTeniione si dichuravaiio parole: Maaius m G)mitiius Svortu Dv\
oulli i ooolrstti. Gofi il Granduca di Toiica- Siuniak II.
oa coiBCiOTrano padrone diSienaedfl suo 11 conte Mario mancò nel -16 seUcnibie
Stelo in quel oonlrallo fece esprimere, die del i038, hiscUiidu un solo tìglio in lA>do.
la vendita della contea di S«inta-Fio- vico, che mori in S.uit;t-Fior.i ai 7 marzi»
«▼ufo effetto , s* intendeva , in vi- del x685 senz^ prole. Per efletto di ciò In
delle pruGoennate antiche ragioni del- chiamato a signitare la linea de* conti di
h Rep. di Siena * clie al Granduca mcdesi- Sinita-Fiora il C. P«ioIo, uno dei figliuoli di
■9 la •tessi contea fosse devoluta. Alessandro nato dal C. Federigo ; il qual
Ed «Tvegiiiacbè poteva cadere il sospetto conte Paolo era marchese di Proceno dove
che b contea di Santa-Fiora fosse sottojiosta nacque nel 1 2 giugno t6o3 , e dove mori
al vincolo di fidecommisso , cosi anterior- nel la sett. del 1G69. Egli si era maritalo
■mie alla stipulacione del contratto pre- in prime nozze nel 1639 a donai Isabella
ietto, con dcJibenzione del magistrato su- Bentivopli di Ferrara, ed in seconde nozze a
ficmo di Firenie, quello slato fu svincola- donna Olimpia figlia di Federigo Cesi, 1*in-
ìsoMdianle la surroga di altrettanti beni signe fondatore delP accademia de* Lincei di
Sb^ri del conte Mario Sfona. Roma. Fra i figli di quest^ ultima fìivvi fra
Convenuti sulle condizioni ed i mezzi, gli altri Federigo II Sforzii nato in Capra-
fa concluso Tatto di acquisto, e nel mede- rola nel 14 agosto 1654 che poi continuò
iaofiocno 9 die. t633 S. A. S. concesse la successione de* conti di Siinta-Fiora. Le
b feudo allo stesso conte Tenditore lo slato nozz^* da lui contratte nel 37 fcbb. del 1674
tfiontca dì Santa-Fion con i vassalli e<l il con donna Tàvia Ces;<rini, figlia ed erede
mitorio annesso, parte del quale nella dio- del duca Giuliano, furono l'oggetto di mil-
coidiCitlà della Pieve, una volta in quella le vicende (ler le controversie suscitategli
H Oliasi , ed il rimanente spettante alla contro dai Colonna, nella cui famiglia era
iiseesi di Soana, per tenersi da lui, dai fi- entrata una sorella minore di donna Livia.
fG, dai discendenti ed eredi maschi in in- Ma tutti gì* inlrighi rirscironn vani, poicliè
ililo con ordine di primogenitura, e ciò me- la Ruota dì Roma con sentenza finale del
fartc la somma di scudi romani ai8,3oo, ta febbraio 1697 investì il conte Fctlerigo
M quali il Granduca si dicbiariva suo de- Sforzii-Cesarlni dei vasti palrimnnj Savelli ,
feoR per residuo di prezzo della compra Pcretti e Cesi dovuti alla sua moglie donna
Uteriormcnte Citta della slessa contea. • — Livia Ces^irini. Allora il C. Federigo Sl'or-
Tmendo poi ad estinguersi la lìnea masco- Zii innr.stò al suo primo casotto degli Slbrza
liu del eonte Mario, un articolo dt^I con- quello de'Cesarini e fu il primo fra i conti
Intto prescriveva , che la contea dì Siiita- di Saiìt;i-Fiora del'a nuosa iMzza.
Tiora piissasse con gli stessi diritti ed ordine II C. Federici Siur/.i-C>sarìni mori in
<i «Kscendenti di Federigo Sforz.) , allora Rom.i dove iìisò il •ioiiiiciI:o lascianclo dalla
FnMoootario apostolico, di poi cardinale, niorrli(> Livia Gaetano suo prìnio<;einlo col
*d ia mancanza di questi ai tìgli e discen- titolo di iliic.-i *li S«'<;mì e di (tonte ili S.inla-
^ti del conte Paolo o a quelli del conte Fìoim. Kgii nato noi 167/4 si maritò nel gin-
^rieo, due figli del C. Alessandro e con- gno del 1703 a donna Vittoria di I/)ttieri
■fanteraente fratelli del conte Mario pri- Conti duca di Poli e iii{)ote del Pont. Inno-
■• investilo. cenzo XI IT. Da cotesto niatrìnionio nacnne
Il tal goisa i conti di &inta-Fiora, mercè ai io giugno 170.^ Giuseppe Sfoiza-Cesa-
^ttto saddetto d* iofoudazione , divennero rini, che tu il successore alla contea diS.iii-
'■editar] dei Grandncbi di Toscana. ta-Fiora , e che, scldione morisse in Roma
0 Geescimbcni ripone cotesto Mario fra i nel di 11 agosto 1744, ordinò che il suo
^italiani per poche sue rime stampiate corpo sì trasportasse a Santa -Fiora nella
^fli applausi poetici di Lionora Baroni, chiesa di S. Chiara delle Gippuccine, dove
^■ebe il ninni nel T. XII de\Sìgìlli anti- esiste un'apposita iscrizione in marmo.
<^ Se illustrò uno del C. Mario, rappre- Fra gli otto figli nati al C (ìinseppeSlbr-
^vtaate Tarme propria de*conti Sforza in- za-Cesarini dal matrimonio contralto nel
MHataa quella della ducale casa di Guisa, 1796 con donna Maria di Vincenzio |tiin-
^cai naaceva Renata sua moglie, ed in vì[te Giustiniani, il prinogenilo Filip|>-ì di-
fis a qnel sigillo si leggevauo le seguenti venne il ca|io delU lamiglia; rioè. duca di
V. V, «o
154 8ANT SANT
Sf*^ì e conte di Santa-Flora , dove iiiort li ' Due anni dopo, diu tenleon daUi in Fh
6 dicembre 1767, sepolto pur esfo con i- renxe Ii'i3 lugl. 176) dàllr Praticai secrHa,
•crìzione nella chiesa di quelle Cappuccine, dichiarò, doverli reinte^rrare il feudatario dì
Dal matrimonio di esso lui (anno 1749) Sanla-Fiora nel diritto di esigere la isabella
con Anna Maria Golouna-Barberìnt ftgUa di dell* estrazione del bestiame dagli abtlxati
Giulio Cesare principe di Palestina , venne di Casteir*iz<ara, come pure ne! dazio delle
alla luce nel a4 settembre dell'anno ap» legna, a ragione di una soma per fuoco, da
presso un fif^lio in Giuseppe Michelangelo- pagarsi dai vassalli della Gorounità di San*
Slbrza-Cesarìnì , al quale, essendo mancato ta-Flora, per essere esistite dette gravesse,
di vita nelPetà di 4 anni succede il zio duca diceva quella sentenza , innanzi 1* infiracb-
Cnietano al di lui padre conte Giuseppe. Da xione del i633. — ( Aacs. mllb Hnoai.
esso e da donna Alarianna di Michelangelo m Fnu)
duca di Sermoneta nacque ai 30 luglio del Rispetto poi al dazio della paglia che si
1 7 73 il C. Francesco, che fu 1* ultimo conte pretendeva da quel feudatario, ne fu fiiHo oa
di Santa-Fion di casa Sforza-Cesarini. riservo coli* incarico al conte di giu^ficare
Avvegnaché durante la vita del conte Gin- cotesto diritto {hi),
seppe Sforza-Cesarini il Granduca di To- Ma salito sol trono della Toscana ilGno
scana Francesco II, e primo Imperatore di Leopoldo tutti i vassalli dei feudi Gnndo-
questonome, con motuproprio del 3 di- cali furono liberati da simili e da Unti altri
eembre 1750 ordinò, che il feudo di Santa- aggravi , ed in quanto al duca Fraocrsco
Fiora fosse esente dalla legge generale sui Sforza -Cesarini figlio di Gaetano conte di
feudi Granducali emanata sotto dì ai apri- Sanla-Fiora per i diritti eh* egli esigeva,
le 1 749 , rispetto ai casi seguenti ; i.^ che tanto utili quanto onorifiei, fo indennizzalo
il conte feudatario potesse continuare ad esi- dal generoso sovrano con una rendita equi-
gere la tassa di cinque paoli per famiglia valente ai primi, mentre rispetto ai seooodì
dai vassalli di Santa- Fiorai di SelPtna e di restò investito nel 1 789 del priorato di Sito-
Corteif^ecehia^ olire la solita tassa delle zap- miniato dell* ordine cavalleresco di S. Sie-
pe e lire, che nella somma di scudi ventuno ^no PP. da passare ai suoi discendenti na-
ffomani pagavano gli abitanti di Ca^le/r-^s- tcbi e primogeniti. — (LirTà« Delia Fa»
•ara ; a.® che II conte feudatario potesse miglia de* Sforza conti di S, JFtarm ; t
continuare a godere del profìtto delle mi- Abch. dblu Kiroaif . già eiV.)
niere e dei minerali compresi nel suo fendo, Pino a ootesU ultima epoca risiedè in S.
conforme era stabilito dal motuproprio dei Fiora un vicario finidale nominato dal conte,
14 marzo 1747; 3.® che restasse in &coltà dipendente però, a tenore della legge del
del conte di approvare il predicatore , il 1 7 5i per gli atti criminali dal vicario vrgio
maestro di scuola ed il medico, purché 1* e- di Arcidosso.
lezione loro cadesse in persone suddite del Lo statuto municipale di Santa-Fiora
Granducato; 4.^ che la Comunità di Santa- esistente nell* Arch. delle Riformagioni di
Fiora fosse obbligata a pagare il sale nella Siena è la copia di uno piti antico, in cai
somma di scudi sessanta al commissario del si leggono le firme de* conti Mario, Lodo-
feudo, e scudi quaranta al capitan di giusti- vico e Federigo Sforza, i quali nel secXVII
mia destinato prò tempore auditore del feu- signoreggiarono in Sunta-Fiora in qualità di
do; S.^che gli «bìtanti della contea di Santa- feudatari de*Granduchi di Toscana.
Fiora fossero obbligati al pagamento delle Rispetto alta pieve del capoluogo sotto
pigioni delle case dì proprietà del feudatario. Tin vocazione delle SS. Flore e Ludlta es»
Sette anni dopo fu emanato un secondo era battesimale sino dal secolo Xll, toslothé
motu|>roprìo, in data del dì 8 sett. 1757, un istruroento delfArch. Borghesi-Bichi dì
relativamente alla vendita del tabacco den- Siena del dì 8 giugno 1144 fb rogato in
ito il territorio feudale di Santa-Fiora. Santa* Fiora nella via pubblica presto la
Quindi lo stesso Granduca Francesco li pie^ej ofsia da\fanti la chiesa di S. Fio-
con sovrano rescritto dei 14 giugno 1761 rts ; a pie del qual rogito si firmò come le*
dichiarò che il collegio medico dì Siena non stimone il prete Ranieri pievano di quella .
dovesse avere alcuna giurisdizione e diritto ' Il popolo di Siinta-Fiora fece'patte della
per far la visita delle spezierìe poste nella diocesi di Chiusi finché il Pontef.oe Oc-
contea di SautaFiora. mente Vili con bolla del 9 nov. if ti eresse
SANT .
io siiie fCKOfilé timi dclk Tem principali
M cootiKlo di Ghiiisi, cioè, QtU della Pie-
te, aJb €|tiale fucono astegmle, fra le i8
ctot batleiifiMli sUociite dalla diocesi Cbiu-
siiia« Uè panoochie comprese tuUora nel
Granducato, ^ale a dire, Cùmporievoli ^ It
Pime e SaatO'Fiora, Ignoro se fu sollo
i dootì vescovi di Città della Pie^e quando
i istfori della panr. di Santa-Fiom furono
licoòralt del titolo di areipreti.
Gotesla cliiesa è adoma di varj bassori-
Bevi di terra vetriata detta della Robbia.
Di data più antica e anai maggiori sono
le memorie supersiti relative al Olon. della
SS. Trinità posto alla sinistra del fi. Pione
ckca migl. uno e meizo a ostro della Terra
omonima. Ma innansi cbs quel claustro fos-
te dito ai Frati Francescani della Riforma
(uMM> 1490), era slato abitato dalle mona-
che Qsterofosiy affiliate al monastero di
lfonle-€ellese , poi di S« Prospero , appeU
ble finalmente del SmUuoeio «lenirò Siena,
pcofeasanti b stessa regola Cisteroieuse.
A provan* il giuspadrdnato che aveva la
Indesm del Moo. di Monle-Gellese sopra
quello della SS. Trinità sol Monit-Caho
emlotto oeirAfcb. Borgbesi-Bìchi di Siena
molle membrane arehetipe fra le quali ci-
terò il deposto di varj testimoni , esaminati
ael 7 iìebb. isoS in S. Quirioo d*Osenna
d'ordine de* legati pontifici davanti un no-
taro; nel primo dei quali esami il prete
Bafbello depose, qualmente egli aveva ve-
duto non solo i servi del Sfon. della SS. Tri-
SANT
155
nità di Sfonte-CaliH) portare alla badessa di
quello di Monte-Gel lese presso Siena Tan-
nuo tributo di 60 pani melati e pepati , di
3o forme di cacio, di un coltellino per cia-
scuna di quelle monache, di due pni di
cera del peso di libbre la; ma che il testi-
mone stesso aveva una volta accompagnato
quei servi a recare il tributo prenominato.
— La cosa medesima fu deposta dal prete
Angiolo da Petroio, dal converso Cartendo,
da un tal Gallicano di Caffarello, da tre mo-
nache , dal prete Guido , e da varj altri. .
Il terzo stabilimento religioso è quello
della chiesa e monastero di S. Chiara delle
Cappuccine, fondalo dentro la Terra di San-
ta*Fiora al priucipìo del 1600 dalla contes-
sa Eleonora figlia di Giordano Orsini e mo-
glie del conte Alessandro Sforza duca di Se-
gni. — La chiesa di questo monastero può
iim la cappella sepolcrale dei conti Sfona-
Cesarini di Sauta-Fiora» alcuni dei quali
vi furono tumulati.
Il convento di S. Agostino eustente por
esso dentro Santa-Fion fu soppresso fino
dai secolo passato.
La chiesa più moderna di questa Terra
è quella dell* oratorio detto del suffragio.
Il paese di Santa -Fiora attualmente Ta
a)>bellendosi di un museo di oggetti di belle
arti, specialmente di statuaria antica, che va
raccogliendo in Roma un monsignor Lu-
ciani di Santa-Fiora, museo del quale molti
giornali ed opuscoli hanno con qualche pr^
dilezione di già parlato.
MOrjMBNTO della Popolauone della Tbb9^ 01 Sjnrd-FwBJi
a tre epoche diverse (i).
ufauiaai
ADULTI
OOMIDOATI.
BOCLaSlAAT.
/fumerò
Totalità
Aaao
. -
_ ^ _
dei
dei
delle
della
mate.
feiam.
masc.
feinm.
due sessi
due sessi
famiglie
Popolai,
1745
269
ao4
391
33o
45i
6a
«7»
i365
i833
279
a79
a5i
5196
598
38
345
496
1901
sao9
1840
3a8
319
198
a9'
634
41
53o
sSoo
1
-.
(1) Manca la Popolaùone della prima epoca , quando la Terra di Saata^Fiorm
era domiaata dai suoi Conti itmaaù che divenissero Jeudaiarj della Cotona Toscana^
156 S A M S A N T
Comunità di Santa- Fiora — Il terrì- riiscnlando per y'n i pnli ap^lbriì è(
torio di questa Giiiiunitù ix:cu[)a ima super- Contessa. Costi viene a coalìiie il tofiilR
ficic di 4 1 1 92 quadr., dei quali 1 342 spel- della Gom. di Arcidosio, e eon on il me
tauo a corsi d*acqua e a strade.— Nel i833 scende la roonlagna nella dirraone é ti
\i abilaTano 4397 individui, a projiorzione lungo i termini dei Mmtti enàaii^M
di 86 |iersoneper ogni inigl. quadr. di suolo Sel^m e del Pratnceio, trapavaidoi ^
im|>oniliile. Stello , e Padiglioni , 6do a cbè (kfofl
Confina con sei Comunità del Granduca* discesa di circa due migl. anitSBO tri
lo, e dal lato di grec. |»ei' il tragitto di cir- strada provinciale del Moni* Aniili fall
c^a mezzo miglio con lo Slato PontiRcio. cidosso e Santa-Fioray per di lii piwfl
Iro|)eroccliè il terrilorio dell» Com. di altrettanto tragitto nella dinziooediil
Santa-Fiorsi dal lato di scir. fronteggia con fino acheginngonosullasoramilidclA
quello della Com. di Sonino, a partire dalla ie-Labbro che resta due ÌNMMie nifl.il
ripa sinistra del fi. Fiora là dove confluisce di Santa-Fiora. Costassù cesM la Giik
il borro «lei Coiifine, mercè cui i due terrì- Arcido^so e soiientni a confine il t€nii
fon entrano nel fosso delle Carboniere , {ler della Com. di Rocca- Albegna , col ^ali
dirigersi verso lev-gr< e. sul poggio detto altro di Santa-Fiora sccndie il fra» fli
della Cimarella^ e quindi ris<*endere la sua dionale del Monte-Labbro ed entiasdÉ
pendice a lev., di là dalla quale entrano nel ^ol forate^ uno deMrìl«utarj del fiofleU
torr. detto il Fiume, I^ungo esso i due ter- gna ; quindi meiliante ti foHO prcdèHii
ritorf comunitativi s* inoltrano verso grec. sano fra Rnccii-Albegna e la Trimt^
dove abbandonano il torr. prenominalo per abbandonano dal lato di osifo-lib.
attraversare una umile montuosità, le cui volgersi a scir. e salire m
acque fluiscono in un altro fosso detlo esso artificiali sui poggi che dividono a <
pure del Confine in seguito dirìgonsi nel le acque dell* Albegna da quelle
borro delle Goraece, col quale entrano nel del fi. Fiora , nel quale ultimo i dae
lorr. Siele tributario del fi. Paglia. Costi lorii comunitativi dopo aTerm » il
pri'sso incontrasi il territorio dflla Chiesa , della Macruehina mediante il
r-ol quale, do|x> varcalo il torr. Sieìe^ quello Confine , sino alla sua confluena il H
della Com. di Santa-Fiora voltando faccia dove cessa la Cora, di Kooca-Albegoi i{
a grec. , incamminasi salendo ronir* acqua torna quella di Sorano.
Terso maestr. lungo la ripa sinistra del 5ie- Fra i corsi più copiosi di aeque
le. Dopo un mezzo miglio di cammino sot- srono e che srendono dal !a parici
tentra dallo stesso lato la Com. granducale del territorio di Santa-Fiora può dil
di Pian-Castagnajo , con la quale la nostra me che ha preso il vocabolo dal pMse(
entra nel Siele, che insieme rimontano nel- scaturisce, S(*bbene fino al tecoloXIDl
la direzione di pon. incamminandosi verso zatu esso, come dissi , contininw
le sue sorgenti sul poggio del Nibbio per |)e!!arsi jértnint». Scaturisce
arri \ are sul fosso delle Zolforaie. Ivi va- sempre perenne di mezzo alle
riandò direzione da pon. a seti, i due terrì- chitiche sulle quali fu fabbricato tt
torj entrano nel torr. Scabbia che presto Sanla-Fiora, donde precipitoso db
attraversano (ler salire mediante il borro accoppiarsi sotto Santa-Fiora al
j4betoia verso la cima del Moni* Amiala, done che -«iene dalla parte di grfC.
che tnj\ano al cosi dello Poggio Pinti gnofo e dal fianco superiore del
presso il Sfosso piramidale. Costassù si rniala. Quindi poco dopo vi si
tocra con i confini del territorio comunità- minori torr. del Teglio e di Seabèiétì
livo deir Abbadia S. Salvadore, e con que- a macslr. l* altro a scir. del fi. Fiom^j
.^lo l'altro di Sanla-Fiora percorre il giogo essi pure iierdono il loro nome.
della montagna nella direzione dì grec. sino più ricco d* acque il fiume s*ii
al Corno di Bellaria, Ivi i due terrilorj osi ro-scir. ricevendo |ier via a dtilnU
voltandosi verso oslro-scir. scendono nella Bifio e Tagona, ed a sinistra lo
Val-iriiifcmo e lungh*essa la nostra trova il Carminate, il Canale^ il BHù
dirimfietto a pon.-lib. il territorio della Co- fossi e borri, finché davanti a Soan
munita di Castel-del-Piano. Con ffuest* ul- to di lev. accoglie il torr. CaUiÙK
timo {>assa |>el Pianella della Montagnola^ so pon. quello anche maggiore del
SANI SANI 157
cbeÉèwct nel Fiora dirtmpello alla Ter- e dà corpi, conr ancora per itlroire nel leg*
r« di Pilìf HuKS Bcnlre Ire migl più aollo gere,serì?fre e abbaco ì figli di qoci yìIIìcì*
il Fion fi marita alla Foixa /nioua. Pai- Un altro groppo di timili abitatori sparsi
alo qocsl*ulli»ocoDfliieiile il fi. Fiora esce fra i cattagnei , in una contrada appellala
flooii del territorio Granducale, e solamente delle BmgnorOy ìtoyn fra Arcidotso e 8anttt«
dimlì al p* ggio di Monlanlaccio ne hm* Fiora, ma vicina piii a questa cbe non airal*>
bisee i eoofini dirimpetto «I contado di To- tra Terra, siccbè quei montagnoli continua-
Kandla dello Slato Pontificio, al quale d* no a fiir parte del popolo di SantN-Fiora.
aUorsin poi appartiene per intiero finché Fra le «sontuoailk magfriorì situate a con*
aUraveraando la spiaggia occidentale del Cast, fine, oppure comprese in questa Coiminitè,
é Montallo sbocca nel mare Mediterram-o contasi una delle note sommità del Mon^
dspo una cinquantina di miglia di Cam- te Amiata ; ciré il Poggio Finùy posto fra
■ino dblla sua origine sol Mont' Amiata. il Masso PiramidaU ed il Cerno di Bei^
Eìspelto a strade rotabili tracciate nel /aWa; la qual promìnenxB fé riscontrata dal
tcrriUMrio comnnitaliTO di Santa-FiorB, ol- P. Inghimmi br. 1986 superiore al libello
trequelb prorliiciale del Montamiata che del mare Mediterraneo. lUsrnla pure did
gin intomo a questa montagna passando lato di Kb. il territorio di Santa-Fiora una
prr Castel del Piano, per Arcidosso, Santa- nuda spianata detta il Macertto sul Tertice
Fion e Pian Castagna jo, si conta oggidì co- del Monte Labbro, alta più del Poggio Pin-
sia pie d* una rà , sebbene malamente ro- «1 una sessHntina di br., mentre la sua ele-
tabite.Tale é quella cbe dal capoluogo con- Talezza troTasi di br. «045 sopra il lifello
Awea GastetT-Aitara ; tale é 1* altra cbe da del mare; ed é costassù doire ri toccano i
CaUcir Asiani continua per la Sforzesca ; territori di Ire Comunilk , cioè , di jirei^
tale può dirsi pure un ramo cbe staccasi dosso, ài Kt-eca-Aibegna e di Sania^FiO"
Ma strada suddetta di Casteir-Aatnra per ra. Resta poi nell* interno del territorio, daU
eniditrre a Selfena. Tutte le altre rie sono la parte di scìr. del capoluogo di questa Go-
■sahlticre e pedonali. munita, il poggio di Ci^iteila veec/na so-
la quale stalo fbisero le strade a tempo pra Castel f-Aziara, il di cui Tertice fu dal-
it* conti Sfona di Santa-Pioni lo dicbÌMrò lo stesso astronomo trovato ascendere a br.
per tutti il Pont. Pio H, allorcbé inrilalo, 1900 sopra il mare,
come si disse, dal conte Guido Sfona ( an- Per quel che sia della struttura firica di
ne i|9s) si recò dall'Abbadia S. Salva- cotesla contrada, dico cbe i suoi terreni poa-
^on s Saola-Fiora, nel quale brerc tragitto sono classar» in due serie afiatlo diverse,
^oré quel signore con gran fatica aprire la mentre dalla cima del Monlamiala rino al
^ quasi impraticabile per essere in molti di sotto della TVrra di Santa-Fiora, e vo-
hiofbt impedita e cbiosa. — • ( Commtnt, leiido anche sino alPalveo di questo fiume
Pii //. Lib, IX.) presso la confloenxa in esso della Sembbia^
Attualmente non solo b strada provi n- si passeggia quasi sempre fra terreni vulca-
óile che passa per cotesto tratto di paese é nici di irachite in massi ora durissimi ora
itsts rrsB comoda e rotabile, ma rasenta an- fjitiscenti, e riducìbili in rena. Tili massi
cbe la contrada di Bagnolo, sparsa di molte pietrosi racchiudono più o meno copiosi ro-
ibitssioni frs selve maestose di castagni , in gnoni della stessa roccia, però più compatti,
■nsoa piccoli campi, dove sul declinare di tinta più nerastra, e che contengono fre-
^1 sseòlo X¥III fu eretta una chiesa par- quenti volte de* pezzi informi di piombag-
v^Kicbiale, il coi popolo nel i833 ascendeva gine {carburo difirro),
V^ td 885 abit., aumentalo di nn quinto II primo naturalista che visitò e descrìsie
nHTsnao 1840. — f^cd, il Quadro della cotesta contrada in il celebre Pier Antonio
P^pohuone della Terra di Sani a- Fiora al- Micheli allora quando , nel 1 733 , imprese
^/«e dell* Art., e BAotfoijo m Sauta-Fioia. a perlustrare questa e la vicina montagna di
Gion inoltre qUl aggiungere, qualmente Radicofani; e tu lui il primo a dichiarare
éB due anni a questa parte per munificenza cbe la pietra dagli abitanti del Mont*Amia-
M Grtndoca Lbopoido II é stalo assegnato la appellata peperino , era quasi simile ad
>1 po{)olo di Bagnolo un medico che insieme un granito, perché composta da tante par-
* <|acl parroco esemplai e a ricenda si adope- licei le vetrine bianche ( feldspato ) e nere
ntib DOQ mio a pMdeHa salute deiranime^ (mica e turmalina). Inoltre egli agginn--
158 SANT SANT
feta eht limili criflalli i qMaK fi riducono praito dove calile am cave di braocMiiale»
•a lamiaelte per lo piti esttgone, tnoonlrftnsi doaiosM durìssiimi impeileU eoo finuBMenli
Cà di frcqiicuie nelle pietre bianche fria- di rocoeolioliiicbe^.e di cui ai aervono i|«ei
li, neoUe le piii dure ( appellale ami me paesani per (abbricoe marine
di sotto ) annodi figura eonitmile a quella Form ad una brocoia conaimile é da iv
dei tartufi , sebbene di maggior mole. purtarai la grande acogUcm di una mpe de-
Air incontro paanito il fiume Fioes al di nominala la PieirmJiAtta, aporgente aopca
là dal fono TegUo e del torr. ScMia auoi un colle situato alla sinistra del fiume Fiora,
confluenti più vicini alla Terra in disoorM, fra il concento della SS. Trinità ed il es-
ano a sinistra e V altro a destn , cessano le poluogo » rupe di cui diede una cslem de-
acogliere ed i massi staccati del peperino, o scrisione Giorgio Santi nel cap. ii del suo
iraehite^ talché la contrada cambia affitto di Viaggio al Monte Amiate,
aspetto. " Infiitti di là dai confini indicati Inoltrandosi dalla Trinità verso la parte
incoutransi quasi per tutto rocce straiificute superiore del Jfonle Caino, alle bticee sol-
di calce carbonata o di macigno, dalle quali tenlrano rocce di gabbro e di serpentino di
generalmente anche costà mia coperto il vario colore, trovandosi i fianchi del asonle
fianco selleutrionale e quello verso levante stesso sparsi di cristalli di qm^reo {altno di
del Monte*Labbro. figura prismatica leriuinati da due piiamidi.
Alla destra del ù. citato e dalU Terra di Scendendo dal castello di Selveoa lungo il
Santa-Fiora, salendo verso la montagna nel (osso delle ZglJUrt^ e non molto lungi dal
P>s*^ggi*re sopra massi di peperino o di tra» solfato di calce, scaturiscono varie polle <fi
chUt^ sentesi talvolta rinlruonare il suolo acqua sulfurea ferruginom, che dcpoaila per
al pasnre delle carra ed al calpestio de* ca- via xolfo e solfuro di fefto, il quale ultimo
Talli, la qnal cosa mi accadde di oaservara converteai poi in aollato. A raoougliere e ri-
Inngo la alnda presso al confine del territo- durre in vetriolo verde cotesto sol&lo nei
rio di Santa-Fiora con quello di Pian-Ca- secoli indietro fu eretta costà una gran fid>-
atagnajo. Dissi, ^aari tempre si passeggia brica, della quale diede il Mercaii uà* etÈi^
ani terreno lraohilico,slanlechè vedesi qual* la descrizione con figure nella aua Mriaìlo'
che punto del pianoro del Monte-Amiata do- tfitea ^alicana. Allora coteato edifisio era
Te ai mostra a nudo il terreno atraliforme di in pieno vigora , mentra adesso è abhan-
cake carbonata come quello che serve di donato afi&tto.
base ai massi di peperino, o iracfdte; ed è Risalendo il poggio di SelTcnà Teggonsi
costà dove il calcara compatto color ceciato a fiordi terra le cave del cinabro, {solfuro
è attraversalo da numerosi filoni di spalo e di mercurio) affogato nella marna argillosi
di qnario. Tale per modo di esempio si tro> teniaria non di rado mista a delle rocce di
Ta in un tratto di strada che per nn miglio calce carbonata dendritica. — La minicn
di cammino nella manina «kl a5 giugno soleva presentarsi in sottili vene o filoncini
1 83o io leceva nel valtoocello di Bagnolo^ di color rosso vivo turchinaslro, dai mioe-
dnve comparisce la roccia calcarea compatta rologi riguardata come la più povera ; ma
spesse volte scoperta dai massi di peperino coleste miniere per il loro poco Grullo sono
che più fatiscente e friabile esiste in cotesto stale qualche tempo lasciate in abbandono,
lato della montagna, mentre durissimi, ne- Ripassando il fi. Fiora per andare da Sei-
raslri ed in scogliere enormi sono i massi vena verso il caslellucclo di Triama, aebbe*
che un miglio e meno più a lib. compari- ne quest'ultimo sta compreso nel territorio
aoono in rupi a grandissima allena dentro il della Gom. di Roccalbegna merita di esser
paese e per fino sotto la Terra di Santa-Fiora. dal geologo visitato per le sue rocce ofioli-
Importante poi ne sembra la struUnra liche emergenti da una diramazione auslra-
geognoslica del Mante-Cai^. ^ ft CalH> le del Motfie^Labkro^ donde acalnriaoe il
appellato il monte poeto a ler.-acir.di San- fosso delle Zolforaie tributario del fioaae
ta-Fiora dalla sua nudità, sebbene di Self a Atbegna, — ^ed, Tzuiia m RoooALaae«A«
porti il nome la sua parte inferiore. Costà ri- Lo stesso Giorgio Santi indicò i luoghi
siede il convento dìeila SS. Trìnttà lungo e i nomi del territorio comunitativodi Smi-
una strada pedonale che sale pure a Belv^ ta-Fiora dove emergono delle acque miae-
dere e a Selvena , 1* ultimo de* quali luoghi rali. Tali sono le sorgenti gasoae SJcfua-
è un caatello aitoatoaoslro-lib. della Trinità forte presso il fosso degli Otttani sol
SANT
rrìlorin Terso Arcìilono; Uli qiirl-
Tfuafirrmginota- sui/area presso
Ile SS'dJSere friio Si'Uena, men-
'Ira /teqma soìforoga-tindula che
prTMo CasiMmo9a nella corte o
ii THmib ne fu parlalo ali* .irt.
«A 9 Cùmmmità.
Ico die qui appresso fi riporta ba-
JWsire lo stato progressivo tirila po-
nella Gjoiunìlii di Sunta*Fiora dal
mi; Tale a dire dacché i f assalii di
niei al pari di tulli i feudi gnndu-
o svincolati da molti aggraTJ b»ro-
oaseguenia di ciò lo stato ili oo-
luioiie andò miglionindo più che
■ purt€ agraria e nelb pastorizia
:he una delle magfiori sue risorse
dopo quella delle selte, nel bestia-
io « pecorino e porcino.
iesiderare beniA che gli abitanti di
m prafiUino maggiormente della
delle acque perenni che costali-
abbondanti scatiirisoono dentro il
s ed in un pendio mollo inclinato
SANT
159
per mettere in molo yarie mnochìne opifi-
ciarìe, mentre esse per ora non danno il
int>lo altro che a poche macine da mulino, a
due gualchiere e ad una ferrirn, quando a
tante altre lucrose manifatture cMe potreb-
bero servire di sussidio.
La Comunità mantiene due medici, un
chirurgo e due maestri di scuola, oltre un
medico profTisoriamente mantenuto in Ba-
gnolo a spese del R. erario.
Nel primo giovedì di ogni mese si pratica
in Santa-Fiora un piccolo mercato, che pren*
de il nome di fiera, li 4 maggio li 16 e 1 7
agosto, sebbene quest* ultima sia di qualche
concorso specialmenle pel bestiame.
Risiede in Santa Fiora un potestà ed un
cancelliere afnto, il primo di questi soitO|iosto
per il criminale al vicario R. di Aircidosso,
e r altro al cancelliere comiinitativo resi-
dente pur esso in Arcidosso , dov* è l' in-
gegnere di Circondario. — L*uflfìuo di esa-
zione del Registro é in Castel del Piano, b
conservazione delle Ipoteche ed il tribunale
di Prima istanza sono in Grosseto.
QUADRO d»Ua Popoiavone (Min ComuKtry di Sjifrj-FioMjt
m ir9 epoche diarie {i).
^m9gài
Tiioto
deiie Chiese
pgiàGMtC-
•IbSS.Tri-
di 5. Fion
SS, Nome dì Bfaria , Cura
S. Niccolò , Areipretura
SS, Annunziata
SS. Flora eLurilb, Arcip.
S. Stefrno , Cura
S. Niccola da Tolenliiio,
Pieve
S. Gregorio Miigno, idem
Diocesi
cui appartengono
Popolazione
Gllk della Piefe, già
di Gliiusi
Suana
Idem
Città ili Castello, già
di Chiusi
Soana
Idfm
Idem
TorjLB .... jibie, N,^ 3793 4397 490'*
■ ^mmmto mlP epoca del 1640 non si conosce^ eonte dissi ^ la Popolazione della
U di Smnia-Fiora essendo allora contea libera,
TA^aONDA nel Val-il*Arno inferio» di-Fine nelle Colline superiori piMne. —
^ed. BàBU m S. GoaoA, C^tema a Piccolo cas'ello ridotto a vil(ii|r|;ioah|iianl(i
iA,cn«WM(S.) lungi «bl la chiesa plehana rhe le dinir il
rA-LUCE^oSATTA LUCK.in Val- nome (S. Angelo) ca^ioluogo dì Comiinilà
169 SANI SANT
•
nella G(i«r. e oirca 9 migl. a ostro di Luti, nak etbCrole Ui queir Aicb. Aicif . TaUmì
Dioc. e Comp. di PiaA. di una douaùono di beni e dccioic fatta
, È iiluato sopra una delle più emiiieiUi da Opisxone vesoovo al pievano dsUa pìcfe
colline superioii pisane, le quali si stlaocaDO di S Angelo MU Colline^ posta in Uo|o
dal lato orientale con la piccola giogana de* « Fine , a condiziotte che d* allora in poi i
poggi che si prolunga nella linen di sett s canonici (cappellani) addetti • qoella ebicu
ustr. reno Gbianni, Moateraao e Is Ga4el- vivessero secondo Torflioe regolare e cano-
lina sino a Riparbella. nioo insieme col prete Pietro proposto delia
Nella parte pid aHa del villaggio esistono pieve medesima, eoe.
gli avanti della rocca con alcuni resti di Ebbero (loi signoria nel Ca^ di Santa-
ima torre di pietre quadrate ed il cassero o Luce i con li Ciùlolingi di Foceocbio ^-
torrione appartenuti al castello di S. Lnce. datori della Badia di Morrona. kA casi sppsr-
, Trovasi fra il gr. a8^ 14' di long* ed il tenne quel conte Ugo figlio che fa del C
gr. 43° 3x' e 4" latit., io màgi, a grec di Uguociooe di Guglielmo Bolgaro, il quale
Rosignano, 19 a scir.-lev. di Livomo e a3 nel dì 6 aprile del si 09 vendè alla Badia
a ostro4cir. di Pisa. di S. Bartolommeo « Horrona la metà della
Dissi, che questo castello ripete il nouM eoa giurisdizione H^Afni (Bagno a Acqua)
dal titobMre delta sua pieve, (bnclato in nn ed altro, eccettuando il castello di Sanea-
islrumento dell* Arcb. Atnciv. pisano de! 18 £uee con la sua corteo distretto. E fu quaU
maggio deiranno 88 7V edito dal Muratori che tempo dopo quando gli Upeningbi di
nel T. Ili deHe sue Anti^. Jf. Ae^i, Avv^ Pisa» eredi de*Gadolingi, contrastalo alb
irnacbè con quelPatto Teudice figlio del fu mensa, pisana alcune possessioni comprese
Teudegrimo ricevè a livello da Giovanni nel distretto di Sania-Luce. Alia quai con-
vescovo di Pim la metà di una casa domini* troversia ne richiama una sentenia pfooun-
cale con sua corte compresa nei confini delle ziata dai giudici e consoli di Pisa, in data
Colline in luogo appellato Sala Taehaìii del due dicembre anno it35 {^ilt comn^
presso la chiesa battesimale di 5«j^iige/o.«^ me) nella euria di Uberto arcivescovo ri-
^ed, SjihA DI SASTd-LucE, spetto aU» lite vertente Ira qnella menta ar-
Totesta pieve di Santa-Luce è situata civescoviìe da una e dalf altra parte con nn
vicina alla ripa sinistra del fiume Fine un Visconti coti Enrico e BBdolfo fratelK e figli
migl. circa a maestr. dalle sue sorgenti , ^ed delio GoaUredo; i quali furono dagli arbitri
,un buon raigl. a pon. del castelletto omo- condannati, dopo aver tsM rinunziato alle
«imo , dove fu eretta più tardi una china Km» pretensiani per non «ver polelo pra-
succursale die si dedicò a $. Zueia, forse vare, dice il lodo, che da 40 anni addietro
per la somiglianza del nome conl*aUro del possedevano ciò che aìla mensa pisana «sn
castellelto di Santa^Luce. *- Giova inoltre contendeyano rispettosi castello e beni dì
avvertire qualmente cotesta pieve ebbe per Sania-Luee, — - {op, eii.)
SS. pironi €. Maria , S. Angiolo^ e S, k\V Art. RiPAzaiLLà é SUto gik indicato,
Gio. Battista , T ultimo de* quali è il tltor qualmente gli arcivescovi di I^ nH iw<^
lare comune a tutte le chiese battesimali. Io XIII erano signori tanto nel tempovak
Che se air Art. Fine di questa parrocchia come nello spirituale di varie castellm dflk
stante la moltiplidtk de* santi suoi titolari Colline superiori pisane, fra le quali anche
ne feci di una due pievi, mi trovo ora in questa di Santa^Lmce; comecché dopo il
debito di correggermi. Concios'iacbè , qua- laSa il dominio temporale di quegli aici-
Inra questa volta pure non m* inganno, mi vescovi sul popolo di Santa-Luoe fosse limi-
srrobra che alla pieve in discorso volesse ri- tato al solo diritto sui maleHzf.
f<TÌrc qiieirOpìzxone vescovo di Pisa, qoan- Vero è ehe per molti anni gli arcivescovi
do con breve del 5 marzo 1046 istituì nella di Pisa reclamarono suir infrazione del loro
pifve di Sant* Angelo delle Cnlline un dominio, irdovhdoio aicbitio di «{ocll'ar-
clauslro di preti cappellani obbligati a (ar civesoovato possiede fina le tante wu perga-
vila comune e regolare sotto gli ordini del mena, in cui si contiene nn istmmento del
pievano loro superiore. 3o dio. i3si {ftih eommme) scritto nel-
Questo documento stato pubblicato dal P. la rocca di Monte-Vaso dove l*areivcscovo
Mattei neirappeudice alT. I della sua Bist. Oddone investi un suo visconte della gìnri-
EctL Pis. fu copialo da una carta origi- tdisione temporale delle tetre e castelK di
SANT
Lmee, ùonmtana e ifiM^t-
■un rÌHciiie più a quei pre-
iMiiwilH— 1 MI coteiti pMti allra giù*
■faiw mtài» quella dell* utile cluiui-
■ik*'(ÌMa.lBiaf. Fu.)
WiUw Al eoo de* primi castelli del-
kCdiee^aU'epocadeU* medio di Fisa
■te alk «ai de'FaoKatiiii sotto dì 9
■ni I4a6 (Hilccemiig), per la qual to^
■ÌMakitaall olteiinefo una eapitolmio-
»|i>iMiifpnn di quelLi degli altri pò-
rt èli isalada pisuo cke si soUoinisero ai
"■MlÌHdDp» raDquiilo di quelb città.
niiapilaU ooDvciHiti eiavi T obbligo che
^ Maiai di Siata-Liioe portassero ogn*
Via FigkBHtt OSTO di libbre i5 nel
#M drih fati Ji S. Gio. BatlisU.
vidlfUo fu perduto e ripreso
ìémm 1496 all'oocasione della ri-
èifmaÀ^ e fu alloca cbe i Dieci
vUa 4 Gom isoeiD snuntellare 14 roc-
V*l «pi ^^ MGeasìocie intorno a Sin-
SANT
161
6ÌMMÌ<SiiiU-Luoe, fn il i554
■8 list fuao ìihnaa a Gisiaio I aocioo-
^ mIhk rii Jfd»»ipni certe verterne che
""^Sbiv Goaiae con r Arci vescovo di
i di alcuni beni oensuarj
riiis ArUd della mensa preilelta ,
issmissdi una paslun sul fiume
Torà in luogo detto le Cannelle'. ra|)purlu a
che gli arcivescovi di Pisa inlcndevaiio ul>-
bligare il Comune di Santa-Luoe a litigare
nei loro foro ecclesiastico. Ha una tal {tn-
tensione essendo stata reputMti ingiusta, quel
Granduca commise la causa ai giudici di
Ruota , i quali decisero in &vore del Co-
mune di Santa-Luce. — ( Aaoi. oma Ri-
voaMAo. m Ful)
Li chiesa plebana di S. Maria e S. An-
giolo posta fra il fìumicello Fiae ed il Cast,
di SantOfLuee era preposituni Ano dal se-
colo XI, siccome tale la dichiarò la bolla
del vescovo Opiuone del 1046 di sopra ci-
tata, e fu, se non m* inganno, la prima chie-
sa battesimale dove venne inlrodulta la re-
gola di tenere i cappellani a convivere ca-
nonicameute col loro pievano. £ siccome
quello di Santa Luce aveva allora tre preti
cappellani, si {Mio ragionevolmente conget-
turare che la stessa pieve fino dal 1046 a-
vesse Ire chiese sufiraganee, ridotte nel se-
colo XIV, fd ora similmente a due parroc-
chie; cioè, S. Lucia nel castello di Sonia
irfiee, e S. Batioiommeo a Pastina,
La Comunità di Sjnta-Lucc nei tem-
pi scorsi era compresa |ier il criminale sot«
to il capitanato, quindi vicariato R. di Lari
e per il civile sotto !a potcsteria di Peocioli,
attualmente anche per il civile dipenile dal
vicario R. di Lsri.
MOfiMBJTO delia Popoiavone del Castello ot Sjhta Loca
a ^matUo epoche diverse , divisa per famiglie.
ADI11.TI
moie.
59
104
io3
femm.
83
108
X19
COHIITGATI
dt*i
due sessi
41
147
391
BOCLB-MAAT.
KR(»LABI
R mni'n.Ami
a
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Numero
delle
fami ^l ir
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108
Ila
Totale
df'lln
l'n/toltiz
790
i^ Ce C%Hnanìià di Siata-Luce nel i55i era separata da quella di Puma/ a.
Cmmmilà di SnntaLu^e. — Il lerrìto- Nel i833 vi uhitixiiiio 19 MI |icts>uic, a
> A questa G^munìtà occu[n uuaiU|K*rri- pm|M>i-zioiiff di ciit:a 82 iinliviiliii |M:r "^'iii
^di 19344 quaiJr. , 3oo de* quali sono migl. qu.ulr. di suolo iinpoiiilMlc.
IH di orni d'acqua e da pubbliche sii ade. Cuutìud cua i tcrriturj di stile Oiuiuui-
162 SANI SANT
tè ; dal lato di le?, ha quello di Chitnm, di sino al fiio sbooeo nel ftttmieello Firn ébm
fronte a grec. fronteggia con la G>m. dìL*- rimontano nella direzione di gteo. e let.
ri, dirimpetto a maestr. con i territori co- fino dote confloiioe in cmo il botro £«jpc«-
manitatiTÌ di Lorencana e di Orciano ; dal- la. Ivi i dne territori dirìgendoti a acir^lar.
la parte di pon. con quelli di G>lle-Salfelti poi a oilro, Bnalmente a pon. arrifuio m)-
e di Rosignano ; finalmente terso ostro con I* antica strada Blaremmana, o BtmUm di
la Comunità della Castellina-Marittima. Seauro , e con essa camminano per bmso
Il territorio di Santa-Loce confina con miglio innanzi di entrare nei botri Cmmah
quello della Castellina mediante i botri del ' e del rallino al punto dorerìtoma ■ ooa*
Ctuiale e del Fallino di Meone influenti fine la Com. della CasteHim-Marittima.
nel torr. Marmorafo. Con quesC ultimo en- Fra le strade regie che lambifoooo i cod-
trembi i territori s* inoltrano da lib. a lev. fini del territorio diSanta-I/iotnoQTiècbe
per circa due migl. aino al borro della Sw la Maremmana. È comanitativa rotabile h
ghera. Costì sottentra a confine la Coro, di strada maestra cbe dt Rosignano oondnoe
Cbianni, da primo mediante il borro pre- al castello di Santa-Luce; tutte le altre vie
detto, col quale Tariando direzione a grec. sono pedonali o mulattiere,
e quindi piegando a sett. per termini artifi- Fra i maggiori corsi d* acqua ehe passinn
dali arrivano sul fosso detto della Fabbrica o che rasentano il territorio di qneeti G>-
e di là entrano in quello del Mascofo, Là munita si trovano i fiomieelli Pine e TVro.
dorè in quest'ultimo influisce il borro Fu- Fra i torrenti più copiosi contansi,Hil con*
fartllo i due territori riprendono la dire- fine occidentale, il torr. StUtHilano^ e nel
zione di grec. mediante il corso del Fufa^ centro il torr. Sabbiena cbe bagna la base
rello medesimo; finché abbandonano cotesto della collina su cui ririede il castelletto del
corso d* acqua onde salire il poggio nella di* capoluogo finché si a? via nel fiumicello Fitte
rezione di sett. per termini artificiali. — In presso la confluenza del SainUano, del qiial
cotesto tragitto essi attravemno la strada che fiumicello sono tributari il torr. JUaiMo-
da Chianni conduce a Pattina^ ed un tron- ra/o che lambisce i confini della Comunità
co di quella che viene dal castello di SaniU" dirimpetto a scir., ed il torr. BiseoeoK cbe
Idice, Proseguendo per termini artificiali scorre fra quest* ultimo ed il 5aM/aisa.
nella stessa direzione di sett. i due territori In quanto alla qualità del terreno che
comunitativi dopo un altro mezzo migl. di cuopre la superfidedi qaesta Caosunìtà, di-
cammino trovano la via livornese che dal rò, come nella giogana dei poggi che separa»
villaggio della pieve di Santo-Luce porta a no la Val-dt-Fine e quella delUTon dal vaU
Cbianni. Quindi sotto il termine murato ione della Cascina la natura del aoolo è
della Serra di Chiusi viene a confine il galestrino, cui serve di base la calcarea stra-
territorio della Cora, di Lari, col quale il tifo^roe compatta, mentre nette ootttiKiv-
nostro piegando verso maestr. fironteggia per ferìorì e per tuttp altrove domina la marat
il cammino di circa tre miglia col scendere oonchigliare certilea. imrioa coperta .éelk
nel fiumicello Tora sino passato il mulin^ piagge più elevate dal tufo arenario-cakair
secchio al termine del Paggetto. Costi /or- spettante al terreno terziario superiore,
mando una brusca voltata da maestr. a ostro Rispetto ali* economia agraria cotesto tet^
e poscia a lib. il nostro fronteggia con il ritorio (terrveva il capitan Mariti nelbcm»-
territorio della Comunità di Lorenzana per tSnuaziooe del suo Odeporico MS. alla let-
quasi due miglia fino al luogo de'TVc ter^ tera XVIII anno 1 788) negli anni ubertosi
mim sol Poggio Gaddo^ e di là per altre forniva circa barili milledooefto 4* olio»
due miglia e mezzo sino passato il termine intorno a mille barili di vino, ^a maggior
di Barlunga^ di dove scendono insieme nel parte di vigna bassa, grabo di mediocre qua»
torr. Sai^alano^iì cui corso proseguono di- iità «eoa ^oo^alitt g'^-^g'** aaoca.j&oo*
rimpetto a pon. per il tr.igitto di un quarto Non vi erano praterie stabili, abbondava pe-
di miglio avendo costà di fronte il territo- rò di boschi di alto fusto, fra i quali si tro-
no dalla Comunità di Col lesal velli. Giunti vano anche de* faggi e de* tigli: erano nelle
sulla via che da Caslelnuovo della Miseri- sodaglie molte mortelle, cbe si smereiavano
eordia guida ad Orciano, sottentni a con- per le concie. Scarso però di bestiame vac-
fine il lerrìinrio dell» Coro, di Rosignano cino, conlava circa 800 peoorC del paese e
jswdiaute l'ultimo tronco del Suhalano 400 capre. Vi etano, evi jsono tuttora 4 ma-
SANI
Ubh ebt tre di c«ì • ob («laiento» e TaUfO
a due, noati dal lorr. SaMeièm.
Innasiì r«niio 1776 il popolo del caateà
di S. Luce eoa quello delia Pie^ forma? «
GoaBimftà aepanla dall'altra di Pastina» «ta^
le riimite inaieiiie dal regoiamenlo Leopol-
diao di detta anno relativo airoi'faoiazaiio*
De delle Comunità del contado piieno.
S A N T 163
La Comunità di Santa Luce mantiene at-
tualmente un medico-chirurgo ed un mae-
stro di scuola.
11 vicario R., l' ingegnere di Groondario,
la cancelleria comunitativa , e V uffizio di
esaaione del Registro sono in Lati ; la cou-
servaaione delle Ipoteche è in Livorno ed
il tribunale di Prima istanza in Pisa.
QUA BEO delta Popolaùone delia Comunità di Sa&tjì'Lvce
a quattro epoche diverse.
Nome
dti Luoghi
Ptftina
Pomaja (*)
SAn4>LiJca(^
Idem
Titolo
delle Chieie
Diocesi
cui
appartengono
Popolazione
A>1IO
1840
S. Bartolommeo, Cura
S. Stefano, Pieve
S. Blaria e S. Àugelo,
idem, già Preposi t.
S. Lucia nel Cast< 1 di
Saala-Luce, Cura
I
— a«
S ^
' a
9
. Jbit. if.o
MB. Le dae parrof^hU contrassegnate con F asterisco (*) nelP ultima epoca
mandavano nelle Com, di Lari e della Castellina- Mar iuima. . • . Abit, if .**
Restano
. Abit, if.<>
aiit
sauta-ldcu a casa romana. *-
/W. Cma-Romava.
— aSANTA-LUGE. — Fed. Sahta-Ldci,
e cosi di toUi gli altri luoghi sotto il me-
SANTArMAM M A nel Val-d'Amo supe-
riore. — f^ed, BAmoiiA m S. IMUau nr
Mamma , e ^^t— Tff (S.)
SANTA MARIA a MONTE nel VaM' Ar-
no inlcriore. — - TmI. Maka (S.) a Monra.
— A CASTELLO DI SIGN A. _ Ted. Ca-
natuo (S. MAaiA a) di SnaA.
^ IH CASTELLO nella Valle del Ser-
ehio. — F'ed, Casthxo (S. Mabia m)
— n CASTELLO nella Valle di Tredo-
wt.^F'ed, Caotbuo (S. Mabia m) di Tre-
dono in Romagna.
— AL TREBBIO. — Fed, Tmnaio (S.
MAaiA AI.) nel Val-d*Amo pisano.
S ANTA-MARINA in Romagna, ^ Fed.
Pabtscro ( S. MAai»4 a ).
SANTA-PETRONILLA nelle Musse di
GUà fuori di Siena — Fed. ParaomuA (S.)
SANTA-REGINA , o REINA nelle Masse
di S. Martino. — Fed. RisniA (S.) o S.
RaniA nel suburì>io di Siena.
SANTA SOFIA di MARECCHIA nella
Valle di Mareocbia. — Piccolo Vili, con
rocca, la cui chiesa parr. di Santa-Sofia ha
preso il distintivo di Marecehia per tro-
varsi sulla ripa destra di questo fiume, onde
anche distinguerla dalla Terra di Santa-
Sofia sul Bidente.
Il Vili, di Santa-Sofia di Marecehia è com-
preso nella Com. della Badìa Tedalda, da
cui dista circa 8 migl. a selt. , Giur. di Se-
stino, Dioc. di Sansepolcro , già di Monte-
feltro , Comp. di Aretzo.
Trovasi in un pezzo di territorio disunito
del Grantlucato , circondato da ogni parte
da quello di Moutefeltro, ossia di Penna-
Billi dello Stato Pontificio.
Era cotesto paese insieme col vicino ca-
stelletto di Monte-Rotondo di Marecehia
uno de* molti paesi appartenuti ai conti di
Montedoglio, r)ccup:iti dai Tarlati, e quindi
164 SA NT SA NT •
(In fièri dì Ugoedone della Piiffgliiola, al dirÉtòecliScai aM^pMlan(8uLptia)cap9'
quale nen pare ebe ?ciiiinro mi dopo I» luogo di GovMUiilli » adb Giw. e ékwem m
pace di Sarzana del i35d, mentre erano angl. a mUo diGal^vttrlI^- ^ Som^oi-
tornati ifl potete dei cottti di Hontedogllo. ono,fiik NmiUms delb lUKa ék S. MMft in
Fo ano degli eiedi di questi luoghi don- Goamedin , Gonp. di Flmii».
na 1^1» figlia del eoiite MnaiTalle di Gol- Kiaiede imifo la ripa tinialNi del ^umm
do, uHimo primogenite maschio della prima Bidente, eirca 460 br. aopn il livello del
razza de* conti di MontedogHo; la qoal don* mare, fra il gr. 19^ S4' a" long, ed ilgr.
na sol declinare del secolo XV essendoti 43^ 5?' Utit. darantialla testata tiniatra di
maritata ad un Gonzaga conte di No? etiara on bel ponte a tra Mtate dM ntlte in oihi
portò 1 suoi diritti sui feudi di Monledo- vaata piatta e che si crade riedificato dal ee-
glio nelliT casa del marito. Dai figli di Cri- lebra Ammannato, mentre odia testata op-
stoforo di Gtof anni Francesco Gonzaga dei posta trovasi il borghetto di Jformwi, la
conti di No?elIara pronipoti di donna Paola, maggior parte del qnak entra nd teiritotio
il Granduca di Toscana Ferdinando l me- dello Stato Pontificio,
diunte iatmrtiento del 5 ffiugno 1607 com- AH* Jri. ÌIoktaik» dtai ns carteggio Ira
prò per il prezzo dì scudi settemila il rillag- il 1459 e 1461 tenvto fra la Signoiia di
gio còl distretto e ragioni «tt Santa^Sona Firenze ed i llalatctta eonti diSogliaeo fv-
in Mareeehia» latinamente al ponte di Santa-Sofia avi Bi-
In seguito il Granduca G>simo II con di- dente , ed al borghetto di Mcrtmmo.
ploma del a 3 settembre 161 5 eresse in feu- Ora aggiungerò qualmente odio sIamo
do coti titolo di mardiesalo questo villaggio archirio delle Riformagioni liercntiiie ed-
col rieiiio castelletto di 0onie»Eoitmdoeom» stono gli atti fotti fra il Graodnca CosiaMi /
preso nel popolo di Santa-Sofia^ e ne inve- da una parie ed i conti libertini ddk Garw
ati il barone Fabbrizio Golloreto, allora suo da ed i Malatesta daU'dtra, rispetto al Caal.
maestro di camera e priore di Lunigiana di Pendo , al cui distretto apparteneva il
ileir online di S. Stefiino, con fiicoltà di borgo di Mortano^t fotse il eastellare di S.
passare nei suoi figli e discendenti masdii , Solb posto ivi presso aulla destra ddHidulu
ed in mancanza di essi di poter nominate Da quegli alti per tssUo risolta die ti Ca».
altri della linea sua o di altra famiglia, pre» di Pondo od luoghi annessi appatUaaeva ai
via la sovrana approvazione.— (Abcb. ulu conti Vbertini, e che passò ad Vahitcata di
RiroaMAO. m Fn. ) Rimini per ragioni dotali allordiè gli Ubrr-
Infatli il March. Fabbrizio Golloreto non tini s* imparentarono oon la casa HdaltMa.
avendo ottenuto figli par succedergli nd Nel 1 5 Sa il eonte Ubertino degli Ubcs^
feudo , si valse dd riservo testé annuntiato tini tentò di ritornare al posti tao del eaatd
nominando ano de* suoi nipoti nati dal fra- di Pondo e di spogliarne il Comnoe di So~
tcllo IViecolò Colloralo previa 1* approvazicv gliano, nella qude occasione isMorae conine
ne ottenuta dallo stesso G. D. Cosimo 11 con venia, ae cotcalo Itiogo foste dentro i eoss-
diploroa de' 96 novembra 1 6a i . In tal modo fini dd Granducato o nello Stalo dalla Gbar-
il Golloreto potè conservare il maicchcaato -sa. A tal fine il Pont. Giulio IH con hrrae
di S. Sofia nei discendenti della sua fiimi- del 17 nov. i55a, delegò due cardiBdi ed
glia, nei quali si mantenne fintanto che con un pralato per caamittare eotetl* aflìuK. Jo
motuproprio del G. D. Ferdinando 111, in seguito (verso il 1578) si dovettero esostt-
daiu del 19 sHtembre 1794* il marchesato nare^ltre ragioni dipendenti dallo spoglio
di Santa-Snfia in Manechia venne iucor> dd castelli di Pondo e di Sogliono fini i
ponilo alla Comunità della Badia-Tedalda , Malateata ed un C. Ubertino degli Ubertini
nella quale tuttora è compreso con tutte le e consorti , siccome ritulta dagli alti che ^
gravezu pubbliche e comunitative della Co- conservala nell* archivio dì aopra citalo,
munita medesima senza distinzione o prì- Ivi trovasi pure la memoria, come viìk>
vilegio. «^ ^ed, Moara-RoroaDO m SiaxA- dei signori di Pondo della casa Uhertini ,
Sofia in Parecchia, fece donazione del territorio e del Osi. di
La Parr. di Sanla-Sofia di Mareochia nel Pondo al Granduca Cosimo I con il coo-
i833 contava lai abit. senso di tutti gli dtri condomini.
SANTA-SOFIA , ndla Valle del Bidente Sebbene hi Terra di Santa -Sofia sia da
in Romagna. — Terra nobile con fortilizio dirai uno dei molti paesi , che rarantenle o
SANT SANT 165
%ué um ■iiWtnhlwiMì »oèitie ttoriebe SmHa-SoAa, anrgnò acU uoniiiì dclCcNDO-
Qifnei di aodditlbrc ki coriotità de* lettori» «e di GiMiipotooaldQ il castello di Suit»-So-
pne cofU cvri» dove? • uno dal medio eto fia fier potere ivi liberamente eleggere il
m mi allo della cm rocea eriaHmo tuttofa loro inioto parroco, e più tardi (anno \i%5)
nàta in un ttiplioe reeinto aopra una col- V abbate e Biooaci di quella stcaia badia li-
lia» iilUBla alla deatsa del Bidente. nnoxìarono al CoBume di Firenie la giuri-
lo non bo dati per decidere te i delti adiiione temporale augii aoraini di Santa»
rodcri e quel poggio corriiponder potessero So6a e di tutto il sno distretto , allorcbè
al ctstel Pondo^ del quale bo testé parlato ; quei elaustrali si posero sotto Tacooniandi-
•pflaofcrò solamente» cbe fra gli atti pub- già di quella Bepnbblica.
lìki dirJla Bep. Fior, trovasi un isirumeolo Inolile è da sapere cbe sino dal seoolo XQI
AcontensioDe del a3 giugno 1440 ìtn il gli uomini di Santa-Sofia con quelli del suo
Comune di Fìmae da nna parte ed i conti distretto per istnimento del 1264 emno sta-
Hovello e Carlo de* Malatesta da Socliano si accolli in accomandigia dal Comune di
dairahra parte, rispetto ai confini tim santa- Forlì, mentre nel i4a5 i terrauani di Ga-
Sofii e caste! di Ppndo^ U qual confinstio- leata e di tutto il territorio, oompifso que^
ae ebbe effetto ao anni dopo. —(i^rcA. eii» lo di Santa-Sofia, si sottoposero, come dissi,
Lib. IX dei Gapit.)*- Ftìd, MoavAao. alla Rep. Fior, mediante capitolasioni fin*
Qieoebè nt sia cB ciò, piultosto mi limi- Toreroli ottenute dai Dieci di BaKa di gnet-
|nò a difc cbe, quantunque i primi dina- m. — (Amut.. Gamaia •- iimnu Sior,
Iti a coBBparire in Santa-Sofia fossero i si* ^ior. Lib. XIX.)
fMri dì Pondo e di SogUano della conaoe- Gli stesai Annalisti Gamaldolcnsi inottie
lena dei Mablesla di Runini , e se si ^uole ne informarono qualmente Terso la metà del
•Bebé crtderla sottoposta agli Ubertini della secolo XIU Simone ardf esooro di Bavenna
Gw^edi ippeggi nelF Ubeilinale, non bi- donò ditersi castelli ai monaci delb badia
aigm tampoco dimmlicara cbe colesti si- di Galeata , e cbe poco dopo essendo stati
gaori eiano alali foudatar} degli arcif escovi quei loogbi ostilmente occupati da alcuni
di Ravenna; e cbe, se tempo innana il Cast, tinnmetli dell* Esarcato, FarciTescovo Fi-
di Sila Soia non esisterà sotto il nome |»^ lippo con le sue genti a tita fona li ritolse
m cbe porla, e la sua località dovettero ap» loro , nel qual conflitto essendo restato oe-
pMtfMfc att*AUMMlia di Calcala, o a quella ciao Ubaldo abbate di S. Bllero a Galeala .
delT iwb sopra Sant»»Sofia« V arcivescovo predetto, ali* occasione di con-
blalli all'ari. Abasu « Gauata io so* formare l*eleùone di Guido stato elHto in
spettava cbe a «n luogo delbi Corounilii in abbate dai monaci di Goleata, rinnovò Patto
(fisosBBO spettasse un anale sulla sinistm delp di donaiione di quelle castelb cb* egli ave-
r Appennino, oni riferiva un reclamo dui va folto anteriormente ali* abbate Ubablo
poulcfiee Adriano 1 folto neiranno 786 a suo anieoessnre. — (Aaau.. Camai.. T. ?.,
Cario Mafno per i danni recati da ^iiim/ì- e DnfkvwnBHhU^. Bat^mt. Lib. VI.)
hreaio , allora duca di Firenie , il quale Ho detto cbe il territorio di Santa^Sofia
s*ìaoltaò con k sue genli in Romagna a foceva parte di quello comunilativo di Gn-
devaslare il Icnilorio Sarrinalense e segna- Irata, e ta'e si mantenne fino al 1810 quan*
iMuenla la Cori» SmstmUma^ cb*fra in una do dal governo di elioni b Terra di Santa-
eoutmda spettante all*AbbadM di S. Ibrio a Sofia Ai eretta in capoluogo di una nuota
Calcata.*- f^td* S^asAinnu. comunità con i popoli cbe sonoirdicati nel
Cbe 6onl*-Sofia fosse castello sino dal se* Quadro posto in calce al presente Art. es-
coio XIII lo dimostra il follo raccolto dag'i smdocbè qui appresso precede quello del
Annalisli Canialdolensi quando nel ia64 Jfoi*iifre/ilo della popolazione drl solo capo-
r abbate dell* bob , patrono delb obies4 di luogo alb solite quattro epocbe diverse.
166
MOP'iMB NTO àMm PopolaMne delia TVuuu m SjB/r^SoPtjt
a guanto epoche diverse ^ digita per famiglie.
AVMO
IMBUBBU
mate.
femm.
i55i
1745
i833
1840
73
178
87
173
..
199 I 193
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mate.
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181
176
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3o6
370
■OGLIIUBT.
dei
due sessi
6
Numero
delle
famiglie
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Popolata
«49
675
t6o
692
908
9SS
• 73
1096
Comunità di Santa-Sofia, — Il territo-
rio di questa G>nianilà abbniocia una su-
perficie di 19393 qoadr. dei quali 43 1 sodo
presi da corsi d* acqua e da strade. — Nel
i833 tì abitavano familiarmente sS io per-
sone, in proporzione di no individui per
ogni migl. quadr. di suolo imponibile.
Confina con tre Comunità del Granduca-
to, e di (hmte a lev. e al capoluogo me-
diante il fiume adente fronteggia per circa
un migl. e mezzo con il territorio dello Statò
Pontificio , il quale ultimo continua a ser-
Tir di limile dirimpetto a grec. salendo il
rio di Beda che sbooca nel Bidente di fec-
cia alla Terra di Santa-Sofia nel subborgo di
Montano; il qual rio, dopo averlo rimon-
tato per breve tragitto nella direzione di
scir. , lascia fuori per entrare nella strada
che Mie il poggetto di Raggio, la cui chiesa
parr. rasenta di fronte allo Slato Pontificio.
Costi voltando direzione da scir. a lib. vie-
ne a confine per termini artificiali il terei-
torio della Comunitìi granducale di Bagno.
Con quest'ultima lambisce le pendici setten-
trionali di Monte Gnidi innanzi di entrare
nel Bidente di Strabatenza presso la sua con-
fluenza in quello di Ridraocoli, 1* ultimo de'
quali Insieme rimontano finché non trovano
sopra la badia di S. Maria in Cosmedin ali*
Isola il Bidente del Corniolo. Di costì cor-
rono contr* acqua in cotesto Bidente per circa
un migl. e mezzo fino passata la parr. di Ca-
belli nella direzione di pon., dove il territo-
rio di Santa-Sofia sale verso lib. sul monte
e quivi attra?ersa il fiume per entrare in un
suo influente destro, il fosso Ajaccio; con
r ultimo Je* quali entra nella MacctdadelV
Opera, ora della Corona, sul rovescio dell*
Appennino di Camaldoli. Costassù cessa la
Com. di Bagno ^ sottentra a confine dal lato
di lev. il territorio alpestre di Premikorr ,
col quale il nostro di Santa-Sofia pqujste
•otto la criniera dell' Appennino fra il Mi^
dente dei Corniolo di Campigna e le aor>
genti del Bidente di Bidraeeoli. Panato il
Monte-Grosso entrano nella strada ebe n-
senta la eh. di S. Paolo in Alpe, di dove i
due territori dirigonsi sul MonSe-Nuaeo e
di là piegando da grec a maestr. «mtano
nuovamente nel fi. Bidente del Corniolo ebe
poi oltrepassano alla confloenia del fosso di
Catana, Dopo aver corso per breve ttagitlo
quest'ultimo fosso i due lerrilorii rimoofeino
il conlrafibrte dell* Appennino che aepata le
acque del Bidente del Corniolo da qneUe
del Rabbi. — Arrivati sopra le sorgenti del
fosso del Giardino i territori delle due Co-
munità di Preroilcoree di Santa So6a casi-
blando direzione da maestr. a selt.»cqwsdi
a grec. e lev. continuano a percorrere la gio-
gana del contrafforte predetto luttge i poggi
della Fonie Bufolo e del Pian delia Croce
passando sopra il Vili, di Speada, donde ar-
rivano sopra le prime sorgenti del fosso di
Fcd-di'Faeto. Giunti sul poggio della iSbda
cessa il territorio di Premilcore , e aottcnlra
quello ddla Comunità diGaleata, ool q«ale
l'altro di Santa-Sofia fronteggia da primo
dirimpetto a sett. per breve tragitto, quindi
di faccia a grec. per scendere dal conlnSbrtc
dell'Appennino della iSmla solla strada pro-
vinciale che i due territori incontrano alb
Casa^Nuo^a, quasi a mezza via fra Gaicati
e Santa-Sofia, lungo la ripa sinistra del Bi-
dente, mentre alla di lui destra ritoma a
confine il territorio dello Stato Pontificio, col
S A N T S A N T 167
tifo percorrendo contr* acqua il In quanto ai prodotti agrarj la Comunità
e dofìo un mif I. e meno arrÌTa di Sanla-So6a non abbonda che in foreste
mia del rio di Seda e di là alla di alto fusto, specialmente «li faggi verso
iggio, preno cui ritroya la Gom. TAppennino , cui sottentrano più in basso i
dì Bagno. castagni, che danno alimento col loro frutto
if glori corsi d* acqua che attra- una buona parte dell'anno a quei monta-
lerrilorìo comunitativo di Santa- nari.' Ma nel ravvicinarsi alla Badia di S.
Ili il Bidente del Corniolo, il Maria in Cosmedin ali* Isola, presso la con-
ricco dalle acque raccolte dagli fluenza de* Ire Bidenti, incominciano i cam-
imi più orientali, il Bidente cioè pi a sementa di piante filamentose, di mais«
effcaa e quello di i?idracco/i,pas- di legumi, e di cereali, campi cui fanno
9 in metzo, poscia dal lato orien- ghirlanda delle viti maritate ai loppi, le
ce il territorio oomunitalivo di quali nelle vicinanze di Santa-Sofìa forni-
scono un liquore che ali* agresto si avvicina
I strada rotabile passa da Santa- piuttosto che un vino spiritoso.
\ ha provinciale che staccasi dalla Nei pascoli naturali , esistenti in copia
vese alla Rocca S. Gasciano per costà, vi si nutriscono nelPestate branchi di
lisi verso Gaietta e di là a Santa- pecore e non pochi animali ueri.
égno. Sebiiene la maggior p^rte degli abitanti
lalagevoli sono i monti che fian- sia addetta ai boschi, alla pastorizia, ed ai
ds macstr. a ostro cotesto terri- lavori di utensili in legno dolce, non man-
come il Monte della Fratta, il cano peraltro in Santa-Sofia famiglie agiate
fmllaro , il Poggio della Soda , « nobili , siccome non vi mancano pure de-
ci Piainnteraj montuosità poste centi abitazioni.
ite ed il Rabbi , ma tutte com- Nou piccolo lucro a danno del pubI)lico
crrìtorìo delle Gora, limitrofe di tesoro dava al paese di S. Sofia la facilità del
i o di Gaietta. Lo stesso dicasi di contrabbando con lo stato limitrofo sino al-
l'Appennino centrale della itfae- la notificazione del 38 giugno 1841, che
ì^ra spellanti al territorio comu- abolì il ikvore eccezionale indotto dal pan-
Bagno, o a quello delle due Gom. grafo i dell* Art. 79 della legge de* 19 otiob.
ne di Pratovccchio e di Poppi. 1791 a riguardo del breve tratto di Ufor^
icoIS BiDtim, Bagro in Romagna, tono nella Romagna , ecc.
Gaimèt A, Comunità fa accennata Gomecchè la stagione invernale costà sia
a geognostica del suolo che eoo- lunga e per molti mesi dell'anno soggetta
slm eosta di celesta porzione di alla neve, ma negl* altri tempi il clima di
». — Per altro sol confine orien- Santa-Sotìa riesce temperato con aria pur-
rritorio in questione , e segnata- gatissima e saluberrimo.
Mndo presso b chiesa di Raggio LaGomiinità diSanla-Sofìa mantiene un
9 oti. dell 83s emersa di sotto a medico, un chirurgo, ed un maestro di
» argilloso dihiiciajoxxwz rupe di scuola. -^ Sì pnlìca nel Gapoluogo un di-
lìccH con impronte e con gusci di screto mercato settimanale oltre quattro fiere
lì ìillre specie di conchiglie marine annuali, le qu»li cadono nel 17 di gennaio,
bivalvi, delle quali ultime potei nel 3 maggio, 4 ottobre e i3 dicembre,
oc alrune quasi intiere nei valloni piccole le due prime , di maggior concorso
dei Bidenti di Strabalenta e di di bestiame ed altro le due ultime.
Golesta Gomunità è sottoposta pel civile
Ila-Sofia eGaleala presso la spon- al potestà di Giilrata, pel criminale al vica-
I del Bidente si cammina sopra rio R. della Rocca S. Gas inno, dov*è pure
alfstro azzurrognolo in giacitura l*uffizio di esazione del Rcgistn», mentre la
[>re orizzontale, ed in pochi Ino- cancelleria comunitativn si conserva in Ga-
lamie inclinati, sempre però cor- le:ita. L* ingegnere dì Gircouitirio e la con-
ti a quelli della spnnila destra del servazionc dell* Ipoteche sono in Modigliaua,
fronte ai quali le an|ue riunite ed il tribiin;fle di Primi* iiiljnz<i aUa Eocij
e Bidente si fecero strada. S. Gtsi:i;iuo.
tfOdOBO Idia PopaUaioiH Mia CoMPmiT^ ■ Pantti oi SMr^Son^
a fuattn «/weA* rfiMTM.
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SA^V-TEEENZO *t MIRE nel Gotfii
della S|>Mu. -- Vili. 5iitr orlo di un teno
orieaUtedelG<ribLjaeiue,oau della Spe-
iia,aTcnteil titolo delta ani eh. pirr. <S.
Temila) nella Com. , Uinila meato e mi
migl. ■ nueitr. di Lerici, Profincia di L«-
Tunle, Dioc. di Lunl-Sinaiu, R. Sirdo.
HiMcde Mila rìn ilei mire nel Uto lel-
lenlrioiule del iena jtaM di Lerici alla haw
iDcridioiiale de' poggi Tilirerì ed uliTirerl, i
quali chiudaiMla iponJa orientale del Gtiiro
della SpeUa, nei di cui Ranchi occìdeuUli
li Teggonn tfane varie case di campagna e
pìncolt tau.di.
L' ungine di qunto Viti, non puA eswre
più antica del martirio di S. Temilo che fu
il lecfiiiilo TCMoio di Luni nel quinto ie>
cali Jiill'Er.iCriitiana.
Dite» Sin-Terenio al Mare per diitin-
guerlo dall' altro detU l'Unl^ana chiamalo
SaD-Teremo in Munii, di cui sì parlerà nel-
l'Art, qui .ipprcuo,
L' indu«trì> maggiore degli aliitenli d'
quello Tillaggio è la peaca pei gti mxMi.
mentre le loro donne portano giomalmale
ed in Inltc le iligioBi a Tendere qaci pori
nelle Tane Terre eCltt* delta LanigÌMa.—
r«i. Luigi Comunità.
Ha parr. della prepoaitun di S. Tereoa)
al Uarenet i81i contaTi looS abiL
SAUf.TERENZO » HONTI in Val-d;.
Uigra. — > Cai. che porta come il {HVoedeMi
il titolo delta tiu chien parr. [S. Temua)
nella Com. Giur. e ciraa migl.cimjnea lib.
di Fitìeixqo, Dioc. di Pontremoli, pk di
Liini-Saruna, Comp. di Piia.
Rliiede in poggio fra il torr. PeJcMa
che gli «corre a oitro ed it Sartine a aM.
Quetlo Vili, fu ano dei feudi de' Blanh.
Halaipina che lo ritennero ancora nel i tgS
quando fii riunito al temtorìo fiormtiao
quello di Pivtuaao; nella quale ORCufione
peri ■ marchesi di San-Terenio iloTenero
giurare obbtdienu al commìsurio rcndcuk
SANT 8ANT 169
ftt il CMBuiie di Flràrae in PUiUHio oui tolto Tinfoca^one de'SS. Oonenìeo^Gitt-
iu irguilo auche il Vili, di Sun Terenzo in ttino nel pivieredi Camaggiore, Com. Gtur.
Monti Tenne incorponto. e circa migl. 3 ^ a lev. di FireozaolB,Dioc.
Si imAt efae anticamente San-Teremo in e Oomp di Firente.
ModU fi chiamasse CasUl-Moro^ ma più Trovasi lungo il fi.Santemo presso Tan-
tonli pcese il nome che porta dalla trasla- tica strada che anco nei tempi romani do-
siooe che vi fa Citta del martire S. Terenio Tera esistere fra Imola e cotesta parte dell*
Tooofo di Lunì di nazione scozzese. Appennino toscano , appellata ne* tempi bas-
ii parr. di S. Terenzo in Monti nel t835 ti VAlpe degli Ubaldinl^ poi Fiorentina,
«ootiTa 476 «bit. Gotesta contrada ebbe nome da una chiesa
SAiTTELLERO , o SANTILARIO a presso un ospedale di pellegrini, che fino
GALEA A. -«- f^ed, Abaua bi Gìliuta. dal secolo XII soleva pagare una tasta annua
SANT-ERMETE a S. ERMO. ^ ^ei. alla Camera Apostolica di Roma di dodici
Ewan (S.) A S. Eaao. maraboltini. — ( ^rv/. Registro Vaticano
^ DcORTICAJA.— F'td. OvncA^ pres- del Gird. Cencio Camarlingo).
IO Pisa. Attualmente la chiesa di S. Pellegrino é
SANT-ERMO delle Colline pisane. — stata eretta in cura aggregata alla pieve di
fìn/.EaMcTB fS.) A S. EaMO. Camaggiore per decreto arcivescovile del
SA?ITERNÒ fi. {Fatrenus Amnis degli 97 aprile 1783, col quale furono assegnati
Antichi). — Questo fiume che dava il nome al pievano prò tempore scudi 45 fiorentini,
al Porto f^atreno^ situato sulle bocche del oltre un aumento di scudi 5o della cassa
Pò , è uno de* principali coni d* acqua che ecclesiastica del regio diritto,
nasca neir Appennino toscano. — Imperoo- La cappellania curata de* SS. Domenico
cbè esso prend« orìgine dal fianco orientale e Giustino in S. Pdlegrìno a Santcnio nel
dei monti della Futa fra questa dogana e t833 contava 178 abit^
l'albergo e posU del Covigliajo, di dove SANTERNO(S. PIETRO a) nella Valle
fcende nella direzione di grec. percorrendo del Santemo. — Casale con eh. parr. già
il piano di Firenzuola, dalla cui Terra pasta nel piviere di Rio-Comaochiaja, attualmente
aa ducenlo braccia discosto verso il suo o- in quello di Firenzuola, da cui dista circa
stro ; di li piepindo poco appresso da grec. mezz« migl. a lev. nella Com. e Giur. me-
a kr.-scir. entra nella gobi de' monti fra il desima, Dfoc. e Comp. di Firenze.
po^ di Fntta ed il Monte CoUrHo fino Risiede questa chiesa sopra 1* estreme fiil-
alU confluenza dd torr. Bo^to che scende de meridionali del Monto Coioreto a cava-
tila sua destra dalPAppennino di Moscheta. Itere del d, Santemo che toorre alla tua ba-
gnato la foce del Roifeto il Santemo si dir te e che diede il distintivo al sno popolo,
lige da tcir. a sett.-grtc. per bagnare a lev. del quale sì trova £itta menzione fino dai
b base del Monte Coitorelo^ e a pon. quel- secoli XII e XIO fra le carte de* Camaldo-
la drl Campanaro , dando costà il suo To- lenti. — Fed. Roaoo a GoaaAOcaujA.
ab)*:o air antica chirsa di 5. Pettegrino, e La parr. di S. Pietro a Santemo nel 1 83 3
quindi Uoibcndo alla sua sinistra le hlde aveva a43 abit.
del monte su cui risiede b eh. plebana di SAITT-EUFEanA m MOTITALTa ^
^Àflttggiofe; fino a che pattata la dogana di Fed, EirranA (S.) m Mostilto, ecc.
CasiiglionGello di Fiieninob il fiume eo- SAIVT-EUGEIflA a S. EUGENIA nelle
tn nel territorio d* Imob dello Slato Pònti- Matte di S. Martino di Siena. -— Fod. Eo-
fieio. — Di U «lalla Terra di Catlel del Rio «su (S.) nelle Matte di S. Martino,
il Santemo ripresde b tua prìma direzione SAirT-EWElllO al BAGNORO. —
di grec e dopo aver accolto i fotti intorno Fed, Raommo.
^ mna mcrìdioaali delb città d* Imob SAlfT EUSEBIO azla CANOUICA. —
ptrcorre b pianura fra Lugo e Matta Lom- Fed. Cahosica (S. Eoaoto alla).
livdaattnvcrtandoilsMiopaIntlivdel Fer* SA?fT.ILARIOACOLOMBAJA.^reil.
nnte, nel cui lerrìtorio trova alb dettra Golombua (S. Ilazio a).
del Pò il suo sbocco nel mare Adriatico. 'SAiVTO (AL) nelb VaUdi^ferse. —Gas.
SANTERXO (S. PELLEGRINO a; nelb eui pmbabilmenle appelb il castelletto per-
Valle del Santemo delb Toscana trantap- duto di Castiglione di Famu , che al dire
peanina — Contrada eoo cappellania curata del Mabvolti era «a piooolo castello fendale
V. f. aa
170 SANI SANT
della Mui eaM. — AUiuliDCDte porta il fo- wttu por ubIibì alla Uradi maeilni die porti
caboto ai Santo un Gtf . la cui cLieia parr. è a Lari e ai Bagni a Acqua, o di Casdana.
dedicata ai SS. Jacopo e Filippo nella Com. Sebbene il VUl. di Santo Pidio non ab-
Giur. e circa io migl. a tcir. di Uontick- bia inditio di «Mere atato ona volta ciccna-
no , Dioo. e Comp. di Siena. dato da muta castellane » oontiiUociò nd
Éisiedc sul fianco australe del monte del* tempi addietro (u appellalo castello , ione
la Serra di Petrioh sopra la confloenu da una roeca cbe ti suppone esistita nella
della Parma nella Merse, e circa due migl. parte più alta del pieae in luogo appellalo
a poD. dallo dxicco della Merse ncirOmhro- ia oasttUina , ed U cui peiimetro Grf<desi
ne senese. •— ^ed. Castiolìou dì Fa^ma, attualmente ridotto ad uso di gianlino di
La parr. de*SS. Filippo « Jacopo al Santo ana casa di delizia,
nel 1 833 fo slaccata dalla G>m. di Sof iciile In quanto alla cbirsa di Santo-Pietro essa
e data a quella di Monticiano. corrisponde alla peir. di S, Pittro a So^Ht'
Ali* anno i633 la cura de* SS. Jacopo liana dell* antico piTicre dì cpiesto nnaw,
e Filippo al Santo contala 99 abit* da cui comparisce la prima, ossia prioiÌB,
SA?(TO-MATO. ^ Fed, Mato (S. Ma- nel catalogo del ta6o delle chiese appartc-
MIA A S.) nella Valle deirOmbrone plstojesct nute alla diocesi lucchese,
e Amato (S.) a Vinci. Uno poi dei documenti più vetusti cbe
SAN-TOMMÈ (S. Tommaso) nel Val-d* rammentino il costei di Santo-Pietro può
Amo superiore. •* Gas. che prese il titolo dirsi cbe sia un istrumento pubblico del la
dalla sua eh. parr. (S. Tommaso) appellata nov. 1193 (/fì/f romune), rogato infra Ca»
per contrazione S, Tommè ^ nella G>m. #/e//iim iSanefi Ferri, in casa di due conio-
Giur. e un roigl. appena a ostro-lib. di Mon* gi, i quali alienarono alcune loro terre po-
levarcbi , Dìoc. di Fiesole , Comp. di Pi* ste ne* confini di Camuglìano. — (MAam,
renie. — F'ed. MoirrwAaGm, Cofnuaità, Odeporico delle Colline Pisane Ms. nel-
La parr. di S. Tommaso a S, Tommè la Àiecardiana,)
nel i833 contava «87 abit. ADora Santo-Pietro neir ccclenastico «B-
SAN-TOMMÈ, o S. AMATO nel MONT pendeva dal vescovo di Lucca , nel politioo
ALBANO. — Fed. Amato (S.) a Savt -A- dal Gora, di Pisa; ma per vicende di goent
MAIO A Vnrci. cadde più volte in potere, ora dei Lucchesi,
SAN-TOMMÈ, o SANTO MATO inVal^ ora de* Fiorentini. — La storia rammenta
di-Bure. — . Fed, Mato (S. Maaia ▲ S.) nel- fira gli altri un Aitto del 1289, quando le
la Valle deirOmbrone pistojese. armi delle Bep. Fior, e Lucch. occuparono
SANTO-MORO in Val-diBure. ^ Fed, Santo-Pietro, sebbene nel 1190 fosse lorori-
Moao(S.Ì nella Valle deirÓrobronepistoJ4 se. tolto dai Pisani. Lo riconquistarono i Fio-
SANTONOVO(S. GERMANO al) nel- rentini nel i36a ed altemativamrote lo
la Valle deirOmbrone pistojese. — ^ed. riebbero i Pisani; ma nel 1406 finalmente
GaaMAHo (S.) AI. Sabto-Novo. pervenne insieme con gli altri parsi della
SANTO-PIETRO in Val d* Era. .- Vili. Val-d*Era in potere della Rep. Fior. Alloca
che porta il nome stesso della sua chiesa parr. gli uomini di Santo-Pietro con altri popoli
pre| asitura (S. Pietro a Santo-Pittro) nella della Com. di Palaja nel a3 ottobrp di detto
Com. e circa nn migl. a ostro-lib. di Gapan- anno ottennero alcune capitolazioni, in cai
noli, Giur. di Ponledera, Dioc di Sammi- eravi l'obbligo per il Comune di Santo-Pie-
niato, gìk di Lucca, Comp. di Pisa. tro di mandare ogni anno a Firenze per It
È un villaggio sparso di deliziose case festa di S. Gio. Battista un palio del valore
signorili, con giardini e poderi annessi, cbe di sei fiorini d* oro.
risiede nel ripiano superiore di uda collina Sotto il dominio pisano questo villaggio
lufiMìca alla sinistra del fiume Era posta al e popolo rispetto si politico dipendeva «kl
suo lev. sulla destra della Cascina che resta capitano della Val-d*-Era ; ma nei statuti co-
ai suo pon. lungo la strada rotabile cbe da munitativi dati dai Fiorentini ai paesi oon-
Capanuoli per Santo-Pietro pei-oorre il dorso quistati sopra i Pisani Santo-Pietro venne
di quelle colline ; la qual via guida a llk>r- assegnato pel criminale al vicario delle Col-
rona ed a Terricciola, mentre un altro tron- line inferiori , avente residenza in Peecìoli,
eo della medesima conduce per la villa di S. e in quanto al civile al potesti di Poosm«o
Marco sulla Caseina^ la cui fiumana atira- sino a che sotto il governo Mediceo cotesto
SANT SANV 171
fu co npmo nel vicariato di Lnri,Goiii. le, Giar. di Radil:i, Dioc. di Fiet ile, Gomp.
( potctterìa di Palaja. dì Sien».
Altiialioente nel civile come nel crìmina- Trutiisi tuli* uliiino S|«one dei |JO^gi che
kilpofiolo di SAiito-Pieiro é soitO|H)]ito al fiancbe^giiino a desi» il ìorr, Maseelione^
nuào R. diPontedera, e {kt raminini- poco inuaniì di vuotarsi uelT Arhia, che
intivo alla Comunità di Oi|)annoli slac- btgna dal l.ito di |>on. il poggio di iVi/i/o-
firta od 1810 da quella di Palaja. Sann^ mentre al suo ostro sorge il poggio
la CiM dei signori ilei Torto in Pisa sì- di S. 3§artino a Luco,
Ima nel Aanoo settentrionale della collina Era di padronato de*b:irunì ELicasolì, sic-
fi Saulo-Pieiro, e nel po|jolo stesso, appar* come tuttora è di data loro la pieve di S.
iBMc alla famiglia Trouci ; ed è fama che Polo in Rosso. — ^ed. Polo (S.) in Roas'i.
MBlà scrivesse gli Annali pisani ed altre sue SAXTO SANO, o SANSANO GHERAR.
•pere il can^mico Paolo Tronci che lasciò DI. — Gis. già castelletto ridotto atliial-
ÌSS. e alquanto imperfette. monte ad una torre situata sojira il torr.
ÌM chiesa parroecliiale, ora preposiura di Sorra tributario dell* Arlùa n»*l popolo di
Ssnto Pietro, sitii«iti nella parte supcriore S. Gio. Battista skCorsanf*, Com. e circa
Mia oolliiia, è fabbricata di pietre quadrate migl. 3 a (lon. di Montermi, Gì tir. di Buon-
spparlcoule forse a qualcliealtroedifìziopiù convento , Dioc. e 0)mp. di Sten:i.
silìoo.— 'Essa fu consacrata nella terza do> Risiede in una delle colline più setten-
■mica dopo Pasqua dell* anno I7i5, cioè, trìonali di Murlo del Vescovato. Ora non
!• anni <lo{io aver ricevuto il battisterv) , vi è che una torre presso il torr. Sor^-a ad-
faindo furono uniti a ccitesta parmcchiale detta alla tenuta di Gors.ino dei Bunnsignori.
i litoli della chiesa di S. Giorgio e S. Cri- Il Gigli nel suo Diario senese dice che
tfoCuM m ^iKiraf/i, oltre quel lo della disfatta SfM-Sano Gherarii fu feudo un tem[iodei
pieve di S. Marco a Soviglìana, comecché il marchesi Patrìzj, in-i innmzi tu:to in quc-
iscile dov*esM esisteva, attu.il mente ridotto sto luogo il Comune dì Siena teneva un
adnsiidi villa dei vescovi di Sanrainiato, giusdicf'nte minore rome risulti da un W"
riacoaprcso nella parrocchia di doli. — bro del consiglio dfftlo MVa Campana del-
^td. MàBco (ViLLi DI S. ) c S trtGLidWj l'anno 1971 nell* Arch. Dipi, di Siena.
[Pitrg Di). Nel i6/|0 Santo-Sano Ghenirdi contava
Il f^polo di Sauto-Pietro conAna a seti, sette |K>«Ieri ron .II4 abit.
eoo C^pannoli e Gimugliano, a lev. con SANTO-STEFVNO EXTRA MOENIA
qoello di Gisa Nuova, a grec. con Prrcioli di Pisa. ^- ^ed. Pi»\, e Ozzazi (S. Stbpaiio
■eiliante l'Ern; a pon. con Gwli, e a ostro ot.tr').
toù la [«arr. di Sijrfna. — m MAGRA — Fed. Boaoo Sastto-
IVnIro questo perimetro esistono varj ca- Stkpakd.
fliK € iKtrghelti sotto i nomignoli di Pie dì --- a >IAR?NASC0. — r'erf. Maiiwasoo
^://a, Behedere^ Corsica^ Quarata, ^1- e così <li tulli gli ali ri paesi clic hanno per
fmnli e Capanoli. eh. titolare S. StcBino.
La pre^MMÌtura di Santo-Pietro è nel ra- — < PORTO) — Ved. Porto S. Stufano.
poirvirt di Pon$af«o, ma conta s«»mpre r<»nie S\N VALENTINO * MONTE FOLLO-
sse «nflT.jganee le cure di Casa-Nuova, di NICA. — f^rd. ìVTowth Ft»i.T.««i>iir.A.
&^na e di Sau-Roffiiio. _ di TIVIDOZIO. — rvd. Pieve di S.
Ih p«rr. di S. Pitiro a Santo-Pii-tro nel Vai.rstin'i a Thk»)7iu in Romagna.
t^33 n»vtr.i\a io5o aliil. S\NVKN\NZIO in VaI-di-.\I.iijrj. —
S\NT ).RF/;Ol/) in Val-di Tom. — f^ed- Cwpxrxn* o Cfpar*:**.
Pfd. Rr.>,i.n 'S.Ì S\N-VK\ERlOin Val-li M:i«ra.^ Vili.
SANT0.S4N0, o S\N-SANO a DOFA- che jwla il 1 itolo ,|,.||a s-iach. pk-haii. ii«l.
HA.— /^e/. Ausano (S. ) e IX>faìca. la Com., M.in<lMiiienlo r circa due migl. a
-— 9CL CHIANTI in Val-d* Arbia.— - Cis. pon.-iitiestro di VfZ'Jino, Dioc. di Luni-nSar.
flu\ìlla signrjrile che (K>rta il titolo di un* zau.i, Prrivìnria di lje\.uitp, R. Siirdo.
lolica chiesi che fu (ìarr. insieme con quel- Trovasi sul fianro mcridi Miale del pog«
Uri! \icina di Adin^, eninimbe riunite gio di V»zz.ini) a cnilitiv dHla strada [k>-
M[jft!iolo della pieve di S. Polo in Rosso, stale fri Strania e la S;MZÌ.t sopra la bor
■riti Gum. e circa migl. 4 a lib. di Gajo- gutd di Miìjlì.uiua e dirinipctlu ai ous\ detti
172 SANT SA9T
Stagooni^ le coi enlanoni nei tempi etti vi quest'ultima iMoceti oompffeit nellB ginrv
iogliono nuocere alla lalute de* suoi abic. adizione citile , oMÌa Del ooolatlo di Siro*.
Il Vili, di S. Vcnerìo doveva esiatere fino Poco tempo inEUiifti la questione toAè
dal secolo XII Irovaodosi rammentata la sua Indicata, la batiiica di S, rinetntic^ per
chiesa nelle bolle spedite nel 1149 e laoa quanto con la sua pieve di AltoHrra ék-
dai Pbnt. Eugenio III e Innocenzo III a fa- pendesse dal vescovo di Arezzo, e che Toni*
vore dei vescovi di Luni , ai quali confer- torio medesimo fosse stato consacrato nel se*
marono fra le molte chiese anche la piei^e colo Vii da Striando veioovo della chiesa
tU S. Fenerio. — (Uoma&i, hai, Saer, aretina, e che nel principio del secolo Vili
in Epiic, Saruxnens.) venisse ingrandito da Luperziooo vesoovo
Fatto è che la vecchia chiesa plebana di di Arezzo, che vi consacrò due «Ilari iti o-
S. Venerio esisie tuttora a pie del poggio nore di 5. Quirico e S, LoreminOf pucc
del paese; ma per comodo de* suoi abitanti é era dal vesoovo senese contrastato,
stat» recentemente edificata una chiesa nuo- Nei primi secoli dopo il mille Id edificalo
va , e nel tempo slesso dichiarato parroco presso la parrocchia di S. Vincenzio un o-
assohito il cappellano curato di Migliarina spedale per i pellegrini , prova sufficiente a
sottoponendolo alla pieve d* Isola. fiir credere che fino d^alTors paasavm di co-
li popolo di S. Venerio fu unito nel se- stassii una strada. Quindi &tta battesimale,
colo attuale alla Comunitli di Vezzano in- fii data alla pieve di S. Vincendo per sue-
sieme a quelli di Bastremoli , Tivegna e camìe}» chie^ii dì S, Matuo a MtonitimtQ
della Piana. delia Berarienga^ da lungo tempo aop-
Ui parrocchia plebana di S. Venerio nel pressa ed unita alla pieve di S. Vineenli a
i83a contava 710 abit. Mònteluco della Beranknga.
SdM'FMiiMtaù dtV ìsola Dt TVao , o del La chiesa di S. Matteo a tfonlefaien eii*
Ttito davanti al Golfo Lunense. — Ftd, sleva lino dal 108 5, poiché i conti della Be*
laoLà PjkutARu, e Poarovamnc. rsrdenga ne cederono allora b padronama
SAN-VERIANO nel Val-d*-Amo aretino, alla loco badia di S. ^Ivatoie deHa Berar*
— Fed, Badia di S. VaaiAao. denga^otn ehiesa parrocchiale coldisUntiv»
SAN-VINCEKZIO A S. VINCENTI in VaU del Honis9ero cT Ombroat.
d*-Ambni. — Gasale che portava il vocabolo Attualmente la pieve dì S. Vrocemio é^
di Bonus Pagtts , ed in seguito di S. Fin^ giuspadronato de* baroni Rioaaoli. — Essa
eenti dal nome della sua chiesa plebana, un a vicenda con la pieve di S, Maria a Man»
dì Basilica di S, Fincentio Martire^ posta ie^Benicki ha per suffraganee sette parrac-
in Altaserra sotto Monte-Lnco della Berar- chiali, rammentate alPArt. Bnucn (Mom^
denga nella Gom. e circa migl. 7 a scir. di cui si rinvia il lettore.
Gajole , Griur. di Radda , Dice, di Arezzo, Nel i833 la pieve di S. VineenzioaS.
Comp. di Siena. Vincenti, ossu a Mònteluco della Beraiden-
Risiede fra le sorgenti dell* Ambra e quel- ga, noverava 1 8 1 abit.
le deir Ambrella sul fianco orientale del SAN-VINCENZIO a TORRI. — Ftà.
Monte-Penali sotto gli avanzi della rocca di Toaai in Val-di-Pesa. Un eguale invio per
Monte-Luco che resta due migl. al suo scir. tutti gli altri popoli che hanno per titobre
e quasi altrettante migl. a maestr. della pie- S. Vincenzio.
ve di Monte-Benichi situata sul poggio op- SAN VITALE rm. MORTETO sul Fri-
posto alla sinistra dell' Ambrella^ gido. — Fed, Moztbto , o Miartio nella
La prima edificazione della chiesa di S. vallecola del Frìgido.
Vincenzio martire (5. Fineenii) già orato- SANVITO a BELLOSGUARDO nel so-
rio, che si diceva anche basilica^ nel pieva- burbio meridionale di Firenze. — Gmtrada
nato di Altaserra , ora di 0onte^Benìehi, e parr. (SS. Vito e Modesto) sparsa di rille
risale al secolo settimo, e ciò per attestato signorili nella collina più vicina alla capi-
di vecchi testimoni stati esaminati in Siena tale della Toscana fuori della porta S- Frr-
nell'anno 716 dell'Era volgare davanti al diano, nel piviere maggiore della Metrop»-
maggiordomo del re Liutprando a cagione ìitana, G)m. e circa un migl. e mezzo a
di un' altercazione insorta fra il vescovo di scir. di Legnaja, Giur. del Galluzzo, Dice, e
Siena e quello di Arezzo per motivo di gin- G>mp. di Firenze che é mezao migl. al mio
risdizione ecclesiastica sopra varie pievi di ostro.— Fed.JkLuomoAMBù rataso Fnynaa»
SANV SANV 173
coi ti è da «Ingiungere 9 che nella villa del Giar. di Sanmanialo, Oìoc. di Volterra ,
inaicbcte Albini a Bellosguardo, accosto a Comp. di Firenze.
quella edificala da Michdozzo Miche Ioni, Trovasi in meno a vaste selve presso la
abilò per qualche leupo il divino Galileo , sommiUi de' poggi che dividono il vallone
al qua] avvenimento appella un'iscrizione deirEvola dalla Valle dell'Era, la prima
ia onrmo sotto il busto di qurl grand' uomo, delle quali situala a seit. ; l' altra a pon-libw
Li |iirr. di S, f^ilo a Brliosguardo nel di San-Vivaldo.
i833 contava 3o6 abit. fìssi. Se le nolisie del convento di S. Vivaldo
SANVrro A COLLEGCHIO. ^ Ted. non sono pììi anUche del secolo XVl.esseu-
Couaonno in Val-iliPescia. do stato ridotto a clatislro dai PP. Minori
•^aOOLLBGALU.— ' A^ec/.G>i.TBOAixi. Osservanti, che secondo il Vadiugo lo edifì-
— j CoMsiotfjtMo, — ^ed. CoMsiQtn^iiOf carono nel penultimo anno del secolo XV
ePmsA. Il 499)* molto più antica è la storia della
•— box' incisa nel Val d'-Amo superio- contrada selvosa di Camporella, come quella
le. — Pieve antica sotto il titolo de' SS. che nei secoli XKII e XIV fu contrastata da
Filo e Modesto, già delta a Se^rgnano^ ora tre Comunità limitrofe, cioè, di San-Gimi-
a Loffpiano^ o aitOppiano , ridotta a prio- gnano, Sanminialo e Montajooe.
m dgf>o che gli onori plebani passarono alla Anche i vescovi di Volterra vi avevano
eh. di S. Alessandro dentro l' Incisa , nella delle pretensioni, per quanto lo dimostrano
Gom. Gìiur. e circa 3 migl. a sett.-mirslr. di gli atti fatti presso il Pont. Alessandro IV
rifiline, DioG. di Firsole, Comp. di Firenze, rispetto al diritto giurisdizionale eh' esn af-
Risiede in collina 'quasi mezzo roigl. a foccìarono sulla selva di Camporena,percm
lib. dell' Incisa. — Fed. Imcha, e Ovpiajio, quel Pont, con breve degli 8 genn. ia57
oLorriAKO (Piava di), eScMMnjMo nel Val- ne commise l'esame e giudizio a tre sacer-
d'-Amo superiore. doti delegati dalla S. Sede. — (Aaca. Din..
SAN-VITO paasso LUCCA, già a TVhpa- Fioa. Ca^te delia Com. di Sanminiato).
caAao. — Borgata popolosa con eh. parr. Nuove controversie si agitarono con mag-
(S. Vito) situata sulla strada [)ostale di Pe- gior calore Ira la Comunità di Sanminiato
lòa circa due migl. a lev. di Lucca , nella e quella di Monlajone specialmente dopo-
cai Com. Ginr. Dioc. e Due. è compresa. che il territorio comunitativo di quest* uW
Questa borgata non porta altro distintivo tima per istramento del dì aS agosto 1^69
che quello della sua chiesa parrocchiale com- si sottomise al dominio e contado Borenti-
presa nel piviere di Lunala, la cui battesi> no, mentre gli uomini di Camporena per
male è mezzo migl. a lev. di San-Vilo, con- convenzione del ao die ia36 (siile eofnu»
lutlochè la sua contrada si appellasse in ne) si erano già assoggettati spontaneamente
Tempagnano^ vocabolo che serve tuttora di al Comune di Sanminiato. Per la qual cosa
(listinlivo ad altra parrocchia {S, Jndrta in dopo il lodo pronunziato nel aS oltob. 1 «89
Trmpa gnano) nella quale sorse anche que- dagli arbitri nominati dal comune di Mon-
sta (ti San-Vito. — f^ed. Timpagxaiio. Ujone da una parte e da quello di Sanmi-
SAN-VITO A ORMINO in Val-di-Pesa niato dall' altra, i sindaci Sanmin'iatesi, per
fed, Sonaai (S. Qunuoo alla). atto rogato nella Selva di Camporena li ai
— A SOFFIGNANO. — Fed, Sovviona- aprile 1290, piesero il possesso della oon-
ao nelhi Valle del Bisenzìo. trada medesima deaeri vemlone i confini, e
SAB'FtTo in FsKzuMis. — Fed, CarrA ciò nel tempo che per rogito separato ne ri-
(S. Vito ih) nella Valle delKOmbrone Senese, lasciavano una porzione in affitto al Comu-
— ìk Fescoha. — Fed. PiavuiA di Va- ne di Monta Jone. — (/oc. cit,)
«OSA fra le Valli dtlTOmbrone e delPArbia. Fu poi in una delle pergamene apprtenn-
SANVIVALDO 01 CAMPORENA nella te alla Com. di Sanminiato, ora nel!' Arch.
Va1-d*-Evohi. — Eremo antico, ora convento Dipi. Fior., dove incontrai la più antica me-
di Frali Zoorolanti già compreso nel popolo morta dell'eremo di S. Vivaldo nella Selva
di S. Andrea alla Pietra^ o Pietrina^ at- di Camporena. È un atto del primo maggio
tualmente cappellania curata della parr. d* i436, quando Fra Cola di Tonda romito e
hno e Camporena , fra il piviere di Monti- governatore di detto oratorio dichiarò e
gnoao e quello di Gutelfalfi , nella Com. e confessò davanti agli uffiziali del Comune
circa 3 migl. a oslro-lib. di Moutajone, di Sanminiato che 1* oraf uno, ossia eremo
174 S A R N
di S, FivaUOf non solo en oomprfto nel-
la giorìsdizìone di quel Comune, ma di mo
giufiMdronato. -^Ciò basta a dimottrareche
r oratorio, poi eremo, finalmente oonfento
di S. Vivalflo , esisteva prima della dichia-
mione sopri allogala.
La protesta medesima fu rinnovata nel
1440 dai deputali che il Comune predetto
teneva nella Selva di Ciimporenii, i quali ri-
conobbero die r oratorio di S. Vivaldo si-
tualo in quella Selva era di pertinenza e
•otto la giurisdizione politica di Sanroiniito.
Bla essendosi riaccesa lite tu tale giuri-
sdizione e padronato Ira il Comune di San-
miniato *Ja una, e quello di Montijone uni-
tamente al suo pievano datr altra parte, i
capitani di Parte Guelfa di Firenze, come
C troni della pieve di Monta Jone, con den-
tizione del 19 luglio 1446 dichiararono
che Toratorìo predetto apparteneva al (>>m.
di Sanminiato e che esso solo doveva averne
la proprieli ed il gìuspadronato (Zoe. cit.)
Nella fine dei secolo XV Peremo di S.
Vivaldo per concessione del Poni. Aless:in-
dro VI fu ridotto, come si disse, a convento
dai Frati Zoccolanti , e tale esso en anche
nel 1 554, allorché fu malmenato dalle truppe
Francesi e Senesi nel tempo che [ter la Val-
d*Evola ritornavano verso Siena con il loro
comandante Piero Strozzi do|K> una escur-
sione militare fatta nel Val-d*Arno inferiore
ed in Val-di-\ievole. — ( Ammiiat. Stor,
Fior, Lih. XXXr,)
Nella chiesa di S. Vivaldo si conservano
molti lavori di statuaria in terra cotta, ope-
re tutte del cicco Giovanni Giannelli, noto
comunemente sotto il vocabolo della sua
patria , cioè dei Cieco di Gambassi.
li» famiglia religiosa di S. Viva!d:i osser-
Tanilo una rigorosa disciplina del suo insti-
luto suole accogliere in penitenza i sirerdoli
caduti in qualche fallo che vi dirigono i
vescovi delle dirx:esì più vicine.
SARNA nel Va!-d'-.4ruo ciscntinrse. —
Cas. con eh. |iarr, (SS. Flora e Lucill.i) fra
la Com. di Chiusi casentincse e quella di
Rassina, o di Cistel Focognano, nel |)ivierr,
Giur. e circa niigl. 1 a lev.-scir. di Bibbie-
na, Dioc. e Comp. di Arezzo.
Risiede sopra i |>og);i che sep:irano il val-
lone del Corsalone da quello ilei lorr. Ifii*.
sinot il primo dei quali scende al suo selt.,
l'altro al suo oslro-scir.
Hclla eliiesi <li S. Flora ili Sima sotto il
pivicra di S. l|ipoUto a Bibbiena si la mcn-
saat
tione in nns bolla del Ifenl. iMmfli
Il 55 in favore del pieviiri di
confermata nel 1*07 dal Foni,
so III. — ( AavAL. Cah&ia.)
La parr. di Sanu nel i833
166 abit., ia8 dei quali cntnvsat
Com. di Bibbiena e 38 in quella Hf
na , o di Castel- PocognanOb
SARRIPOLI, o SIJRRIPOU(nli
lis) nella Valle dell' Ombcone
Vili, con eh. parr. (S. Andrm)
diCireglio, ossia di BriadffliO|Gm|
Porta al Borgo di Pistoja « Gtar. ^
circa 4 migl. a micstr. di quest'i
Gomp. di Firenze.
Risieiie in costa 9npn la ripa i
torr. f^ineiod» BrumU$Ut^àmk\
bilmente gli derivò il vnosbolo
Sarripoii , ovvero SurripoiL
Dubito che alla stessa oontndi 41
poli dehbast riferire no allo pabli
ott. ti6a rogato nella pieve dlS.
zio a Brandeglio, o a Grrglio, dsiei
si trovavano il conte Guido e Is
Sofia dì lui zia con sua sorella
quali di concerto diedero Piai
popolo della pieve predette di tattili
che quel conte e conlesse
la montagna di Pistoja , a partire
ptdifino al fi. Rrno^ con i diritti
innanzi godevano i Balonesi ; |icr
investitura gli uomini di dclU pisif i
bligarono di pagare a titolo di f *"''
venti di denari lucchesi, oltre il
ministrare ai conti Guidi ogni
festa di S. Martino 40 mine di
desinare tutte le volte che il ooale
fosse andato a Brandeglio. — ( ,
Fina. Carte del V Opera di 5.
Pitiofa).
I>i parr. di S. And mi a Sarrii
i833 noverava 421 ahit.
S VRTEWELTAo SARTI ANEI
la Valle dell* Arbia. _ Cis. ch'ebbs^
|»arr. ( SS. Simone e Giuda ) annc
polo della Bidia di RoflTeno nel |4i
Vrsrona, Cim. Giur. e cin*^ migl. 4 a
ma^-str. di Asciano, Dioc. di AiviMa'
di Siena.
Trovasi nel vallonoello del fesso
ia tributario destro mediante il torrJ
del fi. Arbia.
Fu Sarteanello uno de* villaggi
nulo ai conti della Beranlenga, rami
(ra gli altri in un diploma del io5i
h
SABT SABT 175
irUgbcllì nei vescovi di Montai dallr quali d Kuopre che fino ■Incno dal
ili cui originate «idi nell* Arch. secolo XI il castello di Sarieano col suo di*
1 lif . Scipiooc Borghesi Bichi di sUetto en dominato da una stirpe di conti
qnal diploma Arrigo III, ad imi- Onrielani e Chiusini di legge salica ap^^arte*
gì* im|ieratorì Carlo , Loilo^ico e noti , io penso ^ a un ramo dei conti senesi
I de', primi tre Ottoni , cunferurà della Berardenga e della Scialenga, e conse-
e monaci di S. Antimo in Val- guentemente autori di quelli che si dissero
1 i diserri beni, castelli e chiese, CC. Manenii di ^ar/eano.*- Tale sembra
I cartello di Smneanello posto nel quel conte Winigildo marito della contessa
nese. Teodora , nato da un conte Farolfo e dalhi
la woLÌk del Cast, di Snrtcanello contessa Adelaide , il quale per atto del dk
doluta dai conti della Berardenga |»rimo aprile io38| rogato nel Caitefh di
»; è nolo bensì che in Sarteaneilo Sarieano del contado di Chiusi, ofiii al
«IO per lunga etìi dei beni i conti Mon. del Moni* Amiata per 1* anima dei suoi
o, derivati, rome si dirà all'Art, genitori e della di lui consorte alcune terre
iO, dai conti della Berardinga. che egli possedeva nei piviere di S. Maria,
memorie supentiti ne fornirono in luogo detto Surripa,
kunaliiti Camaldolensi {Aanal. k\V An. Cnniai (Voi. I pag. 716) ram-
laotto dì i5 febbiajo del io55, mentai all'anno io53 un Pietro, o Petra-
le figli del fu Winigildo conte di ne, sopracchiamato Pepane nato dai due co-
siando in Orvieto, ilonarono alla niugi prenominati, conte Winigildo, o ^j-
dì S. Pietro in Campo in Val-ir nigiet^ e contessa Teodora^ nrlKalto che
Utifondi , alcuni dei quali cnino il medesimo insieme a due fratelli, Banieri
he in Sarteaneilo. e Farof/b^ mediante istrumenio stipulato in
la de* SS. Simone e Giuda a Sar- Orvieto li a5 ièbb. dell* anno io53, donò
Bendo fin dal secolo MV in ro- dei^ beni alla badia de* monaci Camaldolensi
dccfelo del vescovo di Arezio del di S« Pic-tio in Cim[)0 situata in Val-d'Orcia,
1401 fu aggngalo il suo popolo AWArf. poi Badia di S. Pirrao la Campo
ella Badia digli Olivetani de'SS. fuionocìtati altri documenti dei tempi |Kiste-
IriatoGino a Boffeno, cui veunero rlorì spettanti ad un conte Winigi, o ^t-
i aoco i suoi beni. — f^ed, Ba- nigisi^ figlio che fu del conte Farolfo si-
mA, o a Ri rrijio. gnore di Siirtcano, e per cans«guenxa nipo-
\k1iO^oSKVr\KS0{Sartranum) te del C Winigililo e di donna Teodora.
Ji-Cfaiana. — Terra |Kt(:oIoSiieno- Ivi pure feci menzione di una lettera del
lue chiese farnxThiali, una delle Punì. Gref^orìo VII del a3 genn. 1075 pnb-
cgiala sotto il titolo de'SS. Lr>- blicatu dull'Uglielli nella storia genealogica
jioHìiiari', capoluogo di Comunità de* conti di Marsciaino, nella quale donna
. Della Dioc. di Chiusi, Comp. di Wilia figlia del conte A*dingo è notata fra
le persone più influenti in Chiusi benché
in uu risalto di collina che spetta dimorante nel suo contado. Era quella stessa
SI ttrnl rionale dell* montagna di donna Tf^Hia^ o Giulia, moglie del conte
Ila ri|ia sinistra del fosso òriato Pepane^ dalla quale nacque un altro Pe-
vi torr. Astrane^ sotto il gr. 99^ pone, terzo di questo nome, conte di Sar-
e 4a* 59' 4" latit. — Essa é atira- teano, il quale per istrumi-nto dei 17 mar-
ima strada provinciale, fra mezzo zo ma, previo il consenso di Pietro ve-
■no,a Cf-tona e Chiusi, circa 10 scovo Chiusirio, const-gnò all' ahi mte drl
ar. di M'HilePulciano, 6 migl. Mon. de' Vallomhmsani di Colt buono la
a dìrMÌone da Chiancìano, 5 mi- chiesa dell» SS. Trinità a Spineta in Val-
di Chiusi, circa 4 a maestr. di d*Orcia, fondai» nel disti H lo di Sarieano dai
i5 nigl. a setl.-grec. di Radico- suoi genitori conte Pepime e contessa ^i7-
ndo per la montagna di Cetona. la , afTinchè v* introducesse una fioi-zione di
wn'ìie pìh antiche genuine che ci quella famiglia di religiosi e riduc«SM* la
i qiiesla Trrra sono fra le membra- eh. della SS. Trinità in liadia ilei la Con-
Bidij dì S. Silvadore sul Monte gregasione di Vallomhrosa.
Itaalmesilen« Il Vrc/i. Dipi. Fior, Disocndcva pur anco dalla stessa fiimìglia
174 SARR SART
dà S. f^hatdo^ non fslo en oompfetonel- tioue in um botU Jet F»nt. Adriano IV del
la giorisdizione di quel Contrae, ma di tuo ti 55 in (àwre dei pieTaoi di Btbbtfita ,
giaa|«dffoaalo.— Giòbaataadimoalrareche conrermata nel iao7 dal Pèni. Innooen-
1* oratorio, poi eremo , fiomlmente oonfento io HI. — ( Akull, CAKài.D. )
di S. Vivaldo, etifteva prima della dichta- La parr. di Sama nel i833 oompreodera
saiione sopra allegala. f66 abit., ii8 dei quali eotratano nella
La protesta medesima fn rinnovata nel 0>m. di Bibbiena e 38 in quella di Rssn-
1440 dai deputali ebe il Comune predetto na, o di Castel- Focogn^ino.
taoeva nelU Selva di Campoiena, i quali ri- SÀRaiPOLI, o SURRIPOU {tuh Hip»-
conobbero ebe l'oratorio di S. Vivaldo si- lis) nella Valle deirOmbrone pistojete. —
tnalo in quella Selva era di pertinenza t Vili, con eh. parr. (S. Andrea) nel piviere
•otto la fiurifldinonepoliiica diSanminlato. di Cireglio, ossia di Brandeglio, Com. della
3Ia easendosi riaeoma lite so tale giuri- Porla al Borgo di Pistoja , Giur. Dioc e
idiiioiie e padronato tra il Comune di San- circa 4 migl. a maeslr. di quest* ultima citU»
oninlato da una, e quello di Alonttfone uni- Comp. di Firenze.
temente al suo pievano dalP altra parte, i Risieile in costa sopra la ripa sinistii del
capitani di Parie Guella di Firenze, come torr. lincio dt Braalegìio^ donde pfoba-
aationi della pieve di Montafone, con deli- bilmente gli derivò il vocabolo corrotto di
bwaiioac del a^ luglio 1446 diehianirono Sarripoii ^ ovvero Sunripaii.
ebe l'oratorio (wedetto apparteneva al Cons. Dubito ebe alla stessa contrada 'K Sairi-
4k Sanminiato e che esso solo doveva areme poli dehbast riferire nn atto pubtdtco dd 1 6
la pvoprietè ed il gìnspadronato (Zoe. eit.) ott. ii6a rogato nella pieve di S. Pancra-
Bkella fine del seeolo XV Peremo di S. aio a Brandeglio, o a Cireglto, dove allora
Vivaldo per concessione del Pont. Alessan- «i trovavano il conte Guitto e la oontcasa
dio VI fo ridotto, come si disse, a convento Sofia di lui zia con sua sorella Adelaide, i
dsi Prati Zoccolanti , e tale esso era anche quali di concerto diedero V invesUtura al
■el 1 554, allorché fu malmenato dalle troppe popolo della pieve predelta di lutti i terreni
IVanoesi e Senesi nel tempo che per la Val- che quel conte e conlesse possedevano» nel-
d'Evola ritornavano verso Siena con il loro la montagna di Pistoja , a partire da Sem-
comandante Piero Strozzi dopo una escur- potijino al fi. Reno^ con i diritti che poco
itone militare fiitta nel Val-d'Amo inferiore innanzi godevano i Balonesi ; |ier la quale
ed in ValKli-?Vievole. -^ ( Ammizat. Stor, investitura gli uomini di detta pieve si ob-
liar. £iA. XXX rj) bligarono di pagare a titolo dì esercizio lire
Ifella chiesa di S. Vivaldo si conservano Tenti di denari lucchesi, olire il dovere som*
molti lavori di statuaria in terra colta, ope- ministrare ai conti Guidi ogni anno per la
re tutte del cieco Griovanni Griannetti, noto lesta di S. Martino 40 mine di orso ed un
comunemente sotto il vocabolo delta sua desinare tutte le volte che il conte prefletlo
patria , cioè dei Cieco di €fumhttsrì, (osse andato a Bmndeglio. — ( Aaca. Dm.
La Simiglia religiosa diS. Vivaldo osser- Fioa. Carte dell'Opera di $. Jacopo di
Tanifti nna rigorosa disciplina del suo insti- Piitofa),
toto sMole accogliere in penitenza i sicerdoli La parr. di S. Andrea a Sarripoli nel
cadati In qualche fallo che vi dirigono i i833 noverava 4ai abit.
Tesoovi delle diocesi piò vicine. S iRTEAXELLO, o SARTI AWELl/) nel-
SARNA nel Val-d*-Amo casenlinese. — la Valle dell* Arbia. — Gis. eh* ebbe chiesa
Gas. con eh. parr. (SS. Flora e Lucilla) fra [Nirr. (SS. Simone e Giutia) annessa al po>
la Com. di Chiusi oasenttnese e quella di polo della Badia di RoOTeno nel piviere di
Rassina, o di Castel Focognano, nel piviere^ Vescona, Com. Giur. e circa rotgl. 4 a (lon.-
Giur. e circa migl. 3 alev.-scir. di Bibbie- raat^lr. di Asciauo, Dioc. di Arezio, Gomp.
na^ Dioc. e Gomp. dt Arezzo. di Siena.
Risiede sopra i poggi che separano il vai- Trovasi nel valloncello del fosso Arhio-
Ione del Corsalone da quello del torr. Ras- ia tributario destro mediante il torr. Causa
stma^ il primo dei quali scende al suo selt., del fi. Arbia.
r altro al suo ostro-scir. Fu Sarteanello uno de* villaggi apparte-
Della chiesa di S. Flora di S»ma sotto il nntoai conti della Berardenga, rammentalo
pivìene di S. Ippolito a Bibbiena si fa men- fira gli altri in un diploma del loSi pub-
8ABT SABT %n
pKcito diin^btlli nei vctcovi di Monta] diiUr qoali d icuopre che fino ■Ikkbo ibi
duo » e ti di cui originale vidi oeir Arch. secolo XI il caaCello di Saritaao col suo di*
Drifalo del sig. Scipione Borghesi Bichi di sUreUo en dominalo da una stirpe di conti
Siena; col qual diploma Arrigo III, ad imi- Orvietani e Chiusini di legge salica apparte»
Uaooe degl* im|ieralorì Carlo , Loilo\ico e noti , io penso , a un ramo dei conti senesi
Lsllarìo e de. primi tre Ottoni , confermò della Berardenga e della Scialenga« e conse-
•ir abbate e monaci di S. Antimo in Val- guentemente anlori di quelli che si dissero
fOicìa, fra i diversi beni, castelli e cLiese, CC» ManetUi di ^ar/eoAo.*- Tale sembri
b BieU dei castello dì Smrttanello posto nel quel conte Winigildo marito della contessa
cootado Scoese. Teodora , nato da un conte Farolib e dalla
Se questa mtià del Cast, di Sartcanello contessa Adelaide , il quale per atto del di
fané slata don«ita dai conti della Berardenga primo aprile io38, rogalo nel Catteiìo di
Don é nolo; è noto bensì che in Sarteandlo Sarteono del contado di Chiosi, ofiji al
conserrarono per lunga età dei beni i conti Mon. del Mont*Amiata per ranima dei soni
à\ Sartcano, deritati , come si dirà alPArt. genitori e della di lui consorte alcune terra
90! appresso, dai conti della Berardrnga. che egli possede?a nel pi?iere di S. Maria ,
Fn le memorie superstiti ne fornirono in luogo detto Surripa»
magli Annalisti Camaldolensl (Aanal, kìVjiri, Cnniai (Voi. I pag. 716) ram-.
ot. T. n.) sotto dì i5 febbiajo del loSS» mentai ali* anno io53 un Pietro, o Petro»
quindo i tre figli del fu Wioigildo conte di ne» sopracchiamato Prpont nato dai due co-
Sirtraoo, stando in Orvieto, donarono alla niugi prenominati, conte Winigildo, o ^i»
loro badia di S. Pietro in Campo in Val-d* ni gin , e contessa Teodora, nelK alto che
Orda dei Utifondi , alcuni dei quali erano il medesimo insieme a due firatelli, Bamieri
Attuti anche in Sarteandlo. e Faroifo, mediante ialrumento stipukto io
La chiesa de* SS. Simone e Giuda a Sar- Orvieto li a5 ièbb. dell* anno io5S» donò
tciDeDo essendo fin dal secolo MV in it>- dei* beni alla badia de* monaci Camaldolensl
lina, con decreto del vescovo di Arezio del di S. Pietio in Cimpo situata in Val-d'Orcia«
I giugno 1401 fu aggregato il suo popolo kWArt, poi Badia di S. Pibtbo ik Campo
a quello della Badia di gli Olivetani de* SS. fuionocitati altri documenti dei tempi poste-
Jaoopo e Crìstofiino a Rofleno, cui veuncro riori spellauti ad un conte Winigi, o fFi»
incurijorili anco i suoi beni. — f^ed, Ba- nigìsif figlio che fu del conte Furolfo si-
ou A BoFOiA, o a RiFFano. gnore di Sarteano, e per consrguenaa nipo-
SARTEANO,oSAR'^IANO(5ar/raiiiiiit) te del C. Winigildo e di donna Teodora»
nella Val-di -ChiiiDa. — Terra popolosa e no- Ivi pure feci menzione di uua lettera del
bile con due chiese parrocchiali, una delle Pont. Gregorio VII del a3 genn. 1075 ptib-
qoali collegiata sotto il titolo de* SS. Lo- blicatu dairUghelli nella storia genealogica
rroso e Apollinare, capoluogo di Comunità de* conti di Marsciano, nelhi quale donna
edi Giur. nella Dioc. di Chiusi, Comp. di Wilia figlia del conte Ardingo è notata fra
Areno. le persone più influenti in Chinai benché
Risiede in un risalto di collina che spetta dimorante nel suo contado. Era quella stessa
alla base settentrionale della monlacna di donna ÌVilia^ o Giulia, moglie del conte
Cetooa sulla ripa smislra del fosso òriato Pepane, dalla eguale nacque un altro Pe*
iafluenle nel torr. Jitrone, sotto il gr. a^^ pone, terso di questo nome, conte di Sar-
W long, e 4a^ 59* 4" latil.— Essa è altra- teano, il quale per isirumento dei 1 7 mar-
vcfiata da una strada provinciale, fra messo 10 ma, previo il consenso di Pietro ?e-
8 Chianciano , a Cetona e Chiusi, circa 10 scovo Chiusi rio, consegnò all'abbate del
oùgl. a scir. di M'.mtePulciano , 6 migl. Mou. de' Vallorobmaani di Colt buono la
nella stessa direzione da Chianciano, 5 mi. chiesa della SS. Trinità a Spineta in Val*
(d.alib. di Chiusi, circa 4 a maestr. di d*Oreia, fondata nel distretto di Sarteano dai
Celooa, e i5 migl. a setl.-grec. di Radico- suoi genitori conte Pepont e conlessa fFil'
bnl passando per la montagna di Cetona. ia , affinchè v* introducesse una porzione di
Le memorie più antiche gcnnine che ci quella famìglia di religiosi e riducesse la
nsiauo di questa Terra sono fra le membra- eh. della SS. Trinità in badia della Con-
ne della Bsidia di S. SaUadore sul Monte gregatione di Vallombrosa.
Aaiiata, altoalmente nMArch. Dipi. Fior, Disaendeva pur anco dalla stessa Simiglia
176 SART SART
Rimèotto Aglio del C Pepont ili e fra- i Seneti iavkrono le loro frati d^amii a
fello del conte Hantnte i di tal nome, il oomlNittere la Terra di Sarifano ckr ea|iii-
quale Rimhotto Titente il padre, dopo es- gnarono e pretero nel principio deir anno
sere stato emancipato, con isirumento del ia65. «— (Mala^olti, ÌHor. di Si^mm, P.
roano 1 1 1 7, alla presenta di Pietro vescovo //. Lib, //).
di Chiusi donò alla badia di S. Pietro in Finalmente in un iUnimenlo del 18 die.
Cnmpo la metà della giurisdizione che ave- i34o, scritto in Getona , trattasi di un tri-
va sui beni di Gntiglion (forse del TWnom). boto di grano che pagava annualmente il
— (Anual. CAMàui. T. ai. Appena,) Mon. Amiatino ad un eonte Manente di
Il Muratori e gli Annalisti Garoaldolensi Sarteano e alla contessa Andrea sua moglie
riportano sotto di 39 genn. laio la con- per fitto dì un mulino. — (Aaca. Dm» FÌ».
ferma di una sentenza del 9 ottobre 11 85 Carte della Badia Amiat.)
a fovore del monastero di S. Benedetto al Trovatansi pertanto fino dopo la oselk M
f^ivo sul Montamiata contro on conte Ma» secolo XIV in Sarteano i suoi conti, i qoRli
nente , che chiamerò secando , di Sarteano, rìoonoscevansi sempre ffudalarj dei Gocnone
e contro Rimhotto e Tancredi nipoti ed e» di Siena; e molti di loro sitrfiioiio in gneen
redi del fu conte Manente primo , i quali non solo quella repubblica, ma ancora Tal-
erano ricorsi in appello in Siena davanti al tra di Firenze. — Tale fu quel C. manente
Legato deirimp. Ottone IV contro i Qsmal- che nel 1293 col grado di contestabile con*
dolensi del f^i\fo e di 5. Pietro in Cam- dosse un esercito fiorentino contro Pisa, ed
pò, — {Oper, eit,) t cut discendenti nel i3a5 fecero parte del-
Dal suddetto conte Tancredi figlio del la lega guelfo toscana per recarsi in Val-4i-
C. Manente II nacquero due Tratelli , Bui» Nievole contro Gastruocio. — Tale fu quel
garello e Pepone^Rimbotto, essi pure conti Neruceio figlio naturale di uno de* conti di
di Sarteano, i quali nel 1919 essendo stati Sarteano che nel i339 figurò fra le file de-
espnlsi da Sarteano dai Guelfi di Orvieto, gli eserciti fiorentini; tale ancora quel coote
nel So luglio di detto anno fecero lega 'con Manfr^i che nel t344 fii vicario per b
Il Comune di Siena. Hep. Fior, in Pescia ; tale finalmente era
Anche nel Kalefifo vecchio àéV Areh, quel conte di Sarteano che con le genti del»
Dipi, di Siena trovasi un istruroento del la Rep. Fior, nell'anno 1 353 tolse la Tetra
1246 (n.^ 38o a e. a5f ), dove si fa men- di Getona al Preletto di Vico, la quale 61
zione dì Pepone-Rimhotfo e di Manente poi rassegnata al Legato del Papa.— (É—ni
suo fratello, entrambi conti di Sarteano che Stor, Fior,)
insieme con altri loro consorti del territorio II primo statuto di Sarteano •uper8til€
chiusino tnstituirono in loro rappresentante nelPArch. delle Rifbrmagioni di Sena è
Ranieri del fu Manente conte di Sarteano dell'anno ia65. In esso figurano f n le fii-
per rinunziiire a favore del Comune di Sie- miglie più illustri di detta Terra udOdb*-
na ad ogni ragione che se gli competeva per nico Gabbrielli ed un Nanni Fanelli,
bovi di loro proprietà ritenuti dal potestà D» quello statuto frattanto apparine che
della Rep. sanese. anche allora il Comune di Sarteano era ietto
NeirÀrch. medesimo ( Kaletifetto n.* 45 da on magistrato di priori, i quali dove-
a e. ioa ) sotto Tanno 1 155 esiste l' origi- vano abitare per due mesi dell' anno nel pe-
nale dell' acconuindl già della Terra, giuri- lazzo comunale con la paga a ciascuno éi
sdizione e corte di Sarteano, rinnovata da eni di tre lire.
quei conti per il tempo di anni 1 5 avvenire. Vi era un magistrato de' pupilli, noo
con l'obbligo fra gli altri di offrire ogn' detto de'c^M^', per la costruzione eraanteni-
anno un palio di scarlatto alla cattedrale di mento de' ponti e strade, un corpo di nffi*
Siena nel giorno dell* Assunta. ziali per mantenere la Ponte Brineaa {Par*
Ma nel 1164, all'occasione della solleva- se il Bagno Santo) e per le mura castella-
zionf* di varie castella e popoli del contado ne. Un'altra rubrica assegnava agli amba-
senese che ricusarono di obbedire alla Rep. sciatori di quel Comune durante la loro
di Siena, anche i conti di Sarteano alt'ar- missione una diaria di soldi 43 di moneta
rivo di Carlo d'Angiò in Roma si ribella- cortonese. Altre rubriche sono retatite ai
ron't d.i quel Comune per ritornare amici varj corpi di arte, fra le quali una ordioaTa
dei Guelfi di Orvieto. — Per la qual cosa di chiudere le loro botteghe nei giorni fe»
SART
ale ti ptri «Iella prima, è la pieve di S.
a • GMHìglìonoello del Trìnoro, siiiu-
bilcno &ÌDOO merìdioDale dd la mon-
di Gettma sebbene più u maeslro e
lil territorio di Sarteano.
IWn in diacono ebbe molli coaven-
le nd parie, e parte fuori, fra i quali
die, una diCamaidoleosi e T altra di
ibronni , due oouventi di Franceica-
0 di Cappucàni, ed uno di Clariue.
illimo monailero di monache dell*
di S. Franoeico tolto 1* invocazione
Uan di ilretla oitervania è V unico
nnacrva dentro la Terra,
imo oonvenlo che fu de' Minori con-
S ti Tuole fondato dallo atesto S.
BD^ altro più rtcente era quello dei
■ani dell* Osservanza abijato, e forse
1 dal B. Alberto da Sarteano disce-
S. Aemardiuo , che mori nel 1 4 So.
• jlatuto comnnitalivo di questa Ter-
mtalonel 1674, ordina darsi la so-
iMtina ai Frati Francetcani di Sar-
Ptr gli altri due Mon. de* C»in;i1do-
i S. Ficlro in Campo e de* Vallom-
di Spineto Teggansi gli Art. Badu
hawo m Gmoo, e Buha a Spikkta.
S A B T 479
Nonostante Sarteano conta tuttora molti
oratori pubblici e chiese di compagnie lai^
cali, come quella d^llu Nunziata, della Mola-
te, di S. Michele, di S. Qrolamo, e del SS.
Sacramento, della Madonna delie Pia^te^
di S. Lucia, di S. Rocco e di Bfaria Vergine
di JBelriguardo ecc.
Esistevano pure in Sarteano due piccoli
spedali , i quali vennero soppressi sul decli-
nare del secolo passato.
Nelle vicinanze di questa Terra e dentro
il tuo territorio fu scoperta nel secolo attuale
una copiosa necropoli etnisca che ha fornllo
on immenio numero di vasi di terra cotta
finissima e di eleganti forme verniciati tutti
in nero , talché molti di quei possidenti ne
hanno formato una specie di museo, come
è quello che visitai presso il dott. Borselli
nel so ottobre deli* anno i83a.
Nacque cosi! il B. Alberto da Sarteano,
e cotesto paese potrebbe dirsi patria del Pont.
Pio III stante l' avere avuto per padre un
Sarteanese della famiglia Tedeschini, poscia
Piccolomini d'Aragona stabilita inSienit,
siccome da Sarteano si recarono a Siena al-
tre famiglie nobili, come quella de* Gori ,
de'Gabbrielli , de* Genuini, ecc.
MOVIMENTO della Popolazione della Tbmmà dì Sjtwre^Ko
a quattro epoche diverse , divisa per famiglie»
5
3
ixPUBaai
maic. femm.
356
Sii
440
3oo
397
ADV1.T1
mage.
438
384
£3a
(e min,
475
400
56f
fìOH1i:GATI
dei
due sessi
467
1191
I laa
BCCr.hSIAllT.
dei
due sessi
87
5i
46
Numero
delle
famiglie
3i4
355
f>8f
601
Totale
della
Popolai,
9191
9193
9949
3096
mmità di Sarteano. — • Il territorio
la Gomanitii abbraccia un j superficie
SiquaJr., 553 de* quali spettano a
■equa ed a pubbliche strude.
1833 vi abitavano 3937 ìiuiividiiì, a
lioae di circa i3o persone per ogni
iiiadr. di suolo imponibile,
ma con tei Comunità ilei Granducato.
I della Val-d'Oryia dirimpetto a lib.
fronteggia con it territorio comunitativo di
Radicofrini , col quale rimonta il fi. preno-
minalo,:! fMrlire dalla confluenza in esso del
{inao Spineto^ ossia del Foscolo^ col quale
fiume i duo territori salgono la pendice vol-
ta a lib. della montagna di Getona nella
direzione di lev., poscia di sett. finché arri-
vano sulU strada rotabile che guida da Sar-
tiMUi> a Badicoiani. CosU tottentra |ier il
180 SART SABT
cammino di civca un migl. il terrìtorìo co- mino in due oppotle Talli, ù afa nfpote
munilatÌTO di San:Gascianodc^BagDÌ,econ b montagna di Getona, |^ detta Momie'
questo il nostro perooite la schiena della Preii,oPmi, compresa nella masstaiapar-
tnonlagna per termini artificiali nella dire-^ te dentro i confini comumlalif idi Sarlmio»
zione di ostro a lev. — QtaiTÌ ripiegando ad siccome le appartiene la soc sommità, stata
angolo acatissimo Ók ler. a lib. viene a con- riscontrata dal P. Ingliirami a br. 1957,$
fine la Comunità di Getona , da primo per superiore al livello del mare Bkditemaeo.
una stretta lingua di terra con la quale di- «— f^ed. CaroiiA (Mostaoha m).
rigesi a pon.-Iib.» poi voltando bocia a grec.* Fra le strade rotabili che attrareraatto il
lev. e di là a scir. il territorio della Como- territorio di questa Comunità, si conta qoel-
'nità di Sarteano di conserva con quello di la provinciale denominata TroPersm daiìm
Cetona oltrepassa il giogo della montagna Wa Ìl. Romana alla pro^ineiait Cassia^
dove attraversa la stnda provinciale che ossia Longiiudinah dtlla Chiana ; la qna-
staccafi dalla Cassia, o Longitudinale Mìk le via passa per la montaigna di Ceiooa do-
Chiana alla Querce al Pino, e che conduce ^ aver attraversato la Terra di Sarteano. -*
per Sarteano a San-Casciano de* Bagni e di Sono poi comonìtative rotabili U strade che
là sulla postale Romana, la quale trova ali* partono dal capoluogo per Cetona, Cbiost,
osteria della Nocella di là da Radioo&ni. Chianciano e Ofontepuìciano.
Dopo attraversata la detta strada i terrì- In quanto alla qualità del terreno a eon-
toni delle Comunità di Cetona e Sarteano tatto con quello di altre sei Gonromtà, st^
scendono nel fosso di Cetona, mediante il t€ già in quest* opera descrìtte, non starò a
^uale arrivano sul torr. Astrone, Costi a trattenere di troppo il lettore, tottocbè il
lev. della Terra di Sarteano viene a confine il Sarteanese dal Iato della Val-d*-Oreia ai ri-
territorio della Com. di Chiusi rimontando duce per la massima parte ad un terreno fer-
ii corso inverso del torr. Astrone fino alla liario, mentre quello della montagna stessa
strada rotabile fra Sarteano e Chianciano, fino alla sua cima spetta ad mi terreno stra-
do ve sul ponte della Coilo/a/a sottentra di- tifbrme secondario superiore e ad una roe-
rimpetto a sett. il territorio delhi Com. di eia calcare-cavernosa interrotta qoà e là da
Chianciano , col quale il nostro prosegue a incrostaùoni di calcarea concrexiooata (fm-
rìmontare il corso àtW* Astrone e di là di- «tritio); entrambe le quali *rocce scuopnmsi
rigendosi sul fianco occidentale della mon- più estesamente nella pendice orientale della
, lagna sale alla confluenza nell*^itrofie del montagna nei contorni di Sarteano, che ler-
Corniolo, Con qnest* ultimo i due territori mina con varj sproni sporgenti verso grecale
voltando il cammino verso lib. salgono sul- fin Chianciano, Sarteano e Cetona, alla di
la cima ^ella montagna per entrare nel bor- cui base si scuopre la marna-cerulea ooochi-
ro del GiimcAeto, e quindi nel torr. JVi^/ia gliare, e talvolta iì tufo terùario marino
che scende In Orcia dalle Foci del Castel- superiore alla medesima»
luccio. — Da colesto lato occidentale della La terra stessa di Sarteano risiede sopra
montagna di Cetona la Comunità di Sar- massi immensi di calcarea concreriooata ,
telino incontra dirimpetto a maestr. il ter- talché le acque fluenti dai suoi poggi sono
rilorio comunitativo di Pienza, col quale impregna tissime di carbonato di calce,
riscende la faccia opposta del monte mede- Celesta qualità di pietra calcare continaa
simodi fronte a pon.-maestr., prima per ter* a ouoprire il^snolo fino al lorr. Astrone,
mini artificiali, poi mediante il fosso di 6ri- il di cui letto peraltro vederi sparso anco di
gnano che scorre fra la casa della fattoria di ^ciottoli di macigno e di alberese.
Spineta e la chiesa già badia di S, Piet^ A mezio cammino fra Sarteano e Cetona
in Campo finché alla confluenza del fosso sul confine delle due Comunità lungo la
JFoscola ritrova sull* Orcia il territorio co- strada rotabile, presso la testata occidentale
munitativodi Radìco&ni. del ponte che cavalca il fosso di Ceiona,
Fra i maggiori corsi d* acqua che bagna» scaturisce un* acqua acidula, stata albocia-
no il territorio comunitativo in discorso hav- ta e chiosa nel t83i d'ordine del magi*
vi il fi. Orcia che ne lambisce i confini a strato di Sarteano.
pon.-lib., ed il lorr. Astrone che li costeg- Probabilmente a quesl* acque ai diede il
già dirimpetto a grec. Fra questi due corsi titolo di Bagno Santo perché creduta sai-
d* acqua, che scendono per contrario cam- rabile per molte malattie, e forse alla mede-
SARI S A R T 181
«inu un dì asKii più copiosa che oggi non è, £ altresì «ero ch« a iKi'onila ilei ral:ist(»
appella una rubrica degli staluli vcoi'hidi Sar- toscano, eseguito quasi ronlein|)oraDearoenie
teano dell'anno ia65, in cui si tnitta delle alla pubblicazione dell* open precitata , tu
ingerenie degli uffixiali di Fonie Efmena, calcolato che il terrrno soggetto alla pro-
li Prof. Giulj nella sua Statistica agraria duzione agraria, detratto il suolo preso dai
drlla Val -di-Chiana indica tre ripiani in- paipsi , dalle strade e dai irarj corsi d* acqua,
nansi di arrivare dalla rifa dcll*^J<roiie al- corrisponderebbe ad una superficie alquanto
la Terra di Sartcano. Il primo ripiano s* i- inferiore a quella testé indicata.
naiza, die* egli, al disopra del letto dell* Nel rovescio yyo\ del monte che. icquaprn-
Jgtrotte circa 7 br. e si estende in una lar- de in Val-d*Orcia, av\icinandosi a Casli-
gfaciZM presso a poco di mezzo miglio. So- glioncello del Trivoro, negli anni addietro
pr.t questo primo ripiano si alza una sco- in luogo appellato Solafa nei possessi ile*
glien «li tnif ertini quasi a picco sino all' signori Fanelli di Sartvano si rinvenne un
allena di 40 br. che serve di scala al se- esteso sepolcreto con ceutinaja di vasi dì fi-
emido ripiano composto al pari del primo gujtnadi torme diverse, fleuominati volgar-
di calce concrezionata e di altre terre su|ie- mente f^asi Etruschi^ una parte de* quali
rieri iciolte ma più fertili di quelle del ri- fu acquistala dal Gramliica Ferdinando III
piano inferiore. per 1* I. e R. Galleria di Firenze.
Cotesto si estende in larghezza circa un Fra le maniiallure princìplì si possono
terzo di migl. , al confine del quale incon- noverare in Sarteano diverse conce di pelli,
frasi il terzo risalto coperto esso pure di tra- ed ivi pure esistono alcune tintorie con guaU
veitino, e donde emergono dalle viscere del- chiere, oltre i mestieri cnoiuni a tutti i
h lena più che altrove copiose delle corrent i paesi.
di gasacidocarbonico-solforoso, leqnalifoi^ La Comunità di 5>arlcano mantiene due
■ano le cosi dette Mofeie. Sopra cotesto ter- nietlici, un chirurgo ed un maestro di scuola.
m ripiano , che è il più esteso in larghezza Le monache di S. Chiara destinano una Siihi
degli altri due, risiede la Terra diS;irleano. contigna alla clausura per istruire nei lavori
Nelle ptaggìee nella pianura fraSarleano donneschi e nei precetti di religione le liin-
•I il Umt. Jìsirone la contrada è coperta di ciulle del paese.
olivi, di ^ili, di gelsi e di altri alberi da Ha luogo in Sartrano nel giorno di sabati»
frutto in mezzo a campi di cereali , di ca» un buon mentilo sellinianale, oltre due tieie
lup, di mais, di leguniinacee ecc., mentre annuali di l>es1ÌHiTie che \ì si tengono nel
le selve e le macchie di querce, o qnercioli giorno n di aj^oslo , e 11 di novembre,
rivestono i fianchi su]>eriorì ilei la montagna, l'ima d()|)0 la lesta di S. Ijorcnzo titolare
Rispetto poi alla estensione e raccfdta dei di quella collegiata, e Paltra nel giorno di
pmdotti agrarj, giovandomi dei ndcoli falli 8. Martino titolare ilcll* altra più antira par-
dil Pnif. Giulj nella sua Statistica agraria roccliia. Questa Terra è una delle più coni-
delU Va l-d i-Chiana (Voi. I f»ag. i65e »«*gg.) merciantì della Val-«li-(>hi»na superiore,
dirò, qualmente la [larte montuosa e boschi- Risiede in Sarteanoun potestà dipenden-
ti di questa Comimilà dallo stesso autore fu te nel criminale dal Vicario R. di Chiusi.
valulat.1 in quadr. agnrj 14,936, cioè : Vì è pure un utTìzio di rs;«zione del Registro,
ll«ifgiin(eriori,ocolline:^iiarf.iV.<>,6,q36 ^ """ c^^^^^'/riu romunitativa che com-
Collivati a ulivi, viti, e semente . 3,*5oo prende ancora la Comunità di Cotona. L n,-
U pianura destinala a sementa . r 4,56o ^^f"*"'^ di Cmrondar.o la con«;i vazio„o
di-lle Ipoteche e<l il tribunale di fiima
Totale . . Quadrali iV.® 34,936 istanz;i sono in Montepulciano.
ifiì
QUADRO deità Pojfoimtione delia Comuuha* di S^tutUMO
a quattro epoche diPerse,
Nome
dei Laogìd
abbinila a Spineta
GisliglioDcdloilelTri'
£k dp^niocinì di Sar-
teatto
SaetsahO
Iikio
Titolo
delle Cltiese
SS. TrìniUi , Cura
S. Àiulrca , Pieve
S. BartoloumMO , Gira
SS. Loceuio, e Apolli-
nare Collegiata e Ar*
ciprelura
S. Martino e S. Vitto-
ria riunite , Frepoiì-
tura
Diocesi
y cui
appmrtenfono
Popolaziome
AMHO
1640
i34
5oa
AMBO
1745
86
a37
i5o4
ABBO
i833
3*4
389
968
1548
|— S^^-
Totale .... Jbit, N.* Ia758
a346
NB. NeW ultima epoca eseivano da questa Comunità della parrocchia
di Castiglioncello del Tr inoro (*) Jbit. if.*
ResTjao AbH. N»^
Air incontro entravano nelP ultime due epoche dalla parr, di S. Pie-
tro in Campo della Comunità di Pienea in questa AUt. N.^
TérjLM Ahii.H.^
3()io
»7
3937
AMO
1840
3to
401
•37
1617
1S69
4oaS
33
4001
t4
4oa5
SARTIAiraULO in VaW Arbw.— Ved.
SAaTBAMiixo, cui ti può aggiungere cbe co*
tiìn posiCileTano pure dei beni gli Agosti-
niani (li Siena.
Samtijìko^ o Sjmtbjno della Garfagnana
nella Valle del Sercbìo ^ed. GàMstMxmo.
SARTUftANO nella Valle del Montone in
Romagna. — Gas. con eh. parr. (S. Biagio)
cui Tu annesso il popolo di S. Martino a
Seannelloj etilmmbi casali che furono feudi
de*CC. Guidi, nella Goni, circa tre migl. a
lev. di Tredozìo, Giur. di MoJigliana, Dioo.
dì Faenza , Gorop. di Firenze.
Risiedono presso la sommità di nn con-
trafforte delPAppennino di S. Benedetto in
Alpe che divide il Tallone del TramaxMO
dalla Valle del Montone, costà dove rìtro-
tasi il Gas. di Scannello e la eh. di S. Bia-
gio a Sarturano. — f^ed. Puva ut S. Valbh-
TIMO , e TaKDOno.
La cura di S. Biagio a Sarturano, com-
preso il popolo di Scannello, nel i833
conlava 141 «bit., 46 dei quali spettavano
alla Com. della Rocca S. Casciano.
SARZANA, nn dì ScaBSAiio(5ergMnMi)
in Val-di-Magra. -« QtU nobile, già Bor-
go poi Terra forte e murata con cittadella,
da gran tempo lesidenxa dei Tctoofi di
Luni-Sarzana. -* Essa è capoluogo di Q>>
munita e di Mandamento, avente nn tri-
bunale di prima istanza e di appello dalle
giudicature mandamentali della proriada
di Levante , di cui in certo modo divide le
prerogative di capoluogo con la città della
Speiia, xntì DMMto di Gcnom, R. Saldo.
Queste Mo gfande ma btUm od asmi ds>
oente dita è titaata alk Ute oKridioosk
della collina di monte d^Armelo^ detta de*
Cappuccini, e poco lungi dal poggio vitiftfO
e olivifero di Sarsanello cbe si alza al sno
greo., e che eastituisoono gli ultimi spRMii
a lib. dell'Alpe Apuana carrarese. — Giate
Sirzana in una ridente pianora soDa slads
postale di Genota cbe V attraversa mU* •«
nuiggior lunghezza, alla distama di dica
nn roigt. dal 6. Magra e accosto «Ila rips
sinistra del torr. Corcandola,
Trovasi cotesU città sotto il gr. «7* 37,
•*•
S A B T S A R T 181
mmà HO dì mm.ù più cnpioia che oggi non è, £ allresì «ero che ii lecomla ilei mlnslo
•ppcila non rubrica degli slaluti «eot'hìdi Sar- toscano, eseguilo quasi conteni|)oraBeMnienie
iMBodciranDO ia65* in cui sì tmlta delle alla pubblicazione dell* opera precitata, lii
■ptfif degli ufiniaU di Fonie Ermena, calcolato che il terreno soggetto alla pro-
li FpdL Giuli nella sua SUiistici agraria duzione agraria, detratto il suolo preso dai
Mi Val -«li-Chiana indica Ire ripitni in- paipsi , dalle strade e dai «arj corsi d* acqua,
mam di arrivare dalla riva MVJsirone al- corrisponderebbe ad un» superficie alquanto
li Tcm ifi Sarteano. Il primo ripiano s' i- ini'eriore a quella teslé indicata.
Bi^si, die* egli, al disopn del letto dell' Nel rovescio |iOÌ del monte che .icquaprn-
dMtrm^t afe» 7 br. e si estende in una lar- de in Val-d*Orcia, avvicinandosi a Oisli-
^oiipmaoa fioeo di messo miglio. So- glionoello del Trivoro, nepli unni addietro
fTk qocslo primo ripiano si alia una sco- in luogo appellato Solafa nei possessi de*
di tcavertini quasi a picco sino ali* signori FantìU di Sartrano si rinvenne un
£ 40 br. che serre di scala al se- esteso sepolcreto con cent ina ja di vasi di fi-
ripiano compostosi pari del primo gujinadi forme diverse, fJenominatì vol^ar-
é alee concreti onata e di altre terre su|ie- mente f^oti Etruschi^ una parte de* quali
lÌKÌolte ma più fertili di quelle del ri- fu acquistata dal Granduca Ferdinando III
imo inieriore. per 1* I. e R. Galleria di Firenze.
Cotesto sì estende in larghezza circa un Fra le manifallure princìpli st possono
di migl. , al confine del quale incon- noverare in Sartrano «livei-se conce di (k^IIì,
■ il Icno risalto coperto esso pure di tra- ed ivi pure esistono alcune tintorie con guai-
me donde emergono dalle viscere del- chiere, oltre i mestieri comuni a tutti i
hloiapiii che altrove copiose delle correnti paesi.
é gH acido carbonico-solfbroso, le quali foi^ La Comunilh di 5>arleano mantiene due
■BBB le eoBÌ dette dtoJeU, Sopra cotesto ter- medici, un chirurgo ed un maestro di scuola.
•fifiino, che è il più esteso in larghezza Le monache di S. Chiara destinano una stihi
dyi allri due, risiede la Terra di Sarteano. contigna alla clausura per istruire nei lavori
Me piaggiee nella pianura fra Sarteano donneschi e nei precetti di religione le làu-
ri il torr. estrone la contrada è coperta di cinlle del paese.
dii«i« di viti, di gelsi e di allri alberi da Ha luogo in Sartesinonel giorno di sabato
in mezzo a campi di cereali , di ca» un buon mercato settimanale, oltre due fiere
di mais, di legurainacee ecc., mentre annuali di b(*stianic che vi si tengono nel
kidvc e le macchie di querce, o querelo li giorno ii tli agosto, e 1 1 di novembre,
BvStoooi fianchi superiori della montagna. ]*una do|)0 la festa di S. Lorenzo titolare
liipcllo poi alla estensione e raccolta dei di quella rolle^iata, e Paltra nel giorno di
^^éfAìt agrari, gìovantlomi dei calcoli falli 8. Martino titolare dell* altra più anlii-a par-
41 Prof. Giulj nella sua Statistica agraria roccliia. Qiu'sia Terra è una delie più comì-
Mb VaMi-Chiana : Voi. ! pag. i65e sepg.) mercianti della Valdi-Chiaoii su|)erioro.
Cn, qualmente la parte montuosa e l)Oschi- Risiede in Sarteano un polesth dipenden-
ti di questa Comunità dallo stesso autore fu te nel criminale dal Vicario R. di Oiiusi.
«ÙUU in quadr. agrarj 34,936, cioè : Vi è pure un utTizio di esazione del Registro,
Ifmiinfcriori,ooolline:^*i«d.iV.<>,6,o36 ^ """ cancelleria ro.nunitaiiva che coni-
Cotesti a .Uri, vili, e semente . 3,*5oo P»^"'**^ ""^.'^^l^'^* Comunità d« Celona. L .u-
Uv»..ra«lestinata a sementa . . 4,56o ff"^ di Creondano la couij;rvaz.o„.
__^ dille Ipoteche ed il trilmiiale di Frim;i
Totale . . Quadrati iV.® 24,936 ìstanz^i sono in Montepulciano.
t8l SAfiZ SAHZ
Carlo IV ai ia«rchetì Malas,>hM di Poidi- tam stra$am mifu§ ad a^uam Painmpm»
novo , a quelli di Mulazxo e di 0r4iiiala , Ì€f€i ab inà§ infra uiqu€ ad mart H 4»-
«d anche alla Rep. di Pisa molli luoghi nel men Haer^^ et rtdeundo per iptum /!•-
diploma «icl Vcac. Pietro nominali. man us^ue ad éietam aqmam AmoU p^r
Che Saraana a quella età ed anche in- poniem de Badeta^ eie, — Aogò BcnedcUo
Danzi fotse soggetta ai Pisani lo dichianuio i di maestro Gambino aotaro fiorcoliiio.
documenti sincroni e gli scrittori del tempo. Il secondo blniroento dato in Sanaaa
tra i quali mi limiterò a citare un Gip. del- lisguarda il consenso prestato dai caBontct
la cronica di Blalteo Villani, (Lib. V. Cap. luneosi capitolarmeote adunati per feiifi-
39) dove dice, che 1*1 rop. Carlo IV alla fine teusi di Sareaoa e del suo territorio oei tar-
di raag^o del i35S, non credendosi sicuro mini di sopra indicati; considerando, dìee
iu Pisa per le novità soprarvenute, domandò il documento , come tutti i diritti spettaoU
ai Pisani di volere la libera guardia di Pie- alla coda e chièsa lunense sono occupati e
tr<isantaedi Sarzana, e che gli Anziani gliela dissipati senza potere essere difesi dal prò-
4Uedero, sicché Carlo vi maudò ioconlaaen- prio vescovo, e considerando la sincerità e
te r imperni rice eoa parte delle sue genti. probità del Comune e nomini di Sanana
Dissi poi io altro ra io opuscolo de* Cen/ii abili alla difesa dei diritti e luoghi sopra de-
suiPAlpe Apuana ed i Marmi di Carro- scritti, e considerata Piiidigensa del VeK.
ra , a pag. 169, che i vernivi di Luni , sa- di Loni, et ^uod Lunensis Ecclesia màU
beutrati fino dal secolo IX, o X col titolo comodi ex inde percipithat , di folootà a
di conti nel dominio temporale sopra varie consenso del vescovo Gheiardioo lo siesta
terre della loro diocesi, non poterono man* capitolo concedè al Comune dì Saraana a
4f-iiersi neiracquistatosi splendore e feria da per esso al suo sindaco a nome di pensione
ptiacipi mollo al di là del secolo XIIL In- annua i sopraanominati diritti ed usi spcft-
tendeva allora di riferire al decreto irope- tanti alla chiesa e caria lunense con Tob-
j-iale del aS febb. i3i3, fulminalo da Pog» bligo di pagare, siccome il sindaco a noma
gibonsi da Arrigo VII, col quale volle desti- del Gom. di Sarzaaa pagò 5o fiorini d*oro,
tuire dai diritti temporali Gherafdino Mala- e inolln dentro 1* ottava del natale del Si-
apina vescovo di Luni. gnwa um* annua pensione di la denari al
Quiadi è ohe i Sarzanetì profittarono del- detto tckovo o suo procuratore, aoe. Actmm
la depressione del parlilo Guelfe, cui allora Saraana in saerisiia Ecclesia maforis S.
aderiva il loro V«ac. Gherardino, assente e Jfariealhi presenza di var} testimoaL —
ritiratosi in Firenze nel convento di S. Ja- Rogò Giovanni di mess. Rossi di Sarzaaa.
copo d* Oltrarno. — {Carta delia Prima- Segoe no terzo istnimeato rogato in Sar-
zf *f le di Pisa del ^ agosto lii/^tatìV Awcm. zana li 6 tett. ili 6 dal predalo notato
DiPL. Pmi.) Giovanni de*Rossi, eoi quale il sindaco del
A dimostrare nn tal vero si prestano va- Comune di Sarsana prese il reale grasse mh
rii alti di procura, e contratti successivi del territorio sopra descritto e dei diritti
copiati in pergamena sino dal secolo XIV preacoennati a nome del Comune di Sarsana.
nel Registro i^rchio che conservasi nel pa« Contuttoché il vescovo Gherardino al pari
lazzo pubblico di Sarsana. — 11 primo do- de' suoi antecessori s' intitolasse eonte di
cumento del 9 agosto t3i8 é un'atto di X«ai, aon si può non ostante fissare a qual
procura fatto in Firenze nella eh. parroo- epoca precisa cotesto titolo di eonie fossa
chiale di S. iacopo d'Oltrarno, col quale dato loro dagl'imperatori Car/o^ings'o^at»
Gherardino Vesc. e conte lunense per se a soni^ mentre que lo di principe fu un'ono-
suoi successori a nome della sua chiesa, 00- rificensa concessa nel 1 355 dall' Imp. Cario
stituiva in procuratore Eurico canonico la- IV ai prelati lunensi.
nense e arciprete della pieve di Trebbiano Quindi é che i Sarzanesi a pia o meno
per locare in perpetuo al Comune e oaiver- lunghi intervalli dovettero dipendere ora
sita di Saraana i diritti e gli usi spettanti dai loro vescovi, piii spesso dai Pisani e dai
alU curia <* chiesa di Luni sopra questacitlà. Lucchesi, o dal loro capitano Gaatruocio,
e quelli fìr\ suo distretto giurisdizionale, a qualche volta ancora dai marchesi Bfalasptaa
partire d;tir acqua d* A mola scendendo verso e dai Visconti signori di Milano, nel tempo
SarMua , ei a S'trtnnn ultra versus Lu- in cui hi rabbia de' partili Guelfo e Ghibel-
nam a strata rouaaa iitferius ^ et per ip- liuo dilautava l'Italia.
SABl »AfiZ t«b
Ft «Udì* ywUljwt^qiMa^ noli mio rmàk k ÉMlme <K Portp^mure^ Sar^a-
ì feudalir} della Laoigiaiiay aia le tcncy nello e Faicinello ai Fiorentini. Fu allora
borghi e castella st soCUatMfo al doiaiaio cbe4|uetti ttltimi tenUrono di ooonpafc an-
fe»ovile, ia ^nìaa die infine aoa rìmafe al cke Saixana, difesa gagliarJamenle da Casa*
opo delta chiesa Inatate se aoachè il nado no Spinola » se non che alla pace di Lucca
tiUila di contee la fporisdisione spirituale del 97 aprile i4i3 i Genovesi riottennero
della Lunif iana. — {Oper. cU. pag. 170). dietro il rimborso delle spese fiitte dai Fio-
In pro?a di cotesta verità ramaenlcrò rmtini i tre castelli sopianominali, — fW.
fialocnte in Sinaiu oelT anno 1 35a, come LnroBiio a Poavovmaa.
in paese a oon&ne firn la Lombardia e la Aeoadnta poehi anni dopo (anno 1491)
Toscana, furono aperte* e nel i353«ooncInse la deUirione di Genova a Filippo Maria Vi-
le tiattatire di pnee (ra la Bep. Fiorentina sconti duca di Milano « fu cèduto in oom-
e i di lei alleati da una parte , e Giovanni penso ali* es^oge Tommaso da GampoFre-
rnoottti arrivcMovo di Milano eoa tutti i gaso la signoria di Sanaaa eoo tutta la sua
laoi aderenti dall'altra parte, giurisdizione e territorio,
lalomo alla stmsa epoca gli abitanti della Meli* anno i4aa 1* ex-doge predetta non
dUà di Sarsuia acguaci della parte Ghibel- solo per sé e per i suoi, ma ancora per Sar-
liaa si posero sotto la proteiione dell* Imp» lana, per la forteua di inanello, Gastelnoo>
Culo IV« ma al ritorno di questo monaica vo di Magra, Borgo S. Sleiano , Falcinello
io Boemia nacque tn i Sananeri dri due ed il Castel dell' Amelia pose il tutto sotto
psftiti glande sedisìone, per effetto delh T aoconiandigia della Signoria di FÌrcnie.
fosle i Guelfi ohe avevano preso le redini Ma le vicende storiche di Sananasi com^
dd governo farono espulri dai Ghibellini , plicarono nel rimanente di qnel secolo. Av-
i quali dicdefo bea tosto il dominio della vegnachè liiccolò Piociniiio nel 1436 tor-
loro ritti e Bemahò Visconti signor di Mi- nando con un esercito dei Visconti in Te
hao^ a patto che i foomsciti Sananeri non scana passò di Lunigiana dove fra gjli ali ri
potesMTO mai pia ritoraaie in patria. Po- paesi diede l* asmlto a Sanane ed al Cast.
chi anni dopo (i385) oa padrone succede di Sananellow
air altro pie SMoluio di Bomabò nella per- Che se U prima, beochè munita, disvè aprì-
•ons di Cnovanai Galesao Visooati suo ni» n le porte alle forse di quel valoroso capi-
potè, fino a che alla morte di costui (aaao tano, non gli riesci peraltro dì avere Sar-
140S) Sarzaaa« e Pim col Ifro territorio per zanello, dove si era ritinto lo slesso Tom-
disposiiioae testamentaria furono assegnale maso da Campo-Fregoso ad onla degli as«
di paÀe al figlio suo natonle Gabbrklla salti ripetuti delle genti comandate dia} Pie*
Muia. Beeosai costai a prenderne il poe^ dnino. — f^ed, Samumbao,
sctfo assistito dal generale Giovanni Colon- 9fa en anno dopo la citlà di Sarun»oon
na che pose il suo quartiere ia Samna nel ferie castella del suo distretto fii ritolta alle
palaao Mercadanti posto nella pimnéC^tT" armi del Visconti da un esercito fiorentino
candolm (ora de* coati Benedetti)! -— Ma il affidato alla condotU del duca Francesco
Colonna nel t3 agosto del 1404 di suo ar- ShriM^ finché alla pace del a8 aprile 1438
bitrio aliene aPaoloGaiaigi sigaor di Lue- Sanane tomo sotto il dominio della Bep.
GB per un inspeestilo di 4000 fiorini d* oro di Genova , i di cui abitanti si erano dì
h rocca di BapafraAta che a titolo di pegno eorto liberati dal governo del Visconti e
se anno iiaami dalla rc^^ean di Milano avevano acclamato di nuovo Tommaso Fre-
f li en stata sfgnits goso in loro doge. In conseguenza di ciò il
Sia» alTaasM) 1407 i Sananeri obbedì» nuovo duca inviò al governo di Sarmna da
tono a Gahbriello Maria Visconti, il quale primo Pietro-Fregoso suo nipote, poscia il
nel 140S emri rifugiato nella loro patria da di lui fratello Spinetta; 1* ultimo de* quali
¥m allarmale eoalro Ini per averla venduta per istrumento del 1 3 novembre 1 445 rin-
ù Fiomatiai; ari quale intervallo di tempo aovòcon b Aep. Fior, per so anni Tacco-
Gabbriello Mttia ad insinoaiione de*€ie- aaandigia del i4«a, e finalmente alle stesse
noveri pose sé ed il ano stato di Samna sotto condizioni la vedova Caterina Fregoso, nata
la proleaone del re 4fi Francia. Malaspina . per istrumento del 36 agosto
Intanto il maiesciallo BoccicaldOf che §0- 1458 fece la stessa cosa. — (Aaca.Diu.KBi-
vcnaiva Geaova a nome del suo mooaica. vosmag. m Fttaaac)^
V. r, «4
ì» SAKZ SÀfZ
.-.w i; >j^,«'.r. ^& iiv< c^r iSooo troiai cbe insmie eoa Pier fcUori
94X>a/M, ^^s/i^^^w), Br,rr> Sui-Suf^no «idU repubblica, cbes n
•> t 'É4^,%0%0ii^, fjiU u'.'t t .»A'.^;ii cACk^r«9Ì in giuu e «jj^m; il piatfo al lemlorìod
'; i^.^ /, «f,i>:*z.''>''.*. ^ cui L4 Si£i>>rii «il UA. Qalmii od |iriiKÌpÌJ del 14S7
Vit^.^.t^. ,ri^yr$ 4 S«rzrf;^i^ fiottai taui GLioò- detti i IXcci ili Balu aHiMlif pv^
i^ .Aiu 4 ^<tr«'24^i«i»' li ^m/suo. Je coK aeccsine per la fiUan gw
V'«A-^« P^f'^ 'V'^t«»tif<n'iitiriesciisediini riolemione di rìcupcrara ad o|i
•1 ^f»itfft*^ V» 'iirri.'Mrano gti aiveoioicnU Li citta di Saruiidi. Ma i Ganfoi,
yMur.i e fufttri^n ','s^ ne tucceiJettero. 1* anìaK» de' Fiornitiai noo cn
Itti^f^j.ì^, utì 1483 Li polente £uni- arnurooo motti loro kpii, « kiì
fi 14 AJorrii fii f>mr>«« meni ito an colpo Fircoe k b* intendeae aorìtà alai
tf»A*utft \mt Utf^UriK ili fiuiio Ji Fiorenti QÌ leio 3 000 Cinti in lem, qoMiloi
S4ft^tMt fnKfAtr. er4 UsduLi in deposilo da di mano dello slemo amio« dn Fi
^ltf4ff4no IJMliJini conte di Mcrcatello, che e^enilo siala provvista di due boa
^r4 ^uìtAìu tì'x nurKL» \tf.r accordare coi Fio- di due pjsuTolauli la superìoie fa
r«-ritiMÌ i rr4fi'ili l/M'^vinu e Agostino Fre- Sananello, questa fu avilita iki (
fr"vi rit|irtlo 4 Ile ragiooi che i primi pre- che comliatleroao anche il borgo h
ìrw\f.%4w, vipra Falcinello. Allora gli A- alla rocca, da quelfoste predalo ed a
«l'firii uuilifi Nil Agontiiio Freg<iSo fecero rs la Signoria con b maggior dilig
iMrliio c'fl ILiii«:o ili San Giorgio di Gre* sibile richiamò da Pitigliano il cn
wi^.%, «Ili vi'iiili:rono Sanana, Sananello nio Orsini capitano gonenle delli
«- (tIi rfliif |i.i«'!ki <Mr:u|Mli dai Fiorenlini; e blica, il quale con le genti ioTÌali
(lijf crifiiiiiivikiij ifi'iiovi.'M con buon numero gnori di Faenia e di Kombino la
«Ij M1M.1IÌ h\ n'i:arono a prendete {ìossesiiu di altri condoUierì ed alkali, corse :
S.if/^iii.i, M-^iiilali \HH'M appresso da Ago- giana per impedire al capitaoo dcX
«tiii'f FjiyoiKi ctin Uint fanti. La qual cosa Lodovico del Fiesco, la conquista 1
iiMvjin riiniiiio du* Fiorentini, sibbene per ca che il comandante pei Fiorenli
iiil'ii.i, «Liuto la f^iiiTra col re di Napoli e mantenere. Quindi accadde ira idi
c-iiil Vncfiiiii di Milano, fi limitassero nel- una battaglia cam^Nile sotto il i5 1
roidiiiiin: ili iMpilano coiiiandunte di Suiw 1487, nella quale riesci alcontedi
MìwWiì ili i^iiiinlrtrc bene quella rocca senza no di rompere i nemici e di fiir pr
Miliiiir in ('(iiit<'<M rnii {;li avvprs;irj vicini, il comandante loro Lodovico ddF
ni.i iiiin rni iinrivr.i spirato Taiino 1483 un di lui nipote. — « (Maohavilu
i|iiHiiilii III Sif^niiria ili Fin'nic s(jodi un fior, Lib, Vili, ^~ ÀMaua. ^fo
e «ricitii iiir tiii|ir«'s.i (li S,ir£.ina, dove giun- Lib, XXf^,
tu il th II M'itniiliicsi iir(Min|H». F^raporò ne- Colcsta vittoria, ( soggiunge il
i-«'«Miiii thii.inii tutlit (li (KTuiMfe Pietra- velli) non sbigolti in modo i S
MiiLi iillm.i |irt<M(li.ilii il.ii (ìtMìovcsi , \\cr la che si volessero arrendere, anzi
•|ii4il niM III ilrliluM-.ilo ili !to.siH'nilere Tini- mente si prepararono alla difesa.
|tir«i ili .Siif.iii.i, V chi* l'ar .si duvessc prima Talché, dopo avere liberalo la
•inrlLi ili P11M1.1M11I.1 : l'oimvcliè qiiest.i n^ Sarzanelio, 1* esercito vincitore si
h\.%\M* \ni\\ ciuitiMri.ita piT li< ragioni dette tra Sarziiiu e la Magra, limitandosi
.iir./M. l'i»riii«^Kri , «iivliò anche le cose d* assedio questa città e ad impedii
«li Niwiii.i liiinno l.iM'i.iti* oonrtT.iiio. Ade- entrassero vettovaglie, giacché pei
iiioiin niiiiic i l'ituvnliiii .ille pro|Hu^itìoiii 1* impresa della uà conquista m i
iill Dir ili |Mi*r latte nel 1 480 dal IVnt. In- ondato che vi abbisognavano almcn
iiiHvns<« Vlll{H*r.u-«vr%Ur^i ivii i iìcuovcsi ; sv.ddati, mentre nel campo fiorei
V tu «t il«iliti«, «-he I pillili (-(doicro ai «e- o!lrt(xuKavano i 4O00. — Tenta
t.Mi.li. .«\«ti\« .il Kinr%t ,li S. itioi{:io, Sai^ diraciio queste genti di dare un as
^111.4 1 NiitiuiMo. «• ilu- «iiusii uUnui «va- città dalli (urte del convento di
H ,jMv*.iM .1» |Minìi ruMiMMui.i. la qiwl cr»^t, ma non gli riesci, siccome
• «vvi -s) .i!',ixin.>u k\>W il >m« cttVuo [vr ca- itlctlo 1* altro tentativo d* impadi
SJkBZ SARZ 187
lmMÌU»,e dri citello dì Trebbia- Tlfp. di Geno?a, meno i cosi di lemitornrir
a^lifidaeilre fu circondala Sanuna occnpazioni. Tale fa quella avvenuta nel
biÉk, Mie quali si cominciarono a principio del secolo corrente per parte de*
kac wRi da ogni lato con 5 bom- Francesi, terminala con il trattato di Vienna
e6piceole, tantoché essendo del 1814, m ree cui il territorio della Rrp.
^ÌBSMs BM pirte di quel muro caste!- liigure fu incorporato al rej;no Sardo, sotto
«t infOMntwi del convento di S. il cui governo prosperoso si mantiene.
ckenrÌTi quasi di fortilizio ai Chiese principali ^ ed altri stahllimmti
■ Mibnòdidare 1* assalto; ma nel pubblici di Soriana. -— Prima per {;nin-*
ipfilsyienididmtro, vergendo appa- liezza e per onorificenze si presenta la chic-
li Cmrd e«rndo imminente V sa cattedrale di S. Maria; essi è a frenavate
ddlahitti^lia, iieccfx> intendere ai con colonne di marmo ed arditiiaimearrafp,
ignmtidc'Fiorenlini, nel cui che Targioni a buon diritto chiamò man-
ira'nlodi corto Lorenzo de*Me- vigliose per la larghezz.i della loro corda, «*
il HigaificOfChe eglino si tro- senn catene né altre legature di ferro. Nimi
■Mi disponi wl Kconlarsi , siccome av^ parlerò della prima sua edifirazione che ri-
■■eas h im libem di Saruina che nel- montar deve al secolo Xlf, mentre essa esi-
I^^BBBÌidiLirBDioilBIagnirioo si rimise, steva nel principio del ictoo sotto la du-
■pÌM che iSmnirsi (eccetto (lOchi autori plice invocazione di S. Maria e S. Basilio,
4ÌiabiUioiif]faniaoilai Fiorentini urna- dirò liens\ della sua ampliazione e decom-
! lattali —>(Amhuu c MAcniATiLM, sione, la quale rìsale indubitatamente al se-
'<) colo XIV, essendoché su IT architrave della
il ppalo di Firentt grande alle- porta maggiore si leggono scolpite leseguen-
éfùtarienpenzione al pari delle li parole: Ann, BtCCCi*^^» Questa pietra
' ^<Me dw avene mai riportalo , fu metta gȓ sopra la porta; operafo 9ii'
|MkBnlle|iirooo eon la Signoria éftelino f^imildo. — Un buon secolo dopo
^P"ap 4* bilia. Quindi non fa me- per la pieth e munificenn «lei larzanese car-
PIK pv baie spese e molle fiitiche di dinaie Filippo Cnìamdrini fratello uterino
■Rwitiiii s'inasprissero contro del Pont. Niccolò V fu compita la metk su-
l^'lvciao de' Vedici , quando perìore della Vecciata con fineslrone a rag-
J^*"^ Anita Sarzana, (anno 1 494) giera, sopra il quale è scolpito Tanno 1 473;
■•■^P"l»«hitr»riamente in nomo della la quale è tutta incrostala di vecchi ma
quale è tutta incrostala di vecchi marmi
tadl Pncueoon Sarzanello , Pietra- di Carrara, che si vuole fossero di quelli esi-
** t R« e Lrorno a Carlo Vili appena stili intorno all' anfiteatro di Luni. Devrsi
f***^*»», di dove col suo e^rcilo pure allo stes%o canlinale la gi-aniliosa cap-
J*^J«r noni all' impresa di Najwli. pella della famiglia Calandrini, iledicataa S»
^lUéfieiratto impolitico qiuinto vile Tommaso, che resta ikI capiiellone a corna.
^iiOMUn la cw de' Medici il furore del evangelii presso l'aliar maggiore, mentre il
IjN» faraaìno che cacciò dalla rillh e cappellone di faccia, detto della Purifìcazio-
■S"** Reni con tutta la sua famiglia, ne, fu posteriormente decorato di un a Ita re di
"•■^«aiiii fece poi confiscare i beni, e marmo allo braccia ao a più onlìni con va-
*/*'^^"nifril)eiri dello Stato. rie statue e Iwssori lievi, fja qiial macchina
***» r«iio dimostrò quanto iucon- nel secolo XVII fu tras|)Orlala dall'antico al-
^J^ *»* Ulta la determinazione di tur maggiore. — Ricca altresì di marmi fini,
™: »"|»itecbc al ritorno dell* esercito di statue e di pitture e la cappella del Prr-
V*"^'^''h Napoli (anno 1495); sci»- ziosissimo Scingile situata Bcci«$to al preslii-
l^fawfrli pnaatodai Fiorentini per la tero nella navata a corntt epistolae fra il
7^*** Ji quelle piazze forti , a tciioro cappellone e l'aliar ma;:pinrr,cnì corrispon-
^^\\ re li era col Meilìci obbligalo; ile altra capp«*lla n cornn fffiin^flii delta del
T* '*P'l*ni inTpce renderono poco dopo CrotMfisso, essa pure copiosa tli marmi.
^^ [wr 34,000 ducali la cillà di Fn gli ornamenti falli di recrnle c> sialo
7^'Hll forte di Sarzanello, cosin-hò aggiunto a questa chìcs:n»il grandioso orga-
*"<''inpnic^55,-^^^gi,j dominio della Rep. no del Serasii con canlori.i niaesircvolmente
'*'^'^ilorio Kirranese, che rimasi* in inl.i^linla, che aMu-.u-ci.i Inlla la larphizza
.*l'(iUBÌJo labilmente al ilominio dill.i •leil.ina\ ita dì me 4/.'»s 'pr» la porla m.iffgion*.
188 SARZ SAB2
Il cipitolo (li questa cnltedrelc è oompo- Itlustnmo quella ebioi imIIi Ifii»
sto di 1 4 canonici ca^iitolari. Ira i quali due polcrali di nobili ed antìdMe bai|BiÌi|k
dignità y r arcidiacono ed il preposto , oltre uhm wnca dire del |iieeoolo dfpwitB «ri|Ml
due canonici sopranumerarj. Cotesto capi- da Gio. di BaiAteeio fiMaspera'' "
tolo da lunga elii si governa con i pro[>ri di Gastrticcto Aiitelmioclli di
statuti, e nel suo archivio si conserva il fa- nieri, e la di cni motte Ckop
moso codice Pallavicino, che è il bulletlt^ del Targioni fissò all' Miao i3ii,cii
ne, o la copia autentica dei documenti e pri- il Tegrìmi nella vita di GMtrom bi
vilegf della chiesa di Luni anteriori al 1 987, premorto al padre in età inalile. L*i
anno in cui quel codice per ordine del ve- zione però palesa che CnsInMeie cu fAi
scovo Enrico da Fucecchio fu compilato. lo quando fu scolpito il nononfllB ~
Lo stesso Ciipitolo rappresenta il parroco lui figlio Gvuamiefi. ^- (C. PkMMii
maggiore della citth , ed osso annualmente dti Forte di SarMuaeilo, Ibnm
elegge, o con ferma due curai i a nio vibi li suoi Cortfento dé'Cappttceim. ^T
rappresentanti , ai quali sfiettano tutte le vento con la china atmOH IHI
prerogative del pievano della città. Samna dal lato di poo.^BacMr
Chiesa di S, Andrea. — Chiesa antica ameno di Manie cT Jfmtdo. La
di una sola navata , che aveva il titolo di dicala a S. Gio. Bittisla In
(neve fino dal st-colo XII; ed in essa credè a6 aprile del 1578; CMa fa
rUghclH, che per bolla del Pont. Innocen- me oon il convento eontigiiD
10 ìli del tao4 fosse trasferita da Luni la roosine contribaite dai SananoLlli
sua cattedrale. Sebbene, in questa chiesa è abitalo costantemente dai FP.<
pleiuina si conservi Punico fonte baltesi- Non ooek il convento (
male di Sanana, pure le funzioni tutte par- tro la città convertito «li cortoin
rocrhiali sono, come dissi , di (leriìitenza e> gante teatro, né quello delle
schisi va dei due cubiti eletti dal capitolo pre«e nella fine del molo XVNl ti
«Iella chiesa maggiore. il locale dove CSK abitmino •
In seguito la cliii*sa di 5. Andrea fu uffi- e ad uflfano principale della
siala dai frati Paolotli , ai quali venne con- loro clausura ad una piaoi vaila ei
cessa dal Comune di Sarzana [ler deli ben- Coliegio d^ Migslomarj fiori
ziotìc del a3 ott. 1701 con le riserve ivi e- aanii. «- Anche qncsta bella
sprcsse. IV allora in ik>ì i P.iolotti abitarono fiiori un terzo di miglio da Sanamai
rannessa e:«nnnica tino alla soppressione de* dici occidentali del poggiodi
me«li'si mi accaduta sulla fine del sec. XVIII. La prima fondazione di coli
Cotvrentodi S. Francesco. — fja prima Missione è del 17 35; dodici anni
rref.ione di questo claustro con chiesa assai ridotla a convito ecclceiaiHeodifillei
deiH;nte, situato fuori delle mura settentrìo- saccnloli per ditpoiiiiaiie pia di
iiali ilella citt:i, si crede dovuta allo stesso S. Maria Imperiali del 7 fettemfare tf(
Framrsro , i<oniecchè manchino prove per tempi nostri per allo pubblico dd
dimostr.irlo. Orlo è che un chiostro di frati t838 Pio Luigi Searaèeiii vi
<V)nvciituali esisteva costà sino dal secolo due diocesi unite di Samna e
Xin, sir<H>me lo diniostrant» i l'adi indicati aggiunse il capitale di ftanclii ali
dal Tar|!Ìoni nel Voi. \(l de* suoi Viaggi, contanti. 1 cherici di quello cali
dai quali inoltre app:irisce, che laComiinith vono Pistnizione morale, leligiem
dì Siriana nel 1461 aveva ilcslinalo o|ierai litica necesurta alla Iqrocdi
IHT rìfahbrìrive [tiii gramlios^imente la chte- Spedale nau^Kf,^- B una
s^i e con\cn(o di S. Franc< $«-•>. «cfi[>iirf n'^n dio&i eretta fra il i83o ed il liSl
lù o|H.>ra , come narrasi d.d W.uliii^o , ilei Pòrta Nuova, dove fu un piccolo
Car^ì. Filip|K> Calandrini , il quale doicnit- <li faccia alla |iiazza, giè clainimi
ilit' il constato suddetto tosse ilerelilUì e ali- risse. Ksso è capace di 60 e pik
luniloiuto (l.ii frali Consentii di Frano* mmiiì, tutte \e sue oflftiMne e quartieri per
\Hrp\ il Pi^ntclVc a iiiviar\i qui Ili dtlTOs- piegali. — Xon pk che Samoa
MT^.iiwi. (Ksi.iiì*) i Minori Kit'iMm.iti . ohe di s|ie<].di, ma questi erano piccoli e <
iiii.ilti \i S4>it(iilr.ii'(Mio \vr>'* i.i tini di quel «lislauli dalli città. Tale tra Ini
H\x>Io e che lultori vi diuioi-.inu. Lauaro dt Lebbrosi posto fra Uibì'
SARZ
pollile che viene daH* A-
■i^A fcfo Irwpo nìfuin mo. Tale lo ipe-
Étanè & BmolÌBaiiieo, IodiìbIo in ori-
fnpv i pwn « prllcfrini Milla slnda
■Èli mdmm (moti della Forta-Nnora ,
•^tteaeallcffnlo nel aecoloXV nell*
é taifiGan con buoti fasti, niu-
i ki atta; allon quel piccolo no-
■■bfalnapoitelo dentro Samna dirìm-
d MM^cro dì S. Domenico , fino a
iBOfi awfni è flato convertilo nel-
• pk fiindioio spedale.
4^JMpÌD e Smmimario. — Sono due
iifnnlite, me aMri comode*
1^ Cipolle e decentemente adomate
^~ «li e ddla pietà dell' attuai vetcovo
Agnini 9 ebe vi dedicò in poeo
ne vìMOM, takbè 1* Episcopio di
■Cfcè sua è stato reso mio dei più
t csaodi édla Liguria. — In quan-
d Seminano, oltre V averlo ampliato
■psse di ricevere 70 e più senina-
nlà unito una estcm daosura dirim-
dh dttadelhv ed ha fatto innalure
una vaga cappella, da aveiw
in certe fieativith anche il pub*
Vi sono tnlle le scuole , a partire dal
gnamalìcali sino alla teologia d(H
K e morale, e vi si ricevono anche i
Melari édk citlk.
^fémmpMiieo.'^ L'attuai palano co-
~ imlatoe di buon disegno fii un tem-
l5 dki commismrio, o governatore
^■fa' man mandava coslii fa Rrp. di Ge-
KkEnor situato nel punto più frequcii-
ii^àlli ritta, fra la piazza Gircantlola, che
^fà vuia, e la piana dell* Erbe. Ha un
ferir qoadrato con portico a colonne di
le quali proporzionatamente si rì-
nri piano su|ierìore contornato da
rala di marmo simile ad altr»
nromino superiore. Ma eslemamenic
pubblico, dove anche ti iidima il
di Prima lstania,c stalo modema-
itslaurato con (ionico e temzu sulla
dirimpetto alla piazm dell* Erbe, e
porta, terrazzino e colonne di
davanti alla piana Carcandola, nell*
della quxl porta leggesi la seguente
: CvaiA OaaATAf Aaao i8a5.
■Blico palazzo, di cui si conserva in
(arte il disegno nelle Kale e nel cor-
^«iificalo nel 147* quando Sarzana
a dal Comune di Firenze, e quan-
«é per suo capitano Andrea Crcsiér.
SARZ
189
II Goye nel carteggio inedito di artisti
(Voi. I. Apptnd. II.) ha pubblioito su que-
sto rapporto una lettera di quel capitano
diretta nel i5 marzo del 1474 a Firense
a Lorenzo il Magnifico. Eccone la copia:
m. ìfa^nifiee Crenerose F'ir^ete. — Ser An-
» Ionio Hyvano uomo dolio ed egregio a
» me amicissimo, viene costì all'Eccelsa Si-
» gnorìa ambasciadore di questa cittì per al-
» cune loro occorrenze e bisogni ei maxi-
9 me perchè avendo questi cittadini dato
» principio alla fabbrica del Palagio delia
» refidenui del capitano y il quale è ne-
» cesmrio di lare, (cioè di rifare) e non es-
» sendo costoro più abili ri rieno ec. man-
» dano a quella Signoria, la quale se gli aju-
» terk in breve tempo detto palagio »r& allo
a sua perfezione. »
Arroge a questa lettera una delilicraaone
prem in Sarmna nel consiglio degli anziani
sotto di 4 genn. 1 4 7 a, dalla quale rilevasi che
era stala decretata l' edificatone di quel pa-
lano servendo» dei denari de' pascoli, e di
quelli che ri mrebbero ritratti dalla vendita
del paìazwo peeehio che fu realmente nel
1473 per sole lire 3ao alienalo, metà a Gio-
vanni Meduseo maestro di grammatica , e
mela a Giovanni Villani da Fontremoli me-
dico. Ma l'oggetto della spedizione di An-
tonio Hyvani alla Signoria di Firenze, di
cui parla la lettera qu) sopra riportata. Fu
per chiedere in nome del Comune di Sar-
zana un imprestilo alla Rep. Fior, di lire
3oo annue da continuarsi iier quattro anni.
Non era pemnco cotesto («lazzi) terminato
quandi) i Surzunesi nel 1484 ri reseio ni
Genovesi, ossia al B;inco di S. Giorgio. In-
fatti esso non restò rompilo, o almeno or-
nato, se non che nel i554 come rilevatasi
da una lapida esìstita nella sala grande di
cotesto edifizio, la quale diceva :
lo. Maria Spinala Patrieius Snr. prò
Maga, D, Georgii Magistrata in Provin-
cia Lunen. inter caetera domi forig^ae
praeclara gefia , Palatium perJSeiendum
ornandumtftie curavìt,
MDUV.
Teatro Ifuovo. — Vago per forme e per
ornato è il nuovo teatro fabbricato nel [irin-
cipio del secolo XIX da una sorittà dì otto
soli accademici , clie lo hanno recentemen-
te fatto ridipingere t adornare. Risiede da-
vanti la piazza che fu clausura delle Claris-
se presM> la Porta Nuova sulla strada del
JBQr^Poet ìpank dove fm eomdM^Jlcon- gasi Talloni nel Voi. XnàiTwÈfk Vhfgl
i^ento dei Fmtl Domenicam. dove aono riportate ymne iaerkìoBi ia m^
Fort^ificavoni e mura di Soriana. -— no murate aopra i iorffkmi e baluardi ).
Già ho annaosialo che Sarzana fìno al te- A quel tempo Samoa «ontava tmfm
colo Xil non em che un boiìgo probabil- porle, riiiotte quiaJi a una eola ( la PMa
mente muralo, mentre nel secolo susaeguenke a Mare) mentre ora sono quattro voHale ve^*
i Pisani che ¥Ì dominarono fecero innalzarvi so i 4 venti principaii; cioè la Porta Nwo^a^
a sua dift«a luia rocca (anno ia6a) appellala dirimpetlo a lev. che fu aperta assai gn»*
Firma Fede , distrutta nel i486 dai Fio- diosa sulla fine del sec XVIIl tutta ék toar-
reiilini» che tosto rifiihbricarono nel luogo mo bianco di Carrara; la seoomia voltata
medesimo la cittadella^ che tuttora esiste a lib. è la Porta a Mare di dove escìva la
quasi inlatla, sebbene ridotta, una parte ad strada postale che passando la Magra asvi-
mp di cai^cere , etl altra porzione a caserma vava sino a Lerici, mentre ora per la Spaia
di soldati. £aa* per asserto deir ingegnere continua a Genova eoe La iem porta S-
.antiquario sig. Carlo Promis, fu edi^la so- rìmpvtto a settrgrco. appellasi Porim JL
pra tre piani differenti; da principio, dio* e- Frat^ceseo penehèoondooe alla vioina cfctN
,gli, si volle (are up quadrato di 3o metri sa e convento di questo nome; fiualaBCflle
per lato, agli angoli delqoale innaUaronsi la quarta volta a pon. ooMerva 1* aatieo vo-
tole due torri vd nm maschio rotondo nel eabolodi PoHa-CaUri^oiìì Porta di Pm^
.centro ; qu^di fu prò! ungalo il qaadrato si- ma, perchè per costà entrava la vecekb fli»>
119 ^ metri 53,9d, e piantale le altre due da Romea^ o Pontramolcse«
forri angolari; finalmente diventò un parai- Li oitb*i di Sanane sotto II dooMBio del'
Jelogramroa delValt^ua di metri 53,ao e U Rqn «li Genova fu rcaìdeiisa di mi com-
della Iqi^ghefza di metri 75,6o, munito di missario governatore la coi atitorilèaì Hmt-
;4 tovri <^U angoli f «li due nel centro delle lava sopra I paesi posti di quk dalla riva sà-
pifcolari sporgenti peri ddlacisconferenza. -^^tkr* della Magra, e su quelli aUa Ma de*
Xa forila della jiorta mafftxa, le mura (or- stra situali sulla sponda orientale del GoHb
. tefqente scarpate , V allena del parapetto e della Spezia fino al taglia attuale dello
lo troniere |K)sle a dne ordini, ne rendo- .postale ohe varca quei colU prieoa di
pò Taspetlo af£i(to simile a quello di tutti, i vare alta citisi della Spnia. .Sotto il
eHStelli di quella medesima età.-«*-(C. Pao- .metempontrio del domiffiiofraiioraeSaixana
. MH, Opera cit, ) fu residenza di un sottoprefello del dipmlft-
]>opo che fu cedala Sarcana a Carlo Vili mento degli Appennini , il dì cid fMleNo
j^inno X 494) , per dabbenoaggine del figlio risedeva nella città di Chiavari ; efinabiieeir
, di colui che vi aveva ordinato la cittadella solio 1* attuale irovemo poòdwsi che Sariaaa
testé descrilts, quel sovrano comandò di am- divida con la Speua le prrrogative dì capo»
. pliare colesla fortiiÌMO,.per cui vi si aggina- luogo della provincia di Levante nel ducato
serq alcune raezce lune al. di fuori ed un di Grenova , R. Sardo, alla quale peoiiasia
haluardo di fronte, (apponendo a queir u- speltanosei mandamenti o giudicature ;cìaè,
peni avanz^itA una porta cbe/u chiamata ^'- 1,^ SaruatWt a.* Spesia^ 3.® Lerioi^ 4*
sana^ forse dalle tre armi di Pi ita, le quali feztdwo , 5.^ XeMMlo , 6.^ Godano*
sono costì tullon murate. — {Opera cii,) Alla Spezia risiedono tutte le
Rispelio alle mura urbane, e(ì hi fossi che provinciali, economiche e militari, eiol,
difendevano coiesta città, per quél che sia T Intendente della provinola, il Tetaciere,
della prima loro'costruz'^one^Ii uni e le alt^ nn Colonnello comandante, 00 Diielloie di
'esistevano fino dal sec. XIV, siccome rile- Pulizia ecc. In Sarzana airinoootto si tiCK
vasi dagK statuti comunttatSvi di Sarzana vano tulle le autorità gindìsiarìe eoperiori
del iSao, riformati itel Ì357. fi altresì vero della slessa provincia. Tale è an trìbwMle
^che.labanoa.di S. Giorgio, dopo che ebbe collegiale con tutti gli stabilimenli che ap-
ri(;nperato Sarzana dai eomandanti fmiMcesi parlengono direttamente all' ordine giadi-
, di cario VUl(anno 1 496), ordinò ai capitani diziario, siccome la oonservatione delle ipo-
. che manda^va al governo di questa città e teche, V uffizio del Registro ecc. U qoal tri-
tuo territorio, di ricostruire le torri ed i bunale giudica io seconda istaMa gli appetii
iMluardl inlorno alle mura. La qual cosa delle sentenze date dai giudici di Maiida-
eblte effetto fra il i5t4 ed il i53o. --(Veg- mento, le cui aUribusioai sono Imitale alle
SAB2 SAB2 i»(
fft^ 4Ì pMMtMrìo lomcDaffio f m qoèllf «tt tHsolo XT1 an A|;b«Uiio BeAificci ì^rteofA"
dumi étik e cote timìK ; altronde wcr^e tU sullo distinlo ed Hlitore di Ud poenit Idi ilio,
Ihbunaledi (irìiaaitUiiXiiper luftekcaiise i Bacoanaii; mentro nel leoolo XVII si
tifili» ««IO alcune poche riservale al scnalo rete eelebie nel foro altro giurisperito, Giu-
di GeooTa cIm è il tribunale di appello per seppe Mascardi, scrittore del conosciuto trat-
tano quel Ducato. tato de Prohatiomòus ; final men le nel se-
Uà giudiij poi crìminali la coraiieleuxa colo attuale lìorisce tale sclenxiato che come
(M tribunale di Sanana è limitata a quei vivente, per naluni di qoesl* opera, e per k
dililli cbe non importano pene maggiori di lui modeslia non starò a nominare.
ddlaCRfcere; lutti gli altri sono di coiDpe> Gwurita* b Mawdaiikiito ai SAisauA. — *
Ina del senato di Gvno? a. Lo slesw tri- Stancando di notiiie catastali sulla dimen-
biaale di Sanana fa le fuusioni di tribù- sione superficiale di cotesto territorio non
B«l« di oommefcio per tutti i Mandamenti si può indicare con esatleExa quella della
Jdln Provincia. Comunità di Sartana e molto meno del suo
Jèkeiiimatti recenti di Sartana, •«•Du Blandamento. — È noto bensì cbe i confini
Ire soni a quota parte il materiale di Sai^ comunitalivi di Sanana corrispondono dal
una è migliorulo assai, sia negli editili prt- lato della Magra a quelli descritti da G.
tali V sia nelle opere {Hibbliche; fra le quali Targioni-Totselli che riportò la Rubr. 71
CMaenlerò : 1 .^ il taglio della grossa mie del libro primo di quei statuti munici|MlÌ
figlia detta /o «Servite pressoi* a mica Porta (T. XU. p. «4), cioè, dal ponte di Ba-
I Ibfv ed è di costà donde esce la nuova deUa su II* A moia finche l' Amoia non si
lUaAi postale dirimpetto alb facciala poste» scarica nella Blagra, e di là mediante que-
rioce del Palauo pubblico; a. ^Tamenissimo sto fiume sino al mare. Dirimpetto poi a
piiiggio fiiorì della Porta-Nuova a triplici selt., a lev. e a scir. gli antichi confini co>
fie, tutte atlomale di piante di acacie pini- mnnitativi di Sanana corrisponderebbero a
fcie e di platani orientali con piane rolon« quelli del suo Mandamento attuale di qua
dee lAtomo alle medesime, come per lutto il dalla Bftigra. Gytesta giurisdizione infatti si
pMSggio^ Ibraita di sedili di marmo bianco; estendeva lungo il tittorsle di Luni fino alla
3»*il laitrien delle strade parallele alla nuig- foce del lorr. Parmignoia^ il qunl tono ài
gìorsdeè Borgo, e questa resa più eguaio acqua dirimpetto a lev. serve ora di confine
ed in molli punti abbassata sino oltre un sino alla sua sorgente fira la GNnunilà di
braeeio, talché nella piana davanti alla cat* Ortonovo della Provincia di Levante e quel-
teMc t^ è resa più svelta la sua facciata ro- la di Carrara <kl Ducato di Modena. In que*
slMafinorasolterrataperdue tarai di braccio, st* ultimo tragitto rasenta la strada postale
La città di Sanana ha uiu sola parroo* di Grenova e due dogane , mentre dal lato
clùa,quelk deUa sua chiesa maggiore, dalla di grec verso sett. la giurisdizione del Mau-
qaak nel 1 8^3 dipendevano k due cappelle damento di Sunana termina sul crine dt/
soflcaganee de* subborghi, quella di S. Las- poggi di Ortonovo e Caslelnuovo, ddi quali
sesaa kv. e 1* altro di S. Caterina a pon. riscende sulla strada postak presso il Por»
Sanana fu patria di uomini illustri nella tone di Caniparola per ksciare fiiori il ter-
iloria, ndU spada, nelk gerarchia eccle- ritorio modenese dell* ex-feudo di Ford ino-
sisilioa, nelk scicnie e nelk lettere. Sensa vo, che lambisce e costeggia da tre kli , ri-
dira che in Sanana nacque il Pont. Niooo- montando per il rio di Alba Chiara verso
lo V, ed il suo fratello uterino Card. Fi- il fianco occidentale del poggio di Fosdi-
hppo Gakodrini; sema dar k nota de' por^ uovo, a pon. del quale tro?a il lorr. Amnìa^
ponti , Tesoovi e prekti insigni ohe in Sar^ e con esso riscende in Magra. — Fra simili
isna ebbero vita; senu ripetere k lunga confini, sino dai primi secoli dopo il mille,
lista che di santi, cardiitali, vescovi e era compresa la giurisdiuone delk città di
scienskii diede pochi anni fa TabbateEraa- Simna , come risulta anche dalla conven-
nuck Geriui nelle »m Notizie deiia Luni' zinne del 1 3i 7 fra cotesta Comunità e Ghe^
ptmaj DM limiterò a rammentare Giovanni rardino Malaspina vescovo di Luni. — (^eti.
Medoseo maestro di grammatica in Sarzana, la parte storica del presente Art,)
Antonio Ivani tarso scrittore latino , che Fra i maggiori coni d* acqua che ba-
nd secolo XV avamato cuoprì varii ufficii guano il territorio della Com. di &irz.ina,
in patria a iìiofi, dtcìò fra i più distinti del contasi per primo k libera e pericolosa fiu-
m SAB2 8ABZ
B9AM dalla M4§t^ la qmle in Umpo di doèt che ntl eonaotolo di 4P. CBmiifB StU
cpfiom piogge viga per un letto imoieiuo pione ^^Weano e.di.C. Fuitfio PUco^
«eot^ at^oi e aenia oa pooie, coUnlo deu- (i 34 «nnì iaoaozi G. G ) 4 jnferì di Icn»»
derabiJe per non pie trattenere nei tempi intorno a mille metri di auperficie^ « apr»>
di piena i paateggiefi tnlle doe rive. Se- fimJarono nel territorio di Uutti« e «e mtrm
oondd per dimeniiooe di letto è il torr. un lago. Ghecchè ne sia , è ooni oert» che
Carcaidoia^ il quale lambisce le mura oc- nel secolo XU fin Lunt e la Magra ctiatera
«MdiWtaU di Sarx«na e dà il suo nome alU un psidule , causa priasaria della <ki>iaffi»
piazza maggiorf della città per dovepasmia ne di quella città. — A dimotiracc oolmle
l! antico suo alveo. fiitto giora per tutti un istrumcoto pubàlioe
Anche il torr, CarevMeMo manca di pon- delPanno 11 54, «8 ottobre* rioopialoael
ti contuttoché la Gomunità di Sareana nei secolo XtV nel Registro ^teehio ddU città
•uoisiatuli del secolo XIV, alla Eub. 46 di Samna^ool quale i eoiuoU gtori^tod"
del Lib. I, orrlioasse che se ne fabbricasse witatis Lune (sic) venderoiio per lire otto
«no alla dirittura della Porta Coleri^ ossia imperiali al G>mune di Amelia, de q«el gior-
di Parma. -• Il terzo torr. pia dei prece- no sino al primo di maggio promimo toh
ilenti scarso di acque, tributario por esto del- tnro, il diritto della pesoa ad paimìt di
la lV(»gra, è quello àéVAmola^ detto anche Laaa per la porzione di eletto pedule spel>
I4 Giarra di Falcinello^ che scorre lungo i tante alla loro città, cioè» tunéo propa Im»
conlìoi settentrionali della stessa Comunità nam ^uaaimnt se extendit distridms ^ms
Le qualità fisiche del territorio del suo a campo supra Peragii msfme esd fmmtm
Bfandamcnto, contemplalo alb sinistni del- fuod dieitur Mimerà etc, Fn roi^ato qsrir
la Magra, in pianura , si riducono a quelle istrumento in Latta stessa da Eorioo aotan
di un terteno colmato da rena , ghiaja e imperiale e della curia lattenseadla preasnu
cioUoli piii o meno voluminosi di caUàffea di farj testimoni. — Gotesto documento fital»
appenninica, di calcaoea saocaroide e di grès tanto ci airviia , che nel 1 1 54 non wlo cai-
aniieo, siooome può vedersi nelle maggiori steva nelle ^icinanie dì Luni na pedule.
Cagliate vecchie e nuove longo le strade macr ma che U slesm città vttiivu ammìnisliata
sire di quelle campagna , mentie V osmtuca dai proprj consoli , i cpiali davamo alla loro
4v* poggi che dal lato di grec e di seU. lào- patria il &stoeo epiteto di gtori^sm eitt4 »
no spali ien alia valle consiste in strati di gloria che trapassàcome. un bnleuo»«»(^cdi
ailfrìlla sehistosa , altemanii con quelli di VArt, preeedemte),
calcatca-arenaria color grigio-giallo, i quali Grià nel tao4 per attestalo del (ioni. In-
ullimi vcf goBsi spesse volte attraversati da nocenso IH una delle ragioni pcv IcaaloaMC
filoni di spato calcare. la residenza vescovile di Lutui m SnriHic fé
In quanto poi al terreno lungo il Ulto- per causa del Paria malsana di qiaoUn città, e
rale fra la Marineila e la bocca di Magra, Guido Qivalcanli di FirtOBB im eccolo
air^rr. MAauiiLL4 ni Lom si disse, che ( 1 3oo ) essendo slato mandato eoa dii
cotesto suolo intieraasente avenoso era stato altri cittadini fiorentini e ooofìne a&i
diaegualmente ricoperto da terra vegetale poco dopo fu richiamato di là perriateno
depositatavi dalle inondazioni delb Magra aere di quella contrada^
ed in parie ikl non lontano torr. della Par- Relatrvaniente ai prodotti agmj Stoaaa
migmolm; si disse ancora, che questa tenuta è circondata da ridenti colline e dia ftvtslis-
innanzi le operaiioai agrarie intrapeese daU sima e sana pianura « dove pwafiemao gli
ratinai fittuario sig. MÌgni-GriflBi di Sarzana ulivi , le viti, i gelsi, ed. ogni SDCtn d» firattl
era spana di acque stagnanti e di lagune, le erborai trameno a variate piaato da scflMa-
quali per trovani arrestale dalle dighe otom- la, mentre veico la marina nbbosidsmo.pa*
boli e forse anche per essere infeHori al li- scoli natorali ed artificiali, sseoome la doUo
vello itttuale del mare, non avevano un li- all^ArU MàaiaaujL m Lem.
bere sgor^jo , sicché ndl* estate quell* aria La GooMmità di Savsaaa bob mnntiinw
diventava oaalsanissima. medici né chirurghi, salassa beasà de* aaae-
Rispetto air origine delle quali lagune stri pubblici per le scoole di leggero» aeri»
il prelodalo Targioni-Tozsctti, nel T. XI, vere, abbaco, e gsamosaliBa sino alla reHo-
paf. oa de* suoi Viaggi, citò un caso ripor- vica inolnstvc — • Non vi< si fiumo saarcatt
lato da ^Wio Oàic^nCe (I^ Pnidégiù); settimanali ad onta ^she
SABZ SARZ I9{
U loroistituzioiM, fono hctu^ pernifMeqiiat- naneio che carH^gMfva con il Pont. S. Gre-
Iro fìn« «nnnatl di bestiame, le qinili cado- gorio Bfagno. Sul princi|no del «eoolo \
no «etla domenica di Passione , nel lanetA era vescovo di Luni Adalberto 1 , ti quale
dnpo fci finta della SS. Trinità, tiel 4 ag. e nel 901 «ssisleTa in Roma ad un placito
nei 14 sett.^— Per gli tfflEàri economici e di dell' Imp. L/kIotìco pubblicato dal Piorfii*
g«Temo Sanana è sottoposta «If intendente tini nelle Memorie della contessa MatiMii ;
delb'sua provincia residente nella Spezia, ed era quello stesso vescovo A<lalberto ch<>
, e ottenne in Pkivia dalT Imp. Berencarìo un
«»ouà<M« mi^ oo»^^4 DI Sam^a ,^p,i,^^ privilegio in fiivoi« delh. chiesa
Blu. émmo i6i:à. ^. j^^.^ confermalo più lardi ad Adalber-
Sin*n4, Gitili etuliborghi, S. M*t^ io II dairimp. Ottone I (anno 963) e da
rrtf, Galtedrile .... Ahit. IfP $890 Ottone II net 981 al vescovo Goltirre'o,
Sabxaiibuo, S, Martino, Priorìa . » 1014 quindi nel 1098 dall' Imp. Corrado il S:r-
Ftuavnxo, SS, Fabiano e Sebattia- lieo al vescovo Guido: ali* ultimo de* quali
no, Prepositura » ?>9ft trovasi data o piuttosto confermata in be-
«• - JL» w o ^r nefitio la badiola di Bnitnato con tulle le
ToTAtéM ... « AoU* if . 65oo à> • • • • I I
«i^«p. y^«v ^^^ chiese, beni e ragioni da passare anche
Diooisi ni Iii7ii»-SAu\aA. — kWArt, Lo- nei vescovi hinensì suoi successori.
an (Voi. li pag. 950) disM, die dopo man- kWArt. CAaaAai n»mmpnlat la donasio.
cala oolesta cittì al mondo politico ed alla ne fatta nel i i5f da Goltot'redo li vescovo
storia ecclesiastica, dopo essere stale trasfuse di titini della pieve di S. Andrea di Carrara
le sue onoriAcence in Sartana bisognata ri- con tutta la giurisdizione S|>irituale di quei
chiamare il lettore ali* Art. di quest* ultima piviere al priore di S. Frediano ili Ijuo-
ciftà, dove sarebbero 4ate indiente le vr- ca. Lo ebe accadeva due anni dopo cht* il
ccade ecclesiastiche delta sua diocesi non cbe Font. Eugenio IH aveva preso la chii^sa bi-
le palHicbe dtl suo territorto, nense con tutti ì suoi diritti sotto la fmi-
Fu ooirsla di lioni una certamente delle tezione immediata della S. Sede,
prime città della Toscana che abbracciasse Non dirò del veseovo Pietro firaiiliaie
la fede di G. Cristo tostodiè in essa nacque dell' Imp. Fedengo I, cui concesse due pri-
il maitire S. Eotichiano, ti quale saffi sol- vltegi conformi , il primo del «9 giugno
h cattedra di S. Pietro nelPanno •274 del- ti 83, dato in Costanza, r*altro del 39 lu-
TEbi volgale. gito ti85, spedito da Sanroinialo; sitibene
InMti la sede episcopale di Lnnf^rzana rammenterò quel vescovo Grualtieri, il qua-
noii rtoBneaoe aleitn m^ropolitano, cssen- le nel laoa prese ad entiteusi dal marcbeti
d«i suoi vescovi sino dair orìgine soggetti Malaspina varìe terre e caslelii della Lum-
ai MmBM Ponlcftoe, il qual privilegio fa giana, e ciò nelPanno stesso in cni ilPòut.
lom cuwfeimato nel 11 49 da una bolla del Inoooenzio III confiermava alla chiesa di Lu-
Boni. Bngenio HI. ni il prìvilegio del Pont Eugenio III «ito
Hon si pnò nondimeno accertare ehi fes- anteeessore. Allo stesso vescovo Goaltierì fu
se il suo prìmo vescovo, comeedlèriJgbeUi diretta altra bolla pontifìcia nel 36 marzo
abbia poilo ia capoKsla de* tuoi settanta ve- 1 304, con la quale il Phpa Innocenzo con-
scovi «Iella chiesa di Loni-Sarzana an Ebe cede la traslazione e onorìfioeoze della cal-
deo, (HahH Deui)^ forse quello stesso efa<e tedrale di Luni in Sarzana. Rammenterò
nelPanno 3o3 intervenne al concilio di Si- inoltre il vescovo Enrico di Foceechio come
ndcsaa aeNa Campania, e di nuovo nel 334 quello che nel 7-38$ ottenne dalPImp. Ro-
ad mi concitio generale adunato in Roma, dolfo il diritto della iKcca; e fu quello stesso
«Miene queat' ultimo sia da molti tenuto vescovo che raccolse tutti i diplomi, bolle,
per apoofilb. convenzioni e donazioni relative alla chiesa
AlprirooVcse.Ebedeotnccedè altro mar- di Luni, dicendole trascrìvere per mano di
tire S. IVienao^ cui PUgMIi fa succedere notaro nel famoso bullettone, denominato il
Tutore per terto vescovo tunense interventi- Codice Pallavicino, il quale si conserva dai
tt» ri sinodo romano del 504. — Al maitire canonici detta cattedrale di Sarzana. Final-
S. Ceccardo quinto vescovo di Luni, di cui mente rammenterò il vescovo Antonio da
si v<ueiauo i lesli neMach. col legista di Cab- Camilla, davanti at quale nelP ottobre del
nasA, sembra cbe sucoedfMe quel Vsk* Ve- i3od trattò il poeti IXinle Alighieri delle
V. V. 35
19i SARZ SABZ
ooo^izioni dì (Mieeoon unraiootWmafcbtii m^Hili aottenUata il ttfritork»
Bfa!«spÌDji. Al qual fesooto Antoaio^ morlo col quale qiaeUo «Ielle Dine. <li Laai e
od 1 3 1 9, submirò Gèenfdino MiilaipìiMi gmlo «la pon. a iib. si dirift «ni owoleGiil*
che Al un anno dopo condannato daU* Imp. taro dote trovasi il terrilono della diooon di
Arrigo VII |jer aver egli abbrac«;iato la par- Genova e di couamvm eon cmo arrivaon al
te Gaella cunlraria ali* Impelo. -« ( red, promontofìo di Scitri di Levante «ni mare»
rjrt. prectierOe.) AìVJln. LemmàSA VoL li pag gBg t».
Dopo 78 vescovi fu eletto in qneslv te- portai le parole di un lodo dd lao» in coi
colo (anno t8»o) Pio Luigi Scarabelli prete tono dcserìtii i oonAnl aiirgnati io qnd
esemplare della Missione e inaigne per cari- tempo alla diocesi di Luoi, dojpo cioè i «Ine
U cristiana. Egli ancora fu il primo vceoo* primi smanbmmcnCi del diitrètieabbaamit
v.i delle due diocesi riunite di Saruna e di Bmgnato e della pieve di S. Picls» «
Brugnalo. — • ^ed. Bkcoiuid. Fortovenere.
Al veacxnro prenominato è succeduto nel Asmi maggiore riesel |«r la dionesi di
1840 il benemerito Giuseppe Agnini tutto> Lnni^Sanana il terso smembromenlo fiift-
ra per grasia di Dio vivente vescovo di Ln- t» nel 1787 allorehè il Pont. Pio VI
ni-S<inana e Brugnato. se in cattedrale la driesa collegiata di &
La diocesi di Luni«Sanana ba subito ria a Pontie aaoli^ assegpoaodo alla nnons ,
quattro smembramenti. Avvegnaché esn in cesi ta4 parroochie, comprese nella Lnni-
origine abbracciava tutti i popoli della dio- giana e nella Versilia gmuducale» delle qontt
cesi, già abazia di Broguato» staccata fino tre sole appartenevano alk cattedrale d&
dal 1 1 33 dalla diocrsi lunense. In seguito Bnignalo. — ^ed, Pohtbbisqu, Osonaas»
dal Pont Alesiundro HI con breve del 1 161 II quarto ed ultimo smembrameoto cUn
fu concessa alla cbirsa arcivescovile di Gè- effieCtodopoil t8a3 mediante bolla ddPnol.
nova la pieve di S. Pietro a Portovenere si- Leone XII qmmd» dichiarò Hassn-Dk^ln
no allora appartenuta alla Dioc di Lnni. tede di nn vescovo euftaagaoeo del «etto*
Cosicché innanxi il 1 1 33 coleste diooesi politsaodi Loeca.->^&mlnfprmeiediet3
dal lato di Val^-Vam oomptfendeva qnssi panoccbie^ 41 delle4|uali nelle GarligaMm
tutto il Mandamento di Godano, e datin iMsm staooete dsUa diocesi di Lneosvepn
parte del mare arrivava sino a Sestari di Ls» appartenute a qtislU di Lnnt-Seriaaa»cìoé,
vante ; mentre dal lato delbi Tcecaoe eon- 66 esistenti nella Lnnigiana, e %6 ndhiGei^o
6nava con 1* antico corso della F'ersilia si- fagnana alta. In compenso «Iella qnnl pwJi
no al Poire di Sirada poco ìnnanai di en- te lo stssso Pont, riunì sotto il pigialo mt^
trare in Pietrasanta e di là rimonlando 00- desimo di finni-Sanana lo diooesi di
lesta fiumana abbracdava Valleochia, Goiu guato non. lotte le sue pafVXiobie»i
vafa, Seravesaa e Hoeina dove, entrando nel do i privilegi aHe due cattednli nsHe
ramo destro ohe scende daLeviglienieTer- da un telo vescovo col titolo di
rinca , i di cui popoli erano compresi nella «ena e SrugnakK — ^ed. Bau— aio>
diocesi lunense con lutti gli altri paesi del- In oonsegoema di ciò nell'anno iSS* le
la Versilia situaU a pon. di Leviglnni, sa- dneDioeesi dìLnni^SavianeeBeugnalnemi-
live TAIpe di Terrinca e della Gorchia per toveno lai pepoK, %\ dai quali spstlsali
poi scen«lere nella GaHàgnanasuperiorsprss- elle peima e 3o «albi «oenda» dove 'm del-
ao Camporgiano die fi^eva parte del pieve- lo anno esisteva one popoladnne toieledi
nato della sua pieve di Piana, siccome gli 7S015 abiU spettanti quasi lotti d Bcysn
appartenevano sulla sinistra dd Sercbio i Sardo. — Disn qnad tutti poiché eelle par-
peesi di S. Romano, S. Donnino, Mli, rooehìe posto km la Valle^del^SenlMO « k
S. Anastasio, Gragnana eoe. sino alle sor- Yd-di Mwgea sono coBapesse adk Gas. dì
genti dd Sercbio di Soraggio, Di nnelassò Minuodano dd Ducato di Luoen , Ics «pel-
arrivava lungo k cresta deirAppennino ohe tano d Dnealo di Parma 9 e ànt dk Cosn*
serve di conSne a queste dioocd di Tosca- ddre&-fendodiEoocheMneSnveroddIln-
na con qudk di Modena, Reggio e Parme calo di Modena. Qucst* nltime eok fasno
ndk Lombardie, peemodosoptak cosi det- perle ddk diooesi dilmgnahK «««JM cor^
te Aipi di Soraggio, di Mommio^ di Coits- renle anno però trovo U nucMro delk dne-
poraghena, di Moml^-Orimii^ dèlk Cita se parvoochkU ddla Dioocd di Lnni Senti
e Afonie Moiitkiiieo. SuU*uitkno di questi na eumeiHslo di ed jMice giii oeppdUnie m*
196 SABZ SAH2
Siilo nel 1436 Mgli h^mMÌ ripeluli <K Nio vi fi HiceirTo i rfslauri |»iu urffenti* i 90»'
rolò Piccinino, quantunque le sue |!enti pi eli' li vennero uDohe sol leciiali dai coiuaiiclidi
«lessero a tona In vicina citlà di Sarzana, e S. M. Carlo Alberto dopo avere egli nel 4
nel 1487 quando i soldati fiorentini se|)|}e- agosto del 1837 visitalo cotesto (urlilixÀo.
ro resislere alle truppe genovesi che invisti- Alte falde noeridionali del eollt di Smr*
Tono cotestla rocca» ed infine allorché nelT zancllo poco discosto da Sannoa e mìViu^
anno 1494 fu inutilmente assalita dalle fnr- gresso del bellissimo passeggio iuori di Fòr-
ze imponenti di Curio Vili re di Francia, fa Nuova esiste il parco del Coi^aggùio tur-
che r assediarono nel tempo che al quar- ili lo di pittoreschi ed eleganti reseiliinnies»
tier generale del re Carlo arrivava Pieit) zo a oleazan ti giardini dove il marchete O-
de* Medici, il quale fece consegnare que- landini suo fondatore fii attualmente piace»
sto forte e la città di Sarxana ali* esercito volt dimora.
francese rendendolo nella stessa guisa padro- Li popofazione del borghdlo di Smn»-
ne di Pielras:inla, di Pisa e di Livorno, e Dello nel i535 componerasi di circa 4^
che i l'rancesi ritennero liochè nel 5 mano fuochi, aumentati nel 1747 sino a 144» cb«
«lei i4i)6 il bastardo di Brienne, eh* era a 70 dei fuochi roedesimi nel villaggio. Ma
guardia di Sarzaua, consegnò questa citth e stante gli etìTetti della pace la eh. parroccbiala
Sarzanello per una somma di denaro sbor* di Sarzanello nel x83a contava 1014 abil.
sala|<ti al Banco di S. Giorgio di Grenova. S^hz^ko , o Sjudzdno di GAi^j€itjtMjt
III memoria delP ultimo avvenimento fu fra la VaMi Magra e quella del Sirriiio.—
posta dai Genovesi la seguente iscrizione in Cas. distrutto, seppure non è on* lUleraiio-
marmo esistente tuttom sopnt uno dei tor- ne del Cas. di SennezMUta^ compreso nella
rioni di Siirz-mollo: Comunità di Minucciano. Di esm tcoT»-
M/^rv>r*T wwi M fatta menzione in una merobnina dell*
MCGGCLXXXV I. qdihto me haeth aujvs a^u k - 1* v .» 1» » -
. n r» Arch. Arciv. di Lucca sotto ranno na}. A
««• . r,.a__.^_,_.m .^...«...«'...rb..*^ !««-.. genn., allora quando il prete RachipfaiMk»
o r>, esecutore testamentario di Walpraouo TOKle
^ e * (I Giovanni vescovo di Lncca Ira eli altn
ampsAMO LsTTAKao tatbitio bcaoiAWftif . kamc • . ^ / l 1^ . ixr 1 1
^ ^ e n beni una saia che lo stesso Walprando poih
^ sedeva m loco Servino Jiniwtt Garfamtrm^
GunaRAara. _ . , . *'. 'io
le, compresavi la corte e terreni ad ean S»^
Dopo una lunga pace gli ultimi avvenì- la annessi. — - (Memos. Lecca. Voi. V. P,
menti militari spettanti al forte di Sai-za- II.) — f^ed. S/ila, Piazza e SnaiiEZxAaA.
nello scendono all'anno 1747, quando ali* Sabzabo, o <$eaji£zz^ivo alla Marina lue-
occasione della guerra della successione a- chese. — Castello perduto, qiialon* al me-
rendo i Genovesi aderito alla tega gallispana d*^imo non rimase il vocabolo di Ca«tigu»-
contro Taustriaca, il general teilesco Woc- kr Ds'Loccni»!, ossia di CAsnacioiicxixo , o
ter, sceso con le sue forze dall* Appennino quando piuttosto non fosse, se non il C^
di Fivizzano, tentò inutilmente il coman- ariGuoa m VEasiLU , qualche altro Cast, m^
dante di Sarzanello. Ma colesta escursione partenulo ai nobili di Corvaja e Valleocliiaii.
riesci fatale al borgo posto sul pendio del Conuiiiqiie sia, questo di Serrezzano ooa
colle fni il forte suddetto e la città di Sar- è da confonderti col Serauano^ o Sanaa»
zana, per motivo che quelle case al nemico di Magra, né col Saruano di Gar/af^mùma^
gli approcci della fortezza agevolavano, tal- mentre i prìiiii due furono nella Dioc. «la
che si demolirono costà da tao abitazioni. Limi e questo della Versilia spettava ali»
— (C. Paoms, Oper, eit,) diocesi di Lucca. — Al CA9TiGi.ioifK iia*t>rc>
Durante la dominazione francese nei pri- ohksi ed al SBMàEtzjito ci richiamano varie
mi anni del secolo attuale fu decretata la azioni militari, come quella del ia6i,qtiaa-
distruzione del forte di Sarzanello a condi- do i Ghibellini della Toscana si afifrontarona
zione che tale disfiicimenlo dovesse compir^ firesso Castiglione di rtU-diSerehio ctm-
si nel termine di tre mesi. Il qual tempo, tro i Guelfi fiorentini e lucchesi » restati ai
come troppo breve, fa la cagione indiretta di sotto con la morte di Cece Buondelmoola^
che Timpresa non avesse più effetto. Ma nel il qiiaU venuto in mano de* nemici .e messo
i8f 5, dopo che la Rep. di Grenova fu rìu- in groppa da Farinata degli liberti per oiat^
nita al R. Sardo, questo governo decixiò che parlo, Piero Asino fratello del Farioata^per
SASS SASS 197
■Dton più simile «1 tiio nome che nlla i45o. Finalmente a Sntaa il |ìotrsl:i di Vol-
icmìtà ilei tli lui germano , con una term inviava i luoi iifiìciali per far Rigione
RBi di Imo iiemiotendog lieta sulla lesta ai reclami di quegli abitanti, siccome a|>-
bìr. Do|io di che i Ghibellini , dire io parisce dalla rilbrma de* statuti voltemini
te fiorentino, Sf*gnitando la fortuna del- deir anno 1 4 1 1 .
■■ma, pnsono il Castel di Nozuino, Innanzi detta epoca, e pochi anni do|io il
"Ibdel poni* a Serrhio e nella Versilia privilegio di Arrigo VI, il Cast, della SasKi
■piAponimno delle rocche di Hotafo e dipendeva dall'abbate del Mon. di S. Pieli-n
B^rretaano. — (G. Villaki, Cron, Lib. a Monteverdi, poiché per istnimei lo del 38
C. 68,e Amin. Star, Fior. Lib. V!,) agosto del iao8 R»nieri abliate di quella
kilb 4esM rocca di 5erreftsano r/e//a ^10- bai! la rinunziò al Comune di Volterni la
'" éi Lucca nella Versilia appella un giuris«lizione che il suo monastero ave^asn-
Nodi pace dclTagosto l'Jsg, concluso pra varii castelli del contado volterrano, fra
Kmtofioli fra ì Pisani (d i Fion'nlini i quali eravi questo della Siissa. ^^ (G'cika,
i i loro alleali; in uno dei quali ar- FfotUie Isior. di f^olterrn).
■ ordinò che i Pisani non s* introni t- Arroge che nel ia83 S:iR«cino de' Lam-
più nelle cose di Lucca e suoi castel- b»r«li di Volterra signore della Sas»i vendè
WBMuaìo Kotafo^ .fiontecaholi e Serret- cotesto pese ai Vnltermni, compresi i beni
i^ il quale ultimo ivi si dichiam com- che vi aveva. Finalmente due secrdi dopo, per
Worlla diocesi di Lucca. -^(0/>er. eit.) atto del 98 hiplio 1474, il Gusl. della S;iss;i
BISSA (C:\STEL m) nella Vut-di-Ccri- con m.dti altri luoghi del vicarialo di Voi-
» Vill.« già Gisl. con eh. plel>ana (S. terra si sollomise alla Rep. Finr.
fea) anticamente sotto quella di Co- InaCom, «li Vollerni nei tempi scorsi pos-
^t Bella l!om. e cirra i5 migl. a lib. di sedeva nella Sassn quasi tutto il sutdo per
Ito-Gitini della Val-«li-Cecina, Gìur. e slajate 900 circa con i pscnli e IkmcÌiì , il
1^ ék Volterra , Comp. di Firenze. cui legname srr\ iva per le mn je di Qucr-
Mlieile pveMO la liase orientale dei Pog. ceto. . — (.Arìtr. orli.» Hiformag. m Fia.ì
lilf invilo sulla sinistra del torr. ^frrsis AlPArt. Caspllh di V»l««liCet!Ìna di<si,
CÌKiJia. — Imprima memoria sufK'rslile che il suo btillislero nel secolo XV fu tr.i-
b firn quella che conservasi fni le carte sportalo ndlachii'Siidì S. Msirliuo allaSiisvi
■ CoRiunilà di VoMena, ora nell^z/rc/i. già filiale di quella di CnstUe^ divemila
il. Firr, È un isirumenlo deirotlobre allu.ilmenle cappellnniii cui'.ita della Sasvi.
M rogalo nel li rrilorio volterrano pres- ()lie l.i imut. dell.i S.tssii di|»ei)fl«s$e dalla
nel <Iast. di Seren:i, nd (piale il pi<ve de* SS. (ìio. Hillista e ^)uìrì(0 |)osl:i .1
:inln figlifi di :itlro ij. (ìlieriido Cnsf/tt^ nenbbiiinm una pro\a in una in« m-
con sua moolie Willa nai.i dal fu brana del iKolinb. 108'ji dil Moii»di S. l/i-
iuiianlo di /r:;j;e .r#i/iVa, la ipiale per rriizo alla Hixrilhi di Pisa, ora nell\7rr7#.
■K del marito viveva a lecgr tango- Dipi, Fior, <— feii. JfEizor 1.^ e SrEntd
Pi^vemlé per lire ao al viseonle Rolau- {Piekk di).
U fu Guido la mela delle case mass.iri* Inlatli nel sinodo volterrano del 10 no-
kVegii pnssetleva in luogo dello Suisa vembre i3'»A Irmasi la pie%e di Ciselle a-
E viene di S. Giovanni di Cateltr. venie [ler sua sucAMirsale la eh. della >as4a.
^ 1186 il cartello dell» SnMsfi fu Ira La sommilU del campanile della Sìismi fu
donali ila Arrigo VI Hd Ildebrando tro\ala dal P. Ingliiramì C78 br. sopra il
irsrbi ««scovo di Volli ira. livello del mare Àlediterraneo.
coiffla donazione però di Arrigo VI La prroi'ehia di S. Mitri ino alla Sas<tanel
rialodtmoslra Tallo di suddilanz;i i833 no%<ra\a 4?8 abil.
laimio in seguito gli uomini della SASSAI^BO in Val-di-Mapra. •— Vili.
il Gmune di Volterra, i di cui sin- con aulir» chiesa parr. (S. Michele) nel
Mi is34 riaunziarono ai Volterrani il pievaualo di Veudaso^Oom. Giur. e circa 7
il eleggersi il proprio giusdicimle.— migl. a grec. di Fi\izz:mo, T)ioc. ili Punire-
liGDmanità della &iss:i trovasi una moli, già di Luui-Sarx.m'i, Gimp. di Pisa.
he del distretto volterrano allimta RìskhIc sul fianco meridioiiide delTAp-
18, quando il magistrato assegnò ai pennino di Giui|H)ragliena sopra la confluen-
i della Sama una tatti annua di lire za del lorr. detto lo Sp*datuceÌQ nel Rosa-
199 8A89 9AS9
to^ a poli. MIA fbee di SanMo per dot« lévenli. 9r a m\ì. di Qmpi^, 9 MÌfl.a
jpatei la nuova strada militare di A^ipgki, tal ieir. di Ontagncto, if ini^. a p». «aertf.
eonftne toieaao eoi ■»Jamw^ ni meno «fiv di MaMa Marittima patmiido per i mauà «
•ehft pMt«rì« nalarali , do?e Ylfoiio mH* •*> 4 mlfl. a macitr. di Su^cwto*
ttat« oopiote mandre, come pure Ti pfoipo* U paese dalla Sattetta nel fivo di acMea^
vano molte piante <fi castafai , eoneocbè le oaU è slato dominato da ^arj padvaiii,i pie
tbirste maggiori onasielano in cerri. aatkbi de* quali compariicc?tio fion |^ fta
Dissi antica la eh. di 8. Miekie a S^n^ ì Ptennoccliicsehi, come malti «d lo alesw
fa/&o, mentre «ssh esislefa sino dal aeeob credeva « ma eon i Pannoocbta dalla teii-
Xfl, essendoché il Pont. Eugenio Ut con glia Orlandi di Pim. ^ Air Art Aa^au di
bolhi del I S nor. 1 149 la confermò ai ve- Moaiaiaaw citai an doeotMnto dal t «Sa* in
scoTÌdiLnmconlapieTediS.PMo(a¥€n^ cnì si paria di serie rsppirsagUe fiMe ai ben
dMSo) nf I cui distretto lino d* allumerà oom- a persone di quei monaci da 9m Pannoechia
presa. — fW. Fitib«iio, C^mtmità. signore della SiiMetta , diie ddki qmde stir>
La parr. di S. Michela a Sassalbo nel pe, Ugolino e Ranieri della S^sswUm^ mt^
t835 contava S94 abit. 4 aprite del 1 «38 entrarono jidla lega glé*
SjfSdUrrwj o S^nttrrmJ nella Valle bellina oonctuna in S. Maria a Muwtc per
del Bidentc.«->À questo fuogo^ehe diede H dàfn» comune ira molli nobili e CunMnilk
vocabolo alla Cf>rte Hms9*tmiinm appartenuta del territorio pisuno.
air Abaiia di S. Ellero a'Galfuta, supfiango Anche Giovanni signore delb Sassstlii n«4
che possa riferire la corte del Smrto^ se non 1273 fu poteslii di S. Maria a Montp;, dova
pìijitoslo «lei |»crdnlo Castel di Smsmito presso fu ucciso da quel popolo. Da Gtovaoni r da
Saitta-Sofia, nella cui Gom. il 8n990 ancon donna Bacciomea di Boiaano nacqws mi
è compreso, Giur. di Galeata, Dioc. di San- mess. Pino signore della Sasseila* del qnale
sepolcro, giji NulUus dell* Abaxie di S. Ellero si fa mi naione in una carta del 1 S geamìa
e S. Maria in Cosmrdin, Gomp. di Ffreme. 1 33o del Mon. di S. Marta di Pim.
Air Art. AsAnà nt Galbata rammentai Alla slcsm prompia apparteaeaa uaiFun-
r escursione finta da (^undibrmnio duca morchia del/a Satttttm di Pim, eba «si
4i Fitemze sotto Cnrlo Magno, allorché is83 fu poleatii di Voherm. Anebe 61 Or»
ytncò con una schien di armati l' Appenni- dna nelle sue flotixie storiche della eiSlè 4t
no del Bidente rocllendo a ruba la C^rte VoUerm [pog. 46) ebbe cceasin^a di lam-
fii Satiamina di proprietà dell' Abazia di mentare alta melli del secolo XHI un Gui-
Graleata. -* È vero altresì che un luogo de- do dellii Sassella potestà del Casl.di Moa*r-
nomiato 5afMMo esisteva sul Bidente di Val- verdi. Quindi egli aggiunse in nula, che i
bona, dove nacquero i figli di Giovanni da signori deVa dissella erano di casa Orlandi^
Satseito de* nobili di Valbona, i quali neir grande e potente famiglia pimnab — In can.
anno io8a donarono all'Eremo di Carnai* ferma di tale ^erHii il eh. Lami né^W^
doli un estensione di macchia posta sulla 9tiie Letitrarit di Fir, aollo dk •) gin*
schiera di quel 1* Appennino. — f^td, Sar- gno 1757 pubblicò TArt. qui appressae
TA-SoviA. ^ (AaiTAi.. Camalo. rom. I. ad • Hella eh. purroechiale di ^biiao deHa
a/lu. 1083). diocesi di I^irma esiste l' iscriiiosm HfiMi-
SASSrrTA fra Ya Valle delhi Gomia e te relativa a un Fabia Orlandi de* signori
quella della Sferui di Ceemu. — Vili, già della Sassella in Toscana. »
Cast, con eh. plebana (S. Andeea Avellino) „ ^ ^ ^^^ ^..^
cspoluofo di Comunità , Ginr. di Campi- « ^ . e.
^s «.* .. w M Iwi r^^^ j* MataTATiioauaoDMTtacaaEPATmEaSAxmfàa
incavo de* monti che dal lato di lev. chin- ^^ m^
j ■ •• * Vi A^ . ^^ IX>Mua JAOBT, uiiDt B8T SBorrA Pw» i^nasTAS
donoIavalledeHaC>>nm. mentre vem^ ^^^^ ^^^^^^ ^^^ ^^^ p^^ ^^^^^^
coogmngono n Monte^ ^"^!^ Saxmta. Do«.au. .«1 P. L.
con i poggi di Castagneto e della GherarA^-
sca dal bto di maestr. sulla Stersa di Cecina. Quantunque non ri oaooaaa wima allo
IVovari fra il gr. «8^ 18* 3" long, ed il di sottomissione al Comune di PIrms nai
^r. 43* 8* latit., 9 in 8 migt. a lib. di Mon- tempo che la fimùglia (Ghindi yDssaiIsfa la
SASS SASS 199
tlAiaol MIO dislrello» tulUfolta non li Miincala però quMlM stirpe, e ricadulo il
Mf«i« che oottfSta tenuta non sia siala feudo alla ciroen tlur»le« con altro diplo-
MMUle «lentfrìa degli Orlandi di Pisa, ma del 19 ottobre i563 la sif noria delln
ti Dclli statuti Fiorentini del 141 5 il- Sassetta fucoiicessii in feuilo da Cosimo 1 al
br. II del Tnttalo 3.° d^ Polii s offf- nobile signor Antonio da Montai vo per lè,
's% Irotaiì designala aooo la (amiglia suoi figli e discendenti maschi Irgiltimi con
€)i'landi; e la cosa medesima con mug- ordine di perpetua prìmogeniturii. — Do^io
iciifma è ooniérmala da una provvi- estinti la discendensa maschile di Anlonb
ilella Signoria di Firenze del io giù- da MonlaWo, fu chiamata al majorascato In
L4l3t in vigore della quale fu sok|iesi famiglia più prossima per {larrntelaf quella
lliswa« e quindi con decreto del ao cioè dei Raniirei della slessa patria spagnuo*
m MPaono stesso venne assoluto dal- la, e fu disposto, che venendo a maiicarf
in dtllaflìo della lesta Ranieri ili Tom- anche qurst* ultima prosapia il feudo della
dbfli ÓHandi della Sassetfa; alla Sassella pervenisse col rat-lodo ed online me-
|MM il pitdelto Ranieri era slato con- disirou nel lign<iggio di donna Giovanna fi-
■In dn Ugolino Farnese allora potestà glia del suddetto Antonio da Montalvo, eoe.
■0UC. G»n altra provvisione poi del S Ilo il governo del Granduca Cosimo II
Inbre i5i6 i due fratelli Ranieri e Gè- una ten tenia della Pratica srgrela, del is
figli di Pietro Paolo della Sassella Cu» marao 161 3, dislaccò la Saisella con il suo
fichiaraii riiNslli del Comune di Firen- distretto dal conUdo di Pisa, per riunirlo
lancile i roedciimi nel termine pre- al territorio distreltnale di Firenie.
fe wma ai erano coitiluiti davanti alla Finalmente estinto dalle leggi veglienti
■ìs; donde avvenne che i loro beni anche il feudo della Sissetta, questo paese col
m^nm d»! fisco, e Tanno sussegui nie, suo territorio fu eretto in Comunità, sollo-
Éi 1 4 gennaio, ti rogasse Tatto di sotto- ponendola, in quanto alT amministrativo, al
HW M Castel della Sassetta. Quin- governo di Pisa, e per il crimm^le e poliii-
wm a quei signori eonlìscati nelT ol- co, al vicario regio di Volterra, finché con
ési iS«4 furono venduti al pubblico motuproprio del 3i dicembre i836 il ter-
|0i.«»»( Asm. BBtxa Rw>«m. di Fia.) rilorio comunilalivo della Sassella fu stac*
■Ili cbè s dinasti della Sassetta frissero calo dal Comi artimenlo pisano eil assegnalo
i pìnant lodichiara altro istrumento ro- a quello di Grosselu e per il civile e crirai-
lellaSaaselta li 8 febb. del 1499, col naie dato al vicario R. di Campiglia.
Pirtfo di Gio. Ballista del fu Piilro La pi)|>.ilazione della Comunità «Iella Sa»-
ian pisano donò a titolo di antefatto, setta si riduce a quella della sola {larrnoL^liia
marffimeap^ per ragione di none, lire del suo ca|)oluogo, talché il nuiviiuento ac-
n Toosmasa sua sposa figlia di Pietro caduto nella mnlesima, rìdiicfsi a sole tre
^rf §m Bnnierl della Sisselta. — Ri>- C|K)che, come potrà vedersi dal Quadro che
mnoenno del fu Francesco della Suve* chiude T Art. di questa Oimunità.
^(Anm Ikru, Fma. Carie del JHon. Comunità della 5atfer a. -^Cotesto ter-
ft'jtfwfnrr di Pisa), ritorio comunilalivo é limitato ad ima su*
la Sassella col suo distret lo sol- perficie quasi tutta montuosa di 7604 qiiadr.
linio «Iella Rep. Fior, e quindi nel- dalla quale supeificie si debbono detrarre
ith ducale de^ Medici, cotesto |iaese 96 quadr. |>er piccoli corsi d* arqua e {«r
«la Cosimo I con diploma del a 5 poche anguste strade.
I aSlf >l MIO capitano Matteo Saba- NcITanno i833 vi abitavano 689 indà-
IFabrian^ P^ *f% suoi figli e disrfn- vidui, a proporzione di 73 (lersom* per ogni
teacbi; asvnondiè per alcuni osta- roigl. quadr. di snido imfiotiibile.
M prìa» investito della signoria della Confina con tre Comunità.»- Dì fronte a
rtnoDotrali, ne fu falla da Ini la re- sett. fino a scir. tocca il territorio C4»muiiita-
alU corona di Toscana., Allora con tivn di Monlevenli, a parlirtMlal ììoim del-
■t^loBn dd i3 marifi 1 543 (stile crw le Fì7/e dove accoglie quello di Casavee
I In ilciao duea di Firrnze conreilé ekia fino al suo sbocco nella Sierut di Cc-
paaria In fini«lo la Sassella a Pirro Mu- eiaa. Ivi piegando ad angolo quasi ivllo
gii S. Gcocsio icgrelario di Cosimo I volta faccia da seti, a lev.; e costà |ier il corso
nlU ma diictndt^ta. di cirua un miglio rimonta b Sterwa pi««
tm
SASS
4elUi che pcfi lascia fuori per aaHie il pog'»
gio (Iella Sttffoeeia; Di costassi! medioate
termini arlificiaU voltaDdefiiecia a greo. in*
Oammiiiasi a adr. verso il botro di Coras-
fmtta^ col quale entra nel lorr. LodenOf mer-
cé cui dopo ritrova quello detto del Bfag-
sera. Costi cessa il lenitorio comunitiitivo di
MoQteverdi e sottentra a confine l* altro di
Su f «reto, che fronteggia col nostro della Sas-
setta cambiando direzione^ da primo verso
lib., poscia a pon.* tinche dopo due buone
miglia di montuoso cammino sai Cape di
JHoate cessa il territorio diSuvereloe viene
a confine quello delia Gherartlcsea. Con que-
st* ultima Cooranità il terrilorio della sa»-
sclta percorre per due miglia il orine dei
fioggi di Castagneto nella direttone, da pri-
mo di raaestf ., poi di selt., finché sul poggio
del Carpindo piegando a grec scende di
conserva con l* altro territorio nel botro del
Cerato e con esso in quello di Catwfteekia^
merco cui dopo un buon migl. di disces» per>
viene nel boiro delle faille al punto dove
la Comunità della. Sassetta ritrova il terri-
torio comunitativo di Monteverdi.
Non vi sono strade rotabili, ma tutte pe-
donali o mulattiere, come quelle che da
Monteverdi, da Suveretp, da Gampiglia e
da Cislagneto passano, o arrivano sino al
fiaese della Sassetta.
Per quanto la contrada di questa Como-
nilii sia monlnosa, non vi •* incontrano prò-
SASS
miiKBie notabili spettanti al suo Imilasto,
mentre a ostro gli si para innami il Momte*
CaliHìf la cui sommità spetta alla Coarnsìlà
di Camplglia, e dirimpetto a Itb. eda selkle
cime de* monti della Gberatdesoa e 4iM"1s
verdi appartenenti a queste due GoBinmIfci
La maggior parte dell' osaatora di colerti
monti consiste di calcarea cornetta, b qua»
le, quanto pie uno si avvicina al fianco set-
tentrionale del Monte Calvo e a
stagnelo o della Gberardesca , si trave
vertita in calcarea pia o meno grattosa ^ di
aspetto e proprielà quasi aaamovQa.
Eispeilo alle prodnùoai del suolo, qns-
ito della SametU è copioso di saaooinaadi
selve di castagni che coslitnìieoQO la fisossa
maggiore di quei possidemi. — I pascoli o»-
turali si limitano a poche bestie boviaec
cavallioe, a qualche msndcm di pecora e a
pochi animali neri.
La raccolta delle granaglie
li che nò, e 1* industria mani
dirsi quasi nulla alla Sassella*
La Comunità mantiene un nwdioo^bi-
rurgo.*— Il suo giusdicente pel civile a «si*
minale è il vicario E. di Campiglia, dova
si trova pure la sva cancdlerw oomimka-
ti va con r ingegnere di CirooDdario. L*af>
fitto di esasione del Registro è in Piombi*
no, la conservazione delle Ipoteche in Voi-
lem ed il tribunale di Prima istasia in
Gioiseto.
paè
MOVIMENTO delia Popolaùoae della P^naoccMtét b ComvmTA* dmllj Smsskttji
a ire epoche dii^rte , dhim per famiglie.
Aaao
1745
i833
1840
L
iMauaaai
mate.
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46
80
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ADULTI
mate.
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109
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dei
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BOC3.ISIAST.
dei
due sessi
Numaro
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famiglie
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143
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Popolai
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0S9
«78
SASSETTA DI VARA nella Val-Ji-Min È situato sul fianco meridionaleddr Ap-
fSni*"Cas. con eh. parr. ( Presentazioiie di pennino, chiamato Monte-Rotondo, Ira il
Maria Vergine) nella Com. di Zignago, Man- torr. di Godamo e quello di Cm^tigmiéat i
demento di Godano, Dioc. di Luni-Sanana, quali scendono alla sinistra della V^laswl-
Provim^a di Levante, E. Sardo. la fiumana di Vara. -« Fcd, Zsbbaioo*
8AS8 8A8S 901
hàpmr.UàB Pi«Mrta<i<meA]lmiV«r- pNtlesol 6. Sieve ditasti al pofgetis di
■Us SunNi ék ¥Mt nel i8Sa afcta Monte Sairi. ^Vti. Sofà fi.
~ia« «bitaalL SASSO (CASTEL so.) nella VaMS-Gor^
SASSI ai GARFAGlf AÌIA odia VaHa sa- ma. — Vili, ooo eastellara a parr. (S. Bar-
|MÌafa M Serolikk «- Vili, eoa di. pur. totomaeo), dofc da lanfo Impo Iti Uasla-
(S. FiT jiaMì) «dia Coat. e due buone aaigL a tato il feste hatterimale ddla dialnitla diie-
fMu-aaacrtr. di Malanaiia» Gìar. di Traaii- m pldmia di Camumtimm^ alla q«ale di*
lieo, IKoe. di Maiai Panie , già di Lmxa, dd Gtft. dd Snfo è ataU pure amcMa la
foiuno di Caatalnnof o di Garfiigaaaa, Do- oappella cacata di BrmuAwm oeMa Goai.
cala di llodcoa. Gior.eoHiViianMgl.aoatfoddlePòioanMi-
■ideit io aaoote alla deitra ddla fW-- ee, Dioc. di Ydtcrta, Goenp. di Pisa,
rìsa JCMiOy o di Ckjfa/oiioao, fot qoeato Ridede in monte loU'citfeniooaaiiiedei
cotto d'aaqoe a la villa di S5/Ì0. coolado Sterrane, aopta la aoryolt dd fi.^
Cntette doe ville di aaotagoa» S^ib e Gamia, pteNO la creata di qodli dal qoaM
J^Mh aa«a wao potate io oo iatnnaeoto patn la alrada pronodale Mine tana, detta
Nofciaii dd %% giogoo f Sa citato ali* Ari. dd Ctrro Bmemóyt ddla eoi aooifldtii afi-
ftara PaaciASA, od eoi pificae la aia pope»- loppaod doe valli, ciaè, 4vdla drik Cor-
ladane ndlo apidtoale oo di cm comprcou ola e Tdln oppaata ddla uedna.
lo 00 altro dooomeoto ddl* anno 844 , QoeUo castelletto benché pioooks «l>be I
lOifQrtOfddloatcaoiireA.itfrat^.diXntf» aooi retton a fti anche Goiaoniti. Inpe»
m^ poèUicato ndle MeaMr. Loodi. (Tom. cocche fli abttanU dd Coalel M Sasm
?. P. IL) d tratta di beni paiàs a 8mm /- nd iao4 ptomìmo dare afoto per «punto
atlatf Cnatronoao. potofaoo nel cmo di gnerra al Voitemoi,
kWArt. Eauo loGAavAaoAaAd diaw« che dd qoali b loro Commiitk nd i a88 fii al-
aatala vkofeotva parte dd popolo di Joffjt linda per Fannnaaaauoadi Kio «900. In
«ooaodchendi495feamediftoBlainS9/la qoaolo apatta d ginadieenti di qoerto Cast.,
ooa ofipdb per cooioda ddla popolaiimie gli noadoi che nd laSa F abiUoano ddi-
pìfc lootea cblk eh. parroechiale; od dlor> benutsoo di cikadaroe la aedta d Gomune
che in fo iodicata la papdadooedell'aooa di Volterra, d ^oaleOooione poi i Safena.
ftSa ddb parr. di Efiio^ io Pomaa dT ned nd t3«9 « rihdlarorio. — Ma b no-
alm dì 8m9n ateendcnle a «04 MX. in tidi pie impottaole b noria a qoraio ca.
tono, mentre a teoore ddb nota datami atettetto d ttova in on docnmcnio dd 3|
ddb eoncelleria vemodle di Mmti l>nfole, aaano cagé, vigoadbote b ricagoidone
Sa«i, «da r Mm di Susi rtmÈm» I79 dl^eooini aacridioadi dd contado di Vot
ahil. e aaK t97 b com di SgSio. AIT in- term poad fra i Uni itti coaranitatbi dd
cenlfn ndb nota favoritami dd governo ài caddletU di Cbmta, di Cmstiglim Ber-
rmkinuuvo in Garbgnana esigevano nel- nardi, di Mfmi909téi^4k £ee0Mi,di Serw^
r«HM> atemo tt« arnioni difma nelle dne annoeddC^wfeldd 5nMn, pacdioUigfth
paivncdne dtale coni 004 abit.,eioè: ramprcd aataa b gjodadjaione politica a
- ^..- i^o . Vollerm. — ^ad. CoaaM {CjsntAo ai).
»«w con MU. a. 400 Dal dnado diooemna tanoto in Voltma
Vr?Jf^ ' : Vff ;. • *'* tttonofèm;*feddiS5«appanaDe,cbeb
JipidiSmsnedEgbocou... nj2l drima dd ^jo «ta b priSTeible ddb
ToT^LB . . . Mii. /f.*ioo4 dbtrotta pieve di CaonNcMono, dil coi pie-
rad. HcftAmAoA nelb YaUa dd Smcbio. vano dlom dipendevano , offtie noceto dd
«OMO, bchieae di Mmtte^BséomJo, di Cm^
SASSI (MORTE) ndb VdiHSioiO.~ gnaoo, ddb HiraéffilB Fammoeeki^idks e
^ed. McOTvaAM, d qoab Art. d poò ag- di Brueoumm,
gjiioffci', di amtm dato coarto nna da'aa- Ignaro Topom ddb Irmiatìunc dd aacro
alaibtIieonCeBBMtod canti Gnidi, nd II 9^, Ibnte ddb pieve di Caimogarooo in qptéU
dia*laip.ibrigofl,«odiaao,dairim^ eoa filide dd ^o#ao, dr ottima ddb ^uali
nm ftgbo Federigo n. Ib pom onlta b oqipdb di Broedano. Ma
Inobre ^er prowinone ddibecata ddb ékt M non aecademe ae 000 vero> b Ime
Signoda di Rrmaa nd « 9 M4. ddTan- dd aecdo XV, lo dimadri on latromcoio
no ta9§ ^aU caomoi), ffa milidiu nn dd 3dioenibce 1471 togdodaAnlonitfHa.
V. V. %6
202 SASS SA68
ni ài Sttmna, nel tempo che qacl letlenHo diruto sol fi. Ombrone , lìoooiiie lo cft ad
era cancelliere del G>m.une di Volterra, col ana chiesa plebana (S. Michele) nells Gom.
qaale si dichiara, che U giorisdinone poli- e circa mìgl. 4 a maestr. di Gnigirao^Givr.
tica del contado di Volterra si estendeva per di Arcìdosso, Dioc. e Gonip. di Crosmo.
coteata parte lungo la strada maestra ehe fi- La rocca del Sasso di Maremma risiede
no d* allora passava per il poggio di Bruc- sopra un risalto di collina alla ainittra del-
ciano, e di là in diritimra alia Pie^e di P Ombrone che scorre sotto di essa due liti
Commeisano, e da ^esta Pit^w in linea di balestra al suo pon.-maestro.
rtUa sul fiume Cornia, seguitando detto Trovasi perciò a cavaliere dcila strada
confine sin dofe termina la Comunità di prò vinci» le detta la Traversa de* Mtomti^ fa
Volterra con quella di 8tonte*Rotondo, eec, quale staccandosi dalla regìa GfTosaelaoa ali*
Dalla quale esposizione ne conseguila- che osteria de* Cannicci ^ passa cosili in bafca
la Pie9€ di Commessane esisteva fra la V Ombrone per condurre a Montaktno.
Comia' e la stradi provinciale, oggi detta II Sasso di Maremma nei primi secoK do-
del Cerro Bucato, compresovi fra gli altri pò il mille fu dominato dai conti deir Ar-
il territorio di Castel del Sasso. denghesca derivati, io dubito, da un conte
In fine con lodo del io luglio del iS'jZ Ildebrando nato da quel C. Gherardo, che
fu pronunciato dai Commissari eletti dal nel 998 confermò ad enfiteun dei beni p^
Comune di Siena da una parte e da quello sti a Pari ed 9Ì Sasso, «— Ved.so^psmVArt,
di Volterra dall* altra parte, col quale venne- SAirri-FioaA.
ro terminate le vertenze tra gli uomini di In seguito vi acquistò de*lalilbiiA la.Ba-
Monterotondo e quelli del Sasso in mat^ dia dell* Ardengheaca per donazioni ricevo-
ria di confini. -^ ( Loe. di» Ctìrte della te nel principio del secolo HWL dai snoi si-
Com. di Volterra), fuori; e ciò innanzi che vi ponedcaae dei
Nel distretto di questo paesetlo e degli al- beni lo spedale della Scala di Siena. 4 qoe»
tri vicini di Seraszanoedi Leccia emergono st*ul(imo ne richiama un istrumento di pn^
dei fumacchi ricebi di acido borico, descrit- cura del i febbraio i aS?, col quale Caccsa-
ti agli Art, LiooHi ubi. Vof.TEaaAao, Moa- conte rettore dello spedale della Scala (fi Sie-
TB-CcasoLi e MoMTi-BoToiroo. na, previo il consenso de* suoi frati, eoitilid
La pieve di S. Barlolomroeo nel Castel tm proooratore incaricato di agire nella cau-
del Sasso ali* anno x833 avciva 55^ abil. sa che detto spedale aveva con i comi éei
SASSO ( BADIA nm. ) nel Val-d* Amo Sasso e con gli oblati e converti della IT*.
casentinese. — Porla tuttora cotesto voca- gione del Ponte del Sasso. '^{kmtm-'Dm»
bolo una soppressa badiola dedicata alla De- Fioa. Carte degli (HÌ9elam di Piwtofmy
collazione di S. Giovan Battista, i ruderi Arroge a ciò un altro istmmeoto del a
della quale esistono sotto la cresta dell' Al- luglio i a59 , mercè cui i monaci ddla Ba-
pe di Catenaja sopra Vognano, fira i'borricbe dia Ardengbesca diedero facoltii a don Be»
mettono in mesto cotesto villaggio^ nella nedetto abbate di quel Mon. di eleggers in
<2om. di Subbiano, Giur. Dioc. e Comp. arbitro il pievano di S. Innocenaa alla Pia-
di Areno. na, onde poter transigere con Ranieri rei-
Fu questa badiola degli Eremiti Cattai- tore dello spedale della Scala di Siena ri-
dolensi» nei di cui Annali es?a è rammen- spetto al giuspadrouato di varie cbiese^aka-
tata fino dal secolo XI, citandosi iri una ne delle quali erano poste nel Castel del
carta del giugno 1089, nella quale è fotta Sasso di Maremma.*- (J^oc. eit.^ Carie del
menzione della Badia di S, Giovanni de- Mon, degli Angeli di Siena ).
collato al Sasso edificata sul monte nel' Che coleste chiese del Castel del Saaaafea-
VAlpe di Popano, In quel tempo vi era ab- aero semplici oratorj me lo fii credete il 6t^
bate un tal Winizzone,cui succède nel i xoi to che la pieve posta presso il castello del
r abbate Placido. «- Anco fra le membra- Sasso di Maremma esisteva aoito il titolo dì
ne della badia dei Benedettini di S. Fiora S, Maria a Marturidì giufpadronato dei-
di ArezBo eravi una carta del 1973, nella le monache di Monte^Uese, dette poi di S.
quale si fa mentione àeW abbate del Sasso, Prospero a Siena. Infatti con istramenlo del
SASSO DI MAREMMA nella Valle infe- a8 marzo 1 998, rogato in Siena nel Mon,
riove dell* Ombrone senese. •— Piccolo Cast, de* SS, Ambrogio e Prospero éeiim Ce-
csok rocca che ha dato il nome ad un ponte stelhoeia, mcss, Pagno pievano della pieve
S A S S S A S S 203
i^posU nella corte del Castel del moria da quel teiu^io in poi ; nel cui silo re-
ità M Ciugietsa marittima {sic), ri- stano tuttora gli avanzi dei piloni poco lun-
aio la sima pieve alla badila e mona- gi dalla barca del Sasso.
'. di S. Prospero di Siena come patrone Nel secolo susseguente trovo che il G>-
bftìcvt medcsinia. — (Zoe. cit. Carte mune e uomini del Sasso di Maremma per
iÉem, ielle Trafisse di Siena), rogito del 14 die. i4o3 si sottomisero di li-
ìcmSà ikl Sasso dì M>reiiinia, o delfAr- bero arbitrio al Comune di Siena con alcn-
■flBca^ si unirono ai Senesi contro i ne favorevoli capitolazioni. — {ìoc, cit,)
Iìmà, eakitnì di 1 irò nel i a54 solto^iusero Cotesto castello è cinto di mura con una
14iMailelloalUgìuriSiIiziouediSiena, in sola porta ed una ventina di case dentro,
piicht due anni do|io altri di quella con- mentre circa 60 sono sparse nella sua cam-
Wm si annoverano fn i ribandilieil asso- pagna. Gli abitanti del S;i>so di Maremma,
kÉòlk condanne fatte contro essi dal go- dopo caduta Siena iu potere delle truppe im-
■l£Sicni.«-" (Atea. Dipl. Su.) perla li-medicee si soUomiscro al duci C)si-
%l 1*94 in sottf nirata, in parte alme- mo I per atto pubblico del 24 agusto iSSp.
■iMtta B|Btnii dui Sauo di Maremma Lb {larr. plebana di S. Micbeìe <]el S:isso
filale iimiglia senese de* Buonsignori, di Maremma, cbc é di libera collazione, nel
<i||utcncva un mrss. Guglielmo del fu i833 noverava 5 «4 abit.
Uqule adendo oUennto il con- SASSO m CASTRO nella Valle del Siu-
à donna Emilia vedova di Oliando ternosoirAppenniuo di Firenzuola. — f^ed.
ì di Ini madre, e da donna Vanna Castro ( Sasso di ).
èifcM. Gampolo de*S.dimbeni di lui SASSO ( MADONNA dfx) nel Val-d* Arno
■tf^condaBuonsignore di lui fratello, cisenlinese. — f^ed, Bibbikna.
^ ùdacodcllaBjdiadiS.Gtlganota — ( MADONNA dkl) ne* monti dietio
pule del cassero e (^st. del Siis- Fiesole f^ed, Iìvbac<) (^Pievb di) nel VaN
con più case, fedeli e vasàal- d* Amo fìnrenlino.
i»lM,iifneeniolti lenimenti, nei con- — (MONTK) nella Valle del Bidente.^
isiiidaàilti.— (AncB. Ditl. Seti. Ka- Porta cotesto nome una cella degli Eremiti
q^Mliùa.* 100 a e, lou. ) Giinaldolensi delPAbazia diGaIeat:i,si: pìul-
IdiiySpDi Biodo del fuCàalgiino conte losto non fu un altro luogo {Sussetto) (du*
éàSm di Maremma vendè per liiv aa t'ra nel distiftto del Cust. di Pondo sull.i
■^m. allo S|jeilale della Sc;ila di Sic- destra del Bidente diriniiielto a Santa-SofM,
%t(ffeso a Ristoro soo rettore una \eu- Alla qual cella riferisce il testamento falli»
'fHlnsima prie per indiviso dei diiiiti "^1 io5g da Ugo conte di BtTtinoro cÌm*
*MchK pQoedeva nel Cast, e corte del lasciò il Cast, e distretto di Xonte-Sasso al-
■ifc — (£oc. cit. Kaleffb dell* Assunta 1» mcns.! \ escovile di Sarsina.— l^ed, Sax^
* Til.) SJuris'jé ( Corte )
bieoaimil vendita ebbe effetto nell'an- S ISSO ( VILLA nn) in Val-di-Sieve.— -
*d^ per istrumento rogato nel palazzo Due località nella stessa valle {tortano il
■Cmw di Siena, sotto dì 6 gcnn. 1297 nomignolo di Sasso, una delle quali coni-
ti «aiiine) e poscia confermata ai fra- presa nel popolo di S. Martino a Corella,
tfVcio e Cuccio figli del fu Galgano Com. di Dicoinano, T altra nella )Kirrocchi.i
^éd Sano di Maremma. -* ( loc, cit. ) e Coni, di San -Piero a Sicve.
ivii^ nel i3i5 un (al Cecco dt* Buon- Qurst* ultima è più segnalata dell* altra,
^ik-l Cast, del Sasso diede ad iui- iiCrcliè diede il \(x;abolo ad una villa nel
Miai Comune di Massa igS tìorini d* Monte Rezzanico della famiglia il(^* Meùi^i,
^■ocQHìe appaiis<!C da una confessione la quale prosapia possedeva nel Mugello fi.i
■'(^btta dal ma-fistralo di quella cit- le molte chiese, ville e f.itlorie anche qiiel-
^■04 di II aprile del i315. — (Abcii. le contrass<ignate coi voralioli di Sasw 1;
^^^ Carte della città di J/asS'i.) di Sassuolo, — f^ed, S4ssrcn.o (Vh.i.a in)
'd i>9$ gli uffiziali della Hep. & nc>se in Mugello.
g*i termini fra la corte, o distretto del SASSO mS^TOV^; e S\SSO m SIMON-
■fc^ Mirrmma e quello di Cinigiano. CINO nella ValK- della Fogli i. — Due mf>n-
flfODte del Sasso dovè rovinare fra il ti S|)orgeuli U- 1 »ro punte a forma di |>;in«' ili
i^iiiil i3oo non trovandosene più me- zucchero, uau \icln'> uir altro. »- Sopra il
9Ùl SASS SA8S
Sasso di Simone» t^'è il più ctctato,foitabì- di S. Loca Hi SmcwFWle con i htm
lilo <k Cosimo I nel 1 566 ud fortilitb eoo n«8sL-»-(A*ai. Dipl. Sur. l(a/e^o ^eeekio.)
pretorio per la residenaa del CMMlano di Se- Gbe il castello di Sasso-Forte nei •eooil
stiao, nella eoi parr. Gom. e Gior. è oom» intomo al mille appartenesse ai conti Aldo-
preso f e dalla qual Terra dist» meno di % brandeschi non ne lasciano ihibbio i btii
migUa maestr., nella Dioc. di Sansepolcrot accennali afii jiri, Roocu-SraASA ■ Sa«ta«
già di Blonte-Feltro, Gomp. di Arexw. Pioai, coi afghingerò qu> la confernsa data
AHorcbè fn dato P ordine dal doca Go^ dairimp. Federigo li con diploma del «Mg-
amo di ediBcare sai ^a#JD di Simom la gio taai spedito da Messina a CHciic d*fl-
ibrtena che fi si irede» fa invialo il dise* debrandino eomtt Paladmo di Tnteama^
gno per la cosimsiont di 47 case da fiirsi cui aceordava non «alo la^eittà di GroMCto»
dentro il recinto delle *sne mai^ a spese na molti siim feàdatarf , tra i c|iiali Ugv»
^elle GomuniU seguenti: al Com. di Sesti* cìone di Saaso4^ofte ed i di lui {nielli. ìeik
no ed ai 1 3 comanelll sottoposti sei ease;* che meglio lo didiiara rislmmeal» di di*
allaPiereS. Stefiinoedidi7eonMinelli*di tisè fiitte nelfanno ia7a Hm \ «soli dì
sua ginrisdizione undici case; alla Giara- Sonna e quelK di Sant»FiorB, at qvnti nl^
nità della Badia-Tadalda ed ai suoi 1 3 co- timi toccò di parte afl^ il CbsU prcvlctio
munelli sette case; a quella di Verghereto col suo territorio.
con 1 sei coraunelli delb sua polesieria sei Una delIrnHime memorie storidiediqact
case; jilla città del Borgo S. Sepolcro^ suo dinasti si conserva fra le cnrl^drlfa óflA
contado diciasHte case. di Massa, una riéiVAreh, Dipi, Stuu 6 «n
Terminata Tedificatione di cotesto luogo atto rogato nfl «9 aprile i3a6« col q^vle i
vi fu trasferito il tribunale che stavi^ in Se» nobili fratelli Nello detto Semrp», e #W-
stino, e nel 1567 fu dato i! titolo di capi- già figli di Mangiarne dr* PannocebicMi
bino al potestli del Sasso di Simone , con venderono al G>mune di Hassa 9 parti del
ampliargli la giurisdizione aumentandoci il Cast, e corte di Gerfiilco, alla quel veaidila
salario con f obbligo però di mandare ogni prestò il consenso la loro madre donna Mhm
settimana il suo cavaliere a Scstino per ren- del fu mess. P^rpome de* gigimrè di S^mm»
dervi ragione. Dipendevano allora per gli Forft,
aflBiri crìmiùaU dal capitana del Sasso di Finalmente il Gsst. di Sasso-Forte vmie
Simone le potesterie de^a Badia Tedalda e in potere della Signoria di Siena eoaapnno
della Pieve S. Sterno. Però ne* tempi po^. H suo distretto e ragioni per compra fottaae
^tenori la giurisdizione del capitano del Sas- nel i33o dai conti Jacnjio e Gvido dcfE^
so di Simone venne trasferita nel vicario R. Aldobnmdescbi di Sanla-Fiora , e Ib aHora
di Scstino. che ì Signori Nove della Rep. di Sima or-
SASSO K SIMONCINO. — Fed Sasso dinarono si disfacesse quel oaslalk». — (Va-
Di Smom, B Scamio, Comunità, lavolti, ist. Senes. P. II. )
SASSO- FORTE m ROGCA-SflUADA Inoftreair^n.SiiiTA-FioBAfefiitta pen-
nella ìfaremma grossetana.— Cast, distrutp zione di un Gbinozso signor di SÉSiD4''orle
lo dove fii una diiem parrocchiale ( S« Mar* eh* era in osl^iMl eon il eonte fK Santa-Fioni.
gherila e S. Luca) netlft Com. Giur. e qna- Anco YAreh, Dipi, Sen, sotto ranno 1 939
si migl. 6. n pon.- maestr. di Roec»SlnKÌla« conserva dne documanti , che uno relatlsn
Dioc. e Gomp. di Grosseto. alla nomina di un sindaco firtla dal Ctain
Pòchi ruderi di cotesto castello sussistono ne di^ Sasso-Forte nella persona di Turino
sulla vetta di un poggio coperto di massi di Cione dt dello luogo per stipnlave an
di traehité, un màgi, a grco. deUn Boeen- contratto éA affitto con i sindaci del Conine
Tederighi , e cirea allRUanlo a maes^. di di Siena , siccome con raltro deflo staso
SasiO'Fanimo. anno egli ottenne per lire 600 il fHt^ di
La più antica memoria superstite a me tutte le terre che il Comune di ^ena ivi
nota di questo luogo suppongo quella di un per cagione di detta compra possedeva , cn-
alto rogato li 9 settembre 1076, col quale oettoandone il cassero, o fbrliliiiow -
il conte Ildebrando e hi contessa GidKtta Le ultime notizie di questo casiel dito»-
sna moglie donarono alla chiesa dt S. An- calo giungono ali* anno 1)^7, quando dne
drea e di S. Graziano a Monle-Massi il pa- fratelli, Giovanni e Mino, figli <let fu Fknen-
drenato della cappella di S. Margherita e ccsco Conti doman^kiono ni oonaiglin M
SASS SATU 205
pbfESma k fartcìB di Stno-Forle. vano 711 indWuIni. — ^nl. R«icca Stia-
•OboL I^fc. Sab. GrmM Ccmsigi.) lu» nel Rodino dtUa popolazioni! Ji Rutila
lUk tfmìh del mootc di Sasto-ForU Comunità. Voi. IV pa^. 801.
miìMÌ fcno Kll. BciU valle dovepreu- SASSO-ROSSO dtua GARFAGNANA
I«ìf0e per più fhm il torr. Forma tri- nella Valle superiore del Serchio. — Feti.
iMb dai 6. Mtrtgt trwanii quelle Gts- Hjuwa n Samo-Komo.
I^cht cnÉUtoivano l'anlico confine della SASSUOLO nella Val-di-Sieve. — VìIIh,
hnBBB finMi Imi t dcKrìtto in un atto che dji il norae ad un» tenuta nel (:oi<o1o
M; fOHi. i«5o con queste parole : Jfo- diS. Maria a Cardelole, C)m. Giur. i- quasi
;#ffft imuiiigaiur adhaec^a Massa migl. 3 a pon. del Borgo S. Lorenzo, Dioc.
«K Pvniiiiomtm (di Scarlino) ei a ^ Comp. di Firenie.
lidi Saxofono vifue ad JFornoiit ot È situata cotesta casa di campafinR sopm
■pdkBn (di hrì) luf «e cid iSnxiim (Sai- un* umile collina alla drsira delfi. Sieve,
9UmmmA}oiporJlioniamiatamusque quasi a mcxta strada fra il Borgo predetto
dHìtìamm H sieai trahit (lumen Ar- e la Terra di San-Piero a Sieve.
il fi. (ioffa) M^ttcarf usare.'— Feil. kX^Art, SAx-Pvao-A-SirrB dissi, che la
tlscc^ 0f) e Booc^Stmjdj « Co- tenuta di Sassuolo innanzi che passasse ne*
Serragli di Firenie, quindi ne'pn^ti Filip-
USBO-FOETINO m ROOCA-STRADA pini , e finalmente nel conte Digny attuale
lilblaiaBM grossetana. — Castello esi- proprietario della medesima , apprieneva
iMitaBriiluitD al precedente <S'a<#o-/*or- alla polente famìglia de* Medici. Al rhc ora
^kcndMSsprepoiìtora (S. Michele) è aggiungerò, qualmente in questa villa di
•|ftCHi.eGior. di Roeca-Strada, da cni Sassuolo invitato da Lorenzo il Magnifico
jtaid^ 5 nigl. vello maestr.» Dioc. e si trattenne il famoso aslmlogo e teologo IjO-
Vj^A Gmsrto. renio d» Gninia di Diromano, il quale mori
di SoiM-Forf ino può dirsi il nel 1496 priore della Basilira di S. Loren-
zi ^la del dialnitlo Cast, di Sas- 20 a Firenze, autore di irarie oliere astrolo-
gi BBitrc una incomincia dove Tal- giche sri itte , rome egli di sua mano notò ,
.— Inbtti il Mabvolti al libro neìia Filla di Sasstinlo in Mugello, e che
Moneconta, che i Senesi dopo conservan.<«i originali nella Bihiioiera I^au-
il Gat. di Saséo Forte con i mate- reniiana. -^ (Dm.l* Orsa, IVoIf MSS, ia off-
tMìA «die lorine (anno i33o) edifica- ftiunta nl/n De\e*hiont del MugeUo del
^^'^Cm, ^ StaaO'VoKlino in una più Brocchi nella SihL del Semi n. fior,)
■jMooiiti. SATRIA>0 in Val-Tiberina. — Piccolo
^■■di è die b chiesa plehana di S. Mi- Cas. la di cui eh. prr. di S. Leone, esiste
Mt&a^Fortino si mantenne perfino nella Cum. e circa Ire migl. a maestr. del
«aèiliiKSimadigiuspadronatodiquel Monte S. Maria, Giur. di Monterchi, già
•*••■" Cimcistoro. di Lippiiino, Dioc. di Città -di -Castello,
^yiwfcino delle Rilbrmagioni senesi Comp. di Aiezzo.
"^■naodae piccoli statuti comunità- Trovasi Satriano sulla crrsta di un po^-
*f 'd CMldlo lU Sanoforlino, il primo gio che percorre la valle fra i torr. Padon»
*^ MB è più antico del 1498, ed il ehia e Scariola, tributar) entrambi della
^bddTiBiio iSaS. fiumana Sovarn, la quale poco lungi di là
»■ ^tt WJaì di Sass-Fortino si sottom'sero si unisce al fi. Tevere.
I ■ *P">M di Cosimo I per atto pubblico Fu questa di Satriano una delle ville
il ^^B^* 1559, vale a dite due anni dopo comprese nel march(-s:ilo ilei Monte S. Ma-
II ^^l0f|li riconosciuto duca di Siena, ria, il cui cafioUiogo trovasi al suo scie.
^1 ''■i chiesi prefiosi tu ni nel 1595 aveva mentre a mezzo migl. al di lei lib. esìsie ti
^P^phiionedi 45o abit., mentre nel Casi, di Lippiano.
^Oiridoila a 95i. Sotto il governo I^ parr. diS. l/cone a Satriano nel i831
^pcii la parr. di Sasso-Fortino nel Cintava 67 abit.
•««•Un lino a 533 persone, ed in SATtRNANA, o SATORNANA (PIK-
^Mialobrità del monte su cui ri- VE di) "ella V:illc dell' Onibroue pistoje-
Jùaiiiio pifse aggiungerò la {>opola- se. — Vili, e ronlniila roii niive aulica (S.
M 18401 quando ivi si novera- Giovau B;ittisl.i ) ed altra cura filiali (5. ;Va-
206 SATU SATir
ria a Saiurnana) odia Goa. dì PorU «I con 1* oratorio drlla Croce a C%a»; l.*9*
Borgo, Giur. Dioc. e circa 4 mif I. a aeU* Felice miV Omhoag ; 4* S. Roniam» 6i
di Pisioja, Gomp. di Firenie. f^ ai-di -Brana con T^ìpilorio di S. Mjrd»
Risiede in poggio prpsio la ripa destra in f^al-di'Brana; 5.° S. Maria a Pitterò
del fi. Ombrone quasi dirimpetto alle coi- eon la cappella di S. Marta èl Casiagno.
line deliziose di S. Felice d* OmhroBC. Qyest* ultima parrocchia, già prioik di Pi"
Dissi questa pieve antica, poiché la si tro- Uccio , dal vetcoTO Scipione Kicei ^ivrso
va con la sua corte confermata ai vescovi di Tanno 1780 fa eretta in chiesa plehwsfk
Pisloja dair Imp. Ottone III in un diploma .^Per egual modo la chiesa di S. Maria
spedito da Ronu li a6 febb. del 991 diretto delle Gratie a Stturnana sotto quel per»
a GiovMnni vescovo della cattedrale pistojeie lato divenne parr. sitocarsale di della pieve,
di S. Zeno. La parr. plebana di S. Giovan Eitlista a
La stessa contrada òx.StUurnana è mm< Salumana nel i833 cootava 599 abit.
roenlata in una ny^mbrana del maggio 985- La parr. di S. Maria delle Gmzie a Ss-
relativa ad un livello fatto dal vescovo di tumana nell'anno stesso aTeva 6ao abit.
Pistoja di varj poderi, uno da quali situato S4T13RNANA (S. MÀRU dbuc Gmaok
in loco Saturnana. a). ^ f^ed» V Art. precedente nella VaHe
Cotesto livello ci richiama ad una prece- dell* Orabrone pistojese.
dente donazione tàtu nel 940 alla eh. pi- SATURNIA nella Valle delP Albegns ia
stojesedal C. Tegrìmo figlio del fu conte Maremma. -^ Cast, che fu citte di origine
Teudegrimo autore de* conti Gaidi, il quale etnisca, attualmente ridotta a podie abita*
d* accordo con la sua consorte contessa Ger^ lioni circondata da nuove mura. — > Essa più
oisQy dopo esserci »Asegnnto la sepoltura nel- tardi ha dato il titolo ad un marchesato del-
la <'nttcdr»le di S. Zeno, donò alla stessa chie- Granducato con dentro una villa signorile
sa I a poderi posti in varie {Mfti del contado de* marchesi Panciatichi , eredi del primo
pistojese, fra i quali una situata in loco feudatario Mamh. Ximenes d'Aragona. —
ubi Saturnana sfocatur,'^{CkMKn,de* Da* Havvi costà nna chiesa areiprKuni (S. Maria
chi e March, di Toscana Voi. I.) Maddalena ) compresa nella Com. Giur. e
Al luogo me<lesimo di Saturnana appella circa mìgl. 6 a seti, di Manctano, Dior, di
altro documento della cattedrale di Pistoja Soana, Comp. di Grosseto,
del loaS, 24 aprile, col quale Guido ve- Trovasi sulla ripa sinistra del fi. Albegna,
scovo di detta città allivellò varie case e pò- avente alla sua dòitot il borro Gaiiafa, e
deri con un pezzo di terra posto nella cotu davanti a ostro il torr. Siottata , fini il gr,
trada di Saturnana. — (P. Zaocìhu, Ano- 99® i o' long, ed il gr. 4a^ 40' lati!., io mtgl.
cdota Pislor,) t pon. di Soana, 16 a selt. di Cam, e circa
L'Ammirato il giovane nelP opera sui 3o mìgl. per la via trirersa dalle rovine di
Vescovi di Fiesole del suo zio aggiunse, di Rotelle, tutte tre città etnische delU Ma-
avér letta una lettera scritta da Giovanni fi- rcmma grossetana.
gì io di Cosimo I nel i566 a Donato de* Me- Risiede Saturnia sulla sommità pianeg-
dici vescovo di Pistoja, nelU quale gli chie- giante di un poggetlo cui servono di giro
deva il codice del testamento vecchio e nuo* rupi altissime di travertino, le quali pre-
To, ch'era nella pieve di Saturnana; cui sentandosi sotto figura di mora eidopfebe
quel prelato rispose: che il codice del nuo- le danno da lungi l'aspetto di aoa graiufio-
vo e specchio testamenio Io teneva presso sa sebbene deserta città,
di sé. Quindi egli aggiungeva a Giovanni : Un brano di muro di grandi pietre di
Inolio opere belle e buone come da Ser macigno riquadrate situato ali* ingresso , ed
F'rancesco , e da maestro Guglielmo BeC' un altro peno di muro dentro l' unic* porta
ehi potrai a^ere inteso, ecc. antica che vi da accesso per una strada a
La pieve di S. Gio. BaUista a Sitnmnna lastroni infossati da vecchie carreggìiite. A
abbracciava finoal declinare del secolo XVIII questo poco riducesi l'aTanio antico, che
sei chiese parrocchiali , attualmenle ridotte può dirsi più romano che etrusco, di Sa.
a cinque: cioè; i.* S. Maria delle Grazie turnia, mentre affatto romitni e dei tempi
a Saturnana con diverse cappelle turate, imperiali sono nella grande piatxa rettan-
fra le quali S. Sebastiana a Fabhiana e S. golare due basi marmoree con lunghe iscri-
Michele alla mia; a.<> S. Lorenzo a Uìlo zioaì latine, una scrltu in tre lati della ba-
SATU SATU 207
««cFiltn lohaciite di fronte, lullon Jurinini voeahantur.MncoiHtiSaiurnini
airiBli4M»tì U porta M palauo che fu cent* anni dopo si feltarono nel partito di
4d aRkie feudatario, altualnenle rìdot- Mario toslocbè i generali di Siila nelPanno
toiiiiadifailoiia. A questo solo si limi- 674 di Roma, 80 avanti G. Cristo, men-
ta IMs dò che in compsignia deir illustre tre con un grosso esercito combattevano pres-
BbaicoCaT. Osare Airoldi nel giorno so Chiusi contro Tarmala del Cons. Car-
li ifnkddr anno 1834 si potè osservare l>one, un* altra divisione si recò a Saturnia
m Sriunis roauna, giacché dell* etnisca dove vinse i solilati del loro avversario. —
IM «ifi noi«oicere cosa alcuna che rcal- ( Appiah. Auxakds. in Beilis ciViV.)
■■HtfliafprtencMe. Nulla dirò del favoloso iuforlnnio che si
dirò di no* iscrizione sepolcrale la- dice da taluni accaduto a questa città alFoc-
iti rotata di epoca incerta , siccome casione dal primo arrivo in Toscana de* Lon-
iaenti è una specie di Camposanto gobardi, i quali supposero la città di Sa-
ib d la iailioilo ne* campi sotto il poggio tumia assediata e distàtia dal re Autari o
•pas il Bagno di Saturnia, dove fuixjno Rolari, bensì scendendo ai secoli di meno
IMI Mie QW umane dentro fosse copcr- avvertirò essere stata essa signoreggiata dai
kéktnni di travertino, senza alcun og- conti Aldobrandrschi in guisa che alle di-
|iiiiC8ltun,Knia urne, senza vasi di vise del 1379 S:tturnia fu una delle città
lM|iii€Odieiiniili facili a acuoprirsi nei che insieme con Massa e Grosseto fu lasciata
ifriERli di etnisco nome. indivisa per dominarsi a comune dalla li-
Icnnncutellanee le torri che circon- nea de* conti Aldobrandeschi di Santa-Fio-
ÌM il |in) attuale della deserta Saturnia ra e da quella de* CC. di Sonna.
■■Wrioile iti ciottoli di sassi e calci- £ altresì vero che Saturnia dovè in se-
•dpri ddla ma roeca posta nell'angolo guito rimanere per intiero ai conti Aldo-
'■■boii il tatto opera del sec. XV, come bmiideschi di Soana se tìa vero che ivi nrl-
B^kliiipiiRao. la fine del secolo XIll abitava la contessa
^^■de Bon lasciano dubbio delPanti- Margherita figlia del C. Ildebrandino detto
■ft A S^anu scrittori greci e romani il Rosso , come erede unica di quella oon-
^iBifìdi ^lla repubblica, o dei primi tea ; e seppure fia vero ciò che narrasi dal
*diddrÌBipero. Malavolti, cioè, che nel 1299 i Senesi ir-
ne è Situniia etnisca nulla ci dico- ritati dall* azione iniqua fatta dalle genti
^Bi£cBicitlà sappiamo altrodei tempi della contessa Margheritu di Soana, la quale
ptoaiii MiBOocfaè vi fu deilotla una co» abitava nella Terra di Saturnia ^ allorché
■indicitladìni romani nelPanno S^i U, svaligiarono un loro commissario, quel Co-
^1^ od i83 avanti G. Cristo, asse- ninne nel luglio delTanno stesso vi s[>e(lì un
^'BiihflKdisima il territorio Caletra- esercito che prese a forza Saturnia, mctten-
^vndicii probabilmente corrispondere dola a sncco che poi abbruciarono: talché
a^aao twitofio di Montemerano. — ^ed. d* allora in seguito la stessa città, a simili-
*'^^'w>, 0 piuttosto ai poggetti del tndine di Cosa o di Roselle, divenne una
•w^'Ia^pofl'i c^roji migl. 3 a lev.- spelonca che servì di asilo ai ladroni di quella
^ di Xaglimo, dove nei tempi scorsi ed contrada fino a che la Signoria di Siena nel
wofyidì fono slate scoperte urne cine- 1419 deliberò di mandarvi una nuova arma-
^ *M, nooete romane, lapidi e molte ta per disfare affatto quel paese a cacciarne
i^Mlicaglie. per sempre gli assassini che 1* abitavano.—-
^Irtsmfiri che condussero la Colonia di ( Malavolti, Istor. Sen. P, Il e III. )
"l^^va furino Quinto Fabio Labeone, NelI'Arch. poi delle Ri formagioni di Sie-
^ Àinnio Stellione, e Tito Sempronio na {Classe C, f^ol. 119) esiste una prov-
■nn, tutti Domini consolari, i quali con- visione della repubblica dell'anno 1454,
^sarano a dascuno de* coloni ivi dedotti colla quale fu dato ordina di edificare il
^/igeri,o s5oo metri quadr. di terre- cassero diSiitnrnia a maestro Albeiio da Lu-
ìk— (T. Lmi, Drea-i, i^. Lìb. IX.) gano che lo murò. Dtfvesi pure riportare alla
lae^ Plinio {Histor. Natur. Lìb. III. stessa epoca la costruzione delle mura torri-
Gp V.; rammenta fra le colonie romana te di struttura moderna , delle quali ho fatto
Mk Toscana questa di Saturnia, i di mi cenno poco sopra.
egli apiielló Saturnini ^ qui ante lucilo stesso Arch. (Jialtffetto n,^ 82 e
a08 S A T U S 4 V I
1 1 s) sotto gli aDiii 1 46 1 e 1 47 1 li trovano battesimtle di S, Gioimmti e 5. Salurmm
le capitoUsioai sUte coocesae dalla Rep. di sita loco H fitUèms Fokrìea^ eoe.
SieiiM agli abilaati di S.iturnia. SéToutiowX VaM'Arno aretino.— ridi
Gnduto però con la capitale tatto lo stato Sirino {S,) ^ Sjtruano,
aenese in potere di Cosimo I secoodo duca Satumo nel Val -d'Amo inferioie. —
di Fireiizp, gli abitanti di Saturnia se gli Gas. perluto nella parr. Gom. e Giw. A
■ollomisero per alto pubblico del dì 8 set- Castelfranco di sotto, Dìoc dì SAnmiaiÉtD,
leinbre iSSg. Quindi sotto il Granduca di già di Lucca, Comp. di Firenie.
Toscana Ferdinando I Saturnia col suo di- Fra le carte àtWAreh, Areiif. di Lum
stretto fu eretta in feudo con titolo di mai^ anteriormente al mille testé pubblicate, bf*
chesato sottoponendolo alla giurisdizione del vene una del 9 giugno, anno 8go, itlstim
capitanalo di Saina , ed il primo ad esseme ali* enfiteusi di una casa colonica polla Al
investila fu Ristiano di Tommaso Ximenes ioeo ubi dieiiur Sittumo di pertineBaM*
di Lisbona mediante diploma del 3 ottobre la chiesa di S. Pietro a figetimo (ntisi
1693 con facoltà di succedergli i suoi figli chiesa parr. di Castelfranco di aotto).
e discendenti maschi per ordine di primo» Dello stesso Saiurno nella parroceliia di
genitura, nei quali successori il feudo di i9. P/efroa ^geximo&nnomeoiioaealtil
Sbitumia pervenne mercè susseguenti con- pergamene della provenìenxa di sopm eililii
ferme, con V ultima delle quali fu accor- sotto di 16 giug. 904, a6 aprile 976, tee.—
dato nel 1738 dal Granduca Francesco II Feti. Fioesimo (S, Pimno ^) nd IM*
al priore March. Tommaso Ximenes, nei Amo inferiore.
di cui eredi, nati da donna di quella stirpe SAVIGNANO nella Valle del Bitemuo.'^
■saritata ad un Panciatichi di Firenze, quel Vili, con eh. parr. (SS. Andrea e Dooalnl
feudo si mantenne fino alla legge Leopoldi- nel piviere di Soffignano, Com. Gnur. e ck^
Ila che insieme a tutti gli altri feudi gran- ca 5 migl. a setC.-grec. di Prato, Dke. •
ducali fu soppresso. Comp. di Firenze.
kWArt, Muaci dissi, che quel Vili, in* Risiede a mezza cotta mi fianco O0eidea-
uanzi il 1785 aveva un cappellano cur.ito tale del monte della Galvana a cavattere dd
dipendente dal parroco di Siaturaia ; al che fi. Bisenzio che scorre alle ine fiiUie.
giova qui aggiungere, che nel i595 e di E rammentato questo casale in nn liln*
nuovo nel 1640 U popolazione di Saturnia, mento dell* aprile 1147 tcritlo in taldei
mmprr»i quella di Murci, ascendeva a 945 col quale Gerardo detto Rnffi) figlio dd li
abit. mentre nel 1 7&0 Sìiturnia contava sole Giovanni del Fico di Saifignano vendè per
8g fiersonr non a3 case, quando il Vili, di lire la di dea, lueek. alPabbate di Pain-
Bliirci avevi* 2o5 abit. — Fed. Muaci. gnano per lo spedale di Gombiate (sol Hoo-
Nel 1 833 la. parr. di S. Maria Maddalena te alle Croci) un (lezio di terra posto in lar
a Saturnia faceva 173 abit. go detto Monte fiorentino. — • ( Aaca. Dn.
SATURNIA (BAGNO n).^ Fed. Baori, Fioa., Carte defia Badia di PnxfigMu).
o Baoxo di SATimaiA. Era questa di Savignano una delle 4S viMl
Sétroa/n/to iPisrK di S.) ossìa di Fab- della Comunità di Prato celebre se non al*
aaic4 4 Cu )Li. <— Fed, pABaaicA nel Val- tru per esser patria di nn chiarissimo pil>
d'Amo inferiore, cui si possono aggiungere tore del secolo XVI (Fra Bartolommeo dells
altre notizie offerte dalle pergamene delP Porta) e di un insigne scultore vivente,
Arak. Arci^. Lueeh. pubblicate di corto (Lorenzo di Liborio Bartolini) nato io St
net Voi. V. P. II e HI delle Memorie per vignano li ti genn. del 1777.
kcrvirp alla storia di quel ducato. La parr. de* SS. Andrea e Donalo ■ S^
Anteriore agli altri è un istramento del vignano nel i833 noverava 110 «bit.
1 4 die. 865 riguardante il livello di duecase SAVIGNONE, o V AL- SAVIGNO!nS in
tiLiMarizie , o poderi, iiosli in luogo detto Val-Tiberina. — Cas. con eh. parr. (SSi
IfoJa pretto la Pieife di S. S'iiuraino; il Pietro e Paolo) sotto il piviere di Corlian^i
qual luoffo di iVot^a in altra carta del 97 nella Com. Giur. e circa 4 migl. • seti. S
«tt. 904 Hi dichiara (lostonei confini di Pah- Pieve S. Stefano, Dioc. di Sansei^lcro,
hrica^ ineiiir*' con un terzo islnimento del di Città-di-Cistello, Comp. di Arezso.
07 i« 19 nnns') Adilongo vescovo di Lucca Trovasi in una foce di monti sul fi.
dit le ad ciitìteii^i dei beni S()eltanti alla eh. vere dove esiste il primo e piò alto poftt^
SAYI SAVI 309
cIm caraln U dello fittme, il quale aoooglie Ri«eile*topn uq pOf[gio aib evi base
cosili le acque che aceodono al tao martlr. aoorre a ter. la fiamana Samoggia eil a pon.
d#t valloue di Camtnteeia , o Caiamieeia il torr* JlhwuUo, — È uno dei molti ca-
fulfe atnda mulaitieta che |jer FraUiU tali o cattrlluoei de* GC. Guidi, confenDato
tale alle Bmtwt^ alle acaiiirigini del Tcrere. per nu*là ai due firatrlli CC Sìmnne e Gui'
Fu in orifioe quatto catale uno dei lanli dò Kwfelio , figli del G. Guido Guerra VI,
luoghi oompictioellaJfa«Mi-^rroiM,doD»* da Federigo 11 eoo diploma del 1*47 nel
ir m1 967 dair Imp. Oltone 1 al nobile Go^ quale si leggono le tagoenit parole : item
Credo figlio del fu Ildebrando. — In a«*giiilo medieiatem giromUt castri^ Ìt»rgi H cur.
acquiiUroiio delle ragioni topva f^mi-Smfi- iU MuiUiani ci e/tts distridu» €i perti-
gnome i oooti dì Moniedoglio e gli abbati mmuiarmm et nllarmm mhteriptwrum^ 9i*'
del Moa. del Trivio, fra i quali ultimi uno dtiieei SAUon Sàatii , eie.
di nooM Gregorio, per allo pubblico del ao La contrada di S. Savino fino alt* anno
dicrmbra iS^a, rogato in Sapignone^ prò* 177$ costituì una delle 24 balìe della Co*
leriò per cagione di alcuni diritti pertinenti muuilà di Mudigliana , quando al popolo
alU findia del Trìvio topra le corti di Bui- di S. divino fu unitdi U balka di Buta.
ammo^ Bmidmfglio^ Cirigmomt, CmUuììC' Nel campanile della tua cbieta ti eonser*
•M , FirateiU 9 f^al-Soffigiumem •— ^ed. va una campana futa nel ttcolo XIII dt una
kiouao e Buiaamua. forma singolare.
Agli Art. poi MASMd'VBwomd e Pam S. La parr. di S. Savino a S. Savino nel-
SrpAno fiirono indicati Ire documenti tcritti Tanno i833 noverava ai3 abil.
neir ottobre e dicembre del 134 a, coi quaU SAVINO ( MOIXTE S.) ^ #W. Moarc
gli uomini di ^al Swngmuu e di altre ville S. Savro in Val-di -Chiana,
ecamli di qnel distretto inviarono i loro SAVIO fi. {Sapif) nelb Valle Iranmp-
tindact a Fireoie per aotlomctlccsi al prio- pemiina di Bagno. -—FinaM dal quale prete
cipe Gualtieri duca d* Atene. il nome una delle romane tribfr ( ia Smpé'
Qnetto C— . insismr con varie TiUe e Cast, nìn), e die nasce tol fianco occidentale del
del contado aretino, per rogito del a8 otlo> MomU-Corm tra ^ appena un migl. a grec.
bre i383, tornò sotto il dominio fiorentino; dal remo detUo del Tevere, mentre quetlo
il quale aUo quei popoli doveUera ntificare sotto il vocabolo di torr. Bmpiaa^ o TVi^-
dnpo la ribelltone di Areno del 1 5oa. — rimm , tcalurìtce dal pendio orientale del
IVd. Mdtsjh'y'Kmmd e Pwi S. SvavAso. monte medrtimo , ed il reato snaggiore del
La parr. de* SS. Pietro e Ak> o a Sa9i' Tevere dal fianco auttrele del ifom^ Jfml'
gWHtr, o a FaiSat^ignome^ nel i833 no- Zone die si ala fre il Cpraaro e quello
vrrava 70 abil. detto della CrUa di S. ^feerico,
SAVl!fO (S.) presso Pire. — fW. AsAau In guim che esiale cottatsù una porxione
«S. Savtao. della crìniera dell'Appennino centrale il
S^rno (5.) ^ Sjtomko nd Val-d*Amo cui oonlraSbrle settentrionale dirigcsi ver-
aretine.— Ghiere e Cm dittrutli, che furono to il Mfonie Commro dal ^tfflione posto fre
nd piviere di S. Stcfiuio in Chiattui , Core. Gaouldoli e TAIvemia, tulb di cui duplice
Giur. Dioc Comp. e dm 3 migl. a teli, di acquapendenia trovano la loro origine due
Arrtao. fiumi reali, voglio dire il fVrer^, il quale
Sotto Vjiri, GuumA (S. Maua bblla), dopo aver bagnato le mare ddPaUna dtlà
alla qnal chiem batlcsimate fii unito il pie* si vnota nel mare Mediterraneo, ed il SmHo
renalo di S. StcCino in Chiasm, fii dialo che pattando per Sartina (I* antica capitale
«n doenmenlD dd 17 maggio 1095, col degli Ombri SarsimUeasi) tìin^frm il di*
quale Cottantino vrecovo di Areno aumentò ilretlo di Crtena , ratentando le mure ood*
al tuo capitolo la dote di varj beni, alcuni dentali innand di entrare nd m«re Adriatico,
de* quali erano poeti nel carele di Smtmr- Lt prime fimti periinlo dd Sa^io t* in-
no. — Fed. CmtAsgd (5. STmrdmo re). contrano poco lungi dalla cbicM parrocchia-
SA VISIO CS.) A S. SAVOIO neUa Vdle le e ibdla dogana dd Monle4>>rnaro, men-
dd iMwme. — Vili, che conterva il nome tre il torr. ddla Te^erina, o ddb Bmpiim^
ddU tua eh. pare, nelb Goni. Giur. e dm influente nel remo maggiore del Trvere, ha
migl. a { a Icr. di Modigliana, Dioc. di origine un quarto di migl. a lib. ddla do-
Farua , Camp, di Firrmc gana e ddb chiem predella.
V. V. «7
210 S C A L S C A L
Piccolo ruKello in origine lotiMle il Sa- SCÀLAEI , o SCALAJO ( KCMfTE) nel
vio dal dello monte nella direzione di lib. Val-d* Amo superiore. »— f^ed, Abaha m
per voltarsi presto a maeslr. passando sotto Moim-ScALAu, e Moirrs*ScAi.Aiu.
le balze del castello di Verghtrelo dove pie- Sojljbi , o Sc^laiuco nella Valle dell*
giindo alquanto a grec. bagna la base selt. Ombrone pislojese. — Gas. esistilo (uori di
dell* Appennino di Camaldoli e quella me- Porta Lucchese» o che cambiò T antico no>
ridioiiale del monte Cornerò che si alza alla mignolo in altra borgata sulU strada postale
sua destra. Giunto alla Terra di Bagno ri- Lucchese, nella Com. di Porta-Lucchese,
volge il suo cammino a selt. lambendo le Giur. e Dioc. di Pistoja, G>mp. di Firenze,
mura orientali di S. Maria in Bagno e poi Si è reto noto questo Scatiwi^ o Scalari-^
quelle di S. Piero in Bagno. Un raigl. circa co , perchè costi si fermò 1* Imp. Lotlario I,
di là da quesi*uIlimA Terra il Sasfto torce il quale nel 17 genn. dell* anno XXVI del
da seti, a lev.-grec. finché alla confluenza suo impero, corrispondente ali* anno 854
del torr. Para^ eh* è 8 migl. sotto S. Piero dell* E. V., firmò un diploma in fieivore «tt
in Bagno , esce dal territorio del Grandu- Roderigo suo cappellano , in cui si legge :
calo ed entra nello Slato Pontifìcio, dove ActumScalarico in territorio Pistori^nsL
dopo il corso di altre 4 migl. bagna le mura II luogo medesimo con le parole del di-
meridionali della piccola città di Sarsina , ploma suddetto è ripetuto in altro privilegio
quindi rientra nei confini esUremi del terri- di Lodovico II che conferma il precedente
torio granducale per passare a lev. del Cast, del suo augusto genitore. — P'id. Rosita.
di Sorbano. Diriropelto a questo Cast, il Ho dubitato cheli vico di 5ca/ar/eo cor»
Savio arricchito delle acque che vi scendo- rispondere potesse allo Scalari ^gA Firn»
no a destra mediante il torrente Tonante cio^ dove i CC. Guido e Tegrimo figli di un
dai contrafTorli dell* Appennino di S. Agata altro C. Guido, nell* aprile del 1044 stando
e della Cella rivolgesi verso selt. per passare presso Pistoja donarono a quella cattcdraW
da Mercato-Saracino, e di là scendendo nelr dei beni, alcuni de* quali situati in Seiari
la pianura della Romagna-cesenatica, dopo ( leggo Scalar i).'-^F'edmCA>ua» de* Marck,
aver accolto alla sua sinistra il grosso torr. di Totcana^ Voi. I.)
Barello, s* incammina lungo le mura occi« SCALI (OPERA nifiLi) in Val-diSìcve.
dentali di Cesena , dove è cavalcato da un — F'ed, Boaoo S. Lobssio.
bel ponte, sulla strada postale romana per SCALO dell' ARANCIO sotto i monti Li-
indirizz^rsi , dopo circa 55 migl. di cam- vornesi. ^" Varj sono gli Scali di mare che
mino , nel mare Adriatico. presenta il littorale toscano a difierenz» dei
SAVORNIANO, o SAVORGNANO nella golfi, caU e porU, mentre i Scali noo
Val-Tiberina. — Cas. con eh. parr. (SS. Bia- sono capaci di ricevere bastimenti di grosaa
gio e Grislofano) nel piviere del Ponte alla portata.
Piera, già di Spelino, Com. e 5 migl. a lev. Tali sono per esempio, oltre il nominalo^
di Subbiano, Giur. Dioc. e Comp. di Arezzo, lo Scalo di S. Jacopo alla marina di Livor-
Risiede in monte sulla schiena dell* Alpe no, lo Scalo di Follonica, quello del Botro
di Catenaja, bagnato dalla fiumana Somara, renella alla marima di Massa marittima,
Cotesta parr. nel i833 conlava a64 abit. lo Scalo di Avenza, e Tallro di S. Giuseppe
SCALA (POSTA della) nel Val.d*Amo alla marina di Carrara ^ Massa, Io Scafo di
inferiore, i— Mansione situata sulla strada Portiglione alla marina di Scarlino, quello
postale Livornese presso la XXIV pietra mi- di S, Hocco alla spiaggia di Grosseto > txc.
liare a pon. di Firenze, e XXV migl. a lev. SCANNELLO nella Valle del Montone
di Pisa, nella parr. di S, Pietro alla Fon- in Romagna. — > f^ed^ Saetua^iio.
te, Com. Giur., Dioc. e circa un migl. a SCALVAJA e LURIANO nella Val-di-
seti, di Sanminiato, Comp. di Firenze. Merse. — f^ed. LcaiAao.
Cotesta mansione e borgata porta tuttora SCALZI (S. MARIA degli) o alla Ba-
il nome di Scala dai beni nei quali fu eretta diuua nel suburbio di Firenze. ^^ f^ed,
la prima osteria appartenuta allo spedale di Badiusza al Pazadiso.
Sanminiato, che fu manuale di quello di SCALZI (S. MICHELE de* ) g^à ii9 Oa-
S. Maria della Scala di Siena e del quale ticjjj, nel suburbio orientale di Pis;i. «-
conservasi T insegna ed il vocabolo dalla Monastero che fu de* Benedettini Pulsanti,
mansione , ossia Posta della Scala, allriroenli appellali degli Scalu, la cui |iii»-
SCAM SCAN 211
è filUle della chiesa maggiore di chiesa ili S, Barioio di Fighine, che ivi si
■iciicaim quarto di miglio fuori di Por- appella anche del Santo-Si qnnre. ^^[ii^ì),
i&B Piagge f nella Gora. Giur. Dioc. e Ma d.i queir e(Kica in |ioi incominciar»-
9«{i^ Pisanu. — Ped, Onteuà nel Val- no a nascere liti tra i priori di S. Birlolom-
'imo pisAOo. meo a Scampata da una parte ed i pievani
SQ411P\TA (S. BARTOLOMMEO a) della eh. di Figline dalP altra pirle.
idVal-d'Amo superiore. — - Contrada con Anco fra le perg:imene della prpjiositiira
Aioi prioria, altre volte delta Sam-Siowork, di Prato se ne coniano diverse sutt» gli anni
iri fivierr, Gom. Giur. e f migl. a lib. di ia55 e isi55 relative a un GivalcaTili ca-
fi^ae, Difx. di Fiesole, Gnmp. di Firenze, nonico, ossia cappel Ihho di S. Bartniommen
iìMe w di un poggetto alla sinistra ci Scampata, il quale si era intruso nel
èllvr. Certìo e della strada rotabile che numero de* canonici dt'lla collegiala di Prato
4Grolksctiide nella posta le aretina sopra poco innanzi di c-sse re chilo in • iipjiell.iiio
wtoili roigl. a Figline, ed al ponte del vescovo Gnglielmino libertini di Arrz-
MM di pktn eretto ivi presso suirÀruo. to, che poi lo dichiarò arciprete e pievano
larioonLinu più antica di questa chiesa della chiesii di Cortona. — (L. GruAuim,
ktoio fn le pergamene della Badia dei De fi* antico dnmin, del f^tsc. di Arato),
IAmIiiiiuuì di Pasti gnano, alla quale finn 1 monaci Vallombmsani conservarono il
èfaio 1075 da dne fratelli, Pagano e gius{)adronato ilella chiesa di S. Barlolom-
l^nb fi>li ili Ghisolfo, fu donata 1* in ve- meo a Scnm|Kita fnio alP invasione francese
iita della chiesa di Scampata con le ter- del 1807. -— Essa attiiiilmente è di colla-
■ I pipgio annasilo, in mano delPabbate lione del Principe,
lii^erìore iIclU Badia predetta. Lii parrocchia di S. B;irtoloinmeo a Scam-
UbMfW chic»i di Scalpata appella pala nel i833 no\crava 340 abil.
«AniMniiiinto fcrìtto li a5 marzo 1 07 7 SCANDICGl di GREVK nel Vald*Arno
iiRiliiK nel csitel d'Azso, col quale don- fiorentino. «^Contrada deliziosa che *ìk il
itlota figlia di Pagano testé rammentato titolo ad una chtcsii piirr<Kchialc (S. Mar-
sdcnm» del marito Kofando donò al tin> a Scandìcei) nel piviere di Giogoli,
■*■*!« predetto di Passignano un pezzo Com. e ap|)Pna un mi<!l. a ostro di Iiegnap,
^hnpifloprfsso U chiesa di iS. ^ar/o/o Giur. del Galluzzo, Dioc. e Gìinp. di Fi-
■ f*ft'9f^ 0 Fighine, rcnze.
^'twti chif« nel 1 1 ;8 era già priorato, Risiede siili* fslrcme CiMn drì rolli rhe
*^B«f II) dìchi.ira un atto rogato in Fi chiudono dal lato ili snir. il Va l-d* A ino fin.
^bH 3o dicvRibsT diqiieiranno, inrui renlino, siill.i destra della tìiiiii.ina Greve <;
iMadelli venilila fatta daTeiizzo dti fu poco lungi dal [Xtiilc di ScaiidiiTi che l'at-
'•Ifliojdi certe biade ad Alberto prete traversa nella strada rotabile rhe a TjTsnaja
^nt priore di S. Bartolo a Figline^ sLiccasi dalla postale Livornesi* [ler siilirc il
^^SewifHita. — {toc. cit,) p^'ggio di Mosciauo e di là riscenderc a Tor-
•vrata poi dubbio che la stessa chiesa ri nella fìiiinana drlla Pesa.
•I»frfii a Figuline non corrispondesse a Sembra che la coni rida di Scandirci traes-
" fB^di^. B'irtolotnmeo a Scampata^ o se il nome da una casa lorrita |)OSta sulla
■ fci-5/yFiwe; peioliè soli»» qiiesl* ultimo Grrve «li pn»[iric tà ilella cmitess-i Willa nia-
>>o1j irovonmment 1I.1 in un ronronlalo drn del marrljrsp Vtio, la iiiialc, nell'anno
•«lì Jflib. ufi; fallo fra il priore di-Ila 978, [n*r istnnmMilo ilei 3i niagpìo, stando
^CcivHiicj (li S'tn-S g;ni'>re e quello inPis;i, donò .l'.l.i Ridia d.i i-mj rondala pn-s*
•■•■Cindi 5. Angelo a FtWellì ^ la cui so le muri de! primo m'chio di Firenze fri
J**?«la parimente alla destra del lorr. gli altri b'ni uii.i s'i.i rorlc (Mista in Greve
*'^; n^l ipui concordato si tratta «Itile col castell'* di Srandirci iiisit'iiir alla rliie-
2°*^d4paprsi dai n.'SiMlli\i iio[>oli , e sa i\i ♦»sist«'ulo ed a 3o ni.msl sp'oie di po-
■ iiriUodi KpoUura. — f iVi). deri) spcttanìi alla i-.oili- intihsiina di Sc'in-
'tlioancora la stessa chiesa è qualiOca- dirci y i quali oreupavano 3oo moggia di
^■■aillodì obbedien/.-i preslalu nel 3i terre lavorato, 0 5oo di s«)daglie.
**'ii96 ni-lle mani deif abbate di Pas- Colesta vistosi dmiaiione fu poi eonfer-
■ ^^dd Gerardo diacono di dello mona- mala ai monaci della bailia fiorentina da-
I ^dop) (fiere stato eletto in priore della gì* Imp. Ottone III (8 geun. looa) da Airi-
2t2 SGAN SCAN
1^ 1 (14 magigio loio)» da GornMio t(aprile no e SebatUano della dioc-cai di Siena, e cor
I o3o), e da Arrigo IV (anno 1 07 4). — Anco letta di S, Giorgio a Seandieeio delb Dioc
ì PonteAci Paiqaale II median'e l>olle (94 di Vollerm. — (Aica. Dm. Fioa. Carf
seti. 1 1 08) e Alessandro III (3o aprile 1176) iltUo Spedale di Bonifaùo).
conTalidarooo alla Badia suddella, fn le al» E il é spiegala la ragione del non avcn
tre cose, la eorU di Grt9o con la Mesa di a\uto efiètio la prima uni'Hie, a causa, dice
5. Uortino a Seandieei e talte le posses- il breve, della revoca fall» «lagli anieccssori
sioni che le furono dalla contessa Willa do- del Font. Paolo 11^ e forse dal medesimo
nate. — • fed, Gretb a SesAamoa* Pio II. Avvegn.tchè fra le carie drgli Olive-
In&Ui ì monaci della Badia fiorentina latii di Pis.i,.(orii nfWArek. Dipi. Fior,)
conservarono fino ai temfH nostri il giuspa- havvene una del ao agosto 1463 speltanle
dronato tanto della chiesa di S. Martino a ali* unione ed incorporazione onlinaU dal-
Scandicci come dell' altra parrocchiale ad Tare-diacono del capitolo dì Volterra, come
essa vicina di S. Maria a Greve. commissario apostolico , al diaconato «klb
Nel 1435 per contratto del iH luglio cattedrale di Volterra della chiesa pjebann
1* abbate col consenso de* monaci della Ba- di Gabbreio presso Hoatecatini in Val-di-
dia predetta diede ad enfilensi a maestro Cecina e di quella di 5. Mariiao di Sea»^
Ridolfo di Francesco da Gniona medico, </icrio, entrambe della diocesi volterrana,
per godersi fino alla sua terza generazione — f^ed, GjBMaKTo in Val-di -Cecina,
inclusive, due poderi posti nel popolo dì <S. Scmnoiccio nel Val-d*Amo pisano. —
Martino a Seamdied con obbligo di pagare Cas. distrutto che fu nel pivierr di Calci-
l'annuo canone dì venti fiorini d* oro, oltre naia verso Bìentìna, rammentalo in due
il laodemio di fiorini a5, e di dovere spen- istrumentì dtWJrcli. Arciv» Pis. del 97$,
dervi in un decennio fiorini cento fier mi- e del r lao pubblicati dal Muratori,
glioramenli de* due poderi. — (Aacs. Dìpl. Er^vi nello stesso Val-d*Arno pisano nn
Fra». Carte d^lFAreh, generale,) altro Seandieeio presso Mezzana nel distretto
La chiesa di S. Martino aScandicci dopo Ui Caprona, cai appella una mrmbmia in
il 1807 è di data del Principe. ^- Essa nel- data del 1 a marzo icSS fra quelle del Mou«
Tanno i83? contava 186 abit. di S. Michele in Borgo di Pisa, on racrolte
SCANDIGCI A GREVE. — f^ed. Gatva nelTi<rc/i. Dipi. Fior.
a ScAanoci. SCANDOLAJA nflla Valle Tiberina.—
ScMUDicci y o Scjìhdiccio {SS. a^BTiKo Cas. con torre eh* ebbe titolo di Cast, dov*
e Gwttùto d) nrlla Val-d'-Era. ^ Chiesa è pure nna eh. parr. (S. Maria) nel piem.
diruta che fii sotto la pieve di Pa^fa , altri- nnto dì Ranco, Com. Giur. e migL 3 a lib.
menti detta Pie^e a Pitti ^ nella Corou- di Montea*lii , Dioc. e Corop. di Act-zzo.
nitè di Terricciola, Giur. di Peccioli, Dioc. Tanto la chies:i , come la torre dì Sran-
di Volterra , Comp. di Fisa. dolajn trovnnsi so|^ T ulliroo sprone di un
La chieSM di Scandicci della Dioc. volter- poggio alla cui base occidentale scorre il
rana fu distinta sotto il tìtolo di S.Gi' rgio lorr. Cerfwie Iributiirio dd fi. Tevere poMe
a Seandieeio in un breve del P^mt. Pio II a cMvaltrre della sitarla regia dclTAdrialico,
dato in Roma li 18 seti. i4^8t ^^ fl"*'^ o diUrbania che passa lungo la ripa sinisira
ingiunse ai suoi delegati di unire al lon. del Cerfone a pon. del colle, della torre e
delle Brigidiaue al Paradiso in Pian di Ri- della chiesa di Scandoiafa.
poli fm gli altri benrfizii la chiesa di S. Nel difitretlo «li questa parrocchia è eoa».
Giorgio a Seandieeio della diocesi di Voi- preso il castellare «li Uontagatello ^ pfCiso
lemi. La quiile unione non sembra che si al quale fu una cella dì eremiti GimalJo*
effettuasse prima ilei 90 die. dello stesso Iensi,cui fu dato il titolo di Jùazia.-^ Gli
anno , come in altra carta si legge, sebbene abitanti del caslelletlo di Montnguiello in-
fu presto ritolta a quelle monaclie. Essendo- sieme con quelli di M«ntrrcbi si sottomisero
che il Pont. Paolo II successore dì Pio II, ai Fiorentini i3 giorni dopo la villoria da
con breve del 9 novembre i464f comandò essi riportala nel 99 giugno 1440 sotto An-
ali* abbate di S. Salvmiore di Spugna ed al ghìari. Gò basta a &r credere che il castel-
priore dì S. Pietro di Cedda, stati già a tale lare al pari della torre di Seandolafa fosse
efifello deleg»lì «la Pio II, di riunire al nH>- dnminalr» dai Tarlati a qnel tempo signori
BMtcro del Paradiso la chiesa de* SS. Fabia- di Monterchi e precisamente da doaua Aa-
SCAN SCAN 213
fiaàna àa Mootedoglio, la c|iuile era restata fr.i i conti AlilobmnileichidiSanla-FioraeiJ
leilova ili BtilolomiiMO TarUii siguuri' di ilCiiiuiineiUS.ena, il quale tolte più volle e
qurlb contraili. — f^eti, AfoiiTKBnHi. f»oi rrsc ai primi il Cast, «li Sransiino. Dissi
La chic» dì S. Maria a Scamlolaja «Lil .-incora come fuori «li Scansano fu < dilìcato
lagUo «lei 1440 in |joi è di imdruiialo d«*l- nel 1G09 un couTento pei frali Francescani
lo Sialo. *- Etti fu eretta in priori.i con de- «lelF Osservanza, il quale esiste tuUoi-a in
crKo TctooTÌle del i3genn. 1733. liiog^ detto Peireto^ «love conliniiaim ad
La pirr. dì Scandolaja a Bfontagutello, abitarlo i religiosi della Riforma di S. Fran-
ici 1833 contala 80 abit. cesco, la cui chiesa porla per litolo S. Pic'
SCiNSANO MILLA MiEBMitÀ oaossRAWA tro o Prtreto,
In la Valle dell' Albera e quella inferiore Finalmente ivi fu ptin* segnalato il tempo
èdV Ombrone senese. «^ Terra capoluogro ed il niodocol quale la Terra di Scansano col
fiComanitìi e di giurisdizione con pieve suo distretto daiconli Sforza di Sanla-Fioru
MHegiata (S. Gio. Battista) nella Dioc. di fu alienata alla corona di Toscana. In au-
SMn^Gomp. di Grosseto. mento a ciò friovn qui a<r«riungere , quaU
Bìsicde sulla schiena del poggio, la cui niente cotcsta Terra fu comprata ilal Gran-
dma è deoominata deifli Olmi di Scansa- duca Gisirao II mediante istrumenlo «lei la
M, poggio che dal Iato di s^tt. mediante la genn;ijo 161 5 per il prezzo lìì senili ai 5, 000
fianana TVafifftèioediI Tratubbino acqua- da paoli dieci Tuno, che scudi i5,ooo pa-
pcode nel fi. Ombrone* mentre le acque dal- gali neiralto di Alessandro Sforza G. di
li|«rte volta a seti, scolano ncll' Alliegna. Simta-Fiora che T alienava, e per gli altri
Trovasi* Scansano circa 840 br. sopra il se. aoo,ooo fu convenuto che dovessero es-
lifello del mare Ofedilerraneo, fra il gr. 98^ sere rinvt>stiti in tanii beni slabili o luoghi
S9' 9** long, ed il gr. 42° 4t' di latit.» 14 di monte da ipotecarsi per sicurezza ed evi-
sngl. a scìr. di Grosseto passando |)er la zìonc di detta comp>a con la speciale pro-
tfrìda provinciale che guida a Manciano, il messii del venditore di ottenerne il Gon-
fiai allimo paese ò altrettanto , sebbene in senso «fa chinn«|ue «Iella su» famiglia , o da
direzione opposta, distante da Scansano, chi altro fosse stato di ragione. — (Aaca.
quanto qnest* ultimo lo è da Grosseto. dbt.lp. RiFoiM^oToai ni FiaO
Comecché sia cosa molto credibile che co- Esiste pure in quelt'Hrchivio una rela-
(^o paese esistesse nei secoli auteriuri al zioiie in dita «lei 010 seti. i6a5 fatta dai
Biil|« Miti qualche altro nome, conlulloc'iò depiit.iii iiicaiic.iti di rifiTÌre il loro iKircre
b storia di Sirans-ino non comincia a com- so[ira alcune doniandc avanzile al governo
pirire se non che sul declinare del sec. XIII. dalla Comuni là di Scaii&nio ; cioè , i .a f>er
Imperoccliè Ira le non {wcite scrilturc iiu.'- la grazia di edificare la canonica per il pie-
dile, olire quelle stampate, da me \iste, non vano della eh. di S. Giovan Battista in Scan-
ali é riesritn incontrare rammentato Scansi- sano; a.a per poter introdurre in Scansano
B» innanzi le divise falle nel 1372 fm i due merci, cuojami e [>anni dalP estero; !t.a nl-
TàwÀ dei eonti Aldobrandeschi di Soana e finché il potestà residente in Scansiiiio do-
di SanU-Fìora, ali* ultimo de* quali toccò vesse rinnovarsi ogni anno e non ogni tro
fr« le altre terre della contea Aldobrandesca anni come per il passalo; 4. a clic fossen)
joche questa di Scansano coi suo distretto, confermati al Gimune di Si:ans.ino i suoi
Che se con placito del d\ 7 giugno 1073 {uirticolari statuti; 5.a di |)Ot« r levare il sale
|<«l»bIirato dal Muratori nelle sue A itti- da Grosseto, e venderlo al prezzo solito; 6. a
tkiià dei Medio Evo fu aggiudicato alla Ba- di aumentare il salario al sindaco ( gonfalo-
du del Moni* Amiata la Rocca di Scansa^ niere) ai priori e camarlingo, primi iiltìziali
•>, disri però air ^rr. RoccaerrÀ^ o Roc- della Comiiiìità; 7.a di [>oler stabilire nella
camtTK di RADieorAWt^ essere stato ivi per corte di Scansano per cinque anni i pascoli
staglio stampato Scansano invece di •Srn* {fide) col pagamento del solito dazio , ecc.
#•10, o ^azanot vocabolo di una di quelle Sottoposto quindi il pareit; alla ponde-
dne Hoochette. razione del Principe, in pie di ciascuna do-
Pieuiciso ciò, rispetto alle vicende politi- manda si trova notata 1* inienzione sovrana,
ehe relative a cotesta Terra rammenterò co- Quindi con motuproprio del 1 4 sett. 1 64 1
me air Jirt. SAirrA-FiomA furono indicati i la Comunità e Terra di S<Mnsano fu sotlo-
teti accadati nei primi 3oanni dei sec. \IV posta per la ^airte economica al iiiagisti-atu
214
SCAN
dei No?e aonierfatori dello Stato, fino a che
il Graudaca Leopoldo I, volendo dare più
ntili e generose dtspositioni a fiivoredi tutta
la Maremma grossetana, con legge del ^ 1 1
aprile 1778 slaccò questa dall' amministra-
xione economica e politica del Granducato,
e ne eoslitnì un governo a sé sotto il voca-
bolo di Provincia inferiore tenete ^ corri-
apondente presso a poco ali* attuale Gom-
girtimento di Grosseto , meno i Presidj , il
rinctpato di Piombino in terraferm>i , e le
Comunità di Gampiglia , di Monteverdi e
della Sassetta. Quindi con la legge medesima
tìirono stabiliti in detta Piovincia otto pò-
testa , i quali in virtù dei motuproprio del
IO dicembre 1776 entno stati qualificati
SCAN
vicarj regi eoa facoltà di gindicBre deatro al
confini loro asiegtiiiti tanto nelle cause et*
vili come nelle cmn inali. — I^er U prie po-
litica e governativa sopraintendeva ai vicarj
medesimi un commissario delb Provincia
residente in Grosseto; il qoal sistema gover-
nativo è stato esteso e rettificato mediante i
saggi provvedimenti del Ginindoca Lbotol-
DO 11 felicemente regnante.
Scansano nella stagione estiva e talvolta
nei primi mesi di autunno è destinato a
starna de* giudici del tribunale di Prima i»
starna , del provveditore della Cimerà , del
commissario R. e di molti altri uffixiaK s«-
periori soliti nelle altre stagioni a ritedcn
in Grosseto.
MOFIMBNTO delia Popoln%. delia Tbma di Scmnsàito a ire epoche diverte^ (i)
di9i$a per famiglie , per età e per staio.
Auro
iMBUBSai
mase, femm.
ADir
masc.
LTl
femm»
OOKIUQATI
dei
due sessi
lOCLKtfAST.
dei
due sessi
Numero
delle
famiglie
Totalità
della
Popolai,
1745
193
195
218
■ ■
I09
289
43
297
1247
i833
«96
243
201
277
474
26
3l2
i5i6
1840
ai4
a5t
334
352
5o4
28
341
i683
(t) NB. Non posto indicare la popolazioné*e le famiglie che nel 1640 abiia^aito in
Scantano f perchè etto manca nella Statistica di queir anno, ahbenehè coletta Terra
fino dal 16 1 5 m^tse eetsato^ come ti è detlfó*^ di ettere feudale.
Comunità di Scantano. -— Il territorio
di questa Comunità occupa una sujierfìcie
di 77550 quadr. 2621 dei quali spettano
a corsi d* acqua ed a pubbliche strade.
Nel i833 vi abitavano familiarmente
3i4i individui, a proporzione cioè di circa
33 persone per ogni migl. quadr. di suolo
imponibile.
Òonfina con 5Comun tà del Granducato.
— Dirimpetto a scìr. il territorio di Scan-
sano ha di fronte quello comunitativo di
Manciano, a partire dalla confiuenxa del
torr. ^iVa/o nel fi. Albegnn , e di là me>
diante il corso retrogrado di questo fi. pren-
dendo la direzione verso grec. fino alla con-
flurnzi del torr. Piascone , il quale sbocca
dal lato destro nelPAIbegna. A questo p'mlo
cessa la Com. di Manciano ed entra a con-
fine di fronte a lev. quella di Roccalbegna,
con la quale T altra di Scansano rimonta
verso sett. il torr. predetto fino alletne sca-
turìgini salendo in cima ai poggi che sepa-
rano la Valle delPAIbegna da quella dell'
Ombrone inferiore senese, e riscendendo in
quest* ultima per il valloncello di Acqua-
9Ìva^ col quale arriva sulla fiumana del 7*rtf-
tuhbio , che oltrepassa per entrare nel torr.
suo tributario, il Trasuhhino. Costì can-
blando direzione ila sett. a pon. i due ter-
ritori mediante il corso del Tratnhbino dl-
rigonsi nella fiumana del Tratuhbio,, la qua-
le dopo il tragitto di circa quattro miglia si
vuota neir Ombrone. Però due migl. in-
nanzi che vi entri la fiumana testé indicala
SCAN SCAN 215
alla coufluenia tlel lorr. Frosina cessa il raneo. Rispelto alla porzione di Scansiinu
iMTilorìo comunìlativo di Roccalbf^a e situata sul tianco selt. dello stesso poggio; es-
succ«de dìrimpello tenipre a seti, quello di sa è lao br. più bassa della sua soniinità.
CampagualiL-o, uol quale 1* altro di Scausano Poche strade rotabili, e queste senza poii-
conlÌDua a dirigeisi verso pon. mediante il ti, aUr.i?crsano1 fiumi, le fiumane ed i tor-
cuTK» della fiumana medesima, fìncbè poco renti che passano per il vasto territorio di
dofio esser discesi nel 11. Ombrone sottentra questa Corounitìi. È provinciale rotabile
ii territorio comunilativo di Grosseto. Qon quella che da Grosseto guida a Mandano
qursl' ultimo I* altro dì Scansano, piegando passando per Scansano e Monle^Merano.
quasi ad angolo retto, si avvia lungo il fìu- E in parte comun itati va la strida che stac-
■e, prima verso maestr.,poi per breve trai- casi dalla R. davanti allo Stagno di Orbe-
Io a lib. e quindi a scir. finché riprende la tello per dirigersi alla Barca del Grazzi sul-
finiione di lib. finché dojio aver serpeg- l'Alhegna, di IkdalqnalfiumesaleaMaglia-
(btocon 1* Ombrone lo abbandona alla con- no e passando ila Perela arriva a Scansano,
floenza del lorr. Majano che sbocca in detp In quanto alla qualità del terreno in una
lo fiume fra U strada provinciale di Scan- superficie quadra di oltre 97 migl. toscane
uno td il Gtft. d* Ischia. sarebl>e per me impossibile segnalare le mol-
A questo confluente soltentra a confine te varietà di rocce che la ricuoprono.
il territorio comunitativo di Magliano, col II poggio, per esempio, su cui risiede
qsile il nostro rimonta di conserva nella Scansano generalmente è formato di grès o
dilezione di scìr. il torr. predetto fino quasi macigno, nella qnal pietra e stata ivi aperta
alle sue sorgenti che Irovansi presso la som- costà una cava per opere di quadro inipie-
BUtà dti paggio àìMontiano ì^eccftio, dove gate nelle fabbriche di quei dintorni, men-
da! lato di lib. si chiude la Valle delFOm- Ire nel fianco meridionale dello slesso poggio
Imoe, e si apre dirimpetto a scir. quella verso la Val-d*Albegna scuopresi la roccia
ÌDleriorc delP Albegna, nel cui fiume i due calcarea compatta che di tanto in tanto mel-
Icrrìlorj si dirigono, prima accompagnando- te fuori il capo dal macigno o dallo schisto
li col lorr. Sorra nel vallone dell* Osa, che marnso.
\àì abbandonano (ler proseguire il cammi- Colesla calcarea è attraversata in varj sen-
ni Verso oisli'o lincile entrano nel lorr. Pa- si da filoncini di scialo , e bene spesiìo da
trignoncj col quale per poco si accompa- quelli di quarzo. Dalla parte poi dei colli
^•^no, e quindi lasciano a pon. per altra- di Magliano soltentra la marna conchigliare
^tj&ire la Mrada rulabilc che guida da Ma- ceiulea, e per lutto altrove si trovano brec-
^ii.ii:u a Scansano. G)Slì dopo aver rasen- ce silicee, e impasti frammi-ntarj di pietra
tti'j dui Irftn di [K>n. il poggio di Fereta conira nerastra disposti in b;«nchi talvolta
icriidono nel torr. Tortone e con esso diri- venati da rilegature di quarzo bianco ofiaco.
tJt^iì a scii. in quello del f^ioafo col qua- Risi)etlo ai prodotti agrarii, nel poggio
Ir iI<j|,o un miglio entrano nel fi. Albegna, iutr)i'no a Scansano esistono dei |)oderi con
•ioif la Comunità di Scansiino ritrova il ter- case coloniche stanlechè Paria in Scansano,
n:orio comunitalivo di Manciano. essendo fra le meno infide della Maremma,
f ri i maggiori dirsi d* acqua che bagna- i:ume dissi, il paese è desti nato al la slalatura
D-^ ì coaHui del territorio di Scansano coi>- degli im|iirgati superiori di Grosseto.
i«si, 4 lev. il fi. Albrgna, a selt. la fiumana Le boscaglie per altro ed i pascoli natu-
Trasubbio, a niaestr. il fi. Ombrone ed a rali costituiscono anche in questa Goinuni-
liL. il torr. Siojano, tà dcllii Maremma la maggior produzione,
I pc^'ggi più elevati sono quelli di Scan- sia f>er ridurre quegli alberi in carbone , o
S4110, di Poggio-Ferro e di Montiano-V^ec- fier farne ceneri da potassa, sia per legname
<l«io. *- Ninna di quelle altezze [)er altro da costruzione, per doghe da botte, ec. Nei
irri%a alle mille braccia, giacché la sommila {tascoii naturali poi vivono intiere razze di
ilei (Mggio di Scansano misurala in due cavalli, molte vaccine, branehi di pecore e di
(«oli d*«l Pad. Inghirami, al così detto Pra- niajali che vi si propagano e vi s' ingrass^mo.
tu degli Olmi t alla base della Croce, fu I^a chiesa parrocchiale diS. Gio. Battista
1\nt\é\» br. 977, mentre al segnale di lev., a Scansano fu eretta in collegiata nelPanno
*\{n ciroa del poggio medesimo, non è che iGuS. Kssii è preseduta dal preposto pieva-
br.96a,Siopra il livello del mare Mediter- no, che è V unica dignità di quel capitolo.
916
QUADRO della Popolauonf della CoMomrJ* oi ScMijao
a trm epoche diserte (i).
Nome
dei Luoghi
Monf Orgitli
Murei
Pancole (i)
PoWeraijs, già al Cotone
Pòggio-Ferro (i)
ScAMàHO
Titolo
delh C/iieit
Diocesi
cui
appartengono
S. Biagio , Fiere
S. Domeatco , idem
Nome di Bfaria , idem
S. Bfatteo, idem
S. Croce , idem
S. Gio. fiattifU , Prepo-
situra Collegiata
S 3^
Bi
Totale .... MUi. JS."* 1976 3141 36ii
(i) NB. Ce parroecìde di PaneoU e di Foggio-Ferro erano tempre cappeUama
curcue neWaano 1745, la prima delle quali fa sottoposta al parrooo di Montorgudi^
la seconda al preposto pie^a^^o di Scansano,
SCARABÀTTOLE (POGGIO m) nella
Valle del Lamone in Romagna. — - È nna
delle montuosità segnalate dal P. loghinimi
sulla schiena dell' Appennino toscano situa-
to a scir. e poco lungi da Mamdi« la cui
sommità trovasi a 1373 br. sopra il livello
del mare*
SCARABONE suua CARZA in Val-di-
Sieve. -* Castellare con TÌIIa dove fu una
chiesa' sotto il titolo di 4$. Giasto a Scora-
àone, da lunga mano annessa alla parr. di S.
Andrea a Cerreto-Maggio, nel piviere, Com.
e circa un migl. a lib. di Vaglia, Giur. di
Searperia, Dioc. e Corap. di Firente.
Risiede sul fianco orientale di uno apro*
4ie che dirig<^ verso sett. dall* Ueeellatojo
e dal Monte-M(H«llo,fra il vallone della Car^
sa e la va'lccola della Marinella,
In questo luogo doveva esistere fino dal
secolo XI una casa turrita, cui fu dato l'o-
norevole epiteto di castello dal Pont. Crre*
f orto VII, allora quando nel a8 dicembre del*
Tanno 1076 passando da Firenze rilasciò un
breve al caiiitolo della chiesa fiorentina ed
al suo vescovo Ranieri, cui velie confermare
Ira i molti beni di quella mensa anche il
easU'll't di Scarabone, — (Ug«ii.li, Ital,
Sacr. in Archiep. Plorent.)^^ f^ed, Caa-
acTO-M^ttGio e Footaejmo,
dCARLlNO {Sckarlinam) nella Marem-
ma grossetana. *- Cast, con chiesa plebana
(S« Martino) già capoluogo insieme con Bu-
rlano di una Comunità del Prineipnto 4k
Piombino, attnalmente incorporata, una par-
te a quella dì Castiglione della Pescaia , e
r altra parte ai distretti comunitativi di Ma*-
sa Marittima e di Gavomno, dal quale ollf-
mo paese Scarlino dista circa tre migl. a Kf».
BJsiede sul fianco occidentale de* poggi
che dirigonsi da Gavorrano verso lib. fra
il Pian-d^'Alma e il padale di Scartino^
tre migl. a grec. dello scalo di Portiglìone
e appena due migl. a lev. del suo padule.
Le memorie del Cast, di Scarlino risal-
gono per lo meno al secolo X IrovaodoH
nominato in un btrumenlodel i8apr.973,
di cai si conserva copia originale lira le per-
gamvne delPArch. Dipi. Fior, ivi pervenute
dalla badia di S. Salvatore nel Monte Asta-
ta; col quale istmmento un marebese Lam-
berto figlio del lÌA March. Ildebrando, e mari-
to di Ermengarda figlb del C Ranieri oppi-
gnorò per diecimila lire 45 corti eh* egli
possedeva nella Toscana e nella Lombardia,
fra le quali eravi nna corte in Aimo , ana
in Setuiino ed una in Boriano.
Mi resta però a sapere chi fossequel aaar-
chese Lamberto che si dichiarava figlio di
altro March. Ildebrando, ed in qual modo
il territor o e giurisdiirone di Scarlino pis-
msse più tirili nei conti di Prato e di Hango-
na, mentre a uno di questi, il C. Alberto fi-
glio di altro C. Alberto, è diretto un diplossa
da Pavia deir Imp. Federigo I iOttodl9ag.
SG4R SGAR 217
M 1 154* mercè cui , a tenore «lelfe ileler- cedente, eioè del a olt. 1 108, al Veac. IMe»
BiiiM«ioni preee in RÓocaglia qiicl lOTraiio brando per la sua mensa vescovile di Roselle.
ifititui al Gonle A.lberlo di Pnlo e di !Man- Comunque sia Tatto di divise, ron(^Iii«>
IIQiia perle e per i suoi legiltimi efedi tulli nel dì «4 febh. del 1209, fra il conte Ma-
i Crudi pQMcdull dal conte Alberto di Ini irhinanJo ed il conte Rainaldo fratelli e fi-
avoionami che fossero stati da esso lui alie- ^li del primo letto dei fu conte Alberto pre-
sili. Fra i feudi restituiti al nipote lcf({esi nominato, non lascia dubbio che il domi-
iu quel dipIcNsa anche il Casi, di Scariiao nio ièiidiile di Scarlino si conservasse anche
CPU b sua fpurinlittoni*, e ciò uel tempo nei figli del G. Alberto privilegiato da Fe-
■»ÌesiiM> in ci«& ffiì abitanti di cotesto {lae' derì(ro I , mereé cui toccò di parte al C.
le dipendevano nel politico dal Comune di Raiiialda^ fìra ^i altri castelli della Marem-
Pisa, siccome apparisce da altro privilegio ma, ftlonte-Rolondo , Ga vorremo e Searli-
Moor^lato ai Pisani Ire anni prima (1 161), no. » FmL (xAvoaaàiio e MoaTs-Romano ,
lUk» stesa» Federigo I, confereaalo sucocs- ai quali AK. fu citato un breve del Foni.
livaaente da Arrigo VI, Ottone IV, Fede- Onorio IH del febb. 1227 esistente fra le
rifo II e Gftrlo IV ; e siecoaae meglio resul- carte della città di Massa, ora neWAreh.
Il dal #rr#r, • Simiuio dei Comune Pigano, delie Riformag, di Siena^ quando vennem
Aifoge qualmente per istrumento del a incaricati tre delegati apostolici per esami-
sitobre deiranno 1 108 tre fedeli donarono nare e decidere una lite fra i conti Gherar-
allt mensa vescovile di S. Loremo a RoseU do e Guelfo della Gherardesca ed i cavalieri
le, alla qvale pmedeva il vescovo lldebran- Gerosolimitani di Pisa da una parte, ed il C.
do, la omU del castello di Soarlino con la Rainaldo che ivi s* intitola contedi Scarlino
BKlàdI mam sua corte, compresovi il Pa- dall'altra parte, a cagione delle doti e di
da/c, nel OKido che aveva disposto per atto altri diritti di pertinenia di donna SHhilia
diniliaM volontà Manieri dei Jm come Quii" moglie che fu del C. Ugolino nato dal con-
liaontlosotignore.Uqnal castello di Scar- te Alberto e fratello del C. Rainaldo pre-
lino nella stessa carta diebUnsì csRfe nev- nominato. Quindi nel a 9 maggio dell* .in-
wemÈowàcmUe Banieridel/uGuiilicione no stesso iaa7 i giudici delegati prvìnun-
fvooapta che il di Ini padre fece dalla siarono sentenza in Siena, colla quale fu de-
cooleHa Malilda, allora govematrice della cìso, che i cavalieri Grerosolimilani di Pisa
Taocaaa. «— ( Uoaiui, iutl, Saer, in E^ entrassero al posiiesso della metà del castcl-
fisr. Grasaet.) lo di Scarlino, (/oc. eit.)
E qni cade il destro di rammenture due Appartiene allo stesso archivio altra pò.
altri istromentì, il primo de' quali scritto in steriore sentenci del a 3 aprile laìi, men'è
Fisa li s« genn. elei 1171, già citaln ali* cui uno dei delegati a|)ostnlirì, nella conti-
Àff, Surf^Fasaa (Voi. V pg. 146), (loiclié nuazione della lite stessa, condannò il conte
M medeoimo si ha la notizia che una figlia Rainaldo in lire 1 1 o come debitore allo spe-
del C Alberto, aorella del omte farivilegiato date de* cavalieri (vcrosolimitani di Pìki per
da Federigo iterasi maritata ad un lldebran- conto di doti, di morgineap^ ossia di o/ife-
di Soana conte Palatino di Toscana e fatto ^ e di altre ragioni spettanti a donna
di imftn ia famiglia Aldokrandesen. Subilia vedova del fu C. Ugolino fratello ilei
Il ssewJo è una bolla concistoriale del prefato G. Rainaldo. -— ^ Fed, G4voaa4ao e
Pool. Clemente III diretta dal Laterano li Moara-RoroaDO in Val-<li-Gomia. — ( Aacw.
la aprile dell* anno ti88a Gtialfredo Vesc. Dipl. Sn. Carte della Com. di Marsa).
|wnsilonii ed ai suoi soccenori , ai quali Come andasse a terminare cotesta lite , e
conformò, fra gli altri privilegi e diritti di se per quelle dne sentenze il C. RiinaMo re-
b^mno, anche Im quarta parte dei Cast, stasse spogliato effettivamente della met» dil
èiSemriimoeonlesueeìùesedi ùodemte^di castello di Scarlino , la storia e le carte da
Cmreiiee r^peitieidittretii^piàlaquarta me vedute non lo accennano. Bensì nell*
pmrfe delio Stagna e del Porto di Seariìn'\ Arch. Dipi. Sun . ( Kn /e/f<> feeehio n .® 3 Iff fi)
FraUonto nella coiicesttione Citta nel ii6.t esiste mi atto di rinunzia (atto nrl 1741 ibi
dairimp. Federigo I al C Alberto di Prato 8Ìn<laco del Cast, di 5>carlino in mano del
e di M^n^niM, e coiuiC};ue Irniente ropnato fiotestà di Siena per ogni azione che il suo
drl conte lliftehrandino di S(»aua, non tro- Comune a\Tva contro quello di Siena a mo-
isiì nicnaione «Icona della donazione pre* livodi un rmiirc stili di So fiorini d*on>.
S18 S G A R 8 C A t
• Goolallociò ì tigli ed eredi del C RtW» il popolo di Sc«K»o con il tao dWlftflo
naldo dì Monle-Rotondo coosefrurono dei ftoo «t fianricello kham conuffni mito il
diritti e l>eiii sopra ScM-lino ; al qual &tlo dtoceaatio di Grotaeto, gii di Rotelle. Cbe
lerrirrbbe dì appoggio on atto pubblico dd ami airArt. M0Uunm{PftrM 09% una delle
1 7 mano i aS? rogato in Scarlino, allordiè antidnatiae battewiii della dkccM di Ilo»
doona Mafia figlia del fu C. Rainaldo do- selle, sosprllai die ^tHaplefeda fran fen-
nava ad un di lei fratello per nome AreU pò distrutta, sotto T hnocasioMe dì S. Dò-
pesewo le sue ngìonì ereditarie cbe aiterà nato, palme riferire alla ebicsa e canonica
ne* castelli e corti di Scarlino, di Monte- di S. Donato presso Scariilio, la qnale ln>-
Kotondo e della Tena di Colle. ▼asi rammentata nella bolla luutw net
Altro docnmento del a3 aprile lagt rag- 1 1 88 dal Pont. Clemente lU al fcsuow di
girasi suir elecione di on sindaco latta dal Grosseto, stala di sopra eitala.
Comune di Scarlino, aAnc di persuadere A congettura si fitta mi spingeraBo le e-
i MaSMiani che la tregua stabilita fra cotesti spmsìonì di qoella bolla, nella qoalc dopo
«hie popoli sarebSe stata sanzionata dagli essere rammentale le decime del Cuwfei ài
Anriani di Pisa, dalla quale repubblica gli Scarlino, il Poni, toggionge; €t ^me^tdd
Scarlinesi dipende?ano. juris kah§9 in prMern eanoniem {jtfmMnm
Alla stessa città e governo di Pim Soar- Castri), et Beile tiam 5. Dofnmtiemm pns'
lino col suo territorio si mantenne soggetto seteipmihus i«/>, ^ume E/ritenpatm tmo pro"
fino a che nel 1 398 fu distaccato dal do- prie speetant. , ecc.
minio di quella per cederlo con Utolo di si- La pieve attnale di Seariino Jcdlcaic aS.
gnorìa a Gherardo d* Appiano* ai suoi fi- Martino nd i833 oontanra Sa8 abil.
gliuoU ed eredi inneme con Piombino, Bis- SCARUMO (PAQULB m) , gàè Srjmn
riano, Suvereto, l' Abbadia al Fango, risola e Poaro of Foenouomr, nel Kltofale to>
deirDba, ecc., e ciò sino alla nostra età, soano fra FoUonioa ed il poggio di Sowlino
quando, cioè, il Principato di Piombino, nella Com. Gtur. e DIoo. di Masaa Msilt-
per effetto del trattato di Vienna dd 1814 lima, Comp. di Granalo.
In riunito al Granducato di Toscana. Eccoci ad un articolo sóabraao per tasto-
In tutto cotesto intervallo però Scartino ria e per k geografta fisìen dalla tfai— ma
non conta avvenimento alcuno di qualche toscana , a volere alaaeno acccmiafe, non
clamore meno quello accaduto costà nel èko già dimostrare, qnando e come si toiv
1 554 , quando lo Strozzi priore di Capna, masse il Padute dì cui oeCone qnl fcrpacnb.
fratello di Piero comandante generale delle Cotesto Stagno , nompwm la ma csloa
truppe Gallo-Senesi «Ila dìMa di Siena, gronda, occupa una superikiedi eiraa dna
dopo aver fortificato Port^Eroole e latte im- miglia in longfaena nella diicstona da Kb.
barcare cinque compagnie di ftinti sopra tre a gree. e intorno a line lerm di migl. In lar-
galere , corse per la via di mare ad asniire ghesn, da acir. a maestr. «—Travasi fra Fol-
improwisimente il Cast, di Scartino goar- Ionica e lo scalo di Pértigliooe longo Te-
dato appena da una compagnia di soldati, stremo tomboto di qoel litlonle.
Ed avendo il priore anzidetto ordinato cbe Ma quando questo seno di Sccriino ces-
ai smontassero in terra dalle galere oltre i sasse di essere approdabile alle bavelle, ed
soldati tre cannoni per espugnare Scartino, in qual modo ìncomincìaase a divenive pa-
nel tempo che egli andava esaminando ifr* lustre, ciò è taciuto dalle memorie snpersti*
tomo il modo di batterlo, scoperto to Strot* ti, mentre i maraul del territorio aoailine-
zi dagli Scarlinesi cbe erano sulle mora, se non si rammentano prima delT nano itoS
fu colpito da una archibusata nel fianco, pec come si accennò qui sopra,
cui riportato nella galera poche ore dipoi Dubito ancora ; se a coCeSto pcdnle cbe
mori in Castiglione della Pescaja. — (Am- trovasi fuori della dieoasi grcmstana o ae
«uà. Stor. Fior. Uh. XXXtV. ) piuttosto a quelto di Pian d* Alma tikmn
Sotto r attuai governo la Comnnità di volcSHc il Pont. Oenmito III , allorbbè nd
Scartino, meno Boriano, fu per la maggior 1 1 88 confermava ai vesoovi éi Gensseto la
parte riunita alla Comnnità di Gavorrano, quarta parte del CoHeih^ deUo Stagnò a
senza il pdule e la pianura verso Follonica, Porto di Soartino.
che fu data alla Com. di Massa-Marittima, Comunque sia di ciò, to cindo cbe lo sto-
Rispetto poi alla giurisdiiione spirituale, gno in discorso ncn «siHesse^ tompi delT
SGAR SGAR 219
Inpeio rooMno, lia ptrcbè vion ne fu <a ilofellero nel perio.lotli venti secoli rieicire
ncasìoae alcuna da C Rullilo Numaziiiuo limitaiiaiinii e quasiché iiualcolabili.
nel sub Itincnrìo marìtlimo, sia per tro- Agli Art, Gbomkto (Voi. II piig. 547 e
lafffià dentio il laslrioo di un'antica strada, segg. ) e Littokals Toìcano ( pag. 704 e
mwtCDttUi Iòne alla consolare jiureiia segg. ) della presente opera io a?eTO detto ,
amoiHif Is^iociiila lungo tutto il Uttorale to- ihe se Torigine delle [mIijiIì littoranee lun-
Kuio.-^AIle mie islanie gentilmente ade- go il mare toscano si debba attribuire più
òfM nei giorni sconi il Ga? . commendatore che ad altro alle digbe, ossiano tomboli in-
AksMadro Manelli direttore generale delle lerposti fra il mare e le paludi stesse; se
Acque e Slnde e del Bonilicameuto delle coleste digbe ebbero origine dalle materie
luuBflM» il quale fra le notizie che le ri- mobili , dalle alghe ecc., trascinate alla
dnesi, diede la seguente: « che il piano del- spiaggia dai fiumi e respintevi dalle correnti
FaBlka TÌa denlio il pedule di Scarlino ap- marine e dalle traversie, avevo ancora ar-
fMÌtot ìa tempo di alta marea interiore al visato che, dove i monti mettono piede in
KveUe del waait Mediterraneo; ma che cote- mare, da ao secoli addietro fino ad oggMì ,
tfslìfello tanto più e diflicilea determinani non apparivano variazioni di livello stnsi-
ii qaanlo che lia detta via non solo non è bile fra il continente ed il pelago che li Iki-
ia pìaoov BU piescnia dei rialti e delle con- gna , mentre nelle spiagge intermedie ai
cifili^i primi dei quali nell* estate appari- capi, o ai semipromonlorj , il mare tanto
■000 fuori dell'acqua, mentre i secondi vi più si è allontanato quanto più il littorale
Mano costantemente sommeni ». si trovò sottile , ossia più inclinato verso
Alla quinta riunione degli scienziati ita- i* orizzonte, e quanto più la spiaggia si av-
limi iKouta io Lucca nella seconda metà del TÌcinava allo sbocco dei fiumi e fiumane.
■oe di aett. 1843 fu discorso alla sezione In prova della qual cfisa, ivi aggiungeva,
dì Miaewlogia, Geologia e Geografia deU qualmente con tutti gP interrimenti della
F^f^nedeii^Tem paludose italiane luti' Magra , del Serchio, dell'Amo e della Ce-
gole spiagge dei due mari, e fu dubitalo cin», gli avanzi di Luni, quelli dove fu
dal eh. A. di quella memoria che ciò sicra- il Porlo Pisano, la cala di Vada ecc. si man-
duio Ibiae io tempi geologici assai moder- tenevano coslaiilemenle ad un livello poco
ai Y durante i quali egli ammetteva di^rii o punto interiore a quello che aveva 20 sc-
periodi di soile^Himenti paniaii e di ai^- coli addietro il mare Mediterraneo.
•mllamenii ttelle terre situate lungo le co- Già era st.ito detto da altri che i porti di
ale ^i due mari, Barctiiona , di Marsilia , Gvno^a , 5iVa-
Che se qualcuno da simile teoria non mo- cusa^ Navarino e di tanti pam sul lido d<'I
slfosoi affatto alieno , citando ad esempio la MeJiternuuo conservavansi nella stessa pò»
UbLricsi solioniariivi il cui piano «sisle lut- sizione che ebbero al tempo della la loro
4«fffa presto la torre di Siiila Liberala nel i'oinlazioiif. — - T.e rovine di Frcolano (ag-
Capo ArgeuLaro, quello stesso opinava, che giungeva Malte-Brun) toccano il mare come
invece di aihHtllammti terrestri, da ritie- Io toi^cava quella città al tempo di Slniboue.
ri sumnuirini paralleli alle coste j fhs- In quanto ^loi alla fabbrira sottomarina
Me derivata la formatone dellr paludi Ut- presso la torre di S. Liberata al capo Argen*
taramea lungo 1 due mari^ Tosco e Adria- turo, po<*o sopra rammentata, AV Art. Vonro
iiec Ai fatili rilievi seitih» a che purgvs. S. Strfa.<<o esternai il mio jiarfre e T uso
Mera appoggio le materie moOìii traspor- assai probabile cui dovè essi-ie d(>stiiiata ,
tele dai fiutai e che diedero origine ai cioè, a consrrxa dei |iesci clic WiiadCaeta-
tamboii interposti tra il mare eie palati, ria Domitiana) fece costruire la potoole fa-
A cotest* ultima opinione aderivano altri miglia njmana dé*Do/niz/ Enobarbi,inìAn»
di qoci scienziati citando innsiinili «sempi do ai tempi di G. Cestire sìjjnoriggiaxa nel
kiogo le coste delU Francia, deli* America territorio Cosano. — red. Orbf.tbllo.
ssUcntrìoiiale e del golfo del Messico. Altronde citar mi giovano 5 eseropj ili
Se io avcsii potuto interloquire fra tanto avvallamenti pai-ziali di suolo accaduti nel-
smno avrei azzardato dire, che i*0(>inionc la spiaggia toscana in tcniiù storici , capiici
éà sollevameuti summarini , per quanto se non altro ad attentare ilella piccolissima
a»(lo analoga alla verilìi, pure rispetto alli variazione 'li livello, sia del couiineute li(t<i.
■ieliamiiiti di livello nel littorale tosi ano ranco, sia d-l contiguo mare. Il [rin.ocsso.
S e A R S G A B 221
Umm hominum terrarum ^ ptrdirtarHm, In gtiisa che tulio il Paduledi Scarlino,
— ^fd Via At'BKLU'XuiJirA iil Emilu m ciiroprem Ih sua VHSla gmnil» palu-
ScAran. sire, oggi occupa rnov.iK4 3) ^«aI'^. i5o8
lLt|uì mi gioTano le indicaiioni Giforì- I quali i5o8 Quatlr. cquivMl);onoa|la
Imi «ial |inrlotJalo Chv. cuinmmtlatore A. sufierficie quadra di mìgl. uno e ì
MaBdli, nip|M)rlo ad alli-o tronco di alnida, di Toscana.
oltre r antica TÌa che allravena il Pailule
ilidcarlino, il qual tronco egli trovò rifio- Conlutlociò rofiera sebiN'ne lunga nra
rito di ioppe^ o icbiume di ferro, trauciaio di certa rieicitn , laiche i fdanlropi fiossnno
|»r i pog^riii M>llo Scarlinu. a ragione lusingarsi di vedere renliiure un*
• Inoltre mi lece niiere, che alcune ofiere impresa, la quale niert*è Pamore ed il buon
Isiciiiie fi trovano, sia eacaTando il canale volere di un Princi|ie saggio e bendìco ren-
naiflirìo delle acque chiare presso le fon- derii purgata Paria inlella ili c^oleslo bacino
^■enla delle caleraile del Pelatone ^ sia della Marrmnia Insania, omle fia |ier succe-
idb iingiiB di terra sporgente nel Pedule dere al già nominalo malsano PaduU tma
di ScBriiiiOy dove esiste tuttora una paiUta- fertile pianura , a pochi squallidi e febbri-
I* cbe leiDbra essere stata il sostegno di una citanti abilatori una sana |iopulazìone (ler-
^kbc opera muraria. Coslk furono rinvc- manente, impresa die al |iari di lanle altre
Mie delle aiiella di piombo somiglianti a consimili coronerà in fierpetuo di vera glo-
ftéh di grossa catena, forse per chiudere ria e di generale riconoscenza il magnanimo
^ porto ». Liornu» II che con tanta saviezza e ciislan-
àppellati adesso col vocabolo di Pontone ih le cure sue generose vi rivolse.
a Seartino un passaggio di legname |ioslo Scama {Pahohica ot) in Val-d*E'sa. —
atiavenodel canale di comunicazione fra il Parr. antica (S. Andrea) già sottoposta alla
^HIoBHlale rd il m.ire dnv*è una palizzata Pieve a Caslello, riunita sul drclinan* del
■csBB per ritenere i f*esri che vi entrano Sfvoln XVIII alla cura di S. Michele a Onci
dil mare, la cui pesca soleva riescirc co- stiburliena di Colle, nella Gom. , Giur. ,
picaa innanxi le opere di bonificamento co- Dioc. e circa tie miffl. a scir. di questa ul-
■andate dal munificentissimo Sovrano l'eli- tima città, Comp. di Siena.
ceii«i-nte regnante, e innanzi che la com- Risiede in un risalto di collina fra la
■ki^àone idraulica a bili opere destinata vi strada provinciale che da Monto-Riggioni
foncsse mano, ora corre il duotleciino anno, guida a G)lie e la strada rotabile che si aerasi
per colmarlo. I priii(*i|iali intliienti che vi dalla suddella per incamminarsi sulPKIsa.
itoecaoo si riducono alla fiumana Pecoray Pra le carte del Mon.diS. Fugenio pres-
eci al lorr. Rigìtdato^ la (irima irhe viene da so Siena, unite a quelle della fiadb di S.
sHi. dai molili di Mas», il secondo che Sriivainre alP lsr)1a, huvvene una del 7 otlo-
xt-iide a lev. da Gravorrano, monti in gran bre 1 186 srrilta nella chiesa di S. Andrea a
pane coperti di rocce pietrose edi jKK'a terra Scarna, I» rrifnrio volterrano. — (^rcn. Dirt.
•riolla onde S[<erare che il Padule di Svar- Fior. Carit eit.) .^ f^ed. Castelio ( Pievr
/liti», benché di baitso fondo, possa bonifi- a) e Onci in V.d-<PKIsii.
rarsi in troppo breve giro dì anni. La prr. di S. .\ndre:i a Scarna nfl 174')
Rispetto ali* opera relativa al lyonifira- noverava si>li 39 abit.
mento del Padule di Scailino il Gi\. com- SCARPERIÀ mi. MtCRiix), gi:i CASTKL-
■mdatore prrnoniinMio mi ha trasmesso SAN-BARN ARA, nella Val-ili-Sie\e. — Ter-
gentiliiicttle i seguenti apfiunti. ra ngolare a forma di parallelogramma, (lo-
sta quasi nel cenim della provincia tU\ Ifiu'
I* 11 terreno palustre nel piano di gello con cliifsa prr| .osi tuia (SS. JiU'0(»o n
Scirlino nelPanno 1898 occupa- Filippo) capoluogo di floinunilà , se<le di
«a Quadr, 2700 un vicario regio e di un rancelliere coniu-
** AllualmeDle sono ridotti a . . » i35a nitalivo, nella Dioc. e Omiparliraento di
Feosì diminuiti di > i348 Firenze.
i^ Lo Stagno, o Chiaro del Padule Giace in ridente pianura, quasi tre migl.
nel i8a8 si estendeva per . . • » i^a a selt. del fi. Sieve, e un niigl. e mezzo a
4* At Inai mente è ridotto a. ... » i56 ostro dalla base meridionale del PApfiennino,
£ oaai diminuito di * s6 due migl. a scir. dei dislnillu caslello di
23i SGAR SCAB
AIoiil*AccìaiifOo,allnvemUibll'iMÌIiraitr»» qmle vicariato allon oaroprciulcva i «^
«la postale di Bologna ohe \uaà il giogo o- munì e popoli tefroenti : Fmiieeiamo , ^.
moDÌmo per fcenJere a Fircatuola. Gio, Maggiore col popolo ili S. Marim di
È «itiiata ootfl»!» Tcm firn il gr. %^ V Ca$ii^ S. MieMé di Fihhim», Com. di
loog. ed il gr. 44^ Utit., ai migl. a seti, di Imco^ 8. Sttfimo di€reztMo; Cofuume di
Fiienxc» 1 1 a ostro di Fireuuiola, 3 loigl. i'ratawCv^imtmo col popolo di Mirttèhei'
a sclt.-grec. di Saii-Pif-ro a Sieve, quasi 4 lo^ S. Gio^anm di Smnmi , •?. Bartoio W
migl. a maertr. del Borgo S. Lorenio , e 8 Petrose , Comtme di Tfsituii col popolo
■ùgJ. a lev. di Barberino di Mugello. di Fmgna, Comune di Cmsttignetoto ^ Co-
L* origine di Scarperia è notiiiinia , poi- tmune e popolo di S. Croce degìi Chmidim,
cbè, ollrt) quanto ne scritte G. Villani nella Comune di Hontaeciameo^ Cfmume di S.
tua Cronica al Lib. Vili, «:ap. 86, etisie tot ^goia^ Comune di FiUunuoiHt , Comume
le nicnibnine deir^reA, Dipi, Fior,^ per* di Guinitingo^ i popoli di S. CtemettU a
venutevi dair archi viogenrfàle de* oontratti, Signmw^ S, Simone della Moeeu^ S. Jf*-
uua deliberazione delU Bep. Fior, prrta ckeée ai Ferrane , S, Donato a Momtae-
nel dì 99 aprile i3o6, con là quale il con- oAio , S, Mariino a LmaOf S» Andrea m
tiglio dei cento, quello delle capiludini del- Carliano, S» Gattino in CornóoeiUOf S.
le XII arti maggiori , il oontigìio del capi* Lorenzo a Moaiepoli, 8. Benedetioa Me%»
lano del popolo e ditetore del (Comune di aalia , S. Maria a Mertofano e 8, Mi»
Firenxe, allora me». Btmando di Slelkito ekele a Lvnena, — Rogò il decreto ter Fi*
Stellali di Fuligno, ed il oooiiglb del pò- lippo del fu ter Dino d4 S. Maria di Pineta.
testa, eh* era nieit. Bino de*Gabbriclli da {impruntia),
Gubbio, at>provaroDo nna proivitiene de* Tale fu 1* origine, tali i popoli che eoa*
Priori delle Arti • del Gondloniere di gin- conerò ad «bitare il aaowCasioidi 8» Jbr-
ttizia di Fireme , U qnale tlabiliva 1* ecKfi- naèa, ooolomandolo di muraglie con varie
caxione di due Terre, ohe una di ette da stnnle parallelo ed una piana oentnde ecm
iarti nel Mugello, e 1* altra di là dalle Alpi tuo pretorio difato da fotti e ttcceati. — Ma
fiorentine eon le etraiioni ivideterìtte. Fra hi difam maggiore la faoero i tuoi abilmUi
i privilegi ohe ti oonotdevano ftivvi qoelk» ed una guarnigione ooraggiom allordiè^ ne^
di liberiMe per dieci anni dalle impotiiioni Tettate del i35i, la truppe al terviaio 41
ordinarie quegli uomini che vi ti recatter» Giovanni Viaconti arcivetcovo di MUaoo cai
ad abitarle con U pnvativa ai magnati e ad oiaMlata dair Oi^ggio ptneCcamoo da B»>
alcune famiglie mugellane di potervi face logna nel Mngdlo, tioebè nel giamo ao
degli acquieti : e eidad oggetto, diee il de- di agotlo preinitaronti baldanaoae davanti
crelo , di reprimere e frenare la superbia^ alfa 8aarperia^ cattetlo a qaatl* ora piaeo»
degli Ubaidini^ o di altri dal Mugello e lo, e appena monto da nna (.arte, e to-
di Oitr'^dlpe rihellatiei dal Comune di lamenta avvallato da on forno iolomo e da
Firenze, uno tteocalo.^ — Ma tentiamo le pcirole di imo
Con altra rilbrmagione del 18 luglio di starioo alleni vivente, quale ti em il crani-
queir anno i Priori della aiti ad il Gonfa- tU Bfalteo ViUaoi e
loniere di giuttiiia di Fireme ordinarono » I nemioi, die* egli, vi ibrono intorno
di fabbricare nelle parti dal Mugello tolto oan tanta moltitodine di cavalieri a di pe-
rìt|.eiione di atett. Matteo uffiaiale del ca- doni dia oopriaoo tolto il piano, a avendo
pitano del popolo fiorentino nel luogo de- da ogni parte circondato il pieoolo castello,
nominato la 8earperia una Terra di quel- fermi i campi loro, ne domandarono la rem
la forma e grandexsa che detto mcm. Matteo a coloro che lo guardavano, dicendo, come
pretcriverebbe, fa quale doveva appellarti i Fiorentini non io potavano tocoorrere, tè
Castel di 8, Barnaba, a lode e re^orenaa difendere, e ohe qnando non lo renduaono
sua^ litciando in faooltè del nominato Mai- tanca coatratlo nel brete termine loro atte-
teo di far cottruire i poaai e le (boti naeet* ^oalo, gli viootrebbano per battaglin e la
sarie, di aprire e dirinare le strade ne* luoghi vita non peidonerebbono ad aleono. — Gli
dove gli piacerebbe, e d'invitare ad abiltre atsediati per altro ritpotooo» che volevano
nel fa nuova Term gli uooùni dei paeti che tempo a delibafare; e domandalo qnanlo
egli Slesso avrebbe indicato purobè quatti termina volavano? gli attediati mandatonoal
tpperteneaiero al vicariato del Mugello, 11 conuadonla rottedelBiioioQekriapottate-
S e A R S G A R 223
inenle : che coti loro onort; non vedcano silo. Sennonché i 600 ciivalierì cjje si «lirn-
cfae polfsae enere meno lemiio «li Ire anni, derano da Perugia furono assaliti per via e
e che dopo detto termine inlendeano prima e sconfitti presso l*Olroo, ali* egresso della
morire in sui merli piuttosto clie darsi ai Val-di-Chiana, dalle genti comandate da Pier
nemici. Fatta cosi franca ed ardit.i risposta, Saccone Tarlali allealo del Visconti; donde-
i capitani del Visconti maravigliati ordina- cliè, arrivala a Firenze la noliiia di tal pei-^
mnoaollecita guardia e buona dilesa ». dita, la Signoria levò la speranza dMnvia-
• I nemici oominciarono prima ad assa- re il raccolto esercito al soccorso delia Sear-
lift il castello della Searperia con grossi /vena come era stato ordinalo. — AlloraTo-
babloochi per tentare ì difensori, i quali ste lombarda suirentrata di ottobre, per non
IrsvaiDDO solleciti e maestrevolnu'nte pre- partirsi con vergogna dalPassedio di quel ca-
|Miti alla difesa ». stello, essendo ì difixii apparecchiati, di buon
« Fratlanlo i Fiorentini atlenderano a mal lino assalì da più parti la iSear/ieWa por-
■nirctli maggior ptesidio le rocche di Spn- landò le scale per darvi 1* assalto con gran
f8nle,dlì Monle-Giori, il Borgo S. Lorenzo, tempesta di grida. Intanto, soggiunge il Vii-
Palieciano e altre fortene del Mugello, onde lani, quelli di dentro coperti e cheti lascia-
iMmici non potessero muovere |«sso senza rono che i nemici valicassero il primo fosso
icricolo (li venire molestati , confortando ed entrassero nel secondo , nel quale non
qurlli drlla Searperia affinchè atlendessero era acqua , e che accoslassero molte scale
Maprv più animosameute alla ditesa, vhe alle mura innanzi che gli assaliti si muo«
si ogni bisounio avrebbono ajnto e soccorso Tessero. Appena |)erò dato il segno dai co-
sollecito dal Comune iì.—(BI.V]u.aiii,C/*o- mandanti , quelli di dentro sollecitamente
Acn Lib. II. cap. x4 e i5.) cominciarono dalle mura a percuotere sopra
Foco appresso lo stesso antore aggiunge, i nemici colle pietre, lance e pali, traboc-
« uamt roste milanese stando intorno al ra- cando legname addosso degli assalitori, e ad
Mei Mia Searperia e dando opera a (are di- onta che questi ultimi rinfrescassero spesso
fini da tsaboeeare nella Terra per rompere Tassallo con gente nuova , gli assaliti ani-
ava cxm galli ed altri ingegni di legnami roosamenle si difendevano , talché i nemici
p9 viaeeria in battaglia, i P'iorenlini non per mnlip riprese di haitnglie non ebhono
CEHavano dall'altra parte di assoldare e ne- fodere di MCiolai-si «Ile mura , né agli slec-
coghefe genti d* arme e di provvedere abili cali ove le mura non enino ».
Cipitaoi per soccorrere il castello assediato. Comitnda^a quella valorosa guarnigione
Ma quando i conduttori ileir oste sep|M)no il nifiilnn griitrr;«lr Jarn|in di fiore rnnnr-
c^ raicivescoTO Visconti aveva lenlaloinu- stiibiic tfdfsco, uomo leale e valoroso, ni i
lilmente i Pisani a rompere {>ace ai Fioreu- sì na iinilo iin\nltro valente rafiilano, Gio-
tini, con tutte le loro forze si rivolsoiio alla vanni de^Visdomini di Fin'iizf-, il quale \f'g.
Searperia e qnelb presero a tornienlaiTcon p-iido mancato THiitto de* Perugini , e ere-
pewiiise di grandissimi difizii; talché giorno sciula haldnnxa nei nemici; e sa^N-ndo che*
e noCle gettavano nel pìccolo castello gros- gli asM'iliatì addi mandavano sollcrìlo soo-
sissime pietre, le quali rorapeano le case di corso, egli con granile ardire, presi seco 3o
doitro nonché le mura gettavano a terra ; compagni più esjierti d*armi e mollo corag-
sicché agli asseiliati conveniva fare continua gingi, una nr>ttc (*on cotesti si mise nclcam-
gaena e sollecita guardia il dì e la notte, e |in de' nemici, non pensando giammai che
pciciò scrivevano a Firenze che sol Ieri lasse il gente dei Fiorentini s* intromettesse tra loro,
specoff» promesso. I Fiorentini in<i ave» sicché destramente di lii quei valorosi entra-
«■no già preso al loro soldo un 1800 cava- rono nella Searperia.
lierì, e 55oo pedoni de* buoni masnadieri A lai soceoi-so fiocodopn si aggiunse quel-
l'Itala, oltre aoo cavalieri mandati dai Se- lo di cento fanti condotti da un altro conne-
afsi, e 600 eh* erano in cammino da Peni- slabile, cittadino pur esso di Finanze ilclla
pM, Coa tale armata e con numero grande ras:i de* Medici , il quale per vie opjiosle di
di fanti, i Dieci di Balia nel settembre sue- none |em|>o sano e salvo con 80 de* suoi
cessavo avevano ordinato cJie quelPesemilo compagni entrò nella Searperia. — (Crow.
laaiciasse in Mugello di fronte ai nemici so- riV. Gap. 14 e 93).
fn il Borgo S. Lorenzo in luogo detto a liO storici) fin qui rammentato, dÌM'or-
Sm^Donnino , dove Y oste era forte per lo rendo al cap. 3o del Lib. medesimo della
SSt SGAR SGA&
Cnmioi fiorealiast conio In Searperiu ript- sle ilgpo luog» fiilics • ooo pkoolo iifrUo
tMte dh Mf a de* mmakl, aon apecifieè «li di ine gcaU* acma «f tr bdlo alcva «o^ti-
cfai fotte Itola il pÌMK> |ier fendere Tuoi §li tto, suonò e ntiffeta^oon la pecdito delle lor-
cffHli di iin ctMoiiiio oopcrto cbe i cafNlaoi ri e di altri difixii da gnem ».
deU*otie con gnm^aotlo e ooo molto ttndio Fataniln ai oapitaai del Biacione wtnftU
copdnoeyaoo letiarri ed oggetto d*i«padro- Ut|ieieaiadiviaoer con la fonelsSeeiyit.
niiei del cattello» U eilato antere peieltio ria^ tollono tentare V uUirao rimedio eon
non traiate io d^indittfe la tlralegioB con It danari e laffgki piemi, |)er dire ooirArieato:
qnale i capitani fiamnlini in qneUa oece- *- (OrUméo /urioio CmntQ XV ^ Sr. i*)
!Ì!31 •" i^'^'''^!?!!!!!!^ Fu U vincer sempre maHaudahU cosa,
modo etimo ofdioaaono di deelto mUimo ^. v_. _ -^
•Ile »«k I» fa.» f«fo«l. 4dJ. hcfi.». ^''^' " perfirtuna o per ingegno.
di W. 4 è ^ buem e br. 3 in fondo 9 in » Gbe però tnldeclinaredeigàontotlMao
gttita cbe acende^a «a br. e memo eeilo i etti invitetono lutti i ooooeatabili ledetcài
fondaamnli deUe nmneatlcUane, aocioccbè, con i più pigh camlierì di quella naaione,
te qnrite cadcatooo 1 ti trovaate Taiuto del i quali nelle battaglie date alla S^arperm
detto lotto a diJen degli aaaediati. Nel lem* poco ti erano travagliali^ e dittilo leeos m
posletto i comandanti detlaSoarpenapffov a voi dette il cuore di vincere con farm e
vidono di.teavare di là dai fotti per rintoao> con ingegno qnetta Tem» 1* ooom taveUie
ciare la cava de* nemici innanai cbe quatta votivo» e dire la paga doppia e
giungeam aUe mura. — FraHanlo gli avver- piulov damnmo a cnàmno gtandont. I
tari adoperando grandi forae per rilmm gli nettabilie i Uno baccellieri n ttcinmne iu-
attediati da quel iavoro condutrane nn ca- sieme, « motti dH'pvetuntuom vanagloiia e
tIeUo di legname in tu I primo (otto ceti piet» da avariaia riapoaano» cbe dove eglino Ibs-
tocbe eon le pietre eombaltevano quelli cbe vero aicurì di avete ollra le eote pcnatcaae
erano Uà r«i lotto e I* altro alla guardia ii deno4i liariiH fto»oon d*ofO^ <i» neUa
de* loro cavalarìi io guim ebe cmtii ti riuDÌ vernante noMe dar^bbeeo fgemSmSómpmim.
il maggiot nniBira degli aaiedianti. Ma idi- 1 capitani proaaiacfo tenie ; e
funtori del fotm ainlaà da eoo baltttfieri la meam nelle armala lalla Fotte
deattneti e dilcnderii » oomballendo contro le^ t Tedctabi cbe avevano pcnmto di
r otte dalle mura , aetlenoero due giorni lirci filila eleiione di loo baooelUcei^
mollo èancamente l' amillm non ptvtaetten- miiono ad etti 1* impiem ed il fatoin drUa
do cbe ibam impedito il lavorio ai lorogoa* loro inleniione; i quaU araaati eon le amie
alalori; i qoaK acavando con grande mlleeì- e con altri amati belliei tenmolenn lume
Indine in poeo tempo ti erano avaitfatii pret- a quella parie più baja della Tem a*ad-
to alla cava de' oemid the era glii alle 80 dkiiaavono. Allora tulle gK ataodinli mate
br. e sole ao br. dittante dalle mnra« eqnel* furono all' arme, e tilenaieti
la lotto aft>garono e gnaalateno» caocian- i loro lumi aHetono lanlo ohe. In aebie-
dooe i cavatori ». re ti avvieinattero alle mura e ebc coatto-
« Frattanto il capitano lombardo (iVioe^ eimm l'aiaalie, in gmm cbe eelevo a quali
3i) radunalo un-eooaiglio di guerra* veden- ti appretmvano, francamente ooo la bale^
veoiee addotto il verno tenm aver vinto ebne» con le pieter, legnami e paK al pori dn>
il citlello, mcnira lo tlrame manmva , ed gli allei cbe mKvano tulle maun , |nwMwn
il contif lio ooneideeando cbe partiti di là ali* improvvim dagli aaaediati, inbncoaieno
aerebbefocon loee vergogna» decite di ten- dalle amie nei fiotto une tepm 1* altio« per
lare da capo la lurluoa, « due giorni ap- aBodo ebe feriti e aaagagttali devieUcnor par-
pveeaoy ad un'ora niedenkna innanà cbe ti lire da queir ataalto. AfllNnr otte del Biteio-
fiwcewgiomov ai diade principio alla batta- ne, peréutaogniapetanm daavem la Jneyyw
glia con gli ameti proprf alla tmlala.—» Idi- Wn, nel di i6 oH. ai pam in mavcia aeno
fenaori per altro cbe avevano prete maggio* Bologna , e ogni teldato ridnattti al «It là
re ardire per gli ataalli di già rttpinti» al dell* alpe nel terreno degli UfanldÌDà lora
9efno dato dai loro odmandenli oan tanto amici %,*^ifipti'.eiu LA. Il^cmp, 3a«13.)
impeto cominciarono a carieaaedi pidfe, di Quetta leaione per altro invece di con»-
pali agult e di legnanie i loeoatialitort^cbe primereeervi piulloato ad iti itera le furie
per fona ii ribnllanADO aildieUo^iicefaè To» dell* arti vetooro di Uiàuao, il quale neH'
SCAR SGAR 225
ivo ( 1 3S« ) onlinò sopra i Mi- qaal ti» fu ordinata dalla Rep. Fior, ad
■poiisione di 5oo,ooo ftorini oggetto di teaonra quella più antica che
ma ebe la Rep. Fior, traiendo pasiafa dal monte di Castel Guerrino e che
natile 9 fieoe pronlamente afibr- di là discenderà nei Sa nieme al Borgo Cor-
ri/* éi S Barnaba. «— In6itti nocchia |a in meno ai possessi degli Uh»!-
orsi ancora tre mesi, che Toste dmi. -* (Matt. ViiAàn, Cronie. Lib. X.
lila alle genti degli Ubaldini cap. 67.)
n amici tentò di levarsi 1* onta In&tti tanto a Firemoola come a Soar-
ogni miilo di prendere la Scar- peria era la posta de* muli destinati a tn-
piè che poshi dì innanii i sol- sportara i passeggeri in lettiga, • costì in
urdaTano avevano fatto mischia Scarperia nel 19 genn. del 14 Sa venne in-
I , onde en nata tra loro soon- contrato ed onorato V Imp. Federigo 111
lissima. d* Austria da una gmn parte della nobiltà
pke Al ordinata eotest* impresa fiorentina, mentm nel eseguente il santo
llpe nel piano di Mugello aSoo araivescovo Antonino con i suoi canonici e
Ito bandiere di cavalleria co» più di ottanta nobili e cavalieri da Firenxe
K Uheldini , delle qnali fone, gli uscirono incontro infino ali* Ueeetia-
;oidale dalla patte della pieve fo;o( il vertice del poggio sol P antica stnda
aSo de^ più arditi soldati a dì fn Montonoli e Gercìna). ««-(AMiua. Star,
del iSSa [stila aomuae) en- JPior, Lib. XXIII.)
I cmer sentiti nella Scarperia. Fino allom e per altri 90 anni dopoScar-
olte, toggìange it Villani, non peria non fu soggetta a grandi dimvventure
ilm il cutello tra forestieri e umane» né divine; ma una grandissima di
e f 00 nomini d* arme. Intanto qnest' ultimo genere le avvenne appunto nei
4eiilro vennero in chiaro che solstizio di giugno dell* anno i54a per un
leatperia era piena di nemici , orrìbile terremoto che fiece danni nolabi-
idi> mtia tmorte^ atta morte ^ lissimi per tutto il Mugello, ma special raeu-
rilà si ferirono fn di loro, sic- te nella Scarperia, dove sembra che fosse il
nuk: 1to,innansi che fosse dato centro di quel flagello, in guim che, scuo-
«iMlo ai soldati di fiiori, qnek teiklo fiior di maniera , mandò a terra gran
mwniiimtt in sulla piana ven- prie del paese, dove rovinarono ad un tratto
■le rolli. -^ ( 0/ser. eit. Lib, quasi tutte le case con la chiesa parrooc-
) chiale di S. Simone, e più di i5o persone
vafl per pochi anni continuò a restarono morie sotto le rovine, essendo as-
mfel di S. Baranb'*^ poiché sai maggiore il numero di feriti e di stro|>-
ig^nnse, e finalmente le restò pì»li, senza calcolare il copiosissimo beslìa-
• aiitido. Ciò è dimostralo da me domestico che vi perì. Il tremore della
■mll , uno de* quali sotto li 8 terra continuò sebbene meno spaventevole e
MM» 1 9 SS fu rogalo nel castei rovinoso per Io spazio di 40 giorni. — Ag-
ìt «fi M/itgeilo, che si tkiama giungeGiorgio Agricola, scrittore contempo-
— ( kmem. Dm.. Fioa. Carta ranco, qualmente presso Scarperia pei terre-
moti del i54a emerse di«lle viscera della
i]6i« ft marao (stile comune) terra un fiumicello che puzzava di zolfo e
ittA di un padre e di un figlio che pochi giorni appresso si seccò afTatlo. —
ryo di S. Agata presso la Scar- Un simile fenomeno ai tempi nostri si senti
i, air^rf. iakTk (S.) al Cob- accaduto nel regno di Murcia in Spagna per
mnu trascrivemmo dal capi- causa di forti terremoti ivi accaduti negli
ih. X «Iella Cronica di Mat- anni i8a8 e 99; ed un terremoto multo
dimoilrazione di smisurato a- sensibile per il Mugello e per la valle supe-
e r figlinolo. riora del Bisenzio e dell'Ombrone |N^ese
m Pma!mior.4 (Voi. II. pag. si è |)er tre volte rinnovalo nell* ottobre
■enfalo, rome, neir^inno gìes- del cadente anno 1843.
une aprrli U ^ìrt*U M Gin- Fra le chiese rovinale nel i54a nel di-
rla, qiH-lla siesM «Ole fier qu^t- Stretto della Scarperia si rammenta 1* antica
postale Bolognese ; la |Mrrnccbiale di 8. Simone nella cura della
i!
CAB
ile afcrcinoiuo lesac- nell.i
uiiii allH Tdisi Hiiinioiie
iliani alcuni cmiii sulJa
iioichi di i,ucrce U* a Ilo
cil altrove e sul modo di
liti dì clie sono caf-ari.
icarprria da lungo tempo
Icllinai e di allri tiikbrì-
iprtlrì di ferro, di*c]uali
raife i mi-reali e le ticre
[yranducato.
ttcnJì ba luo|[o in &ar-
MliuaDale , la cui itlitu-
ilo quella del paese. Inol-
ile fiere annuali, una nel
Mt f knmi a8 e 99 oUu-
tiioue fone della sua an-
o venne alla luce in Scar-
se AB
229
perla il ginrrcoosullo e abile politico Anto-
nio Moggi di San-Gimignanonel ltin|)oche
il di lui padre \i era slahililo con la fiitni-
glia medico condotto della Comunità. — Co-
ttkta Cam. mantiene costantemente un me-
dico, un chirurgo e due maestri di scuola.
È tendalo in Scarperia un ricio Afonie
(io , situalo nel palazzo pietorìo, dove ri-
siede il 'vicario regio che estende la giurisdi-
zione criminale anche sulle polfslerie di
Barberino di Mugello e del Borgo S. Lo-
renzo. — Vi si trova pure una cancelleria
comunilaliva, la quale abbraccia, oltre que-
sta di Scarperia, le G}m unità di SHn-Pier^a-
Sieve e di Vaglia. — LMngcgnere dì Cir-
condario e l*ufinio di esazione del Rrffistro
ti troiano al Borgo S. Lorenzo; la con-
servazione delle Ipoteche ed il tiibunaledi
Prima istanza sono in Fiienze.
I.:
VO deità Popnié» liane della Con vìi ha" 01 Scampbki/ì
a quattro epoche diverse.
:ia-
lli
Titolo
delle Chirse
Diocesi
cui
appartengono
S. Andrea , Priorìa
S. Ag:ita, Pie\e
S. Gavino, Kitluria
S. Maria, Pit\e
S. Michele*, Prioria
S. Maria , id< in
S. Lorenzo, idem
S. Bartolommi o , idem
SS. Jacu|K> e Fili|i()o,
Preposi tu ni
S. Gio. Battista, Prio*
ria
S. Clemente, Rettorìa
Totale . .
al
li
i s
Abit, if .•
Popolazione
l55i
l33
458
349
38:
97
»97
188
9;8
189
65
2940
ANMO
1745
3o4
5a9
aa4
371
Ila
939
i6a
144
I o6(>
a59
33
ARMO
iH33
^.\^^^s
53o
8a7
aa4
457
187
4*7
«97
a3i
i5i8
338
I90
fio 5 Ti
t f^offl eschano fuori di questa Comunità dnlle due par-
I rasterisio (*) jibit. A.**
Bestako Abit. li,^
avano dalle tre chiese parrocchiali di Colduja , Fi /filano
uori di qucito territorio cotrMnitati^o Abit, iV.®
TOTALB Abit, iV.*^
560
791
198
443
'9'
358
a3t
940
i57(>
3Co
191
5oG8
aaS
5a4ti
9S8 SGAB SCAB
<i/ Conus crssa il territorio MU Cam. di wnitt dal P. fogUnni, eilé4}ii6lia di CìB'
Firenzuola e viene a confine dallato (Upon,- sUt^Ouérri/iQ f ttonkt 191» tr. aupifiaft
naesir. quello della Gomunitli di Barberino al livello del mare MedtlcrraQe».
di Mugello. G>n quesiti Ili ma la liOftivaceB- Iklolle slMde volabili paetaii* fitr il ICBii-
de nella Val-di-6ieve diricnpeilo a maeMr. Iorio in dkootfK», oHm TaoUca fioitalf ohi*
per circa un migl. HacLè trova il torr. Sor* laUien ptr Bologna, reta ora rotabile dal-
cella , col quale i due territori coolinuano le Goniimitii di FtreoBuola e di Snrfirria
d i conserva nel la direzione di ostro fino pret- tanto nella salita ootne nelki diaersa del*
so la confluenza del borro delle Prunaje, — l' Appennino. È pcovinciaic la sUud» detta
Costi il territorio comunitativodiSoarpersa del Mugello, cbe passa il fiume a San Piero
voltando faccia da pon. a lev. poscia a scir. a Steve ptr eoslegfiare la sua la ripa sigi-
si dirìge insieme con l' altro per termini ar- stra» la quak liopo atlvaversata la paite meri-
tìfietali verso il torrente Dm^afaao cbe at- dìoaale del territorio comisailativo lit Sca»*
traversa alla confluenza del botro delle Ccn pena ai dirige sutto il Borgo &. LofensD p»
sucee mercè cui fronteggiano le dueComu- Viccbio a Dtooroano. Staccasi da questa la
nìtà per breve tragitto e poi trapassano per strada comunilativa rot«bil«| cbe per Fagoa
incamminarsi mediante termini artificiali guida aScarperia, dalcuicapoluc^pniooo
sul borro della Collina^ là dove passano la alconi altri tronchi di strade rotabìlt per S.
strada comunita^iva pedonale cbe va a S. Agata, per Senni, ecc.
Agata, fìncLè mediante il detto borro arri- Rispetto ai terreni che cuoprooo il ler>
\ano in quello deWAnguidolaj e poco do- ritorìo di questa Comunità» la loro qualità
|io sulla Si roda delia SeWa. si ri«luce per k massima parte a un grès an-
Ivi soltentra a confine il territorio co- tico in strali alternasti con lo schisto mar*
luO&llaìiVD di San Pier-a'^ieve coi quale t4 noao « più di rado eoo lacaloarea eompatla.
Iiostio cambiando direzione da scir. a lev. Alla base però volta a lib. dell' Apfienoino di
f>ercoiTe per breve tragitto la sfrada predelta; Castel-Guerrino, fin Monte Poli e la vilb di
poscia voltandalaccia entrambi rimontano Brba|a, oonlinuandu per Monte-Carellt, di
bel cammino di seti, la strada di Gabbiano mezzo al macigno (gre# anticù) trovansi
ehe presto lasciano a pon. per dirìgersi a qua e là rocce ofìolittcbe di gabbro e di ser-
ie v. sulla diaccia e di là nel borro Bimp^ p^niino stale già indicate agli Art. Aoata
toso, col quale litornano più sotto nella via (S.) al Gemoocuo, ArpEsaino TOscAjn» ed
stessa d! Gabbiano per entrare nei d«tl« lofTw ~
LevisanOf e con esso scendere nella strada Air incontro il suolo della gibbosa valle
maestra cbe da S. Piersi-Sicve conduce a intorno a Scarpeiìa è profbndameotocopcr-
Searperia. Di lì lungo il torr. predetto cam- to da un ttnreoo di trasporto nasto 4ì ciot-
minando verso ostr.-tib. dopo circa mezao Ioli e di gbia|e tnacioatavi 4al superiore
miglio entrano in Sieve; quindi mediante Appennino.
cotesto fiume il nostro territorio confina per Io qvanto alle pvodaiioni agvarie il ler-
quasi Un raigl. con quello di S. Pier-a-Sie- ritorio di qnesta Gom. dai pie «leU* Appai-
vi cbe ha dirimpetto a lib. e poscia a osino nino sino al fi. Sieve può aasomigliani ad
fino alla conflnenta del botro delle iVerri- un giardino piuttosto che a una oampagna
cine dorè iotlentra il territorio della Co- ooltivata a poderi. Avvegnaché se ai oona*
munita del Boi^o S. Lorenzo , da primo derano le annose querci che fiaDobeggimo
dirimpetto a lev., poscia di fronte a ostro» le pubbltcbe stra<ie , la squiaiteiia e copia
scir. mediante la strada provinciale e quella dei fratti e delle piante di peschi» meli«
delta de* Cappuccini. gelsi, olivi, e susini cbe lo rivestono, le fire^
I maggiori corsi d* acqua cbe lambiscono qoenti ville signorili cbe ad ogui tiro d*arco
i confini , o cbe passano per il territorio di sono ivi sparse, non si può fare a meao «là
questa Comunità, sono il tonr« Bagtmug a dire, cbe la Val-di-Sieve è il pau-adiao ter-^
lev., il Ta^afone a pon., il Comocc/no nel restre della Toscana. Air incontro coperti
Centro eil fi. ^ei^ a ostro, neirubimodei di boschi di oerri e dì quercioli tono ■
quali tutti ì torrenti suddetti si vuotano. fianchi meridionali dell* Appeiaii no dal tf»»-
Fra he montuosità dell* Appennino che go di Searperia sino al monte di Fò, e dà
cbe chiudono dirimpetto a sett. il territorio là scendendo nella valle per le vaste tenti
comiinitati\x) di Searperia y una sola fa mi- te del Fah^io^ FaoiUh Erbafot ecc.
SCAB
Già uà pQisiilcnlc afirondiao lene otlia
•nioQe di A^roDonia alla Terta AUinionc
degli Scienziati IlaliaDÌ alcuni ceoni sulla
CMiSBmaioiit de' boschi di querce U' allo
folto nel Mugello ed altrove e «ul modo di
tfam lolla la tendila di cbe sono capirci.
Nelk Term di Scarperìa da lungo irmpo
eaiile Tarte de* coltellinai e di altri, fabbri-
canti di arnesi campetlri di ferro » de* quali
feneri toglionsi fornire i mercati e le fiere
in ntolli paesi del Gianducato.
Hei giorno di venerdì ba luogo io Scar-
pina nn nMieaio settimanale » la cui istitu-
tione è antica quanto 4|iiella del pnete. Inol-
tre vi n tengono doe Bere annuali, un4 nel
14 giugno, l'altra nei giorni a8 e «9 olto-
bcv, in commemotaaione focse delle sua an-
tica ebicM litolare.
Nel secolo passalo venne alla luce in Scar-
SCAB
320
perla il ginrecoosullo e abile politico Anto-
nio Moggi di San-Gimignano nel Itinpocbe
il di lui padre «i era slabili lo con la fami-
glia medico condotto della Comunitò. — Co*
testa Cam» mantiene costao temente un me»
dicoy un chirurgo e due maestri di scuola*
È fondato in Scar|jeria un ricco Monte
pio, situato nel palazzo pretorio, dove ri«
siede il vicario regio che estende la giurisdf<«
zione criminale anche sulle potesterie di
Barberino di Mugello e del Borgo S. Lo-
renzo. -^ Vi sì trove pure una cancelleria
comunilativa, la quale abbraccia, olire que-
sta di Scarperia, le Comunità di San-Pier-»-
Sieve e di Vaglia. — L* ingegnere di Cir-
condario e l*ufiizio di esazione del Rrgutro
si trovano al Borgo S. Lorenzo; In con-
servazione delle Ipoteche «d il tribunale di
Prima istanza sono in Fiienze.
QUADRO della Popolazione della Comvtni^" di Scjìmpbkijì
a quattro epodit diverse.
Nome
dei Luoghi
Cerliano
Gamoocbio con Mon-
laooianito e Ascia-
•elio
Gornocofaio
Fa|!iia
Mareojano e Mezzalla
Montcpoti
Pcttone (•)
ScttMBAeonrai
m del Ferrone
Senni O
Signano
Titolo
delle Chiese
Diocesi
cui
appartengono
S. Andrea , Priorìa
S. Agat*, Pieve
S. Gavino, Ri Morìa
S. Maria, Pieve
S. Michele, Prioria
S. Maria, id«'m
S. Lorenzo , idem
S. Bartolommco, idem,
SS. Jacopo e Fili|ipo,
Prepositeira
S. Glo. Battista , Prìo-
ria
S. Clemente,
TOTJIE
a -
o 2
§ ^
8 e
••• ^
O /-S
.»» 5.
5^
Ahit. NP
Popolazione
ARNO
1745
i33
453
249
587
97
197
188
978
189
65
3o4
5a9
aa4
371
i3i
939
163
144
io6ti
a 59
33
ANNO
i833
53o
8ay
a 24
457
187
4«7
«97
a3t
i5i8
338
lao
3463|5o56
NB. Ifeir ultima epoca eseivano /iteri di questa Comunità dalle due par-
rocchie segnate con FasUristo (•) Abit, N,^
RjUTAKO Abit, H,^
Altronde vi entrapano dalle tre chiese parrocchiali di Colduja , Figìiano
e Gabbiano poste fuori di questo territorio comunitativo Abit. if .®
Totale Abit. N.'
56o
79»
198
44»
19'
358
aJi
140
1676
36o
5o68
395
5246
S e O J S e O P 23t
SCIANO, o SEANO in Vatld^Ombroiie Risiede siila base delle colline che slen-
PKlofcse. — f^ed, Sbako. donsi fino alla ripa destra della fiumana
Scto *- f^ed, Sbjo nel Pislojese. Solfara fra la striida re^ia d* Lrbania o del-
SGO* (PIANO, bPIEVE m) nel Val-d'Ar- F Ailrialico e la Terra d* Anghiarì.
so supcriore. — red, Puii-Di-Scn. La parr. di S. Donalo aScojano nel i833
SOO* (S. MINIATO x). — f^ed. Puk-di- comprendeva 134 popolani.
Soó, Comunità, SGOLA ( ISOLOTTO di ) siili* ingresso
Seoccouiro ot Cigoli nel Val-d'Amo in- del Golfo Luncnae, o della Spezia. — F'ed,
feriore. — Contrada che diede il vocabolo Uolà iu Palmabu.
ad am eh. piirr. (SS. Stefiino e Lucia) nel- SCOLA , o SQJOLA (PIEVE a) , anco
ranlico lueranato di S. Saturnino alla Fab- ASCUOLA in Val-d*E]sa. — Fed, Asccola,
brica di Cigoli , Com. Giur. e circa due b Pietb a Scola.
■igl. a pDn.-maeslr. di Sanrainialo, Dioc. SCOPETO. — A molli, luoghi senza dire
HMdesìna, già di Lucca, Corap. di Firenze, dei perduti , è rrslato il vocabolo di Sct^
Il Vtumi nel suo Odeporico a |Kig. 1 399 peto , sufiìcienli « indicare la qualil2i delle
cila le parole di un istrumentd del 93 ago- piante che un ili cuoprìvano quelle con-
sto 1907 to^Xo fuori d^muri disila città trade. *- Cttpremo li Scopeti meno ignoti,
di' Lucca , nel quale trovasi fatta menzione SCOPETO in Va1-d*Arhia. — Torre ri-
AiinGriiidolto da Sanminialo, scilicet de dotta a fortilizio durante T ultimo assedio
/oco Seoecoiino, di Siena p(^bo lungi dalla pieve di S. (vio-
li luogo di Scoccolino sotto Sanminiato vanni al Bozzone nella Com. e Giur. di
è alato anche da Giovanni Iielmi nel suo CaslelnuovodellaBerardenga,Dioc.eComp.
Dbriotanminialeseal fehb. dell* anno 1 3i 5, di Siena.
q«aiido ndla tomaia che fecero dalla [Nirle Fu questo un possesso della celebre farai-
<M Borgo di S. Fiora i soldati dì Uguccio- glia Sozzini, dove villeggiarono Mariano e
■e della Faggiuola, furono assalili dai San- Barlolommeo, Fausto e Lelio Sozzini. La
■inalcfi nel piano sotto Scoecolino. stessa torre di Scopeto è rammentata sotto
LigteflsoLelmi poco appresso ivi aggiun- dì 17 marzo del i554, da Alessandro Soz-
V, che a dt «4 aprite i3i5 (stile comune) zini nelh sua cronica delle Rivoluzioni di
llgoecione della Faggiuola fermò il suo cam- Siena puM>licHtc nel T. II del Py/rc/iiViu Stu-
fo a Santa-Gonda , alloggiando egli slesso rico Italiano.
Della Badia, r che nel dì 97 dettò us(!Ì certa Scopeto nel Val-irArno suprriore. —
cavalcala fuori del campo scorrendo e »ua- il»s. elio diede il titolo alla eli. diS. Cristo-
stando perle ville di Monte Dontco^ Bacali fiino :i S('op<'io, che fu nrl piviere tli Casciii,
e Scoecoiino injino a Fibhiastri e a S, Com. e Giur. dìRrggello, Dior, di Fiesole,
Chiara e per ia via di Felcino. Donde Comp. di Firenze.—- /''^ef/. Cam:ia(Pìe\ e a^
consegue clic la contrada di Scoccolino era Scopeto nella Val-d* Kvola. — Due ca-
silaata in collina fra Cigoli e S. Chiara nel salì distrutti nrlhi stessa Vallccola, uno nel
•ahurbiooccidentale di Sanminialo.— ^ei/. piviere di Barbial la , Com. di Nontajonp,
Fabbbica di Cigoli. Giur. di Sanminiato , Dioc. di Volterra ,
SCOGNA nel vallone di Vara in Val-di- Comp. di Finrnze, e raltroch'rbbech. juirr.
Magra. — Cos. con cJi. parr. (S. Cristo- fS. Jiico|io) riunita alla cura dì Balroncvisi,
&aOj nella Com. e Mandamento di Godano, |;ià della Dioc. di Lucca, ora di Sanniì-
Dioc. di Luni-Saruna, Provincia di Le- niato,Cum. e Giur. luedesìiua. 0>inp. di
Tonte, R. Sardo. Firrnze.
Risiede in monte sulle pendici meridio- Riferisce al casale di Scopeto presso Bar-
nali del poggio di Godano cui bagna i pie- Inaila un istrumenlo lucchesiedrl ig agosto
di la ripa sinistra della fiumana di Vara. 1 109 rogalo nella canonica della pieve di
La parr- di S. Cristofano a Scogna nel S. Genesio sotto Sanminiato, col quale il
18)9 noverava 380 abit. C. Ugo del fu C. Tedice della Gherardesca
SCOJA'XO, o SCL'JANO in Val-Tiberi- fece un cambio di beni con Rangerìo vesco-
na. *- Cbs. con eh. parr. (S. Donalo) nel vo di Lucca, fra i quali possessi fuvvi com-
piviere della Sovara, Com. Giur. e quasi 3 presa metìi dei casali di Barhialla e di Sco-
ntgl. a oslro-scir. di Anghiari, Dioc. di p^to ^ |»oslì juxfa fluviutn , quùd dcitttr
^iosepolcro, già di Arezzo, Corap. aretino. Ebula , f£c. — Era probabilmente quello
238 SGOP SCOP
Sea^imio etuttiUo dir mU*mmo 1004 dal una «Imlaiione di ìwn e Tigne tittMit ut
C. Gherardo del fu G. Gherardo per la eoe vari |N?ieri de'U diooeii fioreatioa, dof«
mela fu dooato alla badiii di S. Bftitìa di è rammeatat* il caalello di SeopHo nel pi.
Serena da esao lui fondata preMoGhimdiiio, Tiiredi«9. M^Hiitaa ^imiitióoio.fMfmìUo
Appella pare a eoteito Scopeto di Bar^- documenlo» in dtfta dd i oli. 1097, eeritlo
biaiia un dìplooiJidi Arrigo VI dd 18 ago- imJ Moo. di S. Mimato al Monte» è wta ag-
ito, 1186 col quile concesse in feudo a !!• giunta di donazione lasciata dalk Tedova
debrando fesoovo di Volterra fra gli altri del primo donatario falla allo sterno flioo.
luoghi la terza parte de* castelli dì BarbialU i<Hto di 3 1 seti, di queir amio, si eìtano fn
e di Scopeto» mentre il vescovo G dgaoo ano i honi donati quelli posti in Seopoia.
antecessore fino dil 1 9 aprile itSa aveva fiamnentano pare cotesto easlellodoe di*
compralo quel la stessa porzione de* dae ea- pkimi» «no di Arrigo VI del «9 maggio 1197»
stelli di BmrhiaUa e di Scopeto. — fod, e l'altro di Feder^;o II del «9 «ev. isso,
Hakiulla» BALGOKavisi, GoEAttuio, e Vàua coi quali furono confermati ai eonlt Goidi,
Gomcaisi. fra gli «Itri castelli dd Mugello, qndlli di
Scopeto in Val-di-Sfreee. — Non «0 se Albo vino, di Pi maggiore» di Monlo45Msi,di
più esista il nomignolo di cotesto Scopeto ; Scopeto, ecc.
so bensìcbeesisleva nel secolo X. nel piviere Nel 1S68 la ohiem plefaana in diecorso
di S. Pietro a Cintoja, Gom. e Giur. di minaceiava rovina in gmm» che i suoi rei-
G.we, Dioc. di Fiesole» Gomp. di Firenze, tori furono obbligali ad ufliziam per qital-
Ai qual hiogo» chiamato catteiiOi riferisco- che tempo in un offrono di compogma di-
no varie membrane della Badia di Passigna- stante due tiri dt balestra della pieve.
110, due delle quali del 1 008 rammentano Fra i diversi oratorj uno» die fu cara-eolio
de* beni posti nel castello di Jce^o, pivie- il titolo di S, Jacopo in PaM^^ caislcva
re di S. Fietro a Gntoja. sulla strada che (focheggia la ripa destra
SCOPETO (PIEVE o^, MoM a VlMIflfG' dd A. Sieve dov* era anche un ospedale per
GIO ndla Val-dt-Sieve. -*- Pieve antica di i pellegrini stato incorporato con i suol beni
recente restaurala sotto T invocazione di S. dia eh. prioria di S. Maria al Bovino me-
Martino» nella Gom. e circa due migl. a diante decreto dd 9 maggio 1)94.
ostro -scir. di Vicchto , Ginr. del Borgo S. Dissi la pit^e di Scopeto di reeenie re-
Loreuzo, Dioc. e G imp. di Firenze. staurata, stante le cure del dcfìmlo pievano
Risiede sopra una delle colline che dal GaHo Vtvoli di Firenzoola, che la raM a(
MonleGiovi si distendono a sett. verso il fi. anni fino al i8o5, nel qud periodo ej»K
Sieve, il quale bagna te sue falde a lev., men- rifece chiesa e canonica, migliorò i poderi
tre dal lato di pon. scende in esso il fosso e le case ooloniehe, parte deHe quali eresse
Saliracca. dd fomlamenU, talché avendo vìstosamenle
QuesU pieve, che dai nomignoli di 5eo- aumentato le rendite di oolesla curs , il
peto e f^tmifùecio dà a giudicare ddl* an* pievano attuale Gio. Balkisto Grifoni lìoron-
tico stalo selvaggio del luogo che in ori- tino ha voluto tramandarne ai posteri la
gine la circondava, chiamandola in f^imi^ memoria con una iscrizione fiiUa pone nel
niccioy o a Sc'tpeto, ootesta pieve è ram* 1843 sópra 1a> poita della sua eanonica.
mentala fino dui principio del sec. XI nell' Il piviere di S. MarUno a S^peto eom*
atto di fondazione e dotazione del Mon. di prendeva cioqoe cure, attosAmenlc ridotte
S. Minialo al Monte del Re fuori diFiren- a tre sole parroeohialr; ctoè, t. di S. Ha-
ze, cui il vescovo Ildebrando donar voHe fra ria al Bof^ino con l'annesso tegnenle; a df
le altre poisessioni la metà del Gtft. e ter- S. Jacopo in Padmle ; S. di S. Andrea Bnr.
ritorio di Montacuto compreso nel piviere ft/ono, ossia a Casalieri, edstente; 4. dt S.
di S, ifartino io ^iminiccio. Giusto a JHonte^assif nnita dhi parrocchia'
Ghe U slessa pieve di S. Martino prendes- di ^iec/do oon decreto del a a sett« 1 7 7 S ; 5.
se, oche dasse il vocabolo ad un castello di S.Jacopo a Afoi^<iciiro/o aggregata, prima
appd lato 5cofefe, si può dedurre da due al- alla eh. di S. Pietro a Pimaggiore, dopo-
tri documenti dd a sett. e i ottobre dd che essa fu unita al canonicato Adimari
1097 pervenuti dalla Badia di PasiigoMio nella metropolitana fiorentina, ed ora la
nell* i#re/i. Dipi, Fior., il primo de*qu<«li, maggior parte dd suo popolo è dato dia
rogaU presso il casld di Scopeto ^ tratta di pieve diSoopeto e per il reslciilaa4|uelladi
SCOfi SGOR 333
HM. Fa un tempo di gìuipedfonalo paiMre dopo la sua morie al Card. Antonio
'•■it dai f|iiaU per bolb di Pio II pa»- Bichi di luì fratello, e dipoi ad uno dei fi-
À^vii e c|iiìiidt ne* Baldmotti. gli , eredi e successori del Gav. Rulilio Bi-
Ufievc^S. Martino a Scopeto nel i833 chi da nominarsi dai primi due iiilciidati ,
«nnl^^abit. Git. Giovanni e Card. Antonio, previa 1*
^^"* {S. DowdTO a) nel suburbio approvazione sovnna, finché alla morte del
^K'àmnA^ di Firenie. — Convento che conte Francesco di Firmano Bichi, accaduta
liàfFnli^iQgt^iiiani detti Scopetioiftiorì lì 7 sett. del 1737, il feudo di Scorgiano
v^^Mla Bòmoa sul poggio di Colom- ritornò alla corona granducale.
W* f*Ho di S. Ilario cà/e Ponti^ o a A Scorgiano però gli eredi Borgbesi-Bi-
^*'■■^•« Gmi. e Giur. del Galluno, chi di Siena conservano una tenuta con il
^ < Css^i. di Firenie. — Fa disfiitto palaxxo incominciato dal Card. Antonio Bi-
p mSm ièXk Signoria di Firmxe nel chi, ed una cappella con buone pitture del
ibliirfhJM. noD servisse di asilo al ne- Cav. Nasini , oltre una B. V. colorila dal
^éÈ faÉnoD ad assediate la dtlà. •— Paochiarotto. Anche l' erezione di questa cap-
'U.GtoMBOfCofiiMiCè. pella fu fatta a spese dello stesso Card. An-
nOICLTOUioVal-di-Magra. —Vili. tonioBiclii,il quale vi fu sepolto nel 1672.
***^pMr. (S. Andrea) nella Gom. e cii^ Iji |»arr. pleb;iua della eh. tU SS. Flora e
"^■ifl'S ntL-mcitr. di Caprio, Giur. Lucilla a Scorgiano nel i833 noverava 4o3
i«Dioc. medesiDiay già di Lu- abit., i36 de* quali spettavano al territorio
S(ai|i. di Fin. comuni lati vo di Monte-Riggioni.
il sHiie lango ti fosso Oracne /- Scomico in Val-d*-Elsa. — Cas. distrutto
^(^ «A SDtio il fimco occidentale del dove fu una eh. parr. (S. Crisiofano di
■Mtbnjo terre di limite fra la Gom. di Scorieo) nel pievanato di S. Leonino in
Cfrisc^bdiFratremoli. Conio, Oim. della Castellina del Chianti,
iapR.di S. Andrea a Scoreetoli com- Giur. di Radda, Dioc. di Colle, già di Fie-
pèaséele villste di PoHiieeih e di sole, Gomp. di Siena. — Teif. Como (S.
^■■*W. LaOLiao la).
hm té tS3) esalava 465 abit. SCORNKLTX) in Val-d i-Cecina. _ Vii-
JQOKIAIIO, 0 SGORaANO in Val-d* la de* nobili Inghirami di Volterra nella
— VilLconcb. plebana (SS. Flora e parr. di S. Leopoldo alleM(>)«, Com. Giur.
'i^tllievslledcttaa.9eorrtaito(lira/. Dioc. e circa roigl. 7 a scir. di Volterra,
^sn di rettoria sotto la Pieve a Ca- Comp. di Firenze.
l^-^'lBibpnsioil rcmfmedi tre G^ La villa di Scornei lo risiede sopra un
■■Mhié Colle, cioè, di Casole e di Mon- poggio cretoso sparso di filoni tortuosi di
{|^"VP*iiiBfirnltima delle quali innanzi solfato di calce (gesso) sotto ai quali appro-
vili) la ddti eh. ers compresa, ora nella fondando il terreno scaturisce Tiicqua salata
»&.e6ini|ff.a lev. di Cisoie, Dioc. delle Moje volterrane, come in simil modo
*^||n fi) di Volterra , Comp. di Siena, da lunghissima età la forniscono i sotto-
'l^dtikNr occidentale dd Monte- stanti poggi del!e Mofe di S. Giovanni
■■ionlfa rìp destra «lei fosso Tana, presso T antica eh. prr. di S. liorenzo alle
f*'il»Ji maestra che da Siena per la Mo/e vtcehie, — Ved, Moji m Voi.TKaaA.
^i^isola ^da a Colle. Una delle carte del Cnm. di Volterra del
^^*l'' di Scorgiano ebbero signoria i a3 luglio laaS tratta della vendita di tutte
"^^^iffiae Slrove; ed è rammen- le terre che gli ospitalieri dell' Altopiscio
***>si*nroento del iJsett. i33i esi- possedevano a Scornello come [Miri mon io
^k lefiirte degli Agostiniani di Sie- dello Spedalettn s*:>lto Agnano in Val d*^>a.
••'•■leBtir^IrcA. Dipi. Fior. Ma la villa di Scomello è anche più f.i-
'^^' il Vili, di Scorgiano insieme migerata per i famosi Scaritù etruschi ivi
2* 'W§ptiolo dei Botro, la Fietv a disse|)olti d.il giov.ine CJiirzio In^: hi rami,
^«d altre possessioni , fu eretto in SCORMO (VILl/ÌNE a GORA nO nella
?*«• titolo di contea dal Granduca Valle dell' Omhrone pislojcse XWjirt.
27*dolI,ila| quale, mediante diploma Goa4 ni Scormw, oiuUrasia fu di^orso del-
^'^(rpoi667,fu concesso alcavalier l'anilatiifulo ed nv> di miesla T^ora, «mI
^*^i4lfa Firmano Bichi di Siena da ali* Jrt, Vobjx al Homìo di TiaTtLu si |Mrlò
334 SQQT &GO:T
o$^9\krt di noUo ipìrìto e a^MlMOninMl fiwBineU» Fine.
fiMtaìio, Étto A icmUfe con Moipi» Bt|o«t U éUmiottr iifH»Fii»> urir^to di ^c»
pttttkì e livofi i tuoi «MQiUadÌM al pco^ <rMwo à dwiy» »iU' «tfcaio confitte gb-
ymo miìgoU e indiMUrialf . rìadìuonale di Livorno tonoicinla un di
SCraiIOnelV»kl*ÀrDO|mno.«*GQO* M«l» U Uioio^ C^^MnMo niMMiK~r<d.
Imda «lie ha fernilo il tìlolo m due olncte Uioim» Conuiaiié.
(& Slefitno m Smemo minttrtt eS. lf«itnn Rm *r «MMfie pMi «ttaHir mM^ al
a 5como m«9f«or«) nel pieiantlD. di S4 Cm. • Piavo di Scoinano^iil Miuntori ntl
IiMmù altfe Gofii, €0014 e mwm 3 nif lia T. Ili ddlB mm Am$i%, 0. Jmfi f^ldditó
apon.dtGMfÌBa»Ginr.diPontcdeiM,]Kéa. nm^m&tAamàtiiX dÌ9ek.dfei^^i».éà
a CoBfw dir Pita. ti not. fv^ naila qpuAe ai Malia di m*
Cka la Qontouia di Jbamo ti aUoidctia anfitcnai di hftù i^partancyti ali^amnniai-
Am It Gaaa e Casdoa* e ebe tino dal aeoob civettatile piiana titnali in ¥aq Ini^ dH
Xdafn^ilnona ad an cattledi^ocil*iil« Biaiia4lPot«a»ada9d^ wl yéaiattdl^.
tiaao ptaiant, lo dkhàini un coDltalto, a»< Marim ■€ S. Gm, Mttiùim a ^ta«niÉaak
fiteulico dat ■ g anrite^ anno ^ya^ pnfcèlkato campattaat lattila fn«l«dtilrìWtì«S|lpa>
dal Mnraloia {JiU. Med. J^. T. Ili), fatti dagiiabitanlidtIU ^^i^i <tf ^fri^igw
aol qaaàa itirtmtnte Aleatico tatoafo dt edi«llii vici eotataU» dallo tlatto pir^antli,
Ii« léBiiò a dna nokili BaHalIft la maU M. M paata di SnoUnano Aitava nnawnii ai
le reodite a tribul! aba al {dtnMO di CSa« è laatmenlaio in dn^ otri* pimn dalnj a
aotnadovaiaoofli abitanti ddlaviliedi^pal ai^fin|(nQi34o>NUl*v^4ln tannila dUba
piviart » fra la quali è dctignata nna liUé ftmk di laara fetta da un UdI)oiMMM4lAl
éi Stormi '^ r«d. GAaonrA. in Qkmtdo^ dal CtfotlMa^it» Smtrmmài
Bkf^%o all'antia» fealgUa (diana dtl tS« /« Collme mpmmtL^én$mm (dtefWU
fnori da ^eonto la ttotia raaunanta molli linH» irtanaatma) 4ii CnttMyH Ti tmmm^
iluliaidHi, diverti dai qnaU ti fiamnaiin fmiim ^tmH^npftmminm Ibmti 4a*tft
nel 1988 al trtlUto di pace fra i Pitant ad nrauu Lortnsant anmo i34o» f ndiitU jBf »
i Gienoveai. Gli ttoriei hsmo ntcba nmi- «err»a MM. /mUi..«^ (Awar. i#dn. BpÉ|
alone di nn Blirtolonunto éa Scorna aicao U fenétariotialli piarod. GìOn
cilladino cbe figatè nel prinoifdodel 14001 S» Mbfia a Saolfia^o anuf^cnda^
0 di nn Co<ki ^ •S'como ^ lui coatwiea. ^lello dalla dk aolAonialfiacw oIIm
Scorno cottituiva un ooBMinellodaloon» amatlii Éiraanm aptiaiàtoa 4aì
.ladot pitano » a aama tala è te^akto in al- alf • fabhlàeato dll F. Matlnii «»ol^«»
cuna carta dal aecoloXUI fta qaelle della alnan panw di Cbw>at^ cnllìl
nonachè di & Silvattro di Pita» aienlaa la atnMHo popolo di Sacdrianni «»'&i
yOla di 5o0Mo e la toa eappaHè di S. Sia* a Zaainna>S. &. CfiaUifcnan
fimo tann ffioardata nel laS^ in nni- mctth 4* SS. binalo a Bit|^ a Mafte
bfana i^paftewila al Mon. di S. GWwa alla S. S. llacitnn- a .^^mm(
Inoe d'Amo, f^trambe lìnnilo mAVAitak. Vitato a Fm§KtmM$ {emm (dm fm.
IhpLFiot\^F(td,€oKn(^.hHmmn>.umM), can In paait Jmli aUt patwneldn
So9TB9^m,mSiiutmijmo{Pimmm0moèunk f» & Bufalo. n Sani» 4^^ai»&.&
»!} fifa la fliM^ort e la Val-dM^na, ina io in ìMi» o ih ^dnln (ignoM.
detta la PlfaifnaciadSCàtfoPirian«o,oPàa. JLn pia« di ScMUriann
€i0ii, nella Cani, e dica nn migL a «ncativ, coli' indicwona di Col/a f.
di Onàano, €anr. di Rotignano« Dìaa. a tppelitnti non «do ani dottato
Camp, di Fita^ m dal Cnf imnafn nnona di
Gli ai anai dalla Pimn 9emàm éi Sto^ dal CoU# PMM pmaB il
Irìono, di laaffotempapaafenala^tilaoaano patita tt piava pMdclla. CSà «•> Ir ife
e pie dal CoDa Pintmii talk dntni dalla dm nn ialmjnwila drfa^t|^»t9»
alk»da dia da GolognoK patta- ad" Oldaio calo, dd Blnialod fi» qoalli
prttao la ^ Sottlia» o Ihrtnunana, oW .^m^ M«., nd inalati Italia i
pMMnn tiro d'ano al ano pan%, fai le tDa>^ aanladibani étUaoMMa^ Ptaa.
penti dd torrcnlo Morrm, Iribntatio ddla ciano «d Colim detto ComI* P]
finmttitf Torm^ e qudia dd Snlanfana cito U pitie di ffruridlii lo.
S E e I SEGA 237
RoKichello priore ili S. Pietro ■ Scano pn^j^ SfX; ALARI urlla GHRRARDFSCA {Se-
■I Gunarlingo del Comune di Pistoja 1» ^- gniarium) nel Ih SJareiuina pisiina. — Ga-
bella di due partì di una peschiera, mentre stellate dove ebbero signoria i conti della
nel 5 femi. del i34i e di nuofonel ladic. Gherardesca nel popolo di S. Lorenio aCa-
deiranno i34a lo stesso priore, abitando sfagneto, Com. della Gheranlesca, Giur. fli
in Seano, acquistò in compra un podere s|- Montesciidajo , Dioc. di Maisa-Marittiraa »
tsato nel lerrilorin di Tiziana. Gomp. di Pisa.
Finalmente il priore Rustichello de* Lax- Il castellare di Segalarì, ridolio agli a? an-
leri comparisce in un atto del si settembre zi di una rocca , risiede sopra il risalto di
1J46, rogalo in Seano, rebtivo alla colla- una collina fra la vetta del monte che pro-
ikme della chiesa di S. Biagio a Casale ( di pagasi Terso lev. dal Poggio al Pruno e la
Pmto), della quale eh. essendo uno de*pH- Terra di Castagneto, situata quasi un mi-
tfooi il prenominato Rustichello di Vanni glio a scir. delle rovine di Segalari.
concorse per diritto alla nomina e investi- Le notizie storiche del Cast, di Segalari
tnn del nuovo rettore di quella chiesa. de*conti della Gherardesca risalgono al prin*
Fa rogato pure in Seano un altro istru- cipio del secolo \1, poiché, sebbene il C.
mesto del 16 agosto 1347, col quale il prio- Gheranlo nell'atto di fondazione della Ba-
re Attstidiello predetto diede in socio a BaU dia di S. Maria posta nel suo Castel di «Se-
do di Buoio certi bestiami. Cotesto atto mi rena presso Chiusdino (anno 1004) non fa-
Kmbnt r ultima memoria del priore Rusti- cesse menzione di questo luogo, è certo per
ciiello, mentre nel 17 die. del i348 fu altro che i suoi successori donarono alla
data una sentenia in Pistoja a favore dei Badia medesima de* beni situali nella corte
fmtelli Gian-Carlo e Barlolommeo figli del di Segalari. Lo dimostra una scritta di per-
la Zanno di Vanni de*Lazieri come ere- muta di latifondi falla nel 2 a gennaio del
di 9 diceva la sentenza , del tu priore Rusti- 11 58 fra l'areivescovo di Pisa e 1* abbate
ckello loro zio. — (Aaca.Din.. Fioa., Cor/e del Mon. di Serena , in cui sono nominali
éeltOpera di S. Jacopo di Pisio/a. j i beni che quella Badia (lossedeva nei con-
io seguilo la prioria di S. Pietro a Se:ino fini del Riiy^ualdo^ che scorre (dice il tlo-
fu sottopoita alla pieve di Tiziana. — Essa cumenlo) fra Castagneto e Stgaiari. Ar-
mi iBJ3 contala laaa ahil. roge che uno de* conti della Gheranlesca,
SEBASTIANO (S.) a PIUVICA. — f^ed, il conte Tedice di Segalari, nel 33 luglio
PscvicA nella Valle dell'Ombrone pislojese. del 1 194 {st'le pisano) fu teslimone ad un
Cotesto richiamo valga per tolti i luoghi giudicalo tinto in Pisa nella chiesa di S. Se-
che hanno per |iarrocchiale una chicli de- (H^lcro di Chinsira. — f^ed, Sf.ttimo nel
dicala a S, Sebastiano, o ai SS. Fabiano Val-d*Arno pisano.
e Sebastiano, Resta a sa^nre chi fosse stalo il padre del
bEGCiANO IH VAL-Di-M ARINA nel Val- suddetto conte Tedice, cioè, se egli nacque
d'Amo sotto Firenze. -* Gas. con ch.parr. da un C. U^ro raromenlato ali* anno 1161»
:S. SleCano) e Tannesso dì S. Michele làCu- e se fu quel C. Tedice rhe negli anni 11 86,
pi nel piviere di Canraja, Com . e circa iiga e 1199 era potestà di Pisa; o seppure
migl. 5 a selt. di Calenzano, Giur. di Cara- era figlio di quel conte Tedice, la di rui
|iì, Dioc. e Comp. di Firenze. moglie contessa Preziosa nel 11 74 essendo
Risiede in poggio sulla destra della fiu- rimasta veilo\a di luì , stando in Pisa , nel-
oaoa Jfarina e della strada militare di Bar- P ottobre di dello anno insieme con due fi-
bmno di Mugello, lungo il fosso denoini- gli , CC. Tedice e Ugolino, e con altri due
mtoetso pure di Seceiano, ni^ioti CC. Ugiiorioiie ed Ugolino fratelli e
L« parr. diS. Stefiino a Seceiano nel 1 833 tìgli del fu C. Taurredi di Donoralìcf) , do.
noverava s34 abit* narono allo spedale tli Slagno due moggia
StcciJiifo, o SKGOtASo DI VAL-CéVA di lerrcoo. — (/oc. «1/., Carte del Man,
nella Val-di-Sicve. — f^ed. Val-Cava (S. di S. Lorento alla Rivolta di Pisa.)
^-■"ci m). Figlio bensì del C. Tedice di Sega bri rom-
SEGCIOXE, o SAGCIONE nel Val-d'- parìsce un conte Alberto che inconlriamo in
^00 Aretino. — Ped, Agata (S.) a Saccioub. Cascina nelF agosto del 1 a 1 5, quello stesso
SECI, o SIECI nel Val-d*-Aruo sopra che fu eletto dal magistrato civico dì Vol-
'ticnu. — Ped. Suci. terra in suo podestà, come apparisce da un
938 SEGA SE6G
atto del s aprile iss6 icritto nei confini titolo ancora (lebbene dal fnwn»
territoriali «lei Catt, di SegtMlari; e fone no fbtM loro controrcno^ di cmIi
era In stesso G. Alberto di Segalari che nel lari, — (Am». mlu RiioaH««. m
ii5a Tenne chiamato per la seconda irolla a Atlnalmenle il pogfio di SSep
Volterra ad esercitarvi V uffizio di poteitli. proprietà particolare di un tale f
— (AacB. Dm.. Fioa., Carie degli Oli^e» di Gsatagiieio che ha ridotto ^piei
toni di Fisa, e della Com. di Folierrm^'^ ad una ridente collina piantata a
Gbciha , Notizie star, di Volterra,) nli? i , piante che fiinno corona ali
Dal suddetto conte Alberto nacque un C. mura del diroccato caslclkie. — i
Guelfo di Segalari eletto nel 98 agosto 1 3o5 stiohcto mlla Guta tanwoà.
in procuratore dai conti Ildebrandino No- Seomlam nel yalnT-Amo topi
▼elfo ed Enrico degli Aldobrandeschi di trìmenti ap^iellato Ca9i9Ì Palm
Santa-Fiora ad oggetto di Tendere al Gomu- Questo luogo perduto era nel pivi
ne di Volterra, siccome avTenne nel i5 noT. Vito a Scergnano, Com. Giur. e
dello stesso anno per il prexzo di lire «400 migl. a pon. di FiglinCv Dioc. di
pisane, il dominio utile e diretto delle t:i- Gomp. di Firenxe.
line di Montegerooli. — {Carte della Com. Emo è rammentalo fino dal m
di Volterra , toc, cit,) una membrana della Badia di Gal
Molto prima peraltro di quesL* ultima epo- ora neWjirek, Dipi, Fior,
ca una delle membrane inedite deir^^rcA. Smoalmì ot SortQ9,ìMW^wàwà
AreiQ.diPisa del 7 febb. 11 37 rìsguar- la Cascina di Va l-d*Era. — ^ed.J
da un atto scritto nella cinonica della Fri* jr^ {Pisrt dì).
mazialc, col quale i fratelli Ugerio ^ Rolan- SEGGIAIfO nella Val-d*OiCHi.
«io figli del fu Lamljerto di Scfgalari dona- eompottodi due borfate* Sr; gwii
runo alla mensa arcÌTescoiile di Pisa nelle e nuo^^o^ con una eh. prepotilM
mani delfArciT. Uberto la quinta parte del (S. Barlolommeo)» cui tono aw
castello e distretto ili Segalari. Il qual rogito cappellanie conte nella Com. Gin
lìi firmato da otto consoli della citta di Pisa migl. 4 a sett. di Castel-tlei-Piaoi
e da varj testimoni. Lo rogò l3go cautarum MontalcinOt già di Cbinri , Gomp
paimnus ei À postai ice Sedis Jfotariuf, di Siena.
Fa parte del pnrzicso Arch. della stessa Trovasi s'apra il risalto di un pi
Primazia le di Pisi {Arch, cit.) una carta forma parte del fianco occidentale
del 39 noT. i3i6, in cui si fa menzione di Amiata lungo il torr. P'iao^ pressn
donna Tedda figlia del fìi conte Guelfo di fluensa drl fosso Peira^ quasi sai
Seg.i!ari e moglie di Gtielfo Btizzaccherino doTe arriva la regione trachitiea dei
de* Sisniondi di Pisa, ali* occisione che essa miata, in mezzo a teWe di grandim
alienò un predio situato nel piviere di S. Una delle memorie più retaste
Lorenzo alle Corti , stato di già comprato di questo luogo la fornirebbe un 1
dal C Bonifazio conte di Donoralico, e si» agosto 858, esìstente fi« le pergaa
gnore della sesta parte del regno <li Cigliari. Badia di S. SalTadore sol Monttf
Contemporaneamente al C. Gtielib di Se- tiialmente nfWArch, Dipi. Fiiir.
galari TÌTCTa un Bnnaccorso conte pur* esso le si tratta di case e terreni posti
di Segalari e figlio del fu C. Galgano di Tan- di Seggiano allivellati da qaeirat
credi , stato ererle per la quarta parte di un Anche un atto pubblico del m
C. Ugolino suo fratello. — (/oc. ciV., Carte verte intomo la vendita hììm «lai
del mfon. di S. Lorenzo alla Ricolta.) srssnrr alla Badia Amiatina di ti
Infine i cnntì di $eg.ilari taUnltasi appel- di terra vignata, della misura di
larono conti di Donnr.itico, e tale altra conti per pertica del piede del reLintfi
di Castagneto. Ma la bninra »le'c<inti di Se- il prezzo di ao soldi,
galari della Glierardesca si estinse Terso la Della proTenienza raedciiMe 1
metà del secolo XV in una femmina , don- del i5 marzo iioa promosM» di
na Bartolommea figlia del C. Gucr/o di Ca- insorta tra il Com. di 5e«Sfro pm
•tapneto. I.1 quale avendo portato in dote al pendente, e quello di Pateniiao^
marito Guglielmo da OnVi la conte:* di Se- lite avevano preso parte gli noflri
Salali , i suoi discendenti s^Jllcnlrarono nel giano. — Ped, Potf.5TI^.
SEG6 SELV 239
!Tci Mcolo Xll oolcfto panii*si dislÌDgiic- Se^giaiio rhe dedkoisi «Ila difesa di quella
14 ÌB VMCciiio € «iioM>, MOCQOie talc è quiili- cillà. -— (Abcb. Stok. Ital. F'fti, il,)
luto d« un istrumcalo del 1 5 gtiin. 1 160, Lm \mn, prcposituni di ScggìMiond 1 833
ari quale si lialta della cestiunv che fecero coniava 1868 aliit.
fiì ecedi dei fondalorì della chiesa di S. Seggio di Babiìa nella Valle del Serchio.
Maria a Seg giano cocchio in roano di Eu- — Colesla contrada che dicile il vocabolo
ilioo priore di detta chiesa ai Caumldolensi ad una eh. forse parr. (5. Andrea de Se»
iti Vivo liei lore diritti su quella chiesa.^- gio) spettata alla Pieve di Loppia, la quale
(iacB. IhvL. Fioa. Carte del Mton, di S. nello stesso piviere designata trovasi anehe
MiutÌ9Ìm miP Jreo i» Sienm). nel catalogo del le chiese del la Dioc. di Lucca
Già «li* Ari. Nocno^ o Noglta wl Moara dell* anno ia6o. — f^eil, Loppii.
AmuaA ù diife, che le chiesa, di S. Flora SEGROMlG\0,oSUBGROMlNIO delle
cttsiita a Nocrta nel distretto di Seggiano Piiaoaaa nella Valle orientale di Lucca. —
•lifarleneva ai monaci di S. Beneiletlo del ^td, SvBGaoMiaio rPisva m).
?i«o« dai quali pasw ai Camaldoleiisi dìS. SEI ANO di TIZZANA. — - red. Sbavo.
Suitiola a Siena» ed ivi si citò un istru- iS'ejo, o Scio{f^ieo di) nella Valle del-
Bcnlo del 99 seit. 1175 fetlo lul Mon. del I* Ombrone pistojese. — Vico perduto, nolo
Tivo reltflivo ali* assegnazione ile* confini bensì per alcune crarte pislojesì pubblicate
dei beni che apparteDev.ino alla eh. di S. ilal P. Zaccaria nei suoi dneedoia ; delle
Fioca a Nocete» o a AocefD. quali una del a novembre 944, contiene
La chiesa parrocchiale di Seggiano vee- uu alto col quale il C. Teudicio figlio di
cUb» oouieochè lòsse dedicata a S. Bario- allro C. Teudicio fece donazione di la po-
Inmmen al pari dell* attuale di Segg*ano deri alla cattedrale di Pistoja, qualificandofi
— Bffa, non è più l'antica. in queir atto signore del f^ieo Sejoraun^ o
Kd iai6 con bolla concistoriale del ao Sci*irum , posto presso Pistoja.
die. Onorio III ad imitazione di altri Pon- Anche un diploma dell* Imp. Ottone III
IcM antCGCMori» confermò alla Badia di S. dell* anno 997 a favore de* vescovi di Pi-
intimo varie cbicst» fra le quali anche que sloja, confermato nel 1 155 da Federigo I,
iladiS.Bulolommeoa5e^e'f'AO.— '(/frc/i. rammenta una corte in Se/o, eh* era di per-
frwmio di casa Borgìiesi-Èicìù di Siena), tinenia della mensa vescovile , diversa da
Golcsta parrocchia comprende, come dls- altra irorte che la stessa mensa possedeva in
si destro il suo perimetro due capiteilanie; Sejano, o Sciano , presso Tiziana,
la prima di esse» sotto il titolo di S. Bernar- Selleua {Baoni di) o di Cbiapciaiio in
diaoal Co/ojsn^/o, è posta più in bas»oun VaUlì-Chiana. -— feii. Cbiahciamo, Coma-
buon migl. a maestr. di Seggiano, fra il n/là, e Bagm di SàLLsaA.
Vivo e il lorr. Ente , nel luogo dove fu un SELC^E (VIA obixa) sotto Fojano in Val-
aatioo oonveoto di Frati Gmventuali, ab- di-Chiana. — f^ed. Via Cassia.
t— dopalo nel 1782 per minacciante rovi- SEUJE, o S1LCIA(VIA; nella Maremma
■a» Moché provvisoriamente il curato di Grossetana e sotto Massa»Lunense. — fed*
9KlIa cbicta reoossi ad ufliziare in altro Via AuaeLiA Nvova , a Emilu di Scaibo.
onlorio. L* altra cappellania cur.iU sotto SELVA , e SELVE. _ A molti luoghi ,
riavocazioiie e vocabolo di S. Giusep|ie al- ville , e castelli delta Toscana , quantunque
li FefciJW» è situata più in alto nel la re- non siano più come una volta coperti di
fané tracbilica delU Montagna alquanto al boschi, è rimasto il nome generico di Sblva,
è sollo de* £iggi che coronano la gran cu- o Selve , siccome restò lo specipco ai Cast. ,
pah U Bfoot* Amiate. Vili., vici o casali di Castagneto ^ Can^
M circondario della prepositura a breve neto , Frassineto , ischeto , Su^fereto, Pi-
^Maaia dalla Terra di Seggiano esiste una neta , Lecceta, Queret-to, Scopeto , fcc.
Uh chiesa sotto 1* invocazione della Ma- Tale sarebbe la SeiiHi nel itonteCal^o
ismaa deiia Carità (abbricata nel secolo presso la Terra di Santa-Fiora, la Srtva di
IVI, e b villa di Potentino con estesa fat- Buonconvento, la Sel*ut di Sionticiano e di
t^ del March, del Monte S. Maria. -^ Praia, la i^illa della Selva sopra la Lastra
Md. PonaTiBO* a Signa, e quella anche più celebre de*Sal-
Scggiano neir ultimo assedio di Siena viati , poi Borghesi presso il castellare di
Uè un capitano in quel Bernardioo da Malmantile» nel popolo di 5. Pietro alla
SERA SERA 215
sto Scniano uno dei tanti feudi per il aolito [XMiti sul |mssa|^giu da un» in
tildi di ModiglÌMia , rammenlato altra valle, o vallfcola.
i nel firivilegio conceaw loro nel Noi ci limiteremo a indicare fra i [uCi se-
Imp. Federigo II. gnalati i seguenti.
di S. Pietro ■ Sentano nel 1 833 SERA VALLE , o SEHRAVALLE , gii
•bit. SERRA nel Vald^-Amo casculinese. — Gi-
a (goeemBTTji Dt) in V-AhiVOrcM, stellare con Vili, e eli. parr. (S. Niccolò)
LoooieTTA, o RoccaiTTB Di Ridi- nel piviere di Partina, Com. Giur. e cir-
ca 6 migl. a seti, di Bibbiena, Dìoc. e
^ (S.) — f^td. Zio (S.) DI Cebm- Coinp. di Arexso.
fi Val-d*Arno inferiore. Trovasi il castello di Serra, o SerravaU
FAGLIA in Valili-Cbiana. — /e nclF Appennino di Camaldoli sotto la
chiesai parr. (S. Maria) nel pi- Badia di Prataglia nella ri|Ni dcstnidcl torr.
rrntobi, Coro. Giur. Dioc. e cir- Arehiano^ là appnnto dove confluiscono i
I. a fcir. di Cortona, 0>mp. di fossi di Camaldoli e di Prataglia^ cbc
uniti prendono il vocabolo del torr. preno-
mevlio evo la eh. di Sepolliiglia minato, talché io penso che a seconda delle
loggio a lev. della straila postale parole di IXinte fino costassù salire dovè
presso al confiiie del Granduca- dopo la battaglia di Campa Idino il ferito
italo pontificio fra rOsssija ed il capitano deireaercito vittorioso, Bunnconie
da MontefeitrOf la di cui ombra interro-
Hm chiesi di giurispadronato dei gala nel Purgatorio dall* Alighieri rispon-
orì di Cortona, uno dei quali, deva al poeta :
III Reiranno 1370 la rifece e
■stimione delta signoria de*Ca- Oh^ rispos* egli, appiè dei Caseniinn
m di Sepoltaglia divenne di gin» Traifersann''ne^aaeh*hanomeÌ'A!rehiano,
dei capitani di Parie Guelfa di Che io^ra CErmo nasce in Appennino,
li quali passò nei Granducbi di Là ve *1 vocabol suo diventa vano
Arri^io, forato nella gola,
» la Irodisione, dtstit itila peraltro JFuggettdo a piedi e sanguinando il piano,
adaiMento, che i vocaboli di Se» (Da»tb Purgai. Canto P.)
e di Ossafa nascessero dal vi-
ro di Caibveri rettati sepolti co- Rispetto allo memorie di questo castel-
gran vittoria riportata sul Tra- letto di Serra, o Serraff alle soìamenie mi è
ADnibalc sopra le romane legioni noto che esso insieme con i vicini castelli
dal console Flaminio. di Gello e di Baazena intorno al mille era
0 tempo a qnesta parte, stante la posseduto dai nobili di Montanlo e di Ca-
bile abitazioni dalla chiesa p:irr. prese, ai quali io dubito che appartenesse
:lia,ilsuoparroeoordinarianM'iite quel Guelfo di Ranieri che nel 11 14 per
borgKettOy denominato il ili'c- atto del «4 marzo oflri le rendite di cotesti
ovasi lungo la strada postale di luoghi agli Eremiti di Cimaldoli. ->- (An-
1 la dogana dell* Ossa ja e la chio mal. Camai.d. f^oi, I. Append,)
Itela. E«l è costà in un oratorio Negli Annali Oiinaldolensi sono rì|)Oitiiti
>ve il parroco di Sefiollaglia suole, vari istrumrnti relativi a questo castello,
elle solennità, giornalmente uf- col primo de*qiiiili, rogalo del claustro del-
la badia di Intaglia nel nov. del 11 88,
. di S. Maria a Sepoltaglia nel Amadeo vescovo di Arezzo convenne con
iva 336 abil. Guglielmo alibsite di Pr.il.i<;lia e con alcuni
pie spesso SERRA, SERRE, abitanti di Marciano di edificare a S[iesc del-
LE, e SERRAVALLE. — Più la sua mens:i unc:istelIo in 5H'ravallc in luo-
;o «mesti nomignoli s* incontra- go appellato incìsa da guardiirsi in imme e
■ pnnli e sono dati a vsrj fMesi y^r conto dei vrìirovi di Arezzo: che nei
HM, i quali lutti ripetono un* e- cari di bisogno questi avreMjero dato a cu-
slogia, ctor, dalla imsixione to- stodirc la torre del esistei lo suddetto agli aln
■ cai si Irovano, essendo quelli liati di Prataglia insieme con la chiesa di
248 SEBA SERA
Dopo la resa «li Seravalle l Pistojfsì pri- no Pino della Tosa che cn neuit
{;ìotìt furono contlolti a Lucca, ed agi* indi- sloja, a nome del re Roberto di N
i;eni fu i>crilonato. Allora i Lucchesi fecero quali tutti stettero a parlaineBlaie i
ro5iniire in Seravalle una nuova rocca dalla valle con Gastmccio infiao a notte
parie che giarda la Val - di -fievole , e un ta. — ^erf. Pistoia.
irrosso muro alla rof;ca i*eeckia di qnk ver- L*anno di poi, nell* aprile dd i3
Si) Pistoia, dov* era, ilice il Villan), la pitve la mediazione del le Roberto fa e
nuova^ |HT tener meglio a ubbidienza gli la pace fra i Pisani ed i LoocbcsìdBi
uomini di quel castello che furono aggre- te ed i Fiorentini con tutti gli aUr
tmti al contado lucchese. — (G. Viu.A!n, della lega Guelfa di Toscana dalPal
Cronic. liih. Vili. cap. 5a.) te, nella quale si oontenera anche il
IMIo due nie(*he, nuova e vecchia, di te articolo :CAeiy«M»nifes<idk'Pk'if
ST.ivalle, parla 1* anonimo delle Storie pi- dessero le terre che iemei^mmoMi
stiilfsi air. «uno i3i4, dopn che il governo di Lucca, riierbandosi Smwsdk
di Iiuiv.i d.i rguocione della Faggiuola, ap- avessero fatio le pmei eoi ^orf
|>cna ùì\o%\ di quelli Rcp. signore, fu rìfor- Dalla quii cosa appafìioe, che nd
malo a parte Gliibrllin:i. dne rocche di Sera^mlie dorem
Allori ì Bianchi e i Ghiltellini di Pistoja in potere dei Bianchi o Ghibellini
riroraut» in fiucc-i cavale trono a Seravalle e non più in mano de* Lucchesi,
dote qurlti dì ilontro gli apnrr>no le porte, ultimi però erano slate nel i3aa
<* con alletta* ÌT4 della moneta rhe dicdono rusciti di Pistoja consegnate, poid
a! iMpitaR«« rM«on.> :a ro'ri nuov-i, I t^IA mo nell* aprile di detto anno Caiir
|ist»^*e«i clic cMii'^ noUa roc^t «.vrrAiii, re- suo quartier generale in SeriTalle^
dtndo T>enl«iti li nit va. \'endep9iM anche la cere i comraijnri dell* Abbate di I
l*m> ai fuiMu«.*i(i fsbihelVmi. i q'iali allori allora signor di Pistofa, per fiirtr
^*rniivno di arriite amica. n«*»n solo le due esao lui, come la fece a patto di pag
nwhr r.l il c-asttllo di Ser:i^alle, m.i i strurcio un tributo di 3ooo fiofii
|\4<Hi \i-**ni a!t.f Nxr. fra ì quali |j Castel' Panno, e di cacciare dalla ciltà il
Barunto con altri capi di parte Gì
ci de' Fi 'nenttni. -^(Gto. Voxin,
EÀb. IX. C. 146, e tsttrie Pisu^
il tri l'itti relati vi alle Tiomde
Td'.<e non jceadJero se non che n
de! i33>, allori quando Castrai
rd In^nt: Ji Pislojj, appena ebbe 1*
R.'*.u della perdita di questa citi
'•a n^n-k de* Fiorentini • corse da
P:m e -il Fi a Locca, quindi, dopo
ri.:% òtV:\ miglior gente eh* egli
.^>*t. -» i: Senralle* eaTalcòcon 1
,.>*• *,••..•••' .>i- . • • . wi. :: .""■" «' T s>i*nirr>i sino preMO un nii|
y*- . . .. • '^ - V . -t r *' • •• .^•Tì ,>fn ♦. ••'I sT-i :»:: uaedìò e che in ne
* • .V • .-• • : V-', ,• I . • ••y-f -•'•* £ ; ri*:i di riaoqnislare. Ma
a: :.-»..■...•• • *• : ••••-? • F*-^z .' . .-rri Ti'.tona di GMtmccio, il •
.V "• *A V.*: s 4. 'tv-f." — li :-". -••TT: »r:«re»D mancò di Tifa
^ • .* v^- - f'-J» ? ««Sfrabre i3a8\
^' ••>• r li ^- — • j-v- ••- *»•. r«^-«- : V ^•:**i'> tamo^-jcapitaM
l -* .'»"■•■•.• ^ -• V - '... _-j i: Finente inviò di wn
•• i* •.' • * - --r. -• ■ ; -n^f % P- «••••, i di cui abitanti
- ^ . r - ■- ' • r " r^: ?. . -r*. Je*. *j? distretto erano I
V V- • : N - l • • f • :•*•- . TI i qjali Seravalle: si
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r -4» i .- -: i-. F:*:: 1 € quello di Fin
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SERA SERA 349
r poi la Sigooru di Firenze *Uì casielliini fìoreutiuì|ier la guanlia delle
oste per (air guerra S[)eciiil- roec/ie nwM^a e veccfùa di Seraifalie. Ojr-
di Montocalini, che fu da essa rispondono esse alle semidirute torri esi-
«r fiiBM. slenii tuttora nei due opposti lati del pae-
lesi* epoca abbiamo una prov- se di Senvalle.
Up. Fior, del i6oit. i536 Comecché dal 1367 in poi nelle rocche
risarcimenti ordinati alle due di Seravalle si tenessero guardie per conto
muoi^a e t^tccàia , di Sera- del G>mune di Firenze, pure la rabbia dei
inra di detto castello per si- due partiti. Cancellieri e Pancialichi, risor-
il decreto , della città di geva di tempo in tempo con nuovi furori
iacs. Dm. Fior. Carte del- in Pistoja e nel suo territorio, sicché il loro
faeopo di Pistoja.) storico Fioravanti raccontando quelli del
non lasciarono pik la guar- 1 5oi ebbe a compiangere cotanti feroci mat-
ite non dopo la cacciati del sacri de* suoi concittadini. Fu nel 1367
quando Firenze ricoperò la quando la fazione Panciatica , animata da
fnk qHella del suo distretto, un Seravallese, si pose in animo di pigliare,
popolo di Pistoja e debili al- siccome per mezzo di un traditore s* impa*
in queir occasione si eman- dronì di una parie di cotesto paese , e se-
vai servitù. — « Fu per la gnatamente delia rocca che guarda la Val-
dca, dice il Vilbni, \Cro» dì-Nievole, e dei campanili delle chiese di
, C «4) che si perde la si- S. Siefiino e di S. Michele. Inteso ciò dalla
to, di Pistoja, di Sera^alle^ fazione Cancelliera, dopo aver questa rao-
Saa-Gimignauo, Colle, Pie- colto buon numero di faziosi armati, costo-
Uria a Monte, Mouiopoli e ro si recarono a Seravalle nella speranza
la e terre per colpa dei più di cacciare di là il partito contrario , |)er
barattieri cittadini e Castel- cui seguì atroce strage e carnìficina tra una
» parte e T altra. — f^ed. Pistoia.
Ilo , rispetto a Seravalle ag- Presso la torre orientale esiste la chiesa
lue rocche, i^eccA/a e nuova^ plehana davanti ad una piccola piazza dov*
;uate dai castellani fiorentini era il pretorio eretto durante il governo di
ISA la potesieria, essendo stato Cosimo I che dislaccò la sua giuris«lìzionc
Jesla di tutto l'intiero seme- dalla |iotrsleria di [jarciaiio. — • Ma lii pole-
scndi eh" ebbe di regalo. — sleria di Ser.i\alle fu abolita dalla leggt; del
Fior. Lib. IX.) a agosto i838 atTn lamio le ingerenze civili
rasA (Voi. IV. pag. 419) si di questa e della potestcriadiTizcaiia al vi>
pò un nuovo assedio Pistoja caiio R. di Pistoja.
i:e rendersi alle forze invia- A poca distanza diilla pieve esiste la eh.
, e riconsegnare a quelle la prioria di S. Michele di« Seravalle, forse
:el «li Seravalle, le cui roc- T antica eh. di S, Michele ntì Colle di Ser-
lUmente dai Fiosenlini pre- ra , slata sottoposta al pievano di Caloria.
Cotesto piviere abbraccia nel suo circon-
f c^rte de* Roccettini di Pi- dario oltre la prioria di S. Michele a Scia-
fir Jrc^t. Dipi. Fior,, una valle, la [jarrocchia de* SS. Jaco()oeFilìp(K>
S56 rammenta un Lamberto alla Castellina, ed allo stesso pi\ìerc sem-
Nero di Firenze castellano bra «:he apprtoncsse una parie del territo-
nva di Seravalle. -« Inoltre rio di Moniigno, innaiizichè la su.i chiesa
uttro istrunienti del i368 e fosse eretta in battesimale. — Si coulaiauo
Iti alPi^rt/i. generale dei pure in Seravalle diversi oratorj, ed un pie-
I quello Dipi. Fior, riferi- colo s|)edale |ier i |iellegriui sotto il titolo
» ed al giuramento prestato di S. Lucia.
3»
230
MOVIMENTO della Popo!a%ione dille due Pàmèoccbie dì SnutrAttM
a quattro epoche diiferse , divisa per famiglie.
ivruBUi
ADtTLTI
ooinvoiiTi
BCXXI8U8T.
Numero
Totale
Ah no
— ^_j_^
-^_ _^
dei
sKcniJimi
delle
della
mas€.
femm.
mate.
femm.
due sessi
■ KEGOr.Aai
famiglie
Popolai.
i55i
—
—
—
—
.iii.
...
148
809
1745
180
139
94«
«77
134
4
177
965
i833
314
as|8
••4
aao
535
3
170
1^94
1840
355
3oi
«41
aSo
537
3
•7t>
1687
1
Comunità di Sera^aUe , o Serravalle,
*- Il suo territorio abbraccia una su|)erficie
di 13339 quadr. 319 dei quali 9ono presi
da coesi d' acqua e da pubbliche strade. —
Nell'anno i833 tì si conlaTano 4867 abit.
a praporzione di 3a4 persone per ogni migl.
quadr. di suolo imponibile.
Il territorio coniunitalivo di Serayalle
confina con quello di altre sette Comunità.
Dal Iato di maestr. fronteggia col territorio
della Gom. di Marliana, a partire dalla Cor-
niaceia de* Fossi ^ dove attraTersa la strada
pedonale denominata Montanina^ e di là
entra nella Ferra detta la Bolognola, che
presto lascia fuori sni confine settentrionale
della Com. di Montecatini di Val-di-NicTole.
Costì voltando (àccia a pou.si tocca col ter-
ritorio comnnìtatiTo di Monte-Catini , col
quale il nostro dirij^esi per termini artifi»
ciati Tetso la strada che guida dalla Castel-
lina a Monte-Catini. Ivi il nostro formando
angolo acuto piega direzione a scir. per scen-
dere nella Forra delle Macchie sino alla
sua confluenza in Nievole , il cui fiume ri-
monta per breve tragitto voltando la fronte a
sett. sino alla Forra di Cagnano\ presso
la quale la nostra Cora, piegando da lev. a
lib. si dirìge nella Forra del Poggio alla
Gnardia^ e torna con essa nel fi. Nievole, po-
co dopo essere sottentrato a confine il terri-
torio della Comunità delle Due Terre di
Valnli-Nievole, ossia di Monsnmmano e
Monte- Vettolini. Per breve cammino le due
Coro, percorrono il fi. Nievole, giacché al-
lo sbocco in esso della Forra dtìBecchini
i due territori dirigendosi da lib. a scir. en-
trano e rimontano per mezzo migl. la For-
fa iirenominata, |)oscia per termini artifi*
ciali salgono sino al crine de* Menti di Set»
tOj passando per il Sasso di Fusa^ dow
dopo aver tagliata la strada delia Croce al
Monte piegano a scir.-lev. ^ Bel*^dere^
quindi attraversano la strada pedonale che
da Vinacciano guida a Monte-Veltolini» fin-
ché trovano la Forretta del Con/ine. Ivi sot-
tentra il territorio comnnitat ivo di Lampo-
recchio, col quale il nostro fronteggia dirim-
petto al Val d* Amo inferiore, da primo per
mezzo migl. nella stessa direttone dì tctr.-
lev. finché alla Forra della Ciliagia vol-
tando a ostro per entrare nella Forra diCer,
raltOf che dopo due terzi di migl. abban-
donano per entrare in quella dell* VliPee»
ehio proveniente da lev.-grec. Con qoest*
ultima le due Com. salgono snl crine dei
Monti-di'Sotto verso la strada di Cecina che
costà varca il poggio. Poco dopo arrivano
sulla foce per dove passa la strada di Lir-
ciano, finché, al di là del termine del Ca-
stagno segnato oessa dirimpetto a ostro il
territorio comunitativo di Lamporecchio,
e viene a confine quello della Gom. di Tii-
zaiia che trova il nostro sopra le sorigeatì del
rio Morene, Mediante cotesto rio le due Co-
munità scendono nella direzione di grcr.
in Val d* Ombrone pistojese sino al Ponle
d^Asso sul torr. Stella, Al di là di quest*
ultimo torr. serve di limile la strada comn-
nitativa rotabile che dal Ponte d* Asso at-
sraveisando la regia Pistojese s* incammina
sulla via appellala del Confine. Costì sotlen-
tra dirimpetto a sett. la Com. di Porta-Car-
ratica , mediante la strada suddetta rhe in-
sieme con la nostra percorre nella direzione
di pon^ sino ai Pont if ini, sui quali passa la
strada àcìiiCastelUaa, Ivi cessa la Gom. di
SERA SERA 351
allo e TÌ(rne a confine quella <lì brone se|Hiranf]o]a dalla Val «ili -{fievole e dir
;beie , da primo di faccia a |Min. poi rialzandosi nei Monti di Sotto dis^iiin-
B strada della Castellina disopra^ gono la Valle deirOiii brone dal VaUd*Ariio
k la nostra Coni, lorna sul lorr. inferiore, la coslitnzione geognostica di co-
s rimonta nella direzione di mae* lesto braccio tortuoso che scende dalla Mon-
dopo un miglio e mezzo lo lascia lagna pislojese spella alle tre roeoe com|>atte
Illa slnda di Monte4Jhiaro onde e stratiformi dell* Appennino tostrano , vale
prec. a lib. intorno alle pendici s dire, ali* arenaria, ossia macigno^ allo
i Mtmit^lùaro e di là percorrere schisto marnoso , o biteiafo , alternante a
lacstra che scende nella regia Pi- più sottili strati friabili con Tarenaris, suc-
VuBOcisno. cedendo per terza la cdcarea compatta , al-
i due territorj al quadrivio che èerese. Mentre le due prime rocce ( di are-
ndc della Croee al Afon/e eque- naria e dì schisto marnoso) rivestono gene-
nciano , i territorj delle due Co- ralmeiite la parte superiore del contraiìbrte,
ttbiaiidodirecionedamaestr.-pon. la terza, (la calcarea compatta) scuopresi
rsDO nella via di Boeea^Bruna e ordinariarocnle sottostante alla roccia schi-
tcrmini artificiali ritornano sul stosn. Per altro la stessa roccia calciirea ve-
erioce del torr. Stella presso Li desi nel |>oggio di Seravalle rivestire il do(>-
ile Lucchese che attraversano onde pio fianco di quella Ibce.
il rio degli Alharelii^ e d0|io sa- In quanto alla pianura , tanto verso la
gio orientale della Castellina per Val-di-Nievole, come verso la Val le del rOm-
cdiante termini artificiali sul bor- brone pistojese , essa è profondamente col-
orra Tìtrìnda^ me? et* cui piegan- mata di terrìccio , e di ciottoli per la m«i^-
Mr. a pon. le due Comunità sai- gior parte di calcarea compatta. $ennoncliè
fine de* poggi per dove passa ia sul confine della Com. a lib. di SeraTnlle,
naie Mfonianina, dalla quale dì- lungo la ripa sinistra del fiume Nievole, U
IO lett. sulla Corniaeeia dt" Fossi roccia calcarea cambia colore, ed in grazia
Mra ritrova il territorio della Co- degli ossidi di ferro e di manganese vedesi
Kagliaiui. convertita in calcarea sublamellare, in una
■gfiorì e più lunghi eorsi di se- specie di marmo , di tinta rossastra sparso
tei tei sano cotesto territorio con- di vene bianche di spato, della qual nx>
. Stetia^ il quale scaturisce fra la eia si dovè fiir parola ali* Art. MaasuMMARO,
e Sem valle scorrendo per circa 8 Comunità delle Due Terre della Fai- di-
tMSIr. a scir. quasi sempre dentro Ifìevoie,
9 dì questa Comunità. — Al con- Rispetto poi ai prodotti agrarj, non solo
DOrta Inversa dopo le sue sorgenti il poggio di Seravalle, ma quelli di Vinac-
hto di pon.-maestr. povero di ciano e di Casal-Guidi sono ricchi di vìgne-
me Ifievole bagnando le pendici ti disposti ad anfiteatro, di piante di olivi e
I pofgìo di Seravalle. più in alto di castagni che si risolvono in
alle strade rotabili, liavvi quella estese selve tanto dalla parte della Castel-
le Loochcse che passii per la foce lina e di Magliana, come sopra il Vili, di
le dove fu un ospedaletto, presso Vinacciano e lungo tutta la criniera dei
ivi restale con nn arco a guisa Monti di Sotto a Pistoja.
iogruoD. Molte sono le vie co- Risie<le nel Cast, di Seravalle un solo
vO che fliaccansi dalla strada sud- chinirgo. G>slì non si tengono né fiere an-
wàmeea Monlccatini, oppure dalla nuali, né mercati settimanali, e di rosta non
fece per condurre a Viiiacriano, a sono esciti, che io sappia, uomini distinti
l«eee. ernia dire delle vie e viali nelle scienze o nelle lettere.
•già Pielofeee è dalla postale Lue- Il suo gius'liciente civile e criminale è il
ino alle ville signorili sprse nelle vicario R. di Pistoja, nella qual città sono
tnlali del poggio di Seravalle , e riuniti gli uffizi della sua Ginrpllfria co-
E Sotto, la più grandiosa delle munitati va, dell* ingegnere di (Circondario,
IS la Magia di cas;i Amali. dell* esazione del Registro, ilella rouserva-
10 alla slriiltiira fisica dei colli zionc delle Ipoteche, e del tribunale di Pri-
elle chiudono la Valle deirOm- ma istanzii.
SERA SERA 2Sf
Rbprtlo |M:i alla parte storica dirò clic Spioni» in cotesto moilo il rrgìmefeutlale
colesla contraila era compresa nei feudi im- nella Versilia, e riunito il territorio di Cor-
penali confermati nel 1949 da Federiffo II vaja e di Vallecchia con quello di SeraTe?.»
ai nobili diCoTTaja, e di Vallecchia, i quali e della Gipjiella alla giurisdizione lucchese
a seronda del prlito guelfo o ghibellino di Pietrasanta, gli ahitinti della Versilia
che eglino a seconda dei tempi cambiavano, risorsero a poco a poco dalle roTÌne e di-
alcuni «Ila Rep. Lucchese, mentre altri a struxioni più volte recate alla loro contrada,
quella di Pisa, sì rarcomamlavano. — - Fed. Non rammenterò in prova di questo le
CoiTijA e Vallecchia. diverse ferriere fmo da! secolo XIV esistite
Importante per lu storia di quei nobili in Seravezia; dirò bensì che un:i di esse nel
n rende un atto di divise fra le due con- 1375 fu alienata per la sii.i parte eli un no-
sortene di Corva}.! e di Vallecchia concluso bile della Versil a, Niccolò dello Strego, nd
preeso la piefe di Vallecchia nel 9 ottobre Alderigo .4ntelminelli di Ltirca, cioè, ili
del 1319 {siiie pisano) negli orlali di uno una ferriera a laborando Jerrorum cum
di quei signori, Pareiitino, il quale atto ven- malho prope hospitalr de Sera^iitia. «•
ne poi ntificalo nei giorni susseguenti da al- Il trovare i nideri di quella ferriera esistenti
tri nobili dì quella consorteria tanto in Versi- lullora alla confluenza dei due torrenti prrs-
lia, come nella città di Pisa dove alcuni di so la chiessi della SS. Annunziala sul ponte
essi abitavano. Vero è che in queir accordo dove fu I* antico spedale di Seravezxa , rd il
non è specificata Seraveiia, siccome vi sono sapere che costà nel 1 5i 5 teneva le sue adn-
laamenlali i castelli e distretti di Gorvaja nanze la Comunità di Seravezia , Corvaja e
e di Vallecchia, le ville di Farnocchia e dil Cappella, non lascia più in dubbio del vero
Galleno , il castello dell* Argentiera , le mi- nome di questa Terra.
niere di Val-Bona (Valnii-Castello) e del Gal- Una grave sciagura peraltro nel i/i^g
lena , quelle di Stazzema , (credo della sua piombò sopra i Seravezzesi quando i Fio-
oorounilfc 1 ecc. — Né tampoco trovo Sem- ventini, deliberata la guerra contro Lurr» ,
«Visa rammentata in una deliberazione de- inviarono costà due loro commissari di guer-
gli 4niiani di Pisa, del i die. i^S^ (1253 ra, Rinaldo degli Albizzi e Astorre Gianni,
itile comune) quando fu concessa a molti ma 1* imprese di costoro furono infelici per
nobili gliibrllini di Cnrvaja e di V^llen^liia il m:de che recarono alla contrada da essi
lacilladinanz.tpisitna. A quali condizioni vi invasai, e specialmente agli abitanti di Sc-
loisero SKrilti può veilersi rlii ]ì:itti .sIm1)ÌIiIì r:ivc7z.i.
in detta scrittura pubblicata fra i Diploiiii l na delle più belle pgine relative a1l.i
pisini da Flaminio dal Borgo. sloria «li cotesto popolo fu quella su taleeven-
In conseguenza di ciò il governo di Lue- lo roaeslre\ol monte descritta dal Segretario
• poco dopo inviò un esert!Ìto contit) i no- fioieulino nel libro IV delle sue Storie,
bili di Corvaja e di Vallecchia per non a- h ft una valle, scriveva Machiavelli, pro-
vere eglino manlenuti i patti promessi, assr- pinqua a Pii'lnisant:icliiamalaSeravezKa,ric-
reniio Tolomeo negli Annali, che i Oitlani ca e piena ili abitatori, i quali sentendo ìa
della Versilia si diedero prodi toriamoultf ai venuta dol commissario Astorre Gianni se
Pisani, sicché nel genn. del ia54 ì Lucchesi gli fecero incontro e lo pregarono gli ac
spugnarono e bruciarono le rocche «li Vaìt- retlassi* jhm* fedeli servitori del popolo fio-
'«il e di Vallecchia. Che sebbene quei no- reiitino. Mfislrò Astorre dì accettare l'offrr-
hili dopo la battaglia di Montaperto, e di ta, dipoi fei-e occupare alle sue genti tutti
BiKivo quando passò da Pisa il reCormdino, i passi e luoghi forti della valle , e fece ra-
ti ricattassero, non mancarono però i Lue- gunar gli uomini nel principal tempio loro,
chrsi di fare le loro vendette appena scese e dipoi gli prese tutti prigioni e dalle sue
in Italia Carlo d* Angiò , tostochè neir otto- genti fé saccheggiare il pai se con esempio
hff del 1369 il sicario di Pietrasiuita , d* crudele ni avaro non penlonando ai luo-
wdine del governo di Lucca cavalcò coi sol- ghì pii, ne a donne, cosi vergini come ma-
cisti francesi a danno de* nobili di Corvaja ritate. »
«di Vallecchia distniggendo in quell'onca- Non din» del lacrinu'vole racconto che lo
Àonelaloro Pf7/ar/e JPerai^er/a.-^rGuiDO!f. stesso Macliiavellì mise in bocca ad alcuni
CùiTài. Fragm, Hitl. pis. B. /. Script. Serave/.z«-si fuggiti a Firenze davanti ai Die-
r XXlF.) ci di Balia, ripeterò solaiueule la delibera-
SEBA SERA 255
diciiur éstt ew9a et mineria prò marmfh « Nel Panno i5ai del meie di aprile ¥eii-
ribus cwfandis , e/c. ne in Firenze la prima colonna di marn»
Adunatisi ivi, dice queli* alto pubblico, per la facciala di S. Lorenzo, eh* era br. la»
in numero di 1x9 persone a suono di cam- e cayossi dalla c^xsik fatta di nìào^o a Pie-
pana , more et ìoco consueto , gli uomini trasanta, ed era In quel tempo dei Fiorrnti-
del Comune di Seravezza vicariato di Pie- ni, e fu donata dal Comune aiP Opera di
insania» distretto della Rep. fiorentina, pre- S. Maria del Fiore, e peii:bè il Papa volle
seduti da due consoli , deliberarono concor- i marmi si CH%assinodi quivi, donò all*Ope*
«Irmenle per mezzo dei loro sindaci , fra i ra suddetta fiorini mille di Camera per ftire
quali eravi un Tomeo del fu Luca Tornei la strada, e molti più ne spese la detta Ope-
<Ìi detto Comune, di donare alt* eccelso do- ra, e per ancora si cavano questi pezzi gran-
minio e popolo fiorentino cbe ne aveva fatto di con difficoltà, cbe si trassero sei colonne
preventiva ricbiesla , il monte denominato e ru|ipesene quattro nel mandarle , appeui
Altissimo^ e il monte di Ceragiola situati fatte l'avevano, rotolandole al piano, per
nelle pertinenze di Seravezza e della Cap- detta facciata, cbe hanno a esser dodici di tale
pel la , nei qoali monti (notbi 1* espressione) grandezza. E faceva detta facciata Micbela-
// dice che possine esservi de* marmi da guolo Buonarroti scultore fiorentino, cb*era
cavare. Quindi è cbe in adempimento alla il primo maestro che si avesse notizia tra
fatU richiesta il Comune dì Seravezza con i Cristiani; e in oltre era gran maestro di
quciratto donava alla Rep. Fior, non solo pittura, e dipingeva con /a mano manca per
i due monti prenominati, ma tutti gli altri amore che lavorava con la mano destra di
luoghi del loro distretto, nei quali fossero scalpello, »
marmi da cavare; inoltre regalala il terreno Migliorata sotto il governo fiorentino la
da farvi la strada per condurli dalla cava condizione economica di cotesta contrada^
fino al mare, ecc. -» F'ed. TArt. seguente Seravezza acquistò, direi quasi, una vita
Comunità di Seraveua. nuova, che più prosperosa riesci sotto il pri-
Hodetto,cheqneslo documento riesce pre- mo Granduca di Toscana. Imperocché per
>K>so per doe oggetti ; 1 .^ perchè innanzi comando di Cosimo I furono inviali costà
Tanno i5i5 non si erano aperte cave di varj celebri arlisli di quel tempo, fra i quali
iparmi né alla Cappella, né al monte Altis- nmmenlerò Giorgio Vasari , Gio. Bologna ,
Simo, né in altri luoghi della Pania pietra- Francesco Moschino, Vincenzio Danti, e
sentina, sicché il merito se non della sco- molli «Uri cui riferiscono varie lettere pub-
[>er1a, almeno delle prime cscavazioni è do- blicate dal Gaye nel Voi. Ili del Carteggio
Tato impreteribilmente ai Fiorentini ; in inedilo di artisti , presso il Molini.
ircondo luogo queiratlo rendt'si imporlan- RiroonUi al tempo di Cosimo I la coslru-
le perchè ci scuopre il luogo dove gii uo- zione del rasino granducale, oggi detto il
"lini del Comone si adunavano, cioè, al Palazzo , fabbricato sulla ripa destra del
disopra della confluenza del Rimagno nel torr. Ruosina, due tiri d*arco a lev., di
torr. Ruosina^ dove sino d'allora era un Seravezza. Esso fu onlinalo nel iSSo dal
t<onte detto della Cappella ed uno sfidale Duca Cosimo sul disegno di Barlolommeo
con chiesa dedicata a S. Maria , oggi con- Aromanriato per riposo di quel sovrano al-
vcrliu nell'oratorio della Misericordia. lorcbè visitava le miniere del Bottino, quel-
A qoell* epnca pertanto ci richiamano i le dei marmi mischi e bardigli sotto Slaz-
primi «cavi dei marmi nel monte ili Trarnhi- zeroa, non che dei marmi hianchì del M. Al-
ttrra, e in quello della Cappella, cui poco tissimo, dilettandosi frattanto della [«sca del-
«l^pnsuccedemnoi tentativi di Michelagnolo le troie che vivono nelle fresche e limpide
Biion.irroii inviato a Seravezz;i jkt ordine acque della rerxi/irt. — Anche il Granduca
•l'I Pont. Leone X a cavare ì marmi che si Francesco I suo figlio talvolta preferì il sog-
•iMinavano alla facciata della basilica di S. giorno estivo di Seravezza. Finalmente la
l/fenzo in Firenze. Granduchessa Cristina di Lorena dopo re-
'n aumento di quanto dissero il Vasari stata vedova di Ferdinando 1, dal quale ri-
rf il Condivi rispetto a ciò giova V asserto ccvè morendo in legato finché viveva il go-
•li Giovanni Gambi scrittore con lenqioraneo, verno libero dei vicariati di Montepulciano
>l quale nelb sua Cronica fiorentina regi- e di Pietrasanta , si recava a passare |iochi
i^ó il Icilio seguente: mesi ddP anno nel casino granducale di
'2Ò6 SERA SEBA
Semvcua , dose à occupava a prefcreiizii fermalo da una boUa del Foni. Giulìi I
della pesca delle trote. data in Roma li i8 giugno del iSojt»
Questo palazzo o casino reale finalmente vesU il Comune di Seravcta dd gwfii»
nell'aprile del 1784 fu dal Granduca Leo- nato delPOpeca di queUe due diiii^dl^
|)oldo I donato alla Gomanità di SeraTeua, oonierfò fino al iSj5, dalla q«alei|pKii|;
ueir atto slesso che ne assegnò una porzione poi si eleggevano operai a vioodi b
alla residenza estiva del suo vicaiio di Pie- uomini di Seravena e quelli di Vi
trAsanttf e della cancelleria anneaa. Per al- Infine le due parrocchie Tcnneraie|inl^<
tro la Comunità di Seravczza due anni do- il patrimonio della loro Open npiilito
|>o ne fìcrdé il possesso , allorché essendo egual porsione fra le due
piaciuto al governo di erigere una ferriera La chiesa pramitun di
sul torr. Ruosina nel luogo appunto dove bitoin due epoche importanti i
csislevano le conserve delle trote, piacque al- ti e restauri, il più antico de*iiiialì(i
lo slesso Granduca di stabilire nel detto ca- non si debba risalile alla soa pciau
sino i magazzini e T amministrazione di sione) dev'essere poileriore alle
queir azienda, fino ali* anno i835, quan- vazioui dei marmi della GappellaeJi'
do colcsla azienda restò soppressa (ler rila- biserra(anno i5i7)eMendodi
sciare air industria privata tulle le ferriere le colonne della uavaU di Ben
icgie , slate erelte lungo il torr. Raosina, in opera nel cono del leoolo XVH
£ pure da av\erlirsi che nel i833 questo è che il dotto Gioraniii Taigieoi-Ti
casino R. ricevè grandi restauri ali* occasiu- dal quale Seravezsa fu visitata nel 17Ì
ne che dal Grami uca LcoroLoo II felicemen- se, che la sua chiesa maggioic fii fi
te regnante fu destinato a soggiorno estivo cala più modernamente culi* «oIìgl—
per le Anguste sue figlie del primo letto, gi T. IV, della I. Edi*. )
do\c esse nciranuo stisso e nel 1 835 con Recentissimo è 1* ultimo festamo, il
la Granduchessa Maria Ferdinanda, vedo\a non è più antico dell* anno i8iS«Fe
di Ferdinando III, soggiornarono. che vennero rialzate le pareli ddh
Cìdtse e Slahilimenti pii, — La chiesa fallavi una volta al suo fastigio, e
parrocchiale e prcposilura sotto il titolo de* sta una cupola alla crocialN.
SS. Lorenzo eBarbei-a è di grandiosa forma Nella Sigresl'ia oltre la copia dei
svelta a croce latina. Ha tre navate con cu* redi si conserva una croce con cmòfi
fM>la e due grandi cappelloni alla crociala, argento dorato in mezzo a delle 69
La sua prima fondazione fu deliberala ntl Santi, fra i quali il patrono S.Lor««ff*'
dì ai dicembre del 1422 dal Comune di sa è giudiciita dagli artisti opr^t drl
Seravczza, Cap]iella e Cxìrvaia, previa Tan- jolo, e [io: la la data in niello del i^)!*
iiiK'iiza di Francesco Pictrasanla , vescovo di La parr. di Scravezza un tempo fu
Liiiii-Sarzana, che concedè a quegli abitanti della pieve di Vallecchia fino a che
keullà di {)Oterc innalzare in Seravczza e fuulo arcivescovo di Fisa Angiolo Fi
dul.ire una cliies.1 parrocchiale sotto V ìnvo- sclii venne innalzata a prepositon,
c.izionc di S. Ijorenzo. Se non che nel 1429 il suo ()arroco fosse già TÌcario furaMii
do\ è restarne sos^ieM r esecuzione stante il le cure di Vallecchia, Cappella, Terneo^
l>arbaif> procedere del commissario iìorenli- vigliani, Basati, Ruosina e Querorli,
no Astorre Gianni, per modo che nel 1441 rocchìe un dì comprese nella dìocoiii
s<)lto di 14 agosto nacque un decreto de 1 ni-Sarzana, edopo il 1787 assegnale a
vescovo testé rammentato, in cui si diceva , la di Pontremoli, dalla quale furoos
che vista la nuova chiesa di Seravezza non cale e date alla diocesi pisana per
terminala uè doUita, a richiesta di B<'nc- Poni. Pio VI del nov. 1798.
di-tiodaPis;! pie\ano della chie».i di S. Sic* .4tlualmcnte il piviere di SerafCBi
frulli di Vallitichia, e col consenskfì de^li uo- braccia i sette (lopoli seguenti.
mìni delle (^munita, deliberò di unire il ca[K)Iiiono;cioè, 5era(^e^sa,C<]^^/''i
I '>|ifdo di Seravezz:* a quello della pieve |»re- sina,B/iSMti,L§vigliaiiì^ Ttrrinc^
dt-tta di Valltochi.s e noi t<.iiiiio sksso PO- c«7(i, e la sua {K>|»olazione lutti il
]ii-La della cliirsa nuova di S. Lorenz t fu 1 8 j 3 as<-endeva a 7173 abit. mmlf*
ricniit.i a qucll.i della pi* ve pitnirmliiala fi- anno 184O era aumentata sino a 8a^*
iij a wmc au Jccitlu \i.aco\iicd(.l i jou, con- Suut. — fc'rf. Pi-jl Diocie*|.
SERA
Ortaiorio della SS. Annunùata^ o della
Misericordia, — Questii bella chiesa ò stala
(]i corto aSKgnala alla com[>agnìa della RfU
s^rìfordw, una delle affiliale a quelki taalo
fanigerata di Fireazfy ed i cui fratelli imi-
lano carìlatevolmenle e con zelo esemplare
Ja benefica istiluxione. Essa fu rifondaU,
non so quando, sul 1* antica chiesa dell' o-
sp«rdale di S. Maria nella testata del ponte
di Serafeua, celebre se non altro perchè
costà ael principio del secolo XVI si adu-
uJTji il magistrato e tutto il corpo corauni-
taliro tli Senvesza. A cotesta chiesa della SS.
Ann>inzÌBta fu donato un quadro di Pie-
tro da Corloiu dal regnante Granduca Lao-
raiJM» II.
Confer^aiorio Campana^ e Spedale an^
metro. «— Il conservatorio per i vecchi im-
{«otenti e per gli orfani de* due sessi fu fon-
•blo nella propria abitazione del Giv. Ra-
nieri Gimpana, ingrandita nel 1793 e aperta
nel 1794, otfanni innanzi che un* altra
l<*'rs'ina pia della slessa Ciniglia, il conte
Francesco Cam{Kina, ultimo di cotesta pro-
S4pu, con testamento del mese .... e dell*
anno 1809, fondasse a benefìzio de* suoi con-
terranei nno spedale per gì* inferrai, il quale
tu riunito ali* anzidetto conservatorio.
Inoltre Seratexza conta da sei anni una
uslM di risparmio affiliata a quella di Fi-
renze, onde depositarvi a fruito gli avanzi
SERA
257
settimanali dell* operajo in vantaggio della
domcslicii economia q della morale.
Solo da due anni è stata organizzata in
Seravezza una numerosa e bene istruita ban-
da volontaria dì diltttanti.
Stravozzii conta molti uomini cospicui
senza dire delle fiimiglic nobili che sino
dai secoli trapitssali vi si stabilirono. La più
antica delle quali reputo possa esser quella
di 7b/neo del gili Luca Tb/nei che nel i5i5
fu eletto in sindaco dal suo Comune di Se-
ra vezza per recarsi a Firenze ad olfrire a quel-
la Signoria il monte Altissimo e quello di
Ceragiola^ dote allora si volevano tentare
le prime escavazionì di marmi.
Rammenterò bensì fra gli uomini più
distìnti di questa Terra un Padre Giovanni
Lorenzo Berti nato in Seravczzii nel 1688
che fu teologo imperiale, professore nell'
università di Pisa ed autore di varie opere;
fra le quali un acclamato trattalo di teolo-
gia dogmatica e una storia ecclesiastica.—
Né (lasserò sotto silenzio il Cav. Luigi An-
gioliui cite servì il governo toscano in qua-
lità di ambasciatore a Roma e a Parigi, no-
minalo in seguito consìglier di Slato, man-
cato ili vita nel secolo attuale. — Non deb-
bo parlare degli uomini distìnti tuttora vi-
venti che in Seravezza ebbero culla , e che
per le loro lodevoli doti recano lustro ed
onore a cotesta meritamente nobile Terra.
MOFlJiENTO della Popolazione della Tekka 01 Seuafezza
a quattro epoche disperse , divisa per fami glie.
Asao
iS5i
174?
i8i3
iMruBEai
tna^cAfemm.
184
33S
3ai
181
3aa
267
ADULTI
masc.
i.'»9
a35
296
feintn.
49^
173
34a
COKUJUATI
dei
il uè sessi
aaa
616
640
eCGLESIAST.
dei
due sessi
16
a4
Sfumerò
delle
famiglie
273
295
3a3
3o5
Totale
della
Popolaz.
ia66
la.SS
1804
1871
SBHA SERA 359
quella pattale fenoTcìe e da una pi& ?ic!n.i È in nmio a cotetta quali là di ickisto^
al lido del iiiare« (TanUca Emilia di Scau- dove sodo slate scoperte di corto copiose Tene
rtȓ cntnmbe le quali sono tagliate ad an* raccolte in filoni di mercurio soUurato. La
golo retto dalla ria rotabile che da Seravez- parte più esposta ali* aria di oolcsta roccia
la passando per Gorra ja , Ripa e la Madon- schistosissiroa presenta una tinta variegata
na di Querceta guida alla marina. A Sera- selinata e lucente; ma nella parte interna
TCBa oolesta strada biforca col fiume per del monte le vene che attraversano cotesto
cnotinuare rotabile verso lev. sino alle ^o> sleaschisto danno alla roccia medesima un
iina sopra Buosina , rimontando la valle coIai*e carnicino tanto più intenso quanto
lungo la destra ripa della fiumana, mentre più la roccia si avvicina alle vene e filon-
a sett. seguita carreggiabile per i marmi ciiiidd mercurio solfiiralo, che ivi da soli
lungo la ripa sinistra del torr. Bimagno tn* anni( 1840) si è ritrovato. —*E costà ap-
pasaodo fra il monte marmoreo della Cap' punto sulla faccia meridionale d' una stessa
peiia e quello di TVom^iierra fino alla ba- collina, coperta di squisiti vigneti disposti
se del monte dUissimo, a scaleo per filari in angusti ripiani ; è so-
Delle prime mosse di questa strada si deve pra questo anfiteatro natnnle oonvesK!, in
il merito al celebre Michelagnolo Bnonar- taccia ad una pittoresca veduta del mare che
roti, che nel 1 5 1 7 sì recò il primo da Car- dal Golfo della Spezia stendesi sino al porti»
nra a Seiavezia per tentare di cavare da di Livorno, alle isole di Capraja e della Gor«
quei monti i marmi per la facciata di S. gona ; e costà, dove oggi si sono stabilite a
Lorenio di Firenie, la qnal opera vennegli contatto Tuna deiraltra tre società mineri«
allogata dal Pontefice Leone X per ducati stiche, le quali hanno aperto per conio prò-
40,000 d*oro, su di che tornerò a far pò- prio separate escavazioni mediante pozzi e
rota più abbasso al paragrafo, tndustrit dei gallerie diverse donde estrarre dai filoni ri«
paese, trovati il cinabro che nascondono.
Rispetto alla qualità fisica di cotesto ter- Ola innanzi di fiarlare di ootcsta nuova
ritorio, a partire dalla pianura verso la via industria monlanistica del territorio di Se-
FiDÌlia di Scauro , oggi appellata la f^ia ravezza, stimo op|)ortuno dovere indicare A
dei Dianfohf sino alla base dei colli vitife- volo d'uccello a stniltura apparente della
ri di Ripa, il di lei suolo trovasi profonda- porzione più inlema del territorio di que-
oifiate coperto da terreno di trasporto e da sta G>miinità, prose^iienclo da Ripa fino al
fiiiaje trascinatevi dsii monti sovrastanti. flisligio di cotesla |)orzione dell* Alpe Apua-
k\U liase meriilionale e occideutale dei na, la quale termina col monte Altissimo.
colli di Ripa e di Sireltoja, checon la detti Seguitando il corso inversa} del vallon*
piniira confinano, sono addossate delle ruc- cello che si apre al litlorale di Seravezza e
cr calcaree cavernose il più delle volte in rimontando T alveo della ^err i7f/i, sotten-
i-irtoA da rupi e di bizzarrissime scoglier'. trano sotto Corvaja alla roccia calcarea ca-
S>>ao esse dis|joste e bene Sfiesso attraversale veriiosa str.it i di calcarea argillosa fissile,
«la irregolari slralerelli di creta ocricea che che più in allo vegifoiisi convertiti in stoi-
(l^nuo al terreno una tinta laterizia, talvolta schisto. Passato il borgo di Corvaja fra que-
«Il sinuose vene sptiche, e tale altra da sto paese eSeravezza gli strati di sleaschisto
bOili e filoncini di quarzo atlRiversiite. divengono più argillosi, più potenti e meno
Framczzo a questi* rocce alla base meri* ricchi di talco, alternanti non di mio con
«iion.ile del poggio di Strettoia incontransi potenti filoni ìli quarzo bianco amorfo.
^W strati di arenaria calcarea compatta a Dalla parte sinistra, e a lev. della fiumana
{(lina fine, del colore e deirimlole della suddetta vedesi alta calcarea cavernosa succe-
pi'ira Corte di Firenze utilmente impiegata dere quella stratiforme compiila attraversala
a Pieirasanta per lastrico di quelle strade, da vene e filoncini di ferro, i quali comu-
Se uno internasi nella gola de* monti per nicano alla roccia una tinta talvolta grigia
aniljire a Seravczza, vede a ponente della azzurrognola, tal altra di color giallastro,
itiada e del borghetto di Ripa succedere alla Ma cotesla calcarea nel l'avvicinarsi al monte
i^xtIi «lalcarea cavernosa strali divers.iroeiite va acquiskindo T aspetto di una Ciilcarea sub-
inclinati di uno sleaschisto di color verde, granulare, fino a che essa, sul monte di
cut serve di mantello e di Ikisc la calcarea Ceragiola situato a lev. di Vallecchia, rome
leste indicata. nel T altro della Costa che guarda sett., e che
SERA SERA 261
hreccia marmorra mollo analoga a quella arlisla per uiJ-iic ili Fapii Leone X, |ioco o
«Ielle HuUna^ o di Siazsema, Una forma- nulla ili piti fu aggiunlo cbe ap|)oi lasse un
zinne consimile è atJdossiila allo {jendicì (lei- niaggÌDi' lume intorno alla finuia ilisc'ussa
r Altissimo fra il burrone del f^asajone ed srnpnia.
i |iOj!g!Ì che dirigonsi verso Azzano, dove Rese pei (auto un grande servigio alla sto-
la calcirea semijjjninosa , quanto più si al- lìa delle arti Carlo Frediani di Massa di
lontana dairAllissimo tanto più bollos;i e CiUT.ua, a lloirliè con i suoi tipi nel 1837
ravernosa diventa , (incliè presso ii Vi!I. di puhMitò con alcune Notizie sul Buonarroti
AmZnno essa perdcsi e si riatfaccia lo stea- un allo pubblico fmo allorii sconosciuto, rcH
si-li(5l4«, i di cui strati meridionali servono {;alo in Scrav(/z;i li 18 maggio i5x5 slato
di mantello al nioule marmoreo della dtp- gii: di .sopra indicalo , col quale cotesto G)-
pflla non rbe a quelli contigui che si alza- minic , voUudo ubbidire alla inchiesta fat*
lio ;il suo lev. verso f Alpe di fi«iSiiti. tagli dalla Signorìa donò al ()0|iolo lioren-
La superficie territoriale della Comunità tino il monte dell' Altissimo e il monte di
di SeniTezzji essendo circa sei settimi mon- Crraxola (Oragiola), posti nelle perii-
tuosi, ne conseguita che i prodotti della sua rcn/o di SMa\e7Za e della Cappella, //' qui-
|f!aniira per quanto uberlfis;i non supplisca- bus dicitur esse cava et mintria prò mar'
00 ni bisogni della |>o|>oIazione. Al contra- morihus cavandis. Ìm qnal donazione poco
rionri{joggi meridionali lino alla loroestrc- do{)o, io ritengo che dal Comune di Firenze
ma base prospenno vigneti squisiti e bo- venisse ceduta alT Opera di S. Maria ilei
selli di olivi, che costituiscono un ramo di Fiore; avvegnaché quest'ultima ncll* otto-
<.«>mmfrcio attivo; sennonché internandosi bre del i5i8 (forse alle istanze del Pont.
Della valle, T ulivo e la vite, ad eccezione Ixone X) permise a Michelagnolo Buonai-
di [joche località meglio esposte e arsola- roti di |x>t( re condurre scarpeUini in quei
live, cedono il loro pesto al casta^'iio , ai monti, per estrarne i marmi che impiegare
|;ascoli naturali , alle ptate. voIe\ansi nelia disegnata facciata dì S. Ia)-
Musirie dei paese. — Però le risorse renzo di Fiienze.
maggiori di questa porzione uiontuos:i si ri- ^la innanzi che ciò accadesse Michelagno-
traggono dalle viscere della terra, sia nella Io erasi recato a Sera\ezza e prei.isiimente
^sca^azione «le* marmi ordinarj bianchi e alle ca\e di Finocchiaja (della Cap|)clla)
turi'liini, sia in quella de* fìni e staluarj, sia di dove aveva già decollato tre colonne, che
fiulmente niMa nuova i non meno pKipizia due di esse cadendo si ruppero sulla cava.
s<^(>()erta delie mintele di cinabio per Te- Ciò è leso manifesto non solo dalle lettere
sini/irine del mercurio litrovato nel monte autograi'c [Tesso il suo disceudtnle consi-
vitifirru di Ripa. glìue (^\. Comuio Buonarroti, ma ancora
Per quanto il fitrmette l'indole dcirc»pc- dal eontiatlo stipulato nelle stanze dcirO-
n, procurerò nel r Art. presente iudie.ue le pera di S. Maria del Fiore sotto di 99 ot-
iodtjilrie sommarie sbiettanti al ter riloi io co- tohre i5i8 fia Michelagnolo Buonarroti ed
nuuilativo in questione, giaccliè molte al- un maestio scarpelliuo da Setligitano.
tre che se gli associano traggono il mate- Colisto contratto fu concluso ben dieci
ri^Ie dalle due comunità limitrofe di Staz- mesi dopo (ìrmalo quello del 19 gemi. i.?i8
if-in.iedi Pielras:inta, le quali non saranno, ha il Pont. Leone e Michelangelo Hiiruai-
io s|ii-ro, dimenticate agli Art. Sta//j^m*,6V ioti, merce del quale qiiest* ultimo oblili-
munita f e Val-di-Casth.i,o. gav.iòi di lare [»er 40 mila ducati d'oro a
Couiinccrcmo |ier ouline di au/ianità tulle sue spese, e a l'orma del modello dato,
(i'i marmi della Cappella che sca\<insi tut- la facciala di marmo della chiesa di S. Lo-
Inra |ier lavori di quadro id altre opere ai- renzo di Firenze, doxe quel chiaio ingegno
chiteltonicbe. si lusingava di eseguire /' cpt ra la più gran-
I>o{io quel poco che nel'a vita di Miche- r/«?«i/ /«/^fwr*». — 'Le Uri. 1 autografa presso
lagnofo Bnoiiiirroli ne scrissiTO il Vas;iri ed il consigliere Giv. Cosimo Buonarroti;.
i!0>adivi, tlopo ciò che innanzi di lorodis- Il contratto del 29 ott. anno i5i8 che fu
^'' Giovanni Cambi nelle sue Cronache fio- rotjalo nelle stanze dell'Opera di S. Maria
r^ntine intorno alla scoperta i.Iti marmi biaii- del Fiore, esiste nelTArch. Gen. de' (.011-
ihi nei monti d: Sravez/a, 0 rtlaliNanunte tialti in Fireu/c Ita i ronfiti di ser Filli pò
à\ uiairrco che vi ìu cavilo da quel divino «li Ciom- di Giovanni di Clone, e fu esliatto
SERA SERA 265
ftMiiili a queir iaUsàpreiiJitore oo- del M. Ailissimo. Siirebbe dcsìderiibìlc però
pM ddilla A. dcponlerìa diversi io- che una strada carroziabile si api-isse da Se-
■IPMMaUpcr rofien inooniiiiciaU , cui ravczzii a Pictrasaiila luogo la rifu sinistra
li M .alla de' liio^liiy né gU scavi Citli del fiumi', giaccliè quella praticata alla bua
twaài prina, né 1* aulico credito e con- destra iht ì carri dei marmi che si portano
■■B della vicina Carmra furono capei alla marina, difficilmente può supplirvi, sia
kÉhnneoinlerroBipcfe la difficile intra- per il suo infoisamento, sia per raancania
ffeLQsÌBdi ia «mania del Cav. Borrini è in molti punti di baratto.
ÌMIh I lik ialcnto che ha scoperto nei A imprimere nuova vita e cora^sgio a co
Mi èA Voate Altissimo marmi i |mìi tanta dura e nei suoi [irincipj diffii:ile impre-
hi|l|iàcMKlidi, i più pastosi e nel tempio sa , oltre la munificenia del governo gran-
ili i (in loUdi die abbiano mai avuto ducale, c«ìucorse la presensa dell* Augusto
MUsn&pdb gli artisti. Una conferma sovrano LioroLoo II, il quale sino dal gen-
^Hicpdpbileme la diede la visita da najo del 1 81 5 si degnò visitare, e nel mar^
■tei À corto ad alcuni, fra tanti altri, 10 del i^38 tornò a rivedere le cave aperte
^<k CMtooo in Fireme di scultori e sul M. Altissimo. Egli potè in tali circo-
Mii, cioè, PawtrSt PomÙj Pampa' stanze leggere nei cuori esultanti del (io-
■■iCbiMì, Cam&f, Magi^ GioiHtnnoui |)o]o e dei cavatori quel rispettoso amorc-
^« FasfacdUoMÌ e Dupié^ presso i voi e volo che io, fino dal i8a 6, mostrai de-
BM Mcoatai i marmi statuari del siderio ( Ahtoloou del maggio i8a6 ) che
^ìàStàam di prima e seconda qualità ; si scolpisse sulle marmoree pareti ilclla mon-
ia, ossia vena, anco tagna sotto il nome dell* Augusto Escursore
e gnppi maggiori del naUira- la verità qui appresso :
rt*^-l?l!"°^ **' P^ Bic am,t Mei Pater, at^, Princ^s.
t il eiaminciti da lorprendere ' ^ ^
f^teoidiiropera, non che per il lo« Dopo tuttociò è gioco fona concludere;
^iMniuriscndofe e grana oompattis- che ad onta di una forte volontà e del con-
2^ I Bmi poi detti di seconda qua- corso de* più celebri artisti del secolo XVI
'^ittcM pirli grana, per la solidità e era riserbato al regno di Liopoldo II una
pMt «nfifatt n avvicinino a quelli palma sfuggita di mano al Pont. Leone X
** |M, cui soUmenie gli cedono ri- ed al Grinduca Cosimo I.
fiiial sknKBMchie di tinta grigio-scu- Arroge a ciò, come attualmente si cavano
^■wq«lia)g|ioiiQ essere sparsi e atira- marmi anche dal duplice fìaui«o del monte
^ife;c4iqoe^ sroonda qualità sono le della Cosia. — Io non |iarlo delle latomie
^j^— JBBidieri fiinno per le nicchie delle brecce e del bardigtio fiorilo sotto il
*^^^^iiFirmK. canal delle Mulina; non delle miniere di
''^^IcciTvdel H. Altissimo quelle mercurio a Levigliani, non di quelle di
■'■•■•1^1 ^uuio un marmo (orse i!|»iù piomI)o argentifero del Bollino, o di altre
*** ^ pi C4S(lido di quanti finora ne produzioni niiuemli che pure hanno dato vi-
^^raoibeU moderna slatuaria. ta a molte officine, segherie e frulloni, per-
«moelnofcro iletle ca\e nuove di che ne riserbo a far parola ali* v#r/.STAnRMA.
"^i «ttttlaeite attivale nel M. Altissi- Co/ncifi/l^i, nel cui territorio sono comprese.
*^*^>cv-^iidleilel fianco meridionale pò- Indicherò più sotto il numero delle ferriere,
* il aiule di Fàleoifaia fra il i^a- e di altri prodotti minerali di comunità estra-
«raiifi^u, a ponente e le cave nee a Seravezza che il comodo e la copia
■■■*««• e del C4iiale detto delta f^inca- delle acque correuti consigliò ad eriaere den-
p ■*''* "1 «10 levante. tro i confini di qu<«slo territorio, nel quale
USI sai lii arraggiahile conduce a pie primeggia lo stabilimento Paifhiani a Valle-
l^ooolf , f tcniinj in un piazzile, dove Vrntoga con ferriera e fomlcria di rame,
•"■"••ti l«ojn.di,dfl la Po//'i, di Fa/- Solamente dal ixinfronio di'll' industria
^**^^Ufin^t^la^ i marmi che co- «lei iiMrnii del Seravezzi'se, innanzi la in-
■^ ««.icioo |)CT trasportarli alla marina tr.«pns.i drl M. Altissimo fra Tanno i8ao
""^"il^iuuiNu tli sette inig ila. e qii<lla ilcH'anno correnlo 1843 si potrà
''"^^y^iAU Cappella t! di Tramhi» i-iltv.ireqii.il inoviinciito .ildiia.iCi{iiislatoiu
•'^««Irih fu prolungata tino alla base sole due dctMdl <:ulcsto [Mese.
/
SERA SERA 2C7
CifV adonlati i fimltlli Semab, (soggiungf la damenlo ti lien dietro nelle viacere del inon-
lei lem ) io pregammo a riirattarsìf e di' te per mezzo di pozzi più o meno inclimili,
fatto io efegiù con un Ari, da esso inse- e tutti finora asciutti, li minerale è dispotto
nio nei Gioraaie di Commercio di Fi- in filoncini gli uni vicini agli altri, talvolta
rentey dei ^3 marso 1843, nel quale si riuniti insieme in una larghezza che arriva
legge: « Se noi fummo in Toscana i soli a sino ad un piede.
parlare agli scienziati di questa nuova so- Cotesti filoncini contengono il solfuro di
stanza metallica, i signori Giuseppe ePaiiiei mercurio in cristalli di color rosso scarlatto,
fratelli Semab furono parimente 1 primi I pozzi e le gallerie delia società Haftner
eke con instancabile teio riunirono lapri- e CC. sono nel crntru del Pesca vazione, fian-
ma e sola società che intraprendesse lavori cheggiate a destri <; a sinistra da quelle delle
di ricerca nei terreni Salvatori e Vannucci. altre due società. Quattro sono le gallerie
•— A ioro (ai fratelli Seraah) si deve la vera aperte, una delle quali si approfonda con
teoperta iiATiaiALR di questa miniera ». un pozzo che fa mostra di avere i filoni più
Patto è, che dagli scavi eseguiti nel suolo ricebi. I filoni messi finora in lavorazione
acquistato dalla società Semah , Gofrer e sono tre, i quali sogliono Tornire un giorno
CC. non solo si è giunti a conoscere essere per i* altro da 4000 libbre di minerale, che
questa di Ripa una buona miniera di mer- a calcolo fatto produrrebbe circa 1* uno e
curio ; ma di avere già somministrato in mezzo per cento di mercurio vivo,
■eno di due anni (dal geliuajo 1849 ai no- Ma i fonii di qiie&ta società , con grande
tembre 1 84 3 ) circa libbre 14000 di quel intelligenza costruiti in Val-di-Castello pres-
Belallopuro, e dì averlo messo in com- so la fonderia del minerale di piombo ar-
■lereio a Livorno. gentifero per conto della stessa società, non
Incoraggiti da cotesti buoni prìncipi, non sono ancora in attività,
solamente fii aumentato il capitale dell*an- I forni della società del barine di Mot-
zidella società anonima , ma due altre coro- temart e Perier , sono stati accesi dopo la
pigiiic hanno postenormente acquistato an- mia visita, cioè, nel novembre del 1843,
che più estesi appezzamenti di suolo nelle sicché non potrei indicarne i resultamentì
vigne di Ripa, cioè, U s(x:ielà ffahnereCC, che servir possnno di confronto economico,
e quella del barone di ^or/mnr-r e /'«riVr. In cotesta porzione di monte il barone
Le gallerìe di quest'ultima furono visitiite di Mfortmart , pia vect^hio soldato di Nafio-
Bel 37 settembre 1843 da varj membri di- leone, fa la sua odierna dimora in una ca<
stinti della sezione geologica del quinto setta angusta anzi che nò , cui è stalo dato
Congresso degli scienziati italiani tenuto in il nome di Palazzina di Colle^Buono.
I«iicra, i quali osservarono il solfuro di mer- Elgli si è dt'gn.ito inviarmi da cotesto de-
curio in forma di filoncini ed arnioni posti lizioso resedio una nota del passato suo in-
lungo la linea di stratificazione di una roc- gegnere monlanistico Cailleur, dalla quale
eia di steaschisto quarzoso, filoni che con- risulterebbeche, nella parie del terreno spet-
tiauano per lungo tratto, ora più ora meno, tanteacotesla società di Cotle-Buono^ì filo«
^richi del minerale anzidetto. ni finallora conosciuti erano due, e ciie due
in mattina del 14 ottobre 1843 accom- altri si cominciavano a conoscere da alcune
^«jCnito dai sigg. Avv. Santini e Doti. Car- tracce più o meno ricche di cinabro,
(lucci di Senvezza ebbi occasione di pene- Uno solo per allora di quei filoni era mes-
Irare nelle gallerie di tutte tre le società so in escavazione.Tre gallerie principali sono
mineristìche, sitoate assai vicine le une alle state aperte per andare incontm ai filoni me-
altre, ed in tale posizione ridente che cote- talliferi ; i.^ La galleria Mortmart situata
sto monte di Ripa può dirsi fra i metalli- a pie del monte, la quale arriva ad una pro-
feri Punico che sia rivestilo nella sua su- fondita di 1 38 melri nella larghezza di i ,
perficie da nna vigorosa vegetazione di vi- 40 metri, e nell'altezza di 1,80 metri. Es-
gneti, cui &nno corona più in basso piante sa è tracciata in linea retta, stata difesa nella
gigantesche di ulivi. sua volta e pareti da correnti e tavoloni di-
Le gallerie sono aperte a mezza costa, sposti con (ulte le regole delParte; q.^ La
stili comode per 1* estrazione del minerale galleria Perier che fu aperta a 54 metri
che incontrasi internandosi nel monte in di sopra alla precedente : essa ha una pro-
filoni diretti da maeslr. a scir., ed al cui au- fondita di circa 95 metri \ "ì^ La galleria
QpJDBO della Pùpolauone tielìa Comunitji^ dm SEtutrsxz^
a qmaUro epoche diverse.
269
■
Ifame
dei Zuogki
Titolo
dtlle Chiese
iMiU
l
Diocesi
cui
appartengono
Popolazione
AIIMO
i55i
(*) Vallcccbia
S. Ansano , Gara
S. Martino , Pic^e
S. Antonio Abaie, Cara
S. Maria Lanretana, idem
S. iPbolo Apostolo, Rett.
SS. Lorenzo e Eirliera,
PicTe Prepositora
S. Stefimo , Pieve
Totale . .
^- è 1.1
Jbit. if »
173
3i5
1366
AlkllO
1745
2480
«41
653
3a5
ia58
1735
ASHO
i833
4a*a
3^7
io6a
«455
36i
1871
▲UNO
1840
366
1074
i3a
9817
4a8
i960
jfmtessi proitettienti da Comunità limitrofe
Nome dei Luoghi \ Comunità donde pro^tngono
ls)?aliecchiaS.Stf-| Dalla Comnnilii di Pieirasanta
Caio Pieve
Totale
JbIt, N}
Ahit, N!"
NB. £e chiesa parrocchiali contrassegnate con V asterisco (*)nel i%^o
mandafHino nelle Comunità limitrofo Abit, 19,^
Emstano nel 1840 ... . Ahit,N.^
|599
1739
7675
85i6
1938
6578
(1) La cura di Ctrreta innanzi il i834 appartentva alla Com» di Pietrasanla.
SEB AZZANO, o Sebezzaico {Seratianum)
fri h Vai-d* Orcia e la Va1-di-€omia. —
Cut, e Borgo con eh. pleban» iS. Donato)
tttJcamfBle cara intitolata a S. Michele che
fi sotto il piviere di Morha, Com. Giur. e
rìita 8 mig]. a ostr.-Iib. delle Fomarance,
ttoc. di Volterra, Corop. di Fisa.
Risiede sulla eresia dei nionli che uniti
> qadli di Monte-Bufoli chiadono dal lato
(T ostro e lib. il vallone della Tressa di
Cecina t mentre nella taccia opposta i fossi
£ Semzano icolano nel fiume Gornia.
È inolile cercare notizie storiche di que-
llo luogo innanzi il xioa quando il castel-
lo di Sentzano era già dominato dai saoi
l^Babardi. Tale era un Gherardo del fu Pa-
gano, che per alto del 1 5 marzo di delto
anno donò alla badia di Monte-Verdi 1* usa-
fratto della soa porzione del Cast, di Seraz-
t^ino compresa la sua corte e la parte a lui
pt-rtinrnte della chiesa di S. Michele posta
in de ttocaslello.— .( Abcb.Dipl. Fioa. Carte
della città di Massa ).
In seguito le abitazioni di Serrzano dove-
rono accrescersi ed il castello prendere la fi-
gura di borgo, toslocbè costà non solo esi-
steva nn* ospedaJetlo, per accogliervi i pelle-
grini, ma per di qua passava un'antica stra-
da maestra di montagna. — Infatti fu rogato
un atto pubblico del i ottobre 1174 nel
borgo di Serazzano, — {loc. e carte cit, )
Foco dopo il Cast, di Serextano o 5e-
razzano (u dal re Arrigo VI dato in feudo
con molli altri del contado volterrano al
vescovo Ildebrando Fannoochie«chi, i di cui
successori conservarono alcuni privilegi feu-
dali sopra gli abitanti di Serazzano, quan-
do Tallo dominio dt-l castello sembra che
SERC SERG 271
TfT accollo il tdiT. Freddo' tiilla slmla [iruvìnciale che tl<il Borgo nie-
■i» qKÌadi rìprvniJeiulo la ilinxionc di lìb. dcsimo ftiiida h Burpa.
taiva doe nif lia sotto il Panie 5. Piero^ al II quinlo è il iiotittimo ponte della Mad-
A là dai i|u«Jc il Sercbio ai achiiidc il cam* daìena sopra il Si-rchio fra il Vili, di Coiva-
wimo vmo la ipìaggia piiaiia , facendosi gna ed il Borico, fabbricalo esM» pure verso
hm le fsolc di Noiiano, di Casliglion- il i3aa per ordine di Casliuccio con ardilis-
c dà FUcUolc dir lascia alla sua de- situo arco e due piccoli archetti alle testate.
ne alla misiia nsenla i paesi di 11 sesto ponte fu edificato nel secolo at-
Hì Crraanmina e di Ripafratta. tuale, a tre archi davanti a Diecinio slato ab-
INpo OD tortuoao cammino fra le radici battutone! 184 a da una piena del Scn*hio.
àqmà pO|(^i niarBBorei , il Scrchio giunto 11 settimo è il ponte a Moriuno, antichis-
4nali al Casi, «lì Nodica riprende la dire- siroo {»erchè rammentalo sino dal secolo
■■e 4i Ub. Uno a che al larfu della ma- IX. Esso tu rifallo non meno dì 4 volte, nel
Hi fàffa bmacaroeDle ila acir. a |ion.-lib. i38a, nel 1490» nv\ i58i, e net 1839.^-
i «l«>|io Somiglia di cammino di- f^ed, Moauao nella Valle del Serchio.
le nel mare. L*otlavo ponte è i|uclto più prossimo a
lo ai |ionli che il Serchio atlraver» LiAca, piantato alla base del colle di S. Qui*
on dì attraversava» citerò {ter pri- rico, denominato di Uon-S.-QuUico. £sso
dimto aollo la confluenza de* due anticamente era di legname, adente teUjo e
dà Seraggio^ cioè* e di Minueeic" catene ad uso di (Minte le vaio jo ; ma nel 1 363
He Iutiera UQ peuo d*arro, che i piloni furono fatti di pietra. Sennonché
ad an sao pilone restalo sul fianco cotesti piloni essendo stati abbattuti da una
dei fiume a pie di una fni le molte piena, il ponte fu ricostruito di legname co-
i di plein diaspriaa, sopra il di cui m* era, finché miuacciando per anticliilà di
creilo uno di quei così delti rovinare, nel 1641 fu rifatto di pietrame dai
ibile da ehi non abbia fondamenti a spese della Rep. ili Lucca.
supplisce al passaggio di H nono ponte e quello denominato una
un ponte di ^gno. volta del Marchtst , ed ora di S, Piero.
ponte Intton esìstente é da- Fu riedificato verso il 1374 come l'antico
a CssIelDUovo 9 ed ha nella testata de- di legname; ma nel i49ai avendo bisugno
di portone moderno die mette di essere restaurato quasi |ier iutiero, si trattò
appellato di S. Lucia ^ dal di costruirlo di pietra; comi celie cotesto piY>-
nella piccola città di Castel- getto non avesse il suo effetto se non die al
Quivi sbocca la Thrriia secca ^ che principia del secolo XVIII.
ài par can un ponte, per dove passa la II decimo ed ultimo yonìt dava il nome
provinciale dcjla Garlàgnana che da al paese del Ponte a Serchio dirimpetto ai
fuiJa a Gastelnuovo. Cotesti due Bagni di Pisa, distrutto probabilmente come
dovevano fino dai tempi del- dissi ali* Ari. Ports ▲ Snacaio, nel i3i 5, e
tre egli nella satira IV ai me- mai più fino ad ora rifatto, sicché di esso
i alludeva allorché cantava : non restano che alcune poche rimanenze.
^ JUMi, dù9e da diverta fonti t\ • j • ... ..
/t _• -* j n Dei danni cravissmii siiesse volte recali
Cem tt€mo romor eonfondon r acque in. 1 1 e l- 1
f- M .- - -, , • /. . ' .- dalle incile del Serchio, le cui acque pre-
Mm Tamta eoi Sercfnofra due ponii. . . ' . , 1 n. n 1 n 1- -r
*^ ' cipilofe SI slanciano dalla valle della Uarfa-
1 luau ponte diruto chiamossi di Or» gnìina sopra la profondamente colmata pia-
situato fra lo sprone di Per- nura di Lucca, non posso far parola, non
^ e Piallone che sporge sulla destra del comportandolo né la tenuità mia, uè la
tee, e lo aprone di Riana che si avanza natura di quest* opera. Ripeterò piuttosto
tf appoelo lato. Cotesto ponte dopo 450 poche indicazioni desunte dai fatti onde pre-
te lovinò nel 1773, mentre fu innalzato vare il corso tripartito che il Serchio ebbe
pv teine del capitano Castruccio, con un un dì nella pianura di Lucca,
■b aaapio altissimo arco. IXilIe sue sorgenti fino al Ponte a Moria-
li qnarto ponte chiamalo a Co/atvr/to, no, vale a dire, per il calumino di circa 34
■ch'esso di un solo arco, cavalca il Serchio miglia lungo tutta la valle della Garfagna-
due migl. a sett. del Borgo a Mozzano na e [ler quella del Borgo a Mozzano, il Ser«
SERC SERM 273
liofcnliiia ( sono me prole ) la di Fivìiuno, Dicic. di l'otilreniuli, già di
per tempo del io niiiggiu si mosiie Luni-Saniiua, Oinip. di l*js.i.
|B*FicfO itt Gunpo caTalejiido dn un Risiede in mniite snpru 1111.1 nijieallunii
liKitineBO vcno i nemict (pisani) ri- base |)i*cci|«ilii s|iiiniautc la liniiMiia Aulel-
Hpndoli di battaglia , ma non volleru /a« dii'tiU|K>tlo alfantìca pie\c; «li (Judi|Kiiilu
l^pfaorì de' loro steccali. Allora i nostrì che trovasi sulla ri|M sinistra della sli-ssa
^fUmìo «Ter la battaglia, passarono i fiumana. — f^tiL Alkbiio.
mni éei fiume del Serehio; il tergo S£RELLI,iicl Val d*Arnociisentincsc.^«
$9enMÌ ingrossato ptr ac^ua ritenuta Gas. la cui eh. pn. ^S. DunaKi^ nel 1786
^immùd^e per pioggia incominciata fu unita insieme con un suo annesso ( «V.
JlJm non poterono passare^ e quella Maria alla Seha ) alla (nir. di S. Maria
H^CSM gfran disagio e so ff ratta di vii- alla Torr«s nel piviere di Vado o del Cistel
l|ii e di tutte cose^ ed assaliti dai ne» S. I^icco'ò a Strada, Coro, inede^iiurf, Giur.
^pleltono tn sa qvkle,^ ìsola ^ factn lo di Poppi, Dioc. di Fiesole, Gjm|>. di Arezz».
^im fucila notte un gran ponte di le- È |x>slo sul fianco orientale del Munte-
Ili ^«T ^f 'ore sopra QUEL MAito DKL Miglia jo; e tu cpirstu Cas. di Serelli uiui
pli. E a dì appresso passò tutta de*p:iesi, che nel i3.ig dil conte Mai-co di
i ià aifuanto sopra il colle di S. Galeotto dei conti Guidi venn('n> riiiunzìati
da¥* era un forte batti folle guer" alla Rep. Fior. — f^ed, Shlva 6 Tuass uel
a Pisani alla guardia dei pog- Val-f l'Amo caKntinrse.
^PouTM A S. Qateieo ... « Il cu* La parr. di S. Dini:ilo a Serelli nel 1 745
aortfO ( Malatesta) volle che Toste cnulava 1 13 abit. e nel i833 ctd po|iulu di
MS* al pofgio quel di, e la notte Torre riunito ascendeva a 1 43 ubil.
fnnde pioggia, ma però i Pisani Sesbua ( Castel) rsuso Coilsuiso. —
di atfunart il baltilblle di f^ed. Badia di Skrb^a, e Ciiilsoino.
SB:IìBSSA NU()VA,KVtX:CUlA i^ed,
akunc altra aotiaie e rìfleftiioni j4uskmi ssola , e Vhvi-Pisà.io.
Memo aggiunge le Kguenti : « Vrg- Skbeto nel Val-'rAruu kU|i(»riore. *-(«».
UaOitro capitano aflbnato il caiU|io che diede il titolo alli clu di S, Ani;rh» a
i c non poter tornire Lucca, con i^ere/u decurata dell^epilclo di Cuthuiicu^
vergogna e de' nostri amici si stala da lunga iiuno riun ila alla pnoru di
bmenica, a d) 19 di inag(:ì>i, e Munte-Gonzi, nella (^iii. e (|u.isi S mi);!, u
I di fuà dal Serchio dontt era 1^ scir. di Cjvri{;lia, Giur. di Stiii Gii>\anni in
a aiTASiAaoao Ut Suraio rrji là via Val-d'Anio, l)iiif\di Kiesole, Cuinp. di Sin-
e puoMonsi a dì si detto in na. — f'^ed. MuTtritìnit/i.
gl<« (Sfonte-Carlo) ecc. » SERIV^WO, o»su SiRZANA, nella
quali espressioni ne conseguita che Val-di-M.i)fr4. <" f^ed. SAHr.\!<A.
fiorcniina ripawò il Serchio per la SJbIRK/ZANO, SKRAZZANO, o SA^
'Allopaacio I l'autore voleva intendere REZZ.ANO tra la Val-di-Ou'nia e I.1 Val-
iOpiù orieotale di quel fiume il qua- di-Cecina. — i''ed. SxM9.n\n'K
a quella elk scendeva nel piano di SEIUCAGNANA, SKR ICAGN ANA , e
tripartito^ e che corrispondeva al- SILICAGNANA. — f^ed. Sii.h.aomana.
. pasasiado di coslk la via drll* Al- Sesighauo m BATIGNAXO nella V^lte
h^f'a ^roACexcafChe esciva a lev. grosiielaiia dell* Om brune senesi'. — i^v
e di là per la Piesfe di S. Pnnlo distnilto tlin-c lii una «:li. (S. Andrea) nel
a aiceome tuttora continua a diri- [iO(iolodiBati;jiMii(»,()um.tìiur. Oiiii:.(>inifi.
per l'Altopascio al Gatleno, a Fucec- e circa 9 ini;;l. a selt.>iiiaeslr.di(»rukaelu. —-
ktee. wc. — >- Ped. Vu Fat^r^.wi. f^ed. Badia di Srjiiixcu.
HCHIO (PONTE A).^ f^ed. Poavh SERLA in Val-di-Magra. ^ Villa nella
Itmo* o PoaTASSBCKio. G>m. di Gi-npfKdi, Giur. Ihw. e cirea 6
^UX)G!f ANO nella Val-di-Magra. ^ inigl. a ostro di Poiitreinoli, Coiup. di Pi-
li eai eh. parr. di S. Gemiynaiio prc»; !{.i. — f^etl. Gauvi'01.1 in V.il-i|i>Ma):r:i.
UNgMilo JtAieidùo da an altro ca«k SKRMKZZANA , o SKRUAMtiUfiANA
^eompceii entrambi nel piviere di Gì- nella Garlagii.ina su(M>riore. *-()a». (t>ii eh.
Ur, Gom. Giur, e circa migl. 3 j a auii-. parr. (S. Maria) da cui difieude la <-ap(itlU<
SERR SERR 275
^^^^ ( ALPE m ) nel Val-irArno ci- t<*m|ii |jailerìori a signore^rgìare non soln
*.'■'■' "— Forta cotnlo %orabolo quel ir*I cusììW di Serra, ma aiiL*orj a gridciv
||*A Mr AppenDÌDo situalo Ira Caiual- del ffiu^pjtlroiuito ildla ìim pieve.
l^t FAlf^cnia che sì alia a scìr. della Kra della slessa prosapia il C. GuiduBtir-
MRim Jcrra, ossia di Setra^aHetuìVAr- gundione, il quale nel i i8i , come signore
■M| pnwo )a cresta del Bastione. di Serra , di Monswnmano e della f^er*
a£ft&if o SEBIIE (S. MINIATO allb) ruca sopra Mass.i e Cozzile, strinse alleanza
™***tì ^to S. Minuto la MoKtAMiKO cqI Giniune di Lucca, promettendo di con-
ittXaWtfiriio superiore. *- f^ed. Mokta- segnare a quel governo i delti cistelti quan-
«»'.S.1|iiuTO al). do i fiucchesi ne avessero bisogno ali* oc^
•tti^ ROCCA Di). — f^ed, Sbra- oasioiie di guerre contro iPislojesi. — (Pio*
^'HtiMlVal-irArDocasentinese. lom. La;c»s. /innal.)
M&i (VILLA vuxk ) in Val-di-Ce- Uispcilo poi al giuspiulronalo della Fieffe
^^*-t. UD medio con falloria omonima di Srrra mi si olìVe un islrumento del i6
Ms lobìl ùmì^lia \olterrana de* conti rcl)bt"ijo.i343 relativo ad una protesta latta
«■fi lìtoito wlla cnsta de* poggi che sten- dal pievano della chiesa predetta, aU'cHTa-
'■■ifca il fiume Cecina , scorrente al suo sione di una lite vertente Ira i I^anibardi di
Ir^iA iltorr. rrofXd, 1* ultimo de* quali Montecatini e gli uomini della Corounilà
*MÌi al no IMO. Della direzione di scir. d*Ivajo(//t'riif/io?)4k*l piviere di Serra, per
• lioleGiiiiuli e ■ maestr. delle Poma- motivo del giuspadronato della loro chiesa.
Mbi» irUi cui Com. e Giur. cotesto rese- lunlire ron islrumento del giorno iq luglio
■*^CMipvso, Dioe. di Vullerra» Comp« l'S'Jtrit rogalo in Marliana, tu l'alta transa-
^'^^Tti, MoiiT8-Gasioi.i. /. une Ira il pievano di Serra ed uno di Ma*
^CiRA (P1E\'E m) nella VaMi-Nie- gliana |)er raccomodamento dei loro ini e-
^^Reteiiilici dedicala gi;i aS. Leo- ifssi.-— (Airn. Dipi.. Fio». Ca'ie deWOpe*
M^ORs S. Sfarla I con caslellare nella ra di S, Jacopo di Pistoia),
^■■-tdici 6 migl. » seti, di Marliana, Ifon slan» {hiì a rammi-iilaiv nna ivrì-
^''«^■KQe. ^ Pirtoja, Comp. di Finanze, zione romana, la cui lapida dict&i trovala nel
^5***** ** notAe sopra la ripa slnislra 1750 in colesti uKmli, e di là IrasfKUiala nel
•■ "•■^ ^^ggiore, o Peseta di Pe- salone del p:dazzo comunile di Pisloj;i, \\i
«■^•1 cai pQQ. scorre il torr. della Pe* cui si legge il nome di un M. Attilio Se*
MCI di rrl/Mi» luo tributario. rana che dedicò un* edicola, o statua che
3t Bai BQo ni appongo, credo questo il fosse, a non so chi suo protettore (uomo o
** «ppriUto Ulta \olla delle Pescia, nel divinità) nella olimpiade 147,0 alle calende
^ M0|o fiso dal Kcolo decimo |K)5s<-de- ili maggio. lm|)erocchè sono talmeiile nia-
l**^* terreni i conti Cadolingi di Fu- nifesti in quella lapida ì raralleri di falsila
"■■»;««ilà Ji>fencl 13 novembre dell* da non permei I ere di credere che il casal
■■^Sii la ngiio un istrumeuto ripi»rlalo della Serra prendesse il nome da quelfidea-
«Ir. Ziforia ne' tuoi anecdota Pistor, \o M. Attilio Sfano,
y^ ^1^ Piscia majore, V\\ probabll- La pieve di S. Maria, già di S. Leonardo
■Me senih) nello stesso luogo sullo fan- alla Serrji, abbracciava tre eh. p;uTocchiali,
**9>3^>ltnislrumento, eoi qua le furono cioè: S. Maria a Crespale; S. Minialo a
jy ** beni alla cattedrale di S. Zeno di Calamecca; S. Barlolommeo a Lanciale,
"*j»*lttwtf Carolo figlio del fuCCu- Nel i833 la [Kirr. di cotesla pieve con-
■""woeiU-mpo eli Veli abitava apud casa lava 38t) abil.
^i^ki»stra sita Piscia ( cioè sul lìuuu*'} Sebhm uk^Lougobami^o i»k* IHm.^zz^iià.
ff*y pittoriensi . — ( Camici , </ei — /^e.V.CvSTFii.ixA DiSp.avvAi.r.K,e Sf»4VALf.e
•Jf^-^JViWfla T. I. ). fra U- Valli dell' Ombroue e ibUa fievole,
^^^«esia, fallo è che in Serrai, e SKRKA ( MONTE ) sul Mt»n{e-Pi<.iHo,
^^^*fÌM Maggiore, i vescovi di Pi&loja — K una delle prominenze più elevale di
K^i^aio due corti, confermale Inn.» nel quel gruppo di |x»ffgi clic seprano il Val-
•JT diirinip. QiiQng ]|| g j^ jijiri imjrt.. ilVVrno p';.t:uio dalla V.d le orientale di Luc-
^«'fflalffici de* 5ei:oli sucressivi. i 1, la cui s'MUniii:i, della la Serra maggiore,
'^iifKJili Gqiraja derivali dilli (a- iit ri.<i<'onlrala dal P. riifihirami a br. l 'ì^if)
%'U Cidofinrru coutinuaionu anche nei x'pra il li\cllo del mare Mcdiicrrauc.-.
SfiST SEST 27?
StSTA^O BOXA EERARDENGA ntlla Travasi il Gist. «li Ststinofiii U gr. 39'
t^ik «IrirOiubronc sracfr. ^ Gas. con cb. 57' 4" lon«r. «ti il gr. 43** ia' 8" lulil.. 6
furr. [S- Bartolommco) filiale «Iella pieve a migl. a leT. Jellii Badia-Tetlahla , 8 a ostro
AvioB, nella Com.Gìur. e circa migl. uno diil Catl. e monte di Car|iegna nello Stalo
t Kìr. di Castelnuovo della Benirdcnfa, iiontificio; 16 migl. a grec. di Pieve S. Ste-
lline <fi Afetto, Camp, di Siena. limo; 18 migl. a sett.-grer. del Borgo-San-
Risiede in Ta Ile sulla np destra del fi. Sepolcro lassando |ier Monle Gisale, e aa
^hrnne lungo la strada rotabile detta dei niigl. per la strada di IjrlMnia che attra-
f allestì un mig). circa a lib. dell* antico verM Ih Terra pontificia di Mciralello, si-
■raastero della Berardenga. tiiaia cin'» 6 niigl. h scìr. di .''«slino.
Anchr quesl«i vill.-i fu signoria de* conti Grande è la fiinia, sebbene inc:crta Pori-
Mb Sciaienga e della Berardengn, cui h|i- gine, del Ciisl. di Sestino, sia per i nionu-
fvkneia uno dì quei nobili che nel ioa3 menti romani dìc in copia possiede, come
«fgnn al monastero predetto varie case mas- sono le iscrizioni, statue, urne, vasi ed altre
wisie, fra le quali una situata nel casale reliquie, cose tutte che non lasc:iano dubbio
«i 5^5/ano. di avere questo paese appartenuto al territo*
Che costà iìno dal secolo Vili vi fosse un* rio Umbro*; sia per Tcspresaioni di Plinio il
craiorì'», ossia basilica < dedicato a S. Sim- vtccliio che appellò questo popolo deirUm-
;!iriano, lo palesò uno de* preti «saminati hrì» Oppidani Sentinates. — (Hmt. Natvb.
adi' anno 71$ rispetto alle pievi contro- Lib. III. Cap. 14.)
wnt «tal TfsroTO di Siena a quello di Arci- Infatti che Sestino facesse parte della re*
» «lidùafanilon i^i, che sebbene la basi- gione dì Sentino spettante alla tribù Zemo-
ba éiS. Simpiieiano a Stsiano fosse stala nia non ne lascia dubbio la famos.! battaglia
Minta verso Tanno 680 da Vitaliano ve- data nel 544 U. C (avanti G. C. ao8) ai
«nvo di Siena, lo flesso prete |)erò era stalo Cìalli nel contado senlinate, |ier quanto ag*
•"Biacralo dal diocreìMino di Arezzo, dal qua- giunga T. Livio, che alterato ne sia stalo da
IrJipmileva la pieve a PMina con tutte le molli il rarTonto. I^ qual vittoria meritò
dm e oratori «onipresi in quel piviere. al console Q. Fabio Massino gli onori ilei
Anrhean istrunieulo del marzo 11 65 fu trionfo, e grandi premìi ni soldati delle U*
lapMo da Rolando nolaro sulla strada pub- gionì rhc in qiirlla ebbero parte. — (T, Li*
Uia vicino alla chiesa dt iS^ef/flm>, il quale vn. Dermi, Lib, X.)
lite verte intorno ad una permuta di Wni Ma comecché dai monumenti dissepolti in
^flarrin r«t}>batr e monaci di S. SaUalorp Siglino \ì sia luogo a cicdcrc rhr ai timpi
« Fùtstebùtta (Monastero dtlla Berarden- roniani fossero cosi à terme, trmpli , colle-
c« — ; Aara. BoBr;iiFjii*Biciii in Sir.!vA.) gii ecc. ecc., comecché nc-l!*alt.irc maggiore
la porr, di S. B:irlolomnieo a Sf stano della sua eh. arcipielura fosse stala |)osla [icr
ifì i933 contava i33 ahit. mensa una base marmorea, sulla quale al
SEST4\0 in Val-d'Orcia. — />«/. Col- Irmpo dtlTlmp. Graziano fu collocala una
tfffS. A^OHOO «a W Villa Torri. statua allusiva al genio di quella curia , o
MISTIXGA (VILLA m) nella Maremma municìpio, ronlullociò la storia di Seslino
frnmtian», — f^ed. Bahia di Sfatikoa. fino al mcoIo XIV si nascond/- nelle Iciif bre.
StSTIT^iO ( Sentitium ) iici.la MASSA lm|KT<»ccl;è duhitcrci di anmieltrre per
TB.ÌBARIA nella Valle della Foglia. — Ca- gì nitiiio un |MÌvile(!Ìo dato in Viterbo li 1 1
€eilo di origine antichissima con chiesa ar- agosto del tjiy^ dnlt* Imp. Ottone 1 a fa\t>ie
n^rHursi fS. Pancmzio; capoluogo di (Jom. di-l conte AUlerico della famiglia gererosa
e JìGiur. «nltn laDioc. di Sanse|ioIcro, una dei signori di Girpe^na ( Carpi nfvrum) e
«<-4u di >fontc-FeltiYi, poi deirnicipniura in grazia, dice quello scritto, deVrvigii pre-
'I SMiiio Nuliius Dioecesis ^ nel G)mp. slati dal conte Alderico nel fugare i Grtri e
•j: 4rr2Zo. Saraceni dall' estnmc |»arli dell* Italia, per
Risif'le sopra lo sprone di un paggio, fra cui quclPImp. conjennò ad esso conte ed .11
•^ ir («xiti • uno de* quali poslo » «istro di suoi successori il dominio d(l nobii castri'
*^lino r;i^alra il fi. Foglia^ msia l'antico ht di Carprgna con lauti altri situali i/f re-
/jovrr, nieiitre dal lato op|)oslo sotto un gione Finminea Senvna ; fra i quali Vop-
; .'1 jiifoh» j-onle passa il toir. Seminino, pidodi Sistino\et intra fimùosCvnram et
» « -«n o dofio c<>nfliiisce nel fiu. Foglia. JiarcMam Seravaifcntf reruchiuw^ San*
S?8 SEST SB8T
Marinum «I demum{o dimìilÌQin) Moniis «luci Loranio tuo nipolf. -^Gk
fertirmni^ Hons-Stadius, Macerata^ P«- rwiciaie a Fnneeioo Maria àék '
tracuia, Foranum^ Scautinum iWtti, SuU' ricupeiara eoa le proprie knt
na (Jone Suftsa), Pinna Billioruin , Majo- stCHO il tuo ducato, ncm artanlecifi I
ìum cutn omnibus districtibus et Pastai- coftrrllo di aderire alia coiicwdw iMii
lis, etc, eie, gli Spagnuoli cdo Papa Leoàe 1« fv|
Fra i tcslimoni vi è firmato per giunta quale Lorenzo de* Medici rìi
un Cesar Fliscus Lasfanie Comes dapifer, quel vasto ducalo. Ma pooo cgÙ k
Molli archeologi fjerò dubiteranno della perchè nel di 5 maggio dd iSif
sincerità di tal privilegio, sia per le cspres- altra vita» cui tenne dietro podn
sioni inusitate di cotesta scrittura, sia per la pò donna Maria Mad4lakoa di
data, coni*è quella di Viterbo del i5 agosto sua consorte, lasciando b imails fi||b|
dell* anno 963, quando Tlmp. Ottone 1 terina sotto la tutela di donm Ali
dii nio!ti mesi era tornato da Roma in Fa- sini vedova di Piero de*Medirie£hit
via e di là al Lago d'Orta, dove si trovava finvlic la iauciulla Galerina fiitla
sulla fine di luglio e nell'agosto stesso dell* uanellò ad Enrico U fc di Fnadii
anno 962. Lo che aoradde un anno innanzi II Pont. Lrone X aoooftoii di MI]
che lo ilvsìio imperante si {lortasse alP asso- ritenere il ducato di Urbino in
dio della rocca di San -lieo presso Car|)egna nipote pupilla, dopo aver fatto
e Sesti no, nella qual rocca erasi fortificato il le fortiHcaiioni , fu consegiisto lo
suo ri\aleBeixngario H con la di lui mo- desimo alla Reverenda Caa
glie. Cosa dunque si do«rà dire di un di« E perchè nella guem fatta pr*
ploma s) fatto? Per me lo metterei in cora- starlo aveva speso 800,000
pagnia d* un' altra carta fabbricata forse dal- la maggior parte de* quali furoM slil
lo stesso autore con la dala di Viterboi alla ministrati dalla Rep. Fior, enne
presenza dell' Irop. Ottone, li 9 dicembie dai libri della Revcmida GsaMn,!
del 962, India. V. ed anno XXVI del suo la Rep. stessa era slata impoilata
regno ed imiterò, col quale ultimo diploma prelese dare in compenso al
Ottone I concedeva ali* ideale Guido Cybo renze la fortezza di S. liBOCon
genovese tre castella nel Va l-d' Arno su|ie* ed il territorio spettante al pivieiedii
riore. — fed. Mo5tkvakchi. Per quanto riuscisse grave alla Rcpiìl
Mancato il fondamenlo \)vr altribuire il to, pure Paccoido fu sanzionato CMI
caslrllf) di Ststiiio ai nobili della generosa %8nov. i5io, e nel giorno
famiglia da Carptg'ia, diiò solo che cote- nero stipulate con gli abitanti di!
sto iNiese innanzi il i5iG faceva pirte, tati- Irò e di Scstino le opportune oipìl
to nello spirituale come nel tcraix)ra1e, della Un anno dopo accadde la morlcddl
giurisdizione di Monlo-Feltrr»; e aggiungerò, licone, in seguito alla quale il dotai
qualmente molli |)0|)oli del piviere di Sesti- cesco Maria ri:icquistò tulio il
iiu, ecct'tiuato però il ca|K)luogo, furono si- no le fortezze di &in*Leo, di Mafols<
gnoreggiati anche dai nobili Faggiuolani, villaggio di Sestino con lutto il
siccome può vedersi dalle condizioni della Ma poco apprcaui anche le
|)are di JSarzana del i353. San-Leo e di Ma jolo dovettero
Dirò finalmente che Sestino con tutto il al duca di Urbino, sicxhèalGoniiuicél
suo piviere nel iSiG venn<' distaccato fier renze non restò che il solo e sterile Mill
opera del Pont. Ix^ne X dil ducalo dì Ur- rio di Sestino nella MÌatsa'T!rahtiria,^
bino, nllorchè quel gerarca della rhiesii mos- trada che il governo granducale drlbl
se guerra a Francesco Maria della Rovere scana conserva tuttora al caro preso difi
duca di Monte-PVltro e di Urbino. si 800,000 fiorini d*oro.
Fu allora che un esercito fx>niandato da A prendere il possesso di cotesti lsi|
liorenzo de* Medici duca di IVemours yenc' la Signoria di Firenze allora infi«*Fs
Irò e s' im|t;«iln>nì dell* Urbinate, e della cesco Vettori, cui tenne dietro poco A
regione Fellrina. Dopo di ciò Pa|>a I^nine Antonio da Filicaja nominato in [iriaio a
dirbian'i il duca Fiancesco Maria della Ro- niis&ario, o vicario di Sestino, con Tapli
vrrr dtiMiinto da quello siato, del quale n.ipgìo annuo di Goo fiorini d*orn. «—^
mediante bolla concistoriale fu in\estilu il VJri. Fukkxe Voi. Il |iag. 304.
5EST SEST 279
▲llon fo che anche il pìeTanalo di Sesti- rispose*, il castello esser piccolo e tutto pie-
v> fu sl^ocalo Jalla cUocciidì Monte-Feltro no, m» che rlarcbbono vettovaglie e allo»-
c Jìckùralo Nuiìius Diotctsis con i 17 giumenti nel borgo. Messcr Piero montalo
popoli lii quel «iistrclto; cioè : Sesiino^ Ca- in collera disse con malpiglio: Conoscete^
soìr, CtisteiiaeciciafCoicelialto, «V. Dotta- mi i^i ? Signor si, rispose quell* altro, i^oi
Uà Castelnufi^H}^ LueimhfirgOt .^artiglia- siete il signor Piero figliuolo del signor
v\ Miraldtlloy SMonte^La.-^Bn ve, -ffonte- Filippo Strozzi, e vi siamo servitori, ma
F#r(/jK», Monte' Romano , Montirone , i V entrar dentro a vottra Signoria non fa
FwUmu^ Preseiano, S. Giovanni in f^rc- nulla, e noi non vogliamo per amor delle
cb'«, Stiés^foìa^ Rocchetta, e Valrnvtno. donne nostre. Allor.i si iVrr chiamare il |k>-
Bnuflrllo Viirchi nel libro XI, eBernar- desia, il quale cniniess'T Orlando Gheranli,
À.' Srgoi nel Uhro Vili delle loro Storie fio- 0 tulio allenilo il dimandò : per qual eagio-
mlioe, air anoo 1 5 36, ragionando dei ten- ne noi volesse accettare nella terra ; cui
Wìvi Cittì iIaì fuorusciti fiorentini peri mpa- ritpose: vedete signore, egli non istà a
taiini del Borgo-San-Sepolci'o, entrambi me; quattr* uomini, i quali Jtmno il tutto^
ncecalano lo acAccomalto da Fiero Strozzi non vogliono Ma inesser Piero non
f (h'sQot compagni riportato a Sestino n ea- elibe tanta pazienza, perchè egli gridò, ^ei-
firild piccolo, «lice il Segni, e posto sui con- tro, dentro. Allora fu trailo un arcliibuso,
iMéfU* Umhria, nel qual luogo, forte per il quale colse nel [ietto il capilan Niccolò
iilQ, Bcntre che Piero si sforzava ire in- Strozzi e lo fece cader morto accanto, e
nmà con i sooi 400 fanti scelti, soprag- poco meno die addofso a colui che scrive
p«lo dai paesani in qnei passi stretti, fu ora queste cose, ecc. »
vpm sbaiagliato del tutto, e vi morirono Ali* Art. Sasso niSiMOnKfu avvisalo qual-
pie di 60 die* suoi, fra i quali il capitano mente nel i586 Gisìmn I eresse sulla som*
AmcoIò Strozzi ». mila di cotesto monle, quasi a picco, e che
Fa qocì faoraaciti appunto trovavasi a resta circa 4 migl. a selt. di Sestino, una
niStiic il lacenlote Benedetto Varchi, sic- rocca con pretorio per Hirvi la residenzii del
csBecgli steiso ne fece testimonianza nelle potestà dì Sestino. Al suddetto potestà es-
■e liane, dove disse la ragione per la quale sendo stata aocresciula giurisdizione anche
ilnnariti Tolendo andare al Borgo S. Se- nel criminale, fu dato it titolo di capitano,
P^er»pB»an>no da Sestino, ad oggetto cioè sottoponendo al medesimo i polesià della
é imciar la strada. « È Sestino, diceva il Badia Tc<lalda e della Piove S. Stefano, fin-
Vedii, on piccolo castelletto lungo un fui- che sotto i Grandiichi suoi successori il ca-
I niarilo chiamato la Foglia, ha dinanzi una pilano del Sasso di Simone tornò a risedere
; pinta, dove si fa il mercato, con un borgo in Sestina con titolo di vicario regio.
^ fÌKodiote e di botteghe. Nella terra s*en- Se fu nativo di questo luogo quel nobile
I tn (KT aa ponte, il quale è dinanzi alla porla, nomo Ermanno de* Guidoni da Smino che
{ »fia(|ailegionto raesser Piero scnz*Hllr*ar- venne potestà a Firenze nel 1 34 7, siccome
wcìm^ U spada sola, e col cojelto sfdìbìalo dissero TAmmiralo ed il Lami, converebbe
fBih amicia, chiese di esser messo dentro; credere che Sestino allora godesse riputazio-
ni aao di quei (fae (di Sestino elicgli era- ne di una Terra nobile, giacche tu [Kitria di
Bifaiifti incontro per onorarlo in parole) personaggio cotanto distinto.
SEST
C&mmmUè^ affkiiifnMlo qui toUmenle che
dalla fwHe leUcnlrìoiiale del terrilorìo di
SeiliBo si boia la marna ooDdù|liare cern-
irà coMmile a qnalla cbc dcMmna nelle ▼•lU
wbappcaniiie del Vollcrraiio ; e che i due
pìonacolì del Saaso di Siflàooe e di Simon-
cello aotto coperti di un oonaimile terreno
leraarìo medio alalo già 70 autil addietro
{«rliiatmo dairiiib. Gio. BatliMa Pamerì ,
il qaale trovò nelle crete del Saiao di Si*
Bone od In qnello di Simoocello parecchi
corpi marini,— >(G. B. PAmmUf Diseorto F
itUm Storim de* Fossili).
RiapcUo alla produiìoni agnrie eme con-
tiiloDO per la «laniaui parte in piacoli na-
taiali ed in legname di alto fìialo, cioè» in
Ci|giv abdi • oerri e castagni riducibili in
traviy per cui la eontrada ebbe inaierae con
lotte lo Valle aiqieriore dd MeUoro e della
F^gliap • cbc lutlon conmrva Tanlioo nome
SEST
281
di Massa Traharia, — F§d. Hiaui-TaA-
BAAU, o TaABAai.
La Comunità di Scstino mantiene un me-
dico, un chirurgo ed un maestro di eeuola.
Gontuttociò in Sestino si tiene aetlima-
nalmente di giovedì un piccolo mercato,
la cui origine è asmi remote e che cangiasi
in fiera nel primo lunedì di giugno e di
ottobre e nel quarto lunedì di agosto, scar-
sa la prima e 1* ultima , copiosa la seconda
^Mcnlmente in bestiame Taccino.
Risiede in Sestino un poteste , il quale,
rispetto al criminale dipende dal vicario re-
gio di Sansepolcro dov*è rofisio di esaiione
del Registro. Vi è una cancelleria comuni-
teiiva, che abbraccia anche la Com. della
Badia Tedalda. L'ingegnere di Circondario
è alla Pieve S. Sterno; la oonservaiione
delle Ipoteche ed il tribunale di Prima istan-
za sono in Arezzo.
QUADRO deiia Popolazione della Comohitj* dm Sbstimo
a quattro epoche diverse.
Nome
dei Imoghi
Titolo
delle Chiese
Citale
Golcdlallo
S. Donalo
LiKeasbargo
lUrwAi.1*)
ILitigliano
Binidelk
Voate-Povtino (*}
BoBle-lonum»
BoQtivone
hbai
Pcticlla.1
Prcstiano
Diocesi
emi
appartengono
10
Vecchio
S. Micbele , Rettorìa
S. Tommaso, idem
S. i>onato, idem
S. MLiria , idem
S. Maria e S. SoAa, Pieve |
S. Andrea , Rettoria
S. Leone , idem
S. Andrea , idem
S. PaQ4o, idem
S. Maria, Pieve Arcipr. |
5. Leone , Pieve
S. Niccolò, Reitorìa
S. Barbera, idem
S. Pancrazio, Pieve Arcip.
S. Giovanni (in). Pieve |
Totale . .
San-Se^wlcro,
già deirArci-
pr. Ifuliius
di Sestino
Monte-Feltro
San-Sepolcro,
già dell* Arci-
pr. Ifuliius
di Sestino
Monte-Feltro
San-Sepolcro,
già dell* Arci-
pr. Nullius
di Sestino
Monte-Feltro
. Ahit. if .•
Popolazione
NE. Iféle ultime due epocfie le parrocchie contrassegnate con V asterisco (*)
rptttapooo alla Comunità della Badia-Tedaldo ,
Al contrario neW ultima epoca entraffano in questa di Sestino da quella di
Martcehia Alnt. N/"
Totale Abit. NP
6s
aa74
%. V.
36
282 SEST SEST
SESTO ( ad Stxtum iapUiem ) twl Val- AcqniiUioiio bensì in Setto Tcno if Et*
d'Arno fiorentino. — Grosso borgo con an- colo XIII ona qaakbe tignorui i TCtooft dK
tìcB ehien plebana. ( S. Martino) cspoluo- Firenze^ comeocbe rispetto a rapporti einli
go cB Coronnità, e residenza di uno de*pode- e gofematin i rettori o Ttcarf, cbe i tc*
sU tuburbani di Firenze» nella Dioc. Comp. eco? i tì tenevano, dipendessero da! potestà
e quasi mi migl. a maestr. della capitale. e dal gofcmo politico della Hep. Fior.
Cotesto borgo di Sesto è attraversato dal- In cbe maniera coleste paese al pari <fi
la strada maestra di Prato presso la sesta tanti altri del contado e diocesi fiorentina
pietra miliare, dalla quale già da gran tem- cadesse sotto la ginrìsdizione economica de'
pò prese il vocabolo di Sesto. —Risiede in suoi vesoovi la storia lo tace» e solamenle
mezzo ad mia fiputtifera e ricca pianura nota ne fii sapere, cbe cotesta mensa al pari del
specialmente per la eccellente qualità del capitolo fiorentino fino dal secolo XIII vi
suo grano gentile, o eal^elìo. . possedeva dei predit e cbe i suoi vescovi per
Trovasi fra il gr. a8^ 5 a' long, ed il gr. enfiteusi dei medesimi esigevano tributi da
43^ 5o' latit., citoa 6 migi. a maestr. di Pi- diversi abitatori di Setto e del suo pievana-
renze, 5 migl. a scir. di Prato, quasi 3 mi- to ; oosiccbè quei livellari di terreni edicase
gì. a grec. di Campi, altrettante a oitro-scir. dovevano su di ciò render ragione ai rettori
di Calenzano, ed un migl. appena a lib. ed agenti dei vescovi fiorantini , i qoali ri*
della cospicua fiibbrica delle porcellane Gi- sedevano in Sesto. Fu perciò cbe il Tesoovo
nori di Doccia. Giovanni Mangiadori verso il tafio scomu-
Dopo quanto fu detto agli Art, Dacino, nioò gli uomini di Sesto e del suo piviere
QnAaTO e Qduito non si starà qui ad ag- percbè avevano molestalo il suo rettore, os-
giungere il perchè questo al pari di molti sia esattore, rispetto ai diritti e tributi non
altri luoghi omonimi situati lungo una stra- pagati alla menja vescovile fiorentina , sie-
da municipale alla distanza di circa sei mi- come lo ftesso Vesc. per la ragione mede-
glia dalla città, si appelli Sesto, sima aveva scomunicato gli afflzlali del Co*
Per quanto la pieve di S. Martino a «Se- mune del Borgo S. Lorenzo in Mugello.
sto Vicina a Coionnttta sia rammentata con A dimostrare poi cbe quei rettori de* ve-
quest* ultimo nomignolo in un* istrumento scovi di Firenze agissero da amministratori
dell' anno 858, pure sotto il vocabolo spe- de* beni di quella mensa , anziché da giu^
cifìco di Sesto essa col suo borgo è nomina- dicenli , citar potrei molti fatti dai quali
ta in una carta di poco posteriore al mille, apparisce cbe i veKori qualche volta rioor-
É un rogito àeW Archino delia MetropO" revano alle armi spirituali, quando non era-
Uiaim fiorentina scritto nel ioaS di giù- no assistiti dal braccio secolare, ad oggetto
gno» e di già citato alVArt. PaaoniA di Moh- di ottenere dai loro fittuarj i firutti soiduti,
Ts-MoaBLtx>.— ( Lavi, Sfonum, Eecl, Fior, Quindi è che sotto di x6 marzo 1 164 ( stih
pag. 1419). Alla stessa pagina il Lami ri- cotnume) trovasi una querela portata in gin-
porta Teslratto di altro istrumento dell'ago- diziodal sindaco di Giovanni Mangiadori ve-
sto io3i , nel quale si tà menzione della scovo di Firenae contro tre abitanti del po-
pieve di S, Martino a Sesto. Anche alla polo di S. Maria a Querceto nel pi viete di S^
piig. x43x lo Slesso A. diede la sinopsi di sto, rispetto ad una casa con terre la vontiv^
un contratto scritto in Co/on/tofa nel pivie- poste in detto popolo ottenute da essi ad
re di Sesto li %S marzo del 1084. — l^ed, enfiteusi dalb mensa fiorentina. Su di cbè
CoLoasATA DI Sisto. — AlPArt. poidaciaA fu in quel giorno pronunziata sentenza ili
fu riportalo il sunto di altra scrittura del 24 fovore del vescovo. ^( Lami, lfomcm.£cel.
aprile io4a, dalla quale apparisce, cbe una Fior, pag, 763-764 e altrove),
ricca donna fiorentina cede al proprio figlio Quanto poi sia cambiata la fiuxia di qne-
molte sue possestbni e corti poste in varii sta deliziosa contrada, lo indica il nome re-
luoghi del territorio fiorentino, fra le quali stato di Querceto alla parrocchia pia vicina
ona corte situata in Firenze, una sulla JTa- della pieve di Sesto, oggi ridotta ad una delle
ri/ia( fiumana), una corte in loco Sesto, ed piagge piii ridenti del piviere ; lo dà a co-
altra corte posta in Cercina, — Ma in quella noscere il vocabolo di Gualdo ( bosco ) , ti-
cessionc si tratta di case e di possessioni di tolo ài un altro popolo dì questo piviere; lo
terreni e non di giurisdizione civile sopra dimostrano i fianchi denudati del Monte
gli abitanti del borgo di Sesto. Morello spettanti al territorio di Sesto , i
SESt
^lì furono un dì riamiti di {nganiMclii
aMf. Inoltre lo dk a divedere il luogo ap-
pellalo Sei^a esìstito nella parrocchia slessa
éi S. Martino a Sesto. —Servirli per dimo-
«ni«colffSl*n!tinio Tcro un conlniltn rogalo
n Flicoae II i a lebbra jo del 1 3 06, col qua-
le éonaa Bice restata TedoTs di Ser Cresla
ffliodel famoso Scr Brunetto Latini del
yyiu £ S. Maria Maggiore di Firenze,
cane lutrìce di Ticia e di Francesca figlie
■i e di fletto Ser Cresta , autorizzata da
dà BaldoTÌno suo niondnaldo, offrì
alla badessa e monache di S. Maria
delle CoDTertite di Firenze , in
■HO di Fvisio inevano di S. Pietro a Va-
|l^ iB pmo di terra posto in luogo detto
Il Sehm mei popoio ièlla pieve di S. Mot'
tute Sesio. *- ( Aaca. Dm. Fa». Carte
£Cetl€Ìlo e delia Badia a Settimo).
0 ptTiere di Sesto fino dal 1199 com-
paihis le chiese e popoli seguenti : 1. Pie-
wA S. Martino a Sesto; 9. Prioria di S.
laeia a Settimello ; 3. S. Jacopo a Quer-
atD;4. S. Bofuolo aColotmata; 5. S. Ma-
ma ^«fo: 6. S. Marirf in Padule; 7. S.
Urib9 a Sesto ; 8. S. Donato a Loneia'
a»: 9. S.Giasto in Gualdo ; io. S. SleCino
nPiasMa; 1 1. S. Maria a Morello; la. S.
JMtalu • Carmignanello. — Quest* ultimo
ppfo sol declinare del secolo XVIII è sta-
li snito air altro di S. Silvestro a Buffi'
SEST
283
gnann; così il popolo di Lonciano fn unito
a S. Giusto in Gualdo. — In quanto alla
eh. di S. Lorenzo a Sesto^ non comparisca
nei cataloghi di epoche posteriori ; enettam-
poco nel balzello im|K>slo nel 14 4 4 dalla Bep.
Fior, per pivieri ; nella quale circostanza il
piviere di S. Martino a Sesto fu tassato nella
somma di 81 fiorini d'oro, repartila fra i
suoi popoli nel modo qui appresso :
Popolo della pieve di Seslo . . . Fior,
i— di S. Luf'ia a Settimello. . . »
— di S. Maria n Querceto . .
— di S. Romolo a Colonnata.
— di S. Maria a Morello. . .
— di S. Stefano in Pescina. .
— di S. Maria a Quinto . . .
— dì S. Maria in Padule . .
— di S. I>mato a T/mriano .
•— di S. Giusto in Gualdo . .
5
8
i3
a
ao
la
IO
a
7
9
Somma . . Fior. Si
Fra i pìetani più distinti di S. Martine
a Sfsìn il dotto canonico Salvino Silvini
nel suo catalofìo de^Cinonici della Metro-
politana fiorentina segna sul principio del
secolo XIII un eanoniro di detta Cattedrale
per nome Arrigo (coetaneo ili Arrigo da Set-
timello) il quale fu anche nel laoa pierano
di S. Martino a Sesto.
MOVIMENTO della Popolazione della PAnn. Plebaka or Sbsto
a quattro epoche dii^erse , divisa per fanti glie.
iaao
iMrnscai
imase.
femm.
muse.
CUML'OVTl
dei
due sessi
WXJLFMiST.
R aFUOI.ARI
Inumerò
delle
famiglie
Totale
della
Popolat.
187
1064
341
aG38
588
3399I
656
3705
x55i
1^33
1840
591
56o
691
Sol
4 Sia
6a3
460
705
laoa
f 3io
«
lità di Sesto. — Il territorio di individui , a rigione di circa 488 persone
fKsu Comunità abbraccia una superficie per ogni migl. quadr. di suolo imponibile.
^' *^?7o quadr. dai quali sono da detrarre Confina con cinque Comunità. -* Dal
• :i quadr. percorsi da acque e strade. lato di lih. e di fum. ha di fronte i territori
Vi 4bitav4no nei i833 numero 8796 delle Com. di Campi e di Calenzano, a par-
SEST SEST 285
Fra i coni d* acqua che bagnano il ter- dì mulini e frantoi » niu che fui niscono co-
rtlorio ocMoanitatÌYO di Sesto contansi soli piose fontane al parco re|;io di Custello, ai
iinù e torrentelli, il maggiore de* quali è il giardini di Quarto, delle Quiete, di Quinto
^999 mmai9o deità Dogaja che nuToglie le e di Doccia ; ed è da questo monte donde
aa|ae ilclb pianura fra Sesto e Broziì, oltre anticamente Firenze ricereva acqua salubre
i rivi che scendono dal tlanco meridionale {lortatavi |)er mezzo di acquedotti.
éà Monte-Morello per via dei fossi Zain' All'Art. Castello DiQuAa-ro sospettai che
hrm e BimaggiOm cotesto nome fosse derivato dalla ricchezza
Bolte aono le strade rotabili, le quali delle acque [lercnui ehe discemlouo fino co-
IKROfffono in varia dilezione il territorio di sta dal Monte-Mtirello e da quello contiguo
^jticsta Gomunitii, senza indicare tante al- di Gerciua, costà do%e ne* tempi romani
tre vie e viali tracciati in mezzo ai {jossessi quelle acque ( diceva io^/ probabilmente al-
fhvali. Tale è la strada maestra pratese lacciaronsi |»er riievcrle in un.i gran cistcr-
dKattnversa da lev. a pon. il territorio di na, ossia Casteilv de' fontanieri antichi, in-
Se4o, e cbc passi in metzo al borgo costi- nanzi di avviarle [ter acquedotti a Firenze,
tante il capoiaogo; tali sono le motte stra- Nulla dirò ilei molti e squisiti prodotti
et rotabili comuoilative di Quarto, di Quia- di questo territorio , |)OÌchè rispetto alla
kkdi Doccb, ecc. tracciale a pie del Monte- pianura è troppo celebre il grano gentile di
HweUo, e quelle tatto la strada maestra Sesto, che a ninno è secondo fra tutti i gra-
pntcse dirette a Ferrtola a Brozzi, ecc. ni dell'Italia; non rammenterò gli olivetì,
5on dirò fioi delle grandiose ville signo- le vigne e la quantità dei giardinicheador-
lili, dille quali trovasi sparsa e quasi co- nano ed arricchiscono i fianchi inferiori
i«rta cotcsLi caaipu|;na, massimamente a piò del monto e le colline che si estendono fino
«ielle ultime pendici meridionali del Mon- alla pianura alla destra della strada maestra
le-VoicIlo, fiacche ciistà risiede presso quel- pratese; solamente aggiungerò che nei se-
ta Corsini TI. e R. Villa di Castello con coli della Rep. Fior, la parte superiore del
4c]ijioao annesso, la R. Villa della PetRtja Monte-Morello era vestita al pri dell' Ap-
tSM parco, mentre a lev. della Vetraja fa pennino di Caniiildoli di annosi abeti, del
belb BM»stra di sé altra grandiosa villa si- cui legname si servi non solo Cosimo 1 per
gaDrilr di Quarto già P;isquali, ora del Prin- le tra\ature degli Uffizj RR. di Firenze,
ciye l^miilofr, ed al suo pon. si distinguo- rnsi ancora la Signoria della Rep. quando
Bo inpra molle le ville Torrigiani aQuin- onlinò che si atterrassero gli abeti del Mon-
ta, r quella Ginori alla Doccia, ali» quale te-Moic Io per fare |)alchi ed idtri lavori
'itlùmm t'orma ccirona e corredo un vnsto par- nel Palazzo de* Signori. — ( GAYr.,Cflr/e^-
«•'.f la prim.1 ed unica fabbrica di Porcel^ gio di artisti inedito, \o\. III. Ictt. 5i.)
^3< eh' esista in Italia. Sotto il governo Mediceo il potestà di
Rispetto alla struttura fìsica del suolo di Sesto abbracciava nella sua giurisdizione
qocsla Comunità, esso dalla parte del mon- civile anche il distretto di Fiesole, sicché
(e e coperto genendmente di all)ereS',ocal- quel giusdicente (jorlava il doppio titolo di
carei com|iatta, la quale a luoghi alterna potestà di Sesto e Fiesole.
<^ gres antico e con lo schistociilciireo-mar- Lii Comunità mantiene nn medico, un
Mao, specialmente alla sinistra del vallone chirurgo ed un maestro di scuola. — Non
del Ter^oiie; mentre la pianura è profon- vi sono mercati settimanali. Vi si tiene bensì
d«nicnte ripiena dal terreno di traspfirto una fieni annuale che cade nel di 39 agosto.
obslo a cioiloli e ghiaje di alberese. È nel L* ingegnere di Cirrondario è quello di
flianen meridionale del Monte-Morello, don- Fiesole; la cancelleria Comunitati^a sta al
de leaturìsconfì dalle rocce di alberese co- Pellegrino, 1* uffizio per 1* esazione del Regi-
;<«r>« sorgenti di acque limpide e perenni, stro , la conservazione delle Ipoteche ed il
2c quali non solo alimentano molti edifizj tribunale di Prima istauz;t sono in Firenze.
SETT SETT 297
looltfc VII tìco di S€Ìtignano^ o Stpii' quante opere prodotte nel brete corso di aS
HÌttnOf nel lerrilorio pistoiese è ranamentato anni eh* ebbe di vita, egli le condusse in mar-
ia una membrana deir.^rcA. Jrciv. Luech. ino con una mollezza singolare • tanta pasto-
ileiraprile 807 pubblicata nelle Memorie sita, che alle morbide carni le rendeva ras-
per servire alla storia di quel ducato ( T. V. somiglianti. Desiderio inventò i suoi sogget-
P. U. } ; e di on altro vico omonimo nel ti con una grazia infinita, come fede ne firn-
pivicft del Bagno a Ac^um è fatta men- no le sue sculture in Firenze all'altare del
mone in altra carta dello slesso Arch, Ar- Sacramento in S. Lorenzo ed il deposito ele-
Ù9, di Lucca scrìtta nelP aprile dell'anno gantissimo del Marsuppini in S. Croce. In fi-
140, colla quale Willifrido uomo Alemanno ne, il Gicognara conclude, /»iiò dirsi che Par-
ibiiante in toeo Sepiiniaaa prese a livello ie tendesse alla perfezione per opera sua.
i» Gasprando pievano della cb. battesimale Né solamente Desiderio scolpi in marmo
di 5. Maria ad Aquis alcune case con ter- ed in pietra, ma ancora lavoiò egregiamen-
re, vigne, uliveti e selve attinenti a Ditesta te nel fondere in metallo, siccome può ve-
cLicki pleluna, situate nel suddetto luogo <ii dersi nella base che regge Tantico bacco di
Seteiaiaaa. — {Optr. cii,) bronzo nella galleria di Firenze, la quale
SETTIGNANO {Septinianum) nel Val- da molti fu attribuita a I/>renzo Ghiberli.
d'imo fiorentino. — Grosso Vili, con eh. Di un maestro Domenico di Alessandro
fÀorìa ( S. Bfaria ) nel piviei« di S. Pietro liorenzi da Seltignano scultore e ammini'*
«Ripolì Gom. e quasi due migl. a wit. di stratore de* marmi per conto di Michelangelo
Boienano» Giur. del Bagno a Ri poli, Dioc. Buonarroti parlano, oltre il Vasari, pid lei-
tO^ap. di Firenze, dalla qual città Scttigna- tere e contratti relativi all'escavazione e sboi-
Bo dista 3 migl. nella direzione di lev.-grec. zalure di statue da terminarsi da Michelan-
Risiedc sopra un poggio di macigno che gelo, mentre il Lorenzi dal i5o8 al t5i8
«rve di oontinnazione dal lato di scir. a abitò in Carrara, dove sembra che morisse,
qadU del Sfonte-Geceri e di Fiesole , ricco e dove fra le altre opere eseguì in marmo
•I pari di esn di cave di pietra arenaria, per un grandioso deposito per il prìncipe Gio-
ca: dal villaggio di Seltignano da lunga etk vanni d* Avita in Spagna.
csoooo eccellenti lavoranti di opere archi- Della stessa professione e famiglia I»ren*
teUoaìcbc ed ancbe di scultura. zi era quel maestro Gio. Battista da Setti-
5oB atarò ■ perdere tempo sulFetimolo- guano (forse lo Scherano) che nel 1 568 re-
fii di cotesto Tillaggìo, che per lionarietk cossi con lo scultore Vincenzio Dunti a Se-
ds jlcani fu creduto fondato* dall* Imp. Set- ravezza per assistere all'escat azione de' mar-
t «io Severo, e fu forse per tal motivo che mi nelle nuove cave del M. Altissimo.
iSctltgnancsi gì* innalzarono nella loro piaz- Un mess. Luca del Caprino ingegner di
2i Olia statua di macigno. Scttignano fu impiegato dai Dieci di Biilia
Avvegnaché il paese di Seltignano dove- a Firenze, nel principio del secolo XVl, ed
V esìstere molto innanzi quell* Imiieratore, è rammentato nelle Lettere di artisti state di
siccome lo dà a conoscere hi lapida di un corto pubblicite dal Gaye ( Voi. II. ).
««lerano addetto alla settima coorte, della Ma ciò che più onora il paese di Selti-
tnka Seupiia^ appellato P, f^erio Setti- ^nano è di Si«(>ere che costà aveva poderi con
mio, U qual memoria fu posta dal di lui due case coloniehe ed una villa dove tal-
itclìo C . F'erio insieme alla sua sorella Ve- volta si ritirò Michelangelo Buonarroti, %\C'
rt.a Septiniana J*, F, JFesM/ei/in. — ( Goai, come apparisce dalla denunzia tlei beni da
ÌMseript. Antiq. Ci^it. Hetrur,) esso stesso fatta nel 1 534 »ll* uffizio delle Di^
Ma la storìa di Seltignano è la storia dei cime di Firenze {Quartiere S. Croce Gon*
va*culi artisti che ha fornito non dirò dal- fatane Leon-Nero),
r epoca ignota di Settimio Seveio, sihhene In detta villa, la quaU e tuttora possedu-
ÒA risorgimento delle Belle Arti in Tosci- ta da uno dei discendenti dello stesso Buo-
na. lm(>erocchè basta dire che qui nacque narrali che porla il nome di Michelagnolo ,
xi*\ pnncipio del secolo XV Desiderio da ed è pittore, conservasi non solamente il
allignano, dei di cui lavori parlarono con siitira da quel divino ingegno tratteggiato
;: lilla lode il Vasari ed il Cico»nuni. Ij*uI- a carlx>ne nella ciicin.i, mentre villeggiava in
ica.i de*quali qoalifi«:ò Desiderio da Setti- Seltignano, ma ancora i Ricordi r le Lrt-
gr44s.o giovane di gentile ingej^no, e che, tere Aulo^rjft',tU noi i iute ali* Art. Sa-
2g8 SETT SETT
HATOiA» parte ilclle quali conierva T altro beocfizio che dote poi penlere dopo lunga
JiicendeBle oonsigUer (loMnio Buonarroti, lite, e ritomanene in Settimello do?e mori.
Filialmente Giorgio Vasari parla con lode Lode sìa al parroco altuale di Settimello,
di due scultori, Alessandro da Sctlignano, il quale dopo il corso di ben sei ateoW ha
detto lo SoftfnMO, e Gio. Battista dcllostcsM voluto erigere nelhi sua chiesa un cenolafìo
camto^ BOB che di Valerio Goli pur esso marmoreo n cotanto illastre poeta con la se-
tàchore. Bamnenta infine Antonio da Set- guente iscrizione:
tignano architetto che disegnò la chiesa e
«onrento de* Frati Gesuati esìiUta fuori di Hanaioo SKrTnfBij.nsi
Porta a Finti fino al 1 5a8. — Anche all'Art. Qai * Sakclo * Cbbnti * Xn. CAuomAiiamiR
Sbbavbba sì trovano indicatf i nomi di varj PLsais'SAcaaiKyTio* Fuiwfrat * Eodosodb* Fu
maestfi da Scttignanoy coi quali Michelagno- Schhìm * Isiveiam ' Obbatus * pAvpBaaiMAa
lolliBttattò per i lavori della iÌKciata di S. Vitab* Ircohmoda * ELaoiAoo • VnniRiiTÌsiiiMn
liMmio di Firenie. GAUcna * Detimis * Latium ' Mkos * Sito
Che poi Settignaoo anche ai tempi nostri Oasircm • Ad * FaiscAS * VaautrATii * Nosmam
forniscateli artisti, da rivaleggiare direi quii- Eaizir * Et * OasouauM * FATaus * Nonea
si col fiunoso Desiderio basterà eh* io citi il lunaraAvir.
diligente Luigi Griovannozii, le di eui opere
di ometo, siano esse di macigno, siano di JoAiima * Mabia * Ponxms * Hcjfi» ' hwnn
narmOydestano maraviglia negl* intendenti. SAccanos * Faioa Ma* * FaAtvrArr»
Im chiesa di S. Maria a Settìgnano è a liioean * Fama ' Avuo ' Meaiciva ' Et
ire navate di padronato di quattro antiche In^iLnKM * OBsQr.isaBaaT • Hoc * M. P.
famiglie fiorentine, Alessandri, Alamanni, Aaim * BIDGCCXXVIII.
Giugni e Falconieri a Roma.
La sua cura nel i833 aveva 1B09 ahit Nacque pure in Settimello sai cadere del
SETTIMELLO nel Val-d*Amo fiorenti- secolo XVIII e fiori fino air anno 1840 in
no. «—Borgata con chiesa prioria (S. Lucia) Firenxe il padre Innoremio Conti deirOr-
nel piviere di Sesto, Com. ecirca un migl. dine francescano de* Zoceoleuti, teologo e
a scir. di Calencano, Giur. di Campi, Dioc. predicatore distinto,
e Comp. di Firenie. La chiesa di $. liucia a Settimello fu qle-
Trovasi in piannra lungo la strada miti* dificata nel 1 700 insieme con In eanonVa
tare di Barberino di Mugello eirraun migl. dal priore di qnel tempo Francesco Giorgi,
a maestr. del Borgo diSiesto, alla buse occi- Era compreso in cotesla cura il sopfNrrsso
dentale del poggio delle Cappeiie^ che for- ccmvento «legli Agostiniani Romìlanì, drtto
ma uno de* sfironi meridionali del Monte- delle Capptile. — lia chiesa parr. di Setti-
Morello, presso dove termina, o incomincia mello è di giiiS|iadronato del Principe.
Tuberlos:! pianura di Sesto. Ess» nel i833 noverava 890 abil.
Ma il merito maggiore di qnesta borgata SETTIMO (BADIA a) nel VaWAmo fio-
è quello dì esser patria del più valente [loiia renlinci. — ^ed. Asabia a Sbuimo.
Ialino del risorgimento ilelte lettere, intendo — (PIEVE m S. GIULIANO a) nel Val-
dire di Arrigo, o Arrighetto da Settimello, d*Amo fiorentino. — Pieve antica nella
applaudito scrittore sulla fine del mcoIo XII, Gom. di GiseUina e Torri, Giur. «lei Gai-
noto specialmente per una elegìa intitolata: lazzo, già del la Lutra aSigna, Dioc. e Comp.
De divtrsitate Jbrtttnae et phìiosopkiae di Firenze, dalla qual città cotesla chiesa
eomsoltUioae^ operetta stata una volta in tal plebana dista quasi 5 migl. a pon.
pregio che serviva di esemplare per buona Risiede in mezzo ad una bella pianura
latinità nelle pubbliche scuole. presso la strada postale Livornrse posta al
inlatti Filipjio Villani nelle vite degli suo ostro, e la ripa sinisln dell* Amo si-
uomini illustri qualificò Arrighetto da Set- tuatH al suo sett. , mentre trovasi al suo pò-
timello come uomo di polente e leggiadro iieiite il Vili, di S. Colombano ed a levante
ingegno, di tacile e pronta invenzione, nato la rhieS^ della soppressa Badia a Settimo,
fld parenti contadini nella viltà di Set ti mei- Li memoria più antica della eh. batte-
lo presso Firenze; il qaale essendosi dato siniale dì S. Giuliano a Settimo fu indicata
in gioventù allo studio della pofsia, lattosi dairUghetli nella sua //o/m Sacra^ in jir-
prclc ottenne la pieve di Caleiizano, ricco cftiep. Fior. , dove fo riportato un istru-
SETT- SETT 289
nrniY • lei 724, merce cui il Tetro voS|nt.ìoso fu lUì» in benefizio hH un familiare ilei Pnnt.
*v;!nò vjr M* |jQU«ssioiiì al c«iiitolo ilella su* AlesiNtiulro V'I. — [ Anca, dulb RiroftXAoio-
••stcdrjile. alcune del le quali eriim»c«iin(irese ni m Fihf-rkii.)
'.li^ iiiTiere diS. GiiHiaiio<iSeUinio. — Allo 4urhe la collina «li Castel-Pulci nei se-
kifSio liiofsa uppella nii*4ltni cirla del hi- coli piii vicini al mille apprteneva ai (ÌC.
»^i' 774 |>ubblicata dal lAini nei suoi Jfrf- (Jrfdolingi di Settimo e di Fucecrhio come
^*"t. Ecci. Fìttr. |Mg. 1416. — - La sud- quelli che signoreggiavano nei custelkiti di
<ir J f fiiei e di Settimo è ramraenlata di mio- Moni^ Orlando »)pi-a Gangalandi e di i1fo/t-
«A m una acrillura dell* agosto 866, già ri- te CaseioU vicino a Castel-Pulci^ di dove
iiiijtrArt. BoBQo S. Doiiiiiiio, dalla quale quei conti nel principio del secolo XII fa-
«l'jMriieblìe cbe nel secolo IX la chiesa di cevano guerra al |io|iolodiFirenze. — /^er/.
S Ikrnniriii «i Bnr/zi fosse compresa non' Casciom (Montk) e GAMOALAiiai.
^ij nrl pitiert* di S. Martino a Brossi sic- Ciò clic non è da tiicersi mi sembra la
'"«e si li^ova nel lec. XI, ma in quello di notizia drsunta da un islrumento dell* anno
i>ilraroo di S. 4.«iuliano a Settimo. — f^ed, i359, esistente nelF^rcA. Dipi, Fior, fra
lfeB>io S. I>->ii!«»o. le carte del Mon. di S. Donato a Torri. —
Iftai più trerfiienlì sono le memorie dei I)a quel documento pertanto si vieneascuo-
«> 'Vi susst'su* nti relative alla pieve di S. prire qualmente nel popolo di S. Giuliano
•mJim** a S«-lliino, molte delle quali s{K't- a Settimo esiste un poggetto rui fu dato il
I" A allr in^folir^ne ap|Nirtenule alla vicina titolo di /Vonfe i^^a^/ione, dal qual liio-
iirlM a S'Itimn, iondila, o piullfMtoridulla go facilmente derivò il gaellìssimo Baldo
• -', nel ptinri(ii<> del secolo XI dal route d'jéguglionry che condannò llante Aligbie-
t'Urio ti^lìn ilei C. Cadolo, autore dei Ca- ri nella fN*na capitale; talché il sommo fiocta
-i-tiefi di S^llìmo e di Fucecchio, la ipial cìoIIixh) nell* Inferno i suoi giudici severi,
|ntiB|M #bl>e anco il ginsfiadronato di co- Baldo e Morubaldini, segnalandoli entrani*
i»*a iiirve. — F'erL Abaxia a SrmMO. bi in un verso della prima sua Cantica; cioè:
UcbieM a ire navate è slata in«;r.uidila
Àl« la m>*l4 d*'l sei'olo XVIII e aldiellila // W//an d\4guglion e t/uel da Signa,
'l«i f-fW^m» di i|tiel tem|io Tommaso (ììani-
'•••hdì nriliaule il concorso e<I ajuti della Quimli aìVArt. Agi'ulioub citai cotesto
'•'•H&mfglia Mannelli soltentrala patrona istriimcnto apprtenuto al Mon. di S. Do-
■' '1 »:e9Bi ]>i«*^e, f^l alla quale S|N*tlano le nato a Torri, il quale consiste in un rogito
'(ri centi Itzie f«0!»te nplla sua facciala. s<Tilto in Firenze lì 38 nov. del i35a, in
I^ piere di S. fìiutiano nlire gli annessi cui si tnitta di alienare la metà di una casa
'<B «Ttlirii declinali fi>rse fu S. Michele |H>!ita nel po|X)lo della pieve di S. Giuliano
.ysife CareiWi) contava tlue altre par- aScttimnin Iuogoap[M;llato, a/'ié(/e/^o/i-
: ''- "Ir d.il^ alla pieve di Giogoli. F-ssa al- te /tfiuglione.
' .4 jr-«^le ald>rari'Ì4 9 chiese* liliali; cioè, Tììi Cximiinità del piviere di Settimo coti
' : ^. Siefjni» a l/finawfj priorìa; a. S. Ci>- delil>erazione della Signoria di Firenze ap-
'T.-hino a Settitno^ iilciii; S. Mattino alla provala dai collegi, nel 7 genn. 1870 (stile
^4.'4i 2. pi;i |iri. irato de* Monaci Cislcrrcnsi, comune)^ fu im(H)sta |ier lire duemila, la
'^-t rri<^a inanio^ihilp; 4. S. Romolo a metà della qual soiiirua a carico della Co*
^••'fy^Mi. priorìa; 5. S. Ilario a 4Ve///mo, det- munita predelta e Taltra metà da |Kigar»i
'-.' *^.\4 Cnfannueeia, rettoria; 6. S. Maria dai Monaci della Badìa a Settimo, per l'or-
t ^art-tenutolo con Tanm-sso di S. \ndrea liticare e circondare di mura il fabbricato di
•i B tgf'lo^ idem; 7. S.PieIro a .Vo/icciti/fo, quella Badia, affinchè in temiH> di guerra
>ri . *». S. M.iria a .Hontignann, idem; vi si potessero ritirare con le loro cose gli
1- >. I^.»ri'nzn a Settì'nn^ tiasloiMl.i nell.i uomini e famiglie dì quel piviere. — Cote-
.£.ie«-« «iir tu aldMZiadÌ49. S t/ffaton* a Stft- sta misura di difes;i può servire a retlìtieare
r /••'•. |.rf*ri.i. Pe^traM ivi scolpita ìli unA pietra di mari-
Fri le i.>«:::;ioii ville signorili sp.ii-se nel pio, attiiaimenie in gran parte logora, sotto
■ <^i n'n di «lotesta pieve aceeiinerò «piell.! dì ranfie deKìomunc di Firenze posta sulKin-
' •ifrW-/'w/c< y ora de* roarclir»i Riceardi, girsio del \fi.rhi'> rei uito di essa Badia.
: :'.« VII una capfiella v>tto il titolo di S Nel lul/ello ini|t'iMli> nel i.;i.i ila! (Jo-
i«<r',^i, l.« ipiale kulla line del secolo XVI niune di Fiicnzt; Si»pra ^li abit.mli dello
*7
-ti
■»
\
7
SIEN SIEN 295
SIEKA ( SaHjit, aiìlicamenle Samba) dio; nrl 6.^ di SUna da ^U9Ìt assedio alla
nella ValHÌ*Arbia. — • Gita fccelsu, stala ro- sua cessione al diica Cosimo /; e 7.^ dì
iiKuia colonia, più tardi residenza di due ga- Siena S4>Uo il Govèrno granducale,
st<iMi, economico e politico, immediati men-
te soggetti ai re Longobardi, di\eniita in I. Sirkà DArx*Fro€4 mov^iiA a qcilla
seguilo sotto il governo de* Carolingi sede oa* lohgobardi.
di un Tasto terrìlorìo, quindi capitale di
una repubblica del medioevo nella Toscana, Per quanto T origine di questa cìtià sia
finalmente riunita al Granducato fu fotta ca- stata oggetto di lunga contesa fra molti scrìt^
poluogo dello Sfato Nuoto ^ residenia co- tori de* secoli troppo a noi vicini, conlutto-
stanle di un metropolitano, di un*Universitk ciò dobbiamo convenire col Cellario, qnan*
e di nn governatore civile con tribunale di do dichiarò : Quale sia stata Siena innanzi
Prima istanza, uno de* cinque Di[iarlimenti Ttlk di Cesare non apfiartsce, né alcuna me-
doganali e delle cinque Camere di snprin- moria è pervenutii sino a noi che possa far
tendenza comunitativa del Granducato. fede de* suoi incunabuli, comecché si debbi
Cotesla nobile citlà vagamente situata ri- essa credere dì una eia assai più antica,
siede sulla eresia di due S[)roni di poggi» Che se rispetto all'origine di Roma fu
uno dei quali diramasi dai monti della Ca- lauta divertila di opinioni fra i dotti» molto
stellina del Chianti, dirigendosi per Vaglia- più la è stata della nostra Siena , che cbl»e
gli da sett. a lib. sulla strada postale sino a nome consimile ad altra cittì ( Sena^ ora
Fonte-Becci dove si arcop|iia all'altro apro- Si/iigaglia) la quale fu parimente una del-
ne che slaccasi dal Monte-Maggio nella di- le romane colonie. Imperoccliè alla città di
mione di pon. a scir. I due Sfironi riuniti Siena tosiana (slante forse rortogralìa di-
(la Fonte-Becci si avanzano verso Siena sino versa, per la quale SLrivevasi il suo nome col
^eno le sue porte merìilionali. A metli circa dittongo {Saena) non fìi aggiunto altro dì-
dHla cittì, si toccavano i tirmini dei tre slinlivo eccetto quello di Sena Julia iiidi-
Tergi di Siena, cioè, poco lungi dalla Cro- calo, un pò* Un di per vero dire, dall* au-
re al Trataglio presso ala gran piazza del tore della Tavola Peulingeriana.
Campo, celebre per la svelta altissima torre Non so infatti , mi ris|iondeva d» Siinma-
<ltlU i^e/ Mangia, per il palazzo pubblico rino il eh. Cav. Bailolomeo Borghesi con
^ per il gioco più popolare e più allegro di una eruditissima letlera del a5 oli. 1843,
S»;inli contar ne può tutta Italia; è costà dove non so nifalli che Siena di FJmri.i sìa ricor-
itlue poggi riuniti tornano a biforcare in due data da altri degli antichi, se non che da
^mi, uno de* quali dirigrsi a scir. verso la Slrabnnc e da Tolomeo fra i Greci, dii Pli-
Porta Romana, mentre Tallro verso lib. sale nici e da Tacito fra i T^alini, i quali ullimi
^I Duomo, a Cast'l teechio , e di là sino ne assicumno che colesta città fu colonia.
>lla Porta S. Marco, donde esce la strada Di-lla quale [»eraltn> non trovando noi falla
^gia Grossetana. menzione fliiranle la repubblica mni:nia , e
Trovasi Siena sotto il gr. 28** 59' di long, nqipure, come scrìsse Flavio Biondo, ai
^43° 19' di latit. , da 600 alle 700 br. su- tempi di P *m|)eo , dobbiamo concludere ,
F'^rìore al livello del mare Mediterraneo, 40 che la colonia di Siena in Eiruria fosse una
'^ìgl.aostrodiFircnze, 39 migl.apon.-lib. drl le miVi/riri , e non delle ci//ck///ie, sic-
*^> Arezzo, allreltanle a grrc. di Massa-Ma- come era slata quella di Siuigaglia,che Se-
ultima, e cirL-« 48 migl. a seti, di Grosseto, na, come dissi, denominossi. — Alla qnal
Ad oggetto di dare nn ri|ioso ai lettori, conclusione (soggiunge lo slcaso Borghesi)
&U(]<]ÌYÌdcn> cotesto Art. in sette capitoli per presta gravissimo appoggio il cognona* di
'liicorrere nel 1 * di Siena òrÌV Epoca Ro- Giulia dalla Tavola Peulingeriana dato alla
'J^ sino a quella dei Longobardi; nel a.^ colonia dì Siena nostra. Sólamente restereb-
^> Siena dal tempo de* Longobardi n quello be da ricercare a quale delle tre deduzioni
'^'Carolingi; nel 3.^ di Siena dalPetà di colonie militari, fatte secondo la legge
^^ralingia sino aK origine della sua Re- Giulia, questa senese appartenesse: se alle
P'^ica ; nel 4.** di Siena dairorigi/ie del- colonie cioè dedotte da G. Cesare, o seppu-
^^ ^'^i Repubblica alla giornata di Mion- re a quelle dei triumviri, finila che fu la
'^peito; nel 5.® di Siena dalla giornata di guerra coi congiurati Brulo e Cassio, o siv-
^^aperlo alPepocj del suo uliimo arse- vero alle terse dedotte da Augusto, sotto del
SETI SETT 291
S, Mènimo dtUa ai Bugno o Ba- ne ili Pisa dicbìjininKio, che eitenilo italo di-
' ad pificie di S. Gueiano), la qual eh. strallo i I Casi, di San4Jatciamù sembrò coea
— ilafa io Oda earla del mano 1349 giusta di rimanere liberi da ogni servitù.
lelltde^aoppfcsiiOliTetaui di Pisa. Ma innanxi che il cuiello prenominato
I pivìcfe dì Settimo nel 970 dipende- fesse disGilto (soggiunsero i querelanti) i si-
Ita^gvcttli a t villatey alcune delle qua- gnori di San Caseiano coniinekrono a (arci
mo iupgnate posteriormente alle pievi rapire le nostre robe, onde adirati (sono essi
ifr; eloè: JfJfOy S, CattianOf An- che i^rUno) 9tnimuf in palatio anie Dom*
r , Ceiajmm , Paaeiaaala , Tamia « «am BeatHeem atfaeeremus ai prodama-
iMifa, Seomo^ ^isigaano^ Pagaaii~ iionem. La marcliesM inlìitti lundì tosto una
memfola^ Macerata, Marciana, Fer~ penale di mille lire di oro contro quei signori
% Seiiimo, Barkn/anOf Olivia, Pa» che avessero reeato alcun male ai reclaman-
Saieita, Cifrigiiamo e Jfoee, ti . . . Post (eonlinua il documento) ciiat
■italo dirf, Casciamo (S.) a Siirrmo otnnit poteftaf ptrdidii PÌrtuUm,€t fatii'
I inalicalc le chiete di quel piviere tia moriua est, ei periii de terra noHra »
rt«eli37iele sole parrocchiali a ione (i lombardi dì San-Casciano)e«p0rifjif
Inintole sono ridotte. faetre omnia mala noUs , sieut Pagani,
\ It diiCK inscritte nel catalogo del ef Saraceni eie. — (Gamici, Dei marekesi
l«d anche in quello del 1177, fu se- di Tbicana, ^o/. //.)
■ sotto il pievanato di Settimo la chic- Io non voglio cretlere che tanti mali at-
i. Pietro in Cos'elio senza piecimre Iribuire si deblMuo id alcuna delle due fi»-
Mteihf fosse cotesto, lo che fa dubitare miglie, le quali ebbero palaszo e beni di suo-
Nhk fi€mre a un costei di Settimo lo in San-Casciano a Settimo , bensì il do>
IMBBla posseduto o dalla nobii famiglia eumento di sopra citato ci può scuoprira Te-
^éi Sa0teaseiani , oppure dalla prò- poca del hi distruiione del castello (mionimo,
li aoDli della Gherardesea , che eh- dove nei secoli successivi tro\iamo, non ao-
ftparia per molli secoli nella oontra- lo i (rherardesehi al i Saneatciani , ma
m Gsaciano a Settimo. altri nobili pisani. — Tale fu, per cs., quel
•ipcvi decidere se ad alcuna delle Lamberto di S. Caseiano, che fu uno dei
qui sopra indicate, o se ad al- consoli maggiori della città di Pisa, allorché
nero quei nobili, o Lambeirdi nel febb. del 1 188 fier mediazione del Pont.
^t Sni-Cofeiimo, contro i qua- Cleleslino 111, si Sfiltuscrìsse alla pace fni i
iMBini del vicino casale di Cascia- Genovesi ed i Fisiini , giurata da mille cilr
mI secolo XI avevano reclamato da- ladini dell' una e dell' altra Rep. Tali fu-
rti oimteiM Beatrice , marchen della rono i due fratelli Guido e Ranieri da San"
■SyC che dopo di essa ricorsero ai con- Caseiano, un Cacciagiierra, tin Cristiano
lÉlcleio della Primaziale di Pisa per con due figli, un Simone con Linfr^noo di
laioni de impiotate ti crudelitate lui fratello ed un Manfredi , tutti d^i San-
vtmm^rdi de 3. Caiciano faeiunt Caseiano che leggonsi firniiiti fra i mille
>t diefaiavando di essere stati sempre cittadini pisani. — Arroge che nella nota
il Kberiv di aver tenuto abitazioni nel predella è registrato un Gherardo da Setti'
b di 5. Caseiano , donee integrum ma, corrispondente forse a quel C. Gherardo
tal di non aver prestalo mai alcun atto che fu figlio di altro C Gherardo e fmtello
a quei I^mlianli , meno che il di un G. Ranieri della Ghenirdesca , la di
ulogli ris|)ello alle cise che essi cui consorte, contessa Erminia, nel 16 ago-
di loco propri' tii. liB quale ser- sto del 1160 (iiSg stile comune) stando
odi* obbligo di pagare loro nella sua f^illa di Settimo prestò il con-
dì Icfiu per ciascuna cella o ahi» senso ad una <lonazioiie di beni che nel
9 a coadiiioiie per i fiailroni diretti mese antecedente fecero allo spedale di Sta-
al qneivlanfi la selva che essi gno il C. Ranieri suo marito, il G. Gherar-
— - Dipoi s fèudatarf di San-Ca- do suo cognato e la moglie di qiiest* ultimo,
• dai ai agfimige) permutarono il tri- i quali Ano d* allora avevano abitazione in
Madtfecana di legna in una pensione Pisa nel popolo di S. .indrea in Ghinzica. —
iiMi i. Pinalmeate gli nomini di Co- (Aaea. Dipl. Fioa. Carte del Mon, di S-
rftdkvaati ai wppmcflUati del Go«m* ùoreato alia Ui>folta di Pisa].
SIEN SIEN 295
SIEA'A .; Skum, anticanifDif Sàmuà) dio; npl 6.^ «li Siena da ffaMasiedio allj
Della V j|^* A rbia. — Qua ccrrlsu, stala ro- sua cessione al duca Cosimo /; e 7.* di
m.iiia coloEiid, più tardi rrsidrma di due ga- Siena sollo il Go^^rno granducale,
s'iliJi, eci>nomìco e politico, imnardiatiinicn-
\e fiìf^lli ai re Lon^bardì , divenuta in I. Sip-ka nAix*Froc\ rom^ra a quilla
^uilo sodo il i^oTcrno de*Girolingi sede db* lohgobaedi.
di on fasto territorio, quindi capitale di
una repubblica del medio OTO nella Toscana, Per quanto T orifrine di questa citlà sia
tisaliBCfile riunita al Gninducito fu falla ca- siala oggetto dì lunga contesa fra molti scrìt-
poluoeo dello S^ato Nuoto ^ residenia co- tori de* secoli troppo a noi vicini, conlutto-
itaoie di un metro(M>litano, di un*UnÌTcrsilà ciò dobbiamo con? enire col Cellario, quan-
e di sn goTemaiore civile con tribunale di do dichiarò : Quale sia stila Siena innanzi
Prìm.! istinza , uno de* cinque Di(iarlimenli Y rlk dì Cesare non apftaristre, né alcuna me-
crif inali e delle cinque Camere di anprin- moria è prrrenulii sino a noi che possa ^r
^tttdenza comunilativa del Granducato. fede de* suoi incunabuli, comecché si debba
Goleata nobile cillà vagamente situala ri- essa creilere di una elji assai più antica,
àfd^ sulLi cresi» di due sproni di pogjri. Che se rìsfietlo ali* origine di Roma fu
3) dei quali diramasi dai monti della Ca- tanta divertila di 0|)inionì fra i dolti, molto
irHUna del Chianti, dirigendosi per Vaglia- più la è stala della nostra Siena , ch«' cbl»e
rH da sett. » lib. nlla strada pottale sino a nome consimile ad altra cill^ ( Sena^ ora
Fufite-Brcci (iove si accop|>ia ali* altro apro- Sini guglia) la quale fu parimente una del-
B« che staccasi dal Monte-Maggio nella di- le romane colonie. Imficrorcliè alla citili di
m^-vne di pon. a srir. I due S|ironi riuniti Siena toscana (stante foisc Toitogralìa dì-
6 Fontr-Becri sì aran&ino verso Siena sino vers», per la quale si.rìvevasi il suo nome col
«^no le sue porle meriditmali. A mclii circa dittongo {Saena) non fu aggiunto altro di-
drfla dtlji, si tocravano i tirmini dfi tre slinlivo eccello quelU) di Sena Juli*t indi-
fcrti di Siena, cioè, poco lungi dalla Cro- cato, un pò* tardi prr vero dire, dall* au-
re ti Tra^tglio presso ala gran piatta del torr delln Tavola Peulìngeriana.
Cfr«pa, celebre per la svelta altissima torre Non so infatli , mi rìs|ioiideva du Sanma-
<ii'-!a dtl Miang'a , per il palano pubblico rino il eh. Cav. Bartolomeo Borghesi con
e prr il gioco più popolare e più allegro di una eruilitissima IctlLTa del 35 ott. 1843,
^fiwati contar ne può tutta Italia; è costà dove non so inralti che Siena di Flniri'i sia ricor-
livcpAggi riuniti tornano a biforcare in due data da altri dr{>1i antichi, se non che da
r^ci, niio (le* quali dirigfii a scir. verso la Slraboiie e da Tulomt'o fra i Greci, dii Pli-
P«ru Romana, mentre Taltro verso lib. sale nìo e da Tacito fra i Tjatini, i quali ultimi
>ì Dygimiì ^ a Casi- 1 9ecehio , t ùì \k sino ne assirurtino che cotcsta città fu colonia.
> li Porla S. Marco, domle esce la strada IMIa quale {ifraltru non trovando noi fatta
:^7u Grossetana. nifiizioiie durante la re[iiiliblira romana , e
Trovisi Siena sotto il gr. 98^ 59' di long, nqipure, come scrisse Flavio Biondo, ai
e 4i^ 19' dì latit., da 600 alle 700 br. su- Icmpi di P «miM-o , dobbiamo concludere ,
{'«-.iTc al livello del mare Mediterraneo, 40 che la colonia di Siena in Etruria fi>sse una
B sf- ■ osi rodi Firenze, 39 migl. a pon.-lib. dHle milituri , e non delle cifiailtne, sic-
"S 4fPzzo, altrettante a grec. di Massa-Ma- come era sl.ilu quella di Sinigaglia,Rhe «S'e-
r*4ir.a, e circm 48 migl. a seti, di Grosseto, na, come dissi, denominossi. — Alla qiial
id ofgttlo di dare un ri|M)so ai lettori, conclusione (so^sgiunge lo stesso Borghesi)
^>MiviiJen'> cotesto Art. in sette capitoli per presta gravissimo appoggio il cognome di
itrtrrere nel i * di Siena dalPE^oca Ro- Giulia dalla Tavola Peutingeriana dato alla
«^fl^^ sino a quella dei Longobardi; nel a.® colonia di Siena nristm. Solamente reslcreb-
•: ^len;» d^t t#*ropo de' Longobardi b quello be da ricercare a quale delle Ire deduzioni
•y C'irò! ngi ; nel 3." di Siena dall'età di colonie militari , fatte secondo la legge
'.'irf*ingia sino mW origine della sua Re- Giulia, questa senese appartenesse: se alle
." liìUfa ; n*"l .4.® di Siena tUWorigine del- colonie cioè dedotte da G. Cesare, o seppu-
• -> 4 Repubblica alla giornata di Blon- re a quelle dei triumviri , finita che fu la
'a^-rfn; nel h.^ di Siena dalla giornata di guerra coi congiurati Bruto e Cassio, o siv-
^«m^perlo all'epoca del suo ultimo atte- \ero alle terze dedotte da Augusto, sulto del
S1EN SIER 297
^nu ctUrr il bri igrwppo tìeWr Tre Graiie disiiii|iegfiiiva la piìmii carica poi il ica (come
mtitrKM auiaicTiA, uè il caiideUbro antico fu il KasUldo(?u/i4Ìi6erfocugino di Ueodalo
nolenti nel DiioiiK», Gomecclic lui sia ignota «escono sanesc, nel tempo flesso che un
ù |V(>%eoìenza loco, non tralascerò di laiu- altro loii|>f»lMrdo per nome Boberto esen:i-
■nMare 1* Arca di marmo scolpita ad alto tav4 V iiffitio di gaUaldo regio^ o amroini-
nkMO eam ligure niilologichf, lavoro del si ralore d«'*l>eni della coronai. Frattanto que-
icHpa dei^ìi Antonini, scafala nei secoli sii due iifTuiali, TÌTente il re 4riberto II,
Immilli %wàwÈO air Opera del Duomo, nel si rccanmo dalla cillk alla Pii9€ a Paeina^
CB teitibolo a guisa diarcliitravc vedesi al- ad (»{!gello d* impedire la visita diocesana a
tailiaente oiurala. Liipemauo vescovo di Arcuo, dicendo t-
glino che quella pieve era, (siccome Io é
IL SiaiiA SOTTO I LoMtiOBA&M. tullnra) comprcsa nel contado di Siena, cioè,
dentro i limiti della sua giurisdizione poli-
Se è f cfo cbe in Siena al pari che in mol- tici; ma gli uomini del vescovo aretino dan-
te oUà n^ncsauo ducumenti sincroni atti a do addosso al g^staldo politico Gundiberio^
%imiiiilffare le sue vkrende politiche e civili l'uccisero. — ^ed, Paciha (Puve a).
aa traft|N romani , riesce altretijnto doloroso Cbe se ad alcuno parve sospetta V aulenti-
••Mcr eonleaaare rbe bisogna percorrere uno cilà di quel documento redatto, o ricopialo
lidia di olire 600 anni prima di arrivare circa 340 anni dopo, ninno per altro pose
a Kanprìff^a quale fosse lo slato politico ed in dubbio la verità d«*gli atti cbe per co-
f Tir ri ijlico di culesla città. mandamento del re Liutprando, successore
E notoria abbastanza, {jerchè non vi sia di Ariberto II, furono institiiiti nelTanno
dì qn\ rifielerla, la controversia in- 7i.S innanzi a Gunieratno suo messo regio;
c«usa di diritti diocesani fra il Vcsc. e niuno si oppose alla sentenza stata in se-
didima e quello d*Arruo verso Panno 713, giiito do|io la compilazione di quel processo
Brnlfc tepviava neiralta Italia il longobar- nella Pieve di S. Genesio alla presenza del-
éf» Affdicrto 11; solamente mi gioverò di ri- lo slesyì messi) Gnnteramo, pronunziata da
fàiiaBve alla memoria gli atti più imfior- quattro \esco\i della Toscana, cioè, da
Uali allo SL-opn. Questi si riducono ai due quelli di Firenze, di Fiesole, di Pisa e di
UHI Kgoe liti: uno alla prima sentenza ema- Lurca, assistiti ila \arii teologi sacerdoti non
luìa in Sima sul principio del 71 5 nella cbe da molti teslimnui.
evie v«|[ia presso la ehfesa di S. .Vartino Da (|iiti nunitroM deposti pertanto resul-
ta ladaro^iu rucsso e mag<:iordomo del re t«i , cbe al ^'aslaldo regio Gundiberto, stalo
Li«U{«ando; 1* altro air esame di ciica 70 ui'(:i.so v(r»o il 713 alla Fies^e a Pacino^
'cssiaioni sentili in Siena nelPanno stessei in Siena era suaedulo un altro gaslaldo |ìO-
'^i nolaro Guttieranio inviatoci da Pavia in litico per nome Warne/irido, il quale ultimo
««tiifatà di messo regio. *—1m|ieroccbè se dal nel 715 fu presente ali* esame predetto dove
• nao Catto traluce il luogo dove in Siena i fu qualifirato da due testimoni col titolo di
LoagoLardi tene%auo tribunale, col secondo giudice. E probabilmente era quello stessa
M icagono a conoscere le coudizioni {ioli- gastaldo cbe i5 anni dopo fondò il mona-
ielle e civili «Iella slessa città e di una gran stero di S. Eugen.o prc*sso la città di Sie-
[«fke dei tuo contado all'epoca longobarda, u^.^^fed. Abazia di S. CIcgeìiio, eLcsTinr.
laoitfc dalle espressioni del coro|iendia- Dai documenti poi del 763 sulla contro-
tAre*li quel processo si sciiopre, che la ritta versa giurisdizione eecle^ìaslicii fra 1 due
ii Scena, compreso il suo contado, sotto i difiresani rinnovata risiillu, ihe alla metà
Lba^olfeardi non di[)endeva dai duchi dìTo- del secolo Vili il gastnldo politico di Siena
kuiaa, a«vegnacl«é essa in quel lem | io era ap) iella vasi (raiii^/ie/'/o.
f j^ctnala ed aaiministrala {ler conto diitt- Avvertasi inoltre che uno de* testimoni
laiaenie del re. A ciò voolionsi riferire le esaminati nel 7i5 fu un vecchio Siicerdole
• «iole di quel compendio in cui si Ie»<:e : stato ordinato nella chiesa di S. Ansano a
• /iio autem tempore senensis eivitas eroi Dolan», dove allora riposava il corpo di quel
^'mtuea.a ad manus Anberii regis Lan- santo, il quale giurò: che celesta chiesa
tmoiJorum ■ Ed è perciò che nel princi- mulli anni indietro era siala restaurata dal
:t»dtrl brcolo Vili trova%ansi in Siena due gaslalilo rej;io Wilierat , e dal suo figlio
^-M itrf divene di Gastaldi f uno de* quali Hutto, dei quali il detto sacerdote nn tempo
V. V. 38
SI£lf $1CN 89»
roniaiM. Della qua' verità Sìrnt col dirifio sopra i iii«i iMumiiMAlrMli, i i|iuU
w» territorio et IbniMBe ainpM cunlWrma non |iolB.vaiK> octiinarsi al AicerdcHiio maa
arlie aBoMe nhiaar iki LnogufaMrdi vrì fou- uua f uà autori^miagg .|Mxo(i|aUi con ie lai-
éde. Tali per aa. soau quelle di «9. ^in- fere che i gnftalfli <li 'Siena riiiscÌAVano a
ana md wtf /caser^ia ; di ^. Donato iVt ^f.ro quelli che si recavano ia Areno {)er «sierTi
fcaiita dal ev Ariberto II, di S. dnsnno in da quel .fescojfo ordinali al lao^rdosio. In
M^fimm^ rUMita «lofio b anela delatoolo VII tene luo(rn,di là si possono conoacece quali
éà iBBMaltlo APii/ara/y per non nMimenlere fossero dopo In metà del secolo .V,ll le condi-
tane qweHc stele ivi «diiicale ncila prinui aioni dei .iiyeUari di terre nel «loese, i quali
■Aà dd ntcolu Vili. al pari dei inercanli, dei niaiesiri d* arte m
Bd {Tìà d«lto che il più antico documen- ^i chierici erano conleroplali dalla Je^ge
iBi«?ativo alla stijrìa di Siena sotto il do- |ier uomini /<&?ri; dondeci tè ipopoli italiani
■■ni" longobardo riailirfbbe alFanno 678 vinti ddii Longobardi non.erauo ipiù jiella
qvodo povcnrava oolesta •città il gaslaldo oondiaione abietta, come quella in cui fu-
^ìBf^mi , «rbbone due aitai di quei lesti» fono ridotti al tempo di S. Gregorio Magno.
•Gaudiooo « fotone, uno deVqoali Finalmente in quarto luogo giova a? vertire,
e r altro ^ttcdbejrcy fino dal- che la giurisdiaione ecclesiastica in.urlocon
€65 ciMBO venuti a stabilirsi nel la politica di Siena al tempo dei Longobardi
naneoe in qunlità di eo/ofii ,0 U- dovè prender piede posteriormente all'edìl-
« evtirantbi di condix one libera. lo di Rolarì (anno 643')sÌGCQiueAÌ nasfrif
fra i IrstiiBoni del 71$ si aruopre rà in seguilo iiU* Jft, ^ikka iDiqcmi. '
io«e dmi 'We^eiin corre di.SfxUuto^
Giuristi, di Montalciuo, già nella Ili. Siaiu sorm 1 CiaoniiiGi aino aix* leocà
I» soa flotto il oonladosancse; ed nfLUk «da aarcisLicA.
€qBesU|isr avventura la memoria più velu-
tfa cbe ii abbia ne! rrgno Longobardo de- Dopo «ver .visto che Siena fni il secolo
fHjesrsotaiy- specie di. nomini addetti al iìiro, .VII e VII! era governata da un giudice .col
e detftoati ancora a tutela de* -monasteri , titolo di gastaldo per conto e a nome dirat-
^'laofbi -pii ; lo che corrisponderebbe a tamenie de* re Longobardi, .mentre un altro
^alstiiss , o avvocali delle chiese per le ■g'islaldo sopravved<:v«i ali* economico; dopo
^■aficrasio ammessi a giurare. Dondechè aver visto cbe in S. Siartino (forse nel luo-
qad vceebio /'•eCroise, che nel 716 si qua- go tuttora esislente poco lungi dalla gran
bacava Srnriom Hegis de eurte que diai' -piazta del Co/ivo) era situata la. corte erg ia;
iar Jecioiio, era domiciliato «a Seitauo in dopo aver *trov.-ito in questa oitlk ^li ari-
^d-dTOpcta (-intese nel luogo denominato al- manni^ quasi ifisdomini facienti da /M/rofii ,
tadmcnle a S^sta o Sesto, nel popolo di -e lalvolia anche da giudici subalterni nelle
$. Angelo la-Collc, se non piutlf>slu doT*è cause più solenni;.dopo aver dello che.sotlo
resti» pìerc dì S. Restituta, df*si$rnata essa i Iifingf^liardi esisteva il rcfjin diritto, tìo-
f«ie in jTunfio Sejtiano, ossia SeHano). pò .tviT tmvain md piviere di S. iRe^iluta
Gtosluderó, die dalla procedura del 715 in Val*d*OrcÌH , una corte minore presednta
■Ila eoa tm versi» ecclesiastica fra due ve- dagli ^orioiti re^ii.e le classi degli tfomim
Mei ssamn loaggiormente venuti in chiaro, liberi, degli tsereitali, de* eh eriei, ile*eolo-
•a primo Iuo}:o, di un fatto citilo dWMrt. ni e óeiii^eiiarj cafiaci difarpixiva in gin-
rasi ▲?liBvoLa(Vol. IV./ia^.a44),cioè,cIie dizio; dopo tullocìò resta a dire.oome nel
Belle causr economiche ilclle chiese solto il camhùimenlo del governo '1ong«>bardo alla
«fillio de* Longobanli, (almeno al prin- discesa di Carlo Magno in Italia (anni .774
c<po ilei secolo 'Vili) dovevano intervenir- e 775) la cittì e contado di Siena accogliesse
^i i saessi, o nippresenUnti regii; in jecon- superiormente ad ogni altro paese del hi* To-
doluoieo, dai l'esame di quei 70 testimonisi ^scana i signori di legge salica venuti con
««ciprrlo, non solo quali fossero nel seco- l'esercito alla corte di quel sovrano. •! no-
ia VII e Vili le condizioni ecclesiastiche di bili francesi giunti alloia in Toscana «sem-
Siet» e di una parte del suo contailo, ma bra cbe preferissero ad ogni altea citlN^Siena,
ù^ venuto a conoaeere.che il giudice o <f/i- (non sa|)rei dire se per la somigliania del
Sfaldo poiiiieoMì Siena esercitava con più brio -nazionale con questo popolo o per al-
di adeaao le ailribu^ioni del .re^io liu) lustucbè i magoali di legge sali^ sono
300 STEN SIEN
comunisfimi nelle icrìtture lanesì <ìi quella di una sola citlà, d «r, che ipaitHiffvi
e delle |joflcnori età. — Ma la condisione Puetm super se non hakent,
de finii itali«ni in generale, e de*Sanesi in l>o|iO di aver detto cfac sotto i itGMdÌBi
particolare durante il dominio dei re Giro- gì le città dilla Tosbasa OMBMalidili»
lingi non si pnò desumere dalia storia, la le avevano alla testa del go^fraoaifrt^
fjnala rispetto a ciò è rimasta, almeno cl/io do, stimo dorerac eselotlfre Fisif ai |l^|
sappia, fiuora taciturna e misteriosa. se^leva lo slesso diica« poi rmtr diUH^|
Solamente dal debole birlume che ne Ira- innaniì che vi fossero iotrihlollt i
pela si può conoscere in generale, qualmente All'Art. BcBAioaMà lo dcttOpcklii^j
nel r anno 779 Carlo-Magno [nibblicò il suo donde eblie nome quella conia ttseu Ui
primo Capitolare pel regno longobardo, orìgine da un /f'iitf fi figlio di BmirfiAl
cui succede qualche tempo dopo quello sni- zione francese , il quale troviann m
le teggi personali delle diverse razze, o ca- a Lucca in qualità dì legalo Jfiri«|k.T
sle degli uomini abitanti allora in quel re- viro 11 (anno 865:>ioiMlsalO|N
gno ed a lui soggetti; mentre non prima o governatore di Siena ( anno 868 f
delTanno 801 Girlo Magno emanò P altro L*uso poi dì dichiarale b
Capitolare risguanlante le successioni, della legge sotto la quale ano vii
La conquista fiero del rr^no longnhar<lo Girlo Magno divenne tanto uiii
latta da quel Magno portò una modi tira zio- Italia che ciascuno serbava « difè
ne nella fiarte governati va, talché a poche cit- orgoglio, la qualith della pmprìa 1
tà della Toscana fu conservato, ed a pochis- quale Irasmellevasi ai diacendeotì<Ìi(
si me fu dato un governature col titolo di zione in generazione. Dondcchè nnfiil
i/iica ; le altre tutte enino preseilute o dai raviglia se nelle carte saDCSÌ,iaDlo iti
conti o dai gasi aldi di origine francese, anteriori come nelle posteriori al oiir
Quando le città, oltre il conte, avevano an sochè tutte le famiglie niagtiatisie
che il gastaldo, quello soleva presetlere al pò- chiaravano di \ivrre a legge stditm.
litico, questo ali* economico; il primo p. In ogni rovaio la serie dei <
es. aveva le attribuzioni consìmili a quelle Siena sotto il governo Girolingioè|
de* duchi , cioè , di mantenere gli abitanti terrotta di quella de* suoi gast9Uif0ls\
della sua città e contado ubbidienti alle log- regno ile* I^ngnlmnli, avvegnaché ili <
gi e fedeli al re, punire i miilfattori, ilìlen- loronirdi S'ietì» di origine Sùlicm ti
dere le vedove e i pupilli ; era [mìì cura del mnndata tino a noi Im memoria. Vnfjm
gastaldo come del conte di riscuotere l'en- del sopra rammentato /Fiiii|fi,olfi»*
trate regie e alla line d* anno presentarne in figliuolo di Ranieri, o Raghimeri^i
|>er!iona il prospetto al tesoro reale. — (Mar- tore iielPanno 867 della bailia diS.'
rrLr«i, Formnl. Lih. i. Cap. 8. — Cario tore della Beraidenga, atlualaenie
Trota, Storia del Medio Es^o d'Italia, lata JUona fiero d'Ombrane, — W.
f^oi. I. P. f^.) ZIA drt.t.a BrmAana^CA. i
Ciò premesso aggiungerò, come la città di Più chiai*araente cotesto pers(Niag|ìaV|
Siena sotto quella ilinaslia tu presecluta dai vasi (pialifìcato eonte della città rii Jil
conti di origine e legare salica. — Se i di in un atto di fiermuta di beni l'atto ■■
lui goveiTialori estendessero la giurisdizione selle nelPanno 868. — (Arco. Dos* ^^
su tutto r antico contado S'inesc o 1* oltre* Corte della Badia ^miat.)
passassero, resta dubbio ancora, con tutto Ma innanzi che il conte ^itiff (^
che in un placito tenuto nel lugl. dell* 886 tasse in Siena le qualità di govemslH«>i<
dentro le mura della ritta di Soana da Stefano meno di tre sentenze solenni eraca 4i
vescovo di detta città alla presenza di Liut- pronunziate dai giudici sotto il trpn^
ftraiido gnstaldo di S«)ana, e di diversi sra- rolingio rispetto alla giurisdizione spàm^H
6f/n\ ve ne fossero due di Sima, uno di Chi 11- che i vescovi di Arezzo esenitaT4a*> ii|
^i, ed un quarto di Pisloja. — ( Anm. Din., una parte del contado sanese, loslocU 1* '
Fior. Carte della Badia A miai. \ ro diocesi penetrò fìno ai snburbii d'^BN
Comecché andasse la bisogna, sembra co- città. — f^ed, Sifha Dmcisi.
sa indubitata che Siena col suo contado cn- Mi limiterò qui a raromenlarr il fi*
trasse nelP eccezione indicata dallo storico zio tenuto in ottobre dell* anno 83)iici>
Frcdrgdrio, il quale discorrendo de* conti piscopio di Siena, dove assisterono im i
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anni dopo per recursì a Roma, dove ael iltuale In varj conladt ddU ToicMia, nella
giorno della PurifteazioDe (a feUMrafo diti Liguria e nel Parmigiano.
969) dal PonU Giovanni XU gli fu poH» in Sedici anni dopo fu restituita ali* oppi*
testa la eoimi» imperiale. gnomnte la stessa somma di 1 0,000 lire da
Al ritorno di Otione 1 da Roma a Pavia, donna Ermengarda tiglia del conte Hanieri,
(nssando da Eignano nel aa febbrajo di quel- dopo di essece rimasta vedova del predetto
ranno 96» vi sottoscrisse un diploma a fin- March. Lamberto, assistita da Oberto suo
vore del monastero del Monte-Amiata. Tale mondiialdo , nel modo pirscrìtto da un ro-
ciitastanti giova an» cbe nò ad aecrracen gito del 1 7 aprile 989, fatto in Laitnria,
la pMbabiliti che il nuovo imperatore , sia* Un* altro magnate si diede a conoscere in
BCir inveri» del 96ayCome nelL* estate del un tersD istrumento scritto pur esso nelKa-
964 aUmvcrsando la Toscana , passasse per prile del 973 nella Sorre di Lattaria ^ col
Siena , giaocbc nel di i3 mano del 969 è qiiiile il conte Ridolfo figlio del fu Gbersr-
dato io- Lueca un sue diploma a favore de* do, uh* era stalo eonte del paìa%to^ comprò
canonici di quella caUrdrale; ed in Lucca alcune terre poste in Gampagnatico. — f>c/.
nel a9 luglio, e 3 agosto del 964 furono Lattaja , e SàiriA-FioaA.
emanali due altri privilegi da quello stesso Finalmente porta la data di Siena un
ao«ranoi| il primo dei qoali ad istania delle quarto- istrumento del nov. 988, stalo già ci-
■onacbe di S. Giustina didatta città, ed il tato MArt, CAaaaovau, dov*è lalta men-
sccondo inedito a favore della Badia di S. zione di una contessa Willa figlia del fu
Salvatore sul Moni* Amiata. — ( Aaoi. Din., conte Kadulo di Fuoecchio , lasciata vedova
FiOB. Corte dtUa Badia Amiat,) da un Ranieri che fu pur esso conte.
È pnre credibile rbe nel 967 Ottone I Forse alla prenominata conteMa Willa
ripamsse da Siena toslocbè ila Ravenna do- vuoisi riferire un quinto atto pubblico ro-
vé attraversarr la Toscana per secarsi a Voi- gaio in Siena nel nov. del 994 , in cui si
terra, presso la quel città nel la giugno di traila della vendita di una casn raassarìzia
qnelfanno, in Monte-Veltrajo, egli aai- porta in Oreiano (forse Orgiale dell^Ar'
sleva ad nn placito pronunziato dal March, denghesca) appartenuta in origine a quella
Oberto conte del palazso imperiale. rontessa. *- (Aaca. Dir. Fioa. Carte delia
Nulla per altro di tultociò accresce lume Badia Amiat,)
alb storia civile di Siena ; relativamente Non saprei dire però da qual documento
s un di cui vesoovoesuo capitolo citerò un lo storico Malavulti ricavasse la notizia, cLe
istrumetilo dato in essa città li 7 aprile del- ftno dal secolo X Siena ottenesse la libertà
]*anno quarto del re^no di Ottone 111 (999), sotto il governo degli ottimati per benefìzio
in cui si tratta di affittare dei beni appar- eoiicessoìe riair Imp. Ottone III, e che lo
lenenti al riero della chìrsamag{!Ìore di Sie* stess») sovrano da Siena ripassasse, quando
n«. I^t quale islnimento non solo apfiarisoe dalla Germania tornò a Roma a rimettere
che allora quella cattedrale era retta dal i^e- nella sede pontitìcia P espulso Gregorio V.
scovo Ildebrando, ma che io quel capitolo Non avendo io prove \ìer corrobora re né
si conta vano non meno di 5 canonici di^ni- per infirmare un tale asserto mi limiterò ad
tarj, il Prepasto cioè, \* Areidincono^ il annunziare in iscorcio i camliiamenli radi-
Prìore della semola del conto, il Primi' cali accaduti specialmente nelle forme mu-
cero ed il rVnfenuiio. — (Facci, DeiP'esc, niripali del governo di Siena dal mille al
ed Artiis.diSiena,'^^ kum. Bobobbsi-Bichi). mille diicento sessanta, vale a dire, tino alla
Rispetto agli antichi magnati , che so- giornata di Moulaperlo.
g1io«> trovarsi nelle earte sanesì , ne citerò .» «<
!l..- ^U^ !• • ¥ 1 I n !• I V . SlESA DAL SECtììX) CHIWCIBIO ALLA OloawiTA
due, che uno di essi era un laimberto figlio
di un Mareb. Ildebrando (lorse anche eoiile) **' MoaxAPiaTO.
il quale stantio nel suo rastetletto di Valia- IjC prime mosse d* armi fra città e città
no sul r Ombrane presso Gimpagnatico, per cominciarono per avventura in Toscana,
ialrumento del 18 apriledell* anno 973,01»- quando i magnati,! vesiovi ed ì \ìO\ia\\ del-
piguorò per la vistosa somma di lire 10,000 Palla Italia erano divisi in due partiti, uno
non meno di 45 corti cou le loro pertinen* de^quali voleva re Arduino princìfie italiano,
ze, chiese, terre, mulini, servi , (etleli, ecc. Peltro Arrigo I sovrano tedesco. Lucca sem-
le quali corti in quel contralto si dichiarano bra che abbracciasse la sorte del re italiano.
S 1 E N S I B N 305
t priirìfmii ni{ipresrn tanti cJell.1 Irga Guelfa 1 1 ^7, ru§rato dal f\inrr1Iirrp Kolamlo nella
•fiTiOLdOM, alb quale prc'scdt'\.i llilcbrando piazz-i ili S. Cristol'ano di Siena davanti al
f«Si*i%o<li Volterrii, mentre UgoVincigiier- consiglio del po()olo adnnato in comuni col-
ta ri rappresentava la città di Firenze, un lotfuio. Con il quale allo diversi nobili di
Riatir hello quella di Lucca, un Marzi vi Sta^rgia e Strovc donarono al vescovo di
rj f-tr la città di Siena , Giotto a nome di Siena Ranieri I , capo civile ed ecclesiastiiHì
brucia, e AositMo |ier la citta di Arezzo, di (piel Comune, la quarta p:irte di Monte-
Inoiire TI si trovarono fra i testimoni un Gistclli , una piazza nel Cast, di Stn>vp r
liA^ldino console e rettore dell* arie dei due piaz£c situale nel suo borgo con altift-
■fr^ntì di Sirna con molti personaggi di tante nel Gist. e liorgo di Utontacutoìo sul
Nmi^lìe nobili s.inr$i , fra i quali diversi Monte-Maggio. — ( Ancn. Dipl. di Siena ,
CicriaoiMiU e Cacciaguerra della Scialeng.i , Tom. I delle Pergamene N.^ 14.)
itila Berarden^i , di Sarteano, ecc. dmecchè Siena col suo contado sino alla
AiUpresenia pertanto dei personaggi sun- morte di Manfredi nel politico l'osse gover-
■arni n Ili il giudice Ruggero [ter ordine del nata in nome degli Imperatori svrvi, contut-
pMoU di Siena nel giorno.'» aprile del i3o5 tociò tino d* allora rispetto al civile ed eco-
«Stoiifiò varii abitanti di San-Quirico, dì nomici) essa era retta dai suoi consoli , clic
Snote-Fotlonico , di Corsign*tno e di Mon- a suono di camfKina facevano adunare il [mi-
berfaiello, i quelli tutti conformemente de- polo per deliberar!*, o nella cb. di S. Cristo.
paier% che Montepulciano da 5o e più an- foro, o in quella di S. Pellegrino, la prima
ri in'fìrirr> rra governato dai rettori dei con- tuttora esistente nella piazz;i Tolomei , la
tt itero inni di Siena , cioè, a |Mirlirc dai seconda soppressa poco lungi di là , e<1 en-
\mm deir Imp. Corrado 111, dal conte Pai- trainbi* situate nella parte centrale delta città,
vnicri , ohe reggeva Siena ed il suo con- Ma il primo giorno della vera libertà sanese,
tejo, Bifntre durante il regno deirimp. Fé- io dubitem che non avesse a datare innanzi
dersfo I non meno di quattro conti prese- il mese di ottobre deir anno 1 186, alTepoca
éfrmo al governo di Siena e del suo terri- cioè dell* indulto die i Sinesi ottennero dal
Visio, coni, «resovi il dislretlo di Monlepul- re Arrigo VI, vivente Tlmp. Federigo I di
ciìflo. Altri 4 conti succederono al governo lui pdre con la conferma della loro z«*cea e
■a le come ministri di Arrigo VI. Final- la libera elezione de* cf^nsoli e del retton* o
«rbie da quel processo risulta che un ulti- poileslà, al quale si arronlava facoltà di e-
■r* «'tinte te«l*-sro sulla fine del secolo XII st(*U(lere la sua giurisdizione sopra tutto il
Vi Qome ili Filipfio du(M di Toscana resse contado, riservando solamente ai giudici o
#«u «il il MIO ronlado, rom|»reso '\lontepuI- messi «lelT impero le cause in ultimo apfiello.
r*»o^. — [yivtkkT. yini, a. Àei^i, Difjf. So.) Simili grazie |K»raltro furono prireduto
Dtl primo conte l'altonieri, che fu figlio d.i più dure condizioni, alle quali i Sinesi
éi diltro i-onir F(»rtegUf*rra, Taivliivio delle do\ellero sogjjiacerc dopo avere sostenuto
ninrm>ffioni di Siena conserva un atto del un assedio , nr>n saprei dire , se provocato
i; l'jgliii 1 1 5i, rogato da Rolando giudice dalFaver eglino per nn momento aderito al
"anreltierv*, rol quale il conte predetto die- p.-n-tito guelfo o della chiesa nìmana , op-
^i* in pt-gno al sindaco della città e Comune puff per altre cagioni a me ignote.
: Nt-n-i il castello di S. Giovanni d*Asso Checché ne sia , è cos.i indubitata però
•vo la sua corte e distretto, ed il Castel d'A- die il popolo di Siena non do\è alienarsi
««u. 'presso C/ùusure) con tutta la corte a dalla gra7Ìa di Fnleriifo I, «e non dopo la
condizione di riprender r uno e r altro den- morte di.-l Pont. AK*ssan(lro III loro con.
tr» il termine di dieci anni.^CAacn. Dipl. cittadino, siccome dirò qui appresso. Gio-
SAvrjv , Tom. i deile Pergam. A'.® ai.) vano a provare col t'St a mia induzione due
DjI qu.d documento non solo resulta che difilomì, uno dei quali dato in Sin-Quìrii^o
.* croie Paltonieri n-<sceva da un altro conte li 27 aprile del 1 1(17 e l'altro del i« febb.
»i«ent«- n«1 1 1 /ii, ma che fino di detto anno l 'ìRo spedito tU Monle-l-'iasrone, col quale
1' <ii lui pidre erasi stabilito in Siena, quan- Crisliauo arci\esco\o di Magouza airican-
i^' pa <:ol*^t4 città contava una rapprcsen- rfllt^*e imperiale, siirrrdiilo a Rinaldo in
''ni« f. magistratura sua propria. Italia | er riiupctatore Fedrrigo I, donò al
A! 'pi-»le ultimo vero serve di conferma Oiiiiunc «li Sieu.i e j»er esso ai suoi ronsoli
ijtf'.;'>p<iM)lii:u del dì 1 4 maggio deiranno tulli i diritti che Tlnip. aveva net castello
StEM SIEN 30?
\ìik\ iato a quctti ultimi dai Pani. Alcmil- nobili del eontado le loro posmaiooì » ca-
drò III, na ancora la guerra stcMa ebbe fine stelli e ^ille con lutti i diritli che gli Airoo»
nel 1 175 per mediaaione dello attuo Fede- tolti; 5»® di a?incoUre dal giuramento quei
rigo I con un trattato in oonieguenia del nobili che dai Saneti ti fomera itati aatretti,
quale furono rinnnsiati al popolo e Gom. di e di asMUere gli altri che alenerò eoogin*
Firenae da Gunteramo Vesc» eletto di Siena rato contro il gofemo di Siena; 6.** di do-
e dai consoli di detta città , i castelli, tìUo ver consegnare agP incaricali del re Arrigo i
e uomini compresi fra il Castagno mrelitto castelli di Montagnlo e di Orgia; 7.° di pa-
ed il luogo do?e la Buma mette in Arbia, gare 4000 lire alio stesso re, 600 alla regina
Finalmente, in virtù della pace generale e 400 lire alla curia imperiale; 8.^ di far
concln» in Goslau» nel 11 83, e ibrse prì* pace e guerra con tutti quelli , con i quali
nu , trovasi stabilito da varie popolasioni venisse comandato Inni dal re o da alcuno
italiane il sistema per reggersi a repubblica, de* suoi delegati; 9.^ di mantenersi in pace
Ma nel tempo che da una parte Federigo t col vescovo di Volterra, con gli nomini dì
concedeva privilegi, o confermava i governi Montaleino e con altri fedeli dell* Impero;
municipali a molli paesi e città deiritalia 10.^ di conservare immuni da ogni sorta di
superiore, dall' altra parte egli voleva ri- peso le chiese e specialmente quelle della
stringere il ilominio di alcune altre delPIta- diocesi volterrana comprese nel territorio o
lia media. — Slando airasienione de* due contado nnesc.
cfonisti fiorentini testé citati qnell*impe> A queste condizioni (termina Patto) Fim-
ranle nell* estate del 1184, oppure, secondo penitore Federigo ed il re Arrigo rimette*
rAmnaìiato ed il Sigonio, nel luglio del ranno ìShucsì nella pienetza delta lorogra*
1185, ordinò chea tutte le città «Iella To* aia, perdoiundo tutte le offese che ai so-
scana, fuorché a Pisa ed a Pistoja si toglies- vrani medesimi , ossia ali* Imiterò in qnal-
sero le regalie consuete ed il respettivo con- siasi modo avessero fello ; alle quali condi*
lado, e die i loro governi si sottomettessero zioni Arrigo VI avrebbe concesso al Com.
agli nflbiali imperiali, perché (aggiungono di Siena reiezione libera dei suoi ossoli,
i due cronisti più antichi) ■ quando Fede- ammessa però l' investitura da darsi dall*Imp.
rigo Barbamssa aveva guerra con ^pa Alea- suo padre e cosi dai di lui successori,
anidro le altre città avendo abbracciato il La cosa singolare peraltro si é di non
fiartito della chiesa erano state a Ini conlra- trovare fra i documenti sincroni alcuno in
rie; e fu nell* Mnno 1 1 84 che Tlmp. stesso in- cui sia fatta menzione dell* assedio di Siena
viò un esercito ad assediare la citta di Siena, del 1 185, o 1 186, né delle vicende a quello
ma non l'ebbe. » -^ Che però cotest* ai&re relative. — In ogni caso io tengo per dinio-
terminasse ben diversa;nente di quanto ne strato che un tale assedio, o quella guerrs
scrissero il Malespini ed il Villani , lo di- contro 1;« città f*Gom. di Siena non accades*
cbiarano abbastanza i duri patti imposti ai se nel 1 184 come fu scritto da Gio. Villani.
Sanesi, allorché chics''ro di tornare in gm- Comecché il po|)olo sanese innanzi latine
Ita deirimp. e del suo figlio Arrig». Impe- delTanno 11 86 trovasse modo di riacqui-
r teche durissime furono le condizioni che stare la grazia deil*lm[)eratore e del suo li-
nei giugno del 1 1 86 si esibirono al popolo glio alle condizioni espresse nell* indulto
Cinese per riac juistare la buona grazia de* scritto da Cesena li a 5 ottobre del 11 85, si
due coronati; cioè, i .^ di rassegnare alta re* può altronde chiaramente arguire che dalle
già autorità il contado di Siena con i beni principali concessioni in quell'indulto regi-
rbe furono della contessa Matilda e del C. strale emerge un* origine meno incerta dello
Ugo, o die appartenevano alla marca della stabilimento della repubblica sanese.
Toscana ; a.^ di consegnare alla [totestà im- I pesi imposti al Comune di Siena dalla
penale i eastelli e le terre del contado me- scrittura del a5 ottobre 11 86 dovettero con-
desimo, e specialmente il caste! di San-Qui- tinnare per varj anni, lostoché CDlTatto sli-
rico, oltre le regalle spettanti all'Impero pulato li 91 mano del 1190 nel Borgo S.
tanto quelle di fuori , come le altre dentro Grenesio a cagione di mille marche d'argento
la dttà, fra le quali la Xecca^ il P^daggie somministrate ad imprestilo da lldebitindo
ed il TeUneo ; 3.^ di dovere i Sanesi dal- Vesc. di Volterra al marisralco Enrico Te-
l'elà di 1 5 lino a 70 anni giurare fedeltà ad sta legato imperiale in Toscana , si rilascia-
Arrigo VI; 4.^ di restituire alle chiese ed ai vano al mutuante tutte le rendite annuali
S I E N S I E N 309
rompma nel coalado nncae. — (i^. ci/, metili ilcIP esercito fioreiitino. — (G. Vil-
Pergamena if.® 87). lari, Cntatea Lib. VI. C. i3. — Ahiiikat.
Fu in quell'epoca medesima quando i Sior.fior, Lib. I.)
Sanesi riformarono il loro governo col de- Fra le principali condì tioni di quel lodo
terminare, che d* allora in poi il podestà si vi furono le seguetili: i.^ che i Saiiesi fra
eleggesse esclusiTamenle fra i nobili fore- la giorni dovessero pagare 8000 lire per
siierì. Realmente il primo podestà di Siena rifare dentro un anno il Gisl. di Monle-
nominalo dopo colesta legge fu Guido di pulciano; a.^ che il Cast, di Chianciano
Rinuccio da Orvieto, cui nel iai3 solten- stato consegnalo dai Sanesi al Card. Legato
trù Ubaldo Visconti di Pisa , sostituii» nel- dovesse restituirsi agli Orvietani, a condi-
Tanno medesimo da Guelfo di Ermanno zione che questi ultimi lo riconsegnassero ai
di Faganello de* Porcaresi, sotto il qual uU suoi veri padroni. — ( Abcb. Dipl. Sax.
timo podestà la Rep. di Siena fece accer- Pergarn, 19,^ 307.)
chiare di mura torrite il Cast, di Monte- Sette giorni dopo quel lodo, nel 7 luglio
Riggioni; e fu sotto quei primi podestà fo- del ia35, furono stipulate le eondizioni di
restierì, che la repubblica sanese (dal iai4 pace tra i Sanesi da una parte e dair»1tni
al laai) potè estendere il suo contado dal- parte i Fiorentini, Orvietani, Aretini, Mun-
b parte della provincia inferiore. tcpulciancsi , Colligiani, Saii-Gimiguanesi ,
JJAreh, Dipi. Sem. conserva un placito Bolognesi, conte Guido, Napoleone Visconti
del i5 giugno laaS dato da Everardo di di Campiglia, ecc. in un articolo della qua-
Amfslein castellano di San -Miniato e da le si voleva , che la repubblica sanese ri-
Rinaldo duca di Spoleto vicario per 1* Imp. nunziiisse ai Fiorentini tuttociò che appnr-
Fcderigo II in Toscana, col quale si condan- teneva loro nel Cast, di Poggi bonsi, ecc. —
nava il Comune dì Montepulciano in mille {ivi, Pergam. N.^ 3 14.)
marche d* argento, se quel popolo non uh- Inlanloclìè la corte romana ed i suoi Pon-
bidiva ai sommi comandi per la pace da tefici continuavano ad essere in urlo con
riformani in Toscana. Quindi con altro bau- 1* Imperatore Federigo II, accadeva in Sie-
do del 17 giugno laaS lo stesso Everardo na una riform<i, in forza della quale si cam-
di Arncftcin comandò al podestà di Siena biò il titolo al primo magistrato de* consoli,
di tenere i Montepulcianesi per nemici de* cui, al jiari di altre cillà iu dato il titolo di
Stinesì, di perseguitarli e di (ar loro guer- Priori del Comune di Siena, a<;*;iuulo\i un
ra. — {Loe, cìt. Pergarn. N.^ igf».) consiglio di 24 individui , che si dissero i
Infatti la Signoria di Sima neir anno ap- conscivalori del portolo. — Mi limiterò n
presso mandò la sua oste sopra MonlepuI- citare per ogni altra prova una riformagione
ciano; in conseguenza di ciò i Fiorentini dal magistrato predetto drliltemta li a5 lu-
mossero le loro forze e quelle degli amici glio dell* anno 1346 nella chiesa di S. Pel-
contro i Sanesi a difesa de' Montepulcianesi legrino, con la quale furono eletti tre siu-
loro amici ed alleati. daci inraricuti di recarsi alla corte di Fio-
Non starò a ripetere quanto fu scritto su ma \)cr difendere dove occorresse gì' inte-
qicsto rapporto alTisfr/. Qrkrcf -Grossa; ressi del *>>mune di Siena. Forse una delle
Dcitiimpoco dirò, come i Fiorentini , con cause fu quella provocala dal Pont. Grego-
luitocliè aggravati da una scomunica fui- rio IX contro il Comune di Siena con una
miuatagli contro nel i5 ottobre del ia3a bolla diretta a quel popolo sotto dì 9 febb.
'Dome del Pont. Gregorio IX, inaspriti ia36, colla quale si ordinava loro di rc-
piutlosto che inviliti da simili censure ec- stiluire le cose tolte da un tale Gualcbe-
<^1(siaiticlie, nel ia33 corsero con altre genti rino e compagni a certi vassalli di Gugliel-
d' arme ad investire dalle fr^ parti il giro mo degli Aldobrandescbi conte Palatino di
Iriangolare delle mura di Siena; né ripeterò Toscana; mentre con altra bolla dell* anno
<Am* essi continuarono ne* due anni sue- precedente il Pont, medesimo avvisava il
^ivi Ci 334 e ia35)a guerreggiare, talché (podestà e |)0|>olo s:inese di avere anche sco-
li Comune di Siena dovette chiedere ai pri- municato ÌMmpcratorc Federigo 11 ed i suoi
^■quella pace che ottenne a patii onei-n- fautori ; per la qual cosa sua Santità preve-
«nimi mediante lodo del Card. Jacopo di niva i Sanrsi aflìnehè ninno di loro sommi-
I^Icstina Legato pontifìcio firmato in Pog^ nistrasse alcuna specie di ajuto, né prestas-
fibonsi li 3o giugno ia35 negli accampa- se più obbedienza a quel so\rano. — (Aacn.
S I E N S I E N SIC
dato ricetto a tanti fuorusciti esiliati dalla ne di Federigo II di Ini pidlpe con qnef
loro città , e ciò in contravvenzione ai patti diploma dichiarò di prendere Mito la siui
ftabiliti nella lega del 3t luglio ia55. Ma tutela la città, il contado, le persone e i
i Saneti mossi non meno dal diritto delle beni dei Sanesi. *- [Loe, eit, T, FU del-
genti , che dalla prolezione del re Manfre- ie Pergamene N.^ 705, e 70O).
di, col quale di corto arevano concluso un In conferma ed appoggio a tutto ciò pochi
tntlalo di alleanza , non diedero ascolto a mesi dopo Manfredi mandò il conte Gior-
tali reclami. Si aggiunge che per siffatto prò- dano con titolo di suo vicario in Toscana e
cedere la Signorìa di Firenze tenendosi o^ cnn 800 cavalieri tedeschi, i quali arrìvaro-
fesa ed il popolo adontato , dichiarò al Ov no in Siena nel dicembre del 1159. Arroge
mone di Siena quella guerra, che riesci per che la Signoria di Sientf aveva proposto ed
le conteguenie la più memorabile di tutte il coiisig io del popolo sino dal loglio ii58
le altre nella stona delle repubbliche ita- approvalo una rìformagione sopra i nuovi
liane del medio evo. fossi da farsi intomo alla città. — ( Loe*
Sebbene in questo come in ogni altro Cii. Pergamene, if." 695 e 709).
cuo io soglia preferire a tutti gli storici di Frattanto nella primavera del ii6o i
epoche posteriori gli scrittori contemponineì, Fiorentini feciono oste sopra Siena,
fn i qnali non trovo a queir età che il fio- Con un gran corredo di gente costoro, do-
Knltno Ricordano Malespini , stato per av- pò aver preso in Val-d*Elsn akone terre e
ventora il primo storico il quale registrasse castella del territorio sanese, rivolsero il
nelle sue cronache la battaglia e le conse- cammino verso la città accampandosi foori
gacme della giornata di Monlaperto, con di Porta Gimnllia.
tutto dò non debbo dissimulare che lo spi- ■ Avrenne che in cotesto assedio (conti-
rito dì un caldo guelfo influire dovette sul« noa Ricordano) nn giorno gli usciti di Fio-
la imparaialilà di quel racconto. — In vbta renia (nel 18 maggio del 1 a6o) diedono
di dò spero di non meritar biasimo se mi mangiare ai soldati tedeschi di Manfredi eh*
giovedì alcuni documenti pubblici di quel erano in Siena, e fiittili bene avvinazzare
tempo estratti daìVÀreh, Dipi, di Siena^ con promettere loro granili doni e pnghe
come «foelli che mi parvero confacenti a doppie, caldi di Tino uscirono fuori Tìgoro-
rettificare alcuni racconti dello scrittore fio- saraente ad assalire il campo de* nemici , e
rentino. tale fu V impeto de^Tedcschi, che pochi de*
« In questi tempi (anno 1359), scriveva Ri- Fiorentini ebbero tempo a mettersi in arme,
cordano Blalespini al Gap. 1 63 della sua isto- cosicché gli assalitori fecero ali* oste gran
ria, ì Ghibellini usciti di Fiorenza, i qua- danno , e molti pedoni e cavalieri presono
li eransi recati in Siena ordinarono fra di la fuga ».
loro di mandare ambasceria in Puglia al re Lo storico Malavolti fidando sopra uno
Manfredi per averne soccorso , cui alla fine scrittore anonimo vissuto vicino a quella
il re promise di dare cento cavalieri tede- età , diceva , che in quel fiitto d* arme re-
schi y di che quegli ambasci«itori , benché starono morti intorno a i3oo de* nemici , e
turbati da tale sì povero dono, per consiglio dalla banda «le* Sancd appena 370.
^ BicsB. Farinata degli liberti, accettarono Arroge allo stesso assalto, diversamente d^i
pnioMmente la proferta di Manfredi , e due opposti popoli e scrittori narrato , un
tonati a Siena grande sbigottimento n* eb* decreto del giorno fusseguente deliberalo
Unm quegli usciti , ecc. » » nel consiglio generale della Rep. saneseadu-
Che però il racconto del Malespini debba nato nella chiesa di S. Crislofano, presedolo
considerarsi alquanto diverso dal vero lo dà da mess. Francesco Troghisi podestà di Sie-
f conoscere nn privilegio di Manfredi dato na per il re Manfredi e da mess. Bufredo
'B Luceria net regno di Puglia nel mese di delV Isola capitano di quel popolo e Gomn-
""^ggio del I a 59 e diretto ad lldebrandino ne, alla presenza del conte Giordano, quando
1^ Ugo del Palano, ambasciatore de*Sanesi fu risoluto the ai Tedeschi ed al loro mii-
iDTiaio al re M nome di ^el Comune con riscalco si desse un regalo di 5oo lire per
^garo di Postiorla potestà e Boni/a- menda delle armi e de* cavalli, non che per
*^diGorrano capitano dei popolo sanese, ricoropensarii della onorala prova da essi
^<^Kgstto di prestare giuramento di fedeltà data nella giornata antecedente roniro i ne-
■ 'lùel re protettore. Il quale ad imilasio- mid dalla Rep. senese, ordinando inoltra
312
SIEN
che i tnkiolii itati feriti in quell* azione a
S|icte pubbliche fossero medicali. — ( Ma-
I.4VOLTI, htor. San. Parie 11^ Lih. /.)
Cotesto decreto pertanto annullerebbe
quanto Mggiiinge il Malrspini e dietro lui al-
tri scrittori fiorentini , Hltorcbè do{)o l* as-
falto di topn indicato, egli soggiunge: i Che
i Fiorentini, raweggendosi presono Tarme
alla difesa contro ai Tedeschi, e quanti ne
useirono di Siena non ne campò nìuno , e
iuUi furono morti , e la insegna di itan»
predi prefa e strascinata per lo campo ,
e recata in Finrenta , e poco st^te V oste
che tornò in Fiorenza ». — (R. Malupimi,
Oper. cit. cap. 164.)
Inoltre dalla deliberatione preindicata
resulterebbe, che fino dal maggio ia6o il
conte Gionlano era in Siena in qoalitJk di
iricario npo della Toscana , e non già eh*
egli fi arrnasaa, come altri dissero, molto
tempo dopo quella giornata con 1800 cava-
li'-ri tednchi. G?rto è però che nuove fenti
d*armi ersno state richieste al re Manfredi
da nna deputaiione intiata in Puglia d;il
Oomune di Siena, il qual rinforzo giunse in
Siena do|io il mese di maggio del 1360 in
com|Mgnia degli ambasciatori sanesi e nou
pk del conte Giordano, sicché quel soccorso
di nuova caTalIerìa teilescafn reputato ai Sa-
nesi bastante per difendersi dati* oste che i
Fiorentini con le città e terre della lega guel-
fa Ioaciina contro Siena preparavano.
Quindi è die Firenze, ilopo aver ricevu-
to rapilo promesso dai Liicrhesi, Bologne-
si, Pistoiesi, Sanminialesi, Pratesi, San Gì-
mignanesi. Volterrani e Colligiani, i quali
tutti erano in taglia co] Comune prenomina-
to, dopo mgiinata cotanta numerosa oste,
air uscita di agosto del ia6o si parti da
Fiorenza , menando seco per |)ompa il Car-
roccio e in altro carro apposito la campa-
na chiamata la ìftnrtinetla ; « e andovvi
(cito tempre il Malespiiii ) quasi tutto il po-
n polo colle insegne delle compagnie, men-
« tre non fu casa, né famiglia che non vi si
« recasse, o a piede, o a cavallo, almeno uno
« o due, e di tali anche più [ler casa ».
« Quando si adunarono tutte coleste genti
« in sul contado dì Siena al luogo ordinato
« in sul fiume Arbia, chiamato Morit*Apei^
■ lo, ro* Perugini e Orvietani venuti in aju-
« lo de* Fiorentini, si trovarono essere più
« di mille cavalieri, (più di 3ooo dice G.
« Villani ), e più di 3o,ooo pedoni. In que-
« sto apparecchio si vuole che i fuorusciti
SIEN
e ghiMlini i quali erano in Siena ricorret*
« svro air inganno per taadire il Comune e
« |K>poIo di Fireuze, parendo loro d* avere
« poca gente a comparazione de* Fiorentl-
li ni Avvenne pertanto che essendo
n la detta oste ne* colli di Mont* Aperto, i
n savj guiilalori dell* oste attendevano che
« per li traditori di dentro fosse loro data
« la porta promessa {di San-Fieni^ ossia
Porta pispini) . . . Quando {dalia porta
strssa) viddero uscire i Tedeschi e gli altri
« cavalieri e il popolo di Siena invem lo-
ci ro con vista di combattere, tsbigoltironsi
« forte veggendo il subito assalto da essi
« non preveduto; e ciò maggiormente» in-
« quantoché più Ghibellini del campo, ve-
« dendo appressare le schiere de* nemici, si
« fuggirono dall* altra parte. Tali furono irli
« Abati e più altri, comecché i Fiorentini
« con loro aroisladi non lasciassero di far
« loro fronte e di attendere alla battaglia.
« Uffa siccome la compagnia de* Tedeschi ro-
« vinosamente percosse la schiera de* cava-
te lieri fiorentini ov*era Bocca degli Abati
ft traditore, questi con la spada tagliò la ma-
« no a Jacopo de* Pazti di Fiorema, il qua-
« le tenera 1* insegna della cavalleria del Go-
ff mune, e veggendo i cavalieri e il popolo
« r insegna abbattuta ed il tradimento, si
« misono in {sconfitta. E perchè i cavalieri
« in prima si avvidono del tradimento non
« rimasono di loro sul campo altroché 36
« uomini di nome tri morti e presi. Ma la
« grande mortalità e presura fu del popolo
«I di Fiorenza a pie e dei Lucchesi e Orvie-
n Unì; e più di iSoo rimasono in snleam-
« pò morti, e più di i5oo presi di quegli
« del popolo e de* migliori di Fiorenn e
« de* Lucchesi e de* grandi amici loro ; e
«I cosi si domò ( termina il Malespiai ) la rab-
« bia dell* ingrato popolo di Fiorenza. Ciò
« accadde uno martevll, a dì 4 di settembre
n 1160, e rimasevi il Carroccio e la cam-
« pana detta Martinella con molto arnese
n de* Fiorentini e di loro amistadi. Per la
« quale cagione fu rotto il popolo veeekio
« che era dorato (a Firenze) mercè tanis
«I vittorie in grande flato per anni dicci. «
— (R. Malmphii, ìstor. Fior. cap. 167.)
Di questa famosa battaglia molte descri-
zioni si trovano, parte inedite, parte stam-
pale, ma tutte di gran tempo posteriori ali*
epoca in cui accadde. Aggiungasi ohe i cro-
nisti e storici sanesi hanno più ilegli altri
ed in vario modo [«rlato rispetto al Dorerò
SIE2I
vi «Ha friA ^ÌDiiuU.
SIEN
313
cRdibik Iftiiia «
Ito e feilef fiato* •!!»-
if o là uofclUfleUa
ilflU QprlA di
■D fm» cW, » ooalief
•CtittolV «llor». ¥!•€••
rea tewi baifli» pioeoAa
a pifioat, il» modo ila
NcW una liuififiierm po-
««• bnw bitUflia «.
idnau pcftpDl» Al »
.ShiMMao quifi latte iaTo.
la cUlàb di Siena
fltetolotche pa»dini peravwn-
iato loUocoAeilo. titolo
Kai arabtf j, lq— rirhè di
ili dieci auai ^uk aolieB
$9 bnMcW» ■» ilala,da aoi dita
forte dell* ufdàiic popotaao , e di (fucilo
de* peoùlMOtaiai. -. (SHàkAvOLTi, /xlor.
.Sr<i. P. I. Lìb. V.)
V. Sia|l4. DOTO ^à «g»S4T4 W Mo9T* AcMio
SIMO AIX* VUTUtÙ SUO
dMdofio legna gìoraala dcK
«■Ila h ToKaaii ft» nfecmata
ighibclliiiB Q i fi ariate, iriaoclM ad
di Pica a di BlHMi-lf a-
'fli ak» pc|ia>i e ropabbKchc>a
• IT opfiMtei partito^
BovefMmà dbpo
di Maair Aperto qaandot «olii
la loac danne- e igli «feic^
alcania Bcioffia«aHiiiinB|^
Lufica. Biella slc«p qmhiìcm
« fbrto, di VoUcm, di Coite e
avvilili ai cikimioaD a
che quflti* aWaia cilià rir
itehalnB|io cola, e aenVdi asite
ilbalaaido di li^Ma te parte
tda aftanni indictio. ( i «3a ) Siena
ritenaalo iliwo foaeoao,
alte cu» teda uaa «gnork 000410^
ri« uoiainii aielti fiòa. i
ai qnalirìefai di govecnaM
dal i«3a riiio al 196»; ma
!ndf> innata uaa
Tia i^iaa|iialBito.da*Noie
écM» pMaa fimiffiM di Siena
li al Nfiaia MI» ciu», quel malu-
i aHMaiifc ili an* aperta ed adinala
alia ftne piavalcero i
». Gò aonoftaata questi
ria ^gnoriaima
Una delle prime imprese de* Sancsi TÌtto-
riosi lìi contro la Terra di Monle|«ulrÌ4no ,
« he il re SCinfiredi ia segno delù loco fe-
deltà , eoa suo diploBU spedilo dà Foggu
li «o nov. del 1960, rilasciava il libciodo*
wioio alGoaane di Siena* lofallinclU pri-
ouTcos suss^fucaie l* oste senese fa ìaTìata
a Xonleputeiano. sìochò quesio paese dopo
qMetebe nnadì amedio, nel luglio nel I at(&,
trovossi ooslretto a capitolare, per edSetlo di
cte^ gli assivdìaU dovetlcvo soeordact facoltà
ai SkUMSÀ di costruire dentro te tero Terca
uaa forteiai dalla quate finse Ubcfa rescite
daJle nMRi casini Isac.
La sconfitta di MoQt* Aperto , della cui
desprizionc nel dioembiv del i936, e di
corto nei gennajo dal iS44 1 Terudilo tipo-
grafo aaasM Giiisoppc Porri, ba pubUicelo
due uarrmioQÌ Inttc daiaiiliflltt USS., qual-
te sconfitta, io dìosea, fu per i guelfi, dulia
Tosc4nii, se alle grandi si possouo parago^
aara te minori cose, oome la baltiiglia. di
Vaterteo per i Nappteonici. dt lU Fmocia ;
impecocchè i ghibellini viocituri, dopo il 4
settembre del sa^, fiirìasi e sitiboadl di
vendette si geUsmno sopra i paesi , sugli
abitaali ed L gowuroi «U pncte guelfa disse-
minati |ifp UT«>«caaa, lensa (wcdonare alle
persone ed. alte lorii robe, mobili, o immo-
bili che fossero state; talché è fsma doversi
ulta fermezu.del potentissioMi Farinate de-
gli Uberti, la soppcessione del pnogello fatto
dai gbibellini magnati nel congresso d*Emr
poli:, in cui propooevaai nientemeno che
GO«esciare e distruggale da capo a. fondo Fi*
rente, la città più insigne e te piii eminen-
temente guelfe delte Toscana. Checrhé ne
sia, Ittita te possani*. itella repubblica fio*
itnAina rimase (tequalla sisonfiUa abiMtluta
e annichilala al segno che per cicca rab-
bia i vinciloci giunsero air atroce barlMi'ii*
di alibaUcre lemfiolture per inveire |ierliiio
contro Lmpotì» benché virtuosi ciLtadiiii.—
^oi. Fnama.
Quasi tfitli i |Mrai e città dellA Titscana,
Bwno. poche cilLì , ikipo il wltrml»f« del
ia6o cangiarono governo e {lariilo ; nel
tempo clic Siena sciita ali* apogeo della sua
4»
3H SIKN SIKN
florij vfricfa umiliali i |'Opolt cliC furono 'li BHiivnnnn, prfK«|«Tii a ffiiella rìuninii
ìi'ì lei più i-o!t(»iiii riv:ili. — Allora le cose lueis. PeiricLioio da Fgrmo sicario orli
(iijI)IjIìcIk' dt^'Suncsi erano itMie quali <iil- citlà di Siena per il colile Gionlaiio mio|jc
Ulorì.inicuic Uj un |ioleiilelorogentiluomOy desta, meatn Gugiieimo da Pietmeup
Proven£.'ino Satvaiii, perchè , al dire del- era capitano del popolo e Coniinif* «imm
r Alighieri , Citerò anche un alto di procura del 3 b|»«
y. sto 1969, col quale il nobile Pepoiie di
M^ t,- , ..*' f! Visconti di Campieliii d*Orcui prestò imin
A recar Siena rutta alle sue mani. ^ 1 r 1 ■.! « n i- e- ■•
ik Ej ^M ^ tw mento di fedeltà «I Comune di Siena ali
Uamtk, Purgai. C. fi- .. my «-fi
* " presenza di meis. Francesco Stmpitee al
G()5i la lìoiiMva (|ue! pfiela che pose nel lora podi-stà di dettai Repubblica, e fici
tuo liiléino Ira i tr.iditori Bocca degli Abati; rio generale in Toscana pel re Manfredi. «-
e ri-I Ufi teni(K> medesimo che quasi tutta (Malatolti, /ifor. Sea. P. II. Lib. II.)
la Tuscdua uljhidiva al conte Giordano, pò- Neil' anno stesso i96s cMernln capiliM
scia al (.>onle Guido Novello, uno dopo ]*al- del popolo sanese mess. GhtrardimodaPu
Irò vicari gcuerali del ghibellinissiino re molli nobili di contado dorellero aollopofi
Manfredi. al Comune pre«letto; non eocetliiato il eooli
Vogliono non ostante alcuni dare al Pro- Bonifazio degli Aldobrandeschi di S. Pionii
Teuzario macgior virtù e più disinleFi-sse a il quale non solo fa costretto a rinnovare!
favore «Iella sua (mlria, |)er»ssere stalo colai patti dì accomandigia del 17 maggio 1 «Sii
uomo dofio la giornata di Moni*- Aperto sif- ma sotlomel tersi al governo di Siena a co»
taltamenle alieno dal tiranneggiare i Sanesi dizioni anche più servili; fn le quali Mi
rbc non sdegnò di lecanicou altri cittadini fu quella di obbligarsi a terminare il |h|ì
ambasciatore a San-Gimignano,e nel ia6i liizzo che aveva incominciato a edificare m
coprire Tuffizio di podestà in Moiitepulcia- Siena nel popolo di S. Andrea , eontigm
no. — Si crede altresì che ad ettmare la aiie mura eatuUane nel luogo oggi dMli
memoria di quella vittoria la Rep. sanese Casteiiar^ de* MfaioPoiii,
coniasse le sue monete con la doppia leg- Frattanto la cittì di Lucca nel tempo cbi
genda : Sena ^etus — CivUas Firginis. troTavasi obbligata dalla foru predominaoli
Io non so poi se debba credersi in tutta di lottoporsi al pari di molli altri paesi dd*
r estensione dei termini quanto scrìsse lo la Toscana e quindi collegani alla taglia
»lorìco Tommasi {Storia di Siena, P. I.) de* ghibellini coli* adottarne i prìncipi ^^
che per maiignità d* aicuno de* tempi suoi garehid, nel tempofteMO il Font. Urbano IV
mancano gli atti puhhlici del Senato sa- preparava la rovina della casa imperiale di
nese nei V ultimo semestre dfi i960, tosto- Svevia, egida e refugio di tutti i gbibdlini
che Iruvansi in quelPArch. Dipi, alcune de- d*Ilalia, e segnatamente di quelli di Toaeaiia,
1il>erazioni della Rep. sanese prese appunto I primi passi tendenti ad abbattere la p»
nel secondo semestre dello stesso anno. tenia di quella dinastia sovrana furonofiilli
Fra i quali do<Mimeii(i gioverà rammen- nel i963, allorché Urbano IV adunava un
lame uno del di 9.5 novembre ia6o rela- concilio in Viterbo per esibire il regno del-
ti vo al trattalo di fiace e società fra i Comuni le due Sicilie a Carlo d*Angiò, fratello di
di Siena e di Firenze, stalo |ioi approvalo Loilovico (il santo) re di Francia,
dai Fiorentini net geiinajo successivo. Fu per efietto di una politica sifliitla clic
Nel ia6i continuava ad esercitare a nome il partito imperìale, difeso e sostenuto dei
di Manfredi la carica di suo virario in To- ghibellini andò di roano in mano deci inan-
Sfvtna quel conte Giordano che ebbe tanta do a segno da trovarsi costretto di cedere
parie alla vittoria di Mont*Aperto, e ciò nel ai guelfi la supremazia politica in Toscniib,
t^mpo stesso che un altro vicarìo regio di- dove il numero de' liberali, fino allora op-
simi-egnava in Siena T uffizio dipo<lestà. In- pressi dalla forza, ogni giorno più si faceva
i^tti quiiiid'> nel dì 10 iiov. del ia6i la Si- forte ingrossando.— Écosa notabile per la
gnoria ili Sien.i con i quattro provveditori storia della nostra penisola quella di vedere
deir ii(Hkìo di Bicherna ed il giudice as- espulsa e finalmente estinta la casa sovraiui
s^ssore ilei consiglio del popolo, radunatisi di Svevia per effetto specialmente deirotlio
nella chiesa di S. Oistoforo, arcettarono in di liritano IV \er8o i discendenti di Fnh^
accomandigia il Ca^t. , uomini , e distretto rigo li. 11 quale avvenimento rendesi aucbi
S 1 E N SI E N 315
|4ù liagolarr, aHorchè ti riflelle, clic nrl- e che lìrrliiio i Pi<iiiiii cercassei-o di riiuet-
iwao »ic«ao in cui ù chiamava nella bacia tersi alla «iiM:t-r£Ìoiu- ticl Papu, (ini qiialo fra-
Italia C^rlo di Anfiò per esserrì incoronalo no stali scorounìi-ati, <>uiihiUiK*iù il governo
iB i« «ielle due Sicilie, in quelPnnno u\f sanpse do(X> h luoric di iVIuiifrcdi si man-
piato si elcgfcra in arcivescovo di Milano lenne ghibellino. Ariose che Carlo d^Aiigiò
*^toBe Visconti 9 orì|EÌDe precipua della for- nuovo re di Puglia, ad oggetto di abbassare
ii-Ba e |in— ima dei principi potentissimi di e comprìmere il partilo im|)eriale, aveva
<|tt«Ua prosapia nella Lombardia. spedito in Toscana prr suo % icario e mare-
All'invito del Pont. Clemente IV, succe»- sciallo il conte Cìuido di Monforte con 8oo
la tli Papa Lfrlmno, Carlo d*Angiò nella pri- cavalieri tranrcsi. In cousegiienit di ciò nel
■«vera del Tanno i365 partì dalla Provenza luglio dei 1367 il 4lcito conte, e poi lu sles-
^ mate acoompagDato da Tenti galere e da so re Carlo con vigorosa oste unita a quella
rito numero di milizie; lo che obbli- dei Fiorentini ricominciarono la guerra con-
iiliiredi a richiamare nel regno il mag- tro i Sancsi e tulli i ^bibcllini clie iu essa
par Buaero della sua cavallerìa tedesca , e città ed in Poggibonsi eransi rcfngiali.
Mlì i soldati sparsi per la Toscana e |»er le L* unica S|)eranz.i dcgP imptriali d* Italia
Iwclir. in vista di ciò il Comune di Siena e dfgli esuli ghibellini era rifMiita in Cor-
KVDÌnisImre dovette un numero di milizie radino nato da Corrado figliuolo legittimo
lamvisio del rv Mantreili, come rìsultada delPImp. Federigo II.
a atto dell* 11 febb. ia65 {stiU comune) A lui perciò i ghihellini della Toscana,
«•tfkeaie neirjtfrcA. Dipi, Sen, 7*. f^J/i, quelli delTIlalia supcriore e inferiore in-
dite Ptrgant^ {19/* 789.) viarono messi in Germania per s<»llecitarlo
QbiBdi sulla fine delPestate dello stesso come legittimo pretendente di venire a ri-
■aa scese per le Alpi delta Savoja in Italia prendersi il regno avito. A questo fine il
ta'annata francese, destinata contro il figlio giovinetto Comdino col titolo eh* egli as-
artanle di Federigo II da Clemente IVsco- suuse di re di Sicilia calò a Verona armoni-
■■aicato,atla qualeostealpariche achiun- |>agnalo da qualche migliajo di tni|>()e, le
^ aoino si fosse recato a combattere con- quali a (joco a poco per m.mcanzii ili |)aga
^Maafiredi , il Pont, medesimo rìpromcl- tornarono in gnm (Kirk* in (ìeiinania.
k^indulgmxc plenarie. Ma in questo rnillenifK) il Pont. Clrnien-
Ad un*esefcilo siflatto, che ingrossavasi te IV faceva di lutto per distacciire i |m>|n)Iì
apnponione del suo avvicinamento a Ro- italiani dal parlilo di Corradino; e VAreh.
■^ si unirono 400 cavalieri Guelfi fuoru- Dipi, di Si^na conserva una bolla di quel
V»'! di Firenze, dei quali fu fatto condot- Pont, data in Vjlcrbo gli 11 maggio del 1267,
t'Oli il conte Guido Guerra di Dovadola, diretta al podestà e Signoria di Siena, affin-
aci menile che V altro suo cugino , il C. che cotesto popolo obbedisse ai comandi
*«uido «novello di Moiligliana, esercitava in apostolici. In conseguenza di ciò nel i di-
T<«caai r uffizio di vicario pel re Mant'redi. cembre del 1267 i rapitrescntanti del Oi>
.Ha l'ora estrema del governo della casa niune sanesa e della parte ghibellina di To-
^vfva in Ittlia era per battere; e cotesf ora si-ana elessero in capitano generale per 5
itole suonò nel porno a6 febbr. del 1966 anni Enrico figlio del re di Casliglia, ul-
' ulte comun€\ ^^V\ì nei campi di Bene* torà senalor di Roma con l'annuo salario
*eak»« fu in queir ullimo cimento dove ri- di 10,000 lire, oltre la promessa di pagare
A«iefsiiuto lo sfortunato e coraggioso Man- soldi io il giorno a loo soldati spagnuoli.
Mi, il cui corpo esangue venne sco[)erto — ( Abph. Dipl. Sev. delle Fergam. T. IX.
t rìounosciutodopo tre giorni fra i cadaveri N.^ 858 e 87 1.)
*i violi. — La morte di Manfredi, appena Contutlociò i Sanesi con altri ghibellini
di%«lg«Sasi, recò tanta sorpresa che fioche della Toscana poco do|)0 inviavano al gto-
Hirsai le città • le quali avessero coraggio vine Corradino circa 100,000 fiorini d*o-
«1 nrconlo de* successi pros|)erosi di Carlo ro, e di altri denari tu anche provvisto da'-
•» Angiò di restare fedeli al partito ghibel- lo siesw governo nella primavera del i9(>B,
itBo. l>i quesl* olUnie fu la citta di Siena , allorché gli fiagò per saldo onze 4200, come
« ail onta del minacciato interdetto ponti- da rirevut<i dello sle>so Corradino data in
&10. nonostante che l'emula sua vicina Pisa li 14 nia»}!Ìodeiraniio ia6B. — (Aacu.
ciforiiuto il governo a parte guelfa, Dipl. Sax. terguiu. T. IX. iV.* 3 74.)
SM SIEN SIKN
AMrcrt hrto éi mMii e di fon» CorraAiiio A ì»te «f^ìift» ti fuMw Jb Fwf bw il tì-
|mHI da Pìsn piT Pofgtbonii e Sl«iii> d««v ewio dHi^Obci» d*Aiif;i& >ceoMpiinnMo dà
inlMe il primo fatto d' arnri %i>N)rev«le i4 lolikii éi Ma wailiwwi^ ^ ^tcHi-dc' Fioum-
iooi aocadolo nel Val-d* Amo gii|iH*iope «I tini fe 41 dfeoHi altri ìmtnm éai pacii étìkt
ttmft a VvMt. GrdO niiuore ftx» iper «la la||4ia^a«l& IVmbm.
Toseana cfAeMa f»ickohi twilaglài , p« 4«tf OnìnaU « imiiile mrì la faall«|lk> meU
tkt moBtuofio TU soperbia i {fhìMKdit Cfht la fMe I«tl6 r«llo««MMifillol*«KKÌlo^i.
progooiiicarDiio da quella al «ipdie 4i f^r* bellino con ||nmdliiì«Da pvrdila éf* Saneti »
d«ngo n fortune maggiori. ai i|«ali à può «Hit, «he il «dì i< giugno
Fa allora che i Saneti saliti itt fnmdK ape- dairantio \%6^ HmbI qumi a4trtit«tito fu^
lanfte ti diedero a Inotiatv iMti ed atler- irmo tiilrElsa« <|u«mtoil 4k 4 aeurmhve
hnr« palasti ad atcutie famiglie potenti ao^ étlfittno laOo «a Haio aoH* Arina iliiu-
aperta. 1 libri della ni|;iotte tra ^«eHi tìì A^ alnao ai goellì •eapeoialiiiente ai Fioieaiìni.
Vhefnb, legmino die nfeiratmo i«68 ie|fiil Fochi de*ìrinti ai Ml^rtNio;ePrMCBuno
il ditfccijDaento di ufi palafeao dei To^mm^ Satani, colof die «o%t amai ìmmhmì avera
donde furono letAe 1 3 cdomiifte di Aar- moho eontrilRiito «Ila vittoria di Mootaper-
«IO e a6 fra hafi e capitdK. — (BicaaHRl lo, «iella bHttaglui iMto Galle fa prean«tvii-
Lièro éT Bntr. t Ustùti. L. ySi B. /W. tidati% ed il fai» icapo pomato va filo «opra
a5 e «6.) una pieca pd -oampo <de^ nucitorì. ^- iVr
Omtlnitiò il ioo viaggio da Siena Corra- ^^umio oolcflb uomo tomniffractite iidlaiaK
ditto alla volta di Roma, senB far cima alcii* mI governo ptAitioa «Iella t«a patria^egli «ì
no ddfae icomiinidie tMitit> lui da Gtemen^ nte commendabile «rlla ttoiia per «n aiVf»
te IV ttd giorno M flof«dl MMlo is Vi* ^ iomma piiMi ila «tao poto tempo émiaiizi
tedio TulminiAe, il quale ^oimdice li vwifii eaordtato, diordè, fatto prigioiirflaH* «min
die prediccme la rovina di Gorradino»com- tito Angioino mi di lui amioot « mrmu|kff
pamiooimdor incauto giovane «ooKttDavkN ktiglia di ì 0,000 Aortni per dii ralfm
ti ma che avviavari al mcrifitìo. daverìo , alla pena non pr^ndoli dentro
Ben prtMo eoidi pronoMìd fi avverai^ne un tmapo dwerminato di iiiigU pei«lenr la
nei ean^i di TVigliacoaio, dove nel a3 ago» teaia » tVovtwwfWo diiftmi im tnp|«ln talla
Ao del I a6S con strana mutatione di scena gran piaua di Siena » ai poar nd aecaNare
li vide rivoltare la vittoria dalla pMIc degli H dimam dagli amid e parenti, takhé tac-
Angioini con la prigionia dell' infelìDe -gi^ edta per tal meaBO ki aonwna vdm% Khei^
Vane Conr^dino , che poi ndf ottobre «uc- detta prigione edalU morte 1* amico prigio^
emlvo dovette lasciare sopra nn paleo B niero. — ( Avisia. Stor. Ficr. Lib. III. >
capo redso dal carnefice, e cosi finire la no- Dopo la vittoria riportata a Colte i Fio-
biiisiima casa di Svevia non aenxa inCimia rentini tentarono di aprire pratiche di paee>
del fratdlo di un mnlo re. aftndiè i frudfi fuoruscili fossero ammessi
Giunta in Toscana la nuova della tcon* «nco in Siena ; lo die^i ottenne imi 1*70
fitta di Tagliacono e ddla prigionìa di €or^ usediante un tvattato Vra le due càn^.
radino, non è da din in quahe arviKmento Fu fn conseguenva %ft oiè che i Saneai nd-
cadessero i ghibellini, nel tempo che gnm* t'uptile dd 1^71 doveuero pagare ni vioa-
di teAe si filcevano dai fudfi che gfk da due do del re QiHo (T Angiò ni Toseana tooo
anni erano tornati a dominare solla mag^ onte d' ora p» ottenere con tale sborso k
gior parte della Toacana. Due so>e citili ca^ ftMia t prMedone di quel sovrano , a ccm-
pitali di àtìt repubbliche, cioè Pim e Siena, edotte che ai faonwciti ghìi«llini uon ai
dopo la morte di Corradino non Solamente tesUtoiSsem i l«m aenu ano ordine ; e dut
non innalzarono lo Aendardo dd gigNfran- anni dopo <14 giugno del ia73) por mctno
cesi, ma ilCbmone di Siena, dopo aver rac^ di tm sindiieo i Saneti promettevano di ol»*
colto nn etercilo di Tedeschi e Spagntmli fiedire agli oMini della S. Sede ApasMiea
scampati dia battaglia diTurliaconoedopo onde ottenete rassoltiitone dalle cenauve
aver affidato al comando di rtovenxanoSsV minacciate dai Pònt. Clemente IV a cugione
vanì qoafllti fuorusciti ghibellini pota tu- deirajuto ddo airiiifclioe Gonndino e da
donare, nd giugno delTanno ì 269 dichiari Gregorio X rinnonite per non avere voUnio
la guerra ai Fiorentini Dottando Toste sol- riconoscete il iv Csrio di Sicilia nominalo
to U Terra di Colle Sa Val-dnBUa. éi quel f^ ^i""^ imperiala in IViasann.
S I E N S I E N 317
-*- (ftlMA. Oift.. St». T. X dette Pergamo Tàacànm il partito guelfo net teiApo che na-
if.* 88S le 899.) nìnMV« quello de* suoi rivali, con delibe-
Ha 4it||tMiMMii€Ute fion pattò gran lrai*> mionedel 16 BMiggio ii8i inviarono par-
pò che i guelfi fuemadti, e riammein in le delle loro maaiUKie ad asialire e diafiire i
Sìeoa,|iaco o iMlla cnranilo i patti drlla pa- oattelli dei contado, eh* erano «tati di atilo
ce fra i «hie Commi ristabilita , istigati dal a molti ghibeliim eàiiati^ o ammoniti,
cont^ Snido di Monfourte» soaeciarono dalla Arroge a ciò, come varie città e trrrr del-
cillà gli aMfchi elnbelliiii. la Toscana, per quanto si fossero ridotte a
SMnoncbè tm giugno del «173 per ope- reggimento libero, pure non vi si poterono
m deUPMl. Gregefto X, mentre egli i^vaen" se non dopo la morte di Manfridi stjbil-
ta dfe Sreiu per redirn a Lione, i ghìMIi- niente riposare. Quindi è che essendo stato
fil felino ffestiiufti «Ita fiatria e riammessi vacante per lunghi anni 1* impero, Siena al
à parte delle prime msgistratlire. pari di altre repubbliche con la protrxione
feltro pòchi giorni dopo la partenca di degli Angioini di Napoli polè liberarti da
Ctregorib X, tbttòciò che per cura di lui fu una soggeiione immediata ali* Imp. RidoU
fttto tenne -guasto e rO%«seiato in guisa che fo. Il quale dopo le premurose rimoslnu-
S ghiMlilii dovettero di liei nuovo lA>ban- xe del Pont. Niccolò 111, che frullarono la
dEnafei}Qéil» cittfc; per li qualcosa il Pont. Ubera cessione alla S. Sede di tutta I» Ro-
ftllftiitiò mwfi scMNUniOI al pspolo saneto, magna, e dopo che il re Carlo d* Angiò ebbe
Intanto gli espulsi ghibellini raocoUisi nella rinuniialo al vicariato della Toscana, queir
BaWginuia ttatsetainà dmiMggiavnBO il più Imperatore rivestì del titolo di suoi vìcarj
thè pMentto i paesi del disìninio di Siena, quasi tutte le Signorie delle repubbliche di
di ttUnfeni the i reggitori -delhi r^ubblica cotesla prte d* Italia, prefio il pagamento
(ttttD 1^76) intiirono r«steix>nlro il Cast. alU corte Aulica di una soMsma annua in
di Pinrtli, Atmssitoidi banditi, e tanto To- eontanli a titolo di tributo o rf^alla.
Me viUcflè che lui ebbe A patti. Quindi la L* Jreh, Dipi. Sen. conserva fra le sue
SigIMHadi Setit eominciò a prender parte pergamene (T. XI N.^ looa) un lodo del
nel regime politico di Massa cercando (^gni i3 ott. itSo dato in Siena da Awopo di
Uodo di ivere qnel Comune a sé soggetto. Bagnorea podestà , e dai 1 6 governatori di
lf^ll*anm> (1^77) furono rinnovale Itr ca* quel G>mune, col quale si conclusero gii
pitolakidnicon la città di Grosseto, e nel ^eu- articoli della pace incominciatai fra i gucld
naie del Ì380 {stite tomnne) con la meilia- di dentro ed i ghibelliui fuorusciti.
tioite del Card. Latino si condusero nuove In virtù pertanto di quel lodo, fu slabi«
tnttalWedi paeecon il Comune di Firenie. lito, che chiunque cittadino fosse stato al
Qlitlitutique la parte guelfa e la più pò- servizio della Rep. sanese, e che dati* ago-
pDÌare atesse preso il sopravtento in Siitia, sto p. p. non avesse ricevuto condanna di ri-
dove Yiel 1&80 la Signoria venne portala al belle, potesse ritornare in Siena; che ai fiio-
Vramm> di i5 governatori tutti dell* ordine mscili di deatro non fosse permesso tener
popoimnOf non per questo gli allri onlini in casa alcun barone, o grande; che tutte
«Iella città, nt i ghibellini di rorlo rirn- lep<-rsonedi casa Snlvani^Guinigi, e Bofim
Irati, si erano acquetati, e tanto essi briga- fi innanzi di tornare in Siena dovessero ra-
mno che fanno di poi furono espulsi da liticare la («ce fatta dal toro sindaco con
Si^ diversi signori di case magnatizie ed quelli di casa Tolotmii; e che la slessa cosa
attri capi 'di làkione ghibellina («r aver ten> facessero quelli delle case incontri , Forie^
tato d'impfedlroftini delle redini del governo, guerri e Piecofomini, col d.iro mallevadori
Ma miOTÌ segni dì perturbazioni [m>IìIì- per Tosservanza di dette p»ci. Inoltre li vo-
Ae apparivano nell* anno stesso in Sici- levano far contrarre matrinionj e |>arentadi
lit, quando gli abitaUti dì Palermo dalle fra le dette famiglie e altre nobili di Siena;
Jttisnoni, dalla superbia e dalla libidine finalmente a chi rompeva crU»sle paci sì rai-
«^Ffsticeii irritati a un suono di Vespro nacciava la pena del capo; oltre l'ordine di
«cefo amn bissa sopra quanti incontrarono abolire la memoria delle parti Guelfa e Gki-
f» via di qnelhi naxione. bellina, con lutti gli statuti, libri, sigilli,
Pn in eonsegnenta di ciò che i i5 go- ecc. spettenti a delle /nirf» sotto pene ad ar-
*«nialori di Siena dopo Tavvenimento del bilrio de* i5 governatori del Cémune.
>t^ Skilfano, dit Indebolì atsaiastme In Sennonché in questo frattempo essendo
S I E N S I E N 319
|iomo di loglio, e nel i]| «dici il gran ghibellino che rinnovò ne* rampi
éfMtodicijinin ■mio. di Val-di-Nievole la Konfilla di MonlapiTlOy
li pvioreifcalbitorìa dirò, qualmente te il Faggiuolano l'osse sUto, dirò con il
• ipnni (M putito ghibellioo nel 1 3i i Malavolli , così prudctile nel governare gli
■fan ■ kilii a prendere la corona im- siali come mostrò di essere valente nelPar-
faik AiàfD VII di Lneemburgo, nemico te militare, non tì ha dubbio alcuno che
■naodri gnelfi, ì di coi governi to- dopo quella luminosa TÌttorìa efirli diventar
In Mdmiedis&re.'— Siena e Pirenie poteva Tarbitro della Toscana. AH' incontro
km ■ Tonma le due città che chiusero Uguccione venne espulso in un giorno stes-
bprteiaheeb al troppo ghibellino Im- so da Pis« e da Lucch, due città sulle quali
pallM,cd il Bagistmlo dei !Vove tornò egli dominava, nel tempo che la sua caccia-
tfAUiaif il bando d'esclusione de* no- la rianimò e fu di sommo conforto ai go»
ttdfkiiù pubblici. verni di iiarte guella in Toscana.
Krihnodiir inutilmente tentato assedio Vedendosi in Siena le cose de* guelfi an-
dMnr,rancito di Arrigo VII poco do- dare prosperamente, varie dmiglie nobili
F^MÌè VRSD Siena dando il guasto a lut- incominciarono a tornare all*obbedienxa dei-
^hAé quei suburbi, quando a guel Ib Signoria. Di cotesto numero furono nei
WKndsee dai bagni di Macereto in i3ao mess. Deo de'Tolomei e mess. Fran-
^■BMictto si rslinse la vita, per libe- cesco Salimbeni con altri loro aderenti; ma
■^■i|iio timore il governo sanese e due anni appresso essendosi rinnovato lu-
Ifeb Rpabbliebo guélie della Toscana. multo contro il reggimento de' Nove da mol-
ai ia|iiori Nove, i quali fino allora si te persone dell* ordine e della classe delpo-
^Mtamidvl gastigai e i mal conlenti polo, una parte di quei rivoltosi fu presa
^|^^Simi,o die avevano macchinato e decapitata, mentre ad altri fuggitivi fu
*^h(jUà in mano ai nemici, poterò* dato il bando e dichianti ribelli. Accadeva
'^hnortedi Arrigo VII ordinare ai ciò poco tempo innanii che i soldati della
^ ^ Imo oste di recarsi a sog|riogare lega guelfa di Toscana ricevessero in Val-di-
^ioiriKnei quali si erano rinchiusi Nìevole altra pi& solenne disfatta airAlto-
f^BMhaà di ogni munixione provvisti, pascio da Castruocio Autelminelli, capitano
^■hdai di Siena, al pri della rivale e polìtico il più valente delb sua età, per
^giwwa dentro delle potenti fiimiglie la quale molti della lega guelfa rimasiero
9^^ki, Tde era quella de* SaKmbeni morii , o furono avvinti al carro del trioa-
^^ Tillni gaelb de* Tolomei , tanto che, fiinlr vincitore.
||*h U hilo del I a8o di sopra ripor- Quindi la città di Siena al pari di Fi-
^*d ]6 igoiio del i3i5, giorno de- renze avendo adottalo in suo vicario il duca
WBiUi falla della giostra e poi della cor- di Calabria figlio del re Roberto di \a|)oli,
^l^ya del Campo, in quel dì appunto i Tolomei ed i Suliml>eiii ad insinuazione
^■IwQBei riscontrandosi con altri di dello stesso duca nel luglio dei i3v6 stabi.
^ Uaheni si aflfiruntarono, si ferirouo lirono per un quinquennio tregua sc^m-
^vciftiu, sicché mettendosi in arme an- bievole.
^"Pf^ chi da una banda e chi d^lT Dice lo storico Mala volti, che due anni
^ jiiva. Arrestò alquanto le con- dopo (iSaS) il magislralo di Siena ordinò
jj^^ jU liat* ostilità r arrivo in Siena il censimento delle (amiglie della città, men-
^'pÌMipe di Taranto fratello del re Ro- Ire era capitano del popolo mess. Guido Ric-
*l*di Sieilis ; ma la vittoria riportala nel ci da Reggio. Ignoro peraltro su qual base
yyiadri i3i5da Uguocione delk Pag- egli si appoggiasse per asserire, che allora ii
fy "^ Woote-Galini rianimò i ghi- Terso di Cittàt diviso in ao compagnie, o
*!■ tatti della Toscana , sebbene questi coiilrcuje, contava 4297 iàmìglie; che nel
^MiaiHiu gran profìtto da ai favorevo- Terso di S, Martino si trovavano altre ao
^P**li* Avvegnaché non fu V vi città del- compagnie con 3 tao famiglie; e che nel
%>fBdfr, della quale allora anche Sie- Terzo di Camullia esistevano 19 compa*
^^**a parie, che ad onta delle discordie gnie con 4364 famiglie, sommando in quel-
^''ìk il suo governo popolare minima- T^inno la ciltà di Siena fino a 11 71 1 capi
taiie altcmse. di famiglie, riparlili in 59 corapafjuie, nelle
^Kìl vincitore di Monte-Catini, se quali però erano compresi anche i nobi-
3S0 SIEN 8ICN
li. — ^Malatolti, /jfor. Smm. Fari9 II, «lini. IViùosai più btele e più diioàial
Lib. V\ ) fligel'o fu quello, (kllfl pale del i34B, ii
MeirniHK» predetto iSaS i( capitano del oonsegiieaia dcUji quale, scrÌTeva un eon
popolo Guido Hicei condusse Toste mimw temporaneo sbimm ^mgiólQ' 4L Tww cliii
air impresa del GmI. di Monlemassi , ohe malo «/ (vifasio, seoalMBi che niDaiiMrD d
non senza fatica [iole alla repubblica con- quel contagio fica Siena ed i hKgiik( JffojJM
qnislare. 11 qual fatto fu |iOÌ dipinto nel pa- più di So^ooo penonel \ ! -^ Dal lugli
laz£o pubblico di Siena nella sala del comi- infino a H* ottobre del 1)48 ( aggiunge I
glio per opera dd celebre Simone di Martin stets» cronista ) ■ quella peste fu telneul
no, comnnementeappeliato Simone Menmi. micidiale ohe HMrimna uomìn* e donn
Fu pure durante il capitanato di ooteslo quasi di subito; ed io Ap^oU di ^Uffu aot
Guiib de* Ricci, stalo più Tolte confermato, terrai i miei figliuoli ia una Cmu con I
quando nell'aprile del i3a9 essendo insor- mie mani, ed il aimile feoeco umili al
to tumulto nella plebe a aigione di una gran tri ». ^^ ( Mua^roa. Cron. di AmUea Me
carestia, vennero cacciati d«i Siena i men- in ihr, Italie, Script. T. XV.)
die hi, non senw perìcolo della vita di q>iel Più discreto per altro appantee nu alti
capil;ino che colia forca e colla corda trovò scrittore anonimo pure saneaeciAato dnl Mn
Il meizo di vendicarsi. — (G. ViLLAin,C^o- voglienti nello noie alla ceonicn di àmàn
MIC. Lib. X. cap. 118. — DoMiaK» Laasi Dei, il quale disse, che nella peste del i34l
BiADuoLO, US. inedito intitolalo sPEcearo di 65,ooo booobe che allon (loeva Sten
U'm^tro^ dal March, Tempi tette danaio (esclusele Mtasse) ne nnaaero ^vet5,o«i
n//a Biblioteca Laurenzimna di Firen%e)» — ( Oper, eia, i»fi,)
Non rammenterò nna pace trattala in Voi- Ftattanto si avvicinila il linspn dì un
trm tra i sindaci sanesi e pisani nell'ago- nuova rifoemi provocata dal popDlo> uiiuwl
•lo 1 3 3o, stantechè essa non ebbe effetto che per tacito consenso delA'Impeeatort Cauli V
Ire anni dopo ; non dirò in qual modo i atrivato in Siena nella vigili* deUi SS. Ai
M-JMclani, che erano in lega con i Pisani, uunxiata del i355, aiochò nel gioouo «p
nel i335 si dassero ai Sanesi. preaso (a5 roano) con grandiaaiuMi tumuli
In quel fraltem|>o dopo fa nnova elecione si videro cacciati dal palaia» pubbHou i a
dalla Signoria di Siena essendo slato eletto gnori Nove, ia luogo dei quali cntràalia II
in priore dei Nove il cittadino Simone d*Ja- sta del governo rarelveacovo dì PaB§n oo
co(K> T«>ndi , questi di commiteione de' suoi titolo di vicario imperiale , assistìln & un
eolicghi recossi a (>erliislrare il dominio sa- Balia di ao cittadini , dodici de* qnnla dal
nesc, della qual visita diede relazione al Vordne del popolo e otto dall' ordàu» di
governo, ed il cui sunto leggesi stampato gentiluominki Riformalo in lalgutsa il gc
nella storia puhbli&ita daGingarta Tomma- verno di Siena , Carlo IV proseguì U su
si, il qual sunto può in certo modo reputarsi viaggio a Roma.
il più antico saggio di statistica economica Così alle grandi sventure naturali drii
fra noi comparso alla luce* pfstc e della carestia si aggiuntelo leciuàl]
Frattanto il Comune di Siena, stante le come fu questa del a5 man» »355 postai
guerre e le si>ese gravose, nelle quali la Rep. ai Senesi dal cambialo, governo, oaanbiamaa
fiorentina cri involta , soccorreva quest' ul- lo forse M più fatale »U» Ioao KbeitK smg*
lima di gente e di denari, specialmente allo- me af)p«rirli dal seguilo de* faMi ìetoriek
raquamlo nel luglio rlel i343 da Siena fu 1 venti- «letti d» Ralia sui giocni (hip
inviala gente armati a Firenie per dare un (3i mano 1 355) ordiiiaronoiUis niayiitial
br.icrin alla cacciata del duca d* Atene. di Dodici ( qualtvo per Tono ) i ffuaii P»
Rra slato di buon augurio Vi Sinesi Pan- piena- antorilè dovevano- risMlePi in paAsM
no 133; stante la pare con generale soddi- al pari de* signori Nove per dkcideae* gli al
sfizione fatta in pubblico parlamento fra i fiirì di stalo co» Fassislania 9-mtto di ss
Siilìtnhrtii ed i Tolomci , due potenti fii- buonoraini' di fiNnig1ie> nobili, iMi elctf
iniglii', sebbene mancasse di eflVllo quella essi pure, quiillvo (ler ognìTecao.; e quiel
tra i M.ilavoIti ed i Piccolomini; ma riesci ultimi costituirono il collegi'» ohe in ngiàk
alirett.uito trÌAto l'anno i 33g a cagione del- appelloesl ir* la gentiluomÌM.
U |»este bubbonica, per cui nella ritta sles- Arroge a ciò come nel giorno 17 del «sa
sa [lerirono molti dei più reclutati citta- diapribfsuoooi9Ì^o>fìi organtaulo uaooosi'
S I E N S I E N 31t
g1io genenle composto di 400 ciltsdini, fStertii plutloilo che per ifiegiiew i iumulii
dei quali i5o dell* ordine de* nobili e aSo intei-ni; cangiò col tempo la manien di vi-
di quello de*|iopolani, a condizione cheque- vere e di dominare; fi volevano delle sol-
sii ultimi non fossero appartenni! a fiiroi- dalesche prenolate, si volevano delle coni-
Slie delPordine de* Nove; il qual consiglio p.ignie estere di masnadieri, di cui per buo*
oveva ogni sei mesi esser cambiato. na sorte, non si coniano più in «Iciibì Iuo-
En in cotesto modo sistemato il regime ghi dell* Italia che i Linzi della Sviueni,
rappcesentativo della Rep. di Siena quando mentre da quelle compagnie di soldati aVi-
Carlo IV, dopo la sua incoronazione vi fece venliirìeri gì* Italiani dopo il secolo XIV
rilorno, sicché trovando la città involta nelle etibero a soflrire per lunga eia oonseguenie
solile discordie fra la nobilth ed il popolo, lacrimevoli e dolorose,
credette opera facile di potervi stabilire per II Comune di Siena fb imo dei primi «
sno luogotenente e governatore supremo di risentirne i dannosi eflètii , allovchà la Re-
Siena e suo stato un di lui parente , il Pa- pubblica fìi mena a discreiione di una nn-
triarca d*Aquileja. Dondechè Cesare giovan- meroia compagnia di masnadieri guidati dal
dosi del fiivore della plebe riesci ad ottenere cavaTier provenzale Fra Monriale, cui cadde
agevolmente che la Mia, i signori Dodici nelPanimo di raccogliere una buona masu
ed il contiglio de* 400 riconoscessero nel di soldati, tanto a piedi come a cavallo (Anr-
P.iirì.irca un nuovo padrone, e che rìnun- ^/e), che vivevano col mestiere della guer-
riassero al loro uffizio tre settimane dopo ra , e così taglieggiavano i popoli e prìncipi
esservi stati chiamati. italiani. Imperocché quella compagnia dopo
Ma non era facile ad un Patriarca disar* aver servilo il re d* Ungheria contro la re-
malo potere leuer il giogo sul collo a citta- ginn Griovanna di Napoli ; dopo avere deva-
dini fervidi ed usati alla scelta de* magistrali stalo la città di Todi , si ridusse derubando
proprj. Infatti afipena di tre giorni Girlo IV per ogni dove nel contado di Siena, dal cui
erasi allonLinato da Siena, che quel {lopolo governo nel 1 354, oltre molti regali, otten-
corse ali* armi per rimettere in palazzo i si- ne la vistosa somma di 1 3,Soo (kirini di oro.
Snorì Dodici, sicché innanzi che terminasse Né solamente Siena , ma ancora Firenae e
mese di maggio il Pitriarra di Aquileja Pisa dovettero soffrire Tonta di comprare
fu costrrtlo rinunziare al governo della città da quelle masnade una instabile pace.— Cosi
e del Irrrilorio sanese. cominciò a spegnersi nelle città comroer-
Prattanto da coleste rivoluzioni politiche cianli e ricche la virtii militare; così le rc-
rarie città e terre del contado prt^ro occa- (Hibhiirhe e le signorie dell* Italia furono
siune di ribellarsi dai Sanesi. Tali furono mnst a discrezione di turbolenti e rapaci
le città di Grosseto e di Massa, le Trrre di sn) Jiii<schr, le quali procedendo terribilmen-
Montepulciano , di MonUlcino, di Casole e te opni giorno piii oltre, allenirono per tanto
non poche altre, coroeccliè Cesare poco tem- teiii|K) la prosperila de* popoli, quasi fossero
pò dopo a foi-za di genti estranee e dì armi sfiiti (lOchi i disastri che soffrivano per ladi-
non proprie la capitale del dominio sanese visione de* partili, per le intestine discordie
sapete riaoqnistsrc. e per le guerre di fuori. «- A Fra Monriale
Allora al magistrato de* signori Dodici tenne dietro il conte Landò pur esso con-
nel dì primo luglio del i355 fu aggiunto dolliere di ona toldalesca sfrenata, che iDo-
un capo, il capitano del |)Opo1o, dal di cui dici di Siena nel i357 ebbero la debolez»
arbitrio dipendevano i capitani delle oom- di chiamare al loro soldo assieme con altra
pugnie, ossia contrade, ed i centurioni delle compagnia d* Inglesi , (anno i363), e len-
MatS9; talché in luogo del solito capitano dersi in tal guisa tribolar) di cotesti ladroni
del popolo scelto fino allora ogni sei mesi pronti sempre a nuove inchieste di danaro e
forestiero, fu eletto ogni due mesi nazio- a vendersi al maggiore offerente. Una però
naie dall* ordine popolare. di coleste compagnie sotto 1* insegna e titolo
t altresì vero che le compagnie del pò- del Cappello comandata da un conte di Ur-
pelo sanese non erano più quelle cbe con bino, fu combattuta e dispersa presso Tor-
tanto valore e scxìjji essere salariate figura- rìta i 1 Val-di-Chiana dalle genti saneai co-
rono nei rampi di Monl<ipcrto; non piò il mandale da un conte Francesco Orsini , la
ciimpanonr della torre del Mangia rhiama- quale sconfina fii poi dipinta inunasjladel
va i cittiidini ali* armi per dilèsa de* nemici {«liizzn pubblico di Siena.
». V. 41
S I E N STEN 32^
tatare fu eoitrcllo a rekrocetkre e rìnchiu- die. Tali furono quelle die nel 1370 si so-
<kr»i uel ^^A»llo de* &limbeuì. fcitaitiuo dentro Sìcn» \)ev PiuM^lenze fatte
"Scn contento il popolo sanese di aver dalla compagniti «ipiiellala del Bruco al ila-
rità e svaligiata la cav.dleiia imperiale, di lazzo del senatore, {come allora chiamavano
«ree Abbattuto lo stendardo e costretto lo il poitestk)a quello pubblico della Si^^noria,
s>«teij C^rlo J reiugiani nel |NiIazzo de*S.i- airallro de*Salimbenì, e ad una comp.ignia
:«sucQÌ, volle anche assediarvclo. A libc- di gentiluomini che inulilmeiile preservi le
uilo da %i cattilo pa»so s* intromesse il rar- armi per respingere quella pleha{;lia; sino a
4aa! liegatu con alcuni cittadini, sia:hé che una mattina di luglio, unitasi illacom-
CifluIV lu costretto a lasciare la città senzai fiagnia del Bruco quella del pO(x>lo armato,
éSira iaQOvaxi<>iie. È alli-eiì tero perù che corsero enlraiube al {Milazzo de* Signori di
finalità ingiuria costò ai Sanesi molti de- dove cacciarono i quattro dell* online de*
sari, ooù euendo uso queirimpcratore a Gentiiui»ninì^ed i tre dell'ordine de*!foi^e
tìiOann le sue vergogne. — (Àmmimato, che risiedevano fra ìQuitt'Uri nel niagistra-
Sttrìa Fior, Lib. Xiii.) lo primiero della città, in luogo de\|Ua li lu-
DalLt iuipetuosa sollevazione fatta in quel- rou'i sostituiti altri sette dell* ordini de*Po*
r^aergetite dalla plebe di Siena, della quale potani. Ma non era ancora al suo termine il
«■ CMinpiosiinile rinnovossi alla nostra età, mese stesso, quando quelli dt^Do Uri, aden-
ti sorge ciò che possa una popolazione ar- do e uigiurato con alquanti No*>esehi e col
Bua del naturale valore contro truppe ag- capitano del popolo, assaltaroio d*iraprov-
|«frritev licn dirette, ma prezzolate. visf> armata mano nelle loro case le genti
Se però da un canto i Saiiesi per siflfatta della compagnia del Br.tco. Questi però ad
i^reu crebbero in riputazione, altronde un temfK) stesso levatisi a rumore, corsero
h citlà loro rimase piena di tumulti con per la città , ed unitisi alla compagnia del
tiAoil territorio, nel quale gli esiliali pò- po|)oto, ruppero e sbaragliarono i congiu-*
ilici elevano continue depreilazìoni; tinche rati, ai di cui capi fu to^to tagliata la testa ,
(«lo IV destinò la Signoiia di Firenze ar- dichiarando ribelli i fuggitivi. Quindi fu
Uii fn i nobili e la classe de* popolani, riformato il magistrato àc* Quindici Difen*
Iiftiana delle due parli accettò il primo, fori , la de* quali scelti fra i pnpolani , o
tsolanente aderirono al secondo lodo prò- del numero maggiore, e tre dalPorf/iiie
MJiiuto li 3o giugno del 1869; nel quale de^tfnve, ossia dui numero minore; tutti
m gii altri capitoli uno si era questo: che i gì* individui incinsi nel numero mezzatm
MCwli e popolani fuorusciti potessero rilor- furono ammoniti , e quasi tutti levati dalla
me io Siena loro |>atria, ed entrare in tut- bors<i degli cligibili , ai quali si aggiunsero
li i magistrati, fuorché nella Signoria e nel àtW ordine o yionte de* Hi formatori molti
nmiglio generale. Mercè tali condizioni , artigiani già coni, Tesi fra i popolani,
approvate «lai concistoro della repubblica da Una simile riforma governativa, che si ac-
■■lalo e dai principali fuorusciti dalTal- costava molto a quella da Hiano della Bella
in^ respirò ;alt|uanlu otesta città, e la pace eseguita in Firenze nel 1994, costò la te-
ottriia coutribiii non meno a recare ^ual- sta al capitano del popolo ed ai gonfalo-
cbe sollievo ali* agitato Comune sanese. Fu nieri dei tre Terzi, cioè, del Terzo di Città,
ic tale iotervallo quando Siena pervenne di S. Martino t> di (^mullia, la pena del-
fiu £icilincnte ed in poco tempo a i-ecu|ie- P esilio e de'la Inirsa a molli altri. — Sen-
iore !c terre e castella del suo dominio, ob- nonché un tal procedere inasprì sempre più
^'^Aodo le iamiglie magnatizie di quel con- 1* ordine de* Dodici e la classe dt* messeri ,
tjJo a sottomettersi alla madre patria. -^ per cui insorgevano in Siena continue sedi*
Irrise die in cotesto ^leriodo termiuossi la zioni, che infine, a parere di un gra\e sto-
tirjia r(»labtle fra Siena e Grosseto, dai Fio- rico rmese, produssero la morte di coicsta
Teatini molto innanzi reclamala per recare a repubblica. Anrhe il migistrato deìDieet di
F^reoze te mercanzie di oltremare che sca- Balìa sopra la guerra , d'enti) in Siena nel
ruvaosi a Talaraone. 1374 a similitudine del sistema usalo da
^Ihe se tutto ciò aveva effetto per un ac- tempo imlietro in Fiorenza , ordinava con
6>rÌo inteciìO eiJ una pacificazione esterna, un suo bando di do\ere c:treei*are vG citla-
iLiS-.tl atei ite suole quesl* ultima andare e- dini delTordinedei />of//V/, equinli li eoii-
Mnte ilalla comoiozione di cittadine dlscor- dannava nella pena di laooo fiorini d*oro.
S I E N S I E N 38S
M a promellcre niH non a mantenere, non il toI|(o di Siena per le oflbte ri|icbite por^
solo non si attenne allecondiiioni della le^ tata da gran tempo ai suoi ?icini.
dei 9 ottobre del 1 389, ma poco dopo a^ lu&tii il popolo sancie , cbe ai sarebbe
^retamente si raunef giò per (are occupare dato piitttoito al diavolo else ai Fiorentini »
dalle genti del suo fedele GioTanni Ubai- preferì amiche la pace dì sottoporsi al Vi>
dini la rocca di San-2kIiniato al Tedesco. sconti Signore di Milano. Fu allora che Orr
Il qual disegoo esserlo stato dai Fioren* landò Mala volti con altri consorti di parte
tini scoprrto e reso vano, non impedì ciò guelfa della stessa puteole fiiroiglia sauese si
nondimeno airUbaldini di adoprare ogui diede in accomaiidigia alla repubblica 6oren-
industrirf per indurre ì reggitori di Sieua a lina (a fehh. iSgi siile comune) con tutti t
romperla con la Sigooria di Pirenie. Della castelli e beni, previa la protesta che làceva
quale i Sanrsi erano entrali in sospetto, du- ciò perchè vedeva in schiavitù la sua patria*
bil«ndo che i Fiorentini nutrissero »nimo M» h* alternative ora fiivorevoli ora con»
contrario alle promesse, e che segretamente trarìe di uoa guerra desolatrice, cui accre-
piol^ges|effu i Montcpulcianesi , per essersi sceva infortunio la peste ed una spavente-
<|uctti di nuovo alla repubblica di Siena ri- vole carestia, cominciarono a voltar gli ani-
bellali. In vista di ciò il governo senese in- mi ai ragionamenti che allo stesso scopp
naosi che terminasse Io stesso inese d*otlo- un anno innanii il Pont. Bonifiaio IX ave-
Ine del iSSg rinnovò la lega fiitta nel a a va mosso. Che sebbene le trattative affidato
settembre di queir anno con Giovanni Ga- alle premure del doge e Comune di Genova
leauo, cosicché dal Comune di Firenxe nella andassero soggette a continue difficoltà, final-
primavera successiva fu dÌLhiarata b guerra mente nel a6 gennaio del idga fu proferite
nel tempo stesso al Signore di Milano ed al il lodo. Fra i capitoli del quale cravi qne-
0>mune di Siena. sto relativo ai Saaca: di dovere a questi eil
Erano già in ordine grandi preparativi da ai loro aderenti i Fiorentini restituire le
tutte le parli , l<*nto ile* Fiorentini , cui si terre e luoghi oocnpati dopo la lega del 9
aeeoflamno i Bolognesi , i Perugini fuoru- ottobre 1 SSg, e viceversa consegnare i Sa-
sciti , i Carraresi di Padova eil i figliuoli di neai i luoghi alati tolti ai Fiorentini , ecc.
Bernabò Visconti, quanto dal lato de* Sa- Fu pure lodato, che il Conte di Virtù non
nesi , coi quali tenevano il Conte di Virlù , dovesse inlroraellersi in alcun modo nelle
la riilà di Perugia, i M«iUtesti di Rimiiii , cose politiche della Toscana, come nella le-
gli Estensi di Ferrara, i Gonzaga di M^n- gn «lei 9 ott. 1389 era stato stabilito,
tova ed altri loro allfali. Si principiò una Memorabile quanto generosa ed altiera
guerra fierissima nella l«ombardia , nello fu la risposta data da uno degli ambasciato-
Stato Veneto, e nella Toscana specialmente ri fiorentini presenti a quel lodo, allorché
dalla parte di VaUii -Chiana , dove i Sanesi uno dei delegali proponeva a ciascuna ilelle
riebbóno Locignano oltre varie castella che parli di dare mallevadori idonei: la spada
tolsero ai Fiorentini in Val-d*Ambra. (rispondeva il fiorentino) la spa'ln sia ptel-
Ma ciò che riesci a lutti di grandissimo la che sodi x poiché Giovanni Galea%%o ha
danno fu la peste che infuriò e sì propagò fatto esperienMa delU nostre forze e noi
in Toscana e nella Lombardia , sìccbìè le delle sue,
partì belligera oli dalle gravose spese della Con tutto il lodo per altro del gennaio
guerra e dalle stragi della peste somma- iSga il Contedi Virtù non cessò d* intri-
menle afflitte ed estenuale , erano però di- garsi negli aflEiri della Toscana, siccome lo
spofie di dare ascolto alle profiosiiioni di dimostra per tutti revento della Rep. di
pace, che a utilità comune verso la fine di Pisa che cadde in sua balia, e quella di Sie-
quell'anno il Font. Bonifazio IX proponeva, na , con la quale pochi anni dopo ( 1396 )
Sembrò in realtà ai meno appassionati fn i strinse altri piti di alleansa. Un tal proce-
SasM e i Fiorentini esser cosa vana il vo- dere accrebbe fomite ali* inimicizia fra i Fio-
lersi oonsomare del tutto per servire o per rentini ed i Sanesi , sicché da una banda
conlndixe il Conte di Virtù , dal quale la e dalT altra si tornò a far predp e s«*nrrerìe
Toscana non poteva altro s|ierare che una nei contadi respettivi, sospese, ma non ter-
spiacevole e acerba servitù. E questa servitù minate da una tregua conclusa gli 1 1 roag-
^à si cominciava a conoscere, dice il Mala- gio del 1 398, cioè , poco innanzi che da II*
ìpoltii da chi non «m accecato dalfodio che Appiano (base venduto a Giovanni Galeazzo
S I E N S I E N 327
de'FM>reatiiii,aoeiiinpiindasSsolloMon- Dopo di ciò la lega falla sino dal 1408
iia%tno. Riuirì però Tana la sperania fri i Fiorenlini ed i Sanesi fu con loddiifa-
afoorìrai dì questa Terni, sicché l'oste zione scambìcfole nel giugno del 141 6 con-
tftana ai mosse |«r inoltrjrsi alla con- fermata. E veriimente dal 141 4, epocH della
I di Arraio. Ma dopo averne tentalo seconda pace stipulata col re Ladislao, fino
bienle r acquisto, Ladislao dovè retro- al 1480 non avendo il Comune di Siena
r.eoo r esercito per Casi igl ione -Are* dei potenti nemici da combattere, ebbe agio
éovenon fece più di c|Uf>lloches'H«a- d* ingrandire il suo dominio con la sotto-
MS a Montesansavino e ad Arezzo, me- missione di molle famiglie nobili che di-
It un grsin guasto di biade ai campi in vennero sue feudatarie.
Mpo vicino %\U messe (maggio a giù* Peraltro la pace generale non bastò a ren-
iti 1409\ Quindi è che i Toscani co- dere la calma agli animi di molti cittadini
o forte a farsi brfiì* di Ini chia- e nobili banditi dalla loro patria , sicché
il re guit'a grano; ed i popoli di questi non cen^assero di trovar modo per
e citili si unirono in lega fra loro ritornarvi. — Era in tale stato la cittk di
queir esercito dalla Toscana. Siena quando nel 1418 essendosi falla la
■tote il trattato fu concluso in Pisa (lace fra il Duca «li Milano da una parte , i
Iwdi giugno di quelPannn Ira i Fio- Veneziani e Fiorentini dalT altra parte, il
li, il cardinal Coscia Legalo pontificio governo sanese entrò in dubbio di questi
llpia, i Sanesi e varie altre Comunità, ultimi. Al che davano ragione le genti de*
■ilaienle il reLadislao venendo a buoni Fiorentini reduci dalla Ijombardia che si
mI feonaìo del 141 1 conchiuse i ca- erano in parte avvicinate ai confini dello
M voa pece con le due repubbliche stato di Siena con ordine di non lasciar
MMC e di Siena. passare in questo alcuna merce, ne veltova-
ifmaln il prognostico di chi sospettò glie. — Che sebbene dietro le rimostranze
hk la pace del genn. 1 4 1 1 per parte di de*Sancsi quegli ordini fossero revocati, or»
É»» si avverò, giacché egli due anni mai il pomo della disconlia fra i due po-
hfOfpe rientrando ostilmente in Roma poli era gettato. Quindi é che se i Fioren-
tk STaniando 1* esercito fino a Pera* tini, nel tempo che assediavano Lucca, ben-
kmn in atto di minacciare ai Sanesi che poco innanzi avessero mandalo amba*
RMcnItni nnuva guerra. Allora que- sciatori a pregan* i Sanesi che non volessero
li ivpubblirhe risolvettero di mandare sopportare che un loro cittadino, mess. An-
eli quel re i loro ambasrialori , i tonio Peirucci, si recasse al soldo di Paolo
lusem una lega di sei anni a di- Giiinigi Signor di Lucca, la Signniia di
firmala dai plrni[iotrnziarj nel- Siena aveva motivo di dubitare della loro
ira d* Assisi sotto di sa giugno del- sinrerità e buona fede sprcialmente dopo
It 141 4. che il conte Francesco Sforza generale del
minalo il negozio della lega Ladislao Duca di Milano essendo sceso con un eser-
tb deiiflerio di voler conferire di al- rito in Toscana per proleggere la città di
li con i sindaci sanesi ; per cui Lucca, aveva fatto dire agli ambasciatori sa-
quella Signoria furono inrarirati nesi che i governanti della loro |)atria non
ini, uno dirir online de^ Bifmr^ si fidassero de* Fiorentini comecché se gli
ile r altro di quello de^ Nove, Ma i mostrassero amici. Si accorsero bene questi
inv per sospetto che non si tretlassero ultimi del cattivo uffìzio fatto loro dal conte,
Klici a danno della fiatria ed in pre- e volendo chiarirsi meglio dell'animo de*
uro* suscitarono una soMevazione Sanesi, vcflulo che sì provveile«ano essi di
itteè, sirehè fu d*uopo per la quiete nuova gente d*arme, la Signoria di Firenze
B» clr^fcre un terzo sindaco del TOr- mandò a domandarn loro, rome a collegati,
dbt Popolani, Ma per buona sorte re- afiito di soldati e di vettovaglie per 1* im-
IfHri Ire a Perugia, vi trovarono il re presa divisala. A simile inrliirsla i reggitori
e gravemente malato e perciò fu ri- di Siena risposero, vhv T animo loro era ri-
sMafioli dove neiragoslo del Panno volto alla difesa delle cose proprie senza far
ianri, liberando cosi tanto la repuh- ingiuria ad altri.
i 41 Siena come 1* altra di Firenze da Occorse in quei giorni la morte di Papa
ì e liaori. Martino V, autore di una imimrlaule bolla
SIEN SIEN 399
E qui «▼▼erte lo ttorìoo MaliiTolti che confìani Antonio Petnioci come Iraditore
coloro, i quali gOTemafano la città quando della patria eoo deliberaiione del i3 otlo-
▼i arrivò Tlrop. Sgismondo, scfruendo Te- bre 1456 fa dichiaralo ribelle 0011 la con-
sempio del 1 43a, avevano confinato lungi da liica dei beni t ordinato il diifacimeoto del-
Sieoa tutte le persone atte a portar Tarmi la sna fortezza di Perignano in Val-d*On:ia.
deir ordine de* Gentiluomini t di quello In oonaegucnza di ciò per deliberaiione
de* Da*Uei. del eontiglio del popolo taneie ti rìnnova-
Pcraltro non era appena Federigo IH ri- rone i b<Mtoli degli uffiij tanto della città
tornato ne* suoi stali di Alem:igna , che una come del conlodo» riempiendoli de* nomi di
guerra In il re di Napoli ed i Fiorentini nomini desideroii della quiete e della con-
fi vide scoppiare ; e comecché una gran par- servaiione della libertà e dello stato. Qoin-
te di cittadini aanesi non bramasse che il di essendosi scoperti molti altri congiorati
loro governo in quel conflitto prendesse par- fra quelli rimasti in città, furono prasi ,
te a danno de* Fiorentini, contuttociò i reg- imprigionati, processati, ed i maggiori de-
f itori del Comune di Siena dovettero som- linqoenti decapitati , gli altri confinati , 0
roinislrare viveri e passaggio pel territorio condannati in danari,
air esercito Aragonese. L*alleania del 1457 tanto maggiormente
Finalmente ciò che nel primo anno del- dovette essere accetta ai contraenti, quando
la foerra ( 1 45a ) non fu fatto ebbe effetto si seppe che dopo la morte del re Alfonso il
nel successivo, quando i Sanesi negoziare- suo figlio Ferdinando duca diCaUbria suo-
no e conclusero lega con il re Alfonso, seb- cessogli nel regno, avcTa domandato il pas-
bene i primi sordi alle rimostrante dell* Ara- so al Font. Callisto III per il conte Iacopo
goncee nel 1454 accettassero la pece con- Piccinino, nel 1* esercito del quale erasi er-
clnaa in Lodi li 1 1 aprile dello stesso anno, molato per capitano il ribelle Antonto Pe-
bandile in Siena pochi giorni dopo. Quan- trucci, e molto più tal lega divenne impor-
tunqne cotesta pace fosse stata promossa più tanto dopo la morte occorsa poco stanto del
che dagli intoressi pubblici da oggetti pri- Pspa predetto, nel cui ajuto il governo sa-
vali per essere le parti belligeranti smunto nese sommamento coofidaTa. Bla se rieecl ai
dalle spese della guerra, pure il governo di Sanesi dispiacente la morte di Callisto III,
Siena in vigore di qnella non solo cessò di altrettanto essi dovettero rallegrarsi all'an-
oflèndere i Fiorentini, ma fece intendere nunzio dell* elezione del nuovo Pepa nel
al duca di Calabria figlio del re Alfonso , Card. Enea Silvio Piccolomini loro coocit-
che se egli continuava a tenere il suo cser- tedino che nel 19 agosto del 1458 assunse
cito nel dominio sanese non dasse molestia il nome di Pio II. Fu infatti un primo segno
ai paesi della Rep. fiorentina. di pubblica esultazione quello di riabilitare
In conseguenza di cotesta tregua, che ap- ad essere del supremo magistrato le famiglie
pellavasi pace, i Sborsi tenevano le loro mi- Piccolomini eTedeschini, nell* ultima delle
lizie occupate in Maremma contro i conti quali era entrata une sorella del Papa , es-
di Pitigliano, allora quando Jacopo Picei- sendo che già da molti anni le due ^miglio
nino» licenziato dal soldo de* Veneziani, erano state ascrìtte ali* ordine de^Geniilup^
cnendosi congiunto ad altri condottieri, e mini e come tali espulse da Siena ; sicché
avendo messo insieme un piccolo esercito a il padn* del Pontefi^ Pio II ti era stabilito
guisa delle antiche masnade, con moltitu- in una sua possessione nella Terra dì Cor-
dine sì (alta vaga di pr&la mosse guerra ai signano, che poi per benefizio del medctimo
Sanesi, coi quali sebbene i Fiorentini aves- Pio II fb (atta città e chiamsta Piente,
•erofiitto pace, non avevano stabilito lega Uno dei maggiori desideri di quel Pon»
né obbligo di reciprocamente difendersi. — tefioe essendo quello di riabilitare al diritto
Una vera alleanza bensì fra i due governi delle magistrature non solo i Piccolomini
Ib conclusa nel principio del 1457 dopo ed i Tedeschini, ma tutto Verdine dt^Gen'
cbe rieacirono inutili i maneggi ed i tenta- fi/iio/ni/ii, domandò ripetutamente per nun-
Uri di ribellione procuriti contro la patria zj ed in persona, e per mezzo anche del Duca
dal noto Antonio Petrucci e da Ghino Bel- di Milano alla Signoria di Siena un tale
lenii , due potenti cittadini sanesi , onde ri- benefizio.
lurre alla devozione del re Alfonso il go- Ciò poco 0 nulla valse a far cambiare si-
rrmo e la città di Siena. Scoperta la quale sterna ai reggitori del Comune di Siena, sol
V. V. 4a
S 1 E N STEN 33t
Bt* articolo ripetere, polendo ognuno ehe il certi acquedotti per i quali si conduce Tao-
▼oglia leggerle nel Lib. V. P. ili. delle sto- qua a (ulte le f mli della città nostra ; V al-
rie del MiilaTolti, il quale non tralasciò di tra che siamo per far serrare lo Zagonasfro^
asserire, che queste continue e sanguinolenti e senza la presenza del prefato nuestro Frau«
rilbrme indussero molti cittadini a cercare cesco, tali cose non si potriano eseguire, u
quiete e sicurtà lungi dalla loro patria. — • Segue la risposta del Duca di Caliibria
Fu uno dei fuorusciti rientrati in Siena data dal castel Capuano li 4 febbrajo 1491,
Pandolfb Peirucci, il quale ad imitazione con la quale Alfonso avviiìava la Biilia dell*
di Lorenzo de* Medici, «p()etlossi il Magni» invio a Siena di maestro Francesco, purcl«è
yfco, quando egli in una di quelle sommos* quella Signoria lo rimandasse a Napoli nel
se etiendo ritornato in patria con molti e- marzo successivo come promelleva. — (Gayc,
su li deirori/ifte o Honte dei No^e^ nel di Carteggio di unisti inedito f^ol, /.}
as loglio del 1487, erasi messo alla testa di Passava da Siena il re Carlo Vili col su»
alcuni soldati forestieri , coiTendo con essi esercito per recarsi alla conquista di Napoli,
la città; e penetrato nel pubblico palazzo quando si riabilitarono i fuorusciti a ritor-
fece riformare quel reggimento mediante nareiu patria, quantunque dopo retroceduta
nna Balìa di 34, cui venne riunita tutta Toste francese accadessero in Siena tumulti
l'autorità della Signoria e del concistoro, a cagione della plebe troppo inclinata per
E cola singolare di trovare nella storia natura a novità, e caldamente incitata dai
noeie una classe di cittadini, stata già con nobili dell* ordine ò^ Biformatori e dt'Po-
tanta violenza dalla maggior parte della pò- poloni rientrati. In conseguenza di ciò molli
polazione espulsa dalla città, tornarvi poi di quella congiura furono confinati o am«
0011 altrettanta facilità a governarla in quel- monili; lo che (acevasi per ordine secreto e
la ^isa che piacque ai rientrati. — Una per consiglio del Magnifico Petrucci , or-
«Iclle prime riforme della Balìa de* 94, co- gano e parte principale del governo, sen^Ui
loeocbè si rimanesse presto senza efTetlo, fu volere come tale comparire,
quella di top|irimere i quattro Monti o Or- Sono ben noli i dispareri e le consegoen-
dimi eoi ridurli ad uno solo , nel quale si ze fra Pandolfo e Niccolò Borghesi suo tuo*
dovevano comprendere tutti gli altri, in giii* cero intorno a molte cose che accadevano
sa che per Tavvenire gli uffizi della repul»- giornalmente nel governo, dondechè non
blica frissero distribuiti per Terzi, o per co i-se molto tempo, che il Magnifico (19
Rioni della citta. luglio x5oo) fece ammazzare il suocero, per
Sebbene fìno dair anno 1474 la Signoria avere troppo arditamente tentalo di altra-
di Siena, con istnimento del i3 wav^io, a- versare i suoi disegni; sicché tolto via que«
veste stabilito con le maestranze di Face di si* emulo, e spaventati gli altri, 1* astuto Pe«
Cecco Paci ni e Antonio di Matteo di Fran- trucci seppe confermarsi ogni dì più nella
ciò le coiiilizìoni per la fabbrica del muro sua tirannide.
del Lago di Pittra in Val di Bruna da farsi Era per compirsi il secolo XV, quando
per cura de* ine«lesimi ( Arch. Dipl. San. gli eserciti Fiorentini circondavano Pisa , i
T. XX^ÌI Pergamene If/^ ai3a), non Francesi invadevano la Lombardia, gliSpa«
sembra però, al dire del Malavolti , che a gnuoli il regno di Napoli, gì* Italiani e ma«
queir opera malaugurata si mettesse mano snadieri le Marche, la Romagna e la To«
prima deiranno 1490 yed.V Art. Lago scana sotto gli ordini del Duca Valentino
01 PtKTMjtj o Ljìoo dsllj Bbvbia Vol. II figlio del Pont. Alessandro VI saccheggiava-
pafT* 619; cui sì può aggiungere la notizia no. Fu allora che il Valentino celebre per
di due lettere delta Balìa di Siena scrìtte li la perfidia e più ancora perunabirbaracru-
18 e 3t genn. del 1499 {stile comune) ad deità unita ad un*ambizione disordinata di
Alfonso Duca di Calabria, colle quali richie* dominare, meditò di far uccidere il Petrucci
derasi al suddetto Principe il rinvio di mae- per avere lo scettro di Siena. Per la qual
Siro Francesco di Giorgio architetto della cosa il Magnifico considerando che in mez«
Repubblica, che alle istanze del Duca di Ca- zo a tanti preparativi di guerre il Valentino
bbria più mesi indietro la Balìa aveva a Na« avrebbe potuto facilmente voltare 1* esercito
poli inviato. » Al presente , (cito le parole a danno suo, onde premnnini da un colpo
delle lettere) occorrendo due cose importan- di mano, condusse al servizio de*Sanesi U
ttsùme, una, che per essersi trovati distrutti capilauo Gio. Paolo BagUoni di PerugiaiCol*
332 S I E N S I E N
Irsaiido ìmieme l'uua e l'ultra cìUk. Tanto reggeva la repubblica avesae «klibentOy cbe
emcuci rìesoirono i maneggi polii ici di Pan- tulli quelli SeiV ordine de* Mif ormatori già
ilolfb elle il governo di Siena icrminò per slati ammonili s* inlendesiero icitiluìlì al
allearsi col Duca Valentino, e quindi per mes- reggimento , coolullociò i Saoeti , che fino
*o dello slesso Pelrucci ajutare con denari i allora erano stati governali dagli anùci e
Pisani assediali dai Fiorentini, ed in seguito dipendenti di Fandolfo, nel dì «9 nano
fornire di soldatesche , munizioni e vello» del 1 5o3 , per pubblico decreto richiana-
vaglie gli Aretini ribellatisi dal Comune di rono il Magnifico in patria, conlermandolo
Firenie; talché il Magnifico ebbe taccia da nel magistrato di Balìa com* era per I* in-
molti di promotore in Toscana di turboien- nanzi e riconducendo nel tempo medesimo
■e municipali. ■ agli stìpendj della Rep.il già licenxiato Gìo.
Frattanto il Duca Valentino penetrando Paolo Baglioni con la soa compagnia,
con le sue genti in Val di Chiana ed in Val Nel tempo che Siena in apparenia dalla
d* Orcia fiiceva immensi danni h quelle con- Balìa , in sostanza dal Magnifico era arhi-
trade, ponendo in pericolo la cillà di Siena Irariii mente governata, la Rep. dì Firenie
e PindoKb slesso che vi dominava; sicché reggevasi da un gonfaloniere perpetuo, Pier
quest'ultimo con lulla rNlleansa dovè ce- Soderini, di cui fu segretario il celebre Hi^
dera alla necessità ed alle istanze gentili del colò Machiavelli , mentre finora da fcgrcla-
Duca allontanandosi da Siena. Di (Ulti il Pe- rio e consigliere del Pelrucci il napolelaiio
Irucci nel 18 genn. del i Soa si parti Jì co* Antonio da Venafro. Era il gonfaloniere So-
sia aecompagnalo da molli aderenti, e per il derlni, come lo definì il suo segratario« un*
medesimo effètto dorè licenziare Gio. Paolo anima del Limko^ mentre il Puruoci rìn-
Baglioni per farlo tornare con la sua compa- niva ad un animo forte molto senno, grande
gaia a Perugia. Frattanto il Duca Valentino prudenza ed nna fina politica arlatamanle
inviava il suo procuratore a proporre un velala sotto un* astuzia tenebrosa, e talvolta
trattato con la Rep. sanese ed a congratu- ammantala da un* apparente generoailà di
larsi eon quella Balla che la rappresentava animo, come sembrò quella di dare gì* im-
di avere liberato la patria dalla schiavitù in pieghi pubblici di pi-eferenza a chi te gli
eui era tenuta dal Magni fico, esortando per moatrava più afifezìonalo. Il Magnifico as-
^innta la Balìa stessa a dichiarare Rindolfo nese ad esempio del fiorentino /'lul^ Mlm
ad i suoi segnaci fuoruscili perpetui da Sìe- patria^ cercava d* influenzare su tulli i au-
àa e dello stato , in ajulo del quale il Duca gistrati rendendoli ligj alla sua volontà,
oflèriva largamente ogni suo potere. A chi mentre serbava al popolo nella montatura
non conoscesse la dof)piezza e la perfidia del degli uffizj on*ombrN d'ITantica sua libertà.
Valentino, Io crederebbe P uomo il più retto Tentò pure il Magnifico di mostrarat be->
ed il più liberdlr, non già il più perfido ed nefico , sia nel distribuire copiose limoaine,
il più bugiardo della sua eia. come ancora nel cattivarsi 1* animo degli
Il motivo più \erisimile|)erò parve quel- artisti coli* innalzare una qualche fiibbrìca
lo che, essendo il Valentino assistito dal S. sacra o profana, e col fiire T amico de* ktte-
Hdre, cercasse i mezzi più in4)egni per in- rati mediante il suo segretario e contigliene
signorini dì Siena, col progetto di dare in Antonio di Venafro stato professore di di-
compenso a ^ndolfo Pelrucci il principato ritto nella Università di Siena,
di Piombino. Il quale, essendo più volte Frattanto ceasato di vivere Alevandro VI
chiamato colà, addusse per cagione nna in- (anno i5o3) mancò al Duca Valentino il
frrnìtà o vera o finta per non recarsi dal suo braccio forte, e la Rep. di Siena ai levò
Papa mentre era a Piombino (sul finire del- una spina davanti agli occhi , sicché d*al«
Tanno i5oi). Dondechè si ebbe ricorso ad lora in poi quella Balìa dominala con più
altro tneiao per cacciare da Siena il Magni- sicurezza dal Magnifico , e costui liberalo
ficOf il quale mentre dirigevasi a Lucca fu dai sospetti che sì lungamente l'avevano te-
tentato per roano di sgherri di trucidare. nulo agitato , ebbe comodo di dare nuova
GAtnetché in vista de* consigli del Valen- forma ai tribunali così civili come crinaina-
tihbftbdolfe fosse dichiarato fuoruscito del- li, ordinando che i giudici dovessero tenere
la Repubblica sanese; comecché ai suoi com^ udienza e pronunziare sentenza collegial*
plici venisse inibito lo stare nella citta e mente, allorché furono riunite nel magi*
tuo territorio ; comecché la Balla che al lora strato di appello le attribuzioni del Potestà,
S I E N S I E N 331
n^mìcolo ripetrre, polenilo ognuno che il certi acr|iir(Iolii per i 411.1IÌ si con4]uce Tac-
««glia trggerle nel Lib. V. P. ili. delle slo- qua a imte le finti dflla città nostra; Tal*
ne del Hiilavulti, il quale non Iralasciò di tracbesiaimi (x;i' tai* .serrare lo Lago nostro^
ire, che queste coDtinae e sangiiinulcnti e seiizii la (jresenza «lei (jrctato iiiaestn> I'V.iu«
ÌD«Ìus8ero molli cittadini a cercare ccsco» tuli cose non si polriano fscguiic. m
e sicurtà lungi dalla loro patria. ~— Se^ue la rispo-sta del Duca di Cal.dni.i
Fa Boo dei luoruscili rientrati in Siena data dal casti'l Cipu.uio li 4 tebbrajo I49«»
li»Jotfo Petrucci, il quale ad imitazione con la quale AIioum) avvinava la B.ilìa di!l*
èLorrnzo de* Medici, a[)|iell<issi il M^igni' invio a Siena di inaistru Fr.in -l'Scs purolié
/ei,quafMlo egli in una di qu> Ile som ino»* quella Si';noria lo rimaiida^iK' a \.i^x>li uri
*c»eiido rilor nato in patria con molti e- niirzosurce$!ii\'>coiue|>r aiiCitcva. — (Gavc»
nhéeìV ordine o Motte dei ^uPe^ nel dì Carteggio di Artisti inedito fol. l,)
n loglio «lei 1&87, erasi messo alla testa di Passava da Sima il re Culo Vili col suo
•am ftoMatì tbrestieri » coiTendo con essi esercito {>er recarsi alla conquista di Napoli,
bnt'j; e penetrato nel publdico palazzo quando si riabilitarono i liionisciti a ritor-
ca rìtoraLire quel reggimento mediante nare in ptria, quantunque dopo retroceduta
ou Balia di -a 4, cui \eiine riunita tutta Toste tnincesc accailcssero in Siena tumulti
r«itonlà della Signoria e del concistoro, a cagione della plebe trop|K) iuclinata (nr
t caia singolare di trovare nella storia natura a novità, e caldamente incitala dai
■■OP una classe di cittadini, stata già con nobili dell* ordine tìtHiJormatori v de'*Po-
tali vio!«nxa dalla maggior parte della |io* polani rientrati. In conseguenza di ciò molli
pbiaone espulsa dalla città, tornarvi |)0Ì di quella Cfuigiura furono continati o ani*
•Baltieltanta facilità a governarli in quel- moniti; lo cbe facevasi per ordine secreto e
b {IBI che piacque ai rientrati. — Una f>er consiglio del Magnifico Petrucci , or-
Mr prime riforme della Balla de* 34, co- gano e [Kirte principle del governo , len^n
■ttcbc ti rim««nessf' presto scnzii elletlo, fu volere come tale comparire,
fictb di sop'irimereiquattnì Monti o Or- Sono ben noli i dis|>areri e le conseguen-
^'eol ridurli ad uno solo, nel quale si ze fra Paitdolfo e Niccolò Borghesi suo tuo*
affano comprendere lutti gli altri, in gui- cero intorno a molte cose che accadevano
idf per !*«▼ venire gli uffìzi della repuli- giornalmente nel governo, dondccbè non
^ elisero distribuiti per Terzi, o (ur corse molto tempo, che il Magnifico (19
^i della citta. luglio i5oo; fece ammazziirr il suocero, per
VKbenc fino dalP anno i ',74 la Signoria avere li'op|Kj arditamente tentato di altra*
i^Nfna, con istrumrnto ilei i3 iuai;*!Ìo, a- lers-ire i suoi disegni; sicché tolto via qiie«
''«^ stabilito con le maestranze di Face di sl*euiu!o, e S(Mvenlati gli altri, 1* astuto Pe-
^^'^co P-icìni e Antonio di Matteo di Fnin- truu'i sc[i()e (X)nfermarsi ogni di più nella
r.j *e coniiziniii per la flibbrìca del muro sua tirannide.
itlL^godi Piftra in Val di Bruna da l'arsi Kra per compirsi il secolo XV, quando
pr c'jrsi de* ine<lesimi ( .4kch. Dipi.. Sax. gli eserciti Fiorentini ciiTondavano Pisii , i
^ XX^/i Pergamene /T.® ai?a), non Francesi invadevano la Lombardia, gliSfia-
s^brj però, al dire del Malavolti , che a gnuolì il regno di Nafioli, gì* Italiani e ma-
^tieiV oyitra malaugurata si mettesse mano snadieri le Marche, la Romagna e la To«
frinn dcir^inno i4f|0. — f^ed^V Art. Lago scana sotto gli ordini del Duca Valentino
^r PtrrMjt ^ o Lago dsilj Bmvha Voi. II figlio del Pont. .41essandro VI saccheggiava-
*^l. 619: cui si può aggiungere la notizia no. Fu allora che il Valentino celebre per
i' Juf- lettere della Bidia di Siena scritte li la perfidia e più ancora perunabirbaracru-
t^ e li genn. del 1499 {stile comune) ad deità unita ad un*ambizione disonlinata di
Alf-wso Duca di Calabria, colle quali richie* dominare, meditò di far uccidere il Petrucci
4*tt»i a! suddetto Principe il rinvio di mae- per avere lo scedro di Siena. Per la qual
fc-To FraT!C«sco di Giorgio architetto della cosa il Va^ni^co con.sidiTando ehe in mez-
R*-;«ibblica,che alle is'anze del Dura di Gì- zo a tanti preparativi di guerre il Valentino
Ltbna f#iù mesi indietro la Balia aveva a Na- avrebbe potuto facilmente voltare 1* esercito
fili invialo. » Al presenlc, (cito le {Virole a danno suo, onde premunirsi da un col[io
^*W lettere* orrorrendo due rose im|>nrtan- di mino, condusse al servizio de*Saiiesi il
t:a>:ia% unj, cbe |>er esserci trovati distrutti capitano Gio. Paolo Baglionidi Perugia, cnl«
SIEN S1EN à35
hfttìtt dalle f^uerre, prima del Doca di Ur- delpopolo dì Siena che si annullassero tutti
bino, poi del romano Renzo da Ceri, quan- i Monti, ossìa gli ordini iftcchi, e che si ri-
do il gof emo di Siena dovette pagare 3oooo chiamasse ad effetto la riformagione del di-
ducati d*oro per i bisogni dell* esercito di cembre 1487, con la quale si tentò di ri-
Garlo V, e ciò poco innanzi che arrivassero durre tutti gli ordini ad un Monte solo, or-
lettere da Roma dell* ambasciatore cesareo dinando che il nuovo unico Monte si ap-
in data dell* 6 maggio i5a3, con le quali pellasse ^e* Nobili e Reggenti, Quindi nel
s* invitavano i magistrati del Comune di mese di genn. dell* anno i5a5 fu costituita
Siena ad una riforma governativa tendente per 4 anni un* altra Balìa di 78, lasciando
a rimettere in patria ed a riabilitare agl*im- la prima nella medesima autorità col titolo
pieghi pubblici i fuorusciti. La qual cosa di Balla maggiore,
rimase per allora sospesa stante la morte ac- Volendo poi a soddis&zione del Pontefice
caduta del Pont. Adriano VI, finché dopo ristrìngere in pochi rautorìtk della Batta
Y etaltacione del cardinale Giulio de* Me- il consiglio del popolò con provvisione del
dici sol trono pontifìcio col nome di Cle- 17 febbrajo dell* anno stesso i5a5 elesse una
mente VII si videro in diverso modo gli Balìa di 16 cittadini, investendola di ogni
afiri di Siena maneggiali. autorità sopra le cose dello stato.
E perendo a questo gerarca cosa difficile Una delle prime misure tiranniche dei
il poter mutare a forza d*armi lo stato di 16 di Balìa, sulla quale primeggiava Ales-
questa Repubblica, sulla quale aveva preso Sandro Bichi, fu Tonline perentorio a tutti
molte aatorilà Francesco Petrucoi nipote dei i cittadini di dovere consegnare qualunque
cardinal Alfonso, egli ricorse ali* industria, sorta d*armi tenessero in caas, o che por-
Chiaoiò il Pelruccì a Roma col pretesto di tasserò in dosso, meno che una spada.
confiermare la confederazione stabilita tra la Bla il dì a 4 del mese medesimo di febbrajo
Rcp. fiorentina e quella sanese, ma frattan- essendo accaduta la gran battaglia di Pavia,
lo che il F^truoci con belle parole era trat- nella quale dagl* Imperiali rimase sconfitto
teoDto in Roma, sostituì vasi in Siena nel 1* esercito fìrancese e prigioniero lo stesso lo-
magistrato di Balìa Fabio figlio minore di ro re, quasi tutti i governi d* Italia diven-
Pandolfo Petrucci (a6 dicembre i5a3). Ma nero servi del vincitore, dal quale bisognò
non arendo costai né l* accortezza politica, che si redimessero a forza di danari. Però
né i talenti del padre, la sua grandezza non alla Balìa di Siena ciò non bastava , stante*
era fondata sulla benevolenza de* suoi citta- che un nemico interno assai più temibile la
dini, quelli medesimi che avevano contri- minacciava al punto che i popolani, sentila
buito al ritorno di Fabio, misero a romore la buona fortuna degPImperiali, presero ani-
il popolo sanese, in guisa che Fabio dovè mo contro il governo dato loro da Clemen-
ftiggire un'altra volta dalla sua patria. te VII. — In vigore di ciò nel 6 aprile del
La partenza di costui parve ai Sanesi un i5a5 un cittadino sanese Girolamo Severini
ritorno alla libertà, e la Signoria fece adu- ad esempio di Bruto salì in palazzo e davanti
Bare il consiglio del popolo pei* trovar modo alla Balìa maggiore trucidò Alessandro Bi-
se era possibile di poterla mantenere. chi principale dì quel magistrato. Dopo il
Conobbero pertanto , sebbene tardi , co- qua] fatto altre genti col Severini congiu-
Vno dtW ordine de' Nove che furono i capi rate avendo levato il popolo malcontento a
della cacciata di Fabio, Terrore da essi fatto rumore, cacciarono di Siena molti aderenti
cedendo quanto la popolazione insorta a delTorc/ine (fé* ifo4¥, e riformarono la città
nuova libertà ed d\V ordine de* Nofìe ne- a regime popolare nemico del Pontefice e
mica, li superasse di numero e di potere, piuttosto aderente di Cesare, non senza una
Credendo essi rimediarvi, caddero in un ma- tacita approvazione di Carlo V per tuttociò
le peggiore, come fu quello di aderire ai di- eh* era stato fatto.
Kfaìdeiraccorto Clemente VII, il quale prò- Tale fu un tempo 1* animo di colui che
lìltò del passaggio per Siena di un* armata trent*anni dopo con la sua potenza costrin-
^ re di Francia, che dalla Lombardia do- se un popolo eroico dopo un lungo ed osti-
veva cootinnare il cammino ali* impresa di nato assedio a sottomettersi disperato alla
^*poli, per fiirla trattenere alcuni giorni nel sua discrezione.
Icrrìtorio sanese e intanto cogliere l*occasio- E tale era pur l'animo del Pont. Clemen-
M di fiir proporre e consentire dal consiglio te VII che o {icr spirito di partito, o forse an-
336 S I E N S I E N
CO di ?eii<Ietlii, nel i SaG a danno de*Sanesi che le truppe spignoole del deroto Impcn-
91 unì col po]K>lo fiorentino, con quel pò- tore dassero il sacco alPalnia ciilà, e obbli-
polo contro il quale tre anni dopo rìfolte le pttaero il gerarca noWenale della Romana
proprie ainii e quelle dello stesso Impera- ^]hiesa a rinchiudersi nel Castel S. Angelo,
lorc per ridurlo servo della casa dei Medici. La prfsn di Roron accaduta nel »6 mag-
Infatti Papa Clemente non soo tentò se- gio del i596, e la ritiraU di Clemente in
gretamenle d'impadronirsi di Siena, ma ri- Castello , se da un cinto ebbe a scoraggiare
corse alla forza aperta alloraquando avendo i fuoruscili sanesi, togliendo loro ogni ipe-
nesso insieme, oltre i fuorusciti sanesi, nn ransa di rientrare a signoreggiare la patria,
numeroso esercito, ne affidò il comando a va- dalT altro canto incoraggi talmente il po-
lenti capitani, coirordioe di marciare con- polo fiorentino ed i nemici dei Medici che
tra Siena. Giunta T armata ai confini, si quasi lumultuarMroenle a questa famiglia
divise in due corpi, uno diretto per la via pò- fii dato il bando ed i ca[À di quella prata-
^tate romana, 1* altro per la Val-di-Chtana. piti dichianiti di nuovo come nel 1494 ri-
Col primo strada facendo assalì inutilmente belli della patria per dare in tal guisa a Papa
Montalcino, il coi presidio bravamente si Clemente esca e motivo maggiore di anire
difese; con il secondo, dopo essersi unito per le forze della Chiesa a quelle di un Impera-
via a nuove genti e ad altri banditi, si di- tore potentissimo onde disfare il governo
resse nel suburbio settentrionale di Siena, popolare di quella Repubblica,
dove nn* armata di Fiorentini accompagnata Comecché per arrivare a tale intento te-
da Roberto Pucci e da Antonio Ricasoli suoi stasse un osso assai duro a rodersi da ^«d
commissarii con Toste papalina si accampò can mastini , non era peraltro il fiorentino
fuori di Porta Camullia. — E affinchè i Senesi il solo governo rappresentativo che si voleva
fossero da più parti nel tempo medesimo togliere di meno in Toscana, mentre gli
molestati, Tammiraglio Andrea Dona assai- occhi dei due potentati non perdellcro hm
lava con un'armata navale i porti della Ma- di vista anche 1* altro di Siena,
remma , sebbene egli non ritrovasse cor- Quantunque tardi, pure i Saneti si aeoor-
rispondenxa in quelli di dentro. A rendere sero del mal consiglio preso dai loro Magi-
sempre più fallaci le speranze di Clemen- strati allorché fornirono artiglierie e %ctlo-
te VII e dei ril>elli si aggiunse nn fervido vaglie all'esercito pontifìcio -imperiale nei
amor di patria innato nei cittadini sanesi, recarsi che f<ce all'assedio di Pireme, e ciò
di loro natura anientissimi ; i quali per co- ad onta che i governanti di qoctt' oltiasa
lai procedere s'infiammarono a segno che città tenessero viva la pratica di collegare
lutti gli uomini atti alle armi corsero sotto alla loro fortuna quella del Comune di Sio-
le bandiere delle loro contrade, e animo- na, mostrando, che se la Rep. di Firenze
sumentc si mossero per andare , parte di reslava oppressa , la sorte medesima sarebbe
fronte.^ e parte di fianco contro i nemici , toccata alla loro ptria.
sicché gli uni fuori di Porta Camullia , gli Realmente non era per anco Fireme oa-
altri esoendo dalla Porta di Fontebranda duta in mano dei suoi nemici quando da
contro l'oste s'incamminarono. La balta- quelli che vi stavano ad assediarla fu man*
glia fu breve ma sanguinosa, in guisa che dato a Siena un agente dell' Imperatore per
il nemico da tanto im(>clo atterrito si diede trattare coi governanti del modo di fervi rieii-
presto alla fuga lasciando in potere dei Sa- trare i fuorusciti. Che se cotesta dimanda
uesi artiglierie, armi, stendardi, vettovaglie, non ottenne subito il suo efi*etto, essa eoa-
carri , cavalli e prigioni. vertissi in comando aSKilotodopo la conqai-
Gotesta vittoria riportata contro le armi sta di Firenze, tostocbé l'Imperatore ordinò
di Clemente VII e de' Fiorentini precede di ad una porzione dell'esercito stalo fioo ai-
poche settimane 1' arrivo in Toscana dell' e- lora negli accampamenti di quella città » dì
sercito imperiale diretto a Roma contro lo avviarai nel dominio senesi. Bentosto il loro
stesso Papa 5f)tto il comando del duca Cirio di generale Gonzaga chiese alla Signoria di
Borbone, il quale attraversando il dominio Siena di mandare al suo quartiere di Pienta
sanese fu dagli ambasciatori della Repubbli- persona con facoltà di stabilira in modo ehe
ca largamente presentato , ed il suo esercito i fuoruscili e ribelli per cagione di stato faa-
di gran copia di viveri e di armi ancora for- sero rimessi nella loro patria, ben inteso che
uito. Accadeva ciò non molli giorni innanzi se gli restituissero i beni confiscali e tht
S I E N S I E N 337
•■ero partrcipare con lutto Tordiae , o In mo^ochè, icriTeva lo storico tette ci-
MCc dei !fo^ 4gli uffiEÌ (Hibblici. lato, non fÌ4 da raanvigliani te coloro che
hue o>lette condizioni ptoprie a ttabi- governavano Ja città , non avendo ottervato
imguveiao «titolino furono pronlainen- quanto dairimpemtore era ttato al gover-
■Hltmle dalla Signoria di Sien<i, che sino no di Siena in quella lettera ordinato, ad
nmAoendo sotto V iutluenza impe- oggetto di consenrarti liberi, non è, diceva
ebbe a br buon vito ad un rappreten- egli , da mara%igliarii se dopo avere nel
l4i Carlo V, don Lopes di Sorta, arri- i545 cacciato di Siena una parte di citta-
■dia citta alla tetta di una compagnia dini , per difetto loro bcettero perdere alla
tpagnuoli e di molli fuorutcili del- patria la propria libertà con danno di tanti
ì'No^. E perchè due anni in- altri che non ne avevano colpa,
allorché per cagione di una rivolta Intanto andava in Siena talmente cfe«
tota, r online de' Ifo^e fu etcluto tcendo tra le diverte fazioni la discordia»
dal governo; e vennero t>Ite ai parti* che una parte di ette nel i539 ricorse alle
le armi, delle qual i fuoruscili ti era- armi con intenzione di abbatnre la gran-
ili a Firenze di quelle appartenute de^ della famiglia Salvi favorita dal Oni^a
li della etlinla Repubblica. di Amalfi generale di Girlo V, comecdiè
delto che I* ordine de* iVot^, il està in apparenza facette la tvitcerata del po-
linò in Siena fino alla tua cacciata polo, te il Duca ttetto d* Amalfi con la guar-
da Carlo IV, era [>opolare, mrn- dia de* tuoi Spagnuoli non vi aveste riparato.
I suo ritomo foretto con Pandollb Quindi nella fine dell* anno 1541 fa
i venne aderente al regime tiran- mandato a Siena da Carlo V un tuo legato
tlutista; e tale ti mantenne, sia con ordine di riformare il governo. Ma non
delle continue rivolte popolari paso mollo tempo che parendo all'ordine
avevano caccialo, sia per la tacita de* Po;M>/ani che quella riforma aveste ae-
di potenti monarchi, dai quali cresciuto troppo 1* autorità ali* ordine de*
liti furono assistiti. I^oi^e con detrimento degli altri Monti ^ ti
ooleala volta non contenti che il unirono al medetimo quelli dell'ordine de*
iggi mento gli avesse accettati e riani- Riformatori, e poiché non potevano eoa
partecipare degli uffizi governati %'i Tarmi tenerli 'basti, cercarono di mettere
ribelli avendo fallo acquieto sen- in sospetto il capitan di giustizia che vi era
li armi da fuoco, e quelli dell* or- per l' Imperatore; di modo che in luogo di
'Po^po/cim accorgendosi che il parlilo don fjopez di Soria fu inviato a Siena (la-
ccrcava vendicarti degl* insulti ri- gtio 1 54.)) don Giovanni De-Iiuna.
liiaRMrono una notte la popolazione Cesare dopo aver assegnato ai Sanesi nuo-
; e sehb«-ne in tale occasione la cosa vo capitano, poco essi stettero a prendere
senza effetto, ciò ebbe luogo nel anche costui in s- spetto credendolo troppo
.del 1 53 1, quando ad un nuovo favorevole ali* ordine dei Nove, sicché a
Ifmfe furono dall'ordine de* Po- dì 8 lebbra jo del i54^ si levò gran rumore
de* Riformatori con rajuto della dall' ordine de* Popo/a/ii contro quello de'
^Mptnli e disarmati, facendo a molti A'ofe, cui si unirono molli del Monte dello
la morie («gare la pena. tie^GetitHuttmini. *- In lale frangente esck
cosa fu cos'i mal sentita dalTlm- fuori il capitano del popolo, il quale valen-
te inviando in luogo di don Fer- dosi del favore della plibv, riesci a superare
iHiaga il Mairh. del Va^to cornati- la fazione contraria, sicché il popolo dopo
tuo eeercito nel dominio sanese, sfogate le private vendette cercò di rilbrma-
prtacolò una lettera di Cesare scritta re il reggimento governativo, dal qnale fu
il d) 91 febbraio i&3i al se- dichiarato ( marzo del i545) che l'ordine
oosiglio generale della repub- de'/VoMr, incoI|ialo dello scandalo accaduto,
« colla quale rimprovi'rava il fosse levalo totalmente dalla borta dei go-
Ibd' Siena delle oote ultimamente ac- vernanti e da tutti i ra.igittrali, cui era slato
^^ «oneigliaoilo il senato a richiamare fino allora ammesso per una quarta parte. E
t^rie ì loro etfhcittadini slati di corto non ba«*taiulo ciò, fu licenziala da Siena la
^ Jtk l«i. — «'N ALAVI iLTi, istor. san. ^uanlu ^pagnunU rol «un ra^àlano, fu tolta
W. Lih, yHi.) rauiurila alia Balia de Quaranta ed eletti^
t. V- 4'
83S StBM StSN
«KM Sifoom òì Ire per ciascuii destre Mami^ le artiglierìe e muniiKNii dal ptlatto ddk
eìoè di Popokuùy di GgtuUuomini e di Ri- Signoria si porUnero nel oonvento di S«
fiurmaiori » i quali insieme al capilano del Domenico in Camporegi.
|K>polo ebbero la medesàina autorità della Né luitociò bastava per Sàt di Siena un»
Ealla de* Quarania, città ligia deU* Imperatore ; era disegno già
Ma non corse molto tempo cbe in Siena (aito dal ministro di Cesare di aligere nàia
continuMido le dÌTÌsionì, le rapine e gli città una ibrtena. Al quale effetto don Diego
Qiuicidj ritornò la guardia spagnuola , goA" dopo cavati i fondamenti presso 1* attuai Li»»
tuttoché la eiltà si reggesse a nomo di Be- so, eon i materiali delle torri scapenate ad
^bhlica. Takbé appoco appoco don Diego onta delle rimostrante e preghiere dei ma*
di Mendoca, che risiedeva in RomM in qea* gistratiedelpopoloyla disegnata cittadella fi^
lità di ambosciadore di Carlo V, insinuava ceva innalzare. — Racconta Bernardo Sc^i
il sue sovrano per il bene e sicnreua di nelle sue storie che nel cavare i fimdamenU
quella città a hnì una iortena. inoltre don per erìgervi la rocca fu trovata nna palla
Diego cercava di persoadere Cesare ohe » a grossa di ferro » intorno alla quale etano
yiohén stabilire ed assicurare bene 1* iWe- scrìtte queste parole: Nel giardiao deUeaio
no sno in Italia, sirebbe stata cosa utiledi- la forieua si farà , e poco tempo durerà,
cbiarare signore di Siena Filippo II suo (W k queste parole corrispondevano quelle del
gliuolOy aceiocebè, impadronitosi di quello fiimoso Brandano, il quale andava gridando
akilo, tenesse in un medesimo tempo a freno per le strade di Siena: Invanum iaèorw^e»
il Papa ed il Duca di Firenie, non impor- rum qui aedifieant eam, E lo stesso Segni
tamà» altro la forteiza di Siena» che un cep* aggiunge, come in quei giorni tutti i Senesi
pò sul eolio ad ambedue questi prìncipi , e sbigottiti e malcontenti , avevano latta nna
diceva^ anebe un fieno air indomabile popolo pubblica processione e con solenne pompa
tanetr. presentale ad un* immagine della B. Vergine»
Kel tempo che coleste pratiche si anda- avola da quel popolo in singolare devoaio*
ìrano agiDsndi»^ don Diego di M endou ari- ne » le chiavi della loro città t PreMemtiao
chicita dei Signori di BMa tornò da Roma- (disse il Mendoia) i Seaerif e eontegmmu a
a Sieo»! la qual misnra rì risolvè in danno M tog^iono le chiudi di Siena da moiteg»
de* governati, perché i Senesi non solo ac- fio, a me basta di aoere in mia podestà
eetiarono i 400 soldati spegnuoli , ma il Ìi cAiWi da dw^ro.
lI«-ndoia stesso fu fastosamente accolto dal Non trovando i cittadini meno lecito da
pubblico e dai particolari anco innanzi che far desistere gì* Imperiali da quell* impresa,
r Imperatore dirìgesse da Augusta in data si rivolsero ad altra via. E benché il Duca
del iS giugno 1548 lettere alla repubblica di Firenze avesse fatto intendere al Men-
di Siena, esortando cotesto popolo alla quie- dota che in Siena essendo sollevati tutti
te, ed a fare quanto per sua commissione gli gli umori pei mali portamenti suoi e del
veniva comandato. Con tali facoltà don I)ie- presìdio spagnuolo, egli stesse bene in guar-
go il dì ultimo di ottobre feee adunare il dia, perchè gli erano venule a notitia alcu-
consiglio del popolo, quindi esortò quel se- ne pratiche sospette di Enea Pieoolomini, ai-
nalo a restituire i cittadini del T ordine de* potè per via di donna del Pont. Paolo IV, e
Moffe per una quarta |)arte ntrl governo, di del capitano Grirolamo da Vecchiano , con
che tipo dal marzo del i545 erano stati tutto ciò il Mendoia non ne volle far conlo«
privati, e che si rifacesse la Balla de* Qua- Frattanto Girolamo da Vecchiano, il quale
Tanta. Che sebbene il senato sanese di pri- aveva avuto soldo dal re dì Francia, con 5oo
ma giunta non vi aderisse, do\'è presto ac- fiinti passò da Siena mentre il Mendoia era
celiare tuttociò per ordine di S. M. Cesarea, a Boma, ecol pretesto di amicizia verfo Enea
in guisa che la RqK di Siena fu organizsata Piccolomini conferì seco lui per parte del
a modo e volontà di don Diego di Mendoza. cardinale Farnese di alcune cose, fra le quali
Onde anche meglio assicurarsi dell* ub- eravi la promessa mandata dal re di Francia,
bedienza di un popolo poeo avvetao ad ub- di restituire Siena in libertà e rovinar la
bidire allo straniero , don Diego dopo aver fortezza, se il Piccolomini volesse porgere ia
introdotto in città alla spicciolata parecchie causa sì pia ajuto alla patria.
Gcnfinsija di soldati spagnuoli , ordinò che In conseguenza di ciò Enea che con Bla*
Ir armi pubbliche ad eccezione di poche con rioBandini e con altri della Balia nutriva
S I E N S I E N 339
nnl amore Terso don Diego, di buon ani- se , tanto più <^e dal re di FruncU fu maa-
mo fi aderì. Lefossiuliora il popolo a rumo- dato a riseder io Siena Moni, di Termctooii
re, e sebbene fosse stato spogliiito in gran titolo di governaiore e di suo capitano ^
parte delle sue armi, sbigottiti gliSpagnuoUy il quale lasciava ai Sanesi liberamente ga«
si ritirarono tutti nella fortezza, mandando vernare i pubblici affari. Gbe se da un cnii*
prontamente avviso al Duc:i di Firenie di to 1* ambasciatore regio intento alla gunr-
(ale sollevazione. — Era il giorno dì S. dia della cittì, suo stato e marina assoldava
Francesco dell'anno i55a quando il Duca gente, dall* altro canto Cosimo I si provve-
Cosimo, appena informato di quel iumullo, deva di milizie, k sostenere la quale sprsa,
fece accorrere le sue compagnie di Val-d*Elsi oltre ai balzelli e agli accatti, il Duca ebbe
Terso Siena, e senza attemlere altro consi- ricorso a una gabella sopra la farina che pai
giio ordinò ad Otto da Montauto che con i gava per tutto il dominio soldi tre e danari
suoi 5oo fanti entrasse in Siena. Questi ap» quattro lo stajo, ed in Firenze soldi quattro,
pena introdotto per la fortezza vicina a Por- e dioevasi che cotesto dazio sarebbe arrivato
•a Gamollia, la notte appresso uscì fuori con in un anno quasi a aoo,ooo scudi, ooloom-
le sue genti e co! presidio spagnnolo in or- puto fatto di tutti i sudditi e foceslìerì , ch«
dine di battaglia, e tosto si attaccò znfia con si Cicevano allora ammontare nello sialo veo^
il popolo sanese armato, non senza la morte chio di Firenze e Pisa a 900,000 anime,
di varj spagnuoli e di un maggior numero Frattanto per la Toscana passavano fiinti,
di palietehi; sicché il Montauto caricato e cavalli, danari ed arme de* Francesi, senza
-respinto dal furore della popolazione fu co- che fosse loro impedito il transito pel domi-
aifetto ritirarsi in qnella rocca, di dove man- nio fiorentino, fingendo il Duca Cosimo di
dò aTviso al Duca che gli sollecitasse nuovi non avTertire quel caso; in guisa che Siena
■occorsi, giacché in quel modo non avrebbe potette presto riempirsi di soldati , di Tello-
potuto tenersi fermo nella cittadella più di Taglie, di munizioni, di artiglieria e di ogni
cinque giorni. sorta di arme, Contuttociò appena Tlmpera-
Allora Cosimo I, fra la diversità di opi- tore potè sbrigarsi dalle guerre che aveva in
nioni dei suoi consiglieri, accettò quella di Alemagna e nelle Fiandre, sulla fine del»
non impaociarrì in cosa alcuna di Siena, e l'anno i55a inviò a don Pietro di Toledo
dopo Ire giorni commise al Montauto che suo viceré a Nafioli e suocero del Duca Co*
uicisse dalla cittadella. Passali pochi altri simo l'ordine di apparecchiare un esercito
giorni partirono gli Spagnuoli , previo ae- 0{)portuno per assalire Io stato di Siena,
cordo fatto co* Sanesi di paitire della città Era già l'oste in cammino dal regno di
• bandiere spiegate con le loro robe; quindi Napoli alla Tolta della Toscana, ed appena
r ambasciatore di Francia presso il Papa ve- era entrato l'anno i553 quando il viceré
nuto a Siena si fece consegnare la fortezza in giunse a Livorno con 1000 fanti spagnuoli,
nome M suo re, che poi donò a quella Si- 400 lance e mille cavalleggeri napoletani ,
f noria, lasciando alla medesima Tammini- quasi nel tempo stesso in cui il suo figlio
«tniione delle Scende della Repubblica, ed don Garzia arrivava con molta cavalleria e
al popolo sanese l'arbitrio di rovinare dai con 8000 pedoni sotto Cortona. -«Disegna-
Ibndamenti V odiato fortilizio. va costui d' assaltare il dominio di Siena, con
una metà dell'esercito dalla parte di Val-di-
VI. SimA anL* ULTIMO Asaamo snm Chiana e con l'altra metà invadere la Ma»
ALLA SUA cEMiOHE A CosDto I. remoia. Ma poco dopo essendo morto a Fi«
renze il viceré, fu da Carlo V destinato don
La partenza del presidio spagnuolo da Grarzia in generalissimo di quella guerra,
Sienn e la distruzione della fortezza a dispet- assistito dal valente capitano Alessandro Vi«
lo dcir Imperatore e senza l'annuenza del telli. — Né intanto i Sanesi restavano di
Duca di Firenze, che pure fingeva di non provvedere ai casi loro, poiché maitre mon-
avvertire quei casi, tutto ciò decise il poten> signor diTermes recatosi a Grosseto ordinava
lissimo Carlo V alla distruzione di cotesla che molti castelli di quella provincia si forti*
Repubblica. Né corse molto tempo che il ficassero, il governo della repubblica melt««
Duca Cosimo per gelosia di stato inviò ai con- va in armi da 1 0,000 fanti e da Soo esTaU
6ni 3ooo de' sooi soldati a guardia di tutti i leggeri. Arrogeclie il re Cristianissimo di
luoghi posti in TÌcinanza del contado sane» Francia fino dal novembre deiraono pcfue>
3iÒ STEN S I E N
dfnte «fCTa mandalo suo laogolenenlr in to i m penale t*mTÌò a MoDlefollonìcopm* poi
Siena il cardinal di Femira, Ippolito d*Efle, innoltrarsi verso Pienxa ^ dov* era entralo
che offrì ai Sanesi da parte di S. M, o^i con 5oo fanti Giordano Orsini panato di
torta di ajulo per la conservazione e difesa corto al servizio de' Francesi; il quale noQ
della loro libertìi. avendo avuto tempo di farvi ripari da po-
Dair altro ranto il Duca Cosimo, sebbene tere reggere ai colpi delle a rtigl l'arie, gli par-
in apparenza figurasse in tale emergente di ve meglio di abbandonare la piccola Pienza.
volersi mantenere neutrale fra i Francesi e Ma ana parte di quei soldati essendosi ri-
gl* Imperiali, non volendo senza profitto di tirata con Adriano Baglioni nel vicino ca-
Cesare nimicarsi il re di Francia , contutto- stel di Montichiello, questo capitano deli-
ciò l'animo suo era propenso a giovare a berò di tenere forte il castello per natura
Cirio V, nella speranza di poi ritrame lo del sito assai ben difeso , nella speranza se
stesso vantaggio che era toccato al Duca Ale»- non altro di dare comodila a quelli dì Mon-
Sandro de'Medici dopo la caduta di Firenze, falcino di potersi fortificare.
Dondecbè Cosimo non lasciò opera alca- Non ostante però una coraggiosa difen, et-
na addietro per provvedcni di moneta, al sendo mancata a quelli di dentro la mu-
gnai uopo giovossi non solamente della co- Dizione e rimastovi ferito il comandante Ba-
piosa vendita de* beni appartenuti ai ribelli, glioni, il presidio di Montichiello dovè reo-
ma dopo aver gravato i popoli con la ga> dersi a discrezione. — f^ed. MomncnuLuo.
bella sulla farina, aumentò anche quella del- Con questi felici principi griraperiali si
];i carne, stala messa poco innanzi, e ne ag- rivolsero al castello di Treqoanda inutilmen-
gionse delle altre. Fu allora dato l'ordine te guardato da 3oo Francesi, e di là sitpia-
che si fortificasse il castello di San-Cascia- sero nella Valle dell' Ombrone sopra Boon-
no, che si munissero e che si serrassero in- convento per avvicinarai a Monlalrino nel
tieme i bastioni incominciati sul monte dì tempo che an altro corpo di 4000 T deschi
San-Uffìniato sopra Firenze, e ciò ad oggetto penetrava nella Maremma sanese, ecbe 5oo
dì tener guardata e sicure tutta quella parte Spagnuoli a Orbetetlo e altri 400 sbareava-
della citili di Oltrarno. no a Piombino ; sicché questi uniti a mille
Molti e in vari tempi scrissero delle vi- soldati Italiani e a molta cavallerìa teota»
cende occorse in Siena dall' epoca della cac- rono non solo di privare i Sanesi del mare
riala del presidio spagnuolo fino alla resa e delle vettovaglie, ma di occupare la capi-
di detta città alle armi di Carlo V per non tale della Maremma Grossetana,
aver io bisogno di qu) tutte annoverarle, ha- Essendo però quesf ultimo progetto ne-
ttando la noia (i) pag. X della prefazione scito vano, fu dato ordine ai soldati Tfdo-
al Diario delie rote a^ifenuttin Siena dai schi e Spagnuoli dì avviarsi per il Volter-
ao lugi. i55o ai a 8 giugno i555, scritto rano, onde poi si unissero al grosso dell'e-
lla Alessandro Snitini^ e per la prima voi- sercito di don Garzia per l'acquisto dì Mon-
ta pubblicato in Firenze nel Voi. Il delC talcino. Il qual generale per giunger più
archivio storico italiano insieme con altri presto ad impadronirsi di quest'ultima ciltii,
acconti a quella guerra relativi. ricevè da Firenze altri aooo fanti con buon
Anche un moderno scrittore credo che numero di guastatori e fra le cose neceiaarie
▼ada preparando un romanzo storico intorno alla sua impresa alcuni pezzi di artiglierìa per
al serìo argomento àtW Assedio di Siena, battere il castello che quella città difendeva.
La prima Terra pertanto presa ai Sanesi Avendo don Garzia con cotesta triplice
dagl'Imperìali fìi Asinalunga in Val-di-Chia- armata Tedesco-Spagnuola-Medicea potuto
Da , dietro la quale venne quella di Luci- abbattere una torre della fortezza di Mon-
guano : e cosi incominciò il Duca Cosimo a talcino, attendeva animosamente ad avvici-
levarti la maschera col dichiararsi palese- narvisì con te trincee, non sapendo che dalla
mente nemico de' Francesi e de* Sanesi , to- parte di dentro peri rìpari fatti al castello
tinche egli inviò una compagnia de' suoi e alla città il nemico avrebbe molto da tu-
soldati a presidiare Lucignano e guardarla dare prima di venire a capo dei suoi desi-
in nome e per conto dell'Imperatore; qnan- derìi, mentre non era minore l'ardire degli
tunque per antiche ragioni della Rep. fio- abitanti, e di un presidio di mille fanti toelli
rentina avesse egli avuto luogo di tenerai che solto il conte Mano Sforza ed il capitano
Lucignano per conto proprio. Di là l'eterei- Giordano Orsini Monlalcino difinidevano.
S I E N STEN 341
blioe don GanUera Tonalo in spenniza S|Kigniio]i, e 3oocav»I leggeri m.inlfnuli per
i patera infignoriie di cotesto paeie per vin i o mesi, il suo paJitine s' impegnava a pren-
£ tnllalWe, ma ne tampoco da ciò trasse dere sopra di sé I* im|)resa di Sien.i , a con -
ikaafrallOy meno il perìcolo di perdervi dizioni che da G:sHre fosse poi ricfimpensato
h Tiia, at da una lentinella degli assediati de*dimari che avrcbl»e speso cnl rìcrvere daU
aofl fesse Italo aTTcrtito. la corte Aulica altrelUinto Slato in Toscan;i.
L'm simile aperanaa arefa concepito il Accettò Carlo V V offerta , lo<l.indo il co-
ka Goaimo delle cose di Siena , che per raggio e l'alUiccamento di Cosimo alLi c;iii.
■spfggio di on &iWi capitano del popolo sa imperiale, desiderosissimo ad ogni modo
mmmmemte afjemfa si mnovetse a tumulto di punire ì Senesi e di levare i Francesi
^caeeiame i Francesi col pretesto di chia- d* Italia, tanto più che Piero Strozzi nemico
■Mcil popolo a libertà. personale di Cosimo era stalo di corto dal
Hi scopinta In congiura , il Salvi con un re di Francia dichiarato comandante gcne-
hleUo sao canonico del Duomo, e due al- rale di tutte le sue armi in Italia,
ki iaiplicali nella trama medesima vennero Disposti in tal guisa i mczai, fu conceiialo
Bmdraoali nella testa. il piano delle operazioni, fu deliberalo che
ItfSTcnlalji congiura fu come mettere zolfo colesla seconda guerra cominciata nel gen-
ti ftooco. 1 Sanesi di ogni ceto, di najo del i554 i stile comune) s'intrapriu-
li età, di ambo i sessi si armarono da desse a nome dell* Imperatore e del Dura ili
i« e sebbene divisi fra loro per qua- Firenze suo alleato, e che si approfiita^se
Età* o per nascita, in quella emergenza di della buona f<*de in cui erano i Sanesi per
masuiM. pericolo unitissimi procecJeronocon sorprenderli movendo improvvisamente con-
hapersnsa di riacquistare l* indipendenza tro la loro città il suo esercito innanzi che
^ ad em loro ed alla patria si voleva to- arrivassero le truppe promess'* dairira|MT,i-
fliere per lempre. tore. Alla quale 0|ier.izione doveva essrr^^ tii-
Al momento che quella popolazione per vorevolc la circostanza dell' assenza da Siena
■tri^hi teoreti o per forza di bajonette e del generale Piero Strozzi , e la domesti-
«■annate si vide in pericolo di perdere af- chezza che il Duca dimostrava continua-
patria e librrlà, anche le donne di ogni mente verso il cardinal di Ferrara , rimasto
in tale circostanza spiegarono un al governo della nemica città.
rìiolato ; e comecché la debolezza Vedendo però Carlo V e Cosimo de^ Me-
drl aemo non permettesse loro d'imprendere dici come le vie slate fino allora adf^perale
C'Ite luperiori alle proprie forze, pure rìu- non riesci vb no a conquistare né Siena, ni>
ttr Terzi e ordinate in altrettante Montalcino, stabilirono di procedere innanzi
sotto diatinte insegne e sotto il co- in detta guerra con nuove genti e nuo^o co-
di tre generose gentildonne, senza mandante generale. Si pensò di affiiJrfre cn-
atira distinzione di preminenza di nascita, tanta impresa al geuenlissimo marchese di
■obìii, cittadine, plebee, tutte cantando una Marigmno, creduto d( rivaio da un ramo
specie di Jfarii/ieie marciavano per squa- della famìglia de* Medici uscita di Firenze
droai a porgere materiali e a lavorare alle e stabiìitnsi in Milano.
fortificazioni della città, né da tali opere de- Cotesto marchese, eh* era tenuto In quei
Mleiuuo finché non l'ebbero terminale. tempi per uno de* più abili capitani rlic fos«
La generosa condotta di quelle Amaz- sero in Italia, fu condotto A soldo del Duca
aoai meritò gli elogj anco degli scrittori fo- Cosimo , come persona la più opportuna ni
ivAierì. T.de uno di questi fu il maresciallo disegni suoi. Tentò egli da primo di pren-
fanceie di Jfon/iic, il quale, dopo la ciduta dere per sorpresa la città ass<-diata , ma sve-
di Siena trovandosi alla difesa dell'eterna gli erano i suoi abitanti, e più svrglio il
óftà. Scriveva ne' suoi commentar), che a- generale Piero Strozzi che quel numeroso
9^Mt voluto difendere Roma piuttosto con presidio eri venuto a dirigere, laiche rie-
^ dome senesi che con i soldati romani, scirono friistanei i ripetuti assalti, diii quali
Avvenne però che il Duca Cosimo nel- però si vide sempre la nbbla del Marigna-
r ottobre del i553 mandò il suo fedele se- no sfocarsi b.irbaramenle sopra gli abitinti
grctarìo Bartolommeo Concino all'Impera- delle-iV"' ree soprai prigionieri che la sua
tew per dirle, che ogni volta S. M. I. volesse oste prendeva Frattanto che accadeva h
•ctordare aooo tanti Tedeschi, altrettanti guermora nelle virinanz*, or^ in lunttuan-
342 S I E N S I E R
i« dalle mura di Siena, ma leropre drra- Scannagallo pretM Marciano in Val-di-Ghta-
sUndoognor più il paeie inlomo, ogni cit- na sopra i Saneti e Franoeii ripoctaU , ai
tadiuoy non esclusi gli ecclesiastici, sia della marchese di Marignano riesci facile cosa
ciltà come dei contado affronUva coraggioso d' impadronirsi delle più fòrti posiiioai in-
qualsiasi pericolo, ed anche la morie, per torno le mura di Siena,
difendere la patria perfino nelle campagne. Imjierocchè questo genenle era coavinto
Accortosi il mirchese di Marìgnano es- sempre più non esserti altro meno stouro
sere cosa qu4si impossibile di prendere la per impadronirsi della città di Siena che
citiìi di Siena colla forza dell* armi, si dovè quello di ridurre agli estremi i suoi difen-
risolfere a costringerla con afiamarla. tori ed abitanti per Tia della fiime ; sicché
Se vi era innanzi qualche dubbioso, niu- egli dopo aver fatto demolire tutti i mulini
no restò perplesso dopo la condotta del mar- de*coulomi, dopo disfatti i bottini o Ba|iie-
chesj di aHarignano, che Cosimo I più che dotti che conduoerano i* aequa potabile in
Carlo V voleva finire la Repubblica di Siena Siena , impose pene severìasime ed atroci a
a costo di disfare la stessa città. Dondechè chiunque ardisse trasporUre vettoraglie di
gli storici fiorentini meno sospetti scrissero qualsiasi sorte nelP assediata città,
senza mistero della risoluzione assunta a Allora cominciò in Siena una lacrimevo-
suo carico dal Djca Cosimo di scacciare da le oostemaiione cominciando a limitani a4
Siena i Francesi per farsi padrone di quella una libbra a testa il gmno che poi fu ridotto
città e del suo stato. a mezza libbra, finché mancò affdto al pab*
Dirò col Segni {istorie fiorentine, Lib. blico la sua dispensa.
Xif^,) « che questa guerra mossa ai Sanesi 11 governo redendo che ona parte della
dal Duca di Firenze , fu la cagione espres- popolazione a cagione di digiuni e di tteoli
sa dell' ultima rovina di Toscana tutta. La era di già scomparsa dal numero de* viventi,
somma di tutte le genti del Duca fra Italia- decretò con poca carità di mandar faori di
ni, Spagnuoli e Tedeschi, nei primi tre mesi città tutte le bocche iuatili d*iofermiy di
di quell'anno radunate, ascendeva a 94,000 vecchi e di donne, e perfino dd gettatelli
fanti e a mille cavalli, ed il loro manteni- impuberi giunti ad una certa età dcirme
mento a 100,000 scudi, che tutta cotesta e dell* altro sesso, i quali appena diieoitati
somma dovè cavarsi da gravene straordina- pochi passi dalle mura urbane rimanevme
rie poste ai sudditi tribolati sempre più da a discrezione di un incsombile nemico,
un'allliggente carestia, la quale cominciava Finalmente essendo venuto meno ogni
in quell'anno ad essere grandissima ». umano soccorso, nella lusinga di dar fine
Primo pensiero dell* accorto Marignano a sì S{»avenlevole catastrofe, i magistrati sa*
fu quello dì assaltare nel tempo medesimo nesi risolvettero di ricorrere ad un aoeocw
1 Sanesi in casa, nella Maremma, in Val- do. — La prima risposta del marchete di
di-Chiana, in Val-d*Orciu ed in Val-d*Asso. Marìgnano fu orgogliosa quanto crudele, al-
In Maremma dare il guasto a Grosseto, in lorchè fece sa|)ere agli assediati non esservi
Val-di-Chiaaa investire Chiusi, in Val-d*Or- per loro altro sciroiio fuori di quello di aoU
eia Pienza, e in VaI-d*Asso Montalcino, nel tomettersi intieramente alla discrezione del
tempo slesso che le sue genti in Siena oc- Duca di Firenze , se il sacco , il fuoco e la
cnpavano il bastione accosto alla Porta Ca- rovina della loro patria volevano evitare,
mullia con quel più che poterono avere. Frattanto che si dava cotesta as(>ra rispo-
Chc se dall'attività dello Strozzi e dal sta, le armi francesi minacciavano fortcb
coraggio de'Francesi e de* Sanesi una gran mente dal Piemonte di avanzarsi verso la
parte di quei progetti furono resi vani, non Toscana, ed in Lucca e perfino in Firenze
mancò peraltro il Duca Cosimo di arrivare si manifipstava il maltalento de' cittadini ver-
presto al suo intento. Né guerra fu mai eser- so il Duca che voleva fare dì Siena ciò che
citata con maggiore asprezza e ferocia. Im- Papa Clemente VII era riescilo a fare della
perocché usavansi cnidcltà atrocissime in repubblica fiorentina, e ciò che, al dire M
impiccar contadini, in islorzare donne, in Vasari, Cosimo meditava di Lucca; donde-
ammazzare innocenti, ed in mettere a fuoco che ogni giorno si appiccavano nei luoghi
e fiamma ogni cosa. ( Siom, loc, cit,) pubblici della città di Firenie cartelli^in-
Do{io però la vittoria del a agosto i554 giuriosi al Duca, e polizze col motto:
djgl* Imperiali e Duchcschi nei campi di Francia e muoja f impero.
SIEN SÌEN 343
D*àtlroDde a tal ponto era arrifaU la ri< hramavano l*aDtioo governo aristocraiieo
salatena de' Sanasi che piultosto di accet* sollo la piolesione deirimpenilore, mentre i
tare r umrlianle quanto barbara proposta capi del Monte de* Popolani essendo luain-
del generalissimo di Cosimo , si sarebbero gati dai comandanti francesi di trasferire al-
essi più volentieri seppelliti vivi sotto le ro- trove la sede della patria pericolante, gladi-
vine della propria patria incendiandola con cavano indi£Ferente che questa fòsse in Siena
)e loro mani. o in Monlalcino. Altronde la plebe deside*
Non diiò del patriottismo e fedeltà in rando un ristoro sollecito a tanti mali; in tale
querta guerra dai contadini dimostrata, to- stato di cose i Signori di Balia della repob*
siochè gr istorici , gli annalisti italiani e bltca di concerto con il maresciallo di Mon-
oltramontani, non che le relaxioui paniali lue, divenuto 1* arbitro del governo di Sie»
e giornaliere di una guerra cotanto accani- Da 9 destindrono ambasciatori a Cosimo I
fa, parlano assai rispetto alla fermezza e 00- per trattare le condizioni della resa. — Ma
raggio, col quale i villani del contado sane- per conciliare le mire de' Francesi e Tur-
se asulivano, e assaliti bravamente i resedj genzade'Sanesi eon la fermezza del Duca si
duminicalì difendevano ; talché lo storico passò nn altro mese di tempo ; Analmente
Ammirato ebbe a concludere, che tuttociò stringendo la lame, fu firmata la capitolasio-
dorè succedere per efifetto del mansueto ed ne nel 17 aprile del i555, un articolo della
amabile reggimento tenuto dai signori e pos- quale esigeva, che pertullo il aa aprile stes-
sidcnli sanesi , per coi animi rozzi e villani so la città di Siena dovesse restare evacuala
s* indosserò di mettere a rischio la vita prò- dai Francesi per introdurvi la guarnigione
pria piuttosto che violare la loro fede. -«- imperiale. Ia qual cosa avvenne a dispetto
( kmntu Stor* Fior. Lih, XXX,) della popolazione che con tanti disagi sofièrti
Ha dopoché alle superbe parole del Ma* in 1 5 mesi di assedio, con tutto il sangue
rigomio susseguirono proposizioni meno se- sparso, non avendo potuto conservarsi in li-
vere inviate ai Sanesi dal Duca di Rrenze, berla, doveva tornare sotto gli odiali Spa-
>1 suo governo, vista la perdita di quasi tatti gnuoli. Oltrediché un altro articolo della re-
i paesi del dominio sanese ; visto che il sa accordava facoltà di rifare una fortezza in
BBaresciallo Strozzi non aveva potuto allon- Siena nel modo che piuceva al Duca Cosi-
taoare il nemico dai contorni di Siena, dove mo. Infatti dopo introdotti aooo soldati im-
avtva devastato tutte le campagne delle vici- periali, Cosimo spedì a Siena Angelo Nicco.
n.ioze della città per togliere affatto agli as- lini come suo luogotenente incaricato di sta-
srdiati ogni speranza di raccolta; considerala bilìrvi un piano di governo composto di
l'inutile diversione nello sialo fiorentino fai- persone non sospette (benché poche si sii*
l> dall'esercito francese condotto dallo Stroz- massero fedeli ) ed atte a ridurre la città alla
u; visto inoltre che dopo la terribile di- devozione dell'Imperatore, cominciando in-
sulta nei campi di Scannagallo era accaduta tanto dal togliere le armi di casa a tutti i
I eipognazione di Casole e di M.issa-Dlaril- cittadini e contadini.
tiiDa; -rista la mancanza di ogni sorta di Un simile atto di schiavitù, da pochi an-
tettovaglie, l'emigrazione e la |)erdìla ognor ni indietro praticato, dis| iacque talmente
^"^^cente de^ cittadini e sentito l'ordine all'universale che si accrebbero le emigra-
nrbaro dato dal generale nemico di am- zioni al segno da dovere a furia di l>andi
'^^Bare tutti i contadini che avessero ten* minacciare pene severe a chi abbandonava
^lo di portare vettovaglie in Siena, costrin- la già deserta città. Frattanto alcuni deli'an-
fne uomini e donne che uscivano di città tico governo repubblicano ritiratisi in Mon-
I 'ritornarvi; considerando perciò i magi- tale ino con i sigilli dello stato invitavano
*^ della Repubblica non restarvi altro col nome di libertà i Sanesi a riunirsi in
"^ di salvare la città, risolvettero di pre- queir ultimo asilo della loro indipendenza.
P^ il Pontefice Giulio III ed il Du'ia di Furono perciò con altro bando ducale
'^rrar^ a promuovere la pace a meno dure ricliiamati alla capitale gli emigrati con la
^^izioni di quelle inviate loro di prima, minaccia dopo un dato termine loro assegnato
^on lutti i capi della Repubblica opina- di essere considerali ribelli dello slatoconfi-
v>ooin lai maniera, quelli del Monte de' stando loro tulli i beni.*-~ È fama che all'
iRi^e, che per sola necessità e sicurezza prò- epo&i suddetta dentro la città non rima-
pni avevano aderito all'ultima rivoluzione, nesstrro più che 6000 abitanti di 40,000
311 S I E N S 1 E N
che TI furono inn;mzi Tasiedio. la lai giiin noti suoi fedeli » caduti in miseria cotanti ,
k guerra civile cangiuta in guerra politica che coloro» i quali solevano essere i più rìc-
flirenne dì giorno in giorno muggiormenle chi e i piti agiati » vi morivano «li fame, cs-
desolante e dÌ9.islrosa. sendochè le loro possessioni erano divenute
Frattanto dojìo qualche ripugnanza di preda di amici come di nemici, in tempo in
Carlo V a confermare raccordo, come era cui da ogni parte soldati e assassini scorreva-
stato promesso dal Duca ai Sanesi, resercito no a depredare tutto quel lerrìlorìo.
imperiale, avendo lasciato in Siena un forte Erano in tale stato le cose, quando nel
presidio, si mosse per recarsi ad occupare 1 5 dicembre del i555 fu segnato il trattato
molte terre e castella del suo contado e del- di alleania. fra il re di Francia, il Papa ed i
h Maremma che tenevano i Francesi. Gar iffii suoi nepoli , trattato che tennen oc-
Non si fecero però in queir anno imprese culto il più che fu possibile affinchè gli
maggiori della conquista della forteua di Spagnuoli e il Duca non si fortifìcastero , e
Fort* Ercole nel Moni* Argentario, per cui per dare tempo a far venire la flotta Turca,
si vuole che il re di Francia levasse al ma- onde secondare le operazioni meditale. Co»
resciallo Piero Slrotxi il comando generale ( esclamava il Galluzsi ) il fondatore de"
delle sue armi in Italia. Teatini^ e il pia ardente prontoiorm driia
Intorno a questo tempo e neir anno me- InpUfisione dlffennt allealo de* Turchi
desimo i555 arrivò in Siena a risedere con per sola ambiuone di far grandi i nipoti
titolo di governatore cesareo don Fiiancesco -^{/fior, del Granducato Lib. li. eap, 5.)
ili Toledo, il quale seppe così bene fflaneg- Accadeva luttociò nel tempo che Carlo V
giarsi con i capi del governo sanese , che cedendo la corona delKImpero a Ferdiaando
Signoria eB<iUa d'accordo rimisero nelPar- suo fratello, voltava il pensiero alla quiete
bitrìo di S. M. I. ogni autorità senza limi* del ritiro religioso, comecché non sapesse
tallone di tempo sopra la città di Siena e risolversi ancora ad abbandonare 1* amU-
suo slato. Ad ottenere cotesta facoltà il To« zione di regnare.
ledo trattava umanamente il popolo di Sie- Questa doppia rinuniia del rogno di Spa-
na ostinato nemico del Duca di Firenze. Co- gna al figlio Filippo e dell* Impero al fn-
sicchè Carlo V trovassi qualificato signore tello Ferdinando fece credere che dovcns
della stessa repubblica ; e dopo aver fatto favorire i nuovi alleati , sicché nel tenfio
redìgere in valida forma ootesfalto di schia- che a Pitigliano il Duca Ottavio Oniui adii-
vilù , nel quale si annullavano tutti i patti nava un buon numero di gf-nte d*arnii,
piò essenziali delle capitolazioni precedenti, delle quali affidava il comando a Cornelio
r Imperatore stesso ne investi Filippo II re Bentivogli, nel tempo stesso Piero Strosii
di Spagna suo figliuolo. comparso improvvisamente a Roma faceta
Poco dopo essendo morto in Siena il go« sperare ai repubblicani sanesi di Montalcino,
vernatore d^n Francesco di Toledo fu eletto avvicinarai il giorno di recuperare la patria,
nello slesso ••ffizio dal re di S(Kigna il c:«r- Per questi movimenti il Duca, cui stara
dinaie don Bfriiardino di Mendoza, detto a cuore di sventare simili progetti, domao-
il Ctrd. di Buigos. * dava al re Filippo centomila scudi ad im-
In cotesto frattempo però il Pont. Pao- prestilo per sostenere il peso della gnem,
lo IV Caraffa si diodo a scoprire decis «monte ricordando alla corte di Spagna «he SieiM
nemico di Cesure e finitore non solamente non sì poteva mantenere se non con gfao«le
de* Francesi , ma dì lutti ì fuorusciti di To- sp<sa e continua, né ubbidieuti i soldati K
soana, dondecliè {{l'irafieriali ebbero motivo non pagandoli e saziandoli di moneta, tao-
di dubitare ohe il Pap da quelle genti hs- to più che i Francesi erano vicini, e la sat*
sistito colesse muovere le sue armi contro gliore genie di Siena fuori di paese, e che
il governo assoluto di Siena, città di mal- quella rimasta dentro era quasi tutta sua IM^
contrnli piena e di ogni cosa da vivere sfor- mica. Sennonché il dissìdio fra le corti <K
nita; l;iutn più che Cosimo non poteva prov- Francia e dì Spagna contribuiva non |mk'9
cederla pei le grandi spese della guerra e a interporre degli ostacoli che si resero su-
per le ni igro raccolte che da tre anni To- che maggiori per la mala intelligenza in-
scana tutta .ifflì^gevano. Dondecbè convenne sorta fra Carlo V e il re Filippo suo figliuolo,
^l Dura fAve grossi accatti di grano nelle Mentre gli affari politici erano involti io
Sicìlir, r sovvenire molli gentiluomini sa- cot^inta confusione, i miuistri delle due ino»
SIEN SIEN 345
lie. Bcl 5 iebbnjo del 1 556, Menarono col Duca Gmìiuo le basi della oeseiotte di
• GuBliffccy una Iragoa per cinque anni , Siena e suo stalo. Ciò ebbe cfietto nel dì 'S
attera da Filippo U li la mano susse- luglio del iSS? medìanle un trattato di al-
imle, eoo la quale fa coni «auto, cbe du- leanu, col quale Filip|>o II fra le altre cosa
BMcqiael quinquennio ciascuna delle due concedè al Duca Cosimo de*Medicied ai suoi
pÉBBe, eoatpfesivi i r«tpetti?i alleati, do- successori la città e stato di Siena , donan-
«K riteBCfv i paesi che tino a quel giorno dogli inoltre in libera proprietà la tenuta e
mfàoeempmìo, beni della Marsiliana, ■ condizione cbe ne
San leitoTano pertanto senaa sospetto lo restasse al re di S|ia{pia il sovrano dominio
«rdilb parie dei repubblicani di Blontal- riunito a quello di Òrbetello con Talamone,
àwcbe ai mostravano avversi a condizioni Pori* Ercole , Santo Ste&no , Monte-Argen-
s&iir, mentce quelli del contado saoese taro ec:. e rilasciando al Duca il pieno pos-
ane eacdinl mente nemici degli Spagnuoli sesso di Porto-Ferrajo , a condizione di re-
mi aMuo cbe dei Tedeschi ; cosi cittadini stiluire a S. M. il restante dell' isoU deirEl-
toHadini preferivano piuutUisto il giogo bi con Piombino ecc. ecc. — Intanto che si
husBBe. Inlaise dopo tanto indugio, che trallava tra Filippo II e Cosimo I della sor-
InuBò in brevi ostilità , la tregua ebbe il te futura di Siena e del suo stato, i repub-
■e cflctlo piultoeto per stancbeaia delle blicini di Moiitalcino rompevano la tregua
in vigore della capitolazione; ed con i Spagnuoli depredando terre e villaggi,
n Toscana appena il Duca di Firenze ebbe alcuni de* quali munivano di una guarni-
iMifiasmiile pagato i suoi Tedeschi, nel- gione; e appena si pubblicò il trattalo di Fi-
rada di lieeusiare i capitani che avevano renze del 3 luglio lS5^ le scaramucce, le
nella giserca di Siena donò loro una sorpresi*, te reciproche depredazioni e gP in*
d*oro, «lai la quale, insegno dalla fé- cendj tornarono a molestare soprammodo
di Marciano, pendeva una me< quella provincia essendo ormai decisa la sorle
éflia eoo rimniagine di S. Stelano Papa I futura di Siena e del suo slato. Queir an»
{pilfiofBo Cestivo del di cui martirio si ot- nunzio, dice il Galluzzi, riempi di timore
tmae la Tittoria) e dall'altra parte l'arme i repubblicani di Montilcino, di rabbia e di
A cmi Medici, talché costoro poterono chia- dispetto i Spagnuoli, di tristezza e di cosler*
i priissi insigniti in quell'ordine ca- nazione lutti i Sanesi. Comparve poco do|)o
cbe Coàirno I sei anni dopo in in Sienj don Giovanni de Figueroa con
di quella giornata instituì. mandalo s|ieciale del suo re per consegnare
Tali furono le apparenze pacifiche del Du- )a città pretlelta a don Luigi di Toledo in-
ss, cai per altro non era ignnlo il mal ^ni- rialo lujii le opportune facollà dal Duca Co-
mscbe contro caso lui nutrivano Sanesi e sinio suo i^ognalo onile riceverne il possesso
PoBcni. rie il cardinal di Burgos soffriva finale. Diipo varj pretesti e difficoltà fu gio-
ik buon animo che il magistrato di Montai- co fona pertanto al nuovo Duca di Siena di
sasn esercitatie impunemente i diritti e le sborsare una ragguardevole somma di da-
pcrogalive di aovnmità col titolo di repub- naro ai soldati di quella guarnigione tuniul-
locie, in nome della quale si conia- tuanti per inancanzu di paghe onde saziare
neo delle monete. Comecché molte la loro ingordigia ; e quasi che ciò non ba-
ie prove da hr temere quella tregua stasse, ad esf mpio di Brenno sul Canipido*
dnnla e aesai lontana la pace, co- glio, Cosimo I dovette pagare in contanti
le proposizioni fatte per conseguirla l'artiglierìa e le munizioni esistenti nei ba-
inoti li per eaum specialmente del si ioni , comecché esse fossen» pmprietà del
Faolo IV che sperava di mettere i ni- Comune di Siena. — Si cambiarono iìnal-
psli Caraffi priacipi in Siena e in tutto il mente i prekidj, e nel 19 luglio i557 Moiis.
iMiilufiOv conlnttociò i progressi delle armi Angelo Nicculini luugoU-nente del Duca , e
^sfonoie spinte dal viceré di Ifapoli nello suo governatore della cittii e slato di Siena,
siyo PooiiÀcio indussero alla fine quel Papa ne prese formale |)nssf>.s$o i|u.isi ncll' isiaiite
a tiaitate delU pace. Questa infatti fu con- medesimochela Hilia/ilcapitanodel |iopolo,
«iHai in G-tnd li i5 sett. del i556, pochi la Signorìa ed altri maifistrati della spirala
■ni ianaiiizi che il re di Spagna incaricasse repubblica giuravano (»bbc<lirii7a r (edeltìi al
d tao castrllaiio di Milano don Giovanni de nuovo sovrano nelle ni.iiii del suo plenipo-
Figoen» di recarsi a Firenie per stabilire tenziano don Luigi di Toledo.
SIEN SIEN 347
lliii«paMilicagi4illoiiMciiioefaeogui Ji ciltlk, e afUNii !■ Val-d*Orcia prr con-
■T nano antcpcMlo a quella di cji- giungtrrii a quelli di Mcnitalcino.
iddsiMnro {ladrone di Siena Inianlo i c«i|}ì aaneai rilÌMli in quett*al-
adailaK alla pace atabìlita timo |jaeie risoUerono di mandare due am-
ai 9 Mbnajo del i559> in un articolo del- basrialori a Filante a quel Duca per do-
bfMfp li dieem, che il re di Francia do- mandargli alcune grazie, le qnali furono
mmmféio «pnào di tre me» rhiraie tulle daCoamio concedule, eccetto quelle relative
lifmii da fiiemcke avelie in Montalcino air autorità sovrana ed alle rendite dello
ila altre città e Terre della Tinta i-epub- italo. In conseguenza di ciò fu perdonato a
Mica, e che abbandonaise la proiezione dei ciascuno ogni ofieaa » riamci tendo tutti dal
SoMB, rìoanziaudo a qualsiasi ragione pu- bando di ribelle con una frAnchigi» a fiivor
Ina piclcii«iere sopra quel paese. Né soia- loro per 5 anni dai debiti pubblici e privali,
■■le i SaacM di Vontalcino, ma gli abi- £ quantunque ogni giorno molti toma»-
kili slcmi di Siena lusingati dai ministri sero a Siena da Monlalcino, pure l'Adriani,
baeaiv che a detta loro, Siena avrebbe do- storico fiorentino allora vivente » ci avvisò
aria rimaiBcve in stalo di liiiertà, Sfieravano come di cosa singolare : che fm tante città
i pater vivere e governarsi senza maggio- e luoghi dello stato sanese, tenuti con disa-
Mb di alcano , riibrmaBdo a piacere il gio per tanti anni in mano de* Francesi ,
^ÌMe delia loro patria. ora che per molli giorni furono in lutto li-
Mi iDiaolo alla curie di Francia si dava- beri, non se ne vide pur un*» che venisse ad
Mgfi Mdioi affinché le condizioni con ve- offerirsi al Duca ed a soltettilamc la grazia,
ìMksì CBe|gui«npo; «celie ben presto i Fran- n«ime in altre nazioni si è veduto il piii deU
fliaaattaieiaroDO a ritirare a poco a poco le volte essere avvenuto.
llfeaipe dalle rocche, dai castelli , e dalle Non rimaneva a far altro se non che Tarn-
élk da CBM nel ieneae fino allora occupate, basciatore spsignuolo prendesse la posseiiio-
Già erano arrivate alla bocca di Ombro- ne di Monlalcino e ne desse il governo li-
m t3 falere da Marsilia per imbarcare le bero éì Duca Cosimo. Ciò ebbe effetto con
fMtte le artiglierie de* Francesi, quando tutte le cerimonie il giorno 4 agosto del
p» ■■ Iriaio caao avvenne la marte di En- iSSq; alla qual consegna tennero dietro
■» Il ve di Francia, caso che fece ritardare Chiusi, Radicofàni, (àrosseto, Montepescali
heaeregiia delle piane sanesi. E perché il ec**.; ed in tal maniera dopo otto anni di
MMadanle di Montalcioo, Cornelio fienti- operazi ni, in cui varie potenze furono ira-
s^lio, poteva agevolare molto il modo per pegnate; do|io una guerra che desolò ed im-
alle armi dal Duca, egli insinuò a jioverì la maggior parie delPpAiropa, tutto
1 che ad una ventina de* Sanesi pib lo stalo sanese cadde in potere del Duca di
Cra quelli di Monlalcino Ibsse data Firenze, che fra tanti inlcresMti più di ogni
piovviaione a vita di 1 S o *o ducati il altro vi guadagnò , meno ì RK. Presidi di
r per ciaKuno, mentre allo stesso Ben- Orbetello , che S. M. Callolica nella prima
titolo di feudo il Duca volle asse- convenzione si era riservali. -^ Dopo di
fiaaeilcaiicllodi Maglianoin Maremma.-— ciò Cosimo de* Medici potè licenziare molte
laaa nella Valle deirAlbegna. truppe, ed il presidio di Siena ad un minor
ootesle belle promesse conve- numero di soldati limitare.
te fra le parti , quando fu Cotanta fortuna del Duca di Firenze e di
di trarre da Monlalcino la gnar- Siena suscitò non poca gelosia ed invidia in
i icooprìrono nuove difficoll.^ ri- atolli Principi d*Italia, e per fino negli Spi-
ai cevdilo de* soldati di molti mesi di gnuoli eh* erano rimasti ad Orbetello, i
pifhe, pgtitiiiaado ewi dì non volere uscire qoali cercavano di allargare la giurisdizione
é là tt pnosa non fossero stati saldati. Però loro dal lato di Terraièrma comprendendovi
illraiivoglio con Tepera de* ministri fio- il paese di Tricosto solfo Capalbio, che il
■ttiifi «Maineiò a trame 1* artiglieria con Duca dovè cedere alla Spagna.
If ■aiaiooi inviandole a Bstigaaoo pressa Frattanto la comparsa di una flotta Tur*
fiMMIo, e II mcdesioM} aveva &tto Antonio cht%cz nelle coste della Toscana dava nn
àgfi AlMsii in Chioii , dove benché i iol- buon pretesto a Cosimo I per fornire di sol-
mà si bmro alqaaHle aronotìnati , con dati e di legni armati i porli ed i paesi dtUa
gaialfl • een lÉoli* arte foriao levati Maremma toscana.
SICN SIEN 349
^ffr#«« ii Prùf. Jntonio suo ni' « che iultavia si va riducsnào a miglior
^Mf^— AfgioBfc ittollfc il P. Ximenrs, che ìtforma^ Siirà inespugnabile. Ma ( lo sUto )
viKta non «leve confondersi con la » lieneallreg forlezirclinolUiiinportania.»
•crilla qualche lenifA innanzi da « Sono i Sanesi molto accomodati e latti
ledete t aegrelario della Rep. ve- » hanno drl su<scfiofi aiietero maiadin^
Mia e ano inonrioilo pieaao Cosimo I, nella » dustrie alcune , se non a quelle dell* a-
fMie Ib dbu come semplice confettura, che » gricoltura ; dimodoché solevano vivere
h popolaEionc di tutto il dominio sanese » conlinuamenti; in una dannosa libertà
dityoca «iella sua sottomissione a Cosimo » delicatissimamente, E le donne tutte pie-
ér'Medici cxm ridotto a 40,000 abìianti. » ne di spinto e di lusso erano quelle che
Se pcfò fu suuirrila la relaiione del Rasi, » facexano la città mollo più bella e dilet-
CBstooo più oo|M€ di quella testé rammen- » levole , m^ gli uomini ambiziosi sopra
IMsdi rimcanto Fedeli , stato inviato nel » modo degli onori, [jer farsi padroni deU
il56 dalla repubblica di Venezia al Duca » T entrate pubblicheed usarle a modo loro,
A Pireaae affiucbè gli riKdrsse appresso » sempre contendendo insieme fino al san-
oon f ià con tito!o di amba- » gue, ammazzandosi e taglùindosi a pezzi,
— ( AsaiAin, Storia de" suoi tempi » ed essendo divisi in parli fra loro, talché
i56o» Lìb. XVI. cap, 4.) » in pochi momenti furono ammanati 46
£ aiacguacbé la relazione di un ministro » dei principati della cittli, die fu 1* ultima
il Fedeli^ può fornire notizie » loro strage ; di maniera che senza uscir
ali* iodole del paese, ed al sistema » fuori di casa , ed in casa propria stando
▼o latrodotloda Cosimo de* Medici » sulParme riescivano buoni e valorosi sol-
ai prisai anni della riunione dello Stato » dati. »
allo Stato vecchio^ gioverà « Ma finnlmente le pazzie loro causale
squarcio. » dal troppo comodo e dalla molla morbi*
lo sialo di Siena 1 36 fra città , ca- » dezza gli lianno condotti io servitù; però
H^i e terre munte, che hanno i suoi » dicono pubblicamente che perfino a che
di giustizia repartiti in 96 pode- » non saranno tocchi colle gravezze ed an-
8 capitanati, mentre tutti gli >* garie, delle quali sono liberi^ staranno
vicariali, oltre infiniti luoghi >» sempre ne* termini, mn altrimenti Mran-
i e popoli di campagna. » » no quelli medesimi che sono stali , defi-
« Le cittfc sono Montalcino, Pienza, Mas- » derosi di rose nuove.
tt« Grosseto, Sovana e Chiusi. Ma Siena « Il che cnnoMcentlo ed intendendo il Prin»
è qoella che ha il nome dello sialo, e che » ci|ie, ci va (lonenilo il freno per levargli
é Is città principale, dalla quale dipende » ogni ar*iire, e |)€r abbassarli quanto più
il firremo ed il reggimento con « soliti » ['iiò 1*
Ùrdirni^ Maestrati^ e Consigli eolle di^ * t U città di Siena così com*é bella ;
§nUà dai Palano f ove risiede sempre » nobile e accomodata, msi é piena d*ono-
Ai Sigmoria; dimodoché i Sanesi colla » rati eiiifirj, di palaz7i, di chiese e di o-
fonaa de* soliti u&j loro, non gli paren- » spilali ricchi e benissimo governali. — E
dsavcr mutato governo, sebbene la con- » furono i Sanesi, et sono più che mai ni*
imonm motats, del tutto stanno quieti , ^ roicissiroi ai Fiorentini; a\endo insieme
poiché dal terrore del principe si veggo- » comi altuto più volte, . . . .e dicono i Se-
ve ccMsre dal sangue et essere sicuri dal- «* nesi che non potranno tollerare , né loU
Is tiruiaie de* loro polenti cittadini, m » lereranno mai di essere solloposli ai Fìo-
■ Sia ora nella città di Siena un gover- » rentini; ma che colla casa de* Medici non
vtarr fcnerale, che immetliate rapftre- » avendo avuto nimicizia sop|iortano esse-
il Principe con superiore autorità , »> re da lei governati , poiché a quella ve-
il qasle ha rocchio a tutte lecose;e sen- *> fi'^nn medesimamente solto|Misli i Fioren-
a sna «pota e volontà non si fa cosa d* » imi, r che aven<lnli per compagni nella
previa partecipazione del » misera servitù, gli pare di essere sollevati
>. E delle selle città dello stato , •• s^S4Ì »
li qasli sono fortificate e custodite , la InCitiì più sotto il veneto relatore, ripor-
pnacipale è Siena che per Io sito forlifi* t^ndo il «antn di un abboccamento da esso
cdisdoM, e per la fortifieaùone fattavi avuto eoi Duca Cosimo , soggiunge :
S I E N S I E N 351
Nel I $79 il Granduca Francesco I ordinò » lo che si opponesse alla vendita de^medcsi*
no nuovo comparlinento dei tribunali nel- » mi impoveriva direttamente lo Stato »...
lo slato sanese. 11 Granduca Francesco 1 continuò per
NelPanno i69S il magistrato della Balla qualche tempo il metodo adottato da Cosi*
dì Siena fece una rappresentania al governo, mo suo padre coir aprire o chiudere lem^io-
in cui ;si| diceva, che in Maremma 1* arte rarìamente le tratte dei grani di Maremma
agraria era ridotta a poco o nulla, percui le a seconda della maggiore o minore raccolta,
due Granduchesse tutrici destinarono qual- « Ma la sua avidità, prosegue lo storico.
Irò nobili Mnesi per visitare la provincia gli suggerì un mezzo di profittare di simil
infieriore di Siena onde suggerirne i rimed|. sorta di tratte con raddoppiare la tassa che
Non per questo i costumi divennero mi- prima era di uno scudo per moggio, portan-
gitori, essendoché il popolo trovandosi ves- dola a due scudi. Vide egli che, in un de»
salo da leggi troppo severe, spaventato dalle ccnnio essendosi estratte moggia 7991, en
minacce e dal duro procedere da* PP. in- un bel colpo il raddoppiare questa somma,
quisilori, cresceva nelk ferocia, e nel mal siccome egli fece nel 1578. »
animo suo contro un governo, al quale non In conseguenza di tale aumento , se da
solo non poteva più in alcun modo parteci- una parte si accrebbe V erario del Prìncipe,
pare, ma ne era stato allontanato dalla co- portò dall'altro canto una notabilissima di-
sti Inikme monarehica , e tenuto in freno dal- minnzione nella sementa, ed uno scoraggi-
la fona anaata e dal cannone. Àrroge che mento universale ne* proprietar j e fittnarydi
on tal sistema invece di estinguere le pas> quelle terre, ma non per questo se ne co-
sioni femenlava nel volgo anzi che nò le nobbesubito,onon si volle conoscere la ca-
frlie opinioni sugi* incantesimi, per modo gione, la quale spingeva le sue radici fino
die rinqoisiaione nei primi anni del go* ai tempi della Rep. Mnese in un vecchio
verno Mediceo si rese terribile in Siena al statuto di Grosseto delP anno 1378.
segno che nel i $69 un Auto da Fé mandò Cotesti mali erano resi più gravi dalla
sol rogo e fece abbruciare vive cinque don- incertezza e crescente languore delle antiche
ne convinte di avere rinunziato al battrsi- manifatture e dalle nuove abitudini della
mo, di csMrsi date al demonio, e di aver nobiltà sanese, la quale nei tempi della sua
cinrasato diciotlo bambini. — (Galluizi, repubblica, intenti principalmente alle opr-
Sior. del Granducato), razioni agrarie della sua campgna, veniva
Accadeva ciò nelTanno stesso in cui Go« distratta dallo spirito cavalleresco e impe-
Simo I mediante molte cure e maneggi di- gnata nel lusso maggiore che esigeva una
plomatici veniva incoronato dal Punt.PioV corte sovrana, mentre ogni giorno più di-
in Granduca di Toscana, per cui ve«lpiido che minili vano le raccolte di suolo, accreteen*
asmdavati la fn sca sovranità, tolse alla prò- dosi il cumulo delle pubbliche disavventure,
vincia più ricca di granaglie ogni libertà Sì tentò infatti di portarvi un rimedio
framentaria coir imporre una gabella nelle eoli' istituzione del Monte de' Paschi, sta-
Slwerame di lire 7 ^ sopra ogni moggio bilimento unico nel suo genere che ebbe
^ grano, mentre quattro anni innanzi fu* origine in Siena nel 1624, colla veduta di
i^i>iio date altre disposizioni (i565) onde frenare le usure eccessive nei cambf e di
violarne la tratta per la via di mare. favorire V agricoltura, previa la sovrana ap-
Al quale proposito lo storico del Grandu- provazìone del 3o dicembre i6aa, colla
^lo aggiunge « che ai tempi di Francesco I, quale fu assegnata per garanzia la somma di
* figlio primogenito successo nel trono al scudi 900,000, portata nel 1640 fino a
^Gnndoca Goaimo I nel ministero fioren- 3oo,ooo, sopra VUffizio de* Paschi di Ho-
* tino aveva preso piede la massima, che Io ^on^» mediante il frutto del 5 per cento.
* stato di Siena dovesse servin a quello di Oltredichè una compagnia di cento no-
* ^renze con Tavanzo de* suoi prodotti. In bili fu istituita nel 1 691 in Siena nella quale
* 'Conseguenza di ciò tutto tendeva a ope- ciascun individuo distinto con simboli, ini-
^ ^re in guisa che ogni vantaggio dello pi'^sa e nome accademico, ed era una scuola
^ italo sanese ridondasse sempre in maggior d* armi e nel tempo stesso di scienziati. — Al
* l^enefixio di quello fiorentino; e siccome Granduca Ferdinando f , essendone il capo,
* Q<Hi poteva entrarvi altro denaro che per ^1 data 1* impresa del re delle Api col motto
* "tenodeisuoi prodotti, qualunque vinco- in una medaglia Ma/estate to/ifii w, in ven-
S I E N S I E N 353
VMiiiMido ti y allorquando giunse alla inaf- Bfareinniìi. « I preni delle fraeee» diccTa
fior cU per aasumere le redini del gofemo, egli , sono stabiliti dai bisogni e dal oonsu*
tipfò talmente esausto l'erario e rovinato mo; i ricchi terrieri, restano poteri eolle
lo italo ch'ebbe pena a rimetterlo. Con tut- cantine e granai pieni, i terreni perdono di
toeiò sotto quel Granduca si tentò di iar ri- preno , e mancando il eredito allo stalo ,
sorgeve l'agricoltura ed il commercio. Però viene a scemarsi il tributo fondiario. Una
■elli pvorincia inferiore Muese la decadenia circolazione rapidissima e continnaU ( cito
di qoel paese era talmente aumentata che a sempre le parole dell' arcidiacono «nese )
pioponione della cresciuta insalubrità anda- moltiplica in proporzione i capitali e fa pro-
fano diminuendo le braccia pei Livori cam- sperare tutte le classi di una popolazione,
pestri non che il prodotto de' pascoli nei In questo modo scriveva il Baiidini an se-
terreoi che non davano più altro utile ai prò- colo innanzi che s' inventassero le macchine
prielarfsenon quello delle ^ie di pastura, e che si trovasse la via di correre per vet-
Fn sotto Ferdinando II ordinata una nuo- tura e per battello a forza di vapora,
va vi«ta per tpUo Io stato saoese, nella qua- L* arcidiacono Salustio era talmente con-
te si dovevano indicare le rendite di ciascun vinto di tali verità « che non darei per so-
pacse, grande o piccolo che fosse, il numero » spetta (soggiungeva egli) nel giudizio di
daTpodiéri, quello delle famiglie e de' rcspet- » questa ciiusa, se non la condizione di per-
tivi abitanti. E vaglia il vero fu dalla vi- » sone che si pascono, dirò cosi, di carni
sita dd 1640 che 10 potei estrarre la popò- » morte, cioè, che si arricchiscono in un
baioiie dello stato sanese della prima epo- » processo, nella rovina di una famiglia, ecc.
ca, la quale, se non è la più antica, precede >• ecc Ma essendoché io propongo un
di 36 anni quella del Gherardini, popola- » edìfisio che farebbe ombra a quei lumi-
lioQC riportata nella presente opera sotto i » nosi posti che essi godono, s'ingcgne-
capolooghi delle comunità di quello stato, » ranno eglino destramente ad ingran&ne
suildiviao nei G>mpurtimenti di Siena, di » le difficolta, ad esageare l' imperizia del-
GiiiiWtu» ed in parte dato a quello di Arezzo. » 1* architetto , ma non si arrischieranno
Mii ta visita più importante per i prìnci- » mai a dire che non vi sia neeemilà di
pi floonomici dal suo autore sviluppati, vi- » pensare ad un nuovo regolamento ».
sita che può dirsi fonte inesausta d* impor- Fuvvi finalmente chi a questo regola-
lautimime verità, fu quella fatta nel primo mento, ed al Discorso economico del Ban»-
anoo fortunatissimo che la Toscana toccò in di ni rivolse il pensiero,
lelaiggio all' Angusta Gasa regnante. II Gran Leopoldo Principe filosofo, e ve*
Fu il Discorso eoonomico deirarcidia- ra sorgente di sagge provvidenze govema-
eofin mnese Salustio Bandini scritto circa tive, fino dai primi anni del suo governo
Tanno 1738, sebbene pubblicato la prima granducale fece esaminare i difotti onde ri-
volta nel 1775; fu quel Discorso, che sen- correre ai mezzi più opportuni per riaanam
n tema di cadere in errore si può dire che la Maremma sanese. In pochi anni Leopol-
dasse il primo slancio alle beneficenze so- do I operò nello stato sanese assai più che
vrane rispetto alla provincia inferiore sanese non si era fatto nel lungo periodo del go-
per le opere ordinate dall' Imperatore Fran- verno Medìceo. Le provvidenze economiche
ccsoo I, quindi dal Granduca Pietro Leo- suggerite dall'arcidiacono Bandini furono
psldo prodigate, e finalmente con somma associate alle fisiche progettate dall' inge-
aunifieena sopra un piano più generale e gnere idraulico Pad. Ximenes. Si aboliraoo
Hi efficace dal Granduca Lbotoldo II foli- le gravezze fiscali , si accordò la libertà ai
ctmente regnante estese e continuate. prodotti del suolo, si megliorò l'ammim-
!lemioo degli ostacoli di ogni sorta Par- strazione politica e quella delta giuftiita, si
cìdncono Bendinì con mente aperta e cuore fornirono mezzi per costruire case ai nuovi
ittagerrìmo si slanciava contro le gravose ga- proprietarj, si edificarono ne' poggi lontani
Wllt, ta restrizione delle tratte, contro gli acquedotti sino ai paesi di pianura persommi^
•ppsHi • le proibizioni e ta troppa moltipli- nistrare acqua salubre da bere, e tutto ciò nel
^ de' bandi ; e onde allontanare le care- tempo medesimo che si tentava di rinfre-
ilie, con mgiooi rsconosoiute valide 40 anni scare le acque stagnanti, credute, se non
^Bps, dimostrava il bisogno di una libertà Tunica, al certo la causa più essenziale del-
•Crirala intesi in specie per i prodotti della U malsanìa della Maremma sanese.
V. V. 45
356
MOVIMENTO itila Popolazione Hrlla Cìttm' bì S»m§id
a cinque epoche dÌ99rie , divisa per famiglie.
kmmo
1640
1745
i833
1840
1843
iMnrBKmi
mate.
1688
9373
9579
M78
femm.
1499
9469
9587
9466
ASiyLTI
masc.
«439
983o
3oo3
3398
femm.
9998
3678
3974
4i37
2.8
fi- 2
6 8
si
4434
658i
65ao
6849
si
788
956
984
367
SS
3 2
i
980
a36
3oi
974
M
I
996
(0—
364
3198
4633
4S14
4598
Toimie
dtila
Popoime.
15998
I4«4S
18860
19646
9o333
(1) Ifegli anni i833 e 1840 la popolazione degli Ebrei e degli Acaioltei fu ripara
iUa aeir insieme della popolatUone della città .
CownaSA* m Sbha
ÌM Comunilb di StcD9 troTUÌ drcoMrttta
dalle mura urbane fn il gr. 43**. 18' e 19"
laltL ed U gr. 98^. 54' 55" long. — La sua
maggior lunghena è da aetl. a oatro.-lìb;;
▼ale a dire dalla Porta Gamullia sin^ìa fon-
do alle mura di ? ia delle Sperandle pretio
Il Porta S. Marpo, la quale distama si ^
stende per gr. o. 1'. 8" di long. — La mag-
gior larghena della città di Siena è qnella
da pon.-maestr. a lev.-scir. partendo dal-
r angolo più occidentale della fbrteta sino
alla Porta^Pispini o dì San^f^ieni^ la qua-
le abbraccia gr. o. 1' 18" di btit. sett.
Le mura urbane di questa città girano
poeo più di quattro miglia toscane in una
superficie irregolare di 41 9,36 quadr. (circa
un messo miglio quadr. ) non escludendo
79 quadr. occupati dalle pobblicbe piaxie
e dalle strade.
ÌM popolazione del i833 era di 18,860
pmone, quella del 1843 era aumentata fino
a 9o»333 ablu» cioè di 1473 indiridui di
più , repartiU in 4598 famiglie.
i contornata da due sole comunità» cioè»
da quella delle Masse del Teno di Città, e
dair altra pure delle Masse del Terso di S.
Martino. La prima si accosta alle mura ur-
bene di Siena cbe dalla parte di settentrione
girano per ponente fino a ostro; dalla porta
di Camullia sotto la Forteto , e di là
per la porta di Fonte Branda ^ paria La-
ter ina , porta S, Marco e porta Tafi fino
alla porta Romana ; mentre oostà , piuse-
guendo a scir. verso lev. e grec. aoUcnlfi il
territorio della Comunità del Tetvo di S.
Martino, il quale passa raaente alle muniK
Siena per porta^Pispini e porta (Mie sino
a quella di Camullia,
Non si può senia vederne la pianta pre-
cisare con quHlcbe aerila la figura ieonogni-
ftCM di Siena stante i Talloni cbe aoendoao
dal biforcato poggio, lungo il quale si al-
zano i maggiori templi, la sveltissima Torre
del Mangia e le strade principali di cotcsla
città. Le porte nei ponti più elevati sono
quelle di Camullia^ di Laterina^ di S.
Marco t e la porta Romana. Le altre qua^
tro scendono in altrettanti valloni cbe a poa.
si riuniscono in un altro maggiore peroocso
dal torr. Tressa , e a lev. nei vnllooi sui
quali scorre il torr. Roteane^ cbe uno dopo
r altro poco lungi da Siena si voolaiio nal
fiumieello Arbìa.
Quattro strade regie fanno capo a Siena ,
oltre quella suburiMna detta di Pesemja,
Due di esse sono postali , una cbe vi cntii
per porta di Camullia venendo da Firenae,
1* altra cbe esce da porta Romana per Radi-
Gofiini e Roma. Le altre due non postali
escono, la prima, dalla porta S. Marco par
andare a Grosseto e nella aua Maremma, e
la seconda, dalla porta -Pispini per Areno.
S1EN STEN 357
Chi comìdcnt» la potitioiie di Siena co- OMiitt tono atai più lonlaDi dalla città. Che
quella di una città centrale della Toaca- ae coletta situaaione da un lato conirìbuitoe
na BMrìdiooale, non s'ingannala, ticcooie a rendere l'aria elastica esalabrCfdairaUro
non »* iogaottò Giofanni Villani , quando canto un oriiionte aperto in meaio a falli
nella aua cronica dichiaiafa la Terra di Pog- profonde rende il clima di Siena alquanto
gibonti situala nel bìlico deiìa Ikncaita. più rigido di quello che dovrebbe oompor«
La poaìsione corografica priva la città di tare la sìtuatione geografica e raltexsa de*suoi
Siena non solamente di corsi d* acqua che colli; cosicché su questo proposito il Padre
ratlnfcrsìno , nu ancora di buoni possi e Della Valle diceva: Si toccasse a me io scc»
dì fontane copiose di acqua potabile ed agli g/iere in Toscana i paesi da abitar si ypug-
usi domestici indispensabilisiima. Merci i* inferno in Pisa, e i* estate in Sena.
Per riparare a tanta necessità gli aniicbi Cerchj principali delle mura di Siena,
Senesi procuraronsi varie fonti pnbbKche — Qualora si dovesse prestar fede a non pò-
ricercando acque sotterranee da lungi me- chi scrittori di epoca tro|>po modernii , hi-
diante stillicidj, non già che essi volessero, sognerebbe dire, che la città di Siena dalla
coflse scrisse poetando l'Alighieri , ricercare sua origine in poi sia stata circondala da
nelle viscere de' loro colli l'immaginaria otto e perfino da nove giri di mura urbane,
rieiera deiia Diana. gli ultimi sempre maggiori di periferia , as-
Non vi é chi possa dubitare dell* antichi- segnando ancora a ciascuno di quei recinti
là di cotesti sotterranei acquedotti , la cui un* età del tutto immaginaria,
origine probabilmente rimonta all'epoca Mancando pertanto di qualsiasi autorità
della colonia militare di Siena , siccome lo contemporanea onde prestar qualche cre«
b credere la magnificenia e spesa grande di densa a congetture che sembrano affollo gra-
quei lavori, per i quali, al dire di Strubone, tutte, né anche parlerò di una meno im-
i Bomani superarono ogn* altra nasione; so probabile di tutte, cioè, che il primo fiib-
di che mi riserbo più sotto a parlare. bricato di Siena fosse nel rìaslto del poggio
Neltampooo starò qui a intrattenere chi chiamato tuttora il Cai/e/ deeeAi'o, tostochè
mi legge sulla struttura geognostioa del bi* pesn per tradisione, che di qua prendesse il
forcato poggio f sol quale siede regina cote* titolo l' intiera città , appellata Sena ifetus^
sta città, cousiderandolo come una piccola innansi che lo stesso titolo (base ripetuto
parte del territorio delle due comunità so- nelle sue monete. — {Antologia di PirenMe,
barbane, qoelle del Terso di Città e del Fase. XXX. Giugno iS^Ì. pag. i6).
IWao di S. Ibrtino , alle quali richiamo il Né tampoco fia da esaminare , se nel re-
lettore. — f^ed. più sotto, SiavA, Comovita* cinto del Castel veecbio tenessero una volta
sai Twaao m Citta*, e Sooia, Cohdvita* dbl residenia i governatori , o castaidi dei re
IWo m S. Ma«t»o. Longobardi, ed i conti degli imperatori Ci-
Solemente dirò, che il suolo della città rolingi , siccome è fiima che vi risedessero i
appatisee in generale coperto da banchi prò- vescovi senesi; mi fermerò piuttosto a in-
fondissimi dì tofocalcarMtieeogiallo-rossio- dicare alcuni ilocnmenti meno equivoci , che
ciò, volgarmente appelbto sabbione^ i quali mi servirono di scorta relativamente air epo-
l^^iM ipesso alternano nelle parti più elevale ca del tenolliflio e del secondultimo reein-
con banchi altissimi di eioltoK e di grosse to, anteriori airattuale delle mura di Siena,
ghiaje della mole da un uovo di piccione a Ter%* ultimo aerekia^ otsia gtro pia
quetto di slmao ed insieme collegati da un mntieo delle mura di Sienn. — A quf eio
ghiline calcareo^lioeo. Ma dò che maggior- recinto, il più angusto degli altri due pò-
"■rate sorprende è di trovare cotesti banchi slerìorì, io tengo per fermo che appelli Toso
fonsati fselnslvamente di cioltoK di pietn Inttora praticato dal clero maggiore di Siena
calcsreo -compatta, dò che basta ad ìndi- di recarsi processiooalroenle nei tre giorni
csre esservi stati tnsdnati da long! alP oeen- delle fogadonl por i Teni della cUtà e di
dooe di alcnae correnti ìmpetooee di acqnt, cantare le aotifcme relative ai luoghi dove
I« situaiione elevata £ Siena ha dalla fnrono le mora e alcune porte del cerchio
gy^' V^^ alquanto Inngfi da sé i monti più vetusto di Siena.— Eia già abbandonato
P*****^ ddChiantì e dirimpetto a maestro e oolesto rechito,e ÌBoonìndalo il sceood'ul-
> pon. i colH dì Mootemaggltf e deHa Mon- timo, quando nel lai) dal canonico Ode-
mnaola, mentre da tntU gli altri kti i rigo fu scritto il rituale dd clero senese» il
358 SIEN SIEN
Ui cui originale conBerr asi in quella pob- Casato , ]■ via àtWe Marella^ quella di S.
blica biblioteca , dato alla luce nelP anno Pietro alle Scale e àUa Porta aiVAreo,
1766 in Bologna sollo il titolo : Ordo t^ffi' Quantunque né il rituale del 1 si 3,. né
ciorum Eeeietiae senentis eie, — Da etfo un altro libretto antico registrato nell'cdi*
rituale pertanto ai ha indizio del giro che zioue del 1766, spieghino 1* abitudine dì
sino d'allora face?a la processione della cat- mettere il gonfiilone attraverso alle strade
tedrale nei tre giorni che precedono la festa dove furono non già dei teoipj idolatri^ ma
dell* Ascensione. Avvegnaché nel primo gior- alcune porte del vecchio recinto, vi sappli-
no delle rogazioni il clero della chiesa mag- sce (leraltro un libretto pubblicato io Siena
fiore dirigendosi nel Terzo di Camullia pas- nel 1 8 1 o , suiP Ordine delle tre proceM-
tava, e passa tuttora, da S. Pellegrino e da sioai delle Rogaùoni secondo Pmso deUm
S. Crìstofano, due antiche chiese dove il pò- chiesa sanese,
polo teneva le sue adunanze. Di coslk la Inoltre un nitro MS. antico posto in noia
processione inoltravasi per la strada che va sotto a quello del 1 2 1 3 pubblicato nel 1766
alla porta di Camullia, e arrivala alla di- dà a conoscere, che la processione del tens
strutta chiesa di 5. Donato alVArco^ dove giorno dopo essere ritornata alla porta di
fu una delle prime porte di quel Terzo, il Castel vecchio {cioè suU* incrociatura di via
clero fermavasi cantando diverse antifone, delle 3t tirella con quella del Casato)^ il
quindi faceva porre in allo traverso alla cantore con due altri accoliti , stando sai
strada il gonfalone, o stendardo, affinchè vi limine portae^ intoona per tre volle cseah
passassero di sotto tutti quelli che accompa- pre più a voce alla : Domine miserare^ ei
gnavano la processione, ecc. il coro risponde : Kyrie eleison ; dopo di
Nel secondo giorno delle rogazioni il de- che V arciprete del Duomo posto davanti al
ro del Duomo entrando nel Terzo dì S. Mar- luogo dove fu la porta, dice l'oraiioiM:
lino si fermava, da primo davanti alla di- Deus qui Angelorum eie. 9 6nita hi quale
strutta chiesa di S. Desiderio presso S. Gio- il clero ritorna processionalmente alla picvs
vanni, quindi arrivato alla Costarella de* maggiore cantando il responsorio; CtetlO'
Barbieri, dove fu la Porta Salara, in exita tem isiàm tu circunda Domine f at JmgtU
cÌ9ÌiQtis (antiquae) cantava 1* antifona col* tui custodiant muros efus^ etc^
l'oremu/ ponendo anche costì attraverso alla Ho citato cotesta funzione per indicsts
via il gonialonecome a £. /loAalo a//* i^rco. alcune porte dei tre Terzi del cerchio fik
— Di là s'inoltrava alla chiesa di S. Mar- antico dove si abbassava il gonfiilooe, cioè,
tino dove il clero faceva stazione prima di nel Terzo di Camullia alla distratta porla
avviarsi verso la chiesa di S. Giorgio, e fra di S, Donato ali* Arco , nel Terzo di S.
questa e 1* altra chiesa soppressa di S. Mau- Martino alle due fwrle distrutte Salara e
rizio attraversava il gonfalone sulla strada di 5. ifouriVo; e nel Terzo di Qttà a quella
che va air Arco del Ponte. di Sialloreggi di dentro tuttora in piedi, e
Nel terzo giorno la processione dal Duo- alla porta che fu nel quadrivio fra la via
rao avviandosi nel Terzo di Città passava delle Marella e quella del Casato ^ porla
per S. Pietro alle Scale, di là dalla qual che non deve confondersi con 1* altra ivi
chiesa voltando per la strada delle Sfuretia presso esistente, denominata la Porta alT
si dirigeva ali* oratorio di S. Ansano inCa- Arco, la quale appartenere doveva al s^
stel oeccldo ed alla chiesa de'SS. Quirico e condultimo recinto, di cui ora ora debba
Giulitta, quindi scendendo [>er la via di parlare.
Sialloreggi di dentro arrivava nel Piano In appoggio alle porte ed al cerchio pi^
de* Miante/lini , [ouìz piazza del Carmine), antico fra quelli conosciuti della città A
Dopo il giro di diverse chiese esistenti o di- Siena mi giovano cinque istrumeQli inedilif
strutte la processione soleva retrocedere per dove sono nominale alcune delle porle £
la via delle Cerchia dal Castel vecchio Siena veediia molli anni innaoxi YemeS^
verso il prato di S. Agostino avanzandosi di vero o supposto del re Arrigo VI,
là fino a Porta Tuli. Nel ritorno poi verso II primo istrumenloè rogato in Sieoaad
il Duomo il clero, giunto alla crociata della die. del loia presso X Arco di 5. Domtie\
▼ia delle Marella con quella del Casato , il secondo fu scritto pur esio in Siena nd
aoleva e continua a far metter il gonfiilone 29 setL del 11469 presso la porta Salara^
itlni%enoiUa strada che (a crociata eoa il eatrambi ctisteqU ne\ì*Ar€h. Pipi, Fmt.
tifili SIEN 359
fb te carte della badia di Amignano , ed il nansi queir epoca; e prima di tatti on paga-
talo del 4 noTembre 1081 fu pubblicalo mento di lire 1 19 e soldi t*^,fiitloiieirann0
dal Muratori, dove si rammentano non solo 1199 dai aamarlinghi di Bicberoa in ac*
ì muri della città di Siena , ma la Fonie conto di lavori per costruire le porte della
di rttrict e la Fonte Branda, — Aggiun- città di Siena secondo la forma prescritta
gasi a questi tre un quarto islrumento del dolio Statuto, — « {Entr. e Uscita B^ ora
aS marzo II 53 esistente in Siena t<ell*ii'''{r/ik L, if.® ^62 fol, 9.); a.* la vendita di un
Biehi Borghesi^ nel quale si h menzione pezzo delle mura delle cerchia antiche pò-»
àe\h porta Camullia, sto nella via deiCaSatOf falla nel ia39 die^
Quest'ultimo istrumento per avventura tro provvisione de* Signori Wwfe^ approvata
è uno de' più antichi ch*io conosca fra quel- dal consiglio del popolo adunato nella cb.
licbe (anno parola della porta Camuilia; di S. Cristofano; il qual pezzo di muro fa
la quale peraltro doveva essere più intema venduto ad un laaaiolo abitante nella stessa
di quella del secondultimo e del cercbio at- via del Casato per tutta la lunghetta della
toale, giacché anche nel ia6a presso il ca- sua casa ; 3.° nel ai dicembre del ia47 i
stellare per andare al passeggio della Lizza^ deputali destinati a eseguii^ il dirupo e
detto ora il poggio de* Malavolti^ esistevano fossi dalla parte della cxmC vioauA ne
le mura antiche castellane di Siena. -^-^ Sbha, a tal effetto descrissero i luoghi dov«
{Fed.in questo a pag, 3 14.) si dovevano fare i f«>ssi ed il dirupo. ««
Finalmente il quinto ed nltimo docn- (Aaoa. DiPt. Saw. Pergamena N/* 4a5).
mento lo fornisce una pergamena déìVArch, Lo stessa /irch. Dipi. San. contiene noa
Dipl.sanese fra quelle del T. V (N.° 4o5), deliberazione del aa febb. 1948 (Pergamo
laqnalesebbene acefala contiene diverse de- iV.° 497) relativa ai deputati nominati dal
liberazioni del senato sanese sotto dì 97 podestà di Siena per porre i tecmini intorno
aprite del 1946^ che una di esse ordinava alla Piana di Fontebranda secchia ^ che
doversi fare la via antica^ che usciva dalla trovarono larga br, ti giunga &r. Sa; (ìvi)t
porta di Stallare ggi^ della larghezza di 19 4>^ nel laSo si pagarono lire 833 agli ope*
braccia per linea retta; con la seconda fu rai della porta di Camporeggi ^ e delle
prescritta una strada nuova della larghezza mura del piano di Ovile ^ servendosi a tal
di braccia io che doveva passare per la vi- uopo dei denari della dogana dell* olio, del
gna d^Jtcorso^ a partire dalla via che an- sale e del pesce; e nelPanno medesimo fìi.
dava per Stalloreggi fìno alla piaMsa di S. rono saldati tre periti per avere stimato il
Lorenzo. — La terza deliberazione prov- terreno dove era stata fiitta la porta Follo»
vedeva un'altra strada che doveva passiire, nica e la piatta di detta Fonte; 5.^ nel
dai possessi della Badia di S. Donato {ali* laSt si pagarono lire 900 a tre operaj del-
Arco)^ dalle terre d' Jacopo dMIdebrandino le mura^ della porta Ovile e delPanti^
e della chiesa di S. Egidio ecc., la qual via porto di Camporeggi ; 6.^ e cinque anni
dirìgevasi dalla Porta (nota bene) della dopo lire 437 ad altri deputati incaricati di
Badia di S^ Donato fino alla via che ve- fare costruire le mura e munitioni della
niva dalla Porta S. Lorenzo ecc. •-* Se- città; -j.^ nel 1957 il G>mnue di Siena pre-
guono altri ordini per varie strade da fiirsi se ad imprestito danari per darli ai depotati
dentro la città , talché quella carta io penso allayció^riea delle nuove mura; {spogli del
che meriterebbe di essere pubblicata e illn- Benvoglienti). 8.^ finalmente nel 1959,
strata. — - {Arch. eit^) cioè , un anno innanzi la giornata di Mon*
Seeoad'ultimo cerchio della città di taperto, si riattarono le mura delia città
Siena. «—Dai molti spogli fatti dal bene- dalla porta di Camporeggi fino alta porta
merito Uberto Benvoglienti, una gran parte di Follonica, e si diedero denari per fans
de* quali si conserva nella biblioteca pub- la castellaccia di S. Prospero con altre
blica di Siena, sarebbero da raccogliersi non mura e fossi intorno alla città. — {loc> eit.)
poche notizie confìK:enti a dimostrare, che Inoltre una delle pergamene dell'i^rcA.
il seoond* ultimo cerchio delle mura di Sie- Dipi, di Siena (N.^ 394) contiene una de-
na fu ordinato parecchi anni innanzi la bat- liberazione della Signoria in data del 97
taglia di Montaperto. — In prova di ciò mi maggio 1944, mentre era capitano generale
limiterò a citere alcuni pagamenti per i b- dell* Imp. Federigo 11. Pandolfo di Fasia-
yfoii caeguiti^ al second'idtìmo recinto in* nella, mercè la quale furono ektti in dcpu*
360 SIEN SIEN
U(i maeslro Giovanni deiropen del Duomo, egli facene rimunre ÌM pastUria di S, Qui»
e macftro lldebnndino della Valle di S. Mar- rieo in Casteheccfiio , tee,
tino (oiiia dtl Montone) ad oggetto di dar Nel 1 973 si spesero lira nove , aoldi iri
ooropioiento alla fontana, lavatojo e berera- e denari 6 net racconciatura dell* «Af^orld
tojo di Fonie Folioniea , situata tuttora fra della easiellaecia alla porta di Cmmmllia
h porta Orile e porta Pispini. — Inoltre nel quando il re Carlo (//) venna im Simu.
ti febb. del 1946 {stile cornane) Orlando {loc, eit,)
e Ranuccio fratelli , e Bernardino Bfalavolti Forse il pagamento del 1173 tcrtè ns-
▼enderono al Comune di Siena per lire 80 mentalo fu uno degli ultimi da doverlo fi-
la loro poriione di un terreno posto in finrire al secondo cerchio della città di Sieii;
Canporeggi per ampliara la strada. (iVi mentre i documenti posteriori, che vidimai
N, 399). sembrano appellare ali* ultimo recinto, qp-
Fin qui rispetto ai lavori (alti nel se- sia a quello delle mura attuali. Golcito ■!-
coad* ultimo cerchio innanti il settembre timo cerchio eseguivasi in Siena nel Icmpa
dell'anno i960; ma le opere relative alle in cui le fabbriche pubbliche, sacre t pro-
mura castellane, alle porte e fossi di cotesto fané, non che le case de* privati egno m
secondo recinto di Siena continuarono per tale movimento da imprimere agli edifiqdi
molti anni anche dopo la vittoria di Mon- questa città il carattere del loro secolo, cioèi
taperto. dal iSoo al 1400 inoltrato.
Infatti nel ia6i d* ordine di meis. Man- Cerchio attuale della città di
fredi sindaco del Comune di Siena e de* 1 5 —'Le più antiche prove da me
buonomini fu rimborsata persona che aveva relative al giro attuale delle man e porte
flpeM denari di suo nel tempo dell* assedio di cotesla città esistono fra le membcsee
di Montepulciano per spianare la strade fuori degli Agostiniani Romitani di Siene, oia
ée fossi di Cumulila Ano alla Porta S, neWArch. Dipi. Fior. La prima di Ielle
Maurizio, — Nel 1966 si pagarono quelli spetta ad un rogito del 16 aprile 1*98 rIs-
che diiegnarono i lavori dalie eastellaccia ttvo alla donazione di 4 case poele ■•! ^
di S, Agata e di S. Marco sino alla porta polo di S, Agata , nel borgo esistei» tei-
della Feiriee^ e per le eastellaccia della tora fra la Porta air Arco a la Ferie fkf;
fonte di Follonica, Così nel 1967 furono le quali case furono acquistate per liie tea
date a Simone di Bulgarino lire i5o per da detti frati Romitani. — Il
spenderle nei mari delle castellacela di mento del 1 7 aprile dello
Camullia^ di S. Prospero e di (hile^ ed sopra una detiberaaione de*Nove gOfCiMlan
altri cento soldi se gli Jierono per mandare di Siena nel tfmpo che vi era poleitii il ■*
la vena «lei potw di' Frati Umilieui nella moso Caute de*Gaibbrielli da Gubbio, rame
fonte d* Gif ile {ivi), — Nello stesso anno cui venne accordata faooltìi ai frali Bem>-
1 967 si pagarono alcune somme ai depu- tani di S. Agostino di potere emplien 1>
tati destinati a far fare i muri della costei" loro piazia posta presso il muro del Comi !
laecia della Badia nuova , come anche ei ne di Siena fuori la Porta , per Im fssAi
quelli che ordinarono nei muri nuovi della si esce per andare a S, Agostino mi f^ '
città la costruzione delle così dette BicoC' polo di S Salvatore, — (/oc. ait.)
eke [guardiole^) ed a coloro che chiusero Non lasciano poi dubbio che airnllifl*
la porta de* Provensani di sotto (presso recinto di Siena debbansi riferire alenni p[
]*atlual« chiesa collegiata di Provenzano) e garoenti negli anni i399, i393 e i394frll|
che disftcero la port'i Salara, {ivi), per ordine dei Nofc agli operai inctfisilt
Nel 1968 il preindicalo deputato Simone di far costruire, ora i muri delle citffjlift'
di Bolgarìno ricevè dal Comune di Sieni al- eia della Porta S. Salvatore^ ora di nht» ^
tri denari per pagare i lavoranti che re- la strada nuova che conduce dalle Fsris
staurarono il palazeo del Fescovo^ quando vecchia di Fal-di- Montone alle Porinnm-
passò di qua il re Corradino ( 1 967 ). va di S. Maria (Porta Romana), ed era A
Neir4nno stesso vennero rìmurate alcune costruire la via per la quale si pasraya dilU
porte spettanti al cerchio precedente com* Porla nuova per quella de* Peruttim ùkp
prese nel Terzo di Città. Allo stesso oggeUo alla Porta S. Leonardo, — - {ioa. eit,)
furono date lire i3 e denari 5 al deputato Anche nel i398, 1399 e f33o gli opem
Speranza di Boni&zio Poìrteguerra, acciocché con i 4 prò v veditori per conto del Comune
81 EN SIEN 361
piCKileraiio alb coflnizione delle mura ìtmuì at\ Te no Ji Camullia non meno dì
nmo9€ della città ^ per le qiuU fu ordinato dieci Tra Porle e Postierle, cioè, i . la Porta
di ritenere sopra isalarj de* militari, de* giù- di CamuUia; 9. di 5. Prospero i 3. di
sdioenti, d^Ù nflUiali forestieri e dei pole- Camporeggi; 4. di Compensi \ 5. di Pe^
ita, in proponione di sei denari per lira del seaja^ 6. di Porta Ovile ^ 7. di Monte
loro onorario, a tenore dello statolo senese. Guattani; 8. di Proìfensano; 9. de* Frati
Inoltre nel 1847 Buoninsegna di Bleo Mf inori, e 10. Poriiceiola de* Frati pre*
aperajo delle nuove nmra del Comune nel nominati .
reno S. martino rìoe?é la. paga di i5 mesi Oltre le 10 porte del Tereo di Camul-
anrelniti; e nelPanno stesso furono date /la di sopra nominate (nelPanno stesso 1999)
mille Kre a Bencifenni di Loocìo operajo non si noveravano meno di 1 3 fra porte e
delle nuove mttra per scnrirsene alta co- portieciole nel 7*erso di Città, e la nel
ilnixioue delle medesime. — ( Bicbuna , Terso di S. Martino, che qui rammenterò.
Libri di Bntr, e Uscita B., ora L. ffP 147 — Spettavano a quest' ultimo le porte o po-
foL SS. N.^ 210 fol, i65. if.** iSSfoL iììerìe i.^ de' Peruttini;nJ* dì maestro Sa-
169 if.® 9i3/o/. 119 e i4a.) lomone, ^,^ la porta àeWUliviera; S.^del-
Gotcsle man conlinuavansi anche nel se- la f^al-di Montone ; 6.^ di S. Giorgio di
colo susseguente, siccome lo dimostrano fuori; 7.^ di S.Giorgio di dentro; 8.* di
Tarj atti esistenti wìVAreh, Dipi. Manose, S. Mauritio; 9* di San-F'ieni {Pispini
fn i quali citerò per tutti un pagamento antica); 10,^ di Castel' Montone ; ii.* di
di fiorini 5oo d*oro fallo nel 141 3 alle mo- S. Giovanni; 19.* e de' Peruuini nuova,
nache di S. Barnaba fuori della Porta-Nuo- Quelle del Tereo di Città erano le se-
i^d, OSSÌ4 della Porta-Romana, per il dan- guenli: i.® Porta di Fonte-Branda ; 9*
DO ricevuto dagli opera{ delle mura' della de* Codennaeci ; 3.® della f^eirice ; 4.*
cilU; ed un altro pagamento di lire 33455, di Laterina; 5.» del Pecchioni ; 6.® pò-
soldi 19 e denari 1 1 Citto nel 1414 a mess. slierla di S. Qairico in Castelvecehio; 7.*
Face camarlingo de* 4 provveditori di Bi- del Borgo nuovo ; 8.** Porta S. Marco ;
cbenu per la costruzione delle mura ur- 9.^ delle Sperandie; 10.^ Porta qlV Arco;
iMoe. —rBicuaRA B., ora L, N,^ 291 fol. 1 1.° del Ponte Nuovo; %%• dì Tufi, \lP e
61, e N,^ 447 foL 560 di Stalloreggi, alcune di coleste porle per
Filialmente uoa porzione del cerchio al- altro appartengono al terz* ultimo cerchio.
toale di Siena tu eseguita sul declinare del Porte più cospicue della città, — Ho
sceolo slesso allorctó si rinchiusero in città già detto che le porte attualmente aperte in
il prato, il tempio eJ il fabbricato intorno Siena si residuano a sette, oltre la porta di
al leggio sul quale s* iansliano il convento Laterina che si apre solo momentaneamente
e la diieaa di S. Francesco, nel giro, cioè , la notte. Fra le esistenti meritano qualche
che dalla Porta Ovile si distende verso la distinzione le seguenti:
chicH dìS. Spirito; la qual sezione non era La Porta di CamuUia attuale, cui deve
Citta quando si recò ad abitare nel convento aver dato il nome una delle Masse, o bor-
predetto (1469) il Pont. Fio li, per di cui gala di CamuUia , è citata'fino dal sec. XII
ordine fu messa mano a quel lavoro. — (Ma- nelle carte deWArch. Borghesi-Bicbi. —
l&volti, istor. San. P. Ili. Lijb. l^. ] Fjsa fu rifalla nel 1604 più grandiosa sotlo
[tf riparti»ooe della città di Siena in Ferdinando I presso Tantica porta, però di-
Tcni, ossia Rioni, rimonta ad un* epoca versa dd quella rammentala all'anno 11 53,
Bollo remola chiamandosi uno di essi 7*er£0 e dall* altra citala ali* anno 1973.
di Città , il secondo di S. Martino, ed il Sul!* arco estemo della porta attuale leg-
Icfio di CamuUia. Nei tempi della sua re- gesi in lettere cubitali cotesto invito ai fo-
pubblica i T«rzi di Siena si estendevano an- reslieri che vi vanno: Cor magis tibi Sena
che ai soborbi coi vocaboli di Matse del pandit. Infilili io credo non vi siano iline-
Ter%o di Città , di S. Martino , e di Ca- rarit di oltramontani che non lodino de*Sa-
mullia. In seguito le Masse costituirono nesi rospiLililà e la grazia, delle donne la
tre Cofflunilà suborbaue dipendenti nel ci- venustà e 1* il.irit.'k, talché il tedesco Sdirò-
vile e nel politico dai magistrati residenti Jer nel suo libro .Ifonumentoram ìtaliae
io Siena. ehiie a definire le femmine senesi , deliùe
Nel 1199 lungo le mura della città con- italiane.
V. V. 46
362 S t E N S I C N
Due tiri d* ano fuor della Porla di Ca- anrti dopo di|iinse dalU parte «tema il M
mullia sorge fiuo dal i a 58, sulla strada re- preM^pio con un maravi^lioco angiolo Mtualo
già postale il cosi detto Portone rest<iurato noli* ai-co superiore, guardato di sotto io
e forse rifatto nei secoli posteriori. Presso a su. Il baluardo situato a sinistra di chi esce
cotesto Fortone esiste un'iscrizione in mar- dalla Porta Pispini fu disegnata da Bat-
mo sopra nna colonna posta nel luogo, do\e dassarrc Peruui.
dal vescovo di Siena Ènea Silvio Piccolo- Porta JLaterina, Forse fu 1* ultima por-
mini, poi Papa Pio IJ, fu presentata ali* Im- ta del cerchio attuale ad aprini e la prima
peratore Federigo IH la sua fidanzala Eleo- a chiudersi ai viventi. Essa fu terminala d«I
bora principessa di Portogallo ( 94 febb, 1 5a8 , quando V nflbio di Bichema sntld
i45a stile comune) ehe dice: dì 1 1 dicembre di queir anno saldò Offiii
^ ET.J • www r^ . restante della spesa fiitta nella Porta ùatt-
Caesarem rtdeneum HI. Imp, et .^ . .. ^VT . „^ ^_.. . ,
r D . f^ » •. ^'10 relativamente ad una crottesca slata
>/.««, hoc,e pnma.n '"jf^^y loco. tu,^„„o,p,one occidentale Jelpofr
iaetisqut Inter sese consuitai^ttse auspi- !.*•••_• j n^ n^-.. a «a ...^ 5T
.. ^ ^ < • • j* . ■# aio che dinaesi dalla Porta S. Hareo e «h
etis. matmoieunt posteris tnaieat Monw " „ ,. » . . _« %% ^,„^ n^ .. r
\ ^ ^ w% mwnnr'nrr rrw tr quella di Lalenna per r anoio eolie di Cia-
mentum», A» D, mCCCCH» Fi. aml, 7. % e i \^ l* m
^ lignano, dove fn un piccolo cenobio d'ei^
^''*"^'' miti Gamaldolensi fondalo nel laSS. di-
Pariti Bomana^ già detta Porta Nuova, strutto nel t554,e la cui clausura nel 1784
— Il maestoso antipolio a ^uisa di torrione fu ridotta ad uso di camposanto per imi-
fu disegnalo dai due fratelli scultori e ar- marvi i defunti cattolici sanesì , al solo Ita-
chitelli, Agftstino ed Agnolo di Siena, i sporto dei quali è limitalo II diritto di apri-
quali ne diressero resecuzioue dopo il 1 3ao. re di notte cotesta porta della cittk.
Nel 1440 fu dipinu la parte esterna del Fonti Pubbliche.^ Seni» liandafesut
torrione, terminata nel 1459. Vi si murò 1* origine dei grandiosi acquedotti di Siens,
lateralmente un frammento d'iscrizione de* mi limiterò ad osservare oomedal prioeipio
tempi romani, illustrata da altra moderna del secolo XII fino a tutto il XV nei rissiti
postavi nella prima metà del secolo XVIII. de* poggi a sett. della eitlà si nocogliessero
Nel 1190 la Porta Nuo^j ossia Roma» da stili icid] piii o meno profiondi tante ae*
na non era ancora fatta , prova non dubbia que per alimentare non meno di norepub-
cbe allora non esisteva il cerchio attuale. bliche fontane, senza contare la Ante Éeed
Porta S. Marco. — Se dobbiamo tenere eretta nel lai 8 quasi due miglia asett.dd*
per esatta la nota di sopra rammentala que- la Porla di Gamulfia.
sta [torta esistere doleva fìno fluiranno 1199. Tale fu la fbnte deW arte Mia Lam
L'antiporto grandioso, di cui restano ora [)o- aperta fra il laiseil laao nel p&no di
chi avanzi, era disegno del celebre architetto Castel-Montone^ per cui poco dopo ena pr^
Àddassarre Pcruzzi. Ma il merito luaggiore se il vocibolodi Fonte di Fal-di^Monteae;
l'acquista oggi che si sta costruendo fuori tale quella di /'orla OW/e che fu aumentata
di cotesta |N)rla un grandioso piazz.i1eper il nel ia6a mediante la vena raccolta dU oo
pubblico passeggio, ed una nuova e più pozzo dei Frati Omiiiati^ la qual fonte
ampia strada regia per andare a Grosseto di qualche tempo dopo essendo slata rìfrtla più
una pendenza assai più docile che non era grandiosa prese il nome di Foisfe Noùm;
l'altra strada regia , la quale [>er un ardilo e tale la Fonte di Follonica inoomineiaU
pendio scendeva nel vallone della Tiressa. nell* anno 1349. Lo stesso dicasi della Fanftf
Porta Pispini o di San- Fieni. — Que- in Pantaneto che conta il soo principio
sta polla è laiiiosa, sia per essere una delle nel i35a; della Fonte Pispini^ stala aperta
più antiche del secondo cerchio, sia perchè sulla strada che guida alla Porta di dello
ìli costà es('\ Toste sanese per scenilere nei nome; della Fonte del Ponte lungo la stn-
rampi di Monta|»erto nel giorno della gran da del corso che va alla Porta Rominsi; coil
balldgtia, c/ie y^re /correr /* eròici i/trof/o; della Fonte di Pesca/a e della Fonte di
sia pen*.hè di qua [Kirle anche una quarta sira- Fetrice, dove erano i lavatoj fino da' is59-
da rfgia, T Aretina, oltre quella liaurelana. Ma tutte coleste fontane cederono in fina 1
Sopra la Porta Pispini nel i3a6 fu in- alle due fonti maggiori di Siena, la Fonte
iialialtf il tvrrioui', dove il Sodoma ducenf Branda e la /buie Ga/a,
S I E N S I E N 363
KoQ TI è persona che parli «lì Siena , né Edifici ffuMiei e ìuoghi p!à inrìgmi^
forcttìero che percorra la citU aenia ram- — -Qlerò prima di latto la JPiaftM cfelCaiii-
iiicntare, o lenn che visiti la copiosa Fomie pò. — Cotesta grandiosa area , che fa della
Sraffa y quella fionle che ha fallo dire di sempre del Campo ^ innanzi T edificazione
se e delle sne proprietà immaginarie cose del seoondullimo cerchio della cilU trova*
da fermare la luna , fonte da non doversi vasi (iuori delle man e della sua porta occi-
confbodere con P altra Fonte Branda esi- dentale denominata Porta Satara, esistita,
siila pTCMO Roména , ed alla quale appel- come dissi , a pie della Via del Casato da-
tava Uinte nel canto XXX del suo Inferno, vanti alla Costarella de" Barbieri, È la più
£ la Fonte Branda la più bassa, la più vaga e più gran piazza di Siena , singolare
antica e nel tempo stesso la più copiosa del- per la forma , per 1* architettura degl* edifiaft
la citlh di Siena. Essa acatorisce alle falde che la contornano , e più che altro ner le
del poggio della chiesa parr. di S. Antonio gioconde e magnifiche fesle de^Jantim delle
Abate, sotto le profonde balze sulle quali si contrade. Essa gira da 570 braccia , ed ha
alia il tempio di S. Domenico, presso la Porta la forma di mezza conchiglia incavala. Tut-
deila tuttora di Fonte Branda ^ dove non te le acque che vi scolano entrano in una
•ole cmtono copiose bocche d*acqua da be- vasta cloiica situala nella parte più depressa
re, ma lavatoj estesissimi per lavare e per davanti al palazzo pubblico, che sotterranea
gnanare a comodo de* vicini fabbricanti di trapassa per av?iarsi fn Porta Tufi e Porta
corde di badella, de* conciatori di cuoia, iloiiaia attraversando la Valle del Montone
delle tintorie e dei macelli riuniti tutti nel onde mandare gli spurghi fuori di città.
gian pianale innanzi di arrivare alla porta Dirimpetto al palazzo pubblico .sopra la
preindicata ; e tanta è la copia delle sue acque Fonte Ga/a esisteva la curila della Mercan-
che poasono metter in molo macine da mu- zia , ridotta più lardi ad uso di casino de* '
lino ed altri edifizf idraulici. Nobili accosto al grandioso palazzo de* mar-
Ia fila prima memoria dell'anno iigB chesi Chigi , stato innalzalo al pari del ca-
fu registrala in una pietra che diceva : sino con disegno assai diverso da quello
Jmi tmnt Domini, tra/ie teplem, milk «'*>'««■' ««f» •«colo XIV e XV che rendono
damtnti ^° piazza ed m generale a tutta la
•^ * cillh un'impronta singolare.
lA^on/e^rafi</ii fn in più tempi ri (atta: Sino dal 1 333 cotesta piazza fu aelciala
la prima volta nel 1346, come apparisce dal dì mattoni ip costa, e nel 1346 intomo alla
libro Entrala e Uscita di Bicherna (B. ora grande strada che la circonda furono dispo-
L. N,^ 3. fot. ao) in cui è registrato un pa- sti i cordoni di pietra) finalmente nel se-
fameoto eseguito per ridurre Tacqaa in colo pssnto vennero messii pinoli di tra-
Fonie Branda nuova, e per terminare la vertino con catene di ferro*
fessa dove fu Xt^ Fonte Branda vecchia. Ac- Vi sboccano undici strade, fra le quali
cadeva ciò nel tempo stesso che si restaura- quella del Casato^ dove furono le mura del
va la Fonie di Peeeaja^ la quale fu termi- più antico, o terzultimo cerchioj e la larga
nata nel ia4 7, comecché la sua orìgine si salitella, detta la Costarella de* Barbieri
fi«cia rinlire al 1087, mentre non prima sul luogo delta distrutta Porta Salara.
del laSg furono costruiti gli abbeveratoi a Infatti neiranno 1339 i camarlinghi di
questa ed alf altra vicina Fonte di f^e- Bicherna pagarono denari ad alcuni mae-
fnee. {Libri citati, B, ora L, if.** 5. foU siri , qui terminaverunt Campum Fori in
S9 e 39.) pede Portae Salarne. — (Aaca. DirL. Sak.
L'altra fimle anche più celebre é la Fon^ Libri di Entrata e Uscita di Bicherna ^
te Gafa nella gran piazza del Campo, con« B. ora L. 143 fot, 48.)
dottavi non prima dell* anno 1 34 3 con gioja È dentro cotesto gran recinto dove si af«
e gajctà aomma del popolo sanese, per cui (olla una popolazione talvolta superiore a
si acquistò il titolo di Fonte Gaja. — Ess.i quella della città per assistere nel giorno due
più lardi diede il sopranome al celebre scul* luglio, e nel 16 agosto alta coni di io f.in-
ton Giacomo della Quercia per i bei la- tini delle contrade , la cui fffla degna di
Tori di statiurìa che intomo a quella nel nn poema piuttosto ohe di nn Dizionario
1419 scolpi, sicché Giacomo della Fonte geografico é stata recentemente descritta coi^
fu 4* allora in poi comunemente appellato, entusiasmo pari alla verità dal eh. G. La«
366 S I E N S I E N
Ho volalo riportare ad littram le esprit* dicci inrandi spartiti dipinse le gfsla prìnel*
sioiii di cotesti due pareri edelibersiiooidel- pali del Pont. Pio II per ordine del sao oi--
lo stesso ^omo onde meglio profare, che potè Pio III de*Tedeschini-Picoolomini.
nriranno tSsa accadde la sospensione del- Nel centro di coteila gran sala ammiriH
V Opera nuotfa e la riedificazione dell*af- un gruppo di greco lavoro rappresentante
lifo/e Duomo di Siena , il quale dietro' il le Tre Grazie, ed alle pareti il cenotafio del
parere dei noTC deputati dovevasi rifaibbri- benemerito goTematoreGialioBianchi, scal-
care da capo: ^|dod nciPiATUE ar rat uma tura di Pietro Tenerani situalo pretso i*al-
EocLHSU raioBA , Màim A , ET MAsairiGA. tro cenotafio dell* insigne anatomico Paolo
Che più? La rioostraxioae deli* attuale cat- Mascagni , opera di Stefiino Ricci,
tedrale di Siena col legasi a roerafiglia col Sono altresì pregevoli i grandi libri e»*
tempo deirediiicazione della pieve di S. Gio- rali ivi esistenti , apecialmenteper le belle
vanni sotto il Duomo , come pure con la miniature in essi eseguite dal Monaco Fn
provvisione dei a 3 agosto 1 339 dei Signori Benedetto da Matera.
Nove e del gran consiglio, ebe ordinava ri- C/ùeta di S. Z>rvMeiiico.— Qoetlo rbie-
spetto air accrescimento della chieu roag- sone edificalo sopra una piaggia che spio-
iriore nel modo dai maestri di quell* opera fenda nel vallone di Fonte-Branda fo ineo-
deaignito , qualmente in o/MfV A 'CO dietae mincialo a innalzant verso il isai nella
Bcelesiae fam ineepto nihiinminus soiieite contnda di Camporeggi, quando gik il prì-
9t eomiintte pritcedaiur.'^tkmcm.DtPh.Skfi.) mo pittore toscano. Guido da Siena» l'an-
Fratlanlo non deve ommettersi per la sto* no iunanii aveva dipinto ana tavola che in
ria dell* arti ciica l'epoca e gli autori che cotesta chiesa si conserva, e quando il pih
architettarono la torre campanaria, anche antico miniatore sino dal iti 3 avevi colo-
per reUìBcare quanto fa scritto dal barone rilo le coperte del MS. del canonico O'Ie*
di Rumohr e dal Romagnoli, nn pagamento rioo intitolato Ordo Offteiorum^ on nelh
fililo nel 1 963 dai camarlinghi di Bichema biblioteca pnbblica di Siena,
ad un maestro pisano, il quale terminava II convento di S. Domenico, dov*éhliero
di cnoprire il campanile della chiesa mag- stanza S. Tommaso d* Aquino, S. Antonino
giore di Siena. — (BicnairA, lÀh, di Entr, ed il B. Ambrosio Saniedoni, fa «dificaio
« Uteiia , B. ora L. N,^ 96 /b/. 17.) nel tempo che viveva quest'ultimo religioso
Probabilmente la fabbrica del Duomo sanese. Nel sec. XV venne innalzato il cam-
9eccAio,che prima del i399 si voleva ione* panile, ed ingrandito il contiguo clansln).
stare con VOpera nifO(^,come chiaramente Dell* annfssa sagrestia si hanno memoria
Io dissero i deputati a quelP opera, aveva del principio del secolo XIV, come lo danno
relazione con Ta ntica Opera del Duomo di a conoscere diverse somme pagate nel 1 3o8
Siena, rammentata sino dal 3i ottobre taso e i3o9 per spenderle nella fabbrica del pi^
in una sentenza da due canonici sanesi de* lazzo che si fiiceva per i Signori Nove , n>>
legati dal Pont. Onorio III pronunziata gandosi Tatto nella sagrestia dei fìratì Predi*
neir opera nnwfa fuori della ehifsa mag- calori di Ciiroporeggi.(5/io^/i BenvogHeiUi
giare di Siena. — Ted. Papajako nella JffSS. nella Bihl. pubbl, di Siena.)
^al-d^Elsa. Il claustro fu abitato fino all'anno 1784
La lunghezza totale di questo omatissimo dai Domenicani, i quali dovettero cedere
tempio è di br. fior. i53, la larghezza della chiesa e convento ai monaci Benedettini ve*
crociata di br. 89, e delle navate br. 49. nuli costà dal monastero suburbano di S.
Non vi è Mngolo che in questa chiesa sia Eu^renio fuori della Porta S* Marco,
rimasto nudo, a principiare dal pavimento Chietadi S. Francesco. — Anche qn^
al suo fastigio e dalla ricchissima facciala sta chiesa vasta ed elevata fu incominciata
fino dietro al suo ooro; talché fìa impossi- sopra un altro sprone di poggio che scends
bile rinchiudere in un breve paragrafo la sopra Porta Qvile.
nota sol;imente delle sue bellezze artistiche; Dicono gì* istorici sanesi che i due fratelli
fra le quali il pavimento istoriato dot Bec- artisti, Agostino e«] Agnolo, verso il iSsS
cafumi e da altri, il pulpito insigne di Nic- architettassero cotesto tempio, e che il cae-
rolò e del figlio 9UO Giovanni Pisano. dinal legato Napoleone Orsini ne gdtasr i
È assai nota la cosi detta libreria del fondamenti.
Duomo di Siena, dove il Pinturicchio in È vero peraltro che quesU chiesa di ppiOQ
S 1 B N S I B N 3(rf
lìaAcio non fu iabbricaU Untò ?asUi come pero non i stata pib, che ft( lappi*. Imporr
on si vede, mentre la più antica precede iàìà in lulii, ciò fiurebbe dubitare che luite
di 70 e più anni quella disegnata dii due quelle colonne di una dimensione uniforme «
fratelli prenomiaati; avvegnaché il Comune avessero servito per una qualche basilica, o
di Siena negl'anni 1249 e ia$9 ordinò, che portico di Slena romana*
si pagassero cento lire ai frati dell* Ordine Chietd di S. J postino. -^ Questa belta
de* Minori per fabbricare la chiesa di S. chiesa ha lina magnifica clausura annessa,
Franonco. Essa realmente non fu ridotta Convertita in abitaxione per IM. eR. Colle-
nelta ferma grandiosa che ora si vede , se gio Tolomei. Àuche cotesla RibbriC» ii alza
non demo la metà del secolo XV. Profa ne sopra utio sprone meridionale delta citta \
stano due grossi pagamenti ordinati dalla ed ebbe oHglne fino d^il l'anno ti 58 quando
Signoria di Siena sotto dì 19 giugno del il suo focile trovavAsi fimrì del second*iU-*
14680 ed anco 4 anui dopo, il primo di limo cerchio di Siena.
^000, ed il secondo di 1 6000 lire; etilettuati Fra le molte pergiimetM! possedute dai Fn^
in mano degli opei:aj della fabbrica della ti Romitani di S. Agostino di questa città «
ituoMi chiesa *U S, Francesco di Siena. — cui furono unite quelle dei conventi deali
(Abgb. Dm. San. Memoriale if.* isa Jbl, Eremitani Agostiniani di Hosia^ diSesan*
149, e if.^ 194/0/. 40.) ga , de* Fattesi^ di MonieeeMo eoe., una
Anche le Guide per la citta di Siena ne scritta nel 19 ottobre deH'anno 1962 faceva
arvisiDO, che nel 1448 a spese del Comune menxione de*Romilani Agostiniani di Siena,
fu accreiciuto ed abbellito il convento di Con partito |ioi del 17 aprile 1 998 i Si-
S. Francesco, dove nelP^slate del 1460 si gnori Nove ed il censiglio della Campana
recò ad abitare il Pont. Pio II. conci defono facoltà ai Frati di S. Agostino
Il primo claustro quadrilatero contornato di Siina di poter^amplitre ta ptana davanti
da un portico a colonne fu muralo a spese alla loro chiesa. E nelPanno stesso lo spe-
ifi llìcolnocio Peironi. Gli altri due ctaustrì daliugo diS. Maria della Sesta diede ordine
più intemi si edificarono sul declinare del di vendere a quer Frati una carbonaia com
secolo XV sul disegno dato da Francrsoo piazza situata presso il muro della citià^
di Giorgio. Vi stettero i frati BUinori Con- fuori della Porta mit Arco per andare aS,
▼entuali fino al 1789, epoca della loro sop- Agostino,'-' {kwcm. Din. Fioa. Corre cif.)
pressione, quando nella chiesa e convento Per altro il tem^o ed il convento di S.
suddetto entrarono i frati JDomenicani Ga« Agostino nel secolo XIII erano ben lungi
volti, om tornati in S, Spirilo. dallo stalo ghindioso in cui 1* uno e 1* altro
La confraternita di S. Bernardino con- furono posteriormente ridotti. Imperocché ta
tigna al primo ctaiistro del convento sud- chiesa più antica, fondata come si disse nel
detto è ricca di pitture a fresco di eccel- I958, fu rifatta in due epoche assai dispa-
ienti arfisli senesi, come il Sodoma, il Bec- rate, la prima dopo la metà' del secolo XV,
cafiirai, il Vanni ed il Paccbiarotto; pitture quando la Signoria con delibéniione del dì
state tutte modernamente ravvivata. 8 ciugno 1468 fece pagare ai Frati e capi-
Càiesa dei PP. Sericiti, — Nel poggio tolo di S. Agostino lire 19000 per la fab-
dove Al fondata cotesta chiesa esisteva 1* an> brica della loro chiesa ; e la seconda epoca ,
lica parrocchiale di S. Clemente. Essa nel quando nel 1773 fu ridotta nello stato at-
1408 minacciava rovina, quando per or- tua le col disegno dell'architetto Van vitelli,
«dine del grsn consiglio furono sborsate ai Rispetto ai tavorì f^tti alla stia grandiosa
religiosi Serviti lire 4000 per restaurarla.— clausura essi spellano alta fine' del secolo
(Aaai.DiPL.SAii. Jfeffior.Jf.*i99.y*o/.i56). passato, nel tempo in cui vi abitavano i re-
Finalmente nel 1 598 si rifabbricò da ca(*o ligiosi Agostiniani, ai quali si debbono i
a fondo la chiesa attuale col disegno di Bai- doppj e ben disegnati chiostri , i còmodi e
dsssarre Pèroixi. Fu allora che quel chiaro numerosi quartieri. — La grandiosa scala
architetto mise in opera le belle colonne di peraltro è òpera più recente di Francesco
marmo cipollino deirisola Eubèa, le quali Paccagnini , e quella del vestihuio esterno
sorreggono gli archi delta navata di mexio, dell'architetto Agostino Fantastici , a dire-
lotta di grandexza uniforme, e tre di esse sione del quale, dieci anni dof» soppressi i
di un sol peuo. Siccome poi cotesta qualiU Frali che l'abitavano, nel x 818 cotesto spe-
dì Biarmo dopo U caduta del romano im- zioso e ben situato convento fu ridotto ad
368 SIEN SIEN
Ufo de* nobili aluuai trailocativi dal pula»* fuori di Siena , oltre lo ipedale di S. Mìe*
tAì , già Cullei^io Toloinei , riducendo que- colò vicino alla chiew di S. Pietro alla Bb«
si* ulUmo a residcnia dtrl R. Governo. gione , assai dappresso alla Porta (^mullia ;
Nfir antico convento di S. Agostino di e finalmente nel 1440 vi fu incorporata an-
Siena furono accolli ad ospizio i Pont. Gre- che la soppressa Badia di S. Loreaio del-
f orio X.11 ed Euf^enio IV , nel nuovo yì V Ardenghesca con tutti i suoi beni,
dimorò nel 1799 il Papa Pio VI. 1 frati Leccetani che stellerò in S. Blir
Chiusa di S, Spirito. — Fu eretta tino fino alla loro soppressione, accaduta nd
nel 1345 dirimpetto alla Fonie Pispini^ 1783, fecero riedificare nel tSJj cotesto
in origine abitala sino verso la m'*tà del tempio, sebbene la facciata di travertino non
seoob XV dai monaci Silvestrini , dopo dei sia slata eretta che nell'anno 161 3 sopra
quali vi entrarono i Frati Domenicani Gm- una doppia gradinata col disegno dall*ar-
votli; cui nel 1468 \m deliberazione del chi tetto Giovanni Fontana,
consiglio della Campana furono date lire Confrattrnita di S. Caterina da 5ic-
jsooo per riCire le mura alla loro chiesa na, — Piccolo ma insigne si è reto qucst*
di S. Spirilo.-^ (AaoH. Dipl. Sa*. Memo^ oratorio per le memorie della Santa, e per
riaie NP laa. /?>/. i63.) la copia e bellezza delle pitture che P ader-
ii Magnifico Pandolfb Petrucci nel i5o4 nano,
vi léce innalzare a proprie spese la cupola. Trovasi sulla strada maggiore che scende
Nel 1783, quando i fr^ti Ga volti furono alla piazza di Fonte-Branda, ed è ufiiialo
traslatati in S. Francesco, la chiesa e con- <iaglì abitanti della contrada denominala
vento di S. Spirilo fu cetluta alPAccatle- dell* Oca. Fu fabbricato dal Comune nel
mia Ecclesi^istica , poscia al parroco della 1464 dove era U b>')ttega di tintoria del p^
chiesa appressa di S. M:iurizio , fino a che dre di S. Caterina e la casa in cui essa na-
liei 1843 vi ritornò da S. Francesco la fii- Cf|ue. Li fìicciata è disegno di Cecco di
tuiglia de* religiosi Gavotti. Giorgio, nel frontespizio intemo dipinsero
Ifel diioslro annesso alla chiesa si con- il Riccio ed il Folli, nelle pareli laIcniU di
•erva un affresco figurante il Calvario, ope- ihm parte il Pacchtarotto , e dalP altra il
ra prrgiatittima di Fra Berlolomnioo, detto Saliroheni, la lunetta sulP altare è del So-
della Porla. doma. Vanni , il Sorri , Rutilio , Guolaiii
Chiesa di S. Martino, — Se questa non ed altri distinti pittori sanesi laTOnvano
più dirsi delle piìi vaste, né delle più belle nelle pareli della confraternita superiore. Il
chine di Siena , è peraltro una delle più piccolo clauslro superiore credcM disegnalo
«uliclie dopo la cattedrale ; siccome fu 1* da Baldass.«rre Peruzzi.
unica a dare il nome ad uno dei Terzi della Collegiata di Pro^entaao. — Questa d^
«:ìltà e delle Masse , ed è la sola tra quelle vota e frequentissima chiesa a croce greca,
della cittii che tiopo la caltedr^ile si trovi dove si venera la miracolosa immagine della
rammentata al tempo de* Liongobardi. — Madonna delta di Provenzano, fu eretta nrl
Inoltre la chiesa di S. Martino sino dal se- 1.^94. Essa trovasi ufficiata da un capitolo
«»lo XII, e forse assai prima, era stata deco- di canonici presediilo dal proposto, ed è
rata del titolo e qualità d'i cìùtt» cardinale. Tunica dignità di quest* insigne collegiali'
ossia cura eon battistero , quando essa, che Stabilimenti Pii, — Spedale di S, Ife-
in nel primo cerchio presso il borgo del" ria della Scala. — Se la Toscana richii>
hi città di Siena, dui vescovo sanese Ranie- ma a se 1* attenzione degli estranei per k
l'i» con breve del 1 7 settembre 1 168, venne numerose istituzioni di opere di beneficeotf
«'oncesu con tulli i suoi beni e preminenze che la rendono superiore a molle altre paiti
ai canonici LMlennenii di S. Frediano di deirEuropa civilizzata, Siena ne conta tante
Ijiioca ; la quale concessione fu confermata da meritare di essere queste più conosciutCì
liei secolo slesso dai Pontefici Alessandro, f>ercliè ilanno anche a scoprire lo spirilo e
Lucio e Urbano III. — (Paoci, Serie de* la civiltà de^fuoi abitanti.
Pese, e Arci^. di Siena.) Una delle isiiluzioui di caritk per leqaili
Nel 1439 per breve del Pont. Eugenio i Saneni furono sempre larghi, sia per id-
IV, Iji sIpsm chiesa fu data ai frati Leccetani zianilà, sia per lustro, contasi quella dello
di S. Siilvatnre, tre anni dopo aver essi ot- spiedate di S. Mari^ della Scala, cui |ioste-
tcuulo il priorato di S. Malia degli Augeli riormeute se gli affigliarono molli altri ì|N-
Sl'fiN S1EN 369
hìì di cItUi e terre della Toscana e di altri di da Priamo fratello di Giacomo della
Itali ad eaiB lìraitroft. Quercia , ossia della Fonie.
ffoo resiste alla buona critica la Iradixio- L' ingresso maggkire di S* Blaria anie-
ne che un beato ciabattino per nome So^ gradus è sempre folto a lev. dirimpetto
nore si no dal secolo IX fondasse cotesto spe- alle scaUre ed alla facciata del Duomo ; le.
dale. Imperocché senza affermare o negare grandi soslruzioni sono dal lato oppodo
che costà dirimpetto alla Ceciata della cat- della fabbrica che scendono forse per 60
tedrale fino d* allora esistesse un ospizio per br. nel sottoposto giardino botanico,
i pellegrini , quando si tratta di prove man- A questo stabilimenio per i poveri inCer-
cano documenti, nei quali si faccia menzione mi il Granduca Leopoldo I con motupro-
di cotesto spedale ; ne si conosce eh* io sap- prio del a a ott. 1 779 comandò si riuuissero
pia memoria pib vetusta di quella indicata varj ^ledalelti spars» per la città, fra ì quali
ìld un* istrumenlo del 16 aprile 10B8, dal lo spedale di S, NiceM in Sarto y di Jfo-
quale rilevasi che lo spedale di S. Maria del- nagnese per le partorienti , quello di S,
la Scala era in quel tempo di giuspadronalo Lucia per ì pellegrini ; lo spedale di S. Se*
del capitolo della cattedrale <« Siena. basliano per gli esposti, e Tallio di 5. ^n-
In conseguenza di ciò 1* arciprete del Duo- ionio Abaie, ora confraternita della Miseri-
mo a nome de' canonici continuò a confer- cordia, per accogliervi i pellegrini, ecc.
mare per qualche tempo reiezione dei nuovi Lo spedale di S. Maria della Scala nel-
tetlori di questo spedale, siccome lo qualifica Tanno laSo contava 5i4 posseuiooi. —
un altro istrumento del 3 marzo 1094, con- Utilissima riforma non meno delT altra fu
servati entrambi nelT archivio della Scala, quella che comandò Talienazione delle tan-
Fone da cotesla padronanza gli spedalinghi te Grande (tenute) attinenti a cotesto spe-
di $• Maria ante-gradus seppero emanci- dale; e -ciò col doppio scopo di arricchire il
parsi innanzi che dal concilio di Vienna del paese e di concedere i diversi predi a per-
t3ii fosse stabilita la massima, che il go- sone che potessero renderli più fruttuosi.
verno de* luoghi pii e specialmente degT o- In conseguenza di tali disposizioni econo-
spedadi non dipendesse piii dagli ecclesiastici, miche la rendita annuale di cotesto spedale
Che questo però davanti alle tealere del fu ridotta costante.
Duomo non fosse in orìgine che un ospizio Cosicché questo stabilimento oggi può
per i pellegrini , sialo esteso più tardi alla contare sopra un incasso che ammonta an-
cora degl'infermi, a ricevere gli esposti , a nualmente a . . . . Lire 1 791404. — . —
distribuire elemosine ai poveri , ecc. me lo Senza le rendite annue
fa credere un allo del ia65, col quale Tom- dello spedale degli E-
naso vescovo di Siena concedette allo spe- sposti che sono di . » 8,80 a. ^. —
dile in discorso il prìvileeio di tenervi un rr r • .»
, , , '^ ** ■ . . •• Totali . . Lire i88,ao6. — . —
sacerdote, mentre la anni mnanzi il ve- '
scovo Buonfiglio con altro breve aveva ac- Spedale di S, Niccolò degli Alienati,
cordato CkoIIù al rettore dello spedale della — E un' istituzione moderna eretta da una
Scala di fabbricarvi una chiesa ; forse quel- congregazione antica conosciuta sotto il ti-
Tontorìo stesso che nel 1466 venne ricdi- tolodi Confraternita de* Disciplinanti, os-
fieato in maggiori «limensioni col disegno sia della Madonna soiio le f^olte dello
Ji un tal Guidoccio di Andrea. Spedale. Il locale di S. Niccolò dopo aver
Al secolo XIV spettano le immense so- servito alle monache, nel 1818 fu ridotto
ilmziooi e aggiunte fiitte a cotesto slabili- per custodia degli Alienali. Esso è caj^ce
■Knlo pio, avvegnaché nel x 356 il Comune di circa 60 individui dementi, mantenuti
Siena pagava i tegoli e gli embrici serviti mediante una retribuzione roensuale dalle
percuoprìre la yàAftr^Vaiiuot'a dello spedale Comunità cui appartengono. Il fabbricato
di S. Maria della Scala. —(Bicbuha, Bnir. risiede in un angolo della città in prospet-
e Usata, B. ora Z. If.^ ^i^fol. 33.) tiva ridente e ben ventilato. La prima mon-
Sfella prte più antica dello spedale, de- tatù» e direzione devesi al governatore Gin-
nominata tuttora il Pellegrinajo , esisto- fio Bianchi ed allo zelo del benemerito prof.
no ancora gii «iffrrschi eseguiti nell'anno Giuseppe Lodoli , che occu possi anco della
8)49 da liuciano da Velletri , continuali cura de* tignosi riuniti in questo stesso «di-
nel 1440 da Domeoioo Bartoli , e più tar- tìzio, dove fu preparato un quartiere «•-.
r. r. 47
pUéì» pir ricevere ccmU le doane gmiride tidio per il tUIo Dei primi giorni del pilet-
iKCttlte. perio, dislrìbuire elcmoime à domicilio*
- SiMlMenio di Bitndiciià. — Quasi nel molte penooe vergognose. -^^ Ma wMtX più
ItJHipb fleiao che la confnleroita prenomi- rilevanti tono i tusaidj, dei quali etn è col*
BttUi iMidava il Reelusorio JègU Alienati^ lalrice a favore di coloro che ti dedicano ai
I Sancti motti dalla siluaxione lacrimevole buoni liudì^eciò per dispofisioni bestamen-
ddia plebe, afiàoiala e oppreiaa dalla care- larie fatte negli anni 1610 e i63a dai Uti-
alia e dal tifo^ li tanarono votontariamenle telli Giulio e Deifebo Mancini , t nel 1^94
1^ aprire un asilo alla mendicità onde rice- dai coniugi Marcello Biringuoci e Cmio-
vcrvi e nutrirvi i questuanti della città, e dm de* Vecchia
•oGogliere per pochi giorni i oonTtlewscnti Gli alunni dei primi, os^ia de^ Mancini,
dbe ctcivaito dallo spendale della Scala. ricevono per un intero lustro scudi 60 l*att-
Déì rapporti annuali di cotesto pio sta^ no con obbligo di conseguire la laurea dot-
bilimento sul rendimento di conti reki dalla torsle, ottenuta la quale ritirano altri 60
depntaitone gratuita che vi presiede, si ri- scudi per le ìpck.
leva, che» oltre le spontanee oblaiioni dei Gli alunnipiringucci debbono Mwrr già
cittadini^ lo slabiliroeniu è sussidiato notd- laureati in patria per recarsi ad una delle
bilmente dalPlmp^ e Rw Governo. Costì non università più celebri italiane, o anche fnorì
ti è traseurata né 1* istruzione religiosai né d* Italia con un assegno mensoale di ti
qoelia citile, ad oggetto di fare apprendere scudi romani da durare per un settennio^
al povero i doveri del cristiano ed un* arte con poterlo prolungare sibo a dieci anni té.
the ponga in grado i loit> figli di abbaudo«- anche confermarlo. Era poi in faooltà della
Bare 1* abbietto meatiero di accattone; giac- stessa compagnia di aumentare T assegno
^shè quelli che vi si ricevono , meno gP im« mensuale agli alunni che recavansi a studio
potenli , sogliono occuparsi in qualche In- fuori d* Italia. Però tanto gli uni oome gli
tòro piroportionAlo ali* età, al sesso ed alla altri concorrenti non sono ammessi per l'i-
capacità. -^ Avvcrliàsi poi che costà la re- lunnato se non sono nativi oppure orìginsrj
tlusioBe dei poveri si limita al giorno, giac- della città e dello stato di Siena,
che' al tramontare del sole essi Hlomuno il numero medio degli alunni ManriDÌ»
alle loro case, non saprri dire, se facciasi ciò cui annualmente si conferiva il posto, soteta
per economia , ossi vero per rispetbre i le- essere di tre, ma quello degli alunni Birin-
gami di famiglia e quella libertà personale^ guoci per lo studio fuori di patria negli ■(*
che uon suole ottenersi ne* reclusori nottur- timi tempi era salito fino a i3, sennoocàè
ni. In vista della quale libertà molli accal- attualmente cotanta elargita è stata dioinoì-
toni sogliono riguardare le pie cast di la- ta e tolta la conferma del settennio per J^
^^oro piuttosto come luoghi di gastigo che ftinare invece una parte di quegli asiegei
come refugio alla mendicità. alla rimontata università di Siena.
Compagnia dè^ Disciplinami ^ o detta «v- . «l • • j* j .*
Ma^hmuTsoUo le rolie Mio Sptdalt. - D.$lr.bo..oa. .nnae d. dot.
n-ii -• • I- . u •. ^ P**" P*rlc di cotesla Gon-
nella stona di questa benemerita congrega : F'^^ % ^
non farò parola avendone trattato 1* abate . ^T * *. ' '\ \.\. i3,700 —
i^_4_ ,."^. , , , ,, . , Annui sussidi dotali di re-
U^àngelis in un opuscolo pubblicato nel . „ . a
a tt iv-x ILI .• L-». a . £ia col tallone . ...» » 4,480—-'
1098. Dirò solo che la sua antichità è ante- tv.:- j- n • j* 1. • .
• t ^ A u • 't Itoti di col Iasione di altri sta»
rioie al iftoS, epoca della prima riforma .... ^. ,. <«. « ^ _
j^»^ «i -. ;-.!• K-A L -1 e bilimenti di Siena. . . » i3,8oo — "^
ne eooi statuti; dirò che il suo scopo fu * -
tempre quello di rendere utili ai suoi con- Totalb . . . L. i8,a8o««-'
ciUadim i soccorsi de* quali è depositaria
per disposiùoni pie di benefattori che accu- Siahilimenii d* IstruMÌone ptMiea «-*
mularono in essa un ricco patrimonio; a È opinione invalsa fra molti che in
onore della quale istitutione aggiungerò, che non incominciasse l* Università prima dd
la sua esistenta fu rispettata da tutti i gover- t3ai, e che ciò si dovesse alle premure é
ui che hanno dominato in Toscana. un concittadino, Guglielmo ToIdbmì, allon
I deputati di questa compagnia sogliono professore nell* Università di Botogm, il
^conferire annualmente un numero di doti, quale condusse in patria la maggior paiie
•imiministnirc alle partorienti povere i|u sus- di quella scolaresca nelk ctcoottuMUi di c^
S I E N STEN 37f
iTTF stjto condannato a morte in Bologna cbc reca Yano le lettere del Comune in ilWcr-
uno di qne* scolari. -^ (GBiaAmnAOct , StO' se palli della Toscana, onde invitare i tea-
ria di Bologna T, 11. P. IV.) lari a venire a siudia in Siena. — -(Bicnav
Il Cronista Dei forse fu il primo a darne na, Entr. e Uscii* By ora £. If.^ i^/W. 29.)
ravviso, dicendo « che nel mese di maggio Inoltre neiraniiò slesso 1248 si pagarono
liei i3ai venne in Siena lo studio generale lire dieci a forma dello gtaUUo a maetlro
Ji Bologna. Ha poco tempo vi stette, im- /'ìe/ro5f»a^juio/o dottore in Fi«ici|.«--(/«0.
perocché lo Cornane avea promesso agli sco- eit. B 5. fol. 37).
lari venuti da Bologna di far loro avere i Era per avventura cotesto Pietro Spagnii#f
privilegi del convento {Università) e poi Io quel maestro che ao ani|i prima fu pro-
non li poterono avere, e per questa cagione fessore delle decretali in Bologna, qu«nd<f
li partirono v. Non saprei dire se fu questa un suo collega guascone lo invitava a re«
la cagione, o piuttosto 1* altra detta dal ca- carsi ali* UnivertitA di Pkdova dove il mae^
Qooista Pietro Ancarano, il quale viveva sul- atro guascone alkm pfpfessava la materia
la 6ue del secolo XIV, cioè, che i Sanesi pat- stessa. Ma per qui^ motivo Pietro Spagouov
tairono con gli scolari condotti da Imola a lo abbandonaste la giurìiprodcnxa per pro^
Siena di pagare ai medesimi seimila fiorini fessare la sciruxa fìsica pon è cosa agevole
per riscattare i loro libri lasciati in pegno a definire. — • (Tirasosoui, Star, delia Lei-
I Bologna, e dare ai professori Tannua paga terat, hai, T. IV, 1*. /, Lih, /.)
Ji 3oo fiorini d*oro, oltre il fornire per Che poi gì* inclinabili delP Univeriitè di
1 6 mesi gratuita abitazione agli scolari, con Siena risalghino verso la aaetii del secolo
che il governo procurasse di ottenere dal XIII lo dimostra una bollii del Poni, In-
Poulefiee il privilegio al nnovo studio d| noc.nio IV data in Perugia li a6 BovemlKe
conferire le lauree. dell* anno X del suo pontificato (t^tfia), il
Di colesta translazione medesima dello cui originale fu riscontrato dal cbiano Ab,
itudio da Bologna a Siena fece menzione Marini nell'archivio segreto Vaticano, mea*
Dino del Garbo, nella dilucidazione al se- tre una sua copia esatta esiste in un libro in
condo canone sopr^ T opera di Avicenna che gran foglio intitolato « Notizie relative alV
dichiarò compita li 37 di ottobre del 1 3a5, Unis^ersità di Siena e catalogo de* profes*
sebbene egli la incominciasse in Siena, mcu' sori della medesima, dalP anno 1946 in
tre vi era professore, ^riam ego Dynus de poi, libro attualmente posseduto dal pro-
Florentia minimus inter medicinae docto- fessore di Siena Dott. Giuseppe Giulj,
res incepi cum riGViT sruDWM IV cjrtTA' In quell» bolla diretta ai maestri ^ ai
TE Seiijtuvìt, et liane pattern Avicennae dottori pd agli scolaci del V Università di
ihi in catltedra legi , sed eam compievi eum Siena si dichiarano essi ed i kidelli esenti
Florentiam redii propter illius studii di' dalle i/nposiùoni, servitf ^ aagarie acCf
fninutionem et anniehilationem. ecc.; se non che nell^ dettH bolla non trovo
Con tuttooiò altre circostanze mi spingo- fatta menzione del diritto della laurea, né
no a credere, che in Siena assai prima del dei cancellieri dell* Uni versile r
i3ii avesse origine un liceo, se non fq una Arrogeciie n<-gli spogli del Benvoglitnti,
compila Università, estratti t\A\VArcli. Dipi. San. y sono indicato
Rtalmente Uberto Benvoglienli anche su sotto gli anni ia6a, 1367, 1974, 1179;
ltlen|ipoclo raccolse tali e tanti documen- laSo e ia85 diverse piighe per salarj ad
'ifi quali sembrino sufficienti a dimostrare alcuni maestri e dottori, i quali Ifggefano
che in Siena fino dalla prima metà del se- in Siena, — > (Bibi^iot. Sah.)
colo XIII esìsteva uno studio Che poi 1' uiifVfrsilk predetta nel i3af
Sul qual rapporto io non rimetterò in non fosse ancori stabilita nella casa della
arapo la notizia re}(ìstrat« in Bicherna sotto Sapienza, Io dichiarano, in primo luogo il
fanno i3aa, quando i camarlinghi del Co- jiaga mento fatto nel i3a9 per conto del G»-
mune pagarono a tal uopo lire 11, la e 9 mime di Siena per la pigione di una casa,
a maestro Francesco di Tura di Buonamico, nella quale si trovavano i feaflfali del piiH-
fivvero rammenterò una somma che cui blico per rìporvi i libri de'scoUiri; ed in
«1 1^48 diedero ai maestri Pepone, Gio* secondo luogo lo sborso di lire 17. 16. — •
vannino, a Giovanni de* Mordenti ed a mae- eseguito nel i333 dai camarlinghi di Bi-
itfo Pietro Spagnuolo per passarla ai mesfi cherna per un semestre dflhp pigione 4|cl|j|
374 SIEN SIEN
nasterxi di S. Vigtiìo, gìk reiiHenci de) Pire» defe il ritrotato dì dipivfare in nunni, I**
Mìo dd DtfMHlimcwK» deir Ombnone, sciatiilo nei figliaoli t s(*goaci della qaarlt
La direnoAe M cotesto istitut* é MàsfUk epoca e delia saa nuola , nella quale fifuvè
•Ila conosoiofa imellifentt e bntuni del il Gi¥. Giuaeppe Nasini allievo tmo para
prof. Fratteeico Nenci. Nel locale «edcaimo del Vanni , eoe.
è alata renila «na quantitii di pillare, molle A conserTasi«nc poi dei noonaneiKi dell*
delle quali tn tatole apparlenate a chteae « arte , aia pittorica, aia statnam, aia arcln-
eooyenti aoppresii, dote <u trovato qnanM» tettonica della città di Siena il Gtsdaea Lm-
i pittori iaoesi fecero di meglio. Sono quel- poldo II fino dal 1819 iastitni una depo-
le pittare disposte per ordine di età e la pi* tatiene affinchè vigilasse non aolameole ao*
tiacotMB pobblioa taoese dà meglio a cono» pra gli oggetti d' arte cbe si trovano si-
scere quanto fosse giusta la sententa dell* A- toati nelle chiese, conventi ed altri pabUici
b^te Lanti allorché, sia perreie«iOfieéfe*co- stabilimenti , ma ancora nelle strade e piai-
kri, sia per V aria ralUgrame e gafa eie * ae di Siena, compresa 1* ardiitettnca 4i lan*
«•llf , caratterixtò la pittorica aeneae Itela te belle fabbriche privale egregiamente oi>
MCHoia fra lieto popolo, -^ Che se costà stratte di mattoni sema intonaco,
fosse rìonila la celebre tavola dipinta nel Aceadetnie eeierUifiehe e letterarie. -^
1130 da Goido da Siena, ora nella oh. dì S. Ì)opo Firenze, scriveva 1* Abate Tiraboschi,
Domenico, e la miniature staU fatta sul MS. {Stor. Mia Lefter, ital. T. f^II. P. A
del I ai 3 esistente in quella pubblica libreria tib, /.) non vi ebbe città della Toscana cbe
intitolato : Orio Cfffldorum Senentis Ee^ in numero e ha fama di letterarie adnsaoae
clesiae^ la raccolta delle pittore dell' Isti- sì potesse paragonare a Siena,
tato delle Belle Arti di Siena sarebbe per Lii pia antica di tulle è quella de* Jioaxi,
ansìanilà di autori la prima di tutta lulia. cai succede 1* accademia degl* Intronati , la
Osservava giustamente il Padre della Val- prima nata ne! principio del aecolo XV, la
le che la scuola pittorica di Siena spiega un seconda circa 5 lustri dopo.-^ L' aocodeoaia
talento speciale per 1* invenzione e per Te- de* Fisioeritiei appartiene alla ftne del sr-
spresslone. Neera difficile^ soggiungeva TA* colo XVII ; più giovane delle altre i la TV.
bete Lanzi, studiare quesf altima parte in gea^ che fa aperta d->po la metà àt\ jeoolo
una eittà si nemica delU simulauùne co- XV 111 dal più grande econombla de* suoi
m* è Sietta; rfoo' e per lo spirito e per Ve^ tempi, V areidiacono Salustio Bandtnì. Non
ducatione si ha pronto nella lingaa e nel dirò di un* accademia po^ica dt dame si-
Mìo ùiò ohe si sente nel cuore, — Cotesta nesi nata e protetta dopo la metà del seco*
verità pronnOziata da un uomo venerando, lo XVI 1 dalla Gvandochcfsa Vittoria deUa
tmn toscano e non appaif ionalo , onora tal- Rovere dopo rimasta vedova di Ferdimn^
ttanre il carattere dei Senesi, che non ho do II, le componenti della quale aiceaderoìa
potuto fare a meno di ripeterla. tennero le loro adunanse pobbliebe amai
Qaaato al numero degli artefici , Siena frequentate, finché visse hi Principessa prò*
tlipelto alla saa popolazione n* ebbe molti lettrice, dopo la cui morte si spense aacha
iUichè contò molti cittadini ; scemato però cotesta poetica società. <— L* ioìcadenb de*
il miMero di qtiesti, scemarono atiobe i cui- Hoaat fa soppressa da Cosimo I avendo ni-
tori delle Beile Arti, fintanto che sotto il go- gione di temere che quelle assemblee fosse-
verno Mediceo ogni traccia di scuotale ven* ro dannose alla pubblica tranquillità per la
ne meno. Sono della prima epoca oltre la fervidezza de* Saifesi assai pronti ad «coca*
miniatura del iai3 e la pitturs del laao dorsi. Alla sventura stessa «Vilous fu sog-
di Guido da Siena , i mosaici di Fra BItno getta 1* accademia degl* Intronati^ ma tanto
da Torrita , i dipinti di maestro Duccio di 1* una che 1* altra rivìssero al principio ilei
Boninsegna, di Simone di Martino, o di secolo XVII sotto il Grand aca Ferdinando I.
Simone Memmi, ecc. ^o Si distinsero fra Frattantoraocademia degl* M/ro«a/i non
quelli della seconda epoca il Raggi, detto potendo più rìoorgere al" antico splendorr,
il Sodoma , il Beccafumi, il Pacchierotto, nel i654, si assodò »d altra accademia det-
Baldassarre Peruzzt, ecc. — La terza epoca ta de*Fi/oiPM</, nata clandestinamente nel»
comincerebbe col Riccio, o Bartolorameo Ne- t5S6, e questa feoe il ouo nome «eiraNn
roai e col Salimheni seguiterebbe col Ga- degl* Intronati^ alla quale fid V647 fb
•oUiri e col Cav. Francesco Vanni , cui- si accordato |1 gestro aperto iiel|Mla9^ {ai|h
87< SIEM SIEN
fòMcro Itali an tempo rabaU e Teiidttti i Innanti V iaUodqwic del tiitawi édk
peto di carta molti pregefoli libri e memo- ipoteche il Montw d9* Paschi affiib?» U
rie di antichità sanesi. tomme richieitepià alla probità iadÌTidoak
Nello stesso palazzo pubblico si consir- che ali* esame delle respettiYe rirrhftie» co-
irano a terreno dae altri architi importali- mecche il richiedente dotesse associarti una
tissiml. Il primo è quello Cibile o de*ifo- o più persone possidcoli e solfanti» le quali
tari, raccolto nel i56o costà, dofe sotto il stassero garanti al pagamento de* frutti e
governo del Granduca Leopoldo I furono della sorte al pari del mutuante,
depositati gli archif j minori della meroan- Del resto tutte coteste precauiioni cessa-
sia, dell* arti e mestieri con i respetti yì éU-^ rono dopo 1* introdozione del sittena ipo-
ioti, oltre una serie considerabile di pn^ tecario » per cui inutili oggi si rendono le
gamene ascendenti in tutte a circa 190O0 , doppie firme, senza alcun obbligo al UMnIe
succintamente spogliate dall* Abate Pietro della restituzione del capitale; il quale poi
Paolo Pizzetti. — Il secondo è V archino anche estinguersi a piccole frMÌoni che il
sottoposto alla soprintendenza della Camera Monte d^Fateìii riceve àéì particolari dà
comunitativa delComp. di Siena, ricco esso deposili in danaro, corrispondendo al ma-
pure di MSS., di membrane, di tìsite pub* tuanle, attualmente, di fruito il 3 |> per
bliche per la città e lo stato sanese , eoe. cento, mentre dal Monie stesso s^imptegaao
L* archivio deW Opera del Duomo è i capitati al 4 { per cento,
neritetole delle osscr fazioni dello studioso Monte Pio. <— Piìl antica di qualche
che bramasse dì recare qualche màggiSr lu- secolo è la fondazione del Monte Pio di
me alla storia di quel magnifico teippio. Siena, percbÀ fu istituito sino dal 1471,
Vi è uno spoglio succinto dì numero i586 quando imprestata moneta ooll'oasfa di 6
pergamene, consistenti in contratti, dona- denari per ogni lira {% ^ per cento). Fa
zioni, prof visioni, pagamenti di lavori ecc. chiuso e poscia nel 1569 riaperto nel fid»bii-
a partire dalla carta più antica , che è del calo della dogana presso la resìdenia del
looa fino air nltima che scende al 1780. Monte de* Paschi che sussidia il primo qua*
V Archivio delio Spedale della Scada lora gì* imprestiti eccedono il suo capitale.
non è fra i meno importanti di celesta città, L* interesae annuo é del 5 per cento, asa
per gli alti pubblici , sia per gli originali la frazione dei mesi suole calcolarsi per m
statuti del pio stabilimento, ricopiati in lin- mese intiero.
gua volgare per ordine del rettore dello m w% •<• i* ..• » v
l^.u ^m-Jr l-^n« fi«ii..«l« Ji nr;.!^ '^'"» Depotiii foiti Per la somma
spedale , messer Jacopo figliuolo di Cristo- _
fano di Mancino cittadino sanese , che nel a, w% «MOn « ^* y* « »
17 luglio deiranno i3i 8 offrì tutti i suoi .«, ^ » *. ^.i.
L^_: ** , , «TI I 11* 1040 ••...» 3o,a7> ...» 663,000
beni a quel luogo pio. Il quale spedalingo .a; . '. -o*
r , i ' •'^. I. 1 «841 » a5,974 ...» 386,000
fu da alcuni equivocato con altro messer Ja- • ; »» / ^ »
oopo di Bencivennì, eh* era stato rettore del-
lo spedale medesimo neiranno ia65.
1843 4i a5,3f 8 ...» 5oi,ooo
Fra la collezione delle pergamene sonovi Banca Senese, — È la più recente e
più bui lettoni , o copie autentiche di con- ^one la più attiva istituzione oommeccìale
tratti scritti dopo il 1 166. di Siena, essendo stata aperta nel prino asag.
Motitt de^ Paschi e Monte Pio. ^ Il gio dell* anno 184 a. Essa ha tolta la dittcoltà
Monte de* Paschi, la coi fondazione risale somma alle persone industriaU di Irovase
al i6a4, è un* istituzione originale e dirò denaro pronto e per poco tempo a diacfflo
propria di qnesta città, creata nello scopo di frutto, dondechè le sue operazioni hanno
frenare le usure eccessive che riescivano a ravvivato 1* industria mam&tiurìen ,
danno dell* indostria territoriale e delle qua- marciale ed agraria non solo della città, oh
si spente manifiittnre del paese. di tutto 1* antico suo stato , in modo che
Le prime costituzioni del Monte de* Fa- colui il quale abbia visitata Siena nelFanno
ichi sono atteggiate a seconda delle idee e 1841» « poi rivista nel 1843, gli sembrerà
dei pregiudizi municipali di qoelU età, stati trovaria riaorta a vita nuova,
tolti in gran parte ai tempi nostri , giacché Con quanta celerità cotcata banca, abbia
non si ammettevano al godimento del ere- esteso le sue openzioni lo dà a eonoaoere il
idilo dei Mouie dé'PasM che ì Sanesi. rapporto fiato nel prioM) anno da quella dir
SIEN SIEN 377
rcsiooe, e mcglia anoon lo dimotticrà il /ìin/o Uberto Bmvoglienii ccunmina^a pel
nppoito del lecond* anno. mettOf ed i stata gran disgrazia ancfte
La Banca senese si aprì con un capitale per Lei che l* abbiamo perduto ; ecc.
di lire i5o,ooo; le operazioni dei primi Ire Uomini più celebri nelle sciente e nel'
mesi non oltrepassarono le 60,000 lire» /e /e/<ere. — Se dovessi noverare tutti gli
mentre negli ultimi tre dell'anno bancario ingegni sanesi più insigni in varj get.ert di
salirono fino a 1 80,000 lire. ^- Nel totale virtù iton mi bastCrebbiB un libro,
le operazioni attive nel primo anno furono Ldisciandoa parte i più Cimosi per santità
di lire i,i79»97a. 5. 4 ; mentre nei primi o per eresie, i molli pontefici, cardinali, i
otto mesi del secondo anno, cioè, dal primo tanti prelati e distinti dottori della cbiesd
maggio a tutto dicembre del 1843 il suo the ebbero i natali in Siena, mi limiterò so^
giro bancario è stato di lire 1,465,796. 9. 4. lamenteagli artisti, agli scienziati ed ai leite-
Indttstrie principali della città. — rati più conosciuti, come sarebbeit?, per mo-
DìàìÌB prima esposizione delle manilatture do d* esempio , un Folchacchieri , che forse
eseguita neir agosto del 1843 si rileva, che fu il primo tra 1 poeti italiani, siccome uno
in Siena primeggiano i teisoti di sela« di de* più moderni e più distinti improvvisa-
lino e di cotone, i cappelli di feltro ed in tori riesci il remméiitato Cav. Pemtti. Ri-
sia|olare modo gì* intagli in legno. corderò Guido da Siena, il più antico fra i
Clima di Siena, — > Innanzi di chiudere pittori, e Mino da Torrita, il più vecchio in
questo lungo articolo non sarà forse inutile genere mosaici, senza dire di un Beocafumi,
aggiungere qualche parola rispetto al clima di un Raggi sopracchiamato 11 Sodoma ,
di quesla città, tanto più che la topografia senza citare fra gli architetti più insignì un
atmosferica esercita una singolare influenza Francesco di GKorgio, nn Baldassarre Peruz-
sulla salute degli abitanti. — Se toceaise zi ecc. tutti capiscuola Senesi.
a me lo scegliere nella Toscana do^e me- Fra i sommi canonisti peraltro rammen-
^lio vivere^ dioeva il PadreDella Valle, da- terò Mariano Sozziili il vecchio, di cui fie-
rei la preferema nelV inferno a Pisa^ e ce on magnifico elogio il suo concittadino
nell^ estate a Siena, £)nea Silvio Piccolominì, poscia Papa Pio II,
Per verità il clima di questa città Qella abilissimo egli stesso in varit ramidiscien-
calda stagione è delizioso, mentre nell' in- ze non che in belle lettere,
▼erno vi dominano frequentemente i venti. Ricorderò un Bertolommeo di Mariano
ed in special modo quelli di grecale. Non Sozzini che tra i professori di dritto civile
io già vorrei dare, come dava quel buon non fu inferióre ad alcuno del secolo XV,
frate, al vento grecale la virtù di trasportare nel qual tempo fn gli altri si distinse il sa-
neir atmosfera di Siena e delle sue vicinan- nese giureconsulto Bulgarino.
ce le molfcule saline, donde egli supponeva Citerò fra i sommi naturalisti e dottori
che rtstassero, dirò così, conditi di brio gli un Mattioli, un Birìngucci, un Baldas-
abitanti di Siena. sarri , un Abbate SòKtani un Giulio Man-
liiiperocchè è innato nei Sanesi un inge* eini, un Giuseppe liodoli, benché ad alcuni
guo fervido, sveglialo e di gran fuoco, per di essi Siena non fosse stata loro culla, ma
cui eccellenti pittori e poeti escirono dì co* solo patria di affezione,
sta ; talché iiiun pittore prima dei Siine si, la- Ris(>etto ai più grandi scrittori di cose pa-
sciò memoria di se, e niuno dopo il Tasso trremi limiterò ad où Orlando Malavolti, a
ed il Petrarca meritò fra i poeti estempo- Giugurta Tommasi, a Celso Cittadini, a
ranci la corona d*alloro che ottenne sul Cam- Uberto Benvoglienti, a Gii/. Antonio Pecci,
pidoglio il saiiese Cav. Perfetti. Gì* inge- ad Ettore Romagnoli, mentre un nome che
gni di cotesti abitanti^ scriveva Muratori equivale ad un tesolo é quello dell* arcidia-
a Giovanni Antonio Pecci, sogliono aifere cono Salustio Rondini stato il primo econo-
mali Juoeo: ella né ha troppo poco; il de- mbta del secolo passalo.
V. V. ilB
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a Pofoldiitm itila CtrtJ • CoMoMtJ ai Btm
« ein^t epoelt* dinrn
S. Dotato all'Arco in 5. Mkàtlt olii
Badia nuova dopo il 1745
3. Martino, Prìoralo con aa> poi
diS. Giorgio Mi^reuanel ijS],
pren ti Catione Isratliti€a
3, Spirilo, tiMpoiUto (la "
«Vìi
. Giorgi
nppmto nel 13 81
S. Pellrgrino tni\tUlo nel 178I ncllt
S. Pietro in Catttl*eeMo, &altorìa
S. Pitlroatìa JfagiDnc, eoa patte dall'
■Doetao della aoppnai con d«' SS.
VinctDiio e Anaitaiio
S. Pietro a Olite, Brllom
SS. Pimntt PaolOjtnspoTiAìaìiitì i;8i
in S. Giofanniao in Panlaatto
SS. Qairieo a Giililta con I' aoneaia
delta cara di S. Man», aoppnsM nel
17B3, e pirtedellacaradiS HiutJala
■Ila Eon, toppreua oei iSiS.
S. Salvatore la S. Agottlao con I'
ncMo di S. Agila, cara riunita Dell ;83
a quella di S. Uuttioia
S, Stefano alla Lina, con 1' ■
dì S. Barbera alta Forino» e parte
della tnpprem cun de' SS. Vhucimo
1381
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S««A, GomiiTA* i» TwMMO m Citta' ^'« Plowolmi V altri del T^^io di S.
Martino,
Il lerrìtorìo di qiiesU Gorounitl oocapa Queste due G>inunitè suborbane furono
una tnperfìctedi 16488 quadr., 340 dei qua- ingrandite, allorché col regolamento del a
K spettano a corsi d* acqua ed a pubbliche giugno del 1777 il Granduca Leopoldo I
strade. Costì nel i833 stavano fissi 4443 soppresse la Uomunltà del Terio di Ca-
indÌTÌdoi , a proporzione di circa aa^ abit. muilia^ ripartendo S suoi 17 -«jomonelli fra
per ogni migl. quadr. di suolo imponibile, quelli delle Comunità dei due 7Vr«ì super
Cotesto territorio nella sua maggior lun* stiti, quelli di Città e di S, Martino. Pai
gbexza da settentr. a ostro stend^i per gr. tal guisa alla Coro, del Terto di Città, ok
o. 6' la" in long», dall* Imbocco della P^ia tre i Tenti oomonelli antichi, furono ag<
di Faihriea nella postale Romana presso gregali altri dieci fino allora appartenuti
Y osteria del Ceppo sino al Ponte a Tref^ alla Com. del Ter*o di CamuUia^
sa ; mentre la sua maggior larghezza, a par* 1 primi Tenti comunelll spettanti al 7Vr-
tire dal Ponte di Larniano^ da pon. al suo so di Città si appellafanot i« Jgostoli ^
leT.-scir. sino alla Porta itofuomi corrispon- a. Àrsieeiolit 3. S, Appoilinare; 4. Ca»
de a gr. o. 6' Bo'' nella lat il. settentrionale, sciano; 5. Certano; 6. Formicafa; 7.
Confina con il territorio di einqae Como* Ponte Benedetta ; 8. Ginestreto ; 9 Gaii-
Rita. —«Dalla Porta di Camullia lungo la gncùto; io. Monieechio; li. 5. Margke*
Strada postale fino a Fonte-Becd badi f^n- rito; la. Monsindoti; iS« S, Maffeo; 14,
te a leT. la Comunità àeWe Masse del Ter-» S, Maria in Tresta; iS. Monte Albueeio^
tto di S. Martino, La medesima strada pò- 16. Manistero ; 1 7. Trofota ; 18. Terrena
alale da Fonte-Becci fino air osterìa delGep- iano\ tg. S. Teodoro; ao. Fb/ie,
pò, e dair altra parte per la Tlaeomnntla- 1 dieci Comnnelli stati rioniti alla Co*
tÌTa della Castellina sino dsTanti al Castagno, munita del Ter%o di Città sono i seguenti 1
ba davanti a seti» la Comunità di Monte- t, S. Bartolommeo; a. S. Prospero; S,
riggif>ni , con la quale oonlinna a fronteg- S, Petronilla; 4. f^ieo d^Arhia; 5. Mar*
giare dirimpetto a maestr, per le strade co- ciano; 6. Fonte Beeei; f . Uopini; 8. S, Dal*
monitatiTe del Pian del Lago e di S. Co* ma%io; 9. Badia a Quarto; io. Castagno^
loroba; finalmente per tortuosi ed artificiati Niuna delle due Comunità delle Masse
oonfint sino al fosso di Larninno , do?e ba capoluogo speolale| né conta alcun paese
jottentra il territorìo oomunitatiTO di So^i- murato , cosicché i loro rappresentanti co*
eitle, da primo dirimpetto a pon. mediante munitaliri tengono le adunanze magistrali
il fosso prenominato, poi di fi*ontea1ib. per nelle stanze della cancelleria civica nel pa-
la TÌa rotabile della Montagnuoia e per con* Isoo pubblico di Siena,
fini artificiali fino xlla strada R. Grossetana, Questa del Teno di Città non è attra*
cbe percorre dalla Grotta fino al Chtesino, versata da alcun fiume, sivrero da borri e
e di là per il borro della Fogna, Su questo torrenti, il maggiore de*qiiali é quello della
atesso borro voltando da lib. a scir, il lerri- TresfOyChe passato il ponte omonimo entra
lArie in diseorso va incontro al torr. Sorra, neirArbia; mentre i torr. Ser penna e Rigo
ebe separa la Comunità del Terzo di Città si vuotano nel fi. Merse.
da quella di Monteroni , cod la quale passa Tutti questi ed anche i minori corsi d* ac-
nel borro delle ilo te, quindi nel torr. 7Ve#- qua,^ attesa la molta loro pendenza, sono
Jtt, finché scende al Ponte a Tretsa sulla precipitosi, trascinando seco una quantità di
strada postale Romana. Rimontando questa aolle argillose cbe costituiscono la masa'ma
▼ia regia trova dirimpetto a lev.-grec. fino parte della superficie meridionale della Co-
alla Porta Romana il territorio comunità- munita in discorso.<«o-Ditti la massima par-
tivo del Terso di S. Martino, Finalmente te, poiché ne* suoi confini a maestr. e a pon.
si iooea eon le mura urbane di Siena dalla si distendono i fianchi orientali di Monte
Porta Romana girando ver«> Porta S. Mar- Maggio e della Montagnnola, formati di cal-
co. Porta Laterina, e di là voltando dire» care oavemoso e roetamoHbsuto. Fra le fiiU
sionc da pon. a sett toeca la Porta di Fon- de meridionali del Monte Mnggio, ed il fott
te-Branda per girare i bastioni estemi dplla so Bigo esiste il noto Pian del Lago, stato
Ibrtecza sino alla Porta di Camullia, dove bonificato sul declinare del secolo passato.-**
iotcila Comunità ritrova sutU strada pò- f^ei.LA0o(Pua obi,).
qOADBO édla P^mimm éwilm dn^ • ClbiWi f m.
m cimpn epoche àherem
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Titolo deUo CkioM
od Epoca dogU jimm$gi
•M«MfHWi«a
S. Ciooannt^ Fiete mM^mJMo^ «m ^
■ancfti di
S, Besiderhf cani toppiCHi mIT anoo
1787» •
3>cialf mitt^' di S. Morim dolU
Scala
S. Aadrta ApogtoHo con mia ponicMw
della eon de* SS. Ymotoaio • Ana-
alaaìo stata lopprefia nel 1 783
S* Antonio Abbate^ Ralloria
S. elemento ai Ser^i^ oon S. Mleli^ a
Gtftd-MfmtoiM aoppwMo imo Tao-
no laSo
S. CriitofanOi ftettorla
3. Ihnaio alPAr^e tu 5. Miokole ali
Badia nuova dopo il 1745
3, Mattino^ Priorato eoa una
di S. Giorgio sopprcsio nel 1 7 83, coi
presa la Catione Itraeliiita
3. Spirito f trasportalo da 3. Maari.
mìo ed una ponione di «9. Giorgio^ % 5998
soppresso nel 1785
3. Pellegrino inaìttUiio nel 1783 nella
chiesa della Sapienza
3. Pietro in Castehectkio^ Rettoria
\3, Pietro alla ifa^ione, eoa parte dell'
annesso della soppressa cura de' SS.
Vincenxio e Anastasio
3. Pietro a Onle^ Bctioria
SS. Pietro e Paolo^ trasportato nel 1 782
in 3, Giovannino in Pantaneto
SS, Quirico e G'mlitta con V annesso
della cara di S% Marco» soppressa nel
1783, e parte della cara di S Mnstiola
alla Rosa, soppressa nel 181 5.
3. Saldatore in 3^ Agostino con T an-
nesso di S. Agata, cara riunita nel 1 783
a quella di 5. Mustiola
3. Stefano alla Lizu», oon l'annesso
di 3. Barbera alta JFortetw. e parte
della soppressa cura de* SS. Vincenzio
e Anastasio
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•ttfe 4 eonTenii di uoaiini» 5 rooniisleri iblla PtttUi S. M^rco» e che passa per que-
gli donne , 6 chiese e 3 altre corponziooi. 9ta Gununljè tino al efesino. Le spella
li Terso di Camullia aireppca slessa *Ì4va pure la via CPgia SMbiU'hjina di PeMcq/a,
1069 alliroli con un cognone, $7 eoa due, che da pQn, a le.v. staccandosi «klla Oroaa^
1 4 ó>n più casati e 1 70 eredi, in lutto t 3jo tana sale jiino alla poflale Fiorentina. — Vi
alìimli, oltre 4 conventi di religiosi , a di sono poi molle strade cqmunitative rotabili
monache, loch.edueallreeorponniottipie. che si slaixano dalle irgie prenominale per
Tofle degli allir.li delle Ire Como- '^"Z ',''!,'"]l!Ì^°^''r'" ""' f*"***
niU delle M.»e if .• 4„5 l-^-'Ud, qo«*i .l««» ComunM..
Z^^^^ Dal nQTero qm appresso delle Masse dfi
La statistica del 161 a daTa a Siena \n Terzi elisali nelPanno 1640 si rìle^^
nna popolazione dt . jibii^Tf,^ 13679 che allora coleste Orasse» Ville ocasdli^ascep-
Ed a quella delle Masse dei Terzi a 10299 devano al painero dj $7 e che conlavano
IhTju . . . Jbit. nFIz^ I». popol.»ìope di 54,4 .bitonli. ment,«
" neU annp 1745 le smesse Mj^sse, compcese
Le statistiche del 1640, 1745, i833, 1S40 in 38 chiese parrocchjali, ammontavano in
e 1843 sono riportale nel Quadro che segue, tulle a 8704 abitanti.
Kispetlo .irindole del terreno cheonopce j^^^.^ j^,,^ „ ^ ^^^,, ^,^^ ^^
colesla Comunità oolrei dire, che 1 PQffffi « • • ».
situati sul confine a maestr. di questo le»- ^« ._,■# . ^ o^ j - .
ritorto spettano al calcare cavemoto e mela- *-.^ ^ i • « • j -^
e /^ . , ., ^ .. ^ir^^' « tiiHi popolauone m detto anno,
mortosaio, mentre letoUostanti oolline av- '^'^
▼icinanti il grande sprone su cui si di- i. Àisiqcioli . t . t :4bit, N,^ 3i
stende la città di Siena sono coperte al pari a, AgosloVi t-fftft«** 3i
dello s[)rone medesimo di . tufo calcare-sili* 3« S. Apollinare . .,,...» 59
oeo rossastro giallognolo, specie. ifi ia5^'oite 4. Abhiidi? Alfiano , ,....» 44
ieruario marino superiore , non di rado 5. Abbitdifi al Bozzone .... » 96
alternante con polenti banchi orizzontali di 6. S. Agnolo in Tressa .... » 95
ciottoli di calcare-compatto collegati a gui- 7. Bulciano » 68
sa di poudinga da un cemento silireo-cal- 8. Borgovccchio .....•.» 5 a
care durissimo. È in questo tufo terziario 9. ^rhiola . • » 59
riooo di concbiglie marine univalvi. e bU io. S. Bartolommeo » 8a
traivi di varia specie, ed in special modo di 11. Casciano del'e Masse .... » 96
microsoopiche polìtalamiche, é in questo la. Corsano .......,.» 91
terreno dove si ammaestrarono insigni na» i3. Cqna 9 i36
tnralisti , come furono fra gli altri nel se- 14. Colle Malemerenda . .... » aa
colo passato il Prod Annibale Baldassarri , 1 5. Capntja (all'Osservanza) . . . » i63
FA, Ambrogio Soldani, e nel secolo attuale i6.Gellole » 96
il Prof. Cav. Gaspero Mazzi , ecc. ecc. 17. Castagno » ia6
A mano a mano che le colline si a vval- 18. S. Dalmazio » 60
lano, sottentra al tulb calcare-siliceo la mar- 19. S. Eugenia » 104
Da argillosa, ossia il niaz/a/oite, che i Se- ao. Fonte Benedetta » 70
ncsi chiamano le erefe, sul quale si tornerà az. Fonte Becci. .......> 33
a (àr parola ali* Art. seguente della Comu- aa. Fomicchiaja » 40
nilà del Terzo di S. Martino. a 3. Ginestreto » 67
Quali fossero le cause di mutazioni co- a4. Galignano » 70
tanto repentine nei terreni che cuoprono la a5 S. Giorgio a liipi >» 5o
contrada in discorso non si potrebbe da chic- a6. S. Giovanni a Collanza ...» 7a
chcssia con sicurezza asserire. 37. S. Giorgio a Papajano ...» 118
Volte strade rotabili attraversano il ter- a8. Isola d* Arbia » 98
ritorìo di questa Comunità. Fra le regie vi a9. S. Maria in Tressa » io5
è quella postale Roroaqa che serve di con- 3o. Monlaltucdo » 60
fine tanto dalla parte settentrionale, come 3i. S. Mafifoo » 80
dal lato meridionale alle Comunità de* due — _
Terzi. Havvi la regia (sfossetaiia che esce Somma e segue . Jbit* J!f,^ a39yi
374 S I E N S I E N
nantero di S. Vigilio, gì^ residenti del Pre- dere il rìtrofito di di|ii«gcre io namii, !••
fflto dd Diparti mento deirOnibnme. sctan<lo nei figliaoli i s(*goaci della quarta
La dimiotte dì cotetlo istiluto è affidata epoca e della sua scuola, nella quale figurà
alla cooosoiata inletligenia e bntuni del il Cav. Giuseppe Nasini alliefo tmo pure
prof. Francesco Nenci. Nel locale medesimo del Vanni , ecc.
è slata mnila una quantità di pitture, molte A conser?asionc poi dei monumenti dell*
delle quali in ta?ole appartenute a chiese o arte , sia pittorica, sia statuaria, sia archt-
eoofenli soppressi, dorè fu trovato quanto tettonica della dttli di Siena il Gtndoca Laa-
i pittori sanesi fecero di meglio. Sono quel- poldo II fino dal 1 899 insti tnì una dqM-
le pittare disposte per ordine di età e la pi* taiione affinchè ?igilasse non solamente sa-
nacoteOB pubblica sanese dà meglio a cono» pra gli oggetti d' arte che si trovan«i si-
icere quanto fosse giusU la sentenxa dell* A- luati nelle chiese, oonTenli ed altri pubblici
k«le Lanti allorché, sia per Teletrofie de* co- stabilimenti , ma ancora nelle strade e piat-
krij^ iia per Varia raUegranie e gaja de* ne di Siena, compresa 1* architettam di tao-
aaiii^ cantterìciò la pittorica senese iieta te belle fabbriche prifite egregiamente eo-
tmoia fra lieio popolo, •^ Che se oost2i strutte di mattoni senta intonaco,
fosse riunita la celebre tavola dipinta nel Accademie teientifiehe e iettermrie. «•
ISSO da Guido da Siena, ora nflla eh. di S. Dopo Firente, scriveva 1* Abate Tiraboaelii,
Domenico, e la miniature stata fatta sul MS. {Star, della Lettor. ItaU T, Vlt, P. A
del I ai 3 esistente in quella pubblica libreria Lib, /.) non vi ebbe città della Toscana che
intitolato : Ordo (fffleiorum Senentìs Ee- in numero e in fama di letterarie «dnaanss
clesiaCf la raccolta delle pitture dell* Isti- si potesse paragonare a Siena,
tato delle Belle Arti di Siena sarebbe per Li più antica di tutte è quella de^M&ui,
amianità di autori la prima di tutta Italia, cui succede I* accademia degl* /nfronof 1 , li
Owf rf ava giustamente il Padre della Val- prima nata nel principio del secolo ILV, b
le che la scuola pittorica di Siena spiega un seconda circa 5 lustri dopo. -— L* aecndcmH
talento speciale per Tinveniione e per Te- de' Fisioeritiei appartiene alla fine dd sp*
spremione. Neeradifieiie^ soggiungeva l* A* colo XVII ; più giovane delle altre è la ffV*
bsleLnnti, studiare quett*aUima parte in geo, che fu aperta d >po la metli dei tnolo
Ulta città gì nemica delia simulazione co- XV III dal più grande economisti de'sooi
fn*i Siena; dov" e per io spirito e per Te- tempi, 1* arcidiacono Saliistio Bandini. Hoo
ducatione si ha pronto nella lingua e nel dirò di un* accademia poetica di dame m-
Polio ciò che si sente nel cuore, — Cotesta nesi naia e protetta dopo la me tìi del seco-
verità pronunziala da un uomo venerando, lo XVII dalla GrandnchcSBa Vittoria delh
non toscano e non appanionalo , onora tal- Rovere dopo rimasta vedova di Ferdinta*
mente il carattere dei Sanesi, che non ho do lì, le componenti della quale «ccadcnn
potuto fare a meno di ripeterla. tennero le loro adunanze pubbliche em
Quanto al numero degli artefici, Siena frequentale, finché visse la Principessa pn>'
rispetto alla sua popolatìone n* ebbe molti lettrice, dopo la cui morte si spense aocàt
finché contò molli cittadini ; scemato però colesta poetica società. — L* 4ccademb ^'
il numero di questi, scemarono anche i cui- Botti fu soppressa da Cosimo I avendo vt
tori delle Belle Arti, fmtanlo che sotto il go- gione di temere che quelle assemblee foue-
verno Mediceo ogni traccia di scuola le ven- ro dannose alla pubblica tranqnillità perh
ne meno. Sono della prima epoca oltre la fervidezza de* Sa ifesi assai pronti ad acoca*
miniatura del iax3 e la pittura del laao dersi. Alla sventura stessa dt*ilosu fu lof*
di Guido da Siena , i mosaici di Fra Mino getta 1* accademia degl* intronati^ ma ts8«>
da Torrìta, t dipinti di maestro Duccio di Tuna che I* altra rivissero al principio iM
Boninsegna, di Simone di Martino, o di secolo XVII sotto il Granduca FcrdinaoiJol'
Simone Memmi, ecc. — Si distinsero fra Frattanto 1* accademia degl* /n/roncli no*
quelli della seconda epoca il Ra«:gì , detto polendo più risorgere aV* antico splendofVi
il Sodoma , il Beccafumi, il Pacchiarono, nel i654, si associò ad altra accademia «M*
Baldassarre Peruzzt, ecc. — La terza epoca ta de*Fi/o/Fia/i, nata clandestinamente aH-
comincerebbe col Riccio, o Bartolommeo Ne< t5S6, e questa fuse il suo nome oell*'!*'*
roiìi e col Salimbeni seguiterebbe col Gl- degP Intronati^ alla quale nel 1647 '*
ioUqì e col Cav. Francesco Vanni y cui- si «ecordato il teatro aperto nel ^nlaito \^
S83
f^VADkO dMa Poj^ìOMÌmm itila CoitotUTd* om Tmmé0 ut Cittj'
a cinque epoche dii^trse.
mg^^
Nomt
dei àiàoghi
Giteuno con 1* annesio di
Gafignano
San Dalmaiio (i)
Fogliano
Ginfslrelo
Harciano con gli annessi
dì Fonte Beoci e di S.
Martino (•)
Monittero , o Munisiero
Moosindoli e Trojola (*)
M ontecchio con V annesto
della Costa al Pino
S. Petronilla a Camni-
lun
Terrensano con 1* annes-
so di Cedano
TressB e Fonte Benedetta
Tolì con r annesso di S.
Apoliinaree S. Teodoro
Uopin!
Volle O
SS. Giono 9 Ckmente, FieveS
S. Dalmazio, Cam
S. Gio. Batta» Prepositara
S. Donato, Cnn
SS. Pietro e Piiolo ed Anto-
nino, idem
60$
S. Bartolommeo, idem
S. Pietro , idem
S. Andrea , idem
S. Petronilla, idem
SS. Lorenio e Midiele , idem
S. Maria , idem
SS. Matteo e Margherita, idem
SS. Marcellino ed Erasmo, id.
S. Bartolommeo , idem
TOTALB .... Abii. N,^
{
90
94
77
198
56
i6a
a45
i3a
171
175
957
61
43o
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} 450
465
174
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5ia
170
171
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3879
9a63
436
440
81
4»!
493
a3i
448
55i
176
338
319
335
«74
53a
i5o
79
434
493
a38
453
5i8
189
17»
341
149
4443
HB. Le Pùtr, tegnate di {i) nelle ultime due epoche spettavano ad altre
Com,f e quelle con (*) mandavano fuori di questa Com, . Abit, N.^
Restio Abù. 19.^
altronde entravano in questa Com. dalle Porr, limitrofe . . Abit, N.^
IbTJLt . . / Abit.N.""
3943
439
3533
573
4106
56o
i5i
8t
44t
5o5
a4o
436
55a
sol
4o5
339
148
4059
610
3449
58a
4o3i
SiorA, CommTrA^ tao. Tiato S. BfAiTOfO.
Il territorio di questa seconda Comunitli
luburbana abbraccia una superficie di 10,808
qoadr., dei quali 557 quadr. spettano a
corsi d* acqua ed a pubbliche strade.
Nel i833 tì stanziaTano 4434 abit., a
proporzione di quasi 3'98 indÌTÌdai per ogni
migl. qnadr. di suolo imponibile.
Il territorio di questa Comunità nella sua
maggior lunghezza da sett. a ostro è di gr.
o. 6' 5o" Ione., a partire dallo scontro della
«trada della Castellina del Cbianti col torr.
Bottone sino al Ponte di Tressa, e da pon.
a let. di gr. o. 7' 30" latit. dalla Fonte Bec-
ci ali* estremiti^ dell* insenatura dell* Arbim
dirimpetto alla così detta Catanuova,
Confina con il territorio di quattro Co-
munità. Dalla parte di lib. e di pon. tocca
le mora castellane di Siena, a partire dalla
Porta Romana sino a qaclU di Camollia ,
da quest* ultima sino a Fonte Becci me*
diante la strada postale Fiorentina ha di-
rimpetto a pon. la Com. del Terno di Città,
A Fonte Becci tmra il territorio comunita-
lito di Monteriggioniy col quale (ronteggia
SIBff
Ss. Moataedib
3». MoMidoU
94. S. Ibi^lierilB
S6. S. Huùlìnio
9^WÉ
37. lltftiaiio.
38. Mooteliiafo
39.&lIiiinlo(aGelkile)
40. M anìtlcro
41. S. Piero a Paterno . •
4m. S. FeCroniUm . . • .
43* S> nofpcro • • • • •
44«S.BciiiB
4'* Hecciaiio •••••«
46. Sellerao
47. S. StefiiDo t FteorUe .
40. S. Teodoro
49. TcrmiitDo
So* TrQ|(Ha
Si.Tolfe
Ss. Ihinina
53. Uopini
54. Volle
55. Vignuio
56. Valnli^agiia . . . .
57.Vieod*ArbÌa. . . .
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38
ao
6S
to3
189
104
90
• •
5414
NOTA dei titoli delle 37 MdssB dì Sibbj
che a^eifcMo parrocchia nel 1745 e loro
respetti^fa popolatone,
1. Vignano Abit, If,^ 33i
a. Monleocbio » 35 1
Somma e segue . Jbii. if .* 58a
3.
4. Voto
5.
8.&
7
8.S.
9. S.
lo. GolloM a
11* Fogliano ••• a
la.
i3.
14. Gona •••»• ^^
i5« liiWfìanOa • • • •
i0.boladiVoldrÀiUB
17. Pitie al
18. T
19. Sallfano •
fto.PoMÌolo.
«I. avaria te XMM*.
•a.Oillolt. . .
o3. SS. MallCD •
a4. S. Angdn In
ft5. Maggiano • • • • • • •
SO. KTVKiaDOU •••••••
a7.Tolfe
a8. Sa Pelfinilift • • • • • •
a9. Monindott
3o. Uopini
3i. Hardano
3a. Monteliaca}
33. S. G>1omlia
34. Vioo-Bello e Monte Chiaro.
35. S. Reina
36. Colte tfalenwrenda. • • .
37. Val-di-pugna
JhTALm . • JUU.Mf
m
385
QUAIHLO Mim Fayolaiiot dMi ComuMttM* dml Tmmmo S. Mmtìm
a emqm€ epoche diverge
Nome
dei Luoghi
L -
BQfiODe(al)(i)
Cellole con T anneno di
S, Maria a Celloie (9
CollMiiia tenta il tuo
annetao di Medarie'
Spennatù (9)
Colle Malemerenda con
r annesto di Borgo-
Feeehio (*)
Cuna (a)
S. Efigenia
bob in Val d* Arbia
ll»{!gìano
Monte Litcaf con 1* an-
nesso di 1^, Giorgio ai
Lttpi (•)
Osservanza nel Colle di
Gipraja
Paterno
Ponte a Tressa (*)
Presciano (i)(*)
S. Regina
Tolfe
Val di Pngn;« con gli an-
nessi di Alfiano e di
Bulciano
Valli (•)
Vicod'Arbi-icon 1* annes-
so di Hontechiaro (i)
Vignano con gli annessi di
Peeotiie e Papa/ano
Titolo
delle Chiese
$. Giovanni, Pieve
S. Martino, idem
S. Gio. Battista, idem
SS. SimoDe e Giuda»
SS. Giacomo e Cristofimoy i
S. Eugenia» Rettorìa
S. Ilario, idem
S. Niccolò, idem
S. Pietro, idem
S. Bernardino, idem
S. Pietro, idem
S. Angelo, idem
S. Paolo, idem
S. Regina, idem
S. Pktemiano, idem
S. Tommaso , Santissima Tri-
uitii e S. Maria , idem
S. Marailiano, idem
S. Pietro, idem
S. Agnese e S. Stefiino , idem
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ffi. Le parrocchie contrassegnate con la nota (t) fie//e prime tre epoche
spettavano ad altre Comunità, Altronde quelle segnate di nota (9) nel-
le ultime due epoche entrarono in questa ed escirono da altre Comunità,
dnmessi provenienti da parrocchie situate fuori di questa Comunità
che nelle ultime due epoche penetravano in questa del Terzo di 5.
Martino Abit, IfP
ToTjtLB .... Abit, N!*
Altronde nelle ultime due epoche dalle parrocchie di sopra segnate con
l* asterisco {*) escivano da questa Comunità Abit, N,^
JUsr^ao .... Abit. xY.?
419
Aimo
1843
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QUADRO della PopóUuiom Mia CirtJ # Comìtnnjt di Miggj
a cinque epocIi€ diftrst
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3
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s
s
Titolo delU Chiesa
ed Epoca degli Annessi
Popolasione
AMIIO
1640
S. Cio^annif FieTe maggiore, oon gli
■nneiti di
S. Desiderio f evam soppretsa nelT anno
1787» 0 ^ ^
Spedali riuniti di S^ Maria della
Scala
S. Andrea Apostolo con una pontone
della con de* SS. Vinceoiio e Ana-
stasio stata soppressa nel 1783
S% Antonio Abbate^ Rettoria
S. Clemente ai Ser^i, con S. Michele a
Castel-Montone soppresso terso Tan-
no laSo
S. Cristofano^ Rettoria
S, Donato air Arco in 5% Michele allu^
Badia nuo9a dopo il 1745 I
•9. Martino^ Priorato con una pondonel
di S. Giorgio soppresio nel 1783, com
presa la dazione Israelitica |
S. Spirito- trasportato da S. MauriJ
aio ed una porsione di S. Giorgio,\ % $ggS
soppresso nel 178)
S. Pellegrino ìnaÌAÌaìo nel 1783 ncli
chiesa della Sapienza
S, Pietro in Casteheeekio^ Rettoria
S, Pietro alla Magione^ con parte del 11
annesso della sopprena cura de' SSJ
Vincenaio e Anastasio
$, Pietro a Oifile, Rettoria
SS. Pietro e fao/o, trasportato nel 1 782
in S, Giovannino in Pantaneto
SS, Quirico e Giulitta con l* annesso
della Cora di S« Marco> soppressa nel
1783, e parte della cura di S Mostiola
alla Rosa» soppressa nel 181 5.
S. Salvatore io <Sv Agostino con T an-
nesso di S. Agata, cura riunita nel 1783
a quella di S. Mustiola
S. Stejano alta Lizia^ con l'annesso
di S. Barbera alla Fortetza e parte!
della soppressa cura de* SS. Vincenùol
e Anastasio /
1
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1745
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a cinque epoche diverge
385
Nome
dei Luo(fhi
Bostoiie(al)(i)
Gel Iole con l'anneno di
S, Mfaria a Celloie (9
Collaiixa tenta il suo
anneMo di Medvie-'
Spennatù (9)
Colle Mvlemerenda con
r annesso di Borgth
f^eeehio (*)
Cuna (1)
5. Efigenia
boia in Val d' Arbia
If.itfgiano
Monte Listraj con 1' an-
nesso di S, Giorgio ai
Lapi^)
Osserfanza nel Colle di
Gipraja
Paterno
Ponte a Trt-ssa (*)
Presciano (i)(*)
S. Hegida
Tolfe
Val di Pugna con gli an-
nessi di Aifiano e di
Butciano
V:illi f)
Vicod'Arbì-icon l'annes-
so di Montechiaro (i)
Vignano con gli annessi di
Pecorile e Fapa/ano
Titolo
delU Chiese
$. GìoTanni, Pieve
S. Martmo, idem
S. Gio. Battista, idem
SS. Simone e Giada, idem
SS. Giacomo e Grìstofimo, i
S. Eugenia, Rettoria
S. Ilario, idem
S. Niccolò, idem
S. Pietro, idem
S. Bernardino, idem
S, Pietro, idem
S. Angelo, idem
S. Paolo, idem
S. Regino!, idem
S. Patemiano, idem
S. Tommaso , Santissima Tri-
nitii e S. DAaria , idem
S. Marailiano, idem
S. Pietro, idem
S. Agnese e S. Stefiino , idem
T0TAt,B .... Jbit. N.^
Poptilaùone
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VB. Le parrocchie contras sepiaie con la nota (i) fie//e prime tre epoche
spettavano ad altre Comunità, Altronde quelle segnate di nota (9) nel-
le ultime due epoche entrarono in questa ed escirono da altre Comunità.
Annessi provenienti da parrocchie situate fuori di questa Comunità
che nelle ultime due epoche penetravano in questa del Terzo di S,
Martino Abit. ITP
ToTjthB , . . . Abit, N/*
Altronde nelle ultime due epoche dalle parrocchie di sopra segnate con
r asterisco {*) estivano da questa Comunità Abit, N,^
B^itAKo .... Abit. xY.?
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386 STEN S I E N
DIOCESI DI SIENA TBra crisUnia , interreniie «1 oovcillo lale-
ninenie del 649. L* Ugbdli nella sua Italia
Fra le tante opinioni emesse da sommi sacra in Episcopis Senensibus fece suoce-
scrìttorì sali' orìgine del Tesoofato e Dio> dere a Mauro net 658 il veiooTo Andrea, a
cesi di Siena, mi sembra la più ragionevole questi nel 670 Gualterano, a lui nel 674
quella che ha dato a cotcsta ciltk un vescovo Gerardo, indi Vitaliano che intervenne al
avanti la discesa de* Longobardi in Italia, sesto concilio romano sotto il Pont. Aga-
Avvegnaché , se dalla famosa questione fra tone nel 679. Quindi non so con quanta
il vescovo di Siena e quello di Arezzo, inco- verità queir A. (àcesse succedere a Vitalbno
mìlicbla fino dal 712, si rileva che il pri- nel 689 un vescovo Lupo , e ad esso Caori-
ino vescovo restituito a Siena dopo Tingres- sio nel 739, mentre fu omesso Magno 11
so de* Longobardi in Toscana appellavasi slato vescovo di Siena tra il 700 ed il 703
Bburo ; e che questi reggeva U chiesa sa- come dai deposti dei testimoni CMoinati nel-
nese sotto il regno di Rotari , non ne con- la lite del 7 1 5 rilevasi,
segue che innanzi la venula de* Longobardi Rispetto poi alla giurisdizione citile toUo
in Toscana i Sanesi non potessero miete il i Longobardi, una buona poizionc di terri-
loro vescovo. Infatti sembra che ciò dichia- torio sanese , spettante fino d* allora ai dio-
rasse il prelato aretino Luperziano nella con- cesani di Arezzo, dipendeva dai gattaMi po-
troversìa suddetta quando, nel 715, affer- litici della città di Siena; ed è egualmente
mava che sino dal tempo antico, ed innanzi cosa indubitata, che nello slato attuale il
la venuta de^Longobardi, Siena aveva avuto perimetro della Diocesi sanese è uno dei «è
▼esoovo proprio. piccoli vescovati antichi della Toscana. Es>
Con tale ingenua confessione pertanto sendochè i suoi confini, dalU parte di lev.,
ogni discreto lettore si persuaderà che il di grecale e di maestr. della citlk» *PP^*^
vescovo Eusebio f il quale assistè, nel 465, arrivano alle 4 miglia, e di poco lo sliesso
sotto il Pontefice Ilario al concilio romano, perimetro oltrepassa le sette miglia dalla yat^
dove si firmò Epitcopus Senensis^ fosse ve- te di pon. e di settentrione,
scovo di Siena in Toscana piuttosto che di La porzione più estesa della Dicceli cc-
Sinigaglia sulle coste dell* Adriatico. desiastica di Siena comparisce nella dii^
Cliecclie ne sia, ho giii protestato, che non sione di ostro sotto la confluenza ddrAi^
Intendo risalire con ciò , né a quel Lucife» bia fino passata quella della MerseocirOoi-
Ho che rCghelli e molti storici sanesi sup- brone saucse.
fiosero il primo vescovo di Siena verso il Donde ne consegue , che se cotesta Dio-
3o6 dell'Era cristiana, né io pretendo ri* cesi nella direzione di seti, a ostro si dilata
montare ai primi tempi in cui il popolo sa- in una lunghezza di oltre 3o migl., allnm-
nese da S. Ansano fu redento con l* acque de la sua maggiore larghezza da lev. a poo.
battesimali. UoUo meno sarebbe impresa non arriva alle ao migl., avvertendo che b
d* oggidì, dopo che ne* secoli scorsi per tanti porzione più stretta trovasi appunto neicoo-
altri riesci opera perduta il rintracciare fan- tomi della sua cattedrale.
fico perimetro della Diocesi di Siena. Impe- Contuttoché la Diocesi di Arezn sicsten-
mcchè, se dovessimo tenere per vera l* opi- desse fra TOmbrone e la Chiana , fra Vhao
nione esternata dal Borghini e da altri, che e 1* Orcia, abbracciando gran parte del tcrri-
i contini antichi della diocesi civile di una torio politico sanese, ciò non ostante querta
città servissero di norma a quelli della sua di Siena é stata posteriormente decimata,
diocesi ecclesiastica, bisognerebbe concio* allorché nel i59a il Pont. Qemente VUI
dere, essere stato giusto il reclamo dei ve- eresse in Diocesi quella di Colle, tagliai*
scovi di Siena contro quelli di Arezzo, alato dole dalla parte di settentrione il piviere di
più volte , sebbene con poco successo , rin- S. Agnese sopra Poggibonsi e quello di Li'
novato, a meno che si debba credere che liano del Chianti, mentre a pon. della ciUi
quando la fede di G. Cristo fu abbracciata staccò da questa stessa diocesi il piviere di
in Toscana le giurisdizioni eccli siastìche Marmerà ja nella fifontagnuola di Siena. —
non corrispondessero più con quelle poli- fed. Collb (Diocesi di).
tiche. — f^ed. Fiaiau e Locca, Diocesi. La chiesa vescovile senese fu eretta in
Comunque sid di ciò, certo è che Mauro metropolitana neiraprile del 1459 dal Pont.
Tcscovo di Siena eletto nel 687 o 638 del- Fio II con bolla data in Siena , dove allon
SIEN SIBN 3g7
sede?» tcfco^ro il moiwco diiMildoleiise Ah* non potendo]» equivocare eon k psm>cchia
Ionio Tedeschìni nei Piccolomini delle fii* di S. Hfattario di Chiusure in G>in. di
miglia del Pontefice, il qaal nuofo arcive* Bnonconvento, che fa della Diocesi arelina,
SCOTO fu nel tetapostuio decoralo del pai- e ora di quella di Pieosa.
lio per se e per tulli i suoi successori. Con Esislevano nella Diocesi nnese neiran-
b bolla stessa Tennero assegnati per suffra- no 1745 numero 118 chiese parrocchiali ,
ganci al nuoro metropolitano i tcscotì di riunite attualmente in 11 1 parrocchie, 16
Soana , di Chiusi, di Grosseto e di Bfassu* delle quali dentro te mura di Siena e 95
Marittima. repnrtite per la campagne in ondici tìc»-
Dopo la lite più volte accesa fra i dioce- riati foranei , siccome apparisce dai Quadro
sani Aretini e Senesi una delle bolle conci- sinottico qu) appresso registrato,
storiali pi& antiche comparse , in cui si tro- La Diocesi di Siena oltre la metropolitana
Tano rammentate le chiese battesimali della con un capitolo di canonici mitrati, sei di-
Diocesi di Siena, reputo quella data in La- gnità canonicali ed un numero di mansio-
temno li ao aprile del 1 189, che il Pont, narj, di cappellani e di chierici , conta den-
Glemente III diresse a Buono vescovo di tro la citl^ un'insigne collegi» ta nella chic*
Siena, cai confermò non meno di 96 chiese sa di S. Maria dì Provenzano , ed un semi*
balletimali con molte cappelle e loro perii- nario vescovile con tre conservatorf , 4 mo-
nente, cioè: la Pieve di S, Agnese^ quelle nasteri di donne, ed uno di monaci, sei
di Ziiiano , di Lomano , di Asciata , del fraterie, quallro delle quali in città , e due
Botmona^ di S. Martino in Grania^ di S, nei suburbj delle Masse,
Cristiisa a Lucignano d*Arbia, di Spren^ Ma i monasteri in colestà città nei secoli
ISO, di S. NauariOf di Saturniano (forse trascorsi erano talmente numerosi e popò,
di Saltennano ) di Aneafano ( o Mont*An» Iati che per raffirenare tanta manìa vi fu hi-
tieo) ài Monte Godano, {onCase-NuotH}! e) sogno perfino di un breve pontificio, il di
di S. Giorgio in tallona, (ignota) la pieve cui originale cnnserrasi nell' Arch. Dipi.
dìCoppiano, o di Monte Peicim, quella ^on, ( Tom, XXf^ll delle Pergamena
di 8. Innocenza, le pievi di Carli ^ di i^.^ais3).
Mario, di Credi, di S. Cristina in Cafó, È una bolla data in Roma li 97 aprile
oltre le chiese di S. Maria nel borgo di 1463, anno V del pontificato di Papa Pio II,
S. Qiiirico, di Casciano (di Mario) e di con la quale il Pontefice nominato inibì di
S. Maria in Tressa, le pievi di Cor sano, fabbricare nuovi monasteri nella città e sub-
di Rirema, di Rotia, di Pentoìina^ di borghi di Siena poiché, dice la bolla, ve ne
So9lciUe , di Fogliano , di S, Giusto a erano più di quello che fosse conveniente,
Casciano (delle Masse) e di Marmoraja, e di tanti ordini di religioni, ed in tanto
Sono state qui omroesse le pievi di Op- numero che non vi si poteva conservare la
piglio , e di 5. Valentino ( forse a Monte castità claustra'e ; perciò Pio II dava ordi-
FoUonico) come quelle che allora dì()ende- ne al vescovo di Siena di dover sopprime-
vano ed erano comprese nel T antica Diocesi re quei monasteri che credesse meglio con
di Arezzo, e però da dovers' escludere da le respettive dignità abbaziati, e che si riu-
qoeita di Siena , seppure non erano quelle nisse con i loro beni e famiglie ad altri
due altre pievi a me ignote. Egualmente monasteri nel modo che avesse conosciuto
ignota mi resta la pieve di 5. IfoMiorio, più conveniente.
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t. S. Gio. Billiila,
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%• S* Andrai eoM ponieM
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3. S. Antonio Abete
4* S. Ueflamle nelfai SS.
G>noeuooe ai S«fl
5. S. Grìttofiuio
6. S. Donato In S.llieMa
allaJadMiwoM
7. S. Marlinoan poiiei»
del popolo di S.GÌOISÌ0
•oppreno nel t783 e '
naxione Israditica*
enTA* m Smmk e auelB, S. Bkarìaioin S. Si
slaiate in aiirw ckk'ì
S9 suptr Siiti
efaicK panoochiali. con porzione del 1
IIB. in eoi€sio pine- ao popolo di S.
#e maggiore dalla al Seminario
jecQPida airuliimaU. S. Pellegrino nella Sa-^tSQQl
eftoea furono sopA pienaa
presse sei /Nuroe-Po.S. Pietro in GastelTeodik
chiede ^yaiiro /ra* |ti.S. Pietro Bujo in S.Gto
Tannino in Painlaneto
||9. S. Pietro alla magione
con porzione del popolc
aopprcMO de* SS. Vincen-
zio e Anastasio
1 3. S. Pietro a Orile
1 4. S. Onirico in Caste! vec-
chio con r annesso di S.
Marco, e parte del popolo
di S. Ofustiola alla Rosa
1 5. S. SaUatoreinS. Ago-
stino con la porzione del
popolo di S. Mustiola
16. S. Sledoo alla Lizza
con gli annessi di S Bar-
bera in Fortezza e poiw
zione della cura de* SS.
Vincenzio e Anastasio
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Nome
dei Pitieri
Titofò
deiU Chiese
Popoiaùone
Aimo
1640
Bipotro AbU. N.^ 16998
1. ViOAiuto M Caiciamo ooxb M amb
Casc'uiDo delle Muse
con I* annetto dì Ga*
log nano e Agottolt
Valle
Terrcniano e Gorlano
Trctn (m) e Fonte-
Bencdella
S. Hkilnaiìo
Ilofiini
S. Petronilla
lUfftiano
Maróano e FonteBeoci
Mnnistcro (al)
Tufi eon tre annetti
Santa Colomba
17. SS. GiiittoeCl«nen<
le. Pieve
18. S. Haroiliitto, Gura
19. S. liorenao e S. Bl
chele» idem
ao. S. Maria, id
I-
ai. S. Dalroaxio, idem
aa. SS. Maicellino, Pietro
ed Kntnio, idem
aS. S. Petronilla, idem
a4. S. fliccolò, idem
aS. SS. Pietro e Paolo»
idem
ad. S. Bartolommco, id.
a7. S. Matteo con i SS.
Apollinarv Teodoro e
Margherita
a 8. S. Pietro, Fiere
19B. Nel neonato di Cateieno delle Masse
dalla prima airukima epoca furono sop*
presse sei cmre
n. VicAiUTO ML Bonon
1
Bonont e Lamiano
Fitemo
Tignano eon Peoorìle
e Papafano
Otserfania al Colle di
Capraia
Montelitcaj , oon S.
Giorgio a Lapi
Tolfe
Prmciano
Val di Pngna, Badia
Alfiano e Bniciano
Rma
99. S. Giotanni Batlittà,
Pieve
3o. SS, Pietio e Pholo,
Cura
3i. S. Agnete,Idem
3a. S. ^emardino, giii S.
Mariti idem
33. S. Pietro, idem
34. S. I^temiano, idem
35. S. Pbolo, idem
36. S. Tommaao con SS.
Trinila e S. Maria, itiem
37. S. Regina, idem
Somma, e ttgqe . • 4kit, N!^
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Rtfwwo Jkii. Jf.« asoSS
Vico «TArbia e Mao 38. S. Pietro, IcHorii
tochiéio
S« Eugenia 89. S.EB90iiia|
NB. ifW f^ieariato dei Boawoim éaiUt frimm «I-
in. VicAKUio m Boomxnnrufo
40. SS. Pielio 6 PmIo,
Fiere
41 • S* LofeniOf Picpoilta
4a. S. Miebele, Pieve
43. S. Andrea, Gaia
AMMieaoveolo 0 Gag-
giolo
Pensema
Gntigiion del Boeoo
Montaoto Giateppi, e
Orni de* FniU
Spieniia a SeiiYalle
Abbadia Ardeofi
Fiaua e Salteniiano
Cbitei Duofo e Tane*
redi
Bibbiano Giaglieicbi
44. S. Lorenio, Pieve
43. S* Andrea, Cnn
46. S. Innocenaana^Pi
47. S. BartolommeOyGnni
48. S. Lorenao, idem
NB. Ifei f^icariaio di Buonconvtnto dalla prima
air altitna epoca furono soppresse tre cure
IV. VicAiiATO m CoasAao
Conano
fijgDaja e Lestine
Piletta e Faltignano
Radi di Greti
Gamprìano e S. Laz-
xerello
Pilli
Magnano
49. S. Grio. Batt., PieTe
50. SS. Vincenaio e Ana-
sUsio, Gura
5i. S. Andrea, idem
Sa. S. Pietro, idem
53. S. GioTHnni Deoolla-
to e S. Lazzero, idem
54. S. Salvatore, idem
55. S. Giacomo, idem
IVB. iVe/ f^icariato di Corsano dalla prima al'
l'ultima epoca furono soppresse tre cure
V. VicàauTO DI MonaaiGGiom
Monterìggioni
Poggiolo
liornano
no
56. S. Maria Assunta, Pieve
57. idem^ Gura
58. S. Gio. Batt., Pieve
59. S. Gio. Evang., Gun
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il QvjÉBao StHOTTfco Mh Partotekie Mia DtocMsi dì Sìbba
r9partii€ mti is Ficariaii foranei eoa la loro Papolanoao
a ein^e epoche diverse
if(OMff
dei luoghi
Querce Grossa • Pe
trojo
Recì»Do e Chiocciola
FuDgaja e Colle (al)
Titolo
delle Chiese
Popolazione
Aimo
1640
BiPOBTo Ahii, N.^ 93*57
60. S. Giacomo e S. An-
gelo, Cura
6i. S. Bartoìomnieoy idem
69. S. Michele e S. Loreo-
xo, idem
NB. Ifel Vicariato di Monteriggioni dalla pri'
ma alt ultima epoca furono soppresse tre
chiese parrocclùali,
VI. VlOàBUTO DILLA CaMOVICA A CaBlRO
Canonica a Cerreto con
Cerreto Ciampoli
Pieve Asciala con Ca-
ligoaiio e Scivoli
Cellole e Fontignano
Gerreto
Vagliagli « Caschine
63. S. Pietro, Pieve
64. S. Gio. Battista, idem
65. SS. Bfartiao e Minia-
to, Cura
66v S. Giovanni , idem
67. SS. Crislofiino e Bar-
tofommeo, idem
19B. Ifel Vicariato della Canonica a Cerreto
fra la prima e V ultima epoca furono sop-
pressi quattro popoli,
VII. VlGABUTO DI S. LOBBHXO A MiasS
Val di Mene (in)
Eecenza
Jesa
Santo ( al )
68. S. Lorenzo, Pieve
69. S. Gdovanni Battista,
idem
70. S. Michele, idem
7 1 . SS. Jaco|iO e Filippo,
Cura
Vili. VlCAaUTO DI MOMTIBOIII
lionteroni con Arbiola
Cuna
Quinciano
Ponte a Tressa
Grania con Ponzano
Leouina con Eipa Me-
dani
7 a. SS. Giusto e Donato,
Cura
73. SS. Jacopo e Cristo-
fimo, idem
74. S. Albano, idem
7d'. S. Angelo, Pieve
76. S. Martino, idem
77. S. Bartolommeo,CurB
191
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SoMMM e segue . . Ahit, iV.» ^6996 99490 37589 38969 39966
393
il Qvjomt SimuTTfCù MU ParrocehU étUa Dmoast ot Stmm^
r9purtit9 lui t% ^iemriaii fiiranei eon ia iofo Popoiauome
a ««fife epoche dÌ9erS9
Ifmme
dei Lmoghi
Itola (TArbia con Bor-
fP>f«cchio
Colle UaletiMreoda
G)l latita con Htrtlane-
Si^nnazzi
I«uci|?naQo d'Arbia con
S. Maria al Pino
Titolo
detU Chiese
Popoiaùone
BiFoero Ahit. N.^ «6996
78. S. Iburiot Con
79. SS. Simoiìe e Giuda,
idem
80. S. GioTanni Decolla-
to, idem
81. S. Giovanni Baltisla,
Piefe
NB. ifW rieariato ài MoiUeroni dalla prima
aWmf Urna epcea furono sopprent tei atre
IX. VMUaUTO DI ClTITlIXA U PlU
Coltella di Pari con I'
Abbadia Ardenghetca
Catpnovole
P*ganico
M *ntantico
Fari
8a. S. Rlaria in Moniihu»^
Pieve
83. S. Gio. Evanir., idem
84. S. Michele, Preposi!.
85. S. Tommaso, Pieve
86. S. Biagio, idem
KB. H popolo soppresso deW Abbadia Arden-
ghesca era compreso nella Dioc, di Grosseto
X. Vie AIUTO BI MuaLO
Blu rio di Vescovado
Crevole
Siin-Giiislo
Bflonle Pescini
Cuciano di Vescovado
Monte Pf riuso
Vallrrano
Sovifioano
87. S. Fortunato, Pieve
88. S. Ot'ilia, idem
89. S. SaKalore, Cura
90. SS. Pietro e Pteolo,
Pieve
9 1 . SS. Giusto e Clemen-
te, idem
9a. S. Michele, idem
93. S. Donalo, Cura
94 . S. Stebno, idem
NB. Le parrocchie di Blurlo di Vescovado nel'
la prima epoca mancano della loro popola-
zione , per trxere sfati allora ^uei popoli
feudatari degli Arci^f escomi di Siena.
XI. VicAaiATO m Baaomtou
BamntolicouVitecrin|95. S. Pietro, Cura
Fogliano 1 9». S. Gio. Batt. Preposit.
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SoMM^etepie . . Abit. N,^ 98993 3365o 43999 44867 450^7
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il ^4<Mo SiMorwiOo i^lU BarroéchU Mia Dmocméì di Si^m^
rwpariU9 ati i» Vicariati foranei con la loro PopoloMÌone
a cinque epoche di^rt§
l-^^n!"^ ■ l^ V
éti Mmogki
'M' M
Pilli
Snidile, al Ponte o/-
h SpimOf o alk Pie»
n^eeeàia
GkìIrIo con Fonte
IcBcildU e Fjormi-
luutecchio con UGo-
ÉM al Fino
IGendo alla SeWji
iBBiiadoli ODO Tro-
TiUe (alle)
Titolo
delle Chiese
* !■*
I I!
Popolazione
ANHO
1640
Mipoèto Jbit. N/' 28993
393
97. StBaftolommeo, Pieve
96. $. Gio. BfU., PieTA
99» S. Donato, Cara
100. S. Apdrca, idem
loi» S. Sterno Cara
101. S. Pietro, idem
io3. S. Bartolommeo, id.
^ Sw Nel ^ie^iato di Barontcli dalla prima
dt ultima epoca compariscono quattro po-
poli di mono
Xn. ViCAiuTO m Rotu
,1
loiia
Snidile (al Castello)
<K|ia (Castel d*)
hatolioa
Uia a Torri
Iraina
SG|Uano
i4>4. S. Gio. Ball. Piere
io5. S. Lorenzo, idem
106. S. Bartolomraeo, id.
107. S. Biirlolommeo, ìd.
yo8. S. MujiUoIa, Prioria
109. S. Michele, idem
Ito. SS. Fabiano e Seba-
stiano, Cara .
Db Wel Vicariato di Sosia fra la prima e
t ultima epoca non eomparisconp soppres-
rioni di parrocchie
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1^ I !■
RECAPITOLÀZIONE
U Numero .totale delle Parrocchie della DiocEst m Sieha comparisce
NelPanno 1640 di Popoli NP i5i (*) con Abit, NP 3i39i
NelPanno 1745 » 118 » 37285
Hell'anno 1843 >»iio » 49665
f) Mfemo iljeudo di Mario di Vescovado.
So
301 STEN S I E N
COXPARTiMEIfTO èdNESE «»no»»ci del Gnadneato, con nolopio.
prìo del primo novembre iSaS Tenne ag-
ConU legge del i8 marzo 1766 lo Stato giunto il quinto Compartimento di Areno
•anese fu diviso in due governi separati» che formato in gran parte di quelli di Fireo«
uno spettante alla Provincia inferiore, capo*» le e di Siena. Nella quale occasione furono
luogo Grosseto, e 1* altro alla Provincia su- smembrate dal Coroparlimento sancse le Co-
ptriorecapo delta quale fu la città di Siena, munita di Val di Chuna \ oioè, di Chiosi,
Con a tra legge del 27 giugno 1814 fu Celona, Sartcano, Cbianciano, Torrita, Asi-
variala denominaxione a tutte dae le Pro- nalunga e Lncignano, mentre con altim ieg-
?.nci« sanesi, al pari della fiorentina e della gè dell* anno 1840 fa staccata dal Goropar*
pisMna , sostituendovi il titolo di Comparti- iimento sanese la Comunità di Monli«i per
menti, ed affidandone la direzione ad un assegnarla a quello di Grrosseto,
soprintendente per la parte economica delle Con altro motuproprio del 39 dieembft
respctti ve Comunità dei luoghi pii comu» 1840 fu rinnovato il dipartimento della So*
nitiilivi, oltre la sorveglianz:i alle deputa- printendenia generale alle Comunità dd
zioni de* fiumi, eli* esazióne della tassa di Granducato di Toscana, ad oggetto d'Invi-
l'amiglia, alla collezione de* fondi necessiirj gilare ali* esalta osservanza della legislazioos
al roanlenimento delle strade provinciali, e comunitativa, come pure rispetto «Un direi
per la |Mirle economica ai lavori delle strade zione del nnovo catasto,
niedesìme e di qutlle regie. Il Comparti pento di Siena «Itiialmcntr è
A I le quattròCH mere di soprintendenza co* formato di 33 Comunità compiete in ua>
munitativa, ossia ai quattro Compartimenti dici Csncellerie comunitative.
'■* ■! ■ I inr* ,^^1—^1^^^^
STRADE REGIE E PROVINCIALI CHE ATTRAVERSAUfO
IL COMPARTIMENTO SANESE.
te-S.<^vino trova il Comp. aretino, -* In
1. Strada Regia postale Romana. — » questa strada nel 1843 è suto coslruiln on
Dai confini della Com. di Poggi bousi con bel ponte nuovo che attraversa il torrente
quella di Barberino di Val d* Elsa fino al* Bottone*
1* osteria ilella Torricella in Com. di S. Ca- 3. Strada Regia Suhurbana oeeiéeutO'
scian de* Bagni, attraversando le Com, di /e di Siena, — Staccasi dalla regia postale
Poggibonsi e di Monle-Reggionierasentan- Romana presso la Porta di Camullia e per
do i confini delle Cora, suburbane del Terzo Pescjtja scende nel torr. TV-essa per con-
dì Città e del Terzo di S. Martino prima di giungerai alla strada R. Grossetana che trova
arrivare e do|)o escita dalia città di Siena; alC/«Vxi/io</i «9. CaWo.— Nell'anno 1843
quindi |)ass.inilo per le Com. di Monleroni, è slata corretta e resa questa strada più age-
di BuonconvciUo , di Montalcino, di San- vole nella salita di Pescaia.
Quirico, di Castinlion d*Orcia, delPAbba- 4. Strada Regia Grossetana. — Esce
dia S. Siilvadoie, di Radicofani, e di S, Ca- dalla Porta S. Martro scende per la Corta
scian de*Bi{;ni. — \el 1843 sono stati fatti a Fabbri in Tressa^ quindi risale la Co-
dei lavori per correggere P ardua costa di sta al Pino attraversando la Com. delle
Ricorai, non che al ponte del Forraone. Masse del Terzo di Città, poscia i terrìto*
a. Strada Regia da Siena ad Areziù. rii comunitalivi di Sovicille e Murlo, dove
— Dalla Porta Pispini della città di Siena passa la Mense sul ponte a Macereto , di là
altraversauilo la Com. del Terzo di S. Mar- inoltrandosi nella Com. di Monticiano, eii-
tino e |>er breve tragitto quella d* Asciano, tra in quella di Campagnatico sino al ponte
Essa rasenta per lungo tratto la vallecola del di Petrioto sulla Parma, |)onle dovecomiu-
torr. Riena in Com. di Castelnuovo della eia il Com|iarti mento di Grosseto.
Berardcnga , quindi passando |>cr quella di Nel 1843 ed anche nelKanno attuale si
Ra{)olaiio Siile sul monte diPalazzuolodove lavora fuori della Porta S. Marco in qvest<
sul confine occidentale della Com- dclMou- strada per rendere meno ripida 1* ardua m-
SIEN . SIBN ài»
lite Mia Coffa a Fabbri^ onde «rrifare ai dirige • MoalUt «oernh • S, Gin. 4tkmo
pift agevolmente dal piano delb 2Wjm e a Torrenicrì, sale a BlooUleiBo, quindi
»lla Porta S« Blaioo. per Poggio alle Mura giunge ufi confine del-
e_ ,. la Gom» '£ Gimpagnatiooi dove ai Cmmmeei
Snum Paoviacniu ^ ^^.^ ^„^ ^^ ^ Gnmelana.
j. Abrwia Ckimmigimaa. — Entra «el 9. 5/raila M Jfonfe Amimta, -» Slac-
GoMpartimento aaneae al confine delta Gom. cast dalla regia poilale Eomaoa aNa poala
di€rreve con <|nella di Radda» iì di cui dell 1 PtMÌef ina, e lalendo a GaUtglion d*Or«
tcfritorìo atlravena dirigendo^ nella Gom, da di U ti dirige nel Gomp. groMetano
di Gojok fino alla strada E. Arelina die passsoflo per Gàstd del Pianoi Arrìdoaio e
inooalra ndla valleoola di Biena per arri- Santa-Fioni di dove ritoma nel Gomp, sa-
vare al ponte detto di Griiio suirOmbrone nese a Pian-GislagnafOt per scenderà sulla-
in Gom. di Gaslelnoovo della Berardenga. strada regia postale Romiinaal pónteaEigo
a. Strmia da Lt^nt alia f^al-dUBiem in Gom. di S. Gssciano de*Baf>qì.
nm. — . Dopo rimonteta la Val d* Ambra h.StFoJaTra^ftrsadaUa^^iartfjmfh-
cntn nel Gompartimento senese nel pogeio numa ^tdartOa, — Parta dalla vin àid*
di Montalto per dirìgersi al ponte di Onilo, delta sotto Pian-Gastagnafo dirigendosi «jier
3. Strada Laurefaaa, -««^ Staccasi dalla la S6>rKSoa , dov* entra nel Gampartimento
E. Aretina presso il ponte delle Tap^nu grossetano « nel quale prosegue per S. Gio-
d^JrUa pasnndo per il territorio di Aida- vanni delle Gonieo,'< Sarano* Pitigliaoo ree.
no^ di Rapolano e dìTrequanda, sul di cui 9. SUf\àéa da Siena o Masia^ *«• Slao>
confioe trova la Gom. di Asinalonga del casi sulla Gosla alpino dalla fegiaGrossHat
Gomp. aretino. ■ na fino alla strada sejsnente di Foficmwa.
3. Strada da Siena a Cortona , o de* so. Strada da Poffgibongi a FW/oni-
^«/lr#t. — Staccasi dalla H. Aretina penso «•. — Strada magnifica cbe staccasi dalla
il ponte di Griiio soli* Ombrone In Gom. postale Romana presso al ponte sulla Stag^
di Gsstelnuovo Benrdenga , di Ik per Ra- già pasmndo per le Gora, di Poggi bonsi, di
jiolaoo ed i P'alhn arriva sol confine del* Cdlle, di Gasole, di Radieondoli , di Éld>
la Gonst di Lucignano spettante al Gomp* di là dalla quale mira nelle Gom, di Rton*
aretino. tierì e di Massa spellunli al Gomiiartiroenlo
5. Strada traversa del Sentino, — Di- grosMiano, e «lenirò questo arriva al pónte
ramasi dalla strada qu) sopra nominata in imbarcatore a Follonica.
Gom. di Rapolano per arrivare sulla strada f i Sirad'i da Siena a Volterra» —
Zamretana cbe trova presso S. Gimigna* Slaccasi dalla strada regia Romana presso
odio dentro la slessa Comunità. Monlerìggion'i fino a cbe a Monte-Mledoli
0. Strada traversa de* Monti» — Entra entra nella strada provinciale volterrana pas*
nel Gomp. sanese sol confine d*A.Mnalunga e sando per le Gora, di Monteriggioni | di
per il territorio oomonitativo di Trequanda Colle e di San-Gimignano,
PROSPETTO dtlh Ce/tanilò dal CaM»4trtmtMto S^mIiM
tlribail€ ptr Caitctltrrit eoa la reipttliva tuptrfiàt t popolatioi
ToT^tt . . . . W.' g(t;i4o
S I E T S I E V 397
SIEPI, oSin (S. MjauadSepes) nel- Sìetta ■ nome della chiesa di S. Niccolò,
li Vil-d'Elsa. — Era un'antica chiesa par« ficante per morte del suo rettore, fu incari-
roocbiale nel piviere di S. Agnese in Gbian- cato di eleggere in tale uffizio il prete Vanni
ti,Com. della Castellina, Giur. di Ridda, di S. Romano in Val-di-Brana. — ( Aaca.
Dioc. e Gmip. di Siena. Ditl. Pioa. Carie eiiaie,)
Se non fosse apocrifo il diploma attrì- SIEVE (PONT ▲) f^ed, Fortassibvi.
builo a Carlo Magno in favore della Badia -- S. PIERO a). — ^ed. Sak-Piu* a
di Nonanlola, si crederebbe cbe la corte di Siava.
Siepi con la chiesa di S. Maria fosse staU SÌEVE fiumana. — Cotesto corso d*ae-
donata tino dal sec. Vili ad Anselmo santo qua attraversa la provincia del Mugello po-
abbate di quel cenobio. sta fra il giogo delPAppennino fiorentino e
Fatto è cbe la chiesa diS. Maria alle«S<e- la diramazioue subalterna di Monte-Morel-
pì, Sterpi f o Peseaje^ del pievanato di S. Io, Monte-Senarìo , Monte-Rotondo e Mon-
Agnese è rammentata nello Statuto fioren- te-Giovi , la di cui giogana di monti separa
liDo del i4i5 al Lib. V tratUto IV rubr. la Vat-di-Sieve dal Val-(l*Arno sopra Firpn*
94, dove SI parla della Lega del Chianti, le, nel modo stato accennalo %\V Art. Ap-
eoDsistente in 68 popoli, fra i quali nel pi* ptirinifo ToacAvo.
viere di S. Agnese iu Chianti esisteva anche k\V Art. poi Mugsllo fu avvertito , cbe
il popolo di 5. Maria alle Siepi, la (ertile e amena provincia , volgarmente
Lo stesso popolo di S. Maria ad Sepet appellata il U ugello ^ nella quale ebbero
trovasi registrato nel catalogo delle chiese origine due celebri e potenti prosapie, gli
della Diocesi di Colle, cui fu ceduto il pi- Ubaldinì ed i Medici, non abbraccia T in-
fiere di S. Agnese, sebbene ivi si dichiari tiera Val-di-Sieve, poiché la parte sua orien-
che a quel tempo la^h. di Siepi non era tale fino dai tempi della repubblica fìoren-
più parrocchia , per cui il suo popolo non tina designossi coi vocaboli di piviere di
fo tampoco rammentato nella statistica nu- Acona e di montagna di S. Godenzo.
nierica del i55i. Il lato settentrionale alla sinistra della
SIEPI (MO?n*E) in Val-di-Merae. — fiumana che irriga nella sua maggior lun-
Fed. Abazu DI S. Galoavo, Fiosni B MoMTt ghetta la Val-di-Sieve è fiancheggiato da
(PiiVE n) A Maixiavolo. una porzione centrale deW Appennino io-
SIETINA (PIEVE a) nel Val -d* Arno scano^ a partire dalla Futa passando dal
sretino. — Pieve antica sotto l* invocaiio- mont^ di Castel Guerrino , dal Giogo di
ne di S. Maria Maddalena, riunita nel 1770 Scarperia, Colle di Casaglia, Belforte e Alpe
alla chiesa di S. Michele al Cattelluedo^ di S. Godenzo sino alla Falterona. — Dal
nella Com. e circa due raigl. a lev. di Ca- lato orientale staccasi dall* Appennino dflla
polona, Giur. Dioc. e Comp. di Arezzo. Falterona la montagna della Consuma che
Trorasi alle radici orientali del monte di chiude la Valle da quella parte , mentre la
Cipolona, presso la ripa destra del fi. Arno, circoscrivono a occidente i monti di Han-
dirimpetto al Castel di Giovi , dove l' Arno gona , di Monte-Cueeoli e della Caldana,
torcendo cammino da ostro a pon. devia Da Monte-Cuccoli prende origine la An-
dai contomi d'Arezzo. — - f^ed, Capolosa. mana che dò il nome alla valle, scende alla
La pieve di S. Maria Maddalena a Sieti" irilla del Torracchione sotto Barberino di
na in S. Michele al Cattelluocio nelFanno Mugello, dove tributa le sue acque il grossa
1833 noverava $49 abit. torr. Stura che viene da sett. dall* Appen-
SiETTJ (S. Niccolò j) nella Valle del^ nino della Futa dopo essersi unito ali* altro
rOmbrone piste jese. — Chiesa e comunello della Lora, A questo punto la Sieve pie-
da lunga mano perduti, dei quali però tro- gando alquanto il cammino a ley. accoglie
vasi fatta menzione in due pergamene del per via , alla soa destra , presso San-Pier a
capitolo di Pisloja. Con la prima di esse, Sieve il torr. Carta, quindi i fossi di Car-
scritta nel 17 maggio laSi, il preposto della detole , dì Faltona , di Fistona , di ^al-
cattedrale di S. Zeno confermò reiezione ca\^a e di Corolla , ì quali raccolgono le
del nuovo rettore della chiesa di «S. Nic- acque di Pratolino, di Monte-Senario e di
colò a Sietta ^ mentre con l'altro istru- Monte-Rotondo, quindi i borri del Bonino,
rapnto , rogato in Pistoja li a8 genn. del- e di Baldraeca che scolano dalle pendici
l'anno i3oo, il sindaco del Comune di settentrionali del Monte-Giovi, a pie del
398 SIEV SIBV
quale la fiumana stessa cambia direiione per ?e1to del maire MeJilemiieo , alcune delle
fol^re il suo cammino da le?, a ostro , ac- quali elevatesie possono servire di noma
cogliendo dal fianco orientale del nominato alle penderne della fiumana Sie?e che dal
Monte-Gion i torr. di Cohgnoie » di dir- primo ponte delia Ce^atlina fino alla sua
goinenna e di Par meta , finché la Sieve coufluenza in Arno mostra una inclinazione
passa dafanti alla Terra del Pontassiete per di br. 173.61, come dalla nota qui appm*
vuotarsi poco dopo neirAmo, 34 migl. so apparisce:
lungi dalie sue scaturigini.
Dil lato sinistro della fiumana entrano Altezze otrenst sopra illif^lo dei Mjbm
nella Siete» dopo il torr. Stura soprano- Medìteuejéeeo in Braccia fioreniine,
minalo» il Tava/ano^ il Rimoioso ed il prese harometrieamente mei 181 S iìl
Lecitone che scendono dall* Appennino di Cai^. GiwHtnni de Baiiiom.
Castel Guerrino, quindi il Bagnane^ VEita^
il GaUaja, ed il Botiena^ ì quali raocol- Appennino sopra Casagìia nella
gono le acque dell* Appennino del érìo|ro, strada Faentina . . . Braccia it^^,ee
di Raweuoio e di Belforte, — Tralascio i — Al Giogo di Searperia . . » i5a6.7i
minori corsi d* acqua intermedi per fiirmen- k Baetmolo «1109.58
ùone del Godenso torrente più considera- Sai Monte -Morello^ giogana se-
bile che viene dalla montagna di quel nome condaria . ». » 734.s5
e che perde il suo vocabolo passata la Terra A Pratolino^ sulla strada poetale
di Dicomano. Finalmente rammenterò la Bolognese » 81$. 11
Moscia e la Rufino , due torrenti che in- A Bontà » 864.54
grossano la Sieve con le acqne raccolte dal A Searperia » Sag.is
fianco occidentale della montagna di Con- A Barberino di Mugello ...» 4a5.77
suma. Nella Sie^^ Acque medie sotto il
Varf ponti attraversano lungo il suo corso primo ponte della Cavallina » 411.84
la Sieve ; il più alto di tutti è quello detto — Acque medie solto il ponte di
dellaCa^/Ziita sulla strada militare di Bar- San-Pier^a-Sieve » SS7.00
berino di Mugello : il secondo trovasi sotto — Acque medie sotto il ponte del
il poggio di Campiano nella strada postale Borgo S. Lorenzo » 9i«*77
Bolognese ; il teno è a San^Pier a Sieve , — Acque medie sotto il ponte a
dove passa la strada provinciale del Mugel- f^iechio » 307.10
lo ; il quarto resta dirimpetto al Borgo S. — Alla confluenza del torr. DicO'
^orenco, sul quale passa la strada provin- muffo nella Siei^ » 166.47
clale Faentina; il quinto, che porta il nome — Alla confluenza della ^ìei^enel
dì ponte B Sagginale t è uno de* più anti- fiume ^nto i> i5o.i3
chi per dove io dubito che passasse 1* antica A f^iechio^ piazza del Castello. » 359.75
yia Cassia; dirimpetto al sesto è f^ieehio^ A Dicomano , Acqua media del
il settimo resta davanti al borgo della Ru- torr. Dicomano sotto il ponte » 176.S3
JSna^ r ottavo rotto è di fronte a Monte-
Fiesoicy il nono trovasi ali* ingresso del La Val-dirSieve comprende undici Go-
Pontassieve , e il decimo , il più moderno munita con due Vicariati reg{ ( Searperia
di tutti , resta a un tiro d* arco sotto il pre- e Pontassieve) e due Potesterie ( Jffergo S.
cedente per servire di tragitto alla strada Lorenzo e Dicomano). Alcune di ootnle
regia Forlivese e alla postale Aretina. Comunità peraltro , oltrepassando i lioiiii
Il Cav. Giovanni de Baillou nel 181 5 della Valdi-Sieve , sono stati calcolati ap-
instiluk in molti punti della Val-di-Sieve va- prossimativamente i Quadr. della loro sa-
rie osservazioni barometriche per designare perficie territoriale, e quelli de*respetlin
le loro altezze relative superiormente al li- abitanti.
S89
PROSPETTO deìtt ComuinTd^ elCenirmno nella VAL^Di-SiZrE
con la loro superficie territoriale in Quadrati agrarj e respetiiva Popolazione
mÈM
Nome delle Comunità
•mf^rf^^
Superficie
territoriale
in
Quadr, agrarj
Popolazione
deir
anno i833
VlOAMlATO DI ScAlPBJkU
I. Barberino di Mugello, per la parte compresa nella
Valdi-Sieve Quadrati 345oo
3. faglia, per la parte compresa nella Va'-di-Sìete » i565o
3. San Pier a-Sie^e » loGS?
4. Searperia » ^3353
5. Sor^o S. Lorenw » 4aCi39
6. Ficcalo » 43944
VlCAaUTO Vt^ PORTAitlSVS
7. Dicomano 17474
8. San-Godengo^ per la parte compresa nella Valle » a8«oo
9« Landa » i56oo
Bc Pelago^ per U porzione compresa in questa Valle » 10400
II. Pontasne^e, per la sola porzione compresa nella
Valle sudUeita » iSSoo
Totjèlb delia superficie
dbit, 8430
a45o
2746
5o56
10730
8S8a
ioxi
a385
a435
47fii
4106
Quadr, «59997 Jkit, 55711
SIGILLINE (ROCXIi). ^ Fed. Rocca
Smkluia.
SIGISMONDO (S. ) A G A JOLE. -* Tei.
Gaiolb. — Cotesto avTÌso serm per qnahin-
qne akro luogo ohe avesse per titolare S.
Sigismoado.
SIGUANO in VaUTibenna. — Gas. con
eh, pJebana (S. Maria di Telena) nella
Com. Giu#. e quasi 4 migl. a ostro di Pie-
ve SanSlcfano, Diop. di San-Sepokro, giii
di Areno, Gomp. aretino.
Risiede presso I» ripa destra det Terese
9cir antica diocesi di iLrezio , e whi in
qotlb di Ciltè di Gastallo, conia per equi-
voca fii indicato con Y iniziale (A) nel Qua-
dro sinottico delle panroccbie detla Diocesi
di San-Sepokro (Voi. V. pag. i3a.) —
Fed, TiLEiiA (Plsra m S. Maaia di) I po-
poK di Sigliano Sintlgliano e Scbianlacap-
pa dell» Val Tibefia» si sottomisero al Go-
■lune di Firenze nnilaaiente ad altri castelli
e vitlate con alto de* 3i agosto i835, e nel
ni dicerabre successilo ratilkapono le ca-
pitolazioiM cbc vennero loro accordate. —
fW. MORTBOOGLIO.
Il popolo di Sigliano, ossia di S» Maria
di 2W«aa, nel i&33 ceaUva 80 abil.
SIGNA ( CASTEL m ) nel Val-d' Amo
sotto Firenze. «- Cast, con parr. (S. Maria
a Castello ) nella sottostante pieve de* SS.
Gio. Battista e Lorenzo alla Beata a Signa^
c\C è Capoluogo di Comunità, nella Giur. di
Campi , Dioc. e Comp. di Firenze.
Tanto il Castello di Signa come la pieve
si trovano solla destra ripa dell* Amo pres-
so la confluenza del Bisenzìo, dirimpetto al
primo ponte cbe da Firenze a Pisa caval-
casse il fiume maggiore della Toscana , il
Csstello sopra nn ultimo poggio fra quelli
cbe sì dirigono dal monte di Artimino ver-
so IcT., nel gr. a8* 45' latit. e 43* 46' 8*
long., drca migl. 7 a pon. di Firenze, un
quarto di migl. a maeslr. della posta di La-
stra a Sìgna e della strada regia Livornese.
Comecché fino dall* anno 746 si ram-
menti un rettore della cbiesa di S. Maria in
CastellOf una delle sue memorie più anti-
cbe reputo quella di un istrumento d^lla
contessa Willa, scritto in Pisa li a3 dicem-
bre 97 7, quando, fra gli altri doni ftitti alla
Badia fiorentina dalla stessa donna fondata ,
trovai nominata una chiesa senza titolo po-
sta nel Castel di Signa con la sua corte e
quaranta mansi ad essa annessL
400 SION S I G N
Rispetto poi «Ila pieve di Sigoi citerò an mento dell' 1 1 agosto laSa, dairabalePuc-
atto dell'anno 96/I, quando Raimbaldo te- cinclli nelle Memorie di Pese» riportalo,
icovo di Firenze donò al capitolo della saa contutlociò ignorasi tutto» V epoca della
Ut anni dopo (967 ) dal Tescoyo Sicbdmo struire un ponle sulla strada pubblica cbe
tuo successore fu confermata. metteva in Arno. « Vedendo egli (dice il
In quanto all'orìgine del Castel di Si- Poccinelli) che ingrossandosi coletto fians
gna, ed al nome di Exinea^ mi unirò al r\ pencolavano molli pellegrini , Alloccio
giudìzio di un illustre letterato toscano che supplicò il vescovo di Firenze acciò ordì-
dichiarava essergli ignota. Con tuttociò il nasse ai paesani del vicinato di edificare im
paese di Signa è da credersi di origine piul- ponte nel luogo dove gik era nn navalestro,
tosto antica ; sia che uno voglia considerare Ed avendo quelle genti condisceso alle i-
la sna situazione sullo sbocco di due valli, stanze del loro pastore, AHuccio ebbe la
di quelle, cioè, del Blsenzio e del Val d'Ar- gloria di veder costruire sull'Amo il primo
tio fiorentino; sia che si rifletta trovarsi esso ponte che si conosca fuori di Firenze , nel
sulla testata dell' unico ponte che prima del territorio però della sua diocesi. — Ora tf-
secolo XII attraversasse l'Amo fra Firenze e giungerò io, che, non conoscendosi altro
Pisa; oppure che si consideri che cost^ l'Amo ponte sull'Arno dentro la diocesi fiorentina,
cessa nella stagione estiva di essere navi- meno questo di Signa, ciò obbliga a cr^
gabife, ovvero che si voglia credere essere dere, che al luogo medesimo dote sboccan
esistito nei tempi posteriori al mille davanti una strada pubblica proveniente da Cajwpi,
a Signa uno scalo per le merci che dal Porto da Prato e da Pisloja, refìerire dovere il
Pissno a Firenze, e viceversa da Firenze al ponte pochi anni dopo il 1100 dal pHilo
Porto Pisano si recavano. Arroge a ciò qual- fiorentino ordinato. — ^ed. Poirra a Su»*,
mente Signa ottenne il primato rapporto al Forse al disegno di cotesto, o del tecoodo
lavorio d'intrecciare i teneri e bianchi steli ponte, appella il modello riportato in una vce-
di paglia per Cime cappelli per il bel sesso, chia campana della eh. parr. di S. Maria al
in guisa che il Proposto Las! ri nel suoCa^- Gistello di Signa , fusa nel 1966, mentita
petto di Paglia chiamò £' indusfre Signa, quello rifallo dopo il i3a6 deve rifiorire il
onor drl tosco regno; costi finalmente dove ponte del Sigillo del Comune di Signa, e
nn suolo ubertoso fornisce agli abitanti ol- Taltro scolpito sopra l'architrave della porta
tre il necessario alla vita; tali ed altre con- maggiore della pieve attuale di S. Gio. Bit-
sidcrazioui non potevano a meno di non lista a Signa. — Comunque sia di ciò, oo
far prosperare coleste popolazioni, rispetto ponticello a Signa tn. rovinato nel 1978,
alle quali Signa in proporzione del suolo siccome Io die a conoscere la causa per la
che occupa figura , come si dirà , la più pò- quale in detto anno fu concesso il fonie bit-
polata Comunità del Granducato di Toscana, tcsimale alla chiesa parr. di S. Martino «
Che il porto di Si$rna però non sia da Gangalandi compresa nel piviere di Signa,
confondersi con il Porto di Metto ^ cos) ma situala nell'opposta ripa dell'Arno, per
detto dalla villa di Mezzana ivi esistita, lo essere stata interrotla la comunicazione con
dava a conoscere un i strumento del dì 1 1 la sua pieve, stante la caduta e rovina del
marzo iSifi {stile fior.) citato HV Art, ponte sull'Amo. — ^ei2. GAHOAi^Ainii.
PoaTO m Mexzo, dal quale apparisce, che il Ma un nuovo ponle nel 1987 era gii sta-
Porto, o F'illa di Mezzana, fu edificato a lo rifabbricato costì , essendo esso rammcn-
quel tempo da Lotto di Paganello di Firenze, tato in una carta del 4 ottobre di qneiranoo
Peraltro che in Signa fosse un mercato e in altra del 18 (ebb. 1989 {stiù /Sor.) ri-
di generi anche nel secolo XII lo dichiara late ali* Art. Porti a Sigma. Doveva essere
un altro islromento del t ott. 1 149, scritto quel ponle stesso che nel 98febb. del 1 396
presso r Arno nel mercato di Signa, *- {stile comune) per ordine di Caslraocio fa
(AacB. DiPL. Fica. Carte di Cestello). tagliato, allorché le tue genti diedero il
Comecché àìYArt. Poirn ▲ Siok4 io ab- guasto al Castel di Signa.
bia citato nno dei documenti più antichi Riferiscono puy alle vicende storiche di
rispetto a quel ponte, quale era un istru- cotesta contrada di Signa a della
S 1 6 N S 1 6 N 401
ne dell* Amo che V «ttìcìi» le nothie le^ per la ooafinaikme dei beni fpetlanti ai fìrtm-
foeoti. tisti delVAroo. Con oua delle quali proT-
Neiranno laSa, a di ii agosto, un tal Tiaioiii del 97 maggio del ì33i i deputati
Fona del fa Renuccino di Donato da Signa Marco di Bosso Strow, Naddo di Cen-
concedeva licenza ali* abbate e monaci della ni, priore di S. Bartolo in Firenze^ e ilo-
Badia a Settimo di poter fabbricare una pe- nitri Perusù determinarono di far demo^
sea/a oeirArno (ino alla mela del ftome lire tutte le peseafe e mulini dell' Arno,
dalla parte del mereatale di Signa. Sino a partire dal Ponte a Signa fino alla Ter^
dal 4 marzo del ta35 {stile comune) il pie- ra di Caprafa, non ostan:e la protesta fatta
vano de* SS. Giovanni e Lorenzo a Signa , dall'abbate di Settimo ; per cui la Signoria
stando a Gangalandi, prefio il consenso dei comandò, che la ricompensa da darsi al roo-
canonici della sua pieve avea venduto al nastero medesimo per le peseafe e mulini
Mon. di Settimo per lire aS e d«nari 6 di di sua proprietà non superasse li 35oo fio-
moneta pisana una peseaja posta nel fi. Amo rini d* oro, e che dentro otto giorni fossero
presso il ponticello di Fiamorto (forse Fiu- atterrati e distrutti tutti quegli edifizj idran-
me morto], — f^ed, VArt, Lisraà ▲ Smha. liei lungo il designato corw dell* Amo. Do-
Nel 1 968 con atto pubblico, rogato in Si- pò di che fu data facoltà ai nominati d*im.
fna li IO gennaio, tre possidenti del luogo porre per la somma preindicata, oltre le spe-
▼endevano, ciascnno per la sua partr, per se occorrenti, i popoli e comunità che a ve-
ti prezzo di lire 40, al Mon. di Settimo U vano interesse a tale demolizione, per poi
porzione di un mulino e di una peseaja versare quella somma nelle mani dell*ab-
col suo porto nell* Amo presso Signa in bate e monaci di Settimo , cui intanto il
luogo detto Giuncheto. governo fiorentino assegnava a titolo dicao-
Dieci anni dopo con istramento del a 5 zione il Poggio di Semi fonte con le sue
febb. 1978 fu fatta denunzia ali* assessore appartenenze ed otto tavole di cambisti po-
del capitano di Parte Guelfa in Firenze, ste in Mercatonuovo, di rertinenzti del Co-
qualmente Jacopo del fii Kinaldo Pulci ed mune di Firenze. .— f^ed, ParaoGNAiio in
B suoi eredi erano obbligati a conservare la Val-d*Elsa, e Smmifohtb.
^#ea/a col porfo situata nell* Amo, terri- Quest* ultima deliberazione peraltro pre-
torio di Signa^ sotto i mulini di Fresco cede di 29 mesi la strabocchevole piena del-
(Freseoòaldi)', ptr cai nel io dicembre sue- TAmo, la cui forza atterrò dentro Firenze
ocsiivo fii pronunziata sentenza opportuna, gran parte di tre ponti , allagando dì sotto
— 0^ed, Maiouo (S.) a Siora, la qual chic- alla città tutto il piano di Settimo , di
sa fo parrocchiale annessa non a S, ^ito Campi , di Bro%ù e di Sanmoro infino a
a Luciano^ come ivi. fa detto, ma a 5. Mi» Signa, — - (Gio« Villatc, Cronica Lib. Xi.
niato a Signa^ nelU Com. medesima. Cap, /). Dondechè T anzidetta misura dei
Airitfr<.LaaraA A Smua io scrìtto, che nel deputati alla demolizione de'mniint snl-
t3i9 per contratto del i3 giagno 1* abbate PArao non fia da confondersi con quelle
e suonaci della Badia a Settimo affittarono prese dal Comune di Firenze dopo i guasti
per due anni i mulini maggiori del loro prodotti dalla piena straordinaria accaduta
monastero posti nel fi. Amo dirimpetto a nel 1 novembre i333, allorquando la Si-
Signa nel pop<do di S. Martino a Ganga- gnoria con prorvisione del i3 marzo i335
landi per l'annuo canone di 70 moggia di {stile comune) ^ mentre era podestà il Cav.
frano. A favore pertanto di quei mugnaj. Mannello da Massa della Marca , e capiUno
«lei contadini della Badia a Settimo e delle del popolo il Cav. Napoleone da Gantagallo,
persone che avevano bisogno di recare il lo- proibiva l'edificazione di qualsiasi mulino,
IO grano a macinare, Castmccio Antelmi- gualchiera o peseaja nel fiume Amo meno
nelli, mentre accampava col suo esercito da- che fossero distanti oltre aooo br. dal Pon»
▼anti al Cast di Signa , con decreto de' a6 te a Robaoonte verso oriente, e 4000 brac-
frbbraio i3a8 concedeva salvooondoUo. — eia al di sotto del Ponte alla Carrafa dalla
(AacB. Dipi» Fma. Carte di Cestello). parte di occidente. ^ ( Aacik Dm.. Fioa.
A colesti, ad altri mulini ed alle pesca/e Carte di Cestello),
Ira la Lastra ed il Cast, di Signa appellano Però la piena del i333 non sembn che
Tarie deliberaziom dei depoUti eldli dalla recaste molto danno al Ponte di Signa con-
SigBorii di Finuie fra il i3i9 e il i54o tinuindoti a passare sopra quello stato ri-
m SI6N SIGN
fallo dal Comune di Fireuw nel 1 827 dopo bandonò il paeie di Sigaa dofio averk
pbe il più antico fu laglialo da GdStruccio. ligialo e meaio a fuoco,
li qual capilaoo sioo dal ag aeltembre del Di ootal dialraaioae, e della Cbrtifioi
i3a5 era venuto cou la tua oite a Lecore e riedifìcazione del castello e del pon
in sul contado di Firente , e il di sepruente Sìgna tratta il Manni nelle sue oaseni
pose il quiirlier (generale nei colli di Signa. sopra il sigillo XIV del Voi. II dc*^
Talché i cavalieri e pedoni de* Fiorentini amichi^ dove si d^ copia di un*iacrì
che erano costà per (are afforzare il castello, in pietra esistente tuttora sopra la pori
ceduta Toste, abbandonarono il paese e fu- castello medeùmo verso pon., dalla
rono si mal consigliati che non tagliarono esce la strada che guida a S. Btiniaio <
il |K>ntc sojira PArno ecc. •— (G. Villami gna, Vedesi aldi sopra di èva lo sic
Cronica Lib. IX. Cfip. 317). grande dei re Angioini di Napoli , a e
E poi, soggiunge il Villani, a <lì a8 feb- quello del Giglio fiorentino, ed alla si
bnijo il capitauo lucchese, raccolta sua gente nistra Tarme spettante alla Pmrie <Sb
liece ardere Sigaa e tagliare il ponte sopra L'iscrizione dice: Aaiio Dnauii ma
TAmo , e abbandonò la Terra , dopo avere ma VAaris Taaaà db Smiia bbstbucta
per dispetto de*Fiorentini fatto battere costi Pia CASTaoocniii ir GniiaaLLiiioa os S
moneta piccola con T impronta delT Impe- st aoBaa^nn akik) BBAUHFicàTA vuir
ntore Ottone, e chiamaronsi quei denari dato iLLuvrau Panicvia Domivi DOan
Castrurciai. — ( Cronica cii. Lib. IX. aou HiBautALEii wx Skiliab Rbgu pbi
cip. 338 r 339). Quindi TA. medesimo ag- airis, Ducis GALAaaiAi, ac bjds Viqai
giunge, {Lib, X. eap, 5.) « che nello stesso aaaALtt, n Domimi Fi.oaaimAa, rea aaa
anno i3a6, a di 14 seltembrf fu ordinato MiLrraM Domimum FaDeatcìuM dk Taoc
d-ii Fiorentini di riporre e di afforzare tanto pìuUogtoTaoommo) nFiaiis Fi.ODKmw
S gna come Gangalandi, e cos) fu fiitlo; e Esistono tuttora due porle castellane e
S ;;na fu murala con alte e forti torri ; ac* parte delle mura e delle torri che nel p
e >rilaudo immunità e grazia a quei terraz- facevano corona al castello di Signa , ;
Zani che vi fabbricassero le case ». •— Ri- a prova nel 1397, quando la Si|;noria(
spetto a Gangalandi {Lastra) fu ordinato renze, essendo per deliberare la goern
di r'porre il prse più d* appresso la pieve Irò Giovanni Galeazzo ViMonti , le
di Si<!na, avvicinandosi, cioè, ali* Amo d'armi che il Signore di Milano tenv
prfS9o il capo del ponte omonimo. Siena, guidale dal conte Alberigo , I
Keci(Misi i fossi, ma non si compiè allora una scorreria nel contado fiorentino fi
Toprra [ioc. cit.). — Che |)erallro le forti* Signa, intorno al di cui castello, dopo
ficaziuni intorno a Signa si ordinassero ap- dato il guasto alla Lastra, quelle tra|
|>fna acciiduta la battaglia delT Allopascio, accamfiarniio. Ma quantunque per due
Jo dichiara una provvisione del 27 settembre ni lo corabaitessoro, non vi fraero altro
1 laG, con la quale i Dieci della Balìa di lo che di avervi lasrinli molti morti «
Guerra diedero fucolla al monaco don Do- gran numero di feriti. — ( Ammou ì
nato ed a fra Taddeo converso della Badia di JF'ior. Lib. XVI ).
Set tiiuo, deputati dal Comune di Firenze al- AIT epoca della riedificazione dei 4
le fortificazioni del Castel di Cappiano, di di Signa deve riportarsi la ricostruzioi
spc'ntlere lire 1 100 di fiorini piccoli nelle ponte rotto da Castniccio; e reputo eh
Jortijicazioni del Casfelto e ponte di Signa, la figura di ipiel ponte con una torre
— ( Aaca. DiFL. Fida. Carte di Cestello), testala destra circondalo dai gigli An|
Dòihlechè essendo corsi soli tre giorni dal- che servi fioi di arme al Comune di S
la provvisione suddel la alT arrivo dclToste siccome può vedersi nel sigillo illustrali
lucchese in sui colli di Signa, dovette man- Manni ed anche nella facciala della p
care il temuto |ier mandare a effetto quella In quanto alla chiesa di S. Maria a
deliberazione, tostochc alla com[)arsii di Ca- slol di Signa, essa doveva esistere innai
slruccio il presidio fiorentino abhanilonò il niille, poiché sino dalTanno 977, <
cislcllu di Signa senza neppure tagliare, co- dissi, dalla cont«*«sa Willa, madre «lei
me dissi, il [Mmtc sulT Arno. chese Ugo, fu donata alla Ridia fìorei
Bensì ebbe cura di fare ciò il capitano una chiesa in detto castello ; la quale i
ucuiico, allorché egli colle sue genti ab- zionc vcuuc couferniata al Mon. mede
401
SIGN
braccia , oltre gli abitanti del pi? iere di Si-
gna situati alla sinistra delPArno, altre care
più lontane, mentre dei popoli di Signa e
di Leeore fino dai tempi della Rep. Fior, si
fecero due Comunità separate sotto la pot^
steria di Campi, talché a quell'epoca rìfinrir
de?e il sigillo del Comune di Signa illn-
•trato dal Manni (^o/. //. Sigili. XIK)
In simil modo Signa si mantenne finebè
lasuaComunitk unitamente alt* altra di Le-
c»re per motuproprio del a 3 maggio 1774
▼enne riunita a quella di Campì, dalla quale
sotto il goferno francese venne staccata al*
lorchè nel x 808 Signa per decreto Napol
SIGN
nieo fu eretta in Gononità eon lei popoli.
-^ l^ed, il Qodom della tua popoiokiom
in calce al presente aiiieolo.
Fu da Signa il teologo agostiniano Fr.
Bfartino priore di S. Spirito di Fiieme, or-
namento del ino Ordine, confessore, legata-
rio ed esecutore testamentario del celclm
GioTanni Boccaccio; e fu eiiandio Priore di
S. Bfaria al Castel di Signa V autore di «1
comento contemporaneo al Boeaceio. —
Da Signa inoltre ebbe orìgine la nobii bai*
glia àtoruhaldini di Firenie, che diede alh
Rep. Fior, ed anche al Granducato varf fog^
getti distintiasimi in ginrispmdraiiedallm.
MOriìtENTO della Popolaùone della CoMuntry or Sìqk^
a cinque epoche diverse , divisa per famiglie»
Anso
IMPU
masc.
BBBI
ftmm.
ADO
mase.
LTI
fàmm.
coirroo&Ti
dei
due sessi
lOCLUU-
•Tua
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Numero
delle
famiglie ^
Totale
della
Popolai
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1745
—
—
—
—
—
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3355
i833
1009
894
839
840
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998
5654
1840
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14
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1843
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looi
2164
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S958
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I
1
ki
a
I
a
Comunità di Signa, -^ Il territorio di
questa Comunità faceTa pirte di quella di
Gimpi, quando con decreto Napoleonico del
1808 fu eretta la Com. di Signa separita-
mente da quella di Campi, pel cui distretto
fu eseguila nel x8i3 la mappa catastale.
Il territorio pertanto della Comunità di
Signa. nel i833 occopaTa una superficie di
4902 quadr., 349 dei qu:tli spetta vano a cor-
si d* acqua e a pubbliche strade, mt^itre ne*
gli altri 4553 qu^dr. in detto anno viveva
uni popolazione di 5654 persone, a propor-
zione di mille individui per ogni miglio
quadr. di suolo imponibile; tsilchò questa di
Signa comparisce la più [lopolos» Comunità
di campagna del Granducato di Toscana.
Confina con i territorj di altre qu^ittro
Comunità ; dal lato di scir. e ostro ha di fron-
te laC)munità della Lastra a Si{;ni« median*
te il corso delPArno, a partire dirimpetto al-
la filaccia che sbocca in Aruo e di là lun-
go il detto fiume fino allo sbocco in esso del-
rOmbrone pistojese. W altre tre Comonilh
limitrofe sono, quella di drmigoano a pon^
la Com. di Campi a sett. e la Comunità di
Broni da lev. a scir.
Fronteggia con la C un. di Carmignano rì«
montando dal suo sbocco in Arno il tortno*
so giro dell' Ombrone pistojese, col qnalt
rasenta le ultime falde de*onlli diComeana.
di Pilli e di Montalbiole fino al Ponte delP
Asse sulla strada regia pistojese. Costà ces-
sano i confini della Com. di Carmignano
con questa di Signa, il di cui territorio vol-
tando direzione <ia sett. a lev. pert*orre la
strada regia pistojese di conserva con U Com.
di Campi passan<lo in mezzo al borgo di S.
Pier a Pon'i fino al Fnso Beale^ don
trova il Ponte de' Mulini che cavalca U
strada regia pistoj<*se.
Ivi alia Com. di C4mpi sottentra 1* altra
di Brozzi , con la quale la nostra voltando
1
S I G N S I G N 405
U.-.'u lia Mrtl. » lev.-icir. ti Jirì^ da primo olio e fino s<|uidili, meulre U pianura è
a.'ib. ycr il inasto Htale, col qiuila euln lerlilÌMÌina in cereali, in miiìt, in legumi,
at\là tìuaianji de! fiiieiizio, il di cui alveo in alU'ri di loppi ecc. ed in {lasture , |ier
«Dindi liao al Ì*o#tfe di S. Mom^ pasiata cui il bestiame tpecialmeole liuvinu cnjli-
iioatflueuza io eMo del Fosso Macinante, tuisce uno dei rami più importanti di lu*
hi lucia a pou.-lib. il Bisruiio e V Ìsola ero e di commercio alUvo [jer i possidenti
k'MsMa/ |jer «lirigeni lungo la filaccia terrieri.
arfl'inio flìriiii^»elU> alla Comuaità della Anche le acque del Fosso Macinante e
Ifl^a. quelle deir Arno tono di un prolitlo gior-
■alle strade rotabili fiinno caj» al Ca- naliero, le prime ai mugnai di S. Moro, le
rteiioc Pieve «li Signa, la maggior [urte seconde ai navicellai di Signa.
deMe quali veu|$o»o dal Fonie alt Asse Ma T agialesza e la pros|K;rità, consegueii-
mà\à regia pigiafese e dalla strada inili- za dell* aumenlata popolazione di Signa, de-
ia^di Barberino di Jfii^e//Ov quelle del- vesi alla celebrità dei suoi eappelli di |m-
UrifH siiiÌ4tra deirAruo passano Lulle sul glia che lavorarou:»i iuU'inzi che altrove con
l^oaCc di Signa, senza dire della strada re- grande maestria e solerzia dagli abitanti di
fu pistoiese else |ier quasi tre miglia dirìm- questa e delle limitrofe Comunità.
petto a selt.-grvc. rasenta il territorio di Fu il bolognese Domenico Michelacci il
faola Gomunitìi. primo che intr<xlusse e che incominciò a
A Ire si riducono i principali corsi d* ac- commerciare con P estero i cap^ielli di |m-
^tà die I;«mbiscono i ooulini comnnitativi glia di Signa , ossia di Firenze , di che la
diSigoa; a ostro 1' Amo, a pon. l'Ombro- («lese una lapida posta sopra il di lui avelb
Kv e a lev. il Bisenzio, il quale entra nel nella chiesa (larr. di S. Miniato a Signa,
Ivrilorio di Sigoa nell* ultima sua seùone dove egli tu srfmlto. E!ua sola può servire
«paco ìnnaozi di Tuotani uell' Arno presso di lume alla storia di una manifattura che
il Fonie di Signa. formò la princi|»ale ricchezAa di ooteslacon-
11 Icrrcuo dt Signa spetta a due epoche trada. Eccone le pacolc:
Aferir, quello dei colli di S. Minialo e del
cMlcl di Sigila, la |»arte dei poggi formati Hic jaget
dischisto uiaruoso e di calcare-com|Mtto di I>0MiRicu«SBS4STiAnusMicBn.AGciDiBoiioiiiA,
fiala pltiiublca , volgarmente appellato co- Qui OMinna pkimus causiìs Amucis vbruidit»
l^nhinn^ le quali due rocce propsigansi fino NovoquK istititto gommiscio palsis
c»^-à del luoute d* Arti mino; mentre la sot- Se Siunam riniTiMOa uitavit
loAijnie i^i^nura verso lev. è stala profonda- Anno D. MDCCILILILllL. tutio aoRAS au-
amte colmata dallf torbe delPArno, non gusti
ckr d^l F'otso Beale e dal Fotso Staci- Pao viso sui oc hìc Tuha mmuto Ueum
aajt'e che slioccano entrambi nel Bisenùo pzKCATa
prr^ il coiiliiie oricnlale della Comunità.
La aeziuae fra il Bisenzio e 1* Arno chia- Se è vero che gli Olandesi innalzassero
■ala tullom isola de* Renaf devesi proba- una statua a colui che trovò il mododicoii-
blamilr ali* rllello ilelle colmale prodotte servare le aringhe |ior farne commercio al-
difepi la piena del i333econtinalaper prov- Pesterò, con più ragione i Sigiiesi avreb-
visifNie liella Signoria di Fircnxe degli ii Ikt<i dovuto scolpire un mausoleo alla me-
àfoAo I 36i . "^^Fed. sopra png. 4oa). moria di 1)oiueni''o Mirhelaeci.
Li Stessa cosa è accaduta nella pianura La Comunità di Signa mantiene una le-
jO|ailrìuosi rasente la strada regia pisloje- vatrice ed un maestro di scuola. Il giusdi-
je che «"onserva Tautica sua denominazione «xnle, il cancelliere 0)inunilativo e Tinger
di Paiule, ^u«fri* del CimMid.irio della Comunità di
Tinti i prodotti Jgrarj nrcessarj alla vita Sign.i risie«lono in (Inopi; la coii.iervazione
aibhiid4iio nel territorio di Signa: le viti e tlcIT |[ioleciiL> ed il tribunale di prima I-
gli uLii cuoiwuuo i colli intorno e dauuo alanza sono in Fiituzc.
V, V.
5a
404
SIGN
SI6N
braccia , oltre gli abitanti del pif iere di Si- nieo fu creila in Gonnnità eoo lei popoli,
gna situati alla sinistra deirArno, altre core -^ f^ed, il Qodumo della tua popoieMiam
più lontane, inentre dei popoli di Signa e in calce al pieieate aiiieolo.
di Leeore fino dai tempi della Rep. Fior, si Fu da Signa il teologo agosliniMio Fr.
fecero due Comunità separate sotto la potè- Bfarlino priore di S. Spirilo di Fiicme, or-
steria di Campì, talché a quell'epoca rifimr namenlo del sao Ordine, confessore, legato-
deve il sigillo del Comune di Signa illn- rio ed esecutore testameotario del oeMm
strato dal Manni (^o/. //. Sigili, XIF'J) Gio?anni Boccaccio; e fa eiiandio Priore di
In simil modo Signa si mantenne finché S. Bfaria al Castel di Signa 1* autore di «■
la sua Comunitk unitamente air altra di Le- comento contemporaneo al Boceaedo. ~-
core per motuproprio del aS maggio 1774 Da Signa inoltre ebbe origine la nobii faad-
▼enne riunita a quella di Campi, dalla quale glia àtoruMdini di Pirense, che diede alh ■
sotto il gOTerno francese venne staccata al* Rep. Fior, ed anche al Granducato mf ao^ *
lorché nel 1 808 Signa per decreto Napoleo- getti distintissimi in giorispnidenii ed alim. *
MOf^IMENTO della Popolazione della ComvntTA* or Siqkj ^
a cinque epoche diserte , diPisa per famiglie. '
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1
1
Comunità di Signa. -^ I| territorio di
questa Comunità faceTa parte di quella di
Ciropi, quando con decreto Napoleonico del
1808 fu eretta la Com. di Signa separata-
mente da quella di Campi, pel cui distretto
fu esegnila nel 181 3 la mappa catastale.
Il territorio pertanto della Comunità di
Signa. nel i8is3 occupala una superfìcie di
4902 quadr., 349 dei qu^li spettavano a cor-
si d* acqua e a pubbliche strade, mentre ne-
gli altri 4553 qundr. in detto anno viveva
unn popolazione di 5654 persone, a propor-
zione di mille individui per ogni miglio
quadr. di suolo imponibile; tsilchè questa di
Signa comparisce la più popolosa Comunità
di campagna del Granducato di Toscana.
Confina con i territorj di altre quattro
Comunità; dal lato di scir. e ostro ha di fron-
te la C>munità della Listra a Signa median*
te il corso deirArnn, a partire dirimpetto al-
la f^iaecia che sbocca in Amo e di là lun-
go il detto fiume fino allo sbocco in esso del-
r Ombrane pistojese. L^ altre tre Comonilà
limitrofe sono, quella di Carroigoano a pon.* .
la Com. di Campi a seti, e la Comunità di
Broni da lev. a scir.
Fronteggia con la C un. di Garmignano ri-
montando dal suo sbocco in Arno il tortoo-
so giro dell' Ombrone pistojese, col qoalt
rasenta le ultime falde de*ooUi diGometni«
di Pilli e di Montalbiolo fino al Ponte deiP
Atte sulla straila regia pistojese. Costà ces-
sano i confini della Com. di Garmignano
con questa di Signa, il di cui territorio vol-
tando direzione «la seti, a lev. percorre la
strada regia pistojese di conserva con la Com.
di Campi passando in mezzo al borgo di S.
Pier a Ponfi fino ai F^ìtso Reale^ doro
trova il Ponte de* Mulini che cavalca U
strada regia pisloj<*se.
Ivi alla Com. di Campi sottentra I* altra
di Brozxi , con la quale la poilra voltando
SIGN SIGN 405
1 seti, a lev.-icir. ti Jiri^ da primo olio e vino KfuUilì, nieatre b pianura é
.-r il Fosso Rtule^ col quaU eulm ferUlistiaia io cereali , iu mais, in legumi,
oMiUi del fiiieiizio, il di cui alveo in alberi di loppi ecc. ed in pasture , (ler
rìiKf al PotHe di S. Mom^ pasiata cui il bcfliaoM apecialiiieole bovino c«mIì.
susa in csMo del Fosso Macinante, luisce uno dei mmi più iinportanli di Iu-
I a poa^ib. il Bisrniio e V Ìsola ero e di commercio allivo per i possidenti
r per «lirigefsi lungo la f^iaecia lerrieri.
» dininpello alla Coaumilii della Anche le acque del Fosso Macinante e
quelle dell* Arno sono di un profitto gior-
iUmcle colabili fiinao capo al Ca- ualiero, le prime ai mugnai di S. Moro, le
leve di Signa , la maggior [Kirte seconde ai navicellai di Signa.
ili Yeu^oiio dal Poait alt Asse Ma 1* agiateiza e la pros|M;ritìi, ounseguen-
US pisiojesm e dalla strada tniii- za dell* aumeuiata popolazione di Signa, de-
^^r-òerino di Mugello^ quelle del- vesi alla celebrila dei suoi cappelli di pa-
lialra dell* Arno passaiio tulle sul glia che lavorarousi innanzi che altrove con
Signa^ senza dire della strada re- grande maestria e solerzia dagli abitanti di
sse eiie per quasi tre miglia dirìm- questa e delle limitrofe' Comunità.
rt-t.-greo. rasenta il lerrìtorio di Pu il bolognese Domenico Michelacci il
imunita. primo che introdusse e che incominciò a
1 riducono i principali corsi d*ac- commerciare con Testerò i cappelli di pa-
Laji&biJGoao i ooulini comunitativi glia di Signa, ossia di Firenze, di che la
; a oslro I* Arno, a pou. l* Ombro- pulese una lapida posta sopra il di lui avello
sv. il Bisenzio, il quale entra nel nella chiesa |«rr. di S. Miniato a Sign^ ,
> di Signa neir ultima sua sezione dove egli fu sepolto. Essa sola |miò servire
inanxi di vuotatili uell' Arno presso di lume alla storia di una manifattura che
di Signa. formò la (irincipale riochetza di ootesta coa-
reao di Signa spetta a due epoche tmda. Eccone le pacole :
quello dei colli di S. Miniato e del
i Sigila Ita parie dei poggi formati Hic jacbt
0 marnoso e di calcare-compatto di DoMiRiCDfSBaàSTiANUsMicBiLAGciDiBoiioiiiA,
icabletA , volgarmente appellato co- Qui omniom psimus gausias Awalis vbruidit,
', le quali due rtnxe propngansi fino Nutoquk isTiTirro ooMMiacio palsis
1 louute d* Artimiiio; mentre la sot- Si Smiiam fimitimos ditavit
pianura verso lev. è stata profonda- Anuo D. MDCCXXILllL. tutio ioias au-
»l ina ta da llr torbe deli* Arno, non gusti
Fot so Reale e dal Fosso Staci- Pao vibo aaas Da hac TuiaA muro Ueum
;he shoccano entrambi nel Bisenùo ruackJE
[ì contine orientale dejla Comunità.
ifùone fra il Bisenzio e V Arno cliia- Se è vero che gli Olandesi innalzassero
Allora isola de"" Renaj devesi proba- una statua a colui che trovò il modo di con-
.le air eUelto delle colmate prodotte servare le ariuglie per farne commercio al-
I piena del 1 33 3 e confinata per prov- Testerò, con più ragione i Sigiiesi avreb-
della Signoria di Fiit'nze degli ii bero dovuto scolpire un mausoleo alla me-
■ 36i . -^{^^ed, sopra pog. 4oa). moria di Domenico Miclielaeri.
lessa cosa è accaduta nella pianura La Comunità di Signa mantiene una le-
iuosi rasente la strada regia pisloje- vatrice ed un maeslro di scuoU. Il giusdi-
coQserva Tauiica sua denominazione cenle, il cancelliere Comunitativo e l'iiige-
iiile. ^uere del Circondiirio della Comunità di
i i prodotti agrarj n<*cfssarj alla vita Si^n.i risiedono in Campi; la conservazione
Ilio nel territorio di Signa: le viti e dell* Ijioleche ed il tribunale di prima I-
ki cuopt'ouo i colli iuLonio e dauuo stanza sono in Fii'caze.
V. ▼.
5a
QVJDKO 4M» Popetmùoat itìlm CamnanJ *t Siawé
SIGNilf A * FRUSmETi mI Til-J*Ar^ Se non nolrf Udm anta t, an diplaW
no nfMlinMe. — Due Oi. ad po(icilo di deir Imp. Canwlo I iM ■* ly|lw laSla
S. Ef idio ■ FrMtinHa , Ci>ia. ■ circm kì faTMc dclb Badia fiormlipi , in cui é n^
Biigl. ■Nli.-mMil. diChiuiidHGuenlinD nralalo un luogo di Sigmmnn, U (irl^
Glur. di Poppi, Didc. e Comp. dì Armo. nannwU delli chicM di S. Gtmto ■ S>
Colnti due unii del conlàdo arrtiuo n gotno nrtbbe quctU riporliu dal \ji^
•otUmiiero al Uomaac di FirrnK per iHo nei luoi MoamMeiHa Eed, Ft9r.{pa§.^
del iG ^«uDaJD t JS5 (/(iJr comune) loiln Tanao ia7a, quando era nllaic 4
Anche Del 1 34a con atto del 17 dicem- S. Giotto a Sfilano il prete Iacopo. — &»
brr gli Doiaìai <K Fnnineta e di Sipnina cbe alla pmg. 1 1 3S dell'Opera citata lioMri
del conlado d' Arcuo , tic-irÌJto di Campi Io iteato prete Iacopo rctlore della chic* 4i
( aollo Bihbieaa ) elnfcro il loro lindaeo Sifoano nel numero de* perraehì , che Hi
pet intiiHo a Fireniea ^ innre [edellk al 3 aprile del i*80 aaiifterano ndla cbi^
pcìncipc lìuallieri Duca d* Atene nuoTo ù- toaigiore ad nna rianione del clem fiotMT'
fnuie delle ciltà di Fireate, di Areiao e lino e dei parrvchì della atfMi dioceii.
toro giuriadìiioni. — ( Aaca. Baixa Riroa- Finalatmle )a eora dì S. Gìurioa StgM
Hionvi m Pia. ) — Fed. Faiaaueri nel no fu rcgiatrata Era le toburbane ilelU pina
Val-d'Amo cawnlinete. maggiore ari cala lofo delle eh ieae della di»
SIGNANO M GREVE nel Val-d'Amo cmì lìarrntiiu oompilatn nel fiufoo M
Mito Firenv. — Cai. eoa eh. parr. (S. Giù- 1 199, al pan cbe nei utalof hi potleriori.
tto) liliale ilella metropiolltam ftorenlina, I^ jiarroccbia di S. Giudo a Sipiano nri
nella Cam. di Legnai^, Gìur. delGallnno, iSll novera» >]B abil.
Dioc. e Comp. di Firenu. SIGIANO t» FAGSA inVil-di-Sien.—
Riiicdc in pianura fra la ri|ia lìniilradel- Cai. con ehien parr. (S. Clemente) nel pi-
riruoe la alrada Kfia Lìtoihm. fiere di Fifiiat Goa. Giut. e quali tra Hk-
SILA SILA 407
{]■ a «il. di Serperla » Dioe. t Coinp« di Soraggio eniTi on ponte di malerìale che
Firme. una piena nel 1 578 portò ?ia, rifililo di te-
Eotrde alle falde meridionali dell* Ap- gname nel i585.
fnnioo nu il fio^ di Scarperia e il mon- Dal parroco di Stilano dipende il rappel-
^ S GaMel -Gaerrino , topra uno sprona lano delle Capanne di Siitano poste circa
(Aetfendriì lungo la ripa destra del torr. dae miglia più in allo veno le getsaje di
ttf'nm^^ a pon. della strada detta delGrto» Soraggio sollo il giogo di quell* Appennino
^ ^ f A' Semrperia che condoof a Firenuiola. chiamalo AtW OtpedaUtto,
Gniesta chiesa parrocchiale fino dal se- Nei disfreno delle Ga^ninne di Sìllanosca-
9^ Xlf almciio eia filiale della piere di tiiriscono le più alle sorgenti del Srrchio
Agaa, tìeromc lo dichiara il catalogo del che diccsi di Soraggio^ co%\ appellalo ilal
1199 di aopra citato. popolo di qoeslo nome. ^— Al dire del Va-
EMTBdo essa per fccchiena nTinata , fii lisnieri il Vili, di Sillaiio produsse alcuni
iwMcata dì pianta nel principio del sechilo uomini chiari in medicina, fra i quali egli
Z?Ifl a spese del Granduca Cosimo 111, per contata un Giovanni Laurenzi ed un Gio«
OB fioo d'allora il sovrano della Toscana vanni Lemmi.
V divenne il legittimo patrono. La Comunità di Sillano nel i83a con-
Im pnrr. di S. Clemente a Signano nel lava 1901 abit. repartili come appresso :
1833 coni sTa I so abit. n , ,. g,.., ^.. .
SIG!f ANO w FIVIZZAKO in VaMi-Ma- '• ^^P"'^ ^' *''«"•• • .• • /, ^^^' *««
gru — ^rrf. S0L1..4. !• - Capanne di salano » ,7,
SIGIANO m VAGLIA in VaWiSieve. f - ^'''.'^"^ • '^?
^rW P,«..-II.,«*A e Vaolu. J- - natii sopra . aJ5
SILANA (ROCCA), o SILLANO in Val- ^' ^ foraggio ._83o
diCecina. — — ^ed. Rocca S^aha. Totalb .... Jibit. 1901
SILANO, o SILLANO i«lla GAarAOKAHA
BriU Valle superiore del Serchio. — Vili. SITJkNO :CAPA^NE m). — fVd. VArt.
eaa soprastanti ruderi di un Castel larr e rhie- prt cedente.
a preposilura (S. Rirlnlomraro) ra|ioluogo SILANO (PIEVE di) fra la Val-di-Pesa e
C Coen, nella Giur. e circa 5 migl. a seti.- la VaUdi -Greve. — Pieve antichissima sotto
■arsir, di Camporgiano,1>toc. diMana-Dii- il titolo di S.Pietro, nella Com. Giur. e
et-', già di Ijvini-Sarzana, Due. di Modena, circa due migl. a pon. di Greve, Dioc. di
K posto sul fianco ocrid«>nta1e del rApi>en- Fiesole, Comp. di Firenxe.
siao omonimo fra due torrenti , il primo Risiede sulla cresta de* poggi che sepa-
dif quali appellato Serchio di Soraggio rano Tacque della Greve da quelle della
seende al suo lev., mentre passa al suo pon. Pesa , lungo la strada rotabile che da San-
il lorr. dei due casali di Dalli, Gaseiano per Mercatale , Macerata e Silano
Una delle più antiche rimembranze di si unisce a Pantano alla regia Chiantigiana.
qaeMo Inogo di Sillano incontrasi in una Molle pergamene appartenute alla vicina
orla deir Areh. Arriv, lucchese del genn. Badia di Passignano fanno commemoraiione
79I, cilai» alPi^rf. GAivAonANA. di questa pieve; la più antica delle quali
Silano, o Sillano, fu una delle villate del- scritta in Passignano, piviere di S. Pietro
la ricaria di Camporgiano che nel t34o il a Silano, nel marzo dell* anno 884. A quel-
G^atuDc di Firente acquistò dal March, la succedono altre carte del mano 903, del
%HnHla Malaspina, ed al medesimo nello maggio 941, settembre 957, febhrafo 985,
''40 tempo ril.isciò con titolo d'investi- maggio 986, nov. 987, luglio 988, gen-
Isn (eada!e. — f^ed, CAnmaoiAVO, dove fu nafo 989, agosto 990, marzo 993, giugno
iaiicaio, che tulli i parsi dì questa Vicaria 993, ottobre e novembre 990, per trsla-
riVimarono poco dopo sotto il dominio Lue- sciarne molte più scritte dopo il mille, nelle
ch^<e, finché nel 1 446 si diedero volontaria- quali è fatta menzione della stessa chiesa sot-
m^Me ai marchesi d*Esle di Ferrara. tomatrice di S. Pietro a Silano.
Vtistono ancora nella parie superiore del La pieve di S. Pietro a Sihno fu con-
vB-^fite dì Sillano i fondamenti della sua an- fermata ai vescovi di Fiesole dai Pontefici
tir* rocca, della il eattellaecio.'-^U% pre»* Pasquale II e Innocenzo 11 con bolle del
w «ipra il naso orientale del Serckio di mano ioo3 e del novembre xo34.
408 SILI SI MI
Essu fra ili antico pmlronatodeir illustre NH iSSa la parr. di S. Hioeolò a
faiiiii(;lia Ghiranlini di Firrncr, cui è ritor-- cano contava 497 aliil.
naia {NT rinunzia fatta dal patrono ultimo SILICO, o SIIjLIIX) di GAirAOMMA
Miiuelti. — Fra i pievani di Silano é noto la Vullc auperiore dc-l Sercliio. — Vili,
qui'l Matteo di Franco delia Badessa ^ vh, parr. (S. TjoreniQ), di rui fa pairlc
spcdulingo dclBigallo e poeta faceto, die nel che il |Mipolo soppretw» di S. Jiu-opo a
1492 fu riinonico fiorentino assai commen- prafa^ nella G>ni. e cirea un miglio e n
dato dal Poliziano, e ben visto dalla sua a lev.-scir. della Trm di Fieve-Fosri
Rep., dalla quale ottenne per i5 anni Tu- Giur. di Castel-Nuovo, Dioc. di Masn
sufrutlo de* bagni di S. Giuliano presto Pisa, cale , testé di Lucca , ÌKic. di Modena.
La pieve di Silano ha sotto la sua giuri- É posto alla b-isemeridionalr drlPAi
sdiiioiie quattro popoli, cioè; i."S. Maria a nino, \olgarmentc ditto VAlpr di S»
ticchio Sfaijgìo; t.^ S. Maria a Bignana; iegrino^ lungo un fosso omonimo, ci
3.^8. Martino io ^alle; 4.^ S. Biagio a per confine a si:ir. il popolo di Ceter
Pattignano con 1* annesso di S. Andrea al a pon. quello della PiePe-Fo»riana, a
Foggio a f^entOy so^ipresso nel 1780. V Appennino , a lib. e ostro il fi. Ser
La cura di S. Pietro a Silano nel i833 lai eh. di S. Lorenio m Siliro al |«a
contava soli 42 abit. quella di S. Jaco|)0 a Capra/a Irovas
SILICAGNaNA, S»ACAiiua4, o Sibica- minala nella bolla di Alessmdm II!
GMAHA DHXA GABrAGHAHA nella Vallc supe- II 68 al pievano della Pieve-Fiisciana ,
riore del Scrchio. — > Vili, con chiesa pan*, anni innanzi che fossero riunite (anno 1 :
(S. Martino) nella Cnro. e circa un roigl. 11 Attualmente la eappellania del Cu
fnrec. di S. Romano, Giur. di Castel-Nuovo Capra/a è dcdirata aS. Lucia. — /Vrf
di Gaifagnana , Diur. di Massa-Ducale , già praja nella Valle del Serchio.
di Lucca , Due. di Modena. La cura di S. I^n'nzf) a Si lieo con !
Tmvasi in (loggio fra le radiri delKAp- nesso diCipraja mi i839 contava 5oo
pennino di Cor fino , che ha al suo grrc. , SiLPiccidtto , o Sohrictuno, -^
ed il fi. Sen^hìo che scorre al suo jion.-lib. Subbiano nel VaUPAmo casentineiir.
Fino dal 754 posseileva una corte in Se- SILVESTRI (MONTE). — / W. Mi
raeanianaW pisano VTalfredo, o il di lui Sii.vrsTBi.
cognato lucchese Gundualdo , assegnata da SILVESTRO (S.) alu CONVERT
essi in dote con altri beni al Mon. di S. — ^"Vc^. Cowebtojb., e così degli altri
Pietro aPal.izzuoloin quell'anno stesso fon- ghi che hanno, o che ebbero, per e
dato presso Montoverdi in Val-di-Gornia titolare S. Silvestro,
nella Maremma Massetana. SIMIGNANO, nella Valle superion
La chiesa di S. Martino a Siliragnana TElsa. — Gas. che fu castelletto, del e
(5<rr/irririiri/ia) è rammentata in una IkiUh conserva il nomignolo una eh. parr.fS
diretta nel 1168 dal Pont. Alessandro III gno) con Tannesso di S. Maria a Ba*
al pievano della Pieve -Fosciana. ^ F'ed. Montagna nel piviere di Molli, Gfm.(
PuvKpFosciAifA. e quasi 5 migl. a pon. di Sovicille, Dir
Li parr. di Silicagnana nel i832 contava Colle, e innanzi di qnvlla di Volterra, G
3o5 abit. di Siena.
SILICANO, o SILLICANO ni Gabva- Risieile sul rovescio della Montagnn
G!fAiiA nella Valle supeiiore del Sercbio. -— Siena lungo la strada rotabile che |
Vili, con eh. parr. (S. Niccolò) presso il ca* per Pieve a Scuola a G)lle Ixisso.
sale di Filicaja nella Com., Giur. e circa Fu Simignano uno de* castelletti d<
4 migl. a oslro-scir. di Camporgìano, Dioc. bili di Staggia, da alcuni de^quali nel
di Massa -Ducale , una volta di Lucca, D«jc. venne .sottomesso al!a Re|». di Siriiji
di Modena. (Abch. Din.. Fiob., Carte dì 5. Kmci
Tanto il Vili, di Siìieano come il Gas. Un {Kirroco di questa chiesa scrìsse
di Fiìicnja sopra un poggio a pie della lettera a S. Caterina da Siena pubi»
Pania Serra nelPAIpe Apuana. tra quelle del Padre Burlatnarchi. Il ca;
Fu questa di Siìieano una delle chiese di ^imi/rnuno, ilemolito nel i3i(>, a
filiali della Pieve Fosciana mmmentata nel- tenera allora, al [«ari dell* altro di Ba
la lK>lla pontitìcia del 1168 testé indicata. Montagna, alla làmiglia miignatiù
S I N T SITE 409
Fnrinj di Casole. — Ved. Radi di Morta- nome loro ti rrraisr h Firenze prr |imlare
CIA , e Macho (S.) A SiMickAMO. >il prìiiciiic Gu^lliiri Duca il* Alene ;;iiira-
la finrr. di S. Ma^oo a Siniignnno eoo mento di frdi'llà comr signorr gviifrale di
TmiicMo di RjhIì di MonUgna nel i833 Firenze e del suo dominio. — (Abcb. I>ifl.
nolana 944 abitanli. Fma., Carfe delPjire/s. fen.)
SIMONE (So A MONTERCHI nella Val- Forse riferisce a questo luogo nieflesiroo
kTibcTiiui.^— /^e«l. MuHTKAcai, e così di quella corìe di Sitrignano {sic) che Tlmpe-
talli gli «Il ri po|ioli rhe avessero per lito- nitore Ottone I nelT anno 967 dona\a ad
farei SS. Simone e Giuda. un suo fedele con molti altri luoghi della
SIMONA (SASSO di) nella Val-diFo- Biatsa rerona (giurisdizione di Pie\e S.
fla ^ctff. Sasso di SmOHB, e SurriRo Co- Stefano) e nei distretti di Chiusi, della
mmuiiò. Sadia-Tedaìda e di f^erghereto. — /^e</.
SI?SAT1G0, o ASINATICO (PIAKO) nel- Mjssj Femonm,
b Voutagna ili Pittoja. — Fed. Auvatico 11 priore de'SS.Barlolommro e Giorgio a
(ISado). Sintigliano gode il |irÌTÌlegio di sedare fra i
SI9IGERNA, finmana in Val Tiberina. — canon irì della collegiata di Pic\r S. Stefnno.
^■B corto precipitoso d* acque che trae le La parrocchia di Sintigliano nel i833
■epiù alle sorf^i-nli dalla sommità del ifoji- noverava 1 00 ni. il.
teFarewto e da le {irndici orientali del J/o/i. SIRIGNANO, o SFRIGXANO in Val di-
Ir di P^nna sopra l'AlTemia. — Gitcsla Sitve.— f^ei/. Cautagho in Val-di*SieTe.
fisBan.-! prrmle il nome di Singerna an- SIRO (S.) a CASCIA nel Val-d*Arnu su-
rhe iananzi di arcnglicrc dal lato destro le periore. -^ l^s. che conserva il nome dell.1
aei|ur ifi 1 fosso Trite sta , il quale discende sua eh. |)arr. mi piviere di Cascia, Com.
dj I coni orni del monte di Chiusi casf-ntiu( se. Gtur. ecirca due migl. a o>tro-til>. di Reg-
]Vi|« di ciò \»Siagerna piegando di rirzione gello,Dioc. di Fiesole, Gonip. di Fin nze. —
^ acir. Il r«tro rasenta a seti, il poggio di f^ed. Cakcia (S. Siau a).
CipresT, «love riceve i copiosi Irìhuti che vi La jiarr. di S. Siro a Cascia nel i833
]««fODO dal lato di |ion. i due torrenti Cor- conlava 144 ahit.
iamcAim e Camnjano. Di là dopo aver co- SISTO ( S. ) ai. PINO nel VaI-d*Amo pi-
s^f^pMlo la liase del poggio di Caprese, di- sano. -* f^ec/. P>ko ( S. Siato ai.).
nv.^lto alla chiesa di Tilì, la Sint;enia di- SITFX:CHlO ( Sitìrhittm) fra la Va'-di-
venula fiumana riprende la prima direzione Morse e I.1 Viil-d*£lsa. — dst. |ienIulo dove
^ maestr. a scìr. l)agnando le falde delpog- fu una chiesa (S. Giovanni) nei |iossessi e
fello di Hocea-Cignata, fìnchc innanzi di distretto della [wrr. di S. Flora in fai di-
Hrivarv al colle di Monte-Doglio cotrslo 5rroi>e , oni di «Scorcia /?o, sul ronfine de I-
fsmo d* acqua dopo il cammino di circa iG Panliea Dioc. di Vulleint coiif|iie!l:i di Sie-
niglia perde il suo nome nel fi. Tevere. — n:i, .sicomie lo fu sui eonfìni giurisdiziimali
^*d. CApariE Comunità. dt'lkO>niiinit:'i di Monleriggioni con f|uelli
Sl?iTIGLlA\0 ( Sintilianum ) in Val- di Soueille e di C^isolc.
Tiberina. — Gas. con eh. prioria (SS. Bar- Il luogo di Silecehio siluido sul Monte
tafenmeo e Giorgio) nella G)m. Giiir. e Maggio do|)0 il sor. X apiiarlt-nevii ai iiohili
■«no migl. a grec. di Pieve S. Stefano, Dioc. Franz^si di Slaggìa e Slrove ; il qnnl vero
AS. Sepolcro, una ^olla di Citlà-di-Caslello, ap(>;iris<:e ilallc carte deirAhlMilia ili S. Sal-
C^np. dì Arezzo. vsitore alTIsol» liuiiite a quelle di S. Fu-
É |v«io in collina lungo la strada mulat- genio :il Munistero iieir.«Vrc/i. Dipi, Fior.
ticra lr;«cciata sulla distni del lorr. Colle- Fra le coirle |xrlanlo di detta Aldi.idi>'i ne
^j/ro per salire suirAp|ienn*uo ii|>|K.'lIalo citerò una del 4 giugno iitiS rog.iiii nel
il Pottgln della Zucca ^ ìli dove alle sehe |H)gpio di M.d-Bf>rgo, in cui si traila di una
iaprriori di castagni sofleutrano coltivazioni vendita alla Badi;i pienominala di iene che
dicamfrt r di vigne. i nobili di Sln«:gia p«i<s«'drvano da Collo a
Nel i3;a, a di 6 dicembiT, gli nomini Gistagnolo fìno a S. Giovanni di Siteccltio
•bl Comune di Sintigliano e di Cordo» ica in Monte-Maggio , ere.
dtl efjulailo aretino, e del viscontado di Anche una | terga mena della Riidia di P.is-
^erona^ stando in Cttlle-Franciano^ fecero signano delPanuo 1 1 5(> raninicnta il Cast.
maialalo in le»la di un sindaco, ailiuchc in di Siteccltio nel Icrrilorio sincsc.
410 SOAN SOAN
Mii Cloche importa iiMggìomenle è, die |mcìU piultotlo vmu, miiifalerebbe che
questo luo^ tìi Siterehio fu dichMinitu miI non ImiiIo poca ■llon eiter dnvefa In |m>-
coiifioe delta dioci si di Volterra da ona polatione di questo fiaete che ora a booa
bolla del Pont. Alessandro III del a3 aprile dirìtio può chi^inacii la ciUfa di Gcrraaid.
1179* — f^ed, VoLTEEBA , Diocni. Inoltre avvertirò, che Soana noti solo et-
SMILEA nella Valle dell' Ombrone pi- aere doveva florida al tempo degli Elnuchi
il^jese. — Villa signorile de* nobili Covoni e dei Romani, ma ancora sotto il doanio
di Firenie, il cui fabbricato ha l'aspetto di de* Longobardi, de'Carolingi e degli Olto-
un fortilizio coronato da beccatelli f d» mer- ni, siccome lo dimostra più che la Inditi»
li sulla strada provinciale Monialete^ alla ne la sua storia politica ed eocletiafllica.
•inistra della fiumana d* /tgliana e di con- Non risalirò ai tempi aniichiitimi, po&-
tro alPantico monastero disfallo di S, Sai- cbèsedi tintele città dell* Etmrìa con grM-
vatore in Agna nel po(x>lo , Om. e quui de parsimonia fu discorso dagli vrittorì dd
meno miglio a lev.-scir. della pie\edi Mon* Lilio, di questa di Stana fu dello lanlo pn-
tale, Giur. e Dioc. di Pisloja, Girap. di Fi* co da non ne saper quasi nulla innaori la
renie. -^ ^ed. Ausia nella Valle dcirOm» conquista che ne fece la Rep. di Roma« e
brune pistojese , e Mortali. solamente uno acriltore italiano vissuto nel
SOANA, SOVANA { Suona) nella Valle primo secolo deirEn Cristiana (C Plinio
delh Fiora. -^Cillà etrusca quasi deserta, il Tecrbio) lasciò scrìtto, cbc Soma fa nM
sebbene conservi con la cattedrale il titolo delle nomane coinnie,
dell'antica sua diocesi, mentre il vescovo Di alcuni monumenti sepolcrali , trovali
siede Della vicina Terr^ di Pitigliano, Kjam, nel 1843 nelle colline un màgi, e nean
di Sorano, da cui dista 4 niigl. a lil>., Giur. circa a maestro di Soana, fu btia meniiow
e tre migl. a mat»lro di Pitigliano, Gomp. nel Bulleltino dell* istituto di corrìspoodca-
di Grosseto. ta archeologica di Roma pel letlembre dtl
Risiede in una pianura eh* è 5oo br. su- 1843, dove lo scuopritore ingleie tig. Aia*
periore al livello del mare MeiJiterraneo so- sley dava la noiiiia di aver trovalo nei Ino*
pra uu terreno di tuia vulcanica solesitn prò- ghi denominati il Poggio Prisca^ la Gnim
inndaiueiile inlorno da due fossi, Cnltsino la Pola, la Poniana, o in quelle vicinane
e Piccioìana^ che poco Iun(!Ì da Soana si molti avanii di monumenti antichi, ch'^
nuotano a ponente nel fiume Fiora. gli non dubitò di cmlerìi sepolcreti etra»
Questa citrii già l'nrte |jer |>osiiione quasi sebi tagliati nel luPi; talché in quella sw
isoluti, (ter le sue mura, e |ier ta gente che lettera conclude: non essergli altrove neeorsa
]*abit.i\a; questa cillk che continuava a go- cotanta varietà quanto in Soana di sepolcfi
verna i-si con le pn^prie leg^i quando vi ar- scolpiti , su molli de' quali sono iscriiioni
rivaroiio i Lnngohanli; che |)er lunga età (suppongo etnische; di poche parole. « Ciò
fu nsideiiza ile' prciprj gaslaldi, de* vescovi » non pertanto ( termina il sig. Ains'ey)
e di una polente prosapia di Gontt; questa » non mi venne fiitto di scuoprire resto v^
città che nel Tesiate del 1240 fu cafiace di » nino di eirusche mura ».
lar fronte ad un esercito di Federigo II e D.1I primo al sesto secolo di G. C. ab^
a soslemre un :issfilio, è ridolta in cotanto biamo una lacuna insor montabile per li
misero sinto che la sua popoliizione nel manranci di scrittori toscani, e I.1 neceiiilè
18I3 non olire] lassai a 64 |)ei-sone. di legfeenie gli av\eniiiienti in istorici loro
Diceva a ra^iìoiK- il Santi, rlie I* ambilo nemici , o veneratori di Roma, i quali, dì*
considtnbile delle sue miiraje strade direi- ceva il Pìgiinlli, non ci danno mai a vederi
te e parallele, ltiii|;lie cìrra mezzo miglio e i |k>j)OIì Rlruschi sotto un beli' aspetto. OH
fi.'inclieg^iale ila numerose case, ora semidi- abitanti di varie città di quesLi provincii
rute, o alf.«Uo iTivìnale, gli avanzi del cas- avendo ottenuto l' onore della citladinana
sero, del |ialazz > df*siioi Guili e di un ac- romana a poro a poco ne presero l' imlole, i
ijMidotlo, tiiitociò m istrci-ehhe ahhaslanza coshimi ed i sentimenti. I>i quel lempo per>
uello scheletro stesso di Saina, rhe essa fu tanto le virende degli FJniKhi in generale
gi.indi' e r.i;;^uard«-«ole, quando l'istoria e e de'Soanesi in partiroLire si confomlono
Irf tradiiione non lo assiciinsscm. Al che con quelle di Roma, finclic dopo niinalo
aggiungasi qualmente la suacitteilrale, edi- il romano impero torna a sentirsi parlamli
fletta verso la mela del secolo XI, di una ca- Soaua governala con leggi proprie* ^ Te*
f
S O A N 8 0 A N 411
Éìmone di qunl* ultimo fallo è S. Grrgo- clonò ni Mniw di S. Pietro « pMlmuolopret-
m MafBO in una leltcn KritlB li io nuig- so Monleferdi quattro caie oiainmi« per ti-
po drlP/A^is. X (anno SgS) a Maurilio ni«ilio deiraninw sua, di quella del oonle
e Vitaliano comandanti un eiereìto de* greci Rodolfo e della coiileasa Erinr-ngarda di lui
id Latin. moglie, non che di Matilda e d* Imilda lì-
lleppare ho dati safficienlt per anicurare glie del conte Rodolfo prenominato.— (Aaca.
eke quel G. Ildebrando fmlello di Geremia Dipl. San.)
locofo di Lucca Bglio dell* abate Erìpran- A buon conto con qunt*atto sì irienea
^ feflir r autore (te* conti Aldobrandèschì, acuoprire un altro conte maremmano per
U^lo più che eglino non compariscono di nome Rodolfo che fu marito di una contessa
erigine iongobarda^ masi? vero dì i^gge sa- Ermengarda, e perciò diverso dal conte Ro-
Ub&^ siccnnie lo indicava una merobiana au- dolfo del coutsido roaellense che fu marito
tograCi del iriugno ti 14 citata airitfrl. Sax- della contessa Willa e padre del C. Ilde-
ffi-FioKA ( Voi. V. pig. 144); e netlampoco brando mondoaldo della madre nelPaono
dkò che e|Blino Jerivaascr da quel marchese 1007.^- ^ed, BAmA a Sfuoma, e Graosaaro.
I«iaberto marito della contena Ermcng.tr- Gontottociò ignoro ancora se il G. Ro-
da, il quale nel 973, stando nel suo i*astel dolfo marito d* Ermengarda era fratello di
ék VaUano presso Gampagnatico, oppignorò quel G. Gberenlo padre ilei G. Teudice del
per 10000 lire 45 corti e castelli con chiese territorio volterrano, ovvero di quel G. 11-
cbc f risedeva nei contadi di Ghiusi, Castro, debrando che trovammo nel 1 7 nov. del
TaaBanella, Soana, Rosei le, Popu Ionia, Par- 980, in Vignale di Maremma, per ricevere
ma, e Gavi nella Liguria; gioverebbe b nsì a livello dal vescovo di Lucca dieci case
afla Storia qualora si sapesse sotto qua I legge massarizie, o poderi di pertinenia della pi^
queir Oherto monduald«> della con- Te di Sovigliana in Val-di-Gascina.
Ervoenf^rda, slata moglie del predetto Ma per tornare alla dinastia dei conti di
l^mberto, il quale Oberto assistè Soana di casa Aldobrandesca, non starò a
al eontratto del 1 7 aprile 989 , allorché la rammentare il famoso Gard. lldebrandino
itoH vedoTS riacquistò dal prete Roppran- di Soana salito nel 1073 sulla cattedra di
ii prr le loooo lire le 45 corti oppigno- S. Piero col nome di Gregorio VII, mentre
Rie nel 973 dal Mamb. Lamberto stato di non mi è riescilo trovare il suo nome neil*
in marito. -—( AiGB. Din. Fioa. Corfe A- albero genealogico di quella prosapia; né
«lafiite). debbo qui ripetere quanto fu detto di essa
In tnlti i casi se i conti Aldobrandeschi tAVÀrt, Samta-Fioba , se non per nominare
£ Soana erano di ori^iae salica non dove- un vescovo di Soana, Viviano, che nel la
VMO aver che fare con il conte Gherardo del ottobre 1908, assistè in Soana nel palauo
eontado volterrano che fìi padre di un al- degli Aldobrandeschi al rogito del testamen-
Ira C. Gherardo signor del Gasici di Se- to dettalo da Ildebrando degli Aldobrande-
■ma prpSBo la Terra di Ghiusdino, toslocbè aedi conte Palatino, nel quale atto ai di-
qocsl'nUimo neiPatto di fondazione (anno chiarano eredi i diversi fìgli suoi, il primo.
iao4 ideila Biidia di Serena si dichiarava genito de* quali appellavaai come il padre
^tegge longobarda. Era questi probabiU lidebrandino, ehi: §i àìwK maggiore per di-
■mle frAlello di un altro G. Ildebrando che stìnguerlo da un altro fratello pupillo il quale
tovamnm rammentato in un istrumento ebbe nome di ildfhrandino minore.
bedieie del 17 nov. 980, rogato in Vi- Al conte lldebrandino padre spetta un
fsaie nella Vat-di-Gomia, ed in una mem- trattalo inedito esistente nell* Ard», Dipi»
kaaa «Jel «9 giug. 988 esistente nell* Arch. sanese^ coiiclnso nel 14 nov. dell'anno
Isrfbest-Bichi di Siena. T9o3, fra esso conte e la Rep. di Siena, ri-
%m debbo ommettere frattanto il nome di guardo allo stiihilire il prezzo e la quantità
«eoDle Rodolfo che visK nel principio del del sale che alla Rep. sfossa doveva ven;lere
■bdIoXÌ, probabilmente di origine salica, il dettu conte lldebrandino di Soma come
lictome lo fa dubitare una carta del dì 8 padrone di Grosseto e del suo distretto.
Himio toso scritta nel monastero di Mon- Questo doiuiroento frattanto servire po->
tneréi, con la quale donna Perìsinda chia- Irebbe a confermare che innanzi il laoJi i
naia Betizia figlia di Tursinglo di naùone conti Aldobr^mlearhi di So^na er^w^ in
hmkum , e pelò nvcnte a tegge saliem , guerra contro il Comune di Sienj seguaoe
409 SI6N SI6N
ftUo dal Gomuiìe di Firense nel i Sa? dopo bandonò il paese di Sigmi dofio «ferlo sit-
cbe il più aniico fu lagiielo de Casiruocio. ligialo e meaao a fuoco.
Il f|ual capitano aìdo dal 99 settembre del Di ootal distraiione, e della fiNrliScnione
i3a5 era tenuto eou la tua oste a Lecore e riedifìcauone dd castello e del ponle di
in sul oonlado di Firenie , e il d) sefruente Signa (ratta il Manui nelle sue osservatiooi
posa il qnartier generale nei colli di Signa. sopra il sigillo XIV del Voi. U de* SigUU
T'ftlchè i cavalieri e pedoni de^ Fiorentini amichi^ dove si dà copia di ua*iscniioiK
die erano costà per da^rt afforzare il castello, in pietra esistente tuttora sopra la porta dd
iieduta Toste» abbandonarono il paese e fu- castello medeùrao verso pon.» dalla qaak
ipno si mal consigliati cbe non tagliarono esce la strada che guida a S, Mimiaio a Si'
il ponte sopra TArno ecc. — ^ (G. Villaki ^ta. Vedesi al di sopra dì essa lo ilaiai
Crnaica Lib. /X. Cnp, 317). grande dei re Angioini di Napoli, a desln
E poi, soggiunge il Villani , a dì a8 feb- quello del Giglio fiorentino , ed alla sua n>
brajo il capitano lucchese, raccolta sua gente nistra Tarme spettante alla Pmri€ Gutijk,
fece ardere Signa e tagliare il ponte sopra L* iscrixione dice : Aaiio Domibi Moooun
FAmo , e abbindonò la Terra , dopo avere ma mabtis Taaai na Swva nasraDCTA mr
per dispetto de*Fiorentini fiitto battere costi rea CAtrauocniM ir Gnuaauuaoa sa Shba,
moneta piccola con T impronta delT Impe- bt naflii^aaTi àmmo aBAsamoàTA man uàth
ratore Ottone, e chìamaronsi quei denari bato iLLutrau Paiacipia DoHun anenu G&-
(Jasiruceini, — ( Cronica cit. Lib, IX, aou HnausALiii r Sicn.ijui Haoia pauaM»
c%». 338 e 339). Quindi TA. medesimo ag- ama, Duci» CALAaauc, ag aava ViGAanai-
giunge, {Lib. X. eap» 5.) « che nello stesso bssals, ct Domuii FiiOaaaTiABy rea — i— --
anno 1 3a6, a di 1 4 settembre fu ordinato Ma.mM Domimum FeoaaionnB na Taaaos (0
dai Fiorentini di riporre e di affinare tanto piuttotioTwoamaH}) arniis» FioaBamosaH.
Signa come Gaogalandi, e cos) fu fiitto; e Efislooo tuttora due porte castellane e gna
S gna fu munta con alte e forti torri ; ac- parte delle mura e delle torri che nel poggio
9 >rilaudo immunità e graxia a quei terrai- &cevano corona al castello di Signa » msai
Zani che vi fabbricassero le case ». — Ri- a prova nel 1397, quando la Signoria di Fi-
spelto a Gaogalandi {Lastra) fn ordinato renie, essendo per deliberare la gnena con-
dì r'porre il paese più d* appresso la pieve tro Giovanni Galeauo VÌMonti , la geati
di Signa, avvicinandosi, cioè, alT Amo d'armi che il Signore di Milano leBeva m
|iri>S8o il co;n> </e/ />oit/e omonimo. Siena, guidale dal conte Alberigo, fincro
Fecionsi i fossi, ma non si compiè allora una scorreria nel contado fiorentino fino a
ropem {ioc. cit,), — Che |»erahro le forti- Signa, intorno al di cui castello, df>po avsr
ficazioni intorno a Signa si ordinassero ap- dato il guasto alla Lastra, quelle truppe fi
pena aocadutii la battaglia delT Alto|)ascio, acramfMrono. Ma quantunque per daegio^
iodirhiara una prov\isione del 27 settembre ni lo coiubaitessrro, non iri froeio altro frirt>
1 3a5, con la quale i Dieci della Balla di to cbe di avervi lasciati molti morti ed 0a
Guerra diedero facoltà al monaco don Do- gran numero di feritL — ( Awami Sisr.
nato ed a fra Taddeo converso della Badia di JPior. Lib. XVi ).
Settimo, deputati dal Comune di Firenze al- AIT epoca della riedificazione M essici
k IbrtifìcazioDi del Castel di Cappiano, di di Signa deve riportarsi la ricostruaioncdd
spendere lire 1 100 di fiorini piccoli nelle ponte rotto da Gastniccio; e reputo che sia
Joriijicaiioni dei Casfelio e ponte di Signa, la figura di quel ponte con una torre salb
— - ( AacB. Dm.. Fioa. Carte di Cestello), testala destra circonilalo dai gigli Angioiai
Dondechè essendo corsi soli tre giorni dal- che servì poi di arme al Comune di Signa,
la piovvisione suddetta alT arrivo dell* oste siccome può vedersi nel sigillo illustralo dsl
lucchese in sui colli di Sigila, dovette man- Manni ed anche nella facciata della pievt^
care il tempo (ler mandare a effetto quella In quanto alia ehiesa di S. Maria al Qt
deliberazione, tostochè alla comparsa di Ca- stel di Signa, essa doveva esistere innanai il
straccio il presidio fiorentino abbandonò il mille, poiché sino dalTanno 977, cosM
castello di Signa senza neppure tagliare, co- dissi, dalla contessa Willa, madre dal ■a^
me dissi, il fionle sulT Arno. chese Ugo , fu donata alla Badìa fioratiai
Bensì ebbe cura di fare ciò il capitano una chiesa in detto castello ; la spiale doB^
nemico, allorché egli colle sue genti ab- zionc venne confermala al Mon.
SOàN SUAN 413
Hd eoo il Ilio dislidlo dovenc restare ia reggia eil un castello con raolte fortiikiiuo-
wiuie In ì iluc rami AldobraiicU-scbi. ni. — f^ed. Pitkìliaho,, al cui Art, fu ac-
loollre fumno esclusi da quelfatlo i ca- cenniita la simìc «Jc' colili Ordini di Sama
felli ddlr iioeeheite e di iScar/ì'io, n-stan- fuKi airalieuiiziuuL' della contea al Gramlu-
h però ouiiTeuulu di lare la divisione fra ci Ferdinsiud» I, iiit'diante contrailo del 9
kìerre^ caslellì ecc. cbi* tenevano in feu- giugno 1604, cunfcrinaloni'l 10 ottobre del
^ dair abJjale tlelle Tre Fontane. Final- 1606 dal conte fieri«>ld<) Oisini fratello del
■r«ttf.tnche i paesi della casa Aldobrunde- C. (àio. Antonio cessionario.
ma posii ad veaciivato di Volterra, com'è- Un fallo cbe non inferita di essere trala-
OBO BadtcnnJoti ^ BeIJorte ^ JHonte^re- sciato mi sembra quello di avere i Soanesi,
^oiif Moni^UMuidi t salano, *lowesMo ^o mciili*e erano vassalli de' conti Orsini, |>ro-
étak in oomuoe fn i due rami di conti. vcichIo iv I 4 settembre 1477 una delibera-
A dans linaluieute maggior validità al- zioue 1I.1 Ha Signoria di Firenze, |)er la quale
ristruiBento ili c«)tal divisione il conte 11- essi furono ammessi alla ciltadinania fìoren-
tiidiao tli Soaaa prometteva a quello lina.—- ( AacH. dille RiroiMAO. di Fibkmm),
A SbaU-Fior^ di ottenere fra due mesi ra|i- Ma la città di Soaiia che dava il nome ad
|R^asionr dal Pontefice allora rrgnante. un vasto territorio, e che conserva tuttora
Dopa colesi*atlo il conte Udebraudino di con la cattedrale il titolo al suo vescovato;
a diede facoltà a quello di S-mla-Fiora quella città che per molli secoli fu resiilenia
A •celliere a pi sicrre una delle due porzioni e rapitale della più |iotente dinastia marem*
che tutela con i |ialli e condizioni ivi de- mana, ilal secolo X II in [loi videsidi mano
KriKlr; sicrché quesl* ultimo conte scelse e ri- in mano abbandonala dai vescovi, ilal capi-
sce di sua |iarte, oltre i |iacsi sopri nomi- tolo, dai suoi principi «■ dai citladini che
■iIa, aoche la Tern di Magliano con gli familiarmente vi abilav.uio.
■tei castelli, ville, e li;ironie ec«;. nominate Gli storici s:iii«-si all'anno 1410 ci avvi-
■nenlo prcindicato. AIT incontro il sano irhe la loro Rq». essemlo in queiraiino
e di Sanlv-Kiora rinunziò e ccilè libe- in guerra col conte Bertoblo Orsini, una
te a (lurllo di Soaiia la Terra di Pian- mano tlelle sue masnaiU' sorprese la cillà di
naiu con molli altri paesi nelPistrii- Soana;r mrdianle la virtù, dice il Malevolti,
■rato di ilivisione designati. di un tale Antonio Querciola da Lticigiiano,
Già ali* Art, f3BBKTM.LO fìi avvisato, die montato sopra la ri|»a della città dove non
r«blMte delle TVi* Fontane lino dal i'jGq erano mura, e s<giiilito ila una {urie dell*
svcva invc-stile a titolo di lifudo il conte 11- esen:i lo, entrò in So.ma, sicché senz.iop|Hifi-
^ebrandiiio, drilo il Fosso, di Soaiia, del zioiie di alcuno la città e la vììcva slessa fu
i«aA. e giurisdiiione di Orbetello; la tjuale da quelle genlì pi*eslo acquistata.
■«mìlura fu \^ìì ii' 1 iaH6 rinnovala rr»n Accid-lraqucslo tempo ilfatto dellacam-
ls contessa Margherita di Soana tiglia unica |i;ma maggiore che da questa calledrale fu
^ erede del coiile lldebrandino pienomi- trasportala in Siena v collocata nel campa-
rlo. Cosi mìV Art, Sauta-Fioba fu detto, nile del Duomo, «love si conserva tullora
che la coatea Aldobrandesca toccali di (larte col vocalwlodella Satana, ConfiTma cotesto
sic lldebrandino figlio del C. Guglielmo vero una i»rta delT Arch. di qnell*OiK>ra
AS«aiu, alla sua morte, che arca<lde nel (N.* i3fji), riguardanle una SiTitlura ilei
1 1^4 «pervenne in tieni mente nel la ilella sua 141 1, con la quale Toiierajo drl Duomo di
tflia contrts.* Margherita, la quale si era Siena domandava la somma di fiorini aoo
Uifalaata vi conte Guido di Monforle. d*oro per le spese r,ct'orr«'iiti, oltre un nu-
[lb ■imi le connubio nacque una sola fem- mero di soMali, ad ougrtto di {Hilcre traspor-
■ina AiiasiMsia, la qual donzella esseiitlosi tare a Siena la della raiiipana senza impe-
■iriL«ta al conte Riimano di Gentile di Ber- dimenio delle genti ilei conte Hertoldo Orsi-
■•IfioOrsini [Xirtòin quella cas.i magnatizia ni e ili chiunque altn>; le ipiali domande
^> KiMfu tutta U contea di Soana. furono dalla Signoria pienaiiieiile acrordate.
Vrnuti i signori Orsini [ladroni dello sta- Che però la cillà di Soinia Imo d* allora
to .llilti|iraiii|rsi:«», abban<lotiarono |m>cu do- da molli ahil.inti inilì^irni loss** siala aldian-
1^ r aulica resilienza della t'iilà elrusi*u di donala lo dii hiirixa lo storico prenomina-
&Mn-i diteniita iiil'rìla fM-r malaria, e si sia- to, .illorchè ne av\isò, che i sindaci della
kbruuo in l'itigliano dove fabbricarono la città predetta con atto pubblico del 39 set-
▼. V. .Si
SIGN SIGN 105
Ctccia «la seti. » le? .-icir. ti dirìge da primo olio e vino iqaùiiti, mentre la pianura é
u lib. per il Fosso tìtale, col quaU cnUa ferUlisMoia in cereali, in mais , in legumi,
nella fuimana del fiiienzio, il di cui alveo in alberi di loppi ecc. ed in pasture, |ier
secundj tino al Ponte di S. Moro , pasiata cui il bettiame apeoialiiieole bovino coali-
la confluenza in esso del Fosso Macina/ite. tuisce uno dei rami più importanti di lu-
Ivi lascia a poa.-lib. il Bisenzio e V isola ero e di commercio attivo per i possidenti
de* Menai per dirigersi lungo la Fiaecia terrieri.
ueir Arno dirimpetto alia Comuaità della Anche le acque del Fosso Macinanie e
Lastra. quelle dell* Arno sono di un proiìito gior-
Molte strade rolabili fiinno capo al Ca* naliero, le prime ai mugnai di S. Moro, le
dello e Pieve di Signa , la maggior p;irte seconde ai navicellai di Signa.
delle quali veugono dal Ponte alt Asse Ma T agiatezza e la prosperità, ooosegiien-
sulla refìa pisio/ese e dalla strada inili- za dell* aumentata popolazione di Signa, dc-
tare di Barberino di XugeliOi quelle del- vesi alla celebrila dei suoi cappelli di pa-
ti ri|M sinistra dell* Arno passano tutte sul glia che lavorarousi iun««nzi che altrove con
Ponte di Signa, senza dire della strada re- grande maestrìa e solerzia dagli abitanti di
già pistoiese che per quasi tre miglia dirìm- questa e delle limitrofe' G>inuBÌtà.
petto a sett.-grec. rasenta il territorio di Fu il bolognese Domenico Michelacci il
questa Comunità. primo che intcodusse e che incominciò a
A fresi riducono i principali corsi d*ac- commerciare con Pesterò i cappelli di pa-
qua che lambiscono i confini comunìtativi glia di Signa , ossia di Firenze , di che là
«li Signa; a ostro l* Arno, a pou. 1* Ombro- palese una lapida posta sopra il di lui avello
ne, e a lev. il Bisenzio, il quale enlm nel nella chiesa |mrr. dì S. Miniata a Si(Kirf ,
territorio di Signa nell* ultima sua sezione dove egli fu sepolto» Essa sola può servire
e poco innanzi di vuotai-si nell* Arno presso di lume alla storia di una maniCattura che
il Ponte di Signa. formò la principale ricchessa di ootesta con-
fi terreno tÙ Signa spetta a due epoche inda. Eccone ìe parole:
diverse, quello dei colli di S. Minialo e del
Castel di Signa f^ parte dei poggi formati Hic jackt
di schislo marnoso e di calcare-comfMllo di DoMuncusSaRASTuausMicHiLÀociDaBoMOifiA,
tinta plumbtea , volgarmente appellalo co- Qui omniitm psimus causi&s Akulis vaiftuDir,
lomUinn, le quali due rocce proptigansi fino NovoQua istituto oOMMaacio palsis
costà del monte d* Artimiuo; mentre la sot- Sa Siunam naiTiiios ditavit
tostante pianura verso lev. è stata profonda- Anno D. MDCCXXXIX. tutio moiias au-
raente colmata dalle torbe dell* Arno, non gusti
che dal Fosso Reale e dal Fosso Staci- Pap viso aaaa Da aie Taaaa iiaano Dìum
naif/e che sltoccano entrambi nel Bisenùo rancàTa
presso il confine orientale di^la Comunità.
La aeaùone fra il Bisenzio e l* Arno chia- Se è vero che gli Olandesi innalzassero
mala tuttora isola de* Renaj devesi proba- una statua a colui che trovò il modo di coii-
bilmente aircilello delle colmate prodotte servare le aringhe per farne commercio al-
<lopo la piena del 1 333 e confinata per prov- Testerò, con più ragione i Siguesi avreb-
visione della Signoria di Firenze degli ii bero dovuto scolpire un mausoleo alla me-
<gosto i36i. -^{f^ed. sopra pag. 4oa). moria di Domenico Michelacci.
Li stessa cosa è accaduta nella pianura La Comunità di Signa mantiene una le-
scquitrìiios* rasente la stiada regia pisloje- vatrioe ed un maestro di scuola. Il giusdi-
*che conserva Tantica sua denominazione cenle, il cancelliere Coinunilativo e Tinge-
rli Palule, filiere del Circondiirio della Comunità di
Tutti i prodotti agrarj nrcessarj alla vita Signa risiedono in Campi; la conservazione
^ImuUiio nel territorio di Signa: le vili e delT Ifioteche ed il tribunale di prima L
^ ulivi cuoprouo i colli iulorno e danno stanza sono in Firenze.
v, V.
Sa
406
QUJIDRO dtUa Popola$ion€ della Comuair^t* oi Sìqbj
« CMfiw epoche di99rs9.
Homm
dei Luoghi
LecoreO
(Pieve di)
(GMtellodi)
(S. Miaialon)
(S. Moro ■) n
TiMo
delh Chi9i9
Popolazione
àMMo I Ano
1745 i8S3
S. Angelo io $• Bia-
gio ^ RettorU
S. Pieliu f idem
SS. Gio. BatiUU e Lo-
feoio. Pieve
S. Maria, Priorie
S. Minielo, Rettoria
S. Blauro, idem
TOTétt,M
Abit. if .•
HB. DaUo Parrocchie eomiraetegaaie eoa F asterisco C) ^^^^ »^
timi tre epoche eecivano fuori di questa Comunità • jihit. NP
BcsTéuo Abit. if .*
JW opposto nette aitiate tre epoche entravano dalle cure di 5. Cre-
sci a Campi odi S. Piero a Ponti nella Com, di Sigma . dhit,
TmMM A^. N.^
553
5169
4S5
5654
Amw
1840
9tft
400
t8i3
881
55a
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679
5438
Sab
5941
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9S0
4t3
i583
6074
Sai
55Ss
8048
SIGlf AffA a FRASSIIf ETÀ nel Val^Ar-
no caflenliDese. — Due Gm. nel pofiolo di
S. Egidio a Fnnineta, Gom. e circa tei
mìgl. a lett.raaest. di Chiusi del Cktentino
Giar. di Poppi, Dioc. e Gomp. di Arezzo.
Gotfvli due cavali del contado aretino ti
iottomisero al Gomune di Firenie per atto
del 16 genoajo i385 {stile comune)
Anche nel i34a con atto del 17 dicem-
bre gli nomini di Fmstineta e di Sigiiana
del contado d* Arezzo , vicinato di Campi
( totto Bibbiena ) elessero il loro sindaco
per inviarlo a Firenze a fiorare fedeltà al
principe Gualtieri Duca d* Atene nnovo si-
gnore delle città di Firenze, di Arezzo e
loro giurisdizioni. — ( Aaca. mua Rvoa-
HAoiORi m Fn. ) — Fed. Fiassuiita nei
Val-d'Amo casentìnese.
SIGNANO m GREVE nel Val.d*Amo
•otto Firenze. — Gas. con eh. parr. (S. Giu-
sto) filiale della metropolitana fiorentina,
nella Gom. di Legnaja, Giur. del Galluzzo,
Dioc. e Gomp. di Firenze.
Risiede in pianura fra la rifia sinistra del-
P Amo e la strada regia Livomme.
Se non vuoisi tener conto di an diplw
deirimp. Corrado Idei aa luglio io38i
£ivore della Badia fiorentina, in cui è nwr
mentalo un luogo di Segnano^ la primi
memoria della chiesa di S. Gioslo a Si-
gnano sarebbe quella riportata dal Laai
nei suoi monumenta Eeel. Fior, (pag» 9Ì)
sotto Tanno 1970, quando era rettore di
S. Giusto a Signano il prete Iacopo. — An-
che alla pag. 1 1 35 delPOpera citala trova*
lo stesso prete Iacopo rettore della ehicsa di
Signano nel numero de* parrochi , che etA
3 aprile del ia88 assisterono nella chic*
maggiore ad una riunione del clero fioicr
tino e dei parrochi della stessa diocesi.
Finalmente la eora di S. Giusto a Skptt
no fo registrata fra le snburbane della pieve
maggiore nel catalogo delle chiese della dio-
cesi fiorentina compilato nel giugno dd
1 199, al pari che nri cataloghi posteriori.
La parrocchia di S. Gioslo a Signano nd
i833 noverava «38 abìt.
SIGNANO m FAGNA in Valdi-Siete. -
Gas. con chiesa parr. (S. Clemente) nel pi-
viere di Fagna, Gom. Giur. e quasi Irtmi^
SILA STLA 407
rfia ;i setu di Scarperìa » Dioc. e Comp, di Soraggio eniTÌ on ponte dì materiale che
Fimae. una piena nel 1578 portò fiif rìfiitto di le-
Rbiede alle laide meridionali dell* Ap- gname nel i585.
pnaiao fra il fiogo dt Scarperìa e il mon- Da) parroco dì Sillano dipende il cappel-
Ip £ Gmlel -Goerrino , lopn ano sprona lano delle Copomie ili Sillano poste circa
càesleudesi luogo la ripa destra del torr. due miglia più in allo verso le geasaje di
£i«^flM^. ■ pon. della strada detta delirio» Soraggio sollo il giogo di quell* Appennino
l^éi Scmrprnm che conduce a Firrauola. chiamalo MVOfpedaleiio,
Golesta chiesa parrocchiale fino da) se- Nel distretto delle Gaf «a nne di Si Dannsra-
mio XII almeno era filiale della piere di turiscono le più alle sorgenti del Srrehi»
Fi^na , aiecome io dichiara il catalogo del che dicesi di Soraggio, così appellato dal
lagf <fi aopra citato. popolo di qnesto nome. -^ Al dire del Va-
Essendo es» per Tcoehieiia rovinata , fii lisnieri il Vili, di Sillano produsse alcuni
risMcata di pianta nel princìpio del secolo nomini chiarì in medicina, fra i qnali egli
XVUl a speie del Granduca CSosimo 111, per oonlara on Giovanni Latirenii ed on Gio«
mi fiso d' allora il sovrano della Toscana vanni Lemmi.
■ divenne il legittimo patrono. La Comunità di Sillano nel 1 83a con-
Ls parr. di S. Clemente a Signano nel tava 1901 ahit. repartiti come appresso :
|8J3 conlava laoahit. n , .. «... ^..^
5IGMAWO m FiVIZZANO in VaWi-Ma. ^-^opolodt Sellano, .. ..Abu. 496
^ ^ r«l. SoL«a4. !• - Capanne di salano n ,7,
SIG?IA?IO m VAGLIA in VaWi-Sieve. f* "* DalUiono » 169
- r^ P»Ta..M«aotA e V*ai:u. J' "" f" '^^''' " 2^^
SILAHÀ (ROOCA), o SlLLAtfO in Val- ^' ^ Soraggio ii_83o
diCrana. »- ^ed. Roocà Sn.A«À. Totaui .... Ahit. 1901
5ILAWO, o SILLANO mlla Gavaorawa
■Ha Valle superiore del Serchìo. ^ Vili. SILANO :CAPA^NE m). * rad. VArt,
va soprastanti mderì di nn castellai* e rhie- pr« cedente.
■ airpositura (S. Bartoloromro) capoluogo SILANO (PIEVE m) fra la Val-di-Pesa e
CGom. nella Giur. e circa 5 migl. a selt.- la Val-di -Crreve. -i- Pieve antichissima sotto
MHlr. di Ganiporgiano,Dioc.diMatsa-Dii- il (itolo di S. Pietro, nella Gom. Giur. e
Ciy,giì di Lvini-Sarxana, Due. di Modena, circa due migl. a pon. di Greve, Dioc. di
É posto sol fianco occidfoitaledHrAppen* Fiesole, Gorop. di Firenie.
sinoosaoniroo fra due torrenti, il primo Risiede sulla cresta de* poggi che sepa-
Squali appellato Serrhio di Soraggio nino Tacque della Greve da quelle della
nnde al ano lev., mentre passa al suo pon. Pesa , lungo la str«ida rolahile che da San-
iltorr. dei due casali di Dalli. Gasciano per Mercalale, Macerata e Silano
Cna delle più antiche rimembrarne di si unisce a Panzana alla regia Chiantigiana.
^Msio loogo di Sillano incontrasi in una Molte pergamene appartenute alla vicina
Olla deiry#rrA. Arriv. lacchcM de) genn. Badia di Pasaignano fanno commemorazione
79!. ciial.i alTi/rr. GAavAOMAVA. di questa pieve; la pih antica delle quali
Silano, o Stilano, fu una delle vii late del- scritta in Passignano, piviere di S. Pietro
h vicarìa di dmporgiano che nel i34o il a Silano, nel marzo cleiranno 884. A quel-
C>**a«ine di Firenze acqnistò dal March, la succedono altre carte del marzo 903, del
%Befta tfalaspina, ed al medesimo nello maggio 941, settembre 957, feblirafo 98$,
^«0 tempo rihariò con titolo d* investi- maggio 986, nov. 987, loglio 988, gen-
^^ lìendale. — Flr/I. Campoiouvo, dove fu najo 989, agosto 990, marzo 999, giugno
ia'KMto, che tutti i parsi di questa Vicaria 993, ottobre e novembre 990, per Irala-
li^niarono poco dopo sollo il dominio Lue- sciame mollr più scritte dopo il mille, nelle
^^«, finché nel 1 448 si die<lero volontaria- quali è fatta menzione della slessa chiesa sot-
otriìf ai marchesi d'Este di Ferrara. tomatrìce di S. Pietro a Silano.
Kfiiiono ancora netta parte superiore del La pieve di S. Pietro a Silano fu con-
l'ante di Sillano i fondamenti della sua an- fermata ai vescovi di Firsote dai Pontefici
iWi meca, detta il ea ftel laccio. '— Ut pre»- Pasquale II e Innocenzo 11 con bolle del
w «opra il ffiBO orientale del Serchìo di marao 100 3 e del novembre io34.
408 SILI SIMf
Està era «li antico pmlronatodeir illustre Nel i83a la parr. «li S. Hìooolò a Sili-
famiglia Ght'rartlini «li Fìrencr, citi è ritor-* cano «K>nlava 4*7 alni.
nalM |ier reniiDzia fatta dal patrono nllimo SILICO, o SILLIOO m Gabfaobaiia Dfl-
Maittlti. -« Fra i pievani «li Silano è noto la Valle superiore «lei Sercliio. -^ Vili, cao
quel Matteo di Franco della Badesstt , eli. parr. (S. Lorenzo), di cui fa parie aa-
ipeiLilingo del Bigallo e poeta iàceto, cbe nel che il popolo soppitmo di S. Jacopo a C'a-
149* fu canonico fiorentino assai commen- /va/c, nella Giro, e circa un niì|Elio e meno
dato dal Poliziano, e ben TÌsto «lalla sua a lev.-scir. del Im Terra di Pieve-Fosrian,
Rep., dalla quale ottenne per i5 anni Tu- Giur. di Castel-Nuoro, Dine, di MasM-Do-
safrutto de*biifmi di S. Giuliano presso Pisa, cale , testé di Lucca » Dnc. dì Modena.
La pieve di Silano ha sotto la sua giuri- È posto alla b.ise meridionale «Irli* ApTen-
sdisione quattro popoli, cioè; i."S. Maria ■ nino, \o1garmenle dello VAlpe «li S, Pel-
f^ieehio if aggio; 9.^ S. Maria a Bignana; UgrinOy lungo un fosso omonimo, cLe ba
3.^ S. Martino in frolle; 4.® S. Biagio a per confine a seìr. il popolo di CeMeroae^
Patsignano con 1* annesso di S. Andrea al a pon. quello della Pieve- Foteiana^ a irti.
Foggio a Pento, soppresso nel 1780. V Appennino, a lib. e oslro il fi. Sertkh.
La cun di S. Pietro a Silano nel i833 La eh. di S. Lorenzo a Siliro al pari 4i
contava soli 4 a abit. quella di S. Jaco|io a Capra/a trovasi no-
SILICAGNANA, SaiACÀViAHA, o SiaiGA- minala nella bolla dì Alessmdm III del
ovAMA DKLUi GASPAGMAnA nella Valle supe- 11 68 al pievano della Pieve-Poaciana , 106
riore del Serchio. — Vili, con chiesa pan*, anni innanzi che fossero riunite (annoi 374-)
(S. Martino^ nella Com. e circa un migl. 11 Altu:ilnienle la cappellania del Gm. «li
grec. di S. Romano, Giur. di Castel-Nuovo Capra/a è dedieata a S. Lucia.— »fVd. Ci-
di CarlagnanM , Dioc. dì Hassa-Du(»Ie , già peaja nella Valle del Serchio.
di Lucca, Due. di Modena. La ciim dì S. lion^nzo a Sìlico con l'an-
Trovasi in fioggio fra le radici delPAp» nesso diCapraja mi i83i contava 5oo sbit.
pennino di Cor fino, che ha al suo grec., Silpiccijìmo , o SohFictuno, — Pe4,
ed il fi. Serchio che scorre al suo pon.-lih. SuaaiAMO nel VaUPAmo casenlinese.
Fino dal 754 posseileva una corte in Se- SILVESTRI (MONTE). — i'ed. Mom-
raeaniana il pisano Walfredo , o il di lui Sn.vK8Tai.
cognato lucchese Gunduahio , assegnata «la SILVESTRO (S.) iixa CONVERTOJE
essi in «Iole con altri beni al Mon. di S. — Ped. Cohvutojb., e così degli altri Ino*
Pietro a PalMzzuolo in quell'anno stesso fon- ghi che hanno, o che ebbero, per rhirsi
dato presso Monteverili in Val-dì -Comia titolare S, Silvestro,
nella Maremma Massetana. SIMIGNANO, nella Valle superiorrdel-
La chiesa di S. Martino a Silicagnana TElsa. -* Cas. che fu castelletto, del quale
(^eracaimfia) è rammentata in una bolla conserva il nomìgnolo una eh. parr. (S.Bti-
dirella nel 1168 «lai Pont. Alessandro III gno) con T annesso dì S. Maria vkXaéiJi
al pievano della Pieve -Fosciana. — Ped, Montagna nt\ piviere di Molli, Gum. Giur.
PiBVB-FoaciAiiA. e quasi 5 migl. a pon. di Sovicille, Dior. di
La parr. di Silicagnana nel i83a contava Colle, e innanzi di quella di Volterra, GoBp.
3o5 abit. di Siena.
SILICANO , o SILLICANO m Gaiva- Risiede sul rovescio della Monlagnob «li
OSARA nella Valle supeiiore del Serchio. — Siena lungo la strada rotabile che guida
Vili, con eh. parr. (S. Niccolò) presso il ca- per Pieve a Scuola a G>lle b:isso.
sale di Filiea/a nella Com., Giur. e circa Fu Simìgnuno uno de* castelletti de*oo-
4 migl. a oslro-scir. di Camporgiano, Dioc. bili di Staggia, da alcuni de%)uali nel 116)
di Massa-Ducule , una volta di Lucca, Due. venne sottomesso ali» I\ep. ili Siena. —
di Modena. ( Aacn. Din.. F101., Carte di S, Eugenie.)
Tanto il Vili, di Silieano come il Cas. Un parroco dì questa chiesa scrìsse uas
di Fiìieaja sopra un poggio a pie della lettera a S. Caterina da Siena pubblirais
Pania Seren nelPAlpe Apuana. tra quelle del Padre Burlaroacchi. Il castella
Fu questa di Silieano una delle chiese di 5imi/?niiiio, demolito nel i3i6, afifar-
filiali della Pieve F«)sciana rammentata nel- ten^vn allora, al pari dell* altro di Kaii^
la bolla pontificia tlel 1168 Ielle indicata. Montagna^ alla làmiglia ma^iialiiia del
S I N T SITE 409
Pktìiu di Casolc. — Fed. Radi di Mokta- nome loro si rrcaisi* n Firenic |*rr pml^re
cji , e Magmo (S.) A SiMiGKAiio. ul Iirìiici()C Guallkri Dura (rAu*nt- {jìiiri*
La purr. di S. Mn^no a Siniignnno (?oo nirnlo dì fi-dcltà come tìgnorv generale di
fannesM) di Radi di Monlagna nel i833 Firenze e del tuo dominio. — (Aicn. Ditl.
c»dIj>« a 44 abitanti. Fior., Carte deirAreh. ^en.)
SIMONE (So A MONTERCHInelIa Val- Forse riferisce a questo luogo nieilesimo
le Tiberina f-^ed. UoKTuuai, e così di quella corie di Sitrignano {sic) che Plmfie-
^Hli gli nitrì po|ioli che avessero fier lilo- ratorc Ottone I nelT anno 967 donava ad
brc ì SS. Mnione e Giuda. un suo fedele con molli allri luo^jlii della
SIMONA (SASSO di) nella Val-diFo- Massa Verona (giurisdizione di Pie^e S.
^ia. — ^«tf.SASao DI SiMOm, e SnrriRO Co- Stefano ) e nei distretti di Chiusi ^ della
mamtò. Badia -Tedaida e di F'er gii ereto. — f'ei/.
SWATJGO. o ASINATIGO (PIATO) nel- M^ssj Pemonj,
b BlouUgna ili Pistoja, — Fed, Asikatico 11 priore de'SS.Bartolororoco e Giorgio n
\ PuDO ). Sintigliano gode il prÌTÌlegio di sedtrc fra i
SlNGERIf A, fiumana in Val Tiberina. — canoniri della collegiati di Pìe^ r S. Slefinio.
E Bn ccMso precipitoso d* acque che trae le La parrocchia di Sinligliano nel i833
wepiù alle sorg<-nlì dalla sommila del JKfon- noverava i on al>il.
te Fileno e da k pendici orientali del ^on- SIRIGNANO, o SFRIGXANO in Val di-
ff di Penna sopra T AWeraia. — Cotcsla Sitve.— ^et/. Cartacho in Val-di-Sieve.
fiaaan.-! prvmle il nome di Singerna an- SIRO (S.) a CASCIA nv\ Val-d\4rno su-
ri'c innanzi di accogliere dal lato destro le periore. — Ciis. che conserva il nome delb
•rtjne df.l fosso Triiesia , il quale discende sua eh. porr, nt'l piviere di Cascia, (>)m.
t34iconlorni del roonlediCliiusicaM-nliuise. Giur. e circa due migl. a oMlro-lib. «lì Rcg-
I^t« di ciò ìaSingerna piagando direzione gello, Dìih:. di Fiesole, Conip.di Firenze.-^
ék fcir. a fslro rasenta a selt. il poggio di f^ed. Cakia (S. Sia» a).
Ci{,resr, doTe riceve i copiosi trìbuli che vi La purr. di S. Siro a Cascia nel i833
ITtano dal lato di |ion. i due torrenti Car- contava 144 abit.
hmehim e Camajano. Di là dopo aver co- SISTO ( S.) al P1^'0 nel Val irArno pi.
t'<?giato la liase del poggio di Caprese, di- Siino. — Ved. P>ko ( S. Sisto al).
riB^irlto alla chiesa di Tiiì, la Sinperna di- SlTFCCHlO { Sitichitim) Ira la Va'-di-
muia fiumana riprende la prima direzione Morse e la VulMrElsa. — Gist. {jenlulo dove
^maeslr. a scie, bagnando le falde del pog- fu una chirsa (S. Giovanni) nei |)OSsessi e
fello dì Rocca-C ignota^ finché innanzi di distretto della fiarr. di S. Flora in fai di-
«rìiare al colle di Monte-Doglio cotesto «S/rrnv , oni di •Scnr^tn/io, sul Cfinfine ilrl-
nno d'acqua dopo il cammino di circa 16 1* antica Dioc. di Volici ni con quella di Sie-
■iglia perde il suo nome nel fi. Tevere. — n:i, siccome lo fu sui confini giurisdizionali
^ed, Capkfsc Comunità. delle Conninità «li Montensgioni con quelli
SINTIGLIANO ( Sintiìianum ) in Val- di Souiille e di Gisole.
Tif*erìna. — Gas. con eh. prioria (SS. B;ir- 11 luo<;o di Sitecchio situido sul Monte
lolnminco e Giorgio) nella Com. Giur. e Maggio dopo il sec. X ap^iiitlfurva ai nobili
ik<zzoniigl. a grec. di pieve S. Stefano, Dioc. Franzesi di Staggia r Slrr»ve; il qii.il vero
JiS. Sepolcro, una volta di Cillà-di-Gislello, apfKirisee dalle carte dcirAbba'lia di S. Sal-
CiDp. di Arezzo. vatore alT Isola tinnite a quelle di S. Ku-
É \f^\o in collina lungo la strada mulat- genio al Miinistero wvWJrch. Dipi. Fior,
tiera Inicciala sulla distra del torr. Colle- Fra locarle pertanto di <letla Aldi.idi.i ne
destro ^n-r svilire suirApfienu'iio iippcllalo citerò una del 4 giu<;no 11C8 rog.ita nel
il Poegìn delia Zucca ^ là dove alle srhe [ingHio dì M,d*Bori:o, in cui si Irall.i di una
SQp^riori di castagni sotlentmno coltivazioni vendila alla Badi.i preiiomin.il.i di iene che
^ Cd DI pi r di vigne. i nobili di Sta<:gia possedevano da (^>lle a
N*-l 1343, a «iì 6 dicembre, gli uomini Cistagnolo fino a S. Giovanni di Sitecchio
'H Comune di Sintigliano v di Cordunica in Moni e- Maggio , ecc.
•kl contailo aretino, e del viscontado di Anche una pergamena della Badia di Pas-
Veroaa. si'dnfìo in Colle- Fra nciano^kcefo signano deiranno 1 1 50 raninunla il Catt.
nundalo in testa di un sindaco, aifiuchc iu di Sitecchio nel territorio siucsc.
410 SOAN SOAN
Mii dò che importsi niifrgioniiente è, che picili piultoHo Tuta, rnifiifalefebbe cbe
questo luogo di Sitecehio l'u dichìanitu aul non tanto poca allon esier ilofeta la piv
ooiiAdc della dioc« si di Volterra da una polaiione di questo |mcie che ora a biioa
bolla del Pont. Alessandro III del 93 aprile diritto può chi^mani la città di Gerraaìa.
1179. — ^ed. VoLTPjuiA , DiocBsi. Inoltre aTTfrlirò, che Soana non solo «-
SMILEA nella Valle dell' Ombrone pi- lere «loveTa florida al tempo degli ElnMchi
sl'ijese Villa signorile de* nobili Gofoni e dei Romani, ma ancora sotto il dom dm
di Firenxe, il cui fabbricato ha 1* aspetto di de* Longobardi, de*Carolingi e degli Olio-
un fortilizio coronato da beccatelli e da roer- ni, sircome lo dimostra più che la tradir-
li sulla strada provinciale Montaiese^ alla ne la sua storia politica ed eDcleiiaslica.
sinistra della fiumana d* jé gitana e di con- Non risalirò ai tempi anticbissimi,
tro air antico monastero disfatto di S. Sai- che sedi tulle le città dell* Et rnria con (^
fiatare in jégna nel pofiolo , Om. e quui de parsimonia fu discorso dagli scrittori M
meno miglio a lev.-scir. della pie«edi Mon- Laiio, di questa di &iana fu detto tanto p»*
tale, Giur. e Dioc. di Pisloja, Gorop. di Pi- co da non ne saper quasi nulla innaoti In
ri-nze. --- ^ed. Ausia nella Valle deirOm- conquista che ne fece la Rrp. di Roma, t
broue pislojese , e MuaTALs. solamente uno scrittore italiano vissuto mI
SOANA, SOVANA {Suona) nella Valle primo sfcolo dell* Era Cristiam fC Plinto
de!U Fiora. ^Citlà rtrusca quasi deserta, il Terrbio) lasciò scritto, che Soana fa nai
Sibl»cne consterai con la cattedrale il titolo delle romana eolanie,
dell* antica sua diocesi, mentre il vescovo Di alcuni monumenti sepolcrali , trovali
sii^e nella vicina Terra di Pitigliano, t4»m. nel 1843 nelle colline un migl. e men»
di Sorano, da cui dista 4 migl. a lib., Giur. circa a maestro di Soana, fu fatta meniiottl
e tre migl. a iuae»tro di Pitigliano, Gomp. nel Bullettino dell* istituto di corrìspoodco-
Ji Grosseto. la arclieidoglca di Roma pel setlembfv iM
Risiede in una pianura eh* è 5oo br. su- 1843, dove lo scuofiritore inglese sig. Aia*
perìorc al livello del mare Moliterraneo so- sley «lava la noiiiia di aver trovato nei Iva»
pra un tcrren» di tuia vulcanici solcato firo- gbi denominati il Poggio Prisca^ la Graf*
ìrnidaiueiite inlorim da due fossi, Cniesino ta Paia, la Poniana, o in quelle vicinaaat
e Pieciolana^ che poco lun^fi da Soana ti molli avanxì di monumenti antichi, vh*a»
vuotano a ponente nel fiume Fiora. gli non dubitò di crederli sepolcreti etnt*
Questa cittj già torte |jer imiitìone quasi schi tagliati nel tufo; talché in quella bmb
is«»l.«l.i, |ier le sue mura, e |ier la gnitr che lettera conclude: non essergli altmve«tcmr«B
]*abil.iva; quesla città che continuava a go. cotanta varietà quanto in Soana di Srpolcffi
veriiani con le pniprie leg(j[i quando vi ar- scolpiti, su molli de* quali sono iscriiioai
rigarono i L^ngobanli; chi* |ier lunga età (supfiongo eirusche; di |iot*he ftamle. « Ciò
fu rtjideiiza «le* proprj gaslaldi, de* vescovi » non pertanto ( termina il sig. Aìnt*rf}
e t]i mia polente prosapia di Conti ; questa a non mi venne (atto di scuoprire resto !»•
città che neli*rsl:ite del 1*40 fu ca|iace di » nino di eirusrhe mura ■.
lar fronte ad un «'S«'rcilo di Federigo II e D.1I primo al sesto mtoIo di G. C. a^
a soslcmre un :iss(ilio, è rìilfilta in cotanto biamo una lacuna insormontabile per In
misero sLitu clic la aiia popolixinne nel manranx-i di scrittori toscani, e U neeettilè
1HI3 non ollre|>;is«i%a 64 fiersone. di leg«;enie gli av%c'ninienti in istorici loro
Diceva a ra^jioiif il Santi, rlie 1* ambilo nemici, o vrneiatnri di Roma, i quali, et*
CDiiMdLribìlc delle sue mura Je strade diiiet- ceva il Pignoni, non ci danno mai a vi
te e [Mi-alicle, Iniiglie circa niezin mìglio e i |io[iolì Kiruschi sotto un beli* aspetto,
iiancheg^iiitc da numerose c-ise, ora seniidi- abitanti di varie città di qiiest.i provìi
rute, o alfallo ruvinalc, gli avanzi del cas- aveu'lo ottenuto 1* onore della cittadinanM
aero, del |ialaz£ • dc*sufit Otuti e di un ac^ romana a poro a poco ne presero 1* indole* I
q'iidolio, tiii|(K'i«> m )stn*rehlir aldiMStanza costumi ed ì sentimenti. IXi quel temfai pe^
nello scheletro «icsii» ili Sama, che essa fu tanto le vii'cnde degli Etnischi in generale
gi.indi' e r.i<:^u.irdi \oIe, quando 1* istoria e e de'Soanesi in particolire si confondono
li» tradiiione non lo assicurassero. AL che con quelle di Roma, finché dopo ruinalo
aggiiiiigrisi qualnH*nte la suacatteilnle, edi* il romano impero titma a mentirsi {wirlaerdi
fic.ita verso la metà del secolo U, di una ci- Suaua fovemala eoo leggi proprie. — Ti-
S O A N 8 0 A N 411
riittonr di quett* ultimo fatto è S. Grrgo- clonò ni Mniw di S. Pietro « Piilatiiiolopret-
rio Magno in una lettera lerìtia lì io mag- ao Monteferdi quattro caaemuiaamie per ri-
gio deir indi*, X (auno SgS) a Mnorìiio medio delP anima Mia, di quella del ooule
e VìtaluDO comandaoti uo «eretto de* greci Roilollb e della coiiteasa Erinf-n^sarda dì lui
•ci Lnio. moglie, non che di Matilria e d* Imilda fi-
?(c|ipare ho dati safficìeoti per asicurare glie del conte Ro<lolfo prenominato.— (AacM.
che quel C Ildebraiido fratello di Geremia Dipl. Saw.)
vcKOTo di Locca figlio dell* abate Erìpran- A buon conio con quest* atto sì Tiene •
^feae r autore die* conti Aldobrandeschi, icuoprire un altro conte maremmano per
iMlo pìb che eglino non compariscono di nome Rodolfo che fu marito di una contessa
enfine ìongohorda^ masivvero di 1^$$^ sa. Ermengarda, e perciò diverso dal conte Ro-
fieiK, siccome lo indicava una membrana au- dolfo del contado roaellense che fu marito
iBgnCi del giu|nno ti 14 citata airitfrl. Sam- della contessa Willa e padre del C. Ilde-
n-FmKA (Voi. V. pig. 144); e neltampoco brando mondualdo della madre nell'anno
firè die eglino derÌTasscr da quel marchese 1 007. >~ f^eri. B^mÀ a Sfugha, e Gbossbto.
Uaberto marito della contessa Ermcng^r- Gontullocìò ignoro ancora se il G. Ro-
^ il quale nel 973, stando nel suo i*astel dolfo marito d* Ermengarda era fratello di
£ Vi'ìano premo Caropagnatico, oppignorò quel C. Gberanlo padre del G. Teudice del
fcr 10000 lire 45 corti e castelli con chiese territorio volterrano , ovvero di quel G. 11-
dke [fomedeva nei contadi di Chiusi, Castro, debrando che trovammo nei 1 7 nov. del
T«Kanc1b« Soana, Roselle, Pòpiilonia, Par- 980, in Vignale di Maremma , per ricevere
B, e Gbvì nella Liguria; gioverebbe b nsì a livello dal vescovo di Lucca dieci caso
aih Aorio qualora si sapesse sotto qnal legge massarizie, o poderi di pertinenia della pi^
fi«cva qoell* Oherto mondualdo della con- ve di Sovigliana in Val-di-Cascìna.
IBM Ermcngiirda, slata moglie del predetto Ma per tornare alla dinastia dei conti di
■uchetc liiinherto, il quale Olierto assistè Soana di casa Atdobrandesca, non starò a
domtratto del 17 aprile 989, allorché la rammentare il famoso Caid. Ildebrandino
tfns vedova riacquistò dal prete Roppran- di Soana salito nel 1073 sulla cattedra di
4 per le toooo lire le 45 corti oppigno- S. Piero col nome di Gregorio VII, mentre
Mi nel 973 dal Mamh. Lamberto stato di non mi è riescilo trovare il suo nome neli*
ki ssarito. — - ( Abqì. Dipl. Fioa. Corfe A- albero genealogico di quella prosapia; né
■/ctioe}. debbo qui ripetere quanto fu detto di easa
la tutti i casi se i conti Aldobrandeschì wWJrt. SAaTA-FioaA , se non per nominare
I Soana enino dì origine saìiea non dove- un vescovo di Soana , Viviano, che nel 23
naoaver che fare con il conte Gherardo del ottobre 1908, assistè in Soana nel palauo
OBBlado volterrano che fn padre di un al- degli Aldobrandeschì al rogito del testamen-
to C. Gherardo signor del Castel di Se- to dettato da Ildebrando degli Aldobrande-
ma nrrsao la Terra di Chiusdino, tostochè sedi conte Palatino, nel quale atto si di-
facst* nltimo neH'allo di fondazione (anno chiarano eredi i diversi fìgli suoi, il primo-
1004 ) della B<idia di Serena sì dichiarava genito de* quali appellavasi come il padre
aUgfe longobarda. Era questi probabiU //fleòrainliiio, che si disse maggiore per di-
wate fratello di un altro C. Ildebrando che stinguerlo ila un altro fratello pupillo il quale
trovammo rammentalo in un istruraento ebbe nome di Udehrandino minore.
laechoe del 17 nov. 980, rogato in Vi- Al conte Ildebrandino padre spetta un
faale nella Val-dì«Comia, ed in una mem- trattato inedito esistente nell* Ardi. Dipl,
brasa del a 9 giog. 988 esistente nel r Arch. Sftnese, concluso nel 14 nov. dell'anno
fcfgfacJt^Bìchi di Siena. Tao3, fra esso conte e la Rep. di Siena, ri-
3I00 debbo nmmettere frattanto il nome dì guardo allo stabilire il prezzo e la quantità
■leonle Rodolfo che vise nel principio del del sale che alla Rep. stessa doveva vendere
seenlo XI, probabilmente di origine ralicOy il detiu conte Ildebrandino di Soana rome
skcmoe lo fia dubitare una carta del dì 8 pa<frr>ne di Grosseto e del suo distretto.
fiph(>raio to^o scritta nel monastero di Mon- Qttesto documento frattanto servire po-
Irverdi, con la quale donna Perisinda chia- Irebbe a confermare che innanzi il iao3 i
mala Belìzia figlia di Turainglo di nazione ronti Aldobr;«n<le9rhi ili Soana erano in
ftamcem , e pcfò TÌTente a itgge saiiem , guen'a contro il Comune di $icn.i seguaoe
4ta SOAN SOAN
ilei |Mrtilo ghibellino, mctilre <lopo detto à\U preteau Ji DfeivitlfcscovoiliSoaiMpili
anno quei signori si unirono alla parte ght- altri nubili kestimuni. GouqueirUtrumenta
bellina, o imperiale, nella quale dovettero il conte lldebrandiuo del fu C. Bonifinin *ii
conservarsi nel omaggio dell* anno laai , SjiiLi.Fion da unn parte ed il conte IMr-
quandn cioè il conte lldebrandiuo maggiore brandino del fu C. Guglielmo di Soana djU
ottenne d^ill' Imp. Federigo II un ampio pri- i' altra |Nirte , veom-ro alla divisione dd
vilegio s[jeditogli da Messina. [laesi e feudi del contado Aldobraodesco ud
Arrogo a ciò una lega stabilita nel a ot- modo seguente:
tobre di detto anno fra il G>mune di Siena Dj uuìi parte fu assegnato al conte ll(J^
ed t conti Aldobrandeschi di Soma , per brandino di Soan» la città di questo non»,
aiutarsi recìprocamente nelle guerre che fos- i castelli, abitanti , distretti e leiurisiliiioui
•ero per insor^^re contro di loro, salvo il di Pitigliano ^ Orbttello^ Àarsiliana,
Papa, 1* Imperatore ed il Comune di Pi- Sorano ^ e f^itono. IXiir altra parte fuitiao
sa. — ( AacR. Dcplom. SAviaa T. II Mie destinati pel conte Udebramlino di Sjola-
Pergmmene !f.^ 147 e 148.) Fiora i castelli di Santa Fiora ^ Areiiop-
Quali (bfwro allora i feudatari soggetti xo, Sel^na, Roecastra'ia^ Cumpagaaiieo,
ai conti Aldobrandeschi di Soana lo dimo- Castiglion tPOrcia con i loro distretti ccr.»
slraildipbraa imperiale del laai, col qua- oltre la poiiioue del Cist. e curia di JTmi-
le Federigo II, dopo aver confermato ai conti te- Massi spettante agli Aldobrandeschi, nl-
Aldobrandescbi la città di Grosseto, ricr>- vo il diritto sull* Argentiera di Sel^tae
nosceva come subfeudatari dei conti mede- che il coule di Soana doveva percepirne la
timi i nobili di casa ParmiechiescIU^ i fra- metà insieme col conte di Santa-Fiora.
felli di Falcoruse^ i signori di S'tssoforte, Inoltre furono comprese in «letta divisio-
Manto di Grosseto ed i conti €r/urarJe- ne molti altri luoghi, sui quali i conti Al-
echi figli di Gherardo da Fignaìe^ il conte dobramleschi pretendevano avere dell* n-
lugbinroo da Biserno, Guido Visconte si- gioni. Tali erano Pia/i-Caf/a^ita/o, Aspre-
gnore di Monialto, Ugolino figlio ilei Vi- tulo^ Boeeno, Cauei di Marciooo^ Proee-
seonte di Campi glia, il conte Bonifazio di no, Castel del Piano^ oltre gli affitti di
Cibiteli a deir Ar Ung/iesea con tutti di PtUentino, Monte Pinsutoii^ Catti gUmt'
sua casa; Panfollin di Colle y Gregorio di cello, StUarn'a^ Palmula, Ginestra, Moa-
SanGimignano ; Cacdaconte e fratelli dei- tiano , Jfonfe-Pescali , Sui^reto^ Giaamt'
la Sein tenga ) Rainaldo di Colle e tutti di tri e Castel d* Argentaro ( salvo il diritto
sua fimiiilia, i Visdomini di Massa ^ Ma- della contessa di Orbetello loro madre) gli
nello de* Scolari (per Batignano) cun i di affini di Giuncar i co ^ Tricosto, Capalbio,
lui fritelli ; Bernardino di Magliano ed al- Montnato^ Scansano^ e Sassoforte; i dirìtli
tri, i quali tutti in quel diploma sono chia* che aW Aiiiolirandeschi avevano in Perrte,
mali fedeli delP imperatore e del Conte in Boccalbegna ^ ia Calegiano^ in Tatti,
■iUebraniinn di Soana e possessori di feudi R^y^i, Cagntno^ Pietra Rossa , sulle torri
che riconoscevano dal conte di Soana e dai di Monte Torliam con Moscona; gli alfitli
suoi predecessori, ecc. (Thchia e ili Rostile^ i diritti sopra C'iife/
Dallo stiss ) conte Ildebraudìno maggio- Marino nel Giglio, s(*pra Scerpenna^ Man-
re nacquero i <liir fratelli Guglielmo e Bo- cia/10, Cinigiann, Cana^ Triana^ Stribit-
nifazio, genitori di due altri oinli per nome gliano, Ansedoaia, Pietra, Batignano,
similmf'ntc lldi'hramliuo, i quali furono au- Stertigliano, Grrfalco, Castro, Monte-Me-
tori di due contee separate; cioè, dal conte rano. Sala, Moattpetrtlla, ecc. con tutte
Guglielmo siiiMolto un lldebrandiuo che le corti e gius|»ailn>nati delle chiese in quel-
fu stipite della branca ili Soana, e dal fra- le curie cciiupreso, oltre il diritto del pedag-
telfo Bonifazio un altro conte lldebrandiuo gio, de' pascoli, ecc.
che divenne aut>)re della branca dì Santa- La qual divisione fra i conti Aldobno-
Fiora. deschi di Soana e quelli di Santa-Fiora r^
Neir Aim:k. Dipi.. San. T. X. delle Per- sto conclusa nel modo seguente:
gam^nr {S.^ gaij) si conserva I'hIIo aulcn- « Che per tulle le Terre poste alla drsin
litro ili divisione nigato nel dì 1 1 dicembre cai di qua del tiumc Oiuhrone fosse tenuto
1274 pn>s<i> il castellare di Montecuccoli il conte di Soana a dividerle con 1* altro di
d^l notiro Pelistro di Graziano d*Orbetellu, Sauta-Fiora , e che anche la città di Grof-
SOAN SOAN 413
ido eoo il fuo distrano dovcfse restora io reggia ed uo CMleUo eoo molte fortiÌìcnÌQ-|
oomune fn i «lue rami Aldobrandescbi. oi. — f^ed. Pitioluko,, h1 cui Art, fu w>
Inoltre (urono esclusi da queir itilo i ca- cennatu la seiie de* conti Oniui di Soìiq^
stelli delle Bocchette e di 5car/«rio, rt^lao- fino airalieuHziuue della coolea al Graudu-,
do però convenuto di fare la divisione fra ca Ferdinando 1, mediante contralto del g^
le lerre, castelli ecc. che tenevano in feu- giugno 1604, confermalo nel lootlobredel
do dair abbate delle Tre Fontane. Final- 1606 dal conte Bertoldo Orsini fralellodel
mente anche i paesi della casa Aldobrande- G. Gio. Antonio cessionario,
•ca posti nel vescovato di Volterra, com*e- Un fatto che oon merita di essere trala*
nno BadicondoU^ Beìjorte <, Monte-^MC' sciato mi sembra quello di avere i Soanesi,
mo/i, Monte'-Guidi e SiilanOf *ìofesttno go menlre erano Tassalli de' conti Orsini, pro-
dersi in comune fra i due rami di conti. Tocato ni-1 4 settembre 1477 una delibera-
À dare Hnalmente maggior validità al- xione da Ila Signoria di Firenze, perlaquale
ristrumeulo di colai divisione il conte lU essi furono ammessi alla cittiidinania fioreo-
debraiidino di Soana prometteva a quello lioii.— •( Amca. dili.b RiroaMAO. diFiremm),
di SanU-Fiora di ottenere fra due mesi Tap- Ma la città di Soaua che dava il nome m\
pfovazione dal PonteAce allora regnante. un vasto territorio, e che conserva tuttora
Dopocotesfattoil conte Udebrandino di con la cattedrale il titolo al suo vescovato^
Soaoii diede iMColtà a quello di Santa-Fiora quella città che per molti secoli (u resideoia
di scegliere a piacere una delle due porzioni e capitale della piìi fiolente dinastia marem*
che voleva con i patti e coadizioni ivi de* mana, dal secolo X II in poi videsidi mano
scritte; sicché qneil* ultimo conte «oelse e ri- in mano abbandonala dui vescovi, dal capi-
oevè di sua parte, oltre i paesi sopra nomi- tolo, dai suoi principi e dai cittadini che
nati, anche la Terra dì Magliano con gli fitmiliarroenle vi abitavano,
altri castelli, ville, e baronie ecc. nominate Gli storici sniesi all'anno 1410 ci avvi*
neirislrumenlo preindicato. Ali* incontro il sano che la loro Eep. essendo in quelPMiino
coule di SaQt>i-Fiora rinunziò e cede libe- in guerra col conle Bertoldo Orsini, una
nimente a quello dì Soana la Terra di Pian- mano delle sue masnade sorprese la città di
GiliUguaju con molli altri paesi nelTislru* Soana; e mediante la virtù, dice il Malevoitt,
mento di «iivisione designati. di un tale Antonio Querciola da Lucignano^
Già ali* /irt. Obktu.i.0 fu avvitato, che montato sopra la ripa della città ilove noa
Tiibbale delle 7Vi' Fontane fino dal 1269 erano mura, e seguitilo da iiiui |Mrle dell'
aveva investito a titolo di feudo il conte 11- esercito, entrò in Soana, sicché senza opposi-
debrandino, detto il Botso^ di Soaua, del zione di alcuno la città e la rocca stessa fu
^>ast. e giurisdizione di Orbelello; )a quale da quelle genti presto acquislaU.
investitura fu poi h«1 ia86 rinnovata con Accadde a questo tempo il fiitlo della cam^
la contessa Margherita di Soaoa figlia unica pana maggiore che da questa cattedrale f«
^ erede del conte lldebrandioo prenomi- trasportata in Siena e collocata nel campa-
ixto. Così air>^r/. Saita-Fioiu fu detto, oile del Duomo, dove si conserva tultom
che la contea Aldobrandesca toccata di parte col vocabolo della Satana. Conferma cotesto
aie. Udebrandino figlio del C Guglielmo vero una carta dell* Arch. di quelP Opera
di Soana, alla sua morte, che accadde oel (N.* i3gt), riguardante una scrittura del
1184, pervenne intieramente nella della sua 141 1, con la quale l'operajo del Duomo di
figlia contessa Margherita, la quale si era Siena domandava la somma di fiorini aoo
impalmata »l conte Guido di Monforte. d*oro per le spese occorrenti, oltre un nu-
O» simile connubio nacque una sola fem- mero di soldati, ad oggetto di potere tras}>or-
mina Anastasia, la qual donzella essendosi tare a Siena la detta campana senza impe-
marìuta al conle Romano di Gentile di Ber- di mento del le genti del coule Bertoldo Orsi-
loldo Oisini portò in quella casa magnatizia ni e di chiunque altro; le quali domande
di Homa tutta la contea di Soana. furono dalla Signorìa pienamente accordate.
Venuti i signori Orsini padroni dello sta- Che però la città di Soana fino d' allora
lo Ahlubrandesco, abbandonarono poco do- da multi abitanti indigeni fosse stata abhan-
po l'antica residenza della città etnisca di donata lo dichiarava lo storico prenomina-
Soana divenuta infetta per malaria, e si sia- lo, allorché ne av\isò, che i sindaci della
bilirouo in Pitigliaao dove fabbricarono la città pretletla con atto pubblico del %^ set-
V. ▼. 53
414 SOAN SOAN
lembre 1414 •ollomisiro al Comune «liSie- riale; talché la Sif^norla «li Siena totlo ili
Ila i |HM:iii uomini rettali in Soaoa, pi-r cui 3o lUiiggio driramio i54a «crisse al mo
f rrggiluri del Cuuiune, s^jernmio i-i|Mrarfr a archiletlo Anlouio Maria Lari, ineulrc lUfa
culaiilo danno , concederono a chi tornava in Orbetello, allineile si rt-caswì a Soana aj
ad a bi lare in S^uina |iriviltgj ed eseniioni esaminare col gunfalunicre della cillà lo M»
|M;r i5 annidai pubblici a{:gra%j, oltre Tini- to decadente della sua rocca, ed inlormasM
munita per un egiial |ieriodo di tempo cir* la Signoria del modo e della spesa ueocm-
ca i dt'bili ci \ ili. ria |ier restaurarla.
Kd avvegnaché in cotesta citili erano ri- Nella risposta scritta da Soana li 6 gi»
masti soli 96 abitanti, la Signoria medisiioa gno successivo il Ijari avvisando la Sìgnorii
ordinò a ^vore di quelle l'aiDÌglie ciie vi di Siena , dopo esaminati da cima a rondi
l'ossero tornale stabilmente, di somministrar tulli i bisogni di quella rocC'i, dichianiM
loro tre moggia di gnno da restituii lo dopo che essa non potrebbe stari* peggio di quclk
un quinquennio, con varie altre Iranchigie ctie sta, e che se non vi si riparava al |i8|
e succorsi pecuniarj. Dondechè in gr.izia di presto, sarebbe andata in malora in guiia di
tali liberalità 75 di quelle famiglie tornaro- non poterla più abitare. -^(Gati, Carteg»
no in detta città, ed ebbero moilo di rassettare gio inedito di /iriisiif Voi. 111.)
le abbandonate abitazioni. Quindi il magi- Il Manni nell* illustmre un sigillo «lelli
strato civico eletto per la conservazione di Gimunilà di Sdana ne diede 1* iroproali
buaiia y vedendo che questa cominciava a consistente in un leone rampante cbclicai
riempirsi di abitatori, diede ordine che si fra le grinfie le chiavi di S. Pietro palrum
rifacesse o che si restaurasse il palazzo pub- della città, mentre è noto che il leone riM
blico affinchè |iutisse servire di abitazione pante era lo stemma degli AldohrandcKlij
al giusdicente. di Soana e dei conti Orsini loro suociMiiift
Che infatti ^loco dopo risedesse in Soana Che la città predelta foMe in gran dee»
per il G>iuune di Siena un potestà, lo di- denza nel principio del secolo W sì è wm
mostra il fitlto del i43i, mentre vi esercì- dulo più sopri, e che tale infortunio nelt^
ta\a r uilìzin di |ioteslà Alberto Attesi e quel- colo successivo andasse sempre più aiimctt
lo di castellano Nanni di Antonio Micheli, landò Io dirliiara la lettera della Signorii
■otto dei quali i Stianesi si ribellarono alta di Siena di-l 3o maggio -54a e la risp tU
Re|i. di Siena per darsi al otnte Gentile fi- dell* ingegnere Anton Maria Lari. Dond»
glio del fu conte Bertoldo Orsini. Pei-altro clié non de\p recare sorpresa, se una en>
Ire anni d»|K> la città di Stana col suo di- sceiite makiuìa in qiulla ronlnda n'*n pcv
stretto riass«)ggi'tlossi ai re»giloii sanisi me- mise nel secohi XVII ai Mainotii invi^
dianle accordo fatto tra la Signoria ed il dal Granduca Cosimo III, né alla colnofa
C.Grentile Orsini, il quale |ioi appena entra- àt* Ltìrenesi tr.iS|)ortatavi nei firimi and
to in Soana fu ucciso improvvisamente da del Grandiicilo di Francesco lì ( verso il
uno de* suoi abitanti. In consegiiei. za di ciò i 1740) di potervÌM stanz-are e manlencn*|
Piliglianesi corsei-o arin:iti a Soana fR'r ven- talché tanto questi, come quelli soompi^
dicare la morte del loro signore, nella qiial vero afflitto dal numero de* viventi,
circostanza [loscro a ferro e tutico il |Mese. I^lla statistica numerica del 174$ app»
Uno drgli ultiiiiidocuiiieiiti relativi a Ut risce, che alloni esistevano in Snnna Si b<
conoscere che Su:uia anche nel secolo XVI miglie di Lorenexi^ e 14 di esse in Sof»
era retta da un giiis>lirenle sa nese, esiste fra no; delle quali famiglie oggidì non si e»
le carte della Uidiudi Ripoli, ora ueir^rc/i. |if»!ice più uè anche la stir|N,*.
Dipi. Fior. É 1111 islriiiiienlo de! ai ff*b- I/e cause fìsiche che di età in età, da ri»
bnjo 1544 rogato in Soiina ae\ pafaiMO tiel que secoli a questa [Nirle influire dovetlcn
potestà^ in cui si tratta della vendila di una cotanto sulla nials-mia di Sujo;i, sembra a
vigna |K)sla nella corteo distretto della città me, e cn-do Sfmhreià a molli altri, un mV
di SotUM in luogo ap|H*llato Prisca^o Fot;- stero irresoluto, uè fìa esso così |ier fivlli
gio Pri§ea^ luogo do\e appunto n<'l 1843 con stnlisf^zione risolubile da odoro che li
fuioiio sco|K-rti, Oline dissi, degli avanzi di o(H'ii|uno di prn|M)silo a lr>ltare tirila mai'
moniiineiili einisclii. santa delle Maiemme. — Rts| ietto a Ila sai
D* allora in |h)ì mlrsta città an<ió si'mpre statistica loimgeiirira ne terrò |iarola airw#rf.
più declin.iodo in pO|Mlazioue ed in mate- Subaiio, Comunità.
SOAN SOAN 415
Io qoanto «Ite vicende storiche di Soana* tido di Ghiuii; di frcciv a maeslr. e pon. il
dopo riunita al Granducato, rinvio il lettore contado e Diocesi di Roselle, e da pon. a
air Art. PmoLiAHt} ; stilanieiile ne incombe ostro il mitre Mediterraneo comprese te iso-
ajr^iungere, che la Gimunità «li Soana fino lette del Giglio e di Giannutri, oltre il
al declinare del secolo pissalo , oltre le due Promontorio Jrgeniaro,
parrocchie che tuttora si conservano dentro AIP Art. OaBariLLO (Voi. III. pag. 676)
la città, comprendeva altri quattro popoli, fu indicata una sentenza prondnzi>«ta nei
cioè, di S. Martino al Poggiopefato , di S. ia3odal delegato pontifìcio che staccò dalla
Ao«lrea a Mfontebunnn^ di S. Giovan Bat- giurisdizione vescovile di Soana il popolo
tisla alla f^iiia dvlV Elmo, e di S. Maria di Orbetello per assegnarlo al superiore del
a CoriePeechia^ altre volte detta a Cellena. Mon. delle Tre Font^me^ \ di cui abbati
I^ statistica degli aiutanti della G)mu- commendatarj lo conservano tuttora con la
nilà di Soana del i545, stando ai dati del cura delTIsoladel Gi^/io e Taltra del Porto
diligente Ettore Romngnoli, ascendeva a S. Stefano» 1* ultima delle quali fu cappel-
i73a persone, mentre quella del 1640 era lania della pieve d*0rbetello.
ridotta a 495 abit. Nel 1745 le due parroc- L* Ughelli diede la serie dei vescovi di
chie della città di Soana, comprese le fami- Soana, a partire da un ignoto vescovo (Tad-
glie venute di Lorena, contavano a5a in- dino) cui successe Maurilio fino alPanno
dtvi«luì, 69 dei quali indigeni e i83 fo- 1730, alla qual serie mi sembra che si dcb-
restieri. baao aggiungere alcuni altri, come sareb-
Le stesse due parrocchie nel 1 83.1 nove- he per es. quel vescovo P. ( forse Pietro ) che
ravino tutte insieme soli 64 popolani in- intorno al 107» assisteva Rodolfo vescovo
digeni, i quali nel 1840 erano aumentati a di Siena nella funzione relativa alla colloca-
i3o, oltre gli avventizi ebevi tornano nella zinne del corpo di S. Severo sulfaltare di
fredda stagione.-— ^ed. il Quadro della S. Sebastiano, situato sotto la confessione
popolai'oae della sua Diocesi e U Siati- dell'antico Duomo di Siena. — (Paoci,
Stic* medica della Maremma per Tanno 1841 de* P^ese, e Arcivescovi di Siena).
del dott. Antonio Sidvagiioli. Alla stessa serie deve aggiungere pure
SOA!lA, o SOVANA (DIOCESI di).— quel Viviano che fu vescovo di Soana nel
L* istituzione di colesta chiesa matrice non principio del secolo XUI, e che nel i3o8
deve essere più antica del sec. VII dell* Era fu presente al testamento dettato in Soana
Cristiana, tostocbè, se Soana innanzi quella nel proprio pa'azzo dal conte lldrbrandino.
età avesse avuto vescovo, il Pont. S. Gre- Fra le carte della Badia Amiatina esiste
gorio Magno non avrebbe tralascialo di no* on istromento del 3 fehbr. i a8o , rogato
minarlo nella lettera che diresse ai due mae- nella eh. cattedrale di S. Pietro di Soana,
stridei mìliti comandanti uu esercito del ed una sentenza del 7 marzo sucressivo, pro-
greco imperatore nel Lazio , destinati a fiir nnnziata nel palazzo vescovile di Soana dal
fronte alT invasione del duca Longobardo di suo vescovo David. — ( Aaca. Dipl. Fioa )
Sfjoleto, il qual duca cercava al pari de* Cotesta Diocesi conta quattro chiese col-
Greci r amicizia del popolo di Soana. legiate, oltre la ciiltedrale di Soana rifab*
Serve di appoggio a tale congettura il bricala semplice ma grandiosa dal vescovo
non trovare in Soana rammentato alcun ve- Ranieri verso la metà del secolo XI; lo
scovo innanzi il regno di Rotari , tostochè che venne dichiarato dal Pont. Niccolò II in
il primo diocesano di questa città compari- una bolla del \^ aprile 1061 diretta a Vi-
ste in Maurizio che nel 680 si firmò al se- tale preposto di quel capitolo nelPalto di
ilo concilio Costantino|)o'itano Episcopu* confermare a quel clero varj beni e privi-
Sfonensts, legj. — (Muiat. Ani. M, Aet^i.^ Diss. 6a).
Pino d*allora la Diocesi diSoan-i, model- Il capitolo dì Soana ba quattio canonici
laodosi sul perimetro della diocesi civile, con una sola dignità, quella del preposto,
cbveva abbracciare il contado che i gastaldi che è pure il |iarroco della caltetlrale
Longobardi allora governivann, avendo dd Fra le 4 chiese collegiate havvì quella in-
hto di ostro e scir. la Diocesi e contado di signe di Pitigliano dichiarata in quest'anno
Tufcanella; dirimpetto a lev. e grec. il con- concattedrale.— Nella stessa Diocesi esisto.
l«doe Diocesi di Castro, ora di Acqua^ten* no 46 parrocchie, come risulta dal Quadro
dente; di froote a sett.-grec. la Diocesi e con- che segue qui appresso.
420 sopì S06N
■malo a Rcmhi prì^iooiero il conte Gio. i. Pieve di Snffignano , ; . AbU, i53
Fnmoefco Goauga; per la qual cosa il Du a. Cura di S. GauUenvo, ...» 1 14
ca aspetta v« tempo a valersene. 3. — Moniauio • 63
SOFIGNAKO» o SOFFIGNANO nella 4. — FMiugnano » |6«
Valied«lBisenùo.—-Villata sparsa di avanzi 5. — Mag/io » 6%
di torri con antica chiesa pleùìina (SS. Vito 6. — Fakio » 5i
t Hftxieslo) nella Gora. Giur. e circa 7 mi- 7. -— Pannigno • 33
glia a sett.-grec. di Prato, Dioc. e Gomp. di 8. — Sa^ignano • 84
Firenie. 9. — JHeretto » 54
È una contrada situala sul fianco occiden- -, ^ . . ■
late del monte Calvana dirimpetto al sotto- ictrkiM . . . jSM. 780
alante borgo di Valiano ed alla tenuta dei Nel 1745 il piviere sudiletlo riunito ooae
Mutinaecio, oggi in 4 popoli contava 84 7 abitanti* i qoili
La memoria taperstite piò vetusta della nel i833 erano aumentati sino a 1016
pieve di Soffignano dubito sia rimasta in un ^..
isliumenio dell* aprile 10*4 citato all'in. a^f '*'*.„
jp^;^^ ^ dell'anno i833
Contasi Soffignano fra le 45 ville del di- i. Pieve di S. Vito a Stagnano . • M
stretto giurisdiiionale di Prato : e forse i a. Cura di S. Martino a Fabio. • « 94
pochi avanti di torri ivi iniomo dispersi 3. — de* SS. Giusto e Clemente
•tanno ad iudiciire che costà pure dovettero a Fall ugnano .... » a34
esistere dei resedj signorino case dominicali. 4. — di S. Andre» a ^oi^/^iiaito ■ iso
Nel i55i la pieve di Soffijcnano contava m «••. «
otto cbiew parr. senxa dire di quelle più
antiche di S. Maria a Bibhiano e di S. Pie- Nel pO|tolo di Soffiguano,e precitamcnte
tfo a Capogiiano ; cioè, 1 . San Gaudentio^ nel suo annesso di 5. Godendo soila rifa
ora oiatorìo presso la villa S, Godrtiw del sinislm del Bisenaio in luogo detto fieÙ
Bonamici; ò nii annesso della pieve con la lana fu eretto pochi anni fa un edifisie
•eguente; a. S. Barlolomroeo a Moniauto; idraulico dai signori Bonamici per fendm
3.S. Martino a Mf aglio, slaccalo dal [lopolo le canne ed i corpi di trombe di piombo,
di Stagnano e dato attualmente a queHo — f^ed. Biaaaxto, e PaATO , Commmità,
di Fabio; 4. S. Andrea a Sa^ignano, cura SOGLIO o«.l4 ROMAGNA nelb Valle
esistente; 5. S. Martino a Fabio^ esistente <lel Mr>iitoDe. — Ots. con parr. (^. Asa-
con due annessi, uno de* quali, Cat^a/^/i ano nino) nella Coni. Giur. e circa 6 migl. a
antichissimo e 1* altro moderno, !Haglio\ m;«fstr. dì Galcitu , Dine, di Bertinofo,
6. SS. Giusto e Clemente a Faltugnano, Coinp. di Firenze. : — Fed. DoaaiBO (S.} 0
esistente con gli annessi seguenti, 7. S. Stel'a- Soglio.
no a Farmi ^no, e 9. quello di 3f eretto, la \v»tt. dì S. Donnino iu Soglio nel
Varie di queste villate sono siale rara* i833 coniava a65 ahtt.
mentite in un documento aiPArt. Pasmigno. SOGLIO (MONTK, o GIOGO obl) Ira b
I! giuspadronato della chìtsa plebana di Talterona e G«maldoli. — - Fed. CAMAtaou,
Soffignano passò nella famìglia pratese Bo- e Psatovhocrio, Comunità.
naniici per bolla del Pont. Paolo II del 7 SOGNA in Val d* Ambra. ^ Gas. eh Vhbe
waiio 1468, eil il primo investilo dui mio- titolo di Casi, con eh. prr. (S. Tommaso)
vi patroni comfiarisce nel 1482 un Niccolò filiale della pieve di Altaserra in Monte-
del fu Francesco Tosinglii, il quale seppe Benichi, Coro, e circa 6 raìgl. a «islru dH
rivendicare alcuni beni distratti dal patri- Bucine, nella Giur. di Montevarchi» Dioc
monio di «letta pieve. e Comp. di Arezzo.
Lo stesso pievano Tosinghi nel 1494 fn Risiede in poggio lungo il lorr. Luti'
fatto canonico della nielrO|)olitana fion'nti- gniinello che sceu'ie dal moole di Palai*
na, ed ebbe in successore alla stessa fiìeve zuolo in Ambra alla sinistra della stfwb
di%ersi individui della laroiglia Eonumicì. maestra che passai di costà.
Nel i55i il piviere de* SS. Vito e Mode- Fu questo di Sogna uno de* castellucci
sto a Soffignano comprendeva in nov- pò- dei conti libertini di Arezzo citalo AVArt.
poli 780 abit. come afipresso: Ratals con altri appartenuti « queidinsfti*
te il QtijtDw delle 46 p*»rroeehìe compirete mila DfocEst ot Soawj
con la loro popoiatione a quattro epoche diveree
m
ome
Titolo
PopoiaMÌonc
'Àtoglii
delle Chiese Parrocchiali
AXVO
AIMO
Aimo
Aiiao
174'^
i833
1840
1843
MiPOMTO . . jébit, if."
loSia
i88i5
20969
«0735
S. Stefiino Proiomarlire, Cui»
S67
476
Su
54*
S. Niccolò, Pir^e
a63
333
363
398
■
S. Gre|;ori<> Magno, Pieve
3a
3o
34
34
• SOTAXA, Città
SS. Pietro e P^olo, Callcdrale
con Pre{iosituni
57
«8
55
68
S. Maria e S. Marniliano,
59
36
75
4s
Pieve
S. Niccolò, Prqiositum e Col-
79«
iii5
i«o8
io83
legiata
lUno
S. Gin. Battista, Pieve
»64
348
354
376
itf(9)
S. Maria Assunta, Areiprelun
—
i57
167
173
S. Bernardino, Pieve
33a
s6a
*74
«79
w(io)
S. Pio Papa e Bfartire, idem
—
79S
7i5
735
IbTjtLt .... Jhit, iV.*
i»ai4 ai3sa ^47*5 «4465
» nel 1745 appartene9a alla Diocesi di Castro in Acquapendente^ fu
a nel 1786 con la parrocchia di Proceno dell* antica Diocesi di Soana.
6 Man Ì4no fu staccato dalla Diocesi di Acquapendente^ già di Castra^
aio con il popolo di Onano cìie spettanza alla Diocesi di Soana.
di Mon torio non esiste nel catalogo del 1745 di questa Diocesi,
prima del 1785 ^ra cappel Ionia sottoposta alla pie^e di MonlorgiAlL
occhia di Prii icci fino al 1 785 era cappellania curata dipendente dal pie-
tamprugnano.
di Po|;gio-Perro prima del 1785 era cappellania compresa nella pie*^ di
•
ìlaurne di Pori* Ercole nel 1745 non i registrala p perchè allora ero
nei BH. Presidj di Napoli,
di San-Quirioo a San-Quiricliino innansi il 1 78S era cappellania sotto la
S. Maria «JcIP Aquila.
i TaUmone s'ignori la popolazione del 1745, perdtè la sua cura a quel
I sotto il dominio dei RR, Presidj di Napoli,
vk fino al \%oS fu cappellania sottoposta air Arciprete di RoceMegaa,
( PIEVE A ) nel Val-d'Arno ct-
' Pieve aulica sotto il titolo di
> con Gas. annesso nella Com.
igl. a Icv.-scir. dì Caslel-Foco-
. dì Bibbiena, Dioc. e Comp. di
preisn la ripa destra dell* Arno,
blla t'onfltienza in esso del torr.
[itafi suir ingresso supcriore del-
rdlo Ul S. Mauuinte.
La pieve di Socana è ranmeolaUi in uà
istrumento del 1079 fra quelli apparlru«iti
alla Badia di Arezzo, cilato »\V jirt. Mah
HA ( S.) A Sax-M AMAVTi, mentre del luogo
dì Socana è fiitta menzione in un isiru-
mento del telt. 1008 pubblicato negli An-
nali camaldolensi. (Voi. I. Append.)
Cotesla pieve abbraccia v» un* eslesa coor
tnida nella quale furono circa 16 cure.
Esia attualnieDie ha soltopoale tre sole
42-i SOLI SOLI
l'Aiiko, mentre al suo ostro pana la strada che l'Imp. Federigo I con diploma del «9
postale Pisana, lungo uua via rotabile che luglio ii85 concedè a Fitlnjsuo benaffetto
staccasi dalla regia alla testata sinistra «lei vescovo di Luni anche il castello di Solfcri
ponte a Greve |ier condurre a Ugnano^ ecc. con le sne ville e giuristlizioni ; comecché
Una delle reminiscenze di questo Vili, il Cast, medesimo col suo territorio dipeo-
couservasi fra le carte del Mun. di S. Ap- desse immediatamente dai marchesi Mala-
pollonia di Firenze riunite a quelle dello spina del ramo del Miirch. Guglielmo, co-
Spedale di Boiiitazio, ora nell* Jrch, Dipi, gino di Corrado fjintieOfMukm dei Mala-
JF'ior, — È un con. tatto del marzo io8s, spina, detti [>oi dello Spino fiorito^ ffìra i
mercè cui fu acquistato un podere nei con- quali erano questi di Solìera,VemioolaBosi,
torni di SoUcciano dalle vicine monache di e Fivizzano, tutti discesi dal March. Ofoerto,
S. Maria a Montignano, patrone della chiesa che nel 998 rinunziò, come si disse, le qual»
di S. Pietro a Solicciano, finché cotesto di- tra pievi al vescovo ili Lami,
dito pervenne nelle monache di S. Appol- Il Cast, di Sotiera con quelli di Momei-
Ionia, cui le prime furono riunite. -— f^ed^ goli^ Agnino e Ceserani , nspetto al ci vile
MomnoMàKO wi Val-d*Arno sotto Firenze, e politico, continuarono a dipendere dii
Rispetto air ubicazione del villaggio di March, di Fivizzano fino a che quelle pò*
Solicciano veggasi un istrumento del di 8 polazìoni per atto pubblico del 6 woàrm
maggio i334 appartenuto al Mon. di S. 1477 fjt//e/f or.) si sottomisero al Comune
Felicita di Firenze, e ripoitalodal Lami al- di Firenze, dal quale ottennero le slesK fa-
la pag. Il 65 de* suoi Uonum, Eeel. Fior, vorevoli capitolazioni che si coneedevano
Trovandosi nel po|Jblo di Solicciano una cou temporaneamente al (lopolo di Fivitano.
villa col vocabolo di /Ignano, che fu de^Me- E siccome un tale acquisto non sembra
dici di Firenze, ed un oratorio annesso sol to va alla Rep. Fior, bastantemenle tlabililn
r invocazione di S, Mmria^ sembra proba- senza riportarne la cessione delle ragioni da
bile che allo stesso oratorio di S. Maria di quelli che vi potevano avere interesse, ood,
Agnano voleste riferire un islnimento del mediante deliberazione del 7 sett. 1 48a di-
ioo3, col quale il conle Lottario Kglio del retta a NerozzoDel Nero capitano della Rep.
fti C. Cadolo donò alla badia di S. Salva- Fior, in Fìvizzmo, fu dalla Signoria riso-
tore a Settimo, fra gli altri beni, quelli at- luto che, fino a nùov* ordine fossero ImneMÌ
Unenti alla chiesa di S, Maria d^ Agnano nel governo de* castelli di Soliera ^ di A-
ed il giuspadronato dell* oratorio medesimo, gaino e di Ceserano il March. Gmbbrielto
cai allora davasi il nome generico di mana- Malaspina di Fosdinovo, e che al di lai ni-
stero. — yed, Aomako in Val-diSieve. potè March. Leonardo si concetletiero ìd
La parr. di S. Pietro a Solicciano nel feudo i castelli di Regnano y Castiglùm'
1 833 noverava 6a 5 abit. cello ^ Lunignano e Monte de^ Bianchi ^
SOLIERA in Val-di-Magra.— Vili., già tutti nella Lunigiana.
Cast, con pieve antica (S. Maria Assunta) Per effetto dì ciò i due marchesi prrdftti
nella Com. Giur. e quasi 4 migl. a lib. di per sé, e per i loro eredi e successori dona-
Fivizzano, Dioc. di Pontremoli, stata di Lu- rono e rinunziarono al Comune di Firenii
ni-Sarzana, Comp. di Pisa. tutte le ragioni che ai medesimi in qualm-
Risiede presso la confluenza del Rotaro que modo si potevano appartenere snpn i
nell'Aulella, a sett. del ponte sul quale ca- castelli, distretti e uomini di Fiviu/am^
valca la strada militare Modanese che passa Comcuto, GroppnS. Piero^ Monte C/darò^
per Fivizzano. Sassatbo , f^errueola-Bosi, ecc. ecc.
Si hanno memorie di questa pieve fino Fa parte della storia poHtic«< di Solifft
dal 998, quando il March. Oberto, con atto una relazione di mes«. Franctteo FifnM
pubblico del a6 luglio rogato nel Brolio di sopra le conveniioni state nel 1468 stipo-
Carrara, rinunziò a favore dei vescovi di late fra la Rep. Fior, ed il March. Gab*
Limi il giuspadronato che aveva sopra quat- briello di Fosdinovo rei» ti va mente al patto
tro pievi di Lunigi.ma, fira le quali notasi di Vendola e del Bardine per gli aomini
questa dì Soliera, pieve che fu confermala ai di Soliera e sne ville, quando fii conve-
vescovi Lunesi dai Pont. Eugenio ili (anno nulo far pagare a quei popoli, pcrogni som
1 149) e Innocenzo III (laoa). di raeroanzir che transitavano per i delti
Fu in conseguenza di tale g iospadronalo territori, denari nove imperiali, corrìspoB-
411
Segii« il QtTjtDM delle 46 parrocchie eomprete nella Diocesi di Soahj
con la loro popolazione a quattro epoche diverte
Nome
Titolo
t
Popolasionc
de"* Luoghi
delle Chiese Parrocchiali
AHVO
AMO
AMNO
Axao
1745
i833
1840
1843
Ripoàto . . dibit, N/*
io54a
i88i5
20969
20735
37. SeUa
S. Stefano Protomartirie, Cura
«67
47«
Sii
54*
38. Selvena
S. Niccolò, Piete
a63
333
363
398
39. Srorzetca
S. Gregorio Magno, Piefe
32
3o
34
34
40. S0AHA9 oSO¥AII A yCiVr^
SS. Pietro e P^olo, CaKedrale
con Prepoti tura
57
28
55
68
41. Idem
S. Maria e S. Maniiliano,
Pieve
59
36
75
4s
4 a. Sonino
S. Niccolò, Prepositara e Col-
legiata
79«
iii5
1208
to83
43. Stribiigliano
S. Gin. Battista, Pieve
264
348
354
376
44. Tatamone (9)
S. Maria Assunta, Arciprelura
—
15?
i«7
173
45. Trian»
S. Bernardino, Pieve
33a
262
»74
«79
46. Vallcrona (io)
S. Pio Papa e Martire, idem
ToTjtLK .... Abit. 19 ^
-^
722
7i5
735
12214
2l322
247»5
24465
(i) Capalbio nel 1745 apparteneva alla Diocesi di Castro in Acquapendente^ fa
p-r mutata nel 1786 con la parrocchia di Proceno del V antica Diocesi di Soana,
{%) Nei X786 Man uno fu staccato dalla Diocesi di Acquapendente^ già di Castro^
e permutalo con il popolo di Onano e/ie spettwfa alla Diocesi di Soana.
(3) La cura di Montorìo non esiste nel catalogo del 1745 d^ questa Diocesi.
(4) Pancole prima del 1785 ^ru cappellania sottoposta alla pieve di MonlorgìiklL
(5) La parrocchia di Pi-ti icci fino al 1785 era cappellania curata dipendente dal pie
vano di Sanipnignano.
(6) La cura di Pof^gio-Perro prima del 1 785 era cappellania compresa nella pieve di
Scananno.
(7) La popolazione di Port* Ercole nel 1745 non i registrala ^ perchè allora ero
compresa nei Bit. Presidj di Napoli,
(8) La cura di San-Quirìoo a San-Quirichino innansi ì/ 1785 era cappellania sotta la
pi^-ve di S. Maria dell* Aqoila»
(9) Anche diTaUmoae s* ignorai la pnpoìasione del 1745, perdiè la sua cura a quel
tempo era sotto il dominio dei RR. Presidi di Napoli.
(io) Vallerofu/«o al iSo5/u cappellania sottoposta air Arciprete di Roccalbrgna,
SOCANA (PIEVE a) nel Val-d'Amo ca-
sentinese. — Pieve antica sotto il titolo di
S. Antonino con Gas. annesso nella Cora,
e quasi 3 roigl. a Icv.-scir. di Castel-Foco-
gnano, Giur. di Bibbiena, Dioc. e Comp. di
Areno.
È situata presso la ripa drstra delPAmo,
poco lungi dalb confluenza in esso «lei torr.
SoliggioTy quasi sulP ingresso saperìore del-
la gola , o slretlo di S. Marnante.
La pieve di Socana è ranoieotata in uà
istromento del 1072 fra quelli apparlrn«iti
alla Badia di Arezzo, citato »\V Art. Mam-
ma (S.) a Sax-M AMAMTB, mentre del luogo
di Socana è fiitta menzione in un islru-
mrnto del iett. 1008 pubblicato nt-gli An-
nali camaldoleosì. (Voi. I. Append.)
Cotcsla pieve abbracciava un* estesa coar
trada nella quale furono cirr^ 16 cure.
Esia attualmente ha sottoposte tre sole
424 SOHM SOMH
del 3 febbrnfo i353 {stile comune) con de*qaii1i furono concLininili come ribelli e
U qnale la Signoria ilepalò i cittaflini Ame- ghibellini con aeiitenza del si luglio i3oa
rigo deiia Sommafa, Caslello di Lippo del dal potestà Giiite de* Gabbrielli da Gub-
Beccuto, e Benedetto di Gio?annì Stroni a bio. — f^ed, GAnaariRO.
fortificare il easteiio di CaUn%ano per dì- Anche Io f fortunato Arrighelto da Sei-
fenderlo dall* incursione dell* armata del Vi- timello sembra che nelle sue poesìe talvolta
•conti che in quel tempo era penetrata dalla si appellasse Sommarit^niis, sebbene in aU
Lorabartlia nel contado fiorentino. cune slampe si legga Sammarientit^ dalla
llal i38o al 1608 mancano le carte spet- TÌcinanza di Settimello a Somma ja.
tanti alla famiglia della Sommaja per con- 1 tre popoli della contrada di Sommaìs
tinnanie tutta la discendenza. Sappiamo so- sotto il piviere dì S. Donato a Caleniano
lamen te dall' illustrazione del Manni al si- furono riuniti in due parrocchie dopo che
gilloXIll del Voi. IX de' suoi Sigilli an- quella diS. Michele venne annessa allacun
ric/ii, che Francesco figlio del celebre gin- di S.Roffiniiino a Sommaja. — Attualmente
reconsiillo Lelio Torelli ebbe per moglie tanto quest* ultima parr. come V altra di
Maria figlinola di Raffaello della Somma/a^ S. Stefano a Sommaja , altrimenti detta a
nella cnì famiglia pervenne il padronato del- Brancoli^ la prima di padronato della no-
ia chiesa di S. PierBuonconsìglio in Merca- bil famiglia dei conti Bardi Serselli, la se-
to-vecchìo, per donazione fiilta dai popolani conda del March. Ginori , gi2i de* Monaci
al suddetto Lelio Torelli. Da questa Maria Cisterci^nsi di Settimo, sono state aficgnste
della Sommnja e da Francesco Torelli, alia nuova pieve «li S. Niccolò a Calenzano.
soggiunge il Manni, nacquero Antonio ca- Nel iR33 la parr. di S. Stefano a Som-
▼aliere Gerosolimitano, HafTaello cavaliere roaja, o a Brancoli contava 1*9 abit.
di S. Stefano, e un altro Lelio che fu pag- Neil* anno slfsso quella de* SS. Raffioia-
gio nero di Cosimo I. no e Michele a Sommaja noverava %i%
In questo tempo la storia ricorda pare SOMMANO (MONTE) in Val-di-Nievole.
un Pier Francesco </e//a «Somma/a cavsi bere — ^ed, BIoksdmmAiio.
di Malta, che nel difendert- un assalto dato SOMMANO di SORBANO in Romagna,
dai Turchi li 3 giugno del i565 al caste! — Frd. Montalto di SoasAiio.
di S. Ermo in quell* isola, egli vi restò SOMMO-COIX)G!VA, o SUMMAXOLO-
ucciso. NI A nella Valle del Serdiio. — Cast, con
Il giijspadronato delln chiesa di Sommaja eh. p:irr. (S. Frediano) nell' antico pìvicrt
nel 3o maggio del 1608 fu riniinzialn dal di Loppi a , ora di Barga , Com. Giur. me-
Cav. Antonio del fu Francesco Torelli al desiran , dalla qual Terra Sommo-Cologna
senatore Giovanni di Girolamo della Som- dista circa due migl. a seti, nella Dioc. di
ma/a ed ai suoi discendenti. Pisa, già di Lucra , Comp. pisano.
Finalmente con bolla del ao ott. 161 4 Risiede in monte alla destra del torr.
il Pont. Paolo V concedè facollli a Mons. Corsona, fra i casali di Alhiano e di Cato-
Girolamo <fe//a «Somm a/o referendario dell* gnano.
una e T altra segnatura di |K)t(>rsi ordinare Ebbero signorìa in Sommo-Cologna fine
sacerdote in tre domeniche da scegliersi a dal secolo X i signori Rolanilinghi di Loo*
suo piacere. {Carte cit.) ca , quando il vescovo Teudegrìmo per atto
Questi fu quel Mons. Girolamo della Som- del 30 luglio g83 allivellò a Gio. del fa
roaja che lasciò molti spogli di notizie pa- Rodilando, e che poi nel 1 8 giugno del 994
trie riuniti attualmente nella biblioteca Ma- il vescovo Gherardo di lui successore coo-
gliabechìana a Firenze. fermò a Rolandino figlio del suddetto Gio.
Im contrada di Sommaja oltre all'aver di Rodilando, 1* enfiteusi di dieci poderi at-
(bmilo il vocabolo a tre popoli , ( S. Ste- tinenti alla chiesa plebana di Loppia con le
fimo, S. Ruffiniano e S. Michele a Som- decime solite pagarsi a quel pievano dagli
maja) lo diede anche ad un resedio o villa abitanti delle ville di detto piviere; cioè,
eircondata da molti poderi componenti una Loppia, Biana, Trepignana^ Caseio^ MaU
fattoria che fu dalla nobile famiglia Dini di &o, Alhiano^ Catugnano, Sumtna Columim^
Firenze da pochi anni indietro alienata. Barga , Pignnna , Granìo, Pedoni^ Seg»
Inoltre ebbero signoria in Sommaja i sì- gio, ^etio, Mf andana, Tilio, Coreglim^
gnori di casa Goidalolti di Firenze, alcuni Amseeeho {sic) , Grimignana^ Lecsia^ iÀ-
SOLA SOLI
Oh ìMru mento del 4 Mrlt. 1375 iiieM. SOLANO forr. nel V^l-d' Arno cueniiii*-
^^«i tiglio Ji Tebiiltlo degli Ubertiiii, tLiu- nr. — 0>te>lu cono d*acquM na«ce nel &iu-
i' otl suo ciislel dì Sigila, (tee un allo di ko urieuUle del uioiile di f^allombrosa to-
diu-bìjrjzione, che il di lui ^dre Tebaldo pn il Ci»t. «li Montt Jk.gnafOf e ?à iu-
ncti venduto alle monaclie Cislcrcii'Ubi di ^rosM adoni per vìm, tinche dopo esser paisii-
^■ Fnn^irro pniso Siena per lire 160 un lo soiio Crùca e Castel S. Niccolò, ba^^oa il
tcu'i ili terra posto nel distretto di Querce- bor^n di Sirad'i, che tro?a un miglio in-
Ur.4M. — (Akcb. Dm. Pioe. Carie delle uanzi discaricaisi nel 11. Arno sollo il ponte
Trafitta), nuovo, sopra del quale [Mssa la slrada pro-
Anche VArch, Dif^L di SienJ conserva viuciale iJasentinese, quasi diriuipello al pÌ4-
n i»iriiiiiento del 6 «ili. 1186 dato in Ca. no di Campaldino.
t^tiici^Uberiini^voX quale il nobile Uber- Solami a (Ad). " Miinsiona sulla ^ia
tÌMo ia Sogna figlio del fu Gualtieri fece Clodia, — f^ed. Sommaìa.
no procuratore Rinaldo di mess. Orlando SOLATA nel Val-d*Arno sufieriore. —
KiIiioUi per ratiticare i capiteti i di una tre- Cas. con eh. parr. (SS. Jacopo e CrisioCino)
fié £itla col Comune di Siena. nel piviere di Galatrona, Coni, e circa 4
Li parr. di S. Tommaso a Sogna nel migl. a lib. dei Bucine, Giur. di Monte-
tèìì coniava 86 abit. varchi, Dioc. e Camp, di Arezzo.
M^JAN A, B SOJANELLA nelU vallecoU Trovasi sulla cresta de* poggi interposti
^ Cascina. — - Due castelletti riuniti sotto fra la fiumana deli' Ambra ed il lorr. Tri-
■aa cfaics« parr. (S. Andrea a Sofana) con gesimo^ osiia diC<i/ioir/W,alle sorgenti del
fii ^oneasi dì S. Martino a Sojanella , e quale risiede la cbie^ di Solata^ la cui pò-
4i S. Sl«£iOO a Ckianiina, già a Sofana, polazione nel i833 ascende\a .% 106 abit.
r^Jiili un tempo della distrutta pieve di So- SOLI (S. MAI\lAA)nclìa Val-di Siev«.—
ngUana , nella Com. e circa 4 migl. a Cistellare, la di cui {»arr. iu riunita nel
■Mstr. di Terricciuola y Giur. di Peccioli , 1787 .illa cura di S. Michele dLueìgliano,
ttoc. di San-Miniato, una volta ili Lucca, enti-ambe nel pievunato di S. Giovanni a
p. di Piia. Pelrojo, Com. e circa 3 migl. a seti, di
Tanto So/ana, quanto So/anella si tro- San-Picr a Sieve, Giur. di Scarperia, Dioc.
alla base occidentale diT colli che se- e Comp. di Firenze.
{arano li Tallecola della Cuf e ina dalle Vid- Si distinse dal castelletto di Soli un ramo
le deirEni. lungo la strada rotabile che sa- degli Ubaldini del Mugello che lo (lerdero-
Ji a Morrona e a Terricciuola. no |ier ribellione i discendenti di quella stir-
La parr. di S. Martino a Sojanella fu pe, per quanto la ciiiesa parr. fìno dal se-
«ppi'gs a nel i345»eil il suo popolo riunito colo XllI fosse di giuspaiironato della meuM
J quello di S^jana; i quali due caslellelli >escovile iìorentina.
per\euuero nei Gambacorti di Pisa innanzi Gli Uiialdini peraltro continuarono a pos-
tile nel sett. del 1496 sotto le mura di So- sedere costà dei beni allodiali con una vii-
•ioj restasse colpito ed ucciso il generoso letta compresa nel dislrelio di Sili.
Pier Capponi « dopo avere con dignitosa e Che in Lucigliano \io\ sino dal m^. XIV
ardita Buniera salvata Firenze sua patria dal- esistesse un buon fortilizio, lo dirhiar<'> Mat-
Porgoglioso procedere de* Francesi e dalle teo Villani nella sua Cronica, ali* occasiona
saK>ilatc firetensioni di (^rlo VII! loro re. che i Fiorenlitii nel i35a v'introdussero
Ln islriimento del a 5 aprile i4o5 del- molte vettovaglie |ier provvisionare il loro
It biidia di S. Michele in Borgo di Pisa ram- eseicito contro quello del Visconti di Milano.
a^Tì\4 fina chiesa de' SS. Michele e Ste- Cotesti due popoli riuniti nei i833coii-
Ci»-t j Soj«n.-i nel piviere di S)vigliana. lavano 344 abit.
Li parr. di S.Andrea a Sojana nel i833 SOLKXJIANO nel Val-d'Arno fiorenti-
]y>VfriTa 85o abit. no.— Vili, con eh. parr. ( S. Pietro) nel
SOJ VNKL.LA.— ^ed. l'Art, precedente, piviere di S. Giuliano a S«-ltiiuo, Coni, e
SuLjtJ^ di «Soncf.f^w.^ nella valU'colii di un migl. circa a j;rec. <i(*ll.i(lt»eliiiiaeTorri,
Cai*, ini. — f^ed. S*'riGU.4NA {Fiewe di). Giur. della liaslra a Signa, Diuc, e Comp.
S'MAJO scL VINCI) nella Valle del- di Fiu-nzi-.
i'Orniti^ae pislojcse. — - Ved, ScALdài^ o K 5Ìtuato in mezzo a una pianura bugna-
ScdLAM^eo. ta a lev. dalla fiuuiHna Greve, a sett. dal-
v. V. 54
426 SORA SOBA
dittagli da Aoto prete «hitante nel f^ieo Esiftono in questo territorio abbondrali
Capo Marta allivellò a questo i beni di cave di gesso. — f^e*i. GABFJkOHABA.
della Cella posti nel f^ico Marta e nel Ca- La £)aiT. di S. Martino « Suraggio nel
sale Cuiiano consistenti in orti, vigne» i83a conlava 83o abit.
prati, selve eoe. per Tannuo canone di de- SGRANA nella Val-di-Nievole. — Cast.
nari i a moneta di .9. Pietro. con eh. parr. (SS. Pietro e Paolo) già filiale
FinHimeiite lo stesso casale di Supano^o della pieve d* Aramo, nella Cona. e circa
Svpfino è rammentato nella bolla pontificia migl. i J a maestr. di Vellano , Giar. di
spedita da Niccolò II nell* aprile del io6t PcMia, Dioc. medesima, nna volta di Lucca,
al preposto e canonici della cattedrale di Gomp. di Firenie.
Soana, al cui capitolo confermò fra le altre Risiede in monte sulla ripa dcstsa della
cose le terre che esso possedeva nel casale Peseia Maggiore^ ossia Pefcia di Peseta,
SupanOy o Sopano, fra Vellano , Castel vecchio ed Arano.
SOR AGGIO DI GARFAGNANA nella Fra le piii vetuste reminisceose m^
Valle superiore del Serchio. — Contrada con stiti di questo luogo, nel Voi. V. P. lUdd-
eh. parr. (S. Martino) nel piviere di Piazza, le Memorie la'xhesi sono venuti alla liict
Com. di Sillano, Giur. e circa 6 migl. a varii istrumenti del secolo X, in coi è Cilla
sett. di Gamporgiano , Dioc. di Massa-Do- menzione del Cast, di Sorana situalo sai
cale, giji di Luui-Sarzana, Due. di Modena, poggio , detto allora di monte Peiriimie.
La contrada di Soniggio non ha Cast. Bla la rocca diSorana occupa nella ttorii
né casale proprio, comecché da essa pren* militare del »eoolo XIV un posto distinto,
da il distintivo non solo la eh. parr. di S. tostocbé essa fu presa di mira dai Fiorentin
Martino a Soraggio, ma ancora il ramo mag- che 1* occuparono e perderono nella goerrs
giore del Serchio, che costassù fino alla sua di Lucca del i33o e che poi riebbero dai
unione col Serehio Minuccianese conserva Pisani alla pace conclusa in San^Minialo li
il nome del Serchio di Soraggio, i5 nov. del i343. Fu perduta di noofo
Sono bensì comprese nella cura di So- nel i35a, quando il presidio fìorcntioovn-
/aggio le villate di Rocca, di Erica ^ di ne cacciato da Sorana did le genti di Castme*
yìHa, di Camporanda, di Melello e di ciò Aiitelminelli conte di Coreglia.
f^ieaglia. Riacquistata poco dopo, i Fiorentini da-
Il territorio della parr. di Soraggio con- veltero rìperderla nella guerra che nel i36t
fina dal lato di lev. e scir. con T Appenni- si riaccese con i Pisani , dai quali la ric^
no di Gorfìno e di Borsigliana ; dirimpetto bero alla pace di Peseia pubblicata in Fi-
a ostro giunge sul fiume Serchio; verso (H>n. renze il primo di settembre delTanno 1 36(.
ha la parr. di Sillano; e dal lato di sett. Finalmente nel 1371 gli uomini di Soraoa*
e maestr. mediante il dorso dell* Appenni- di Castelvecchioedi lutto il distretto ooar
no arriva sui confini di Gozzano e di altre nilativodi Vellano si sottomisero stabilact-
bicocche spettanti al Ducalo di Reggio in te alla Rep. Fior., dalla quale ottennero b-
Lombardia. vorevoli capitolazioni. — • ^ed. VauLAiai.
Gli uomini di Soraggio dopo il trattalo Nel 1 385 insorse nna passeggera diflèr»
di pace concluso nel 1441 fra il Comune za per causa di confini e di pastore ffs il
di Lucca e quello di Firenze, cui qnella Com. di Sorana e quello di Pontito di Vii"
popolazione si era assoggettata, vennero re- la-Basilica nella giurisdizione luoebese.
stituiti ai Lucchesi col loro distretto. La parr. de* SS. Pietro e Paolo a Sorsot
Neil* anno 1446 gli abitanti di Soraggio nel i833 noverava 406 abit.
si sottomìsero spontaneamente con altre dieci SORANO nella Val-di-Fiora. — Tem
Terre della Garfagnana superiore al Duca murata e stivata di abitaiioni con chicv
Borso di Ferrara, fino a che per atto pub- collegiata ( S. Niccolò) capoluogo di Cs*
blico del «4 luglio i45[ la camera ducale munita nella Giur. di Pitigliano, Dioc di
accordò ad enfiteusi al popolo di Soraggio Soana , Comp. di Grosseto.
i pascoli e boschi della così detta Alpe-Faz- Risiede sopra una rupe di tnCs vnkaaies,
•uola posti sul rovescio deirAppennino, nei nella cui sommità esiste la rocca ed alla «0
confini territoriali di Gozzano, col paltò di base occidentale scorrono le firinelbnti dd -
condurre in ciascun anno nn orto tìvo a Lente , il quale dirìgesi verso PitiglisDO, j
Modena. -"- ^td. liuM^Tàxam^, mentre nelle scogliere inlomo a
S 0 M II S 0 M M 423
ènti 9 un solilo fiorviitino, e per il fman Bopnlo con i suoidiscrndrnliyHUtoreilpiù
A FmlUrone «Irn^irì sri im(«rìali, ecc. -» r« iudIu di quei nobili, da o^^ni obbligo di
iAm. onxc RiroBH^o. oi Fiicnu). tervilù nelTallo in cui funinoa lui Tenduti
La pieve aA:iitr(*luni di S. Miirì» Assunta dr^li « fletti |>i)Slt nclln corte di Somma/a.
I Solien nel 1 833 c«m(ava 447 abit. Giunta, uno de* figliuoli di detto Bo|anlo,
SOVBRA ( PENNA, o ALPE oi) — f^ed. mediante islruroento del 14 maggio ia( J
AihApuava, e CAaTKunrOTODiGAivAGKiiHA. fece acquisto da persona del po|iolo di S.
SOXMAJA {Sommaria) nel Val-d*Arno RufBniano a Soromaja di nn pezzo di terra
fiointino. — Vili, già Cast, cbe ha dato il fier soldi 5o; ed il medesimo Griunla di
Biaea tre chiete parrocchiali, S. Andrea, Boj.irdo nel 3i genn. drl 1171 comprò da
!i. Rafioiano e S. Michelea Somma ja. Tu 1- altra pi'rsona del pO|)olo di Settimello altri
IÌBi delle quali fa riunita a S. Ste&no a beni per il prezzo di lire 69. Qualche tem-
SMmaja ncH* antico piviere, Com. e due pò dopo (ai ottobre 1273) due fratelli che
■ ueaiì^l. a lev. di Calenzano, Giur. di furono figli di Giunta di Bojardo compra-
Giapi, £Koc. e Gorap. di Firenze. rono allri effetti in Sommuja ; mentre un
Trovasi la contmda di Sommija sull*e- terzo figliuolo di Giunta di Bojardo è ram-
flnma pendice occidentale del Monte Mo- racntMto in altra scrittura del 18 ottobre
iHIn, a lev. della strada militare di Barbe- 1290, nella quale si tratta della promessa
riso di Mudilo, ilove alcuni dubitarono da lui fatta ad Alamanno del fu Alamanno
che ftisM sittiala la mansione ad Salaria iie*Bruiiel!eschi del popolo di S. Leone a
4ella via C7/o</iOy che veniva da Lucca e Pon- Firenze di pagargli per la fèsta di Tutti i
tiCB*»li, ravuraentata negl' Itinerari antichi. Santi lire 6a e mezzo per 1* acquisto da lui
— ^ed, Gai.uixaiio. fatto di diversi effetti posti nel popolo di S.
Che fiao dal secolo XII in Sommaja vi Lucia a Settimello.— Rogò Tatto il notaro
CMMaUfa ana torre, cui fu dato il nome Latino Latini fratello di Bnnaccorso e del
di laslello • si può dedurre da on atto pub- notissimo Ser Brunetto Latini,
fclice del 6 marzo i x33 scrìtto nel castello Di due fratelli nati da Dolce, uno dei tra
di Som/noria. In reallà sotto nome di ca- figli di Ginnta, trovo fatta menzione in un
Blc]|>> aoa torre esisteva presso la chiesa di istrumento del 18 ott. i3i4 quando Fran-
S.Slc€ino a Sommaja, siccome lo dichiara cesco e Bartolo del fu Dolce di Giunta di
iBB bolla data in Viterbo, che il Pont. Gre- Bojardo della Sommaja comprarono un pez-
fario IX nel 6 ottobre del ia37 diresse zo di terra posto a Valmiano nel popolo di
atrabate e monaci della Badia a Settimo, S. Maria /Va /e due ^ari/ie (a Tnivalle?)
cai fra le altre cose confermò il padronato Uno di essi , Bartolo di Dolce di Giun-
Mla chiesa di S. Stefano presso il Castel- t:i di Bojardo, abitava nel popolo di S. Lucia
la di Sommaja rr.n le sue pertinenEe, — d* Ognissanti quando nel di 8 apr. del i33i
^Lavi, JfoRif/n. Bccl. Fior.) acquistò un credilo di otto fiorini da pa-
Goteslo |»a«lronalo poi della chiesa di S. garsi da un tal Dino del fu Bene del popolo
Striano a Sommaja dovè provenire dai conti di S. Ruffininno a Sommaja; e nel i335 il
C»1oliupi fondatori della Badia a Settimo, medesimo B rtolo comprò da un altro Dino
sioDome lo dà a conoscere quel G. Uguc- del popolo di S. Maria a Morello per il
ciane del fu C- Guglielmo Bulgaro che nel prezzo di lire 5o un appezzamento di terra
7 mano del 1090 confermò la donazione posto in luogo denominalo Boscatello nel
fclta dai irenitori suoi di alcuni beni situati distretto di •$. Maria a Morello.
ioSonimaja, in Monte-Morellweda'trove. " Nel i346, li 37 marzo, donna Lapa ve-
^cd MovTK-MnitKLLO. dova d« I siiildctlo Bartolo di Dolce di Ginn-
La cosa meno dubbia è che dalla contra- ta della Sommaja istituiva fra i suoi pro-
da di Sommuja prese il casato un'estinta curatori Jaco[K> figlio suo e del già ì'artnlo;
pmaipìa magnatizia di Firenze, la quale si mrnlre in altro atto del 18 ottobre 1 38o è
dÌMe dei nobili della Sommaja ^ siccome falla menzione di un Andrea figliuolo del
apparisce da alcune memorie che si conser- fu Birlolo delia Sommi ja abitante allora nel
vano attualmente neW Areh. Dipi, Fior, po|)olo di S. P.incrazio a Firenze.
La più antica di tutte consiste in un atto Fra le lettere della Signoria di Firenze,
del i5 giugno 1199, col quale i primi si- il Gaye nel suo carteggio inedito di artisti
fBori della Sommaja emanciparono un tale ( f^ol, /. Append. li. ) ne rammenta una
421
SOMM
<]tf] 3 fcbbrnjo i353 [stile comnne) con
];i quale la Signoria ilepntò i ci tla<li ni Ame-
rigo ilella Sommafa, Castello di Li[ipo del
Beccuto, e Benedetto di Giovanni Strozzi a
fortificare il cartello di Calentano per di-
fenderlo da ir incursione del Tarmala del Vi-
sconti che in quel tempo era penetrata dalla
Lombardia nel contado fiorentino.
IHil i38o al 1608 mancano le carte spel-
lanti alla famiglia della Sornmaja {^er con-
tinuarne tutta la discendenza. Sappiamo so-
lamente dall' illustrazione del Manni al si-
gillo XIII del Voi. IX de' suoi Sigilli an-
tichi, che Francesco figlio del celebre gin-
reconsiillo Lelio Torelli ebbe per moglie
Maria figliuola di Raflàello della Somma/a,
nella cui famiglia pervenne il padronato del-
la chiesa di S. PierBiionconsiglio in Merca-
to-Tecchio, per donazione fatla dai popolani
al suddetto Lelio Torelli. Da questa Maria
della Sommufa e da FVancesro Torelli,
soggiunge il Man ni, nacquero Antonio ca-
valiere Gerosolirailano, Raflàello cavaliere
di S. Stefano, e un altro Lelio che fu pag-
gio nero di Cosimo 1.
In questo tempo la storia ricorda pare
un Pier Fr;»ncesror/e//a*Somwri/acav:iliere
di Malta, che nel difendere un analto dato
dai Turchi li 3 giugno dfl 1 565 al caste!
di S. Ermo in queir isola, egli tì restò
ucciso.
Il giiispadronnlo dell» rliiosa di Sommaja
nel 3o maggio del 1608 fu riniinzi^ito dal
<^v. Antonio del fu Franrrsro Tonili al
senatore Giovanni di Girolamo d^lla Som-
ma/fi eil ai suoi «lisrcnthnli.
Finalmente con bolla del 20 ott. 1614
il Pont. P;iolo V concetlè lacollìi a Won«.
Girolamo della iSowm a/a referendario del T
una e T altra segnatura di |K)ttrsi ordinare
Siieerdote in tre domeniche da scegliersi a
suo pi;icere. (Carte cit.)
Questi fu quel Mons. Girolamo della Sorn-
maja che lasciò molli spogli dì notizie pa-
trie riuniti attiialmenti* nella biblioteca Ma-
gliabechiana a Firenze.
la contrada di Sommaj.i oltre ali* aver
fornito il vocaliolo a tre popoli, (S. Ste-
fano, S. Rufilìniano e S. Michele a Som-
maja ) lo diede anche ad un resedio o villa
eircondala da molti poderi com[>onenti una
fattoria che fu dalla nobile famiglia Di ni dì
Firenze da pochi anni indietro alienata.
Inoltre ebl>ero signoria in 5>omniaja i si-
fnori di caia Goidalotti di Firenze, alcuni
SOMM
de* quali furono «HNidannati aoiie nielli 1
ghibellini con •rtilenia del ai luglio i3m
dal poteste Gante de* Gabbrirlli lii i^
bio. — fed» GAmmrmno.
Anche lo ifortunalo Arrighclto à S^
ti mei lo sembra che nelle tne poràe liliilh
si appellasse «SommariViiiif, sfUmeiad»
cune slampe si legga Sammarientis,
Ticinanza di Settimello a SoDBMia.
I tre popoli della contrada di
sotto il piviere di S. Dnnatn ■
furono riuniti in due parroorbie Alpi
quella di S. Michele venne annesai ab
di S. Ruffiniano a Sornmaja. — AUaiI
tanto qupst* ultima parr. come Tate
S. Stefano n Sommuja , altrimenti 4dl
Brancoli ^ la prima di padronato àék
bil famiglia dei ronti Bardi Scfselii^h
conda del March. Ginori , già dr
Cistfrctisi di Settimo, sono slatr
alla nuova pieve «li S. Niccolò a Ca
Nel i833 la parr. di S. SleCino 1
roaja , o a Brancoli cnntava isg aduL
Nell'anno stesso quella de* SS
no e Michele a Sommaja noccnfa 111
SOMMANO (MONTE) ìoVaMi-Ti
— ^ed, MnxnraivAiio.
SOMMANO DI SORBANO in
— l^fd Mo!(TAi.To DI SoaaAno.
SOMMO.(X)IX>G\A, n SOM
MA nella Valle del Sercbin. - La.
eh. p.irr. .'S. Frediano) neir.iniiro
di Ijoppia , ora di Barga , Gnm. Gior.
deAÌm:i, d.tll.i qiial Terra Somn
dista circa due migl. a seti, nella Di«.
Pisa, già di Luca , Cnrap. pisano.
Risiede in monte alla destra del
Corsona , fra i casali di Albiaoo e di
guano.
Ebbero signoria in Snmmo-ColofaB
dal secolo X i signori Rolandinghi di
ca , quando il Tesc.<iTo Teudegrimo yB
del ao luglio g83 allivellò a Gio. àà
Rodilando, e che |ioi nel iSgiognodrl
il vescovo Gherardo di lui sucoraioit
fermò a Rolandino figlio del soddftto
di Rodilando, T enfiteusi di dieci poM
t inculi alla chiesa plebana di Lofifù
derime solite pagarsi a quel piemia
abitanti delle ville di detto ^aviere;
Loppio, Riano^ TVepignana^Casti»,
boj Alhiano^ Catu^nano^ Sumitia Celi
Barpa , Pi gonna , Graniti^ Pedam,
gin, t^eiio, Manciana , Tilio, Ctfr^
Amtectho (xir) , Grimignona, Lete*»
a
SOFF SOPÌ 419
La parr. dì S. Clemenle a Soctaiuiè di dell' cstinU famiglia Carducci patrona della
j^us|iadroiiato de* signori Dini e Murelli di eh. cui sottcnlrò la casa Peoori-Giraldi.
Pireoze. — Essa nel t833couUva a7aabi(. Il parroco di S. Maria a Soffiano nel 1186*
II popolo poi di S. Maria a SociaOdi neH* asiitlè ad un sinodo lenulo in Firenie nella
inno slesso noverava ao5 persone. pieve di S. Ileparata, poscia melropoiilana
SODERÀ (S. QUiaiOO alla) in Val- di S. Maria del Fiore,
lì Pesa.'- Gis. con eh. parr. cui fu annesso La parr. di S. Maria a Soffiano nel i833
I pfipolo di S. Vito a Ortimino nel piviere noverava 5oa abit.
li S. Pielro in Mercato, Com. Giur. e circa Soffi jtao^o Sofìjho di Cioo£i nel Val-
migl. afa lev. di Montespertoli, Dioc. e d'Arno inferiore.— Gas. perduto che fu nel
Coin|u di Firenze. piviere della Fabbrica di Cigoli, Com. Giui .
Risiede su 11* altipiano de* colli che nella di San-Miniato, Dioc. niedesìnia, gih di
lin-iione di lev.-grec. a pon.-lib. fiancbeg- Lucca, Comp. di Firenze,
^iano di contro a lib. il torr. f^irginio, a- Varie carte òtW Areh, Arch, lucchese ^
^endo nel 1* opposto lato la Pesa, lungo lastra- testé pabblicate nelle Memorie per servire
Ja rotibile che passa sul dorso di quei colli, alla storia dì quel Ducato, rammentano co-
La memoria più antica di cotesto Cas. testo luogo dì Soffiano^ tre delle quali del
iella Soderà la fornisce una membrana del secolo X; la prima del febbrajo 941 scritta
It maggio 1071, esistente nell'ABca. Dipl. io Soffiano piviere dì S. Saturnino a Puh»
Pioa./rn le Carte della Badia di Passim brica^ la seconda del a a aprile 954; latena
^nano , scritta nel poggio di Muttrajo. ^- data essa pure in Soffiano nei febb. dei 967.
f^ed, PoGcto A f^BNTo. — f^cd. Cigoli , e FABaaioà m Giqoli.
La chiesa di S. Quirico alla Soderà più SoFruMo^ o Som Atto di Fellàìio in
ardi fu di giuspadronalo de* Machiavelli, ora Val-di-Nievole. •— Un altro luogo di Soffiano
M-r due voci degli eredi del March. Ran- {Suffianum) nel piviere di S. Tommaso
^i , e per una voce del Principe. di Arrbna è rammentato in altra carta del-
Il popolo della Soderà innanzi il 1745 VArck, Arci^, Lucch, del 37 aprile 980
va gii riunito a quello di S. Vito a Orti- pubblicata nel Voi. V. P. Ili delle Mvmorie
nino, che nel i833 contava i3o abit. dì sopra rammentHte.
SODERÀ in Val d*Ema.— Porta pure il SOFIA (S.) nella Valle del Bidente in
nome dì Soileta una villa signorile de*Bar- Romagna. — f^ed. Sarta-Sofia.
:oli , poi Ombrosi con annesso oratorio (S. — (S.) oiMARECCHIA. — f^ed. Sarta-
Marco) nel popolo e piviere di S. Maria Sovia di Maibcchia, cui deve aggiungersi,
leirimpruneta, Cora, e Giur. del Galluzzo, che nel i558 il Cast, di S. Sofìa dì Marec>
[Hoc. e Comp. di Firenze. chia era possclnto dal conte di Novellara
SorrEifj^ o SirFENA (Castello di) nel Gio. Francesco Gronzaga, il quale aveva |io-
^al-d*Arno supcriore. — f^ed. Badia a Sor- sto sé stesso con questo suo Cast, sotto l'ac-
rniA, e Castel- Fa arco di sopra. comandigia di Cosimo I Duca dì Firenze.
SOFFI A?H!) nel Val-d*Arno fiorentino.— - In proposilo di eiò raccontava I* Adriani
Contrada deliziosa nei colli del suburbio nella «^/oria e/e* tuoi /e//t/ii (Lib. X.Vcap. 5)
3eci«ien1a1e dì Firenze, che ha dato il suo che fu mandata costà «nn te armala dal Card,
rocabolo alla eh. parr. di S. Maria a Soffia Caraffa nipote beneaffello del Pont. Paolo IV,
00, succursale delta pieve maggiore, nella il quale, ad istanza della conlessa di Pi:in di
Com. e circa un mi^fl. a ostro del borgo di Meleto favorita ilal Card. Vitelli, pretendtva
l^^nufa, Giur. del Galluzzo, Dioc. e Comp. avere delle ragioni sopra cotesta bicocca dì
Ji Firenze. S. Sofia, per cui le sue genti coslrinero il
La contrada di Soffiano situata in pianura Gonzaga, che si era ritirato nella rocca, a
li distìngue <Liir altra fK>sla in collina <le rendersi ed a uscire per forza da quella pos-
Dominandosi la prima Soffiano basto, e la sessione, asserendo che la giuris<lizione del
iecond.1 Soffiano alto. detto Cist. (posto dentro i confini di Mon-
Quc'St* ultima è la più ridente per la vi- tefeltro)era della chi(>sa Romana... Lsi qiial
male di Firenze e suoi contorni , fier essere cosa parve molto grave al Duca Cosimo, che
ifKtfKi di ville signorili , di vaghi giardini , se ne dolse prima col Card. Caraffa e {»oì col
ili vigneti, oliveti ecc. Piesso la eh. parroc- Pa|ia, |ierehè olire la possessione di S. Sofìa
chiale di 5o/}?aii0 d/to esiste r aulica torre tolta per fona, quelle masnade avevano
426 SORA SOBA
fiitfaigli (la Anto prete abitante dcI f^ieo Esistono in questo territorio abboodiBli
Capo Sfarla allivellò a questo i beni di cave di gesso. — f^eJ. Gabfmwaha.
della Cella posti nel f^ico Marta e nel Ca- La fiarr. di S. Martino a Soragg io nd
Saie Cuuano consistenti in orti, vigne, i83a conlava 83o abit.
prati, seWe eoe. per Pannuo canone di de- SGRANA nella Val-di-Nierde. — Cdit.
nari i a moneta di .9. Pietro. con cb. parr. (SS. Pietro e Pbolo) già filiale
Finulmente Io slesso casale di SupanOyO della pieve d' Aramo, nella Com. e circi
«frisino è rammentato nella bolla pontifìcia migl. i J a maeslr. di Vellano» Giar. 4i
spedita da Niccolò li nell* aprile del 1061 Pescia, Dioc. medesima, una volta di Luco,
al preposto e canonici della cattedrale di Gomp. di Firenie.
Soana, al cui capitolo confermò fra le alire Risiede in monte sulla ripa destn delli
cose le terre che esso possedeva nel casale Pescia Maggiore, ossia Petcia di Peseta,
SupaaOf o Sopano, fra Vellano, Castel vecchio ed Arano.
SORAGGIO DI GARFAGNANA nella Fra le piii vetuste reminisceme saper
Valle superiore del Serchio. — Contrada con siiti di questo luogo, nel Voi. V. P. lUJd-
eh. parr. (S. Martino) nel piviere di Piazza, le Memorie la'xbesi sono venuti alla luce
Com. di Sillano, Giur. e circa 6 migl. a Tarii istrumenli del secolo X, in cui èfrlli
seti, dì Gamporgiano, Dioc. di Massa-Do- menzione del Cast, di Sorana situalo sd
cale, gik di Luiii-Sarzana, Due. di Modena, poggio, detto allora di monte Peiritmh.
La contrada di Soraggio non ha Cast. Bla la rocca diSorana occupa nella aloni
né casale proprio, comecché da essa pren* militare del secolo XIV un posto distinlo,
da il distintivo non solo la eh. parr. di S. tostocbè essa fu presa di mira dai Fìorentisi
Martino a Soraggio, ma ancora il ramo mag- che 1* occuparono e perderono nella garrn
giore del Serchio, che costassù fino alla sua di Lucca del 1 33o e che poi riebbero àà
unione col Serekio Minuccianese conserva Pisani alla pace conclusa in San-Miniato li
il nome del Serehio di Soraggio, i5 nov. del i343. Fu perduta di nooit
Sono bensì comprese nella cura di So- nel i352, quando il presidio ftorenlinoffi-
/aggìo le villate di Rocca, di Erica, di ne cacciato da Sorana dalle genti di Ctstiee-
yaia^ di Ceunporanda, di Meltilo e di ciò Anlelroinelli oonte di Coreglia.
P'ieaglia, Riacquistala poco dopo , i Fiorentini <k-
II territorio della parr. di Soraggio con- vettcro rìperderla nella guerra che nel i36s
fina dal lato di lev. e scir. con V Appenni- si riaccese con i Pisani , dai quali la nA*
no di Gorfino e di Borsigliana; dtrimfielto bero alla pace di Pescia pubblicala in Fi-
a ostro giunge sul fìume Serchio; verso pon. renze il primo di settembre delPanno 1 3tf(.
ha la parr. di Sillano ; e dal lato di sett. Finalmente nel 1371 gli uomini di Sorwa,
e maestr. mediante il dorso dell' A|>penni- di Castel vecchio e di lutto il distretto eoBS'
no arriva sui confini di Grozzano e di altre nilativodi Vellano si sottomisero stabìlaci-
bicocche spettanti al Ducato di Reggio in te alla Rep. Fior., dalla quale ottennciob*
Lombardia. vorevoli capitolazioni. -— ^ed, Vbllaso.
Gli uomini di Soraggio dopo il trattalo Nel 1 365 insorse una passeggera di6bf»
di pace concluso nel 1441 fra il Comune za per causa di confini e di piuture In fl
di Lucca e quello di Firenze, cui quella Com. di Sorana e quello di Pontito di VD-
popolazione si era assoggettata, vennero re- la-Basilica nella giurisdizione lucchese,
tliluiti ai Lucchesi col loro distretto. La parr. de* SS. Pietro e Paolo a Sono*
Nell'anno 1446 gli abitanti di Soraggio nel i833 noverava 406 abit.
sì sottomisero spontaneamente con altre dieci SORANO nrlla Val-di-Fiora. — Tb»
Terre della Garfagnana superiore al Duca murata e stivala di abitaaìoni con àèm
Borso di Ferrara, fino a che per atto pub- collegiata ( S. Niccolò) capoluogo di G»*
blico del «4 loglio i45[ la camera ducale munita nella Giur. di Pitigliano, Dioe. A
accordò ad enfiteusi al popolo di Soraggio Soana , Comp. di Grosseto,
i pascoli e boschi della così detta Alpe-Faz- Risiede sopra una rupe di taCs vnkatini
uiola posti sul rovescio delTAppennino, nei nella cui sommità esiste la rocca ed alfa ^
confini territoriali di Gozzano, col paltò di base occidenUle scorrono le prime fiMti ^
condurre in ciascun anno un orto tìvo a Lente , il quale dirìgesi vcrr> PitigK*"»
Modena. -^ Ftd, Alm-Fasuoi^. mentre uelìe acogliere inlorao a
SORA
no stale sevvalc denlto quel terreno tdWeo
gmndiose e bette eeatioe.
Lu Terra di Sor«oo è posta fra il gr. 49^
41' lotit. ed il fr. 29"* 33' e 5" loog , circa
tnigl. 4 a grec. di PitigUano, 3 | a grec.-
!•▼. di Soana» migl. H n ostro di S. Gio«
'Vanni d(dle Contee, e intorno a migl. 1 1
m ostro)ib. dal Poole Ceotioo sulla strada
poflalc dì Bona.
Fu la terra e (Kslretto di Sorano antica
signoria dd conti Aldobrandeschi , perve*
nula col fatto di dÌTtsione del 1274 al ramo
de* conti di Soana e Pitìgliano, dai quali
passò con fàena giorìsdinone nella casa prin-
oipesea degli Orsini dt Roma , che domina-
rono assolutamente in Sorano e nei paesi
della contea Aldobrandesca di Soana 6tto
•ll'anno 160S, epoca dell' atienatione, e
rtonlcmesuaal Granducato di Toscana; dopo
dì che i conti Orsini ed altri signori otten-
nero molti paesi della stessa contea come
Itndaitarj Granducali. Tale fa per on Bonr-
SORA
427
bon del Monte il feudo di S. Mmrtino al
Poggio PelaiOf concesso nel x 65o al March;
Pier Franc(!sco del Mcmte S. Maria, al di
cui erede, il March. G)Stmo Bourbon del
Monte, venne rinnovata la concessione me-
desima nelfanno 1738. Tale è 1* altro fen-
do del Monte FitoMO concesso l' anno 1 654
al conte Fabrizio de^Barbolani di Monta-
cnto con titolo di marchesato.
Le vicende storiche della Terra di Sora*
no essendo comuni a quelle di Pitigliano^
rinvio i lettori a quest'ultimo Art» ed a
quanto ne disse 1* autore del Fiaggio Pit»
torico , dove parlando di Sorano aggiunge:
che, per nna costante fatalità, gli Onipi
suoi feudatari , essendo slati sempre intenti
in strana guisa a spogliarsi scambievolmente
e ad insidiani persino la vita , non lascia-
rono mai in pace i popoli a loro sottoposti »
e con i proprj odj e sfrenata voglia di ven-
detta e sposero miserabilmente quei vassalli
a dividersi in partiti , ecc. eoe.
MOVIMENTO della Popolazione della Tbpmjì di Sodano
a quattro epoche diverse y dii^isa per fami glie.
{IfB, Mauca ìa popolazione dell'anno 1640 quando Sorano continuava ad essere feudo
granducale).
Ahho
IMFIi
masc.
rasai
femtn.
▲JM
mase.
fLTJ
fenun.
COHJDOiTI
dei
due sessi
RCCLEAUST.
dei
due sessi
Numero
delle
famiglie
Totale
della
Popola»,
«7450
ia6
104
«3
139
3o8
a8
938
798
i83S
189
196
ta9
166
410
i5
a53
iit5
1840
ao4
186
i58
189
460
II
a58
iao8
1843
i8a
145
i63
i85
414
14
*73
io83
(*) Nel 1 745 W erano in Sorano 46 Loreneti non inalatati nel presente Quadro.
Comunità dt Sorano, — Il territorio dì
questa Comunità occupa 65355 quadr., dei
q'»ali 91 35 spettano a corsi d'acqua ed a
pnbbliche strade. — Nel i833 vi abitavano
^miliarmente 383 1 individui, a proporzio-
ne di circa 48 penone per ogni migl. quadr.
di suolo imponibile.
Confina con quattro Comunità del Gran-
dnoalo e per ta parie di lev. con lo Stato
Pontifìcio. -^ Essa ha di fronte dirimpetto
a sett.-maestr. il territorio coihuiiitativo di
Santa Fiora lino al fosso Rigo , che è uno
degli influenti a destra del fi. Fiora ; di
fronte a pon.-maestr. il territorio comuni-
tati vo di Sorano si tocca con quello della
Com. di Roccalbegna; di faccia a pon. ed a
lib. ha la Com. di Marciano; e dirimpetto a
ostro e scir. trota il territorio della Com.
428 SORA SORA
di PitigKano, con la quale la nostra di So- dieci tecoli fé cotanto malefiche eoae lodi-
nino si accompagna fìncbè arriva sai confine vennero in seguito, sicché il paese, illon
dello Stato Pontificio. fu generalmente più popolato.
Poche strade rotabili attraversano qae- Senza bisogno di esagerare sairioipor-
ft'angolo estremo del Granducato, una del- tanza della fìsica stmtlura e della variftà na-
ie quali sarebbe il tronco fra Pitigliano e golare delle rocce nettunixoey plulooicbc •
Sonino ila far parte della strada provinciale vulcaniche che cuoprono il territorio die»-
Troifersa che deve slaccarsi dall* altra via testa G>munitk, mi limiterò a overraie,
provinciale del Monte Amiala presso la con- che la ()arte montuosa posta a tett. dì &>-
fluenia del torr. Senna nella Paglia, e pas- rano, a partire dalla ripa destra del lorr.
aare per la Sfonesca, S. Quirichino, Sorano, Fiume fìno alle sorgenti del Lenttf trotsa
Pitigliano, Bilanciano e la Marsiliana per rivestita quasi generalmente da rocce stri*
condurre sulla via Aurelia davanti air istmo tifìcate e sedimentarie, state però qoh e là
di Orbetello. sconvolte e semi metamorfosate da filoni mt-
Fra i maggiori corsi d* acqua che bagnano tallici, o da rocce ofioliliche. — AH* incoaliD
il territorio di Sorano si contano , oltre il dalle scaturigini del lorr. Lente e del km
fiume Fiora^ varj torrenti suoi tributar) , Calesino fino al fi. Fiora il suolo oompari-
come il Lente f il Calesino ed il PicciO' sce quasi per tutto rivestito da profondi bai-
/oiia, il primo de* quali scende dai poggi chi di tufa e dì altre rocce deciaamenic v«l-
a maestr. di Sonino, e gli altri due circon- caniche senza il benché minimo indìiio A
dano e scalano il piano di tufa vulcanica, crateri sottomarini,
sni quale risiede la deserta cittk di Soana. Non solo in tutto il paese cinonviciiio si
Una delle prominenze più elevate del ter- capoluogo di questa Comunità, andando fcr«
ritorio in discorso é quella del Monte Vitoz- so il suo confine orienti«le, ma ancora inol-
io che si alza circa iSgo br. sopra il livello trandosi nello Stato Pontificio, trovasi ut
del mare Mediterraneo, i di cui contrafforti terreno vulcanico consimile a quello di Se-
dal lato di lev. e dì sett. stendonsi nella V^l- rann e di Pitigliano, •— f^ed. Prbbumo
di-Paglia, mentre quelli che si diramano Comunità,
Jferao pon. e lib. inviano le loro acque sii- Ed è poi singolare che nei contorni di
irestri negli influenti del fi. Fiora. Sorano come nel Pitiglianete f ' incontnas
Risiietto alla struttura fìsica della con- banchi di tufa vulcanica nei quali si ra^
trada compresa nella Comunità di Sorano chiudono ciottoli e ghia je di rocce sedioBCih
io dubito che poche altre del Granducato tarie ; prova a parer mìo non dubbia, che
offrano al naturdista un* anomalia più sin- le ceneri vulcaniche furono posteriori alla
golare di questa, rispetto specialmente alla formazione delle rocce nettuniane coi spel-
stalistica medica della Maremma. tano i ciottoli predetti, stati già dalle aeqae
Imperocché, se la situazione astronomica correnti rotolati innanzi che comparissen
o fìsica, terrestre o marittima, sono da ri- costà le ceneri dei vulcani sottomarini. Ao-
guardarsi come elementi per servire di nor- che nei contorni di Sorano come allaCortr
ma alla filosofìa della statistica, cesserebbero del Re, presso alla strada rotabile fia Fit^
essi dì essere tali nella Comunità di Sorano, gliano e Sorano, esistono dei banchi di csl-
Ddcchè la storia degli uomini è cono- care concrezionato (travertino) ed aoqv
scinta, sappiamo che le condizioni fìsiche termaliacidule, dal deposito delle quali quel
del suolo fra Sorano ed il fìume Fiora sono travertino a poco a poco si andò foroiaoiio.
state sempre nn profondo letto di ceneri Tali sono, per esempio, le sorgenti de* l'-
abbandonate da vulcani sotto-marini com- gnoli, e di S. Maria delV Aquila^ attornia
parsi in epoche anteriori alla storia; ed è te ed emergenti da grandi scogliere di Ifs-
egualmente nolo, che in molti luoghi della verlino.
Comunità di Sorano alle ceneri vulcaniche Sul Monte Citerno^cWé distante no fli-
servono di base rocce stratiformi e massìc- gì io e mezzo da Sorano, dal lato d*ortitf
ce, alternanti con depositi di acque più o il Santi indicò alcune scogliere di caloRS
meno ricche di acido carbonico. È altresì fissile-rossigna, mentre lungo laftndalal^
vero che V una e Taltra contrada fu sempre stra presso il pubblico fontanile trova* aas
dominata da* prìncipi medesimi, sebbene le breccia c^ilcire atta a rifìorire qnella stn^*
condizioni sue almosfcrìche non apparivano Anche in nn risalto dello sleiao mools «d
SORA SORA 439
fiineo oppoflo a sett. dirimpetto alla T«rra che togliono minacciare la vita dell* nomo;
di Sonno, denominato Poggio Bifidi , e* né alcuna, cb* io sappia, delle cause sanita-
sistonocHve di calcarea rossa venata di bian- rie derivanti da inondazioni, da comparsa di
oo quasi pellacida e semigranosa, mentre ristagni palustri, da nudità sopravvenuta nel
alla base dello stesso poggio si rìafiaccia la snolo, da imboschimento di terreni ecc. ecc.
tuù vulcanica consimile alle scogliere sulle nulla di tutlociò ha sconvolto che si sippia
quali risiede la Terra di Sorano. Al contrario la sua configurazione corografica, né cambia-
proteguendo il viaggio da sett. verso mae- to l' indole fìsica, o la giacitura geognostica
•tfo apariscea pie del monte delC Elmo ogni di alcuno dei due paesi di sopra nominati.
Inccia di terreno vulcanico e sottentrano Per conseguenza non sembra tampoco che
rocce stratiformi e sedimentarie bene spesso deiba attribuirsi cotale infortunio alla can-
alterate dal gabbro rosso che le avvicina, e giata loro situazione topografica, sia per la
dalle rocce olìolitiche, le quali sono quasi per distanza di Soana dal lido del mare, la quale
tutto subalterne alle nettuniane di sopra in- è ma»giore, sebbene di poco, a quella di
«liote. Pitigliano, né alla sua elevatezza, tostochè
Talee la roccia calcarea di tinta rossastra Soana trovasi ad un livello di sole 60 br.
penetrata da particelle usbestine, la quale inferiore a quello di Pitigliano, né alla com-
Uovasi nel Poggio delia Croce presso la parsa di paludi che non esistono, né alla
f^ilia deWElnio, poggio che può riguar- natura del suolo identico fra 1* una e 1* altra
darsi una diramazione meridion.de del Jffoa- coiitmda. Quindi è che cotest* anomalia ne
fr yiloBto, mentre gli sproni a lev. di co- obbliga a dover contemplare come effetto
testa montuosità restano coperti di tufa vulca- piuttosto che causa di malaria la rottura de-
nica disposta in banchi piùo meno potenti, gli antichi acquedotti e la dispersione dell*
dentro cui scorrono incassale a grandi prò- acqua potabile che quelli couducevano nella
fondita strade mulattiere e corsi d* acqua, città di Soana ; siccome sono egualmente da
tm qoal tufa simula qualità che la fanno p.f riguardarsi come effetto piuttosto che cauta
ren analoga a quella di Soana, di Sorano e di malaria le selve e foreste, non saprei se
di Pitigliano, e continuando per lo Stato Pon- diminuite o aumentate intorno a Soana, il
tificio, a Farnese, a Onano, Valentino, Pro- non libero scolo dei due fossi Calegino %
ceno, ecc. fino al di là del Lago di Bolsena. Piccioìana^ i quali ritenendo in eslate ac-
Cutt^ta qualità di roccia quanto è facile qua stagnmte e putrescente, sogliono am-
a scavarsi , altrettanto è silscettibile di ac* roorbare Taria di quelle vicinanze.
quistare consistenza dopo essere slata esposta k\V Art, Badu di Calvrllo citai una
alParia, siccJiè nel poggio di Soraiio più che bolla del Pont. Alessandro VI, inviata nel
io Pitigliano vi sono stale (agliate grandiose i4 maggio del 1496, ai Soanesi, con cui
cantine, alla cui bellezza suol corrispondere accordava facoltà che dalla Badia di Cai'
la bontà dei vini bianchi asciutti e spiri- t^eZ/o, situala in un luogo del suo contado
tosi, che le ben coltivate vigne dei suoi con- reso malsano, quella famiglia di Vallom-
lorni producono, e che sogliono costituire brosani si potesse trasferire nella loro città,
Qua delle maggiori risorse agrarie del paese alqyale effetto i Soanesi si esibivano di fal>-
pcr Tciito che suol farsene nella Grossetana bricare un nuovo claustro, e di assegnare a
Karemma. quei cenobiti una confacente dote.
Che se poi uno rivolge i passi da ostro a Ma la storia municipale di Soana, e queU
lib. della Terra di Sorano, vedrà in mezzo la della G)ngregazionc Vallombrosana tace
■ifo«i Calesino e Picciolana la malsana sul T esecuzione della bolla pontifìeia pre-
deserta città etnisca di Soana, situata in una detta, né più si parla della traslazione della
pianura di tufa vulcanica profondamente sol- Badia di S. Benedetto di Calvello, le cui
Cita (U quei due botri, ed in una giacitura memorie cessano dopo un decreto della Ca-
*Kitto consiroile alla Terra di Pitigliano. mera apostolica in data del a5 ottobre x6i3
ScoQoncbè quest* ultima va aumentando an- spedito in favore di don Marco Brocchi abate
Malmeote di popolazione che non fugge Te- del Mon. di S. Benedetto di Calvello contro
>l*le, mentre Soma, oltre ad essere oggi scar- Ottavio Saracini vescovo di Soana. — 0^ed,
iNMiiia di abitanti, quei fiochi che vi restano Badia di Calvello.
kHj calda stagione rischiano di lasciarvi Anche il Cast, di lUontehttono^ già nella
b vili. .^ Eppure oiu:. a delle cause generali Com. di Soana, ora in quella di Sorano,
V. V. 55
430
SOBB
nel 1499 era in rovina al pari dì Unii alici
Gabellali resiati in coivsia coninula.
Con recente noUficaxione del 20 giugno
1844 è staio istituito una nuova dogana di
tena classe nelb Coin. ili Somno, in luogo
detti S. Quirictùno t dipendente dal doga*
niere di seconda classe di Pilig'.iano, con
r indieaiioiie delle strade permesse prati-
carsi per giungere alla nuova dogana.
La Comunità man: iene tre chiriughi re-
SORfi
sideali in Ut paesi diversi, oHsc wà asi-
Siro ed una maestra di scuola.
Risiedè in Sorano fino al 1 840 un giu-
sdicente civile , riunito Mitualmenle al Vi-
cario R. di Pitigliano, dov* è i* uftào «
esaiione del Registro e la sua canoelleriaCa*
muuitativa. L* ingrgnere di Circondario abi*
ta in Arcidosso , la oooscrvasionc ddls Ipe-
teche ed il tribunale di prÌMa hlania mm
in Grosseto.
QUADAO della Popolazione della Comvnìta* dm So,
a quattro epoche diverse.
Nome
dei Luoghi
Aquila (dell*)
Casiellottieri
Calabbio
Elmo
Monle-Biiono
Monte-Vi tozzo
Montorio
Poggio -Pelato, o S.
Martino
SàTi ' Griovanni delle
Contee
* San-Qiiirico, o S.
Qu inchino
Sun-Valentino, oStri-
bugliano
Soana con i Lorenesi
esistenti nel 1745
Idem
SoaAHo con 46 Lore-
nesi nel 1745
Titolo
delle Chiese
S. Maria , Cura
S. Barlolommeo , Arciprel.
S. Lucia , Pieve
S. Gio. Rttl. Decollalo, id.
S. Andrea, idem
S. Giacomo maggiore, idem
S. Maria , Cura
S. Martino , Pieve
S. Gi'^vanni e S. Caterina
delle Rote, idem
SS. Gio. Baitisla e Quirico,
idem
S. Valentino, Cura
SS. Pietro e Paolo, Cattedr.
r
= fi.
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K •
O
S. Maria cS.Marailiano, Cura
S. Niccolò, Collegiata ed Ar-
cipretura
Totjìle . . . Abit. iV."
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^ La porr, di San^Quirico a San-Quirichino nelle ultime due epom
che mandava nella Com. di Piiigliano Ahit, N,^
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Rbstaho Abit. Ì4a59j4i77
SORBAJANO in Valdi Cecina. — Vii-
lata, dalla quale prendeva il nome im ospe-
daletto (S. Giovanili a Sorbajano) nel pi-
viere di Gabbreto, ora nella parr. Cora, e
circa un roigl. a lib. di Monte-Catini nella
Val-tli-Cecina, Giur. e Dioc. di Volterra,
Comp. di Firenie.
Risiede in poggio dirimpetto al
di Capocciano pre&io 1* ingrasso delle n^
vate miniere di rame di Monle-Calini. "
Attualmente conserva il vocabolo aulico*
Sorbajano una villa della nobii casa la^
rami di Volterra. — ^ed. Gabiuuoo^ e M^
tb-Catihi di Val-di-Cecina.
SOBB SORB 431
SOEUimiLO preno Lnoca. — *- Vtd^ ti eoafen.l«»^ oòn la conindi dd Sòrb^mo
TArt. feguefUe Soabako dkl Giurnix. {Sahurhanum) del ^etco^o in gmziti dellift
SOaBA?fO KL GIUDICE (già Suburba- (lossetsiont che ivi teneva la infensa di LoeiSà .
nmm Lei Jmdieis)^ alloalmente SORBA- Accresce peao a questa congettura il sape-
NELLO presso Lucoa. ** Sorgala , la cui re che la memoria di £feone Gittéicè^ o\ìrt
chiesa parr. di S. Giorgio era ana delie su- non essere anteriore ai tempi di Ottone I,
burbane della chiesa maggiore lucchese in- il Suburbano è rammentato in una eatlà
nanzi che tenisse incorporata nel pi?ieredi del 3i dicembre 854, quando nn prete ot-
S. Paolo in Gurgiie, Gom. Ginr. Dioo. , tenne a lifello dui vescovo di Lticòi beni
Due. e circa migl. a } a scir. di Locca. di pertinenta delln chiesa di 5. Maria Fo^
Risiede in pianura alhi base settentrio- ritporta posti in Subarbano (Sorbano) in
naie del monte di S. Giuliano, fra il canale luogo appellato /soia; i quali beni confi-
d«ir Oswri e quello dell* Oitereiò poco navano da un lato con la via pubblica, dal-
luQgi da altra borgata omonima, il Sorba* 1* altro lato coirO^teri. «— (Mbmoh. Ltrooa.
no del P^Éseo^o. ^ol, r, /». f /.)
Portò Sorbanello il distintivo di Sorba- Un istrumento dell* archivio capitolare
no dei Giudice stante i molli beni chepos- dato sotto Tanno 1 177 (Man. Luco*. Fb/.
sedeva costì nei secoli X e XI la nobil fa- /^. P, li, ) rammenta un canonico della
miglia lucchese discesa da Leone^ stato G4u» cattedrale di Lacca, per nome Leone, il qua-
dice in tempo dei primi tre Ottoni , che le dopo avere acqui ìitalo dei beni In Sotba-
diede il tuo nome alla Postierla di Leone no del f^sseo^<, doe anni dopo, divenuto
Giudice , alla chiesa denominata tuttora di vescovo di Chiusi , li donò al capitolo di
S. Maria del Giudice sotto il Monte Pi- S. Martino.
sano , ecc. — Fed. GmoioB (S. Mabia do.) A questo stesso Sorbano del Feseoffo de-
e Mavoa. Locca, (^o/. F. P, 111, nei do- vesi riferire una bolla del Pont. Alessandro
emme/tei del 981, 983, 986, ecc.) II (Anselmo vescovo di Lucca) diretta nel
Cotesta borgata venne distinta col voca- 1068 al clero e popolo lucchese, col la quale
bolo di Sorbanello anche da un istmmenlo proibiva ai vescovi lucchesi di tendere o in-
veiranno mille, rogato in Locca li ii no* feudarei beni del vescovado, compresi qurlti
tembre, allorquando il vescovo Gherardo af- posti nella Filla Suburbanù, — {loe, cit.)
fitto a due Ebrei diversi petzi di terra si- La parr. di S Lorenzo a Sorbano del
toati in Sorban-fllOy stati di dominio di» ^exrm^o nel i83s contava 343 popolani,
retto della chiesa di'S. Maria Branca, già SORBA?fO 01 ROMAGNA nella Valle
detta di S. Maria Foritporta. "-'(MEMom, del Savio. -^ Cast, con chiesa ptebana (S.
Cftf*)> — * Fed, t/ért. LorocA. Egidio) capoluogo di Comonitk, siccome lo
La eh. parr. di S. Giorgio a Sorbano fu di Giur. sotto il vicariato R. dr Bagno
^e/ (?iWice, altrimenti detta in «Sòr6anei/o nella Dioc. di Sarsi oa , Comp. di Firenze,
nel i83a contava 347 abit. Risiede sopra un poggio sulla ripa sini-
SORBANODBLVESGOVO(5ii6ar&a#itf/it) stra del fi. Savio nel gr. 29^ 49' o" long, e
presso Lucca. — Altra villata con eh. parr. 43* 36' o" latit., dirimpetto alla confluenza
(S., Loreoso) già anburbatta della cattedrale del torr. Tonanief • cavaliere della piccohi
^ S. Martino, ora filiale della pieve di S. e spopolata città di Sarsina che gti resta un
Paolo in ^iir^ìf e, nella Gom. Giur. Dioc. quarto di migl. discosta dal lalo di lib..
Due. e quasi 3 migl. a scir. di Lucca. mentre un migl. e mezzo al suo greo. esiste
Trovasi itnsao Sorbanello fra laripii sini- il paese di Monte^ astello ^ e nel lato op-
itra lìeW Oi%eretto e la destra dell' Otxori. posto del fiume ad egual distanza verso ostro
Molti istrumenti dell* Arch. AtcÌ9, di il Cast, di Appeggio^ luoghi tutti compresi
Lucca rammentano 1* tino e V altro Sor- nella legazione di Urbino, Stato Pontificio.
hano, sebbene pochi tra quelli finora |mb- L* esempio del Sni^no di Locca , derì-
blicati, qualora se ne eccettui uno dell* 1 1 Tato dalla voce Suburbano ci scoopre bcil-
nov. anno mille, distinguono il Sorbano mente T etimologia di cotesto Sorbano, con-
ile/ FeteoQo ilal Sorbano dei Giudice ^ o«- templato qual subborgo {Subarhano) della
sia dal So^ban'llo. vicina città di Sarsina. — Fed. gli Art. pre-
Dubito per altro che il Sorbano detto di cedenti di Sombamo ml Gmmca, e Sobaaho mt*
Leone Giùdice yo» esiilassa, o almeoo eba Vasoovo.
432
SOBB
Le TÌoende polilicbe di Sorbano farono
per lunga eU comuni a quelle «Iella TÌcina
città dì Sartina , che era situala suireitre-
mo confine degli Umbri Sarsinaiensì, falla
più tardi sede di un ?escovalo, dello anche
BMente, per cui i suoi presidi presero il
titolo di Conii di Bobio.
Che Sorbano sino dai (empi più remoli
fosse sotto la giurisdizione dei vescofi di
Sarsina, ossia Bohi*:nsiy lo dichiara fra gli
altri un diploma da Federigo II nelPottobre
del laao concesso a quei prelati, dove si
rammenta fra i luoghi spettanti a quella
mensa il castello di Sorbano con la sua cor-
te stato poi tolto ai vescovi medesimi dai
nobili Faggiolani e quindi riconsegnato per
sentenza del 1372.
li nobili della Faggiuola che si erano
impadroniti di Sorbano e di Sarsina, si sue*
cederono gli Ordeìaffi Forlì; quindi cad-
dero in potere dei Hfalaiesti di Cesena e di
Ri mini, poi di Cesare Borgia, ossia del
Duca Valentino, e finalmente vennero occu-
ltati militarmente dai Veneziani, sino a che
acquistarono dominio in Sorbuno e nei luo-
ghi di sua giurisdizione gli Ubaldini della
Carda e di ^ppeggio con alcuni signori
libertini di Romagna raccomandati di Gio-
vanni Galeazzo Visconti di MiUno. — Appena
morto cotesto potentato (anno i4oa)IaRep.
Fior, inviò in Val-d i-Bagno nn corpo di
truppe sotto gli ordini di Jacopo di Alaman-
no Siilviali, uno dei Dieci di Balia di guerra,
il quale non solamente cacciò da Bagno e
dalla rocca di Cortano i conti Guidi ri-
belli della sua Hep., ma ancora spogliò di
SOBB
molti castelli che possedeva in Bomtgna m
altro ribelle, Andreinodi Biocdoiief li Ubir-
tini. — Se Sorbano fosse tolto a qacsl*olli>
mo o ad altri nemici di Firenie, la stona
noi dichiara ; bensì un atto pubblico dd il
™Agg>o. liaè, registralo nel 1* i#rcA. delle
Riformagioni di Firenze ne fa sapere, che
gli uomini di SorbanOj di Mtontalto^ di
Ballato, di Cattelnuotfo ^ di Teuo^ di
Tomba e di BforUoriolo si sottomisero tsUi
insieme al dominio fiorentino; nella quale
occasione furono concesse loro diverse csei-
zioni per un tempo determinalo, pmrogals
poi fino al 1546, tempo in cui restarsao
sospesi generalmente simili privilegi a talli
i popoli del distretto fiorentino.
Con lettera della signoria della RepuFior.
del 18 febb. i453 fu incaricato in qualità
di Commissario della Rep. Gherardo Gaa-
bacorli signore di Bagno per le fortificasioM
di Viesca, di Bobbio e di Sorbano. — (Gàvi,
Carieggiodi Artisti ined. Foi. l. jipp, il,)
Nel 1 5o8 davanti alla Signoria di Fila*
ze fu portata una lite per lontrovcnie in-
sorte fra gli uomini di Sorbano ed il eapi-
tolo della cattedrale di Sarsina , di cai noi
conosco Tesilo.' — (Pioaui, Lessico sts-
rico diplomatico, T, FI. MS. meitJrtk
delle Biformag, di Fir.)
In seguito Sorbano col suo territorio d-
sendo passato dalla Rep. Fior, nel Gni*
ducalo venne designalo per capoluogo H
vicariato tanto pel ci "'e come pel erìfli*
naie, cangiato poscia in una polesterìa ni-
nure, la quale finalmente venne uich*eai
soppressa nell'anno 1814.
SfOFiìtENTO della Popolatione del Castello dì SonM^mo
a cinque epoche diverse , divisa per famiglie^
Alilo
IMPDBiai
masc,\femm.
ADD
mase.
ITI
femm.
CONroOATI
dei
due sessi
■CCLUIA,-
8TICI
8BOOLA.ai
Numero
delle
famiglie
ToiuU
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—
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1745
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38
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1840
37
34
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36
74
I
37
aio
1843
3a
a8
a8
39
88
1 39
906
SOBB
Oomuniià di Sorbano, — > Il terrìtorSo
di questa G>iiiunità, compren una fnxiooe
ifoIaU dal Granducato, occupa una superfi-
cie di II 079 quadr., dei quali 33o spet-
tano a corsi di acqua e a poche strade mu-
lattiere comunali.
Vi si troTSTa nel i833 una popolazione
lissa di III 6 indÌTidui, a ragione di 83
«bit. per ogni migl. quadr. di suolo impo-
nibile. — Confina con tre Comunità del
Granducato di Toscana e per il restante fron-
teggia con lo Slato Pontificio, il cui terri-
torio in più luoghi entra dentro a questo di
Sorbano al punto che una piccola frazione
del medesimo (/a Tomba) posta sulla ripa
sinistra del torr. Tonantet quasi 3 miglia
a ostro di Sorbano, è circondata in tutti i
lati dallo Suto Pontificio. La sexionediRul.
lato dirimpetto a scir. ha dirimpetto il ter-
ritorio di Bagno spettante al Granducato.
La sezione poi di Monloriolo posta a
ostro-lib. di Sorbano è contornata dal lato
di le?, a grec.t e dirimpetto a pon. e maestr.
dallo Stato Pontificio sino a che il distretto
di questa Com. termina in una lingua di
terra acutissima che arrira sulla sponda de-
stra del Savio. — Solamente di fronte ad
ostro il torr. Fara e«J il Rio Maggio ser-
vono dì confine al territorio comonisativo
dì Sorbano con quello della Com. gran-
ducale di Verghereto, e segnatamente con le
due sezioni di CornMo della Faggiuola •
di Monto Giusto^
SOBB
433
Fra i maggiori corsi d* acqua che passano,
o che bagnano i congni di questa Comunitlb
contami il fi. Sa?io, il torr. Tonante e quelli
della Para e del Rio Maggio^ o Maggiore,
Gol regolamento del 19 agosto 177$ fa
organizzata la Comunità di Sorbano , com-
peta di sei comunelli , quanti sono i suoi
popoli attuali.
È inutile discorrere di strade rotabili in
un paese frastagliato, montuoso e situato
quasi in mezzo ad uno Slato estero ed a con-
fine con altre Comunità non meno aspre
e malagevoli a passeggiarsi.
Rispetto alle qualità fisiche del snolo es-
sendo esse analoghe a quelle discorse MAri.
Baqho Comunità, rinyierò il lettore a quel-
lo e all' altro articolo di VaBoataaro, Comu»
nità, — In quanto ai prodotti del snolo, la
maggior risorsa territoriale si riduce a ca*
stagne ed alla pastorizia. Quindi é che il
latte di ootesta contrada fu decantato pei^
fino dai poeti di Roma (Silio Italico),
In quanto alle cause della popolazione de-
crescente anzichenò nella parte transappen-
nina del Granducato , gioverà quì ripetere
ciò che fu avvisato dWArt. Babia-Tbdauu.
Il giusdicente di Sorbano è il vicario H.
di Bagno dove trovasi la sua cancelleria Co-
munitativa con Y uffizio di esazione del Re-
gistro. LMngegnere di Circondario e la con-
servazione delle Ipoteche sono in Modiglia-
na; il tribunale di prima Istanza rinedealla
Rocca S. CsKianow
QUADRO della Popolazione della ComuwirJ* di So^bjìmo
a Cénque epoche diverse*
Nome
dei Luoghi
Montalto, o Siommano
Montoriolo
Bullrfto
Soemkwo
Tezzo
Valbiaiio a Castelnooo
Titolo
delle Chiese
S. Salvatore, Cura
S. Casciano , idem
S. Biagio, idem
S. Egidio, Pieve
S. Bartolommeo, Con
S. flilaria , idem
a -a
3 srs
? g o
8. e
Totale
Abit. ^.»
AMBO
l55l
937
3«9
89
Ila
i3i
i337
Popolazione
Anno
1745
i34
186
118
106
ii5
49
708
Anne f ti di tptesta Comunità nelle ultime tre epoche provenienti
dallo Stato Pontificio mediante tre porr, estere . . Abit, Jf .*
ToTdhM Abit, if.«
Anno
i833
io5
a5i
"99
904
i3o
61
166
iti6
Aimo
1840
104
aii
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aio
i3o
73
195
Ainro
1843
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8«
aaa
i33
ao6
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7«
178
1014
434 SORB SORC
SOaBELLO I PERETO della VaMi- SORGI in Val-Tiberìna. — Gtf. die la
Pierle in V.fl-Tib«TÌDa. — Due villalf sul Gist. con eh. parr. ( S. Lorraio ) oel pi-
confine a grec. del Granducato con lo Stato viere di S. Maria alla Savara ^ Com. Givr.
Pontificio, nel |)0{x>lo di S. Andrea a Pe- e quasi due migl. a oatro^cir. di An|fhia-
reto, G>in. Giur. e circa io migl. a grec.- ri, Dioc. di San-Sepolcro , gii di Amm,
lev. di Cortona, Dioc. di Qttà-di-Castello, Comp. aretino.
Coinp. di Arezzo. E&iste sopra una collina alla liniilra del-
Per le notizie storiche di Sorbello, dal la fiumana 5o«Hira, hra la strada regb di
quale prese il titolo uno dei rami de* mar- Urbania e la Terra di Anghiarì.
chtji del Monte S. Maria » invierò il let- Fu il castelletto di Sorci dominato un
tore agli Jri. Mortk S. Mabià, e PiaiLt tempo dalla nobil (amiglia Pichi di San-
(Valih). — Imperocché il territorio di 5or* .Sepolcro, a molti indifidui della quale il
^//o insieme con Peirtlia, Pereto e f^aU Cast, di Sorci prestò ricovero in occasioiie
^i-/*ier/e formava parte del feudo imperiale di brighe di pattilo, siccome il Casi, di
del Monte S, Maria ^ innanzi che Giovan Eiscio servi di rifugio ai Goncci ed ai Gn-
Matteo March, di Sorbello per atto del 94 ziani , due altre nobili famiglie di detta
agosto 1478 fosse ricevuto in accomandigia città. — ^ed. SAnaroLcao.
dalla repubblica fiorentina, la quale fu rin- Gli abitanti di Sorci si sottomisem al «kv
iiovata nel a6 agosto i558 dal March. Lo- minio fiorentino, come parte del dislrslto
dovico con il Duca di Firenze Cosimo I. aretino, per atto del 19 giuguo i385.
Ia parr. di Sorbello e Pereto nel t833 La parr. di S. Lorenzo a Sorci nel i833
conUva 364 nbit. contava aa5 abit.
SoRMOLjTico in Val-di Cecina, altrimenti Somcijìno ( Pitrt Dt),o Suraamo nella
detto Sorboiaiieo ai Caif altari, — Gas. Val di Merse. — Pieve da lunga mano di-
perduto dove fu una chiesa sotto T invoca- ruta che fu sotto Tinvocazione di S. Giovai^
zione di S. Gioffan/d a Sorbolntico nel pò- ni, nella Com. e Giur. di Radicondoli» Dioct
polo di S. Leopoldo alle Saline, Com. Giur. di Volterra , Comp. di Siena.
Dioc. e circa 6 migl. a scir. di Volterra , Esìsteva fra Belforte e Montalcinello» dae
Comp. di Firenze. popolazioni già filiali della chiesa pleba-
La chiesa di S. Giovanni a SorbolatieOj na di S'ardano , nella cui canonica ebbt
o ai Cavallari^ sebbene diruta ha lasciato luogo un piacilo della contessa Matilde 'm
il suo nomea uno de* migliori pozzi delle diita del io aprile iioo a fìivore di Ragi-
Moje Volterrane; e fu nel distretto di S. nierio vescovo di Lucca. Al qual placito ai-
Gioi^anni a Sorbolatico ^ o ai Ca^fallariy sisleroiio i nobili Rolando di Pagano di Cor-
dove nel sec. XIII possedeva beni la man- sena, Ritnierì di Bulgarello, Opizio di Gw-
sione deir AltoiKiscio , stati alla medesima saga,Fraolmo di Pichena, Pietro di Wal*
confermati dal ùnp. Federigo II con privi- fredo di Pichena, Sasio di Bibbianello, e
legio deir aprile 1^44. — f^ed. Aonàao molti altri. L'oggetto fu per definire noa
(OspiOÀLiTTO di) in Val-d*-£ra,eMojBVoL- lite da Ardiogo giudice e da Ubaldo^
TBiaiBB. Carpineta a &vore di Ruginiero vescovo di
La chiesa di S, Giovanni ai Cos^allari Lucca e suoi successori contro Bernardo e
esisteva air epoca del sinodo diocesano del Ranieri figli di Ardingo ( conte) e loro
IO nov. i356. ed attualmente si appella consorti, i di cui genitori fino dal tempo
de* Cavallari un podere posto dove fu la del vescovo Anselmo (Papa Alessandro 11)*
detta chiesa delle Saline vecchie, erano obbligati di alloggiare e di acconps-
SORBOLO DI VARA in Val-di-Magra.-« gnare a Roma con 3o uomini a cavallo ui*
Gas. con eh. parr. (S. Lorenzo) nella Com. volta l*anno, se occorreva, i vescovi di Ì4K-
di Follo, Mandamento di Vezzano, Provin- ca. — (Mkmob. liucca. Voi. IV. P. II.)
eia di Levante, Dioc. di Luni-Sarzana, Re- Anche il Pont. Alessandro Ili, con li*
gno Sardo. bolla del a3 aprile 1179 diretta a U(|00e
Risiede alla sinistra della fiumana f^ara vescovo di Volterra, cnnferraò alla chicli
sulle pendici settentrionali dei monti che volterrana la pieve di Sorciono; ed ilGt*-
£uino spalliera al Golfo della Spezia. chi aggiunse, che la pieve sud<letta doffvi
La parr. di S. Lorenzo al Sorbolo nel essere colle gioia ^ desumendolo egli da o»
i83a contava 168 abit. atto del i36o a favore del Comune dì B^
S O R 1 S 0 V A 435
folle, per locazione di beni » tUlo fatto «In La filla gik castelletto di Sorico trovasi
dae canonici di eaa pieve a nome di Gio- sulla sommila di un colle ulival<»cliesi alia
tiBoi di Xilauo loro superiore e piegano alla sinistra della Peseia Maggiore o Pe-
di SorvfOfio. Rispetlo alla quale collegiata scia di Pejc/a, a cavaliere della stessa città,
navieiò i miei lettori ad altri articoli di Tmito Sorico come Ripa sono riconlati
pieri joliche che davano ai loro cappellani sino dal s(t:olo X nelle carte deìV Areh,
illilolo di canonici t stante la vita comune Arcisf, Lucch., una delle quali, scritta li
che allora facevano insieme col pievano. io nov. dell* anno mille, tratta del fìtto di
ilfi^rr. PA^mnA , o Paheha del pi* quattro case masserizie (poderi) poste a Sa-
nte di Soreiano fu dato il sunto di un ulto rico, state allivellate da Gherardo vescovo
pabblÌGO tiel ia53, col quale Rinaldo pie- di Lucci a Sigifredo del fu Ti-udegriroo de*
vano di Soreiano con Licfnxa di Ranieri nobili di .If ^ofia. — Memob. Locca. Voi. V.
icnovo di Volterra riniinxiò all'abbate e P* HI), ^ed. Guikto di Pugia e Maoha.
■oaaei di S. Galgano in Val-di-Merse le Souìpolb , o Summipùle in Val d'-£lsa.
1 muli 4 chiese hliali ; cioè , di Pap'ena^ — Gas. perduto che dieile il vocabolo ad
A Searpegiano , di Grepine , e di F'espe- una chiesa della pirvee Gom. di Montajon^',
m — ^ed. MoiiTi A ^AUiA'vovo^e Papbua, Dioc. di Volterra , Gomp. di Firenze.
L* antico piviere di S. Giovanni a 5or^ Possedeva beni in Sorripole il capitolo
cìfli-f doveva Abbracciare una grande esten- della cattedrale di Volterra fino da quando
Muc lerrìloriale.tostochè comprendeva sot- Pietro vescovo di quella chiesa nel 972 , o
li la floa giurisdizione ecclesiastica i popoli 974» assegnò in dote ai suoi canonici mol-
ti Xootalcinelloydi Belibrte con tre speda- ti predj , fra i quali un' intiera sorte posta
ktti, le chiese del Gomocchio a Radicon- in luogo denominato Surripule, — fVd.
dalia di Mozzrllo, di Falena , di Tremoli, MoaTAiova.
4i Elei, di Travale, di Hontpverticalo, di SOKRIPOLI nella Valle dell* Ombrane
iRziaiio preno Travale , ili Tramonti, di pislojese. — ^ed. Saiupoli.
Cflaglla, dì Pap^na, o Papiena , di San- SOTTANO (VEZZAXOi «SOPRANO. —-
Pffiano, di Valloria, di Grepiua, e la ca- ^ed. Vui4:«o in Val-di-Migra.
wmtca di Gabbro, in tutte ao chiese, le SOVA nel Val-d*-Amo Gasentinese. —
^mU caislevano anche nel x356 , come ri- Torr. che scende dalle pendici roiridionalì
irib dal loro novero nel sinodo della dio- del monte di Gamaldoli , il quale si scarica
flsi di Vollem più volte citato. nelTArno dirimpetto al poggio di Poppi,
SoactAHo { PiErg Dt S. Gbbfasio d. ^» dopo aver bagnato alla sua destra il piano
^ed. Phlago. di Gimpaldino.
SORGNANO nel valloncello di Las?envi SOV AGGIO a TORRE nella Val-Tibe-
inpn Carran. *-Vi!l. con eh. parr. (Nati- rina. — Due Gas. con chiese riunite (SS.
vita di Maria ) filiale della chiesa collegiata I/orenzo e Andrea ) nel piviere e Gom. di
^ Carrara, da cui trovasi circa un rai^l. a Gipresc, Giur. di Pieve S. Stefano, Diot*. di
■aestr. nella Com. e Giur. medesima, DIoc. S. Se|)olcru, già di Arezzo, Gorap. aretino.
^ Katsa-Ducale, già dì Luni-Sarzana, Due. Possedevano in Sovaggio e nei luoghi fi-
^ Modena. nitimi i nobili di Galbino e di Caprese fino
Risiede in monte presso il confine oomu- almeno dal srcolo XI, tostochè uno della
liuti vo di Carrara con quello di Ortonovo loro stirpe, Alberto di Ranieri col suo fi-
M R. Sardo. — La chiesa di Sirgnaiio fu giio Ranieri , nel 1088, donò alla vicina
civsta in parrucchìale nel a dicembre del badia da esso fondala in Deciano, dov*era
>59o. Essa nel i83a contava ao8 abit. — abate Gamaldolense Pietro di lui fratello,
^ti. CaaaAaA. tutti i bini che possedexa in Deciano ^ in
SORUX) a RIPA sulla Pescia Maggiore Sn^aggio e<l altrove lungo la tiumaua della
■flU Val-di-Nievole. — Villa, un dì Cast. Singerua. — f^ed, Caprbsr.
dte diede il titolo ai signori di Sorico, e La parr. de* SS. Lorenzo e Andrea a So-
^ una eh. parr. (S. Pmspero) eli lungo ^tggio e alla Torre nel i833 noverava
^CBpo riunita alla sottostante cun di S. iS; ahii.
l'^rénzo a Cerreto , nel piviere, Com. Giur. SOVA\A,o SOA\'A,cillà. — f^ed. Soara.
t circa migl. i | a selt. di Pescia, Dioc. SOVARA (PIKVE della) nella Va 1-Tibe-
■edcsifna, già di Lucca, Com p. di Firenze, rina. «- Pieve antica suVVo V \uNQ(&ia\v)\\'&
/
436 S O V A S O V 1
della SS. Annunziata nella Com. Glur. e /u/ie, di Haneo, di Scartola ed Erchi, alli
circa un fuigl. a lih. di Angliiari , Dioc. di cunMueuza dell* ultimo dt^c|Uj|i U Suvan
&insepolcro, «iù di Arezzo, Gimp. pure di si \uola nel Te?ere, due migl. eira a auwi
Arezzo. str. di Ciltji-di-Ciiste!lo.
Colesta chiesa batlesiniale ricevè il no- SOVIClMJi:, o SliCll.LE ( Siiffiett-
mignolo d.illa fiumana che la rasenta dal tum) in Val-di-Mcrse. — Vili, un di Gasi.
lato occidentale. con M)tluslanle antica pieve ( &in Gin. Baf.
Il pie?ano della Solfara fino dal secolo lisl;i)sul lorr. Spino ^ volf!iirmenle apprl-
XII portava il titolo di arciprete, e con lata la pieve dil Ponte a Spino ^ malrici
esso luì canonicamente vive\ano i suoi cap' della battesimale più moderna di S. liOrni>
pellani canonici , siccome lo dimostra un zo, situala dentro il %illagf;io di iio\icillCy
istrumenlo del I2a3, (piando egli col suo eh* è capoluogo di Gora, e di Giur. nelli
Cipilolo Hcconlò ai monaci Gamaldolensi Dioc. e Comp. di Siena,
facoltà ili fare nella Si's^jra una gora , che Sovicille risi«>de alle falde orientali delti
pa»Misse per i beni della pieve. — Nell'ere- (Uontdgiiolii di Siena, a cavaliere della siri*
zione della diocesi di Sjn-Se{iolcro (anno da maestra di Rosia, nel gr. 38** 53' i^
i5i8)cotesta pieve tu staccata d^lla diocesi long, e 43^ 19' o" latit. , circa 7 migl. a
di Arezzo con tutte le cure sue hliiili. lib. di Siena; i3 a lev. di Radicondoti»
Sono attualmente ^uflraganee della pieve altrettante a maeslr. di Monlcroni « e iS
suddetta le seguenti undici («rrocchie , i. migl.asett. di Muntiriano.
Ciistilif t S. ]dan.i; a. Pianrtioiet SS. Pie- Deirorìgine e vicende di questo loof»
tro e Paolo; 3. Topple , S. Clemente; 4. è inutile di far ricerca, tro\and(>si apprM
Sorci, S. [iorrnzo; 5. ^erraiiano,S. Fio- ramiiienl.do sittto nome di Sufficilium 'M
ra; 6. Ga/bi'no, S. Andrea; 7. Scofano, S. un» Mia del Pont. Alessìindru III del %$
Donato; 8. Ctttif;tiano, S. Andrea; 9. Tor^ aprile 1 1 79, iliretla a Ugone vescovo di Vol-
iif;lianOf S. Baitolommeo ; io. fa/aita , terra, in cui si descrìvono i confini della HM
S. Biagio; li. Cortteelief S. Salvatore. diocesi; cioè, ab Elsa usque ad mare^ it
Fra i pievani della Sovara verso la fine a termino (fui es9 juxtra Siiicìtium, rf «ft
del seix>lii XV contasi un liOrenio di Ave- aiio qui ett prope SaffieìUum , ei ab aOm
rardo S< rrislori che fu dottore in decreti, qui ett prope T'ori Ai, ec. «• P'ed. Voif
canonico della nietio(Kdì tana fiorentina, rag- trira '.Diocesi di\
guardf'\ole {»er pirla e virtù. Do(k> questa si affjcria 1* altra liolla del
Imi i*hirs.i |il(li:iiia della SS. Annunziata ao ajirile 11 89 del Pont. Clemente III ■
alia Somara mi i833 contava ao5 abit. Bono vcmxivo di Siena, in cui si confinw
SOVARA. Fiumana che nasce nel le pen- mano fra le altre cose la pie\e ed il castclto
diri australi ilelTAIpe di r^iteiiaja. Ingros- diSo\icille; donde è credibile che i suoi
sala (la \arj borri, alla ehiesa di Saxfornia- abitanti in quel tenifio di[M'ndessero dai «••
no pie^a din zione da scir. a lev. finché sco\i di Siena anco nel tenifH ira le. — F*oni
raciolli altri corsi d*ac(pja, Irai quali il lu uno de* siibreudatarj di Stnicillr quel-
torr. Cfrfnne suo tributarioal di MJpra della TArnolfo di Daniello che nel ia:>i ottenM
pie\e del Ponte ttllu Piera, la Somara gi- licenza dal senato s.inese di riarquisi ire la
rainlo da sett. a lev. verno le falde di Moti- signoria di Sovirillr. — (Aam. Dipl. Sav.
lauto, riprcnile la sua firima din-ziiMie di Contici, tirila Campana anno detto C^^,^
scir. {HT rasentare alla sua destra il c<»lle di Anche nel ia59 la Signoria eoi consiglio
(ìilbino, alla ministra quello di Anjjliiari. del |>opolu s.inet«e ordinò di non l'are accunlo
Qiiimli dopo ;ivir bagnato il prato della con Aldobrandino da Sovicille , forse il ri*
pir^fe di Sovara, rarrogliendo per \ia tutti \ale di detlo Arnolfo. — toc. cit.)
ì \i'*sìt\ che \i seiilano dai |K)ggi sovrastanti, Nel ia6o il castelli di S<ivicille fu |ima
s* inraniniiiia s<ilto un fmnte nuovo che at- dai Fiorentini. — LK*|<o quel temfM» trovo
traxersa la stiada regia d*t'rbunia, [lOco che gli abitanti di So\icille si diedero i
innanzi di entrate nel territorio «lello Stato propij ^lululi, contandiiS«ne uno del 1 19!»
Piinlilìcìo. iltiTtìi rastnta le pendin setten- riformato ^u anni do|Ht. Ma nel 1 3J3 So«i-
tritniali drl {xiggio di (!iterna |ter poi rìce- cille eoi tirino eastelleltu di Tojano fu preso
\ere a Ministra il ;.'ro«si) Iribiiln della Gora e abbruciato dalPe»! reilo pisano rj|iitaiiilO
d^éin^hiari e a destra le acf|ue dei torr. Ccr- di Ciu|io dt gli Scolari.
SOYI
Ihm meno tfortanaU per coletto paese
rioD b fìsita oslile falla nel 1 391 <ia Luigi
il Cipiu condollicre de* Pìoreulinì ; avve-
gMcbé, se egli non prese il caslello, recò
praitro molto danno alle abiUaiooi e predj
M SBo Icrri Iorio. — ( BIalatolti» istoria
im, P. //. ùih. IX.)
I« Ibfftificasioiii maggiori di Soficille si
bìmooo a due torri di pietra, che, sebbene
■«se» eri^tono anoon salla piana del vil-
llpD attuale.
Q^ialu paese rimase deserto dalla peste
UT anno i53o « per la quile, dice il Gi-
^,¥Ì morirono qoasi tulli gli abitanli.
Qta^fi è che nella statistica del 1640 la
papalsmoiie di SoTicille oomparisce scarsis-
HiL — ( ^e^. a pie deiPJriieolo. )
M principio del secolo XV risiederà in
Saricille un TÌcario o giusdicente di nomi-
ni M oottsiglio della Campana.
Derdule 1* assedio delle truppe imperiali
■afieee intomo a Siena il capitano Come-
ia Bcnti voglio spedito a SoTÌcille da Piero
balli e disfece nn grosso corpo di
iielBe« benché queste poco dopo
SOVl
437
si ricattassero con usura devastando tutta la
contrada.
Rispello alle due chiese plebane che con-
ta Sovicille, quella più modenia di S. Lo-
renzo, situata nel paese > è rammentata lino
dalla prima metà dei secolo XV. — 11 qua-
dro del S. Lorenzo ivi esistente è opera del
Gasolani, la S. Caterina fu colorita dal
Volpi.
Assai più antica è la sottostante pieve di
S. Gio. BattisU al Ponte dello Spino , a-
vente canonica fornita di claustro.
Cotesta chiesa è a tre navale con pilastri
e capitelli rozzamente scolpiti sul macigno.
— Esiste neir abside dietro T aitar maggiore
una tavola di Santi slata dipinta nel seco-
lo XVI dal Negrotti, detto il Riccio,
I bassorilievi esistiti sullo slesso altare
furono trasportali nel Duomo di Siena e col-
locali accanto alPallare di S. Ansano.
Nel pretorio di Sovicille vedesi un buon
affresco ordinato dalP erudito sanese Celso
Citiadiui nel tempo che vi fìi potestà. —
(RoMAoaoLi, Cenni stor. art, ai Siena e
tuoi contorni).
MO^IMKNTO della Popolaùone della PtMrM di S, Lobsnzo in Soficille
divisa per famiglie^ a cinque epoche diverse.
I
Ano
iMPuaaai
wnase.
ftmm.
1640
i833
1840
1843
93
1x9
101
106
68
107
90
84
ADULTI
114
99
134
i37
emm.
76
79
98
104
CORIUOATI
dei
due sessi
148
938
aio
BOCLBBUST.
dei
due sessi
I
3
I
X
Numero
delle
famiglie
3x
Sa
98
io3
106
Totalità
della
Popolai.
371
5oo
644
63o
643
Comunità di Sovicille, — II territorio
flowmilalivo di Sovicille occupa una su-
prrfirìe di 41007 quadr. 1143 dei quali
SMM presi da corsi d' acqua e da strade. •—
Vi si trovavano nel i833 abit. 7410, in ra-
poae cioè di circa 149 individui per ogni
■ifi. qu^idr. di snolo imponibile.
Gmftna con sette Comunità ; dal lato di
BKizoflì ha I9 Gìm. di Moatician'), a par-
lirc 4 «ir. dallo sbocco nel fiume Mt^rse del
kwì apfirllato il Rio Castellano; il quale
rimonU salendo il poggio, donde jjoi ri-
V. V,
scende verso selt. mediante il fosso di Cin-
cera, col quale i due territori comunitativi
tornano nel fi. MerSe. Ivi sotlenlra dirim-
petto a pon. la Com. di Chiusdino, da pri-
mo mediante il cotso del fi. Merse, di poi
per mezzo di un suo influente, il lorr. Rea-
sa , e dei fossi di Filicaja e di Rigo-Sta-
gno, coir ultimo de' quali i territori delle
due Comunità rimontano prima nella dire-
zione di lib. verso il poggio di Moiilarrenli,
poscia piegando a maestr. s'incamminano
i>cr il ijodere di Campriano. K qiicsl<» j»o-
4 W S 0 V I S 0 V I
dece viciip a coitfìiìf tll iVonle a ma slr. il diterraneo, e T altra stil caiDfMnile di Per»
ItTrilorio della CoiuiMiità <ii Casol; , che /i//ia, la citi cima fu nscoiitraU SSHbr.so*
mietila con quello di Snicillc per lermiiii ppj lo slesso livello.
artificiali sino alla Montagnola di Siena» Molte strade rotabili altrafenano cotesto
dove passala la villa di Gelsa sottenlra di- territorio, tanto dalla parte della Val di Mrr-
rimpctto a sett. la Coro, di Monterlggioni. te, come da quella della Val-d'£ts4 ; e>l è
Con quest* ultima T altra di Sovicille fron- appunto nella schiena ed alla l>iise oo-iJi-n-
teglia mediante il torr. //r/ia/io fino al pon- tale della Montagnola dov*é stata a{ier:a U
te che lo cavalca sulla strada comuuitativa strada provinciale attualmente in c»slru>
che guida a Celsa. Al ponte iV /itnano viene zione, la quale dalla Valle dell'Elsa enin
a confine la Com. del Terzo di Citth, la in quella della Merse percorreodo quasi io
quiile tocca il territorio di Sovicille dirim* linea retta la vallecola superiore di /7o-
petto a grrc. Hno alla strada regia Grosseta- sia, — Tagliano il territorio di questa Co*
na , sulla quale i due terrìlorj piegando a munita, dil lato della Va1-di-MerK, Li
lev., si dirigono verso la costa di S. Rocco, strada regia Grossetani e |e corounilat.te
Giunti sul fosso della P^gna davanti alla rotabili dirette a Rosi», a Mont*Arrenti , t
chiesa di S Salvadore a Pilli la Com. di Sovicille, a Tonni ed alle molte ville si*
Sovicille trova quella di Monteroni, don la gnorìli della Monlagn-ila.
quale la prima contìnua a fronteggiare di- In quanto alla struttura fisìc»del suole^
riin;>etto a lev. lungo il fosso della Fogna^ rilorio, qualora si eccettuino i piani di Rosii
e per breve tragitto mediante termini arti- e di Sovicille spettanti a terre di alluvione,
ficiati, fìnchè sul fosso JUaeeretino trova la tutt« la parte montuosa costituente la outa
Com. di Murlo. Serve a queste due Com. Montagnola di Siena consiste io rocce di
di confme dal lato di scir. il detto fosso e calcarea e di schisto-argilloso plutooinalr e
poscia la via R. Grossetana fino air osteria di rese, le prime in gran parte cristallioe, le
Fiiefta , passata la quale il territorio di seconde lucenti e ardesiacbe, siccome fii io-
Sovieille piega a ostro mediante il foss(i^«er- dicalo ali* Art. MoHTAonoLà di SinA, coi
eiola'to per entrare nel fi. Merse, che trova p«r brevità rinvio il lettore. — Solameatc
dirimpf>tto alla confluenza del fosso di i7/o* aggiungerò qu), che olire i luoghi dclU
Ca<lef l'ino dove ritornano i cunfini territo- MonTAOiioLà in quelTArt. rarameotati, rcia-
rial! della Com. di Monticiano. tivamente alle cave de* suoi marmi, povoos
Fra i maggiori corsi d*acqua che passano aggiongersi altre località di quella pio-ola
o clip rasentano questa Comunità, dopo la giogana alte n fornire il marmo giallo ed il
Merse che ne lambisce i stioi confini a ostro- così rietto Broccatello di Siena ; come pt>
•cir. si coniano i lorieuti fìosiac Serpenna, tra riscontrarsi a^li articoli Cklsa, Cktotìu,
rntr.imhi lril)utarj della M'i'se slessa, min Gallega, Spakkocchia, Sucbua, ecc.
Ir:- suliespalie della Montagnola e dei poggi Rispetto ai prodotti di suolo essi sono di
di Sovicille ad essi annessi, nascono le pri- vario genere, selve di lecci nella parte p«4
me fonti «lei fiume Elsa. roonluosa, vigne ed ulivi nelle |jendici in*
Non vi sono in questa Coraunìlà grandi feriori de'poggi, campi di granaglie ed orti
prominenze montuose per quanto il territo- nelle piagge e nella pianura,
rio nella maggior parie resti coperto da pog- Risiede in Sovicille un potestà sotto h
gi, e che la Montagnola di Siena ne oxupi giurisdizione criminale del governo di Sic
1.» porzione maggiore. *— Due delle prime na; l'i gegnere di Circondario e la c^nctì-
elevatezze di questa [>iccola giogana furono feria Comunilaliva sono in Radicomloli ,
misurale dalPad.Gio. Inghimmì nella som- Tuflìzio di es;izione del Registro, la con-
mità delle torri della villa di Celsa trovala servazione delle Ipoteche ed il Iribuoiilrdi
B91 br. superiore al livello del mare Me- prima 1sIhiiz,i si lru\jno in Siena.
439
QUADRO della Popolagittne fìeìla Comunità* di SortcìLLt
a ^^fìique epoche dix^eise
Nome
dei Luoghi
Titolo
delle Chiest
AfKMJano
Rignaja O
Balli
Eiron!oli
Brenna
Cerreto alta Selva
Fogliano (*)
FronUjinaiio e Fi-
Iella ^')
Jcw (•)
Merse (•)
Molli
Monlepeiciiìì (*)
Orgia
Perni na (t)
Pilli
Pilli
Keecnza
Rosia
al Sunto (♦)
Siioignano e Radi
di fifonta<:na (a)
SoTÌcitleti/ Ponte
dello Spino
Sovicille, CiSlelIo
Sligliano
Torchi O
Tonni
Torri
S. Barto!orotDeo, Cnni
SS. Vinci nzio e Ana*
stasio , idem
SS. Giusto e Clemen*
le, Piexe
S. Pietro, Pieve
S. Michele, Cina
S. Sle ano, i<I<ni
S. Gio. B.!U.,Pre|>08.
S. Andrea, Cura
S. Michel** , Pieve
S. Loreuio , Pirve
S. Gio. Ball., Piexr
SS. Pielro e Va \o ^
Cura
S. BarloloninKO
S. Gio. Balt., Pieve
S.Barìolomm o,Pie\e
S. Salvatore , Cu ni
, S. Gio. Ball. , Pieve
ildcm
: SS. Jacopo e Filippo
S. M >gno , Cura
S. Gio. Battista, Pieve
S. Lorenzo, idem
SS. Fabiano e Seba*
stiano
.S. Maria , Pieve
SS. Barlolornmio e
Qui lieo
S. Musliola , Prioria
Totale . .
Diocesi
cui
sprttann
Colle
Siena
Colle
Siena
Idem
Idem
Idem
Idem
Idem
Idem
Colle
Sic ua
!d<m
Colle
Idem
Idem
Idem
Idem
Idem
Colle
Siena
Idem
Idem
Voli erra
Colle
Siena
Jbit. if.»
Popolazione
anno
1640
ARMO ] AMMO
18401 1843
l33
198
06
94
90
a4o
235
88
271
900
I09.
i53
35 11
«67
443
195
101
186
a52
1^5
184
ioa
aaa
a4o
174
120
393
429
176
332
66
161
25
309
61
7»
a36
175
40
5oo
359
101
85
19S
555 1
277
4:?
354
83
i5i
i59
4i5
264
178
108
266
457
3o4
88
159
269
333
—
248
617
587
442
454
244
237
410
474
99
—
90
237
569
553
644
63o
3 80
416
«57
.i.
14^
l52
28r
298
7410
6319
Annessi che nelle ultima epoca entravano in questa Comunità . . . Ahit
Totale . .* . . Ahit,
434
274
484
287
95
18]
3o5
282
596
44a
218
454
264
529
642
439
i36
290
16S
6 506
SoriQhidnÀ {Pieke di) sulla Cascina iu litolare della pieve medesima , nel popolo
Val-d*Eni. — Pieve distrutta , che fa sotto di Cevoli, Com. Giur. e circa 4 migl. a
rinvocaskme di S. Maria, poi di S. Marco, lev. di Lari , Dioc di San-Miniato, gi^ dt
allualmenle ridotta con la sua canonica ad Lucca, Comp. di Pisa,
uso di r///«, delta di ^.iTeiffodair ultimo Ali* Art. Mamk> (Villx diSar) in Val-
440 SOVT SPAN
d*Rni furono indicate le principali vicende SPALAlflIl ( S. MARIA a ) nel Val-d*
ttoriche di cotesla cb. plebana , cui vi sa- Arno ouentiuese. — Doe casali nooniat ,
rebbero da aggiungere alcuni ittrumenti dei ( Spaiarmi di sopra e Spaianni di soit^)
secoli IX e X dell* jireh, Arei9, Lueeh. nella slessa cura soito il pi? iere di S. lla^
pubblicati nel Voi. V. P. II e III delle Me- tino a Vado, Gom. e circa nigl. i f a lib.
morie per servire alla storia di <fM Du- del Castel S. Niccolò, Giur. di Poppi, Dice.
caio. Tale sarebbe per esempio on atto del di Fiesole, Gomp. di Armo,
ai dicembre 887 rogato in Lucca; tale un Sono posti in costa alla defila del lorr.
altro del 1 7 nov. 980 rogato in Vignale di Solano, Le sue vicende istorìdie eaendo
Bfaremma, entrambi relativi ad enfiteusi di comuni a quelle del Castel S. Nieoolò« lia-
beni spettanti alla pieve di Somigliano, vierò il lettore a quel 1* articolo.
SOVIGLUNAnel Val-d*Arno inferiore. La parr. di S. Maria a Spaimmi nel
— ^ Vili, con eh. parr. (S. Barlolommeo) i833 noverava i48abil.
filiale della pieve d'Empoli , nella Com. e SPALTENNA (PIEVE m) pretioG«ìofe
circa 6 migl. a ostro di Vinci, Giur. di nella Valle superiore delPArbia. — - Pieve
Cerreto-Guidi, Dioc. e Compartimento di antica che fu sotto T invocaxione di S. ^^
Firenze. ria a Spaltenna^ innanzi tutto di S. Pie-
Risiede snlla ripa destra dell'Amo, quasi irò in Aifenano^ finalmente dopo il 170!
dirimpetto alla Terra di Empoli sulla con- di S. Sigismondo a Gajole^ dove lo In-
fluenza in Amo del rio de" Sforticini. slocato il suo fonte battesimale con gli onori
Esiste in Sovigliana un priorato di Ga- plebani, nella Com. di Gajole, Ginr. di
valieri di Malia, ora commenda Rondinelli Radda, Dioc. di Fifsole, Corap. di Siena,
con fattoria omonima ed annesso ospizio che La pieve di S. Maria a Spaltenna è Mh
ha l'obbligo di alloggiare per una notte i mentala nella bolla del Pont. AnaslatioI?
passeggeri, questo e quella ìndifiendenli diretta li a 3 dicembre del ti 53 al vesoavo
dalla chiesa parrocchiale di Sovigliana. di Fiesole, mentre in quelle di Pasqoale II
Il parroco di S. Bartolommeo a Sovi- (too3) e Innocenzo II (io33) la sleMa pirvt
gliana nel ia86 assistè al sinodo diocesa- era sotto il titolo di S. Pietro in A^em»
no fiorentino. no, — Cotesta parrocchia, di aulico gin*
Spicchio, Sovigliana e Collegonzi hanno spadronato delle nobili famiglie Rieaaoli t
un medico condotto mantenuto dalla Co- Firidolfi , è rammentata fino dal mille ipN
munita di Vinci. — ^ed, Vmci, Comunità, cialmente nelle membrane della Badia M
La parr. di S. Barlolommeo a Sovigliana Co'tibuono. — F'ed, Avimaho (S. Pma? v)
nel i833 contava 4o3 |>opolani. e Gajolb.
SOVIGNANO, o SUVIGNANO in Val- SPANNERECCHIO (TORRE, e PIE?E
d*Arbia. — Cas. con eh. parr. (S. Stefano) di) nella Valle dell' Ombrone pislojcse.—
una volta S. Lucia, già compresa nella Co- f^gd. MontbCdgcoli (Piava di) e Valm>
munita di Monteroni , da cui è 3 roigl. a Bear. (Pikw di).
ostro , attualmente in quella di Buoncon- SPANNOCCHIA in Valdi-Mene. — Vii-
venln,che è migl. 4 circa al suo scir.,Giur. la signorile, già Cast, o casa tonila, eoo
medesima, Dioc. e Comp. di Siena. fattorìa omonima della nobile fiimiglia s»-
Risiede sulla cresta di una collina mar- nese de' conti Spannocchi nella parr. di &
nosa che fa parte di quelle interposte fra i Maria ai Monti di Malca volo, ora a Frosini,
torr. Siile e Sorra^ entrambi i quali sono Com. Giur. e circa 9 migl. a lib. di Oria-
tributar) delPArbìa. sdino,Dioc. di Voi terra, Comp. di Siena.
La chiesa di Snvignano cambiò titolare La tenuta di Spannocchia fa parte ilelb
dopoché nel 1713 fu riedificata dalla Oiroi- Montagnola posta alla destra del torr. Adim
glia Piccoloroìni sua patrona , dalla quale e della strada che viene da Chinsdino, poeo
ebbe in dono la tavola del santo titolare. al di sotto di Castiglion Balzetii , ch'è si
Si ha memoria «lei Cas. di Sovignano, o suo lib. nel popolo di Brenna , mentre «si-
Suvii-nano in un istrumento del 1171 esi- ste al suo grec. dentro la tenuta medesint
stente fra le membrane àeWArch. delV O- la chiesa profanala degli Eremili Agosti-
pera del Duomo di Siena, niani di S. Lucia a Eosia con anne«o da'-
Li fiarr. di S. Stefano a Sovignano nel stro attualmente ridotto ad oso di casa eo-
i833 contava 97 abit. Ionica. — ^ed, Eiimo di Roau.
S P A Z S P E D 44i'
n poggio pertanto dì SpinnoeebM , le ti Luaro a SpoBtaQenio^ o allt Fornaci^ óe-
dm ■rtfSBÌooe alla gola altn venata dal Tcti allapietk d«*tignorì Fortefucrri di Pi-
teir. Marim , può dini una conliauaxione ttoja che gli aurgnarono una dote, per cnl
dissello «li Monlc-Arrenli « tanto più che ne divennero i patroni.
nae apfwriioe la fisica ttnittura di co- Dello spedale di S. Lnnaro a Spttavcnto
porsione «li Montinola rispetto alle si trovano ricordi fra le carte deirOpcra ili
- calcnree alate metamorfosate da filoni S. Jacopo di Pistojn dei secoli XHI e XIV.
■Ballici «li ferro ossidulato, idrato» ecc. Faceva parie del distretto di SpazuTento
éi qBaiì fnrotto esse convertite in marmo la porzione della contrada di Gropponi <le-
fÌB o iBciio critlallino e macchiato. nominata Paterno rammentala con lo S|)e-
Bella ¥ilki di Spannocchia sul declinare dale predetto in nn istrumenlo del is85«
dd secolo passalo fii accolto ad ospizio il comunque più di un casale di Paterno nel
laralista Giorgio Santi , quando perlu- lerrilorio pislojese esistesse fino dal secolo
flsna lo Slato taoese; e net 1 834 fu ofiferla Vili, trovan«io un tale da Paterno irstì-
•dite feacffoaa ospitalità al Cav. Cesare Ai- mone all'alto di fondazione del .Mon. di S.
■Hi in ooapagnia dello scrivente reduci Bartolorameo di Pisloja (anno 767).
A naa escornone di studio per le Marem- La chiesa de* SS. Lazzaro e Maria Mad-
■sdiGmeecto, di OrhelelloeSoana. dalena a Spaszavento nel i833 noverava
àXTAri, PnnoLniA (Piava di) fu citato 847 abit.
m istaanento del zi febbrajo i3zi con* SPAZZAVENTO (S. ANDREA l) io Val-
a provare che fino d'allora , se non di-Pesa. — F'td. PAsaiaiiAao.
la famiglia de'Ca Psnnoocbiescbi SPED ALAGGIO, SPED ALETTO, SPE-
iTa in oolesU parte della MonUgnola. DALE , SPEDALINO , SPEDALUZ20 ,
8pAa9^co presso Lucca.— Gas. perduto e STALE, ecc. — f^ed, OsFanàLs, cui si po-
sali volte rammentalo innanzi il mille tranno aftgiungere i nomi seguenti:
carte àtWArek, Arch. Lueeh, reta- SPEDALACC10 alul LASTRA sulla stra-
ai piviere di Montuolo {Flesso) due da postale Bolognese. — ^ed. LAirzA sopra
t qoaii, del 1*8 luglio 981 e del 19 lu- Firenze.
^983 fuvtNio pubblicate nel Voi. y,P. Ili SPEDALE m S. ALUCCIO sul Monte
èOt Memeor, Lmeek. Albano. >- f'^ed. Aluocio (S.)
M^msMuo nel Val-d*Amo casentìnese. — — di Bmiccols in Val-d*Orcia — Fed,
GB.dislnillo nel piviere di Pai-lina, Coro, e Ospkdalk di Iìsiocola.
6ar. di Bibbiena, Dioc. eComp. di Arezzo. ^ di CROCE- BRANDEUdANA. —
Dd Gas. di Spuringo trovaust memorie FeL Caoca- Beasi dblli ama.
ìMarMal mille fra le carie della Raglia di — del DOCCIO. — Fed. Oszillo.
Sbaau , oaMa di Poppi, una delle quali del — di PERCUSSINA. — Fed. Psacos-
t^ lozi fo pubblicata dalPAb. Camici sima (S AvDaaA w\.
■nb soa continuazione de* March, e Duchi — - del Pbjto del F escoro» — Fed.
' Toacana. Alpi ( S. BAaTOLOmuo ih).
SPAZZA VENTO nella Valle delPOmbro- SPEDALETTO nell* Appennino di Gar-
■ piftofese. — Borgo atira versato dalla slm- ra<!nana. — Fed, Sov aggio.
Sportale Lucchese con chiesa parr. (SS. — dello presso Pisa. — Fed, Vu Emi-
lÀvo e Maria Maddalena) una delle su- lia DiScAuan.nRoMBA. — Presso questo Spe-
Wrhaoe della cattedrale di Pisloja, nella r/a/r//o Pietro Farorac capitano generalo dì
Gdb. di Porta-Lucchese, Giiir. Dioc. e circa un estorcilo fiorenlino nel 1 363 fece conia-
^■igl. a pon.-lib. di Pisloja, Comp. di re moneta con impronta offensiva ai Pisani,
^RBie. contro i quali combatteva.
Jfel Inogo della eh. di S. Lazzaro a Spaz- SPEDAI.ETTO ni AGNANO in Val-^rFra
Bventoera un antico spedaletlo per i lebbre- — Fed, Aonamo, e Lajatico in Val tV Era.
• porto alla base australe del colle di C/Vir- SPED4LETTO in Val d'Ortia. — B«>r-
**^*»io poco Iiinpi dalla borgata (Ielle /or- gala con eh. parr. moderna (S. Nircolò)
■sn e del ponte che ivi presso attraversa la nella Coro. Giur. Dioc. e circa 4 niigl. a
'f^ regia Locchcse sul lorr. Stella. ostro di Pìenza , Comp. di Siena.
L* edificazione della chiesa attuale di S. Risiede lungo T antica strada postale m-
'a Maddalena , riunita al litolare di S. mana tracciala sulla destra ri|>a deirOivia
4ia SPES S^EZ
fra la conflaenza del torr. Trtssa e quella Fabiano e Scbnsliano a Spesela con i tuoi
del fosso ^/im ftrico. Forse sino costji, st' non b<'ni, ilella quale conserva il padronaln. -«
piuttosto allo S pedaletto di Briccole^ la f^ed. Badia di S. Mabia nr Gosmoni, e
Signoria di Siena nel 1389 fece accompa- Sakta-Sofia nclta V<i1le del Bidente,
gniire da una scelta coniiliva il re Carlo 11 La parr. de* SS. Fabiano e Sebtsliano a
d'Angiò mentre ritornava a Na(K)li. Spescia nel i833 noverava «27 abil.
Era alla distanza dì circa 4 miglia più SPEZIA ( 5/?e<ffa) nel Golfo Lunense,
innanzi verso ostro 1* altro più antico Spt' ossia della Spezia. — Città moderna, teslè
dalrtto di Briccole presso Ca^lfl-f^ecchio Terra nobile , aniicaroetite castello con sut-
mlla C-ìra. di Kadicofani. — ^ed. Castel* tostante borgata, capoluogo militare e yo-
TSGOHio in Val-d*Orcia. litico della Provincia di Levante, di un
La parr. di S. Niccolò allo Sp^dalefto Mandamento e della propria Comunità con
nel i833 noverava 89 abit. chiesa collegiata (S. Marta Assunta) nella
SPKOjLtmo DEL PONTE ALLA PERGOLA Dior, di Loni-Sarzana, Regno Sardo,
nella Valle deirOmbronepistojrse. — ^e//. Questa crescente e giovane città è posta
Pbboola (Pohte alla). fri il gr. 27** «9' o' long, ed il gr. 44* 6'
SPEDALUZZO DEL BAGNO a BIPOLI 5" lalit., circa 9 migl. a pon. di Sariana,
nel Val-d'Arno fiorentino, t- f^ed. B^gko passando per la strada postale di Oen'^va;
A RiPOLi, Comunità ^ e Bigallo dell* Ap- migl. 3 ] a marslr. di Lerici, andando per
FARiTA. mare, 4 a sett. di Porto-Venere, e quasi 60
— A SAN PELLEGRINO sul fi. Santer- mio|. a scir.-lev. di Genova.
no. — r'e'/. Sartrrico (S, Pellegmwo a). È |)0sta nel centro di nnanfiteatro« taeui
— a PITlGLIUOf^O in Val-di Greve. — arena è coprrta d.dle acque di un costante-
f^ed. GaavE , Comunità, mente placido seno di mare, mentre 1 colli
SPELoncA ( Ekemo di ) sul Monte Pisano che alTanfiteatro strsso ed a varie anse Chi*
nella Valle inferiore del Serehio. — f^ed, no spalliera sono rivestiti di vigneti, di oR*
Ekfmo ni S. Aftrornn sul Hontb Pisako, veti , di case, di chiese e dì villaggi.
SPENWZZl E MEDANE in Val dVAr- Alla Spezia le onde marine sono appena
hia. — t^ei, Collanxa e Mi-dake Spr^w-yj-.i. 4 in 5oo braccia lontane dall* abitalo; eJé
SPERTOLI ( MONTE ).^^ec/. Morte- dìrimf>clto alla città dove è stalo aperto
apRRTnri. sulla riva del mare un largo viale della Iod-
SPESCIA nella Valle del Bidente in Ro- ghrzza di circa uti miglio, fiancheggiato A
m:ign;i. — Due Cas. ( Spescia di sottn^ e allieri frondosi , i quali interrompono fli
Spenda di sopra) con eh. parr. (SS. Fa- ardenti raggi del sole, mentre lasciano li-
bi:>no e Sbjistiano) r\v\ pivifre, Cora, e bora al passeggere la visuale di un golfo il
cirr^ 3 migl. a [lon. di Sji nta Sofia , Giur. più singolare e«I il p'.ù bello di qiianlialln
di Gairala , Dioc. dì Sansepoìcro , g'k .V«/- ne fece niitura intorno al Mediterraneo.
iiuf della B.idia di S. Maria in Cosmedin Un torrione semidiruto situato sul colle
dell' IsoU , Comp. di Firenze. posto alle spalle della citià di S'eiii, open
Riposano i due Cas. sul fianco orientale del Duca Filippo Maria Visconti di Milani
del monte appellalo Pian deUnCroce^ Wa le le mura castellane con la r»>cca dal lato «fi
sorgenti del rio Sasso: quello di Speserà grec.de, quelle e questa costruite dalla Kep»
di sopra sulla ripa sinistra, e 1* altro di di Genova intomo alla slessa città, in meno
Spefcia di sotto alla destra del rio predetto, a giardini di agrumi e di fruiti \ più deli-
Ebbero signorìa un tempo costà in Spe- cali e meridionali, ecco a un dipresso, ifl>"
scia i iiohili di Slrabalenza, dì Valbona e bene in scorcio la situazione magica di ntn
di Ri.lraccoli, feiidalai] dei Malatesla di Ri- cillà dr'Ia quale fioche rivali in simil f^
mini, i quali signori fino dal secolo X.I do- nere potrebbero coniarsi in Il.i?ia. '
naronoalla Badia dell'Isola sul Bidcnle le Le deboli mura che circondano l'antifo
decime che pagar dovevano gli abilanli di parse di Spezia, fatte per difenderla dai pi-
.V/»eTc/rt, la qnal donazione fu poi nel 1179 rali di mare pinllosto che dai l.idrnni H"
dal Pontefice Alessan«lro 111 confermala. tfrr.i , rimasle da 5oo braccia disoste *W^t
M:i nel i.«»a4 un altro Pontefice, Cle- onde marine, è fama che all' epoca della loro
mente VII, ammensò all' arcispedale di S. costnizione, quasi 5 secoli indietro, fo^s^
M.iria Nuova di Firenze la ehiesa de' SS. lKignat# dai flutti marini, quando cieè w-
SPEZ SPEZ 443
lesto graodioso seno, lusciò il nome di porto ThIc è fra gli altri an tea'.ro magnifico
«li Luni per quello di Golfo delia S^Ua, innalzalo fra la spiaggia e la Spezia, teatro
Anche Flavio Bion Io scrittore del secolo che non sgradirebbe di avere qu<iliiii({ue
XV chiama il Golto dtlla Spezia SinusLu" oipiialt , non che una città più popolosa , e
nensig^ e f^eneris Portus^ soggiungendo , dirò anche più propensa alla musica ed alle
ch*t il paese della Spezia era un castello rappresenlanie dramiuatiche.
ittfooo circondato di mura circa 60 anni in- La chiesa collegiata di S. Maria alla Sf>e-
u^Dzi , vale a dire sul declinare del seco- zia fu edificata terso la metà del secolo XV
lo XIV; comecché non manchino scrittori a tre navate sopra un disegno non troppo
che. facciauo risalire P origine della Spezia felice; il suo capitolo è preseduto dalPar-
ad un ignoto villaggio sorto, chi sa quando, cìprete pievano col titolo di abate eh* è V u-
s ilio il vocabolo di Bagno Antico, nica sua dignità.
Comunque vada la bisogna, la cosa me- Del resto altre chiese, se non egualmente
no dubbia è che la Spezia era un piccolo grandi, più belle della collegiata, conta co-
luogo quando la Rep. di Genova nel no- testa città, una delle quali ci sembra quella
^embre del 1^76 lo acquistò con altri ca< suburbana di S. Francesco dei Frati del-
stfl letti di quei contorni da Niccolò di Te- T Osservanza stata di curio restaurala, nel
dice Fivschi conte di Lavagna e ni(»ole del di cui apside dietro 1* aitar maggiore si am-
Pont. Adriano V, al quale nel 1 a Saera stato mira un quadro, o a 'ico/ia ad alto rilie\o
ceduto in feudo dal v(Sco>o di Luni. — di terra invetriala della Robbia, rappreseu-
f^td, MAarti^A, e VazzAao. tinte 1* incoronazione di Maria Vergine.
Anclie il Giustiniani nei suoi Annali gè- Non dirò della chiesa soppressa e profa-
o ivesi scritti nelle prime decadi del sec.X Vi nata de^Romitani Agostiniani situata deii*
ne avvisava, qualmente a tempo suo le fami- tro la Spezia; né di un oratorio assai de*
glie della Spezia non arrivavano a 400. volo uffiziato da una compagnia secolare;
Essa è attualm«-nte piena di nobili edifizj, ma non debbo tralasciare di rammentare al
di giardini, di passeggi pubblici, e di case, forestiero che capila all:i Spezia la bella si-
le quali di anno in anno si vanno costì au- tuazione del convento de*Cippuccini posto
«Dentando, specialroenle dacché la Spezia sopra un ultimo sprone de* colli che fanno
fu dichiarala città cou residenxa del capo spalliera dalla patte di lev. alla città, sulla
politico e militare della Provincia di IjC- foce della nuova strada postale, e apf»ena
■vanle nel Ducalo di Genova, e dopoché vi si due tiri d*arco distante dalla Sfiezia, donde
formò una stazione postale, mediante la nuo- si scuopre tutta la ridente cosliera occiden-
va strada corriera aperta lungo la Rivieia tale del Golfo, ed una gran parte ancora dei-
orientale per Genova. — Né minore van- 1* orientale.
faggio risultar doveva non solo alla Spezia, Mancano per ora alla Spezia le grandi ca-
ma agli a'*itanti tutti del Golfo t>eì grandi se di commercio, mentre i suoi traflSchi ma-
lavori di Napoleone decretati , e quindi so- riiiareschi si riducono al cabotaggio dei-
spesi per la sua infausta camfMigna di Mo- folio, %ino, agninii ed altri pro-lotti a-
sca. Però una maggiore floridezza potrà pre- grarj del paese, al trasporto dei pietrami
pararsi a cotesta novella Cartagine, tostoché di macigno che cavansi nei |M)ggi a poii.
un desiderato ponte che cavalchi il fiume della Spezia, ai marmi di Portovenere e di
vagante della Magra sia per offrire un pas- Carrara} alla pesiu ed a condurre i {tasseg-
saggio libero e continuo alle strade regie, geri in battello intorno al Golfo,
postali e militari che da Pisa, da Reggio Fra gli uomini più distinti in scienze
per Fivizzano e da Parma per Ponlremoli, ed in lettere la Spezia contava, nel sec. XV
S:«rzana e la Sfiezia si dirigono a Genova, un Bartolomineo Fazio, nel secolo XVIlt
a Torino, ecc. ecc. e viceversa. un Luigi Isengardo , e nel principio del se-
Inoltre la topogratica situazione della Spc- colo attuide un Giorgio Viani , ecc. Chi ne
zia é resa ragguardevole per se stessa dalla voltsse una più lunga lista legga le Memo.
dolce 1em[ieratura del clima, dallo stalo rie storiche delle Lunigiana delV /ibb,
|iiù s;ilubre dell* aria, dai bagni di ma:e Em. Gerirti,
ivi introdotti in estate e dai comodi edifìzi Risiedono nella Spezia 1* intendente della
cbe si vanno coslruendo di uuo\o dirim- Provincia, eii il coiuandanle militare, cui è
(ietto al suo Golfo. afiidata ancora la polizia di tutta la Provin-
456 STAG SI AG
Yollcmoo» fiorenliiiOy lanefe e fietolino ; ttico ed «Uri. ttando nella diicn di Sem^
nelln cui donaxioiie envi compresa la 4.U na, territorio vollermiiOa riouDiiaroiio «Ih
parte della corle di Staggia. — '.Aaca. Diri.. Badia predella ogni loro diritto aulla chioi
Fkm. Carie di S, Eugenio al Munistero), e beni di S. Maria di Staggia^ mentre nel-
Lo alcsioTegrimo, sopracckiamato '/Vu a- Tanno stesso 1 1 86, con diploma del a8 ago-
io, figliuolo della coattisa j49a , per rogito sto, Arrigo VI a tìtolo di feudo rilasciava ad
del ai febbraio ioa6, stando nei suo ca- Ildebrando vescoto di Volterra fra gli altri
stello di Staggia offri in dono alla Badia paesi la mdk dei castelli di Staggia e di
di S. Salvatore deli* Isola alcune sostarne Montagutoio sul Monte-BIaggio.
ivi designate. Arrogo la notixia di quattro iatrumcnli
Sono della proveniensa stessa i documenti dtìVAreh, Dipi, San, del 14 magg. 11 S;,
seguenti; un isirumenlo del 4 febb. 1001 27 ftbb. 11 56, del genn. ii63 e del 17
rogalo nel Castel di Staggia terrìiorio voi- aprile 1167. -— Trattasi nel primo di un
terrauo, cbe dicesi di proprietà di donna donazione £itta da Panio di GoUdo, di
Ava figlia del fu C Ziinobi e vedova d*llde- Ugolino di Soarzo e d.i Ranieri di Guaui^
beando d* Isalfreilo , in occasione che essa, lino al Comune di Siena in mano di Bs-
col consenso di Tegrimo e di Benizzone nieri vescovo di quella città della quarta
suoi figli e mondualdi, donò alla Badia di parte di Monte^aiielli, di una piana dea-
S. Salvatore dell' Isola, da essa lei lòndala, la Irò il Cast, di Stroi^e , e due nel suo kr-
cbiesa di S. Cristof^ao presso il borgo deU go , di una piazza nel Casi, di Honteagih
risola con 42 case e cascine in queir istru- tolo e due altre piazze nel borgo di qucils
mento descrìtte, oltre le decime de* beni stesso castello. La qual donazione fu Gaia
dominicali con otto servi e serve, il lotto coram omni popuio in comuni eolicfmo
compreso ne Uà sua corte di Strove. in platea S. Crittophori digitati s Seim-
Nel 3o aprile del 1048 il nipote di dello rum. — Col secondo istrumento Ranuecis
T^egrimo, per nome Guido del fu Gherardo, di Staggia con Bernardo e Guazziolino suoi
e la sua consorte Oliva del fu Vivenzio, stau- figliuoli , ed Ottaviano con Rustico di Soa^
do in Terresano firesso il Cast, di Fumai-' zo si obbligarono col governo dì Siena da*
gallo , territorio Siinese , venderono a Si- vanti al vescovo Ranieri suo capo poìitico
chelmo del fu Corrado la loro metà del ca- ed ecclesiatico di seco allearsi contro il Oh
stello. e corte di Staggia^ T ottava parto mune di Finanze, promettendo di GOM^
de* castelli di Strui^ , di Bueeignano e di gnare ai Saiitsi a titolo di pegno il Cast, dì
varj altri luoghi in quel r«>gilo indicali.-' 5/ro(^c, e la torre di Montagutolo sul Moa-
{iac. eie.) te- Maggio nel termine di 8 giorni dopo la
Fra inifMili della citata conlessa Ava, come richiesla latta dalla Signoria. — - Gol tem>
sigtiort di Sitfgjfia , nimuienlei'ù un Tcgri- islruinculo del geou. 11 63 UbMidino del k
roo che fu icscovo di l'o|)ulonia , nato da Ugolino di Soarzo rinunziò al Comune «li
un altro Trgiinio detto Teuzzo^ il qual Siena nelle mani del \escovo |)redettoogAÌ
vescovo neir 1 1 marzo del 1061, stando nel diritto che aveva sulle terre, castella, e no-
Casl. di Stroi^e, ricevè Ja Sìcliclino del fu minatamente sopra Staggia e sopra ogni al-
CJbrrado per donna Adailela sua sorella figlia tro luogo situato fra Foggibonsi e Porla &
di Tegrino, ossia di Teano, lire 40 |)cr mullia, a patto però di annullare coicsta ri-
valuta delhi quarta |Nirle del Cast, corte e nunzia qualora lasciasse de* figli maschi. >*
chiesa di Strove che il loro fNidre Teuzto 11 quarto atto finalmente del 97 aprile 1167
aveva ceduto precariamente alla Badia del- è relativo ad una lettera sottoscritta nel Cui.
risola: per cui Te^rriino in quelPatto ne di SanQuirico in Val-d*Orcia daRaiualils
fece u Sichelmo quietanza, {loc, cit.) arcivescovo di Magoiizaearcicancellieredd-
luoltre nelle carte della stessa Badia riu- 1* Impero a nome di Federigo l,cunlaqiia-
nile a quelle di S, Eugifnio al Munistero le viene confermata la donazione che feccn
si leggono più nomi di Soarzo, i quali prò- al Comune di Siena Ranuccio di Staggia e
babìlmcnto dieilero il casato ai iiohili saneai Guido di Soarzo de* signori di Montagutolo.
de*iVoar«' che furono pur essi signori di — (Aaca. Diri» Sah. T. 1. delle Pergt»'
Staggia e di Strade, — Tale è un* allo del A*.® 1 4> 94, 3a e 36. )
•iTt sellembre 1186, e del di 8 ottobre se- Con tultociò peraltro i signori dìStagf^iSf
guepte , coir ultimo de* quali Soarzo, Ru- di Montagutolo e di Strove dorettero ^l^
I
SPE2 SPEZ 445
■r; t.* cb« lUl pronioDlorio di Porto- Ve- mento e roveiciamcnto dei inedetinii , per
■mi|uclU roucw f* inlema nei monti che cui la ;»oa<ff/i^(2, sebbene apparentemente i?i
ijpiJI g^i'no il lato occidenlalu del Golfo si mostri iufcriort' alla roccia calcarea cura-
tmàuì di là di Pignone in Val-di-Vara, Ira patu, tutta?ia dovrebbe essere meno antica,
li cai pfomineuxe si trovano quelle di Co- Ma lasciando a {tarte ogni sorta di con-
ngHm^ di Sm^taCroce^ di Parodi ecc.; 3.^ gcttura (tentazione cosUnte de* geologi) ed
CÀI U sicM roccia nei poggi di Fabiano e attenendoci ai puri Fatti, il Prof. Sismonda
^Ila Speùa fa allernaodo con varie qua- in quella memoria concludeva : che nei
HU dì achisli argillosi e marnosi, non che monti attorno al Golfo delia Spexia esiste il
oitlnli «li calcarea compatta; 4.® che la terreno del /taf le determinato dai fossili che
loto stratificazione si mostra disordinata in rinchiude, comecché questi s'incontrino an-
mmIo, che in alcuni siti gli striti teggonsi che nelle rocce ad esso immedialameate so-
piegati e quasi inarcati, come tali, per e- frapposte; dondechè egli sembra di avviso,
«■pào,a|ipariicono alle cave di marmo nero che cotesti fatti avvalorati da altri possano
t giallo aperte nel seno delle Grazie, ecc. aprire la via alla divisione dei terreni in-
Però il terreno, sol quale è stata edificata feriorì alla calcarea compatta ed al oiaci-
l« Spezia, spelta a quello di alluvioiie recente gno che mostransi da un capo ali* altro in
amónante dirimpetto a maestr. e pon. cou tutta la catena degli Appennini,
i iioffi calcarei argillosi di Fabiano, e dal Aggiungansi ai delti lavoii quelli fatti
lato di !cv« con le rocce di arenaria creta- nel Golfo della S{iezia dal Prof. Civ. Paolo
«■, alla quale aolleutra, a scir. di Miglia- Savi, dal March. Pareto e da altri illustri
ma, il trireno di alluvione dei così detti naturalisti prima e dopo del Sismonda, o|-
Sia^mmi , mentre nei poggi sovrastanti si tre quanto sopra lo stesso argomento è stato
néÉwcrn la calcarea stratiforme cimipatta. discusso nel settembre del 1843 alla quinta
la generale, conclude il Prof. Cav. Si- Riunione de* scienziati in Lucca, dove alla
aonda nella memoria teste citata, le due sezione di geologia, minenlogia ecc., pre-
AnazAzioni di monti che formano Tanfìtea- acro {urte uomini insigni italiani e oUra-
tale bacino del Golfo apfiartengono alla montani, fra i qnali iiltiroi il celebre 0#na-
fcn— zioae appenninica , o giurassica. Ha lius (Tffallojr faceva voti , affinchè la qu&-
idalibio sta , se sieno o nò tutte della for- slionc tuttora irresoluta sulPctà delle rocce
■BÌooe dei lf<ff#e, terreno, del quale pare costituenti l* ossatura de* monti del Giolfoi
et non lascino dubbiezza i fossili scoperti della Spezia fosse per essere dimostrata me-
li prima volta dal Guidoni: ovvero se ivi diantc fatti incontrastabili.
«Slatto altri tcrrrni di quella stessa serie. Nella pendice settentrionale del poggio
Avvegnaché, soggiunge il Prof, torinese, di Pitelii, a |KK:a disianza dalli Stagìioai
Inppo debole luce su tale argomento ne e dal mare, sul contine della Gim. della
paife la sovrapposizione delle varie rocce di Spezia, il >k*rtolotti nel suo f^iaggio per
fari monti a cagione de* grandi sconvolgi- la Liguria Starittima^ indicò la sco|iertadi
nCDti che ne «ovviarti nmo costà quasi com- alcune sorgenti ili acque minerali sulfuree
pniamenle P ordine loro cronologico. gassose usate dagli abitanti nella stagione
1 fossili confusi con le piriti di ferro esi- de* bagni.
Heado soltanto nella costa nccideatale del Rispetto ai prodotti agrarj il Golfo della
Golfo hanno fornito argomento al Cav. Si- Sfiezia, e segnatamente la porzione compresa
monda da dubitare che gli strati di calca- nella G)muoità in discorso produce in <*o.
mncra e le poudinghe della giogana o- pia agrumi, olio, vino ed erbaggi. Inquanto
Dtatale sieno di formazione più recente e [ìoì agli uliveti del Golfo ne restò amm-
vpnpposli alle rocce fossilifere, ed al miirmo rato lo stesso Petrarca, che avrebbe preti -
ff^po nero macchiato di Portovenere, il rito volentieri questa alla contrada di Atene
fble domina nella giogana occidentale fra per fame la residenza della divinità pagana,
i'C«st. di pignone e Pisola ilella P.dmaria. Minerva. — f^ed. Lesici.
laiìfle lo stesso geologo ebbe a sosi)etlare Sono alla Spezia varie conce di pelli , al-
rv, per r elevazione ili versa delle due ca- cune fabbriche di mobilia r di seggiole,
>n.% per la discordanza e la manca nz.1 della fatte piuttosto alla pisana che alP usn di
rtftispondenzj relativa negli strati, fosse ar- quelle di Chiavari, oltre tulli i m<'slieri ne-
raduto nei monti del Golfo uno sdrucciola- cessarj ai romnilj iliHa vita.
T. ▼. '»7
458 STAG STA6
Niccolò di Guido FnmiCH.finilelloiiooiolo lo hi FiiCD» li s6 Icbbnfo iS83 (Hflr
di Mutciatlo, BM «nooni di neit. Bteeio^ tfomii/i«),doveioiio nominati iqiMtlio'fi|li
dol quale ultimo penonaggio non conoaco di Ranieri nipoti di Celerina Lupi. InolUf
altro documento, meno una fenlena di leo- mediante lodo proferito dagli arbitri ad 14
munica fulminala nel i3aa da Donusdeo aprile del i383 fra donna Caterina del fa
veMOVo di Siena delegato dal Papa Gio- Anionino di Niccolò Fnnicri da una parte,
tanni XXII contro gli ufl&iiali di quel Co- e Bello del fu Tarno del Bene Inlofc de* 4
muoe. La quale loomunica provocò un ap* figli del fu Ranieri di Antonino Fnaani
palio al Pontefice fcrìllo nel cassero di Stag- dall' altra parte, furono aggiudicati a deam
già oontro la aentema del vescovo Doousdeoy Caterina dt* Frantesi diverti prcdj «lorfi
cfct aveva ordinalo di vendere i beni a|>par- iiel popolo di S. BlLirìa a Lrocbi dislnlla
ICBcnli a Niccolò Franteti fraicUo de* de» di Staggia, a titolo di rimborso di 400 fia-
fmmti Miccio • MtuciaUo, e non tanto quel- rini d'orocbe la stcìn donna Caterina avcw
li aitnati dentro Siena quanto ancbe altri dato per dote a Verde sua nipote figlia del di
del ino territorio, e ciò ad oggetto di rim- lei fratello Ranieri con animo peiiò di li-
bonave la Camera apustolica di 7641 fio- valersene.
rini d*oro. Nella qoal somma era stato con- Un mese dopo donna Cslerina era tona-
dannalo Niccolò Framesi in Corte romana : la a Padova , toitocbè con atto del io «ai-
€ quindi scomunicato per non averla pagata, gio i383 rogalo in quella città eMB* ale-
tanto più cbe in vista di cotesta moni il de- noro del lodo pronuntialo in Fircnm mI
bilore dava aoipello di eresia, fcc. — {loe, 14 aprile preocdente, qualifica i veri poiwi
•U. T. XVIII delie Pergam. If^ 1 5o6). sori dei suoi pred} situati nel popolo di SL
▲ maggiore intelligeaxa della causa del Uaria a Lecchi. Il quale atto fu nlifiala
ddnlo preindicalo è da sapere, cbe nella da donna Verde sua nipote nel 19 maggia
banca diella società di Muiciatlo Frantesi e del i384. — {loe. cit,)
compagni mercanti fiorenlini sino dal 1296 Inoltre fn le marobrane degli AgoiliniBm
ii deporitava il denaro cbe alcuni collrltorì di Siena avvene una del ao giug. 1S14 KriNB
delle decime apoatolicbe solevano r«iocogli(>. nel Cast, di Staggia , con la quale il nobile
in in Toicana.— (Aacu. Dm.. Fiom., Carie Niccolò del fu Guido de'Franacai rinunàò
é^BoeeeUim di Pistofa). a favore di Tignacelo di Baldo dc*Tolomei
Fra i figli di Niccolò Franiesi varie mero- di Siena ad ogni diritto che avcmt cootra
brano appartenute allo spedale di Bonifaaio gli eredi di Biagio di Tolomeo ileTTolo-
di Firenae, oltre quelle dell* j4re/i. Dipi, mei per dipendenza di 1 100 fiorini d*flm»
San,^ rammentano un Antonio, o Anioni- e per altre lire aoo di sua pertinenm. —
nOt particolarmente allorché qutrsti alla pre- (Aaca. Dipl. Fioa. Carte eli,)
sema del di lui padre Nircolò nel 5 {.'(rnnajo M:i che colesti individui della stirpe dt*
1337, stando nel cassero di Staggia, ricevè Franzesi di Staggia nonfoassero i lolidios-
i3oo fiorini d*oro a titolo di dote che porlo sii di essa làraigliace loscuopre fra gli alili
ad Antonino di Niccolò Franzesi il procu- un* istru mento rogalo in Firenze li la h-
ralore della sua fulura sposa donna Cina h- glio del i375, nel quale è rammentalo il
glia di Francesco del fu Cino d*Ugo {Cinu^ procuratore di donna Caterina Franaesi ae*
ghi ) cittadino «nese. Lupi da una parie, e Napoleone del fii Gio-
Da cotesto matrimonio di Antonino de* vanni de* Franzesi dalT altra. Dairultioa
Franaesi e di Cina dé'Cinughi nacque non de* quali probabilmente derivò il ramo che
solo donna Caterina cbe fu moglie dì Boni- si stabilì in San- Gì mi guano. — (Aaca. Dvk
fazio Lupi March, di Soragna e fondatore Fioa. Carie delV Osped. di Bonifacio).
dello spedale di Bonifiizio in Firenze, ma Finalmente di un Guido di Niccolò di^
ancora uu maschio appellato Ranieri, il qua- Franzesi, e conseguentemente di un ftalclla
le Uscio quattro figli pupilli, cioè, Stefano, di Antonino, zio di Caterina Lupi, fece ■«»
Verde, Lorenza e Piera. Può servire di pro- zìone una provvisione della Signoria di Fi*
va a ciò un istrumento rogato io Padova renze deiranno i36i, nella quale sì lagi^
li «4 lebbra jo 1375, pel quale donna Gale- na della vendita filila da esso Guido naili-
rina de* Franzesi accettò 1* eredità di Cina mente ad altri consorti #Vaiiae/i al Cuaidar
sua madre e di /Linieri suo fratello; e se. di Firenae per 18,000 fiorini d*oro dH ca-
gna lamenle lo prova un atto di |»rocura scrii- stello, giurisdizione e iagioi|i tallo cari
5PE2 sysz HI
tMHtlle mI ttDo di Lsffici e, voHmiiIo da poUonieo era Malo dÌTÌ«^to di ooilfiiira vm
prÌBBO ?eno il CMpo-G>rvo, ▼itili la delixio- |fniod« araeiMil^*
la pìatlaforme di Uarahiiifi e di Telaro alla Procedendo ytt$o il fondo del Golfo ai
baae ooeidentale del monte di San -Marcel* raienla in battello la |mula di Fetuino^ sii-
lo; indi dirinando il caanmino da acir. a Irò villaggio Tetualo situato sul corno de-
hb. atlraveffM la bislunga baja arenosa che atro di una piccola anaii detta di Cadimare
Meta davanti alla grande imboccatura del da un villaggio omonimo che gli isesla in
Golfo, sebbene coperta da pie di ai brao- meszo fra Fezuuto a Maroia,
eia di maret givi intorno allo scoglio della Costà sulla punta setienirìonale del pie-
Scuoia^ dove fu un fbrtilixio, alternilo nel- colo seno AìCadimare nell' avvicinarsi allo
r altimo iinno del secolo passato dMlla forte ioalo di Marcia vedrà a fior d* acqua den-
inglese, e fiaalmente rasenti la costa sei* Ilo le onde marine circa 5o br. distante dal
tenlrionafe della piccola Trinacria o isolet- lido la {amo» polla d'acqua dolce , ogget*
la della Palmaria innanzi dì entrare nella to di grsnde curiosità per chi %isita il Gol-
▼aaia caU o seno di Porto- Venere. fb della Spexia. Ma il viaggiatore d«%e te*^
Qui il passaggero prenda terra davanti nersì in riserbo di non prestare cieca fede
■Ila piaaaa del castello per salire soiriro- ai racconti de* b«rc«)oli che gli dicessero
BMnente alta rupe di quel promontorio onde avere estratto in certi tempi da quella polla
godere in meuo alle rovine del tempio di sollo-marìn<i dell* acqua dolce per bevere.
S. Pietro di una (irospettiva magoiBca del ImiKTocrhé essa consìste in un circolo di
mare Toscano e Ligustico, di una lunga circa 14 braccia di periferìa con un motA
spiaggia che dal lato di lev. I* oechio ac- espansivo in guisa ^ V onda marina full*
compagna sino a Livorno, e dal luto di orlo del circolo viene ad essere quasi re-
pon. ftno alla peuisob dì Sestrì , mentre a spintu , né dentro di esso circolo si può en*
>B«ggiore distania in metxo al mare appa- trare col battello senza (are gran fona di
riacooo quasi nebknose le isole della Gor- remi, e molto meno fermarrisi venendo spin-
tona, di Gaprafa e della Gorsicaj quando to alla periferìa dalla forza espansiva della
•otto i suoi occhi le onde manne, urtsn- polla, e senza vedere la fonte d'acqua salso*
do roroofoee, passano e ripassano per nn dolce alzarsi nemmeno on palmo supenor-
■ogQStocanalecbe separa riso 'Cita del la Fai- mente al livello delle acque del frollo, le
maria dal promontorio di Porto-Venere. quali costà approfondano da aO br. fìoren-
Risceodcndo di costà , il viaggiatore ri- line. — Fed, Maìola.
monti nel palischermo per rasentare 'a cala Dopo aver soddisfatta cotesla curiosità il
detta delle Castagne , poi quella de* Corsi viaggiatore potrà smontare al lido di Maro-
dove fn il Forir S. Maria (atto saltare ìq k, onde fiire un buon miglio a piedi per la
«ria dagli Inglesi nel 1800, ed egli allora deliziosa costa detta di S. Vito lungo la slra-
«otrerà nella cmIa di Farignano , in (ondo da rotabile, la quale sbocca nel largo stra-
alla quale sorge il vasto Lazzeretto omoni- done Bancheggiato di alberi sempre verdi «
■so. Er4 (ra questo sprone e quello suo vi- stato aperto lungo la spiaggia della Spexia »
ano delle Grazie , dove voleva Napoleone Cui resta davanti il Grolfo a guisa di teatm.
che si erigesse una, nuova città. Avvegna- Dopo visitata la città ed il vicino colte
cbè a questa di Varignano resta contigua la dei Cappuccini il forestiero potrà rienlnns
▼aste cala appellala delle Grtutìe da un roo- nel battello e proseguire senza fermarsi il
naatero soppresso, ora chiesa parr. con an- suo caiproino acqueo verso Lerici , giacché
nesso villaggio situato nel centro di cotesto dal lato orientale del Grolfo i poggi scendono
icoo df mare ; al quale vei^ pon.-maestr. meno sinuosi in mare^sesiecoeltui laspiag-
•erve di spalliera il monte deUa Castellana, già de* Stagnoni^ posta a ostro della via 1 <>•
Sulla punta settentrionale della cala delle stale di Genova presso Migliarina. Avvegna-
^rm%Ì9 esisteva il Forte Pexzino innanzi che gli sproni di S. Barlolommeo e di S.
che etsn nel 181 4 venisse smantellalo e ab- Teresa non servendo di scalo ai bastimenti»
baitnto dal cannone degl' Inglesi. sono noti solamente per esservi state costà
GoleUo nltiuM sprone serve di riparo dal delle batterie a difesa del Golfo. Col pro-
lalo destro alla cala che segue, sebbene essa montorìo di S« Teresa si chiude dal lato de-
sia alquanto piò aperta, denominata di Po- atro il vasto seno, ossia la cala di Leriei ,
Bigamia f lungo la quale dal governo na- in un rccciso della quale sorge il villaggio
448 SPEZ SPEZ
ài Scn-TennBO al Mmw «» Dilla Terra • Ione • di lau. — CdUUj popoktMm Mlh
rocca dì Lerìci situata sulla pania sinistra buona stagione emigrano hi gran parte pir
ilei la soa cala si ritorna alla spianata di Ma- recarsi ne* piani della Loabnrdia ad altea-
ralunga dirimpeilo ali* isola della Palnaria. dere ai lavori dei campi , di dorè rilomano
Uno de* maggiori pregi di questo Golfo self autanno riportando in patria pocài ri-
è U raslità , accoppiata alla bctlitk delfac* sparmj.
cesso e delKegresK», alla profondità del a. Gli abitanti della eeeoada ipeeie ipd-
suo fondo ed alla sicuresM delle sue cale tano alle popolaaionl obo m avvicinano, e
rapaci di ricerere un gran numero iK grossi obe vivono lungo la spiaggia del mme. G>-
baslimenti e di poter questi avvicinarsi pres- testi popoli si mostnmo in genenle più sf^
so la ripa ; le quali cose riunite presentano glieli , di maggiore ingegno , • meno ma
Vantaggi incalcolabili tanto ai bastimenti da di costumi , coltivano la vita » T olivo • gli
gnerra qnanto ancora ai mercantili. agrumi , e recano a Genova per via di msn
i prodotti del loro aaolo. L* indoitria sgri-
SeandmfU ài profondità di parie cale im cola , la pesca ed il cabotaggio qiaeiaimcnis
metri francesi, desunti dalia carta idra* dal Golfo a Genova , e vieeverm , aswlii
grafica pubbiicata nei Fol. /^ della scono quasi latte le fisicbe loro fimoltà. Li
Correipnndanee Aitronomi^ue du Ba^ donne trasportano ogni giorno peaee ad al-
rom de Zach (Gènet i8ao). tri prodotti a Samna e nei pami limMiaii
In Lerìci inoltre vi si trova un pìccolo
Nei seno di Lerìci davanti alla sua piai- liere per la costroxione di barche aciem-
la lo scandaglio profonda . . Metri % lili, ed il paese è più degli altri aniasala ia
In meno al seno di Lerici » fl qoalcbe commercio marittimo. In Portata
Pira il Cast, di Lerici e Bfaralonga . » 5 nere per lo più ti Uvonno dalla rcmmias
PVa il Vili, di San-Terenio al Mare e grossolani merletti di lino.
la punU di S. Terem » 5 3. La lena qualità delle papolaaioni di
Nel seno di Portovenere davanti alla questa Pn^incU è cmnprm. tali, si
Mia «•«. » A !■'*• ^' ^' Magm. E«». diceva il
sua piana ._ ■ o r. . ?,,^. ^.^ j':*xj-
Nella cala de'cirri ! .' ,' ' . io }^^* ""^'•*«^ generalmente d'indole milp.
Diventi ai forte S. Maria - io bene accoslumaU , e già ittica di -
Al laneietto di v'arignan; '/.'/..^ 6 «^. l«>grafi«menle «II* To-tna atlmfe
^ Vi SI raccolgono in abboodaaa i daai
Nel seno delle Grazie » 4 di Cerere, di Pomona, di Bacco e di Prispa.
davanti a Paoicaglia e nePa sua cala » S Non vi si fiibbricano cbe pochi lessali H
Davanti la spiaggia della Spezia. . . » i tela di lino e di canapa, bordatini diesasps
Alla spiaggia de' Stagnoni » a e cotone , coperte di lana , meni panai fa
gli agriooltorì , cappellini di paglia per k
Spbua , PaoviKcu m Lavim. contadine e mobili per i dttadiini.
I^ Provincia di Levante comprende sf
La Prorincia di Levante , della quale il Comunità repartite in sei Mandamenti s
GolfodellaS.ezia costituisce una gran parte, giurisdizioni civili. Alcune di quelle Sf
oflfre una configurazione tale che per l' in* Comunità escono Inori del penaactio pl^
lliienzi degli elementi topografici possono i scrìtto alla presente Open. Tali tono qoillr
suoi popoli , al dire del Brrtolotti , repar* le situate nella Riviera orientale a poa. <
tirsi in tre maniere diverse. Porto-Venere , come L^anto , Bio Mcf
I. Il popolo di Val-di-Vara segregato dal giare. Monte Rotto, Deiea, Framara, f
mare , che tiene veramente del monte e del Carro,
macigno, suol essere povero, sudicio, rozzo. Ogni capoluogo di Blandamento ba ■■
ed abita per lo più i dirupi donde le acque giudice civile con un segretario beienttfet'
fluiscono nella Vara, m nn suolo alpestre xioni e veci di caiicelliefe. Nelb città é
e sterile anzi che nò , atto a fornire segale, Sarzana però risiede il tribonale eollqpair
grano , patate , castagne , poco vino e meno ^\ prima Istanza della Prorìncia ean tetri
olio, dove non si conoace altra manifiittun gK sUbilimenti tpeitonti all' oleine gitila
cbe qnella di rotzi tesniti di canapa, di co» ciario. — • Ved. SsaaimA. 1
449
Nome
dei J£itwgM
I. Ameglia
9. AnteMio
3. Arcolt
4« Bastremoli
5. Bergttjsana (*)
6. Bevorioo
7- Biiisia
S. BoDflssolfe
9* Bolano
10. fiorgbetto<K Vara
1 1 . Bozaolo C)
I». Bnioelli
i3. Brugnalo, Ci7là (*)
t4. Cadmiare
t S. Carnea
i6. Carpena
1 7. Casale (*)
i8. Casoinan
1 9. Castel Qtt»?o dì Ma^
«o. Caitiglioiie dì Bo-
lano
^i. Cerri
na. CbiasoU,oChii9oU
*i3. Cornice {*)
a4. Corsara
«5. Fabiano
a 6. Falcinello
a 7. Feuano
a 8. Follo
ag. Godano (*)
3o. Groppo di Godano
Si. laola con Migliarini
unite
3a. Lerici
33. Marinasco
34. Marola
35. MonterotMT
ruolo
MU Chiese
S. Vintensio Martire, Pieve
S. Lorenao, Rettorìa
SS. Stefìmo e Blargberìta,
Piero
S. Andrea, Prepositnra
S. Croce, Aicipretura
S. Caterina, idem
S. Martino, idem
S. Caterina, idem
S. Maria Assunta, Pieve
S. Carlo, idem
S. Antonio Abate, Prioria
S. Manriiio, Arciprelura
S. Pieiro, Cattedrale
S. Maria, Rettoria
S. M»ria Aisunla, Rettoria
S. Niccolò, Rettoria
S. Martino, Arciprplora
S. Michele, Preposi! ara
S. Maria Maddalena, Arci-
pretura
S. Remigio, Rettorìa
S. Anna, Pieye
S. Michele, Rettoria
S. Colombano, idem
S. Michele, Preposilura
S. Andrea, Rettoria
SS. Fabiano e Sebastiano,
idem
S. Gio. Battista, Arcipr.
SS. Martino e Leonardo,
Preposilura
S. Blbria Assunta, Rettoria
S. Siro Vesc, Arcipretura
SS. Jacopo e Filippo, Pre-
positura
S. Francesco, Idem
S. Stefiino, Arcipretura
S. Vito, Prepositnra
S. Maria Assunta, Rettoria
Comunità e Standamenti
cui spettano
Comunità
^landamenta
Amelin
Godano
Aroola
Folk)
Godano
Beverino
Brugnalo
Bonassola
Bolano
Borghetto
Zignago
Beverino
Brugoato
Specia
Follo
Ricco
Pignone
Pignone
Castelnoovo
di Magra
Bolano
Trehiano
Godano
Godano
Beverino
Spella
Sanana
Portovenere
Follo
Godano
Go<lano
Spezia
Lerici
Spezia
Spezia
Bonassola
s-
liCrici
Godano
Vezzano
Godano
Godano
Spezia
Godano
Levanto
Sarzana
Levanto
Godano
Spezia
Godano
Spezia
Vezzano
Spezia
Levanto
Levanto
Sarzana
Sarzana
Lerid
Godano
Godano
Spezia
Spezia
Sarzana
Spezia
Veztano
Godano
Godano
Spezia
Lerici
Spezia
Spezia
Levante
75a
ioao
371
765
670
4«i
l6ai
34*
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30O
800
480
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ii3
480
57*
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IOA
400
3a6
408
596
819
400
164
385
636
a8io
978
659
5oiirtf^ e segue .... Jhit. ff.^ a 199 3
450
Scf iM il Qvdom della Po/nlMotM dtUé Cùmowit^ mll^ Pmr^9ùtM mi Lar^étn
comprese dentro il perinuiro della preseaio Oporm^ airammo tftJa.
Ffom€
Tiiolo
Comunità e i
•
Handamenti
-li
CUI spellano \
- '1
dei Luoghi
delie Chiese
— ' ^^^*^
_ii
•
Comunità
Mandamento
1
Ripono . Abit, N.*
' sia93
36. Monte Marcello
S. Pietro, Prepoailura
Ameglia
Lerici
417
37. Nicola
.SS. Jacopo e Fili|ipo, idem
Orlonovo
Sanana
800
38. OrloQovo
S. Martino, Arci|iretura
OrlonofO
Sarzaoa
io8a
39. Faiiivarnia
S. Lorenio, Re'.loria
Riocò
SpesU
%U
40. Pauigagliao/iSeGra-
S. Andrea in S. Maria del-
Portoveoere
^%
8sa
ut
le Grazio, iilt^m
4 1 . Pegazzaoo
S. Micbelf*, idem
Spezia
Spesim
4e«
4a. Piana di Satolla
S. Maria e S. Rocco, idem
Follo ^
Vezzano
35a
43. Pignona
S. Croce, idem
Grodano*
Godano
if»
44* Pi}!iiune
S. Maria Assunta, Arcipr.
Pignone
Letanto
M
45. Pilelli
S. Bartolommeo, Rettoria
ArcoU
Vezzano
3f»
46. Polverala
S. Niccolò, idem
Follo
Vezzano
«•9
47* Punxauo
S. Michele, Arcipr.
S. SteCioo di
Magra
Sanana
9<9
48. Plinio
S. Cristoforo, Preposit.
Ricco
Spezia
499
49. Pugliaaca
S. Maurilio, Arcipr.
Borgbetto di
Vai^
Lefanlo
igS
5o. Pugliola
SS. Niccola, Lucio • Lo-
renzo, Rettoria
Lerici
Lerici
619
5i. Riccio
S. Croce, Arcipr.
Ricco
Spern
H*
52. Rio di Vara
S. Giuitina, Rett.
Godano
Godano
36o
53. Ri|ialla in Vara
S. Niccolò, Preposi t.
Borgbetto di
Vara
Lefanto
9*
54. Saraana, CiUà
S. Maria, Cattedrale
Sarzana
Sarzana
5«9t
55. Sarzanello
S. Beuedeilo, Pieve
Sarzana
Sarzana
1014
56. San- Benedetto di
S. Benedetto, Rettoria
Ricco
Spezia
59*
Vara (•)
57. San-Oiorgìo di Va-
S. Giorgio, idem
Bonasiola
Levanto
lU
ra (*)
58. San-SlefanoC^or^o)
S. Stefano, Arcipretun
S. Ste&no di
Sarzana
S|S
di Maj^ra
Magra
59. San-Terenxo al Mare
S. Terenzio, Prepositura
Lerici
Lerìci
laaS
60. San-Venerìo
S. Venerio, Pieve
Vezzano
Vezzano
?"•
61. SaMelladi Vara
PreseuiazJoiie di Maria Ver-
gine, Rettoria
Zignago
Godano
Iti
6a. Scojfna
S. Crislofiino, Arcipr.
Godano
Godano
tls
63. Serra
S. Gio. Decollalo, idem
Lerici
Lerici
4»»
64. Se%lA di Vara
S. Maria e S. Marco, idem
Godano
Godano
39*
65. Sorbolo
S. Fiorenzo, Relloria
Follo
Vezzano
168
66. Sp<>tìa, Città
S. Maria Assunta, Colleg.
Spezia
Spezia
4o5a
67. Telaro
S. Giorgio, Rettoria
Ameglia
Lerìci
l9»
Som
fét e segue .
. . . Abit N
.•4«oSI
451
9ompréM dentro il pgrimeiro Mia prtswntt Opero, alt anno 1 83s.
Ifomt
dei Luoghi
«i. Tivegfia
69. TorpianaeValgioo-
cala
70. Trebiano
71. Val dì Pino
7». Vallerano
73. Vezzano soprano
74. Yesiano sottano
75. Zigoa^ (Pieve di;
Tiiolo
delle Chiese
S. Lorenxo, Arcìpr.
S. Martino e S. Andrea,
idem
S. Michele, Pieve
S. Gio. Elitista, Prepotit.
S. Apollinare, Rettoria
SS. Siro e Prospero, Arci-
pretara
S. Maria Assunta, Pieve
S. Pietro, Arcipretura
Comunità e mandamenti
cui spettano
Comunità
Mandamento
OD S *
RipoBTO . Jhit. N.^ 46088
Follo
Zignago
Trebiano
Ricco
Venano
Vestano
Vessano
Zignago
ToTdLM . .
Vessano
Godano
Lerici
Spesia
Vessano
Vessano
Vessano
Ciodano
36o
a57
600
587
370
680
783
665
.... Ahit. N.^ 50390
HB. / luoghi contrassegnati con asterisco (*) #0110 compresi nella Dioc. di Brugnato,
SPIAGGIA HILL' ARDENZA. — red.
— m COLLELUNGO. — ^ed. Covut-
Kimoo DI GaosMtTO , a ^étLBttriitj.
— m FOLLOniCA. — ^erf, FotLomoA.
— • Bi LAVENZA. «~ Fed, LAvaasA , a
CAaaABA, Comunità,
^ DI MASSA DI CARRARA. — Fed.
BtàaaA-DiTOAx.B , Comunità,
— DBixA PADDLETTA di LIVORNO.
—^ Fed, Lfvoaao, Comunità, Li slessi rìn«
vii per le altre Spiagge del littorale toscano.
SPIANATE nella Valdi-Nievole. — Con-
trada con cb. parr. (S. Michele nlle'SpiO'
nate) nella Com. Gior. t circa migl. 3 § a
wir. di Monte>Garlo, Dioo. di Pescia, Comp.
di Firense.
Trovasi in messo alla pianura delle Cer-
iMJe fra la strada regia Traversa della Val-
di-Nievole, e quella provinciale Lucchese*
Bomana^ ossia Francesca detP Altopa^
eeio^ circa due migl. a lev. delPAItopascio,
messo migl. a pon. della base dei colli più
•eltentrìnmili delle Cerbaje.
L* orìgine della parroorbia delle Spia-
nate non è più antica del 1494, nel quale
anno fu eretta la sua chiesa fiarrorchiale
iotto r ìnvoeaifODe di S. Michele Arcan-
gelo, fiocome apparisce da una reiasione
ministerale diretta nel 5 febbmjo del i6a3
(stile comune) alla reggensa del Granduca
Ferdinando ti, quando in cotesl* ultimo
anno gli uomini delle Spianate vennero
esonerati dalT obbligo di recarsi processio-
nalmente a Monle*Carlo nei giorni di S.
Andrea , di S. Sebastiano e di S. Maria
Maddalena, ed in non so quali altre solen-
nità dell* anno. •— (Aaoa. oaLLa RjaoaMAO.
m Fiaaasa).
Per edificare roteata chiesa delle Spianate
fb impiegata una parte dei materiali del-
r antico ospisio e chiesa di S. Nasario alle
Cerbafe Tuno e 1* altra poco lungi dalla
chiesa nuova della Madonna della Quer-
cia. ^~ Fed, quest'ultimo articolo.
La parr. di S. Michele alle Spianate au-
menta vistosamente in popolasione, giac»
che nel 1745 essa non contava più che 781
parrocchiani ; nel i833 questi ascendevano
fino a 1339; e nelTanno 1839 TÌ si nove-
ravano 1468 individui.
SPICCHI.4J0LA in VaWEra. — Bor-
gata con eh. parr. <SS. Jacopo e Crislofano)
con l'annesso di Monte Pieini nel piviere
di Pignano, Coro. Giur. Dioc. e circa migl.
3 a lev.-scir. di Volterra, Comp. di Firense.
450
Scf iM il Qv^oao delia Po/ÈoiMotM dtUe Cùmowit^ ùéllm Ptn^retM mt LmrM
eotmprest dentro il perimHro della preseiUe Ofterm^ aitammo tftJa.
Nome
Titolo
Comunità e J
•
Wandamenti
•,<
CUI speueno \
■■
dei Luoghi
delie Chiese
Comunità
Mondamente
it
1
Ripono . Jkit. Jf,*
' n
30. Monte Maruello
S. Pietro, Prepaallure
Araeglia
Lerici
37. Nicola
SS. Jauopo e Fili|i|)0, idem
Ortonofo
Sariana
38. Orlonovo
S. Mariiuo, Arci|»retura
Ortonofo
Sarzana
39. PadivarinM
S. Lorenio, Rettoria
Riocò
Spezia
40. Faiiìtfa^liao/iSeGra-
S. Andrea in S. Maria del-
Portoveoere
Speiift
le Grazie, idem
41. Pegazzano
S. Micliele, idem
Spezia
Spezia
4 a. Piana Jt Balolla
S. Maria e S. Rocco, idem
Follo ^
Vezzano
43. Pi(Enoiia
S. Croce, idem
Grodano*
Godano
44. Piginone
S. Maria Assunta, Ardpr.
Pignone
Lefanto
45. Puerili
S. Rartoiomroeo, Rettoria
ArcoU
Veiiano
4d. Polvcrala
S. Niccolò, idem
Follo
Vezzano
47. Puuxauo
S. Michele, Arci[)r.
S. SteCino di
Blagra
Ricco
Sarzana
48. Poniò
S. Grittoforo, Preposil.
Spezia
49. Pu^^liaica
S. Maurizio, Areipr.
Borgbetto di
Vara
Lefanlo
So. PuglioU
SS. Niccola, Lucio • Lo-
renzo, Rettoria
Lcricì
Lerici
5f. Ricuò
S. Croce, Arcìpr.
Ricco
Spezia
52. Rio di Vara
S. Giustina, Reti.
Godano
Godano
53. Ri|Milla io Vara
S. Niccolò, Pr?posit.
Rorgbclto di
Vara
Sarzana
Lepanto
54. Sarzana, CiUà
S. Maria, Cattedrale
Sarzana
55. Sa l'M nello
S. Benedeilo, Pieve
Sarzana
Sarzana
56. San-Bcneaelto di
S. Beneiletto, ReUoria
Rkoò
Spezia
Vara {*)
57. San-Oiorgio di Va-
S. Giorgio, idem
Bonasiola
Lepanto
ra \ )
58. San-S(craiioCA>r^o)
S. Stefano, Arcipretura
S. Sle&no di
Sarzana
di Ma}(ra
Magra
59. San-TereuzoalMare
S. Terenzio, Prepositura
Lerici
Lerici
60. San-Venerio
S. Venerio, Pieve
Vezzano
Vezzano
61. Sa»s«na di Vara
PreseulazJouedi Maria Ver-
gine, Rettoria
Zignago
Godano
61. ScoifQa
S. Crislofiino, Arcipr.
Godano
Godano
63. Serra
S. Gio. Decollato, idem
Lerici
Lerici
64. S^ta di Vara
S. Maria e S. Marco, idem
Godano
Godano
6.'i. Sorbolo
S. Tiorenzo, Relloria
Follo
Vezzano
66. Spezia, Città
S. Maria Assunta, Colleg.
Spezia
Spezia
67. Telaro
S. Giorgio, Rettoria
Ameglia
Lerici
Som
rm^t e segue .
. . . Alni n
•4
it<^
451
jomo Mht Popoìatiom Mìe ComviutJ' omzmj Pmrwctj dì LmrjtwTm
ìprrnm dtniro il ptrìmtiro tUUa prwstnte Opera, alt* anno i83s.
Notna
Tiiolo
Comunità e
Mandamenti
A.
-^ ^ ^7»
cui spettano
S. 3
iti Lmoghi
delle Chiese
iiii,_
_
OD S •
» ^ d
•
Comunità
Mandamento
1
RiPOBTO . Jhit, 19,
1
® 46088
aiWffM
S. Lorenxo, Arcìpr.
Follo
Vessuno
36o
l|.T«[Haiii • Valgian-
S. Martino • S. Andrea,
Zignago
Grodano
a57
crii
idem
y^lpìtmo
S. Michele, Piete
Trebiano
Lericì
600
K.iadiFiiio
S. Gio. Biiltitta, Prepoùt.
Ricco
Spezia
587
I^Talleriiio
S. Apollinare, Rettoria
Venano
Vessano
370
I^ÌOMM Mfraiio
SS. Siro e Prospero, Aroi-
Vessano
Vessano
680
1 .
prelura
il j^TcBUK) /or/ano
S. Maria Assonta, Pieve
Vessano
Vessano
783
ll^&|itSO(Piflfedi;
S. Pietro, Arcipretura
Zignago
Ciodano
665
TorjLM Jbii, N.^ 50390
jll/faofl/ etmirafgtgnoH con atttriseo (*) sono compresi nella Dioc, di Brugnato.
ffliGGTA m.' ARDENZA. — red.
- m GOLLELUNGO. — red. Colu-
m GaniRTO , a FéiLEnTtiiéi,
-nFOLLO?IICA.— ^erf. PoLiomcA.
-• ai LAVENZA. — Ted. Latbhsa , a
buia, Comunità,
- Il MASSA m CARRARA. — Ted.
WlVjcALa, Comunità,
- «ILI PADDLETTA di LIVORNO.
^^td, Lrroaiio, Comunità, là stessi rìn«
*2^ le altrr Spiagge del lìttorale toscano.
llANATE nella Val-di-Nief ole. — Con-
con eh. parr. (S, Michele alle'SpiO'
Quella Gom. Gior. e circa roigl. 3 } a
^•di5lonte>Garlo,Dioo. diPescia, Comp.
Tionn in messo alla pianura delle Ger-
^ fb |ji strada regia Traversa della Val-
Miefole, e quella provinciale Lucchese*
ossia Francesca dell* Alt opa-
circa due migl. a lev. dell' Altopascio,
Bsigl. a pon. della base dei colli più
i delle Gerbaje.
L*origioe della parrocchia delle Spia-
Meaoo è più antica del 1494, nel quale
iVK> fa eretta la sua chiesa ftarrorchiale
■i» !* ÌDToeatfooa di S. Micliele Arcan-
gelo, siccome apparisce da ona reiasione
ministerale diretta nel 5 febbrajo del i6a3
(stile comune) alla reggensa del Granduca
Ferdinando II, quando in cotest* ultimo
anno gli uomini dellif Spianate vennero
esonerati dalP obbligo di recarsi processìo-
nalmente a Monte^Carlo nei giorni di S.
Andrea , di S. Sebastiano e di S. Maria
Maddali'na, ed in non so quali altre solen-
nità deiranno. ^ (Aaca. dbllb Rifobmao.
DI FiBBaia).
Per edificare rotesta chiesa delle Spianate
fu impiegata una parte dei materiali del-
l'antico ospisio e chiesa di S. Nazario alle
Gerbaje l'uno e l'altra poco lungi dalla
chiesa nuova della Madonna della Quer^
eia. — rìed, quest'ultimo articolo.
La parr. di S. Mirhele alle Spianate au>
menta vistosamente in popolazione , giac-
ché nel 1745 essa non contava più che 789
parrocchiani ; nel i833 questi ascendevano
fino a 1339; ^ ne) Tanno 1839 vi si nove-
ravano 1468 individui.
SPIGCHIAJOLA in Val-d'Era. — Bor-
gala con eh. parr. ^SS. Jacopo e Cristofano)
con l'annesso di Monte Pici ni nel piviere
di Pignano, Gom. Gìur. Diuc. e circa migl.
3 a lev.-scir. di Volterra, Gonip. di Firenze.
454 SPU6 STAB
fio mi Cmrhne fu raccoBMiKltla alla chiesa Dalla dnaa di S. Hioeolò fa tmlocata
plcbaiia di Vaglia. — La parr. di S. Maria nelF attuale di S. Blarìa a Spmgmole una
a SpofpBole è comprata con i aooi aoDCffi buooa latola di Noatra Donna dipinta nclb
nel piviera di S. Giovanni a Petrojo, Gom. prima metà del lecolo XIV.
e circa due migl. a lib. di Sao«Piero a Sie- La parr. di S. Blaria e S. Niccolò a Spn-
vcy Giur. di &arperìa, Dioc. e Goa^». di gaole nel i833 contava 33o abit.
Fifenie. SQUARCIABOOOOIII (DOGANA m) in
Risiede in collina alla sinistra del torr. Val-di-Nievole . —Dogana di seconda claae
CaÌM0 e della strada postale Bolognese. nella tesUta sinistra del ponte che cavalca
La memoria piti antica del Cast, e torre la fiumana Pesda di Collodi^ lango fao-
di Spagnole credo si conservi nell* allo di tica strada maestra del ComJSntf nolte pair.
Ibndauone del Mon. di S. Pier Maggiore di di S. Vito a Gollecchio, Com. Ginr.Dioe. e
Firemev del a 7 febb. 1 0O6, al qoale la Con- eifoa due migl. a oatro-lib. di Poscia, Compi
datrice donna Grisla del fa Rodolfo vedova di Firenae*
di Ano di Pagano lasciò molti beni, e fra Trovasi soli* estremo confine oocidantais
questi la quarta parte del castello di Spu- del Gnndocato con quello orientale de! ìh»
gnole» compresa la torre, corte, o distratto, calo di Locca, suH* antica strada masotiu che
col giuspadronato delle chiese di 5. Maria^ da Lucca attraversando i Co//i Mie Ikmat
di S» Martoiommeo e S. Niceoiò a Spu- entrava nel distretto di Pesda sol /msSf di
gmoit.^^ ( Aaca. Din.. Fica. Carie del Mon. Sfuareiaboeconi, per dirigerà diritta a poa.
smddeito ). alla stasione degli Mberghi e di là air oo|»>
Era costì in Spugnole un fortiliaio sei^ daletto di S. A1loccio,dove attuai Baenlepsi-
▼ito sotto la Rep. Fior, di avanposto alla n la nuova strada postale che oosth diverge
capitale, cosicché nel 1 35i per ordine dei il suo csroroino da pon. a aettentr. per ooa-
Dicci di Balia di goem il Cast, di Spu^ durre a Pcscia.
gitole Tenne monito e afibnato contro le Era cosi) in S^uarciahoceom nn bor*
truppe del Visconti di Milano penetrate nel ghetto fino dal secoto XIV, mentre nel Si
Mugello. — (M. Vn&Aai, Cromie, Lib, II, ott. del i3a7 fu scritto in questo borgo aa*
cn^. ifi.) istruroento esistente utWAreh, Dipi, Pier,
Sono compresi in questo popolo di 8pu' fra quelli deirOpera di S. Jacopo di PistAfk
gisolt il borgo di Tagliaferro e la villa Che poi la via di Sfuarciaboeeomi fnm
con la vasta tenuta del 7Ve6&ìo, gih della Tunica strada maestra, oltre quella non meoo
casi Medici, ed ora de* religiosi dell'Oralo- antica dell* Altopascio, per attravermn h
rio di Firenxe, nota per avervi abitato con Val-dì-Nievole lo dava a conoscere all'aBao
b madre il giovinetto Cosimo I» finché dal i53o nelle sue storie Benedetto Varehi, il-
Trebbio corse a Firenxe a occupare il tro- lorcbè il capitano calabrese Maramaldo eoa
no vacalo per morie data al prente di lui marcia fonata corse a barricare il ponte ii
Duca Alessandro. Squarciahocconi per impedire il pasn^tpe
Esiste tuttora, sebbene afiktto cadente, in al Ferruccio che meditava con le genti A
questa medesima cura, T antica chiesa par- esbo raccolte in Pisa di liberare dalTaW*
rocchìale di S. Niccolò, riunita sino dal se- dio la cittì di Firente sua patria. Per il
colo XIV a questa di S. Maria a Spugnole, quale intoppo il Ferruccio dovè rivolfrni
È desse fabbricata secondo T antica liturgia verso Villa -Basilica rimontando la Valk
cristiana, nella parte superiore divisa per Ariana e passare per sentieri raontuon ed
i catecumeni e per i penitenti, e avente la iro^ienii prima di arrivare a San-Marodlo
confessione nella parte sotterranea. e a Cavinana ; dove oel a agosto deirsaw
Nel i365 le due chiese parrocchiali di preindicato ricevè la morte dallo stesso Ma-
S. Blaria e S. Niccolò a Spugnole erano sta- ramaldo soo nemico personale. — ^cd.
te già riunite, siccome lo dichiara un alto V/ért. Fiaansa Voi. II pg. «17.
del 3 luglio di quell* anno rogato nella bor- 11 doganiere di seconda classe di Sqm^
gate di Tagliaferro. »- Della eh. di S. Bar- ciabo/coni sopraintonde anche al postola*
tolommeo a Spugnole, rammentata nel do- ganale di Montechiari,
cnmento del febbr. 1 066 di sopra citato, non Srjewté in Val-di-Greve. — Gas. che fa
ne trovo alcun* altra memoria. — ( Aaai. nel piviere dì Silano, Com. e Gìur. diGie*
Dm.. Fm. Cu^ deirOsped. di Bonìfaùo). ve , Dioc. di Fiesole , Gomp. di Firenie.
STAF STA6 455
È quello Gis. nminentato in varie carte Sotto lostfliio locabolo di StafiUè raa-
del Ih Badia di PasaigDaao, in una fra le al- mentala la sIchb contrada in altra carta della
tre del maggio 1004 ed in altra del lomag- Gom. di Foceochio del 17 aprile 1198 ci-
gio 1074, r ultima delle quali fu acritla in tata àlVJri, Gaijoao (Dobama dbl).
ootcalo luogo di Siakbia territorio fioren- Che peraltro nel diftxetto di 5<a^^(>/i fino
lino. .— (AacB. Dipi.. Fioa. Cor/, cit,) dal aecolo XII acquislamero beni i manaio-
STABBIA nell» Val-di-Niefole. — Gas. narj dell* Altopaicio, lo dichiara per luUi
con eh. panr. (SS. Pietro e Paolo) nella Gom. un iitru mento del a 9 maggia 1 1 83 esistente
Giur. e circa migl. 3 f a maeitr. di Gerre- fra le membrane deir^^reA. Dipi, Fior,^
to-(9UÌili, Dioc. di San-Miniato, già di Lue- appartenute alla Gom. di Fuceochio.
ca , Gomp. di Firenze. Inquanto alla chiesa parrocchiale di Sftaf-
Risifde alla base occidentale del monte foli sotto il piefanato di S. Maria a Monte,
Albano, fra la gronda orientale del pedule la si tro?a citata in un privilegio del Foni,
di Fuceochio e la strada provinciale, cosi Eugenio IIMel 6 genn. 11 So, ed anco nel
delta Franctsca^ la quale attraversa il pae- catalogo delle chiese df Ila diocesi di Lucca
se di Monsummano basso* del ia6o, l'uno e I* altro rammentati ali*
Comecché il luogo di Stabbia^ dal quale Art. Mabia (S.) ▲ Moara.
prete nome una delle fattorìe delle RR. Poe- Gome poi la contrada delle Ctrhaf^^ com-
■easioni, ai trovi rammentato sino dalfapri- presa nel distretto di Stafifòli, fosse riunita
le I «44 in un diploma dell* Imp. Federi- alla Gom. di Santa-Ooce , Io disse il Lami
1^ II in fiivore delU mainsione d*Allopascio, net suo Odeporico, dove si riportano diverse
cui furono confermati i beni che essa posse- sentenze relative. Nettampoco starò qui a
leva in loco Stahia^ ciò nondimeno la cura ripetere quanto su tale rapporto fu avviato
Jl Slabbia può dirai una popolaaioue uno- agli Art, GAaraL-FaAROO m Sono, Fucao-
ra che sorse in mezzo alle colmate del fi- caio e Sàwtk-Caoa. nel Val-d^Amo inforìore,
:ino padule, giacché Stabbia non ebbe par^ ai quali per brevità si rìuf ia il lettore,
rocehia innanzi la metà del secolo XVIII, La parr. di S. Michele a Stafibli nel i833
ed il tuo |iopolo andò di tal nuiniera au- conlava 571 abit.
mentando, che nel 1 833 contava 1140 abit., STAGGIA in Val-d'Elsa. — Gssl. murato
iccrrsciuti nel 1840 fino a laSg individui, con rocca e chiesa plebana (S. Maria As-
— P'ed. Sam-Mwiato, Diocui. sunti) già filiale di quella di S. Pietro in
Stabbi dito. — ^ed. AaLuno In Val-di- Castello^ nella Gom. Giur. e circa 4 migl.
Serchìo. a scir. di Poggibonsi , Dioc. di Golle , una
STAFFOLI (Casimm Staffili) nella Val- volu di Volterra , Gomp. di Siena.
li-Nievole. — Vili, con chiesa parr. (S. Il paese , che risiede in pianura, è altra-
Michele, già S. Andrea ) antica filiale della versato ililla strada postale fiorentina , ed è
pieve di S. Maria a Monte, nella Gom. e fiancheggiato dal torrente omonimo della
nrca 4 miei, a selt.-maeslr. di Sanla-Groce, Staggia,
Sinr. di Gistel-Pranco di Sotto, Dioc. di Fu questo castello antica signoria de* no*
San-Miniato, uua volta di Locca, Gomp. bili di Strove e di Staggia di legge so-
li Firenze. fica , ossia di orìgine franoese , dalla qua!
Rbiede presso le fiilde settentr. dei colli nazione essi presero il casato de*Fnuuesif
letti delle Gerba je , lungo la strada regia famiglia illustre che varf genealogisti fecero
Tint^ersa della Val-di-Nievole, fra il Pog- discendere dalla contessa Ava, hi qual donna
fio Adorno e 1* estremo gol lo situato a scir. fu per i Senesi come divenne per i Toscani
irctfo la così delta Dogana del Grugno lutti la gran contessa Matilda.
«1 Lago di Bientina. Uno de* documenti superstiti più vetusti
A questo luogo di Staffali {Staffili) du- relativi alla contessa Ava ed alla sua prole
silo che voglia riferire una carta dell'anno credo consista io un atto del 39 aprile 994
$48, 7 agosto, pubblicata nel Voi. V. P. II relativo alla donazione fatta a litolodi asor-
lelle Memorie lucchesi; nella quale trattasi gincap da Tegrimo figlio dd (a Ildebrando
li nn fitto di beni conceduto da Ambrogio d'Isalfredo e della contessa Ava di Zsnobi »
rcsoovo di Lucca a un tale di Staffili ^ con- a fiirora dì Sìndrada figlia di Guido Visoonle
lislenle nelb metà di un podere posto nello sua futura spom,alla quale ssaegnÒ la qnar-
itesio loogo di Staffili. la porte dei beni che possedava nei contadi
456 STAG SI AG
Toltcrraoo» fiorentino» nncfe e fietolano ; stioo ed litri, stando nella chicn di Se^r-
nella cui donazione envi compressi la 4. la na, territorio follerrano, rinunsiarono alla
parte della corte di Staggia. — 'Aaca. Dipl. Badia predetta ogni loro diritto lulla chica
FiOB. Carie di S, Eugenio ai Munittero), e beni di S. Maria di Staggia^ mentre nel-
Lo steaaoTegrimo, iopraccLiamalo Teu^ Tanno slesso 1 1 86, con diploma del a8 ago-
ao, figliuolo della contesa À*fa^ per rogito sto, Arrigo VI a tìtolo di feudo rilasciafa ad
del 24 febbrajo ioa6, alando nel suo ca- Ildebrando vescovo di Volterra fra gli altri
stello di Staggia ofirì in dono alla Badia paesi la mdk dei castelli di Staggia e di
di S. Stivatore dell* Isola alcune sostanze Jfon/aga/o/o sul Monte-Alaggio,
ivi designate. Arrogo la notizia di quattro istrumenli
Sono ilella proTenienxa stessa i documenti dtWJrch. Dipi. San, del 1 4 magg. 1 1 9;,
segueuli; un isirumenlo del 4 febb. 1001 a; febb. 11 56, del genn. ii63 e del 97
rogato nel Castel di Staggia terrtiorio voi- aprile 1167. — Trattasi nel primo di una
terrano, cbe dicesi di proprietà di donna donazione fatta da Fanzo di Cottolo, da
Ava figlia del fu G. Zanobi e vedova d*llde- Ugolino di Soarzo e d.i Ranieri di Guazio-
brando d* Isalfredo , in occasione cbe essa , lino al Cumnne di Siena in mano di Ra-
col consenso di Tegrimo e di Benizzone nieri vescovo di quella città della quarta
suoi figli e mondualdi, donò alla Badia di parte di Monte-CaUeliif di una |Hazza dea*
S. Salvatore dell' Isola, da essa lei fondala, la Irò il Cast, di Strofe , e due nel suo hot»
cbicsa di S. Cristof^iio presso il borgo del- go , di una piazza nel Cast, di Monieagih
risola con 4a case e cascine in queir istru- tolo e due altre piazze nel borgo di questo
mento descritte, oltre le decime de* beni stesso castello. La qoal donazione fu (atta
dominicali con otto servi e serve , il tutto eoram omni populo in comuni eoiioguio
compreso nella sua corte di Strove. in platea S, Cristopkori ci^itatis Setim-
Iffel 3o aprile del 1048 il nipote di detto rum, — Gol secondo islrumento Ranuoào
Tegrimo, per nome Guido del fu Gberardo, di Staggia con Bernardo e Guazzolino suoi
e la sua consorte Oliva delfuVivenzio,slaii- figliuoli, ed Ottaviano con Rustico di Soa^
ilo in Terresano (iresso il Gasi, di Fumai'- zo si obbligarono col governo di Siena di>
gallo ^ territorio sunese, venderono a Si- vanti al vescovo Ranieri suo capo pojitioo
cheimo del fu Gorrado la loro metà del ca- ed ecclcsialico di seco allearsi contro il Co-
stello.e corte di Staggia ^ T ottava parta mune di Firenze, promettendo di cons^
de* castelli di Stro^ , di Bueeignano e di gnare ai Sautsi a titolo di pegno il Cast, éi
varj altri luoghi in quel rogito indicali. -^ Strovt,c la torre di Montagutolo sul Moa-
{hc. cit,) te-Maggio nel ItTniiae di 8 giorni dopo la
Fra i ni|K*ti della rilala conlessa A%a, come ricbiesla falla dalla Signoria. — Gol teno
signori di Slagfjia , rammenleiò un Tegri- islrunieuto del genn. ii63 Ubaldino del fii
mo die fu vescovo di l'opulonia, nato ila Ugolino di Suai-zo rinunziò al Gomune ili
un altro Trgiiiuo detto Teuzto, il qual Siena nelle mani del \escovo |>redello agoi
vescovo neir 1 1 marzo del loCi, stando nel dirillo che aveva sulle terre, castella, e no-
Gasi, di Strove, ricevè da Sichclino del fu niinutameule sopra Staggia e sopra ognial-
^Jorrado per donna Adailela sua sorella figlia tro luogo situalo fra Foggibonsi e Porla Ci-
di Tegrino, ossia di TeutzOf lire 40 per mullia, a piittoperò di annullare celesta ri-
valuta della quarta |Mirle del Gasi, corte e nuiizia qualora lasciasse de* figli maschi. "
chiesa di Strove che il loro padre Teuzzo 11 quarto allo finalmente del 27 aprile 1167
aveva ceduto precariamente alla Badia del- è relativo ad una lettera sottoscritta nelCisl.
risola: per cui Tegrimo in quelTalto ne di SanQuirlcn in Val-d'Orcia daRaiuakIo
fece a Sicbelmo quietanza, (/oc. cit,) arcivescovo di Magoiizaearcicaucellicredcl-
inoltre nelle c^rle della slessa Badia riu- T Impero a nome di Federigo l,con laqua-
nite a quelle di S, Eugrnio al Munistero le viene confermala la donazione che fcceio
si leggono più nomi di Soarzo, ì quali prò* al Goiuuiie di Siena Ranuccio di Staggia e
babilmenle diedero il casato ai nobili sanesi Guido di Soarzo de* signori di Montagutolo.
de* Soanti che furono pur essi signori di — ( Aaca. Dipl. San. T. I. delle Ptrgam,
Staggia e di Stroi'e. — Tale è un* alto del iV." 1 4, a^, 3a r 36. )
•2-2 sellembrc 1186, e del di 8 ottobre se- Gon tutlociò peraltro i signori di Staggili
guente,coirullimo de* quali Scarso, Ru- di Montagutolo e di Strove dovettero rite-
STAQ STAG 45V
lenit o ritornare «1 dominio dei luoghi fo^ Rofe nel lenpo ohe fi iabbricafi iqaello
Nn indiceli, totlocliè nel 14 telt. del iisO delle Repobblice nelle piena del Gempo.
ler perle dell* abate e monaci dell* laola fa II qoel fallo è dinioitrelo de une rìlonna-
isibile petizioue al Poul. Onorio 111 oonlro i gìone esiilenle fire le pergamene di queir
lobili Ranoccio, Gruellerolto, Berengario e Areh, Dipi, (T. XVII N.*^ iSgo), cbe poi^
ienieri signofi di Slaggia , onde obbligarli te 1* indicetione tegnente: jieium Senti
I restituire alla Badia dell* laola i beni itali («5 aprile i3io) ifi^/o/to Mfusdaiiarmm
lonali dai loro predecessori , e da essi me- in Concistorio Dominorum Noifem,
lesimi a quei monaci confermali , beni cbe Lo stesso archivio senese fra gli eltri- d<v
li dichiarino situati fra Siena e Poggi bonsi cnmenli relativi ai Frenxesi di Sleggie- ne
la UQ lato, e dell* altro lato , a partire de contiene uno del so dicembre, enno i3o8,
Wonie'^asone sul Monte -Maggio lino el riguardante la promessa bile ei Signori Nove
0Sorgo di Gena solla strada Francesca, — govematorì di Siene dal milite Nioeolò di
[ Aeia. DiPL. Fioa. Carte della Badia delP Guido Frenxesi cittadino unese, di non con»
isola im quelle di S, Eugenio al Munim segnare ad eltri che el governo di Siene il
fiero). suo cassero di Treqnande, sotto pene di
Do renle cotesti reclami gli nomini di ao,ooo lire.*- Cotesto documento pertanto
Staggia per meno di un atto pubblico del conferme ciò che fu detto all' jirt, Bàbià m
IO agosto iaa7 si unirono al Comune di MoHra-Mirao, vale a dire, che Niccolò di
Poggibonsi, fia cosa facile che in quell* epoca Guido Franiesi ere fratello di Bf nscielto e
il distretto di Slaggia rimanesse compreso non figlio come lo fiirebbe credere le fiin-
in qncsl* ultima Comunità. taslic» iscrixione del reliquiario di S. ikoca
Gih abbiamo indicato come, fino dal 1 1 56, riportale tlVjirt, FiQLm.
i Fiorentini tentassero di estendere le loro Ere bensì figlinolo di Bfoscielto il nobile
frontiere verso Siene, per cui gì* istorici Roberto Freniesi di Staggia , sol conto del
più antichi noo nascosero, qualmente la quale nel 3x maggio i36i fu proferite sen-
guerre del 1 1 55 fra il Comune di Firenze tcnxa in Siene del giudice oolleterele del
e 1* ellro di Siene si muovesse (ter cagione conservatore di quella repubblica contro
delle cestella che confìnavano col loro con- donna Angiola vedove di Soexo Selimbcni,
ledo. (R. MALwnin, Istoria fior. Cap, So), nella sua qualità di tutrìce de* figli; eolle
— Lo slesso dicasi della guerra terminata quale sentenza fu deciso di dover riconoece-
nel X166 per mediazione del Pont. Alessa n- re Roberto di Muscialto Franzesi pacifico
dro III col trattato di S. Donalo in Poggio, possessore del Cast, e corte di Cignone, Inol-
Meno equivoca nel tratto successivo ap- tre un alto del di 11 marzo 1370 {siile
perisce la storia politica di Slaggia e dei comune) scrìtto in PÌ€M»Firan%eMe sopre
dinasti che vi signoreggiarono. Figline, ci scuopre qualmente le moglie di
Uno de* più famosi tra i signori di Stag- Roberto di Muscialto Kranzesi era delb ce-
già si mostra quel Musciatlo o Musetto di sa Selimbeni, per nome Tarlete di Bem-
Gnido Franzesi , che nel i3o3 accolse nel bo (Zoe. eii, T.HSWl delU Pergam,
suo cassero di Slaggia il conte di Nogarel in- NP 1 789 ).
vieto segretamente da Filippo il Belio re Una carta del 3 seti. 1396 fra quelle del
di Francia con una mano di soldati Ira ve- Mou. di Nicosia neiri^rcA. Dipi. Fior,^
stili in livrea per recarsi con essi per vie seri Ita nel popolo di S. Maria a Soflìano, fa
traverse e sorprendere il Pont. Bonifazio Vili menzione di donna Antonia figlia di Pie-
nel sno palazzo in Aoagni. rozzo Strozzi restala vedova di un Muscialto
Io premio del la qual opera è credibile che, di Roberto Frenzesi, nelle sue queliUi di
se Muscialto Franzesi non ricevè in dono tnlrtce di Roberto Franzesi di lei figlio, nel
da Cerio di Valois , appena fatto vicario R. tempo che esse adiva 1* eredità del marito,
dc^ Fiorentini , il fortilizio di Carmignano, Dalla linea pertanto di questo Roberto
ottenesse almeno dallo stesso re di Francia sembra che derivassero i Frantesi della
qoel magnifico reliquiario della S. Croce, di Foresta , signori di Pian- Francese ^ il cui
che fu falla menzione affli Art, Fiolihb, e ultimo fiato terminò in una monaca di S.
Gseeoac (S.) nel Val-d*Arno superiore. Appollonie di Ficenze. — Fed, Ceeeoer
A quelle età Musciatlo Franzesi possedeve (S.) nel Vel-d'Anio fiorentino,
oo paUzio dentro Siena, affittato ai Signori Piìi ricco di notizie si mostra il ramo di
458 STAG STAG
Niccolò di Guido Fnnutiì, fimlello Boo lolo lo hi Fiicmè li %6 Icbbnfo iS8S {siiU
di Mutciatlo, BM aDOOca di inett. Rteeio^ eoOTiiA«),dovefoiioiiomÌDati i quattro fgll
dol quale uilimo penooaf gio non conoaco di Ranieri nipoti di Calerìna Lupi. Inoltinr
altro documeotOy meno una teotema di aeo- mediante lodo proferito dagJi arbitri ad «4
aunica fulminata nel i3aa da Donusdco aprile del i383 fra donna Caterina dei lu
icaeovo di Siena delegato dal Papa Gio- iinlonino di Niccolò Franieti da una parte,
faani XXII contro gli ufl&iiali di quel Co- e Betto dd fu Tano del Bene tutore de*4
mune. La quale loomunica provocò un ap* figli del fu Ranieri di Antonino Franaoi
palio al Pontefice acrìtto nel cassero di Stag- dall' altra parte, furono aggiudicali a donai
fiaoontrobsentenia del vescovo DonusdeOy Gilerina àt* Franteti diversi pradf «tuati
cba aveva ordinalo di vendere i beni appara nel popolo di S. Maria a Lrochi distrrllo
ICBcnti a Niccolò Franteti fratello de* de» di Staggia, a titolo di rimborso di 400 Aia-
fmmii Siedo • MmsciaUo^ e non lauto quel- rini d*orocbe la stesn donna Caterina avevi
li aitnati dentro Siena qnanto ancbe altri dato per dote a Verde sua nipote figlia del di
del suo territorio, e ciò ad oggetto di rìm- lei fratello Ranieri con animo però di ri-
bonaie la Camera apustolica di 7641 fio- valersene.
rini d*oro. Nella qoal somma era stalo con- Un mese dopo donna Caterina era torai-
dannalo Niccolò Franscsi in Corte romana : la a Padova , tostocbè con allo del ao astf-
€ quindi icomunicato per non averla pagata, gio |383 rogato in quella città eam, a le-
tanto più cbe in TÌsta dì cotesta roon il de- nore del lodo pronuncialo in Fireme nil
bilore dava sospetto di eresia, ecc. — {loe. 14 aprile preocdenle, qualifica i veri pomi
•t^. T. XVIll delle Pergam. if .* 1 5o6). sori dei suoi predj situati nel popolo di S.
A BBaggiore intelligeou della causa del Uaria a Lecchi. Il quale atto fu nlifioris
ddnlo preindicato è da sapere, cbe nella da donna Verde sua nipote nel 19 aaaggia
banea diella società di Mniciatlo Fr^niesi e del i384. — [loc, cii.)
conqmgni mercanti fiorentini sino dal 1296 Inoltre fn le marobrane degli Agoalinisni
ai depositava il denaro cbe alcuni collritorì di Siena avvene una del ao giug. 1S14 ■eriUt
delle decime apostoliche solevano raccoglie- nel Cast, di Staggia , con la quale il nobile
I» in Toscana. — (Aaca. Dm.. Fiom., Carie Niccolò del fu Guido de^Franiesi rinnariè
d^Boeeeiiini di Pistoja). a làvore di Tignacelo di Baldo de*lV>loiMÌ
Fra i figli di Niccolò Franiesi varie mero- di Siena ad ogni diritto che avesaa conila
Kiane appartenute allo spedale di Booirazio gli eredi di Biagio di Tolomeo «ié* Tsla-
di Firenae, oltre quelle dell* Areh, Dipi, mei per dipendenza di 1 100 fiorini d'ars,
San,f rammentano un Antonio, o Autoni- e per altre lire aoo di sua pertinenm. —
no, particolarmente allorché questi alla pre- (Aaca. Dipl. Fioa. Carte di,)
sema del di lui padre Niccolò nel 5 ^rnnafo Ma che cotesli individui della stirpe dt*
1337, stando nel cassero di Staggia, ricevè Fmnzesi di Staggia nonfosssero i solidioi-
i3oo fiorini d*oro a titolo di dote che portò sti di essa famiglia ce lo scuopre fra gli alln
ad Antonino di Niccolò Fmnzesi il procu- on* istrumento rogato in Firenze li la hh
ralore della sua futura sposa donna Gna d- glio del i375, nel quale è rammcnlalo il
glia di Francesco del fu Cino d*Ugo {Cinu^ procuratore di donna Caterina Franassi ae*
ghi ) cittadino «nese. Lupi da una parte, e Napoleone del fii Gio*
Da cotesto matrimonio di Antonino de* vanni de' Franaesi dalT altra. Dairultioa
Franiesi e di Cina de'Cinughi nacque non de* quali probabilmente derivò il ramo cbe
solo donna Calerìna che fu moglie di Boni- si stabilì in San-Gimignano. — (Aaca. Dm.
fiizio Lupi March, di Soragna e fondatore Fioa. Carte deW Osped, di Bonifaùo).
dello spedale di Bonifiizio in Pirenae, ma Finalmente di un Guido di Niccolò de*
ancora un maschio appellato Ranieri, il qua- Fmnzesi, e conseguentemente di un fraldla
le Uscio quattro figli pupilli, cioè, Stefano, di Antimino, zio di Caterina Lupi, fece mea-
Verde, Lorenza e Piera. Può servire di pro- zione una provvisione della Signoria di Pi-
va a ciò un istniroento rogalo in Padova renze dell* anno i36i, nella quale si fagio-
li «4 febbrajo 1375, pel quale donna Cale- na della vendita filila da esso Guido nnils-
rina de*Franzesi accettò 1* eredità di Cina mente ad altri consorti #Vaitae/i al GouMine
sua madre e di Ranieri suo fratello; e se. di Firenae per 18,000 fiorini d*oio del ca-
gnatamente lo prova un alto di iwocura scrii- stello, giurisdizione e mgìoqi tutte cbe i
SJkQ ST16 45»
frmmmsi vKfwm topn SUfgk, im pop»* k tni|fi ckie coiidMc«u ìm Tomnii il «••
inioiM € lerrìtorio. L» qs»! pnfw fo poi pìlwo Nioeolò PkeinÙM. — (Gaot* Cor.
a|ipro?ata dbi coUcgj dalli Eep. «oa decitto tagpoéi Artisti imtL ^W. /• Apfftmi. ii^
in data del «7 otU deiranoo stcanr i36t.— • fai rallli oelPanno i4$a ai aooanpò da*
(AaoB. BiUB Rflponua. ai Fai.) fwlì Stagfia U dftto eapi^no can im fn*
Vtrò non totii i beni allodiali dofdtaio dio lulmae diaocao io Totoana a dan—
comprendcni io qoel oontralto» toitocbènal da'Pioreolioi* Ma par «{Oiiolo il Piocioioo
■ 385, per allo dà la BMffia rogalo in Fa* ipfram tV ìmiìutmmnfnn^ non hi polè aii
dova 9 donna Caterina de* Fiaoaeai moflie re, talebi» ciwnda arnvalD il fiooio Hfra
del March. BooifiMÌo Lopi suo nondnaldo lamcola caocartato da ehi dava a Ini ipe^
donò fra i rifi allo spedale di S. Gio. Bat- rana di enirare in Arotao» saotsa il caaspo
UaU edificalo in Firenae dal di lei oonsorla da Slagyia, dÌDoado: /• /o«eao • pmà9
in via S. Gallo un peaao di icrra posto nel Siaggim » né «o #t mi €9rò ArÉmo.
Comune di Staggia , contado fiorentino. — D* allora in poi il Casi, di Slaffia non
(/oc. dt. Cane dtWA'U di CmUmaia.) presenla naemoria di rilievo » aappnra non
Neir anno stcao> ( 3i dicembre i385 ) la ù foglia tener «onte della fuenn mosn noi
repubblica di Venezia in^iò a doona Gito- 1498 ai Piortniini dal re Alfonso d* Aro»
rìna moglie del March. Boniiaaio Lupi un gona e dal Pont. Sisto IV, soma dire della
diploma che Tammetlera alla cittadìnaiia aMmiaionì aoorasciula al Gasi, di Staggia io
▼eneziana. — (toc. eii. Carta tklt Osped. oocaatone deirasssdio nlbmo di Sieoa.
di Bomif ) Nel i83S la porr, di S. BUria a Staggii
t, poi oom notoria che i due coniugi sod« contava 033 abil.
detti dichiararono crede uiiivenale dei loro STAGGIA, Icrr. nel Val-d* Amo ossan-
beni r Ospedale di Bonifinio , coi asiegna> tinew. — P'ed. Sru Commmtà.
nino per faecatoritesUmentarji consoli del- STAGGIA torr. in Val<d*ElsB. — t il
PArte di CalÌBMb. coro» d*aoqoa dal quale preas il non»» il c»>
Finalmente un alto del 4 fel>b. 1548» cai- aitilo di Staggia , eoi il forr. slaiso bagna
alcnte fra le carte di S. Marta di Pisa , pura le OHira da grse. a Maeslr.
oeir^rcA. Dipi. Fior^ ci scuopre on Ma- Esso nasce ndla aommità orientala dal
acialto de*Franaesi stabilito in San-Gisai- poggio di Fonte-Rotoli , doe migl. a lev»
gn^no , canonico di qoella collegiata e ret- della Gistellina dirigendosi vaiio ostro. IW
lore della chtcn de*SS. Blatleo e Biagio di vanti a Querce grotta attrawrHi la strada
dHto Comune, il quale possedeva terreni nel rotabile della Giitellioa per aoaegllfrs dal
Spolo (WMn vicina villa di Caaale. — In- lato di pon. il tributo ohe gK reca il botvo
ti l'antioa linea sopenlìto de*Fnnaesi M di S. Leonino in Canio\ qoiodi saande a
^gf<o traslocata a San-Giroignanosi omo- pie del poggio di Reseianot dove voUaodo
lieoe tuttora decorosamente in questa ulti* fima, priasa a pon. poaaia a «acstr.i t^in*
BM Terra. esmmina longo il fianeoorianala del poggio
Rispetto alle islituxioni di pietà esistite di Montar iggioni. Di costà rasentando a do»
tu Staggia ricorderò on oapedaletto presso stra hi strada postale di RooM passa fra Rtn-
la ehicaa parrocchiale amaaensato con i aooi cine e ÙMliglioocello per acc^ieredal lato
beni airAfcispedale ^ S. Maria Nuova nel della Caatallina i torr. ^00 e Gagiinno.
s5i4 per breve del Pont. Leone X. Arricchito da questi e da aUti minori fotti
Era però cosa naturale che i Fiorentini paam davanti alla villa d^Pini divergendo
dopo racquieto del Cast, di Slaggb pensas- per breve tratto il cammino da seir. a maestr .
ano a fortificare coletto punto ioqnrtanta e poi a lib. per attmvermre tolto on ponto
di loro frontiera circondandoto di mora ca- di pietra la strada postale Romaoa che ri*
otellane, comecché da alcuni storici aancai paam un miglio aotto per tornare a lev« dd*
ai aUrìboMca b priasa edifieaaione al Co- la medcaioM, e che per TnltiaMi voHa al.
di Siena,allorchè nel 1973 era in pò- traverai di là da Pa^bonsi poco innamf
ce eoo i FiorentinL di vuolani neirElm sotto la via i^ t^ra-
lofotti ìm Signorìa di Firemeeoo pfowt- ^«rso BaoHMoa , dopo no giro tortuoso di
tMme del i5 fohb. i43i oedioò agli operaj area 17
di S. Maria del Fioie di ter fovtifteara eoi- STAGGIAMO nel Val#Amo aratioo.^
di Staggia temendo del- Caa. con eh. porr. (SS; Fkwno UeiUa)
460 STAR iikÈ
poi S. Florm pUeéia^ una delle tiiburlNiiie Risiede sul flaoco tettcntrloinle di
delle piefe di Areno, dalle qoal città dista teloeo della Benrdeoga pravo le tor^gwti
due «ligi, a le?, nella Com. Giar. Dioe. e del torr. Figesimo^ o di CapateM^ fin
CofBp. medetimo. selve di castagni e naturali pasture.
Risiede in collina fra 11 torr. CoHro ebe Fu questa una delle Tille che po«edcUao
gli scorre a selt. e la strada regia d*l}rbania i conti Guidi dalla parte di
Incelata dal lato del suo o^ro. la quale insieme a quelle di Moncione, di
Gotcsta parr. di Simg^no trofasi ram- Pietnversa e di molte altre vennero ad c«
menlata in wìì istrumcnti della cattedrale eonlrrmate da Arrigo VI • da Federigo 0.
■relina dei secoli Ticini al mille , uno dei — - f^ed, Moaciom.
quali delFagosto xo3o tratu di una per* La parr. di S. Martino a Starda udì 83S
muta fra Teodaldo vescovo di Areno e Tab- contava iga abit.
bete del Mon. di SS. Plora « Lucilla, cui STARMI AMO nel Yal-d*Anio fiorenltae.
il primo fra le altre cbiese cede questa- di — Gas. da cui prese il titolo una chiw
S» Fiora minare, o piccola con la corte parr. (S. Maria) da Ire secoli riunita slb
di Staggiano, Da un istrumento del giù- sua pieve di Cercine , nella Gom. Gior. •
gno loSg rogato nel Cast, di Staggiano si quasi 4 raigl. a grec. di Sesto, Dioct f
scuopre , ebe alla Badia di S. Flora di A- Gorop. di Firenze.
reno furono ofierti in quell* anno alcuni Risiede in poggio presso quello MVUt'
beni poeti nel contado aretino, piviere di eellatafo, a pon. della strada poetale IMo-
S. Maria in Gradi, in luogo appellato 5/a^- goese. — È rammentato da Matteo VìIImì
giano, nella sua Cronaca fiorentina al libro XI
Inblli in un atto del i385 esiste una cap. 88, allorché nel i364 le compageie
prova di ciò, quando 1* abate del Mon. di d'Inglesi e di Tedeschi co* guastatori Fissai,
S. Flora di Areno conferiva la rettoria di quando il Com. di Pisa era in guerra eoi
M. Fiora piceoia di Staggiano nel pieve- Fiorentini , arsono palagi , rìccbi abitorì e
nato della chiesa di S. Maria d* Areno. Alla molli cattmenti nel pian di Sesto e per le
quel pieve maggiore, con decreto del genn. coste di Monte-Morello , dove essendosi ae-
laSi, dal proposto della cattedrale, poi ve- campali , alcuni di loro pasnrono VUeed-
scovo Grugiielmo Ubertini , vennero aasog- iato/o e per Starniano entrarono in Pe>
tettati i rettori delle chiese di S. Biagio, teina in Val-di-Cana ecc. — Fed. £net
di S. Bartolommeo, di S, Flora piccola, ma, Pbsciha. di Monte-Morello , e S01O,
di S. Fiorenzo, di S. Lorenlino, di S. Nic« Comunità,
colò, di S. Salvatore , di S. Giorgio e di S. STARTIA a BATTIFOLLE nel Val-d*
Giustino presso Arezzo. Arno casentinesp. — Cat. con cb. parr. (S.
Dopo la soppressione della Badia aretina Lorenzo), cui è stato riunito il sopprcMo
il ginspadronalo della eh. parrocchiale di popolo di S. Maria a Casccsi, nel piviere di
S, Flora piccola a Staggiano è passato nel Vado, Com. e circa due migl. a lev. di
Principe. Monle-Mignajo , Giur. di Poppi , Dioc. di
La parr. di SS. Flora e Lucilla e Stag- Fiesole , Corop. di Arezzo,
giano nel i833 nQverava 349 abit. Risiede in costa sulla ripa destra del torr.
STAGNO DI ORBETELLO. ■— Ted. i?//J^/io sol fianco sclt. <lel Poggio di *«*•
r Articolo Orsktcllo. tijolle dove fo una rocca, sede primaria del
— u PORTA — Fed. Lago di Pozta ramo de* conti Guidi di Poppi, ai quali dd-
— ( PONTI m) presso Livorno — Ted. V Imp. Federigo 11 f» confermato in feudo
Poanoi Stagno. non solamente il Cast, col Poggio di Bet^
— oaL PONTONE m SCARLINO. Ted. tifolle , ma ancor» la villa di Starila eoo
ScÀKLiwo (Padulr di). tolli gli altri luoghi in quel diploma nomi-
STALE — Fed. Ostalr e Ospitalz in nati.
Val-tli-Sieve sull* Appennino della Futa. I due popoli di Battifblle , tanto questo
STARDA nel Val-d'Amo su|ieriore. — d'ìSttirtiay come T altro del Cast, sul Pog-
Gas. con eh. parr. (S. Martino) nel piviere gio di Battifolle , furono sotto la giurisifi-
di Galatrona, Gnm. e circa 5 migl. a lev. di zinne deiruffiziale di MnirraMiGNAjo fino di
Gajole , Giur. di Radda , Dioc. di Arezzo , quando nel 1 359, stante la vendita fiilta dal
Gomp. di Siena. conte Marco del fu Galeotto Gnidi di varj
STAZ STAZ 461
catMtli coiBt>*si nei pivieri 44 Vada e di Irta in qa»! moilo gli asceDclenU Jei nobili
Moote-Mignaìo , il Comune di Ektw/m me* di Goimija e di VaHec'bia acquìita»ero al-
q«iit6 il dominio in cotcila parie del Ga* Ioni giuntdixione aopra gli nbiUnti delle
sfolino, cbe cfaiamò MoKtAotiA. FiOBKirrwA« THle di Staneroa e di Pomeiaana , per con*
La parr. diS. Lorenso a Stoftim di Bat* oeaiione cioè di €pbei«rdo fesco? o di Locca,
tifoUe nel i833 aveva 89 abit. il quale col conaeoso del loro padre diede
STAZZàMO nella Valle deirOrobrone in l'eudo ni figli del visconle Fraolmo U
pistojese. — f^ed, gli 4ri. Abazia, n Foa* metà delle rendile e decime ohe gli abilanli
tutà-Taokà, e Bacio, dove è mmioenlalo delle ville di Slazzema e Pomezzana sole-
un privilegio del March. Bonifazio a favore vmuo pagare annualmente al pievano di S.
del a Badia di Taona , cui fra le altre cose Felicita in Massa di Fersilia presso Pie-
done i suoi possessi di Stanano» Il qual Irasanta.
privilegio fu riportato dal Muratori nelle Anche nel catalogo delle chiese della dio-
sofitfftf. </e/tf. £(^0 al settembre del Tanno ceti lucchese compilato nel ia6o, questa
s.^ del Pout. di Giovanni XVIIl e 3.^ di di S. Maria di Slazzema trovasi compresa
Arrigo I re d'Italia, Indie. H o 111, vale a sotto il piviere di S. Felicita, fìno a che
dire alPanno 1004, o ioo5. dopo avere il suo rettore nella vìsita dioce-
STARTINO, o STAKTINA (PIEVE di) ama delPaprile i65i ottenuto i| battistem
in Val-Tiberina. — f^ed, CAPataa. come semplice coirà, il veso^o.di Locca Pie-
STAZ2i£MA(.$/(tf/iìema) nella Valle del- Irò Rota, mediante altro decreto del 16 mar-
la Versilia. •— Vili, con chiesa pld>ana (S. zo i65a, innalzò la chiesa di Slazzema al
Maria Assunta ) capoluogo di G>monità , grado di plebana, cui furono assegnate per
nella Gior. e circa 4 roigl. a lev. di Sem- filiali le parrocchie di S. Michele a Par-
tezxa. Vicariato di Pietrasanta , Dioc. an- noecftid e di S. Sisto a Porruttana, —
ticaroente di Xiucca , ora di Pisa, nel cui (Aaca. Aaciv. Lucca.)
G>mp. è compreso. Attualmente il piviere di Slazzema ab-
Risiede sopra un monle alpestre , altra- braccia, oltre i due popoli di Farnocchia e
versato dalla strada mulattiera che per la di Poraezzana, quelli MV^éipe di Statie*
Petrosciana varca T Alpe Apuana alte Boe- ma, di Pruno e f^oiegno , del Cardoso e
ehttte di Forno Folasco, o di Stazzema, StaìÌPtntre e di Betignano,
poste un migl. a lev. della Pania-Foraia, Il paese di Slazzema è rammentato non
donde si scende per balze aopra Trasillico solo neiristrumento del 3o agosto 991 ripor-
e Gallicano nella Valle del Serchio. tato nelle Memor. Lucch. (Voi. V. P. 111.)
È un villaggio composto di pia borgate ma ancora iieir alto di divisione del 9 ot-
nel fianco di una branca dell* Alpe Apuana fobre iai9 fatta fra i nobili di Corvaja e
in mezzo a castagneti, e sovrastante alle sor- quelli di Vallecchia, oltre una bolla del
genti della fiumana Versilia, che costassù Pont. Gregorio IX del i93f .
porta il nome di Canale delle Mulina, Dair archivio poi delle Riformagionì di
Trovasi fra il gr. 43.® 59' 8" lalit. ed Firenze si ha la notìzia ufficiale, cbe Stat-
il gr. 97.® 58' a*' long., circa 800 br. so- tema con la sua vicaria composta del paese
pra il livello del mare Mediterraneo , otto omonimo e delle ville del Cardoso , Far^
miglia a grec. di Pietrasanta , passando per nocchia y Galleno, Levigliani , Pomessa^
la vn rotabile di Seravezza , e sei migl., na, Prunoe Polegno^ BetignanoeTerrin*
attraversando il poggio di Farnocchia per £4, con atto pubblico del 27 ottobre 1484
scen«lere in Vat-d i-Castel Io, tre malagevoli e si sottomise al domìnio fiorentino, dal quale
rìpide miglia a lib. del piogo della strada ottenne favorevoli capitolazioni, aumentate
che per il varco della Petrosciana scende per altre consecutive dichiarazioni dfl ai
nelh Valle dal Serchio. marzo successivo , finché tutto cotesto ter-
Agli Art. PiETaAsAirrA e PoMezzAaA citai rìtorio comonitativo nel 19 novembre i5i 3
una carta lucchese del 3o agosto 991, dalla venne confermato al capìtanalodì Fietrasan-
quate appariva, che in quella età i (lopolidi ta, dopo avere i Slazzemesi mediante sin-
Poraezzana e di Slazzema erano sottoposti dnci rinnovalo Tallo di sottomissione senza
«Ila pieve di S. Felicria in Val-di-Cislello, derogare ai benefizj concessigli nel 1484.
ossia in Massa di Fersilia. Questo parse acquistò qualche aumento •
Inoltre d^l documento medesimo sì ri- di fortuna e di popolazione sul detlinare
V. T. 59
462
STAZ
del secolo XVI, più cbe dai lavori delle sue
miniere del fiolliuo, di Levigliani e di
Terrinca , dalle escavazioni copiose de* mar-
mi mischi, ossia delle brecce, state scoperte
nel i565 sopra il Ponte Sia%%emete^ o del-
le Mulina f vale a dire qualtr* anni innanzi
STAZ
che ivi presso sì scavanero \ bardigli fc
riti. Di entrambe le quali varietli di marni
il Granduca Cosimo I fece molto uso ndb
sua capitale , siccome può rilevarsi dal car
leggio ine«lito di artisti dei Gaje {F'ol, III
passim ), e dalle opere soperstiti in Fiicne.
XOFIMENTO della Popolazione del f^iLLAOcio di Stazzema
a cinque epoche di^ferse^ divisa per famiglie.
Ahho
IMPUBEKl
masc.^Jemtn.
ADU
masc.
LTI
femm.
COHIDOATI
dei
due sessi
lOCUUU-
•TICI
•BOOLAai
Numero
delle
famiglie
Tàimlt
della
Popolai.
i55i
—
~^
.—
^..
...
...
118
63o
1745
141
i3i
i56
183
339
8
aai
94«
i833
i56
i35
129
160
3o8
IO
184
898
1840
198
i3o
i5o
198
36o
II
198
977
1843
i5o
196
148
194
34a
9
197
1039
Comunità di Statsema, — Il territorio
di questa Comunità occupa una superficie
di 9i853 quadr. 547 dei quali spettano a
corsi d' acqua e a strade.
Nel i833 vi stanziavano 5a4o individui,
a proporzione di 198 abit. per ogni migl.
quadr. di suolo imponibile.
Cotesto territorio confina dal lato di lib.
fino a maeslr. con due Comunità del Gran-
ducato ( Pietrasanla , e Seravezza ) dal lato
di sett., di grec. e lev. con le Com. di Va-
gli di Sotto e diTrasillico nella Garfagnana
del Due. di Modena, e dalla p:irte opposta
a jcir. e a ostro con la Comunità lucchese
di Camajore.
Fronteggia dirimpetto a lib. con la Com.
di Pietrasanta, a partire di là dalla chiesa di
Culla sul contrafìfortc occidentale del Mon-
te Gahbarij pssato il qual giogo dirigesi da
scir. a maestr. sul fianco meridionale del
Mxtnte di S, Anna sino verso il varco occi-
dentale di Monte Ornato^ le di cui oppo-
ste pendici prendono il nome della Costa
ed acquapendono nella fiumana P^ersUia fra
Ruosina e $eravezz«i. Giunti i due territori
presso il palazzo regio sulla Versilia^ viene
a confine l:i Com. di Seravezza, con la quale
r altra di Stpzzema entra |iella detta fiuma-
na, e passando sotto il ponte del palauù
rimontano il corso della Versilia 6noaRiio>
Sina, dove i due territorj comnoitaUvi ab»
bandonano a pon. la fiumana per dirìfRsi
a sett. contr* acqua pei canali di Betigmam
e di Terrinca ; quindi rimontando i eoo-
tluenti di Basati e del Giardino, ulgoDo
sul pizzo deir Alpi Apuane sino alla fece
delPAlpe di Corcbia. Oltrepassato cotesto
giogo le due Comunità continuano a fron-
teggiare insieme dalla parte della Valle del
Serchio per il canale del Freddane^ incam-
rainanilosl con questo verso la fiumana della
Turrita secca.
A cotesta confluenza cessa dal lato di
maestr. il territorio granducale della Co-
munità di Seravezza, e snttentra a conSoe
di faccia a sett. la Coro, di Vagli di Scilo
della Garfagnana modanese, con la quale
cammina di conserva, mediante la fiamaaa
della Torrita seccOy o di Castelnuo^o^ cbe
scende dal fianco settentrionale dell* Alpe
A))uana, detta la Penna di Sumbra ^ ed is
seguito per il confluente f^erghe che ri-
monta verso ostro. Quindi piegando dagrer.
a scir. i due territori salgono sulla Pania
della Croce , e per il Monte^FonUo » di-
rìgono verso il varco della strada di Pe-
S T A Z S T A Z 463
tnsdmma sopra le torgenli della fiumana nrgcnlifero «lei Galleno e del Bottino , o
■cdeàina. Con questo i due territori comu- quelli che diramansi dal monte Gabbari di
Illativi per corto tnigttto risceodoao nella ferro carbonaio e oligisto del Monf di S.
ikemaat di grec. Bncbè al termine del For- Anna , ecc. ecc.
«• ^9lasco ripiegando proteguono la dire- Rispetto alla struttura fisica e (>iacitura
none verso scir. do?e rasentano la chiesa geognostica del terreno di cotesti mouti,ram-
ii S. GioTsnai , presso la quale incontrano mento per diritto dì anziunilù le osserva-
li fiumana della Turrita Cava, zioni di Gio. Targioni-Tozzetti, che fu forse
i questo punto il territorio comunitativo il primo scrittore a darne una idea, quando
4i Slàiieaia trova dirimpetto a scir. quello al T. VI pag. 1 13 de* suoi Viaggi in Toscana
IsBcfacse di Gamajore, col quale si dirige da (edizione secondai) ali* occasione di descri-
■ir. a lib. per termini artificiali passando vere la valle di Versilia , e precipuamente
Amoti al poggio e Vili, di Pomezzana , la pendice dell' altissima Alpe di Pietra-
fnndi salgono sol Monte di Croce nel fian- Pania dal lato che acquapeude verso il ma-
■ ■RÌdionale del Monte Gabbari fìnchè re Tirreno, diceva: che cotesti monti nella
■rifano alla chiesa di Culla ^ di Ik dalla fi/a origi/ie sembravano tulli andantemente
fttle la Com. di Stazzema ritrova il lerri- costrutti di grossìssimi filoni di marmo neU
Ivio comunitativo di Pietrasanta. la prte superiore, e nel basso di sasso mor-
la questo territorio non vi sono grandi /o. Egli aggiungeva , che questi filoni nelle
Poi d'acqua, comecché nei suoi monti ab* pendici del monte di Stazzema mostravano
kÌMO origine* a pon. la fiumana Versilia ^ di essere colla testata più alta diretti a mezzo
da scir. quelle della Petrotciana e della giorno, colla più profonda a tramontana.
Urrita Cava. — Non vi si contano tam- Che cotesto sasso morto , di cui si ser-
ica strade rotabili eccetto quella che da vono quelle genti per fabbricare le loro ca-
Seravesza rimontando la sponda destra del- se, corrisponda al macigno schistoso dì tin*
b Versilia passa da Ruosina per arrivare al ta plumbea, lo diede a conoscere lo stesso
haie Siazzemese, o delle Mulina; tutte Giovanni Targioui alla pag. i34 di quel
kallrr sono ^ie mulattiere e pedonali. Av- Voi. ed in molti luoghi dell* Opera citata.
Hwcbè il territorio di questa Comunità è Che poi il macigno sehistosOyO sasso mar-
M>de*piii inclinati e montuosi di quanti fo, nei monti di Stazzema sovrapponga gè-
Ari ne presenta il Granducato di Toscana, neralmente alla gran massti marmorea, o si
li per la frequenza degli sproni dell'Alpi voglia dire, alla calcarea plutonizzata dell* Al-
ipoane che Io cuoprono, sia (ler la loro ri- pi Apuane, è un fatto stato verificato da
Hnza ed elevatezza sopra il livello del molti valenti geologi della nostra età.
■are Mediterraneo. Uno dei naturalisti toscani che imprese
Tali sonoy per esempio, tralasciando tante nel secolo attuale a studiare i terreni ed i
Are montnosità, la Pania delia Croce che fenomeni geologici intorno all' Alpi Apua-
tslza 3k88 br. fìor. ; il Monte Forato , ne, fu il Prof, pisano Paolo Savi, il quale
k cui cima fu calcolata trovarsi all'eleva- nel 18I0 pubblicò nel nuovo Giornale de'
tena di aoog br. ed il Monte Gabbari che Letterati di Pis:i (\. 5o) un catalogo rngio-
vriva all'altezza di ^896 br. sopra il li- nato di alcune rocce caratteristiche della for-
*rilo del mare Mediterraneo ; monti tutti mazìonc del m icigno di Toscana , alterate
alpestri e singolarissimi per la forma acuta, dal contntto di quelle di trahocco\ e nel nu-
per le qualità dei terreni, e fier la varietà e mero successivo del Giornale stesso, ali* oc-
foantità de* filoni metalliferi che nelle loro casione di trattare delle brecce, ossia dei
viscere racchiudono. Infatti fra le ardesie si mischi di Stazzema che trovnnsi sulla ripa
coniano le lavagne delCardoso, fra i marmi destra del canale delle Mulina lungo la via
I no notissimi i bardigli fioriti e le brecce che [)orta a Stazzema, il |>rclodalo pi'ofessore
di Stazzema, sebbene volgarmente cono- indicò le argille schislosc convertite dalla
idute col nome di mischi di Seravezta^ calcarea saccaroide in schisti lucenti ; ed il
per non dire dei marmi bianchi scoperti macigno in una specie di steascliisto, men-
nell'Alpi di Levigliani, diTerrinea, ecc. — • tre in quanto alle brecce di Stazzema dubitò
la quanto poi ai filoni metalliferi , sono co- che fossero state in t:il modo alterate da un
aoscinti da tre secoli quelli di solfuro di filone ferrifero che il professore stesso aveva
mercorìo di Lievigliani^ i filoni di piombo incontrato in quelle vicinanze.
461 S T A Z S T A Z
Pili rt*ceiiti (li liilte sono le bi«vi ossit- Più imporlauli per la storùi melBllurgi'
vazioni fuOe nel settembre del 1843 diilla ca Ji questa Coinauilà sono i filoui «li sol-
sezione geologica del congresso de* scenziali furo di pìonibo argciitirero , che con quai<
tenuto in Lucci , dulie quali resulterebbe, che altro metallo (antimonio e rame ioli»
che 1:1 breccia niarmorra di Staizenia fosse rati) tornirono materia di antiche e di ■•
stala alterati da una iniezione di materia dente più |icGuliari cscavazioiii nei luoghi
plutonica coiiijHJStn di una siiecie di jén- denominati il Bottino ^ il Gaiteno ecc.,
fiòoiite, n (li sostanza talcosa, la qualesu|>- filoni e vene che attraversano la roccia di
^>oseroess(>rvi siala penetrala mediante lescre- steaschislo quarzoso alla sinistra della &■'
ftolalure della c-alcare» saccaroide, i di cui ma na /fiioWna, o della f^erfi7ia. La minicai
Inimmentt furono da ess.i ivi collegati. di piombo argentifero del Bottino , diocv»
Aggiungasi intine qualmente alle brecce no i scenziati della sezione geologica delli
ili Stazzema serve ili letto un terreno sica- quinta riunione di Lucca, allorcliè nel a)
schisloso, predominante nel corso montuoso sett. del 1843 si diressero nella Valle di S»
della Versilia e dei canali suoi tributarj. nveiza : « 1j roinie» del Bottino oonsifli
^k>tto quasi simili rapporti si presentano in un filone, la cui matrice è inlienmicali
le brecce sulla opposta |ien(lice orientale quarzosa, contenente diverse sostanze miavi
flel monle clic guarda il villaggio di Far- rali nelle quali predomina la gmiena mr»
nocchia, ed é cosili donde cavasi il marmo gentijera, — 11 filone è di una spesseai
bianco e bleu, ossia il 6dr<li^/io/!oriVo, che variabile (comprendendo le vene filiali),
si mantiene di un uso più esteso e più con- talcbè fu calcolato |iotesse arrivare fino ■III
linuato di quello delle brecce Stizzerocsi. potenza di un metro, ed è, dicoaoo esri,
Checché ne sia di tutto ciò, è certo per parallelo alla stratilicaiione delle roocM]
altro che coleste brecce non si conoscevano per modo che esso forma una Jìenditmwm
prima delPanno 1 565, epoca la più remota dal N. N, O. al S, S. £. ( da macMr. a
delle sue cave ;i|terle per ordine di Cosimo I , scir.) — Cotesto Jilone è stato in var/ tmm»
che le mise in grande uso in Firenze, sit pi scavato ^ ed ora i lavori di scavo jmM
per colonne nelle piazze pubbliche, sia per alla profondità di 9 00 braccia,
stipiti, sia per altri lavori di ornalo nel lem- Tulle le circostanze , soggiungeva il ra-
pio maggiore e nella sua reggia. latore di quella gita geologica, serabfaoB
Anche nella va llecola percorsa dal ca/ia/e quivi dare l)uona speranza di succeMOt *
dei Ciirdoro, situala a settentrione e dirim- gij è stala estratta notevolissima qoantilk
petto al canale dvlle Mulina o della ^er- Ji minerale, sotto la direzione del sig. V^
silia , la formazione calcarea è meno gra- gni; lalcliè quei scienziati videro con coi
nosa e più dciTÌs-imentR stratificata. Al quale piacimento i prc[>arati%i che andavano ^
terreno si assricìano il macigno e lo schi- rendosi costh per la lavorazione della m^
«ito iiianioso [bixciajo)c\ìc cosili trovasi me- niera argentifera precitata, -^f'etl, gli
tamorros.ito e convertito in steaschisto lu- Arobrtirr4 e RroMiiiL.
('ente; ed é queir anlesia segnalali da Ciio. Maggior servizio al P industria del
Targìoni sotto nome di pietra da fumi reca la fiumana f^ersilia, tostochè le
di Ruosina , e (irima di tutti dal Cesalpino acque , senza dire de* mulini , a partire «lai
«otto il vocabolo di sasso argentino inai' Ponte Stazzemese mettono in moto varie
ternhile al fuoco. macchine idrauliche, parte delle quali aon»
Colesta formazione strasrhislosa varia nei comprese nel territorio comuni tal ivo di Slai^
suoi romponenlt lino a che, nella pendice zem.i. E siccome per Tarte delle canne da
«et tentrionale delio sprone che divide lavai- schiop|K} a cilindro acquislossi riputaziona
lecola del Cardoso da quella percorsa dai il pese di Ruosina , per egual modo teppa
canali di Terrincn e di Betignano , torna distinguersi il villaggio di Famocchia per
a svilupparsi la calcarea saccaroide bianca, la fabbrica delle forbici dì acciajo, ecc. — -
rui serve di base la stesila roccia steaschistos;f f^ed. FAKitoccffiA.
finn alTAIpe marmorea della Corcìda sopra I prodotti agrarj di questa contrada si li*
Terrinca e Ijevigliani. Ed e in questa roc- raitano ai castagni , che e il grano de* Sta»
eia steaschislosa dove incontransi le vene e zemesi, alla segale, alle palate, a poco lino
filoncini metallici di mercurio solfurato, o nei luoghi meglio esposti, ed ai pascoli ai-
ri/la&ro di fjevigliani. pini, dove si condncono in etlate alcirat
STAZ
mandre di capre e pecore. La ponionc pe-
raltro più vicina al giogo deir Alpe ApmDa
suol fornire ottinne pastore stante ià fie-
scbezia e fìoezu dell* erbe di quei prati al-
pini quasi spogliali di alberi di alto fusto,
fra i quali esistono le faggete cresciute a sten-
to fra gli spacchi marmorei di quel soolo.
11 'prelodato Giovanni Targioni-Touettì
nel varcare il giogo delle Bocchette di For-
no Volasco per scendere a Stauema, raccolse
nelle crepature e fessi di quei massi marmo-
rei rarissime piante botaniche, ed in mag-
gior copia ve le trovò sol principio del secolo
attuale il Prof. Bertoloni che nel 1819 pub-
STAZ
4a5
biicò in Bologna una /Torà déiPAipUpua''
ne nelle sue Amoeniiaies leaiicae.
L'olivo nel territorio di questa Comu-
ni là non si vede che in qualche basto or-
nale volto a meuodì.
La pieve di S. Maria Assunta di Staue-
ma è a tre navate, incrostata di pietre squa-
drate di arenaria , marmo venato e brcoeia.
Attualmente il piviere dì Stanema spetlaate
alla diocesi di Pisa comprenda nella sua
giurisdixione ecclesiastica sette popoli, doè;
I. StaBMema; a. Farnoec/ùa; 3. Meiignm'
no ; 4. PomeMzana ; 5. C^rdoso; 6. Pruno
e f^oUgno; 7. e VAlpe di Siaùtema, .
QUADRO della Popolatione della ComuntTjf di SrAntmA
a cinque epoche diverse
Nome
Titolo
Diocesi
■
Popolatone
dei Luoghi
delle Chiese
CUI
AKaO
AHMO
Aimo
Alno
unro
%r
,
spettano
i55i
1745
i833
1840
1843
Alpe di Stazzema
S. Antonio Abate, uni-
Pisa, già di
391
419
43i
0 di JPefrof ciana
la a S. Giov. , Cura
Lucca
Cardoso e flialin-
S. Maria Assunta, id.
Idem
9«
196
344
37S
377
ventre
Famoccbia
S. Michele, idem
Idem
33o
647
718
748
899
Galleno (i)
38
——
— .
—
—
Levigliani
Vilazioue di Maria, id.
Pisa, già di
Luni-Sarzana
934
363
590
606
583
Pomezzaua
S. Sisto , idem
Pisa, già di
Lucca
a3a
3aa
367
38t
356
Pruno e Volegno
S. Niccolò , idem
Idem
340
495
659
706
739
Retignano
S. Pietro , idem
Idem
ai3
385
455
5i9
536
Staizema
S. Mar. Assunta, Pieve
Idem
63o
940
898
977
io59
Terrinca
SS. Clemente e Co-
Fisa, già di
36o
592
818
8oa
809
lombano , Cura
Luni-Sarzana
Totale .... Abit.N,^
a477
3940
5a4o
Nelle ultime due epoche entravano dai popoli di Ruosh
riffe di
' Sera^etsa
in questa Comunità
...
• ■ •
. Abit. Jf .•
. Abit. if.*
355
3a6
ToTdLK
5885
6088
[1) Gli abitanti di Galleno dopo la prima epoca compariscono nella cura di Muoitna.
STAZZEMA ( ALPE di). — Tei. Ah- STEGCHI in VaW Elsa.— Gas. dove fu
roaio (S.) neir Alpe di Stazzema. una chiesa parr. (S. Giovanai ) filiale della
— (MULINA di). — red. Stazzuia, pieve di Caf/e//o, da lunga mano rìoniU
Comunità. all'Abbadia dell* Isola, nella Com. di Moo-
STAZZEMESE ( PONTE ), ossia Pohts terìggioni, Giur. di Sovicille, Dioc. già di
DCLU Mni.niA. — Fed, Staxzema, Comunità. Volterra, ora di Colle, G>mp* di Siena.
466 STEF STEB
La parr. dt S. Giovanni a Stecchi fu di Morìano* -* Fed, BfoMuro nel li Valle
■mmentata illa badia predelta da un breve del Serchto.
del Pont. Bonifacio IX, dato in Eoma il II piviere di Santo-Slefimo nel catalogo
primo dicembre del 1404, col quale incor- del 1160 comprendeva cinque core : cioè;
poro alla citata Badia la chiesa e beni delle i. S. Martino in frignale (eflistenle), s. S.
parrocchiali di S. Giovanni a Stecchi e di Tommaso a Casiagnori (idem) ; 3. S. Mi*
S. Martino a Strofe — (Aaca. Dm.. Fio«. chele di Farci (soppressa) 4. S. Andrea al
Carte di S, Eugenio al Manistero), Greco (idem) ; 5. S. Gaasiano a Muùg^em
STEFANO (SANTO) à SANTO-STE- (esistente). — Ved, Giaco e Foici.
FANO fra la Valle dell* Elsa e la vallecola La parr. delU Pieve di S. Stefano od
dell* Evola. ^- Gas. con antica eh. parr. i83a contava 45 1 popolani.
( S. Barlolommeo) nel pievanato di Gojano, STEFANO (PORTO SAN).— ^««1. Poi-
Gom. « circa ire migl. a sett.di Montajooe, to S. Stivavo e AiGirrAio (Momc).
Giur. dì San Miniato, Dioc. di Volterra, STELLA, torr, nella Valle deirOmbro-
Gomp. di Firenze. ne pistojese, — É un corso d* acqua che
Trovasi sulla strada appellali Maremmana prende origine dal poggio orienlale di Seri-
lungo la cresta delle colline cretose che se- valle, raccogliendo per via quasi tulli i borri
parano la Val d* Elsa da quella d* Evola, e fossi che fluiscono d.ii Monti di sotlOf oi-
Sebbene cotesto casale fosse compreso da «ia dalle pendici settentrionali del Mootf'
Lorenzo Boniuconti fra le ville e castella - Albano , fìno a che , dopo il corto di circa
della giurisdizione di San-Mìniato, con tut- 14 migl. nella direzione per lo più ila maest.
tociò il popolo di Santo-Stefano dopo il a scir. , passato il Ponte alla Stella sulla
i36i ha fililo sempre parte della Gom. di strada regia pistojese si unisce airOmbroor.
MonUjone Fed. Mo«taìokb. STELLA (GAPO dkli.4) nelP Isola dell*
La parr. di S. Barlolommeo a Santo-Ste- Elba. — Fed. Gapo, o Porta. dbu.a Stilla.
fanonel i833 conlava 198 nbit. _ (FORTE) a PORT* ERGOLE. —
STEFANO (SANTO) in S. GIUSTO nei Fed. Pobto m Eicolc
sobborghi di Volterra. — ^eif. VoLTiiaA. -. (GOLFO dilla), o GOLFO MA-
— IN BOSGO ai MONTEVECGHIO. — DIELLA nell' Isola dell* Elba . -- Fed. Pòi-
Fed, MoRTiviocMio di Romagna. to LuKaoHi, Comunità.
— A BOTENA. — red, Boteha in Val- — (PONTE dilla). — Fed. P articolo
di*Sieve, e Viocmo di Muoillo. Stilla torr,
— ALLE BUSCHE , o AL POGGIO ALLA SrEttTiGNAito , Steutiumuo ^ UKolla
MALVA. — Fed. Bobcbb (S. Stevaho allk) STEgauLiétNo, nella Valle inferiore dell* Oro-
e cosi degli altri luo^rbi che hanno per li lo- brone sanese. — Gist. distrutto dove fu una
lare della loro cnra S, Stefano. eh. (S. Andrea) nel popolo e Gom. di Gam-
— (BORGO SAN) in Val-di-Magra. — pagnalico, Giur. di Roccastrada, Dioc. e
f^ed, Sah-Stepano (Boioo). Gomp. di Grosseto.
— ( PIEVE SAN ). — Fed. Piava-S. Ste- Fu signoria de* conti Aldobrandescbi daU
PAIO in Val-Tiberina. in suhfeudo ai conti della dinastia AnIenga,
— (PIEVE di S\N) nella Valle del Ser- siccome apparisce nelPatto di divisione dfl
ehio. — Pieve antica, il cui popolo abhrac- tH n die. 1^74 fra i due rami de* conti di
eia altri due annessi , cioè di Porci e di Saina e di Sanla-Fiora riportato in questo
Greco, nella Gora. Giur. e circa 6 migl. a Voi. a pag. 413. — In seguito vi acquisla-
scir. di Pescaglia, Dioc. e Due. di Lucca, rono podere col giuspadronato della chiesa
Risi«*de in poggio alla destra del lorr. di S. Andrea in Stertiliano le monache dì
Freddano fra le villate di Forci e di Greco. Monte-Gellese presso Siena, confermalo alle
Appella al villaggio di S. Stefano a Mo- medesime da una bolla concistoriale data
rano e non a questo della pieve un lodo dal Pontefice Alessandro IH nel 1175 in Fe-
pronunziato verso il 1080 tra Anselmo ve- renlino di Campana. — ( Aaca. BoaciEsi-
scovo di Lucca ed Illa vedova d* Ildebrando Bicbi di Siena.)
di Guido rispetto alla giurisdizione di varii STERZA ^luma/te. — Due corsi d* acque
villaggi, fra i quali si aggiudicarono alla nel distretto della stessa diocesi di Voltem,
mensa vescovile di Lucca la villa di S. Ste- ì quali si vuotano in due fiumi diversi, la
fano, la quale ai dice compresa nel distretto Sterza della Cecina^ e quella delVEra.
S T E B STIA 467
Non è così facile, (liceva su questo propo- Risiede in roonle fra le sorgenti dti torr*
silo Gio. Targioni-Tozzetli, 1* assegnare la Gena , Confini e Strulla ^ tutti tributari
ragione per la quale gli uomini siensi de- dello i9/a^gia in cui si ^notano innai^ù di
terminali a chiamare col medesimo nome arrivare a Poggibonsi.
dae fiumane tanlo vicine; e non solo fiumi Anche cotesla bicocca di Sterzi ebbe per
diversi, ma monti , castelli, villaggi posti feudatari imperiali i conti Guidi, comecché
in contrade diverse, siccome bene spesso in nella prima metà del secolo XII nel Gas. di
questo Diftionario per la sola Toicana ognu- Stcni dominassero alcuni nobili feudatari
no può verificare. appellati Lombardi di Sierù, Sotto cotesto
La Steruidella Cecina nasce sulle spai- titolo vengono essi designati da un istmmen-
le del poggio al Pruno dirimpetto al Vili, to pubblico del ii39t mercè cui Ranieri
di Canneto, che lascia alla sua destra insie- vescovo di Siena nelfalto della consacnuo-
me con ì poggi di Monte Rufuli e di Quer- ne delia pieve di S. Agnese in Chianti con-
ceto, mentre alia sua sinistra tmgna le pen- fermava a quel pievano tuttociò che i Lam»
dici orientali del poggio al Pruno sulle 6arJi c/i 5/eru solevano dare di tributo al*
quali si trovano i paesi di Caselli e della la mensa vescovile di Siena.
Sassa, fino a che alla base selt. dei colli di Io non ricercherò se i Lombardi^ o no-
Guardistallo e di Monte -Scoda jo, dopo il bili di Sterzi, furono della consorteria de*
corso di circa la migl. nella direzione di signori di Staggia, dirò bensì che nelle corti
ostro a settentr. cotesla fìumaua perde il e Cast, di Staggia , di Lecchi e di Sterù
suo nome appena sbocca nel fiume Ceci- possedevano dei beni dinasti di Staggia e
na, alla distanza di 8 in 9 migl. lungi dal Strove. Rammenterò fra gli altri quel Te-
mare, grimo figlio d* Ildebrando e della celebre
La Sterza delCEra trae origine dal fian- contessa Ava, il quale nell* atto di contrarre
co sett. dei monti della Castellina Mariti i- matrimonio, nel 29 aprile del 994, donò a
ma e di Ripalbella, dai quali dirigesi per titolo di morgincap alla novella sposa Sin-
tortuoso cammino da ostro a grec. sopra un drada figlia di Guido Visconte ( di Siena)
prf>fondo vallone, cui fanno spalliera, asini- la quarta parte de* beni che egli possedeva
sira Monte- Vaso con i poggi diChianni, ba- in quattro contadi, fra i quali si raromen-
^nando il castellare di Strido e di la in- tano ivi le sue corti di Sferu, di Lecchi,
nnltrandosi verso Tantica pieve a Pitti sotto di Staggia, ecc. — f^ed. Staggia.
il f>oggio di Terricciuola, mentre lascia alla Sotto la Rep. Fior, gli uomini di Steni
sua destra quelli di Miemo, di Pietmcassa facevano parte della lega del Chianti, i di
e di Lajiilico. Dopo di che la Sterza arriva cui statuti e ordinamenti furono scrìtti nell*
sulla strada regia (ie//e5fi/i/]e che attraversa anno i386, innanzi che i nomi dei popoli
M)tto nn nuovo ponte di pietra un miglio componenti delta lega fossero registrati ne-
innanzi di vuotarsi nel fiume Era che trova gli statuti fiorentini del 141 5, dove sono
do|)o 14 miglia di cammino dirimpetto al rammentati i popoli di Stenti e di f^er-
|Ki«!gio di Monlccchio fra la pieve di Fab- Leto, — Queste due parrocchie sono stale
brìra e la Terra di Peccioli. riunite dopo la metà del secolo XVllJ.
Hanno è vero coleste due Sterze breve II popolo di S.Niccolò a Sterzi con quel-
corso in \aIloni profondamente infissati, lo di S. Donalo a Verzeto nel i833 non
ma importantissimi sì mostrano al natura* ascendeva più chea 141 abit.
lista i loro terreni relalivaoiente alla qua- STIA («Stadia) nel Val d* Arno casentine-
Jilà diversa dei filoni minerali, e delle rocce se. — Terra illustre con antica chiesa pie-
che in cotesti poggi si conten<!ono, siccome hana (S. Maria Assunta) ca|)oloogo di una
ognuna può vedere agli Articoli Mortb-Ru- Comunità, stata anche capoluogo della con-
VOLI, Moiitb-Vaso, Ripalbclla, Moitte-Ca- tea di Porciano, de* conti Guidi, appellala
Ti:ii, Lajatico, Comunità, Mibmo, ecc. del Palagio di Stia, poscia Palagio Fio-
STERZI in Val-d*Elsi«. — Gas. con eh. tentino, nella Giur. e appena un nigl. a
parr. (S. Niccolò) cui è annesso il popolo di sett.-maestr. di Pratovecchio, Dioc. di Fie-
S. Donato a Ferzeto , nella Com. e circa sole, Gomp. di Arezzo,
fine migl. a pon. della Castellina delChian- Risiede presso la confluenza io Amodel
li , Giur. di Riilda , Dioc. di Colle, già di torr. Staggia dal quale la pieve e la con-
Stena , Gomp. senese. trada presero il nome, sopri la testata tini-
468 STIA STIA
Sin «lei primo ponle chi; attualiiMiite cavai- tli Palagio dentro e di Palagio fuori una
cu TAriio dopo disceso dal monte della Fai- parte della contrada superiore di Stia,
leroua , ossia da Capo^Arao , situalo alle Fu appellata Palagio dentro la ponìonr
spalle di Stia , sopra la strada comunitativa di alcune case poste in Stia vecchia che se^
rotabile che staccasi dalla provi ucialecasen- vono per abitazioni di contadini, mentre
tinese al di là di Romena. più in alto circa un sesto di miglio cttsteri
Trovasi Stia nel gr. 43^ 5i' 8" latit., e on piccolo csislflletto, ossia casa lorrìta , <k-
99® 18' o" long, quasi due migl. a seti, di nominalo Palagio fuori ^ nome che in se-
Romena , mezzo roigl. a scir. della torre di guito rira»se noti solo alla casa , ma «neon
Porciano, il simile a ostro dell'antico Pa- alla Comunità di Stia, designala , come fu
lagio di Sita, nn migl. a maeslr. di Prato- testé accennato, sotto il vocabolo di Pala-
vecchio, otto migl. a ostro del Capò-d*Arno gio fiorentino.
e circa altrettante a pon. dell'Eremo di Ca- La Terra di Stia nuo^ fu riOilU nel
roaldoli. i4oa, due anni dopo che la Rep. Fior.
Fu il Castel vecchio di Stia con la corte ebbe caccialo dalla sua resitlenia il coote
9 territorio annesso tra i fpudi, come dissi» Antonio Guidi da Palagio, il quale nel tìgt
de*CG. Guidi del ramo di Porciano,\ quali aveva figuralo in un tornèo fatto in Firen-
tennero palano in Stia vecchia nel luogo ze, dove condusse 40 uomini con la diviu
denominato tuttora il Palagio, donde pre- bianca per allegrezza della pace fatta in Gf-
sero il distintivo non solo quei dinasti , nova fra la Rep. Fior., e Giovan Galctzsn
quanto ancora la Comunità di Stia, la quale Visconti di Milano. Bla nel 1400 essendoli
fino al declinare del secolo pnssato si ap- ribellato ai Fiorentini , abbracciò il parlila
pellò dei Palagio Fiorentino, dello slesso signore di Milano ali* occasione
Una delle memorie superstiti più Tetusle di una nuova guerra contro la Repubblid.
in cui si rammenta il ramo de' conti Guidi Dondecbè il conte Antonio Guidi fn co-
di Stia, insieme alla sna pieve fu pubblicata stretto dalla forza de' Fiorentini ad abbia-
dagli Annalisti Gamaldolensi sotto l'anno donare le terre che per antica successione
io54 È un atto di donazione scritto nel- posseiieva e che la Rep. riunì in nn solu
l'aprile di detto anno nella camera del pie- corpo di G>munità, appellandola del Pc/o-
vano di S. Maria siloala in Stis- nel Casen- gio Fiorentino ; nella qual circostania fu
lino, citato altre volle agli Art. Gavueski, assegnato alla Comunità medesima perarme
^ SraoGNAHo; dal qual documento apimriftce, un leone mmpante con una bandiera in
che il donatore fu un conte Guido figlio campo hinnco rnlrovi un giglio roKso. —
•lei fu C. Alberto di legge e origine Ri- Ved. Papia!vo ilei Casentino, e Moutk-Mcz
paaria. — f^ed. Appbhdicb alla presente zawo.
Opera. Lsi terra di Stia attuale pertanto può dir-
Che i conli di Porciano fossero anche i si moderna perchè edificata nel luogo df-l
dinasti di Paìagio^o di Stia vecchia lo dà borgo di Stia vecchia, di cui conserva tut-
a conoscere lo storico fiorentino Ammirato, torà la forma, sulla ripa destra della Stas-
allorché all'anno i358 rammenta un conte già, dove fu costantemente la sua chìe«4
Francesco da Porciano a\ sersìzio de' Fio- plebana. — Questa fra il secolo XI e XIII
rentini e comandante di mi corpo di cavai- fu rifabbricata a tre navate di pietra di ni.i-
leria, il (piale dallo slesso scrillore all'anno cigno del monte virino, avente colonne con
i163, venne designato col titolo di conte sopra ca[)ilelli rozzamente scolpiti e dilft^-
Francesco da Palagio. Che questo conte renlì fra loro. Lia sua facriala , stata riedifi*
/VarrceTco fosse lo stesso personaggio di 6rttx- cala alquanto più intemamenle nel secolo
r/o Fra/tcexco de' conti Guidi di Modigliana passato per ampliare la strada, era incm-
inorlo nel 1369 Io dava a congetturare Io siala egualmente di pietra di macigno, nt
storico medesimo, tostochè disse, qualmente deformata dal tempo e dai ghiacci, ed averci
in quell'anno era stata presa dalla Signoria sopra la porta maggiore un rozzo ed infor-
di Firenze la tutela de* figliuoli del conte me bassorilievo. — Attualmente Unto Ir
Guido Francesco e dei loro castelli. — pareli della facciata come quelle dell'in-
f^ed. Poppi. terno furono intonarale ili calcina.
k\V Art. poi Palagio DELCAsKnnno fu in- Dell' antichità della prima chiesa pleh<ina
dicalo, come ritenesse costan temente il nome di Stia fa leMimonianza, oltre l'alto di fon-
STIA
STIA
460
ikikom M Ho», dì & WkàÈlù tk Ifeoto
sopra FiffCiiKt nuiiBMiitelo alTAit* Loti*
UMO, Mico r btraiBeiilo 6M aprile io54 ,
fHÌil« aella oiaMtai del pietaMo di Slia.
Appella poi «ila pie?* altaafo di Stia, dop»
ribU», U eaUlego delle ckiew dellft dioceii
fiesolaiu del 1299; nel quale furono' lodi»
oaledied clueae Btiali delb sleiM batteri-
iMle« i|daltricaadole cooae apprewo s
I. S. nana a JPof^jtim Prioria eaìMenle,
(dataiiel 17^3 alla pieeedi Ptatoeeoebio)*
a. S. Biagio a Ama (nei' idSi mrgoali
aUa plefe Maldetta).
3. 8. Vito « £o#meiie (idea).
4. S.Ijoreoa»aPereìaiio(oar»eMStflnK»).
5. S. Niccolò del Laga^ poi a JfoKle.
Mt«M«io (dii lunga dk dialiiitta e unita
alla ieguente)«
6. S. SaUalore n Boiilica (cnmtrMkh
taU inS. Andrea a Ga^iat^i).
7. & StefiuM» a Tml9ia (ora in S. Cri-
ilìna a Papiano).
8» S. Romolo a Caliamo (dala nel i83i
alla pieve di Praloteochio).
9. S. Angelo a Pradgiiaao ( riunita alle
cura di S. Giacomo aiia FiUrn),
lo. S, Giosia (obieia ignota).
iillnàhnenrta il pi? lere di Stia conaiste
nelle letle parrocebie leguenti :
1 . Pìete di S. Maria Amunla a Siia,
a. S^CriilinatfFa^^àano.
%. S. LoreniD a Poreiano,
4. S. Andrea a Gai^sorri,
5. SS. Primo e fVlieiano a F'aiiacelole,
9. S. Giacomo aUa f^iHa,
7. S. Bartolommeo aCaHelCatiagna/ó,
Nd contagio del t6So la popolatone di
Sila restò Vitalmente ailitta e decimata ; la
ffoale sventorAi diede occasione al icapitano
Amottto Goretti di scrivere un*elegb ita*
liana^ il di cui MS* consertasi d»i suoi di-
SDCndenlI ed eredi conti Gorelli di Stia.
Fra gli nomini ptù distinti la Terni di
Sita c<Mita nn Bernardo Tanucci nato co-
il) nel 90 febbrafo 1698, educato nelle bel-
le lettere da Andrea Tanucci prolbaiore in
Pisa, dot* ebbe a maestro In giurisprudenza
Giuseppe Averani , e do?e lo stesso Bernardo
ottenne una cattedra di quella Uoiversltà.
Passalo da Pisa a ffapoli con V Intante Don
Girlo, poi rè delle Due Sicilie, il Tanucci
sotto il di lui figlio Ferdinando tV potè dive-
nire primo ministro di Stato , e quasi arbi-
tlro di tutti gli afiari pubblici di quel reame.
MaflMB&TO digita Popolauotte delta Tbuuj dì Sti^ divisa per famiglie,
a cinque epoche diverse.
Aaao
iMra
iMa#e.
mi
fimm.
masc*
LTl
femm.
comuoift
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du<*séÉSi
acCLestA»*.
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1843
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169
a33
176
444
9
147
iaa9
Comunità di Siia, — Questa G)munit2k
occapn una superficie di 17509 quadr. dei
<{uali 440 spettano a corsi d'acqua e a stra-
de. — Vi abitavano nel i833 individui
1568, a ragione di lac persone per ogni
migl. quadr. di auolo imponibile.
11 territorio comonitalivo di Stia confi-
na con sri Gomuoilii del Granducato, Ire
delle quali spettanti alla Val-di*Sief e (cioè :
S. Godemo , Londa e Pelago) due al Val-
V. V.
d*Arno casentioese ( Mònie-Mignajo e Pra-
toveccbio) ed una alta Valle transappennina
del Rabbi (Premilcore).
A sett. si tocca con quella di S. Godenso
sul monte della Falterona , sul d'i cui spror
ne volto a roaestr. sottentra il territorio del-
la Com, di Londa, col quale si accompagna
per il tragitto di circa 6 migl. sino sopra
il monte della Consuma. Costassù trova di-
rimpctto a pou. la Cota. di Pelago , con la
60
470 STIA STIA
quale si ilirige presso la Tetta della Gonsu- Non parlerò della suppotts ilnula di As-
ma nella strada vecchia Caseotinese. Ifi voi- nibale cui die occasione la scoperta di va-
iando faccia da pon. a ostro sottentra la rie anticaglie di merito e di epoche diverK
G>m. di Monte-Slignajo, mediante la atra- state trovate presso la distratta chiesa del
da vecchia suddetta. Dopo circa due mìgl. Lago a Monie^Me^sano; stantccbè dovrò
viene a confine la G>m. di Pratovecchio, nel- tornare su quest* argomento al Summaino,
la direzione da primo di maestr. per ter- Ari, Lago (5. Niccolò dkl),
mini a rtitìcialiy poi di scir. mediante il bor- 1 principali corsi d* acqua che tccndoBo
ro «li Bimaggio sino alla sua confluenza in dai monti sopra Stia sono due , rAmo a
Arno. Il corso inverso di questo fiume nella maestr. e la Staggia a sett Quesl* ultìina
direzione di settent. serve di limite alle due fiumana, che non si secca tampoco nella calda
Com. sino alla confluenza in Arno del borro stagione, presta da gran tempo agli indo-
delia Madonna^ situato fra Stia e Pratovec- striosi abitanti di cotesta contrada grandi
chio. A cotesto sbocco il territorio comuni- servigj , talché i compilatori del calendario
tati vo di Stia voltando da sett. a grec. ri- Gatentinese per Tanno 1840, discorrendo
monta il borro della Jfddonna, quindi sale di Stia, esclamavano: Ecco il iolo parse
il monte per il fosso di (rai'fVerri. Dopo per- della provincia ove il tuo animo si apre
corso cotesto fosso il territorio di Stia arriva a un conforto , perchè costì vede le forze
sul giogo di Gamaldoli , al di là del quale della natura chiamate dalP arte a contri-
cessa la Comunità di Fratovechio e sotlen- tribuirc ali* industria di una intiera popò-
tra dirimpetto a grec. quella transappennina laaione .... Talee lo s|)ettacolo che Stia
di Prcmilcore. Con il territorio di questui- ora presenta. I due grandi edifìzj di laoi-
lima ^ nostra di Stia fronteggia lungo la fìcio (cito lo stesso Calendario <lel 1840)
cresta della Fallerona , dirìgendosi a seti, sostenuti da un'accomandita di 100,000
del capoluogo sopra le più alte sorgenti del lire toscane, nei quali solevano aliora coa-
borro O/a, A quel punto ritorna a confine sumarsi in anno comune iao,ooo libbre
un appezzamento disunito della Comunità di lana, 3o,ooo d* olio , e a5,ooo libbre
di Pratovecchio, con il quale il territorio di di sapone, fornivano al commercio aSoo
Stia ripiega nel Val-d*Amo casentinese, prì- pezze di panno di tutte le qoalilfty comprese
ma scendendo lungo il borro O/a, quindi en- le casiroirre e le flanelle,
trando nel torr. Staggia in cui Taltro con- Inoltre vi si trovano due cartiere,! di cui
fluisce. Costì voltando direzione da ostro a pistoni sono messi in moto dalle acque del-
pon.^Iib. dopo mezzo miglio attraversa la la Staggia nel popolo di Papiana sopra la
^^fggia per salire sol poggio di PorcicuWy Terra di Stia, dove si consumavano in dello
e poscia per la via di Stontalto o di bocca anno 1 3 0,000 libbre di stracci per ridurli
Pecori/ia ritornare sulla Falterona dove per in 3oo balle di carta di varie qualità. Vi
termini artificiali trapassa il Capo-d*Arno esiste ancora una ferriera, nella quale fi
per arrivare sulla cresta della montagna al purgano circa libbre 600,000 di fvmccio
punto in cui ritrova la Com. di S. Godenzo. fuso a Follonica riducendolo atto a diveni
Fra le più note montuosità comprese nel lavori per le ordinarie officine,
territorio comunitalìvo di Stia tre furono Tulli cotesti opi fio j nel 1840 occupavano
misurate trigonometricamente dal eh. Pad. circa 36o persone, 3ao delle quali serri*
Inghirami, la sommità cioè della Fallerò- vano alle due fabbriche di lanifirj, i di cui
Ha, il Capo d^ Arno ed il poggio di Por» fondatori, i signori Ricci e fratelli Beni, im*
cinno. \a prima di esse fu ritrovata br. rilano molta lode per avere a grande rìschio
a8a5 superiore al livello del mare Mediter- delle loro fortune dato un plausibile eseoi-
ranco, il secondo br. a3ao, ed il terzo br. pio, confacente a dimostrare che il genio
1077 sopra il livello preìndicato. industriale non era totalmente bandito (U
Una sola strada rotabile passa dal ponte coleste contrade,
di Stia per entrare nella Terra , e<l è quel- Esiste inoltre dentro Stia una fabbrica
la che staccasi dalla provinciale casentinese mollo accreditata di cappelli di feltro,
per dirigersi verso T alto Casentino gui- Al di fuori del [»acse la maggior ptf*'
dando alle Terre di Stia di Pratovecchio , della popolazione, o si procura occupaziooe
innanzi di rientrare nella strada provinciale ai lavori recandosi dalP ottobre al maf;'|'
che ritrova nel piano di Campaldino. in Maremma , oppure attende alla pasion*
STIA
sia , al tfakio dt^ìl «lieti disili nMmbfna ,
alla oottnistone4i vaai Tinarj e di icg|^
bini ordioarf di fiifgio,o alle facooide agra-
rie. In quello territorio comosttatifo ai cai-
•cola ohe rioerioo nutrìmeoto nell* estate da
199O00 anintali lanuti, -ed in tntte le sta-
f ioni da 45o capi di bettiame ▼acoino, con
piii eirea 900 roajaU.
Eispellé ai maggiori prodotti agrarj della
contrada , poiiono casi ridarsi a granaglie ,
a cavagne ed a irino. L*olio non comparisce
nella statistica di queala GMnmiità, comec-
•chè non manchi qualche locatiti dote ve-
geta e frattifica knohe 1' uIìto.
STIA
471
La Goamnità di Stia manliofte un me-
dico ed un chirurgo.
Vi è un mercato settimanale che il po-
polo di Stia ifecc/tim ottenne dalla Rep.
Fior, sino dall*anno i5oa.
Emo ha luogo nel giorno di martedì, e
tre piccole, fiere annuali cadono nel 16 ago-
sto, nel ai novembre e at dicembre.
li potesti ed il cancelliere Corounitativo
riàedoao in Pratovcochio, rufisio d*esa-
sione del Registro, e 1* ingegnere di circon-
rio sono in Poppi , la conservazione delle
Ipoteche, ed il tribunale di prima Istanza
si trovano in Arezzo.
QUADRO delU PopolawioM Mlm ComowtVA' 01 Stìj
a cinque epoche dÌPtrse.
Nome
dei Luoghi
Castelcastagnajo
T^aviaerri O
Grazie (alle)
t}ualdo
Purciano (*)
Stu nuova e veccfiia (*)
Vallucciole
Tilla
Titolo
delle Chiese
Popolazione
fa
a
o
S. Bartolommeo, Cura
S. Andrea già S. Salva-
tore Basilica, idem
S. filaria, idem
S. Stefano, Prioria
S. Lorenzo, Cura
S. Maria Assunta, Pieve
SS. Primo e Feliciano,
Cura
S. Jacopo con l'annesso
di S. Angelo di Pra-
tiglioni. Prioria
Totale .... Ahit. N.^
01
366
i5i
ii5
i33
406
617
33o
9118
ai7
119
81
186
x65
7*5
a6o
i53
1906
i56
i63
Ilo
171
aao
ia97
3i9
i3a
171
i35
180
a3o
x5a9
364
x66
3568
IfB. Le parrocchie etmtrartegnaie eoa VasUrisco (*) nelle ultime due
epoche mandaiHMo fuori di questa Comunità Abit, Jf.^
RssTAito .... Abit. If.^
Air incontro nelV ultime due epocfte cntrawano da due Comunità limi»
•refe infuesta di Stia Ahit. Jf.®
3o97
390
2737
170
971
173
laó
189
a3i
1434
37»
168
29^8
3ii
9647
STIAPPA, o SCHIAPPA di ViLaa-Bàn.
tàck sulla Pesoia di Collodi. — VUI. con eh.
psrr. (S. Maria Assunta), nel piviere di
S. Quirico di Ariana, Cam. Gior. e circa
6 migl. a settenlr.-greoale di Villa*Bisili-
ca , Dioc. « Due. di Lucca.
ToTJLB Abit. if.* |«907
Risiede sul fianco meridionale dell* Ap-
pennino, di Battifblle a pon. dcJki Pettha
di Collodi^ fra il rio Stiappa ed il rio- di
Ponte che serve di oosfise al territorio del
Dnoalo di Lucca con quello di Caslelvccchio
di Vellano nel Granducato. •
472 STIA STIB
11 popolo dì Sliiippa ti fotlomìwftir armi STU¥OLà , t SGHUTOLi arih Ve-
di Fìrmie nel 9 giugno del t43o, «II* oc- di*Blareechia. -— Gm. oca dbkn pur. (S.
cMMNie della facm moin dai Fioffcntìni al Gmlofiiiio) nel pievanalo dr* raiani , Gai.
gorenio di Luoca, cni Slìappa fa ratiUrito e circa due nifi, a lev. della BklÌB Teèd-
per oonventìooe alabilita nel t44i* <la, Grtar. di Settìtto, Dioe. di San Swftà
La contrada di Stiappa ba tatto parie ero, un dì dell* areipMura ifmiiimt diS^
oottanlrroente del piviere di S. Qnirioo di stino , Gomp. di Aictao.
Velbno, altrimenti dello d* Ariana^ come Era questo di Siimif^ia odo dei popli
poò vedersi nel catalogo delle chiese delb deirarBìpresbìteralo di Sesliiio Mneoati In
diocesi di Lucca compilato nel ia6o non il i5i6 e il iSao dalla diocesi di Menls-
menoclie nel lecartedrir Ardi. Arci v.Loedi. feltro , allorché la detta areipsdiin In di-
anteriori al mille. chiarata NMius Diceeems»
Nel popolo di Stiappa lungo la strida di La chiesa e contrada di Sliavob faeepsrte
quel giogo che varca in Val-di-Linsa esisteva della comunitii di MmUe'Fonimo finché csl
uno spctlaletlo per i pellegrini, rammen- regolamento del 24 luglio 1775 enlnaibi
tato nelPanno ia6o nel catalogo prenomi- qoei popoli, vennero inoovporati aib Gdbl
nato.— Teli. Amava (Valli) e VklarBa- delb fiadia-Tedalda. — Fed. Bloaivl^oa»
tlLKA. UBO e SaSTlHO.
Iji parr. di S. Haria a Stiappa nel i83a La parr. di S. GrislofiuBo a SUasola ad
contava 389 abit. i833 conlava 64 abil.
STIAVA, e SCHIAVA (Scialba) nclb Ma- STIBBIO nel Val-d*Amo inMofe. —
Tina di Vbreggio. — Contrada spam di case Vili, eh* ebbe titolo di Cast, eoo eh. parr.
signorili , die dà il sno nome ad una vilb (S. Bartolommeo) nell* antieo pievanato di
rwb del Daca di Locca, e ad nna^. parr. Fabbrica di Cigoli , Com. Giur. e dna 4
( si Ibria Assunta) nel pievanato d* Elici, migl. ■ pon. di San-Mfainto , Dine, -meds-
Gom. Giur. e circa 4 migl. a grec. di VU- sima , gik di Locca , Gomp. di Fimue.
veggio , Dioc. e Doc. di Locca. È sitoato sopra il rissilo di nna coffias
La contrada di Sliavaé situata snlb pen- tofacea meno migl. circa a ostro ddb sin-
dice ofddentale de* colli che si stendono dal da regb Livornese , quasi un migl. a gr^
monte di Quicsa e di Hioetro verM> Mon- cale e sol confile del terrì torio oomnaitativa
tnmito, coperti <fi rìccbe e ben intese col- di Montopdi.
ti valloni di olivi , di vigneti e di vaghi 11 Cast, di Siièòio è rammentato nei dì-
resedii resi quanto mai deliiiosi della posi- plomi concessi al Comune di Pisa dagf Issp.
xione e dolceiia del clima. Federigo I e II, Arrigo VI, Ottone Iv e Gsr
Questa contrada di Stiava {Sciala) è lo IV: sebbene rispetto alla giurisdiiiaoe
rammentata in un btramento del 19 nov. civile il popolo di Stibbio aach* allora km
994 deir^rcA. Areiv, Luech.^ pubblicalo compreso nel distretto di San -Miniato. Al
neUe JfcMor. per servire alb storia di quel quale fu tolto per ibna d* armi nell* eslate
Ducato, (Voi. V. P. III.), quando il Vese. del i3i4 da Uguccione della Faggiuola si-
Tendegrimo allivellò a Gherardo figlio d*In- gnore di Pisi e Lucca, poi restituito ai Saa-
ghilAredo ed ai nioi figli dell* uno e l'altro miniatesi dopo la pace cenciosa in Wapsli
sesso le decime della pieve di S. Ambrogio nel maggio del i3i7, finché col trattato del
(onS. Pantaleone) e S. Gio. Battista #f//ìci, 1347 fra il Comune di Firenze e qodbdi
le qoali dedme solevano pagani alla stessa San-Miniato vennero confermate a qoest*al-
chìem battesimale dagli uomini ddle ville timo tutte le terre e castelli appartenoli al
di Mattm (Masmrosa) Riseituh (Ricetro) suo distretto, eccettuale le Terre e castelfi
Seìtt^a , Mfomiìgciano ecc. di Montafone^ Castelnuooo^ Cofamo, Stf^
Nella contrada di Stiava la Rep. di Loc- Quintino^ Barbialla^ Tbnda, Cigoii^ Mm-
ca aveva eretto una rocca per tenere in do- iebìcehieri , Siibbio e Leporaja, I qaali
vare i nobili di quel contado, quando luoghi medbnte nuovo trattato del iS^i
rimp. Federigo I versoi! iiSa ordinò a furono djchbrati immedbtamente toffsUi
qoei governanti che fosse demoli U.*— FW. al Comune di Fireme. — Vtà, BaaaiifM,
Mort^Maovo Lmcnasa, a Hicarao. Giooli , MoirrANnm , ecc.
La parr. di S. Maria a StimHt nel i83a Dlal caUlogo dalle chiese ddl* aaties dis-
contava 7^5 abit. cesi di Locca scritto od 1 960 apparisse é^
8TIC STtC I7S
^nmììw^mièiè^SilMotmmmapotkiaì- fl^. «m.» UMImio dUUa «locnds ilonelM
la piefe di Fabhtk» ai €ig«U. ^ nobili Ui Slìetiaeo ; yiui Mie quali M
La panoeeliia di & BarlokMMMoa^lì^- %g 9«nBato i %Bo eomieoe l'atto di gioni-
Wael f BIS coolsf» 1177 «bit. Dm |MVt« Mento pMilalo iti nano del potestà di SicMi
pnè dd ano dirtrilìo nd iftSg fa dato alia da Ranieri di Rinaldo «gnor di Stiociano
mmn pai*, di S. Maria • San-Bonano in di difendere qoel GooMine» eoe. Un* altra
Gòanuiilè di Blontopoli. — TeA Roauvo pc^ganena loritta in Siena U 17 Inglio del
(Sàa) nel Val-d'amo inferìoie. i%H nel potano di Guido di Gofo » nel
STIGGUIIO (^i^MÌMMi ) a PESCAIA qnale abitafa Gnido di Baeoio de* GoakMdi
nella Valle dcèl^OoilnPooe laneie. -— One podertà di Siena nel lenfio cbe FandoUb
Gm. il primo de'qoali ool Ulolo di Gait. di PaiianeUa eia eapilano gcMiale in To-
1m ana eh. pldbana {88. Cooeeiioae) nella fcana per Federigo II , veite intomo aU*#*
Cmn. Giar. e oifca 8 migi. a oalro di Roc- aaaM di pie teaUoMni fiiUodatanlial potè-
caitiada » Bioc. e Camp, di Gffoweto. età * ad oggetto di «pere : ae la corto iape-
Riaiedono entnonbi in poggio, il Cai. naie aieta dominio nei oomnni di 5làs
diPeaoalaanlla ttndamtalnle, edilCaet. 9Uma,lMmfm^Mimi€ Ittm^y MmfOt^
di Stiociano nn migl. a lev. della etada J^ro, MmU'OtgiaU.eCoiomit Cm qnei to-
medeiima tracciata fri Monte-Fttoali e Roo- stimoni risposero: die la corto imperiale non
ea-Stmda. aveva in essi altro dominio, meno qnello di
¥n le memorie superstiti pie mtosto di rioerere annoalascnte dal Cornane di Stio-
Stieciano debbo citare mia aaembrana detl* ciano denari a6 per (beotare, cocettnati pere
Jnk, Borghesi-JKehi ^ SieuB, sorilto nd i m^li, le Tcifove, I pupilli ecc.; cbe H
giemo ^9 giugno dd 98S m loco Siii^ Gonu di Zaumfa soleva pagargli nn egnd
anno. È un oootratlo mercè cui il conto H- daaio, Jfonle Xeont 36 denari per feedace
ddroiiJo dd fa noni» Gktrmrdo diede ad con le solite eocedoni ; e cbe tie dd fanda»
enfiteusi ad uu suo feudatario la metà di tor} ivi Dominati davano per cadauno «^*
una poMessiooc daaainieale posto nei confini e uno dia corte Aldobrandesoa «4 morcmìi
di J^iau, pia due poderi con cam e cam- (#tc) per la feste di S. Stefeuo. 1 Comuni poi
lini , cbe uno di esri dtuato in luogo detto di MontOrsafo e Mon^Orgimk pagavano
Sauo ( di Bfareeama) e Taltro in Iseo et denari a6 per foootere, qndlo dd -ColOfie
fmmio mA» éUiiwr Pari, con l* obbligo al denari 36 con le cceeiioni prenominate,
filtaario «fi rcmre ogn* anno dodid denari - Con istrumento pd dd a6fiugno 1173
d* argento al la corte dcosinicalc dd suddette i dgnosi di Stirdano dovettero formdaMA»
conte Udehramio poete in /eoo SitUmno. te assoggettarsi al partito gnelib , attom do»
In seguilo rammenta la ;i{eve di Sii^ÒQ' miuanto in Siena, dove lieri di Ranieri da
no una bolla di demente III diretta nel Cmppueeiw» signore di Stiociano , in no»
it aprile del 1 188 a Groalfredo veseovo di me proprio, dd sud figli ed evedi giurò di
Gffomelo, al quale, non cbe d sud sueoes- stare d comandi dd Causane di Siena, di
sori , ooofermò tutte le cbiem della diocesi ndifioare il eonlratto e giurameirto tatto nd
grossetana, compremvi h pievedi Slicdano ag genn. xa5o da Rinieri suo padre e dd
eoa le sue cappelle. <^*- Citerò im>ltre un Comune di Sticoiano; e ciò ndl atte di ri*
diploma dell* ìmp. Ottone IV spedite da cetcre la torre , cassero , e fartene di Stio-
Ssn-Miniato li Si ott. del 1*09 in fevore ciano dd rindad ddla •Signoria di Siena»
della Bidia di San^lgano in VaKdi^Merse, cbe te liberarono d tempo stasso ddle eoa*
eui eonferarnva i beni cbe qud Mon. posse* danne datagli acsgione dell'assedio di Poi^
deva nette corti di Stieoiano e di Inttaja. noli fette ndr anno precedente dd soldati
Anco locarte appartenute agli Agostiniani del re Carte di Napoli al asrddo dd G».
di Siena, ora néVJrek, DijfS. Pit, danno mone di Siena , e per le mberte dd dette
a coooSeere cbe fino dal scodo XIII qud signoeedi Stiociano agli abitanti de* Comuni
fiuti possedevano beni in Slicdano, siccome di Roooe-Tederigbi e di liasm. A cautda
lo prova un istiumento del 1 7 genn. xa88, di tutto dò 41 ddteRanied dorè conssgna
in cui d trttta ddte verterne insorte fin il rs d Saned il figlio in astaggia. <ÌÉlnii
pierano della cbism dì Slicdano ed i Rn- eoo delibMaiiane dd dì S^nov. 1978 fette
mitani di S. Agostino di Siena. prssso bi cbiem dd caste! di Ifamu Zaanu
Finalmfute motte peiPgamene deU'.dr«A. i siwfam dd Comuno di Siena pidbiBsnna
474 STIC STrC
Ranieri del fu Banierl di Stieciaoo di rile* sin'iaci delb repubblica di Siena il Afiio
nere in alcano de* tuoi caslelli de* fuonncili ed il nipote suo per statici,
ribelli della Repubblica. Anche nel 19 a- Finalmente con altro atto pubblico iti-
prile del is8i il conte Guido Salfattco di pniato in Siena li a3 ottobre t Sai i oo-
Dovadola , allora potestii di Siena , col con- bili di Stiociano, Nello e Basterfio fratrili
senso dei consoli delle arti e del consiglio e figli del fu Ranieri, e Bindino di Neri per
della Campana, nominò un procuratore del Ildebrandino fratello e per Tavena fi^io
Comune per ricevere da donna Uguocionella del fu Neri di altro Neri, e per Rinaldo M
vedova di Ranieri seniore da Cappuuscitmo fu Fazio di Neri, consorti e signori di Sti&
e da donna Cella vedova di Neri giuniore, ciano, volendo ritornare ali* obbedieniia del-
entrambi signori di Sticciano, in nome prò- la Signorìa di Siena , sottoposero alla Rep.
prio e dei loro figli , la ratifica di tutti i sancse se stessi ed i loro successori con il
contratti , e convenzioni stipulate fra Neri castello e nomini di Stiociano con fiMollà
figlio di detto Ranieri ed i suoi antecessori, a questa di potere abbattere da capo a fendo
ed il Comune di Siena, oltre il fiir prestare il castello, e di traalocare gii abitanti in si-
giuramento agli uomini di Stiociano di non tro luogo, giurando di essere Gaeifi e di-
.locettare in dello castello ribelli e banditi fensorì della chiesa sotto pena di 10,000
della repubblica di Siena, ecc. ecc. fiorini d*oro.
In conseguenza di ciò con altro istru- Un altro istrumento della Com. di ll«-
mento del 17 ottobre 1289, rogato in sa del ao marzo i3ii esistente ntWJrtk.
Slìcciano , Niri e Fazio figli del fu Neri citato indica parie dei confini territoriali di
di Ranieri da Sticciano in nome proprio Stiociano, tostochè ivi si dice, che il Gsst.
e dri loro fratelli e consorti promisero al di Lattaja confinava con le curii di Slic-
Comnne di Siena, e per esso ad un suo ciano e di Mont^Bfassi. — F'ed, Lattua.
sindaco di ricevere in Stiociano i soldati Inoltre un Bindo di Nello da SUodano nel
della repubblica e di permettere che il Co- 1449 ottenne grazia , a contempbzione di
mune predetto potesse disfiire le mura del donna Paola Appiani signon di Piombioo,
detto castello , eccettuate però a 5 braccia che la sua fiitura sposa potesse portare vesti
per parte vicino alle due porle , con che gli proprie di una gnn conlessa,
abitanti delle case che erano attaccate a quel- Il Gis. dì Petea/a, ora tenuta privati,
le mora fossero di Parte Guelfa. formala un annesso del distretto e domi*
Però i signori di Sticciano alla comparsa nio di Sticciano , nel cui popolo fino da
di Arrigo VII in Toscana si gettarono di tempi andati era compreso,
nuovo nel partito ghibellino, tinche man- Ma nel 1461 il Cast, di Sticciano con là
cato queir impfralore, dovettero ricorrere a corte e tenuta di Pesca ja pervenne nella casi
Siena per chiedere misericordia alla Signo- Piccolomini di Siena per vendila fattane dal
ri». Si rileva tuttociò da un istrumento del medesimo Bindo di Nello con le giorisdi-
ai ott. i3i4 stipulato nel cassero di Stic- zione e diritti dei terreni, paschi e selie,
ciano , in cui si contiene 1* atto di giura- promettendo il Piccolomini di offrire api*
mento prestato in mano del sindaco del Co- anno nel giorno delPAssunta un cero di lib*
mune di Siena da Bindino del fu Neri da bre a5 alla cattedrale di Siena ; alla qaal
Stiociano, e da Nello suo figliuolo in nome ultima condizione erasi obbligato in fitfcia
ancora d* altri loro consorti e signori di 'alla Rep. Bindo di Nello venditore,
quel castello, con la promessa di ritornare Infiliti il nuovo feudatario nel 1470 ot-
alPobbeflienza della repubblica e d* inalhe- tenne una sentenza dai quattro ministri del
rare sul cassero e torre di Sticciano le inse- Monte de* Paschi e del Sale di Siena, in cui
gne della Balzana sanese, di rinunziare ai si diceva, che i possessori di Sticciano (In
privilegi slati loro accordati dalPImp. Ar- quali eravi Madonna Antonia nipote prr
rigo VÌI e di obbligarsi al censo consueto sorella ilei Pontefice Pio II) non erano teaati
annuale verso la Rep., col rinnovare le con- alla gabella per la vendila della Bandita
venzioni state firmate nel ia5o da Ranieri di Sticciano, Alla qual sentenza sanbk
4m Cappueeiano loro avo e bisavo, sotto conforme una deliberazione fiitla nel i485
|ien:i di mille marche d* argento. Quindi per dai quattro di Bichema, con la quale si di'
esecuzione di ciò il sopraddetto Bindino chiaro questo luogo ed i suoi abitanti lib^
con atto del a 3 ottobre i3t4 consegnò ai ed esenti dalle tatM del Comune di Sicoi-
S T I E S T 1 6 475
n oslaate il collegio (li Balia dopo dì Fireuxe del 141 5, Lib. V, Tralt. II.
icesso nel 1495 m Silvio ed Eucn Rubr. 94, nel piviere di S. MaictUioo in
ini facohk di eslrarre per mare a5o Chianti fu notalo aolio il vocabol o di SiUlh
i gfiino col pagamento di 4 carli- il solo popolo di S. Bartolomnico.
«gio sempre che fosse del mocolto STIGLIANO ,0 STILLIANO in Val-di-
ilo di Sticciano, non sembra cbe Merse. — > Vili, che ebbe titolo dì Cast. 000
!gio avesse efiettotoslocbè era stata eh. parr. (SS. Fabiano e Sebastiano) nel
npo serrata per tulli Idi tratta del vicariato foraneo di Boiia , Com. Giur. e
U Maremma sanese. circa 4 mìgl. a ostro di Sovicille , Dioc. e
este ed altre ragioni sviluppate dal Gnmp. di Siena.
Paolo Vinta in una sua relaiione Risiede in poggio sul fUnco orientale
1. 1677 quando appunto i Piccolo- della portione della Montagnola di Siena
laudavano la conferma di quelTe- posta alla destra del torr. Bosia^ il quale
non che di venire esonerali dalle passa sotto il Gas. di Stigliano due migl.
i uomini d* arme e cava leggieri, fu innauxi di vuotarsi nel fi. Merse.
U Cosimo I: OtS9r9tseli la som* Io non saprei dire, se a questo luogo di
Ite se gii accresca o scemi pun- Siigliano^ o al vicino castelletto di Brenna
- ( Aaca. DBixc RurOAMAo. di Fia.) afipartenessc quel forlilisio diruto posto sul-
r. della SS. Concexiooe a Sliccia- la cresta del poggio a cavaliere di Stigliano^
133 noverava 289 individui. volgarmente appellalo . Siena vecckia , so
hk nel Chiami allo. — Cas. dove bensì , che tanto Stigliano come Brenna
. prr. (S. Barlolommeo) nel pi vie- furono due castelletti dei conti «lell* Arden-
fafcellino, Com. di Grajole, Giur. ghcaca , i quali fino dal secolo XU cedettero
, Dioc. di Arezio, Comp. di Siena, il f^ìuspadronalo della chiesa de*SS. Fabiano
carte superstiti della Badia di CoU e Sebastiano di Stigliano alla loro Badia di
lovasi fatta menzione fino dal se- S. Lorenzo dell* Ardenghesca , confermatole
li casale di Stielle nel Chianti. in seguito dai Papi Celestino IH con bolla
na volta che se ne parla è per av- del 1 7 aprile 1 194 * e Gregorio I\ con al-
n un islruroento del a5 maggio tro breve d«l aa self. ia38. Ma la giiiristli-
L Vly anno secondo dell* impero zione civile di Stigliano e quella del suo
I» dove si tratta della vendila di distretto dopo una lunga controversi» avuta
xie di giuspatronato della chieftì fra il Comune di Siena e«l i conti delPAr-
tino |K)Sta nel vocabolo SteuJa^ deiighesca p4rr lodo del «7 ro.iggio laoa,
nel piviere di S. Marcellino in «lovellc rinuiiziarsi alla repubblica con al-
Irimenli detto in Chianti. tri fiacsi in quel lodo desoritti. — (Mala*
• AvAJic (S. MAICU.1.W0 in) r.ini- volti, Istur, San, P. I, Liòr, if^,)
le chiese antiche del suo pivìe* Stigliano fu una «Ielle contrade devastale
questa di S. Martino di Stenla^ uel i33a in una scorreria falla costà da un
sevo contitolare deirallm di S. «'sercilo pisano comandato da Ci npo Sco-
Bco di Stielle. litri, e di nuovo nel 1 387 da una banda di
porti n te è un secondo isiruiuento Brettoni guidala da Gio. Belcotto, final-
!>>llibuoiio neirsifroslo del 1 136, mente nel iJgi da un coqn di Inippe fio-
iratlasi di una douiizione falla a rulline capitanate da Luigi da Capua.
sa dal nobile Ranieri di Guido Ìm chiew attuale è moderna , il cui pa-
ponuone del castello e corte di dronato pussò dallii Badia di'IT Ardenghesca
I piviere di S. Marcellino in «i/i'a- in quella di S. Mii^tiida a Torri. — • 1 con-
irdia del qual castello egli teneva t«M-ui di Sligi iano offrono un» lielhi pros|N't-
ni e searioni, tivn pittorica , lalcliè vi si trovano varii re-
> istruroento del 3 giugno 1194 sedi si gnorili di Suiif^i, fra i qiiMlì si con-
Mftso la chiesa di S. Niccolò di tano le ville Vecchi , Placidi, Venturi , ecc.
< cbe indicherebbe che in queslu Ija |iiirr. de* SS. Fabiano v S<*hastiano a
iSffDDO più oralorii, o che alla sua Stigliam» nel i83i conlava 38o abit.
roccbiale fu cambialo il titolare. STI(;LIAN0, o STILLIANO in Val-
rbe fra i popoli della L(>ga del d'Elsa. —Cas. la cui eh. parr. di S. Jacofio
portali negli itatuti del Comune è stata unita con S. Maria al Borgo Tcochìu
470 S T I L S T I N
al l.i curn di S. Matteo a Grana jolo , nd pi- Tolt. 1007 pubblicalo «bll'l/ghelli nriU
«ien di Monlerappoli , Con. Gnor, e eiica tua india Saera ^ nel quale ti tratta di m
4 mìgl. a fett. di CaHel-Fiorenliiio 9 Dioc. permuta fra il venovo di Volterra da aat
« <^iii|). di FircDie. parte e la Tcdova del oonte RodoMb dì Bi»>
Della signoria ch'ebbero i conti Gnidi ielle col figlio Ildebrando^ aatore dei eoolì
topn Stigliano e sulla eh. di S. Jacopo fu Aldobrandeichi di Soana, dall* altra fiaile,
discorau air^rf. Moara Ramoi,!, ai quali i quali ultimi oederono a Benedetto nmvo
dinasti lo slesso luogo fu confermalo dai di Volterra per la aua mema in eambìodi
{•rivilegj im|ieriali di Arrigo VI e di Fede- altri beni posti in Val-d' Elia b melli da
rigo II ; sulamente aggiungerò che i^ rei- f rntisette poderi con la metk del mip-
lore della eh. di S. Jacopo a Stigliano nel dronato di una chicsB dedicala a S. Mariit
I «86 assistè al sinodo diocesano tenuto nel- la quale ivi si dichiari posim im iam tt
la cattedrale di Fìrenae li 3 aprile di qnel« JamtoubidiciturStiiiiaMa^^mmBatifmstÈ
V anno. — Fed. GaAiujouo di Val-d*Èlia. /fumo jirm infra eomitaU^ «C itnilori»
STIGNANO (Siinianum) nella Val-di- Pistorieawi , ecc.
Nievole. — Cast, con eh. prr. (S. Andrea) STINGHB, fra la Val-di-Pcne b Vakfr
■eirantico piviere di Pescia , Gom. Gior. Greve. — Cast, diruto che ha cbto il titolo
e appena meixo migl. amaeslr. del Borgo a ad una eh. parr. (S. Fietm) cui è annMi
Buggiaoo, altrettanto a lib. del castello di la con di S. Martino a Monte-ftinaldi nd
Buggiano alto, Dioc. di Pescia, gih di Lno- piviere di intano , Con. e Gior. fMllo
ca , Gomp. di Firenze. di Greve e questo di Radda» nelb Dbe. H
Risiede coleslo castello sopra un risalto Fiesole , Gomp. di Firenae.
di collina che resta a cavaliere della strada Gli avanti del casteibre delb Sttnck
postale liucchese. sono rimasti sepolti sul dono del monte
NelPassedìo di Lucca del ii3a, dopo omonimo, il cui fianco orientale aeiiBS-
1* arrivo di un soccorso venuto di Lombar- pende in Pesa e 1* occidentale In Greve,
dia sotto il comando del oonte Francesco Fa il castello delle Stinche de" nobili Ga-
Sforai, le genti de* Fiorentini che presidia- Talcanti di Firenie seguaoi del partito gi-
vano Stignano, non solo si dovettero riti- bellino, i quali nel i3o4 rìbclbrono ^ìck
rare di costh, ma il conte Sforza, che aveva questo insieme con altri fortiliij alb malie
cavalcato iu Val-di-Nievole, vi léce danni patria; donderbè il Comune di FiremencB*
assai, fra ì quali prese e guastò il Cast, di agosto dello stesso anno mandò b sua aite
Stignano innanzi dì relroc(>Jere verso Lucca, a combatterlo, e dopo averlo preso fu disfirtlo
Se altro merito non avesse, sarebbe assai conducendo a Firenze, gli abitanti che vi n
quello (li coleslo piccolo castello che vide trovavano dentro i quali furano messi tn i
fra le sue mura venire alla luce in tempi primi nelle carceri nuove delle Stineke.^
assai distinti due grandi uomini di stato; Dopo di che le truppe fiorentine si lecaiceo
cioè , verso la metà del secolo XIV Coluc- a combattere per la slessa causa il csstrilo
ciò Salutati , celebre scrittore e cancelliere di Moutecalvi, stato pur esso dai Gavalanli
della Rep. Fior., e sul declinare del secolo ribellato. — ( G. Villmii, Cronie. Uh-
XVIIl il cav. Aurelio Puccini sommo poli- F^iil Cap. 75).
tico e giureconsulto insigne che importanti Che peraltro il castello delle Stìncbe pia
incarirbi disimpegno in Firenze nei primi tanli si restaurasse e che nel paese vi lo^
40 anni del secolo attuale. nasse gente ad abitarlo, lo dichiarò il Bao-
La parr. di S. Andrea a Stignano nel i833 ninsegni nelle sue storie fiorentine, quando
aveva 586 abil. disse, che nell* autunno del i45a te gceli
Stìllìanj^ o Stilli ano nel Val-d'Arno deiresercito napoletano del re Alfonso d'An-
inferiore. — Vili, o Cas. perduto dove fu gona dalla Castellina del Chianti lèceropiA
una eh. sotto il titolo di S. Maria presso il ravalcate e scorrerìe nel contado fiorrntìooi
fiume Amo, nella Diocesi e antica Giur. di una fra le altre insino presso airimprnoeH
Pittoja. quando occuparono ostilmente Pietnfi(l<r
Non conosco 1* ubicazione di cotesto luo- Grìgnano, poi \tiforttt%a delle Siiittkt^
go che nel secolo X doveva esistere presso e fra pochi giorni r arsono^ ere.
la rìpa destra dell'Amo sotto la Golfolina. Il popolo di S. Pietro alle Stinche ««<>
IXirebbe a credere ciò un istmroenlo del- dal i63a per decreto vescovile fu rimilo'
STRA STB A 477
quello di S. Martino a Monte' Ainaldi,'^ t^ìVOpera del Duomo di JFirénze nel se-
i^ed, MoifTB-RniALoi in Val di-Pesa. colo XV fu toUu armata mano ai conti Guidi
La parrocchia de* SS* Martino e Pietro n di Romagna e del Casentino, uno dei quali,
Monte -Rinald i , o alle Stinclie nel i833 nell'anno 1402 1* aveva affittala agli Eremili
coniava 180 abit. di Cama Idoli , ai quali la ritolse nell'anno
STINE, ESTINE b LESTINE in Valnli- 1 43o il conte Francesco de'Guidi di Poppi,
Mene. — f^ed, Lasniia. o di Battifulle, finché per ribellione di co-
STOMENNANO in Val-d'Elsa. — Gas. stui per ordine della Rep. fiorentina nel
ridotto a casa di campagna dove fu una 1440 fu cacciato da tutti i suoi doniinj ilei
cappella nel popolo di S. Mariti al Poggiolo, Casentino e di Romagna. Poco dopo quella
Com. e circa due migl. a scir. di Monterig- Signoria con provvbione approvata nel 10
gioni, Giur. di SovicJlle« Dioc. e Corop. oli. del x44a assegnò all'Opera di S. Ma-
Ui Siena. ria del Fiore le macchie di liidracoii e di
Trovasi alla sinbtra della strada postale Strabatenta con dichiarazione però , che
che da Firenze guida a Siena lungo la foce qualunque cittadino del contado fiorentino
che SI avvalla lungo le pendici orientali del potesse lecitamente tagliare di quel legna*
Monte-Maggio. me con pagarne al carnai Ungo di detta Ope-
Qursto luogo già posseduto dalla nobil ra dieci soldi per traino all'uso del Casen-
(àraiglia sanese degli Accarigi , ed ora ar** tino, onde erogare quel dazio nella spesa
ricchito di belle coltivazioni, di statue e di delle fortezze da farsi in Pisa a carico di
grandiosi viali dai signori Griccioli di Sie- delta Opera presso il Ponte alla Spina, —
na, attuali proprielnrj della tenuta di Sto- KWArt, Poggio alla LAsraà fu aggiunto ,
niennano^ si è reso noto per esaere slate con- qualmente gli uomini di 5/ra6a/ea ui e quel-
eluse costà nella chiesa di Stomennano sotto li del Poggio aUa Lastra ^ di FMona e
dì II giugno del ia54 le condizioni di pa- di Ridracoli ottennero posteriorioeute da-
ce fra i Sanesi ci i P'iorentinì nel temfio gli uffiiiali di Torre di Firenze l'uso di una
die questi ultimi assediavano Monteriggio- parte della macchia dell'* Opera compresa
ni. — f^ei. MoHTcaKsoioici e Siima.. ne' loro distretti. La qual macchia nel pri-
STRABATEKZA nella Valle del Bidente ino decennio del secolo corrente fu affittata
in Romagna.-» Cast, ora Gas. con eh. parr. dal governo d* allora agi Eremiti di Camal-
(S. Donato) nella Cora. Giur. e circa 7 doli, ed attualmente incorporala ai beni deU
niigl. a maestr. di Ragno, Dioc. di San-Se- le RR. possessioni. -^ f^ed. Valbona.
poterò, già sottoposta alle Badie NuUiuf L^ parr. di S. Donato a Strabatenza nel
dell'Isola e di Galeiita, Comp. di Firenze. x833 noverava ao5 abit.
Risiede sullo sprone dell'Appennino che STRADA. — Sotto cotesto vocabolo ge-
a lev. dell'Eremo di Camaldoli staccasi dal- nerico e assai comune sono indicale non
la catena per scendere in Romagna fra il solo tutte le strade pubbliche, varie delle
Bidente di Ridmcoli e cpiello di Straba- quali saranno descritte sotto gli Art, Vn,
lenza, attraversando la macchia dell'Opera ma ancora diverse chiese parrocchiali, paesi,
di S. Maria del Fiore, attualmente della Co- e contraile poste in più luoghi della Tosca-
rooa di Toscana. na. Tralasciando di prlare di quelli perduti,
Fu il Cast, di Strabatenza dominalo un non che degli ospedaietti posti sulle anti-
tempo dai nobili di Bertinoro, signori de' che vie, cui è rimasto il vocabolo di Strada,
Cast. di f^albona,di Strabatenta, iìe\ Pog^ mi limiterò ai vici e parrocchie tuttora esi-
già alla Lastra t di Pietrapatza, iVt Ridra- stenti che conservano il nomignolo generì-
coiiecc; ed uno di loro, UgodiBleda, fino co di Strada, mentre per quelli specifici di
dal 1091 arricchì la Badia di S. Maria in Strade consolari, postali, regie, proif inda-
Cosmedin alV Isola sul Bidente di varj beni li,JerrcUe ecc, invio il lettore agli Art. Vie.
di chiese, fra i quali probabilmente furonvi STRADA nel Val-d'Aroo casentinese. —
quelli della eh. di Strabatenza, stata poi Grosso borgo nel luogo dell'antica pieve di
eretta in Eremo appellato di P'albona. S. Martino a Vado, sotto il Castel S, I9ic'
Rispetto alle vicende della macchia di colò, i di cui uffiziali comunìtativi risie-
Strabatenta agli Art. CoaMiou>, e Poggio dono costantemente nello slesso borgo di
ALLA Lastaa dissi: che colesla selvosa p^n- Strada, Giur. e circa 3 migl. a maestr. di
dicedi Appennino innanzi che pervenisse Poppi, Dioc. di Fiesole, Corop. di Arezzo.
V. V. 61
.il» S T B A S T K A
Risirtlc lungo la rifia sinisln del torr. i*ra Iributiiri'i «Iella IfciJka Gimaldolente ili
Solano^ a pie del poggio sul quale fu edifi- Agitano in Va l-tJ' Ambra, eil aveva l'onevc
rato WCast. S. Kiccolò^ quasi un mìglio di mandare ogn^auno a quei cocollalì mì
a pon. delPArno e del nuovo ponte sul mortadelle, uno stijo di castagne colle ^ !•
quale fiassa la strada provinciale Cssenti- moneta di sei denari; sennonché nelT anno
nrse, fra i gr. 39^ al' o'^ long., ed il 43^ predetto 1974 fu convenuto fra le fiarli di
44' 5" latil., quasi 4 migl. a ostro di Pra- ridurre I* annuo tributo a nove soldi di buo-
toverchio e un migl. nella stess:i diresione na moneta. —(Gax. ì^knni%\^Odepor.MS.
dal Borgo alla Collina. dei Catentino nella MarueelUana),
Deir origine , nome , e storia di questa Li pieve dì S. Martino a Vado nel 1 390
gross;! borgata furono drtte poche (mrole al- contava 1 7 fiopolì, ridotti attualmente a 1 3;
rArt.CAirrF.LS.Niccoi.ò. — Resta ad aggiun- cioè 1. la Pieve di S. Martino a ^ado ; s.
gere qualche cosa su U* antica sua chiesa pie- S. Niccolò a f^ado; già nei Castel S, Jfiw^
bana sf)tto T invocazione di S. Martino che coiò (riunito alla pieve); 3. S. Angelo •
si disse in Terdinula^ e più (!omunemente Cetiea , o al Po/mioio ; 4. S. Pancraxio ■
a Fado^ forse p<'rchè costà presso si gua- Ceiiea; 5. S. MirÌ4 a Cetica ; 6. S. An«
dava il ìorr. Soltmo, drea a Terzelli ; 7. S. Biagio al Poggim
Pi questa cliies.1 plebma si hanno noli- di Bnttifidltf; 8. S. Donato a Ttrzeiii
zie lino dal 1098 in un isirumento di do- ( sopresso nel 1786 r riunito alla cura M»
n:izionc al Mon. di S. Miniato al Monte gucute); g. S. Maria a 7*orre ; io. A.
si(»()r;i Firenze; viile a dire molto innanzi (rio. Biittista al Frato\ 11. SS. Pietro %
1.1 riedifieazione della rhirsa «li f^ado^ la Donato a /?ar/i4/io; la. S. Margherita ■
quale rispetto alla sua architettura mostra Qnorie ; i3. S. M;«ria a Spaianni' 14,
molla assomigliiinza con quella delle pievi S. Niccolo, già 8. Pietro a Ristonchi\ iS.SL
di Romena e di Montemignajo; ed è coni* Maria a C^airr fi (soppresso nel 1771 e anila
f-sse a tre navate con archi a sesto intero sor- Ma p.-irr. seguente); 16. S. Lorenzo a Si§^
n'tii da colonne di macigno con capitelli di tia idi Batit/otie); 17. S. Maria della Sei»
varie figure roz&miente scolpili con lunghe ^o (chiesa soppressa e aggregata a S. Jaeap9
e strette finestre a ferito).!. a Tariigiia nel piviere di Romena).
Fu questa chiesa restaurata nel 1745 in- La pieve di S. Martino a Vado con é^
sieme con la canonica dal pievano France- creto vescovile del 6 aprile i83o fu quali*
SCO Gatteschi di Strada [ter essere stata ro- iicita Prrpositura,
vinata in parte da ima piena del torr. So- Ma cotesta bastesimale trovando^ polla
Inno. I^'ggevasi in una e.impana del suo sulla ripa sinistra del torr. Soiano, e la inw
(-.impanile Tanno 199.5 incili fu fatta; lo ra di Strada sulla destra, il pievano nei
<-|ic |»olrebbo fornire un ilato di pr^ibabi- giorni piovosi si reca a fare le funzioni M
lit.'i rlie non mollo innanzi quel tein[M» co- suo ministero in un onitorio pubblico ca*
Icsi.i iliieM CIMI la torre eainpiinariu fosse stente nell.i piazM ili Strada,
siala rietliluMla. Di Strada dell* fmpritnrta^ e non di quc^
Fallo è rlic ess.i sullo il titolo di S. Mar* sta del (liscntiiiofii Gannii JUazzuoli^dtUa
lino ili Tt-rdinniiiy e non in f^ado, si trova «la Slnul.i (Kiela distili lo e amico del Petrar-
laiiinientata in un diploma ilrlPaprile lo^K e.i. — f^ed. Sra^nA iir.i.i.* lMPaiT!ik.T«.
speilitii in Firenze ilallMinp. \rriir« il San- Di Strada bmsi del Casentino cri na-
to, .1 favore del Mon. di S. Miniato al tivo RirU»Ituiiinc«) (i.dtesrlii , seldiene ve»
iMoiile, e solio lo stessi) vo(:;ib()|i) di Ter- iiisse it(»s1.'i da l'isloja il di lui a\o, che ffl
dinula la pieve medesimi venne designala litosofo e medico esjterlo elello nel i^^s da
dai Poni. Pasipiale II e Inii-ieenzo II in dii«* (Cosimo 1 tra i riformatori dello studio pi-
liollr eonsimili t'ooressc nel lool e io3'{ sano, dove e^rli st«-sfo euopri una cattedra di
ai v(y.-ovi ili Fiesole. medicina, innanzi di essere diehiarilo ai^
S'ilanimle il Poni. \iMslasio IV ih'I suo iliialro didlo stesso (vrandiira (}iìSÌmo I e
lii'e\e S|iedilo ori .'ti ilicembre 1 1 '1 1 a Ko- poi di IVaiircsiv» I suo tiglio e siteors«)re.
d'ilffi \i-si't>vo di Fi<-so|r>, ili.slingiK' la |iir\e Ina villa signorileili e.isi Galteiirhi rom-
di S. Martino //i Trrdinuia , vou rcpitelo presa nel |tofK)|o di friifi, n di Strada^
I iic riinsi'r\a tullora ili f^aio. in-iraiino i83a è st.ita romrrlila e ridotta
il picviiuo di questa cliitsiiiufianzi il 1274 |kt uso di un Seminano dioccKiiio con 1
S T R A S T R A 479
fonili lasciiili ila una Tedova Galleschi pfr Si trovsino qiirsle due cliirae lungo U
noi cnn^ref!» «li preti novelli ed istruzione strada niiivslra Ciiiunligiiin» , S. MaitiiHi
Jichierii:ì.-—I^eil. Castel S. X1CCO1.Ò, e Vaimi circa 3 rai^l. più a seti, di S. Crislofauo.
;S. Mabtiso a). Nello ilesso luogo diSiratia nel nov.del
I« parr. di S. Martino a f^ado nel i833 1094 tu rogalo un allo, cui quale il nobiltà
OQDla\a 907 nbit. Azz'j del fu Pietro da Strada rinunziò a
STR4DlDiCORTENOVÀnelVal-d*Ar- Rodoll'o Abale del Mon. dì Passignano lo
■D siiperìonr. — ^ed, EiiPOf.i. decime di tulle le terre dominicali che il
STRADA (CAPO di) nella Valle deirOm- dello nionaslero siveva acquistalo dai Liini-
ÌNOne pitlojeM. — Groiia borgata lungo la bardi di Robbiana nel luogo diiS/ror/a.—
inda rrgia Hoilanese fuori della Porla al ( Arco. Dipl. Fioh. Carte della Badia di
Borgo di Pifloja ne* {lOpoli di S. Maria As- Passignano. )
mtj in Gora^ e di S. Maria a Getto, Com. Forse il merito maggiore di questa con-
f fin le migl. due e le due e mezzo dalla Irada é quello di aver dato il suo nome al
Portasi Borgo, Giur. e Dioc. di Pisloja, celebre Zanolii ù* Strada poeta laureato.
Gomp. di Firenze. Il quale Ziinobi era figlio di Giovanni
Fu indicata col nome diC"^ di Strada Mazzuoli, dettolo Stradino, che fu maestro
h parte estrema dello stradone che esre fuori di grammatica del Boccaccio, slato amico
é Porla al Borgo fmchè esso torce alquanto del di lui tìglio Zauobi siccome Io fu pure
' pon. lasciando al suo lev. la nuova strada il Petrarca. Ksso {>er alteralo di Filip|)0 Vil-
ùopolda che tale il monte della Collina lani,/fi dalla sfitta di Strada di lungi a
per fidare a Bologna passando dalla Por- Firenze Sri miglia. IJondechè non fia que-
RCIa, mentre ni suo pon. rasenta la rifta si- sta villa da conlòud€rsi,comcad alcuni par-
nistra del fi. Ombrone. — f^ed. Assurta ve, con il borgo di Strada del Giseiiliuo.
'S. SI amia) di Posta ai. Bosco , Pistoia , e Al qual vero aggiunge maggior i^eso la no-
BssTA AI. BoBGO. tìzia, clie il padre di Zinobì nel i3a5 es-
STRADA IH DOCCIA nel Va1-d*Arno so- sendo stalo fatto prigioniere alt* Alto|)ascio,
fn Firmxe. — Contrada che ha dato il no- dove combattè nelle fde dell* esercito fin-
■e a due chiese parr. ( S. Michele e S. rentino, come nativo di un luogo apparte-
PielR» a Slradri) nel piviere di S. Andrea a nente al contado di Firinxe, non poteva es-
Dtaccia, Gom. Giur. e circa 3 migl. a selt.- sere di Strada nel Casentino, essendo noto
Da^str. ile! Pontassieve, Dioc. e Comp. di abbastanza che il Castel 8. Niccolò con il
Firenze. suo territorio non fu incorporato al conla-
L(i chiesi di S.Pietro a Strada trovasi do di Firenze se non dopo il i34a. —
fitoat^ sulla ripa destra della fiumana Sie- f^ed. Castel S. Niccolò.
ve in luo^o detto Strada. Ess;i dopo tessere La parr. prioria di S. Martino a Strada
ftita riunita a quella di S. Maria a Fios^oli ha due annessi, cioè, S. M<tria a Monta'
porta \a doppia intitolazione. — ^ed, Doc- ^^to e S. Pietro a Doglia. Essa è di |ia.
CIA 'S. Ahdssa a). dronalo della faraistia Giienirdini; sul ron-
Lm chiesa |K>i di S. Michele a Strada fu lo della quale citerò un curioso islrumenlo
rìonila da lungo pezza a quella di Pitelìa del 3 aprile i3o5 esistente wfiWAreh. Dipl.
nello stesso piviere, ed il suo rettore nel Fior, fni le carte dello SfK'dale «li Bonifa-
1986 assistè ad un sinodo dioces^ino nella zio; mercè cui 1* Abate del Mon. di S. Maria
pieve maffgiore di S. Reparata di F'irenze. degli Scalzi (la Badiuzza in Pian di Ri-
I pofioli riuniti di Strada e Novoli nel poli) non fiolendo conservare i beni e le
t633 ascendevano a aoi abit. |>ersone spellanti al suo monastero, a moli-
STR.4DA dell' IMPRUNETA in Val- vo della guerra e scorrerie che allora afflig-
TEma. — Borgata e contrada che dà il ti- gevano la città e conlado di Firenze, e tro.
inlo a due eh. (Kirrocchiali , a S. Martino a vandosi .il lori il suo ' lauslro in mrzzn di
Strada ed a S. Crislofano a «S/rd'/^i, cnlrani- nna pofìolazione prn*ersa, «ilando egli in
le filiali fKlIa pieve ilelT Irapruneta, la prì- Firenze, si risoUè di affiliare pi r anni diiri
ma nella Com., Giur. e circa 3 migl. a lev.- tutti i beni d^l suo ronvriilo ad un tal Cio-
«rir. del Galluzzo, la seconda nella Coni, ne del fu Pcgojniio de*Glicrardini canoniro
Giur. e quasi 6 migl. a sett. diGic^e, Dioc. delle eh. di S. Martino a Strada per Tao-
e Comp. di Firenze. nua pensione di lire 180.
4S:0 S T R A S T R A
Lei p:«rr. (liS. Martino a Slrada nel i833 della Rocca S. Ciscìauo, la seconda nella
noverava 785 abtl. Com. Giur. e circi tre migl. a mactt. dìGa-
La [larr. di S. Crislofano a Slrada di leala, Dioc. di Bertinoro, Gomp. di Fireiur.
giufpadronalo de* conti Bardi nel i833 con- A colesta contrada posta sulla ripa dcstn
taf a 419 abil. del Rabbi , in luogo appellato Faiea^ia,
STRADA (S. ANDREA a) in Val-irElsa, credo riferire debbisi nn islruraenlo del
altrimenti detto S. Andrea alle Grazie. 1269, col quale un sindaco di Forik nalifo
— Borgata con eh. parr. suburbana di Col- di Strada a nome di della città promise ai
Iff nella cui G>m. e Giur. è situata, appena monaci di S. Maria in Gosmedìn ali* Isola
mezio migl. a ostro di Colle allo, Dioc. di conservare alla Badia predetta tulli i suoi
medesima, già di Volterra, Comp. di Siena, diritti, fra i quali quelli che avera in luogo
Risiede nelT altipiano di Colle alto sulla denominato Strada. — (Arval. Cakald.)
sinblra della slrada provincialecheda Colle STRADA, o STREDA di VINCI nel
comluce a Volterra. Val-d'Arno inferiore. — Gas. eoo cura nuo-
Questach. di S. Andrea a Strada, innanzi va (S. Barlolommeo) nella Com. e circa due
che la pieve di Colle fosse dichiarala calle- roigl. a lib. di Vinci, Giur. di Cerrelo^ui-
drale, dipendeva dalla battesimale de* SS. di , Dioc. di Pistoja , Comp. di Firenie.
Giovanni, Faustina e Ginlitta sull'Elsa, ora Risiede sulla «trada tracciata lungo b
ridotta ad oratorio, siccome apparisce fra le cresta dei poggi cretosi che da Vinci coodaee
altre bolle [lontìfìcie da una del Tanno II ao a Cerreto-Guidi, talché sembra probabile
diretta dal Pont. Calisto U a Teuzzone ar- che il nome di 49/re</a possa essere un'an-
ciprele di quella eh. plebana, cui confermò tica corruzione di Strada.
i privilegi de* suoi antecessori. Pasquale H La parr. di S. Bartolommeo a Streda^ o
e Gelasio II. Ivi pertanto sono indicale fra Strada nel i833 contava 167 abit.
lecbiese filiali di detta pieve quelle di S. Mi- STRADA (PONTEa)— Fed. Pom a
chele a Onci, di S. Maria nello stesso Bor' Stbada , a PirrmASAirrA , Comunità,
^, di S. Maria di Spugna, di S. Salva- STRADANO nella Val-di-Magra. — Gm.
tore in Colleveecltio, di S. Niccolò nel Ca- compreso nel popolo di S. Martino d*Albia-
stelmio^o di Colle, di S. Andrea a Stra- no, Com. e Giur. medesima, Dioc. di Pon-
ila, di S. Biagio presso la pieve di S. Ippo* tremoli, già di Luni-Sarzaua,Gorap. di Pisa.
lito di Colle, ed una parte dei popoli di Gli uomini di Stradano, di Albiaooedi
Quarta/a, di 9tenznno e di Lano, oltre le (^aprigliola si sottomisero contemporanr»-
decime dovute dai popoli di Sentano e di mente alla repubhlici fiorentina sotto li «
Uliveto. fcbbrajo 1 404 ( stile fiorentino ) e nel gior-
La parr. di S. Andrea a Slrad;i nel i833 no medesimo riceverono da quel governo
conlava ao8 .ibìl. favorevoli capitolazioni, siccome apparìfcf
STRADA (S. MICHELE a) in VaNd* El- da iin^ relazione sotl0()osta da Paolo Vìnti
sa. — Contrada con eh. parr., cui fu annes- al Granduca Cosimo I in data del i3 novcm-
so il popolo di S. Lucia a Strada nel pie- bre 1.173. — (Aacn. dellk RiroBM. di F11.Ì
vanato, Com. Giur. e circa mezzo migl. a L* Ammirato rammenta un conte Neri <ii
seti, di San-Gimignann, Dioc. di Colle, già Tancredi de'conli Guidi di Porciano inviato
di Volterra, Comp. di Siena. commissiirio verso il 1410 dalla Signori* «k
Risiede in rosta a pie della collina posta Firenze nella Lunigiana, al quale con Idtf-
a cavaliere della strada rotabile che guida re dtd 18 agosto furono raccomandali ^H
ai Cappuccini di San-Gi mi guano. uomini ili Albiano, Stradano e Capriglio'
Nel sinodo volterrano del i356 la chiesa la. — (Manri, Sigilli antichi ^ol, ^•
di S. Michela a Strada è qualificala col di- /V.^ 9.) — ^ed. Pobciaho.
sliiitivo di canonica. — Coleita parr. neir STRAPETEGNOLl nel Val-d'Amo »•
anno i833 contava 299 popolani. scntinese. -^ Vico la cui parr. di S. Barto-
STRADA DI ROMAGNA nella Valle del lommeo fu soppressa nel 1779 ed il mk»
Rabbi. — Contrada dove fu un ospizio dell* popolo raccomandato per la maggior pirt'
Abazia di S. Maria in Cosmedin dell' Isola al prroco di Tartiglia , nel piviere di Ro*
fra la parrocchia di S. Maria a Montalto e mena, Com. Giur. e circa migl. due e Wt-
quella di S. Zenone, la prima nella Com. e zo a lib. di Pratovecchio, Dioc. di Fifsolr*
circa 5 migl. a grec. di Premikore, Giur. Comp. di Arezzo. — Ved. Tabtigl».
STRI
Ij cun dì S. Bartolo a Strapclegnoli nel
17^5 conlaTi 99 popolani.
STaATINA, o STARTINA ( PIEVE di)
— f^etì. Capheab in Val-Tìkfniiii.
STR£DA «— ¥^ed. STHàDA, o Stuebà di
ViBa nel Viil-ii*Ariio inferiore.
SrMETTjt [rtLLj Di). — red. Mouts
STRETTOJA deuji VERSILFA nel lit-
tanle dì Pictrasanta. — Gas. e (loggio omo-
■iao Dcrlla parr. di S. Maria Laurelana ,
Um. Giur. e circa 4 migl. a pon.-niaeslr.
^ Pietrasanta , Dice, di Pisa , una volta in
9«fllj di Liuni-Sarziina , Corop. pisano.
If Gas. di Strettoia trovasi in un seno
^ po{rgi che sì avanzano dal Carchio \er-
so li Ligo di Porta fra il monte della Pa-
ialina ed il poggio di Bipa^ dirimpetto al
man ed a cavaliere del Lago prenominato ,
ialomo a b-jsclii di olivi colossali, mentre
Bei fianchi del poggio di Streitofa sono
piinLjlì sui niiissi di calcarea cavernosa
aolti filari di vili basse.
Gulesla contrada è |>osla sul confine del-
ie due Cotnunità di Seravezu e di Pictni-
udU, mrnlre il distretto di Streito/a ìLWa
prte -volta a inaest. e a pon. confina col
territorio di Montignnso della Cora, luc-
chese e djl IhIo di lev. e grec. con la Com.
gmnrJncale di Sernvezza.
STRIBUGLIANO {Strabulinnum) nella
Valle fieli' Ombrone di Grosseto. — Vili.
^he^ fu Cas. e poi Gisl. con eli. plebnnn (S.
Gio. Battista) nella Com. Giur. e circa 5
nigl. a |.ion. di Arcidosso, Dice, di Soiina,
Comp. dì Grosseto.
Risiede sul fianco occidentale de* ()0<;gi
• he ;u>pnr;ino il vallone di Zancona «la quel-
kj delle Jffel ficee j sofìTiì le di cui sorgenti
§i trova il fiaese di Slrihuglinno.
La mernoriii più anliut di qiirstn ciisale
reputo quella di una p«>rmiita di beni fiilta
in Roselle nell'anno 868 fra Winigi con-
te d«-lla eitld ili Siena e quattro fratelli figli
dr! fu Prfroiie della ci Uà di Chiusi, i quali
pf-l^rono alcune lerre e boschi posti nei ca-
iaili •ffinìano e Litiniano presso il fiume
jtlbrgna invece di rase ron beni di suolo
«ftuate nel càUile S ira bui inno. — f^ed. Bo-
^ELLE ^ c PiaaKTTi neìlc sue Antich. To-
icane T. ÌI. pag, 339.
Cotesto casale poi è rammentato col titolo
=ii castello in una membrana del 7 nov.
'•2o6 si:ritta in SlriMliano^ dalla quale
•i^'itiirisre che due testimoni di Tosranella
STRI
481
deposero, qualmente le monache di S. Am-
brogio di Alo n lece Mese presso Siena posse-
devano iSmansi posti nella corte del Cast,
di Stribulliano ; sul ([uale castello e sopra
le I ersone che l'abitavano le monache sud-
dette avevano una certa giurisdizione e do.
minio. — (Ascu. Dipl. Fior. Carte deltu
Badia Amiatina.)
Anche in Slribusliano ebbero talvolta
giurisdizione i conti Aldobrandeschi di San-
ta-Fiora, tostocliè il conte Jacopo di Bonifa-
zio del ramo di Santa-Fiora (>er testamento
del 1346 lasciò al Comune di Siena alcune
sue ragioni sopra i due castelli di MonliceU
lo e di Slribugliano.
Nel popolo di S. Gio. Rittista a Slrilni-
gliano è compresa la tenuta ì\e\V Abbando-
nato , nome che rammenta la sua trista
sorte se non si vuole piuttosto riferire ad
un antico ospedalello esistito costà col no-
me di Trabhandonatn, — f^ed. AiiriDO.S5r).
Li parr. di S. Giovan Battista a Stiibii-
gliano nel i833 conlava 348 abil.
STRirX) nella v.illecola dell.» Sterza di
Val-d'Era. — Cislellare che diede il titolo
di conti ai signori di Strido deireslinl.<
famiglia pisana ile* f^enrrosi , di cui furono
credi i nobili Pesciolini, siccome lo avev.i
dato ad una chie&i plcbaiia , attualmente
cap|>ellania del capitolo di Vnltt^rra, nel (>o-
polo di Mieiuo, Com. di i\lonlecatini di
Val-di-Cecina , (iiur. e Dine, di Volterra ,
Conip. di Firenze.
Il Castel di Strido alquanto famigerato
nella storia civile per i suoi dinasti e nella
naturale per il suo lignite, è ridotto at-
liiatmenle ad una f.ittoria del semin.irio di
Pisa, per la parte del suo antico distretto si-
tuata in Com. di Ripalbella, Dioc. e Comp.
di Pisa, mentre un* altra porzione è com-
presa nella Com. di Montecatini di Val-di-
Cecina , Giur. e Dioc. di Volterra.
Esistono tuttora nella sommità di una
collina fra la Sterza e il borro di S. Cer-"
bone poche vestigia delle mura castellane
della torre di Strido.
Sebbene sopra cotesto Cast, avesse gìuit-
sdizionc il vescovo di Volterra, fu esso pri
lunga età oggetto di questione con i metro-
polilani della chiesa pisana, siccome fu detto
agli Art. RiPALBFXT.\, Montfvaso, ecc.
Nonostante in Strido fino dal secolo XII
ebbero dominio alcuni conti di origine pi-
sana. Tale, per es. era quel Cani. Gualfredo
figlio del conte .\irigo, chca'ienò a Villana»
482 S T B I S T B O
jircivetcovo di Pisa diversi beni [Misli inVul- AH* Art. Gvinniro in Val^rEra, dove la
di-Slerza nei distretli di Btonte^aso e di casa Pesciolini di Pisa (lossiede una tìJU
Strido, con lenula annessa , e nel giornale A|fnrio
Ciò nonostante il Cisl. con la sua corte losi'^iio N.® a3, all'anno i83a, fu riportala
dal re Arri^ VI fu concesso in feudo per un'ampollosa iscrizione de* conti Cenerosi
metà al Vesc. di Volterra Ildebrando Pannoc- ^i iS/ri^o , in cui si parla della decadcoa
chieschi, mevliantc diploma del a3ag. 1 186. immaginaria del Cast, di Gbìzxano.
Quindi nel 1 198, essendo insorta lite fra La pieve di Strido, della quale è restalo
il Comune di Vollerni e Ubaldo arcivesco- il nome generico ad una chiesa , da lan|^
vo di Pisa a cagione del dominio di Siri- mano slata aromensala con i suoi beni al ca-
do, di Ripalbella e di alcuni casttllucci del- pitolo della calledmle di Volterra , esisterà
la diocesi Volterrana , fu rimesso il giudixio come ballesimale anche nelfanno 1 356; av-
a due arbitri nominati dalle parli, i quali vegnacbè la si Irova registrala come plebana
nel 37 agosto stando in LMJatico decisero nel catalogo delle chiese» ospizj e abbaile
la causa a favore drgU arcivescofi di Pi- di detta diocesi , compilato nel 10 noveni-
sa. — f^ed, RiFÀLBKLLà. bre del i356.
Cantuccio 86 anni dopo (1384) il Cast. Allora nel piviere di Strìdo esistefa U
di Strido fu uno di quelli dati in pegno ai cappella di S. Michele a Carpagnam»
Fiorentini da Ranieri vescovo di Volterra, STROVE in Val d'Elsa.— Vili. giSiGML
itella lusinga di essere ilifeso contro i Pisani, e contrada, dalla quale presero titolo laooo-
Quindi è che i conti di Strido, sebbene tnida di f^al'di -Strofe con due chiese parr.
feudatari degli arcivescovi pisani , dovettero ora riunite (SS. Martino e Pietro a SiroH)
giurare fedeltà alla Rep. di Firenxe. Acuid- nella Com. e quasi raigl. 3 a pon.-lili. dì
de un* eguale sottomissione sotto dì 1 1 gen- Munteriggioni» Giur. di Sovicille, Dice, di
najo ia85 (stile comune) anche rispetto agli Colle, già di Volterra, Comp. di Siena,
abitanti del castello predetto. Siede alle falde selt. del Monte-Bfagfio
Di qual famiglia fossero allora i conti di fra la Pieve a Castello e l'Abbadia di S.
Strìdo, se dei f^enrroti di Pisa, o di altra Salvadore dell' Isoia,
rasala, non è cosa facile oggi rìn tracciare. Vi ebbero dominio sino dal secolo deti-
Bensì l'atto di giuramento nel dì 1 1 genn. mo i nobili detti di Staggia e Siro^e^ sic-
ia85 prestalo dagli abitanti e dai feudatarj come fu indicato agl'articoli Abasii bbl'I-
del Casi, di Strido darebbe motivo a sospet- sola. Staggia r Strezi, ai quali per amor di
tarr, che i conti di detto luogo potessero es- brevità rinvio i lettori. — Solamente qoi
sere gli autori de' conti f^enerosi, alla qiial aggiungerò che, mentre Staggia era corapiv-
consorleria a^^parlenevano un Giov. Battista sa nel territorio fiorentino, Strovc dìpfii*
del fu Guido, un Trinca ed un Ghino fra- deva dal governo di Siena, quindi in quelf
teili , un Gino del fu Tancredi , un Nerino jérc/i. Dipi, al Kalefetto vecchio %o\\o Tao-
del fu Guidingo, un Guido del fu Perendolo no laai, a carte 109 n.^ 173, si nolana i
del fu Guidone, tulli conti dì detto castello confini fra Staggia e Strove,
iìrroati in dttlo atto del gennajo ia85. In Slrove poi sino dal secolo XII la mra-
Più tardi il conte Cino del conte Cristo- sa vescovile sanese aveva i)OS8essioni, toa*
fano frenerò ti con suo testamento lasciò fermate al la medesima da una bolla del Pool-
creile del castello e corte, oggi tenuta di Clemente III diretta nel 1189 a Buono v^
Strido, ì frati Domenicani di S. Caterina di scovo di Siena. La qual cosa ci richiama si-
Pisa, dai quali i beni nieilesimi sono pas- la donazione del 14 magg. 1137 che ditelli
sriti al seminario pis;ino eretto in S. Caterina, signori di Staggia e Stmve fecero a Raaicn
Quantunque in seguito le nobili famiglie vescovo di Slena della quarta |Nirte di Bina-
Pesciolini di Pis:i, e di S^in-Gimignano leu» te-C^slelli , di una piazza dentro il casldtli
tasserò di riassumerne i diritti col titolo di Strove e due nel borgo annesso, eoe.
conti di Strido, come asserti discendenti Finalmente citerò due atti, del 1 5 aprii'
della famiglia f^entrosi , nou lo poterono 1946 e i5 luglio ia63, coi qnali alcuni '<
ottenere, e nettampoco i (rati, ai quali rooU Slrove venderono a Ghinibaldo del fo Si-
to meno si conveniva. — (Paghimi, Lessico racino marito di donna Sapia deirAligkicri
isterico Diplomat.T. VII MS, neWArch, diversi pezzi di terra posti nella corte «^
delle Riformag. di Firenie,) Siro ve , in luogo detto Cerhaju,
I
STRO SUBB 483
Rìfpttlo alla eh. di S. Pietro a Strare, dronato di quest'ultima chiesa; oltre la
(SU noti solo fu rammentata nel catalu||[o Jortezui di Strozzavalpe, — ( Aaca. Dm.
MsinfNjtf Tolternino del i356, ma nella FìQwì, Carte di Cesieiio.)
taH cJiicsa fu rog»lo nel aS mano iao4 « Nel contorni della villa di Strozta vol-
li istruairalo reliitivo alla vendita fatta da i«edi Poggibonii, (dice un !US. pubblicalo
iMfìoDfJel Tu Soiino e da Altarocca sua niu- dal P. lldeibnso nel T. XI delie Delìzie de-
f !""' ^^** «Ji:ir Isola di quanto quei co- gii Eruditi ecc.) gli Adimari una volta ci
Mp possrclevano nella corte di Muntigu- avevano da cento poderi ed il suddetto for-
life io luogo detto Agli.-^{ioe, eit.) tilizio di Strozz-ivolpe uscì di casa Adimari
^p>rr. «li S. Martino a Strove nel i833 per una figliuola di Gio. Battista Adimari,
^***^ 3i3 abit. la quale erasi maritata in casa Rinuccini. m
STRQZZ4VOLPE in Val-d*E!sa.~ Vii- Le quali parole ci fanno strada per in-
ksìpiorile che fu de* nobili Salimbeni di dagare T epoca e<l il nome della donna A'
ftna ora della famiglia Cepperello di Fi- dimari entrata nella famiglia Renuccini, e
nne, fìibbricala sul modello di una rocca sapere da quale degli Adimari essa nascesse.
•so fossi inlorno, ponte levatojo, mura a Neil* albero genealogico della illustre pro-
*^rpB • torrioni contornali da merli e da s^pia Rinuccini compilato dal l* erudito suo
dentelli, il tutto in ottimo stilo. È com- bibliolccario Giuseppe Ajazzi si trova ap-
pMs nel pO|iolo di Talcione, Gom. Giur. punto die sul declinare del secolo XIV don-
t circa nii|;]. i J a lev. di Poggiboiisì, na Elisabetta di Filip|)0 d'Alamanno Adi-
Dine, di Colle, gii di Siena, Gomp. senese, mari erasi impalmata a messer Ginodi Fran-
Kisiede in collina ali* elevatezza di 420 cesco ili CinOf o Renuccinu, ed è quel Ci-
W. sopra il mare sulla ripa sinistra del fosso 10 medesimo dalla cui ligliuolanza si pri-
A Taicion^ che scende dal lato di grec. {«ago la linea dei marchesi Rinuccini attuali.
^ vuotarsi nel lorr. Corfini poco innanzi K vero altresì che nello slesso albero gc-
^^■Inire con questo nelh Staggia. nealogico trovasi un secolo dopo altra don-
^ Dubito che Sirosza^olpe nel secolo XIl na , Caterina Adimari , maritala a Niccolò
" "n^H lasse i9corfìcatfo//>e, siccome me lo fa di Giovanni Rinuccini del ramo estinto
■^xUare un atto di donazione del nov. nd 1675. — ( Ricohdi Stohici di Fuirro
ti 54 latto da Pietro di Rolandino alla Bìh Riifucciai ecc. pag. ia6 e fegg.)
Aa dall* Isola presM Staggia di tutU le ter- STRUMI nel Val-d*Arno casentinese. »
fftcfae possedeva in Scortiea^ipe , a Po- Gas. ch'ebbe chiesa parr. (S. Fedele) di
*■** ecc. padronato de* conti Guidi di Baltifolle, stala
Crmie poi la villa, o fortilizio privato di riunita alla cura di S. Fedele di Poppi, nel
wMiavolpe passasse ne* Salimbrài dì Sie- piviere,Gom.Giur.ecircaunmigl.aniaestr.
sa è £icile ad arguirlo, tostochò un Benuc- di della Terra, Dioc. e Gomp. di Arezzo.
c>sSalìmbeni, imparentatosi con la contessei Trovasi sopra un poggio bagnalo dal
lar^beriia ultima erede de* conti Alberti di borro di Strami^ detto anche borro RoviU
«eraìo e Miingi^na, acquistò dei dirilti au- te. — Luogo celebre |)erchè coslù in Stru-
c^ in varj luoghi della Val-d*£lsa , dove mi i conli Guidi sino dal secolo X fonda-
^srì conti ebbero signorie e castelli. rono la prima badia di S. Fe<lele a Sirumi;
laialli la fortezza di Strozzavolpe [>cr molto innanzi che fosse traslocata dentro Pop-
Mnimenlo del 3 luglio i38i fu venduta [«. — /^rc/. ^/i^r/. Badia di Poppi e Poppi.
* Brmanlo di Duccio di Gorso degli Adi- Anche la parrocchia della Badia di S. Fé-
^■rì di Firenze con tutti i beni attinenti dcle a Sirumi, per decreto vescovile del 34
*Mofa a floDiia Baldesca figlia di Benuccio aprile 1781 venne unita alla cura abbaziale
^imhffni, dopo essere reslata vc«lova di di S. Fedele di Poppi.
waavirY» Malevolti di Siena, mediante il La f»arr. di S. FeiJelc di Sirumi nel 1745
fcio ili fiorini aoo d*oro che ricevè dal aveva 89 abitanti.
«owpratorc. Il quale acquisto consisteva in SUBBIANO nel Val-dWrno anelino. —
■■ podere con 5 pezzi di ferra fKìsli nel Borgo con pieve arciprelura (S. .Maria) ca-
lciolo dì S. Maria a Lecchi, ed in altri f>oliiogo di Gomunità, siccome In fu ancora
■^«uamenti situati nelle parrocchie di S. diGiur., atUialmciile sotto il vicarialo R. di
Xaria a Takione e di S. Martino a Luco; Ai'ezzo, Dioc. e Gomp. medesimo,
■impresavi la metà (ler indiviso del giuspa- Trovasi fra il gr. ag^ 28' o" long, ed il
481
SUBB
43^ 35' o' lalit. lungo la strada provincule
caseniincw, alla sinislra del fiume Aruo,
sotto lo itrelto di S. Mainante, dove TArno
dal bacino casenlinese s* introduce per la
gola di S. Marnante nel Val-d* Arno di Are^
zo, circa 8 migl. a lelt. di questa città, quasi
la raigl. a ostro-scir. di Bibbiena e 5 migl.
a grcc. di Cipolona. — Fed, kwnofi.
Fra le membrane dell' Arch. della catte-
drale aretina esistono memorie di questo
Subbiano (ino dal i o 1 5 , mentre il vescovo
di ArezaLO Elemberto in detto anno lasciò a
quel capitolo molle rendite, fra le quali la
nona parte dell* usufrutto di tutte le corti
della sua mensa vescovile eccetto quella di
Subbiano, le corti di Silpiceiano, di Prato^
maggio ecc. La stessa donazione fu poi con-
fermata al capitolo di Arezzo dall* Imp. Arri-
go detto il Santo mediante diploma del ioao.
AÌV jiri. Soci fu citato un istrumento
scritto nel castello di Subbiano li 3 ottobre
del 1080, relativo ad una vendila fatta al
rapitolo predetto di beni situati nei distretti
di Soci , di Leona , di Galiano , di Sesto
ecc., brni tutti confermati ai canonici di
Arezzo da un privilegio dell* Irap. Arrigo VI
dato in Siena li 8 di ottobre dell' anno iigi,
e innanzi ancora (anno 11 63) dal vicario del-
l' Imp. Federico I in Toscana, col quale fu
dato ordine di mettere in possesso il prepo-
sto della cattedrale aretina della torre di
Subbiano tolta violentemente da Ugo di
Guittone, dollii torre e castello di f^icionti
in Val-diChiana stati presi dai figli di Al-
berto di Gipannole e della villa di Doma
nel piviere del Toppo slata occupata arbi-
SUBB
trariamente da Gualfreduccio di Sassuolo,
ecc. -» (AacB. dclla Gìttbmi. hi Ambo.)
Rispetto al dominio temporale di Svh-
bianOf esso pervenne per una metà nei oooti
Guidi , i quali ne ottennero la conferma
dagP Irap. Arrigo VI nel 1 191 e da Federi-
go II nel laao.
In seguilo Subbiano fu dominalo dai Tar-
lati di Pietraraala, uno dei quali, Pier Sac-
cone, nel 1 338 lo sottomise con tutto ilooa-
tido aretino alla Rep. Fior., dal governo
della quale gli abitanti di Subbiano si di-
staccarono dopo la cacciata del Duca di
Atene, fìncbè con atto pubblico del 1 3 di-
cembre 1 384 si sottoposero di nuovo al Co*
mune di Firenze , e nel marzo tHurgtmitf
ricevettero le loro capitolazioni.
Una delle antiche riformagioni degli sta-
tuti municipali di Subbiano porla la data
delPanno 1475, a tenore de* quali gli no*
mini di Subbiano non dovevano enere gn-
Tati di tasse o imposte altro cbc col mcns
dei loro governanti , il quale privilegio fe
loro confermalo dalla Signoria di Fireme
per provvisione del i5o6t
Alla chiesa plebana di. Subbiano fu aa-
nesso il soppresso popolo de* SS. Jacopo e
Cristofano a Baciano. Essa a vicenda om
le pievi di S. Maria a Galenaja e di S. Har-
lino sopr'Amo contano per suffragance le
cure di S. Maria a Bibbiano^ di S. Apolli-
nare a Bei fior e, e di S. Lucia a Cenine.
La pieve di Subbiano die è di antico giv-
spailroiiato del c:i|>ilolo aretino, venne erri-
la in arcipretura con decreto vescovile ilH
16 maggio 1756.
^OFIUENTO della Popolaùone del Castello e Bomgo di Svnatjvo
a cinque epoche dii^erse , disfisa per famiglie.
Anno
i55i
1745
i833
1S40
1843
IMPCBBRI
•l>
muse.', tt/nm.
Gì
1 12
.•>8
47
99
90
ii5
ADULTI
rnasc.
fernm.
90
94
93
9»
i53
laa
87
i39
CONIUGATI
dei
due sessi
aa6
3oo
a8o
ECCLESIA-
STICI
SECOLARI
6
a
1
8
Numero
delle
famiglie
60
83
lai
i4a
i(>8
Totale
delh
Popolai.
a68
4»8
655
667
693
1
SUBB SUBB 485
Cof/matià di Subbieuio. — Il terrìlorio con la Coin. ili Arezzo, da primo dirimpcUo
H^tirsta Comunità occupa una superficie a scir. mediante il corso MhiChiassa, |Mì-
éi aa356 qu.idr., 677 dei iiuuli spetliino a scia piegando direzione da M). a fion. -mac-
ini d'acqua e a pubbliche strade. — Nel str. quindi a [)on. e finalmrnte di nuovo a
i8S3 esisteva costì una popolazione fissii di lib. [ht arrivare siiirArno chi* trova pressi»
1966 persone, u proporzione di 1 io abit. Monte-Giovi di fronte alla pieve diSietina,
peroonì uiìgl. quadr. di suolo imponibile, dove ritorna a confine laCom.diCapolona.
Coofìn;! con sette Comunllà. Dal lato di Una delle mnnluositìi più elevate di que-
pOB. si tocca con la Com. di Gipoluna me- sto territorio è quella delPAIiie di Catenaja,
Jianle il corso delTArno, che rimonta, a trovala dal Pad. Inghirami '^399 br. su|>e-
pulire dalla £>a§na sotto Itfontcgiovi quasi riore al livello del mare Mediterraneo.
iinmpelto alla pieve di Sielina passando Pni i principali corsi d'acqua che ba-
per il Ponte a Ciliano , e dopo avere rascn- gnino il territorio di questa (>)munità con-
Mo il borgo di Subbiano, trova lungo la Usi T Arno che ne lambisce il confme per
ripa sÌDÌslra del fmme l'osteria del Travi- varie miglia dalla parte di pon., mentre dal
fiBle prvsso lo stretto di S. Riamante. Costi Iato dì scir. e di ostro enira e presto esce
Jave r Arno piegando direzione da sett. a dal territorio comunilativn di Subbiano il
poa. riceve la confluenza del torrentui:cio grosso lorr., o fuiniana Chiassa.
Mrilia cessA la Com. di Gipo1on;i e sotlcn- Rispetto alle strade rotabili, do[K> quella
tnquell.i «li Cistelfucoguaiio, da primo ri- provinciale casentinese che {Kissa per il bor-
■DDtando con l'altra per breve tragitto V godi Subbiano, quasi tutte le altre sono
Imo stesso, che abbandona per volgersi da mii!aili<'re, e |iedonaIi.
■tt. a grec. [ter termini artiticiali , do%e II suolo che cunpre i fianchi de' monti e
iopo un mezzo miglio incontra sulla strada de* poggi di cotesta Comunità , a prtire
provinciale il territorio «Iella Com. di Chiusi dalla cresta dell'Alpe di Gitenaja sino alla
osentinese e poco dopo quella di Chitigna- gola di S. Marnante, consiste in polenti strati
BO, ci>n la quale arriva nel iott. Ras Sina, di macigno alternanti con piccoli straterelli
Ifi piegando direzione a scir. Siile per ter- di schisto marnoso, mentre in pochi punti
Mini artificiali sul fianco sett. dell'Alpe di si afT.iccia la terza roccia appenninica della
Cdenaja avviandosi di conserva sul poggio calcarea compatta (alberese o colombino),
ielb JF'onte ni Bat;nolo verso il giogo più In quanto ai prodotti agrarj di questa
der.'ito ilei r Alpe di Catenai», nella cui som- Comunità, nella parte più el(r\ata esistono
KÌtà trova dirimpetto a lev. la Com. di foreste di faggi e pa!>tiire, a mezz;i costa selve
Ciprea. Con quest'ultima la nostra pif- di castagni, e nei (>oggi vicini a Subbiano
pndo cammino da srir. a ostro percorre il vigneli a ripiani che forniscono un \inos(]ui-
(riO'kle dell'Alile di Citenaja sino al terrai- sito ed il nioscidi'Ilo più famigerato della
Dr dcrìl.i Srroscia j dove snltenlra a confine valle casentinese.
ili .'ronte .■ Irv. , poscia a sett. e finalmente l/an<;iisla pianura poi lungo la ripa si-
Ji n'iovo a lev. il territorio della Com. di nislra dell'Arno è rr>perta fia un terreno di
io^hijri. Con questo il nostro percorre lo trasporto, ass«ii feri ile e coltivato a .sementa,
iftfi'sni^ meridionale dell'Alpe stessa di (Ài- Fu in Subbiano iin.t polesleria minore
triLij^, il cui versìinle orientale acquapende soppressa nel i8;o, il cui giiisdisi'rnle era
in Vat-Tib; rina mediante la fiumana della sotlo; oslo pel criiiiiiiale e pel politico al
Scifora „ In quale attraversa per salire con- vicario U. di Arezzo.
(r'acqu.1 pel t'osso di f^albulino sui poggi che Tj:i Com. di Subbiano mantiene un medi-
ii^drino la vallecola della Solfara tributa- co, un chirurgo eii un inaeslrodi scuola.
Kj di l Tfvcre dall'altra dilla Chiassa tri- Si pralicano nel suo capoluogo due fiere
luLiri.i dell' Arno. In quest'ultimo corso annuali, la prima ih Ile ({u.ili cade nei giorni
d'»:ip.u voltando faccia a scir. il territorio di lunedi e marledì della IVnlecosIc, la se-
fr-nunitalivo di Subbiano ollre[>assa il fosso coinla nel giorno xk) di srllerubre.
'J*i.li» ih-lla y/aremma poco innanzi di arri- Li sua ciincelleria Coniiinil.iliva. T inge-
»ar ■ a'I' iJstena del Chiavarett» i ilo^c ri- gnere di f)iicondari'>, rnlfi/iti di esazione del
ir.^-i 1,1 fiumana della C'/</r25'.(''i che percorre Regisin» , la roiiserx.r/.ione delie Ipoleelie,
(«r {l'erbe braccia fino alla lonlluenzii della il giurisiiieeiile ci\ile <> criiuiii.ile ed il tri-
f'hiassaccia. Ivi incomincia n fronteggiare buii.ile di piiina Islaur.i sono in Arizzo.
▼ T. Tl'JI
QUdDRO dtlta Popolatioru dell» CamamtTJ' a
a ciiujtte epoche diverta.
SIIBBORGO ORIENTALE di AREZ- conlraJa, ad un lorr. t ,d uà u^
TX). — frd. AiiFrxu. delinquale contnidi i comprai nel'
— ni SATT ALESSANDRO à. VCL- della Caseriicu e Torri, mralR I> |
TERRA. — f^e<l. VoLTKKat, e cosi ili tutti map^^iore >ictla alla Cam. di Stai
pM altri siiblmrclii , dillp città di Tnirana. io Val-.lÌ-Pna,que1laiottoli pnlcM
SUItliROMIMO.uStXÌROMIGNO.— la Usin ^ Si^na, quniamtto.lf»
fri/. ScGi'iMicHn. di San-CMciano, nella Dice, e Covf
SI BIJRBWO. — red. SoMAHci. n:n«.
SliCCASTELLI (BADIA *) — fed.
Blu» A SccciSTEUi in Val-Tibmna.
^vccjo^ {PiKrt ol S. GiorjKKt oi) Cagiano tccnde nclU liunuDiiW'
nella Valle ilei Reno bolofntie. — f^ed. ponte di &rtiAJa, un meiin nifl-
dallH coaduenu del torr. fvfW i
Unii delle rìiaembrjnie (àii ati
cavile di Su^anit cuiuct^uì Ìu uw ■
Ila del dì 18 mino 1104, «ciiliia
na lerritorio fiorenlim, in coi a n
Tanni clic Iia dnli> il nome ad una rileu tuno dei beni della Bidii di ^
1
SU6R SU6R 487
poiU in Foltignano e a Siepi nel pmere di col quale Pietro vescovo di detta città alli-
S. i^cse ■ Mortennano in Val d*Elsa. — vello un podere dell» sua mensa vescovile
(Aaoi. Din.. Fioa. Cari, della Badia di posto nei confini di Suffromigno, in luogo
PtsiigH.) detto Castiglione, mentre la chiesa pleba-
In quanto alla pieve di S. Giovanni in na di S. Gio. Battista e S. Lorenzo a Su-
Smgana il Ijiini ne' suoi Jionum. Eecles. gromi^o dichiarasi nella carta medesima
ftor, riporta una bolla concistoriale del situata in luogo denominato Campo Cara-
1194 firmala in Verona dal Font. Lucio IH sca, — (Mnoa. ìjcvcn, T. V. P. III. f^ed,
afirvore del Mon. di S. Miniato al Monte, anclte due carie del 18 maggio 948).
il qosiie confermò fra ^li altri l^eni tutti Quali e quante fossero le ville, i di cui
fwfli che il Mun. predetto possedeva nel abitanti solevano pa<;.irc le decime al pie-
pìvicre dì ^. Gii»anni in Sugana, vano dì Sugroraigno , o a chi per esso , Io
Nel aecolo XIII colesta pieve era matrice dichiara un istrumenlo del i nov. 988
£ tette popoli, oltre la cb. plebana S. Gio- scritto in Lncca, col quale il vescovo IsaU
iHini in Smgana\ ed erano: i. S. Stefano fìredo allivellò le chiese di S. Maria diGra-
« Gmbbioia ; 9. S. Niccolò a Cipollaiico guano e di S. Quirico sottoposte alla pieve
(entrambi annessi alla pieve ^; 3. S. Maria di Sngromigno compresa la metà dei beni
iik Momoia^ esistente con il seguente an- ad esse chiese pertinenti oltre 5 poderi, due
wemo; 4. S. Leonardo alla ^uereio/a ; 5. S. de* quali posti in Petrojo, il terzo in ^al-
7*orri, esistente; 6. S. Pietro a g^^no, il quarto a Caminata, ed il quinto
MwHt^paldi^ idem; 7. S. Niccolò a Piti' con casa e mulino presso la stessa pieve;
fnano, tdem. più una vigna situata in Paierno^ùtìe peszi
D popolo della pieve di S. Giovanni in di terra vignata in f^ereilUano, altro pezzo
Sfapa nel i8S3 contava 997 abit. in Uzena presso Peirofo, nn terzo vigneto
SCGHBRA. — Fed, Suvcaà. in luogo appellato Ceruliano, un pezzo di
SUGHERELLI. -— f^ed, Suvuolla. terra con querceto e selva in luogo detto
SDGHERETO. — Fed. SwuutTO. al Sundrio, nno in luogo appellato Campo
SUGaOMlGNO, SEXÌROMIGNO {Sub- Mfomilio, ed un pezzo dì terra arabile posto
§rominió) nella Valle del Serchio. — Con- tra le due Tiane . . . Inoltre quel vescovo
todi che serve di nomignolo ad un'antica concedè allo stesso ftttuario tutti i tributi
pieve ''S. Liorenzo)e ad un rio, il qualescen- soliti darsi dagli abitanti delle ville e luo-
ét al suo lev. dal poggio sovrastante, nella ghi compresi nel piviere di Sugromigno ,
Com. Gior. e cirra migl. 4 { a sett. di Ca- cioè, PuUciano , Camigliano , Pia/ole,
pnnorìt Dice, e Due. di Lucca. Vercilliano, Laiiano , f^iacava. Luco,
Risiede in mezzo a bellissime ville si- Sfondano, Ifiucciann ^ tignale, Collec-
IKirili del Ducalo di Lucca verso le fai- ehio, Mareianula, A Ifiano, Casale, Pe-
4e meridionali del monte detto le Pissorne, trojo. Casti f^lioru , Coprile, Casa'Jtfet-
ntto un poggelto, sul cui dorso sembra che tana. Canale, Colle, Sala, Paterno^ Std-
HJiteiie un castellare, fr.i la R. Villa di M.ir* datico , Pinalo , Sanprugnano , Pillano ,
bi e quelle signorili di Carni gliann dei Mar- Colle- Paratieo , Ceruliano , Rimontere ,
chcsi Mansi e di Petrofo non più di 7 migl. Casalino, Marcigliano^ Caseìna, e Vepre.
■ frec. di Lucca. Nel catalogo delle chiese della diocesi di
La pieve è a tre navate con colonne di Lucca compilalo nel ia6o il piviere di Sn-
fnnilo servite ad edifiiì romani con capi- gromigno comprendeva otto chiese parroc-
tcili di m:irmo diseguali e di rozza scultura, chiali e due spedalelti , cioè ; i. S. Maria a
All*^r/. Prraojo DxSvoioinoifo dissi, che Gragnano; a. S. Quirico a Petrofo; 3. S.
fMSti due luoghi si trovano rammentati in Michele a Cami^liano; 4. S. Frediano a
wrie carte delT^rcA. Arciv. Lucch. del f^algiano; 5. S. Andrea a Caprile; 6. S.
■woloX recentemente pubblicate nel Tomo Pietro a Sfarci gitano; 7. S. Colombano (a
VP. Ili delle Memorie per servire alla sto- Sagmmignn); 8. S. Antonio {a Sagrami-
ria dì qael Ducato. gf^o); 9. Spedale di S. Concordio a ili-
Rispetto al castellare da me supposto esi- montere; io. Spedale di S. Rirlolommeo a
*ito sopra il poggetto che resta a cavaliere Gramigna,
della pieve di Sugromigno citerò un* istru- Attualmente il piviere di Sugromigno
sento del 9 gia^o 939 rogato in Lucca, conta sei chiese parrocchiali ; i. S. Lorenzo
488 SUSI SUSI
a Sugromìgno y Pieve; a. S. Frediano a La rocca di Susinanatrofati in un rìnilo
f^algiano con 1* annesso di Petro/o; 3. S. di [loggio bagnato dal lato occidentale dal
Michele a Camigliano ; 4. S. Andrea in fiume Senio, mentre la chiesa abbaziale di
Caprile con V annesso di Marci gitano \ 5. Bi(hCesare^ è posla in vicinanza del fiome.
S. Nicolao, già S. Maria a Gragnano ; 6. kWArt, Palizzoolo di Romaoha fu detto
S, Colombano {a Sugromigno). Quest*ul- qualmente Susinana faceva parte dei poi-
tima chiesa porta il distintivo del f^esco^o^ sessi compresi nel Podere degli Ubaliimi
stantechè la mensa di Lucca possiede beni o Afi Pagani , così detti da uno per nome
di suolo ed una villa signorile nel portolo Pa^a/io che diede, o che prese Tocabolo dal
stesso di S. Colombano. — Fed. Saii-Co- Castel Pagano nella stessa valle. Ih. uno
uowMkno A SiGaoMiono. di essi derivò quel mess. Pagano di Susi'
La pieve di S. Lorenzo a Sugromigno, o nana , il di cui fìglio Bonifazio nel i»56 ft
Segromigno nel i83a noveraTa 3x48 abit. maritò alla contessa Margherita fìglia delC
SUIGILLE. — Fed. Sovicillb. Guido di Modigliana e sorella del gbibclli-
SuLPicijNo {PiEFB DI S. GiorjNHi /ir), nissimo capitano C Guido Novello.
— Fed. Gàpoloha. Dal detto matrimonio nacque donna Al-
SuMMoroHTK. — Fed, SsMiroMTE, biera, la quale per atto pubblico rogato nel
SuMBtPjt in Val-d i-Pesa. — Contrada che i aSo in Porciano alPoccasione di maritani
fu a Bipoli del Fescovo presso la fiumana a Giovanni figliuolo di Ugolino degli Ubal-
Pesa e Tospedaletto di Caliajolo^ nella dini da Senni, alla presenza del suo avo ai-
parr. di Monte Campolese , piviere di Cam- temo C. Guido di Modigliana rinunziò ai
poli , Gom. e Giur. di San-Casciano , Dioc. fratelli di lei Simone e Bonifazio e a Pa|»>
e Comp. di Firenze. nino del fu Pietro di Pagano^ come pure a
Questo luogo di Surripa è rammentato favore dei figli del C. Guido di Modigliana
in due istrumenti della mensa Arciv. di Fi- suoi cugini, tutti i suoi diritti ereditari*. —
renze, il primo de' quali del 1 3 febb. x 1 40, (P. Ildbvohso, Delizie degli EruditìT, ?l].;
r altro del 9 giugno x 174 , citati dal Lami Di Maghinaldo fìglio di Pietro di /'«fa-
né* suoi JUonum. EccL Fior, a pag. 734. no //parla piii a lungo T istoria, esegua*
SURRIPA nel Monte di Cetona. — Con tamente il Limi , il quale supponera ebe i
trada esistiti nella montagna di Cetona , primi possessi di Susinana fossero perfcoati
della quale trovasi fatta menzione in una in Maghinardo suddetto dai vescovi fioRS-
membrana dell'Abbadia Amiatina , scritta tini, stantechè cotesta mensa fino dal sr-
nel primo aprile del io3o nel castello di colo XI riceveva tributo di vassallaggio di*
Sarteaiio giurisdizione di Chiusi. È un allo gli uomini del caslel di Susinana. — Uqoal
di donazione, col quale il conte Winildo 3Jagiiiiiardo^ non lasciando altri figli, ce-
fìglio del C. Farolfo de*no1)ili di Sarlcnno celto una femmina per nome Andrea, de-
ofiiì alla Badia del Monlamiata per rimedio stinò la sua eredità alla figlia medesima, !■
deir anima sua , di quella di Teodora sua quale poi essendosi maritata a un Ubaldini
consorte e dei suoi genitori conte Farolfo e portò in questa casa il podere de* Pagm*
contessa Teodora, terre e ease che possedè- Frattanto il nome di Maghinardo tornA
va nel piviere di S. Maria in luogo appellato a rinnovarsi nel nuovo ramo degli Ubaldioi
Surripa nel contado di Chiusi. — (Arch. del Podere. Tale fu un Sfa giti nardo No-
DiPL. Fior. Carte cit. ) i^e//o tiglio di Giovanni e padre di Giofa^
SuEKtPOLE DI MONTAJONE in VaI-d*EI- chino e di Ottaviano rammentati più volte
sa. — Fed. Sorripole. agli j4rt. Frassino, Loizols, PjiGjtito{CJ'
SUSINANA nella Valle del Senio in Ro- stel)^ Palazzuolo ecc.
magna. ^- Cast, che diede il titolo ad un JXfag/ii/ia/<2oifoi»e//o figliuolo di Giovan-
raroo dagli Ubaldini delti Pagani da Susi- ni degli Ubaldini, stimato il primo guerrieto
nana^ poscia ad una Ridia di Vallombrosani, di sua famiglia, diedeche fare assai alle genti
ronvertita attualmente in parrocchia secolare della Rep. Fior, state più volte inviale tia
sotto r invocazione di S. Maria a Susinana, il ia5o ed il i38x neirAlpe e nel Poderi
appellata anche a /7io-C?fArr, nel piviere di degli Ubaldini, sia quando nel i35o fu-
S. Giovanni a Misileo^ Com. e circa tre rono presi ì Cast, di Monlegenumoli , di
migl. a selt.-grer. di Palazzuolo, Giur. di Montecolorelo e di Bordignana ntW dipi;
Marradi, Dioc. e Comp. di Firenze. sia quelli di Lozzole e di Vignano nel Po-
1
SUSI SUVE 489
ien^ dove ad onta delle larghe promesse Ma ]a Badiu di Susìoana nel secolo XYI
Alle dai comandanti fiorentini ai loro sol- ^ra già ridotta a commend», mentre il Pont,
drti, non poterono espugnare le rocche di Clemente VII con bolla dell* ii febb. iSag
«SajMaiia e di F'al''<t Agnello per la fbr- conferì il priorato abbaziale di S. Maria di
ima dei aito. Hity-Cesart della Congregazione di Valloni*
Al Mag/àinaiJo ff tubilo 11 degli Ubai- brosa ul monaco vallomhrosano don Berna r-
dbì spelta il fatto della resa del castel del do di Cosimo Valgi migli con assegnarli su
FrmMsimo nel /'odrre caduto in mano de* quella Tannua rendita di 40 ducali d'oro.
Fioccnliai nel 1373 dopo essere stalo deca- Anche il Punt. Pio V con bolla del 14
pètalo come ribelle il prenominato Maghi- oli. 1 568 diede rinvestitura del prioratoab-
■iTilo degli Uòaidini. baziale di S. Maria in Rio-Cesare ad altro
Im trista fine di costui rese più attento monaco vaIlombros:tno D. Gio. Gualberto
alla difesa del sno castello di Susinana Gio- Valgi mìgli, cui succede don Arcangelo Val-
lasni Gieliuolo di Ateo degli Ul aldini, il gimigli, monaco della Congregazione stessa
^•alc aiacdiato dalle truppe inriatefi da Fi- mediantr breve s|»edito da Roma dal Pont.
ifBV si sarebbe per lungo tempo difeso, se Sisto V nel 5 aprile dell* anno i588.
egli non fosse stato tradito da un suo do- Nel 1 669 era suo abbate commendatario
■citico ; e così ebbesi non solo la rocca di il monaco Giuliano Rilli nobile fiorentino,
Mmrinmna , ma ancora l' altra di Val^A- che in detto anno abitando in cotesto prio-
gmetto^ e poco dopo venne in potere della rato abhazbile commentò i privilegi ponti-
Icp. il Cast, di Tirli neir Alpe\ il quale, ficj concessi alla Congregazione di Valloni-
ridire deirAmmirato, fu 1* ultimo castello brosa, ed in special modo quello ottenuto
degli Ubaldini che cadde sotto il dominio dal Pont. Gregorio XI.
Ùa Rep. Fior.— («^'or. Fior. Lih, f^Ill.) Fiuiilmente sotto il governo di Leopoldo I
Xa non per questo gli Ubaldini cessaro- la Batlia di Susinana , o di Rio^esare fu
Badi accendere fnoco e inanimire i popoli totalmente soppressa , ed il suo parroco dì
dri Podere contro la Rep. Fior. Uno di data regia venne dichiarato inamovibile.
M era lo stesso Griovanni figlio d*Azzo che La prioria abbaziale di S. Maria a Susi-
sei s 37 3 do'vè cedere la rocca di Susinana. nana, o in Rio-Cesare y nell'anno i833
Seunouché i Dieci della Guerra per solle- contava 3o3 abit.
iasione insorta appresso nei popoli di Susi' SU VERA , o SUGHERA , a SUGHE-
^ema e del Frassino col consiglio della Si- RF.LLA nella V^l-deirElsa. •— Gas. che ha
gnoria deliberarono di spianare entrambe dato il nome ad una villa della nobil (ami-
oselle rocche. Imperocché gli Ubaldini pre- glia Perfetti di Siena , dove spesso rìtiravasi
tendevano nientemeno di ria vere cotesti due a meditare il celebre improvvisatore Cav.
castelli come sr>ettanli alla casa loro. (Amia. Bernanlino Perfetti.
.ffflr. Fior. Lth, XT.) Allora fu mandato Risiede alle f^ldeoccid. della Montagnola
ordine, sotto il dì i giugno del 1387 , al nel f opolo della pieve di S. Gio. Battista a
vicario del Podere fiorentino, già degli Mensano, cui fu annessa la cappella di S.
Vtaidinif di levare la campana del Comune Andrea alla Sugherello, Com. Gior. e circa
di Sosinana ed inviarla a Figline in pena 5 migl. a lev. di C»8ole,Dioc. di Colle,
delia ribellione di quel popolo. — F^ed, Fi- giìt di Volterra , Comp. di Siena , la qual
cun. ^oi, 11 pag, i33. città resta intorno alle migl. la al suo lev.
Al di sotto della rocca di Susinana fu 1 resodii della Sughera, e Sugherella
eretta nel secolo XII la Badia di S. Maria a nei primi secoli dopo il mille appartenere
Sio^esare , o dir sì voglia di Susinana. dovevano ai conti deirArdenghesca , fonda-
Uno de* più antichi documenti pervenuti da tori della Badia di S. Lorenzo dell' Arden-
qoella eh. abbaziale, ora fra le earte della ghesca sotto Civitella di Pari; dai quali
Badia di Ripoli nell'^rr//. Dipi. Fior. , dinasti venne ad essa donala la villa della
consiste in un istrumento del i maggio j^^Z Sughera con la chiesa e beni di S. Andrea
serilto nella chiesa di S. Lorenzo sul Mar- alla Sugherella, il tutto confermato alPAb-
tfno(ora a Mtiano), col quale Pagano del badìa di S. I>orenzo deirArdenghesca me-
fu Pietro di Pagano del Podere vendè air diante bolla del 1 7 aprile 1 194 da Celesli-
abale di S. Reparata di Marradi per lire 16 no III. — (Aanr. Dipl. Fiom. Carte di detta
e soldi 4 dnepenidi terra posti in Jffarzeno, Radia in quelle degli Angeli di Siena ).
490 SUVE SDVE
kWArt, Batioramo liissi , che i lignorì stn del fi. Cornisi nel gr. s8^ so' 4" long,
della Sughera furono anche i Vikconti di e 43® 5' o" latit., 3 mifl. a grec. di Cui-
Balifnanoy cioè, i feudatari dei conti Aldo- piglia, 5 a scir. della SasKtta, circa i« mU
brandeschi. Se egli no appartenevano a Itaca- glia a selt.-grec. di Piombino» e 14 in i5
sa Ardengbetca, oppare come altri Togliono a pon. di Massa-Marittima,
air estinta famiglia Gbiandaroni di Siena, L* etimologia naturale di qaciU Terra ó
lascio la cura ad altri di rintracciarlo. scuopre essere derivata da qualche foresta dì
Finalmente il territorio della Sughera di sugheri {Quercus Suber) piante state pili
Ossole è rammentato in una delle carte del che oggidì assai frequenti nelle toRane H^
19 settembre iSaa degli Agostiniani Ro- remme.Dondechè ilG}m. diSavereto inse*
mitani di Siena , riunite attualmente nell* giiito prese per suo stemma un leone laM-
Areh, Dipi, Fior, pante sopra i 1 pedale di nna pianta di wolAkìo,
Nel principio del secolo XVI il dominio In quanto alla storia di Suverelo, w sae
della villa della Sugfiera passò, al dire del memorie risalgono al secolo X« qoando od-
Tiiio, in Niccolò della Rovere nipote del Tapriledel 973 un March. Lamberto figlio
Pont. Giulio li, innanzi che fosse acquistala del fu Ildebrando oppignorò 45 corti e Ol-
io compra nel i53o dalle nobili case Saracioi stelli posti in diversi contadi della !!■«.■
e Chigi. Finalmente nel 1 751 cotesto luogo ma ecc. fra i quali ia eorie e castH H
apparteneva al Cav. Bernardino Perfetti, dalla Su9ereio posto nel contado di Popotoria.
qaal famiglia ^lassò per eredità nella nobil Nei secolo XJ Suvereto era signoreggialo «b
casa Fortini ed ora ne* Borghesi-Bichi. un conte Rodolfo, il di coi figlio conte Cfo
SUVERA in Val d* Era. — Gas. già Cast, con la soa consorte contessa Gnnlitta, ttands
con eh. parr. ( SS. Pietro e Gerbone ) nell* in Monle-Pescali , per atto pabbllco dd is
antico piviere di Castel^Falfi^ Gom. ecir- maggio 1081 , consegnò al sindaco di lo-
ca 4 migl. a maestr. di Monta Jone, Giur. selmo vescovo di I^cca il soo Gattello e
di San>M iniato, Dioc. di Volterra, Gomp. corte di Suvereto mediante il regalo di a
di Firenie. anello d* oro con la promessa di non mal»
Risiede fra.i Cut. di Tonda e di Tojano stare né esso, né i suoi socceaaori. — (Ib-
sella cresta delle colline cretose che sepa- iioa. Locca, f^. i^, P. li.)
rano le acque del torr. Carfalo tributario Era senxa duhbio figlio di questi doeo^
dell* Era da quelle che fluiscono in E^ola. niugi nn altro conte Rodolfo nato dal C
Cotesto casale di Suvera col suo distretto Ugo e da Giulitla, il quale nel 1099 ma
fn dato in feudo nel 1 1 86 da Arrigo VI a la sua moglie contessa Gisla e la di lai w^
Ildebrando P;mnocchieschi Vesc. di Voller- dre G. Giulitta figlia del fu Marchese Gt>
ra, e più tardi la sua chiesa nel x5a8 asse- glielmo di Corsica donò alla cattedrale é
guata in benefizio da Clemente VII a Be- Massa la metà del suo castello di Triemm^^
nedetto Baldovinctti di Firenze vescovo di fVri. Tbicasi.
Ancona. — ( Aaca. Dm. Fxoa. Carte della Non lascia poi dubbio che volesse rifr-
Cata Accolli), ri re allo stesso personaggio qnel conte Bo-
SursBj Dt i7o«iair^ffo in Val-di-Fine — dolfo di cui nel i io5 si dice vedova la co*'
^ed, RoaiovÀKo. tessa Gisla, la quale per istmroento ropls
La parr. de* SS. Pietro e Gerbone alla Su- li ao genn. di detto anno nel Cast, di h^
vera nel i833 noverava 944 abit. eia in Val di Gomìa, previo il consenso di
SUVERETO, B SUGHERETO {Sahe- Uguccione suo figlio e mondualdo, doaò ■
return) nella Val-di-Gornia.— Terra mu- tenore del testamento del G. Rodolfo di M
rata già Cast, con gli avanzi dì sovrastante marito alcuni beni alla Badia di Monlever
rocca, la cui chiesa arcipretora (S. Giusto) di. — F'ed. Laocu in Val-di-Comia.
anticamente era dedicata a S. Cipriano. — Comunque sia, nel princìpio dd aeeolv
Essa è capoluogo di Gom. nella Giur. di XllI il domìnio signorile di Saverero sp*
Campiglia, Dioc. di Massa-Marittima, Gomp. parteneva ai conti Aldobrandeschi di Soaas,
•di Grosseto. cui venne confermato nel laski da nn di*
Risiede in pianura fra due colli, uno dei ploma di Federigo II, oltre Tatto di di-
quali viene da pon. e propagasi dal Monte visione di stati e beni fra i dne nim di
'Co/t^o, r altro si stende dalla collina di ffe/- quei dinasti del die. ia74, stati Fnoe
cedere situata al suo sett. lungo la ripa de- T altro citati ali* ^rl. Soaba.
SUVE SUVB 491
A coofennai di cotcHo fero gioTerà pore G>1 teno iitnimenlo M i mano 1987
iafiare qaatlio documenti, i «li cui origi* mets. Guglielmo potestà ili SuTereto con i
mli coQservansi fm le membrane della Go- capitani e contiglieri di detta Terra cleeKro
mmmik dì dUaMtanntWJreh, Dipi, di Siena» un sindaco per recarsi avanti i magoificì
n primo «le*qnali è un lodo pronunziato aignori GC. Uberto, Bonifiaio ed Enrico
id A I agcisto ia35 nella chiesa di S. Mi- (ntclli e figli del fu G. lldebrandino di
èek io SuTereto alla presenia del pievano Sa ala-Fio» conte Palatino ad oggetto di
li S. Gpriaoo di Surereto e del cappellano prestare ai GG. medesimi in nome degli 00-
Idb ducsa di Biserao; col quale Ude- mini di Sovereto il giuramento di fedeltà, e
•mdo Tcsoovo di Pòpulonia e Massa con per stipulare l* atto di conferma delle fran-
ale Sabino dell'Ordine de* Frati Minori di chigie in £iTore del Gomune prf^letto.
L Fianccsco, nella qualitii di arbitri eletti Finalmente col quarto isirumento del 14
« decidere «leone vertente fra diversi Vi- febb. 1 997, rogato nel caste! di Santa-Fion,
lanini e nobili di Suvereto da una parte» i conti Bonifacio, Enrico, Giigliemo ed li-
ri il Comune di detU Terra dall'altra, lo- debrando fratelli e figli del fu C Ildebran-
cbe i nobili suddetti, i quali tene- dino di Santa-Fiora, venderono per il prez-
on feudo dalGom. di Suvereto, doves- zo di lire 106 mon. pisana a donna Ban-
■ questo l'annua responsione del decca figlia del fu Niccolò Mezzoconte da
dente a lire trenta, e che al detto Santa-Fiora, e moglie del nohil nomo Gar-
si oMervaase in tutte le sue parti do del fu Ugolino Pecorino da Suvereto, la
il gianmenlo di fedeltà da essi prestato. terza |Nirte del territorio di Gasal-Lungo ivi
Momo alla stessa epoca il Gomune di nei suoi limiti descritto. — > (Aaca. Dvl.
favesdo ed i saoi nobili, fier atto pubblico Sak. Carte di Massa-Siarittiata),
nplnnrl z»37 (stile comune) nella chiesa Dopo cotesti fatti autentici lascerò ad al-
di 5. Dnlmasio sotto il Gast. di S. Maria a tri giudicare, se i Visdomini di Massa della
■onte* ti colle||arono con tutti i Gomuni e fiimigliaGa/iaaanel principio del sec. Xlli
«bili pimni a favore della |iarte ghibelli- fossero stati padroni , come dice il Gesaretli
H. -^ ( Lt^ao, Jfoa. BeeU Fior,) nelle sue Memorie della Diocesi di Populo-
Gbe però quei Visdomini non si adatlas- nia , insieme con altri loro consorti del ca-
al giudizio pronunziato dagli arbitri stello di Suvereto.
ali , lo fa credere un reclamo del Frattanto per la storia civile di qnesta
del Gomune di Suvereto presentato Terra i documenti di sopra citali ci confer-
ii GroSKlo li 4 febb. del ia43 a Pandolfb mano il fatto, che Suvereto fino dal secolo
fi Fasiane Ila, capitano generale dell' Imp. Xlll, sebbene fosse feudo de* conti Aldo-
Federigo 11 in Toscana , acciò volesse ob- brandeschi , era costituito in comunità con
Uigare diversi di quei nobili a pagare le statuti , uffiziali e consiglieri proprj , oltre
«pwft*' comnnitative, come uomini di detta la (acoltìi di eleggersi annualmente un po-
Tcrra; liocbè dopo diversi atti esibiti da una testai forestiero , mentre i Visdomini , o no-
i dairaltra parte, fu emanata sentenza nella bili di Suvereto figurano come altrettanti
eSttediale di S. Lorenzo a Grosseto , per la subfeudatarj di quel Gomune.
fiile il preiato capitan generale dichiarò Anche nel Breve pisano del 1 3 85, noto
qaei ngnori tenuti a pagare la lira dei loro volgarmente sotto nome del Conte Ugolino,
Wni; ma non già del censo o tributo an- alla rubrìca 18 del Lih. IV, doTe trattasi
ano che il Gomune di Suvereto soleva re- della via da frignale a Searlino , sì niro-
liibuìre ai conti Aldobrandeschi di Soana. mentano gli uomini di Suvereto obbligati
Arroge un altro istrumento del 127 1, col al pari di quelli di Garapìglin, di Piombino,
^le lldebrandino con te Pabti no figlio del di Vignale, di Scarlino occ, a concorrere
conte Guglielmo di Soana , a relazione del all'impresa di detta via, onde risolvere,
■o giudice assessore decise in favore del previa rinterpeltazione dei loro consigli co-
Gafflune di Suvereto sopra un ricorso in munitati vi, se doveva a11arg:irsì e diboscare
appello fatto da Uguccione di Rauicri da intorno Tantica via {Emilia) esistente lun-
Sogbereto e da altri nobili, i quali preten- go il littoralo, a p.irlìre dalla Torre S. Vin-
<lemio di non essere obbligati a pagare al ccnzio. — ì^ed. Scakliuo (Pabulk di).
Cumune suddetto i dazj per i loro beni |ki- Avvenne {kìco dopo un fatto che non me-
trìmonialì. " [Carte eii.) rita di essere trascurato per conoscere qual
499 SUVE SUYE
numìen sì praticava a quell'età pev oonier- Hispetlo a eillAxj lacrì SoTeiflo nei pria
vare i cadaveri, che poi l'imbalsamarono, secoli c]o|)o il mille ebbe la laa pieve Amnì
Avvegnaché le croniche pisane (i/i MuaiT. del [mese in luo^ro appellato ifim^wlaccaii
R, li. Script. T. XF.) ne avvisano, che dove dicesi tattora la Pi'eiv secchia, Em
essendo sialo risoluto dai capi delPesercito aveva per titolare S. Cipriano, siccome li
di Arrigo VII, morto in Buonconvenlo li a4 levasi d» varie carie della città di Mm
agosto del i3i3, di portare il suo cadavere Marittima, e fra le altre da una del 18 fcb^
a Pisa per erìgervi un mausoleo in quella brajo 1364, con la quale il prete MaincMl
Prìmaziale, quando il convoglio fu giunto pievano di S. Cipriano a nome della ma
a Suverelo, (a seti.) si cosse il cadavere di pieve da una parte, ed il sindaco del G»
queirimpenilore per spolparne le ossa. — mune di Suvrreto dall'altra parte, feeo^
Nella guisa medesima sentesi che fu operato compromesso nel prete Bomhello pieranodi
due anni dopo , al termine della battaglia S. Giovanni di Gampiglia a motivo di «ri
di Monte^Xlitini , quando nel Cast, di Bug- controversia nata fra loro rispetto al 1uq|I
giano si cossero molti cadaveri di capitani di Monte' Bonutoio e suoi i*onfini. — Il
distinti per trasportare le loro ossa a Pisa, conseguenza l'arbitro con suo lodo diekii
— (G. Lelmi , Diario Sanminiai.) rò , qualmente il Comune di Suverelo éB
Ma per tornare alla storia civile e politi- veva go dere del diritto del pascolo e di M
ca di Suverelo; che questo paese anche nel legna nel territorio di Sfrnte^Bonufoi^'^
secolo XIV si reggesse sotto il governo del- mentre i pievani di S. Cipriano polcfaal
la repubblica di Pisa lo dichiarano varj pò- farlo lavorare, goderne l'usufrutto, allogai
desta che inviavansi coslà da qufgti Anzia- i mulini , ecc. i
ni. — Tale fu nell'anno i337 il (^v. Jacopo Nel secolo stesso esisteva dentro il Caél
di Buzzacchirino de'Sismondi, cui succede di Suverelo una chie»i ddlicata a S. Wl_
nel i338 il nobile Bacciomco de' signori chele Arcmgelo, e fuori del paese, dcnM
di Corvaia e Vallecchia, il quale, adunati i però i confmi di Suvereto, esisteva tul pM
consiglieri e capitani di-l Comune di Su ve- gio di Monte Pitti^ circa roigl. i { a pw
reto nella sala di quel palazzo comuni tati vo, ìib. della Terra , un convento di Frati Af4
propose di prendere a mutuo lire 400, sic- si ini» ni Homi la ni con chiesa dedicata a j|
come nell'anno antecedente erano stale pre- Ilario, soppresso alla meta del secolo XVÌ
se ad imprestilo dal Comune medesimo lire d^l Pont. Innocenzo X, del quale convcnt
300 |>er donarlo al mafinifico Bonifazio No- esistono tuttora (K>chi ruderi. R.immentao»
\ello conte di Donoratico e capitano gene- testo luogo pio una oirla del a8 sHt. ufi
rale di Pisa. — (Aacn. Dipl. Fioa. Carte scritta nel distretto di SuQpreto neìia eìSé»
della Primaziale di Fisa). sa di S. l furio de* Frati Romitani di S%
Ma più di ogni altra cosa lo dimostra la Agottìno. — {loco eif.)
disposizione arìutrarìa stata presa d^l caiti- Km inoltre dentro Siirerelo un piccoli
tano generale Gheranlo di Aftpiano, allorché convento di frati Minori Conventuali eretti
nel 1 399 vendè lu Rep. di Pìsii al Conte di sulla fine del secolo XIII, stato soppresso ma
Virtù signor di Milano col riservare per ac principio del secolo corrente. — Della chi»
e per i suoi erodi la signoria di Piombino sa di S. Michele a Suvereto si è di già 6IM
con le isole dcIPElba, di Pianosa, di Monte parola sotto Piuino ii35, quando in CM
Cristo e le Terre ili Suvereto, di S(*arlino, fu pronunziato un lodo.
Buriano e della BadioLi nelle M.iremme. Anche di una percettoria di S. Antonie
Dopo Tanzìdctto avvenimento (Kilitiro la di Vienna esistita fuori delta porla di solli
storia di Suverelo sì associa :i quella de'Prin- trovo due fra 1« membrane del Big.illo di
cipi di Piombino che ne furono signori tino Firenze nell*. Vrc/i. Dipl. Fior, iJi prìiM
ili principio del secolo attuale. Nel quale consiste in un atti> del ai giugno 1 483, ool
friiltenipo accadde nel 1440 l'assalto dato quale il vir:irio generale del mon^istero di
al Cist. di Suverelo, d.d capitano di ventu- S. .Antonio di Viennii nel Delfinato, standl
ra fiuldaccio dWngliiari, che non reslitu) in Firenze nel con vento di S. Antonio, eoa*
ai signori di Piombino se non mediante ferì al ra noni co di quell'Ordine fri Plein
mille fiorini d*oro fattigli pgare da donna Girteri la |)ercettoria di S. Antonio abbatfl
Paola Colonna vedova di Gherardo II d' A p- n Suvereto nella diocesi di Massa, dipea-
piano rimasta alla testa di quel princi|Kito. dente da quella di Firenze.
SDVB SU VE 493
[4 Mvoaiii e Torigiiuile di yiM liolU del flueuu del Liolro de' JfoxioiM , mercé rui i
itf irli, «lei i5i9 direlU ibi Pool. Giù- lerriloij delle due CumuDÌU dirigeadusi a
iit II ajraicivricovo di Napoli ed ai ficarf ostro giungono al Urrmìnedclla Querce Cro*
driraiuvCKOf o di Firrote e del veioovo di data. Qui cesia la Coni, di Musa MarìltiiDa
Vnllefia per pcucunra la ricupeniione de* e sotteokra diri napello a ostro quella di Piom-
feai delle percrllorlc di S. Aalonio ili Cam- bino, da primo mfdiantp la strada detta dei»
figli ■ e di Su verde in Cifofe del pmsetlora le Seniineiie^ che |>ercorrono per un migl.
drile 0edt-»im« Liodof ioo Àdimari canonico circa di tragitto a maestr. e di là per la stra-
nia caUrUnle fiorenlina. da del PuntonetlU rmclié al Iwtro del Ri-
Li pte^e attuale di S. Giusto esiate fra la teeeo sollentra la Com. di Campiglta. Om
ma dìetla porla di toilo e 1* antiporto di questo territorio l'altro di Su vercto rimonta
Suicfvlo. Vi ti trota una gran Tasca olia* il botro soddetto fino a pie del poggio dei
^■8 4m Iravcrtino ebe aerfc da lan^ eth Costei S. Lnrenio^ e di là ripiegando da
fsr il ^Rlc halletinulc. seti, a pon. passa per una lunga linea di ter-
Beomic tiev* essere la cappella di S. Tom- mini artitìciali attraversando il fiume Gornia
■av>rrril« ia BeWeilerr« noiae di un colle donde salire di conserva sulle spalle del
eB«pioc"lo villaggio situalo dalla parte di Munte Pitti, e del Moni e Calvo, tinche al ter*
srti. a cavigliere di Suvereto, dove si rilira miue i\e Tre Spicchi sollentra la Coro, del-
ìitaiAlr iiiìM parte della sua popolaxione. — la Gherardesra. Con questa l'altra di Suvv-
'cd. BBz.vKBBaB m Suvaafcvo. reto fronteggia per circa un migl. nella di-
Ris|«ilo al Movimento della popolazione rezione di selt., dopo di che la nostra trova
Mia Mia Comunità, essendo questa limitata dirimpetto a seti, la Com. della Sassella,
alla sala |jarrocchia diSuvereto viene ripor- camminando di conserra con essa per ter-
Wa in line dell* Art. mini artificiali lungo il crinale de' poggi,
Commteiià di Smifereto. — il territorio poscia sul fianco orientale di quello di Re-
A yrsla Comunità occnpa una superficie digatli, per scendere nel lorr. Matsera n-
dì 16343 quadr. dei qaali 7)7 speiUno a tuato di contro a grec. Costì ))resso la con-
cani d'acqua t a strade. — Nel iB33 vi fluenza del lorr. suddetto nel fi. Cernia
shilaTauo ramiliarraenle755 persone, a prò- trova la Com. di Monteverdi che tosto ab-
|Wsiunc fli quasi "%% indi\idni per ogni mi* bandooa ))er arrivare sui conimi della Com.
flio qoadr. di suolo imponibile. di Mussa Miirìttima.
Goofiua con quattro Comunilk, e per un La prima confinazione del territorio co-
Bigmenlo con la quinta di Monte-Verdi. ^- munitalivo di Suverelo fu stabilita col Co-
Trava la prima dì Massa Mariltima dirim- raune di Massa fra i sindaci de'ilue paesi
pilo a ler. • Inngo il fiume Corni», col nell'anno 1404, mentre un anno dopo ven-
fuale scende dalla confluenza in esso del nero determinati quelli ron il Comune del-
t«T. Matterà fino all' antico alveo della la Sassella del contado di Pisa; e nel 14S3
C^rmiarcia nella direzione di seti, a ostro fun)iio piantili i termini fm la il territorio
Hcicè «li quest'ultimo corso d'acqua il ter- di Suverelo de'signnrì di Piombino e quello
mono di Suverelo voltando Caccia verso della Com. di ('««mpi^'Iia della repubblica
fNC. penetra nel lorr. Stilia sino allosboc- fiorentina. — (Aaca. Uun.» Sjm, Carte di
ea tu emo del botro del Caglio. Massa ).
Gusti «ale nella dimione ili scir. col ho- Fra i corsi maggiori di acqua che altra*
Irò sudd^lo nel poggio del Seccoiiiccio sino versano cotesto territorio mutasi il fi. Cor-
sila Jf rra a/ Ca/f /io. Ivi piegando cammino nia, e fra le strade rotabili havvi la regia
di srir. a ostro scende le pendici meridio- Maremmana, dalla quale staccasi a Caldana
•ali del iioggio predetto per entrare nel bo- di Campiglia un Ironco di via che guida a
Ilo dei Borgogaano, e di lii scendere nella Suverelo. Tolte le altre sono strade roulat-
rasidetl» f^tiUe di BoneoBruito fino alla tiere , o malamenle rotabili.
rtnda di Caltalnnga, A quel punto varian- Rispetto alla qualità e struttura del ter-
do cammino ila lib. a m^cstr.-pon. percor- reno, esso varia in ragione della posizione
Ria strada tìi Caltalanga, attraversando con>grani-a detU contrada, ridncendosi quel-
qaMla comunale diretta dal Castel di S. !/>> lu dei poggi intorno al capoluogo a rotxe
tmtn prrMonlioni, quindi entra nel liotrn ap| tenni nicbe, mentre \erso i monti die si
àtWjie^Ha xTera,col quale arriva alla con- aliano a maestr. di Suveieto fra la Sassella
T. V. 63
404
SUVI
e Ompiglia il terreno in gnn parte confi-
tte in rocce calcaree plulonizzate; e final-
mente il suolo della pianura lungo il fiume
trovasi coperto da un terreno di alluirione
sparso di ciottoli e ghiaje in tutta la Valle
inferiore della Cornia,
IVrciò che riguarda i prodotti di suolo,
essi riduconsi, nella parte montuosa a selve
di castagni e pascoli naturali, nelle pendici
e nella pianura a campi sativi tramezzati da
vigneti e da uliveti, piante che vennero so-
stituite in gran parie a quelle di Suvero^ da
cui sembm cosa naturale che Su9ertio o
Sugfiereto traesse il nome.
Nella parte bxssa e segnatamente nella te-
nuta della Casetta di Cornia nel suolo di
svec
questa Gomuoità sono state negoile in di-
verse epoche delle piantagioni dì alberi d«
frutto, di gelsi ecc.; e nella ripa destn àt\
fiume sotto i mulini di Cttrma fu di rc^
cente stabilita per cura di alcuni orloculiorì
francesi una copiosa pepiniera eoo pianto-
naja di mori bianchi e di gelai delle R-
lippine.
Il giusdicente di Rovereto t«ito pel ci-
vile come per il criminale è il vicario R.
di Gimpiglia, nella qual Terra si tiovano
r ingegnere di Grcondario ed il canoelline
Gorauiiitativo. L' uffizio di esaaioiic del ft^
gistro è in Piombino, la conservarione delle
Ipoteche in Volterra, ed il tribunale di pi*
ma Istanza ora è in Grosseto.
MOFIMBNTO della Popolazione della Con. e Pj^ttoecaid di Suraufm
a tre epoche diverse (i), divisa per fami glie.
Aavo
i833
1840
i8i3
iMPDaami
mate, femm
94
i56
i5o
loi
144
i45
▲OVLTI
mase.
lag
107
176
femm.
84
79
i34
CONJITGATI
dei
due sessi
138
388
386
aoauusT,
dei
due sessi
6
Numero
delle
famiglie
fjS
aoS
•34
Totale
della
Popola*
878
994
(i) Manca la popolazione delle prime due epoche (i55i « 1745) per essere aìlor»
Suvereto sotto il principato di Piombino.
SU VERO (CASTEL m) w VAR\ nella
Val-di-Magra. — Cast, con chiesa arcipre-
tura (S. Giovan Battista) già capoluogo di
feudo, ora dì Com. insieme alla Bocchetta
di Varay nella Giur. di Tresana, Dioc. di
Brugnato, Due. di Modena.
Air Art. RoccRaTTA m Vara si disse , che
tanto il Cast, di Suvero come il Vili, della
Rocchetta appartenevano ai marchesi Ma-
laspina derivati da un Rinaldo ultimo dei
cinque figli di Gioan Spinetta II, cui toccò
nelle divise del 1 535 il feudo di Bastia, che
Rinaldo permutò con un di lui fratello.
La parr. di S. Gio. B^tt. a Su vero nel 18 3 a
contava 4a5 ahit. — f^ed. Rocchitta di Vaba.
SUVICILLE. » red. Sumillb nella
▼al-di-Merse.
SUVIGNANO. — red. SovmuM m
Val iV Arbia.
SVEGLIA (già riellia) nelU vallccob
ilei Mugnone sopra Firenze. — Gas. ooa
eh. parr. (S. Andrea) nel piviere di Xoo*
tereggi, Com. del Pellegrino, già di Fìffolf,
Giur. Dioc. e circa tre migl. a sett. dì Fie>
sole, Comp. di Firenze.
Risiede presso la ripa ileslr^ del lorr. M»-
gnone presso alla base orientale del po^
di Montorsoli.
Nel catilogo delle chiese della diocea «li
Fiesole compilatone! 1999 trovasi lacbicBi
di Sveglia nel piviere dì Monlereggi sotto il
titolo S, Andrea di Fiellia.
La |Nirr. di S. Andrea a Sveglia nel i83)
•ontava 3o3 popolani.
T
J. Mmmg^mo^ o TdBtjwo nella Valle in-
fcriofe del Scrchio. -^ Gas. «Iota Ai una eh.
■air. (S. PoDSMno) net piviere di Rigoli,
Cm. e Giur. de* Bagni di S. GiulianOy Dioc.
eCo^p. di Pian.
Fino dal a 3 lebbra jo de] 1048 con allo
■nito ÌD Pisa donna Ingalrada figlia del fu
Gherardo e vedova d* Ildebrando, col con*
m» di Guido detto Signoretto suo nipote e
■andualdo, donò alla chiesa maggiore di
firn alcani beni posti nei confini di Tabia-
■a, Gonsistcnli in uliveti, selve, orto ecc.
ImUic è qael Tabiaao nel cui piano esisle-
nw» ancora nel secolo XV quelle paludi
irile quali varj impenlori fecero dono alla
dkoB ma^ipore di Pisa, paludi che ftjrono
■BiinenUtc in una carta degli Olivetani di
Tìb scritta nel principio del secolo XV. —
(Aan. Diri.. Fioa. Carle della Primaziale
t deg/i Olivetani di Pita,) — ^ed. Ri-
mu t PiavB DI ).
Tmmì^»o nella Maremma grossetana. —
Vieo perdalo dove fu una chiesa plebana
b Bfonl* Orsajo e la distrutta rocca di Por-
noli, nella Com. e Giur. di Roccaslraila,
Dioc. e Comp. di Grosseto.
Coo de* più antichi atti, scritto in Tobia»
m terriiorio di Roteile , è ilei novembre
959, esistente fra le carte degli Agosliniani
£ Siena, ora neir.ifrcA. Dipi. Fior.
In una bolla poi del 1x88 spedita dal
fbnl. Clemente III al vescovo di Grosseto
■ trova confermata a quei diocesani la pieve
fi TMano con le sue cappelle, diritti e
porìidizioni. — f^ed. SAssopoaTS.
Una carta inedita delP Arch. Borgbesi-
Bichi di Siena in data del 8 marzo l'^ai
àicuopre che la pieve di Tabiano della
Dbicesi di Grosseto allora era di giuspadro-
nato delle monache di Monte Celjese. È un
iHmmento scritto nel monastero s(i«ldetlo,
col quale U badessa donna Duchessa in
nome delle sue monache costituisce in prò*
curatore uà prete con facoltà di nominare
persona idonea a cuoprire il posto di pie'
vano nella pie^e di Tabiano^ e di prcseu-*
tarlo alla detta badessa per riceverne l' in-
vestitura.
Infatti la pieve di Tabiano fu confermato
al Mon. di Monte-Cellese da una bolla con-
cistoriale del il 75 spedila da Alessandro III
da Ferentino. — {Arch, Borghesi cit.)
TAENA nel Val-d*Àmo casenlinese. —
Gis. con eh. parr. (S. Jaco()o), cui fu an-
nesso il popolo di S. Margherita a Rosina
nel piviere, Com. e circa un migl. a mae^
str. di Chitigiiano, Giur. di Bibbiena, Dioc.
e Comp. di Arezzo.
Tanto il Gas. di TViena come quello di
Rosina sono situati in poggio sulla ripa de-
stra del torr. Rassina quasi dirimpetto al
Cast, di Chitignano e poco lungi dalle sca*
turigini dell'acqua acidula di Chitignano,
della di cui contea i due Gas. facevano parie.
— f^ed, CBirioa^no.
Le parr. riuuile di Taena e di Rosina
nel i833 conlavano a55 abit.
TAGLIAFERRO nella Val-di-Sieve. —
Contrada con borgata, nella Com. e circa
migl. i \ a sctt. di Vaglia, Giur. di Scar-
perla, Dioc. e Corap. di Firenze.
Incontrasi cotcsta borgata sulla ripa sini-
stra del torr. Garza lungo la strada |)OBtale
Bolognese dove già fu un antico osf)e(Ja letto
con chiesa (S. Andrei ) destinalo ad accoglie-
re i pellegrini. -«-Dalla borgata dì Taglia-
ferro ebbe tìtolo una delle 73 leghe della
Rep. Fior, in cui furono compresi quasi tulli
i popoli delle Comunità di Vaglia e di S*
Pier a Sicvc, siccome può vedersi ^ egli sta-
tuti fiorentini slati riformali nel x4i5.
Sotto il regime di Cosimo 1 la lega di
Tagliaferro si com[K>neva dei 27 popoli se-
guenti; I. S. Andrea a Cerreto Sfaggioy
a. S. Stefano a Pi.tcina; 3. S. Pietro iu
Calicarta; 4. S. Minialo al Colle; 5. S.
Michele a Fonteboiia,o alle Macchie; 6.S.
Jacopo a FestiglianOf o a Pratolino ; 7 . S.
496 TAGL TALA
Cresci a Marci moti; 8. S. MarÌM a Carmi- NH 1569 la chifia abniale ili TaKliafoni
gnanello;g.S,'S\eco\ò Si Ferraglia; lo.S. fu reftaiirata e quindi sollo di %9 oiiobif
Maria a Spugnole; 11. S. Niccolò a Spu- dello sieuo anno dal veicovodi FitsolcAn-
gnole ; 1 a. S. Romolo a Bivigliano ; 1 3. S. giolo da DiaocHo oonfagrala.
Lorenzo m Penatole; 14. S. Biagio a Cor- Finaln»entf con lodo dell* 8 aprile i7ia
ione; i5. S. Alessandro a Signano; lO. S. tra il preposto e capitolo della eolle|[iaUdi
Andrea a Pietramensola; 17. S. Mirtino Pigline ed ì Vallombrofaui restò coaTeniia
a Briano; 18. S. Piero a fraglia; 19. S. la permuta dell* oratorio di S, Mmrim al
Giusto a Paterno; ao. S. Maria a Pater» Ponte Rosso ^ spettante al detto capitolo,
no; ai . S. Piero a Sie^e ; ai. S. Lorenio con la eh. parr. di S. Bortolommeo a Sca»-
a Gàkbiano; a3. S. Jacopo a Coldaja ; 94. S. pata di giuspadronato della GoagftfaMK
Giusto a Fortuna; aS. S. Michele a Liei» fallombrosana; e ciò ad «fiotto di poter tra-
filano; a6. S. Sterno a Cornetoie; «7.8. iferirc al Ponlt Bosso il nonailcio eoa h
Michele a Lemiano. — I primi venti pò- famiglia Tallombrotaiia di Tagiiafmm^i/ttm-
poli spettavano alla Comunità di Faglia^ gli teche qoest* ultimo chiattro Binaeriava io>
Mltimi sette a quella di S. Pier a Sie^. Tina. In consegutina di ciò profb Tappra-
Tanto la contrada di Tagliaierm, come Tazione ottenuta dal cardinair Ardiimo pi»-
parei distretti di Vaglia e di S. Piero a lettore della Coogregazioiic, nel Aoltoa^g-
Sicfo erano sottoposti alla medenma lega e gio del 1711 , in memoria di eoicsia p«-
potettà, quando nel 1417 furono riuniti alla mula, furono scolpite tre iaerudoai , aas
potesteria di Fiesole, finché per deliberazio- lelatifa al tcscoto di Diaceelo che allon
ne del i4a4 vennero dati alla potesteria del presedeva la diocesi di Fiesole, Ta^lfa «aa
Borgo S. Lorenao. — Finalmente nella sta- Tarme del Poni. Orbano Vili, lollo del
listica dell'anno iSSi la lega 0 contrada di quale fh eseguila la permuta, e nna lem
TAgliaferro trovasi compresa , come attuai- iscrizione con Tarme aboziale topi» la porli
mente, sotto la potesteria e vicarialo di maggiore eht narra la storta dìella Imb-
Scarperia. sione ed i personaggi che vi ebbero psrie.
Lo spedale di S. Lorenio a Tagliaferro Questa Badia restò sopprcwa nel 181C»
è rammentato qnale stazione di pellegrini ed II suo parroeo d* allora in poi iato ìm-
nel regolamento latto dalla reggenza del movibile.
Grandoca Francesco II, e Imperatore 1 di La chiesa di S. Maria al Fonie RoM^iiift
quel nome, pubblicato in Firenze li 18 a Tagliafunl, nel i833 noverara 6S9 aUt
novembre del 1751. TAGLIATA (TORRE della) alb lf»n-
TAGLIAFUNI (BADIA di) nel Val-d'Ar- na delPAnsedonia. _ Fed. LinoaAu To-
no superiore. — Cotesta badia , una delle kano , e OaamLuo Comamtà.
antiche della Con^gazione vallombrosana, TAGLIATA di MURLO in Val di-Mer«.
una volta sotto il titolo di 8. Maria di ^ Villata nel (lopolo de' SS. Gitislo eOit-
Iferana^ venne traslocata nel secolo decorso mente di Gisciano in Vescovado , Gòbi, e
in S. Maria al Fonie Bosso che resta sulla circa tre migl. a pon. di Murlo , Gior. di
strada regia appena mezzo miglio a maeslr. Montalcino, Dioc. e Gomp. di Siena,
di Figline , nella Com. e Gius, medesima , TALAMONACCIO (TOREE »)— fei.
Dioc. di Fiesole, Corop. di Firenze. VArt, srgnente.
All'Art. Badia di TAGLuvoai fu detto che TALAMONE, e TELAMOIfE sol li^
questo monastero sollo il titolo di S. Ma- del mare toscano. — Cast con porlo diri»>
rta di Iterano fino dal secolo XI fu fondalo petto al promontorio Argentaro , oosia Pf^
pei Vallombrosani, mentre esso trovasi ram- montorio di Vaiamone , la coi eh. atcifaV'
mentalo nella bolla del 8 agosto 1090 del tura (S. Maria Assunta) è comprets oelb
Pont. Urbano II a fiivore di quella Riforma Com. Giur. e circa i a migl. a maeslr. dì(^
monastica di S. Benedetto. betello, Dioc. di Soana, Comp. di GroMrto.
Uno dei più antichi abati del Mon. di Risiedeil castello di Talamone sopra aai
Tagliafuni trovasi indicato in nna membra- rupe che sporge in mare , e che dal bto A
na deir 1 1 maggio dell'anno 11 98, appar- pon. serve di sprone al suo antico porto a
tenuta alla Badia di Monte Scalari, ora nel- circa 70 br. sopra il livello marina Uri
VArch. Dipi, Fior, fra le carte del Mon. corno orientale del porto nel medio evo fa
di S. Vigilio di Siena. innalzala una torre di difm, situala firaf^
TALA TALA 497
UirooQeela fboedcllafiaaMNUiOlfa, tppel- mui dalle quali riconobbe Li ICfU dell* env,
lata oggidì h torre di Taiomonmecio. credulo fondatore di Vaiamone; città dve
Il casleìlo è ctroon<lalo di mura, con roo- Me speciol euito il dio Gio^t,
ea sovrastante. Il porto sebbene sia formato Anche nel cronico monetario del Passeri
da una grande ansa capace di ricovenrvi un si riportano monete dtlla lecca di Talamone
dì i navigli dalle fortune di mare, trovasi coniale nell'anno 490 di Roma,
attualmente in tal guisa colmalo da tanta Ma lasciate da parte tante congetture ed
rena ed ingombro da alghe in guisa che le etimologie, la meno dubbia sembra quella
felucbe stesse, quando soeo caricbe» dìffi- che Talamone sia di fondazione etrusca ; su
dlmenie possono approdarvi. di che furono concordi Polibio, Slrabone,
Inoltre presso ed intomo al porto o cala Diodoro Siculo, Tolomeo e Plutarco fra i
di Talamone suol ristagnare una quantità di Greci; Plinio e Pomponio Mela Cira i Latini,
acque terrestri stantecM le arene e le piante Concorre poi a corroborare cotesto fello
marine spinte dalle traversie vi rialsanocon* la situazione del porto circoscritto fra T al-
linnanente le gronde, in modo tale che nel- tual Talamone e la torre di Talamonaccio ,
la calda stagione que* ristagni Immandano punto centrale deirBlruria marittima , luo-
on fetore insopportabile, corrompendo l'aria go adaltatissimo al commercio innanzi che
intorno che i venti trasportano ad ona lon- cotesto seno di mare si rendesse malsano ed
tanania incalcolabile a danno delle popola* incapace al riparo delle navi che trleggia-
aioni, e specialmente di quella di Magliano. vano nel Tirreno.
Sarebbe un mancare alta storia se io pas- Di Tatamone frattanto e del suo porto si
1 sotto silenzio un antere moderno che fii menzione eziandio in Fabio Pittore verso
eoi finto nome di Ferdinando Circhidio rae- gli anni di Roma 5a8 o $99, allorché av-
eolse in mezzo airoscurìta ed alla scarsezm venne non mollo lungi di costà la battaglia
delle memorie spettanti a Tahimone materia fim mi ord« immensa di Galli e gli eserciti
Ilota da formarne due tolnmi in 8.^, il riuniti dei due consoli romani C. Allìlio
primo dei quali solamente è slato pubbli- Regolo e L. Emilio Papo. — f^ed. gii Jr^
calo in Firenze nel i8a4 sotto il titolo di tieoii Goumma di Bubiaho e OiacTaubo.
Muoan aTOMaDiDBLC.*AimG0 chobbimoTa- Ma la spedizione marittima più segna-
■^MOKB, eoe. lata per Telamóne accadde 87 anni innanii
Volendo egli discorrere delF origine di Pera volgare quando vi approdò una flotta
Talamone,cui ha dato repitelo di ciVlà alt- di G. Mario reduce dairAfifrìea in Italia
<tea, distingue il vecchio dal nuovo paese, per abbattere con il suo partilo quello del-
^ L* A. peraltro riprova non tonto il dello 1* implacabile di lui competitore L. Siila,
di Diodoro Siculo là dove asserisce, che qae> Appena smontalo a terra con la cavalleria
ito porto ebbe il nome da un Telamone Mauritana e molli italiani a lui fedeli, Mario
compagno degli Argonauti, ma ancora le pa- pubblicò in TaUmone un edillo che pro-
iole del Volterrano che lo fiiceva derivare da metteva libertà ai servi purché fossero ve-
un Talamone tro/ano approdatovi dopo la noti ad arruolarsi sotto le sue bandiere. Don^
guerra di Trofa. 11 nostro Carehidio òdi sen- deche il celebre capitano in pochi giorni
timentocbe il nome di Telamone^ o Ta- raccolse una quantità de' più giovani ed ani-
f^mone^ posm essere derivato dal verbo cai- mosi che caricò in 40 navi. Allora esibì la
deo-siro, Telam, cioè, of^imere, diripe» sua opera a Giona, il quale dopo cacciato
re, nome che si confa (secondo lui) sopra dal consolato con poderoso esercito raccolto
ogni altra oom ai corsari. in varie parti deli* Italia aveva mosso guer-
« Dunque (soggiunge egli) Telamo, così ra ai consoli di Siila. Frattanto Mario con
« il Porto come il Promontorio, era il ni- quel!* armamento non solo incrociava per
• *J2 *f *l forte de' corsari. » mnre onde impedire il passo ai viveri, e im-
^ il eh. abate Lanzi, lungi dall' adotta- padronirsi di quelli, ma inoltrandosi verso
re simili favofose derivazioni opinava, che il la spiaggia di Roma, sbarcò le sue truppe in
«onie fosse etrusco, e dato a questo luogo Ostia, e di là s' incamminò con esse a Roma;
dall incurvatura del suo porto. — [Saggio e di prima giunta avendo preso il monte
rfi Lntgma Btrusem Fol. IL) Gianicolo, quindi impadronitosi dell' etema
Infetti Garehidio si occupa nelb prima par- «Ma , Mario fi^ orribile macello di quelli
^ ad tUastrare ileune monete etnische , in che reputava suoi nemici, o poco amici.
498 T A L A T A L A
AiTìifveiiirocnto di C. iH»rio fu di i\u»\- diftfndert il loro alMte» e monaci eoo i suoi
che anno jioslerìore quello di L. Domizio l>eui e castelli dalle viuleiite iiiccialiiieiilr
Eiiobaiko senalore di Roma, la cui lami- dei cuulì di S. Fiora. In outueguenia di chi
glia signoreggiava nel lerrilorto Cosano. Im- fu onlinalo di segnalare mediaule confini b
perocché fu ai tempi di G. Cesare , quando giurisdizione di Talamooe da qualunque
quest* uh imo assediava Marsiglia che Domi- altra corte o castello che appartenesse ai
zio Enobarbo spedì dai porli di Subeosa e conti prenominati. — - ( Aaca. Dipl. Fa».
di Talamone navigli armati a soccorso de* Carte Amiatine e AacB. Dipl. SAana.)
Marsiglie>i. Col secondo islrumento del io luglio
Alla stessa famiglia patrizia si debbono i3io l'abate stesso in nome dei suoi mo-
non solo le Cetarit Domisiane esìstite nei naci, attesa P accettazione filila dal Cooumc
contorni di Porto S. Stefano, ma ancora di Siena del monaco Amiatino don Ben»
▼arie lapidi relative a L. Domizio Enobar^ detto in pievano di S. Maria di Taiamoae,
Ao, ai suoi servi e liberti, non che ad una rimuove il suo antecessore don Ildebrandioo
officina di terraglie (yf^ii/ìne Domitiane) per e conferma in detta pieve il nnofo pairoeo,
non dire di una vasta conserva d* acqua, investendolo ancora delP amministraiions
delU quale esistono tuttora grandiosi avanzi de' bèni spettanti alla parrocchia plebana di
presso la Torre delVUomOy dove posterior- S. Maria di Talamone, — (Aacn. Dw*
menle si vuole che fosse posta una bugiarda Fma. Carte /iiniai.)
iscrizione , nella quale si leggeva Thermae Era già da qualche anno il porto di Ti-
Dioeletiani, «— > (Caighidio , X)per, cit,) lamone tornato in potere de'Saoesi, quando
Ora quel fabbricalo è residuato ad una nel giugno del i3a6 vi giunsero dia Pn^
Italia, che ha una facciata lunga br. a8, tri- venaa sopra io galere 400 soldati di civil-
partilu e corrispondente ad altrettante stanze leria, i quali passarono a Firenze col dosi
della lunghezza di 47 br. e larghe 8; diviie di Calabria. — Una nnova visita ebbe IV
da muri reticolali, nei quali vi è una porta lamone nel i3a8 da Piero d'Angona allo^
di comunicazione che termina nell* ultimo che d'accordo con Lodovico il Bavaio !■•
recinto con emissario , donde esci vano le vestì e prese cotesto porlo e castello,
acque per entrare in una conserva tuttora Innanzi quel tempo però il Cast. dìTsb-
csistente circa aoo br. distante. In cotesto mone era stato conquistato da alcuni nobili
edifizio raccoglievasi l'acqua potabile per ribelli di Siena seguaci del partito di li^
uso pubblico, la quale vi scendeva dai monti rigo VII, per cui il potestà della rqidb-
che le sovrastano dalla parte di maestr. , blica sane^ nel 4 novembre del i3ia chbt
oggi appellati i poggi della Bella Sfarsilìa. a pronunziare sentenza di morte contro co*
Dopo tultociò una laguna di molli secoli loro che si erano impadroniti della rocn
interiompe la storia di Tulamoue, tilché di Talamone. — (Ahch. DirL. San. Kaieft
fino ul 1 3oo questo paese non torna a ram- dell* Assunta n.^ 957.)
mentarsi, se non quando il Cast, col porto Inoltre nello stesso Arch, Dipi. San. e-
e distretto di Talamone erano pervenuti in sìste una provvisione del 7 seti. i3ai scritli
dominio dei monaci della Badia di S. Sai- in Siena da sei deputati eletti dai Sigoon
vadore sul monte Amiata. Nove ad oggetto di provvedere in modo clic
In prova del qual vero citerò due istru- il castcl di Talamone fosse abitalo da quelli
menti , col primo de' quali, del i5 aprile che avevano ottenuto dal Comune di Siena
i3o3, l'abate del Moo. predetto , consen- il terreno dentro il [laese col ricevere terre,
tendovi il suo rapitolo , costituì in sindaco casalìni ed altri incoraggiamenti allo scopo
il monaco don Pietro daCornetocon facoltà di stubilirvi il loro domicìlio
di vendere al Comune di Siena il porto, la Che nel progredire del secolo XIV Tal»-
corte e beni di Talamone, ad eccezione di mone divenisse lo scalo principale mariltioio
una chiesa di S. Pietro, che dicevasi fon- della Rep. di Siena lo dichiara il Irallalo
data in luogo Ca^o. Inconseguenza di ciò, da essi concluso nel i357 coi Fiorenlìoiti
nel la seti, dell'anno stesso i3o3, i reggi- quali ultimi si risolvettero di abbandonare
tori della repubblica sanese, stando nel pa- il Porlo Pisano e vo'tarsi invece a Talnioo-
lazzo abitato dalla Signoria, ricevettero il ne. In vigore di quelle convenzioni iSan»
Mon. Amialino con i suoi beni sotto la prò- promiseeo acconciare il porlo col mettervi I«
teziune del Comune di Siena , piometleudo guardie, restaurare le stiade che da Siena vi
TALA TALC 499
conducerano e fiibbricanri gii «ìTierfbi. Ar^ Finalmente nel i554 il Cast, cnl porlo e
roge « tutlociò la nota delle g.ibelie per i dislrello di Talamone , e la maggior parte
generi d* introduzione e di estrazione cbe de* paesi che per due secoli e mezzo hanno
in quel tempo si conduceirano a Talamone; formalo lo Slato de* HE. Presidj, fu preso
nota che fu pubblicaU dal Pagnini nel Voi. da una flotta spagnnola, in nome della qual
IV della tua Opera sulle Decime. potenza , poscia di qnella di Napoli , Tala-
Già 6no dal giugno 14x0 incontrossi nei mone fu presidiato fìno a che alla restaura*
paraggi del monte Argentare una flotta di zione del goferno granducale (1814) Ta-
Lailblao re di Napoli do^e incontrò quella lamone con tntle le altre terre e castelli de*
della Rep. Fior.; ma quest'ultima essendo RE. Presidj Tenne consegnato' alla Corona
stata rotta e dispersa, Talamone cadde in granducale di Toscana. — » f^ed. OBatTKixo.
potere del TÌncitore, sebbene fosse ben pre» La pieve arcipretura di Talamone sino
sto recuperato per opera del conte Franoe* dal iSioera, come si è indicalo, sotto Tin-
•co Sforza capitano de* Fiorentini. Tocazione di S. Maria,.ed alla medesima nt
Che poi le concessioni del governo di apjpella una causa insorta nel 1348, ali* oc-
Siena a benefizio degli abitanti di Talamone casione che i monaci Amialini pretendevano
si estendessero anco in (aTore di coloro cbe il giuspadronato della medesima: per cui con
si recavano a stabilirsi familiarmente in Or* atto del 90 maggio di detto anno essi no-
betello, dopo che quest* ultimo paese era ca* minarono nn procuratore per difendere le
duto in potere della loro Rep. , lo dichiara ragioni di quel monastero davanti al Card,
una deliberazione presa nel concistoro sane- Pietro Bertrand tcscovo di Ostia, a ciò de-
se li 97 marzo del i433, con la qnale fa legato dalla S. Sede. -~(AacB. Dm.. Fiok.
proTYeduto, che a bonificamento e conserra- Carte della Badia Amiat,)
none di Orbetello chiunque si fosse recato Rispetto allo stato fisico, ed alle cause più
stabilmente ad abitarlo avrebbe goduto delle plausibili della malaria di Talamone e dei
franchigie medesime di quelli che abitavano paesi che dal lato di terra lo aTvicinano re*
nel porto e Cast, di Talamone, eccettuata la densi gli Art. Maoliaso e OaarrcLLO, Com.
pensione cbe il Comune di Siena accordala \m parr. arcipretura di S. Maria Assunta
alle persone che abitavano dentro il paese di a Talamone nel i833 noverava 1 57 abit.
Talamone. — ( Aaca. Dipl. Saw. T. XXVll TALAMONE e PENETO nel Val^I'Amo
delle Pergamene n.^ 9097.) aretino. — Due popolazioni da lunga età
Nel 1 596 per difetto di opere di difesa il riunite ( S. Pietro a Talamone in S. Miiria
Cast, di Talamone fu preso da una flotta a Peneto) entrambe sotto la pieve maggiore
Pontificia sotto gli ordini dell* ammiraglio di Arezzo, Com. Giur. Dioc. e Corop. mc-
Andrea Dona. -— (Malatolti, Stor. San, desimo. — • red. Pwito (S. Maria a).
P. in. Lib. I.) TALA VERNA (VILLA m) nella Val-di-
E qui cade il destro ricordare una reta- Magra. — f^ed. Gaoppoi.i in Val-di-Magra.
xione fatta nel i53i alla Signoria di Siena TALCtONE in Val-d*ElsA. — Vili, che
dair ingegnere Baldassarre Peruzzi incari- ha datò il vocabolo ad una chiesa ( S. Ma-
calo di esaminare e riferire il suo parere in- ria a Talcione ) cui fu annesso il popolo di
tomo ai ripari da Cirsi in diversi luoghi S. Stefano a Talcione, nella Com. Giur. e
della Maremma sanese. Nella quale relazione, due roigl. a lev. di Poggibonsi, Dioc. di
rispello alle mura del Cast, di Tabmone il Colle, gih di Siena, Comp. sanese.
Peruszi dichiarava, che dalla parte d'A/fri- Rìsile sopra nn colle presso la villa di
co esse non superavano rattezza di un brac- Strozzavolpe, costà dove possedeva beni il
ciò circa sopra terra, per cui il relatore ta- gran conte Ugo, il quale nel 998 assegnò
cera sentire il bisogno, di terminarle per alla sua Badia di S. Michele in Marturi
essere di facile scalo verso il mare ai Turchi sopra Poggibonsi due poderi posti in TaU
ed ai Mori « né vi andranno a finirle, diceva eione, — Più tardi vi acquistarono giuri-
li Peruzzi, più che canne i5o di muro ». — sdizione i conti Gnidi , uno de* qnali nel
{GkY^Carteggio ined, di Artisti, Fd, il.) 1 155, fece una permuta dei beni medesimi
Non corse però gran tempo, dacché il paese posti presso la canonica di Talcione con
di Talamone nel i543 fa scalato e saccheg- altri di pertinenza della Badia predetta. —
giato dai Turchi della flotta comandata dal In quanto poi alle controversie insorte fra i
Barbarossa. — Fed, OsaanLLO. vescovi di Firenze e di Siena rispello alta
500
TALL
TAXL
fìoritditioiit lU qattU ooaUMla fcJiii VArt,
Pooonoirsi.
Due utrumenti, che ooo Yeno la fine
del secolo XI (1069) e f altro so! prìacipio
del XII (1004), rogiiU nel caslel di TWci'o*
««, danno a conoscere qualmente , in qoel
freltcìnpo il distretto civile di Taleione
era pussato dal lerrìiorio sanese in quello
fiorentino, mentre ristrumento del 1089
fu rogato nel Cast, di Tàloione , contado
sanete^ ed il secondo nel territorio Jioren»
tino. — (Amai. Dm.. Fiom. Carte della
Badia di Passign. t di S, Eugenio pret^
io Siena), — f^ed, Aoaiss (S.) in CktantL
ÌM chiesa di S. Maria a Taleione nel
1 5o8 fu ammensata con i soni beni ali* ar«
cispedtile di S. Maria NnoTa» il qoale n«
consenra il giuspaidronato.
La parr. di S. Maria a Taleione nel t833
no%eraTa i5a abit.
TALLI nel Va1-d*Amo casentinese. —
Vili, pk Cast, con eh. plebana (S. Niccolò)
capoluogo di Gorounitkf nella Giinr. diBib«
biena , Dioc. e Gorap. di Areno.
Risìerfe S'apra un poggio omonimo nel
monte che propagasi dalla così delta Alpe
della SS. Trinità , fra il gr. «9* a8' 4"
long, ed il 43^ 3o' 6" latit., 6 migì. a
maeslf. di Subbiano, circa i3 migl. nella
stessa direzione da Arezzo , e intorno a 8
migl. a ostrolib di Bibbiena.
Fu il Cast di Talla per qualche tempo
signoria de* conti Dbertint di Chitignano,
ai quali «la alcuni genealogisti Tenne inne-
stata per via di donne la Gimiglia Concini
per far credere che dal castel di Penna dt-
cliUbtrllnidiTalkidtrifi
Concini, sebbene nato da un ag rìeollore nei
f ilkggio di Penna presso Tenranuovn. —
P'ed, Parai nel Val-d*Amo sapenofc
Meno dubbia è la patria delb nobil la-
miglia degli Accolti di Acexxo che ckI di
Ponienano castal letto so)>ra Talla iloaìaaio
in qualche modo anch'esso dai conti liber-
tini, i quali sino dal scc. XII cederooo oas
parte di diritti topn alcune chiese del pi.
▼iere di Pontenano alla Badia dellm S6. Tii.
ni là posta nelPAlpe Mperìoce denlfo il peri,
metro territoriale di qocsla sterna Gnouiaici.
Infatti un atto del a nov. t3i9 rifoaffds
1* immissione in possesso della chiesa di S.
Lorenzo a Bieciano data dal prete Si
pievano di S. Paolo a Pontenano,
cntore a ciò costituito dalF abate del
della SS. Trinità nelf Alpe. L* alto fo
nella villa di Bieeiano di sopra » dorica
la chiesa di S. Lorenzo , mentre ana caiti
del 10 luglia i3i9 tratU de*coafim ddk
parr. dì S. Lorenzo a.Bieeiano di sopra
con quelli della cnm tuttora etbtenta di &
Maria a Biceiano di ioUo*
1 nobili di TVIIa della consorteria étti
libertini come segnaci deiraràvcsoovo vi.
sconti air occasione della guem M i35i
fijrooo incinsi nella pece di Sanaoa del
i353, finché nel marao éA i383 TbUs,
come castello del contado aretino ti rese alfa
Signoria di quella Rep. dopo che Azao di
Finibceschino degli libertini ebbe conaegnats
ai Dieci di Balia di guerra i sooì caolelE
situati nel contado di Areizo , e che fn ac-
cettata neiraccomandigia della Eepnbblia.
ifOn MENTO della Popolazione del Castello dì Tjlljé
a cinque epoche diverse^ dÌ9Ìsa per famiglie.
Ah NO
IMrCBIRI
masc. femm,
1
ADO
masc.
1.T1
femm.
COMIUOATl
dei
due sessi
BCCLBSU-
8TI0I
SBOOLAJtl
Numero
delle
famiglie
Totale
delta
Popolai
i55i
...
^.
.»
...
«.
34
aoi
1745
47
38
5o
6t
9«
3
67
»97
i833
80
72
8a
78
i36
4
io5
45a
1840
74
7»
85
ioa
158
4
i*7
494 J
1843
68
54
70
99
i8i
4
toa
47« j
TALL TALL, 501
Comunità dì Valla, -— Il territorio co- Fra le maggiori roouluosità contusi queU
muuiUlìvo di Talla occu[ni 17,690 quadr. la «leirÀipc.di S. Trinila, che si alza quasi
4«a dei quali spellano a corsi d* acqua e a br, «6 5 o aopra il livello del mare Medi-
slr^de. Nel i833 vi si troTtvano aoao in- terraneo.
«Hviilni a proporzione di circa 95 persone 11 Salotto ed il Talla sono i due mjg-
|)er ogni migl. quadr. di suolo imponibile, gìori corsi d'acqua che attnnrers^no il ter-
Dirò con i compilatori del Calendario ca- ritorìo di cotesta Comuml2i , comecché la
«eatiaete per Panno 1839, che questa G>- contrada si troyi solchila da numerosi piccoli
manità si distende per l'Alpe di S. Tri- fossi» fìra i quali il Capraja ed il Carda,
nita, per ripidi seni e per gioghi formati da Ad eccezione di un tronco di strada ro-
inonti che da quella in vaiiie direzioni si di* labile che per circa un miglio slaccasi dalla
ramano. provinciale a Rassina per entrare nel lerri-
Confina con quattro Comunità. Dii primo torio, comunitalivo di Talla percorrendo la
mediante la giogana dell* Alpe di S. Trinila ripa destra dell* Arno, tutte le altre vìe sono
«ssa fronteggia dirimpetto a pon.-libccon il mulatliere e pedonali.
territorio della Comunilk di Loro , a par- La struttura fìsica dei monti del territorio
tire dal giogo del Poggio Cappone sino al in discorso consiste generalmenle Jn strati
termine delle Capanaine , dove dal Iato di di macigno alternanti con Io schisto mar-
lib. sotlentra il terrìlorio de' Due Comuni noto ^biscia/o) e più di rado col calcale
distrettuali di Lateriiia , col quale il terri- compatto {alberese), — f^ed, GAariL-Foco-
lorio di Talla arriva al termine della Sciita, ohavo. Comunità.
Costì infalti voltando (accia da Ub. a scir. I prodotti del suolo si riducono a foreste
il territorio dì Talla trova di fronte quello di querci, a praterie naturali, ed a selve di
delle Com. diCapolona, col quale ti acoom- castagni, per quanto nelle colline inferiori
pagna da primo per termini artificiali, a par- e più meridionali si coltivi con qualche in-
tire da! fosso Doeeia^àì poi mediante quel- dustrìa la vite, e vi proaperìno in eopia le
lo della Fonte al Topo entrambi si ao- piante dei gelsi. La Comunitii di Talla é
compagnano nel borro di Zenna. Ivi cessa stata eretta con decreto Napoleonico Bèl-
la Com. di Capolona e viene a confine Tal- Tanno 1809 smembrandone il tuo terri-
tra di Castel-Pocognauo, da primo dirìm- torio dal 1* a nlMa Comunità di Castel Foco-
petto a ley. poscia di contro a grcc. dove gnano.
mediante i fossi del Martinelli e del For» La popolazione di questa Comunità tut-
menone arrivano sul torr. Salutìo^ il quale sitte per la maggior parte dei prodotti delle
rimontano per mezzo migl. nella direzione selve di castagni, e delle praterie naturali
«li lev. a pon. finché lo attraversano alla faislenti nei popoli dì Caprafa, di Pahona
confluenza del fosso Sonano , che percor* e di Pontenano di sopra,
rono, nella direzione di sett.-maest. passalo II paese di TViUa manca di mercati tetti-
li quale entrano dal lato di ler. nel borro manali e di fiere annuali. — La sua antica
«lei Cornìo/o, verso cui si dirigono piegando chiesa parrocchiale di S. Niccolò risedeva
SI grec., poi a maeslr., finché dopo un buon sopra una rupe che precipita sulla destra
tnigl. di salita trovano nell'opposto fianco del fosso Laifamone alla sua confluenza
il lorr. Carda. Mediante qnett' ultimo le nel borro di Capraja,
Comunità di Talla e di Castel -Fooognano Al luogo di quella chiesa ridotta ad uso
(ronteggi.'ino per un miglio e mezzo; quindi dì sepolcreto conservasi tuttavia il vocabolo
la nostra lascia fuori il torr. Carda per av- di Castello, — In Talla risiede il solo mk-
▼iani di fronte a maestro sul poggio di Fra- gistrato civico, mentre il suo giusdicente
idino, e di là voltando faccia da maetlr. a civile é in Bibbiena, la cancellerìa Comu-
f ree. arriva sull'Alpe di S. Trinità passando nitaliva in Rassina, T uffizio di esazione
davanti ai mderi di questa Badia per ginn- del Registro in Poppi, l' ingegnere di Cir^
f eie sol giogo del Poggio Cappone dove condario , la Conservazione delle Ipoteche
ritoma a confine il territorio della Coro, di ed il tribunale di prima Istanza si trovano
Loro. nelU città di Arezzo.
T. V. , 64
502
a ciaf ma apochm àWtrt».
m. Za Parroediia di Bagno ttgttat» om Faiivitoa (*] nelU mltimu Auifuk
apparteae*» ad altra Comunità. :
TiHBDKA ( ALPE E«a.i,i ) lopra Hiiwi qo*Ii iprtUnno in quali* «u» alU Qmt- |
DnoFc. — Fed. Alfi Arnuii k Muu-Do- nilù limitroh di Angfaiurì.
<uLi, ComunUà. TARTAGUA ndli Vil-di-Ton. — G»
TANCREDI (CASTEL-NUOVO).— Tnl. che ebbe chim parr. <S. Criirin.) do» b
CUTU-NDOVO TurcBun. tiaslocaUi tj [licTC Ji Gello-MaHiccioaiCS-
TANONA.oTAONA (BADIA*). —rcd. Uartloo in CoZ/iru) innanii clic tmtm
Aiiiu DI FoiTiNA Tuo». unila alta cura di S. Ermo ■ S. Erarte,
TAPPO\E(X»inVit-<IÌ-M3gr). — Ci*, nella Cum. Giur. e cinzii migl. 4aiidi«£
ncircK-Tcudadi Varano (ull'AppcnDinn Tn L>ri, Dine, di Sin-NinÌHto , ^!à di I«m,
l'Alpe di Cam^ioiagbFna e HoorOrsafo Camp, lii Pisa. — ^cif. Guxo HurlocMt-
pRMO le più alte sortemi del lorr. Tava- TAHTIGLIA nel Val-d'Arno cnntiw-
roneiiellaparr.diS.Haria di Apelli,Com. le. — Cjs. con eh. parr. (S. Jacopo), ai
e circa 1 migl. a maestr. di Varano , Giur. fu anoKita la cura di S. Hartolomaro ■
di Liccianu, Dioc. di Haua-Ducale, già di Slrapclegnoli , nel pìiTanalo di Roana,
Luni-SanaDH.Duc. di Modem. -~ Fed. Cora. Gi or. e circa due mlgl. ■ lib.iliFn-
ViBAHO. to-Vecchio, Dioc. di Fiesole, Coup. 'i
TARSIGNANO nella Valle-Til.eriiu. — Areno.
C<*. con eli. parr. (S. Gio. Baltista) nella Riaìede *ul fianco orientale del naatr
Cuin. Giur. e circa 4 migl. a oitro-lib. di itìta Coatuma fraleiarfenli del iamot»
Hunlerchi, Dioc. di San-Sepolcio, gii di b la strada proTiociale Coentineae.
Areuo, C 'inp. aretino. Quando nel 1779 fu uniloal parfoo* '
Risiede in poggio sulle pendici Mllenirio- Tortiglia il lopprcuo pnpolo di Suap'l''
nati del Monte-Hirian» presso la ripa sini- gnoli , una (umane del medesimo UMCÒai
%\ndt\iort. Padonrkia.—^ed.ìiairtKuxi. parrochi di Sai» e ili Poppima.
La p.irr. di 5. Gin. BaltiiU a Tanìgiiano La |iarr. di S. Jacopo a Taitiflia «l
nel i833 coniava 11] popolani, la dei iB3J contara aiS abil.
TASS TATT 303
TARTIGUESE nel Val-d' Arno supe- flel nov. del i3io gli nomini «le! Oiit.
riore. -— Vili, eoa eh. |Hurr. (S. Miria) uri del Tasto elessero un sindioo per presen*
pÌTÀere* Cora. Giur. e circN due nii((I. h tursi dnvaiili la Signorili di Firenie «d e-
«ir. di Figline, Dìoc. di Fiesole» Conip. di sporre, qualmente il loro parse e disin-tlo
Fiivnir. era contimianiente niolestito d<iglì libertini
Trotaii fopn nna piaggia alla ilestradel- e «lai Pazzi del Va|-d\4mo, nemici della
b ■Imla poftiile aretina quasi a mezu via parte Guel£i; e che il castello medfsiino con
fca le Terre di San-GioTanni e dì Figline, le sue appartenenze trorandosi dentro i con-
INitJe la beni nel popolo dì S. Maria fini del contado fiorentino , a nome del suo
al Tartigliere Luca della Robbia celebre Comune faceva utanza alla Signorìa , aifin-
■alloffv in terre Tctrìale. Ln qnal cosa si che il Cast, ilei Tasso col suo territorio
■nnifestn in una denunzia di beni falta in fone riunito al territorio 4X>munilativo di
Fireme nel 1457 agli uffiziali delle Deci- Montevarchi. Dondecbè con rìforroagione
mt di Xuea M Simont di Marea della del nov. dello stesso anno fu dichianto, che
BMia^ stata ri|ior1ati dal Gaye nel Voi. I il Gasi, del Tasso col suo distretto facease
èà. Cmrt^ggio inedito di Artisti sotto il parte della Lega di Montevarchi nel Sesto
I-* LXXI. di S. Piero Schcraggio senza però essere sot«
Dhlla cienuttzia medesima risulta , che topnsto a gravezze maggiori di quelle oon-
Emta e suo fratello Marco di Simone poe- soete affine di meglio provvedere alla tua
Mlevano nel popolo di S. Maria al Tarti- difesa.
f lìcM Del Valdamo di aopra la terza parte Se coletta legge ebbe effetto » ed in caeo
di an podere che dava di rendita ao slaja affermativo per quanto tempo si mantenesse
di grano, e che il detto Luca della Bobbio in vigore, io Pignoro; so bensì che negli
iBon era giunto ali* età di anni 58 , vale a statoti fiorentini del i4i5 il Cast, del Tas-
dkr nato nel 1400. so era tornato a far parte della lega, Com.
ÌM chiesa parr. di S. Maria al Tartigliese e polesteria di Terranuova. -— Fed. Trb-
fan dal 1175 da Rodolfo vescovo di Fie- aamvova.
sole fn aMegnala alla nuova eh. plehana di La parr. de* SS. Jacopo e Filippo al TaS'
Figline, staccandola da quella di Gaville. lonel i833 contava 491 abit.
^ red. FiGi.niB. TASSONARA nella Val -di-Magra. ^
La parr. di S. Maria al Tartigliese nel aliata compresa nel popolo dì S. Maria a
|333 conlava aSn abit. Ricco, Coro. diTerrarossa, tealèdi quella di
TASSAI A (S. CLEMENTE alla) nella Ragnone , Giur. medesima, Dioc. dì Pon-
Viil-di-Sieve , o a MONTE- GAROSO. — trpmolì , stsita di Iiiini-Saruna , nel Corop.
^arf. Moura Caboso , 1 GAasA-VaccBiA. di Pisa. — Fed. Riooò di Tebbabossa.
TASSO (CASTELLO D«.) nel Vald*Arno TATTI {Taetae) nella Val-di-Rmna in
ssperiorr. -~ Cast, con eh. piirr. (SS. Ja- Maremma. — Cast, con eh. plebana (S.
topo e Filiptio), coi furono annessi i popoli Maria Assunta) nella Com. Giur. e circa 1 o
di S. Maria e di S. Stefano al Tasso nel migl. a lev.-scir. di Massa-Marittima, Dioc.
piviere di Gropina , Oim. Giur. e circa un e Gomp. di Grosseto.
■igl. a lev.-scir. di Terranuova , Dioc. e Risiede in poggio fn immense foreste
Goin|B. di Arezzo. presso le sorgenti del lorr. Follonica che
Risiede fra Terranuova, Ganghereto, Ca- svendono dal lato di ostm del sno poggio
tiiglion-Ubrrlini e la ripa destra dell'Arno, e quelle del Gonfiente che precipitano al
sopfv nna piaggia di sabbione, rhe ha ser^ suo lib. , avendo Prata a sett. , Pemlla a
rito di cimitero ad nn gnin numero di gì- pon., i ruderi della rocca di Pietra a ostro,
guitcsclii quadnifiedi di razze pcrrlnle, e e i7ocra-7Vrf eri g/ii dal lato di lev.
dei quali si f tarlò nelTArt. Castf-l-Fbanco Una delle più antiche memorie di questo
n aopmA , e si tornerà a parlare in quello di luogo la trovo fra le carte degli Agostiniani
TaaaAauOTA, Comunità. di Siena provenute da quelle della Badia a
Fa il Castel del Tasso uno dei fendi dei Sestinga. È nn*attodi loc<icionc del 19 fcbh.
eonii Gnidi confermato loro dagli Impera- 1069 fatto dall* abaie del Mon. di S. Bario-
lori Arrigo VI (i 19:) e Federigo II (laao) lommco a Sestinga della metà di case, chiese
sehliene si trovi doniinat > dai loro subfeuda- e terre ottenute in donazione da detto Mon.,
tarj, gliUbertint ed i Pazzi del Val-d*Arno. i quali beni si dichiararono posti in luogo
TAVO TEGL 5«>
tgpn iirek-ftudo di Vmmoo, putendo (n mifl. e nella eoi Gom. eGiur. è comprftii,,
]« fimtia e UooÌMia e di là tolto U Pievt a Dìoc. di Fulojt, Comp. di Fireiiae.
Honli , per entrare poi nel lerrilorio gran- La contrada di Tavola nei trcoli caduir
ducale di Terrarotta , le cai rauraorien- cotliltiÌTa una delle 44 lille del dislvetla
tali bmbjtee innanà di Tuotarti dopo 8 di Prato. — Ritpetlo al movimento prò»
in 9 miglia di rovinota ditceta nel fiume gretsivo della tua popolaaione batta ripe-
Magri. tere qvanlo fìi indicato totto gli Art, Fi-
TjrKHj , o TjrEMWj nella Val-d'Arbia. stojAi Diocefi^eVìJ^rotComunità, nri quali
— Gm. penluto teppure non fu il borgo fu detto» che la popolazione della parr.di S.
di Taverna dell* Art. teguente dove fu nna Maria Maddalena alla Tavdfa nel i55i era
cappella (S. Bartolommeo) di giutpadro- di toli 979 individui » quella dell* anno
nato delle monache di Monle-Cellete, con- 1745 di 549 abit. mentre nel i833 vi si
fermata loro insieme con la pieve di Tabio' contavano 903, e nel 1840 flnoaQSdahit.
no ed altre chiese dal Pont. Alessandro III TEGCIOLI (PONTE a) o ▲ TEGCIOLB
mediante una bolla concistoriale data nel nella Valle dcirOmbronc pitlojete. -^ fc
1175 in Ferentino. — ^ed, Tjmumo, un* antico ponte che cavalca il fiume Om-
. Inoltre in Tavena^ in jirbioia, in ^e- brone dirimpetto alla chiesa di S. Maria a
seona tee. pottedevano beni i monaci Be- Gel lo, nel cui popolo è compreto per roelk,
nedetlioi di S>£ogenioalJffiiii>fero pretto circa due migl. a tftt.-maettr. di Pittoja,
Siena , ticcome apparitce da due diplomi Gomp. di Firenie.
degrimp. Arrigo IV (4 giugno 1081) e Rammenta fr^i gli altri cotesto Ponte a
Federigo! (8 agotto li 85.) «^ (Aacn.Boa- Teeciole un itimmenlo del Vescovado di
omi-lBbcai m Sibha, c Dm.. Fioa. Carte del Pistoja , ora nell* Arch. Dipi: Fior, rogato
Man, di S, Eugenio), nel Comune di Gello li 16 agosto del 1 486,
TAVERNA , o TAVERNE d* ARBI A. — nel quale trattasi del fitto di un mulino con
Borgo sulla testata sinistra di un ponte omo- le terre annesse posto al Ponte a Teceiofe
nimo che cavalca il fi. Arbia, e sul quale ne/ Comune di Gello con 1* onere delFan-
patta la strada provinciale Zattrrla;?a presso nuo fanone di 57 ornine di grano, e slaja
la chiesa di S. Ansano a Dofana e quasi sul- tre di fave.
ringretsodel valloncellodiMonUperto,nel TEDALDA (BADIA) nella Valle di Ma-
popolo di S. Paolo a Presciano sul confine rcrrhia. — Fed, Badu Teoilda.
della Com. Giur. e circa 6 niigl. a pon. di TEDERIGHI (ROCCA) in Mareroro».-.
Castelnoovo Berardinga, con quella delle FhI, Rocca TsDiaioai.
Masse del Terzo di S. Martino Dioc. e Comp. TEGA (BADIA a).— r Fed. Baou a Trga,
di Siena, che trovasi 4 migl. al suo maexi. do^ie fu inviato il lettore ali* Art. BAmA m
Ebbe forse questo luogo il nome di Tn- Silvamokoa , confusa con questa di Teftti ,
t^erne (ad 2*a&enia/) da qualche antica man- mentre la chieta della Badia di S.Salva-
tione lungo una ttiada romana che doveva tore a Selvamonda è posta sulla ripa sini-
condurre a Siena. atra del lorr. Zerma nel popolo di Ripnn,
Il bel ponte a tre arcale che cotlli cavalca ora Com. di Capolona , quando la Badia di
TArbia è opera dell* ingegnere Pietro Fer- S, Antonio a Tega è una cura della Com.
roni ordinata nel 1787 dal gran Leopoldo di Orlignano, la quale nel i833 contava
in laogo di un ponte antico, di cui si Irò- 76 abit. — Fed, Oitiomaiio, Comunità.
Tane memorie nel i353 fra i libri del con- TEGLIA (S. MARIA ni) nella Val-di-Mi-
siglio della Campana nelP^rc/i. Dipi. San, gra. — Contrada che ha dato il nome ad un
— ^ed, V Art, precedente. torr., gik delio Capria destra e ad nna eh,
TAVOLA (S. MARIA MADDALENA al- p»rr. nella Com. Giur. e circa tre migl. a
la) nella Valle delPOmbrone pislojese. — osim di Pontremoli, Dioc. medesima , stala
Ontr«da compresa nelle RR. Cascine del di Brugnato, nel Comp. di Pisa.
Po^rgio a Cafano sulla ripa tinittra del fotto Risiede la chiesa sulla ripa sinistra del
Ooga/a che entra nelfi.Ombrone presso il torr. omnniroo'poco innanzi che qnrsii cn- ,
foggio a Cajano dow il fiume stesto è ca- tri nella Magra diriropello alla conf1iien7a
ralcalo dal primo ponte di ferro totpeto per dell* altro torr. Copria sinistra, entrambi
guidare dalla tlrada rfgia alla eh. di Tai^o- designati come limite meridionale al distri-t-
a ed a Prato, dalla qual citlfa etia ditta 3 io dell* antico Comune di Pontremoli con
EL^
TEHP TENE 507
GM> ilel'.i Spctia pfcno la riva «lei mare e doli figli del fu Jfnicauio del vico di Tem-
■el meridiaDo del promontorio occidentale pantano in rettori della cbieia di S. Miniato
di Pòrtovroeic. a Sesto. — (Memor. cU,)
ÌM pttrr. di S. Giorgio al Telaro, o Tel- Più tardi riccTè dei tributi da cotesto
laro, nel i839 aveva 398 abit. Tempagaano la chiesa di S. Pietro di Ro-
TELERIA (PIEVE di) e SIGLIANO in ma, sircome rilevasi dai registri vaticani di
fal-Tlberina. — Chiesa plebana sotto V in- Cencio Camerario.
«oosioae di S. Maria nel Cas. di Sìgliano, La parr. di S. Prospero ■ Tempagnano
CoflB. Giur. e circa 4 migl. a ostro di Pieve- di Diecimo nel i83a contava «7 1 abit.
l-Slcfriio , Dioc. una volta di Areno» ora TEMPAGNANO m LUNATA. ^Gontra-
di Saa-Sepolcro , Gomp. aretino. da con cb. purr. (S. Andrea) nel piviere
U pÌTÌere di Telena e Sigliano attuai* di LunaU , Com. Giur. Dioc. e Due. di
ante conta 5 parrocchie succursali , cioè ; Lucca, dalla qiuil ciltii la chiesa di S. An-
l. Brancialino prioria, con fonie battesima- drea a Lunata, situata presso la strada po-
li; «. Gaslelnuovo ; 3. BaUUgnano; 4. Val- stale Pescialina, trovasi circa due migl. a
ìisilda ; 5. e Tiziano. — ^d. Siuluvo, e lev. di detta città. — Nei secoli più vicini
flav-Saros^ao (Diocati). al nostro fu aggiunto al piviere di Lunat«i ,
TELLARO n LEEICI. — ^*d. Telimì. «d alla contrada di Tem|>agnano anche la
TBMPAGNANO, o TEM PANI ANO di {Nirr. di S.Vito. — Ted. Lunata (S. Vito a).
■BCIMO in Val-b' Ottavo nella Valle del La parr. di S. Andrea a Tempagnano nel-
cUo. ^Gas. che ha dato il titolo ad una (* anno 1 839 contava 40 5 abit.
r. (S. PrvMpero ) nel piviere di Diecimo , TENDOLA in VaMi-Magra. — Vili, eoo
del Borgo a Monano.Giur. del Ba- eh. parr. (S. Caterina) nella Com. Ginr.
fVy Dioc. e Due. di Lucca. e quaii 3 migl. a selt. di Fosdinovo, Di«ir.
Diie ville con questo vocibolo esistono di MHSs:i-Diicale, già di Luni-Siinana,Duc.
Mlon ael Ducato di Lucca, una con chiesa di Mcnlena.
delicata ■ S. Andrea in Tempagnano nel Risiede sulle spalle del monte ili Fosdi-
fivive di Lunata situata a lev. di Lucca, novo lungo la strada mililiire Mo«l;inese,
Falbi al tao sett. in Val-d* Ottavo sotto fm i casali di Pulica e di 5. Terento da*
rinvocasàone di S. Prosfiero a Tempagaa- Bionti^ presso al confine sett. deirexfeudo
■i nel piviere dì Diecimo. ili FosJinovo con la Com. granducale di
t credibile che a qucst* ultimo luogo vo- Fiviczano.
lose rirerìre una cirta delPWrc/i. Jrciv, di Ln prr. di S. Caterina a TendoLi nel
Lneca, in data del a5 die. 765,000 la quale |837 a\eva 378 nbit.
aitale jéuritperto del vico ariana {Eia- TENER ANO in Valxli-Magra. -- VìM.
9») donò tutti i suoi beni alla chiesa di con eh. {»arr. fS. Michele) nella Coni. Giur.
S. Agata in Tempaniano^ di cui egli era e circa 6 migl. a ostro di Fivizxano, Dine.
Malo foiidiitore e rettore. di Pon tremoli, già di Luni-Sarzana, Corap.
Alla stesa chiesa di S, Agata in Tem. Ji Pisa.
perniano appella un* altra membrana lue- Risiede Tenerano sul fianco settentrio-
ckcse del 1*8 maggio 873.— '(Mkmok. Lucca, naie del monte della «S/N>/feriiiif, ossia di
?ol. IV. P. I e li.) Tenerano,» ^TOi br. sopri il livello del ma-
Inoltre il pio uomo Tassillone con suo re Mediterraneo, mentre il giogo del monte
Intiimento ilei ag l'ebb. 7G8 lasciò molti fu riscontrato dal Pad. Inghiraiui ali* altezza
beni a varie chiese, fra i quali una casa [to- di i8o3 br. sopra lo slrsso livello,
sii in Tr.npaniano. — Anche nel a 3 sett. Esso divide il territorio meridionale di
ikl 770 Tannaìdn con due figli donarono Fivizzano da quello settentrionale di Car-
s'U i-hiesa di S. Pietro da essi fondati in rara, e trovasi fra terreni calcarei melamor-
Tempaaiano ^ Jote essi abitavano, tutti i fosati e cavernosi, talché Tenerano é nolo
loro Ijeni. — {Memor. eit.) ai naturalisti per le sue marslose caverne. —
Più S]iecial mente al Tttnpagnano di Die- Ess^» faceva fKirte <Iei fenili de' marchesi M.i-
cimo sembra che debl>iinsi riferire i docu- laspina deìr Aquila «piando i suoi aliilanli
mniiì Mgiienli; e prima di tulli un allo insieme .1 (|ucllì kV I^tlann s\ sotlomiseio
•Mr.4nno 8^9, i5 selt., col quale Pieiro alla Rcp. Fior, por :iM«» pubblico «lei i>
vescovo di liucca costituì due fratelli sacer* aprile i5ci;. — /W. Inolaud.
508 TEBE TEBE
f^Ute neirArvh.iJelle Ait'urmagiuni uoa del monte Fegaieii alU dettn M lorr,
rcljzi'Hic giurìdici «otto di atì luglio i554 Fegona lutij;o ]j slnda ducale aperta sulk
al rn.«gislrjlo degli Otto dì Pnitìua Citta da sprune meridionnlv dvir.4p|iennino di RoB<
Friiiceico Forelli sopra alcane verteuze tra din:«ja. — 11 Aev.mo Pad. Ptof. Micheli
|[li imiDini diTeneranodaundparteeqaelli Berlini nelle osservazioni trigonometricki
di (brilla e Rateino d^iraltn parte per ri- fdlte nel Duetto di Lucca trovò la tommiti
S|Milo ad alcuni .li terreni denominati Sa-» del cimpanile diTereglio a ioa5,3 br. ìm
iato, e raldi-Prat'i, chrsi sopra il livello del mare.
Li [wrr. di S. Michele a Tenerano nel In questa occasione rettificherà on equi
ff833 iioverav.-! 1H9 |io{Kd4ni. Yoco di p.irole occorso a pag. 874 del Voi;
TMHTKMMJifo, u Tii9TKf/Ni!fo {Roccj jt) II di quest* 0[)^ni tlove dissi, che le bracelÉ
in V<i|-d*Or(:irf. — ^ed. Rocca D*OaciA, e lucchcrsi stanno alle br. fior, come io,oooi
CàsncLioif n'Oacià. 10,117 invece di dire, che le braccia IM
TEMUTA n ACONA neir Isola dtU*Elba. stanno alle lucchesi come 1 0,000 a 10,1 if .
— ^ed. AoNA , a Pokto Lurgohi. Il popolo di Tereglio nel secolo XHI
— ni COLTAIVO. — ^^l. GoLTAHO. continuava a far parte della pieve de*yo«ri
— DRL FITTO DI CECINA. — re(I.Fir- di Villa, comecché innanzi il mille foM
T» IH Crcima. soggetto allapievc distrutta di S. SteTaiio 1
— ni SANROSSORE — Fed. Sam- BargL — Terf. Moari m Villa e f^ngé
RiMsoai , e CiiciMB RR. di Pisa. Téuehzama,
— . DEL TOMBOLO. — f^ed. Toh»olo 11 popolo di S. Maria a Tenglio nel i8St
(Tbruta dil) e Porri m Staoho. Gli stessi ascendeva a 653 individui,
iiivii ris|)etlo a tutte le contrade designate TKUMnzdnA (F'ìllj di) nella VaI-di-EÌi
sotto il vocjbolo generico di TVmifa, o ma. — F'ed. Momti di Villa, e Villa T»
gran fattoria. aaasAKA.
TI-X)I)0R0 (S.) a porta tufi nel su- TERENZ ANO, o TERENZI ANO nel V«|i
burliio ineridionMle di Siena, dm. delle d*Arno fiorentino. — Gas. con eh. priofii
Mrfsse di Città, Giur. Dioc. e Comp. sane- S. Martino) nel piviere di Remole, GbÌA
se. — Ij4 chiesa sotto il titolo de* SS. Teo- Giur. e circa 4 migl. a scir. di Fiesole, ■!•
duro e Fr^liano, esistita di contro al mo- treitante a lev. di Firenze, nella cui DÌoih
ii.ist''ro di Monte Olivete, fu riunita con la e (^mp. è compreso.
di!»lrij|ta chiesa e Mon. di S. Margherita È situalo in |iog(!Ìo sulle pendici
iillii i:iir.i di S. Matteo, o di S. Maffeo e dion:di di quello di Sellignano ed a
di S. Apotlinare, liere della villa privata di Moni* Albano.
Il f'daiiinrllo ili S. Teodoro a Porla Tnfì, L* origine di questo nome dev*efsere ■•-
rfimunrmrnte scilo il titolo di S, Maffeo lica seppure, come sembra, derivò dai pQ»J
nel 1 3 i 7 aveva un piusdlcenle minore. — S'essi ch« costà poterono avere le genti 1^
Nel (i o 7 ^'in^Mio del i5.'i4 i Sanesi con le mane della famiglia Teremia,
truppe francesi soffrirono in cnlesla contraila Rammenta cotesto Gis. di TerenzanoanÈ
gravi |>er(li(«' iLillc truppe imperiati-medi- membrana del marzo 1140 scritta nel boTi
rec> »uidate dal March. d\ Marignano; nella gu di Monfuguto presto S. Ellero, relativa
qiiair circoitaiizarrano siale allcrrale molle ad uni rinunzia in f«\ore dei monaci delh
ra»c nrj popnio di S. Mir«!lierita con Tin- Vallomhrosa di tulli i diritti che uno nveta
lenzione dì costrnir\ì un bistionr di difesa sopra alcuni beni |k)sIì in questo Tfreniano»
tifila città. ^Diario dfl .Sozum nel F'ol. // — (\arn. Dipl. Fioa. Carte dì f^al/omhr,)
r/e//*i^re/i. iS/or. //fi/.. <— /'^eti.SiUf A (Maub Tja pirr. dì S. Martino a Tereiizaiio nel
ni Citta'). i833 conlava 137 a!iil.
Ki parr. di S. Teo.loro e S. Maraherìla in TRRFAZ VNO r TURL^GO in Va Mi-
S. Mitl*H>nel 1833 coiiliva 3 19 alili. Ma^ra. »- D'ir Cas. sotto nua so'a parr.
TFKEGI.IO nella Valle del'Senhìo. — (SS. Jjcojìo e Filippo>, nel piviere di Codi-
Vili. ((MI eh. jwrr. S. Maria Assunta! pia |xmte, (>ìm. Giur. e «lue in Ire migl. a
fili.i|f* «Iella picTP di' Monti, di Villa nella scir. di Fivìzzano, Dìoi*. ili Ponlremulì,
Coni. Giur. ^ ijiiasi Ire iiiijjl. a s<'ir. di Co- |;i.'i di Liini-S;ir7ana, Comp. di V\%.i.
l'Cfrlì-i , Dior, e Due. di Lucca. Colesti due casali rìsie Inno sullo «prone
Riiicde in ftoffio sul Haiico occidenl.d« del monte omonimo, i|uellu di Terenzitma
TEBE TERR 509
dal lato di icir. mciilre il Gis. Ji Turiamo Pdola A Riccio (eh. suflVrfganea di Sepot»
è Jirìni|ieUo a OMCstr. j» taglia); 3. S. CrisloHino alT Ossaju,
[^{HiiT- ilìTerenianoeTurlagonel i893 La Badiola di S. Bartolommeo a Ba^
ODBlava 169 «bit. ciaiia^ conipresM in cotesto piviere, è da
TERENZANO, o TERRENZANO rillb gran tempo distrutta. — f^ed. BAcuLLà.
Vamk m Citta*. — ^ed. Tebruiaiio. Fra Terontola 0 rOss.ija esiste I.1 dogana
TBBgMMég.fo in Val -di -Cecina. -* Cu. omonima di secondi classe, il cui doganiere
Istrutto che diede il titolo ad una eh. nel sopravvede a quella di terza classe, cioè,
pivieic «li GabbrHo^ ora di Monte-Catini Xercataie^ Passaggio in Va Mi-Pieri e,
i Tal-di-Gecìna, Gom. medesima, Giur. alle dogane di S. Andrea di Sorbelio e
t Dioc. di Voi terra , Camp, di Firenze. dei Due Termini.
k T^renEono nei secoli Medicei fu eretto La parr. di S. Gio. Ritlisla di Terontola
« Mlilizio dai primi Granduchi di Toscana nel i833 aveva 7 1 7 ^bit.
pv lavorare la miniera di rame che cerca- T£»riM0L4 { S. 9i Murino tn,) — Fed.
«■ oelle YÌscere de' poggi di Monle^ilini. Vado rPiiva di S. Martin.» a).
TERENZO (S.) AL MARE. — Fed. Sai TERRA del SOLE nella Valle del Mon-
TaanQ al Mabi. tono in Romagna. — - Terra murata con
TERENZO S.) DC* MONTI. — Ted.SAH chiesa plebana (S. Rf{Mrata) capoluogo di
Ttaiavi DB* Morti in Val-di-Magra. Gom. e di Giur. con dogana di prima classe
TEREIVZO (POGGIO S.) — Fed, Poo- nella Dioc. di Forlì , Comp. di Firenze.
«» S. TaanvJ nelU G^Hìignana. Risiede in pianura sull.i ripa sinistra del fi.
TERINE, o TERRINE sul Gerfone in Montone lungo U strad» regia Forlivese sull*
Tii-TiberÌDa «^ Chs. con eh. parr. (S. Aga- estremo e più avanzjto confine della Roma*
ti| nel piviere di S. Gasciano, Gom. Giur. gna granducale, nel gr. i\P 37' o" long, e
Kk. e Gomp. di Arezzo, dalla qual cittji 44® 1 1' 3" latit. quasi 5 mìgl. a ostro-lib.
h chiesa dì Tenne trovasi 8 migl. a scir. delia cilt^ di Fori), i o niigl. a scir. di Faen-
Risicde sul fianco occidentale del Monte- za, circa 8 a |)on. di Forlì ni jiopoli, 6 a selt.
lirana a'Ia destra del lorr. Cer/òne, quasi diDovadols un luigl. nella stessa direzione
^ ni^;!. d grec. della pieve di S. Cascia- da dstro-Garo e 10 a grec. di Modigliana.
•a. — La pO|jolazione di S. Agata a Te- L'origine di questa Terra e del suo nome
dar oel i833 ascendeva a 237 abil. è ben conosriutu, lostochù essa fu open del
TLRME. — ' f^ed. Bugivi e Bagho. Granduca Cosimo I , il qualt* mentre faceva
TEKMINI (DOGANA uà dub) nella Vai- tracciare nel i565 il giro delle sue mura,
Jì^i.iiM. — f^et/. CoBToaA (Co/iittfii/d) e colpi il momento in cui il sole coperto al-
^drt, veuente. lora dalle nuvole comparve ad illuminare
TERF.NTOLA, o TERONTOLA in Val- i fonilamenli della Terra designata, per cui
•li-llLì^na. — Borgata con eh. plfbana (S. volle dare al nuovo paese il iiouic di £1.10-
'Jm. Fvaiigelist.i) nella Goni. Giur. Dioc. e poli {Città del Sole.)
Circi mi «si. 5 a oslro-scir. di Cortona, Comp. Nel ^iro delle munì di Ttrra del Sole,
Jj Arezzo. che è di un pui-allelogi'aniiu.(, solidissimi ba-
Tru% jsi lungo la strada postale di Perugia slioni ne fortitkauo i quattro angoli con ca-
pitts» il confine del Gr.inducalo, circa un seuialle ed un grandioso cammino coperto.
mìi\. A seU.tìe]\A Dogfina dei due Termini. Ijc due {xirte sono munite di fortilizio;
Li picVk' t li Terontola nel 1400 |X)rla\a quella volta a pou. che guida a Castro-Caro,
1*1 Jistintivo di Baeialla, siccome fu detto è denominati porta fiorentina; sopra la
1 ' |Uf ir .Ai'tirolo. quale risiedeva il comanilante delPartiglie'
Li pieve antica di Baeialla verso la metà riu ; nella |>orla op|K)sla dirimpello a Forlì,
^1 »cco|o XV esisteva presso il lago Trti- appellal.i /lor/a romana, abitava il coman*
MBiriio «loie adesso è un pinlere della meii- dmte della piazzi, ed attualmente vi risie-
Mvncovil«r, appellalo il Querelane. de il dof^aniere.
Il pisit're di Bictalla , ora di Terontola , Cotesto |Mese tabhric.ilo per sicurezza del
p-nU tre chiese sufifragiince ; i. S. Amlrea Giaiidurato nel piano estuino di (!I.iSlio-Ciro
j Bi^'iUa , slata unita .1 S. Liti|K>ldo all.i suo! diitiìngnersi in d uf stzio[ii,i7 óor^oyfo-
FfitéAf'a, -2. S. Maria » SrpoltiigUa con gli reatino ed il bornn romano. Ia^ sue ahita-
<ii!tri ili S. Lucia e di S. Francesco di ziuni sono distriijuilc iu quattro rfrup^.i iso-
\ V . 65
510
TERB
Inti, nel ueolfo de* quali è una gnui piaua
reiUngolare attra versala dalla slraiU re^ia
fn porta e portai dove si trovano la cium
ancipwluréi ed il prelorio.
INer effettuare una tale opera mililare 0>-
sìmo I obblifEÒ tutte le comunità delia Ro-
nh^na granducale a fobbricare dentro la
mura della nuova Tem un certo numero di
case a misura del loro estimo, delle quali
le slMse Comunità dovevano ritenere il do-
minio ed ap;tìgionarle a loro rischio e pro-
fi tlo, U qual cosa si apprenile da un bando
del 1 8 agosto i565. Lo ssesso Granduca a
sicurexza del nuovo stalo fino dal i56i de-
signò di forlificare a pon. della capitde la
cillà di Pistoja, a lev. quella di Areno, ed
a ielt. pKSio S. Pier a Sieve nel Mugello
TERR
nel 1 569 eresse la grandiosa forleiai di S.
Uarli^ — . F'ed, MAanao (.Poaras^ m S.)
La Memoria perUnio |iiù antica delb
contrada, dove tu edificata la Term del Sole,
credo sia quella della tua eh. plebana di S,
Reparata riedificati nel set'olo XVII sol io
lo stesto titolo dentro la Terra; mentre 1* an-
tica chiesa esiste tuttora veiso lib. fuori del-
le sue mura. AH* Art. GAarao-CABO citai an
documento del 4 nov. 1118 scritto prtsw
la slessa |Meve, la quale per una quarta voce
tu di gì iispad rosato dei monaci Caasaldo-
lensi della soppressa badia di S. Maria Fo-
riiportatn di Forlì.
Fino hI 1775 laComnnitii di Castro-Can
comprendeva nella sua giurisdiiaone aack
la Tcrr.1 del Sole.
MOFiMENTO Mia Popolazione della parrocchia di TVaa^ uel Solk (1)
a ^uaitro epoche diverse ^ divisa per famiglie.
Ambo
mate.
•Rtl
ADO
mate.
LTI
Teintn,
GOHIUUATI
dei
due sessi
ROCLasiA*T.
dei
due sessi
Numero
delle
fami gì it
lUaliii
della
Popolai.
1745
«7
i5
3o
5o
8t
7
So
170
i833
«3
79
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1840
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121
ago
4
194
73o
1843
107
100
I0.5Ì
i»a
387
5
197
716
(i) Nella prima epoca del i55t la Terra del Sole non esistendo^ non ti pnirfhk
per consegueni'i indicare allora la iiopolauone , meno quella della pietre di S, titfc
rata presso Castro-Caro.
Comunità di Terra del Sole. — Il ter-
ritorio di questa Comunità occupa una su-
[)erfici«' toltile di 10,373 quadr. 4a5 dei
quHlisonn presi da corsi <r acqua e da pul>-
blicbe strade. — Nel i833 vi si trovava
una |>0|H>litxione indi|;ena di SSog iibil. a
ragione di circa a68 individui |ierogni mi-
gl. qiiHdr. di snolo imponibile.
0)nfìna con una sola Comunità del Gran-
diiciito quella di Dovmlola, con la quale per-
com> (ler termini artificiali circa tre migl.
diriin|)etto a |)on.-lib.;cioèa partire del rio
di Brirvlla confluente a destra della fiumana
Samoggitt , il«»ve ris:ile il t'osso MVAet^ua
Salata^ finché dopo varcalo il fiume Mon-
tone trova alla sua sinisira il fosso Come-
roto , che rìmonla di faccia alla Com. di
Berliiion> tiello Slato Pontificio. Con fW
la nostra da primo fronleggia mediaiilr il
lurr. Bresinn con cui disci'U<le nel rio Mvm-
tignano , di là <lal quale ripiegando da 0-
8ti-oa lev. e poi M sftl. lorna ad a% vicinarli
p r ter. nini arlifìciali ilIa rip» ileslra «lei
torr. Bretina che ritrova pressoché al w"
sb iccu nel fi. Montone. (>)sti |)er una li uri
quasi |Mr;i!lel!i sulPaUt-odel Montone cnrrr
poco disi-oslo dd ess-i |icr un niigl. e iitcno
(MSSiiiiilo davanli alla rocca di Castro-lliro
ed alle mura castellane di Terra del SoIti
finché a un quarto di m\^\. a grec. di n»
Terra soltentni a confine il lernturii) Cf>inu*
nitativo di Forlì pur esso del o Stalo Pua-
TERR TBRR 511
tilMo.eeoii «no attnifcm per due Tolte RiiooalnifHlan tnK acque efiuflcMne in
il fi. Montofie; quÌDdi oltrepiissa dì facciii ■ molte roaUltle glanduliri e tcfofoloee luro-
«II. h ttndm regia PorlivcKy di le dalla noene ei(»erìmraUite con gnn tijocetiD in
qnle continua il cminiino vefio lelt. fin- tali affezioni morbuse. Quindi è sperabile di
Aè al hiogo detto Calanehiat piegando redere presto allacciate quelle sorgenti, e
bwBUuientc da seti, a pon. e quindi toI- innHlnte delle fabbriche con(aeenti per u-
lasdo dìmione a ostro il territorio di Terra sarte in bngno , come si propone di f«ire
dd Sole ri dirìge dal poggio del Falcone il doti. Niccola Frassineti che ora ne è il
m quello del Aro finché giunto al luogo di proprielarìo. Frattanto possiamo annunziare
Maga^oiiima il territorio ddla Coro, di che quinto prima sarti pubblicala la loro
Terra dei Sole mediante un augolo acutis* analisi chimica come ci ha promesso il pn^
MBo toma a dirigersi da ostro verso maestr. fato nostro amico , Prof. Targinni-Tozzetti ,
■U pogfio della chiesa di ConPtr sei le, dal- altualramteoccuptoad ultimarne il lavoro.
k cai pendice meriilionale scende nel vai- Tanta è la copia delle ac ;ue minerali
hae della Samoggia^ dove ritrova nel rio sparse per il territorio di Terra del Sole,
Mm Bureiia il territorio «Iella Gom. gran- che il medico condotto dì quella Terra, il
te«Ie di Dovadola. dott. Giiisfp|ie Goerrazii nel i84t,pubbli-
Fra i roBf!giorì corsi d* acqua che altra- co una sua memoria sulP Aequa Martiaie
vaiano qoerto della Terra del Sole non tì detta del Rio delle Pietre, la quale scatu-
é che II fi. Montone t siccome fra le strade risce in vicinanza di Castro-Garo. Eccone
foiabili non si può contarne altre dopo 1* ubicazione indicatane dall* autore preno-
fKlh ivg:ia Forlivese. minato. « Veno la parie più inferiore della
Kispetlo alle qualità fisiche di cotesto ter- » Valle del Montone dove vanno a termi-
ribrio nchiamerò alla memoria del mio » nare le minori montagne che seguitano
iMIofc gli articoli CAsrao-CAao e s|iecialmen- » il fiume di dello nome, presso la ri|>a sini-
it l>»rADni^, Comanitd, dove feci avvertire, » stra del medesimo alla distanza di 400
cfceieolli estremi della Gom. di Terra del » passi, e dì soli i5o dalla nuova slraifa
Sslecflprciiilniente quelli di Castro-Caro, a » regia Forlivese, un miglio lontano dalla
fvtirc dal Falcone verso il poggio Siro, » Terra di Caslrocaro, in prouimità di |m-
SBao coperti di un tufo nliceo-calcare pò- » recchie sorgenti d'acqua salsa, sotto estese
SDSo di tinta ora gialla, ora rossigna e tal- » cave di tufo,.e sulla sponda destra del rio
volta grigia, pieno zeppo dì molluschi del » detto «fe/ZeP/efre scaturiscono alcune pìc-
fnere d'ostriche, veneri , pettini e di altre » cole vene di quell'acqua minerale da pò*
fMÌe di spoglie di conchiglie marine, per » tersi facilmente allacciare e riunire in un
bpiù bivalTÌ e disposte per famiglie, am- » solo getto. » Essa è limpitlissima con leg-
ucckiate in guisa da dare appena a cono^ gero o«]ore e deciso sa|K)re ferruginoso. Li
ttre il cemento col quale furono esse col- tua temperatura metlia è di poco superiore
Il pie. Cotesto tufo in molti luoghi riposa a quella dell'aria atmosferica nelle temperate
npra una marna argillosa di tinla cerulea, stagioni. — Kis|>etlo alle qualità cliimiche
Ifarsa di frammenti di altri coqii organici; lo slesso autore discoprì in lihh. 100 di qiif^
■entre dallo stesso suolo quasi a fior di ter- si' acqua mai siale i corpi seguenti: Acido
n, e apiirofondandosi di poche braccia, pul- carbonico pollici cubici 90. — Aria almo-
Uaao acque pregne di cloruro di sodio sferica pollici cubici 35. — Sotto-carbonato
-nle marino) in copia tale che forse da co^ di ferro gr. 108. — Carbon.4to di calce gr.
iMa proprietà gli antichi diedero il nome 48. -~ Solfato di calce, grani i(>3. — Sol-
C Castrum Saltubii ai castello che poi si lato di Magnesia gr. a6. — Mmi:lor:ito di
4hk Crnsiro^Caro. soda, ossia cloruro di sodio ^nv/ ma/'iiin\ gr.
Il Prof. Antonio Targioni-Tozzettì ha 198. — Idroelorato di magnesia gr. 36. —
Boperto nelle acque salse di Castro-Caro, ol- Silice gr. 17. — Ulateria estrattiva vegeto-
ke il cloruro di sodio ed altri soli comuni animale gr. as. — Totale gr. Ci 8.
1 BKilte acque minerari , una gran quan- La Comuni là di Terra del Sole mantiene
tit^ d* jodio ed in proporzione superiore di nn medico , un chirurgo eil un maestro di
«BBt a quello di consimili aeque d' Italia, scuola nel Capoluogo; il chirurgo risiede
ed inoltre le indagini analitiche gli diedero in Castro-Caro dove si praticano due mer-
s oanoioera una noa seam dose di bromo, cali settimanali, cioè nel martedì e nel sa-
512
TERR
TEBB
ImIo f oltre due flkre anniuili le qaalì ca-
dono oel 1 7 geooak) e nei 1 6 agoilo.
in Terra del Sole un potestà, il
no ; costà do^e-trorasi 1* ofitìo di
del Registro.
L'ingegnere di Qroondarìo, la eanctl-
quale per le cause civili abbraccia anche la leria Gomun itali va , e la consrrvaxione dei-
Goni, di Dovadola e per le Grìminali dipen- 1* Ipoteche sono iu Modiglìana, il tribunale
de dal Vicario regio della Eooca S. Cascia- di prima Islania nella Rocca S. Cssciano.
QUADRO della Popolaziont della Comvmita* di Tkbuj del Soik
a cinque tpoehe diverse.
Nome
dei Luoghi
Bagnolo
Gastro-Caro
Cerreto in Salu-
Gpnverselle
Gualdo
TVniA DBL SoLa
Visano
Volpi
Zola
Titolo
delle Chitse
S. Tommaso , Cura
SS. Niccolò e France-
sco t Pieve
S. Pietro in Fineu-
li* t Cura
SS. Jacopo e Cristo-
(ano , idem
S. Antonio Abate, id.
S. Reparala, Pieve ar-
cipretnra
S. Maria , Cura
S. Gio. Battista, idem
S. Maria , idem
TOTALB . .
Diocesi
cui
spettano
Forlì
Idem
Idem
Idem
Bertinoro
Forlì
Idem
Idem
Idem
. Ahit. ir,"*
Popolazione
1073
178
347
5l2
ano
i35
808
934
199
79
170
76
57
364
1959
Annessi provenienti nelle ultime tre epoche da tre parrocchie po-
ste nello Stato Pontificio Abit, NP
ToTJLÉ .... Abit, NS*
Altronde dalla parrocchia di Cerreto contrassegnata con V asteria
SCO (*) Mie ultime tre epoche escivano Abit, N.^
jRestjho . . . Abit. If.**
917
>499
948
166
654
109
46
969
89
3393
84
3309
179
1640
975
i5i
if4
73o
i38
77
ao3
87
3587
80
35o7
174
i6ir
h:
144
111
716
144
61
»7«
Hi
3631
8S
3543
TERRAFINO nel Val-d*Arno inferiore.—
P'ed. Ad riireSf ed Emjpoli Comunità,
TERRAJO nel Vald*Arno superiore. —
Gas. già Cast, la cui eh. panr. (S. Niccolò)
dell* antico piviere di Gropina era nella
Com. Giur. e circa due migl. a scir. diTer^
ranuova , Dioc. e Comp. di Arezzo.
Trovavasi presso la ripa destra deirArno
sopra una piaggia di sabbione^ dove fu un
piccolo fortilizio de* CC. Guidi , ai quali lo
tolsero nel 1993 i Fiorentini con altre pos-
sessioni che qne* signori tenevano nel Val-
d*Arno superiore. — f^ed, Loao, e Virsca.
Esistono memorie del castelletto di Ter-
Js/o ÌD un' istrumento scritto iu Loco nel
luglio deiranno io65 appartenuto alU B^
dia di S. Trinità dell'Alpe.
La parr. di S. Niccolò al Terraio cbr
nel 1833 contava 91 abii. fu soppressa.
TERRANUOVA, o TERRA-NUOVA, pi
Castel S, Mama nel Val -d* Arno supe
riore. — Cotesta Terra non più antica dd
1337 ^u in origine designata sotto il voca-
bolo di Castel Santa Maria , titolo dclls
sua antica chiesa parr. cui più lardi veuoe
annessa la cura di S. Niccolò a Ganghere
to. — È Terra-Nuova capoluogo di Gom. e
di Giur. nella Dioc. e Comp. di Armo.
Risiede essa alle falde roerìdionali dei
colli che servono di base al monte di Fka-
TEBR TERB 513
tonuffio ciica br. %%o Bopn II livello del Gtttel-F>iiieo «lì Sopra , {mieia nelle Valli
nan , lunffn la rìfia destra del torr. Ciof' di Sieve e del Sanlemo» oonr, hi Searperui
ftmma nel |;r. 43° 33' 5" lalil* e nel ag** e Firenuola, le quali tolte pmenlano un
14' 6" lon|r. , quasi 4 migl. a lev. di San- ffiro di mnm torrìle rettan|!olare eon qua^
Giovanni , due a seti, di Montevarchi, 4 tro porte poste alia metà de' quattro lati con
niel. a nslro-lih. di Loro, 6 a scir. di Ca- strade interne rettilinee e parallele aTenti
ftcl-Fninco di Sopra, e intorno n 18 mìgl. in meno una piana,
a niarslr. rli Armo. I Tarf provvedimenti dati dalla Rep. per
Che Terra -Nuova nel secolo in eoi fn edificazione di Terra-Nuova , si estesero dal
edificala si appellasse Castel S* Maria di 1337 fino al 1348; fra i quali fuvfi queslo,
€amgkereto ^ non ne laicia alcun dubbio che la Terra di S, Maria (otae lunga brar-
ma scrittura del dì 9 febb. 1 366, con la eia 470, e che avesse dì larghezica br. 946
qnalc P abate di S. Trinità dell* Al{)f, alla con altre particolarìlh ivi indicate.
presenza di varj rettori dipendenti da quel- La chiesa arcipretura esiste nella piazza
h Badia, accora fiicollb al priore di S. Gior- di mezzo , benché dentro la Terra sieno al-
fio fora S» Fnnceuro) a Grangherelo di alie- tre quattro chiese parrocchiali , comeccliè
me dne pezzi di terra posti nel distretto del il loro popolo abiti alla campagna. — Vi
Caffé/ di S. Maria di Ganghereto^ situati, si trova pure un monastero di Benedettine
■no nel piano di Cioffrnna , 1* altro nella (SS. Annunziata) con educande in convillo,
ttmÈroda del Petto, — ^ed. GAacHurro. aventi T obbligo quelle clanstnili d* istruire
Dilla Hiatnizione del Gist. di Ganghe- gr.«tuilamente le fanciulle del paese, men-
Rlo dominato dagli Uberlini e demolilo tre rispetto ai maschi vi provvede la Gomu-
kI 1371 per ordine della Rep. Fior., sorse nità stessa mediante un buon maestro di
miglio al suo lib. in forma assai re- letteratura italiana e latina.
fatare il Castel S. Maria di Gnngìiereto^ Ma il maggior lustro che a Terra -Nuova
sppeUato in aeguilo Terra-Nuwa. Il pri- derivò, è quello di esser patria «li Poggio
■D decreto della Signoria di Firenze per la Bracciolini^ dove pare che venisse a stabi-
Ma eoslmùone porta la data del gennajo lini Cuccio di lui padre disceso nel Castel
1399, nllorquandofo deliberato quanto ap- S. Maria dalKalpesIre rocca di Lanciolina
pTSv>: Trts Tefraejitint in partibtts f^al- sopni Loro; e fu probabilmente in Terra-
lis Arni^ duo in planitie de Casa Z/brr- Nuova dove nel febb. del i38o nacque quel
tini (cioè, Gistel -Franco e Terra-Nuova) segretario della Rep. Fior. — Dìshì proba-
alim fujcta hurgum Plani Alberti (San- 6i7/ne/t/e, toslochè altri attribuirono cotanto
Giovanni ) prò honore et furisditlone Com. onore al villaggio stesso di Lanciolina.
Floreniiae ampliando, etc. Agli Art, CAsncuoic-UBRaTìai, eCiaccMi
Ma il Cast, nel piano di Casa libertini fu accennata una scrittura roatrimoni:i1e ro-
MD ebbe il suo principio innanzi il i337, ^rnia nel i338 nella villa dt Cinretli da ser
eJ allora la Rep., per rhiamarvi tulli gli uo- If uccio ( forse Guccio ) di ser Poggio na-
■ini delle villale e mstella vicine, accordò tivo di Castiglion-Ubertini.
loro alcnne franchigie onde levare quei vas- Se questo sfr Nuccio, o ser Cuccio^ naio
ttlli per r affatto di sotto alla prepotenza e da un altro ser Poggio fu Tavo del nosiio
giurisdizione dei conti Guidi, e degli Uher- Bracciolini , il quale nacque da ser Gur-
lini. L* esempio degli abitanli del Tasto ciò di Poggio di Guccio, httognvrehhetìirc
*ili, come dissi, soggetti agli Uberlini, col Recanali, che 1* uffizio di iiolaro fosse
^sino dal i3io supplicarono la Signoria slato per alcune generazioni ereditario nella
ài Firenze a volerli liberare dalle vessazioni famiglia del Foggio. — {^ed. G. SarFamn,
4n loro lirannetlì , starebbe a confermare f^ìta di Pogeio Bracciolini tradotta dai-
qoalmente quei signorotti non avevano ab- r avvocato Tommaso Tonelli,'
Wdofiato il brutto mestiere, rimproverato ]| famoso Coluccio Salutati in una lelle-
bro dair Alighieri , di fare cioè alle genti ra a Pietro Turco esistente nella biblioteca
té alle strade orribil guerra. Riccardìana , e riportala in ap|)endire ilal
Alla pianta della Terra-Nuova sembra che eh. traduttore della vita di Poggio Braccio-
«rvisiero di mo<lel lo altri paesi costruiti in lini testé rammentato, ci scuopre uno zio
quel tempo per ordine della Rep. Fior., nel- del Poggio in un altro notaro, quale fu ser
lo Steno Valdamo, come San -Giovanni e Mie/tele Bonghi diTerra-Nuo\fa, Inoltre il
51i
TEBB
TERB
BcaocMHioi Steno didiMiò Tent-Niiofft mi»
IHriria in una e|iUloU icrìlU da Rona« e ri-
puilala nel VoU 1 delle Memorie dell* ÀfiC»-
demiii Valdaraeie, che li appelU di Poggio
jftr onorare la memoria del Braociolini « il
<|uale in una eua villa di Terra-Nuova ebbe
in animo di stabilire alcune eon^rÉauomi
ietUrarie^t di terminare cosili i suoi dì.«»
Arroga che a confessione di Poggio slesio ,
en «uà TolooUi nella prima meU del tceolo
XV di adornare di statue e di altri monii-
menti marmorei* medaglie ecamci il rese-
dio che teneva presso Terra-Nuova , dove
nei tempi estivi non dirado soleva egli re-
carsi da Roma invitandovi qualche chiaro
ingegno della sua età.
Nrl mentre il Poggio a tale scopo di utile
riposo destinava la sua villa dei contomi dì
Terra-Nuova , o piuttosto di San-Giovanni
presso IIIonte4}arlo, quando i frali dell* Os-
servanza innaliavauo costà un loro convento,
in quel mentre egli riceveva dai Fiorentini
■na teslimoniansa di fiivore e di stima , to-
slochè eoo pobblko dcerelo la Signorìa or
dinò di esentare il Poggio ed i mmn 6gli da
ogni pubblica gr^vcoa.
Ciò starebbe a dimostnre che quella ri-
formagioae fosse posterion al nobile mairi-
Beonio che il Bnociolioioontrssat ani fmtit
deiranno i435vqoando egli sT impalmò wA
una figlia di Ghino di Blanenta de* Booi^
delmonti di Fircnae.
La chiem parrocchiale di S. Harìa a 1W*
n-Nuova fu eretta io arcipretun eoo d^
ereto vescovile del 7 maggio 1737» e
altro decreto del 3o gennaio 1790
aggregala alla cura medesima la prioria di
S. Niccolò a Ganghereto.
L* altra prioria di S. Biagio ai JTori ii
Terra-Nuova fu eretta in prepositura alfe»
casìone medesima dell' ereiione in anipr^
tura della cura di Terra-Nuova -» Le ahie
Ire chiese |iarroochiali situala dentio le asav
di Terra-Nuova , ma che hanno b pepob*
sione nella campagna , sodo, io ciàis,
quelle di Penna , Pemima e Tais:
MO^i MENTO della Popolaùone di TsMaj-Nuor^t a cinque epoche diarie,
digita per famiglie » compreso il popolo di S. Biagio.
Aaao
IMrUBKlI
masc.
t55i
1745
i833
1840
1843
134
148
199
a 06
femm.
9»
173
187
198
ADULTI
mase.
143
176
996
femm.
«79
"77
184
• 193
coamoATi
dei
due sessi
a3o
4oa
4^4
4a6
ROCLUUJIT.
dei
due sessi
10
8
9
IO
Numero
Totale
dello
dello
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764
i3o8
173
79"
soft
1084
«3i
ta6S
a3i
laSg
Comunità di Terra- Nuft9a. — H terri-
torio di questa ComiinilJi ocrnpa unii su-
perficie di qiiadr. aiooa, dei quali 614
circa S|ietlHno a corsi d* acqua ed a pubbli-
che strade.
Nel 1833 vi abitavano Gafio indivìdui,
in prcporzone di circa 9 38 [lersoiie per ogni
migl. qo.idr. di suolo im|ionibile.
Confina con sette Comunità. Di contro a
ostro mediani e il corso delPArnobadi fron-
te, da primo U Cim. di Montevarchi, a par-
tire dallo shocco in Arno della via pedonale
delle Corniole finché trova nella riva op-
posta del fiume io sbocco del fosso del Qutr-
eh. CosU sotlentra a confine la Gnb. dì
San-Giovanni, con In quale la nostrs froo-
teggia dirimpetto a lib. mediante il cono
dell' Amo fino al di sotto ilella foce in eoo
del torr. Cinffenna; di U dal quale entnis-
hi i territori lasciano fuori V Arno e vol-
tando dimione da lib. a raaealr. entrano e
tosto atira versano il borro delle ^fWe, pK-
correndo per breve trailo la strada rotabile
della Badiola^ lungo la quale arrivano pH
borro di R'ofi presso la confluenta in h»>
del fosso di Castelfranco^ il qu.-ile ulttiao
rimontano fino allo sbocco in easo del borro
Remteeìolo. Gnsil viene a oonfine la Goa.
TEBB TEBB 5t5
di C«lellnineo di Sopn, eoo In quale V al- strMla proTinctHle VitUbniew, IriGCÌata Inn-
tra di Tem-Nuova rronteggia laBanaì tulio go gli alti|itiini cb« portano il Tocabolo di
(iiriiBpelto ■ |ion.y poi a maeilr. mediante Pian ira 9^igne^ Pian di Jfesv, Pian ili
il bono di Ceriignano che insieme rìmon- Badiee^ o delle FU le , Pian di Scò , ecc.
Lino nella ditmone di let. fino al ponte di É in meno a coleste piagge coperte di
Certigiamno Balìa strsida proTiucìale de* 5effe sabbione, denominalo nel paese sansino , è
Pomi, A cotesto punto soltentn il tenilo- cosi» dove sogliono trovarsi sepolti grandi
fio comaoitalÌTO dì Loro, col quale il no- quadra[)cdi del genere eie ianti, roaslojonti,
itro di Terra-Nuova voltando faccia a grec. ippopotami con allrì mammiferi di s|>ecie
p-reonv lungo la strada provinciale predetta, perdale, talché non vi è naliimlislu che non
4i!hi quale sì rilira presso la ripa destra del visiti nel Vd|-d*Arno superiore il Icrrilorio
Qtjffmnm per poi attraversare cotest* ulti- di Faella nella Gimunilà di (Castelfranco e
■• corso d'acqua, circa mexzo migl. al di quelli di Ganghereto e del Tiisso nel di-
sotto di Lrf>ro , quindi ritornare sulb strada stretto di Terra-Nuova , e (K>chi di loro ri-
pfovìm-iale iBcdesima che continua a per- tornano di là senza aver scoperto e acqui-
concre di conserva con la Corn. di Loro stato qualche frammento di quei carcami. —
fiw> al borro di Lnreiaceio, P'ed. gli Jrt, Faelul e Gasobbuto.
Gosfk cambiando direzione da scir. a ostro I^ Terra^Ttuo^a , o piuttosto dal virino
H krrilorto delUGom. di Tern-Nuova trova villaggio di Penna Irisse origine Bartolom-
CfimpetlD a lev. quello de* Due Comuni mf-oCocicini, che dall'oscurità della ca|Mn-
èrtretluali di Interina, ossia di Castigiiom- na |ussò a figurare fra gli splendori della
Fièoeahi^ col quale il nostro costeggia me- reggia di Cosimo 1, del qual sovrano sepfie
disnie il borso pretletto e quello del Lort' cattivarsi il favore, in guisa che egli ebbe
aSiche presto attraversa per dirìgersi verso la vanagloria di fondare la nobiltà nella
pSQ. salir piag^ di ^/ferefOy dove trapassa sua fiimiglia, e di fare promuovere il lui
litnrr. A§na^ finché giunto al cosi detto fratello Matteo, parroco delle faille {Pian
^•gìiìoio trova il territorio della Gom. di tra P'ig'iie) al U sede vescovile di Cortona.
ùàliglion-Uherijni. Con quest^ ultima Tal- Morì in Terra-Nuova nel 1761, sebbene
In di Terra-IVuoi a dirìgendosi verso maestr. nativo di Livorno, Domenico Sfonizzini,
fHBi [ter varj borrìciatloli fino sotto la cosi maestro di belle lettere, ed in archeologia
értla Faggeta , di là dalla quale volta fac- storica riguardante il ValnrArno suf>eriore
01 da scir. a lib. e arriva sulla strada pedo- non poco versato. Una parie dei di lui MSS.
alle dr Ile Comio/e, mercè cui riscende nel- conservansi nella biblioteca del Seminario
riroo di fronte alla Com. di Montevarchi, fiorentino fra quelli raccolti dal pievano
Fra i corsi naggiorì d* acqua che lambì- DeWOgna rettore dello stesso Seminario.
VOQO o che attraversano il territorio di que- Ma il letterato che offusca lutti i prece-
da CoariMiiilà, dopo T Amo, conlansi i grossi denti fu Poggio di Cuccio Bracciolini, del
torr. Cioff^nnn e Vjégna, entrambi 1 quali quale si è già discorso in questo ed in qual-
iDnidono da Praio»nagno , il secondo per che altro articolo della presente ofiera.
■toccare in Arno poco sotto il Ponte al La Com. mantiene un maestro di belle
loni//o; r^ltro per entrarvi passato di un lettere, un medico ed un medico-chirurgo,
aiglioil capoluogo di Terra-Nuova. — f^ed. Vi sono due fiere annuali, nel primo lu-
lc2iA nel Val -d* Arno superiore, e Giovffjiha. nedi do|K) la a.da domenica di giugno, e in
Molte strade rotabili passano per questo quello do^K) la 4. la domenica di settembre.
lerritorìo, la prìma delle quali è la FaltìaT' Risiede in Terra-Nuova un [intesta di leraa
srir, ossìm la provinciale dt'' Sette Ponti; la classe, che nel civile estende la sua giuri-
wainda è quella che, passato PArno davanti sdizioiie anche sopra i po|)o]i della Comunità
d Giglio, sticcasi dalla poslale Aretina (>er di fjoro e della soppressa polesterìa di Ca-
«nivare alla barca sulPArno e nella opposta slel-'-Vanco di Sopra, sottoposto per la parie
ripa rìmontare la destra del Cioffenna^ o politica Cficl criminale al Vicario R. di S>in-
Ginffennuj prima di entrare dojio un scarso Giovanni; dove sono 1* ingegnere diCircon-
raij^lio circa in Terra-Nuova, e costà dira- dario ed il cancelliere Comiinitalivo. —
Alarsi |ier Loro e per Ganghereto. L* uffizio di esiizione del Registro è in Mnn-
Non vi sono monti dentro la Comunità, tevarchi; la conservazione ddle Ipoteche ed
ria piagge e colline; sulle quali percorre la il tribunale di prima Istanza sono in .4rezzc>»
qOAOKO MU PcfuUtiama Mia Combmita' »> Ttunt^uor^
a eJNfM tpoeAa di»tm
TERRAROSSA, TERRA -ROSSA in pn un'dUripa ch«lii alU mi dnln nI-
Val'iliHi^n. — Qiit. con borgo e chien l'ingmia oritnlulc una rocca ■^iia di iw-
purroccliùlr (S. Oio. blliiu) cipol>i°P" *!' rione, ed il lorr. CivigUa, ■ ostro il T»-
Caro. nelUGiur. iliRigaoncDioc. (liPoD- varone , e dil biodi pon. il fi. Hign,
lieiuuii , gii Jj LuDÌ-Sanatu , Coin|i. di nel quale entrambi uonfliiiscono.
FIm. Rìiieik TemRoitB «oIId il gr. Kl," ti!
II birfodiTtfrraRoan.iltnTcrulodalU 3" IH il. e 17' I7' 4" long., quaii Sratfl.l,
*ti'U proTindìilt PontremolcM, trovui to- Iib. di Bkgnane, migl. i { ■ *ell. di A«ll*
TEBB
e ciffM 1 1 da §Bmm nella tÈmm direiione;
i 4 ostr. di VìlUfniiea e i3 migl. ■ tcir.
di PuotrenwJi.
Fu Temi-Hoiia (ieiulo de'auinhcsi Ma-
lupLoii 'Ji VilUfraaca pervenulo nel 14C0
fiKilMale UD atto «lì diviie nella linea de*
Mirch. di BiUtia, di Lucciana, di Su vero,
iKTernRoisa eoe. derivala dal luarchese
Giovanni Spinetta U nel Blarcli. Fiorom
momie^ uno de* fìgli tuoi, il quale continuò
li iirjnca de* marchesi di Bastia e Terra*
IflHa. Dia questo FiommonU nacque il
■iichese Fabbrixio, il quale per alto pub-
Uko del a 4 seti. 1 Sgg fu ricevuto in acco.
woiiìgia perpetua dai Granduca Perdi nan-
ét I, |ici feudi di Bastia e dì Terra-Rossa con
iiHpettÌYÌ distretti. Fiù lardi per contrailo
irl 14 gennaio 1O17 (stile fiorwniino) iti-
paUto a nome del Granduca Cosimo II, lo
march* se vendè ni la Corona di To-
napfiffcwntata da Niccolò dell* An tei la
fv scudi a 4 eoo il feudo di Terra- Rossa
soilamente ai beni allodiali in esso iacor-
parati 9 cioè scudi laooo per la ragioni e
bni feudali, e altretlaaU somma per i beni
diodiai ì. In arguito di tale acquisto gli abi-
iMti di Tem-&oss9 prestarono giuramento
li fedeltà al nuovo loro sovrano, il quale
soD rracritto del 6 giugno 1618 confermò
à BKd*aimi lo statuto psiziale di ootesla
Gamunità.
TEB R
517
in seguito il GraiiduCfi Ferdinaiivo II cuu
diploma del ai die. irta8 tresite in reuilu
grau ducale Turraross.! cui borgoiiuuvu uou-
ccdeiiJolo eoo le ra<;ionì ad l'sso 8()elt.iiiti a
Manfredi da* m:irclii>si Milaspioii di Filiit-
tiera ed ai suoi figli e discendenti miischi ,
finché per morte dell* ultimo March. Man-
fredi Malaspiuii (anno 17 80) il feudo di
TerrarossH ritornò alla Corona granducale,
e no fu preso possesso a nome di S. A. K.
con istrumenlo del 18 genn. succtssivt» —
( Amen. DCLLa RvoiiuaiOMi di Fia.) — f^td.
VAri. FlLATTlBBA.
Dieci anni innanzi mediante un re^olu-
mento pireiale del «4 febb. 1777 il Gran-
duca Leo|>oldo I prescrisse i confini terri-
toriali della Com. di Terraross.i nei limili
delia sua giurisdizione feudale risi retti alla
parrocchia di S. Gì . Battista di detto luo-
go, circoscritti dall* ultimo tronco del torr.
Tasfarone, e per il cor«o di circa un ini^l.
dal fiume Magra. Finalmente ali* attivazione
del nuovo catasto (anno i833) fu aggiuuld
alla Com. medesima la sezione della parr.
di Ricco situata Oltre-Magra con le loro
villate, mentre dal lato sinisir> dello stesso
fiume fiirono aggregate alla G»m. di Terra-
rossa le parrocchie di Fornai i e di Itftrit-
so appartenute fino allora a quella di Ba-
gnone. — f^eJ. gli Art. FoanoLi , Mutuo
e RiQQÒ m TaaAAaoASA.
MOf^iME^TO della Popolazione della P^moccmu 01 TsMà^tosi^
a quattro epoche diverse ^ divisa per famiglie.
Kwmo
iMraaRti
inase.
femm.
174 >
1843
45
3o
60
46
5a
38
«4
43
ADOLTI
masc. femm.
127
80
t3
9G
lag
lOI
OOKjrOVTl
«lei
due Mssì
3i
16H
i6u
r.CCLIMIAliT.
dei
(lut> spssi
\
3
3
3
If amaro
delle
famiglie
5)
74
76
78
Volale
della
Popolo z
I
388
407
455
449
Comunità di Terrarossa.^—U Icrrilo- |KjpoIazionc di 17)1 abit. a projKtrziune di
rio di questa Comunità dopo l* attivazione circa a65 individui per ogni mìgl. quadr.
iieli*:ittuale ciitasto (i833) occup una su- di suolo imponibile.
pfrficie di qu^dr. 57()8, dei quali 5.'i5 spet- Il suo territorio è allrnvcrsato da se[{. a
tann A coni d'acqua ed a strade. o:»lro d.il riuiiic M.igr;i. L.i porzione situala
Vi si trovava nell* anno medesimo una alla sinistra del fiume, dov' e il ca(>oluogi),
¥. ▼. 66
518
TER R
froiileg|>io a scir. rafcliante il lorr. Tà^a*
rtine^ Itosela per termini artlfìcÌMli dirim-
|ictto a ostri» e ler., con T «fendo di Aulla
flel Dui!, di Modena, e dal lato di grer. di-
trcfiassalo il torr. predetto ti tocca con Tcx-
fciido di Licciana parimente del Due. di
Modena, con il qualt- territorio l'altro di
Tèrrarossa dirigeii nel lorr. Cmglia ciie
ctitramlù rimontano di conserta per circa
un migl. di tragitto nella direzione di lib.
a grec.
!lle«rMnlc il gii rammentato torr. Cici-
glia (lofio lasciata fuori la Gom. di Licciana
il territorio della Gom. di Terra-Rossa trova
dirimpetto a grec. quello comunitatifo di
Biignone del Granducato, finché attraTer
iato il torrente Steno, salendo |)er termini
artificiali i poggi Terso maeslr. entra nel ca-
liate Sfrlaseo dove incontra a niaestr. l'es»
feudo di Villafranca del Due. di Modena.
Con questo rlsoende sul fl. flibgr», alla
destra del quale ritrova per breve Ingilto
presso la ripa del Anme il distretto parroc-
cliiale, di Lusuolo s|iettante alla Gom. di
Bagnone, poscia continuando il corto delb
Magra si tocca dal lato medesimo con il
territorio delPei-feudo Estense di IVesana
frònteggia per circa un miglio fino alla eon-
floenza del torr. Peruiù. Passato il qoal
punto TolU fatìsia da pon. a ostro per diri-
gersi dirimpetto ali* rz-reudo diGìovagallo
sul lorr. Cifolagna die serve di confine
nella direzione di lib. a lev.-grec.alla Com.
di Terra-Rossa e a quella dell* ex-feudo di
TEBR
PotnetK.ina Ano al suo sbooeo in Hagm,
il cui corso raselita dal lito sÌBÌsln> |ier
arrivare alta oonfluenta del Tavmrone dove
rìtitnra il leMlorio oomunitativo di Aulla
dH Dlitiriio di Modena.
Rispettò alt* indole del sodio, ai imiclDtli
Hgmrj, ed alle pie istitaiibni di qilesta Go-
mrinilìi Veggasi ciò clie Tu detto m\V Jrt.
BAoàoa^, Corhanità, ed il Gilmd^Hb Lu-
nete [iiét Tanno i839, dove HierilaiiMile
furono rammentati con lode i bmèfiti resi
alla sua pitria dall* ottimo avvocato Tooclri.
Brevi , ma rovinosi corsi d* acqua bagna-
no il suo territorio , tali sono la Magra ad
il Tai^arone per tnlascnre di raiiinentaft
i torrenti minori , tutti privi di ponti.
Non vi so: IO in questa Comunità monti,
m:i sole colline e pendici di ptiggi, eoo nn
sola strada rotabile, la Pontrcinoleae, att»
versante il suo capoluogo.
Attualmente b Gomunill di Terra-Rian
oonl{Mm«si di quattro popoli , trp dei quali
contnlsegnati nel soltopf>stoQinHlrocon n
asterisco (*) furono staccati nel i833 dalb
Gom. di Bbgnone.
Vi si pratica tana fiera annuale nel gions
98 gliigrto consistente specialmente In fcr
sttame vaccino.
Il glurisdicente di Terra Rossa è il vicari»
R. di Bagnooe , dove trovasi 1» sua cancel-
leria corounitaliva; 1* uffizio di csaiionedd
Regista), r ingegnere di Gtrconiiario, h
conservazione delle I|ioleche ed il trìlMiDilc
di prima btansa sono in PontremolL
QUADRO della Popolatione della Comuitiry di Tmbm^bosmj
a quattro epoche difterie.
Jfome
dei Luoghi
Fomolì *
Merizzo *
Ricco ♦
Tèrrarossa
Titolo
delle Chiete
S. Michele , Rettoria
Mero , idem
S. Maria , Pieve
S. Gio. Battista , idem
TOTJLE
Diocesi
cui spettano
PopoÌQ%iom9
Tutti i pò
|ioli «{iettano
alla Dioc. di
Poh tremoli.
. Abit, N.^
Anmesti che n^lV ultiWta ^poca del 1843 pro^^tngono Aalla parrfxchia esiera
di Olinola Mit. ytr.*
Restano
. A bit.
TEBB TEB« 519
TEERiROSSA kill' ISOLA diix* EL- colo XIII la chiesa parr. ili S. Pietro al Tcr-
BA. — f^ed. PoKTo LusauiiB, Comunità, rcuu t|uali fica vasi canonica. — fLsta n«(
— jML MONT AEGENTARO. — f^ed. i833 contava 3 io abit.
Aiamiao (Mo^b, o Pbovomtouo). TERRE-NUOVE nella GARFAGNANA
— DI NIEVOLE Gas. che da il titolo aelU Valle su[Miriore del Serchio. — Le Terr
ad una eh. (larr. (S. Lucia) nella Com. e re e villaggi di S<iss\ , Bqnianq , Cqtaif-
circa migl. uno e mezzo a ostro di lizzano, co^ f^ito/u, di Ceseruna^ f^agU di spijfQ.
Gìur. e Dioc. di Pescia , Coipp. di Firenze., f^agii di sopra, e San-Donn no^ che ne)
È una pan. dì non vecchia da.t^ eletta 24 luglio i45i ti diederp voloptarij^nvente
sui bivio della strada regia Lucchese eoa a Borso d* Esle marchese di Ferrara^ sj (fjr
quella antica di Squarciabpccooi , dalla stinsero col nome di 7*erre-iViioyr^per^^re
quale sì stacca la comunìta^iva rotabile di state 1* ultime ad eleggersi la soj^ezione aj
Monte-Garlo. — F^ed. Ubbavo, Cotnunità. march^i Estensi^ chie ne tata^tQ^q fin^ vl-
I^ parr. di S. Lucia a Terrarona nel caria sottoposta al giusdicen^ «^ Qas^-
i833 noverava 549 abil. Nuovo di Garfa^iiana.-^/^ei/. GiifjttfWAiiA.
TguiA Walda , o GV4LDA nel Val d*Ar- TERRENS.4N0 ai^B MASSEoi QXTfk"
no pisano ^ kXVArt, Goalda {PtmrE di di SIENA in Val-d'Arbia! — Gas. CQj» eh.
9» Xabma 01 Temuà) dubitai che cotest» parr. (S. Lorenzo) cui fu annessa la cur^ di
pieve fosse stala sul Monte-Pisano; ma in- S. Michele a Gorlano, nel vicariato foranep
dagini posteriori mi assicurarono che essa di Gaacìano delle M««ie , Gom. della Maaf^
esisteva sul confine orientale della Dioc. pi- di Gittà , .Giur. Dioc. Gomp. e circa due
sana dentro peraltro T antico perimetro di migl. a pon.-lib. di Siena,
quella di liucca fra Pontedera e Ponsacoo ; Trovasi alla base del po^ìo di LqooelQ
per modo che la pieve di Terra JFalda presso le sorgenti del torr. Sorrfl.
è sinonima ^eiralt» che si disse di ^p- Fra le carte del PArcb. dello ^^ledal/B dd-
piano, traslocata ora in Ponsaceo. — f'^ed. U Scala di S^ena una diel la^a rsBiiqimenta
Pboisciaho , e Poiuagco. la pfinrocchia f^\ S. Lorenzo a Terr^osano^
TERRENO (S. PIETRO al) nel Val- alla quale nel i568 fu unita raltradì^.
d*Arno superiore. — Guntrada che serve di Michele a Gorsano nominata in un dìplyom
vocabolo ad un'antica parrocchia priorìa dell' Imp. Arrigo IV del 108$, a ^voredje)
nel piviere dell* Incisa , Gom. Giur. e circ? Mon. di S. Eugenio presso Siena.
4 migl. a iiiaeslr. di Figline, Dioc. di Fie- I casali di Terrensano e di Aiyicc.ìoli nel
sole , Gomp. di Firenze. secolo XIV avevano un sindaco jcome si disse
Risiede sopra uno sprone orientale del all'Art. Suha (Mamb di Gitta*.)
Monte-Scalari detto il poggio alla Croce , Poco lungi da Terrensano è la beUissima
presso le scaturigini del torr. di Rimaggio villa di Belcaro che il nobile Paolo Garaa-
cbe passa rasente al convento del f^ieafo. Jori bisavolo dell' attuale proprietario Giu-
Nel 1438 era priore di S. Pietro al Ter- seppe Gamajori nel 1721 acquistò dalla fa-
ffcno il sacerdote Bernardo di Giovanni Ben- miglia T^ra|]plini• — ^ed. Bblca|u>.
venuti 9 fondatore di un canonicato nella La parr. di S. liorenzo a Terrensano nel
Metropolitana fiorentina, rettore e governa- i83 *> contava 176 abit.
9ore del Mon. di S. Pier Maggiore in Fi- TERRIGGIO in Val-dUFine. — Tf nutg
KDze; alloraquando con testamento del aa la quale ebbe pure il nomignolo dì Doglia
giugno dell'anno preindicato fra gli altri da un'antica eh. p;irr. che eaiste^-a costà,
legati pii fondava una cappellania in S. Pier compresa nel piviere di Pomaja, Gom. e
Maggiore a condizione chÀ il cappellano /irò circa tre miglia a scir. della Gastellina-Ma-
iempong abitasse una sua casa situata nella rittima, Giur. diRosignano, Dioc. e Gomp.
via di S. Pcocolo , nel popolo di S. Pier di Pisa.
Maggiore, e che insegnasse la grammatica ■ La tenuta del Terriccio situata in piag-
i5 alunni. Per la qual fatica avrebbe rice- già alla destra del lurr. Tripesco^ allual-
vulo dai consoli dell* Arte della Lana l'an- mente de' principi Pnniatowsrhi, fu de*c«)nti
nuo stipendio di 3o fiorini (foro, ecc.—- Gaelani di Pisa > stati anche patmni della
[ Aaca. Ihwt'» Fioa. Corte del Mo^asitrg distrutta chiesa di 5. Donalo a Doglia, la
di Bosano ). quale contrada , per cagione delle guerre ,
Non solo in det|a epoca^ m^ fioQ <U1 le- .4^U**ptt|e> « ^^^ anche della deteriorata
a
520 TERB TBBK
qualità del 1* aria; etiendo rìmatla tpo|)olita hmt ootapfém nel piviere di OiMinii tMIo
Ja cara di Doglia Venne so|)pretsa netl* anno la diocesi di Pita, etia fino. dalla prima mrtk
1492 e unita a quella di S. Giovan Battista del secolo XIII fu rionita alla curi di Te^
Decollato alla Castellina , a condizione per rìcciuola » come lo dk a eonotoere vn atto
altro, che, quando si fossero riedificate dicci pubblico del «7 aprile 1944 rogato in Pisi
osse nel distretto di Doglia^ ossia del Ter- nella chiesa di S. Grìstofano in Chimica alla
riccio^ e che quelle fossero continuamente presenza di varf lestimoni» tn i quali due
abitate, la chiesa di Doglia dovesse toraare nativi di Terrieeiuola»
ad esser parrocchiale con i suoi beni, arredi Allora la parrocchia di qaeiU Tem en
sacri ed entrate, senza pregiudizio dei suoi soffraganea della pieif9 di Pava^ ossia pìen
patroni. •* Qò apparisce da un atto pub- a fif/i. Ed ivi esistè un castelluocio, il quale
blico rogato da Pietro Roncioninotaro della si crede che nel i43o venisse smantellato
curia Arciv. di Pisa. — Fed, Doglj o Do* affatto dai Fiotentini con altri paesi della
o&M in Val-di-Fine. Val-d*En. Ridotta quindi la pieve di Pavm
TERRICCIUOLA. — Terra con eh. ar- in cadente stato fu abbandonata dai suoi
cipretun (S. Donato) sostituita alla sua an- pievani che trasportarono il Ionie liattcsi»
tica matrice di S. Gio. Battista a Pava^ male con tutti gli altri onori nella chiesa di
detta comunemente la Pieve a Pitti ^ ca* S. Donato In Terrìocioola. Inbtti nel 1439
poluogo di Comunità , nella Giur. di Pec> risedeva costì il pievano di Pava Antoois
doli , Dioc. di Volterra , Comp. di Pisa. di Michele dì Fisa , rettore nel tempo stens
Risiede Terricci uola sul dorso de* poggi della chiesa di S. Donato in Terrieciooh.
tufacei cbe separano le acque della Giscina Dondechè dopo queir epoea il parroco di
da quelle dell' Era e della Sterza , non più Terricciuola principiò a intitolarsi pievam
che 3oo br. elevata sopra il livello del mare di Pava, di Terricciuola e di Castelvee^
Mediterraneo. chio, Infiitti della riunione di eoicsie Ut
Trovasi fra il gr. a8® 19' 5" long, ed II chiese trovasi fiitla menzione nella viiib
43* 3i' 8" latit., quasi tre migl. a lib. di diocesana del 1576 eseguita dal Castel'i if^
Pecdoli, poco meno a lev. dal Bagno a Ac- scovo di Volterra. — f^ed. PjrJ (Pnrt
qua, o di Casciana, 5 migl. a scir. di Lari, 01) in Val-d'En.
appena un migl. nella stessa direzione da Uno dei popoli eomprcsi nel distratto p^
Morrona, intomo a io migl. a ostro di Pon- viere di Pava era quello de' SS. Pìetrs t
federa e i5 migl. a roaestr. di Volterra. Michele a Gnilica : sulla quale villala, bos
La porzione più antica di Terricciuola , che sopra Terricciuola e qualche altro a*
dove fu la sua rocca, è occupala in gran stello di Val-d'Era mostrava di avere qiul-
parte dalla piaz», davanti alla quale risiede che pretensione il vescovo Ranieri di VoN
in luogo anche più prominente la chiesa ar- terra, allorché per atto del dì 11 geonajb
cipretura con l'annessa canonica, slata pur 1984 li rinunziava al Comune di Firentf*
essa fondata sopra le mura del vecchio cas- In seguito di ciò gli uomini di Terrieeiaole^
aero. .— Cotesto tempio è a tre navate con di Guilica ecc. prestarono giuramento (Ti
cinque archi di grandezza mediocre, avendo fedeltà ali» Rep. Fior., finché tornati sollo
esso di lunghezza br. 3o t di larghezza hr. il Comune di Pisa, essi seguitarono il par-
ai -f con cinque altari. — Fu ampliato a tito del più forte mantenendosi fedeli a qo^
spese comuni per rescritto sovrano del i5 st' ultimo, che poi abbandonarono quando
luglio 1784, mentre T antica parrocchia Terricciuola cadde in potere della Sigoona
non aveva che una soia navata costrutta però di Firenze, siccome apparisce dalPallo di
in gran parte di [)ietre quadrate. sottomissione del 90 ottobre 1406 degli abi-
El)be orìgine Terrìcriiiola dal ricino Ca- tanti di Terricciuola e di Morrona, ci»
stehecchio , dove esìste un oratorio lungi poco dopo la conquista fatta dì Pisa.
dall' abitato sotto V invocazione della SS. Nel 1496 Terricciuola fu lolla di nnoTO
Concezione di Maria, altre Tolte detto delki ai Fiorentini dai sollevati Pisani , ma poro
Madonna dì ìfonterosso , sulla cui porta stette a tornare sotto il dominio dri primi,
maggiore vedest scolpita in marmo l' arme 1^. compresa in questa Comunitlh una del*
di Terricciuola, consistente in tre torri pò- le più cospicue pievi della diocesi turchese,
ste triangolarmente. ora rìilolla ad uso di Villa, detta di S. Mar*
Quantunque la chiesa di CaHelveeehio co a Sovi glioma; della qoal pieve erano fra
TERB
Ift altre ftgKaK le parrocchie di 8o)«na e
Soì-inellji, stale rìoaile tino tlal Tanno i34fl
in una fola cura.
Nel 1 4 1 5 questa Comunità dipendeva dal
f icario, o capitano della Val-d*Eni superiore
e inferiore , ed era nella potesteria di Laja-
tico; attualmente spetta a quella diPeccioli,
TÌc»riato regio di Pontedera.
Intorno air abitato della Terra di Terric-
rìuola , e specialmente in vicinanza della
•uà pie?e ai trovano molte Ibsse anticbe , p
TERB
521
òuekf da granOf alcune delle quali Tengono
sempre allo stesso uso adoperate ; esse fu-
rono aperte nel lufo , dove pure sono slate
fcavale molle cantine al pari che a Ldri, a
Gisciana ed iu molti paesi di quelle col-
line.
Nel 1491 la popolazione della chiesa pie-
bana di S. Donalo in Terrìcciuola non era
maf^giore di aSa abit.; quella del i77oam-
monlò a 872 individui; nel 1788 contava
904 anime e nel i833 noverava ia3a abil.
MOVIMENTO della Popolazione della Tmwm dì TtmeeiuoLj
a cinque epoche diverse ^ divisa per famiglie.
Anso
iMPtraami
masc. femm.
ADO
masc.
1.TI
femm.
oonrooATi
dei
due sessi
BOCLBSIA-
8TICI
SBGOLAai
Numero
delle
famiglie
Totale
della
Popolau
i55i
-—
•^
...
._
...
_
89
493
1745
io5
74
i38
161
ai8
7
i36
703
i833
i59
195
189
ai7
466
8
ai8
ia39
1840
398
3o5
IQO
ai3
5i6
5
a38
i5a7
1843
ao5
aoi
a33
•39
436
8
998
i3ao
Comunità di Terricciuola. — Il lerri-
torio di questa Comuoitìk occupa una su-
perficie di ia,ao8 qiiadr. dei qu^li 441
spettano a corsi d*iicqua ed a pubbliche
strade. — Nel i833 vi si trovava una popo-
bxione di a8i5 individui, a proporzione
ragguagliatamente di 192 abit. per ogni
Bigi, quadr. di suolo imponibile.
Confina con cinque Comunità. — Dal lato
di acir. e lev. del capoluogo fronteggia col
territorio della Coro, di Lajalico in potere
il corso della fiumana Sterni^ a partire dal-
ia confluenza in essa del borro della GriU
laja fino a che la Sterza entra nell'Era. —
Mediante quesl* ultima più grossa fiumana
la Coro, di Terricciuola ha di fronte a sett.
Taltra di Peeciolì fino allo sbocco in Era del
lorr. Boseianot col quale voltando faccia da
sHt. a maestr. rimonta il toir. predetto di
conserva col territorio coniunitativo di Ca-
pannoli, salendo con esso i p«)ggi finché at-
traversiilo il borro di Boccanera^ per breve
spazio (lercorre la stnda chedn Terricciuola
guida per Morrona a Santo Pietro , che poi
lascia alla sua destra poi riscendere la pen-
dice opposta del poggio che acquai pende nel-
la Caverna: nella qual fiumana entrano i
due terrilorj mediante i borri di Mfigliari^
no e di Botr^ne. — Sulla Cascina sollenira
a confine dal lato di pon. il territorio delh
Coro, di Liiri, con la quale 1* altro di Ter-
ricciuola rimonta verso lib. la Caseina fino
dirimpetto al torr. Fine suo tributario. Co-
stì cessa la Coro, di Lari e viene a confine
con là nostra quella di Chìanni, da primo ri-
montando il corso retrogrado della Cafci/ta
fino pH'sso le sue sorgenti che trova nel
monte stesso dove dal lato opposto scaturi-
sce il borro di Sondrìa. Con quest* ultimo
infatti il territorio in questione entra nel
botro della Grilla ja e con esso ritorna nel-
la Sterza delVEra dìrim|)etto al territorio
comunitativo di T^jatico.
Tre dei maggiori corsi d*arqua servono di
confine naturale al territorio dì questa Co-
rounitài , cioè la Sterza^ V Era e la Cascia
ma. Mancano perft de* grandi corsi d* acqua
che attraversino cotesta contrada , sirchè i
522
TEKB
mulini diTcrrioeiiiola incontniiM waìVBrm^
o «ulta Caseina^ o? vero Milla Sterna,
Noo vi tono grandi montuosità, la mag»
giore delle quali è uno sprone del Mon»
te Vaso situalo sopra le sorgenti della Co*
seina.
Molte strade rotabili pasnao per Ter-
riociuola , una delle quali è la pfovinoialo
dell' Era, dove sboccano varie altre vie ma^
•tre comunitatiTe , oltre quelU che
per Caso'WuùOa e guida al oapoloogo,
■a rammentare quella diretta per Morrona
uè la strada votabile che passa alla desim
della Canina dentro i oonfini tecrìtoirìali
di questa Comunità.
Rispetto ali* indole del suolo ed ai pfo-
dotti agrari , dirò, quanto al pjrimo^ che i
poggi di Terrìociuola oonsistono in tufi ter-
siarj superiori di arenarìa-oslcare ricchi di
molluschi nnifaWi e bivalvi marini, men*
Ire nelle pendici che acquapendono ndP Era
sottostanno ai tufi le nume cerulee conchi-
gliari subappennùuj le quali, di rado si
TEHB
seoopfooo dalla parte ooctdwlalt detti Cm-
tqiaa; lakhè qoest* altìmc pia rieehc A
fossili marini si trovano a pon. di Tcfrio*
oùiola. in quanto al aBcoodoaggJMqyròchs
iì «nolo lafiMseo è in «enemle pia ddl* al-
Isp oonlaoente a 6uni prosperare gli ulivi,
«ili, e molli alberi da firutto, il ptodollo
dei quali generi «iole sovrabbondare mi cos^
onmo degli abiUnlL Però dalla porle di ostro
di Tevriociuola verso le sorgenti della Cm-
seinm i poggi sono seatiti di selve e di air
scoli naturali per il bestiame lanulo e bo-
vino; i qnali nHimi ^peciolmrnle csislo-
no nei luoghi, <)ove il terreno si aotlia
più sterile ed* indole magnesiaca aigillosa,
Kanisiimo, e bene ipcno privo dì XftUaui
fossili.
Il potestà di Terriedoob, la suo canoelleris
Qomunitativa e I* ingegnere di Qirooodarit
sono in Peocioli , 1* uffizio di efazione dd
Registro in Lari, la oonsfrvaiioms delle tpoi*
teche in Livonpo, il tribunalf di prino
{itanza in Pisa.
QUADRO della PopdaùoaM ddfa Comvatt^ 9t TMfmtcciV9i^
a Cinque epoche dherse
Bome
dei luoghi
Titolo
delle Chiese
Diocesi
cui spettano
▲ano
i55i
Poi
AHIIO
1745
polaeiome
Anm Aimo
i833 1840
184S
Casa-lfuova
Morrona
SojaoaeSo)anella
TaaaioaiDOiià
S. Bartolommeo, Ret-
toria
S. Bartolommeo, idem
SS. Andrea e Martino,
idem
S. Donato, Arcipretura
San-Miniato,
già di Lucca
Volterra
San-Miniato,
già di Lucca
Volterra
i5a
069
493
•49
196
546
7o3
«73
4^0
854»
i»3ft(
3oS
5a4
9'"i
1607
4*
•9)
931
iSso
Jane f si prooenit
compresa neUi
Totale .... Abit, N.^
'nii nelV ultime due epoche , dalia pan
1 CoflB. di Lari
1066
rocehit
• • . <
1694
Abit
^i5,
titoli
SS
Tor^Le .... AbU, N."^ |33i5|3i2S
TERRINGA mu.* ALPE APUANA neHo
Versilia. — Vili, con eh. parr. (SS. Cle-
mente e Colombano) nella Com. e circa tre
migl. a maestr. di Stazzeroa , Gior. di Se-
mvexia. Dice, di Pisa, già di Luni-Sarvana,
Conip. pisano.
Rivede sul fianco meridionale deìVAlpe
Apuana appellala di Terriaea olla dsrti»
di un canale omonimo che scorre fira pr^
fondi burroni per unirsi al torr. Retigeeee
e quindi con esK> vuotarsi nella fìumaiM ^
Ruosina,
La prima memoria superstite di qorrta
villaggio conservasi nel Icstameiilo scritto ••
TERZ TESO S93
Ltoon K tg fcbb. del fM da on fWfìMM qltarl» pwle di em oon ifdoi bfiii nel to66
figlio del h AuriMiio^ il quale fra le «I- Tenne asiegnata in dote oon molte allre
tre cene «anf^ al Mon. di uiniaìore la tna ckieie dei contorni di Pirenit al Mon. di S.
porzione di beni che pòMedem in loeo TVT" Pier Maggiore dalla tna fondatrice» donna
rini».— (Marni. Looqb. To/. IF. P. /.) Giala vedota di Ano di Pagano. Il padro*
Pino dal secolo XVIII farooo segnalati unId della ateata chicM di Teramo in ae-
DeirAlpe di Territtoa marmi blandii e brei>- gnito passò per ona parie nella iàmigUa
ciati, comecchò non tì si trofi alcuna cara» GnaMerolU, obe poi lo donò ai conti Bardi^
Quelle di piombo ai^nttfero, aperte nel mentre per un* altra parte pcrfenne nel
sec.XVI nella roccia sleaschistosB cbegliser* Prìncipe euccesso alle moiMohe di S. Pier
fé di ganga, furono da lunga mano abbando* BiaggiòVe. ^^ fW» Monia4*Mja.
nate , stantecfaé la loro prodatìone em in(e« La cura di S. Lucia a Tenano nel 1 853
riore alla spesa deireseavatiotie, sicché qve^ contane 1 1 a abit.
gli alpigiani ritornarono al loro antico «n. TERZELLI,o TERZELLEnel Valnl^Ar-
sinme di agricollori e di pastori. no «jasenlintee. — Gu. con cb. parr. (S.
Terrìnca diede in ter) teitapi nomini fl¥8* Andrea) nel piriere di Vado , Com. e ap-
gliati e distinti nella R^. letteraria , ft* I pena nn migl. a pon. del Castel S. Niccolòy
quali rammenterò on Pr. Antonio Tognoc- Oior. di Poppi , Diot. di Fiesole^ Comp. di
ài de'Fmti Osserranli predicatore, teologo, Areifeo.
e autore del ThMOtrum BiHiteO'MUmrito* Risiede in piaggia alla sinistra del torr.
rsiiis pubblicato in Firense nel i08». Solano ^ pttmo lo sbocco in esso del rio
La parr. de* SS. Clemente e Colombano detto Ri figlio. -* 9^9d, Vado (S. MAarmo
a Terrìnca nel t833 contova 878 abit. a) a CAar8L-S.*NiooOi.ò Comunità.
TERRINE, o TERINE (S. AGATA a).— La parr. di S. Andrea a Teraelli nel 1 8SS
Fed. Taama sul CeHboe. Bovcrira 3o4 abit.
TERROSSOLA nel Val^Amo cassutl- TERZIERE (CASTIGUOH m) in Val*
liete. — Vili, con cb. pair. (S. Matteo) cui di-Magra ^ — Féd. GaStmlioii oa.TniaitaB.
fu annesso II popolo di S. Jacopo a Gm- TERZO m CITTA*. -*- Fod. VAh. Sm*
Icocbio nella Com. Giur. e circa migl. due nà (Ttato di Crta*.)
e ttietio a oilro^lib. di Bibbiena» Dioc. t — m DONCIANO. — red.I>oiiimio(PiBr
Oomp. di Armo. va m S.) in Val-di«Pierle.
Risiede sulla ripa destra dell' Amo sotto -^ m MERCATALB. — Fté. Mbmsata-
It cowfltietwi del torr. Contdonty e dirim- ni in Val-di-Pierle.
pMIo al ctMtellare di IH (mtfcchie. -^ m S. MARTINO. — Ftd. Suha (Tan-
La chiesa , già parr. di Gasaleocbio al* no m S. MAirmo.)
tsmu circa ntecao miglio a ostro di Terror -- m PIERLE a V4L«-VIC0. — Fod.
•ola , fu unita a quest* uHima parrocchiale PtaiLa, a VAL^Dt-PiaiLB.
•on decreto vescovile dell* ottobre 1778.*- TERZOLLE iorr. nel Val -d* Amo lio-
Fed. CASALiooaio nel Val-d'Amo casenti- mlino. -^ Esso ha origine nel fianco orien-
nese, e BuamiA Conmniiò. tele del Monte-Morello fra P Uecellato/o
Gli abitenti di queste dtfs cure riunite ed il poggio di CmUigìiom di Cereina^ e
lael t833 ascendevano a ao« inditidui. 4à il suo nome ad un profondo vallone, il
TERZANO nel Val-d*Arao fiormtino. ^ tinaie presK la già Villa Medicea diC«#«gw
Qo§. con eh. parr. (S. Lucia) nel piviere di gi sbocca nella pianura suburbana di Fi-
fi. Pietro a Ripoli, Com. Giur. e circa migl. rente passando sotto il Fonie a Bifredi per
dee e meno a lev. dèi Bagno stesso di Ri- andare dopo sei miglia di cammino a con-
poli , Dioc. e Comp. di Firenxe. fondeiv le sue acque oon quelle del torr.
è posto in costa fra il )[K>ggio dell* Incon- Mugnone , che trova poco innan» di arri-
tro e di Monte-Pilli , a sHt. della strada fare al Ponte di S. Donato. — Fed. Sdto
tecia Aretina che sale alla Terrei» Poni e tre Comunità.
lAigl. a maestr. da S. Donato In Collina. TESO (TElfUTA dcl) nella Monlagna
Se non prendo errore , la chiesa di S. ^ Pìstoja. — « Tenuta regia lungo la cn ste
I^cia a Tersa no dovrebbe corrispondere a delf Appennino tra il monte Crocicchio e
^[tirila di FaPaìe stata fino d»! secolo Xf di la macchia deirOrsìgna nel po|ioln ili S.
pudrohato della casa Rennccinl , mentre k Gregorio alla Jforrjcu, Ciwn., Giur. e circa
32f TBVE TEYE
6 migl. a le?, di Sm-MarcoUo , Dkic. di Quindi io[|r(MMDdufli per tm mediante
Pisloia, Gomp. di Firenze. varj lorreoli e fiumane il Tevere pcioorre
Qucsiri tetiula deslÌD;ita alla propagazione 1* angusta pianura della Val •Tiberina lo-
di una nuova abetina , fornisce adesso fre» scaua , {issando fra Anghiari e la ciUi di
sche (Hi^lure alle RR. razze cavalline che vi San-Se|)olcro per poscia edlrvre nel lerrilo>
passino festiva stagione venendovi dalla rio di Città di Castello dello Stato Pontili-
R. Tenuta di Coltano (losla fra Pisane Li- ciò. — f^ed, Balm (S. MAmu <ALLB)t Hoars
voruo. — f^ed, Sax-Maicux^ Comunità, GoaoNAau , e Savio fi.
TMUPjtscio.oTBVPJsso nella Val-di-Cor- TEVERINA (VILLA di) nella Val Tibe-
nia. — Piccolo torr, tributario del fiume rina. — Vico die ha dato il nome ad una
Cornia, da non confondersi con il TeapO" eh. parr. (S. Bartolommeo) con Panuesm di
scio {Altopaseio) della Val-di-Nìevole , ed S. Andrea a ^o/Z^Pai/ie, nella Goni. Giur.
entrambi rammentali fino dal secalo X dal- Dioc. e circa 6 migl. a lib. di GorluiM,.
le scritture MVArch. ArcÌ9, di Lur.cà ^ Gomp. di Arezso.
segnatamente il Teupaicio della Val-di Cor- Risiedo sopra uno sprone del montecbe
nia , a cagione di un mulino [tosto presso propagasi fino alle spalle di quello di Gnr-
<juvl torrente posseduto con altri beni «li Iona fra i torr. Minimella e SeamOf co-
suolo da quella mensa vescovile. — f^ed. Irambi tributar) del Tevere.
CouniNo 'CoiiTjtDo)^ Tmicjsi c F^ito (Sjh) Ebbero signoria nella vilU di Tererìoi
in VaMi-Gorni». fino dal secolo XII i marchesi del Monte S.
Del Tiupascio di cotesto Valle parkmo Maria, imperocchò uno di essi , il marclitse
due {strumenti dell'aprile 908, e sett. 943, Ranieri 111 e la sua moglie donna Trafa,
mentre siietta ali* altro Teupaseio presso il figlia che fu del conte Tasso , per. alto pub-
Lago di Sesto, o di Bientina una carta del 7 biico del genn. 1 104, rogato in Pitiliano di
maggio 95a della provenienza medesima.-— Città di Castello, investirono il piiore ed
(Mkbioi. I^orb. T. V. P. ni.) eremili di Camaldoli di lutto ciò che da èw
TEUPASCIO, o ALTOPASCIO In Val- coniugi aveva ottenuto Bernardino di Sida.
di«!Vievole. — ^ed. Altopàsoio. nia de* signori di.Ciprese e fondalorc dalli
TEVERE fiume. — Il fiume più istorico. Badia d* Anghiari, riservandosi peraltro qua
ma non il più maestoso delP Italia. Esso ha due coniugi i feudi di Bibbiaao^ dì fn^
origine in Toscana da due fonti, il più co. rina e della rocca di Deeeiano, «^ ^cd.
pi(»so dei quali scaturisce limpido fra le Bibbi aro di Val-Tiberina.
balze di maci«;no, mentre 1* altro ramo na- . La cura della Villa di Teverina Ano dal
sconci fianco meridionale del Monte-Cnrna- sec. XV era unita ali* altra di f^aile-D^Mt
ro circa un migl. a niaestr. della pieve delle che fu di padronato del pofiolo.
Balze fra il monte della Cella di S. Albe» Nel i833 cotesta cura conlava una popò*
rico l.i rufie detta iXtSassani, ed il Honte- lazione di 3iB abit.
Cornerò. Troviinsi entrambi i fonti a circa TEVERONE, o TAVARONE ion. io
3000 br. su|)eriori al livello del mare sotto Val-di -Magra. — Scaturisce dalla più alta
il gr. 43^ 48' o" lalit. e 29° 45' o" long, cima dell'Alpe di C«m|ioragheiia sotto il fo-
li ramo miiioi*c porta il nomignolo di /fei- caboto di Canalone percorrendo, da priaio
pinn^ o Teverina^ e dopo aver corso due nel territorio modanese di Varano a ouofìiM
buone migl. verso ostro-scir. si accoppia al col grandu&ile di Fivizzano, sul fianco op-
primo tronco del Tevere eh* è mezzo migl. posto al Laghetto Sguincio , dal cui eiois-
a niaestr. della pieve attuale delle Balze ^ sario prende origine il fi, Ensa dì Pirsu.
1.1 quale tn>vasi a5 migl. in linea retta di- Quando il Canalone è dis^^eso a Varano
stilile dal Capo d'Arno del Casentino. trova un altro torrente, la Tana ^ che fi
Uà coleste inospite balze il Tevere per- fluisce dal lato di lev. — Cresciuto in tal
corte fra le cupe foreste dell* Appennino guisa di acque il Ctf/ia/o/ie prende il distia*
detto del Bastione, che lascia alla sua de- livo di Tt Nerone ^ o TaiHirone , e di !••*
«Iva, e quelle del [xiggio de* TVe Feseo9Ì e romoroso dirìgesi da grec. a lib. fra gli ei*
delia Zucca, che l.imbisce alla sua sini- feudi della Bastia e di Ucciana , («r poi
&!r>, ili n.iiizi di scendere nel vallone della costeggiare dal Iato di scir. il territtiria
Masxft l^frona (di Pieve S. Stefano) e di gramlucale «li T^rrarnssa che lascia alla »w
bjguare le mura orientali del suo capoluogo, destra |XJCO inuauù di vuotarsi nel fi* ^'
T I G L T 1 6 N 535
g^m che trova dopo circa 14 migl. di un sotto esiste F oratorio di S. Andrea di Seg»
tortuoso e discosceso cammino. gio, già cappella sufifraganeM della pieve di
TEZZO nella Valle del Savio in Roma- Loppia, rammentata nelle Memorie lucchesi
gna. — Gas. con eh. parr. (S. Bartolommeo) sotto gli anni g83 e 994 non che nel cala-
uella Com. e circa un mìgl. a sett. di Sor- logo delie chiese di quella Dioc. compilalo
bano, Dtoc. di Sarstna , Comp. di Firenze, nel is6o.
Risiede sopra uno sprone deirAppennìno La popolaiione di S. Giusto al Tiglio nel
posto alle spaile di Sorbano nel punto estre- i833 ascendeva a 883 abit.
model territoriogranducalecon losUtoPon- TfGNANO(S. MARTINO ▲) o alliFON-
tificio cui spetta il vicino paese di Mercato- TI in Val-d*Elsa. — ^ed, Fomn (S. Maa-
Saracino. Tino alle), ovvero a Tiomaxo , al quale Art.
La cura di S. Bartolommeo al Teuo nel si può aggiungere, che appellano al Tigna»
1 833 contava i3oabìt. no del piviere di S. Ippolito a Castel-Fio-
TIARA (Casetta di) nella Valle del rentino non solo due istrumenti del a8 nov.
Senio in Romagna. — f^ed. Cisbtta m 1349 , e 16 febbr. i ^ So {stiie comune) to*
TiAKA., cui debbo aggiungere, qualmente il gati nel borgo di Tignano, distretto di Ca-
piviere sotto il quale fu una volta la cura stel -Fiorentino , ma ancora una sentenza
della Casetta di Tiara era quello di Misi- data nel 3i agosto 1408 dal rettore della
Irò , ma ora è stata assegnata ali* altro di chiesa di S. Martino a Tignano incaricato
Camafr;;iore. da Alberto arciprete di Colle e da Antonio
TKjrlJANO. — f^ed, Tuxiaiio. Santi, commissari in questa parte del cardi-
TIGLIO nella Valle del Seft:hio. ^ Due uale Baldassare Gossa Legato a|ostolico in
▼il late, Tiglio di sopra, e Tiglio di soiio, Toscana , relativamente ad una permuta di
sono comprese nell.i purr. di S. Giusto al benefizj ecclesiastici. — (Aaca. Jhn. Fioa.
Tiglio , piviere di Loppia , Com. Giur. e Carte del Mon. di 5. Donato a Torri^ o
circa due migl. a lev. di Barga , Dioc. di in Pol^rosa , dtlP Areh. Gtn,)
Pisa , stata di Lucca , Comp. pisano. TIGNANO (S. ROMOLO a) in Val-d'EI-
Risiedono in poggio fra il torr. AniachB sa. — Un* altro Tignano nella stessa valle,
gli scorre a lev., mentre da questo lato me- con castellare e eh. parrocchiale, alla quale
dianle VAnia ha di fronte il territorio di fu annessa la vicina cura di S. Tommaso a
Coreglia, avendo al suo pon. il torr. Ti* Tignano, entrambe nel piviere di S.Pietro
glio e la pieve di Loppia dentro al distretto in Bossolo, Com. e circa un migl. a lev.
di Barga. di Barberino di Val-d*Elsa, Giur. di Poggi-
li paese del Tiglio esisteva sino almeno bonsi, Dìoe. e Comp. di Fireuae.
dtl secolo X sotto il pievanato di Loppia, Esiste cotesta contrada sopra noa collina
siccome fu avvisato agli Art, Sommo-Colo- tufacea , alla cui base orientale scorrono le
tìRA e Baioa, di eui gli abitanti del Tiglio prime fonti del torrente Dro9e,
•egoitarono la sorte. Imperocché il suo popò- Al 3o giugno del i3o7 diversi uomini
lo soiMì il dì 7 nov. i34a senza precedente del popolo di S. Romolo a Tignano, di S.
capitolazione si sottomise al Duca d* Atene Pietro in Bossolo e diS. Michele a Casaglia,
riconoscendolo per signore di Firenze e del ( ora suo annesso ) stando nel campo lìoren-
tuo stato. lino davanti a Gargonza si presentarono al
Per altro il castello del Tiglio nella guer- giudice collaterale del podestà e capitano di
ra del t35a fu occupato da Francesco Ca- guerra del Comune di Firenze, Ferrantino
stracani signor di Coreglia, che dovè resti- Malatesta. -^ ^ed. Gaagorza.
luirlo al Comune di Firenze a tenore della Trovandosi un tale documento fra le car-
pace di Sarzana del i353, previa la de- tedi Cestello, dà luogo a dubitare che in
molizione delle fortificazioni del Tiglio, ed questo Tignano possedessero i monaci della
a condizione che in avvenire non potesse Badia a Settimo, tanto pih che ai Cister-
esa-re più in alcun modo ridotto a castello, censi medesimi il Pont. Gregorio IX con
— Fed. VArt, Baboà. bolla del 16 ottobre 1937 confermò fra gli
La contrada del Tiglio si divide, come dis- altri beni quelli dì Tignano , o Tiltiano,
si , in due villate, in quella del Tiglio di Che poi costà vi fosse un castello, lo di-
sopra , dove fu il castello e dove trovasi la mostra noa provvisione della Signoria di Fi-
[Nirr. di S. Giusto, mentre nel Tiglio di renze del dì 8 aprile i38i, la quale ordi-
V. V. 67
S'ift TINO T I R L
iiava di ripurare i muri M Castel di Ti- È uo pìccolo Cis. |ioslo lungo b ttrada
giuao del contado fiorentino per una tersa nueslm rotabile alla sinitln del torr. Crt-
|Kirte f eh* erano diroccati , mentre con altra i^o/e tributario dell* Ombrone fra Bf urlo e
provvisione del aa ag. dello stesso anno fu- Indica sotto la filla vescovile della B^a,
rono assegnati 55o fior, d'oro per la ripara- -— ^ed. Muaio, Comunità,
ùooe delle mura di Poggibonsi, e nel ai Tikellì in Val^rElsa. — • Gas. perdulo
aprile del Panno successivo fu dato ordine di dove fu una eh. perr. (S. Lorenio) nel pi-
forlificareilCast.diBfarcialla. — (GiTsCar- viere di S. Laolino in Gonio, Gom. della
leggio ined. di ArtiHi. Fot, /. Jpp. li.) Castellina del Ghianti , Ginr. di Radda ,
ùk parr. di S. Bomolo a Tignano nel Dioc. di Gol le, già di Fiesole» Gomp. di
i833 contava 414 abit. Siena. — P'ed. Uono (S. Lnuiio m).
TIGì^OSO ( MONTE). ^ Ted. Morti- TmriHitjao^o Tmbtmhwjho io Val-d*Or
o^i'iso. eia. — f^ed. Rocca d* Obgia.
TILLIANO , o TIGLIAIVO nel Val-d*Ar TiRLI di GASTIGUOM maa PESGAJi
uo sopra Firenie. — Vili» signorile nel pò- nella Maremma Grrossetan^. — Vili, con
polo di S. Amlrea a Doccia , Gom. Giur. e chiesa parrocchiale (S. Andrea) odia Com,
circa tre migl. a tett. del Poutassieve, Dioc. Ginr. e circa 6 migl. a setL di Gasliglien
e Gomp. di Firenxe. della PeKaja 9 Dioc. e Gomp. di GnMscto.
Siede presso la cresta del Monte di Groce Risiede il Vili. prc«o U ctnMi di un mon-
che separa il piviere di Monte Fiesole da le omonimo sopra le sorgenti del tocr. Jm-
quello di Doccia presso le sorgenti del torr. pio^ che scende dal lato di scir. nel padek
Sieei , e appena un meno migl. a greo. di Castiglione davanti la Badioim^ mealie
della pieve di Doccia. dalla opposta pendice le acque soolano ad
Nel secolo XIII gli uomini diTigliano torr. Rigo^ il quale mediante il fiumicello
erano feudatari dei vescovi di Firenze , alla jiltna si vuota nel mare Toscano,
cui mi^nsa apparteneva la villa diTigliano Una delle pib antiche rimembniBKdd
col lem-no intorno. Infalli per rogito del 4 monte di Tirli e del lorr. Ampio la Inno
seti. ia87 i popolani di Moute-Mesole e in una donatione fiitta neiranno 8iSi 0
della villa di Tigliano giurarono fedeltà alU 83o dall* Imp. Lodovico Pio al Mon. diS.
mensa fiorentina nelle mani del vescovo An Antimo in Va1-d*0rciay cui assegnò in Jole
drea Moni» e nel 1 4 ottobre del 1 3oa ripe- tuIlM la piirte orientale del Ho'Ue di Tirli^
terono Io stesso giuramento d.ivanti al ve- salendo fino alla sua sommità per la ^M
scovo Loltieri della Tosa. — (hàm^ Mfonum. dei V Ampio, ^^ Ved. Ampio (Vallb biu>*)>
Ecr.l. Fior.) Anche fra le cirte della Btidia di Sestingi
TINAJA (TENUT A dilla) nel Val-«r Arno conservasi un istrumento degli 11 sfoilo
inferiore. — Era un possesso della Corona 1 1 18, col quale Bernardo vescovo di RMelk
conquistalo sotto il governo Mediceo me<lian- diede a locaxione a quei monaci» e dieci at-
te la colmata deWArno vecchio, e quindi ni dopo rinnovò loro il livello di una mHk
nel 1786 alienalo dopo esservi stata eretta dei possessi che alL« sua mensa afipaflnW'
una chiesa parrocchiale sotto l' invocnzione vano, i qu^li erano situati fra il fiussierilo
de* SS. Michele e licopoldo alla Tinaja, nel Alma ed il paduledi Castiglione, coniprcsifi
piviere , Com. Giur. e circa migl. 1 J a la contrada di Tirli, — (Asfìn. Din.. Fna.
grec. di Empoli, Dioc. e Comp. di Firenze. Carte degli Agostiniani di Siena,)
Trovasi in pianura sul la ripa sinistra del- Arroge a ciò una bolla di Clemenle lU
TArno fra le chiese di Corte-Nuova , e di del 1 1 88 diretta a Gualfredo vescovo di
Limite, quella solfo la Dioc. di Firenze e Groiselo dove si rammentano le deciar ikl
questa situala alla destra del Bume sotto la popolo di Tirli da pagani al pierano é
Dioc. di Pistoja. — - F'ed, Empoli. Buriana,
La parr. de* SS. Michele e Leopoldo alla Ma il monte di Tirli si rese celebrr nd*
Tinaja nel i833 noverava 959 abit. la storia ecclesiastica per l* eremo rhrroiti
TINONI (VILLA di) nella Valle delFOm- fondò il crocesegnato S. Guglielmo sotto if
brone sanese. — Villa nel popolo , Com. e vocabolo di Stabulum ilixii , del qnale *
circa mezzo migl. a selt. di Murlo del Ve- fece parola tkWAri, Eanio m S. GwMiLa»
SGovado,Giuf. (U Blontalcino, Dioc. e Gomp. Del resto il caslellello di Tirli non pf*-
di Siena. tenta per se stesao alcuna parlioolarità, «*<■*'
^ per lo più n suo popdlose^tilo hi«orle iMbe in Titli, Mhtoondo tiò 4a «da seù-
dd G>iiione di Gistìgitone della Pe8etja,dd tenia proBamiala eo«U «el t* agoalo 1409
quale da gran tempo fiwe?a parte; cornee- da Donalo Acda]oli di Firente, allora vìca-
che neir atternalita delle marciali e polilS- rio dell'Alpi fiorentine, «^(àais. Dm.. Pioi.,
che vicende che accaddero nel secolo XIT, Cmrie Mia Compagnia di Scorpena.)
ed anche nel XVI, il popolo di Tirii dopo es* Gonhitto ciò il popolo di Tirli e di altri
serti dato ad Alfonso re di HapoK , fli da castelletti vicini al confhie Pontificio sol de-
qoeslo re regalato ai Piccolomini di Ara- clinare de) secolo XV si erano ribellati dal-
goiia col paese di Castigtion della PeKsja e la repnbblica , alla quale volontariamente
lutto il suo distretto, finché il tutto fu ae- tornarono a sottomettersi per atto del ai
quìslalo nel 1 508 dalla consorie di Cosimo seft. 1489.
de* Medici primo Granduca di Toacana. Dopo La parr. di S. Patrizio a Tirli nd 1 833
di che Tirii con Castiglion della Pescafa fii novefiva 5a8 ahit.
consegnato alle forze del Duca di Flmne. TITIGNANO nel Val d*Amo pisano. —
«— f^ed, Gastiqlioii diu.i Pbscaìa. Vili, con eh. parr. (S. Ilario) nel piviere di
La parr. dì S. Andrea a TirK Del s83S S. Lorenzo alle Corti , Com. e circa migl.
■scendeva a 363 abiL 4 f a pon. di Oiscina , Giur. di Ponledera,
TIRLI DI FIREIfZtJOLA nella Talle del Dioc. e Corop. di Pisa.
Sanlerno. -— ChsI. con chiesa prioria (S. Risiede in pianura fra la strada postale
Patrìzio) nel piviere di Camaggiore, Com. livornese ed u fosso petcfdo^ dirimpetto
Giur. e circa 7 migl. a lev. di Firenzuola , alla Badia di S. Savido a Montione me-
Dioc. e Comp. di Firenze. diante la slesMi strada postale.
Trovasi sulla ripa destra del Ji. Santemo Del luogo di Titignano dette Corti trovo
nelle pendici settentrionali del monte Fom- memorie fino dal secolo XI nelle carte del
zola che separa la Valle del Santemo da Mon. di S. Michele in Borgo di Fisa, ora
quella del Senio, sul confine del Granducato neWJrch, Pipì, Fior» e segnatamente in
con lo Stato Pontificio dalla parte d^Imob. on*atto di donazione al detto Mon. falla
Il Gist. dì Tirli nei primi secoli dopo II nel maggio delfanno 1077 di terre poste
mille dipendeva dagli Ubatdini di Snsinana, in Montione y in SeWalonga^ a Coìognola
o del Podere fino a che per testamento del e a Tiiignano. — Anche le Tecchie mem-
j36a Giovacchino di Maghinardo da Susi- brane della Primaziale di Pisa rammentano
nana rinunziò tutte le ragioni che aveva sei cotesto luogo.
castelli deWJlpi e del Podere alla Rep. Attoalmente nel popolo diTitignano presso
Fior. Ma solamente dicci anni dopo i figli la strada postale esiste una grandiosa villa si-
e nipoti di Ottaviano di Maghinaitlo da Su- gnorile della casa Upezzinghi, gik de*CeoIi.
siiian8,del ramo denominato delle Pi^no/e, La parr. di S. Ilario a Titignano nel i833
( anno i373) rinunziarono alla Rep. Fior., noverava 604 abit.
mediante il prezzo di 7000 fiorini d* oro, ad TIVEGNA m VARA in Val-di-Magra. —
ogni pretensione sopra i castelli del Podere Vili, con eh. arcipretnra (S. Lor^'nzo) nella
e dairi^/^i^or^/i/ifif e segnatamente sopra Com. di Follo, Mandamento e circa due
quelli (li Susiriana, di Ttrli e di Lottale ^ migl. a maestr. di Vezzano, Dioc. di Ltini-
i quali erano caduti poco innanzi in potere Sarzana , Provincia di Levante» R. Sardo,
dei Dieci di Balìa. — Terf. Vitsamo.
Comecché il Comune di Firenze fosse La parr. di S. Lorenzo a Uvegna nel
«tato costrrtto inviarvi truppe ad assediare t833 contava 36o abit.
quei castelli, gli abiUnti di Tirli ^ non ri- TIZZANA nella Valle deirOmhrone pi*
cevendo lo sperato soccorso , dopo alcuni stojese. — Cast, con chiesa plebana (S. Bar-
ffiorni di assedio dovettero darsi in potere tolommeo) capoluogo di Comunità, nrlla
della Signoria. Per modochè può dirsi col- Giur. e Dioc. di Pistoja, Comp. di Firenze,
r Ammirato essere stati questi gli ultimi ca- Gli avanzi delle mura castellane di Tiz^-
stelli degli Vbaldìni pervenuti in potere del zana sono nella sommiti d* una deliziosa
Comune. collina, che serve di base settentrionale al
Air^rr. FniRnooLi fu avvisato , che la Mont' Albano, circa mezzo migl. a pon. della
residenza del vicario pel Comune di Firenze strada regia fVa il Poggio a Cajano e Piatoja,
nell'Alpi fiorentine sembra che (osse staU nel gr. 43* 5o'' 6' long., e 98^ 40' o" la-
528 T 1 Z Z T I Z Z
tìl., 3 in 4 mif!l. a maestr. del Pofigio a al pÌTÌere «li Lamporecchio^ di dovr arrì-
Cajano, sette raigl. a icir. di Pittoja, due Tava alla chiesa di S, .Martino in Campo
migl. a sett.-maeslr. di GannifnMDO, e quasi ed alla pieve di Senno ^ vale a dire finn
Ire migl. dalla sommità del Monte Albano, alla GomiiDità dì Titiana inclusÌTe. — \m
denominata la 7*orre di S. Allaccio, qual pieve occhia , t tenore di un islro-
Chi volesse prestar fede ad un privile|rio mento del la febb. i3i6, citato atlVft.
attribuito a Csrlo Magno in favore della Ba- Scano di Tubeama , era compresa in quel
dia di Nonan loia, potrebbe credere che fosse tempio nel distretto di Carmignano, cicè
questa la corte di Tiitano^ ivi rammentata, dopo che Tizxana con molti castelletti del
per quanto altri luoghi omonimi si trovino, suo territorio per allo pubblico del so •-
o si trovassero allora nella Toscana grandu- prile i3o6 furono ce<luti alla Rep. Fior.—
cale. Mollo meno vi sarà chi possa lasciarsi f^ed. PiarojA.
▼incere dalP etimologia che alcuni archeo- Ma non fu molto slabile questo possnso
logi diedero a queste contrade , come deri- tostochè i Carmignanesi con tutti gli abitanti
▼azione della gente romana Tiziana y nel dì quel distretto nel i3i4,di consen» della
qual caso, I* origine di simili paesi rimon- Signoria di Firenze, ritornarono sotto il re-
terebbe ad un* epoca assai remota. Senza ap- gime degli Anziani di Pisloja,cui i Tìas-
proTare né oppormi a tutlociò, io mi limi- nesi restarono soggetti sino a che d* aocoido
to per ora a fiire osservare ai miei lettori , con molli altri che abitavano nel fianco irt-
che la storia di questo castello non comincia tenlrionale di Moni* Albano, denominalo
a comparire prima dell* anno laSi quan- àe^ itomi di sotto t nel 4 aprile del i35i,
tunque il paese fin d* allora si trovasse dì- vollero tornare immediatamente tolto il f^
feso da mura castellane e da una rocca ocas* gime della Rep. Fior,
aero sotto la ginrisdizione di Pistoja. «- Es- In questo fnillem{io il castello di Tiziaea
sendochè Riconlano Malespini nel cap. i5o fu occupalo dai Lucchesi, (gingno i3s5)
della sua Storia fiorentina poneva sotto 1* an- quando si aocamf)ò nel suo territorio ^rr^
no laSi, eGio. Villani nel Lib. VI cap. 49 cito della lega guelfa loicatta capitanalo di
della Cronica ripeteva ali* anno ia5a un* Raimondo diCanlona, e disfatto tre ani
impresa militare latta dai Fiorentini, quan- dopo dal valoroso Castniccio sotto TAIIo-
do si recarono a oste davanti Pisto}a, gna- pascio.
stando il paese intorno, nella quale occasio- Un nnoTO e più estero accaropmento ebbe
ne posero l* assedio eziandio al castello dì luogo nel iSgi intorno a Tizzana, qiuaJo
Tizzana, che a dì 34 giugno dello slesso Giovanni Augut generale di un numeroso ^
anno ebbono a patti. sercito della Rep. dì Firenze seguitava eoo
Attualmente però non restano del fortìli- la spada alle reni un altro esercito mibnfie
zio di Tizzana altro che deboli tracce di mura comand;ilo da Jacopo del Verme, con la <li
dirute intorno alla sommitìi del colle, e scarsi cui retroguardia costi presso ìmpegnoni la
fond;«menti della sua torre, o cassero deno- yanguardia fiorentina , obbligando il ne-
minato cr>stantemenle la rocca. Una piazza mico a sgombrare il territorio ed il distretto
quadrangolare situata dentro al vecchio re- della repnbblira, do()0 aver lasciato sol Cam-
cinto ha da un lato la rhjesa plebana diriro- podi battaglia un buon numero di morti e
petto alla casa che servi da pretorio, raen- non pochi prigioni.
tre porla il nome di pìei^e vecchia nnsem- \a pieve attuale di Tizzana è dedìrati»
plice oratorio situato più in Uisso nella via S. Bartolomroeo, ed è suo annesso la rb.«li
prinrifMir che scende alla chiesa di Seano; S. Michele, oltre un oratorio accosto ad un
talché vi è luogo a dubitare che costà fosse soppresso S|)edaletlo dedicalo a S. Giovan-
r antica pieve di Tizzana. ni Decollato. Sono filiali di questa balle»-
Infatti nei vecchi st.4tuti di Pistoja, pubbli- mate il priorato e canonica di S. Pietro a
rati dal Muratori e dal P. Zaccaria, alla ru- Seano , sebbene attualmente il suo popolo
brica lai dove si parla di confini territoriali eia chiesa stessa spettino alla Com. lini-
di quel contado, si dice che essi estende- trofa di Carmìgnano, e non già a quella di
▼ansi verso la montagna pistojese fino al ca- Tizzana , come fu stampalo al sno artimlo.
stel della Sambuca^ a pon fino al fiume Inoltre fa parte del pievnnato in divonn la
Nievfìle , a lev. fino a Montemurlo e di là cura di S. Michele a r'ignole , altrimenti
nei Monti di sotto fino alla pieve , ossia delta a Carpineta.
T O R N T O R N 539
TOA^ffA, e TORGNA nella Val-Tiberi- come [)or il loro castello, distretto e uoinini
IH. — Cas. con eh. |)arr. (S. Oio. Kran- ili Torniellu con la penate di mille marche
etiiilj} nella Cora. Giiir. Dioc. e circa mi- d' affienii». — (ARni. DirL. Sa», T. IF' dfi.
il. iasett. dì Cortona, Coni p. di Arezzo, le Pergamene n." 445, e Comigì. deila
Risiede Mille spai le della monla^ma di Cor- Campana n.^ 4 5.)
k»j, apfwllata V yéUa di S.Egidio nella In cons<'{!ii(nz:i di tale snttomissìonc i
rifu ifestm e scilo le prime sorgenti del torr. signori di Turniclla nelTanno successivo
Jtttore Iribulario del Tevere. (laSi) furono aniinessi alla cittadinanza di
iocosto alla chiesa di Tornia esisteva un Sifna (ivi Censì gì. ecc. n.® 47.)
amo de* monaci Camaldolensi , abhando- Nonostante quei piccoli baroni tornarono
11(0 verso li% fine del secolo XVI quando presto a ribellarsi alla madre patria, stanlo-
fK^iì eremiti si ritirarono nell'eremo su- che nel ia53, dopo aver costretto la Sipio-
pffiore di S. Egidio, già detto di Monte- ria di Siena a invilire delle milizie a Tor
/Scriyhsciaudo in T^ornìa un sacerdote per niella , che acquistarono {ht battaglia, nel
fiwipegiiare 1' uffizio di parroco. consiglio del popolo sancsp fu deliberato ,
la p:irr. di S. Gio. Evangelista ai Tor- che i prigioni di Torniclla con Alberto v
ùnel i833 aveva 187 abit. Guido di Ranieri si^jnori di quel castello si
TORMELLiA in Val-di-Merse. — Vili, tenessero l>en cnsloiìi ti in prigione (/oc. eif.
cWfu Cist., con chiesa plebana (S. Gio. a carte 64). Anche nel la.'iS fu pn)gettalo
faiiftJ ) il cui popolo è compreso nella in consiglio , se doveva rilasciarsi libero il
G». Giur. e circa 6 migl. a selt. di Hoc- figliuolo di Alberto di Turniella che conli-
aitniia , Dioc. e Comp. di Grosseto. nuava ad essere prigioniero di Stato, sic-
Risietie sulla schiena de* poggi che prò- come tre anni innanzi erano siali liberati
pgaasi verso grec. da quelli di Rocca Te- dalle carceri gli altri due fratelli Alberto e
il«ri£hi e di Sassofortino per separare il vai- Guido figli del fu Ranieri di Torniella.
bne della Furma^ fiumana tributaria delta Due altri figli di qucsl* ultimo signore
Xcffse d^tle vallccole del Gretano e del compariscono in un atto MV/4relt. Dipi.
£aiso, due lorr. che scem^ono u vuotarsi San. del laTiQ, quando mess. Ranieri del
prewo Paganico nel fi. Ombrone. fu Ranieri di Torniella in nome proprio e
La pieve di Torniella con la distrutta cap> di Ranieri del fu Alberto di lui nipote e
prila di S. «9<cfif/era è nominala tra quelle mess. Melano del fu Ranieri, tutti de^si-
'.j'iferra.ilc ai vescovi di Grosseto dal Pont, gnori di Torniella, giurarono davanti al
C!em«:nte III mercè di una bolla concisto- |)otesl.'t di Siena di osservare i (mtti stati ad
riile data in Liateraoo li la aprilcr del 1188. essi prcstTÌtti , fra i quali di non edificare
Fu il Cast, di Torniella dominato un fortezz:i alcuna in Torniella, purché eglino
iem^« d.i una consorteria di nobili detti i godi^ssrro del privilegio di cittadini Siinesi.
kic-Kiri di Torniella e di Succiano^ ai — {Kaleffo delV/Issunta^ e Kaìeffo s^ee-
•jQali ap|)aTlenr\aqiiel Ranieri che nel ia33, chio n.^ 8 1 3 e Hi.\.)
\ift atto pubblico del 17 maggio rogato Per isirumento drlPanno i^fii scritto
nella chtes.-! di Monticiano , unitamente ad presso il Mou. di S. (ìaig.ino in VaUIi-Mer-
on suo tìglio, Alberto, allivellò in perpetuo s(> mess. Rug{!Ìero del fu Ranieri di Tor-
li Comune e uomini di Torniella tutti i niella con altn» f)ei'Soiiug<;iu di Monticiano
tieni di suolo che ivi {XMsedeva a condi- vendè tutti i pascoli ehe possedeva nella
z'oni, le quali furono anche ratificale da corte di I*iltaja per il pri-'/7.o di lire 1 8 s:i.
olonnu Diana moglie di detto signore. — nesi. — (Anni. Dipi.. P'ior.. Carte del Con\^.
\Bca. DiPL. Saw. Kaleffo deW Assunta n.* dei SS. Pietro e Paolo a I^f otiti ciano.)
^07 a carte 698.Ì Nel i3aa sotto dì Do dieenibre prr alto
Kr<tno figli de* due coniugi sopranomì- rogitto nel cassiTo di Toinielhi il sindaco
*Mti oltre .\Iberto anche Guido ed Ugo, i dell.-i Rop. sanese prese il [«ossesso della stt^s-
■4*i4li neri 29 genn.'ijo del i^5o (stile fio- sa roera .i e.ii;ì(ine ddl.i iiiiirosit:ì di (|uei
rfntino) insieme con Ranieri di RinaMo si- eomunislì por lissearretiMle. — 'Anrii. Dipf..
juiire di Sticciano loro pdre , stando in S<x. Kaifff'o dfir Assunta n." Si:">, e T,
0:'>-*iol''» , davanti al potestà di Sieiu iiifss. Xf^Iii dt^ìlc Pt'rf;atnt/ée n." i5«><).":
f'e-itilio ^ ifiiirarono ubbidien/.i e sotto- Cìraii parte d«l leriil'iiii) di ToniÌL-llii ik-I
"iisjìijiic al Comune sanese lauto i>cr essi 144^ fn «icquislato in coiiq>i-a dalla faiui^dia
530 TIZZ TIZI
Il molo gd Mirino delle oollhM di Tii- IJI'^rt. pare di Cuoaahuo Ai «TiiMia
Bua iDOitrMi atmi propitia noo «oloalb il lclUiK,qii«1aieBte tedue partocchiediS.
>ìt«, cb« aoiià al perì che ■ fiiiiiigiienii Hidielc • di S. Biegio ■ Vignale, iielttBa»-
lornuce ano dei vini più brilUnli « pìd » Uifiiioiie ecoDOinicsdeIGnnducmIo.f»
iqaiiiti del idoIo toecaDo, ma anoon all' rono rionilc alla GoinaitiU di Timoa.
Iilitaeda motte altre frulbi delicalc. Pino al dot. del i83S riiicdè in Tiium
lutali! la Mcundd rìiarsa de' poHÌdenli di un polntì , lof^xeno dalla legfc del a ago
queale luoto coiuiile nell' olio, delle cai *la iSJS ube riunì la iiu gturitdiiiooc al
fiante «odo caperti i colli e le più amili TÌcarioH.di Piil>>ja,doien troiai* nuca»
pendici Hit raoole, cooipRte nel terrìtorìo celleriii ComunililiTa , l' iogegoere di Cit-
liizaDeir. — Le granaglie, I gelti ed ogni condirio e la eoniemaiaue delle Ipoteche.
•(Ira ipecie di frutti aoao di ngo pioeolo L' uiìiiodicaiiioiiedcl Regirim è inPi»
profillo ai poatideiili di cotanta contrada. to. Il tribunale di prima blania in nilapi
QUdDBO itila PopolaiitHu iella CoMOgird' Oi Tixxjma
a eiitfu* rpaehe iiverrt.
It) fi popolo di Cartro e Conio iteBratiivatione del Calatiojit date alla Com"^
di Capra/a nel ^al t Arno ii^erlor*.
TOBB TORR 541
tOERB (S. MARIA a) nel VaM'Amo è cooipneto nella Gom. Gìur. Dioc. e Dac.
aaentiiicee. -^ Gonlnda con eh. parr. cui di Lasca , dalla qual città disia intorno a
h rianito nel 1986 il popolo dì S. Donato migl. 5 al suo maestr.
a Serrili» nel (uviere di S. Martino a Vado, Sono due casali. Torre di sopra e 7*orre
Con. e circa migl. 1 ; a sett. del Gaitel- di sotto, posti in collina sulla ripa sinistra
S.-?fiooolò, Giar. di Poppi» Dioc. di Pie- della Freddano e deKa strada provinciale
sale, Gomp. di Areno. che da Lucca rimontando la fiumana stessa
GolesU chien di Torre esiste sulla ripa passa per Monte^Magno, donde poi, la slessa
ten del lorr. ilio mexio mìgl. a pon. del via scende pel fianco opposto a Gamajore
iMfO alla Collina , i di cui popoli riuniti fino alla strada postale di Genova.
■ri i833 asceuflevano a 143 abit. Io dubito che debbasi riferire a questo
Touc, o ToMMi DI Maubmmm nella Valle luogo di Torre una permuta fatta Df 1 754
Umore dell* Ombrone sanese. — Cast, di- fra il duca Alberto longobardo e Walpnndo
tallo nella G>m. e Ginr. di Gampagnatico, tcscovo di Lucca di beni appartenuti ad un
Ohe» e Gomp. di Grosseto. tale Auriperto pittore regio, nel!» quale per-
ii Gaft. di Torre, o Torri di Maremma, muta si rammenta una casa massarizia con
n eomprcao fra i fèudi dei conti dell' Ar« terra vignata posta presso una chiesa nel
ImgbeKa» cui appartenevano Ugolino e Ra- vico detto alla Torre,
Hedo, che nel 4 febb. del iao5 donarono Ghe il luogo stesso di Torre dasse poi il
d Cornane di Siena una piazza nel casteldi titolo ad una chies:i plebana sotto V invcx^a-
bm eoo facoltà di potervi costruire una zione di S. Martino lo specifìca un* altra
Ime della circonferenza di 3o braccia e di carta del 29 maggio 935 pur essa delP^re/i.
So br. di altezza. — (Abgb. Dol. Sam. Ka- Arei^, Luceh. — È un allo col quale Cor-
Igfb Secchio n.® 84 e 85.) rado vescovo di Lucca ordinò ed installò il
Rei i3o5 esisteva in Torri un giudice pievano della pieve di S. Martino posta nei
■iaore eoltoposlo al potestà di Siena. Però confini dì Torre in Iuo};o dello Conca. —
mi i3to il paese di Torri era slato incor- (Meaoa. Locca. T. IV. P. II.)
ponto col suo distretto alla ginrisdizione Frattanto la pieve, che poi si :iMelIò di
civile di Paganico, comecché fino dal 1278 S. Niccolò a Torre nel ia6o avev» sotlopo-
Ame slata smembrala una porzione del suo sle quattro chiese ed un osiiedalello per i
Ibtì Iorio per assegnarla alla corte medesima pellegrini; cioè, S. S:erano di Gagliano ,
di Pa^ranico. — f^ed, Paoahico nella Valle S. Maria di Monte Catini; S. Lorenzo alla
deirOmbrone sanese. Cappella ; S. Frediano iV/trsina, e Tospe-
TORRE DI MERCATALE , ossia di S. dale di S. Maria di Albereto; chiese parroc-
REPARA.TA nel Val-d*Amo superiore. — chicli tuttora esistenti, meno quella di S.
Tali, con torre e chiesa parr. (S. Biagio) Maria di Montecatini riunita alla cuni di
filiale della pieve di Galatrona nella Gom. S. Ix>renzo alla Cappella e«l il distrutto o-
c circa 3 inigl. a pon. del Bubine , attuai- spedale di S. Maria tV Albereto, — f^ed.
mente aolio la Giur. di Montevarchi, nella Lors^iko (S.) alla Cafpuxa.
Dioc. e Comp. di Arezzo. La cura della pieve di S. Niccolò a Torre
Ija torre risiede in poggio sulla ripa de- comprende i casali di Torre di sopra, Tor-
stra liei forr. Trigesimo, o di Caposeholi, re di sotto, e quelli di Quercia e Cerreto.
mentre il vilLiggio di Merc:ita1c e situato Essa nel i83a contava 491 abit.
dalla parte sinistra del torr. medesimo. TOllllE a PONI. — f^ed. Qcoka.
Fu questo luo<^) uno de' ostelli del Vi- TORRE e SOV AGGIO in Val-Tiberina.
«ontado di Val-d* Ambra dei conti Guidi , ■ — f^ed. Sovaugio e Torrf.
posto sotto l'accomandigia del Comune di TORRE S. VINCENZIO sul lido del
Arezzo sino a che i suoi abitanti nel i335 mare Toscino. — Antico l'orlilizio de* Pi-
si diedero alla Rep. Fior. — t^ed. Ambra sani nella spiaggia fra il territorio della Glie-
ViiC'iTKTAVio (m Val d^). Bucine e Mekcatalk rardesca e quello di Cirapi^Iia , nella cui
n Va^-d^Ahdha. parr. Com. e Giur. la Turre S. Vincenzio v
TORIVE (PIEVE m) nella Valle del compresi, Dioc. di M.i.ss.'i-Marit li ma, Comp.
Serchio. — Questo luogo die ha dato il li- clie fu di Pisii, ora di Gi'ossetu.
tolo ail un'antica rhicsii plfhana (S. Mar- Trovasi sul lido del mare sopra un t(*r-
Tioo i>* Freddano, |)oi S. Niccolò a Torre) reno Irachilico che dalle colline di Duuu^
512 TORB TOUR
r^tichìno li ilende nno dcnlio al pela|ro , Innocemio, AnnUsio e AIcMiadro coafar<
mente Ih Tfcchia ttradii Smiiia di Seamro^ mò al monastero pmiomimio ancbe la chi»
Oi-A regiii Maremmana, tulio sbocco del bor- la di S. Hlaria di Tontoicrì. — (A^. Boa
ro di jée^ua^ii^a, fra il gr. a8* ii' 8" ouai-Bicn di Siaai).
long, e 43® 6 4" latil., 5 migl. a macslr. Che gli abati però di S. Aniìmo eteid
di Caiupiglia , 9 a irli, di Po|»u1onia , 0 a lasserò in Torrenierì ana qualclie Mutnrill
li il. di C«siiignefo, e cirra 16 migl. a ostro tpni|>orale sì può congetturare «Ut trofaii
di'fla Borea di Ocin^. colfsio [Mese nei tempi addietro follo li
D 'ir qmc I di (|uestii Torre e del distintivo giurisdizione dei dominatori di BfoiilalcÌB«
clic porla il luogo di S. Vincenzio mancano Infilili liietro Tesarne dì molli letlimoai
notizie iiiileiiliclie, comecché U chiesa di S. con lodo del a8 aprile lagS furono posti ,
Vinrenzio si trovi rammenlata dal Breve pi- confini fra la corte o distretto di Torwiiii rt
sjno del ia85, denominato del Conte Ugo- quello di Monlrtlcino e altri |iaeti limitioll
lino, nel quale al Lih. IV. cap. 18 si fiarla i quali nel a8 aprile del 1178 la Rcp. 4
della via q^iae est fuxta mareprope S. ^in- Siena nel consiglio della Campana conferma
eentium, eie. — ^rd. Sc^aLiiio (Pamilb m). «> (Aaca. Dipl. Sam. 7*. Xi^. deiie Per
Più nota è la Torre S. Vincenzio per la gomene 11.^ 1177 e 1178).
vittoria riportala costà nel 17 agosto i5o5 Finalmente in un rogito del i5 nsam
dn un esercito della Rep. Fior, contro il i355 scritto in Siena sì riporta una ittti
c.i|)ilaiio di ventura B^irtolommeo d*Alvia- lenza pronuntìata in nome del Comune 41
no mentre tentava di s «ccorrere l'assediata Torrenierì contro un tal Grifo di ser holi
citlà di Pisa. — ^rd. Cakfiolu. dn Moiitalcìno, al di cui suocero aveva ril»
T"Bta Beccai. — Eldie nome di Torre' sciato rusulrutto ili un po«lcnr posto nel di-
Bfrehf ima casa torri ta a guisa di castello stretto di Torrenierì e che il prO|irictarin
posseiluU dalia famiglia Strozzi nelle vici- destinava alle sue due figliuole con Tonen
Danze di Carmignano. — La qnM torre fu di pagare ogn*anno al Gomnoe di Tim»
preia e atterrata dalle genti di Cutruocio nien il canone di lire 53. -^ (An
Antel#:nellì nel d) 1 1 ottobre del i3a5. -* Fioa. Corfe della Badia Amiat,)
^e4. Poooio A Cajaro, e Gio. V11&AHI9 Cro- Lo statuto saoese del 1 406 onlinò di
niem Lib, ÌX, eap. 3 18. tificare il caste! di Torrenierì;
torrenierì in VaM* Asso. ^ Borgo fino dal 1400 si trovi nelIVrcA. .Mie U
già Gasi, con mansione postale e chiesa pie- (brmagioni dì Sien^, al Vo*. IV. della 1^
ban;i (S. Maria Maddalena* nella Com.Gìur. gione di 4gi)Stino dì Ugolino di Vierìt li
e circa 4 roigl. a grec. di Montalcino, Dioc. somministrazione dì lire 3410 Cilta alPop»
metlesima, già di Arezzo, Comp. dì Siena, rajo destinato a fiibbricare b rocca, oeÀI
Risiede in valle nella ripa destra del fiu- di Torrenierì.
micelio 4sso sul quadrìvio della stndapro- l^ parr. di S. Marìa Maildalena aTnnfb
TÌnciale che di costh si dirìge per settentr. a nierì nel i833 contava 393 ahit.
S. Gio. d*Asso e per lìb. a Monlalcino , alla TORREOXE a GUGTJELMESCA bcIIì
terza posta da Siena, mentre è attraversato Val-di Ghiana. ^Cas. che prende il tiVil»
dalla strada regia postale che da Siena per da un torrione^ t che lo dìeile alla ch.pafff.
S. Quirìco comliice a Roma. di S. Carlo, «loslituila alU ili^ipilla cara di
Per qusinlo il nome slesso dì Torrenierì S. Muria Maddalena a Gugfi'ìmesea nel m^
(Tnrrit Iferii) ci dia un indizio del primo burhiosellentrionaledi Oirton4,Cora.Gìyr.
foniblore di questa casa turrita che fu prò- e Dior. medrsim.i, 0>mp. dì .\rrzzn.
bahilmeule un Ranieri «le* signori di S. Trovasi appena un terzo dì mìglio dk
Quirìro, tultaviii ignorasi la storia antica dì stante ilalla città fuori la |»i»rta Montaaiam
cotesto pacìM*. È rerto l)ensi che il giuspa- sullo sprone del nubile di Cortona che soen-
dronato delh sua eh. apfuirlenne in tempi de dair/#//a di S. Et^idin or^^^ì U ilìrala
remoti alla Badia di S. Antimo in Val d* torre, ouia torrione di Get^fateo^ altri»
OrriM ; la qual cosa si rileva fra le altre rar- menti appellalo d^tla Gngiietmeiea.
te ila una holU concistoriale del ao dicem- AH* ,4rt, Guuuilhdica in V^t-di-Chiam
hre iai6 che il Pont. Onorio III diresse fu detto, che da questo liio(o prete il titola
da Roma a U|ro abate del Non. dì S. 4n- la chiesa demolitM fli S. Micia Madilalena a
limo, con la quale ad imitazione dei Pont. Gagtielmesea ^ stata riunita nel i5io a
TOLF TOMH 533
si sottomisero alla Rep. Fior., iliiUa quale riunito col re^colameoto del a griugno 1774
otienaeru alcuni privilegi, confermali di alla Gom. del Terzo di S. flfarlìno. — fù.
tempo in tempo , e fmaimeute ad essi «m- Siuia (Comuhità* do. Taito S. Maitiik>.)
pliati dal Gntnducii Gio. Gastone, noo o- La parr. di S. Paterniano alle Tolfe nel
stante che gli uomini di Tojano all'arrivo i833 contava i53 abit.
di Carlo Vili avessero imitato 1* esempio di Tollbmjì {S. Sf^u di) nella Val-di-
Pisa col ribellarsi alla Rep. Fior. Cecina. — Chiesa da lunga mano distnitla,
La chiesa plebaiia di S. Gio. Battista a che diede il nome ad uno degli antichi pozzi
Tojano nel i356 conservava sollo la sua delle Jftoje di Monlegemoli , nella Gom.
giuhslizione le seguenti p;irrocchiali; 1. S. Giur. e circa 5 migl. a maestr. delle Poma-
Giorgio a Scaldicelo (amrneusata con i rance» Dìoc. di Volterra, Gomp. di Piw.
suoi beni nel 1464 al monastero del Para- Nel febbrajo «lei 1954 fu rogalo nella
diso in Pian di Ripoìi); 9. S. Giusto a chiesa di 7b//«/tt un atlo di procnra a nome
£>€goU (eretta in plebana); 3. S. Stefano di del Comune di Volterra con un sindaco del
Battagliola (non esiste); 4. S. Andrea a Comune di Colle. — - (Aaca. Dipl. Fioa.
Tofano (riunita alla sua (>ieve). Carte della Com, di Volterra.)
La parr. di S. Gio. Battista a Tojano nel Anche il Cecina sotto Panno 1954 ràm-
i833 contava 5o6 individui. menta reiezione di un sindaco |ier parte
TOJANO DILLA MONTAGNOLA nella del Gom. di Volterra per causa delle Mofe
Val-di-Merse. — - È una contrada sterile e e del Cast, di Monte-Gcmoli.
sassosa dalla parte di Lecceto, fertilissima Tollb {l^iLLjiiuorA ^). — Ved, Fil-
nelU pianura che avvicinasi verso il Ponte t,dnvorM [PtBrt di) sopra Montepulciano.
alloSpino, nella parr. di S. Giusto a Balli, TOLLI (VILLA) nella Valle deirOrcia-
Gom. Giur. e quasi due raigl. a grec. di — f^ed, Villa-Tolli di MoirrALoifO.
Soficille, Dioc. di Colle, già di Volterra, TOMBA nella Vaile del Savio in Roma-
Gomp. di Siena, dalla qual cititi cotesla vii- gna. — Gas. nella eh. pan*, di S. Gatsiano
latii di Tojano dista circa 5 migl. a pou.-lib. a Montoriolo, Gom. e circa tre migl. a ostro
Presso il diruto fortilizio di Tojano sor^e di Sorbano , Giur. di Bagno, Dioc. di Sai^
la villa Chigi-Farnese avente una sala con sina, Gomp. di Firenze,
affreschi di siile cortonesco. É una frazione del territorio comanitali-
Porta pure il nome di Tofano un* altra vo di Sorbano circondata da ogni parte dal
villa signorile nello stesso popolo di Balli, territorio Pontificio della Legazione di Ur-
ora de* Fondi di Siena. bino, situata sulla ripa sinistra del torr.
. TOLFE (S. PATERNIANO allb) nella Tonante, alla cui destra trovasi il distretto
Val-d^Arbia. — Contrada che prende il vo- Granducale del corounello di Montoriolo.
cabolo da una chiesa p:«rrocchiaIe nelle Mas- É cosa incerta se questo nome di Tomba
se di S. Martino, vicariato foraneo del Boz- traesse origine al pari di quello di Tombe
zone, Giur. Dioc. e Corap. di Siena, da cui presso PAnsedonia da una qualche antica
trovasi 9 raigl. distante \erso grec. necropoli, quando la vicina città era capi-
È posta sopra le colline cretose fra la ripa tale degli Umbri Sarsinatensi.^— ^e</. Soa-
destra del torr. Bolgione e quella sinistra baro , Comunità,
del Bottone. TOMBOLO (TENUTA del) fra Pisa e
La chiesa delleTolfefu eretta in parrocchia Livorno. — f^ed. Pisa Comunità.
allorché le donne del vicino monaslerinodi TOMBOLO di CASTIGLION dilla PF.-
S. M.iria della Croce nel 1446 per bolla SCAJA. — Fed. Paddlb di CastioliOii dcl-
del Pont. Eugenio IV furono traslatate den* la Pescaja , r Gbossrto.
tro la città di Siena. TOMBOLO ( ISTMO dcl) lungo lo Sta-
Uua delle menzioni della chiesa parr. di gno di Orbetello. — P'ed. Obbbtillo, Co-
S. Paterniano esiste in un* inventario del munita.
1448 aeìVArcfi. Arch. di Siena. — Co- TOMMÈ (S. TOMMASO A S.) nel Val-
testa chiesa è stata recentemente restaurata. d*Arno superiore. — Ved. Sar-Tommb* a
Vi sono pitture del Lorenz«'tti. Il Croci- MoRTevAscni, cui si può aggiungere la no-
fisso è opera ili Francesco Vanni. tizia delPepoca aulici di quelle campane ,
Nel t347 le Tolfe facevano Comunità ed la maggiore delle quali dicesi fusa nel iSao,
avevano un sindaco nel Terzo di GiiuiiUia, e la minore nelPanno 1344.
V. V. 68
.=:34 TONI) T U N D
TOXDA in Val-irKm. -— Cut. con eli. M»ica, fece ronndato di procura al suo mi-
|)iirr. (S. Niccolò) nella Gim. e circhi tre rilo {xir transigere col Comune iji S.in-Mi-
nii»l. a mitosi, ili Monlajone, Giur. di S;in- niitto ris(ìetlo alle rapine, (jiiasli ed inrrnilj
Minialo, L)iuc. di Volterra , Conip. di Fi- fatti dni^W uomini di S.in-Minialo nel di-
renze. si rei lo e Cjislello di Tonila, rome fNire di
Risiede sulla sommità di una collina ero* concord:ire per la porzione spellaulf a della
los^i presso le sor<((Miti del torr.C<fr/ri/o che conlc*s»i intorno ai ser\i<!J ila prestarsi al
ffli scorre sotto nella direzione di scir. a Giniune di San •Minialo, stante Taliena-
macslr., mentre la iiumuuadeiri?i^»/ascen- zionc che fece sino dal it seti, laìi drila
tic dal suo lalo orientale nella direzione di quarta |Mrle del castello, corte e uomini di
ostro a seti. Tonda. — (/oc. eii. e Lami, ^on. Eed.
Non bisogna confondere questo Gist. di Fior. pag. 357.)
Tonda con altro Castel di Tenda in Lom* Che il castello di Tonda non toccasse per
h:irdia, dal quale prese il distintivo l'infe- intiero alla pnfnomin:ila contessa Matilda lo
lice Beairire di Tenda. dichiaravano ^li alti seguenti. Il primo del
Erano {;Ii nomini di Tonda in stato li- dì ii agosto 1267 rogalo in 5iin->liniato è
liero quando Tlmp. Ottone IV con diploma un isiruniento di procura fallo dai conti-
dei a8 die. laia asso^'nò in feudo a due glieri del G)mune di San*Minialo , pres^
nobili fratelli pisani, Vrntilio e Guido ed duli da Bruno de;;li Ulierli di Firenze suo
ai loro eredi, il Cisl. di Tonda con tutte le potestà, in testa di alcuni sindaci incaricati
sue pertinenze, corte, abitanti, ecc. — di comprare |)er conto di dello Comune da
(AacH. Dipi.. Finn. Carie della Com, di Guido boccio del fu conte llanleri, da donna
San^MUniato.) Lucchese sua moglie v da Gaddo loro fif^lio
Quindi con altro privilegio dato in Pisa la metà di tutto il Cast, e corte di Ton.
li 4 genniio ia2i,Corr.ido vescovo di Spi- da nel distretto di S.in-Miniato. — || s^.
ni, cancelliere e legato imperiale in Italia condo isirumento, scritto in S:in-Minialn
confermò a Venti 1 io seniore ed a Ventilio nello stesso giorno 11 ag>isto 19A7, è un
gìuniore figlio di Guido del fu Ildebrandino altra procura in testa dei sin'Iaci mrilrsirai
ili Pisa la tenuta del Gonfo di Macerata, cui si acrordava fac(dlà di acf|ui«tare in
ed il Castel di Tonda con il suo tlislrelto compra p«T conto del Comune di San«Mi*
ecc. nella slessa guisa che era stalo concesso nialo la sesia prie del castello di Tonda e
dair Irnp. Ottone IV ai suddetti fratelli Ven- sue (>ertinrnzr da donna Contelda fistia del
lilio e Guido iloc. cit ) fu f^entilio rnagfiiore^ e vedova ili Villano.
Inseguito il C.ist. di Tonda (>assò per I^i qual vendila della si'sta |Mrle del C;i»t. di
^i^ di donne in un conte liinieri della Tonda venne realmente eseguila ron mgiio
Gliernrdesca, siccome Io provano i due doru- del 5 settenibre di dello anno scritto tirila
liienli seguenti. Il primo del 19 agosto ia3i villa di Leccia delle Colline pisine, median-
fu indicalo an\'/rr.SA!«Mi!<iiTo, ed il secondo te il prezzo di I: re lOG. i!t. ^, vabiland'»
tuttora inedito fu rogalo in Pi&i nel palazzo a lire iriille il costo totale della corte e ra-
dei coniugi conte H.uiieri PiecnlinntW Set- stello di Tonda. Quindi nello stesso sionio e
timo e ffotg/teri^ tiglio dil tlefinitoC. Ugo- luogo i sindaci di Sm-Miniato eom[>r.ininn
lino e della conti ssa Matilda sua moglie d.ii coniugi testé nominali e da Ga<M<» l>iro
nata dal fu f^entilio tW Pisa. Ijìi qiial donna figliuolo le cinque parti iiivriulutf del Casi,
col consenso del marito alienò irrevoiabii- e corte di Tonda, |M'r il prezzo inialedi lire
niente fra i vivi per il prezzo di lire cento 833. 6. 8. — (lor. cit,)
a Orlamlo di Gualtieri pi'wuritore e rap- Nel 137») il Cist. di Tuiida «•«»! suo di-
presentante del Comune di S.in-Minialo la stretto fu slaccalo dalla Gimunita di San-Mi-
quarta parie di tulio il castello, distretto e nialo, e assegnato a quella di Monlajone nirr-
diritti di Tonda. — (toc. cit.) cè alcune convenziimi slaliilile li 07 frb-
Quindi pcratlodel i 3 agosto laSa, scrii- br.ijo delPanno predetto In i Fiurentioi rd
to in Pisi, nel |i.ila/zo di sua abitazione jh»- i Sanminialesi, — l^ed, MoyTjkMìyw e Si!i-
slo in Cliiiuica , la stessa donna Matilda Mimato. — [ Araai. Din.. Fi«»*.>
niDglic dtrl conte Ituiieri giuniore, dello Nel calal»»go dille chiese drlla ilioi-jsi ili
/'irro/iVio, col consenso dei suiii congiunti, Vulicrra compilalo nel ij*»!» e?ii%li%j nrl
tiiiido di M.inginni) e Kudolfniu di Guido Gi>l. di Tonila, o nel suo distretto uno S|n*
TOBB TORR 515
iUr beni di nolo sena l'aolorìxijixìone del zione di an muro lungo la strada macflra
goferno. presso il ponie alle Mosse,
Ma a qaeslJi taddelta epoca del i3o9 le Poco dopo ]a riforma del monastero di
■Doache di S. Donato a Torri avevano ab- S. Maria Maddalena questo di S. Donalo a
kiniooalo h regola di S. Agostino per Torre ricevè de* guasti dalle truppe lucchesi
qwlfa Cislercciise di S. Bernardo. condotte fino coslà nel 1 3^5 da Castruccio
Ciò è dimostralo anche da un documento degli Anielmìnclli do|)o la vìlloria deirAI-
ÌMdilo dol S7 luglio i3o7 , col quale il topascio. — - Ved, Poara alle Motsa.
fìcvino di Fi lettole in nome del cardinal Ma il danno magiiiorc recato ai questa
Xipolcone Orsini legalo della S. Sede in clausura fu durante Tuli imo asiedio di Fi-
Toicana fece precetto alla badessa e mona- rense (i5a9-3o) quando le monache di S.
cke di S. Donato a Torri àtW Ordine CU Donato dovettero ritirarsi in città in ana
tkreense , die ricusavano di accettare per porzione del Mon. di S. Maria Maddalena,
■ooaca una figlia di Gerì da Prato. — mentre cotesto di Polverosaservl di caserma
(iaea. Dipi.. Fiom. Carte di S. Donalo in alle truppe tedesche deirimp. Carlo V, e ili
jFei^erosa), quartiere al loro comandante il conte de
Gù per contratto del i5 maggio i3o9 Za/i(iro'f;oellaqua1e occasione quegli os|>iti
laìoHIo del fu Folco Porlinari ( il figlio incomodi sciuparono il bel cenacolo del re-
dd Cradalore dell* Arcispedale di Firenze) fetlorìo dipinto da Masaccio.
iveva venduto a diverse donne recluse per Sotto il dominio però de* Granduchi ]e
U preizo di 38o fiorini d*oro un podere pò- donne Gislercrnsi tornarono ad abitare il
^bojaori io tnmra nuove di Firenze nel pò- loro antico monastero di S. Donalo dove
polo di S. Lorenzo, {loe* cit,) si mantennero fino alla soppressione ordi-
Intorno all'epoca stessa le monache G- nata dal governo francese nel 1809, mentre
Stcsccnsi di S. Donato dovettero riformare il la sua parrocchia , soppressa dopo la metii
ribsdalo isonastero di S. Maria Maddalena del secolo XVllI, ali* anno 1745 coniava
ddic Convertite presso la Porta a Pinti. a8o abitanti.
Olive i documenti riportati dal Richa Fu dopo Tanno 181 4 che il magnanimo
nelle tue Chiew fiorentine havvene uno del Niccolò DemidoiT acquistò dai respeltivi pro-
im pngao i3aa esistente ntW Arch, Dipi, prietarj il convento con i terreni annessi
Fior, fra quelli del monastero di S. Pier alla chiesa di S. Donato e molli altri ter-
■aggiore, dal quale si comprende , che le reni posti alla siuistra della strada regia
monache di S. Donalo a Torri fino dal 29 Lucchese ; sicché in un breve giro di anni
gennajo preceileute avevano ricevuto in dono si vide in quel suolo sorgere palazzi, e».
da don Rustico ahale dtlla Badia Vallom- scine, filande a vapore, parchi e giarJini di
brasana di Crespino il monastero di S. Ma- delizie, aiin»entati ed abbelliti d*ogni ma^
ria lladtUlena delle Convertite nei (>opolo niera dal di lui successore e figlio princifie
di S. Pier Maggiore di Firenze, e che nel Analolio Deiniilofr. 11 quale in onore della
«9 maggio dello stesso anno i3q3 una | arie principessa Matilde Bona[>arle sua Sf>osa ha
delie loonachc di S. Donato a Torri entrò a dedicato alla medesima cotesto sontuoso rc-
rìforroare il monastero di S. Maria MaiJda- sedio , chiamandolo Villa Matilda'.
lena, detto poi di Cestello, ecc. — (Aaca. TORRI, o TORRE mGALATRONA
DiTc. Fiom. Carte eit,) J^ed, Galàtsovià,
Meritano pure di wserc citati due docu- TORRI (S. MARGHERITA a) in Val-di-
roeuti della provenienza medesima, uno de* Marina — Ved, Tnaai i»i Cabraìa.
quali del primo aprile 1454 riferisce al le- TORRI (S. MICHELE a) — Gis. con.
st^m^-iilo di mess. Jacoiìo del fu Giovanni chiesa parrocchiale e 1* annesso di S. Ix»-
di Miitleo Villaui nK'rc:nilc fioriMiliuo che ronzo a Torri nel |iivicrc di S. Giovanni
bsi io I4 r«'iidita annua «li q5 tioriiii d*om in Sugana, Com. e circa 7 iiiigl. a ostnwhh.
alU l'apiM-'tla da esso f.iliUriiMla in onor di della CiSellina e Toni , Giur. della Lastra
S. Jacopo nella cliici^i dei l'I*. Servili ili Fi- a Sipna, Dioc. e Conip. di Firenie.
rmze; mentre 1* altro del ^6 iio\. i4(j4J Uisiede in rolliiu sulle leudiri nirridio-
spclla ad un decreto tle^'li ufììziaii ili Torre, u.ili dei |>oì;<!Ì della Hoiuola liiii<,'o ta strada
Col quale si permette al priore della chiesa loinunale elio da ìlarciuoia Ktudc iu l\:».i
dì S. Donato di fiotcr prosi'{juii-e la cu&lru- al ponte di Gerhaja.
536 TOPP TOPP
mò in beneCzio aJ capitolo aretino la pieve • sì ntmfuro mecorte
al Toppo con le fue rendite e beni. i»e gamhe tue alia giostra del Thppo,
È poi notabile il luogo del Toppo per due
filiti importanti, uno relativo alla storia Aggiungerò infine che la Terra Oher-
idraulica della Chiana, T altro alUi storia ienga^ fier la quale fu clamorosa lite nel
militare. Uispetto al primo fatto, esso ci secolo XI, estendeva i suoi posacssi anche
scuopre che la Chiana ne* secoli immediata- nel piviere del Toppo. — ^ed, Cmiusvè4
mente posteriori al mille, e forse molto tem- Obkmtbhg^,
pò innanzi, dirigcTa il suo corso con lento 11 distretto della pieve ili S. Maria al
andamento da seti, a ostro jier recarsi me- Toppo innanzi il secolo XV comprendeva
diante il fi. Foglia nel Tevere, tantoché essa molle chiese parrocchiali, non poche delle
nei secoli XI e XII bilicava e quasi inerte quali dopo la rovina della chiesa balten*
stagnava fra la Pieve al Toppo e le contraile male divennero plebane esse stesse. Tali sono
di Alberoro e Pulicciano. Quindi le sue ac- le chiese diS. Marco d* Alberoro^ di S.Qui-
que a seconda della forza e direzione dei rico di Batti folle , o Ficione pieeola^ di
venti , piuttosto che in ragione della indi- S. Maria a Civitella e di S. Biagio a Cig'
nazione del livello , dirigevansi una parte giano. Le altre cure esistenti tuttora sono
verso Chiusi, una porzione più o meno niag- la prioria di S. Biagio a Tegoleto^ S. Aiw
giore verso Arezzo. Il qual latto importan- ^elo a Ruscello^ S. Andrea a Oliifelo^ S.
lissimo è stato di corto dimostrato da un Gio. Ballista al Castel d*OiÌ9eto^ S. Martino
insigne politico e dottissimo idraulico con > l^iecione maggio e S. Angelo a Cormia.
la illusi razione di una pergamena della Ba- Sono ridotte a semplici oratoti» oppure
ilia di S. Flora di Arezzo riunita fra quelle profiinate e distrutte, le chiese di S. Nicoob
dell*Arch. del capitolo aretino. Al fatto me- a Darne ^ S. Laurentino a Loreto^ S. Pie-
(lesiroo possono servire di conferma due i- tro a if afono ^ SS. Angelo e Luciano di
strumenti dell' ag. 1044 e delPapr. 1079 itf/6eroro , S. Egidio alla l'eira , S. Maria
pubblicali dal Camici nella sua continua- a Gaenna^ S. Angelo a Casale^ S. Stefano
zione alfa serie dei marchesi di Toscana a ^eprone^S. Tommaso a Ficeiome pie-
(Voi. I). Avvegnaché il primo di essi tratta colo, S. Croce a Malfiano^ S. Biartino a
della demarcazione de* confini di terreni si- Loreto^ S. Pietro a Poppiano, S. Lucia a
tuati nei contomi di Rìgutino e di Puliccia- Campi gliano ecc. — Fed, Bama al Poh».
no fra il capitolo di Arezzo e il March. U- TOPPO a FIGHINE. — Fed. Ficusi,
{!iiccione figlio del March. Ranieri del Monte o FioainB e Fr^ssiueto in Val di*Chiana.AI
S. Maria, dove è rammentato un fosso si- qual ultimo articolo si potrà aggiungere,
tuafojlra le due Chiane , a cominciare dal q uni mente la R. tenuta di Frassinvlo in-
cac/oC/iiaf/no sino dirimpetto a Pu/icria/m. nunzi lutto fu goduta |»er grazia sovraiu
Allo stesso elfetto srmbra che riferisci dal celebre artista e biografo aretino Gior*
1* altro islrumenlo dclT aprile 1079, col gio Viisari , siccome apjiarisce da una sua
quale la contessa Sofìn vedova del fu March, lettera inedita del a6 luglio i556 scrìtu
Arrigo del Monte S. Maria alienò al cipi- da Arezzo a Burlolommeo Concini a Fi*
tolo della cattedrale di Arezzo la quurlii renze, affinchè egli facesse conoscere al Duca
parte de* l)oni pervenuti in sua proprietà Oisimo I le seguenti espressioni: n ehe i
i*on titolo di morgincap , e che dichiara si- miei grani eh* io ricolgo in JFrassinelOt
Inali in Pulicciano e nel suo distretto , ol- mi faccia grazia senia pre giudisio suo e
Ire quelli che possedeva nel piviere dì S. mio gV in fossi per tenerli al fresco an me'
Miistìola a Quarto, lun^o la via del Toppo se e metzo nelle Josse /i nella villa ee, *
di Fighine fino in Palude^ sulla|Iinra di cui il Duca mcn^sm-. Sua Eccellenza è een-
(ujnfine fra la corte dì Pulicciano e quella tentissima. — Anche in altra lettera del dì
•li Pilli, — Fed, FiGLisTR e Pclicciako in 8 gennaio i557 lo stesso Vasari rammenta
Val-ili Chiana. al Concini il favore ricevuto da Cosimo 1 dì
L'altro Tatto relativo alla storia militare tenere quel poco di grano che aveva nelle
ri<;ii.irda la distatta de'Sanesi stati sorpresi fosse alla sua posi-tessione di Va1-di-Chiaiii«
•ligli Aretini nel ia88 al passo del Toppo, dove per suo vitto vi erano ancora da 160
•1 (piale incontro riferir volle prima di ogni staja di grano ; e con questa lettera ne ce^
•dtm I>.intc Alighieri, quando cantò cava una fede per non essere molestato. —
TOBR TOBR 547
r'uMnlMìlc b eonoetnone di Pio II «Iella dell» Cas*liina ^ tiWn quale faroao anneiti
ImJm iIcMB eoo talli i tuoi beni hIU menu i (tofioli top|Mvtsi di S. Martino a Torri e
«a?cieoTÌIe di Sima , i di cui meirofioli- di S. Quirico al Fi echio,
tant eooiininno lutlorti a passarvi aunuaU In mi libra di ricordi ap|Nirteniilo alla
■cole qualche ttin|io in Tilli'frgi^tiira. pieve di S. Vincenzio a Torri li';2g<*si il se-
Li purr» di S. Musliola a TcNrrìiiel i833 giienle appunto : « Giteslo libio Iti inco-
eoQlaTa 981 «bìl. mincialo nel 7 .i|roslo ilei i4a5. Per grazia
TOHRl (S. NIGCOm* a) in Val-di-Pesa, d' l.kiio, di-Ila SS. Vergine e di S. Vince nxo
Ma Tollji di-tlo 5. Nicer*fò a Cata /Irta, protettore e capo della Comunità di Torri
— CiS. con eh. parr. ne! piviere diS. Vin- e della sua rhiesa pleÌKina, della quale era
emzio « Torri , Coro, e quasi 8 niìgl. a o- pitrono mess. Palmerio del fu Andrea Pan-
tfru lib. (Iella Casellina eTorri,Gior. della doUiui con 1* annessa conipa^rnia, canonica,
Ijvira a Signa, Dine, e Cxirop. di Firenze, cortile e pozzo in ii'<-zzo. » — Fu allura che
"» #Vil. CjiSd-AtaA in Va!-<li-Pesa , cui si ad istauz;i del prete Stefano di Pirro Bonsi-
4c«r ^ggii:ng< i-e,Ghc il gjiuspadronalo della gnori pievan.) di della chiesa, e ili altri par»
cfci'«i «li S. Nicoolòa Torri spetit attoalmen- rochi ivi presenti come testimoni, furtmo pò-
le al Pr.ncìpe. sti i termini ai possessi della pieve di Torri
lai parr. di S. Nicoolò a Torri nel i833 e alla gora dM mulino di delta pieve situalo
Dovmva 86 abit. lungo la Pesa.
TORRI (PIEVE m) io Val-di Pesa. — Più sotto peraltro si leggono le parole
Fwi. ToKBi (S. VnNnmo a). seguenti: Istt I/ber est Pìrh'jt S. ^incetm
— (PIEVE 01) in Valdi-Secchio.^ fU. lii, -. Anno Pmini StCCCLXXXiili^
Tesaa (Piava M S. Nicola a). di^ ÌF mentì t manii Dotninus Pinus
TORRI (S. STEFANO a) nel Va1-d*Arno Rossus ffe Flor^ntìafaetu^fuit pìehanus
wo'^rm Firmie. — Contrada con chiesa parr. et electut per poi'ifios virot eanonieof
CHI fu anoeiaoda lunga mano il popolo di istìut pfebisi videlieetj ler Francitcum
& Rarlotonmro a Musignano nel pievanato, reciorem de Pis'gnnno^ ter Angelum re»
Co^ « circa due roigl. a seti, di Rignano, etorem de BaronceUit prope Floreniiofn^
Giiir. tlel Ponlassicve, Dioc. dì Fiesole, ser Stepftanum rectorf/n S. Prora U ìm
GoMfi. di Firenze. Fltrentia^domìnum Ifir/iofnum q'ionlmm,
Risie«le in monte alla sinistra delPAmo , Purci prioi em de Lepore» ja^ tn- p'*re lle^*
Mila ttrada comunìlaliva die da Rotano in Chrittn Putn't et df>mìnì tui Dotnimi
per Volognano e Torri si dirige a Rignano. AntfrU df Acciijotis lune Praesaìis eteri
Fu quetlo di Torri uno «lei possessi ilei si- fiorentini^ etc.
gnori da Qnoin e Volognano sino almeno Finalmente tì si dicliiara che il dell«
dal •cvtkio XII, siccome può defluì si da un mess. Pino Rossi quando fu eletto pievano
irtnimento del a6 luglio ii5i scritto in S. ili Torri era r. tiore della chiedi di S. Ali-
Siefiino a Torri esistente fra le |)ergamene ch'-le ;i Tf^ofa/'a e canonico de SS. AftO'
Mb Radu di Val lomhrosa, nel fi^rc/i. Dipi, ttoli >li Firenze ( non priore de* SS. Ajio.
'^^^ —> Allre due membrane del a8 mag- stoli, tiiolo atlril)uito}!li da una supiiosla
fio e 8 ottobre iao5 rammentano cotesto Irllera di Cyìo\anni BfHn!4ecio) e eap;ellauo
luogo di Torri con la eh. di S. Stefano nel della chiesa m;)irì!Ìore di Santa Reitarata ili
pirirre di Rignano (iVi). Firenze. — ( MS\ nella Biblioteen del Se--
Vi è ila dubilare che rìferiviero ad un mino'^io J!or.)
luogo nel popolo di S. Stefano a Torri, quan- Irt |»ieve di S. Vincenzio a Torri nel
do i due rralelli Ruggiero e Filip)io, figli secolo XIII comprendeva set le cure, ridotte
del fu Alberto da Qttona stando in Volo;jua- attualmente a tn ; cioè, i . quella di S. Mar-
no, nel 6 giugno del iaa6 alienarono alcuni lino a Tnrri ( soppresM 1; a. di S. Lorenzo
bfoi di quei contorni ali* abate Benigno di a Tórri (iilem); 3. «li S. Maria a .ìiarcìntn
Vallorobrosa (/oc. cit ) — Terf. Quora. (esistente); 4. di S. Niccolò a Torri (iilein-;
La parr. di S. Sterno a Torri nel i833 5. dì S. Quirico al recchio (soppress,i) ; tt.
contav» 443 abit. di S. Andrea al Colle ili m); 7. e diS. Mi-
TORRI(S. VINCENZIO a) in Val di-Pesa, chele a C^istiglinni (esistente".
— Pieve aniica che ha dato il nome alla La pirr. plehana di S. Vincenzio a Torri
contrada e ad uoa Comunità, unita a quella nel i833 contava 367 abit.
538 TORI TOBN
ca del IO maggio 910 relalWa tir enfiteusi beni e decime della piere éi S, Paolo in
di una quarta parte di beni e rendite del Gurgite con i tributi doTulì alla ateitachie-
pievanatodi Gamsijore con le decime dovute sa battesimale dagli uomini delle TÌIIe com-
dagli abitanti di quelle ville, fra le quali é prese in quel piviere, fra le quali si nomi-
rammentato il vico di Torcigliano. na questa di Toringo, — ( Mmoa. Ldoch.
Anco il Pont. Alessandro II vescovo di P'oL IV, P. II e Voi. V. P, II « ///.)
Lucca mediante breve dell* 11 ottobre 1061 — Ved. Goaco (S. Paulo ih), GomuTB e
rinnovò T enfiteusi a favore de* figli di Ghe- Massa MAaiiAjA.
rardo appellato Moretto per la metà de*be- La parrocchia di S. Pietro a Toringo nel
ni che essi ottennero di quelli delle pievi i83a contava 279 abit.
di S. Pietro a Nievole, di S. Maria diPetcia TORNANO, o TORNIAMO ilei Chianti
e di S. Ste&no a Gamajore con i tributi in Val-d'Arbia. — Gas. eh* ebbe titolo di
delle loro ville, fra le quali si nomina an- Gasi., la cui parr. (S. Quirìco) fu riuniti
che cotesta di Torcigliano. — ( Mimoi. da lunga età alla chiesa plebana di S. Vir
Lvoca. Voi. V, P. IH) Cellino in Valle ^ ossia in A^ane^ nelh
La parr. di S. Michele a Torcigliano nel Gomunità e circa 6 migl. a ostro di Gaìole,
i839 contava 147 popolani. Giur. di Radda, Dioc. di Areno, Coup.
TORCIGLIANO m MONSAGRATI nella di Siena.
Valle del Serchio. — Vili, con chiesa parr. Risiede in poggio sulla ripa tinittra del
(S. Bartolommeo) nel piviere dì Val-d*Ol- torr. JUarsellone dove fu una torre, nel-
tavo, già di Monsagrati , Gom. Giur. Dioc. l'antico confine del contado fiomitino col
e Ddc. di Locca, dalla qual città il Vili, di sanese. — Cotesto Gas. di Tornano infatti si
Torcigliano dista circa 8 migl. a sett. rammenta nel lodo emanato in Poggibomi
Risiede in poggio alla destra del Serchio li 4 giugno del i9o3,onde precisare i eon*
fm il torr. Pedogna e quello di Val-éTOi- fini dei due territorj. Col qual lodo fu drli-
taifo. berato, che i consoli sanest dovessero coas^
La parr. di S. Bartolommeo a Torcigliano gnare ai fiorentini da lì alle prossime calm-
nel i839 contava 386 abit. de di luglio iao3 la possessione oorponle
TORINGO, oTURINGO nel piano orien- del Cast, e torre di Tornano e di pronet-
tale di Lucca. — - Vico con eh. parr. (S. tere di non dare aiuto ad un tale Gnaniel-
Pietro) nel piviere di S. P^olo,Com. Gior. lotto, né ai di lui compagni che volosero
e circa Ire migl. a lib. di Capannorì, Dioc. contrattarne 1* acquisto,
e Due. di Lucca. Che quel Guaroel lotto fosse figlio di un
Risiede in pianura alia sinistra del Ibsso Meziolombardi lo dichiara un atto di ven-
Ozzeretto e alla destra àeW Oz%ori fra la dita del 4 ottobre 1917 fatta da esso e di
villnta di Sorbano del Vescovo e la Piece altri parenti suoi al vescovo di Firenxeddli
di S. Paolo , appellata in Gurgite. torrr, palazzo, case e beni di suolo ad elio
Varie membrane dell* Arch, Arciv, di ed ai di lui consorti appartenenti nel o-
Lucca fanno menzioni^ di questo luogo , al- stello e corte di Torniano. Infatti nelfoste»-
cuue delle quali furono pubblicate nelle so mese (la ottobre 1917) il vescovo di
Memor. Lucchesi. — (Voi. IV. e V.) Firenze concedè al predetto Guamellotloe
Da una di quelle del 4 giugno 1 1 1 7 ap- suoi colleghi a titolo di enfiteusi il Cast, e
parisce, che presso il luogo di Turingo distretto di Tornano, previo giuramento di
passava un corso d* acqua , o fosso appellato fedeltà allo slesso vescovo.
Doga j a , corrispondente probabilmente al Ignoro per altro se quei signori di Tot
fosso dcirOsseref/o , mentre da altra raem- nano erano della consorteria de*Ricafoli;
brana del 798 si rileva che il Gas. di Turine so l>ensì che un TcbaMo del fii Ridolfo (pro-
zio era situalo presso Vico GundualdOyóoye babilmenle del ramo Firidolfi)neì settem-
iu rodilo queir istrumenlo. — [Oper. cit.) bre del 1 1 16 abitava in Tornano , che fino
Anche un* altra membrana dell* 8 agosto d'allora era nella giurisdizione Fiorentint^
8^n scritta in loco Versiciano rammenta quando egli con I\)rpora del fu Ansaldo su
le rhi(*sodi «9. itfar/ai/t ^fir^cVe presso Tu- consorte donò alcuni beni posti airinófl
rin<;ocdi S.Petronilla a ^aiTarATacina/a). alla badia di Collibuono. — ( Aaca. Dipl.
Finalmente due altri rogiti del i nov. Fioti. Carte della Badia di Coltibmono).^
926 e 988 trattano di enfiteusi fatte dei Ved. AvAifR(S. Makciklino m).
T O R R T O R R 5i0
Sebbene manchino documenli relativi 7 nov. lol? leniilo nel contado sanese
airepoca precisj delia foDdaiione ilei Mon. nel p'^iere di S, Costamo a Turrita , nel
di Torrita , ti ah che coleslii linlia estsievu cas.ik' ili Atcianello, \xmA\o in seguilo ncl-
6bo dì«l secolo X. Fiiiinn fi'ile ili ciò due \a Gim. di Montcpiilriiiiio, davanti ni conte
privilegi itagli anni 933 e 9)9 concessi dai Adalberto mrssn deirimj). Oiriado. Allji
R Ugo F LolUri» ai monaci di S. Klora e cui presenza Cf)m|virvr 1* avvocato ilei Non.
S. LÓcilU prrsso Arvxzo. — f^ed. ^li Arti- Ainialiiio \wt rrlainair i beni e la chiesa
eiA* leftè indicali. ili «9. Apollinare in /•Woniano , Puna v
L*ab4l« Cimici nella sua Gunlinnaiione gli altri stati donali al Mon. di S. Salva-
Jei Aire lieti di Toscana della Rena pnb- dorè sul Monte Amiala dalla contessa Wi Ila
Uieò un istrnmenlo del 10 ottobre io3o vedova del G. Ranieri col consenso dei CC.
icblÌTo ad una permuta Fatta alla presenta Bernardino ed Ardingo di lei figliuoli,
del TctcOTo Tedaldo d.i Rodolfo abate di S. Che la chiesa poi di S. Apollinare in
/Tara a Turrita, nella quale fierrouta si Fero/i/aio fosse situata dentro ì confinì della
Hwinciila ancori il Cagale di Torrita del Coro, di Torrila lo dichiara un'altra raem-
eamtada aretino, brana della stessa provenienza del 9 lang-
Dopn la traslazione del Mon. predetto gìo 1334 scritta in camera delT abbate del
arila B.idia «lenirò l.i città di Arezzo (anno Mon. Amiatino , nel mentre che questi in-
1196) 1.1 chieti di S. Flora a Torrita con- vestiva un monaco della sua famiglia iu
liana e conl'nna tuttora ad esw^re una delle rettore e capf»ell.ino della eh. di S. ApoU
pamjochi^li suburbane di Arezzo. linarein Ffrnniano , la qual chiesa ivi si
Ea*i nr-1 i833 contava 986 abit. dichi.ira posta in 91 onte-Fol Ionico.- — f^ed.
TORRIT.\ S'»tto MonTK-Foixnwic» in Val- Monte FoLLO!fir% , o Foixotuco.
AOiian^i. — T*Tra nobile, ca(K>luogn di Inoltre la pieve dì S. (Costanzo a Torrita
Gooinnilh nella Giur. di Asinalunga, Dìoc. trovasi rammciiluta ira qui-llc del contado
ài Pienca , {^ià di Arezzo, 0)uip. aretino, sanese comprese però nella diocesi aretina.
Questa Terra dì forma ovale, contornala delle quali Immone vescovo di Arezzo nelP
£ oiiira Inrrile, risiede intorno alla cresta anno 1045 cede l* amministrazione alle di-
di Boa collina tufacea , in mezzo a vigorose gnilh del capitolo della sua cattedrale.
collivazioni di olivi e di vigne, alia cui L* abate De Angelis nel libro delle Noti-
kae scorre a lev. il fosso Cornio , mentre zie isteriche critiche di Fr. Giacomo da
dai lalo eli maestr. nasce ai pietli della stessa Torrita citò un istrumenlo di pace del a
collin.i il torr. Fufta. ottobre iao8 fra i Fiorentini ed i Sanesi ,
Tr»»vasi fra il gr. 4 3® 10' \" lalìt. ed il nel quale li-a le condizioui a carico de*Si-
*9" a5' 4" long, davanti alT ubertosa V.i'- nesi er;«\i quella di far pare con gli uomini
di Chiana che gli si a|)re a lev. nella ilire- di .ffonte-Fttlonicn ^ di Torrita e di altri
zi<*tie di C irtona, circa 6 niigl. a sett. di paesi del Sanese stati aderenti dc^Fìorenlini.
Mi>tileptilciano, 4 niigl. a st:tr. di Asìna> A quell'epoca, opinava il De Angelis, po-
'"og». 10 a grec. dì Pienza , intorno a 10 lerono falibricarsi le attuali mura caslellane
nìgl. a maestr. dì Cliiusi i3 miglia a scir. di Torrita ci aprirsi le tre porte, cioè, a
di Sienii e miglia aa da Arezzo che trovasi lev. Porta Carina^ a pon. Porta a Pago ^
al suo sci I. -grec. a mezzo<lì Porta a Sole. — Ma , oltre che
L'orìgine di cotesto Illese si n.isoonde, al una di quelle f)ortc non fu eilificata dalla
piri ili «quella di moliis^imi altri , nella ca- Rep. sanese primi del ia5i, è certo a*lresi
iigine de' secoli, comecché possa essere stalo che le sue mura sono opera mollo poste-
labliricato e difeso da alcune torri, donde riore, siccome lo dà a conoscere un Bendi-
trjsv il nume, ma in un terreno abitato me/ifo c/i Co/irt sotto Tanno 1428, in cui
drilli antichi Eiruschi e Romani. — Chec- si legge : che rivedeva la ragione Tommaso
che ne sì.t esso peraltro sino dal sìtoIo XI «li Vannino firaf«i .1 f fio. di Biigio o^teraio
fra decoralo della sua chies.i plehana di S. (hllc munì ciir si tacevano in Torrila.
ty.isl.Tiizo. Avvegnaché scnzii Insogno di con- Lo stesso Arch. Dipi. San. nel T. II
l'in-li're con questa Terra i documenti spct- delle Per^tttnt;nr 'n.*^S»)ì contiene copia dì
t.i:ili ."ill.i Torrita de*Benedellini diS. Flora un privilegit> deirimp. Ollonc IV, dato li
■li \ii'Zzo, V Ardi. Dipi. /^/or. conserva fr.i 27 agosto i^io nella Badia di S. Salva-
■' •Mite della Badia Amiatina un placito del dorè sul '>lontWnii.ila, cui ({itale concedcx.i
>. V. 7"
540 TORR TORR
Bolgherini di Siena. La remera che pone- TORRE a CASTELLO nella Valle del-
«leva la tteisa prosapia tolto Tomiella sulla P Ombrane siinese. — Forliliiio che ila il
Parma fu ceduta ad enfiteusi nel 1743. titolo ad una eh. parr. (S. Maria) em Tao-
La parr. plebana di S. Gio. Ballista aTor- nesso di S. Salvatore nel piviere di S. Vìtn
niella nel i833 noverava 3a6 abit. in Creta, fili in Ftrsuris^ Cu«. Giur. e
TORO (PIAN DO.) nella Valle Ir^nsap- circa 6 raigl. a seti, di Asciano , Dioc. di
|iennina del Reno. — f^ed. Pulii iulTubo. Arezzo, Comp. di Siena,
TORRACCHIONE nella ValiliSuya. ^ Risiede sopra un colle creloao alla destri
Ftd, Barbbriho di Mcouxo , Comuniià. della strada regia deiia Biena che ^m Siena
TORRACCIA (S. CLEMENTE alla) — per Palazzuolo entra in Val-diOiiana per
^ed, GaicKAvo in Val-di-Pesa. andare ad Arezso.
T0RRAN0,oT0RANO nella Val-di Ma- Nel distretto di Torre a Caildlo porn-
gra. — Cas. con eh. |>arr. (S. Geroignano) dono due ville signorili con poderi le bih
nella Coni. Giur. e circa due niigl. a lib. bili fnrosapie sanesi Piccolomini • Cinughi.
di Pontremoli, Di<jc. medesima, già di Lu« Innanzi tutti vi ebbero signorìa i coati
ni-Sarzan» , Coinp. di Pisa. della Berardenga e della Scialenga , i qusH
Sonodnevillate, 7*orra/io<fiio;>roe 7*or- nel 1175 sottomisero la Torre a CastHIo
rano di toito^ f)osle entrambe in poggio fra con la sua corte alla Rep. di Siena,
la ripii destra di-1 torr. Gordana ed il fosso La parr. dì S. Maria alla Torre a Castello
di 7*orra/io sopra i cosi detti 5frefn'</i Già- nel i833 contava 347 abit.
redo^ nimmentatiair^rf. Baboa e GoaiuiiA. TORRE ( S. GIORGIO aula ) nel Val-
li» parr. di S. Gemignano a Torrano nel d*Arno inleriore. — Cas. con nuova eh.
i833 contava 207 abit. parr. odia Com. Giur. e circa 4 migl. a
TORRE. — Se si dovessero indicare in sett. dìFucecchio, Dioc. di Saii-Hinialo,
questo Dizionario tutti i luoghi che conserva- Gomp. di Firenze.
no o che ebbero il distintivo di Torre^ 7*or- Questa chiesa probabilmente ha preso il di-
firetOy Tt'rriceila o Torri, non finirei co- stintivo che porla dalla Torre di Bofaioio
sì \>er 4retta. È mio scopo di rammentare presso il padule di Fucerchio fra il PomUa
quelle contrade che diedero il vocabolo di Cappiano e Masiereiia, — Ped. Foobv>
Torre, Torrteelia, Torri o simili a qual- Adobxo.
clierhicsa parrocchiale, casale, villa o Castel- La parr. di S. Gregorio alia Torre nel
lo. Coloro ()oi che bramassero conoscere i i833 contava 679 abit.
nomi delle Tórri situate lungo il liltorale, TORRE a CONA, o a QUONA.^ Ped,
\e comunità ed i circoodarj, in cui souo Quoka Sdfira il Ponlassirve.
comprese basterà per esse V Art. LuroaALi TORRE dm. LAGO alla marina di Vi-v
ToKAMO. reggia. — Conlr.<ilacon borgata e eli. |un.
TORRE DEGM AGLI nel Val-d'Arno sol- (S. Giusepiie) (It-unminiila la Chiesa nunvu,
to Firenze. — Villa signorile che prentle il nrl piviere di Massaciuccoli, Com. Giur. e
nome da una torre grundiussi innalziitH dalla circa Ire migl. a lev.-grec. di ViareggiOi
famiglia nobile Pancintìchi alT occidente di Dioc. e Due. dì Lucca.
Firctire nelT antico popolo di S. Donato a La Torre del L.igo giace presso lagrouiU
Torri, ora di S. Crislofano a No voli, piviere occidenlale del Lago ili Massaciuccoli,nien-
di S.Slefiino in Pane, Com. del Pellegrino, tre la Chiesa nuova fu eretta un terzo ili
Giur. di Fiesole, Dioc. e Comp. di Firenze, migl. al suo pon. lungo 1* antica vi.« rr^i^
Risieile in pianura lungo la strada mae- che da Pisa dirigesi aPicIrasanta per Viarrg*
stra di Polverosa, un quarto di migl. a mae- gio. — Fed, Tiago (Tosaa dcl).
slr. della chiesa e villa signorile di S. Do- TORRE (S. MARIA alla) nella Val-d'Fbi
nato a Torri, o in Polverosa. inferiore. — Cis. con eh. parr. nel pivinc
Fra le particolarità della Torre degli Agli di S. Pietro in Mercato, Com. Giur. e circa
havvi quella di esser derivnto ilal suo giar- 8 migl. a maestr. di Moutespertoli, Dioc.'
dino il primo frutto di limoni, che per la G>mp. di Firenze.
singolarità <iel suo ibridismo ehl>e titolo dì Risiede sopra una collina tufacea ycek^
Bizzarria. fra VOrme. e V Orniello.
TouÈS Bsvjti. — Ved. Bastia nel Val- Ij:i (larrocchia di S. Maria allaTorrf iK'
d* Arno inferiore. i83J contuvu i83 abit.
TORR TORR 651
Ii^ImIo finon an IcrreDO cretaceo conchi- Il più folle ciuto De Angelis aggìun{;e,
fliare tino alla profondila di cento bnccia. che ì Torrìlesi nel priocipio del leoolo XVI
AU'epiKa pertanto del 1428 il |>opoIo di intrapresero a rendere piti decente la loro
Torrila doveva aver riacquistato la buona patria, sia con 1* ingrandimento di fabbri-
gnua dei gOTernanli di Siena. Avvegnaché, che particolari , sia con la fondazione di o-
oltre quanto si dirà fra poco, ciò apiiarisce spizj, di fratemile e di chiese, finché nel
da ana deliberazione presa dai Signori Nove i553 conquistala dalle armi aiislro-ìspano-
■d IO die. del I4a5, che decretarono per medicee Tornita con il suo terrilorio fu riu*
Torrila un poieslà di prima classe; al cui nito nel iSS? alla corona di Cosimo I, ed
«rivo annuale i Torritesi a forma de* loro in seguilo ai Gninduchi di Toscana suoi sue-
rtaUili solevano presentare il regalo di due cessori,cui i Torritesi restarono costante-
piia dì polli, due staja di biada, due quarti mente fedeli.
di Tino, sedici pani , una soma di paglia e Chiese e stabilimenti pubblici di Tor^
fibbie sei di candele. rila. — Torrila attualmente ha una sola
Hel secolo decimoqoarto era accaduto sotto chiesa parrocchiale , cioè , la pieve de* SS.
il paese di Torrila (10 aprile 1 358) un san- Costanzo e Martino, riedificata sulla fine
gmno» Callo d*armi fra le masnade perugine del secolo pasato. L' antica esisteva fuori
cqaelle senesi» dove quesl* ultime restarono del paese in luogo denominalo la pie^ vee-
■onfiUe con guasto del paese e del contado, ehiaj comecché più tardi quella pieve ve-
lia più ancora i Torritesi risentirono i nisse dedicata alla ^rK/onna </e/ri7/iVo. Et-
^oai della guerra, negli anni i363e i383 sa era arciprctum quando nel 1648 fu in-
faando nei suoi contomi ebbero luogo due nalzala a collegiata in concorrenza con l'al«
fine battaglie date dalle truppe sanesi , la tra delle SS. Flora e Lucilla ; ad entrambe
prina ad una compagnia di avventurieri, le quali è comune il capitolo, composto di
4elladel Cappelletto^ nella quale fu fatto nove canonici con 5 dignità, Arciprete ^
prigioniero il loro comandante duca diFel- Preposto, Primieero, Arcidiacono e Te-
tio e di Urbino, T altra quando i Torritesi, soriere, -^ La pieve dentro al paese fu più
sebbene coraggicsimente resistessero alle volte restaurata e ingrandita , siccome può
prìsae aggressioni del capitano di ventura congelturarai dalle iscrizioni ivi esistenti.
Bslditto da Panicale, dovettero finalmente In quella delle SS. Flora e Lucilla , fon-
cedcre a quelle masnade che saccheggiarono data in più piccola dimensione nel secolo
lutlo il paese a guisa di avidi ladroni. XIV, furono innestati dei restauri nel se-
In Tisla di tanta fedeltà , e dei danni dai colo XVII.
Torritesi ricevuti , il Comune ili Siena nel Havvi costi un altare di S. Antonio, dove
a8 aaaggio del 141 9 deliberò di condonare si ammira una tavola dipìnta nel sec. XIV, e
loro tutti i debiti per gravezze e dazj non vi si conserva in marmo scolpila nell* anno
pagati, accordando ai medesimi varj privilegi 1444 Tarme della famiglia Pecorai, dalla
edesenxioni. — (Ds Aigilu, Optra cit.) quale discendeva al fuirere di alcuni il &-
Lo stesso De Àngelis fu di parere che la moso Ghino di Tacco,
cbirsa di S. Flora ed il pretorio con la sua Esistono dentro Torrila altre due chiese,
torre esistenti in Torrila potessero essere o- S. Croce e la SS. Annunziata , nell* ultima
pera della restaurazione di questa Terra, co- delle quali é da vedersi un quadro del Vanni
mecche sulla facciata della chiesa medesima rappresentante TAnnunziazione.
ù legfa Tanno i43o della sua edificazione. Lo spedale di Torrila istituito per i pel-
AÌTitfrt. GuASDAviixa DI ToaaiTi fu det- legrini , aveva nel secolo XVI un* ammi ni-
to, cbe cotesto luogo, di cui attualmente é slrazione separala da quella di una pia con-
restato il vocabolo a pochi poderi, aveva grega secolare denominala la Fraternità ^
una cb. parr. sotto Tinvocazione di S. Ste- cui esso con i suoi beni nel 1611 fu riunito,
fano, stata riunita fino dal 1473 alla chies:i Annessa a questa falibrica vi è la scuola co-
plebana de* SS. Costanzo e Martino a Tor- munitaliva, che nei tempi andati estendeva
rita. Dissi ancora che da questo slesso vico i suoi insegnamenti anche alle belle lettere,
di Guarda9alle prese il casato un» nobile Tutlocìò diede motivo, dice il De Ange-
(amiglia di Torrila, alla quale appella un i- /'V, ad innalzare in Torrita dopo la metà
strumento del sett. iSa; ed una riforma- del secolo XVllI un teatro, stato restauralo
gione della Rep. di Siena dell* agosto 1444. nel Tanno 1824. Anche costi fu eretta una
542 TORR TORR
mticbìno si ttende fino dentro al pekfo , lonocentio, Aoattasìo • Aleniodfo eoafier-
msenle la Ycochia sIfmIii Emilia di Seomro^ mò al monastero prenofoioalo aocbe la chic-
om regia Mareoimana, tulio sbocco ild bor* sa di 9. Maria di Torreoierì.*— (Ambu Boa-
ro di Acifua^iiHi , fra il gr. 98^ 1 1' 8" oaiai-Bicn 01 Sioià).
long, e 43** 6 4" lalit., 5 migl. a maestr. Che gli abati però di S. Aotimo caeici-
di Ganipiglia , 9 a sett. di PopulooU , 6 a tasserò in Torrenierì una qualclie autorilè
111*, di Gislagneto, e circa 16 roigl. a ostro temporale si può congetturare dal trovare
della Bocca di Ocin». cotfslo paese nei tempi addietro aotto la
D.*ir epoc I di questaTorre e del distioti?o giurisdizione dei dominatori di Mootalcino.
che porta il luogo di S. Vincenzio mancano Infiliti dietro l'esame di molti tettinoai,
notizie autentiche, comecché la chiesa dì S. con lodo del a8 aprile lagS furono posti i
Vincenzio si trovi rammentata dal Breve pi- confini fra la corte o distretto diTorrenim',
sano del ia85, denominato del Conte Ugo- quello di Montalcino e altri paesi linitrofi;
lino, nel quale al Lib. IV. cap. 18 si fiarhi i quali nel 98 aprile del 1178 la Rep. di
della via gnae est fuxia mare prope S, ^in» Siena nel consiglio della Campana confermò.
eeaiium^ eic.^^i^rd, Scìlbliro (Pàduls m). — (Aaoa. Dipl. Saw. T, XÌf^, delie Pef'
Fiù nota è la Torre S. Vincenzio per la gomene n»^ 1 1 77 e 1 1 7B ).
vittoria riportala costà nel 17 agosto i5o5 Finalmente in un rogito del i5 mano
da un esercito della Rep. Fior, contro il t355 scrìtto in Siena si rìporia una sen-
c^pilaiio di ventura Bartolomraeo d* Alvia- tenzM proni>nciata in nome del Cnmuoe ili
no mentre tentava di s «coorrere l'assediata Torrenierì contro un tal Grìfo di ser Pbolo
citift di Pisa. — f^ed. Cahpiolu. dtk Montalcino, al di cui suocero aveva rìla-
7*'iaaa ffffccjri. — Elibe nome di Torre- sciato l'usufrutto di un podere posto nel di*
Bfcehi una casa torrìta a guisa di castello stretto di Torrenierì e che il pfoprictario
posseduta dal !a famiglia Strozzi nelle vici- destinava alle sue due figliuole oon Tonpre
nanzedi Carmignano. — LaqdM torre fu di pagare ogn'anno al Comune di Turre*
presa e atterrata dalle genti di Castruocio nierì il canone di lire 53. — (Aaca. ìkt%.
Anlet^nelli nel di 1 1 ottobre del i3a5. — Fioa. C^urte della Badia A miai.)
^e4, Foggio a Canaio, e Goo. Viz&Aai, C/o- Lo statuto sanete del 1 406 ordinò di hf-
mea Lib, iX, eap. 3i8* tificare il Castel di Torrenierì; oooBCcdiè
TORRENIERÌ in VaM'Asso. -^ Borgo fino dal 1400 si trovi uelIVrcA. iMle Ri-
già Cbst. con mansione postale e chiesa pie- fbrmagioni di Sienn, al Vo!. IV. della ra-
lNin»(S. Maria Maddalena^ nella Com.Giur. gione di Ag«>stino di Ugolino di Vieri, h
e circa 4 migl. a grec. di Montalcino, Dioc. somministrazione di lire 3410 fatta al^op^
medesima, già di Arezzo, Comp. di Siena, rajo destinato a fiibbricare la rocca , oosM
Risiede in valle nella ripa destra del fìu- di Torrenierì.
micelio Asso sul quadrivio della strida prò- La parr. di S. Maris Maddalena aTorr^
▼inciale che di costà si dirìge per settentr. a nierì nel i833 conlava 393 abìl.
S. Gio. d'Asso e per lib. a Montalcino , alla TORRKONE a GUGUELMBSCA dsHi
tersi posta da Siena, mentre è atlmversato Val-di -Chiana. — Cas. che prende il titolo
dalla strada regia postale che da Siena per da un torrione^ e che lo diede alla eh. parr.
S. Quirìco conduce a Roma. di S. ChHo, sostituita alh diftinitla con di
Per quanto il nome stesso di Torrenieri S. Maria Maddalena a Gug/i'lmesea nel »•
( Turrir Nerii) ci dia un indisio del primo burbioseitentrionaiedi Cortona, Com.Gittr.
fondatore di questa casa turrita che fu prò- e Dioc. medesima, Comp. di Aresao.
babiimcnte un Ranieri de'signorì di S. Trovasi appena un terzo di miglio di-
Quirìco, tuttavia ignorasi la storia antica di stante dalla città fuori la porta Manfanim
cotesto paese. É certo bensì che il giuspa- sullo sprone ilei monte di Cort<»na che soen*
dronato della sua eh. appartenne in tempi de ónWAlta di S. Egidio presso la dirsU
remoti alla Badia di S. Antimo in Val d' torre, ossia torrione di Gerfaleo^ altri-
Orcia ; la qualcosa si rileva fra le altre car- menti appellalo della Gugliefmevea,
le da una bolla concistoriale del 90 dicem- All' Ari. Gdgliu.mi8CA in Val-di-Chiam
bre i9i6 che il Pont. Onorio III diresse fu detto, che da questo luogo prese il titolo
da Roma a Ugo abate del Mon. di S. An- la chiesa demolita di S. M-irìa Mad^lalnvi
timo, con la quale ad imitazione dei Pont. Gugiielmesea , stala riunita nel tSis *
TORR TORR 553
noauo i terrìlorj «Ielle prenominate Gom. che nel 1800 cesio di cenare nella Foenna
fino al fosso della Buca , doTC viene a con- perchè destinalo a colmare , come ha fallo ,
fine quello della Gom. di Montepulciano , la pianura Torritese.
eoo coi r altro di Torrita confin-i per lungo Fra le maggiori monluosilà comprese in
tratto 9 da primo mediante il fosso de* cotesto territorio ha??i quella di Jfnn/e-
Grìlioniy tributario il più alto del torr. So' Follonica che presa al convenlo de* Minori
i^TOj poscia mediante il 5a/arco stesso che Osservanti può essere un cento di br. circa
lasciano fuori per rntrare alla sua sinistra inieriore al livello di Monlepulciano. La
■et botro del /'fan dell* O/rio, donde scen- qua! ciiià fu risconlratii d»! Prof. Padre
doffO nel fosso delle Balte» Quindi passando Giovanni Inghiiami Mìa sommila della lor-
fra piagge cretose nella direzione set letrio- re del f>alazzo pubblico ascendere a 1076
■ale, fagliano la strada provinciale Laurea br. sopra il livello del m»re.
tBita che viene dii Gaarda^alle e da Tor- Il Prof. Giulj |>oi nella sua Statistica
fila, fino a che voltando alquanto direzione agraria della f^al-di^Chitma indicò per
a gice. passano presso il podere del Confine approsimaiione la Terra di Torrita a 5oo
attraversando \a pianura lungo i torr. ^i^/t- br. sopra il mare.
■s e Fuga, Finalroenle i due tcrritorj ra- Ris|ietlo ali* indole del suolo che cuopre
inUndo la ripa destra del torr. Fuga ar- il territorio di questa Gomunità, oltre quan-
rivano sul Can*MÌ-}faestro della Ghiana di- lo fu indicalo per la parte montuosa ali*
BBpetto alla 0)m. di Gortona. Art. Muiitb-Foli/>hico, Voi. IH pag. 394,
Due strade provinciali attraversano il ter- aggiungerò le osserv.tzinni fatte dui Prof.
rilorio di Torrita, cioè quella Zo/t^i/ufiì- Giulj neirO|)era testé rammentala, dove
amie 9 o Cassia ^ che guida da Ghiusi ad disse, che 3oo br. al di sopra di Torrita
Arezzo passando a pie del poggio di Torrita, compariscono da primo gli strati di calce
e l'altra della Laurttana cht da Siena per carbonata comf)alta(a/Aerefe) in quella farle
Aióano e Asinalunga sbocca nello Slato del Monte-FoI Ionico eh* è situata fra mezzo
nmtificio presso Vallano dopo esser passata giorno e [«nenie, cui sovrappongono strali
dalb Terra di Torrita. «-• Sono poi coron* di marmo ordinario grigio, sui quali è fab-
■ilative e rotabili le strade che da Monte- bricato il paese di Monte-Follonico. — La
palciano e da Pienza per Monte -Follonico parie montuosa e coltivabile di questa Go-
conducono a Torrita. munitlk (seguita a osservare lo stesso A.) sa-
prà i corsi maggiori di acqua che percor- rebbe formata nelle sue maggiori elevatezze
tono o che rasentano il territorio di questa di calce carbonata pietrosa , ma decomposta
Coanioitfa, oltre il Canal Maestro tt\ il torr. dalle meteore.
So/orco, i quali ne Lirabisconoi confini, uno Molle colline sono di struttura simile a
1 grec. Patirò a scir., si contano il Foenna quella delle pendici di Montepulciano, ma
e la Fuga che il conte Fossombrnni para- i colli che circondano il capoluogo, ed in
gooò a quelli dell* Aifrica che portano arene ispecic quelli che stendono la loro basever-
d* 011)9 f»er aver ridotto quei luoghi palustri so il CanaUMaestro sono assai fertili, sic-
a terre collivabili. Rispetto ul padule che come fertilissima è la maggior parte della
ori secoli Inipassali esisteva nella pianura pianura di Torrita, coperta da un terreno
di Torrita fra il CanaUJiaestro ed il corso recentissimo di tniS|)Orto.
delb ^oenaa, esso da qualche tempo fu con- Rispetto al lif^nìte da noi accennalo nei
vrrtito in fertili )>odrri, ^r.m parte de* quali contorni di Monle-Follonico, aggiunge il
ipelUno alla fattoria della Gorona della def- Prof. Giulj, che quello del fossatello d' Or-
r Abbadia. -—^e<f. Carte Idrauliche sullo hi gitano presso alla sua confluenza nel tor-
stato antico e moderno della ^al^diChia- rcnte 7*roi^e si trova in strali alti anco qnat-
aa dei Cav. Alessandro IH anetti. (Firen- Irò braccia.
ae i8a3. ) Gol regolamento governativo del a gin-
Fra i molti fossi che raccolgono le acque gno 1777 1^ Gomunità di Torrita fu for-
del piano inferiore di Torrita, il più singo- mata dai popoli di Torrita, di Montc«FoI-
lare di tolti è quello della Fufia , che ri- Ionico e di Giliano, l'ultimo de*qnali co-
ceve le acque della Doccia MV Amorosa , stituiva una piccola Gomunità unita al co-
del Soraggioio che v'influisce bW Abbadia, monello di Goardavalle.
e del CorniOf il quale scende da Torrita e In quanto ali* arti e manifulture, oltre la
S44 TORR TORR
TORRI ( S. DONATO a ] o m FOLV& feroce Saladino. — ( Aaai. Dm.. I^om. Cor
ROSA nel Val-d*Anio sotto Firenie. — - te del monastero di S, Donato a Torri),
Monastero celebre, ora Tilla magnifica del Ai canonici regolari Agoatiniaai subcn-
Principe Deniidoff denominata rilìa Ma-' trarono nel monastero di S. Donato i fiati
tOde^ un migl. a pon.-maestr. di Firenxe, Umiliali (anno laSg) che ti reslarono fina
con eh. contigua, siala una delle parr. su* ali* anno laSi , epoca in cui gli Umilitti
barbane, attualmenle riunita a quella di S. recaronsi in S. Lucia presso OgninaDli di
Crìsiofàno a NoVoli , nella G>m. del Pelle* Firenze.
grìno, Giur. di Fiesole, Dioc. e G>mp. di Che però cotesla traslaxìone non aocadeae
Firenze. innanxi la metà deiranno laSo lo h cono-
Questo luogo è celebre per tre fatti im- scere un istrumento da noi citato alP^rr.
portanti, due antichi ed uno moderno; cioè, Goma d* Oorusahti , scritto nel maggio dd
il I.® per essere stata predicata costà nel laSo, mentre era priore del convento diS.
X187 la seconda crociata ai Fiorentini, e Donato a Torri fra Ruffino dell* ordine de*
consegnato a Pasto dei Pazzi loro duce lo Frati Umiliati.
stendardo fregialo della croce del popolo; Coerente a cotesto Tero è un breve di
a.** perchè il convento di S. Donalo a Torri Giovanni Mangiadori vcsooto di FircnK
servì di primo ostello ai Frati Umiliati che del a8 settembre laSi , nel quale ti esprì-
nel 19 39 portarono in Firenze Parte della ne: che, volendo egli provvedere alla chie-
Lana ; ed il terzo modernissimo per la con- m di S. Donato a Torri restituitagli dai
versione magica di questo convento in un Frati Umiliati , destinava la mcdcsinia in-
Tasto palazzo di delizie adorno di giardini , sieme al convento annesso e alle snppdlet-
di due parchi attraversali da una via regia, tili sacre per le monache Agostiniane di S.
io mezso a nuovi edifìzj di vario genere, Casciano a Decimo, a condizione che vi si
fra i quali contasi una grandiosa filanda a trasferissero ad abitarlo. Inoltre con altro
vapore con telaja numerose per fabbricare breve dello stesso giorno vi aggiunse b àih
in grande drappi di seta. nazione di tutti i beni appartenuti al eoo-
Trovasi la villa di S. Donalo a Torri vento stesso, consistenti in cinque poderi
sulla ripa destra del torr. Mugnone^ fra il posti in vicinanza dello stesso monastero.—*
ponte di S» Donato e il ponte aite Mosse {toc, citato),
lungo la strada regia Pesciatina o Lucchese, Che le monache di San-Casciano si tra-
in mezzo ad un vago e grandioso giardino slocassero presto in S. Donato lo dichiaia
creato e adornato dal prìncipe Deraidoff di fra gli altri il testamento della contessa Boh
palazzi, viali, lemp) e statue con grandi trice scritto nel Tanno 1278, col quale fra i
piantagioni , e ridenti praterie, davanti alle molti legali lasciò lire cinquanta alle dea-
RR. Cascine poste al suo ostro e poco lungi ne del monastero di S, Donato a Darri
dalla villa della Torre degli Agli situata al Anche una provvisione della Signorìa di
suo maestro. Firenze del 19 aprile 1809 autorìzzan
Non è credibile però che da quest'ulti- roess. Spina degli Spini di Firenze a poter
roo rcsedio de* nobili Fanciatichi prendesse vendere alle monache di S. Donalo a Torri
il vocabolo di Torri la chiesa di S. Donato un podere con casa e corte posto nel detto
in Polverosa , avvegnaché la Torre degli popolo vicino al monastero. La qual vendi-
Agli è di un* epoca assai posteriore. la ebbe effello me<]ianle isirume to del 11
Infatti il monastero di S. Donato a Torri novembre successivo a favore delle mon>-
sino dal 1 187 era abitalo dai canonici re* che di S. Donato che acquistarono il detto
golari Agosliniani quando nel febbraio del< podere per il prezzo di lire aaao da nies.
Panno successivo fu consacrata la lorochie^ Gierì di Mainello Spini, da Piero e Vanni
sa, nella quale occasione Gerardo arci vesco- di lui fratelli , da Spina ilei fu Uf!0 Spi»t
vo di Ravenna, delegato dal Pont. Qemen- da Simone del fu Gherardo del Bello e da
te III, predicò al popolo fiorentino la se- Giovanni del fu Neri di Cam6io, tulli dclb
conda Crociala, ed il priore di S. Donalo a società mercantile degli Spini {loe, cit.)',
Torri donò una superba bandiera al capi- documento a parer nosti*o importante in
lano Pazzo de* Pazzi conduttore di quella quanto che può servire a confermare, che
moltitudine di crocesegnati alla conquista di fino dai tempi della repubblica fiorentina le
Gerusalemme , stala presa poco innanzi dal coqwfazioni religiose non potevano aciioi-
TORB TOBR 545
sur beni di suolo sema raotoritzatione del tione di an muro lungo U strada mt«slni
governo. presso il pofite alle Hosse.
Ma a questa suddetta rpoca del 1 309 le Poco dopo la riforma del monastero di
monache di S. Donato a Torri aTevano ab- S. Maria Maddalena questo di S. Donalo a
bandooalo la regola di S. Agostino per Torre ricevè de* guasti dalle truppe kiechcsi
quella Cistercense di S. Bernardo. coadolte fino cosili nel t3a5 da Caslmccio
Ciò è dimostralo anche da un documento degli Anteirainclli dopo la vittoria dell* Al-
incdito del «7 luglio i3o7 > col quale il topascio. — - f^ed, Fom alle Mossa.
|»ie?ano di Filettole in nome del cardinal Ma il danno maggiore recato a questa
Napoleone Orsini legalo della S. Sede in clausura fu durante V ultimo assedio di Fi-
Toscana fece precetto alla badessa e mona- renxe (i 5a9-3o) quando le monache di S.
che di S. Donato a Torri dell* Ordine CU Donato dovettero ritirarsi in citlfa in ona
siercente , che ricusavano di accrltare per porzione del Mon. di S. Maria Maddalena,
monaca una figlia di Gerì da Frato. «- mentre cotesto di Polverosaservì di caserma
(Aara. Dipl. Fiom. Carie di S. Donato in alle truppe tedesche deirimp. Carlo V, e «K
Polverosa), quartiere al loro comandante il conie de
Già per contratto del iS maggio i3o9 ZaiMiron; nella quale occasione quegli ospiti
Mainetto del fu Folco Portinari ( il figlio incomodi sciuparono il bel cenacolo del re-
dei fondatore dell* Arcispedale di Firenze) fet torio dipinto da Masaccio,
aveva venduto a diverse donne recluse per Sotto il dominio però de* Granducht le
il prezzo di 38o fiorini d*oro un podere pò- donne Cistercensi tornarono ad abitare il
9X0 fuori le inmra nuo^e di Firenze nel pò- loro antico nranastero di S. Donato dove
polo di S. Lorenzo , {loe, eit,) si mantennero fino alla soppressione ordS»
Intorno all'epoca stessa le monache Ci- nata dal governo francese nel 1809, mentre
stereensi di S. Donato dovettero riformare il la sua parrocchia , soppressa dopo la BMtà
rilasciato monastero di S. Maria Maddalena del secolo XVIU, ali* anno 174S contava
delle Convertite presso la Porta a Pinti. a8o abitanti.
Oltre i documenti riportati dal Richa Fu dopo Tanno 1814 che il magnanimo
nelle sue Qiiese fiorentine bavvene uno del Niccolò Demidoff acquistò dai respellivi pro-
ta giugno iSaa esistente neir^rcA. i!>i/»/. prietarj il convento con i terreni annessi
^or. fra quelli del monastero di S. Pier alla chiesa di S. Donato e molti altri ler-
Maggiore, dal quale si comprende , che le reni posti alla sinistra della strada regia
monache di S. Donalo a Torri fino dal 99 Lucchese ; sicché in un breve giro di anni
gennajo precedente avevano ricevuto in dono si vide in quel suolo sorgere palazzi , ca»
«la don Rustico abate della Badia Vallom- scine, filande a vapore, parchi e giardini di
brosana di Crespino il monastero di S. Ma- delizie, aumentati ed abbelliti «fogni ma-
ria Bladdalena delle Convertite nel popolo nien dal di lui successore e figlio principe
di S. Pier Maggiore di Firenze , e che nel Anatolio Demidoif. Il quale in onore della
99 maggio dello stesso anno iS^a ona f arte priueipesfa Matilde Booaparle sua sposa ha
«Ielle monache di S. Donato a Torri entrò a dedicato alla medesima cotesto sontuoso re-
ri formare il monastero di S. Maria Madda- sedìo , chiamandolo f7//a Maiildr,
lena , detto poi di Cestello , ecc. — (Aaea. TORRI, o TORRE m GALATRON A. -.
Dipi.. Fioa. Carte eit,) V^ed, GAULvaoiiÀ.
, Merìuno pure di essere citati due docu- TORRI (S. MARGHERITA à) in ValMli-
roenli della provenienza medesima, uno de' Marina — ^ed, Toaai ai Cabkua.
quali del primo apnle 1454 rìferisce al te- TORRI (S. MICHEI£ à) _ Cas. con.
stiimeuto di mess. Jacopo del fu Giovanni chiesa parrocchiale e 1* annesso di S. Ln-
di Matteo Villani raercinte fiorentino che renio a Torri nel piviere di S. Giovanni
lascio la rendila annua di a5 fiorini d*oro in Sugana, Cora, e circa 7 raigl. a oslnvlib.
alla cappella da esso fabbricala in onor di della Cisellina e Torri , Giur. della Lastra
fS. Jacopo nella chiesa dei PP. Serviti di Fi- a Signa, Dine, e G)mp. di Firenze,
rcnze; mentre T altro del a6 nov. 1466 Risiede in coli in:i sulle pendici meridio-
spella ad un decreto degli nfiiziali di Torre, u.ili dei poggi della Romola lungo la strada
col quale si permette al priore della chiesa comunale che da Marciuola scende in Pesa
di S. Donato di poter proseguire la costru- al ponte dì Gerbaja.
5«6 TORB TOBR
Fu qupsta cura un tempo annem a quel- stk di Siaia di polere edificale diit Mafiiii
la di S. Al.iria di Marciuola uvl (Nfiere di sulla Mene con alcune coudixioni tantum,
Torri, dalla quale venne staccala nel 1 782, in quel conlr.illo rogalo in della BmImi li tS
e quindi resliluita al pi\iere di Sugana. gennaio ilei ia44, sfile comune. ^ (Amb.
La piirr. di S. Michele a Torri nel i833 Dipl. Sa«. Kaleffo delCAsxunia n * 786.)
coniava 367 abil. kW.'Irt, poi Campaokatioo fu «letica ebe
TORRI (S. ÌUUST10L4 k^ in Vnl-di- una |>.irle di quella conlrada era powduia
Merse. — Antica Alwixia di monaci Valloni* dai monaci di S. Mtisliola a Torri» losloebè
brosani, ora chiesa parrocchiale con ann«>ssa cirua Tanno 1979 h diedero ad enfileosi a
▼ilhi signorile nella Coin. Giur. e circa tre Donus<l€o di Loileringo dcTolomei di Si<-
migl. a ostro di Sovicille, Dioc. e Gomp. di na per la retribuzione annua di una libbra
Sieiu. di pe()e. Al chcf giova aggiungere un istm-
Risiede in un risalto di collina , alla cui mento del i3 nov. ia8i scrillo neibi badia
base passa il torrente Bnsia lasciando il di S. Lorenzo dell' A nlenghetca, 00! quale
Cast, di Rosìa alla sua sinistra , mentre la don Placido abbate del Mon. di S. Mufliula
chiesa di S. Mustiola a Torri trovasi alla a Torri notifuò ai monaci deirArdengbcsca
Mia dcslra. la licenza slata accordata dal Pont. Ifioeo-
kWArt. Alfiaho rBioiA di S.'^aiaiTA ») lo III ili potere alienare per la tomiM di
indicai Pepoca e i molivi per cui questa di lire iSoo sanesi alcuni beni del lUon. dS
S. Bfusliola a Torri nel i S i o accolse i Val- Torri, situati nel distretto di Monle-Vcr*
lombrotani ddla Badia predelta, allorché di sulTOmbrone, con altre poMeasioni di
sembra che prendesse il doppio titolo di S. quei contorni nello slesso ooolnitto dcm-
IVinita e S. Mustiola a Torri. gnate/ — (Aaoa. Ditl. Fioi.Car<» MM9tL
kìVArt, poi Badia di S. Muanoi^ a Tomai degli Angeli di Siena),
Ai indicato Tanno 1 189 come quello delUi Sul declinare del secolo XII, te non h
fiMhJaiione del suo monastero. piuttosto nelle prime decadi dei aeoolo m^
Un isirumenlo per altro del 5 oimbre seguenle, il Mon di S. Mustiola a Torri h
anno 1 1 58 esistente mWArch, Dipi. S^^n, tassalo per due soldi lucchesi da pagata aa-
dimostra che la Badia di Torri esisteva da nual mente alta S. Sede, come apparisce dsl
nolti anni innanzi. Avvegnaché con quelT registro Valicano di Cencio Gamerarin.
atto rogato nella curia de* consoli di Siena L» stessa Badia di Toni trovoari no ICM*
presso la chiesa di S. Paolo don Arnolfo pò affigliata a quella de'Vallombroaani di
abate del monastero <ti S. Mustiola a Torri^ Coliibuono. Essa conta fra i primi tuoi ab>
previo it consenso dei suoi monaci, concedè bali commendatari il vescovo di Siena Gab>
al Comune di Siena rappresentalo da Ra- brielto Condeiroerio, poi papa Eugenio IV;
nieri vescovo, ila U«;olino di Barola, ila Ma- e fu circa 40 anni dopo che il Pool. Pio II
higalia e da Donusdeo, inlli cons 'li di della (anno 1462) dichiarò abbati perpetsi di S.
cillii, il |>og»!Ìodi Jfo/2<ageiln con le sue per- Mustiola a Torri gli arcivescovi dì Siena i
linenze, situato sopra il tiume Ao^ìa con quali d* allora in poi goilono della ba^
l'obbligo ili man<larp al monastero di Torri medesima Tuso e Tentrate.
nel giorno ili S. Miisiiola un cero di tre lìb* Cotesto claustro soffri |»iù volte dei gnasti
bre. — {Knltffo ffecchio n,^ 36.) dalle soldatesche nemiche, fra le quali é
Questo alto «;iovH anche 4 reltilicarequan- nota nella storia T escursione fatta fino costi
lo solfa fede drl Gìgli fu ripetuto àWArt, nel i33a da Ciupo Scolari, e più tardi dopo
Mohtjìgvto Dì rAL-Dt'RostjÉ. la resa di Firenze (anno i53o)da una maao
OiM agginn(;erò, cualmriitp uno de*pri- di soldati imperiali che visi acquartierarono,
mi abbati Vii llombrosa ni di Torri per nome capitanati da don Ferrante Gonzaga,
liotiario, nel 1 189 lece consacrare la chiesa La chiesa di S. Mustiola a Torri é di ali*
della stessa Ridia da Bono vescovo di Siena, tica struttura rinchiusa nel pittoresco cba-
assistito da lldebrandino vescovo di Volter- stro del monastero con portico a colonne
ra, da Martino vescovo di Massa-Marittima, sottili senza base e con capitelli lavoriti 1
e da Giialfreilo vescovo di Grosseto. — ( Ti- figure, a uccelli e a fogliami. L'interno dd-
sio, Istoria inedita di Siena MS.) la chiesa con 5 altari ha T aspetto di ua*a^
Nrl 1^44 era abbate di Torri un don chitettura semplice con tettoja a cavalietti.-*
Alberto, il quale ottenne licenza dal potè- Nel claustro esiste un'iscrizione del 146*
TORR TORR 547
rigainbnie b eonomone di Pio II della delb Casdlina , allii quale faroao annetti
\màìm flcMB eoa Inlli i suoi beni alla mensa i (lOfioli tuppretti di S. Martino a Tórri e
araTCKovile di Siena « i di cui meirofioli- di S. Quirico al Fi echio,
laai ooatiniwDO lullorj a passarvi auiiual- In mi libro di ricordi ap|Nirteniito alla
■unte qualche trni|)0 in ?illi'{rgÌ4tiira. pieve di S. Vincenzio a Torri le^sgcsi il se-
La pirr. di S. Musi iota a Torri nel 1 833 guenle appunto : « Gileslo iibio In inco-
CoolaTa 981 abil. mincÌHlo nel 7 rt|r(>slu del 14^5. Per grazia
TOBRI (S. NICCOLO* a) in Val-di-Peta, d' lihlio, dtllii SS. Vergine e di S. Vincenzio
■na Ttilta drtlo 5. Niceofò a Cara /trra. pioteliore e capo della Comiinilà di Torri
— Cas. con eh. parr. nel piviere di S. Vin- e della sua chiesti pleiKina, della quale em
onzio a Torri , Com. e quasi 8 niigl. a o- patrono rnesu. Palnierio «lei fu Andrea Pun-
slM lib. della Casellina eTorri,Ginr. della doUini con Pannessii conii>a<;nÌ4, CHnimica,
laaira a Signa, Dine, e Comp. di Firenze, cortile e (tozzo in u'fzzn. » — Fn allom che
"» f^eJ, Cjisj-JMSd in Va?-<li-Pesa , cui si ad isianz;i del prete Stefano di Pirro Bonsi-
devr «ggìi:ng;re,che il gjiuspadronalo della gnori pievan ) di della chiesa, e dì altri (lar*
cbiftadiS. N icoolò a Torri spellt attuai men- rochi ivi presenti come testimoni, fu rtmo pò-
kal Pr.ncipe. sti i termini ai possessi della pieve di Torri
fai pan*, di S. Nìooolò a Torri nel i833 e alla gora del mulino di delta pieve silualo
■oveniTii %6 abit. lungo la Pesa.
TORRI (PIEVE m) in Val-di Pesa. — Più sotto peraltro si leggono le parole
fc^. Tonai (S. Vmcaiaio a). seguenti: Iste li ber est Plebi» S. Fincttm
— rPIEVE w) in Val di-Serchio.^ fW. lU. — Anno D mini MCCCLXXXilIi^
Teaac (Piava m S. Nicola a). di€ IF menùt mariii Dotninus Pinus
TORRI (S. STEFANO a) nel Val^TArno Bossus de Flor^ntiafaeiwfuU plebanus
K»} ni Fìrmie.—- Contrada con chiesa parr. et electut per poxHdos virot eanonieat
cai fu annetto da lunga roano il popolo di istius plebisi videlicet , ser Franciteum
S. BarlotomnBeo a llusignano nel pievsinato, reciorem de Pis'gnano^ ser Angelum rgm
Cam, e circa due roigl. a tett. di Rignano, etorem de BaroneeUit prope Floreniiain^
Giur. del Ponlasneve* Dioc. di Fiesole, ser Step/tanum rectorfin S, ProruH /#
Goaap. di Firenze. Fli-rentia^ dfminum Ifirltofaum q'tonlmm
Risiede in monte alla sinistra delPAmo , Purcì prioi em de Lepor-tja^ tei- p->re ìle^^
talla strada comunilaliva che da Rotano in Chritto Ptitris et dr.mini sui Dntnimi
per Volognano e Torri ti dirige a Rignano. /tn^^H dr .-tcciifolis fune Praesalis eieri
Fu quetlo di Torri uno «lei potsessi ilei si* fiorentini^ eie,
gnori da Qiiona e Volognano sino almeno Finalmenle vi si dichiura rhe il della
dal aei-olo XII, siccome può dedursi da un me.9$. Pino Rossi quando fu eletto pievano
iUninaento del a6 luglio 11 5i scritto in S. ili Torri era nitore .Iella chie»i di S. Mi-
Stefano a Toni esistente fra le i^ergamene cb'-le ;i Tcf^ofaja e cwi^mieo 'le" SS. ^/n»-
ddla BbdiadiVal(ombro8a,nellVrc/«. Pipi, sfoli Ji Fireme {non priore de*SS. A]>o.
Pior.~^ Altre due membrane del a8 mag- stoli, titolo atlrihuilo<.'Ii da una snp;<osla
|:io e 8 ottobre i9o5 rammentano cotesto lettera di (yioxanni B^x^tvicrio) e eap;-ellatio
luogo di Torri con la eh. di S. Stefano nel della chiesa m:i{!^iore di Santa Reiianita di
piviere di Rignano (iVi). Firenze. — (91 S, nella Biblioteen del Se--
Vi è da dubitare che rìferi«sero ad un mina '^ io fior.)
luogo nel popolo di S. Stefano a Torri, qnan- [^ pieve di S. Vincenzio a Torri nel
do i due fratelli Ruggiero e Filip))0, figli secolo XIII comprendeva sette core, ridotte
del fu Alberto da Qttona stando in Volo;.Mia- aitnalmenle a In ; cioè, i. quel!» di S. Mar*
00, oel 6 giugno del i a a6 alienarono alcuni lino a Torri ( soppressa <; a. di S. Lorenzo
beni di quei contorni ali* aliale Benigno di a Torri (idem); 3. di S. Maria a Mnreinltg
Vallombrosa f/oe. cit ) — Frd, Qdora. (esistente); 4. di S. Niccolò a Torri (idem;
La parr. di S. Stelano a Torri nel i833 5. ili S. Quirico al Secchio (soppres.s:i) ; 6.
contava 443 abit. di S. Amlrea al Colle Cui m); 7. e diS. Mi-
Tr>RRI(S. VINCENZIO a) in Val di-Pesa, chele a C^istifilioni (esistente .
— Pieve antica che ha dato il nome alla La pirr. plehana di S. Vincenzio a Torri
contrada e ad una Comunità, unita a quella nel i833 conlava 367 abit.
MS TOBR TORB
TORRICELLA. — Varie località porta- dn qualche anno innantì dal Pont* Paiqsa«
no il nomignolo di Torricella.TAÌì tono la le II, (anno t loo) confermato da Innooa»-
Torrieeiitt sotto il popolo di S. Maria n S. io II (anno 1 1 3 1) e nel 1 990 da Federigo II.
Aiiìiiio nella Valle dell* Orabrone pistoiese ; GotesU chiesa di S. Maria a Torriedtio
la Torrictlla^ ora la Torraccia in Pesa trorasi distinta da quella di 5. Manina in
sotto la pie?e di Pinzano de* signori detti Colle nel catalogo delle chiese della diocesi
di TomeeUa; la Torrieella nel pi fiere di di Lucca cornili lato nel isiGo, quando en-
Viocbio riunita al popolo di Rostofo^ appac^ trambe le dette chiese erano contenipUAefni
tenuta ai conti Guidi; la Torrieella di LuiC' le suburbane di quella città. — ^eo. Cotta
ciana in Val-ili-Bisenzio ; quella di S. Ste- (S. Marthio m).
fiino a Gastigtioiii nella Cora, di Pèlago; e TORRICCHIO in Val-di^NieTole. — *
la Torrieella di Nebbiano nella Coni, di f^ed. Tnaaiocno.
Gajole; le ultime delle quali hanno dato il TORRIONE. — Ved. Toiuom à, Go-
'vocaljolo ad altrellaute chiese parrocchiali. ouBLHtsoà in Val-di-Chiana.
— f^e^l, Grignatio in Val-diPesa , Luiccu- TORRITA in Val-diChiaoa. ^ Due
RA, Nebdiaro c ToKRicKLLA ucl Chianti alto» luoghi tolto il nome di Torrita nella tlcm
e ToRRicELL.% DI ViccRio ìo Val-di-Sie¥e. Talle hanno indotto molti ad applicue ad
TORRICELLI di LUICCUNA nella una piuttosto che ad altra di quelle coat»-
Valle del Bisenzio. — - f^ed, Luigciasia , cui de i documenli che vi riferitooao; il cmle
ti può aggiungere la notizia di un istru« cioè di Torrita del contado e distretto di
mento scrino li 3 3 giugno del i353 alfa Arezzo posto tuli' ingreito delU VaUt^Ghia-
Torricella vicino alla chiesa di S. Michele na, luogo celebre per esservi stato il priiao
a Loicciiina del contado pistojese. — Nello Mon. di Benedettini tolto rtnvocatkmedcl-
ttesso villaggio di Torrieella nel a6 otto- le SS. Flora e Lucilla, e la Terra di Tor-
bre del i333 fu rogato un istrumento di rita tolto Monte Follonico compresi nd
vendila di due pezzi di terra alienati da due contado lanese. Noi designeremo il prism
fratelli del popolo di S. Michele della Tor- tolto il vocabolo di Torrita della CUmta
ricella. — ( Arch. Dipl. Fior. Carie della de*Monaci , e la teconda tolto il titolo di
Badia di Hipoli e di S, Bartctommeo di Terra di Torrita tolto Moate-FoUooioo os-
Pisiofa ). poluogo di Comunità.
TORRICELLA m VICCHIO In VaMi« TORRITA » o TURROTA imua. Gbbia
Sieve. — Cas. ch'ebbe eh. parr. (S. Nicco- dc'Mokaci in Val-di-Cbiana. — Gonlnaii
lo) da lunga eia riunita al popolo di S. celebre sopre una vaga col li ai dove fu eretti
Martino al Rossojo nel piviere di Corella, la prima chiesa abbaziale de* Beneilellini dì
Com. e circa migl. a | a grec. di Vicchio, Arezzo, conservala parrocchia sotto ranlia
Giur, del Borgo S. Lorenzo, Dioc.eComp. invocazione delle SS. Flora e Lucilla, nel
di Firenze. — • Fed, Rasojo, o Rossojo (S. piviere maggiore di Arezzo, Gom. Giar.
Martino At). Dioc. e Comp. medesimo, dalla qual dlli
TORRICCHI, o TURRICGHI in Val-di- la chiesa delle SS. Flora e Lucilla a Torrita
Sievp. — f^ed, Tuhhicchi. trovasi circa 3 migl. al suo lib.
TORRICCHIO, oTURRICCHlO nel pia- Esìste la collina di Torrita fra la foce
no orient. di Lucca.— Cas. la cui eh. di S. delPOlmo dove passa la strada postale (fi
Maria fu ammensala a quella di S. Martino Perugia ed il Canal-Maestro della Chiana
in C>lle nella Com. Giur. e circa tre migl. sull* ingresso settentrionale di cotesta vallf.
a lev. di Gipannori, Dioc. e Due. di Lucca. Agli Art. Badia di ToRatTA e Caw$au
Risiede alla base occidenlale del poggio Obektesga di Val-di-Chiana, appellata ali-
di Monte-Cirio fra quello di Porcari e Tal- che Chiusura di Torrita -^ e Ccrrrta, 0
tro di S. Martino in Colle. Cerreto Obkrtbs&o^ furono arcrnnali T»rii
È reso noto special niente cotesto luogo di ìslruraenti del secolo XI relativi non solo
Torricchio da un diploma dell* Inip. Arri- ai possessi ilei monaci Beiìedrtlini di Am-
go V s{>edilo d.i Verona li ai maggio del- zo posti nei contorni del Mon. delle SS.
1* anno mi, col quale fra le altre cose Flora e Lucilla a Torrita, ma ancora al*
conformò alla Badia di S. Benedetto di l'antica Badia fondata costì in unacollioet-
Polirone sul Pò il ciuspadronalo della chic- ta , detta tuttora di S, Flora presto Copo
sa di S. Maria in Torricchio , concettò gih di Monte e la Cliiuta de^ Monaci,
TORB TOBR 540
Sebbene numcbìno documenli relRtìvi 7 nov. 1037 leniilo nel contado sanese
air epoca precisa «iella t'oaJiiiione del Mon. nel pì^iertr di S, Cosiamo a Thrrìta , nel
dì Turrita^ ti sh che cotesU Hulia esisteva c:is-ile di Ateianello^ InismIo in segnilo nel-
fioo à*\ secolo X. Fanno fede di ciò due \a Com. di Monlepiilrifiiio, davanli al conle
pritile^j itegli anni 933 e gSg concessi dai Adalberto messo delPIrop. O>t'rado. Alla
re Ugo e LolLirin ai monaci di S. Flora e cui presenzji comprvo T avvocato del Mon.
Si Lucilla presso Arezzo. — f^ed. %\\ Arti- Amiaiiiio |>rr r<rlamaic i beni e la chiesa
coli leslé indicati. di «9. Apollinare in Feroniarw , J* una e
UabaUr Cimici nella %w\\ Conliniiaiione gli altri stilli donati al Mon. di S. Salva-
^' lurchesl di Toscana della Rena pub- dorè sul Monte Amiala dalla contessa Wi Ila
Uieò UQ istrii mento del io ottobre io3o vedova del G. Riinieri col consenso dei CC.
itbtÌTo ad lina |ierrauU falla alla presenza Bernardino ed Ardingo di lei figliuoli.
lU vescoTO Tedaldo d'i Rodolfo abate di S, Che la chiesa poi di S. Apollinare in
Fl9ra a 3\/rrf<a, nella quale fierroula si Fero/iia/to fosse situala dentro i confini della
aameiiU ancor.i il Casale di Torrita del Coro, di Torrila lo dichiara un'altra mem-
tmtado aretino. br.ina della stessa provenienza del a raag-
Dò|^ 1.1 traslazione del Mon. predetto gio i3a4 scritta in camera delP abbate del
■Ila Bjdia dentro la città di Arezzo (anno Mon. Amiatino, nel menlre che questi iii-
1196) U chies:i di S. Flora a Torrita con- vestirà un monaco della sua famiglia in
tiauò e conlinn.1 tuttora ad eswre una delle rettore e capitellano della eh. di S. ApoU
pvnicchi^ili snbtirbdne di Arezzo. linare in Fernniano ^ la qual chiessi ivi si
Essi nel i833 contava a86 abit. dichi:ira posta in BIonte-Follonico. — f^ed.
TORHIT\ s<»tlo MoarK-FoLLOinci in Val- Moictc Follo51c\ , o Foli-owico.
fi4}hian». — T'Tra nobile, capoluogo di Inoltre la pieve ili S. Costanzo a Torrila
Gomnnilà nella Giur. di Asinalunga, Dioc. trovasi nimmenlata fra quelle del contado
di Pienca , gii di Arezzo, Comp. aretino, sanese comprese però nella diocesi aretina.
Questa Terra di forma ovale, conlornalj delle quali Inimone vescovo di Arezzo nelP
di mura torrile, risiede intorno alla cresta anno 1045 cede l'amministrazione alle di-
di una collina tufacea , in mezzo a vigorose gnith del capitolo della sua cattedrale.
eoliivazioni di olivi e di vigne, alla cui L* abate De Angelis nel libro delle IVoti-
kae scorre a lev. il fosso Cornio , mentre zie isteriche critiche di Fr. Giacomo da
<bl Ktlo «li maestr. nasce ai piedi della stessa Torrita citò nn istrumenlo di pace del a
Cfdliai il lorr. Fuga. ottobre iao8 fra i Fiorentini ed ì Sanesi ,
Trovasi fra il gr. ^3® 10' 4" lalil. ed il nel quale Ira lo condizioni a carico de'S*-
19® a5' 4" long, ilavanti alT ubertosa Val- nesi eri\i quella di far pare con gli uomini
4i Chiana ohe gli sì apre a lev. nella dire- di !U onte- Foli onico ^ di Torrita e di altri
zìoiie (]i C >rtona, cin'a 6 migl. a seti, di paesi del Sanese stati aderenti de*Fiorentini.
MiMiirpulcicino, 4 migl. a scir. di Asina- A queir epoca, opinava il De Angeli5t, po-
Jun^a, to :• grec. dì Pienza , intorno a 20 lerono fabbricarsi le attuali mur;t castellane
migl. a maestr. ili Chiusi i3 miglia a scir. di Torrita ed aprirsi le tre porte, cioè, a
di Siena e miglia aa da Arezzo che trovasi lev. Porta Carina^ a pon. Porta a Pago ^
al suo seti. -grec. a mezzodì Porta a Sole. — Ma , oltre che
L'origine di roleslo paese si nasconde, al una di quelle porte non fu eilificala dalla
p«rì ili «^tiella di moltissimi altri , nella ca- Uep. sanese prinm del ia5i, è certo a'tresi
ligine de' secoli, comecché possa essere stato che le sue mura sono opera mollo poste-
r^bbricalo e difeso da alcune torri, donde riore, siccome lo dà a conoscere un Bendi-
tmss»^ il nome, ma in un terreno abitato meifo c/i Colf/ sotto Tanno 1428, in cui
«l«-lì antichi Etruschi e Romani. — Chec- si legge: che rivedeva la ragione Tommaso
cJiè ne sia e$50 peraltro sino dal secolo XI di Vannino orafo a Gio. di Biagio o|H»rnio
erdi decorato delLi sua chiesa plehana di S. delle munì dir si facevano in Turrita.
t^Mlaiizo. Avvegnaché senziì bisogno di con- Lo stesso Ardi. Dipi. San. nel T. Il
j'MiiJiTe con questa Terra i riocumenli spel- delle Perf^nmfnr fn." 8<)^ contiene c<»pia di
!.iiii.i .illa Torrita de'Benedettini diS. Flora un privilegio delPlmp. Ottone IV, dato li
'Ji Arezzo, VArch. Dipi. Fior, conserva fra 27 agoslo i-jtio nella Badia di S. S.dva-
I' 'Mite delU Badia Amialina un piacilo del dorè sul MoulWmial.i, cui (piale eoncedexa
V. V. 70
550 TORB TORB
ia feudo al nobil uomo Spadaeorta , ai di i suoi abitanti ti manlcneaieio Meli lih
lui fralelli e nipoti i castelli diTorrita,del- Rep. sanese.
la Ripa, di Bcttolle, della Fratta, di Gitano jPer simili ed altri casi resultereblw, cke
e di altri luoghi di quei cootomi, i quali i Torritesi fossero stati Guelfi pialtotlo che
erano slati per T innanzi conceduti in feudo Ghibellinìi giacché, dopo la battaglia di Be-
ai fu co«i/e Waifredo delia F'alle, — (Aia. nerento che pose il regno in potere di Carlo
Din.. Sah. Carta ciiata), d*Angiò, venne restituito a Torrila il su po-
AlPArl. BcTTOLLB rammentai cotesto di- testa. — Né minore fu il timore crebbero
ploma sotto l'anno laog, invece che fu i Sanesi di perdere questo paese, allorché
scritto neir agosto del laio, epoca nella Tboco de^ Pecorai^ o dt* Monaceseki deiU
quale Ottone IV emanò altri privileg) a (a- Fratta tentava d'insignorirsi di Toftila,
ifore di quella Badia. — • f^ea, TArt. Sibiia. siccome poco dopo, sebbene per bre?c Icas-
Che però da cotesti privilegi dati da un pò, colesta Terra coli* ajuto de* Fiorentini
Imp. scomunicato ottenessero quei signori cadde in potere di Deo di Guccio di Guelfe
assai poco, lo dimostrano i fatti seguenti : e di altri di lui fratelli della nobil fiimiflia
avvegnaché fino dal laoa il villaggio di Toloraei di Siena.
Ciliano era stato abbruciato dai Sanesi alP Dondeché i Signori Nove per decreto del
occasione della guerra contro i MontepuI- dicembre i3a9 inviarono genie d* armi ai-
cianesi. (Aaca. DirL. Sia. Kal^o delVAS' pitanate dal conte Ruggieri di Dovadoia al-
9unta nP 67); e che nel i ai 4 i signori di lora potestà di Sieni^ per assediare Torrila,
quel castelletto concederono al governo di che dopo qualche mese di resistenia eadde
Siena facoltà di erigere sopra il poggio di in mano degli assedianti, i quali devasta-
ci liaiio una torre a difesa delle sue genti rono tolta la contrada , disfeceodo le sue
contro i Montepulcianesi (loc, c'U,) * Fed, mura castellane. -* (Da , Cromie, janei»).
C1X.1AH0. Che però le mura attuali debbano ripor-
Simili fatti darebbero quasi a credere che tarsi, come si disse, ad un* epoca posteriore,
alloi-.i i Sanesi ilnbilassero della fede de*Tor- e forse a quella del i4a8, lo (à credere il
ritesi, massimamente dopoché Carlo d*Ao- dito già indicalo, cioè di estere alale in
giò re di Sicilia , con privilegio spedito da detto anno rivedute in Siena le rmghm a
Teano li 8 dicembre del i a68, aveva con- Gio. di Biagio operajo rispetto Ma
cesso a Donusdeo di Lotterìngo de*Tolomei MÌone delle mura di Tàrrita, — (Ai
di Siena a titolo di feudo nobile i castelli di vkum Rivobmao. m Sirsa f^oi» 9^t d€*i
Monte • Follonico e di Monticchiello. — dimenti di Conti ^ Classe B),
(Abcb. Ditl. San. T. IX delle Pergamene Né quel lavoro poteva -dirsi terminalo nel
n.^ 878]. 1498, poiché anche nel 1464 si oonlioo»-
Comunque andasse la bisogna , fatto é , vano a fabbricare in Torrita le mura caslcl-
che dalla metà almeno del secolo XI II e nel Une da maestro Saracino da Como. -— (loc.
susseguente la Terra di Torrita divenne il eit. Classe C, Voi, CXIX.)
baluardo de' Sanesi in tutte le guerre che Che più? nel i5a8 dal magistrato di Bi-
bene spesso si riaccesero fra essi ed i Mon- lia di Siena fu decretato che col disegno
tepiilcianesi, come può rilevarsi dall'Opera del celebre architetto Baldassarre Penna
dell' Ab. I>e Angelis di già citata e dagli si restaurassero le mura di Torrita. — (Dk
jirt. MoNTR -Follonico, e Montb-Pulckàno Angblis Opere eit,)
di questo Dizionario. Coleste mura sono di mattoni, state con*
Nel ia5i, il consiglio generale della Cam- tornate da torri quadrale, 7 delle quali tut-
pana <Ii Siena per deliberazione del 3i ot- torà esistenti , e due demolite , oltre che k
tobre ia5i ordinò, che si fortificasse Ter- ire porte antiche sono difese da torri. Di»
rita e vi si fabbricasse una porta, dove poco tre porte antiche, stanteché nell'anno i8i6
dopo (6 nov.) furono inviate a tale eOetto ne fu aperta una quarta sotto la già Frs-
quattro maestranze con l'ordine di dar la ternita nella direzione della strafla princi-
paga ai balestrieri che erano alla guardia pale della Terra, la quale viene ora corre*
di cotesla Terra. data all'estremità superiore del paese di so
Anco nel 1^70 dallo slesso consiglio del- vasto piazzale per le fiere; ed a poca Ji-
la Campana fu deciso di rinviare a Torrita stanza di là sta forandosi presentemente on
il polGstà [>er invigilare che questa Terra ed pozzo artesiano, la di cui trivella ha scan-
TORR TORR 651
'Ji^iùlo fioon an terreno cretaceo conchi- II più volle citalo De Angelis aggiunge,
gliare sino allm profondila di cento braccia, che i Torrìlesi nel principio del lecolo XVI
lirefMxai pertanto del 1498 il popolo di intrapresero a rendere pìiì decente la loro
TorriU doveva arer riacquistato la buona patria, sia con T ingrandimento di fabbri-
fittia dei gOTemanti di Siena. IvTcgnachè, che particolari, sia con la fondazione di o-
ollic quanto si diri fra poco, ciò apparisce spizj, di fratemite e di chiese, finché nel
di ana deliberazione presa dai Signori Nove i553 conquistala dalle armi aiistro-ìspano-
ad IO die. del 1495, che decretarono per medicee Torrita con il suo territorio fu riii*
Torrita on potestà di prima classe; al cui nito nel iSSy alla coron» di G>simo I, ed
arriTo annuale 1 Torritesi a forma de* loro in seguito ai Gninduchi di Toscana suoi sue-
statuti solevano presentare il regalo di due cessori , cui i Torritesi restarono costante-
paja di polli, due staja di biada, due quarti mente fedeli.
4i vino, sedici pani , una soma di paglia e Chiese e stabilimenti pubblici di Tot-
fibbie sei di candele. ' rifa. — Torrita attualmente ha una sola
Kel secolo dccimoqnarto era accaduto sotto chiesa parrocchiale , cioè , la pieve de' SS.
il paese di Torrita (10 aprile 1 358) un san- G>stanzo e Martino, riedificala sulla fine
fainow» Catto d'armi fra le masnade perugine del secolo passato. L'antica esisteva fuori
e quelle senesi, dove quest'ultime restarono del paese in luogo denominato la />iet*e t^ec-
Msnfitte oon guasto del paese e del contado, chia^ comecché più tardi quella pieve ve-
lia più ancora i Torritesi risentirono i nisse dedicata alla ^o^on/ia «/e/rC^/iVo. Es-
«faoni della guerra, negli anni i363e i383 sa era arcipretnrj quando nel 1648 fu in-
qnando nei suoi contomi ebbero luogo due naizata a collegiata in concorrenza con l'aU
battaglie date dalle truppe sanesi , la tra delle SS. Flora e Lucilla ; ad entrambe
ad una compagnia di avventurieri, le quali é comune il capitolo, composto di
del Cappelletto t nella quale fu fatto nove canonici con 5 dignità. Arciprete^
prìfioniero il loro comandante duca diFel- Preposto^ Primicero^ Arcidiacono e 7>-
tn e di Urbino, l'altra quando i Torritesi, foriere. -^ La pieve dentro al paese fa più
sebbene coraggiosamente resistessero alle volte restaurata e ingrandita , siccome può
prìae aggressioni del capitano di ventura congetturarsi dalle iscrizioni ivi esistenti.
Baldino da Panicale, dovettero finalmente In quella delle SS. Flora e Lucilla, fon-
cedcre a quelle masnade che saccheggiarono data in più piccola dimensione nel secolo
latto il paese a guisa di avidi ladroni. XIV, furono innestati dei restauri nel se-
In 'vista di tanta fedeltà , e dei danni dai colo XVII.
Tarritesi ricevuti , il Comune di Siena nel ELivvi costi un altare di S. Antonio, dove
a8 maggio del 141 9 deliberò di condonare si ammira una tavola dipinta nel sec. XIV, e
loro tutti i debiti per gravezze e dazj non vi si conserva in marmo scolpita nell' anno
pagati, accorda n do ai medesimi va rj privilegi 1444 l'arme della famiglia Pecorai, dalla
ed esenzioni. — (De Aaou.», Opera cit.) quale discendeva al parere di alcuni il fà-
Lo stesso De Àngelis fu di parere che la moso Ghino di Tacco,
chiesa di S. Flora ed il pretorio con la sua Esistono dentro Torrita altre due chiese,
torre esistenti in Torrita potessero essere o- S. Croce e la SS. Annunziata , nell' ultima
pera della restaurazione di questa Terra, co- delle quali é da vedersi un quadro del Vanni
mecche sulla facciala della chiesa medesima rappresentante T Annunziazione.
si legga Tanno i43o della sua edificazione. Lo spedale di Torrita istituito per i pel-
Air^rr. GuAmDAVAxxi DI ToKKiTA fu del- legrini, aveva nel secolo XVI un' ammini-
to, cbe cotesto luogo, di cui attualmente é si razione separata da quella di una pia con-
restalo il vocabolo a pochi poderi , aveva grega secolare denominata la Fraternità ,
una eh. parr. sotto l'invocazione di S. Sle- cui esso con i suoi beni nel 1611 fu riunito,
tano, stata riunita fino dal 1473 alla chiesa Annessa a questa fa)>brica vi è la scuola co-
I^ebana ile' SS. Costanzo e Martino a Tor- munitaliva, che nei tempi andati estendeva
rila. Dissi ancora che da queslo stesso vico i suoi insegnamenti anche alle belle lettere,
di Guardavaile prese il casato un» nobile Tuttociò diede motivo, dice il De Ange-
famiglia di Torrita, alla quale appella un i- /i>, ad innalzare in Torrita dopo la metà
strumento del sett. i327 ed una riforma- del secolo XVlll un teatro, stato restaurato
gione della Rep. di Siena dell'agosto 1444. nell'anno 1824. Anche costi fu eretta una
552 T O B B
«Ielle solile accademie lellcniric che prese
iht nome cil emblema quello che Itillora
uontierva ih Oscuri.
Ma la co^a che fa molto onore a questa
Terra è quella di essere stata la |Mtria di
Fra Giacomo da Torrila , primo ristoratore
deir arte musi vuria in Italia, e autore dri
iuo<aÌGÌ fatti nel laaS nella tribuna di S.
Giovanni in Firenze, e più lardi in Roma.
TOBB
Non menu nolo nella storia mìUtarc è
quel Ghino di Tacco da Torrita credulo
drJlii l'ami ([Ha Pecorai , o come altri vo-
gliono delia casa Monaceschi, il quale Ghino
tornì ar|2c»mento al Boccaccio per una delle
sue cento Novelle.
Finalmente Torri ta ha dato molle tàni-
miglie nobili, fra le quali le già citale dei
Pecorai e de* Guardava Ili.
MOFlStENTO della Popolatione della Teuèa di Tobmitm
a cinque epoche diverse y divisa per famiglie.
Auro
iMruBiai
ADULTI
COHinOATI
dei
EOCUtSIAST.
dei
Numero
delle
Totale
della
mas e.
femm.
masc.
femm.
due sessi
due sessi
famiglie
Popolai,
1640
— .
^^
_
—
..
174
1745
1745
3ii a8i
338
355
670
a3
348
1978
i833
418
364
447
414
998
»3
461
«594
1840 C*)
5io
462
473
4ia
950
17
5i5
a8a4
18430 458
4x8
485
44»
948
>9
5l9
«770
NB. {*) Le frazioni degli abitanti della parrocchia di Torrita che negli anni 1840
e 1843 escivano fuori di Com. non si sono contemplate. »- Ved. V ultimo Qniaao.
Comunità di Torrita, — Il territorio
di questa Ck>munità occupa una superfìcie
di 16540 quadr. 46a dei quali spettano a
corsi d'acqua ed a pubbliche strade.
Nel i833 \i si trovava una popolazione
«li 3731 abit. a proporzione di 186 perso*
ne (ler ogni migl. quadr. di terrilorio sog-
getto air imposizione fondiaria.
Confìna con cinque Comunità del Gran-
ducato, 4 delle quali alla sinistra del Canal
Maestro, e una alla sua destra. — É que*
st* ultima la Com. di (x>rtona, con la quale
r altra di Torrita fronteggia dirimpetto a
grec. per mezzo miglio mediante il Canal
Maestro della Chiana , a f»artire dalla con-
fluenza del torr. Fuga dirimpetto al rio
delle Chianacce fino allo sbocco del fosso
7b/ta/i/e. Costà lascia il Canal Maestro ^er
rivolgersi a sett. di fronte al territorio co-
raunilativo di Asinalunga, con il quale que-
sto di Torrita cammina di conserva, da pri-
mo mediante il corso retrogrado del fosso
Tonante, quindi per la via comunale detta
del Restane y e di là andando incontro alla
corrente del fosso Fratta, sol quale attn-
versano la via provinciale Lauretana dirim-
petto ai poderi di Guarda^alle. In fine la-
sciano a lev. il fosso predetto per eolme
nella strada Lauretana e dirigersi a pon^
maeslr. nel fosso della Doccia di Amorosa
che rimontano verso la sommità de* poggi» la
cui faccia meridionale acquapende nel Val-
d*Asso. Strada faceo«lo il territorio di Tor-
rila trova di fronte a maeslr. la Com. di Tre-
(|uanda , con la quale continua a percorrere
verso le sorgenti della Doccia prenominata
fier arrivare presso quelle del torr. Tro9t
sulla sti-ada comunale che da Trequanda
conduce a Monte-Fol Ionico.
Di costì per termini artificiali dirimpetto
a pon. percorrone insieme il crinale de* pog-
gi che dividono le due valli finché alla Co-
saauova sotlentra a confine il territoriodcl-
la Com. di Pienza , con la quale 1* altra di
Torrita fronteggia nella direzione da lib. a
grec. mediante termini artificiali per arri-
vare sulla via rotabile di Montepoldana
Lungo il corso di qncst' ulUma via conti-
TORR TORR 553
Dvauo i territori delle prenominate Gom. che nel 1800 eestò di versare nella Poenna
fino al fosso della Buca , doTC viene a con- perchè destinalo a colmare , come ha fililo ,
fine quello della Com. di Montepulciano , la pianura Torritese.
con coi r altro di Tortila confini per lungo Fra le niaguiori monlnotità comprese in
IrAfilto , da primo medbnte il fosso de* cotesto territorio liavvi quella di Jfon/e-
Griltoniy tributario il più alto del torr. Sa- Follonico che |)resa al con\enlo de* Minori
iarco, poscia mediante il 5a/arco stesso che Osservanti può essere un cento di br. circa
lasciano fuori (ler entrare alla sua sinistra inferiore al livello di Montepulciano. La
nel botro del Piali deirO/mo, donde scen- qual cìlià fu risconlratii ilal Prof. Padm
dooo nel fosso delle Balie, Quindi passando Giovanni Inghirami d^lU sommila della tor-
(u piagge cretose nella direzione setlet rio- re del palazzo pubblico uscendere a 1076
naie» lag>1ìano la strada provinciale Laure^ br. sopra il livello del mare.
ra4« elle viene da Gunrda^alle e da Tor- Il Prof. Giulj poi nella sua Statistica
hta, fino a che voltando alquanto direzione agraria della f^ol'di'C/tiana indicò per
a fice. pausano presso il podere del Con/Zoe apprusimazione la Terra di Turrita a 5 00
allraversando la pianura lungo i torr. Ftten- br. sopra il mare.
ma e Fuga, Finalmente i due tcrrìtorj nn Rispetto ali* inJole del suolo che cuopre
smlando la ripa destra del torr. Fuga ar- il territorio di questa G)munitii, oltre quan-
rivano sul Canni» Uiaestro della Chiana di- lo fu in<Iicato per la parte montuosa ali*
rinpelto alla Gom. di Cortona. Art, Morte- Followico, Voi. Ili pag. 394,
Due strade prorinciali attraversano il ter- aggiungerò le osserv.izioni fatte dal Prof,
rilorio dlTorrita, cioè quella Zon^i/ncfì- Giulj neirO|)era testé rammentala, dove
■c/e, o Catsia, che guida da Chiusi ad disse, che 3oo br. al di sopra di Turrita
Arezzo passando a pie del poggio di Torrita, compariscono da primo gli strali di calce
e r altra detta Laur etana che da Siena per carbonaia compita (a/^erese) in quella { arte
Asciano e Asinalunga sbocca nello Stato del Monte-FoI Ionico eh* è situata fra mezzo
Fontificìo presso Vallano dopo esser passata giorno e [jonente, cui sovrappongono strati
dalla Terra di Torrita. — Sono poi corno* di marmo ordinario grigio, sui quali è fab-
■ilati've e rotabili le strade che da Monte- bricato il paese di Monte-FoUonico. — La
polciano e da Pienza per Monte -Follonico parte montuosa e coltivabile di questa Co-
conducono a Torrita. munita (seguila a osservare lo stesso A.) sa-
prà i corsi maggiori di acqna che percor- rebbc formata nelle sue maggiori elevatezze
reno n che rasentano il territorio di questa di calce carbonaia pietrosa , ma decomposta
CoBniDità, oltre il Canal Maestro ti\ il lorr. dalle meteore.
So/orco, i quali ne lambiscono i confini, uno Molte colline sono di struttura simile a
1 grec. l'altro a scir., si contano il Foenna quella delle pendici di Montepulciano, ma
e la Fugn che il conte Fossoinbroni (ara- ì colli che circondano il capoluogo, ed in
gonò a quelli dell* AiTrìca che portano arene ispecie quelli che stendono la loro basever-
d'oro, [ler aver ridotto quei luoghi palustri so il Canale Maestro sono assai fertili, sic-
a terre coltivabili. Rispetto al padule che come fertilissima è la maggior parte della
nei secoli trapassali esisteva nella pianura pianura di Torrita, coperta da un terreno
di Torrita fra il CanaUMaestro ed il corso recentissimo di trasporlo.
della Foenna^ esso da qualche tempo fu con- Rispetto al lif^nite da noi accennato nei
vertilo in fertili poderi, gran parte <le* quali contorni di Monte-FoI Ionico, aggiunge il
Sfatino alla fattoria della Corona della def- Prof. Giulj, che quello del fossateJlo d* Or-
r Abbadia. «—f^e</. Carte Idrauliche sullo bigUano presso alla sua confluenza nel tor-
stato antico e moderno della f^al-diChia- tenie Trove si trova in strati alti anco quat-
na del Cav, Alessandro Manetti, (Firen- Irò braccia.
le i8a3.) Col regolamenlo governativo del a giu-
Fn i molli fossi che raccolgono le acque gno 1777 '^ Comunità di Torrita fu for-
del piano inferiore dlTorrita, il più singo- mata dai popoli di Torrita, di Monte*Fol-
lare di tulli è quello della Fuf^a , che ri- Ionico e di Ciliano, l'ultimo de* quali co-
ceve le acque della Doccia MV Amorosa , stituiva una piccola Comunità unita al co-
dei Soraggiolo che v*influisce M Abbadia, munello di Guardavalle.
e del CorniOf il quale scende da Torrita e In quanto ali* arti e manifatture, oltre la
5St TORB TOBR
bbbik* <1) TCiri ■ llloole-Folloaìeo,i> con- luirtedl di nuggio, net 0 «gofto e nel jn-
Udo in ToiriU due buone bbbriche di cip- mo nieicolcdl di iriienibre.
pdli di Altro e Ire linlorie, odi M*ui» di Con la legge del > agMto iSIS Tu «op-
wta e vari (miloi da olio. preno il paleilk di Torrila, e riunita U Mn
In TonìU fi tiene nn piccolo mercato giuriidiiione al liearìo di Atinalunga, don
•Mlimanale nel giorno di ubilo in un piai- é la oncellerij Cura uni latin. L' ÌDgegnen
«ile ridotta aitualoiente ■ locale per il givo- di circondi rio risiede io Fojiao, l'ufliiio
co del pallone. dì emione del Regiitro, la c«iuerTaiioaj
Vi hanno luogo pure ( fiere annue, le dell' Ipoleche ed il tribunale di Prima h
quali cadono nel 1 7 gennajo , nel lecoiido ilanta sono In Honlepukiano.
QUADRO della Popoìanont drlla Comokitj' 01 Toèuta
a cianite tpaekt ài»ert€.
TORRITE della GirbgDana. — Un »ÌI. U leconda Tiumana appellala Torrim ii
laggio con Ire direni cani d'acqua che Gallicano, awt M\iPtlro$tiaaa,ùtvMt
•cendono dall'Alpe Apuana portano il nome nel Serchio fra Gallicano e Barp, e la lem
di rocn/oe TorriU; »1e a dire la Tor. iU TWrila Cava cht li uni«* al Serchìn
rito Caaa , \» Tarri'ta dì Gallicano, o di dìrimpelio allo ibocco MVAitia lai «m-
Peirotciana, e la Torrila Secca ; V ultima fìne merirliouale della Gjrfagnana.
delle quali ji cnneiun^ al Sere/ilo pre*io La [irimi di colcite Ire limpide e preci-
CistelnuoTO di Garfagnana , pitoie tiiimane Irae la tua ori)!Ìae alquaDlo
Qui do„e argenuo Ìl corto *"?" '"'"''" *"""' ''''"'"' K'^t^l'^^
La T^rr!,^ ^;.,,„./- ,■ ni.tali.i di Seraveiu. lerrilono del GranJit-
M-a A arnia aiicingUe t itco viene . r>- .. ■ . <■ . ■ ji
J —..r.'r...' ._. _ . 1 e !■ calo. Dt A scende pel fiinco auslnle drl-
^ maritarti mitamoroto u Sirchto. ,,., , . , d j- c i _«.
I Alpe denafninata Penna di Sombra e ptf'
t quella iteita fiumana della Torrila, sando |«r Careggine accoRlie per ria fn
della quale l'Arioslo cinlò (satira IV). rupi mannorFe i lurrenli Rontano e Saitì
Quitcesi,do^edadiv,r,efan,i P^r ba^n.re in seguito ie mura dd «lUf
Con eterno rumor eon/on^oa Vaeque ^'O d. Ronl.no che trota crea due m.gl-
tm Torma col Serckio fra due ponti. «"P" 9'*'''^°"'=!^' P^'^'e""' ' ''•'*• "
' accoppia al home aercnio.
In&tli il Serchio paisà costì tolto il ponte h» Torrila di Gallicana derin da vu
delio di S. iMcia, e la Torrita Secca groua sorgenle, della la /'e((V(C(ana,pi«c
Mtlo il ponie ■ppelltto della Madonna. v> la cimi dell'Alpe omonima sotto il mw
TOBB TOBT 555
di ana malageTole itnda mulaltiera che at- con degli avanù di una caia caduta ; e le
trarersa Ij parte orìenlale dell'Alpe Apoa- acque termali trapelando per altra fia ti
■a. Nasce tra Forno f^olasco del Modanese univano a quelle del micino fiume. L'altro
ed il territorio comunitativo di Siazzema bagno caldo ai tempi del Valtisnerì era con
del Granducato. Di costassù precipitando la- qualche diligenza conservato con i suoi se-
scia alb sua destra la Pania delia Croce di li intorno di marmo e con stanza a volta
passando fra Vergemoli e Trassilico, accre- di mattoni. In contiguità del bagno eranTÌ
scinta per tia da vari fossi e ornali che la- due acquedotti, uno d'acqua caldissima,
leralmente riceve, finché di sotto alla rupe T altro di acqua limpida e freschissima, le
marmorea dell' fremo di Calomini entra quali acque si prendevano a piacere me-
nel territorio lucchese di Gallicano, nella diante due roftinef.
qoal coQtrada trova il Serchio, in cui la Circa vent'anni dopo però un gran terre-
Torrifa di Gallicano perde il suo nome, molo accadutone! 1747 portò Io siacelo to-
[^ borrita Cava finalmente ha il suo tale a quelle già cadenti terme, le cui ro-
prìacipio da varj rami nell'Alpe di Stazze- vine furono segnalate dall'abate IX^menico
■a, i quMli insieme riuniti s'inoltrano a I^lcchi nelle sue Memorie istoriche della
scir. bagnando i confini settentrionali della Garfagnana (Lucca 1785) poste circa aoo
eomuaitk lucchese di Pcscaglia ; quindi la passi distante dal villaggio di Torrite sulla
fiuaiana scorrendo nella direzione di lev. ripa destra della fiumana omonima.
sbocca nel Serchio in un luogo appellato II paese di Torrite nel i83a formava una
Torrita Cava dal letto che quelle acque sì sezione della Comunità di Castelnuovo, la
scavaroDO fra quelle ripide pietrose balze, cui cappellania contava 340 abil.
Vi è qualcuno che ha dato il nome dì TORSOLI, o TORSOLE in Val-di-Gre-
Torrriia anche al torr. Poggio che scende ve. — Gis. con eh. parr. (S. Gaudenzio)
dal fianco orientale dell'Alpe detta la TViifi- nel piviere di Gaville , Com. Giur. e circa
knra per entrare \io\ nel Serchio alle pitto* tre roigl. a scir. di Greve , Dioc. di Fieso-
retchc fzruglie di gabbro che trova dirim- le, Comp. di Firenze,
petto al paesetto della Sambuca. -— Fed. Risiede presso il giogo de' monti che se-
Fdcgio S. TiBiasi in Garfagnana. parano le acque del Val-d'Amo fiorentino
TOaHITE (VILLAGGIO di) presso Ca- da quelle della fiumana di Greve , sopra le
fRunroTo u Qknkomkuk nella Valle del sorgenti del torr. Cestio di Gaifille,
Serchio.— Piccolo Vili, con cappella curala Due istrumenti del secolo XI appartenuti
(SS. Trinità) nel po)X>lo, Com. e Giur. di alla Badia di Passìgnano rammentano questo
Castelnuovo, che resta quasi un migl. al luogo nel piviere di S. Romolo a Gaville, o
loo leT.-grec. nella Dioc. di Massa-Ducale, in Cortule; il primo de' quali fu scritto in
già di Lucca, Due. di Modena. Pietrafitta li 37 luglio io5o, e l'altro li i5
Risiede sulla ripa destra della fiumana gìuf^no 1 oSo nel distretto di Greve presto
di Torrita Secca, ed ha per confine a lev.- i7 Castel di Torsoli nel piviere di S, Ro-
grec. il popolo di Castelnuovo, a ostro-scir. molo in Cortule, — (Aaca. Dipl. Fioa. Car-
ta a maest. quello di Ronlano mediante te citj) — Ved. Gavili^r.
l'alveo della Torrita Secca, Iia parr. di S. Gaudenzio a Torsoli nel
Rispetto al paesetto di Torrite all'^rf. i833 contava lag abit.
Prtb FoacuMA citai un istrumento lucchese TORTA (S. LUCIA allaÌ ossia ir PIN-
del a 8 giugno 9 5 a, nel quale fu notata an- ZA.NO. — Fed, PinzAno e Tosika.
che 1.1 villa di Torrite, la quale probabii- TORTIGLIANO in Val-Tiberina. ^Gis.
mente ebbe origine dalle distrutte sue ter- con eh. parr. ( S. Barlolommeo) nel pieva-
me, descrìtte da Antonio Vallisneri nel suo nato della Sovara, Com. Giur. e circa tre
Viaggio per i monti di Modena ed in una migl. a ostro di Anghiari , Dioc. diSan-Se-
lettera diretta verso il 1726 al doti. Giù- polcro, già di Arezzo, Comp. aretino,
seppe Avanzini. Vi erano presso Torrite Siede questo Cas. sul fianco meridionale
(scrìveva Vallisnieri) antichissime terme, del poggio detto di S. Veriano , dove i mo*
dove egli commendava la diligenza degli naci Camaldolensi di quella badia fino dal
antichi , mentre si stupiva della negligenza secolo XII ottennero beni in dono,
dei moderni. — Uno di quei l>agni termali La |)arr. di S. Burtolommeo a Tortigliano
di bella struttura fu trovato pieno di sassi nel i833 contava 83 abit.
556 TOSO TOSC
TOSCANA. GRANDUCALE. — La San-Hiniato, di Empoli, di Fueeeehio,
Toscana Gmnducaie, compreso il terrilorio del Pontatsie^e e di Searperia,
trilli MI pfteiin ino e quello di oUremagrii, ti Nel vicarinto di San-Gìo^anni fu fO|^
ttsleiiilè d:«l gr.i(lo 37^ ai' h1 3o^ aMi long, press.! la poiesifrìa del Bucine, che si riunì
orieuUte» e dal gr. 4a^ 16' al 44® 10' di a quella di Monlevarclii : cosi T altra di
Util. setlenlrionale, calcolando il punto più Crfstel-Frauco di Sopra venne riunita alU
orientale nella Coin. di Seslino e quello più potesteria di Terranuova. Al Ticiirìato dì
oocidenlale nella Cam. di Zeri, mentre il San^Sfiniato fu riunito dalla slessa legge la
luogo più meri'liondle lo faccio nell* iso- soppressa potesteria di Montajone, e quella
lotto di Giannutri e la porzione più setten- di Palaja raccomandiUa alla potesteria di
trìonale di là da Piancaldoli in Com. di Fi- Peccioli. Al TÌcariato d*Empoli fu assegnala
reosaola. la potesteria di Moni elupo con i territori di
Gotesta bella porzione d'Italia giacendo Petrojo, Sovigliana e Spicchio. -— Nel TÌca-
qoasi nel centro della sona temperata del rialo del Pontastìe^e fu staccato dalla potè-
nostro Emisfero e ad una elevatezza media sleria di Dicomano il popolo di S. HIarìa
della sue valli di circa 35o braccia sopra il ali* Eremo e riunito al TÌcariato della Al-
livello del mare Mediterraneo , essa che per ea^S.-C asciano. Nel vicariato di Scar|ieri«
una lunga linea di quasi cento migl. geo- furono soppresse le potesterie di Barberino
grafiche confina col mare , mentre i fianchi di Mugello di Vicchio, e ridotto a potesteria
deir Appennino Toscano Toltali fra occidente il vicariato di Firenzuola, tutti sottoposti al
e ostro la difendono dai venti settentrio- vicario di Searperia.
naii , coleste ed altre favorevoli prerogative 11.® Dipendono dal Grovemo di Livorno
giustamente meritarono alla Toscana il ti- oltre i due commissari di quella città il Ti-
tolo di giardino delV Europa* cario di Rosignano, dalla cui giiirìsdisiooe
bona che supplisce a quelli di Guardistallo
La Divisione araministniliva della To- e di Gistagneto stati soppressi,
scana Granducale è poco diversa da quella III.^ Difiendono dal Governo di Pisa i vi-
che esisteva nel i836, indicata all' Jri, cariati di Pietrasanta, di Pontedera, di
GRANDUCATO di TOSCANA ; dove però, Fieopisano^ di Barga e di Lari, al quie
rispetto alla Divisione ecclesiastica fu detto ultimo fu riunita la giurisdizione civile dH
erroneamente, che V arcivescovo di Bologna potestà di Chianni che fu soppresso,
ed il vescovo d*Imola avevano <!Ìiirisdìzione IV.® Dipendono dal Governo di Siena i
sopra una parte della Toscana trasappennina, vicariati di Asciano^ di Casale , di Colle^
mentre essi 1* ebbero fino ali* anno 1786. di Siontalcino e di Radda. Con I.1 stesu
Mollo diversa pert> dalTanno i836, epo legge fu :ippcllala dì Rosia la potesteria di
ca in cui fu compilato queir Art., è la Di- Sovicille, e riunita alla giurisdizione civile
visione governativa e giudiciaria della To- dì Poggibonsì qtiella che sì su|»prrsse di
scana Granducale, mentre a tenore del mo* Barberino di Val-d*Elsa. Anche il noovo
tuproprio del a agosto i838 il Granducato vicariato di Asciano comprende i territori
rispetto agli effetti governativi e giudiciarj della potesteria dello stesso nome e dell' ai-
fu distribuito in 5 Governi, cioè; i. di Fi' tra di R:ipoli«no che si soppressero. Alla po-
rente\ a. di LiiHtrno; 3. di Pisa; 4. di testeria poi di Radicomloli fu riunita quella
Sienn; S. e dcW Isola delP Elba; ed in 7 soppressa di Chìusdino, mentre 1* altra di
Commissariali re gii j vale a dire; 1." dì Murlo fu aggregata alla giurisdizione civile
Pistofa; a.° dì Arezx/ì, 3.® di Grosseto; del vicariato di Montalcino.
4-^ dì Montepulciano; 5.° della Rocca S, V.^ Dipende dal Governo delPIsola del-
Casciano; 6.** dì FoU§rra, e 7." in quello TEIba il solo vicarialo ili Portoferrajo^AU
di Poniremoli. cui giurisdizione civile venne riiinila la sop-
I.° Furono compresi sotlo il Governo di pressa potesteria di Porto-Ijongone.
Firenze i tre commissari della capitale sol- VI.® Il Commissariato poi di Pìstoja ab-
toposti al commissario regio creato con mo- braccia i vicariati di Pescia, di Pistofa e
tuproprio del i dicembre 1840; ed inoltre tìi San-Mareel lo con le ptitesteric delPAIIiv
tacevano parte del Governo medesimo i vi- pascio, gih di Montecarlo, di MonsuroniaDO,
cariati regii di Prato, di San4rio9anni , di del Bfontale , della Sambuca e di Borgo a
TOSC TOSC 557
Bafgaoo, roltinui delle quali tenne sop- dorè, quella di Torrila, la cui giurisdistooe
presB e quiodi riprislinata in vigore della fu affidala al vicario di Asinalunga con al-
del a a aprile 1843. La stessa cune modificazioni aggiunte nella nolifica-
legge del 9 agosto i838 riunì alla giuri- zionc de! a 9 aprile 1843.
sdizione civile del vicarialo di Pistoja i ter- Furono pure soppresse le potesterie di
rilorì àtWt potesterie di Seravalle e di Tiz- Chianciano e di San-Cascian de* Bagni , la
che ai aoppressero. prima delle quali fu riunita per la sua giu-
VII.^ Il Commissarialo di Àrrzzo com- risdiztone civile ai vicario di Monlepulcia-
piende i vicariali di Arezzo, di San-Sepol- no, e rallra a quello di Radicofani.
ero , dì Gasliglion-Fiorenlino , di Cortona , Rispetto al Gommissarinto regio della Roc-
del Uoale San-&ivino e di Poppi. ca S. Casciauo fu già avvisalo alla pag. 568
Ndla slessa occasione furono soppressi i del Voi. Il di quesl* Opera » che esso fu
TÌearàU di Aogbiari, di Pieve S. Stefano e eretto con molupropiio del 7 seti. i837, e
di Seslino che si ridussero a potesterie dello che estendeva la sua giurisdizione govema-
Hesao nome ; e fu riunito alla potesleria di liva e politica sopra i quattro vicariali della
lippiano il territorio di quella del Bfontcr- Romagna Granducale; cioè, di Bagno, di
di, finché con la notificatione del aa aprile Marradi, di Modigliana e delia Rocca S.
1843 mio soppressa la prima e ripristinata Casciano ; nella quale ultima Terra con Io
in sua vece la seconda. Furono eziandio sop* stesso motuproprio fu instituilo un tribunale
prcMe le potesterie di Civitella, di Strada e collegiale di Prima istanza, mentre vennero
di Bassina riunendo la prima alla gìurisdl- soppresse la potesleria di Palanuolo e di Pre-
liooe civile del vicario di Monte S. Savino, milcore, la prima riunita alla giurisdizione
b seconiii a quello di Poppi e ruilima alia civile e criminale del viairio di Marradi , e
poicsteria di Bibbiena. Per simil modo la 1* altra incorporala al vicarialo della Rocca,
giurisdizione civile del potestà di Subbiano II Commissario regio di Ponlremoli ab-
fu riunita a quella del vicario di Arezzo. braccia i due vicariali tli B.i<;none e di Fi-
Yllf.^ Il Commissarialo di Grosselo ab- viziano, mentre quello di Volterra si limila
bracci'i i vicariali di Arcidosso, di Pi figlia- alla giurisdizione della città e comunità
no, deir Isola del Gìglio , Orbetello, Massa- dello stesso nome eil al perimetro giuridico
Sfaritliiua, Gimpiglia, Piombino, Grosselo, della potesleria di Poroarance.
Rocci-Slrada, e Scansano. Dalla slessa legge Con lo stesso moluproprio del aag. i838
venne soppressa nel vicarialo di Arcidosso fu data una nuova orgiinizzizione per Tam-
Li potesleria di Cini»iano, ripristinala poi minislraziouc dePa giustizia in tulio il Gran-
con nolificazioiìe del 9 settembre x8^4, la duralo, sia rispci lo alle atti ibuzioni de'pode-
polesleria di Monlieri, riallivala con iiolifi. sia, de* vicarj regi, de* tribunali collegiali
azione dal aa aprile 18 '1 3, clic abolì quella di Prima istanza slaliiliti in Firenze^ Li.
di Praia, sottoponendo la sua gìniisdizione vorno^Pisa^Siena^Pistofay Arezzo^Gros-
rivile al vicario di M^ssa-Mariltima. Inoltre seto, Montepulciano, San-Miniato, e Rocca
furono ridoni a potesterie i \icariali (li Man- <S. Casciano \ come ancora ;ig1i allriboli
ciano ediCastiglion della Pescaja, restando dell* unica Cotte Regisi nella capitale e della
inppresa la potesleria di Cimpignalico , e Real Consulta da l'ormarsi in Corre •S>u/7rema
affidala 1.1 sua giurisdizione civile a quella di Cassazione uei casi di ultima istanza.
del vicario di Rocca-Strada. In si'guilo eoa motuproprio del aa agosto
Con la notificazione dot a a aprile 1843 1840 vennero accordali i tribunali colle-
fu ilistarc:ilo dalla giurisdizione della polc- giali di Pi ima isliiuz;i anche alle cillà di
steri.! di Porlo S. Stefano il popolo dì Pori' Ponlremoli e di PorloCeirajo.
Ercole eil aggregalo alla giurisiJizione civile Finalmente con la le<:^e del a scllcmbre
e criminale del vicario di Orbeiello. 1842 nel Com|)arlìmenlo Grossetano venne
IX." Nel Commissari.! io dì Montepnlcia- creila la nuova Comuniia del Jffontnrgen-
no, la cui giurisdizione abbraccia i vica- taro, capolno<;o delhi quale fu dichiarata
rÌ4ii delTAbbadia S. Salvadore, .4siu:iUiiìg:i, la Terni di Porto S. Slci'iino distaccando il
Chiusi, Montepulciano, Pienza e Radico- suo territorio dnlla Comunità di Orbetello,
f^ni , restarono so|)pressc la poicsteria di cui fu dato in compenso il dislrcllo terrilo-
Pian -Casta gnajo incorpf>randol.i alla <!Ìuri- riale del pof>olo<li Oipalbìoapparleuuto fìno
S'iizione del vicario delPAbiiadia S. Salva- allora alla Cumuuilù di Manciano.
▼. T. 71
558
Tose
TOSC
IfiTMKBO DtitE Cjucellibue Comueìtj- Luogo di Hetiiengo Nom^ dette Ci
Tir E E DELLE LOBO CoMU/tiTJ* MEt ciitQUE àc Ca/tceUieri e nità comprese m
CoMPJÈTiMENTi DELLd TùMCAìfd GèjE' delle CancetterU ciascuna CameeU
Comuniiaihe teria ComumUÉ.
DUCJLE,
I. CovrAiTiMiirro Ftomurmio
Luogo di Residenta Nome ddle Coma-
de Cancellieri e nità comprese in
delle Cancellerie ciascuna Cancet^
Comunliati^ l^ria Comuniiat,
I. Bagno
9. Barberino di Mu'
gello
i Bugno in Eomagna
< Sorbano
( Vergbereto
I Barberino di Mu-
< gcllo
( Vemio
17. Goleata
1 8. Galluzzo
ig. Greve
«o. San-Marccllo
a I . Marradi
3 . Borgo S. Lorenzo I yj^^Jq * > • . Sam-Mikuto
_ » mBuffffiano
4. Borgo Baggiano ] j^.*^ ^ Co«ile
5. Campi
6. San^ asciano
Galenano
Campi
Signa
Ì Barberino di VaU*
Elia
San-Gaiciano
Monlespertoli
i Castd-Fiorenlino
7. Castel- FiorentinoX Certa Ido
( Monlajone
o j^ . VI* jè\, Castelfranco di Sotto
i C'Ueì franco d,\^ ^^ ^ „^„,^
ai Sotto t HM , II*
\ Monlecaliroii
a 3. MopMfiiWA
34. Hontummano
a5« Paicu
a6. PuTOjA
9. Cerreto
10. Dicomano
1 1 . Empoli
la. FlBAOLI
i3. Figline
14. FIRENZE
i5. Firenzuola
16. Fucccchio
Cerreto
Vinci
Dicomano
San-Godenzo
( Gipraja
\ Empoli
( Moutelupo
Broxzi
Fiesole
Pellegrino
Rovezzano
Sesto
Figline
Reggello
FlEKlf»
Firenzuola
S Sanla-Croce
f Fuceccliio
a 7 . Potesteric di Pi
sto/a
a 8. Pontassieve
99. PaATO
3o. Bocca S. Ca
sciano
ÌGaleala
Sanla-Sofia
Bagno a Ripoli
Catenina e Torri
^Gallusio
I Lastra a Signa
V Legna ja
Greve
Gatigliano
San-Mareello
Piteglio
Marradi
Palamiolo
San-Miniafo
Montopoli
Modigliana
Tredoato
( Monte^^blini di Vii-
^ di*!fiefole
( Monsommano
( Monte-Carlo
YPeacia
jUtaano
V Vellano
Pistoja (GlU)
Porta al Borgo
Porta Girratica
Porta Lucchese
Porta S. Mareo
Cantagallo
Lamporecchio
Marliana
Montale
Sambuca
Seravalle
Tizzana
ÌLonda
Pelago
Pontassiere
Rlgnano
rCarmignano
< Mon ternario
(Prato
[ Dovadola
V Portico
<Prerailcore
f Rocca S. Caaciano
\ Terra del Sjle
TOSO
Luogo di Residenza Nome delle Coma*
de^ Cancellieri e nità comprese in
delle Cancellerie ciascuna Cancel-
Comunitative Uria Comunitat,
T 0 S G 559
Luogo di Besiden%a Nome delle Coma-
de* Cancellieri e nità comprese in
delle Cancellerie eitucuna Cancel-
Comunitati9e Uria Comunitat.
3i. Scarperia
3a. VOLTEIKA
S. Piero a Sic ve
Scarperia
Vaglia
Monte-Catini di Val-
li i-Cecina
Volterra
Totali nel CoMPAiTimirTO Fioibrtxho
Cancellerie 3 a, Comunità 91.
II. CoMPAKTIMeZfTO PlSÀMO
33. Bagnone
34. Barga
35. FÌ9Ìzzano
36. Guardistallo
37. Lari
38. LivoMO
39. Peccioli
40. PirraAJAiiTA
41. Pisa
4s. Pomarance
43. Pont edera
/ Albiano
\ Bagnone
^Groppoli
\ Terrarossa
I Barga
ÌCasoia
Fi viziano
Bibbona
Casale
Obera rdesca
Guardistallo
Monlescudajo
Chianni
Colle-Saiiretti
Fauglia
Lari
Lorenzana
I Livorno
Lajalico
Peccioli
Terricciola
Pietrasauta
Seravezza
Slazzeroa
Bagni di S. Giuliaao
Cascina
Pisa
Veccbiano
Castel nuovo dì Val-
di-Cecina
Pomarance
CapannoH
Paiaja
I Ponsacco
Pon tederà
45. PoiTOFBMUJO
/ Calice
l Capri o
44. PoHTiEMOLi /Filalliera
f Ponlrrmoii
\Zeri
Ì Longone
Marciana
Porioferniio
Rio
/Castellina marittima
I Sanla*Luce
€ Orciano
ì Riparbella
( Roaignano
( Bientina
4 7 . Ficopisano 2 Ca Icina ja
( Vicopisano
ToTAi« MEL CoMpAiTmnrro Pdaiio
Cancellerie 1 5, Comunità^ 5 1 .
III. CoMPAirnuniTO Sihesb
46. Bosignano
48. AlfbadiaS. ^o/A Abbadia S.SaWadore
\ Pian-Castagna jo
Asciano
Rapolano
madore
49. Asciano
Trequanda
Chiusdino
5o. Chiusdino \ Elei
Monticiano
Colle
Monteriggiont
Poggibonsi
5a. 5an-6rfW^iiaiio[San-GimigDano
Buoncon vento
5l. GOLLB
53. MoRTAxxaao
54. San^uirico
55. Badda
56. Badico/ani
Montalcino
Sfurio
Ì^Casliglion d*Orcia
San-Giovanoi d*Atso
Pienza
San-Qairìco
! Castellina in Chianti
Cavrìglia
Gajole
Radda
K S. Gascian doT Bagni
( Radicofani
860
tose
Tose
ùuogo di Rtsidenia Nome delle Comu" Luogo di ttesiderua Nome delle Comm»
d^ Co9tceltieri e nità comprese in de' Cancellieri e nità comprese in
deUe Cancellerie ciascuna Cancel- dMe Cancellerie ciascuma Caneel-
Comuaiiaiii^e leria Comuniiat. Comunitative Uria Comuniiai.
57. Radicondoli
rCasole
ì Radicondoli
( Sovicillc
CaslelnuoYO - Berar-
ileuga
Blasse del Teno dì
Città
Maase del Terzo di
S. MartÌDO
Monteroni
Siena
Tinàia Hu. GoMriiTiifKiiTO Senisf.
Cancellerie 11, Comunità 33.
58. SlCRA
IV. GoMPAimnino AMmo
59. Angtóari
60. Amo
61. Asinalunga
69. Bibbiena
SAngbiari
Monte S. Maria
i Arcuo
'Capoloiia
(Subbiano
ÌAsinalonga
Tornila
Ì Bibbiena
Cbiusi in Casenlino
^, /-» s I sf TO' ^ lA? Castel S. Niccolò
63.CastelS,riiccolò} ^ ^
^ Inontemignajo
64. Castiglion-Fio
remino
Castiglion - Fioren-
tino
JChianciano
Cbiasi
I Corlona
C Fojano
l Marciano
Castelfranco di So-
pra
San-Giovanni
Loro
Pian di Scò
TerranuoTa
69. MoRTEPULCUiio I Monlcpaiciano
i Ci vitella
70. Monte S. Savinof Locignano
[ Monte S. Savino
65. Chianciano
66. Coatoha
67. Fa fono
68. San-Giovanni
71. Uontevareìd
Bucine
Casliglion Dbeilioi
Due Comuni distrd'
tuali di Lalerìna
Lalerina
MonteTsrcbi
Pergine di VaI-d*Am-
bn
l-^Pie^S,Stefano\^^^^^^
Orligoano
Poppi
Raggiolo
Pratoveccbio
Stia
73. Poppi
74. Pratoveechio
75. Rossina
C Castel
l Cbilì(
( Talla
-Focognaoo
Chi tignano
\Cetona
C Sarteano
K Monterchi
f San-Sepolcro
i BadU-Tedddi
{ Seslino
Totale hel CoMPAariMEwTO Aumo
Cancellerie ao, Comunità 48.
76. Sarteano
77. Sah-Skpolcbo
78. Sestino
V. COKPABTIMEKTO GkOSSETAIK)
C Arcidos
} Castel del Piano
(Cinigiano
ÌCampiglia
MontCTcrdi
Sassetta
Suvereto
^ Santa-Fìora
f Rocca Ibegna
8a. Isola del Giglio\ Giglio
/ Castiglion delU F^
83. GiowiTo 2 sraja
( Grosseto
r Gavorrano
84. MA8SA-9lAiimiiA^Massa-Marittiiiu
( Moniieri
79. Arcidos so
80. Campì glia
81. Santa-Fiora
Tose
Lmo§o di Residemaa Nome delie Camtt-
Je' Caiutllieri e nilà comprese in
delle Caacellerie ciascuna Cancel-
ComunitaiÌ9e Uria Comumtat,
85. Obbctkllo
86. PlOMBUlO
87. Pitigliano
88. Eoceattrada
89. Scansano
ÌMonlar^enUro
Orbelello
I Piombino
ì Miinciano
< Piligliaoo
( Soruno
cCiiiDpagDatico
^Roccaslriida
SMagliano
Scansano
TOTAIX HEIi CoMPAKimmO GlOSiCTAMO
Cancellate 1 1, Comunità %S,
RIEPILOGO
Ve! GcHDparliiDento fio-
Ttniìno Cancell, N.^ 3 a. Cam, if.® 91
I^cl Piniio w i5 <■ 5t
Nrl Seime » II » 33
5«ir Aretino .... » 20 » ^8
Nel Gronelano . . . » 11. . . i . » aS
ToTAU l Cancella » 89. .Com. » 348
AìVAn. GRANDUCATO soiro il para-
gnib DiTuiowB Ilgouomica. e Sopeeficie tea-
BirouAu resta da aggiungere la nuova isli-
tttxioae della Soprintendenza generale alle
Comunità del. Granducato ordinata col mo-
tuproprio «lei 29 dicerobre 1840, mercè cui
i cioque Provveditori delle Camere di So-
printendenza comunilaliva debbono coma-
Dicare alla Sopri nleodenz<i generale tutti gli
afijri delle Comunità e luoghi pii di[K-n-
tienli che non sono autorizzati a risoUere
eoo la loro facoltà , ed il Soprintendente
^enenle render conto al Sovrano di tutti
'{uegli Ira gli affari predetti che non può ri-
solvere con le facoltà siale a lui conferite.
Inoltre il Soprintendente medesimo ha la
direzione sujieriore del Cilasto, al quale fu
rianito rarcbìvio delle antiche Decime Gran-
ducali ; ed in ordine al motuproprio del 5
penn-jjo 1844 gli fu affidala la direzione
dell' arruolamento mi liti it; del Granducato.
Alle città del Compartimento di Firenze
è da aggiungersi Modigliana , ed al Com-
partimento di Pisa la città di Pittrasanta.
Tose 561
Con la isliluzione poi di una nuova Co-
munità, intitolata del JUonif' Argentare ^
quelle di Terraferma nel Granducato tono
salite al numero di a43, dondechè con le
4 Comunità delP Isola dell* Elba e una del-
l' Isola del Giglio sommano 248 Comunità
nella Toscana Granducale. — > Delle quali
isole attualmente si conosce la loro su|>erti-
cic quadrata; mentre quella dell'Elba com-
presa risola di Pianosa nel totale ascende a
quadr. 68125,98, corrispondenti a roigl.
quadr. 84,82, e T Isola del Giglio a quadr.
6431,1 5, pari a roigl. quadr. 8,01.
Nello stato attualo rettificata la superfìcie
territoriale di ciascuna Comunità, risulla,
che il Comp<irtimento Fiorentino abbraccia
una su))erficie totale di quadr. 1909746,76,
pari a migl. a3 78,54. — Che il Comparti'
mento Pisano^ compresevi le Isole dell'Elba
e della Pianosa , abbraccia una suiierfìcie
totale di quadrati 1010658,96, pari a migl.
toscane ia58,79; che il Compartinunto
Senese occup una superfìcie totale di qua-
drati 975165,98, pari a miglia 1214, 63;
che il Compartimento Aretino abbraccia
una superficie tolale di quadr. 1106910,53,
equivalenti a migl. 1378,69; che il Com-
partimenlo Grossetano , compresa l' Isola
del Giglio, abbraccia quadr. 14466431,13
equivalenti a migl. quadr. 1801,67. — Sic-
ché tutta la superficie della Toscana Grandu-
cale comprese le Isole prcindicaie ascende a
quadr. agrarj 6448913,36, corris{)ondeati
a miglia losraiie quadrate 8o3a,33.
Dalla quale su|>erficie totale sono da de-
trarre quadr. 9964 3 j , come beni che la
legge eseniò dall' imposizione fondiaria , ed
in quadrati 191949,76 consistenti in corsi
d'acqua ed in pubbliche strade, con una
popolazione che nell'aprile del 1844 asccn-
de\a a i, 53 1,740 abitanti.
I prospetti posti in calce al presente ar-
ticolo con la recapitolazione della Popola-
zione^ delle Famiglie e della Superficie
territoriale di ciascuna Comunità dti 5
Compartimenti della Toscana Granducale
darà meglio a conoscere la po|>olazione reci-
proca dei 5 Compartimenti, presa la media
proporzionale, concedendo rispetto al Com-
partimento Fiorentino ciò che si detrae dalla
Val-di-Sieve e dal popolatissimo Val-d'Amo.
Cosi il Compartimento Pisano supplisce
con la sua popolosa valle e con la popolatis-
sìma città di Livorno ai deserti della sua
pianiva tra Pisa Livorno e bocca di Serchio.
563 TOSG TOSO
Parimente il Compartimento Aretino Gì* in^neri infine dei 9 Cireondarj del
deve cedere porzione dei suoi abitaoli delle Compartimento Grossetano risieilooo in
Valli della Chiana e dell* Amo alle più de- Jrcidosso, Campigiia^ GaPorranOf Gros-
•erte contrade della Eidia-Tedalda , di Se- seto^ Massa-Marittima^ OrbeieUo^ Piom^
Itine ecc. — Finalmenle il Compartimento bino^ Pitigliano , e Roccastrada.
€rrossetanOf il più spoiiolatodi tutti influisce AWa itesìui paj;. 597 si (hiò aggiun^re la
talmente sulla Statistica della |>opolazione nolizin f-he la lunghezza delle strade regie
della Toscìina Granducale che es«a noncom- nclKottobrc del 1844 era di 7G1 miglia to-
parÌKC come dovrebbe il paese più popolalo scanc e i:lic le strade provinciali nel 1844
d'Italia e forse anche di tutta Europa. percorrevano miglia iot6,i6.
In quanto piii spetta al DiFAiTiMBHTomxLB AWArt. GRANDUCATO m TOSCANA
Acqua aSTmADB si può aggiungere a quel pa- doveva aggiungersi pure il paragrafo relativo
ragrafo (Voi. 11 pag. 497 e svggO che, oltre alle Diarxiosii postali del Granducato* h
le attribuzioni conferitegli dal motuproprio luoghi di a mmìnisl razione e distrìbozione
del 3i die. 1834, ritiene quelle ancora che delle RR. Poate; ai giorni di arrivo dei cofw
gli furono assegnate dagli altri due motu- rieri , o staffette a Firenze e a quelli delle
propri del 3 die. i838 e del 99 die. 1840. loro («rtenze dalla capitale, rìierbando al-
Finalmentecon motuproprio del 3 luglio Vj4rt. Vir bboib POavAu 1* indirazione delle
1840 furono riformati i Circondar) degl' in- stazioni pestali per il cambio de* cavai li.
gegneri e soppressi i posti di ajuto suddivi- Trorasi nella capitale rispettar ilo e diic^
dendoli in tre classi, cioè, la nella prima, zione principale: oltre 5 direcioni subai-
ai nella seconda, e 35 nella terza classe, terne; 1. Livoiao; a. Pisa; 3. SiUA^diie-
in tutti numero 68 Circondar), 94 dei quali zioni di i.ma classe; 4. Aanao; e 5. P^
nel Compartimento Fiorentino; 16 nel raAsAirri, direzioni dì a. dj ciane.
Pisano; 8 nel Senese; 11 nell'i^rcr/i/io; Otto sono i luoghi di amministrazioae ;
e 9 nel Compartimento Grossetano, x, GaoiMtTo; a. Prkm; 3. PmtuA; 4. Pav
Gl* ingegneri de* 24 Circondar) del Com- tsdcba; 5. PoirraaiiOLi ; 6. PosforaaaAJO ;
partimento Fiorentino risierlono in Bagno, ^, RAmcor*9ii; 8. Voltebea.
Borgo S. Lorento, Campi, San-Caseiano, I paesi per la dislrihnzione delle lellcre
Castel- Fiorentino f Empoli, Fiesole, Fi' attualmente ammontano a 38» reperdti ia
gliney Firenze (per la divisione seltentrio- 4 classi ; tre delle quali nella i.ma, Em-
naie) Firenze (per la divisione meridio- poli, Montepulciano e Piombino; 6 nella
naie), Fueeeehio, Galluzzo, San-Mar- ^.da classe , Corloita , Orbetello ^ Pontas»
cello. San • Miniato , Modigiiana, Mon- si^ve , S. QuìrieOy S. Miniato ^ e Massm-
sommano. Montale, Palazzuolo, Peseia, Marittima; i5 nella 3. za classe. Borgo S.
Pisfofa, Pontassieoe, Prato, Rocca S. Zorenzo, Campiglio, Caseina, Castigiiam
Caseiano e f^olterra. Fiorentino, Figline, FÌQÌz*ano , ^«n,
Gr ingegneri de' 16 Circondar) del Com- Lastra a Signa, Lueignano, Monie^ar»
partimento Pisano risiedono in Rognone, ai chi , Pog^ibonti , Prato , Rocca-San-C»'
Bagni di S. Giuliano, Barga, Fivi zzano, sciano, Rnsìgnano^ e SanGio^^nni; final-
Guardisi allo , Lari , LisPorno , Peccioti , mente spettano alla 4. la clasic le 1 4 seguenti;
Pietrasanta , Pisa , Pomnranre , Ponte- Asciano , Bagnane , Bibbiena , Bibbona ,
dera, Poniremnli , Portoferrajo, Rosi" Colle, Dicomano, Firenzuola, Marradi^
gnnno e f'icopisnno. Modigiiana, Peccinli, Pomaranre, Poppi^
Gr ingegneri degli 8 Circondar) d«d Com- Porto S. Stefano e San-Sepolero.
partimento Sanese hanno la loro residenza
in Asciano, Castelnuovo-Berarlenga, Col- ^^^^s^^
le, Montalcino , Radfla, Radico/ani, Ra- riiiirv»r
dieondoli, e Siena. A*"^ ««•" ^""« " F1RF:>ZE
GÌ* ingegneri degli 11 Circondar) dol —
Compartimento Aretino risiedono in A- _, ,, . ,. w- .^^j\ ^ti^ »^^ ^
B*LE- ^. p* o^ Nella mattina di Lunedi aite ore Q.
rezwo, Bibbiena, Cortona, Fofano, San- * *" ^
GiwHinni, Montepulciano ^ Monte S. So" 5/a/r<^t/a. Dati* Inghilterra, Francia, Spa-
^ino, Monte^rchi , Pieve S. Stefano , gna , Portogallo , Gibilterra, Colonie, parie
Poppi e San^Sepolcro, della Svizacn, Piemonte, Genova, Saruna,
Tose TOSG 503
I, PietFBtrate* Lucci, PonUcmoli, Sa- Siaffeiia, Di Peicia , Pisloja e Prato.
pMOCf Fitìnano, livonio, Pisa e stradale» Procaccia. Da Greve.
Imrì e
Cor ri «TV. Da Roma, Napoli, Radioofa- j^^,, ^,.. .. -. j, ,,
ni. Gra«cto. Sialo degli & Pre«dj, Siena, ^'''^ '^^""^ ^' ^^^^ ^"' ^ V-
stradale e Vollerra. Staffetta. IMV Inghilterra, Francia, Spa-
Staffetta» Da Peseta , Pistoja e Prato. §na ecc. come nel lunedì , meno Ponlre-
^^ moli , Bag none e FÌTÌiiano.
Welta mauina del ifartedi alle ore 9. S^ilìJ'SU.'^*"''' ' '^'"-
Carriere, Dlilla Germania, Russia, Prus- ^
sia , Fmsì basri , Belgio , altra parte della ^^,| .. . _ ^.- «• l « tt
S*^». . Dilm..!. , Levale . TriUe , Ve- "'"'^ ""«'"'' * *'^'"» «''• «^^ »•
, Panna, Piacenza, tutta Tltalia su|»e- Corriera, Dalla Germania, Russia, Pro»*
!, Bologna , Firenzuola, Borgo S. Lo- sia ecc. come nel martedì,
e parte della Romagna Toscana. Corriere. Da Roma , Napoli , Radico-
Corrlmre. Dilla Francia , Spagna ecc. , iàni ecc. come ne! lunedì , più Massa*Bfa-
nel Lane<]i, più le lettere dell* Isola ritlima.
UrEllM, della Maremma pisana e di Piom- Corriere, Dall* Inghilterra, Francia, Spa-
fctDO, meno quelle di Pontremoli, Bagnone, gna ecc. come nel martedì.
Firiizano. Staffetta, Da Perugia, Marche, Foligno
Carriere, Di Perugia , Marche, Fuligno, ecc. come nel lunedì , meno Pontremoli ,
Gorioon V Gasliglion-Fiorentino , MontepuI- Bagnone e Fivizzano.
cbno. Areno e stradale. Valle Tiberina, altra Staffetta, Da Pescia , Pistoja e Prato.
parte della Romagna Toscana e Dicomano. Procaccia, Da Greve.
Simffetta, Da Pcscia , Pistoja e Prato. .^
Pneaeeia. Da Greve. ^^^^ mattina di Domenica alle ore 9.
Vetta mattina di Mercoledì alle oreg. -^rii^ella^n' Inghilterra, Fra^^^^
^ gna ecc. oilne nel martedì , meno la Ro-
Siaffriia. Dall' Inghilterra, Francia, Spa- magna Toscana,
ptt , eoe. come nel lunedì , meno Pontre- Staffetta. Dalla Germania , Russia ecc.
■olì , Bagnone e Fivizzano; più Volterra, come nel mercoledì.
Wasarance e Peccioli. Staffetta, Da Roma, Napoli, Radicofani,
Siajffeita. Dilla Germania, Russia, Prus- Massa-Marittima , Siena e stradale.
sia , ecc. come il martedì , meno Parma e Staffetta, Da Pescia , Pistoja e Prato.
Piaeenza e la Romagna Toscana.
Siaffetta, Da Roma, Napoli, Radicofani, — — i^^i»»— — — —
.. Ì~^- ~"?* ?^^ '""^^' ""'"^ Volterra, p^„„„ „^^, LaTTaaa Dà FIRENZE
più Haan-Manttima.
Staffetta, Da Pescia , Pistoja e Prato. ^
^ Nel giorno di Lunedì a ore 4 pomerid.
Nella mattina di Giovedì alle ore 9. Staffetta, Per 1' Inghilterra , Francia ,
Corriere. Dalla Germania, Russia, Prus- Spagna, Portogallo, Gibillerra, Colonie,
sia , come nel martedì. P»«'*c della Svizzera, Piemonte, Genova,
Corriere. Da Roma, Napoli ecc. comenel Saraana, Massa, Pietrasanla , Lucca, Li-
loneilì, meno Grosseto e Slato degli Ex vorno, Pisa, e stradale, San-Miniato, Lari
Presidi. e Volterra.
Corriere. Dall' Inghilterra, Francia, Spa- Staffetta. Per la Germania, Russia, Prns-
pna ecc. come nel lunedì, più lettere del- sia , Olanda, Belgio, altra parte della Sviz-
risob deirElba , di Piombino e della Ma- wra, Dalmazia , Trieste, Levante, Venezia ,
remma pisana. *"**^« ^' IIaVva superiore , Parma , Piacenia ,
Staffetta. Da Perugia , Marche, Foligno Bologna , Firenzuola e Borgo S. Lorenzo,
ecc. come nel martedì. Staffetta. Per Prato , Pisloja e Pescia.
564 TOSC TOSC
Nei giorno di Martedì a ore Ji pomerid. Nel giorno di Sabato a oro 4
Corriere, Per la Germania, Russia, Pnis- Corriere, Pier la Germania, Russia, Pn«-
sia , ecc. come nel lunedi , meno Parma e sia ecc. come net marleiU , fiiii {«cr Parma
Piacenia, più per una parie della Romagna e Piacenza.
Toscana. Corriere. Per Roma Napoli , Siena coi.
Corriere, Per Roma , Napoli e per tallì come nel martedì e giovedì,
{(li allri luoghi indicali negli arrivi del Corriere, Per Perugia, Marche, Foligno
luneilì, più per Mass^-Mariltima. ecc. come nel marleilì e giovedì.
Corriere. Per ringhìlterra, Francia, Spa- Staffetta, Per IMnghil lem, Francia,
gna e (>er lulli gli altri luoghi indicali ne- Spagna ecc. come nel martedì,
gli arrivi del lunedì, più per la Maremma Staffetta, Per Prato, Pistoja e Pefcia.
pi^na , Piombino ed Isola dell* Elba. ProctMceio. Per Grcfe.
Staffetta, Per Perugia, Marche, Foli- ^
pno. 0 ,«r lui.i gU altri luoghi indiali ne- ^^ Dom.nicaaore 4 promerid.
gli arrivi del martedì. ^ ^'^
Staffetta. Per Prato, Pisloja e Pescia. Corriere, Per ringhilterra,Francia, Spt-
Proeaceìa, Per Greve. gna ecc. come nel martedì, meno Bagnonc«
1^ Poni remoli e Fi vistano.
Staffetta, Per Roma, Napoli, Siena
Nel giorno di Mercoledì a ore 4 pomerid. come nel mercoledì.
Staffetta, Per Prato, Fisto{a e Piscia.
Staffetta, Per T loghi Morra , Francia,
Spagna e per gli altri luoghi indicali negli
arrivi dd mercoledì. Il rapporto tra la {lopolaiione, il nui
Staffetta. Per lu Germania, Russia, Prus- delle Himiglie e quello delta sua estensione
sia e per tulli gli altri lunghi come negli lerrilnria le che si offre qui appresso dispetto
arrivi del mercoledì, piìi Parma e Piacenza, in tavole sinolliche, direi culGinja checon-
Staffrtta, Per Roma, Napoli e per lulli gli sideralo in %v slesso e disgiunto da ogni «I-
allri luoghi indirai i negli arrivMi domenica, tra noiiiia stntislira diverrebbe una cognU
meno Massa-M.iritlìma. zione insìpnificanle da rui ne teoriche ne
Staffetta. Per Prato, Pistoja e Pescia. pratirlie consegue 11 zr si (lOliTbbero iledom.
^^^ Ma allorrhr il }Ì n^f intento ilella (lopola-
zione della Toscana Granducale «ia preso m
Nel giorno di Giovedì a ore ^ pomerid. e[XM*lie diverse determinate e Ira loro da
una serie di anni dis^iiunte, potrebbe fb
Corriere. Per la Gcrininia, Russia, Prus- gio\:ire a fareonoscere in quali lunghi delle
sìa ecc. come nel niurleilì , più per Parma Toscana il Sfoltimento comparisce più pro-
e Piacenza. gressivo dove si mostra quasi stazionario, ed
Corriere. Per Roma , N'ajV)!! , Radicofa- anche relro«^r.ido. — Dai quali Prospetti^
ni , Siena ecc. rome nel martedì. allorché siano fondati sO|ir.i dati meno in-
Corriere, Per T In «jh!! terra, Fnincia , certi |ios«il)ili, lo slatisLi ed il polilirn poe-
S|Mgna ecc. come nel martedì. sono esaminare, setnlloriò si.i dipeso da rir-
Staffttta. Per Perugia, Marche, Foligno costanze fisìrhe o ]ioliticlie, da malattie epi-
ecc. rome nel martedì. demirlie, da un lungo perìo«lo di pace, np>
Staffetta, Per Prato, Pisloja e Pescia. pure dalla loro fv>sizione più o meno favo-
Procaccia. Per Greve. rita ilalla natura del suolo, dalla vicinana
a lunghe strade rotabili, a fiumi, a canali,
a laghi, a [lorti, e conseguentemente più o
Nrl giorno di fenerdi a ore 4 pomerid. meno a |iortala di passaggi o arrivi di mer-
ci , di persone ree. ecc.
Staffetta. Per T Inghilterra , Francia, Nel 1844 esìstevano nel Gran«lucalo io85
Spagina ece. come nel mercoledì. ecclesiastici S(*colari, 2684 regolari, e 35ii
Staffetta. Per Prato, Pistoja e Petcia. monache, talché comprendendo 1<* ohiale.
Procaccia. Per Gre\ e. ascendeTano a 7 1 3 o eccleiiaitici de* dnc ieMÌ.
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Iao|«.(iih MMdbnlh h'faano ncUT iH^
lati» ài GkamOn • U ponhiM pM nUmk
trioiMte di Ù d> FfaneildoU ih CtM. API'
GdImu Mk |wnMM d'ildk fÌMM4»
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WM Iwfi Uln di <|mU| oMto algl. |M-
fNBebesaBBMaaÌB««,iMktni faMU
dttfifptailMToMuM Muta fta omd«Me
mofbn U difawlMa Ad «Mti «Uantria»
nali , Minte «d alti* favoraroti p*Bit§HliB
gìMUMtoto iMriiaraao ■Ila Immu il tà-
taloM Simrdìto it/F EtÈffm.
I« Diririone ■iiiaÌDÌMniH*a ddk IV
•HMGnado< A poco Anna da ^ttalla
oka oiita» ne) i8)6, indiala all' Jrt,
GRANDUCATO m TOSCinA; don perù,
liipella atli DiTiiions ecelniutica fa detlo
erraBEaiiienlE, che l'arciTescoTa ili Bolo|in>
eil il ittcoyo d'Imola H*e*iiDo gin riadlt ione
K>pn uu parie dell* ToKnDitraupiienmiM,
mentre eui 1* ebbero (ino all'inno i-jM.
Molto iliverM però dall'anno t836i epo-
01 iacai fu compilito quell'Art., è la Di-
virioDc foveroatiii e giudicìiria della To>
■caoa Granducale. meDlrr a tenore dtl nM>
tuproprìo liei a agoito i838 il Granducato
rùpetto a^li cffelli f[n*ern<ilivi e liadiciarj
fu diilribuiin in 5 Gorerni, cioè; i. di fi-
rcMe; 1. di Livnrno; ]■ rlì Pira; 4. di
Sima; S.edeìyltelaMrEI6a;ti in -r
CanuutMariali rigii , jii\t a dire; t.' di
Pittofa 1 a." di Aretut, 5." di Gnwnfo;
t-* dì Mtmttpultlano\ 5.° della Booca S.
Cottiano; 6." di Foturra, e •).' in quello
di PoMfoittU.
1." Furono oompreai tolto il Governo di
Firenie i tre Gommiisarì della captale fot-
tiipropriodel i dicembre iSio; ed inoltre 1
lÌKenno parie del Governo medenino i vi'
canati regii di Prato, di JmA'mmw, di M HtoMe , Mia fc^
TOSG TOSC 557
S raltima delle quali tenoe top- dorè, quella di Torrita, la cui ginriadixioae
[uin«]i riprislÌDala in irigore della fu affidala al vic^irio di Asioalunga con al-
one del aa aprile i843. La flessa cune modificazioni aggiunte nella nolifica-
! Q agosto i838 riunì alla giuri- zione del ai aprile 1843.
:ivile del vicariato di Pistoja i ter- Furono pure soppresse le poteslerie di
e potesterie di Sera valle « di Tiz- Chianciano e di San-Caician de* Bagni , la
si soppressero. prima delle qnali fu riunita per la sua giu-
I Commissarialo di Arrzzo com- risdizioue civile al vicario di Monlepulcia-
ricarialì di Arezzo, di San-Sepol- no, e 1* altra a quello di RadicoCini.
istìglioo-Fiorenlino , di Cortona , Rispetto al Gommìssariato regio della Roc-
* San-&ivino e di Poppi. ca S. Gasciano fu già avvisalo alla pag. 568
tessa occasione furono soppressi i del Voi. il di quest* Opera , che esso fu
li Aogbiari, di Pieve S. Stefano e eretto con motuproprio del 7 seti. 1837, e
che si ridussero a potesterie dello che estendeva la sua giurisdizione goTema-
le; e fu riunito alla potesteria di tiva e politica sopra i quattro vicariali della
il territorio di quella del Blouter- Romagna Granducale; cioè, di Bagno, di
) cou la notificazione del aa aprile Marradi, di Modigliana e della Bocca $.
b soppressa la prima e ripristinata Gasciano ; nella quale ultima Terra con lo
e la seccmda. Furono eziandio sop- stesso motuproprio fu inslituito un trifaiànaie
lotesterie di Gvitella, di Strada e collegiale di Prima istanza, mentre vennero
, riunendo la prima alla giurisdi- sopprnse la potesteria di Palaaoolo e di Pre-
te del vicario di Monte S. Savino, milcore, la prima riunita ella gìurisditione
a quello di Poppi e P ultima alla civile e criminale del vicario di Marradi , e
di Bibbiena. Per simil modo la T altra incorporata al vicariato della Rocca,
»ne civile del potestà di Subbiano II Commissario regio di Ponlremoli ab-
a quella del vicario di Arezzo. braccia i due vicariati di Rignone e di Fi-
I Commissarialo di Grosseto ab- vizzano, mentre quello di Volterra si limita
icarìati di Arcidosso, di Pitiglia- alla giurisdizione della città e comunità
loia del Giglio , Orbetello, Massa- dello stesso nome ed al perimetro giuridico
. Gampiglis, Piombino, Grosseto, della potesteria di Pomarance.
ida, e Scansano. Dalla stessa legge Con lo stesso motuproprio del aag. i838
pressa nel vicarialo di Arcidosso fu data una nuova orgiinizzazione per Tam-
*ia di Cinigiano, ripristinula poi ministrazionedePa giustizia in lutto il Gran-
azione del 9 seltembi'e 1844, la ducato, sia ris[)el lo alle attribuzioni de'pode-
di Alonlieri, riattivala con notifi. sta, de*vìcarj regj, de* tribunali collegiali
1 aa aprile 18^ 3, die abolì quella di Prima istauza stabiliti in Firenze ^ LU
(ottoponendo la sua giurisdizione ^orno^PisaySiena^ Pistoja^ Arezio^Gros-
icario di Mussa-Marilliroa. Inoltre setOy Montepulciano^ San-Miniato, e Rocca
olii a potesterie i vicariali ili Man- i^. Casciano; come ancora agli attriboii
Casliglion della Pescaja, restando dell* unica Coile Regia nella capitale e della
la polesleria di Carop:ignalico , e Real Consulla da formarsi in Corre «9tt/»rema
sua giurisdizione civile a quella di Cassazione nei casi di ultima istanza.
I di Rocca-Strada. In seguilo cou motuproprio del aa agosto
notificazione del aa aprile 184! 1840 vennero accordati i tribunali colle-
lo dalla giurisdizione della potè- giali di Pi ima istanza anche alle città di
'orlo S. Stefano il popolo di Pori* Ponlremoli e di Poiioferrajo.
aggregato alla giurisdizione civile Finalmente cou la legge del a settembre
e del vicario di Orbelello. 1842 nel Compartimento Grossetano venne
*l Commissari<ilo di Montepulcia- eretta la nno\a Comunilìi del Moniargen^
ì giurisdizione abbraccia i vica- taro, capoluogo della quale fu dichiarata
ibbadia S. Sdlvadore, Asiiialunga, la Terra di Porto S. Stefano distaccando il
lonlcpulciano , Pienza e Ridico- suo territorio dalla Comunità di Orbetello,
amoo soppresse la potesteria di cui fu dato in compenso il distretto lerrito-
agnajo incorporandol.1 alla giuri- riale del pofiolo dì Capalbio appartenuto fino
€l ficario dell'Abbadia S. Salva- allora alla Cornuuità di Slanciano.
V.
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CotiPdMTtMKwn DELLj ToseAWét CrÉLi«» d§tU CsMAMt dhHMfl
L CoaFAMMiiiTo F:
JC«o«o A' Residenta Nome MU Camm- '7'
éU* Caneeilitri 9 mtà eomprmm ìh
d9ÌU CanettÌ€rì§ eimtamm CmmeeU
ComumiaiÌ99 t^rim Cammmtét, 18. €Mlkum
i Bugno in BÒBHfu tg.Bnv
I. Jiifw iSorbano
(Venhereto
1 Gileiiinio
5. Ctttnpi } Giaipi
r Aifberiiio di VaM*
6. Saa-Cateiano < « 5 .
i San-QisciaDo
' Moatespertoli
( Gutel-Fiorenlino
7. Casiei'Fioreniinol Certa Ido
( Monlajone
8. Castelfranco di\^}l^^?'^^'^^^^
disotto < S. Maria a Monte
K MontecaWoh
Sotto
9* Cerreto
10. Dicomano
11. Empoli
la. FiBaoLB
i3. Figline
14. FIRENZE
i5. Firenzuola
16. Fucecchio
Cerreto
Vinci
Dicomano
San-Godenxo
( Capraja
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( Moutelupo
Broszi
Fiesole
Pellegrino
Rovezzano
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Reggello
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Firenzuola
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Pistop(GM
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16. PifTOjA clVuiaOnrii
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Uieri e nità comprese in
icellerie ciascuna Caneei'
ti9e Uria Cotnuaitai.
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Luogo di Residenia Nome delle Comu'
de* Cancellieri e nità comprese in
delle Cancellerie ciascuna CanceU
Comuniiatìve Uria Comunitat.
S. Piero a Sic ve
(tf < Scarperia
Vaglia
Monte-Catini di Val-
di-G^ìina
Volterra
. CoMPiarnairro FiomEMTiiio
Urie 33, Comunità 91.
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^Groppoli
( Terrarossa
I Barga
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Fi viziano
Bibbona
Casale
tallo l Gherardetca
GuarJislalIo
Monlescudajo
Chianni
Colle-Salvetti
Fauglia
Lari
Lorenzana
I Livorno
Lajatico
Peccioli
Terricciola
Pielrasauta
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Stazzenia
Bagni di S. Giuliano
Cascina
Pisa
Vecchiano
CattelnuoTO di Val-
tee ^ di-Cecina
Poroarance
Capannoli
Paiaja
Ponsacco
Pon lederà
44. PoMTatiiou
45. PoiTOVUUUJO
46. Bosignano
47. Ficopisano
Calice
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Pontremoli
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Marciana
Portorerrajo
Rio
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I Santa-Luce
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( Vicopisano
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Cancellerie 1 5, Comunità^ 5 1 .
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48. JbbadiaS. £a/A Abbadia S. Sai vadora
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Asciano
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Chiutdino
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Monticiano
Colle
Monterìggioni
Poggibonsi
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/ Buononn vento
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54. San^uirico
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Pian di Scò
. Terranuova
69. MoirraFOLCUMO | Moolepolciano
iCivitella
70. MonU S, Savinof Lncignano
{ Monte S. Savino
65. Ch̀uiciano
66. GOBTOIIA
67. JFofano
68. San-Gio^anni
V. CoMPAMTUuato Gmi
79. Areiiotso ICstlel^
(Cioigìi
80. Campiglia <"'***'
rSavcff»
81. Sania-Fioru jjj^l^
8a. Isoia M GÌsUo\ Gìglio
/Galligli
83. GRoamo { saìi
(GraMcM
84.
(Hoalì
TOSG TOSC Wl
siderna Nome delle Cam»- Con- la istiluzicme poi di Qua nuova Co-
lieri e nità comprese in munilà, intìlolala del JUoìUe^Argentaro^
cellerie ciascuna Cantei- quelle di Terraferma nel Granducato tono
i(« Uria Comunitat, salile al numero di a 4 3, dondecbè con le
4 Comunità dell* Isola delPElba e una del-
r Isola del Giglio sommano 248 Comunitlk
SMontargenlaro nella Toscana Granducale. — - Delle quali
Orbetelio ìsole attualmente si conosce la loro sa|ierlì-
I Piombino eie quadrata; mentre quella ileirElba com-
C Manciano presa T Isola di Pianosa nel totale ascende a
no < Piligliano quadr. 68ia5»98, corrispondenti a raigl.
\ Sorano quadr. 84,8 a« e T Isola del Giglio ■ quadr.
. C Ciropagnatico 6481,1 5, pari a migl. quadr. 8,01.
^Roccastrada Nello stato attuale rettificata la superficie
^Mugliano territoriale di ciascuna G>munità, risulla,
' \ Scansano cbe i I Campar Umento Fiorentino abbraccia
, . ^ •.* r pan a migl. 3378,54. — Cbe il Conuiar/i-
lerie 11, Comunità a5. "^ ^ o* ^ -^ • 1 1 1 1 m^il
* meiifo Fua/io, compresevi le Isole del ILIba
^"^~""'""""~"""-^—"^~~ e della Pianosa , abbraccia una superficie
RIEPILOGO totale di quadrati 1 01 0658,96, pari a migl.
toscane 1258,79; che il Compartimento
. . Senese occupa una superficie totale di qiia-
roenlo no- i.» r/»^o • •!• .1.*
ff aro « r» ^ ivo drati 075165,98, pan a miglia iai4,63;
* ' * ' ^, una superficie totale di quadr. 1106910,53,
' * ' * g equivalenti a migl. 1378,69; cbe il Cam-
.•..»3o. ....» 4 partimento Grossetano ^ compresa rìsola
*® • •'"•••*•* '^ del Giglio, abbraccia quadr. i446643i,i3
7aneeil, s 89. ,Com, » a48 equivalenti a migl. quadr. 1801,67. — Sic-
ché tutta la superficie della Toscana Grando-
iìRANDUCATO sotto il para- cale comprese le Isole preìndicate ascende a
KB tooMOMicA. B SuPEanoiR TEI* quadr. agrarj 6448913,36, corrispondenti
a da aggiungere la nuova isti- a miglia tositine quadrale 8o3a»3a«
Soprintendenza generale alle Iklla quale superficie totale sono da de-
I Granducato ordinata col mo- trarre quadr. 99643 l , come beni cbe la
29 dicembre 1840, mercè cui legge esentò dalT imposizione fondiaria , ed
^veditóri delle Camere di So- in quadrati 191949*76 consistenti in corsi
oomunitativa debbono comu- d* acqua ed in pubbliche strade, con una
»printeodenza generale tutti gli popolazione cbe nell* aprile del 1844 ascen-
^rounitù e luoghi pii dipen- deva a i, 531,740 abitami.
»n sono autorizzali a risolvere I pros[jetti posti in ealce al presente ar-
facoltà, ed il Soprintendente ticolo con la recapitoìauone della Popola-
ler conto al Sovrano di tutti sione ^ delle Famiglie e della Superficie
\ afiari pretlctti che non può ri- territoriale di ciascuna Comunità dti 5
p Cicoltà sl»tc a lui conferite. Compartimenti della Toscana Granducale
ìoprintendente medesimo ha la darà meglio a conoscere la popolazione reci-
>erioi-r del Ciluslo, al quale fu proca dei 5 Compartimenti , presa la media
liviodelleanticheDecìmeGran- proporzionale, concedendo rispetto al Com*
lordine al motuproprio del 5 partimento Fiorentino ciò che si delrae dalla
4 gli fu afìTidala la direzione Val-di-Sieve e dal popolatissimoVal-d*Amo.
nenlo milil ire del Granducato. Così il Compartimento Pisano soppliice
del Compartimento di Firenze con la sua popolosa valle e eoo la popolatiti
ersi Modigliana , ed al Com- sima città di Livotno ai deserti della sua
i Pisa la città di Pietrasanta. pianivi tra Pisa Lìvorao e bocca di Seicbio.
569 TOSG TOSC
Parimente il Compartimento Aretino Gì* inge|;neri infiae éà 9 GmM
(le?e cedere porzione dei suoi abitanti delle Compartimento Gronetem rin]
[Chiana e di-irAmo alle più de- Areidotso^ Cmmpigiim^Goemram
Valli della Chiana
•erte contrade della Badia -Tedalda , di Se- xefo, Massa-Mmriitimm^ McteUa
ftino ecc. — Finalmente il Compartimento bino^ Pitigiiano^ e Boeeoilfoie.
Crrossetanoy il più spopolalo di tulli influisce Alla slessa pa^ . 597 si può aspi
talmente sulla Statislica della popolazione notizia rhe la lunfrhc» delle Un
della Toscana Granducale che essa non cora- nelP ottobre del 1844 era di ;6i ■
parisce come dovrebbe il paese più popolato scane e die le strade proviociili 1
d'Italia e forse anche dì tulU Europa. percorrevano miglia 1016.16.
In qnanto poi spetta al DivARTnKiiTo delu AÌVArt. GRANDUCATO ■ TI
Agqob ESrmADc si può aggiungere a quel pa- doveva aggiunger» pvreìlparagnl
ragrafo (Voi. Il pag. 497 e segg.) che, oltre alle Diaanoxi pntrALi dd Graadi
le attribuzioni conferitegli dal motuproprio luoghi di amministraiioiie e di*
del 3i die. 1834, ritiene quelle ancora che delle RR. Poste; ai giorni di afri«
gli furono assegnate digli altri due reotu- rieri , o slaffelle a Flicnae e a qa
propri del 3 die. i838 e del ag die. 1840. loro partenie dalla eapilalc, rM
Finalmente con motuproprio del 3 luglio VArt, Vn aaou roavAu V indiraù
1840 furono riformati i Circond.irj degP in* stazioni pestali per il cambio dr*c
gfgneri e soppressi i posti di ajuto suddivi- Trovasi nella capitale Fliprtt'^n
dendoli in tre classi, cioè, ia nella prima, zinne principale: olire 5 dimia
ai nella seconda, e 35 nella terza classe, terne; t. Lnroaao; a. Pma; 3. Si
in tutti numero 68 Circondar}, a4 dei quali zioni di i.ma classe; 4. Ainm;
nel Compartimento Fiorentino; 16 nel TaASAarà, dirviioni di 9.didaM.
Pisano ; 8 nel Senese ; 1 1 nell* Aretino ; Otto sono i laoghi di amaùaii
e 9 nel Compartimento Grossetano, i. Gsosmto; a. Pascu; 3. Ppmii
gì* ingegneri de' 34 Circondar) del Com- tkmba; S». Poarauiou; 6. Poh
partimento Fiorentino risie<lono in Bagno, 7. Raugopaxi ; 8. VoLvaaaA.
Borgo S, Lorenzo^ Campii San-Caseiano^ I paesi per la disirìbozione de
Castel- Fiorentino ^ Empoli^ Fiesole ^ Fi- altnalmenle ammontano a 18, r
gline y Firenze (per la di\isionc settenlrio- 4 classi ; tre delle quali nella 1
naie) Firenze (per la divisione meridio* poli, Montepulciano e Piomhim
naie), Fucecchioj Galluzzo, San-^far- a. da classe , Coreoiia , Orhetello
cello t San -Miniato^ SI odi gì tana y Mon- si ève, S. Quirico, S. Miniato,
summanOy Montale, Palnziuolo, Pescia, Marittima; i5 nella 3.za cUite,
Pisfofaj Pontassieve^ Prato, Rocca S, Lorenzo, Campiglio^ Caseìne, i
Cascinno e P^olterra. Fiorentino^ Figline ^ Fìqìuom
Gr ingegneri de' 16 Circondari del Com- Lastra a Sìgna, Lueignino, .
partimento Pisano risiedono in Bagnane^ ai chi , Pos^gibonsi , Prato , Beeci
Bagni di S. GittHuno, Barga, FìvitzanOj sciano, Bnsignano, e SanGirea
Guardistallo , Lari , Lis^orno , Peccioli , mente spellano alla X.ìa chfw le 1
Pietrasanta , Pisa , Pomnrance , Ponte- Asciano , Bugnone , Bibbiena ,
dera^ Ponfremnli , Portoferrajo , Rosi' Colle, Dicomano , Firensuola,
gnnno e f^icopisnno, Modìgltana, Peccioli, Pomaran
Gr ingegneri degli 8 Circondari d«'l Co'n- Porto S, Stefano e San-Sepoln
partimento Sanese hanno la loro resilienza
in Asciano, CastelnuovO'Berarlenga,CoU ^^^s^^^^—
/e, Montalcino , Radda, Radicofani^ Ra-
dieondoli, e Siena. Amairo d«.le Lcrruz » FIR
GÌ* ingegneri degli n Circondar) del ^
Compartimento Aretino risiedono in A- _, ,, . .. » r. ir
'^ ».fi- ^ . «7 • e a ella mattina di Lunedi alu
resso, Bibbiena y Cortona ^ Fojano , San-
Giof^xnniy Montepulciano ^ Monte S . Sa- 5/a/7Vf//i.IXiiringhiltem.Fr
pino, Montevarchi y Pieve S. Stefano, gna , Portogallo , Gibilterra. Cok
Poppi e San'Sepolcro, della Svizicra, Piemonte, Gcoon
Tose Tose 50»
mnla, Lucca, Pontrcmoli, Bi- Staffetta, De Peicia , Pisloja e Prato.
euDo, LtvorDO, Pisa e slradale» Procaccia, Da Greve.
Iliniato. ^
D, Rom, Napoli . lUdicof.- jf^„^ ^^,.^ ^ ^ ^ ^,
, Sialo degli Ex Presidi, Siena, «^«^ y.
>llerra. Staffetta. IhW Inghilterra, Francia, Spa-
. Da Peseta , Pistoja e Prato. gna ecc. come nel lunedì , meno Pontre-
^^ moli , Bagnone e FiTitiaiio.
lina M Martedì alle ore 9. ^Jf"": ^fT ' *^»'«'* « ^*^- '
^ Procaccia. Da Grere.
Dalla Grermania, Russia, Prus- ^
.» , Belgio . •!»« I>!«te dell. ^^„ ^ .^^ j.
Imazia, Levante, Trieste, Ve- ^^ y.
a. Piacenza, tutta 1* Italia supe- Corriere. Dalla Germania, Eiissìa, Pru»»
na , Firenzuola , Borgo S. Lo- sia eoe. come nel martedì,
della Romagna Toscana. Corriere, Da Roma , Napoli , Radico-
D^lla Francia , Spagna ecc. , fani ecc. come nel lunedì , pid Bfaste-BCa-
jnedi , più le leltere dell* Isola riltima.
Ila Maremma pisana e di Piom- Corriere, DalP Inghilterra, Francia, Spa-
]uelle di Pontremoli, Bagnone, gna ecc. come nel martedì.
Staffetta, Da Perugia, Marche, Foligno
D.I Perugia , Marche, Fuligno, ecc. come nel lunedì , meno Pontremoli ,
itiglion-Fiorentino , Montepul- Bagnone e Fivizzano.
» e stradale, Valle Tiberina, altra Stqffetta. Da Peacia , Piitofa a Prato.
Eiomagna Toscana e Dicomano. Procaccia. Da Greve.
Da Peseta , Pistoja e Prato. ^
'^^ ' Ifella mattina di Domenica alle ore g.
'ina di Xercoledi alle ore 9. Staffetta^WlaghilleTn, Fransi., Sp.-
^ gna eoe. oitoe nel martedì , meno la Bo-
. Dair Inghilterra, Francia, Spa- magna Toscana.
me nel lunedì , meno Pontre- Staffetta, Dalla Germania , Rustia eoe.
»ne e Fivizzano ; più Volterra , come nel mercoledì.
; Peccioli. Staffetta, Da Roma, Napoli, RadicoCani,
Dalla Germania, Russia, Prus- Massa-Marittima , Siena e stradale,
le il martedì , meno Parma e Staffetta, Da Pescia , Pistoja e Prato.
I Romagna Toscana.
Da Roma, Napoli, Radicofani, ^^^^^
ime nel lunedì, meno Volterra, p^,^„a„ ^„ L„^ „, FIRENZE
anitima.
Da Pescia , Pisloja e Prato. ■
^ Nel giorno di Lunedi a ore 4 pomerid,
Uina di Giovedì alle ore 9. Staffetta, Per V Inghilterra , Francia ,
Dalla Germania, Russia, Prus- Spagna, Portogallo, Gibilterra, Colonie,
1 martedì. P**^^ ^^ll> Svizzera , Piemonte , Genova ,
Da Roma, Napoli ecc. comenel Sanana, Massa, Fietrasanla , Lucca, Lì-
10 Grosseto e Stalo degli Ex vorno, Pisa , e stradale , San-Miniato, Lari
e Volterra.
Dall' Inghilterra, Francia, Spa- Staffetta. Per la Germania, Russia, Prns-
e nel lunf«lì, più lettere del- »i« , Olanda , Belgio, altra parte della Svix-
Slba , di Piombino e della Ma- lera, Dalmazia , Trieste, Levante, Venezia ,
,. tutta r lUlia superiore , Parma , Piacenza ,
Da Perugia , Marche, Foligno Bologna , Firenzuola e Borgo S. Lorenzo.
I nartftdì. StaffeUa. Per Prato , Pistoja e '^ "''
564 TOSC TOSC
Ilei giorno di Martedì a ore li pomerid. Nel giorno di Sohoto m i
Corriere, Per la Germania, Russia, Pnis- Corriere, Per U Gvrmn
tìa , ecc. come nel lunedì , meno Parma e sia ecc. come nel aartcìTi
Piacenza, più per una parie della Rom;igna e Piacenza.
Toscana. Corriere. Per Roma N
Corriere, Per Roma , Napoli e per talli come nel martedì e |;iofed
gli altri luoghi indicati negli arrivi del Corriere. Per Perugia,
lunedì , più per Massa-Marillima. ecc. come nel martedì e gi
Cornerà. Per ringhilterm, Francia, Spa* Staffetta. Ver ringhi
gna e per tulli gli altri luoghi indicali ne- Spagna ecc. come nel mari
gli arrivi del lunedì, più per la Maremma Staffetta. Per Prato, P
pisansi , Piombino ed Isola dell* Elba. Procaccia. Per Greve.
Staffetta. Per Perugia, Marche, Foli- ^
cno, e ricr tulli gli altri luoshi indicali ne- «^ , . ,. _
I- • • I I _ . n *^el giorno di Domenica €
gli arrivi del martedì. ^ ^ ^ %•• «^vnwrw«wii
Staffetta. Per Prato , Pistoja e Pescia. Corriere. Per V Inghilte
Procaccia. Per Greve. gna ecc. come nel martedì,
^ Pontreroolì e Fi vi nano.
Staffetta. Per Ron» 9 1^
Nel giorno di Mercoledì a ore ^pomerid. come nel mercoledì.
Staffetta. Per Pmlo, P
Staffetta. Per T Inghilterra , Francia , in^TfcfìÉ
Spagna e per gli allri luoghi indicati negli ^^^^m^mm^
arrivi del mercoledì. II rapporto tra la |wpola
Staffetta. Per lu Germania, Russia, Prus- delle famìglie e quello dell
sia e per tutti gli altri luoghi come negli territoriale che si offre qui
arrivi del roercolodì, più Parma e Piacenza, in tavole sinottiche, direi o
5rei^rfra. Per Roma, Na[>oli e per tutti gli sideralo in se stesso e dissi
altri luoghi indicati ne^'li arrivici domenica, tra notizia st.i listici i]i%erri
meno Massa- Ma ri 11 ima. zione insignitlcmli* di ini
Staffetta. Per Prato , Pistoja e Pescia. praticlie cons«>giiciize si \^{
^^p. Ma allorché il }iiKÙmrn
zione della Tosc.ini Gr^inii
Nel giorno di Giovedì a ore ^ pomerid. e|)Oche diverse ddri minai
una serie di anni i]is::iuntf
Corriere. Per la Gei m mia, Russia, Prus- ^io\are a far ronost't- re in q
sia ecc. come nel inarlcfii , pi» per Parma Toscana il Mo^imentn con
e Piacentii. gressivo dove sì roostn quj
Corriere. Per Roma , \apoli , Radicofa- anche retro«;r.ido. — DmI c
ni , Siena ecc. come nel martctlì. allorché siano fonditi soi r.
Corriere. Per V In«2liillerra , Francia , certi possibili, lo st.itisli eJ
Spagna ecc. come nel martedì. sonoesamin.irc, se tiiltooio
Staffttta. Per Perii«jia, Marche, Foligno costanze fisiche n pnliiiclif,
ecc. rome nel marlcilì. demirhe, d.i un lungo peri
Staffetta, per Pr.ito, Pistoja e Pescia. fuire tlalla Ioni p>sizìnne i
Procaccia. Per Greve. rita dalla natura ilei sii'»lo
^^ a lunghe slmile roiabìli,
3 laghi, a [«Olii, e consi*:;»
Nfl giorno di frenerai a ore 4 pomerid. meno a (tori .ila ili p4ss.«::gi
ci , di persone ree. ri-c.
Staffetta. Per P Inghillerra , Francia, Nel 1844 esistevano iifM
Sjiagn.i «"ce. come nel mircoledì. ecclesiastici secoLiri, a6Ri
Staffetta. Per Prato, Pisloja e Pescia. monache, talché comprenri
Procaccia. Per Greve. ascendevano 37230 ecclesia!
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CoMPJMTt MENTI DELLA Toscahj GmjW' delle Cancellerie ciascuna CamceU
DUCALE. ComuniiatÌ9e Uria Coummtat.
I. CoHPAATwaiTo Fiouirmo
Luogo di Residenta Home delle Coma-
de^ Cancellieri e nità comprese in
delle Cancellerie ciascuna CanceU
Comunitative ieria Comuniiat.
I. Bagno
a. Barberino di Mu-
gello
i Bugno in Romagna
< Sorbano
( Vergbereto
( Barberino di Mu-
gello
Vemio
- « r ^ Borgo S. Lorenzo
Z.BorgoS.Lorenw^y.J^y^^^
— „ CBugfiano
♦• *»■«» i»»««««> i jtSL e Cottile
ì Ca tentano
5. Campi ^ Campi
fSigna
( Barberino di Val-d*
6. San^asciano JsaSoMciano
( Montetpertoli
( Castel-Fiorenlino
'j ,Castel-Fiorentinoì Certa Ido
( Monlajone
a ^ . ir j.l Castelfranco di Solfo
S. Caftelfrcnco *) s. Maria a Monte
di Sotto / M a 11*
\ MontecaiToli
Cerreto
Vinci
Dicomano
San-Godenzo
( Citpraja
{ Empoli
( Moli tei upo
Brezzi
Fiesole
Pellegrino
Rovezzano
Sesto
C Figline
' Reggello
9. Cerreto
10. Dicomano
11. Empoli
la. FiBJiOLi
i3. Figline
14. FIRENZE
i5. Firenzuola
16. Fucecchio
FiaRMSK
Firenzuola
S Sanla-Croce
f Fucecchio
17. Goleata
18. Galluzzo
x^. Greve
90. San-Marcello
ai. Mar radi
a a. Sam-BIiiiuto
a 3. MoDMUAVA
a4. Monsummano
iS. Pkioa
96. PlITOiA
17. Potesterie di Pi
sto/a
98. Pontassieve
ag. PaiTO
3o. Bocca S. Ca
sciano
K Galeala
{ Sanla-Sofia
Ì Bagno a Ripoli
Catenina e Torri
Galluzzo
Lastra a Sìgoa
Legna ja
' Gre?e
Cutigliano
San-Marcello
Piteglio
Marndi
Palazzuolo
San-Miniato
Monlopoli
ModigliaiM
Tredozio
^Monle<}BtinidiVal*
i di*!lieTole
( Moniamiiiano
( Monte-Carlo
YPeacia
jUzzaoo
\ Vellano
Pistoja (atUi)
Porta al Borgo
Porta Cdrratica
Porta Luccbete
Porta S. Marco
Cantagallo
Lamporecchio
Marliana
Montale
Sambuca
Seravalle
Tizzana
ÌLonda
Pelago
Pontassieve
Rignano
^Carmignano
< MoDtemurlo
(Prato
f DoTadola
V Portico
<Premilcore
I Rocca S.
\ Terra dc! S^le
TOSG
ùmago di B9sidmMa Nome delle ComH"
de Camceilieri e nità comprese in
delle Cancellerie ciascuna Caneel»
Comutmitatiffe Uria Comuaitai.
TOSO 559
Luogo di Residenia Nome delle Coma-
de? Cancellieri e nità comprese in
delle Cancellerie ciascuna Canee!-
Comuniiative Uria Comunitat,
3i. Searperim
3 a. VoLTimmA
S. Piero a Sic ve
Scarperia
Vaglia
Monte-Catini di Vai-
ci i-Cecina
Vollemi
Tot AIA iiKL GoxPAiTiMiifTO Eboeuitiiio
Cancellerie Sa, Comunità 91.
II. COKFAATIIUIITO PlftÀMO
33. Bainone
34. Sorga
35. FMezano
36. GaardUtallo
37.
38. LiTomao
39. Peccioli
40. TmmAMAWtx
41. Pisa
4t. Pomarance
43. Pontedera
/ Albiano
1 Bagnone
1 Grappoli
( Terrarossa
I Barga
ÌCasoIa
Fi aizzano
Bibbona
Casale
Gherardeica
Guard istallo
Montescudajo
Chianni
Colle-SaWelti
Fauglia
Lari
Lorenzana
I Livorno
Lajatico
Peccioli
Terricciola
Pietrasauta
Seravezza
Stazzenia
Bagni diS. Giuliano
Cascina
Pisa
Vecchi a no
Castel nuovo di Val-
di-Cecina
Pomarance
Capannoli
Palaja
Pon sacco
Pontedera
45. PoiTOVUUUJO
Calice
Caprio
44. PoMTitMOu ^Filaltifra
Poni remoli
Zeri
Ì Longone
Marciana
Portoferrajo
Rio
/Castellina maritlinm
I San la-Luce
1 Orciano
§ Riparbella
( Rosignano
L Bienlina
^T. Fieopisano < Calcina ja
( Vicopisano
ToTAZ« MEL CoMPiiTmiirrO PiaAiro
Cancellerie 1 5, Comunità ^ 5 1 .
46. Rosignano
madore
49. Asciano
50. Chimsdino
Si. Colli
in. COMPAATIVKIITO SuVESE
48. JòbadiaS. ^a/.UbbudiaS.Salvadora
( Pian-Caslagnajo
Asciano
Rapolano
Trequanda
Chiusdino
Elei
Monliciano
(| Colle
< Monteriggioni
y Poggibonsi
5a. San-GimignanoX San-Gimignano
/ Buoncon vento
J Montalcino
I Murlo
t Casliglion d*Orcia
1 San-Giovanni d^Asso
I Pìenza
( San-Quirìco
( Castellina in Chianti
\ Cavriglia
i Gajole
( Radda
53. MOHTALCOIO
54. San-'Quirico
55. Radda
56. Radico/ani
K S. Cascian de* Bagni
( Radicofani
590 TBAP TRAP
Risìctle sul fuinco rom«lioiiaIe del monte xo i33i fni il pretletlo Ricuoli da una p■^
«li Pralouiagno circa due inigl. innaiixi di te, e Aghinoljfb di Bettino Grasso degli
arrivare al tuo veri ice, sotto la dislrulta Ubertini^ pìuUofiocbè Aghìoolfo de' coati
Mucca Gmieeiarda, fra la confluenxa dì due Guidi, dall* altra parte il castello della Trap-
corsi d* acqua , che davanti al [nese di Loro paim e quello di Laneiolina con i loro di-
ti uniscano A Cìtffenna» stretti e giurisdizioni, restarono alla famiglia
Tanto il Castel della Trappola^ come la Ricasoji. Sennonché il Cast, della Trappole
#oeco 6rificcitrt/a furono (ler lungo tempo lino dall* ottobre del i3i4 en caduto io
posseduti con titolo di feudo dai nobili Ri- potere della Rep. Fior., siccome rilevasi dal
di , i quali portHno tuttora nel loro bla- testé citato scrittore conlemponneoGìo. Vii*
scolpito il turrito castello della Trap- lani al Lìb. IX. cap. 272 della tua Go-
pola. nica. Dondeché resulterebbe, che nel i3s9
All'Art. Rocca Gumciaida fu detto, che 1» Rocca G.iiceiarda apparteneva ai Fani,
essa per lungo tempo prese il distintivo che ed il Castel della Trappola agli Ubertini,
porta da un Guieeiardo tì\ Loro, i di cut dai qu.ili passò nei conti Guidi di Roména,
figli nelle prime decadi del secolo XIII la- per retaggio provenuto da una donna degli
sciarono ai conti Guidi di Modigliana fra libertini maritala ad Alttsandro conte di
le diverse corti e castelletti anche la Rocca Romena. — Ved. LAacioLiaA.
Guicdarda sopra Loro. Molle altre notizie relative alle vicende
Per quanto sia credibile, non saprei pe- del Gist. della' Trappola e de'tooi dinasti
raliro asserire, se quel Guieeiardo fosse possono aversi da una relazione di me»,
stalo uno de* consorti degli Ubcrlini , o de* Francesco Vinta fatta nel So mano del
Pazzi tiel Vrfldamo; dirò bensì, che il Gist. i56i alla Pratica segreta, nella quale tratta-
delia Trappola nel i3a3 era |>osseduto dai si diffusamente dell* origine e privilegi della
Pazzi del Valdamo seguaci della parte ghi- famiglia Ricasoli desunti dalle pergamene
liellina, allorché i suoi abitanti si ribella- che il Vinta ivi dice di avere esaminate,
nmo da quei loparchi |»er darsi al Comune Può servire pertanto di schiarìmeDlo a
di Firenze, la cui Signorìa spedì alla Trap- tiitlociò ed a quanto fu pubblicalo da noi
pola gente armata a custodia del castello. ali* Art. Laneiolina una sentenza del t8
Mostrandosi però quel presidio negligen- maggio i335 proferita dairEseculore deplì
te, fu qiifiilo improvvisamente assalito dalle ordini di giurisdizione del Comnn^ di Fi-
genti de* Pazzi , i quali potettero occupare renxe conim rocss. Bindaccio de* Ricasoli.
una delle sue (lorte ; e quantunque i Fio- nella quale sentenza si dichiara, che i n-
renlinì vi :irrorressero j»er riprendere la stelli e corti della TVfl/i/w/tf, di /Joccn Cji.'c-
Trappoìa ^ lutto ri uscì inutile, |JOÌrlìè in- ciarda e loro annessi appartenevano co»
gassatisi st'inpre più i nemiri eon rajulo piena ragione al Comune di Firenze, co-
itegli Arelini ronveime al presidio fiorcn- me quelli che |M»r l* avanti erano slati pos-
tino alibandonarc quel rasteìlo. seduli da Gert^zzn di J fenolo di me^s. Gm-
Tanto asseriva lo storico conlem[)oraneo gttelmo de' Pazzi ribelle, Imndilo e come
Giovanni Villani nella sua (ironica (Lil». IX t.ib' rondannato d:d Comune, ecc. ecc.
eap. 370.) Dal qual attestalo riscllu , die il Ciò non ostante il dominio diretto ikl
Cast, dfll.i Trappola, ilofK) «>ssere sialo pre- siiddello castello e rocca continuò a godersi
so ai Pazzi, nelPanno Messo ilaT, dovè dai Rieasfdi, fineliè |ier provvisione dell»
toriian> in |iolere de* medesimi edepli Ul)er- Siiinoria di Fin-nze del 5 dicembre iS;*
lini di Solleiia loro consorti. fu di-lilieralo di ricuperare tulle li' forten*'
Dalle notizie raccolte da un nobile sin- e f^iurisdizioni conlinanli al dominio tìo-
dioso fiorentino sulte vicende del Cisl. della renlino. K fu allora che gti uomini del Casi
Trappola e «lei suoi signori, le quali si ac- «Iella Trappola indipendcnlfmente dai laro
cord.uio in gran parie con quelK* esistenti signori, per atto pubi lieo «lei 94 dicemlift
nelPArch. «Ielle Riformazioni di Firenze, dello «lesso anno 1374, s[ion tanca meotf si
risulti, che fino ilall' anno ilig messer sottoposero alla Rep. Fior.
Bimlaecio di Alhertano dei Ri«'asoti coni- Infalii In Signoria con successiva rifor-
prò ila i Pazzi la Rocca Guicciarda ni il ni;ij:ionc «lei aR marzo 137.S drlilterò, dif
\ì0^^ìn S. Clemente , ossia di Prato^alh, in queste e«l in altre fort«iz<» stale riunii»-
e successi\amente|»crconlntto «lei 3i mar- al dominio fiorentino con la provvisione iNl
TOSG
Cmogo di BtiUeiua Nome delle Cam»-
de* Cancellieri e nità comprese in
delle Cancellerie ciascuna Cancel-
Comanitati^H Uria Comunitat.
85. Obbrbixo
86. PlOllBIHO
87. Piiigliano
! Moli tar|!en taro
Orbelello
I Pioinbino
' Manciano
Piliglìaoo
Sonino
S8. aoctaftrmla iCamp.gn.f.co
f Roccaslrada
A 0 . ^ SMagliano
60' Scansano ia
^ ( Scansano
ToTàXM KB. CoiffAlTIMEirrO Gmosutaiio
Cancellerie 11, Comunità s5.
RIEPILOGO
Ilei Gomparlinento fio-
RDtiooConcW/. if .• 3a. Com. N,^ 91
TIel Pmbiio » i5 » 5i
il<-l Senese » II » 33
!lclt' Arelino .... » 30 » 48
!lel GroneUno ...»ii...;.» aS
Toxjxi • Caneeii. » 89. .Com, » 248
Xir Art. GRANDUCATO solto il para-
palo DlTUlOHB tbOHOMlCA. B ScPEBFICIK TEB'
BTOBiAu resta da aggiungere la nuova isli-
tuiioDe della Soprintendenza generale alle
Comnnilà del Granducato ordinata col nio«
tapfO[ino del %g dicembre 1840, mercè cui
i cinque Proyveditorì delle Camere di So-
printendenza corounilaliTa debbono comn*
okare alla Soprintendenza generale tutti gli
affirì delle Comunità e luoghi pìi dipen-
denti che non sono autorizzati a risolvere
con la loro facollà , ed il Soprintendente
l'energie render conto al Sovrano di tutti
quegli tra gli affari predetti che non può ri-
iolvere con le facoltà siate a lui couferile.
Inoltre il Soprinlcndenle medesimo ha la
direzione su|)eriorc del Calaslo, al quale fu
riunito r archìvio delle antiche DecimeGran-
ducali ; ed in ordine al moti)[)ro[)rio del 5
gcnnajo 1844 gli fu afRdala la direzione
del r ^irruola mento roililirc del Granducato.
Alle città del Coroparlimcnio di Firenze
e da aggiungersi Modigliana , ed al Com-
partimento di Pisa la città di Pietrasanta.
TOSG 561
Con la istiluzione poi di ana nuo?B Co-
munità, intitolata del U onte- Argentante
quelle di Terraferma nel Granducato tono
salite al numero di 243, dondechè con le
4 Comunità dell* Isola delPElba e una del-
r Isola del Gìglio sommano 348 Comunità
nella Toscana Gnuducale. •— Delle quali
isole attualmente si conosce la loro sa])ertì-
cic quadrata; mentre quella dell'Elba com-
presa rìsola dì Pianosa nel totale ascende a
quadr. 68125*98, corrispondenti a raigl.
quadr. 84,82, e V Isola del Giglio a quadr.
6431, i5, pari a roigl. quadr. 8,01.
Nello stato attuale rettificata la superficie
territoriale di ciascuna Comunità, risulla,
che il Compartimento Fiorentino abbncciw
una superficie totale di quadr. 1909746,76,
pari a migl. 2378,54. — Che il Comparti'
mento Pisano, compresevi le Isole delPKlba
e della Pianosa , abbraccia una superficie
totale di quadrati ioio658>96, pari a migl.
toscane 1258,79; ^^^ i' Compartimento
Senese occupa una superficie totale di qua-
drati 975165,98, pari a miglia 1214, G3;
che il Compartimento Aretino abbraccia
una superficie totale di quadr. 1106910,53,
equivalenti a migl. 1378,69; che il Com-
partimento Grossetano , compresa V Isola
del Giglio, abbraccia quadr. 14466431,13
equivalenti a migl. quadr. 1801,67.— -Sic-
ché tutta la superfìcie della Tosicaoa Grandu-
cale comprese le Isole preindicate ascende a
quadr. agrarj 6448913,36, corrispondenti
a miglia tosiane quadrate 8o32,32.
Dalla quale su|)erficie totale sono da de-
trarre quadr. 29643 j , come beni che la
legge esentò dalP imposizione fondiaria , ed
in quadrati 191949,76 consistenti in corsi
d* acqua ed in pubbliche strade, con una
popolazione che nelTaprile del 1844 ascen-
deva a i,53i,74o abitanti.
I prospetti posti in calce al presente ar-
ti colo con la recapito/azione delia Popola-
zione^ delle Famiglie e della Superficie
territoriale di ciascuna Comunità dei 5
Compartimenti della Toscana Granducale
data meglio a conoscere la [>opolazione reci-
proca dei 5 Compartimenti , presa la media
proporzionale, concedendo rispetto al Com-
partimento Fiorentino Cloche si detrae dalla
Val-di-Sieve e dal popolatissimo Val-d*Amo.
Cosi il Compartimento Pisano supplisce
con la sua popolosa valle e con la popolatis-
sima città di Livorno ai deserti della sua
pianiva tra Pisa Livorno e l>occa di Sercbio.
S82 TRA? TRAY
PopoLAsioiiB DIL14 ComùnTtk* M Tmmoìoo I nomi di TM9mlh • Tramùmd
all' Aimo i839. eiii ttcìti Pidca ddhi tiUiatiofie di tiaiE
luoghi. ÀTfcgOKliè il rra^€ ddb Vii-
JFalfbricfie (S. Jacopo) . . Ahli, ff^ t^^ di Ceeiiu risiede fn k bsie setteotriondt
Gragliana{S, Marco) » is5 del poggio di Jfoof ieri e qaelU della Ccr-
Trasolioo (S. Pietro) » 569 noia cfi^i/a/eo, tolta destra del a. GeÒM.
Fatico sopra {^, Michele) .... » 344 Fu antica signoria de* eooti Pkooocchi^
Malico sotto (S. Jacopo) » 490 Khì , di uno dei quali si fece meotiooe al*
rr^ jk:» ITO Ae ''•''*• SAHTA-Pioaà , quando nel n Inclis
nei 191 5« a causa di uifitioae di beni , h
TRAMONTI, o TRAMONTE m THE- proclamato un lodo nella chiesa di S. K-
DOZIO nel Tallone del 7Vn#piiisso.—- Cu. la chele presso 7VaMi/e da mesa. Uggieri, 0
cui chiesa fu da luogo tempo riunita al pò- Ruggieri, del fu Ranieri de* PknnMiiicsehi
polo di S. Maria a Ottigoano, nella Gm. eletto in arbitro dai diversi fratelli e figfi
e circa due mìgl. a lib. di Tredoxio, Giur. del fu G. lldebmodino degli AkM>nDdc8chi
di Modigliana , Dioc. di Faeoxa , Gomp. di di So»na e Santa-Piora.
Firense. — ^ed, TaBoooo Comunità. Della proTcnienia medesima tkMÀfdt.
TMAMotiTt in Val-di-Geoina. — Fti. TaA- Dipi, sanese sono tre istruraenti , il priao
▼albìu Val-di-Gecioa. de* quali del 3i mano laSo, relativo ad
TtLATALDA nel Val -d* Amo pisano. — una donazione fatta a Ranieri signor di
Gas. perduto dove fu una eh. pan*. (S. Tom- Travate dal conte Ruggiero-Gottoffredo del
maso) nel piviere e Com. di Calcina ja, Giur. In G. Rinaldo de* conti Alberti di Monte-
di Vico-Pisano, Dioc. e Gorop. di Pisa. rotondo. Gon il secondo istmmento del 19
È fiittM menzione di questo casale fino dal aprile i3a9, scritto nel Castel di Travate, gli
780 neir atto di fondazione della Badìa di uomini di questo luogo per meno dei lom
S. Savino presso Pisa, e più tardi nel cala- rappresentanti confessarono a Gnddo del fii
logo delle chiese della diocesi pisana com* Ranieri da Tra vale e ad altri nobili di cass
pi lato nel 1379, in cui si trova in Jicata fra Pannocchieschi di essere stati sempre ver
quelle del piviere di Galcinaja la chiesa di salti di quella fiimiglM,eelieil detto Castells
S, Tommaso a Tra^alda, ool suo cassero fu continummenla aotto k
Arroge che nel secolo XI aveva signoria giurisdizione loro,
in Travalda un nobile BeriA>rdo figlio di Finalmente col terso istmmeDto del Se
Gherardo, il quale stando in Travalda nel aprile dello slesso anno i399, rogato ia
1099 per alto di sua oltiroa volontà lasciò Travah^ tutti della casa Pannocchieschi di
diversi beni alla chiesa di Tra9aldap alla Travale, e quelli di C asti giion^ Bernardi
Primaziale di Pisa ed alle Badie di S. Sai- della consorterìa medesima, fecero loro si»'
valore a Sesto e di S. Stefano a Cìntoja. -— daco il rettore della chiesa dì S, Miche»
(Ahhal. Camald. Ad hunc annum.) a Travale per sottomettere al Comune di
TRASUBBIE. — Portano il vocabolo di Siena ^utti i loro castelli , fedeli e beni eoa
Trasubbie due grossi torr. che scendono dal promettere alla repubblica obbedienza per-
fianco occiden tale del Jffonte Labbro, uno dal petua. — - {loc, eit, T. VI e XVIII delie Pif-
lato di maestro, T altro verso pon. , i quali gomene n.*^ 454, i5oa e i5o3.)
avanzandosi nel r ultima direzione l<isciano M0I te al tre membrane del la Gom. di Bfsaa
in mezzo il poggio di Gana, fìnchè^llo il riunite nello stesso Arc/t, Dipi. San. ram-
colle di Polveraja sì riuniscono in un solo mentano i Pannoccheschi signori di Tnvale
alveo per andare a perdersi nel fi. Orobrone nei secoli Xlll e XIV.
dirimpetto al poggk> di Moscooa dopo circa Tale è quella del sa sett. 1997, mercè
19 migl. di serpeggiante cammino. cui Bernardino e Gione da Trtsvale ddb
TRAVAIJS, o TRAVALLE in Val-di-Ge- famiglia Pannocchieschi vendettero al Gom.
cina. — Gast. alla cui chiesa parr., ora pre- di Massa alcune loro miniere. — f^ed'
positura di S. Michele, fu annessa Taltra di MAasA-MAaiTTUfA. -— Tate è 1* altra deirii
S. Stefano a T^ro/io/ifi, filiale della distrutta noy. i3oi, con la quale Pannocchia del fa
pieve di Sorciano^ nella Com. Giur. e quasi Guglielmo di Travale fece una permata di
migl. 5 a pon. di Ghiusdino, Dioc. di Voi- beni con Bonifazio e Gaddo figli di meo-
terra , Gomp. di Siena. Ranieri dei Pannocchieschi di TravaU» -*
TBAV TRAV 583
^ed. GiTonàRo. Tala è um ttm del to leniamo una Tendila fatta nel ita 5 dai sì-
nano 1 3oa , nelLi quale si rammenta un gnori della Tosa del loro castello di Tra-
credito di Pannocchia del fu Gruglielmo ^le alla Repubblica di Firenze, e per essa
de* Panoocchieschi di TroMMie^ ed altra del a Giovanni da Vilerbo allora vescovo e pre-
9 aprile i394 che nomina un Niccoluccio «dente di quel G>mune. -— ( P. Ilduohso,
del fu Dino de' Pannocchieschi , signori di Ihliùe degli ErudUi T, VII,)
Trwfalty Crtrjedco^ e Catti glion- Bernardi. Inlalti dai documenti delPArch. delle Ri-
Non farò menzione di un trallAto di pace Ibrm^gioni di Firenze apparisce , che cote-
concluso li a3 sett. i3a6 fra il Comune di sto castello passò nel Comune predetto con
Monticri e gli uomini di Massa^ di Jfovi- due atti separiti del ao mano laaS {stile
terotondo^ Tramale ^ eoe, {loe, cit. ) comune\ in vigore de* quali fu venduto per
Nel i357 i •ignori Angelo del fu Nello mezzo del vescovo prenominato al Comune
di Bernardino , Francesco del fu altro Ber- di Firenze dai figli di Tignoso di Lamberto,
nardino , e Crisiofiino del fu Puccio, tutti e di Guidalotto pure di Lamberto, dai fi-
de* Pannocchieschi , venderono al Comune gliuoli pure di Catalano della Tosa e da
di Siena per lire iioo 1* ottava parte delca- altri consorti per lire 5oo di denari pisani
stello, distretto, giù risdizione e uomini di il castello, distretto, beni, coloni, ièdeli.
Tramale. — (Aacn. Dipl. San. Kaleffo Ne^ e tutta la giurisdizione sopra il Cast, mer
ron.^ 145.) desìmodi TVot^o/Ze.
Anche nel i38a mess. Grabbriello dì Pa- In questo luogo di Trivalle nacque quel
lodino Pannocchieschi signore di Tramale Gonaccio di Puccìno, che nel i333 fu con-
trovasi fra gli allirati dal Comune di Siena dannato nella testa dal poteste di Firenze.—
nrgli atti del Consiglio della Campana. «-« (Gio. Vtujuri , Cronica Lìb. X.)
( Aaca. DiPL. Sax. Carte cit,) La parr. di S. Maria a Travallenel |835
Nello statuto speciale di Travale^ scritto contava 19A abìl.
nell* anno i544 ed esistente ntll* Arch, TRAVERDE in Val-dì-Magra. — Gas.
delle Riformag, di Siena, sì notano gli con chiesa parr. (SS. Filippo e Jacopo) nel-
openj della chiesa de* SS. Michele e Ste- la Coro. Giur. e circa un migl. a sett.-mae-
fiino di Dragale. atro di Pontremoli, Dioc. medesima, già di
Il paese e uomini dì Travale si sottomi- Luni-Sarzann , Comp. di Pisa,
sero alle truppe Austro- Ispano-Medicee nel Cotesto casale prese il nome di Tra^erde
dì due die. del 1 554, e di poi alla corona di dal trovarsi a^la sinistra della fiumana Ver*
Toscana sotto li ai agosto del 155; senza de e sulla destra di un torrentello, o ca-
li riservo di alcun privilegio. naie, ch'ebbe pure il nome dalla detta fiu-
La parr. de* SS. Michele e Silvestro a roana, in cui poco dopo va a congiunger-
Travale nel i833 coniava 45i individui, si. — ^ei. Vaamt i;i Val-di-Magra.
TRA VALLE di CALENZANO nel Val- Le parr. de* SS. Filippo e Jacopo a Tra-
d*Amo sotto Firenze. — Cas. già Cast, con verde nel i833 conlava 107 abit.
eh. parr. (S. Maria) nel pi?iere,Coro. e cir- TRAVERSAGNA in Val-di-Nievole. —
ca due migl. a roaestr. di Calenzano, Giuf. Contrada con chiesa plebana (SS. Trinità)
di Campi , Dioc. e Corap. di Firenze. la cui popolazione si estende nelle Coro, di
Risiede sopra una costa del monte della Massa e Cozzile, di Monte Catini e del Bor-
Calvana tra il vallone della Marina e la go a Boggiano, comecché la sua chiesa sia
Valle del Bisenzio, donde è facile di sup- compresa nel territorio comonitativo della
porre 1* orìgine del suo nome al pari di prima, Giur. del Borgo a Buggiano, Dioc.
tanti altri luoghi consìmili , come di Tra' di Pescia, Comp. di Firenze.
co//e. Tramonte, Trapoggio^ ecc. La pieve della SS. Trinità a Traversagna
Dubito però che volesse riferire a questo fu eretta sul declin.ire del secolo XVIII, e
luogo un alto rogato in Travaìle nell* otto- nel i833 contava 1343 abìl.
bre del i oo3 relativo al fìtto di un mu- TRAVIGNE (PIAN) nel Val-d*Amo su-
lino con un pezzo di vigna posto in Piagut' penore. — Conlra<la a[)erta sopra 1* ullirao
nese presso Prato ed il cui originale esiste fra ripiano del roonle di Pratomagno, dalla qua-
le membrane del Mon. dì S. Bartolommeo le prende il nomìgnolo la eh. parr. di S.
Ji Pistoja, ora neir^tfre/i. Dipl. Fior, Lorenzo in Pian^Tra- Vigne nel piviere
Appella senza dubbio al Tracolle di Ca- di Gropina, Com. Giur. e circa due migl. a
581 TREB TREB~
pon.-roaestr. dì Tcmniiova, Dioc. e Gorap. eoa altri patti della Val-di-Hagn , Ano f
Ji Aivzzn. — t^ed. Piah-Tra-Viomk. che Trebiano, catiulo la potere dei oobiii
TRRBANA di RoroMgn^ nel Tallooe del Maicardi di Sarzana, fu da quetti Tendoio
Tramaz^'y. — Gm. che dà il Tocabolo ad nel i3 giugno del ia85 alla Rep. di Ge-
un fK>[iolu (S. Michele a Trebaiia) oelU Goni, nova, con altre Tille TÌGÌne al dello castello,
(il Treilozio,gik iti quella di Purtico, Giur. compreso il loro distretto e giuriailixione.
(ieìla Rocca S. Gasciano , Dioc. di Faenza, Per altro Trebiano insieme odo Lrrici
Comp. di Firenze. nel secolo \IV fu riconquistato dai Pìsidì,
Siede Trebana suite spile deirAppenni- per cura dei quali nel l'iai fu Inaalsita b
no di S. Beneilelto presso dove si stacca il rocca quadrata esistente tuttora topra il pae-
contraiTorte che inoltrasi lira le fiumane del se con gli stessi strambotti toolpili come i
Trcuna'ito e di f^alle Acereta, Lerici contro i Genovesi. — fVi. Loia.
La chiesa di Trebana era di padronato Quindi Trebiano dopo 173 anni vide
dei vescovi di Faenza sino da quando uno per breve tempo un altro padrone, allomU
di essi fjcr nome Pietro nelPanno io63 una parte dell* esercito di Garlo Vili appena
(6 maggio) donò al santo monaco cardinale arrivata -a Sarzana (1494) occupò ai Gcoo-
Fier Damiano per i suoi eremiti di Gamu- vesi anche Trebiano.
gno la metà dei bmi, chiese e decime com- Finalmente i colli di Trebiano danno un
I rese nel pìcv.inato di S. Valentino presso Tino spiritoso ta'chè, io penso, cbc dai vi*
Tredozio, a riserva leraltro delle chiese di tigni di questa contrada prendeste il voca-
Trehaniiy Madrignano e ndigiìano. bolo la vite detta comunemente Trebia.no,
Nel secolo XIII la chiesa di Trebana era La Gomunitli di Trebiano è conipotta di
stata ceduta in padronato ai monaci Garoal- due soli popoli, cioè :
duitnsi di S. Ippolito di Faenza. — (Ammal. r*^^^: / c a ^\ -u^ -1 •«
g> ^7 1 tv Cerri (S. Anna pieve) che nel i83a
Gamald. Voi. I.) ^^^^^ *' ' j^.^ ^o ,3,
Gli abitanti di Trebana si diedero al Go- -,^ , .^ ' /e "m-Il'i' -'i *— ,\ l 'it
,. «• • . j I •IO'» 7^reoia/io(S. Michele idem) che r an-
mnne di Firenze nel i agosto del 1 383.— . ^ . ' _
rr J r- e ir rr nO SteSSO contava a 60O
^e.i. FiBVE DI S. VALaimao , a Tmaocuo. __
Ìm parr. di S. Michele a Trebana nel Totalv. . . . Abit, Jf.* 83a
i833 contava 99 abit.
TREBBIANO, o TREBIANO in Val-di- TREBBIO {Trivium.) -— Non meno ili
Magra. — Gast. con eh. ptebapa(S. Miche- otto ville, poggi e casali sotto il titolo di
le) ra;>o1uogo di Comunità, nel Manda- Trebbio rsìstono tuttora nel Granducato;
mento di Ltrici, Dioc. di Luni-Sarzana , cioè, il 7'r<'4^/o <lel Chi;«nii, il Trebbio tVi
Provincia di Levante, R. Sanlo. S«'slino. il Trebbio fra Modigliana e Dova-
È |>oslo in pog>>io fra Aix:oIa e il monte iJol.i, il Trebbio di San-Sepolcio, il Trebbio
pia detto Caprionc, ora di 5. Marcello, Ma sulLi Sovara, il Trebbio di San Pier-a-Sieie,
«It'Sira dt'llì. Magra e «Iella strida che guida e quello del Pontassievc , senu dire delU
da Sarz;ma a Lerici, da cui Trebiauo dista Terra del Trepplo di Gantagallo , né della
circa due migl. a grcc. distrutta rocca e chicsii di S. Maria al Trtb"
Il Castel (li Trebiano con la sua pieve b'o di Cascina nel Val-d*Arno pisano,
fmo dal secolo X era di giuspadronato dei TREBBIO xxl CHIANTI nella VaM* Ar-
\escnvi di [.uni, avvegnaci)è il Cast, fu con- bia. —-Gas. gi:i Gast. dove fu una eh. prr.
fermalo a quei conti prelati con diploma del (S. Niccolò al Trebbio) da lunga mano so|>*
9ma!;gio 963dairimp. Odone I e [>iìi tirdi pressa, nel piviere di S. Giusto in Salcio,
( 1 1S4 ) dall* Imp. Federigo 1. Rispelto alla (^m. Giur. e circa ungi, due a lih. di Rad-
sua pieve lo accennano le bolle poiiliiìcie di da, Dioc. di Fiesole, Comp. di Situa.
Etigenio 11I( I 149) e Innocenzo III ( i 3oa ) Oltre quanto fu accdìualo alPArt. Ca-
dirette ai vesrovi di Limi. stellina del Chianti, vi è da aggiungere,
Nel sec'do Xlil gli aliitanli del Cast, di qualmente di cotesto Gast. del Trebbio e
Tn-biano dovetti HJ aprire le porle a diverbi dei suoi signori sMncootrano notiiie nel se-
padroni, fra i quali i Pisani che lo lenevaiio colo XII, toslochè nel 1193 i suoi dinasti
nel ia56, quando nella pace conclusa fra concedettero facoltà alla Rep.Fior. di mei-
(ssi ed i Fioreutini ( a3 seti. ia56) dovei- ter presidio e di poter munire a sua volontà
tero consiguaie a questi ultimi Trebiano ì\ Casi, d^ì Trebbio ed i\ Castiglione, oCb'
T R E B T R E B 585
Stellina de Trebbiesi, a condìxionc che la Rispetto ti monte flel Trebbio ed alle fue
Uep. (iifcndesse come causa propria quei si- ostricaje vedi l'^^rf.MooioLUiiA, Comu/ii/^.
^nori e i loro possessi. — (Akch. D:pl. Fjoi. La popolazione della cura di S. Maria
Carte del Jfon, delle Trafisse di Sien-t ). in Trebbio nel i833 ascendeva a i5i abit.
Anco neli' Arch. privato «le* nobili senesi TREBBIO del PONTASSIEVE nel Vaì-
Borfjliesi-Bichì esiste una membrana dfl 1 7 d'Arno sopra Firenre. — Gis.snl Monte di
febb.-rijo 1 187 ( stile comune >, la quale ver- Croce nel popolo di Galjga, piviere di Doc-
te sopra un lodo proferito nella chiesa di St eia, Gom. Giur. e circa 5 migl. a roaestr.
Gio. E\ange]ista a Quercia Grossa a causa del Pontassieve, Dioc. e Comp. di Firenze,
di nn,i vertenza fra la balessa di Monte Cel- Ebbero signoria in questo Trebbio i Te-
le fé e la badessa di S, Bfar'ut in Colle nel scovi di FìrenzeiCome può rilevarsi dai do-
Clii.inti , del quale ultimo Mon. furono cumenti de' secoli XIII e XIV indicali dal
palroiii i signori del Trebbio, finché autsli Lami nei suoi Monum, Eccles. Fior,
ultimi con alto pubblico del 1 3 ging. 1 194 TREBBIO di SAN-PIER A SIEVE nella
riniinziarono alla badessa e monnche di Val-di-Sieve. — - Villa a guisa di fbrliliz'o
M-mte-Celìese ogni padronato che avevano che da il suo nome ad una vasta tenuta nel
ncl!a chiesa cMon. di S. Maria in Colle. popolo di Spugnole, piviere di S. Giovanni
Riferisce pure a questo Trebbio una prov- a Peirojo, Gom. e circa due loigl. a [lon.
TÌsione della Signoria di Sima del I «51, che di San-Pier a Sie?e, nella Giur. di Scar-
ordinò di marciare con il suo esercito sopra peria , Dioc. e Comp. di Firenze,
il Cast, di Trebbio. — ( Abcb. FhPL. San. Gotesla villa del Trebbio è |iosia nel pog-
C ondigli del/a Campana^. gio onioniroo a pon. della strada postale Bo-
TREBBIO, o TREPPIO diCANTAGAL- lognese, allato ad un oratorio che fu della
LO. — f^ed, Tbeppio. famiglia sovrana de* Medici , atlualmente
Tmbbbkì [S. M^niA Ah) nel Val-d*Arno de'P?. Filippini di Firenze-, lasciata loro
pisano. — Cast, distrutto suTa ripa sinistra ne! 1648 con l'annessa tenuta da Giuliano
<l< ir Arno ch'ehhe nome della sua chiesa Serragli , nel quale ere passata cotesta vasta
pnrr. nel piviere di S. Casciano a Settimo, e fruttifera possessione.
Coni, e circa 3 mig^ a pon. di Cascina , È nota specialmente la villa di cotesto
Giur. di Pontedera, Dioc. e Comp. di Fisa. Trebbio, perchè i\i abitava la vedova di
F\\ uno de'ras;<lli dtl contado pisano Giovanni de'Medici, detto delle iJa'jrfenere,
preso nel febbrajo «!el i43t da Niccolò Pie- ed il loro figlio Cosimo, allorché questo gio.
cinirio, riacquistalo nel gi'Jgno successivo vinetto, avvisato dai suoi amici delPassas-
<lofH> 1 5 giorni di assedio dai Fiorentini, sinìo del Duca Alessandro, prtì alP istante
fier ordine del cui go^prno poco dopo il dalla sua villa del Trebbio per recsrsi a Fi-
rastello di S. Maria al Trebbio venne de- renze a prendere, come fece, le reclini di
rnoWXo. quel governo. — Fed, YArf, Fiamu,
TREBBIO ni MODIGLIANA fra il vai- Voi. II pag. aaa.
Ione del Marzenn e quello della S'imog^ TREBBIO di SAN-SEPOLCRO in Val
fìa. — ^. un monte con chiesa (.9. Maria Tiberina, detto in Val-à^Afra, — Cas. con
in Trebbine cho sì alza sino a xo5a br. so- eh. parr. (S. Gio. Battista) nel pievanale
pra il livello del mare, presso la cui som- maggiore. Coro. Giur. e Diuc. di San-Se-
m:ià esiste la sua chiesa parr. nella G»m. polcro . da cui dista circa un migl. < scir.,
Grinr. e circa due migl. a scir.-lev. di Mo- nel Comp. di Arezzo.
digliana , Dioc. di Faenza, Comp. di Fi- Trovasi in pianura presso la ripa distm
'*^'"^'^' del torr. i^/'a, appena mezzo migl. disco-
li monte del Trebbio e attraversato da una slo dal fi. Tevere che scorre al suo lib.
strada rotahilccheguida da Modigliana sulla La chiesa |)arr. del Trebbio di San-Se-
regia Forlivese tra Dovadola e la Rocca S. f «olerò dicesi anche in Fal'd:'/ifra dal tor-
Oiwriano, lasciando al suo grec. la chiesa icntello omonimo che scende in Tevere dal
di S. Maria in Trebbio. monte superiore.
Era questa una delle ville de* conti Gnidi T^ parr. di S. Gin. Battista al Trebbio
di Modigliana, confermata ai medesimi da- nel i833 conta^a ifig nbit.
gr Im, . Arrigo VI con diploma del 1191 TRFTÌPJO rC.VSTIX nrr.), oggi detto S.
e dd led^rigo H nel 1247. lìONMX) uclla Valle della Foglia. — Ca-
586 TBEC TBEC
stdlan* nel popolo di S. Donato, ptTÌere, popolo di S. Jacopo a Trwctmia^ eoi ank
Gom. Giur. e circa un migl. a maeitr. di Matteo del fu Ghino del popolo di S. Ifaib
Sniino, Dioe. di San-Sepolcro , frià ifn/- tino a Lucardo abitante in lV«cc«te nriì-
UtÈ9 dcirArtriprelnra di Scalino, Gomp. di tuì alla cbicti di S. ìmaa^ di detto looga
Amo. ^ tre peni di lem posti nello itcMo popolo,
È situalo lopra uno sprone di po|;gio in i quiili aveva acquistalo od 1377 per il
mmo a due formili, i quali sotto S, Do^ pmxo di 5o fiorini d'oro dagli uifiaiall dd
mata là riuniscono iosieme per dare il nome Comune di Firentt ali* occasione di una
al ^i. Fonila y o ali* Isauro degli antichi, guerra contro lo Stato Pontificio.
Appella a cotesto Trebbio un istmmenlo La parr. di S.Jacopo a Dreeemim^ o T#c-
drl 24 giugno 1390 nigato nella cappella di eenio nel i833 contava I9« abil.
Cermo presso Sesti no , col quale donna TàKc^tSM , Tucjst e Tmìcmmì in Val-A-
Agnrs* del fu Donato di Mlratojo , vedova Gomia. •— f^td, Tucami.
di Giovanni abitante nel castri del Trebbio TtECMBsa^ detto anche TmBOiCt^ nel Val-
cd altre due donne maritate venderono per d'Arno pisano. — Gas. perduto dove Ai naa
lire 95 a Ugolino del fu Guadagno di Ga- cappella intitolata a S. Frediano nel piev»-
slelnuovo nella Massa-Trsharìa le ragioni nato e Gom. di Galdnaja, Giar. di l^eoA
che gli spettavano per eredità patema e ma- sano , Dioc. e Gomp. di Pisa.
tema sopri una casa posta in Gasici nuovo lo non saprei, se questo nooM di Trtdid
nel piviere dì Sestino e tre peni di terra derivasse dalla tredioesinui pietra aigliait
compresi nel distretto del citalo castello. — posla costà presso alle tredici miglia snlls
(Aacu. DivL. FioB. Carie delVAreh. Gtn,) slraJa f^iearese^ o di Piefisoitfe, dirft beoÉl,
È della provenienza medesima altro bira- che in Tredici, ossia in TreeSkege^ possi Je»
menlo dfl 19 febbnijo 1404, col qu^le va beni e servi U mensa pisana. Gò si ri-
donna Ghiam del fu Fraoceschello moglie leva; 1. da un giudicato in favoic di qnrfls
di Marm iM fu Amadeo del cafttel di nicns4 arcivescovile pronuniiato in nn ari*
ftonie'Bomano , stando nella vilU di Val- 1*858; a. da un contratto cnfitcnUco del i5
di-Golle del popolo di Xante - Bomano ^ ottobre 975 di beni spettanti al piviere £
provincia di Massa Trabarìa , previa Paulo- ^ieo-Fùri (Gilcinaìa) concevi da Aiberiss
rin-isione del marito, vendè un peno di Vesc. di Pisa ai due fratelli marehai Obn^
terra posto nella curia del ea%iel di Monte' lo-Obino ed Adalberto figli del marehsn
Bomano ere. Oberlo conte del palazao di Ottone I ; 3. di
TRFRIAXO. — Ved, Tbobiaiio nella una sentenza di BaUluino ArciT. di Fin
Val-di-Maora. confermata dal Pont. Grleslino III con bfe-
TRKCENTA , o TRECENTO (Caj/miif ve del 3 novembra 1193 in làvocv ddk
Trrgentae) in Val-d*Elsa. — Vico spiccio- pieve di Calcinaja. — (Muaat. Jni, M,
lato rhVliho tìtolo di castello con eh. |Mirr. j4e*^i. T. 111.)
(S. Jiropo) filiale tlellA pieve di S. Pietro Anco nei cataloghi antichi delle diien
in Merrain, nella Gnm. Giur. e intorno a della diocesi di Pisa si fa menzione del vim
tre miglia a scir. di Monlesperlolì , Dioc. e di Tredici, o Treehete^ e della sua cbicn
Gomp. di Firenxe. di .5. Frediano.
Risiede sul fìanco sellentrionale del pog- Il padronato della qnal chiesa di S. Fri'
giodi Lucardo presso le prime fonti del dinio a 7*re<l/c< sino dalP anno 84 4 con br^
lorr. Prestile, che uno deMribularj del- ve del Poni. Sergio II, fu donato insieme s
l'Elsa presso Cistel-Fio remino. quel'o delle chiese di S. Benedetto a Jfon-
Si hanno memorie di cotesto Trecento , te-Calboii, e di S. Villorio a Treggi tja «Ila
ora Trecento , sino dal secolo XI in due Badia di S. Salvadore presso il Lago di Se-
fine .lell.i B^ilia di Rissi i;n;« no, la prima sto, ossia di Bienlina. — (Anhal. Gahau.
delle quali del 1069. e T altra del 1086, Voi. I.)
siriite entr-mbe in" Trecento. — ( Abch. TRECIANO in ValTiberìna. — Gas. U
DwL. FioB. Carte eit.) cui eh. pirr. di S. Giusto fu riunita a quelli
Di epocd »s&ii posteriore è un istrumenlo di S. Maria a Zenzano nella Gom. e circs
deirXrch. seneralc di Firenze esistenle pur un mijfl. a lib. di Gaprese, Giur. della Pie-
ce^ nel Dpf. Fior, in cui trattasi di un ve S. Ste&no, Dioc. di Sansepokro» gi^^
contrailo del 12 maggio i383 rogalo nel Areno, Gomp. aretino.
TBED TBBD 587
Risiede in monte sol fianco orientale del* (P. luavoitto, Ddi%Ì9 degli Eruditi to^
r Alpe di Catenaja , luogo la TÌa molattieffa scani , T. Vili. )
che da Cafirese sì dirìge su quella sommità. kWJri. OotadoiiA fa aggiunto, che dopo
Il Gis. con la chiesa di Treciauo fa do- k morte del G. Ruggieri di Marcovaldo di
nato dai signori di Caprese agli Eremiti di Dovadola sottentrò ne' suoi diritti il di lui
Camaldoli è confermato loro dagl* Imp. Fé- figlio G. Guido SaWatico, il quale nlliroo
derìgo I con diploma del i3 no?. ii54f da conte nel 1971 stipulò alcuni patti con ai-
Ottone IV con privilegio del 6 no?. 1909» tro suo cugino, il G. Guido di Romena ed
e d» Girlo IV con diploma del 1 7 mam il Gomone di Tredoxio.
■ 355. — f^ed, ZmàMO, hi pure fu affisato, qualmente nel i3i5
TRECOLLE nel Val-d'Amo pisano. — il conte Ruggieri II, figlio del suddetlo G.
^ed. Caix:i (TaicoLu m). Gruido Salvatico, fu infettito con diploma
Tmedici nel Val-d*Arno pisano. •— Fed. del re Roberto di Ifafioli , protettore della
TuEcaBsM. parte Guelfa di Toscana» di tutte le ragioni
TREDOZIO C Treudaeium)fìt\ talloae che aver potè nel Gist. e distretto di Tre-
del Tramalo in Romagna. -» Gastello che dozio il conte Manfredi figlio del fu conte
diede il titolo di contea ad un ramo de* GG. Guido NotcIIo di Modigliana, per essere
Guidi di Dovadola , ora capoluogo di Go- stato dichiarato ribelle della Repubblica
munita, la coi chiesa parr. (S. Michele) Fior, e delU Ghiesa, come partilante Ghi-
bencbè batlesimale è sottoposta alla pieve bellino.
di S. Valentino, nella Giur. di Modigliana, Al conte Roggieri II di Doradola sococdè
Dioc. di Faenza , Gomp. di Firenie. nella signoria di Tredoiio il di lui figlio
Risiede in valle sulla ripa destra della Maroovaldo II, e a qneati il fratello suo G.
fiumana del TVomaato, detta anche di Francesco padre del G. Malatrsta.de' conti
Trtdotio^ nel gr. 99® 94' latit. e 44^ 5' 9" Guidi di DoTadòla. Morto però nel 1407
longit., circa 6 roigl. a ostro<jcir. di Modi* il conte Francesco , i suoi 4 figli fiirono
gliana, altrettante a pon. della Rocca S. Ga- riceruti in «(comandigia dalla Signoria di
sciano, 6 a lev. di Mamdi , e io migL a Firenze con i loro beni, vassalli e castelli,
lib. di Dovadola^ fi« i quali quelli di TredoMÌo e di Monte-
La più antica memoria superstite di qae- SaeeOf fino a che, per contratto del 3o lu-
tto castello reputo quella dell* 8 sett. 896 glio 1496, la Rep. Fior, acquistò dal G. An-
citata air Ari, Pieve di S. Valbmtiho, dalla Ionio di Bandìno da Monte Granelli le ra-
quale apparisce, che la signoria di Tredozio gioni che se gli competevano su quei caslelli;
spellava alla contessa Ingelrada di Modiglia- e finalmente nell' ottobre del i4a8, dopo
na, passata a seconde nozze col conte Teude- aver respinto dalla Romagna toscana un*ar-
grimo de* conti Gnidi. — Rammenta poi una mata del Duca Filippo Maria Visconti, la
corte di Tredozio altro documento del 1 060, Re p. Fior, riebbe il Gtft. di Tredozio tenuto
o 1061, quando S. Pier Damiano dirooren- fino allora dal G. Guelfe, uno dei 4 figli
do neir Eremo di Gamugno dell* Abazia del G. Malatesta de'Guidi di Dovadola, stato
Camaldolense di Valle- Acereta divise egli dichiarato ribelle della Rep. Fior. ; e nel
stesso i possessi dell* uno e dell* altro luogo dì 99 dello stesso mete il popolo di Trcdo-
pio, assegnando ali* Eremo tulli i beni posti zio fece a quella U sna totale solloroissione.
nella parte montuosa di quel vallone, non Tredozio in seguito divenne capoluogo
eccettuati quelli che ì Garoaldolensi aveva- di una Gomunitk e residenza di un potesti,
DO in Tredozio. — f^ed, Modiouìha. la cui giurisdizione civile comprendeva i
All'anno i963 accadde in Dovadola nn comunelli delle Cappelle ^ di S. Martino a
alto di divisione fra il G. Guido Guerra li Scannello, di S. Giorgio a Rosala, di S.
ed il G. Ruggieri figliuoli del fu G. Mar- Michele a Tredotio, di Tramonti , di O/-
covaldo di Dovadola e della contessa Bealri- tignano , Peneta , Sarturano , Scarwana ,
ce di Gapra ja da una parte , e dall' altra e della Pievt di S, talentino.
parte il conte Guido del già G. Aghinolfo Ma nella organizzazione generale delle
dì Romena loro cugino, rispetto ai diritti, Gomunità del Granducato comamlata da
^di, beni e vassalli che quei dinasti pos- Leopoldo I col regolamento del ai ottobre
sedevano in Romagna e segnatamente rap- 1775 fiirono riuniti a questa di Tredozio
porto al castello e distretto di Ti-edorio.^» i tra Gomuni di TVevIoaio, di Cm%*ano e di
578 TOSI TOSI
TOSI nel Viil-<]*Amo sopra Firenie. — lomisiione dvi Kltorì della cura di Toiiiui,
Vili, cou cbicsii prr. (S. Andrea prioria) reclamarono contro ^\ì Eremiti di Carnai-
uel piviere di Pilianu , (U^m. Giur. e circa doli che ricusavano olibedienia alU picie.
raigl. 6 a selt. di Re|fgello , Dioc. di Fie- Frallanto il [trìore del S. Eremo nel a5
fole,Comp. di Firenze. agoslo ii3i| avendo aduodlu a cuniigiKi
Risiede alle f»lde occidenlali del monte nella chiesi di S. Margherita i consoli di
di Vallorohrosii, dal qual monastero trovasi Tosina, fere loro prometltre di ctinsenrare
quasi Ire migl. a lih. presso la ripa sinistra i beni della chiesa predetta, di tener conio
del lorr. falcano di S, Ellero^ in mczio a delle raccolte e delle decime 5{M.ilanli a del-
selvc di c;ist.igni , etl a cavaliere di pochi ta chies:«. Qiiinili con altro rogito scritto li
campi seminativi S|Mrsi di ulivi. a8 nov. laSi nel S. Eremo di Camaldolì
Fanno menzione di questo villaggii» al- Io stesso priore di consenso de* suoi Canal-
cune membrane :in lidie della su^ierioreBa- doiensi insti luì T Eremita don Giunta in
dia di Vallombrosa, il cui monastero fa sindaco |)er im^iedi re che ulcu no del |inpo lo
|iarte del distretto piirrnn^hìale di Tosi. di S. Margherita a Tosina non facesie alcun
Uno di quei rogiti del maggio 1147 fu |Kitlo e concordia col pieTano di Pomino, e
scritto nella chiesa di S. Andrea a Tosi. non gli accordasse alcun diritto su delta
kìVjéri, Qvo9\ citai un istrumenlo del chi«>sa. Anche nel 14 gena, del i»78 il r«-
37 luglio II 89, dal quale a|)parÌ5ee, che paiolo del S. Eremo di Cima Idoli costituì in
i signori da Qunna |>o<»edcvano beni in [>rocunitore don Geranio priore generale dì
Tosi ed in Ititlo il suo distretto. quella Congregazione aflìnchè agisse in una
Fra le carte dell'Arte di Calimala nel- causa con Vieri de'Cerchi rispetto al diritlo
YAreh, Dipi, Fior, si trova un testamento di padronato della chiesa di S. Margherita
rogato nel popolo di S. An Irea a Tosi ilei j Tosina. Finalmente 4 anni dopo (« gena.
a6 giugno 1 363, col quale Bernardo del ia8i) in vigore di un compromesso falln
fu Giovanni del |iopolo ili S. Stefano al in F'irenic fia i sindaci degli Eremiti di
Ponte di Firenze dichiara suo erede uni- Cmialdoli da una parte eil i figli tiel fu Fi-
versale Duccio dvl fu (l-irroccio degli Al- lippo da Quona e ^oiognano dall* altra
berti de] popolo di S. Remigio pure di Fi- |iarle fu stabilito dagli arbitri, che nei casi
renze. di elezione il rettore di Ti>sina si dovesse
Ìa parr. di Tosi innanzi il 1R09 era di nominare dal priore di Cmialdoli eoi ron-
giuspadronato de* inou.ici di Vallombrosa, senso e appnivazione de* |wtroni. — CAara.
siccome lo furono quasi tutte quelle diri pie- Difl. Fiob. C«r/r //f/ ìHonastero dì S. Mi-
vanalo di Pitia na. — red. Pitia» i. c/tele in Borgo di Pitti).
fia cura di S. Andrea a Tosi nel i8ì3 Varie altre nn-mbrane ili questo mona-
conlava 670 abit. siero ap|)«>ll.»nn alla rbiesa dì Tosina ed ai
TOSINA in Vii-di -Sieve. — Cis. con suoi iNitnm», fra le quali ne eilerò uni del
cura ■ S. Margherita ') n< 1 [)iviere di Pomi- 5 luglio 1 1 8f» scritta nella chiesa di S. Mar-
no, Coni, e eirca 4 migl. a grec. di Pelago, gherita a Tosina, donde si rileva, rhe da
Giur. del Pontsissievc , Dioc. ili Fiesole, molli anni indietro il priore dfl S. Eremo
Comp. di Firenze. di Camaldoli era in «lirillo d* istituire il
Trovasi sul ri.incosi-ttenl rionale del mon- retloie della ehiesa predella, mentre rou
le della Coii»iima nella \alIiH:ola percnrs.! queirallo fu deliberalo formalmente dai rjj»-
ilal lorr. Bufino a destra ilella straila prò- pellani , conversi , familiari e da lutti i {u-
vinciule che staccasi dalli regia |>oslale Aie- Imni e |k)|>oIo di Tosina diafìTtlare la cbieM
lina, cirea mezzo migl. a selt. del Posterìa di di S. Margherita con le sue possessinni e di-
Borsclli ed altrettanto distante dulia ri|iii si* ritti a dim Piacilo priore di CmiaMoli rd
nistra del lorr. prenominato. ai suoi 8UCcekSf>ri , con fat-oltii d*instiluire
Nel II 8r> i signori da Quona e Vologna- in detta canonica T abate e monaci della
no erano poltroni della eh. di S. Margherita Congregazione Camaldoleiise , salvo il ciò-
a Tosina^ (loichc in detto anno la rilascia- spadronato e T approvazione dei eonsoìidti
rono con i suoi beni al priore del S. Eremo Pineianesi ^ ossia del po[iolu ilell.i Torim
di Camaldolì. (Pinciauo) nel piviere slesso di Pomino.
Ma i pievani di Pomino, nel cui distretto Iji chiesa arrocchiale ili S. M.ircl>rrita
è compreso il popolo di Tosina, esigendo sot- a Tosina nel i833 contaTa 660 ÌDdividui.
TBED
landoli Della diitiSone di lef.f poieia di
Olirò e finalmente di poo. fioo albi ilrada
pedonale, che da Tredozio ialt in qaelb
giogana per poi ditoendere nella Valle del
Montone sulla strada regia Forlivae Ara la
Rocca S. Casciaoo e Portico. Lungo la stct-
sa via pc«lonaile il territorio di Tredosìo fron-
teggia con quello comunitatifo di Pbrtioo,
da primo mediante la via predetta, poscia
per il (omo appellalo dell* ^cf uà /radda.
finché questo confluisce nel botro di Jlfon-
talto, che le due Comunità rìmootana oonti^
acqua per tornare sul giogo del oontraflRirte
dove si riavvicinano alla airad» pedonato
testé indicata. Di eostl girando da maestro
a ostro le due Gomuaità discendono alquanto
nella Valle del Montone, di dova foltandoat
a pon. ritornano sulla giogana del TVo-
mazMo: nel q«al tragitto attraversano la via
mulattiera che da S. Benedetto in Alpe con-
duce a Tredozio, di là dalla qualt ritorna a
contine il territorio comunitatifo di Marradi.
La fiumana del TVivitaaso, attra?ena da
ostro-iib. a seti, il territorio di questa Co-
mollila, nel quale ha origine anche la vai*
TBED
589
Itoobi deirilolfi , benché la niSiiBa parte
del di lei eorso luferioro sia nel territorio
di Modigliana, presso la qua! città le due
finmane si uniscono alla lena di riel/e ebe
costà perdono il loro nome nel Mmneno,
La sommila dell* Appennino di Tramano
fii riscontnta airaltesia di 16B0 braccia
sopra il livello del mare.
La qualità del suolo consiste nelb mag-
gior parte in aoacigno ai^lloso 0 fissile,
meno nel vallone inferiore che suol essere
ricoperto da terreni lenuiij 0 di allotione.
Iie tbmte e lo praterie naturali rivestono
le balte superiori dei conlmlibitl che fian-
cbeggiano la fiumana, cui sotlentrMio le
selve di castagno, e nella parto più basn i
gelsi ed altri frutti sparsi nei campi semi-
nali a granaglie^ a mah ed a piente fila-
mentose.
Il giosdicenle di Tiedono é il vicario di
Modigliana, dove sono l' ingegnere di Gr-
condario, il conservatore delle Ipoteche e
Tuffiaio per Tesatione del Rfgtotro« La can-
celleria Gomnnitativa ed il tribunale di Pri-
ma istanza si trovano alla Rocca S. Gmciano.
QUADRO della PopolaMlone dtllaCoMuiitTj* 01 TàsDCMto a 5 epoche di9erse.
Nome
dei Luoghi
Titolo
delle Chiese
Gannetole
Ostello (*)
Ciizzano e Santino
Oliign^no con Tra-
monti
Perete
Rasata (io)
Sarturano oon Scan*
nello {*)
ScariHOa
TlUKlBO
San - Valentino (*)
S. Eustachio , Cura
S. Maria , idem
S. Maria , idem
S. Bfaria , idem
S. Andrea, idem
S. Giorgio, idem
S. Biagio e S. Mai^
tino, idem
S. Lorenzo , idem
S. Michele , Priorìa
S. Valentino , Pieve
ToTjtLK . . .
Diùeesi
spettano
Popolaùone
jiaao
i55i
Faema
Idem
Berti noro
Faenza
Idem
Idem
Idem
75
86
Arno
1745
Idem
Idem
Idem
Ahit. if.»
199
8i
77
88
ai7
389
190
9398
9»
9»
107
968
t»7
60
195
«9
54J
9U
1876
NB. Le Olire Contrassegnate con V asterisco (*) nelle ultime tre epo»
e/te mandavano faori di questa Comamità Abit* if .^
Mbst^ko .... Abit. ]f,^
A It ronde nelle stesse tre epache entrammo da quattro cure di
Comunità limitrofe comprese nello Stato Pontificio , Abit, If,^
ToTÀtm .... Abit, if .**
Aimo
i833
189
|3S
353
tS9
83
i3i
89
663
390
9090
|39
Aimo
1840
196
i38
369
i85
7«
199
91
93i
340
1951
179
9123
9450
990
AHao
1843
aio
iSa
369
900
86
t39
1*7
960
970
993o
964
9493
917
9976
996
9 509
▼ . ▼.
590 TBE6 TREM
TRBQGIAJA. ^ Molti luogU col non» TREGOLB, o TaEGOU du GHUH-
di Tregipajii esiitoDO io TotciinR; Treg- TI io Val-<l*Arbìi. — Gas. eoa eh. pavr.
giafa di Gìogoli presso Fi rr Die; Treggia/a (S. Lorenzo) nel (Jiviere di S. Giuto io
di Porta S. Marco presso Pi^toja, Treggia/a Salcio , G)m. e circa tre migf . ■ tcirw della
di Palaja nella Vald' Fra, Tresgiafa di Castellina, Giur. di Ridda. Dioc. di Fm-
VacGole presso Lucca, Treggia/a ili Bib- sole, Coni|). di Siena,
biella nei Casentino; Treggìa/a di Moi>« Risile in ftog^^io sulla pendice orientile
temifsnajn par- nel Caseiilino. di quello di Fonterutoli^ sopra le più alle
TREGGlAJà ( Tregiaria ) in Val-d*E.-a. soisrnti «lei numicello Aibia.
•^ Vili. f;ik Cast, con cb. |Mirr. (SS. Lorenio È mminentitto coleslo luogo io ana rarm-
e Barioloinmeo) oelP antico piviere di S. brina «leirallobre ioo3 esibente oeir^/irft.
Gervasio, Com. e circa 5 nii|;l. a maestr. di DifU. Fior, fra quelle della Badia di Golti-
Palajd, Giur. di Pracioli, Dioc. ili Sau-Mi- buono, relalitaalla rinnovasìone d'un eo-
niato, leià di Lucca, Comp. di Fisa. BCeusi di beni posti nel pirìcre di S Gintfo
Risiede sopra una collin<i lufiiCf a zeppa di in Salcio per l*Hniiiio canone di cinque de-
coocbi|(lie marine, a a3o br. incirca sopra nari d* argento da pagarsi al proprielario
il li velici ilei mare Mediterraneo, sulla de- Teoderico del fu Ildebrando nella Mia oorle
atra dell'idra., passala la confluenza del Ba- posta in Tremale,
giio, diriin|)ello a Pondero ed a cavaliere L« p-irr. di S. Lorenzo a Tregoii^ o e
della atrmla rotabile che da Monte-Foacoli TWir'^/e nel i8B3 noverava sic abil.
guida a Pontedera. TREG0ZZ4N0 nel Val-irArno aralino.
La memoria |>iù vetusta che io conosca di «^ Gas. on eh. parr. (S. Michele) e Pan*
quello TreggUfa ris:ilirebbe al 98o,quao- neaso di S. Cecina a Lihìiiaf nel piviere di
do Gruido vescovo di Lucca dictJe ad en(V- S. Polo, Cora. Giur. Dioc. Gorap. e ciiti
teusi la met& dei beni, decime e tributi 3 migl. a seti, di Areno,
spettanti alla pieve Hi S. Gervasio in Val* Risiede lungo la strada rotabile Mia
d* Eni.— Anche T/frc^. jirci^. /'iJ. pos- Chiassa alla sinistra del torr. omonime
•iede una carta del io seti. itaO pubblicata prftso la base meridionale del poggio di
dal Muratori , nella quale è rammentalo il Monlegìovi. — - ^ed. Livbia.
riodiTreggiajaCTVejiaria) presso quello di La chiesa di Tregozzano era di gimpi-
Aliea. — (MuaAT. ^/i/. 9t, Arvi T. IH.) drnnato del capitolo ilella caf le«lrale dì Arrt»
Pili Histinlaraente la cura di'* SS. Loren- xo fino dal secolo XI. — - (Letierw
zo e BartolomiDeo a Treffgiaja ò specifì- istoricht di un anonimo Aretino^
rata nel catalogo delle chiese della dioresi La cura riunita dì Tre{!Ozz.4iiu e di Lib>
di Lucca scrino nel ia6o insieme ad altre bia nel i8ì3 contava 356 «ibit.
due chiese di S. Vittore e S. Michele situate TREMOGGIANO nel Val-irArno casro-
pure in Tre "giiija, la prima delle qu.i1i ui'U tiiiese. — Cas. giii Cast, eli* ebbe chiesa
r 844 fu donala alla Badia del Lago di Se* parr. (S. Giovanni) riunita al popolo dì (Tel-
alo. — Fed, Gaavisio fS.) in V.d-d*£ra, e io nella Gom. e Giur. e circa 5 roigl. a grec
TtLBCHBsE nel Val-d'Arno pisano. di Bibbiena , Dioc. e Corop. di Areizo.
Inoltre una cappella dedicala a S. Maria Trov.isì alla siiiistn del Coriabne preso
a Treggia/a della slessa diocesi lucchese la via che sale all' Al vernia e a Chiosi dd
trovasi citata in un islrumento di locazione Casentino.
rogato in Pisa li 7 marzo ia83 {stile p'sa- Appartenne questo Cas. di Tremoggiano
no). — (AacH. Difl. Fioa. C<irie del Capii, ai nobili di Chiusi e Caprese, dai quel! fu
di Pistpfa.) ceduto agli Eremiti di Camaldoli , confer-
ii Comune di Treggia ja si sottomise alla mato lom da bolle pontifìcie e dai prìvi-
Rep. Fior, con atto del ao ottobre 1406. legj degli Im|)eralon Federigo I (i3 nov.
I contorni diTi-eggiaja presso Palaja sono 11 54) Ottone IV (6 nov. 1209) e Carlo IV
sparsi di resedj priv.iti,di ville signorili, di (17 marzo i356).
copiosi vigneti e uliveti. La eh. \)0Ì di S. Giovanni di Tremogr
La parr. de* SS. Lorenzo e Bartolommco giano^orA soppressa, era compresa nel pivi^
a Treggìaja nel i8!l3 contava 745 abit. redi Bibbiena, coorerniata a quei pievani
TRFGGI ANA nella Valle della Magia. — dai Poni. Adriano IV nel iii 9, e Innoceii-
^ed. TaaiAaA. zo III nel 1207. — Fed, Gwlw sau^Aaim
TBCM TREP 691
tRÉMOtJnX) in VaMiTora. — VHI. TRFPIGNAXA {tyipignana e Trepi.
^àCast. con eh. parr. (SS. Fabiano eSeba- nianà) nella Valle de] Scrchio. — Gas. che
■tiano) e gli annessi di S. Lorenio a Colle- ha dato il titolo ad una eh. parr. (S. Martino)
jtlberti e di S. Lucia a Gerle ^ nell* antico gi& del pievanato di Loppia, ora sotto qi^el-
piviere di Tripallo, Com. e quasi nu migl. lo di Gallicano nella Gom. e Giar. mediisi-
■ maeslr. di Lorenzana, Giur. di Lari, Dioc. ma, Dioc. e Due. di Lucca,
dì San-Miniato, una Tolta di Lucca, Comp. È rammentato in più membrane deri-
di Pisa. YArch, Arci9, Zticeh. anteriori al mille.
Risiede in una collinetta cretosa alla de- fra le quali una del 5 noT. 7^7, edita dal
stra del fiumicello Torà, fra Lorenzana e Muratori nelle j4nt. 3t. j4e9i, ed altra del
Faugtia, sulla strada rotabile che perTripal- 18 giugno 994 pubblicala nel Voi. V. P. Ili
lo guida a Litri. delle àfrmorie Lucchesi più volle citate.
Si fa menzione di cotesto villaggio nella La chiesa di S. Martino aTrepignana tro-
Visita diocesana fatta nel iod3 da Giovanni ▼■si inserìla sotto il piviere di Loppia nel
Tcsoofo di Lucca. calalogo delle chiese della Dioc. lucchese
Appellano altresì al Comune di Tremo- Scritto nel i960. -— ^ed» Lopnà»
leto due isirumenti del 16 maggio e 9 nov. La parr. di S. Martino a Trepignant nel
del i334 relalivi a vendile di terre poste t83d conlava t6i abit.
nella corte di Tremoleto delle colline supe- TwEPiatiÀtio di Sesto a Moeìjwo nel-
riori pisane. la Valle del Serchio. — Gas. esistito sotto la
La chiesa allnale di Tremoleto fu edifì* pieve di S. Maria a Sesto, detta ancora 1
eata di pianta nel 1787, ed il luogo delTan- Dueenta^ nella Gom. Giur. Dioc. Due. «
fica fu ridotto ad uso di camposanto. La sua circa migl. 6 a selt. di Locca,
parrorchia confìn» a lev. con la cura di S. Anclie di questo luogo ha fatto mentìone
Ermete, a ostro con quella di Lorenz ma, fra gli altri un istrnmenlo del 3 ott. 943.
a sett.-grec. con il popolo della pieve di — (MriiOK. I^ora. Voi. V. P. IH.)
Tripalle, ed a pon.-mieslr. con la cura di TREFPIO di GAfiTAGALIX) nella Valle
Fauglia. — Essa è bagnala a lev. dal tnrr. del Reno bolognese. — * Grosso Vili, cou
Morra j a seti, dalla fiumana ìsota , a pon. eh. plebana (S. Michele) nella Gom. e circa
€Ìal torr. Rio\ e a ostro dal fìumicel'oTora. mif!l. sei a selt.-maestr. diGanlagallo,Ginr.
Il Gast. o Vili, di Tremolelo si sottomise del Monlale, Dioc. di Pistoja , gill di Bolo-
ai Gom. di Firenze nel )5 ollobre 14 06; che gna , G)mp. di Firenze,
sebbene riescisse 9Ì Pisani 90 anni dopo di Risiede sulle spalle orientali di unospro-
rioccuparlo, nelTanno stesso, di nov., fu ri- ne dell* Appennino, il quale prolungasi verso
tolto dai primi clìe fiondai 1407 In avevano lo Stalo Pontificio fra i due valloni della
aottopnslo al potestà di Crespina dipendente Lìmentra orientale e centrale in mezzo ad
per la giurisdizione f>olitica e criminale dal estese foreste e castagneti.
TÌcario di Lari. — - ^e//. Cimpiuìl. Il possesso promiscuo, spirituale e tempo-
La parr. de* SS. Fabiano e Sebastiano a rale, del territorio compreso nei pievanati
Tremolelo net 1833 contava 3^3 abit. di Treppio e della Sambuca fu cagione di
TREMOLETO nel Vali]* Arno casentine- frequenti ostililà fra i Bolognesi, cui spet*
ve.— Gas. cOn eh. parr. (S. Martino) nel pie* tavano quei paesi nello spirituale, ed i Pi-
vanalo, Com. Giur. e circa due migl. a ostro- stojesi, ai quali appartennero nel temporale,
lib. di P()p()i , Dioc e Comp. di Arezzo. Gili nWJrt, Fossato si disse, essere stato
£ situato in poggio fra Poppi e Raggiolo quello uno de* castelletti che insieme con
in mezzo a selve «ìicislagni e nell'amico co- Tre pf^o ^ Sambuca ^ Torri dopo lunghe
mvkfì^Wo tW Frantola. — l^ed. Porvi, Com. rontrovi-raie nel 1^19 fu rivendicalo dal
Il po|iolo di S. Mattino a Tremo'elo nel Com'ine di Pistoja per sentenza proferita
a dicembre del i34a lece un mandato di dall'arbitro della raus-i, Card. Ugo vescovo
procura per prestar giuramento di fedeltà d* Ostia; ma che pochi anni dopo il Pont,
in Firenze al Duca d* Alene come signore Onorio III diresse lettere ai Pistojesi nel a8
generale di Firenze, di Arezzo e loro contado, febbraio laai direndo, che al G. Alberto
— «'.AacH. Din.. Fio». Carte dell' Arch. gen. ) di Prato erano stai i concessi in feudo i caslel-
fja parr. di S. Martino a Tremolelo nel li di Monticelli, Mingono, Fossato e Tor-
i8i3 noverava 149 ahil. ri, castelli che il Pont, asseriva essere perve-
582 TftA? TRAY
PopoLixioiiB DILLA CoHirìitTA* M Tmmoìoo I oooiì dì Tfù9tdh • Tramomi dumo
ALL*Aiiiio i839. eiii ttdti ridca ddhi titiudtioiM di nnili
luoghi. ÀTfCfOKliè il Traomie delk Val-
Fahbriclt9 (S. Jacopo) . . AUt. if .^ 687 di Ceeiiu risiede fra k iMte tettaotiioDale
Gragliana\s. Marco) » laS del poggio di JfonriVi e quella della Cor-
Tramilioo (S. FieCro) . ....... 569 noia <litir«/a/eo, folla detira del fi. Cecilia.
fatico sopra {^, Michele) .... » 344 Fu antica signoria de* eooli Pannocchie*
Malico sotto (S. Jacopo) » 490 echi , di ano dei quali ti fece meniàone al-
oel iai5y acautt di difitionedi beni, Al
TRAMONTI, o TR\MONTE di THE- proclamalo un lodo nella cbien di S. BG-
DOZIO nel Tallone del 7Vama»o..i* Cu. la chele pretto Trapale da meat. Uggieri» o
cai chiesa fu da luogti tempo riunita al pò- Ruggieri, del fu Ranieri de'Pannoochiesehi
polo di S. Maria a Ottignano, nella Com. eletto in arbitro dai di?eni fratelli e figli
e circa due migl. a lib. di Tredosio, Giur. del fa C lldebnndino degli Àldobrandesdii
di Modigliana , Dioc. di Faeoxa* Gomp. di di Soana e Santa-Fiora.
Firense. — ^èd. Tamoiio Contunità, Della proYenienxa medesima neìVJrek.
TMjtMotiTt in Val-di4>oiiia. — Fti. Tba- Dipi, sanese sono tre istninienli , il primo
▼jiLBin Val-di-Gecina. de* quali del 3i mano laSo, relativo ad
TtLdréhDA nel Val -d'Amo pisano. — ana donazione fatta a Ranieri signor di
Gas. perduto doTC fu nna eh. pan*. (S. Tom- Trafile dal conte Ruggiero-Gottoffredo del
maso) nel ptriere e Gom. di Calcinaja, Giur. fu C. Rinaldo de* conti Alberti di Monte-
di Vico-Pisano, Dioc. e Gomp. di Pisa. rotondo. Con il secondo islromento del «9
È fiittM inenxione di questo casale fino dal aprile 1 3aa, scritto nel Castel di Tn?ale, gli
780 neir atto di fondazione della Badìa di uomini di questo luogo per meno dei loro
S. Stfino presso Pisa, e più lardi nel cata- rappresentanti confessarono a Gaddo del fii
logo delle chiese della diocesi pisana oom- Ranieri da Tra?aie e ad altri nobili di casa
piUto nel 1379, in coi si trova indicata fra Pannocchieschi di estere ttati tempra ^a^
quelle del piviera di Galcinaja la chietadi talli di quella fiimiglia, e che il detto cattelln
5. Tommaso a TrwHtlda, ool tuo cassero fu continuamente lotlo la
Arroge che nel secolo XI aveva signoria giurisdizione loro,
in Tnvalda nn nobile Bernardo figlio di Finalmente col terso btmmenlo del 3o
Gherardo, il quale stando io Tra valda nel aprile dello slesso anno iSaa, rogalo in
logg per allo di sua ultima volontà lasciò Travah^ tutti della casa Pannocchieschi di
diversi beni alla chiesa di Travalda, alla Tramale, e quelli di Castigiion-Bernardi
Primaziale di Pisa ed alle Badie di S. Sai- della consorteria medesima, fecero loro sin-
vatore a Sesto e di S. Stefano a Cìntoja. -— daco il rettore della chiesa di S. iiieheU
(Ahhal. Camald. jdd hunc annum,) a Tra^e per sottomettere al Comune di
TRASUBBIE. — Portano il vocabolo di Siena ^utti i loro castelli , fedeli e beni con
Trasubbie due grossi torr. che scendono dal promettere alla repubblica obbedienza per-
fianco occìden tale del ^oiif e Labbro, uno dal petna. — - {toc. eit, T. VI e XVIII deiie Per-
laio di maestro , 1* altro verso pon. , i quali gomene n.^ 454, i5os e i5o3.)
avanzandosi neir ultima direzione lasciano Molte altre membranedella Gom. di Maaa
in mezzo il poggio di Cana, fìnchè^tlo il riunite nello stesso Areh, Dipi. San. ram-
colledi Polveraja si riuniscono in un solo mentano i Pannoccheschi signori di Travale
alveo per andare a perdersi nel fi. Ombrone nei secoli XIH e XIV.
dirimpetto al poggk> di Moscona dopo circa Tale è quella del sa sett. 1997, mercè
la migl. dì serpeggiante cammino. cui Bernardino e Gione da Travale delb
TRAVAIJS, o TRAVALLE in Val-diGe- famiglia Pannocchieschi vendettero al Gom.
cina. — Cast, alla coi chiesa pan*., ora pre- di Massa alcune loro miniere. — Frd.
positura di S. Michele, fu annessa 1* altra di MAasA-MAairrufA. — Tale è f altra dell* 11
S. Stefano a 7*ra//io/i/i, filiale della distrutta nov. i3oi, con la quale Pannocchia del fu
pieve di Sorciano, nella Com. Giur. e quasi Guglielmo di Tramale fece una permuta di
migl. 5 a pon. di Chiusdino, Dioc. di Voi- beni con Bonifazio e Gaddo figli di rofsi.
terra , Gomp. di Siena. Ranieri dei Paiinoocfaieschi di Tra9ale. -*
TBA? TRAV 583
^«^ Gàit— i— , lUa è UM ttm del to ie/uamo una Tendila btia nel i aaS dai si-
iBan» i3o9 9 neUi quale si rammenta un gnori della Tota del loro castello di Tra-
cffdilo di Pkenoochia del fu Gruglielmo ^ie alla Repubblica di Firenze, e per essa
de'Fanaoociiieichi di Trtwaief ed altra del a GioTanni da Viterbo allora vescovo e pre-
9 aprile i3a4 che nomina un Niccoluccio sidenle di quel G>muDe. — ( P. Ilmfomso,
(M 6i Dino de* PannoGchiescbi , signori di Ihliùe degli Eruditi T, ^li.)
Tn^mitfGtrfmleo^eCasiigUon'Bernardi. Intani dai documenti delPArcb. delle Ri-
HoD farò meniione di un iraltAto di pace Ibrmagiooi di Firenze apparisce, che cote-
ooocloM U »3 seti. i3a6 fra il Cìorouue di sto castello passò nel Comune predetto con
MoHtieri e gli nomini di Uasta^ di Jfovi- due atti separati del ao mano laaS {ttiU
Utviomdo^ Trainile 9 ecc. ((oc. di. ) comune)^ in vigore de*qua1i fu venduto per
Nei i357 i aignori Angelo del fu Nello mezzo del vescovo prenominalo al Comune
di Bernardino , Fiancesco del fu altro Ber- di Firenze dai figli di Tignoso di Lamberto,
nsidiiio , e Crìstofiino del fu Puccio, tutti e di Guida lotto pure di Lamberto, dai fi-
de* Pbnooochicsehi , venderono al Comune gliuoli pure di Gitalano della Tosa e da
diSieo« per liretioo l'oliava parte delca- altri consorti per lire 5oo di denari pisani
tfello, distcetlo , giurìfdizìone e uomini di il castello, distretto, beni, coloni, ièdeli,
f^raonUm — (Aacn. Dm. Sax. Kaleffo /fé- e tutta la giurisdizione sopra il Cast, me-
ro «•* 1 4 5. ) desimo di Tranfalle.
Anche nel t38a mess. Gabbriello di Pa- In questo luogo di Travalle nacque quel
bdiiio PìannoGcbieschi signore di Tramale Gonaccio di Pucci no, che nel i333 fu con-
taovaai fra gli allirati dal Comune di Siena dannati nella testa dal poteslà di Firenze. -~
mrf\\ atti del Consiglio della Campana. «-« (Gio. Villahi , Cronica Lib. X.)
(Aaca. DiFf.. San. Carte cit,) La parr. di S. Maria a Travalle nel |833
Nello statuto speciale di Tratfale^ scrìllo conlava 196 abil.
■eir anno 1544 ed esistente ntlP Arch, TRAVÉRDE in Val-di-Mugra. — Cas.
éeUe Mijormag^ di Siena, si notano gli con chiesa parr. (SS. Filippo e Jacopo) nel-
Qpeiaj della chiesa de* SS. Michele e Ste- la Com. Giur. e circa un migl. a sett.-mae-
fiàodi Dragale. stro di Pontremoli, Dioc. medesima, già di
il paese e nomini di Travale si sottomi- Luni-Sarzana , Comp. di Pisa.
KTo alle truppe Austro- Ispano-Medicee nel Cotesto casale prese il nome di Trameni e
A due die. del 1 554, ^ di poi alla corona di dal trovarsi aJila sinistra della fiumana ^er*
Tosmna sotto li aa agosto del 155; senza de e sulla destra di un torrentello, o ca-
li riservo di alcun privilegio. naie, eh* ebbe pure il nome dalla detti Au-
la parr. de* SS. Michele e Silvestro a mana, in cui poco dopo va a congiunger-
TroQaie nel i833 contava 45i individui, si. — ^ei. Vaamt in Val-di-Magm.
TRAVALLE m CALENZANO nel Val- La parr. de* SS. Filippo e Jacopo a Tra-
f Amo tolto Firenze. — Cas. già Cast, con verde nel i833 conlava 107 abil*
eh. parr. (S. Maria) nel piviere, Com. e cir- THAVERSAGNA in Val-di-Nievole
a doe migl. a maestr. di Calenzano, Giuf. Contrada con chiesa plebana (SS. Trinità)
di Campi , Dioc. e Comp. di Firenze. la cui po(>oIazione si estende nelle Coro, di
Risiede sopra una costa del monte della Massa e Cozzile, di Monte Catini e del Bor-
Calvana Ira il vallone della Marina e la go a Buggiano , comecché la sua chiesa sia
Valle del Bisenzio, donde è facile di sup- compresa nel lerri torio comunità li vo della
porre 1* orìgine del suo nome al pari di prima, Giur. del Borgo a Buggiano, Dioc.
tanti altrì luoghi consimili , come di Tra* di Pescia, Comp. di Firenze.
co//e. Tramonte f Trapoggio, ecc. La pieve della SS. Trinila a Traversagna
Dubito però che volesse riferire a questo fu eretta sul decliri.irc del secolo XVIII, e
loogo nn alto rogato in TVovaìle neiroKo- nel i833 conti4v;i i343 abil.
hre del ioo3 relativo al fitto di un mu- THAVIGNE (PIAN) nel Val-d'Arno sii-
linoGon nn pezzo di vigna poslo xn Piazza' perìore. — Contrada aperta sopra T iillimo
nese presso Prato ed ti cui originale esiste fra ripiano del monte di Prttomagno, dalla qua-
le membrane del Mon. di S. Barlolommeo le prende il nomignolo la eh. parr. di S.
di Pistoja,oni xktWArch. Dipi. Fior. Lorenzo in Pinn-Tra-rigne nel piviere
Appella senza dubbio al Tra^alle diCa- di Gropiuu, Coni. Giur. e circa due migl. a
R81 TREB TR EB
|ton.-mii(«tr. di Tcrranuova, Dioc. e Camp, con altri patti della Val-di-l|a|nra , Ano «
(li Anzzn. — r'ed. PuH-TaA-ViuMK. ch« Trebiano , caiiulo In potere dei noiiiu
TRKHA.NA di RomH|rni nel vallone del MaKanli di Sarzana, fu ib questi venduto
Tramatz\ — Cus. che dà il vocabolo jil nel i3 f(iugno del ia85 alla Rep. di Ge^
un fiO|iolo|.S. Michele uTrclKiiiH) n:'llri Coni, uovn, iciu hIik ville vicine al dellocastel o.
Ili Trnlozio, »iii iu quella di l'urlico, Giiir. coiu|irt::(i il loro distrailo e giuriailizione.
lieMd Rof'ci S. Ciisciano, Dioc. di t'aenzii. Per aiiro Trebiano iniieme con lirrìci
(^imp. di Kiriiizc. nel ktoIo \IV fu rieonqnistato d.ii l'is^ni,
Sied" Trcbana solfe s|K<11e delTAppenni- per cura dei quali nel i Jai fn inualL«|j la
no di S. Bcnfdtito presso dove si slacca il rocca quadrata esistente tuttora sopra il pae-
rontralfarte che in-iltriisi fr» le fiumane del se con gli slessi slntnibolti scolpili come a
Trama'iio e di frolle Acereta, Lerici contro i Genovesi. *— ^ei. I^aaici.
La chies» di Trebana era di padronato Quindi Trebiano dopo 173 anni vide
dei vescovi di Faenza sino da quando uno per breie tempo un altro padrone, allon l.è
di essi |i<'r nome Pietro nelPanno io63 una (mrle dell* esercito di Carlo VII! ap|.rua
{Ci miglilo) donò al santo monaco cardinale Hrrivala a Sardina (1494) occupò ai Geno-
FierD.imiano (ht i suoi eremiti di Gannì- vesi anche Trebiano.
(.'HO la metà dei beni, chiese e decime cora- Finalmente i colli di Trebiano drinno un
> rese nel pìfT.m.ito di S. Va'entino presso vino spiritoso la'chè, io penso, che dai vi-
Tredr)zio, a risirva } erallm delle chiese di ligni di quesla contrada prendesse il voca-
"^reh/ina^ Malrignano 9 f^idigliano. bolo la vite detta comunemente Trtbio'io,
Nel stuolo XI 11 Iu chiesa di Trebana era La ComunitJi di Trebiano è coropotla di
sl.ita cellula in paitrntialo :ii monaci Carnai- due soli popoli, cioè :
dubnsi dì S. Iiipol ilo di Faenza. — (Ahmal. g^ ^- , e a \ v^ ^1 o*
.. \' \ t\ Cerri (S. Anna pieve) che nel i83»
tAMALD. >ol. I.) ^^^^^ ...... Abit. !f^ a3s
Gli nhiLinti di Trehan-i si diedero al Co- ^ ,. ' /o' «'..*• '.' .'• ' \ • *,t*
, .... , .11 ,a-> T^rewa/i'iCS. Michele idem) che r an-
ni nur di hi ri'nze nel I a<msto del i383.— . . -
wr ... ^. V rr no Stesso contava ■ 600
A e :. I irvi: di ^. v ALrimao , a Tbidosio. ^__
(ja pMrr. di S. Mirhele a Trebana nel ToTA:.r . . . Ahìi, If.^ 83«
i833 rcinlava 99 abit.
TWLBIÌlANÒ, o TREiilAXO in Val-di- TREBBIO {Tri^flum.) — Non menn di
>i»;!r.i. — C:isi. con eh. plehiina(S. Miche- otto ville, popgi e ctyili s)!!'» il titolo di
]«.■ (-.ijioliiopo di (Comunità, nel Manda- Trehbo isislono tiilicra nei Gntndiir^tn ;
iiirnln di litiiii, Dior, di IiUni-Sarz.iiia , cioè, il Trfbbin i\v\ Chìinù^ il Trrbh.fi »',i
rioviiicia <li Ki-\anlr, R. S;«nlo. Ssluio, il Trebbio fia .M')dì(!ti«in.i e Diva-
F I n>W) ili |iOj»:jio li.i Alluda e il monle •Kd.i, il Trebbio di San S«'p!>lf:io, il Tir^t'io
pl.i li' tiot^iprif-iH , ora di ^. Marcello, \ì\\a miII.» S)\jira, il Trebbio di Sin Piei-.i-S:e*r,
• 'islia d(| li. M.i»ia ( tiella slnda che {fiiida e quello d«*l Pontassieie, stnz.i dirn delia
ila S.ir/ina a Ijcriii, da cui Trebiano disia Tt'ir.t dt'l Treppio di Cantngallo, né ihlla
ciira diir iiii^!. a ;!i< e di^trntli rr:c'c» e chte«;i di S. Maii.i al Trth»
Il rasiti <li Tnl.iaiio con la sua pie\e 60 di Cascina nel VMlir.Arno pisano.
Onr> dal ^(Tolo \ era di ^lusfiadrunalo dei TREBBIO nu. CHIANTI nel-a Val-J* Ar-
vesro\i di Inni, uv\ef!iia>'ìit' il Casi, fu con- hit -— Gis. ^ià Ca»t. do^e in una rh. pjrr.
fcriiMto a (|'.i(i c>Miti ]iU'!ali con •liplonia drl (S. Niccolò al Trebbio) da lun;.M mano »u|»*
f) maL'^'io i)r).'{ dall' Iiiiji. Celione 1 e [liìi laidi | n'ssa , nel |>ivicre di S. Giusto in S^iUìo,
(118;' dairiiiip. Fc(Ì<.t':<!0 I. Ris[K-llo alla (à>iii. («ìur. e cina ungi, din' a lih.ii'Rid-
sua |<i(\f III iuviiiiiaiio K bolle (l'iiHilitii* di da, Dioc. di Fiesole, (^>mp. di Niuia.
Eii^"nio 111 ; I 1 '|i) V. lonocinzo III ^ijos) Olire quanto fu aciinuaio air\rt. T'a-
dire Ile i%, \<'vii\i ili Lkmì. stellina del Chianti , y\ i da ag|!iun(.'irt:.
Nel >ec •!!> \lll ^'!i .l'.iit.iiiii del Casi, di qualiiienU' di coUsto Casi, del Trebbio e
Tnliiaiiuil'ivdlii'i.iiriiK- Ir |.oiti- a dntiki ilei suoi signori s*inconlrano nolizic nel s«*
|>.iilioui,fia 1 ipiali i rovini rlic io UntAai.fi colo XII, loslochè nel 1 iij} i suoi diu.uii
nel ia5f>, quando lidia pace ronclus;i Ita (.oncedetlero faeoll.i alla Rep. Fior, di i!i*t-
(SHÌ (d I |-'iort>iil.ni f a3 stll. la^r»; dovei- tir (iresidio e di {lolcr rounirv a sua volonlj
teru coiiH^'iiaie a qiitsii ultimi Trebiano il Cast, dei 7*rr^iocdil Cditi^/ii^e, uC'a-
T R E B T R E B 385
Stallina de* Trebbiesi, n condmoiic cfafl Ih Rìfpetlo ti monte del Trebbio ed Rlle fue
Kq). (lilc*ncle0e come causa propria quei si- octricaje vedi Vjért.ìtlon'MUkuht Comunità,
poori e i loro poswssi. — (Aicb. D:rL. F;oa. La popolazione della cura di S. Maria
Carte del 3^on, delie Trafisse di Sieri't ). in Trebbio nel i833 ascendeva a i5i abit.
Anco neir Arcb. privalo de* nobili sintesi TREBBIO del PONTASSIFA'E nel Val-
Bnrphesi-Bichi esìste una membrana dt-l 1 7 «KArno sopra Firenze. — Gas. s:il Monte di
f'bb.-ajo 11%*] (stile comune ^, la quale ver- Croce nel popolo di Galjga, piviere di Doc-
lefO|ira un lodò proferito nella cbies» di S. eia , Cam. Giur. e circa 5 migl. a roaeslr.
Gio. E%angelista a Quercia Grossa a causa del Ponlassie?e, Dioc. e G)mp. di Firenze,
di an4 vertenza fra la balessa di JInntt' Cel- Ebbero signoria in questo Trebbio i ve-
lete e la Ladfssa di S, Bfnrin in Colle nei scovi di Firenze, come può rilevarsi dai do-
Chi.inti , del quale ultimo Mon. tiirono cumenli de* s<toIì XIU e XIV indicali dal
pironi i signori del Trebbio, finché ani sii Lami nei suoi Monum. Encìes. Fior,
ultimi con alto pubblico del i3 gin». 1 194 TREBBIO di SAX-PIER A SIEVE nella
rìniinzifirono alla b:idessa e moni'che di Val-di-Sie?e. — Villa a guisa di t'orliilz'o
X nte-CeVese ogni pidnmalo clie avevano che da il suo nome ad una vasta lonut.» nel
De]!4 cliicsa r Mon. di S. M:<ria in Culle. (popolo di Spagnole, piviere di S. Giovanni
Riferisce pure a questo Trebbio una prov- a Pflrojo, Com. e circa due luigl. a |ion.
Ttsione della Signorìa di Siena del ia5i, che di San-Pier a Sieve, nella Giur. di Scar-
ordìiiò di marciare con il suo esercito so; ira perla , Dioc. e Comp. di Firenze,
il Qsi. ili Trebbio, — ( AaoR. Dipl. San. Cotesta villa del Trebbio è yosin nel pog-
Ctmtigli della Campana^, gio omonimo a pon. della strada postale Bo-
TREBBrO, o TREPPIO diCANTAGAL- lognese, allato ad un oratorio che fu dtita
I^> — ^ed.TwÈTVjo, famiglia sovrana de* Medici, attualmente
TbkbbioìS, Mahia Jh) nel Val-d'Arno dc'P?. Filippini di Firenze, lasciata loro
p»iino. -^ CasL distrutto sut'a ripa siiiÌ5tr.i ne! 1G48 con l'annessa tenuta da Giuliano
«l'M'Arno eh* ebbe nome della strj ehiisa Serragli, nel quale era passala colesla vasta
pnr. nel piviere di S. Cas'jiauo a Settimo, e fruttifera {«ssessione.
Oì*n. e circa 3 migt. k pon. di Cascina , È nota specialmente la villa di cotesto
Giur. di Pon tederà, Dioc. e Comp. di Fisa. Trebbio, [terchc i\i «ibitava la vedova di
Fn lino deVas;<-1li del contado piscino Giovanni df'ftlediri, detto delle ^a'jrfrnere,
[T«i nel febbrajo «lei i43i da Niccolò Pie- ed il loro figlio Cosimo, nllorrl.c questo gio«
rinirio, riacquistato nel giugno succrssivo vinetto, avvisalo dai suoi amici delTassas-
<^po i5 giorni di assedio dai Fiorentini, sinio del Duca Alessandro, pr!ì alP istante
f-cr ordine del cui governo poco dopo il dalla sua villa del Trebbio per recj'rci a Fi-
«■aslpllo di S. Maria al Trebbio venne de- renze a prendere, come fece, le redini di
"Olilo. quel governo. — Fed, YAr. Firfuzb,
TREBBIO DI MODIGLIANA fra il vai- Voi. Il pag. aaa.
J^ne dei Marzenn e quello della Simrg^ TREBBIO 01 SAN-SEPOT.CRO in Val
f «• — H un monte con chiesa (,9. Maria Tiberina, detto in Val-d^Afra. — Gjs. con
w Trebbio^ elio si alz;i sino a xo5a br. so. eh. parr. (S. Gio. Ballista) nel pievanalo
IT.1 il livello del mare, presso la cui som- maggiore, Com. Giur. e Dioe. di San-Se-
w là esiste la sua chiesti parr. nella 0>m. poterò, da cui disia circa un migl. ^ scir. ,
'» iir. e circa due migl. a scir.-lev. di ?»Io- nel Comp. di Arezzo.
'ifli.mn , Dioc. di Faenza, Comp. di Fi- Tiovnsi in pi.inura presso la ripa drstm
^'■n*^- (!'j1 torr. ///J'fl, iippena mezzo mi«2l. disco-
li monte del Trebbio e altra vrr&ito da ima sio d.il fi. Tevere che scorre ni suo lib.
^'r:id:i rotabile che guida da Modigliin.isiill.i Li chiesa |»arr. del Trebbio di San-Se-
^?ia Forlivese tra Dovadola e la Rocca S. f «olerò dicesi anche in FuI-d'Afra dai tor-
CiSf:,iino, lasciando al suo grec. la chiesa itiilello omonimo che scende in Tevere dal
«Il S. M.nia in Ti-ebbio. morie sufieriore.
Kr.i questa una flelle ville de'rnuli Gnidi Ut parr. di S. (Vn. Pallisti :il Tiddiio
«li Modi^lì;ina, ennfermala ai niccle.'inii di- nel iR'JÌ cnr.l.t'..T iCf) -bij.
^l'Im, . Arrigo VI con diplom;i del 1191 T^J-mf) aASTÌl- t.m;-, orr.; ,]v\\n S.
tii Itd'-rigo II nel 1247. l.OXVTO ueH.i Nallc della To-lia. — Ci-
586 TBBC TBEG
fltelliin* nel popolo di S. Donalo, pi? iere, popolo di S. Jacopo a TVfpnifa, eoi qink
Coro. Giur. e circa un migl. a magitr. di Ualleo del fu Ghino del popolo dì S. ■m^
Sntino, Dioc. di San-Se[)olcro « fnà Nàh tino a Lucardo abitante in Tneemim ragU.
iiuf deirArciprelura di Sestino, Gomp. di tuì alb cbicaa di S. Jacopo di detto loofo
Arraio. tre peixi di lem poUi nello Heno popolo ,
È tiloalo fopra uno sprone di poggio in i quali afera acquistato nel iJ^^ per il
ramo a due torrenli, i quali sotto S. Do- preiso di So fiorini d* oro dagli uffiaiall dd
nodosi riuniscono insieme per dare il nome Comune di Firenie ali* occasione di una
al fi. Foglia j o ali* Isauro ilegli antichi, guerra contro lo Stato Pontificio.
Appelb a cotesto Trebbio un istrnmenlo La parr. di S. Jacopo a TrtcmUa^ o Twt*
drl 34 giugno 1390 i\»gato nella cappella di etaio nel i833 contava \%% abit.
Cerrclo presto Sestìno , col quale donna TaacJta , Tmcjìì e Tucjst io Val-di-
A(;nfS' del fu Donato di Miratojo^ ?edova Gornia. — #VI. TaiOASt,
(li Giovanni abitante nel castf l del Trebbio TatcMttMt detto anche Ttaotet^ nel Val-
ed altre due donne maritale vrnJerono per d*Anio pisano.— Gas. perduto dove la nna
lire g5 a Ugolino del fu Guadagno di Gì- cappella intitolata a S. Frediano nei piera»
slelnuovo nella Masia-Trabarìa le ragioni nato e Gom. di Galcinafa, Ginr. di VieoPi.
che gli spettavano per eredità patema e ma- sano, Dioc. e Gomp. di Pisa,
tema sopri nna casa (losla in Castelnuovo io non saprei, se questo Dome di Tndiai
nel piviere di Sestino e ire peni di terra derivasse dalla tredicesima pietra nigliara
compresi nel disi rei lo del citato castello. «^ posla coslà presso alle tredici miglia aulb
(ABca. DipL. Fioa. Carie delVAreh. Gen,) strada Ficarese^ o di Piefisafife« dirò bensì,
È della provenienza medesima altro istm- che in Tredici ^ ossia in Treckeee^ poste d»
mento M ag febbrajo 1404, col quale va beni e servi la mensa pisana. Giosi ri-
donna Chiara del fu Franceschello moglie leva; i. da un giudicato in favore di qnella
di Marro del fu Ania«lro del cattel di mensa arcivescovile pnmuniiato in Pi» nd-
Monle-Romano ^ stando nella villa dì Val- 1*858; a. da un oontntto cnfitcntioo del i5
di -Colle del (»|)olo di Monte - Romano ^ oltobre 97) di beni spettanti al piviere di
provincia di Massa Trabaria , previa Tauto- 9^icO' feltri (Gslcinaìa) concessi da Alberico
rinazione del marito , vendè un peaw di Vese. di Pisa ai due fratelli marche» Ober-
terra poslo nella curia del cas/e/ di Monte' lo-Obiuo ed Adalberto figli del mareliest
Romano ecc. Obcrto con le del palazzo di Ottone I ; 3. da
TRFRIANO. — Tee/. Tanauao nelb una sentenza di Balduino Arciv. di Pisa
Vatdi-MaoRi. confermata dil Font. Celestino III con bre-
TRECE?iTA , o TRFXiENTO {Caslrum ve del 3 novembre 1 193 in favore della
Tregentae) in Val-d*Elsa. — Vico spiccio- pieve di Calcinaja. «^ (MuaAT. ^ni, Jf.
lato rh*c1ìhr titolo di castello con eh. |»arr. jia^i, T. III.)
rS. Jacopo) filiale della pieve di S. Pietro Anco nei cataloghi antichi delle chi
in Merratn, nella Com. Giur. e intorno a della diocesi di Pisa si fa menzione del vico
tre miglia a tcir. di Montespertoli , Dioc. e di Tredici, o Trechese^ e della sua chien
Comp. di Firenze. di S. Frediano.
Risirnle sul fianco set lent rionale del pog- Il padronato della qnal chiesa di 5, F/e-
gio di Lucardo presso le prime fonti del cfio/ioo 7*re<liei sino dall'anno 84 4 eoo bre>
torr. Prtttile, che uno de* tributar} del- ve del Poni. Sergio II, fu donalo insieme a
r Elsa presso Castel-Fiorentino. quello delle chiese di S. Benedetto a Ifon-
Si hanno memorie di cotesto Trecento , teCalboii, e di S. Vittorio a Treggi i/a alla
ora Trecento, sino dal secolo XI in due Badia di S. Salvadore [iresso il Ltgo di Se-
r.irte della Rulia di Passignano, la prima sto, ossia di Bientina. — (AmiL. Cama&o.
dille (jiiali del 1069, e 1* altra del 1086, Voi. I.)
iriiite enhamhe in Treeenia. — ( Aaca. TRECIANO in Val-Tiberina. — Cas. la
DiPL. Fina. Carte cit.) cui eh. parr. di S. Giusto fu riunita a quella
Di efK)ca assai posteriore è un isirumento di S. Maria a Zenzano nella Gom. e circa
«leirArch. sencrale di Firenze esistente pur un migl. a lib. di Caprese, Giur. della Pie-
f*io nel Dfpt. Fior, in cui trattasi di un ve S. Stefano, Dioc. di Sansepokro* già di
contrailo del la maggio i383 rogato nel Arezzo , Comp. aretino.
TBED TRED 597
Rincdt in monte ani fianco orientale del- ( P. iLoavoMao , DeiUU dwgli Eruditi to-
r Alpe di Gatenaìa, lun^ la via mulattiera scani , T. Vili. )
ebc da Gapreie ti dirige su quella sommità. kWArt, Dovàdola fu aggiunto, che dopo
li Gtf. eon la chicm di Treciano fa do- la morte del C. Ruggieri di Marcovaldo di
mio dai signori di Caprese agli Eremiti di Dovadola sotlentrò ne' suol dirillì il di lui
Gimaldoli è confermato loro dagl* Irap. Fé- figlio G. Guido Sulvatico, il quale ultimo
derigo I eon diploma del i3 nov. i i54f da conte nel 1971 stipulò alcuni |»hI1ì con nl-
Oltone IV con privilegio del 6 no?, laog» tro suo cugino, il C. Guido di Romena ed
e da Carlo IV eon diploma del 17 marw il Comune di Tredozio.
i355. — yti» ZmkKO, Ivi pure fu avvisalo, qualmente nel i3i5
TRBCOLLE nel Val-d'Àrno pisano. — il conte Ruggieri 11, figlio del sud.letio C.
Tté. Calci (Teagollb m). Guido Salvatico, fu investilo con diploma
TmEDici nel Val-d*Arno pisano. «— f^ed, del re Roberto di Naftoli , protettore delta
TatcMMsM. parte Guelfa di Toscana, di tutte le ragioni
TREDOZIO ( Trmdaeium) nei Tallone che aver potè nel Cast, e distretto di Tre-
del Tramatito in Romagna. «^ Castello che dozio il conte Manfredi figlio del fu conte
diede il titolo di contea ad on ramo de' CC. Guido Novello di Modiglìana , per essere
Guidi di Oovadola , ora capoluogo di Co- stato dichiarato ribelle della Repubblica
muniti « la cui chiesa perr. (S. Michele) Fior, e della Chiesa, come partitaute Ghi-
heochè battesimale è sottoposta alla pieve bellino.
di S. Valentino, nella Giur. di Modigliana, Al conte Ruggieri TI di Doradola succede
Kqc. di Faenia , Comp. di Firenze. nella signoria di Tredoiio il di lui figlio
Risiede in valle sulla ripa destra della Marcovaldo II, e a questi il fratello suo C.
finmana del TVomasso, delta anche di Francesco padre del C. Malatrsta de* conti
Tndoùo^ nel gr. 19® i4Matit. e 44^ 5' a" Guidi di Dovadola. Morto però nel 1407
kogiLy circa 6 migl. a ostro-scir. di Modi- il conte Francesco , i suoi 4 figli furono
flianap altrettante a pon. della Rocca S.Ca- ricevuti in accomandigia dalla Signorìa di
•tàanop 6 a lev. di Marradi, e io migU e Firenze con i loro beni, vassalli e castelli,
lib. di Dovadola^ fiv i quali quelli di Tredoxio e di Monte-
Im più antica memoria superstite di qoe- SaceOf fino a che, per contralto del 3o lu-
Mo castello reputo quella dell* 8 sett. 8g6 glio 1426, la Rep. Fior, acquistò dal G. An-
citala alt* Ari, Piiva di S. Valcmti«o, dalla Ionio di Bandino da Monte Granelli le ra-
quale apparisce, che la signoria di Tredozio gioni che se gli competevano su quei castelli;
ipctlava alla contessa Ingelrada di Moiliglia- e finalmente nel 1* ottobre del 1428, do()0
Da, passata a seconde nozze col conte Tende- aver respiato dalla Romagna toscana un*ar-
fri mode* con ti Gnidi. — Rammenta poi una mata del Duca Filippo Maria Visconti, la
eorte di Tredozio altro documento del 1060, Rep. Fior, riebbe il Cast, di Tredozio tenuto
o 1 06 1, q iiando S. Pier Damiano di mora n- fino allora dal C. Guelfo, uno dei 4 figli
do ncir Eremo di Gamugno dell* Abazia del C. Malalesta de' Guidi di Dovadola, stato
(^maldolense di Valle-Acereta divise egli dichiaralo ribelle della Rep. Fior. ; e nel
stesso i possessi dell* uno e dell* altro luogo dì ag dello slesso mese il popolo di Trcdo-
EHo« assegnando ali* Eremo tolti i beni posti zio fece a quella la sua totale soilomissione.
nella parte montuosa di quel vallone, non Tredozio in seguito divenne capoluogo
'ccetliiati quelli che i Camaldolensi aveva- di una Comunità e residenza di un potestà,
DO in Tredozio. — f^ed. Modiguìna. la cui giurisdizione civile comprendeva i
All'anno ia63 accadde in Dovadola un comnnclli dello Cappelle ^ di S. Martino a
alto di divisione fra il C. Guido Guerra II Scannello, di S. Giorgio a Rosata, di S.
ed il C. Ruggieri figlinoli del fu C. Mar- Michele a Tredosio, di Tramonti , di Oi-
covaldo di Dovadola e della contessa Beatri- tignano , Peneta , Sarturano , Scarzana ,
ce di Capraja da una parte, e dall* altra e della Pieve di S, f^alentino.
parte il conte Guido del già C. Aghinolfo Ma nella organizzazione generale delle
di Romena loro cugino, rispetto ai diritti, Coraiinilà del Gr.inducato comandata da
vetìéìy beni e vassalli che quei dinasti pos- Leopoldo I col regolamento del ai ottobre
sedevano in Romagna e segnatamente rap- 1775 furono riuniti a questa di Tredozio
porto al (ostello e distretto di Tredozio.— i tre Comuni di Tredozio, dì Cazzano e di
588
TRED
Satiuratio, quiiiilo il priinu Ji quei (V-
rauiii comprentli^xa ì piipoli di S. .VIi<:liule
in Tretioiin, di S. M.iria in Oiii'^nttna o
(li Tramonti, di S. Maria in Castello, di
S. Lorrn£:i in Scarvina , e porzione de*
pO[>aIi di S. ^''ulmtinOytW S. Cesario a Ce-
sat-i , di S. Giuliana in Qaerciolano, di
S. Eustachio in Cannetole, di S. Giorgio
e di S. Martino in Collina,
SWArt. PiRvB DI S. Valeutimo inoltre fu
aggiunto, che pn'ssio Tredozio uei tempi
scorsi esisteva un raonaslero di recluse sotto
la regola di S. Domenico , iraslatovi da al-
tro luogo di la distante circa un miglio, de-
nominato Affrico.,
Infatli nella Sla.'ittica della popolaiionc
della [(arrocchia di Tredoiio del 1745 tigu-
TRED
rano 60 eoclesiailici deMue sessi , 10 dri
quali «.iccrdoii, e 5o monache, mc^ilre 'e
{Morsone maritale di entrambi i «.tmì allora
non su fiera va uo tutte iasienu; il numero di
setlant'i !
Nello stato attuale entrano ocl Icrrilurio
della G>rounilà dì Tredozio alcune iVaiioni
di po()oli provenienti dalle G>munilà lini-
Irotf, siccome a|i|)ariscr dal Quattro '..'tl'a
[lOpoi.iKionc di tutta la Comunità ^losto in
fìne al presente articolo.
Nel i388 terminò i suoi giorni in Tr««>
dozio per causa di veleno ilalogli in ua.i ri-
lÌGsima casa Antonio Visconti della Scala •!!•
sellato da Bernabò suo padre signor di Mi-
lano. — (Aiuua. Star. Fior, )
JiG^^niENTO della Popolazione della P^bmccbi^ di Tmi ot g§o
a ri tfii- .' poche di\ferse, disfisa per fami ^ Ut.
^ «."«O
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AnULT, 1 <-»>"^^Tl
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Conmrìit<\ di Tfcloziiì. -— Tii C'Miiuni-
là di TrcJiuio .il)bi>i ci.i «1..1 »'i; (iHcie di
f 8330 qn.idr. d.ii f|'i.ili s mo l'.i it '.r.irir 170
«piadr. ficr mis' l'.u'ii'.n «* siritli". — Vi si
trov.iv.i nel iSll uim |»>);ir>!.tzi.:iic di aia3
abit. a |)ii>^Mjizioue i.t^^r;i.i;!li.il.iiii(iiledi iH
individui {wr ogni aii^l. .[ii.idr. di »uolo
iiupi>nibil> .
ContjM con il lerrìt'irio (li quattro Comii-
nitj lielGi-.iniiucilo. — Dirim|ietlo a lib. ha
ili Irouie il tenitori) comunitativo di T-Lir-
radi, a (urli re d.il più allo i?<nitraiF>rtc del-
rAiiiieuniiio, do\e si :,< hiude il \allun.' del
Tredozio o del Tranmzuì pen^oriemio in-
siemi' il suo lalooccidt iit.ile fino al lo:;y.) di
Camporelìo. \\\ cesN.1 il terriiorio di M.ir-
railì e soltentia a eotinne dirim;irllo a sett.
quellii ili Mo<li<!li.iiìa C"l ipiale V altro di
Tredozio jccnde nella fuiiu.ina dt 1 Tramai-
90 mediante il fosso di Camporello. (juin*
di ceguìland) f>er b;ive lr.i;:itiO il ouin del
Tnitnazzo iiella dilazione di gre:', «he [ikH
abbiu'lonano alle |i»ru sp.i!l«*, si!^itnii «m
le \tK fidici urcideiitali di i ix";;;:! che st j>.irin'i
a lei. il \.iIlone del Tra/naz-^n liiH.i t.illi-
coja deir/^a/a, la qiMler^N.i a! sti<>nii< n'r.
Arridati i dui* tcriit.MJ s'.illi cnsl.i ili qii< 1
po^gi mediante un gii'o lorlnos 1 «rgii :;j J^
termini arli(*:ciali,eoir)iio -li ri'usiM ■ uelli
direzione di ostro siili 1 e:ii):< i.i l'e* r r(r.i:'-
furti occidentali della Vali*- •b! ^T iiifi ••
iìno al [log^ io della }fac.in .Ci»:* ^-'Man-
do faccia .1 lev. ariiv.iitrt .il [ * It re drlla (.'li-
panni, al ili là ibi i{i!.il( eib>ii' > i ini.i'in
della Cjm. di Mudiiii mm e s mI« nlraii'i j fi-
li della Rrtrci S. Cis<':-nio. ( !"i qih N!.t l'.il-
tra di Tndoziii per.- un (•' 1 !.- '■■i ; -.• j:
gan.i degli spi-.):H 1 he 'iall'A't.f .|i S. ì)*,.*-
detto seendoii'i Ir.i la Valle del !M<':J' re mI
il vallone del Trumuizo, da piiU'j liiiuit*
TBED
ìmèM nclb dimlont di le?. » |iaieM di
ofliio • finalanitf dì poo. fiso alU tlfada
pedonale, che de Tredoiio lalc in quella
fio|im per poi diieeodere nelle Valle del
SlonioBe aalli sinda refia Forlì vcae Am le
AoGCB S. Gasciaao e Portico. Lango la flet-
ti TÌe pedonale il terrilorìo di Tredosìo fron-
lc|gie con quello oonauniUlìfO dì PDrIico,
da primo medbnle la via predeilay poicla
per il foieo appellalo dell* Jc^tia frwddo^
finché qnctlo coofluitee nel bonco dì Jfoe-
folto, che le due GomuniU rimootano conlc^
acqua per tornare tul f iogo del o(HilraSR>rte
dote ti riavricinaBo alle ttnde pedonale
ime indicala. Ut ootll girando de meeitn»
aotlro le «lue Gomuoità ditecodono alquanto
eelh Valle del Uontone* di dote fotlandotì
a pon. ritornano tutla giogane del TVo-
eiasao: nel qeal tragitto altra vernino la via
nalatiieni che da S. Benedetto in Alpe con-
duce a TreJoaio» di là dalb quale riloma a
confine il terrilorìo comanitaliro di Bfarcadi.
Li fiumana del TVomaato, attrafersa da
«Iro-lìb. a aelU il territorio di quette Co*
nani là, nel quale he origine anche la fai-
TBED
589
leoole deiriMa , benché la mettima parte
del di lei corto tulerìore tia nel territorio
di Modig!iana« presto la qual città le due
fiumane si unitcono alla lena di Falle che
cosili perdono il loro nome nel Marwtno.
La sommità dell'àppenoìno di Tramano
fii rìtcontnta airatteiaa di 1680 hraecia
topra il livello del mare.
La qualità del suolo consiste nella mag-
gior parte in macigno argilloso e fissile,
meno nel vallone inferiore che suol estere
ricoperto da terreni teniarj e di alluvione.
Le forrale e le praterìe naturali rivetlono
le balie tuperìorì dei contraflTorti che fian-
cheggiano la fiumana, cui tottentrano le
tclve di catlagno, e nella parte più batm i
gelsi ed altri frulli sparai nei campì semi-
nali a gnuiaglie, e maii ed e piante fila-
mentose.
Il giotdicente dì Tredosio é il vicario di
Bfodìgliena, dove tono 1* ingegnere di Qr-
condarìo, il oontervatore delle Ipoteche e
Puffiiio per Tetaiione del Regtttro. La can-
cellerìa Gomunitati va ed il tribunale di Pri-
ma ittanza ti trovano alla Rocca S. Gmciano.
QUADRO deità Popola9lotie dellaCoMuntry di Tbedomio a 5 epoche diserte.
Ifotme
dei Lmoffhi
Titolo
delle Chiese
Gmnelole
CMiello C^
Cuz&inn e SamtioQ
Otiignano con Tra-
monli
Prreta
Ronla (in)
Sarturano ood Scan-
nelln (♦)
SoriNna
TaMomao
Sm-Valcutino(*)
S. Euttachio , Gira
S. Maria , idem
S. Maria , idem
S. Bfarìa , idem
S. Andraa, idem
S. Giorgio» idem
S. Biagio e S. Mar-
tino, idem
S. Lorenzo , idem
S. Michele , Priorìa
S. Valentino , Pieve
TOTJLM . . .
Diocesi
cui
spettano
Popola%ione
amo
i55i
Faema
Idem
Berti noro
Faema
Idem
Idem
Idem
Idem
Idem
Idem
Jbit, N.^
AURO
1745
75
86
198
ti7J
iga
81
77
88
ai7
38a
190
a398
9«
9a
107
968
117
60
195
89
543
ei4
1876
5B. Le etire eentratiegnate con P asterisco (*) nelle ultime tre epo»
cltt mandavano faori di questa Comunità ...... Abit, If.^
AURO
i833
189
133
353
i39
«3
i3i
89
663
Sao
90^0
i39
Avao
1840
196
138
36a
185
78
199
91
93i
340
Aimo
1843
aio
i5a
369
aoo
86
t39
107
960
370
Mestano
. Ahit. NP
A it ronde nelle stesse tre epoche entras^ano da quattro cure dì
Comunità limitrofe comprese nello Stato Pontificio , Abit, N,^
Totale
. Abit. if .•
1951
17»
21 a3
a45o
aao
a93o
a64
^494
«493
ai7
9976
996
9 509
v. ▼.
590 TREG TREM
TnBGGlAJA. _ Molti luo|[bi col noint TREGOLB, o TBEGOU bu CHLUI.
<Ii Trr|(}ei;«]a esiflono in Toscana; Treg- TI in V«l-d*Arhia. — Ca». con cb. )*arr«
giti/a di Giogoli presso Fi rfnxe; Treggia ja (S. Lorenzo) nel |iÌTÌerr di S. Giulio in
di Porla S. Marco press» Piiktoj.!, Treggia/fi Salcio , Cova, e circa tre migl. a scir. della
di Pjlaja nella Yal-d* Fra, Tre'igiaja di (àiiaellinii, Ginr. dì Ridda . Uioc. di Fie»
ViiL-coie presso IjUcc^, Treg;;ia/a ili Bib« sole, Q)mp. di Siena,
biella nel Casentino; Treggia/a di Aloit- Risiede in ftog^fin snMa fien dire orientale
teiiii^'ii;ijo pur- nel Cusenliiio. di quello di Fonterutoli ^ vipra le più «Ite
TREGGIAJA r Trrgiani ) in Val-d*Era. soi«fnli del riumicello Ailiia.
-:- Vili, tfiii Cist. con eh. |Hirr. 'SS. Lorenio È rainmenlato (.'oleslo liionu in una ineoi-
*' Banoluniiiieo • nelT aulico piviere di S. hnna il«*irollobre loo 3 esistente nell'.'/r^A.
(■«Tvasio, (^)m. e circa 5 nii^sl. a n:aeslr. di Dipi. Fior, fra quelle delLi Bailid di Gulli-
Palaja, Giiir. ili Peecioli, Di«)c. di SauMi- buono, relaliva alla rinnovazione il* un co-
nialo, ifiìi di [jiieca, C/iinp. di Pisa. fiteusì di beni (m>sIì nel piviere di S Giusto
Risicile sopra una coIIìih tufacea zeppa di in Salcio per l*iinniio canone di cinque de-
«'oii<:bi|{lie marine, a a^o br. incirca s<)pni nari d* ar^reiilo da fiatarsi al pro^irieUrio
il liicllo liei luarc Medìlerraneo, sulla de- Teoilericn del l'ii Ildebrando uelU sua corte
slru tivl r^ru, pasS'ita la confluenza del Bo- posla in Tre^fofe.
giit'f dirini|ielio a Ponsacro ed a cataliera Li pirr. di S. T/orenzo a Tregf*ii, o ■
della »lrai|.i roialiile che da Moiile-Fuacoli Trfgnfe noi i813 noverava «io abìt.
guida a Ponledeia. TREX^OZZANO nel ValdVArim arrtino.
La memoiia piii vrtuslache io ronoieadi -^ (las. r'*n eli. f>arr. ( S. Michele) e Tan-
qurslo TreggUfa risilirebbe al 98o,quan- netto di S. ('ecil>a a T/biaa , nel piviere di
do Guido vescovo di Luce» diede ad eii(V> S. Polo, Orni. Giur. Dioc. G»ni|>. e cìrei
teusi la mela dei beni, d*H-ime e tributi 3 mi}» I. a seti, di Areico,
spfltanli alla pie\« di S. Gcrvasio in Val- Risi' de lungo la strada rotabile lielle
d*Era. — Anche Pz/rc*^. Arcì^, PÌ9. ^hìì^ Chitussa alla sinislni del lorr. omooimo
siede una (Mfta del io s<'tl. 1196 pubblicata pn'sso la base meridionale del fiOggSo di
dal Minatori, nella quale è rammentato il Honlegiovi. — - f^ed. Litiu.
riodiTi«2!giaja(7*''e9iar/a;presso quellodi La cbies.i di Ti*e»oTzaDO era di giuipa-
Aliea. — fMrsiiT. Ant, M. A^^i T. III.) dmnato del capiioln ilellacaVleiIralcdi Arri-
l'iii fljstinlamente la cura di*SS. Loren- zo lino dal secolo Xt. — '.Lettera criticUt
Z(» e Farldlomnieo h Tre'^giajti è 8(»coitì- isforicfie di un anonimo Aretino.)
f-^la nel cal-.ilo<;o delle ( hifse della diocesi L.i cura riunila di Treiiozzuio e di Lib-
di Lucca srriiio nel 1 9(1(1 iii.sieine ad altre bia nel iSlt eonlnv^ 3.'i5 abil.
duu cliii-se di S. V.llore e S. Michele situate TRKMO(>r>IANO nel ValirArno
pun- ìiiTk j^«!Ì.*j.i, la |irini,i delle qii.ili uil- tineae. — Cis. già Ci»!. cli*ehlte chi
r 8.1 4 iìi doii.il.i .i!!«« R.nii.-i del Lrigo di Se- p.irr. (S. Giovanni*) riuniLi al jiopolu à\GeÌ-
sio. — ^ed. GraT\sio 'S.) in V.il-d'Era, e lo nrllj Com. e Giur. e circa 5 mifel. a grec.
TuKCHesE nel Val d'Arno piscino. di Bibbiena , Dìoc. e Gjmp. di Arezzo.
Iiiolire ima r.ippdl.i delirala a S. M.iria Tnjv •&! alla siiii«ln del Coria/o^e preSK»
a Trt^gg'aja dell.i Aieysii diocesi luccluse la via che sale ali* Alvernia e a Cbiu>i del
trovasi cit.ila in un islruiiienlo di Inrazione Cisenlino.
rogiti) in Pi<a li 7 nì.irzo luK'l [siile p^su- Apcarlmne qiieMo r.as. di Tn^mopipiano
/IO!. — f \iicii. DiPL. Kioa. Catle del Capii, ai nobili di Chiusi e Claprese, dai queli fu
di Fisti* fu.) ceduto as:li En-mili di Cuna Idoli , confer-
ii Oiiiiune di Treg<.'iaja si solioniise alla malo loro ila Inille (Htnlificie e dai privi-
Rep. Fior, con .ilio del ao ollohre 1406. Icgj de<;li Im|iernlori Fcilerigo I 11 3 no?.
I contorni iliTreg»iaja |.r<«s<> Pal.ija sono 11 54) Oitone IV (6 nov. 1209) e Carlo IV
Sfiiirsi ili re«u'ilj privili, ili ville signorili, di (17 marzo iìil6\
copiosi vicinili e ulivi li. !«! eh. poi dì 5. Giovanni di Tremog"
Tài p.irr. de* SS. Txtrcuzo e Railolonimco giano, nr.i M>ppre»s.i, eia compresa nel pivie>
a Tr^(!«.M:ij.i n<-l iKl't coii|j\ii 7;^ .ihit. redi Bibbiena, conleiniala a quei pierani
TRF.(;(;i\N.A nella Valle della Magia.— dai Pont. Adriano IV nel 1 1 1 5, e Innocen-
f^td. TaKìiAR4. Z'> IH nel 1107. — f^ed. Gai.LD B«ij.*Aa4Ti.
TBEM TREP 691
YBEMOLETO m Val-di Torà. — Viti. TRFPIG!VàXA {Tripignana e Trepi^
l^kOul. eoo eh. pirr. (SS. Fabiano e Sebi- niana) nella Valle del Svruiiio. — Ois. rhe
rtiano) e gli «Dnein di S. Lorenxo a Colie' ha dato il titolo ad una rh. parr. (S. Martino)
Jttberti e di S. Lucia a Gerle ^ nell* antico già del pievanato di Loppia, ora sotto quel-
piviere dì Trìpallo, Com. e quait uu niigl. lo di Gallicano nell.! Gom. e Giur. mtdiìsi-
a Bacslr. di Loreniana, Giur. di Lari,Dioc. ma, Dioc. e Due. di Lucca,
di San-Bf iniato, una folta di Lucca» Comp. K riinimmtato io più membrane é»U
di PìH. VArch, Arciv. Lnech. anteriori al mille.
Risiede in una oo^linelta crelOM alla de- (Va le quali una del 5 noY. 757, edita dal
rtn del Bumicello Torà, fra Lorenzana e Munilori nelle Ant. M, Aevi, ed altra del
Fauflia, sulla strada rotabile che per Tripal- 1 8 giu|!no 994 piibhIicHla nel Voi. V. P. Ili
lo guida a Lari. delle Sifmorie Lucchesi più volle citale.
Si fa meoxione di coles'o villaggio nella Ija cbiesa di S. Martino aTi'epignana tro-
visila dioccttna làlta nel ioi3 da Giovanni vasi inserita sotto il piviere di Loppia nel
icauuio di Lucca. cntalogo dille chiese della Dioc. lucchese
Appellano altresì al Comune di Tremo- scrìtto nel i960. • — f^ed, Loppu»
klo due ittrumenti del 16 maggio e s nov. La parr. di S. Martino a Trepìgnana nel
éA i334 relativi a vendile di terre poste xSSa contava x6i abit»
Bdla corte di Tremoleto delle colline supe- TnBPiGLuito di Sksto d Moatdwo nel-
rieri pisane. la Valle del Serchio. ^- Gas. esistilo sotto la
Im chiesa allnale di Tremoleto fu edifl- pieve di S. Miiria a Sesto, detta ancora a
ala di pianta nel 1987, ed il luogo del Pan- Dueenta, nella Com. Giiir. Dioc. Due. e
ties fa ridono ad uso di cam^iosaiito. fja sua elica inigl. 6 a selt. di Lucca.
pinorchifl confina a lev. con la cura di S. Anclie ili qneslo luogo h.i fatto menzione
EmelCy a ostro eon quella dì Lorenuna, fra gli altri un istrnmento del 3 oti. 943.
"a ietl.-grrc. con il popolo della pieve di — (Mi^oa. Luoch. Voi. V. P. III.)
Trìpalle , ed a pon.-maesir. con la cura di TREFPIO di CAISTAGALLO nella Valle
Fauglia. — Essa è bagnala a lev. dal torr. del Reno bolognese. — Grosso Vil|. enti
Morra ^ a seti, dalla lìuro^nn Iso^a , a pon. eh. piehana (S. Michele) nella Com. e circa
dbl lorr. Rfo\ e a ostro dal fiumiceloTora. mì^ì. sei a sett.-maestr. ili Oinlagallo, Giur.
n Cali, o Vili, di Tremoleto si sottomise del Montale, Dioc. di Pisloja , gih di Bolo-
si Com. di Firenie nel s5 ottobre 1 4 ofì; che gna , (>>mp. di Firenze.
sebbene riescisse ai Pisani 90 anni dofK) di Risiede sulle S|;alle orientali di unospro-
rioccupeirlo, nelTanno slossn, di nov., fu ri- neilelT Appennino, il quale prolungasi verso
tolto dai primi che finn dal 1 407 In Avevano lo Sialo Pontificio fra i due valloni della
•oUopnslo al potestà di Crespina dipendenle Lt'mrntra orientale e centrale in mezzo ad
per la giurisdizione |K>lìlìca e criminale dal estese foreste e castagneti.
vicario di Lari. — f^e^ì, CiMPni. Il possesso promiscuo, spirituale e tempo-
La parr. de^SS. Fabiano e Sebastiano a rale, del territorio compreso nei pievanali
Tremoleto ne* i833 coiilav» 3^3 ahìt. di Tre[»fiio e della Sambuca fu cagione di
TREMOLETO nel ValnlVArno casentine- frequenti oslililà fra i Bolognesi, cui spet-
le.— Gas. cOn eh. parr. fS. Martino) nel pie- t^vnno quei |>.iesi nello spirituale, ed i Pi-
vanalo, Cora. Giur. e circa due migl.aoslro- stojesi, ai quali appartennero nel temporale,
lib. di Poppi , Dlo«'. e Comp. di Arezzo. Già nWArt, Fossato si disse, essere stato
È situalo in poggio fra Poppi e Raggiolo quello uno di^Vaslclietli che insieme con
in mezzo a selvedicislagni eneli'aniicoco- Treppio , Samhnra ^ Torri dojjo lunghe
raunello di /Voi5o/fl. — ^'e^. Porpi, CoA»i. roiiln>vri-sie n«'I 1919 tu rivendicato dal
Il po|iolo di S. Ma:tino a Tremo'elo nel Com me di Pisloj;i per senlenzu proferii»
a dicembre del i34a fece un mandalo di d:iir.'irbilro della i*nus:i, (ìard. Ugo vesco\o
procura per prestar giuramenlo di fedeli.^ d*()sliii; m.i che pnriii anni dopo il Poni.
in Rnnie al Duca d' Alene come signore Onorio III diresse Icitcrc ai Pistojesi nel a8
generale di Firenze, di Arezzo e loro conUdo. febbraio i-jiai dicendo, rhe al C. Alberto
— ' AacB. DfM,. Fior. Carte deirArch. gru. ) di Prilo erano jitat i concessi in fendo i castel-
I*a parr. di S. Martino a Tremoleto nel li di 9fnnnce/li^ Mangona^ Fmsaiof! Tor.
1833 noverava 149 aUit. r/, Ciislelli che il Pont, asseriva essere pene-
V«al« M
nsBc
T TOl. >i
W+,6ì.
gM, dhii
lictdiTrci
Mfca
Più di)
pare ìd Ti
Ito. — P
Inoli re
1n>«MÌ cìl
»»).— [A
Il Coiui
R«p. Fior
*fni ili I
TREK
TREQ
Oitarto fallo è dinoitnlo di an itlra-
■calo rofjÈto ht Sima li ao die. 1 3i 3 , col
qatle Niooh di Guido Framrsiy fnilello
di Muadatlo « pponisc a Guocio del fu Gre*
forìo priore de*Sigiiorì Nove governalori dì
Siena di non Tendere uè cedere in alcun
■odo il castello e corte di Treqiuinda senza
il eoa«iiao della Signorìa tolto pena di li-
re aooooy per coi diede mallevadoria; e
■el giorno, mew td anno medctimo lo atesso
marfa Prameai msaegnò al Cunuine pre-
detto tulle le ragioni ed azioni che aveva
eanlro i Trcquandcii per il credilo del ca-
BQoe amiao di lire aaS di un quinquennio
«iftralo, e dal Trequanriesi non pagalo. —
(Akb. Dm. Sin. r. Xr// delle Ptrga»
mette «.* 1414 e Kmleffo delV Assunta
■.* 806. )
Flnalmenle nel T. XXIV delie Petga-
mem n.* i83l dello stesso Arek. Dipi.
fBmrv— i un rogito del i5 marzo 1379
seritlo in l^efuoido , mercè cui i rapfire-
mlanli di questa Q>munil2i venderono a
Gmnino di liMcio abitante in Monle-Lifrè
per il preno di due fiorini d* oro un |iezzo
di ferra poeto nella curia di Trequanda in
hii»feo dello Prono di Eosso.
Questo cartello fnltanlo fu uno dei primi
iovefliti • presi dalFoste Austro*lspano*Me-
dioco udr nltima guerra di Siena, nella
TBEQ
593
qo»l ciRoelann quei lerraiiani ebbero a
soffrire non poche avarìe.
La chiesa attuale de' SS. Pietro ed An-
drea a Treqnanda insieme ali* annesso clao-
slro appartenne ai Frali L'milÌHli, mentre
l'antica pieve esisteva a! pan dì moltissime
altre m ir aperta campagna.
Neir nltirao altare a eornu epistolae di
questa chiesa esule nn*urna dipinta sul fare
delTAlbani dove si conservano le ceneri del-
la beata DonicellaCacciaconli presso il corpo
del B. GuifJodi lei figlio. — L* altare di casa
Fi( ri di Siena ha un afiW sco del Sodoma rap-
presentante r Ascensione alquanto defierito.
Nella cappella della villa su|)eriore del
Colle spettante alla £imiglia S|Ninnorchi di
Siena conservasi un'antica tavola d* ignoto
autore. Presao la villa medesima esisteva
r Eremo di S. Egidio abitato da S. firmar»
dino e da S. Giovanni da Gapistrano. La
chiesa di detto Fremo fu riedificala nel 1 599
a spese di Claudio Soccini.
Sono dei.tro la Terra diversi oratorj pub*
blici ufRziati da compagnie secolari.
Fu a Ti-equanda, e non a Scrofiano dove
nel i839 trovai il preposto di quella chiesa
pressoché centenario.
Trequanda conta fra i suoi santi, olire la
beala Donnìcella e«I il di lei figlio Guido,
un beato Pietro, il quale mori nel 1499.
MOVIMENTO della Popolaiione della Teauj di TasquJMiht
a cinque epoche diverse , divisa per famifflie.
kmmo
iMPuasai
masc.ljemm.
ADI]
mase.
n.Ti
femm.
CONIUGATI
dei
due sessi
ECCLB9U-
STICI
SBCOI^ai
Numero
delle
famiglie
Totale
della
Popoinz,
1640
—
—
mm^
__
•«
...
60
483
1745
97
68
97
104
176
4
100
546
i833
143
i3a
lai
109
384
a
i5o
79«
1840
i54
i59
149
ia7
3a8
a
]63
9«9
1843
ia4
107
i39
i34
^88
4
i57
796
Comunità di Trequanla, — Il trrrito- Nel 1 833 abitavano in questa Comunità
rio comonilativo di Triquanda abbmccia a365 individui, a proporzione ragguaglinl:!-
una superficie di 937.'! 5 quadrati agraij, mente di circa 85 persone per ogni miglio
dei quali 748 S{iettauo a corsi d* acqua ed quaJr. di suolo imponibile,
a |Hibbliche slnde. Confina con 5 Corounilà. — I>i seti, a
591 TRBQ TBEQ
le?, fronle^i con quella dì Arinalanga, a lo Amo, il di cili eono retrogrado è rìniw*
partire dalla strada proviociale Laoretana, tato dai terrìtoij delle dee Com. fino aita
con la quale dopo un )»refe tragitto dirim* confloenia del (omo €ranghereio» Iti dirin-
petlo a seti. ToMa faccia a grec. finché trofs petto a pon. cessa la Gom. di Sé Giovaa
il borro del Romitorio di S. Egidio^ e con d* Asso e Tiene a confine quella di Asciano
esso scende nel fosso dell* Ermeiéia; quin- mediante sempre il corso inverno ilell' Asso,
di, attraversando il detto fosso e la strada da primo dal lato di pon. poscia dirÌD|ielto
corounilalì?a rotabile che da Trequanda si a maestr. sino a 'le sorgenti del fiiimicrllo
dirige Terso ler. ìnVa1-di-Chiana, entra nel predetto, che trovano lungo la stnMia pro-
lx>rro della Pietra influente nel torr. Ma- linciale Laurrtana, dove a'rìta dalla pria
'gìione che \ier breve tratto rrmonla, donde di seti, il territorio della Gom. di Aaina"
arriva sino al fosso che viene da ostro detto lunga.
il ^0(^. i/o. Trapassato qnrst* ultimo, i due ter- Fra i maggiori corsi d* acqua che lamlii-
rilorj comonitativi di Trequanda e di Asi* scono, o che attraversano ìllerrìtorìo coma-
nalunga scorrono il crinale de* poggi sino nilal ivo di Trequanda contasi per priaao il
alla strada provinciale che dalla Endiadi Si- fiumicelio Asso» mentre fra i secondi baffi
cille scende alla Fratta in Val-d i-Chiana; la il torr. TVoi^e influ ole nel fiutnicelln pn»
quale strada i due territori cnmunilativi al- detto fiiori peraltro di questa Gomnnitk.
traversano presso Sicilie per òirìfrersi a scir. Molte strade rotabili rasentano o guidalo
•lilla via rotabile che passa per Guardavallt al capoluogo. Fra le provinciali cmiiasi la
e Torrìta. Laureiana , e quella Traversa de* Moati,
CosU cessa il territorio della Gom. di la prima delle quali r^isenta per breve lia-
Asinalunga e sottentra dirimpetto a grrc. gìtlo il crine seti, dei monti di Trequands
quello di Torrìta, con il quale TaUrfi di e T altra che da S. Gio» d*Asso per Montisi
Trequandafrontrggia, (la primo mediante la e Sicilie scende alle Muricce in Val-di-
detla via , poscia per una lunga linen di Chiana. Sr>no comnnilative rotabili le vie
termini artificta'i fino al fosso di ^aMi- che da TrfH]n;inda si dirìgono verso pon. a
Capa, dove sotlenlra a confina dirimpetto a Belsedere, verso seti, ad Atinaiaaga^ nella
scir. mediante il detto fosso il territorio del- direzione di grec. alla Fratta io Val-di-
la Gom. di Pienza, quindi di fironte a ostro Chiana; verso scir. a Petrofo^ di fronie a
mercè il torr. Tro9e, ne* quale il fosso di ostro a Monti si ^ a Monte- Li frè^ a Castei*
di f^al-di'Cupa, influisce, fino a che pie- Muxz', ecc.
gando da pon. a ostro lib. quello dì Tre- Una deMe prominenze maggiorì de! terrì-
quiinda torna di fronte a scir. Giunti en- torio di Trequanda è quella su coi rtsiMe
trambt i tcrrilorj al («nle che caviilca il il ca|)oluogo. — Inoltre colrjita di Trequan-
fosso dì f^al'di-Cupa snila str.«da rotabile da è T ultima Coronnilà del Co m parli mento
di Castel-Muzzi qurllo della C^^m. di Tre- sanese, clic nella direzione dì sar. confina
quanda piegando a lih. arr'va a! ponte del con il Comp. di Arezzo,
mulino di S. Anna snl torr. Tro^e, A co- Ho gi-i dclto, che la parte orientale del
testo punto le due Comunità ahlvindonano territorio romiinil^tiTo diTref]Uiinda acqua-
la strada rotabile predelta per srgiiilare il jienile in Viil-di-Chiana, mentre la porzione
corso del torr. prenominalo in direzione di maggiore di esso è compresa nel Val— I* Asso,
pon. finche alta ronf1iirnz:i in esso del fosso RÌ3[)elto poi aMa qualilN dominsinle del
Stagnelli che viene da pon. -marstr. cessa terreno de* suoi poggi, oltre quanto dii«i
il territorio corounilalivo di Pienza e sot- air^^r/. Prraojo di'^'requanda, ajrgìnneerò;
trentra a ronfine quello della G)m. di S. i.^chefra Petrofn^ 3fnnte-LJrè^ r afonie
Giovan d*Asso. Con questo il territorio dì Calcili sporgono fuori grandi ma«i ili esl-
Trequanda me<liante il torr. preilello arriva cirea cavernosa attraversati da filoncini e
allo sbocco in esso del fosso Bandita del iene di Ferro ossidato, (stali forse la causa del-
Sallo, che di conserva rimontano nrtla dì- la loro conversione in calcare semi granoso;;
rezione di seti, fino alla strada rotabile che a.° che simili rocce cavernose si rìafl'ricciaiio
dalla Val d* Asso guida a Trequanda. Costì intorno alla Terra dì Trequanda, mentre i
entrano nel borro di Cometa e con questo fi:inchi inferiori del suo poggio sono coperti
dopo un roigl. circa di csmmino nella di- di Irrre bolarì dì una tinta giallo-rossistrv,
rezione di maestr. imiioccano nel fiumìcel- con vene di ferro solforalo; 3.^ e clic que-
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u
u.
BACA, OBACA. — Vtà. OsAflà. N«tlo »lesso roonle àAVUecellina eiisto.
VBAGOv o LOBAGO. — f^tà, Lobìco. no gli avaazi di uo roonaitero di Benedcl-
tCCELfATOJO (MOTTE dux*). — Uni, poi di Cittercenti , indicalo zW Art.
tiNM pruiuinenu sii IT antica ttra«la mac- GaoMno, la cui elcTateua riicontrata dal
tta Bolognesp situala fra Gattiglion di Cer- Prof. P^dr. Inghirami fu calcolata dalla toni-
dna e Pnilolino; in guisa che venendo da mii^ del supeislite tuo campanile ascenden-
InbtgiM e dal Mugello si scuoprì?a dalPUc- te a br. 593,5 sopra il lifcllo del mare sol-
fri^9^o\f% Im popolosa Talle di Firenxe, per tostante. — ^edf. VdhEwr%itd ( Tbhutj
cai r Alighieri cantava che a tempo suo : dbllj ).
' m ' » wK . 1 UCCELLO ( PIZZO D* ). — ^tà, Altk
A I - ._ wT^ n^,^*^ Apuakìl e Gasol4, Comnmià,
Dai metro Ucceìlaio,o (BADIUZZA »). _ ree. Ba«»»4
(Fabaduo Canto XV.) ., i v i j»à w ••««—
^ ' A Uabi nel Val-aAmo sopra Firenze.
TkWU^cellaiojo porta il nome un pò- UGIONE torrente , talvolta LvatomE, -*
drrr dri March, tla Cisligl one. Ved, LiYoaiio, Comufàià,
kìVAn ScAarnu (|Mg. aaS dì c^upsIo UGLIAN^^ALDO in Valdi-Magra. —
Vol.^ai disse, che intìuo aìVUeeeliato/o nel Vili, con chiesa parr. (S. Bartolommeo) nel
99 genn. tkl 1459 (#/i7e^or.) su 11* antica pivieredi Codiponte, Gom. e circa due roigl.
slnda Bolognese arrivò da Firenze una no- a ostro-acir. dì Cisoia , Giur. di Fivizxaiio ,
bile comitiva preseduta dal santo vescovo Dioc. di Poiitremoli, pk di Luai-Sarzana ,
Aotoniuo ail oggetto di onorare V arrivo Gomp. di Pisa.
deirioip. Federi|fo III che per la via pre» Siede sul fianco settentnnnale òtWAlpc
drtla recavasi a Siena a inanellare la sua fi- Apuana detta il PUio d'Uccello presso il
danzala Prinri|w«H Eleonora di PortogaU confine della Lunigiana Granducale con il
lo.*— t^td. Scavo, Comunità (ivi pag. a8i.) lerriiorio di Minucciano del Due. di Lucca.
liCOELUKRA ( MONTE dill*) nelh Porla cutesta villata il qualificalo di U^
Montagna di Pisloja. -> È una delle mag- gliatt'CaUo per distìnguerla da un* altra
gìofi prominenze lungo la cilena delTAp- inferiore bico4;ca appellata Uglian^FredJo.
pennino pislftj«-se, la cui sommila fu segna- -— Sono entrambe situate sul fianco mede-
Uia dal Prof. P^dre G. Inghirami a 3079 si mo del Pi sao «TC^cce/Zo, quella fredda più
br. su|ierìore mI livello dei mare Mediterra- bassa dell* altra, e tutte due sotto uua stes-
nco. — - ^ed. Siir-MAKciLLO, Comunità, sa parrocchia.
UCCELLINI (MONTE onx*) lungo il Comecché frigida sia U situazione di en-
lilloralc Grossetano. — È una montuosità trainbi cotesti Ugliani, pure dicesi Uglian»
che si alza qu^si isolata alla sinistra della Freddo quello che ha meno ore di sole del-
hocca d*Omlirone fra P Alberese, la strada Taltro designato sotto il vocabolo di £/-
regia MaremmaiM e Talamonc, mentre i glian-^aldo.
Ihilli m:«rini t>a}!nano la base del monte di Già dissi air>#rf.CAsoLA (Voi. Ipag. 5i4)
Ucrrllina alla Cala di Forno. che colui che passeggerà |>er cotesla contra-
Cr>le»lo monte diramasi a r>slro |i<-r il lit- da forse non stenterà a credere che fu fra i
tora'e fino ^lla punta dove risiede il Casi, di profondi e intersecati valloni e canali della
TiUraone, ed è ne* suoi fianchi orientali Valle orientale della Magra dove {Liguri
dovf> esistono la tenuta di CoUeechio e le Apuani apparivano ali* improvviso per as-
lorri della Beili ìHarsiUa indicate AVArt, salire e taglieggiare i romani eserciti che ri-
CoLLErraio, nelle antiche possessioni de*mo- tornarono più volte pei senlieri orribili e
Baci Amiatini delle della f^jtt.Btirtii4. profondi della Gartagiiana in quelli di Val-
▼• ▼. 77
5M TRE8 TIKS
TRESi^A, e TRBGiAlf A In Val Ji-Mn- uno dei q«iH, Ereoltp per coatatto cftt éà
fen. — Giil. eoa eh. p>rr. (5. Giorgio) già iS die. 1574 vtndó a PnneeMO I Gnadan
feudo de*iiiarebeiiBfalaipiiiA,oni capoluogo di ToMsaiia le ?iile e oatelli di XamoJb.
di uaaCom.e dìGiur. nel Tìcariato fiiraneo ilìceò, Cmm&fta e Lutmm Mqoiauie eoi
di Gìo?agiillo , Goterao di AuUa e Foidi- oonaeiuo dell' Imperatore , e qaindi aggi»
novo , Dioc. di Hasia-Ducale , già di Ludì- gate con i loro dialrelti alb giuiMiiiem
Sa runa , Due. di Hoilena. di Gittiglione del Tcniece , oca di
Risiede sopra una collina sulla ripa de* ne. •>* ^cid. BMwon.
stra della Magra fra i paesi di Grappoli e di Trasana peraltro, si comer? ò mf __
Ricco spelUnti alla Toicana Granducale, MalaspinadiVillarraneallBoel llOTeb.To»
avendo al suo ni.ies(r. il Cast, ononimo e ■ nu»o, contro il quale nel 1794 si riMlaro-
Jib. Giovagalb dello steiso Sx-Femdo. no quei popoli, siali in seguilo per Ire l«-
Trovasi fra il gr. «7® 35* long, ed II gr. stri sotto il dominio italiano francese find4
44* i5' 5" lalil., circa 3 migl.a maeetr. di mediante il IraUalo di Vienaa dcirollohra
iulfa, 6 a gree. di Rignooe, quasi 7 mìgl. 1814 questo con gli altri Eifrndi Hai»
a ostro di Filaltiera e S ■ ofiro-scir.di llii- spine pasiA nella casa rsganalt di ModeH.
Ijhq.
Trtsana continuò a kr parte del marcile- Porouaiosni d«&& Cemnntk* m Tnmiet
Mio di (wio^agailo fino a che il ramo di ail'aimo i833
qiiri marcheii essendosi esliiito teno la metk ^._. fi^ «• » e ^& va .
L«^!oXIVilfcudodirrrii«fae«io- l'T^d'^ri!!^^' *Ì;
^guUo tornò al Uonco principale de*muw ^-^^ ^^"^^1^ r'.' • 'v ^^
cb^diHula»o. ^ ^ Cahrjjg«i.(SS.ftosi€«>eG.ler.oa)
Ollra quAulo fu delio alPi^ff. GiOTAOAb- -, "™* V r-* '-'x'-i * •
• I ^ jt: r»^m»^^i: TaitXBA, (S.. Glorilo) id^m • • . • • 3oo
LO. aggiiinieero nspello al piesc di Catteoii ^^^^} ,. uJil^mA kwmU^mÈmrm . «!•
già comiirrau in quel feudo che eia> è ram- \^^'*^t^T!!^^'^^^ !
Lnl»la^el ,>rivi!egio d* invrslitura con- C'^^V^^^Tl^'*'" l : ,• ' ' ' *'*
cesso nel .0,7 a-IPImp. Arri'-o IV ai due ^^^S^ioi^ . (S. I^reoio) ulem . » «40
fraielli Ugo e Folco mardiesi d' Esle, e cbe T^rju • . • Mài. if.* eJ?!
dopo varj passaggi nel princi|rtO del 1400
lo steisr» fintdo toccò a Gio. Jacopo de' mai^ TRESAIVTI in Val d'Elsa. — Gm. eon
chesi di Mutazso, che divenne signora di eh. prioria (S. Bartolommeo) nel pivieradi
Treftittd , Gioif&galhf CdtteoU^ Be^erimo, S. Pietro in Mercato, Gom. Giur. e circa 3
jiulla, Biboìajtcc mi gì. a ostro di Monlespertoli , IHoc. e
Uno <lei discendenti dei BILirclì. di Mu- Gorop. di Firanie.
lano, Obiocìno del fu Gio. Jacopo, per la Risiede in valle presso la ripa sinistra del
divisione di famiglia del 1408 continuò la torr. Presale fra Monlespertuli, Gertaldo,
linea dei marchesi suddetti, finché un di lui Castel-fiorentino e Lucanie,
nipote, Giacomo Ambrogio, insieme al pa- ti («rrooo della cura di S. Rirlolommco
dre J4CO{)o del fu Match. Gio. Jacopo, nel a Tresanti nell* aprile del 1*86 asrislè in
a 4 settembre 14 5i, vendè ilC^I. di Bibola Firenie ad un sinodo del clero fiomitiiio
al March. Giacomo di Fosilinovo, quindi tenuto nella chiesa di S. Repanta.
liberò Beverino ai Genovesi e finalmente La chiesa di S. Barlolommco a Tremati
alieno il costello col dÌ!ilretto dell* Aulla al è di padronato de* March. Riccardi,
geueralc Adamo Ceuturìoni. Ebm nd 1 833 noverava 143 popolani.
Frattanto i Gist. di Tresaua, Ricco, Bri- TRESCHIETTO in Val-diMagra. -^ Pic-
nu, Mailriguano ed altri nelle divise del colo Cast, con eh. parr. (S. Gio. Battista)
1408 erano toccati al sio di Giacomo Am- nel vicarialo foraneo di ràeffd, Gom. e cii^
brojrio, al Mareh. Obiocinu fratello d*Jacopo ca 6 migl. a grec. di Vilbfiranca e Filetto,
suo (Milre. Dal di'ttoObiccino pertanto discese Giur. di Aulla, Dioc. di Massa-Ducale, già
quel March. Guglielmo, contro il quale nel di Luni-Sarxana, Due. di Modena.
1 5a8 si ribellarono i vassalli di Gio^fagaìlo^ Risiede siili* Appennino drt Moiit* Onajo
di Tresana e ili Barbaratco , cbe 1' ucxi- a confine col territorio superiore di Bagno-
S(-ro. Suficrsliti al padre restarono i di lui ne e con la cresta del Mont*Orsaio, la di rnì
tigli Cirio , Ercole e Franocjai Guglieloso , scbiciia acquapende nel Ducato di Parma.
TRES TBES 59T
TitKhieUo dieile ti titolo ad iln fcudo tenen , dì ctrlo permnttfi con altn pmr.
de' BMichcfli Milaspina di Filailien, toccato della Dioc. di Mrenie, nella Gom. del Felle-
mediaole la diviiione del i35i a Giovanni grìno, Giur. di Fiesole, Gomp. di Firenie.
appellato Berretta figlio di Niccolò Marche' Risiede sul pianoro iU>J poggio situato
Mf/o; it qual feudo componevasi del ca|io- alle spalle di quello della Latira sopra Fi*
luogo di Tresehieiio con le ville di Agno^ reoxe , fra le scaturigini de' torr. Magnane
/«, Corlaga, Finale^ Jera^ Leorgio^ Pa* e TeruUie , assai d' appresso alla strada pò-
lestra, Siaz^oae e ^ico. «^ Ma cotesto feti- stale Bolognese che resta al suo le?., e tre mi-
Io III aitai pretto suddiviso fra Giovanni glia innanzi di scendere a Firenze,
fianiore e Cbzio, due fratelli nati da Fede- Sino dal secolo X possedevano beai in
rigo detto il Tedesco figliuolo che fu di Trespiano i nobili di Cercina e quindi i
Giovinnl Berreiia. Al primo frattanto di Cattaui di Firenze stati patroni della chiesa
^i aipoli toccò di parte TresefieUo^ al di Trespiano , poco lungi dalla quale esi-
Kcoodo Coriagay Jera^ f^ico^ ecc. steva un caritatevole ospìzio , o spedalelto ,
Il Blarch. Giovanni giuniore nel 1499 cai fino dal 1976 lasciò per testamento un*
ippcDvò lo statuto di Tretchtetto. — L*ul- elemosina la contessa Beatrice di Capraja.
tiow feudatario di quella linea fu un March. Fu questo uno degli spedali soppressi dal
Ferdinando, il quale nel 1698 vendè il suo capo della reggenza conte di Richecourt con
frodo al Gmnduca Cosimo III. Cotesto &tto notificazione del 1751.
motivò una lunga controversia fra il Gran- Questa contrada da 60 anni è spopolata
duca che lo aveva acquistato, i March. Ma- di viventi, popolatissima però di morti, per
lasplna di Fìlaltiera autori del ramo di Tre- esserci slato destinato il Camposanto della
schietto, che lo pretendevano, ed il Fisco capitale del Granducato,
imperiale che do[io la morte del marchese La chiesa parr. di S. Lucia a Trespiano
Ferdinando venditore ( 1 743), entrò al pos- fu permutala nel 1 795 dal diocesano di Fie»
SC9W per caducità del feudo predetto. sole con quella fiorentina di S. Martino a
Che sebbene Tlmp. Carlo VI, alle preci Mensola, siccome fu indicato air>#rl. Man-
di Bernabò March, di Fi lattiera, facesse re- sola (S. Mabtino a).
slitairgli il feudo di Treschielto, appena al La parr. di S. Ijucia a Trespiano nel 1 833
Hardi. Bernabò mancò la vita, il Fisco im- contava 999 abìt.
penale tornò a riprenderne il possesso che TRESSA, TREISA o TRESA torr. nella
ritenne senza far conto delle fervorose istanze Val-d* Orcia. — È un breve corso d* acqua
del March. Manfredi figlio ed erede di Ber- che scende in Orcia dal fianco occidentale
nabò prenominato, e nettampoco della dotta df'l monte di Totooa in Comunità di Mon-
scrillura presentata al Consiglio Aulico dal tepulicia no, passando per Montichiello in
profiesaore pisano Avv. Megliorolto Maccio- Com. di Pienza, da non confondersi però
ni. — Finalmente Treschietlo col suo ter- con altro torr. Tressa sotto Siena eh* è tri-
ritorìo fu dato in feudo, da primo al prin- butano delPArbia.
cipe Coloredo di Vienna, in seguito al prin- TRESSA torr. suH* Arbia. -« Fed, TAr
Hpe Corsini di Firenze, finché sul principio tie. seguente.
del secolo attuale fu occupalo dai Francesi, TRF^SA (S. MARIA m) nella Val-d'Ar-
e nel 1814 riunito alti Stati Estensi di Lu- bia. » Parrocchia antica snhurbana della
nigiana , fra i quali attualmente si conser- pieve maggiore di Siena, posta alla sinistra
va. — F'ed. Villafbavcì e Filetto. del piccolo torr. omonimo, sotto i colli cr^
La parr. diS. Gio. Elitista a Treschlttto tosi di Siena e quelli dell'antica Certosa di
nel i839 contava Abit, NP 943 Bei-Riguardo, dove il torr. Tressa ha ori-
I«i cura di S. Matteo a /era. ...» a5i gine, alla destra della strada regia Grosse-
lia cura di S. M4ria a f^ico .... « 963 tana, nella Com. delle Masse del Terzo di
T, . I- !• Al •» j-ii'i? e .. i« vo T Citti, Giur. Dioc. e Como, di Sienn, dalla
Totale degli Abit. dell Exleudo If.nSg , '.... , 1 ,. « m# • • /»» .
^ * ^ qual città la eh. di«V. Jaanatn Tressa tro-
TRESPIANO ( Trans pianum) nel Val- vasi intorno ad un mezzo mi^l. al suo lib.
d\\nifi fiorentino. — Borgata e contrada Tantoqucsla cura, come T altra di 5. i^n-
r-'iii eh. parr. (S. Lucia) già S. Marina Tre- gelo in Tressa^ o al Fonte a Tressa^ pre-
spiano, una delle antiche suburbane della seit) il vocabolo dal torrcnlelio Tressa che
cattedrale di Fiesole , alla cui Dioc. appar- le avvicina.
098 TBBV TRIA
U oonlrada, o la Masfa di TrtSim^ è T&IANA m SANTA FIORA , àlUt à-
nmnieiitata in una membrana archelipa del ruAndy nella Valle deirAlbc^^. — Cast. eoa
giugno 1 081 icrilla in Siena , nella quale eh. parr. (S. Bernardino) nella G>ni. e cìfta 3
Uatlafi della donatone fiitla a due fratelli migl. a lev. di Roccalbegna^Ginr. di Aiti-
di alcuni beni situati nel borgo di Porta dosso, Dioc. di Soana, Comp. di GtomcIo.
Gamullie, air01ÌTO, al Castagno, in Tressa^ È posto sopra un risalto di poggio di no-
« Quarto ed in altri luogbi dei contorni di ce ofiolitiche a occidente del contrafibric
Siena. -* (Aacu. Din.. Fioi. Corte Mia che dal Monte-Labbro s* inoltra Terso scif.
Badìa di Passignano.) fra le Valli della Fiora e deirAlbegna, U
Alla chiesa di S. Maria in TrciMi sul de- dote ha origine il fosso delle ^oZ/bmle,
clinare del secolo XVllI furono riuniti gli uno de* tributar) del fi. Albegna.
abitanti vicini alle mun di Siena, i quali AìVJrt. Jtuabj dm Sor^mA inviai il
aolevano fiir parte delle parrocchie limitrofe lettore a questo di TaiAXA mS. Ficma ; giae-
situate però dentro la città. che fra le carte antiche i vocaboli di Trimm
Anche 1* altra Jfa#/a di Fonte Benedetta si leggono scritti unitamente al segnacaio
qel Ter^yo di Città era oomprrm nella cura {A Triana), Tale era quel vico di Miriam
di S. Maria in Tressa ; la quale parr. nel del contado di Soana rammentalo in una
|833 avefa 338 abit. membrana rogala di sgosto deiranno 8aa
TRESSA (S. ANGELO mV—rei^. Fon- nella città di Soana; tale fu Y Atriaaa,
Te A TaassA in Val-d*ArbÌB, cui si può ag- patria di un Pietro di Jiriana, che nel le-
giungere le notiaia di un testamento olo- glio dell* 886 in qualità di avvocalo assiitc
grafo scrìtto in Siena in lingua volgare li ad un placito tenuto dentro le mun di Ssa-
18 febbrajo 1288 (vale a dire io anni dopo na dai gastNldi, dal vescovo di detta dttà»
il testamento volgare della conlessa Beatrice da diversi scabiui e da altri giudici, in fe-
di Capnja)col quale il testatore Memmo vore del Mon. del Montnroiata. ^(Aaok
del fu Viviano del popolo di S. Desiderio Ditl. Fioa. Carte della Badia Amiat.)
di Siena fra i varj legati lasciò alln chs» di In seguito il castello di Triana fu doìni-
S, Maria deila Étiserìeordia di Sitaa una nato dai conti Aldobrandeschi di S. Fiora, i
vign« posta nel popolo di S. Angelo in quali nel i388 venderono il feudo di Tii^
Tiesse. — (Aace. Din.. Fmi. Carte di S, na per fiorini 898 a|la famìglia Pificoloaùu
AgOMtiao di Siena,) di Siena ; un remo della quale, dopo aver
TRÉ-VALLI. — Fed. TaivAixa. preso il distintivo lìt' Signori deila Trio-
TRE-VILLE nella Valle del Montone in na , possiede tuttora la parte maggiore del
Romagna. *— Contrada coroposla di tre vii- suo ilisi retto.
late che costituirono un comonello fra i Esìste neirArrh. delle Riformagioni di Fi-
popoli di S. Benedetto in Alpe e dì S. Maria renze unn procedura sul diritto e giurìfdi-
in Carpine, il qual corounello nel 1776 fu clone territoriale della sigoorìa della Trians
riunito alln Coro, di Portico, che trovasi in una scrìllura presentata nel i683 al tri-
circa 6 migl. a lib. delle Tre-nUe^ nella bunale della Pratica segreta in Firense, fia
Giur. della Rocca S. Casciano, Dioc. di i Piccolomini di Siena ed i Mancini di
Faenza , Comp. di Firenze. Cortona.
Trovasi sul crinale dell* Appennino che Altro esame sullo stesso feudo della Tria-
de S. Benedetto in Alpe s* inoltra verso sett. na fu inslituilo ad istanza del conte Spinello
fra la Valle del Montone ed il vallone dfl Piccolomiui, nel tempo che egli tentava,
Tramatto. — Fed. Poaiico, Comunità, sebbene invano, di liberarsi dal vigore del-
TREVINA nella Valle Tiberina toscana, la legge del ai aprile 1 749 relativa alt* ahcv
— • Cas. con eh. parr. (S. Crìstofano) nella lizione delle giurisdizioni feudali.
Com. e circa migl. 3 a ostro-lib. del Monte La parr. di S. Bernardino alla Triana nel
S. Maria, Giur. di Monterchi, Dioc. di Cit- i833 contava a6a ahit.
tà-d i-Castello, Comp. di Arezzo. Tbianj {Pisre di) già di Atmuìwj, poi
Risiede sul punto estremo del Granduca- di F'jti^Tnjaj in Val-di Tore. — Eraque-
to alla destra del torr. Aggia fra il posto sta una pieve da lunga roano distrutta, che
doganale di Gioiello ed il vico dì Paterno, ha lasciato il suo vocabolo ad una villa si-
La parr. di S. Cristofano a Trevina nel gnorile, denoroìnata ora f^eltriano^ nrl |io-
1833 noverava i85 popolani. polo di Cres|>ina, Com. e circa 3 migl. a
T R I e T R I C 599
^nc, di Fanglis, Giur. dì Livorno, Dìoc di a confine con il Guaido del Re e la chiesa
San-MinÌHlo, già di Lucca, Gomp. di Fi«i. di S. Regolo^ ora Madonna del Frassine,
Li villa di f^altriano trovasi in pianura Anche nell* Arch. Dipi. San. fra le car-
ni biso Crespina alla linistn della strada te della Gom. di Maisa ae ne conserva una
rotabile che da Vicarello (ruida a Lari. del maggio 793, in cai si nomina un ahi-
Molte carte deWJreh. Arci^. di Zucca tante del Cast, di TricaeL
avanti il mille rammentano cotesta pieve in seguito il castello predetto col soo ter-
dcdicita a S. Maria, siccome lo provano fra rìtorio pervenne in potere della contessa
le altre due membrane del 941 e 983, con Giuliita e del suo figlio Rodolfo, la qual
raltima delle quali, del 16 agosto, Teu- donna, gik rammentata agli Art. Leccia e
degrimo vescovo di Lucca, stando nel Cast. Suvbbito , flopo restata vedova del conte
Ji& Maria a Monte, allivellò per T^onuo Ugo, nel 1099 donò alla mensa vescovile
cmao di ioidi 7 | di argento i beni della di Massa la metà del Cast, e distretto di
pieve di i9. itfar/a ^^/ria/ia con le decime TVieaii, mentre pochi anni dopo l'altra
dovute dagli abitanti delle ville di Triana, metà del castello e pertinenze di Tricasi
Cretina , Lari^ Perignano^ Lllliano, fu donata dalla gran contessa Matilde ai ve-
iaea/nnOf Prec^ano^ Casta ^nerehiOf fai- scovi di Massa e Populonta ; in guisa che
lemeuii {sie) , Luciana e Carpineta» questi prelati , divenati liberi signori di
InGitli nel catalogo delle chiese della Dioc. cotesto luo^o, lo assegnarono in feudo a di-
Imehcw del 1 s6o furono designale sotto il versi nobili di Massa e di Suvereto.
pivicie di Triana le 1^ chiese seguenti; i. Concorrono a conferma di luttociò alcuni
S. Loreaio ■ Castagnecehio (perrluta); 9. istruroenti del sec.XIII es'stenti neWArc/i,
S. Andrea a Perignaao (ignota); 3. S. Nic- preiletto fra le carte di Massa , fra le quali
coiòdi F'al'd^Agnano Isie^ idem); 4. S. ne rammento per tutte due del 1 a agosto e
Martino a Sierpa/a (idem); 5. S. Cristofìino ai novembre del 1989, suffi«:entì a dimo-
a idliano (idem); 7. S Lorenzo a Montai- strare che il territorio di Tricasi era posse-
Aono (idem); 7. S. Lucìa a Perignano (esi- duto da più persone , dalle quali ne fa alio-
stenle); 8. S. Maria e S. Leonardo di Ltiri nata porzione al Com. di Massi.
(csislrnte); S. Michele a Ladano secchio Gotcsta promiscuità di dominio utile e
(rinnila alla seguente); io. S.' Martino a diretto eccitò varie volte delle controversie
£n9afano nuwfo (esistente); 11. SS. Ste- fra i vescovi di Massa ed i loro feudatari, le
600 e Michele a Crespina (riunita alla se- quali terminarono col dovere questi resti-
gnente); 19. S. liucia a Crespina (esistente), tuire alla mensa di Massa un territorio nudo
Air^r£. Cbkspira poi fu detto, che nel di case e inselvatichito, annesso alla parte
14 1 3 le due chiese parrocchiali di Crespina superiore della bandita di Marsiliana, de-
funno riunite in una, siccome skWArt. Labi nominato tuttora il Campo alla Lite, — .
fa indicato, e che il vescovo di Lucca con fed. MAasiLuiiA di MAssA-MARirrnaA , cui
decreto del io dicembre 1379 diede licenza si possono aggiungerei vistosi bonificamenti
al parroco di S. Leonardo a Lari di tenere agrarj fatti di corto dal vescovo attuale a
il ballislero per la ragione che era stata di* quella episcopale bandita.
strulla la pieve di Triana. Tàìcosro^ o Al Tm9Costo nella Valle in-
7>ic^5f, Ttec^si, o Tmiccjsi nella Val- ferìore della Fiora. — Piccolo Cast, da liin-
le della Cornia. — Cast, distrutto nel luogo go tempo distrutto nel distretto parrocchiale
della bandita vescovile della Marsiliana ^ di Capalbio, Cim. Giur. e tra le 9 e le 10
nella Gom. Giur. Dioc. e circa 5 raigl. a roigl. a lev. di Orbelello, Dioc. di Soma,
P<)n. grec. di Massa-Marìltima , Gomp. di Gomp. di Grosseto.
Grosseto. Io pongo celesta distanza fra il Tric(u
Della ubicazione del Cast, ili Tricasi non sto ed Orbetcllo siip[)onendo che il po<!gio
v>\o esistono indizj in un istriimento del 5 di Minteti col sovrastante castellare detto
g^nnajo 1519 4 rammentalo nW Art. Massa- la Castellacela, e d.4 taluni C'ipMbiaccio,
M*iiTTiM*, ma ancorn in altri iIpI scc.VIll. fosso il |X)^gio sul quale esisteva la rocca
Avvegnaché all'.^rf. R^om Vp.Trr.OMFJcsi ci- di Tricnfto.
in lina pcrparopna d*WJrc/i. Arrisa, di Cotesto Castellaccio pertanto è situalo
LiHtca scritti neiraprile 754, tlove è falla sulla sommità di un m"»nliccilo circa due
menzione del territorio e Cast, dì Tricasi miglia a lib. di Caplbio , ed altrettante a
000 TRir. TRIP
gw€. ikl JLaghtttQ di S. Fiottano t dulia aknii nolb «mi Onini itt Bkmm dorò il ■»
Wa Jurtiia , il quale Catitilaeeio aulto rito. — ^e^. Obbriuo c Gatumo.
noma dì Moaiwii tu docritlo dal Santi nel TRINITÀ (S.) m ALPI ANO. _ ru.
T. li tiel aiio Viaggio per la Toteana mi'rì* Badu k Auiavo, e Ptoma (Val di).
dionalt, dove ai legfce qnanlo appraMo : — n Alf E o u ALPI. — Fod, àsàmk
m Contiate MotUeti in an'area piana cir- u S. TaiarrA bbll'Alvi.
ooUre di cim aoo piedi di dUmetro , cii^ TRINITÀ* (SS.) di MONTE^CALVO ael.
oondata da un muro di pietre tenia cemento la Valle della Fioca. » ^td. gli Art, Hoa*
con terrapieno al di fuori come un battione te-Gulbib , e SAaTA-Pioaà.
latto a acarpa e contornato da un fotao ora TRINITÀ (S.) u SPINATA. -* ^td. Ba-
ripieno. Ottetto battione* largoalla baae cir- ma a SriavrA, e eoA di tulle le allie chicae
ca a9 piedi, è circondalo da un altro ha* parr. che hanno per tilolafe la SS. Tiiniik.
tlioncello di terre lafonlo etto pure a «arpa TRINORO (GASTIGLIONGELLO ml>ì
e die gira parimente intorno ad un tecondo «^ Figd. CunoLiomcMLLO ml TanoaA.
ripiano. A quatto tecondo baiUonoello ter? e TRIPALLE , o TRIPALLO ddic Colli»
di baae un teno battione di lem timile al ne pisane nelb Val di-Tore. — Caa. eoa
aeeondo, per modo che dal teno al primo Inditj di un forti liiio diruto e di mi*anlìfli
hatlionc avvi la ditlanxa di circa 76 pi<^i. — chieaa plebana (SS. Gio. Bittitla e lIarlÌM)b
Nel primo più interno e tuperìore perìm^ altri inentì delta di Fal-d^ itola , da lunga
tro esifllono le tracce di un ingretto, nei fian- età riunita alla cure de*SS. Jacopo e Criti^
chi etlemi del quale trovanti i fondamenti fàno a Tripalle, nella Com. « etica 3 migL
di due torrioni rotondi fiibbricali anch'etti a lef.^rec. di Pauglia, GSur. di lifomo,
di pielni tenia cemento. L*area intema di Dioc. di San-Miniato, una volta di lateaB,
coletto casttllaccio è coperta di lamie, di Comp. di Pita.
aceri , di cornioli , di tambrutchi e di altre II paetelto con la chieaa di Tripaila li-
pianle talvaliche tenia indisio alcuno di ticde in di una collina tufacea alb dcilm
cate. » del lorr. itola lungo la tlnda rotabile cba
Lo ileaso Santi nel talìn aulla cima dS da Cretpina guida a Fauglia.
Monteii icuo|»rl verso la parie tu |ierìore del Le memorie di quctlo lungo comìociaao
moole dal Ulo di nieiAiNli e di Inmoutana a fiirti conoioere nel teoolo Vili fìa le etile
copiose torgeiiti di iict|iu jiotaliile limpida e degli Areh, Arei^. pitaao e ktccAete, una
leggera, le quali dis|)erdevansi {ter il poggio, delle quali è del 780 , quando i tre nobili
Lascen» liieoiigctlurachc ne dedusse quel fralelli pìsaui fonilamau presso Calci \» Ba-
▼iaggialurc , e sulamciile avvertirò; che un dia di S. Stvino, InislaUta [loi a Monlione
cartello apiwllalo Al Tricoslo fu compreso più d* appretto a Pisa, alla quale laacìarono
nella Cimosa donazione falla alla Badia delle fra i molli beni una loro corte posta nel
Trp-Pontane , o ad Aquas Sahias , del- dittrello di Tripalio.
rAnsedonia e tuo Icrrìlorio, nel quale ti Anche una membrana del 39 aprile 907,
trova specificato eattrum Trieottricum ^ pubblicala nel T. V. P. Ili delle Mrmtirie
eceUsiam S. Fridiani (forse S, Floriani) per servire alla sloria tle! Ducalo lucchese,
eu/n lacu piccolo f'uxta eum posilo ecc. tratta dell* investitura data da Fietro vrtcufo
Le quali uhi me piirolfì sembra che deb- di liucea della pieve di S. fu». Battista e
liano corrisfKJuJere al Laghetto di S, Fio- S. Martino tita in loco et finihut Trip^-
riano poco distante dal monte della costei' /o al prete Alio, o Azume, sialo eletto in
laceia di Xonteti, e che io sospetto essere pievano della ni(*desima.
stalo il Gist. del Tricosto. La pieve vecchia di Tripallo, che porlià
Dai monaci delle Tre-Fontane il Casi, del anche il distintivo di S. Giovanni in FaU
Tricosto con Capalbio, TAnsedonia, Orbe- dettola y esìsteva a pie della collina prptso
fello e sue perliuenie, nel 1 269, fu rilasciato la ripa destra del fiuroicello itola , circa
in feudo al conte lldebrandino, il RottOj de- mezio miglio dislanle dalla cura attuale de-
gli A'dobrandrscbi di Soana , quindi nel dicala ai SS. Jacopo e Crislofano.
laSO , e di nuoTO nel 1 3o3, fu rinnovalo Està en fabbrì&itn tutta di pietre aquadra-
il feudo a favore della contessa Margherita te, ed il capitano Giovanni Mariti ne ha la-
unici figlia del siidilettu conte lldebrandino, scialo una minuta dcscrÌKÌoiie col disegno nel
la quale porlo tulli i suoi feudi e giurìsili- T. IV del %\\Q Odeporico MS. delle Coliint
TRIP TROJ 60t
fùmu cMtleiilt in Firenie nelU Biblìoma 1 |)opoli di Tripalle , di BfonlaHo , Fan-
EktiirduiiM. glia, Trenioleto e di altri cutellctli di qiiei
Golest«i antica china finalmeDle fu proTa- contorni nel i385 si ribellarono alla Repw
naU nel 1 78->, e quindi TenduU al March. pia:ina per isligaùone dei figli di Daranizzo
Manfredi Malaspina di Filaltiera , il quale della Glurardisca conti di Moul£-Scuda ju ;
cooferti quel (empio in una liu.ija, coniec- ma essi dovetlero ben presto ritornare ali*
che fino diil secolo XVI servisse più che al- obbedienza di quel Comune, cui restarono
troad uso di magazzino di grano; e allora ligj fino ali* ottobre del 1406, quando per
la canouica fu ridotta dal suddetto acqui- atto pubblico del 20 di qutl mese si sotlo-
Rote a caia colonica. Quaranl* anni innanzi misero al Comune di Firenze, dal quale si
che la detta pieve fosse profanata , credeva conce«lrtlcro alle po|Kiluzioni designate al-
il Mariti che fosse slata restaurata, arguen« cuni priviirgj, e che Tanno do^x) approvò
dolo egli dall'anno 1745 segnato nei ca- gli sbluti parziali di Cnspina e di Trillile.
ntlclti della sua teltoja. Oajtli slaliiti del 1 5 1 o si rileva, che ai due
Secondo il caLdogo dell* estimo fatto nel Comuni predetti di Crespina e Tripalle
1160 delle chiese della diocesi di Lucca la enino sl:iiì riuniti L due corauncUi di Mi-
pieve di T'ripaiio aveva dì renJita annua lire liana e di Ltecia,
3oa. — Erano allora sue filiali le chiese se- Lo statuto poi fiorentino del 14 15 neav-
guenli ; 1. SS. Fabiano e Sebastiano a Tre- visa, che i popoli di Tri|ìalle, di Fauglia,
maleio (ora pieve) ; a. S. Stefano a Fiechio Monlalto e Crespìua eran^» sollnposti alla giu-
(demolita) ; 3. S. Lucia di Gerlo , o Gfllo, ris<lizionc civile del polistli di Rosìgnauo ;
(aoocMa a Tremoleto); 4. S. Giusto di Pa- dalla quale passarono sotto la civile e cri-
^itofio ( demolila e riunita alla seguente); minale di Lari, di do^e al principio del
5. S. Lorenacj di ^'oif^/ia (pieve prepositu- secolo XVI! ritornarono e tuttora si m.iii-
n); 6. S. Michele al Poao (demolita); 7. tengono sotto quella di Liv.itno , quando ,
S. Hfaria di Stonialto (idem e riunita a cioè, fu formalo quel nuovo cì^itanaio.
Tripallo); 8. S. Michele di .ffelefro (i^no- Il pofiolo di Triglie confina .1 lev. con
tu); g. (SS. Ja«o[io e Cristofuno a Tripalle li cura di Crespina, a scir. con il ix>{»olo
'iatlualinriilecurj sotto la pieve di Fauglia); di S. Ermo, a ostro con le cure di Tremo-
lo. S. Lorenzo di Collo-Alberti (ora in- leto e fx>renzana , a lib. con Fauglia , a
terdella connessa alla cura di Tremoleto). pon. con Colle-Salvetti, ed a selt. con il
Nel 1G37 il fmpolo della pieve de* SS. popolo di Cena ja.
Gio. Battista e Martino di Tri pai lo , o di La p:irr. de*SS. Jacopo e Cristofano aTri-
ralnf /sola fu riunito a quello de' SS. Ja- palle, o Tripallo, nel i833 ave\a 75 1 abil.
copo e Cristofano a Tripdlr, la qiial cU. è di Tutumrìta, — Ved, Litorro.
giuspadronalo a vicenda della nobile lami- TRI VALLI, e talvolta TRAVALLE e
fflia Lanfiranchi di Pisa e dei vescovi di San- TREVALLI. — Fed, Travalle.
Miuialo. Uno di questi prelati , Alessandro TRIVIO (ABBADIA dei.). — f^ed. Abazia
Strozzi, con decreto degli 1 1 ottobre i635 del Trivio, e Moktk Coromaro, o Coa:«ARo.
»ol!o|jose la delta cura di Tripalle alla pieve TROGHI. — Borgiila die prende il li-
Ji Fau{;lia. tolo da un piccolo torr. nel Val d* Arno bu-
I» quanto alla storia diH paesello di Tri- periore, atlravcrsata dalla slnida i-egia An-ti-
fjhille, oltre quanlo fu annunzialo, n^giun- na, fra il borgo di Antica e quello ili Palaz-
p'-rò una bolla del P<uil. Anastasio IV degli zuolo deirincis:i. — Il torr. tli Troghi slific-
8 seti. II 53, con la quale furono confermati ca in Arno ali* ingresso su|irriorc dil Pian
d I capitolo del la PrimazialediPisiii beni che d* Isola nel po|)olo dì S. Cristofano a IVr-
«sso possedeva nel Cast, e corte di Tripalle, licaja, Cora, di Rignano, Giur. ilei Pontiis-
e che furono concessi a quel clero dalla con- sieve, Dioc. di Fiesole , Corap. di Firenze.
t'^si Beatrice marchesji e governatrice della La borgata di Troghi è anche nota a ci-
Toscana. — Taoxci, Ann. Pis.) gione di nna fiera annuale che vi si pratica
Ebliero in seguito signoria in Tripsille i nel primo lunedì di a<;nslo.
nobili Upezzinglii, i Lanfranchi e.l i ronli TROJA (CAPO orlla^. — Promontorio
della Gbcrardesca, uno dei (piali, il oonle II- a lev. del seno di Piombino con torre td
dcbr.tnilino, nel 1270 rinunziò i suoi dirilli e un |>oslo don,inalc «li Icr/.;» classe di|it'nd<rn-
dominio utile sopraTrìpalle alla Rcp. di Pisa, le dal doganiere di r'ollonica nella Cum.
60S TUFI TUOB
• Gìnr. di Gafomno , Dkie. e Gomp. di di Siam Cfl «Ile chiese rianile de' SS. V«f-
Groieto. — - Fed, Capo tmuLu Tmia, e Lr- teo e MarghcrìU a Tufi , cui è aniMSK u-
TOB4LI TmoAMO. con la cappella de* SS. ApollinATS e Teo-
TROJAIfi, o TR4JANA nel Val-d'Amo doro nella Gom. del Teno <!: Cillk , Gtur.
•aperiore. -^Cas. che fìi Gasi., la cui parr. Dioc. e Gomp. di Siena ^ ùalla qoal cillk li
de* SS. Fabiano e Sebastiano è compresa nel chiesi <li S. MaUeo, e Masseo, è a|ipena oa
pievanalo di S.Giustino, Gom. Giur. e circa teno di migl. a ontn).
Smigl.agrec. diTemnuoTa,Dioc.eGomp. La eh. di .S. Margherita titoata in ?ilk
dì Areno. fuori di Porta a Tufi fu in orìgine un no-
Risiede suir altipiano de* poni attrsTcr» nastero di suore, alle quali il Gom une di
Hti dalla strsda de* Sette Pont$ fira le sor- Siena nel 1284 mandava un* elenmsina che
genti dell* Aseione e deir^^«a. conlinuò a somministrarle annualmente fino
Vi ebliero signoria gli Ubertini e quindi al 1 509, e|ìoca della soppressione di qad-
il Comune di Areno, finché gli abllanti rascetcrio. — Allora alla chìes.-i di S. Mar
della Trajana sotto di 98 maggio 1344 si ghcrlla fu dato un parroco inamorihilf,
aottomisero alla Rep. Fior. che stabilì la sua canonica in una parie del
Una membrana della Radi» di Valloro- contiguo claustro, ed ebbe per annessi i
brosa del genn. it 06, scritta uel Gast. della popoli de'comunèlli di S. Matteo e de*SS.
Tre/amif tratta della donazione di una por- Apollinare e Teodoro a Tiàfi,
lionc di terre situale nel Cast, e corte della Uel 1288 Rinaldo Malavolti, e nel i3o8
Tto/ami bua da due figliuoli del fu roess. Bernardino Piccolomini lasciarono per t^
Ugone degli Ubertini alla Badia di S. Tri- stamento de' considerabili assegni e dola-
iiìta a fkmfe Ben^ìetta , ossia in Alpe, aioni al monastero di S. Vargherita.
La parr. de*SS. Fabiano e Sebastiano alla Ma nella guerra ultima di Siena eotcsla
Trafaita^ o Trojana^ nel i833 contava contrada già popolosa ebbe a soffrire grifi
a 56 abil. danni dagli assediati e dagli assedianli, mea-
TROJOLA MLu MASSE m CITTA* in tre i primi, neir aprile del i553 • e poscia
Val-d*Arbia. — Gas. eh' ebl>e parr. (S. Lu- nel maggio del 1 554, rasarono ooat& un bo^
eia) unita nel 1476 alla cura dì Monsindoli, go ili cirra 14 case, ed i secondi nel giiigao
nella Gom. del Teno di GiUk , Giur. Dioc. successivo assalirono con loro vantaggio ìbo-
e Comp. di Siena, la qual città trovasi cir- ri di Porta Tufi le truppe francesi e sanea.
ca 3 migl. al suo sett. È compreso nel popolo di S. Matteo a
Era questo uno de*comune11i delle Maase Tufi il soppresso Mon. di Monte-Oli veto ed
di Città posto nella collina di Monsindoli il casino Piccolomini con 1* annessa C4ppel la
fra la Tressa e Im Sorra^ il quale nel prin- di S. Apollinarf.
cipio del secolo XIV contava il suo sindaco, La parr. de* SS. Matteo e Margherita a
stato soppresso nei tempi Medicei, e forse Tufi nel i833 contava 319 po;^lani.
prima. — Fed, Morsirdoli e Sicha, Coma» TUORI in Val-di Chiana. — Cis. con eh.
nità DCL Tkrio di Citta*. parr. (S. Giorgio) nel piviere di Ballifolle,
TROVE torr. in Val-d* Asso. — Ted. Taa- già di riciorae piccolo, Cora, e cinsi 3
QUAHOÀ , Comunità, d>ìkI< > lev.-grec. di Civitella, Dioc. Gior.
TUBBIANO in Val-Tiberina. -^Cas. con e Comp. di Arezzo,
eh. parr. (S. Donato) nel piviere, Gom. Giur. Risiede in cosi» lungo il fosso Ftngoiu
e circa un migl. e mezzo a lev. di Anghiarì, a cavaliert* del Gas. di Sfagliane ^ o Jfa-
Dioc. e Comp. di Arezzo. gitano e della strada regia ap;<e1lataZoiif»-
Risiede sul fianco occidentale delle col- tudinale della Faltii-Cfiì'tna.
line che da Anghiari s'inoltrano verso la Fra ]p carte della confraternita della Nun-
strada regia d*Urbania a S. Leo, lungo la ziata di Arezzo una del i354 ramnienU no
via corounitativa rotabile che slaccasi da Giovanni di Tuori (se non fu fialio ili un
Anghiari per sboccare nella regia predetta. Tura) pittore aretino. — ( Left, critiro^O'
La parr. di S. Donato a Tubbiano nel riV/e d'un Aretino pni;. 47.) — Fed. Fh
i833 contava aoa individui. ciomk piccolo (S. Qoimco a),
TUFI (S. MATTFO a) kelle MASSE di La parr. di S. Giorgio a Tuori non eri-
CITTA' in Val-irArbia. — Contrada che ha steva nel i55i. Essa nelPauno i833 no-
dato il nome ad una delle porte della città verata 196 popolani.
TUBI TURI 603
TUBA ( DOGANA vola ) prcno le cale* Né Umpoco, diceTB il Pagnìni, ti conpren-
nlte del pedule dì bicQlina lun^ il ai* de donde l'Ughelli nella lua Italia tacrm
naie Inprrìale della Sereiaa. — f^ed. Buoi- abbia dedotto il titolo di conti di Turicchi
TUA. Comunità» die presero i ¥eaco?i di Fieaole.
TURANO, uWolla TORANO in Val-di- 11 primo luogo in cui •* incontra ram-
ila^. — Cm. con cb. parr. ( S. France- Dentala la corte di Turieeki coucena ai
w>)nel piviere di S. Fkolo a Vendalo, G>m. ireacovi fieaolani dai re d* Italia compariace
Giór. e circa migl. due a grec. di FÌTÌzzano, in una bolla del Pont. Pkiquale 11 diretta
Dioc dì Ponlremoli» già dì Luni-Sarzana, nel 1 1 o3 a Gio? anni Vesc. di Fietole , al
GoBp. di Fin. qnale confermò , fra gli altri Inogbi : Co-
Hisicde pmao la base orientale del monte strum Jgnae^ Curiem Turrieehi et Catti'.
dello Montaiini solla deitra del fosso cbe lionis , sieut ex regis eoneessione eee/e-
«■de dal poggio di Vendaso fra ì grossi siae tuae eoilata; e come regia concessione
lOT. Mammio e Botaro. lì stessi luoghi della mensa firsoliina nelle
\m pnrr. dì S. Francesco « Tarano nel boi le successi wed^Innocemo 111 (anno ii34)
i833 conlava 70 popolani. di Celestino li (anno 1 143) e di Anastasio IV
TURICCHI, o TORRICCHI in Val-di- (anno 11 53) si trovano indicali.
Skvc. — Vili con eh. prioria ( S. Pietro ) È però cosa indubitata che tulli i diritti
nrl pivieR della Rata^Com. e circa 8 migl. dell' impero essendo passati nella corona di
a seti, di Pelago, Giur. del Pontassicve, Toscana, doveva appartenervi anco Talto
Uoe. di Fiesole, Corop. di Firenze. dominio della contea di Turicchi. Fu cre-
Troraoi a pie del poggio della Rata pres- dato infiliti, che cotesto alto dominio fesse
so la ttrada regia Forlivese longo la ripa si- tacitamente dai vescovi di Fiesole ricono-
nisln della fiumana Steve, circa mezzo sciulo, tostochè la Comunità di Turrieehi
migl. sollo la confluenza del torr. Moscia, per atto pubblico del aS giugno 1398, pre-
Fa eolesto villaggio antico fendo de* ve- vio il consenso del suo vescovo, si diede in
scovi dì Fieaole, per cui essi portarono il aooomandigia per anni dieci alla Rep. Fior,
titolo di conti di Turicchi. Infatti che il Comune di Firenze mante-
In tutte r occasioni che il Comune di Fi- nesse costantemente illese le ragioni di alto
reme tentò di esercitare atti di giurisdizio- dominio sa Turicchi lo dichiara 1* annuo
ne sopra la contea dì Turicchi insorsero fie- tributo che i snoi abitanti al pari dei fea-
re controvenie che, sebbene temporarìamen- dalarj Camaldolrnsi di Moggiona e del po-
tè decise, non hanno mai portato ad un re- polo di S. Michele a Trebana nell* Appen-
iollalo decisivo ad oggetto di stabilire la na- nino di Tredozio dovevano recare ogni anno
torà di cotesto territorio feudale. a Firenze in un cero di libbre sei nel gior-
£ quantunque sotto il governo della di* no della festa di S. Giovanni Battista,
nastia felìcrmenle regnante se ne offrissero Inoltre nelFArch. delle Riformagioni si
varie occasioni, ciò non ostante fino al go- conserva nna relazione presentala da Fran*
verno del Granduca Leopoldo 1 non si è cesco Vinta nel 1 8 agosto 1 563 ad istanza
conta la cosa, eh* esier potrebbe soggetto di degli uomini di Tnriochi pr-r alcune gra-
una dissertazione non inutile a dimostrare, vezze che voleva imporre loro il vescovo di
che in tutti i tempi i sovrani dei territori Fiesole , nella quale scrittura si prendono
nei qoali è compreso quel tal feudo, hanno ad esame le prerogalive di questo luogo sta-
li diritto di disporre del medesimo, salvi i bilite con sentenza del i3 marzo i564 (x/ì-
pattì espressi nei diplomi speciali. le comune) dal consìglio della Pratica se-
Fra i privilegi cbe su questo proposito greta. In altra relazione di Paolo Vinta del
possono allegarsi reputo il più antico quello la agosto i574, ad oggetto di ovviare .ii
dell* Imp. Corrado 1 dato in Roma nel 1 097, conlrabandi che si facevano dagli uomini di
col quale confermò a Jacopo Bavaro Vesc. di Turicchi , il Granduca rescrisse : // Vinta
Fiesole tutto ciò che il Vesc. Rcgirobaldo dica al Vtsewo (di Fiesole), che se non
suo antecessore aveva acquistato nei contadi consente alV opinione della Pratica^ S.
fii trenti no e fìesoiano , e poco dof>n con va- A, gli annullerà V esenzione^ perchè non
lidati da altro privilegio deirimp. Arrigo 11. la vuole in suo pregiudizio. — (Akch.
In quei diplomi peraltro non è fritta men- imclt.k RiFoaMAOioni di Pia. Lessico Stor.
?i(>itc siiecialc del Urritorio di Turicchi. Diplom. )
801 TURR TDTO
SqI declinare del tecoloXVUI, !■ eontei Tomcemm ou Cmum In Val-di-tV"
di Turìcchi fu iinnalUU dalle leggi vigenti m, — Cai. perduto che fu nel pitiere di
nel Granducato. S. fliarìa a Sfiallenna , gii di S. Pietro a
fja pan*, dì S. Pietro « Torìcchi nel fremano, nella Goin. di Gajolc, Ginr. di
i833 noverava 347 abit. Radda , Dioc. di Fìeiole, Gomp. di Siene.
TURRIGCH10,oT0RRIGCHI0inVal- Di cotesto tìco è filila raenzione in ■■
di II ietole. — - Casi. doTC fu nna piccola lor- ìiIramentodeirilrtfA. Hi/»/, i^ior. cmlenic
re, da cui prese il nomignolo la chiesa par- fra le carte della BidiadiGoltiboono. È ■■
roochìale della SS. Concezione nella Gom. contratto del ai maggio 11 93 scrìtto bcIIì
e circa due migl. a ostro di Usano, Ginr. Fiila di Castello del terrilorìo fiorentino»
e Dioc. di Pescia, Gomp. di Firenie. col quale Ridolfo del fn Rolando eSefia del
Risiede in pianura fra la fiumana della fa Sìchelmo sua moglie Tenderono alla Bi-
Peseia nuova ^ la straila |ioslale, la villa di dia di Gollibuono per il preoo di lire 5 b
BcllaTÌsta e il borghetlo degli Alberghi. ^ testa parte delle terre che qnei ooniagi pai*
Non è da con'òndersi questo luogo di sedevano nella villa di Ttunrieekio dd pi-
Tiirriccliio con altra chieu di Torricchio viere di S. Maria a Spaltenna. *
esistita pressoS. Martino in Gol le ali* oriente TURL4GGI0 nella Val-di-Sieve.— Gas.
di Lucca, alle quali ultime* eh. riferiva un che diede il vocabolo ad una eh. parr. (S.
hreve ilei Pont. Pasquale II spedito sulla fine Minialo) attualmente riunita al popolo di
del Secolo XI ali* ab.ite di:l Mon. di S. He- S. Andm a Gimoggiano, già nel pievanalo
DcJetlo di Polirone sul Pò, stato poi confer- di S. Gavino Adiraarì, ora in qadlo di Bafw
malo nel 11 34 dal Pont. Innocenzo HI, col berino di Mugello, Gom. medesima, Giar.
quale donavansi alla Badia di Polirone pa» del Borgo S. Lorenzo, Dioc.eGomp. diFÌ«
trona dì quella di S. Salvatore a Sesto nel renie. — Fed. GiMioaiAiiOy e Aanuai (S.
territorio Inccbese, le chiese di Torricchio Gavtvo),
e di S, Martino in Colle. TURLAGO a TERENZAlfO in VaUB-
Inflitti nel catalogo delle chiese della dio- Magra. — ^ed. Tiaui*ao, cui ai poò ag*
cesi di Lucca del i960 si trova, come Ai giungere, che quel popolo spettava al pie-
detlo airArt.Toaaicano, la chiesa di questo vanalo di Codiponie.
luogo e quella ili 5. Martino in CoUe fin TUSSUfO, o TDSSINO m MODIGUA-
le suburbane di detta città. NA. — fed. VÀrt, Toasnio.
Sembra piuttosto appellare o/ Turricchio TUTO (S. BARTOIjOMMKO iw) ossia a
della Val-fli.Nie¥olc quel Torricchio degli GREVE nel Va Id* Arno fiorentino. — Con-
Ad ira ari di Firenze, la cui torre dai Ghi- trada con eh. parr. nel piviere di S. Alet-
bellini vincitori a Mont aperto dopo il lafio Sandro a Giogoli, Goni, e circa un migl- a
fu atterrata con le case ed un palazzo annes- lev. della Casellina e Torri, Giur. della I^-
so. — (P. lf.DcrOH80, Delizie degli Entditi sin a Signa , Dioc. e Gomp. di Firmze.
toscani. Voi. VII.) La parr. di S. Rartolommeo in Tulo nel
I^ |Kirr. della SS. Concezione al Tur- i831 noverava 3ir> abit.
rieehio o al Torrierhio nel i833 contava TUTONA (MONTE mV — ^ed. Ma<itb-
iiafi abit., 36o de*quali entravano nel ter- rvTLci&ao, Comunità^ e VihLAWuorA ^/'iv*
ritorio limitrofo della Comunità di Pescia. re ot).
605
u
u.
BACA, OBACl. — Ved, Oiao*. Nello »lesso monle àAVUeeeUina ditto.
VBAGOt o LOBAGO. — F'ed, Lob&co. no ^\ì avanzi di uo raoiiastero di Benedel-
tGCELraATOJO (MOTTE dul*). — Uni, poi di Cistereenti , indicato tAV Art.
ftuiM pruminensa siilP antica strada mae- Gaomcto, la cui eleraleiza riscontrata dal
tfn Bolognese situata fra Casliglion di Ger- Prof. P.idr. IngbiFsmi fu calcolata dalla soiu-
cina e Pratolino; in guisa che Tenendo da miià del superstite suo campanile asceuden-
Bnkigmi e dal Mugello si scooprìTa dairUc- le a br. 593,5 sopm il lÌTello del mare sot-
edlalofn la popolosa valle di Firenae, per tostante. — f^ei, VéhKntìttd ( Temuta
cui l* Alighieri cantava che a tempo suo : dbllj ).
V •.■#.! UCCELLO (PIZZO d). — r«l. Alk
n f ^ . rr il » • Apuaha e Cjasola. , Comunità,
Dai no.^ C^ccW;-^.^^^ ^, _ ^^^
^ * k Unai nel Val-d^Arno sopra Firenze.
HtìVi/'-eeliaio/o porta il nome un pò- UGIONE torrente, talvolta Logiome, —
drrr d«*i March, ila GistigI one. ^ed. Livoaico, Comunità,
kìV^rt ScAapEBiA (pag. 3ti5 di questo UGLIAN-CALDO in Valdi-Magra. — .
Voi.) si disse, che infìoo tWUeeetlatojo nel Vili, con chiesa parr. (S. Bartolorameo) nel
99 genn. ilei 1 453 {ttiUfinr, ) suU* antica piviere di Codiponte, Gom. e circa due migl.
strada Bolognese arrivò ila Firenze una no- a oitro-acir. di Cisoia , Giur. di Fivizzauo ,
bile comitiva prrseduta dal santo vescovo Dioc. di Pontremoli, già di Loni-Sarzana ,
Anlooiiio a<i oggetto di onorare V arrivo Gomp. di Pisa.
dririoip. Federigo III che per la via pre- Siede sul fianco seltentrionale MVAipe
della recavasi a Siena a inanellare la sua fi- Apuana della il Pino d* Uccello presso il
danzala Prinri|w>ssa Eleonora di Portogal- confine della Lunigiana Granducale con il
lo. — ^ed. Saaro, Comunità (ivi pag. a8i .) terrilorio di Minucciano del Due. di Lucca.
UGCELLIERA ( MONTE dkll*) nelLi Porta cotesla villata il qualificato di U-
Miinlagna di Pisloja. — È una delle mag- gUaii'CaìIo per distinguerla da un* altra
giori prominenze lungo la Milena deirÀ(>- inferiore bicoi!ca appellata Uglian' Freddo.
pmuino pisloj«'se, la cui sommila fu segna- «— Sono entrambe situate sul fianco mede-
l^ta dal Prof. P^dre G. Inghirami a 3079 sìmo del ficco «TC^cce/Zo, quel la fredda pi (k
br. su|icrìore :ìI livello del mare Medilerni^ bassa dell* altra, e tutte due sotto uua stes-
nro. — f^ed. SAifMABCii:.i.o, Comunità. sa parrocchia.
UCCELLINA (MONTE d«.l*) lungo il Comecché frigida sia U situazione di en-
littorale Grossetano. — È una montuosilà tvambi cotesti Ugliani, pure dicesi U^ian»
che si alza qu.isi isolata alla sinistra della jFre</<lo quello che ha meno ore di sole del-
l)occa d*Ombrone fra 1* Albert-se, la strada 1* altro designjto sotto il vocabolo di U-
rrgia Maremmana e Talamonc, mentre i glian-Caldo,
tluili m:irini lagnano la base del monte di Già dissi air/^rf.CASoi.A(Vol. Ipag. 5i4)
Ucrrilina alia Cala di Forno. che colui che passeggerà [ter cotesta contra-
Coieslo monte diramasi a ostro fior il lit- da forse non stenterà a credere che fu fra i
tora'e fino alla punla dove risiede il Casi, di profondi e intersecati valloni e canali della
T.il»moiie, ed è ne* «noi fianchi orientali Valle orientale della Magra dove i Liguri
dote esistono I.1 tenuta di CoUeecfiìo e le Apuani apparivano alP improvviso per as-
l'>rri della Belbi Marsilia inriicate .ìWArt. salire e taglieggiare i romani eserciti che ri«
CoLLtrrnio, nelle antiche possessioni de*mo- tornarono più volle pei sentieri orribili e
Daci Ainiatini dette delia f^^LEiiTiM4. profondi della Garfagnana in iiuelli di Val-
T. V. 77
606 UGNA ULIG
di-Magra ■ inTeiUre qncgl* indomiti mon- Etisie (Ino al 1 366 fra Ugnano e S. ìknh
Un<irì. — f^fdm MiMuociAiio. nino a Brotzi una peicaja con mulino di
Una grande sciagura accaclde pochi anni proprietii della nobii famiglia Ganaoci con-
or sono agli abitanti di UgiianCaido t sorte de' conti Alberti , siala demolita il
freddo in conseguenia delle grandi acosse quell'anno per ordine della Rcp. Fior,
di terremoto succedute a pie del Pìmo dPUe» Fra le alluyioni dell' Amo una fn qatlb
otllo^ il giganle della Pania» per cui su- del 1620 che atterrò molte case in Ugnano,
bissarono molte di quelle povere capanne^ IXill* atto pertanto di donaiione del nof .
recando ad alcuni individui la morte « a a 101 1 si rileva, che allo» il giiupadromto
lutti un disastro indescrivibile. della chiesa di S. Stc&no a Ugnano appB^
La parr. di S. Bartolommeo a Uglian- teneva ad un fiorentino, il quale Io rinoa-
Caldo nel i833 contava aa3 abit. liò ai monaci della Badia a Sctlimo;
UGLIAN-FREDDO in Val-di-Uagra. — poi in seguito la collaiione della itc«a chi^
Ftd^ Titfrf. precedente. sa pervenisse nella mensa arciveKovile di Fi-
UGLIONE in Val-d'Elsa. — Gas.chedie- renar, io lo ignoro. Altuaimenle eMa è di
de il vocabolo ad una eh. parr. (S. Niccolò) padronato del Principe,
il cui popolo fu riunito alla cura di S. Bar- La stctm chiesa fu rinnovala dai fcnda-
lolommeo a Eilanuolo nel niviere di S. roenli nel i8a8 ed arricchita di molli wh
Pietro in BoBiolo,Gom. di Barberino di Val- redi e maiseriaie con portico e nuova
d*£lsa,Giur. di Poggibonsi, Dioc. e Gomp. nica ann<
dì Firenae.— V^à. pALAaauoLO fra la Valle La parr. di S. Stefiino a Ugnano nel i83S
deirElsa e quella delb Pesa. contava 673 abit.
UGNANO (l7/tìiMiMi)nel Val-d'Amo fio- ULIGNANO in Val-dTIsa. — Gss.
remino. — Vili, con eh. priorìa (S. Stefk- chiesa parr. (S. Bartolommeo) nella Così.
no) nel piviere di S. Giuliano a Settimo , Giur. e circa miei, due e neuo a teli, di
Gom. e circa due migl. a seti, della CsmI- San-Gimignano, Dioc. di Colle, già di Vol-
lina e Torri , Gìnr. della Lastra a Signa, terra , Comp. di Siena.
Dioc. e Comp. di Fireme, la qua! citlk Risiede sopra liT ripa sinistndeirElfa alle
resta 4 in 5 migl. al suo lev. falde settentrionali diel monte di San4aiflri-
É posto in pianura sulla ripa sinistra del- guano, dirimpetto al Casi, di Vico ailmls
FAmo, circa messo migl. sotto la confluenaa nella ripa opposta dell* Elm.
in esso della Greve, e quasi un mìgl.agrec. A quesl* Ulignano di San-Gimignaw
della Badia a Settimo, sulla strada comuni- anzi che ali* Ulignano di Val-d*Era sembra
tiitiva rotabile che al Ponte a Greve slaccasi che debba riferire il privilegio di Arrigo VI
dalla regia postale Livornese per condurre del a8 agosto 1188 a favore d*Ìldebnndo
a Solicciano,a Montignano ed a Ugnano. Panocchieschi vescovo di Volterra, quando
Il paese di Ugnano è rammentato in molle gli accordò con titolo feudale fra i mollica-
carte della Badia a Settimo, la prima delle stelli e luoghi della sua dioeeai Ulipmw^^
quali del ao novembre 101 1 tratta delPof- Puliceiano, Gambani^ Colie- Mi useiii tee.
feria falla in Firenie da Giovanni del fu Dai vescovi passò queit* Ulignano sotlo il
Giovanni al Mon. di Settimo di tutti i ter- domìnio del Comune di &in-Gimignano(aB-
reni, case e chiese pervenutigli dalla patema no ii5i), per cui i suoi abitanti si trovano
eredità nei contadi di Firenze e di Fiesole, compresi negli statuti compilali dai San-Gi-
fra i quali beni si rammentano quelli posti mtgnanesi nel ia55; econ tulio cbè i prelati
in Ugnano con la chiesa di S. Stefano ifi vollemmi ottenessero privilegio dalfliap.
fino d* allora esistente nd piviere di S. Giù- Carlo IV in conferma di quello di Arrigo VI,
liano a Settimo. eglino non poterono più eserdiare sopn
Altra carta del i3 giugno i3io riguar- colesto Ulignano altra giurìsdi^onc men»
da r affitto per anni due dei mitìini mag» cbè la spirituale.
giori di detta Badia situali nel fi. Amo nel La parr. di S. Bartolommeo a Ulignano
popolo di S. Martino a Gangalandi, dato dai nel i833 roiitava 174 «bit.
monaci della Badia a Settimo a due fratelli ULIGNANO in Vald*Era Vili, eoo
del popolo di S. Stefano a Ugnano per eh. prr. (S. Pietro) nel piviere di Nera,
r annuo canone di 70 moggia di farina. *- Com. Giur. Dioc. e cinque in sei migl. a
(Alca. Dm.. Fioa. loc, di,) grec. di Volterra , Comp. di Firenae.
U L I V U LI V 607
EìsKvlono laoto Ui villa come la eh. |arr. nose che servono di nuintrllo al oionte del-
la cresta delle colline cretose, alla cui la Verruca, rupi pittoresche a vedersi, uli-
orientale scorre hi così detta £# a- rVfa lissime ali* arie edificatoria , iroporlanli a
e dal lato opposto il borro S traila^ di là dal studiarsi dal geologo , il quale osservar può
quale si aliano i colli della Nera, la pietra brecciata e calcarea d*Ulivelo niol-
Fino dal principio del secolo XI possedè- te fiale racchiudente avanzi di corpi ani-
vj beni in Ùlignano il capitolo di Volterra mali, in più parti cavernosa, siccome su lai
eimlermali al medesimo dati* Imp. Arrigo I proposilo è da leggersi fra le altre una giu-
coa diploma del 1014 dato nella villa di diziosa descrizione del Prof, pisano Gav. rao-
Fatiam presso la città di Pisa. •— ( ^ei. lo Savi. — - Fed, ViooPisamo, Comunità.
PȈVol. IV pag. 3ia.) Del comuncllo di Uliveto e ilelle due
Olifnano dà il suo nome ad una faltoria chiese di S. Salvatore e di S. Pros{iero (anno
tua rcsedio signorile della nobii famiglia menzione varie carte degli archi vj pisani
laghirami di Volterra. dal secolo X al XIV, fra le quali una dtJ
ÌM parr. di S. Pietro a Ulignanonel i833 970 edita dal Muratori. — Ma la memnri.i
aveva iSg ubil. più aulica io leputo quella della Badia di
ULIVETI nella Val-di -Sie\ e. —- f^ed, S. SM«ino a Montione, fondata nel 780
OuTCTA m Muoaixo. sulla ripa destra dell* Arno in luogo detto
ULIVETO, o OLIVETO m LIVORNO. Ceraiiolo ntl distretto di Uliveto, rovinata
«« Ped^ OLnrcTO m Liv)«aiio, e Liiidrr. nel secolo l\ da un'alluvione delTÀrno in
UUVETO.o OLIVETO (VILLi m) nella luogo dove tuttora esistono vistosi ruderi,
V^lnfElsa. — Villa torrila e grandiosa già detti la Badia ^ seppure non sono quelli
di eua Pucci, ora per eredità della fiimìglia della sua vecchia parrocchia.
Srrristori nel piviere dì S. Appiano, Com. Anche la Badia di S. Michele in Borgo
e Giur. di Poggibonsi, Dioc. e Comp. di di Pisa sino dal 10^4 fiossedeva beni nel
Firenze. piviere di Caprona nel casale di Crespigna
A quest'Uliveto io stimo che debl>ano no, mentre altra carta del 3i ottobre 1096,
rilerire varie carte della Badia di Poggio pubblicità nel T. Ili degli Annali Canial-
Mmrtmri (sopirà Poggibonsi) a prtire da dolcnsi, tratta dell* enfiteusi di varie terre
quelle della sua fondazione. che il Mou. di S. Michele in Borgo (miisc-
lucila tenuta di quest'Uliveto furono len- deva in Uliveto e presso la chiesa di S S.tN
lati dal March. Carlo Pucci i primi es[>eri' valore. Chi sa che il 9ton. di S, Saha-
Benti di marnare il raattajonecol so\rastan- iore a Piemonte rammentalo in altra niem
te tub sabbioso. — f^ed, Babbrmisio di Vai.- hrana citala dal Padre Granili nelle sue
o* Emak Comunità e Mkliito-Ridolfi. Epist. sulle Pandette, non fosse quello
ULIVETO soraA CAMBIANO in Val- della chiesa parrocchiale di Uliveto, i cui
d'Elsa. — - Gas. nel po|}olo di S. Jacopo a avanzi dal popolo vengono indicati col tì-
Voltigiano, già di S. Bbirtolommco a Cam- tolo generico di BadiaJ
biano, nel piviere di S. Pietro in Mercato, La cura attuale di S. Salvatore a Uliveto,
Gom. Giur. e circa migl. 4 a pon. di Mon- o Olivelo, nel i833 noverava 801 abit.
tcsperloli. Dioc. e Comp. di Firenze. ULIVETO (CASTEL d ) in Val-diChia-
Risiede sai poggi cretosi che separano la na. — Fed. Olivrto di Ci vitella.
Va|.d*ElH dalla vallecok deli' Ormello. — ULIVETO ( MONTE ). — Fed, Monte
^*d. Voltici AMO. Olivrto.
ULIVETO, o OLIVETO sotto la Vemrca UurETO nella Maremma Massetana. —
nel Val-d'Amo pis;mo. — Borgata merita- f^ed. OurETO di Mj^BytMÀ^ cui si pti(>
niente appellala Uliveto, la coi eh parr. di aggiungere, che di un ciistel tV Oliveta dei-
Se Salvatore con l'annesso di S. Prospero la diocesi di Massa esistono i ruderi nei pò»-
a Uliveto S{»ettava al piviere di S. Casciano gi della Gherardesca, dal quale ebbe il vn-
a Settimo, ora a quello di Caprona , nella caboto una distrutta pieve della dioresi ili
Com. Giur. e circa sei migl. a pon. di Vico- Massa e Pupiilonia, {S, Quirico d* Oliveto)
Pisano, Dioc. e Comp. di Pisa. siccome lo ilichiara un istrumento del dì 8
È un borgo attraversato dalla strada pro> nov. ga3 i-o<;:ito in Cornino nella eh. Hi
vinciate Vicarese, o di Piemonte fra la ripa «9. Giusto relativo ali* enfiteusi di una casa
destra dell'Amo e le rupi calcaree e caver- massariziii [podere) \\oè\'a in luogo detto Oli'
008 UOPI CIBI
•rfo ili proprietà delli phrfc di S, Quirieo La parr. ik'SS. Mnicdlioo td
sita OliveiOf nel conlailo «li Populonw, dai IJotiini nel i633 L-ontav« S35 abil.
trtcovo Uoicliuio conorflH ad un fair Ali- UaBAMA (S. MARIA a) nei Y^ViTktm
mundo per V annuo ccnio di i a denari d* ar- iioienlino. — CL. che fu pamecbiale aggi**
crnlo. — ( Asci. Boaoiw Bicai m Siima e pila a S. Michele aCafli|Elionc nel pieiamiu
GuABcm t Memor. dtitm Ditte, di Mmaa di Cereina , Con. Giur. e ciia 4 nifi* ■
pag. 9» e 93 ). frec. di Saio , Dioc. e Gmp. di Fìrsm.
Dir6 infine che trattano di questo Uliveto Fu costà presso un pìccolo Meo. di dea*
diverK altre carte dell'Aaca. Aaiav. m Loo» ne riunito nel 1739 a quello di S. OnJim
CA, una delle qnali del a6 afoslo deiranno in Fireme mentre la eh. pamccbialtv di
7O8 fu pubblicala dal Muratori nel T. 1 cullaiinne de*niaivbcsi da Casliflionev«B
delle sue Aulichità del Medio Eto, do\e si stala aopprena nel I7a8. — f^mà, riMBai
rammentano due padroni di barche abitanti URBANA in Val-di-Pma. *- Yllla eaa
in ìeoieslo Vitato , o Oiii^Ho, cappella (S. Antonio) nella parr. de* SS. filn
ULMIANO ( fFaimiaiium ) nella Valle • Qnirioo alla Soden e Ormino aoHO tt
iiiiericire del St-a-hio. — Contrada che ebbe piviere di S. Pietro in Mercato, Com. e Ginn
due chiese (S. Biafio e S. Martino) riunite di Mootcspertoli Dioe. e Comp. dì Fim-
a qursl* nltima parr. nel |iiviere di Rigoli , le.— f^ed, MaacAvo (S. Fmam m).
Cum. Giur. e circa due migl. a pon.-maestr. URBANO (S. MARIA ▲) in ¥aI-d*Erj.
de* Bagni di S. Giuliano, Dioe. e Comp. di -•Cas. con oratorio (SS. Anountiala) drt>
Fini. lo il Homìtitio^ nella parr. Con. e un
Ebbero signoria in quest* Ulmiano i tre migl. a lib. di Capannoli, Giur. di Rml^
fralf Ili pÌMini che nel 780 fondarono la Ba- itera, Dioc. di San-Bliniato, già dì lineai
dia di S. Savino presso Uliveto , poscia a Comp. di Firn.
Monlione in vicinanu di Pisa , i quali fra t posto presso la slrada rmaUle di &
gli altri Leni le assegnarono nna loro corte pannoli a Santo-Piero lungo le eoUiat ohe
posta in Ulmiano presso il Serchio* scendono In Cascina. La diicn auddclto fa
Alti-e carte del Mon. di S. Michele in riedificala di pianta nel i7Ai,oooBII la w^
Borgo e della Primaxiale di Pisa , ora nel- pollo noi 1748 il dotto Rurasio GianHiI
VAreh, Dipi. Fior, rammenlano qucsl'UI- di Albiano in Lunigiana profemoie di tt^
miano nel piviere di Riftoli.— ^ed. Rig*iu. sofia e medicina ncH* Università dì Firn.
La parr. de* SS. Mai lino e Biagio a Ul- UttBdtio^ o ViLhd ÙBBétm^ nella Valb
miano nel i833 noTirrava 5^3 abil. del Sarchio. ^ Villa ilo?e fu nna eh. porr.
UNGI. ^ rtd. Orci in Val^*£lsa. ( S. Michele) auncisa al |iopolo di S. Lo-
UOPINI DKLLK MASSE nella Val-d*Ar- rviizo a Morinno nel pievanalo dì S. Matm
bìa. ^ Con Inda con eh. (Mrr. (SS. Mjrcfl- a SefiOt altrimenti detta a Jforiaito, Gnm.
lino ed Erasmo ) nel viciiriato forMneo di Giur. Dine, e Due. di Lucca. — - F'wd, Mo-
Cajciano delle Masse, già nella Com. delle auao nella Valle del Serrhio.
Masse del Teizo di Cillà , ora in quella di URBECH, o ORBECH nel Val-d*Affno
Monleriggioni , Giur. dì Sovicillc, Dì<h:. e casentinese. — Contrada di nome ignoto,
Comp. di Siena, dalla qual cillà la cbitsia alata fendo, nel popolo di S. Cristina a Pf
d* L'opini Irovasi ciira Ire migl. a maestro, piano, già di S. Stefenon fWefo, nel pie-
Risie<le in «?olI.na fra la sliada postale vanato di Stia, Com. Giur. e dalle • alle 4
Fiorrnlìnj e quella provinciale della Castel- migl. a seti, di Pralovaocbio, Dioc. di Fi^
lina presso S. Dalmaiio, Monlt-.iriosu e sole, Comp. di Ansio.
Fonie- Becci. — Coslì in Uopini fu uno spe- Cotesta contrada di Urheeh^cht roslitui-
dalettu con cbies.i, S. Croce, (ler i pellegrini sce il lerri Iorio disunito della Comunilà di
donato l'uno e Paltra dal B. Giovanni Co- Pralovecchio è rinchium fra il tcrrilorioco»
tombini alla com|Mgnia de* Diseipiinaii , mnnitativo di Stia secondo i termini afipo-
ora della Madonna sotto 1* ospedale di Siena, sti nel novembre del i565.
stalo abolito nel 1 754 ed acquislato nel se- La contea di Urktch appartenne vn lem*
colo attuale dal eh. pittore Francesco Nenci, pò ai conti Guidi del ramo di POrcianofino
il quale ha ridotlo la chiesa di S. Croce ali* estintione di quella lìnea, la quale nel
annessa a detto spednle ad uso di onlorio i5oa residuala in una fi mmina, dmina O^
dove esiste un quadro di|iinto dal Casolani. slama maritata a Massone di Gregorio d* An*
URBE USEL 609
|laarì« aeir agoilu «lei i53a ottenne «lai /VrmKe «I punto donile pai lìoinio. — ^cif.
nuovo governo «lucale di Fi reme per lè, per Peatoviooiio e Stia Comunità.
ì noi figli e per lutti i diiceDdcnli roaichì Per effetto della quale provvisione i Vii,
dunnle la «Iella linea il titolo, (EÌurìsdizione di Urbech dovettero rinuniiare a favore
e dominio della contea di Urbeeh e della della corona di Tofcana ogni ragione clie
na fiorlesia, previo il pagamento della lolita aver potevano i conti Guidi del lumo «li
tuia e deir annuo tributo. Forciano e di Urbech sul padronato della
Qaìndi il Duca Coiimo I, avendo stimato pieve di S. Alaria a Stia.
Opportuno di determinare mrglio i confini Nel iSgi il Granduca Ferdinando oo-
fi quella contea, dopo aver riunito alla sua mandò, che i conti di Urbech prendesse! o
oaraoa una porzione di quel terreno con la V investitura come gli altri feudatarj gran-
villa di Campodtmieo^ con provvisione del ducali, e così fu continuato fino ali* ulti-
so diorrobre i56i i Nove conservatori della mo ram|iollo della casa jfaasoni d' Anghia-
giurisdiKaoiiee dominio lioreniino deliberi- ri, il quale terminò con la vita della con-
noo di ristringere dalla parte di Papiano il lessa Maria Mjddalenu Gellrude fiieli^ di
territorio di Urbech, e dilutarne invece i Giovanni Mazzoni, e vedova di Raflaelln
confini Terso la sommila dell* Apfwnnino Nardi moria in Firenze nel 1747.
della Fai tcrona, |>rcndettdo |ier limite a lev. A quesl* epoca pertanto la contia di Ur-
li lorr. O/a, becb tornò alla corona granducale solio il
Cotcìla innovazione frattanto essendo sta- governo de* vicarj di Popfii; finché il Gran-
la rìeoaosciuta lesiva alla Corona , fu mì- duca Francrsco II e primo Imperatore di
■oliala eoo altro decreto del 16 seti. i569, questo nome con diploma del 1756, conferì
e «topo varie riflessioni e perizie eseguita una la contea di Urbech al marchese Carlo Gi-
nuova icnninazione di confìni come da una nori che ne prese il possesso nel 18 aprile
protTisioae «lei 4 novembre 1 565 apparisce, di quciranno, e che lo ritenue fino alla leg-
Mediante quesl' ultima cnnfìnazione si ri- gè suirestinxicme dei feudi granducali.
bsciaropo ai conti di Ui bech della casa Maz- Ubci^ho^ o Umcuuj {i^iLtd) in V«t-
zimi d' Angbtarì tutte le case elamiglie del- d*Orcia. — Clìiamavasi riu.A i/aciAHM o
la villa di Papiano, comprese quelle di Cai- Feudo UtcìANOf la villa detta poi di S. Rc-
ciaaìi, determinando i confìni ilei suo di- stiluta, la quale è più volle rammentala
slieUo come appresso ; cioè : Cominciando nella controversia fra i vescovi di Siena e
inbarnsultorr. Staggia sotto la via della quelli di Arezzo. Una pergamena della Ba-
Foraaet «lei poggiolìno di ^aile, e segui- dia Amiatina del novembre gg4 dichiara ,
lan«]o la via che tra le ^igne di Falle gui- che in cotesta villa d' Ureiano posieticva
dava ■ Poreiano sino al luogo dello il ife- beni la contessa Willa , o Gisla , probubil-
spaio, continua lungo la Éanditefla detta mente la vedova del C. Ranieri degli Ar-
dé' Conti fietUviadeila Collina. Di là sis «lengheschi citata ali* Art. CAKamof.! e al-
gailaoilo per le Fonii di Montaìto saliva trove.
il poggio di Cfl/ciiKi/a mediante il/ofjo al USCIANA (CANALE m). — fed, Gn
^«po, quindi per la Bocca a Pfcorìle^ e sgiana.
Moatiilei giungeva sulla cima dell* Appen- USFLLA, o OSELLA ( PIEVE a) alln;
nino della Falletona. Di costassù dopo per- volle della a PiiaicaAiio nella Valle del Bì-
cofaa «iella giogana per il tragitto di cirra un senzio. — • Pieve antica sotto 1* invoraziom'
teno di miglio lungo la via della Carrata, di S. Lorenzo, nella Cora, v ciriM 4 niigl.
detu in seguilo i^ia de" Conti furono appo- a scir. di Canlagallo, Giur. «li Mercutale ,
sii i lermini alla dirittura del fosso do>e in- già del Montale, Dioc. di Pisloja, Conip.
eominciano le più alte fonti del lorr. O/a, di Firenze.
mercè cui sì riscende l* Appennino sino ai Trovasi sulla ripa destra del fi. Bisenzio
prati dell* O/a; di là seguitando per la via lungo la strada provinciale che lo rìnionla
della Chiusa arrivava al Cerro al Sottone fmo a Mercalale, nel punto donde si schiude
fino a che mediante il fosso di f^adarello la valle omonima dalle falde meridionali
entrava nelP O/a, e con questo ritornava dei Monte-Piano a quelle settentrionali del
nel lorr. Staggia al ponte a Biforco. Di Monte della Costa,
costà secondando il letto dello Staggia , Senza dire, che a cotesta pieve doveva
ricuciva al primo termine sotto la via della riferire il diploma concesso nel a 5 ftbhrajo
810 U S r G D S 1 6
4bI 907 ihirimp. Ottone III al YCtooto Gio- Quella di S. Lommr ? enne leMaMnta M
vanni ili Pisloja» cui firai le altre pievi con- iSia, come fU|i|ion|Eo dall' anno acolpilB
fermò quella di S. Lorenio, mi fermerò ad miU* archìtniTe drlla tua porta aDltn rimi-
altro documento relativo a coloi che in* lione ieguenle : Si cor itòm ormt ^ im^mmmm
oanii il 1189 powedeva il giuipadronalo lingua iabnrai. Di sopra alla porU mté^
della pieve, ed ai patroni che ne succedettero, sima nel 1* intemo della chiesa vi è sr|[Balo
t un istrumento del aa aprile 1 189, ci- il fìomo della sua oonsacraiiiHie nel primo
tato agli Art. CAanoLioiiciixo e Mmluha in maMÌo 1 707 fetta da Mona. Pogiri wacevo
Val-di-Biseniio , dove si tratta della dona- di San -Miniato. Sebbene semplice prioria
■ione fetta da Stefeno del fu lldebrandino , ooiesla chi««i ottenne allora il b>llisiero.
consentiente la sua moglie donna Onesta» Lalorrecampanariafuinnalialanr1 1686
di tnttociò che egli possedeva nel castello e con due caropane esistile nel vcochio eam-
corte di Castiglione {Catti gliimeeilo)^ in panile, in una delle quali era scolpilo A. D.
fevoff« della Ridia di Vajano, alfe quale HOGCK Jtfredn. Jlieim/m ^,
donava nel tempo slesv> il gius|Nidronato L* altra campana fusa nel i33S Ai ridila
delta pieve tli S. Lorenio a Piwgnano nel i565 a S|iese del popolo. Camumima
{UtelU) eon quello delle chiese di S. An- Usilia^ A. D. MDLXV.
dica a CaMiigliome, di S. Martino a SekU Varie carte del Mbn. di S. Martino, e S.
gnaito e di S. Maria a Migliaita. — ( Aaai. Marta di Pisa dei primi secoli dopo il mille
Dvl. Fiua. Carte d^la Badia di Bipoii), riferiscono a questo Utiglimtto éel Bmgma
Ai sinodo poi tenuto in Pistoja li a8 a Je^a, o dtiie Cotiìna,
aprile del i3i3 assislè il pievano detta eh. La maggior parie delle pietre di qwslo
dì S. f iorenxo in Val-di-Bisenxio con i let- Usìgliano spettano a strali imroeori di Infe
tori delle cure suflìragnuee di Sekigaaao e lenticolare, i quali rontinuaito vcno Fari»
di Marliana, — Sono compresi nel piviere »cio e S. Ermo. -^ La cura di S. Lofcmn a
di Usella, oltre cotesti ultimi due popoli, Usiglian diljirì nel iSSSeonlavn 45SabiL
quelli di S. Salvatore a rafano, di S. Mi. USÌGLIANO n PALMA, in ValnT Ere,
niato a Pupigliano e di S. Caterina a Gri- gik dello USIGUANO dbl VESCOVO. —
cigiiana. Vili, appellato un dì Gasi, eon eh. pair.
Porta il vocabolo d' CJsella un* vicina (SS. Pietro e Paolo) nel Capeatrto , Con. t
feltoriache fu de* conti Alberti di Vemìo, eìrca nn migl. a arti, di Pslapi, Gior. di
|K>i dei conti Bardi, ereditata ora da nno Peccioli, Dine, di San-Hìnialo, gii di Lnees«
de*«»iili Guiccìanlini di Firenxe. Gomp. di Pisa.
Attualmente il patronato della pieve di Risiede sulla sommitli di una eollina
Usella spella ai March. Riccanli di FireoM. marnosa presso le sorgenti del torr. CAìiref-
II testé defunto pievano di Uiella fn ne/Za , e lungo la stnda che da San-Minia-
r uliimo discendente della famiglia donde io guida a Pklaja.
uscì il celebre artista Lorenxo Gli i berti. Fn detto Usigiiano dei Feseo^ slanle*
Il popolo della pieve di S. Lorenio a che v* ebbero signorìa i veacovi dì
UselU nel i833 coniava 6a3 abil. per donatioue fetta nel io78da1b grani
USÌGLIANO M lARI nella Valle di Tora team Matilde al vescovo di quelfe cilti, qi
sulle colline pisane. — Questo Gas. cono- di confermata ai prelati suoi sooeessori ds
scìulo per il tito*are di una delle sue chiese Arrigo VI (anno 1194) da Ottone IV (an-
{S, Frediano delie Ca^e conserva 1* altre no 1 309) e da Carlo IV (anno 1 365) oltre
dedicala a S. Lorenzo, la quale cure verso una bolla pontificia di Celestino III del ai
la fine del secolo XVIII, fu riunita al po> aprile 1199, nctlu quale questo possesso iM-
polo di S. Nicolao a Casciana , ed on resti- la mensa vescovile lucchese è rammentalo,
tutta parr. nel Capnsesto , Cora. Giur. e In vista di tale doiiaiione e conferme in-
circa un miglio e mezzo a mtio ili Lari , sorsero forti conti-se fra i vescovi di Lom
Dine, di San-Miniato, già di Lucra, Comp. e gli Anziani di Pisa, ai quali Tatto domi-
di Pisa. nio di Usigliano di Pal.ija r ni stato enne tsm
Le due chiese di S. Fretìiano alle Cave d^gl* imperatori di sopra nominati, finche il
e di S. Lorenzf) a L'«igliunof«imno rfp'isti-a- Pont. Martino IV con bievc del 1384 d^
te nel catalogo delle rhiese dell» Dioc. ili legò arbitri per d*«idrre colali verteow,
X^icca coro[iilalo nel lafto. siccome risulta dal lodo a tal uopo proana-
UZZA UZZA 6fl
laalo , rome coi fa lafciato l'olile dommio È uno dei castelli del Caimtino che dof»
dì UttglÌBim ili INila ja alla chiesa lucchese la cacciata del Dura d* Alene fii confermalo
e quello diretto alla Rep. di Fin. — (Dn. dall* Imp. Carlo IV al Comune di Aimo,
BoBoo , Diplom. pis,) quando la stessa citlà si era emancipala dal
La pair. de* SS. Pietro e Paolo a Usi- dominio fiorentino, comecché la rocca di
fliano di Faiajanel 1 833 contava i66 abil. Uuìino fosse stata riconquistata dalle ami
USINIflA inVal-d*Arbia. — Antica Massa di quella Rrp. fino dal 13^3.
del TcTK» di S. Martino tolto la parrocchia Ciò apparisce da Tane carie àeWjireh,
ili S. Pietro a Paterno , nella Giur. Dioc. Gtn. passate in quello Dipi, Fior, Fra le
Camp, e appena 4 migl. a icir di Siena, quali ne citerò una che senxa equivoco ap-
Uùninm è situata sulla ripa sinislni del- pella alla rocca di Uvano del Casentino ,
rirbia pMftita la confluenza del torr. Bta- icrìtia nel castello predetto li 18 febb. del
Mie, e quaéi dirimpetto al Borgo Fecehio^ i36i {stile cotnune) nel tempo in cui un
la quale cnQlrada comprenderà nel suo di- nfiziale destinato dalla Signoria di Firenie
Aitilo i casali di Pecorile 9 M Renaccio alla &bhrica dei muri o restauro delle for-
pMi alla destra deirArhia, dove nel 1370 tesie di Uaaao e di Civitella-Sfcea con-
oiileTa nn fionte omonimo raramenUito nel- segnò a due maestri muratori io moggia di
le calie deiri#rcA. Dipi, sanese, calcina. — f^ed, CirrnLLi-SiocA.
In uria membrana del 6 nov. 1 s63 degli La parr. di S. Donato a Uziano era di
Agnatiniani Romilani di Siena , ora neil' collazione dell* abate di Capolona, che poi
Jrek. Dipi, Fior, trattasi della vemlitafiit- alternò con i tcscotì di Arezzo,
la da ano di Utinina di nn pezzo di terra Essa nel i833 conlafa i36 abit.
per lire 14 di denari sanesi, posto in Usini- UZZANO in Val-di-Grere. — Villa tU
M, luogo detto Con/Senti. gnorile con tenuta annessa e chiesa parr. (S»
Altra vendila del 1 8 aprile 1 265 fa Ritta Martino a lizzano) nel piviere di Monlefio-
ìb Siena alla presenza del prete Ugo rettore rallcy Com. Giur. e intorno a nn migl. a
della chiesa di Usinina consistente in tre sett. di Greve, Dioc. di Fiesole, Gomp. di
pezzi di terra , due dei quali posti in Con* Firenze.
fiemii ed il terzo in Benaceio , lutti nella Trovasi alla base occidentale del poggio
contrada di Utinina, — - Infatti il Gas. di di Cintoja presso la ripa destra della finma*
Benareio trovati poco lungi da Urinino fra na Greve sulla strada provinciale Chianti-
i torr. Rilungfì e Bozzone sotto Paterno , giana.
stala villa de* Vallombrosani di S. Trinità È da questo Uzzano donde trasse origine
di Allìano, orj della nobile famigliii Pelnirci e e isalo 1* illustra famiglia fiorentina de* no-
di Siena. -— f^ed. P&TKa:io millb Missa m bili da Uttano slati patroni della chirsa
S. MABTmo. — Rispetto al Gas. di ^eeo» che i conti Gipponi di Firenze suoi eredi
riVe, Ved. Yuaiao. tuttora conservano; mentre la villa signo-
USURANA (VILLA) sulla Vara in Val- rile, disegnata da Andrea Orgagna, da lun.
di-Magra.-^ Una delle villate comprese m*I ga mano (forse per causa di donne) è perve-
popolo di Madrignano, Com. e Giur. di nula con la fiiltoria annessa nella nobii fa-
Galiee, Dioc. di Pontremoli, già di Liini* miglia Maietti pure di Firenze.
Siriana , Gomp. di Pisa. — f^ed, Calkr. AH* Art, Gmivk , Comunità , a proposito
UZZANA nella Valle della Sieve. — Cas. dei colli di Uizano, di Pantano e di ^er-
nelpopolo di S. Lorenzo a ViIlole,Com. razzano compresi nel distretto di quella
di Vicchio , Giur. del Borgo S. Lorenzo, Comunità, dissi, che olire il rammentare
Dioc. e Gomp. di Firenze. — ^ed. Vili^olb. essi tre illustri famiglie fiorentine, sonò ce-
UZZANESE (CHIESINA) in Val-dìMie- Icbrì per la qualità eccellente dei loro vini;
Tole. .M f^ed, CaiuiNA-UuAHPJia. equi aggiungerò, che ali* Uzzano di Greve
UZZANO nel ValirArno casentinese. — appartenne il virtuoso Niccolò di Giovanni
Cas. con chie&i parr. (S. Donato) net )iivirre dei nobili da Uzzano celebre nella storia
Com. e circa migl. i f a grec. di Ortigna- fiorentina del secolo XIV, rammentato ron
no, Dioc. e Gomp. di Arezzo. lode dagli scrittori di quella età e dn temf)i
Risiede in costa sulla rip sinistra del posteriori , colui rhe |M>r un suo testamento
lorr. Trefi^ina, un migl. innanzi che esso rogato li 17 dicembre i/«3o deputo i rnn-
sli*x:chi nelTArno. soli dell* Arte de* Mercadanti di Calimala a
613 UZZA UZZA
ttMilÌDiMre la bbbriei da nio incomin- UZZlXOin VaMi Nirvolt.*— Tem,ftk
ciala ed a prendere b direaione del colle- Casi, con chicci «rcÌ£ireluRi (SS. Jacopo e
gìo nel Inolio dello la ^«a d9ÌÌa Sopirne- Martino) capoluogo di Gomunilà, ndli
■• , di qnell'eilifiaio che fti poi rìdollo a Gìur. e circa uu migl. a lev.-adr. di Pnesi,
frrraglio per le fiere ed ora ad nao delie Dioc. medesima , già di Loeca , Gompi di
RR. Scuderìe {olim musÌM^ hediw muiit) Firenie.
cdifiiio che Niccolò da Unano deitiaava RifiedesallafiMciamerìdioQalediBnpo^
a collegio e Inogo di tlndio per i pofcri fio coperto diolÌTichestendeai dairoriole
aoolari. di Peada veno Buggiano allo » ■ eavalioe
aia al ritorno dall* esilio di Godalo Ta- della strada postale Lucchese, donde si da-
ére Mia Patria , essendo stati espolsi da mina tntU la Valle di Nietolc, il Val-d'Ana
Firenie Ridolfo di Bonifiitio da Paniano • inferiore» il Monte-Pisano e la Valle orien-
mia d-l fu Onofrio di Palla Slroni, cilla- tale di Lucca.
dini fiorentini mal rìcolati nell'Arte de* Mer- Uno de*docamenli più antichi velalifo
eaddoli e doe dei prorTi^lilori della saddetta alla slorìa civile di Uzsano fa citalo airao-
Cmsa Mta Sapiema^ TO*cn«lo gli altri con- no laoi wtWArt. PaioA, quando i eonsoli
soli di detta Arte Tenire airclezione di altri e consiglieri dei popoli di Peseta , di Usai-
due proTTcditori in luogo dei due esiliali, no, e dì ViTinaja determinarono i oon6ni
mediante un atto pabMico del a 7 seti* 1 434» delle respettife loro comunilii. — ^ Allo slcs-
•erilio nella casa di uilienia di della Arte, pò- so Art, pertanto rinvio il lettore, dove tn>-
polo di S. Cecilia, furono surronti in loro vera rammentati i consoli di Usano in db
vece Aalorre di Niccolò Gherardini, e Bar- eompromesso del 14 mano 1*98 dito io
tolo di Bartolo. — (Aaca. Dipl. Fm». Cari9 Locca coti i consoli di Peseia per lUhìKri
MVArtt di Calimaia). i confini del territorio comnnitativo fraqoei
Avvertasi che il testamento di Agnolo fra- doe paesi .
fello di Niccolò da Unano, che nel 1 406 fa Ma gli abitanti di Uuano al pari di qoeHi
il primo vicario invialo a Lnri dalla repob* di Pescla e di allri castelli della Val-di-Nie^
blira fiorentina , è scrino li 3 ottobre del volo non pervennero in potere dei Fiore»*
I4a5 e conservasi fra le pergamene del- tini prima del i33g. D'allora in poi Li n»
VArek.Gta. de*Gontratti esistenti nel Dipi, ca di lizzano ebbe un castellano ei| il pafM
^MT. In ordine a quello pertanto Ffieeoiò un polestù che v*inviiiva il Gom. di Fimae.
di Giovanni dé'Caiia'U ttUszaaOf citta' Infatti fra le carte dell' /IrcA. Gen. pn^
dina e mercante fiorentino ^ abitante nel venute in quello Dipi. Fior, esistono di-
popolo di S. Lucia de* Stagnoli (om pa- veni atti rli elezione e possesto prrso per
Uzio C^^iponì) costituito da^Htnti ad Ame* conto de IIm Rpp. Fior, dai castellani della
rrgo Corsini arcitf escovo di Firenze ^ a rocca, e «lai potestà della Terra di Uzzaao.
Dino Peeorif ad Antonio Accia foli , a Fra i tanti ne citert) nno de* più unticliì.
diofi Mariano Guadagni, a don Ardito del 18 settembre t343, pochi giorni dopo
delVAntella, e a don Matteo Bucelli ca- la cacciata del Duca d'Atene, quamio dalb
noniei della cattedrale /iorentinay espose: Signoria di Firenze fu eletto Ohi berto di
gaaimente il defunto di Imi /rateilo An* Nerio Ghi berli del popolo di S. Michele in
gelo fra 1 molti legati nel suo testamento Palchetto per castellano della rocca di Ut-
ordinò, che si spen ietsero cento fiorini sano, dove aveva preso possesso il giorno ia-
d'oro nella pittura della tavola delta cap^ naozi (i 7 settembre) il nuovo potesti bm-
pella maggiore di detta chiesa parr, di ter Corso Bosticci , entrambi cittadini fia-
S. Lucia de* Malnoti, e si assegnassero rentini. Rogò Tatto di elezione str BaUs
in dote per la chiesa medesima mille fio- di Chele d^Aguglione giudice e ootaro.—
rini dei Luoghi di Monte al frutto del 4 ( Aaca. DirL. Fioa. Carte eit.)
per cento, dichiarando patroni di detta Non è {icm da conibnJersi questa Tcm
chiesa esso Niccolò fratello, e dopo lui le di VaMi*Nievole col castello di Uezsoo dd
figlie ed eredi di detto Angelo, quindi il Casentino, dove in quel tempo medesioM» il
priore de' Camaldolensi degli Angeli di governo fiorentino teneva un castellano.
Firenie, ecc, ecc. AH* lizzano bensì della Val • di - Nievob
La parr.diS. Martino a Uzzauo nel i833 appella un* altra scrittura della provenieati
contava 166 individui. quando i signori Otto conservatori dcfr
UZZA
<Mtcne e nooiw dello Stato tìarmliiio nel <K
3« Dov. ii5o« fecero cooiPfQiMre ni |io«kslà
«lei Cobi» <Ji IJma« la rocca di della Terra
«•I comdojo e killatojo , alati rìlabbricati
a faviBa dejl'ìi onliiii «iella NfMibblica ( iti).
2lel € luglio ^1 1353 il nuovo caitellaDo
Iwiohì ili Cono Ekci rieevè la comegna dal
aMrlUiiio vecchio delia rocca di UiLino, e
Ai qaeflo aleiia Ziinobi di Corso Eicci che
«fin auffio «3S6 paasè catlellano nella
iOBca ài %'eJliino, e nel i36i la quella dd
Qm.iU Soci nel Gaseolino, mentre nel 1 343
CDlefloaenoaaggto fu castellano nella Tem
di S. Mnrin a Monte. — ./oc. cU.)
KeUanan (iti iS53 ia«ui Z^nobi Ricci
UZZA
«t3
tenne la guardia dellj rocca di lizzano i aìn-
daci di UiUe le Goroonltli della Vulnli-Xie.
▼ole per allo del 3 dicembre stabilirono i
palli per lassarsi respellifiimenle allo sti-
pendio assegnalo al vicario della Val-di -Nie-
vole, non che per le sfiese dei castellani cbe
la Rep. Fior, inviava indetta Valle, per cui
loccirono alla Comiinilà di Uzianolire 471
aunue. — ^ed. YArt, Prbgia.
Ho dello già, cbe il po|iolo di S. Martino
a Uzzano era compreso iiell* antica diocesi
di Lucca , sotto la pieve , ora Ciittedrale , di
Piscia , dalla quale dipendevii anche il (io-
polo dk S. Bartotommeo alla Costm spet-
lanle alla GoK|inità di lizzano.
MOFtMBlfTO itila Popola tiene delia P^tmoecau di Ummmo
a cinque epoche diserte ^ dMfa perjami^iie.
Anno
i55i
1745
i833
1843
iMruaaai
masc.
lai
107
117
fèmm.
.9« 1
118
i«7
tao
ADULTI
mmie.
f'emm.
|37
Ito
COaìUGATI
dei
due sessi
BOCLKBIAIT.
dei
due sesti
a«5
68
93
199
940
a«6
a58
248
47
IO
IO
II
Numero
delie
famiglia
Tittale
della
Popolai.
309
180
i39
146
143
I49«
865
58i
717
735
Utaaito Comuaità, — > Il territorio co-
■unil«tivo di lizzano occu(iti 3701 quadr.
agrarj, m dei quali sono presi da corsi
d^^qita e da pubbliche Stmde.
M iS31 yi abitavano 34 1 a individui,
a ragione di circa 760 persone (>er ogni
MÌgl. qimdr. di suolo imponibile.
Il lenilono di questa Comanìtà è for-
naio da una «t riscia lunga non meno di
sette miglia e stretta dove mezro , dove un
terzo e dove un roigl. o poco più. La por-
tone più larga è fni il capoluogo e la strada
postale di Iiucca, mentre la più strella tro-
vasi pTPMo il Ponte Uzzanese lungo la stra-
da regia Traversa della Fai di-ffieoole,
Oosiiina con 4 Comunità ; dirimpetto a
I«v. ha di fronte il territorio comunitalivo
«lei Borgo a Buggiano a partire Jal rio di
Sorieo sul monte di Pescia fino al tosso di
Sibolla nella pianura della Val-di-Nievole,
e mercè Io stesso fosso fronteggia [ìet un
T. ▼.
terzo di miglio dirìmpetlo a ostro-lib. con
la Gira, di Fuceccbio, da primo per fa stra-
da rotabile del Carro^ poscia |ier la regia
Traversa della l'al»di-NiesH)le. Quintti di
fronte a (lon. confina con il territorio co-
munitalivo di Monte-Carlo, dove per la stra-
da Traversa predetta, e dove [ler il (osso di
Moate^arlo cbe (Xii lo ultra versai sulla via
che conduce al Vili, della Chiesina Uzza-
nese. A questo punto cessa il territorio di
Monte-Carlo e soltenlra quello di Pescia ,
col quale 1* altro della Com. di Uzziino si
tocca lungo la via di dello Vili, in mezzo
al quale passa , poscia per la stessa strada
Traversa della Fal^di-ìf tesale y finché dopo
mezzo migl. i due territori entrano nella
strada ooraunilativa rotabile che conduce
sulla Fia Francesca , la quale viene da
Squarcirtbocconi , e che lasciano sulla Pe-
scia maggiore. La qua! fiumana le due Co-
uiunilà rinionlanu ()er un terzo di mi»l.fin-
78
614 VIZ k
vhè mm tnlnino in un tuo confluente iinl-
slre che poi abbiinJonano a pon. per prole-
fruire il cammino ■ sell. lungo la tìm «iHla
ai Confine fino al U eh. di ^. Eroismo, Co-
lt) trovano un Tofio omonimo che rìmiia-
tano per un altro mezzo migl. e che poi la-
iciano a pon. di Uzzano per proieguire la
•alila mi poggio dé^Pianaeci^ finché per la
▼ia pedonale di Bei sene te ti dirigono lul
rio di Sorico dove si ritrovano i confini
della Comunilk del Borgo a Buggiano.
Fra le stnde rotabili che a lira vena o
che raienla il terri Iorio di questa Gom unità,
olire la regìa postale Lucchese e quella
Trailer sa delia f^al-di-Niemfti n conia la
If^ia Francesca di Squarciahocconi , lenza
dire delle molte vie rotabili che itaocanaì
dalla regia (loatile |ier condurre a Uuano,
a Hlonle Carlo, ecc.
Rispetto alla qualità del terreno ed alla
ina coltivazione, Puna e Paltr^ eiwndo
conlimili a qurlle già indicale alle Gomu-
nilà limilrofu di Pcscia e del Borgo Bug-
giano, rinvierò il lettore ai delti articoli.
Gol regolamenlp sovrano del »3 gcnnajo
UZZA
177S fu ordiiMlft rorfBDÌmiioae dcibC^
nunili di Unano, la quale cn wiggilh
per la giuriidizìooe civile cene per l' alta
criminale al vicario rrgio di FmcU ancht
innanzi la legge del 3o Mitcabre 1779 li-
guardaotc la rimontalun ile* iribunah.
Goo quel regolamento pertanto fa mmia
dato, che questa Gomuaitii oomprtodcMC i
popoli leguenti ; 1 . U%%nno , con de* SSL
Jacopo e Uartino; ». CoKtt, SS. BbiIaIob.
meo e Stefimo ; 3. rorrvccAio, o TWm-
ehio^ SS. Gonceiione 4. Chiesima-UtMnm
99 , S. Maria delUi Neve. — In quanlo «Ui
nuova cura di S. Lucia a Terrmrogsa »
aendo cm alata imlìtoila più Urdì , ano ■
trova ivi nominata.
La Comunità di Urnno manticlle nn m«
dico-chirurgo ed un maetlro di scuola.
Il giuidicente della Gom. di lizzano é,
come dilli, il vicario regio di Pescia, ndb
qual cillk li trovano la oincellerìa oomunì-
tativa, l'ingegnere di Ciroondario e TufizÌD
di esazione del Regiilro. — La conserva-
zione delle Ifioleche è in Pisa ; il trilMiub
di Prima Istanza in Pìitoja.
QUADRO della Popolawlone della Comvsin^ m Umm^kù
a cinfue epoche dÌ9erM9
Nome
dei Luoghi
Chietina Uzzane-
•eC)
Costa
Terra rossa (*)
Tiirricchìo (*)
UuAao
Titolo
delie Chiese
Diocesi
cui
spettano
S. Maria della Neve,! Pescia
Rettoria
SS. Bartolommeo e Sil-
vestro, ìdfm
S. Lucia, idem
SS. Concezione, idem
SS. Jacopo e Martino, 1
Popolmzion9
AHHO
1745
Aaao
1745
ARMI
i833
1564
|59
Pieve ircìpretura | Lucca
Idem, gih di
Lucca V . ^r
Pneia {'«^'J -
Idem 1 / 798
Idem, già di I 1 865
Totale .... Abit, N? li 469 13386
a564
143
Illa
58 1
Annessi prwfenienti nelle ultime tre epoche dalla parrocchia di
Ualoechio Alni. N*
Totale »
Altronde ne esci^ano dalle parrocchie contrassegnate con f aste-
risco C) »
ResTAMo, . • . Ahit, K^
4949
i5
4964
i55a
341 a
AMBO
i8;o
i58a
i53
639
iai3
733
4390
3lQ
4oai
Aaao
1843
iS64
159
6Sa
IM5
865
44Ì3
4SS
4064
▼ ACG VAGC 613
VaSXO {Uthimm\ talTolta AUZZO nella VAreh. Dipi. Fior., nel quale trillasi del
Yallc drir Ombrono piftojett. — Gmtrada fitto di un pesco di tona posto nel distretto
che I» dato il vocabolo ad nna eh. parr. panocdiiale dì Ui%o , o jiutso,
(S. Lorenzo a Uno) nel piviere di Sofumo- La p^rr. dì S. Lorenio a Uzzo nel i833
«■, Goni, di Porta al Borgo, Giur. Dioc. oonlaTa 457 abil.
e dica 5 migl. a selL di Pisloja , Corop. di UZZO (CROCE a) nell» Valle delPOin-
Fircnte. brone pislojese. -^ Appellasi Va Cn>ce a Uz-
Kiiicile in monte presso le sorgenti del so uno dei varchi dell* Appennino pistojfse
famieeJlo Brmma^ il quale dà il suo nome fra la TalUcola della Brano Iribularia ilel-
id nna Tillecola. T Orobmne e quella della Llmentra die
Fa ropto costà in Uzio ( Utho ) davanti porta le sue acque nel fi. Reno di Bologna.
alb cbicM di S. Lorenzo un isSrumralo Da qnrsto varco io suppon^ro rhe passasse
M ■ 5 ottobre iai3 esistente fra le carte una vecchia strada pedonalo, totluché in qiie-
ddr Opera di S. Jacopo di Fitto jii. sto varco rostaisìi esisteva un ospe«lalctlo,
Bammcnla pure lo stesso luogo di Uzzo detto ili Brana , il cui rettore assislè al si-
■na carta del a febbrajn 1975 fra quelle del nodo pistojrsc neir aprile del 1 3i 3. ^ (P.
csptioto della cattedrale di Pistoja , osa nel- Zaccabia , Ànecdot. Piàtor.)
V
V
ACCHERFXX^IA nel Va1-d*Amo su- nnrigno , un di cui smisumlo masso dif<le
periore. -— Contrada che ha dato il voca- occasione nel secolo VI ad un solenne mi-
bob Btl un borro influente nelP Arno fra rarolo operalo da Dio per intercessione drl
San-Giovanni e Figline e ad una eh. parr. vescovo S. Frediano.
(S. Sftlvatore) nel piviere di S. Pancrazio a In seguito si trovano ricordi della con-
Gavriglia» Com. Giur. e circa due migl. a Irada di Vacroli in una membrana dell*
pon. di San-Giovanni , Dioc. di Fiesole, anno 719 esistente neir^^rrA. Arch, Lue-
Comp. di Arezzo. eh. rcLilivamenlead un lodo pronunzialo in
Risiede in piaggia Inngo la strada rolabi- favore ilei Vesc. di Lucca, il quale rerla-
lechc slaccasi dalla postale Aretina al podere mava alcuni beni della sua mensa vescovile
detto del Poreeliiito per guidare a Vacche- situati in Vaccoli.
reeeia, a S. Donato di Gastelouovo» ecc. Non poche altre pergamene dello slesso
Vacchcreccia anticamente formava un co- Areh, Àreh. anteriori al mille, furono pub-
raundlo da perse, come lo dichiara fra gli blicale nelle Memorie lucchesi più volle ci-
altri un documento dell* 8 genn. laB^ fra tale, nelle quali si mmmenla cMosla villata
le carte della Badia di Passignano, ora nel- di Vareoli. Tali sono quelle del a 4 agosto
YAreh, Dipi, Fior. — ^erf, pAncaizio 806, dell' 83?, e 871 , del 4 ottobre 9 J5,
(S.) a CATauLU. e del a4 ilicenihie 943, ecc.
La parr. di S. Salvatore a Vacchcreccia Piìi Urdi dal Vili, o Cisl. di Vaccoli
■el i833 contava 194 abit. prese il dislinlivo una famiglia lucchese che
VAOCOLE, o VACCOLI nella Valle del si appellò dei nobili di V^ccoìi.
Serchio. — Villata popolosa e spicciolata con II P. Cianelli, nel Voi. Ili delle Memorie
eh. parr. (S. Lorenzo) cui fu annesso il snpra indicale, ali* occasione di discorrere
popolo di S. Salvatore a fiaccali ^ nel pie- in quelle dtt'conli nii*nli, o vahts^ori^ del
vanato antico di Massa-Pisana , ora di S. territorio lnccliese, destinò un /t/rf.aiLam-
Maria del Giudice, Com. Giur. Dioc. e Due. banli di P^arcnli e del vicino ora dislriillo
di Lucca, dalla qual città Vaccoli trovasi castelletto di Coteroizo ^ cihmdo fra gli al-
circa 4 migl. al suo ostro. tri un iMrnmenlo del 1040 relativo alla
Risiede alle falde orientali del Monte fondazione del Mon. di S. Pantaleone sul
Pisano, poco lungi dalle antiche cave di Monte-Pisano, la cui chiesa era stata edi-
616 VADA VADA
iicMla due ■nni prìiM dni signori dì Vari'ofi fopra le iilie |Mhi«R di ^màm ,
che iieiranno 1040 U doiuirono h^Iì |Kre« h credere ehe fisne quella Tilb nel Im|9
iiiiU di dinardoli. Iki quello e da allri i- dello oggi la ^Hiamm^ porta a pie del pa|b
•iniinenli ivi pubkricali appariioe ImcIìschu- gio dì Rotìgiiano iwì puawMÌM Sig. Saf-
dcnu dei nobili di ^aecò/e, o ^aecuìL vHIi, da cut ebbi in dono il lìgillo di ■•
Anche la chiesa ili S. Lurenso a yaeeoli figiiNnujo in cui erano aeolf*tlu le parali^
era anticanieule dì padronato di quei nobili, Heguie ^ivat^ simile a mitilo iodicaio dal
perciò il Gaiielli nel dare la serie di quei Prof. AnUMiio Tstrgìoni-Toiselli e Swopert0
signori cilò alfanno 1010 tra Cunecsdo, dì corto a Monlaioelo cai mafcbìo. J!asì#
appellato Cunitio , figlio di Siseinondo che F^i^as. — (Jaatisi deUe Atptm di Mmt"
fu padre di altro Sisemondo, il quale Cu- iateeiodef Frof. predeito pag. i^immUm),
iierailo allivellò in dello anno la sua por- Il di lui afo Gio. TargiuDÌ-TonrlH wA
xione della chiesa di S. Lorenio a Fa^oii^ suoi Viaggi dìeile una giusta idea del post»
o Faeeole. di Fatia^ dicendo : che h sua siosin» di-
II castello di f^QCOoU^ a seconda delPAn- pende da due teeche^ una lielle qiali deno-
nalista Toloromeo da Lucca, o piuttosto il minata Fai di Feifv^ è quella che piopri^
vicino castelletto di CoieroikW nel 1088 fu raenle cosliloìsoe il nolo e la smi iaibiri
dislrutlo dal popolo lucchese : comecché in tura situata a scir. del porlo, aggiuageadoi
dello anno il Casi, di Faceole o«ia di C(h che il suo ingresso non è c»^i fàcile a pm-
terozMO non esìstesse più, toslochè un docii- dersi dai piloli non pniici. >* La iiesM
menlo scritto nel 1079, tr«ittando del Cast, dubbia iraboccalon fu assai bene draeriila
di Faeeole situato io collina sollo Caie- da Rutilio lIuniBiiaBO nel suo IlinenMp
rosso , dìcliiara , essere stato in monte et allorché cantò :
coli nel i83a contava i lai abil. Agli Jri. TjIttoiiu Toaouai, Gfwmmao^
VADA ( Fath Foiaterrana). — Perlo e Sovaasro (Paddli ai) fn detto: che la ah
antico , e oni cala Inquenlala e capace a ri- di Vada con davanti il tuo bonoo di wnmit
ceverc i Ifgni di nirzzo bordo in uua insl^- si naulencva tulloia quasi a im dipiets»
natura del mure toscano difesa da una torre com'c'ni al tempo di Bulìlìn Ifumaiìaao,
nrm»ta per ({Uiinria del porto, fra la foce del ilal quale fu descritto il difficile ingresso in-
iì. Fine e quella del fi. Cecina, il cui inese dicalo fino d* allora da due antenne che ■
«•bbe una parr. plekana (SS. Gio. e Paolo) praticavano costà alla sua imbooi'alara ;
da lunga miino riunita a quella de* SS. Gio. _ . ^' ^-•^* . l j-
« lu..-^ n • I I • • -1 incertas geamnm dkstrimumt aràarejnm-
e Ilario a Hosignano che resta circa tremigl. ,^ *^
al suo seti, nella Gora, e Giur. medesima, r%^'* ^^- 1;— ->- ^m^»^^ - j
Dioc. e Comp. di Pisa. Dtjtxns^ offerì Um,* .Oer^* uA,.
Questo porto celebrato da Cicerone, da Se devesi prestar fede alla Tavola di fra-
Plinio e ila Kulilio Nuinaiiano apiiella^asi tìnger, ed ali* Itinerario dì Antonino, è da
fino il* allora Fada , foru* a cagione della credere che passaste da Fa*ia fino dai lea»-
sua |iosizìoiic pilustre , v Fada Foiaterra- pi della Rep. roro.m^ la strada consolli rr Am»
na , |>er la ragione che nei tempi della re- reità nuo*fa, della |)oi Emi/in di Scmmro,
pubblica romana doveva essere compreso giacihè la Tavola Peni iugrnaiia segna costi
nel contado volterrano, il quale probabii- una mansione di quella via. — /Vd. Via
mente estendevasi da questo tato sino al fiu- Emiua n Sc&iiao.
micelio che porta tuttora il nome di Fine, Non si sa, diiò col Targioni, quando per
— Feti. A-FiRE. la prima volta ^«la fosse com(ima nel icr-
kWArt» |)oi ALBino Cecwa {FiLLj di) ritorìo pisano, comecché non lascia alcim
rammentandomi della descrìiione fatta ver- dubbio, che le saline esìttcssi-m nrl Fitlo-
so il 4 1 5 o 4ao tlal consiilan^C Rutiliu Nu- rale ili Vada l'asserto di Rulilio Nunwiiano
nuuiano nel suo llini'rario inariltiiuo do- che le raiurocntò. Che esse poi coiilinnaa-
|if» ('S»rrc slun'ato n Vada per lassare uua sero anche nei secoli longolianiìri, ne Cinno
notte neik vilki suddclla, iliceudola situata prova \arie membrane degli Arwk. Aràw.
VADA VADA 61T
dì PS» • di Lai», t Fatto Ji fbndnloDe Gi& air Art. RonaaAao Ai iMiOi ebe la
ddli BmIni di RiUiiooIo prcsio Moolefenlf mcnn arcSvescoTÌle ili Pili aequiilè tatti
(aooo 754)1 nel quate il rammenlano le «fu- poasnri fra Rosignano e Vada per iIcNiatioiifl
li«c di i^aia |MM0eJule almeno in |!arle fallagH sino ilal tecoln Xi dal Slnrch. Gol-
dal nobile lui» (bnU^iore Walfredò figlio del tifredo di Toscana e dalla contessa Beatrice
ftt Ralgauso di Fisa. sua consorte y alla qual donax'one sembra
Tre allri Diibìli frateMi pìsiini» che ne? che Tnlrsse ri rerire il diploma imperiale del-
;8o fooclaitino la Badìa di S. Sjtìoo presso Tlmp. Corrado II che nel 11 39 concedeva
Calci, donarono al lo stesso luogo pio h loro alla mensa medesima anco il ploeiio e U
parte de>Vt* Ai/iife i»l padronato della c/iie- fotiro di f^ada e di lìosignano^ mentre
«a de* SS» Gìo9tinni e Paoio di F'ada, La ali* epoca steasa confalidavu tutto ciò il Pouf,
qual chiesi trovasi qualificala plebana in un Inuucenio II quando accoi^dò agli arci\e-
aiio fNibblioodairAn-h- Arcìv. di Pisa del scovi di Ksa il giusfndronalo della pieve
i€ aprile 1043 relativo airnirrta di alcuni de* SS. Giovanni e Pjolo di Vaila.
Wai Gitii alla chiesa di S. 9fu»ia e S. Qui' Arroge a ciò qualmente fioco innanzi (16
r̀o m Mfnxi^ atto che fu rognlo in loco et setlerobfv 1 1 36 ) don Bnhindo abate del
finiòms t^mia propt tcehsin et pltbe S, Mon. di S. Felice a Vaila aveva venduto ad
/aJkeJiAÌ#. — (MoaAT. Anùq. Med, Je^^i Uberto arcivescovo di Pisa fier la sua meii«a
F. ///.) una leriii psirte di terreni che il suo Bfon.
Sino da quella remota e!^ sembm per- possedeva in Fisa,
tnlo che i Pisani estendessero la loro giù- 5el 1 177 i due frateMi eonte Gheranin e
risdaione politica ed ecclesiastica anche .1 conte Banifrì del fu altro conte Gheranlo,
Vadip per cui il Cast, col suo porto cVal stando in Vada nel capilnlo ili detto mona-
lora in poi lo troviamo in potere di quella stero, fecero dono al me«lesimo dì 9.5 peni
Bepubblica , la quale nel iia5 fece forlifi- di terre posti nel distretto e pivù re diBi4Ì-
eirb, e cingerlo di mura. Il piacito e fo» guano, e segnatamente nel borgo denomì-
'<ro dello stesso porlo fu lionato dairimp. nato Circctro.
Gomdo n a Balduino primo arcivescovo di Dipoi donna Erminia contessa moglie del
PisB eoa diploma del 19 lugl. 1 139. predetto C. Banieri, dal suo cjslirllo di Mf*n-
Ma nei aecolì i^itteriori al mille molte tescuda/o, e donna Adelasia inoglie del C.
carte «dative alla Eidia di S. Felice a Vada Gherardo sopra nominato, stando nel Cast,
da ìmtÈ^ eie disfiilta esistono ntW* Arca, di dia/<//5/a//o, confermarono la stessa do-
Dipi, Fior, fra quelle delle monache di S. narione.
Paolo airOrlo di Pisa, cui quel monastero Con istnimenlo poi del a5 giugno trgo
con i sDOi beni fu aromensato. don Beneilelto abate del Mon. stesso di Vada
Cifneocbè si trovino delle elezioni di abati alienò un pezzo di terra della sua Badia si-
M Sion, di S. Felice a Vada dite fino del luato nei confini di Vada e Bosignano.
io3o^ pare le carte dì quella pro%enìenia Anche nel i luglio del 1306 ilon Bar ne
BON tono più antiche del Somaggio 1040. abate del Mon. predetto si obbligava |u-
i 01» isimrornlo rogato nei confini di gare alla mensa arcivesr-ovile dì Fisa T an-
CeNtA/e^so (Gastelnuo%o della Misericoitlia) nuo censo dì 04 denari nuovi dì monof»
col quale due fratelli venderono al prete pisana per Toso delle acque del fiume A'.'/ie,
Andrea un pezzo di terra con villa e case a partire dalla sommità del bnsro di Rosi-
«oaesar poste nel loro Catfel di Fada. gnano sino al mare. — Fed. RnsicxiTcn.
In quanto alla storia politica le croiMcbe Ma non era ancora atanzat» il secolo XIII
pisane riportano ali* anno 1079, o 1078, che il Mon. di S. Felice a Vada era ridoilo
Qoa visita ostile fatta , sebbene senza sue al solo abate e ad un monaco, siccome lo
cesm, da una flotta genovese al Porlo di manifesta un rogito del i3ai,ro| qunlr don
^ada\ ma ciò che non riesci loro nel 1079 Rustico abate di S. Felice a Vada col con-
aocadde in una seconda comparsa fatta nel senso di Roracrio unico monaco , chr esi-
li afida altra flottiglia genovese, quando sleva in quel monastero e dei consoli di
s* impadronì di Vada, che sembra ritenesse f^ada , affinò la metli di un mulino posto
fino al 1 165, epoca in cui essendo slato ri- presso il ponte Ji Fine.
preso fLai Pisani il porto di Vada , qiii^I Co- Nel 1144 vcrlcmln controversia fra Vaììa-
muue deliberò di iarlo riattare e foitificare. te del Mon. di S. Felice j Vada ed il |ii^
618 VADA VADA
irvDo dì «k Ilo luogo lofm il dirillo dt*de* del io febbnjo dell* anno fegoenlc ; e CM
Alali , fu ooropromcMa U lite in Vitale er» luUocliè od t43i Veda IbeM italo oecapÉto
dfcicso\o di Pila, il quale con lodo del ai dalle armi milanesi comandale da Viccolè
geonajo 1245 dicliiarò, che tulli qoelli che Piocioino, alla pace del i433 eoIcMo paeK
morivano nelle case della pirraxhia del- tornò a loltonieUeni alia Bep. Fior.t It
rAbaaia di S. Felice in Vada , li leppellii- quale quattro anni dopo eoo piPffiriene
•ero in delta china, e che tulli coloro che del i3 febbnjo 1437 oHind, eht ■ picpe-
▼eniMefo di nuofo ad abitare in detto Cai!., raaefo de* maganiui e Waém ed alla Tmt€
o che fiiblNncaMero abilasiooi nei confini <f . f^ineenùo.
della pieve di Vada, si seppellinero appieiBO Uno «irgli ultimi falli iiloriei nlalÌTÌ ni
queit* ultima. — (/oc. eU.) paese di Vada lembn quello deir«nlw
IHil quel lodo serobm non solo apparire, purtalovi nell* inferno del i45n da no a^
che la chiesa ilei Mon. di Vada fosse parroo- mala del re di Hapoli , quando il cmlcllano
chiale, ma che il suo popolo abitasse dentro fiorratino senta fisr rrsistenta per denaio
il paese, mentre la piete di Vada secondo il diede in mano il castello di Vada ai Ibao»
solilo esser doveva situala nell* aperta cam- letani, i quali Tanno dopo eoslretli dai rio
pHfna. rentini a (lartime vi posero il lìioco. Depe
Ma il Mon. di S. Felice a Vada continuò di che la Signoria lece demolire afillo g*l
per più poco ad essere retto ed abitato dai avanù di quel castello , che poò diro ~
monaci , mentre nel ia55 vi erano entrale fitto dell* ultimo caterminio di Vada,
le donne. A queste infatti è diratla una bolla Dissi effetto piuttosto che ohms. in
del pontefice Alessandro IV, con la quale or- che la contrada era divenuta ioaiiilalNlapsr
dina che quelle recluse stessero sotto la r^ m^ilssnia senia dubbio provenula dal vaila
gola de* Frali Predicatorìf e In dichiara una pedule di acque terrestri e marine e dairiM-
leconda bolla dello stesso pontefice del 19 boschilo terreno. -* ^ed, RossBaAao.
settembre laS? diretta ali* abaie Gislficen. VADA (PADULE «) nel littonlc ~
sedi S. Panlaleone della diocesi di Lucca ed no. — La più antica memofìaedese
al guardiano dei Frati Minori di Pisa, af- del padulesalsodi Vada suddiviso io laghetti
finché assegnassero il monastero di S. Fé* comunicanti in mare per pioooh fama osa
lice a Vada con lutti i suoi beni alle mo- angusta foce difen da catentle, ladobbiaasa
nache di S. Agostino di Wa Bomta vicino sino dal principio del secolo V a Rulilia
a Pisa, le quali suore avevano abitalo il Numasiano , allorché , dopo avere egli ap-
Moii. «le* SS. Filippo e Jacopo di Castana prodalo al porto di Vada, si recò a dorisife
dra , a condizione di pacare esse monache nella sovrastante villa del senatore C Ai*
una pensione vilalisia ali* abaie di Vada a bino Cecina , cantando:
«I un Miro nio.,»co di quel!» B.J». SuUe,^at ruiae *aeat odMpeUan *mlim»
Rwpdto al. pieve .1. Va.!» e.1 .11 unione Ifam^ehtKeenseturnoJiÙusaftmpmlm*.
del «IO popolo . quello di gougnano, te- ^„«„a« /erre».* </»*/•« cWita/Siii.
oasi quest ultimo articolo. ^ m Imìjsj^ t^,--. -« / ìl- '^^
IliU>rn.ndo rmunto ,ÌU so. fiori, civile j^^ "^ %,g7Z,s adZrit Sfrliu"^^.
mincialo a fondarsi dal Cora, di Pisa un ^ f^ '
faro daviinti al porto di V.iJa nella secca «• ^\' . _ t .... ^ i j-- «
.(.pellala Fal-dTretro, e che nello .Ululo r^"* ^"'^^'^'^ «'«"'"' «««-*«-r
pii.no del „85 furono «.segnali ,«r Ul I.- UtJt^UiUes torrida durn k^mut.
voro 3oo denari luiani il mese, oltre le va« r* • • ^ ^.«^ ■ ni.
. V., . / v:* " •'^ * Conciffiuni aenm natica coamtua Pkm'
ne esentioni e privilegi che il governo con- C *
cedeva a coloro che fossero andsli ad abitare », ^^ * . ^^^ .^ ^^»tm ^t^^^ — ••
>_ ^ j^ . Ili- L -.- • ^ f^o*"' aesit^ erusta eatorm coti,
in ^oaa; Sfgno non dubbio che colesla ^
spiaggia sino d* allora era nulsina , a ca- A questo slagno marino eil alle sue nlinc
gione probiibil mente delle acque salse miste appellano varii istrumenti dri secoli longo-
alle dolci e sUgnanli in qoel |ndule. bardi e carolingi, i di cui arehelipi si eoo-
Fìnalmente do|tfi \arìe virrndc il porto servano negli archivi arcivescovili di Fin e
col |Hiese di Vada nel i4o5 c^ilJe in mano di Lurca; il più antico de* quali é quella
de* Fiorenlini, ai quali si soUomi>e per atto del 754 quando possedeva parte di coicsit
YAGL VAR L «19
fltf/iM il noibileWiIfmlo fondatore del Mon. VAGLI SOPR4. — U parr. di Fngti
di S. Bictn» ■ Mmiuolo. topra risiede sulle balie mannone della
Anco ahre mrflibnine di quel secolo del- Tarobiira , ed è uno de* |iafsi più eletali
r Arcb. Arrìv. di Looea rammentano It ta- della Garfiignanti posto alla destra dt\ Ser-
lìmtdi f^sdla, alcune delle quali furono pub- cbio, circa io mi|!t. a maeslr. di Gastelnuovo,
blkmedal Maralorì nelle tue ^nf. M. Aeifi, e 6 migl. a lib. di Garoporgiano. II suo pò.
kWAri. RomaAM, Cumuniià^ dissi pn* polo confina a seti, e grec. con quello di
re. cbe riipello alla migliorala oonditione Roggio^ a scir. con If^agli fo#to, a pon.c^
alasoiferici della pianura di Vada e delle so* la cresta della Tarobura del Ducalo di Miissa,
fnsUnli colline di Bosigoano, ciò è domto ed a maestr. con il dialrelto lucchese di Mi-
alle aamcntate coltivaiionì di quel suolo » nucciano.
alle folle boscaglie tagliate ed alle rislretle Esiste fra coleste balte nella calcarea ca-
padliline ulte di Vada. Temosa una grotta a più aperture, mollo pro-
V.IDO B GELLO nella talleoola del Co» fonda, nella qn^le si annidano ed escono a
maform, ^ Fed, Gallo di CAM4joaB« storme i gmeehi, specie di piccoli corri.
VADO (S. MARTINO a) nel Val-d'Amo In Fagli sopra si addila tuttora la casa
CHmtincar. — Pieve antica già della di S. do?e nacque il medico filosofo Simone Si*
Xifflioo iit Terimula^ cui fu annesso il pò* moni che nel secolo XVI abbracciò la Ri-
polo di S. Niccolò a Fa^o, forma prima di GaUino, poi di Lutero, per
Trorati sulla ripa sinìsini del torr. So- cui fu scomuniciito.
Imo, dirimpetto al Casi. S. HìcgoIò ed alla \m parr. di S. Lorenzo a Fagli sopra nel
aallortanle Terra di Slrada, nel cui popolo iSBa coniava 61 5 abil.
rmo« f allra sono comprfsi , nella Gom. VAGLI SOTTO. — Distante quasi due
di Castel S. Ifieoolò, Giur. di Poppi, Dioc. miglia ed in luogo più basso trovasi il Til-
di Fiesole, Comp. Aretino. — Fed, Cajtbl laggio di Fagli sotto capoluogo di Comu-
& Ifioaobò e SraànAuel ValnTAmo casenli- niti, la cui porrocchia di S. Regolo confina
■cse, cai si può aggiungere, che anche co- a grec. con quella di Coreggine^ a lev. e
sii ebbero padronania fino dal secolo XI scir. con 1* altra di Ca/rriccAia, a ostro con
almmoi conti Guidi, toslochè il conte Gui- la cura d* tsoia Santa e la cresta deirAlpe
do del fa C. Tegrimo stando in Strumi, di Penna di Sombra nei confini ilei lerri-
■ri saano del 1099, donò alla badia di S. torio di Straoetta compreso nel Granduca-
Fedele a Stromi le decime dei beni domi- lo di Toscana, a pon. con Fagli sopra^ ed
■ieali cbe possedeva nel Casentino, fra i a seti, con il popolo di Bog^io.
quali è rammentata una corte in Vado. — Nel territorio di Fagli sotto trovansi a
(Casbci, Continuatione (/e* March, di 7b- contatto della calcarea marmorea masse ofio-
«Mila del Cap. della Rena,) litiche, fra le quali esiste del solfuro di rame
Le parr. della pieve di S. Martino a Va- non di rado mineralizaalo insieme al ferro
do ne! 18 33 contava 907 abil. solforoso.
VAGLI DI GARFAG^ AN A nella Valle su- La popolasione di Fagli sot/o nel 1 839
periore del Serchio. .» Due villaggi omo- ascendeva a 809 individui,
nimi ( Fagli sopra^ e Fagli sotto) danno Fanno parte della stessa Comunità, ol Ira i
il titolo ad una Comunità, di cui è capo- due popoli leste indicati quelli di jirni
luogo il Vili, dì Fagli sotto, verso il Montaltissimo e V altro di Roggio
Esistono entrambi i paeselli nel fianco situalo più in basso,
orientale dell'Alpe Apuana, delta la TVim- Cotesti quattro popoli nel iSSa contava-
Wa, lungo la strada tracriiila su quell'Ai- no lutti insieme 1968 indivìdui, cioè:
pc fra Gastelouovo e Massa-Ducale nel secolo i. Jrni (S. Margherita) . jihit.N,^ 919
passalo per ordine di Ercole III Duca di 9. Roggio (S. Bartoloromeo) ...» SaS
Modena.— Tanto 1* uno come l'altro vii- 3. Fagli sopra (S. Loreiiso) ...» 61 5
laggio conta la sua chiesa parrocchiale (S. 4. Fagli sotto (S. Regolo) .... » 809
U>ren^ . r,,K sopra ^ S. Regolo , Ta- ^^^^^^ ^^^ ^.—
eli sotto) già filiali della pieve di Piazza , ^
n*lla Dioc. di Luni-Snrzana, ora sotto quel- VAGLIA (^fl/Zea") in Val -di -Sicve. — Bor-
ia di Massi-Ducale, Giiur. dì Camporgiano, go con chiesa plehfina (S. Pietro), cui funiiio
Due. di Modena. annessi più po()oIi. È capoluogo di Comu-
«28 V A L D V A L D
<lt*r;i l'Vnf ìiliikIo I ( 1 8 kH. 1^99) vrnìsir in memi rifi clic U inciela imnirsiiiM ffàhner
lolniiiMto |iiulliMiln contro TiivitlilH iìt^U e CC.) nlme ì\a\W tue? miniere di RÌ|m uri
ui)iiMiii,clie coiiiro la ilrrilitii dellii lulura.» PielrasMiiliiio. — fed.St.tiAvuEà.^Comunìià.
iJw M* un lungo corso di unni, diceva il VAL-DI OXJINA. — f^ed» Cecima b Vai.-
Prol*. Anioiiio T^rfjiuiii-ToZM'Ili, nipote del le iiri.r.A Crcima.
tJi. <ìio\4nni , ili iMiii n-Lizione scifiilifìcH VAL DI-IJHIO in Val-di-Chianj. •*• C^-
di i:oli'stc niiiiitn* pubUliciU in Livorno Iriilu del'» (piale (miia il noiur iiii'iinlii-4
mi 1834: « Clic sé un lung» cono di juni cIiìcm |ileb.in« (5. Storia in /^i/.</i-CAio )
ìnlermiUinieulc [tnìoìì senza che si cercasse e<l iiii.i sua cura filiale IS. Slargfterit* U
di riallivare queste miniere, ciò fu colpa f^ai-tii Cfiìo) cilaU* eolnimlie a^Ii articoli
di triste circostante {lolitiche anzi che pò- Caio (Pikvi m Val-di) e Cmo (ò. Maiubi-
vertli delle preiudicate miniere, come tla kit a iti Val-di) come anche air^^rr. C%m-i-
alcunì fu dubitalo ». (m.i •tc-F'iiirf.mtiho, Co/fiicii/à, ai quali %uca-
« Tutta la massa de* {w^f^ì pro|)ap.iti dal- bitli invio |i«*r brevità il lellorr.
rAI|ie di Farnoochia fra la fiumana ^ersi- VAL-DI CORNI A. — Fai. GoBiii*,Cot.
ita eil il lorr. Baccalofo è costituita (so|;- nino Conr^no^ e Vallb oojjl Couiu.
leiunge questo scienziato) ila uno schislo VAL IVKLSA. — f^ed. Cua e Vaixs
qiiai-zo-talcoso, il quale nelle parti su|M.TÌori dri.l* Ab!«o isruinaz.
termina in un calcare cavernoso, ed in allo, V\L i)*R>IA. — ^mf. Ema.
superiormente alle miniere dell* ArtientU- Vii, IKEIVA. — /W. £aA.
ro, in un calcare giurai fico alquanto ^ra- VAL-D'KVOIJI. ^ re-/. Kyola.
noso, ma meno cristallino di quello dei VAL DI-FI NK.— fW. Valli mlla Piai.
Rionlt più interni deirAlfie Apuana sopra VAL-UI-FIORA. — f^ed. Valle dilla
tieni vezza e Carrara ». Fioia.
« Il minerale del piombo solfunto ir- VAfj-lVIBOLA ìnRomagoa. — Due coni
gentìfero trovasi qualche volta proiuiscuato d*ac(pia nella Romagna Gramliicale pim-
€on del ferrosoliurato disposto in ramiricanli dono il vucaliolo dal torr. /Ma, uoo che
Tene e filoncini in mezzo alla pietra stea- (lercorrc la base occidentale ilei monte Jf<-
•cliistosa, ma in ragione elicsi rimonta ver- landra, e che iiiHuisce nel Lamone al di là
io sei t. la giogana deir^r^f/if xVra, la mi- dei confini del Granducato; 1* altro rhc,
■cela de* solfuri di antimonio e dello zinco do|)o aver |iercorsn un vallone fra la Valle
si fa nn |ioco maggiore ». dfl Montoni' rd il vallone del TVam irso,
Ijc S[iese falle in cotesti monti dalla prima entra iikI .ìtarteno presso Mii«li;.'lijna. —
società metallurgica, riattivata verso il /V/. Tapo-tzio . e Moimumaha, Comunità.
i83o, fumilo grandiose, sia |ier incanalare VAL-iriS()L\ . PIKVK di) nella Val-di-
Ir acque, sia per aprire nuove gallerie di Tom. — IV /. TiiiPAi.f.F ìPuti w).
ricerca e di scolo, sìa [ler la edificazione di V\L-DUL1MA. — /V/. Lim% e Vaixi
ruote idrauliche, di magazzini , di forui e mi. SficHio.
a|iecialmentc per la costruzione di un lungo VAL-DI-MAGRA. — riri. MAcai , Ìaj-
fdifìzio di materiale (ter rompere con molli ickhana , f Vaili dv.m.a Mauia.
|>ìstoni mossi dalle acque e fier lavare il mi- VAL-D1-MAIU\\. — ft-ti. Maiiha. Ma-
lierale riducendolo in slìcft. Kdilìzio au- kinvi.la , e (^ai.fkx^tiiì , f 'owu/iifà.
nieiitato dalla società attualo sotto la dire- VAL DIMKKSA . o MKRSK. ^ f'ed.
sione di un eccellente monlanista che ha Mkhhr, e Vìi.i.k mi.i.* Ombroshe sAaiac.
introtlotto per la riduzione dello tlich in VAL DI-N'KVOLK. — f'cd. Miivolb e
piombo argentifero , niediantc la cop|>ell.i- Vam.k iwi.iMbro iNmiioar.
«ione metodi ecoiiomici significanliisimi. VAI<-lVt>KCI V. — leJ. 0«riA e Vaili
T.ile e un^i tromba a granile rilinilro a do|». M<>^TAi.(:i!(iF«f- nFu/Ovnoai SAaisi.
pie valvole di ferro fuso m»«<a dille acque V\L-DM)T1' \\ t) nella Valle ilei Srr-
rorrenli per solfiare nel tempo stesso e ali- cliit». — /V/. Htt***», o Ottas»».
ineiitare sei gnn torni a C(>p|>ella nella sui- \'\L l>'()S\. — /e./. <Ì4a fiumana, e
tostante fornace. T.i le è il lueiod'i ivi mes<o \ ai.i> hìi i.' Vi.ntr.^A.
ili pratica d* impie<:.ire \ier tali fusioni del \ \L*i**f )S\KI. — f'fl Osftm . O^ri.
rarbn II fossile, e quiii«li si-rvirsi ilei ror/i.r Osfanr-i, \ u.i.f. nn.i.' A>»u pisano e Pi*a,
cht ne resulta [ler la riduzione de] cinabro i'vmuni(ù.
V A G L V A G L 621
Comuiwità di Faglia. — Il temiorìo dì hlivi cortnno nella direzione di self, i mkro
«|iK«ifl Comuni là occupa unu superficie di lungo la strada antica lasciando a le?, il R.
^u<«dr. 16657, ilei quali 333 spellano a parco di Pratolino fino a Montorsoli , doTs
corsi «li acqua e strade. — Dentro cotesto troTano la strada regia |>ostale Bolognese,
perimetro nel i833 ahilaTa una pojiolizione sulla quale poco dopo cessano i due territori
éì 9689 intiiridui, a ragione di i3a per* coniunitativi di Vaglia e di Sesto, e Tiene a
tane |ier ogni migl. quadr. di suolo im- confine il territorio Gom. dì Fiesole. Con
poolbile. questo l'altro di Vaglia fit>nteggia, da primo
G>afina con 5 Comunità. — Dirimpetto per la strada regia predetta, poscia mediante
a grcc.-leT. |>er corto tragitto si tocca con alcuni rivi che scendono nel torr. Blugno»
il territorio della Com. del Borgo S. Loren- ne, che i due lerritorj attraversano ad og-
», a partire dal giogo delle C^roci sulla getto di montare nell' oppoma pendice dei
strada provinciale antica delle Sala Jole, pOL'gì delle Salajole fino verso l'osteria
èonde scende col lorr. fino alla eh. della delTOImo e quindi arrivare mercè del torr.
Mmdonma di Poleanfo j ì\ì voltando faccia Carpine sul giogo delle Croci, dove la
da gTCc.-ler. a ostro lascia quel torr. per en- Com. di V.<glia ritrova dirimpetto a lev.
Ir4re in un liorro suo tributario, col quale quella del Borgo S. Ixirenzo.
dirìgendosi sul poggio sino al convento di II più copioto corso d'acqua che attraversi
IbaleSenario gli gira attorno per quindi il territorio di qtiesta Comunità è il lorr.
riicmilere nella direzione di maestr. sulla Carza, lungo la cui sponda sinistra fii trac-
slnda comuni Lai iva della Soderà verso la ciata la strada regia jioslale Bolognese.
Sdpfcrssa Badia del Buonsolazzo. Di costà Fra le maggiori eminenze montuose che
inotnzi di «rrivarea ff ri arto soft entra da pri- fanno corona al suo territorio, comecché la
iiioJirim]irllo a maestr. poi a pon. la Com. cima di alcune di esse spelli ad altre Co-
di San Piero a Sieve, con la quale T altra muniti^, contasi, a ostro V Uceeìlatot'o, a
di Vaglia arriva sul torr. Carta alla con- lib. il Monte-lliorelin^9»\\, il Trebbiateti
Humzj del l'osso dfl Cartone, che entnimbi a scir. il Monte Senario, l' ultimo de*qua-
i due lerritorj rimoulano verso maestr. sul li, misurato dal campanile della chiesa fu
poggio del Titrhbio fino alla confluenza del trovato 1436 br. su[)erioreal lirellodel ma-
fesso Barino nel Cartone. Cosi) dirim|)etlo re Mediterraneo.
a pon. viene a ronfine la Com. di Gilen- Relativamente alla fisica stnillnra e in-
uno, con la quale la nostra formando un dolc delle rocce che cuoprono il lerrilorio
«ngolo rienlianle sale sulla schiena del pog* di questa Comunità , per quello che mi
|!Ìodi Vaglia donde |>oscia riscende (ler an- riesci di ossen'arc lungo la vallecola della
dare incontro ud alcuni borriciattolì che at- Carvi, mi sembrò vedere, che i poggi, dai
Inversa sul fi.inco sei leni rionale del pog- quali è fiancheggiala cotesta vallecola, quelli
gin di Scarabone e che poi rimonta dirim- del lato destro scendendo dal Monte Sena-
petto a pon. finché trova sotto Monle-Mo- rio, sono coperti in gran parte dall'arenaria
fello il borro de' JUatsoni, col quale arri- calcare ( macigno) e dallo schislo marnoso,
TI alla SMH sorgente i)er salire sulla cima del [blsciajo) sotto cui in molti luoghi si affac-
lYonle-Morello. Sopra questa sommità, pas- eia la calcarea compatt.i (a/6ereie); la qual
S4lr le sorgenti del borro di R'maggio, fra ultima roccia mostrasi allo scoperto nel fìan-
le due prominenze del monte predetto, cessa co sinistro della stessa vallecoh scendendo
la Com. di Calenzano e sottentra di fronte dai contrafforti deW Uccettaiofo e di Sion
a lib. V altra di Sosto, con la quale la nostra te-gorello sino alla strada regia Bolognew
di Vaglia riscende dal Monte-Morello nella disposta in strati assai potenti ed inclinatis-
dìrezione di scir. e poi di grec. mediante il simi, calcarea ottima non solo a far calcina,
€o%o del torr. CirsMo/a, che lasci» fuori do- ma ancora a fornire copiose scaturigini di
|M) un niì>il. dì discesi! per enlniri* nel bor- acque potabili, donde facilraente derivò il
rodM Boccaccio fino dirìm))Clto .-1II.1 eh. di vocabolo al vicino l>or{;hett»ili Fontebona,
S. Jiichele aìU Itfaccìùe ; (J.t\anli :iPi qua- silu:ito sulla strada regia Bolognese alla pri*
Io volLtudo diif'zione a scir. poi di scir. a m.i posta da Firenze.
untale e di nuovo a scir. :trri\ii sulTan- Il tianco medesimo da lunga età essendo
%u.A «.Irida Bolcjgnese dell' Vrcellatojo.Mle- ricoperto da m.iccine di allo fusto e cedue,
dirute quest'ultima i due tCMritorj coinuui- poitò da quelle probabilmente il vocabolo
r. v. 79
«30 VALE VALG
{«Iblo iH S. ^alenHno a Fregiano, Della celilo alsuoconsnrUUUerrinoJì Uberto lui
Ohii. e cinM iui|[l. a u grec. ili Soraoo, tu i:iò die f>li .ippiirli-ncvj nel r;i!kile r rort^
Gìiir. ili Piligliaiio, LUoc. di Sudai, Goni(». di SiiiihivDO. — (Arijh. Ihri.. Fh>«. CVirfe
di Grusieto. ^^^ Mon.di S, Hichrlr in Borgo di Pis'r.
In f pianto ali* epoca dell* r regione dì ole- l>ell.i stesu iMOvcnicnzi é una irn inhrdna
sia chicKi p.irioccÌiiale ne fornifci.* un indi- del ao stU. ia65 scrilLi nel lioigo di S.
zio non diibliio una niembraiia archcti|ia Ma m.i n U* , nella qu.ile $i tratta dt-l libello
|ierveniiti dal ni:i;;istralo del Bigallo nel- concesso ila^li Eremiti di Cimildnli ad U-
V /ire/i. Dipi. Fior. ~^ Trallnsi ivi di una berli no Novello à.* Valenz-mo di un loro
delibeni7.ione del ag giu{;ao i438 presa dal po>lf;re |kisIo in quella curii, e rbe gik egli
Comune di Sorano per at!ie9n.ire la dote al teneva in affilio.
rettore della nuova chi'»i di 5. f^altntina Nel Imitato del 1 337 ritto fr:i il Comune
posila nel tcniinenlo di Fregiano , mercè di Firence e Pier Saccone Tarlati a n<iae
cui le fu a9«e)!nntoirrevocabilmeiile|)ercon- del Comune di An'zzo furono cumprrfi i fi-
griia del suo rettore una tenuta di pert-nea- gli e nijioti di Grifftlo e di Guglielmo da
sa del Comune di Spirano [Mista in luogo f^aleninno , ai quali si accordarono le me-
detto il Ironie di S. faleniino. — Rogò «Ini me esenzioni e immunità che godevano
Tutto nel ilislretto di Fregiano Ser Guido dal (>tm. di Arexso i signori di Pitiraroala.
del fu S«r Guido del Cist. ili Pitigliano. Anche md Irattato di pace fallo dal Duca
Ijb cura di S. Valentino ili Sorano nel d'Alene signore di Firenic con i Pisani 'anno
i833 coniava 917 aliit. i343) fu slabililo, che i signori da Falem-
VALENZANO nel Val-d*Arno casentine- zano ed ali ri rollegjli od Cora, di Arcuo
se. ^- Cast, con chiesa parr. rS. Maria^ nel s' inlemlessero liberati *dai bandi e n^liluiti
picvanato di S. Lorentino a Fallona, Com ai beni che {Kissedevano innanzi quella giirr-
e circa migl. 5 ■ seti, ili Subbiano, Giur. ra. — (Ammie. Sior. Fior. Lib. r*/// e iX.)
Dioc. e (^>mp. di Arezzo. Fliialnicnle i signori da Valenzano, sol lo-
Risicth- in costa sulle pendici dell* Alpe posero essi, i castelli di Valenzano, V 'gogua-
ilelta di Vogognano un miglio e m<'zzo sopra qo e Kaltona con le Ioni |ierliiirnsCy gìu-
allc piagge che stendnnsi fino alb ripa sini- risdizioni , uomini ecc. alla Rep. Fior, per
•Ira dell* Amo dirim{ietto allo stretto di S. atto pubblico dtl 16 marzo i386 'siile co-
Mamantff. muné) e nel so miggio successivo ottennero
Da questo caslellelto presero il titolo i no- le loro rapitolizioui. — /Vr/. VfNi-i«.5i%Tin.
bili Ubcrtini da Valenza no consorti di quelli fja parr. di S. .M.iri.i a Valeiiziiio aitii.il-
da Chitignaiio, uno dei quali nel laai ce- mente di (ladronalo di cas.i Rontlinelli , nel
de alla Radia di Sei va moudu, fondala nel 1 833 contava 141) abit.
909 da (;riffulo o Grifibne suo antenato, il VALKllANO, ò VALLKK INO ni Ml'R-
^insfiadronato della chiesa di S. M-iria pò- Lf). — /^er/. VALiKt^xo.
sta fuori del castello tli Valenzano, e quella fALitniAno (.V.. ut T^MCD-gm. — Ped.
ancora di S. Niccolò com pn'Sa dentro il ca- Tarnnino in Roni:if>iia.
stello trslè nominato. — (Anhal. Camu.d.) VALGll!\(.*ATA e TORPIANA mif«4 lì
Discendenti del noiuitiatoGrin'olofurtmo VARA nella V.il-4li-^rii:r.i. — Ihie di.
due fratelli , Griir» f R.iniei'i, il primo de* compresi in una (larr. - S. Andrea, nella
quali stando in Arezzo, nel mano del I ia4, Com. di/igiiago, M.iii«laim-iito «* rin-j 4
e 1* altro nel marzo del 1118, venderono al migl. a grtc. ili ttod'ino, l>iuc. di Luni-
priore ileirEremo di Camaldoli la loro |)or- Sarz.ina , Regno Sinlo.
zinne di due mulini posti nel fi. Arno nel Risieilono presso la rima del Mnnte-Ro-
piviere di S. Kleuterio {Salutìo) nel caule tomlo fra le sorgenti del lorr. di Zìgnaco
di Lrirennno, in luogo detto /7erno/i. Final- a confine col territorio delli Coni, di Zeri
mente nell* aprile del i i3o mesi. Panzo di del Granducato. — f'^d. Ziu.^auo.
Ranieri, standf» in Lorenniio presso la chie- L.i |>arr. di ValgiuneaLi e Torpiana mi
Si diS. Vilale, ventlè al priore diCimaldoli i83a aveva a^7 abil.
la sua porzione de* suiM<'lti fine mulini. VAl^iKNOnri.i.i PlZ/OR\F n*ll.iVillr
Sino il.iMebbr.ijo ilrl 1 1 1(| il dello Gì ilio nrieiit.i!e liurhese. " (lis. rmi t li. pjir
del fu Giifiiilo tirino in Atrzzu un altn» (S. Freili.-mo e l\iiin<«Hii di S. Oniiiio a
islruiuento , cui quale egli vende |m.t soldi Peirvjo iii-l pi\iei'c di Sii<;ituiii<:fi<*, Coni.
VAIA V A J A 623
^^.éQLi^KO BMLt^ CatAasjt. — Gu. di- e eirai 7 roigl. a teli, di Pnto, Dioc. di
quatto cIm ha dfeto il nio nome il torren- Piiioja, Gnmp. di Firente.
tdlo Fagliamo , le cai acque scolano da Cotesto borgo è attnversalo dalla ilnifla
Monte GìoTÌ nell'Amo, serfendo esso in provinciale che rimonla la sponda destra del
pan parte di confine dal lato di sett. alla Bisenzio sino a! Mercatale di Vernio.
Gdh. di Arcuo e a quella di Subbiano la Oltre quanto fu dello air^^rf. Badia m
coi ullima lambisce a oslro del suo capo- Vajako aggiungerò qui, essere cotesto borgo
hogo. •» Ftd. AaoBO, Comunità, popolato da gente industriosa , sia nel la-
F4tow,iAmo Dt GjLtie^Ko nella Valle del ?or.ire le terre come in altri mestieri.
Sercbìo. — Gss. che fu nel popolo di Trep- È compresa in gran parte nel popolo di
pignano, Gom. e Giur. di Gallicano, Dioc. e Vajano la tenuta della casa Vaj di Prato de-
Dac. di Lucra. nominala il 9fuiinaeeio,
VAGLIAMO, oVALIANO in Val-di-Ce- Ln parr. di S. Salvalo^ a Va{ano nel
Cina. -^> Fed, Rocca Silaha e Mo«Tr-CA- i833 norerava 343 abitanlt.
snuA éì Valnli-Gecina. Vajano [PiarB dì S. Lomehxo a) delta
Faqm.ìa9o^ o f^AUJMt di CAiirAuifATi- anchc a Cerba/a nella Val-<li-Nievole. —
e*. ^ Fed, Galiaho nella Valle deirOm- Cbiem dinila,il eni battislem con gli onori
hronc lanese. plekini fu Iraslatalo nella chirsa di S. Mi-
VAGLIE , o VAGLI di Cortona in Val- chele a Monte-Vetlolini , già sua M'wìe ,
TiberìfiJ. — Vìllala con eh. jiarr. (S. Cri- C»»m. e Giur. delle Due Terre di Fai Hi-
ito^aao) nel distretto di Monlagn;i , Coni. Nicffole ^ oa^ia di Monsiimmano e Monte
Giur. Dioc. e circa 9 migl. a grrc. di Cor- Vrtlolini , Giur. di Pr^ria , una vollu di
tona . Gomp. di Arezzo. Lucca , Comp. di Firenze.
Risiede in piaggia sotto il Cast, di Pog- k\V Art, MoNra-VarroLnii fu indicata
5*0.11 alla sinistra del torr. Uinimella , in- 1* ubiciizione degli aranti di cotesla chiesa,
fluente nel Nestore poco innanzi che co- appellati tuttora della pieve a Fajuno.
lest* ultima fiumana si mariti al Teveir. [| primo documento a me noto, nel quale
Fu questa pillala di Faglie uno de* feti- si cita la cura che fu pl<bana di Vajano^
A de* marchesi del Monte S. Maria, di Po- risale alPanno 773 , dove si traila dell' of-
trella eoe. da non confondersi però col Cast, feria di alcune soslanze fatta alla pieve di
di Valìano in Val-<li-Chiana , dove quei to- S. Ijnreiizo a Vajano. — ( Memob. Luom.
parchi nei primi secoli do|)0 il mille ebbe- T. IV. P. 1).
ro sigooria. — Veà, Valiamo in Val-di- Nr! T. V. P. Ili dell' Ojiera testé citala
Chiana. furono poi dati alla luce tre isInimeiHi senili
La parr. di S. Cristofiino a Faglie nel nel luglio del 936 , relativi alla |>ieve di
i833 contava 142 abil. Vnpno; col primo de*qn»1i, rogato li 1 1
VAJALLA ni ANGHIARI. — Feà. Va- luglio di detto anno, Corrado vescovo <li
LiALLA. Lucca investi Pietro figlio del fu Leone dei-
Faìaha nel Val-d'Arno superiore. — la chiesa battesimale di S. Gio. Battista e S.
Gas. distrutto dove fu una chiesa sotto il Txìrcnzo tita loco Cerbaria, ubi dìeitur
titolo di S. Martino nel piviere di Gropina, FajtinOj con tutte le sue giurisdizioni, poa-
Com. e Giur. di Terranuova, Dioc. e Comp. sessi, decime ecc.
di Arrxao. — Fed, GaopiaA. Il secondo atto scritto li 14 di detto me-
VAJaNA DI SORANO nella Val-diPaglia. se riferisce hI livello fatto dallo slesso pie-
— Piccolo torr. che scende dal fianco au- vano di S. f xirenzo a Cerbafa in ioeo Fo/a^
strale del Monte Vilozzn, a seti, tli quello no a favore di Gotlifredo, di tulle le posses-
«leir Elmo pi r vuotarsi nel torr. Fiarrreedi sioni, chiese) edifizj ecc. spellunli a quella
là nella Paglia. — Fed. S-^nk^n, Comunità, pieve , sia di beni dom'nicali ^ quanto di
VAJAKO, ora LAVAJANO nel V,it-d' Ar- beni massarizj y nìdionatiei ^ o tributar/ ;
no inferiore. — Fed, Tjav^jano, e Valiaito. accordando tutto ciò per F annuo censo di
VAJANO nella Valle del Bisenzio. — Bor- otio soldi Tanno, con T obbligo peraltro al
go con chiesa prioria contigua all' antica fittiiario di fure uffiziare la detta pieve.
h»'\\'d deTallorobrosani, sotto il litolo di S. Pinalmenle con altro islnimenlo dello
Salvatore a Vajano, cui fu annesso il pof)olo stesso giorno, mne ed anno, rogato cornei
di Casif nel piviere di Usella, Com. Giur. due precedenti in Lucca, il pievano medesi-
(>n V A L B V A L B
luo iiUÌTcllò air uliilhiHrio iieMo tì«'ltifretlo Trovati pmao U ri|M tìv%Ué ili 1 fi. Swio
le decifn«cl)«ilove%anualla sua pi«\cg)iiio* fircoiitliilo da lr\. » tnìto e |i«*i>. dA lir*
mini delle ville ad eSKi foggelle ; ciuè di ritorio PoDlificio. ^- ^ed. Som a no.
yajano^Cerba/a, iVeru guano {f.Moììfum- Ijb fnirr. di S. Ilaria a <^stilniio%o di
iHiino) Ronco e Lardano^ con 1* oneri' di Valbiano oel i833 noverava dentro a\ ter-
pa({are io Lucca per mezzo de! rappreseu- rilorio fsranducale lioli 6i aldt.
tante, o minittro del fìliuario predetto, 1* an- VAIjBONà , o VALBL'OM A. — A varie
DUO tributo di sette ioidi d'iirf;ento. ccinlrade in Toscana lii d.ilo il vocalioln di
Dubito che debba riferire a cotesla pìtìve f^albona. Tale fu la ^albana e 1* Ere*no di
di Vajano un altro isirumento lucchese del f^aibona in Va l-d i-Castello Del Pietr.is.«n-
3 1 luglio 983, quando Teudegrimo vticovo tino, la Faibona ut\ piviere di S. Pieiro
di Lucca allivellò a Gherardo del fu Cune- in Bossolo in Val-di-Prsa , la ^alùont m
rado i beni e decime della pieve di S. Giù. Val-iPAmbra; una nel piviere di Pattina
Battista e S. Paolo (invece di S. Lorenzii) nel Casentino; altra F'albuonan^} Miij.'ell<i,
sita loco ubi dicitur f^ajano prop* Cer^ e due nella Romagna granducale, la prinu
ba/'a Mtoetia tic, •— (Oper, cii.) nel fiopolo di Albano, Coni, e Giiir. ili Vn-
Ikl catalogo poi delle chiese della iliocesi digliana-, e la Kconda nella Valle del Bi-
Juccbese compilato nelP anno i a6o si ap- denle dello di f^utbuona, \ti>\tiAo di Hidra-
prende, che la pieve di S. Lorenzo a Va* coli, Com. e Giur. di B.«pno, lliuc. già
fono anco a quel tempio conservavasi matri- Ifullius di S. Maria in Cmmrdin all' Isola,
ce delle cinque chiese seguenti ; i. S. Mi- ora di San-Se|Jokro, Comp. di Firenze,
chele a Sfontt bettolini , (tlove fu lras|Kir- Rispetlo a quest* ultima Falbnonn^ agli
tato il titolo e battistero della pieve di Va- Art. CoanioLo, Piwgio alla fjASTa%, Hioa*-
|ano); a. S. Silvestro a Lardano; 3. S. a>Li e SraAaATRszA fu dello, che i signori
Vito a àÌonsnmmano\ 4. S. Donnino nel di quesl* ultima contrada di Valbuona eb-
territorio pigtojese^ ora ilello a Castel b<To signoria nell* Ap|)enntn» del Bidente
Martini; 5. S. Niccolò a Cecina, innanzi che vi soltenlrassin» i conti Guidi,
Ma il documento del 936 di sopra citato poi la Rep. Fior, ed i Cimalilnlensi.
ci fa conoscere, qualmente fìno d* allora la È quel territorio di Vaibaona^d^ di cui
pieve di Vajano con i suoi beni e chiese si no|>ili fu falla menzione da S. Pier IXimia-
(xmcedeva in commenda anche ai secolari, no al Cap. 69 de* suoi Opuscoli, e piii lanli
siccome a (|ueslt coniiniiò a coiiffrirNÌ dai li rammentò Gio. Boccaccio nella quarta
vescovi di Taicca «I trnifio dei fioveiiio ili Novella ilella quinta giornata tiri D«H:ami*-
Gistruccio, tostdcluMie tu investito un nirss. n>ue, e priinn di lui D.tiile Alighieri nel
Tedici di Pisloj.1. — VeJ, (Jastej.-Martini, cauto \1V del suo Purgatorio.
Ckabaja in Val-(li-Nicvole, e Mao;ia. Finalinenlr i si<;noiidi r ttt buona (umno
VAJAXO -.DOGANA di. in Val-4li-\ie\o- eoui[)|-esi eoo quelli dell.i Fai;:;inola e ili
Je. — Porta cotesto vocìiIh>!o uu |m)sI'| tlo- du/e/ ////èroiiella | .ice Ult.i ni I ai iiiaiz**
ganaie di terza cla!is<.' situalo sullo mmIo uh- i.'ior fra i Fioreutiiii eit il Duca di Milano,
ridionale del p;idu'e di Bieiitina |i<k*m luir/i del quale (|ui-i si^imui S!';:ui(.iri>no le pirli,
«lalla dogiina di seconda clas:»e, ihlt.i drUf Kinaliiienle il M.min illu>lro due sisilli
Panora, dalla quale questa di Vajano iJi- tic' si>;iiori di f'ulbuoiut^ k'\wìì\\ì% di Limzo
|)cnde, comprese eiitr.iiiihe nel diii.irt>iiieiilo er.illrrjdi Hi^ont: i^Vul. XVIII. Sigilli W
doganale di Pis.i, Oim. di Bientina , Giui. e \, dove cil.i iiii.t scrittura del i333 in cui
di VÌGO-Pis;ino, iJioc. e Conip. di Pì.h.1. si raiiiiiienta un Ii< uziiio del fu M.mfreili di
VAL ACERETA. — Vtd, Acr.ni.rA (Aaa- Vaibona. — Aiiclie il Pa^'iiiui nel suo I>t-
SIA Di) e AcFHKTA (Vallh). . sico stofìco dì|iloiM.itico, M^»S. nelle Riliir*
VAL- ARIANA. — Ved. Ariasia (Vaij.k . magioni di Firenze, rironla un atto di ae-
VAfj-BENEDI'TrTA. — Vtd. Bahia di comandìgia per|ietua alla Rep. Fior, latto li
Vai. rH>KDKTTA , K Vat.i.r Ekiukokita. 7 ginn. 1401 .stile fi^r,- ilaGualtieri figlio
VAI-BIANO nella Valle del Savio in Ro- dì S.ilvatoiu «li fa/'nt/ii^ il »jii:ilo .is«iri e*-
maj,. — Cast, delti/ C'a(/e/'if^o»>o con «II. .srn* si;;!!"!!^ de'Ci^t. iji l'iilbtum , lii Cu"
parr. iS. Maria: nclli Coin.e eina tri. iiiÌì:'. v/e/'i/iov'o e d'I Pojji'lo.
a itl>. di Soioino , Giur. di Rigiio, i)ì';r. P-.h • .lij.ni / ui7j'i'«'.'ri<'<it! > il it'>miiiiii drl
di baisiiia , Comp. di Finaze. cu:iti i-i.iii'ty > lii D'i'ii- '!i, il qu.ilc e «n
V A L e V A L C 623
■Uodel ai «fitMlo i43osoltopofP9èeditnoi Yirj ontoij e yVìe signorili, fru i quAli
feudi alir arcoinandi{>i« della Rep. Fior., Vonìorìo dì S, Cerboìm \w»\fì in un colle
fiocbè nel luglio del 1440 per tradimento vicino alla piere; romtorio della Madonna
di lui lutti i tuoi castelli furono incorpo- delta della Febbre ^ di c<isa Alamanni, nel
nli al dominio fiorenitno. — i^ed. Ridea- monte superiore; romlnrio in luogo detto
CDM a PooQio AULA Lastba. agli Oc/li, e quello di S, Blitfiio vicino al
YALBUJA, o VàLLE-BL-Jà ndhi Valle sofipresso spvdaletlo di Sagginale sulla stru-
del Serchio. *- Fed, Moars S. Quiaico. da maestra, dov'è un borjshetto e ponte omo-
VALBURA sul Lamone in Romagna. *- nimo, difiendenle dal Bigallo ; il quale s|n'.
tooB vai lecola celebre per copiosa e lunga dalello nel i5i6 era di |>w]ronalo di mi
ea<iata di acque , le quali precipitano a ri- Mariotlo di ATeranlo de* Medici, quandr»
piani nel Lamone dall* Appennino di Gre- cotesto luogo non aveva altro che la Irniie
ipino nel distretto parrocchiale di quella entrati di 5 fiorini d*oro Tanno. — ^ed.
iOppcvsM Badia, Gom. Giur. e circa 4 migl. Sagoinalk.
a Kb. di Marradi , Dior, di Faenza , Comp. Anche alla villa signorile di Arliano si
iK Pireme. — Fed. MAaaAm, Comunità, trovano vestigia di una chip5M; come fu in-
VAIX:ARIA, o VALCAVRIA dì Galeala dicalo hWArt, AauAvo e AaLiAwiao.
in Rnmaiena. — ^e*l, SraAn^ di Romagna. La parr. ilella pieve dì S. Cresci in Val-
VALCAVA(PlEVEmS.CRF.SClA)nel. cava nel i833 noverava 817 »bil.
Il Val-di-Sìcve. —Pieve antica sotto la Com. VALGORTESE in Val d*Arbia. _ Villa
Gior. e circa tre mìgl. a scir. del Borgo S. dove fu un castelletto chf diede il titolo
LorenaOy Dioe. e Comp. di Firenze. alla chiesa distrutta di S. Egidio nel piviere
È posta alla destra della fiumana Sieve, e popolo di S. Maria a Paciiia , Goin. Giur.
|H««o la base settentr. del poggio di Mon- e circa migl. uno a lih. di Gsislelnnovo-Re-
t^Bànaldi^ed a maeilr. di quello del Monte rardenga, Dioc. di Arrzro, Gomp. di Siena.
Giovi lungo il borro di 9^alcnva. Risiede sopra nn:^ collina cretosa, la rui
Golesla è una delle pievi più antiche della base snlla destra è liirohila diti torr. ^aUntti
Dioc. fiorentina, tantoché il Tjnmi supfxìsf, quasi di fronte al castdliin- di Orginh^ la
che potesse risalire al secolo IV dell* E. V. dove si dilata alquanto l,i Viillc: dcirAriiia
Il suo vecchio fabbricato di pietra concia per entrare nei campi di >ioni:i|ior(o.
fa TCSlanrato nel 17 io per ordine del Gran- Cotesta bicocca di f^tilrof/ttse, ora c«isi
dura Cosimo III. di campagna, figura nella storia militare ed
Tanto essa come la rocca di Monte-Ri- in quella (mlitira de* suoi diiusli.
naidi con diverse villate dei contorni s\teì- Infatti il castello di fatartese fu preso
tavano ai vescovi di Firenze; al che serve e disfatto dai Fiorentini do|H} la vittoiia
Hi prova non solo l'opera del Ijami intilo- che essi riportaiono sopra i Saiiesi negli anoi
Illa Monum, Ecel, Fior., ma un'altra di laoa e 1307.-— Ri&petlc ai dinasti di #^a/-
qiialche anno anteriore del canonico St. cortese sono esu rammentati in varie carte
Antonio Mozzi, dell* Areh, Dipi, Fior, fra quelle appar-
Quindi per volont^i dello slesso Cosimo III tenute alla Badia di Collibuono, una delle
la delta pieve venne ammensata ai PP. Gè- quali del 19 settembre 1 173.
suiti di Firenze, finché alla loro soppres- Anco V Arch. Dipi. S*tn. contiene vaij
siooe fu data allo spellale di Bonifazio, ora rogiti del secolo XIII rpbti\i ni signori di
all'Arcispedale di S. Maria Nuova. ^aleortese, cui Sfiettavano due fratelli.
La pieve di S. Cresci in Valcava antica- Ugo e Ranieri, figliuoli del fu Ugo di fral-
mente contava dieci rhirse parr. sue filiali, cortese, i quali nel 1Q44 prestarono giura-
ndone attualmente alle 4 seguenti; i. S. mento di fedeltà al Comune di Siena , sei
Ansano a Montacera/a con gli annessi di anni innanzi che uno dì essi, Ranieri , assi-
S. Stefano a /"icime, o a ^o^i/eirera/\i, dello stesse ad un lodo emanato nel laSa nella
anche a Monte- Pulieo, e quello di S. Mar- chiesa di Travale. — P^trfl. TiiAVAr.E.
gberita a f^alcava; a. S. Donalo al Cistio Finalmente i sl;;nori r|i Falrortese erano
ron la cura soppressa di S. M:iri<i a Fab- feudatari ile'CC. Aldobramleselii di Marem-
brir.a ; 3. S. Quirico a Olheta, o Uliveta; ma, siccome risulta da un diploma di Fede-
4- e S. Romolo a Campestri. rigo II dato in Messi n.i uri mangio del laii
Inoltre nella cura di S. Cresci esistono a favore del conte lldebran(iinu di Soana.
626 VALD VALD
VAL.IVAFRA nella Val-Tiberìna Ioki- VAL-DI-fiURfi CPIEVE m) nella VaHe
na. — Due Cat. con due chieie parracdiiali dell' Ombroof |iiilojeie. ^ Dee pievi anii-
porlano il distintivo di fai-d^Afra^ cioè la che portano il vocabolo di Val-di •Boie.iliivc
parr. di S. Martino in t^aì-d^ ATra^ e quella tono tiluale, una GÌoè« di S. Gio. Balliiia ia
di S. Gio. Ballisti r1 Treb'HO^ delia essa yal-4i Barn p)à delta a MoHteuteeoii ^ o
pure in f^mì-d'A/ra, nella Com. e Gìor. di a Spantereechio^ e l' altra d< S. Quirico a
S. Sepolcro , Dioc. meilesima , giè di Glia Fai-dùBure^ entrambe nella Gom.di Porla
di Gistc'Ilo, Comp. di Arcuo. S. Marco, quella diiUnle due niiglij a scU.
Entrambi colesti due popoli presero il di Pisloja, questa c-rca mig!. Ire a lcv.-f ne,
vocabolo dal torrenleMo Ajra che soeuile della stessa città, alla cui Gaor. e Dioe. ap-
da Monte Gasale nel fi. Tevere sul confine parteuironu nel Comp. di Fiienie.
della Toscana granducale con il lerrituriodi Di quest'ultima fu dato un cenno M
CillJi di GaBlello dello Sialo ponliricio. — Ari. Quiaicu ' Piava m S.) in VaUi Buie,
la chiesa dì S. Gio. Ballista in Val-d^Afrm^ Resta a dire una parola dell' a tira ili S. Gio.
o al Trekbio Irovnsi in pianura più vicina Ballisia a JffMfeeiiccn/i o a S^am^greeekì^^
alla eonfluenxa delP AJ*'m nel Tevere, ma cui furono annessi i popoli di iMpicekum
quella di S. Martino in Fal-d^Afra risiede e di CUit$iamo^ due vii late situale nelluii-
più in allo sulla ripa destra del torr», circa co oociileulale a maeslr. della chiesa pie
due migl. a selt.-grec. di Stn-Sepolcro, e bana; la quale risiede tolla sommili di un
dirimprllo al convento e dopna di Monte- pofr{tio di macigno che diivmasi dall' Ap*
Gasale, compresi nella slessa cura. pennino pìsiojrse fra bi Coliimm e la to^
La parr. di S. Gio. Battista al TrMìo^ o presm Badia di Foafe»TmùHm
in Fai-dAfra, nel i833 contava 169 abiu 11 piviere di S. Gio. BalUsU di TW-d^
La cura poi di S. Merlino in Val d^ Afra Bure ba sotto di se le seguenti sei eh. par^
nell'anno stesso noverava 169 indivìdui. mccbiali; i. S. Pietro a CunAegiimi s. Su
VALD'AGNA. — Fed. Aoma obi. Mon- Silvestro a Saato Ht*rù\ 3. & Ales»o a
TAut e MoaTALR, Comunità, Bigiano \ 4. S. Mìcbele « Baglio; S. S.
VAL D'AGNELLO nella Valle del Senio Mai linoa /«ao; 0. S. Niccolòn Gormimmjm.
in Romagna. — Con Inda che prese il no- La cura della pieve di S.Gio. BalliUa di
me da u n Castel lare degli Uba Idin idi Sasina* Val-diBure nel iS33 conlava i389 abil.
na« consegnalo ai Fiorentini nel 1375, nella VAL-DI-C.ASC1ANA. -- Kaà. Gumaa*
Gom. di PalanunlOfGiur. di Mar radi, Dioc. fiumana ^ e Lisi, Comunità
e Comp. di Firenze. — Fed. PAiJiiajoui VAL-Iil-CAdTELLO nel Pictrasantino.
m RoM4Ga4. — Contrada clie ha dato il titolo ad un'an-
VAfi-D'AGNETO di Bagno in Romagna, fica cliiesa plebana { S. Feiieiia U Fml-
-^ Fed, Bagno Voi. I pae. »3S. di'CnsieUo) gik a Massa di Fersiiim, r»ri
V.Afj-D*AMBI\A. — Vrd, AvaaA , a Am- oratorio pubblico nHla f arrocchia di S. M»-
BiA (ViiroRT4no DI Vai.-d ). ria Maildaleiia di Val-tli-CaslelKCnra.Giur.
VAL-n*ARBIA. — Fed. Abbia, Morta- e quasi due migl. a grec. di Pielra^m'a,
iVBTo e VALLaanenioiB ncLL'OaiaaoRK sARrsa. sotto la Dioc. di Pisa , u->a volta di Lucca ,
VAI/-D*ARNO. — Ved. Abro, e Vallb Gomp. i>isano.
o Valli mll' Abro. La vallecola di Val-di-CmiUlio ^ che ap-
VAIrD*ASSO. — Fed. Asso, Abm> (S. peìhvast di Falhtiopa , è attraversala dal
Giovar d') e TaffocARDà , C(*munith. torr. Barraiofo, che scende ilal monte coik
VAL-DI-BAGNO. «^ Fed. Vallb dbi. dello d.lia Maìdahna innanii d'intluirri
Savio. il fosso nhe viene dui m^Mite di S Anun ^
VALDI-BISENZIO. — Fed, Bobrcio. il quale vi enira presso la eh. parr. di S,
VAL-DI-BRAN4. — ^ei/. Vallb dìu.'Om- Maria Ma Idalenn, e che dopo 4 in 5 nk^%\<.
BBona PisrojKaR , PmrnjA , Comunità , a Pi- di discesa attraversa sotto il |<inle dì Boc-
•TOJA (PoBTA AL RoBoo B PuRTA S. Mabco). calojo 1.1 Stradi iKistale ili Gì nova per a%-
V ALDI-BRUNA.— Fed. Maksa-Mabit- xiar»i nel litlurak* ili Molrone, e di la in
Tiwi, Comunità, Padl'lk di CAfrioLiORR, mare circa 8 nii^'l. u hi», dalle sue sorfcnli.
e Vallb iRPRamaR dfi.l*Oiirb 'ne sarbiuc. WVArl. Castcllo {Val di', slato ommesftj,
VAL-DI-bURE ni ila Valle deirOmbrone doveva io dire, qua) minte Massa di Fer-
l»ìsloje8e. — Fed. Bcaa (Vai. m^. silia Java il distintivo alla pic^e antica di
V A L D V A L D 6?7
S. GìoTaimi e S. Felicila in Ta/rfì Castel- canale inlorno a\ quiile esistono molle loppe
lo, di CHI hanno &llo meniionc molte mcm- di ferro , residuo della foroarc ove antica-
biàne ò^WArck, Jreh. Lucch.^ una «Ielle mente ti fondeva la vena del ferro che sca-
qiial'i icrilU nel a5 sell- 983, fu citala alP vatasi dai filoni di qurl monte, come pure
Ari. Mo«TR RoTiijo , o RoTAM. dal moiile Arsiccio sopra rerzagUa, Iro-
Pérchè poi colesla valircola, qualificata yando in piii luoghi copiosi massi di vena
m «lì cnl t'*to!o di Falbuona, prendesse il di ferro allo scoficrlo i».
nome di Fai di-C astelh , non saprei de- Ma il minerale più ricercato , quello che
durlo tenia dire, che costà sopra un risnllo in varj tempi ed a riprese destò nei Gran-
di pofff^ioiicì primi secoli do[io il mille fn duchi e nei particolari il desiderio di cosli-
«difìcala ana rocca, che pre«,e che per lun- tuire costk no* impresa metallurgica furono
fo tempo porlo il vocabolo generico di Co- le copiose vene di galena argentifera, oi-
ife//o, ed ora di Castiglione. sìa di piombo foffuraio argentifero che nei
Della pieve antica di S. Felicita e S. monti pietrosi di f^albuona , o di Tal-di-
Gio. Battista in Val-d i-Castello fu reso conto Castello si nascondono,
air Art. PiaTa*i»irrA. dove resta da reltifi- lo non siarò a ripetere quanto dissi nelF
cMela parola, ivi trsiscoisn, dicendola at- Opffa attuale alt* /frf. AioEiiTiaaA del Pie-
Ital mente p^'olanata f men\n essa conser- Irasantino (Voi. I pag. lag e sfgg.) dopo
Tisi come oraiorio pobb'ico. avere riportalo le parole di un islrumenlo
l>rlla struttura fisica dì coiesla ^aìleeola del 9 ottobre laig, col quale sideterraina-
diede il primo importanti notizie Giovanni vano fra le consorterie dei nobili diCurvaja
Targioni.Tosaelti sino dal 173» nel Voi. IV e quelli di Vatlecchia i confini delle miniere
dt*MOÌ Viaggi, edixi'^.ne prima, allorché di- argentifere di f^al-di- Castel lo e di Fai di-
scorrendo del Viaggio da Pieirnsana a Ruoùna quando fu stabilito, che le Ar-
Fiteechioy ne avvisava: che innanzi di en- gentiere di f^albona e del Gailfno appar-
IrafC nella rai-di-Castello, dalla parte sìni- tenessero ai signori di Valleci:hia , e le Ar-
Sila la pendice df I monte , che è una conti- genterie di S/aizema (cioè del Bottino e
nnnioiie di quello di Pielrasanl;*, er^i d* pie- di altri luoghi della f^al-di Ruosina) spet-
tm hreeeiata con terra rossa iRaukalk] ve- tasserò ai signori di G>rvaja.
siila di boschi d* olivi, mentre a mano destra Dissi: che nel 1 348 anche la Rep. pisana,
è posta la pianura che termina nel mare, nel trattalo che fece con i valvassori della
la quale è ricoperta da un terreno rosso, ed Versilia , si riservò le regalle di quelle mi-
è coltivata ad uso di campi da seraenia. niere, e che il Granduca Cosimo I ed i suoi
Entrando egti in Val-dì-('aslello ne de- due figli (Francisco f e Ferdinando I) dal
scrìveva la sua corografìa così: « Giunsi ad i538 al settembre del 1593 le stesse mi-
iina chiesa delta la Pieve di Val-dì CasteMo nìere riattivarono.
(S. Fn.icTrA) situala all' imboccatura di un* Aggiunsi ancora, che le vene più copiose
angusta e tortuosa vaHc formala per una di piombo argentifero estraevansì allora dal-
parie dalla continuazione del monte di Pie- le miniere del Bottino sopra Runsina e da
Insania, il quale porla diversi nomignoli, quelle delI'i^r^e/iliVa in F'al-di-C astello.
Ai f^alleechia^ Galtena ^ S. Anna^ Ar^ Finalmente dal breve pros{)etlo che ivi
gentiera e Fa^nocchia , finché, ricurvan- diedi (pag. 1 3 1) suW Entrata e Uscita dì
dosi per Monte Pretty per lUonte Regoli e coleste miniere, preso i.egli anni della mag-
Monte Bota/o y rilonia nella pianura alla gior lavorazione, non trovandosi il frutto di
sinistra del canale che percorre coiesla v.<lle esse corris|)ondente alle spese, lasciò indub-
foc. ...» Quindi lo stesso A. soggiunge : * bio, se ciò accadesse piuttosto che per pò-
Principiai a rimontare la Falle di Castello verta di miniera, per malizia o per ignono-
per la strada che conduce a 5. Anna; giunsi za de* montanisti che vi presiedevano,
a Castello villaggio sciolto, che resta in Finalmente chiusi quell'Art, con le pa«
basso alla destra del canale, dove osservai role seguenti: « Gli arnesi ritrovati nelle
molti massi di pietre ferrigne. Di Va salii gallerie deW Argentiera dai nuovi impre-
per nn monte formalo di pietra brtcciata sarj di questa abbandonata risorsa mincri-
e coperto di selve di caslagni per arrivare a slica, e V ubertoso prodotto de* filoni nictal-
Fileechio; donde seguitai a salire verso liferi costà risronl rati, starebbero a giusli-
Vertagìia o Verznlla , così dello da un fìcare il sos[>etlo , che il decreto del Grau*
618 VADA VADA
vano di «Itilo luogo topn il dirillo dt*de« del io febbraio dell*aaiio Mgaenle ; e CM
filali , fu oompromcMa la lile in Vitale ar> luUocbè od 143 1 Vada feeMitalo oeeoprio
cifcicso^o di Pila, il quale eoo lodo del ai dalle armi milaocsì oonandale da Riocolò
gennaio 1245 dicbiarò, cbe tulli quelli cbe Piocinino. alia pace dei i433 eoIcMo paeK
morivano nelle case della pirroccbia del- tornò a Mlloaielleni alia Rcp. Fior.v U
TAbasia dì S. Felice in Vada , si leppellis- quale quallro anni dopo eoo pfovviàonr
aero in della china, e che tulli coloro che del i3 febbrajo 1437 ofdinòt che ■ picpa-
▼eniatero di nuovo ad abitare in detto Cail., raMero de* maganiui a Faém ed olla Tmt9
o che fiibbrìcaiaero abitasiooi nei confini S, ^nemaio.
ddla picTe di V«da» ti aeppelliiieco appiCMO Uno itegli ultimi fatti iiloffici rclalifi al
quest'ultima. — (/oe. cU,) paeM di Vaila aembia quello dciramedki
Ihil qual lodo sembra non solo apparire, portatovi nelP inverno dei i45s da no ai^
ehe la chiesa del Mon. di Vm]4 fosse parroc- mata del re di Hapoli , quando il cmldlano
chialf , ma che il suo popolo abitasse dentro fiorentino senta br rraislensa per denaio
il pnese, mentre la pieve di Vada secondo il diede in mano il castello di Vada ai Rapo-
solito esser doveva situata nell* aperta cam- letani, i quali Tanno do|ioeostfclli dai Ro
pHfna. rentini a partirne vi posero il fiiooo. Dopo
Ma il Mon. di S. Felice a Vada continuò di che la Signoria lece demolire a<o gH
per più poco ad essere retto ed abitato dai avansi di quel castello , die puiò dirri Vtf'
monaci , mentre nel ia55 vi erano entrale /elfo dell* ultimo calerminio di Vada,
le donne, k queste infatti è diretta una bolla Dissi effluito piuttosto die eaiisa. in ?ÌBla
del pontefice Alessandro IV, con la quale or- die la contrada era divenuta ioabilabiloptf
dina che quelle recluse slassero sotto hi r^ maltinM senia dubbio provenuta dal varto
gola ile' Frali Predicatorit e lo dichiara una pedule di acque lerreslrì e narine e dalP im-
seconda bolla dello slesso pontefice del 29 boschi to terreno. -* ^ed. Ro—ino.
settembre laS? diretta alP abaie Gistcreen. VADA (PADULE «) nei littonlc Toib»-
sedi S. Panlaleone della diocesi di Lucca ed no. — • La più antica memoria e dcseritioae
al guardiano dei Frali Minori di Pisa, af- del pedule salso di VadasoddiviPiin laghetti
finché assegnassero il monastero di S. Fé* comunicanti in mare per piooola fama eoa
lice a Vada con tutti i suoi beni alle mo- angusta foce diresa da cateratle, ladobbii
nache di S. Agostino di ^ia Bomta vicino sino dal principio dei secolo V a
a Pisa , le quali suore avevano abitato il Numaiiano , allorché , dopo avere egli ap-
Mon. (le* SS. Filippo e Jacoi» di Castati' prodalu al porlo di Vada, si recò a dormire
dra , a condiaione di paj^are esse monache nella sovrastante villa del senatore C Al*
una pensicme viMliiia ali* abate di Vada e bino Cecina , cantando:
Ri*|xllo .1. p.e»e <I,V^..I, e.1 .11 unione Kanu/uehoceeasHurnJ^taltmfml»,.
del 100 popolo , q,..llo d. Bougnano, te- ^„«„ai7ferr«.></»e/iVee.Wa«#Sn*,
Ri?" r,: Tn . ••. MMfiict^ueUa^* potuta fcltmrigm.
Ril.rn.ndo frilUolo alU so. slor»cif .l« j^^ ^ «Ig^,|„ adZnt Syrim, igZt.
mincialo a fondarsi dal Com. di Pisa un ^ i^ '
faro davanti al porlo di V-iJa nella secca «- •;' . ^, ... > -% .
appellata ral-di-f^tlro^ e che nello statuto
piono del . 3 85 forino .M.K<»'i P«' J«" >«- Vtfi^ latice* lorrUa imrH h.m»*.
wro3oo Jen.ri p.«n. .1 m«,, oUk le t.- Coacipiunt «tnm nati^ coagula fko^
ne eseniioiii e privilegi cbe il governo con- /" •
cedr». . eoloro che fodero «n.Uii «I .Wure ^ ,^., .^ ^^. ^^ ^
in raaa; sfgno non dubbio ehe cotesta °
spiaggia sino d* allora era nMlsma , a ca- A questo slagno marino ed alle sue nline
gione probiibii mente delle acque salse miste appellano varii istrumcntì dei secoli longo-
alle dolci e stagnanti in quel padnle. bardi e carolingi, i di cui archetipi ai eoo-
Finalmeiite do|i(i \arie vit-endc il porlo servano negli archivi arcivescovili di Firn e
col iMCMf di VmìIj nel i4o5 cadile in mano ili Lurca; il più antico de* quali è quello
de* Fioreulini, ai quali si soltomi«e per allo del 754 quando possedeva parte dì colcatc
y A G L V A r. L «19
«bJ/im ti BobìIeWilfreilo fondatore del Mon. VAGLI SOPR4. — U pirr. di FagU
di Su Retro a Pblaxxuolo. topra risiede tulle balie marmoree della
Anco altre nembmae di quel secolo del- Tarobura , ed è uno de* fnesi più dr^ati
r Arch. Arci?, di Lucea rammentano U «a- della Garfiignanji posto alla destra dfl Ser-
Umtéi Fàdaf alcane delle quali furono pub- chio, circa io mi|!l. a maeslr. di Gastelnuovo,
bikiledal IMunlorì nelle tue ^/if. Jf. jie^i. e 6 migl. a lib. di Garoporgìano. Il suo pò-
ÀÌVjirt. HoosiABo, Commmtàt dissi pa* polo onnfina a seti, e grec. con quello di
re, che rispetto alla migliorata eonditione Roggio, a scir. con f^'agìi fo#/o, a pon. cpo
atmottcrica della pianura di Vada e delle iO* b cresta della Tambora del Ducato di Minsa,
▼mlanti colline di Bosigoano, ciò è domto ed a maeslr. con il dislrello lucchese di Mi-
alle aumentale coltivaiioni di quel suolo , nucciano.
alle lulle boscaglie tagliale ed alle ristrette Esiste fra coteste balte nella calcarea ca-
paduline salse di Vada. vemosa una grotta a più aperture, molto pro-
V.IDO B GELLO nella Talleoola del Ca* fonJa, nella quale si annidano ed escono ■
mmform, — ^ed, Gaiao di Gamajomu slorme i gmeehi, specie di piccoli corri.
VADO (S. MARTINO ▲) nel Val-d'Amo In f^agli sopra si addita tuttora la casa
oscntinese. — Piere antica già dt* Ita di S. dote nacque il medico filosofo Simone Si-
Xartioo in Tertlnula, cui fu annesso il pò* moni che nel secolo XVI abbracciò la Ri-
polo di S. IlicGolò a Ì^a*io. forma prima di Calvino, poi di Lutero, per
TroTasi sulla ripa sinistra del torr. So- cui fu scomuniciito.
liso, dirimpetto al Cast. S. Niccolò ed alla ìm parr. di S. Lorenzo a Fagli sopra nel
soiiosianle Terra di Strada, net cui popolo i83a contava 6i5 abit.
Tono e f altre sono eomprrsi , nella Gom. VAGLI SOTTO. — Distante quasi due
di Castel S. Niccolò, Giur. di Poppi, Dioc. miglia ed in luogo più basso trovasi il Til-
di Fiesole, Corop. Aretino. — Ted. Castbl bggio di Fagii sotto capoluogo di Comn-
S. NmcObò e Sti4da nel VaI-d*Amo casenli- Dita , la cui porrocchia di S. Regolo confina
■cse, coi si può aggiungere, che anche co- a grec. con quella di Coreggine , a lev. e
sii ebbero padronania fino dal secolo XI scir. con I* altra di Ca/»rfccA/a, a ostro con
almeno i conti Guidi, toslochè il conte Gui- la cura d* IscUm Santa e la cresta delPAlpe
do del fa C. Tegrimo stando in Strumi, di Penna di Sombra nei confini del terri-
Dfl mano del 1029, donò alla badia di S. torio di Straoena compreso nel Grandaca-
Fcdele a Slmmi le decime dei beni domi- to di Toscana, a pon. con Fogli sopra, ed
■icali cbe possedeva nel Casentino, fra i a sett. con il popolo di Boggio.
quali è rammentala una corte in Vado. — Nel territorio di Fagli sotto trovansS a
'.CAsiia, Contiauatione tié' Sfarek, di 7b- contatto delta calcarea marmorea masse ofio-
semna dei Cap. della Rena») litiche, fra le quali esiste del solforo di rame
I41 parr. della pieve di S. Martino a Va- non di rado mineraliztalo insieme al ferro
do nel 1833 contava 907 abit. solforoso.
VAGLI M GARFAG?CANA nella Valle sn- La popolazione di Vagli soito nel 1 83*
periore del Serchio. .» Due villaggi omo- ascendeva a 809 individui,
nimi { Fagli sopra, e Fagli sotto) danno Fanno parte della stessa Comunità, oltre i
il titolo ad nna Comunità , di cui è capo- due popoli testé indicati quelli di jirni
loogo il Vili, di Fagli sotto. verso il Montaltissimo e T altro di Roggio
Esistono entrambi i paeselli net fianco situato più in basso,
orìenlnle dell'Alpe Apuana, detta la Tarn- Cotesti quattro popoli nel i83a contava-
hara, lungo la strada tracciiita su quell'Ai- no tutti insieme 1968 individui, cioè:
pc fnCaslelnnovo e Massa -Ducale nel secolo i, Arni (S. Margherita) . Ahit,N,^ 219
passato per ordine di Ercole III Duca di a. Roggio (S. Bartoloromeo) ... a 3^5
Modena. — Tanto 1* uno come T altro vii- 3. Fagli sopra (S. T^oreiizo) ...» 61 5
laggio conta la sua chiesa parrocchiale (S. 4. Fagli sotto (S. Regolo) .... » 809
^"'": f"'"fff ,^^^~ ^ ^: ^'^r p" ^"^ ToTJL, Jbit. N.^T^Eb
tlt sotto) già filiali della pieve di Piazza , ^
nt' Ila Dioc. di Luni-Snrzana, ora sotto quel- VAGLIA {Fallea) in Val-di-Sicve. — Bor-
ia di Massn-Diicaie, Giur. di Camporgiano, go con chiosa plehan» (S. Pirtro), cui furono
Due. di Blodena. annessi più po()oli. K capoluogo di Corau-
028 r A L D V A L D
ilrm Ferdinumlo 1 (itt feM. 1S99) wenitat in mrmirinchelasucielà iiHNleiiina(i7aAiirr
liflminiiln {liultuilo conino l*«vi(Jità degli e CC) esine dalle sue miniere di Ripa ori
«tini ini, che contro la sterilità della natura. » Pietrasanlino. — f^ed. Saa^vaanL, Commmiè.
Che se un \unfio corso di anni, diceva il VAL-DI CECINA. — f^ed» Cbciva a Vài.-
Prof. Antonio Tiirfsiuiii'Tozzelli, nipote del lb della Crcìka..
i-Ji. Giovanni, in una relazione scientifica VAL-Dl-CHiO in Va1-di-ChÌMaa. «-Coa-
di coleste tninicre pubblicata in Livorno tnda dcl-a quale porla il nome un^aolioi
nel 1834: « Che sé un lungo corso di anni chiesa plebaoi* {S, Uaria in f^ai'di4Jk»\
interrottanicnte passò senza che si cercasse ed una sua cara filiale (5. Siargheril^à in
di riattivare queste miniere, ciò fu colpa f^al-diCkio) citate entrambe agli artieoli
di triste circostanze fiolUiche anzi che pò- Caio (Piava la Val-di) e Gito (S. MAacat-
Tcrtji delle preindicate miniere, come «la bita m Val-di) come aoclie alP^rf. Cash-
■Icuni fa dubitato ». uuim-FiuaaMTiao, Comunità fUÌ quali nm-
« Tutta la massa de' poggi propagati dal- btilì invio |ier brevità il lettore.
TAlpe dì Farnocchia fra la fiumana ferf/- VAL-DI CORNIA. — Fai. Gouìu,Cm-
iia ed il lorr. Baccalofo è costituita (sog- jrfjro Cohtjdo^ e Vallb uujlx CoAma.
I^iunge questo scienziato) da uno schisto VAL D*KIjSA. — f^ed, ELaA e Vaui
quarso-talcoao, il quale nelle parti superiori dell* Abro laraaioaB.
termina in un calcare cavernoso, ed iu allo, VAL 1)*E>1A. — ^td, £■▲.
•uperìormente alle miniere dell' Argende- VAL IVERA. — fed. Eba.
ra,ia un calcare giurastieo alquanto gra- VAL-D*EVOIJl. — > /V/. E¥Oi.a.
noto, ma meno cristallino di quello dei VAL DI-FINE.— fU.ViixKDa&LAFiBi.
monti pl^ intemi dell' Alpe Apuana sopra VAL-Dl-FIORA. — f^ed, Vaux
Seravezza e Camni ». Fioba.
m II minerale del piombo solfurato ar- VAlf-D*IBOLÀ in Romagna Dueeoni
genlilero trovasi qualche volta promiscuato d'acqua nella Romagna Graiuluoale picn-
oondellèrrosolAiralo disposto in ramilicanti dono il vocabolo dal torr. iÒoia, uno che
▼eoe e filoacini in mezzo alla pietra atea- percorre U base occidentale del monte Jff-
■clìistosa, ma in ragione chea! rimonta ver^ landra^ e che influisce nel Lamooe al di li
so seti. la giogana dell* i^r^/i'ìera, U mi- dei confini del Granducato; l' altro cIm,
•cela de*solfiiri di antimonio e delio zinco dopo aver fiercorso un vallone fm la Vslk
si fa un poco maggiora ». del Muntone ed il vallone del TVamasse,
Le spese fatte in cotesti monti dalla prima entra nel Marttno presso Modijfliaiu. —
società metallurgica j riattivata verso il /'V/. Trkdokio , e Momoi.iaha , Comunità.
i83o, furono grandiose , sia per incanalare VAL1)MS0L4 ( PIF.VE m ) nella Val-di-
le acque, sia per aprire nuove gallerie di Tura. — feti, Tkipallf. (Piava di).
ricerca e di scolo , sia per la edificazione di VAL-DI-LIMA. — Fed, Lima e Vaiai
ruote idrauliche, di magazzini , di forni e del SRacaio.
•fjec'ialmente per la costruzione di un lungo VAL-DI-MAGRA. — Fed. Haqba, Lo-
eilifizio di materiale per rompere con molli icioiaica , e Valle della .Maoiia.
fiistoni mossi dalle acque e per lavare il mi- VAL-D1-MAIU\A. — • Fed. Mabiba, Ma-
uerale riducendolo in slich. Edilìzio au- birflla , e Caleheako , Comunità.
inentato dalla società attuale sotto la dire- VAL DIMERSA , o MERSE. ^ Fei.
sione di un eccellente montanista che ha Mrbsb, e Ville DELL'Oscaaoaa bavi
introdotto per la riduzione dello slieh in VAL DINiEVOLE. — Fed. Niavou e
piombo argentifero , mediante la coppella- Valle dei.t.* Aaao irfebiobb.
zione melodi economici significantissimi. VAI/-l)*OIlCIA. — Fed. OaciA e Vaui
Tale è una tromba a grande cilindro a do|). Mo!iTArx:i?inr. DEi.L*OmBoaB SAaasa.
pie valvole di ferro fuso mossa dalle acque VAL-IV OTTAVO nella Valle del Scr
rorrenti per soffiare nel tempo stesso e ali- chio. — Fel. Ottavo, o OrrAan.
mcntare sei gran forni a cop|iella nella sot- V\L-D*0SA. — FeJ. Osa fiumana, e
tostante fornace. Tale è il metodo ivi messo Vallp DF.i[/Ai.Bi--i;!fA.
in pratica d' impiegare per tali fusioni di?l VAL-i)*OSARI. — /W. Osabi , Oon.
carbou fossile, e quindi servirsi del eoc/m CUrur-nn ^ Valle dell* Abko pisabo e Piu«
che ne resulta per la riduzione del cinabro Comunità,
y A G L V A G L 62t
Comutiià di Vagita, — II terrìlorìo di t»tifi connno nella dimionf di s«lt. a mkr»
qiic«ta Comiinilà occupa una superfìcie di lungo la strada antica lasci.indo a !«▼. il R.
qusidr. 16657, *Jc* quali 333 spellano a parco di Pratolino fino a Montorsoli , dote
corsi ili acqua e strade. — Dentro cotesto trovano la strada regìa postale Bolognese,
perìmetro nel i833 abitala una popolazione sulla quale poco dopo cessano i due territori
di 0689 individui, a ragione di i3a per- comunìtativi di Vaglia e dì Sesto, e viene a
•rtne per ogni migl. quadr. di suolo im- confine il territorio Gom. di Fiesole. Gin
fonibite. questo Paltro di Vaglia fronteggia, da primo
Confina con 5 Comunilk. " Dirimpetto per la strada regia preiletla, poscia mediante
a grec.-lev. {ler corto tragitto si tocca con alcuni rivi che scendono nel lorr. Magno»
il territorio della Oom. del Borgo S. Loren- ne, che i due terrilorj attraversano ad og-
»• a partire dal giogo delle Croci sulla getto di montare nell* opposta pendice dei
strada provinciale antica delle Saia/ole, poirgi delle Salajole fino verso T osteria
donde scentle col torr. fìno alla eh. della delTOIrao e quindi arrivare men« del lorr.
Madoitma di Paleanto ^ W\ voltando faccia Carpine sul giogo delle Croci ^ dove la
da grcc.-ler. a ostro lascia quel torr. per en- G)m. di V.iglìa ritrova dirimpetto a lev.
tnre in un borro suo tributario, col quale quella del Borgo S. Tjorenzo.
dtrìgendosa sul poggio sino al convento di 11 più copioso corso d*aequa che attraversi
Monte Sen.! rio gli gire attorno per quindi il territorio di questa Comunità è il torr.
rìscenilere nella direzione di maestr. sulla Carza, lungo la cui sponda sinistra fu trac-
slreila Gomunitiiliva della Soderà verso la ciala la strada regia {tostale Bolognese,
aopiiressa Badia del Buonsolazzo. Di costà Fra le maggiori eminenze montuose che
innanzi dì arrivarea 0ria/io sol ten tra da pri- fanno corona al suo territorio, comecché la
no Jirim]irtlo a maestr. poi a pon. laCom. cima di alcune di esse spelli ad altre Co-
di San Piero a Sieve, con la quale T altra munilK, contasi, a ostro t* Ucerllatnfo, a
di Vaglia arriva sul lorr. Carta alla con* lib. il Monte^JioreUn^ 9 Si-U, il Trebbio, ed
Huenudel fosso del Cariane, che entrambi a scir. il Stonle Senario, T ultimo de*qua-
i dae terrilorj rìniniilano verso mae>tr. sul li, misurato dal campanile della chiesa fu
fioggio del Trebbio fino alla confluenza del trovato 1436 br. su[)erioreal lÌTellodcI ma-
fesso Bacino nel Cariane, Cosi) dirimpetlo re Mediterraneo.
a pon. viene a confine la Com. di Gilen- Relativamente alla fisica stnitlun e in-
tano, con la quale la nostra formando un dole delle rocce che cuoprono il terrilurio
angolo rienliante Mie sulla «dliena del pog> di questa Comunità , |ter quello che mi
gio di Vaglia donde |ìOscia riscende [>er an- riesci di osser\'arc lungo la vallecola della
dare incontro ad alcuni borriciatloli che al- Carta ^ mi sembrò vedere, che i poggi, dai
Inversa sul fianco sellenirionale del fxig- quali è fiancheggiata cotesta vallecola, quelli
gin di Scarabone e che |k>ì rimonta dirim- del lato destro scendendo dal Monte Sena-
petto a pon. iiuf'hè trova sotto Monle-Mo- rio, sono co(M>rli in gran parte dall* arenaria
nrllo il borro de* Massoni, col quale arri- calcare {macigno) e dallo schislo marnoso,
va alla sua sorgente [ìer salire sulla cima del {bìsciajo) sotto cui in molti luoghi si aflac-
Monle-Morello. Sopra questa sommità, pas- eia la calcarea compatta {alberese); la qual
Site le sorgenti del borro di R'/naggio, fra ultima roccia mostrasi allo scoperto nel fian-
le due prominenze del monte predetto, cessa co sinistro della slessa vallecola scendendo
U Com. dì Calenzano e sollentra di fronte dai contrafforti dtW UceellcUofo e di Sion
a lib. r altra di Sesto, con la quale la nostra te-Morello sino alla strada regia Bolognese
di Vaglia riscende dal Monte-Morello nella disposta in strati assai potenti ed inclinatis-
dimione di scir. e poi di grec. rafdlante il simi, calcarea ottima non solo a farcalcina,
co%ri del lorr. Canuoia, che lasciii fuori do- ma ancora a fornire copiose scaturìgini di
|>u un migl. di discesa \ìer entrar'^ nel bor- acque [lolabili, donde facilmente derivò il
fi» dfl Bntcaccio fino dirimjK'tto alla eli. di vocabolo al vicino borghelloili Fontebona,
S. Michele alle Macc/iie ; <l.i vanti alla qua- situato sulla strada regia Bolognese alla pri«
1'- vollan>lo ilirr'zionc a s<:ir. poi di srir. a ma posta da Firenze.
gnti^U' e di nuovo a scir. . irriva s'ilTan- Il fianco niedesiino da hin{;a età essendo
fica strada Bolognrse dell* Ut:cellalojo,^\e- rii;»»perlo da macchie di alto fusto e cedue,
diaute quest'ultima i due tCDrilorj i:umiini- poitò da quelle probabilmente il vocabolo
V. T. 79
62S
VAGL
alla parr. Hi S. Michtie alle Macchie^ già
dHta a JPotttebotta; cumccchè molle lelvc
non raanchiao dal lato o|ì|xmIo Gno a Sion-
<r-^MarÌ6 , la cui loromitìi è ooronaU di
alieii 9 meftlre i tuoi fiaachi looo votili di
buachì di paline di castagno e di calete lel-
%e di qiM«t* ultima pianta altenwnli eoa
campi fativi) odo vigne e oliteti.
CoIcMa Al nna delle Gomunilà evelti nel
VAGL
1810 dal governo ffiBocee. EHitoUoil|o-
verno Mediceo (aceva parte della Lrga di
T«gIialcrro compoata di ai po^ ~
dicati air jtri. TAouAraaao.
11 mo giusdicente» la cancellerìa
nitativa e V ufiiio di emiione del Brgìsim
sono in Scaiperia; ringecnen dì Ciica»
dario trovasi nel fioigo S. Lorcmo «d il
tribunale di Prima ìMama in Fi
QUADRO della Popolaàione della Comummtjì' dì Fdtaujt
a cinque epoche dÌ9Ci^»e,
Nome
dei ùmoghi
Bi vigliano con il mo-
nastero di Monte»
Senario
Cerrelo-Slaggio con
Scarabone
Ferraglia
Macchie (alle)
Macioli
alterno e S. Maria
a Ctirmignanello
Piscina (in)
Pralolinu , o fati
glìano
Spugnole (*)
Vaou4 con diversi
|Mipo1i annessi
Titolo
delie CkUie
S. Romolo, Bettorìa
S. Andrea » idem
S. Niccolò; idem
S. Micli«rle9 idem
S. Ci caci f Pieve
S. Maria » Rettoria
S. Stefano , idem
S. Jaco|K> , idem
S. Mdrìa e S. Niccolò
S. Pietro, Pieve
Popeia%ion€
Fiesole
Firenie
Idem
Fiesole
Idem
Fireme
Idem
Fiesole
Fin-nse
Idem
La parr. di Spugnole segnata di asterisco [*) dopo
là prima epoca spetta ad altra Comunità,
Annessi pro9enienti da cure limitrofe . . Abit. If.^
Totale .... Ahit, 19 P
343
164
108
45
85
•54
98
90
379
309
409
i56
109
64
Ili
194
81
355
598
1833
437
180
919
i55
971
i39
98
38o
70:
tao
1840
471
166
i85
154
999
laS
88
359
785
1849
466
176
191
186
309
198
100
3tìi
761
ii5
VAGUÀGU nella Valle dell*Arkìa. —
Vili, già Cast, con chiesa parr. (S. Cristo-
fano) , cui da gran tempo è stato annesso il
popolo di S. Bartoloromeo a Caschine , nd
vicariato foraneo della così delta Canon ica
a Cerreto, Com. Giur. e circe ta migl. a
Macstr. di Castelnonvo-Berardenga, Dioc. e
Corop. dì Siena , dalla qval cittìi Vagliagli
dista circa migl. 8 a lett.
Siede sulb cresta dì nn poggio provenien-
te da (fvello di Fonteratoli , le cai pendici
orientali RCf]iiapendono nel fi. ArKia, mentre
dal fianco 0|)poslo le acque scendono nel
torr. Staggia tribittarìo dell* Elea.
Trovasi Vagliagli lungo la atiada rotabile
delhi Castellina avendo al suo grecale la via
comunilativa rotabile di Radila, pivsso gli
antichi confini della diocesi fieeolana e «M
contado fiorentino, con quelli della diocesi
e contado sancse.
La parr. di S. Crìstu&no a VaglLigli nel
i833 conto va 43o abit.
VAIA V A J A 623
P^fB&fifW» BMttj Cmtjst^, — Gm. di- e circa 7 migl. a tett. di Pnto, Dioc. di
Amilo die ha dito il rao nome al torren- Pistoja, Gom[K di Firente.
tello Fagiiamo , le coi acque scolano da Cotesto borgo è altniTenalo dalla slnula
Monte Gìotì nell'Arno, servendo esso in provinciale che rimonta la S|x>nda destra del
gran parte di confiue dal lato di selt. alla Bisenzio sino al Mercatale di Vernio.
Com. dì Arezxo e a quella di Subbiano la Oltre quunlo fu dello all*^!^. Baua m
coi ultima lambisce a ostro del suo capo- Vaiaito agginngeròqul, essere cotesto borgo
luogo. — Fté. AaoBO, Comunità, popolalo da gente industriosa , sia nel la-
F^GVumo Dt GjLLie^KO nella Valle del vomre le terre come in altri mestieri.
Serchio. — Gas. che fu nel popolo di Trep- È compresa in gran parte nel popolo di
pignano. Gora, e Giur. di Gallicano, Dioc. e Vajano la tenuta della casa Vaj di Prato de-
Ouc. di Lucra. nominata il Sfuiinaeeio.
VAGLIANO, OVALI ANO in Val-di-Ce- La parr. di S. Salvatore a Va|ano nel
Cina. -^ Ftd, Rocca Silama e Mortw-Ga- i83S noverava 34S abitanti.
Sfiuo 41 Val-dt-Gecina. Vajano {PtErM di S. Lomehmo a) delta
FAGtiAtro , o Vauawo di Campaokati- anche a Cerhafa nella Val-<ii-Nievolc. —
e. — Fed, Galmaho nella Valle dcirOm- Ctiiesti dimla, il cui ballistero con gli onori
hmie «mese. pleb.ini fu lr.is1iil»to nella chif*sa di S. Mi
VAGLIE , o VAGLI di Cortona in Val- chele a Monlf^Veitolini , già sua filiiile,
Tiberifu. — Vi Hata con eh. |»arr. (S. Cri- C»»m. e Giur. delle Due Terre di Vai 4i-
Ilo ano) nel distretto di Monlagn;i, Coni. Ifievole y omia di Monstimroano e Monte
Giur. Dioc. e circa 9 migl. a grrc. di Cor- V«>liolini , Giur. «li IV»cia , una volta dì
Uhm , Comp. di Amzo. Lucca , Comp. di FireniP.
Risiede in piaggia iotlo il Cast, di Pog- A\V jért, MoHra-VarroMai fu indicala
gf'ofii alla sinistra del torr. Bfinimelta , in- l' ubirasione degli avanti di colesla chiesa,
fluente nel Nestore poco innanzi che co- appellati tuttora della pieve a Va/ano.
lest* ultima 6umnna si mariti al Tevere. Il primo documento a me noto, nel quale
Fu questa virala di Vagite uno de* feii- si cita la cura che fu pl< bana di Vajnno ,
ii de* marchesi del Monte S. Maria, di Pe- risale ali* anno 773 , dove si tratta dell* of-
tiella ecc. da non confondersi però col Cast, feria di alcune sostanze fatta alla pieve di
di Valiiino in Val-di -Chiana , dove quei lo- S. liorenzo a Vajano. — C Mbmob. Luccn.
parchi nei inimì secoli do|io il mille ebbe- T. IV. P. 1).
ro signoria. — Fed. Valiamo in Val-di- Nel T. V. P. III dell' Ojiera testé citata
Chiana. furono poi dati alla luce tre islruraeuli scrìtti
La parr. di S. Cristofiino a Vaglie nel nel luglio del 936 , relativi alla frieve di
1 833 contava 143 abil. Vaj;ino;col primo de*qn.ili, rogato li i e
VAJALLA u ANGHIARI. — Vtd. Va- luglio di dello anno, Corrado vescovo >li
LiAixA. Lucca investì Pietro figlio del fu Leone dei-
Vajaha nel Va1-d*Arno superiore. — la chiesa battesimale di S.Gio. Battista e 8.
Gm. distrutto dove fu una chiesa sotto il Tjonnxo tita loco Cerbaria, ubi dìcitur
titolo di S. Martino nel piviere di Gropina, Vajano^ con tulle le sue giurisdizioni, pos-
Gom. e Giur. di Terranuova, Dioc. e Comp. sessi, decime ecc.
di Arrzan. — Ved, Gropiva. Il secondo allo scritto li 14 di detto me-
VAJANA DI SORANO nella Val-diPaglia. se riferisce al livello fatto dallo slesso pie-
— Pìccolo torr. che scende dal fianco au- vano di S. Lorenzo a Cerbafa in ioeo Vafa*
strale del Monte Vìtozzo, a selt. di quello no a favore di Goltifredo, di tulle le posses-
dcirElmofMT vuotarsi nel torr Fiumeedi sioni, chicsei edifizj ecc. sfiellanli a quella
là nelUPn^lia. — Vrd.SmKno, Comunità, pieve , sìa di beni domenicali , quanto di
VAJANO, ora LAVAJANO nel Val-d* Ar beni massariif , aìdionatiei , o tributar] \
no inferiore. — Ved, Tjavaìaho, e Valiai»o. accordando tulio ciò |ier l'annuo censo di
VAJANO nella Valle del Bisenzio. — Bor- olio soldi Tanno, con l'obbligo peraUro al
go con chiesa prioria conligua all' antica fitluario di fjre uflfiziure la detta |iieve.
Badia de*Vallombros;ini, sotto il titolo di S. Finalmente con altro islmmento dello
Salvatore a Vajano, cui f» annesso il po|)olo stesso giorno, mese ed anno, rogato cornei
di Catif ucl piviere di Usella, Com. Giur. due precedenti in Lucca, il pievano medesi-
621 V A L B Y A L B
Ilio iilkifcllò air allilHiHrio iHfMo Gollifmlu TroTwi pmio la ri|Ki ilnkd lUI fi. Svtìo
le citicimcchciìovetanualla iua pi«%C|[lii no- lircoiiiJaio da \t\. a cMiru e |i<*ii. dA Ur-
mini delle ville ad essii «oggelle ; cioè dì rilorio Pontificio. — f^ed. SoBami».
ya/ofiOfCerbaf a t 'Verugìiatio (i'.Montum- f jh parr. di S. Maria a (^slilniio«o di
mano) Banco e Lardano^ 1:011 V onere di Valbiano oel i833 noverala tieoliv .il ler-
pa|||are io Lucca \ìer meno del rapprcien* ritorio granducale soli 61 al»it.
tante, u ministro del fìlluario predetto, 1* ju- VAIìBON A , o VALBLON A. — A Tari*;
DUO Lributo di sette t(ddi «rarirento. ronirade in Tofcaua l\i dato il vocaUiln di
Dubito cbe debba ril'vrire a cotesta pi^vo f^albona. Tale fu la Faibo/tit e 1* Ere*no di
dì VajaDO un altro istruiiicnto lucxbese del Faibona in Val-di-Castello nel Pictr^s-m
3i luglio 983, quando Teudfitrinio vitcovo tino, la Faibona nel piviere di S. Pirtro
di Lucca allifellò a Gherardo del fu Cune- in Bossolo in Val-di-Pi'sa , la Falboni m
rado i beni e decime della pieve di S. Giù. Val -d'Ambra ; una nel piviere di Partina
Battista e S. Paolo (invece di S. Lorenz^j) nel Casentino; Mitra Faibuona nei Mufiell-s
sita ioeo ubi dieitur Fajano propv Cer- e due nella Romagna granducale, la pnnu
baf'a Moetia eie. — {Oper, cii.) nel |iopolo di Albano, Coni, e Giur. di M<>.
Dal catalogo poi delle chiese della iliocesi digliana-, e la seconda nella V.ille ilei Ki-
Juccbese compilato nclPanno laGo si ap- dente dello di Fulbuona, |ir>}i«du di Ridra-
prende, che la pieve di S. Lorenzo a Va' coli, Com. e Giur. di B.i|!nu, Dioe. gi^
/OMO anco a quel tempo conservavasi matri- Ifuiiius di S. Maria in Cosmrdin all' Itola,
ce delle cinque chiese seguenti ; i. S. Mi- ora di San-Se|ioU ro, Cump. di Fircnir.
chele a Monte bettolini , (dove fu traspcjr- Rispetto a quest* ultima falbnonii, agli
tato il tilolo e battistero della pieve di Va- /irt, Gokmiolo, Poouio alla I^srat, Ribba*
jano); s. S. Silvestro a Lardano; 3. 8. culi e SraAaATRxzA fu dello, che i signori
Vito a dionsummano; 4. S. Donnino nel di quest'ultima contrada di Faibuonm eb-
territorio pisto/ese, ora detto a Castel beru signoria nelP Ap|icnninc» del Bìdeott
Martini; 5. S. Niccolò a Cecina, innanzi che \i so Iten trassero i conti Guidi,
Ma il documento del 936 di sopra riluto poi la Rep. Fior, ed i CimaMnlensi.
ci fa conoscere, qualmente fino d'allora la È quel territorio di Falbuoam,d^ di cui
pieve di Vajano con i suoi beni e ciiirsc si nobili fu fatta menzione da S. Pier I>imia-
ooncedeva in cuinmcnda anche ai MX-'oluri, un al Cap. 6* de' suoi Opuscoli, e più lardi
siccome a qucsli coniiniiò u t'oiiferirMÌ dai li rammcuiò Gio. Boccarcio nella quarta
vescovi di Lucca al l(Mn|x> del ^uveiiiodi Novella detla quinta gi<fniuta ilei Drrame-
Oislniccio, lupinelle ne tu inve<ilii(» IMI niess. rotie, e primi di lui Duile Alighieri nel
Tedici di Pi^tuja. — FeJ. (jASTFj.-M.tHii.^i, canto \1V del suo Pitigalorio.
Ckibaj^ in V:il-<li Nìe\ulc, e Mau:«a. Fiiialinciitc i si<!n<MÌiii Ftilbnona(wonu
VAJANO ^D(XiANA di; in Val-di-\ie\o- rumprisi con (|iicl!i ih Ha Fai;i;t;tola e di
le. — Porla colesto voc.iliolo un |iosl>i ilo- df.f/e/ i^/»^roiifIIa |acc lail.i ntl ai inaiz-t
gallali? di terza cla.s!«<.'^illlillo muIIommIo iiu-- i.;(ii fra i Fiortntiiii t>l il Duca di Milano,
ridionale del padu'c di Bìciitina |mh'u liiii'/i dfl t|iiali* (pii-i si^'noii s-;:iiit.iriino le pirli,
ilalla dogana di scrcoiida claSM', «Idta dr.'ìf Kinalmeiitr il M.iiiiii illiiNln» due !ii«!illi
Panora^ dalla quale i|iie<ila ili Fa/uno iJi- dc*si;.Miiiri di /'ii/6i<o/jij,cliruni> di Littzza
{leiide, comprese eiitninhc Ufi di|i;ir(ìiiicul(i e raltnidi Hli;tmi' ,VoI. XVIII. Sigilli 1\
doganale di Pis.i, Cf)in. di Bientin.i , Gnu. e Xi dove cii.« iin.i »criUiii'.i del ii33 in cui
di Vico-Pisano, Dioc. e Cnmp. di Pisi. si raiiinienta un l/< ozino del fu Manfredi di
VAL ACERETA. — Fed. AcLHhri (Aba- Falbona. — Anche il Paj.'nini nei suo I^i-
SIA Di) e AcFHKTA (Vai.lk). . Mco slorìco dipioiualicii, Itl^S. nelle Rifur-
VAL-ARIANA. — Fed. Ariatia (Valle . nia^'ioni di Firenze, ricorda un alto di ar-
VAr#-BENKDI*7rTA. — Ftd. Bahia 01 coiiianiligia [>er|ielua alla Rep. Fi(»r. ulto /i
Tal n^NKiMTTA , r Vai.lp. Besvp.detta. 7 grilli. 140', : stile fi"r. da Giuli ieri tiglio
VA!.BIAN0 nella Valle ilei Savio in Ro- di S.iiv.iloic ili fal'jom, \\ quale .-«s^n t^
xnn^i. . — Cast, dellw Cac/f//ttfOi«o con « li. st-n: «i^nuic de* (ì.ihI. di luihona ^ di t"u-
parr. iS. Maria iiicl!:i (x»iii. e ciria trtiiii::!. ..7e/'i/xo*»o e di I Pit::::i-itci.
a lib. di Soiii.ino , (jrinr. di H.i>;no, Di'n . r.-.si tiliitni / az/i'^u-'/z "<'!■■• il dominio «It-l
di baiMua , Coinp. di Firenze. cuuu 1 t.<ii-(y* i!i l)i;!<:< ';., il quale t. mi
YALC TALC 6J5
«Ilo del 91 ■|ensloi43oiollof)Off sèrditnoi Tarj onloij e TÌUe ti|inorìli, frii i quiiU
feudi «lir acGoniandigia della htp, Pior., Vontorìo di S. Cerboim \ìO§\p in un colle
fUichè nel Iu|eIìo del 1440 per Iradiroenlo Ticino alla pieTe; Fonitorio Miti Madonna
di lui tulli i Mioi castelli furono incorpo* detta della Febbre , di caM Alananni, nel
nli al dominio fiorentino. -— ^ed, Rmai- monte superiore; Ponlnrio in luogo dello
001.1 a PòGoio AI1.A LAini. agii Ochi^ e quello di S, Biaf^ìo vicino al
VALBliJA , o VALIiE-BlTJÀ nella V^lle soppresso speilaletto di Saf;giwiie sulla slra-
del Senhio. — Fed. ìUoHTa S. Qunico. da maestni, dov*è un bor|Jietlo e ponte omo-
VALBURA sul Lnmone in Romagna. *- nìmo, di|)endente dal Bigallo ; il quale s|n''
È noa Tal lecola celebre per copiosa e lunga dalello nel i5i6 era di |»a(lronalo di 11»
cadnU di acque, le quali precipitano a ri- Mariolto di Averanlo de* Medici, quandi»
piani nel Lamone dall* Appennino di Gre- cotesto luogo non aveta altro che la Irnue
^ino nel distretto purrocchiiile di quella entrata di 5 fiorini d'oro l'anno. — Fed,
soppressa Badia, Gom. Giur. e cirra 4 migl. SAoniaALR.
a Kb. dì Marradi , Dioc. di Faenza , Corop. Anche alla villa signorile di Arliano si
di Firraie. -^ Fed. MAasAm, Cotnunifà, trovano vestigia dì una chiesa; «ime fu in-
VALCARIA, o VALCWRIA di Gaietta dicalo aWjirt. Abliavo e Arliaiii«o.
in Romagna. — Fed, SrajiD^ di Romagna. La parr. della pieve ili S. Cresci in Val-
VALCAVA ( PIEVE nS. CRESCI a) nel- cava nel i833 noverava 817 ahil.
laVal-di-Sicve. — -Pieveantira sotto la Com. VALOORTESE in Val «PArbia. — Villa
Givr. e circa Ire migl. a scir. del Borgo S. dove fu un castelletto che diede il titoli»
Lorenao, Dioc. e Gomp. di Firenze. alla chiesa distrutta di S. F^'idio nel piviere
È poeta alla destra della fiumana Sie\'e, e popolo di S. Maria a Pacina , Com. Giur.
picwi la base seltentr. del poggio di Mion- e circa migl. uno a lib. di Caste Innovo-Oe-
te^Mtaaidi^ed a maeslr. di quello del Monte rarilenga, Dioe. di Arezzo, Gomp. di Siena.
Giovi lungo il borro di Falcava. Rìsieile sopra unii collina cretosa, la cui
Golesta è una delle pievi più antiche della base sulla destra è luroliila d.il lorr. JUalenai
Dioc. fiomilina, tantoché il f^mì supfMsr, quasi di fronte al casIclLin- ili Orginlr, là
che potesse risalire al secolo IV dell* E. V. dove si dilata alquanto U Valle dell' 4ilii,i
Il suo vecchio fabbricato di pietra concia per mirare nei campi di >loiii,'i|icrto.
fa Tftf aurato nel 17 io per ordine del Gran- Cotesta bicocca di Fnlrm-ifse^ ora casii
dura Cosimo HI. di campagna, figura nella sloiìa mililiire eil
Tanto essa come la rocca di Monte-Ri- in quella politica de* suoi ilinasli.
naidi con diverse vi Hate dei contorni sfiet- Infatti il caslf Ilo di f'alcortvse fu preso
lavano ai vescovi di Firenze; al che serve e disfatto dai Fiorentini do|Mi la vittoria
dì prova non solo 1* opera del f^mt inlilo- che essi riportaiono sopra i Sanesi negli ani»i
lata Monum. Ecel. Flor,j ma un'altra di laoa e 1907. — Ris{)ftlu ai dinasti di f^o/-
qiialche anno anteriore del canonico X. cortese sono essi rammentali in varie carte
Aatonio Utotzi. dell* /irch. Dipi, Fior, fra c|uelle appar-
Quindi per volontà dello slesso Cosimo III tenute alla Badia di Goltibuono, una delle
la delta pieve venne ammensatii ai PP. Gè- quali del 12 settembre 1 1 73.
soiti di Firenze, finché alla loro soppres- Anco V Arch. Dipi. S*in, contiene vari
sìooc fu data allo spellale di Bonifazio, ora rogiti del secolo Xllf relati\ì :ii signori di
alPAreispedale di S. Maria Nuova. Falcnrtese j cui S|iellav»no due fratelli.
La pieve di S. Gn'sci in Valcava antica- Ugo e Ranieri, figliuoli del fu Ugo di Fal-
nente contava dieci rhirse |)arr. sue filiali, cortese ^ i quali nel 1744 prestarono giura-
ridotte attualmente alle 4 seguenti; i. S. mento di feileltà al Comune di Siena , s«>i
Ansano a Mfontaeerafa con gli annessi di anni innanzi che uno di essi, Ranieri, assi-
S.Stefano a /Viime, o a ^o/ilcirerA/Vf, detto stesse ad un lodo cni.in:<lo nel laSa nella
anche a Monte- Pulico^ e quello di S. Mar- chiesa di Travale. — F^H. Travalk.
gherita a Falcava ; 3. S. Donalo al Cistio Finalmente i sl(;noridi Falrortese enno
con la cura soppressa di S. M:iri:i a Fab- feudatari de'CC. Aldobr»nili'si:hi di Marem-
brica ; 3. S. Qiiiricn a Oliveta, o Uliveta; ma, siccome risulta da un diploma di Fedc-
4- e S. Rom'^Io a Campestri. rigo II dato in Messin.i nrl m:<ngio del i aai
Inoltre nella cura di S. Crosci csi.stono a favore del conte Udcbran.iiuo di Soaua.
tt34 V A L L V A L L
d'Orciaie Ji (ante alice BumaiM ch« cn- VALLE RF.NBDETTA. ^ Fed. Rnt-
Irano nei varj bacini del fiume OmAroiie mtt4(Valu).
MMew , mnilre nella Romagoa Granducale VALLE BUONA. — Fed, VAtMiomk^ cai
•pelUnoallaclaMedeiMi/AMiila fa//e-^ce- ti può airgiungere, che un altro luogo di
reta^ quelle del Tramaiw, delVIbola^ del Falbuona etisie nella Gom. di VergbrKlo
Marseno e della Someggia , le cui acque da non conroinlerai con la Faibuomm di R^
aouo tulle Iribularie Jvl fiume Lamone. dncoli. — Fe'i. VEacsHaarro, Conuniià.
Per egual modo TtN-ma uu uailoae il Rab- VALLE-CALDA mila Val-Tiberina. —
fti,la cui fiunMoa ù vuoU nel fi. Montotte; Git. con Rocca, detta Roeea^^igmMta^ la
e chiamo i^/e superiore de* Tre Bidenti cui eh. parr. (S. Giovanni ErangelifU)è
quella che sì riunisce sopra Sjnti Sofia in compreM nel pievanaCo di Sigliano. aiimsm
uu solo alveo ilavanti airantica Badia diS. Tmieno^ Gom. Giur. e circa 5 migl. • oalm
ILiria in Gosmedin dell* Isola. di Fiere S. Stefano, Dìoc. di Sen-Scpolaot
Rispetto alla Faite superiore del Te^^ertt gìii di Areuo , Gomp. aretino,
rìgiunio per talloni suoi tributar] quelli La chiesa di Valle-Galda al pari delh
percorsi nel Irrrilorio Granducale dalle fiu- Rooca-Gignata risiede sopra un poggcilo ài
mane Singerna^ So^ara^ Cerfone^ ecc, gabbro sulla sponda sinistra della fiumana
Gonsidcro pure comeMiZ/oAÌ quelli della Sinfiermu, — Fed. Rocca GmaiATA.
FersUia , del Frigido . deir^l^eiisa , ecc. VALLECCHI A ( Fallieulm) Goatiada
compresi nelU Valle della Magra ; della dote fu un castello che diede il tllolo ai
Torà e del donnone nel FaUCArno pi- nobili di V^llccchia, a pie del quale emla
MJio; quelli della Bruma e della Fossa 1* aulica chiesa plehana (S. SteGino a FmU
nella Felle Grossetana delPOmbroae sa- leeekia) nella Gom. Giur. e quasi Ire migl.
iieM, e quello delFOra nella Falle delFJi- a sett. di Pietrasanti , Dìoc di Pittp ama
hegfUf comecché coleste fiumane sbocchino volt i di Lunì-Sarzana , Gomp. pisano,
quasi tutte direttamente nel mare. Il Gasi, diroccato di FalÉeeekim cn po-
In quanto alle ^alleeole o ifallieelle » sto soprv un poggio omonimo anila smisln
comprendo in questo numero tutti i coni della fiumana Fersilia^ aitoalmeale di S^
d*acijua che dopo breve cammino si vuotano ravenui^ a cavaliere della borgata • dclb
nel mare 9 o chv influiscono in aliri fiumi chiesa plebana situala in pianare pnsao il
u fiumane. Tali sono fra ì primi la Pormi- Ietto antico, ora gora del tonvole nicdcmmo.
gnnla^ il Ba"caio/ot il Coinujore^ il torr. Delle vicende storiche dei signori di Val-
Cfuoma , il fiumieeilo Alma , il Cliiarone lecchi» furono dati rarj cenni agli Art. Cao'
ecc. senza dire di tanti altri torrenti che col taja , PiaraitAavA, SaaAvauA e altrove « sic-
nome antico di fiumi, attualmente di co- che non st^m qui a ripetere, che i primi
noli , tì'i fossi t (li borri 9 di riVi , e simili « dinasti di Valleccliia furono feudatari dr*«e-
\frs3ino le loro acque nelle fiumane, o in scovi di Lucca, |ioi della sua repubblica,
qiiiilrhe tiiime rralc . finché emenilojti suddivisi in varie oonsor-
VALLE AGEIIFTA, o VALLE della lerie, una |iarle si conservò fedele alla
FIUMANA. ~ Vallone tributario della Val- dre patrìj, mentre l* altra sì diede follo Pi
le dfl Lamone che confina a pon. col lerri- comandigia «lei Gomuiie di Pisa,
torio delle Comunità di Murradi e di Modi- Giìi dissi , chi* i primi nobili di
gli^na , a |X)n. con quelle di Portico e di e V.illccchi:i com|nrisoono col titolo di Fi^
Trrduxio; e le di cui più alte surgenti scen* sconti tino iImI kcoIo X almeno. Tale fn
dono dalla sinistra costa dell' A|i))enn ino di quel Fisconte Fraolmn che nel 98 3 pnsM
Bri forre. — Fed. Ab ah 4 ni AciacTA , e deva beni in Monte-Petri sopra il piviere
Acr.RKTA Wllr m) ili Rum;icii.i. di S. Felicita di FersUia^ ora oratorio ia
VALLE A DAME, o VALLE DAME VaMi-Gastello. -- Fed. Memi* Roràjo.
mila Val-Tibcrina. — Fed. TavaaiiiA. Padre di detto Fisconte Fraolmo hi mi
ViLLE ALBBGNA. — /^ed. Vallb dbl- altro Fraolmo ciUto in molli docomcati
L* %.Bn»!«A. deWArc/t. Arci^. Luceh, uno dei qnalì fi-
VALLE-ARIAYA. — Fed. Abuiià (Val- monta ali* aprile 91 5.
LE ) R Pcscu MiiiORB , o RI Coi.LODi. Anchc il P. (ri:ineUi nel T. 11! delle Me-
FALLE's4srBs, — Frd. Valle, o Valu morie luixhesi , discorrenilo dei nobili di
(CAkTBL DI j SOPRA KoLLoaicA. G>rvjja e Vallecchia disse , che contala Ira
V A L L V A L L 615
i [irimi VAlTauori di i|ud Gist. un Fraol- Cela poilo in pianura fra Pìetrasanla e Ilipa,
n'* Hglio di altro Fraol mo , siccome rile- tutti popoli che innanzi il 1798 erano coni-
>.tsi da un istruroento dello slcsso Areh, presi nella diocesi di Luni e nel pievanato
AfCÌ9, Lucch, del 9^18 (ti Iii^dio) pubbli- antico di Vallecchi» , della quale ultima at-
calo ne] Voi. V. P. HI delle Memorie teslè tnalmente ti conserva filiale la sola cura di
citate. -— y^ed, Sugrosugho. S. Antonio a Cerreta.
M4 il loogo di Valleechia {Falleeule) è II popolo della pieve di S. Slc&no a VaN
noimeiitato in altra pergamena più Tetusla lecchia nel i833 contala 3914 nbit.; dei
dello Steno Arch. Arei^, Luccft.^ da una quali i3i5 individui spettavano alla Com.
cioè del 10 maggio 843, quando Berengario di Pietrasanta, gli altri a Seravczza Ved,
vescovo di detta città allivellò ad un tale <^ Prospetto statistico delle Com, di Pn-
lodiperto figlio del fu Ratiperto, della città tiasauta e Seiavroa.
ii Luni^ Tarie case massarizie, una delle F'jìllk CvniCBist , o Cbumichisì , ora
quali posta in loco ValUcule di pertinenza di BArxxmivisi. — Ved. Balcorrvisi.
della cattedrale di S. M»rlino. ^ Con altro VALLE nnx'ALBEGNA. — È la penul-
istramento del 17 maggio 88a il Vesc. Ghe- tinta Valle o bacino australe della Toscana
nrdo affiliò a Gunerado figlio di Causeramo granducale, la quale si apre sulla pendice
doe chiese con i loro beni situati in diverse meridionale del Monte-Labbro, nei di cui
contrade, fm i quali effetti eravi una casa fianchi si staccano i suoi conlrafTorli che
Bissarizia posta in f^alleeole di pertinenza ««^parano la ^alle d^lPAlhrgna da quella
M Mon. ili S. Maria al Corso di Lucca. -* dell* O/it^rone inferiore sanese situata alla
{Wemttr. eit. Voi. V. P. IT.) S"a destra « mentre resla dal suo lato sini-
Agli Art, AacKiTiEmA, Coevaja, ■ Val- *lro, ossia orientale, la Valle della Fiora.
H Ca9tex.i.o furono indicati in succinto i Comprendo , come già ho detto , nella
falli relativi alla storia politica , economica Valle dell* Albegna anche il vallone del-
td ecclesiastica di cotesta contrada. VOsa^ quantunque la sua fiumana dopo non
Anche Tolomeo da Lncca nei suoi Annali lungo tragitto sbocchi dirrlt:imenle in mare
cita la contrada di Vallecchia alT anno 1 1 70, fra la bocca dell* Albegna ed il porlo di Ti-
slala dai f/ncchesi a quei visconti devasta- lamone.
i«; ì quali signori nel 1192 erano tornati Cotesta Valle abbraccia, oltre il promon-
air obbedienza di quella repubblica. Ma torio del Monf Argentaru, il territorio ili
<?lioo se gli ribellarono di nuovo nel 1^54, tre Comnnilb del Granduralo, ed una por-
tanche in quest* ultimo anno gli Anziani zione di quello di tre altre. — Vi spellano
di Lacca inviarono un* esercito contro i rat- P<*r intiero i terrilorj delle Comunità di
lani ili Cnrv.ija e di Vallecchia con ordine iiocealbegna, t\ì Magliano e tVi 31 onte- Ar-
di disfare lutti i loro castelli per inos^cr- gentaro\ mentre vi appartengono per una
Tanza di patti, e perchè si erano ilati prò- [lorzione quelli delle Cninnnilà di Mancia-
ditoriamenle ai Pisani. — {Op. cit,) "o, dì Orbe/ elio e di Scansano. — Ved.
Già nìV^rt, Skkavrzka fu avvisalo, che Albeuha fi.
la giurisdizione di Vallecchia abbnicciava la Fni FOsa e PAIbegna lungo il fosso Pa-
masiima parte del distrrttocomunilalivo di trignnne circa 3 raigl. a ostro di M:igliano
Smvezza oltre una piccola parte di quello nella primavera del 1844 sonostali scn|irrli
di Pietrasanta, e che la chiesa già sua fìli:ile gli avanzi di mura di una rillà da lunga
de*SS. Lorenzo e Barbera di Seravezza fu ruano perduta, ed il cui ambilo fu calcolato
fondata verso il i5oo, quantunque sola- di circa tre miglia.
Dente dopo il 1798 essa venisse slacrata Sarebbe un bel campo di ricerche per gli
|<rr affatto dalla sua antica pieve ed eretta archeologi desiderosi di rintracciare i resti
in preposiUin. Allora furono assf>gnali alla della da gran tpm|)o distrutta cìllù etrusia
nuova preposilura i popoli di S. Martino di Ca/É-Zm, se l'avarizia non avesse disfallo
alla Cappella^ di S. Paolo a Riinùna^ ili quelle mura per costruirvi sofwa con i m:i-
S. Ansano a Basati^ di S. Mari:i a £ei'/. leriali distittemli una nuova .strada rfit.«-
filiani, di S. Clcmenle a Terrrnru, r.| il bile, l.i quale d.i Magliano scende in Albc-
piu iiìodenio di S. Maria Liurelan.ta Quer- gua alla Barca della del Grazzi.
6:t(i
i' HOS P ETTO (Uiia Scpu^tcìe QVAiMàTA e delia VoruLka*»»m
dMa V.\Ll.k DELL' AfcBEGW e dei Vau^mi m.oi tubctau
ne^/i aitm i833 f 1844.
KOXB DEI riPOLL'OGHl
IMLLK
COMLMT.i
SUPERFICIE
TBBRITOBULE
131
QCADRATI AGRiU
NLTMERO
DEGLI ABIT19ITI
XKL 1833
!<nEL 18U
I. Rocchi begna
a. Mandano, per 1/4 circa
3. M^^liaiio
4. .MoiiUr{e»:nlHro (nuotra)
5. OuBTKLLo(cUià^/7cr 'e circa
6. Scausano, per f/s ciVca
48460,31
74»34,7i
73IOI , 23
17486,33
Ioo5o3, IO
367^*3 , 75
3«99
1931
ioS3
403O
1047
3483
1984
1017
3io3
*93i
lOQO
I
Totali
N.'
340409,31
ii38
o
I 36o8
Dal Prospetto qti espotto resulta^ che in una superficie territmale di fumireti
agrarf 340409,33, pari a migl, toscane 434 quadre ^ W largfieggiaì^a nel i833
una popytai'one indigena di ii38oa6i7. , a proporzione di quasi 37 persone per
ogni migl. qua. Ir. ^ popolatone cresciuta nel 1844 di 3338 individui^ ma che nper-
litotnente superano di poco /«Ss persone per ogni miglio quadrato.
VALLE DELL* ARBIA , o VAL o*ARBU.
— fc il primo Tallone del ÌMcìno superiore
deirOinbroae sanese percorso ilall'Arbia,
Iribularia del fiume preaimennalo , cui si
Bi:irila daiaiilì alla Trrra dì BiionconTenlo,
alla sc«on>li« |K)Sta da Siena a Roma.
Oilcsta fiuraina è divciiulu celebre nella
storia [KT ciusa d<'lla l>attaglia di Monta-
pcrto, e |HT trovarsi nr>l suo vallone la città
stessa di Siena. -— F^ed. Valle supebi)»!
irtLLt,* Omuaotìp. .s.v?iup..
VALLE dkll'ARNC^. — Se si dovesse con-
sidfrare j;rolo^»icanii*nle celesta Valle oon-
vcrrt'cbbe farne uni sola, a partire dalla mt-
{Tenie fino allo sbocco dello stesso Tiume nel
ULire; avvcffnachè non solo i geologi, ma
molli {reografi inoilerni considerano tutta
una Valle quella che, meilianle rauiilica-
zioni secondarie di una catena princi|»ale
siiddividesi in valloni subalterni al corso di
un fiume reale.
Persuaso mi mostrai di tale opinione sino
da quando dWjért. Aitio di quest*0|>era
divisi la Valle dclTArno in sei bacini, cioè;
I ° del Val-d'Arno catenfinese; 3." del
Fal-tt Arno aretino \ 3." del Val^'Arno
superiore-, 4.**di.'l f^ al d'' Arno fiorentino;
5." del FalnVArno inferiore-^ e 6.^ del
l^al-d^ Arnm pisano ^ ni limo suo bjcìno.
In quello stesso Art, fu data un* idei a
vol(^ d*iiccellu dello stalo fisico dei sei baci-
ni suiiiiomitiali e Tu indicala apjHtMsioiili-
vaniente la pendenza relativa degli >lnii
b.icini dall* origine di Capo d' Arno sino
alla sua foce in mare.
In coiist'giienza pirrtanlo di ciolesla divi-
sione io cooLeiciplerò come aUinenic subal-
terne ai sei bacini delT Amo, tulle quelle
valli o sfaìUmi, le cui tìumane Iribulaoo le
loro acque in uno dei bacini di so(m in-
dicati.
Per modo che io debbo includere nel ba-
cino supcriore del Val-irArno casfoliorfr
tulle le ^JLÌli minori^ sballoni e valUeoU
che scendono nell'Ai n> iu quel {iriiDi> lu-
ciuo ; li» stesso dicasi non solo dcj^li altri
cin(|iic bacini dell* Arno, ma di quelli «lei-
rOiiiliroue sanrse , del Sorchio, ecc. ecc.
Se non che, entrato V Arno nel ÌM-:ino
aretino ed in quello inferì ore, &i prnitn-
laiio due anomalie nel corso bip«riil'>'ii t.Uf
fiumane; \o»lio dire della elitaria e «le"'
0<»r;/'i, |K)icliè una parte delle acque iK'ih
Chiana sì rivolge a ostro ynit avviar»! mi
VALL VALL 637
Trvpre ; per c^l modo una parte deir{H- va • eoQ|tian|[ersi al monta di Seechieta
ztrr't |>ìrg4ndo da tcir. a pon. entra aotlo lopra la Vallombrosa, e questo ni monti di
n >me di Bogio nel I^ifo di Bientina e con- PratO'ifagtto m àftWÀlpt di S. Trinità ,
sqsuen temente nel Fai -d^ Arno inferiore fino a che il fianco orientale di qaesl* uU
allo sboix» della Seressa , mentre la por- timo scende a chiudere dal lato di pon. il
tioot: occidentale deli*02ftcfri spetta alla Val- Bacino casentinese dirimpetto allo stretto
k del SccciiiOy in cui quei fiumioello, o di S, Maauutte,
forno , dirigesi patuta la dogana di Cera- Fanno parte , come dissi , dì cotesto ba-
•omma. ciao tutti i valloni e valieeoU delie fìu-
Finalmente un teno ostacolo lo fornisce mane e torrenti che fluiscono nelPAmo den-
ti sesto bacino deir Amo per la Valle infe- tro i limiti teste designali. Tali sono, alla
riore «Jel Serchio da Ripatratta al mare, li sinistra VArchitmo ed il Corsalone, ed alla
fuale sdione si contemplerebbe come una destra il Solano ed il Salutio.
farle del Fal-d^ Arno pisano ^ qualora si II bacino del Vat-d*Amo casentinese con-
drbba riflettere all' antico sbocco del Serchio fina dirimpetto a grec., mediante il giogo
arir Amo sotto Pisa, come ancora se con- dell* Appennino, con la Valle superiore del
templare si dovesse la pianura fra Pisa e Smvìo , da lev. a scìr. con la Val-Tiberina
Pieiras^nte priva coro* è di ramìficasioni se- Toscana, di fronte a ostro con la Valle del-
cotHlarie dì poggi da servire di limile e di l'Arno aretino, dirimpetto a lib. raedianta
separazione naturale fra i due fiumi nel 6a- \ monti di Pnito-Magno e dell'Alpe di S.
eiao pisano. Altronde quando si pensa che Trinila con la Valle dell'Arno superiore ,
il Serchio do|io un lungo tragitto, già da mentiv? resta dirimpetto al suo pon. e mae-
■olii secoli si è aperta una foce sna prò- slr. la Val-di-Sieve ed a settentrione di lii
fria in mare, debbo riguardare la sua Valle dalla Falterona e dall'Appennino di Ca-
stratamente da quella del sesto &aci/io, os- ma Moli si aprono le Valli superiori del
Mi ilella Falte deWArno pisano. Montone^ del Savio e dei Tre Bidenti.
Premesse coteste brevi avvertenze, rìpren-^ S}iettano a cotesta Valle del Gisenlino due
do il discorso per designare la superficie ter- celebri Eremi edificati da due insigni fon-
litoriale della Valle dell'Arno con la popò- datori di Ordini religiosi, cioè, Cama/<<o//,
biiooe in ciascuno dei suoi bacini, dai quali da S. Aoroualdo, a 1* Ahernia^ da S. Fcan-
csciudo la superficie e la popolazione di al- cesco d'Assisi,
ruw- Gnraunilà fuori del Granducato. AlP^^rf. GASBinnco indicai la popolazione
VALLE neu'ARNO CASENTINESE, o con la superficie territoriale delle iSGomu-
VAL-D'ARNO C.4SENT1NESE. — È il aita ch'io comprendeva neih regione ca-
|a-imoctl il più allo bacino dell'Arno, cir- aeatiaese, comecché il territorio di due di
CQ«ritlo dall'Appennino della Falterona^ esse {Subbiano e Talla) si estenda in parte
«hive ha origine il fiume maggiore della To- nel contigno Bacino del Val-d'Amo aretino.
auna ; il qual bacino è fiancheggialo a le- Che però detraendo a queste due Comu-
Vinte daìV Appennino di Cainaldoli e del nità, per approssimazione, un terzo della loro
JWr/ioiise , «b cui si staccano i contrafibrti su |)erficie territoriale e della respetliva po-
rrli* i#/i?rr/siVi , dfl Monte Foresto e del* polazioiie, aggiungerò il restmte al secondo
VÀlpe di Catenaja , mentre la bi«se occi- Bacino contiguo. Quindi, avendo potuto in
dratale di queat' ultimo monte scende sulla seguito rettificare meglio non tanto lasuper-
ri|M dell' Arno allo stretto di 5. Uamante. fìcie quanto il numero degli abitanti del
Uii<*iie poi a pon. il Bacino casentiruse^ Casentino nelle altre undici Comunità , sia
alla destra della Falterona^ il monte della per quella dell'anno i833, come del i84tt
CoojMims, il quale girando da puu. a ostro trovo che ne risulta il Prospetto seguente.
«'
638
PROSPETTO delia SuFunncn qdadmìta • della Popolauovs
del ¥AL-D*ARNO CASENTINESE e dei Viuon nroi tukitabj
negli anìd i833 e 1844.
IfOHB DEI CAPOLUOGHI
SUPERFICIE
NUMERO 1
DELLE
TB8R1TOBIALS
DBOLI ABITAHTI ||
COMUNITÀ
III
QUADRATI ASlABi
un. 1833
un. 1811
X. Bibbiena
a53ii,64
446a
5o33
a. Gaslel-Focognano
10919,75
«734
9705
3. Gastel-S.-NicGolò
19117,89
3741
4941
4. Cbilìgnano
43191,55
949
1007
5. Chiusi nel Casentino
99898,34
1939
9195
6. Monle-Migiiajo
i3o75,94
1570
1990
7. Ortignano
5590,49
854
906
8. Poppi
984o5,63
5901
5659
9. Prato- Vecchio
99563i ,93
3707
4189
IO. Reggiolo
5i95,7o
700
707
II. -Stia
17948,90
95lO
•9tt4
19. Subbiano, per Vs circa
15354,99
1879
1900
i3. Talla, per */z circa
Totale .... Jf,^
19097,56
i35o
.««. 1
451599,40
3i589
uu.»
VALLE DELL' ARNO ARETINO , o
VAL-D* ARNO ARETINO. — È il secondo
bacino dell'Arno circoscritto dalla parte del
Casentino dallo stretto di S, Hf amante, e
dal lato inferiore dalla Falle deW Inferno,
Esso è fiancheggiato alla sua destra dall'Alpe
di S. Trinità , ed alla sinistra dall' Alpe di
Catena]» < dai poggi che passano alle spalle
di Arezzo per innoltrarsi nella VaMt-Chtana,
mentre all'occidente di Arezzo scendono
fino alla Falle dell'Inferno i colli orientali
della Val-d'Ambra.
Fra le maggiori fiumane tributane del-
l'Arno in celesta sezione contasi la Chiana,
a (>artire dal Pian della Biffa, posto a ostro
di Chiusi, fino alla Chiusa de* Monaci,
di dove la Chiana scende nel Val d* Arno
art'lino.
Cotesto bacino pertanto confina a lev. con
la Val-Tit>erina Toscana mediante il crine
de' poggi che dalT Alpe di Catenaja si diri-
gono per r Alta di S. Egidio verso il Tra-
sioieno; a scir. con la Val-di-Chiana Ponti-
ficia; a ostro con i valloni MVOreia, e del-
VAsso mediante la montagna di Cetoaa,erf
i poggi che s'inoltrano per Montepoldaav
e Trequanda ; a lib. con la Valle dell' Ola-
brone sanese mediante i poggi di Rigosf-
gno e di Palazzuolo; ed a pon.-macslioeoa
la Valle dell'Amo superiore.
In conseguenza di ciò tulle le Comoaità,
i di cui territori acquapendono in VaMi-
Chiana, o neirÀnio dentro i limiti dai*
gnati,S{>e(tano al Bacino aretino, eoo Fit-
vertenzii, che alcuni di essi, come Ci^t^U,
Trequanda, Cortona , e quelli ancora delie
Com. di Chiusi, di Chianciono^ di Sarte*-
no, di Aresto, di Talla e di Subbiano estea*
dendosi in altre Valli contigue, mandaao
in quelle una porzione di abitanti. Inol-
tre è da avvertire, che nella stessa Val-di-
Cliiana Toscana tributaria del Bacino areti-
no entrano varie po()olazioiii C'imprese nel-
lo Stato Pontificio , delle quali non Aedo
parola per ignorare la loro snper6cie ed il
numero degli abitanti.
%3»
PROSPETTO della StfFuncic QDAiHUtA t della Pomlahokb
del VAL-D* ARNO ARETINO e dei Vaixoih waoi mmnAMt
negli anni i833 e 1844.
1
NOME DEI GAPOLUOfiHI
SUPERFICIE
NUMERO
DCLLB
TBERITORIALB
DEGLI ABITANTI
1
IV
s^^^^"""*"-^
COMUNITÀ
QUADRATI AGSABI
NBL 1833
NBL 1844
I.
Akuzo, per 9/{o circa
101545,73
27076
99875
a.
Asinalunga
22874,64
7187
7674
3.
Capolona
13874,29
1940
9994
4.
Casliglion Fibocchì
75oo,6i
708
920
5.
Caslìglion Fiorentino
39291 ,61
10046
10985
6.
Ch lanciano, per Va circa
5370,74
1079
1078
7.
Camn (città) /yer S/t circa
ii34o,5o
2279
9429
8.
GiYitella, per f/e circa
a47i«,48
4049
4282
9-
GoaTORA (città) /ler Vs circa
80144,48
17578
i855i
IO.
Fojano
11746,84
6425
6808
II.
MoirrapuLciAHO (città)
48420,98
ÌOI97
Il 108
la.
Monte S. Savino
25961,70
6695
70o5
i3.
Rapolano, per ^fn circa
4811,40
65o
704
«4.
Sarteano, per 9/t circa
16603,34
9602
6019
i5.
Subbiano, per 1/$ circa
7677,48
935
995
16.
Tal (a, per ^j% circa
2710,78
682
738
«7-
Torri t«
17001,88
3731
4oo3
18.
Trcquanda, per t/s circa
Totale . . • . NP
i583o,io
«577
1943
450419,58
io5436
1 117333
VALLE DELL' ARNO SUPERIORE, o
VAL D'ARNO DI SOPRA. -- PorU cotesto
Tocabolo non già il primo , ma il terzo ba-
cino delPArno, detto superiore yO di sopra^
per essere situato superiormente a quello del-
la capitale della Toscana, nella guisa mede-
sima cbe tiene qualificato per f^al-d^Arno
inferiore^ o di sotto, il quinto bacino al di
sotto della tortuosa Gola della Golfolina.
Comincia il Val-d'Amo su{)erìore dalla
•Oli detta frolle dell'Inferno, la quale tro-
▼asi fra la Gola delt Imbuio e il Ponte a
f^aliCf o al Romito.
kWArt, AaRO si disse, cbe dopo panata
la Fa/Ze delV inferno, e precisamente al
Ponte ai Romito poco innanzi che sbocchi
nel fiume il torr. Jigna , l' Arno cammina
per 18 miglia in un più Tasto ed ubertoso
baeino nella direzione non più da ler. •
pon., ma da scir. a maestr. dopo aver torto
agli Aretini disdegnoso ii muso, sino • che
il bacino si ristringe e quasi si chiude dt-
vanli air Incisa dove TAmo incontra nel
suo cammino un nnofo ostacolo pietroso »
le cui rupi di macigno costà come MÌÌaGoia
dell'imbuto andò scalzando per dilatarsi nel
Pian d^ Isola innanzi di restringersi nno-
▼amente davanti al Ponto a Rignano,
Cotesto canale situato fra il terzo ed il
quarto bacino non è meno lungo del pre-
cedente, fra la Gola delP Inferno e il Pomo
al Romito , correndo per circa 6 migl. fra
le balze meridionali del monte di Reggalo
e le propagini che tì scendono dal poggio
di Torre a Quona,
ATTcgnachè V Arno si fieoe strada firn due
opposti contrafforti, dofe esiste un'angusta
Tallicella della lunghezza di sopra indicata
piena di scabrose scogliere di macigno e di
calcare ruinifbrme , in mezzo alla quale al
racchiude il così detto Pian d* /#ol«, fino
a che TAmo arrivato davanti a Rignano fin
610
V ALL
]« base oieriilioiHileM poggio di S. EiÌ9ru
e quella wUenttiotiBle Ui Tàrrt a Qumajee»-
sa il bacino del fal-itArno super iort e ti
■pre quello fioreniino, •— f^ed, kmito.
Fra i oiNggiori influeuli di queslo lerxo
bacino contanti , a «nìalni la fittmana dcl-
VAmhra^ che dà il wo nome alla coti delta
Wttl-it Ambra ^ mentre entrano nella clave
Aei torranti {irincipali, che icendono dal lato
■letM, il CerMì di Ca^riglia^ il Cestio
éi Ga9ÌUe ed il Mulinaccio di Pian-Fran^
tete. *— Air incontro d^l lato destro del
f^al d^Amo di sopra entrano nella seùone
medetima del leno bacino il torr. Agna
V A L L
di Lanciolina^ M Citfèm'ta éi Loro^ \\
Faelia , i liiie MUseki^ cioè quello Simuh
tana ed il Beseo CaserSe , infine il CAir*
Simone di Beggello,
Sono comprese in queslo stesso bacino cif-
ra 1 5 Gomimilk del GrawiucatOy alciine delle
quali, come quelle di Ci^iteiia^ di Beggtlh
e di Rignan»» mandano una parie d»t Ima
tirrrilur| ed abitanti nei bacini limilrufi, le
quali frazioni sono state alaccale a|ipnMM-
miitif aniente da questo tene |ier a%a> gn^rk,
in (quanto alla Comunllh di C/m/eJla , al
Fai^Arno mrtliao , « rispello alle altiBr
due, al Faid'jérnofioreaiiiio,
PROSPETTO delta SumnciB QVànaATA e delia PopoLAairaB
della VALLE DELL* ARNO SUPERIORE e dei Vallomi sooi t«i
negli wmi i833 e 1844-
ABI
1 IfOMB DII CiPOLCOaHI
SUPERFICIE
NUMERO
1 DBia.K
TBiaiTOlULK
DMLI ABITARTI
W COMUNITÀ
IM
QUADRATI AttRABJ
tlKLlflSIS
rrlISU
1 1. Bucine
38335,83
«77«
6a49
1 a. Castel-Franco di sopra
10723,76
a565
»?•«
1 3. Castiglion-Ubertini
3a55,a4
4i8
Sm
1 4. Cavrìglia
17687,97
3677
3905
1 &. Civitclla per 4/e circa
4991 »79
810
857
1 6. Fighne e incisa
«9043,99
10758
I9i39
1 7. San-Giovanui
6487,34
38^7
4364
1 8. Lalerìna
7001,67
18)9
1990
1 9. Loro
25587,87
4126
4683
iH^ii ,66
8o3o
857a
1 II. Pergine, 0 Val-d^Afobra
I 3800, So
1694
1938
1 la. Piiin-di-Scò
5757,61
«434
«588
1 iS. Reggello, per a/4 circa
!iH533,65
7398
744»
1 14. Rignano , /ler V3 ciVea
io5'i6, 87
3tia6
Sa83
1 i5. Terra nuova
1 Totale . . . , if .*»
ai6i4 198
598»
65ia
2 57801 ,46
691&0
6;5o4
VALLE DELI/ ARNO FIORENTINO, o
VAL-D* ARNO di FIRENZE. — K il più
centrale bacino della Toscana, atendo in
meno la sua melropolì. Es» aprcsi sodo la
Gola di Rignano e si chiude allo Stretto,
ostia al Masso della Golfolina passata la
confluenza delf Ombrone pialo jese. — Per
conseguenza sboccando net q arto suo ba-
cino le lunghe e cfipiose fìumiinf della Sie^e^
della Grtve, del Bisemio e deirOaskasr
pisiojesey secondo il siste ma <ia ase prefirri-
to, del^no appartenere al Foi^Armf»-
reatino tulli i valloni perconi dalle ^m-
diude fiumane sue tributarie.
Giunto TArno allo Stretto di Bigisem,
ed apertasi una nuova foce fra le csinn'
propagi ni dei [>oggi di Tórre m Quoms e
di Reggello , incgmincia il Fal^Arm ^
y A L L V A L L 641
Firtnwe , il qaale , 4opo avere accollo per iiKNlesiroa alle balie ili Girone fra Quinta
Tìa,alb «Ifvtn \ precìpiioii torr. del fU e i7otfe;»sa/fO, qiundo la ilnula regìa del Poa-
covo di S. Ellero e «lei falcano dì Peiag0^ lasueve Tu porlaU più veno il aonle.
sognile a rìrevcve dal lato niedetìrao a poca 1 masiimi dauiii però del trailo d'Arno
diitania ^Ha Terra del Poiilaifievc la grò*- dalla confluenta ddJa Sieve fino alla capì-
m Hnmana della Sìe»^. lule aembrano accaduti nella pÌMiura fra
Il hiofocono, la pendenia , e la qoaa- Bovesiano e Pireoie, slanle il rin^orgo
tità dn piTcipilosi coni d'rtcqya che vuo- delle tue acque per le frequenti peicajf ,
laaiì in oolesla fiumana nel (leroorrere il argini, grandi pigooai, palizzate, ecc. ecc.
Vagello, faam> palese a chicclinsia non Gò diede impulso al dolio e zelante Gio-
aolo ^«ali e quanti nHMsi essa debita sira- vanni Targiooi-Tozzetti dì presentare nel
leiaare dalP Appennino della Futa fino ali* 1767 al Granduca Leopoldo I una ditimi-
ilpe di S. Godenzo , ma ancora riempire e n* di alcuni progeità latti nel secolo XVI
rialzare il suo alveo nei luoghi di minor per sahart FirenMe dalie inonda ùanideU
declive, danneggiare i ponli e recare in /* ^/"no, aggiungendovene uno di suo.
IraBfjo dì continue dirotte pioggie gravis- Nelle notizie topografiche pubblicate nel
simi gaasti «I Fal'^Arno fiertniino, 1 84 1 nella ^iiida di Firenze^ alT occasione
Se «no voglia percorrere la storta dei del leno Congresso degli Scienziati italiani,
danni recali a Firenze dalle alluvivMii prò- discorrendosi del corso dell* Arno nella Val-
vennte specialmente dalle copiose piene del- le sopm e sotto alla ciltli di Firenze fu dello,
b^terr, non m dovrà maravigliare di tante che cotesto fiume aveva percomo tre bocitU
inondazioni , cui trovossi soggetta la ca^ii- innanzi di arrivare in questo di Firenze;
tale della Toscana, essendo bastanlemeiite la qual città fu calcolata roigl. 69 \ italiane
nolo r adagio che dice: Arno non eresee distante dUÌ Capo d* Arno nomniaudo verso
9e Sie^e nnntmefce, le sorgenti del fiume, e migl. 55 4 scen-
Già ukVjirt. Slava fu indicata la penden- dendo da Firenze alla sua foce in mare,
ss barometrica 4ài ootesta fiumana; e U fu- Ivi ancora fu avvisato; cbe alla confluen»
roBO rainmentaiì i torrenti principali di lei za della Sieve V Arno era già dis^-eso dalle
Irihatan, non die la superficie del ano vai- sue sorgenti aaoo br. fiorentine, pari a me-
lone, noto più comoormente sotto il vora- Iri 1393,98, e che quando esso entrava iu
bolo di Mugello^ ed il numero de* suoi abi- Firenze lungi circa 10 miglia dalla ron-
lanli all'anno i833. Qui perlanto aggiuii- fluenza predella, era disceso altre 45 brac-
gcrò la popolazione intiera del Mugello cott- eia , ossiano metri »6,a6. Inoltre fu indi-
ptrm nel Fai-d^Arno fiorentino ali* anno calo, che in oolesla Val'e centrale delPArno
i835, come ancora 1* ultima del 1844. cortfluivauo 4 fiumane e varj torrenti; cioè,
È indubitato, che considerando Tangustia dal lato destro sopra Firenze hi Sieve ^ e
della Valle passata la confluenziidelUSicve, sotto la capitale il Bisen%iù e V Ombrane
TAmo «on poteva variare di alvro fino al- pistoiese ; mentre dal lalo sìnislra sotto Fi-
Beno olle balze di Girone^ loslochè esso è renzc vi enlrava la Greve \ e che i torrenti
eoslretto a acorrere sempre a pie (l«-i pog^i più noti suoi trìbularì erano alla destra , il
o colline che scendono fino alla rifM siiii&tra Sieci^ la Mfenfola, V Affrico e il Mugnone
da FtA^gnmno , da Stirunsù , da niìama- od alla sinistra il Rimaggio M Piau di Ri-
gna e da Candeii , ed alla sua destra dai (ioli eil il fingane del Pian di Seti imo.
callidi i8(^ifo/e , delle S^eci ^ delle Falle Parlando poi delle inondazioni più ler-
sino alle balze di Girone , eoe. ribiii, cui in varj tempi è slata soggetta la
fnfMtti molte volte dalle piene dell* Arno città di Firenze, acceunavasi fra le più anii-
lÌM rovìaiHa la slrada maestra fra le Sieei e le che quella accaduta nel novembre del 1 1 77,
Falle , la quale fu decrelalo si rifacesse nel quando rovinò una pila dell* unico ponte ,
1479 ^ ^* nuovo nel i5i6, finché la piena ora denominato P«>«/e i^ecc&io.Do^to quella
«lei 1740 avendone disfatto costà una por- del 1 177 le più disastrose furono in segnilo
zione, costrinse il magistrato de* Capitani le piene che accaddero nel 5 die. i a88; nel
di Parte ad aprire una nuova strada più iu i maggio i3o4; e Tallra fatalissima del i
■Ilo, rinnovandosi più volte cotesto lavoro nov. 1 333. Alle suddette tennero dietro una
fino ai tempi nostri. Un simile provvedi- nel ao ott. i38o; altra nel i3sett. 1.547;
mento era stato preso pel tronco ili slrjJ.i senza dire delle pione più noie e più vicine
642 VALL VALL
alili oottia Ci h, comit furono quelle del 1679» Che |ioi il piano delle cìMh altmvemt^
del 1740, del 1758 e 1800. Ma la più n*^ dall* Arno, ognor più sia andato riali^n-
cenle , la più eslesa , la più lunga , e Iòne dosi , lo dichiarino sopratullo quelle di Fi-
per Firenie la più disastrosa è stala l'allu- reme e di Pisa, i di cui primi lastrici di
TÌone accadala nel 3 no?, dell'anno 1844. mattoni in costa, sebbene non più antichi
Finalmente nella slessa Gf«i<la fa dato un del secolo XIll, si trovarono sepolti dalle
cenno dello stato fisico del Val d*Arno fio* due alle quattro brarcia sotto il lastrico at-
rentino sprcialmente nella sua pianura, di- tuale. -^ f^ed. gli Ari, FiaKaac e Pisa.
cendo : qualmente la figura corografica, e la Rispetto poi al perimetro «iella Valle dei'
fisica struttura de* monti che fanno spalliera l'Arno Jinrentino, dotendofisi includere
dal lalo di ostro air Appennino toscano, non le Talli minori, o Paiioni suoi tributari ,
che lo stalo del suolo jiercorso dall* Aruo, a come sono quelli della 5iri^ , delibi Greife ,
partire dalla sua sorgente fino a Pisa, dareb- del Bisemio e dell* Onthrone pisiofen, ne
bero a supporre, che nei varj bacini, o vai* consegue, che essa estendendosi dal lato di
late sopra e sotto Firente, fossero stati in seti, e grec. dall* Alpe di S. Grndenio fino al
tempi remotissimi tanti laghi innanzi che monte delle Piatire sopra Pisloja; e dalla
r impeto progressivo delle acque correnti parie di scir. a lib. dai poggi di Cinlofa e
corrodesse, scalcasse e rovinasse mediante delle Stinehe fino a quelli della Romola
Timpeto del fiume g'i strati inferiori ili ma- e del Malmamile^ vengono a comprender-
cigno che fif^vano barriem ali* Arno nella visi tulle quelle Comunità il cui territorio
Gola di S, Marnante sul primo bacino, in acquapende nel detto Bacino \ avvertendo
quelle di Monte Gimù a Capoiona e nella però che alcune di esse estendendosi nei As-
Gola drlP imbuto ali* ingresso, al centro ed eini ad esso limìtrofi, trovansi qiiì caliolate
airepresso del secondo Incino; nelli Stretti per approssimazione, tanto rispetto alla tu-
deii inetta e di Rignano fra il terzo e perficie territoriale, come rapporto al no*
quarto bacino; nella Gola della Grolfolina mero degli abitanti. Tali sono per et. laGi-
prima di entrare nella quinta vallata, e munita di S, Cardano posta fra la Val-di*
nelle Chiuse fra la Botta e Monte Calvolf\ Greve, la Val di-Pesa, al pari di quelle della
fra Cnleinafa e l^ieo-Pisano allo sbocco Casellina e Torri e della Lastra a Signa.
dell* ultimo biiciiio dello slesso fiume. Dirò la cosa medesima della Gom. di Car.
I deposili dell* alluvione e di trasporlo, mignino, post» fra il f^al-d*jimo fiorent-'no
gli avanzi di foreste abbattute e ridotte in e quello inferiore; delle CumuniD di i7i*
lignite , le ossa di grandi quadrupedi di gnnno e di Beggello che mandano gran
razze perdute e sepolte nello pìag^ie del Ba- p^rte del loro trrrilDrio e degli abitanti nrl
cino aretino , nel superiore ed inferiore a Val-d* Arno superiore , mrnlre la Com. di
Firenze^ gì* immensi e profondi banchi di Srrrasfalle spelta al V.il-d'Amo fiorentino
ghi<ije e di ciottoli riscontrali nconsidenibi li ed tnrerìorr. Dicasi lo slnso delle Com. di
altezze ne* primi 5 ffoci'/ii, tiiltoniò agpttiii- Cantagallo, della Porta al Borgo sopra
gert-blic [leso al 1* ipotesi, che il corso dell* Ar- Pistoja ecc. porzione dei di cui terrilnq
no nei tempi anteriori itila Storia fosse ini- spettano alla VuUe iransappennina del
pedìto dalle viarie angustie disopra indicate. Beno bolognese , dove sar.innf» rijiortate le
Ad iiif*f{)oc.i molto |K>slerìore {lertinto frazioni che mancano ai Bacino dei f^al-
debbono riferirsi quegli l'io/o/f 1 e quei bi- d* Arno fiorentino.
sarni che al p.iri di molti fialiislri marezzi Inoltre S{»ettanoaI Bacino fiorentino doe
si formarono nei diversi Bacini dell* Arno santuari insigni stati abitali dai ibndatori di
sopr^ e sotto a Firenze. due Ordini religiosi , cioè, la Badia della
Quindi è ehe la storia dai primi secoli del- Vallombrosa fondata da S. C«io. liiialberlo,
TK. V. finoalXVrammentH nel Val-d* Arno e V Brema del Monte-Senario abitalo dai
<Ii sopra a Firenze V Isola del Mritule,tne\ 7 Fondatori dell* Ordine de' Servi di Maria.
VaUPArno fiorenl ino il ffiiar/io sotto Zar- Detratte le Comunità testé arceniiate,
lungo fra il Pian di Ripoli eii il Guarlone; quelle totalmente tributarie del F'al-^Arno
Vìrolotto suir inpresso di Firenze antica, fiorentino si riducono a 53. alle quali nnite
Virola ed altro Bisarno nel Pian di Set- le 9 precedenti costituirebbero 4* Comu-
limo, nel Valdarno inferiore ecc. ecc. — nilà, comprendendo fra queste le due di già
l^ed. Ar!«o, BifAaao, Abho Biauco^ ecc. conteggiate nel l'al-d^Arno superiore.
PROSPETTO dtUa Shiovmm qnuaiM • '«'(' Pt»psi,uNn
iti VAL D'ARNO * ifej TuM» woi nuvtui ae$li aami i83I
644 VALL VALL
VALLE DBLL*ARM) IMPERIOU, • Inlàui wirtoDO lulton §n Monlccchin e
VAL O* ARNO DI SOTTO.— U quinto Im- Bìoiiìim te anlteka liwace M oDfw 4l»ir
cino «li colesU Valle è anche più Taato del Arno fra Bienlina e Gafciniija lungo una
IMveeiIcnle, atonie éke ■ desi» riceft te ac- via rotal>ite cIm goida al I^ip» o IMib
qne tiil&e dielte Val-di Ifievole e delte Valte omonimo, vìa die l'Arno lia «oliilo lieo^
orìenljile Lucchese mcdianlo §li cnùiiBrii quiitire alt* occasione della terrìbite plot
9Ìt\VUseiana e delle due Seresse^ che nel- del 3 novembre 1844.
la quinta lesione dell'Ano dal lalo deliro All'Art. Biumiri lu appanlo* che il rid^
fluiiLtmo» mentre vi entrano dal lato alni- umeiilo progreni? o del fondo di quel I^|t
atro le fiuinaue della Peta^ àtWElsa^ dell* aemhm accaduto in oonsegueoia del rail**Ì#
£i^oia^ delta Chieeina^ della ChUcinetìa e alveo dell' Amo, a danno dette aoggiacearf
dell' Era^ con lutti gP iufltienli minori che campagne. Che poi coti fesie accaduto, tedlip
vi portano le loro acque. — fn conarguenia mostravano tinti provvedi menti iifa«oli4
di che il Bacino in dÌKorso si estenile, di- presi a tale scopo, fra i quali quello di av»
rimpallo a maeslr. e selt. dalla sommilh del re dovuto rialiare più volle le aoflic «M^
nioute delle PtEzorne e di Matti folle sino cateratte agli emistar/ del Lago fiicdcli^
aIlaMoiitu|fnuola diSienapofllaalsuoscir.e affinchè in tempo di piene qociU noa dk
ostro, e lino alla fincia occidentale dei monti venghino immissarj delP Amo*
del Chianti ; come pure dal Monte Miccioli Sono compresi |ier P intiero dcain» il p»
• dal Gomocchio sino al Monte-Pisano. rìmetio di cotesto bacino i lerrilor] di Sl
Nelli qiial lr<iTeria si conia da seti, a Coroonitii, oltre le due di Ca|aiuiori e df
ostro un'estensione di circa %o migl.,men- Villa-ltesìlica del Ducato di Locca,
tre nella direzione opposta dal Masso della vi spettano per una poniouc altre 17 Oni
Golfolina sino a r teo-Pisano la traversa munita del Granducato, siccome risulla d4
non arriva alle aS migl. toscane. Prosfictlo seguente del Val-^Arno éÌ90U§
All'Art. CàunnAìk che posi suir ingresso con i tuoi valloni subalterni, rìpelendo qi|
del Val d* Arno pisano fu detto, che nei l'avviao, che delle due Gomnnilh dèff Do«
tempi della Repubblica l'Amo correva a set- cato di Lucca non conoscendosi Pesi
tenl rione di Calcina ja , in goisa che questo della loro snpt rììcie territoriale, aè il
eislello rimaneva nella ripa sinistra e non viroenlo della popolasionc dette
filila destra, come lo è oggidì del fi. Amo. mi limito a indicare la aoh popohii
Citai a tal proposito una lettera del i3a6 dell'anno i839.
dell' Arciv. ili Pisa, con la quale concedè al All'i^rf. Abno fu detto, che il cono di
)Mrroco di Rienliiia facollk di alziire nella testo flnme (ter 40 e più miglia, da Signa a
•uà chiesti il fonie liatlesimalc per ragione Pisa, innanzi il i835 non contava alna
die fra Bienlina e Ca teina ja correndo il fin- ponie di materiale che lo attraversasse,
me Arno si rendeva pericoloso molle volte tre dopo quell'epoca per opera dello st
il passaggio (ti quet ri«;me \ìtr portare i fan- ingegnere Rodolfo Cistìnelli, farooo
cinlli a bailezzart* alla pieve di Calcinaja, ficati nel corso di 8 anni a spese di società
dalU quale allora Bienlina ilifiendevii. anonime tre solidissimi ponti altravenodck
Arroge a ciò una |>ergameua inedita, del- 1* Amo; il primo sopra Bocca d'Kisa, quasi
TArch. Dipi. FW. proveniente dalla Badia nel centro della Valle inferiore dell* Amo;
a Settimo e da Cesidio. — È un contratto il secondo presso la Bocca d* Usciana, ed il
di aflitto fatto net lò luglio del 1476, col terzo recenlisfìmo di una eoslnnione mirs-
quale gli Ufiìziali di Torre di Firenze loca- bile presso U Bocca ilella Zambra di Gild
rono ai Frali Agostiniani del convento di n<l V-il-tPAmo pisano.
Nicosia nella Valle di Ci lei il pasto della Nel Prns| ietto segtienfe al numem drgli
nave sul fiume Arno ira Bienlina e ^ico- abitanti compresi nel Bacino del ^aldarm
Pisano , in luogo detto Ualtras^erso , per inferiore si è aggiunto quello delle due
Tannilo canone di 3 fiorini d'oro larghi ed Comunità del Ducalo di Lucca, segnale eoa
a condizione di dover rinnofare il fitto me- V asterisco (*), il cui territorio è quasi tulls
desialo ogni 29 anni. tributario di cotesto Bacino,
PROSPETTO MU SDPwnm qdumwi > i^ta VoiùfiMOm*
del VALir AHNO ISFERIOBB • dti Tulom mii ti
ntgli amni xSì3 t ,%H.
616
Segue il PMosPMTro tUUm SvnavKiB quànuTA e deiim
dei VAU>* ARNO INFERIOaE « dei Vallou imn
aegU mnni i833 e 1844.
Non Dn CAPOLUOdHl
SUPERFICIE
NUMERO 1
uniM
TMRITOUALB
DIGLI ABITANTI |
COMUNITÀ
ili
QUADiAH A6BABJ
NBL 1833
1IB.18W
RlPOftTO . . .
. ^.** 549387.03
i6535o
185535
38. Montetailinidi VrI di Nievole
88a3,o6
5399
5966
3^. Monie-Lttpo
7174, 3a
4399
4755
3o. Aloiitenggioiii,^fr s^i circa
9ia36,5a
9099
9938
4f* Monlftpertoli
36a6o, 19
7046
7563
49. Monlofioli
4286,67
»97i
3989
43. Piilajii
^6463,84
8345
9196
44. Ptfccioli
27008,01
5oi5
5654
45. Pucu (città)
7643,78
1 1070
II 845
4ft. Poggi botiti.
ao5a5,67
5497
6971
47. Ponsaeco, per *'s circa
4359,49
1953
-9990
48. Pon tederà, per S/i circa
8i33,3o
5883
6494
40. lUdiLi
«3379,89
9608
309l
5 1 . Serniviitle, per Vs circa
1983,00
758
8S3
5 a. Terricciola
19648,89
9815
3985
53. Uxzano
37oi|i3
3419
4010
54. Vico Pisano, per 4/4 circa
4076,87
9370
9703
55. Vinci
i53o3,99
5596
(897
50. VoLTEMA ( ciltk ) per S/3
55i86»64
6706
8553
circa
Totale . . . . ]V°
836874*59
348928
979958
VALLE DELL' ARNO PISANO, o VAL
D ARNO DI PISA. — Coleslo dell» della
Tdvcana costituisce V ultimo ed il più popo-
loso b:iciiio iinco senziiromprciidenri la Val-
le del Serchìo, comecché una volta essa vi
:i(i|i:u'tenessc innanzi che il Serchìo per un
ejiiiiiiino suo proprio entrasse nel mare.
Dondcchè la Valle nlttiale del P Arno pisa-
no non oltrepassando a pon. i nmtini ter-
ritoriali della Gomunilà di Pisii, ed in |>arle
(|iielli della Com. de' Bagni dì S. Giuliano,
termina alla foce del Fiume ^or£o, che entra
in mare fra le bocche del Serchio e deirAmo.
Già fu avvitato il lettore all'Art. Arho
(BoocA n') che il rialzamento ed il progn>s-
sivo allontanamento del liltoralc da Pis:<
era dimoslnito non solo dalle torbe e tom-
boli che in una spiaggia sottilissima depo-
sitavano continuamente i due fiumi Arno e
Serchio , ma ancora dalla teslimonìaoti é
Strabone , che nella sua oper4 storicofe»
grafica dichiarò, qualmente inlomo airepa*
ca della nascita di G.C. la bocca deirAm»
era lontana da Pisa soli 90 siadj olimpici.
corrtS|M)n denti a due migl. geografklke.
P. Stala opinione di alcuni , che , lanlo il
Serchio da Ripafratta alla marina, quanta
TArno sulT iu<;resso ilella Valle pisana, bi-
forcando sudili vidrsien) le loro acque fra il
letto maggiore diretto per Pisa ed il Mio
minore diretto, uno per V Osarti Paltn
per r^r/ioccio nel canale palustre di CaUi*-
brone a pon.-maestr. di Livorno. — f^td.
OsABi, e Arnaccio.
Comunque sia di ci<S, conlf*inplan«lo uni il
Biicino pisano, fa d* uo[k> abbracciare in cu*^
VALL
loii solo Uilli gì' iqflucnli (kiU 9m 4««lni ,
I partire «Ja Vico-FUnno la giù » ma aycora
lelU sua sinistra , dalle ForiMcetle sino ai
Monti LÌTomesi , cosicché da questo tato
vengono ad esser compresi nel delta pisano
i valloni del Zanmme , del Fùfso Neate ,
VALL
647
«MU Torm eMrioM F0Uaie(ino al di
lìi di Monte-Nero, meolre alla sua de^lrn
r Arno accoglie la Cambra di Caiei , ed e
fiancheggiato dalle Ibtse di Fipìnaia , di
Malin9tntre ecc. le quali entrano in mare
eoi FitttfK Morto.
PMÙSPETTO Mia SvFaBvicu qoktmkjk e deità Potolaziore
dei VAL-D* ARNO PISANO 9 dei VAixoai suoi taisutau
negli anni i833e 1644.
S
S
NOME Dgl CAPOLUOOBl
DELLE
COMUNITÀ
X. Bagni J) S. Giuliano, per
*/8 circa
9. Chianni per I/4 circa
3* Giacina
4. Golle-Saltellt
5. Pauglia
tt. Lari, p§r Va ciica
7. LiToaMO (città)
8. Lorenzana
9. Santa-Luce, per ^fi eh
IO. Orciano, per S/s circa
li. Pisa (ciltà)
la. Ponsacco, per ^/j circa
i3. Pontedera, per */« circa
14. Vico-Pisano, per 8^4 cin
Totale .
circa
circa
SUPERFICIE
TBftBITOftUtB
in
QOADtÀTI AfiUABJ
18075,04
9044,50
a3i5o,5o
36717*04
aoia6,75
S9»5,I7
27878,55
5761,86
6589,34
a38o,66
58972.9$
1937, a3
1711,00
19340,59
a3f Sol ,68
NUMERO
DB6LI ABITANTI
NBL 183S
9088
998
i44o5
55i7
4936
1953
75*73
i377
i8y4
478
37237
868
1963
7110
NBL18U
io355
ia66
i6367
63o6
5740
mail
79800
1445
3o58
519
43i3i
ioi3
3147
8108
i63o85
180486
Dalla seguente Recapitolasione risolta,
che nel i833 esisteva nei sei Bacini delFAr-
110 in una superfìcie territoriale di Quadp.
3935665,31, pari a roigl. toscane 3655 ^/t
circa, una popolazione di 991,771 abitanti
corrispondenti a circa 371 ^/s per ogni raìgl.
quadrato; mentre la popolasione del 1844
ascendendo a 1,084,090 ìndivfdui veniva a
corrispondere a un dipreno a poeo più di
396 abitanti per ogni miglio quadrato.
Se poi si prende n esaminare la superfìcie
del f^ai-d*Arno Fiorentino di 7374 68, 57
q«adMt>, corrbpondente a oirca 906^ miglia
quadre loscaiw, si troverà che nel i833 vi
eran» eostà circa 4ao individui per ogni
miglio quadrato, «umcttlali nei 1844 lino
a 45o persone per ogni migl. come sopra.
Ma il Bacino dei Ftd-it Arno Pitano
comparisce H più popobto di fuMa la To-
scana ; avvegnaché in nna saperfìde di circa
388 miglia quadrate ( 33r5oi ,68 Qnadr.
amrj ) esso contava nel i633 per ogni mi-
glio 566 inditidni, e nel 1844 è arrivalo .1
636 persone per ogni miglio quadralo.
G48
RECAPITOLAZlOSE Miti SoNinoii mirmiuLB e M/a PoMt.«iin«r
delle Comitnìtà enmprfte nei sei BACINI DFLI/AHNO
negli anni i833 « 1844*
NOME
SUPERFICIE
NUMERO
DKI
mUTOlULB
DBOLI ABITAHTI
UACIM DELL' ARNO
IR
QOADIATI ACBAM
NBL 1833
NBL 18U 1
I . Valpd* Armo CAsciiTiaiSK
45i599,4o
3l589
3480R
a . Val-d* Abvo Abitiiio
450419,58
To5436
I1430I
.1. Val d* Abno Sumiomi
^37801 «46
61360
67504
4 . V«L-D* Abito FiOBnTmo
7*7468,57
380473
407739
5. Val d Aero Irvibiobr, ilei mi-
la la ftiiprrficie terrìiorÌHle e
il Num. (Ifgli Ahitanli di due
Girounilà del Ducato di Lue-
836874, Sa
348918
979R58
cu conipresi nel Bnrino sud-
tirilo
6. ViLD* Arno Puaro
TOTALR . . . . if ®
a3i5Ai,68
i63o85
180486
«935665, Ri
99«77"
1084090
VALLE DFLL* ASSO. — red. Asso (Val
B*) e Vallr mll^Ombrori Saresr net. Baciro
m MomrALcmo.
— DRi.!.' ASTRONE. — Fed, Cktora .
Comunità^ e \'ai.l» superiore della pAor.iA.
— ni B\r.NO ITI ROMAGNA. — red.
Bacno, Comunità n e Valle def. Savio.
— lux BIDENTE. - red. Valle deTre
BlDItRTI.
— DEL BISENZIO. ^ Ved. Biseneio e
Valle dri.l* Arno fiurentiro.
— DI CAIÀjI. — red, (^Aixi, Zamrra di
Caix:! , e Valle dri.l* Arro pisano.
— DELLA CASCINA. — red, Casctha ,
Era , E Valide dell* Arro inperiore.
— di CASTEIiLO nel Pietrasanlino. —
red, Val im-Castbli/).
— della CFX:INA, o VAL-diCECINA. —
Di colesU Valle {len^orsa da una fìuniaDa
iinf>ettios.i, che dopo il piro di circa 40 mi-
filiri scarica le sue acque dirclUimente nel
mare loscano, è stala Dilla menzione ali*
Art. Cecina, dove furono iiHl<rali i princi-
pali inllueiiti suoi , il corso che teneva; e
fu anclic dello che esia era per il geologo
una delle Valli più importanli del GfiiiJR-
CRto , sta per la qua liti delle rocce ; sb prr
le qiiantitk dell* acido borico e dei sali Bu-
rini che ivi si raccolgono ; sia per le iBollr
acque salse, come ancora per i melalli, prri
zolfi e le niofcle che sciituriscono nei valloiii
della medesima.
Resta qui a dare un cenno della suffrii-
cie quadrala e ilella |K>polaRÌone delle 0>
munita che per intiero o in parte sprilflim
a questa Valle sotto le solile due indicile
egioche.
Nella quiil Valle comprendo anche IcG»-
munita limitrofe poste sulla pendice occi-
dentale del Poggio al Pruno, comeochè emt
lira la bocca di ìlecina e la Torre S. Vin*
cenzio versino i loro torrenli diretlamcolc
nel mare toscano.
Dui Prospetto seguente apparisce, che li
Val di Cecina con i valloni e vallcoole an-
nesse in una superficie territoriale di quAdr
318667,85 pari a migl. toscane 396 ' «ti
erano nel i833 abil. 34319, (H|uÌTaIenli '
circa 61 1,3 per migl-, e nel 1844 abit. ;i
per ogni migl.
619
PROSPETTO della Sururicu quanuta e della P6mi.auoma
della VAL-UI4;£C1NA e dei VAuoai • Valuoou mvim
ne^/i aiMi i833 e 1844.
HOME DEI CAPOLUOGHI
SUPERFICIE
NUMERO
DUXC
mUTORIALS
OBOLI ABITANTI
IR
*^-^^^^^~~— *
COMUNITÀ
QUAintATI AQRAU
1IBL1S33
!fBLl8U
I. Bibbona
95807,99
814
f597
9. Casale
4ai9«9«
817
938
3. Casole, per */s eirca
91639,87
«974
9008
4. CaslelQUovo di Val di Ceciiui
18794.31
9981
«549
5. Elei
19655,39
1991
1199
6. GherarJesca
4i33o,89
9476
3o3o
7. Guardistallo
6909,31
ÌI40
1406
8. Monlecalìni di Val di Ceci-
98061,98
1746
9037
na, per ^8 circa
,
9. Moniescuda)0
5759,73
93o
io59
Io. Mooieverdi, per ^/$ circa
9473,89
956
333
II. Poniarance
73535,94
4884
5670
19. Radicoadoli, per ^j% circa
19964,09
f3i6
I44«
i3. Ri{Mrbella,
99997,76
Ì1I9
1809
14. VoLTuaA (città) per ^/s circa
Totale , . , . N?
97593,99
3159
3776
318667,85
94319
98783
VALLE DFXLA CORNIA, o VAL di-COR-
NL4. •— KWArt, CoamA nviii dissi , die
questo creduto il £ivoloso li. Linceo scatu-
risce sulla schieua occidentale diii monti di
Gaslelnuovo di VaUli Cecina, circa 94 migl-
]un«;ì dalla su.i foce nel mare di Piombino,
dopo che esso ha attraversato quel padule,
il quiilc per le re<-enli opere idrauliche fi va
a bonificare. Aggionsi ancora , qualmente
per tre dirt^ioni diverse nascono in cotesti
monti due fiumi eil una fiumana, la Cernia
cioè a ostro, la Cecina a settentrione, e la
Merse a grec.-lev. , e che nello sviluppo
delle loro Talli, e valloni, sul fianco meri-
dionale e settentrionale delle stesse montuo-
•ili che di là si diramano, manifestansi al-
cuni fenomeni naiarali , a vero dire , non
inolio antichi, sebbene importanti e singola-
rissimi per la storia fìsica di cotesta contrada.
Avendo ivi indicalo i principali influenti
della Cor/iiA, rinvierò a queir Art. il mio
lettore per limitarmi qui a designare nel
sottoscritto Prospetto la quantità ap|HroMÌ-
roativa dei quadrali agrari oomprrst in co-
testa piccola valle e quello de* suoi abilanli
nelK* solite due epoche del i833 e del
1844
Dal qnale Prospetto risulta che nella
traile della Comia comprendo anche le
Comunità poste fra la Torre S. Vincenzio
e Torre Momia presso Vignale^ conicechè
le loro aeque si dirigono al mare.
Questa valle pertanto occupando nna su-
perficie territoriale di 1 59 109, 58, pri a
raigl. toscane 189, vi si trovavano nel i833
abitanti 7491 a ragione di 39 individui per
migl. e nel 1844 abil. 48 per ogni migl.
quadr.
650
J^BOSPBTTO della Sdprafkv quAMUTA e Mlm ft>POi.Ano«c
Mia VAL-Di-OORNIA #»^/i anm i83S e 1844.
IfOMR DEI CAPOLUOGHI
SUPERFICIE
NUMERO
DUiLC
TnUTOUALB
DIGLI ABITANTI
m
M .
, ^^^
COMUNITÀ
QOADMATI AGIAU
un. 1833
NBL 1814
1. Ciim|iiglia
3358a,ia
9141
38S0
a. MatM-Mjrillima,^r ^j^cirea
43087,99
9953
9387
.ì. Piombino
40680,01
i583
9071
4. &tt<tta
7671,94
689
768
5. Siivereto
97080,99
755
io3o
TOTAM . . . . 2f •
i5aio9,58
74ai
qio6
VALLE DiLL^ELSA, — red, Elia, e
Valli nuL'AiHo iufriiobr.
VALLE Dm.* ERA. — red. Eaa, c Vai.
is. nnx* Amo iRtuiomit.
VALLE iin.i.A FINE, o VAL-hFINE.
-*-Piccol:i Valle percorsa dal fiumicello
Fine^ die incomincia ilalle colline auilnili
pisane fra Santa- Luce e Orciano, {ler quindi
sboccare direllamcnte in m«rc fn RinigiM*
no e Vada.
Comprendo in questa piccola Valle a»*
che la fallcool 1 del Chicmm e di altri io*
fluenti che scemlono dalla faccia uctideatote
dei monti Livornesi Terso il mare. «- Cbt
però spettano alla Valle della Fise in parte
o totalmente le 5 Goraunila tegimili, It
quali occupavano quadr. 6 56 5 3, 7 S pari a
mi([l. toccane 76 circa , dove iooeavano nel
i833 abii. 90 circa , e nel 1844 ciffcn 107
per ogni mi gì. toscano.
PROSPETTO della Sdpebvicia quaiaata e della Popolasioiib
della VALLE mlla FINE negli anni i833 e 1844.
"
.
NOHK DEI CAPOLUOGHI
Dri.i.R
COMUNITÀ
SUPERFICIE
TBBRITOMIALB
la
QI7ADBATI AGBABJ
I. Ciftellina-Marittimii
9. (^hiannì per ^/a circa
3. S. Luce, per */8 circa
4. Orciano, per </| circa
5. Rosipnano,
Totale . . .
iV/
i33o3, 78
45ai ,00
I 3095, 83
1190,39
.Hi54a ,75
63653,75
NUMERO
DEGLI ADITAUTI
NBL 1833 I NBL 1844
ia84
499
iafi3
a 39
399H
4365
S89
1379
959
4876
7913 I 8454
VALLE iMLLLA FIORA, o VAL-di-FIO- sino sotto Montallo in mare, entri quasi per
RA. — K questa, dopo la f^al le superiore intiero nt-l contado di Toscanel la dello Sl^to
della Paglia^ la più meridionale delLi T«»- Pontificio. — Gnicsla fu appellata un lempn
scani , per quanto la sua sezione inferiore, ^alle del fi. Armino^ e non prima del se-
a partire ilal così dello Ponte delVAbaie colo XIII prese il nome di Fiora dalla Tem
VALL
«li Santa- Fiora, donde la tua più oopion
e perenne sorgente acalarìace , a cirea 1 1 oo
brace, aopra il livello del mare.
XWJrt. SAMTA-FioaA. , Comunità ^ fu in-
ilicalo r andamento di questo fiume preci-
pitoso incassato in gran parte nel terreno
balcanico sotto-marino. Ivi si accennarono
ancora alcuni dei suoi principali influenti,
finché esso scorre nel territorio o sul con-
fine del Granducato, mentre V ultima sezio-
ne di circa i5 migl. di tortuoso cammino
ifjetla allo Stato Pontifìcio, dove dopo una
VALL
651
cinquantina dì roigl. di cammino il fi. Fio
ra tomo si perde nel mare Ifedilerraneo.
Nel Fnw/ittto seguente è riportata la quan
tità approssimativa del territorio col nume-
ro degli abitanti delle Comunità del Gruit-
ducato che spettano alla f^alle delia Fiora,
dal quale risulta, che in una superficie di
1 5160,78 quadr. pri a migl. 188 '/t coi^
rispondente nel i833 in una popolazioni*
di io5ai a quasi 55 abil. per ogni miglio
di 11395 individui arrivavano 6oabit.|ier
ogni miglio quadr.
PROSPETTO delia SupaRpicia quadbata. e dtlla Popolazioub
delia VALLE della FIORA negli anni i893 e 1844.
IIOHB DEI CAPOLUOGHI
IWU.C
COMUNITÀ
SUPERFICIE
TEBIITOIIALB
IR
QI7ADRATI AGIAU
NUMERO
DBGtI AUlTARtl
NKL 1833 RKL 18U
t. San In Fiora, per 3/ 4 circa
9. Manciaoo, per V4 fìirca
3. OjiacTBLbO (città) per 1/e circa
4. Pitifiliano
5. Sondo, per ^/$ circa
ToT^f.E .... iV.**
31900, 6a
a47ii>57
aoioo,6a
aygoa.aS
44993,74
3398
644
804
3a73
a5oa
3638
66/
586
3675
a834
1^1608,78
loS'AT
1139.^
VA L[£ SUPERIORE DELLA FOGLIA.-^
È uno de* tiumi noto ira gli antichi sutlo il
vocabolo iV Isauro , che nasce sulla sìiiislra
costa delPApfienuino ccnlrale, ed in rot-zzo
alla provincia montuosa della Jf aria TVa-
baria nelle Comunità di Sesti no e dellsi Ri-
di ji-Ted.dda, il cui territorio è bagnalo sul-
le prime mosse da tre fiumi reali; a lev. dal
Mfeiauro , a pon. dalla Marecchia ; e nel
centro dal fì. Foglia, il quale ultimo p04u>
lungi dalle sue varie sorgenti prende il
nome di Foglia sollo la Terra di Sostino ,
e lo conserva fino al mare Adriatico, in cui
entra davanti alla citlà di Pesiiro, percor-
rendo quasi per intitn) nella provìncia di
Urbino e Montc-FeltH) dello Stato Pontificio.
Ho dello che tre fiumi reali l>;i{|;ii.ino co-
tc*sic nuMiluosil.'i eiiii)|irc$e nelle Coni, di
Sestiiio e della Ridii Tedalda. Avve-inaelic
il cas.ilc e (Mi|K}h> di Castel lacrii ila siR'Ita |ier
iiilìvro alla Valle del Melaurn, dove enlniiiu
per una metà i corsi di acqua che scendono
da Monte la Bre^e , s[)etlando t* altra metà
che scorre dalla pendice orientale f Mio str»-
so moule alla traile della Mar eethia, \w\U
quale è compreso 1* intiero popolo di S. Gio-
vanni in Secchio della 0>m. di Sestino.
Ad eccezione di quest'ultima popolazione
tutte le altre della (xim. di Sestino versano
le loro acque nella Falle della Foglia. Vi-
ceversii due terze fiarti circa del territorìu ili
ÌUonte^Fortino della Com. di RaJia-Tf>lal
da spettano all.i Potile della Foglia ^ ed il
restante a quella della Marrcc/iia,
Dal prosjn'lto se>>ueiile [lerfaiito appiiriscr,
clic la Falle superiore della Foglia, S|n*I-
tanle al territorio del Granducato oc(:n|MV.i
quadr. i7')Rati6, pari a mì»lìa ai e sy^,
dove nil iK'ì.ì esistevano i^aa aliitanli |»ari
a 67 ahit. \h:v miglio quadr. ; mentre nr-l
18 ì4 vi erano 1.^99 e(|uivalcnti a 76 indi-
vidui |>er ogni miglio quadr.
Coi
PROSPETTO dwlla SururiuB quamati 9 Mia Popolaiiosc
drtla VALLE SUPEHIORK UELL4 F()GUA fu^/i «inni i833 e 1844
NOSK Dn CAPOLCOUHI
DILLI
COMUNITÀ
SUPERFICIE
TEBIITMULB
m
QUADRATI A6IARJ
NUMERO
DUOLI ADITANTl
NRL 1833 NEL 18U
1 . B41IÌ.1 TeilaliJa, per 4/io circa
a. Sesti 110, ptr 9/3 ciVca
Totali .... /V.®
1138,95
16343,91
64
i358
7«
i5a8
I738a,i6
14^3
1590
VALLE DI FOLLONICA r^il. Valli,
e Valli (Putì 01} fopn Follonica.
VALLE Du. FRIGIDO. — f^cd. M assa-
IXjcali , Comumità.
VALLE DIU.MBOLA.— Tee/. Modigliaha
Comunità , e Valli Mmimic dki. Ijamoici.
VALLE DOL* INFERNO. — Due «ngu-
tie ed orriile gole fioilano il vocabolo Ui f^al-
ie dclC inferno^ una che scende ii:il uionlc
dìTirli veno il padule di Casliglion della
Pi'icajd , e 1* allni cosliluiti dal collii dell*
Arno fi a il Imcìiio Aretino ed il tu(icriore,
nienirc nella parte del Marino Aretino eli-
ale lo tlreiio del Stonte di Rondine , 09si.i
deir/m&ff/o, dove TAnio inaimi di entrare
iictU Gola deir imbuto è attraverMlo da
IMI.4 |i«'!MMJ.i rnii mulino r.lit' [kji'U il nomi-
pnuiii della l«iculil.'i sotto Tanliro Puntu a
Suritino ^ sili quale |Kitoj la \ti:cliij slraib
■allibile dt:^ Sette l'onti, OH<iia f^aldarnese.
Kntnito r Arno nella Gola dtlt Imbuto
Ir sue ac«(ue curroiM) s|mi manti \M:r la prò-
l'onda {lietnisa f^allc del V Inferno a rice-
vtTe dal lato desln |:li m:oIi del Iosm) Doc-
cia e ilei rio di Rondine^ le falde «lei cui \to^-
gio lambisf!e innanzi ili iKigiiari' quello ilvl
lidie dove risii\le il Cast, di Pena»!, Qui
r Arno dal lato sinistro arco^lif il tributo
dai Inirri d«'Ìlo 5/i^t/ri/e//o, di Montotit e di
altri minori rMÌ iiinaiui di s\iiìiolarsi da
cote»la rii|i,i tortuosa i^ola della traile del»
t Inferno |»er arri^ait; al Pontf a fratte ^ «)
al Riunito^ dove do|if> «.iica (iiii|iie migl.
di ati^'iiklissimo canale tei mina l.i fratte
drir énffrno^ v m apre il liTio liacin<i del
V.d«r\rn«» s»HN.'riorr.
VALLE SLPLKIOHK dm. LIMONE noi
Il ltMiii,iii||.i (iraiidijc.ilf. — Miiitre |.i Valli;
«u|ri'riorc dii Liiiiìmk Loni' mila U'imigna
Granducale, la Valle inferiore Sfitlla |irr io*
liero allo Slato Pontilìcio. AIT^rf. Lamoss
furono indicate le origini di questo fiuoi^
che al |)arì di molli altri ha origine sulb
sinistra o»sla dell* A|i|iennino, dov*é chia-
mato volgarmente col vocabolo generico di
JFiumana, Esso prende il nome di ftume do-
po che si è maritato a Ih^umana Samoggim
fiitta più copiosa di acque dal Startene^ od-
ia quale ultima fiumana influiscooo da vanii
a Minligliana altre tre minori fiamam^ le
quali scendono dall* A|ipennÌDO di Tredoiio
e di Valle.
Incombe alt uatnienle indicare la maggio-
re liingliezxa e larghezza di colesta ^alle lo-
periore dei Lamone nella Romagiu Gran*
durale, la quali*, a {virlire dalla sua origine
sul ^i>t^t,o Colia diCaS'tgìia^ì'uìO al di la
della cura di Tassino sul Marzeno, arriva
a rinui 17 niigl., |ier una traversa da lili. a
sett-gnt:., mentre la larghezza maggiore di
cotesto primo liacino del Lamonf, calcolali
dal giogo del iiir>iile di Quen'ìolano a lev
sino a quelli di Pravalico e di GamlieraMi a
fion.-maeslr. può dirsi di cirea i5 m gì. di
eorda .
In questo iwnmctro pertanto si compren-
dono appmssinialitainente le sigucnti su-
perficie leriiloriali e quella ik-gli abilanli
di alcune Comuni la della Romagn 1 tosrani,
come dal Pro^ffrtto elio segue. Dal «piale
risulla che la Italie superiore dei Limone
oci'U)iata nel (ìran-liicato una su|ierfW'ie di
ein-a Qiiailr. ()Hii7,piri a miglia laa to-
scane, in una |iO|>olazione di i433ti abitanti
|>el i833, die corris|ionde a 117 |Hr oj:uì
luigi, quidr., e nel il^^\ essendo aoiuriila-
ti f.i jKipo'azione fili') a i5()t|7, eipiiviFra
piMo più di I S6 iibit. |)er ogm migi qiuii
653
PROSPETTO Mia Svpnncn ^adsatì e delU Popolasioiib
Mia VALLE SUPERIORE DEL LiMONK spetianu alla Bohaora GiAimucALft
€ M Vallomi suoi tubutau negli anni i833 e 1844.
KOMB BKI GAPOLUOaU
COMUNITÀ
i>UPERFICI£
TEKUTORULK
m
QUADRATI AGRARI
NUMERO
Degli abitatiti
NBL 1833
NBL 18i4
I. MMrradi
«. MomoLiAMA (nitià)
3. Portico, prr I/0 cima
4. Terra del Sole, per V« circa
5 . TreJozio
453a5,8o
99714,07
3oi5,oo
1797, Il
18335,87
658a
4774
3i9
540
9ia3
L
Totali
. if.^i
98ii7f85
14338
7164
5378
353
597
a5o5
15997
IW Quadro qui sopra espotto resuH'i che nella Valle superiore del Lnmone in una
tmperfie$€ di quadr. 9K1 17 ,85, pnri a circa laa mi gì, toscane ^ nel i833 abita\Hino
14338 indiWilui^ a ragione di circa 1 1 7 ^ /'s pertone per migl. quaJr.^ popolatone ere'-
tamia nei 1844 <ii 1659 individui ^ ^ale a dire^ di 14 abit, di piià per ogni migl.
VALLE m LAVEUZA, o AVENZA , e
MK&'AVENZA.— red.iJiMMkWLà^Comunità,
VALLE MLLA MAGRA. — Includo nella
Valle drllti Magra tutto il terrìlorio com-
proD nella Luni|n«na, che, • partire da set-
ICDtrionc, arrita sul giogo delT Appennino
drlla Gsa , e dal lato di lev. dal collo del
M&mte 7V4, propagìne meridionale del-
TAIpe di Mommio » a selt. da Monte Pisa-
■ino deir Al|ie Apuana , e dalla parie di
poii.-iih. dai eontrafibrtt che scendono dal
Moote Gol taro dal Monle -Rotondo per Go-
dano* e Malborghetlo , dove ha origine la
fiumana della F'ara , sino al promontorio
occidenlale del Golfo della Spezia e di là
lungo il mare sino alle Ca/e della Versilia,
lo questa stessa Valle pertanto comprendo,
oltre le aeque che scolano direllamenle o
indirettamente nella Magra , tutte le valle-
eole che per hreve Iregillo scemlono in mare
dai fianchi meridionali dell'Alpe Apuana.
Tali fono quelle della tallecola di Orlonovo
mediante il l^rr. Parmignola , l'allra di
Mpenma o del Carrionf di Carrara^ la vai-
kcola del Frigido di Massa-Duciile , quella
di MontigaosOj e 1* altra della F'ersilia, la
cui fiumana ciistiluiva anticamente il con-
line orient.ile ilelU Liinigiani.
Gik air^rC. SpuiA fn inHicHta la popo-
lazione di 50390 abit. della Lunigiana Sar-
da, presa nelTanno i839 e composta di aS
Comunità sotto sei Mandamenti, ai quali
popoli sono da aggiungerne tre altri (Corro,
e due Carrodani) spettanti alla stessa Valle
ed allo stesso Regno Sardo, i quali nel-
Tanno i83a contavano insieme 1991 abit.
Ho indicalo la sola popolazione della Lu-
nigiana Sarda, lostochè non conosco qnal
sia la sua superfìcie territoriale. Lo stesso
debbo dire delle Comunità ilella Lunigiana
Estense , se da queste si vogliano escludere
le due Comunità del Ducalo di Massa-Du-
cale , die contano un catasto.
Riepilogando pertauto nel seguente Pro-
spetto il numero delle Comuni là comprese
nella Valle della Magra con la loro |)opola-
zione, indico quella dell'anno i83a |»er la
Com. del Regno Sardo e del Ducato di Mo-
dena e per due del Ducalo di Lucca , com-
prese in lulto o in parte nella Val-di-Magra.
In quanto alle Comunità del territorio di-
sunito ilei Gran^liicato , lanlo della Luni'
giana , come della f^ersilia è indicala U
loro res|ieltiva sui>erHrie Icrrilorialr e v.o\
numero dfgli abitanti alle solile due C|K>elia
del.i833 e 1844*
V. f.
654
PROSPETTO Mìa abrmiaa nuufouiM e Mh Poms^kman dMm VALLE
0ELLÌ MAGEA» Vaulosi • Vaixmou ooimoirB m^i ammi t83S • 1844
per le Comunkà del Gaanoiica»»» • nel i83» per taite le aitre.
JKfjftOL Bn GàVOLCOQHI
COMUNITÀ
SUPERFICIE
TiaUTOlIALI
ni
QUADRATI AQMAU
I. N.* »3 Gomonilk del Regno Sirdo
indictte ali* Ari. Spuu» compresi i
tre popcdi tUti ivi tnlafciati
9. Bfoolifnoflo, nel Ducato di Lacca
3. Minacciano, ideo, per 3/| circa
4. Maaaa Dncak, nel Ducalo dì Modena
5. Carrara, idem
6. Aalla, idem
7. FoadinoTO, idem
8. Ftletio e Villa Franca, idem
9. Mnlaiio, idem
to. Rocchetta di Vara, idem
1 1 . Tretana e Giovaf;allo, idem
q*
Ignota
idem
idem
Circa «7 mi$L geogr»
Circa %o migl, (j^ gcog.
Ignota
idem
idem
idem
idem
idem
Il ni ' i.n i.,!— ^
NUMERO
IHMU AnTARTI
5i68i
r378
1388
iiSfta
rt5i7
4«88
43e8
9aia
«539
Mi
§5538
Seguono le Comunità del Territorio disunito del GaAsnccATO m eomprwM
NOME DEI CIPOUJOfiHI
COMUNITÀ
^^9*
I. AlbÌHno
9. Bagnone
3. Calice
4. Caprio
5. Cascia
6. Fìlalliera
7. Fivizzano
8. Groppoli
9 . PicTii4«AirTA ( cillà )
10. Poaraniou (ciiU)
11. Seravezxa
1 a. Stazxema
t3. Terra-RoMa
14. Zeri
ToTàLB .
SUPERFICIE
TBaarroRiALB
nr QuADiÀTi AoaAij
I II ■■■>
NUMERO
DIGLI ABITARTI
USL 1833^1 fnctisa
if/
35^0,67
io5r
ti59
18339,88
5617
4805
ia3a6,67
9739
3ooo
549«t47
ii55
1981
ia6ii,56
9477
9573
4960,64
835
849
66575,69
19679
i3679
9580,37
719
7«7
14509,00
777»
6893
4ia63,69
9939
toi65
11619,64
6oa7
6718
99400,40
55i3
6ti6
57»8,i9
406
lySo
33446,66
4068
4698
366145,35
60977
66386
BECAPITOLAZIONE
655
Valloni e Vallouì oonligiie hUìi V«il.ili- \ ( 5i68i
^ SHelUnli-l Ducalo J. Lucca ? n^» ««^^ ^*''. ^V.o ^ ^^^^
— Gorapiese ne^ii Siati Estensi j / 41091
•—-Sri Tcrrilorio disuuito «lei Granducato, nel i833 9 ()oa'-''
ToTALt 4bit. ÌV,« ,558i5
Daiia presente Reeapitola%ione deile Cent unita comprese nel fa Lunigìanny calco-
iando ptr ora la superficie terriioriale spet tinte al Granducato ^ appìrisce, c/ie in
«66145,35 quadr, etfuisf.ihnti a circa migl, 33 1 '/g* r/ofe nel i833 fibita\^uno 60^77
individui, a proporz one di qnaù i8a per s* ne per ogni migl.qundr,, mentre /te/ 1844
esteruio la popolazione aumentata di 6089 abitanti, viene a corrispondere quasi a
«00 perstme p»r ogni migl. quadr. toscano.
V.iLLK SUFERIOKE pFxLv MAREC-
CHIA. — É il tronco più alpestre «; prim.i-
rio ilei Huiue M.ireccliia, il quale nasce da
più scaturigini nella Siasxa-Trab'tria sulla
taccia settentrionale MV Aipe della L'ina,
r su quella del Foggio delia 2 acca, men-
tre uno ilei torrenti superiori, il Sonnatel-
io^ scaturisce poco lun^i dalle Salse del
Tt^ere a uree, del poggio iletlo de* Tre Ve-
scoiai j il quale lorr. Sonnatello ilopo 6
niigl. circi di cammino alla sinistra di co-
lesla Valle entra nel fiume sul confine del
I erri torio di S. Sofia di Mareccliia compreso
nrlla Toscana Granducale.
Dal Prospetto cbe segue resulta , che la
superficie di cotesla Valle spettante alla To-
scana Granducale ascende a quadr. 89163, Jo,
pari a migl. 48 ^/k toscane, dove si toccano
i terrilorj di tre Comunità del Graniluciito,
le quali mandairano tutte insieme, nel i833
ahil. a3i7,aproporzionedi 47 S/eindiTidui
|)ermigl.quadr., cresciuti sino a 5i nel 1844.
PROSPETTO della Svmviciv. quadbata e della Popolazione
della VALLE SUPERIORE della MARECCHIA negli anni i833 e 1844.
NOME DEI CAPOLUOGHI
DELLK
COMUNITÀ
I. Bailia TedaMa, p'r «'^o rirca
a. Sestine, pte 1/3 cima
3. Veigherelo, per l/g cin:a
Totale .... iV'.°
SUPERFICIE
TERRITORIALE
III
QUADRATI AGRARJ
30748,89
4060, 14
4354,^7
NUMERO
DEGLI ABITANTI
NEL 1833
39163, 3o
1733
339
245
a3i7
NEL 18H
18 a 7
38a
271
3480
VALLE DEL MARZEXO. — red. >Io-
DsauAHA, Comunità , v Valle .firpEaioaKOEL
VALLE SUPERIORK dfl METAURO.
... f^ed. ScftTtNO , Valle «lUPFaioaE della
Foglia, e Recapitolazionp. generale.
VALLE DEL MONTONE nella Romagna
Granducale. ^ È la Vaile più estesa della
Romagna compressi nel Granducato di To-
I, attraversata da un fiume reso celebre
da Dante .Alighieri, il quale nel Canto XVI
del suo Iiìiernoparagonjva il rimbombo che
faceva 1* acqua tinta che cadea nel settimo
girone, a quella del fiume
w C/re si chiama Acodacheta suso, atlante
w C/ie si divalli giù nel basso letto
» Ed a Forlì di quel nome è vacante.
» Rimbom^ta là sovra San- Benedetto
•* DalVAlpe per cadere ad una scesa
» Dove dovria per mille esser ricetto.
656
V ALL
Agli Art. Atre di S. Bcmiditto , e Mor-
TO!«B, facendo menzione del vario nome por-
lulo iJiille dÌTers.> seiioni di quesU Valle,
dissi , che né Polibio, né T. Lìtio, uè allri
storici o geografi antichi rammentarono,
che io sappiti , sotto qualsiasi nome cotesto
Huroe ; comecché le membrane lUfennati,
nelle quali trovasi ricordo di cotesto lungo
corso d* dcqua che bagna le mura occiden-
tHli della città di Forlì, lo designassero cqI
nome generico del fiume di ForCi {fiuìfias
Lmensis)^ vale a dire, di quel fiume che
.inche al tempo dell* Alighieri a Forlì di
f/ttel nome era secante.
Ma il sommo pnet.i losco chiamò Acqua-
cheta la Valle più alta del SJonloiie suso^
VAL L
Hiua/e che si disHilli già nei batto ieito^
tacendo anch*egli, come dopo la cadiila dì
Aequaeheia sotto la badia di S, Meme^
detto cotesto fìame prendctK il nome dì
Jfontone f tpììo il quale ultimo vocabolo
scorre fìn» al di \k della erra del Sofe.
dove accoglie il tributo della fiumana diri
Rabbi.
lì vallone pertanto del Rabbi, nel cai cen-
tro risie<l(f il pane ili Premi Icore ^ capoluo-
go ili una Comunità , ileve Cir parte della
Valle del Montone, col ili cui cnrso d*acqiia
la fiumana del Rabbi si accomuna , quao*
lunqiie coteata unione del Rabbi col fiunM
Montone accada fuori drlia Roma|;na Gi«h*
ducale.
PROSPETTO della ^upuncii QuinaATA • defla PoporAnnsiB
della VALLE DEL MONTONE e del Vallom rn. Rarh suo tributario
nrgli anni i813 e 1844.
NOME ORI CAPOLI'OGHI
DKI.LF
COMLN ITA
SUPERFICIE
TERRITORI ALB
Ol'ADRATI A6RARJ
NUMERO
DFQI.I ABITATTTI
XFL 1833
I. Dovadola
a. Portico, ptr *'« circa
3. Prrmilcorf , per 3 '| circa
4. Riicra S. Casciano
5. Terni di-l S)li', per */6 circa
T«»TAi.e .... iV."
ii36a,74
I. '1074, 45
a92 8(),57
ir)i.ìK,a4
8<n5, "l'i
I
I 8o5ao,.ì5
i8(>'»
'xont'ì
a. iti 7
9-or
II» 7 T)
XEL Iftli
3917
i;83
ao33
3o--
I 70i)6
Dnl sopra esposto Prosprllo puh rilf Sfarsi quale e quanta sia per approssimatione
la superficie ie*ritoriale^ e In popolntione delle Comunità drl Granducato comprese
in cotesto frolle Transappennina ^ cioè in quadr. SoSao, .i.'i, equivalenti a circa mi-
iflia 100 •/!, drve nel i83 3 abitavano 10735 persone^ a ragione di circa 107 abit.
per ogni mii^l. quudr., mentre nel 1844 e tsendo cresciuti di 1 36o persone, loie au-
mento portava tutta la popolazione repartitamente divisa ad abit. 1 ao ^ e per ogmi
miglio quadrato toscano.
VALLE NERA. — ^ed. Val^wì m Mxa-
aAN nella Romagna (ìraiuliiiMlc.
VALLE orLLA NIEVOLE. — P'cd. Nir.-
TOLR , e Valli dell* Aaao impkmork.
VALLE o«.l'OMBRO\E SANKSE.— K
qurstu dopo 1* Arno il secomlo fiume reale
che attraversa il Gnindiicato in una direzio-
ne quasi opposta a quella degli ultimi 5 ha-
rìni sotto Arezzo percorsi tlairAino* lo dissi
in direzione quasi opposta consiilrrando, che
il corso drir()inl)roncnflla Provincia supr>
riorc sauese è diretto da selt. a ostro, iiien<
Ire quello della Provincia inferiore, varian-
do alquanto direzione, piega verso liti.
Dividendo pertanto la f^alie deiP Om-
brane sanete in quattro bacini, nel primo
di essi comprenderò la città etl i previ di
Sima con il vallone dell* Arbia, a parlìn
VALL
dw- monti del Chianli e dal Monle-Maf gio
fiM alla ^U fra la Badia delU deiVAinien-
gM a sinislra ed il poggio di Bibbiano Giu"
gUeMcAi alla tua dvslre, e chiamo qocito
primo il Bacino di Siena dtUa cillii prin-
cipale che gli dà il nome.
Includerò nel secondo Bacino il cono
lortuuio deirOmbrone sanete dalla gola del-
la Badia Ardtnga fin sopra la confluenza
deirOrcia quasi di fronte a Blonle-Anliro ;
nel quale Iragitlo il fiume predetto accoglie
i oopion tributi che gli recano dal lato de-
tfro le acque del vallone della 9ferse; e
chiamo questo secondo Bacino della ^alle
itirOmbront sanese col titui<> di MontaU
ciao dalla citla che lo avvicina.
Srgnalerò il leno Bacino sopra la con-
Boema dell* Orcio fino alla gola d* Ischia
^Ombroncy nel quale tragitto oltre che gli
portano il tributo, a sinistra la fiumana del-
VOrcia ed i lorr. Metacce e Trasubbie^ ri-
ceve dal bto destro quelli dei torr. Lonzo e
fircCojso; distinguendo questo terzo Barino
odI nome della Terra di JPa^aiicodallasua
ttolnlilà quasi in mezzo a colesta sezione.
Finalmenle appello quarto Bacino della
Fmtie deir Ombrane sanese quello che |H>rla
il Dome della capitale della Maremma sa-
VALL
657
nese , Grosseto , di dove l' Orobrone dalla
$cia d'Ischia scende fino al mare.
Comprendo in quest'ultimo Bacino tutti
i valloni tributar] diretti o indiretti che
fluiscono nel quarto Bacino deiVOmbrone
sanese, sia che entrino direttamente in mare,
sìa che vi si rechino per mezzo delle due
foci dello stesso fiume; la prima delle quali
vi sbocca meiJiante il suo antico alveo sotto
Ja torre della Trappola, e P altra vi fluisce
per i ninali diversivi che tendono a bonifi-
care il Padule di Casliglion della Petcaja.
Dondechè considero come altrettanti val-
loni compresi nel Bacino Grosse/ ano quelli
della Bruna i della SwfaZa ^ della Fossa e
di lutti gli iilln corsi d* acqua che si per-
dono nel Ridille tesiè nominato.
Riprendendo pertanto a segnalare la su-
perfìcie lerriloriale e gP individui che abita-
vano nel i833, e nel 1844» nel primo As-
ci/io di Siena , dopo avere inilicalo a volo
d* uccello sol lo gli Art. Asciamo, Bonacoa-
VKHTO , BlRABDCnOA ( CASTELnilOvO DUXA )^
SiEMA (Tia« di) ecc. ecc., la natura dei terreni
di colesta Valle su^ierìore delTOmbrone, mi
limilerò qui a riepìlogMre i terrilorii e mu-
ni tati vi e la popolazione di ciascun bacino
di colesta Valle elle duee{)Oche già indicale.
PBOSPETTO della Scpupicik TiiuiiToaiàLK e della Popolaiiohi
daUa VALLE SUPERIORE du.l*OMBRONK SANblSE ossia dei Bacimo m Suha
ooiipiiui I Vallohi suoi TaiBUTABj nef(li anni i833 e 1844.
HOME DEI CAPOLUOGHI
SUPERFICIE
NUMERO
DILLI
TEKRITOBUI.E
DEStl AllTAflTI
COMUNITÀ
IM
QCADRATI AttABJ
NEL 1833 1
1
NEL 1844
t Asciano
63385,36
6356
6575
s. Buonvnnvenlo
18765, !l5
2379
2586
3. Castellina in Oh lauti, /ler 4/3
9642,10
998
114»
circa
4. Gastelnuovo Berardenga
51957,03
7124
7953
5. Gajole per I/4 circa
28197,00
3291
3433
6. Masse del Terzo di Gittk
16828, i5
4a34
4069
7. Delle del Terzo S. Martino
17364» 68
4359
4457
8. Vonteriggioni, per I/4 circa
7»34,9«
758
809
9. Monteroni
30981 ,6a
2'^64
3339
IO. Murlo, per ^/s circa
11126,74
601
767
1 1 . RapoUno, per A/5 ciVca
19945,62
2602
2816
la. SiivA (ci Uà)
484. «3
18860
2o588
i3. Sovicille per I/4 circa
10537,00
1843
i65i
1 Totali .... ^.**
28564<)0'>
1 56170
594H8
658
V ALL
Dkil Prospetio aiilccc«lciite «ppartfte, che
il primo Bmìoo della ^alie dMOmhrom^
sanete oocu|mi quailr. 185649,70, |iari a
migi. folcane 355 S/4 circa; nella quale ra-
peificie nel i833 ubiiavano 56170 penone,
a ragione di quaii 1 58 abil. per ogni migl.
qiiadr. portali nel 1844 fino a circa 167 in-
dÌTÌrltii per ogni migl. quadr.
VALLK DfXL'OMBRONE SANESE ostia
del BACINO M MONTALiClNO. — Que»U>
•ecnnilo bacino ilei la falle delV Ombrane
da lev. a pon. abbraccia circi 3o migl. lu-
tcaoet a partire dalla fommilii del poggio
V A LL
di Mootalcìiio tino a quelli di Miiatieri e
di Radiuoudoli » e da oflro a kIL, da Mo».
lalcino timo fino alla Bfoolagoola dì Sieaa«
occupa per approtMmaaione una auperBcie
di «19660,63 quadr. pari a miglia «73 */t
toscane rìp.iriili nelle tegucnli Comunità del
Granducato.
Nella qual tuperficie di miglia «73 *f%
quailrale nel i833 etittevano 187 «6 abi*
tanti, pari a 68 persone per ogni miglio
quad. e nel 1844 troranflovisi 1981* in-
dividui, corrìspoudono a 7* pcffvma par
ogni miglio quadr. totcanu.
PROSPETTO deila Sopaanaa TUaiTOaiu.! e deità PorOL48K»n
della VALLE mll^OUBIìONE SAlfESE, ossia del Baafto m Bfonabcmo
a nai Valluri suoi TaiaoTÀaj itegli anni i833 t i834.
NOUB DKI CAPOIXOaBi
COMU!f ITA
I. Giiu|iagnaliuo, ^r 4/g cirta
9. Cliiiisdino
3. S. Gin. il* Atto, p^r V4 circa
4. MiMiialcin's per Vi circa
5. Moniìciano
6. Moni ieri
7. Murlo, ptfr */s circa
8. Kiilicoiii|i)!i, fter t/3 circa
9. Soviriilc, /fcr 34 circa
Tntktjn .... /V*
SUPERFICIE
TBUITOIIALB
la
QTAIHIATI AORAU
l7a65,oo
4o5i6,66
36oi,oo
34889,34
3i85of8o
3i 195,45
99951 ,48
6489,00
3i6i ì,oo
9i9t»6u,()3
NUMERO
BftOLI ABITàHTt
NBL 1833
593
3643
33i
3945
io3i
9 564
I90I
658
«ìSSo
i87«6
1M4
548
3048
35i
3985
9077
3994
i534
791
49^4
I 19819
VAfXE CFATRXLE dh.!.* OMBRONK
SANESE, o BACINOdiPAGANICO— È
il terzi» eil il più esteso Barino di colesta
Viille, il quale, a rifarti da lev. si estende
dal fìanco occidentale delle montagne di &•
Iona, di Hadicofani e del Moni* Amiala , ed
arriva a pon. sino sui monti di Toniiella
e di Belagajo per una traversa non minore
di 5o migl. toscane, mentre dal lato di
grrc. confina con i poggi di Trequanda so-
pra le sorgenti della fìum.ina /Ìyfo, e di-
rimiiello a ostro-lib. giunge sino .id Ischia
tulio sbocco della Valle Grossetana per una
Imea di oltre 40 miglia toscane.
Le linmane tributarie di questo Bacino
sono, a lev. TOrcia ilupo aTer et» arcolio
i copiosi tributi del Xaneotu^ del Fotmcm
e deir^ffo; quindi vi tcendooo dal fianco
occidentale del Monte Amiata i grt>aai lorr.
delle Mclacce e delle Trasuhhie^ mrntftt
dal lato dcttro dell' Ombrone tprtlallle al
Bacino di Paganico vi |iorlano le loto a^
que, ilai monti di Ruci'atlnida e di Civilelh
i torrenti del Linto^ dd Creiwto, trnm
dire di altri minori corsi d* acque. — Mh
tuperfkie approasimativa di cotesto Aimo
si può rilevare quanto sia più scarsa la pi^
polazione relativa delle rptpettiTeComimilA»
in proportiune dei Bacini del f^al-d'jimo.
Avvegnaché in una supoficie tccrilonalB
VALL
V ALL
650
di qaadr. 4o94<(> 9 1^ 9 p«rì a dtcìi niglii li contaTano 3iB8a «bit. che appena arri-
si o, nel i833 vi ti trovavano 3o66i iodU vavano a 6a ^l%'\mr niigl. quailr. — f^eti.
vidui, equivaleoti a circa 60 penone per in fine deirArtio. la iecapitofazione dei
ogni migl. quadr. ; mentre nel 1844 ▼* 4 bacini della Valle deirOmbrone sancse.
PROSPETTO 4eUa SuFuncia TimrrfmiAu e deità Poromaoiri
delia ViLLE CENTR^LQ DELL* OaiBRONE 3ÌNESE, ostia Bàcmo m Pagakko
compresi i Yalu»i TamiTABj «e^/^ anni i833 e 1843.
ROlfB Om CAPOLUOOm
DaLLK
COMUNITÀ
*
SUPERFICIE
TnmrroKULB
QOAimAn A^UIJ
I. Abbadia S. Salvadofe, per
4/4 ci rea
%. Arcidoito
3. CampagnaticOy/ier </$ circa
4. Cartel del Piano
5. Gaaliglion d*OitUi
6. Cinigiano
7. S. Gio. ^kuo^per 8/4 circa
8. Monti Idno, /ler 4/f cirea
9. Pienxa
I o. S. Quirìco
I X. Radicofiini , per >/$ circa
ta. Rocca Strada , per l/| circa
i3. Sìcansann, ;»e^ ^j% circa
14* Treqoanda, ;ifr l/s eii
Totali .
circa
6756,01
a7i68,77
863a4,9a
•9071,71
31797,41
59433,84
t 0808, 00
34889,94
35809,18
19419,95
93098,60
95399,41
96794,89
79i5,oo
409469,16
NUMKRO
DRCII ABIlAliTI
yxwt 1893
"fy
iq37
4365
96i3
4587
1710
3o58
994
3945
«989
1587
1610
io5i
1047
788
NBL 1844
3o66i
lo56
4848
9740
4575
1879
3o33
io53
3985
987S
1647
1690
1144
1090
970
3i8M9
VALLE INFERIORE dui.' OMBRONE
SANBSE, orna BACINO m GROSSETO.
-* È il quarto bacino deirOmbrone cbe
cortilnitee la Valle più ubertosa e nel tem-
po ftCMO la più malefica della Maremma
Goletta Valle prende orìgne alla deitra
deirOmbrone dal crine de* monti di Hoc-
CMtrada, di Snum> Fortino, di Rpcca-Tede-
ffigbif a di Prata lituati a roaritr. di Grot-
wlOy ciica 95 migl. toscane lungi dalla riva
del naarc, mentre a lev. dell'Orobrone ti chiu-
de r ultimo ilio bacino con i contnflbrti
che aoéndooo dai monti di Scansano per
Montiano vecchio e T Alberese. — A circo-
aeritlo al suo pon. dalli sproni cbe slaccansl
fra Preta e Masm-MarìHima dirìgendosi
%\V Accesa^ e di 111 per Gavomno, Giunca*
rìco e Tirli fino al mare.
Entrano in questo bacino per intiero o
in parte i territori più estrai e meno popò*
Iati delle Como nitli del Gramliicato come si
può vedere dal seguente Prospetto e dalla
Recapitolaùone generale delle Valli.
Dal seguente Prospetto resulta cbe il qm^
to Bacino della Falle delPOmbrome Sa^
nese occupa una superficie dt quadr. agvarf
36o3o9,97, pan a 448 Vs ">igl. quadr.,
dove nel i833 esistevano abìl. 11397 m'
proponione di 95 circa per ogni «Mfilioi
cresciuti nel 1844 fino a i98o5 abit. etrri-*'
spondentl a 98 Kidivtdvl parogni-niigl.cMai
«60
PMOSPSTTO deità Svfwunam tobitobuib t Mia Poroi.AaMB
Mim VALLE mh.*OHBKO?IB SÀ?lfiSE aggia M Bmomo di Gkmhto
o'WpftFsi I VAUfim SUOI TAnoTAU negii anni i833 e 1844.
NOMB Bei CiPOLUoaai
DCLUl
COMUNITÀ
SUPERFICIE
TIRKITOIIALB
IH
QITADtATI AGIUU
NUMERO
DB6LI AmTANTl
siEL 1833
NBL 18U
I. Casliglion «Iella Pescai j {nito^Hi)
a. Gjvormno, per 4/t circa
3. GroMPio
4. MntM Mirili irai, /»«rf/3 circa
5. Roccatir.icl«, per S/4 circa
6. Scinsan », per */s circo
TOTALK .... if.**
6oi38,oi
35416,41
I 18956,68
43087,94
7.5988,35
9674» ,70
1718
3aa7
9953
3i59
i"47
1744
l3oi
a8.Sa
a387
343i
1089
3Go3o9,97
Il 397
ia8A4
REC AP ITO L AZIONE delia Sittuficik TiBinnkiALK e delia Popoi.Anox«
delie Comunità comprese nei quattro BACINI DELL* 031BR0NE SANESE
negli anni i833 e 1844.
NOME
DBT BACINI
DELL'OMBRONE SANKSE
SUPERFICIE
TBBBITOIIALB
m
QUADRATI ÌGRAIU
NUMERO
DEGLI AilTANTI
** NRL 1833 NBL 1814
|-
ì
I . Runif o m Sirh ì
a. Baciro di Moutai^iivo
3. BACINO DI pAG4niCO
4. Bacino di Giossrro
TOTALR . . .
.T.«
985649,70
919660,63
409469, 16
36o3o9,97
1975089, 46
56170
18796
3o66i
Il 397
I ir)i)54
59488
I9^>a
3i&89
19804
193986
VALLE OMBROSA. — Ved. Vallom-
MOSA.
VALLE Da.L*OiciA. — T'ed. Oecia c
Vallk «JrirOMBioHK Sarbm nel 3.^ BAano.
. VALLE D«ij.*OSA.~r«</. Osa, e Valli
tttLL* AlBIORA.
VALLK SUPERIORE DTLLA PAGLIA.—
kWÀrt, Paglia fu «Ictlo che coltalo fìiime
ha •rigine nel G»n(luc«ito , e {iricìsiiau'ule
nel fianco orientale del Monte Araìata ila va-
rie fonti, le quali prendono cotlanìi il vo-
c:<i:oIo <Ji Paglia e di Paqlioia,
Qui ne incornile indicare approssimali-
T.-(meute U su^terfic e territoriale eil il na-
mero drjfli sibitanli delle OmiiniUi gpet«
tanti al Gniiiducato , che sono comprese in
|mi-|e o in tulio nelU frolle superiore deh
la Puglia A\\t solite due e|iOGhe.
66t
PROSPETTO deilm Supuficw quàraATA e deììa Popolabioiir
della VALLE SUPERIORE DELLA PAGLIA e dei Vallohi «doi tubutau
negli anni i833« 1844.
1 H OHK DU CAFOLUOGHI
SUPERFICIE
NUMERO
TKftRlTORIALB
DEGLI ABITANTI
DKLLB
IV
\
^_^^__^_
COMUNITÀ
QUAD14TI AflKAU
NBL 1833
NBL iai4
I. Abbadia S. Sai vadore,|»er 9/4
20968,04
3l22
3i68
area
9. S. Catciao de' Bagni
26795,21
2747
2882
3. Celona
i5566, t5
ai.i9
2156
4. Chianciano, per ^1% circa
5370,74
1080
1078
5. Cmiusi (ciltk)^'* 1/3 circa
5670,94
Il 39
1214
1 6. S. Fiora, per f/4 circa
10633,54
1099
1212
1 7. Pian Gtstagoiajo
ao3i2,o5
269.3
2848
1 8. Radii ofani, per 4/s circa
I I 549,30
8o5
845
9. Sarteano, per </$ «rea
83oi,8i
l302
i354
1 0. Sorano, per Vs circa
Totale . . . . iV.*»
22496,72
I25l
1410
158963.80
I73I7
18167
VALLE DCLLA PECORA nella Maremma
lan<«. ^-^ È lina delle più corte e<l angu-
Valli della Miremma centrale del Gran-
Ilo, il corso del cui fìumicello fu gik
\09\V /Irt, Pbcoba.
Emo scaturisce dal fianco meridionale del
paggio di Monte-Bamboli, e dopo avere ac-
oftllo nel suo alveo, alla sinistra le tiepide
Hque de* lorr. Roana e Renelle , i quali
scendono dal fìanoo australe del monte di
Massa Marittima, ed alla sua destra le acque
che fluiscono fra la Marsìliaiia e Montioni
cotesto fìumicello dirigesi a scir. a impela-
garsi nel mare mediante il Padiile di Scarlino.
Ho compreso in questa piccola Valle una
terza parte della Comunità di Massa-Mari t«
tima, S's della soppressa Gom. di Scarlino e
Buriano, e la metìi dì quella di Gavorrano.
PROSPETTO della Supreficie quadrata e della Popolakiohi
della VALLE SUPERIORE DELLA PECORA e delle Valliooli coaTiova
negli anni i833 e 1844.
NOME DBI GAPOLOOGHI
SUPERFICIE
NUMERO
OKLLK
1
TERRITORI A LB
DEGLI ABITANTI
IN
_^ii
COMUNITÀ
QCADRATI AGRARJ
NEL 1833
NEL18U
a. GiTorran >, per ^/j circa
35416,41
1718
i3ot
i. Maasa- Marittima (. cillh) per
43087,92
2253
2387
*'3 ciiea
3. SiMrlino e Buriano, per V^
472^3,00
2291
1735
arca
Totale .... .V.''
146737,33
6262
5423
V. ▼.
84
662 y A L L
VjtLhM RaMISTA, f^td, VAlAAMIfTA
(Villa di) nel Val-d'Arno inferiore.
VALLE SUPERIORE dbl RENO BO-
LOGNKSE. — Cotesto fìu me nasce sul rove-
Mio (leir Appennino più meridionale e più
interno della Toscana, cioè sul giogo delle
Piastre^ appena 7 migl. a maestr. dalla cit-
Ui di Pistop. — Il pìccolo Reno da quella
sommità percorre un alveo leggermente in-
clinalo da lib. a grec* lungo un angusto Tal-
lone sino a Ponte- Pefri, Ni gli recano tri-
buto, dal Iato sinistro i due lorr. Btarefca
• Bardellone, quindi più sotto, a Praccbia,
riceve dalla slessa prie le acque dell* 0/*/i-
gna, mentre sul confìne estremo della Co-
munità della Sambuca se gli unisce dal Iato
destro la Limentra pia occideniate dello
Sftedaleiio; essendoché le al Ire due Li men-
tre , ia centrate e /* orientale , si vuotano
nel Reno dentro lo Stato Pontificio.
▼ ALL
La lungbeisa maggiore della F'aile supe-
riore del Reno nel territorio del Grandu-
cato può valutarsi da lib. a grec. di ciia
14 roigl. toscane, a partire dairAppeaniao
del Piastrajo fino al confine delù Coa.
della Sambuca ; mentre la sua maggior Ur
gbetza geografica trovasi nella direzione 4i
pon .-maestr. a lev.*scir., a partire dal lili
di maestrale, dal monte àe\V Uceelliera fina
alPAppennino che dirigesi verao le sorgfdà
deWe tre Limentre y sul gio(^ de* monti,!
quali separano i Valloni delle tre Lime^
tre dalla cosi delta Val^i^Bure,
Spettano a cotesta porzione trasappenniap,
per intiero il territorio della Cora unità deOi
Sambuca, e per una porzione quelle di Par-
to al Borgo, di Cantagallo e di Som Mar*
cello oltre una frazione del popolo di Plr»
neta spettante alla Com. di È^teglio^
dal Prospetto che segne paò rìleTanL
PROSPETTO della Supuuncii quàimatà e della PoFOLABon
delle Comunità che occupano la VALLE SUPERIORE ml RENO BOLOGNESE
negli anni i833 e 1844.
IfOMB DBI CAPOLOOGHI
SUPERFICIE
NUMERO
DCLUt
TBSUTORULB
DEGLI ABITARTI
IN
^^_ 1
N-^^^^""****"
COMUNITÀ
QUADRATI AGRARI
NBL 1833
NBL18U
I . Sambuca
3^967,59
a63a
5oi3 1
a. (Cantagallo, per il% circa
1^293,06
a35i
1691
3. Porla al Borgo, per t^^ circa
9'9"f««
3189
369«
4. San -Marcello, per </3 circa
8344,67
i6oa
i568
5. Pileglio , per </50 circa
Totale .... if.°
399 ,00
61
59 .
53o88 , 44
9836 1 iao«3 i|
VALLE DELLA SAMOGGIA. — Ved.
Tuia dkl Solb, Comunità.
VALLE SUPERIORE do. SANTERNO
neir Afipennino di Firenzuola. — Lascio
agli Arf. Santeino e Fimrnkuola, Comunità,
la descrizione deiriindamento di questo fiu-
me e del terreno sul quale scorre , per dire,
che attualmente io comprendo nella Valle
superiore del Santerno tutta la Comunità di
Firenzuola, abbenchè alcune rr.izioni di es-
sa entrino nelle Valli contigue Tra nsappcni-
ne e Cisappennine, siccome conto fra le pri-
me quelle del {X)[>o|(> di Bruscoli , le csi
acque scendono nel fiume Reno, quelle ed
po(K>lo di Piancaldoli postp alle sorgeoli
del Sii laro, ed il popolo di Caprenno prtafi
la dogana delle Pili gare sul fiume Idìee,
lutti corsi d* acqua che fluiscono oelPAdriati-
co. — Lo stesso dirò dello Stale compreso is
parte nella Com. di Firenzuola, unica fruìo-
nedi quel territorio di qua dall* Appennios
acquapendente nella fiumana della Siete.
«63
PROSPETTO delia Svpiwian qijaoaata e della Pofolauovi
della VALLE SUPERIORE DEL SANTERNO negli anni i833 e 1844.
NOIfB DEI CAPOLOOGHI
DILLE
COMUNITÀ
Firenzuola
SUPERFICIE
TEBRITORIALE
IH
QUADRATI AGRABJ
NUMERO
DEGLI ABITANTI
8or74,i5
VALLE SUPERIORE do. SAVIO in Ro-
magna. — Celesta sezione del Sa^io com-
presa nel vicariato di Bugno fa distinta da-
gl* istorici fiorentini , non che dai politici
col vocabolo di F^al » di -Bagno ^ comecché
nella Falle superiore del Savio eniri an-
che ^a Comunità di Sorhano qasindo questa
non fiiceya pjirle della Fal-di-Bagno.
Air Ari. Savio fu discorso in succinto
della sua origine e del suo andamento in-
nanzi di sboccare nel mare Adriatico da-
vanti a Cesena , sicché non mi resta che
accennare l'estensione approssimativa e la
popolazione della sua f^afle superiore spet»
tante al Granducato. — La quale porzione
di Valle presa da lev. a pon. , cioè dalla
aomroilà del monte di Pastorale y presso
il giogo dell* Appennino fra Frataglia ed il
Bastione, si estende linearmente circa 14
miglia toscane, mentre dalle spalle del
monle Aquilone ^ posto a sett.^ delle sca-
iDrigini del Tevere, e da quelli della Cella
S. Alberigo e delle Balze, andando da
scir. a sett. fino al poggio di Ballato , essa
Valle corre per una traversa di circa t5
roigl. toscane.
Panno parte della frolle superiore del
Savio , per ìnliero la Com. di Sorbano ,
per metà la Com. di Bagno e per S/4 quella
di Verghereto, siccome dal Prospetto se-
guente apparisce.
Della Com. di Sarsina e di quella di S.
Agata dì Monte-Feltro, sebbene in totalità,
o in parte, comprese nella Valle superiore
del Savio non faccio parola , spettando am-
bedue allo Stato Pontificio.
PBOSPBTTO della Supisficu quadrata e della Popolauorb
della VALLE SUPERIORE DEL SAVIO negli anni i833 • 1844*
NOME DEI CAPOLUOGHI
COMUNITÀ
SUPERFICIE
TERRITORIALE
IN
QUADRATI AGRARI
I. Bagno, per i/% circa
a. Sorb no
3. Verghereto, per B/i circa
Totale .... iV.®
34193, 3i
11079,29
a6ia5,65
71398, a5
NUMERO
DEGLI ABITANTI
NEL 1833
3aa6
977
1494
5697
NEL 1844
3486
io34
i6a5
6145
VALLE SUPERIORE del SENIO in scano, il quale, a partire dal monte Carzo-
Romagna. — È uno dei fiumi che Kende lano, dirigesi da lib. a grec. per la P'alle di
«hi fiinco settentrionale deirAppennino to- Palattuolo , bagnando le mura occidentali
664
V A LL
VALI
(li (|iifsto ca(K)lmigo di Comunilà, finché fìciu; talché la f^aiie tmptriort dei Semìo
dofio circa io migl. di cammino, al di lotto può dirsi circoicrì Ila ad oodìprvsao dal iitri-
della eh. plebana di MisiUo qxììta nel ter- metro della Gorounilli testé citata, della quale
ritorio e diocesi d* Imola dello Slato Fonti- si trova qui appresso il solito Prospetto.
PROSPETTO d€Ìia SuFiancn quainuta e delia Popolauosk
della VALLE SUPERIORE DEL SENIO negli anni i833 e 1S44.
NOIfB DBI eAVOLUOem
DILLI
COMUNITÀ
Palaxzuolo
SUPERFICIE
TBKKITORIALI
IH
QUADRATI AGIABJ
3i9a*>99
NUMERO
DB6LI ABITANTI
NBL 1833
3i65
NBL 18U
3333
VALLE DI SERAVFZZA. — red. Sa-
aAviKÀ, FirrmASAiiTA, Comunità^ e Vibsilu.
VALLE DCL SERCHIO. — Dopo che co-
lesto fiume si aprì un alveo ed una foce soa
propria nel mare , e che il corso delle sue
acque debba dirsi esteso anziché breve, è
d^uopo fare della frolle del Serehio un
articolo a parte, saddividendo in tre bacini
quelli delle sue acque, dall'origine fino al
mare, cioè, nella Pialle del Serehio sane-
ricrei compresa nella Garfagnana; nella
F'alìe del Serehio centrale , nella quale
siede la ci Uà di Lucca, e nella Valle del
Serehio inferiore, ossia di Marina, in cui
si trova la nuova città di Viare^igio.
VALLE DRL SERCHIO SUPERIORE.—
Considero per primo e più allo Bacino del
Serehio quasi tutta 1* ani ira Provincia della
Garfagnana, a partire dalla foce del Monte
Tea fra le sorgenti dei due Serchj , quello
cioè di SfinuecianOf altrimenti denominato
Fiume di S. Michele , e 1* altro dì So^ag-
gio , fino allo stretto dove shocca nel Ser-
ehio la fiumana della Torrita Cava.
Già a.\V/iri. Gaifagnana designando i lì-
miti di colesta Vaile superiore dissi, che la
sua lunghezza era di circa ao migl. geogra-
fiche da maestr. a scir. e che la tua larghci^
xa media da grec. a lib. fti cootidenla ap»
prossimali vamen le di circa lamifl. linearii
calcolando -la sua supc rficie letale pretto •
poco a a4o migl. geografiche quadr.
Air^rr. poi SiBcmo indicai i augfiori
tributi dì acque che aumentano quelle ad
Serehio lungo tulio il suo eono, il qoak ot
trepasia le 5o miglia dalle tue torfcali Bm
al mare ; e dissi , che nel primo Baeimà
della Garfagnana il Serehio accoglie, dal
lato destro, ossia dall* Alpe Apuana, il lorr.
di Poggio j la Torrita di Ca5telnuo^fo,qf»tU
la di Gallicano e la Torrita-Cava^ menli«
dal lato sinistro scendono in Serehio daU
r Appennino di Cor fino il torr. di Cmsii»
gì ion- Lucchese, dal Barghigiano il CorfoM^
e dai monti di Goreglia Pi^ffiìii, il quale «Ir
timo lorr. chiude dal lato sinistro il prioso
Bacino del Serehio , nella di cui estremi Ifc
inferiore trovasi, sul lato destro il Icrritorìo
comnnitalivo di Gallicano del Ducato di
Lucca, e dal lato sinistro quello di Barga
della Toscana Granducale , 1* unica Comu-
nità, della quale per ora si conosce la quan-
tità della sua superficie territoriale e la pò»
polazione alle solite due epoche.
^»65
PMOSPETTO delle Govdiuta* comprese per intero o in parie
neiia VALLE SUPERIORE DEL SERCHIO e nei Vaixoki suoi tmbdtam
con V indicazione dei tre Stati cui appartengono*
HOME DEI CIPOLCOGBI
unxK
COMUNITÀ
SUPERFICIE
TBRBITOEIALB
IN
QUADRATI AGBAIU
NUMERO
DEGLI ABITANTI
NEL 1833 NEL 1844
I
GRANDUCATO DI TOSCANA
I. Bargi
19441 ,o3
6790 j
7x5«
DUCATO DI MODENA
I. Gaileluuovo di Garfagiiana
a. Cam|jor^ìano
3. Garti^lioD-Locckeie
4. Pieve Poflciana
5. Carcggine
6. Piazxa
7. Foiciandora
8. Mulaoaiu
9. Giiiucugnano
10. San-Romano
11. Sillaoo
I». T»asilico
i3. VrtgliSoUo
14. VergpiDoli
1 5. Villa Colemandina
Ignorasi
Totali . ^.®
DUCATO DI LUCCA
I. MìnuGciano, per f/3 circa
a. Gallicano
S Ignorasi
Totale . ^.**|
3393
i838
a356
a6a5
i347
1745
788
ai3i
898
1487
It)OI
9i65
1968
1640
1930
9891 a
3773
Zta popola-
^zione è dflC
anno i83a.
695 ìl^a popolai.
3078 ^è del i83a.
RECAPITOLAZIONE
G^xnnocKTO mT(ìiickvA{ popolatone del i833) J^bit, iV. 6790
Dt-ckTO m Mow.v A (popolazione dei i83a) » a8aia
Dogato di Lucxu [idem) » ^773
Totale Abit. ^.° 3877^
666
V A LL
VALLE CENTRALE no. SERCHIO. —
Mollo più vasta e più importante per Tarj
rapporti è il secondo Bacino di questo fìa-
lae, il quale abbraccia anche il Vallone del-
la Lima, a partire dal Bosco lungo suir Ap-
pennino di Pisloja fino alla sua confluenza
nel Serchio. Nel quale tragitto, lungo la
Lima, sono comprese le più industriose po-
polazioni della montagna pistojese, ed i Ba-
gni di Lucca.
Se per un lato includo nella Falle cen-
trale del Serchio tutto il vallone della lÀma^
dall* altro lato escludo da cotesto bacino la
pianura orientale di Lucca sul riflesso , che
le acque le quali scendono dal monte delle
Piaome per la Fossa I9uova e per il torr.
Leccio vanno a scaricarsi al pari del Bogio,
{fiìB Oizeri) nel Lago di Sesto ossia di
Bientina ; Lqgo che roandu il rifiulo delle
sue acque per mezzo di canali emissarj nel
fi. Amo presso Vico-Pisano. In vista di tut-
tociò ho dovuto escludere per intiero dal
V ALL
Bacino centrale del Serchio le due Goar
nità più orientali del Ducato di Lucca eia-
eluderle invece nel quinto Bacino dell* Arai.
Con tutto ciò cotesta Valle centrale eh
più vasta di tutte le altre spettanti al So-
chio , stante che essa conta da sett. a oiba-
lib., vaie a dire dell* Appennino di Bosm
lungo sino allo stretto di Ripa(«Ua, hi
lunghezza non minore di 38 migl. , in hi
larghezza ad un dipresso di 1 5 migl. gio-
grafiche.
Fra i maggiori corsi d' acqua che auoMS-
tauo quelle del Serchio nel sao Bacilo em-
troie, oltre la Lima, conta nsi a destra i Ior.
Pedogna e Freddana, e a sinistra la FregL
Delle Comunità Lucchesi nod conosce»'
do ancora la superficie effettiva di quei \»
ritorj , mi limito ad indicare la popolatisi
del i83a, mentre |>er le Comunità del GffSfr
ducalo^ oltre la superfìcie territoriale, wà
specificata nel seguente Prospetto la ktt
popolazione a due epoche diverse.
PROSPETTO delle Comunità* comprese per intero o in parte
nella VALLE CENTRALE DEL SERCHIO e nei Valloni siroi TanoTABJ
con V indicazione dei due Stati cui appartengono.
ROME DEI CAFOLUOGfll
DILLB
COMUNITÀ
SUPERFICIE
TBERITORTALB
IN
QCADIATI AGRARJ
NUBfERO
DEGLI ABITANTI
NEL 1833
NEL 18U
GRANDUCATO DI TOSCANA
I. Culigliano
a. S. Marcello , per 8/4 circa
3. Pileglio, per *»/50 circa
TOTALR . . . » N.
18956,65
18776,00
14292,63
5aoa5 , a8
ai99
3604
3074
8H77
aSii
35«9
991S
8951
DUCATO DI LUCCA
I . Bagno dì Lucca
a. Borgo a Mozzano
3. Camajore, per </3 circa
4. Coreglia
5. Lucca (città capitale)
Ignorasi
i
8o56
9631
4574
3733
58758
f La pnpoU'
^ SI Olle è deft
\anno i83s.
Totale . 19 ^\ 8474»
recapitolàzione
GuLunocKTO mTosckuk [popolazione del i833) ^bit, N.^ 8877
Ducato di Lucca, {poplatione del i83a) * 8475»
Total» ^hit, N.^ 936*9
868
YALL
VALL
Qui tolamente aggiuD^serò , che la Valle fratte superiore del Te^erm da lev. a poo.
Tiberìaa Toscana non eccede nella soa lun- CJilcolata dalla gommila dell* Alpe detti
ghezia da teli, a icir. le i6 migl. geografi- Luna sino a quella di Catena/a^ si csIcbiIi
che, e che la maggior larghezza della slessa per una corda di circa la migl. gcogiafick.
PROSPETTO della Sursanaa QUAnaATi e della PopoLàsioaB
della VALI£ SUPERIORE DEL TEVERE spettante al Grakducato
negli anni x833 e 1844.
MOMB DEI GAFOLUOGHI
SUPERFICIE
NUMERO
nauji
TBRRITORIAI.K
DEGLI ABITARTI
COMUNITÀ
in
QUADRATI AGRAU
NEL 1833
NBL 1841
I. Anghiari
38093,66
6543
6392
a. Aaano (ci Ita) per ViO circa
II171 ,72
3oo8
3319
3. Caprese
19533,84
i558
1701
4. CoaToaA (citU) Vs ^^''^^
aoo36, la
44>9
46)8
5. Monte S. Maria
ai3oo,3o
a59E
2689
6. Montcrchi
84^9,65
2456
9640
7. Pie?e S. Stefano
45504, 85
36^6
4076
8. SAKitcpoLcao (citlà)
26702,83
636o
7923
9. Verghereto, per «/g circa
Totale . . . . /f /»
4354 ,27
245
«71
195117,24
3o8>6
3a949
VAT.I.E DEL TRA MAZZO. — f^ed. Trb-
lX>zio e Valle SupenionF. d^l Lamonp.
VALliE DELLA VARA. — J''ed. Vara, e
Valle dixla Magra.
VAFiLE DELLE TRE ACQUE kfllMSOLA
DiLL^ELBA. — - Fed. Isola dct.l*Elba.
VALLE DEI TRE BIDENTI in Romagna.
... Comecché cotesic Ire fiumane riunile in
un solo fiume percorrino per molte miglia
nella Romagn.i Pontificia per un alveo loro
proprio che, prima sodo nome di Bidente^
poi di Ronco y si dirige verso il mare, con
tulio ciò mi resta qualche iJtihbio per qua-
lificare il Bilente^ siccome al suo arlicolo lo
chiamai, ^£<me rea/e, sia n Ice he davanti alle
()orte di Ravenna il Bidente si unisce al
Montone in un alveo comune ad entrambi,
il quale acquista il titolo di Fiumi uniti.
titolo che conserva per poche miglia ii
di vuotarsi nel mare Adriatico.
Non starò a ripetere qui ciò che fa iat'
calo al r Art. Bidente siiirandamenlo eaoflt
speciale delle tre fiumane, le quali luUr s^
scono sulle spalle dell'Appennino di G^
maldoli nelle foreste MVOpera sotto i ia>
caboli di Bidente di Strabatenza , di ^
dente di Ridracoli , ossia di f^alèo^t*
di Bidente del Corniolo ; t quali tre li-
denti si riimischino in uno solo (bvaatiilb
sof)pres<»a Baclia di S. Maria in Cosmesi»
air /sola dentro la Romagna Granducik*
Inilicherò bensì nel seguente Prospetloli
superficie terrilori<tleed il numero degli abi*
tanti delle Comunità del Granducato , chi
per intiero, oppure in parte, sono compit*
nella Pialle superiore dei Tre Bidenti.
Viti VALI.K Da TRE UlDETITI mgli mniù iSSS e 1844.
OBI CiNLCOSHI
iMUNITÌ
SUPERFICIE
QOiMAtl IMAU
NUMERO
OI«LI ilItAKTt
in Runugiu, pw </«
ìcir«,/MrV4"rt»
I9»»>,j3
3«,a
•S04
e«8
34M
3(»S
6,4
TotiM . ... ir."
BSSi*,*7
«057
10107
ILAZIONE' GENERALE detta Sminai ocìduti e Potouiiotnt
epiche dtt lft33 t Htl t8U rfe'/e Coiniitm' fmpnt» tutte VALLI
4PPENIVINE • CISAPPENMNB tptttaMi alla TOSCANA.
TAVOr.A I. VALLI TRANSAPPENNINE
ri TOH IL
VILLI CISirPEKKIME DEliili TOSCAKA
I
fAll VALL 671
Ihììm prconlfl^ M/mpUpffiùom gene^ Aoche uo ìHrameutodeir 1 1 die. 1 046, ro-
rmk pertanto lÉjPolUf MÉB p^le ai o ts gito nel castello di PaHortUe, IralU d«rl-
Valli, quiilon'viiglii §if^ptHf9f9k la fiiccolii 1* offrila liilla alla Badia «li Stating.i di ili-
fmiooe spc|l«pU a i|aella fB|i«iioiiore del verri beni posti in luogo afif iellato ralìe
lfriaun>» il GnnduviiP in Trrra f« rnia (los- ntHa f^al ài Cornia. — ( Aaca. Din. Fioa.
lifde {saÌ9Q 9rfofw) Quadr. 6633539,67 Cane di S. rlgoUinodi Òirna,.
afvivalenli ■ pirca (ipét laigl. quadr. io- lo non az/iirderei imiouuan', le quello
Kaiic, dot* m nel ||53 una |iO|ioliiiionedi luogo ili /'u/Zr fu il castello di faiie Aspra
i>S74i547 iildi%iilti|, salili nel 1844 ad della Dioc. di. Poi »u Ionia nniounirflo in un
l,5oS«io5 abiteBlI, coli* avvertenza che ìslrunienio drl «4 nov. 1108 csislenle nel-
■aManu quelle dell* Isole dell* Elba e del TAkb. Dipi.. Fiob. Uè le carte dilla Badia
GiffWs nllff^ gli nbil. ilei Granducato coro- ili FHSsignano; sembra bf'nsì npiiellarr a oi>-
fSCH aoilo |ianPOchie esiere. testo casleltelto un lodo del 9 marzo 1149
Qò cbe per altro può cuslituirc differen- proferito in Siena da Ranieri vescovo di deU
■ 4i calcoli dirim|N;ito alle Tavole date ta citlii, flato a ciò delegato dal Poni. £u*
Mio TArt. ToacABA Gbaiiiidgalb dipende da genio 111 rispetto ad una lite che esisteva
•rirtc di numeri che sarauno iu appresso fin il capitolo di Massa ooutro i monaci
MiiitU. della Badia di Seslinga, relativamente al
Db! eonfroulo pertanto delle popolazioni giospadronalo della chiesa di S. Andrea di
■dk varie Valli spettanti alla Tuicana Gran- traile ; con il qual lodo fu couscnrato ali*
éycalc, ai può concludere, che Ira quelle Ci- abaie di Stai ioga la collazione di della cbie«
Mppnuiuc la Vahe deirimo e segualamen- sa, meutie rispetto alle decime fu deciso, che
ì»'\\Baelmo /*ixajso mostrasi una delle con- i coloni dovessero pagarle a quel prrQco«
liadc più popolale, nieolre le più scarse dì da cui erano solili ricevere i sacramenti, e
papolaiiooe appariscono la FaìU dM AL precisamente il lialtesimo.
hegnm^ ed il quarto Bacino delV Omòfone Con altro istruroeuiu del fibbrajo 1161
mmts€n — Rispetto poi a*le Valli Transsp- Giovannello, figlio di Fratmo o firaolmo^
peBoioe per ciò che speli a al la Toscana Gran- nativo della Maisiliana con Gagliaua sua
4Mde moalrasi la più fiopolala di tutte la sorella venderono a Udebrandìno di Arri*
Wimlie superiore dei Reao Bolognese. golo da Fornoli lutti i loro beni ed ogni
VALLEf ^ VAXiLI sripra FOLLONICA ngìone che avevano nelle corti di Xoniio^
■fila Maremma Maaseluua. — Sclteletru di ni e di Falie^ a |arlire dalla MarsHiana fino
c«iell«> con eh. plebana(SS. Concezione)già al (^t. di Scarlino. — ( Aaca. Dm. Sab«
S. Andrea, allualmmlc riimila alla nuova Cartr driìa eiilò di Matsa\
cà, plebana di S. Leo|>oldo a Follonica , Il G>Mrelli nelle sue memorie sulla Dio»
arila Cou. Giur. Dioc. e circa 10 migl. a cesi di Populonia rammcnla un lodo del 19
oilio-lib. di Massa -Marittima, Comp. di febbrajo 1 a 1 7 pronunziato in una vertenza
GivMselo. fra Alberlo «ew-ovo di Massa da una (larte
Risiedono i ruderi del Casi, di ^a//e, o ed i canonici della sua callediale dairallra
Fmi/if kopra uu risaliti di pu^g io circa un parte, iu cui è I'hUm rouizioni' di una [mt-
■igl. a maeslr. «lei Forni di Follonica, uu mula lia quel capi lolo che aveva ctdulo ni
■ìgl. e mezzo a self, della Sfiiaggia ed al- vtsco\o Ildebj andino anltussore di Albrilo
livllanie a ostro della si rada regia Marem- alcuni terreni in cambio del casUllo di F'ai-
■aua e della tenuta di Vignale. /e, sue pertinenze e gioriidìxioue.
Pochi casolari, dove nelT infida stagione Air^rr. Massa Mabittima (Voi. Ili pag.
sriglìono ricovrarsi alcuni |Mislori o lavoranti 142) citai un atto pubblico del ai genn.
delle sottofiosle furine ili ferro a Follonica, laao (i/i7e yfor.) relativo al giurarountcì prt'-
oastituiscono oggidì la pO|)olazioiie del Cast, stalo da varj diilinli Masselani di ris|)etlare
di Paiie , ossia Faili. — Però esso è ram- il vescovo Allicrlo, il suo capitolo, i vicedo-
mentalo fino dal secolo IX in una membra- mini ed i Ioni beni, con la promessa di pa-
na dell* isfrcA. Arci^. Lucca, del 214 olio- gare il debito tallo coi Saiicsi per riscallnre
hre 884 , nella quale si rammentano dei il Cati. di FaHe, ch'era slato oppignorato
beni che la mensa di Lucca possedeva a Fai' al conte Rinaldo de* CC. Alberti di Monte-
/e, nel territorio della Val di Coniia,y?/i/6iii rotondo. — P'ed. per il restante V Art.
Cornino. — ( Blesi ;b. Locca. T. V P. 11.) Follobka e Vionalk di MAai^juiA.
672 V A L L VALI.
VALLE (PONTE a). — Air /tri. Amo VAMìK, o VALIJ (S. SALVATORE»
(Voi. I pag. t38) diKorreniio lielU diga iu- nel Viil-d*ArDo fioi-eiiUiiu. — Cit. la cui ck
ter|)oata fra il Val-<l*Arno anitiiio ed il Val- parr.è filiale della |Me%cdi Monlcloro, urUi
d'Arno superiore , ouia fra il secondo ed il Com. Giur. e circa 5 migl. a nweslr. del Poa-
teno suo bacino, dissi , clie incomincia la tassìeve, Dioc. dì Fifsole, Comp. di Fimnr.
Gola detr/mbuto , ul di sotto della quale La purr. di S. Salvatore in ^a//e,o Ta/-
ire niigliii ciica le acque delP Arnu incon- /<i nel i833 noverava ai5 abiu Ggdeiqaili
franti un nuovo ostacolo pietroso la /^a//e entravano nella Com. di Fiesole.
Jeir Inferno, ìk dove il monle di Prato- VALLERAXO di MUaiiOin Val^i-Ver-
Magno spinge la sua buse sopra la Terra di se. — Piccolo caslellftto con eh. |iarr. ;S.
Lalerinii, mentre dal Uto oji|josto scendono Donato) nel vicariato foraneo, Com. e ciio
fino ali* Arno i poggi dì F'al-i' Ambra. migl. 5 a fion.-lìb. di Murlo, Giur. di Mna-
Da cotesto lato trovasi il Ponte a FalU^ lalcino, Dioc. e G)nip. di Siena,
di cui si hanno noliiìe fino dall' iinno 1 198 Risiede sopra un poggio coperto di
in un*i bolla del Punt. Clemente IH, nella ofiuliiiche, dallv quali sì eatrae il
quale si rammenta 1* ospedale del Ponte a nero, o seqienlina di Vallemuo, raaat" ik-
Futle nel piviere di Laterina. Inoltre nella signate dal Blocchi nella tua cljstirMMiioM
storia fiorentina di Ricordano (Gip 191) e delle rocce. -— fed. Hublo, Cinnunilà.
iiellii Crtmica di Giovanni Villani ali* anno La |Kirr. di S. Donalo a Vallerano ael
1968 (Lib. V Gap 24) si rammeiila coteste i833 contava 94 popolani.
Ponte a Valle a pro|iosito di un fiitlo d' VALLERONA nella Valle inlerioiv ìM-
armi ivi accaduto a vantaggio del re Corra- TOmbrone sanese. — Vili, con eh. i^rr.
dino e dei suoi Ghibellini contio un corpo (S. Pio) già cappella curata solfo l'aicipcv-
di truppe al servizio di Carlo d*Angiò. — tura di Roocalbegna, dalla quale è dififiie
Ftd. LATEaiMA, Comunità, circa due migl. a |ion. nella Com. om^
VALLE (S. MARTINO la) nelLi Val-di- sima, Giur. di Arcidotso, Dioc. di Sutfi.
Greve. — Contrada con eh. parr. cui è an* Comp. di Grosseto.
nctso il popolo di S. Bartolomroeo in f^i/- Trovasi sul fianco occidentale «li uDo^f»
le, nel piviere di Silano, Com. Giur. e circa ne del Monte-Labbro che divide la Villi
tre migl. a maestr. di Greve, Dioc. di Fie- dell'Ombrone da quella deiràlbcgua, ■»■
aole , Comp. di Firenze. tre nel fianco orientale risiede il capoloof*
Risiede sul fianco orientale dei poggi che della sua Comunità, aopra al quale sDryesB
sepiiraiio il vallone della Greve da quello le fonti dell' Alliegna, eisendctchè t (oni»*
della Pesa fra i fxipoli di Macerala, di Lu- tuati davanti al Vili, di Valleronii mtnvi
ciano, di Vicchio-Magjiio e di Silano. nel torr. meridionale delle Trasubbie t C'-ì»-
Kbl>ei-o in questo Gis. di Valle signoria e seguentemente S))Ctlano al terso bacino àt\-
podere i Cavalcanti ed i Gberardini, ai qudli l'Onibrone sanese.
Iirobabiiroenle apjmrlennero i due ffnlelli La cap{>ellanìa curati di Vallemna ikd)-
Ubaldo e Guido figli di Walfiedo, che nel cata a S. Pio fu eretta in |>amjccliia v^
s di giugno del 991, stando in Ficchio- i8o5. — Ved. S<U!f4 (Dinceai m)
Maggio de* Lombardi , venderono la metà liu cura di S. Più PP. e Martire 1 Vall^
di due sorti (losle nel Cas. di Valle piviere roiia nel i833 conlava 799 abit.
di Silano, provenienti da Lìlifredo fifilio di Vallbse nel Val-d'Arno casentinrsp. ^
Adalardo; ai qual Litifredo appella nn'aU Cas. |ierdulo nel piviere, Coin. e Giur. ^
tra memWrana del seti. 9.57 scritta in Vie- Bibbiena, Dioc. e Comp. di Ama»,
chìo. — Era poi figlio di IjilifreJo un* altro È ramnienlato cotesto casale in un ifin'*
Litifredo che nel nov. del 999 alienò a 4 mento del maggio 1017, col quale la cor
iratelli figliuoli di Walfredo suildello dì- lessa Gemma figlia del fu conte Gi«lol^t>-"
versi effetti posti nel Poggio di Valle presso tore de*Cadolingi di Fuceccbio, stando a
la chiesa di S Martino nel piviere di S. Arezzo , concedè a livello a Leone «Irl-*
Pietro a Silano giudicarla fiorentina. — Orsuue la metà di un s'io (>ns<«*sin situ«*
(AacH. DirL. Fioa. Carte di Passignano , nel pi\iei-e ili S. Ippolito a BMie»«^\^
— Ved. ViocHio MàoGio ni GatTs cas.de di Vali f se jier l' annn^i can-"ai« ■
La parr. «ir* SS. Martino e Uailolommeo due slaja di grano e uno di pine secche. '
in Valle nel i833 no\erav.i 142 aliit. (Aara DrM.i CArrrna. 01 Anvuo.]
Y A L L V A L L 67S
VALLESI M RIGOMAGXO in Val-di- (fata con eh. |Nirr. nel pivim di Cornac-
Chiana. — Gii. dove fu un Mon. di kfo- chinisi. Con. Giur. e quasi due mi^l. a idi.
sliniant Romilani nel popolo di S. Marcel- di Firencaola , Dioc. e Comp. di Firrnie.
lino a Rifrnmagno , Com. Giur. e circa 6 Trovasi sullii vecchia strada che da Bo-
migLa naeslr. di Atinalunga, DioG.eComp. logna |)er rul/i saliva siili* A)»|)enni no di
di Armo. (^stcl-Guerrino per scendere di lassù nel
Risiede sul varco dei monti per dove Mugello.
pMA il lorr. Foenna lungo la sua ripa Fu costì dove il Card. Ottaviano degli
sinislni , rasente la strada provinciale delle Ubaldini nel 1994 ricevè i delegali del Co-
Fold o delle faìlesi ^^uxì miglio circa a inune di Bologna per ritlificare a nome del-
Oitro-lìb. di Rigomagno. la sua conforteria la vendita fatti ai Boto-
li ronvenlo degli Agostiniani, ora disfallo gnesi del Cast, di Ca^renno. •'— f^ed, Ca-
COB U chiesa di S. Maria. <x//e faiìesi ^ fu vrrxho.
riedificalo nel laS?. — Ciò afiparisce da un Nella slessa borgata di falli suiranlica
hrCTc flel aa aprile laS? dato in Lalcrano strada (tostale di Bologna nei secoli nuilati
dal Pont. Alessiindro IV, col quale si ac- esisteva uno S|iedaletto (ler i |iellegrini.
eonlavano 40 giorni d* indulgenza a coloro L:i («arr. di S. Barlolommeo a rolli nel
ehc facessero elemosina per la riedifìcjiiione i833 contava ai 4 abil.
della chiesa ile* Frali Romitani .li S. Hnria VALLI (S. CIPRIANO à) in Vald^Era.---
«"e f^atltsi deir ordine di S. Agostino nel- Contrada con eh. pan*, gih ospizio sotto il
b Diocesi di Arezzo. — ( Atea. Dipi.. Fioa. titolo di S. Cipriano, cui è annessa la cap-
Cmrte del Concento di S, Sgottino di pella di S. Orsola a Ri|ialbella nel piviere
Siemm\ di Villamagna, Coro. Giur. Dioc. e circa
Anche la Rep. dì Siena nel ia6o assegno due inigl. a maestr. di Volterra, Comp. di
ai Romilani delle fallesi un* elemosina, Firenze.
che continuò negli anni successivi, sii'come Siede sopra la diramazione a macslr. ilei
rilevasi dai vecchi statuii di quel Comune, monte di Volterra, ed ha al suo lev. la fiu-
Si pratica oggidì alle Italiesi una fiera mana dell* Era, 0 ostro e {ton. il liorro di
dì bestiami nel giorno a 3 di maggio. — Arpino,
Fìri. AaiRALciioi , Comunità, !/> spedale di S. Cipriano rammentato nel
GALLESI (MONTE) mila Val -dì-Ma- si iio<lo volterrano del i356 fu riunito nel
gra. — È una villa situata sulla rnsla di i383 ron altri spedalctli a quello diS. Ma-
nn fioggio bagnato a pon. dal torr. Arci' ria Mad<lalena in V<dierra |>er hreve del
nano presso la sua confluenza nel Posaro, vescovo Simone de* Pagani.-^ fed, RirAi.-
parr. di S. Lucia a Collecehìa^ Coni., Giur. bella presso Volterra.
e circa 4 migl. a lih. di Fi\iz7>ino, Dioc. La |iarr. di S. Cipriano a Valli nrl i833
diPontrenioli, già di Luni-Surzana, Comp» novnava 436 abil.
di Pisa. VALLI fS. MAMIL1AN0 a) in Val-d*Ar-
A cotesta villa di fallesi ( fallesius) Ina nel siibiirbio meridionale di Siena. —
dubito che volesse riferire il March. Ad.iN fed. Mamimaho (S.^ a Valli.'
brrto di Toscana nelPatto della fondazione VALLI ^S. QUIRICO allk) o alla FKL-
delU Badia di Aulla (anno 884), col quale CE. fed, Fr.Lcz (S. CKiirico alla).
fira gli altri beni assegnò a detto monastero V.ALLI (S. SALVATORE la). — • fed,
delle case e dei terreni posti nella \iHa di Vallr, o Valli (S. SAi.vAToaik ia).
fallesi. fjtLLiCELtoLi i>i (4inT9Diao in Val-di-
YALLFTTA, quasi faìlfmla fallicfl- Merse. — Ois. f>crduto dove fu una eh.
la. ' — Diverse loraliL'i «N'Ita Toscan.-* con- (wrr. (S. Pietro) dn luogo tempo riunita alla
servano il vocabolo di f allena^ \wr desi- prrpositura diS. Miphrìr a Cliiusdino, nella
gnare una piccola convallo. Tal<? s;in>l>l)e la Com. medesima, Giur. di Radicondoli, Dioc.
f alletta di Salviano nella Cora, ili Livor- di Volterra, Comp. dì Sirna.
no, la f alletta in Com. di Collesdvetli , la eh. di S. Piilro a Vallicelloli fu notata
la f alletta di Modigliana nella parr. di S. li prima del piviere di Chiusilino airr|»oca
Savino, ecc. del Sinodo volterrano ilei io nov. i35G.
VALLI (S. BARTOLOMMKO a) nella rjLtuiN^no, o fjucsMSo in VaUli-
Vdille liansap^icnnina del Sanlerno. — Bor* Torà. — Cas. perduto dove fu una chiesa
674 YALL VALL
(S. Michele) nel pie\aiHilo di S. Lorenio in Eremo detolo delle Celle* nolo eoauiif-
Pìima, Com. di Col le-Snl velli, Giur. e Dioc. meole eoi Toeibolo di PantdisimOf e miflii
di Livorno, già di Pisa, Cuinp. |iii«no. -^ 3 Vs > KÌr. del mHgnifìco rciedìo dì Pm-
Ftà. Piazza iPtfrE dì S. Lozehzo W) e Urno «olio Mii)eiiiile.
AfisRUio (CArru.L*j. Non vi è italMho, non vi«|efiaiocc di ol-
f^ALLiNKTào, o f^ALiNETzo, {PtsrK D§). ircnioolì , il quale vciiciido in Fireaie |jcy
— y^d. RiPALBiLLi in Val-di-Cccina. ammirarne le fue belltue traacuri di re-
VALLISONSI, o VALISONZI, delle Col. carsi nella cald.i tii»fuut al rorajnlico moole
line pisane in Val-di-Tora. — Villa signo- ed alla Ridia di Vallombrosa.
rile, slato uno de* casali compresi nel di- Il (grandioso stiu Cibbriciio, che meUe ia
slrello di Crespina, ora nella Com. Giur., è mezv) alla clausura una «/ei^da, M/a e rie*
iniorno a un mìgl. ^/% a pon.-lib. di Lari , ea chiesa , fa contrasto alle rufie (breslr ed
Diijc. di San*MiuÌHlo, una volta di Lucca , alle sem|ire venli praterie che lo ciicuiidaao.
Comp. dì Pisa. Avv(*giiacliè la oaluia selvaggia del \m^
Li villa signorile di Vallisouxi è siluatii go, la tinta nerastra ilelle selve di abeli chi
nell'alto di una deliziosa collina cui fanno Io fiancheggiano, alle quali annosi Ctggi
corona altri miuon colli costituenti uu* a- fanno corona, la caduta delle acque fpumeg-
mrna vallcola. — La villa di Vali isoiizi cou gbnti del torr. falcano di S, Ellero che
i pf»deri annessi passò dai Ciappelloni nella romorcggia fra rupi immense di cadenti
casa Scotto di Pisa, ed attualmente ne* Prin- macigni; Terba al i fiorì montani che cuo*
eipi Corsini di Pirrnie. — ^ed. CacsnvA, prono i tappeti di quei prati , i colpi dell*
VALLI^PKRGA , ou« WALPERGA in scurì che abbattendo le antenne naturali de-
Val-di Fine. — Nome dì orìgine longobarda gli abeli, inlerrotlamente in quel sìknùn
rìmasto ad nn colle ofiolitico presso le Due rintronano, tuttociò offre ■ chi eonfcnpla
Badii' lurllii cura di Poinajii, Com. della Gì- la Vallombrosa un aspetto di malinconica
stellina - Marittima , Giur. di Rosignano, solitudine tendente al racooglincnlo ed alb
Dioc. e Corap. dì Pisa. medilaiione religiosa ed assai oonfinenle per
Ho detto cotesto vocabolo di orìgine lon- fornire malerìa di serìe rìflesiioni, Mcoone
gobarda derìvandnlo esso dai posseni che le offrì nel sec. XV al divino Arìotlo nel san
aveva nel dìM retto dì Vada una nobii donna Orlando Furioso , e più lanii ali* ìngieK
(ler nome f^alpergtt ^ moglie di un Gof- poeta Milton nel suo Paradiso perdmto,
tredo, che trovo laminenlala in una carta II primo de* quali qualificava fino d* allora
(leir.VrrA. Arcì^. LitccU. d* ITanno 768. — la Radia della Vallombrosa
( MmOK. l.nrcii- T. IV. P. I.) »• t j# • i- •
-, . . . . • 11 f Ricca e befia, ne men religiosa
hii III s-^Miitn rosi.i una tenuta della fa- b . 1 • - --^
.,.-,. ,. ... , ,,, E cortese a chiunque ^1 venia,
mii;ha UpMZifi<'lii , attuai mente (leii.i casa ,^, vVii e. «« i
li I ■ • 1- «■ li- • L- ■ I .• CC^AHTO X.A.tl. Siama 36.)
liosrlmini ili Pisa, la di rui c-hifsa, rnioiia ^
ail oratorio privato, fu concessa nel 1178 Non starò qui a riptlcrr, risitfttoallasto-
dal Poni. Alr»»an<lro HI alla pie«c di S. ria primtiva di rotcsla IVidia, quanto fn det-
Maria a Fine, ed in seguito alle Due Radie to altrove, e scj^itatamenieagli Art. Alviabo
che in Walisperga, o Walperga^ possi'de- (S. Elluio ni) e Magkalk, ne ciò che difse
\aiio beni fino d.il 1043. (MraAt. Ant. M, prìma di me P abate don h'etlele Soldani né
Ae^l T. III.) — f^ed. Radie ^Lk Due) , Ca- Fninri'ti!0 Fontani nel suo fia^gio piilori-
srM.LiN\-MAaimiiA , Comunità , e Pomua. en della Totcana: siv vero ajigiungem, che
VVLl/ÌMBROSA , VAr/)MBRO.SA , e il prìmo Frnno.li5 Maria drAe/uabeila.
VALLF OMBROSA nel Val (f Arno horeu- ossia di rallombn»sa , nel 1043 era gii
lino. — C*'lebre Ridia sul monte omonimo, stato edificato da S. Gio. Gualberto primo
gih detto Monte Tahnrra ^ in origiue F.re- iatitiilon^ di qiiflla Conerfeazion^ monisti-
mn sotto il titillo di S. Maria d A<'(fuuheUa ra, lostochè uu pio fiorentino con atto del «7
nel (io|)o)o di S. Andrea a Tosi che resta agosto di quelPanno donò alcuni beni al
mipl. a t^j ;i| suo m.iestr. , Com. Giur. e Mon.di S. Jf^irìa ri* A'quabefla, — ^Asca.
circa 6 migl. a sHl. di Rpgpello, Dioc. di Din.. Fioa. Carte della rallomhmsa).
Fiesole, Comp. di Firenze, dalla qual ritta Infatti nell'anno 1039, Cfiora della dona-
li monaslf-ni di Vallombrosa dista circa mi zìmir fatta a S. Gio. Guai lierto da Itta bade«-
gl. 18 a lev., un quarto di migl.a NCtr. deir sa del Mon. di S.EIleni, 1*1 mp. Corrado I con
▼ ALL VALL 675
•DO privilegio onnfinmiò ai monaci riUrali D'issi che le chìe» della Vallombrosa fu
coB S. Gk». Gualbciio iu Vallombrosa lutti abbelliU e rifalla ne! secolo XV. Al qual
i itmtt ili aTiili da esse mooache in dono , eccolo ci richiama il bellissimo attico di mdr-
c fu probabilmente allora che il santo ftm- mo, Inislalalo in fondo alla chiesa , il quale
diloffcse^ò il luogo per edificare costassù fu falto nell* ottobre del 1487 sotto il ^o-
la prima B^dia di S, Maria della poi di verno del Patì. Abate don Filippo Francesco
ymUmnhrosa, de Melani di Firenze, siccome ap}iarisce da
Arroge a ciò un atto pubblico del mag- da un'apposita e lunga itcrìiiune.
gio 1068 Berillo nel Mon. di Rosano suU Mon farò parola né della struttura nèdel-
r Amo, col quale il conte Guido di Po|>pi le belleue della chiesa atiiiale, la quale
e b oootessa Erroellìna sua consorte rinun- Irionlii in mezzo del chiostro, cisendo essa
iìmooo a S. Gio. Gualberto i loro dirìiti siala esattamente dcscritlH dalP autore del
•■I nioisCe Tahorra { il monte oggi dello di Piaggio pittorico della Toscana.
SeeckiHa)nt\ cui fianco occidentale risiede Due l>u(ini secoli do|io la i^liiuzinne del-
la Oblia. la Gingreg^zione di Vallumbrusa(ne1 is55)
Alla slesm donazione servì di conrcrma v«'iinefo riuniti a qnrsia Ridia i beni di S.
■Il m scrii tura, rogata in Strumi presso Pop- Ellero, le cui mona<'hr l'urono Iraslalate a
pi K 3t gennaio 1 104, mercè cui la con- Firenze, a condizione che 1* aliale e monaci
Icma Emilia di consenso del suo minilo C. di VaMombrosa, viienli le recluse stale in
Gaido oonlermò la donazione del io(i8 latta S. Kllero, dovessero ricevere un vitalizio e
dal eoate Giiiilo di lei snocero alla felice conservare fuso dil verchio loro monastero,
memoria éeW abate maggiore Gio. Gnal^ Intorno a quel tem|K> mrdfsimo fu edi-
k^^k> nella persona delTahate e cardinale ficaio sopra il risalto di una riii>e THreroo
Bernardo {Uberti) che allora prrseilfva alla dello delle Cr//e, più noloaliiialni<'nti> sotto
S. Goiijcreg.isioneValIorobrosana, e |>er e»so il vocabolo di farcK/ij/no , luotro in ogni
«1 di lui rappresentante don Tendorìro pre- tempo Siintjinienle frequentato , e nel prìn-
pnilodeilaV.iltombrosa. Allaqual Uadineasa cipìo del secolo XIV dal roonaro Viilloni-
donnn concedè molli terreni , rase e chiese, brosano be»to Giovanni dii GiitignHno di
^M» ego (cito le parole dell* islrumento ) Gambassi abitato, sicché dairErenio|ireilt>|lo
AflAent, tenere , ef potsidere 9ita tum^ 9el fa poi appellato il B. Giovanni dal/e Celie.
olii per me^ sicui mihi e^nerunt per II quale be:ito mosliò nei suoi te r»i scritti
ehmrtuiatm donationis^ et scriptum .fioM come assai bene si possono associtirc s;inlilà
otacAf Cam utraque ripa ( f^icani) a Me- di costumi , amore per lo studio e purs;»-
uudt Mt^ue ad Fbjìctam jugum Alpisete. lezn di lingua italiana nello scrivere. —
omnia in ituegrum infra dreni tum f^ed, Gatighano di Gambaskt.
itium^ tieut fuii reeta per curttm de Ma- Né debito pssare sotto silenzio aver ser-
omAiMcutn ecclesia ibidem posita, et eum vi lo cotesto Eremo di spirituale e S|iunlan«-o
cune de PAziAMo^ifuemadmodumefio pra. ritiro a molli altri distinti religiosi della
prieiario nomine liabere et tenere videor stessa Gongr«'guzione Val lombrosana, i quali
ex parie jam dicti viri m^i ete, — Rogò alla purezza del vivere congiunsero 1* amore
r islrumento il notaio Lamberto. alle scienze ed alle belle arti, cime tu il
!fè debbo lacere del la cclehre contossa Ma- chiaro botanico Don Buono Faggi, e per
tilde munìfica beneraltrice di questa Badia ultimo Z'on JEitnco^u^/òrr/ riprislinatore
cbe arricchì di beni e di |>ri\ilc'gj amplissi- in Toscana del Parte del hi scagliola.
mi concessi alla Congregazione preseJuta dal Ora questo locale |ier h: cure dell* Abiile
piimìmoCard. Bernardo liberti. attuale di Vallombrosa don Silvano Gori ,
Accresciuto col fervore religioso il nume- e del suo camarlingo don Vìtaliiiuo Ctjrcrlli
ro de' monaci si pensò a eilificare nel seirolo è stalo talmente abbellito, e resone più co-
XV in Vallombrosa una più vasta clausura modo 1* accesso, che di Eremo angusto e di
con chiesa più decente. Il suo monastero penitenza veilesi ridotto ad un vero ParU'
frattanto fo in più tempi e sol ih il governo disino terrestre.
di vaij prelati dello stesso Ordine religioso kWJrt. AiAni ni PAMioNAifO fu indicata
accresciuto, abbellito e uel i6,'|0 decoralo Tepora nella quale il potenle abate Ruggieri
di magnìfica facciata dal Padre Abate don de* Biiondelnionti, dopo avere sul declinare
Averardo Niccolini di Firenze. del secolo XIII governato per motti anni \a
876 VALL VALL
celf bre Batlia di P.nisigiiano, nel i «98 potè (gcnn. 1819) potrà leggere un* appoiila imi*
$.ilire lui primo gradino delln gerarchìj Vul- lione in nurmo esiilciile tollo il porlieodcl-
lombrosana ficendosi dichiarare Abate gè- la chiesi di Vallombrosii.
nenie di quella GniigregHXÌone , e fu etto VALIjO.\1BROS4 (MONTE bclla).—
medesimo, che nel 30 ngosto dell* anno Qiif sto monte di cui f^inno {nrle qiiellì già
i3oa ottenne d»Ila Signori» diFìrenic nnn denominati Tnbora e Ac^tàohtlia si elria
proTvisionc assai favorevole, quella cioè di fra il Val-d*Arno lìoreiilino e quelloddC^
potere render nigionc per m(>zzo de* suoi semino avendo al li su4 base meridionale il
TÌsconli o \icarj nei castelli e distretti di torr. dicano di S. Eliern^A maeslfo le
Mlttgaate e di Ri s tonchi ^ come pare nelle sorgenti del dicano di Ptitgo r>l il pog-
▼il le di 7bxf , di S. Mari ino a Fagiano e gio della Croce ìfecchia di S, Minialo in
di Catiliatìo o CaUcciano sotto Magnate. Alpe col monte delb ConMnma , mentii
Il quale Abate Ruggieri , mentre riseileva dalla parte di scir. il monte ili Secckieia si
nel palazzo drl Guartone stili* Arno dìrini- annesta con i gioghi più occidentali di Rn*
petto .dia Badia di S. Salvi, nel 16 agosto toni:igno.
1 3 iCgiorno penultimo della di lui Tita, del- Passato appena di niezvi mìglio il vaio
tò il suo testamento col quale rimordendole edifizio della Grancia vallorabrocana di Po*
la CAscienzii , volle che fossero restituiti alle terno, di cui si fece parola al suo ailiianlo,
Badie di Passìgnano e della V.illombrosa gli do|jo avere coslefegiato di costà la base a«-
■rreili preziosi ed i vasi siicri di argento che strale eil orientale del poggio di Magnale,
eglidiirsintc il suo governo si era arbitra- avendo sotto i piedi la profonda ripa del
riiimcnte a(ipropri.<lo. — f^eii. GuAai.oaR. torr., si arriva al [ionie sul falcano di S.
Questa insigne Bad a si conservò di se- Ellero. Alla sinistra del quale ha {itìdcì-
colo in secolo devola, cotios:i di monaci pio la s:iliia del monte della Vallomliroti.
esemplari non meno che cortesi e dotti, K- Di là il viaggiatore lasciando alla sua de-
no a che ali* invasione delle truppe francesi stra il povero villaggio di Tosi coperto da
(anno 1808) ogni ordine mon.istico fu ro- una selva di castagni, continua per circa uu
vcscialo e con ino caddero i primi s:intuarj miglio e mezzo di salita in meixn ai raslagoe-
del la Toscana. Allon il monastero della Val- li , finché fra le colonne delle Croci loilei»-
lombitMa ( 1809) non solo fu vuotato dei Iraiio le piante di abelo tramezzate di quan-
raigliori oggetti di belle arti , ma venne do in quando da verdi praterie, dove, pie»*
indiscretamente dila|iiihlo ; al Ioni In hella so una vasta peschieni a mezza costa del rooiH
clnc>:i riera di ikiiite reliquie, ili arn^li sa- te omoiiiinn, ed in mi insenatura del f^fc»-
rri, di vasi ili argento, di tavole di pittori no di S. Ellero si erge a guisa ili turrita
dislinli Irovossì spogliata; allora la dovisio- regìa alpestre la gramìiosa Bailia di Valloin-
sa e celebre biblioteca di questa Badìa co- brosa. ^- Due terzi di mìglio sopra la Ba-
|>ioSii di coflicì, di rarissimo odizioni di li- dia gli abeti cominciano ad alternare con
bri e di opere pregevoli degli stessi monaci le vecchie piante di ra|*gi , le quali dorai-
della Val lomhros:! furono messe quasi direi nano più in alto quasi sole fra amene pn-
a riib.1 ed in gran [mvIc. disperse. lerie irrigate e mantenute sempre verdi da
Finalmente al ritorno ilei legittimo so- limpiili ruscelli di acque silvestri,
vrano in Toscana, anche la Vallombros.-i ri- Per uno che ami d'occuparsi nella con-
sorse, e sì rìpo|iolò dì mon:<cì, in gnìs;i che Icmplazione della natura , diceva a questo
ritoriiandoairanlìrospicniloreesvi continua pro|M)sito 1* abate Fontani, non vi ha forse
a fiiirire ali* ombra della pristina dÌ!«cìplìna altro luogo in Ti»scana, dove nel suo orrido
e della vallila protezione dell* Angusta Fa- egli la po$«».i ravvisare più attraente e rose*
miglia felicemente regnante. stos.i quanto nel monte della Vallombrosa.
t «hi poi foss<* curioso ili conoscere 1* epo- Non è qui luogo d'individuare i sor>
rbe diverse della primi fondazione, che al- prendenti e variali punti di vista che prc-
riinì con Talule V.illoinbros.ino don Fé- sentano i contorni della Vallombrosa , non
lille Soldini, alttibiiinino ali* anno 101 5 le sìmetrielr disposizioni degli alieti inlro-
anzi elle ih>p<i ; riti voleiise s.ipere 1* epoca dottivi dai dìsi*e|ioli di S. Oio. Gualberto;
dell' :ip|ir(i\;i7.ioiie drll.i nuova (*rf»ii;;reg»£Ìo- rì|M.icrf*) bensì ciò che mi disse un vecchio
ne fanno ioìÌ;ilellas»ppiessìoiic(oll. 1810) ed esemplare Vallombnis.1110 restato do[v^ il
r* della i-i{iri^liiiazì«Mie di eutesta Badia, 181» |iei del tempo solo in quel gran-
VALP VARA 677
ÀÌ090 ipoglialo mboBstero : cioè , che egli Giar. e circa 4 migl. • scir. di Gunijore,
ia aieziD stilè tpuiote selve di castagni ri- Dioc. e Due. di Lucca,
puntò i delicati meli di Svezia , i quali se- È situato in poggio lungo la strada antica
ni mciso accolo innanzi vi recava un mo- della Freddano ( torse la Francesca ) dove
naco di nazione inglese, ma il di cui frutto fu uno S|)e«lHle [)er i viandanti e (K-llegri-
sicn ìmbaslNf^Iilo ; egli mi aggiunse, che ni. — f^ed, Macabio (S.)
mmlre Cii solo costassù andò |>ro{)agiindo per La parr. di S. Martino a Valpromaro nel
le nude praterie sopra 100,000 abeti; e che i83'ji noverava 308 abil.
pn- di lui cara fu seminala nei prati alpini VAL SAVIGNONE nella Valle-Tiberina
nna qualità di grano detto Anrìrìoio {tri- toscana. — f^ed. Hfjssjt'F'BaoitJf Piava S.
b'cirni hihernum spica rubra L. ) il quale SrarAao e Savionohb.
Mcìitf preiso la sommità del monte vegeta, VàLTKIANOdi GENAJA. — ^ed. Tàtd'
gr4niice e fruUifìca assai bene, talché con nj {Pie re di),
qiKMo importante cereale i monaci della Val- VARA, e VAL m VARA nella Magra. —
l«Hnkrosai suppliscono alle pristine cullare Gotesta fiumana che dk il titolo ad nna val-
Mlo spella e della segale, senza dire della le secondaria , ossia oallone versante le sue
copiala raccolta ihe da qualche tempo usasi acque nel fì. Magra , è attraversata nella
• Olii dei bulbi di ottime palate, ecc. parte superiore dalla nuova strada postale
Kiapvtio al mantenimento di quelle selve di Genova che dalla Spezia entra in Val-
la»'iò un'utile lavoro il sacerdote Valtom- di- Vara rimontando la medesima fino a Mal-
bfasa:io, già ciroarlingo di Vallombitisa, don borghetlo per avviarsi di là a Genova lungo
Jmhtiio Fornnini nel suo Saggio sopra la Riviera di Sestri di Levante ecc.
ttttUiià di ben confermare e preservare le Una delle sorgenti piti alte di questa fin-
forettey pnbMii'ato in Firenze nel iSaS. manaesce dai limiti prescritti alla presente
VALLUCGIOLE nel Val-d*Arno casenli- Opera, mentre nasce sulle spalle occidentali
■eie. — Gas. con eh. parr. (SS. Primo e de* poggi che diramansi dal Monte Gottaro.
Feliciano) nel pievanalo, Gjio. e quasi Rispetto ad una parte della fisica strut-
4 migl. a roaestr. di Stia , Giur. di Prato- tura di cotesto vallone meritano di esser
vfochio, Dioc. di Fiesole , Comp. di Areno, lette le osservazioni del Prof. Angelo Sismon-
Risiede sul fianco meridionale del mon- da accompagnate da nna carta geognostica,
le della Falierona, ed è la parrocchia che pubblicale nel T. IV. Serie 11 delle Memo-
più si avvicina alta cresta di quell* Appen- rie della R. Accademia delle Scienze di To-
nÌDo, ed alle sorgenti del Capo d' Amo, le rino. Le quali osservazioni mirano a fiir
quali scorrono a pon. della chiesa de* SS. conoscere non tanto la natura delle rocce
Primo e Filiciano a Vallucciole. sulle quali scorre la ^ara dentro il terri-
La parr. slessa di Vallucciole nel i833 torio del R. Sardo, ma 1* andamento della
cantava 3r9 abit. stessa fiumana, la cui orìgine più remota si
VAL5ERA nella Valle del liamone. ^- nasconde fra i monti del Ducato di Parma ,
Gm. eoa eh. parr. (S. Pii'tro) nel piviere mentre il ramo destro della medesima nasca
Com. e Giur. di Marradi, Dioc. di Faenza nelP Appennino Ligure. — Di costà per-
Corop. di Firenze. — I^ parr. di S. Pietro tanto la Fara dirìgendosi verso lev.-scir.
I Vainera nel i833 contava 56 abit. raccoglie alla sua destra i fossi che scolano
VALPIANADBLLAMAar.MMA MAsscTAMAin in essa dai poggi òi C arredano ^ òì Bor*
Val-di-Ptaora. — Borgata lungo lo stradone ghetto, di Ricco, di Beverino e di Falera^
che da M.tssa guida a Follonica, dirimpetto no, |30ggi tutti che fanno spalliera al golfo
allaCAieia nuova, e (X>co lungi dalla diruta ed alla città di Spezia,
pieve di Fignale, — È celebre Valplma per Si vuotano poi dal Iato sinistro nella
le sue ferriere mosse dalle acque dei torr. Fara i torr. che scendono dall* Appennino
Bouna e Fenelle nella parr. Com. Giur. di Godano, da Monte- Rotondo e dal Come-
Di«. e circa 6 migl. a oslro-lib. di Massa- viglio, tra i quali rammenterò il torr. Ca-
Marittima, Gnnp. <li Grossi lo. — Fed. Fol- vrignola alli Rocchetta di Vara, e VUsurO'
Lnsuc* e Mama Makittima, Comunità, na di Calice, fìncliè alla base meridionale
V \LPROM \R0 ■ Falle Prumaria ) nel- del poggio di AUiLino la Fara , do|K) circa
U V.illc d«-l Strchio. — Ciis. con eh. |»arr. 16 miglia di cammino, si accoppia e si con-
■S. Martino) nel piviere ili S. Macario, Com. fonde col fiume Miigra.
86
878 VARA TAIL
Fumo pirte di questo alleiti f a nitro VIRGHI» o WABCBl (MORTBV -
della fiumann, il pofiolo di Carro comprcto f^ed, Moars-VAacn nd ¥al-d* Amo
ndlB Dioc. di Genova e Tiulien Coma- riure.
n'ììk di Carrodano rormata di due popoli VARIGlf AlfO nel Golb della
(Girrodaiio superiore e Carrodano inCerìore) Sen^i o caVa eon vasio e comodo
unii ire popoli compresi nel Miindaniento fabbrifmlo a civaliere di un*an
di Cà9anfo M Regno Sardo « stali trala- sopra lo sprone che separo qucMn dalFi
•riati nel Prospttio Haiistieo aoncaso ali* cala coiit<|riia delle Graule»
Ah» SfEBk» Ali documenti pubblicali dal Hvrin
Sono pure situale aHa destra della Fara nelle Amichila Estensi ai ha la iioliria,db
le Gorounitii dì Arcala^ di Btvtnno^ di in Var'goaoo fino dal secolo XI poHedRM
Borgheffo di Fiora , di Boitaftoia , di beni i marchesi Estensi » i Malaepina e km
Foiin^di Pignone e di Ricco; spellano poi contorti. Infiliti a cotesto luofeo ne lU»
al sinistro lato del Tallone medesimo le Co- roano due istromenU tcrilli nel diilfclla é
munita di Brugnaio^ di Baiano (in parte), Arcoln li 6 genn. io 56 e 3 actl. loSftì al
di Godmno e di Z'gnago^ tullf comprese primo de* quali un Harcb. Guiilo igBodri
nella Provincia di Levante del R. SanlD. fu marchese Alberto doo&,e col weeotÀmm
Altronde appartengono al territorio di- March. Olierlo di lui fralello aunfcrmè li
•unito della Toscana Granducale, dallo stes- doodiione dilla dal primo al monastind
•o Ilio, i paesi di faliee e Feppo^ ed al S. Veoerio neiriwla del Tino, delie p»
Ducalo di Modemi quelli di Su^tro e Boe^ sioni di beni di loro perlinenst, porti il
rheita di Fara. — FeJ. ali* Art. Vaub il Farignano^ Fanicagiia^ Cigmmm e H»
PWaearro araTianoo najLà. Valu dblla Ma- aaao. — Ftd, Famao e Paaiof la
•SA a vALboai ABBusr. Il Lazzaretto di V^irignano fo frbbriaH
VARANO in Val-diMigrs. ^ Cast, che dalla renubblica di Genova nel piiafifiii
fu capoluogo di un feudo de* March. Mala* del secolo XVIII » ridotto nn aeaolo dsp
•pina, con eh. parr. e arciprelora (S. Nio- dal governo fiancese ad uso di Ragna fa
colò) nel cui popolo è compresa la rocca di forzali.
Topifmeiltf Gom Ginr. e circa roigl. 3 a Attualmente mediante i lavori cbf^ diys
gree. di Licciana, Dioc di Massa -Ducale f ceduto il paese al Regno-Sardo, ùnommt
già di Imni-SaRana, Due di Modena. guili coslii, il locale di Varignano è Mi
Risiede in monte sopra la oonfluenaa del ridotto all'uso primitivo di Lizsarello, ad
Canalone nel Tatforone che scende dalla po(X)lo dì Panieaglia in S. Maria A
aoromilà drlPAIpe di LioNri presso il con- Graùe^ Com. di Porlovenere, Mandammli
fine del lerritorio comnnitalivo di Fiviz- della Spezia, Dioc. di Luni-Sanana, R.S»
sano del Granducato, col quale fronteggia do. ~^Fed, Srau (Golfo dola).
versn scir. di Vanno. VARLUNGO {Fadum Lomgmm).'^ÈK'
L*exreudo di Varano, di cui facevano par- gala nel suburbio orientale di Firene OM
te Apella e Tavernelie con altre villale,fo eh. parr. (S. Pietro) filiale della pieve é
dei marchesi Miilaspìna dì Olivola toccato Ripoli, nella Com. di RoYenano, Giar.C
nelle «lÌTÌse del 1975 a Franceschino figlio Fiesole, Dioc. Comp. e circa nn migL •
del March. Bernabò di Obìcìno I , dal qua- mezzo a lev. di Firenze,
le discesero tre fratelli figli del fo March. Dell* orìgine palosire di qoeala eontiaJi
Marco, stati tulli tre uccìsi nel giorno mede* soggetta spesso ad allagarsi , lo didiisn i
•imo (anno 1 41 1) da un capitano della rocca noroe Fado longo oormtlo in Farlmngè^t
di T\tifernelle ^ cioè due di essi in Varano, meglio ancorti il vicino €rmariome^ eom
e uno in Olivola , sollevando contro quei luogo dove 1* Amo si guadava nella gai*
tininnetti i popoli di Forano ^ Apella e che lo guadò costii nel i3iS V <mtile d
TaQerneile per darli al Duca di Mmlena , Arrigo VII. — Vtd. GoiiBbnn (Viixa ■■}
siccome avvenne di Catto. -— Neil* exfeodo È Variungo ona borgata aparsa di casr, d
di Varano «iste 1* antico Gis. di Apelìn ville, orti e poderi fra il popolo di S.Sshì
presso la distrnlta Radia di Linari. — Fed. e qoHlo di S. Andrra a Rovnaano, fra b
ApBLLà, e Barta di LmAai. stradone, che i«e dalla P*irla alb Groret
La parr. di S. Niccolò a Varano nel 1 83a la ripa destra deirAmo, cut Irovasi
aveva 369 abit, la eh. parr. di S. Pielfo a Farìamga.
VABL YABL 679
La quale cUch m cfede rammenUU fino tio Vìviani ed a Pier Francetco SilTani di
dal secolo Vili quamlo vi poswdeva una studiare bene la causa, e quindi esporre il
earte la Badia di Nonantola. loro parere e suggerirne il rimedio. Bla que*
kW Ari. RoTBiAao citMi no istrumcnto sii due ultimi con rt-laiione del 3 giugno
del 3 luglio 1077 relatÌT0 alla conferma di t65i dichiiinirono dì essiTe del parere mr-
no* donaiione falla al cipiloto del Duomo, desimo cha aveT;ino esternato sino da quan-
allora in S. GioTanni di Firenze, da un Adi- dosi recarono a visitare 1» delta sezione dell*
miri figlio del fu Bemurdo degli Adimarì e Arno con il Torricelli, con Alessandro Hir-
d«Gaidia de* Cerchi vedova di Ubaldo Adi- lolot.i, e con iìjix'io dei Bisinco, cioè: che
■ari sua cognata, abitanti poco lungi dalla il lavoro da S. lyirtnzino, dirimpettu a Rt>.
cbicsi di S. Rtf|i:irala in Finnze (nel Corxo vczz-mo, si ficesse di muro e non di pali e
delio lultoTi degli éidimari)^ i quali ntfri- che si iurlificasse e si allungasse la paliz-
rnso al Duomo metlesimo alcuni beni che zara della la stecca ja reale Hi ^nrlungo
cai pnaedevano in Varlungo e a Roveizano arcanlo air argine del podere de* Castelli;
sotto il piviere dì S, Pietro a Bipoli^ già infine, che ai facesse un l'osso onde cotlrin-
dctio a Qmario. gene 1* Arno a tornare nel suo letto.
U tratto |iiù importante deirAmo sopra A Braccio Manelti ed al Padre Famiano
Pifenie è, diceva il Morozzi , da Roveznno Michelini, entrambi allievi di Galileo, fu da-
atta Zeoca-Veocbia, come quello che da due la la soprintendenza di quei ripari, ma tanti
fertili pianare è messo in mezzo; ed è in vi- furono gli ostacoli frapposti dai possidenti
sta di ciò che il citato Morozzi nel suo Ra- frontisti che dovettero essi rinunziare alla
gionaioento sullo stato antico e moilerno del- commissione affidatagli.
TAmOv citava le frequenti relazioni d*inge* Finiilmenle nel i564 fu apf trovato il pru-
gneii fiitte dal 1371 al 1714 onde riparare gello di Vincenzio Viviani, cioè, di aflR>r-
ai gnaili apportati dalle piene dell* Amo. zara il muro reale alla Zrccn Feeehia^ lo
Quali danni recasse costà la spaventata che fn egregiamente effettualo; ma il fosso
pieoa del i38o si può arguire dalla so wen- da esso luì proposto non venne, almeno per
tioBe aooordata al rettore di S. Pietro a Var- allora, eseguito.
loafo a cagione dì quanto aveva sofìTerto la Lo stesso Vincenzio Vìviani fu il prescelto
il>iM chiesa per un mulino ivi presso fab- a soprainlendere alla porzione deirAmo da
hrìcato suirÀmo. II qual mulino fu mal* Varlungo a Firenze, in guisa che al me-
lacnato di nuovo dalla piena del 1 7 agosto desimo appartengono diverse relazioni fiitle
I45S quando 1* Amo ruppe nel piano di al Magistrato della Parie, una delle quali
l^ariungo presso la steecafa del detto mu- del a8 die. 1673 traila di restaurare la xfec
lino, coir uscire dal suo letto infino alle ea/a reale di Farlungo. — (F. Moaoan,
fflun della città. Oper. eit. P. IL)
Avvertasi che di un mulino esislilo nel Gotesta steccaja di Varlungo peraltro ser-
popolo di S. Pietro a Varlungo e portato vi di motivo ad un mercante casentiiiese^
via dair impeto delle acque nel mese di Bastiano di Luca Tanzini, di recare da Stia
■aggio 141 5 fece menzione un islramento a Varlungo nella seconda metà del sec. XVII
dialo dal Morozzi. la sua fabbrica di pannilani. — Allo slesso
Co noo ostante continuando 1* Arno a Bastiano si deve pure una filanda di seta che
danneggiare in questa sezione, nel primo ot- pose nella propria abitazione a Varlun^io,
lobredel 1465 fu fatta un imposizione di abitazione che fu dai suoi bisnipoti nel 18 xg
fiorini 8939 per riparare ai danni che cote* alienata ed attualmente posseduta da un Ber-
ilo fiome fiioeva dal mulino di Varlungo in- felli di Firenze,
sino alla Pescaja della J^ecca-'f^ecc/iia, Assai più nolo è f^arlungo per aver da-
Mia le piene venute in seguito nel genn. lo argomento a diversi chiari uomini di
del 1466, negli anni i5oa, i5o4 e 1547, scrivere in prosa e in versi di luoghi e per-
quellc del i557, del i6ai e del 1647 re- sone che rammentano la contrada di f'tir»
canmo nel tragitto fra Varlungo « Firenze lungo. — Citerò fra gli altri Giovanni Boc-
danni incalcolabili , talché dopo la piena caccio, il quale compose una novella sopra
del 1647 1^'^ accennala, il Granduca Fer- due villici ed un prete da Varlungo; quello
dinando li ordinò ad Alfonso Parigi, a Fran- stesto che scrisse pure in ottava rima il suo
Cesco ElavCy ad Annibale Cecchi, a Vincen- Ninfale Jiesotano personificando ì due tur-
680 VARN VABR
TCDtuoci Affrico t Slensoia che dai colli di >isie al medesiiDo di coinoilo pei aocainfaT*i
Hajano e cU Settigoano scendono in Arno la sua armata. -— ( Àacii. dbu.b HifOiaM
dentro i conBni di Vari ungo. Piii tardi Var- di Pia. )
lungo diede argomento al grazioso Idillio All' epoca del sinodo volterrano del ir-
del Lamento di Cecco da farlungo del vembre i356 esisteva costà sulla strada ptib*
Baldovini, e ad altri due Idillj dello stesso blica un ospcdalctto sotto il titolo di S
genere dell* abate C/df io. Maria, da lungo tempo soppresso e riunii
La parr. di S. Pietro a Varlango nel i833 con i suoi beni a Ma chiesa peirr. il: S. G;i-
contaTa 397 abit. Tanni Evangelista a Varna ; la quale |>arT
VARNA in VaI-d*Elsa. — Vili, già Cast, nel i833 contava 377 abit.
la cui cb. parr. (S. Giovanni Evangelista ) VARRAMISTA (VILL 1 di) nel Va!-d*àr
è compresa nella Gom. e presso il confine no inferiore. -^ Questa grandiosa villi «i-
a grec. del territorio dì Montajnne, dalla gnorile de' marchesi Capponi prese il t'^.e
qnal Terra il Vili, di Varna dista circa 4 di l^arramista da quello più antico dì ^«z/-
migl., nella Giur. di Sanminiato^ piviere /e Ramista, — Essa risiede in una docile
di Gambassi, Dice, dì Volterra , Gomp. di co'lina non più che 90 br. superiore >l li
Firente. vello del mare Mediterran< o , fra il t'nr.
Risiede sul dorso dei colli che sì propa- CMecinella e la posta de* cavalli di Cu'r!
gano dalla pieve diChianni verso Catìgnano del Bosco, nel popolo che fu di S. Rrnif.'i'-
e Varna sino alla ripa sinistra dell* Elsa, fra in r'alie Ramista^ notalo nel ratahug'^ drl
la stessa fiumana che gli resta a grec. ed il le chieM appartenuto alla diocesi dì Lucca
rio di Chiannif che scorre al suo pon. del ia6o che fu sotto la distrutta pie\e «li
La memoria più antica a me nota rela- Lat^afano, riunita &ino d* allora a qutlLi di
tìva a cotesto paesetto di Varna credo che Moiile-Caslello , nella Com. Gìur. e ciia
sia un atto pubblico rogato in Varna nel- 4 migl. a lev. di Pon'edera , Dioc. di Sio-
Tanno iio5, col quale i due fratelli CC. minialo, già dì LnctM , Gomp. di Pisa. —
Ugo e Lottarlo, figli del G. Guglielmo de* /V/. Lj fÀJÀno {PiErs di\
Cadolingi di Fncecchio, diedero rinvesti- VARRAZZiNO di LAMPOREXHK).
tura di una loro corte posta in Giermagnano '— Gas. presso la sommità del Monte Alht-
a diversi loro fedeli. Neil* anno medesimo no nel popolo di S. Baronto, Com. e rirc^
li stessi dne fratelli rinunziarono alla Ridia due migl. a setL-maeslr. di Lamporecchio,
di Fncecchio la metà delle rendile che essi Giur. e Dioc. di Pisloja, Comp. ili Firniir.
ritraevano dal loro castello e distretto di C»- Pi'cndeva il nom^* da qiif*sio Inojn r:i
tignano presso Varna. — f^ed. Canon ano m Asrcterio ili monache s<)ltr) il tilol • •)• >•
Gajoassi. Marti no a//<iCafa/iuo>'/i tìi f'arrtizza /o,c 1
Che Varna però si meriti un<« più remot.1 riferisce fra le altre iin.i carta dtl inni ni '
orìgine lo f:mno credere le anticaglie e le di S. Mercuriale a Pisl'ija del 19 L>ni*.':
urne cinerarie trovate ne* suoi contorni. 10^7, col qu.<le Martino vedovo di Ftiioii
Vi fu ancora chi dubitò, che da ciieslo iJooò alle monache di S. M.irtiim Hi /V
paese traesse il soprannome il Virgilio del razzano la chiesa di S. Mimiri.iU- rii Pi
medio evo, Lorenzo f^arnense ^ HUlore del sloj.i.D.^I monastero di f^firrazz^tnnvsìs'.^i-r
poema epico sulla conquista jalta dai Pisnni mo'ti rieordi nei secoli posierioii tra li^mriu
nel principio del secolo XII delle Isole Ba- braiie <li quello di S. Mi-i-curiale, orj ikIì'
Icari , seppure non debba per sb.-iglio degli /r/rr/i. Dipi. Fior., coufacenti a dimostiir-
amanuensi leggersi quel f^arnense per T'or- che nei contorni di f^arratzann t>no J'^l-
ntnse , cioè di f^orno nel Lucchese, piut- lora p-:ss«'devano beni i ronli G ii«Ii.
tosto che di Varna in Val-d*Els:i. Ma il Mon di S. Mirtino di f'^ttrr-izz^n'
Riferisce bensì a questo casale una lette- uel 1173 era già unito a quello ili S. Meo >i-
ra della Signoria dì Firenze del 6 mar^o riale di Pisloja ; uvNej^naehè nel 3o ::i-j:'n
i3i3 diretta al suo vicario nelle parti di di detto anno tre person'* pie in\es!tr'-t
Val-d*£lsa , residente in Certaldo, con la nome del Mai. di S. M tifino J: f'':rr. :■_■.:
qnale se gli ordina di far resislenZiialPeser- donna .\pn('sa hailctsi di q^ielKi di S. M-. cu-
cito di Arrigo VII che dal T assedio ili Firen- riale di un podere posto in ^i.'ìano, j
M si dirigeva in quelle prti, e di faranclic Montale); e me«'lio amrora lo dieKiita un
incendiare la villa di Vania acciò non scr- islruiucnlo del i3 luglio 1269 ii-bliu' --
VECC VRCC ORI
U vendi!» fallii m\ un converso M Mon. in detlo Gisl. con le lerrr i«l rmi (i|i|iiirle*
di ^. Mercuriale, cuslixle (ler conio ili dt-lto uenti nella misura di tre moggia, tita4tt
Mon. clell.1 chiesa di S. Murlino a f^urrat" nel monte di Oli^eto.
tmno, ili un pexz<> ili ti rni (tosto presso f^ar- Colesta chiesa di S. Frediano a f^eeehia"
razzano in luogo duiio la Croce. no era di antico giusp«dronatodcl!a basilica
VASO (MOCTE). — Feé. Mohtf-Vaso de' SS. Vini.enzìo e Frediano di Lucra, sic-
cd il ScTruMBNTO. come lo dichiara nn'iiltra caria di quello
^KccmiALniji. — fed. PoKTB A SucRio slfsso Arc/t. jérch. quando nel 1016, Gri-
e r Ari. seguente. mizzo Vesc. di Lucci allivellò fri le altre
VECCHIANO '.f'fc/tf/iiiw) nella Valle in- cose la chiesa di S. Frediano a f^errfiiano
ferìore del Serchio. — Co trada com|iosta di [ndronalo di quella de* SS. Vincenzio e
di due |K)poli, S. Alessandn> a f^ecrJtìano Frediano di Lucra, — ( I^lEM'im. Luocti.
mmgginre , e S. Frrdiano a Veechiano mi- T. IV e V. P. Ile III.Ì
■are, li prima piefe gik fìliale della batte- Arrogeche una membrana del 19 nov. 984
simale di Higoli, e la seconda cura, una rammentai (Vìssesfi che aveva nei contini di
tolta compresu nel piviere di Pugnano. — Arena la chics.i di S. Frediano di Lu(«a.
È Vecchiano capoluogo di una nuova Co- Da quanto rinoni è sialo iiidiiuto a|i|)a*
Buniift staccala nel 1810 da quella de* Ha- rìsce, che prima del mille non meno di due
gni dì S. Giuliano, sotto la Giur. roedfsi- chìeiM; |Mìrtavano il v«M:aho|o di f^ece/tiano,
ma nella Dìoc. e Comp. dì Pisa. una dr-dìcata a S. Frrdiano , cura Inllora
Rinede in pianura sulla rifu deslm del esistente, e l'altra a S. Michele ^ da lungo
Serchio nel gr. 43^ 4' latil. e 98^ 3' long., lero))0 siala eretta in pleb^ma sotto il viica-
qoasi 3 migl. a [lon.-maeslr. de* Bagni di bolo di S. Michele a Ponte a Srrc/tio ,
S. Giuliano , migl. 4 ^/9 a Kit. di Pisa , e cui fu annessa la chieda dì S. Fili)|>o a f^ec-
8 a lib. di Lucca. chiallzia,
Fta le memorie superstiti per ora cono- Oltre la suddetta chiesa di S. Frediano
iciute, la più antica, che rammenti cotesta |jort:iv.i il distintivo di Feccliiano nel se-
oonlnda , comparisce in una carta del aK coluX! un*allra cappella dnlicala a «V. ^ar-
•elteiubre anno 762, pubblicata nel T. JV. /o/rwim^o, la quale nel io5fi tu donala al
P. I. delle Memorie lucchesi^ mei*cc cui rajiitohi dilla PrimaE.ate di Pisa, e che nei
IVredeo Vesc. di Lucca |>ermulò con il rit- seroli (nìi mndrrni l'n ammensata alla pieve
lore della chiesa diS. Frediano alcune moj;- di S. Alessuidro a Vecchiano.
gladi terreno in cambio di 53 moggia di al- Finalmonte ali* Art. Cella pfl Pmte
In terra sbiettante alla chiesa di 5. Miche/e Rustico nel Monte Pisjino citai un istiu-
posta in Vecchiano. mento del 3o marzo i7o5, col qua!e L-hal-
II secondo documento è deli* agosto 78G do Arciv. di Pisa donò al superiore dei-
scritto invecchiano, relativo alla donazione 1" Eremo di detta Cella d»*' beni posti nei
Citta da uno di questa contrada dei beni che confini di Vecchiano maggiore con un colle
il di lui avo fondatore della chiesii di S. coltivato n oUxi ed il sottostai. te /9n</ri/e.
Pietro presso le mura di I^ucca aveva asse- Dal catalogo delle chiese della diocesi
guato a quella chiesa in Vecchiano, i quali pisana compilalo nel luglio del 1371 {stile
beni erano situati alla destra e sulla sinistra comune) si apprende, che a quel tempo la
del fiume Serchio, cioè, ultra fi. Austrclo chiesa ora pieve di S. Alessandro a VeC'
ti de ista parte Serclo, chiano taieva parte del pie vauato di Ri-
Anche nel giugno delTanno 956 il Vtsc. goti, mentre le alliC .-ip|jarlenevano al pi-
di Lucca Corrado allivellò dntr&i beni di \ieie di Pugnano.
suolo che la chieda di S. Pieiro Somaldi II defunto Ab. Domi nico Berlini nel com-
fuori di Lucca posse diva nei confini di Vtc- pll.ire il Voi. IV delle Memorie per servire
chiano. La quale enfiti usi vtnne |>nie lin- ali* isloij.i del Ducalo di Lucca , trovando
Dovala per alto pubblico lìv-I 12 oltobre 9^8 in Vicrhiano nel secolo X la chiesa di S.
a favore dei primi afFitluatj dal vesco\o liic- Fre(li:ino di giiispadron:<lo della bisilica
cbcse Adalon^o; da quello sttsso vtscovo omonima di Lucca credè, che lino a Vtc-
che per rogito scritto in Lihtj nel 4 di- elii;ino :i (juella età esU-iiiUNSi ro la loro giu-
rerobre del 9G7 aveva aifilIaU) ad uno da ri.sdiziom; ì vescovi inrrj.isi, e «lie questo
Vecchiano la chiesa di S. Frediano posi.i paese tosse uno dei punii t.slicmi della loro
68t
TECG
alar parte di
diooeil inoaiut che
qiielb di Pin.
Che però il fiaipadronato di ona o di
pia chiese ed il poiteiio de* loro lieni noo
afCMe che lare punto né poco eoo b giorì*
fdiaione eoclesiaslioi, fu altrove in più luo-
ghi di quest'Opera ifvertito« e legnita-
mrnle MArt, Lucca, Dioccn, e Vaaaooà
(BfoRTC dilla).
Alla nuova pieve di S. Alessandro a #^M-
ehiano venne assegnata la parr. di S. Fre-
diano suddetta , cui fu annesio il popolo di
5. Jfori'a in CaifeZ/o, oltre la cura di S. Pie-
tro a Malavenire con la parr. soppressa di
S. Lorenxo in Foggio^ pia la cura di S. Si-
mone a Nodier,
Celesta contrada fu ripetute volle il teatro
di elioni hellicose fra i Pisunip i Lucchesi ed
i Fiorentini, siccome fu avvisato agli Art.
AvARa, OvAoaio-Riooio, Mstato, e Nodka.
La flessa contrada di Vccchiano per lungo
VECC
tempo è stata compre» nelb potmcrìa di
Ripafratla « traslalala nel aeeolo deooiao m
Bagni di S. Giuliaùo. — Essa ai maDlcnoe
sotto il dominio dei Pimni finché qumii eoo-
servarono le rocche della Basila di Nodim
ea e di S. Maria m Casieiio prese e di-
roccale dai Fiorentini, la prima nel t43i,
e Taltia nel r436, ìnnanii di rieonaegnare
il paese al Comune di Piaa. — Fed. ?fo-
uoA e CiSTRLLO (S. Mabu m) nella Valle
inferiore del Sercbio.
Da Fecchiamo trasse il essalo una illo-
stre fiimiglia pisana , alla quale ae ooo a|^
partennc quel caldo ghibellino Cima dm
Fecehiano , compreso fra i banditi di sialo
nella prima resa di Piai del 1406, vi doveva
apfairtenere il nobile Giroiama da Ftp-
Mano sialo capitano di gucm soUo Pier
Luigi Farnese, quando alla morie del l^sa
Alesnndro de* Medici (iSS?) egli medilo
di rimettere in libertà la sua patria.
MOFIXENTO delia Fopoiaùoae delie dme FjewtcemiM ai FuùcmèAwo
a einftte epoeJke dii^erse, dieisa per fami giie.
Armo
i55i
1745
■ 833
1840
1843
iMruaaai
mate.
116
381
384
35o
femm.
118
«73
394
3a6
ADULTI
mascìfemm.
97
160
aa5
3a6
973
3oi
340
349
OOBIlIttATI
dei
fi uè sessi
«lei
due seMÌ
»«4
657
73a
699
8
6
5
Numero
delie
famiglia
05
166
994
3i6
33a
Toimle
della
Fopaiat,
5i9
:«■
1870
9090
ao46
Comunità di Feechiano. — li trrritorio
di qunta G>muQÌtà wTcìip una su^ierficie
di 193I9 quadr. dei qii.ili 868 qtiailr. sono
presi iJa corsi d'acquii e d.i pubbliche stra-
de. — Vi si trovava nel |813 una popola-
sione di 4989 individui, a |>roporxioiie di
917 abit. per ogni migl. quadr. di suolo
im|K>nibile.
Confina dentro terra , dirimpetto a lev. e
scir. con una sola Gìiniinilà del Grandu-
cato, mentre di fronte ;i selt. e maestr. si toc-
ca col territorio del Ducalo di Lucca e dal
lato di |K>n. con il lillor.de. — Termina
col m^re, a prtire fidila lMK:t:a del Serchio
fino passato il fortino di Migliarino , di là
dal quale per una serie di termini artificiali
trova dirìm|)etto a maestr. il territorio «^
munitativo di Viareggio del Durato di Iaio>
ca, col quale T altro di Vccchiano arriva
sino al Lago di Maisaciuccoti , la ili cui
granila serve a questo di confine verso self
finché giunge sullayòiia Barra che dopo
breve tragitto ollrefiasfa per tlirigeni 1
diautr termini artificiali da pon. a lev. 1
poi a grrc. sulla strada comunitativa rota
bile di Filettale t con la qiule si aecompa
gna alla barca di Ripafratla. — Mediaah
r alveo del Serchio sottrentra a confine di
ri muletto a lev .-scir. lungo la sua jipa sinì
stn la Comunità dei Bagni di S
VEGG TECG 683
eoa b qnilc peworic il cammino tortnoto peo eht ìa stiperfieie delle tue acfue è at-
dcl Scniìbio medctimo per Nudkii BUaUveii- tuulmenie più alta dei teiti delle case di
lic e TorretU fioo al mio fboeoo ìd mare. Ferrara.
Fra le tlnde rotabili, oltre quella aulica Rispetto air ìoilole del snolo di questa
poaule di Viareggio che dalla Torretta fino Gomuoiti esso può limitarsi » due specie
al «klere dei coufioe attraversa nella tenuta diterw, i .^ a quello di trasporto che riveste
di Ifìglìarìuo il terrtlorio di questa Comuni- tutta la pianura fino ai tomboli lungo la
tàasi novera quella oomunitatÌTa che rimonta spiaggia dì Miglinrino; e hI calcare in gran
la ripa destra del Serchio, passando per Ma- parte cavernoso che serve dirò quasi di noe-
laventre, Nodica, Veccbiano, Avane e Fi- ciolo ai poggi di Fileltole e di Avane, e che
lettole. Inoltre da Veochiano si slacca la così io oonsidi'ro come una estrema pro(iagine
della Tia LiMgo-0onie^ la quale guida nel- orientale dell' /Ìlpe jipuana, la quale me-
Tanlien ir/ìoda Francricaal borgo diQuie- diante il monte di Quiesa e quello di Bal-
ta dopo aver rasentato le bidè del poggio bano corre a congiungersi con il Monte
di Mamacìuocoli. Pisano.
Fia i corsi principali di acqne che altra- Ad ecceiìone pertanto di quelle due col-
venauo, o che rasentano il territorio di que- line dove frutliAca maravigliosamente fino
sia Comunità, contasi per primo il fi. Ser- dal secolo Vili Pulivo, tutta la subiaoenle
chio, il quale costanlrmenle dal lato di scìr. pianura è un letto palustre che Tarteidrau-
Bc lambisce i confini ; tutti gli altri sono lica de* Pisani ha saputo in gran parte bo-
fossi di scolo per ricevere le acqne della soa nificare medianteybrre di seolo, fra le quali
pùnurap le quali, o per la foMa di Migliari' le due maggiori di Fossa Magna e Fossa
no inviansi al mare, oppure per la Fusta della Barra. Alla quale ulliroaybxiaiodu-
J^a^An e per la Barra entrano nel Lago hi to che appelli il diploma delIMrop. Cor-
di Maasaciuocoli.— rV<I.Fo«A Magna. rado li concesso nel ii38 a Balduino Ar-
Air ^ri. Pisa ComarrA*, dopo avere in- civescovo di Pisa, cui confermò fra gli altri
dicalo, che nel territorio fra Veccbiano e Ri- beni anche i paduli presso Avane, e la fossa
pafralla 1* alveo del Serchio dovè nei secoli o fosse della Barra o Barra come fu co-
Inpusati variare di Ietto perscostani da Pi- piato in quel diploma ; curtem de Affane
n, aggiungeva (Voi. IV. pag. 377) che an- cnm b*Hfario et morìa (sic) et omnibus sui t
chr nei secoli intomo al XIV la pianura pertiaentiis, terrai in padule pisana ju*
intomo alla città di Pisa era sparsa di per- seta auaaAS positas eie.
nicioai ristagni di acque. Che una gran piirle dei possessi della Co-
Infrtli se si considera, che il letto attuale rona d* Italia fino dai primi Imperatori di
del Serchio nel distretto corounitativo di occidente fosse derivata dagli acquisti falli
Veochiano e de* Bagni di S. Giuliano è più lungo le rive del mare e quelle de* fiumi, si
elevato della pianura adiacente in guisa che è già detto altrove e tornerò a dirlo nelPAp-
il cono di quel fiume viene rinchiuso fra pehdicb alla presente 0| era. Quindi non de>
dne polenti argini che lo aocom(Mgnano sino ve recare sorpresa se il territorio, attual-
al mare, ne conseguita che \e fosse ed i mente compreso nella Cora, di Veccbiano,
eanali del territorio di Veccbiano, non pò- fino dai secoli longobanlici spettasse al re-
lendo sboccare nel Serchio debbono scolare gio lìsco, quindi ai governatori della Marca,
neoeisarìamente nel Lago di Blassaciuccoli, dai quali poi si dispensava alle chiese, o ai
oppure nel mare. particolari. — Fed. gli Art. Atakb, Ca-
Assai trista sarebbe per cotesta pianura vAaoioaaooio, MiLAVRaraK, MiOLuaiao, ecc.
r applicazione della massima esternata da Rispetto allo stato seroipalustre della pia-
Gioja nella sua Filosofìa della Statistica, al- nura di questa Com. posta tra il Serchio ed
lorchè discorrendo (P. I. Lib. Il cap. a.) il Lago di Massaciuccoli rammenterò il mo-
delle allusioni e corrosioni d^ fiumi am- lodo di Olanda inutilmente introdotto co-
rnette come costante verità, 1* innalsamento sta nel secolo XVII da un Olandese, che
progresùi^ deW alveo de" fiumi ^ e tra gli ebbe in mira di asciugare quel terreno col
argomenti che egli adduce in prova di ciò, fabbricarvi de* mulini a vento, i quali rie-
cita quello del Po, dicendo, che quel gran scirono inoperosi.
fiume dnir epoca in cui è stato rinchiuso La Comunità di Veccbiano mantiene un
tra dighe, lia inaalutto im modo il suo al' medico chirurgo.
681
VECC
vece
Il giiiiiliceiile ili quella Coijiuuitài risie- rauiiìUiÌT>i, ruliliio di cmiuDe del Argi-
lle 4 i Rigai tli S. Gitiliaiiu, cluv*è il «uu «Irup h cuuserviiuoiie liclle Ifiutirche e*! il
iii};<{!ir-i«diCiic:oit.|,irii>. |ja oaiicelltria (^ Iribiiiulc di priiu.i LiUuia koiio iu Pìm.
QUADRO della Popolazione della ConutitTd' di FBcemtAWo
a cinque epoche di^vrse.
Nnine
de* Luoghi
Titolo
delle Chiese
AvHnr
Filrlloli!
MhI.i\ entra
NinIiim
Vmx.'biavo maggiora
roii r«iiiim<iodi S.
Miiriii ini^flello
Vct-chiano minore
S. <ìiisl'.iiii , Pirve
S. Miiurizi» , Helloria
S. plein», id«-in
SS. Stinoiic e Giiid.!, \*\.
S. AlfMìiiidi'u, Pieve
|S. Frediano, Rettoria
Popolaùone
fiig;
3o9
Totale .... Abit. A".» |i36o i8a?
*" "" ■
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ANIIi>
Aimn
A191
18II
1840
1843
700
738
7»5
904
9^7
1001
7WH
899
79»
7*7
744
77»
1160
I33l
1939
710
8^q
807
4981»
Iì438
5317
VEXHIEDA ( VIIJA di) sulla Vara in
Va|-i|i.Mi>fr4. — rV7. (\mcr.
VECXHIKNA o VHCCH1ENN.4 (f7ae/e.
iM > nella Valle della Ciriiia. — Castellare
che Jieile il titolo ad un coiuunello, ora
bin-lÌM cuinpre&i spillo l.< ciint di Monte Ro-
t«iiìi|o« ili cui disl.i r.in-j dui' inì^l. 1 lUi'Str.
nella t'oni.p Giur. e t;inM \'\ mi;:!. « niiic-
•Ir. <lì M«ss.ì Mirilliin.i, Diiw. di Volterra,
Comp. d; (ìi-ossrin.
Ri>i«dr sulli' priidiri orcideiil.ili ilei |X)^-
gi d«iu<le «ur^'e U (^iiiii.i tri i Lifi'>ni di
aei'ln hnrico del Siswj c il Lago sulfureo
dì Monti* Rotondo.
Sarehhe lrop|>i> n mola l.i Conisellura so a
quislo lu«»j;o di f^ecrhi^na eorris|>ondesse
ralln> di:ur)iiiinalo ai f^inclene finihm
^ol*tii-rrtfriSf^\\vcnn\v Cu Ifilo in un.i nnpiii-
lii'.iiii lei ilìci'iiilui 8'Ì9 puidilicaU nel Vul.
V P. Il delle VtfMor. Lucch,
iKi confìlli eorininili di f^ecchienn. eon
quelli de! Saffo v di Casti ^lion Bfnitrdi^
firesv) d"Vf acni.-ii.iiio un di i liuiiti del
Gr)iniiuello ili (Utrnia^ tu il.itu un cenno
■llWrr. CoHSi.t, \\.m\.. di^lrulto.
Il l'Ili \olii' lo.|.il>)(ìio.T.ir;;ioui-Tozzetlì
neNii.i Vi.i^r./, T. IV. V »■ VI parlando di
qurjlii lu'ii,»-» dissr, rh»; il G•^l. rovinilo di
f' e*'*'ht("i I ii)iir.iiiif*ilr .i|i[Mrteiiiie ai ve-
kcuvi di Volinr.i, mi ■fi»: tu rivjso a ferro
e Tuono dai Voltemni nel ia35 ; conMcché
ad essi |kknì innanzi •ivessedirrlio una bolla
il Pont. Gregorio IX |ier esorlarli a ilesìste-
r» dalle ostilità contro il vescovo Pigano
de* Pann(x:chieschi ei] 1 suoi vassalli, aecom-
|>a»iiinilo i consigli alle inìnac(.*e di scunii-
iiiiM, .illi- iinaii coteslo pofiolo corrisfioie eoi
hniiov.ire i dinui rontrn le terre e i:.«4l*-lU
del (H'oprìo \i*«4'ovo, suoi ft-deli e vassalli.
Im(i)rl.inlissiin.i re|iulerci |ier la storia
iialiirale dì iim-sia contrada la notìzia iii-
scril.i d<< Ziiu.liia ZktIiìo Volterrano in un
roilire (*sisteiitc nella Ma;;liibrcliiari.i 'Oliss.
WIll. (>jd. 7*) ni'l quale m lro\a rav«i«)
dulli cii<ii|iars.i re|ienlin:i avvenuta ncll* an-
no i3io di una s,iecie dì Lagone Ltt/^u-
ni) pruMì il l«n»j.'o ap^M'llilo f^Uena .Torse
•1.1 ltg<;i*rji ^er/f/iii), — P^ed. Lauosii Vot-
l£RR^M, e (/tR!«|i l'i.
VKCClIIPT'n) in Val-ilì-Magra. — Cai.
con i:li. |urr. ^S. Rirtoloniinen) nella Com.
e Giiir. di Vnlla , Dioc. di Massa-Ducale ,
gi.'i di L'iui-Sirzina, Due. di Moilma.
(^)t('Sto {K>|Mdo elle lece parte del rriitlo«li
.\ulla ó |>osl<i in po^^io sulla «nistra del fi.
M«::ra Ira T A niella e<l il Tax^arnne.
Li ii.irr. ili S. Biiloloinnieo al Vecchiet-
to nel iRì:» ei>ntav.i 0174 a bit
VRCCHIO ;C:VSTEL>.— r«/. CoTu.-
ViuiHio 01 Vtr.i. iMti.
T£LL VELL 685
VECCHIO (G.4T4BBIO) nella Val-dU esiste la Tetusta chiesa plebana di S. Tom-
Fiora. ^ f^td, Catabbio. oìMoaCastel-F'eecfùotO in F'alie-jiriana,
— ( MO.TTE). — fed. Hons Vioguo L» sloria più .mtica di Vellano può dirsi
in RafDagna. quella della sua pieve di S. Martino di A ■
^ (S. QUIRIGOn) in Val-di-Pesa. — i^elfana, o a Fellano, le di cui memorie
Cos. il cui popolo di lunga elk fu soppreuo risalgono al secolo X almrno, siccome
nel piviere di S. Giovanni in Sugana , nei- lo dimostrano Mlcune carte pubblicale di
la Cbm. e Gìur. di San-Gasciano , Dioc. e corto nelle Memorie Luccìiesi^ già citate
Gomp. Ji Pirenie. agli articoli di Massa b Coxzilb, e Obaca,
VECOLI, o VECOLEnelli Valle del Ser^ Al primo di essi Art. furono riportate le
chic.—- Gas. con eh. parr. (S. Maria e S. parole di un istrumento del a8 aprile 979,
I^renzo) nel piviere di S. Macario, Gom. dal quale appariva, che la pieve di S, Mar-
Giur. Oioc. Due. e cicca 5 migl. a maeatr. tino a Vellano fu data a reggere insieme
di Lucca. air altra di 5. Maria di Massa a quello
Eisìirde sulla cresta de* poggi che dira- stesso prete e rettore che nel 7 giugno dell*
B4IISÌ a grec. del monte di Quiesa fino al* anno medesimo allivellò la metà dei beni
b ripa destra del Serchio, separando la vai- delle due pievi con i tributi e decime do-
lecoja della Freddana da quella della Con- vute «lagli abit.4nti delle ville comprese in
tetsara^ e la cui altezza misurata dal Pad. quei due pivieri; fra le quali villate sono
GrQ. Prof. Michele Bertini dalla sommità nominate Feilann^ Obaea^ ossia Ohacula,
del campanile della chiesa di Secoli fu ri- Infatti anche nel catalogo delle chiese
sronlmta essere 693 br. lucchesi superiore delle diocisidi Lucca compilato nel ia6o
al livello del mare Mediterraneo. — Ved. la pieve di A^fellana^ o di ^e//aao cooti-
XiCAmio (S.) nuava a mancare di cure filiali.
La parr. di Vecoli nel i83a noverava Inseguito fu eretta in battesimale la eh ie-
141 abit. sa di Sorana, che fu una delle succursalt
VEXHA790 DI MODIGLIANA nel vallone della pieve di S. Tommaso in Falle- Ariana^
del Tf«iloKÌo in Romagna. — Gas. che diede ossia di Castel- Feee/tio.
il titolo ad una eh. parr. (S. Michele) e ad In Vellano come in lizzano esistette fino al
oaa delle balìe della Gom. di Modigliana, secolo XVIII inoltrato un Mon. di suore,
itiualroente riunita alla cura di S. Maria in In quanto spetta alla storia politica di
Castello, Gora, di Tredozio, Giur. di Modi- Fellano ce ne dà un qualche indizio un
glÌAna, Dioc. di Faenza, Gomp. di Firen- di)dnra;i concesso nel dì 9 agoslo i333 dal
le.— Fed, Modioliasa, Comunità, re Giovanni di Boemia ad una nobile fami-
^Ctìjr«4tf DI Villa-Basilica. — ^e(2. Villa- glia Pesctalina, quando accordò a molli in-
Basilica. dividui della consorteria Garzoni , ivi no-
FEQMtATosj nella Versilia. — Gas. la minali e rappresentati da Garzone del fu
cui distrutta chiesa di S. Lucia in Feghia- Barloloinmeo di Pescia, per causa delle spese
fo/a faceva parte del piviere di S. Felicita da essi sostenute e delle imprese fatte onde
a Massa di Fefsilia in Val*di-Gaslello , conservare al governo di Lucca la provìncia
nella Gom. e Giur. di Pietrasanta, Dioc. di della Val-di-Nievole, concedè loro, io di-
Piu, già di Lucca, Gomp. pisano -» Fed, ceva, come pure ai figli ed credi di cassi Gar-
PirraAsARTA. zoni a titolo di feudo il castello di Vellano
VELIi4N0, già ArELLjso nell.i Val- in Valdi-Nievole con i diritti, persone e
di Nievole. ^* Terri già Giit. con eh. pie- territorio annesso.
h^na '^SS. Sisto e Martino in Avellana y o II qual feudo di Vellano nel i355 fu con-
a Fallano). È capoluogo di una Gomunità fermato dalT Imp. Girlo IV con altro di-
nella Giur. e circa 4 raìgl. a seti. diPtsciu, ptoma dato in Pisa li ^5 gennajo a fovore
Dioc. ineilesima, una volta di Lucca, Gomp. del nobile Giovanni figlio del fu Garzone
ili Firenze. di Pescia; mentre pochi mesi dopo Plmp.
Riùetle in poggio scilo la confluenza di stesso pass.iiido da Pietrasanta, nel 3 giugno
•l-.e rami della Pescia maggioi e, o^Vd Pe- del 1 355, tornava ad accordare ìnfeudoalla
scia Ji Pescia, fra il gr. a8^ a 3' long, ed ronsorleiia Gartoni di Pescia la villa «li
il gr. 4i^ 57' 3" latit., quasi due migl. a Gaslel Vecchio nella vic<iria di Valle Ariana,
scir. del Castel- Vecchio di Vellano, dove contado di Lucca, nella qual villa dice
V. t. 87
tm
VELL
▼ BLL
che non lì era pid che ana ventina d8 no-
mioiy o capi di fiimiglia : in yua circa 9i»
ginti homines esse dicuniur.
Ma che cotesti debbono contaisi fra i tanti
diplomi che si rìlasciaTano per iropingaare
hi cassa delU Camera aulica senxa gran frutto
di quelli che li dovevano pagare, lo appalesa
la storia del luogo slata indicata MÀrt» So-
sjkMk di Vellano, in un tempo cioè, in cni
il Cast, di Vellano dalle roani de* Lucchesi
cadeva ora in potere de* Pisani, ed ora de*
MOVIMENTO dello Popolatione della Temua dm TmM.Mutmo
a cinque epocìèe diverse , dieisa per famiglie.
r.
FioreniSnt, ti quali poacia
Pescia del 1 364 ; <B vigore della qvafe p-
nomini di rW/ono, di CasfeUFeeèkietét
gli altri paesi componenti allualmeotcemoh
Comunità, ad onta dei diplomi haperàé.
dovettero prestare ginrametilo dk fedellk rfb
Reo. Fior. — Veii, Sobava.
D*al]ora in seguito la storia dEi FeOami
accomuna a quella delle altre conti adi éA
Toscana Granducale sottopoatejal Tìrariié
I, alias del b Val-di-Ifievolc.
Aaao
IHPll
masc.
fBaat
femm.
ADI]
rHase,
n.Ti
femm.
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due sessi
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170
17*
370
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979
97f
Comunità di Sellano, — Gotesta Co-
nìt& abbraccia una superfìcie territoriale di
7384 quadr. 746 dei quali sono presi da
corai d* acqua e da pubbliche strade.
Nel f 833 vi abitavano aSaa individui,
a ragione di 3io persone per ogni miglio
quadr. di suolo imponibile.
Confina per montuosi e brevi tragitti con
cinque Comunità del Granducato, e per una
più lunga linea dirimpetto a pon. e maestr.
con lo Stalo lucchese.
Dil giogo del Formlcolajù sol monte
Bordoni^ do\e cessa la Toscana Granducale
e la Comunità di Pileglio entra il territorio
comunitativo di Villa-Basilica dello Stalo di
Lucca, col quale queslo di Vellano fron*
teggia dìriropelto a s«'tt. da primo medianle
il Rio maggiore t una delle sorgenti più
alle che scende nella Pescia maggiore , a
grec. di Vellano finché rimonta il Rio di
Ponte ^ allra sorgente che viene a ra»estro
di Vellano da 11* A spenni no di Castel- Vec-
chio^ ed entra pur esso nell;* Pescia mag^
giore davanti al Cust. di Soraua. Quindi
mediante il corso detta st<
nua a fronteggiare dirimpetto a pon. fino d
ponte sulta strada provinciale rotabile ck
sale a Ventano. A quel ponte il territorio è
Vellano lascia a lev. la Pescia per indiria
urai a pon. sulla costa de* poig^ cbe tept-
rano la Valle della Pescia meaggiere 4
quella di Collodi. Giunto al torr. Teq^
la^ lo altrvena per avviarai a lib. anapc
mediante termini artificiali fino al PoggieS
Rometa alfa. Ivi cessa il terrttorto coaraai-
tativo di Vilbi-Basilica dd Ducalo di Laos,
e sotientra quello delhi Com. di ^nàa éé
Granducato. Con questo V altro dì felU
no fix)nleggiii da primo diriropetto a ostro,
metliantela d^ta fiumana, poscia di Croolra
lev. rimontando I* alveo della Pesete mag-
giore a partiir dal ponte di Pietra Boona fiat
alla confluenza del riodelC /tsino^ e di là éi
qutsto rio toma a fronteggiare dirìmpeflo a
ostro lungo la stessa fiumana con la Caeu
medesima, che lasuia sul poggio àl'Agmmelk^
dove trova laCom.delBorgoaBuggtaBO.Gna
quest'ultima la nostra per tanmai arlificèsli
VELL VELL 687
tilesullMnGO<MGÌdniUiletlclpoggio<]*i^^iM- che e inorysoiche , il quale macigno è ili-
■r//o, «ìlio a cìit entra nei no di Serra a sposto ìd poteuti ttrati (liTenaDiente incli-
Ctuùt contro il cono dei quale tale nella nati ed alternanti con sottili slralerelli di
ilimumc di lev. a scir. lino oltrepassala la bisciiijo, o schisto marnoso, mentre costà
oonflucuia del rio delle Treserre. Costà si più raramente si ritrova allo scoperto la
toast sul giogo del monte con il territorio di calcarea straliforme compatta, la quale sei^
Masi e Conile, da primo diriropelto a ostro, yìr suole di base alle due rocce prenominale,
poi di froole ■ lev. mediante una via pe- In quanto ai prodotti agrarj, la vile e
dooale, die poi lascia per entrare nt-llayor- 1* ulivo ( due qualità di piante che costitui-
rà deitm di fellunOm In colesla forra in- scodo la riccbesza maggiore delle Comu-
eonlra il territorio della Com. di Marlijna, uità di Pesci», di Uxzano ecc. ) sp><risoouo
con il quale scende il monte nella direxio- per raflàtto al disopra della T<'rn di Velia-
ne di seti, e poi di maeslro per entrare nella no, dove non s' incontrano che selve di cm-
Petcioia di Fellitno che rimonta di fronte stagni e foreste di cerri, di querci, opjmre
a scirocco lino allo sbocco in essa dellayor* di lecci, iramexzate da praterie naturali.
fu di Confinem Costà cessa il territorio co- Qual fosse la coltura di colesla montuosa
■uniUlivo di Bfariiana e sottentra in quelle contrada nei secoli anteriori al mille, si
alture ilirimpetto i grec. Taltro di Pileglio, può arguire dai documenti pubblicati nelle
mi quale il nostro si accompagna fino sul Memorie Lucchesi, fra i quali citerò per tutti
■onte Bordoni dove ritrova sul giogo del un istmroento del i luglio 910, in cui si
Fonmicoiafo il territorio lucchese di Vii- tratta di una permuta di beni situati in
I^Baailica. Obaeula presso Vellano, dove sono indica-
li più copioso corso d* Hcque che passa per te cento moggia di terreno coperte di piante
qonta Comunità è quello delta Pescia di di castagni. Lio che serve a confermare, che
trscia^ o Pescia maggiore. Fra le strade queir albero benefico delle nostre montagne
rotabili coniasi quella provinciale Pescia' fino d^iì secoli longobardici erasi propagato
Ima che sale su 11* alpestre fianco dei monti nella Toscana. — ^ed. Omàc^ Flom^, e
•opra Vellano,onde raggiungere dopo un Obaculj di VELLAifo,
giro muotuoso, praticalo in luoghi frigidi La Comunità di Vcllano roanliene un Chi-
Cil anco ventosi , la strada regia Modanese^ rurgo e 4 maestri di scuola residenti in
BclL quale la Pesciaiina sbocca sulla ripa Vellano, Castelvecchio, Pietrabuoua e So-
auistn della Lima presso le ferriere di raua.
Mammiaoo. La Cancellerìa comunitativa, il Giusdi-
Ilia(ictto alla struttura fisica del terreno cente, T ingegnere di Circondario e 1* uffi-
che riveste colesla regione alpestre , vi si zio di esazione del Registro sono in Pescia,
Kuopre comunemeute la pietra arenaria, ma- la conservazione delle Ipoieche in Pisa, ed
Ugno, coutcuente avanzi dì sostarne organi- il tribunale di Prima istanza in Pisloja.
^VdDBO itOm n^«lM« MI» Comtmtt^ at fw
S
%
VGUHU.oTEBO^tA in Til-d'Onà*. aDtiei picn mlb Om.GHur.eil m «qrl-i
— VìIIé a gvuÉ a brtiliiio nel popolo di lib. di Vieo-PJHno, Ditte. > CiMap. 4i Ffa.
CMldnuoTO dell'Abile, Com. Ginr. Dioc t Barn iletle pib deliw
• ara 7 migl. ■ aUrO'Kif . di HonUlcino, IiufO la «radi provinciale Via
Gonp. di Sima. fdifna a mi. dal n
EitiedeMillaripad«il)addrOreia Jirim- molra da qudlo della Ter
petto alla confluenia del lorr. Xaaeoita, ottro e pon.gliworrcuaai vieiaorAn^ìi
CM'a deirfnie di Aicidoun, doie k rimi un clima ainiuinio e lErap«TstoÌB foSm^
cli'eti«t(Me uo ponte, del quale li indicano iw*lk Tcgelana e frulliEiciao allo Mnpeitok
le icati^ al Ino^ dello il poalaeào. pimile più delicate >li igrutDÌ.
TroTeai alle falde meridiooili del poggio Una delle pib anliche meraorie diqoab
di CaMelnuoTo dell'Abate pmno le cktc borgata e della lua picTcdrdicala ■ S. Gia-
de! l' ala ImiIio Mccaroide Ji calce carbntala, vinai Billìilii,ed a S. Pietro in luagodrlW
bianco, eolorilo e Teoalo, le quali chic an a//a fena,èdt'II*annag75 qnandoÀlhnica
tempo tnna oompreie in colnta tenuta, tckoto di Piia concedè ad cnfiirun ai>l«
gik comunella. fi^li del tu March. Obeho conte iM S. Fr
ÌM TÌIIa di Velona ipparteneri alla fa- Imo molli beni delle pirri di Fito filn
■niglia Acca rìgi, quando nel i{oi fu prita {Caleinaìa}, e ili S. Giovanni alla fé
dai Fiorentini, all'occauoaedelbgueiTj die nu. — ( Hnaii. Aat. M. Aevi T. '.)
■noiBero ai Seneii perchè li erano dati al A S. Gionnni alla Vena vi «ra Hnofcrii
I>uci di Milano, r che poi retliluirono alla nelt' Amo, dove tino dai tempi CanKofi
pace del 6 Hprile i4o4; una delle cui con- loleTa pattarti quella ipecie di Atvo le*
diiioni fn quella di ritaiciare al Giraune gio, che Finora e /'Incito apjielTaTaai, il qud
di Siena Jfo/ua^ufo, Sdfoli, Seorgiano, daiioCorrado II come re d'Italia tuo diploaa
CmMlelnuovo delT Jiale , la Feroaa, (o del ig u^lio iiSS rilaK:iò« Bilduino iicf-
rf/nna)cCig/iiianne1lerminediioeior- «eicovo di Kh con altri diriili della c«f»
ni. (Amwi. Ster. Fior. Uh. XVI.) m d'Italia, fra i quali il Fodro m PUtù»
VELTRAJO ( MONTE). — ''e<f. MoH- di ''im ^■Meri«rara(VÌcoPiaa»o)e dJ i.
ia-Vn,Tauo, e VoLTiaat. Giovanni alia ftaa.
VtNA [S. GIOVANNI lua) nel Val> Finalmenle nel Breie Pisano ilei lo •M
d' Arnu piano. ^ Borgata popolou con C. UeuliuualL ruhiica Sa del Ub. IV. im-
VENE TEBC «89
ÌMÙ di eiKficm lungo PArao daf li uomrai Li pMT. di S. Qiiirieo a Veneri nel i83«
di S. Giovanni alla Vena e da quelli dei novenva 889 »bil.
TilLagieio tU Geuli un pomicino della br- VKNERIO (SAN) in Val di Magra. —
glicna «Imenu di Ire | ieiii (di Liulprando?) ^ed. Sa* Vbkuio.
■clh al rada di Piediiiionle tra S. GnovNiiiii Fkpms ìuIIh Pffici» maggiore — ftd.FwF-
alla Vena e Geuli. — f^ed. Vico-Pisamo Co- mia, e CASTra^Viocnio di VvLi.Aao.
muuùià. VEPPO (CASTEL m ) sulla Vani in Val
La idefe di S. Giovanni alla Vena nel * di Milgrrf. — f^ed, Calick.
1371 coniava le leguenU fdìali, t. S. Bar- VERAZZAHO in Val^i-Greve.— Villa
tolomineo di Scheitocoio, 9. S. Lorenio^' aignorile eoo tenula anneiaa nel pofjolo di
CrMiin; 3. S. Martino (idem); 4. S. Miiria di S. Martino a Valle, Com. Giur. e circa
(idem;; 5. S. Donalo (idem). — Allualmenle due miglia a maeilr. di Greve, Dioc. di Fie-
li suo pievinaii) comprende le |Nirr. di S. sole, G>mp. di Firente.
Giovanni alla ^ena, S. Andrra a Cucigliana Questo resedio con fallorìa annessi è no-
e di S. Quirico a Lugnano. lo per essere stala coslh la culla de* nobili
Im buffiiala di S. Giovanni alla Vena lia da Veranano, i dì cui discendenti conserva-
rlo fn gli uomini illustri nel secolo passa- rono fino ali* ultimo fiato cotesto luogo in
la il consigliere di Mulo Leonnnlo Frullani. venerazione forar di aver dato il casato alla
La parr. plebana di S. Giovanni alla prosapia fion-ntin •, alla quale «ipparlrnne lo
Vcoa nel i833contiva 1^85 abil. scuoprìtore della Lunigiana nell'America sel-
VE^ ANZIO A CEPARAKA. — f^ed. Cu- tentrionale. La lenuU omonima col nsedio
fiaAva in Val-di MMgni. di Verr.-zzano nel secolo attuale è stala la-
VENDASO rS.PAOL() a) in Val-di-M^ seiaU dalPuIlimo fiaio di quella stirpe, al
già.-— #Vd. Paolo (Piava n S.) a VaanAso. serondogenilo della nobii casa Vaj.
VE2IERE nel Val d*Ariio aretino.^ Sino dal secolo XII si fa menzione di 11 li-
Gh. eoo eh. parr. (S. Giusto) nel piviere veti e vigneti posti nel distretto di Verazzano
di ^^rala. Coro. Giur. Dion. e Comp. di in una membrana della Badia di Paisijiiiano
iftno, dalla qiial cittì il Gas. di Venere del 19 mar» itSo scritta in Fii:chio de
liovasi circa 4 migl. a m.ieslr. Lombardi ( Vicchio Maggio ). -* F«^<'- Vic-
Sicde in pianura sulla ripa sinistra del» cuo Maooio
r Amo, quasi di contro al colle della sop- VERAZZANO in Val-Tiberina. — Cus.
ptOM llndin di Capolona, sotto la voluta gib Cast, con eh. parr. (SS. Flora e Lucilla)
che COSI) presso Ta l'Amo da ostro a lib. nel piviere della Sovara, Com. Giur. e circa
ÌM chien dì S. Giusto a Venere fn di pa- 4 mgl. a lib. di Anghiari, Dioc. di Sanse-
dfooato della cafa Roselli di Ait-uo, eredi- poterò, gik di Arcuo, Comp. aretino.
lato per donna dalla famiglia Lippi di ijuel- Risiede fra le sorgenti del torr. Cestola
b stessa citlh. presso la sommità dei poggi die tanno spal-
la parr. di S. Giusto a Venere nel i833 lieni alla città di Arezzo ed al suo bacino.
oonlMva 147 abii. Questo Cai. di Feratzano al r«ri del vi-
VEEIERE ( PORTO). — Ved, Poavoya- cino paese di Tappole inturno al mille ap-
■■■ del Golfo della Sjiezia. («rtcneva al capitolo della cattedrale di A-
VESVERI della Vaih-'/triana, o della Pe- reixo , confi rmalole da diversi imperatori ,
iCM d!i Coiiodi, — Gisl. con rliirsa parr. fra i quali Federigo 1 che col mezzo del suo
(S. Quirico) nel piviere di Collodi, una voi- legato conce«lè ai canonici di Ai'ezio Tuno e
ti di S. Pietro in Caro|ìo, Om. e Giur. di 1* altro easlelln, slati entrambi occu|mIì più
Villa-Basilica, Dioc. e Une. di Lui-ca. lardi dai Tarlati che li ritennero finciiè nel
Deir aolichità di questo ca&lello diede |384 (lassarono in (lolere della Rep. Fior.
nocenoo il I^dr. Ciancili nel Voi. Ili delle La parr. delie SS. Flora e Lucilla a Ve-
Memorie Lucchesi quando disse, che di cole- razzano nel i833 noverava iGi ahil.
sto luogo era stalo signore un Arrigo del VERCIANO in ViiUTil>erin.i. — Cis. vnn
fa Guarnieri autore dcha famiglia ^nleI- eh. parr. (S. Michele) nella C(>m. del Mon-
niinelli di Lucca, il quale con testiirocnto le S. Maria, (ìinr. di Monlerrhi, JYkh:. di
<le«li 8 ottobre ioo5 làscio mille fiorini di CilL'i di Castello, Com|>. di Anzzo.
oro Ai poveri da levarsi dalle rendite del È |iuslo in i»ianiira alla sinistra del |oir.
suo caaiello di Veneri. '^88^^ tribulurio del Te^eie sotto Città di
YEHG TER6
GmIbÌIo picMo r cfliwo oooAae del tam* colo XT m adlivan il t^c
torio del Gr4iidiiGato con TalliQ della Le- liolo ileeentalo del Mettbioli.
fatiuoe di Penigiu dello Sialo Pootiftc». È uoa carta del Hoa. di S. Eugeaio
Nella eura di V«reiaoo alla dciUa detl- ao Sirna eMilcale nell* Area, Ospi, Fiat.
Aggi* Irofaii la dogana di confine del 6rio- icrilU nel giorno 7 gennaio 1401, acUa
/eiio^ fammentaU al ino articolo. quale sì Ualla della vendili per 5o fiorini
La |iaiT« di S. HichcU a Fiarncno nel d'oro dì un campo leniinalo a gaiigdimfi
i833 oonU«a 78 abit. fenuto posto in luogo detto il Caiewàn/e
VERDE. /kimoim in VaWdi-ICagra. — nel diatmio di Vergelle oontulo aane»; il
y<id, MiAtà /Immtf Ponaonu e Zeai, C^ qua! campo da Fmooeieo di GofoGori Sm-
fftitMttém fedoni di Siena injnooN prapriot di moi**
VERGAIO nella Valle dell* Ooibrone pi- dn e di ma mofdie, fu alienalo a Maramo
atofew. — Cu. dove fn nna chiem parr. Piiaicagnolo di Siena.
(S. Martino • Ftrgmjo) riunita alla parr. Ma il merito maggiore di eoletin bìeoem
di S. Lorenio a Umo, Gom. della Porta al è quello di aver dato a Siena ilano BafiHllo
Borgo^Giur. e Oioe. di Piatofa* Comp. di nel celebre pittore Gio. Antonio Rogyi,drtF
Firenie. to il SoiloaM, cbe ebbe i natali in Vergdli
VERGELLE, ulvolia VERGELLE in e non in Vcradli cittk del Piemnain, giee-
Val-d* Amo.— Vili, già Gasi, con eb. parr. (S. me da molti aooi biegnfi fii opinato, etaale
I^Nemo) nella Com. e quali 3 mìgl. a oetro- Ione T equivoco della patria di lui, la quale
hb. di S. Giovanni d* Aw.gik Alwle della anche F^^tlk o rtmlU hi appellBla.
vicina pieve di PoiWy nella Giur. di Mon- Di ciò là teMimonianta fra gli altri nn
falcino, Dioc. di Pienu, nmi volta di ▲- docuoMnlo del t%0 pnbblicnin difH Ab-
reao , Gomp. di Siena. naliati GimaldolenMt e mtlaKrillo da «n irf
ifc li Inalo «opra una collina cretom poeta Gio. i/e Ftrcdiis lindaeo della Badii di &
alla dcMm della fiumana deir^tf^jo. Pietro in Gimpo in Val-d* Oicia, napello ad
Se nel secolo Xtl quoto cas«le fiweva una cooveniione fatta fra il Cnmiine di Mo«»
prie del territorio di S. Giovanni d' Amo tcpuleiano e la Badia predetta.
è credibile che dipenderne dal ounte Palio- Vergelle lofiiri non poco per cagioat da
nieri figlio del conte Fortigoem di Siena , Icftemoli che Milla fine del aeeolo XVIII afr
il quale |ier atto pubblico del 14 lugl. 1 i5t fliiKro il vicino Monte Olivelo maggiora,
diede in pedino per dieci anni al aindaco La parr. di S Loreino a Vcifelle nel
della cilU e popolo di Siena, il caatrllo di i853 coniava 1)7 abit.
5. Giovanni d^Ano con tutu la lua corte VERGEMOLI m GARFAGNANA nella
o dislreiio, più il caslcllo e territorio d*i^i'B- Valle superiore «lei Scrcbio. — Cai. cip^
Ma « di Chiusure, lufif(0 di Com. eoo eh. parr. ( SS. Quirioo
Ai conte P^llonieri sotlenirò nel posaraio e Giulitti) mrll.i (ìiur. di TriiaMliou, Di<ic.
diS.Giov. d* Asso « luoidinlomi la nobile di Massa-Ducale, una volta di Lucca, Ite.
famiglia Gori-Pannilini di Siena, cui spella di M'Nleiia.
tuttora r oratorio di S. Pietro di Aaso, esi- Risiede in monte tnl fianco orientale del-
slente nel giardino della villa che quei ai- la Pania detta Mia Croce, alla einiitn
gnori pQMiedono in S. Giov. d* Amo, e che della Torritadi Galiieatto e delU viaappd-
r erudito Ettore Romagnoli dubitò che (bue lala di Petroiciana, per la quale li varca quell*
r antico battistero di Pat^, coniervando una Alpe,q
, quasi due mìgl. a maestr. di TnMsilico.
facciala vetusta ed un sottemneo a guisa del- Si ha memoria di ootrsto villaggio di Vcr-
le romane basiliche. gemoi i ( Firgtmulo ) nelle carte lucchesi drl
Ivi esiste una tavola rappresentante S. secolo X pubblicate nel T. V. P. 111. di
Blaria della Neve dipinta dal Pelmni. quelle Memorie, quando Ftrgemoli eoo
Nel laSi il consif[lio detto della Cam- TraMiiUeo^ i due Valieki ed altri luoghi
pina di Siena decretò, che il Gasi, di ^er* erano compresi nel piviere di Galliamo.
gelie tosse muralo a spese de* popolani e nel Infatti la chiesa sotto il titolo di S. (^lùr
1371 vi fu assegnato un giusdicente mino- rico a f^ergtmoti trovasi raiuroenlata suite
^- — Atiiulroente questo luogo è ridotto quel pievanalo nel catalogo delle cbirse dcl-
*d un meschino caaiile. la Dioc. di Lucra compilato nel t«6o. I^
Nel territorio di Vergelle anche nel se- qual chiesa fu poi rcstaucata nel |638.
VERG VERG 09i
I^ Gcmiaiiilà di Verfcmoli nel t83« che sì «In al tuo poo. mcnlreil monte Go-
contava i04oalnL leparlìti nelle lefucnti mero trovali al mogrec.; eoe! h dove le acque
dn^oe eeiioni ; correnti del fi. &tio corrowro la parte
a.C«v^<i;^i'i«anne«alla.eguenlei. 445 Jj;Jfi=«~ onenta le delF Appennino prein-
3.^el/egnWto.S.M.ria adNìvet, "^^;^ ^^ .j ^^ ^30 ^^. g. ,,^.^ ^ ^ .,
X F^^rial^L'À P»nl^'id ! !»I ^' *»' **' '*^"*' » '" '® niigl.atelt.deir
4.«»^io^*w, ^r«?»«oo, id. . «99 AlTemia, 6 a poD..in:.fttr. delle Balie del
"**"*"■ Ul_ cima del Monle Cornerò, ed altrettante a
TerA&B • . . Akii, N^ 1640 raaettr. dalle torgenti del Savio.
Una delle più antiche memorie di qoetto
▼ERGFHE, e PIETRA-LATA in Val- paete rìnle ali* anno 986, o 987, quando
d'Eia*. — Bocca dirata, ora villa tignorile cotlk nrlla parie più orrida dell* Appennino»
dilla quale conurva il titolo la parr. di S. fra la Tatcana, 1* Umbria e In Romagna, ti
Hmimlo ile f^ergenit , o di Fergfittf cui ritirò S. Romiialflo per tlabilire ralla punta
fc aggiegata la cura di S. Gio. di Pietnh oecidenlale del pacte topra rovinote balie
£nln nel piviere di Scuola, Gom. Ginr. e ed a cavaliere del fi. Savio una delle prime
ciffBa 5 migl. a lev. di Catole, Dioc. di Gol* Badie della tua Congregazione di Camaldoli.
k, giù di ▼ollerra , Gorop. di Siena. Fu poi da eoteeta Badia che prete incremen-
II poggio ofiolitico di Fergtne corrìtpon- to la villa, poi catlello ili Yergherrio*
drBlc alla Tilla di Beilaria^ dove etiileva Dopo che l' antico monattero degli Eie-
Du cMlellelto fatto rovinare dal Comune miti Cimaldolenti di Verghereto in parte
di Sima nel 1389, quando lo poneilcva il franò nel tottottante fiume per la ruturadel
fanoao Pietro Tolomei; attualmente ewi un poggio tu cui giaceva, venne riedificalo clau-
ivfledio Mia nobile fiiroiglia Bargagli. — - ttro echìetadentro il parte, convertendo in
f^ed. pRTaA-LjiTÀ OÌU.A llloaTAOiroi,A. tcgnito V antico locale nel rampo tanto del-
VERGHERETO « CARMIGNANO nel- la parr. attuale di S. Michele,
la Valle deirOmbfonepittojete.— Gat.con Li Badia di Verghereto ti reggeva con le
eh. parr. (S. Pietro) nel piviere, Gom. Gì or. coiiituiioni proprie innanzi che etm per
e eiraai 3 migl. a tcir. di Carmignano, Dioc. bolla del Poni. Leone X del 10 giugno 1 5i 5
di Pìaloja, Gomp. di Firenze. fotte incorporata al tuperiore Eremo di Ca-
RiticJe tul fianco orientale del Monte* maldoli.
Altuno, ad una elevatezza di circa 53o brac- Prìm» però di quel tempo gli abitanti ili
ria fior, sopra il mare Mediterraneo, fra i Verghereto, non saprei dire («rqual fillodi
popoli di S. Gritlina a Pilli , di S. Martino hcitchi , erano tributar) della Badia de* Be-
ìd Gimpo e di S. Michrie a Gomeiina. ne<leltini di S. Maria del Trivio, antico
\m porr, di S. Pietro a Verghereto nel Mon. dislrullo fra il Monte Goronaro e le
1833 noverava 149 abil. fiendici nhentali dell'Appennino di Pnita-
VERGHERETO nella Valle tuperiore del glia. Certo è che nel i359 il Gatt. di Ver-
Sfvio. -^ Ignobile vecchio castello, che te gherelo conlinuava a prestare un tal quale
■on ebbe origine crebbe in famn per una omnggio agli aliati del Trivio; siccome lo
pk fla gran tempo distnitla Badia di Ere- dimostra un alto pubblico del «9 agoilo di
■liti Camaldolentì sotto il titolo di S. Mi- dHto anno, col quale i sindaci del Cnm. di
chele, la cui chiesa di S. Michele servì pure Verghereto sutabilirono la iira o tassa pre-
di parrocchiale al villaggio. diale da pagarsi ai monaci del Trivio loro
È capoluogo di Comunità , siccome lo fu domini ; mentre rispetto al vassallaggio
di Ginr. civile, or4 tutto quella del Vicnrìo verto i Camaldolensi i Verglieretani solevano
R. di Bagno, da cui Verghereto disisi circa recare ogni anno una cesta di lichene^ o
5 migl. a tcir. nella Dioc. di Sarsìna, Gomp. musco dei loro boschi alla Badia maggiore
di AreizQ. di Fonte Avellana,
Risiede coletto paete topra un angutto Sarebbe presunzione 1* applicare agli a«
«prone di terreno friabile che serve qmsi scrnilrnli degli Uliertini del Casentino e ili
di cavalcavia ali* Appennino di Ginialduii, Romagna un diploma di Ottone 1 del 96,1,
692
VERG
TESO
eul t|iiile qiidrtiD|ienitorecoiiferniòiii fieii-
ilu ad uu Ul Guol'ralo una |ionioat del
liffrilorìo al|ialre putto in Hagao* 1* Al vmia,
le Gom. della Badia Teiblda, di AHonlefellfo
e di Pieve S. Slmkno (già delU JTafM, poi
f^iseoaiado di f^erona)\ «• f^ed, Bajna
Tkoalba e PiHTB S. Stuavo. è wXiftù. eota
incerU che i OC. Guidi lo acquiftaMero in
tiOiii{jni nel laaS, nvferodiròicheiiel 1404
i Fiorenti 01 cacciarono «la ootetU contrada
non si>lo i conti Guiili di Baiano, nu 00
Andreiuo degli Ubertini, ai quali fìiioiio
tolte nella fai-di-Bagmo Sa fra cailella e
roeelie |ief avere em nelle anteccdcniì guei^
le iMllagliale nel Casentino ed in Val-Ti-
beiindy ieguitato il partito del Duca di
Milano.
IXi (|uetr epoea in poi il territorio dì
Verglierrlo tutto dì 7 novembre 1404 fu
incoqionito a i|uello del contado di Areoo,
nel di si retto horentiiio, mentre la Terra di
S. Mari» di Bugno, il Borgo di S. Piero
in Bagno con U rocca di Gonano ed altri
|iaesi delta Onnunitli ili Bagno ori trattalo
delh retn di Pi^ furono oonoetti a Giovanni
Gamliaeorti e suoi eredi, eoa obbligo di
mandare annualmente il palio « Firemeper
la fesU di S. Giovanni Bittìita.
Anche nel 1470 intortero aleane diflì-
rrme di confini Tri qucau Gom. e Taltni
di S. Agata del Monte-Feltro, nella giuri-
sdizìniie di Urbino.
Armare a ciò qiinnlo disse il P>ignini nel
suo Lc»sico slurico di|>loni.ilicu dflle Rifor-
magioui, allorché discnrrtnJo dei castelli
dì r«rgWvfb« JKmAv Cormmtm^ Bmim,
Potimi deiimCHim, t^mi-d^Agaeia ed altri
luoghi di f^at'di-àagt» avvimva: che «m
parte di quei cattellelli appartcfievano cgH
Ubertini lunansiche«lalU Rrp. Fior, famwi
confiseali ad An«lrraecio di qaelh finniglii
a cagione di ribellione commfMB;per cai eoa
allo pubblico del 7 nov. 1404 ciaKmto di
quei oomuiielli stipulò Tiilnimenlo di eolio*
raitsione alla Rep. in mano dei Dicci di la-
ila, dai quali ottennem le loro eaplloiaiiiini.
Quindi lo tinto A. soggiunge: che con alto
del t5i4 i tignorì Ribi malori ddln Stale
di Firenae stabilirono le coadìMoi kIbIìvc
alle gabelle da pagarli dal GomwM di Ver*
ghereto.
in arguito Veigherrto pamè oca b ecric*
Itone del govenM Aorenltiio collo i DécU
poi Granduchi di cam Mdliei, e de qt<i
sotto l' AugutU Dinattia Actlro4jDff«m Ih
licemente rrgiiaule.
Fu nella Gomunith di Verg ImrIoi, e pn^
cinmenle neih Fagginofaidi Comelodcudc
tiatse orìgine e nome il potente UguccioM
dei nobili di Gomelo, detti della Faggiuola,
IXil movimento delle Fopoiamoae di
quetto paese che si riporta qui cffuesso, si
vede chiaramente quanto dia eie diminuita
«Iella prima epoca in poit onda cpplicMC
a cotrita oootiada le cause mwlecime che
furono indicate mWJÈri, Bama Tbum.
Fu tnlamenle nel 1840 che Vrrghcrrlo
con la sua Gomunilk per motuproprio So*
vrano venne slarcalo dal Gompartimenlo di
Areno e dato a quello di Firrnae.
MOFiHENTO della Popolazione della Pjmèoccmij d§ F^tfamuaEto
a cifUfue epoclie diverse , divisa per famiglie.
Aann
AMPI
m'tve.
J'rtntìi.
adi:
muse.
LTI
jtmni.
COHIDUATI
dei
due sessi
KCCLaiAkT.
dei
due sessi
Numero
delle
famiglie
Tkitahtàì
iielia 1
Popoiat.
i55i
—
—
—
—
—
—
i5a
854
I7i-^
78
67
lO'i
108
i34
3
83
49S
i831
95
60
80
8a
118
6
64
441
1840
9»
58
98
86
i33
5
66
47.
i8.i3
91
4«
i»8
97
laa
5
67
469
VBKO YEBG 893
Comiuuià éi ^trgktrto, — IltccriU»- con laGoni. di Smvìiui dello Slato Pbalificio,
IO alpcslre di qiUfSbi Gomuniià ootupa mM fincbè diffìmpello a selL-OMeslr. trofa iltrr-
jpertìcie gii>bos)i calcolata fino a 34^34 rilorio di Égno. Con questo rimontaDdo
U4dr. agrarj, dei quali 7 1 0 quadr. lono ?eno la cima deli' Appennino di Gorezzo
resi da coni d'acque e da strade. — Vi ne percorce il crine nella direzione di Itb.
[auslafa nel i833 una popolazione di 1984 per il tragitto dì circa sei migl. dopo di che
bii. a proporzione di quasi 47 individui per cessa la Comunità transappennina di Ba-^
gni migl. quadr. di suolo imponibile. gno e aoUentra dirimpetto a lib. quella
Coiifiua con cinque Comunità del Gran- cisappennina di Chiusi del Casenliuo, con
acato» ma dal lato di lev. e per alcun trat* la qiMle la nostra di Verghereto continua
ì verso grec. e seti, h» di fiònte il lerrita» a percorrere la criniera di queir Appeuni-
iodi Montefellro e quello di Sarsina dello no per a'.tre due miglia, dopo le quali
lato Pontificio. incontra sopra le sorgenti del fosso di
Dirimpetto a scir. si tooca per circa un Moniioni il territoriocomonitalivo di Pieve
ligi, e mezzo con il territorio Granducale S. Stefiino.
ella Badia-Tedaldo mediante la sommitii Goa questo voltando ikocia da lib. a ostro
el poggio appellato de*ZVe Vescovi sino a percorre la cresta dell* Appennino a scir.
uello per dove passa la strada detta della del BattUme sopra la distrutta Abizìa del
?rrra. GmU voltando faccia da scir. a lev. Trivio, quindi attmversa la via dairAlverUta
Hlenlraa confine lo Stalo Pontificio di Mon- alla Pieve S. Stefiino per scendere roediuu-
i-feltro, lia primo mediante la strada sud- te ilfosso del Fondo nel fiume Tevere. Lo
etta, poscia per termini artificiali dirigen- che accade poco dopo di avere questo fiume
losi a lev. della Pieve delle Balze e quindi acoullu il lorr. Rapina, Costà girando col
leir Eremo di S. Alberico finché trova la lortuo^ letto del Tevere da scir. u seti, e
ia del Fo^f io che si dirige verso la Ce//a. poi u ler. dopo mezzo migl. di giravolte
^stì forma un angolo rientrante scostau- neatlraversa l'alveo per saltre nella direzione
tosi e poi ritornando nella stessa vìa; dove di scir. mediante il fosso del Pian di Gu»
citando faccia a ostro e poscia a scir. e a glielmo m\ lianco occidentale del pogeio de'
ev. entra nei rami riuniti delle due Pare^ Tre f^esewi presso quello della Zucca ,
he percorre per quasi un migl. fino presso sulla cui sommità ritrova dirimpetto a scir. il
Ila villa di Pastorale nella sezione di lerritorìo comunitalivo biella Badia-Tedalda.
Riessa e Mfoate-GiusiOf cioè, poco inuanzi Fra i maggiori corsi d* acqua che bagna-
li trovare la confluenza nella Para del no cotesto alpestre distretto si coniano due
9SS0 dei Campi. Allora esce dal letto di fiumi, il Tevere ed il Savio, entrambi i quali
[uesla fiumana , di cui rasenta per breve nascono da due opposte pendici deirA|>peu-
ratto la ripa destra, quindi voltando (accia nino delle Balze e di Monte-Coronaro; ciuè,
ostro si dirige per mezzo migl. verso dirimpetto a ostro il Tevere che termina per
ev. fioche ripiegando di là a maestr. e attr.i versare la città di Roma poco innanzi di
oi di nu ovoa lev. e infine a seti, sale entrare' bipartito nel mare Mediterraneo; e
ul poggio, in cui sorge il rio delle Siepi, nell'opposto fianco dello slesso Appennino il
)a coicsta sommità s'inoltra per termini fi. Savio che s'incammina a setlenl. e poi a
rtifìciali nella direzione di maestro fino al grec. fino a Cesena, al di sotto della qual
moggio dove termina lo Stalo Pontificio e città entra nel mare Adriatico,
oltentra a confine il territorio della Com. È in mezzo al territorio di questa Comu-
granducale di Sorbano, con la quale l'altra nìlà dove si stacca da Honie-SilPesiro, e
li Verghereto s'incammina alla volta di mae- precisamente dal Basiione^ la catena centrale
Ir. sulla cima del poggio detto di Valbona. àtW Appennino che Italia parte , e la di
>>s(i voltando direzione da maestr. a pon. cui giogana diretta verso l'antica Badia del
orre di poggio in poggio fino a che dopo Trivio passa per Bfonte*Coronaro e di là per
lue migl. di cammino rientra nella Para, i Sassoni sino alle Balie del Tevere; ed ò
à dove confluiscono in essa alla sua destra forse in questa Comunità dove s'incontrano
ibssidi Sfa^eàì Jlfero. Mediante il cor- le più alte sommità di quella porzione di
o della Para la Com. di Verghereto con- Appennino rhe separa il Bacino dell* Arno
inoa a confinare di fronte a grec. con l'ai- casentinese dalle Valli superiori del Savio
ra di SorbanOy quindi per breve tragitto e del Tevere.
▼. ▼. 88
694 YERG VBR6
Air Art. GoLà S. Aunnco fu data un' sto Goraanìtfc poò diiti rotabile , HMiitre le
idea della lituaxioiie alpestre di eolesla con- priacipnli che foidaiio a Ver||hereto sono
trada, situala fra le due Porr, nella più fatte mulattiere, sia che si passi dalPAIvciw
centnle, più aspra e più deserto parte del nia per il fiofio del Bastione, o da Piefe
r Appennino • in meno a vaste praterìe na- S. Slefaoo per le Aolae ed i Sasiomi tee.
turali , cui fiinno corona dal lato orìentole Tiilc è anche hi strada che ihlle Baim
folle abetine e dalla parte occidentale un* e- s' inoltra luiip> il confine verso to Celia S.
stesa faggeta » che porto i nomignoli di Alberico e di là a S. Agato e a Sorbano.
Paggiuoìa di Coraeio e della Cella, Ivi II soolo di questo Comunità ad eocetlone
pure dissi, che irovansi al suo ostro i monti dei Stusoni^ e degli slnti di macigno delle
Fumaiolo e J^iloae, nelle coi balie me- BaiMe e del Bastione^ apparisce nelto mat-
ridionali scaturisce fra potenti strati di ma» sima parte d'indole argillosa,
cigno il ramo maggiore dei Tevere, mentre Con i suoi ricchi pascoli ri notriseBso
il ramo minore sotto il vocabob di Bapina mandre di pecore ed anco di capre, le i|naU
nasce dirimpetto a lib. nel fianco di Monte- in gran numero nelP estote vi ai rseoolgon»
Coronerò. -^ ^ed, Mom Comoraio. con molte bestie vaccine e cavalline, men-
Se il monte Fumafolo^ o piuttosto il tre non manca costà alimento agli aaimali
Jfoniie O tì de Saxeno, corrisponda alto neri , né alberi di alto fasto per kfBa da
roontnosilà detto de* Sagsoni, io non amr- ardere e da lavoro, il qoal legna— paò
derri indovinarlo, dirò bensì che cotesti diflkilmento sa trova da esitare longi dalla
Sassoni n appoggiano dal toto di maestre contrada in cni cresce gigante,
al monte delle Balte; e che gli fu dato dal La Comunità mantiene on manlni di
volgo il nome di Sassoni per mgione de^. scuola ed un medico chirurgo,
grandi massi di calcarea dolomitica , che a In Vegherelo si pratica una fiera nel se-
guisa di nude rupi slaccate per un'esteso oondo lunedi di settembre; ed na*altn nel
giro vengono a rivestirlo. — Fed. Fumai»' i5 ottobre alle Balie, fi è una dogana di
£0 ( Moara). tene classe traslocatavi dal camlc di Jfnsai.
Giova inoltre avvertire che il luogo di II ano ginsdicenle, to canoeUevia Gomn-
riessatÌM Valbona di Vergherelonon deb- nitaliva e V uflbio di eaaBooe del Bcgistro
bono confonderM con i camli di Fessa e sono in Bagno; 1* ingegnere di Greondarìo
di Falèona del territorio di Bagno. — e la conservazione delle Ipoteche in M»H-
Fed. CiLLA S. Albesico. gliana; il tribunale di prima Islanii
Niuna delle strade che atlnveruno cote- alla Rocca S. Catciano.
QUADRO della Popolazione della Comuhitm* dm Fmmome^ewo
a cinque epoche diverse.
605
Notme
dmi Luoghi
AlCno
MwB e Collorio
Cella S. Alberigo
GdoicIoO
aMicilio o
Xoulr-Giiislo
Ikale-Goconmro
KmkCo
PciciD e Rocchetu
Rio Freddo
Vi
Titolo
delle Chiese
S. Andrea , Pieve
S. Maria , idem
S. Gio. Biliista, idem
S. Martino, idem
Idem , idem
S. Niccolò , idem
S. Maria , idem
S. Maria in Tri y io, id.
S. Lorenio , idem
S. Sisto, idem
S. Michele, idem
Idem , idem
O (•
Totjìlk .... Jbit, N.^
Diocesi
cui
spettano
!S. 3 £
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Popolazione
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1843
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41
57
io5
3i8
9S
171
i38
469
aa46
N. B. JCe parroecìUe contrassegnate con tasterisco (*) nelle ultime due epoche
mandavano fuori di questa Cornunità di Vergherelo una frazione di popolasione
ietratta dal Quadro qui sopra riportato.
VERGINE nella Valle deirOmbione pi-
floiew. -« Ginlrada |iopolatistima fuori di
Porta Camlica sul trivio di tre borfehi che
hanno una eh. parr. (S. Maria Vergine) det-
ta* Bawfiie^ael territorio comuuitativo dì
Purta Luccfacfle, ed il cui parroco è vicario
foraneo lielle chicae iuburbiine di Pitloja.
Trovasi sul confine della Gom. di Porta
Lorcbcse con l'altra della Porla Oirratica
odia Giur. e Dioc. di Pistoja, Gomp. di
Firenie.
La parr. di S. Maria alla Vergine nel
i833 contava i5i3 abit. dei quali laoa
enno della Com. di Porta Carratica; «79
ili Porta Lucchese e '^9 di Porta S. Marco.
^facfoiv nella Valle deirOmbrone pi-
itojcse. — Gas. perduto, se pure non corri-
sponde alla cosi detta Filla nel piviere di
Salamana, Gom. di Porta al Borgo, Gior.
e Dioc. di Pistoja , Gomp. di Firenze.
Varie carte dell' Open di S. Jacopo di
Pistoia rammentano cotesla f^illa di Ver-
jfioie,unm dellequali del 6nov. ia55, altra
del ai die. ia83, e<l una terza del ai die.
1348, quando in Ver gioie risiedeva un
giusdicente minore.
E siccome nel piviere di Piteeeio esiste
un casale nel luogo appellato Villa con ora-
torio dedicato a S. Michele, farebbe dubi-
tare, che piuttosto a eolesta Villa riferire
il Ver gioie f sapendo che ebbe signoria in
Pileocìo la potente (amiglia dei Vergiole^
si' — Ved. PiTaGCM> e Villa di Pirioao.
È altresì vero che un tprao luogo col
nome generico di Villa sino dal secolo XI
esisteva nel piviere di Greglio, alla quale lo-
calità ne richiama una membrana del a
giugno 1078. dell* Aaca Din.. Fioa. {Jra
quelle del Capit, di Pistofa.)
VERNI M GALLIGANO nella Valle su-
periore del Serchio. — Gas. con eh. parr.
(S. Blartino) nel l'antico piviere. Gora. Gior,
e circa due migl. a ostro-lib. di Gallicano,
Dioc. e Due. di Lucca.
Risiede in monte sulla ripa destra della
Torrita di Gallicano^ fra questo paese, Tras-
silico, e Bolognana. -^ Ved, Gallicako.
La parr. di S. Martino a Verni nel i83a
contava aoi abit.
VERNIA Ved. ALvitaau.
VERNIANA DI GARGONZA, o VERI-
NIANO {Verinianum) in Val-di-Ghiana.^
600 V E R N V E R N
Piccolo Gas. nel (io(n)1o Jt** SS. Tibunio e Gufilirlrao ed Alesnndro eoa i loro diicrn-
Siisaiiiiu a G.ir»oiiza, Cuiu. Giiir. e eira» deiili lef^illimi, liijfcÌHndi) hI Irmi lì|^lirj ^^
luigi. 4 a strlt. «Jcl MouU- S. Savino, Diuc. |M)leoiie Ja nula decima |iartc della |Mlriiu«>*
e òiiiip. di Art-zzo. iiialc eredità.
Trovasi sulla lìirvia orientale del |ioggio Era cotesto conte Alberto nato Hai Meon-
di Conila lungo la strada clitr da IMonle S. do mali iroooio contratto dal di lui fwdrrC.
Salino guida a CiviU-lla, pieSM) la ri|)a ai- AIImtIo il vecchio con la contessa Tabrma-
ni»lra del ttirr. Esse do,io aver (|uesto ac- ria, del quair ali* ^rt» Mahuoii* citai il If-
collo le acf|u«; del Trwe di Civilella. tlanieiilo scritto nel laia nel suo palazin ili
Klib(-n) |KMlere in Verniana i conti «lei- Maiigona, il quale vecchio C Alberto rac-
la St*ialt*iiga, uno de* quali, Kanieri del fu coniiindò il tiglio alla lulda dei conauli di
conte Walfredo, nel 1040 donò al capitolo Firenze, nell* alto che lo dichiarala ertile di
della catlculrale di Ait-xzo l'ru le altre cose tutti i Itudiebeni che |iosseileva fra 1* Amu
le terre e case che egli |iossede\a in Veri" e rA|t|iennino, uienlre ai figliutdi del |«riiDo
niaiìo, o ftrnlana^ situala snlla strada mat> letto, CC Maghi nardo e Ha inai do, nati d.illa
slM.— /'Vf/. MoMTit S. Savini», Comunità, conlessa Kniilia, aveva destinato i feudi e hr-
VKRMO nella Valle del Uis«-nzio. -^ ni {losli sul lato sinìsiro ilelTAmo fino in
Gisl. che diede il titolo ad una contea ini- Maremma. — i^eH. Maruora, e Uubtk Ro-
|KTÌ.ile dilla diiiiislia dc*cmiti AlUiti di tordo in Val-di-Gumia.
i'rati», |N«eia dei conti Bardi di Fin-uze, Quindi a me •embia,rhe il conte Alberto
ora ea|iolu igo di una Coni, e di Giur. con autore del testamento del isia dovrtse rv
cli. plehana ( S, JppolitOt detto 5. Foto di sete quello stesso conte Allierti nato da uà
/'Vr/fiV^oltrela |iarr. di S.Quiri(X> a Ceraio, altro G. Alberto seniore e nipote di un ter-
nella Dine, ili l'i^toja, Com|i. di Firenze. zoG. Alberto, che era ancora tanciulloqiian-
Uisiede il Cibi, nel risalto ili un |H)ggio doj P linp. Feilerigo I, nel 1164 lo |irese
che scendea ostro dalP A|){»eiiiiino ili Alnutt^ sodo la sua pnitesione, riuiiovaiido a favor
piano fra le sorgenti più set t(*nl rionali del suo 1* inveslilnra dti feudi dei quali enuo
UiM'iizio, mentre la chiesa |Nur. di S. Qui- slati privali il di lui (ladre ed avo.
rii:o a fermio è silnalii sotto il Cast, presso La storia non dà a conoscere il motivo di
In rciiilliirnz>< dei due Bisi'nzi mezzo niigl. a tali privazioni feudali, se |>u re non fu quello
seti, del Iwrgo di Merc<ilale di Vernio, e nu di essersi quei vecchi conti riconosciuti leu-
luigi, a kett.-grec. della pieve di S. lp|Ndito, datar j della Cbi«-sa, ilo|iO che la gran mn-
lial volgo ap(>ellato S. Pi>to di f^trrnio. tessi Matilde ehlie donalo alruni fiaesi delia
Trovasi il ùi&l. Ira il gr. 44" 3' b>" liitit. luoiilagna pistoje^» e l>olognese alla S.Sedf^
ed il gr. qH** 41^ h'Og., iiiti'inua 14 luigi, dalia quale |Mm-o ilf>|)0 vennero ci incetlnli iti
a M'tl. di Pi.il<S'i4 :i iiiae^li. di Firenze, ì8 teud» al cmite Alht'rlo keniote i c-a^lelli, no-
a grcc. ili Y*i*>i'>j.i. e 8 a pon.-niaeslr. di mini e distn-lli di iVa^i/^ofiff, 7Vr/i^io, Ter-
liarlierìoo di Mugello. ri^ Fossato, e JUont ice Hi, con ronere dell*
Di-ila diiiaslia de\'onli Alberti estinta nel annuo censo di un aslorre e di due li race hi.
serolo XVI, e peieiii da noti coiiloiidei-iii — ( Savv^ia, ^nmtl. Boloi;n.) — / ri/. Fu»-
t Oli qiiillii de* conti Alberti di Fireiir.i', tu }»ato e Tai>j>pio di Ca»ta(ui.i.'i ecc.
ihllo aiil»<i&taiiz.i agli Art. Capr^ja, Mamm>- AITy/r/. I^viibaja in V.iUdi-Riseiizin fu ag-
h4 e Prato, do\e vennero indicate fino dal fjiiiiilo ; che .se Unite |Kìse nel sun Ini' rii«>
sirolo XI iiii'uioiie ieiiili\e a qiiii dinasti. <,lÀiiito XXXIlii due fiatelli (Xj. Na|Mdeoiit
^Joi ìncoinlH; rainiiieiitai'epriii.:! di tulio un e Ali-ssiindro tìgli di'l C Allierln nato il.i .il-
totaiiienlo iiigalo nei p.tla/./.u liai'oiiair di Irò C. Alberto, do%c coiiiis«'ere la causa del
Verino s«ilto dì 4 griiiiajndi'l \'iho[sftle co- Irati ieidio, derivai» da dii^oidie diMneslichc
imme) dd rinite Alberto tiglio di un altro jier cagione di (ridilii. siturome la coimbhe
l'Olite Mbei lo si;rniM'e di Vernio e della con- il suo eonimi'nl.itore Benveiiiilo da ImoKi.
t(-s%.i TalMTiiari.i; col quale leslaiiiento do()0 Alla qual notizia può servite di ri»rrr<{'>
varj legati e ì|o|n> avere assegnalo la dutu T altra dataci da uno Moiiiii tìoretitino «i-
alle sue figlie, quel ronle dichian» la pn»- lora vivente. Io patio di Ricordano ìl^ir-
pria consorte donna Gualdrada usufrutluaria spini, il quale scriveva , che l'olle fi-Mtn-
del esistei lo e corte di Vernio, eil isliluì suoi lina iielT anno ia5ci si ii-rò solfo il r.i>irt
credi universali due dei tre fi^di suoi, cioè, di Vernio dc*coiiti Albeili e quelh» i^rr .n-
VERN YEBN 897
qaiudi dall* offe mecksiiiia fu berlo nato dal C. AlMniidro degli Alberti,
ri di Mangona. E poco lotlo lo do|io iTtfe egli ucciso a Indi mmlo (si crede
!Ìuogcva, qualmente la cagione col conienso della contessa Margherita di lui
:bè il conte Alessandro dei coati parente) nella sua camera in Mangona (li
di ragioae n*era signore) es- 19 agosto i3«5) il conte Alberto suo xio,
I piccolo ganone , sotto la tu- quello stesso del 1 996 di sopra citalo. —
dune di Firenie, il conte Na- Gio. VuxAm, Cromie, Lih, iXCop. 3i3.
onsorto(aiaiyra/e//o)eghibel- In conferma dtl qual vero la Signorìa di
le delle Castel la, e guerreggiava Firenxe con provvisione del 14 seltembre
rentini, dai quali per Io modo iSuS destinogli uffiziali per n-carsi a pren-
quellc castella riconquistale, e dere {jossesso del castello di Mangoiia e di
, Alessandro ne venia rinvestì- quelli di Migliori^ iìì Cataglia e di Jf ozi-
si aggiunga un documento del t€'f^Ì9agni con le loro corti, distretti e con-
173, col quale il conte medesi- ladi compresi nel piviere di S. Gavino Adi-
che se i suoi due figli, Nerone mari, e di ricevere dagli abitanti il giura-
ossero mancati senxa figli e suo- mento di ubbidienta con la dichiarazione
hi , egli chiamava all' eredilli eh* essi tutti erano stati vassalli dei conti
li Vcrnio, Uangona e Monta- All»erti di Mangona.
di Bisenzio il Comune di Pi- kWArt, Mawìoiia fu poi aggiunto, qual-
iaca. Din.. Sak. — Rkibdaho mente in vigore di altra provvisione del a6
Stor, Fior, Cap, 160.) febb. 1 3s8 («f i/e comime) fu consegnato al
la successione del conte Ales- dello Benuccìo Sai im beni ed alla sua con-
fi estinguesse nei due figliuoli sorte donna Margherita figlia del fu conte
Ili lo dicbiiira fra gli altri una Nerone drgli Alberti anco il castello col coo-
rchctipadel 17 dicembre 1996 Udo di Mangona; la qual consegna venne
>logna da Otido del fu Benin- eseguila nel 98 aprile dell* anno medesimo,
ìiirentino riguardante diversi ca- Ivi inoltre fu aggiunto, qualmente pochi
Comune di Bologna ed il conte anni do|io il i3a8, il Cast, di Mangona co-
fu conte Alessandro di Mangona me quello di Vemio con i respetlivi contadi
istello e Porlezz.! di Barigazia. — furono venduti a mesa. Andrea di Gnalte-
rm. Sak. T. XIV, delle Per- rotto dei Bardi di Firenze.
° 1904). Imperocché nel 1 339 la contessa Harghe-
oltre un atto di quietanza del rìta essendo restala vedova di Benoccio Sa«
1346 esistente neWJrch. DipL limbeni, alando nel Cast, di Santa Fiore
carte degli S|M.'da1i di Prato scrit- insieme con due suoi figli (Nerone e Nicco-
fgio di Miigliana in VaUli-Bi- luccio) vendè a Palla d* Jacopo Strozzi ed a
>nna Margherita moglie di Co/i- Chiavello di Boninsegna Machiavelli la si-
conte A'etone dei conti Alberti gnoria di Vemio per isooo fiorini d'oro; i
a a favore di Cino del fu Tode- quali due cittadini fiorentini dissero dì coni-
le aveva pagato alla donna me- prare per lena persona da nominarsi, e que-
to di un fiodere. sta fu mess. Andrea di Guallerotto de*Bardi,
però che quel Contino figlio cui venne consegnato cotesto feudo nel 1 335.
'erone^ e conseguentemente fra- Sennonché Andrea de'fiardi per causa di
na Margherita creile della con- ribellione nel i34o fu assediato in Vemio
IO, era slato condannato dalla Si- e quindi spogliato della contea dal Comune
irenze con sentenza del 14 otto- di Firenze, mentre Tanno appresso la riebbe
di nuovo nel 94 seti, del 1 398 nel 1 5 genn. del 1 34 1 sl>orsandoil prerzo di
e e fuoruscilo. 7 7 So fiorini d*oro, |)er il Cast, e contea di
■poca medesimi! pertanto domi- Mangona e 4980 fiorini perii Cast, e contea
Tuio donna Margherita sorella di Vernin. Il qual dislrello di Vernio dalla
e figlia dei roiilc Nerone mari- parlo di srttrntrionc confinava con le co-
ile messer B<'nucrìo Saiimbeni munitii lK>lognesi di Bari frazzo , di Ca-
iiando cioè il Cast, di Mangona itiglion dé'Gntti^ e di Bargia stale feudi
retto fu venduto alla Refi. Fior, dei conti Allierti, ilal lato dì lev. con la
bastardo e ni|iote del conte Al- coatea di Mangona^ allora del Comune di
698 R N V E R N
Firenxe; dirimpetto a ostro con !■ Gom. di Vemio, perchè noa esiendo esia com-
di Prato, e di faccia a lib. e poo. con la presa nella cessione che il Comune di Firrn-
Gom. di Osnliigallo. xe aveva (alto di quella rocca, intendeva di
In conseguenza di questi e di molti altri fiirla condurre ■ Firen»'. Aggiungasi un d^
fatti il dotto economista Pagnini ebbe a creto del 17 agosto i35i (Eretto dalla Si-
formalizzarsi nel sentire sostenere come in- gnoria ai figli «lei conlp Piero Bardi, cui or-
dipendeu le dalla Corona granducale di Tu- dinava di risarcire e mettere in grado di
scuiia il feudo di Vernlo, quando sullo stcs- difesa la rocca di Vemio fier motivo della
so argomento nel 1 788 scriveva il Prof. avv. guerra sopravvenula con Giovanni Visconti
Migliorotlo Muccioni. arcivescovo di Milano, sul dubbio che i ne*
Non bisogna ommclterc peraltro, che il mici non scendessero da quella parie ad
conte Piero Bardi fralello di Andrea e figlio atlaccare la città di Pistoia,
pur esso di Gualterotto non molto dopo di £ |>ercliè il Omune di Firrnie fu av-
averv il fratello di lui riacqnislalo la contea, vertilo,rhe i figliuoli del conte Piero Banli
fu dal Comune di Firenze, messo in posses- avevano guastala la strada |ier la quale dai
AO di quella per delilieraiione della Riep. (io- territorio fiorentino si entrava nella loro
l'enlina del i343. — Giova eziando alla conica, i reggitori della Reji. con lelien dei
stona di questo luogo un decreto del 10 di- 3o gennajo i359(f/i7r comune) ordinarono
rembre i34a emanato in Fi i-enze sotto il loro di rimetterla nel primiero stato.
Dura d* Alene, nel quale si narra: che ver- Non dirò come poi per istrumenlo del
tendo molte conli-ovcrsie fra un conte Fa- 99 maggio i36i la repubblica liurenlina ri-
zio di Alberto de* conti ili Mangona fedele cevesse in accomandlgia il conte Ì*aziìm>
della Hep. Fior, da una [tarte, ed il conte fratello del C. Niccolò, nati da Aglnnolfo
IHero di Gualterotto de* fiordi dall* altra [lar- di Orso di Napoleone de* CC. Alberti^ poi-
te, ris{ietto alia giurisdizione sul Cast, e di- cbé ne fu ^tarlato all' Art. MorrAoirro io
stretto ili Vemio, il Duca d* Atene commise Val-di Bisenzio.
Tcaume e la decisione di quella causa ad Friltanto i conti Bardi si andavano assi-
alcuni giudici, a condizione di doverne prò- curando il dominio feudale di Vernio lo-
ferirela sentenza davanti lo slesso prìncipe, stocliè tentarono di collegare il diploma di
Arrogo a ciò, qualmente dopo la cacciata Federigo I, concesso nel 1164 al conte At-
del Duca d* Atene (a6 Inglio i343! essendo berlo, con quelli di-gl* Imperatori Carlo IV
ricorsoalla Signoria di Firenze* il conte Fazio e dì Lco(K>ldo I, 1* uliimo de* quali fu rin-
figlio che fu di un conte A! ImtIo dì Monte novalo ai conti B;irdi nel 1697. Di lutti
Cirelli , perchè il Comune di Vornio rile- quei diplomi i B:in]i si giovan>iio quando
neva iioIIl' carceri di quel r.islello nove per- reclamarono nel 17 78 presso la corte Crsarei
S(tnc de*S(ioi fedeli, la Si^noiia predcliii, con i loro diritti feudali sul territorio di Vernio,
Idlere del 7 e del 29 seiltmUre dello slesso diiilli che sostennero inflipendenli dal Gran-
anno, «'sorlava gli uomini del Comune di ducalo; mm Ire a difes.i della Corona gran-
Vcrnio a voler rilasciare liberamente quei «lucrile, il chiar. giureconsulto Prof. Sli-
t'iireiMfi , e nolift stesso lcm|)0 scriveva al gliorolto Macrioni scriveva perchè fo«w aho-
ronU* Piero de' Birdì per awerlirlo di ri- Illa una srnlenz;t del consiglio Aulico del
nieiicrc nel gnulo in oni era In forlezz;i di 16 olt. 1787, siccome le<!i!esì in un'opera
JUttiite LueianesK [Luciana) rhc (possedeva pulililir^itii in Firenze nel 1788.
in eomiine con i mnti di Monte (Creili Motivò ipiella difesa contro la sentenza
rii'unoscinli signori del |hi<;<ììo di itfo/i/a- eli ■ dichiarava i c*nti Bardi non solo vicari
fittana nel |k>|ioIo di Givorzano. im{>eriali nel feudo di Vernio, ma ancora rì-
1/ .inno medesimo 1 34 3 , a mediazione S|K.'tto ai beni lasciati dal testamento del con-
dì Bi rioldo de* Gtiazzalolti di Prato la Si- te Ridoli'ode B.irdi, scritto li 1 7 Icbb. 1693,
gnoria di Firenze concedè licenza al conte in favore di una conijiagma secolare di S.
Pieni Bardi di («ter andare a dimorare con Nicccdó da Bari eretta in Vernio, l>eni che
li sua famiglia nelle parti di Vernio, a con* restituiva ai loro succ<-ssori e^l eredi,
dizioiif di slarvi ad ogni buon piacere della Con tulio rio i reclami del Granduca di
repiibldica. Imdlrr nell* anno susseguente Toscana non eld>rro e(Ti-llo, ed i i*onti Birdi
la sti>ssa Si<!norin invitò il conte Piero Bardi si ritennero il feudo di Vernio, finehe esso
a mettere in ordme la camnaiia della fortezza nell'anno 1 797 venue so|>|>resso dai Francesi
VEBN
che lo riooiroooalla repobblSca Qttlpiiuit
enei 1811 al dipertimento deirArno. Dopo
da cbè i noi aniìchi feudatarj non poterono
coatimiare ad esigere Timpugnato dìrìlto che
avetano aullc rendite^ fitiif liofili j retpoo'
MÌoni^ o«ia mercedi siate per più secoli per-
oelle da quei Tassali i.
Rilornalo però alla sua sede il Granduca
Ferdinando III, sì promosse, fn i conti
Budi da ana parte e la GomuDilà e com-
pagnia di S. Niccolò da Bari eretta in V'«r-
DÌO dair altra parie una causa celebre nel
fero toscano per la materia alla quale appar-
teneva , clamoron per T impegno de* liti-
gnti e per lo lelo di doitissimi difensori ,
( finalmente grave per I* imporlansa del sog-
▼ Kitn
fsy»
getto in disputa portato in teno giudizio
davanti a tre sapientissimi giurisperiti dal
Granduca con dispaccio del 1 9 ma^igio 1 89 1
a ciò delegati; i quali giudici nella sentenia
che proferirono li la giugno iSaa conser-
varono a favore de* conti Bardi e dei Guic-
ciardini ogni diritto livellano di|)en(lente
dal dominio diri-lto,yìim/ario, allodiale e
onninamente prillo.
Dopo il trattato del 1814, mercè del quale
il territorio di colesta cK-conlea fu riunito
al Granducato di Toscana , costituendola in
cor|»o di Gimunilii con residenza di un iKxle-
slà, il quale ha il pretorio nel sol tostanti; horg<>
di Mereatale^ dipendente nel politico e nel
Criminale dal Vicario R. di Prato.
MOFiMBNTO della Popolatone della Cura di S. Quirìco al Castel dì Vbmio
a tre epoche diverse ^ dinsa per famiglie (i).
Aaao
iHFuaaai
mase.
i833
1840
1843
aoo
909
180
fiemm.
«79
ao3
i«4
ADULTI
masc.
femm.
149
190
ai 5
i35
194
I 5o
GOMJITGATI
dei
due sessi
38o
398
412
CGGT.MlAaT.
dei
due S€'ssi
Numero
delle
famiglie
Totale
della
Popolai.
193
aoo
196
1046
laoo
1146
(i) Mancano le prime due epoche solite quando P^ernio era Jeudo imperiale.
Camuniià di Femio, — II territorio di
quota Comunità occupa una superfìcie di
i67i9qaadr. 745 dei quali sono presi da
coni dT acqua e da pubbliche strade.
Nel i833 vi abitavano 3617 persone, a
propornone di circa 190 individui per ogni
migl. qnadr. di suolo imponibile.
Confina dirimpetto a seti, con le Gom.
di Bai|[i, dì Castiglion de*Giatti e di Bari-
gnia dello Slato Pontificio, e per il lato di
lev. sino a ostro con la Gom. di Barberi-
no di Mugello, mentre da lib. fino a maeslr.
ha di fronte la Gom. di Gantagal lo, entram-
be del Granducato.
Si tocca con il territorio di Rirbcrino di
Mujiello a partire dal giogo <IrirA|)|)ennino
presso le sorgenti del rio delle Coltete che
ù vuota nel torr. Biscia, e precisamente dal
segnale di Tavianeìla, di dove scende nella
direzione di lib. passando per il termine
di Colle- Basso ^ fino a che per via di fossetti
entra nel fosso del Fondatojo,
Costì trova la stnida di Monlopiano, colla
quale conti nn.i a scendere dalT Appennino
cambiando direzione da lib. a ostro-scir., lin-
chè, passata l' incrociatura della slnida |)e-
donale della Torricella e di Celle, peraor-
re il crine di Montetiglioli, sulla cui pendi-
ce meridionale trova il fosso di Stacciano
che io accompagna nel torr. Torhola» A
colesta conilui-nza il territorio di Vernio si
dirige con il Torboìa a (>on. nella fiumana
del Bìsenzio, il coi corso seconda nella di-
rezione di lib. lun^ro le falde del (loggio
di S. Ippolito, e della strada provinciale che
viene da Prato.
700
VERR
ÀUa confluenia del fosso di Confi/m^ the
•bocca alla destra nel Bisenxio, soilenlra il
tcrrilorio di GinUgallo, col quale Ì*allro ri-
Qoiita nella diresicme dì pon. il |>ogfno di
S. Ippolito, a seti, di Gricigliana per al-
traversare la strada ooraunitatìva peilotiAle
di flier&ilale ed avviarsi col rio di S. Qui-
riekeilo nel Bisenzio di GanUgallo. Me-
diante cotesla fiurnana riscciide nella dire-
sione di grec. fino alla condiienza del Ca-
rigioia; il quale ullimo torrente limonla
per cima 4 roìgl. nella direzione di seti, fino
sopra le sue sorgenti salendo nella som-
mità deir.4p|iennino, dove sottenlra dì ^-
cia a selt. la Comunità bolognese di Bargi.
Fra i maggiori corsi d* acqua, oltre i due
Bitenu^ cioè quello che scende dal Cast,
di Vemio e l'aUro da Gsnlagallo, può an-
noverarsi il torr. Cari gioia,
Niuna delle montuosità di questo territo-
rio è stata trigonometricamente misurata on-
de dedurre con qualche sicnreiza Taltena di
quella giogana. Però una delle prominenie
maggiori di questa sevione dell* Appennino
VESR
è quella del Monte Cascia/o ebe si ala 1
maestro «Ielle praterìe di Bf ònle-Fi8iio,dofi-
liosa di piante officinali alpine» cbe ivi 1^
gelano fra le bggele, meuira nei eoatarsi
della Badia di Bloutepiano incominciaDa 1
trovarsi gìganlesohe piante «li castagni.
Fra le strade maestre vi è quella pnM-
eiale di Vemio, carrellabile fino a Ma»
tale, mulattiera per il resto «Iella mtmls^iBi,
la quale sale a Mnnte-Piaiio , piccolo boc|t
con dogana di con li ne «li trna classe ÌMli-
tuita cou legge del a 5 ottobre 1814 ia■^
me air altra sua subalterna di Ca^arsam,
e ciò alPoccasione che fìi aonpressii h dofm
feudale di Usells, ecc. ^ f^ed. tJrt. Dssi-
KB m FaoariiaA.
G>n la legge del 9 agosto 1 838 finoH
riuniti alla potfsteria di Vemio i psprii
di Fossato, Migliana e Usella.
La cancelleria Gomunitaliva, ringrf»
re di Circondario e Tufiuo di esaiioneàl
Registro sono in Fnto. Lm conservasisM
delle Ipoteche rd il tribunale di Piima i*fr
u si trovano in Firenae.
QUADRO delia Popolatioae della ComukitjT mi Fem^w
a tre epoche diverse (t).
Nome
de Luoghi
Titolo
delle Chiese
Diocesi
cui spettano
XTuno
i83<
poiaeii
Awmo
18(0
Nsr
AHI
Cavorzano
S. Poto a Vemio
Mcrcatalc di Vemio
Montepiano
Poggiole con Loicìana
Viaaio, castello
S. Pietro , Cura
S. Ippolito , Pieve
S. Antonio, Rettoria
S. Maria, già badia
S. Michele , Reltoriii
SS. Leonardo e Quirioo,Relt.
Totale . . .
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Igg^
(1) Mancano le prime due epoche quando f^ernio era feudo imperiale.
f^EMNÀ {Massa) e T^iscostado dì Fk-
Mha — rei. Badia Tboalda, Bìassa Ve-
ttOlTA^ e PuVK S. StKVA!«0.
Vemiasa {Pi ere di S. GsBrAsio in)
in Val-d'Era. — f^ed. il Supplamehto.
VERRUCA, e VERRUGOIA. — No»
meno di quattro cime di fK>;!gi cotis('rv;ino
nella Toscana il nome di Verruca o Ver-
rueola, termine topìi» per didiiararc una
prominenza montuosa di figura conica. Le
quali verruche furono qualificate «um simile
parola diiGiilonc,da.4uloGellioedjca«sioJ»'
ro. • — G>nsimiii montuosità le più nntrftì
noi sono, la Verruca di Maas-i e Cnis!'.
la Verruca del Mnnic Pisano, U Verrueaii
Basi di Fivizzano , e la f^errucolUt oòm
le Verrucole della Garf.igiijn.i.
VERRUCA DI MASS Va a)ZZILE ii
Val-diNievoie. — Air Art. Massi e Om
LE (Voi. III. pag. II a) rammentai una lue
VIA VIA 709
tn<lfl, dopoché Arrigo VI, nel 1191,0 Fé- que Gompnrtimenti amaitnislnilìf ì. — » Per
Merigo II, nel laso, conferirono ai conti uilìnio s* indicherà l'andamento delle Staa-
Guidi il gìuspadronato della Badia di Mar- oa FixaATK aperte, o che sono slate fiuoni
imIì, quasi nel teni|K> medesimo che la Rep. dai governi nella Toscana upprovate.
Fior, confermava al Vesc. di Firenze il for- i. VIA AURELI A NUOVA, V>'A EMI-
Silizio di Molezzano ed il padronato sulle LfA di SCAUKO, poi VIA ROMEA a
parr. di S. Storia a f^ezzano e di S. Pie- FRANCESCA, oba VIA REGIA a PRO-
grò in Padule, diversa dalla chiesa di S. VINCIALE EMILIA. -^ Fra le oscuri.
Pietro a frenano, —^ P'ed, MoLEzaAao in ìk della storia antica di Roma, una mi
Val-di'Sie^. serahni quella di non potere conoscere con
Riapetlo alPepoca della soppressione della chiarezza 1* andamento preciso delle f^ie Sfi~
cara di S* Pietro in Padule, il cui po|X)lo iitari, ostia Consolari^ le quali sotto il go-
fa annesso alla parr. di S. Biaria a Fetzano Terno della Repubblica e dell' Impèro altra-
aon trovo ricordi, comecché la sua soppres- versavano la Toscana. Fra le medesime mi
none al pari di quella di S. Andrea a limiterò alla F'ia Aurelia naova^ tracciala
Pm%zano credasi posteriore al i55i, men- per le nostre Maremme ed alla f^iaCatsia
tre oella statistica di queir anno trovansi che guidava a Chiusi, e quindi dirigevasi a
•otte la potesterìa di Vicchio i popoli di S. Firenze.
Pietro a Pa(/ii/e,di S. Pietro a f^e%zanOt Che se dell'epoca e dell'andamento della
• di S. Andrea a Feztano separatamente ^ia Aurelia vecchia , che da Roma ter-
ém quelli di<9. Maria nella ^illa di Vez- minava al Foro Aurelio presso Montalta,
MIAO, leslochè in quell'anno S, Pietro a abbiamo noliaie sofiìcientemente concordi,
Padule noverava 54 fuochi con 3 19 abit., non è peraltro da dirsi la cosa mc<]esima
S. Andrea a Fezzano a8 famiglie con i36 dell'autore e dell'andamento preciso dell'
iadividui t^.f/efro a ^eiaa'io 3 1 fuochi con Aurelia nuo\fa^ la quale appunto doveva
%%i abit., e la f^illa di S, Maria a f^es- percorrere il lillorale della Toscana attuale,
AOiso 48 famiglie con a5o popolani. a partire dal Foro Aurelio fino al confine
In seguito forse della soppressione delle occidentale dell' Italia romana, confìne che
chiese parrocchiali di S. Pietro e di S, nel secolo VI di Roma terminava verso set*
jàndrea^ quella di S. Maria alla f^illa di tentrione con 1' Arno a Pis^i.
destano con decreto arcivescovile del i3 Per altro, che cotcsla f^ia Aurelio nel
fcbbr. i565{stile fior.){\\ eidta in prioria, tempi ilell'lrap. romano si distinguesse in
e due anni dopo con altro decreto del 4 vecchia e nuova^ non ne hiscia dubbio un'
febb. 1567 ne fu cciluto il padronato al iscrizione posta alla base marmorea di una
rettore della medesima M.itlco del fu Bene- statua innalzala dal senato e popolo di Ti-
detto Boni di Vicchio. -^(Biuxxibi, Deseri- voli sotto l'impero di Adriano^ oppure di
%ione del Mugello), Antonino Pio a C Popilio Ca'o Àglio del
In questo popolo ebbero vita e poileri gli console C. Pedone , nella quale si leggeva
antenati del celebre Antonio Cocchi, cui lial- Tra le molle m<igistr.itureda esso coperte an«
la provincia fu dato il Wioìo d'i filosofo Mu- che quella di enereCuratore delle f^ieAu-
^•//oAO. — f^ed. ViocHio DI Mugello. relia vecchia e nuova.
La parr. di S. Maria a Vezzanonel i833 Ma chi fosse stato il primo continuatore
noverava 443 abit. della ^ia Aurelia J (tuo dove arrivasse la
VIA 9 o STRADA. — All'i^rr. Stkada nuova 1 e per quali luoghi delle toscane
ho nchiamato il lettore a questo di Via per Maremme precisamente passasse, ciò è na-
indicare i nomi, l'epoca, lunghezza e an» scosto in grau parte nelle tenebre dell' ìsto-
demento delle molte Vie Rk«ib, Paitali e ria; giacché le tracce lasciateci d»! cot) detto
■OH PosTAu, come anche delle Via Paovia- Itinerario di Antonino^oddìÌB Tavola Peu»
mMM rotabili che in varie direzioni furono e tingeriana, oltre di essere qnei documenti
SODO aperte nella Toscana, non tralasciando inesatti nei nomi dei luoghi e nelle dìstan-
di fiir parola di moltissime Vu e<nfVRrrATivB ze, spettano entrambi ad epoche troppo lon*
BOTABD4 che a guisa delle vene nel corpo tane dalla loro costruzione, ed anche dai pri*
umano mettono in comunicazione, accre- roi restauri delle slesse rie Consolari.
aeono vita, interesse e prosperità alle varie II eh. Giovanni Targioni-Tozzetti dìscoT'
parti della Toscana Granducale nei tuoi ciu- rendo nel T. IX de' suoi Viaggi per la To-
V. V. 90
702 VERR VERS
VeiiUaso, G>iu. Giiir. e appena un migl. a signori Ghcrardinghi ed ai loro f<ni<ii, fr« i
grec. di Fi viziano, Dice, di Poni remoli, già quali è rammentala la rocci con i «ateiilti
di Lunì-Sar/ana, Comp. di Pisa. delle f^errucnle.
Air. ^r/. FiviuAifo dissi, che dalla T^r- lnfaiti nella Bolla d* Oro di Ori» IV
rucola Basi presero il titolo i marchesi Ma- queslo castello venne appellalo Castrum
l.ispina di Fivizz.nio, di cui que^l* ultima F'trrucuiae G'terariingfiae.
Terra non fu in origine che il luogo di Nel i34r> la ferritela con \ paesi del-
mercalo, ossia il Foro della f^errucola. la vicarìa di C.iiii(K)rgiano, che [K r c<igi'>De
Dondechè rin>ìeròil lettiere aqiieirarlìcolo di guerra dai Liicchtsi [bissarono in {•'Uire
limitandomi a dire in questo, che la chiesti d<>i Fiorentini con altri vill.ii'gi comj'iesi
parr. di S. Margherita alla f^rrrcica e ra in- nella GarOignana siifierinre, ap|i.nirnt %ano
mentala nelle bolle iiontilìeie di Eugenio UI al M.uvh. Spinetta Malispina di Fi\izrtiHi,
(anno I i4o)edilnnocen£ioll|ranno laosi) dal quale il Comune di F'iienze li comprò
e che più tardi ess:i diede il titolo ad un ncirallo medesimo che li rilasciò in feudo
monastero di Clarisse? esìstito costà fmo al al compratore. — f^td. Campobuiasio.
declinare de] secolo XVIll, dove n'-irauno Nell'anno i5G5 secondo alcune niemoric
i;4^ vi si trova\ano circa a8 claustrali. MSS., o nel i58o secondo altre, si disfece
Li (MIT. di S. Margherita alla Verta- V antica rocca per rifabbricare quella che
cola Bnti nel i833 conlav:i 187 nbil. tuttora sussiste sulle Verrucoie»
VEliaUCOLA, o VKRUUCOLF: m Ga». Il Vili, di nubiana, sebbene formava uà
rAOKAMAni'lla Valle su[)eriore del Serchio. — comune! lo da {>er sr, trovasi soggetto atta
Rocca con sottostante Vili, e eh. |).irr. (S. p-arrocchiale dtPe rerru^ote, \m quale nel
Lorenzo) cui fu anm-ssii quella di Vibbia^ i83a conlava lutti insieme 3i8abil., che
ifc<, nel piviere di Piazz<i, Com. di San Ro- 19.5 spettavano ali* annesso di V'ibbiaaa^ e
mano, Giur. e quasi due nitgl. a seti, di ia3 alla sezi ine delle /^err/i: o/e.
Cam|>orgiano, Dior, di Mtssa-Ducale, testé VERSICIANO, già /^/rucf^vo, nella Valle
di lami Sarzaiia, Due. di Modena. centrale del Serchio. — ONitrada dove furo*
Risiede sopra uno scoglio di figura conica no più chiese, se non lu una sola sotlo il
che si alza alla base occidentale dell* Ap()eii- titolo dei SS. Stefano, Vincenzio e MichrIe
nino di Soraggio a cavalieri' della strada mae- a Versiciano, già suburbana della Cane-
stra tracciata lungo la ripa sinistra del Ser* drale, attualmente cura nel pievanale di Vur*
c:hio, |K-r la (juale si riiiiDiita la valle verso no, Ca>fu. Giur. e circi 4 migl. alili, di Ci-
Gragiiano ed i' Mi»nk'-Tca passando a pie [Miinori, Diotr. e Due. ili Lucca,
della rocca di Vt^rrumla. Trovjsi la contrada di Ver citino in pij-
Fu questi Verrucola a[>[)ell.ita ile*^/<e- nura sul canile dclTOzzori Ira ronULrlt a
rarding/ii da una nobile r.iniiglia lucchese, Sorh:ino, dove TOzZ'iii un di bilonMi)<J<i
autrice della (piale si crede un Gherardo di i(>nn.iva 11 11*1 -ro/ri, biccome lo ilaiino a ci':m>
Gotlifredo, che lino dal 4 marzo del 991 scerc \ arie carte di qiicirAnli. Aivìv.lìIì^c
otlciine dal vi-scovo di Lucca ud enfileusi iìWArt. Oz/mhi, Ire delle qu.ili del 919
molte >ostaiuc e chiese di pertinenza 1.1 iiiiig- (11 aprile) del 937 (39 .i{;«islo ; e drl 4
gior parie della Pie\c-1''()Sciaiia, sl.tlc di «.'iiiN- luglio '97'i! puhlilicitc m-l Vid. V. P. III.
pidronalo dei vescovi ili Lucca. I)i.s!>i di delle Mcuiorie lucchesi, in una delle qM.iti
giuspailnui.tto, mciitic li chiesa di S. Lo- vi si rainiiicuta la f'nt lata^ la quale \t*ir
rcii^o a /^rrri/co/a al pari dcir.iltr.i di Vib- sava {x>r Verciano.
biunit liìpciidev.iiio per Io ^pirilii.ilr ijii ve- l^a p.irr. attuale di S. Stefano a Vercia*
S(-o\i di Luiii e per vs^'x (lai pievani ih-ll.ich. no ii«^l iH't'2 ii'>vcri\.i <ì'i 4 iii li\i<l'ii.
di PiiZA.1. — /V/. P1W/.1 m (^RiuiNA!**. VKHSILIA mi. l'ILTK \S\NT1N0. —
il P.icchi autore dilli: .^I< morìe sloiiihe Conlr.id.i che aìdii'acci 1 olire i* .«ilii.itf Vici-
siill.i (.ì-iriigujiia rijKjili iiiqucIT \|*|>eii>lii:e lialo di Piclr.is.iiit<i, (ur dii\<- |rasvf i' li-niii-
duc i%tru(i|e|iti i»|M-tl.uili .«11.1 l'.iiuiuii.i dei ci Ilo 4Vr'/(ii»''2^'i, i^ià «Iruoininalu f'trsìut^
Giierardiiighi di Gair.igii.iiia, che un.) di i»<ii anche il p.icse pcicorso d.ii lurr. fi-f.u-
njj'jto nel 3 un\. del i-^Oi in Vitiucnh tn/'o t Caifm/ore.Stuì\u:k itrùclie i' ihmhc
in luogo detto 6*(///e Aui;>iStino, e Tallio della pnixiiicia tli Veriilia ìnxv Allo m
del 3 seti. i'i85 MTiitlo nella canouica delLi origine ai liuiuicdlr) predetto, niciilre >•!•
Pittve-Fokciauai relativo alla consorteria dei lo questo stesso vocibolo fu designalu ntlU
VERI VERI 703
Gcognfia di Tolomeo, e nei documenti lenri della BMliad*Agnano, cui la stessa cap-
longobardi. Uno conosciutissimo è quello pella Tenne confermata dal Pont. Celesti-
dei 754 relativo alla fondazione della Badia no III con bolla del 1194.
di S. Pietro a Palanuolo presso MooteTcrdi Finalmenle nel principio del secolo XV
in cui si rammenta Tantico monastero sop- alle Vertighe fu innalzato un convento dai
presso di donne sotto il titolo di S. Salvatore frali dell* Osservanza, vivente il loro rifor-
presso il fiume Versilia^ e la di cui chiesa mutorcS. Bernardino, sotto il titolo chetut-
corrisponde alla piirrocchiale di S. Salva- tou conserva di S. Maria alle Vertighe,
tore fuori delle mura occidentali di Pietra- Esso |)oi fu go>crnalo negli ultimi anni dì
tanta, già delta al Monastero. ^- Fed.Var sua vita (tra il t438 ed il i45o) da Fr. Al-
•niÀak»Tk( CITTA*). berlo da Sarleano discepolo ed austero se-
Inoltre in una membrana lucchese del guace di S. Bernardino,
maggio 764 si fa menzione di una casa con VERTIN E (^er/imi/ae) del Chianti uel-
podere posta in Versilia presso la chiesa la Val^rArbia. — Castellare con eh. parr.
di Vallecchia. — Anche la pieve antica di S. (S. Bartolommi-o) nel piviere, Com. e quasi
Felicita in Val-di-Castello fu distinta col un migl. a pon. di Gajole, Giur. di Radda,
nome di S. Felicita a Massa di f^ersilia. Dine, di Fiesole , Comp. di Siena,
siccome più tardi il Castiglione di f^al Risiede sopra il risalto di un poggio che
di Castello qunVidcosAì aoiio il vocabolo di stendesi alla destra del torr. Hassellone
Castiglione di f^ersilia ecc. fra Radda e Gajole.
Rispetto alla storia di questa contrada. Ebbero signoria in questo luogo di f^er-
-vrdansi gli Art. Cokvaja, FieraASAirrA, Sa- tine innanzi tutti i marchesi di Toscana
BATBxzA, Vallecchi A, Val di Castrllo (CC. di origine Ripuaria^ ai quali appai teneva
F'sMsuàis [S. f^iTO ìit), — f^ed. Cuctà quel manhese Bonifazio, la di cui figlia
( S. Vrro m ) nella Valle dell* Ombrone contessa Willa madre del March. Ugo di
nnese. orìgine Salica^ sino dall'anno 977 aveva
VERTIGHE in Val-di -Chiana. — Cas. assegnato alla B^idia fiorentina da essa fon*
che ha dato il vocabolo ad un convento del- data una parte de* beni situati in Vertintdt.
rOaserranza , già santuario della B. Ver- É vero altresì che in quella età prendeva
^nt delle f^ertiglte, nel popolo, Com. Giur. il titolo di frenine anche la pieve di S. Pan-
e circa un migl. a lev. del Monte S. Sa- crazio presso Givriglia nel Val-d\4rno su-
dino, Dioc. e Comp. di Arezzo. periore, siccome fu avvisato all'.^r<. Pah-
Risiede sopra una collinetta tnfacea ba- craeio (S.) a C&tkiglia.
guata a lev. dal torr. Esse, e a lib. dal fos- Più lardi questo luogo con altri che fu-
so Lf prone y presso la strada rotabile che rono de*March. di Toscana pervenne in do-
da Marciano guida a Lurignano. minio de*8Ìgnori Ricasoli,o per acquisto fat-
Non parlo dell'origine di cotesto nome tone verso il i igo da Ranieri loro antenato,
che alcuni supposero, essere slata qui la ossia per derivazioni più antiche. Avve-
tomba del duce de* Galli Senoni , appellato gnachè sino dal nov. io35 trovo nel luogo
Fertighe, dirò bensì che il santuario delle di Pertine, giudicarla fiorentina, uno dei
lettighe sorse in fama dopo di esser pas- primi agnati della casa Ricasoli, quale era
•alo in tradizione, che costà si posasse prodi- quell' Azzo del fu Geremia, il quale vendè
Irosamente V immagine della B. Vergine varii beni ai suoi ni[>oti figli di Ridolfo. A
Bfaria, la quale prima del 1073 si venerava questa slessa famiglia molto temuto dopo ap-
io Montalceto. partenevanoi figliuoli di Arrigo da Ricasoli,!
Dissi prima del 1073 poiché in detto quali per aver occupato nel i35a la pieve di
anno di ottobre fu rogato costì in Vtrtighe S. Polo, vivente un loro zio pievano, furono
nel contado aretino nn placito presso la chiesa messi in bando dalla Rep. Fior. Ma sapendo
fli S. Maria e non lungi dalla casa dove ri- essi che gran quantità di Tcttovaglie de*loro
«edevano la contessa Beatrice con la sua consorti erano riunite nel Cast, di Fertine^
figlia contess.1 Matilde. — (Camici, Conti-» entrarono furtivamente in questo, e aven-
muazione de* March, di Toscana f^oL li.) dolo molto bene fortificato, di là si posono
In colesta collina esisteva anticamente una a scorrere quasi tutto il Chianti, ardendo le
eh. di S. Cristofano alle Vertighe sulla qua- ville de'parenti nemici. In conseguenza la Si-
te ebbero padronanza gli Eremili Camaldo- gnorìa di Firenze ordinò che una mano di
TOi VESC VESC
aiiiiati sotto Ih condotta M poclrslh si re- fgiisiimrntr che «Ila %illa. già Cali, di Ve-
cassi' net Chianti prr ridurre a obl>ediinza scena, tutti tre luoghi mmiinvi nella Gi>ni.
ì ribelli Ricasoli. Ma <iui'i ginvani, avendo « Giur. di Asiriano; la Pitffina qiM»i 3
ancor essi qualche [Kirtilo in Siena {ter lo migl. al suo pon. ;e5. Florinuoroii b vilia
favore che pi costava loro Giovanni de*Salim- di Vrscona 5 niigl. a maeslr. della Tem
l>eni » ieccro (lOco caso della venuta delle |iredetta, nella Dioc. di Areno, Comp. di
truppe fiorentine , e cominciarono con le Sima.
pietre e con le Kilestre a tenerle lontane A poca disfama dalla villa di Vesoona
dalle mura del castello. risiede in luogo più basso la chiesa parr.di
Finalmente gli assediati vedendosi senza S. Florenzio, situala lungo la strada {nò-
speranza di soccorso, trattarono della resa a vinciate Ijauit'tana. mentre la villa riposa
patii onorevoli, e la Signoria di Firenze co- nella sommilài di un colle marnoso, e la
mandò si facesse smantellane il Casi, di 9^er» Fit^ina dulia prie opposta della stessa stra-
tine nel tem[)0 che a quei Rirasoli fu con- da circa a roigl. più vicina ad Asciano,
fermato il Ivindo, dal quale in seguito vrn- Già AVArt. Pievima di Vucoma fu detto,
nero liberati in gnzìa della («ace di Siirzana essere si><ta qui sta in origine filiale della
deir anno 1 353. — '. Aacn. Difl. Fioa. Car» pieve dì S, rito in Fersuris, o dir si inglU
ie della Badia di Coltibuono, — Mattfo ih CVef (i, e una volta in / efrona, per quanto
Villani, Cronica Lib. 11. e. 64 e 70% nelle carte relative alla controversia pro-
Altronde 1111 Ugolino della stessa prosa- mossii sino dal 719 dai vescovi di Siena
pia de'Kirasoli signore 1/1 Verune era stalo contro quelli di Arezzo, sieno rammentati
coinpnso Ira i parlilanti guelfi fiorentini ambedue i battisteri, cioè quello di ^. J^i/o
romiannali da Arrigo VII con sentenza prò- in Fescvna^ alias in Fersuris e Taltro
niiiiziata nel lèbbiajo del i3i3 nel Pog' fìi S . Giovanni in /eico/ia. Quest'ultima
£Ìo imperiale sopra Poggilìonsi. |)en> (u più chiaramente qualificati in Fe-
Air Art. Gaj(ilb dissi, che nella stati- sctuia da una sentenza del napg. 1029 pro-
stira dell'anno i.55i il pr>|)olo di S. Sigi- nuiiziala nella canonica di S. Marrellino in
sinondo a G«ijole era compreso in 4|uelIo di (chianti, come ancora da un atto dì icssìuDe
Vertine. fatta nel 104 a al suo clero da Immone ve-
ha |iarr. di S. Barlolommeo a Vertine scovo di Arezzo, cui rinunziò molle pie^i
nel 1833 noverava 386 abit. mrntre quella |K)sle nel contado senese. Così nella bolla
del i/ìSi ascriidevu a 699 |)Of>oliini. dell* 8 (!Ì(ig. 1070 siiedita ilal Pont. Altv
Ffrtiuf PitrE di S. Pakch^zw a). — siunlro II a labore di (.'oslanlinci vcsro^ri di
Fed, pAKMiAKio (S. ) A Cabrigli A nel Val- Anzzo, ]eg{:onsi fra le altre chiese ImIUm-
dV\nio siipM'ioir. mali della di(H*esi aretina situale nel con-
VF.UZ-VJA DI FIUENZK. — Omtrada lado s.ines<', la /iiriv r/i .V. Vito in fersu-
la cui iiiiliea ih. parr. ili S. Maria, ora ris e t/uesta di S. Giovanni in f'etrona.
distriitla, (s sii \a «Iciìlro Firenzi* presso la Lo &(<s>o dicasi di altia bolla del Pont,
porta S. Frediano, nK'iìIre il suo ]K)f>olo si Diiorio 111 del 97 magf!Ìo 1230 spediti al
esteiith-^a fuori la stissa |iori:i lino al Pi* vrscmo fiorentino, pubblicala dal Lami n<'
gliene, linve sul dtclinarc del mtoIo passalo suoi 3Jonum. Ecel. Ftcr.
fu trasluiMlii il titolo <li S. Maria con la Hispelto al (!asl. di Vesrona , ora «illi
parr. di Ventija — - Fvd. Pii.nosc nel sub- Saraeini, In cohsla nel «colo XI una delle
boi ;:o orrìih olile di Firefìz» . sigonrie deV'oiiti Guini<;i della Siialrnpjr
\ KUZKTO in Val iTF.Isa. — Cas. la cui ih ila Bimnlengusìrecinelorpialìfìca nn<tl'"
eh. parr. dì S. Donalo In iinila alla rura di piiMiliro del loaf», ctd quale uno di qi>*i
S. NiiTolò a Sirr7.i, nella (>)ni. e iiilrirnn dinasti, il ronU Haiiieri, asM>gnn in brm-
a inifil. 'j. 4/2 a innslr. «Jeil.i (^a>U'lliiia del tìzio al Mon. di S. SiUatore delLi IVrii-
Cliianti , Giur. di Unlda, Dioi-. di (/1II1-, deiiga una rasa ron orto, vi^na ed un fmi"
già di Siena, Ci>uip. sani se. — l'fd. ^imii. di Uria situato prtsso il suo raslello ifi IV*
VFS(^()NA nella Valle superion* dell'Olii- scena. — ( Aknal. (\MALn ^
bronr «taUHsr. — Nork* aniii-o restalo alla Aiuhc il Mon. di S. Fii<!enin presso Si<-
rliiesa ballesimalr «li S. Cìiovaniii di Ve- ni fino dal soctdo XI po^sedt^a uni forte
sriina, della la Piccina ^ r ad altra cura in l'escoH'i ^ ronferniatapii di due Inip .
Stila sua fiiiile, ( S. t'U^nnzii) in Vesrona) cioè, da Arrigo IV nel \ giugno del loSi
V E S e V E S S 705
e (la Frdmgo 1 nell* 8 agosto ii^i.^Feé, VFFCOVO (CASA al). » Fed. Gasa
PiBviaA m VuarmA, e Milaximo folto la Pie- al Vekcoto, cui si puÒBgfriungfre, che fa il
vino di Fescona, Tescovo di Pis'oja Tommaso Andrpi da Ca^
La parr. ili S. Florenzio alla ?ilb di Ft» sole quello che ira il i ago ed il 1994 fcce^
seona nel i833 contaTa i56 alnt. quando costruire costà una casa di campagna.
la sua chiesa halteiimale di S. Gio?anoi ìfi Infiliti molti brevi ed ist rumeni r arche-
F^escona noTcrava i34 popolani. tipi fra il 1390 ed il 1)94 delTArch. ve-
VESCOVADO DI MURLO. — TeJ. Mvm* scovile di P<sloja portano la data da questa
wjo nella Val-di-Merse. casa o Fiiia del Fescovo. — F^d, Lampo-
VESCOVATI DELLA TOSCANA — Nella uocmo.
Toscana cisappennina della presente Open VESCOVO (SORBANO dil). — Fed.
contatosi attualmente a a Vescovati e quattro Sorbaso drl Vescovo.
AreiveKOvati ; dieci dei quali Vescovati esi- VESPIGNAPfO in Val-diSieve. -^ Vili.
■lev.*no sino dalla prima età di Griovanni già Cast, con eh. parr. (S. Martino) nel
Villani. Tali sono le diocesi di Presso, di piviere del Borgo S. Lorenzo, Com. e circa
Chiusi t di Fiesole^ di Boselle (Grosseto), due migl. a maestr di Viccbio, Giur. del
cK ìmuì (Sarzana) di Pistoja , di Populo- Borgo predetto, Dioc. e Comp. di Firenze,
sua (Massa-Marittima) dì Soanayài Foiter- Risiede sopra una collinetta bagnala a
ra e di Brugnato. — Spettano ai la Ve- pon.dal torr. JS/«a ed a lev. dalla /'efcio/f.
•covati più moderni quelli di Cortona ^ di Fu già nn forte castelletto, del quale
Montepulciano^ lì'i Pienta^ di HonialeinOj sussistono pochi acanzi ed una torte di figu-
di Colle , di Prato , di Sansepolero , di ra rotonda presso la sua antica chiesa prioni-
SunminiaiOj di Peseia, di Fon/remoli ^ le, alla quale riferiscono due iscrizioni del
dì ZiVor/loe di Massa Ducale, — Delle aa i a65 e del ia77 riportale dal Brocchi nella
diocesi tre tono rette dai vescovi delle dio- sua Descrizione del Mugello. — Anche nel
cesi vicine più antiche, come sarebbe il 17ii//e//oiie della mensa arcivescovile di Fi-
vescovo di Chiusi che regge la chiesa di renze patrona di questa chiesa si trovano
Fienia; quello di Pistoja che è parimente ricordi di essa fino dall* anno 1348.
vescovo di Prato, e f altro di iMni-Sar* È celebre Vespignano per esaere stala la
zana che ora è diocesano di Brugnato. patria di due uomini illustri, cioè, del famoso
Sono suffraga nei dell* arcivescovo di Fi- GiottofìgliodiBondone, edel beatoGiovan-
reiizc i vescovi di Fiesole , di Pistoja t ni Angelico da Vespignano, dello da F/e^o/e,
Prato,di Colle^óì Sanminiato e di San- del quale scrisse lavila lo slesso Brocchi.
sepolcro, — L* arcivescovo e primate di La parr. di S. Martino a Vespignano nel
Pisa è anche metropolitano delle diocesi di i833 contava 558 abit.
JÀ^forno e di Pontremoli. — Sono suffra- Fesìgua nella Val -di -Magra. — Fed.
ginei dell* arcivescovo di Siena quelli di Visaro della Spezia.
hiusi e Pienza, di Grosseto, di Massa- VESSA nella Valle del Savio.— Cas. già
Marittima e di Soana; e di corto fu dato Cast, con eh. parr. ( S. Bartolommeo) nella
per suffraganeo ali* Arcivescovo di Lucca il Com. Giur. e circa 6 migl. a grec. di Ba-
vrescovo di Massa'Ducale; mentre quello gno, Dioc. di Sanse|K>lcro, già Nullius ili
di SrugnatOj innanzi P unione della sua Bagno, Comp. di Firenze,
diocesi air antica di Luni-Surzana, erasuf- Risiede questo paesello sulla ripa sinistra
fncaneo del l'arci vescovo di Genova. del fi. Savio, il^qual luogo però non deve
Dipendono immetlialamente dalla S. Sede confondersi con altra villa di Flessa, che
i Vesco\idi jér^zto, di FoUerra, di Luni» fu de* signori di Valbona, la quale trovasi
Saruma, di Cortona, à\ Montaleino, di fra TApjiennino di S. Agata e la Cella S.
Montepulciano, e di Peseia, — Fed. T Art. Alberico, e che oltre ad essere compresa nella
Abcivesoovati della Toscana Granducale. Dioc. di Sarsina, Com. di Verfrhereto, ap-
Kotrano poi nella Romagna Granducale parlenne un \\i alla Bailia del Trivio.
qu<ittro diocesi dello Stato Pontifìcio, cioè, Il Cis., già Cast, di Vessa sul Savio fu
quelle di Bertinoro, di Faenza, di Forlì compi-ato nel 1374 dal C. Guido &1I valico
e di 5ar#fna, rullimadellc qurtli |>er Tarn- di Dovadola e da altri suoi consorti di Ba-
niinisirazioneecriesi.-istica è stata affidata di gno, mentre lo stesso conte nel ia86 ac-
corto al vescovo di Bertinoro. quistò dal vescovo fk\ Sarsina anche il pa-
706 VETU VEZ7
(Inmalo della chiesa di S. Andrea a Vi f sta ture onere appnrtenulnairanlichìisimJi eìtik
in Comunità di VcrgherHo, dove »lloni a- etniscii di P^ftufonia^ sulla di cui abianio-
vevano dominio ^li Eremiti Camaldolensi nf "li nrclieolugi moderni menano non |«io-
delLi Cella S. Allterico. colo rumore.
Nei 1408 era nella rocca di Vessa dì Ra- AH* /èri, poi Bachi Vrn7f.oiiiEiiti, fu det-
|!no donna Angiolina vetlova del C. Bambo to, qualmente colesti Bagni, più noti oggidì
liglio del l'onte Marco ile* Guidi di Modi- sono il vocaliolo di Bat;no del He, \ro\»n9Ì
gliana, quando essa in qu.ililà di tuliicedc* ciriM due nii'jl. a ostro del poggio di rip-
suoi figli con isirumcnio del i giugno di tulonio^ o//rxf di Casliglion-Bcmardi r che
drtto anno nominò i sindaci |icr pri'sc>nlare in conseguenza di alcune indagini locali il
il palio consueto al Comune di Firenze in Gì v. Franceico lugli i rami nel i839 mnslrot-
S'gno di sua fedeltà e sudditanza. sì propenso a decidere la questione intorno
L» |iarr. di S. Bartolommeo a Vessa nel al silo dell'antica f^e/a/o/im, per quanto,
i833 contata 'jto6 abil. a confessione di lui, la mancanza delle sue
VFSSA , o VIKSSA di VERGHERE- rovine e P angustia del poggio che ne porta
TO. — f^ecl. l'Art, precedente, e VutcBs- il nome, slieno mal d'accordo con la ma-
&ETO, Comunità, gni licenza di f'''etulonia, citta cafio d*orìgi-
VETRI A NO, e FABBRICHE DI VETRI A- ne dilP Etruria. — fW. CAtriGLioit Bea-
NO nella Valle centrale del Serchio. — Due nakoi, cui si può aggiungere che molle carte
ras. con unasolaparr. f SS. Simone e Giuda) luichesi del se<:olo X rammentano qaesto
Del piviere di Diecimo, Com. Giur. e 3 migl. luogo <li Castiglione, senza per altro ricorda-
a scir. di Pescaglia, Dior, e Due. di Lucca, re il poggio di f^etulonio^ mentre %\w\\^ al
Risiede sulla cresta de' |)Oggi che stendonsi fehbrajo del 906 un istnimcnto pubhlica-
da Moutemagno fino alla ri|ia destra del fì. to nel Voi. V. P. 111. delle Mtmor, Lueek,
Serchio, dai quali poggi si chiude a seti, il col quale il Vesc. Pietro di I«ucca, stando
vallone dilla Freddano, e a ostro la tal- nella sua corte di S. Vito in Val di Cornia,
lecola del lorr. Farloj^/ia.— fV/. Pkscìglia. allivellò varj beni del suo nratorin di S.
Ija [larr. de' SS. Simone e Giuda a Ve- Regolo in Gualdo, posti in Vai di Cnmia
triano nel 1 8 3'i contava 357 I)0|)olani. e segnalanienlc a confine col lorr. Bìsec*
f^ETuiA {S. Mautiìio a) nel Val-d'Ar- co. — Ved, C^bnia CìisI. e Tbicasi,
no pisano. — Borgata che fu fuori di Por- \FyZ\ nel Val d'Arno aretino. -— Cas.
la lì Marc nella parr. di S. Gi«)vanni d»i eh' l'bbr cliii'sa parr. '' S. Salvatore") liunila
^'iéf/i/ir,Com. tviiir. I)i(io. <* (^onip. di Pisa, a S. Maria a Cinci'lli, nel pivierr, Com. e
\m cliiesa prioralr di S. Martino a /'e- circa due niigl. a lib. di (lifMilona, (ìiur.
titfa «lei pìcv.iualo mai.'«,'inrt' di Pisi tro Dioc. ** (^nllp. di .\n*7Z'».— - /V/. C4p<»i.o»i.
xasi ngisliala nel ralalnao dello eliies»; VKZZWO ( /Vc//rt/iM«i V II v«> al»o|o di
della diocesi pìsiiia compilalo nel giugno f^rzznnn^ rlie ei raiiinieiila una illnslre l^i-
del 1J71 {\tile comune] e neiriiiì[W)SÌzic)ne miglia r«>maiia ila ^'c/iii è comune a molti
lall.i dal rldo pis.1110 nel ^ l'ebbrajo del Iu(>«:lii della Toscana. Tili sono il fessane
I7<)u alle tliies»' di-lIa slestii di»»ci'si. di Trrdnzin in Romagna, il f'ezzann di
\nelie il lh'(\e Pisano dello ilei Conio Chiusi mi Val d'Arno casenlinf se, il /V&-
IJg'iIino al e.ip. 39 ilei liili. IV. l'.unnienla zana dfìtti Spezia in V.il ili Magra, ed il
gli nomini di S. Putrii in Grado e di S. f'ezvtnn di r.rchi'ì in Val di Sievo.
}l,trt>no a rffuhi, Vi:ZZV\<) in CHIUSI nel ValMr\rno
/V/r'f.ov/.*, nrjla Valle «felli Cernia.— caviiliiioe. — Rorea nel po|»oIo, C.1111. e
S'Iieltlro di nn casli'll.iro cui nel medioevo circa mi7.7.>> iiii<!l. K<i;i'a il (laese di («liiusi,
fu dato il noiiif di Casti i;ìioii'Et'rnarfli (jiiir. di Bibbiena, Dìch*. e Oimp. di Areu-^.
nella enea e eiira t mijjl. a lib. di ìlonto- È |K»sla a cavalieri" di Cliiusì in iliffSJi!''!
Rotondo, (.'ohi. Ginr. 0 rìrei io migl. a paese, talché d ubilo che sia la stessi roivi
in.uslr. di Mii^sa-Marittiiua, Dioc. di Voi- anhca del Chiusi cascntinese, stala oedula
terra , (>)in|i. di (tro««io. in leu do nel 1104 da mi niarrln*odel Mon-
].)i:ia sìlM.i/ione del jio^gio di Veliilonia, te S. M.iiia ai signori di (^.:ipre.HO, di t^lii(i«i,
o ì'itttlouio \\t ijat») linci urto a;»li ."irt. Mor- di .Moiitaiilo ccc.v|»p«H'e (piel f'ezzano non
Tr III >I\RK e CisTi(.i.io!«KtRNAHni, dovo fu voglia riferirsi a ipiaKlie altio cdslcllo iNU^
.'i;j[f;innlo, clic il p-ig^o f'itulonio fa dubi- niiuo. »( Ahsal. Cam.u.d. )
VEZZ VEZZ 707
Certo, è che col regolamenlo speciale (1«1 auno, rogato in Pisa neir ospedale Ji S.
a6 agosto 1776 relativo airurgauizuzione Paolo a Ripad*Ariio, il March. Alberto Ma-
delia Comunilà di Chiusi fra i 14 comuuelli Jaspiua per se, ed ia uome dei March. Gu-
che la coslituiscouo vi sì comprende quello glielmo e Corrado tuoi nipoti, fece rinua-
«iella Rocca di Chiusi e Cenano, aia della melk di quanto quei marcheti a?e-
VEZZANO DKLLà SPEZIA. — Due grossi vano acquistato dagli Estensi in tutto il
paesi, frenano soprano e Fttiano sottano, podere che tenevano i nobili da f^evuMOj
esistono sui poggi situali a lev. della città di o altri per essi nei luoghi disopra nominati;
Spezia Ira il suo Gallo e la ripa destra «lei fì. e nel Tatto stesso il March. Alberto confessò
Magra; f^canno soprano con chiesa, arci* di aver ricevuto per se e per i detti suoi
pretura sotto T invocazione de* SS. Sisto e nipoti da Gualtiero vescovo di Luui lire i5o
Prospero; e Feizano sottano con bella e imperiali che gli pagava per quelTenfiteusi,
devota chiesa plebana dedicata a S. Maria obbligandosi reciprocamente alla penale di
Assunta. È questo il capoluogo di una Com. cento marche d* argento, ed a cauzione di
e di un Mandamento, sotto la Dioc. di Lu- ciò oppignorando (o fìducìariamentu ipo»
ni-Satzaiia, e la Provincia di Levaule nel tecando) i beni che i marchesi Malaspina
Regno Sardo. tenevano nel castello e distretto di Arcola.
Risiede f^ezzano soprano nel gr. 44° 8' Neil* opera stessa si riporti un secondo
Imtit. e nel 37** 3a' 6" long, a cavaliere del- lodo del i3 maggio iao3 pronunziato in
Im nuova strada postale di Genova che gli Terra-Rossa presso il fi. Magra per termi-
fMSsa >otto a ostro, mentre circa mezzo mi- nare una controversia tra il predetto Vesco-
l^lio più abbasso havvi la Terra di Mezzano vo GualtierodiLuni ed i marchesi Malaspi-
soitano di\isa dalPallra di fezzano sopra- na da una prte contro i signori da Vezzano
no mtdi.iiite una borgata. daiTallra parte, a cagione dei castelli pre-
È la Terra di Vezzano, disse Targionl- nominsiti non che del diritto che quest*ulti-
Tozzetti nei suoi Viaggi, mollo deliziosa ed mi avevano di diiendere con le loro genti il
amena stante l'essere situata in un colle, castello di Porto-Venere ad esclusione del
che domina non solamente il Golfo della vescovo di Luni e dei marchesi Malaspina;
Spezia, ma tutta quanta la pianura di Sar^ il quel dirìllo fu accordato ai signori da
xana e Luiii e gran tratto di paese estero Vezzano a condizione che dovessero pagare
e limitiofo. Per godere della qual veduta, al vescovo ed ai marchesi di sopra nomi-
Francesco Travasioda Vezzano, non dìspre- nati i solili tributi, albergane, ecc. e che
{;e%ole[ioela, nella sua Topografia Lunense le femmine della famiglia de* nobili daVez-
ìuvitava il Card. BeucdelLo Loniellino, ve- zano potessero siiccetlere come i maschi nei
scovo di Luni e Sarzana , a soggiornare detti feudi e iKxIcrr, conservando ai vescovi
nel r estiva stagione in Vezzano di Luni ed ai Marc. Malaspina le loro ragioni.
Ebbero signoria in questa Terra i nobili Trov;isi infatti menzione di quei mede-
detti da Mezzano stali feudatarj dei vescovi simi feudi, beni, e diritti {losscduli per tal
di Luni, do(>o che il vescovo Gualtiero, nel modo dalla chiesa di Luni in una dichia-
isoa Tebbe acquistata dai March. Malaspina razione fatta nel novembre de! 1378 da
e quindi confermata in feudo ai nubili delti Arrigo di Fucecchio vescovo Lunense, nel
da Vezzano. Il Muratori nelle sue Amichila tempo cioè che (|uei castelli, torre, ecc. era-
Cstensi dubitò che quei signori apparlenes- no sotto il dominio del Comune di Genova
•ero alla faiuiglia Bianchi^ l'eudularìa de* per compra fatta due unni innanzi dai conti
Marchesi d^ENte. Fallo è che le castella di Fieschi <li Livagna, ai quali nel laSa
ì^e^iano,dìCarpe'ia,diFeslgna,<ìi Folo^ erano slati alienati dal vescovo Guglielmo
di f^alerano, dì Be\ferinn^ di tolverata^ Malaspina suo antecessore.
di Ripalta^ Mfadrignano e Panzana^ cou Con tutto ciò i nobili da Vezzano ol-
le loro (>ertinenze furono confermate in tennero (non so dire con qual esito) da varj
feudo ai nobili di Vezzano siccome appari- Imperatori la conferma di quei feudi che più
•ce dal lodo pronunzialo in Sirzina nella non ftossedevano.
canoni&i della chiesa ili S. Andrea li la Tale fu il diploma conces50 loro dal l'Imp.
maggio laoa , confermato nella Badia Arrigo VII dato in Pis:i nel i3i i; e tale anco
dell* AuUa li 3i dello stesso mese, men- quello ottenuto nel giù >!no del i355 daCar-
Ire con istruuàeuU> del 4 giuguo di detto Io IV mentre passava di Pietrasanta.
I
716 VIA Y I A.
DM generico (K f^ia Franetsea. La più no- Maremma preno Soarlino è falla meniiei
la e forte anche la più antica di esse è quel- nel Breift pisano del e a 85, noto eolio ■obi
la che in origine fa aperta da M. Emilio di Brcfe del conte Ugolino, e •epnataBOi
Scauro nel territorio di Parma e Piacenza, alU rubrica i8 del Lib. IV, intitolata: A
la quale marcava V Appennino del Monte ampliando ^iam , qua itur de fìpà
Bordone, o della Cisa, per scendere a Fon' Scherlinum, — ^ed. Scimlisio fPAocuiL
tremoli in Lunigiana, donde dirigevasi in Riferiscono alla prinaa e più freqoaM
Toscana per yHlafranca, Sarzana, Luni, Via FaAHCucA, o Romba, la quale escirii
il Frigido, Salto della Cengia, Lucca, Al- Toscana sotto Radicofani varie perpam
topascio ed il Galleno. Di là soilo FiieeC' della Badia del Monl*Aniiiila« ora n^VJnà.
chio passava TArno per enlrare nella Fia Dipi. Fior, due delle quali del sccobll.
tramena di Castel Fiorentino, prima delPE. V. — Fed. C^LE,EM^i.jtn
di acriTare a Certaldo e à\ là per Poggia G>1 progredire de* secoli ad altre rinli
honsif Staggia, Siena, Buoncomfento, S, maestre della Toscana alluale fu dato il mo-
Quirieo, allo S pedaletto di Briccole^ Ra- bolo stesso di Fia Francesca , o F/M»
dicofani ^ Acquapendente, Bolsena, MoH' gena^ e perfino ad una strada malalliBi
tefiaseone, Fiterko^ e Sturi ^ finché entrava che sopra Pistoja varcava rAppennino ns»
in Roma da Porta Castello. — Tale fu la do da Bologna e della Lombardu. »- ftL
strada praticata alla fine dell'anno 1191 da V Art. Pistoja, (Voi. IV pag. 4a8.)
Filippo Augusto re di Francia, mentre tor-
nava dall' impresi delle Crociate passando VIE REGIE, PROVINCIALI
per Roma e la Toscana, di dove per V lUlia a COMUXITATI VE ROTABILI
superiore recossi in Francia — {Fed. Aaro-
kOoiA, tiriu^no i8a3 pag. 16 in noia.) Distinguo in quesl* Opera le Vn ■■
Cotesto ilinerarìo, il più breve di tutti fostaiiI da quelle aio» vo« roarALiedifli
per passare da Roma in Lombardia, e vice* raoviaciAu. Sono le prime in aufflfio é
versa , corrispondere doveva per il tratto da nove nel Granducato, senu conlare qadb
Pontremoli sin presso a Massaciuocoli con 1* degli Stali limitrofi, le quali strade roiria
andamento della Via Emilia bi ScAuao, alla corrono nella Toscana Granducale noa ■^
quale sulla decadenza dell* Impero fu dato il do di miglia 345 Vi Aorentine.
nome di Via Clodia, e ilopo di Vu Romba, Importantissimi miglioramenli sooortili
ossia FaANciGEiiA, quando già per V Appen- introdotti di corto nelle strade accif ert»
nino di Pontremoli, n per Borgo Taro, vi vikciali, fra i quali sono d;t v»lnt.ir«, i*k
era un v^rco astiti untico praticalo dai Frin- colonne situale sui trìvj di più slrjJe rv|ù
chi; siccome app.triscc non solamente dall' o provinciali per indicare al viamlxale b
itinerario di Filippo Augusto mi da quello scella direzione che vuol prendere nelfM
di un !slaniles«* srrìUo nel 11 54 e da noi cammino; a.° quello di aver sego^to coi
riportato nelT Antologia predelta del Giù- misure uniformi i cippi miliari in tulio il
gno alla pag. i5 in nota. Granducato, e questi in pietre truofohri
Ifon slarc) a ripetere che l'andamento del- con due delle tre facce volte sopra e coltoli
la Via Faahcraci nella parte estrema della Fia Regia, ad oggetto d'indicare» ttntJ
Toscana a confine con la Lombardia, esser a chi va come a chi torna, il numero lieìk
doveva comune aqnello della Via Emilia, la miglia distanti dalla città principale di Jort
quale chiamasi tuttora in vnrj punti Fin Sei- si staccano. Lo stesso dicasi rispetto alleo»'
eia, Francesca^ Romèa ecc. rnenlrc un al* lonne sui trivj, come rapporto ai cippi la^
tro tronco della Via Fmarccsca si staccava liari posti sulle Fie PuortsciAU^ se ■<■
da questa alla base meridionale del monte che le pietre miliari e triangolari lungo qv^
di Qtiiesa, la quale dopo varcato il Serr.hio sle ultime sono di mole inferiore alle pl^
alla Torretta attraversava la città di Pisa cedenti, talché si può da ognuno disi in^
per avviarsi sol lo il vocabolo di Fia Ro- re se quella tal via spetti alla PRortsaéU^
mèa |)er il Porlone nel subborgo meridio. o alla regia.
naie di detta città dove rientrava nella Via Ho già detto alP^rr. Dcavo (S. Ciciiu
Emilia di Scevro. presso S. Casciano, e tornenS a ripeterlo 1
D^'l metodo praticato dalla Rep. di Pisa Figesimo, che nomi consimili, comeqi»'-
l«er restaurare e manlencre col«sta via nella li di Quarto, Quinto^ Sesto, Settimp.
VIA VIA 717
SetiimtilOf Ottavo^ eec, ci richiaoMoo alla tulle Ì9 strade regie e provinciali aperte in
coiiriiziuiie di vecchie vie municipali piut- pochi anni, o decretate dalia sapienza del-
ioslo che a Iuii};he strade consolari , come l'Auj^iisto che regola i destini della Toscaua
quelle della Via /darei ia secchia e nuo^a^ granducale , opportunamente diceva : che
Siftilia di Scauro, C<issia, eec, le quali qu.-indo una provincia è retta dal principio
tolte dovevano conlare il numero delle roi- della libera concorrenza poco resta a fare
glia a partire da Rom:i, e non gi2i dal capo- al potere supremo per vantaggio del commer-
Juogo del municipio, per dove passavano, ciò, oltre quello di agevolare i mezzi di
fino al confine del R. Impero, mentre nella communicazione reciproca ; ed a ciòappun-
deca<lenz:i di quel gran colosso politico la to, soggiungeva egli, sono diretti i pen-
oostruzioneo restauro delle f^iemi7i/ari era s.«menli e le provvide misure del nostro
■I pari (ielle municipali a spese respcttive Principe disposto a soddisfare i voti de* suoi
delle città o municipi*. sudditi.
A cotesto fatto ne richiama una colonna Pochi paesi proporzionatamente alla loro
Iklla porre lungo non so quale slrath dalla superficie possono conlare tante f^ie regie^
eitlà di Limi ìiollo gì* im(>cralori f^aUme^ tante P^ie provinciali e comunitative rota'
Sraùano e Valentin iano ^ pubblicala dal Ai7i quante ne conta attualmente la Tosca-
Muratori {T/tes. veter. inseripi, pag. 249) na, e poche provincie forse un giorno saran-
ad oggetto d' indicare la disianza di quelLi no per avere tante «^cra^/eyèrro/e quante se
▼ia da Luni. Lo stesso dicasi di altra iscri* ne progettano per la gibb<^ssima superficie
sione contemporanea che lece porre la Rep. della Toscana.
cK Pisa in una strada maestra sul quarta
miglio, trovala a S. Pietro in GrailOy pub- CLJSSB /.
biicata ed illustrila dal Chimenlelli ( De ^^g ,g^,g postali della Toscaua
konore Biteltii p'ig. aagS Al che aggiun-
Sniì altre riunite nelle loro raccolte dal 1. VU REGIA ROMANA POSTALE
rutero e dal Miiffei ed esistite in altrettanti PER AREZZO. -— Fu questa in gran parte
cippi miliari sulle pubbliche strade aperte 0 tracciata suirandamentodeirantica f^iaCai-
restaurale in Provenza dalle città di Ni mese sia, la quale ai tempi dell* Imp. Adriano, se
di Arles col numero di tlue, di Ire e di non prima, conduceva a Firenze passando per
quattro miglia da dette città. il poggio di 5. Donatain Coli ina ed enin^a,
Che poi nel quatto secolo dell* E. V. esi- in città per la Porta S. Niccolò, fino a che fu
fltCMero de* colonnini anco sulle stmde vi* dichiarata Rboia poarALs Abstira il primo
einali , lo dichiarava Claudio Rutilio Nii- tronco della medesima aperto sulla destra ripa
mazìano, il quale intorno ali* anno 410 re- deirArno. La qual Via esce da Firenze per
eandosi dal Porto Pisano alla città di Pisa Porti la Croce, arriva alla prima posta del
indicava nel suo Itinerario i molli cippi Ponte a Sieve che trova alle io miglia da
ai tiarj esistenti allora in quella strada, che Firenze; passata la fiumana del la Sieve si separa
■on fu mai una delle grandi Vie militari, dalla strada regia di Forlì, cui fino allora era
,._•, r . . .' t s ^ comune il cammino per avviarsi nella tortuo-
imiervallaviaefessispraesfarevidetur^ , . 1 •ha'^ 4. . n
^\ ' . <• • . •Il- L t sa nua destra dell Amo, fino a che passa alla
Qu i notat 1 nscriptus milita crebra lapi s. v . , 1 n . 1 1 II » " 1 .
^ r r 31,^ Sinistra sul Ponte dell Incisa, dove trova
— ^ed. VArt. Pisa Voi. Ili pag. 3o6. la seconda posta de*cavalli. Di costì dairinciia
Ma passiamo a indicare coni rrspetlivi fino al Lago Trasimeno sul confine Perugino
norai che altiialniciite portano le ^ie regie dello Stalo Pontificio il cammino della Vu
poftalijle non portrtli^e queWe proifinri'ìli Rboia postalb Aanmi è comune a quello
rotabili che finora furono allerte nel Gmn- delTantìca, passando per Figline e San-Gio-
ducato , essendoché delle strade aperte per vanni dov*è la terza stazione o posta di ca*
la Toscana nel Ducato di Lucca, nel Ducato valli; di là per la Terra di Montevarchi ar-
di Moflena e net Regno Sardo mi limiterò riva a Levane alla quarta posta de* cavai-
■ tegnalare le sole ^ie regie, li, trovando la quinta al così detto Fon-
ti doli. Antonio Sulvagnoli in una sua me- tieino, la sesta dentro la città di Arezzo, la
mori^ letta nel 5 geniiajo 1845 ali*!, e R. settima al borghetto di Rigatino in Val-
Accademia de*Georgofili sul commercio delle di-Chiana, e 1* ottava a Camuseia^ di là
Maremme toscaua, dopo aver rammentato dalla quale incontrala nona posta alleCtfje
V. V. 91
708 VEZZ VEZZ
GcrtoècheRoImiiloile'nobili ifiancAi (la riunit» innanzi il 1745 alla cura ili Ro-
Vezzano nel 1998 er» feudatiirio delle c:i- saia, nell» G>in. ili TrcJozio , Giur. ili
stella prenomi naie , quando oltenne [»er se Modig liana , Dioc. di Faenza , Gon>|i. di
e per i suoi eredi dulPInip. Federigo li un Firenze.
amplissimo privilegio dato nel seti, del laaS 1^ ca(»|>eila di S. Martino a Vcizano nel
nel campo imperiale da^mti a Brescia; i55i aveva 88 abit.
al qua! diploma si firmò come testimone VFZZ4N0di VIGCHtO nella Valle della
Guglielmo allora vescovo di Luni. — Una Sieve. — Contrada che ha dato il titolo a
copia di cotesto privilegio trovasi nel regi- tre eh. parr. (d« lunga età riunite in una
Siro vecchio del Comune di Sarzana, dove ( S. Maria, S. Andrea e S. Pietro a F'euO'
esiste pure Mitra copia d*istrumento relativo 10), tutte sotto il pievanato di S. Casciano
alla vendita fatta nel 3o maggio del laaa in Padule, nella Com. e circa 4 in 5 migl.
da Guglielmo de* Biancfù da Vezzano a a sett. di Vicchio, Giur. del Borgo S. I^
favore del Comune di S.irzana per lire 60 renzo, Dioc. e Comp. di Rrenze.
jni|ierìali di una sesta parte del pedaggio dei La Villa di Vezzano risiede sulla faccia
1 9 denari che solevano pagarsi a quei nobili meridionale dell* Appennino di Casaglia
fier ogni sohm di mercanzie che transitava lungo il torr. Pesciola, presso la strada
|)er la straila maestra dentro il podere , che da Viochio sale alla Madonna dei
ossia distretto di Vezzano. Tre Fiumi.
Fu opinione di molti, che alla famiglia Le memorie più antiche di questo Ves.
dei nobili da Vezzano ap|iartenessero iu se- z^ino reputo fra le superstiti quelle che con-
guito tre illustri protiipie di Saixin.i, una servansi nelle membrane dell'Aliazia di S.
delle quali conservò il cognome di ^f'aficAi, Reparata in Borgo a Marradi, riunite alle
J* altra prese quello di N*hUi, e la terza pergamene della Badia di Ripoli, ora nell'
de*^eritcicei,rultime due fiorenti in patria. Arch. Dipi. Fior, — Una di esse scritta
Fra i If obiti da Fmzano figurò nel nel 9 3 gennajo del 1084 in Vezzano, gin-
secolo XIII un Gualtiero cappellano del clieariayfore/trf/ia, tratta delPacquìsto di un
Pont. Innocenzo IV, un Armanno Nobili pezzo di terra |ios!o %tì\\iì Peteiola ehe fece
giureconsulto distinto nel secolu XV , ed don .\lberto abite del Mon. di S. Ri-p4rat:i
un Marcello Nobili lettirrato (amiliare del per interasse della sua Badia.
Pont. Clemente Vili cci!. mentre apfiarte- Sono della provenienza roalesimi molle
neva alla pn)s.i|)ì:i Bt-rnarci ({ueUtgiistino nltre per^'am"ne dei secoli XI XII e Xlll
ninimentalo 'AWArt. Sar7a?c4. srrìlle in f'^rzziinn^ un.i di'Ile i)tiali del 4
Fanno funle del dislivlto di Veztino i marzo io8i ni^'ata in f^eaann, giudiciria
TÌI1a{!jji di Valerano e di S. Venerio, quel- fiorentina; alle» s«'ritta li 3 lujjl».» 1140
lo |ioslo in pi;inurii presso la rip.i sinistra in fezumn nrl Ji.tg'-llo, ronlti'in fio^ei»
dell.1 Vani, e questo in (M)g<;io distante ap- tino, ed un istrumenlo del 97 ?mn. ittt
|M'n:i un iuì^Iìd «IìiI cii|)<)lu<igo della sua n)<;.ito n<?lla c:innni<'a ili S. .^'i'/'*e'i •// ^'ec-
Coniuuilà di Vezz:iuo, la (|u.ile coinpren- zinn. — Finalnii n!e fuslipnl.iloli |ij lu;:ltii
de i .v;.Mi«'nti |K}|H)li , la eui [Hipolaziune i a -jo nella eh. di S. ^'^riu r/i / e^^i'ici un
lìti) i83-i ascende\a a a54 3 aliit. quii rio rodilo relativo .illa {lermut.! di ibie
|M'Zzi di tirrd tra Riniliert') di (liuvanni di
Pnprtlazinne drì iHla. Pm컫»ìi) fil il siiid.io) »/f/Ai r/urtu di S.
^- — ^_ Andrea di f^fZZ'inn {ter eoiiti> ed in nome
rr tre u" n dell'I Baita di S. Ile parata in Salto,
rvi^tno soprano. Ò3. oin» e rio- /^ .« 1. • . <
'. . ^, ., vo .1, Uuesl ultiiuo tliv-uin«nto, (iiiantl'i nim-
spt'ro, Aroipn-tura. . . A/nf. .». (»Ho ^ 1 1 n 1 ■> . n 1 11
,,. ' ,/ o '»» • » . c.issi'io le bolli' ilri r.)iit. Urliauo II, aoii^
/ e^^iMa fO/^l/to, S. Mina Assunta, ... 1 m .^ .-
u ^ rt, in9o,eiliAii'SS;in<lro III, annoi ieiM,.i 1.1*1»^*
rr t ' o * A* il' '«.*.'■ i della ILidia di S. Kepar.tl.i in lVir>'>>, ln*!^
f^alerano.b. Ap<»lliii.ire, Ri'lloria •• 370 , ,. , . 1 • i- , 0 ^
o w ■ o f • «• iKTsesoioa dirhiaiMreehe II ebusiiJi 1. /f'J-
ad/j-^eiierio, 9. Veneiio, rii.\e . »■ " 1 o , -,- . ,. , . 1 1 %i
' .^_1^ area a f ezzano ira di patronato «lei M'Mi.
Ttrr^LK . . . Abit. iV." a 543 pn-dello, mentre l.i eh. p.irr. ili »V. Varit
a f^ezzann S|ielta\.iilìr( llaiin'nte alla meuM
VhlZZVNO DI TliKIK)ZIO in ll<>ni.i{;iii. lìorenlina. Quindi si può eonriliare la pn»-
— Ca>-. clic ebbe cap^iclla (S. Martino) miscuità di più |>adroni s-ipra colrsta con-
VIA VIA 709
Inda, dopoché Arrigo VI, nel itoi> e Fé- que Gompnrtì nienti amminìstralm. — i^ Per
derìgo II, nel isso, conferirono ai conti ultimo s* indicherà Pandtimtfnto drlle Snu-
Gaidi il giuspedronato della Badia di Mar* m Foiratk a|)erte, o che sono state finora
nuli, quasi nel tempo medesimo che la Rep. dai governi nelln Toscani approvate.
Fior. confermava al Vesc. di Firenie il for- i. VU AURELU NUOVA, Vi'A EMl-
tilizio di Molezzauo ed il padronato sulle LIA di SCAURO, poi VIA ROMBA a
parr.di 5. Marina reizano e dì S. Pie- FRANCRSCA, osa VIA REGIA a PRO-
tro in Faduie, diversa dalla chiesa dì S, VINCI ALE EMILIA. — Fra le oscuri-
Pietro a Veziano, — • l^td. MoLKzaAiro in tà della storia .mtica di Roma, una mi
Tal«di-Sieve. serahra quella di non potere conoscere con
Rispetto airepoca delia soppressione della chiarezza T andamento preciso delle ^le Bii-
«ara tli S. Pietro in Patiate, il cui po|x>1o litari, ossia Consolari, le quali sotto il go-
la annesso alla parr. di S. Maria a Fezzano verno della Repubblica e dell* Impèro atlra-
aon trovo ricordi, comecché la sua sopjires- versavano la Toscana. Fra le medesime mi
•ione al pari di quella di S. Andrea a limiterò alla Via Aurelia nun^a^ tracciata
Cazzano credasi posteriore al i55i, men- per le nostre Maremme ed alla Via Cassia
tre oella statistica di quelKanno trovansi che guidava a Chiusi, e quindi dirigevasi a
•otte la potesteria di Vicchio i popoli dì S. Firenze.
Fittroa Padule, di S. Pietro m desumo, Che se dell'epoca e dell'andamento della
• di S. Andrea a Vezzano separatamente Via Aurelia secchia, che da Roma ter-
ém quelli di S. Maria nella Villa di Vez- minava al furo Aurelio presso Monta Iti»,
mano, testochè in quell'anno 5. Pietro a abbiamo notisie sufficientemente concordi,
Radule noverava 54 fuochi con 319 abit., non è per altro da dirsi la cosa medesima
S, Andrea a Vezzano a8 famiglie con i36 dell* autore e dell* andamento preciso dell*
individui i^.F/efro a ^eisaio 3 1 fuochi con Aurelia nuosfa, la quale appunto doveva
•91 abit., e la Villa di 5. Maria a Vez' percorrere il litlorale della Toscana allnalc,
Mano 48 famiglie con a5o popolani. a partire dal Foro Aurelio fino al confine
In seguito forse della soppressione delle occidentale dell* Italia romana, confine che
chiese parrocchiali di 5. Pietro e di S. nel secolo VI di Roma terminava verso set-
Andrea, quella di S. Maria alla Villa di tenl rione con 1* Arno a Fis:i.
Vezzano con decreto arcivescovile del i3 Per altro, che cotesta Via Aurelia nel
febbr. \Sò5 {stile fior.) fu cictta in prioria, tempi delKImp. romano si distinguesse in
e due anni dopo con altro decreto del 4 secchia e nuova^ non ne lascia <lubbio un'
fiebb. 1567 ne fu ceduto il j[M<lronato al iscrizione posta alla base marmorea di una
rettore della medesima Matteo del fu Bene- statua innalzala dal senato e popolo di Ti'
«letto Boni di Vicchio. — (BaoccBi^ Deseri- voli sotto 1* impero di Adriano, oppure di
%ione del Mugello), Antonino Pio a C. Popilio Ca'O figlio del
In questo {loftolo ebbero vita e poderi gli console C, Pedone, nella quale si leggeva
■nlenali del celebre Antonio Cocchi, cui liaU fra le molle magistrature da esso coperte an«
la provincia fu dato il titolo di /7/«^o/òifa- che quella di tHete Curatore delle Vie Au-
gaiiano. — Ved. Viccaio di Muoillo. relia vecchia e nuova,
ta parr. di S. Maria a Vezianonel i833 Ma chi fosse stato il primo continuatore
noverava 443 abit. della Via Aureliaf fino dove arrivasse fa
VlAv o STRADA. — AlP^rf. Sra^oA nuovat e per quali luoghi delle toscane
ho richiamato il lettore a questo di Via per Maremme precisamente passasse, ciò è na-
indicare i nomi, I* epoca, lunghezza e an- scosto in gnu parte nelle tenebre dell'isto-
damento delle molte Vir. Rbsik, Postali e ria; giacché le tracce lasciateci dal così detto
■ow PosTAu, come anche delle V» Paovn- Itinerario di Antonino, oùdWià. Tavola Peu-
CULI rotabili che in varie dtrezieni fnrono e tingeriana, oltre di essere quei documenti
•ODO aperte nella Toscana, non tralasciando inesatti nei nomi dei luoghi e nelle distan»
di €ir parola dì moltissime Via eoipTNrrATivB ze, spettano entrambi ad epoche troppo lon-
aoTAan.1 che a gnisa delle vene nel corpo tane dalla loro costruzione, ed anche dai prì-
amano mettono in comunicazione, accre- roi restauri delle ste&se ^le Conjo/ari.
icono vita, interesse e prosperitk alle varie II eh. Giovanni Targioni-Tozzetti discor-
ptrli della Toscana Granducale nei tuoi cin- rendo nel T. IX de* suoi Viaggi per la To-
V. V. 9»
710 VIA VIA
icaua deiU ^U Romane che 9Ì pasM^amt, ronuiiio |ier «vftriiliirdi ci iiciKi|iroiio il mnk
rnliiaw quelle u «lue claswi, ciué, «Ile f^ie die rfllum tl^l settato Ji Hunu m Icnru me-
MiiUari e «Ile f^ie Munieipali\ iiiultre fra raccordare la custruxioiir, o ri|MnKÌuiicilelb
i libri ()iUaiilÌL*hicbeDelraUuuo,cilÒMiiubc grandi «Irade dMulia, le c|iiaU sì d«i«B
ìàGtografiatUlC AiiMiimo HuvrnntUe^i\omi in a|i{iiiUi> dai reififltivi cursluri; uè il m^
deicrivcu«lo»i ti Ferìplu dti mate Medi" iMlorv Curbulone fu più gcncro«Oilc|!li ai<n
Irrm/irOy (Libro IV. I iiun >oio vi si Irovaiio (|uaiiilu esibì di restaurarle « tustocLe i«
conirirrtite incillà k>//fa«iWo/ii, ofroj/rdelle esigui vj non •;(« a S)je!i« |iro|irie, HV«en
auliebestriide luililariyiiM ancora vi si Ìe);<iO« multaudo e cuiid^iiiiaiulu i poititleoli In»
iioslrop|iiali i nomi (i«'g;:iu cbe iiun fecero gli tisli che do\evuiiu contr.buirv ÀiV uyen,
ttulori o co|iiili della Ta^o'a Peutingeriana Quindi anche incjslio si »pit-ga una tta^
e dell* itinerario di Antonino, Ofiere entraiu- zione inserita nella racctillii ili GruIffvdU
bc coiitein)ioranee air Impero di Teodusioi o |>ag. GXGIX- i, » lenore ilelU qiule ■
a quello di Arcadio e di Onorio. magistrato quadriniuvinile forraalo Ji »
Iiuporlaiitisaima poi, ed al caso nostro ci mini consolari, d* ordine dell' lui|i. Tnir
sembra la oolizÌ4 che Targioni ne forniva al- no, che ivi è cpialìficato Curaiore dglU fii,
lorcbè, discorrendo egli della sopri ntcmlenia fece |iorre nel 5." suo cnnsoUlo ( aon iti
alla costruzione e manlenimenlo delle Vie di G.C.) i cippi termin:iti non aoJotiuHDb
uilitari {Curaioret Fiarum) soggiunge, f7ci Traiaaa ma ncll* .i#/9^'tf , do%o coabi-
cbe queir impiego era conferito a |iersonaggi buir»no per comunità (Op/jitiatim) i Bi»
di merito distinto. Tale inlatti fu quel C. zi ed i Salentini (le CaLibrie e la pcotiaei
Popiiio Caro figlio del consoie C P^lofie d* Otranlo) fino ali* eat reni» confine drif
stilo Curaiure non solo delle f^ie Aurelia Italia, indù lendovi i puesi di B9ggÌ9,é
ifeeehia e nui*^tt^ ma ancora dell.i f^iu Cor- Squillaci ecc.
nella e di quella Trionfale, E molto in- Che poi spettasse fino dal tempo del pn-
uanzi del Curatore C. Popilio aveva co- mo iioperatore al senato di Roma rordìoiif
perto la stessa magistratura G. Cesare che tu, la costruzione dei ponti e ifelle pubbiKk
per testimonianza di Plutarco, Ctf/'cilore</e/- vie, lo dichiara per tutti un* iscrizione fa'
la f^ia Appia, Cosi IMmp. Augusto, come stente tuttora in Roma al ponte QuattfCp
asserisce Svetoniu, tré slato Curatore della pi^ già dello Fabricio^ cbe dice: (exGv
Fia Flatninia, ed é noto che ottennero in Tiao pag, CLX. 3. )
seguito colerla mugistraliira gP lm|ieratori
Tra/attOy Adr>uno e Antonino Pio^ il pri-
L. Fabiiciu.4 * C F. Cra. Vui.
, - ,. . I- I»- • -A pACiusinuM crBA%-rr
mo de qua!., ,*r «.serio J. .U.o..e. r,,«rò ^ ^^^^^^ . ^ ^ „ ^^^^^^ . j, p
con ini.gn.fice.,ia anche la ^^^^P'"- ^ o„. („^.,„,; a. C. an-ù „.)
Correva il nurfrlo consolato di'll Imp.li- a n
beno (anno ai di G. C.) quando Uoiui^io
Corbuìone eK-preton> di Roiuii, si querela- In conseguenza Svel'uiio inlese i Jvat-
Ta io Senato, cfte multe strade d* italiay strare la generosità di Cesare Aiigiut». ^
per frodt degli appaltatori e per incu- torcile questi ebbt cura di far seU-i^rc la <>'
ria de* magistrati , essendosi rese l'/i- Flamini» da Ruin'iaRiinini, nel lem, nck
praticabili egli si assumerebbe volontero^ affidava T incarico delle strulr omsolii'
SO /' incarico di restaurarle \ lo che e/- quei citLidini |iiù illustri, ì quali J>inaìr
sentlo stato a lui accordato^ riesci di gio^ il lom consolilo ottenevano gli onori Jci
lamento al pubblico, ma di danno a molti, trioutb, uhhligiuid-di a icslaur.ire le «ir sul*'
contro V a^er e, e Vonor de* <f unii Corbu- tari coi denari leviili dalle spo::lic dei neisia-
ione molestala per \fia di condanne, o me- Quindi ap|i;iris(-e la iiiagn mimila ili G
diante Vasta pubblica, — Clamitando (di- Cesate, il quale, al dire di Plutarco, lui^
ceva Tacito) exseutionem ejus negotii li" tre fu curature dell* Appia, la legiiu iltl«
bens suseepit; qaod Itaud perinde publice Vie militari, nudto denaro vi spese,
usui habiium, quam exitiosum muitisj Govern:iv.i la To>c.iiia a nome iieiria:>-
quorum in pecuniam atque fumam dam- Adriano T. Elio Antonino, nel cui Xr»'*^^
nationibus, et basta sae^ivbat. -* (C. Ta- quest* • llimo |K>ì succeilè sotto nom«- di '-
SITI, Annal. Lib. III. cap. 3i. ) Elio Adriano Antonino Pio, allor* qu-*»-
Coleste ultime espressioni dell* annalista do fu restaurala la Fia Cassia ^tcdùa, ^
T t A VIA liZ
edìo c¥e, e foiM il porte^ • mio dt iCé- oeciileiitale laiiò i noaù di Fia émMa €
one Ui Cicerone). Le foe tneee Insfodel- di Emilia Scaura in quello di f^ia Cio^
ioaikolo sono aooora più naiiffieste nellv <2fa, cui più tardi furono toetituili §li «Itii
nula Ferri, denominata 1* Vngutniiita 9 il di f^ia Romèa, o Franeesea, per enere I4
le serve di conferma a quanto fu detto ali* stetn f7o praticata dai pellegrini che d*ol-
rt. Pab«ji« ut CàSTiQLioiiB DBubà PeicuA/ tremonti Twcaudo 1* Appennino di Ponlr«-
^ A poo. di Castiflione della Peacaja (log- moli ti recafano talfolla per Lucca, 1* Aho-
uoge r amico) ti conservano grandi pie- pascioy la Vald^Elsa e Siena, tale altra per
e del lastrico antico della Via Àurelia, la Pisa e la Maremma, hIU visita della santa
u<«le passava lungo il litlorale fino al Pian citlà di Roma. — « f^ed. Via Fbamooca.
' Alma, dove poi s*inlerBaTa per atlraver- Già dissi mWjéri. Oaacriuo Comunitèf
ire quella vallecola e quindi ritornare verso che fra le strade rotabìK , le qo»li attraver-
lidM, poscia padule di Scarlino ». sano il territorio Orbetellano, la prhna ere
Se per altro da tali notisie non si po^ la F'im Aurelio nui^a stata nel 1890 rei-
pprendere tutto 1* andamento preciso della tificata , ampliata e riparata per le core del
^ia jiurelia nuoPa lungo le Maremme to- Granduca Ferdinando III , a partire dal*
cane, né quali e dove fossero le suestasio^ TOmbrone sotto Grosseto fino ali* ingresso
li, sì ha motivo per altro di Supporre eh' rs- delPistmo diOrWlello» e die la ricoslm-
■ costeggiasse gran parte del littorale fra zinne della slessa f^ia Jurelia^ or» regia
' Alberese, il Tombolo di Castiglione della ed in parte provinciale Msremmana ^ da
^escaja ed il Pian d'Alma, e che vi tornasse Grosseto a Pisa, è dall'istmo di Orbelello
ra la Torre S. Vincentio e Vada, giacché sino al confine del Granducato con lo Stato
o quelle contrade furono trovati avanzi di Pontificio è slata una delle tante opere nMH
m' antica strada militare. Lo stesso dicasi cnanime dovute ali* Augusto Lbovoloo 11 fe-
lci le tracce più note restate insieme ad al- lioemente regnante. *— f^td. Via aaoiA m
:uni cippi miliari lungo la contrada per- paOTniciAi.B MAinusAiiAy e Vu aniA da Lt-
:orsa dalla P'ìa Emilia fra il Ponte della voaao a Vada.
Pine e Colle-SaKetti, come pure nella Fia a. VIA CASSIA VECCHIA a NUOVA.—
Silcia del Frigido ed in queHa diretta a È questa dopo PAurelia la seconda via mi*
Lunif non che nella stradi selciata, ed at« litare stala aperta dai Romani in mezzo alla
tualraente sommersa nel Lago di Porta Toscana attuale, mediante la quale sino dal
Beltrame^ i quali ultimi tronchi correvano tempo di Cicerone si poteva andare a Mo>
tutti vicini al lido del mare. dena, egualmente che per VAorelim lungo
Noe starò a intrattenere più oltre il let- le nostre Maremme, senza dire della Fià
tore sulla diversità de' nomi, né rispetto ^/ammia costruita verso il mare AdrtaCiee.
al sito e alle distanze delle varie stazioni se- Anche ootesta Fia Cassia nel soo prin«
gnate ia cotesta Via nella Tavola Peuiin- cipio, era assai corta, se è vera che essa ter-
geriama e negl" Itinerari amichi sapendo minava al Foro Cassio presso Sotrì , e
ognuno quanto poco vi sia da contare sa ciò innanzi che la strada nvedesìma venisse
quegli strscci informi di antichità. prolungata fino al confine settentrionale dì
Contnttociò agli Jrt, Fma {Ad Fines)^ Chiusi, e finalmente che dall' Imp. Adriano
PtsctHS in Val-di-Fine e ToaaarrA in Val- Ibsse condotta a Firenze per il cammino di
di-Tora , furono indicati quei luoghi co* 81 miglia romane,
me altrettante stazioni esistite fra Vada e Chiamo Cassia oeechia tulio il tronco
Pisa lungo la Fia Emilia^ o dir si voglia della stessa Visi da Roma ai confini di Chiusi,
Aurelia nunoa, e distinguo per Cassia nuova la coniinna-
Alle quali cose stimo opportuno di ag* zione della strada medesima sino a Fi-
giungere; che rispetto alla mansione (Fi- renze. »- Vi era per altro un tronco impor*
<cf if a , JD PisctitAs) sembra assai proba- tantissimo di strada che da Chiusi doveva
bile che essa derivasse il nome dal torr. Pe^ dirigerai verso Arezzo anche innanzi che la
scerà tributario del fiume Fine sotto il ponte Via Cassia dall' Irop. Adriano fosse slata re-
omonimo, il quale serve di pasMggio alla staurata e portata dai confini di Cliiusi sino
Fia Emilia^ o Aurelia nuooa presso la a Firenze; e quella diverbi dalla Fia CaS'
base a grecale del poggio di Rosignano. sia rammentata da Cicerone in una sua Fi-
Colesla strada finalmente nel tronco più lippica quando disse : Tres Fiae dueuni
712 VIA VIA
del Parmigiano, esfguilotcomedissìytlal CODI. anUehc.iiosiNBf lo provano dot maraì
Kmilio Scauro nel 640 di IVoraa. Alla qual blicali dal Mura lori e dal Chimcnlclli.
cpoc4 |icrlanlo, fecondo l* avvilo datoci da Premeno lallu ciò, Ga ioulile ripdcit
Slrabone* fu conliniiala la Fia Aureìia ciò che allri prima e meglio di meacriiacn
nuo^a^o dirsi voglia Emilia di Seauroche sulle mansioni diverse lungo la Pia Am^^
passare doveva non già per la Riviera di Gè- Ha ifeeefiia e nuova, cioè, da Bona fino ai
nova, come molli opinarono, ma varcare V monti della Liguria orientale « che Vopiiea
Appennino punlremolcse, come in una let- chiamò (non so per quale equivoco) Alpi
lera pubhlii-ata nell* Antologia di Firenze, maritiimt^ loslocbè dove cena la Toicaas
fascicolo del gìiisno i8a3, fu tentalo da me terminano del lutto i gnndi campi fintili i
dimoslrure.— f^ed, Vu Fbarcuca. selvosi lungo la delta Via, siccome lati fa*
Conlultociò niuna memoria ci avvisa, se rono chiamati dal biografo dcirimp. Am»
Scauro fu il continuatore della Fia Aure» liano: Eiruriae per Aurtliam usfaa ma
Ha mioi'i, a partire dai contorni della F'al Alpei mariiimas ingente* agri inflf « Ah
dì Fine, ossifero dal Foro Aurelio presso y^e Jrriiies^ ei silvosi; loatochè fra Lerià
Monlalto dove terminava VAurelia veeelùa* e Turbia^ là dove cominciano le Alpi SlariI
Orto è che per antica tradizione nelle lo- lime, non s*inconlrano lungo la Eivicia li
scane Maremme si chiama Pia Aurelia la minime tracce di f^ie antieUe e camtoimn,
ligia Maremmana da Monlalto a Grosseto, Furono indicati da noi alcuni reanli
e dicesi f^ia Emilia la stessa via da Grot* avanzi della f^ia Aurelia ntÈOim tollo il
scio fino » risa, ecc. l^^fEÌo delTAnsedonia, o della citlk di Comi
Quando' che si conservassero i cippi mi- all' Altterese, nel tombolo di Casiiglionedrii
liari, siali rollocati nelT anno 140 di G. la Peitcaja, nel pachile di ScariinOt al ponli
C. lungo la f^ìa Emilia dall' Imp. T. An- di Fine, alla Torretta, al Lago di Pone^
tonino Pio, e più ancorai se i medesimi re- al Frigido ecc. sotto gli Ari, Cosa, Gai»
alassero in posto lungo il lilloralc toscano, srro, Padl-lb di CAsrioLioaK bìu.4 Pbscaja,
si {lolrebbe riconoscere non solamente il ve- Soarlimo (Padulb m) MAimcsuMo, ToaBcrvA,
rr) aiidameiìlo, ma lino dove quelP impera- Lauo m Porta, Faiomo, Lum, eoe.
lore iece restaurare ed ampliare la /^/a Au» Alle quali notizie posto ora aggimigcn
retia nuova. Inoltre da quei colonnini si ciò che fu osservato recenlencnte dal aia
tcuopr irebbe, se la stessa via fosse slata ap- illnslre amico doti. Antonio Salvagnoli.
pellala Emilia sino al Foro Aurelio, oppun l staggì Calli ad inchiesta di lui nella le-
fino air Oinbrone. nula dell' Alberese di S. A. I. e R. furoM
Frattanto dall' iscrizione del cippo di so- Ini Collccchio ed il fi. Ombrone, e precisa-
pracilnlo siamo avvisali, che V Emilia sino mente nel luogo chiamalo le Pianaece, ì
dai tempi dell* Imp. Antonino era [icr vec- quali diedero i seguenti resultali.
cliiezza guasta e disfalla; e rhc tale l'osse ritor- « I*a Via Aurelia è costruita sopra Do sr
nata qua!ìi tre secoli do[io, alT epoca cioè gine alto due braccia ( ^la «i^^eroia, cose
deir injjrrsso de'G^^li in Italia, lo asseriva da Rulilio fu dichiarata, Aureliu* Agger),
Rulilio Niimaziano nel viaggio che, fra 1* Era di larghezza circa br. 7,fianchrggia|i
annp 4i5 o 430 dell'Era crislìiiua, intra- da una guida di grosse pietrtsed il cui pia
preseda Iluiua in Fnincia |Krla via di mare; no stradale fu coperto di pietre prr ritto 4
,<,. ... . ..• confitte con terra; lutta Taltezz.) fra la mas
. . . quomam (diceva rnW< ffrrena vtnrum, ■ •• ■ 1 u . 1 . • i
di' . . ^ .•• ^ .-L u -• sicciata etl il piano dtU.i slrada trovnsfl d
Plana madent fluvtis, caittibus alta ri- , ,. • * • . « . ••
solili 1 1 Circa a hr. toscano.— >Pjss.-iIo il pog
0 .." ' ' ^ . . gio del r Al ben'sc venendo \ersorOmljroof
Fostquam Tureus aeer, postquam Avas- f ... . ,..,.. ,, ...
' . n ^ r 1 la Via Aurelia si dirigeva sulla riv-i sinislr
B ' '^ .• , . del fiume presso l'antica torre della TVaa
rerp^ssus Geticas ente, i*el irne manus, , 1 * ■. ... i- • , m
^- '., I •» M • » po/a, dove esistono luttora gli av,inzi dclli
on ji/iM.r domibus , non /lumina ponte 7 ' ,. ... . • . . ., ,
* ' r testale di un ponte di maleriale che 11 voi
y -*-•-- j f • . co chiama il /'o/ife «/e/ Z>i fi vo/Ot a ppelUo
Incerto sattus credere vela man, etc, \ , ,. rr- j 1 n- b
do anche quel tronco ria dei Diavolo »
Quindi è che dopo la metà del secolo IV « Di qua dall' Ombrone la tlesn Vi
i municipi di Luni e di Pisa dovettero far attraversava il tombolo per incamminarli 1
ffcslaurara a loro spese de' tronchi dì strade Castiglion delU Peicaja ( il Salabrone dr
VIA VII ns
acdio CTa« e foiM il portar, • mio di iCo- occidenlftle \«rìò i nomi di ^7a JurMÌin e
hnme di Gceconc). Le tue tracce luBfodeC- di Emilia Seaura in quello di ria Clo^
lo tooiholo fODu ancora più manifeste nellar dia^ cui piii lardi furono sottiluili §li allri
IcnuU Ferri» denominala 1* Vngueniina ; il di f^ia Romèa^ o Franctsea^ per eiiefe U
che terre di conferma a quanto fu detto ali* stetn Via praticala dai (lelli'griiii che d* ol-
Art. VàBota. m CASnoLKma imsxk Pucua^ trenionli irarcando l'Appennino di Ponlre-
» A poo. di Castiglione della Pesca ja (sog- moli si recniano talvolta per Lucca, 1* Aho-
finnge 1* amico) si conservano grandi pie- pascio, la V»ld*£lsa e Siena, tale altra per
Ire del lastrico antico della Via Àurelia, la Pisa e la Maremm:i, ulla visita della sante
quelle passava lungo il litlorale fino al Pian cidà di Roma. — « ^ed. Via Fbamcuca.
d'Alma, dove poi s'internava per atlraver- Già dissi alT^r/. OaaGrtL&o Comunità^
sue quella vallecola e quindi ritornare verso che fra le strade rotabili , le quali altraver-
il lidii, poscia pdule di Scarlino ». sano il territorio Orbetellano , la prima ere
Se per altro da tali notisie non si può la Fia Àurwlia nao^a stala nel i8ao rei*
upicndere tutto 1* andamento precìso della flificata , ampliata e riparata per le core del
^w Amrtlia nuoPa lungo le Maremme lo- Gramluca Ferdinando HI, a partire dal-
sane, né quali e dove fossero le suestasio^ T Ombrane soito Grosseto fino all'ingresso
ai, sì ha motivo per altro di supporre eh' et- deiristmo di Orbelello} e che la ricoslro-
a costeggiasse gran parte del liltorale fra zioae della stessi f^ia Àurelia^ orar regia
r Alberese, il Tombolo di Castiglione della ed in parte provinciale Maremmana^ da
Pesca ja ed il Pian d'Alma, e che vi tornasse Grosseto a Pisa, è dall'istmo di Orbetello
fra la Torre S. Vincenzio e Vada, giacché sino al confine del Granducato con lo Stato
in quelle contrade furono trovati avanzi di Pontificio è stata una delle tante opere ma-
nn* antica strada militare. Lo stesso dicasi gnanime dovute all'Augusto Lbovoldo 11 fe-
delle tracce più note restate insieme ad al- licemente regnante. — Fed. Via bioia ■
cuni cippi railiarf lungo la contrada per* paoTiiKaAi.B MAniiM&«*, e Vu aeoiA da Li-
corsa dalla Fia Emilia fra il Ponte della voaao a Vada.
Fine e Colle-Sahetli, come pure nella Via a. VIA CASSIA VECQII A a NUOVA.—
Sileia del Frigido ed in quella diretta a È questa dopo l'Aurelia la seconda via mi-
Lunif non che nella strada selciala, ed at- lilare slata aperta dai Romani in mezzo alla
tnalinente sommersa nel Lago di Porta Toscana attuale, mediante la quale sino dal
Beltramtf i quali ultimi tronchi correvano tempo di Cicerone si poteva andare a Mo
tatti Ticini al lido del mare. dena, egualmente che per VAartlim lungo
Non starò a intrattenere più oltre il let- le nostre Maremme, senza dire della Vìa
tore sulla diversità de' nomi, né rispetto ^/amia/a costruita verso il mare Adriatico.
al silo e alle distanze delle varie stazioni se- Anche cotesta Via Cassia nel soo prin-
fnatc in cotesta Via nella Taoola Peutin- cipio, era auai corta, se è vere che essa ter-
gf riama e ne gr liinerar/ €Miichi mpendo minava al Foro Cassio presto Sutri, e
ognuno quanto poco vi sia da contare so ciò innanzi che la strada medesima venisse
quegli stracci informi di antichità. prolungata fino al confine settentrionale di
Gontultociò agli Ari, Fma {Ad Fines)^ Chiusi, e finalmente che dalPlrop. Adriano
Ptaema in Val-di-Fine e ToaarrrA in Val- fosse condotta a Firenze |>er il cammino di
di-Tora, furono in'licali quei luoghi co- 8i miglia rumane.
me altrettante stazioni esìstite fra Vada e Chiamo Cassia oecchia lutto il tronco
Pisa lungo la Via Emilia ^ o dir si voglia della stessa Via da Roma ai confini di Chiusi,
Aurelia nunoa. e distinguo ptT Cassia nuova la continna-
Alle quali cose stimo opportuno di ag- zinne della strada medesima sino a Fi-
giungere; che rispetto alla mansione (Fi- renze. — Vi era |)er altro un tronco impor-
sciHE ^ AD Pisciuas) sembra assai proba- tantissimo di strada che da Chiusi doveva
bile che essa derivasse il nome dal ton*. Pe- dirigersi verso Arezzo anche innanzi che la
scera tributario del fiume Fine sotto il ponte Via Cassia dalPImp. Adriano fosse slata re-
omonimo, il quale serve di passaggio alla staurala e portata dai confini di Ciiiusi sino
Via Emilia^ o Aurelia nuoPa presso la a Firenze; e quella diversa dalla Via Cus-
base a grecale del poggio di Rosignano. sia rammentala da Cicerone in una sua Fi-
Colesla strada finalmente nel tronco più lippica quando disse : Tres Viae dueunt
714 VTA VTA
Mutlmim , ah infero Aurtlia , a supero ammf (la romp cori «Mai |iml>:il>ilr, cbr fa»
Plamima^ media Cassia. lica f^ia Cassia prolungata dal Foro CoS"
Non starò a ripetere ciò che è nolo a mol- sio a Chiusi si cslendeMe fino ad jirtsm,
ti, col dire, cbe una più antica via militare dubito peraltro che il »uo andamcnlo $o^
era slata coslruìla da Arezzo r B<jlogna dal cessifo non sia da confondersi con quella
console C. Flaminio Nepole V anno 566, o della f^ia Cassia di Chiusi restaurata M
567 di Roma, cioè 33 anni innanzi che G. Imp. Adriano e ^tia da esso prolangarasÌH
Cassio Longino esercitasse la censura con a Firenze.
31. Valerio Messala, nel qua I lem[»u si vuole A conferma di un tal Tero conserfoaì
che fosse aperta la f^ta Cassia da Roma fi- fino ai tempi nostri una teatì montana »
no al jPoro Cassio^eh* en di \h da Bolsena. lenne in una colonna di travertino trsfali
Forse qualcuno mi obietterà, che se già nel i584 nelle TÌcinanse di S. Albino ■
dissi all'Art. Vul Aubblu, che Taprireed il Val.di-Gbiana,(ad Siaiuas/7)fn ilconfioe M
mantenere le strade consolari al tempo della territorio Chiusino e quello dì Mootepal-
la repubblica romana dentro Tltalia d*al- ciano, la qoal coloooa più tardi (i «SS) li
lon era uffizio rìserralo ai censori 9 come trasportata in Firenze nel cortile dÌellX)|pHi
poterà un console, o proconsole arrogani del Duomo, nella quale furono tooIpMtf
il diritto di fiire una strada militare dentro possano leggerai le parole aegnenll :
i confini dell'Italia stessa, siccome dentro
la medesima, ansi nella Totcanai era coni* Isff. Ckiaàs
presa la città di Areno? Divi • TajUAin
Bla cotale opposizione perderebbe molta FiaraicK ' Fn.. Divi * NaavAK ' Ksros
forza quando si pensasse, cbe all' età di C. Tbajabcs . HAnaiAwa
Flaminio Nepote la città di Arezzo en pò- Aoo. Poirr< Ma«.
atasniconfioe settentrionale deirElrurìa,es- Tbd. Potbit * VII. Goa. Ili,
sendo la medesima situata presso 1« ripa sini- Viam * Càasusf
stn dell'Amo, limile allora dell'ltalij roma- VETuarATs * Goti.«nASi
na, mentre sino alla ripa deslra dello slesso A * Cutsirobots - Fimana
fiume estendere si poteva la giurisdizione FtoBaariAif - PanncxiT
del console C. Flaminio, cui erano slate Miixu * pAsamiM
assegnate le protincie della Liguria e de* .... XXCI.
Galli Boi.
In una dotta ed erudita memoria del fu Lascia frattanto una qnalche dubbìna
Prof, bolognese Gaetano Lorenzo Monti, U frA%e ^eiuttateCollapsam non 9»[xnàan
pubblicata solla fine del 1 827 e sul principio essa voglia riferire al tronco della ria Css-
del i8a8 nel Giornale Ligustico di Scienze, sia antica o a quello della più moierm.
Lettere ed Arti, Irettandovisi delle f^iepuò- Con tulio ciò io propenderei ad applirat
hliche t militari cbe al tempo de* Romani quell'espressione alla f^ia Cassim aecdUa
passavano pel territorio di Bologna, vi si piuttosto che alla nuoi^a. tanto più che pochi
rammenta anche quella così detta Cassia, anni innanzi la città di Firenze, dove fa ii-
la quale fu aperta fn Arezzo e Bologna <la C. noltrala la Via suddetta, ossia la nuooa^ dalT
Flaminio Nepote 33 anni innanzi della vera Imp. Adriano, essere non poteva una gni
r'ia Cassia tracciata da Roma fino al Foro città per condiirvi una via consolare.
Cassio, Lo che accadeva nel tempo medesimo Infatti nWjirt, relativo alla capitale dciii
in cui Tallro console M. Emilio Lepido, prò- Toscana, inserito nella presente Open,£*
lungava da Rimini fino a Piacenza la f^ia scorrendo dello stato di Firenze dmì Sh
Flaminia, per cnì M. Emilio lasciò il suo eondo al decimo secolo di G. C. ramian-
nome non solo a quella Via consolare, ma tai le premurose cure di Adriano, il qoab
ancora all' intiera provincia denominata dopo aver governata la Toscana a noai
tuttora V Emilia, dell* Imp. Trajano , divenuto egli siens
Donde conseguiterebbe, che la Corsia imperatore nelP anno secondo del ws»
fra Roma e Chiusi non avrebbe che fare con regno (119, o lao di G. C.) restaura b
la Via aperta da C. Flaminio fra Bologna ^ia Cassia guasta dai tempo e la^roba-
ed Arezzo, sebbene anche a questa fosse dato ^ò sino a Firenze dai confini di Chimn,
il titolo di FiaCassia, — E quantunque io Quantunque il eh. abate Lami e ini
VIA VIA 715
Moos. Viuc«nzto Uor^^hiai opinsisaero, che oontideraaJola una ilfopptatani di à^wb»
la ^ia Cassia mollo tempo prima dell'età ria, il quiil focabolo anco nel fecoli busi
di Adriauu oiirepJSMsse iln Firenxe per fu conserTato alla località di S. Ellero ( S»
continuare verso 1* Appennino del Mugello Ilario in Aquaria), Ciò è cblarìlo da un
per Bologna; con tullociò mi sembra ure- istrumento inedito del 27 febb. 10177 esì«
feribile il parere del più volle lodato Gin. stente nell* 4rcb. Dipi. Fior, fra le carie
Tdrgioni Tozzetti , il quale recò in campo del Sfon. di S. Pier Maggiore di Firenie,
Lali ragioni da far dubitare che la f^ia Cas* nel quale trovasi nominata la corte col
sia non solo non oltrepassasse Firenze, ma Cast, e chiesa di S. Ilario in Aquaria
che mollo innanzi quella eia, non esistendo compresa (allora) nel piviere di Rignano.
la stessa città, non vi fosse stalo aperto Anche il nome di Cassia restato alta
nella sua direzione alcun gran uimmino, o contrada, dove trovasi 1* antica pieve detta
YOglia^i dire, alcuna f^ia mìlitam, a Cascia , potrebbe servire di appoggio a
Ho detto che, molto innanzi quella età, coloro che hanno opinalo chiamarsi f^ia
non esistendo ancora la città, non dovesse Cassia non solo la strada da Chiosi a Fi-
pasMrvi nella direzione di Firenze alcuna renze, aperta sul lato sinistro del Val-d* Amo
vìa militare, senza escludere però altre stra- superiore, ma ancora quella che fece tmc-
<Ie municipali che fino d'allora esistere do- ciare il Gons. G. Flaminio alla destra dell'
▼evano lungo il corso dell* Amo. '- Infatti Arno. Passato il qual bucino la Via suddetta
«li una strada militare tracciata sulla ripa entrare doveva in Val-di-Sieve» per valicar
sinistra deirArno ce lo fa supporre T. Li- 1* Appennino del Mugello, e arrivare a Bo-
vio in più d* un luogo delle sue Decadi, e logna senza toccare il Val-d'Arao fiorentino,
fra gli altri quando il Gons. Q, Hinucio e senza p:issare da Firenze. — Altronde che
7%er/;io air anno 569 di Roma, condusse la f7(i Òorria aperta dal Tlmp. Adriano dai
le sue legioni da Arezzo a Pisa in ordine conftui di Ghiusi a Firenze fosse tracciala al-
di baltaiglia. -^ Ved, Arpuiaiao toscano. la sinistra dell'Arno, non ne lascia dubbio
Ma quale fosse l'andamento respeltivo di ]anoLizia,che ess:i entrava in Firenze per il
quelle due Vie a parti re da Ghiusi e da Arer- borgo S. Niccolò e Via de' Bardi, dove fu
lOb e per quali stazioni tanto la 9ia Cassia una delle porte del secondo cerchio deno-
maio^a, come la via detta pur essa Cassia minala Porta Romana^ e di là altraversan-
fin Arezzo e Bologna, passassero, io l'ignoro do l'Arno sulT unico ponte, che prese il
tuttora. titolo di freccino, entrava nel primo recin*
Di qual peso poi sieno le autorità del- to della città, passando per Por S. Bfaria,
r Ilinerariodi Antonino, e della Tavola Teo- Galimala e Porta del Duomo,
dosiana o di Peuiinger 1' ho già detto all' In conclusione, che una f^ia Cassia fino
^rf.Vu AvaiLu. Qui solamente aggiungerò, dall'età dì Gicerone passasse in mezzo alla
che le loro mansioni lun «so la strada mili- T^iscana anticii , circoscrìtta fra il Tevere,
lare fra Ghiusi, Arezzo e Firenze sono prò- l'Apiienniuo, l'Amo eil il Mare, non ne
Miscoe e confuse di maniera da non lasciar lascia dubbio Io stesso oratore romano, ma
quale di esse fosse aperta alla de* tcfngo opinione altresì che quella Via fosse
I9 e quale alla sinistra dell'Amo. diversa afTitto ilall* altra portata da Ghiusi a
All' /trt. GaaTiOMAiio rammentai una di Firenze dall'Imp. Adriano dopo il suo terso
quelle mansioni i:i tate dair Itinerario di An- consolato, corrisfiondente ali* anno iso
tonino, supponendola alla destra del Val- di G. G. (di Roma 873) come lo dichiara la
d*Amo superiore fra Terranu»va e Gasici- colonna di travertino esistente in Firenze
firanco, mansione desi$?nala sotto nome Ad nel cortile dell* Opera del Duomo, ma che
finss^o Ad Casas Caesarianas\ e dissi, ali* età del Borghi ni si trovava in Monte-
che in Certi gnano esisteva tuttora una lo- pu telano. — (Mammi, Dissert. sulP aati*
calila col nomignolo di Casa Cestire posta dtità del Ponte faccino. )
appunto presso il conKne {Ad Fines) dell' 3. VIA GLODIA. — f^ed, VArt, seg.
antico territorio, poscia diocesi fiesolana 4. VIA FR\NGF.SGA, FRANGIGENA.
eoa il contado, ora diocesi aretina. ROMfcA a PONTREMOLESE. — A molle
In quanto alle mansioni designate dalla strade maestre, che all' e(KM» della discesa
Tavola Peutingeriana nello stesso Va l-d' Arno de' Franchi in Italia attraversavano la To-
superiore, rammenterò quella ad ^^fV/om, scana conduoeudoa Roaia, fa dato il no-
716 VIA T I A.
DM generico (K f^ia Franetsea. La più no- Maremme pretio Scarlino è falla menm
la e forte anche la più autic» di esse è quel- nel Bre^t pisano del e a85, noto eolio aon
la che ili origine fu aperta da M. Emilio di Breve del conle Ugolino, e legnabBak
Scauro nel territorio di Parma e Pi;icenza, alU rubrica i8 del Lib. IV, ìnlitolalj: A ]
la quale varcava V Appennino del Stante ampliando viam , ^ua iiur de fipék
Bordone, o ilella Cisa^ per scendere a Pan' Seherlinum, — ^e<i. ScAMLiaro Pabcu k.
tremoli in Lunigiana, donde dingevasi in Riferiscono alla prima e più freqoeslMi
Toscana per Villafranca, Sarzana, Luni, Via Fbahcuc4, o Romba , la quale escin I
i\ Frigido, Salto della Cervia, Lucca, j41- Toscana sotto Radicofani varie prr|(a«ai
topascio ed il Galleno. Di là sotto FueeC' della Badia del Mont*Amiala, ora nell'ila
chio passava FArno per eolmre nella f^ia Dipi. Fior, due delle quali del secolo IL
traversa di Castel Fiorentino, prima delPE. V. — f^ed. C^le.em^l^,
dì avrivare a Certaldo e di là per Poggi' G>1 progredire de* secoli ad altre iln&
honsi, Staggia, Siena, Buoneon^ento, S, maestre del la Toscana atlual e fu dato il n»
Quirieo, allo Spedaìeito di Briccole, Ra- bolo stesso di ^Va Francesca^ o Frs»
dicqfani , Acquapendente, Bolsena, Man- gena, e perfino ad una strada malaUÌA
tefiaseone, Fiterho, e Sutri, finché entrava che sopra Pistoja varcava TÀppennino veo»
in Boma da Porta Castello, — Tale fu la do da Bologna e della Lombardu. — ftk
strada praticata alla fine dell'anno 1191 da V Ari, Pistoja, (Voi. IV pag. 4m8.)
Filippo Augusto re di Francia, mentre tor-
nava dair impresi delle Crociate passando VIE REGIE, PROVINCIALI
per Roma e la Toscana, di dove per V lulia a COMUXITATI VE ROTABILI
superiore recossi in Francia — {f^ed. Aaro-
kOoiA, tiriugiio 1893 pag, 16 in noia.) Distinguo in quesl* Opera le Vn ■■
Cotesto itinerario, il più breve dì tutti fostaiiI da quelle mioik iro« roar ali e <hlk
per passare da Roma in Lombardia, e vice- paoviaciAu. Sono le prime in nuneio fi
versa , corrispondere doveva per il tratto da nove nel Granducato, senza conlare qflflli
Pontremoli sin presso a Massaciuocoli con 1* degli Stati limili'ofì, le quali strade porib
andamento della Via Emilia bi ScAuao, alla corrono nella Toscana Granducale nona»
quale sulla deciidenza dell'Impero fu ilato il no di miglia 345 ^/i fìorenline.
nome di Via Clodia, e <lopo di Via Romba, Importantissimi miglioramenti sooortili
ossia Fa^NciGENA, quando gib per V Appcn- introdotti di corto nelle strade aecitrri»
nino di Pontremoli, o per Borgo Taro, vi vistciali, fra i quali sono d'i valiitarù, i*!t
era un varco ast:ii antico praticalo dai Fran» colonne situale sui Irivj di più strade rr^
chi; siccome apparisce non solamente dall' o provinciali per indicare al vianiliole !>
itinerario di Filippo Augusto m:i da quello scelta direzione che vuol prendere nelf»
di un Islamlesc scriUo nel 11 54 e da noi cammino; a.° quello di aver segnilo oos
riportalo nell' Antologia predelta del Giù- misure uniformi i cippi milinri in tutta 3
gno alla png. i5 in nota. Granducato, e questi in pietre Inanfibn
Non starò a rii)elere che l'andamento del* con due delle tre facce volle sopra e totlo b
la Via Frahciucv nella parte estrema della ^/^ Regia, ad oggetto d'indicare, Itoti
Toscana a confine con la Lombardia, esser a chi va come a chi torna, il numero deìk
doveva comune a(piello della Via Emilia, la miglia distanti dalla città principale di (lo«c
quale chiamasi tuttora in varj punti Via Sei- si staccano. Lo stesso dicasi rispetto alle c^*
eia, Francesca, Romèo ecc. mentre un al- lonne sui trivj, come rapporto ai cippi lai*
Irò tronco della Via FaiaccscA si slaccava liiiri posti sulle ^"fff PRor-iyct^Lt, se bm
da questa alla base meridionale dei monte che le pietre miliari e triangolari lungo qv^
di Qiiiesa, la quale dopo varcato il Serchio ste ultime sono di mole inferiore alle pir
alla Torretta attraversava la città di Pisa cedenti, talché si può da ognuno distiap^
per avviarsi sotto il vocabolo di fia Ro- re se quella tal via spetti alla PBoriMCiJU,
mèa yev il Portone nel subborgo meridio. o alla begia.
naie di detta città dove rientrava nella Via Ho già detto a\V Art, Decimo (S. Cccitu
Emilia di Sc«uro. presso S. Casciano, e tornerii a ripeterlo *
D.-l metodo praticato dalla Rep. di Pisa f^igesimo, che nomi consimili, comeqa'^'-
l«er restaurare e mantenere cotesta via nella li di Quarto, Quinto, Sesto, Settima.
VIA VIA 717
Settimeilo, Ottavo, ecc, ci rìchiaouDO alU tulle Ì9 strade regie e provinciali ^^tit in
cosiriizioiie ili vecchie vie municipali piut- pochi anni, o JecreUte dalla sapienza dei-
tosto che a liiii|;he strade consolari , come rAu^usto che regola i destini della Tofcaua
Wf:\\t M\a yia Aarelia vecchia e nuova^ granducale, opportunamente diceva: che
Btmlia di Scauro, Cassia, ecc, la quali qu:indo una provincia è retta dal principio
tolte tiovcvano contare il numero delle mi- della libera concorrenza poco resta a fare
glia a partire da Rom:i, e non gik dal capo- al potere supremo per vantaggio del commer-
luogo del municipio, per dove passavano, ciò, oltre quello di agevolare i mezzi di
fino al confìne del R. Impero, mentre nella communicazione reciproca ; ed a cìòappun-
ilecailenza dì quel gran colosso politico U to, soggiungeva egli, sono diretti i pen-
eostruzioueo restauro delle ^lentiVi/ari era s:<menti e le provvide misure del nostro
■1 pari «Ielle municipali a spese respeltive Principe disposto a soddisfare i voti de' suoi
delle città o municipi*. sudditi.
A cotesto fatto ne richiama una colonna Potrhi paesi proporzionatamente alla loro
Iktta porre lungo non so quale stradn dalla superficie possono contare tante f7e regie,
città di Luni Mito gi* imperatori f^alen:e, tante f^ie provinciali e comunitative rota"
Graziano e ^a/e/i^ir}ia/to , pubblicata dal A<7f quante ne conta attualmente la Tosca-
Muratori {Thes, veter. inscript, pag. 249) na, e poche provincie forse un giorno saran-
ad oggetto d' indicare la distanza di quella no per avere tante Strade /errate ({Uàtìie se
▼ia da Luni. Lo slesso dicasi di altra iscri* ne progettano per la giblx^ssima superficie
sioiie contemporanea che lece porre la Rep. della Toscana.
<K Pisa in una strada maestra sul quarta
miglio, trovala a S. Hietro in Gratto, pub- CLASSE /.
blìcata ed illustnta dal Chimenlelli ( De fr,^ ^g^,g postalì dkllj ToscdHA
konore Biteliii P'ig. 219% Al che aggiun-
Sntì altre riunite nelle loro raccolte dal 1. VIA REGIA ROMANA POSTALE
utero e dal Mafifei ed esistite in altrettanti PER AREZZO. — Fu questa in gran parte
cippi miliari sulle pubbliche strade aperte o tracciata suirandamentodelfantica F'iaCai-
ffcstaurate in Provenza dalle città di Nimrse sia, la quale ai tempi dell* Imp. Adriano, se
di Arles col numero di due, di tre e di non prima, conduceva a Firenze passando per
quattro miglia da dette città. il poggio di S, Donatain Co//ì/ia ed entrava
Che poi nel quarto secolo dell* E. V. esi- in città per la Porla S. Niccolò, fino a che fii
iletKro de* colonnini anco sulle strade vi* dichiarata Rnu postali Abktiiva il primo
dmli , lo dichiarava Claudio Rutilio Nu- tronco della medesima aperto sulla destra ripa
BMsiano, il quale intorno ali* anno 4*0 re- deirArno. La qual Via esce da Firenze per
candosi dal Porto Pisano alla città di Pisa Porta la Croce, arriva alla prima posta del
indicava nel suo Itinerario i molti cippi Ponte a Sieve che trova alle 10 miglia da
miliari esistenti allora in quella strada, che Firenze; passata la fiumana del la Sieve si separai
m>n fu mai una delle grandi Vie militari, dalla strada regia di Forlì, cui fino allora era
w^s^^^ti^ .:^ /v— ;- ....^^.#^»^ ..;./«#,.. comune il cammino per avviarsi nella tortuo-
Mmi€rvatia viae fessts praesfare viaetur, 1 . • n» 1 *. * it
^% • . .• • . 'it' L f • sa ripa destra deHAmo. finoa che nassa alla
Oui noiatinscnptus milita crebra lapis. KT . ^ • « . 1 ,.! i . ."^^
^ ^ "^ sua sinistra sul Ponte dell Incisa, dove trova
— f^ed. \*Art. Pisa Voi. Ili pag. 3o6. la seconda posta de*cavalli. Di costi dall' lucia
Ma passiamo a indicare coni rrspellivi fino al Lago Trasimeno sul confine Perugino
nomi che atliialMiente portano le ^ie ret^ie dello Stalo Pontificio il cammino della Vu
postaii^ le non portali, e quelle provinciali Rioia voitalb AarmcA è comune a quello
rotabili che finora furono aperte nel Gran- dell'antica, passando per Figline e San-Gio-
ducato, essendoché delle strade aperte per vanni dov*è la terza stazione o posta di ca-
la Toscana nel Ducato di Lucca, nel Ducato valli; di là per la Terra di Montevarchi ar-
di Modena e nel Regno Sardo mi limiterò riva a Levane alla quarta posta de* cavaU
a tegnalare le sole ^ie regie. lì, trovando la quinta al così detto /'o/i-
II dott. Antonio Silvagnoli in una sua me- ticino, la sesta dentro la cillà di Arezzo, la
mori^ letta nel 5 gennajo 1845 all'I, e R. settima al borghetto di Rigatino in Val-
Accademia de* f^rgofili sul commercio delle di-Chiana, e 1* ottava a Camascia, di là
Maremme toscane, dopo aver rammentato dalla quale incontrala nona posta allcCtfJt
▼.V. 91
720 VIA VIA
HI rivare poco dopoalLi daofifcrnia poMa sol altfiliino \t dite langlK* bnrptìe «K I^^k^
ronte-Centino nello Stato Pootificio. ìnaaniì di arri?are airaflin del Postai^
1 punii più elevati di questa Stbada heoia ve, per poi pattare per qael poatralledae»
rotTALc sono a Barberino di Val-d'Elsa, a glia e trequarti a pon. di Fireme. Dib4
Siena ed a Radicofiini, ma ques *u;iimoè il Fonte a (ìreve la fia t*inollri per il ^
doppio più elevato degli altri due, i quali della Caselline e di SellinioUieÌMi«loaàiai
{tossono valutarsi alTatlezzadi circa 600 br. destra laftidiae la Pieve ovnooìma, aa^-*
mentre il varco di Radicofani alla posta de* moslMsi alla tua sioittra bi fTuiilim vA
cavalli olliepassa le br. 1 t6o sopra il livello signorile de*Eiccardi, già Ca#'e/-/'«ict,i» |
del niarc Mediterraneo. a che passato sul nuovo ponte il tocr. /&
. 11 numero ilelle poste ed il diritto del ^^one arri va al pomerio del Ctst.4lcUaL«^
terzo cavallo è nell* ordine qui appresso: le cui mura cosleggb dal Ulo orirolakib
TV n. e ri • f»^^ alla prima stazione postale dnFìreoBeebct»
I. Da Firenze a San-Casciano(fer- ^ ^ tir «i . ^ :i ^.:_
. ,, . dL.#^ . ^'^ «otto Ganealandi in il sesie e 11 «II»
to cavallo) roste i _• |. . n ^ •. t t^ ^% ■ *. ». . •
rk ^ r^ • fv 11 micliodallacapitale.i>icotUilaf#r04arna
a.DaSanCascianoaTavarnelle. » i ^^];, /....' ,, . . i^.. xjri'
.^ TX fw* Il B L • 0Of/aie SI dirige sul la npa stRisIra deiria
J. DaTavarnelie a Poegibonsi. > i • • . • 1 ^ #• . -11 u
w. n 'u • r* .• f 1 CUI SI riumtcela^eecAfa pnanloilhormi^
4. Da Posfiibonsi a Castiglioncel- „ _,, «• j 1 • » 1- -t^
^ , ^^ D . f ^ Pont a Siena, dopo aver lasciato da «si*
lo, ora H Petragha ..... 1 ^ j.i,..,.L J^CZL .;ii^ ^ u; ..-;-;
é ni D , !•- 2- /*— ^^. c dall' altro deliziose Tille e ▼afbi
5. Dk /'e/rae/ia a Siena (terso 0(1- ^. . , «. , , ,. _^_r^«« :
,, • f . * j' ^'^ ^ Giuntala Via soddet la a oooeioneeiBea
Inailo net soli kmest di dtcem- ,, ,. • ». -t # 11 ì^
. ^7. , . "antica, che attraversava il caslella é(%
bre^ genn.^ftbbr. emano), » i ». 1 .. u . .1^1 n— *
M IV \f- M . • . Lastra, e U conti|roa bornia «lei Foalc 1
o. Da Siena a Monteroni . . . ■ i e- •• • «i 1
ri «... D . Siena, nroseeue il camraioo verso il tmp
7. DaolonleroniaBuonconvenlo» i 1 1 o L v ut e lì • r/i-T
o tv D . rr • • . ^«t P^rto di Mczao, 6nchè pctssala rO*-
8. DaBuonconventoaTorrenien» i ^' j tt r' . ^ ^-*^— ^
tv o^ • • Il n I • /« ^ na tfc//a ^/ca trova lino siiTOBescUcBinn.
9. DaTorrrnierialIaroderina(/er- ^ 1 1 i • j- m« t .-i ^1 ..
^ ,, . ,^ . Itale del pofffio di MalniaDtile che nsrsh
to cavallo con reeiprocità) . » i . '^n„ . . _. t^ j^
rw I, n . . «._. . . per«*n!rareneH angusta e lortooialoerdHfc
10. Dilla Poderina a Ricorsi . . » ■ n^tt i- » • 1 .—
tv_ o- M I- r • /* ^ CJoifolina. La quale percorre per bes he»
li. Da Ricorsi a Radicofani {l9r%o ,. . » » j^, ,^
,. ^ glia passando m quel Iraffi Ilo dal borfhrtto**
cavaiiO) .•.•.••••.. I w 1 •«•■• • •
r\ D I* f • n . •• ^ . i /• Lamole^ otsu di Brueianese^ e per 1 f*
19. Da Radicofani a Pontecen tino» 1 '/i • |.» . j. j • -J^ jvj
* ■ sessi di Lusciano, di dove si awnaoa alT^
ToTAu . . Poste 19 */l d'Arno inferiore dopo ali ntTcrsatoifacBi
Equivalenti a circa miglia 91 fiorentine. San-Miniaiello e di MoDlcvLaiipo. Att*evh
da quest'ultimo essa passa sopra od pa*
4. VIA REGIA POSTALE L1VORT9ESE «li piHra la fiumana della Fesa per^
ras PISA. — È la strada più frequentata di di innollrarsi all'Ambrogriana , dote im
lulleIealtrepostali,siaperIemerci,siaperle presso la R. Villa ùmonitn^ salle iSir
vettnrechevi passano, sia per il comodo, lar* glia a pon. di Firenie la seconda pasb è'
go e ben tenuto stradale, come ancora per cavalli. Qui si apre la spaziosa Valle id^
la frequenza de* villaggi, de* borghi e delle riore dell* Amo, e qoi rocrhio sì bti ar
Terre cbe essa attraversa, per i ridenti e ben percorrere Taghe coUiTazioni di easfi rv>
coltivati bacini dell'Arno, in mezao ai quali condate da col line vesti le di TÌgnefì eolivf*i
essa per 49 migl. di cammino da Firenze a siccome sono quelle che il viaDd4atrsiiw7.
Pisa percorre, ed è in tutte le stagioni dell' tanto alla destra dell' Amo nri poggidelisM
anno di non troppo rigida né troppo calda di Bihbiani, come alla sinistra del (i«»re
temperatura, in un clima salnberrimo, talché della Strada postale nellr collioe diSoses.
può dirsi senza tema di esagerare, che nel tra- lana e del Cotone, finché fioco «topo altri*
gitto di queste 49 miglia consista il vero versato il borgo di Pootorino eolia at&
gianlino della Toscana. . grossa Terra di Empoli, paese assai Gnorr
Esce colesta via dalla Porta S. Frediano vele al commercio per la siiacrolialità rti>
di Firenze, e passando in mezzo ad un pò- livamente alle principali città «Iella Tosare.
peloso borgo siiburbano costeggia la deli- Da Empoli continuando il pianeggia''
ziosa base set tenlrionale del monte Olivcto, cammino dopo tre miglia trova on qo-
c del boschetto Strozzi, sul di cui confine drivio all' Oileria Bianca^ dove la Sir^%
estremo trova il borgo di Monticelli» al quale regia postale Pisamm^ otfia ZfVaraefr, t
«■
VIA VIA 719
Ifflirìnnale del Gran Jucato per quiiiili entra- Ìj aìIuaÌ^ Via rtffia postafe esce (l;i Fi-
re nel leni Iorio Bolognese dello Slato Ponti- renze per Porta S. Pier G.iUolinl , si dirige
fìcio. Da cotesto piinlo la via postale jirosegue Tra hi collina <li Certosa ed il Ijorgo del
il cammino sul rovescio dclP Appennino [MS- Galluzzo, finché dopo aver costtugialo It.
fluJo \ìer le |ioste di Tjopno, del Pianoro e baseoccidcnlalediMouie-Buoni, varca sopri
(fi Bolo|;ii!i, alU ipial riuà si un-i\a dopo il un ponle lalìiiniHn:! 6/et^e per salire il (mg.
aiuiiiino di circa 6'S ni'glij da Firenze. gio i\r Scopeti e di la itiiiollrarsii rmoairin-
Cilesld ^ia p'ìsiale è praticabile in tutte grcssu tirila Terni di Sau-Cisciano , dove si
le siai«iiiiii dell* anno, avvegnaché il varco (ambiano i cavalli di posla. DaSiin-Casci.mo
•tir Appennino della Futa non è più elevato la f^ìa postate scende in Pesa presso l<t ripa
Ji br. iSOOy} sopra il livello del mare, vale deslradella fiumana e di costà dopo a ver corso
«dire br. 4 4/a [liu basso della sommila di contr' acqua una pianura di circa 4 migf.
Monte Morello pifsso Firenze» comecché il passa il nuovo ponte sulla Pesu, non più nel
fianlo più alto di colrsla via si trovi sulla borgo della S'imbuca^ ma un buon miglio
■onUgna della Radicosa fra PiHramula e le innanzi per svilirei poggi che dal lato di lev.
FiKgure alle sorgenti dell* idige, che può fiaiicheisgiauo la Vaioli-Pesa sino a che ar-
ralcolarsi un Lenloipiaraiita braccia più riva sulT altipiano di S. Piero in Bossolo
efevalo del varco della Fitta, e di là al borgo di Tavaruclle, trovando
Passando di notte dal dvigliajo ■ Pie- ivi la seconda |iosta de*ca\alli. Da Tavar-
tramala si veggono verso lev. a poca disianza nelle passa a pie del castello di Barbeiiiio
éa quest'ultimo paese le fiamme che si al> di VaUd*£lsa, di là dal quale scende per 5
nno da terra da un I alle due braircia sotto migliit nella Valle dell'Elsa, dove entra
il nolo vocal)oIodi Fuoeln di Fiefra/naia, nella Terra di Poggibonsi per cambiare ica-
La stazione delle poste per la strada re- valli alla terza (josla. Costi la f^ia postale si
pa Ao/of/krje da Firenze alle Filigareè sta- accoppia a quella detta Traversa Romana^
li deterioinata come appresso. già Fia Francesca del Medio Evo, la quale,
Dws>' ^ u' . 1 ^ /# -. ^. viene dair Oj^er/rt Bianca. Da Po<£i;ibousL
.1 Firenze a rimlebuona (/er^o ca- , . , , ^^
^aiió) Poste I
andando contro il corso del torr. Staggiti
Dn . . /^ /> • I |)assa ili mezzo al castello omonimo , al
a ronlebuona a i*ifag"iiioIo. . » i ,. ,, , , 1 . , . . •
■m Tk r* r I ttv . r* 11* di Ih de! quale troia la (iiiarla stazione, o
3. IM Cataeifuiolo a RTon te-La rei li. »! . 1 « n* r< .• ■• n .
. «^ m, . r^ M- 1 /-. • I- • * .. posta de cavalli a l^asli;;Iioui'elIo, trasoor-
4. Ila Monte-Girelli al Covigliajo ^^/er- 111 otr 11 Vi
... o j V |.,|.j j|g| novembre drl i83G alfa nuova tab-
*o camallo) >• II. 1- D • r tu 11 •■
_ tv , r» • 1- • Il fi- brica di Pet raglia, dalla iiuale ha preso il
5. Imi Co viglia IO alle Fi liga re . . . » i i?- 1 . 1 , , • • .
* ' ^ ____ nome. Finalmente da «pitsla stazione si sale
Totale Poste 5 a Siena dove tn)vasi la (|uint 1 tiosta.
C>tesle cinque (losie equivalgono a circa Da Siena scendendo xmW /Irhia si arriva
36 migl. fiorentine nel GrandtiCiito, men- alla sesta posta di Monleroni, e di là pianeg.
tre lii sesia posta, dalle Filic;arf? a Lojano, giando a Bur>ucon vento, dove passi il fi. Om-
oorre quasi (ler intiero nello Stato Pontificio, brone. Costì si cambiano i cavalli , tinche
sull* /^ffo alla base setlcntriomlt* del colle
3. VfAROMAN\POST\LEDv FIREN- di San-Quirico ed a levante di quello di
Src A PONTE TENTINO. — Onesta r«a/;o- Monlalcino, trova l'ottava |»osta in Tom-
sfa/rdaPoggibonsi alconrmePdiilifurio sfjet- nieri. Da Torrenieri si s^ile il poggio prr
la in gran |wrle airanlicii Strala France- attraversare la Terra di .San-Quirico e ili
ica, la quale (massiva per Siena. — Dissi là scendere nel vallone dell' Orcia, dove pas-
in gran parte loslochc il primo tronco della salo il ()onte sulTOrcia alla Poderìna in-
medesima quando passava di Val-di-Pcsa sa- contra la nona [>osla de* cavalli. Di costà si
liva sulla costa de* monti di S. D'Uiato in avvia lungo la rip.i sinistri della fiumana.
Poggio, e |>er la Cislellina ilei Ciiianli arri- costeggia V Osteria della Srtila, donde per
Ta va in Siena. — Anche al di là di S.Quirico i colli di Gintignano arriva alla decima pit-
ia TPcchia strada era tracciata lungo la ripa sta di Ricorsi. Da quel punto si avvia sul
destra e non come oni sulla sinistra dell* Or- monte di Radii^x^fani dove trovasi riindei-ìmi
eia di dove per entrare in Val di Paglia, in stazione postale, e finalmente da Radicofuii
vece di salire sol monte di Ridirofini, co- scendendo in Val-di-Paglia |).isst dalla Tor-
fleggiavu il suo fianco verso |)oa.-Ub. ricetlay ultimo confine del Granducato , per
Tao VIA VIA
;iiii\:irc POCO t1o|.oa1l;i JiiO'lrriiiiii poMa tiil AilesUno \e diip liingfip borpile A\ T/fn*»
l'oiUC'Ceiilino nello Stato Voniificin. innunzi di lirrivare alTafli'^ tJi»l Pont'jU^
I punti i>tii clcTiiti di qucsln Straiu uoia vcviier poi patinn' per quel ponieatlf Juf m:
ntTALc sono .1 Barberino di Vul-ifF-ki, a ftlia e trequarti a pnn. di Firenze. D. là 6J
Sifn.i ed a Radicofani, ma q'ies *u;iinìf>è il Ponte a Gren» la via l' inoltri prr il r"»»*
flopti;o l'iù t levalo degli altri due, i quali della Gisellitii e di Selli mo lascÌ4niloa'b<«
iioksono \a1iilarsi airallezzadi ci ira fico hr. dr-^lr.i la Uulia e l;t Pieve omonima, menirr
mini re il varco di H-idicofanì alla |iosl:i de* nioslra^i alla sua sinistra la (•rjnilioii vÀk
cavalli oh C[a$sa le hr. 1 160 sopra il livello signorile de*Rircardi, già Castel-Pulci,^
del mare Mcdilernineo. a che p-i^sato sul nuovo |ìonie il lorr. T»
II numero delle |X}stc ed il ilìrillo del ^'one arriva al pomerio del Cisl. della Uftn.
terzo cavallo è ncll* ordine qui appresso: le cui mura costeggia dal lato orienlalctìv
^ -,. o ri • ,M ^ alla prima stazione postale da Firenze ebeti»
1 . Da Firenze a San-tiascianof/er- ., r- 1 i- r -i . -i _*.■
... s . ^'" *"*!<> Ganpalandi fra il sesto e il Sftlw
to cavuilo- roste i ■ i* 1 n ■. 1 i** .. t o. ^ _:.
,^ ^. .-, ' . fty ,, niicliodalla capitale. Di costà la if/ra«0rrfM
a.DaNan Casrianoala\arnelie. » i _^ , ,.,..• ,, . ... i ii.«'
.. r% m II n -u • J90j^a/e SI dirige sulla ripa Sinistra liell Afu
i. DaTavarnelle a Poeeibonsi. • i - • - ■ % ^ i* .-il xi
r. n -1 /^ .• I- I cui SI riunisre la eeer/ii a passatoi] borio èl
4. Dsi Puceibnnsi h Castiglioncel- n .* e- 1 ■ • . ■ «.i.
^ , *^^ n . f ^ Pont a Si»na, dopo aver lasciato da us Ui
lo, ora il retragiia . . . . ■ i 1 n» 1. 1 r • .n » •
, w\ a . t' Z- is ^ ^ dilli altro deliziose ville e vachi casiii.
5. Da r'e/rac/ifl a Clelia (rertocei- ^. , , «• 1 1 •■ ■ :
,, .'' ,. • j- I' ^ Giunta la Via suddetta a Ok>n;iDnernm
^alto nel soli L mesi di dictin- 1* .■ 1 .. .i . ;• i-n.
. ^ 7> , . I antica, che attraversava il castrilo Jm
bre^cenn,yfrbhr. emano), »i •, t^.- 1 .ii n_.
M Èx ^- if . . fjiistra, e la contigua l>orsala del Foalfi
o. Da Siena a Montcroni . . . » i e* -t • -il
,. ., . . D , . Sigila, prosegue il ram ramo verso il hn9
7. Da^JoiileroniaBuonconveutoti i 1 1 n . i- xt /• » - . f^Jl
' .. „ . m ■ • . del Porlo di M'jzzo, fìnclie ntssata rw*
8. DiBuonconventoaTorrenieri » i ^' » n r' , .. . •
,^ «, • • Il ¥1 I • * - na dttla ^ura trova uno sprone setteDlf>
«I. DaTurrenieiiallaPoderma /«T- 111 • ■■ m 1 !■• *
,, • . naie del poEffio di lUaimanlile che rurrli
to en^allo con reciprocità]. »! .11% ... r ju.
,.,,„,. w- . - i»er mirare nel! aniiusta e tortuosa |iVfd''ìi
10. Dalla Poderina a Hieorsi . . » t r> i.- 1 v 1 ■_ .
,. „. o r f • r. -« linjioli Ila. iji quale i>prcorre per ben tit»*
11. Da Ricorsi a Radicofani (/trto ,. , . » / •..;•. l .. t
|. glia [iassjiniloinqiiellragillodalborfhrlfn-li
v\ n !• r • n > .. ^ j /^ LtimMe^ ossiJ di atucianese, e per 1 1^
19. DaRadicofaniaPontecenlino » i */a . .J . ^ i- • . : ,^,
. — sessi diliusriaiio, di dove si avvicini al*»
Totali . . Pojfe la * 2 d*.\rno iiifi riurc dopo :illraversato i paen^
Equivalenti a circa miglia 91 fiorentine. San-Miniaìello v di M.)nt:'-Lii( o. Air«»"'i
da qufst* lillmio (>ssa pa$sa sopra un f»'**
4. VIA REGIA POSTALE LI VOUNFSF. ,li ,.iara la fiumana della /»ef.i |cr qr.i
ria PISA. — È la strada più frequentata di di innoltrarsi airAniljiogi.ina , dove litn
tulle le altre poslalijsia per le mcrci,sia|^r lo pressala /?. Filla omonini't sulle iJit*
veli lire elicvi jwissano, sia per il comodo, lar- glia a poii. di Firenze la st conila p-stulr'
go e ben tenuto stradale, eome ancora i»er (uTalIi. Qui si apre la sp.iziosa Va'!c icfr^
la iVequcuza de' villaggi, dcM»or;:hi e delle riore dell' Arno,' e qui Tocrhio si b« "'■
Tene che essa attraM-rsa, per i rìclenli e ben percorrere vaghe coUivazioni di cainpi '"■••
<:olli\ati bacilli ilell'Arno, in iikzxo ai quali condatc ila colline vestite di vigneti e olì»*'!
i»s^i per 40 migi. di cammino da Firenze a siccome sono quelle ebe il\i.ind.ini' 4"^'-'.
Pisa p^'rwJire, «d e in lnllc Ir stagioni deh" lauto ,'il|:i desIradrlTArno nei ji'ij|.;;i.lt'ii'^
aniMi dì non troppo rigida né troppo calda ili Bihbiani, come nll.i sìnistrt ili' Ti: tu' e
t'-m|i4Talura, in un climi saluberrimo, talché della Strada postale nell«- r«iHine JiSiR:''
può dirsi seiiz.1 tema di ('Sjigcrare,e.lif nel tra- lana e del Colone, finché poco d>*p> ^rr*
gitlo di queste ^9 miglia coiisista il vero versato il borgo di Pontoriiio niirii ne 1
giardino della Toscana. ginss^i Trrra di Empo!i, (ueM* assii f*»'"
Fm'c eoirsta \ia dalla Poiia S. Frciliano \i«lc al commercio prr la siia n nlii'ìO f "
di Fnenze, e pissando in mezzo mi un pò- lfvainentenlleprinci[>ali «ilLi lìtMi T*»^'-'-
poloso borgo siibiirbano costeggia la deli- Da Empoli continuando il pianc;:.''^ '
zios.1 base set Irnlrionale del moule Olivelo, cammino *\n\io Ire miglia Inna un (j-^
V del boschetto Strozzi, sul di coi confine tiri vio all' Oi/^rirt Bianca^ dove l.i 5/«'»
estremo trova il borgo di Mouticelli, al quale rrgia postale Pisana^ ossia ZtV rirr- *
VIA VIA ni
ttfliala da quella che imieilasi allH poHO' i. Di Pite a Livorno miglia la. 33, pa-
le Traversa , appellala anticamente ^la gando posta doppia Petit a
Fraaeesea^ la quale riroonla teno acir. la a. Da Pisa a Lucca (Idem) migl. ii%e
Valle dell* Elsa per recai-si a Poggibonsi e sino al confine del Granducato mi-
ili \h a Siena; mentre la postale Pisana^ o glia io. 46 fiorentine • •
Lieoraese^ conlinuando il cammino ji poa.
urÌTa sul ponte a Elsa e di ih alla lena \ìo- 5. VIA REGIA POSTALE TRAVERSA
Ém della Sraìa^ che trova alla base selten- ROMANA. — È quel tronco di antica Fia
irìonale «lei poggio su cui risiede la lunga Francesca che passava TAmn sotto Furec-
cillà di San Minialo. chin. Essa allravfrsando airOf f«ri<i ^i aiitfa
Ptaaeguendo il cammino presso la ripa la f^ia regia postale Livornese, rimonta la
siaìstra deirAmo lascisi alla destra del Valle dell' Elsa per arrivare a Poggibonsi,
fianc la popolosa Terra col solloslanle bor- dove trova e si unisce alla f^a regia postale
Ldi Fuccccbio, e poco appresso quelle di che da Pirenxe dirigendosi per Siena ePon-
la-Groce e di Cnslel-Franco-di-sotto, di- tr-Cenlino guida a Roma.
riospetto ai quali ultimi paesi la Via postale Gm notifirazione del 18 nov. i833 la
percorie sai lato sinistro dell* Arno le vn- soppressa lungo celesta ^ia regia postale
ghc collioelte di Sin Romano e delle Ca- Tra^rsa laslHZÌonedi Cambiano,che si tra-
paone restando al suo pon. e lib. il ca- aferl a Castel-Fiorentino, fissando la valnla-
slrllo di Marti e la Terra di Montopoli per zione delle respettive distanze da qnestoluo-
KOHlere sulla Chiecinella e di U avvici- go a llestazioni postali pib vicine come segue:
■ani alla grandiosa villa di Varraroisla, pas- ^ „ ^ . rr.. .^
^^ I. I • I -. t. j.«^«.^i: Da PooGiBOasi à Futanza ruk ul TaàvatfA
ttta la quale trova la quarta posta de cavalli
a Castri del Bosco. i . Da Poggibonsi a GasteUFioren-
Da Castel del Bosco alle Fornacette, dov* tino Poste i >/«
è la quinta posta dc'cavalli, la Strada po^ 9. Da Castel Fiorentino airAmhro-
jfv/e attraversa il borgo della Rolla e dopo giana » a
■igl. a rMoimatissimaTem di Pontedcra. 3. Dal PAmhrogìana alla Lastra. » i
Dtella Rotta fino a Pisa la strada postale 4. Dalla Lastra a Firenze ...» 1
è «oli» l'-rg», pwDiMim. e ridraliM.m» per ^^^ PosleTH*
1 amenità delle adiacenti campagne, per 1 „ . • i- .r n —«•:«>«
t^unxi borghi, villaggi e caslelH che Min- ^' « «"» ■»'«>'• ** «»'•'"'«•
versa o die avvicina, per le deliziose pendici Dà Poooiaoasi k Pisa pei i.à TaàvaasA
dd MoolePìsano che per molte mifflia, sebbe- vx n -i. n ^tv^
„ . . 1 iifA j V n- I. Da PogffiboQsi a Castel-Fioren*
ae nella ripa opposta dell. 4 rno, da Vico-Pisa- ,. ^* d^.#* . «/.
t . 1- •» L • I !_• e L t*no Poste I •/4
DO.I poDK d. Z-mhru bmbiKe. fino «che j^ CwleUFioreolino «11. ScaU . i ' /«
*po2Hr.Ter«lo.lpopoUto borgo del Ptor- 3. d„„. gcaU . Cslel del Bosco. .
tooc essa entra in Pisa ed alle 49 miglia . wv r- • 1 j 1 n^ n 1?^^.
- r . I . . nJ^»\ -• Jl^ i- Da Castel del Bosco alle Foma-
da Firenze trova la sesta posta. Costì si cam- .^^ „ 1
liiano i cavalli, sia prr continuare per Porta ., -. ,, r* ''»'.'*»•''* *
•a , ,; ^ , ., »•-.-• 5. Dalle Fornacette a Pisa ...» i
a Mare In sindone che guida a Livorno, sia .»
peresrireda Porta Ltircliese dov* mira nella Totalb . . Fotte 6
ridente e sfMzÌDsa via che per i Bagni di S. Fhrì a circa migl. 48 fiorenline.
Giuliano e Ri|)arr.<nn incamminasi a Lucca.
La staziono dillo |Mislr 'ur cotcsle tre vie 6. VIA REGIA TRAVERSA L1V0RNE-
regie postali è «lata calcolala come appresso, SE PER VICARETXO. — Dalla casa Car-
senz.1 aver bisogno mai di un terzo cavallo, mignani fra Settimo e Cascina si lascia la
w^ t?' Il r . D « Via iiostale di Pisa fìcr incamminarsi a oslro
I. Di» Firenze alla lastra . . . Poste i nV u «i m ■ .v.» i*»..
,.,,,. ,,. . I sulla Via che einda per Macerata e per I ar-
a. Dalla Laslr.! ali Amnrotfiana . . » i 111? n 1 1 . j* r» ii:«, m
^ w\ tì^A I II c I c«ne do! Fosso Roa'e sul ponto di lx>ilina e
3. Dati Arohi urlami alla 9<:ala ...» 1 .. ,, «. ni». .i..:^...
,. ,, e I ^' . 1 I I D di li a Vioarello dov e una nuova stazione
A, IXilla i^'AU a (*ii>'.el «lei n<«co . . » i , _. .. • n .• i- e. ~«, «»»..
» rk r> . I 1 1 n 11 i^ .. iKJStalp. Di cosli SII Pooli di Slagno entra
5. Dii (sisifi uri B()S(.*o ;illGr ornacene » 1 ,1 «r* . 1 w l •— i-
^ -^ ., „ „. nella Fta posfale L'Vorn^se cho viene ila
6. Dalle rornacetie a Pisa " ' ti: t i- • ir- t^^^m^»» a\
^_^ PiM. Li corta di qui'sta f in Traversa di
Totali da Firenze a Pisa Poste 6 P'iearello è conteggiata tripla dalle Foma-
722 VIA VIA
cellfa LTorDOyOorrispondcnleiiniigl.ts. 45 hUno «Ila ipurtii (n>«Ih nclU cillà <li V^ìm-
(lalld CaM Ciriiiignani ai Funi! di SUguo, e Ducale dopo «nrr iimmIì » \nè de* monli rhe
tre pokte dalle Fornacettr a Livorno. propagandosi dall'Alfie delie Panie di Sera-
7. VI4 REGIA POSTALEuaPISAaLUC- yen», e dofio e^ni avvicinala al nurea \»è
GA. — È dichiarata sTaAn4 rmìia mistalb dfl Salto della Cervia folto Monli|enn»n. D4
quella che esce da Pisa (mt Porta Lucchese e Massa Ducale, deviando dalTantìca StruJa
passa per i Ba^ni dì S. Giuliano, di là |>er Ri- postale che fu a\ìtrU hin^n l.i marina prr*-
Holi e Riprafalta esce tlal Granducato eil en- so la Fia Selcia{Eiailia di Seauru) U via
tra nello Slato Lucchese presso Ger.i«»iuni.i attuale attraversa il monte inlerfiosto fra
quasi 4 miglia innauai di arrivare a Lucca. Massa e Carrara per (tassare da questa pir-
Una strada non |)ostale, ma bene sjiesso cola città de* marmi, e «li oostà scendere la
preferita dalle vetture per essere alquanto ripa sinistra del tnrr. Carrion^ nsenlamio
più breve dt'lla prima, è quella che slaccasi ì nuovi studj ed oRìcine di scultura, quindi
dalla re^ia /lof fa/e appena escita da Pisa nel vaghe colline sparse dì ville, vestite di olivi
subhorgo di Porta Lucchese, la quale via e di vigneti disposti a ripiani, fìncbè al ca-
prendendo il cammino a pfm. lungo le rou- stello di Avenza, rientrat;i nelT antica Fia
n dfl la città volgesi a seti. |)er entrare nel- pottaie di Sar^na, trova la quinta slaxiitnp
la f^ia delie Prata^ u\\\ {ladule delt*Oseri, de* cavalli DalTAveniaa Sarzan-t corre una
finché ritorna sulla Via regia postale sud- posta pianeggiante costanteroeiile fra la«fiÌ4^-
della sopra Rijioli. già di Luni e 1* estreme |N*ndici dei colli di
Si (Mga doppia posta da Pisa a Lucca e Oilonovo, di Castelnovo ili Magra e di Fo-
TÌreversa \ìer un cammino sempre pianeg- Silìuovo, 1 isciaudo ^IIm sua sinistra i raiseri
giante di circa migl. 14 Vi* avanzi della città di Luni, quattro raiglia
8. VIA REGIA POSTALE di GENOVA, innanzi di entrare in Sarzaiia. Qui trovasi
o SARZANF^E, fino kI confìne della To- la sesta |iosla dei cavalli, esislemlo altiial-
icana in Val-di-Vara. — Mi sembra già di mente la settima (losta sulla strada nuova'
sentirechi le^'ge cotesta inlitola7.ione,/fno ni alla Spezia, Pollala. il Borghrtlodi Vara e la
confine della Toscana in V'd di f^ara^ nona di là dai confini prescritti al presente
come mai io attribuisca alla Toscana una Dizionario.
parte della Liguria orientale. All:i qual do- Le |)OSte da Lucca a Mnnlramìlo, e da
manda ris^ionderei col prrgure i*r»stnro a Montramiloa Pirtrasanta siiettaiiu al Ducalo
leggere rAvverlimento premesso air Opera, di Ij«icra; quelle di Massa -Duca le e ili 4ven-
Può dirsi rolesla /^/cirf ji;/a/inv/'//e, ili r^r- za a! Ducato di Modena, e le ultime (re
te alnacno, la continuazione iltfirantiiM ^ia di S.irziin.i , Spezia e Borghelto di Vara
Emilia di Scauro , poi detta f^ia Frttn- al Regno Sirtlo.
cescfi «comecché siii stati rettificata in niìi I punti più elevati di questa Via da Pisi
tempi e \arial.i. — Avvegn:ichc Taiitica f^ia al Borghelto di Vara sono due, il varrò del
postale Sarzfinese f)a$s.iva lungo i\-imios«i monte di Quies^, e quello del monte fra
lillorale da Pisa a Viareggio e Piolrasaiila, il Massa e Carrara.
qual cammino ai tempi nostri fu alibaiidona- Le poste da Pisa al Borghetto di Vara
to|)er avvicinare la strada li monti |iass;indo sono le seguenti :
il Sercliio riiiM Ire inì;;lia a non. di Lucca; r\ n- w /d . j
, • I- I e. I .1 e * I. Da Pisa a laicca {Posta dap-
, il n • I- • r 1 P*^'^ rtiste 2
iKirtmaoila Pisast iliri<!e.i IjuciM.dovesicam- t\ v u . •. 'i 1 \
1. ... ^ • i. 1. -.o a. Uà Lucca a Montra mito iilein) » s
Ulano ic'ivalli per avviarsi :li la verso il !>er- , ix «f . •. d- •
,. ,„ r. wi- • •• 1 3. I>a Irlontrtmilo a ri»"lras.iula. • 1
chiosiilroiileS. Pietro, e poi valicare il mon- , tv n- . . u i» i-.
. t.rx • 1 ì • I 11 • I- 4. Hii Pieirassinirta Mi^M-Diicale » 1
le uMJiiii'sa, doihlc riscemlc alla pianura di •.!%«* t\ 1 ii«t ,, .
« ^^ . , . , * , ,, 5. Da Massa-Ducale ali Avenza f/er-
nJas>arn$a a ritrovare le antiche Iraci-c della ,, • - ♦. '%
r. -, .• 1 . m» . •. zo eas^altn con reciprocità), m i
Kx rrn^ice^ca, finche ;i Mon tri ni ito, circa -ivi,,. e
, ,. , ■ I • I- 1 1- IT- • 6* l'ali Avenza a Sar/ana. ...» 1
due m ella lun^i dal lido di \ la n*;; ir 10, si rv o ne- ai
,. ^ . Il- .. .- 7 Iw S;irziina alla Siiezia. ...» I «'j
caiuhi.ino 1 cavalli ih |K)sta per conliuiiari, o r\ n 1^ • ■ u 1. n i'
. , , . ,.' , , . . , 8. Dalla Sriezia al Bor?h»*tto . . ■ i 1 f
radente la base meri<li )ii;i!e dei |io;!gi che ' . -
prO|i;ig Misi ilall* Alpe AfMian» di Camajore e Tvr>LE . . Poste 11
di Slazzema, verso Pieiras.Mìta.(^slì si trova Questa fia poetale corre circa 80 migl.
la terza [lO^U dei cavalli, i quali si ricam- fiorcutiuc.
VIA
9. VIA POSTALE B PROVINCIALE Dà
SABZAIf A A BERCFTO. Oieiln \i» è
MalH a|inia fier qtiella di Fai di'9Ìnf>ra^
b qinle, tebKrne sia flicbì«niUi un» «ielle
Strade Provinciali , è ciuf a qualitìciita po-
llale nel Pan no 1637, ticoome apparisce dal
Bcfolamento e Tariffi frenerale per tutte le
Pòrte ilella Toscana pubblicalo in Firenze in
dello anno, contrffgiando tutta la gita per
5 poste come appresso :
Bi Sanana a Terrarossa .... PoUe a
Dbi Terrarossa a P-^nlreoioli » a
Db Poni remoli .1 Bercelo di U dalla Ci-
SB nel Ducato di Parma » i
ToTALB . . . Poste 5
&IuÌTalenti a migl. 38 fiorentine circa.
10. VIA REGIA POSTALE LUGCHE-
SE. — Colesla strada sostituita nd un tronco
deilji VfA PsàBCBMA, e secondo alcuni ili-
Henri antiebi allii continuazione MU Via.
Guima diretta fra Lucca e Firenze. Esce da
qnesia ultima città, psss pel borgo di Pere-
tola dal pian dì Smannoro a Cimpi, e dopo
Badici migl. di cammino Irò?» la prima pò*
Sia dp* cavalli nella città dì Pralo Di costa
praaegiimdn per Agliana lungo le «^lrt>me
laide dei poggi del Montale, do|)o dieci mi-
glia nrrira nellii citlà di Pisloja dove è la se-
ronda |iosla de'cavalli, mentre U teixi dopo
14 migl. dì cammino la trova in Pescia, e
finalmente Va quarta in Lucca distanle circa
miglia II 4/s dalTnllima cittSk.
Sebbene il numero delle fmsle fn Firen-
I* e Lucca sia di solo quattro pure 1 1 ta«
rifb lionifìca poste 6 ^ ^'s , senza dovere mai
ricorrere al terzo cavitilo, cioè:
I. Db Firenze a Pralo . . . Fotte 1 </s
a. Da Prato a Pisloja » i l'i
3. Di Pisloja a Pescia » 1 </a
4. Da Pescia a Lucca ..'...•• a
ToTAW . . Poste 6 */i
Equivalenti a migl. 46 ^/i fiorentine.
VIA POSTALE DA LUCCA ai BAGNI.
^ FjMW dalla Porta al Borgo di Tjiicca per
rimontare la sponda sìnisira del Sf rrhio fino
alla confluenia della Lima,dovprotPsla Fia
portale vnllando direzione da s^tt. a lev.
dopo un migl. attraversa la Lima sul Pnnte
ni Serraglio \)rr passare alla destra della
fiiimauM lungo le quali colline esistono i
Btfgni Luodiesi.
V I À 723
VIA REGIA DBLL*APPENXINO m RON-
DINAJA. — É la via rotabile la più alta
fra tulle quelle che varcano V Appennino
toscano,e perciò impraticabile per molti mesi
dell* anno. — Fu aperta dalla Duchessa di
Ijucca Maria Luisa Infanta di Spagna per
andare 1 Modena senza tocrare il lerri torio
del Grandiiralo, e vi rii^'ì facendo pro-
seguire lungo la sponda sinistra ilei Ser-
chio In Fia portale de* Bagni di Lucca eoi
passare la Lima sul ponte di Chifenti fino
alla confluenza del lorr. Fegana. A questo
punto la Fia del Monte Rnndinaja ab-
bandona la ripa sinistra del Serohio per ri-
montare a grecale il torr. prenominalo, f?
per una lunga e malagevole salita passare da
'f eregi io molto innanzi di arrivare sul giogo
dell* A Picconi no di Rnndinaja, che è circa
33oo br. superiore al livello del mare. Co-
stassù trovansi gli estrerai confini del Du-
cato di Lucca con quello di Modena, dove
la stradi fu lasciala in tronco, in guisa che
essa è malamente praticabile dalle vetture
fino alla Pieve n Pelago, dove passa la Fia
regia Torcana^ delta Sf odane te, — Fed,
MOHTK SI ROHMNAJA.
RECAPITOLjIZIONE delle X Fig,
oSrM^PE FOfTALI JP£MTE jtTTVALMKHTK
KEL GàdltDUCJTO,
1. VÌA Regia Rom^ha m Abbbco
Da Firenz?al confine eoo il ter-
ritorio Prmgino . Hi gì. fior, 73. 48
9. — RroiA BoLOcatsr.. Da Firen-
ze, a! confine col lerrilorio Bo-
Ingnesp »
3. ._ ROMAKA DA Flar.HKR Pia SlR-
M A aUL POWTB CpHTIKO ...»
4. — RiviiA LivoRMEM pn Pisa b
Livoaao »
5. — RroiA Tbavrrsa Romaka ■
6. -^ RRoiATa^vRasA TiivORarAR»
7. — Rr4;iA DA Pisa a Lucca sino
al confine con quel Durato . » 10. 4O
8. — Rroia Posta tR ni Grhova, o
S^arATCRSR per ciò che spetta al
Territorio disunito del Gran-
ducato » 5. 75
Q. PnilT\T.R PROvlKeiAI.R DA SaR-
r.ANA A Bracrro, per la sola par-
te romprrsa nel terrilorio di-
sunito del Granducato ...» ao. —
10. — Regia roBTAi.r LrcaiRaE. ■ .^7.50
35.
8r
90.
5o
61.
33
ao.
77
la.
45
Totale . Migl, fior. 367. 7$
724
PROSPETTO SINOTTICO dUie Vn Rnu Postàu , aUuaimenie ajKvlf
nd GRANDUCATO con ta linea miiiare eh^ e$$$ percorrono nel terrUerie
delU Comwttk*eKe aUravereano e loro popolaiUme nel 1844.
NOME
VIE POSTALI
COMPARTIMENTI
Al QUAU
▲PPAITBliaOlfO
COMUNITÀ'
DA DBTTB TIS
I. VuRoHAiiàrui 4mis-
ao Mìgl, iosa, 73. 48^
fino il coofiae del
Granducato
^Rov«*zxdno
iFmout*
CoMPAariMKiiTO Fio- iPònlassieTe
BiHTuio JUigl.fior,96. 00 iPcIago
TReggeilo.
Fif^linee Incìsa
S. Giofanni
Montevarchi
Bucine
Vald'Ambm
Laterina
livitella
MQiiFAaTiiaurro Ama-
TUO
47.48^
Gaaiiglion Fioceulioo
iGoaroiu
II. Vu BoLOoaiaa, Migi,
35.81 fino ai confine
del Granducato
ToTétùE Migl. 73. 48
CoMPiamaiiTO VmamMO,
Migl. 35. 81
ToTAtM Abii. If.^ iSeSlI
III. Via Romìha pu Sik
MA e PoMTB Cairn no
jri>/. 90 5o fino aKco^^„^,^ Sa-
Pellegrino*
FiasOLS*
Vaglia
S. Pieio a Sieve
Barberino di Mugello
Firenzuola
ToTdLS dbit. If^
/GkiHuzzo
CoMpAaTiiiKirro Pio- lS.in-Casciano
auTuio. . if<V. a3. oo<BarberinodiVal-d*£l
Poggi bonsi
Montc-Riggionl
Masse del Terzo S . Mar-
tino
SlBlTA
Monteroni
contine del Grandu-
cato
nu. 6y. 5 'BuoncooTealo
lIlIOllTALCIlCO
JSan-Quihco
IGisliglion d*OrcU
I Abbadia S. Salvatore
1 Radicofaui
'San-Ca cian de' Bagni
To TJLt Hi gì . 9 o . 3 o I Totale A bit, .V. *
4091I
1059:'
725
Segue il Pu'^pgno SiNomco delle Vik Rrgik Postali atiuaimenle aperte nel
GRANDUCATO, eom la linea miliare che eae percorrono nel territorio
delle Gohcsiita' che attraversano^ e loro popolatùme nel 184k
NOME
VIE POSTALI
COMPARTIMENTI
Al Ql'AI.I
APPARTRKOONO
COMUNITÀ'
ATTRAVRASATE
DA DETTB VIS
(johpàstimcsto Fio-
IT. Via rivoaurnspuiFi-,
•A, Stigl. 6i. 33.
V. Via TaATiA^A Rom\
■A, Mif^L ao. 77
VI. Via Tbatusa Litoi
«BM, Migl, la. 45.
VII. Vu DA Pisa a Luoc%,
Hi gì» IO. 46 fiiio jl
coofioe del GranUu
calo
Vin. Via Sauamrsc o di
GmovA, ffigl, 5. 75
oel lerrilorìo disiini-
to del Granducato
IX. Via Di SAaxARA a Bm*
caro Mi gì. ao deutro
il lerrilorìo disuoilo
del Granducato
jfLrgnajii
1 Ciiscllina e Torri
ll^slra a Signa
UI.T..O. . ifij/. Si. 00 jJ^'J^fP»
1 Sarmibiato
\ MoiiIo|ioIl
/ Pulii ja
1 Fon tederà
D_ ICulcinHÌa
«oMpABriMaiiTO ri- ■/-!.*
, ,.< Cascina
SAMO • 3o. 33 i„ «
f Colle-Salvetli ^
. Livoaao
T\trjLB MHifl. 61. 33
^IMPAaTIMKMTO F|OaKllTIN<>,
Jiigl, ao. 77
loMPAaTUfUITO VuàM'U^^
glia la. 45.
loxPAaTiMEaToFiaAiio, Hi'
glia 10. i6
GoMPAmniipaTO Pisano Ufi
glia 5. 75
CoiirAaTlHKIfToPiSAllO, Sii-
gita ao
TOTMLE Abit, N."
Bmpoli *
«asteUFiorentino
'^crlaldo
3.irberino di Val d* El
ToT^tLB Abit, iy.<>
Vicina *
- xille-SaWetti
TorAhE Abit. N,^
ìj 'gni di S. Giuliano
Totale Abit, N,^
i'ietrasiinta
Scravezia
Totale Abit, N.^
Terra-Rossa
iUguone
ri lattiera
M\»TìO
Pont remoli
Totale Abit. iV.*»
9376
9039
4755
14730
1 5o59
3a89
9196
8565
3169
16367
43iai
63o6
79R90
14730
6450
5983
933a
36495
16367
63o6
3^673
43iai
15533
58654
8«9-^
6718
i56i3
1750
4805
84a
1981
ioi65
18843
▼. ▼.
9a
726
Segue il Pbospstto Siifonico deile Vii Riaik Postau aitwalwm^ upmU nd
GRANDUCATO con la linea miliare che esse jMrcorroiio nel ierrUùri»
delle Comumita' che attraversano e loro popolazione nel 1844.
NOME
COMPARTIMENTI
COMUNITÀ'
il
DILLE
ÀI QUAU
AmàVBUATB
H
VIE POSTALI
APPAITIROONO
DA DBTTS TU
X. Via LuocauB, lUigl,
COMPAKTIMUTO FlORIHTIllO,
Pellegrino *
71«
35. oo fìno al con-
Mi gì, 35. OO
Broni
8619
fine
Qimpì
97M
Pbato
3e65S
Moote-Horlo
»494
Montale
7an
Porta S. Marco
84M
PorU Camitici
Um
PifTOjÀ
isSlt
Porta Luodieie
Mti
Scrratalle
5mI
Montccalini di Val-di-
»f«
NicTole
MaiMe Conile
•6iC
Biiggiano
■••tI
Uuano
A%f
Piscu
iiM
j TOTJLE Abii. if .•
i4«««7
NB. Le Comunità attraversate da pia Vie postali sono indicate con t asterisco *
CLASSE II.
ris 9EGIB non postju
I. VIA REGIA ARETINA d4 FIREN-
ZE Pia S. DONATO.-— È rullimo tronco
deir aulica strada aretina ( nuos^a CaS'
sia) che dall' Incisa salendo per Torre a Quo-
na entrava in Firenze per Porta S. Nicco-
lo, un di per Porla Romana, e dopo costeg-
gialo a sinistra i colli delT Aniella, a destra
quelli di Viccbio e del Bagno a Ripoli, sale
air Apparita fino al varco di S, Donato in
Collina f di dove passa dalla Torre a Quo-
nti, o a Poni percorrendo la Tallecola del
Troghi per scendere ali* Incisa, dove trova
la nuoi*a strada regia postale Romana per
Arezzo, dopo quasi i5 migl. di aimmino.
a. VIA REGIA FORLIVESE. — Co-
tesla Via, aperta fra il i83a ed il i834,
fiaccasi dalla R. postale Aretina passato il
Ponte a Siete, la cui fiumana rimonta sino
a Dicomano, di dove s* incammina vefio k
montagna di S. Godenzo per quindi fa^
care queir Appennino nolo sotto il \ocab»
Io di Alpe di S, Benedetto , e di U scc»
dere nella Valle del Montone {«r innol-
trarsi lungo il fiume omonimo per Portico,
Rocca S. Casciano, DoTadola, Castro-Gan
e Terra del Sole di U dalla quale Irofa k
Slato Pontifìcio.
Questa strada fu resa di agevole salila i
ben carrozzabile ad onta che fosse da supe
rare costà uno de* varchi più alti dell* Ap
pennino toscano , quale si è quello deirAl
pe di S. Benedetto, varco che il Padr. Geo
Inghirami segnalò a br. 1675 fopra il lì
vello del mare, comecché sia braccia loSpiì
depresso di quello della Cisa sulla Via pn
vinciale di P'^al-di- Magra, il qual giogo <
1783 br. superiore al mare Me«ltlerFaiieo
3. VIA REGIA GROSSETANA.— Eso
dalla Porta S. Marco di Siena, icende nell
VIA VIA 727
\«1leco1a della Tressa per rìialire i poggi jébetoìit, ^— Essa esce dalla Porla al Borgo^
opposi! della Costa al Pino ed entrare nel percorre il lango borgo di Caponi-Strada
Vallone della Merse^ la qual fiumana altra- per quindi varcare TOmbrone pistojese tre
Tersa sul Ponla a Macereto per salire sul migl. a sett. della città e di lì salire sulmon-
monte delle Serre di Pelrìolo, nel cui lon- te delle Piastre, a pon. della cui sommità
fané essa discende per varcare il \OTT,Fafma scaturiscono le prime fonti del Reno bolo^
■t Bagni di Petriolo e di poi satire il mon<« gnese. Di costì la slessa Via percorre percir-
te del Leccio fra Pari e Fercole , dove tro- ca 4 miglia la ripa sinistra del Reno che
Tasi un sufficiente albergo di riposo. Di là abbandona al Ponte^Ptfi per voltarsi ver-
oontinuando la slessa Via passa dai Cannicci, so maeslr. onde attraversare il vallone del
dove sbocca la Via provinciale Traversa Bardellone sino alla vetta del monte dell*
de* Montiy e dopo passati i torr* Lcutzo e Oppio di là dal quale entra nella F'ami'
ùretano arriva nel paese di Paganico. Pas- Lima e dirigesi a San-Marcello, di dove
Mia questa Terra percorre T ultima catena s* inoltra per Maromiano nella £ìma che at-
de' monti della Maremma Grossetana, come traversa sul ponte omonimo dirimpetto alla
tono quelli di Caropagnatico e di Moni* Or- gran cartiera Cini. Di costà rimontando la
tajo, per arrivare al Cast, di Batiguano e di ripa destra della stessa fiumana lascia al suo
lì scendere nella pianura di Grosseto per il lev. il Vili, di Lizzano, e più in alto a grec.
fianco settentrionale dei poggi di Roselle e la Terra di Cutìgliano, innanzi di passare
di Moscona, a pie dell* ultimo de* quali tro* sopra il magnifico ponte del Sestafone^ fìn-
▼■ i Bagni minerali Rosellensi, due miglia che continuando a silire TAppenuino arriva
innanzi di varcare sopra il primo Ca/ia/e e/i- sul confine del Granducato con il Du&itodì
^rrWi^o <2tf/r Om6ro/ie, e quindi entrare nel- Modena che trova alle Piramidi passala la
]• città di Grosseto, che trova a 46. 87 migl. dogana di Boscol ungo, quasi 5i roigl. di là
toscane distante da Siena. da Pistoja.
Fra le maggiori elevatezze percorse da 6. VIA REGIA EMILIA a AURELIA.
qaesta Via oontansi quelle delle Serre di -^Questa strada stata ampliala, ed in molti
retriolo^ e del monte del Leccio sopra luoghi tracciata di nuovo con ponti magni-
Fari , entrambe le quali sommità possono fici sotto il governo del Granduca Lkopol-
calcolarsi approssimativamente 700 br. su« do li felicemente regnante, a tenore dei re-
periorì al livello del mare. golamrnti più recenti fu dichiarala in par-
. 4. VIA REGIA DA AREZZO a SIENA, te provinciale tà in parte regia. Spetta alla
delta abche di BIENA. •— Staccasi dalla parte provinciale il primo tronco da Pisa
posiate Romana per Aretu> quasi sulPin- sino presso il Fitto di Cecina per il tragitto
greno della Val-di*Chiana, passa sui ponti di migl. 98 fiorentine, mentre dal Fitto a
di Arezzo il Canal-Maestro per rasentare la Grosseto, e di là sotto il nome di f^/a Au"
pieve al Toppo, e poscia avviarsi nella Terra rtìia sino al confine, è sempre strada re-
del Monte S. Savino , di dote dirigendosi già, Ija prima slaccasi dalla postale Livor-
veno Gargonza sale sul varco di Palazzuolo nese al Portone nel subborgo orientale di
per entrare nella Valle delPOmbrone senese Pisa per incamminarsi lungo una vasta pia^
cbe attraversa fra la Torre a Castello e Ca- nura a Colle-Sahetti e poscia valicare la
•lelnuovo Berardenga. Quindi dopo averra- fiumana Torà sul ponte Santoro, dove passa
•enlalo per circa Ire miglia la ripa del torr. alla sua sinistra per ripassare presto allade-
Miena tributario dell' Arbia« trova il ponte atra davanti alla mansione della Torretta,
delle Taverne d* Arbia di dove s* indirizza quindi attraversare sul ponte il fi. Fine do-
• Siena entrandovi per /'or/aPi/;?! /Il dopo pò aver percorso fra la base orientate dei
quasi 36 miglia di cammino. Monti Livornesi, e quella occidentale delle
Il punto più elevato di questa via trovasi Colline superiori pisane,
«olla sommità del monte di Palazzuolo, il cui È in questo tragitto, fra la Torretta ed il
^«roo resta circa mille braccia più elevato Ponte di Fine dove la f^ia provinciale
del livello del mare Mediterraneo. conserva il suo antico nome di Emilia ,
5. VIA REGIA MOOANESE. — Questa mentre seguita ad essere regia la continua -
Via slata per breve tempo postale fu cosimi- zinne della stessa via nelle Maremme Val-
la fili declinare del secolo passato fra Pistoja lemma e Massetana, a partire di qua dal fi.
e r Appennino di Bosco Lungo, ossia dell' Cecina, che passa sul ponte di legno al Fit-
728 VI A VIA
Iti ifiìJcinCiifn minorai tra il litlorHlc tli Rib' in hnn:a, un dì sopra un fiontp ■! pari del
bona ed il poggio al Pruno, e di là allra\(*r^ vicino ti. Albcgnu, che lioTa ilirìin(irtlo li-
sando la pianura della Glieninlcscii arrivare ]a Torre delle Saline. Quindi dopo avrit
alla Torre S. Vincensio che lro?:i alU liase rnsfnlalo il lembo sellrnirionale dello Sla-
occidentale dei monti eh*? scintlono alla gno di Orbetello, varca il fianco srilenlrio-
spiaggia da) lerrilorìo Canipi^liese, punto nule della coHin^i che stendesì a feti, dall'
della ^ia regia Smilia il più vicino al Ansedonia, per entrare nella Valle della Fuv
maret i-a, cui sipctla 1* ultimo tronco ilclla fatare-
Dalla Torre S. Vinceniio internandosi già Aar^lia iract^iato fra la Macchia-Tondi
■Iquanio dentro temi intesta Via si dirige ed il I^ago di Burano, che raienla lungo il
a Caldana sotto il poggio menzionale di mare, a partire dalla Torre della Tagliai^
Campiglia e di là {>er la Val-di-Cornia al- sino allo shocco in esso del lorr. Chiarone^
traversa cotesto tiume sopra un nuovo ponte e dopo averlo costeggiato fier circa otto migl.
di marmo, quindi prosegue per Vignale nella entra e percorre nello Stato Ponliricio pas-
dìrezione di Follonica, dove la slraiia regia sando dal luogo dove fu il Foro Aarwli»
si riavvicina al mare. Da Follonica fier- sotto il Cast, di Monlallo.
corre la VaUdi-Pecora, e per scansare il sot-
tostante pailule di Scarlmo, |-assa fm i |H)g- |n lutto il tragitto la f7a Kegia
gì di Gavorreno e dìGiuncarico nella Valle £mi7ia percorre in Toscana mif/. 5«.
di Uruna, lasciando fuori il litlurale di Pian E la f^ia regia Aurelia • ...» 36. 31
d'Alma, in guisa che il tratto di coicsia via ■
dalle vicinanze del padule di Scarliuo fino Totau . . . migl. 68. SS
a Grosseto è affatto diverso da quello dell*
antica Fia liuoranea Aurelio nuo^a , o I punti più mediterranei di qarsta Vìa, •
Emilia di Scauro. forse anco i più elevati, sono quelli del var>
Iniàtli se è vero, come sembra, che Pan- co tra Gavonano e Gìuncarìco e V altro di
fica Via fosse stata aperta rasente il Padule Monte-Pescali , i quali però non arrivano
predetto e che di là per Pian d^Almu pas- airalteizadi 3oo br. sopra il livello del
sando lungo il liltorate di Castiglione della vicino mare. — Fed, Vu Avuua.
Pescaja entrasse, nel tombolo fra il mareei) VIA REGIA do. LITTCmALE. — Qw-
il fMMlule, già tugo Prelìo, come fu detto sta strada slula finora PrtMfineiaie fu non ha
air Art. Fia Aurelio^ T attuale inxcce |)cr- gu:<ri dichinrat-i Befiia in lungo del primo
corre i po^gi <:he separano la Val-fli-Pcrora tronco df.'M;i Fia £mi7f a che [Kirtiva da Pisa
dalla Valdi-Biun», la quale fiuninna «ss» fino presso al fi. Ccrin:i. La l^i'ii Regia dri
ailravtrs:i innanzi ili avvicinursi :iMonle-Pe- £/'//orri/e, aperta di corto fra Monte ?l^ro
sculi per \\o\ correre a Grrisselo. e (^slivlioncello, ha il suo principio ilb
Fino a questa città la strada regia Ma- Barriera Maremmana di Li^forno, e di lì
rommana conserva il titolo di Fia Emi" rasentando il leml>o del ro:ire, la^ftia la base
Ha datogli dalla co isuetudine|iiù che dalla ocridentale de' Monti Livornesi per fassarc
storia, mentre la stessa Via regia da Gros- sotto Mon tenero, Gilnfuria, il Romito eli-
selo al ooiifnie dello Stalo Ponlìlìcio pressi^ sliglioncello donde arrivare presso al Ponte
il lorr. Chiarotie |»orlava e |)orla sempre del Pillo do%r trova ilopo buone i8 migl.
il vocabolo di Fia Aurelia^ comfci-hè co- la Fin provinciale Emilia.
testa non pissasse |>er Gi-o<isi-to, ma siwrro 8. VIA REGIA TRAVERSA di VAI^DI-
attraversasse l' Ombrone senese presalo TAl- ÌSIEVOLE. —Chiamasi con questo nome la
berrsi' seguitando vt-rso Pisa il cammino strada rotabile che staccasi dalla /te già pò-
littoraneo per il tombolo sino alla fiuinana stale Luce/tese fuori del Borgo a Buggiano
di (^.astiglione della Pescaja. per avviarsi alla Chiesina L-zzane$e e di là
C)rnunqiie sia, la Via rtgia altnalc Ma- perleSpianatearrivareal («alleno, ifove s'io-
rcnim;ina si>lto nome di Fia Aurelii iliri- (*ontra con la Provineiale Bomana Lue-
grsi da Grosseto alla barca dell' OmUrone, r/re^e che attraversa; quindi {K-rcorre la piarle
dove lascia alla sua sinistra le tracce antiche estrema dei colli delle Orlvije di ri inficilo .d
dcll'i^cire/Z/i nun^fa^ inoltrandosi |)erCollec- lembo auslnle del Lago di Kieutini. Di c^^li
chio Verso il porto di Talamone per |>os«'ia sì dirige sulla collina di S. (Àflumba, d^n-lc
attraversare la iiumaua Opache passa ora scende su IT Arno al nuo\o iionte di Bocca
VIA VIA 729
i* UKiana che attnfem per irrìvare nella S. Vincenzio per neenlire il lillonle fino
ria regia postale Li^rwse^ ove sbocca iill;i Torre-NuoTa poeta tal coruo tettentrìo*
la miglio prima «Ji entrare in Ponlcden. naie del Porto Baraiii, o di Popuionia^ e
Iiwaoxi però di salire al Galleno, fra i di là inoltrarsi fra la base a niaestr. del prò-
paen del le Spianate e dei la Chiesina Uuanese montorio di Fopulonia ed il padule di Fiom-
■ sUoca una diramazione che porta pure il bino clie l»scia al suo grec., per entrare in
Bove di yia regia Traversa della Fal-di- quest' ulliroa cMìà dopo una traversa di circa
Jlèe^H^e a partire dal ponte della Sibolla ii mi^ilU fiorentine,
■no airAltopaKio, dove sbocca ueiranli- la. VIA REGIA DI S. ROCCO.— È on
a ^ia Francesca^ ora Provinciale delta breve tratto dì strada aperto da Grosseto al
imeekese Romana» forte dì S. Rocco sul mare fra la foce dell*
9. VIA REGIA PISTOJESE.— È la strada Orobrone e la Torre S. Leopoldo.
aon poiUle preferita dalle vetture che per t3. VIA REGIA INTORNO ALLE MU-
n cammino di un miglio circa più breve RA ESTERNE DELLA CITTA' DI Fi-
rn recano da Firence a Pisloja, ecc. senia RENZE. Essa percorre T intiero giro delle
biaogno di toccare Prato. Dalla Via postale mura di Firenze per circa raigl. 6 fiorentine.
Ucchcse la R. Pistoiese si stacca nella 14. VIA REGIA INTORNO ALLE MU-
piazsa di Pcretola per attraversare il borgo RA MERIDIONALI m PISA. ^ Parte dal*
diP^lrioIo, passare sul ponte il Fosso Maci- la Porla Fiorentina, o di S. Marco, fino
■aote, quindi avviarsi per i lun^ibi borghi alla Via regia postale Livornese che ritrova
dì S. Ikinniuo, della Sala e di S. Marti- fuori della Porta a Mare dopo aver corso
no a Broisi innanzi di arrivare a quello di raigl. 00,74.
S. Piero a Ponti dove la detta ria Regia i5. VIA REGIA SUBURBANA m SIE-
PUtoieeo pasn sul ponte la fiumana Ri' NA. Entra solo nella classe delle strade re-
MMftio, fioche più avanti trova lo sbocco gie quella denominata r/i Fefca/a, la quale
della strada militare di Barberino di Mugello staccasi dalla Fio postale Romana fuori di
pv Sigua ehe oltrepassa. Porla Camiillia e di costà dirigendosi a lìb.
Prcaio al suo decimo miglio varca l'Om. scende in Tretsa per riunirsi alla Fia re-
beone sul così AtWo Ponte delVJss9jU\i\it' già Grossetana al luogo detto S. Carlo do-
se di piein, onde salire sul Poggio a Caja- pò la traversa di migl. i. 69.
no. lasciando alla sua destra la R. Villa omo- 16. VIA REGIA SUBURBANA di LI-
nìma per quindi inoltrarsi fra belle praterie VORNO. K quel tronco di strada che rasen-
c vasti campi a sementa fino al borgo di la le nuove mura dalla Barriera Fiorentina
Farla Carnlica, alla di cui lesta dopo quasi fino alla Barriera Maremmana per la lun-
migl. ao entra nella citlà di Pisloja. ghezza di migl. 1. 75.
10. VIA REGIA m URBINO. — È una 17. VIA REGIA SUBURBANA m PI-
Doova strada aperta da Arezzo perii confine STOJ A. Dicesi regi» quella porzione di stra-
Pontificio, in cui entra passata la città di San- da che dalla Porta Camitica arriva alla Porta
Sepolcro. Essa fu costruita ad oggetto di aprì- Lucchese dove trova la R, postale omoni»
renna comnnicazione più comoda, se non ma do|io circa un migl. di cammino.
pifa breve fra la Toscana e le città lungo 18. VIA REGIA MILITARE di FIVIZ-
r Adriatico. — Staccasi dalla citlà di Arezzo ZANO. — Staccasi dalla regia postale Sor*
«Bendo per Porta Colcitrona e avviandosi zanese al Portone di Caniparola, sale il mon-
fai monte di S. Donnino a Majano trova sul te dì Fosdinovo e di là riscendesul Bardine
ilio rovescio la fiumana del Cerfone, il cui dove trova il territorio di Fivizzano del
frigido vallone trihulario del Tevere essa Granducato, verso la qunl Terra si dirige
percorre innanzi di silti-aversare la fiumana do[>o passato il lorr. Bardine sopra un pon«
Solfara per avviarsi sul fiume Tevere che te di pietra a Ceserano, e di costì rìmon*
passa sul ponte di nialeriulc un buon mi- tando la rifui sinistra del Rosaro passa in
glio a lib. di San-Stpolcro , mentre uno mezzo alia Terra di Fivizzano per avviarsi
scarso miglio al suo lev.-scir. dofK> aS nelTAIpe detta di Sissallx) e arrivare sui
migl. fiorentine di cammino trova a Cos^taja varco di Catnporaghena che trova dopo quasi
il territorio Poiitifìcio. nii<;l. ao I/3 di pi» nel lerrilorio disunito
II. VIA REGIA PIOMBINKSE. — Si del Giunducalosuir ingresso dello Stalo Mo-
dislacca dalla ^la re^ia Emilia alla Torre danese, circa 3 a 00 br. sopra il mare.
730 V 1 k
RECAPlTOIiA2lONB delle Fie o
Strade heoik non postali apsmte mt^
TUALMBtirS HBL GeAMOUCATO,
I. Via Rrou AjwnivA da Fikuiu
per S. Uooalo in G>llinii sino
airinciu àligL tose, 14. 9 3
9. ^ FORLITBM B 5i. 67
3. — GioascTAKA « 46. 87
4. — DA Aimo A SlKXA ...» 35. 80
5. «^ MoDAveac . » 5i. 34
6. — Rbgta Emilia e Acbelia. » 68. 33
7. — DRL LlTTOBàLB » l8. 33
8. TaAVEISA DILLA VaL DlNlB-
VOLR » 17. 3l
9. •»> PlSTOjEM n 19. 93
10. — D* L'bbi«o » a5. 90
1 1 . ^ PiOMBiiiUE » la. 3a
la. ~^ DI S. Rocco » 7. a5
l3. «— IRTORHO ALLB MuBA ESTKIMK
DELLA citta' Dt FlRCHU . B 6. i—
14. — Sl'buuama di Pisa {neWOl»
tramo) » — . 74
I 5. — SuBUBBAMA DI SlBSA (iVl ^HIT-
/e)ODlPMCAJA » I. 69
16. «• SuBUBBARA DI LùVOBHO (llt
parie) » i. 75
17. ^ SuBUBBAlf A DI PlBTOJA (li
parte ) » i.—
18. " MiLiTABCDi FivinABO. . 1» ao. 45
Totale . Mi gì. fiorentine 400. 91
C L'ÈSSE /II.
Vie Pmìrisci.iLi del Grasducato Dt
T0SCAX.4.
Non meno eli 42 J'ie Provin:*,:!i sono al-
lualmentc acciini|)ion.ile nel GiMmluralo,
delle <]u<ili Iircvcinvnle indìcluTÒ (|iii ap-
|ircsso la denominazione e randaincnlo.
i. VIA, o STRADA da POXTEDERA
A MASSA MARITTIMA. — Qiteila strada
a forma delle ultime drlcrminazioni sovra-
ne riunisce J*an(ica Str^iia ni Val- d* Era
a quella Masactara dfl Cf.rrd Ducato. Essa
staccasi presso Po n tederà dalla n.*^ia postale
Livornese fino alT incontro della Stbaoa
rBOvniciALR D\ P(>GfiiBo:«si A FoLLO?iir\ che
trova nel piano di Mucine. — \cl suo Iri^'il-
lo passa [lerPonsacro, sotto Cipannoli liinjjo
la ripa sinistra delTEra che rimonta tino al
piana lìelìa Bachettonfi per entrare in Val-
di-tJf.'cìni, rawiilaic le Moje di S. LeopoMo,
Tarcire il fì. («ccina al (tonte sos^ieso e di là
VIA
salire alla Tem delle Pomaraitce per serti'
dera ai Lagoni di JHomlE Cerboit, paajre
dai Bagni a Miorba, varcare il poggi» che
divide il fallone delU Posterà da quello
del Paifone^ nel quale trova la Terra dd
Castel nuovo di Val-di-Cecina. Di ooscl sali*
re sul deserto monte che separa la Valle set«
lenlrionale della Cecìaa da quella aoilralc
della Cornia, ed ivi girare da ostro a lev.
e poi a scir. per aceadere nel vallone della
Milia dove irohocca nel piano di Mueiae
nella strada provinciale da Poggi bensì a Fol*
Ionica dopo il giro di 55 miglia fiorcniinr.
a. VIA, o STRADA TRAVERSA DEL
MONTE VOLTERRANO. — &oe da Voi-
terra per Porla 8. Francrsoo« e dopo aver ri-
sentalo le mura esterne di della cillk fino
sotto la Porta alP Arco scende il nMMle
per andare incontro alta f^ia pro^imcimk
da Pontedera a Massa che trova nel pi*m
delia Bacchettona^ pasuntlo per Bioddif
la Montornete e la Cara ai remio^ dopo
il Iragitto di circa miglia !»*/«« non eom-
presavi una diramaaione che dalla ebicM io*
burbana di S. Alessandro conduce ■ lev.
della cittìi al luogo detto i MomumeiiiL
3. VIA, o STRADA TRAVERSA UVOR-
NESE. — Porla questo nome la via che da
Ponsacco volgendosi a lib. ritenta le colline
superiori pisane passando per Cena/a e ^al«
triana ad og^cetto di entrare dopo quasi 10
migl. fra Colle-Sai veti i e Vicarello nella ^ino.
linciale Emilia di Seauro.
4. VIA, o STRADA LUCCHF^K ROMA-
NA, ^ììt VIA FUANCESCA. — È un tron-
co della Via Franccsc.i ehe viene da Lucca
per TAltopascio, di dove s* iuoltra nei po»gi
delle C erba; e pssando |)er il Galleno sino
a Fucecchio, dove Tantica via passiva TArno
in b:irca, mentre ora lo |MSsa sul nuovo ponte
a Bocca ifElvi per entrare nel li nutwa rtra ìm
Francesca, o Tra^fersu Romana che trova
sulla regia postale Li\*ornese ali* Osteria
Bianca do|>o buone 18 migl. di gita.
5.VIA,oSTRADA TRAVERSA d«. PON-
TE DI BOCXIA i/EfSA. — È un nuovo
tronco di strada rotabile che staccasi dalla
regìa postale Livornese al subborgo occiden-
tale di Efn{K>li per condurre con ampio e
diretto cammino fino al solido ponte innal-
zato di colto sul r Arno presso Rocca d*Klta,
alla cui testala sinistra arriva dopo miglia
3 ^/s <li piancf!{*iante eammino.
6. VIA, o STRADA FRWlIESCA, altri-
menti delU di VAL-D*ARNO. — Slacoai
VIA VIA 731
diila regia posUle Lacchete preiso la Fiere i o. VIA, o STRADA VOLTERRA!!! A.—
a fievole, donde ti dirige per Monsainraano Slaccasi dalla Regia postale Romana a pie
baiao e Fucccchio, e quindi rasentando la del borgo del Galluzzo alle a miglia sopra
sponda destra del fiume Arno sMnoltra ed Firenze, per dirigersi verso Giogoli sul nion-
altfaTcrM le TerrediSanta-Crocee diCislel- te della Romola che altraTcrsa ad oggetto
Fianoo di ■otto, passa sotto i colli di S. di sccn<lerc nella fiumana Pesa e cavalcarla
Maria a Monte e di Monte GiWoli, finché su] ponte di Cerbaj.!, donde |)C)i salirci poggi
entra Della tagliata scogliera del Bufalo per opposti passando d.i Monic Gufuni e quindi
arriTare dopo circa aa mìgl. sul bellissimo da Monte Spertoli, scendere sulTRlsa a (Ja-
ponte che caTalca 1* Amo presso la Bocca stel-Piorentino. Costi sopra il ponte varca
d*1Jiciaiia. r Elsa per salire sul monte del Castagno
7. VIA, o STRADA VICARESE, della di passando per Gambassi e di là perCampor-
PIEMONTR — È fra le strade provinciali biano correre sulla schiena de* monti del
fané la più deliziosa di tulle, avvegnaché essa Cornocchio e Montemiccioli, finche al luo-
■ partire dalla collina di S. Colomba forma la go detto il Rastrello sbocca nella seguente
CDOtinoarione dalla f^ia R. Traversa di Via dopo niigl. 36 fiorentine.
r«i di Nie9ole, là dove sboccano altre tre 11. VIA, o STRADA ha SIENA a VCL-
Yit rotabili» una delle quali verso lev.-scir. TERRA Staccasi dulia ria postale Ró-
gnìda a S. Maria a Monte, V opposta per mana sotto Monle-Reg*:ioni, di dove si di-
poo.-niaeatr. a Bienlina, la terza diretta a rige a Colle, e di là per il piano di Cam-
auro al nuovo ponte presso Bocca d'Uscia- piglia dirigesi verso Montemicciuli, che aU
OM, mentre la Vicarese s' incammina a lib. trepassa finché dopo aver peix*orso le frasla-
VRW Galcinaja. gli:tte e circonvallanti colline crclose di
Questa Via nei tempi della Rep. pisana de- Spicchiaiola e di Ronrolla sale in Volterra,
DOmiDaTasi di Piemonte per essere stata a per- alla piazza detta de* Ponti do[>o il cammino
la fin rastrema base del Monte-Pisano e la di circa migl. ai t.4 fiorentine.
sponda destra dell'Arno. In seguito fu ap- la. VIA, o STRADA daPOGGIBONSI a
pellata Ficarese dal territorio di Fico-Pi- FOLLONICA. — Qui sta nuova Via stacchisi
AMO che attraversa, a partire da Cilcinaja dalla Regia postale Romana al ponte sulla
per S. Giovanni alla Vena, Cucigliana, Uli- Staggia circa due migl. a ostit) di Poggi-
veto e Gaprona, dove rasenta il nuovissimo bonsi, di dove varca un colle assai depresso
ponte piantato sull* Arno presso la Bocca di che dal vallone dell* Elsa s* introduce in
Zimbra. Da cotesto ponte fino a Pisa la Fla quello della Merse, presso le prime sorgenti
eontinua a chiamarsi ^xcrirejf sebbene fuori del torr. Rosia^ e di là per la v.illccoIa
di detta Comunità. Costà si scosta alquanto della Feccia, rasenta i monti interposti in-
dal tortuoso giro dell'Arno innanzi di en- nanzi di arrivare a Prata srendere nel piano
tiare dopo migl. 14 Vs per Porta allePiag- di .bucine per poi salire nella città di Mas-
gè dentro la città di Pisa. sa Marittima e di rosta avviarsi lungo lu
8. VIA,o STRADA DI VALm-CEClNA. stradone di Valpìana a Follonica sul lido
•—Staccasi dalla Stsada Tbatema del Moif- del mare, dove arriva dopo 5a migl. fiu-
TB VoLTUuUMO al luogo di Rioddi fino ali* rentine di cammino.
iocoQtro della Fia provinciale da Ponte- i3. VIA, o STRADA da SIENA a MAS-
dtra a Massa Marittima, e da questa Via SA MARITTIMA. — Slnrcasi dalla regia
fino allo stradone delle Moje S. Leopoldo Grossetana sulla Costa ni Pino, ]>:issa nel
di dove lungo Ia Cecina si dirige sulla Fia piano di Ro.sia inn«m£Ì di entrare nella gola
regia Emilia ehe trova nelle vicinanze, del della Monlagniiol.i percorsi dal torr. Rosia
Ponte del Fitto che attraversa quel fiume per indirizzarsi posri.i nella via antecedente
dopo migl. ai Vj di cammino. di Poggilmnsi a Follonira do|)o quasi migl.
9. VIA, o STRADA TRAVERSA dkila 8 «/a Horenline di cammino.
CAMMINATA. — SUccasi dalla precedente 1 4. VIA, o STRADA FAENTINA.— Slac-
al ponte Ginori, ossia di Tegola/a per en- casi dalla regia postale di Rologna nel $u-
trare nel Tallone della Sterza di Cecina biirhio di Firenze fuori di Porta S. Gallo
varcare il fioggio al Pruno e dirigersi per passato il Ponte-Rosso |>er ritnonlare a lev.,
Bibbona nella ^i a re^/a £/» ///a, che trova da primo la sponda destra del torr. Mu»
dopo quasi 1 4 miglia di Iratersa. gnone^ passando in mezzo al borgo di S.
732 VIA VIA
tfatoo Vecchio, finché al Ponte alla Badia dal Tallone del itahbit di là ìnnoUrani nH-
TurcH il torrente per seguitare il cammino la ?alle de' Tre Bidenti che tmra aoUn Ga-
sila tuu linislra lungo la haie uccideiiUle leata, i quali rimonla sino a Sanla-Sotii, di
dei {ìo^fì di Fiesole e dì Monte-Rejigt, la iIotl- ti dirìge |)er la d«>gaiia di Fotte Pao-
cui valli'col.1 olln>|MSs;i sul varco delTO/- Una nella Valle su^ieriore del Sitìo 4 S.
mn j^r entrare mi viiìlnne della Sieve, Piero e S. Maria in Bagno dopo aver con»
|>.issarc questa lìumMiia sul |jonte davanti il quasi a? miglia.
Borgo S. liurenzu, altra versare quesla Terra 19. VI à,o STRADA CASEXTINESE. -«
e salire rA|)|H>nniiio per Ronta e Raggiolo É la ^/ra /a rie//aCo4 fii'/ta, la quale staccai
lino alla Olla di Casaglia, di dove scende dalla reg'apoiiate d*jireiiO |Misaio il Poa-
Della Valle Iran sapprnn ina ilei I«amone, |>as- tassievcixr dirigersi sul varco della Oinaans
Siindo in mezzo ali» Terra di Marradi.CrKlì donde scende qel Vai -d* Arno casentinctepi^
«tlraversa sul ponte il Lamone varcandolo sando dal Borgo allaGollioii, di aollo al ai
dalla destra alla sinistra («er tornare sotto |K)ggio attraversa l'Arno per correre iuofS
Pojiolano sulla destra del fiume e di lii av- la sua ripa sinistra laiciaoilo a poo. la Tera
T iarsi per S. Adriano al Ponte a Marigna- di Po|ipi, a ler. quella di Bibbiena, e va^
Ito, presso il 4i.mo cip[x> miliare che tro?a cando sopra nuovi ponti V Arclùuno ed il
dentro il territorio Pontifìcio. Corsalone passare da Rassina e poi «USub'
1 5. VIA, o STRADA kl MUGELLO. — biano, di dove s* incammina ad Areoo, li
Questa strada che nel primo tronco corri- qual citl^ trova al suo 44.mo miglio,
sponde alla Pia postale di Bologna stac- ao. VIA, o STRADA oblla VALLE Tir
casi dalPandiiroenlo della postale attuale al- BERINA. ^- Sebbene aia qneslii una dcU^
la Villa di Novoli per continuare sulle trac- strade provinciali, essa non è però latta or»
ce dell* antica, [lassare la Sieve a S. Pier a rozzabile. Slaccui dalla precedente fatta
Sie?e e quindi percorrere la ripa sinistra Bibbiena, attraversa questa Ter» per pqi
della fiumana nsenlando la Terra del Borgo icendere nel Corsalone^ di là dalia qiial fi»
S. Lorenio e la collina di quella di Vicchio mana cessa di essere rotabile fino alt* Alte»
•ino a Dicomano dove dofio i3 miglia en- nia donde scende nella Valle superiore dd
tra nella *fia regia Portile te. Tevere fra le Gom. di Caprese e di Pieve S
16. VIA, o STRADA TRAVERSA m Stefano. Costì rifatta carroxubile peicorte k
MODlGLIAlf A. — È un» continuazione del- ripa sinistra dH Tevere sino a SaD-S^polcri
Ja Wa provinciale Faentina^ cui essa alte- ilovc si niiisce alla ttraia regia d* Urbino^
sta al Cas. di S. Adriano, di dove [lercor- che trtva dopo cirra a4 migl.di ciramino
rendo intorno al monto di Budri:illo s* in- »i. VIA, o STRADA VVLDARNESE
cammina verso llodiglian.!, la qu:il citt.'i altrimenti detta de*Srrrv Porti. — E questi
oltrepassa per salire il pov{;io del Trebbio » parer mio una delle prime strade che scoc
allrayersare il vallone del Tramazto e scen- revaoo da Arezao sulla destra costa e Iudjbi
dere nella Valle del Montone sulla Strada le pianeggianti colline del Val-d*Arno supt
rei;ia Forlivese che trova a Castel Ruggero riore sulle tracce più o meno Mlificate <
fra Rocca Sa n-Cisoi.ino e Dovadola do{K) 17 variate della rifa militare siala aperta nell
migl. di cammino. anno 567 ili Roma (187 innanzi G.C.
1 7. VIA, o STRADA dclla BUSCA. ^ fra Arezzo e Bologna ; al!.i qual Via più lanl
È un tronco di slra'Ia provinciale che stac- fu ilato anrhe il nome di Via Cutsia. Ali
casi dalla re^in Forlis^efe presso Portico |ier Porta S.Spìrito ili Arezzo slaccasi ilalla Strt
Tarcare dalla Valle del Montone nel vallone da pastoie Romana e di costà piegando
del Tramano passamlo |K'r Tredozio e di ro:iestr. dirigesi per Quarala siili* Arno eh
là innotlrarsi |>cr Modigliana sino a che {lassa sul Ponte a Buri.ino, ili là d-il q<u
lungo Li fium^n:! del .Tfarzeno enlr<i nel fiume s:ile il po>:gio ili Casliglìo i-Fib'wdb
territorio di Faenza dello Stalo Ponlificio per inciminin^rsi a Loro sull t fiumana f^i«
dopo quasi 17 migl. di calumino. Jenna che trova inn.inzi di arrivar.* a Ce^
18. VIA, o STRADA TRWERSV m f «Viario, o al ramici mansione di Caxa Ce
ROM \GNA. — Porla que.sto nome il tronco sire. Di li rasentando il eorso del torr. Bit
di strada rotabile che slaccasi dalla regia fi^ scende lungo la ripa destra dell* Arno
Forlivese alla Rocca S. Casciano per varrare per avvicinarsi alta testala seitenl rionale de
i monti che separano la Valle del Montone nuovo ponte davanti a Figline. Di costi eoo
VIA VIA 733
tìnu a peroorrerc la rì|Ni dettra del Aame s5. VIA, o STRADA TRWERSV ml
fino a [liè Jet ponte dell* Incìsa dote trova la CASTAGNO. — È una delle poche Vie pro-
ttrtt'la regia postale Romana per Areuo^ vinciiilì difficiiroente ci treggia bile. — • Dira-
alia quale ti riunisce dopo circa migl. 3i masi da quella postale Aretina a Levane jwr
t mnxo fiorentine di cammino. enirare nel vallone iUWAmbra^ la cui fiu-
«9. VIA.oSTEVADAdiLOROkREGGEL- mana raienla dal lato destro innanzi di pas-
LO. — E una diraroaiione drlla prece- s:irla |ier dirigersi verso il monte di Palaz-
dente, dalla quale li stacca sul torr. Biofi zuolo la^iandu dallo slesfo lato 1* Abbadia
per dirigerli verso Pian di Scò e Pian di di Ruoti, i villafrgi di Sogna e di R;ipale,
Cucia a Rrggello, di dove rìsceude quelle eil alla sinistra Monte Altuzzo e le sorgenti
eolline per entrare rlopo migl. i3 l/t circa dell* Erse fìnchèarriva sulla vetta di Palaz*
■ella regia postale di Areno che ritrova zuolo dove dopo quasi migl. 6 */i si unisce
dirimpetto al Pian d*ltola fra il Ponte a Ri- alla stra la regia di Arezzo a Siena.
faano e l* Incisa. 27. VIA ncLLa VALLASI , ossia STRA-
93. VU,o STRADA CHIANTIGIANA.-. DA da SIENA a CORTONA. — Staccasi
SlaecBti dal r antica i^egia Romana per citila Via R. di Arezzo a Siena presso al Po/i-
Aremio^ al loogo detto il Bandino circa un te di Grillo^ dirigesi per Arraajolo e Ra|H)-
■iglìo fuori della Porta S. Niccolò voltando lano verso il poggio di Rifroma<;no, passan-
a distra al così detto Bandino, passa il |ion- do nella gola delta delle Vallesi insieme alla
te a Jobì suirEma per rimontare la sponda fiumana i^oeiia, la cui ripa destra percorre
■nislra di celesta fiumana percorrendo la finché T attraversi fra le Terre «li Asinaluu*
CTCila ili quelle colline fino al (^s. di Stra- ga e di Fojano per trapassare il Canal-Mac-
db, dove trova il vallone della Greve, |Nissa stro della Chiana sui Ponti di Cortona on-
dai capoluogo di questa Comunità, e di là de avviarsi per Farneta e per Monteccbio
per il colle di Panzimo entra nel contiguo Loti a dmuscia, dove trova do{>o quasi 29
lallooe della Pesa e dirigendosi nel centro migl. la Via R. postale Romana che viene
del Chianti e attraversando i paesi di R^idda da Aiezto.
tGajolc. Di costà mediante il corso del torr. a8. VIA, o STRADA LAURtTTANA. —
Jr«rje//oiie va atri vare dopo quasi 44 migl. Parte dalla Via R. fra Arezzo e Sioir.i p;is-
li strada regia fra Arezzo e Siena sul Ponte salo il ()onte delle Taverne tVArhia^ per
appellato di Grillo. avviarsi sulle piagge cretose di Vescona aìÌ
a4. VIA, o STRADA DA LEVANE alla Asciano, e di là salire il poggio ili Montai-
VAL DI BIENA. — Staccasi dalla regia pò- ceto, donde poi stendere in V.il-<li-(^hiani
sble Romana per Arezzo alla posta di Le- passanj mI.i Asinalunga e daTorrita per iO'
vane per rimontare la fiumana lì^WAmhra^ cammiii.irsi sul Ginaì-U.ieslro che varca miI
ed il suo ifallone^ che rimonta lungo la de- Ponte di Valiano, finche s* inoltra [ìCt Ciii-
rtra fino al villaggio omonimo dove passa toja verso la strada regia postale Romana
dal lato sinistro dell* Ambra dirìgendosi che viene da Arezzo, nella quale sbocca a
picaso le sue sorgenti che lascia alla sua Cimuscia sotto Cortona do[Xì aver cors) buo-
■BÌstratuI poggio di Monialio fìnrhè ginn- ne 40 mì\i\. fiorentine,
ta sol lato opposto del poggio eutra nella ag. VIA , o STRADA TRAVERSA dkl
Valle dell* Ombrone sanese mediante lavai- SENTIVO. — È un breve tratto di strada
leoola ilei Coggia suo tributario per arrivare che sl.ircasi presso Ripolano da quella delle
dopo migl. 14 circa sulla via rc^iada Arez- Valirsi [wr dirigersi nella stradi precfdenle,
«la Siena presso il Poniti dì Grillo. nella qnjle entra si>pra la Ten 1 di Asciano
a5. VIA PR0V1Nì:1ALE E>IIL1A. — do(K) circa mi^l. i t^ di traversa.
Questa strada che lino a tmioil 184; è stata 3o. VIA mNr>ITi:i>IN\LK o CASSIA
oom|»resa fra le regie al p.iri della suj con- pfr la VAL DI-CHIANA. — Questa strada,
lÌDuazionc al di là della Cifin.!, fu illrhia- appellata anche f^ift Cassia^ corre lungo la
nla da Pisi (ino presso al Ponte <Iel Fitto ripa sinistra del Cinnl-Mnestro, a partire
proibì n' •§ al r, do|>ncliè è Mitrata nella riasse dalla R'Jfa di I.'i da Chiusi lino ai Ponti di
dell** f'Ue re^ìe quella gii provinciale del Arezzo, p.issando lungo le fiiMe estremi' «le*
Lillorale d.i Livorno fin |*i'(Sso il'i Cee.ina. |)oggi ili Montepulciuno, Torrlt.i, Asinalun-
La suddetta ^ia provìnrìttle Emilia fut- ga, Fojnio, Liici{;niino, Monte S. S.ivi'io,
tanto corre (ler il tragitto di u8 luij'l. Cesa e Marciauo, »ulle tracce [ler lu quali i«
V. V. q3
7M VIA VIA
un di |iretso pulsava Tiinlicii ViaGiwiiilun- arri ?are tu] rAunetia alla Thrrm dellt Sùìiu
uo la Val-di-Ckiiana toscana. Ej»sa (X)i si riu- |»assanfju |ier la 5/cirse^ro, S GU/^fantùàtìk
nisce alla via (>oslale R"iuana di Arczxo al Contea ^ SiTano, Piiigiiano ^ Jta/teiuo^
1uo«o denominato il Crrro presso Pialo An- la Mai tiliana^ la Barra del Grani yv^
lieo do[jo avere altra verSiif? i colli che chiù- a che dojiu il camnuno ili buoof 53 bicL
dono a niaeslro il Val-d* Arno aretino dalla fìnrriilin<' enini nella Via Aurelìa alla T»n
Val-di Chiana ed il cui cani mi no è valutalo delU Saline.
circft niigl. 40 Vs fiorentino. 35. ViA , o STRADA oa GROSSKTnA
3i. VIA, o STRADA TRAVERSA m MANGIANO. _ QuesU Via parie da Gr>
MONTLPULCIANO. — Staccasi dalla pò- silo , pa9sa T Ombrone sotto Ischia (di-
stale romana per Siena, alla Terra di S. lire a Scansino, prnspg limilo ptr M-ml^
Quirico [Mss<indo per Pienza e MontepuI- roerano e di là per M.i nei a no onde rìuaiai
ciano, donde sc«ndc nella f^ìn LvngituJina- do|.(> 33 miglia all.i prt.<cedenle.
le.oCnisia dilla fai di Chiana chctruva 36. VIA TRAVERSA dal MOXT AWi-
al Gas. di Nottola du[io quasi 17 miglia di TA all' AURELI A. — È uiui nuoiastnA
Cammino. prounciale non ancora terminala che tf»
3a. VIA, o STRADA TRAVERSA DALE.A casi nella Terra di An:idosso Oa quella M
POSTALE ROMANA perSIENAsnio ALLA Monl*Aiaiaia,|assii per il fi.iiicoacrideiibà
VIA LONGITUDINALE o CASSIA DELLA del Monte-Labbro onde entrarr nrlU Talk
VAL-Di-CHIANA. — Parte dalla suddetta delPAIb' gna e quindi in Rocca lhcfni.Sc«-
|)osiale airOsteria della Novella fra Radico- sano e Magliano sino alla Barra drlGrÀ
fani e Pontecentino dirigendosi a lev.-grec. dove varcalo il fiume Albegna tniva a nifi.
|ier le Terre di Celle e San Casciano de* Ba- 33 l/s fiorentine la FVa Tra^erta che iit
giii, voltando poi faccia a sett. incamminasi la regia postale Rom.ina guiila al a FìéA^
lungo la pendice orientale della Montagna re/i'a presso la 7*orre delle Saline,
di detona verso quest* ultima Terra; quindi Li costruzione recente di questa itia^
entra in Sarlmno, e di là scende nella Via provinciale portò casualraen le l<isroprflaA
LoRGiTUDDiAf.F., o Casaia chc trova sotto Chiù- non poche mura e avanzi di edifizi fra UT»
ti alla Querce al Pi'ino dopo il tragitto di ra di Ma<;liaiio e la B.irca del Gnzzi ìa k»
quasi 18 miglia fìorfntine. go di'uorniiialo i Pt*gsrtti r la Dùgttmdk,
33. VIA,o STRADA DEL MONTAMIATA. lungo il torr. Patrignone AWmihiUnué
—Slaccasi dal la pof <a/e /lomana alili quarta cin'a mi|;l. 3 a ostro di Sfagliano e oi-fL
posta da Siena, alla così detta Poderìna, i ^ 2 1 seti, della Eaica del Gr.iizi suiri**
passala la fiumana deirOrcia di dove. sale a begna.
ostro il (ìoggiu (Il Casli^liou (rOicia e di Gli avanzi di del'e mura su queireo^
là imssando sui colli occiih iilali del Moni* nenie re<:into prest-nlanti una figura ou-r,
Amiala varca il lorr. l^iVo davanti a Sv^- han falli) supporre che appart«'nessero a qttoi*
giano ()er innollrarsi a Castel del Piano e ad che cillà etnisca ( /'. a Ca/tfrii'' \tenUiir
Aicidossfi. Cosli voliaiiflo direzione dai>slro n.iii7.ichL' vi {lenelrassm» ali eserciti foimbì.
M si'ìr. passa fuori della Terra di Saiita-Fiora; i quali costà presso più tardi l'on IjrmK) m
ed ivi ripiegando dascir. a grec. f>ei'ci>rre la Saturnia una colonia di cili.ulini ro''*4^
Montagna al suo scir. fino al Pian-Cisla- cordare alla medesima Ta^io d^ T. Li^)
giLil'o, di dove scendf nella direzione di lev. appellalo Caì^trano. — P'rd. Sditivi»'
nel torr. Senna, e di là nel li. Piglia che Macliaico nel Scpplemf.^iti) pronit-^y^ •q'-rf'
alla coiillutnxi cui Senna alli'a\crs:t (K*r en^ si* Opera.
trarr nella Vu |M)slale Romana, la ipiale 3-. Vl\ , o STRADA TRAVFRS4 ri"
trova sul Ponte a Rigo due mi^'lia innanzi Mf)NTI. — Purl.i ipii»tu iiuiir iiiu •l'w*
di arrivare al Fonie CenlinodojKj aver COMO provinciale che st-icrasi allf .Vuricee d*'»
circa migl. a6 e mezzo fiorruline. I^urrlan.i in Val-ili-lìiraiia in Giruun^JJ-
34. VIA, o STIWDA TRWF.RSA dal- Asinalunga per dirigersi sui nioi.ti .h T:e
LA RKr,l4 POSTALE ROMAN \ am.a VIA quaiida |wss,indo dalla Bulia di Sicillr.J*^
ALRKLIA. — t iiiianuovaslrailaprikvincia- de s<*endein Val-il'A$*o |ierM<Milisi rS ti*
le decn;tala mi non compila, la «piale deve vanni ifAsso. — A Torr*ni«rri allrairr*'^
flarcarsi dalla provinciale del Monlamiala al- strada regia postile di Roma fMT^^Iir'
l^ouulluenxa della Senna iu Paglia, per poi Muiilalciqo e poscia innoUrarsi |iei P*>ti*'
VIA VIA 735
aite Man nella Via regia Grossetana, alla naie riscende in Val-di-Marina finché di U
qoale si unisce air Osleriade'Cannicci, qua- dal poggio di Galenuno altraTersala strada
si due miglia sopra Fàganico, dopo il tra- pratese di Sesto per am vare aGipalle, ed iti
gitlo di 36 migK fioreoline. passa il Bisenzio per entrare nella Via regia
38. VIA, o STEAD4 dil TIGLIO. — postale di Prato, che presto a hban<lona, don*
Staeean dalla Vìa ngia TraPtrsa della de aTTÌarsi a Signa attruversando ancora la
VQÌ'di''I9ie9oÌ€ a non molta disianza dalla strada regia Pisiojese, nella qnale incontrasi
testala destra del nuovo Ponte suU* Arno di là da San Piero a Ponti, fioche arrivata
pmso la Bocca d*Usciana, e di là fino al sulPonteaSigna passa l'Arno, su Ilari ps si ni-
eonfine Lucchese che trova dopo quasi sei stra del quale trova la strada postale T/ivor«
Biglia fiorentine poco lungi dalla dogana nesesotlo la Lastra dopo il cammino di buone
del iVjf/io passando prima in mezzo alla a 3 migl. fiorentine.
terra di Bieotina. 4a. VIA, o STR.ÌDA di VAL-DI MA-
39. VIA, o STRADA TRAVERSA m GRA Slaccasi questa attualmente a Cr-
MAMMIANO. — È una nuova strada rota- serano dalla Via militare di Fivizzano, pssa
bile aperta al commercio della Val-di-Nie- dairAuIla, e di costì rimontando la ripa si ni-
toleoon la Lombardia, la quale staccasi dal stra del fi. Magra attraversa i paesi diTerra-
pNrto deirAltopascio per dirigersi a Pescis, Rossa e di Villa-Franca, rasenta il poggelto
di dove incomincia la nuova f^ia Tramena di Filattiera innanzi di entrare nella lunga
psosaiidoper il montuoso paese di Vellano, e città di Pontremoli per poi salire sul varco
di Ift per un cammino freddo nell* inverno della Cisa sino dove arriva la bella str.ida
hneare i monti di Marliana e quelli di Pi'* carrozzabile che viene da Parma, Borgo S.
Ifflio innanzi di arri vare sul bel ponte nuo- Donnino e Fornovo, dopo aver corso nel
TO che attraversa il torr. Limesire e quindi territorio disunito del Granducato circa mi-
awicinarsi ai forni di ferro sotto Mammiano, glia so fiorentine*
di là dai quali dopo 99 migl. di traversa si Quest'ultima Via di VaM I-Magra, sebbene
■niace alla strada regìa Nodanese. provinciale, è stata resa postale a partire da
40. VIA , o STRADA m VAL-m-BISEN- Sarzana e di là per Borgo S. Stefano e Aulla,
SnO. — - Parte dalla città di Prato e rimon- entrare nel territorio disunito del Gnin«liH
Indo la sponda diritta del Bisenzio, cooser- cato, percorrendo da Terra-Rossa fino sull*
'Vasi rotabile fino al Mercatale di Vernio, Appennino delln Cisa, quasi ao miglia fio-
piiaando perii borgo di Vajano e per Usella; rentine nel territorio Granducale.
aa eh Vernio a Montepiano e di là sino al NB. Non parlo della Vu LsopotoA Pi-
eonfine dello Stato Pontificio, che resta a tronsa che sta costruendosi attualmente da
tg migl. a selt. di Prato, la stessa via prò- una società anonima per salire da Pistoja
linciale non è più carrettabile. sull* Appennino detto della Collina e di là
il. VIA, oSTRADA MILITARE m BAR- entrare nella Pialle del Beno bolognese (ino
SBRINO in MUGELLO. — Staccasi dalla al confine dello Stato Pontificio, perchè non
Rgia postale Bolognese presso Montecurelli, è opera del Governo Toscano, sebbene da
puma per Barberino e di là sMnnoltra sul essosia stata approvata e generosamente sot-
monte delle Croci, dal cui fianco meridio- venuta.
736
RECAPÌIOL AZIONE detti 49 Vii PiOTncaAU aperu mi GRANDUCATO
6 loro lunghezza in Miglia fUjrentine,
NOME DELLE VIE
LUNGHEZZA
DILLB ▼!■
m mOL. PIOBUTIRK
CLASSI
1 . Via, o Strada da PonUdera a Massa Marillima
a* — Traversa del Monte Volterrano
3. — Traversa Livornese
4* — Lucchese Romana
5. — Traversa del Fonte di Bocca d* Elsa
6. — Francesca, o del Val d* Arno
7. — Vicaresc
8. -— di Val di Cecina
9- — Traversa della Camminala
10. — Volterrana
1 1 . ^- da Siena a Volterra
la. — d<i Pnggibonsi a Follonica
i3. — da Siena a Massa Marittima
14. — Faentina
i5. — del Mugello
16. — Traversa di Modigliana
17. — della Busca
18. — Traversa di Romagna
19. — - Casentinese
ao. — della Val Tiberina
ai. — Valdarnese
aa. — di Loro e Reggello
a3. — Chiantigiana
a4. — da Levane alla Val di Biena
a5. — Provinciale Emilia
afl. — Traversa del (Castagno
27. — «Ielle Va Desi, o da Siena a Cortona
aS. — Lauretana
29. -^ Traversa del Senlino
30. -— Longitudinale, o Via Cassia per la Val di
Chiana
3i. — Traversa di Monle-Pulciano
3a. — Traversa dalla postale Romana alla Lon-
gìludiiiale, o Cassia della Val di Chiana
33. • — del Montamiata
34. — Traversa dalla postale Romana alla Via
Aurelia
35. — da Grosseto a Mancinno
36. — dal Montamiata alla Via Aurelia
37. — Traversa de' Monti
38. — del Tiglio
39. — Traversa da Pescia a Mammitino
40. — della Val di Bisenzio
41. — Militare di Barberino di Mugello
4 a. — di Val di Magra
Totale 'Vi^/.
55. 00
5. a5
9« 85
18. 3i
3. So
aa. 08
14. 55
ai. 75
i3. 99
36. 00
ai. a5
5a. 00
8. 5o
40. 53
i3. 00
17. 00
16. 84
a6. 75
43. 34
34. 08
3i. 38
i3. 56
43. 77
14. «9
aH. 00
6. 41
aS. 87
40. 40
I. 60
40. 48
16. 6a
17. 78
a6. 43
53. 14
33. 04
33. 39
36. II
5. 76
a9, 00
18. 88
a3. 14
ao. 73
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VTA
CLASSE /r.
y^E eoMVMtTjtTire motjbili
DEL GmaEDVCJTO Di ToSCaBA
VTA
737
N. B. Mancnyano in questo Comjviirti-
inento di Strade cwnunitnUve rotabili le
Comunità dell' isola del Giglio^ di Man-
ciano, di Pitigliano, di Bocca-Strada e
■ lie Vi« ComunitaliTe rotabili aperte a di Sorano ; io tutte 5 Ck)niuQÌIà.
lotto fanno 1844 nella Toscana Gnindu-
cmle rìs|ietlo alla loro lunghi-zza ascendeva- Recàpitolàz IONE delle miglia percone nel
M» ■ migl. 3668. 84. Coleste Vie sanbbero Granducato di Toscana dalle quattro
tioppe ae doretsi enumerarle distintamente Ciani delle Vie preaceennate.
per ogni Comonilà, dondechè mi limiterò ^^^^m^^^m^m^— ^1— 1— w^i^»
a indicare la somma delle miglia che le me-
doime percorrono nei cinque Coroparti-
aenti amministmlifi del Granducato, e nel
Impo slesso avviserò semplicemente quel-
le Comanilà che mancano di strade comu-
niUliTe totalmente praticabili dalle ruote.
I. Le langbenta delle ^le eomunitative
rvla^'/i esistenti nel 1844 nel CoMPAirnmiTO
FsDBnmiio ascendeva a migl. 1 65 3,07
qualità' delle tie
DIIITBO IL TKRBITOllO
DEL 61ANDCGAT0
o
345.
55
400.
9«
ioa6.
i5
3668.
84
La IX Vii eioik postali
La XVIII Via aiGu hoh postali
V n I . i^ .—-»..« La XLII Via pioviRciALi
if. B. In questo Cominrlimento manca- _ _. .,^a.«,
11 J« «r- ^ •* .-. ^0^l:i; Li Vu cOMuinTATiva aoTAaiLi
«ano allora di rie Comunitattve rotabili
le Conaunilii di Bagno^ Do^adola, Galea- Totale . . . Migl, 5441. 45
ro, Zionda, Marradi^ Modigliana, Por*
t̀o^ Sambuca^ San-Godenzo, Santa-Sojlaf Se oltre la RacApiroLAxiORB suddetta della
SorhanOf Terra del Sole^ Tredoùo^ Fer^ lunghezza percorsa dalle 4 Classi di vie ro-
gkerelot Voiterra; in tutte i5 Comnnilè. labili aperte nel 1844 nel Granducato, il
II. La lunghezza delle Vie Comunitative dipartimento del Catasto avesse polnlo farci
rorofti/c esistenti nel 1844 nel CoMPABTiMKR- conoscere la larghezza respeltiva delle Vie
TO PuAHO ascendeva a migl. 6ai . a5. medesime, noi saremmo posti nel gmdo d'in-
N. B. Mancavano in detto Coropartimen- dicare più d* appresso ai nostri lei tori la
lo di Vie eomunitative rotabili le Comu- superficie totale che le 4 Classi di strade io-
Dilli dì Calice f Cascia^ Castel'Nuovo di labili attualmente possono cuoprire nel ter-
J^ai-di^Ceeina^ Groppoli^ Bio nelV Isola ritorio del Granducato.
àeir Elba, e Zeri\ in tutte 6 Comunità. Essendoché cotesta superficie resta tuttora
III. La lunghezza ilelle Vìt comunitati^e promiscuata non solo con quella delle stra-
roiabili esìstenti nel 1844 nel CoiiPAaTi* de mulattiere, ma dei fiumi, torrenti ed al-
«niTO SnasB era di migl. 486. 59. tri minori corsi d' acqua, calcolandosi in
N. B. Se non mancavano di Strade co- complesso la loro estensione in 191950
munitaiive rotabili molte delle quattro Co- quadr. agrarj,pari a circa migl. 339 qnadr.
-munita di campagna comprese nella Can- di 67,3 a grado, cioè di br. i833 ^/s per
cclleria coraunitaliva di Siena, non poche ogni miglio lineare fiorentino.
di esse per altro erano difficilmente pnitica* Premesso ciò, non ardisco meno che fier
bili dalle mole in tutta la loro estensione, approssimazione d* indicare qui appresso la
IV. Lb lunghezza delle Vie comunitative superficie respettiva 0(!cupata nel 1844 nel
rola&fVf esistenti nel 1844 nel Coup aiti- Granducato dalle 4 Classi di strade sopr» in-
MBRTo Abktiko ascendeva a migl. 614. 71. dicale, accordando per modo di esempio:
* N.B. Mancavano in ({oestoCompartimento
di Strade comunilalivc rotabili le Comunità Alla Classe I dkllb SraAne Rioia posta-
della Badia-Tedalda e ù'i Sestino. — Quel- li, la larghezza media di . . . . Br.
•le aperte fino al 1844 neUe Comunità di Alla Classe // delle Svtbaoe Regie aoii
Bibbiena e di Chiusi dei Casentino sono in postali parimente Br.
gran parte impraticabili da Me ruote. Alla Classe Hi delle Stbadk Proviic-
V. La lunghezza delle Vie comunitatìve culi la l.irehezz.-i media di . . . Br.
roifibili esistenti nel 1844 nel Comparti- Alla Classe IV delle Strade Comuhi-
■laToGaossETAio arrivava a migl. 293. aa. tativb rotabui similmente . . . Br.
la
la
7.Ì8 VIA VIA
Domlrcliè ne consff;uilorehhe,rhel.i pri- per mezzo rlelfe Strade Fermte ìé rme
ma (Jl.i.ssf «l<'llo Stbam Kegii postai.i «tlrn- ri Uà di colesti bclb poniune ci* lulia.
ikiiiliMÌ (MT il Gr.iiiiJ licito in uiM lunghezza Mun starò* rìpclere la lunga lista nolift-
lineart' di migl. 345,55 ed in una larghex- ca ta da i fogli pubblici de* vari l'af/rZ/f a ^«s-
la media di braccia laoccupam dovrebbe /wre che Irasportano merci e pusfgf ieri ali-
un terreno e(|nivalenle a migl. quadre fio- vomo, o che da Livorno conducono in hit-
remine i e mezzo, p:irì a quadr. 1394. 86 ?i ore quelle e questi a Genova, ■ Marsilia
dì 1 0000 braccia 1* uno . a Civitavecchia, a N-ipoIi, a Palermo ecc. ?lè
Così le Stb«dk Rfroift iroii postali nella parlerò in anticipazione fJelle piccole barche
loro lunghezza di migl. 400.91 in una a vapore che pure è da prevedersi an giofw
larghezza di br. 1 a verrebbero ad ucnipare no saranno per correre nei canali e ori 6ih
nel GrantJucalo migl. quadre fior. 1 '/g, mi della Toscana in luoghi ed in sta^oal
Hisfiello |»oi alle CLissi IH e IV e delle più propizie a renderli navigabili. Ifé lai»>
Stbaink PaoTiRciALi ascendenti alla liinghez- poco mi fermerò a enumerare quanti pio*
la di miglia ioa6. i5,edt'lle GiMUiriTATiva getti si stanno facendo \ier a|inic della
di migl. 36<)8, calcolale nella loro lunghezza Strade a rOtajt dì ferro \Àh o meno piane
iu migl. 469 i . 99 e nella larghezza di br. 8, per TAppennino toscano; e se poi lutti rnfetti
occuperebbero il terreno coperto da mi* pror>etli siano suscettibili di essere dalla m-
glia quadre fiorentine 1 3 ^fé (tari a quadr. viezza del Governo |ier il bene pubblico ap-
10641. 96. provati, dondccbè mi limelrrò per ora a
Cosicché il Granducato nel 184 4 avrebbe indicare, che previa rapprovatiooe ^vnna
ceduto ptr conto di strade rotabili una su« si accorderà facollà a varie Socieià Ai»^
|ieificie catastale di suoli) non imponibile di nime di aprire nella Toscana le seguenti
1^499* 90 quadr. equiv denti a migl. qua- sette Strade Ferrate. --> f^ed, il Sema*
di-e 16 S/s fiorentine ; la qiial superficie, de- muto alla presente Opera.
tratta dalla maggiore di 191950 quadr. per i. VIA, o STRADA FERRATA LEO-
i diversi corsi d* acqua, e \iev le piccole rie, POLDA. — - Questa Stratta destinata a rav-
lavcierebbe a questa quadrati 178450. 10. vicinare in certo modo Livorno con tulli i
£ tuttociò in una ^lOfiolazione di un mi- paesi interposti alla capitale della Toscana
lione e mezzo circa di abitmli spcirai in una fu approvala fino dal 1839, e sebbene dopo
superficie di 8o3a 1/3 migl. quadr. fioren- quasi 5 anni sia stato compito il primo tronco
tiur, os>iii di quadrali 0,448,913. — f^ed. da Livorno a Pisa, vi è luogo a sperare che l'
a fMj;. 571 di quesin Vul. il (^>i;adro nrLi.A iraprei.1 essendo affidata ad una società ano-
RpcAPiTor.«rir)NR MT^TLsTiCA KUMKKicA DELLA nima «lì |iropMsiio, Vada cssa coii minore leu*
Td.sfiANA Gbanim.cilr. tezza occu|m minsi della sua desiderai issi ma
conti nu.iaiom'. Il grande concorso giorna-
rr J^^P V '*"° *^^''** persone, se non ancora delle
i^LASòt, merci, che per cotesto nuovo mezco si recano
T/ir, o smADR rEUHATK da Pisa a Tàvorno, e viceversa, senza il mi-
APEnTB o PKK .4PB!iist SELLA TOSCANA nimo sioistm, fu talmente numeroso, e per
gli azionisti sodilÌNracenle,che a mnlti è ve-
Oraclie quisi lutto finisce in vapore, non nula la smania di associarsi pervia di azioni
snliini-nte le Vie di maro, ma quelle ancora ai progetti di altre Stra^U ferrate della T<v
di krrat'crma si vogliono far correre da le- scaiia, senza calcolare se il tragitto sia trop-
gni a vafiore come mezzo più sollecito e più pò corto, o virino ad altre fie a rota/e di
econoiniiro di quello che offrono le vetture ferro. Una simile frenesia di speculirr sul
per le Vie regie, pi-r le provinciali e comu- gioco che si fa altunimenie in Inghilterra
nilative praticabili dalle ruote, (»ersuasi i colle azioni per le 5/rorfe Ferrafe da aprirli
più che nel ris|Mrinio del tempo 1* uomo in quel regno, fece «lire a Lord Rrougham
trova il vero guadagno. nel Parlamento del 7 aprile i8i5 parole
li» Toscana sebbene siasi mossa con poco favorevoli a cotesto nuovo mercimonio,
qualche lentezZ'i, non ha voluto peraltro a. VIA, o STRADA FFRR4TA n*
ewrc ddle ultime in Italia a procurare LUCCA a PISA. — È la seconda ^iaar^
airiiiduslria e-l al commenìo la risorsa mo- taf e di ferro che per ragione di anziamlj
derni^sima di avvicinare dirò cosi fra di loro sia attualmente costruendosi da Lucca a Pi-
YIA VIA 739
ii, dove tlteitcrt con la Strada Ferrata 6. VIA, o STRADA FERRATA da SIE-
Leopolda già in attività per Livorno. NA aila. LEOPOLDA. — Sarà questa il
3. VIA, o STRADA FERRATA da LUG frutto di un maturato progetto per gli sludi
CA AL ooanm do. DUCATO oon PESCI A. che un comilulo di promotori lanesi otien-
"~ Qucria strada aoncessa nel i8 dicem- ne da S. A. I. eR. il Granduca di Toscana
brc deiraono 1844 sarà un nuovo tronco di poter fare. Progetto oggidì condotto a tal
della preoeilente con gli stessi oneri e pri- punto che la maitriulei-oslrnzioue della rVa
ffiicgj impatti e conceduti dal Duca di Lue- ferrata da Siena per Poggibonsi alta Leo-
ea alla tua Società Anonima^ onde a- polda si spera di csecuzinne non dubliiaal
gerolare i Innaili della provincia di Val- confronto di altri esempj di strade a rolajc di
di-incvole e togliere ogni ostacolo aires- ferrotracciateinunapendenzaed in terreni di
fcHaaùoDe del grandioso progetto di por- con figurazione consimile a quelli che sal-
se in oomunicaiione, mediante un canimi- gono a Siena.
no fiemtoy i dominj toscani e lucchesi colla II tronco più difficile di questa Via sarà
l^OBbnrdia e la Romagna , il mare Tosco naturalmente fra Poggibonsi e Siena, tro-
am r Adriatico. dandosi Poggihonsi ad un livello di circa
i. VIA, o STRADA FERRATA dal con- br. aao sopra il mare, mentre la Porta Ovi-
fine di PESCIA a PISTOIA. — Dopo che le e la Porla di Fonte Branda di Siena, che
ri. e &.' Governo ne avrà approvati gli sono le due porte più basse di quella città,
fludj che una Società Anonima si projio- possono calcolarsi a 5 io br. sopra il mari-,
ne di eseguire, questa Via sarà la conti* che verrebbe adire in i5 migl. di cammino
nuasione della Strada precedente e potrà circa 3i obr. di salila, vale a dire br. 90 S/3
diiai la più vicina alla catena centrale del- circa per ogni migl. di br. a833 ^/s I* uno.
r Appennino onde mettere iu comunicazio- Ma l'esperienza ne rinfranca con una pro-
ne la parte tnnsappenn ina della Lombardia Ta ormai non più dubbia, che le Locomotri*
e della Romagna con la cisappcnnina della ei non indietreggiano nella loro celerità fier
Toscana. \t Strade ferrate in declive dì otioean-
5. VIA, o STRADA FERRATA d% PI- che di nove millesimi, quando la salila sia
STOJA SUL RENO B0IX)GNF5E. — precedute da un buon tratto di strada oriz-
I^ notìBcazione del i5 aprile 1845 che contale.
concede ad una Società Anonima facoltà Al lorchècotesta5/rad<i/«rrafa sarà come
di eseguire gli studj propri ad eflelluare il è sperabile con felice successo efleltuata,
progetto di un^Stra la ferrata dal confine quante difficoltà che attualmente aritstauo
di Pcacia sino a Pisloja, concede la stessei in qualche modo imprese di IhI fatta |M-r
facoltà ad altra Società rappresentata dai terreni montuosi non verranno ripianate |H;r
tre coraggiosi fratelli Cini di S. Marcello, eseguirne ilei le consìmili!
di potere studiare e quindi sollo|K>i-re ali* Una delle condizioni, che dovranno ser-
csame dell* I. e R. Governo Tardilo prò- vire di Ivase agli staluli di quella società
fCllD di attraversare con una strada a ro* anonima, sarà quella deliberata nel di ai
tm/e di ferro mediante una gallerìa (non novembre 1844 e pubblicala col inaniicslo
SipRÌ quanto lunga né quanto pendente) inserito nella Gazzetta di Firenze del 7 peii-
r Appennino fra V Ombrane pistojese ed il najo 1845, cioè, che il consiglio dirigente
Meno Bolognese. aroministnilivo dopo Tapprtn. azione Sf>vraii.i
Quando cotesto progetto grandioso fosse (leblui senza rilardo attivare il lavoro biella
per esaere approvato e felicemente esi'guito Strada ferrala senese , comincinnlo dai
la Città di Pistoja diventerebbe il Livorno pressi di Siena^ e che debba proseguirli
■toditerraneOy il deposilo commerciale, in- senza interruzione nel più brtve tempo
dustrìale e personale delle molte nit-rci e dei possibile fino alla Strada Ferrata Lro-
Doltissirai passeggeri che in (K>(.he ore pò- polda, all.i qii;ile ess;i dovreblic aa'oppiarsi
trebberò tragittare dall' Adrialiro al Medi- presso al centro de! V.1I d* 4nio iiiftrrÌDre
terraneo, dalPAIta Italia a Firenze, e vice- nelle vicinanze dì Kiii|»«)li.
versa, s«nza più Siilire e scendere i gio^'hl 7. VlA.o STRADV FKIIRATA LITTO
che Appennin parte T una dalT altra con- RANEA.-^ Fece il pm«>cU() piii <;r.indioso,.
Irada ecco la Strada a rotajc di ferro li più liinf;.i.
Del bel paese là do%^e il si suona. più aperta e più pianeggiante, qualora si ec-
740 V 1 A H ▼ I A R
ceti ui no le due prime, di quante pfogetUle insieme con altri on compren nelJi Gomu-
furono finora io tultM la gìbboiiwinui super- nììk della Badia-Teda Ida.
ficie della Tosciina. h* nolificazione steasa Lia |Mrr. di S. Emilio ■ Vìaraa^io ori
che acconia gli sludi per la Strada ferrata i833 notenva i33 abit.
da Petcìa a Pistofa, e per Pallra da Pistofa VI4N0 ( PIEVE m ) nella Val -di Magra.
ai Beno Wo^'/i^ie, Im conceduto facollk -— Vili, con antica pieve ( 5. Martimo Fw
ad una commissione sociale dì effettuare seo^fo) nella Com. Giur. e circa 5 migl. a
trai lauto gli studi preparatori alla buona grec. dì Fosdinov<s Dioc. di Mjfsa-Ducale«
rieM:iladellaloro impresa onde polercosirui- già di Luni-Sanana, Due. di Moilena.
re una Strada Ferrata che lambendo sem- Risiede sopra uu [loggio, alla cai baie
pre il litlorale della Maremma riesca per orientale scorre il lorr. Lucido di Fimea^
tal mezzo ad avvicinare IJvomo, Pisa, Lue- uell* antico exTeudo di Gragaoia dt^VLinh.
ca, ecc. a Civitavecchia, a Roma, ed alla pò- Malupina, del quale s* indicarono le Yieende
polalissìma città di Napoli. e la riunione di quello al roarchesalo di F^
VIAJO, nella Vai-Til>erina toscana.— sdinovo, attualmente al Ducato di Slodena,
Cis. con eh. parr. (S. Palernìano) nel pie- sotto gli Artic. Fouhrovo e Gmoiola.
vallato di Micciano, G)m. Giur. e circa due La pieve di Viano è rammentata Cra quel-
loigl. a sett. di Anghiarì, Dioc. e Gomp. di le della Diocesi di Luni nelle bolle de' Poa-
Arezxo. tefici Eugenio III ed Innocenxio III, eon-
Risiede in pianura presso la sponda de- cesie nel 1149 e i«oa ai Vcscavi di Lani.
stra del Tevere, sull'opposta ripa del quale La popolazione della Pieve di S. Martino
sorge il colle di Monledoglio. a Viano nel i83a contava 687 abitanti.
Sino d:il 1008 posse<leva beni in cotesto VIAREGGIO ( ^ia Regia ) nella Valle
luogo di ^ia/'o la Radia di Frataglia, toslochè inferiore del Sereb io. ^- Città mo«lenia e
EIcmberlo vescovo di Arezzo nel detto anno ognora crescente presso la riva del mare con
assegnò fra le sostanze da esso donate alla Porto-Canale, attualmente con due chiese
slessa Ridia quelle che la sua mensa, o piut- parrocchiali (S. Antonio e S. Andrea), capo-
tosto e«rli in proprio, possedeva nel distretto luogo di Cam. e di Giur. nella Dioc. e Dnc.
di Fiajo, di Lucca.
Fra F<'7'n signoria de* nobili di Monte- Risiede fra Pielrasanta e la Ibce del Serchio
do<;lio e di Galbino fino da quando uno di allo sbocco della Fossa Buriamacea nel
essi, Keniarilino dello Sidonia, tìglio di Ra- Porto-dnale solto il gr. 43® Sa'di Ulit.eti
niffi da Galliino, nel l'ò nov.dcl io83,ac- il gr. 97^ 55' di lons;., 6 migl. a ostro di
(|iiislò da un di lui fralello la |»orzione che Pietrasanta, circa due inigl.a pon.-lib. d^Ua
gli ajiparleneva della corte di /7<i/o, laqual posta di Monlramilo, iotorno aio roigl. a
porzione nei 1 104 efsli assegnò ai (Arnaldo- maeslr. di Pisa, e i3 a pon. di Lucca,
lensi d<'lla Riilia d* An};liiari. -^ f^ed. Ah- Vedesi Viareggio sul liJo del mare (|oasi
UHiARi e MicriAKO in Val-Tiberina. nel centro delT insenatura che forma il ba-
li;! fiarr. ili S. Palernìano a P^iajo ne\ cino più occidentale drlIaTose«in.i li Iti iranea,
i8'-i3 noverava i a8 abit. la cui corda dal promontorio del G)r«<> sino
VIAMAG0IO, o VIA-MAGGIO {quasi a Monlenero fu calcolala di 5a miglia geo-
f^ia Vagifiore) nella Valle della Maree- grafiche quasi mipl. 58 lìoreiiline.
chia.— B<>rpj|a con eh. pirr. (S. Emilio) Questa nuova cillà tagliati a guisa di
ed un posto do».inale di 3.' classe nella paralellogranima ha strade larghe e diritte
i)i»iii. e circa 5 nii<;l. .1 |K)n.-lib. liella le quali, (piantinique non siano ancora tutte
Ridi.i Trdalda , Giur. di Seslino, Dioc. già fianchegfiiate ila pubblici e privati eililicj,
di CìWli (lì Cislello, oni di S.iii-S<'{K>lcro, pure vanno costì giornahneiileaumentanilo
CcMUp. ili Arezzo. le case, le chiese e le palazzina con regolarità.
Risiede nella schiena doli* Alpe della F^u- ordine e pulizia,
na ira le sorg4*nlidel iiiime M'treccliiae suir Fu misurata trigononietric:i mente la si-
antica via mulattiera che van'a quellj moii- tuazione di Viaregffio dal Padr. Geii. Proi'.
ta^nia , la quale se|Mra la Val ti superiore Michele Berlini ili Lucca, presa dalla s<iai-
del Tevere «la quella della Marecchia. mila della Torre de'Forz^ti, e trovò questi
Kra pur questo uno de* pienetli o roin>i- circa 4a br. lucchesi sU|ieriore al ImiII^
uclti dp^urlenuto ai dinasti di Moutcdo|jliu del mire Medilerrautu; mculn: dalle Iriau-
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fobsioni bue ibi Patir. Gen. Gay. Gioyan- ne intermedie» le quali lasciano lungo qucl-
ni lugbirami risulla, cbe il piede della Tor- la spiaggia tanti arenosi deposili cnpact «li
fc imsilcaÌBìa era braccia a fiorenliue supe» allonianarcprogressiyamenlc lariya del oiti'
ciofc al liyelio del vicino mare; lo cbe di- re dalla terraferma. — f^e</. appresso V Art,
mostrerebbe cbe la sommitli della Torre de* Gomusita* si Viarcooio.
Fonali in Viareggio Cosse circa br. 40 fìor. Giii si disse agii Art. Pisa e Vallk nax*
soperiore al suolo, sul quale s*innalia. Aero Pisaro, che la spiaggia a Bocca d*Ar-
Rispet lo ali* orìgine del nome di ^lare^- no in 1800 anni si è umoentiila di circa
f 'O sembra manifestarsi naturalmente nella 1 1 3oo br. toscane, equivalenti a metri 6595,
Fia Begia cbe nel medio evo fu tracciala e fu ancbe calcolalo che Taumento del lìtio-
Ino^ il littorale passando da Viareggio, ale di Viiireggiosi valuta ad un dipresso fra
All'Alt. MmLuauo in VaUJi-Sercbio fu le 4 e le 5 br. per anno.
dello, che quella vastissima tenuta selvosa Epperù non farU meraviglia (soggiunge
nn dì Ckcvi parteed era compresa nella Sei- il March. Mazzamsa nella sna Guida del Po.
M Begia^ noia in parte sotto il vocabolo restiere per la ciltii e contado di Lucca) il
ipeciaie di ^e/iu Pamn/i/ia, la quale eslen- pensare che al tempo dei Romani il mare
defili dalla ripa deslra della Valle inferiore bagnasse le falde del poggio di M;issaciuccolì,
del Serchio, a partire dall* origine della cui aggiungerei, e che allora i Pisani occupa-
Foita'Nuo»a emissarìa nel Lago di HaS' vano quello stretto littorale con le pendici
imdmccoii sinoversoMontramilu,edi là co- meridionali de* monti di BaibanOy Massa-
stcggiando il monte di Qoies:i, proIung:i\asi ciuccoii, Quiesa, ecc.
sino al Termine della Scirparsa, lungo il Infiliti una delle memorie piti antiche su«
lilloraledofesljoccava la Fossa di Xotrone, pentiti di Viareggio è {loslcriore alla prima
Cbe colesta SeliHt Begia ap[Mrlenesse, metà del secolo XII, allorché un esercito
al pari di tulls le altre macchie che incon« lucchese nel 11 70 essendosi accampalo costì
tnvnnsi lungo il littorale toscano alla Gorle presso, fu investito e vinto dai Pisani, i quali
legia, oasia alla Corona dMlalia, dalla quale a' impadronirono del luogo di f^iareggio.
prese il tìtolo di Begia, non ne lasciiino dub- Cotesto castelletto era allora cotanto pic-
DÌo i documenti superstiti, ed il nome che cola cosa che per lungo iem|>o esso mancò
dopo il mille fndaln al piccolo villiiggio, ora di una chiesa parrocchiale, non trovandola
citlk di Viareggio. 11 qual nomefornivalo la indicata né tra quelle del piviere di Massa-
localiUper Irovarsisul {la&sodiunu Fiaear- ciuccoli che fu della Diocesi pisanj, e nep-
raja o sterrata, ii\ìt fm d'allora era tracciHla pure nel caLilogo delle chiese della Diocesi
luogo la marina (|clla Stl^a regia. Colesta di Lucca del ia6o, il cui vescovo mollo do-
Via, cbe divenne per lungo tempo |ioslale da pò la sotlo^iose con 1* altra di Moutramito
Pisa a Sar^ana, non deve confondersi con alla pieve d* Ilice.
r anlica ^la Fra/iceiC<i,o i7o//ièri stala apcr- Aggiungeva inoltre T annalista lucchese
la mollo tem(io innanzi :i pie dei Monle di Tolomeo, di aver letto nell'antico re;:islro
Quiesa sulle tracce a un dipresso della f^ia del G)mune di Lucca, qualmente nelT unno
edlitare di Emilio Scauro ; la quale {ms- 1171 il governo della sua piilria acquistò
uva poco discosta dagli cmissurj del ptidule in compra da Trufla Mezzolombardi dei si-
e Lago di Massaciuccoli, emissari che f'>rse gnori di Monlramilo la Stlsfa con tulio il
JjI suo autore fatino ebbero no me di Fos- terreno lungo quel littorale, a {tarlire cioè
se Papiriane, siccome (liìi lardi la Fossa dalle foci del Serchio, dove esisteva una lor-
"'oggiore acquistò quello di un proprietà- re a guardia della marina, fino a Montrami-
rio lucchese chiamandola Fossa Barlamac^ lo ; e che nel 1172 alle calcnde di grnniijo
cfl, la quale imiiocca nel Porto-Canale di i Lucchesi tlislrussero il Cast, di T'iareg^
Fioreggio. — Fed, Fossa Bublamacca , e ^fo, occupalo sino dal 1 170 «Idle armi dei
Fosse Papìmahe, Pisani, dopo essrre stali questi ultimi messi
A flimostriire IWigine non ani ira di Via- in fuga dai primi,
rpgglo si presenta non S'do la storia ijoIì Non starò poi ad esaminare, se sìa an-
lira e rctcli-sì.isiicii, ma U lì^if.» di coUsla lenlico o nò un «liploma ili Fcderijio 11 del
[•iinnra littonuìi;! , dove slKM-cuno, al suo 117.1, dal quale :iliMini ar^niscMmo , che
f»^tro i tinnii Sercliio ci Aini>, td a seti.- in qm ITunni» il cisteliorohlislrellodi Vi.i-
uiaislr. 1.1 Magrsy olire molli toir. e huma- rc'{;gio fu dalu in feudo ad un imss. Pag.ino
Y. v 9i
7M T I A B y I A R
di Baldovino (U Locca, aggregaodoio alla cU- iiiffni|[aiira della pieve d* Ilice, e la priat
tadinanta di Metiina,e che rettaiiedi quella volu che esn comparisce nel c4lalngo drlk
famiglia fino a che nel 1^83 il Comune eh lete parrocchiali, mi aembri quella indh
di Lucca col favore del conte Ugolino della caU dal sinodo Inechcte celebralo nel
Ghcmrdosca, allom signor dì Pisa, potè ria- gio delP anno 1 736.
cquislarlo. -— (Ptolom. Locias. Annal,) Ma il vaso del tempio nella Tislon
Dirò solo che in Viareggio, Terso il se- tiplicdaionedel popolodi Viarrgginevalrap
colo XIV , fu edificata quella Torte torre pò angusto e richiedeva una chiesa ausecl*
che sef ve di Bagno ai con<Ìannati di Lucca, libile di ricevere non più 3oo ma S in 6oeo
Aa non confondersi con raltra torre fabbrica- persone lo che e stato eseguilo in questi Il-
la sino dal 1 171 pn-sso la foce del Serchio. timi anni.
In Viareggio vi si gode ampia veduta del Avvegnaché nel 1839 il Duca di Loooi
mare dal promontorio del Corvo e da 11* Isola atteso 1* aumento aempre cretceote della p»
P.ilmaria sino al Monte Nero di là da Li- polaiione decretò, che si erigesse in Viarrgi*
vorno. La spiaggia essendo inclinatissiroa e gio una seconda chiesa parroocbi«le« e, ap-
a|«rta |>er tutto intorno, non affonib in tìcì* pena ottenuto sotto dì ai luglio 1840 il
nanzN del lido che 9 piedi dal lato di mezzo breve pontifìcio, fn fabbricato pia d*appre»
di, cioè sopnivento, e piedi 97 dal lato di so alla spiaggia un tempio a Ire navale el
maestrale, cioè sottovento, siccome appari- un convento contiguo per nna famiglia reli-
sce dalli scandagli fatti dal capitano Smith, giosa di Servi di Maria, i ifuali ne pfcsero
in conferma di quanto fu avvisato dal eh. possesso nel 3 giugno del 1841.
Birnardino Zendrini nella sua Relazione La separazione della pofmlazione di Vi^
edita in Lucca nel 1736.— Ftd, TArt. regisio in due cure fu eseguita nel marw
CoaniarrA* di Vubbggio. del 184 3 quando vennero assegna li alla nuo-
In conseguenza non solo ai vascelli di alto va cura de* serviti circa a 3 00 popolani.
borilo è impedito l'ingresso nel suo Porta- La chiesa dedicala a S. Andrea Apostolo
Cnnale^ ma essi ne anche ponno dar fondo in capace di contenere da 5 000 pertone è ■ cit^
quei paraggi. Solamente i legni a vela Ialina ce latina adoma di statue nella facciata e di
trovano costii un buon suolo per gettarvi Pan- un impiantito ili marmi di Carrara. Essa è
con, etl anco internarsi nella città permei- fiancheggiata da un convento con comodi
zo del suo Canate corrispondente con la abitazione per i a religiosi.
Fo««i Burlamacca eil altre fosse emissariedel Varie manifatture sono stale di cnrto in-
Tiiigo di M.issaciuccoli, o che raccolgono gli trodoLie fra cotesla popolazione, la quale si
sroli di quella pianura. Lo cbè peraltro ba- moltiplica prodigiosamente, sia per esservi i
sta pel vantaggio della pesca, che suol essere matrimoni frequenti e fecondissimi, sia per
ricci ass;ii, r per il comodo del commercio avere il vaccino estirpalo il flagello del ^M}f>-
oiiile partirolarmenle cambiare gli olj ed i lo arabo che soleva fare strage nel liltonle
proilolli indigeni con quelli esteri e con le di Viareggio,
merci coloniuli. Comunità* m VuaRcoio. — Della soperii-
L* aria attualmente è colanlo sana in eie territoriale di questa Comunità non ■
tulle le stagioni dell* anno e così temjierata potrà indicare una misura esdta finché non
neir inverno, che molle delle principali fa- sietio terminale le openzioni calaslali del
miglie lucchesi vi possieilono palazzine e Ducato di Lucca; posso dire solamrnterhc
casini, flove rosMimano reciirsi ad oggetto laO>munilà in questi onf comparisce la pia
di go'lere del benefìzio di quel clima nei popolala e la fùìi eslesi di tulle quelle del
ri <!ori dell* inverno, munire nelPestale vi ac- Ducato di Ijucc!a, qualora voglia eccettuarsi
corrono anriiedall* estero illustri personaggi quelli delta sua capitale,
per far uso ile* suoi bagni di mare. Confina con ilue Oimunilà del Duralo
Quando rolrslo pafsc non roiilava che mi- [ Lucca e Cima jore) con una del Gnnilucato
sere capanne, Hbilale (la (lue in trecento mal- (Vecchiano) e con il litlorale. Dav.intì a
sani coloni e ila povei'i pescatori, vi fu eret- (Mui.-maestr. finisce nel mare che lambisce
lo un convento della Ril'ornia Francescana per la lunghizza ili circa 4 migl.,ciiie, ■lilli
di S. B<*rn.irdino rrtn chiesa annessa sotto Torre di migliarino sino alla foce del fia*
r invocazione di S. \nlnnio. micelio Canta/ore, dove sollenira dirin-
In seguiloquesl*ullima fu dichiarata cura petto a seti, la Com. di Camajore, con b
¥ I A R V I A R 713
(pHb la iMMin dà Viareggio sMneamoÙBa XVIII, furono pabhlicali in Lucca sotto gli
da pon. m ìey, ^eno i colli di Pedona per anni 1736 e 1739. Spella il primo al eh.
girare sulla cima di quelli Tcno acir. e pai- Bernardino Zendrìni che scriue aulla Ri-
aare sopra i poggi di SliaTola, della piere (orma di quel porto con un* Appendice in-
d*IIice, dì Mussarosa e quindi arrivare aulla torno ai tristi effetti della macchia di Via-
TCtln del monte di Quiesa. A. quel varco il reggio, mentre il secondo spettante al cele-
Icrrilorio di Viareggio trova l* altro della bre matematico Giovanni Poleni giova a
Goa. di Locca, col quale piegamlo da acir. confermare T opinione del primo.
a Olirò percorre dal montediQuiesail fianco Le quali riforme eseguite pochi anni do-
•ecidcatale di quello di Balbano, di dove pò dalla Rep. di Lucca a seconda dei p»*
s'incammina verso la gronda orientale del reri «fsternati da quei J uè sommi matematici,
ladule di HassaciuccoH. Gisti arrivano i con- recarono alla contrada un coiai successo, che
fini della Gom. di Vecehiano del Grrandu- in grazia del taglio dell» macchia, e più an-
eilo,eon Pultima delle qualidirigesi per la cora delle cdtaralte a biliro poste sulTingresso
Afj« Ifuo9a nel padnle prenominato che della Fossa Burtamaeea nel Forto-Cnna"
«Nnmbe attraversano da acir. a maeslr., /e di Viareggio onde impedire la pi*omisciii-
■db parie più occidentale del Lago, fìncliè tà delKacqua salsa con la dolce, non sola*
tohando faccia a lib. giungono per termini mente cessarono costà di vedersi
■rtilicisJi sul confine del li ttorale, che trova- ^ * . r.- j-.:^; ^^^/: .:
11 m i-M- I- • ..^1 u Quei sfolti Iwidi e confusi
BO alla Torre di Migliarino presso lo sbocco d /a i* i- • •
j II E> !.. j II* ^LL^M l'ere fiè P aere gli era nimica^
a aaare della Fossa detta delV Abbate, ^ *
Noa vi sono tìumi che attraversino cotesla ma d* allora in poi crebbe vistosamente sana
Camunità , qualora si eccettui la fiumana e longeva la sua popolazione.
dd Camajore^ la quale costeggia il terri- Cotesto fenomeno pertanto della miglio-
torio comunìtativo dal lato di maeslr. a rata qualità dell'aria avvenne dopo che nel
sHL Vi è compreflo bensì per la maggior 1740 per opera del prelodalo idraulico Bcr-
pufe ano de' Laghi più estesi della Tosca- nardino Zendrini furo.io poste in o^era le
■it ODO diverK fosse navigabili, come la calaratte a porte mobili fra le fosse emis-
/bffia detta del MalfarUe^ quella di Stia- sarie deli' acqua dolce ed il Porto di Vi»-
9tia e l'altra delle ^aindiei, oltre fa Fossa reggio; la quale opemzione recò tal bene-
maggiore^ ossia la Burlamacea, le quali fizio reale da non lasciare più dubbio che ciò
tatle o dal L.igo di Massaciuccoli,o dal La- derivasse dalla miscela dei due liquidi, stan-
gfactlo di Hontramito, o in linea parallela te che appena quelle calaratte mobili si «u^-
■I lido dirigonsi nel Porto-Canale di Vìa- staruno, tornò la m.ilaria a portare la morie a
icgfio* quegli abitanti, finché ripìirate e riniessele
In una parola le acque terrestri che rista- nel pristino slato, sparvero le lehbri marcm-
pWDO fra il Monte di Quieaa e la marina di mane, e la popolazione di Viareggio ripreso a
Viareggio e che si raccolgono, o nel Lago prosperare e ad accrest:ersi successi va meiitf,
di Vaaiaociucooli, oppure in altri minori in guisa che questa florida Tirni nel 1 8^3 fu
Lagaecioli, si riducono in fosse che con lento eretto in seconda ritlà del Duralo di Lucci.
declive per la pianura fluiscono nel Por/o Nel 1783 comparve alla luce un terzo
Caitaie predetto. libro deir Ab. Leonardo Ximeiif*s sul prò-
Ifiuoo fina i territorj comunitativi della getto di un nuovo Ozzc ri die roedila^ii in-
ToBcana offre per avventura tanta messe al- tradursi nel Lago di MassaciinToli e di \k
lo alodioto delle scienze fisiche e iilrostati- pel Cantile di Viareggio in m:ire, dove si
che, qaanta ne fornisce la Comunità di Via- trattava anche ili qualche riforma .iti» a
reggio nella sua pianura di recente acquisto giovare a quel Porto. Allo stesso progeilo
poco distante dalla foce di due fiumi rea- del Ximenes frattanto facevano correrlo ini-
li, coperta di vasti paduli,dì due laghi e di portantissime riflessioni di allri due chiari
frequenti fosse che lentamente s* incammi- idraulici di quel secolo, T Ab. Uu<rgiei-o
nauo verso una spiaggia inclinatissima all' Giuseppe Boscovich ed il maleraalico £11-
orizzonle. stachio Z^motii.
Due libri importanti per la scienza idrau- Non starò qui a ripetere ciò rho fu dftto
liea, onde anco conoscere lo slato fisico di agli Art. Fosse PAPtitìA^E, Mamarosa, Mvh-
cotesta contrada, nella prima metà del sec. SAcnjccou e suo Lauo, se non per rainuKU*
741 VIAR VIAR
laic, che la pianura fra Massnciticcoli e il duladelaS settembre 1843, per or^wé
n].ire era p:iluitre fino diii tempi romani, e una commissione iiicarìciila «li ttudun e r
die il terreno attualmente sco|>erto intorno ferire sulT influenza ì«;ienica delle Ri»jjr,t
al Lago e alle fosse medesime è di una na- celale rapporlo, d.i] quale resultava, clirf»
tur.1 calcarea argil Iosa, aifat lo di versa da quel- neral mente li cultura del riso era uoan
la di arena silicea e marina che cuopre il alTeconoroia pubblica e causa accruceotc?
fondo del Lago slesso di Massaciuccoli, e che raalari.i, i-esa mofetica e di pessimo A-b*
suole raccogliersi {icr inviare quella qualità da 11* esalazione delle parti organiche mwt
di arena per uso delle seghe de* marmi a Se- rate e fermentate nelle ripetute viccods j
ravezza ed a Carnira. stagnazione e di lento corso delle acque cbr
Non debbo per altro tacere, qualmente irrigano le umide Risaje.
fu in questa Comunità , dove pochi anni >• Volete voi vedere , esclamava il Pp
addÌRtro Paria tornò a danneggiare gli abi- Piiccinotli nella S'ia opera, riS{ietlo alf i»
tanti fra Massarosa e Monlramito stante la traduzione delle Risaje in Toscana, tcIr
coltivazione inlrodollavi delle Risaje; colli- voi vedere rovinalo il più regolare sìslesii^
vazioiie che eccitò molli reclami e rarama- draulico di un paese? introducetevi le Risijf^
richi di quegli abitanti che l'avvicinavano, » Non senza maraviglia , egli prarpf.
olire non fiochi discorsi scienlifìci, fra i quali io vidi queste Risaje di Mou I ramilo ; li -
citerò per lutti un lihro del Prof. Francesco giugno del 1843) avere vrerso la stndirtfii
Puccinotli, una memoria del Marchese Maz- (postale) i loro argini quasi ai piedi iM<
zarosa ed altra memoria col titolo di l^oie viti, degli olmi e dei pioppi da un laici; JiL'
di iMichele Giannini medico di Viareggio. altro lato, eiI allo stesso livello, piantipM
La pianura di Montramilo, di Massarosa verdeggianti di granturco {mais) e ìft^
eia marina di Viareggio sono mantenute pa* giuoli; in qualche parte con uà paflo ck
lustri non solo dai frequenti capezzali che allraversasse un piccolo fosso trovarsi ssbt-
arrestano lo scolo delle acque terrestri lo in mezzo a l'erti lissiroo campo di uoen
al mare in un piano poco supcriore al no che arrivava alle spalle; in qualche aiir
suo livello, ma vi concorrono altresì a punto poche braccia traverse di slndiUM-
rouservarla in tal guis:i molle scalurigini sira dividere un l>cIlissimo olivrlo dtlk
pennini di fonti che pullulano dai monti meste e fetenti Rsaje ».
sii|)eriori di Quicsa fino a quelli di Monira- » Allora fu dir alle piante acquali^'bf r^
mito, e che atluaimrnte s<>rvono solamrnte sliluenliqtici pantaiii,conies'irebtM' VJrjr
il iiiellere in moto le nneinedi un mulino do ph^ugmlfix {S[ìMz<}\mìi ^\uhi\e »\Tr.Ls
a grHiia'jlip e quelle di un frantojo. Luti folta Sila di padulc).illn .9/Mr/u.>^
Si suppone da taluni che le acque delle erec'wn S^MFganio) a! Syrpus Ivuw.i
f'jnli del monte pallul.niti al I.i distra della (Ciiuncod.t slojr;iil!a CVitìfci i».#/«arix, J-.-
shiiila |K)st.iIe fra MassarosM e Montrnniilo,al- c:dein:«jii) >enne surrn^r.ito il rtso,p*«-«
Kiiriale che fossero, s:irrlil)en) snscr'.tibili <li che «lo\evj crescere e frultifiiMre t^'l' !<
esser portatila sufTinienle a!lez7.i da servire oiidizioni medesime dì ciillnr.i: cosiithc '
;ilnieiin al T irrigazioni della pianura cir- princi[iiu di fecondazione di lutto I<|ìa^'
r<»sl.inle al pircolo Lagli'ilo di Munlninil». p:ilustri ed acquatiche pui*» riirsi comanf h
" IJiia sola trave, diceva il «lotlore Mieheir itivariahile anche al riso; né vi s.»r^n».
(liaunini nelle sue iVo.'e fu//e /^/^i/V d«'l!a (è PA. che parla") alcuno ;il minJj e •
iiMiina lu(*c)ies(s iin;i sola trave posta sulla possa conciliare insieme odi Uis^ja coi '
h'ire.i della Fossa Srìice h.ista ad elevare salubrità. «
iu lireve tempo circa un ioezzi> braccio Tac- lu realtà che la cultura d<'IIe Rivil"- -
quade! Ligliettodi Mimlraniito, nel cui fon- Montramilo intliiisso aiichi' .id.«nrinj:
fio scorgeuilosi dei muri, fu creduto dal pò- ahilanli di Viaregjjìo, S"hIifMir> due mi ■
polo die costà esistesse un convento sprolon- «la esse distanti, lo a^^ei ì\a il mi-ii' • *
il.ito, non sì sa come, né quando. Dal fon- «lotto Dolt. Michele Giannini, d ctnl • ■'
dodi quel Laghetto sorge un\iltra polla, in innanzi P iutro<hizìi)nc di qiirlie R >'i
f.'uis.< clic C(m le sole acque del I^;;het(o me. poteva stare io •jUilumpTe ori il. .i.« r
drsinio si mantenevano le Risaje stale semi- per le vi«' di Vi.iieg^'i») t* p« r 1< virn- »"
lì.ili* innanzi che il quinto O'n^'rrsso degli piijne s«iiai \e«tilo »• cuii l.i tni >" / '
S ieiiziali italiani tenuto in Lucca, nella se- sen/.a peiicid*» «Iella propii.i s.i'uU. •
y t A B V T A R 7IS
il II nostro banco, soggiuDfeTa il Doti. iH gninaglff, mentre a qut:sl( fiiono coroaa
Giannini, ed il monte, fertili d*ogni frutto nei seni ir nelU |jarte più ele\aiia dei pugili
Boa conservano assai umidità nella stale ()er eslese selve di castagni.
ibmtK legumi e granlurco, ti cui prodotto Anche la pianura di Viareggio Ta di anno
suole costituire il vitto ordinario della mag- in anno guadagnando in consistenza ed in
gìor parte del popolo «. estensione. Infittii rispetto alla consisleuia
» Li*iaduslria perciò diresse la coltiva- non sono ancora 40 anni che la strada ro-
sione di questi generi sopra i così detti labile fra Viareggio e lUoniraioito era fan-
n»ar%uoli in quella parte di padule mi- gosa, in guisa che bene sptfsso bisognava
glionila sì* mi che ancora non reslava asciut- rialzarla onde mantenerla per quanto era
la te non verso la fine di maggio sino a set- possibile asciutta.
tembre »• Inoltre presso Monlramilo esisteva una sol-
« Xlondfchè i contadini nelP asjicttativa tilecrnsla di eixora che s'innalzava ed abbas-
della latura raccolta, ed i marinari stante la sava secondo che Tacqua cresceva o dimintii-
rriiizìoae delli pesca, sogliono ricavare con va, ed oggi invece si veggono sulla strada
fioco lavoro tanto frutto per corrispondere ai terre alte, consistenti e intorno a quella sta-
bili ecampare dalTinverno le loro famiglie. » zione orti copiosi e fertilissimi.
» Nella deliziosa valltcola di «S/tat'a, sog- » L*aria è salubre, asserisce il medico di
piangeva il Doti. Giannini (nota ai), gli Viareggio, le nebbie non più viste da inulti
•I laccali da febbre intermitlenli dai mese anni di giorno sono rarissime iu qualche not-
di Diario al mese di luglio del 1843 tono le di autunno, le quali, se innanzi la coltura
•lati circa i3o, fra i quali molti sono rica- delle Risaje da Monlramilo potevano giun«
diKi sei e sette volte, n gere a Viareggio, non vi era più memoria di
» E prima delle Risaje non sì ammalavano averle vedute costì dopo il levare del sole. »
che sei, o otto individui in tutto Tanno fra » La peste non ha mai peneti'alo, aggiun-
i molti che frequentavano il padule, a gè il Giannini, in cotesta contrada; in guisa
Arroga a ciò una sugosa memoria del che in un clima così temperato e sano il
March. Antonio Mazzarosa letta al quarto popolo ben nutrito vive lungamente robusto
Congresso scienlìtìco di Padova sulle anti- e si moltiplica prodigiosamente. »
che Risaje del Lucchese e toro tristi effetti. Fra i prodotti di suolo utilissimi a que-
siochè il governo di quella repubblica pub- sta contrada sarebbero i bestiami da frutto e
blicò nel dì 4 maggio del 161 a un edillo, da lavoro, dei primi de* quali si faceva dai
col quale si proibiva sotto pena severissima Viarofigini nei tempi andati un commercio
Ja coltivazione del riso per tutto quanto lo utilissimo al colono ed al proprietario.
italo lucchese. La pesca del Lago di Mass;ioiuccoli man-
Per buona sorte dell' umanità e per poca tiene altresì molte famiglie, ed il j:ovcmo ne
sorte di avidi speculatori, dal 1843 in poi tali ritrae un vistoso provento; ma assai maggiore
Risaje sono scomparse in tutta la Toscana, ed è il numero dei marinari ed il lucro che ne
a Montramito sono ritornate a crescere natu- ritrae il Principe da quella più copiosa che
nimenle la Sala, la Spazzala di padule, e ottengono i pesc«itori dal mare di Viareggio.
più comunemente il Giunco da sto/e, le » In quanto alla crescente estensione del
qoali piaQte servono non solo di forag^jio, territorio, tanto lungo i margini del lido,
ma accoppiate ad altri falaschi dei paduli come a piedi dei colli, sono prcxligioii gli
costituiscono il letto delle stalle coloniche, acquisti; e la coltivazione specialmente in-
sicchè, macerate forniscono un^i specie d* in- torno alle gronde tlel p;idule di Massaciucco-
grasso a quell* umida pianura, mentre nei li si è estesa in molti luoghi che nei stcoU
luoghi resi meno palustri mediante le fosse decorsi erano coperti in inverno dalle acque.
di scolo si seminano e vi fertilizzano piante Ijo che starebbe a provare il naturale rialza-
Itguniinacee e granoturco. mento del suolo che si eCfcltua più solleci-
Perallro la risorsa agraria princi|):de di tanientc ed in maggior quantità di quello
questo terrtlorio consiste ni'i frequenti e ben che non faccia il ritiramento del mare. »
tenuti oliveli,i quali rivestono i iìanchi me* w A c-oti?$lc osser><iziuni fisicltedrl medico
ndionali «lei colli fra Massaciuccoli, Mon- condotto di Vi.irc^jgio mi vi sottoscrivo di
tramilo, Gim[)o-Roniuno e Sliavola, alter- buon aiilm •; cosi fKitcssi farlo d\iltra osser-
Danli con viti a filari e con frequenti campi vazione, quale si è quella di d'edere egli.
746
VI AR
cki* non solo 1' Hccoflnmcnlo tV arraa lim-
§,0 il litlonle (li Viareg<;iuMU melili ili circa
cinque braccia |)«r anno , ma che in prò»
porzione si abbassi il livello del mare; co-
mecché egli a«r;:i(in}:a in nota (io) inten-
dere ti i Toler riienre ali* abbassamento del
livello del mare non in quanto a se stesso,
ma relativamente al nostro banco (di Via-
rrggio) e alla nostra palude.
L.Ì quale opinione del medico Viareggio
no sarebbe opposta affatto alle osservauoni
instilnile costì circa ceni* anni innanzi dal
uiatematico Bernardino Zendrini, il quale
invece nel P open dì sopra citata opinava,
che il livello del mare fosse in qualche au-
mento, deducendolo dai terreni di alcune
case situate poco lungi dalla Torre dei For-
zali, che ali* età del Zendrini erano quasi
sempre sommerse dalle acque del mare, men-
tre allora la livellazione del Lago di Masaa-
ciuccoli si trovava ad un braccio, once % S/4
superiore al suo livello.
VIA R
Ricompensati largamente dalla propria
industria i Viareggini innalzano ndU loro
patria case e palazzelti quasi ad un trailo ca-
paci di dare comoda stanza agli stranieri, i
quali attirati della purità delle aci]uc salse,
dalla salubrità del \vÈV3e e dalla gradevole
sua posizione , si rcvriiio annualmente in
copia a bagnarsi a quella spiaggia, summi*
nistrando così un nuovo mtzzfj di rivilii-
zazione eil un motlerno ramo di rircbfZia,
mentre allro ramo é fornito dalla raahoa
ai Viareggini , che lenltno di già solcare
r Oceano (>er portare fino a Biieno»- Aires il
commercio della sua giovane |iutria.
In Viareggio risiede un Govermlore. an
Comandante militare, un Giusdicenle civile
e criminale, ed una Dogana principale per
lo Scalo del Porto e la Vìa del Lillorale. La
conservazione delle Ipoteche, la Direzione
delle acque e strade, ed il TrilNioale di se-
conda istanza sono in Lucca, tede di quel
Governo Ducale.
PROSPETTO della Popolazione detta ComvmrJ' db FiMaocto
alt anno i83a e 1844.
Nome
Ti/oh
Diocesi
Popoi
aeiame
dei Luoghi
delie Chiese
cui spettano
AaHU
i839
«aau
1844
Bargeccbia
S. Martino, Rettorìa
Lucca
5oo
591
Buzzano
SS. Prospero e Caterina , Cap-
pella curata
Lucca, già di Pisii
880
iii3
Campignano , 0 Compi-
{Mianca), idem
Idem
117
1*7
goano
Cor-anico
S. Michele, Rettoria
Lucca
6^8
719
Gualdo
S. Nicolao, idem
Lucca, j^ià <li Pis;i
i8'.j
309
Massari uccoli
S. Lorenzo, Pieve
Idem
17*
ai5
Massarosa
SS. Jacopo e Andrea, Rettoria
Lucca
80 >
loi3
Bdonimio
S. Andrea, idem
Idem
171.
145
Moiitìgiano
S. Lucia, idem
Idem
a6i*
3)0
Pieve a Ilice
S. Patita Icone, Pieve
Jilem
43
489
Qui osa
SS. Stefano e Michele, Rettoria
Lucca, già di Pis.1
7o3
857
Stia va
S. Maria Assunta, idem
ÌAiCCA
-a*.
968
Torre al Lago
S. Giuseppe, idem
Lucca, già di Pis.i
«94
700
VlAREOGlO (città) <
1
|S. Antonio, Rettoria ) . 1
^S. Andrea, idem \
1
Totale . . . jébit. *V.®
, 4883
435o
2196
1
» 1 ittft
14145
NR. Za Comunità di f^iareggio nel 1744, cioè 4 anni dopo i* applicazione delU
cateratte a bilico contala solcunente Abitanti 3379.
VIGA Vice 747
VICAEELLO Della V«l-di-Ton. Borgo tonate, tiocome appariice dal testamento di
ODO cb. parr. (S. Iacopo già pieve) e con ona Bonifazio Novello conte di Donoratico, scrìt-
DuovA »laxionc postale nella Com. e quasi to in Pisa li 19 Inglio i338 {stile pisano)
due migl. a maestr. di Colle-Salvetii, Giur. e dHl tuo codicillo rogato li a3 dicembre
e circa migl. 8 a giec. di Livorno, Dioc. e t34i {stile pisann, o i34o sfile comune).
Comp. di Pisa. Col leslamenlo predetto il conte Bonifiizio
RÙìcde in meno ad una ubertosa piannra Novello legò ai poveri ver|!Ognosi di Pisa
irrìgaU a lev.-gren. dal torr. Itola^ a sett. ed ai corpi religiosi di della citta i prò
maestr. dal Fosso-Reale^ ed a pon. e ostro dotti della sua tenuta di f^iearel lo, eccei'
dal fiumicello T'ora. — Trovasi sul quadrivio tuando la eolombaja, ossia la torre e pa-
della F'ia provinciale Emilia con quella lazzo di Vicarel lo, oltre idi ri Iti ed onori sul-
re^ìc postale Traversa che dalla GisaCir- la pieve omonima, cose tutte che destinava
BÌgnani si stacca ed ai Ponti di Stagno ri- ai suoi eredi.
toma nella rggia postale Livornese. Da Vicarello a Pisa si contano mìgl. 9 e
11 oomc di Vicarello indica per se stesso meno; e intorno a migl. 8 da Vicarello a
ciò che fu, come lo è tuttora , una borgata, Livorno, passando per Ja strada nuova po-
o piccolo f^ieOf non mai un citstello. Co- stale Traversa che mette nella regia Li"
laeecbè )a soa chiesa sino almeno dal secolo vornese al primo Ponte di Slagno.
XUI iuase plebana e che avesse per iuffra- La parr. di S. Jacopo a Vicarello nel
pnea la cura di Colle-Sai vetti;corotcchè Vi- i833 conlava 760 abil.
cardio formasse col suo territorio una Comu. VICARELLO di GINIGIANO nel Valle
nità separata da quella di Colle-Salvetti, sic- delTOmbrone sanese. — Vili, con eh. parr.
comeapparisce dal Breve Pisano del iq85,cìò (S. Miirgherita) nella Com. Giur. e circa 5
Doo ostante la sua contrada migliorò do^io migl. a pon. di Ginigiano, Dioc. e Gomp.
che la cura di Colle-Sai vct ti fu eretta in chiesa di (ìrosseto.
plebana ( iSyi ). Allora questa di Vicarello Risiede alla sinistra del fi. Ombrone si-
trovavasi in pessimostato, in mezzo a paduli, nese sopra un poggio fra Oflle-Massari e il
e sottoposta alla malaria, tinche non fu dato fiume suddetto, quasi dirimpetto al poggio
scolo ai suoi acquitrini mediante un più di Campagnalico.
libero |jass4ggio nel Fbrjo-i7ea/e. Ciò a vven- La parr. di S. Margherita a Vicarello dì
ne nel 1788, quando si calcolava che 9589 Cini giano nei i833 coniava soli 6a abit.
stioia di terreno palustre fossero stale in VICASCIO di CALCI (quasi F'icus Cas-
ina parte convertite in campi alti alla col- sii), — Cas. che diede il nome ad una eh.
ti vazio ne. Realmente la popolazione di Vi- parr. (SS. Stefano e Pietro} riunita alla cura
carello non comparisce nella statistica del di S. Salvatore di Colle nel pievanato «li
i55i e neppure in quella del 1745. Quindi Calci, Com. Giur. Dioc. Comp. e circa 7
avvenne che la sua cura fino diil 1571 per- migl. a grec. di Pisa,
de il suo fonte batle»imale, sebbene venisse Risiede alle Gilde meridionali del Monte
dichbnita esente da qualunque pievano, e Piscino sulla ripM destra della J^ ambra di
immediatamente soggetta al diocesano, PAr- Calci ed a cavaliere della gran Certosa.
dvcscovo di Pisa. È ilubbio se nel luogo detto luttoni S.
Nel luogo dove fu T antica cura di Vica- Pietro del distretto di Calci fosse la chiesa
rello per online del Grandnca Leopoldo 1 di S. Pietro di Cerbaria^ o quella di S,
eresse la chiesa attuale alla e sfogati, stata Pietro di f^icascio, per essere appartenute
accresciuta di entrale con quelle della sop- entrambe al piviere di Calci. Dirò solamen-
presia cura di S. Marco in Calcesana, alla te, che da cotesto luogo di f^icascio prese
quale spettava la sua campana maggiore, in il nomignolo un ponte che attraversava il
cui leggcvasi: A. D. MCCLXXIV. MAGR. torr. Znmhra, siccome può rilevarsi dal
lOHE FEC. HOC OPUS, che il Morrona Breve Pisano del ia85 noto sotlo il titolo
nella sua Pisa illustrata ( Voi. i.) opinò di Breve del Conte U:;olino^ dove al Lib.
che |iolesse essere opera quella dello sculto- IV, Rubrica nona, trattasi del manlcni-
rc Giovanni Pisano. mento della Via Calcesana, e dei Ponte di
Era la pieve di Vicarello di antico giuspa- Vicnscio.
dronalo della nobile prosapia Glierardesi^a, VICCHIO {f^iculum).'^Se indicare do-
la quale poisedeva in coletta coutradj estese vessi tutti i luoghi ch'ebbero il vocabolo
748 Vice Vice
ài VioGbk>(Ficlfim« F'ieuimm) dovrei far Goraeccbè nellii cnnirada posteulcwe b-
<|iiì una lilla nojon, e tenia dubbio wm tifnudi la tàmiglia Fini(^b«rlli e la ractm
com|ileta; mi limiterò pertanto ai ioli nomi vescovile ili Pirenie, con luliociò rori«;iiie
di f^iccAio restati a qualche popolazione nel- di questo |iaefe convertilo in caildlo duo é
la Toscana attuale, riterbando al tuo luogo piìianlici del i394 quando la Rep. Fior, lo
i casali, castelli, o terre cbe conservano at- fece circondare di mura e muoirvdi qualln
tualmente il nome generico di Fico, torri per tenere in freno specialmente i conti
VICCHIO DI LORENZANA. -* Gas. fra Guidi del ramo di quelli di BattifoI le e diGa|.
Tremoleto eTri|ialle dove fu una cbieM ^S. taja. » Ha due sole porte, aua alev., ralln
Stefano) filiale della pieve diTrìpalle, ed il a pon. difese entrambe da altre due torri,
cui comunello più U<rdi venne riunilo alla ora mozze. ^«^e^. AMriaAaA(Gio. ViLLAm,
contea, ora G>m. di Lorenzana, nella Giur. Cronica Lib. IX cap. 174, e MnAnoau
e circa migl. 4 e mezzoa lib. di Lari, Dioc. di Coppo SrepAsi, Sior. Fior. Gap. 959].
• Corap. di Pisa. Edi figura panllelepippeda a similituHiua
Risiede so(»ni una collina, per la quale si delle Terre cbe inlomo a queUVlà la Rep,
va ila Tremoleto a Lari presso al coutine della faceva edificare nel Mu|?el1o, nel Val-d*AnDO
Gum. di Lorenzana con quelle di Lari e di di sopra , e nell* Alpe Fiorentina. Del resto
Fauglia sopra la ripa destra del torr. Isola « ba nel centro una piazza regolare , ed è al
poco lungi da alcune case coloniche della di sotto M suo colle il ponte omonimo cbe
tenuta di Belvedere di Crespina. cavalca la fiumana della Sieve. — U temiofio
La chiesa di S. SteCino a Vicchio è ram- di Vicchio è fiancheggiato a lev. e poo. dai
mentala fra le altre in una carta deil*Arch. contrafforti che scendono dtiirAppenoino di
Dipi, di Firenze del ai tett. laii rogata Belibrte, il quale emerge al suo selt.-grec.p
nel cimitero della pieve di Tripalle.— (Ha- mentre di fronte a ostro si alza sulla destra
aiTi, Odeporico MS. delle Collint pisana della Sieve il Monte-Giovi.
ne/Za Bibl. Rìeeardiaaa). Cotesto paese piccolo nel secolo XIV, èva
Anche un istru mento del 3i marzo laaS, allora da poca gente abitato, al legoo cbe
rogato nella curia di Tremrdeto, tratta della non làceva cura, mentre adesso non solo é
vendita di un pezzo di terra posto nei con- pieno di terrazzani, e di buone abitazioni
finì di Vicchio e Tremo'eto. ( Aaca. Dipl. fornito, ma ancora la sua chiesa falla cura
Fina. Carte del Mon. delle Risolte di Pisa), ed ampliata, nel 1 83o da Mons. Minurci Ar-
Li cl/icsa di Vicchio siissisìleva ancora nel civescovo di Firenze fu cuiisacr.ita e dichii-
principio del secolo Wl, nel qual tempo r.ita plcl):in:i , staccandola djl pivicrre di S.
cotesto caslelluccìo era solto{)osto alla potè- Cassiaiio in l'adule, tras[>urtantlo in CSM ^fli
sl( ri;i (li Crespina innanzi che fosse asse- onori della soppressa pieve di S. Stremo in
gtnln alla contea di Lorenzana.— f^fd, lio- Botena,che era di gius[Kidrunato della nien-
aiAAAKA. — Inf.ilti nella statistica del i55i sa arcivescovile.
il eiiniuiiollo di ticchio di Lorenzana Infatti mollo tem(M) do|>f> 1* editlcazionr
vuotava % famiglie con ai abit. di Viccliio la sua chitrsa di S. Gi<*. Rjlti»la
VL.CHK) DAL MUt^ELLO nella Val -di- ufTuia^asi da un semplice cap|Mllaiio clte
Sieve. — Terra munita, ca|)oluogo di Com. {m>ì divenne ciir.ito ;inio^iliile, e la cui l'Ìh-
ed ora di piviere T «S. Stefano di Botena risilizioiie fu limitata al solo e «stello lin'i
in S. Gio. Battista a Vicchio) siccome fu do{>o la metà del siv.XVI. — Il M«%!«iiieir
(«r molto teni^M) ca|K)luogo di Ginr. attii;il- 0(>cra sua dei SipUi antichi ne ìlliislrò uim
metile ^oilo la (lolesteria flel Borgo S. Lo- ap[iarlenuto alta Comunità di f^icchio e
renzo, nella Dioc. e Cnmp. di Kin'iize. Rostolena^ siala riunita lino d.i qiMnii<i li
K posto sopra mi* estrema collina che si Rep. Fior, fece i mia iz.ire le nìiii.« «li Vicclii»
avanza tlall' A[»|ienoìno di Bel forte verso la dopo aver allerrala la so\r.«stanl«' rocu ili
ri|ia sinistra della Sieve, acivalieredelia via Rostoleii.i dei coiitìGnidi. I! qii.il \it«ì ti-i-
provìn(*i.dedel Mugello, fra l.« ironllueiiz.i de* vasi confermato diillt> Stihito t\->ieiitini»<|t|
tofi*. V^ircioar, e quella xiAV 4rxrUa nel 141 5, e dii|ut'l1i p.ir2,i.ili dt-l t^iiiuiiiic ili
gr. ', H" 3(>' latit. e tjnj* 1 a' .'12" linijr., circ-a Vicchio e IVo!»lo!eni, n<»n tro\aiii|i>!>i l> tun
4 nii^l. a lev. tlel Utir^u S. Lorena), i a di Viwliio regislr.ila se non idie om K.»>„i
mrtestr. di Utgoiuaiio, e iti luigl. a gicc. lena tam|H>co nella statistici del \y\\.
di FiivuAc. Siuu al secolo XVI fuoii del ca&li:ll\» di
vice
Ticchio fui la itrada maesln esistè uno spe-
«blello con onlorio dedicalo a S. Ivoae.
Anche la polesleria Ili Vicclilo soppressa
•el i838eti»leva da varj secoli, ed estende-
fa la SUI! giurisdizione sopra a 3 popoli, quan-
ti « un di presso ne coota ora laCoiutiiìità
di Vicchio, i quali tulli insieme ne! i55i
aKeedcTanoa looa famiglie con 53aoabit.
— ^ed. il Quadro in line dell' Arlicolo.
Ha ciò che onora principalmente la Terra
vice
749
di Vicchio è di essere patria di diverse
fami}{lie illustri, e di uomini celebri, spe-
cialmonle nelle Belle Arti, il primo dei quali
fu il Besilo Gio. Angelico da Fiesole, al se-
colo Santi Resini, tVale Domenicano e pit-
tore insigne clic fi|;urò nella prima metà del
secolo XV, vero Guido per quella età, di-
ceva il Lanzi, non sol*» per le bellezze onde
adornava i volti dei Santi o di'gli Angeli,
ma anche per la soavilà dei colori.
MOFIUENTO della Popolatone della Tbmma, già Cjstel dì ficcalo
a cinque epoche disperse ^ di\fisa per famiglie.
i55i
1745
i833
1840
1843
36
«77
«74
i83
ADULTI
inasc.
3i
184
178
•9»
»5
i36
i85
178
CONIUGATI
dei
due sessi
81
137
194
40
448
407
441
EcciJuiAbT.j Numero 1 Totalità
dei delle della
due sessi
5
4
IO
IO
.
famiglie
66
58
ai8
233
345
Popola z.
3o3
a88
1076
1145
1197
Comunità di f^iechio. — 11 territorio di
quctla Comunità occupa una su(K.'rficie di
43a44 quadr.agrarj, dei quali 1191 quadr.
sono presi da corsi d* acqua e da pubbliche
strade.
Nel i833 vi abitavano 9004 individui, a
|ffoporzioue di circa 172 persone per ogni
mijel. quadr. di suolo iiupouibile.
CooBua con i lerrilorj di 4 Gomunitii.
Dirimpetto a ostro si tocca con quella del
Fontasftieve , a partire dal Ponte alla Sto-
tda i»rcs9o la confluenza di questo torr. in
Sie^j e di là |X!r il jioggio «li Cipraja si di-
rige {jer Crocerossa sul crine di Monte-Gio-
vi. Ivi cessa la Coni, del Pont^ssieve e sul-
teotra quella del Borj;o S. Lorenzo, con la
quale l'altra di ViccUio frontfggia per una
lunga lint'd, da primo dirimpetto a pon.-
lìb. scendendo il Monte-Giovi {ler la strada
che dal Podere del Cerro va a Iftonzanel-
lo, al di là della quale trova altre vie pe*
donali lascian-lo al suo pon. la eli. di UH-
^ta tinche mediante il torr. Corella scende
nella fiumana Sitsfe clu' allraversa per en-
trare nella strada di Sagginale , e di Ti sa-
lire la costa destra dell* Appeuuiuo del Mu-
V. V.
gello passando fra ì torr. Elsa e Pesciolut
tinche a mezza via piega alquanto verso uiae-
str. per entrare nella strada di Vezzano. Di
cosiì rimouUmdo il borro della Corsoli a
arriva presso la cresta dell* Appennino, che
percorre da primo nella direzione di grec,
IKiscia di scir. fmo alla sommila del poggio
degli /Hocchi. Costì sollentra la Com. Iran-
sappennina di Marradi, con la quale la no-
stra cisappennina di Vicchio passa sulla schie-
na dell* ^/)0i delle di f^itigliano, tino al
poggio delle Fosse. Ivi vollaudo cammino
da lev. a scir. entra col borro del JUonte
nel fosso di Campi gno^co\i^un\i: risiile con-
tr* acqua per arrivare alla continenza in esso
del borro dello di Cu-Jfartino. Ivi vie-
ne a contine la Com. di Dicomano, con la
quale rimonta verso ostro il borro predetto
tino a che ritrova il giogo deirA[)pennino
al così detto Prato di Jiarto. A partire da
cotesta sommità le Com. di Vicchio e di Di-
cuiuano fronteggiano per lungo traifitlo nel-
la direzione di lib. fino alla Colla della
Croce, e di là piegando a pun. eniiaiio nel
borro di f^itereto^t da (|ni-sto inM' altro di
lacune per avviarsi con esso nella prinui
9S
750 Vice Vice
dilazione ili lih. nellii fìu nanna Jellii Sieve; eione e Pescìola |ier ^ali^(• alla |iif!\f ili S.
U quale s«rve di limite dirimpetto a grec. Cassiano in Paduleedul villaggio di MoLi-
nlle due Goiuuiiilà tino al Fonie alla Sto- za no.
seta dove la nostra di Vicchio ritrova il ter La chiesa di S. Gio. Baltishi a Vicchiu nel
rilorio comunit.iti%o del Pontassieve. lecolo XVI non era ancon [larrorchi^.
Fra i corsi niiiggiori di acquai che pas- Alla medesimi dopo la mela del secolo
sano, o che rasentano i contini di questa XVIII (1773) fu rinnila la cura di S. Gin.
Corounilk contasi la «S/eve, la quale bagna sto a Moutc-Sassi, finche la chiesa di Vìc-
il suo territorio nella direzione da primo chio edificata piii gr.inde nel i83o fu Gua-
di pou. a lev., poscia di maestr. a scir. , sagrala da Mons. Minucci attuale Arcive-
fiuo sotto Dicomano, dove la Sieve accoglie scovo di Firenze nelTatlo che l« dichiarft
■Uh sua sinistra il torr. Biotcia. plelwina io luogo delU pieve soppretM di
Spettino ai più ropiosi inOuenti dicotesta S. Stefano in Botena. Inu.iuti cotesti epoca
Comunità i torr. Pescìola, Muccione, Ar- la cura di Vicchio era soggetta alla pieve di
sella e Boiena^ i quali raccolgono le acque S. Cassiiino in Padule« mentre 1* altra di
del superiore Ap|)ennino di Belforte,che può Honte^ssi dipendeva dalla pieve dì S. Sla^
dirsi la sommità più alta di questo territo- tino a Scopeto. «« f^ed, Moirrt-SAiai.
rio, cui succede dal lato opfiosto, cioè a Attualmente le parrocchie suffraganec
ostro di Vicchio, quella di Monle Giovi cai- della eh. plebana di Vicchio sono tei, cioè: 1 .
colata br. 1677 ^/a superiore al livello del S. Lorenzo a Pillare; a. S. Bartolamauo
mare Mediterraneo. a Farneio; 3. S. Crìstollirio a Cesoie; 4.
Non meno di tre ponti atlmvertiino la S. Maria a Rostolena ; 5. S. Alessandro a
•9iei^<> dentro i contini territoriali di Vicchio, Stigliano; 6. e S. Michele a Ripeeammm
il più basso de*(|uali è presso Dicomano, ed con 1* annesso di S. Maria a Farneio,
il più alto dirim|)ettn a Vicchio davanti a II poilestà di Vicchio fu so|ipresw> ahilla
Monte-Sassi, il qual* ultimo fu edifìcato per legge del a agosto i838, e la sua giuri»lìiio-
delibemxione fatta dalla Signorìa di Firenae ne civile riunita alla potesteria del Borgo
li 9 febbrajo del 1 295, dalla quale si appren S. Lorenzo.
de,che a costruire quel |>onle sulla «Si'eve si In Vicchio si ti<*ne un mercato settina-
erano obbligati diversi maestri scaqiellini, naie concesso tlalU Rep. Fior, fino dal 1477.
ma che mentre vi si lavorava, cadde un ar- Esso ha luogo nel giorno di giovedì, e coli-
co, donde quei cottimanti presero il pretesto vertesi in una gross:i fiera di b<stianii oell*
di non voler continuare a fabbricarlo, ma ultimo mercoledì del mese di ag«>stu.
il governo trovò presto il mezzo di roslriti- L« Comunità nLiiilicne un medico, un
gerveli. — (Gayc, Carteggio inedito di chirurgo ed un maestro di scuola.
artisti. Voi. I. .\p{>endice II.) Il (fiusdicenle attuale di Vicchio risieile
Fra le strade rotabili che passino per al BorcroS. liorenzo dove sono pure la (^n-
questa Gimunità do^io quella provinciale celleriacomiiiiilativa, Tiii^egnere di Circoii.
del Mugello tracciata lungo la ripa sinislni dario, e rulTuio per l'esizione del Ri-^i*
dilla Sie^e , vi sono le vie comunilatìve stro. — La Oin!*erv.»zionr delle Ijiolrche ••J
(he entrano in Vicchio, oltre le ilue di- il suo tribunale di Piiiu.i istanza si Ir^vauo
rette contro la sponda destra dei torr. Muc- in Firenze.
QVàDBO dttla PnpolaMÌoite Mia Coilrir
a cinque tpoetit dìiferte
sole
Ile con FoMla
Ilio e Fabbrin
urne JiGallajacc
"»«"»
I Torri-
S. Romolo, Helloria
a. Crìi) orano. Idem
i. Donoloo e Pietro,
SS. Donalo e Mnrii, Id.
Biirloloinmeo, Priorin
SS. Prliciti e ai*rtÌDO,
Relloria
S, G-duJentio, Priori»
S. Bario lo mmFO, Reltor.
S. Casiiiinn, Pie<e
5. DoiiHlo, Prioria
SS. Pietro e Jhco[», Rel-
SS Martino e Niccolò,
S. Muri!, Idem
S. Uicbelc e S, Haria
S. Mirtino, Pieve
S. (Juirìco, Rettoria
S. Martino, Idem
:. Maria, SS. Pietro e
Andrea, Prioria
S. Slernno in Botcna io
S. Glo. &>IHtln di Tic-
chio e S. Giulio, Pieve
S, Donato, R moria
TFDzo, Rpiioria
S. A.leiiandto, Idem
TórjLt .... Abil. S."
itniuni preveiùtntì nelle ultime tre epnche da parrocchie eem-
prete nelle Comumtà limitrofe Abit. ff."
ToTAt-E .... Abil. S."
VICCHIO naii' ABATE. — Tei/. Vico VIOCHIOmMOSTEI-IESOLE. — T^.f.
1,'Aa.T. in Tal di Gr^Tr. Tioo m MonTarimoia,
TICCHIO Dn. BAGHO » BIPOLI.— TIOOTO- MAGGIO in Tal-di-Grr,f ,
ftd. Vkcsio di RmuiGio. gii y,eo Dt" L^Mw^toi. — Cm. già CjiI.
cella
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ipecanina e Parneti
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956.
752 Vice VICI
TMii Hiien fwrroccliiiile f S. Maria > nel VICCITIO m RIMAr.GIO, n im. PU1
|.ivicre ili Silsinn, Coni. Oiur. e rircii 3 m RIFOLl nei Val-irAriio liorrnliiKi. —
migl. a raaest. di Gn*ve , Dioc. di Fì<^>le , Vili. spiccinlMli) tniii [Mrr. ( S. Lorenu» a
Conip. di Firenze. Vicehnì) nrl pivieiv di S. Pirlro a Ri|4ili«
Risie<le sopra un poggetlo contornalo da 0*ni. Giiir. e rin:a un niifel. n grer. del
Ire lati dalla fiumana della Grr^^e^ menlre Ba^no a Ri|»oli, Dinr. e Gimp. di Firenv.
ilall»[iartedigrec. passa la 11 r<idaprov incidile Trovasi presso il Pian di Ripoli fr« la
Chiauligian», presso al bivio di quella cbe hase orcidenlale del monte dell* incontro
viene da S. Martino a Strada. « la rì(M sinistra dell* Arno un migl. eira
Si ilissequfslo Vicchio^o f^ieode" Lam- w lev. detli Badia di Candrli, restando la sm
harJij \ìcr essere ap|)arlrnulo a de* magnati chiesa cirra mezzo roigl. a poii.-lib. di qoell»
<li l'onlido, onile distinguerlo ilall* altro vi- di S. Maria a Quarto,
rino fico L'' Abate del piviere di Cimpoli, Porta questo f^icehio \\ distintivo di
.•pparlennto agli ^/Mifi di f*(i.fjrij^riA'io, {ler Rimaggio da un borro omonimo {Rio'
cui ('blu; il nomignolo clic tuttora conserva maggiore) \U'\\ۓ per elisione Rimaggio ^
di f^iro V/ibate.. — ^ed. Vie») l Ab*tf.. utile soprattutto allearle costì comune ile'
Al f'iechio Maggio, n%i\u \ìv*Lamhardi, iavanilari, la cui po^iolazioiic si è in f>nn
sembri cb(* debbano ril'erirr diversa [lerga- parte deilicata atl*inibianrhimenlo di*panni
menu della Radia di Passignano nelT Ak* lini che setiimanalmeute pnnde « riporta
C.H. Dipi.. Fiob. scritte intorno al mille in a Firenze. ^ r'e^. Baoso a. Rivoli.
f^icehio, una delle quali in seti. 957. È un I contorni poi di questa contrada sono noli
rontratlo di afiìlto di beni [wsti nel piviere segnatamente [ter la qiialitii di una calcarea
di Silano che il nobile Littifredo tiglio del tu rompila [aib-rete dendritico) detta voi-
Adolardo concedeva a terza |»ersona per Pan- garnienle pneima, o pietra di Firenze rht
ima responsione di denari ao di argento da il borro di Rimaggio rotola dalle sovrailanti
recarsi nel suo castello di ticchio, • — An- (tendici del monte AeW incontro,
che due altre membrane deiranno 993, due La (uirr. di S. Lorenzo a f^ieehioiiRi"
giugno, G 994, 3o del mese di agosto, fu- maggio nel i833 contava 4fiS. ahit.
rono rogate nel castello medesimo di ^ic- VICIANO nel Val d* Arno tìorrntino. ^
r/ifo. — (/oc. cit,) Cis. già Cast, con eh. |Mrr. (S. CrisloCiiio)
Con la pnma di esse \ due fralelli Ul>al- nel piviei-e di Giogoli , 41om. Giur. e circi
do e Guido figliufili ili WaliW'dn vendettero mi*»!, i t/j :i lib. del Galliiun, Dior, e
|»cr il pirzzo «Il soldi 8odi ;irg<'ulo aTeii/.zo Cnup. di Kireii/e.
• lei ili Bernardo I.1 loro (Hiizioue di l>eiii Kisie^lr in eoi lin.i liiii<!ol4 strida proviti.
|< r\(niili;!li d.i due allii Ir.itcMi, Krilii-rlo ei.ile dì Volte rr.i die sl.irr.iti d.illa regia pi*»-
4- Wiiiililo, le c|ii:ili s<istiinz(-, «tate a(-i]uisl.ile sijle rniii.iii.i .d G 1II117.7.0 |ier marcire i po^fi
«III nobili- Littifredo loir» zio, coiiMsle\aiio ddla R- mola^ e smulerc di lai in Pesa.
\\\ due y»rh con ciise posle in luogo Valle Si* Io>m' pnivalo che in questo VicÌJn«
'^S. .^ffirtino ai ì\f\ piviere di Silano. piulloslo clicin /7/ifl/;odi VaUIT-lsaa^ev
L* allro islruineuto del To agosto 094 se possednio beni il gran Conte l'go, si pò-
litfiinicnii un I/illifredo ti^dir» di altn) Lit- Irebbe attribiiin* a ipM'Sla Irtc.ilit.i il picroin
litn-<lo seniore di sopra nominalo. pod« re situalo in Viriaiio, o f'ittano, ihe
Ai'ioue che un lerr/) conrratlo del nov. e»li Ira i molti altri nt'I i)i|8 donò alta sua
()<)() ci sninpre (pialmenle liittit'redo del Tu B.nlia di Marliiri !»i*pr.t Po;!ì:ibonsi.
I.iiiirrcdo aveva (»er moglie donna lniilila,di Meno dubbio è r.illr<> •hM^iiinenM ilrl
< oiiM'usoalla (piale egli con ipicir atto vendè 4 nov. 1040 , piilildicMlo dal Canii<*i nelli
pei- si>ldì lo a diveisi l'raleili ligli di Wal- mm Ojyr^ de' March, i* Ibirhi di Tosrani,
Ircdo alriini beni |Misti nel |>ot';2Ì«) di Valle in cui si traiti della riera ilolaiiour tillj
Itrtsxn la chiesa di S. IHarti'io. ìoc. cit.) all' altare di .S. Gio. r.v.iiige1i>i.i mila pie»'
— Vfd.\ k\.\.\ S. MvnTisoA^e VFiui*ry*^o in nM;;i.'ifTe ili S. Repirati di Kirente dal 1 1-
Valdi-GnvCfdo^e citai 1111 altro istrumciiti'» nonico Rolando li^dio del In Gnltifivi'^ 1
«lei la marzo 1 1 5o scritto in Vicr.hio rfe' pro[Mislo del capitolo {iorcnlino ; a! ipn!»
f.nmf'tirlt. allan* o!ln* le al In* sostanze a<«si>:i;ii il jv
1-1 parr. ili S. M.iria a Vìcrhio-Maggio divinalo ilell.i cliies.! di S. Cri»lol'iii • .1 Vi
nel iHrt noverava \V^ individui. ciano con tutti i lieni di suolo, case e rniti
VICO VICO 753
«kMninicali che per eredità gli appnrlene- Sebbene la coUin» su cui ^ico risiede sìa
v»no nei pi?ìerì di S. Reparata a Firenze, intorno al |)aese scoscesa, pure dalla parte di
lii S. Maria alP Aniella, di S. Maria all' grec. vi si entra per una bella porla torrìtn
Imprunela e di S. Alessandro a Giogoli, con le armi Torri {!Ìani e Guidacci, median-
ueirtillimo de* quali si rammentano i predj te una strada rotabile. Così dal lato di scir.
situati a Uurignolle, a Fidano ed in al- si scende per 1* altra porta che guida sulla
tri luoghi, eccttluando da quella donazione strada Traversa postale Livornese.
ad possesso che Rodilando suo zio aveva Si dìsse/*Yco-F*ioreif/rto per distinguer Io
oppignoralo al di lui padre Gotlifredo, a dal Vico-Pisano e dai molti altri ^iri, e
condizione di dovere mantenere col frutto f^icchi sparsi per la Toscana Granducale.
di quei beni i poveri passeggeri che fos- Quando cotesto castello fosse murato, o
Kro Tenuti nel rospe<lale fondato in Firenze piuttosto rimuralo dalla Rep. Fior., per
dal dello Goltifredo presso il Duomo di S. ora Io ignoro ; so bene che fìno dal princi-
Giofannì. pio del secolo Xll esisteva coslìi in f^ieo
La parr. di S. Grìstofano a Viciano nel un caslellanOf tostochè fra i testimoni firmati
i833 cnniai'a aao abit. al Lo<]o pmntmziato in Poggibonsi li 0
VICIOMAGGIO, o VICO-MAGGIORE giugno del i«o3, rispetto alla demarcazione
in Val di-Chiana, già licione HHaggto per de' confini ed altri diritti fra il territorio
ilislinguerlo dal suo vicino Viciontt Picco- fiorentino e quello senese, vi si trova fra gli
ì^^ onia dal castello e pieve di Battìfotle. altri nomi quello di Sinifaldo di Belincio-
Dé questo F'icio Maggio ha preso il nomi- ne, che ivi si qualifica castellano di Fico,
gnolo r antica parr. di S. Martino nel pi- Quindi do|:>o la metà del secolo Xlll as-
viere di Batlifolle, ossia di T^irione Picco- sisterono al sinodo fiorenlino, di aprile del
ÌOf Com. e circa 3 niigl. a grec. di Civitel- 1^86, i parrochi delle chiese di S. Andrea
b, Giur. Dioc e Corop. di Arezzo. e di S. Salvadore a Fico.
Risiede il Vieio-Maggio in poggio fra Rispello alla storia di Vico- Fiorentino
Ci^iieìla e Fido Piccolo , a pon. della essa non presenta gran cose, né si può con
Chiusa de* Monaci, ed n mB^ìr. del lorr. sicurezza accertare, che a questo r'ieo riferire
Loti che scorre alla base di quel colle. volesse il Pont. Alessandro IH, alloi-chè me-
Fu rogato nella villa di Ficione mag» dianle bolla del 39 aprile 1176 confermò
giwe^ allora sotto il piviere del Toppo^ un alla Badia Fiorentina il castello di Fico col
istromenln della cattedrale d' An-zzo del suo distretto, le sue chiese e loro jutIì-
noT. 1024 riportalo nelle lettere rritiche nenze donale da Bonifazio fratello di Be-
slorìche di un anonimo aretino (pag. 12.) nedetto stato abate di detta Badia; e più
Rispetto alla storia di colesti due /'Vcioii le decime ad esse chiese spellanti state
Maggiore e Piccolo, vedasi l*Art. Batti- concesse alla Badia medesima dal vesco.
pozxB in Val-diChiana. vo fiorentino. — Né tampoco fu onorevole
La parr. di S. Martino a Fido-Maggio per quei terrazzani quanto acrissc T Ammi-
nel i833 aveva 670 abit. rato nelle sue storie fiorentine sotto V anno
VICIO, o VICIONE PICCOLO. — Fed. 1479 » c»oè al Icmpo della guerra mossa ai
RATTnroLLc nella Val-di -Chiana. Fiorentini dal Pont. Sisto IV e dalPArago-
VICO DI VAL-D* ELSA , già Vico-Fio- nese re di Napoli : quando dice, che i nemici
anrrnio. — Castello circondalo di mura con entrati per la Val-d*Elsa a dì 1 1 sellembre
due porle e due chiese parrocchiali (8. An- presero Certaldo che posero a sacco ed ab-
drea Prepositura, e S. Angelo in S. Salva- bruciarono; e che nel dì sesnento s' impa-
iore a Fico) nel piviere di S. Appiano, dronirono del castello di Fico a palli, /9/rV
Godi, e circa 4 migl. a lib. di Barberino di per diretto de" terrazzani che de* soldati.
Val-d*Elsa, Giur. di Poggibonsi, Dioc. e In seguilo acquistarono grandi tenute in
Gomp. di Firenze. cotesla contrada due antiehe nobili fami*
È posto sopra un poggetlo alla destra del- glie toscane», la Bonsifinori di Siena, e la
l'Elsa, circa 3ao. br. sopra il livello del Guidacci àx Firenze. Dalla prima la tenui»
mare Mediterraneo, poro «listanle dalla stra- di Vico è passatili pi*r donne iiell.«cas.i Bran-
da Traversa postale Livornese, la quale cadori pure di Sirna e dalla seconda nri
finssa al suo lib. lungo la ripa destra del- March. Torrigi.mi di Firenze, che sono au-
la fiumana Elsa, cora i patroni delle due chiese parrocchiali.
754 VICO VICO
Eiiflf nell.irii&i signorile ile* Bonsignori, Goin. e Giur. del Cistelnuovo henrtUn^i
oi« Br.incMiJori, «lenirò f^ico una cappellina la seconda nella Com. del Terso di S. Mar-
ben conservali e dipinti a freico in tulle tino. Giur. Dioc. Comp. e circa 4 migl. i
le tue (larcti da Gio\anni da S. GioTanni. lev. di Siena.
Le parrocchir di F^tco aiticamrnte era- ha cura di Monte •Chiaro, sul di cui colle
no tre, e lultn dentro il castello, spellanti al sorge allualniente una graziosa villa sipnc^
pirierc di S. Appiano, cioè, il [)riorato di rile dell.i nobile famiglia Bianchi di Siena,
S. Andrea, ora pre}Kisiliira, I.1 chiesa di S. fu riunita a quella di Vico d* Arbia fino
&ilTalore riunita alia seguente di S. Angelo dal 149^, rd ivi sino dal 1371 per ordine
n f^ieOf oltre uno spedaietto che fu intilo- drlla Signoria di Siena fu etlifìcala una torre.
lato a S. Maria a f^ìco. hn contrada con la chirsa ili l^ieo tT Àr.
Ìj\ prcpositura di S. Andrea a ^ico nel hia si trova iopra un.i ixdiina, la di cui
i833 noxorava aia abit. base orientale è lambita dalle acque dt-IPAr*
La cura di S. Angelo in S. Salvatore a bia, ed è circa mezzo migl. a ostro di Moo-
f^ico nelTanno «lesso aveva 196 (mpolani. l^*Chìaro lungo li strada regia dì Anito ■
VICO L* ABATE nella VaUdi-Greve. — Siena, ne molto lungi dai campi famosi di
Cas. con eh. psirr. (S. Angelo) nel piviere Munle-Afiertn.
di Campoli, (>>ni. Giur. e circa 5 migl. a Cotesto f^ieotT Arbia è nominato fino
scir. di San-Qisciauo , Dioc. e Comp. di dal iaa4 in una mi'mbr^nii dell* Oliera del
Firenze. Duomo di Siena ( N.* 984 ), ilalla •{ualc li
Trovasi sulla ripa sinistra della Grr^^e a rileva,cli^ la chirsa di S. Pietro aVicod*Arw
confine mediante cntcsla riumuni col distrel- bia sino d'allora era di giiispxlronalo del
to di ricchio 9/aggto,ì\ cui castelletto re- capitolo di quella calteilralr, talché coDKra
stani suo grec. circa migl. i Vs* mentre costì il nome di bosco ai canonici aia
a pon. ha di fronte il |iO(K)1o della pievi- di bellissim-i foresta vicina a Vico d* Arbia.
Campoli, a ostro quello di Luciano e dal Li parr. di S. Pietro a Vico d* Arbia nel
Iato di seti, la parr. di Noi^ole, o Nw^oli, i833 noverava a53 individui. — Fcd,
Porla il distintivo di fico l'Abate per AaaiA (Virt) d').
non confonderlo, come dissi, con r altro vi- rieo A'VLdMi nella Valle del Serchio,
cino f^icchio-Staggio^ già fico de* Lam* attuai mente S. Pietro a f^ieo. — Gon-
bardif il primo <le* quali, appartenne per trad^ con chiesa priorìa, stati S'aito il pieva-
molto tempo agli ^toi della vicina Badia dì niitomag>:iore,ora sotto quello di £inf «ari,
Passigniino. — Fra i documenti spcti.niti u nella Com. Giur. Di e. Due. e circa due
cotesto f^ico r>i/6a/e ne citerò uno scritlo in mi<!l. a srit. di LMora,
Firenze nel luglio del in()4 relativo ad un.i Risiede in pi:inura lungo la strada pnsta-
d(ui:izione di beni faltn ali' Alrtte e monaci lcd('*R.igiii di Lucca tracciata presso la ri|ii
di Passignaiio dal prete Pietro lìglio «li Tcuz- sinistra del S*Mvliio,
zo di liittoriò che egli possedeva nei pivieri kWArt. Asc-r.^itt {Vico) fu dello, die Ij
di S. Cresci a Monte Ficalle, o Fioralie e ehie*» di S. Fiefrna Fico mi secolo X era
di S. Pietro a Cinloja, oltre il luo^o di f'<- stala violata e demolita dai P.ig.iiii, sirconie
co. — Fu poi rogato in cotesto fico un al- apparistre da un islrumnito del io aprile
tro islriimenlo ilcir aprile 1096, col quale 940 [mhlilicato nel T. V. P. Ili ilelle Me-
Ire iV.ilelli fi;»!! del tu Giovanni donarono morie lucchesi, ct)l quale Corrailo Viso, dì
AVAhati; di Passignann per il suo monasic- Locca allivellò ihrni della eh. di S. Pietro
ro lui petzo di terra j»osto presso /Vm'o/f. sita loro .-1 sui ari ^if uè a Dei fudirina gens
Air Art. MuccusA, o Mrccuxo in Val- (sjr) Paq/tnorurn drmnlita rtse videiur^t
di-Pesa fu citato un terzo istruii>cnto, del ciò a favore di Betnldo tìgliunln del fu Pe-
marzo 11 00, rigato in f^iechio^ o Vico raldo, che 1* erudito Abate Bartnrchini su|^
drìVAhntc^ giudicaria fiorentina. fione sia stalo il primo stipile ilella nobile
l«a paiT. di S. Angelo a Vico V Abate famiglia lucchese de' Po rea rc-si.
nel 18I3 noverava «77 abit. Li parr. di S. Pietro a Viro nel i83i
VICO D'ARHIA nella V'al-di-Arbia. — contava una |ìO{)olazi<Mie di iifii abit.
Cis. ron eh. parr. fS. Pietro) mi fu annessa Vico Avxeiussolà. — Ved, Ar%EMKss4,
la cura di S. Barlolomineo a Monte-Chiaro, e Vir'».Pi»4?io nel Val-d'Anm piv;«no.
la prima nel vicarialo foraneo del Bozzone, VICO-BLXìLO in Val d' Arbia. ^ Con-
VICO VICO 755
4r:'da e collina omonima dove fu uno dei Gamajore e di Vullecchia; yer i qaali beni il
popoli del Tertodi Città (S. Michele) at- dello Cunerado insieme con due fi^li suoi,
lualmcntc riunilo alla cura subiirb:uia dell* Periteo e Saroano{sic) promisero relribuire
Osser\anEi, nella Giur. Dioc. Gjmp. e ap- Tannuo censo di 9 denari d'argento. 11 se-
pena due roigl. a grec. di Sima. condo istrumenlo del ai agosto 887 rircri-
- È una collina deliziosa situala fra i torr. sce ad allni enfiteusi di beni spelliinli alla
MoigiofU e iti/tto^o, sopra la quale sor;;e la pieve di S(ivi»liana sulla fiumana Caprina
regina delle ville lanesi denominata f^ico ^itladal vescovo Gherardo di Lucca a favore
Beilo de* marchesi Chigi, archileltura del dello slesso Cuneradojtgiio del fu Cause-
oriebre Baldassarre Peruzzi modernamente ramo. — ( Mem^ik. L.ugch. T. V. P. 11.) -^
abbellita dairalluale March. Angelo Chigi, ^ed. Furo, e SortcuASA,
Pia ordini di muraglie formano atlretlaiile VIC0-FER4LDI in Vnl-di-Sieve. —
leinxzeornatedi giardini, di pomarj e di bo- Gas. con chiesa {)arr. (S. Maria) nel pi-
sebetti che da ogni lato presentano vaghi e viere di Aconc, Com. Giur. e circa 7 migl.
variali colpi di vista. Qni morì nel i557 a selt. del Poulassieve, Dioc. e Comp. di
il valoroso capitano Deifobo Pieri che fu Firenze.
eoilanle difensore della patria libertà nell' Risiede in poggio sulta pendice australe
altinio assedio di Siena. del Monte-Giovi fra la ripa destra della
Si ba memoria di questo Vico-Bello, già Sieve, e quella sinistra del torr. /irgomen-
dello yieo JltOf fìno dal secolo Xlll quan- na. Ebbe signoria in questo Vico fino dal
do coalì vi era un monastero di suore, abo- secolo Xlll la celebre famiglia fiorentina
lieo due leooli ilopo dal Pont. Pio li. de* Cerchi. <-* In seguilo vi acquistò |todt;ri
Importante per la storiami parve una no- Taltra potentissima schiatta degli Adimari,
tizia dalaci da una membrana dell' jirclt, siccome Io dà a conoscere fra le altre una
Dipi.di Siena iìc\ iag3, relativamente alla membrana del la m;iggio 1376 scritta nel
eampensaiione che il governo di quella città popolo di S. Miirìa a Vico-Feraldi esistente
aargnò alle recluse di S. Michele a Vico fra le carie dell'Aich. Gen. de* contralti in
per i danni sofferti rispelto agli scavi ete- Firenze, ora nell' ^refè. Diol. Fior.
guili io quel poggio fino alla profondità di Li parr. di S. Maria a Vico-Ferahli nel
3o br. per raccogliere d» quei stillicidi le 1 833 aveva i3oahit.
acque per le fonti di Siena. Da ciò proba- VICO-FIORENTINO. — Ter/. Vico di
bilmente derivò la taccia data in quel lem- Val-d'Eui.
pò dall'Alighieri nel Canio Xlll del suo ytco Gunduàldo nel piano orientale di
Purgatorio ai S«'nesi, che cercassero allora Lacca presso S, Paolo e Treponzio, —
la vena délV j4 equa- Diana ^ allorché can- ^ed, Goiioo(S. Paolo ir) dove dissi, che
lava : in si gran distanza di eia sarebbe inutile il
E n rd i' volere rintracciare da qual Ctt/K/ufi/c/o pren-
mÌ:^ Ji I«l«ilJ 1-/» . . t Tk' desse il nome il viro predello, tanto più che
riu di speranza eh a trovar la Diana, ,. ., ,. ^ J ,. l i„
oltre li medico Gundualdo che nellanno
VICO ( S. CASSIANO A ) nella Valle 767 lasciò al suo Mon. di S. Bartolommeo
del Serchio. — f^fd. Camiaro (S.) a Vico, di Pisloja una tua corte posili suU* Osze-
f^tco Elìnoo, — F^ed, Mailia. ri nei confini di Lucca, a quella stessa
VICO- FARO nella Valle dell' Ombrane eia viveva altro nobile lucchese di nome
piftojcse. — f^ed, Faeo (Vico), al quale ^n/fdua/r/o, cognato di S. Walfredopiszno,
Art. u potrebbero aggiungere due documen- e fondatore insieme con esso nel 754 del
ti lucchesi , se non riferissero al f^ieo di Mon. di S. Pietro aPalazzuoIo presso Mon-
Pimno nella Com. di Pesciglia sul Serchio. teverdi.
Talee uno del 17 maggio 88a, col quale Anche in un terzo istrumento del 94 gen-
GhemriJo vescovo di Lucca affiliò a Cune* n-.ijo 793 edito dal Muratori (.'/n/. Id.Aevij
rado fiffliodel fu Causeramo abitante in Diss. 65) si rammentano i padroniili del mo-
loeo Alfiano (presso il Vìoìì di Piano nel- n;islei'o, ossia oratorio di S, Maria in Gur-
la Valle del Serchio) la chiesa e beni di S. giVe, e quello di S. Pieiro, fondali entrambi
Angelo a 0>nianico con altre cast* m.isseri- poco innanzi nel /^ir-o Gunlualdn, dovi- fu
zie e do:ninicali situate nel piano orien- la ais.'i di abitazione ilei fnilclli d<l ilonatori
ttle ili LueiM, a Cigoli e nelle valln.olc di diacono Sabsiiuondu ti^flio di Gtiiiqieito vcc.
756 VICO VICO
VICOLAGNA, o VICOL.iGNA aclU Val- t« di S. Giulùino, o Pìmoo, prcMo la rìpi
ili-Sieve. — Cis. con cb. [larr. (S. Sleraiio) sinittn del Ciiiule, gii Gumc Oiterì^ fn
uel piviere, Giiu. Giur. e uppeua due uij^l. Poiilelello, S. Ambrogio di MjMB-PiMna, e
a M:U.-DUesU'. di Dicofuaiio, Diou. e Couip. Poggiolo,
di Fireuxe. 11 dislinlivo di Pelago dato a questo ^i-
Hisìuile in collina sulla ri{>ii sinislra del co indurrebbe a credere che la piitoura cir*
lorr. Sart-Godenzo a cavaliere della slradu coslantc t'osse stata un tempo som nersa d^lle
regia Forlivese. — Nel po|iolo di Vicola^na acque del «S'eresio, o più facilmente da quel-
evvi la villa signorile della cas.i f^i^uf di le dell* Osseri.
Dicumauo situala sopra una collina denumi- Di questo luogo di f^ieo-Peiago ò Uììm
nata il f^hajo, dalla quale lacilmenle quei roenxione in varie membrane dei secoli Vili,
signori presero il cugnume che portano. IX e X. pubblicale nel Voi. V P. Il e III
La p.irr. di S. Stefano a Vico-Lagna uel delle MEMoaia LucscBaai.
1833 contava 289 pofiolani. Gin la prima di eiae del 9 agallo 798
f^ico DB* L^MBAtLui, — Vcd, ViocHio- uo maeslfo muratore residente in Lucca,
Maugio in Val di Greve. ma di origine Imospadano , prete a mutw»
VICO DI MONTKFIESOLE in Val^i. i5 soldi oppignorando a sìcurexu del mu-
Sieve. -— Gas. la cui eli. parr. di S, Nic luaute una vigna che lo slcssu muraloce
colò a f^icOf giù di gius^udronalo della men- possedeva uel luogo di Bùlgari^ ed un pei-
MI di Firenze, fu riunita alla cura di S. Lu- zo di terra situalo iu Fico^Pelago.
ciaaPie\ecchia nel piviereili Monte Fiesole, Anche un istrumento scritto {lariroeiileiu
Com.Giur. ecirca duemigl.asett. del Pon- Lucca li 17 dicembre delTHaci rammenta
tassieve, Dioc. e Comp. di Firenze. una vigna posta in luogo di BtAgari preMo
Risiede sulle pendici orientali del Monte yico-Pelago che allora fu data a socio da
Fiesole:, propiigine australe del Monte-Giovi Pietro Vescovo dì Lucca,
sipra il ponte rollo di ^ico che attraversava Rammenta finalmente la chiesa pame-
la 5iet^, presso la magnifica villa Gondi di chiale di S. Giorgio a f^ieo'Peiago una
Grignano,che fu de' Marzi-Medici, ereditata pergamena dell* 8 fé! b.939 relativa ad una
lorse da un vescovo fioreutino di quest* ul- permuti di beni fra Corrado Vctc. di Lucca
tiina prusapia. rappresentante la chiesa di S. Frediano e
É sempre dubbio, se a1(?rigiia/to<^e*^fi- la pieve diS. Pietro di Vorno da una parte,
ili in Viil-diSievt', o al Grignuno in Val di e Gherardo del fu Domenico dall* altra p<r-
l'cakifdi'bba rifciirsi un allodi pncura scritto te, il quale ricevè |)cr interesse delia |triini
UìGri fonano Vi 1 5 marzo del i5u8,col tpiale duepezzi di terra (losli in Sorbano e |ier
donna Diana di Monlbrt coulcssa di Gri- conto della pieve una vicina posta iu fico-
guano cosiìiuì in suoi procuratori e rap- Pe/a^o in luo<!o detto alla /'rr^o/a om un
presentanti in Francia Antonio e Giovanni orlo situalo nello sU'SS«) P'ieo^Pelago prts-
Sianoli di Tournon ad oggetto di prestare so la chiesa di S. Giorgio,
giuranientodifeJeltàaFrancesi'olrediFran- Nel 1 1 79* aa nuveinlire, il pievano ili
eia, dove si s.i che Antonio di Leonardo della f^ico-Pelago assistè ail una e<Mi venziuoe sti-
famiglia Gondi di Firenze, vivente intorno bilita nella eh. di S. Pietro a Vico tra Gu-
ati nel P epoca, fu Pari e Maresciallo di Fran- glielnio Vcst!. di Lucca, L'«!0 FieM:hi conte
eia, e che, sdihene inetà av:mz;iU, nel i5itì di I>iv.igna eCunìniond) del C L}!o1inrll<>
si m:irilò a donna Maria Gitcrina figlia di di Castrlvecchio ia Garfagnana. — fel.
3Ions. Pierraiilt governatore «lei tìgli del Asulàhi ( Fico ).
rè. — [C<''aBi?fEi.M, Sttìfia della Casa Gon- La pieve di S. Giorgio a ficO'Pehgo
di fol. I. Tavola genealogica). — fed. nel ia6o contava due cure sulVraganee. rd
PiE\rcciiiA. un monastero di donne, cioè, le chiese ili S.
VICO-PANCELLORO nella Val-di-Li- Stefano al /'o^'i;io/o,S. Andrea a Ga//(i/o/d.
ma. — fed. Pancf-llorux (Vi(x>). ed il Mon. di S. Maria a Gattafola ; in s^-
VICO-PKIjAGO nella Valle del Serchio guito fu unita allo stesso piviere la cura
Lnechese. — Vili, con pieve antica (S.Gior- di S. Maria a Ponleletto.
gio) nella Com. Giur. Dioc. Due. e circi I contorni di col(*sto piviere sono mi
due migl. a ostro di Lucca. deliziosi da nobili itsedj e ville signorili tri
Trovasi suir ultime [>endici selt. del Mon- le quali cam^ieggia quella di GaUajola dclU
VICO VICO 757
ubbil famiglia lucchese Montccalioi. Ancbc die furono figli di altro conte Guido, un
in f^ieo-Pélago esiste un palano dì campa- podere posto in loco Solari , ora Soia/o.
gna posseduto attualmente dal R. Collegio La chies;t di S. Pietro in lincio o a f^i-
C«rlo-Lodovico di Lucca [ter uso di villeg- co-Peiroso con P annesso di Gagliano nel
gialura di quegli alunni. i833 noverava 7^9 ul>it., 84 dei quali eu-
La parr. plebana di S. Giorgio a Vico- trdvano nella Coni, di Porla al Korgo.
Pc/c^ neir aoDO i83a conUva 160 ahi- VICO- PISANO, già Vico Auf^rissola
tanti. nel Val-d*Arno pisano. — Terra murala
VIGO^PETHOSO, ■ SOLAJO nella Valle con rocca e pieve aulica (S. Maria e S.
ddl* Ombrose pistojese. — Vico cou eh. Giovanni ) capoluogo di Cora, e di Giur.
parr. (S. Pietro) dello anche S, Pietro in nella Dioc. e Comp. di Pisa.
lincio dal torr. lincio e dall* antico Gas. Trovasi sopra un risalto estremo del Mon-
ooioaimo, alla quale |>arrocchia fu annessa te-Pisiino dal lato del suo scir. e circa cento
lifopprenacuradi Crtf^/iaAO, nella Com. di br. sopra il livello del mare Mcditerraiic«>,
Porta Lucchese, Giur., Dioc. e circa migl. a cavaliere dell* emissario della secchia Sa-
due • mcaio a pon. di Pisloja, Comp. di rejfu, dalla quale probabil niente aL-quislò il
Fienile. vocabolo di Fico Auserissola^ |)oi scmpli-
Sono due popolose borgate , Vico-Pe- eemente quello generico di ^<co innanzi che
iroso e Soiajo , attraversate dalla strada vi si aggiungesse lo specifico che conserva
Rgia postale di Lucca fra il borgo «Ielle tuttora di Vico-Pisano.
Fornaci, la villa de* signori Forteguerri di Infatti riferiscono a questo Vico varin
Fisloja ed il colle delizioso su cui risiede il membrane degli archivj Arciv. di Pisa e di
convento di Gioeehtrino, Lucca, oltre una del capitolo di Arezzo, al-
Uel sinonimo di Petroso dato a questo cune delle quali furono pubblicate dal Mu-
Fico non saprei indicare altra derivazione ratori. Spelta alla prima di esse un islru
le non quella dei massi di macigno che av- mento del 4 marzo (j34 scrillo in Pisa, col
vicinano i colli sopra il borgo di P'^ico Pe^ quale Zanobi vescovo piscino investi il Sii-
Cnofo, e delle pietre del sovi-aslanle poggio cerdote Giovanni della pieve di S. Maria *•
di Gagliano^ che si scavavano costi anche S. Gio. sita loco et finibus f^icho. — K
innanii il ii63,qiiando rO{ieradi S. Jjco- della provenienz,i roedesiina un scc<Mido
pò di Pìstoja ne ottenne il fitto, e poi nel istnimenlo rogalo in Pisii li 8 di ult. 9G1,
119» la compra dal suo proprietario. *• col quale il vescovo Grimaldu diede ad eii-
F'éJ, Gl'cluro sul Viiicio. fitcusi al prete Tacliiperto per Taiinuo censo
Sino dal secolo XIV, se non anche in- di t a denari cinque poderi con case nei con.
nanzi posseilcvano in questo fico-Petroso fini ivi designali , i quali boni si dissero
i Cancellieri di Pistoja , uno de* quali, situali nel distretto di ///i^eri^f o/a (5rrej-
Franccsco del fu fiartolommeo, nel io febb. sa) cioè in loco et finibus Anserissola. —
|357 vendè per 3o fiorini d*oro 4 pezzi di (Mceat. Ant. H, Ae^i T, IH.)
terra posti in luogo detto S. Pietro a Vico- Anche una membrana inedita del loio
Petrofo presso Monticelli. — (Abgh. Dvl. esistente nelPArch. del uipilolo <li Pìki tu
Fu». Carte dell* Opera di S, Jacopo di scritta in loo*, et finibus , ac castello il lo
Pisto/a, ) ifui dicitar Auseri ssola.
Ris|«ello poi atrallra borgata, già comu- AH* Ari. Aosbm^sà ( Aaserissola,) citai
nello di SoLuo, iÌH\ io il 161101*6 airArt.ScA* una per^ramena del 3o gennaio io53 rt><;ata
LAai, o Scu.\aic>) dove esternai il dubbio che in loco, et finibus Fico Auterissola prope
transitasse di ctiSlà nel 17 genn. dell' 854 ipto castello ^ nella quale per avvendira è
rimp. fjottariol, quando segnò un diploma indicala la situazione del f^ico Auserisfo-
nel luogo di Scalarico, territorio pistojt' la airoc&isione, cioè, di segnalare i confini di
je. — Comunque sia, in cotesta borgata di un p)dere posto in monte infra castello ilio
Solafo sul Pincio possedevano i conti Guidi ^ui dicitur Pico Aaserissola.
fino dal sec. XI, ed un istrumcnto deira|)ri- DvìVArch. poi Arcii^. di Lucca il Murato-
le io34, pubblicato dal Cimici nella Con- ri estnisse, e nelle Antichità Estensi pub-
tinanzione dei JUarchesi di Toscana, ram- blicò, altri due istriimenti, uno dei quali del
menta fra gli altri beni donali alla calte- loUyeTaltro del 9 luglio 1017 , scritti
diale di Pìstoja dai conti Tegrim^ e Guido, nella chiesa di S. Maria presso il Cast, di
V. T. 96
758 VICO VICO
Vico |)OCO lungi (lair Arac, dove tono ram* i^ll Arcìvcfcovì di Pisa il fodro coi placito
mentali i luo{|;hi di Anghio, di Ciscano di Fico //ureristvia^ ma ancora dagii AO'
(o Cintino), di A uteri ssola e della eh. di ziaui del governo piaauo che |irumifrro di-
«y. Maria sui pf'ggio dei Casi, omonimo fendere alla rornftì mei lesi ma i] potieuo
vicino al fiume Arno, il tutto stato venduto temporale del luu|ei> conlratUto.
Ilei luogo (letto Fico /iuser is foia M March Ma il Comune di Fico non lembrò fod-
Adalberto tiglio del l'u Uberto e ni potè del iu distailo di cotale misura, losicxrliè nel i936
March. Adalberto ad Ugo tiglio che fu del il poleì^tà Ugiiccio da Caprona rd i consoli
cuuie Ugo. di Vico-Pisano aventlo rinnoiato lite a ci-
^cila»lcSMContr<ldadel Fico Auserissola gione della torre di Vico contro Vitale arci-
|iosse«li'va pure dei beni la mensa vescovile vescovo di Pis^i, questi reclamò al Pont. Gre*
di Lucca, siccome appiinsce da un placito gorio IX, il t|iiale con breve dato in Ijate-
del dì 8 luglio fo68 tenuto in detta città, mno li a6 ottobre del 1937 commise la ile-
dalla contessa Beatrice marchesa di Toscana, cisione della causa ali* abaie del Mon. di
— .(FioBKiiTiMi, Memorie delia igraneoaits» Marturi ( Pt>ggibon$i ) ed al pro|ii*slo delta
jti M/atiiUa.) pieve di S. Gimi|>nano. -* (Mattmi, Mi-
(>ome {loi andaMero le bisogna di cotesla ttor. Eeei. Pis. T. i in Append,)
signoria si (hjò dedurre dai fatti seguenti : Che |ioi il Cast, dì Vico l'osse presidialo
quando cioè un altro March. Alberto figlio dalle truppe ilella Rep. di Pi s.inon uè lascia
del fu Obizzo itone il nifiole del March, dubbio il fallo ivi accaduto nel 197S,
Adalberto del 101 1; nel 3 l'ebbr. del 1061, quando rinlelice conte Ugolino della GÌic-
staniio in Cosai -Maggiore di Lombardia, ranlesca, un anno do|io essere stato esiliali!
donò al Mon. di Marturi sopra Pnggibonsi da Pisa , mcMusi alla testa di loldalrtcbc
fra |:Ii altri beni quelli |iosti in Cisano e addette alla lega guelfa toscana, comfiusU
in Fico nel conta<Jo di Pisa ; i quali beni più che altro di milizie de* Piorrnlini e
|M»i, mediante alto di tran>az ione del t seti. Ijucchesì,corsea devastare ì confini orientali
1 lag, n>giilo in Casole nella pieve di S. Ma- del contailo di Pisa, disfacendo Moutrcrhio
ria, Rodolfo abate di quella Badia rìuun- e mettendo a ruba il {laese inloriiu a Vico-
zio a Ruggeri arcivescovo di Pisa|)er la sua Pisano. Anche meglio lo dichiara lo Slalu-
iiiensa, dove fra i possessi ceduti iucimbio lodi Pisa del ia85, ap|M>llal«i comunenHnie
\i erano quelli che il Mon. di Marturi il Bre^e del conte Ugolino ^ ne\ quale 4I
poMivleva |jer (larte del M.irch. Oberto {Al* Lib. IV. rubrica 76, Iratlatidusi dell* uffizio
bfrtoi infra castrum de Fico^ i/ui diciiur e oblilit^hi dt I iMpil.iiio di Vici gli s. ur-
Auserissolay tam infra, quam et de fori f, din» di liir ripulire dagli uomini del snu
et inlUsano^tam infra ipstunviilamftftiam Connine i barbacani dt-l cuitelin di Fun;
et de furis, tff in -.'urte t/us, etc, — ( Wu- Iu rhe serve aiii.or.i a dimostr.ire, che colerlo
RAT. Antitf. M. Aesfi T, ///. ) |»acse fino d*allora era munito e cunsidiralo
Ui queir anno in poi gli .4rcives<-ovi di rome un liiojso di fitinlieni.
Pisa avenilo aci|uislutu oltre il dominio II qual caslelto i Liinhisi lentaronr^ più
spirituale iincUe il tempor.de sopra cotesto \o\W di roni|uisl.ire sebbene »enz.i iSrlu*,
Fico t suo distretto, ottennero dalT Imp. nel 1^89, nel 1 'So>) e net i3a3. In qii«-«t*
Corrado II , nel ii38,uu favorevole pri- uUiid'ì anno spt-«:i.iluunle i VicareM si di*
vilegio che conferma\a alla mensa archie- mostrarono coraggiosi e .ifTizioiiati alla ma-
pÌKO{)ale pisana il Piacilo e il Fodro del dre (lalria , qiiaiiilo di noltr lrnip<» alcuni
Ftco- Au ter is fola , quello di S. Giovanni fuoruviiti iJi Pisi iuis(i'<> ilenln» in Vico le
alla Fenti etl altri. Ciò forse dieile oi-i«.Mne genti di Caslruccio Aiilclnnii'lli con lui
ad una lite fra il Comune e consoli di Ficu slesso >«ll:i lesla,rorieiiil<> l.i inallini se>!iienle
con Vilhiiio arcivescovo ili Pi.s.«, appellando |icr la (erra l'oiue se tusse giìi stia; ma i Irr^
ai tribunali di questa città. Nella quale i razzami ap{M*iia desti sì racculst n* in triip{4
giudici con s<-iilenz:i del 3i dicembre 1 1 :^5 e cacciarono luori di cis*! Ioni Toste ii'iu
decisero che 1* Aivivi>seovo fosse lucsvj al senzi vergo*;n» del iMpitaiio liicihts**. Né
(HiMesso di tulli i diritti di{)endcuti dal Pia- più letico riesci un nuovo tenUlivo l'alio uri
cito di Fico. liii stessa sentenza retine poi i3a7 ili Ilo stessi Caslru(*ci>>.
coiroliovala non solo tlaiPliiip. Federigo I, Da tulli quc*sli talli pertanto si i*oiii|irrU'
allorché con privilegio del 1178 couferuiù de che Vico sino d'allora era uu castella
VICO VICO 759
«tlobeii« iitiuito e diflSciU a pfcndsiìi di Arrc%tf a ciò una delibemione del i5
t^llo, per eMere fabbricilo tofira una col* luglio 1476 , con la quale gli Ufitiali di
na* alla etti base orieoUle icorrefa la St^ Torrt^ oiùa dei beni di ribelli, affittarono
"a, dalla quale, come ditti. Vico prete il ai frali Roniilani di Nirotia per Tannuoca-
t4ÌDtivo di Juttristola , mentre dal lato none di Ire fiorini d'oro il pfttso delia Ifa^
ostro era bagnato dal fiume Amo , cbe ve eh* era sui fiume Arno fra Bieniìna e
lora entrando nel piano di Vico-Pitano ^ico-Fi#afO in luogo detto iVa/lfrat^erio.-»
orreva Ira Afon/ectf/iio e C«/c/na/ci,latcian« (Aaai. Dipl. Fva. Carie di Cetiello),
> qufflt* ulti ma Terra alla tinittra, e Fieo Frattanto i Fiorentini, qoalcbe tempo
»n Mant€ecàio alh dettra del fiumcé dopo di etaerai impadroniti di Vico-Pisa-
Gbe r Amo csoatinuatte a correre fra Vi- no , lo accrebbero di fortificaiioni col di*
» e Gakìmija anche lul terminare del te» tegno del fiimoto arohilelto Filippo Bru-
llo XV lo dichiarava Paolo Giovio nel li- nelletcbi; e«l opera di lui si crede la bella
ro terso delle tue Istorie, dove diede rela* torre merlala ohe tottor4 sfiorge a guisa di
one dell'attedio potto nel 1495 dai Fio- cassero nella parte sufieriore dei castello con
ntini al Gatt. di Vico-Pitano, la cui tiliia* le armi della Rep. Fior, toolpite in marmo,
one detcriase così: id oppidttm colUbut Ignoro fieaò se questa misura fosse presa
iiacei^ ittuitur^ue Arno em/it , <fm in eo dal Comune dì Firenie du|Kichè Niccolò
co mamime iortuotas peninsuiam effi- Piccinino nel 1 4 30 era sceto con un eM>r-
I ; eie. — f^ed, CALoiaAjA. cito dalla Lombardia per liberare Lucca
Frattanto, te dobbiamo credere alPAn- dal tecondo attedio de* Fiorentini, leutantlo
slitta Trooci, il governo degli Anxiani, du* egli in quella tcorreria di astiilire e di pren-
inle la guerra che do}» b morte di Casi me- dere il oasteilo di Vici»*Pisano ; è nolo ben«
o si acoese fra i Fiorentini e i Locebeti, ti, cbe gli abitanti tooi , ad etempio dei
llofchè i primi ti recarono ad assedbre la Pisani, nel 1494 si ribellarono dai Fiorrn-
ipitale^teoondi, ordinò nelPanno i33o tini, e che nel 1495 uniti ad un pretidio
pr atiicunre maggiormente il cattello di di truppe pittine toslrnnero valorottmente
^00 Pisano che vi ti edificasse una rocca, un lungo assedio postovi da Guidobaldo
Tanto era fòrte per quei tempi cotetlo ca- delb Rovere duca d* Urbino , in guisa che
tello, che nel 140O oeirastedio potto dai dopo inutili tforù quell'otte fu cottrrtla a
'iorenlini a Pita, il pretedio pitano di Vico ritirimi con vergogna di là. — (P. Gnovn,
ole retittere ad ogni attalto di quelPotte, Mistor, Lih. Ili, ) — È noto ancora che
solamente dopo 8 mesi di blocco dovè per nel 1496 vi alloggiò V Imp. Miitsimiliano I
ime nel di 16 luglio del 1406 renderti a nel dì mcd'vimo che reterrìto pitano e ve-
«Ili agli aasedianli comandali da Mato de- neto ti levò dall* attedio di Livorno, ditpe-
li Albìxai, lo che fu anche il tegnale della nudo di riavere quel porto,
icina reta di Pita. Ciò accadde pochi meti innanzi ehe un
Fu allora cbe i Dieci di Rilia di Firenie eorpo di Imppe pitane e di venesiani, chia-
«r alto del 27 luglio 1406 concederono le mati sfrndioiti tolto il comando di Gio.
npitolaiioni acli abitanli di f^ieo-Pisnno^ Paolo Ifanfrone, pastando topra un ponte
li S. Giovanni aita ^ena, di Caeigliana^ provvitorìamente eretto tul torr. Cifecehio,
li Lagiiano e di ifoce del tenore roeilesi- te ne tornava verto Vico-PIsann con grossa
00 di quelle ttate accorcbte agli altri Co- preda fatta per le colline di VaM'Era fino
Duni del contado pitano che ti reaero ai quati tolto il monte di Volterra, allorché
fiorentini innanzi b caduta delb loro ma- ni atailito nel piano di Kcntina da dieci
tre patrb. tqoadre di cavalieri fiorentini, e da molli
Detcrìvono gli ttorici di qnel tecolo il fiinti e baletlrieri dove con pari valure si
calore, con coi allora (n combaltuto e di- combatlè senza perdere, né acquistare Itrrc-
eso dagli astedbti II Gattello di Fico- Pi' no da netsuna parte.
fono; 1 quali scrittori, oltre a confermarci . Intanto ti avanzara n gran patti 1* an«
:be allora TArno passava sotto f^ieo Pisa* no 1498 quando la Signorìa di Firenze die-
K>, ne avvisavano qualmente rotte fiorenti- de toleooemente il battone del generalato
ui per offendere il cattello predetto mise nella guerra di PitaaPiNilo Vitelli, a quello
ma piccola galera nel fiume tteitodalb par- ttetto cbe un anno dopo ( 1 ottobre 1 499 )
e di Bientina. ricbiamato per totpetto a Fireuae fu nelle
7f)0 VICO VICO
%.ìU del LviUatojo del |)aUizo de* Sigimri imKheroni poffiiracnlr Jirolpili. 'Emi at-
lurl>ar.iniciilc decapilnlo. liialrornic non conia alcun» fismoochia fil»-
Fraltanln una delle prime openizioni mi- le , sebliene d»l calaingo delle chieie drib
lilari di Paolo Vitelli Appena uscito in cam- diocesi piscina compilato nel 1977 (iv*
imgna fu T occupazione del Vili, di Bnli e a stile comune) ti rilevi che atloncn»
del bastione davanti a Vico-Pisano, cui poco com|>rese nello stesso piviere di f^ieowm
appresso succede V assalto e la conquista del meno di sette chiese , cioè i . S. Ste&ao 1
castello slesso di Vico con morte e prigio- f^ico; a. S. Leonardo a f^ico; 3. S.Si>
nia di molti tiradioiti ivi posti alta sua mone a f^ico ; 4. S. Michele in At^mU
difesa; la quale improsa ebbe in mira di as- {sic) posta presso la torre sulla sonmiih
siciirarsì Tacquìsto di Pisa, affinchè né dalla del castello di ^ico ; 5. S. Ilario al Pvni
l^irtedel Val-d*Arno né da quella del Monte- 6. S. Jacn|)o al Cafaggio; 7. e la mmmì
Pisano quegli abit. potessero essere in alcun di S. Mamiliano a isupeta,
modo soccorsi. Al qual o«!gGlto il Vitelli, do- Giova poi a schiarire alquanto la riorilfl^
{MI essersi insignorito dì tutta la Val-di-Calci, desiasi ica di Vico-Pisano, rispello alle ààtat
lu'ilinò la costruzione di 'lue bastioni, uno sui di quel pìevanalo, un testamento roptoii
l'Oggi che restano sopra S. Giovanni alla /7co nella casa del testatore, li 94 ago*
Vena, T altro sopra Vico-Pisano, in luogo i3o4(J^7ecofiiu/]e)col quale Benedetto M
che si diceva Pietra Dolorosa {(onc il fuJacopo diLolteringoda f7co dcUiBÒtMf
|)Oggio ora detto del Castellare), — Fed. legati, che uno dì essi di lire dieci a Fr.U^
P1ETM.4 DOLOROSA, teringo suo fratello frate Roinilano Aftii'
Però nell'aprile del i5oa avendo i ne- nmnone] eonverUo di S. Sai ìHttore a fSm;
mici per tradimento del castellano Antonio altro legato a Nanlo figlio del fa Tébà
Landoni, riacquìslalo Vico-Pisano, al cui consistente nella raelìi di nn podere prti
comando era stilo lascialo Piero de*marchesi fuori del aistel di f^ico in luogo detto emfB
del Monte S. Maria, prlito poi di costì in- di S. Xaria; più alla Pie^e di bianda
fermo, il governo di Firenze delle tosto il 90; e soldi io alla chiesa di S. Mitkdet
bando di ribelli a Puccio Pucci e ad Ales- ^/ro ed altra simile somma alle chiese £5.
Sandro Ceffi, queslo Ciistellano, e quello Simone n /''7co, dì S. Leonisrdm e H S.
rommìssario di f^ico-Pisano^ perciocché il Stefano di f^ico; inoltre assegnò soldi 90
Pucci rifuggitosi nella rocca non usò quella alle suore di S, Maria jtfaddalena a fta,
guardia elicsi conveniva, ed il Ceffi sbigot- ed allretlanla somma alla chiesa dei Fntr
Ilio dalla morie di un conuoslabilc , slato Minori di S. Francesco a f^ico; e fimi-
ucciso da un tiro di scliio|)|)0, si rese viU mente soldi 5 alle mdn.irhc di S. Anirn
iiieutc la sera islessa, salvo Pavere e le per- a f^icn. — Aarn. Aaciv. ni Pisa\
soiie. Fi ronu'crlié un C(M'|H) di truppe fio- Hai la carta suili letta pertanto risulta qoal-
icuiiiiencl maggio successi \n sì recasse sono incute nel principio del sec. XIVcsiflrraD
Viro-Pisano nella spennici di riconquistar- in /^/cr>, o nel suo piviere quattro mnnailen,
io, ciò non accadde se non che un anno che due di suore, uno di frati RoniilMii,e
do()o, quando cioè dai Pisani vi erano stali l'altro dì Francescani Minori.
|iosli a guardia un cento di prezzolati Sviz- Rispello ali* Eremo dei frali Agoslìoiaii
zeri, ai quali fu cosa facile |)ersnadere che se di S. Saì^^dore a fico esso è ramiDfOtitt
ne uscissero, allenati dalla promessa di paga nel T imposizione fatta nel laga di no sb-
doppia ( r/| giugno i5o3\ mero di cavalli e di pedoni alle chìesedfl!i
Da queir e|ioca in poi Vico-Pisano non diocesi pisana , e riportala nesli AnniUdd
esci più di mano dei Fion-ulinì, i quali Tronci, mentre le recluse di S. MarÌJ V»J- !
eonservarono in questo luo>:') la residenza dalena a fico furono riunite alle mooick 1
di uno dc'più antichi commissarj della Re- diS. Marta in Pisa, dopo che alle primehci> I
pubblica dì Pisa, rhc fino dal secolo XIII un'elemosina il conte Bonifazio ^foiello i!i 1
portavano il tìtolo di vicarj di f^ico e di Donoralico nel suo testamento del igln^l' (
PieiUmonte. 1 33"; {stile comune). I
La pieve di S. Maria e S. Giovanni a In quanto al Mon. di S. Andrea (
f^icoj situata fuori del castello, è a tre na- fico, suppongo essere stato quello ili av-
vale, dì iin'archilellura seniigoticacon pietre peta, dove esiste tutton V antica chiesa po^
lavorale , ed ornata nella facciata di molli seduta dalle monache di S. Marta Ji i^
VICO
)i\V4ri. Bvn fVi inckifo questo Mon. di
tpeta nel suo piviere piattosto cb« in
lello di VicoPiiano, ed uìVjirt, Lotita,
dissi, che coletla contrada ha dalo il no-
? M due aDticbissimi monasteri, cioè alle
macbe di S. Andrea passate in S. Marta
Pisa, ed air altro di S. Jacopo {al Cafag"
o) distante circa 400 passi dal primo; )*ul-
no de' quali fu abitalo dai frati Romila-
innanzi che passassero in S. Niccola a
sa. Aggiunsi ancora, qualmente del Mon.
S. Andrea a Lupeta si trova £ilta men-
one sino dal i marzo 119$ in una perga»
ena della Primaziale, cui posso aggiunge-
allra carta del Mon. di S. Maria di Pisa
>1 3o dicembre 1 148, scrìtta nel Castel di
Vco, con la quale due coniugi venderono
suor Agnesa badessa del Mod. di S. Jn-
rea alla Selva ijOafaggio di Lupeta) per
prezzo di soldi 180 di denari pisani un
nzo di terra della misura di stiora 6 Vs
[)sto nei confini di Bientina sopra il fosso
i Cileeehio,
Rispetto poi al priorato di S. Jacopo a
Mpeta sembra che la sua chiesa corrispon*
esse a quella della canonica di S. Ma"
liliano del catalogo delle chiese della dio-
esi pisana del 1277, deducendo ciò da nn
VICO
761
resto d'iscrizione esistente in quella làeciatA,
in cui Gio. Targioni-Tocietti lesse : K. (cioè
il Comune) de Lupeta oma^it h, opus prò
eterna vita gg Mamiliani tacer ^ prò no*
stris ora peccatis.
Che poi ootfsta chiesa fosse una cosa me-
desi ma con quella di S. Mamiliano in Col*
linit, ossia del priorato di S. Mamiliano del
catalogo delle chiese della diocesi di Fisa
scritto nel Inglio del 1379, lo dichiara nn
istrumento inedito dell* Jreh. Arciv. Pis,
del 7 marzo ia66 relativo alla concessione
fatta da Federigo arcivescovo di Pisa a don
Agostino priore e rettore della chiesa di S.
Mfamiliano a Lupeta dì uno spedale, S,
Leonardo di C erba/a (sopra fVeo), posto in
luogo detto ilico Nero con tutti i suoi beni,
compresi i pascoli di detta Cerbaja ed na
pezzo di terra di pertinenza della mensa
arcivescovile situato nei confini di Bientina
in luogo detto Ischeto,
Vico-Pisano fu patria di Michele padre
di Pietro Lante autore de* duchi Lauti di
Roma , e qui nacquero il Card. Arrigo Mo-
ricotti e Fr. Domenico Cavalca , senza dire
che fn monaca nel Mon. di S. Maria Mad*
dalena a fico donna Ermengarda Bnnae-
cherìni madre di S. Ranieri, ecc. ecc.
MOVIMENTO della Popdasione della Tbmmj di Fieo-Pisjito
a cinque epoche diverse , divisa perjamiglie.
Aaao
IMPU
masc.
Mai
femm.
ADCr
masc.
LTl
femm.
CORIUOATI
dei
due sessi
BOCLISU-
STICI
SEOOLlmi
Numero
delle
famiglie
Totale
della
Popolai,
i55i
„.__
—
*-
•i—
^
— .
i34
649
1745
iSa
169
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3o8
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la
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1075
i833
919
i55
196
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5o5
5
243
ia63
1S40
a8o
aoo
93^
ai3
607
5
a68
i5a6
1843
348
3a8
140
198
536
7
a8!i
1457
Comunità di Vico-Pisano. — 11 terri-
torio di questa Comunità occupa una su-
perficie di i63i7 quadr. dei quali 729 so-
no presi da corsi d* acqua e da pubbliche
itrade. Vi si trovava nel i833 una popola-
zione di 9480 individui ; circa 487 abit.
perogni migl. quadrato di suolo imponibile.
Confina con i Comunità del Grrandncalo
e mediante il crine orientale del Monte-Pi-
sano con la Com. di Capannoli del Ducato
di Lucca.
Ha di fronte dalla parte di lib.il territo-
rio comunitativo di Qucina mediante il cor-
so dell'Amo, a partire dal gomito di questo
782 VICO VICO
fiome topn la Stadtmna delVjic^ua fino di ■ lib. pel fono dì TaÒò arrifa alla ini
pviSiilo il nuovo |Kinle che cavalca TArno cateniUa. A queslo punto i due lerrìtorj en-
diriinpetlo alla bocca di Ziinibra innollran- Inno nel foitio del CUecehio avendo di«
doti sulla deilni al di là ilclla pieve di Ca- rini|iello a sctr. quello della Cora, di Calci-
prona. IvicejMia la Cum. di Cascina e solten- n.'ij.i , col quale il noilro arriva al |ionlc di
tra di faccia a |>on. niacsli., ma |»er bmc Cesano t\o\v lascili il fosso prcdrtlo ei| entra
tragillo, il li'rriluriu drlla G>iii. de' Jii* nella via del la purediCcff ano incamrainando-
gni di S. Giuliaiiu, cui loslo succede quel- si con tssii :il le calerai le vecchie del /?/iii//if9
lo slaccato della Gom. di Pisa, col quale 1* al- che irova a ostio scìr. sulla strada f^ieartn,
tro della Comuuitàdi Vico-Pisnno voltan- fuichc |jcr il fosso omonimo entra nel fiume
do direzione a lev. entra nella Z ambra di Arno dirimpetto al |xidere di S. liorenia.
Calci e con essa ri&cende a oslru alia soa Di qui risalendo per breve cammino Taheo
confluenza nella Zambra di Montemagno del fiume, lo attraversa |ier correre lungo la
cbe trova sopra il ponte uraoniroo. ripa sinistra, da primo nella dirrsione di
Costì ripiei^ando da ostro a lev. rasenta ostro, |ioi di pon. finché ritrova 1* Amoe
la base de' poggi [lassando per la JForretta la Gom. di Cascina sopra la Madonnm dtW
di Uii^eto , e di là salendo a grec. arriva Acqua,
sotto la rocca della Verruca, di dove rientra Fra le miiggiori mooluosilli di questo
nella direzione di maeslr. nella così della territorio h.-ivvi la cima del Monte Serra
Val-di-Calci finché ritorna nella fiumana sul Monle Piuno , trovata dal Rmo Fid.
Cambra di Montemagno^ |)er rimontarla inghirami br. fiorentine i568,g superiora
nella direzione di grec. fino davanti al Gas. al livello del mare Mediterraneo, vale •
di Reziano [aissato il convento di Nicosia. A dire circa br. sei e mezzo più alla del varco
questo punto atiraversa la Zambra |)er ar- della Pula sull* Appennino,
ri vare davanti alla Certosa di Calci che la- Contasi fra i maggiori corsi d'aequa i .*il
•eia fuori girando intorno ad essa dalla fin me Arno cbe gli serve di confine per eirei
parte di ostro e di lev. per salire sul pog- otto migl. dal lato di ostro lib.; a.* il C«-
gio detto delle Porèe e di là in quello di naie /mperiafe; 3.* ia Stirtifa; 4.^ eJ il
Semoialieo attraversando le sorgenti del Ci'/eccAio che lo rasentano dirimt*etto a lev.,
Bio- Stagno di Bau finché nella direzione e scir. mentre la Zambra di Moniemagno
di sett. arriva sulle sommità maggiori del lo bagna e |iosc a lo lambisce dirimfirtio a
Monte-Pisano, chiamata Monte-Serra e marstr., finché ili lassù icrnde>idn dal Jfoi*
Tii/ie/a. Costì cessa col lerrilorio comunità- te Serra nella Valle di Bufi trova il ilio
tivo di Pisa quello dei Granducato, ed in- M i^no^ uno dei tribiitarii della Seresta.
comincia l'altro della Gom. di Gi)Kinnoli Si coniano ira le str.ule rotabili 1' mlica
del Ducalo di Lucca, col quale si diri^^e a via provinciale f^iearese, due tronchi di
grec, «la primo per termini artificiali, {loscia strade comunitalixe che si Alicr.ino d.illa
per il rio ili Cor6ef<i , e quindi |i(-r quello preiletta |>cr conihirre a Vico-Pisan->, una
del lorr. Risona sino a che tniva alla sua delle quali prese il nomignolo dal Gas. di
destra il rio detto del Vallino secco. Ivi voi- Cesano v\\ inrroci.i iron Tahra che vii*ne ffi
tando direzione da grec. a lev. -scir. (lassa S.Giovanni alla Vena costitiien>lo sotto Vi-
per le falde del [k^o^ìo del Guaito finché co-Pi»ino Va borj;ata delle quattro strade,
trova il rio della Valle de f;H Alberi f\o\c Finalmente due altre vie roLdiili comuni-
poco sotto arriva alla dognna del Tiglio nel lafive da Vico-Pisano si dirigono a Bientina
territorio Granducale della Com. di Bienti- e a Boli.
na. Gin quest'ultimo dirigendosi a ostro Della via provinciale Virare<e e di un
percorre la Via Lucchese dei Tiglio^ che altra via denominala Biparotta di Vice
las4Ìa a \ìotì. sul rio Pelato, mediiiiite il fanno menzione gli Statuti Pis.ini del secdo
quale s'incammina a lev. verso la dogana Xlll, i quali obbligavano il capitano di
e cateratta della Tura, dove percorre qua- Vico a fare ampliare quest* ultima sino a
si p:irallela alla Serezza Vecchia il Canale Vico tanto da (tassarvi i cirri, e ciò a spese
imperiale nella direzione di lib. fino al Pon- della sless.i Comunità e del suoiapitanato.
te detto di Kientina, che atiraversa sul Co' Ris()etto ali* imlole fitira del territorio
naie medesimo percorrendo di là per breve montuoso compreso nella Gomunilà di Vi«
tragitto a ostro là via della del Foifo equia- co-Pisano , ne trattarono maestievolaeote
VICO YlCa T«J
*^tìn\ IW^oDi-TouetlI nel primo to- IiUo d'anni wcadolo frn i Fbvraliiii ed i
le ile* sooi Vi«|;gi per la ToaoiiM, e pia Pisani ptH» il Bagrw alia Fgnm.
iemamenle il Prof. Gav. Paolo Savi, cui Hello Statato medetimo del ta8 Sai oixfiiiò
feolo^ift toaeana è ilebitriec di una niap* (Ltb. IV. robrìca 5a)di obbligare glioomi-
geognoelica del BfonlePisano» alla a àr ni di S.Grìovaoni alla Vena e di Ceoli aco-
uscere a colpo d*OGcbio la di tposiiione e alraire nel perìodo di 4 mesi un ponticino
ura de* terreni cbe cuoprono ootetla lungo T Amo che fosse largo almeno f re /fie-
li tooiiU, a partire da Boti fino a Ripa» di mi furatoti (forge piedi di Liutprando),
ta. — > Ped, MovTB-PiSAao. per passarvi liberamente gli nomini e le
ligoardo alla pianura volta a scir. e lev. bestie da soma.
Vico-Piaano, essa è co|jerta dai depositi Esso corrispooide a qaeì ponte cbiamald
rati dell* Amo » dell* emissario antico tuttora di Geuli che cavalca il rio Ceuii salla
i^go di Bienlina , e di quello mo- stratta pro^iìteiaie f^icarefe, e peiciò dn
no appellato Canàie imperiale^ lungo non confondersi, come suppose il Lami> oon
quale (Ino alla deelioaiione del secolo alcuno dei ponti di materiale cbe attraver*
^111 si seminarono le fetenti Risafe. lasserò il finme Amo.
Dal Movimento della popolazione dell» Era bensi riserbalo alla nostra elkdi vederi
munita di Bientina e di Vico-Pisano tolla seaione delPArao pisano due gnndioti
Mfisce, che i suoi abitanti tlal i55t al ponti di materiale innaixali da mano maestra»
33 si triplicarono, rofnirecfneHi della Co- il primopresar» la ftoecnd* C^ioinna, dir impet-
inità contigua di Cilcinaìa nello slesso to a Montecchio, Taltro di contro qoasi alle
riodo sono più cbe quadruplicati. cave di Uliveto sullo sbocco in Amo della
Nella parte superiore a roaestr. di Vico^ Cambra di Colei; quello fra le Comunità
lanosi apre la così delta Valie di Lapeta ài Ponledera e di Gikinafa, 14 migl. a
Itila neir allo come in antico di selve di lev. diPisa^ questo IVa laCamnnilk di Vico
creta d* Ischia, cui sotteotrano in basso Pisano e quella di Cascina» sei miglia innaa-
li oliveli allermnti con campi di semente, ai di arri^-are alla slessa città.
Nel punto |mù elevato esiste la eh. di S. A qoest* ultimo aperto ai passeggeri nel
idreA siala di padronato delle monache di luglio del 1844 gioverà dedicare qualche
Marta di Pisa, mentre neli* interno dello parola non già per descriverlo, giacché •
*s$n incavo Iciiirile fa pittoresca comparsa ciò fu supplito' da un valente ingegno' nella
aulica eh. di S* Jncopo a Lupefa. Rivisl:i di Fireme (8 ottobre 1844)» ma
Dirìrofietto poi a lib. dove il monte de- per dire che esso é compreso per metà, sul
ia;i verso la riva destra dell* Amo, sulla lato destro del fiume, nella.Comunilà di Vico-
r<id» di Piedimonte^o f^iearese , passato Fisnnojhdoveilmonleomonimodeclinando
Giovnnni alla Venti esisteva una chiesuola dalTantico diruto fortUisio della Vermca fino
!tta di S. martino al B^fftn Jntieo, lino- alle cave di Uliveto mette quasi i piedi nel-
ignolo le venne da un Bagno stato presso 1* Arno, lisciando al suo maeslr. la deliziosa
tìume Amo, del quelle faceva menzione lo vallecola di Calbi sparsa di ville signorili,
lalulo pisano del i a85,al Lib. IV, rubrica di acque permnt, e di una grandiosa Reggia
8, soilo il vocabolo di Bagno della Carra» anziché un'umile convento di Certosini. -—
da. Allora esso era sotto la Inlela del Co- Fu costi dove il valente architetto a spese di
lune di Pisa, talché il podestà doveva ordì- una società anonima adornò 1' Arno di un
are ai cavatori di pietre delle vicine cave terzo ponte eh' io chiamerei maraviglia dell*
Ke invece di gettare neir Arno li spurghi arte, per la sveltezza, la parabola e Timposta-
elle dette cave, dovessero questi portar- tura dei tre grandi archi, dai quali 1* ampio
i uel piano del Vagito situalo sopra TAmo letto del fiume resta abbracciato, e sotto
nde meglio conservarlo; finalmente ivi si cui le acque anche in tempi di piena passano
rdinava di fare 'ipulire quando occorreva libere e senza alcun sensibile intoppo,
l Bagno t la fontana dagli uomini del Dirò inoltre con 1* autore dell' articolo
apitaudto di Piedirooute, per modo che testé citalo, che gli amatori delle Belle arti
naschi e femmine vi si potessero comoda- debbono gratitudine alla società anonima
nenie bagnare. che ne somministrò i mezzi, perché generosa
Anche la storia dell* Ammirato ( Lib. lasciò al suo autore libero campo, onde b-
CU) air anno i363 fece menzione di un cesse più che altro opera monumentale.
764 VICO VICO
emettendo a tal* uopo aoa aomma di 56,ooo mulini eiistanti nella ooeì detta Tal-dnCil*
acudì fiorentini, pari a 959,000 lire. ci, dorè fi contano circa 100 di quegli edi-
Gotesta opera meriterole di eisere qui fiij idraulici con quasi 3oo palmenti, la cai
rammentata e della quale spero di dare con macinazione giornaliera , compreti ì meri
la provi ma dispensa il disegno con la estifi, si calcola che ammontar poasa ad un
▼eduta pittorica del vicino Monte* Pisano e di presso a sacca 1 600 di granaglie , tal-
delta Valle di Calci eseguita da chiaro paesi- che sommerebbe in un anno per lo meno
sia, cotesto ponte, io diceva, fu edificato 576,000 sacca di macinato. Ma ciò che co-
ncila maggior parte di pietra lavorata, me* stitoisce una non meno imfiorlante faccenda
no le volle degli archi che sono di mattoni, in cotesti contorni è 1* industria agraria de-
lia sua lunghezza, contando le due fiancate gli abitanti della Gomunitk di Vico rispetto
con grande scaqn e le sue testale difese da albi coltura degli ulivi, situati lutti nellf
due torrini, arriva a br. aSo. 3o, nella pendici del Monte-Pisano Unto dal loto di
larghezza di br. 1 3. 45 comprese le spallet- pon. come di ostro, di maestr., e di lev. di-
te: Due gnin piloni della larghezza ìli br. rimpelto al Lago di Bientina ; talché la ma-
9 e mezzo piantati nel letto dell'Amo, e nipolazione deirolio &tloa freddo bara»
due testate poste sulle ripe del fiume, della celebre in Europa quello di Gtlci e di Bn-
lunghezza di br. ai. 66, larghe nel piano ti al pari dell'olio migliore di Avaoeedi
stradale br. 3o. 70, sono i 4 punti di ap- Locca.
poggio dei tre archi, ciascuno dei quali con La Valle detta di Buti coperta da dai
una sorprendente curva elitlicaequasi spia- a fondo da uliveti, da castagneti, e da pt-
nala nel centro misura br. 47 di corda, e nele è costituita da una profonda insenaton
br. 8. 40 di rigoglio. Aggiungasi inoltre che del Monte-Pisano volta nel lato orientale, in
celesta fiibbrica,benchès*inalzi fuori del pelo fondo alla quale resta un'angusta pcndioi
delle acque magrecircabr. 7 fino all'imposta- a scaleo suddivisa in più ripiani, in qncslo
tura delie volle, compresa la gran cornice» e angusto catino risiede la popolosa Terra di
di là fino al piano stradale altre br. 9, è di Buti, dove non si vede che una piccola se-
un accesso talmente agevole e pianeggiante zinne del cielo in mezzo però a fertili piante
da non accorgersi chi vi pasta sopra di at« di ulivi e dirimpetto a tramontana a sei te
travermre un fiume reale. di castagni, mentre la parte pib elevata di
Nel giugno del 1841 si dette principio cotesto valloncello è tntton rivestita di
a cotesti opera, e nel 10 ottobre del 1843 alberi di pini.
si chiudevano le volte dei tre archi inco* Gintinua a risedere in VÌco-Pì&do un
minciate soli io giorni primi, in guisa che Vicario regio, il quale per le materie di pò*
nel 14 luglio 1844 fu aperto ai pedoni ed liiia dipende dal Governatore di Pisa, (iso
alle vetture, né la smoderala piena del 3 esercita la giurisdizione civile e criminale
novembre successivo recò il minimo scon- su questa Comunità e su quella di Bieuti-
certo a quel fabbricato novello. na, mentre la sua Ginrelleria coraunitatirs
Lh vicinanza del Monte-Pisano, e segna* abbraccia oltre le due G>munilà suindicate
temente delle cave di Uliveto comprese ne' anche quella di Calcinaja.
confini comunitalivi di cotesta Terra for- L* uffizio di esazione del Registro è in
nirono materiali opportunissimi a quell* Pon lederà ; l'ingegnere di Circondario in
impresa, mentre per il lato economico deb- Vico ; la conservazione delle Ipoteche ed il
bono somministrarlo per primi i numerosi tribunale di Prima istanza in Pisa.
QVADBO Jtlia Popokuiome Mia C^MVitiry pi ^loo-PitMio
a cÌHquM epoe/te diverse
765
li
>roiiii (*)
inle-MdgQO
Giiov»niii al la Vena
ivelo
qp Pu4no
S. G.o. Battista, PicTC
S. Giulia, Idem
S. Andrea, Rettoria
SS. Quirico e Gìulitla,
Idem
S. Maria del'a Neve,
Pieve
S. i «fosti uo. Prioria
S. Glovituni Evangelista,
Pieve
S. Salvatore, Retiuri't
Natività di Maria. Pi«\e
ToT^kS
• •
Popolazione
Abii. Jf.""
amfii provenienti nelie uiiime tre epoche dalle parrocchie di
fiientiua • delle Foruactlte comprese in altre Com. . Abii. 5*.*
Tot A te
Jbit. if .0
▲ano
▲Mao
iB33
1840
3765
3498
3i9
3i6
475
490
440
43o
755
767
170
176
1485
i564
801
ia63
»74
9480
826
i5a6
3i7
1017 7
3888
3ao
476
439
814
«i3
1531
968
1457
33a
10430
IfB. (te parrocchie otntrasstgnate con V asterisco ^*) nelle uiliine tre epoche manda-
inofUori di questa Cotti, una porùotte di abitanti detraiti dal presente Quadro,
VICORATA, ossìj VIC0R4TI in Valdi-
ie\e. —^ Castellare cbe dà il titolo ad una
1. parr. (S. Andrea con due annessi, S.
usuiM) a Londa e S. Michele a JHoscia)
el piviere di Rincìue, Coni* Giur. e circa
ligi, due e mezzo a scir. di Dicowano,.
Hoc. di Fiesole, Conip. di Firenze.
ft situato in collina alla cui base nieridio-
tale scorre la piccola fìuroana Moscia^ di^
impello al Cast, di Londa posto sulla ri|Nfc
ìuistra della Moscia medesima.
Nel popolo dì yicorata esiste piì» in alto
'antica rocca e torre di f^icorata, o F'i-
*.oratiy distante da Londa circa mezzo mi-s
flio, coutbroata tuttora da un forte recinta
li mura con porla d* ingresso.
Fu già f^icorata uno de* feudi de' coiU»
juidi di Battifolle, confermato ai medesimi
ia un privilegio del laao di Federigo 11.
[Giovanni Villani nella sua Cronica (Lib. XI
:^p. 7 a) raccontava cbe il Cast, del Poao
COI) il tuo distretto Dell'anno i337, e f^ioo»
T. v.
rata inclusive, furono venduti dai CC. Got !
di a Piero di Guallerotto de*^ Bardi, hi se-
guito il fratello di lui, Matteo ViHani, nel-
la coutinua£Ìone della stessa Crouica (Lib.
IH cap. 7a) aggiungeva, che nel mese di
settembre del i353 il conte Guidb di Bat-
tifolle avendo raccolto gente tle*suoi fedeli
e del conte Roberto Guidi, mentre Andrea
di Filippozzo de*Eirdi, signore dei castelli
del Poiio e di f^icorata, era in bando del
Comune di Firenze, alT improvviso di not-
te temilo vennero armati a f^icorata, e con
alcuno di queHi del castello avendo tenuto
trallato» il dì seguente entrarono nel primo
recinto; sicché Andrea con altri suoi fra-
telli si rincbiusero neHa torre, cbe il con-
te si preparava mediante i suoi edilìzi a farla
tagliare. Ma pervenuta la notizia alfa Si-
gnorìa di Pirenze, non ostante cbe i Bardi
fossero io bando, mandò comando al conte
Guido di lasciare queir impresa , il qual
conte sebbene Rt^sc egli stcaio bandito dellA
97
76« VICO VIES
Repubblica, di presente ubbidì agli ordini ^ico Tosci^ao e LusctJimo nella ?^
di quei Signori, i quali {kxto appressa.» chia- di-Fiora. — Ved, Lvscìavo e Tuseijiw:.
roaroiio V una parie e V al(w a Firenze, e T^tco Fitui, — F'ed. Calciuìj* nel Vii
dopo aver fatta pace fra loro, le trasse en- d* Arno pisano.
Irambc per grazia di esilio. Vico Wall^m, — /^J. Bowgo S. 6»
Ciò non ostante i conti Guidi successori ussio nel VaUl* Arno inferiore,
del conte venditore contrasUirono più volte VIERLE nella Val-di-Sicve. ^ Ca.ai
■i Bardi quella piccola contea, sino a cbe cb. parr. (S. Lorenzo) nel pÌTÌere di&
oel 1378 colesti ultimi venderono i Castel- Licolino in Monti, G>in. e circa Ire mi^i
li del Pozzo e di Ficorata con tutte le scir. di Londa, Giur. di Dicoauno, Oìk.
loro pertinenze al Comune di Firenze che di Fiesole, Comp. di Firenze.
incorporò il tutto al suo contado. — Ved, Trovasi la chiesa salta cima piane^parii
Pozzo DI DiGOMAMO, di una collina bagnata alle sue &lde,nl
La chiesa di S. Andrea a f^icorata è di lato orientale dal torr. BucignOf e ndb
libera collazione del suo vescovo, e la sua |)ai'te occidentale dalla fiumana della JTani
parr. nel i833 contava 175 abit. presso una piccola borgata omonima, ini»
P^ico-Stm^dj della GAavAusAifÀ nella no a mezzo migl. a lib. della cara di Sa-
Valle superiore del Sercbio. — Gas. che fa bucheta, e poco più di un migl. a crin
nei contomi diCastelnuovodiGarfagnaiia, della sua pieve di S. Lcolino.
Com. e Giur. medesima, Dioc. di Massa- Fu la borgata di Vierìe signorìa drtSC
Ducale, già di Lacca, Due. di Modena. Guidi di Battifolle insieme con la enata
È rammentalo questo Vìeo-Strada^ fra di S. Fjeolino, confermala loro dairinp
gli altri, in un istrumento dell* Ardi, Ar- Federigo H con diploma dell* aprile 134;.
ciV. Luech. rogato in Lucca nel ta ott. 939 sicché la suasorie divenne comune a qittili
e pubblicato nel Voi. V. P. IH. delle Me- della contea di S. Leolino. — fU.LiH»
mor̀ per servire alla stona di quel Duciilo. ( S.) del Gomtk, o in Moirri.
É un alto col quale Corrado vescovo di La sua chiesa di S. Lorenzo, sebbene f
detta citte concedè a livello a Rodilando sistesse come cappellania fino dal seco!»
figlio di Cunimondo multi beni della sua Xlll dipendente dal p:irroco di SaraburW
mensa, e della chiesa di S.Frediano di Lue- ta, non fu eretta in parrorcbia liben pn-
ca, fra i quali un |jodere spettante aPa cai- ma del i533. — (Gnrscpra Mabi* Bioccb.
tedrale di S. Martino, |>osto nei confini di Dercrigione de! Mugello),
P^ico-Strada presso CastelnuovOj ed una Nel i833 il pojKjlo di S. LoreoBO 1
quarta parte di altro podere della eh. di S. Vierle conlava 220 ahit.
Frediano situato pariraenlc a VicO'Strada VIESCA n»l V.il-d*Arno sn{periofr. —
con casa, orto, \i<!ne, olivi ecc. Contrada dove fu un castello con due cbifit
VICO DI TIZZANA nella Valle deirOm- prr. riunite (SS. Rirtolommeo e Pietm ufi !
bronc pistojese. — Cas. ch'ebbe eh. parr. piviere di Cisria, (>ìm. <iiur. e quisi 5
{S. martino a Ponti)i{A lunga mano rarco- migl. a lìb. di Rcggello, I>iur. di FM3Ìt
mandata al paroco di S. Stelano a Luciano Crunp. di Firenze.
nella Cora, di Tizz:ina, Giur. Dioc. e. circa Esiste sulla destni del tori*. Besco^
roigl. gascir. di Pisloja, Comp. di Firenze, so il suo simcco in Arno (lirira;>«1lo i*!i I
Risiede sul fianco orientale del Montalba- Terra di Figline. — Del casielln di Vmìo
no fra liuciano e Quarata. — J^ed. Posti stalo feudo de* CC. Guidi non restano ar'cn.
{S. M LUTINO a) comecché si sappia da un istrtinientn de' 11
VIGO DI TRESCHItTTO in Val di-Ma- febbraio 1218, citalo all'ir/. Ro»*, cbf
gra. — -Cast, che diede il titolo ad una parte non solo nel secolo Xlll, ma ancora nel XI^
di marchesato de* Malaspina di Tresrliielto, css«) vi fosse.
*• che lo conserva una eh. |win'. (S. Maria (^erto è che il Cisl.di Viesca insieme «1^
Assunta a f^ico) nella vicaria foranea di sua corte, ossia distretto, fu rilasci-ito ài*
Filetto, Com. e Giur. di Filetto e Vill.ifran- conti Guidi ai Pazzi del Val-irArii'\ i q"'^
ca, Ditx:. di Mass:i-Duc;ilr, eia di Ijuni-Sir- ne pa>rarono T annua entllcusì lìnr}iè^Iiu>^
zana, Due. di Mo-Iena. — A^Ìpé/. Tremmiif.tt'». mini di Viesca nel i33tì esseiiil".«i lorpri-
Lii |»n. di S. Maria Assunta a ^iVo nel beilali, la Rcp. Fior, s' inì|iiidruni di dr"^
i83a contava a63 ubil. castello e sue {tertiueiize toglicudu ai P^'
VIGE VI6N 767
i::i<)gni giurisdizione civile e politica •opra quei Fraolmo dei signori dì San-Minlato e della
^, popoli. Ma cuiesto Ciislellu nelPiinnu t38(S Versìliii. — Fed. S^tommo nel Val-d*Arno
(-.cru diruccalo e ridolio a castellare j sììlv.o- inferiore.
"me lo dichiara un istniracnto del aa sett. VIGIANO, o VISANO nella Valle del
..di quell'anno rogato nel popolo di S. Bar- Senio in Romagna. — Fed. VnAiio.
^ tolommco a Viesca, in cui trattasi della ven- VIGLIANO, o VILLIANO. — Non meno
^ diU talla di una vi<;na posta nel popolo di di tre Gis. col nome di f^igUano , oltre
l S, Bartolo a Fiesca in luogo detto il ca- 1* antico Filiano che ha servilo di nomi-
^ siciiare, per il prezzo di 144 fiorini d* oro goolo alla pieve del Montale, mi si presen-*
di conio fior. — ( AacH. Dipii. Fioa. Carie tano nella Toscana Granducale ; cioè il ^i-
'*é€ÌVArte di Calimala,) glifMO, o rUiano di Hignano; il Figliano
Quando (lerò la parr. della diruta chiesa della Casellina e Torri ^ ed il Figliano di
di S. Bartolo fosse soppressa, io lo ignoro. Barberino in Fal»d* Elsa.
L'attuale cura di S. Pietro a Viesca nel 11 primo Cas. è nella Com. e popolo di
i5ai dal Pont. Leone X fu amroensata iu- Rignano, Giur. del Pontassieve , Dioc. di
•ieme con i suoi beni al capitolo della Ba- Fiesole, Comp. di Firenze. — Di esso tace-
«lica di S. Lorenzo in Firenze. va ricordo un istruroento dell' aprile io85
11 po^iolo di S. Pietro a Viesca nel i833 appartenuto alla Badia di Monte Scalari, ora
contava 414 abit. 34 dei quali entravano ncWArch. Dipi. Fior,^^ 11 secondo ra-
nella vicina Cumunilà di Figline. gliano consiste in una borgata della can
VIESSA m VEIVGHERLTO. — Fed. di S. Martino alla Palma, Com. della Ca-
Ybma nella Valle del Savio e VEioBiarro, sei lina e Torri, Giur. della Lastra a Sigaai
Comunità, Dioc. e Comp. dì Firenze; e di cui fanno
VlGESIMO (BADIA di) in Val-di-Sieve. menzione alcune membrane della Badia a
^ Fed, Badia di Viguuio. Settimo e del Mon. di Cestello, pur esse
FiGBsiMo ( S, PiBTMo A ) Ora Castui- neiry^rcA. Dipi, Fior.
"EwLàMCO DI sotto nel Val-d* Arno inferiore Più noto di tutti è il teno Figliano^
Ved. Cabtkl FmAMCo disotto, dove fu detto, che dà il titolo ad un'antica eh. parroc-
che air Art. Cappumo io ero in dubbio, se chiale ( S. Lorenzo a Figliano^ o Fi/ia-
alla eh. di S. Pietro a Cappiano, o piuttosto no) nel piviere di S. Pietro in Botolo, Com.
•li* altra di S. Pietro a Castelfranco di Sotto, e circa due migl. a maestr. di Barberino
distante appunto circa ao migl. da Lucca, di Val -d'Elsa, Giur. di Poggibonsi, Dino,
potesse mai riferire quella di S. Pietro a e Comp. di Firenze.
rigesimoj della quale è fatta menzione in La più antica menzione di questo Fi-*
Bohe carte deWAreft, Arci^, di Lucca an- gliano si trova nell* istrumento dì donazio-
teriori al mille. Ora aggiungerò, qualmente ne del 998 fatta dal March. Ugo a fiivore
della eh. di S. Pietro a Vigesimo fiiiino pa- della Badia di S. Michele a Martun. -—
loia diverse altre carte dello stesso Areh, Posteriormente ne parlano tre carte appar-
una delle quali del 9 giugno 890 e altra tenute al Mon. di S. Appollonia riunite a
del 97 gennaio 945 in cui si rammenta la quelle dell'ospedale di Bonifazio, ora nell'
chiesa di S. Pietro a Figetimo con i suoi Arch. Dipi. Fior»^ una delle quali del 6
beni e pertinenze. febbrajo dell'anno 1908, l'altra del i3oi.
Bla in una terza membrana del aO apri* e la terza del i338, rogate tutte nel popolo
le 976, colla quale fu rinnovato il fìtto dei di S. Lorenzo a Figliano^ piviere di S. Pie*
beni di essa parrocchiale a favore del vi- tro in Bossolo.
teonle Fraolmo che li teneva nel 945, fli La parr. di S. Lorenzo a Vigliano nel
dkhiara meglio la situazione topografica del- i833 contava i56 individui.
In chiesa di 5. Pietro a Figetimo, corri- VIGNALE, VIGNE, VIGNALI, ■ VI-
Condente più a Castel-Franco che non a GNOLA. — Sono nomìgnoli che al pari
appiano^ mentre quella chiesa si dice si- di Cerreto, Querceto, Jtfeleto , Farneto,
luata in loco et finihus Figesimo, que ett ecc. restarono a varie contrade dove quelle
prope Arme{h Gusciana) et fiuvio Arno, piante di buon ora allignarono, e per del
Lo stesso livello posteriormente fu con- tempo continuarono a rivestirne il suolo.
Icrmato, nel 6 sett. 983, e 3o lugl. 991, dai Noi segnaleremo qui i lunghi di Fignet-
leeeoii di Lucca ai figli ed eredi del riKonte le più singolari nella Toscana, cioè, il ^i-
7168 T I G N V ! O N
gnah di À gatti presso Armo; il ^igmah Ai Mnrnnnit, cioè di Cedmm^ d» Mlk^^
di Moaimfome ; quello di Maremma ; il d'^ajun^ha^ di CatO'Lapf^^ ^ ^H^
Vignale til il V ignota nella Valle del Ser- della Bocca , e tutto dò che i Tnevn é
chic; qudli di Bibbiena ne\ CasenXino e di Locca aveviino d^to in rafil<«4l »lW«f«
Santa Croce nel Val-d^Anio inferiore ecc. C. Ugo ed al C. Tedici di lui padte. — db
VIGNALE DI AGAZZI nel VaWAroo -mob. LtcCh. Fot. ir. P. //.)
aretino.—* K\V Art, Aoizzi e Viokax.b di Nel i338 sotto di 9 gia^o il
AoÀXzi fu indicata non solo la situazione di Grherardo del fu Arrifro &m Véoo-Ft
coleste due borgate,cioèdii^^assi, un quarto rogò Tatto di concordia sai coofioi
di roigl. più a pon. di fignale^eà entram- Tersi tra il Comune di Fireoce « qa«tk i
be situate sul fianco settentrionale della Volterra rispello al distretto dì
collina di S. Flora a Torrìla, cui resta di- e Vignale.
rimpetto la soppressa caia di <S. Angiolo a II qual fililo ci richiama a^li alti
Capo di Monte^ riunita, come si disse in Tanno 11 56 institoiti in aoa craa ^c
quei due Art. alla parr. subutbana di S. pello al Pont. Alessandro IV tra Raaneh^^
Crislofano al Vignale di Aga%iÀ sotto la gli Uberlini eletto di Volterra ed il Cn»
pieve maggiore, Gom. Giur. Dioc. Comp. e ne di San-Sfiniato per le prt^jtnsèmà j»
circa roigl. due e mezzo a lib. di Arezzo. mosse da quel vescovo eletto aopm t «isedi
Questo Vignale pertanto è diverso da altro di Camporena, Vignale e Ca9Ul-F^fi
Vignale sul torr. Cerfone compreso nella Inoltre fu scrìtto nel costei di Vagarne,
cura e distretto di S. Maria a Bì vigliano. li 99 aprìle del 14 «6, un atto di coBoapi^
La parr. di S. Cristo&no al Vignale di fra i figli del fa Angelo «fi Fraaeesaa ht-
Agazzi^ di padronato di molte fumìglie di coppi di Firenze e diversi comuorslì /'/»■
Arezzo, nel i833 contava $99 abiU no e Campo*^ena. ( Aacs. Dipi.. Fina. C«%
VIGNALE DI HONTAJONE nella Val delV Arch, gen.) — Ved, gli Art. ■«
dXra. -— Vili, già Cast, con eh. parr. (S. tajohe, e SAn^MimAto.
Bartolommeo) nei piviere di Castel-Falfi, L^i parr. di S. Bartolommeo a VigmU
Gom. e circa 4 roigl. a lib. di Monlajone, nel i833 contava 169 popolani.
Giur. di San-Minìalo , Dioc. di Volterra, VIGNALE LUCCHESE sulla FRJEXS^
Corop. di Firenze. NA nella Valle del Serchio. -^ Gas. eoe ci
Risiede nel monte di San-Vi Valdo in mez- parr. (S. Martino ) filiale della pieve él
zo a selve bagnate dalle sorgenti deXBoglio Stefano, nella Coro. Giar. Dioc. ecifli 4
degli Olmi tributario dell* Era. miglia a maestr. di Lacca.
Questo Vignale è designato sulT antico Risiede sulla pendice settentrionale <1b
confine del territorio pisano a (orma dei di* poggi che scendono alla destra della Cmmi
plomi imperiali concessi a quella repub- Freddana. — Cotesto Vignale, divmeò
blica da Federìgo I nel ii6t , da Arrigo quello delle Pizzome, e dal Vigaéta et
VI nel 1 193 , da Ottone IV nel 1209 e da pìvieredì Arliaoo, entrambi nel Lrfic^ne,é
Carlo IV nel i355; sebbene il caste! di rammentato in vane pergamene deU* /ni
Vignale fino dal xi86 fosse stalo accordato itfrciV.di Lucca pubblicale nei Vol.IffT
in fendo da Arrigo VI come re dMtalia per delle Memorie per servire alla storia di^
metà ad Ildebrando Pannocchiescbi ve- Ducato, mentre al secondo, compteso od fi-
scovo di Volterra insieme con la metii dei viere di Segromìgno, appella on istiun<aa
paesi di Castel-Falfi, di Monti gnosOf di delgenn. 739. Né è da confondersi coi H.
Zegoli, di Barbialla e di molli allrì luo* gnolà Lucchese, di 'cui si fece meiiMi
ghi della diocesi di Vollerm, sembra però all'Art. Macàsio (S.)edel qoale cìAcè
che r altra mela ^osse uno de* (endi della l'ubicazione una carta del die. 779 fd^
nobile prosapia pisana della Gherardesca. blicata nel Voi. V P. II delle Memuint^
Infatti MArt. Scopeto di Vald* Evola ste citate. — Ved, Maoabio (S.)
fu citato un atto del 18 seti. 1109, col La parr. di S. Martino in Vignalf ■)
quale un conte Ugo del fu C. Tedice della i83a contava iSt abit.
Gherardesca rinunziò a Rangerìo vescovo VIGNALE m MAREMMA fra la VaU-
di Lucca la mela di due castelli suoi, Bar^ Comia e la Val di Pecora. — ^ Tevota eoa
6fa//a e 5(70)^/0, a riserva di ciòche possedeva castellare, denominato Vignale-Veeeki§,
iì C. U||o suo avo in detti Inoflii e nelle corti dove fa nna oh. pl^na (S. Vito } da hofk
V 1 6 N V 1 6 N 769
taiaiio diruta e riunita tlla pieve di S.Anilrea Anche %\TJrt, Scivanio (Paduui m) fti
a Valli, ora (li S. Leopoldo a Follonicu, nel- citalo il Brftfa o Staluio pisano del i»65»
la Cora. Giur. Dioc. e circa 9 migl.aoctro- tippcllato del conte Ugolino, nel quale jì
lìb. dì Massa- Mari II ima, Comp. di Grosseto, rdoiincnla il Com, di Vignale di Marcm-
Fra le memorie superstiti di queslo Vi- ma, per il cui tcrrilorio (wssava un* antica
gnale fu pubblicalo di corlo nelle Memok. Via { forse Y Emilia o Àurelia nuo^a.)
' LuGca. (Voi. V. F. Ili) un islrumeulo del Gii) sentenza [kiì del 18 maggio 1369
17 nov. 980., allorquando Guido \escovo (a stile pisano) il |»ossesso dìCasa-Lappij
' 4i Lucca trovandosi costà nei beni della sua stato oppignorato, o ipotecalo, da donna Ber*
' Bensa, in loco et Jtnibus Cornino ubi di- uarda de*couli dtDouonitico,fu aggiudicato
•- eiiur ViniaUj allivellò molli effelti della al dello Gherardo creditore per rimborso del
piere di So^igUana al conte Ildebrando fi- non restiluilo capitale di fiorini cento , e
■ flio del fu conte Gherardo. dei frulli scaduli. — Véd, Gasa-Lappi, Lo-
Uno degli alti relativi parimente a co- ekxbo (Ga«tci. Sah) e Rocchi a Pjìlmmnto^
- tetto Vignale fu pubblicalo dal Muratori Questo documento archetipo basterà per
nel Voi. Ili delle sue Ant, del Medio Evo, sé solo a distruggere lutto il fatto ri()ortato
Emo fu rogato in Pisa li 19 giugno del II 39, dal Tronci nei suoi Annali pisani sotto 1*
(« stile co/7iu/itf) air occasione che un conle anno 1359 C^'^'^e comune) ed accresciuto di
Ildebrando figlio di altro C. Ildebrando alle- un favoloso racconto dal P. Gesaretti nella
■ò la mela de' beni che egli per eredità pa- sua istoria di Piombino (T. 1 pag. 85 e
tema e materna possedeva in Vignale. — <- segg.) tosto che Vignale- Vecchio esisteva
Aache nel privilegio concesso nel maggio del anche nel i368, quando manlenevasi capo-
laii dair Imp. Federigo 11 al conte llde* luogo di una Gomunilà , della quale faceva
brando di Soana, sono nominali Ira i feu- parte non solo la sua pieve di S. Giovanni
iLitarìi di quel conle un Gherardo di Vi- e S. Vito, ma ancora la cura di S. Andrea
gnaUf ed un Guatfredo suo fratello. a Valli e la contrada di Follonica.
Gilesti nomi ci richiamano air istrumen- AH* Art. Massa- MAaimMA (Diocesi di)
io del II 09 citato agli ^rf. Scopeto in Val* rammentai un istrumenlo del a 5 maraoikaS,
4*£vola e Vignale DI MoKTAjOHE, allo a scuo- nel quale fu falla menzione di una pieve e
prircì in quel Gherardo di Vignale ed in Cast, di Valle-Aspra situato nel territorio
^uel d<a//re<fo due individui della illustre Populoniense, dalla qual pieve probabil-
famiglia della Gherardesca. mt-nle prese il nome una delle porte attuali
Arroge a ciò un islrumenlo inedito dell' della città di Massa-Mari Uima.
Arch^ Dipi, Fior, proveniente dal conven^ Fresentemenle di cotesto Vignale porta
lA di Nicosia presso Calci. È un rogito scrii- il titolo una \asta tenuta della nobil faini-
to in Pisa, nel 18 maggio del 1369, col quale miglia Franceschi di Pi»a che ha la casa di
donna Bernarda del fu Tedice conle di Do- attoria circa tre miglia a lib. del castello
■oratico e vedova di Tinaccio della Rocca distrutto di Vignale- Vecchio, ben diverso
avera preso a mutuo fìno dal 16 giugno dal luogo di tranciano esistcule 8 uiìgl. a
1 366 ( a stile comune) fiorini cento da Ghe* pon. della Pie^faccia di Vignale, dalla qua*
nrdo del fu scr Baldo da S. C issiano a Set- le la fattoria di Vignale-Nuo90 trovasi quasi
timo col patto che, non restituendo il ca- 5 migl. lontana.
^Uie* dopo un anno il creditore potesse op- Lungo la strada regia EmiliOf la quale
pigaorarealladebilrice, per ritenere nel caso passa in mezzo alla tenuta di Vignale, eàm
d* insolvibilità in sua proprietà le due terze breve distanza dalla casa di fattoria, nel ri-
parti di un possesso valutalo fiorini aoo, £ire più grandiosa quella via, verso il i83a,
•Ululo nel Comune del Castel S. Lorenzo, furono scoperti molli avanzi di fabbricalo
ia luogo appellalo Casa-Lappi, La qual distribuito in diverse piccole camere, tutte
tenuta di Casa-Lappi allora confinava a i .^ impiantite a mosaico di marmi bianchi, rossi
con il territorio comunitativo di Su\fereto\ e di altri colori variamente disegnati, talché
a d.^con il Comune di Campi glia (nel quale alcuno dubitò che quell* edifìzio avesse ser-
%ÌXua\nìtiìie Casa-Lappi è campres(j); a 3.^ vito ad uso di bagni, derivati forse da una
con il Comune di Vignale (cui spelta il pò- qualche polla smarrita di acqua fermale che
polo di Valli e Follonica); e dal 4.° lato con scaturiva ivi presso. «^ Ved, FollOiica e
U Icrriloriu del Comune di Mtontione, Valu di FoLLoaicA.
T70 V I G N V 1 0 N
FtoifjLB In ValiU-Elsa. — Cas. che fa Non Mpm due fé q«eito ^igmk, §
nel piviere di S. Pietro in Bossolo, Com. FignoUy prendeste U titola da ■■& fi|ft
di Barberino di Val«Ji.Elsa, Giur. di Pog- nuova che neir estentione di i« «linfa f»
gibonsi, Dioc. e G>iDp. di Firenze. pianure nel principio del secolo XI Be»
Molle carie della Badia di Passignano, berto vescovo di Arczso presso aHn n^
ora neir Arch, Dipi, Fior, mmineatano posta in Campo Maggio^ nd dalfcOB é
qneslo frignale di Val d*£isa, una delle Bibbiena» e che poi lo stesso prelato od r^
quali del ag aprile io56 scriUain Firenze, rinunziò a favore della Badia di ful^
altra del i8 ottobre 1073 rogala in frigna- So bene che da questo Figm^U^ ofì.
Ity una terza del 37 dicembre 1093 scrilla gnoie^ prese il vocabolo tina cappelli ab
in Monte Gorboli, ed una quarta con la data l' invocazione di S. Nioooló, deRgnali fa
del 6 lug. I lag, nella Badia di Passignano. le soccursalt della ptere di Bibbiena ìaaB
VIGNALE DI SANTACROCE nel Val- bolla del Pont. Adriano IV del iiHò.
d'Arno inferiore. — Subborgo occidentiile portata dagli Annalisti CamaldolcM, e e»
di Santa*Groce dove fu una delle sue chiese fermala a quei pievani nel 1*07 dal hm.
parr. (S. Tommaso al frignale) nell* antico Innocenzo 111.
piviere dì S. Maria a Monte, Com. di San- Finalmente è quel ^gmmÌ€ meìm •
la-Crooe» Giur. di Castel -Franco di Sotto, J?i66ieia che con privilegio del 1 356 Ffaf.
Dioo. di San*Minjato, un di Lucchese, Comp. Carlo IV conccsM al Comone di ArosoL
di Firenze. f^iaii^LB ut CjruGLt^ nel Vakf J^
La rimembranza di cotesto FignaU è no superiore. — Gas. che th nd piviarc
forse la più antica fra quelle finora rammen- Com. di Civriglia, Giur. di San GiniiMÌ,
tate ; poiché conservata in una membrana Dioc. di Fiesole , Comp. <ii Siena,
archetipa deir^^rcA. Arci^, Lueeh, del 1 a Risiedeva cotesto luogo sul lonr. Mkfmt
novembre anno 794 , pubblicala di corto siccome lo dichiara naa carta del t6 mmt
nella P. II del Voi. V delle Memorie per io56 {stile comune) scritta in Fifa» e
servire alla storia del dello Ducato. pubblicala dalfabate Camici nella saa Opa
Trattasi di un testamento rogato in Lno- mila continuazione dei March, di Toùt
ca e dettato da un infermo ragazzo per no< Vighalb dì Luùkajm nel Val-d* Aa»
me Adaldo figlio di Walperlo che giusta la fiorentino. — Gas. esistito oe! popolo é
costituzione del re LiutfHrandoinstiluì erede Legna ja , Com. predetta, Gior. dd Gafls»
suo universale la cattedrale di Lucca, alla 10, Dioc. e Comp. di Firenze.
qnale lasciò fra i beni proprj la sua casa Un istmroenlo del ad nor. ii6<\ ripr
dubitazione posta 111 /otfo^rme (Gusclana) lato dal Lami nelle Memor, Eed. Pkr.
unitamente ad un p<>dere con casa colonica alla pag. to65, fu scrìtto in Xi^— ras, sii
posto in loco f^iniale^ ed altra casa massa- ei frignale 90catur,
rizia situata nello stesso luogo d^Arme^ con Probabilmente appella allo stesso ^^e-
altri beni nel distretto di Barga e altrove. /• un allo scritto nel 5 febb. del 99«a^
Nella bolla poi concessa nel 11 So dal vore della mensa fiorentina , col <pta]e b
Pont. Eugenio HI al pievano di S. Maria fetta una donasione al santo vescovo Fo<^
in Monte si cita per prima cappella, o prioria riportato dallo stesso Lami.— {ìpì p. 141*.,
di quel piviere, la chiesa di frignale, che fu Un* altro frignale presso la Badia a Sn>
eziandio una delle quattro cure di Santa- timo nella Com. della Casellina e Tonte
Croce. Di essa fece più volte parola Giovanni rammentato in diverse membrane appil»
Lami nel suo ffodoeporicon dove riporta nule a quel monastero, ora neir.^cA.i^
le parole di una sentenza dei giudici dele« JFior. fra quelle di Cesteììo,
gali dal Pònt. Innooeozo III, prononziaU VIGNALE (MONTE). —Tmé. Ymmm
nel II di nov. 1 199* in cui si rammenta la rx in Val-di*Bfagn.
parr. di S. Tommaso al ngnaU. — Fe(L VIGNANO jmjm MASSE S. MABUSD
dAirrA-Caocs nel Val-d*Arno inferiore. in Val-d*Arb&a. — Gas, con cb. patr. '&
VIGNALE, o VIGNOLE m BIBBIENA Agnese) cui furono annessi • popoli di SI
nel Val-d* Arno caseniìnese. — Gas. che Giorgio a Papajano, e di Sw Slefeno a ^
diede il titolo ad una delle antiche cap- corile, nel vicarialo foraneo del BoaaiWi
pelle (S. Niccolò) del piviere, Com. e Giur. Com. delle Masse^^.-Msrlino, Giwr. Ihoc
di Bibbiena , Dioc. e Comp. di Arezw. Gomp. e cima due migL a gmc. di
V I G N V I G N T71
TrofMÌ eotesta chiesa sulla cinia di una Caiola, Giur. ili Fi\izzano, Dìoc. ili I\>d-
¥iga eoli ina lufiicea dove fu un palazzo a tremoli, vili di Ijiini-SHrziina,Comp. di Pisa,
guisa dà foriilizio dello oggi Vi^nanttne^ Risiede Fifineta sul fìnnco meridionale
preso e abbandonalo nello stesso anno i554 dell* Appennino dello VAipe di Mommio^
dagl'Imperiali mentre assediavano Siena, presso la fli>cosc(*Sii ripa destra della fiuma-
Allnalmente F'ignanone è villa de* signori na A niella ^ mezzo migl. innanzi che la
Ginughi di Siena Ganchcggiata a grec. dal medesima si accresca del Iribiilochegti reca
lorr. Boiffione, e a lib. dal Riluogi). dalle pendici occidentali del Monle Tea il
Nel secolo XIV Vignano era un ci>munelIo lorr. Tassonara,
delle AlasM-S.'Jllartino provvisto del suo sin- Nel visitare la cappella di Vignet» vi ri-
daoo. La chiesa di S. Agnese a frignano è trovai una vaschetta di macigno murata,
nmroentata io una bolla del Pont. Alessan- della misura antica d-i olio, consimile a
dm 111 spedita nel ii65 a favore delle roo- quella esistente nella pieve di Palaja , tal-
nache tuburbane di S. Abundio. che dubitai che costà in f^igneta esistesse
Il quadro di S. Agnese, portalo in que- una volta la sua /'l'ette , comecché la medesi-
ifai chiesa dal Mon. di Monte Oliveto Mag- ma sia slata indicala col vocabolo di Of-
gìoni è lavoro delicalissimo del Cav. Fnn- fiano dalle bolle pontificie di Eugenio 111
Cesco Vanni. (i 149) e d* Innocenzo III ( iioa ) dirette ai
Sui fianchi di cotesla ridente collina si vescovi di Luni. — /''^er/. OFnAifO(PfEvBDi).
Ingrano la villa di Vignano che fu del dotto VIGNOLA (PIEVE di) nella ValnliMa-
Guido Savioi, ora dei signori Pippi, archi- gra. — Pieve antica , tralasciata ali* Are.
tettala dal Cav. Fontana, ed il contiguo Dine, m Postremoli, sotto 1* invocazione di
Poggio a Pini adorno di lago artificiale, S. Pancrazio, nella Com. Ginr. e circa migl.
di un vago giardino inglese con villa e cap- i I/3 a m.iestr. di Pont remoli, Dioc. mede-
pella annessa, ridente possesso del conte Vec- sima, già di Luni-Sarzana, Comp. di Pisa,
chi di Siena. Giace presso la base meridionale del mon-
Olire il Poggio a Pini si uniscono alla lo Molinai ico sulla ripa desini della fiumana
coliina di ^i^mmo mediante i torr. Bolgio- Verde [toco innanzi che a questa si mariti
*e e Hiluogo, a ostro i colli di S. Regina il lorr. Beiigna,
e di ^ai-di'Pugna^ a seti, quelli deirOs> Se pure non era cotesla la pirvc de f^i-
vanzae di ^ico^i^/tn, sopra yico-Bello^aX neota di gius[)adronato «lei March. OI>erto,
a pon. i b;islioni orientali della cillà di Sie> che nel 998 la rinunziò con altre Ire chiese
na che girano intorno al ripido sprone del baltesimali della diocesi di IjUuì a quel ve-
oonvenlu di S. Francesco. scovo; 0 se il suo cas^de non corrisponde al
Il popolo di S. Agnese a Vignano nel Venegla del contado Lunense che 1* Imp.
1833 noverava 385 abit. Arrigo 111 nelPanno 1077 confermò ai mar-
VIGNE DI B4RGA nella Valle del Ser- chesi Ugo e Folco fìgli del March. Azzo
chic. -^- Ckintrada nota sotto il vocabolo d'F^te, non lascia dubbio però che la pieve
generico di Vigne per i vigneti che si colti- di Vignala sia la medesima dai Pont. Eu-
Vano sulle |>endici meridionali dei poggi genio IH eil Innocenzo III, nel 1 149 e 1202,
inferiori di Barga alla desini del torr. Cor- coniérmaia alta cattedrale di Luiii con tutte
tanna nei pofioli di Albiano e Caslel-Vec- le rap))elle , beni e giurisilizioni sue. — -
ehioy Com. Giur. e circa un migl. a maestr. (Ughelli, ital. sacra in Epifc. Lunens.)
di Barga, sotto la Dioc. di Fisa, già di Ui pieve di S. Pancrazio a Vignala nel
Lucca, Comp. pisano. i833 contava 570 abit.
Le vigne infatti del Barghigiano danno VIGNOLA ( ^meo/a) dp.i.i.b B4LZEneI-
uo vino spiritoso e squisito fni quanti con- la Valle superiore del Teveie. — Gas. dove
ì*r ne possa tulla la Garfagnana. fu l'antica pieve di S. Maria alle Balte^^k
VIGNE (PIAN TRA) nel Val-d*Arno su- detta in Vignala, in luogo appellato tutto-
periore. — Ved. Puk.Tr*-Vionk. ra la Pie^e-V^clùa, nella Coro, e circa 6
VIGNETA in Val-di-M;igra. — Vili, con migl. a scir. di Vcrgherelo, Giur. di Bagno,
capfiella sotto la eh. pletiana di S. Pietro a Dioc. di Sarsina, Ounp. di Firenze, giù di
Of fiano, la quale esìste in dstiglioncello Arezzo. — Vfd. 1ìai/>(S. Mabia ai.lk).
circii unquarlo di migl.amaeslr. di /^^i^ie- VIGNt)Ii\ LUl^CHKSK nrlla Valle del
<Uf uclla Com. e mezzo migl. a settentr. di Serchiu. — Olire «pianto fu detto agli Art.
772 VIGN TIGK
MAflAiio(8.)«ViQiiAui Looomftii|giaiifariu Cll<W hi fcron della Bi& 41 Aali-ri
che al Vi^nola «Il S, Macario rlferìsice una dabilando che poteiae rìfierira adallco
carta del die. 779 pubblicata nel Voi. V. di CarpinMa nel coot»lo Bolo^acK
P. II delle Mmom. Lpcca., con la quale il resta da aggivogere, ch« ancbo ad
oherico Locifero abitnnle nel Gas. di Casta- di Reggio in I/>nìhardia vi (a qb
5110/0 permutò jcol oherico Filippo reltore di proprietà del March «Bo«Uaak> e JeisM
della cappella di S. Regolo a Filetta alcuni figliii contessa Matilde, la quale rìsde^» I
suoi beni posti di Ik dal torr. Contesola sta nella rocca di CarpineSo òtakto k»
presso il rio Cerehia^ ricevendo in cambia casa dominicale, quando ìtì sei si
altri efifelti situali in Castagnolo, ecc. del 1114 pronunziò un altro piacila.
La cappella di Filetta nel catalogo delle Rispetto poi al rigaoìe di Ti
chiese di quella diocesi » scritto nel ia6o, si presenta un istrumenloJel 9osctt.nM,
trof asi sotto 1* invocazione di S. Pietro, seb- col qoale Ranieri da Fìgmoie^ stando mh
hene non comparisca altrimenti nel sinodo eh. di S. Bartoloromeo di Tìsaana rinan»
lucchese dell* anno 1 736. ad Atto, santo tcscoto di Pistoia, per la m
FianoLd, o Figsolo a Sette mo nel Val- cattedrale ogni ragione che aree potcase sopn
d* Arno pisano. -» Gas. perduto dove fa il Cast, e distretto di Tizzana , come aaér
una chiesa dedicata a S. Martino nel pi- sopra il Cast, e borgo di Baccberdow
TÌeredi S. Cassiano a SettimOi^Conuecirca Aggiungasi un atto spellante alTO^
due raigl. a pon. di Cascina, Giur. di Poo- di S. Jacopo diPisto}a del 14 aanotiii^
tederà, Dioc. e Comp^ di Pisa. in cui trattasi della vendita di nn pcnaé
Fra le memorie superstiti della chiesa di tem^ posto nel terrilorìadi ^f^sofeiaha-
S. Martino a Fignoia, alias a Settimo, ci* go appellato 5. Pietri at CmittUo, —
terò una carta del io maggio 819 (stile co*. ( Aaca. Dipl. Fioa. Carte del Fesea^tÈs e
nrnne) pubblicata dal Muratori nel T. Ili deW Opera di S, Iacopo di Fist^^y
delle sue Jut, Medii Aevi relativa ad una Forse era cotest* ultimo loogo nel disfcsi'
epfiteusi di beni spettanti a detta chiesa. todi Vignoie,\kàoie dicesi, ai Santo, in ii-
VIGNOLE m TIZZANA nella Valle dell* tra merabnna del 3 gena. 136? appi».
Ombrone pistojese. •— Contrada popolosa nula agli Olivetani di Pistoja«ocaiieQ*JÌrcA
che abbraccia due cure diverse (S. Biagio Dipl, Fior. (Zac. atV.)
a Fignole e S. Michele a Fignole, altri- Anche due earte deir*Arcb. vescovile é
menti detta a Carpineta) ffocsì» nel piviere detta città del 7 dicembre i385, edd tS
di Tiziana, quella sotto la pieve di Quarrala, genn. 1)96 dichiarano compresa ndUcoa-
entrambe nella Cnm. di Tiziana, da cui dì% tra^a di FHgnole la chiesa de* SS. laonp e
stano fra le due e le tre migl. a sett., Giur. Filippo {alla Ferrureia) posta, in ba^
e Dioo. di Pistoia, Comp. di Firenze. chiamato al Santo di Monna Ferrmeòa,
Sono due popoli situali alla sinistra delP La cura di S. Biagio a Fìgaole nel 18U
Ombrone pistojese, S, Biagio alla manca conlava 473 abit.
della strada regia che guida a Pistoja, e «9. Quella diS. Michele a Fìgnolt, 01 Ca^
MicMe alla destra della via medesima, pò- pineta nelPanno medeùmo STcra 9S7 pa-
co lungi ambedue dal torr. Dogaja che la polant.
Tia regia attraversa nel distretto di Fignole, VIGNONE e suoi BAGNI nella VaUTO-
Se fosse specificata robicaiione, si direbbe eia. — f^ed. Bachi m VuuroaK.
che a questa contmda di frignale riferisce F'siéiMiio in Val-di-Cecina. — F'ed, ft-
un placito pronunziato in Pisto^ nel nov. Lì/tt^o di MoHTa-CAsrcLLi.
del 1 046 dal conte Wiberto messo dell* Irap. VILI ANO, o VIGLIANO (PIEVE mìad^
Arrigo IH per delibemre alcune cause ap- la Valle deir Ombrone pistojese. — Pien
peliate al trono, in una delle quali si ram- antica sotto l* invocazione di S. Gtovaasi
menta un Vignole, o Tignale. -— (Anca. Evangelista nella Coro.^ Giur. e popolo JH
DfpV Fioa. Carte del JHon, di S. Barto^ Montale, Dioc. di Pistoja , Gomp. di F^
lommeo di Pistoja, — „ ( Mvhat. Ant, H, renae.
Aesfi T. HI.) Della pieve di niiano, o Figliamo •
Air Art. Cartinkta, o Carpiukto nella trova fatta menzione fino dal secolo X aa-
Valle dell* Ombrone pistojese, citai un pia- co innanzi il privilegio concesso uri a5 fe^
cito pronunzialo daHa gran contessa Ma- braio 997 dell* Imp. Ottona Ul a fa vote dcr
VILI V I L L 773
la meo» Vfsoofile di Pistoja cui confermi^ ve il ilistruUo iHon. di S. S;itvatorc iu Agna^
tulli ì suoi bcui e pievi, fra le quali culc- P or.ilorio di S. Maria alla «S//ii7i"a ; e quel-
ita ili S. Giovanni a Filiano. avvegnaché 1<» di S. Antonino alla Villa Sozzifanti .
io due islrumeuli del die. 958, e del marzo Si>ellano alla cura di Fognano l'oratorio di
984 ti raroroenla il Gas. di Fognano nel S. Alberto al Colle dei conti Rirdi, ora
lerrìlorio della pieve di S. Giovanni in Vi- Guicciardini, e iìmno parte della parr. di
fiaao. — (AacH. DiPL.Fioa. Carte del Ca- S. Maria a S. Jiato gli oratorj di S. Lu<
pitoio di Fistola), — Inoltre nel 2 5 giù- eia de* Fabroni^ di S.Carlo alla trilla del-
|00 del 1086 un tale Siifredo stando presso le Celle de* Fahroni^ e la cappella di S.
b eh. plebana di Viliauo dett» un atto di Tommaso (5. Nato) che fu di padronato
donaiione a favore della cattedrale di Pi- del Mon. di S. Bartolommeo di Pistoja. —
ttoja, cui lasciava tutte le corti, chiese, c^i- f^ed, Montalk.
ilclU e beni che egli possedeva nel conta- La pieve di S. Gio. Evangelista a ^iV/n/io,
do pistoiese. — ( /oc. ct7. ) o al Infantale ^ iìe\ i833 aveva 17G7 abit.
Hispetto al giuspadronalo antico di co- VILLA. — A molti casali della Toscan»
tCila pieve dissi al T Art. Moutalb, qualnien- è restato il semplice nome generico di Prilla,
le eno nel principio del secolo XII appar- dei quali sarebbe impossìbili?, e <Iirò anche
teneva ai^cooti Guidi. — Tale lo diede a co- cosa inutile, l* andarne' in traccia per ripc-
noMere un istrumento del febbraio 11 08, terli in questo luogo. — Mi limittrrò per^
col quale il G. Guido-Guerra figlio di al- tanto a quelle sole faille che danno o che
troC. Guido confermò alla pieve di S. Gio- diedero il titolo ad un qualche popolo, ed
Tanni Evangelista in f^iliano la donazione a quelle che conservano un vocabolo spe-
dila alla pieve medesima dal C. Guido di cifico , le quali saranno qui appresso in-
lot genitore; per la qual conferma il C. dicale. — « Spettano alle prime i [)opoli se-
Guido Guerra ricevè soldi venti dal prete guenli.
Fielro pievano della chiesa suddetta. VILLA d'ACQUAVIVA in Val-diChia-
NelPanno innanzi fu rogalo nel luogo na. — f'^ed. Acqiiavita. (S. VirroRiifo d*)
Messo di Villano (luglio 1107) un istru- VILLA d'ACQLAVIVA e HANZA nella
mento, pel quale un lale Raimondo figlio Valle-Tiberiua. — Oltre la villa di S, Fit'
di Arrigo da Muntemurlo e la di lui mo- torino ad Acqun\fiva nella Val-di-Chiana,
glie Gisla donarono al la cattedrale di Pistoja contasi questa della Com. di Cortona, nella
le terre. Tigne e case che quei coniugi pos- Giur. e Ì)ioc. medesima , Comp. di .4rezzo.
sedevano nel castello, borgo e territorio di K un villaggio, il cui aulico popolo della
Montemurlo. — f^ed. ^Ioutbiiurlo. piirrocchia dì S. Agata (// ^c^a.ii'/Va fu sop-
Le poche notizie sopra citate bastino per presso uel i3a5 e raccomandato al parnMo
dare a conoscere, che il luogo di niiano di S. Pietro a Dame situalo nella vallecola
con la sua pieve era più antico del castello della lUinimellay lorr. Irìbutario del Te-
di •ATo/if/i/e stato eililicalo dai Pislojesi sulla vere sul conlìne del Grandueiilo, e circa 8
fine del secolo XIII sul vicino poggetlo. luigl. a lev. di Cortona. — f^ed. Dame (S.
Infatti un istrumento del aa seti. laQa Pietro a).
rogalo nel clauslro della picNC «li Viliauo VILLA-ALBA, o VILLAL15A nel Val-
Iralta della compra fatta per lire 200 di mo- d\4ruo arelino. — Gas. con eh. parr. ( S.
nelc pisane da Landò del fu Saunuto pie- Maria) nel piviere di S. Fai genia ni Bagno-
vano di delta pieve di una possessione posta ro, Com. Giur.Dio^:. Comp. e circa 4 migl.
in luogoileltoa Sala nel territorio di Mon- a ostro di .\rezzo.
tale. —«(Argii. DiPL Vioil. Carte delVOpera Risiede sulle pendici settentrionali del
di S, Jacopo di Fistiìfa.) poggia» di Ligiiaiio lungo la vallecola del
La pieve di S.Giovanni Evaugelisla a torr. /^/«gowe tributario dell' Arno.
Villano è da gran tempo prepositura, ed il Tja parr. di S. M.iria a f^ìlluìba nel i833
tuo parroco è uno dei vicirj foranei di quel- novf riva i fio idiil.
la diocesi. VILLA AMOROSA in Val-di-Chiana. —
Dipendono dal pievano slesso tre chiese P^e l. Amor-isa.
parrocchiali; i.S. Maiia.i Tahhiin.i, ■>.. S. — - n ANTICA, ossi.i 1,' AJVNTICV a
^Uri'iwo A Fognano, i.i^S.yiMVA.^S.ytato. PFiVTbiAJV. — fed. A^TICA nel VjI d'
Inoltre sono inclusi nel po^iolo della pie- Arno fioreutino.
V. T. ^S
771 y I L L V I L L
VILLA D'ANTICA oi MURLO. — Ted. Firenze (anno 1 767 p»g. 623) che dieera :
MuKLo DI VuoovADo. <fualm€nt€ un OppUio itane Basilieam, «ri
VILLA ARKNOSA , o RENOSA ni VIL- Oratoriunty in honorem S. Jusiinae mar-
LAoa*R(KSCUl nella Valle del Montone tyris afandatnentis eoepiam iìeo jufnnU
in Romagna. — Villa con eh. |)arr. (S. Mer- perfaecit. — f^ed. Paataiitico.
curiale) nella Coni. Giur. e circa 4 migl. a Dell.i slessa chiesa «li S. Benedefto dia
sett. di Rocca S. Casciano, Dice, di Berli- Villa è falla menzione in un terxo islru-
noro y G)mp. di Firenze. mento lucchese del 1 8 roano, anno Soo,
Coiesta Villa risiede sopra un poggio alla col quale il prete Slabile offri alla Badia di
coi baie sett. corre il rio della Villa e la S. Sialratore di Sesto la chiesa di S. Micbelt
ilrada provinciale Traversa di Modiglia- e S. Benedetto fondata dal di lui padre An-
na che sbocca in quella re^ia Forlivese dO' seramo, al quale oratorio ifi ai dà anche il
pò passalo il poggio delia Villa Arenosa^ sinonimo di Basilica.
• quasi sulla ripa sinistra del ti. Montone. Con altro islromenlo scritto li io maggio
La parr. di S. Mercuriale alla ^///a /Ire- 8o3, lldeperto prete figlio del fu Auserà-
nota nel i833 conla?a 80 abit. rao, abitante pur esso nel luogo di Vitio^
VILLA D* ARGIANO in Val di Chiana offrì alla calteJule di Lucca, prnedula allora
Ved. Aaouiio (Villa d") dal vescovo Jacopo, tulio ciò che egli potK*
VILLA (BAGNI alla) nella Val-di-Li- deva nel detto luogo di Vilta^ e altiovr,
ma. — Ved.Cotawfik e Villa Tembnijka, eccettuale le cose mobili, i setYi ed oim leir
VILLA-BASILICA nella Valle Ariana, os- va posta in Casale che a tìtolo ed a guiii
sia della Pescia di Collodi, — Vili, con di Falcitlia Lisciava ai suoi eredi legiUi-
eh. plebana (S. M.«ria Assunta) ca|K)luogo mi. — (Mmoa. Locca. Voi. IV P. Il e III),
di Com. e di Giur. nella Dioc. e Due. di Infine ramroenteiò un quinto istnimenki
Lucca. rogato ne. la stessa Villa^m» io altro oralo-
Risìede in valle alla base australe dei rio dedicato a S. Paolo , pel quale il chìe-
monte delle Piizorne presso la rìfia destra rico Lazzato del luogo di Viiia^ nipote dd
della Pe/cia m/itore, o(^ì Co//o(Vi, già detta prete Aldiperto, donò i suoi beni alla eh.
Ariana^ la quale ha dalo il titolo alla con- di S. Salvatore d'ella davanti la catlediill
trada, nel gr. 18® 18' 4" long, e 43® 55' a" di S. Martino di Lucca da Giovaaoi ve-
latit. circa io roigl. a grec. di Lucca, quasi scovo di questa città.
4 a maestr. di Pescia. Dopo il contratto delP anno 800 (18 Ola^
La ragione perla quale questa Villa \ìo\è zo) di sopra cìlatn trovo "encralmente spe»
prendere i*adietlivo di Basilica fu indica* cificala ectenia Vi Ita Ba vii tea ^ come in quel-
la all' Art. Basilica (Voi. l. p.i«;. a85). lo del I dicomlu-e 10S6 puliblicalo nelle
A conferma di quanto ivi fu dello, che Memorie Lucchesi. (Voi. IV P. II.)
Basilica equivaleva nel Medio-Evo ad ima K un conlralto scrilio presso la Petda
cappella, ovvero oratorio con poi lieo davanti, maggiore, mercè cui Limbello arriprelee
citerò un istruniento prodollo nel Voi. c.inoiiicr> della cailedrale di Lucca allivellò
slesso, col quale il prete Alderieo Ogliuo'o ad altro colle«;a canonico, il pi-etc B naIJo,
di Aiiseramo abitante nel Vico della V'Ha la mela delle rendile sfiellanli alle |<ie\i di
donò alla eh. di S. Salvatore fon«l ila presso S, Maria a f^ìlta-Bas'Iica e di S. Gene'
la cattedrale di Lucca dal vesc.oxo Giovanni sica Boveglio con tulli i diritti » quelle
allora vivente la eh e beni di S. Kencdello due chiese battesimali appaiienentì; più la
edificata nel luogo di Villa^ il quale atto fu mela delle offerte e decime loro con Fob-
rogalo nella Villa stess.i daxanli la chiesa hVv^o al filltiario di fare ufiìziare le delle
di S. Benedetto. A colesla Basilica, ossia pievi, e di recare alla mensa di Lucci T au-
oratorio di S. Benedetto riferisce una se- nuo censo ili ()o denari di argento moneta
conda membrana del maggio 774, in cui lucchese. — VeJ. Bo>ri;MO.
si tratta di un* oH'erla di beni lasciali alla Ecco il primo pievano a me nolo di Vii-
chie&i predella di S. Benedetto di Villa, /«•5#iT/7/c'rt, picvr air.itlt» divei-si dairallra
dov* era rettore il prete AMÌjktIo figlio di di l^illa^ { forse Terenzann^, e delU quale
Auseramo fondatore di quella chiesa. Arroge nel scci>|.t X.M fii invesiilo iiu*altni pnk
una iscrizione tIeirArcli. di S. (jiiii^liiia di di nome Bianco \ il quale n*'! 1170 vn'rn-
Padova rijiorlata nelle Novelle Letterarie di do recarsi in |K:llegriuJKf!Ìo la rinuuim j
V I L L V I L L 775
Guglielmo eletto vescovo di Lucca. — {Me- te-Garlo fu traslocato in Villa -Basilica dal
ntor. eii, ) governo lucchese, sotto il cui regime tutlora
Appella senia dubbio alla slessa Villa- si manltene.
Basilica un privilegio prouunziato nel 24 Allora la Terra di Villa- Basilica era
agosto II ai in loco Villa-Basilica dentro abiuta da molti armajoli fabbricanti spe-
la chiesA battesimale da Bastardo Ttrdesco, eia I mente di spade.
■lesso del ill.ircb. Corrado, a nome del qua> Lu pieve poi di S. Genesio a Ba^eglio
le egli investì la mensa vescovile di Lucca nel ia6o era slata riunita a quella di Vii*
ed il suo vescovo del piacilo, fodro e di /a-l7ayi7ic<i, sicché essa nei secoli successivi
ogai altra cosa che a titolo di diritti impe- non piìi a S. Genesio » ma a S. Jacopo fu
riali« o io altro modo spellavano a quel dedirala.
Barchcse tanto sulla nominala pieve e nel Oltre la suddetta porr, di Boifeglio^ sono
suo distretto, quanto sulla villa e pieve di comprese nel piviere di Villa-Basilica le
Roveglio, non che sopra la villa di Paria» cure di S. Lorenzo a Pariana e di S. Mi-
■a. '^ ( McMOi. Loncit. Voi. V, P, Ili,) chele r Colognora di Vaile Ariana.
Quindi è che Plmp. Federigo l^ con di- DelPospeilalello di S. Giovanni esistilo
ploma dato in Parma li la marzo 11 64, in Vii la- Basilica non restano memorie.
ad esempio de' suoi predecessori confermò Nella guerra riaccesa nel i4ag dai Fio-
•i vescovi di Lucca non solo la pieve di renlini per la conquista di Lucca, un loro
VìltomBasilica, ma tutto il paese col fodro capitano, Niccolò Fortebraccio, s* im{>ossessò
impfrìale, ed i popoli ad essa pieve atti- di questa Terra con molle altre ville e ca-
nenti. Se poi queir ìm()eratore, cambiato il stella della Valle Ariana^ riconquistata nel
vescovo suo aderente, ri togliesse, come sem- 1437 dal conte Francesco Sforza e dalle
bei, alla mensa lucchese quei diritti impe- sue Iruppe lombanle alla Rep. di Lucca,
rialì lopia Villa-Ba^ilicaj ecc., egli avreb- e che i Fiorentini alla pace del 1441 rìla-
be ifflilato il figlio suo Arrigo VI e molli sciarono stabilmente ai Lucchesi. ■— Ved,
altri impenitori, che gli succedettero; il qua- GoT.r.ODf.
le Arrigo VI, dojio aver concesso e con- Nel i5o3 andavano osteggiando gli uo-
fcrmato a Guido vescovo di Lticca ( ao ago- mini del Monte di Peseta contro quelli di
ito ii94Wni molli altri paesi e chiese la Medicina y i primi sotto l:i Rep. Fior., i
pieve «Ji Villa-Bafilica con il suo distretto secondi sotto la Rep. di Lucca, quando a
ad fustitiam faciendam^ due anni dopo di- sostegno degli ostrggiatori del Monte di Pe-
chiarava quel territorio devoluto alT lm|>e- scia essendosi unite alcune milizie di Uz-
10^ allorché ne investiva un tal Orandonio zanne di Baggiano, dall* altra parte si mos-
( nome assai noto ai Pistojesi); finché nel sero gli abitanti di Villa-Basilica , ài A-
iao4 la pieve di Villa^Bustlica dal pode- ramo e di Fihbialla in soccorso degli uo-
stà di Lucca fu restituita ai suoi vescovi.^- mini di Medicina , nella quale fazione re-
( Ifavoa. Lecca. Voi. III. ) slarono feriti molti da ambe le parti. —- > (Am-
ai quali prelati per quanto il possesso xia. Stor. Fior.)
di Villa-Basilica fosse confermalo, nel 14 Ritornarono la notte del 3o agosto i5oa
dicembre laog dall' Imp. Ottone IV, e nel quelli di Villa-Basitica con i Pisani nel
i5 febbrajo iSS/i dalPImp. Carlo IV, per Monte di Pescia, il cui Vili, occuparono.
altro a quella eth il suo villaggio con tutto A tal romore corsero i Pesciatini che dettero
il distretto e molti altri paesi ivi nominati, addosso ai nemici, respingendoli fuori del
se non per P ecclesiastico, per il politico e territorio della Rep. Fior, ed innoltrandosi
pel civile dipendevano immediatamente da* fino al Cast, di Collodi che saccheggiarono.
gli Anziani di Lucca, o di Pisa, oppure dal- Vi Ila -Basilica attualmente è residenza di
la Signoria di Firenze. nn giudice di prima istanza pel civile e pel
Infatti Villa- Basilica co] suo territorio criminale, dipendente per la polizia dal mi-
nel ia4a era soggetta \ìer il ixìlitico al vi- nistro di Stalo residente in Lucca, sede di
cario imperiale residente in San-Minialo, tulli gli nitri dipartimenti amministrativi
sino a che nel 1374 la stessa contrada com* e ginJiciarj.
presa nella repubblica di Lucca, fu aggre- Comunità di Villa-Basilica. — Quan-
frata al vicarialo di Villa- Ariana^ il cui tunque s'ignori tuttora la su()erficie terri
giusdicente nel 1393 dalla residenza di Mon« toriale di questa Comunità del Ducato di
776 ' V I L L
Iiucca, nella lusiuga di darla lutì Suppìt
mtfnio a (|uesl*0[>era iiisK'iiic con il movi-
mento della sua j>0£>()l.i£Ìoiìc do|>o il i83'i,
per ora mi limilcW) a ilire,cbe il territorio
di questa Com. è i)osto quasi |K'r intiero in
monte o in colline copcilc più che altro da
uliveti e selve di castagni. Esso dal Iato di
lev. si tocca con il territorio di due Com.
del Granducato (di Pescia, cioè, e di Vella-
noj dal lato di ostro e [>on. cou la Com.
lucchese di Capannori, e dirimpetto a selt.,
mediante la giogana di BattifoUe^ con 1* al-
VILL
tra del Bagno di Lucca. — luoUre è da a|e-
giun^iere , che la sua più alla moQlJigna «
quella testé rammentala di Baiti/bile posU
a scir. del Bagno di Lucca , U quale fu ri-
scontrata dal Pad. Gen. CaT. Gio. Inghin-
mi a br. i go3 ,5 fior, e dal Pad. Gener. Prof.
Michele Berlini, forse in altra sommila, a
1876,2 br. lucchesi, le quali stanno alle
braccia fiorentine, come 10,000 a 9983
circa. — Fed. I-ucc% (Voi. 11 [Mg. 874.)
Fanno parte di coletta Gomuoilà i la
popoli seguenti.
PROSPETTO della Popolazione della CoMvnìTjT di Villa B^tstue^
alt anno i839.
Nome
7*iVo/o
Diocesi
èl
dei Luoghi
delle Cbie$9
cui spettano
il
m
Aramo
S. Frediano , Rettoria
H
ai5
Boveglio
S. Jacopo , Idem
e
$:«
Collodi
S. Bartolommeo, Pieve
£. * *
1049
Collodi di Vallariana
S. Michele, Rettoria
rg
39^
Fibbialla
Idem, Idem
184
Medicina
S. Martino, Piete
a9a
Paria na
S. Lorenzo, Rettoria
ss. 0
63o
Poutito
SS. Andrea e Lucia , Idem
^ X.
4i«
S. Quirico (d'ÀrijiK);
S. Qu iriio, Pieve
ir "'
49»
Sliappa
S. ìVhfria Assunta, Rettoria
289
Veneri
S. Quiriro, CtJra
fi:
a
881
Villa-Ba8u.ica
S. Maria Assunta, Piove
TOT^LB
C
. . Abit. N."*
147»
^S^Ji
VILLA DiBIBBIAN A a PALAZZIOLO in
Romaj;na. — J'ed. Bibbiana , e Pai.awuo-
L.n DI Romagna (Villa ih) nella Viille del
Senio.
— DI BliCCIANO ncll.1 Valle delPArno
inferion'. — Vi Unta con oh. jKirr. (S. Re-
golo) nella Com. Giur. e circ;i 4 inij»!. a
lih. di San-Minialo, Dine, roedesiiua , ^ià
di Lucca , Comp. di Fii-enze.
Risiede in collina fra la fniniann delTE-
"vola che gli seorre a lev.-gn'c. ed il lorr.
Chifcina dirimi)€tto a inuL-Iib.
Fu una delle 30 ville o cnstelletli del di-
stretto di San Minialo, cui gli uomini di
Bucciano si ribellarono nel febb. del i3i4
per darsi ai Pisani , dai quali Bucciano fu
restituito ai San-Minialcsi sLinte i prt limi-
nari della |)ace di Na{K>li conclusi nel 11
raa;:j;io »lel 1 3a8.
Li Parr. di S. Regolo a Bucciano nel
i833 noverava 3io alni,
VILLA Di CVNTALKNA. — Ved. Ca^
TALKWA nella Valle del Tev< re toscana.
— DFL CASTAGNO nfll.i Val-di-Sieve.—
f^td. Ck.STAOMO di .*^A>-Gt>DFJlKO.
— CASTKLLI nella Val d'Klsa. — Tr*/.
Ca.sth.lo o C^stflli (Villa).
VILLA (CASTKLFi) n.. nella Valle drl
rOnibioiie senese. — Era uno de' 38 Cfv
munelli di Ctstelnuo\(>.Berardeiiga |io«ti
fra il {iO|)olo di S. Andrea a B^ssi e qu«ll>>
di S. Pietro in Barca, oella Com. e circa
V I L L V 1 L t 777
MÌfl* diie«9ett.i]iCaslelnuoToBerarden^, Val-di -Chiana, cioè, la Filla 4tlla Fratta
Gìur. medesima, Dioc. ili Arezzo, Corop.di Della Com, di Cortona con chiesa prroo*
Siena. — Fed. Castulo ir Villa. chiale ( S. A{:aU ) e la Fratta fra Asi-
— m CASTIGLIONI oi CEECINA. -^ naiunga n Torrita senza chiesa parrocchia-
Fed, Castiglioki di CutcniA. le. — Fed, Fratta (Villa della) e Fratta
— - DI CENTOJA. — Fed. Cbmtoja nella di Gietoha.
VaWiChiami. VILI A- FRANCA {rUia Leale degli aa-
VILLA COLLEMANDINA, o COLLE- fichi itinerarj otlramoniani ). — Castello e
MANDRINA doxa GARFAGNANA nella Terra, già residenza di una branca di roar->
Valle supcriore del Serchio. — Villala con chesi Malaspina che comprende due eh. |)arr.
cfa. parr. (S. Sisto) filiale un dì della Pie?e (S. Gio. Ballisla arcipretura, e S. Niccolò
Fosciana, capoluogo di una Comunità soUo reUoria)ora capoluo^fo di Comunilk in con*
laGiur.diCastelnuovodiGarfagnauajdacuì correnza con /'i7e//o nella Giù r. di Aulla^
dista circa migl. 4 a sett., nella Dioc. di Mas- Dioc. di Massa-Ducale, leslè di Lunì-Sar-
•■•Ducale, già di Lucca, Due. di Modena. zana. Due. di Modena.
Risiede in poggio sul fianco occidentale Risiede in pianura presso la ripa sinistra
deirApfiennino di Cor/?/io presso il distret- della Magra dove confluisce il torr. Bagno^
lo di Castiglion-Luccbese, col quale fronteg- ne. «— E atlrayersata dall'antica Fia ilo-
già dail iato di le?, avendo a maestr. la Com. mèo, o Pontremolest^ on provinciale delia
di SillaDO, a ostro quella di San-Romano F'al-di'Magra,
ed n sett. la cresta delPAppennino sul con- Trovasi nel gr. 44*^ i5' a^ latit. e 27^
fine eoa la Lombardia modanese. 16' 3" long., 3 migl. a ostro di Filattiera,
Presso questa Villa esiste una collina de- altrettante a scir. di Mulazzo, e 9 luigl. a
nominata il Sasso C interino ^ eh* è una ostro-scir. di Pontremoli, migl. due e mes-
roccia ofiolitica dì tinta verde , diversa da zo a lìb. di Bagnone, e quasi 5 a selt« di
quella del Sasso Rosso compresa nel la slessa Terra-Rossa.
ComuDÌtà. La ix)cca dì Villa-Franca è posta sopra la
Si dubita essere stata cotesta la Filla di Terra oraonimii,a pie della quale è tracciata
Colie rammentata nel registro vaticano dì la strada provinciale delia Fal-di-Magra,
Cencio Camerario, corrispondente forse alla Fu questo paese insieme con Mulazzo
Villa della Bolla «Poro dì Carlo IV. residenza per molti secoli della branca dei
Fatto sta che la sua chiesa psirr. dì S. Si- marchesi Malaspina detti ilello Spino srceo
sto compresa nel piviere di Fosciana, fu ap- dopo che ai due nipoti del March. Oberto-
pcllata S. Sisto de Filla in un privilegio Obizzo il Grande^ cioè, Ohicino e Corrado
del IT 68 concesso dal Pont. Alessandro 111 a nelle divise del laai, separa ndousi di ra-
quel pievano. gioni, di slati e di slemmi, toccarono in
La Comunità di Filla-CoUemandina feudo al m>irchese Corrado detto V antico, \
Del i83a contava in 4 parrocchie iqSo paesi di Villa-Franca, di Mulazzo, di Aulla
abitanti, repartite in sette sezioni, cioè : ecc. ed al March. Ohicino quelli di Fivizzano,
VillaCoUemandina (S. Siilo) Ab. I^.^ 478 À - t- -i lit i t» 1 ' » i»
n.«;«;«„«/Q f^rJ,nN . ,ifi <?"»"*'« '^ March. Federigo I, uno dei
Canìgiano ( S. Lorenzo) » i56
Corfino , (idem) » 556
figli di Corrado ra/i/ico, di\enne autore del
W.r ^ n /c M> 1 I \ o ramo dei Malaspina di Filla- Franca, ed è
assa di Sasso-Rosso (S. Michele) . » 287 1 1? 1 • 1 •• 1 1 .. 1 1 /.
c_ « /• I X o quel Federico I, il quale nel selt. del ia6o
sasso-Rosso, (idem) » iq3 ^ . .^ . ^ . -. t . i^ •..
M/O itf • A . N pugnando insieme con 1 Lucchesi Guelfi nei
agnano (S. Maria Assunta) . . . ^ aoo - t- -m » * e e »^ ... , .
p- ^ . :. , . ' ^ campi di Montaperto fu fatto prigioniero dai
ruinacci , (Idem) » Oo Ghibellini Sanesi.
ToTÀLK . . . Jtbit, N.^ iqBo Fra i tre fidili lasciati da Federigo! fuvvi
Corrado Malaspina II, figurato nel Purgatorio
VILLA Kr. CORNIOLO nella Valle del dairAIÌ<.djierì. Y^ìi eia padre di unica figlia
Bidente. — Fed. Corniolo. per nome Salina, la quale rimasla vedo\a
— DI FALTONA nel Val-d*Arno casen- di Niccolò da Gra^'nano, si rimarilò a Gof-
tinese. — Fed. Falto:«a di Chitigjiajio. fre<lo Gipccc di Napoli, resa noia dal Boc-
— DELLA FRATTA in Val-di-Chiana.— caccio in una sua Novella. Però da Obirino
Due villate di questo nome esistono in H fralcllo di Corrado e dalla sua donna To-
T78 V I L L V I L L
bla Spinola nacquero varii figli, al di cnì RiKmro . . . jlbit. if.** 1089
prìmogeoilo Federigo 11 toccò il feado di t^ir goletta e Manie • f^ignait f SS.
F'ilio' franca» A Federigo II Terso il i36o Gervasio e ProUsio, idem. ...» 353
succede il figlio Spinetta che fu nel 1393 /era, S. Biagio in S. Mallro, idem. » aSi
potestà in Pisa, il quale lasciò morendo rre^c/iie//o, S. Gio. Batla, idem . » ai 3
tra i Tarii figli Gabbrieìlo, che continuò la f^ieo. Assunzione di M. V., idem. » a63
discendenza de' marchesi di f^'7/a-Fra/ica. Or/ura/io, (idem), Pre|)ositura. . » ai 3
Mancalo egli nel 1437, succede il di lui pri- Maìgrate^ S. Lorenzo, Arcipretara • 406
mogenito Fioraroonle, quindi 1* altro fra- Mocrone^ S. Maurizio, ora SS. Con-
fello Giofanni Spinetta che destinò il mar- cezione, Rettoria » »i4
ebesato di riiV/o- Franca al figlio suo Fio- /ro/a, S. Gemignano , idem ... a aio
ramonte III, ma dopo la morte di lui di- ■
Tenne marchese di Villa-Franca il suo Totali . . . Ahit. N.^ 3aia
figlinolo Tommaso, mentre ad un terzo fra-
tello di Fioramonte, fa assegnato il mar- VILLA duj.a GARFAGNANA nella Val-
chesato di Suvero, di Liciana e di altri vii- le sufierìore del Serchio. «^ Gas. nella psrr.
laggi. Che però al March. Tommaso resta- plebana de* SS. Michele e Andrea la quale
rono i paesi di Villa" Franca^ Virgoletta, comprende quattro Ville, Migliano^ Òtti-
Csstcoli, Rocchetta, Ca?anelle e Monle-Vi- rana^ Villa e Foteiandora^ ed in citfCQiia
gnale, ereditati alla sua morte (anno i5at) di esse evvi la propria chiesa, doTcaliema-
da tre figli suoi, due dei quali, Giovan Bat- ti?amente nffizia il parroco, sebbene la sos
lista e Bartolommeo, costituirono le due ni* canonica sia in Migliano^ Com.di Fosciaa*
lime diramazioni de* March. Malaspina di dora,Giur. e circa due migl. a grrc di Gt-
VillO'Franea, stelnuo?o di Garlagnaoa, Dioc. di Mas»
Il primo di essi, Glo. Battista, lasciò Terso Ducale già di Lucca, Due. di Modella. — i
il i56o due figliuoli, Tommaso e Alfonso, Ved. FosaiaonaA e MiGr.'Axo.
nella discendenza dell* ultimo dei quali si La popolazione di Villa nel i83a aMcn-
rianì la parte ancora degli estinti nipoti, deva a i5i abit.
Diir altra linea poi di Bartolommeo figlio VILLA di GETA. — Ved. Gita (Pa-
del March. Tommaso di Villa^Franca de- lazzo di) nella VaUrOrcia.
mò on March. Federigo 111, cui succede un — di GRACCIANO. — Ved, Giacsuio
altro Bartolommeo nato diil detto Federigo, in Val-di-Cliiaiia.
— Dai discendenti eli esso nacque un Miirch. -— GROSSA dHla Var;i nella Val-di-Mi*-
Federigo Estensc-Malaspina; mentre al rimo gra. — Ved. Calicc, Comunità,
del marchese Giovan Battista spella un Tom- — di LACLNA nrlla V^lle del Monto-
maso marito di Luisa Malaspina dei marchesi ne in Rom:i<;i\a. — Ved. Laguna.
di Ponte che fu l* ultimo ilei suo feudo. — — dkl L\G0 presso Vallorabrosa. —
(Fm. Geriri, Iffenwr. della Lunigiana). Ved. Lago (Vit.la del).
Esiste in Villa-Franca un convento di — di LUJANO nel Va Ini' Arno pisano.
Frati Zoccolanti con chiesa dedicata a S. — Villata nel [>Of)olo di S. Lorenzo .1 Pj-
Francesco, fondalo nel i525 dal March, gnatico, piviere dì S. Cassiano a Settimo,
Bartolommeo di so[ira nominato. Cora, e circa tre miglia a ponente di Cf
Le Comunità di Villa-Franca e Filetto scina, Giur. di Pontedera, Dioc. e Comp.
si compongono di undiri popoli, sotto il di Pisa.
Ticariato foraneo di Filetto^ nella giurisdi- Cotesla villa diLuj.mo è rammentala nel-
zione di Aulla; i quali popoli tutti insieme renfiteusi del 970 concessa da Alberico ve-
nell*anno i83a contavano 3ai a abit. come scovo di Pisa ai due fratelli marchesi Obrr>
appresso: to, ed Adalberto nati dal March. Oberto
E. co t r-'i» TI che fu conte del Palazzo sotto Plmn. Ol-
F«.«TO. ss. Iacopo e F.l.ppo. Pro- ,^^^ , _ Y^, •
positura Abit. PI . 460
ViLLAFRAHCA, S. Gio. Battista, Arci- ¥ . -n . /. 1 1 ■
La slessa Tillata, fino almeno al secolo
pretura » aao -..^ , ' 1 11
ij ^ e wi- iA u li • , -^'^ av.iniato, era compresa nel comunello
idem. 3. Niccolò, Hctloria . . . . » 409 ,. ^ 1 »• /o n • v
1 di Sel^a Longa (S. Ilario) come apparisce
Somma e segue . . Abit. N.^ 1089 da una membrana del 1879 scritta nei con-
V I L L V I L L 779
hai di Lofano, ora neWJrefi. Dipi. Fior, La parr. di S. Apolliaare alia filila nel
fra quelle del monastero di S. Silvestro di i831 conlaTa aoi ubit.
Ksa. VILLA (S. CRISTINA alla) nel CHIAN-
VILLA DI LUPONPRESI nella Val-di- TI in VaUdiPesa. — Gas. appartenuto ai
Mene. — yed, Muslo, Comunità. signori Trebbiesi,Cìi\ fu aggregato sul decli-
— m OSSAJA. — red. OssAjA. naredel secolo XVill la soppressa cura di S.
— . DI PETROGNANO nella Vnl-di-Sle- Niccolò al Trebbio nel piviere di S. Qiusto in
ve. — f^ec/. Petiognaho di Sam-Godeneo. Salcio, G)ni.Giur. ecirca mezzo migl. a lev.
— m PIETR\NERA nella Val-Tiberina di Radda, Dioc. di Fiesole, Corop. di Siena,
toscana. — f^ed, PiETaAivuA. Risiede in poggio presso le sorgenti più
^ DI PITEGCIO e DI SATURNANA. ^ meridionali della fiumana Pesa, la quale
Fed. Veugiole^ e Villa (S. Michrlk all\). gli scorre sotto dirimpetto a selt., e lungo la
— ossia POGGIO TRA CERCHI in Val- strida rotabile che guida a Gajole.
d*Orcia. -* Fed, Castiglior d*Obcia, Co- Fanno parte di questo popolo quelli sop-
muniià, pressi di S. Niccolò al Trebbio e di S. Afa-
— di POGGIONI. — f^ed. Pogoiomi di ria al Colle, — Fed. Tefbbio del Chiahti.
ConiìniL nella Valle Tiberina toscana. La cura dì S. Cristina alla Filla nel
VILLA REGIA dell' AMBROGIANA i833 aveva 145 popolani.
Fed. AiiaBOGiAirA. VILLA (S. DONATO alla) nella Val-di-
— REGIA DI GAFAGGIOLO in Val- Sieve. — Gas. con torre che porta il titolo
di-Sieve. — Fed» Gafacciolo. della sua eh. parr. (5. Donato alla f7//a)con
— REGIA m CASTELLO. — f^ed. Ca- l'antico annesso di S. Margherita al Cam^
wnMJ/ì Dt QoAiTo. po nel piviere di Dicomano, Gom. e circa
— REGIA DI MARLTA. — Fed. Mablu. migl. 5 a scir. di Vicchio, Giur. del Borgo
— REGIA DEL POGGIO a CAJANO S. Lorenzo, Dioc. e Comp. di Firenze.
fed. Cajaxo (Poggio a), e Poggio a Cajamo. Risiede sopra una collina che fa corona
— REGIA DEL POGGIO IMPERIALE, dal lato dì grec. alle pendici del Monte-Giovi
-«- Fed. Poggio Impebiale. posta fra la ripa sinistra della fiumana Sie^e
— RENOSA. — Fed. Villa Aiehos^. e la destra del torr. di mia.
•^- DEL RICCIO — Fed. SfPOLTAGLiA. Dubìto che riferisca a questa Filla della
— DELf.A RIMBECCA nella Valle del rOr- Sieste un documento del 7 ottobre iio5
cu. — Fed. RiMBrccA. pubblicalo dalT Ab. Camici nella sua con-
— DE* ROCCHI iif VILL4 RENOSA. — linoazionc de* Marchesi di Toscana , col
Fed» Villa AarnosA, e Rocca S. Casoiaro. quale alto la gran cont(>ss:i Matilde, stando
— ▲ ROGGIO nella Valle del Serchio. nella Filla della Steve, emanò un placito
— Fed. Roggio nella Valle inferiore del a favore delle recluse dì S. Pietro a Luco.
Serchio; cui si può aggiungere, che proba- La torre dì colesta Filla, fabbricata a gui-
bilniente riferisce a questa villata la Fillo' sa di rocca con doppie mura e feritoje, fu
nuo9a sul Serchio rammentala in un pia- nel secolo XIV di proprietà della famiglia
cito pronunziato li 8 i'ebbrajo del 1073 Adimari di Firenze, poscia degli y^Wni, dal-
dalla contessa Matilde nel Borgo S. Fi-edia no la quale ultima prosapia fu venduta al go-
fuori di Lucca a favore della badess;i del verno, ed attualmente è posseduta dai si-
Mon. di S. Giustina di delta città. — (Mu- gnori delle Pozze di Dicomano.
lAT. Ant, Sfed. Ae\n T. I.) La pirr. di S. Donato alla Filla, già di
VILLA (S. APOLLINARE alla) nella padronato degli Adiroarì , attualmente del
Val-Tiberina toscana. — Contrada che con- Principe, nelP anno i83'JconUiva i78abit.
serva il nome della sua antica chiesa parroc- VILLA (S. JACOPO alla) nel Val d'Ar-
chiate (^. Apollinare alla Filla) nel pi- no casentinesc. — Cas. che dà il titolo ad
viere, Gom. Giur. e quasi due migl. a pon. una eh. parrocchiale con l'annesso di S.
di Monterchi, Dioc. di Sansepolcro, già di Angelo a Prafiglione, nel piviere, Com. e
Arezzo, Comp. aretino. circa 4 migl. a pon. di Stia, Giur. di Prato
Risiede sulla ripa sinistra del torr. Cer- vecchio, Dioc. di Fiesole, ('oinp. di Arezzo.
fifne presso la nuova slraila regia di Urha- Risiede in |K)<;<;ìo sul fianco orientale
nia fr.i Bagnaja e Pocaja — Fed. questi del iiir>iiie della Coiisinna alla destra del
due Art. e Monterchi. torr. rincana Iribulario delTAruo.
780 V I L L ^ I L L
La parr. <ft S. Jacopo alla r7//a pev de- lungo la tTfAda rotabile» U quale è
creto Tescofile «lei 3i genn. t83i fu slac- sul!» ripa sinistra del fi. Tevere
cata dal piviere di S. Pietro a Romena e as- da Pieve San Sterno a San-Sepokro ps-,
legnata a quello di S. Maria a Stia. lungi dal castello di Bfontedckglio, i 4> »
È compresa in questo popolo la Badiola signori un dì cotesto luogo pomedev^n.
di Pietrafitta^ già compresa nelP antica cu- La parr. di S. Pietro alia fatila, oel ifcì
ra di S. Angelo a Pratiglione^ presso il ca- noverava aao abit. 1
sale di /'ow/io/it situalo sull.i strada vecchia VILLA S. RESTITUTA nella ValU^ I
casentinese, e poco lungi dal bivio detto Omhrone sanese. — ^ed. Rcrtittu i,Fb |
deir 0//10 morto e Jalla Badiola prenomi- va di S. )
naU. ^ red. Pietrafittà e Stia (S. Ma- VILLA (S. SIRO aule) ia Val S%m^
VA a). — Vili, e Ctst. la cui eh. fmrr. di S. Sc>
La parr. dì S. Jacopo alla Viila nel è compresa nel vicariato foraneo di Gi»f».
i83 j contava i3a abit. gallo, Com. Giur. e circa a mì^I. a mam
VILLA (S. MARCO n) nella Val-di- di Ti esana, Dioc. di Massa^Dnole, gài
Chiana, — ' Cas. con parr. omonima nel pi- Luni Sarzana, Due. di Modena.
vìere di Montanare, Com. Giur. Dioc. e Colesta ^///a, detta anche f^UlaecU^^
circa raigl. due a ostro di Cortona , Comp. siede in monte sulla destra della Sia^ra, a
di Arezzo. allo la sua borgata, più ìa basso il caaieb
Risiede alla base meridionale del monte dov*è la eh. parr« — ^ed, Tmn&aA.
di Cortona sopra la via R. postale romana e La parr. di S. Siro tUla F'UIm, nel tifa
appena un migl. a lev. dalla posta di Ca- contava 475 abit.
muscia, lungo la strada che dalT Ossaja sale VILLA SALETTA. — ^eJ. Saldtì ìi
a Cortona, delta la f^ia delle Contesse, Val d'Era.
S. Marco essendo un santo patrono di — S iLVI ATI dirimpetto au.' ABBIDU
Cortona preso nel laSg, fa dubitare che FIESOL\NA. — f^ei. Ab4zia. Fiof^t.A&ji.
questa P'illa di S. ìfiarco non sia più antica -^ SALVI ATI, oaA. GlNORl in V«l^
del secolo XIII. Marina. — - Villa signorile in mezzo ad ws*
La parr. di S, Storco in Filla nel i833 vasta tenuta in gran parte selvosa aé^
contava 5a4 abit. parr. di S. Lucia in Collina, piviere 4
VILLA (S. MARTINO ne) nella Valle dei S. Maria a Carraja, Cora, e circa 4 mì«l. 1
Tre Bidenti in Romagna. — Cas. con eh. sett. di Calenzano , Giur. di Campi, fìbc
parr. (S. Cristofano) nel pievanato di Campo- e Cnrap. di Firenze.
Sonaldo, Com. e circa un migl. a lib. di Cotesta grandiosa villa, alienati di cHto
Santa-Sofìa, Giur. di Galeata, Dioc. di ai pupilli marchesi Ginorì dai principi B«-
San Sepolcro, già della Badia Nullius di S. ghesi che i* ereditarono dalla estinti pfs»>
Maria in Cosmedin, Comp. di Firenze. — « pia dei duchi SaUiati , risieile snl ^aa
F'ed, MAtTiHO (Villa di S.) nella Valle del orientale del monte delle Calpung^ alU ih
Bidente in Romagna, dove fu indicata la stra della fiumana Marina in mezz^ a aaf-
tua popolazione alfanno i833cheammon- te fabbriche per uso della Tasta (attoria oi»>
lava a i55 abit. nima.
VILLA (S. MICHELE alla) nella Valle Probabilmenle fu questo uno dei rk^
deirOrobrone pistojcse. — Villa che lasciò della nobile famiglia della Tosa, cuifi^
il suo distintivo (forse di l^ergio/e) con ora- risce un legato che lasciò per testacae^
torio dedicato a S. Michele, nel popolo di nel agmaggiodel 1 339 ai Cistercensi di Srt»
Piteccio, Com. di Porta al Borgo, Giur. e timo il nobii uomo Rosellino del fa Ani*»
Dioc. dì Pistoja, Comp. di Firenze. — f^ed. della Tosacon tutte le possessioni, comprai
Prrcocto e VcaoiOLB. il suo resedio posto in ^al-di' 0arimm^ i«f
VILLA (S. PIETRO alla) nella Val-Ti- cui distretlo, ivi si dichtani, che es«le^»'
benna toscana. — Vico con eh. parr. (S. gualchiere ed un mulino, previo P onere*''
Pietro) nel pievanato maggiore, Com. Giur. T abate e monaci di Settimo di edifìcim
Dioc, e circa due migl. e mezzo a maestr. una cappella ed uno sped<«le per ricrtljni
di Sitn-Sepolcro , Comp. di Arezzo. i pellegrini. Per la qual disposizione m»
Risiede verso la base occidentale delTAIpe gnava di dote al detto spellate e chiesa ti4.>
della Luna sulla sinistra dcltorr. Tignano^ i suoi beni posti nei pivieri di Calcaiaa^
Y I L L ▼ l L L 781
Ji Otfni|a, dì Legri, • di FUeltola. — ( Amb. guUo in dìwnì propriclurf. — Goilfa ai lem-
UiKi. FiOB. Carle di Cestello), pi «lei Mai^iiifico Lorenzo «Ju' Medici s\ rac-
VILLA A SESTA nella Vail« sii|ieriore coliieiv) bene Sficsso gli iicc.nleniici Plaloni-
Jeir Ombroao tant-se. — f^ed, Sksta (Vil- ci, e costà Cosimo il if eechio act^olM* il B.
LA a) nel Chianti su^ieriore. Carlo Je* CC. Guidi, cui ci-dè il s<i|K'riore
— A SESTA IH ELCI. — f^ed. S»ta di locale j»er fondarvi il pi imo convento de'Gc-
Elci nella Val-di Ocina. rolimiti sotto 1* invocazioiit* di S. Gii-oiamo.
— ni SESTANO nel la Valle dell'Ombro- VILLALTA nel Val-.rArno arrliuo. —
ne sa Bete. — ^td, Sbstaito di CàntLNUovo Già. cimi eli. {»arr. (S. Marco) «icl piviere
DILLA BcaAiDKiiGA. del fiagiiofo , Coin. Giiir. Dioc. Coiiip. e
— m SESTO, o SESTA di MONTAL- circa 4 migl. a osin) ili Arr/Ao.
CI2IO. — Fei, GoLLK (S. Aroklo in) e Sa- Li |Mrr. di S. Marco ci f^ilialta nel 1 833
•VA M MoirrAi4:iHO. conlava 1 5o abit.
— SFORZESCA. — Terf. SroaiasoA VILLAMAGNA, o VILLA - MAGNA. —
(Viujl) nella Valle della Pa^^lia. A più di un hio|^i della Toscana è rtstato il
— TEVERINA. — P'ed. TavaiiaA nella vo&ibolo di Fillumagna, senz^i dire della
Valle superiore del Tevere. f^Ulamagna ( Fund<f Sfagno ) ora Città
•» A TOLLI DI MONTALCINO nella Stagna di Livorno, e senza far menzione
Valla dcirOmbroue sanese. — Villala della della f^illtimagna nel vallone della Fofsu
quale porla il tilolo una cura (S. Lucia a presso GrossKo, rammentala nel registro
fliia a Tolli) nella Com. Giur. Dioc. e vaticano di Cencio camarlingo della S. Sede.
drca migl. 4 a ostro di Montalciiio, Corap. Non meno di tre F'iìle'uagne ai conscr-
di Siena. vano con lo stesso nome nel Granduciilo, in
È posta in collina fra il popolo della due delle quali esislono due antiche pievi;
Villa ili S. Restitula, che trovasi al suopou., olire la terza Fillamagna posta nel Val d*
qadlo di S. Angelo in Colle posto al suo Arno siif>rriorc.
lib. e la cura di Castelnuovo delfAbate si- VILLAMAGNA del Val-iFArno siiperio-
luala al suo oslro-scir., mentre a lev. il pò- re. — Contraila che dà il nome ad una casn
polo di FìUa a Tolti mediante la fiumana cotonitra in Pian- Franose ^ nel f>opolo di
MVAtso resta a contatto con quello di Ri- S.Martiiioin .Avancpiviere diGiville, Cum.
pa d*Orcia. e circa mi^l. (pialltoa maislr. di Cavriglia,
Molte carte de* Frati Homi tani di S. Ago- Giur. di S(in-ÌGriovauni , Dioc. di Fiesole,
slino dì Montalcino pervenute ntW Ardi, Comp. di Siena.
Dipi, di Firente rammentano questa ^//- É situala sul fianco orientale dei monti
ia a Tallii fra le quali citerò due luein* delti del Chianti , fra il torr. CfStin che
braoe, che una di esse del 6 agosto 1^48 e le scorre a sett. ed il borro di Sfelrto suo
l' altra del 9 novembre i3i3, rogale en- influente cìn le psi^a dal lato di seir.
Inmbe nella Fitìa a Talli, Eraqiirsta fillamagna un possesso della
La parr. di S. Lucia alla Filla a Tolli contessi Willa figlia del March. Bonifazio
nel 1 833 conlava 133 abit. di legge Ripuaria, dalla qu.il donna fu as-
VILLA DRL TREBBIO. '- F**d. Tikbbio. segnala fillamagna in tlolc lilla Radia da
- — DI TRECCIANO in Val-Tiberina To- essa erctla in Firi?nzc, siccome risulla dall'
•eana. — frd, TaeciAiio. allodi fomlaiione del 977 e da allrr> islru-
-— DI VATjS AVIGNONE. — feJ, Savi- mento del 3i marzo 1076 rogato in Pisa.
oaoRP. nella Valle su[>eriore del Tevere. Infili i fra le membrane della Biidia di
— DI BIBBIANA. — fed. Vrhrccola o CoUibuono,oni ncir.^rr/i. Dipi. Fior, av-
VeaBUCOLe DRLr.A GAEPAUiCAifAnclla Vallesti- vene una del u lebb. io8.i relativa alTin*
periore del Serrhio. vestitura data all'abate del Mon.di S. Maria
— Vitelli e mozzi sui colle Fies»>la. di Firenze delle terre stale tenute da un Ri-
no nella parr. di quella caltedrale, (>>m. dolf) dentro la Marra ili Toscani, cioè, in
Giur. e circa un miglio a lib. di Fiesole , Firenze, a Pieira Meiiv>1a, a Gisleiloiichio,
G>m|i. di Firenze. a Vìllamagna , a Cislelniiovo d'Avane, a
Sono due ville grandiose eilitii-.ilc di Cosi- Ri>,'nan'>, a B.ii*bisriiio ed in altri luo>>h''.
mo de' Medici il fecch'Oy più ntilo pel ii')- [ conlorni ili lolesi.i fillatwtgna sono
nome di Pa Ire della f'a/rici, pass.itc in se- ricdii di lignite alquanto solforala ed anchr
V. V. 09
782 VILL VILI
bitumiiiota merita però questa nilamagna ftirono rvaapoftite di cohoemfimikm^
una inemoria per a?er posseduto nei suoi rato iu piii decente luogo neiU cbe» m
coutorni due poderi cou adiacenti boscaglie bana diill* attuale (nevano Fktro Km^
la Famiglia Targioni-Tozsetti. — (Gio. Tab- successo ali* agronomo pieraDo Fer^^
GioifiTouucTTi, f^iaggi ce. VoL y, Bdit, /.) Paoletli.
VILLAMAGNA C PIEVE oi) nel VaM* La parr. della pieve di S. Dné«
Amo fiorenlioo. — Pieve aulica sotto il Viibroagna nel i 833 cootaTi SSoibi,
titolo di S. Donnino, con Vili, spicciolato, VlLLàMAGNA a REVOLIZZU. .
già Cast, nella Gom. Giur. e circa migU 4 ^ed, RcMoursso nel Val-d*Axoo Botala^
a le?, del fiagno a Ripoli, Dioc. e Comp. di e CoMPioBai.
Firenze. V(LLAM4GNA in V;il d*En. -F,,
È una chiesa grdndiosa a tre navale con antica (S. Giovanni e S. Frlidta)«H\ j
annessa torre campanaria e tasta canonica già Cast, nella Gom. Giur. Diocecki^
situala in collina sul fianco occidentale del migl. a maestr. di Volterra, Coap. 4f,
Poggio a Luco avendo al suo lib. quello dell* renze.
Incoiilro, e dal lato di sett.-roaeslr. TArno Risietle sulla eresia de* poggi ettimii
che lambisce le falde dello stesso colle. stendousi da Montignoso verso oeoUc*,^
Anche cotesto villaggio insieme alla pieve alla cui base meridionale soontbfivM
ebbe i suoi signori, rammentati, eh* io sap> delPiSra, fra il torr. /Vrg«ofie,e4il k^
pia, la prima volta nelP atto di fondaiione detto deiCisola, suoi Iribulafi
(a 7 febb. 1067 tùie comune) del Mon. di Le prime memorie superstiti 41 ^
S. Pier Maggiore di Firenze, quando don- Villamagna le fornisce un tstrawsk v
na Gisla tiglia del fu Ridolfo e vedova di chetipo del gennajo 780 pubblicalo otb?
Azzo di Pagano di Geremia, madre di Ro- III. del Voi. 1. «tei Codice DiploAiiir'i
laudino e di altre tre figlie, fra i molli Filippo Brunetti , dove è fatta mmf^
beni che assegnò in dote a quel suo mo- di un mercante lougoliardo Balira <£ /*»
nastero, aggiunse anche la quarta parte del lamagaa^ il quale stando in Pua dtoipr.
tuo castello, corte e chiesa di Vii lamagna, il zione de* suoi beni slabili alU B4aj
tutto [losto nel piviere di S. Donnino, dio- Monteverdi , in mano del suo Imo éor
jcesi fiorentina. Grunfredo. — f^ed, AaAzu m Mummi.
Arroge a ciò una carta dell* agosto 109S, Da una membrana del 7 oia^. iit:o>
in cui si tratta di una donazione fatta da tata dal Cecina nelle sue Notitic inov^
due coniugi, alla Badia di Monte Scalari, di di Volterra, apparisce, che a quelb eb aóU
beni posti nel piviere di S. Donnino a Vii- contrada, o piuttosto uflla pieve JiTift»
lamagna. — (Aaca. Difl. Fioa. Carte di S, gna, aveva giurisdizione Pagaoo hmx
. Vigilio di Siena ). cbieschi vescovo di quella citià.
Ebbero eziandio podere in colesta Villa' Con tutto ciò della pieve dì S. (mw
magna le monache di S. Ellero sotto Val- Battista e S. Felicita a ^i7/a«a^ avi»
lombrosa, a favore delle'quali recluse fu vo fatta menzione priou del ioi5 «.:
dato in Pisa li a6 febbrajo 1191 un privi- privilegio concesso al capitolo voiicinr
legio deirimp. Arrigo VI che confermava dairimp. Arrigo I, mentre egli abilita k^
loro fra i diversi ben quelli che possedè- villa di Pattano presso Pisa,
vano nel piviere di Villamagna. Cotesto luogo fu signoreggialo so lo^
Il pievano prete Forte di Vitlamagna nel dai nobili Cavalcanti di Yoltem, i f»'
3 aprile del ia86 assistè al sinodo tenuto per atto pubblico del i mag^iìo 1199 iv
in Firenze nella chiesa di S. Riparata. nunziarono i loro diritti sopra iNitUrt'
La pieve di S. Donnino a Villamagna di Villamagna ai consoli dd Coma» k
comprende tre chiese |Hirrocchiali ; i. S. Volterra. —-(Aaca. Dvl. Fiot. Ctfrfc^
Maria « Bignalla ; a. S. Romolo di Vii- Com. di Volterra),
tamagna; 3. S. Maria a RemoluiAO. — - La vi Itala poi tli Villamagnah^t
Quesl* ultima cura però è stata nel secolo sacco nel i53o dalle truppe fiomttBc »
palesalo aggregata a quella di S. Michele a mandate da Alessandro Vitelli, al cbr por
Compiobbi sotto il piviere dì Remole. dopo tenne dietro uoa peste bobbomab
Fa parte della cura della pieve suddetta quale falcidiò moltissimi di quei popilifc
r oratorio di S. Gherardo , le di cui ceneri -* Vtd, Voltoull.
V I L L V I L L 783
La paevediS.Gio. Badislìia /^iV/afnn/^na ra di S. Mari» a G)llc-Bariicci nel pivie*
nel sÌDodo liìocesaao del i356 nun com- redi S.Giovanni in Pelrojo, Com. Giur.
parisce foatrice di alcuna chiesa (larr. te e qiiiisi due niigl. a scir. di Barberino di
DOD fu di quella di S. OlUiviano Olir* Era Mu<;(*llo, Dioc. e Gom|). dì Firenze,
prrflso la pievr, in cui riposavano ì resti Chi [mssj i>er la straila regia Bolognese
del cor|io di S. Ollaviano, lr.tS[»ortali nell* alle 17 luigl. da Firen7.e, mezzo roigl. in-
aaoo 8ao nella calledrale di Vollerra, dove nauzi di arrivare davanti al granilioso vii-
si ▼tmeRino con devozione come uno de* SS. Ione dello Maschtrcy vede lungo la strada
protcllori di quella città, olire la eh. di S. medi'sima una delle porte con gli avanzi
iXiuniiio presilo f^illamagna, la quale tro> delie mura castellane di cotesta Villanuova,
vasi rammentata fmo dal secolo Vili. -— che diede il titolo ad un ramo derivato da-
F'e//. Sah DoKRiRO (Villa DI). gli Ubaldini, dello de* Beftini di mia'
1j» pnrr. della pieve di S. Gio. Battista a nuwa, stata in seguito alienala con la niag-
Fiilamagna nel i83i contava 5^5 ab'L gior [larte del suo distrelto ai marchesi Ge-
VtuisAMAQHd DI RosELLB nHla Valle in* fini di Firenze.
finiore cieli* Ooibrone sanese. — Era una Dentro il piccolo giro delle mura di co-
vi Ila compresane! va I Ione del la ^oj^u raro- testo castelletto esiste Pantica chiesa di S.
mcataU nel principio del secolo XII dal re- Jacofx) altuaimcnte ridotta ad uso di cora-
gistro valicano di Cencio Camerario. pagnia secolare. Hssa tu riedilìcata nel i3'J4,
VILLANUOVA nel Val d'Arno casenti- ed era di giuspadronaio de* nobili Catlani
DCK. — f^ed» MANDatOLi. consorti de' Berlini quando col consenso
M^tLLjMOorjy detta anche f^iLLA Tollb loro 1* arcivescovo di Firenze n>.'l 14 febb.
sonj JHottTBPULCiJHO tra la Val-di-Chiana i565 (stile comune), hUì sa la (KJvertà di
e la Val-d*Oiicia. — Cas. dove fu un'antica colesla cura decretò l'unione della medesi-
pievc 40IU) il titolo di S. Giovanni a filla- ma alla fiarr. di Col le- Barocci.-— f^ed. Col-
nuo^a, da lungo temijo soppressa ed alla cui lk-Baiucci.
localiU è conservato il vocabolo di Pieife, VILLANUOVA di PORTA al BORGO
Com. Giur. e circa migl. uno a lìb. di Mon- nella Valle dell'Ombrone pislojrse, altri-
tepulciano, Dioc. medesima, già di Chiusi, menti detto Villohb Pccx:ini. — ^«ff/. Goia
Coiop. di Areuo. ni Scoenio e Pistoja (Poita al Bnaoo ni).
Air /Irt, MoHTKPULciAHO, DiocKsi K Co- VtUdsuorA DI GdHFjGììAitJ, — f^ed.
inratTA*» f^ol. Ili pag. 485 e 487, dissi: Villa al Poggio S. Terknko in Garfagnana
che il luogo di cotesta pieve di VUlanova nella Valle siipcricre del Serchio.
resta sul poggio di Tolle, comuncroeute ap- VILLE di TERRANUOVA nel Val-d'Ar.
pellaio Totonella, fra Montepulciano e Mon- no superiore. — Ved. Piar di Radice, ossia,
ticltiello, sul confine della Comunità di Mon- allr Ville.
tepulciano con quello di Pienza, cioè , sul- VILLE di RUOTI nella Valle Tiberi-
la irhiena del monte, laddove nasce il torr. na toscana. — f^ed. Ruoti (Villi di ) do-
rrei ja tributario dell* Orcia; sicché nel lodo ve si disse che le faille di HuMi fino al
M ooafinazione fra il territori idi Montcpul- i4o3 fecero parte, insieme a yalSavignO'
ciano e quello di Montichiello ( i3 dicem* ne, Cercetola ed altri luoghi, della Massa
bre 1297) i termini furono posti dove si o P^iscontado di f^eronn, tinche nel ao
eonirrvaiio tuttora, nel poggio cioè di Tol- maggio di quello stesso anno i suoi abitanti
ìe^aUaSj di Totoaella; e che un altro lodo supplicarono il Governo di Firenze a volerli
del 91 ottobre i3o8, fatto per la slessa cansa riunire alla Com. di Pieve S. Stefano. Ora
fu firmato dagli arbitri presso il monte del aggiungerò, che cotesta unione accadde so-
castellare verso la f^illa di S, Giovanni a lamente nel 1499 per sentenza del ag luglio
Villanuo\.*a, — (Aaca. Dipl. Fiob. Carte di di detto anno proferita da Tommaso dei To-
Montepulciano.) — f^ed. Montbpclciano. singhi, siccome pure apparisce dallo statuto
VILLAIHUOVA di MUGELLO in Val- del Cast, di Montatone esistente nelle Ri-
di-Sicve. — Gistellelto che fu degli Ubai- formazioni di Firenze,
dinif ora compreso nella leniila de* mar- VILLETTA DEr.LA GARFAGNANA nella
chest Gerini detta delle HUnschere lungo la Valle superiore del Serchio. — (>-is. nella
strada postale Bolognese, dove fu una eh. cura che fu di Baccio no v\\\n\\'A a S. Pania-
parr. (S. Jacopo) annessa nel i565 alla cu- Icone alla Sambuca nel piviere della Pie*
7Ri V I M I V I N C
vi'-Fosciana, Coni, e circi Juc migl. a scir. V1N40CIAN0 nella Valk ileirOinb r«>n^
di S.iii*Roni Ilio, Giur. ili Oislcliiiiofo di [ilaiojvse. — Vii-. con | »iet e antica ^SS. Mat*
Giirfaiiii'inii, Uiot:. di M:»s.i-l)uc.ilu, già di cello e Lucia) nelU Com. e quasi tre nifi.
Lucca, Ducalo di Modena. a acir. di SrniTalIe, Giur. Dioc. e circj 4
Il Ghs. di Villetta ha prr confine n lev. niif;!. r lib. ili Pialoja, Comp. dì Fircaic.
il |>o|)olo di Viliu-Ci)tleiUtiiidina, a grec. Trovasi sul fianco seti, dei mon li delti di
quello ili Pontecosi, a selt e insiesl. Tal- Sot'o^ avendo al suo pnn.-lib. quelli di
Irò di Silicagnana; ad oslro la cura di Moz- Monle-Vellolini e di Monsulioano allo,
zanella, ed a pon. mediante il Ser.:hio il Li pieve di Vinacciano era di padronato
pofioio del Poggio S. Terenzo. del capitolo maggiore di Pisloj'i fino dal
Li 811=1 pofiolazione è compresa, come dis- 1 3 1 1 alloraquando essa aveva per santo filo-
si, nella cura del In Sambuca. — Vei, Sam- lare solamente S. Marcello.
K7CA i>i GABVAcaAHA. Ne assiciira di ciò iiH'I membrana arcbe-
VILLIANO, VIGLIANO a VILLANO. *- tipa del Mon. di S. Bartolommeodi Fiftoja
f'td. Vigliamo r Vimano. ììeWAreh. Dipi, Fior, quando il capitolo
VlLI^LiK nel ValiPArno sufierìore. — della cattedrale, ed i p:imicbi della città di
Gas. la cui eli. parr. di S. Giorj^io da lunga Pisloji nel dì 6 settembre i3i 1 ooocofd^
eia fu ammensala alla cura plebana di Ca- mente nominarono il prete Bonaocofio di
vriglia nell 1 Gom. medesima, Giur. di San- Giovanni in pievano di S. Marcello a fU
Giovanni, Dioc. di Fiesole, Gomp. di Siena, ntireiano, diocesi di Pisloj», come uno dei
— feri. (ÌAvaiOLiA. sindachi ad oggetto di trattare J^gti '• Cri'
VILLOLKiii Val-iKEIsa. — Cas.ch*ebbe sto con i cleri, cilti e diocesi di F'untwt,
chiesi parr. (S. Gitislo; già nel piviere di Siena, e Arezzo ecc.
Poggihoiisi, eil il cui popolo dopo la sop* La pieve de* SS. Mareello e Lucia a Vi-
pressione della sua cura (anno 1673) fu nacciano, in seguito, oltre di avere molti ors-
raccomandalo, [ter una porzione al parroco torj pubblici, è restata matrìee di ire chiesi
di S. Maria Assunta a Lecchi, e fiarte al parrocchiali; i S. Niccolò a Aomìaì ; a. S.
pi«>vano di S. Agnese in Chianti, nella Com. Pietro a Collinn; 3. Michele a Gab^tmo,
Giur. e circa 3 migl. a lev. di Poggibonsi, Il popolo della con plebana di Vinaccia'
Dioc.diGolle,già di Firenze, Comp. di Siena, no nel iS'S3 contava 467 abil.
Risiede in poggio alla sinistra del lorr. VINCA in Val-di-Magra. — Casi, oao
Corfini; forse su quel Poggiotnndo ram- eh. parr. ( S. AndnM Snella Com. Giur. e
meniato ali* Art. Pch;(;iiio!«si, ilove fu la eh. circa 8 migl. a oslro di Fivizzano, Dioc. «li
di ^9. Glurfo a Stnppioy la quale dal Pont. Ponlremoli, giii di LuniSarzana, Gomp. di
Ailiiano IV con holl.i del 6 maggio 11 55 Pisa.
venne eoiifermal.i eon allre parrocchiali al È questo uno de* paesi più alti del leni-
pievano (li Pojjgil>onsi. — Ved, PdooiBOjfsi. torio fnizz-inese, mentre Vinca risiede sul
VIIjM)UK nella Val-di-Sieve. — Gas. fianco selt., alquanlo sotto la cima del mar^
eon horgiii.* e chirsa [larr. (S. Lorenzo) nel raoreo Monte SagrOy sopra le sorgenti del
pivieie, Gom. e eiriM 4 migl. a grec. di Vie- Lucido^ appellalo di Vinca a distinzione
ehio , Giur. del Borgo S. Lorenzi, Dioc. e del Lucido li* Equi che scende più a lev.
(>>rn|t. ili FiiTiizc. dairAlfic Apuana, delta il Piztodi Uccello.
Cotcslo Gas. ehe fu deVontì Guidi risie- AW j4rf. Foaao nella vallecola del Fri-
de in inolile |.re.H<o le sorgcnli «lei torr. gido (V(d. Il pag. 3^7) rammentai una lel>
Bntenn sollo il wxrvn di Bell'orti' f lungo la tera ih»! 7 marzo L'in {stile fior.) seri Ita da
\ia di i]ii< ir Appennino, ^\^^\v isisteva no Niccolò Maechiavelli in qualft;i di seere-
os[>ed. dello eon rliies«n»la 1 S. J.irojK> a Vii- t.nio ihd g'inlaloniere per|irtuo Piero Sude-
l'^ri- ) i di (Ili Ixni iiiiininistr.ivinsi d.i al- rini al eoMimiss.irio della Rep. Fior, in Ci-
runi privati, i i|ii.ili ne rendevano conto ai sfiglioli del Terzine, iis[nlloai ronfioi ron-
ra;Mlani del Bi;!allo in Firenze. lesi Ira i pillici del F^or^io S(k*I la ni i ai March
L» pirr. di S. Lorenzo a Villore nel 1 833 di Massa e quelli di Vinca s->g»etli al'»
contava 711 al>it. Rep. Fior. I quali popoli fino d^allora eon-
VIMINICCIO fS. MARTINO i<« ) o a Instavano per causa di (iatture una fM-zmne
M SOPITO. — Ved. PiRTi DI S. Mahtivo di quella montagna specitioaLi sotto il voua-
m ViMiMircio. bolo di Alpe Boktja.
V I N e VINO 785
Air Art. po& FiTmuR) Conmniià (iti ziom ddfo ipcto generali Jvl capitanato ifi
Voi. il pag. 307) ramiuenUi i prugnoli di Casligliune del Terzere in Lunigiana, in cui
^imea^ nelle di cui mouluoie praterie na- allora Finca era compreso.
lOMio copiofe e fngranli prugnola/e elio In quanto poi ai confini territoriali dcU*
qyel oomuaello suole annualmente manda- antica Comuni là di finca a contatti» con t
i« air incanto. territorj di Muàs:i e di Carrara, oltre la
Rispetto alla storia politica di Z'^nca dopo lettera del segretario fiorentino del i5ii,
il mille, può dirsi, che cotesto paese insieme avvvue un*altra del aa maggio 1494 scrii-
eoo quelli vicini di Equi e di Monzune ta u nome della repubblica Fior, al capita-
appurtcnaero ai March. Malaspina di Fivis- no diPielrasanla.
sano» dei quali formarono una seconda di- La parr. di S. Andrea a Vinca nel i833
nmazione i marchesi dell^ Aquila^ di Vin^ noverava 438 abit.
cm tee. VINCENTI ( PIEVE di S.) in Val-d*Am-
lofattiera compreso nel tronco principale bra. — Ftd, Altasieba, BBBAaDiaoA (Mok*
qael marchese Isoardo figlio del March. Obi* tk Luco della) e MoRTR«fiBaiCBi.
cino di Guglielmo, March, di Fifizzano e VINCI, detto ancora Viaoi-Fioanrriiio nel
pBcù annessi, il quale alla sua morte (1^71) Val -d* Arno inferiore. Cast, capoluogo di
lasciò i ftudi di Fosdinovo e Fiviziano a Comunità, con eh. prioria (S. Croce) nel pi-
Gabbi iello uno dei suoi figli, che [loi nel viere di S. Gio. Battista in S. Ansano ■
1375 divise la signoria predetta col di lui Greli, Giur.ccirca Ire inigl. a grec. di Cer-
■io marchese Alberto e con i suoi cugini, reto Guidi, Giur. e Dioc. di Pistoja, Comp.
ragione per cui egli divenne signore dei ca- di Firenze.
stelli di Fosdinovo, di Fivizzano, Gragno- Risiede sopra un colle di macigno ooper-
la. Vinca, Equi, Tenerano, Monzone, ecc^ to di grossi ciottoli, a pie del quale passa a
Fra i figliuoli del March. Gabbriello, che lev. il rio di Bonchio tributario del lorr»
moiI nel 1289, furonvi il celebre Spiuet- Sireda^ ed a pon. un piccolo botro che sS
la I emulo di Castruccio, Isnardo II ed Az- vuota nel finei, mentre esiste al suo ostro
lolino. Dtogli ultimi due si piopagò la di- un subborgo cui danno accesso ampie slra*
■ecndcnza de* marchesi di Fiviziano e di de già aspre ed anguste vie.
quelli di Fosdinovo. Dal March. Azzoliuo Trovasi sulla pendice meridionale del
discciero i due nipoti Spinetta II duca di Monte-Albano acqua|)cndrnle nelT Arno,
Gravina e Leonardo, i quali nel tSgS sud- sotto il gr. a 8^ i5' long, ed il 43*^ 48' la«
divisero di nuovo i loro feudi in guisa che lil>t circa 100 br. superiore al livello del
Leonardo divenne March, di Gragnola, ed niare Mediterraneo, 6 in 7 roigl. a seti, di
il primo di Fosdinovo. Empoli, 9 a maestr. di Capra/a^ circa 3 a
kVC Art, CoDiPOMTs fu indicato cotesto Kir.iììLamporecdtiOjt io migl.agrec.dì
Leonardo March, dì Gragnola ecc. allorché Fucecehio,
■el 1418 perdette contemporanea mento Co- Non s* incontrano memorie del Cast, di
diponte j finca, Cassiana, Aquila^Ajoìa, Vinci anteriormente al mille, qualora si
• Strcognuno nella Lunigiana per solleva- voglia eccettuare una scrittura del 970 nv
lioDC di quelle popolazioni, cl»e dietro le lalivu alla prima donazione fatta dal gran
loio istanze furono accolte sotto la protezione conte Ugo alla sua Badia di Marturi sopra
e dominio della Rep. fiorentina. Poggibonsi, nella quale è rammentato (forse
La qual cosa ebbe cfiTetto mediante una per qualche svista de* copisti ) cai/e//o ilio
.pvov visione della Signoria del i3 ottobre qui dicitur finci, — ( AacB. Dipl. Fioa.
14 S9i allora quando fu ordinalo, che rispetto Carte dello Spedale di Boni fatto),
alFannua offerta del (mliodjiinviarsi dal Co Checché ne sia , è certo che il Cast, di
mune di finca, questo dovesse essere del Vinci del Mont* Albano è ben diverso da
valore di fiorini venti d'uro, sebbene in se- altro luogo chiaiiinto Cast, del fincio Pi*
gMlo fosse ridotto alla mcl.-i. stojese. Mentre il finci di Munt*-Aib;ino
Infine ncW Arch. delle Biformagtoni di a dilTcrenza di quesl* ultimo, ch'é situalo
Firenze conservasi una l'el.izione falla al dì là dall' Oinbrone, app<'llossi finci Fio»
governo granducale sotto li 8 novembre del remino, sebbene entrambi sotto la stesM
i5G6 da Francesco Vinlii rispetlo alla lassa diocesi, e signoregj'iati fossero ambedue à.H
assegnata al Comune di /'ifsca per la reparti- conti Guidi. 1 quali dinasti in fitui-Fim-
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rtntino al [Ciri cIk* in Cerreto^uidi, Col- con hi mira di ricuperare a fona amiUc»
iegonti, Sirc'ia^ Petrinlo^ Pit\*e di Creiì, teslo castello.
f^if olirti ec. mantennero noi nie«lìo evo di- Ma le genti de*FiorentÌQÌ ciie lo «lifiHl4^
ritti signorili. — f^ed. Crrrrto-(>uidi. vano,a{)|>enaiiile»o rawicinameoloJiqn
AÌVy^rt. EMpr)Li citai un istriiiumlo di soldati, si partirono iLi /V/ici abbaodanasii
Tendila scritto li 6 maggio ia:'>5, col quale il paese ai nemici, i qiiiili però non ù arm
il Ìj. Guido Guerra figlio del fu C. Alàrco- starono, ma incalzando alle spalle colon
Valdo di Dovadola vendè |ier lire 9700 al che fuggivano per la ¥ia di Gapriiia, quelli
Gomnne di Firenze non solamente la sua furono costrelti a fiir allo ed accettare b«ni*
parte della piazza, o Mercatale di Em[K)li e glia. E sebbene costoro si difendessero di
della sua pieve con tutte le |>erliuenze, ma coraggiosi, con luttociù lasciarono io pot^ic
ancora del Cist. torre e cassero di Vinci, la del nemico un buon numero di caTalieric
chiesa di cotesto cistello, lo spedale di S. di fanti. Dopo colesta fazione i soldati 4e*
jtlbano^ la eh. di S. Barlolommeo a Stre- fuorusciti cavalcarono |iel Val-d* Amo iofr'
r/a, di S. Donato alla corte di Pinci [o%- rio re e s* impadronirono in uu medfiiiM
sia di Creti), la chiesa di Ànchiano con giorno delle Ti*rre di Sanla-Croce, di Ci*
diversi coloni di Fìnei^ ecc. slelfranco di sotto, di S. Maria a Munte 1
La slessa cessione della loro porzione di di Monlopoli, terre tutte slate già de* Le-
detti luoghi fu fatta nelP anno metlesimo d.d chesi.
G. Guido del fu C. Àghinolfo di Romena Tanto raccontò Talloni vivente Gio. Lri-
e dai due fratelli CC. Guido-\ovello di nii nel suo Diario Sanmini^lese, dal qoili
Modigliaiia e Simone di Batlifolle, o di poco digeriva lo storico pure contempon*
Poppi. neo Gio. Villani. — Alla fìne, snggiungeqw»
Anche nW^iri. Cek&eto^uidi citai altro st* ultimo, ^a/c/i#iiiceio, o Bindueciù^dtfi
istrumento del a3 agosto 1973 , col quale •^'//ma/'i con altri fuorusciti esseoilo traili
il G. Salvatico nipote del C. Guido-Guerra di bando, per palli e per denari rendcmei
di Dovadola, conformò per fiorini 8000 al le delle Terre e castella ai Fiormliai.i
Comune di Firenze tutti i castelli che la quali per asserto de* due Ammirali nel i3il
sua casa possedeva nel VaI-d*Arno inferiore, mandarono nella fortezza di finei uo ci-
fra 1 quali C^rrt-to-Guidi^ Trinci , ColU' stellano.
gonzi , RfusignanOy Greti , Colle di Pie- Dai sopra citati autori contemporanei m
troy Petrioìo ecc. sembra pertanto di poter dedurre, che i B-
Infatti dalla suddetta epoca in \yo\ f^inci gnori di Ànchiano foss^>ro una dir^m^iiime
trovasi incorporato al contado fiorentino. degli Adìmnri derivati da mess. Bìmiocììt
Dal qtial ddmìnio quell.i p0|)ol.ìzione si fu genitore di Binduccio Adimfirì^ \\ ijuale
ribellò nella primavera del i3i5, ali* arri- nel i3iG li'o\ianiosi;!nor di Cerreto Guidi,
vo di un esercito di lJj;uccÌMnc dell;i F.ig- e padre di G/i //io o /'e^riao d'y/ ar//i ano che
giiiola in VaJMli-Nievole , foriero della gran conlem}»orane.nnenle dominava in f'inei.
giornata di Montecatini che fu a danno dei Coiesli ultimi signorì Adintari di A%'
Guelfi quasi iin*allra Monlaf>erlo. chiano tiovetlero pn'ndere |>er casato uo t-
Per mala sorte [>eiò di Ugnceione della sleso loro possesso compreso nella Comunità
Faggiuola egli un anno dopo (11 apr. i3i6} di Vinci, chiimalo tuttora Anefiiano^AtW».
perde in un solo giorno la signoria di due tenuta Maselti al Ferrale, separandosi Jalf
repubbliche, di Pisa e di Lucca, sicché il altro ramo degli Adimnri anche coli* a
governo fiorentino rivolse tosto le mire alla o blasone che presero, consistente m
conquista di rV/ic/ e degli altri castelli per- lista per lo ritto azzurra in campo d*oro.
duti nel Val-d* Arno infeiiore. Che questi signori di Ànchiano, soggiun-
Infatti il Cast, di Trinci \\e\ ai aprile del gè il Manni nelT illustrazione di un sigillo
i3i6 aprì le porle alle truppe fiorentine, del Comune di Vinci (^o/. Xf, 8» lositto
onde mess. Bid'linurcìoy o Binduccio di padroni costà di estesi poderi, si rìle\a <ia
mess. Binda degli Adimari fuorusrilo (io- Ire [>ergamene del i332, 133; e i 339 ivi
reni ino, che riteneva sempre il Cast, di Cer- in |)arte pubblicate, con la prima ilelh quali
reto-Guidi y n\ e ndo raccolti da Lucci soldati diversi figli e nipoti di mess. Biado A" An-
a piedi e a cavallo, la mattina del a6 dello chiano venderono i loro beni posti al Ftf'
stesso mese d* aprile li condusse sotto rinci rale nel po£K>lo di S. Croce di Pinci,
V I N e V I N C 787
L* «ItTAdel iSS7 contiene Tatto dt nm AgneHo^ allora signoro di PIsm c di Luocii.
naofa Tcndita di beni fatta da donna TesM, L» qual cosm sarebbo accaduta, dice il Cro-
figlia del fu raess. Gientile de* Buondelmon- nist», se gli uomini di ^inei, e non già ili
ti , vedova del suddetto Ghino di Binda Orbignano, come ivi fu stampalo, da veri
JT^ae/iiano, ■ Cecco di Puccio da r'inci Guelfì, e amici del Comune dì Firenze non
dimorante in Firenze, e fra i beni alienati V avessero sapulo , e sventalo il piano.
fiivvi il luogo detto tullora Campo Zep- Da qucIT epoca in |)ot gli :ibilanti del
pi nella teuuia del Ferrale^ Comunità di Cast, di Finci non ebbero occasioni di «li-
Finei. Finalmente col terzo allo del 1 339 fendersi ila altre aggressioni ostili, seppu-
Fmnceseo di Chiaro de*Girolaini di Firen- re non si voglia considerare [ter tale quella
se acquistò da Bertoldo del fu Pigli di An^ acciuluta nel principio del i538 quando si
csAia/io alcuni beni posti nel distretto di Vin- amniutinirono i soldati spagnuoli eh* erano
ci in luogo detto Fal-di-Streda, di presidio in molte Terre del Val-irAino
Abbiamo pure dallo stesso Gio. Villani, inferiore, per mancanza di paghe, dirigendosi
ebeai primi d* aprile del i3a6, Castruccio a Cerreto^uidi per assalirlo e metterlo a
avendo occupalo la Castellina di Greti, ruba ; sennonché il braxo capitano Giov.in-
goanJala da uno de* Frescobaldi, egli si di- dì da Vinci^ uscito loro incontro con 800
•tese con le sue genti di là per lo Greti e fanti, obbligò quei soldati, dopo aver pas».
diede battaglia a Vinci, a Cerreto e a f^i- salo loro una delle due paghe che doman-
toiini;e poi a dì 5 di aprile ebbe il ca- davano, a partire dal territorio del Gran-
ftelletlo di Petrofo sopra £m|>oli e quello ducato.
forni di guardie, sicché dalla Castellina Ma Vinci non solo diede in Gioi^anni
le sue genti gran danno faceano alla strada testé nominato un valente capitano che du-
« a tutto il paese. Giunto però il dìaSgiu- fante Tassetlio di Firenze fu posto a guar-
gno Castruccio abbandonò la contrada e di- dia della Porla alla Croce, poiché si è re-
ifeoe Petrofo, •'^{G, Vulìmi, Cro/iic. Lib. so chiaro il suo nome per avere un Lapo
/X cap. 345.) da Vinci coperio nei primi anni della Rep.
Seguitando a ragionare degli avvenimenti Fior, il posto di gonfaloniere di quella Si-
goerrierì relativi a questo castello, scriveva gnoria.
Filippo Villani, cornei Pisiuii avendo preso Peraltro coti'sto paese è assai più noto
al loro servizio la compagnia ti* Inglesi co- per essere st.ito la |Mtria dì un vero genio,
mandata dal valente cajMtano Giovanni Au- quale fu Leonardo da Yinci^ che non so-
gni, nel due febbrajo del i364, l* esercito lamcnte nelle belle arti, ma in molte scicn-
con quel sussidio si parli da Pisa |)er fare ^, e segnatamente nell* idraulica e nella
aspra guerra ai Fiorentini; in guisa cheen* meccanica sopravvanzò di gran lunga i suoi
trando nella Val-di-Nievole, se ne venne to- contein|ioranei. Che se il suo nome si deve
ito a f7ite« e a £au//K>recc'iio, luoghi fertili aggiungere alla serie degf illustri bastardi,
cabbondevolidi vettovaglia.-^Cotestacom- scippiamo altresì, che egli fu uno de* pochi
parsi fu tanto inaspettata ed improvvisa, che uomini straordinarj , che costituiscono la
gli abitatori di Vinci con tuttoché fossero vera gloria della nostri Italia.
trovati a letto, la resistenza loro fu si feroce. Nel desiderio di visitare 1* abitazione dov*
che prese le armi, si difesero valorosamente, e è fama che nascesse quel grand* uomo, mi
assai degP Inglesi furono morti e molti più sono recato a Vinci e segnatamente nella
feriti senza altro acquistare che onta e ver- tenuta Masflti del Ferrale una di quelle
gogna. — ( F. ViLLàHi, Continuazione del- case coloniche, nel podere di Anchiano, egli
ìa Cronica di Matteo. Lih. X.Ì cap, 8. venisse alla luce, comecché Leonardo es-
Ammibat. Stor, Fior. Lib. XII.) sendo nato illegìllìmo da una donna di ser-
A onore fmalmrnte degli abitanti di ^i/ici vizio, lascia in dubbio, se in quella cisa
giova rammentare il fatto del i368 citalo abitasse allora la madre, o la famiglia del
iW^Art. Oaaici?i4NO DI Lamporecchio, qiiando padre di Leonardo, nel tempo cioè in cui
diversi Pìstojesi ed altri paesani fecero ra- viveva la sua prima moglie.
gunata di più gente armala a Orbignano Oltre quanto fu detto di esso dal Vasari,
con animo di pigliare e ribillare dal Co- dagli autori degli Elogi d* illustri Toscaiii ,
luune di Firenze il rasici di T'^in-^i di Greti, d.iH* Amoretti, e recenleraoiite dd Prof. Gu-
intenzionati di darlo a mess. Giovanni dell* glielmo Libri, giova indicare £H:r la stori.i
T88
YING
privata di Zi€9nmrdo da Flnei aoa dinua-
lia dì beai fatta nel 1470 «gli ufizijili del
Catasto di Firenze, e riporlalii nel Carteg-
fto di artisti ioe«lilo del dolt. Gaje ( Voi. I
▲ppetidioe II Nhid. X.G) lUllii quale risulla
che Aolonio, figlio legitlirao di Ser Piero
da ^i«ici, em fratello naturale di Leonardo^
aentre in quella denunsiit è mmim-nlala
< una data ptr nostra abitazione posta
nel popolo di S. Croce Comune di Finei^
eoniatlo di Fireme^ situata nel borgo di
detto eastellOi eon orto annesso di suora
vili e
tre; e fra le bocche è notata ameke gmetla
di Leonardo figliuolo di detto Ser ^iVa
non legittimo dtflP età di mani 17 ci re*.
Inoltra uella |forlaU delle Uccine tiri
1457 M conferma di ciò esiste la notizia
segui ntr:
Leonardo figlio di detto Ser Piero da
f^inci non legittimo nato di lui e tleìlm
Caterina^ til presente donna di Carta-
briga di Piero di Luca da i^imci^ drlF
età di anni cinque; foche determina arglio
la nascita di quel genio anradula acl 14 Sa.
MOFIHBNTO della Popoiaeione della Pé»moccaiJi ot t^tmcs
a einq:te epoclic diverse , di^sn per famiglie.
Avrò
IMPDBtai
masc. Jemm.
àOO
masc.
n.Ti
femm.
coaniGATi
du
due sessi
lOCUUIA-
anci
•anoLAai
Numero
delle
famiglie
Totale
della
Popola*,
i55i
—
-^
—.
._
.•
190
iSSS
1745
109
74
14»
174
7a
41
too
575
i833
144
145
|39
140
3i6
5
i56
B89
1640
«49
148
161
i57
S18
$
|50
938
1843
169
i58
189
|63
195
8
l58
980
Comunità di P'inci. Il territorio di que-
sta Comunità occupa una supcrBce di i53oo
qoadr. dei quali 53 a sono presi da corsi
d* acqua e da pubbliche strade.
Nel i833 vi sì trovava una popolazione
di 4979 indifiduì, a pmptìrzioiie di circa
969 abit. per ogni raigl. quadr. di suolo
imponibile.
Confina con sei Comunìl;i , due delle
quali acquapendono nella Valle dell' Om-
hrone pìstojese e quattro nella Ville del-
J*Amo inferiore. Si torca con le due prime
di Carroignano e di Tiziana mediante la
giogana dfl M >nte-Alb:«no; con qu«'ll.« di
Carroignano dirimpetto a jrrec. d.ille Crocia-
glie percorrendo dal casino e djl m isso di
Pietram'irina sino alla Torre di S. é-tl-
luccio, e dì là con P .-illra <li Tizzaiia fino
passato il giogo delle Croci di S. y4m ito.
Al termine del Metato sottentra dirimpetto
n maestr. il territorio comunitativo di Lim-
porecchio, col quale scende il monte nella
direzione di lib. passando per la Forra
deir Acqua S'unta j)er poi entrare nel tonr.
f^inci che viene ilal Ferrale e dalla vicina
Fta tV Anch'inno, Innanzi di arrivare sul
Finci il territorio di «{uesta Comunità li
dirige a pon.-maestr. fino alla così detta For-
nace de* f^escoifi , dove forma una punta
acutissima piegando da pon.-niaeslr. a ictr ,
quindi a ostro pon. atlnversa il pog$!Ìo flet-
to deir Apparila. — A (pielU punta sotten-
!ra la Com. di Orreto Guidi, con la qua-
le la nostra piegando a scir. ritorna sul tor-
rente trincio, e con «sso |»er bn»ve trailo
si accompaf^na tinche entra nel botro della
Fontana |>cr continuare il suo c.inimino a
scir., e varcare il poggio, sul quale |iassj la
via che da Cerreto auida .1 trinci, av\icì-
nando la eh. di Streda dovVntra nel borro
di Tofano tributario del torr. .V/rre/d, mer-
cè cui il territorio di questa Comunità arri%a
snlTArno. Il corso retrogrado di cote«tn fiuine
serve di confine alla Gim. dì Fm|ioli con b
nostra, da primo diriin}irtln 1 n«ir<i.|ìb. tino
lassalo il Vili, di So^igliama, poscia di (ruii-
V r N e V f N e 7*9
t« ■ fcir. •tlfUfersnndo il paeie di Spie- Costi ifil.itati iu uoo stradone che guida
Mo fino siile tue Grotte, dove •' incontra al subborgo di Vinci altra \ci-ìjii<Io!o a|jp.è
dirimpetlo ■ lev. con il territorio comuni- del castello |)cr condurre in un iiropio piaz*
lativo dì Capraja, Con quest'ultimo lascia zaie a[)erto da {K>chi anni con s|icsa fatta in
ftiori r Arno per salire nella direzione di gran pai te dal lobilt- pi opritlaiio dtlla villa
lell. sul Monte-Albano rimontando quasi del i^ff^ra/e, \crso la quale detta vi:i s*inol-
imipre il corso del rio de* Ifforfie-ni, so- tra anche più ampia e sempre rotabile lino
pn il quale trova il termine delle Crocia» al poggio di Aucbiiino, dove per ora è re*
gite dove ritrovasi sul crine del Monte Al- stalo il laroro con iuttuzionedi proseguirlo
baoo il territorio della Coro, di Girmignani'». verso la cima del Moni* Albana pir sciixle-
Le montuosità maggiori di questa Comu- re di là sulla strada reg'.a Pi^tojcse.
vita sono qm Ile del Monte Albano fra la Sf>uo egualmente rotabili b' vie comU'
Pietra Sfarina e la Torre di S, Ailuccio, nitative che guidano a Ccirelo Gnidi, a So-
la prima delle qua li si alza 984 e la seconda vigliana, a S. Ansano, a Lamportcchio (.>
999 br. sopra il livello del mare Mediler- nella f^alle del f^incio,
lAncOy misurate entrambe trigonometrica* Rispello alla struttura tisica ikl suolo di
veote dal Pad. Gen. Giovanni Inghirami. qnesta Comunità , esso può rìtitirsi a lie
Ib fra quelle due prominenze avvine una qualità di rocce. Li parte superiore al ca-
anche maggiore di tutte, denominala la Cu- stello di Vinci ed al suo livello tino alla
poUif della quale però non si conosce au- sommità del Monte Albano spella al maci-
Gom V elevatezza precisa. gno; la parte inferiore al listello siildfiio.
Fra i maggiori corsi d* acqua che rasen- a partire di sotto air oratorio della SS. An-
tano* o che attraversano il territorio comu- nunziala fino alPArno» spetta ad un terreno
Bilativo di Vinci, contasi il torr. di ^forti- terziario superiore profondamuilc coperto
ctnr, e quello di F^incio, il primo che lani- da terra sciolta vegetale, mentre la poiziune
Insee i confini dal lato di lev. ed il secondo centrale, circa 600 braccia sopra e ^olto il
dalla parte di poti, dopo avere attraversato cast, di Vinci, consiste in banchi «li grossi
il tintorio di questa Comunità a partire ciottoli di macigno co()erli di terra vegt-
di sotto la Torre di S. Allaccio, passiindo tale, i quali riposiino su degli strali di un
pPtso la fattoria del Ferrale innanzi di voi- macigno schistoso e galestrino.
gcrsi da oslro a lib. e poi a pon. per escire Non vi si trovano rocce calcaree compat-
ii Comunità sotto il poggio deir///>/;ar//fi e le, non acque lernuli, non minien*, me-
dirìgersi nel pdule di Fucecchio. Anche il no qualche i ava di ottima pietra serena [ina»
lorr. Streda allorché percorre la Tal!cco!.i cigno) durissima ed oltiraa per lavori di
del suo nome serve di contine alla Comu- quadro.
aite di Vinci fìno mV Arno, dopo avere al- Tale è la cava che visitai sopra un mu-
travenato mediante vari rii suoi tributir; lino sul f^/mrione^tli effetti del Ferrale, dal
la parte superiore dello stesso territorio, in- cui risedio dista un 400 passi a lib.
(omiociando dalle sue più alle sorgenti fra II clima di questa Comunità in grazia
FaltognanoeVitolini, mentre il grosso boi*- della sua posizione difesa dal Monte Albano
ro di S. Ansano scorre per inlieio da Vito- è temperato iu guisa che vi prosperano gli
lini air Arno dentro il territorio di questa agrumi e le piante fruttifere più delicate»
Comunità. come gli ulivi, i mamlorli, le albicocche e
Mancano in queslo territorio strade re- ie vìti^ menlie le selve di castagni, i boschi
gie e provinciali, ma non mancano da pochi e le praterie cuoprono a vicenda la parte su-
anni molle strade comunitali ve comodamen- periore del monte.
le rotabili. Tali sono quella detta di f^al- Cotesto terreno pertanto mostrasi assai
di'Streda che, partendo dalla ripa destri- confacente ad ogni genere di prodotti agra-
dell'Arno alla barci di Petrnfo, attraversa rj ed alla pecuaria, quindi caci e ricotte de-
la pianura e le prime colline di Vinci in- licalissime, bestiame da fruito, vini spiri-
nanzi di arrivare alT oratorio della SS. An- tosi e granaglie copiosissime.
nunziata^ dove viene ad incrociarsi con Ma il prodotto principale consiste nell*
1* antica strada rotabile da Sovigliiua, con olio, le cui piatile incominciano a frullare
quella che viene da fjamporecchio « con tu coleste colline dell' età di 4 o 5 anni.
r altra di Cerreto Guidi. Costi il metodo della cultura a spina è
V. V. 100
790
VING
tolico qaanlo Leonardo da Vinci, dalla
cui maeslria è fama che etio debba ri-
petersi.
Poche sono le industrie arlìsiiche, toslo-
chè i coloni ritraggono la loro sussistenza
dai feraci poderi e di«i lavori continui che
Ti ordinano i loro padroni. 1 cosi detti pif
gionali vivono delle opere di campagna, e
dalle trecce da cappelli di paglia, che in
quella pianura si raccoglie; ma i lavori più
grandiosi spettano al signore del Ferrale e
di Anchiaoo che ogni giorno procura di au-
mentarli a vantaggio del paese, a decoro e
ulile della sua fattoria che può dirsi un rao«
dello di agricoltura. — f^ed. al Si7ppl«-
VENTO V Art, FitRAi.1 DI Vinci.
kW'Art, Febialc nel Val d* Arno infe^
riore dichiarai questo un Gas. invece di
Villa signorile con cappella (S. Antonio) nel
I
VINC
piviert di S, Ansano a Grreti (pan. £ S
Crocea Vinci) Gom. medesima [Gtar. e
Cerreto), Dioc. dì Pisto|a , Cooip. 4i F»
rense.
Ivi mi limitai a dire cbe rìncdr ta p^
gio sulle pendici occid. del Moote Alùit
Dacché fu fallo il ouovo piazuk lih ,
Vinci vi ha luogo una Hera di bcaiiaae» i
nua, la quale cade nei tre primi giocméfr
r ultima settimana di luglio. ]
Il cancelliere comunitativo ed il pafe^c
risiedono in Cerreto-Guidi, il Vicari» R. «
Fucecchio; però i popoli di Pelrofo, S»
gliana e Spicchio dipendono dal Vic^fw L
di Empoli; T uffizio di esazione dd ìa^
stro e I ingegnere di Circoodario aoe« ■
Fucecchio, la conservazione delle Ipokck
in Pisa, ed il tribunale di Ptìas ' '
iu San-Miniatn.
QUADRO della Popolatione della Conuntry im Vt9<u
a cinque epoche diverse^
Nome
dei Luoffhi
S. Amato, Q S.Tom-
maso
Collegonzi
Paltugnano
Greti, o S. An»inQ
Greti
Pantaleo (S.)
Paterno e Arniano
Pelrojo
S^vigliana
Spicchio, o Pagna-
namina
Streda
VlWCT
Vitolini
Titolo
delle Chiese
S. Pietro, Priorìa
S. Maria, Rettoria
S. Maria, Prioria
S. Gio. Batt. , Pieve
S. Donato, Prioria
S. Panlaleone, Idem
S. Lucia e S. Loren-
zo, Rettoria
S. Maria, Idem
S. Bartolommeo, Id.
S, Maria Assunta, Id.
S. Bartolommeo, Id.
S. Croce, Prioria
S. Pietro, Idem
Diocesi
cui
spettano
Pistoja
Idem
Idem
Idem
Idem
San-Minìato
Pisloja
Firenze
Idem
Idem
San-Minialo
Pistoja
Idem
Totale .... Jhit, if.®
Popciaxiijme
AXKO
i55i
^74
»79
«74
71
133
193
i335
35o
AVHO
1745
908
i83
141
a3a
18Ó
398
i3a
575
411
3i68 4196
▲irso
l833
395
3o8
935
3ao
i54
476
t37
iSa
4o3
846
167
889
597
1840 ll^l
4979
Nelle ultime due epoche entravano nella
»ioni provenienti dalla parrò 'ichia di
Lamporeoehio
Com, di Vinci le seguenti fra.
Orbignano della Conutnità di
jihit, if.o
3o8
333
«So
a;o
5ao
i3«
169
455
911
i83
9«
6a3
TW^ZB
hi
3*5
lii
v
*•:
6j:
jibit, M.^ |557> 5-11
VìtfC VlNtì tSl
VlNCIGLIATA uel VaUd*Ariio Aorenti- alcuni diplòmi imperiali , ?ar] istrumeuti
no. —Contrada che da il liiolo ad una eh. del 940, qSS e 961 slati citati agli Ari,
pur. (S. Maria e S. Lorenzo ) nella Gom. Paio (Vico), Groppoli, Ckllb (S. Pancrazio
Giur. Dioc.ecifca duemigl. a scir. di Pie- a), pKtaiOLO dì IUaeliana e Vico-Pmoso;
toir» Comp. dì Firenze. mentre un istrumeiitodeiraprile io34 ram-
TroTasi in uù poggio che dal lato di le?, menta eziandio il botgo di Fincio,
tetre di continuazione al monte Ceceri, os- Al qual borgo fu dato il titolo di castello
sa »\ moni^ delle cas^e fiesolane di macigno in altra carta del a 3 maggio 1043 relativa
fn Seltignano e la villa detta Castel di ad una donazione fatta alla cattedrale di Pi-
^oggio compresa nella parrocchia di Vin- stojii dal conte Guido figlio del fu C. Guido,
cigliata, la quale è una delle cure suburbane e dalla C. Adaletti sua moglie, nel temfKi
della cattedrale di Piesule. che egli giaceva infermo nel suo castello di
Una nuova osservazione geologica di qual- Flncio sulTOmbrone. — f^ed, Groppoli»
che rilievo fu fatta negli anni decorsi in o Gmoppomb,
cotesto poggio di Vincigliata dallo studioso Attualmente la borgata di f^incio con-
fioTane Vittorio Pecchioli, il quale fu il serva il vocabolo alla chieS'i prrocchiale di
primo ad annunziare ai teixo congresso dei S, Pietro in f^ificio^ detta anche di Vico*
KÌenziati italiani tenuto in Firenze nella Petroso. — ^ f^ed, V Art. seguente.
tecoada metà del settembre 1841 Tesislen- VINCIO (S. PIERO oS. PIERINO a) altri-
la della Baritina e delT Aragonite da esiìo menti a f^ico-Petroso^ nell.i Valle deiPOm-
scoperta nel poggio di macigno presso f^in- brone pistojese. • — Contrada popolosa fra il
dgliatùy le quali due rocce egli suppone /'o/i/e £u/i^'0 del KOm brone ed il borgo de1«
provenute dalla subita alterazione delle sol- le Fornici presso il lofr. omonimo che gli
tonanti rocce di macigno. — (Atti nei. Con- passa a sett. mentre scorre al suo lev. lo
ÉMMO m FiaawtK, Sezione di Geologia, adU' stesso fì. Ombrone* Anche il popolo di S.
maina dei 34 sett. 1841 )» Pantaleo, detto dlV Ombrotie^ appellavasi
La parr. di S. Maria e S. Lorenzo a Vin- pur esso al P^inciò dalla vicinanza di detta
eifliala nel i833 contava 58 abit. chiesa alla confluenza del torr. predetto nell*
VINCIO DI MONTE ALBANO torr. nel Ombrone pisiojese.
Val-d*Arno inferiore. -^ f^ed. Vinci, Co- Il primo di cotesti popoli con I* annesso
munita. di Gugliano^ già compreso nella ComunilM
VI INCIO /orr. nella Valle deirOmhrone di Sola/o, attualmente in quella di Porta
pittojise, da cui prese il titolo una eh parr. Lucchese, trovasi a sett. della strada [«stale
{S. Piero in lincio) con borgata, già Casi* Lucchese nell» Giur. Dioc. e circa un migl.
di yincio. e mezio a pon. di Pistoj;i, Comp. di Firenze,
Due brevi corsi d*acqua alla destra del-» Comecché il f^inci del Val-d*Arno infe-
rOmbrone pistojese portano il vocabolo di riorefosseapparlenutb ai Conti Guidi, dubito
fìneio , cioè il Cincin di Brande glio che per altro che a cotesto borgo^ ossia al Cast. <]i
scende dal monte delle Piastre e«l entra Soia/o siì\ l'^i/lcio, riferire volesse un tesla-
oeir Ombrone tn-esso il ponte Axinntico^ mento dettalo nel si3 maggio 1043 da un
ed il lincio di iflontagnattit che oimm; sul conte Guido figlio di altro C. Guitlo, il qua-
Aanco roeriilionale del mone del Piastri/o le trovandosi infermo nel suo castello di
di dove scende a Momigno, per f>oi rasentare f^incio, donò alla cattedrale e capitolo di
ilCast. di Jfo/2^/7^/i(i/la e quindi la pievedi Pistoja la sua parte del vicino Cast, di
Celle innanzi di avvicinarsi alla borgata di Groppoli con la quarta parte della villa di
8, Piero in V indo e avviarsi di là nelT S. .ìflartino (a Grappoli). — - f^ed. V Art.
Ombrone che trova sopra il Ponte Lungo. Groppoli, già Gkopporb.
Il lincio di l?rrtfi'/eij//o scorre tutto nel Meno dubbia rapporto a questa 1ocalit2!i
territorio comunitalìvo di Porta al Borgo; è un altra membrana del capitolo «li Pistoja
Paltro di 9lontagnana spella f)er la parte f>ubblicala pur essa dall'Ab. Camici nel T oL
Sdperiore a quella stessa Omunilà e |)er la 1. della sua Continuazinne dei Biarch. di
parte inferiore alT altra di Porta Lucchese. ro^cfli/i.È un allo di donazione scrino pres-
Che anche in coleste vallecole avessero so Pisloja nclV aprile del <o34, <^ol qualfif
grandi possessi i conti Guidi od i conti Ca- due fratelli, i conti Tegrimo e Guiilo, n«:li
duliu»! loro consorti lo dichiarano oltre di altro C. Guido, donarono dieci poderi al*
792 V T S A VISI
In canonica della caUedrali* di Pislojai uno Lorenzo) nella Com. e appena ■» tà^^^
de* quali posto in Solario, altro in f^incio, pon.-maettr. di Palanuolo , Gi«. è b
un tei-zo io S, Panfalto^ un quarto in loco radi , Dioc. e Comp. di Firemr.
Peiriolo sul f^incio. — F'ed. Scjljmi sul Appartenne ad un U^uocio degli tk^
rincio, di Alessandrino da Visano» ranBcatib s
La parr.dr 5. Pierino a rinc/o, ossia in un islrumento del i% aprile iuSiIml I
F'icO'FeUoso nel i833 coniava 629 ablt. in Bologna e riportato dal Lami ac&M
d(^i quali 84 esci vano fuori della sua Co- Sfemor, EccL Fior. T. IV p. 4.
munita. AIT incouiro la parr. vicina di S. Anche coletta bicocca fu cotapou*
Pantaleo della delT Ombrane ^ aveva nel- Fiorentini per contratto del 17 dice&b*
I4 slessa Comunilii di Porla Lucchese 700 1371 fatto con Ottaviano del fa HiaW
abitanti. do degli Ubaldini del Podere de Pt^
ri&cioitE o r iciOHB-M AGGIO, ~^ f ed, allorché acqoistarono le i><7/e ^4 ^i«c^
Vicio Maggio in Val •di-Chiana. di frisano e di Piedimonte, compreetth
f^isCiOSE o f^icioME PICCOLO, -* f^ed, ragioni sul passaggio dì PalaxmoloiJM,
Battifollb in Val di-Chiana altra cosa che avevano nel dtlto PJot^
VIRANO nella Valle del Montone in Eo- mediante lo sborso di %iSo fiorìai f cai
magna. — Cas. con eh. parr. (S. Maria) Ottaviano, e di fiorini 3ooo a domi,
nella Coro. Giur. equisi due migl. a ostro- copa de* conti Alberti di Broscotisnib
lib. di Terra del Sole, Dioc. di Porli, glie per le sue ragioni dolali. —(ànae-^
Comp. di Firenie. Istor, Fior. Lib. JIHI.)
Risiede in pianura sulla ripa sinistra del La parr. di S. LoreoioaVisu»Klil3)
fi. Montone lungo la strada regia Forlivese, noverava 197 abit.
la qual pan. di Virano nel i833 conlava VISIONANO nel Vald'Amo pittie.-
1 09 popolani. Contrada con eh. parr. aotlo il do^ blè
VIRGINIO lorr.-^ Ved, Baibbuiho di di S. Pietro e S. Giusto nel pivìtreà SU
YalVElsa, e MoHTuspBaTOLi, Comunità, renzo alle Corti, Com. e circa 4 iit^i
ViaGOLETTA, già Veiracoletta in Val- pon. di Cascina, Giur. di Pooteden, Do.
di-Magra. «^ Vili, con eh. parr. (SS. Ger- e Comp. di Pisa.
vasio e Prolasio) nella Com. e circa un Fra le notizie relative a qofsU esalai
migl. a lev. di Villafranca, Ginr. di Aulla, ne ricorderò una registrata nel Lib IV liir.
Vicarialo foraneo di Filetto, Dioc. di Massa 5o del Bre^e Pisano noto coonneHet
Ducale , già di Luni-Sirzana , Due. di Mo* sotto il vocabolo di Bre^e del ama l'C'
dena. lino, in cui si traila di (are aprire U Ti
Risiede in una collina, appellata Monte- Grumulense dall* ingegnere gcomk tó
Vignale sulla ripa sinistra del torr. Ba- strade a spese e utile degli uomini e ooae
gffoittf presso al coufioe con questa ultima di S, Lorenzo alle Corti^diGrauk,k
Comunità spellante al Granducato. Zambra e Zambreiia, Pettori^GtUoth
Firgoletla e Monte» Vignale fecero par- signano secondo le loro possessioni, hét-
te costanlemenlc del ex feudo di Villafran- bilmente è quella stessa via roUUeoi
ca, del quale subirono anche i destini. -— > staccasi dalla regia postale Lìvons i
Ved. VujjLrAAKCA. rimpetto a Visignano per coodimila
Solamente accennerò di questo luogo una pieve di S. Loreozo alle Corti e dih Ihìi
piccola fazione accadutane! 1 5 38 sul Monte la ripa destra dell'Arno al Ponte di Ina
^/^oa/e, allorché il capitano fìorenlino di di Zambra. — f^e<l. Coiti (S. Loau» iiu.
Fivizzano, non polendo loller<irc che gli uo- La parr. de* SS. Pietro e Gioite 1 Va
mini di Fornuaìo sudditi del Duca di Firenze guano nel i833 contava 40$ abit.
fossero più olire malmenali dai vassalli del VISIONANO nella Val le del Sintov.-
Itfarch. di Villafranca, occupò loro eoo 5oo Cas. con eh. parr. (SS. Jjcopo e GiUo^
fanti il paese di Virgoletta. — ( Ammik. nel piviere, di Bordignaoo, Gota- Oma
Istor, Fior. Lib. XXXII.) circa 7 migl. a grec. di Firentuolt, Da
La parr. de* SS. Gervasio e Prolasio a e Comp. di Firenze.
Virgoletta nel i83a contava 353 abit. Risiede in monte sulla sinistri del &■ Ss-
VISANO DI ROMAGNA nella Valle del terno presso al confine del Gnudocricm
Senio. — Gas. eoa castellare e cb. psrr. (S. il territorio d* Imola dello SUto FosU^
794 VITO VIVA
La parr. dt 5. Vito di Lunata, nel i83a mor. Znceh. iu occ^sioae delP onter» J^.
eontava 5i3 Mi. dicalo a S. Maria e a S. Pietro (qimUo4
VITO (S.) BtLLjL BERARDENGA nella un tale Tolone abiUnte io rùo/o,w^
Valle dell' Orabrone saneae. — f^ed. Gieta. bus Garfaniensey e dal medesimo (bo«lifc„
(S. Vito ih). dolalo di molli beni che dooò colnt'«,^
Firo{SJ) ot 9ÌAÈKMMÀ nella Val-di-Cor- rio a GìoTamii YescoTodì Lucca, «1 poogr^
nia.-*Era una chiesa che diede il nome sialo dallo stesso vescovo Poralorìo,o&ik«
ad una tenuta della mensa lucchese, ed alla Uca di Vitojo consagratj.
quale riferiscono vari isirumenti dei seco- Circa due anni do{>o lo ttew) ^^-y,
li VII!, IX e X pubblicati nei Voi. IV e V dell* oratorio di f7ro/o, mediaole iilniof^
delle ifemor. Lucch, Tali sono due rogiti del 17 febh. 798, aggiunse altri beii il
del 24 maggio 770 scritti ad Ecclesiam chiesa suddett^i riservandosi il pairmutir^
S. Fìti in Cornino; tale è uno del 9 marzo sé, suoi figli ed eredi, c<| in aian(^nxj!«n
970 rogato nella Villa detta di S. Vito chiamando a succedere ì vescovi di Uu
in Cornino. Tale è un atto del 3f mag- Infatti nel 99$ era patrono dì (M|
%^^ 974» col quale Adalongo vescovo di Lue- chiesa il Vesc. lucchese Gherardo, il <jQif
ca affittò due poderi con altri beni posti in con istrumento del aa loglio di dHlotaa?
Cornino uhi dicitur a S. Fito^ comitatu affittò ai fratelli Alberico e Wini|ilda d^l
€t territorio Populonienti, \ quali islru. del fu Fraoìrao la chiesa i^a i beni di 1
menti spellanti alla mensa di S. Martino di Maria di Vitojo per T annuo tributo di n
Lucca, imponevano 1* onere al Attuario di denari d*argento. — (Mcaiot. Loctt. fd.
recare nel mese di giugno alla tenuta vesco- iV P, i. e V P, HI. )
TÌle di S. Vito in Cornino il censo di 48 Facilmenle qoelPoralorio, obenUet^
denari di argento. S. Maria, divenne la prima cura di Vu^ft,
Lo stesso fìtto fu rinnovato al personaggio coi in seguito fu annesso il popolo di &
medesimo ed alle condizioni di sopra espresse Pietro a Casatico.
per istrumento del i5 aprile 979 rogato Dal registro Valicano, scritto alla (ukM
nella suddetla tenula e luogo di 5. Vito da secolo XII da Cencio camarlingo àéh S
Guido vescovo di Populonia, dopo essere Sede, resulterebbe che la chiesa rosimi
egli stalo eletto in vescovo di Lucca. Oltre- quella età ritraeva non saprei quali trikii
diche da cotesti istrumenli sembra apparire, dalla Massa di Casatico,
che i beni della tenuta di S. Vito fossero La parr. di S. Maria a Vitojo nd iSh
posti lungo la fossa delta Botrangolo^ ytves- conlava 216 popolani, 119 de* quali éf-
•o il fiume Comia, sulla ripa del quale era tanti in Casatico , e 87 in Vitojo.
tracciata una via pubblica. Finalmente la VITOLINI, o VITOLINO nelVal^im
slessa tenut^i di S» Vito in Val di Comia inferiore. — Vili, con eh. parr. (S. PiHn;
è rammentala in mxì istrumento del 3o sett. nel piviere di Creti.Com. e circa dot ni^
980 per lacere di molti altri iu quelle He- a scir. di Vinci, Giur. di Cerrelo-Gui^u
morie pubblicali. Dior, di Pistoja, Comp. di Firenze.
VITOJO, aia VITORIO {Viturium) m R I siede sol tianco meridionale del Voite
GARFAGNANA nella Valle superiore del Albano presso le sorgenti del borro di I.
Serchio. — Cas. con chiesa parr. (S. Ma- ^/txano lungo la strada che sale a S.Gtssb,
ria Assunta), cui è annesso il Vili, di Ca- dove varca il monte per scendere 1 Cu»
fatico, neir antico piviere di Piazza, Com. gnano. — Ved. Viwci.
Giur. e circa un mi^l. a pon.lib. di Cam- La parr. di S. Pietro aVitoIioi odiiUS
porgiano, Dioc. di Mass;i Ducale, già di Lu- noverava 597 abit.
ni-Sarzana, Doc. di Modena. VITOZZO ( MOITTE ). -. Ved. lom
Risiede in poggio sul fianco sett. delTAU Vrrozzo.
pe Apuana detta della Tamburata Uh. dì VITTORINO (S.) n' ACQUA VIVA -
Camporgiano ed a ostro di Casatico, avente Ved. Acquavita in Val-di-Chian^.
la cura di Roggio a pon., e quella di Roc- VIVAJA, o VIVAJO kl BAGNO ì AG
ea Alberti al suo scir. QUA nel vallone della Cascto«. — Gs.die
Si fa menzione di questo Vitojo( rìViir/o) diede il titolo alla soppressa cappella dì S.
tino dal secolo VIII in una carta del 6 die. Stefano a Vi9a]a annessa al popolo del Bt-
795 riportata nel Voi. IV P. Ideile Me- gno a Acqua, Com. Ginr. e circa I miflii ■
7»6 VIVO VIVO
gamelle del Moti. iH S. MusHola di Stena, titolo di Contea fb ooncena nel \^%\ ^
on Vktìi* Areh, Dipi, Fior, GraiidacaCosimoIIf aMooiig.AniMiJiC,.
Talee |uello del i5 genn. 1260, nel Tini vescovo di MoolepolciiDo, rkkìisie.
quale si tratta della cessione fiitta dagli ere- do in vigore il privilegio dì CoàboI^i
di dei fondatori della eh. di S. Mariii di iSSg a favore del conte AlemoilroCm^
Stggiano secchio di ogni ragione che afer fratello di Piipa Marcello II; il qui ^
potessero sopra i beni di detto Eremo a don della contea ie/ Fiifo fu rinooTilo pn f g.
Rustico priore di S. Benedetto del Vivo.-— lima volta nel lySS a favore di mooii^
f^ed, SaoouHO. Tommaso Cervini.
Tale è un atto di assegnazione dì confini I conti Cervini profitUofb delia oopi^
e divisione di beni che la chiesa di S. Flora sim» e rapida corrente delle acqae<lci ha
di Noeeta possedeva nei contorni del Vivo Vi^o che passa in meiao al villa^^ 0»
(atto sotto dì ag seti, it 75 nel claustro dell* nimo, vi stabilirono varj edilìzi, b \ ^
Eremo predetto dai deputati della Comunità una rameria, una ferriera, ora ctrticn ^
di Castel del Piano. — Fed, Nociva, o No* un frantojo con mulino. Non sfarò Wu
ORO SUI. Mout* AaiUTJL. giungere come potrebbero edificani »c
Qualche tempo dopo l* unione de due molte seghe ad acqua, tanto pie cbc imi
claustri anzidetti, le carte ad essi relative Monle-Amiata abbonda di Icgmaù di tib
rrtano il titolo di S. Piero in Campo e fusto e di dispendioso trasporto.
Benedetto del Vivo. Anche il villaggio del Vivo è drao^x»
Contuttoché 1* Eremo prenominato nel da colossali piante di castali, oemrcb
i338 fosse abitato da pochi monaci Carnai- parte superiore del monte è veilita di fon-
dolensi, si nominafa sempre il suo priore; ste di faggi, quantunque non taaoeèiiMHi
talché trovo rammentato, nell'anno i38i, contomi dell'Eremo del Vifo sol btoit
un don Ambrogio priore dell* Eremo tiel stro del torr. bellissimi abeti, i soli eèes
Vivo in un lodo del 16 nov. di quell* anno, trovino nei fianchi occid. del MonrÀaoti
mercè cni fu stabilito, che il detto superiore La chiesa di S. Marcello al Tifo cnU»
non dovesse avere alcun diritto di visita in parr. dopo Tanno iSS^, dipeodenii
nella Badia di S. Piero in Campo. origine dal diocesano di Pienxa « Cbèai,
Ma la prova più manifesta la diede II ma più tardi (anno 177 a)fua«(gnatia^
Pont. Pio II nei suoi Commentari (Li b. IX) lo di Mootalcino. — Fti. VLonajM
dove disse, che a quel tempo (verso il 1460) Diocisi.
•ll'Eremo predetto seguitavano a vivere in La parr. di S. Marcello alViTond itì$
comune, sebbene meno austeramente, ì mo- noverava laS abit., i quali oel i833iKa-
naci C^maldoleosi. devano a 21x7 individui.
Uno degli ultimi documenti relativo al- VIVO torr. su. MONTAMIATi fo TiJ-
, l'Eremo predetto è del di 8 aprile 1 534, d'Orcia — A cotesto do?iiio$o e pcrprt»
in cui sì tratta della collazione del benefì- corso d'acqua che 1* epiteto di fiomnt
tio della cappella di S. Flora a Noceto nel meriterebbe dedicherò un brevissiiao irt
distretto di Castel del Piano, sotto la dio- per dire, che esso costitoisce una ddle Ir
cesi di Chiosi, dato in Siena nel Mon. di S. sorgenti maggiori del Monte Aioiatf, Jotm
Mustiola all' Arco da don Sebastiano de' lev. sorgono le scaturigini 'lei fiaraePif 111,
Niocolìni di Treviso priore de' due claustri a ostro quelle del fiume Fiora e a poo. k
di S. Piero e S. Benedetto del Vivo. ricche sorgenti del Fii^,
Da questa carta (lertanto apparisce, che se Nascono le sue polle da due bocche fim
nel i534 vi era un priore dei due Moti, un migl. al di sopra del Vili, ooooìmo;
riuniti, mancavano per altro altrettante fa- ma poco dopo le sorgenti del torr. riwt
miglie religiose per abitarli entrambi. penlono sotto i massi di ìnchilt iprpir"^
Fu allora che il Pont. Paolo HI volendo sopra i quali era edificato il cUasìrotkìl'B-
ricomftensare dei servigi resi il Card. Cer- remo con l' annessa chieswpola di S. Bw*
vini , poi Marcello II Papa, cede con atto détto. Passata cotesta chiesa lo itesso ftn
di vendita i beni dell'Eremo del Vivo al risorge alla luce per discendere nel pi«
detto cardinale, il quale, dopo eletto in Pon- omonimo, dove scorre fra immcoie rapi i
{«•fioe, confermò alla sua famiglia la cessione peperino, che dall'alto della moaì»^»
del Vìvo. Finalmente oolesta signoria con prolungano molto al disotto dd n'
VOGO VOLO 7fl7
pfcdsttOy Ancbè il toir. scorre fopn rocce ài Gilbeniano sulla strada proTÌncuile Casea-
cakarea e di arenari<i compatte. linese tracciata lungo la sponda sinistra del
Giunto il f^ivo a Seggiano si accoppia al fiume, e poco discosto dallo Stretto di S,
rio di F'etra che scende al suo ostro dal Mon- Marnante.
te-Amìata. Arrìocbito maggiormente di ac- Vi ebbero signorìa nel medio evo gli
qne il Fì^ continua a dirigersi Terso lib. libertini di Valenzano e dì Talla, uno dei
fino • pie del Monte-Giovi, dove formando quali nel laai rassegnò il gìus|)adronalo
angolo si rivolge da lib. a m<ieslr. per vuo- della eh. di S. Maria a Gilbenzano itiaienic
tarsi dopo circa otto migl. di discesa nel torr. alla cappella di S, Donato a fogognano
Maneona^ econessoneirOrcia davanti alla alla vicina Badia di Selva^Stonda, — (in-
vi Ila di F'elona. hal. Gamild. )
TIZZANETA dell* Appennino pistojese La parr. di S. Maria della Neve a Vogo-
adla Val-di-Lima. — Contrada che ha dato guano nel 1845 contava 35a abit.
il titolo ad un posto doganale di terza classe VOLEGNO du.l* ALPE APUANA hklla
■elU pnrr. di Lizzano, Gom. e circa un mi" VaasiLU. — f^ed. Pruno e Volegro.
es a icìr. di Cutìgliano, Giur. di San- VOLOGNANO nel Val-J'Arno fiorenli-
rcello, Dioc. di Pistoja, Gomp. di Fi- no. — Gas. già Gast. con chiesa parr. (S.
gene. Michele) nel piviere di Miransù, Gom. e
Trotati in montagna sulla ripa sinistra circa 4 migl. a selt. di Rìgnano, Giur. del
del torr. Folata lungo 1* antica strada del Pontassieve , Dioc. di Fiesole , Gomp. di
Frignano che varca V Appennino alla così Firenze.
éclla Alpt della Croce fra i (erritorii co- Risiede sulla sommità di un poggio oiuo-
annitatÌTi di San-Marcello e di G*itigliano n imo posto alla sinistra ed a cavaliere del-
fd il distretto di Frignano del Ducato di Y Arno, quasi dirimpetto la coutluenza in
Hbdeoa. A quella strada maestra riferisce esso della Sieve.
in trattalo del a4 novembre iaa5fraiMo- Il castello con la chiesa di Volognano
dsncn ed i Pistojesi citato ali* Art. Cuti- appartenne ad uu ramo de* signori che si
s&uao. dissero da Cuona e Volognano , slamato
Il doganiere di VUzaneta dipemle da in tempi antichi da quello de* signori di
foello di seconda classe di Boscolungo. Castellonchio e MiransU.
VIZZANO SUL VINCIO nella Valle dell* L'.^rc/i. Dipi. Fior, possiede fra le roem-
Ombrooe pistojese. — Cas. nel popolo della brane della Badia di Vallorabrosa le notìzie
pieve di S. Pancrazio a Ce//e, Com. e circa più antiche relative al Cast, e chiesa di S.
migl. 3 Vs ^ maestr. della Porta Lucche- Michele a Volognano , v «lei loro signori ,
se, Giur. e Dioc. di Pistoja, Gomp. di Fi- derivati da quelli da Cuona, o Quona. Av-
lenze. vegnachè senza raiomenlare le carte del
II Gas. di Fitzano è rammentalo fra i maggio 11 39, giuguo ii4a e luglio 1148
molli che furono del piviere di S. Panerà- citale altrove, mi limiterò a quella di un
no mCeile in un atto enfìteutico del 1067, istrumento rogato li 17 luglio iai4, iucui
col quale Leone vescovo di Pistoja affiliò si tratta di beni spettanti alla chiesa parr. di
per r annuo censo di 4 soldi d' argento a S. Michele a Volognano.
un tale Signoretto di Gherardo tutti i red- Inoltre ali* Art. Quona citai una membra-
diti della pieve di S. Pancrazio a Celle con na della provenienza medesima scrìtta in Vo-
la decimedovutedagli abitanti delle 17 ville lognano li 6 giug. laafi, nella quale è (at-
eomprete nella sua giurisdizione, fra le quali 'ta menzione di mess. Ruggero di Alberto da
era questa di aizzano. — Fed. Cellb(Pib- Quona che diede il suo nome in Firenze a
▼a 01) nella Valle delTOmbrone pistojese. una delle porle del secondo cerchio di que-
VOGOGNANO sCALBENZANO nel Val- sta città,
d* Amo casentinese. — Due Vili, sotto la II quale Ruggero di Alberto da Qaonafu
chiesa plebaua di S. Maria della NeveaVo- costanleroenle seguace della parie Guelfa,
gognano nella Com. e circa 4 migl. a sett. mentre il di lui fratello Filippo di Alberto
diS«ibbiano,Giur. Dioc. eComp.di Arezzo, da Quona seguitò il p;irtito contrario, (m-
Questi ilue Vili, risiedono sulla ripa sini- perocché cotesto Filippo di Alberto il.( Quo-
ftlra dell* Arno, Volognano più in alio sul na e Folognano per asserto di Gi». Villani
fianco occidentale dell* Al[)e di CalcuMJJ, nel giugno del 1267, essendo slata di corto
V. V. 101
798 VOl,P VOLT
Ciicciala It parte ghibellioa di FìreoM , fa t' inooltrano dalJa Badiaceia Si
fatto loro capitano, allorquando con i mi- ro verso RaJda, alla deitra 4(1 kn. À
gliori ghibellim delU città, e loro masnade latro tributario della fiwDaBa Ptntm
pose il suo quartiere al castello di S. Ellero, lungi dal colle di Eadda,
e di là con quelle genti cominciò a far guer- Fra i meriti di questo loogo.obit^M
ra a Firenze, Per la qual cosa i Fiorentini timi vini che il suo poggio («o4ct, J
guelfi Ti andarono a oste con tutta la ca- quello di essere stato la patria di Bai^
Talleria de* Francesi comandata dal mali- di Lorenzo dalla Folpmja nasp^A^
scalco del re Carlo d'Àngió, e per batta- ▼xrj scrittori fiorentini, figlio fiimeig^
glia ebbero il detto Cast, di S. Ellero, dove Lorenzo di Frotino dalla f^otp§jttkt^
si erano rinchiusi non meno di 800 gbibelli* 1456 era spedaliugo ilel!*Ospe«hlc(lc|fk
oi: fra i quali molti degli Uberti, de* Fi- nocenti in Firenie, (Vàisn, mi fU.M
fanti, degli Scolari e di quelli da fologna- dei suoi Si gii li jiatidu) lodalo dilTb
no: e allora perderono anche i ghibellini bosgbi nella Storia d^Ua UUtrnutm
le rocche di Canipiedi Gressa sotto Bibbie- liaaa^ come eccellente Eabbricaloa è m.
na. In tale occasione Gerì da f^olognano logi, unodeiqnali egli per Lonnao^'l^
con altri suoi consorti ( forse anche col ca- dici con mirabile ingegno lavorò,
pilano Filippo) furono presi e messi nella La parr. di S. Lorenzo aUa ^olptjtu
Torre del Palagio (del Fisco) di Firenze, i833 contava a 56 abit.
e però quella prigione fu chiamaU dipoi la VOLPINARA (S. ZENO k) ntìk ^à
F'olognana. — (Gio. Vill ahi. Crome. Li b. del Montone delU Roma^oa ^aiW»
VII cap. 19. — Amm a. 5(or. ^(or. Lib. II.) — Gas. con eh. parr. dedicala a S.&.U
Gli stessi autori rammentando T incendio tista, nella Com. Giur. e eira 4 oi^ i/
malizioso dato nel giugno del i3o4 ad una stro Ji Terra del Sole, Dice, di Forù^Ctt
parte di Firenze, aggiungono, qualmente di Firenze.
U cillà fu messa in gran scompiglio, e co- Risiede in collina alla destnddil»
minciossi la battaglia fra i guelfi e ghibel- tone sull* estremo ooofioe del \ttrétì>
lini; e come venivano in soccorso di questi del Granducato con quello della kfou
ultimi quei da Folognano con iloro amici di Forlì nello Stato Poutificio.
e con più di mille fanti, e già erano giunti Forse la sua antica chiesi, dedioti 1 &
in Bigamo (in Pian di Eipoli di (accia al Zeno, attualmente a S. Gio. Eittisli, ii 1
Guarlone) quando s* inlese 1* incendio che prìma parrocchia di ^o/^/«ara;li^»ì
arse tutto il torlo della cillà; il quale dolo- i833 non contava dentro il territan d
roso accidente tolse ai ghibellini con gli Granducato più di 46 popoUai.
averi di borsa la vittoria di mano. — (G. VOLTE f La) nelle Masse dì Gttj diS«(>
Villani, Cronic, Lib. Vili. Cap. 71. — na fra la Val d* Irbia e 'a Val di Mcfs.-
ÀMMia. Sltor. Fior, Lib. IV.) Una delle contrade delle Ubar di Ciao'
Dopo tali tentativi vinti dalla parte gnel- antica eh. parr. (S.BartoloaoMOfOllRriv
fii di Firenze il Cast, di Folognano tu preso nesso di S. Sigismondo) ad vieiraiok*
e disfatto dai Fiorentini ed i beni dei ftio- neo di Baronloli, Giar. Dioc. e Covi, è
rusciti e ribelli assegnati agli nuziali di Tor- Siena, dalla qual città la chiesi idk fm
tt^ che li alienarono ai terzi. dista circa 4 raigl. a lib.
Attualmente nel luogo del caslel di Vo- Trovasi sopra una vaga ooIUsa a pot.^'j
lognano esiste una grandiosa villa signori- Cotta al Pino lungo la strada rotaUeie^
le di casa Mozzi di Firenze nominata il Sei- le folte che ivi presso staccasi dalli ttri
^federe» Grossetana per condurre alla Mooii^
La chiesa parr. di S« Michele a Bologna- di Siena ed a Lecceto sai Votàt-ìba^
no di libera coUaziooe del suo vescovo, nel In cotesta contrada esistono gnodmrr^
i833 contava 484 abit. signorili, fra le quali citerò quella del Ps'
VOLPAJA, talvolta GOLPAJA, nella cipe Chigi-Farnese eretu oel tip ài
Val-li- Pesa. —Gas. con cb. parr. (S. Lo- gisroondo di MarìanoCbigi.
re* zo) nel piviere di S. Maria-Novella in Due altre chiese olire la nfoiiooit^ ft
Gnauli, Com. Giur. e circa 9 migl. a sett. tavano il vocabolo «ie//e f^éUe, un ^'
di Radda, Dioc. di Fiesole, Comp. di Siena. quiiVi dedicata a S. Teodoro fariuaiu «^
Risiede sulla cresta de* poggi vitiferi che Andrea a Monteochio, e V altri < S. V
VOLT VOLT 799
•iiioQdu «nnesBa, come dissi, alla cura ttt certa , la sua lingua ed i tuoi libri kiano
luale delle Folie. da lunghi secoli perduti, T epoca del di lei
La parr. di S. Barlolommeo a//e A=^o//e splendore non deve cousiderarsi anteriore ai
nel i833oonUva 174 abil. tempi decisamente istorici.
Fot^TEiduo, — Ved, VoLTiouiio nella II qnal vero si mitnifesta nei suoi numerosi
Val U*Elsa. se[)olcreti , nelle iscrizioni , statue, bassori-
VOLTERRA ( Folaterrae), -^ Città '*^vi, ornamenti, ed in molte divinità dette
■ulicbìstima ed una delle la capitali dell* «etnische, per quanto comuni a quelle delle
Etruria media, stata in seguilo rom mo mu- Grecia, divinità i di cui simulacri nella sco-
nicipio, poscia colonia miiilure, più tardi P^rta di quegli ipogei per avventura si rì-
fcile di un tcscovo cattolico e di un castaido trovano.
poliUoo Longobardo, finalmente capoluogo ^^^ lasciando le oscurità delle induzioni,
di distretto e di Comunità con giurisdizione «d attenendoti ai fatti più notori i , pochi
civile e politica nel Comp. di Firenze. senza dubbio negheranno a Volterra Tono-
Po Volterra la città più occidentale fra c^ <li un» delle la città capitali dell* Etru-
f{ut\\tùt)VEtrttria centrale^ allorché Luni l'i» media, e ninno io credo sarà per dubi-
e Lucca erano de* Liguri, Pisa de' Greci; ^»c<^ della sua potenza e pojiolazione antica
che conta un recinto di mura ciclopiche il 4ii»nte volte si dia a contera;ilare il vasto
|MU Tasto ed il meglio conservalo che in recinto delie sue colossidi mura ciclopiche,
tuttelealtrecittà capitali del r antica Elruria. <'"<^ >crzi ro;i<!giore del cerchio attuale, e
Siede sulla cima pianeggiante ali}uanto quante volte esaminare voglia P antico suo
eurva di un monte che si alza sopra tutti i contad", a partire cioè dalla Val di Merse
colli vicini fino a br. 935 sul livello del ^'"^ » Meleto su 11* Elsa, e dal fi. Fine sino
mare Mediterraneo; di Tacile difesa, ma di " Populonia lungo il mare; senza dire dei
difficile e tortuosissimo accesso, cui si uni- nobili vetustissimi monumenti d*arte, sen*
•cono ne* suoi fianchi dal lato di sett., di ^ rammentare i molli sepolcreti che ad
maestr. e di lev. poggi o colline marnose e ^9^* P»'*" "^'i suhurbii di Volterra si sca-
fnslagliale dalle acque della fiumana Era ^*no, e senza aggiungere, che alla fatai gior-
che le scorre sotto da sett. a lib., mintre dal nata con tanto furore nelT anno 444 U. G.
lato di ostro e di scir. la base del monte di ^''» i Romani e i Toscani presso il I^go V-i-
Volterra è lambita dal fi. Cecina che gli dimone combattutale fama che gli Etruschi
bagna i piedi 5 in 6 mijel. più abbasso. fossero comandati da un loro Lucumone
Parlò della situazione di Volterra uno de* ^^*^ folierno^ o roltfrrann; per cui è da
vecchi scrittori della Grecia, Strabone, nella concludere, che quella disfatta abbattè oltre-
sua geografia; e uno de' più giovani di To- modo la sua potenza ed antica grandezz.!,
sona, r ingegnere Carlo Martelli, in una ^nutando l'usitta prosperità del PEir lisca for-
stalislic« agraria e industriale di detta cit- *"n"' — (T. Livii, Decad. i. Lib. IX,)
tà; alle opere dei quali rinvierò il lettore. Quindi è che ogni altra azione bellicosa
Fraitanto a maggior comodo repartirò posteriore fini sempre con la peggio de*To-
il presente articolo in cinque periodi per «cani, comecché con sommo valore ed osli-
eonsacrare il primo a FoUerra Etrusco; il natezza una giornata rampale i Volterrani
secondo a Volterra Romana; il terzo a ''odici anni dopo (456 U. C.) sostenessero.
Foiterra sotto il Dominio straniero; il '^ <]"^1 f^Ho conferma, che aquelPora i Ro-
quarto a Volterra Repubblicana , ed il oi^ni enino di già penetrati nelle parti più
quinto a Volterra Granducale. occidentali dell* Elruria, talché la batLiglia
data nelPanno 47', o 474 di Roma dal
5. 1. VoLTiaiA ErauscA console Tiberio Coruncanio dimostra abba-
stanza che gli Etruschi non erano più in
Qoale fosse lo stato di Volterra innanzi grado di misurarsi con i vincitori.
che sorgesse Roma, in tanta distanza di se-
coli e fra molte opinioni contradittorio dif- J. II. Voltp.hiu Romana
fìcile sarebbe a ben dìstinfiuere; e solo mi
film lecito asseverare, che Volterra dove pre- Dopo che la città di Volterra tu costre'la
cedere molte altre città della nostra Elruria. di aprire le porle ai vittoriosi conquistalo-
Contuttoché peraltro la sua origine sia in- ri , il gorerno di Roma per un tratto di
800 VOLT VOLT
quella poUlica che lo fece tìgaore delta mag- e le cure di Gceroiu; {Pamùl, Uk Xlll })
gior parie del moodo allora conoaciulo, coq- olleooe dal legalo steMO la reMiUaioie »
ce>lè ai VoUerraai il diritto di cittadinanza liera de* tuoi beni nella propria ptnk,i
ascrivendoli ad una ddle romane tribù (/a Volterrani però doTetlcrovedcRtaffi^
Sabatina) con fiicoltii di darti leggi slatu- e divisi i loro effetti, quando i s8 tfkm
tarie e magistrature proprie. mililarì furono assegnati in Itala a è»
Infitti Volterra era un municipio romano drgli antichi possessori tanti terreai eb»
quando i suoi abitanti uella guerra civile tessero saxiare 1* avidità di 3^ le|M,«h
fra Mario e Siila scguiUvano le parti del ricompensare U valore e la fedeltà da i^
|»rimo, sicché nella rovina di lui furono ac- cilori nei campi di Azio.
colli dentro la loro ciltli gli avanzi del vin- Fu allora che l*af:ro /^o/lerrtaa al m
lo e disperso partito Mariano. del Luntnse e del Fiesotatto (on Ar»
Il generoso coraggio iu quella circostan- tino) ecc. \enne assegnato loro tecso4h
za dai Volterrani roosti'atocol tentare dì far ìe^^eGiulia. lì qual fatto dovè aoca>Ìm a
fronte essi soli in Toscana }à\ felice dittalo- Tanno 7a4edil 7a8di Ront, cm^
re, ed il costante ardire di ai restare per due deute a^li anni 3o e %6 avanti G.Ck^
anni sotto le loro mura le vittoriose falangi al 726 U. G. ci rich ama uo*itcnMM*.
Sillane indica bastantemente quanto i VoU tiva ad Ottaviano Triumpiro patta ^^
terrani antichi tenessero in pregio il diritto Ioni militari di Luni. Arroge adèilff»
deir ospitalità, e quanto poco paventassero mo Anciriano da cui si scuopce, de «f
le vendette di chi allora fu assoluto padrone anno 7 24 di Roma sotto il quarto catal*
di Roma e di quella Re^tubblica. di Ottaviano, e nel 74o,sottoicoBiDBGB
Che se al compire di 34 lune gli assediati G»rnelio Lenlulo e M. Liciiiio Gnmi
dovettero capitolare nel l* accettare una mi- più di aoo,ooo legionari furono ase^
litare colonia^ se poco dopo si andò pub- moltissimi pred{, o pubblici o tolti at ■■..
blicando la legge agraria che doveva toglie- cipj d* Italia. Donde ne cooscfuiti, et \
re ai Volterrani ed agli antichi Aretini gran deduzione della seconda colooia fétmi
parte dei loro beni per darli a de* furibondi nn, ossia Triumvirale^ iosse tn qidleAk
soldati, con tuttociò \e colonie Sillane non gnatedal governo di OUaviaoo iopriaiQ
li ottennero, stantechè la divisione de*poS' Tanno 734 ed il 740 di Roma.— Te^
sessi fn prolungata in guisa che 3o anni do- Lori, /^o/. //« pag. 939 e 940.
pò, appena nominato dittatore G. Cesare, Sul qual proposito, aggiooge hXk id
in grazia del sommo oratore romano, fu dato libro Je Coloniis^ ete. che qua predj enoe
ordine di liberare Tagro volterrano e quello slati consegnali molto tempo ionasaavr
aretino dalTobbligo di reparlire i predj de- dati romani con diritto ereditano.
gli abi-anli indigeni ai ^fh^ni coloni. DallN stessa opera aboliamo la DOtiiii,clr
Avvegnaché non solamente fu fiittocono* dal disfo Augusto {eoa la Ugge GìmUì k
scere ciò da Cicerone nelle sue lettere ad repartila ai legiooarj una gran parici a»
Attico ( Lib. /. Epist, 16), ed in quelle Fa- pi e delle selve lungo la Fia ÀareIit{«K^
miliari [Lib. Xlll, Epist, 4. e 5) dirette chia e nuoi^a), dove si detemimraioio»
a Q. Valerio Orca legalo e propretore in To- fini di ciascuna Centuria con apposti lasr
seana per Giulio Cesare, ma più di tulio ni di legno, finché, sotto TiaiperoAfV^^
onorevole per i Volterrani fu quel (tasso del- no ( governando la Toscana Adriano) » hr-
T Orazione prò Domo sua ad Pontifices^ mini di legno furono sostituiti 9udliJìp^
allorché Cicerone qualificava i Volterrani tra. — Fed. PiaA, Fbl, IF, pég.Ul
non solo cittadini, ma ottimi cittadini: /tO" Peraltro Volterra con tolto che inm
dietfue Folaterrani^ non modo cii^es^ sed concedere una parte del tao tenrilono im
optimi civet^fruuntur nobiseuin simulfuic il littorale alle legioni dei Triitmtvi^Kt
digitate, — Se però gli ottimi cittadini di cessò essa di perdere il diritto di suatfr^ar
Volterra in grazia di cotanto eloquente pa- In prova di che, oltre le iscriaioDi saprtUi
trocinatore ed in vigore degli ordini da G. di cittadini volterrani addetti alla tribi^
Cesare dati ad Orca suo legato, furono esen- toimzdopo la deduzione delle àateBlfioe,
lati dalTobbligo di suddividere con gente sillana e triumvirale^ iofioiti oaa|>i ^
straniera e |ioco amica i loro possessi; se il Irei citare, senza slare a ripetere q«itoB
Koalore G. Guraiodi Volterra per Tsmicizis disie slT Art. Ldoca ( FoL il, peg. hu
VOLT VOLT 801
con la differenta che la ciltfa di Lucct fa Onorio e TtcdostOf e T altra ad Arcadia
municipio e colonia però di diiillo romano, trionfatort^ nel tempio che lo stesso Cecina
qaclUdiPisaifiitrtic'i^/oeduevolleco/o/ifa, era prefetto di Roma, e che possedefa nel
uoii di diritto latino, T altra militan , T ut- territorio di Vada una ^ndiosa villa de-
liiua delle quali fu appellata Co/om'a Julia scritta da G. Rulilio Numaziano che vi per-
Obse^ens, egualmente che le doppie colo- nollò, quando da Roma ritornala in Francia
BÌe sUtaHe e triuenifirali dedotte ad Arezzo sua patria. Era forse il figlio o lo stesso D.
si dissero Fidens e Juliensis, mentre non Albino Cecina^ console nelPanno 444 con
li fecero distinzioni fra la colonia sillana e Tlrop. Teodosio la iS.ma volta.
triumvirale di Volterra, siccome non lo fu Finalmente nel primo secolo dell* E. V.
di quella di Fiesole, sebbene r ultima pren- Tolterra diede al monJo cristiano un 5.
desse il nume di colonia Fiorentina, donde Lino secondo Fon efìce succe<lulo a S. Pie»
poi ebbe origine la metropoli della Toscana, irò, allora quando fioriva in Roma un seve-
Ridotla più tardi Volterra suddita di Ro- r> poeta volterrano, A, Persio Fiacco^ sa-
nia impeliate, non è da dubitare che il suo trico rinomato, il quale figurava in tempi
|io|iolo non soggiacesse agli ordini e leggi assai tristi come quelli di Nerone.
che an senato iu appai enza, gP imperatori
in sostanza, imponevano ai sottoposti iu quel {. III. Voltiema sotto il dowiiiO
vasto impero. sriuiniao.
Infatti sotto il governo deir Imp. Tiberio,
o del suo successore, furono istituiti in Voi- l'n eh. scrittore oltramontano discorren-
lem i Seviri Augustaliy ad uno de* quali do delle cause della decadenza del R. im-
iti eretta in cotesta città la statua di mar- pero, asseriva (ed il oosiro Pi gnot li ripeteva)
mo, che monca si vede in un subborgo del- « che se si dovesse cercare nelle storie tutte
la cill^, e nelU cui base ai tempi di Girla- del genere umano V epoca in cui una parte
co Anconitano ( verso 1* anno 1440) legge- assai numerosa di gente viveva meno in-
vasi il nome del Seviro Augustale, cui era felice, cooverrebbe ricorrere al primo secolo
stata innalzata. — fed. Giusto e Stefaho del romano impero, nel quale, sebbene re-
(SS.) cjr/ra moema di Volterra. gnassero un Tiberio, un Caligola ed un
Un fitto per altro merita di essere avvi- Nerone, con tnttociò la roass.t de* sudditi
nto a onore grandissimo di Volterra, quello godeva i vantaggi delle savie leggi di quella
cioè di essere in questo secondo periodo de- repubblica imperble ».
rivati di là diversi uomini celebri. Fra i Risponderanno i loro contradittori a co-
primi de* quali conterò un A, Cecina je- testa forse troppo assoluta proposizione; in
niort^ qualificato da Cicerone per uomo forte quanto a me basterà di aggiungere , che
e chiaro, quello slesso ch*era slato principe Timpero di Roma decadde sempre più dopo
degli Auguri in Volterra, di dove poi dovè che fu trasportala la sua sede a Costantino-
fuggire per avere seguitato il partito di poli, tantoché gP Imperatori dopo aver lot-
Fompeo contro G. Cesare ; ed era forse tato per più secoli, ora contro i barbari ,
quel Cecina padro di un altro A, Cecina e spesso contro la reKgione di Cristo, sotto
giunicre stato condiscepolo ed amicissimo l' impero di Arcadie e di Onorio 1* Italia si
di Cicerone, a commendatizia del quale fu vide inondata da un' immensa caterva di
scritta la lettera 8 del Lib. VI delle Fami- genti mosse dal settentrione di Europa e co-
liari a 7*. Furfnno proconsole in Toscana, mandata da un re barbarissimo, (anno 406
Citerò fra i molli antichi nobili della stessa di G. C). La qual caterva, sebbene poco
prosapia quel C. Cecina folterrano signo- dopo dal greco generale Stilicone fosse ne-
re di quadrighe, il qu:ile al dire di Plinio cisa e dispersa, puri insegnò ad altri bar-
{Histor. Nat. Lib,X. cnp. ^40 da Roma barila via per scendere neirita1i.i; e ciò po-
inviava r avviso di qualche vittoria agli ami- co innanzi che gli Aifricani condotti da Cen-
ci di Volterra col dare il volo ad alcuneron- serico (anno 455) dilla parte del mare nelle
dini reduci ai loro nidi. Ma il più noto di Toscane maremma, recassero anche al di-
tutti di venne quel Pec/o ///6/noCeri/ia, cui slrello volterranodanni non piccoli, fino a
riferiscono due iscrizioni edile dal Grillerò che la finale roviia dell* impero occidentale
{pag. CCLXXXyi 7. e CCLXXXfll era riservala ad Oloacre primo re degli Fruii
a.) una delle quali dedicata agli Augusti (anno 476 diGC.)i cui dopo i3 anni sol-
802 VOLT VOLT
tenlrarono i Oo4' nuovi barbari con il loro vale a diro fra Tnoau 688 e il 700 tlìG. C .
r^po, il re Ttfoilorico. — Vaglia perù il vero, Inoltre concorre a dimoslrarlo an inni-
clic nel lungo suo domini* sTeodoricosepfW mento dell' /^rc/i. Arei^, di Lucca edito od
affezionarsi i po|M>li vinti col rìs[)et!.ire la re- Voi. iV P. I. delle Memorie lucchesi.
ligionc cristiana, col ricliiamure in uso le leg- K un allo di donazione rogalo nella cillà
gi e le ra.igistralure del ^.issato im[>ero e di Volterra, sollo di aS maggio del 783,
col far risorgere il commercio e le arti, fra (anno olt.i\o di Carlo Magno re de*Ix>ngo«
le quali la madre di tulle, ragricoltum. bardi in Italia) col qua le Ramingo figlio ilei
R<'gnò Teodorico in Italia dal 493 fuio fu Poloinn castaido di /'b/f erra offi) alla
al 5a6 dcirEi-a volgare; e se con esso non chiesa di S. Regolo in Gualdo, posta nella
si estinsc il regno de' Goti, si eslinse pere Val di Cornia, i beai che egli possedeva in-
la sua gloria, mentre 17 anni do^K), espuls. divisi con altri cinque fratelli, beni tulli si-
dai greci eserciti ìGoli d* Italia, furono que- tuali presso il ftumc l>omia. Al quale con-
sti ben presto rimpiazzati da gente anche- tratto do[io la firma del donatario seguono
più feroce condotta ili Allemagna fra noi nel quelle <Ii cinque testimoni volterrani, e del
568 da un loro re ollramonlano. Dotaro Benedetto rhe rogò Tatto.
I |iiù degli storici convengono, rhe tutto il Due anni innanzi {genn. dei 780) in altro
restinle del secolo VI riesci e^lamìtosissirao rogito, pubblicato dal Branclti nel tuo G^
per l'Italia falla prula de' Longobardi; Mi- dice Diplomatico, si rammenta un raercaote
che vi è ragione di concludere, clic in quel di flllamagna presso l'oiferra : ed in un
primo perìodo anche ai Volterrani Tosse tolta ìstrumento dell'anno 793 si fa menzione di
una parte del loro territorio che possedevano un cittadino volterrano abitante in Orii»
fra le Maremme di Vada e la Val di Gornia, Cassio ^ contrada in Volterra, dalla qoale
quando cioè il fiume JF'ine ce!>sò di ser\ire prese il tìtolo un monastero ili Benedettine,
di limite fra il contado pisano e volterrano, poi di Clarisse, chiamato di S. Giovanni in
ed allorché la Val-di G>rnia fu mes&i a ferro Ortìcassio, le quali reclute furooosopfircsie
e fuoi'o da uno dei primi loro diidii, <r£i' nel 1808. — (P. P. Puznri, Antichità
marita innanzi che una parte della slissa Toscane T. II cap. la.)
valle fosse riunita alla lista ducale do! gover- Non e mio scofio indagare, se, durante il
no di Lucca. — Ved, Comsimo {Subdo- periodo Tiongobardo in Italia Volterra per
MiHin). desse i diritti di municipio, tnstochè inge-
Pern le prime dignità politiehe er eccle- gni chiarissimi ali* eia nostra, fra i quali
si.isliche coiilinuiiroiio a darsi di prcferenz-i merita di essere citato il celejire (>ir1oTroja
ani he nei si-coli VII e Vili ai magiaii di oh* io chiamerei per la sua \asla erudizione,
origine I.oiieol>ar«l:i. se non per una troppo tenace o|iiiiione, il
Infatti nel 787 Wilprando vrscovo di Muratori del secolo XIX, tosl<H:hè colili in-
Tiiirca nasceva di W<i';H'rto <liiea dilla s'essa ^.'e^'oi hanno insliliilo sopra simili in<l.igiui
eillà, al qua'e suceeilè il v«'S< ovo Pereileo sin Ij assai S''abrosi nella liisin!;i di fc'un-
fiotio tiel d'>vÌ7.i>^so Prttijid'lo possessore di |irìre la condizione civiledegl' Italiani vinti
molli beni nel l(Trit«>ri*>di Lucca, iiflle pi- dai IjMn;:obardi.
soie, roscll.ini-csoaiK'si Maremme. Nel 7.>'» Mi unirò bensì al paren* del sejrrelario
il Lonjfob.-irdo pisano aiate TF'a[frrdo fon- fn)rcnlino allorehè diceva: qualmente i Lou-
dò la celebre Badia di P-iluzzuolf^ presso gob.irdi dal re«jno ili Rulari in poi nnn eri»
Monleverdi, quamlo fora» T abaie lucchese no più forestieri che di nome all'Italia,
Ilpranio padre kV lìdrhranlo incdinìncia- «pianlnnrpie la storia ricordi la ralibia ili
va ad accrescere nella Ma- emnii di fìross^to Astolfo [lennitimo loro re, quando si recò
e rendere f)Otenle la dinastia dei conti Aldo- con numemso esen^to a ein^iere di asse-
brandesi'hi di So;ina. dio, sebbene inutilmente, l'eterna città di
Che poi nel secondo stcolo del repno Lon- Roma,
gobardo d'Italia Voltern fosse governala da G)m«"cchc le map^riorì |>ersrrnzioni dei
un castaido |K)litico p<*r ontodi quei re non IiOn«;obarili contro i vinti Romani non ol-
ne lascia dubbio 1' iscri^àone delT antico trep.is»inoap|»em il secolo VII, corae<*chè in
lemj)io dei SS Giusto e Oemenle ìnnal/.ilo raoltecitlà della T<»scana, come in Siena, Po-
da ,4lrftif^ illustre castafln al tempo l'I pulonia, Limi, Fin'oze e Fiev»le s' im^tntri
re Cuniperto e del ^eseo^^ Gaudenuano^ in quella età nella serie dei loro vescovi un«
VOLT VOLT 803
gnn bcuDa, per hUito ooq potrebbe toste- glont temporali ai vetcoTi di Votterra fa il
Iterai con sicurezza la cosa medesima du- marchese Adalberto quando governava la
note il rc(;uo di Rolari, e segn»iamente Toscana a nohne, ora di uno, ora di altro re,
••Hlo il re Cuniperto, chiamalo il Pio, to- Franco, ProVenviUyO di origine Tedesca,
slochè allora in Tos&ma si fondavano chiese quando e^W , nel settembre dell* anno 8g6
e looiiasteri dai privati, dui primi uiHziali del donava ad Alboino vescovo di Volterra ed
regno e dalli stessi re Longubardi. alla sua cattedrale (non saprei direse a titolo
Tale era quel Mon. di S. Donato in Asso di precarì-i, o se in perpetuo) varie castella
edificato do{>o il 'jo^ dal re Ariperto II; della sua diocesi, tra le quali si nominano
tale fu il MoQ. di S. Eugenio presso Siena Beriganne , Casate, Moniieri ecc. Della
fondato nel 730 dal castaido Siinese fF'at' qual notizia [>erò non esistendo scrittura au-
mefrido. Tale ancora è la chiesa di S. Giù- tentica o sincrona dobbiamo darla con mol-
tto innalzata verso la fine dt;l secolo VII sotto ta riserva per crederla vera, piuttosto che
il regno di Cuniberto in Volterra dal castal. vemsimile. — ( Ammih. Dei Vese, di Arex,-
do Aleliis, mentre era vescovo di detta città so, Fiesole e f^oUerra),
Gaiidenzìano successore di Marciano, ecc. Autentico bensì è il documento del 3oa-
Terminati i re Longobardi con la pri<;;io- gosto 919 col quale Ugo re dMlalia fece dono
oia del re Desiderio (anno 774) non terminò ad Aileli^rdo vescovo di questa città del iVo/i-
il nome del loro regno in lialia, rimpiazzato te della Torre presso San-Gimignano ; ed
dal viocitore Carlo M.<gno che a sé ed alla egualmente genuino è T altro diploma con-
sti» discendenza volle aggiungere col titolo cesso daliMrap. Ottone 1 a favore di Pietro
di re de* Franchi quello de' Longobardi. vescovo dì Volterra e della sua cattedrale
Da quel tempo pertanto incomincia peri' dato nel Cast, di P^ad't li a dicembre a n-
Italia un'altra specie di colonie militari, ad no 967. — ( Amia. Oper. cit. e Mokat.
Oggetto di ricom()ens.tre un vistoso numero Ant, 91. Aeoi)»
di signori francesi discesi alla coda degli II qual diploma ci sembra im[)ortante,
eserciti, oppure col fìne di affezionarsi i ca* tanto diil lato geografico , come per la
pi del clero in molte città vescovili della prie politica, giacché, ris[>etlo al primo, sì
nostra penisola. dichiara il Cast, di f^ada non più nel ter-
Fu allora che prese piede maggiore l'uso, ritorio f^lterrano , siwero nel contado
o piuttosto abuso, di ricompensare quegli pisano; mentre per la parte politica esso
uffiziali accordando loro in commenda rie- dà a conoscere che ai tempi di Ottone T, si
che abazie, molli stabìlimenlipii, oppure as- conferiva ai vescovi di Volterra oltre l'an-
Sfgnamlo loro in feudo città, terre e castelli lorità ecclesiastica anco la civile sopra aN
con più o meno vasti distretti. cuni paesi ed abitanti della diocesi loro. Il
Aperta una volta, sotto altro titolo co- qual vero si rende più manifesto nel pri-
trita strada, Tusurfìazione si convertì in uso, vilegio tc'Stè annunzialo, mercè cui Ottone
tilcbè i benefizi ecclesiastici, come i feudi I, alle preci di Pietro vescovo di Volterra
secolari divennero di diritto dei re, ed og- confermò quanto avevano alla slessa mensa
getto dell'avidità de' loro cortigiani, dei fa- già conferito i re Berengario, Carlomanno
boriti, e per fmo delle donne. (Ab. Bamoc- e Lottano 11 tanto rapporto ai beni enfi-
GBiiii, Sfemor. Lucch, FoL y, P, II nel tentici come ris[>elto ai servi spettanti alla
Discorso preliminare). mensa volterrana.
Volterra fu tra le prime città della To- D.i quel diploma inoltre si viene a co-
scana a riconoscere il dominio supremo dì noscere che, fino allord in Volterra i suoi
Carlo Magno. Ciò é dimostrato anche da vescovi non ebbero tìtolo di conti, ossia go-
nna membrana dell'archivio segreto del Co- vernatori civili, siccome avvenne sotto il
mone di Volterra scrittii nel primo anno regno de' Carolingi a varie altre città dell*
del regno Lonpob-irdo di Carlo !VI.igno,c:ir- Italia IiOng«)barda.
tacitata dal Ct>cìna nelle sue Notizie istori- All'Art. Momtc Voltsajo citai nn placito
che di Volterra a pag. 6. L.i cui mensa ve- tenuto li la giugno del 967 nel palazzo
Scovile per coiìcirssione del re Lodovico Pio del Vesc. Pietro di Volterra dal March,
e di Lotliirio I ricevè la conferma dei già Oberlo coni- del sacro Palazzo alla presenza
ottenuti •liplomi del padre e <lell'avo. dello stesso Imp. Ottone I e di molli cor-
Ma chi comparisce più largo di conccs- ti^iani.
801 YOLT YOLT
Fa poi n nedoiinM fetoofo goMroio lo&td troTkino nel injfl. itMi^i^i.
teno il clero della tua cattedrale, a tuote del si fermò ia Voi lem oel boifo di Ift^t^
quale nel 9 7 4 con istrumento del 9 3 ottobre, faori della Postierìm di S» Amdn^ h |bi
rof^to da uno di quei preti canonici, dooò al contetia Matilde con tutto il 10» it^itop
capìtolo Tolterrano molti terreni posti nelle pubblicare costk un placito a £if«re4j^ '
pendici estreme meridionali del poggio di scovo e chiesa ?ollcrrana , coi ooofciM't
Volterra presso le Btoje^ o Saline regie. pievi di Qlolli, di Pernina e di S. &«
Anche nel 991 furono donati allo stesso a Balli con più tutte le loro giorii&iHk,
clero dal March. Ugo salico altri beni con beni e apparienense.
una corte posta in San Gimignano. Ora , soggiungo io, se Rieri delli h
Successore di Pietro fu il Tesco?o Be- iiieria di Marcati presM» la cL di & t».
nedelto, il quale nel 1007 fece una gran* drea ed il Bfon. di OlÌTet»iii,oriS»ìaa
diosa permuta di beni e di giuspadronali di Tescovile, esisteva un borgo e^ pnadnii^
chiese con il giovane conte Ildebrando figlio nome da quella antica Porta, doren rg^
del fu C. Ridolfo di Roselle e con la vedova re sempre l' antico giro delle moia dnér
C. Gisla sua madre. Ad istania poi dello riatretto molto tempo dopo,
stesso vescovo, Tlmp. Arrigo 1, detto il San^
ÉO9 con diploma del 101 5 pubblicalo presso {. IV. VoL-raamA Rafvavjciu.
Pisa confermò alla cattedrale e capitolo de*
canonici di Volterra le antiche sue preroga- Ho detto di già che il potere ia^eriè
tive, titoli e benefizj. continuò generalmente a maoleaeraài
Tulli i documenti qui sopra citati, e gore in Toicana fmo alla pacccowk&a
moltissimi altri che per brevità si tralascia- Costansa (anno 1 183) lira Tliap. Ttàmpì
no danno ragione di concludere , che la da una e le citU di Lombardia eoa i he
città di Volterra col suo distretto fino al fautori dall'alt ra parte,
secolo XI almeno dipendeva nel politico e I primi segni di emancipaxiooe di^I»
nel civile dai re dell* Italia Longobarda, o peratori Alemanni accaddero io molte ce»
dai loro governatori, conti e marchesi. della Toscana sulla fine del secolo XII^
Che sino a detta età Volterra fosse go- do sedeva sulla cattedra di Voliera il p
Ternata dai conti secolari , e non dai suoi lente vescovo Ildebrando Pannoodiìctèi,
prelati, lo dichiara un diploma deirimp. che ottenne dal 1* Imperatore e dal ir d'I»»
Arrigo II, del 17 giugno io5a, a favore del Ha Arrigo VI il titolo di prineipt kaoili
elei» volterrano, col quale ad istanza di poi ai vescovi suoi successori eoo nni t»
Guido vescovo di detta diocesi, che si la- ghi e castelli della diocesi vollemai.-
mentava del eonte e degli altri ministri Uno di quei diplomi lo aveva già ottoMioj
pubblici rispetto al gravoso modo che essi Vesc. Galgano de* Pannoochieschi dtiTlofL
tcnev.ino verso il suo clero e loro servi nell* Federigo I nell'anno della pace diOatm,
esationi dei diritti reali, concedè al detto ve- quando gli assegnò non solo il governo élb
scovo ed ai suoi soccessorì, non che al clero, sua chiesa , ma quello ancora delb cittì i
ogni esenzione civile dai conti (donde eb- Volterra e di molti altri luoghi, previo To-
bero origine le immunità eeólesiasiiehe) nere di dovere corrispondere airinpaoa'
accordando il diritto a quei prelati di richia< annua responsione feudale,
mare a sé le c^nse a ciò relative, e di defi- Non meno di 70 fra ville, castelli e tfm,
nire le liti mediante il duello. ponione per intiero, alcune periacti frfa^
Lo stesso supresio potere fu continualo ai tre per una ter» o quarta parte, fanMo4
fucressori del Vesc. Guido fino alla pace di te in feudo al vescovo Ildebrando eoe pn-
Gostanza. vilegio del 96 agosto 1 186, non csdas» A
Correva Tanno 990 quando governava governo della stessa città con tutte le ;(iirv
la marca della Toscana il gran conte Ugo sidizioni sovrane. Imperocché io qod ìà^
•alieo, nel tempo che era conte di Volterra, ma fu rilasciato al vescovo la ^ìwìMm
oppure del suo territorio, un Tedice figlio 90vr»ùaquamnosineÌ9Ìtatepreedietù\fh
del fu conte Gherardo, siccome apparisce laterrae) habemut^ et idem epit*ifp't*
da un documento del a5 luglio di detto an- nahis tenet ete, oltre il dritto di dej^m i
no indicato dal Cecina nelle sue Notizie isto- consoli di detta città, qnelli di Sio-Giai-
riche di Volterra (pag, 14 noia i.) gnano, di Casole e di Mook yoUnja.
VOLT VOLT 805
Da tallo ciò si può coucludere, che il ve- amplitiim^ fede di tale veritk, mentre ana
scovo Ildebrando dal 1186 iu poi làceva le di eMe del 3 maggio 1196 (vivente il suo
Al azioni, se non di sovrano, al certo di vica* vescovo e principe Ildebrando) rammenta
rio imperiale sopra Volterra e suo contado, i consoli e consiglieri della città di Voitcr-
La potenza e politica di questo principe ra da una parte* ed i signori e consiglieri
mitrato si OMaifcsta più che mai nel diplo- del Cornane di Montignoso dall'altra parte,
ma del 11 89, 1 6 agosto dato io f^outsbourg^ ì quali, senza il permesso, né del principe 11-
quando il re d* Italia Arrigo VI concedeva debrando, né deirimp. Arrigo VI, elessero i
allo stesso prelato ed ai vescovi suoi succes- rcspettivi sindaci per terminare le diflèrcn*
sori a titolo dì feudo la zecca di Volterra ze insorte fra quelle Comunità a cagione
eoo r obbligo di un* annua retribuzione al di confini territoriali, e della respettiva gin-
regio «rario di sei marche di argento al pe- risdizione.
so di Colonia. •— Ved. qui appresso Zeeoa Inoltre un' altra membrana del 1 5 luglio
di f^oli€rra, 1197 ricorda un Uberto Panù^ o Parigi^
Anche il legato imperiale in Toscana potestà del Comune di Volterra nell* atto di
Enrico Testa, stando nel Borgo S. Genesio, ricevere da alcuni signori della Pietra (oggi
a dì 91 marzo del 1 190 prese a mutuo dal la Pittrina) il castello predetto a nome del
suddetto prìncipe e Vesc. Ildebrando per ser- Comune detta città, senza interpellare, né
vizio dell* Impero mille marche d* argento prendere licenza dal tesoovo principe,
assegnando in compenso al prelato stesso Infetti nel 14 die. 1 198 altri signori della
tulle le rendite regie della città dì Lue- Pietra giuravano nelle mani di un sindaco
ca, quelle del Galleno, di Cappiano, di del Comune di Volterra di osservare Tac-
Faceoch^o, di Bfassa-Piscalorìa , di Orenla- comandìgia del Cast, della Pietra sottoposto
no, di San-Miniato e del Borgo S. Genesio da uno di quei nobili alla stessa città,
con una parte del ^^eda^gio di Castel-Fioren- Anche nel 7 marzo del 1199 {itile co»
tino, tntto quello del GuM . dì Poggibonsi e del mime) altri signori (ì Cavalcanti) donarono
Borgo di Gena, le rendite del Cast, e corte in perpetuo al Comune di Volterra rappresen-
di Gatignano, il tributo di 70 marche che tato dai suoi consoli,* una loro corte posta
dovevano pagare annualmente i Senesi, ol- nel piviere di Villamagna con tutta la gin-
Ira il pedaggio delle porte dì quella città, risdizione che se gli competeva, {loc, eii.)
rilasciando al vescovo medesimo il censo an- A qneH* anno pertanto riferiscono li sta-
nuo che egli pagava all'Impero per le mi- tati comunitativi i più antichi di Volterra,
niere di argento di Montìeri oltre la zecca e statuti che si conservavano con molti altri
il fodro fino all' estinzione del debito delle posteriori in queir archivio pubblico. Sic-
aìlle marche da esso luì somministrate. che alla fine del secolo XII si può asserire
Dell' importanza politica di cotesto ve» quasi con certezza che la città di Volterra si
scovo fe fede la parte che egli prese nel 1 200 reggesse a Comune,
con i Fiorentini alla guerra dì Semifonte, Sempre più frequenti sono gli atti di sot-
ed il trovarlo anche nel marzo del laoS tomissione e obbedienza giurata snll' esordio
in i|ua|ità di capo della lega guelfe dì To- del secolo XIII ai reggitori di questa città
scana presedere in San-Quirico un solenne da molti castelli, villaggi, signori e magnati
giudicato con V assistenza dei rappresentanti del suo contado.
delle città di Firenze, di Lucca, dì Siena, All'art. CASTELiniovo di Val-di-Cecina
di Perugia e di Arezzo; lo che induce a citai un istrumento del a. agosto i aia, col
supporre che il vescovo Ildebrando si rego- quale i nobili e popolo di Castelnuovo di
lasse a seconda dei tempi, ora ghibellino ed Cecina si posero sotto la protezione del Co-
amicissimo degP Imp. Federigo I e Arrigo mone di Volterra con facoltà a questo di eleg-
VI, ed ora guelfo importuno alla parte ìm- gervi ì consoli, e dì esercitarvi ogni giuri-
periale.-^ fed, Sin-Quiaico iv Val-d'Obcu. sdizione, a condizione dì essere da Ini difesi.
Frattanto i cittadini di Volterra non sem- Discorrendo poi di Ghusaho fu indicato
bn che so£frissero in pace il dop{)io dominio ivi un atto pubblico della stessa provenien-
spirituale e tem()orale del loro vescovo, dal za, col quale il C. Eainaldo del fuC. Alber-
quate tentarono ugni sforzo per emanciparsi, to signore di Monlerotondo nell'ii mag-
Le membrane appartenute a questa Co- gio del iai3 vendè al Gimiiue di Volterra
munita, ora nell'^rcA. Dipi, Fior, fenno per lire mille di moiuia volterrana ( nota
V. ▼. ioa
80G VOLT VOLT
bene) ciò che gli appiirteueva nel castello e Finalmente lo prova uu prifilegioikl i6
territorio di CasttlnufM} di Cecina. W quale roano «lei i «46 icrìito nella pieve di Moole
atto fu convalidalo dal gì uramentu del con- Voltrajo, col quale Federigo d'Antiochia
te predetto prestato a Gallo pitteslà di Voi. vicario generale in Toscana per Tlmp. Fé*
terra, a nome anche de* Lanibardi di Ca- derigo 11 liberò per tre anni il Cornane di
stelnuovo>di mantenere cioè la pace col Co- Monte-Voltrajo dagli oneri dovuti alla eor-
mune di quesla città ; ed in ninno degli atti te imperiale, eccetto la ficoltà di nominare
di sopra rammentali si ricorda il potere pò- il podestà proprio, la cui eleaione era nsn-
litico dei vescovi volterrani su delta città, vata ali* Imp. o al suo rappresenlante.
Ma ciò che toglie ogni dubbio sul cessato Accadeva tutto ciò nell' epoca in coi i
dominio temporale dei mitrati di Volterra , Volterrani, al pari di molte dtlà» cnnodivi-
è lo statuto (allo da quel Gimuoe nelPanno si fra loro di opinioni politieo-religioseinaor*
iao7, nel quale vi è prescritto il modo del te fra Tlmp. Federigo II ed il Pont. Innocen*
giuramento da prestarsi dai podestà e dai zio IV, quando fiitta Telenone di lUnicrìdf-
consoli ad onore di Dio, de* Smti , della gli Uberlini in vescovo di Volterra (circa il
città e Comune di Volterra, sema farsi aU 1240), il maggior numero de'inoì abitanti
cuna parola de* suoi vescovi. -^( A. CiciaA, seguitava il partito del Papa, mentre molli
Oper. eit. pag, a4 ). cittadini avevano giurato ledellà alPImp. Fé-
Lo stesso A. Cecina dimostrò, qualmente derigo 11. — ( Ceci«A, Noiiùeece. pag, 44).
da quelli statuti ap(>ariva il metodo gover- Ma due lustri dopo (ia5o) estendo aanoi-
nativo della loro città, tostochè i Volterrani to all'Impero Federigo 11, il Cornane di Hoo-
cieggevano liberamente il podestà ed i con* te-VolIrafo, per rogito del i5 maggio is5s,
soli senza approvazione di alcuno, e che ai rinunziò ai governanti dì Volterra il dirìtio
medesimi veniva affidala la difesa e polizia di eleggere il loro potestà, sottonettcndaM
della stessa città e suo contado. alla signorìa e dominio di questa città, • coo-
Ma succeduto al vescovo Ildebrando (fra dizione di avere la cittadinanza volterrana,
il laii e il ma) Pagano Panocchieschi lufatti gli slorìci toscani si accordano nel
di lui nipote, promosso a quella dignità dire che, morto Federigo II (i3 dicembre
dairarcidiaconato di Volterrii,e pretenden- laSo), i Volterrani rìprendesKro la bcol-
doegli di riacquistare quel dominiochenon tà di eleggersi il giusdicente; il primo de*
aveva potuto ottenere il suo predecessore, quali fu nn Winigi Arzocchi di Siena che
incontrò degli ostacoli forti da Ila |)arte del nelle carte di quel Comune s* intitola po-
popolo, talché il Comune di Volterra, per desta sensa la giunta poco innanzi pnlì-
liberarsi dalle censure fulminate contro dal cala, eh* esso era tale per la grazia delt Im»
prenoniinato Pagano, dovè appellarsi al peratore. Infatti nel i a 5a accadde una nuo-
Pont. Innocenzio III. Ma ad onta di ripe- nuova riforma negli slattiti del C>mune di
tuli invili e giudicati il vescovo Pagano non Volterra, mentre vi esercitava l'uffizio di
volle cedere alle sue pretensioni fmo a che podestà e insieme di capitano del popolo il
poco prima di morire, nel 7 agosto deh conte Alberto di Segalari , quando appno-
Tanno laSg, alte preci di molti amici egli to i Volterrani propendevano a sostegno del
s* indusse ad assolvere i Volterrani tulli dal- partilo imperiale favorito in Toscam dal vi-
r interdetto. cario del re Manfredi di Na()olì. — Frattanto
Lii morte del vescovo Pagano sembra che la Signorìa di Firenze decisamente guelb
ridestasse 1* idea ncll* Imp. Federigo II di non era tranquilla a tante dirooslrazinni di
riacquisiare la supremaKia sopra Volterra ed città toscane in favore di un re ghibelli-
il suo territorio. Infalli quel sovrano, raen* nissimo, per cui nel i^SS mosse la sua oste,
tre eni negli acram|)amenti davanti a Vi- prima contro Pistnja che si teneva a parte
terbo, con atto del 4 nov. 1243 afìTillù per ghibellina, e Panno dopo per la stessa ra*
due anni, mediante lo sborso di lire i looo, gione contro i Comuni di Siena, di Volterra
ad un mercanle fiorenlino le miniere d*ar- e di Pisa.
genio di Monlieri, insieme con i proventi » Avvenne pertinto (scriveva uno slnnco
ilei ped.iggi che pacavano ali* erario regio contemporaneo) ai Fiorentini una improT-
i Comuni di San-Minialo, quelli della Val- visa vittoria, tostochè i Volterrani vepf;m<lo
di-NievoIe, di Valle-Ariana e dì Val-di-Li- l'oste presso alle loro mura, con gran I»*-
>D«. — y^ed, SAif-GiMioaAHO. rore tutta la buona gente della città uaci
VOLT VOLT 807
ri alla batta§lia,e tenia ordine o capita- oltrnnero nel ai maggio del iSiO, an trai-
nerìa aspramente assalì quella de* Fioren« tato di tregua, preliminare di quella pace
tìoiy la quale vigorosamente sostenne Timpe- che Tanno dopo ebbe efitetto per la media-
tOy tantoché i cavalieri con 1* aiuto dei fanti xione di Roberto re di Napoli.
Kspiasero al poggio i Volterrani, onde qne« Ma poiché il governo di Volterra tornò
sii ai misero in fuga; ed enlrando io VoU ad avvicinarsi ai Pisani aderenti di Lodo-
terra i Fiorentini mischiali con i Volterra- vico il Bavaro e nemico acerrimo de* Pio-
ni» combattendo con loro, senza gran con- rentini, questi interruppero ogni surta di re-
trasto si misono dentro, per modo che in« lazione con quesia città,
groasando sempre più Toste prese le fortezae Frattanto nel i34o questa città dovè es-
e le porte che guarnì di sue genti. Quindi sere spettatrice di tragedie cittadine, quan-
arriTate dentro altre truppe fiorentine cor. do Ottaviano Bel forti, nel dì 8 settembre
sono la città sensa alcun contraslo. — ( Ri- di quelTanno, si levò a rumore con tulli i
ooaDARO MALisriai, 5fori« Fior, cap. t55). Volterrani suoi aderenti e seguaci a danno
Intorno a celesta Cfioca pertanto due gran, della («arte popolare, della quale si era fallo
di opere monumentali s* innaliavano io VoL capo il vescovo Rainuccio Allegrelti zio del
terra, nel tempo che Nicola Pisano archi- fielfortì. Questo ultimo prrò essendo per soc-
tct lava e faceva più vasta la cattedrale, vo- combere alle forze maggiori, fu costretto
glio dire del più ristretto giro delle mura saharsi nel suo Cast, di Berignone, cedendo
urbane e del grandioso palazzo del Comune, al nipote il libero dominio di Volterra. 11
ossia de* Priori, incominciato nel laoScom- quale esso ritenne fino a che vi sottentrò
pilo nelTanno laS?, mentre vi era |)odestà quello del Duca d* Atene che i Volterrani
la seconda volta fionaccorso di Bellincione (aS die. i34a) ad esempio de* Fiorenlìni
Àdimarì di Firenze; sulle quali opere tor* nominarono in loro signore, imitandoli an-
nerò più a basso a far parola. che dopo cacciato quel tiranno da Firenze,
Ma la battaglia di Montaperto(sett. 1 960) tostochè costrinsero i suoi offiziali a lasciare
rianimò anche in Volterra il partilo impe- in libertà Volterra. Allora i Volterrani ri-
riale che a vicenda fiivorito o scacciato &« formarono il governo politico e militare con
ceva figarare ora la prie guelfa ed ora la altri statuti, a tenore de* quali il magistrato
fhibellina. de* suoi consiglieri di 110 fu ridotto alla
Raffreddossi alquanto il partito guelfo che metà ; e allora fu soppressa la carica di capi-
domino in Volterra dopo la morte del re tano del popolo, e si deliberò, che la nuova
Manffedi (anno ia66) net tempo che quello fortezza eretta in Volterra per ordine del
de* ghibellini sperava un nuovo trionfo dal- Duca d* Atene fosse data a custodire a quelli
T Imp. Arrigo VII disceso nel 1 3 1 a con un della famiglia Belforti, con la clausola che
cwrcito in Italia. Sennonché a cotesto par* uno della stessa casa risedesse costantemente
tito moslroasi decisamenle avverso T eletto fra i sei capi reggitori del Comune slesso. L«
▼esnovo Ranieri, e niente amica la Signoria quali cose vi si mantennero senza interro-
di Firenze; la quale rilasciò sopra i Voi- zione alcuna dalTanno i344 al i36i.
terrani le rappresaglie, mentre Arrigo VII Ma che il governo di Volterra, dopo le
nel 1 3i 3 dichiarava il Vesc. Ranieri de* Bell- nltime riforme del 1 344, non fosse tornato
ibrli decaduto da tutti i privilegi e feudi a parte guelfa, ed invece che propendesse nel
imperiali. contrario partito, sembrano manifestarlo i
Non starò a ripetere qui ciò che più spe- fatti seguenti : i.^ di avere i Volterrani con-
dalmente dissi alT Art. SAH-GiiiiGKAifo, ri- segnalo al partito ghibellino de* Berforli la
spello alle guerre cilladine più volle fra i rocca, e deciso, che uno di essi se<]esse co-
Volterrani ed i San-Giraìgnanesi ballagliate, stantemente fra i reggitori del Comune ;
dirò bensì, che i XW difensori di Volterra, a.° di avere nel 1349 accettato in casa loro
acca<iuta la morte di Arrigo VII, entrarono il C. Gherardo della Gheranlesca ed i si-
nella taglia guelfa, e mandarono la loro tan- gnori della Rocca stati cacciali da Pisa co-
gente di soldati al cara{)o tie* Fiorentini in me complici delT uccisione di Ranieri conte
Val-di-NievoIe. Dopo però la vittoria da di Donoratico; 3.^ di aver essi prestalo giu-
Uguccione della Faggiuola nel ag agosto ramento di obbedienza alT Imp. Cario IV nel
i3i5 sopra Tes<:rcilo fiore lino riporlah, i tre marzo del 1355 senza volere il consi-
VoUerrani ravviciaaronsi ai Pisani, dai quali glio de* Fiorentini. «^^ ( MatTi Vii^^aiii
g08 VOLT VOLT
Crome. Lib. if, e. 63); 4.® e per la cor^ cbe |roiHla«nro la pace atabilila, mallefado-
diale accoglicDU fatta allorché quell* Imp. ria di quella pace la Sig uor'ia di Fìrentc.
{%% maggio i355) si recò a Volterra; « Ma ioanaiomiiioHBCiltadificaQidi Voi*
5.® di avere ottenuto da Carlo V un diploma terra , alla cui teila ciasi potto colui cbt
nel giorno predetto innanti di partire da Piaa oon segreta licenia di Boochino Bclibrti a?e-
il nipote del tiranno Ottaviano Belforti, cioè, va ucciio dormendo nn Tollemno amico dei
Filippo vescovo di Volterra, oon piena fin figliuoli di Mesi. Francesco, in qnel romon
colte di poter nominare gli uffiiiali della pri- restarono morti alquanti figlinoli di detto
ma magistratura in questa città e nei prìnci- messere ed altri imprigionati per ordine del
pali paesi della sua diocesi; comecché cote- tiranno Bocchino contro i patti, dei quali
ste generose concessioni, rinnovate nel 14 la Signoria di Firenie era sempre malleva
giugno del 1 364 a £ivore del vescovo Pie- drice. Ma veggcndo che ad onta degli an-
tro Corsini di lui successore, non fossero bascbdori a tal uopo mandati a Voltrrrsy
pi& efficaci di quelle concedute al vescovo Mess. Bocchino non rilasciava quei figli in
principe Ildebrando Psnnocchieschi da Fé- libertà, il Comune di Firenaeoomend&t che
derìgo 1 e da Arrigo Vi. una roano di armati si recasse a McnHc^VoI-
io non saprei pertanto decidere, se fu il trajo per fornire di valido presidio quella
timore d*irriure di troppo! Fiorentini, ossia rocca de* figli di Mess. Francesco Beliòrti,
r apparinone in Toscana dt* Ila compagnia minacciando di guerra il tiranno se ■oa
del conte Landò, o piuttosto 1* esempio tri* faceva sollecita ammenda ».
sto di Siena, che diede motivo al governo » Fu allora (segniU il Villani) che Mca.
di Volterra di nv?icinani alla politica della Bocchino trattò di dare la Signoria di Vd-
Rep. Fior., per cui entrò di nuovo in lega terra ai Pisani per 3aooo fiorini d'ora,
con i Comuni di parte guelfii della Tosca- Quando il popolo di Volterra ebbe se»
na; siccome avvenne nel gennaio del 13569 tore di ciò, tutto di nn volere prese rarmi
{stilt comune), ( 5 settembre i36i ) correndo prima a ea^
Quindi i Sanesi imitando i Volterrani ed ciar di città le truppe pisane, poi al pala*
altri popoli della Toscana, nel giugno di gio del tiranno, che pose in caiecre oon la
queir anno furono accolti dai Fiorentini saa fiimiglia; quindi fiiroo mandali a Fironi
nella stessa lega con promessa di essere difesi ambasciatori per avere nn capitano di gaar-
jed ajutati. — (B(Utt. Villami, Crome. Lik, dia, e a Siena per un podòlà. — I Fio-
Fi cap. 40). rentini, che in Volterra avevano inviatoli
Cbe poi la casa (osse Belforti tornala in capitano, ottennero pochi giorni dopo dal
grazia de* Fiorentini, si può iledorre dal soo- po|iolo la cusloilia del cancro della città (la
corso che Volterra inviò nel tett. iSSg ali* rocca presio la Porta a Selci) a cnndisione
esercito che il Coro, di Firenze teneva sotto che la medesima fosse guardata da loro per
Bibbiena assediata, e dall'ambasciata che i io anni; e intanto fu riformato il governo
reggitori di Firenze, di Lucca e di Siena (i3 sett. del i36i) e nel 10 ottobre socces-
mandarono a Volterra per {Hicifìcare la con- sivo fu fatta tagliare la testa al tiranno mrts.
sorteria de* Belforti , le cui controvenie si Bocchino Belforti, dopo aver introdotta in
raccontarono da Matteo f^illani nella sua città la cavalleria de* Fiorentini ».
Cronica ( Lih, X cap, 67) in questi ter- Al racconto di Matteo Villani,corrispnB-
roini : « Mess. Francesco de* Belforti tenea dono le notizie degli archivi pubblici di
la forte rocca di Monte-Voltiajo sopra il ci- Volterra.
g'io di Volterra, mentre Mess. Bocchino di Do|)ochéi Volterrani ebbero ri formato con
Ottaviano suo consorto era signore della cit- i quinti, o sesti statuti l.i Tom città, i XII
tà. Il quale ultimo cupido di atimentire sua difens')ri deputarono nn sindaco con f:icol>
tirannia con solleciti aoguati cercava di tor- tà di ceilere [ìer sei anni ai Fiorentini la
re :i Mess. Francesco la rocca di Monle-VoI- custodia del cassero r di promettere aqtirlli
trajo; e dopo anche la morte di quesl* ulti- Signoria, che i Volterrmi non avrrlibrro
mo non lasciava stare i figliuoli di lui in eletto a loro podestà, ne ad altri uffiziati mi-
Vollcrra ». fiorì, persona .«Iciinii rlir lf>Mc meno di lo
Ecco perchè il Comune di Firenze s* in- miglia lungi da VoltcrT.i,errc|iii»nf|(»nr |ie-
terpntc tra loro e li ridusse a concordia, rò i cilLidini fiorentini e quelli dilla fjmi-
obbligundo le parti ad una penale nel caso glia Ceccioni di San-Miuiato. Quindi elei-
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9tro in ponraUmìere per sei rotti MigUore che per il teiniio§uccr«ivo mm si dffyrtiie
GiMciif^ni cilladino pofiolare «li Firenie, e più il cafiilaiio sopi-n una qijmliTiMi «li di*
IxhJotìco dei Geccioni di Saa-BJiiiiato iii> ladini ftorenliai noniìniili dalla Si» oriii,
podestà, con ordine che si ponessero guar- ma hensì che quel!' elezione si facesse a sor-
die alle coQirade non solo dentro U mura te, donderliè lo stesso Cecina conclude: che
Hnoi^e, ma ancora sulle mura secchie di \ Fiorenlini non conienti di axrre la cuslo.
Folierra, <]ia della loro città, tollero niandio la Jt-
Efsoo,se non mMnganno, la prima epoca bera elezione del capitano e «lei castellano
delU sottomissione piena della citUi e Co- del cassero: le quali cose furono dai Volttr-
Bunc di Volterra ai Fiorentini, cai quei rani nel 3o die. i385 accordale , oltre la
govemauti avevano ceduto la loro rocca. bcoltà amplissima alla Signoria di Firetiie
Nuove riforme nel marzo del i365 e nel di potere correggere tutti quelli statuti «lei
taglio del i368 fnrono fitte alli statoti del Comune di Volterra che si trovassero con*
Gonanc di Volterra, ordinandosi in quelli i trerj air ultimo accordo ed alP onore del ca-
che il magistrato dei XII difensori si rida- pitaiio del |)0|io1o, al quale magistrato ap
cesse al numero di IX, e che questo dovesse parteneva il diritto di fare ne* consigli la
chiHmani il magistrato del popolo e fosse da proposizioni dei pubblici affiri.
eleggersi tre per ciascun TVraiere del la città. Finalmente da una delle ultime riforme
Fu inoltre deliberato, che tutti quelli della degli statuti comunitativi di Volterra falla
fiimiglia Belforti si cancellassero dal nomerò nel 141 1, risulta, che il distretto volterra-
de^ popolani, e che fossero inscritti nel Li- no di allora sicom(MHieTa di 33 minori co-
ira hianeo, AH* occasione |)oi della riforma muoi, non compresovi il capoluogo della
del luglio i368 fu decretato, che Meu. Ja- città.
cono degli OtUviani di Firenze e mess. Si- Dissi, che una delle ultime riforme sla-
DilMldo di Vanni di Pistoja fossero confei^ tutarie del Comune di Volterra ebbe luogo
mali, il primo in capitano del popolo, il se- nel 141 1, stantechè d* allora in fioiad <»nta
eondo in podestà; quindi fu rinnovata per «legli slanci di vitalità che di tratto in tratto
altri IO anni la custodia ai Fiorentini della dava il suo popolo, esso fu costretto a suo di-
rocca di Porta a Selci con le antiche condì- spetto restar ligio al governo fiorentino,
lioni. Arroge a ciò qualmente ai Volterrani Ma 1* epoca forse più solenne segnahita
andaitmo sempre più tarpandosi la propria dalla stoiìa politica di questa città accaihie
libertà, tostochè qael governo nel 1* ottobre nel 1437 quando i Fiorentini vi volevano
del 1370 acconsentì di s()Ogliarsi della cu- introdurre il nnovo sist'ma catastale. Iji
•lodia della città col permettere, che le chiavi quale novità turbò moltissimo gli .mimi di
delle porte slessero nelle mani del capitano quei cittadini, perchè creduta contraria ai
del popolo per tutto il tempo che al Coma- patti che il Comune di Volterra aveva sta-
ne di Firenze fosse appartenuto la cnstodia bilito con la Signoria dì Firenze.
della rocca di Volterra. Per modocfaè i Voltermui ricusando di
Intanto il popolodoveva sopportaredi ma- eseguire i comandi flati cìal capitano del pò-
le animo che i Fiorentini avessero preso sot- polo, nel «lì «8 giugno delT anno 1427 in-
lo la loro giurisdizione il castello e uomini viarono ambasciatori a Fiirnze per tentate
di Monte&stelli in Valdi-Gecina, per cui di conservarsi illesi da quella misura. Tutto
dietro il parere di 5 giureconsulti fiorentini, però fu inutile, inguisacliè, do|)0 molti «li-
pronunziato li IO luglio i38i, i Volterrani verbj e dispute, la Siguoriit *h Firenze co-
lie rioltennero il domìnio; quindi net aa mandò, che i 18 ambasciatori volterrani, i
•ett. dello stesso anno furono rinnovati i quali si trovavano allora in quella città, fos-
patti fira i Fiorentini ed il Comune di Voi- aero arrestali. Dopo molti mesi «li prigionia
lena aopra la custodia del suo cassero per quei delegati, con la mira di lilierarsi ijalia
on* altro decennio. carcere, nel dicembre del 1438 consegna-
Scriveva il giovine Ammirato, che ciò ac- rono alla Si|rnoria i libri dell' ex/iwio del
cadeva nel dicembre del 1 383 conforme ali* distretto di Volterra. Ma appena c«>storo lor-
istanza precedentemente fatta al Comune di nnrono in p:itria, il po{)olo si sollexò contro
Firenze dai Volterrani, cui aggiunge A. Ce- i Fiorenlini, e Giusto L.-intrmi, uno degli am-
eina tessere già stato ni ;i ni ics ti lo agli aro- basciatori reduci dalle prigioni di Firenze
baicialorì Volterrani a Firenze il desiderio, (nel a3 ottobre 14^9 ) lattosi c»(k> della ri>
810 VOLT VOLT
TolU, corse al palano e alla fertena, oae- ìini. Dai delle quali ealamìU era siala por»
dandone il capitano ed il oiftellano dei Fio- lata dalle Inippe ooodolle in Tosoioa ém
rentini, ed in seguito im(Kidronendosi della Niccolò Piccinino per CiTorìre i LuocImm
rocca di Monle-Voltrafo. (aprile e maggio del i43i), elloicbè s^ifla-
Tali incidenti conturbarono forte gli ani- padronirono di molte castella dd eoalado
mi della Signoria, la quale tosto creò il folterrano. Ma la feilecd il buon animo ap*
magistrato dei Dieci di Balia, destinando punto dal popolo di Volterra in qocll* ocea-
fra essi due coromissarj Rinaldo degi Àlbiz« sione Terso il Comune di Fifone dimostra-
si, e Palla Strozzi a dirigere P impresa di lo, diede un grande impulso a questo per
quella guerra. 1 quali commiisaij dopo ayer adottare la riformagione preindicata, e proa
ragunato le genti d*armi, ne affidarono il sulla fine d'ottobre dalla Signoria della Rrp.
comando a Niccolò Fortebraccio, cbe alla Fior, in fii«orc del Comune di Volterra.—
lesta di quelle marciò a Volterra. (CccmA, Op. cit.pag, %%% in noia t Megg.)
Frattanto il Landini capo della sollefa- In grazia di ciò i Volterrani si nanlra*
zinne, comeccliè sperasse che per la forte nero, non solo in armonia con i Fiorealiai«
sua |>osizione Volterra potesse essere in grado ma ancora tranquilli fra loro, fino a cbe kU
di resistere |ier qualche tempo, nondimeno fonso di Aragona re di Napoli, nel 1449,
ateva chiesto d*ajulo i Sanesi ed i Lucchesi, STendo mosso guerra al Comune di Firenae,
né dagli uni né dagli altri cavò alcun fruito, danneggiò a pi& poterei! lerrìlorìo TolUna-
quamlo a un tratto la rovina gli venne da 00, mettendo a sacco hi Tem delle Pomaru-
quel lato che doveva temere meno. Aveva il ce con altri castelli. In vista di ciò la Signo*
magistrato del Comune di Voliem a un ria di Fireniecon provvisione del mSdicem
tratto deciso di dare la morte a Giusto Lan- bre 1449, ad istanza dei Vollemni, cttolò
dini, siccome avvenne nel dì 7 nov. delfau- il loro Comune per cinque anni dal pafi-
no 1499 (Tale a dire 16 giorni dopo la ri- mento delhi lassa annua di mille Aonni,
volta) appena ent ritto nel palazzo de* Priori, cui era stato di prima obbligato. Inoltre
per ordine <le* quali ancora spirante fu gel- dalhi stessa provvisione si rileva, che alleni
lato dalle finestre sulla piazza, gridando : le maggiori rendite del Comune volterrano
^iW il buono staio della eittà^ e V amici' ù ritraevano dal xo/e, dal wolfo^ dal ntridè
%ia del Comune di Firenze, Giunto I* avvi- e dall* aiume delle sue miniere,
so al governo della ricuperazione di Volter- Ventiquattro anni dopo il passtggio «li-
ni, la Signoria considerando esser quella la le dell* esercito napoletano, i Volterrani do-
terza volta che cotesta città poteva dirsi sog- vettero soffrire una sventun di assai più tri-
giog.iia dalle armi de* Fiorentini, lassando sta conseguenza; allorché nel 147 1 inaoncro
ai voli, vinse il partito più severo; per nella città delle civili discordie cagionale
cui fu deliberato: che i Volterrani noti pò- dall' ap|Hilto di varie miniere d* allume, a
tessero più in alcun modo eleggere il loro condizioni credute troppo fiivorevoli agli
potestà, la cui giurisdizione fu d* illora in appaltatori e lesive alla comune libertii.
poi riunita nella persona del capilnno del Gli storici più imparziali volterrani con-
popolo, ch'era di nomina assoluta «Iella Si- vengono in cotesta massima: che i magistrati
gnoria di Firenze, e che oltre l'antica roc- al pari del popolo <li Volterra procederono
ca, o cassero alla Porla a Selci, si dovesse in quest'affare ad atti di positivo dispreim
(abbricare r^lJi una fortezza di nu )VO, sicco- verso la Rep. Fior, stimolando questa a ri-
me poi fu eseguilo, con aggiungere diversi correre a modi che dovevano riparare al vi<^
Ordini rcldivi aU' adempimento del catasto, lato suo decoro ed alla vilipesa autorità del
Fin qui r Ammiralo, cui il Cecina sig- capitano da essa nominato. Ogni accordo es-
giunse: che udranno 1431, a dì 3o olio- sendo riescilo vano, fu posto l'affare nelle
bre, il Com. di Volterra riottenne «lalla Rep. mani di Lorenzo de* Medici divenuto Par-
Fior, piena restituzione de' suoi diritti, ritor- bitro della repubblica. Allora il magistrato
nando nello stalo in cui era avanti di quelle civico di Volterra accorgendosi cbe si pren-
turholenze. ^ - . - . « • _ . .. .—
cai
DO cs{)Osti innanzi la ri prìsti nazione
privilegi municifMili, per aver essi ricii$.«to di quali mandarono a Volterra un esercito di
chinare il capo alle deliberazioni de'Fioren- loooo fanti e di sooo cavalli sotto ileo-
<iii|(i urlili siiiiu III CUI rra «vaiiii m t|uciic *.iTi»«vf «n «vit«»m« «ww^- ^«—'— -•'• —- — ^--..
irholenze. — Grandi \ìer allro furono le devano in Firenze delle misure forti cootro
ilamità, alle qu^li i Volterrani si Irovaro- la loro città, risolve di abbracciare il partilo
ocsi)0$ti innanzi la ripristinazione de* loro della difesa contro Poste de* Fiorentini, i
▼ OLT TOLT 811
ttfeUtlo d«l oa|nUin geocnile Federigo Diiw Fior. doveTano governare Volterra ed i p.-iesi
4i Moole-Fellro e di Urbiuo. del suo contado, riferendosi ai più moderni
Occupò primieranitriite l^eaerciio fioren- statuti del 1474 ris|)etlo alla procedura e
lino i paesi del contado volterrano, quindi decisione delle cause civili,
alili metà di maggio del 1493 si accampò Per tenere poi in freno pel tratto succes-
nelle pendici del monte di Volterra ; sicché sivo i Volterrani, si estese il perimetro dell*
dopo inutili proposizioni di resa il capitano antica fortezia, facendo atterrare il palagio
generale fece dar 1* attacco alle truppe voi- de* Belforti, presso cui furono costruiti i ri-
tcrrane che foorì della città erano accani* vellini della fortexia nuova, e nel loro cen-
|iate.— Fu combattuto con ferocia da ambe tro innaliata la celebre torre rotonda no-
ie parti, ma le troppe volterrane oppresse minata il Mastio con più carceri segrete a
dal numero degli assedianti trovaronsi co- vari ordini, le più basse, e più nascose delle
itfette a rientrare in città. Forse 1* assedio di quali ebbero probabilmente a primi ospiti
Volterra del 1472 sarebbe andato molto in nel 1478, alcuni dei capi della congiura
hngo per il forte sito della medesima, e de* Pacai, quando appunto cessò di eserci-
per r animosità e coraggio dimostrato dai tare il primo uflizio triennale di casti'llano
capi della magistratura e dal popolo, se dal 1* di quella rocca il capitan Scberamuccia di
altra parte i soldati stipendiati dal Comune Santa-Croce.
di Volterra non si fossero avviliti in guisa Inoltre la Signoria di Firenze per contrat-
che eon molta lentena a difendere la città to del dk 8 geunajo i48gr alienò al Comune
piocedevano. Aggiungasi inoltre, qualmente di Volterra i pascoli e tenimenti, dei quali
i partigiani de* Fiorentini che ave?ano sin dieci anni innanzi la loro città era stala
dal principio insinuato ai magistrati di uh- privata, mentre sette anni dopo ( 18 die.
Udire ai comandi della Signoria di Firenze, 1488) dalla stessa Signoria fu deliberato di
convennero segretamente con il Duca d* Ur- esentare gli abitanti della città di Volterra da
Irinoche in una notte determinata eglino tuttte le gravezze rrali, personali, e mistiche
avrebbero 6itto in modo di lasciare aperta per 1* avvenire fossero state imposte; mossa «
ima delle porte di Volterra, purché fosse ciò dalla povertà in cui erano ridolti i suoi
salvato r onore delle donne e la città dal abitanti per i danni sofferti neirultima guer-
•weheggio. ra, e per la naturale sterilità del suolo^^^^
Innanzi Palba infitti del t8 ging. i47a (A. Ccgiva, Oper, eit)
entrò in Volterra per la Porta a Selci I* eser- Ma la parte della storia moderna che più
cito fiorentino, massacrando cittadini, in- onora il Comune di Volterra é, se non m*
eendi andò e saccheggiando le loro case senza inganno, quella dimostrata dal magistmto
punto curare i patti poco innanzi stipulati, de* priori e dal consiglio generale di Vol-
Alle calamità de* privati tennero dietro terra, allorché presso alla vigilia del sacco
quelle del pubblico, poiché, oltre l'esilio fiimoso dì Prato, e della cacciata da Firenze
Allo a 7O cittadini più animosi, oltre 1* ab- del gonfaloniere perpetuo Pier Soderini, i
bandono volontario dalla patria di molti Volterrani con provvisione del la agosto
notabili de* più ricchi e più autorevoli, che iSia deliberavano doversi spedire a Firen-
rifngiaronsi in varie città d* Italia, il moni- ze ambasciatori con l* incarico di oOerire a
àpio di Volterra venne privato di molte di- quella Signoria tutte le sostanze de*Votter-
{nìlà e di considerevoli rendite. rani peri bisogni di quella guerra ; in guisa
Fu tolto al medesimo il palazzo deiPrio- che tre giorni innanzi che accadesse il sacco
ri, che la Signoria di Firenze assegnò a re- di Prato (16 agosto 1 5i a) furono eletti otio
tidenza del capitano del popolo ; e fu allora cittadini volterrani con facoltà di esibire
rbe i pascoli fd i boschi comunali, le mi- a quei reggitori quanto fosse stato di van-
liere del Salcy del Zolfo, del Cetriolo e taggio ai Fiorentini.
Ieir^//ame, dalla Com. di Volterra 6no Che se quella guerra riesci del tutto con-
ti lora goilute, vennero inscritte fra le regalie traria ai voti della repubblica fiorentina; se
lei Comune di Firenze, il quale poco dopo in seguilo cambiandosi del tutto in Fireii-
e allivellò alla città di Volterra, rinnovan* ze il governo e cacciando di seggio V imbe-
lo il fittQ fino al i53o, epoca in cui cote- cille gonfaloniere perpetuo ; se i Mettici fu-
lo livello fu reso perpetuo. Quindi furono rono di nuovo restituiti e raccolti nella loro
letti i magistrati che a noma della Hep. patria, Volterra non cambiò per questo la
81S YOLT VOLI
Ma geoeiMt» oObrU a l«foc9 Jelb Signoria ttna di Voi len», dalla ^oak con» èli»
nuova s dalla qu^le con lettera del 6 set- tinuo tormentati.
Ifoibre i5ia, estendo invitati i Volterrani La pentita pertanto di oofeofei iwpiifcifc
a fornire ad impcestito per un mese quella città iocresoeva assii aicommÌMróJi|iB.
quantità di denaro ehe potevano, il magi- n Francesco Ferruocics il qtiaW tf^iti»à
strato civico con provvisione del i a di detto al presi<lio di Empoli arriso i Oieai di h^
mese decretò, cbe sensa altro indugio si do- eh* egli volentieri si recherel^be a ¥«1^3
vesserò somministrare quanti denari si tro- innanxi cbe gli afibri ai Toluascro ia^
cavano nelle casse del Comune; oltre i i5o gio. Piacque I* avviso del Fecraobo^t^
soldati cbe Volterra ad istania della Signo* viatigli circa aooo fiuiti e i So Cimatti, «
sìa di Firenie inviò sotto il comando dei queste genti si dirrsse Ioato a Vottem.
aonoestabile Bcnelelto di Meo di Eoberto Non ressero i suoi nbitanli longs pea ^
Hinooci. assalto feroce del Kerruocio, aiccbè cfl i^
Tante cerdiali dimostraxioni pertanto non pena entrato nella (brtesza, temendo ck i
potevano mancare di fruttare alla città di Volterra giuagcsae soooorao» fcoesitifttta
Volterra benefìxj importantissimi, tostocbè diverse bande la città. AJkm coaàxkv
on anno dopo, oeU* ottobre del 1 5 1 3, i Voi- ferocissimamente d4 una parie e dalF ■&<)
terrani ricuperarono in gran parte le per- infino alla mttia notte non potcnda,ae|^
dute dignità, mediante provvisioni e decreti aaialiiori, né gli asialitt portacsi eoe wf
di eseuiiooi cbe la Signoria di Firenie gli gior virtù di quella cbe eaoatrarovo. ILU.
aceordòy e cbe in varj tempi furono al Co* to dal Ferruccio meiler ftioco alle car )«
aanne di Volterra confermati. Dalle quali vicine alla fbrtexaa , ira lo strepit0 étt
caiìoessiooi si rileva, che 1* antico contado o fiamme, i pianti delle dcHUie e le gh^ 4a
distretto di Volterra era stato abolito fino corob;itt«ntì, pareva che la terra roTiaiK.
dal Tanno 1474, epoca di una delle estreaae Perirono in quella auffa, dice T kmm-
riforme de* suoi statuti; a tenore de* quali rato, d'ambedue le parti non mrnoé kt
Boo fti ripristinato il vicariato di Val di Co- uomini, e più cbe altrelUntt finooo i Ìbw.
eina, mentre in luogo suo doveva eleggersi — L* ingresso ilei Ferruccio ia ViUemii.
un podestà fra i cittadini fiorentini rmideo^ tenne nel t6 aprile del 1 53o» in ■e4&ne
la in Volterra. la mattina seguente la città ardendo fm
Uno degli ultimi avvenimenti storici re- da ogni parte, si dette al nemico, il ^aat
lalivi a Volterra repubblicana accadde nel gu:4l^rnò i 5 peni di artiglieria oltm«^4
i53o, iu tempo dìeir assedio di Firenae» Gemente VII, dopo ehe erano di oa {mstm
quando i Volterrani sì dichiararono dal par- da Canova arrivati. Doodccbè il Fcmcoa
ti lo Mei liceo. Seguiterò brevemente il rao* attese con molte eslorsionì a cavare arpau
conio lasciatoci da Benedetto Varchi e dal dalle chiese e denari dai «ttadini. — iecR-
Guiceiardini nelU storia d* Italia {Lih, XX), soendosi sempre più il oucnero de* suoi ttU»-
e rifiPtulo dall* Ammirato («Slor. Fior. Lih, ti, meditava di (ar rivoltare San GinufaNSt
XXX.) dicendo, che i Volterrani per la vio> Colle ad oggetto d* iiilerrom|iere le rfttot*
letlia usata loro da Giovanni Covoni di Pi- glie che per qoelfe via si recavano di Sa
irmc, che con 4 compagnie n*era venuto a ali* esercito aascdiante Fimose. Mi csksAi
Volterra, eil ing innevolroente era twnetrato opportunamente sopraggioato in quellrbn-
nelU città e corso al piazzo de* Priori con de il capitano calabrese Fabrisào Umaii-
ruocistone di alcune guardie volterrane. Al- do con circa aSoo fanti non pagati, ^aau
Iosa il popolo irritato da simili violenze si recò con le sue genti ad accampora ad
corse air armi, barricandoli sbocchi nelle subboigo di Volterra luoct delU Pofto S.
alnaley e calcando le finestre delle esse di Francesco.— Fu allora cbe il Massari ji
sassi; sicché quel le compagnie col loro capi- con troppe arrogania avendo fistio iolm^
Lino Covoni in breve ora furono ilal tnmul- per un tamburino al Fecttsccio, clie iacao*
to fiopolare vituperosamente cacciate di pa- tenente, se non voleva ciati e taglialo s p»
laxzD e di città. In conseguenza di ciò i zi, gli rendesse Volterra , il Fcmieeio ■»-
Volterrani vcileiidosi vicini ad un mal par- strando d*ogni altra eosa tener pia coab
tito roandai-ono a Bologna per «larsi a Cle- che di tali minacce, (eoe toalo impieoMvi
monte VII , supfiliciindolo a provvederli di misero tamburino, lo tate oocasione, a £ }
artiglieria grossa per poter abbattere la for* di maggio, si Ì90t una
VOLT VOLT 813
ftiori le mura, Jovie reslaroao morti ili quel- Dieci da Tollerra a Pisa, eJ essendo rieseito
li dì deutro uq i5o, e sopra aoo delle Irup- vano al Maramaldo di arrestarlo; raccoglie-
pedi fuori; ÌDollre|>assaiono di«ll.i parte del va il Ferruccio iu Pisa quanti più fanti pò-
Ferraccio circa a oo lanli calabresi per mau- levo, sicché tutta la speranza de' Fiorentini
caois di (taglie. — ( àmnir. Sior. Fior, eri ridotta alla venuta sua per liberare Ja
Lib, XXX,) città assediala. Quindi e>;li avendo lasciato
liilanlo r oste spagnuola sotto il com;ui- Pisa, si |;cnlc |>oco dopo a Cavinana con la
do del roarcbeae del Vasto, presa Emp<di, vita del Feri uccio non solo Firenze, ma aa-
iT incamminava alla ricuperazione di Voi- cora Volterra repubblicana.
lern, tanto più che Maramaldo insisteva a
domandare artiglieria per espugnarla, poi- $. V. Volt&juu GaAUDuciu.
che con le mine non gli era riescilo di ri-
trarre alcun buon effetto. L* ultima sventura di questa ciltii termi-
» Uaravigliossi, dirò con l'Ammiralo, il nò con la repubblica fiorentina, mentre il
■aichcse della fortezza del sito, poiché la principio del governo assoluto di Firenze
dUèy olire esser posta sulla cima del monle, parve piulloslo favorevole ai Vulieiraui, stan-
non aveva ali* esterno che cinque vie, dispo- teche appena sottomessa la metropoli alle ar-
ile a guiu di cinque dita di una mano mi poniificie e imperiali, innanzi che Ales-
•perta, per offenderla, restando fra mezzo al- Sandro de* Medici fosse dichiarato capo (lO-
b stesse vie valli profonde e dirupale; tal- litico di quello stato col titolo di Duca, i
cbè il marchese, preso consiglio col Mara- Volterraui nel io dicembre del i53o oticn-
Baldo, pose ad alloggiare le sue genti fuori nero da quel governo provvisorio la cou-
del Portone presso la chiesa di S. Andrea, ferma perpetua dei privilegi stali loro con-
dole il monte é meno disagevole. Ma uscen- cessi nel i5i3; i quali privile^ j nel 3 giu-
do improvvis.uoeote il Ferruccio a infestare gno del i55i furono loro dal Duca Cosi-
gli Spagnuoli occupati in attendarsi, nvreb- mo I confermati.
be lorodalo assai che fare, sedai Maramaldo Ma nell'anno della caduta di Firenze i
non fossero sta ti in tem(>o soccorsi. Che sei;- Volterrani erano siali afflitti da un'altra scia-
bene non meno di quattro ass:ilti si ilasscro gura [luhblica, come fu quella della erri-
dagli Spagnuoli e dai Calabresi alla cillà, bile pestilenza chedopola guerra ed i molti
sebbene una larga breccia nelle mura fosse stenti falcidiò quella popoiuzìoue riducen*
Stala aperta fra Torto delle monache di S. dolo a pochi abitanti.
Lino e la Porla Fiorentina, a tutto rip'irava Non era appena crealo Abssandrode* Me^
I* accortezza e valore del Ferruccio, che a dici Duca di Firenze che fu ordinata una
lutto provvedeva, e da per tutto compariva: coscrizione militare nel contado e dominio
talcbè il marchese fu forzato ad abbandona- fìortntino di loooo fanti; alla qu:de perciò
re 1* impresa incominciata. fu ascritta la giovfulù su|,fr$tite di Volter-
Nella qual zuffa apparve chiaro in quel ra, sotto nome di Bande, coll'accordaie a
dì il valore di Angelo Bastardo di antica quelle milizie alcuni pri\ilegi, due fra gli
origine volterran», avendo egli più volte altri si contavano que li di potere portare
rimesso la battaglia con mirabile valore. — le armi e pagare menu gravezze.
(AvMia. Oper, e Lib. eie. ) Alla qual epoca la stessa città era suddi-
Frattanto strìngevasi maggiormente Tas- visa in tre quartieri, ed in cinque contrade,
sedìo intorno a Firenze dove non entrava come al tem;>o della repubblica, nel modo
più vettovaglia da parte alcuna, con tutto- che apparisce da una statistica ordinata nel
cbé la strettezza del vivere non diminuisse i55i da Cosimo I, nella quale si noverava-
negli assediati l'ostinazione della difesa. Ma no in Volterra e nell<? sue Pendici o sub-
idosi recato il Ferruccio per online de' borghi le seguenti famiglie ed abilauii.
V. ▼.
!•!
814
NOME DEI QCARTIEBI DENTRO Li CITTA*
DELLE CX>NTRADE O SUBBOEGHI PUOEI DELLE MUEl
PUPOLASIOBK B FAMIGLIE DftLLA CITTA* DI VOLTKBAA
HKUi^AllHU l55l.
Nel Quartiere del Borgo iF.®
Nel Quartiere delia Fiazux
Nel Quartiere di S, SUchele
ToT^LB dentro la città . . N,^
POPOLASIOIIK K FAMIOLIK FUOSI DELL! HUtA DI VOLTCARA
HBLI.*AMHO l55l.
I. Guntnda <]i Porta a Selci e Pian di Cafielio
%, Contrada di Piazza e di S. Alessandro .
À. Contrada di S. Giusto e di Pralomarzio
4. Contrada di S. Michele fuori le mura
5. Contrada di Moute-findoni e di altre Pendici
ToT^LB fuori di eittà. . . N.^
SOMMAIIO IH tutti N,^
NUMERO
DKLLB
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194
940
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♦ StlK
Gotetta popolazione della città e subbor-
ghi di Volterra air anno i55i potrà servire
di misara onde mitigare il danno che molti
vissuti assai dopo attribuirono alla peste del
i55o accaduta in questa città, talché stan-
do ad un ragguaglio scrino dal volterrano
Camraillo Incontri sembrerebbe, che a detta
e|>oca Volterra fosse rimasta quasi scuota di
abitatori.
Peraltro dalla relazione che fece nel 1579
al Granduca Francesco I sullo stalo di que«
sta città, Giovanni di Alessandro Rondi-
nelli, inviato commissario a Volterra, si
comprende, che la sua (»opolazione era dimi-
nuita assai, specialmcnic di fimiglie nobili.
Ma una di quelle che non spatriò, uè si è
spenta, ha reso celebre il casato Inghirami
più che |>el Curzio de'Scariflì per quolT Ja-
copo ammiraglio delle galere sotto il Gran-
duca Ferdinando I che con esito felice nel
1607 sorprese la città di Bona nido di pirati.
Per tornare però ali* efioca del secondo Du-
ca di Firenze, giova indicare, che Cosimo I
con suo motupi'u|irio del a6 iiov. i547,
non ostante le anteredenti sosjMrnsioni, con-
fermò a quieta città le eseiìzioiiì dalla Rep.
Fior, accordata ni suo capiiauHto^ che poi
restituì nel primitivo perimetro 000 altro di*
ploma del ai marzo 1548 {stile eommm\
mentre rispetto alle decime solite pafarii dai
canonici di Volterra è da consaltarti una
memoria del segretario Pagnini Dcir^rcA.
delle Rijormas;, di Firenze.
Nel i567 il Granduca Cosimo I intiòa
Volterra con suprema autorità i nobili fio-
rentini D'inalo Toriiabuoni e Giovanni Ac-
ciajoli, aftinché prendessero nota del raccol-
to delle granaglie che produceva annual-
mente il territorio volterrano, code suqud*
Io stabilire una tassa costante.
Sotto il governo de* primi Granduchi, ol-
tre reiezione in vescovo di Volterra di Gui-
do Serguidi volterrano f anno 1574) olire
il suo iiarcnte Antonio Serguidi creato mi-
nistro del Granduca Francesco I, furono
chiamati alla corte di Toscana Belisario Vin-
ta che divenne direttore di quel gabinetto
sotto Ferdinando I, nipote di altro giure*
consulto, Francesco Vinti, che fu presidente
della Pratica Segreta sotto Cosimo I« del
quale Granduca era stalo segretario di leiri-
zione in Uoma V infelice Franccscu Babbi
pure di Volteria.
Ma gli uomini volterrani più serenatati
VOLT VOLT 815
risforia lìganrodo sino dal tempi della rMocendosi ad an grandioso ttabilìmento
ubblicana, come mi Rqffaelto Maffei^ penale.
Saccàia ^aechi^ an Aldo Mannucei^ Potrà in consegnenia formare an oggetto
. loentre molti si resero celebri sotto il di utile ed istruttiva curiosità la visita di
indacato della Gasa Austro-Lorena feli- Volterra, del vicino Monte-Catini, dei La-
lente regoHnte, tra i quali citerò per tatti goni di acido bori<o presso Bfontt^CerboIi,
:ononiistH segretario Gianfrancesco Pa- delle re(;ip Saline {9toje) e della variata col-
niy rarcbeoto<!0 lUario Guarnatxi, e lo lezione di fossili che forniscono i terreni in-
riografo Hi^uccio Gailuiii, al quale fan- torno a Volterra. — Avendo questa città una
corona onorifica gli storici A, Cecina^ Guida pel forestiero che vi capila, passerò
Ib. Oiac/U e Gius, ìHaria Del Bava, sotto silenzio molti altri oggetti importanti
Passerò sotto silenzio una più lunga lista che la riguardano.
nomini distinti che Volterra h:i dato in Mura etrusche di Volterra, — Le mura
ti i secoli al mondo cristiano, militare, etrnsche di cui esistono tuttora avanzi gran-
rose, storico, ed artistico, a partire da S. diosi intorno a Volterra furon > innalzate io
IO sino al vivente vescovo Gaetano In- un perimetro irregolare sopra burroni di
itri e air arcivescovo Ferdinando Minuc- difficile accesso, e costruite di massi smisa-
, poiché una copiosa nota biografica di rati e senzii cemento insieme collegati, i quali
ari uomini volterrani fu da altri prima non cedono in magniBcenza a qualsiasi altro
me pubblicala. monumento, mentre la loro mole giunge ta-
Quali poi fossero le Contrade interne, lori alla grossixiui di otto braccia.
|uali e quanti i subborghi della città di Le interruzioni di coleste antiche mura
Iterra all' epoca del Granduca Leopoldo I non permette oggidì rintracciare il suo an-
dichiani il suo motuproprio del i5 mag* daraento preciso, sebbene il Gori, il Guar-
) 1779, col quale ordinò il nuovo re- nacci ed altri antiquarj tentassero d' indi-
lamenlo ararainislrativo di questa Gomu- cario. Né anche si può sapere, quali e quante
à, composta allora di 8 contrade e di 19 fossero le porle dell* etnisca città; e solo si
ndiei^ cui furono uniti altri due comu- conosce che dalla Porta aW Arco alla Por-
Ili già privilegiati, quelli cioè di iBfo/ife- ta a Selci te antiche mura salivano da
iecioUi e di Sptdaletto, ostro a grcc. verso il luogo «letto poi il Ca-
stello, per cui la Porla a Selci nel medio
Àhtichita' spAasB iw Vox.TtBm4 evo Porta Maggiore e Porta dfl pìf^fi di
a Rii SCOI sDBuaBJ. Castello appellossi. Di costà le mura etru-
sche girando, a quel che sembra da grec. a
Le maggior parte di coloro che capitano maestr. arrivavano alla chiesa attuale di S.
Volterra , vi é richiamala o dalle sue an- Andrea, dove esisteva una Postierla deno-
:he quisquiglie, o dalle straordinarie sue minata Marcoli, e di costì esse scendeva*
eduzioni naturali. Spettano alle antichi- no nella vallecola di Doccióla per risalire
le mora etrosche in gran parte esisien- poi ad un'antica porla d'ordine etrusco (for-
, la sua bella Porla all'Arco sotto Ih chie- se la Porta d* Ercole dell' Ammirato) poco
cattedrale, il museo civico, ricco di ur- lungi dal così detto Portone, IH là atlra-
6 cinerarie , di vasellami, e di altri pre- versando orride balze arrivavano dietro la
osi oggetti di arti e di manifattura antica, chiesa attuale di S. Giusto ; e quindi pie-
piscina detta etnisca ecc. ecc. Appartengo- gando da sett.-grec. a pon. e poi a lib., sicco-
0 alle straordinarie sue produzioni naturali, me apparisce dagli avanzi delle medesime, a v-
li alabastri, le copiose saline, e le vicine vicinavansi alla torre di S. Marco, dove pro-
liniere di rame riattivate, oltre la scoperta babilmentefu un'altra porla della cilià.
rezìosa e la raccolta prodigiosa di acido Dalla torre predetta di S. Marco dirigen-
orico nei Lagoni volterrani. dosi a lib., e rasentando a occidente la con-
Entrano poi fra gli edifìzj del medio evo tradadi Pratomarzio, le mura etrusche tor-
suo battistero, la chiesa cnltedrale, il pa- nano a fare magnifica mostra sotto il sop.
izzo del Comune, quello del Pretorio, ecc. presso monastero di S. Chiara, già di S. Be>
arò più breve a parlare degli stabilimenti nedetto in Orticassio; di là dal quale s'io-
ih moderni, fra i quali primeggia il Ma* contra un'antica porta, o Pox/ier /a, chiusa.
chiù presso la fbrtezia clie attualmente va Gontinaindo il giro antico le muta cambia*
816 VOLT VOLT
vano dirfs'roDf da lib. » scir. per dirigerti la a Selci, oitia del Pf«A-^i-C€ifCr//o, detta
aliaceli detta Fonie di S. Stefano^neì qua- anche Porta Mtaggiore della città,
le luogo si tcuoprono fsriudìzj di un* altra Sarebbe decisa la questione circa l'epoca
porta della citlh (forse la Porta S. Ftlice^ precisa di coleste mura , ae fosse vero che
o de* Saracini)^ finché per 1* utitlamenlo stes- alcune carie apparteneoli (dice fautore della
so delle moderne mura coslruitc sulle an- Guida di Volterra) alTanno ia6o laceaiero
tiche si giunge alla Porta air Arco, conoscere che in ilella epoca furono sommi*
G>tesf uitiiua che serve Hocora di porla nistrati denari ad impreslilo al Comune di
alle munì presenti della ciUà si conscrxa tot- Volterra per la nuoi*a costruzione dette sue
torà intatta con dop[)i archi, uno de' quali mura. Ln qual co»i è confermata, prosegae
interno, Taliro esterno, ed entrambi for- P A. della Guiil», dal vedersi anteriormente
mali di quelle pietre smisurate di panchina al predetto anno ia6onei pubblici rontralti
che nelle antiche mura etnische di Volterra compresa dentro la cilU la conliada di S.
possono osservarsi. Furono esse descritte dal Stefano di Pratomariio^ e queila di S.
proposto Gori che ne diede anco il rome nel- JUnrco^ due borgate che nei tempi sucres-
la sua opera sotto il tiloh) di ^Itiseo Etra- sivi si trovano indicale distintamente fuori
sco^ quando già il March. Scipione MaiTei, delle mura di Volterra. "Infine gli statuti
arcTa avvistilo gli archeologi : non oi essere comunitativi del seco'o XIV citano S|iesso i
monttmento più illustre e p:ù espressivo muri nunv' etl i muri becchi di questa cil-
di questo per indicare il decoro e splcn^ th. — (CF.as«, 0/»er. eit, pag. i6S in mota;
dorè del r antica maestà Totcana. Giacvi, .tppend. pag. 90).
Giro delle mura etrusche a confronto Alluaimrn'e le mura dì Volterra confano
delle attuali di l 'otterrà. Le mura etrn- cinque Porte, i. Porta a «Se/ci. a. Pvrta
sche di Volterra abbracciavano una pcrife- a Dttcciola. 3, Pi rta Fiorentina. ^, Porim
ria, che sebbene irregolare e inltrrolla, si S. Francesco; e 5. Porta all'Arco.
mostra tre folle più eslesa del cerchio più Piscina detta Etra tea. — In poca di-
moderno. Ho gih dello, che quesfullimo stanza dalla cortina meridionale del iVtf-
cerchio non fu o|>era dell* Imp. Oltane I, schio di Volterra, nel piazzale più elevalo
cui molti attribuiscono il rcslntiro delle vec- della citlà, pn'sso gli avanzi delle fondan^-n*
chie mura ciclopiche, né sembra che lo sia ta dd pdazzo de*Be'forti, uo tt-ro^to arbitri,
stato di altre genti barbare, come altri so- o vescovi di qiu sia città, esiste 1* ingresso |ier
spellarono. seniilere rnclianle una scala mobile nel ri*
Che però n ra«;ione il eh. GIo\.inni Tar- slcnioin , eh .im.iM Pìscint Etrusco^ ed in
gioni-To£Z( Ili diceva, che il ririnlo ili co- se;:!:!!») il Castello^ Idniine romano alto. id
testa citlìi era sialo lislietlu in li nipi più 111 lieare iin.i C'-ns* rva di acqua riii da^li anti-
moderni. Dimoslrano lulloi io ili\(i>i islru- ehi crtlesti/V^ei^asenihraehc fosse lestin.il».
menti siniToui, fra i (jouli ramuiinlerò per E un ampio edificio lungo br. 37, largo
primo un e.ompi'omesso (allo nel dicembre br. a.5, le cui pareli con i sei pilastri e le
del 1^79 Ira i cittadini di parie gudfa e volte ch<- questi sorre^'gono, sono fahbricsle
quelli di ghihillioa, do\e si ramriiinlat;o a massello dì grosse pietre squadrale di pan-
case e torri di Guelfi dislrulli dai Gliìhelliui rhitia. Le volle sono alle dal pavimento br.
in tempo delia loro ribellione ; Ira i! laGo sedici; gli architravi sopra ì pilastri che le
e il iti66 ; le quali toiri e case si dicono sostengono sono orizzontali e piani me.lian-
situale fia i muri vecchi ed i muri nuovi le grossi pezzi squadrati dell* islesw pieira
della città. — CrcirHy Oper. cit. pag. 6ì). coniiegnati insieme in forma conica. Kelcen-
Non solo però nel 1279, mi un dttennio Irò della volta di colesla Piscina srorgesi
ìi.nanzi, vale a dire, tre anni dofio la villo- uoa granale apertura ritonda, attualmen'e
ria riportata dai Guelfi nei campi di Bi-iie- chiusa ed in allri punti dflla slessa volti
vento, le mura del lecinlo attuale di Voi- diversi fori ed ap^rlure minori [XTilove Sem*
terr.t erano già innalzate. Serve di appo<i;gio bri che entrare dovesse Tacjua nel cister-
a tal verità un isirumi nlo del 4 novembre non(\ o cattelln, innanzi di refiartirls alle
iaC9 riportilo dil Giachi nelle sue Rìcer^ fonti pubbliche della città.
che sullo stato antico e moderno di f^ol- Terme antiche. — Gli avanzi delle Ter-
terra fApr£NDicK P'ig. 86.), nel quale si me vollerrane furon » scoperti nel 17^1 dal
tratta di muri vecchi e MtfoW presso la Por- zelante archeologo Mons. Mario Guarnacci
YOLT VOLT 817
air oocasìopf di uim esca? meìoim eh* ff li tisUro di marmo lavoralo in figure nel i Soa,
ordinò a poca diiUoia dalla cosi detta Par- di Andrea da S. Savino, ed un grandioso
«CI, o postierla càiutm di S, Felice^ presso ciborio in marmo bianco statuario oon f^ra*
If mure esterne che corrono fra la Porta S. ziosi ornati, figure in rilievo e ad allo rìli«-
Fraocesco e la PorU all'Arco. Il bel mo- vo, il quale serti ali* aitar maggiore della cat-
saico consistente di piccoli peni di pasta co- (edralt-, oper» del celebre Mino da Fiesole,
lorili e dif[X>sti a disegno, esistito in quelle Cattedrale. — La prima cattedrale dì Vol-
terme, fu collocato nel pav imenlo di una stan- terra più non esiste. Senza far conto della
la del museo cìvico di Volterra, dove attuai- tradizione popolare che suppone il primili-
mente si trova. Basta per tutti a dichiarare vo Duomo esistilo nel luogo del Castells
coleste terme opera del secolo secondo deir davanti %\ Maschio^ dove si veggono tuttora
E. V. l'avanzo di una iscrizione ridotta a due i fjn'lvmcnti del grandioso palazzo de* Bel-
monosilltibi ivi trovata . . . CO. . . . AL'G. forti, dirò che lutti i documenti superstiti.
Erano esse formate di sei stanze, fra le fra i quali quello del 989 citato all'Art, ^ol-
quali fu rÌKonlrato V ipocausto oltre i ve- //«/ero, tendonoa dimostrare, che dove è iut-
slìfj di due bagni con frammenti di colon- torà (osse sempre esistito l'antico Duomo,
ne e di alcuni fregj di marmo. — Esso fu consacrato nel ao maggio 11 ai
Bufiistero, — Scendendo agli edifizj più dal Pont. Calisto li, ampliato nel ia54 dal
cospicui del medio-evo si presenta per pri- noto artista Niccola Pisano, e finalmente re*
roo il tempio del Bit lista, di figura ottan- staurato ed abbellito uel 1843 dalla pietà
golarr, a similitudine di molti altri bi»ttì- de* Volterrani sotto la direzione degl'inge-
s:eri antichi, situalo come quelli dirimpetto gneri Maazei e Solaini.
alla facciala della chiesa cattedrale. In giazia degli appunti favoritimi rìcor-
Si-bbene di cotesto Battistero non restino derò ai lettori, qualmente dalle antiche so-
raemorie anteriori al secolo X, e che la sua slruzioni scoperte nell* eseguire gli uUimi
seconda restaurazione scenda ali* anno i a83, restauri, (nrve ai nominati ingegneri di ave-
io non dubito che la sui prima epoca non re trovato dentro Tare» attuale \\t\ Duomo
rimonti ali* istituzione della Diocesi voitcr- indizj meno che dubhj di due chiese slate
rana. «~ Ved, V Art, seguente Dincin ni edificate in tempi ed a livelli diversi; e si è
VoLTammi. anclip dubitato, che il coro e la crociuta fos-
La notizia pertanto più antica del primo srro di una costruzione [)osteriore. Checché
battistero de* Volterrani conservasi in un ne sia, nel rifare nel 1 84 a ì fondamenti de!
isirumenlo del capitolo m:<ggiorc dtiran* presbiterio si trovarono UMracce di un semi-
no 989, col quale 1* arcidiacono della catte- cerchio smallato in mosaico a colori molto
drale diede ad eufìleusi a Pietro di lui pa- simile a quello delle tre nasate ciberà stalo
«Ire tulio ciò che apparteneva alla chiesa di trovato un braccio sotto «il (lavimento attuale.
S. Ottaviano ed al capitolo della cattedrale Se pertanto Niccola Pisano non mostrò
per conto della pieve di S. Giovanni pò- tutto lo sfoggio del suo ingegno allorché ar-
Éta presso il Duomo e la sua canonica, — chitettava questo tempio aumentandolo fino
Inoltre il giiispadronato dello stesso rapitolo a ai colonne nelle navate ed erigendo il
•opra il battistero maggiore è dimostrato da presbiterio, egli peraltro ne trasse il miglior
altro documento delPanno 995, col quale piirlito che potè adornandolo anche esterna-
Pielro vescovo di Volterra col consenso de* mente con molta semplicità,
suoi canonici trasferì il giuspadronato della Assai più tardi, cioè, nel i574, si esegui-
chiesa del Battista in altre persone con V o. rono sotto il vescovo Guido Serguidi altri
ntre di fare uiBziare il tempio stisso da ot- nbbcllimenti, fra i quali i capitelli corinti a
lo preti. stucco, lavorati da L('on.irdo Ricciarelli nì-
FinoalPanno 1 578 cotesto tempio di Voi- potè del eelebre Daniello.
liTra conservò il titolo di pieve maggiore La soffitta della maggior navata e della
della Diocesi. — ( Gì acbi, 0/>er. cit. T, a.® crociala fu eseguila da Francesco Qpriani
pa%, 1^3 e seg.) fiiù conosciuto ctl nome di Francese» da
Fra le opere di Belle-arti meritevoli di Volterra, finché nel 184 a mediante |)i« elar-
osserv.'iziooe coniasi costì una t.ivoLi di Nic- «izioni, delle quali é sialo largo il vescovo
cola Ceicignani, dello il Pomatance , che utluale, Mons. Gius. G.-irlaun liicotilti. fu
la dipingeva nel 1591 ; havri T antico bai- incaricalo T ingegnere di Circondario Maa-
gl8 VOLT VOLT
*i'o Mnzzei h dirìgere il gmoilioso restauro il ponllelogramma dal lato d*oftfo, h or-
*^i tutta lii cattrdmle, mentre al Solaini fa dinato nel 1474 da Loreiiio de* Medici deC-
data la direzione del presbiterio che fece ese- to il Magnifico, stato pur esto signore ed ai^
guire il prelodato vescofo a tutte sue spese, bitro della Rep. Fior.
Questo tempio è una galleria, stante Je Neil* interno delta Fortrsza esistono gK
molte tavole che lo adornano state dipinte in stabilimenti penali e correzionali delle case
grsin parte da artisli volterrani, fra lequali dì fona e di detensione, peri quali stanno
opere di arti non e da tacersi T aitar mag- eseguendosi grandiosi lavori onde ridurre il
giore di marmo fatto erigere nel i83i dall' locale ai sistemi del medio isolamento. —
Arciv. di Pisa Ranieri Agliata, slato vescovo La casa di deien sione che Iìa gih un numero
di Volterra, né il cenotafio dell* Arciv. di d* oltre So celle ed uno corrispondente di
Firenze Gsietano Incontri volterrano di be- laboratorj, trovasi dentro il recinto chiuso,
nedetta memoria, di cui il di lui nipote, nel centro del quale ergesi il Maschio, di
il vescovo attuale di Volterra, ha voluto per cui solamente le carceri superiori srrvono al
opera dello scultore Gostoli di Firenze per- temporario isolamento di disciplina ; e nel-
petuare l'efGgie nei tempio maggiore della la casa di fona è gik costruito un* egoal
•uà fiat ria. numero di celle che dovrà portarsi a quello
Muoiano pubblico, e Pretorio. — Sono ben più elevato di circa 3oo,col neoesnrio
le due fabbriche cìviche le più cospicue che corredo dei laboratori ed ofRcine per T eser-
si alzano una dì contro all'altra con due cizio di va rj mestieri in quella famiglia di
eminenti torri nella piazza maggiore. reclusi.
Della costruzione della prima si hanno Museo cinico. — È una raccolta di ao-
roemorie certe in una iscrizione posta sulla tichità elrusche e romane stata riunita nel
porta d* ingresso, cioè, delTanno 1257, men« quartiere terreno del palazzo pubblico,
tre era podestà di Volterra la seconda volta « Ifon sa cosa sia etnisca aniichità f-
Bonaccorso di BclUncione Adimari di Fi- gurata (diceva il veronese March. Maflfei)
renze. In origine cotesto palazzo servì di c/ii non è stato a f^olterra ».
residenza agli Anziani, o Difensori del pò- Cotesto museo ebbe il suo principio nel
polo, i quali più tardi presero e conservano i73i. Più tardi il magistrato civico feee
tuttora il titolo di Priori preseduti dal Gon- acquisto di varie urne cinerarie di alabastro
faloniere della città. scoperte nelle pendici settentrionali ilella
Non può dirsi lo stesso della fabbrica del città. Ma chi lo rrse ricchissimo fu Mons.
Pretorio, comrcrliè sia da credersi opera an- Mario Gu.imacci, il qtialc nel 1761 donò
eh* essa dello slesso sec. XHI, tostochè inco- al pubblico la sua copiosa raccolta di ette-
minciaronoad abitai lo i iiodr.slàcd icapìlani sissimi scavi falli intorno e lungi ddla città,
del popolo; il qual ultimo magisl rato non In tal maniera nel giro di 3o anni ebbe
fu introdotto in Volterra prima del i255. principio ed incremento cotrsla ricca colle-
.Altualmmle il palazzo Pretorio va re- zionr di orrijelti etruschi e romani, tinto
slanrandosied anijiliandodi conojli per ren- scritti, come tìfjurali, capare essa sola dì ri-
derlo capar*» all.i P*si«len7.» di qualsiasi ma- chiamare in Volterra gli enulìli forestieri
gistntura giuridica con sale di udienza, can- e nizionali, e della quale può lr;»gersi una
celliere, carceri ed altri uflì/j. sncrinla descrizione nell'opera «lei Giachi,
La pittura rappn'Sentanle la Giustizia nel Museo Etrusco del Gori, e nella Guida
che Daniello Rireìarcllì dipinse a fresco eon di Volterra.
altre figure nel salone di coli sto palazzo, Però cotesta città innanzi lo stabilimento
è stata di corto trasport ita eeregiimenic in del museo civico presentava per le piazze e
tela e collocata nella sala delle :idunanze del per le si rade testimonianze visibili di molte
palazzo pubblico, o comunit:ili\o. iscrizioni e monumenti anlirhi senza i già
Fortezza. — Il locale è circondalo di rammentati, molti de' quali fumno indicati
grosse muraglie, con piazzale in mezzo della al P. Tycamlro \U»ertì «lairanliqiiario vol-
figura di un parallelooranima. A seti. «lei terrano Zicrhia Z.ierhio, d ili* Alberti stesso
piazzale esiste il cassero comunemente chia- nelli sin Descrizione deUMlalia annunziati,
malo la Femmina., innalzato nel i343pres- ìxtritzinne pubhìiea. — Fa patte della
so la Porta a Selci p<T online ilei Duca d'Ale- istruzione una buona librerìa aperta al pub-
ne, mentre il cosi detto .VaxcA/o che chiude blico due giorni della settimana nel palano
VOLT VOtT 81»
dvioo (Il Vollem, doaata est» pure da Moni, fica del sobborgo di Porla S. PRtnceaco in-
Marìo Guarnaoci che le assegnò un anauo nauzicbe la vecchia fosse assorbita dalle vo-
legato sufficiente a manleaere bibliotecario, ragiaì delle balze, per timore delle quali fu
custodi, ed anco per aumentarla di libri abbandonata e prolanata nel K778 anco la
ulili air istruzione. — Essa è composta di vicina chiesa parr. di S. Marco, trasportane
circa laooo volumi, fra i quali molti co- done Ja cura nella più distante badia di S.
dici e alcune pergamene. Ginslo de* Camiildolensi.
CoUegìo di S, MicIteU de' PP. Scolo- V antica chiesa de' SS. Giusto e Cle-
p/, — Spettava direttamente ali* istruzione mente era stala edificata verso il 690, quan-
pubblica la misura presa dai rappresentanti do sotto il vescovo Gaudenziano la fondò
del Comune di Volterra, allorché nel 6 mag- il Longobardo Alchis castaido di Vollerni,
gio del i36o deliberarono eleggere di anno siccome leggesi in un marmo affisso alle pa-
io anno un maestro pubblico di grammati- reti del coro del moderno tempio stato erct-
ci e di rettorica, siccome fecero nella per- to nel 1628 in luogo dat primo alquanto
aooa di Don Pietro del fu Francesco di Ci- distante e più elevato col disegno di Giovanni
terna» il quale fu anche rieletto alla stessa Goccapani e con i mezzi forniti dal Comu*
caitedra per un anno nel 1369. — (Aaca. ne di Volterra che [>er voto del popolo tiene
Ddim Fioa. Car/e della Com, di Folterra), i due santi titolari a proiettori ilella città.
Più tardi ( anno 1 7 1 1 ) la canonica di S. Cotesto magnifìco tempio è vasto e ad una
Uicbele venne assegnata ai PP. Scolopj per sola navata sfogata al se^no che il eh. aslro-
erigerla in un ateneo, dove la gioventù voi- nomo Pad. Gien. Cav. Gio. Inghirarai volle
tcmna riceve r istruzione gratuita nella cai- lasciare un contrassegno del suo uiTeito alla
ligraBa, aritmetica, grammatica, e rettorica. patria con stabilire nel <li lei pavimento uno
In seguito vi furono aggiunte altre scuole de* pochi gnomoni che contano alcune delle
superiori, oltre quelle del disegno e degli primarie città dell* Italia.
caercizj cavallereschi per un convitto di al- Nello slesso stibborgo presso cotesto tero-
cuni toscani ed esteri che trovasi ivi aperto, pio esiste la piazzetta di Pratomarzio^ detta
«—Finalmente nel palazzo civico snno state «nche ili S, Strfano dagli avanzi «li ana ve-
iUbilite di corto dne scuole pubbliche, una tusla chiesa stata collegiata e prioria innanzi
di disegno e 1* altra di musica. che fosse soppressa e riunita alla cura della
Seminario a S, Andrea in Postierla^ chiesa precedente.
*— Era pur questa una delle pievi presso le Spedale di S, Maria Staddalena, —
mura ctruscbe |X)sta a lev. della città , nel Esso esisteva lino dal secolo XH in f^ia
cui borgo la contessa Matilde nel febbrajo Ifuo^fa^ ora palazzo Lisci, cui in seguito gli
del 1078 celebrò un placito a favore della furono uniti i beni di altri quattro minori
mensa volterrana, olire un contratto meno spedali della città e dì quelli dei contorni,
antico del 1170, col quale fu donato un Più lardi fu traslatalo nella fia del Cam»
pezzo di terra alla pieve di S. Andrea in panile, e fmalnientc ridotto nel 1790 nella
Postierla, — ( Giachi, O^er. cit. Voi, II.) forma attuale sotto la tutela del Principe e
Nel i339 fu edificato presso cotesta chie- l* amministrazione <lel Comune,
n nn claustro grandioso per abitarsi dai mo- Anche i fralelli della Compagnia della
naci Olivetani, i quali vi restarono fino al Misericordia , stata eretta in Volterra sul
1 783. Dopo la loro soppressione quella gran- principio del secolo XVII, adempiscono con
diosa fabbrica fu destinata ad uso del semi- zelo alle 0{)ere «li carità verso i loro simili,
nario vescovile, dove dal i8oa si ricevono a imitando fedelmente 1* esempio della madre
convitto e vi s* insegnano la lingua latina ed delle Misericordie di Firenze.
altre scuole a circi 40 cherici convittori. Zecca e Monete di Volterra, " Senza
Accademie dtt Riuniti e c/e* Sepolti. — fare gran conto di un documento del 1 1 58
Questi due stabilimenti letterari {lotrebbero (salvo errore di data) citato di corto dal Dott.
servire di appendice ali* istruzione pnbhli- Antonio Fabroni nelle sua Lezione delle
ca, se 1* Accademie de* Sepolti e dei iliu' Monete di Arezzo pubblicata nel Voi. 1.
nitiy si riunissero più spesso e dassero alla degli Alti dell* I. e R. Accademia Aretina
luce qualche buona lezione. di scienze e lettere, non vi ha dubbio che Voi-
Chiesa de^ SS. Giusto e Clemente né* terra contava la sua zecca molti anni innanzi
subborghi, -— Era questa la chiesa più aii- che il re Arrigo VI concedesse cotesta rega<
830 VOLT VOLT
lia (anoo 1 189) ad Ildebrando Paanoocbi»- ohe aveva ael pfedelio Gattello per Iìm So
icbì vefcovo e signore di questa cilU. ntoneta volterrana. — ( Abob. Dipl. Fioa.
Dobbiamo al volterrano Pagnini la no- Carte dalla Com, di ^olierra,)
lizia più antica della Ztcca vollerraua mer<* Finalmente il P«igniiii neh* opera sopra
ce r indicaiione di due atti, del 1 giugno citata (T. I pag. «53) ri(>oita il capitolo
1169 e del 9 geunafo 11 75, nei quali si XXVil della parte secon>iii degli Statuii di
contratta in tire e a moneta di Volterra. Volterra compilati nel laSa, dove trattasi
— > ( Opera della Decima, F'oL I. pag. De Moneta facienda^ nel quale st le^ge:
s55 e seg, ) che se i vescovi di Volterra vorranar^ftire
Sono probabilmente quelle lire volter- moneta, i suoi zecchieri debbano essere as-
rane secchie che erano in corso anche nel sisliti da tre buonomrni, nominali dal po-
1 196, siccome rilevasi da un rogito scritto desili del Comune, il quale ogni anoo nel
li 5 noaggio di detto an no sulla confinazione mese di ftbbrajo dovrà intimire il eonsi*
Ira il distretto di Montigli oso eil ilG)mune glio generale prò moneta Jacien-Im in ei"
di Volterra con la penale reciproca di 33p (n/cde f^ulterrae, vel in distrietu, ael m^
lire iHìlterrane s^ecehie. — ( /W, e Aaca. do che verrà d^ quel cofMÌglio stabilito.
DiTL. Fiua. Carte della Com, di Folterra). Cbe valore poi avessero le monete vollero
Inoltre il Pagniui [Opera cit. Voi, /. rane, si può dedurre da un sito del lail
pag, a55e 9eg.) rammenta più atti di ven- dell* Arch. episcopale di Volterra indicato
ditafattiin Volterra nel iao4, 1206, i9i 3, dal Paguini {Oper, e loe, cit,) in cui si
laao, i2a8, ia3i, is34, ecc. nei quali tratla di cambiare una marea <fi o^/iiis« «r>
tutti sì contraila a moneta sfolterrana, gento contro soléU eento^ ossiaoo lire dm-
11 Muratori nelle sue //nf. if. ^et^<. Irai- ^ue di denari volterrani,
landò nella Dissert, XX VII delie Zee- Non dirò di qual peso e qual bontà (os-
%he d* Itcdia^ dice che non potè avere sott* sero coleste lire nei secoli XIII e XIV, dir6
occhio alcuna moneta di Volterra, e solo bensì che la /ito/te/a c/i fW/erra era accettala
wt inferì resistenza delia sua Zecca da un in corso non sdamentc nel le Marche, in Ro-
brevedel Pont. Gregorio IX scritio in Rieti magna, ecc. ma per tutta la Toscana. Citerò
li 5 nov. i93i, dove si parla del censo an- ad esempio un atto del 3 seti. 1^98 riguar*
DUO di cento lire di moneta volterrana da dante il versamento fatto in Firenae dai col-
pagarsi da Marcellino vescovo di Ascoli alla lettori delle decime ecclesiastiche speilaoti
Cimerà Apostolica. alle chiese delle diocesi fiorenlin:! e fffso-
Sul (|uul proposilo Guid* Antonio Zan- lana, a cagione della guerra di Sicilia, d<>
netti nella sua JVua^a raccolta delle Mo- ve fra le varie monete allora in cors^'» e da
ise/e e ^<»crAe ei* //a//a (T. III. ) J*gKÌ""g*' 1"ci collcllori af)oslolici ricevute, fnronvi
che le nioiiele di Volterra a vevanoin Fermo lire 6. i3. 6. di moneta %h>lterraoa. —
un girogr.«ndissinK) e per nulla inferiore a ( Ahcr. Dipl. Fioa., Carte della Badia di
quelle di Ravenna e Ji Ancona. Patsignano).
AlPArt. poi Gbixzano citai un istrumenlo Risju'tlo al corso ed alla lejri di alcune
inedito deir 1 1 maggio iai3 relntivo alle moneteerose fatte battere dal veseovo di Voi-
vendila di Casteinuovo in Val-d i-Cecina terra Ranieri «le" Hiltorii nella sua cecca di
fatta dal conte Rinaldo di Mont erotondo fi* Berij;none, lo dichiara fra gli altri da un *ìo-
glio ilei lii conte Alberto per lire mille di ciimento <li i\\ìe\VArch. f'esc rifH>i tato dai
moneta volterrana. Così in altro istru- Pajjnini nella sopni citala opera Della Be'
menlo archetipo del 14 gin^no 1217 i no- cima { T, I. pag. a56).
bili della Rocca di Monle-Vollrajo ven«le- È un ordine emanato dal cassero vesco-
rono tutto ciò che ivi {H)ssedevano |ier lire vile di Berignone a3 agosto del i3i5, col
tao di moneta di Volterra. quale il vescovo Ranieri dei Belforti di
Anche due atti dei i5 nov. ia33, e del Volterra dava licenza a diversi socj zecchien
a6genn. ia35 trattano della vendita di una di poter coniare moneta con T impronta da
poizione (li beni falla dai signori di Monte- una parte <lel vescovo parato in pontificale
Voltafo al Comune di Volterra per lire cento e intorno la leggenda Eoitcopur Baine-
cadauuo di moneta volterrana , mentre un rius ; e dali* altra |)artecon una croce, enei
terzo nobile nel 3i genn. del i^ìH rinun- suo contorno dalla stessa pirte le lettere De
aio al Gomune di Volterra tutto il dominio Vulterra, Aggiungesi nello stesso ordina :
VOLT
VOLT
821
•Im U moneta da coniarsi debba contenere rono nuovi capìtoli di couveniione con gli
tette once di argento e 5 di leg.i (M^rugni lib- apiMlUlori dell.i zccc:i volterrana, la cni mo-
bm a peso fiorentino, e ulic s a innanzi sag- neti doveva portare l^iuipronla da una pirle
fiala e approvato dal s-iggialure vescovile, del vescovo e lialT altra parte della croce.
Che se accadesse che ([uella moneta (oste tro- nella guisa stessa [>rescritla due mesi innanzi
vata di minor peso e di meno quantità dell* ( 23 ag islo i3i5) <lal vtfscovo Ranieri de'
argeuto prescritto, si debba rifondere |)er ri- Belforti. Arroge die in quel mislesimo an-
durla del peso e bontà voluta dal deitoordine. no fu proibito il corso delle monete coniate
Rispetto alla valuta dei soldi \olteirani allora dai Corlouesi, mentre nel i3ai la
il nominato Pagnini ri()Orta ivi il sunto di Rep. Fior, con provvisione di qucllaSignoria
una ricevuta rilasciata nel 1 335 dal vescovo proibì i fiorini d*oro stati tosati, le inonelc
Baoieri de* Belforti ad un sindaco della Ba- di Perugia, di (brlona, di Lucca, e (fueì'e
dia di Morrona che gli pagò soldi 45 di de- efte il vescovo Ranieri di rofterra fareva
nari usuali pisani, equivalenti a soldi i5 di battere nei suo caste! di Berignone, ecc.
moneta volterrana, che il dello monastero — (Vrrroai, Del Fiorino d" Oro). Coiesla
doveva di annuo censo a quella mensa ve* provvisione ci richi imi per avventura al!e
•eovile. convenxioni stabilite nel a3 agosto i3i:}
Che vi fossero in quel tempo monete ero- dal vescovo Ranieri de' Belfoili cun inu so-
ie e di argento quasi puro lo dà a conosce città di monettieri,cui accordava facoltà di
il credilo che nel S(*colo XIII ebbf. al Teslero battere moneta in Uerignone di sede once
la lira di Volterra. Che poi ildiiitto di bitter di argento e cinque di leg.i per ogni libbr.i.
moneti passasse dal Comune di Volterra né Infatti dopo la metà del secolo XIV non
SQoi vescovi, e viceversa, si può rilevare si rammcnt.mo (ah, ci/ io sappia, né le ni >-
dagli atti di quegli archivj e dalli statuti uele, né la zecca di Volterra, co ineccliè i/9/>-
del C>miine volterrano di sopra citati, ai doli neri^ probabilmente per concessione
quali fia da aggiungere quanto scrisse il dai vescovi \ollerrani aicord.ita agii abati
Cecina nelle sue Notizie isloriche ilei la stes- del itfon. di S. Galgmo, si fossero, non saprei
•a città sotto Tanno i3i5, ad ollobrr, qinii- quando, coniali in quella grandiosa Radia di
do i difensori della libertà di Volterra firma- Montesiepi. — /W. Abazia di S. Galgano.
MO^IMEyTO della Popolazione della CITTA' DI VOLTERRA
e de* SUOI SOBBORGHI tt cinque epoche diverse ^
divisa per famiglie (i).
Avito
i55i
1745
i833
1840
1843
mruBKai
masc.
6a6
689
746
544
femm.
45i
088
541
ADULTI
ma se.
75i
75a
9^9
femm.
coniroiTi
dei
due sessi
ECCI RMAAT.
dei
due sessi
936
840
983
818
1248
i5a4
1629
i3a7
Di (i mero
dille
J\imit;lit
aa9
i54
146
147
872
834
88G
936
806
Totale
della
Popolai
O91
4a4i
4590
5i3i
4 i5o
fi*) NB. La popolazione d^l 1843 è limi fata alle sole murn interne della città.
Aeile quattro tpoclie precedenti è compresa anche una parte de^ suoi subborghi.
CoMuarTA* DI VoLxraR*. — Il territorio Nel i833 vi abitavano 10207 individui
spellante a questa Comunità occupa una a proj»orzione «li rir<a to'! anime per o<nìi
supeifirie di 8278U qiiKJr •^'i.uj, iU'x (pia!i migl. «piadr. di snolo imponibile.
409* quadr. $o!io presi da corsi «f acqua (>)iitina con nove Comunità del Graii-
e da pubbliche strade. ducato. — Mediante il linmc Ocina, elio
V. V. 104
822 VOLT VOLT
rimont» ■ ottro-tcir. dalla confluenta del Tale a dire circa 40 bnccia più bana dclLi
torr. Cortoila fìoo allo sbocco del torr. cima di quella che fu segnalala br. 975 to-
P tifone ^ ha di (V iile i territoij delle Co. pra il livello del mare Medilerraueo.
munita di Pomarance e di (^slelniiovo di La seconda roontuosilk |ier ordine di al-
Gecioa. Diriin|>etloascir.-lev. inedianle ter- trzza è sul Monte-Miccioti, che {tresa d^lta
mini arlificialiein |)»rleliingoil torr. «i^W/a- sommila della torrarcia corrisponde a br.
tn froiittfggiii con la Comiinilk di Cesoie, 88a sopra il mare, dalle quali detratte circa
cuisotlenlra a grec. laCom. diCollesem|ire 3a br. della torre restano a br. K5o.
per meno di termini intiliciali, fìiicliè sul Li promimnu de' colli di Villamagna
Monte- Miccioli succede di faccia a selt. il posti a m:iestr. dì Volterra ed a lib. di Mon-
territorio comunilativo di S«in-Gimignano. te-Miccioli trovasi molto inferiore a quelle
Dopo sotlentra a confìne, prima diiim- due testé indicate,
petto a seti., poi a roaestr. la Cora, di Monta- Alt* Art. VIE si disse quali e quante stra-
Jone, con la quale la nostra dopo aver corso de regie e provinciali passano per il terrì-
una linea artificiale, entra nel torr. Caprig' torio, o che guidano direttamente a Vollcr-
^ì'ie, che poi attraversa per rimontare i bor- ra, la quale Comunità manca sempre di stra-
ri della Quercetina , e del Fregione |»as- de comunitative rotabili; in guiaa che io-
•andò a lev. del |)oggio di Villamagna, fin- nanzi il 1769, per tertimonianva dell* Ab.
elle, attraversata la strada coraunitativa mu- Giachi, in Vollerra non comparÌTano vettore
lattiera, denominala fiorentina, saie versole né barrocci, quando oggidì colle sole strade
sorgenti del borro di Ca|»it(iss( per varcare regie e provinciali è stata tracciala on
un poggetto, sul cui fìanco occidentale nasce buona rete intorno a questa città, talché
il torr. i7o^/io. Costì viene a confine dirìm- se la sua situaiione fosse meno elevala o di
petto a pon.*maestr. la Coro, di Pcccioli, meno tortuoso accesso, assai minori cose ai
con la quale si accompagna la nostra me- Volterrani resterebbero a desiderare,
diante il Raglio sino in Era, quasi dirim. Molti sono i corsi di ac-|ua che atlrafcr*
petto allo sbocco in Era del torr. R agone, sano questo territorio, il maggiore ed il più
Cotesto ultimo torr. di fronte a pon. serve molesto di tulli éqnello dell* impetuoso fio-
di confine al territorio comunilativo di Voi- me Cecina ; di minor mole tono le due fire,
terra con quello di Lajatico, sino a tanlo che C(Va e morta, che nascono nella Cam. di Voi-
enirambientrano in un influente sinistro del terra eche si aumentano per via eoo i tri»
Ragone, col quale silgono nella vi» die da buti di varj torr. e botri, fra i quali il Ca-
Orcialico guid« a Monte-Gilini. Ivi solten- prigginc ed il Fregione a dwlra, VArpino
tra lungo la della via per breve IragiUo ed il i7a^o/?e a sinistra, mentre il /'«ci eli
quest' ultima Cora., dapprinio di fronte a Zamhra al suo scir. fluiscono nella Cecina,
lib. poscia a ostro mediante il torr. Rubane Rispetto alla struttura e qualità fisiche
finché allo shocco in esso del botro di del terreno che riveste la montagna sopra
Mtacchialunga lo :d)hanrlon.i per voltar la quale riposa la città di Volterra con le
fiiccia di nuovo a Uh. mediante il corso sue perniici, ess> può limitarsi a due qualità
retrogrado di quest'ultimo botro, poi per diverse di rocce terziarie; la pirte suficriore
quello della Loggia. Costì i territorii delle e più abitata da viventi e da piante di alto
due Coro, prendendo la direzione di grec. fusto consiste quasi tutta di un luto siliceo
corrono, pjirte per termini artificiali, parie calcare di tinta rubigìnosa, talvolta biaiinv
roediante tronchi «li borri, per arrivare sul ross^istra, che quendo è più comjwtlo i Voi-
poggio, al di là del quale i due terril rj terrani apfiellare sogliono Panchina ^ ed
scendono dirim[>etto a ostro alla foce della allora prende Taspetto di una minuta Lumi»
Trossa nel fi. G*cina che insieme per breve chella che prest isi ai lavori di <ral|»cllo per
tragitto rimontano fino a che nella ripa soglie, stipiti, colonne, e jwr massi squadrati
sinislra ritorna «li fronte allo sbocco del di mole grandiosa al pari di quelli che do(»o
torr. Cortoila la C>ni. delle Pomaranre. una lunga serie di secoli restarono quasi
Fra le montuosità m:iggiori ili questo intatti nel'e sue mura ciclopiche , e pnfi-
territorio ninna supera quella su cui 6Ìe<le samente intorno alla cosi detta Porta alP
retiina la città di V<dterra, della quale nel Arco.
principio del presente Art. fu imlicata Tele- Colesta roccia tufacea rarchiiidenle molli
vatezza presa dulia spianata del Jtfaschio , avanzi di corpi organici marini serve di
82i VOLT VOLT
ih rolorc nib-^inoso, vestito in gran parte sione suol f tsfre occu|iaU da botcbi it^opoi
(li hoschi; le quali rocce spellano ai lerreni speric per cìrc«i miglia quadre <5, otiiaoo
terziiirj ofiolilici disiTÌlli dal Prof. Paolo qu.idiatì 19272, de* quali aolUnto quaJr.
Savi nelle sue Memorie per S9r\fire alio ai3 sono cojierti da casUgneli.
studio della costituzione fisica della To- ì corsi il* acqua e le strade paNbliche
scarta; rocce delle (]uali il (eihloiio voUer esrnli dall* im|)Osiiione fondiaria prendono,
mno oHìi al gmlogo pisano grandi esempi, come si disse, quadr. 4999, equivalenti a
Uno di essi e^'li osser\ò ( pag- 3 e scgg. ) poro più di sei migt., cui te aggìungoosi
dentio i confini comunila(i\i di Vollirra quadr. 160 per fabbricati, chiese, strade e
nel lorr. Ztìmhra a scir. della eiuà, dove pi.izzc interne ed esterne, sommerebbero
trovava una >arielà di roccia t(TZÌaria ofio- quadr. 5 1 5o, quasi migl. 6 ^'sdi snperficif
litica in Cranir^cnti coIKg.ili <la un cemento territoriale esente dairiraposixione fondia-
calcare argilloso, die ser\ì di pieira da co- daii.i.
strnaionc nelle pigne del vicino (X)nle sospeso Forse il calcolo estratto dal catasto di
rostruilo attraverso d( Ila Cecina. Volterra potrk essere modificato, segnata-
In quunto poi alPagriébltura di questa mente per ciò che riguarda le praterìe n^-
montagna fu gih osservato da un agronomo turali ed artificiali^ dalle quali le api sae-
disliiilo ora defunto, che uscendo da Voller- ciano qual nettare che fornisce il delicato e
ra per scendere sul!a Cecina si >eg(!ono in- bianco miele volterrano, mentre le fircore
torno a|!a citlà lerreni di coltura piuttosto neirinvi-rno sì p:iscono costa di erbette S4-
laffmata a viti e ulivi, e dei campi suddivisi porite che vegetano nel H attui one capaci di
fra un grandissimo numero di coltivatori fornire un cacio eccellente al pari di quclb
mezzaiuoli, che lavorano con la zappa quei delle crete sanesi.
luoghi, la cui piccolezza peraltro non per- D* altronde poco apparisce 1* agialena
mette loro di potervi mantenere un numero deVampagnoli, non prospero rallevaoiento
sufficiente di bestiame da frutto e da lavoro, del filugello, non aianzata quanto polrfb-
È sulla somroilii del monte, vale a dire be essere la pastorizia, troppo scarta di bestia-
nel tufo sUicto conchigliare qui sopra de- mela terra da lavoro, per difetto, conedissi,
scritto, è costà per un raggio piò o meno dei piccoli appezzamenti di predj, mentre tut-
esteso dì circa un miglio, dove vcdcsi da to il suolo imponibile di cotesti Gomonilè
ogni parte lussureggiante la campagna dì è diviso in 757 proprietarj, fra i quali le
V(dttrra; cosicché la roccia tufacea estenden- sole Mani Morte ne f>ossi edono migl. i7eun
dosi a mapgior dislan?^! che allrove dalla quarto (|tri<!re, <«ì un maggior numero an-
parie di sctlcnhione, ne ci)nsr<!uila che più coca Io famiiilir nobili volterrane stabilite
prospora mostrasi la «oltivazione ndia con- in Firenze', o altro^c.
\alle delTKra siipniorr anziché in «juclla Risp< Ilo ai f.rodotli mnnifatlurati della
di Ila Cecina che gnauli a inc/.7o,l'i. Comunità <Ii Vollcrra un'estesa descrizione
Avvetinachè il I.Mo nieri<|ionah' del nion- ne [11 dita dal prenominalo Cirio M.irtrlli
ti- e sterile jtr la qualità del hrrrno, es- iirirojiu»coI<) di sopra lodato; e «tirò con lui,
scndovi al)l)(jntlaiilÌ!>NÌnio il Iflatrajone; che a due si riducono le principdi manifat-
conìun(jue in (<»l<sla in«:rila l« rra l'uomo ture proprie di colesta Ci^omunità, olire a
S'>ijlia pnKlipan- i suoi siidori colliian loia; quella reeenlissiroa seblnne minore del rj-
talché la n).i^'«.'ior parie di coleste piagge niajo; cioè, ai lavori dell' alabastro t^ a]-
marnose, o trovasi co()<M la ila soila;iIic,o è le- la rabbricazione did sale comune delle sue
nula a pastura invernale, mciitu- neir< stiva J^/ofe. E altresì vero che quest'ultima roi
s'agionr non comparisrr un filo d'erba n.fallura sino dal principio del secolo at-
fuoii di quelle lande drs< rie e nutle , le tuale è divenuta esclusivamente di pro|irictk
fpiali offrono alla \isla l'idia di un fondo regia.
fibbandonalo dal mare sparso d' immense In quanto alle manifatture di aìabaslr'^,
gibbosità. che esse principiassero costà al tempo de-
(■rande per ronseguenza è la parte in- gli Klrnschi, non no las-iano dubbio i nu-
eolla e soda del territorio comunilalivo di merosi i[)Ogei del civico museo ; mi rolrsle
Volterra, poiché, secondo i calcoli del ci- manifatture in seguito i>er mdli secoli ces-
taio Martelli, tutta insieme sommerebbe sarono e solamente si torna a rilrov.ip urne
migl. 4O quadre. Altra non piccola cslcn- storiate ed alcune statue scolpile nella pietn
VOLt VOLt 825
liifrfCf a di grulla fine (/ci/mic/ie//it) sul U fine Neil* anno i8ao di . .Libò» i5,73o,ooò
di I sec. XV e nel successivo. NelTanoo i83o di .... » 19,081,000
Udo svilupijo assai maggiore neir arte de- Neil* anno 1840 di .... » 99,559,000
gli' altbasirai Tollerraoi si è mostrato da
mezzo secolo in qua, specialmente iu Tasi, La quantità di legna da ardere che attuai*
colonnini, tavole a colori ed iu lavori di mente consumasi in cotesto stabilimento è di
ornato, che ognora vanno raffinandosi mer- circa a'3, 000,000 di libbre per ogni anno.
ce gli studj del disegno producendo un GÌ* impiegali hanno quartieri convenienti
ramo di commercio per gli artisti di questa anche per le loro famiglie, ai di cui figli di
città. ambo i sessi si da una istruzione primaria
Dallo specchio della manifallnra degli aufficiente al loro grado ed età. — In una
alabastri di Volterra, preso dal citato scrit- parola cotesla officina, sia per 1* ordine, co-
torealTanno i84o,si rileva, che otto sono le me per la vastità e bellezza del suo fabbri-
località, comprese nelle pendici di Volterra catoche ognora si aumenta, sia ancora per lo
dove esistono le cave principali deiralaba- slato prosperoso dei manifattori, può contar-
Iro; ed ivi si aggiunge, che 141 erano in si per uno degli stabilimenti regj più im-
quell'anno i lavoratori, e che a lire 79880 portanti e meritevole della visita di chi ama
calcolavasi il capitale sborsato. conoscere la parte industriale e più pro-
Delie saline volterrane, cui lo stesso À. duttiva del territorio Granducale, cui fanno
dedica un apposito capitolo, si disse alTArt. bella appendice le ricche vicine miniere di
MojK VozTUKAaK , quauto basta ad un Di- rame di Monte-Catini, ed i lagoni di co«
uonario, meno qualche aggiunta e corre- piosissimo acido borico presso Monte-Cer-
zìone da farsi nel Supplemento, special- boli, poche miglia al di là delle Pomarance.
mente dove fu scritto, che la loro memoria La Comunità di Volterra mantiene due
più remota si attribuiva ad un diploma di medici e tre chirurghi.
Arrigo I dato prrsio Pisa nel ioi5, mentre Vi si pratica un mercato settimanale nel
le Mfofe regìe presso il fiume Cecina so- giorno di sabato, e vi hanno luogo due fie-
no rammentate in un istrumento del 994 re annue, la prima nel 16 agosto, la secon-
deir^rcA. capitolare di Volterra, pubblicato da nel terzo lunedì del mese di settembre.
dal Muratóri nelle sue Ant. M, Aevi, A quella del 16 agosto per concessione
Rimarchevolissima poi è la quantità e sovrana da ora innanzi si accoppierà 1* altra
candidezza del sale comune che quelle sa- nel piazzale della fortezza per la vendita a
line annualmente forniscono, sufficienti esse prezzi fissi dei panni e di altri generi lavo-
sole di supplire al consumo di tutto il ierrì- rati da quei prigionieri.
torio riunito del Granducato. Risiede in Volterra , oltre il vescovo per
I dati raccolti dal sig. Martelli sul con- la giurisdizione ecclesiastica, un commissario
franto del consumo progressivo di cotesto regio per la politica e la po'izia, mentre pel
sale in Toscana sono importantissimi per lato amministrativo ed economico risiede
la statistica del Granducato, poiché in Vollem nn cancelliere corounirativo ,
un ingegnere di circondario , un esattore
Avanti Tanno 1788 il suo con* dell' uffizio del registro ed un co. sonatore
suroo era di Libh, 9,020,688 delle ipoteche.— I tribunali collegiali sono
Neil* anno 1790 di .... » ii,4a9,5o5 in Firenze.
826
QUADRO delia Popolatioae della ComvnìrJ dì FoLTMtmA
a cinque epoche diverse
Nome
de* Luoghi
Al<>9sandro (S.) ne*
Borgiii
Bitlia di S. Giiitlo,
già S. Marco ne*
Borghi
Boriano O
Gpriano ( S.) di Vil-
lamagna
Girolamo (S.) a Por-
ta S. Francesco
Giusto (S.) già in S.
Slefiino ne* Borghi
Mauolla (*)
Miemo (a)
Weni(*)
Pignano (*)
Pons^ino
Roocolla
Saline (alle)
Senzano (*)
Spicchia jola
Ulignano
VillaniMgna
VOLTERRA
Titolo
delle Chiese
S. Alessandro, Prioria
S. Giotto, Uem
S. Niccolò, Piere
S. Cipriano, Priorìa
S. Girolamo, Rettorìa
SS. Gì osto e Clemen-
te, Priorìa
S. Lorenzo, Idem
S. Andrea , Idem
S. Gio. Battista, Pieve
S. Bartoloromeo, Idem
fdero. Priorìa
S. Martino, Idem
S. Leopoldo, Idem
SS. Ippolito e Cassia-
no, Idem
S. Jacopo, Idem
S. Pietro, Idem
S.Giovanni Battista,
Pieve
S. Miiria, Cattedrale
S. Michele, Prioria (i)
S. Pietro a Selci in S.
Agostino, Prioria (i)
Totale .... Abit
e
£
•s
1
I
9
5
e
B
r
S
Popolatione
Airao
i55i
398
5o4
98
a33
955<
APHO
1745
608
616
199
364
646
164
939
i3i
49
91
«49
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'95
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900
$0
39
84
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1 127
1086
16'.
356
1005
io5()
0540
741 3
▲imo
i833
911
995
436
369
879
434
109
92^
199
149
35i
336
lOI
936
180
595
2091
1264
1236
(*) Si (ìejalcnnn dalie parrocchie segnate con V asterisco (*
iie//e ultime tre epoche Abit. N.^
Restavo .... Abit. NP
Alfrnnffe entravmn in questa Cnm, di Voi ferra dalle Comu-
nità iimitroft nelle suddette ulii'ne tre epoche . Abit, A'.®
Totale Abit. iV.°
10170
37H
979'
41 5
10207
AVRÒ
1840
645 638
908
140
459
4i3
989
393
s6o
199
146
364
401
199
966
200
589
2 2 36
i33o
|565
10918
118
1 0800
2<)6
Amo
1843
644
999
«79
448
356
1009
398
U3
%tS
167
355
375
118
270
196
593
2345
1447
1450
I io3a
i33
1 1 o()6
10^97
292
II 189
NB. Le due Parrocchie di città contrassegnate di nota {\) abbracciano una po^
polizioiie anche f atri di città efclus'i V ultima epoca dal quadro del MforiMEETO.
Li pirr. di Miemo se!;rìata di nota (2) nelle ultime due epoche spettava alla Com.
di Montecatini in Fal-di-Cecina.
eaS VOLT VOLT
tre badìe e dae ipedali. — Totale della II temìoario 9escoviU eretto verao il
Diocesi di Volterra ali* auno i356 chiese 1640 dal Vesc. Niccolò Saccbelti, fiitCDiito
480 compresa la cattedrale di Volterra eoa Del 1686 e poscia trasUuto nel phocipio
&i pievi» 29 monasteri, e 56 piccoli spedali, del secolo attuale (1801) nel BOpprcMO
Nel 1745 tutte le parrocchie della Diocesi monastero degli Olivetani di S. Andrea a
di Volterra erano ridotte a 145, e nel i833 Porta J9i arcali ^ o in Postierla^ serve di
e 1843 al numero di iii cure con 9 con- tirocinio alT istruzione morale e letteraria
Tenti, fra i quali una badia, un monastero di una 4o.na di giovinetti di vari paesi
di monache e due conservalorj (in f^olter- che sogliono iniziarti al chiericato,
ra e a Monta Jone). Il capitolo attuale della cattedrale di
Al sinodo diocesano del i356 serve di Volterra si compone di i5 canonici con 4
appoggio il diploma dell* Imp. Carlo IV dignità e di a5 cappellani, oltre un numero
diretto nel i355 allo slesso vescovo Filippo, equivalente di chierici,
in cui si descrive la diocesi di Volterra per Fra i suoi vescovi più illustri fi aflTaccia
mezzo dell* enumerazione di tutte le terre e per primo Ildebrando Pannocchiescbi che
castelli allora in essa compresi. fu anche il più polente principe della citU
Il più esteso smembramento di questa di Volterra e di una gran ftarte della Diocesi.
Diocesi, (non conoscendosi uno antichissimo Citerò Filippo Belforli figlio di Mesa. Olla-
quando il distretto di Vada fu dato alla yiano, noto per il suo carteggio letterario,
mensa vescovile di Pisa) non è più vetusto e per il sinodo che celebrò nel nov. del
del iSpa, nella quale e(K>ca il Pont. Cle* 1 356. Rammenterò il vescovo Card. France-
mente Vili con bolla del 5 giugno di fletto sco Soderìni noto politico per la tutela ad esso
anno eresse la chiesa di Colle in cattedrale affidala di Giuliano e Ip|H>lito de* Medici,
ataccando affatto dal suo antico diocesano Finalmente non è da passare sotlo silenzio
non solo le due pievi Nallius di Colle e il penultimo vescovo Ranieri AUiata, il
de* SS. Giovanni e Ippolito d* Fisa , ma quale , innanzi di presederc la Primaziale
smembrando da quella di Volterra i pivieri pisana^ si distinse in Volterra per bontà e
di Scola ^ di Castello, di ifeniu/to, di per molte altre sae ?ìrtù che va imitando 1*
Balli^ di Molli e di Pernina, oltre alcune attuale successore.
altre chiisc parrocchiali appartenute* a di- Nel i55i, anzi ali* epoca del sinodo del
verse pievi della Diocesi stessa. In tutte |356 la Diocesi di Volterra conlava nei 6
parrocchie N.° 80. Sesti, oltre la catteilralecol suo biltislero 5o
Il secondo sracmbrn mento acc.idde nel pievi, non compn'se le «lue l>.illesiiQi!i
1782 |>er bolla del Pont. Pio Videi 18 esenti di S. M.ir2Ì;ilr, già S. .i^berlo di Colle
S»'Ucn»l)re, alloroliè separò dal vescovado Ji e quella di S. Gio\aniii e S. Ippolito d'
Volterra, per assegnarlo a qiiel'o di Colle, t)Isa, olire un numero ni.igjjiore di cure,
l'esteso piviere della collegiata di San-Gimi- Nel 174.5, benché la stessi Diocesi a\es$e
guano con varie parrocchie già app^irlenule ceduto alla nuova cattedrale di Colle 80
alla pieve di Cellori, queste e quelle in nti- parrocchie, delle quali sei baltt-sinuli, cjò
mero di 53 chiese, delle quali a6 erano non ostante le resla\ano ira vecehic e
parrocchie con In iti i monasteri de' «lue nuove pievi N.** 5q con altre 80 chiese
sc."»si , eonserv.itorj , ospedali, e man«>ioni per la majitjior pirle pai rocchiali.
dipendenli.Totah- N.'* i33 «Mie chiese par- Nel iSlJ dalla I)i<»cesi «li V<dlorra rsv nd*^
rocchia'i slarraledM' 'a c.illedralc di Volterra sialo sticcalo Ono ilal 178*2 il vasto pit\a-
dopo il sinodo del iJ/iG. nato di S. Gimigtiano, e nsi^tente in <luc
Attualmente la Diocesi volterrana conia pievi che uni colle«;lala,o'lre 1 ', chiese pip-
ili parr., 57 delle (juali sono battesimali, roechiali, ciò non dimeno »Tano rtstjte alia
sebbene 14 sole sieno antiche chiesa pb bane. Diocesi medesima 57 pievi Ira antiche e mo-
In'dtre si e. intano N.** 9 fra monasteri, con- dern ■ e altre 54 chiede p.irrocchiali, in tutta
servalorj e conventi di regolari deMue sessi. 1 1 1 parrocchie.
S29
RO SINOTTICO Mh Piiti $ Cwré d$Ua Diocesi di Vouèmba
\gU antichi Sesti con la laro popoloMione a einqm $poehe diverm (A)
Titolo
delle Chiese e dei luoghi
Citta' di Voltkeeà b PENDia
k) e Cattedrale, S. Bfarìa eoo an
annesso
Selci (S. Pietro in), ora in S.
Agostino
Ginonica di S. Stefano extra
moenia, ora in S. Giusto
Canonica di S. Michele, ora
de'PP. Scolopj
S. Alessandro ne* Sobborghi
S. Marco, ora nella Badia di
S. Giusto
Chiese di Monierodolfo e di
Sionteterti riunite, ora in S
Martino a Roncolla
S. Gio. Battista, Piefe
S. Ollaviano Olir* Era ridotta
ad oratorio nel t56o
tigna S.Gìo. Battista, Pieve con a
annesso
Mazzo Ila, S. Lorenzo
Fallugn no, S. Pietro in SJ
Leopoldo alle Saline con due
annessi
Vii tamagna (S. Cipriano a) con
tre annessi
S. Bartolomroeo, Pieve
Camporhiano, S. Martino
Sjiicchiajola , SS. Jacopo e
Gristofano con un annesso
Senzano, SS. Ippolito e Cas
siano con un annesso
Ulignauo, S. Pietro con onj
annesso
DI Val d' Elsa k Val d* Eyola
Popolazione
Aimu
i55i
ÀKHO
1745
[6197^
runt
S. Gimignano, Pieve Colle-
giata con r annesso di S.
Maria a Oli veto *
S. ^niìri*», con I* annesso di
Manie Gompoli
Somma e segue . . . Jbit, N-^
9097
3a
So
ioo5
loSg
646
963
608
616
aoo
356
t39
356
195
III
|65
45
|59
1396
61
183761 8461
Anno
i833
ao9i
1936
879
1964
645
911
35i
995
595
434
336
595
199
914
996
101
180
996<
1968 I
loS
AMIIO
1840
a936
1565
989
i33o
638
908
364
960
589
393
401
589
199
947
966
199
900
1991
86
9603
AURO
1843
9345
1450
1009
«447
644
999
355
a43
593
396
375
593
9l5
943
970
118
196
1819
87
19690
83t
Segue il QuÀDMO Suforrico MU Pi$9i $ Cnr$ ieila Dìocmsi Dt Fotriiii
repartUo negli mUiehi Sesti em la hro popoioMitme a einqtié epoche diveree
Nome
delle Pievi
^tepe di S, Maria
a Chianni
— di Monta] one
— • di Cofano
Titolo
delle CtUeie e dei luoghi
Popolatione
AMMO
i55i
— di Castel' Fai/!
im ral S Escala
— di Stontignoto
RiFOBTO . jibit, Jf.°
S. Maria Assunta, Pieve, e)
S. Jacopo a Gam bassi \
Varna, S. Giovanni Evange-
lisU
Catigoano, S. Martino con
r annesso dì Agreste
Cerreto (S. Pietro a) o alla
Badia con due annessi
S. Regolo, Pieve
Gavignalla, S. Andrea
Pillo, S. Martino con un an-
nesso
Figline, S. Antonio
S. Pietro, Pieve
Castelnaovo di Val d* Elsa,
S. Maria con un annesso
Lungotono, S. Maria con un
annesso
S. Floriano, Pieve con due
annessi
S. Stefano (S. Bartolommeo a)
Sughera, S. Pietro
Jano e Gamporena, SS. Pie-
tro e Filippo
Vignale, S. Bartolommeo
Tondd, S. IViccolò
Mura, S. Stefano
Barbialla, S. Gio. Evangeli-
sta con r annesso di Melic-
ciano
S. Frediano, Pieve
SESTO III. DI VAL-m-GiciflA
K DI MaEINà
Pieve di Poma"
ranco
Pomarance, S. Gio. Battista,
Arcipretura con varj an-
nessi
S. Dalmazio (S. Dalmazio a)
Monte Gemoli, S. Bartolom-
meo
Somme • segue . . . Jbii. IH,^
20845
477;
141
76,
58
954
1077
60
41
140
351
a4i
3i5
io5
371
375
290
io5
264
41
369
▲uno
1745
ia3o
358
248
27832
ANMO
i833
11203
3oi
196
ai4
84
161
986
4a
112
26
i63
598
628
237
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128
23l
140
128
328;
AMHO
1840
16262
5oo
574
377
229
192
1123
182
173
241
292
836
«049
468
198
244
a44
169
281
189
17405
559
742
462
258
200
1246
206
169
260
3i7
957
io54
469
225
257
534
20
34)
326
870
3io
2o5
17775
36o
344
1811
43o
265
«..^•»
AMMO
1843
17^92
652
740
454
258
218
I2l5
223
172
273
3oo
985
1072
453
238
253
583
2o5
333
211
207
274
210
363
347
354
384
2066
2088
448
347
440
337
--^47
2976S
833
Seppie il QoàDMO Smontco tiU» Pimi i Ctm 4clto Dtacuf w Vamau
npartUo Mffli atUieU SeiU con la loro popolatimi a d«fM epoche ittmm
833
Segue il Qvàdbo Sinomco d^U Pieffi $ Cwrt ddla Diocesi di Voltrumà
repmrtiio negli antichi Sesti con la lero Popoiatione a einqve epoche divem
3
Ifome
delU Pie^ì
Pit99 di Orciatico
— dà Chianni
— di Bi^io
-— di SiridOf top.
Titolo
delU Cliiese « dei iuoghi
RiroiTO . JhU. ir.»
S. Michelet Pieve Arcipretaia
con annesii
Ceddrit S. Giorgio
S. Donalo, Pieve
SS. Fabiano e Sebastiano,
Pieve
S. Giovanni BatlisU (on
plice cappella)
Popolazione
Anno
i55i
SESTO V. DETTO DI Moiità«iià
K DI Val di Gobnu
36s99
>98
644
400
141
ARNO
1745
Piece della Bocca
a Siliano
— di Moaie 'Ca-
stelli
— di Castelnuo-
iw di ral-di-Ce
dna
_ d' Elei
— d^ Amqua
— di Foiiai
— a Morba in Mon»
teeerboli
— gìk di ComesMa-
no^ on in CaUel
del Sasso
•— di MfoaierAondo
— di Seratzano
— di Custignano
— di Praia
— di Sor ciano in
ifontingegnoli
-~. di Mtontalci"
nello
— di Gerfalco
^— di Siomieri
S. Bartolommeo, Pieve
SS. Jacopo e Filippo, Pieve
con annessi
S. Salvadore, Pieve Afcipre-
tura
S. Niccolò, Pieve
SS. Rufo eBartolommeo, idem
Montalbano, S. Lorenzo, Cura
SS. Niccolò e Donato, Pieve
S. Gerbone a Mon teeerboli,
Pieve con on annesso
S. Ippolito (S. Michele a)
S. Bartolommeo in Castel del
Sasso, Pieve con un annesso
S. Lorenzo, Pieve Prepositu-
ra cou un annesso
Lh;cì», S. Bartolommeo, Rett.
S. Donato, Pieve
S. Martino, Pieve
S. Maria Assunta, Pieve
S. Sisto, Pieve
S. Magno, Pieve
S. Biagio, Pieve
SS. Michele e Paolo, Pieve
Arcip. con varj annessi
Somma e segue . . . Ahit^ 19»^
96017
465
108
65i
348
ANNO
i833
900
583
998
964
989
547
137
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178
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800
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4>766
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i56
i559
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ARMO
1840
191
388
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178
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95o
69
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119
991
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58o
39800
48103
696
357
1700
5i4
AURO
1843
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699
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174
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496
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177
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33o
946
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1455
909
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969
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990
548
773
1079
56167I69318
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965
937
397
159
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9o3
441
969
i3ii
909
489
810
ioi5
63o85
836 VOLT V 0 R N
VOLTERRAJO ( MOTTE ) nell* lso!;i In qiuHa pirle del pof 910 di
dell* Elba. — Fml. Isola DtLi.*ELB4. nella corle di Rblenfa» piviere di S. Pietro
VOLTIGIANO già {^oUefanum) in Val- n Sillano; mentre con il secondo istrameoto
d*Elsa. — > Gas. eh* ebbe esso pare il titolo Talberga del fu Federigo da Monlerappofi
di Gist. e che lo diede a tre chiese, la prima autorizxata dal suo mondoaldb alienò al
dedicata a «S. Cristofano^ la seconda a S, suddetto Ildebrando del fu Tegrimo per
Bomanoj l'attuale a S, Jacopo^ cui fu soldi a o altra porzione del poggio di ^Ri-
annessa nel 1781 la cura di S. Maria a ie/ano. ~. fW. Gabioi.4 e MornuuFrou.
Lato nel piviere di S. Pietro in Mercato, Gonlultociò in quei documenti sarebbero
Coro. Griur. e circa 5 migl. a lib. da Mon- desiderabili indicazioni meno equivoche,
tesperloli, Dioc. e Gomp. di Firenze. onde collocare al suo posto il Gast. di
Risiede sul fianco di una collina marno- flotte jam o ^olii giano e U distrutta sua
•a a pon. delle strada rotabile tracciata eh. dì «9. Cri^^no. Conseguentemente re-
longo il torr. Peseiola^ che ha al sno le?, sta per me assai dubbio, se allo stesso luogo
la villa signorile di Uliveto e a pon. quella sia da applicare ilcas. di ^ohigiamo del pi-
di Monlorsolì . viere di S. Pietro in Mercato, dove però fino al
Varie carte del secolo XI della Badia di sec. XV esistette una cappella dedicata a S.
P^ssignano appellano forse a cotesto luo« Romano^ della quale fanno menzione due
go, la pìb antica delle quali del ioaa, due carte, una del 1451 e Taltra del 1491 «della
giugno, fu scritta in loco ^oltejano terri- Biblioteca Rieeardiana , rammentate dal
torio fiorentino. Po pure rogato in f^ol- Lami.-— (Jfoo. £cc/, P/or.p. 9 79 in nota).
te/ano^ o Foltigiano^ nel 90 marzo io55. Fa parte attualmente del popolo di S.
nn istrumento di vendita di beni, mentre Iacopo a Voliigiano la grandiosa villa di
altrove fu riportalo il sunto di un terzo Uliveto già de' Pucci, ora Serristorì.
contralto del due die. io56, col quale Gu- La parr. di S. Iacopo a Foitigiano con
glielmo del fu Teudaldo vendè a Ranieri I* annesso di S. Maria a Zoto nel 1843
suo fratello tutti i beni che aveva in Folm contaTa 967 abit.
tigiano con la parte a lui spettante del VOLTRAJO (MONTE E ROOGi u) in
Cast, e cappella di S. Cristofano^ ivi esi- Val d* Era. — Fed. Morra-VoLTaAio.
stente, oltre quella di S. Pietro in Albi^ VORNO nella Valle centrale del Serchio.
gna^ola (ora Bignola) ed i beni che posse- — Vili, con eh. plebana ( S. Pietro) nella
deva in Fabbrica ecc. ••— f^ed, Passigkano. Gom. Ginr. e circa *i migl. a lib. di Ca-
Fu scritta pure presso il Cist. di rolfi- paunori, Dice, e Due. di Lucca, la qual
giano una carta del aa die. loSg, mercè città trovasi quasi 4 raigl. a sett. di Verno,
rni Bernardo del fu Rodolfo promise di- Risiede sopra uno sprone settentrionale
fendere per il corso di dieci anni nel pos- del Monte Pisano lungo I.1 strida comuni,
sesso dei castelli di yoìtejnno e di Cnlle- tativa che da Ponletelto suH* Oieri s.i!c per
buona Ildebrando del fu Tegrimo, eccello Vorno nd Monte-Pisano per varcare la foce
che contro il padrone diretto del paese, del JVon/e-Serra, di dove si discende n«lia
cioè contra Seninrem. vallecola di Calci.
Arroge a ciò altro istrnmentodel ag nov. DalTantico castellaccio di Vorno ci diede
1064 scritto presso il Cast, di Gahiaula la situazione P annalista Padre Beverini e
( f. Gabiola), qnando Riroberto del fu Ro- più recentemente il Padre Ciancili nel Voi.
dolfo, per una cica d* oro ricevuta dai fra- IH delle Blemor. Laceh. — Quest* ultimo
telli Ildebrando e Teuderico, promise di non scriltore inoltre aggiungeva, che il castello
agirccontrodi essi, nècontro altri loro fratelli di f^orno fu posseduto un tempo da alcuni
nati o nascituri iti quanto alli cessione della nobili lucchesi.
sua porzione deMueCist. da Folte/ano e di Varie membrane di qiielT Arch. Arciv.
Callehuona pervenutigli per ragione di ere- anteriori al nulle raramenl-tno U pieve di
dita paterna e materna. S. Pietro a Vorno, una dello qu.ili carte
Furono scritte pure in ^aftiau/a^rWica- scriltH nel 6 febb. 944 f" |>ubblicaia nella
ria fiorentina due altre membrane del 27 P. Ili del Voi. V. delle Mhmob. teste cìLite.
ottobre 1075, con una delle quali Pietro Posteriori al mille sono qnrile rehlive
del fu Azzo iUGabiaula vendè per soMi 90 ai suoi nobili, de* quali il P. Cianelli ne
a Ildebrando del fu Tegrimo da Foltejano indicò diverse del io38, 1091, iia3, ii4>t
VOBN VULP 837
e 1 148» nella qpuìe uliima epoca i Laocheiì Ripowro . '. Abii. N.^ i66a
f* ioi|iaidroniiooo del castello di Vorno. S. Michele a Guamo , con 1* aDD«*sso
A questo Tìllaggio e suo castelUocìo, si- di S. Pierino a Guamo ^ idem » 649
inalo sul moDie di Crocé f^ornense, opinai S. Stefano a Fereiano^ idem . . . ^ 624
che si dovette restituire il primo e forse il S. Giorgio a Sorbano del Giudice ^
migliore poeta epico latino che fiorì nel idem. .... « » 247
principio del aecoloXII. Io parlo di Lorettso- S, Lorenzo a Sorbano del VetQo^o^
^OTfttfiuif, che molti scrissero f^or/ierijf, au- Relioria con Vicarialo perpetuo. » 343
tore dd poema sulla conquista delle Isol« S. Michele a if£i^/iaiio,Cappellaoia » iti6
Baleari». cui egli prese parie. — • Vtd. Vaw a. rr , ^a;- "^ìs" .
pieve di S. Pietro a Voma al tualmente
è matrice di sei chiese parrocchiali, le quali VULPIGLUNO, o VOLPIGLUNO di
nel i83s contavano tutte insieme 3691 ahit. Mama-Ddcals. -— Villa» la cui chiesa curala
cioè: dì Massa occhia è succursale della catte-
1,. .^ j. e ii:«»«^ tr — ^i*« vo .«. drale di Massa-Ducale, nella Gom. Giur.
Fievc di S. Pietro a f^orno^ Abii, N.^ 1 1 4 5 r.. , . tx •• «* 1
S.Liici..CoT«//.-,Viear.p«peluo . .47 Dioc. m.J«,m..D..c. d. Mo.J.d«.
S. Btrtolominro *\U Badia di Can- . ^ '^«i<»<i»J>f'olp'Sl.ano r...^e .1..-
tignano , Rettoria » ^ 7 a
Irò la Rocca di Massa- Vecchia,, e nel i$53
faceva parte della Vicinanza di sopra la
SomiAc segue . . Abii. iV.^ i<>6a Bocca rammentata dWArt. Maua-Ddcale.
T. T. » "^'
• w. • •
z
/jAMBRA ( Samhra ). Quello uomm profindalc Fiem^m pw
cDBuiné • Tarf torrenlciii fi trofa ■pplìato aeir Amo ilopo oim 4 nifi, ék Mm^ìnm*
iwl fiofcntiiio ttittt Jfamèrm di Om%$mm RuUMBtuMtioltfloloir. dXankvi»-
dbc icnMlo ìq Arno sopra Firroie diri»* ri««iné éAVA^dk* Anh. di fìnrìB h»
|Wllo • Goii^iobbi; al fcno di Zwmkr^ ohe Mie quali dtl i» ooir. 9C4 pahMMi dal
■aaoe tni m9m»% Marito e ai perda nal Monlori Bel Voi. Ili dalle •■• ite. Jf«
ibe» dbif « Aif«/a fra Sello e BroBi iollo ^e»i è citoto il ri» di Jearfr» (di Jfie»
Ficenttf; nel Voltcmao alla Mmmira che Magno) sci cohIocm di Jliwiia (Keoah)^
iioh Iq GedBa dalla iWNita|oa di Voitcrns 2AH001IA, o ZANGORB la Vwk £Ìk^
oììitUdìÈt Monéte di CmMot^y^ì^Ar* eia. -- Fittaan, la quale nae^glie Mlft le
nopiiioo. . aègue» che lecndotto dalle pi«diei<
- SAMBAA a ZAHSaETTA. -< GontaKla del Moale-Amiala, e da qadle
astia ripa noiiUa dell* Amo piniio» dalla del lloiite-U»bn>, dote il '
qoale preiero il «ooie doe borgate e doe dalla loa origine poite le
|iopoll (Mamkta e Mantèreita) con due là dirigendoli a mII. paaa 6n II MOP»
cliieie (S.Jai»po e S. filaria), bnwi nel di Amia che hieia al
piviera di S. Iiorenao alle Corti» ralua in di AradoMi oìm icrta al ino let;
qnetlo di S. Galliano a Settimo» Mate rìnnite picgandoa aHMHin» lambiiee le ~
in una loia parrocchia» nella Gom. e drea dentale del Honle-LilMonc» beeleaift alla
4 niigi, a pon..maeitr. di Calcina» Qiur. di liniMa il cMleUo di Monliedln. Golft ii>
Fonledeni» Dioc e Gomp. di Pila. piende la emione di eilt. per inanltaai
Trotanii entrambe in pianon fra laripa collo Monle-GKofi, dove le gtt eeeeppla il
•biitn dell* Amo e hi picfc di S. Lorenao iorr. M Fi^o^gik ingraurtodal bono IV
elle Godi dirimpetto alla Ibee del torr. trm di Seggiano e dal flnaMiìelle Ala di
Mmmhm di Cnlei, e poco Inngi dal nnovo Anidomo» e llnilinente lirmiae nel aeri-
ponte che ìtì premo 1* Amo carake. lami al fl. Orda dirimpetto nlle Hih di
Nel Lib.IV. Rnbr, 56 del AnM |M«ano r^Umm dopo cirm 14 nigl* di cssmaiM
detto del conte Ugolino trattast di una vìa cotto nome laWolta del fiacncdlo Sete, eh*
irioioale da aprirli nc^confioi di S. Loreoio è uno de* luoi trìbuterf . -« Fiad. Bnst *
alle Corti » chiamata la ^ia deiit Prata » Lairra io Val d* Orcia.
la quale dorerà far capo nella strada pub- ZANNONE (FOSSO do,) nel Val d*Amo
blica (o Ii?omese) da eseguirti a spese de* pisano. «^ Fed, Fosso RcA&a k Ca&av
comuoisti di S. Lorenio aUe Corti^ de*SS. aaoiia.
Filippo e Jacopo o/le Corli* (Navacchiot ) ZBGCHB DIVEBSE delta Tbacana. —
di Grmmuio (S. Frediano) di Ciriliano^ di Le Zecche piii antiche delhi Toscana aooo
Mambra e MambrettOj di Fettori^ di quelle di Locca, di Firn e di Fiicnae. La
Gelio e di Vifignanon — > ^ad. Goan (S. prime due incominciarono a coniare lira»
Loaaaso AiAa ) aoldi e denari di argento e di oro fino dai
La parr. riunita di S. Maria e S. Jacopo a tempi Longobardi» quella però di Piremam
Mamira e Mamkr€i$a nel i833 oonUi^j fu posteriore allo stabilimento della ana ra-
619 «bit. pubblica. Ignaaio Orsini» per laeoiara di
ZAMBRAmCALGKorr.— Portano costì tanti altri scrittori, ha occupato na intiero
il nome di Zamhra due corsi d'acqua che libro per riportara i Tari oonj col noam
atlnTcreino il Talloocello di Calci , la de' leochierì cotto la repubblica fiomlina»
Mmmhra che scende da Manie Magno e 1' a partire dal laSa» epoca in coi Flream
altra che ha origine nel Monte Serra sopra cominciò a battere la kiono momeim dd
il CasleU Maggiore di dici, e che riceve la fiorino d^ tiro. Infittii debbesi ai Fiorentini
|>rima di Monie'Magno presso il ponte di la gloria di esaere stati i primi a riatabilira
Zamhra iniii«uzi di attraversare la strada In Ualia il conio delte monete pnic di oie^
VOBN VO.LP 8;n
^tt«lb quale ultima epoca i Luccheti Rirono •'. Jbii. If.^ 166 a
^ffooifooo del castello di Voroo. S. Michele a Guamo^ con l' annesso
fpcslo vi Maggio e suo castelUocio, si- di S, Pierino a Guamo ^ idem *• 649
ijl aonte di Croc0 f^orntnse^ opinai S. StelWno a Fereiano^ iilem ... 1» 6a4
■ofciw restii aire il primo e forse il S.Giorgio a Sorbano dei Giudice ^
ni poeta epico Ialino che fiorì nel idero » 047
9o«ltlaeGolaXIl.Ioparlodi£ore/fsa S. Lorenzo a Soràano del Fefco^fQt
^IKyChe molti scrissero f^ar/ie;ijr,au- Rettoria con Vicarialo perpetuo. » 3i3
■ ,|Kiema sulla conquista delle Isol« S. Michele a if 11 ^/tano, Cappella ma » ié6
^4NÙ egli prete parte. — Fed. Va«iia. -, ^. . -J-"
«|m di S. Pietro a Voma attualmente ^*'^^" ' * ^' ^*"' '^'
bii.di «ei chiese parrocchiali, le quali VULPIGUANO, o VOLPIGLUNO di
l|ii coolavano tutte insieme 3691 abit. Massa-Dvcalk. •— Villa, la cui chiesa curala
-;. di Massa secchia è succursale delia catte-
■ A ix.»..^ «f™^ ^l'm w©^ .f. ^f'^^t di Miissa-Dturale , nella Gom. Giur.
Bm ritiro » ^ornOf jibii, If.'^ t US r»- 1 • t\. i- m« 1
mL^é^^.^ii: w- . Uioc. medesima. Due. di Mo«Jena.
«■•Coie/li, YiCiir. perpetuo » «47 , . ■ i- rr » • »• • • 1 i-
■-.. ,, 0 .; \ì: r> La contrada di Volpigliano risiede die-
miiNlliueo alla Badia di Cna- . , n .. m* « • • • »<■•
— , » .. Irò la nocca di Massa-Vecchia» e nel i$5J
■WO, fteltoria » ^70 - . • n w • •• i^
_ faceva parte della Vicinania di sopra la
.Snwmke segue . . Abit, iV.*^ i(>6a Aucca rammentai» M Ari. Massa-Ducauu
▼. ▼.
MO SEBI XEII
• I mia clefrtoiii di cirva I i8o br. aor. Ulutlk. PiikfÌeÌBÌ Smirn M
•upM il livdto dd iMce lleililefmico. ■ • cbale del tatro Faha» wU» OMmm I.
Trofaii 4illa fMominciMa di un pogfrìOff Si eceda *clie aia alata MgDOfa, o aoUd-
le di cui fiilde aoDO bugiute dalie aorgcnli fcodalarìa di Cari* una 6m^|IIb Fellinwif
aMperiort del torr. Godane, mealre «Ile aua della quale aaaoeo di uoliiie BBt—tlcfca che
c|ialletorcea pou^Huaeilr. rAppennìDo del eppefgiuu colcala Callo. -* (CsIcsdMp
dfaiule-^ruClunH avendo al tuo llb. quello di Zuumv pgr tmmo 1 8S6).
M^ttU^Momio^ Ciò cbe ■embia omiio dnMiio ai è, ^ i
. L^aalica chieia pWfaaiia profiiiidd per f in* narebcai Malaspiua, ad oata delk ooolbnua
•tabiUlà del fuolo, e qudU reoeoleflMfile falla dalflAp. Federigo II (aaao tato)
ttoalffuiU ainaoda la fleiia aorla per diteli** del diplonu del t i6Ì» a fiivofe M Maidi.
del terreno aiyilloao di una gran parte di Obiaao dalla atcaei famiglie» pcidetown eind
quella oonvalle. ■ . P^ leoapo il feudo di Zeri , atameeU eau
La più antica inemorìa# e kmt T origine fino dal àeoolo SUI almeno Irovaai iBeohpo*
del nome vernacolo di ^m ( C^rH ) ai da r^lo al territorio e ginriidisiont di Panila
a oottoicere in un itlrumeolo deiranno rotili, al di cui Comune anche Tlmp. Pe>
794» 5 giugno, eoneiatenle in una donaiio- derigoi con diploma del 1 169, Beotra Qm-
ne fatta dairimp. Cario Magno, mentre era fcrmavagli i pririlcgf eonomri dai anni ple-
in Pavia, al Mon. di S. Colombano di una di'camori, mmaieniò la ginrieiliiin— diTFwh
lelva rrgia siluatii nel!* Appennino di Man- tremoleri au quelle llpi* «« ^«d. VJfi.
ifitiiMgOt oltre il dono dell* Alpe cbianuita PaataaHOu.
il Manu di Croce, perobè mila di lui Quindi è che h atoria civile di Xcri da
aommìlà eaisleva una croce; {jhtn T Jp^ queir epoca in poi ' aeeoaaunandarf
penmnp detlO' la Croce di F^rrù, (— «BÙ» 1* «lim di Fnalfemolit non alavfr •
BAT*. Jm. M. A^L T. /.) ciò ebe è aUlo dello in queir Art. dnvni
AirArt. poi Làflo PiLOM sitnato anirerla fn avviuto, quaiflaenle nel pfincipin del ■<-
groppa della Pélaiadi Zeri fra la crcaUdel colo XV i Ficmbi , dopo «ver OMeiaia di
Monte- Moiinaiico e quella del Jfonle- Ptmirrmoti i Rtrmiginni ai rcano mgpMri
tforiarofaincbeggtHloda una aelva di Cerri, quasi aawluti di tulio il diilrriin ponti»
diari, cbe da ootcaio laghdto probabilaamle inoicae, compresovi qncMo di Sari» tao al
rbbe .origine la Piscina Ptiosa^ aioooine territorio trsumpennino detta Tal di Taro; i
d^lfa circottanle selva di Cerri (iOlé derì- quali dinasti per6 alla pace del i43SdovcC-
vare il nome al paese di Zi:ri, Anche iu un tero bsciare TiiuKidelta contrada al dominio
pliicito tenuto nel ao agosto 973 dal Marcii, di Filippo Maria Visconti Duca di Milano.
Oberlo conle del sacro PaUzto delKImp. Ot* INssi ^iicora come fra le turpiasime aiionidi
Ione I H l'agore del Mon. di Bobbio si raro- i|u< si* ultimo signore fuvvi pure qnelb di
nifiil4 |tresso la Piscina Pelosa una selva lare uccidere segretamente (aprile del t436)
d) Cerri, uri quali erano stali coufilti de* iielTAp^ienninodiZeri lungola viadiBoqEO-
c/i'odi di ferro. Iiifatii in un diploma dell* Taro il valoroso capitano Nieeolò da To'
Imp. Ftfitcri^o I del ii(ì4 si conferroaronu ìentiao, che al torà servi va la Rep. fiorentini,
al March. Ohizzo Malaspiua molli leudideU i^a imfndaiione d ila picvedi Zeriéipaim
la Ixinìgiana, Ira ì quali quello di Certi in |5 o 16 piccole villate, ognuna delle
(Zirri ). — l'ed. Lieo Peloso. quali ha un nome |iarticolare, e tutte iosi^
Tra i signori di Zeii, oltre i March, iiic ik*I le quattro efMK*he qdi aolto indicele
Malaspina, vi ebòero parie gli Estensi, ed i {rtrscnlavano rappresa» popoU
„,-..•■ r,-.. ■
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ZERI CCHIOSO m). — Tri. Cmmd si
.ZtGliGO (PIEVB) MiLu T*ià.
r*rf. Vim H Zhwwo in V«l di.Magra.
ZIO ( S. AlfDREA * S. ) nel V.l 4*ln»
infcrion. — t uim p>rt. «|>Kx-inial> «nlto
rtanMauooe di S éfirt* a S. Mìa, (S.
«miio) Mila Cam. ■ Ct*r. di CmM»
DELLE OPERE EDITE E DEI MANOSCRITTI
USATI
DALL'AUTORE DI QUESTO DIZIONARIO
CATALOGO PRIMO
W ManoieriUi dalV Autore del Ditianario itati ipoffliati dagli Archivj
0 da Biblioteche puhbliche e private.
i. Dair
ArchiTÌo Diplomatico Fiorentino, Spogli in Voi. II. in fol. presto
r autore^
2. Dair Archivio Diplomatico di Siena. Spogli eciolti presso V autore,
3. Dalla Biblioteca pubblica di Siena. Spogli diversi del Benevoglienti e di altri
sciolti, (idem)
4. Dair Archivio dell* Opera del Duomo di Siena, e da quello dello Spedale di
S. Maria della Scala. Spogli sciolti, (idem).
5. Dair Archivio Arcivescovile di Pisa. Spogli sciolti presso V autore.
6. Dal Breve Pisano detto del Conte Ugolino. II Libro IV. intitolato de Operihus.
Dalla Biblioteca della Sapienza di Pisa. Spoglio sciolto presso V autore.
7. Dalla Biblioteca Riccardiana. Diversi Odeporici MSS. del Gap. Gio. Mariti,
Spogli nel Voi. 2.® del N.^ i. di sopra citato.
8. Dall'Archivio delle Riformagioni di Firenze. Spoffli nel Voi. 2.^ del N."" 1. (f vt)«
9. Dalla Biblioteca privata del March. Gino Capponi. - Entrate e Uscite delle
Comunità sottoposte nel 1558 alla Rep. di Montalcino: MS. donato da Gius.
Molini al suddetto. Spoglio copiato presso V autore stesso.
10. Dall'Archivio del Collegio Ducale di S. Frediano di Lucca. Spogli inseriti
nel Voi. 2.^ del N.^ 1. di sopra citato presso il suddetto.
11. Sulla Storia di Lucca, del Canonico Mor icone. MS. sciolto (idem)
12. Dalla Biblioteca pubblica Magliabechiana. Spogli del Borghini, della Som-
maja e di altri (idem).
13. — Forti Tommaso. Il Foro fiorentino , o gli Uffizi e Magistrati della città
di Firenze (idem).
14. Dalla Biblioteca del Seminario fiorentino. Spogli del pievano Antonio DeirO-
gna relativi specialmente al Mugello. MS. aggiunto alla Descrizione del
Mugello del Brocchi della h e R. Biblioteca de* Georgofili.
15. Romagnoli attore e Don Giovacchiuo Falaschi. Documenti tratti in copia dagli
Archivj pubblici di Siena relativi ai paesi dello Stato Sanese disposti per
ordine alfabetico. MS. in due Voi. in fol, da restituirsi agli eredi Romagnoli.
16. Altri spogli diversi sciolti, o uniti al Voi. 2. del N.® 1. disopra citato.
17. Spogli di MSS. del Can. Angelo Maria Bandrni per servire alV illustrazione
del Casentino nella Biblioteca Marucelliana, presso f autore.
V. V. 107
846
18. Statistica sul numero delle famiglie e delle anime dello Siate vecchio. Fio-
rentino e Pisano, del 1551. Spogliala deif Archivio del Monte Comune di Fi-
renze presso fautore.
19. Statistica numerica delle famiglie e abitanti del Granducato, del 1745, repar-
titi per diocesi, per comunità e parrocchie , col numeiro degli abitanti suddi-
visi in impuberi, adulti, maritati, ecclesiastici de* due sessi, separando i cat-
tolici dagli ebrei e dagli eterodossi. Libro aulentico MS. presso V autore.
20. Notizie statistiche delle due Provincie di Siena raccolte nel 1639 da Gio.
Vincenzio Coresi del Borro e riunite al suo Blasone Sanese. MS. in Voi. 4 in
fol. nella Bìbl. Magliabechiana. Spo/^/t sciolti presso V autore»
21. Gherardi Roberto. La Villeggiatura di Majano. MS. presso la nobile famiglia
Gherardi di Firenze.
22. Gherardini Senat. Bartolommeo, Visita generale delle città, terre e eaetelli
dello Stato Senese falla nel 1675. MS. consultato ed in parte spogliato , esi-
stente presso i Signori Toscanelli dì Montopoli.
23. Gherardini Can. Niccolò di Francesco. Della famiglia Gherardini. MS. presso
il Sig. segretario Avv. Antonio Gherardini.
24. Giornali diversi di vìag%\ geologici intrapresi per la Toscana onde servire alla
compilazione del Dizionario attuale. MSS. presso fautore*
25. Testamento di Francesco di Marco Datini. MS. membr. presso U Bigazù.
26. Statuti di Ghiarantana. MS. membr. presso il suddetto.
CATALOGO SECONDO
Delle Opere degli Autori di Geografia e di Storia cmndtaH e eUoH
nel Dizionario Geografieo-Fisieo^torieo della Toscana,
N. B. Le Opere di Geografia e di Storia pia generale saranno eontraesegnate
con r asterisco (*) onde distinguerle dalle parziali alla Toscana , le quali al-
^ lorchè riferiscono a più, Cataloghi saranno distinte col numero (1).
(*) Slrabonis^ Geographia, intcrpr. Xilandro cum nolis Casauboni. Voi. Il in fol.
(*) Tolomeo Claudio, GeograGa, tradotta in volgare dal Ruscelli, Voi. 1 in 4.®
(*) Melae Pomponfi, De silu orbis cum notis. Voi. 1 in 8.''
(*) Antonini, Itinerarium cura nolis variorum. Voi. 1 in 4."
(*) Peutingeriana Tabula itineraria^ cum notis Velserii, Voi. 1 in fol.
(*) CI. Rutila Nutnatinni, Itinerarium, Voi. 1 in 12°
(*) Graevìi et Gror,ovfi , Thesaur. Antiquit. Gr, et Rem. Voi. 39 in fol.
(*) Cluverii, Gcopfraphia anliqua, eie. Voi. Ili in fol.
(•) Celiarli, Nolitia Orbis antiqui, Voi. II in 4."
n Ortelii, Theatrnm Orbis terrarura» Voi. IV in fol.
(*) ìlolstenii Luca e , Notae in Orteliuni, etc. Voi. 1 in 8.°
(*) Gvìiteri, Ins(TÌf)tiones antiqiiiie, Voi. IV in fol.
(*) Cnrntlii Ncnntin , Vitae excel!. Imperai. Voi. 1 in 8.**
n T. Lira, llisloria Romana, Voi. HI in 18."
(*) Pnlì/be, Histoire, trad. du grec. par Thuillier avcc Ics commeniaires du Chev.
Folard. Voi. VI in 4."
(*) Dionysii Halicarnasii, Antiq. romanae , Voi. II in fol.
847
(•) Jul. Caesaris^ Gommentana, Voi. Ili in SP
Crispi Satuttii, Bellum Catilinar. Voi. 1 in S.""
(*) Veiieii Patercìili, Uistoriarum, libri duo, Voi. 1 in i2.**
(•) Dionis Cassiti Historìa romana. Voi. 1 in fol.
n Ammiani Mareeilini, Histor. cum notis, Voi. 1 in 4.^
[*) C. Taciti, Le Opere tradoUe da Lod. Valerìani, col testo a fronte. Voi. V in 4.*'
n Àurelii Vicloris, De Viris illuslribus. Voi. 1 in 8.**
(•) r. Plinii Junioris, Epìstolae cum nolis. Voi. 1 in 4.®
n Sexti Frontini, Slraiagema libri IV in Voi. i in 12.**
n Ejusdem, De Coloniis, Voi. i in 8.**
[*) Ejusdem cum aliis scriptoribus , De Finium regundorum» Voi. 1 in 4.®
n Tuiiii Cicermis, Oraliones, Voi. Ili in 8.*»
n Ejusdem, Epistolae ad Atticum, Voi. 1 in 8.''
n Ejusdem, Epistolae familiares, Voi. 1 in 8.^
(*) Plutarco, Vite degli Uomini illustri greci e romani tradotte in volgare dal
Pompei, Voi. VII. in a**
(*) Tjibbei et Mansi, Sacrorum Conciliorum collectio, Voi. XXXI in fol.
(*) Bollandi etcAcia Sanclorum omnium. Voi. LI in fol;
n Ughelli Ferd. Italia Sacra, Voi. X in fol.
Dello stesso. Della Famiglia de' Conti di Marsciano, Voi. 1 in fol.
(*) Jlf. Aur. Cassiodori, Opera omnia, Voi. 1 in fol.
[*) S. Gregorii Magni, Opera omnia. Voi. V in fol.
(*) Ferrara Filippi, Lexicon Geographicum emcnd. Baudrand. Voi. II in fol.
;*) Raphaelis Volaterrani, Commentarla Urbana, Voi. 1 in fol.
[*) Alberti riandrò. Descrizione dell'Italia, Voi. i in 4.°
[*) Sigonii Caroli, Opera omnia, Voi. VI in fol.
[*) Flava Biondi, Italia illustrata, Voi. 1 in 4.^
(*) 5. Antonini, Chronicon, Voi. Ili in fol.
'*) Petrarchae Francisci, Opera omnia. Voi. II in fol.
) Balutii, Miscellanea, Voi. IV in fol.
[*) Ejusdem, Epistolae Innocentii III, Voi. II in fol.
;*) Ejusdem, Vitae Pontìf. Aveniones, Voi. II in 4.°
*) Muratori Lud, Antonii, Antiquitatcs Medii Aevi, Voi. VI in fol.
[*) Ejusdem, Rerum italicarum scriptores cum supplem. Voi. XXX in fol.
[*) Del medesimo, Antichità Estensi, Voi. Il in fol.
[*) Del medesimo. Annali d'Italia con la continuazione. Voi. XXXIll in 8.°
[*) Zaccaria Patr. Francisci Antonii, Bibliothcca Pistoriensis, Voi. 1 in fol.
Ejusdem, Anccdolor. Pistor. Med. Aevi, Voi. 1 in fol.
Lami Giovanni, Memorabilia Eccl. Florent. Voi IV in fol.
Gori Proposto Ant, Francesco, Inscriplionum antiquarum, quae extant in
Etruriae urbibus. Voi. IH in fol.
Ejusdem, Museum Etruscum, Voi. Ili in 4.®
;*) Miltarclli et Costadoni Ahb,, Annales Camildnlenscs. Voi. IX in fol.
•; Nardi Ah. Fulgentii, Bollar. Vailisumbrosnnura, Voi. 1 in 8°
Matthaei P. Ani. Felicis, Ilistoria Eccl. Pisan. Voi II in 4"
Soldani Ab. Fidelis , Ilistoria Passinianensis, Voi. 1 in fol.
(*) Mnnni Domenico Maria, Osservazioni istorìchc sopra i sigilli antichi. Voi.
XXX in 4.*^
z
aDmuné a Tarf lomnlelii « ìtoim «pplioido odi* Amo dopo eìiw 4 migl. di tmpnm,
IMI fiocratino tib Mmmbrm di Omigmmm BaouBMalattocoictlo lorr. dÈ:Mmmkm 1^
obt WBtm^ m Amo topr^ Fireoie diri»» rie^Mlè dell' i€ro*« Jrth. dt FÌMr i» ■■»
petto t Gonpìobbi; al fono di Zmmktm ebe Mie quali del ts notr. 964 paMtadi dU
■atee mi MmtU Marcito e m perde nel Manlori nel Voi. Ili delle §•• ^of. Jf.
ibieo dbtf « Hb^l a f n Seno e BroBi eotto ^e»i è eilalo il rtP di Smmirm (di M§m§
Flresie; nel Voliemno alla Mmmhra ebe Mmgm) nei eonKMm di Jfaewee (Kon^i
eeob in Gedna dalla aiontaioa di Voltem, ZAROOllA, o ZAICXMIB In 1U dTO»-
ohre le due ^omftrv ^ Colei nel Val d'Ar- eia.-!«FiunMna,laqiialeineeofiie InMe-le
Bopiiano. aèmiei che mmdonó dalle pin dir i nnrfdmiiii
- aiMBaA a ZAMBRETTA. — Gootnda del Monle-Aaiala, e da qn^
mila ripa nnittia dell' Amo pinno, dalla del llonle44iblMO, dom il '
ipble picenro il nooic doe biffile e dna della em origine porla lo
IMpoll (MtuiAra tMa^fUa) eoo due là dirifmdoei a teli, peata i« U Mpo
oblimi
cbieee (8. Jacopo e S. Haria), la priana nel di Bo9Ha cbo hteia al eoo pon.
piiFieio di S. Lormao alle Gorti, PaUn in di Aradotn ebe fctU al ano tee; fiindi
qnellodiS.QmianoaSeltinio,tlatorinnile piegando a ataettm. bnJMaoe k beee oeti-
in nna aob perrooebia, nelh Gom. e dim dmlale del Monlo-Lilerooe» keelaai» olla
4 «if I, a pon.'inaeitr. di GMcina, Qiiir. di iinitlni 11 cartello di Montieelln. GteA ri-
Pmledcfa» Dioe. 0 Gontp. di Pita. prende h dimiono di teli, per fawolkBai
Trotanti mtrantbe in piannra fra laripa eolio Monle^Siofi, dove te fK aoeoppia il
Malfa dell* Amo 0 la piere di S. Lorm» tmrr. del Firn» già ingwetaf 0 del borm sv-
olle Corti dirimoeltt) alla Ibee del lorr. Im di Saggiano o dal finetieell» JfiUa di
Jtonàm di Cniei, 0 pom long! dal nnom Aiddoeto, 0 Bmlitnte teraaha onl —ti»
ponte ebe ItI pretto T Amo eamlca. Imi al fi. Oroia diriaapello nlh vHia M
Nel Lib. IV. Rttbr. 56 del Arem /Mfono Veleno dopo oiim 14 nrigl. di r abetini
detto del ooQle Ugolino trattasi di ona via tolto nome talvolta del (ìanikidio Sole, cb*
vioioale da aprirti ne^confini di S.Lorenio è ano de* tuoi tribuCarf. -• ^od. Eoiat o
alle Corti , chianuita b ^ia delie Prata , hum in Val d' Ofcia.
la quale doleva far capo nella ttrada pub- ZANNONE (POSSO mi.) nel Val d'Arm
blica ( o livoraete ) da cteguini a apete de* pisano. «^ rjrd. Fotso RaASA et Gu^i^
comunisti dì S. Lormio aìie Corti^ de*SS. uorb.
Filippo e Jacopo aite Corèi^ (Natacchiot) ZBGCHE DIVERSE della Toteam. —
di Grumuh (S. Frediano) di CiriUana^ di Le Zeocbe olii anticbe delh Toecana tooo
JSamhra e lambretta ^ di Pettori^ di quelle di Lacca .di Pisa e di Firenae. Le
Gtlio e di FitigtèonoM — ^ed, Goaxi (S. prime due incominciarono a coniare lire»
Loaaxao aum) toldi e denari di argento e di om lino dai
La parr. riunita di S. Maria e S. Jacopo a tempi Longobardi, quella però di Pirmum
Mamira e Zomhretta nel i833 contava fu posteriore allo stabilimento della eoa re-
619 «bit, pubblica. Ignaaio Orsini» per laoDÌare di
Z AMBRA wCAIXIKorr.— Portano cotti tanti altri tcritlori, ba ocmpoto na intiero
il nooie di Zamhra doe corsi d'acqua ebe libro per riportare i vari coni col nome
atlravertano il valloncello di Calci, la de* leoebieri tolto la repubblica fiorentina,
JSmmkra ebe tcmde da Manie Magna e 1' a partire dal 1 a5t, epoca in cai Firenae
altra ebe ha origine nel Monte- Serra sopra cominciò a battere la àooito moieer# dd
il Caslel'Maggiore di dici, e che riceve la fiorino d^oro. Infiliti debbeti ai Fioreotini
ftrima di Monte^Magno presso il poote di la gloria di essere tlati i primi a ritlabilirt
Mumbra in nauti di attraversare b strada In ItaUa il conb delb monete pare di ort^
847
Jìd. Caetatit^ Gommentana, Voi. Ili in 8.^
CriMjn Salutai, Bellum Catilinar. Voi. 1 in SJ"
Veiieii Paterculi, Uistoriarum, libri duo. Voi. 1 in 12.^
Dinnii Cassii, H istoria romana, Voi. 1 in fol.
Ammiani Marcellini, Histor. cum nolis, Voi. 1 in 4.^
C Taciti, Le Opere Iradolle da Lod. Valcriani, col testo a fronte. Voi. V in 4.®
Aurtlii Vicloris, De Vìrìs illustribus. Voi. 1 in SP
€^. Plinti Jtmioris, Epistolae cum nolis, Voi, 1 in 4.®
Ses:ii Frontini, Straiagema libri IV in Voi. 1 in 12.''
MBJvsdem, De Coloniis, Voi. 1 in SP
Ejusdem cum aliis scriptoribus , De Finiiim rcgundorum» Voi. 1 in 4.®
Tuiiii Ciceronis, Orationes, Voi. HI in 8.**
EJuMdem, Epistolae ad Atticum, Voi. 1 in 8.''
EJusdem, Epistolae familiares, Voi. 1 in 8.^
Piviarco, Vite degli Uomini illustri greci e romani tradotte in volgare dal
Pompei, Voi. VII. in 8.^
iJabbti et Manti, Sacrorum Concìliorum collcctio. Voi. XXXI in fol.
Boiiandi e/c. ,Acta Sanclorum omnium. Voi. LI in foK
Uffhelli Ferd. Italia Sacra , Voi. X in fol.
Deità itesso. Della Famiglia de* Conti di Marsciano, Voi. 1 in foL
Mi' Aur. Cassiodori, Opera omnia, Voi. 1 in fol.
S. Gregorii Magni, Opera omnia. Voi. V in fol.
JPerrarii Filippi, Lexicon Geographicum emcnd. Baudrand. Voi. Il in fol.
Haphaelis Volaterrani, Commentaria Urbana, Voi. 1 in fui.
Alberti Tjcandro, Descrizione dell'Italia, Voi. 1 in 4.°
Sigonii Caroli, Opera omnia. Voi. VI in fol.
Flava Biondi, Italia illustrata. Voi. 1 In 4.''
S> Antonini, Chronicon, Voi. Ili in fol.
Peirarchae Francisci, Opera omnia, Voi. II in fol.
Balìitii, Miscellanea, Voi. IV in fol.
Miusdem, Epistolae Innocentii III, Voi. II in fol.
ElJuMdem, Vitae Pontif. Aveniones Voi. II in 4.^
Muratori Lud, Àntonii, Antiquitatcs Medii Aevi, Voi. VI in fol.
Mjuidem, Rerum italicarum scriptores cum supplem. Voi. XXX in fol.
De/ medesimo, Antichità Estensi, Voi. Il in fol.
Dei medesimo. Annali d'Italia con la continuazione. Voi. XXXIII in 8.^
Zaccaria Pntr. Francisci Anfonii, Bibliothoca Pistoriensis, Voi. 1 in fol.
Mjusdem, Anecdotor. Pistor. Med. Aeyi, Voi. 1 in fol.
Lami Giovanni, Memorabilia Eccl. Florent. Voi IV in fol.
Gori Proposto Ant. Francesco, Inscriptionum antiquarum, quae extant in
Elruriae nrbibus. Voi. IH in fol.
£fu9dem, Museum Etruscum, Voi. IH in 4/*
JMiitarelli et Costadoni Abb., Annales Camildulonscs. Voi. IX in fol.
Nardi Ab, Fulgentii, Bullar. Vallisumbrosanum, Voi. 1 in 8."
Maiikaei P. Ant, Felicis, Historia Eccl. Pisan. Voi II in 4''
Soldani Ab. Fidelis, Historia Passininnensis , Voi. 1 in fol.
Manni Domenico Maria, Osservazioni istoriche sopra i sigilli antichi» Voi.
XXX in 4.^
MO SEBI lEII
• 1 Ma diifalniii di circa 1 180 br. aor. Ibnlu Paikfiefaii 4iaoiiii èàì
mtgm il lifello dd mace MeililenaiMo. ■ < eoale del tatro Faha» wU» Olita» I.
Trofaii tfiìlà fMomincaia di un pog|r*o» Si eceda clie aia iuta ligoova» o aollo-
la di Oli kìèt Bono burliate dalla aorgcnli tàndataria di Cari* una ftMigllB FelliaHit
aMperiort del torr. Gcrdama^ naeaire «Ile aua dalb quale bmmo di aoliiie BBtB«ticfca che
•jMllctorcea poawHoaeilr. rAppcDDÌDodcl appor^gine calcita Cillo. -* ( CmSimétfk
MmUe^nUuro^ atcndo al wo Ub. quello di ìmmen p9r t turno 1 836).
Jfoate-ileiOMio. Ciò eba «mbf« anno «bibbio ai è» ^ i
. L antica cbicia pWfaaiia profondò per T in* nardicei Malaspiiia, ad onta della ceafcfa
•labiUlà del tuolor e qudla leocoteoMnle lalia dalflttp. Federigo II (aoao tato)
aoftfuit^ isinaoeia la fl«Ha aorla per difoiiif del dipknné del 1 i6Ì» a favore del March,
del terreno aifilloio di ud« gran parte di Obiiao della aicati famigliat perdetowo mA
quella oonvalle. - . per icoipo il tendo di Zetìf atameebè tao
La più aolica nemorìa, e forM T orìgine lioo dal àeoolo Xll almeno Irovaai iMehpo*
del nome vernacolo di Zeri ( C^rti ) ai da r^la al territorio e giorisdiiiofie di FlpBti^
a oonoicere in un ittrumeoto deiranno hkiIì, aldi cui Comune ancbe l*Imp, Pe>
994» 5 giugno» eontislenie in una donaaio- «tengo 'I con diploma del 1 1899 Bentre Cmi-
ne fatta daU*lmp. Carlo Magno, mentre era fermavagli ì privilegi eooomri dai asoi ple-
in Pavia, al Mon. di S. Colombano di una deeeMori,ramaMntòkgiurìadiiioaedirFMh
aelva rrgiasìloali nel r Appennino di Mmn- Iremolen au quelle llpi. «« ^«d. VÉH,
ic-J^Migo, oltre il dono dell'Alpe cbiamiilà Peatamou>
il JToitle di Croce, perobè «utU di lui Quindi è che h atoria eivile di Xcri da
aommilà eiiileva una croce; (fané V Ap' queir epoca in poi ■ eeeocanaanderf
petmitm detlO' U Croce di F^rrù. (— «BÙ» r«llni di Fmatremolit non itarfr •
I4T.. AiU. M. Jt9i. T. /.) oiò ebe è iUlo dello in queirArl. d»f» 1
All'Art, poi Làoo PiLOfo sitoalo foircria Ut avriuto, qualmente nel priacipi» del m-
groppadelkl>e/ofcidf JirerffniUcmU'del eolo XV 1 Ficaebi , dopo «ver eaeeiain de
MmUe^Moiinaiico e quella del MmU» P.miivmoli i Rirmigiaai ai rcano aigflarf
tfottanofiancbeggialoda una felva di Cerri, qiMsi aiMluli diluito il diilrelin ponie^
dÌ8M, cbe dii colcalo laghello probabilaamte molcae, compresovi qoeMo di Mari» tao al
ebbe orìgiue la Piscimi FeloM, aioooine territorio tranmpanoino della Taf di Taro; t
dalla circotlanle selva di Cerri (iOté ditri* quali dinasti per6 alla pace del i43S dovcC-
vare il nome al paese di Zeri. Anche in un tero UscMre t*»uKÌdeila contrada al dooMoio
placito tenuto nel ao agosto 973 dal Marcb» di Filippo Maria Visconti Duca di Milano.
Ot>erlo conte del sacro Paliizao delKImp. Ol- INssi Jiicora come fra le lurpiasime aiiooidi
loiie I H lM¥ore del Mon. di Bobbio si raro- «lut-si* ultimo signore fuvvi pure qnelb di
nicnLi presso la Piscina Pelosa una selva lUre uccidere segretamente (aprile del t438)
d) Cerri, nei quali erano stali ooufilti de* iiell'Ap|ienninodiZeri lungo la viadiBor|EO*
citicdi di ferro, Iiifalii in un diploma «lell* Taro il valoroso capitano Niccolò da To'
Imp. Feitcri^o 1 del iir)4 si conferroarr»au ìemino, clieallomserviva laRep. fiorrntins.
al March. Oliiizo Malaspina molli feudi del- \a itofmlaiione d Ila pievedi ZeriòspaffSi
la Ixinigiuna, fra i quali quello di Cerri in 1 5 o 16 piccole villaie, ogouna delle
(Zvri ). — l'ed» Liuo Peloso. quali ha un nome |Mrticolare, e tulle insi^
Tra i signori di Zeii, oltre i Miirch. me nelle qual irò efMK*he qdi aollo indicale
HLilaspina, vi ebìx'ro purte gli Estensi, ed i |nrSi'tilavano 1* appressa popoli
«I secolo XTl, Voi. IV in 4.»
A^mi Ant. Filippo, Prospetto di una nuora con
rentina. Voi. 1 in 4."
f) lata Colile Pompeo, Delle Fatnigtie celebri d'It
(continun)
n 7V«y« Cor/o, Del Vrlro «llefpjrico , Voi. 1 in 8.
n DeUo «fe<«),Storìa d'Italia del Hedto Evo. Voi. II ir
(*) ProvoMi Conte L. G., Studj critici sopra la storia i
doino Vot. 1 in S."
(*) Utigitt Jhtfrttmy, Tavolette Cronologiche tradult
(*j Anonimi PP. Maurini, Art de Tcrilìcr les dales,
JfcA» Ab. ùtnmtii. Vita Ambrosii Traversarti e
Voi. II in fot.
IM met/tiim». Viti e lettera di Lapo da Castit[1ia
PfcHieUi Ah. D. Platido, Cronica dll' Abbadia I
graD Conte Ugo, e le Memorie di Pescìa. Voi.
GaiUtti D. Pier Lmgi, Dell' origine della Badia
£nu H. Giommi, Leiioni Toscane, Voi. li in
Ejuritm, Deliliae Eruditorum, Voi. XVIII in R.'
n lAuartM P., Anecdota Romani Collegi!. Voi. II
Ò Ag» P. Irrmeo. Istoria di Parma. Vot. IV in 4."
0 Pagfiali Cmn., Memorie storirbe di Piacenza, Vn
n r«rf»-IMW Toafe Gio. RiWdo, Delle monete e d
d'IUlia. Voi. Ili in 4."
Sèri* Btmriei, CenoUpbia pisana. Voi. I in fai.
Btntlli J4. D. .Vicmbi. Septìnianae Aiibaliac hi
~ it-Tn::f«i fìiir^rmi. Bela rione di aimnì ì
851
) Marmocchi^ Corso di Geografia generale in cento leiioni. Voi. VI in 4.°
Serriuori Conte Luigi, StalisUca della Toscana, Voi. 1 in 4.^
) Manno Cav,, Storia della Sardegna, Voi. IV in 8.^
) Oikrigo Padre Gaspero Luigi, lettere ligustiche, Voi. 1 in SP
} Spotomo i46.,. Storia letteraria della Liguria, Voi. IV in SP
) Del medesimo , Nuovo Giornale de' Letterali prima e seconda serie dal 1826
al 1837, in SP
) Berioimi Prof. Antonio, Amoenitates Italicae, Voi. 1 in 4.^
Fremii Carlo, Memorie sopra gli scavi di Luui negli Atti della R. Accademia
di Torino del 1837, in 4.''
) Dei medesimo. Storia di Sarzanello, Voi. 1 in 8.^
*) Bettolotli, Viaggio per la Liguria marittima. Voi. Ili in 8.^
Chabrol (de) Baron, Memoire sur le Goufre de la Spezie dans la Statistique
du Departement de Muntenotle, in calco al Voi. II in 4.°
Anonimo, Calendario Lunese per gli anni 1835, 36. 37 e 38, VoLIVin16.°
Gerini Ab. Emanuelle, Memorie storiche di Lunìgiana, Voi. II in 4.^
Anonimo, Compendìo storica della Provincia di Lunigiana, Voi. 1 in 8P
Viemi Giorgio, Della Famiglia Cybo e delle Monete di Massa dì Lunigiana
eoo l'aggiunta di alcuni documenti non per anco pubblicati. Voi. 1 in 4.^
PaedU Ab, Domenico, Ricerche storiche della Garfagnana, Voi. 1 in 4.®
*) Jl^^ Lodovico, Con^afìa de* terrìtorj di casa d'Este, Voi. 1 in HP
Gorampi Mons,, Illustrazione di un sigillo della Garfagnana, Voi. 1 in 4.^
Corderò di S. Quintino, Delle Monete de* March, di Toscana coniate in Luc-
ca , Voi. 1 in 8.^
*) He/ medesimo. Degli Ediflzj de* tempi Longobardi e stile da questi osato.
Voi. 1 in SP
Manuzio Aldo, Le azioui di Castruccio Castracani, Voi. 1 in 4.®
Mattarosa March, Antonio, Storia di Lucca, Voi. II in SP
Del medesimo. Guida di Lucca, Voi. 1 in 12.^
IWfi/a Tommaso, Guida di Lucca, Voi. 1 in 8.^
Mansi e Barsocchini, Diario sacro delle chiese di Lucca, Voi. 1 in HP
Tronei Paolo ^ Annali pisani, Voi. 1 in 4.°
Fanuxzi Gio. Battista, Delle tre Repubbliche marittime, Voi. Ili in a""
Dai Borgo Cav, Flaminio, Dis ertazioni sopra la Storia pisana con Docu-
menti, Voi. Ili in 4.""
Jtioii^ffit, Degli Uomini illustri pisani. Voi. IV in 4.^
Cantini D. Lorenzo, Storia del Commercio e navigazione de' Pisani, Voi.
II in 8.^'
Dei medesimo. Raccolta delle Leggi Toscane, Voi. XXXI in fol.
miri. Guida di Pisa, Voi. 1 in 12.""
FeMroni Mons, Angeli^ Historia Accademiae Pìsanae. Voi. Ili in 4.®
FaJtìbroni Cav, Giovanni, Su i Provvedimenti Annonarj, Voi. 1 in 8®
Magri Pad. e P. Santelli, Dell* Origine di Livorno ecc. Voi III in 4.**
Vivali Doti, Giuseppe, Annali di Livorno (continua a dispense) in 4.^
[1) Grassi Rnnieri, Descrizione istorica e artistica di Pisa, Voi. Ili in 8P
Btsldasseroni Prospero fhnero. Istoria di Pcscia ecc. Voi. 1 in 8.**
Ghemrdi Dragomanni Frane, Memorie della Terra di S. Giovanni. Voi. 1
ki8.*
in 4.-
Inghirm^ Ca<e. franixKù, lllustraiione sui Vasi
me, Voi. Vili in *.■■
hgMrami Pmf, Cav. Giovami, Gran Carta geomi
gran fogli
Segato Girolamo, Carta georaelrica della Toscana ]
cedenle. correità ed ombreggiala in lutti i pai
del Diiioaario Repetti, in gran foglio.
Ceiantti Pad. Afiottinn, Storia del principilo di
Dil medeiitHO, Memorie della Diocesi di Massa, V
Baldanzi Andrea, Memorie della città di Prato, 1
Catoni Gin. BaltUla, Ragionamento sloriro sulla
degli Opuscoli scentifici del Calogerà, in S."
Del «wdeiimo, Uemorie istorìcbe della miracolosa I
Voi. 1 in t."
Angtlueei Canonico. Memorie storiche per servire
1 in8.°
Guatteii Cav. Lortnxo, Dell' antico dominia de'
i in*.-
Dei meduima. Cinque Dissertaiìoni slorico.critiche
RondineUi Giovanni, Relazione sullo stato aolìro i
Areno con due racconti del 1502 e 1530 con i
Francesco del Giudice e Giacinio FosMinbrani, ^
Anonimo, Lettere cr Ili co-storiche di un Aretino, ¥
anonimo. Notine storiche sulla chiesa tc'corile di
Attieosxi Filippo, Risposta apoli^lica il libro del
sco»t di Areno, Parie 1 in 4.'
854
(*) Giornale Agrario Tofoano dal 1926 io poi, in 8.^ (continua)
n Atti della Società ìuliana de' QuaranU di Modena, in 4w^ (continoaoo)
f] Atti della R. Accademia delle Sciena di Torino prima e seconda iene» in
4r^ (eontinoaoo)
p) Atti deiri. e R. Accademia de* Georgofili prima serie e sua oontinnaaone»
in 8.^ (continuano)
(*) Atti della R. Accademia delle sdenxe lettere ed arti di Lucca, in 8.^ (con*
tinuano)
(*) Atti deirAccademia de* Fislocritici di Siena, Voi. 10 in 4.» (continuano)
(*) Atti della Società Colombaria di Firenae, Voi. Ili in 4.^
(*) Dissertazioni dell* Accademia di Antichità etnische di Cortona, Voi. X in 4.^
(1) Atti della Prima Riunione de' Scienziati iuliani in Pisa nel 1839, VoL 1
in 4,^
(*) Idetiif della Seconda Riunione de' Scienziati in Torino nel 1840, Voi. 1 in 4.*
(*) Idem^ della Terza Riunione de' Scienziati in Firenze nel 1841, Voi. 1 in 4.^
n Idem^ della Quarta Riunione de' Scienziati in Padova nel 1842 « Voi. 1 in 4.*
n Idem^ della Quinta Riunione de* Scienziati in Lucca nel 1843, VoL 1 in 4.^
(*] Annali l]nì?ersali di Statistica dal 1824 in poi , in 8.^ (continuano)
(*) CoUeilini Lodovica, Memoria per i marchesi di Colle, FMriolo e FeCiella,
Voi. 1 in 4.^
n Imo/f Giacomo^ Genealogia viginti illustrinm in Italia familianim. Voi. 1 in fòL
(^ Grasiani Anton Maria, De scriptis inrita Minenra, Voi. II in 4.
Gwimaeci Mons* Mario , Museum antiquorum monumentorum , Voi. 1 in foL
(*) Atti dell'Accademia Valdamese di Poggio, Voi. Ili in &<"
0 Atti dell'I, e R. Accademia Aretina del Petrarca, Voi. li in 4.^'
Statuta Populi et Comunis Florentiae collecta anno 1415, Voi. III in 4.*
PiaHna BaUiUa, Delle Vile de' Pontead con aggiunte, Voi. 1 in 4^*
Rwnohr (Baron de) Orìgini al proscioglimento de'coloni, in Tedesco, VoL 1 in ft.*
CATALOGO TERZO
Jkgli Autori d' Idrologia , di Geologia e di Bagni termali della Toscana
conHillati dalV A. del Dizionario predetto.
1. Stenoni» Nicolai, De solido intra solidum naturaliter contento Dissertationis
Prodrorous. Voi. 1 in 4.® con tavole.
2. Bocci Andreae. De Therrais Voi. 1 in fai.
3. Baldassarri Annibale , Relazione delle Acque minerali di Chianciano. Voi.
1 in 4.'»
4. Del medenmo^ Osservazioni intomo al Bagno di Montalceto. Vul. 1 in 8.^
5. Soldani Ah, D. Ambrogio, Saggio Orittografico sopra le Terre Nautilitiche
ed Ammonitiche della Toscana. Voi. 1 in 4.^ con tavole.
6. Del medesimo, Dissertazione sopra una pioggetta di sassi accaduta nel giugno
del 1794 in Lucignano d*Asso nel Senese. Vul. 1 in 8.^
7. Ejuidem^ Testaceographia. Voi. Ili in fol. cura tabulis.
8. Bicchierai Doti, Alessandro, TratUto de'Bagni di Monlccalini. Voi. 1 in 4.**
con tavole.
9. Cocchi Doli, Antonio, Trattato de' Bagni di Pisa. Voi. 1 in 4.° con Uvolc.
806
3.>. SfMdomL Vìn^^M MinrraloKico per la Liguria orìeliUle. Voi. i in ft.^
30. Viviani Prof. Domenieo. litmoria sopra una nuova ipecie di nineralc teo-
perla in Liguria, in 4.^
37. Jlofft AiUamo. Memoria jdrograflca intorno al Golfo della Speiia nel Voi.
IV de la Correspondence aslronomique du Baroa de Zarh.
38. Quidam Girolamo. Sulla struttura fisica dei monti del Golfo della Speiia e
sui marmi di Porto-Venere. Nel Giornale Ligustico.
39. Si$$nQin4a Prof. Anffeio. Os^rvaiionl geologiche sulle Alpi Marìttif|ie e sogli
Appennini Liguri, nel Tom. IV Serie II delle Memorie della R. Accademia
delle Scienze di Tprinp.
IO. Im Beche» Miinuel geol(U$iqt|e truduit de Tangl. par de Collegllo VoL 1 in 4."
4t. Barelli Ftncenxo. Cenni di Statistici) minc*ralogica degli Stati Sardi- Voi. t in 8.^
42. (f r/indt Ab. D. GìUdo. Relatione jiUQrno i| P^u|e di Fucecdiiti. Voi. 1 in fol.
43. RaccQlla di Autori che trattano del miito delle #qiue. Voi. X io |.^ e nuova
Raccpita, Voi. VI in 4.''
44. Faliinieri. Dell' origine delle Fontane ec. Voi. 1 in 4-^
#5 ffndrini Bernardino. Rclaiione sul miglioramento dell* aria e del Porlo di
Viareggio. Voi. | in 4.**
46. Polem Giovanni. Parere intomo al Uglio delta Maecbk di Viareggio. Voi.
1 in 4.^'
M, Boieovieh Ab. Rvéfffiera Giu9enpe. Riflessioni snlU Relaiione /eodrìni sul
taglio della Maccbb ecc. di Viareggio. Voi. 1 in 4.^
48. Zanotii Prof. Euslaehio. Esame e parere sul dettp Progetto. Voi. 1 in 4.''
49. limeoet Padre Ixtmotdo. Delta fisica riduzione (felle Maremme. Voi. 1 in 4."
50. Anonimo (BeHolini Stefano di Pootremoli) £same di detto libro del Padre
l^eonardo Ximents. Voi. 1 in 8.^
51. Ximimi P. Leonardo. Esame dell'Esame di qucflit' ultimo libro. Voi. 1 in A*^
52. Dpi medeiimo. Relazione sul progetto per ottenere la massima depressioDe del
Lago di Bicntina Vul. 1 in ^P
53. Giorgini Pmf. (mv. Gaetano, Sopra il regolamento idraulico della pianura
fra il Scrchio e l'Arno. Voi. 1 in 8.*»
5i. .anonimo. Noie marginali alla suddetta Opera. Voi. i in 8.°
5S. Donali Sebastiano. Notizie storiche del Serchìo. Voi. 1 in 4.**
5(). Trenta Tommaso. Memorie intorno la vita di (ì. A. Arnollìni con raggiunta
di un Compendio istorico sulle Acque Lucchesi. Voi. 1 in 8.^
57. Cozzi Prof. Andrea. Ricerche analitiche sopra le Poizolane di Toscana e di
Roma. Memoria in 8.^
58. Hoefer Uberto, Sopra il Sale sedativo naturale di Toscana (acido Borico, o
Boracico) scoperto nel 1777. Voi. 1 in 8.**
59. Morozzo Ferdinando. Dello Stato antico e moderno del fiume Arno, Ragiona-
mento, P. I e II. Voi. 1 in 4.*»
60. Corxini Padre Oiloardo. Ragionamento sopra la Val-di -Chiana. Voi. I in l**
gì. Foisotnbroni CoìUe Vittorio. Memorie idrauliche sulla Val-di-Chiana. Voi.
Ili in 8.»
02. Monetti Comm. ^/««xa»i(/ro. Tavole idrauliche e Memoria sulla Val-dì-Chiana.
Voi. I in fol.
63. Ajazzi GtuH'ppc.T{i'ìccy)\{iì di narrazioni storiche delle più considerevoli piene
dclPArno. Voi. l in 8."
'858
SH. Ptwmi» Carlo. Sopra la fortezxa di Sàrtanello. Voi. 1 io 8.^
22. — Commento al Trattato di Architettura civile e militare di FrUMseo di
Giorgio Martini. Voi. II in gran 4.^ (opera non vendibile).
23. Ranaldi. Storia della Pittura e Descrizione della Gallerìa di Fireoie con
rami in fol. (continua).
' 24. Anonimo. Pittore del Palazso Pitti con gli elogj dei loro Autori In fol.
25. Mengs Antonio. Delle Opere del Disegno. Voi. II in gran 4.®
26. M. Vitruvio. Dell' Architettora, opera tradotU dal Prof. BaldaMnrre
Voi. I( in 4.^ piccolo.
27. Vinci (da) Leonardo. TratUto della Pittura. Voi. 1 in 4.<*
2a LaUH Propotto Marea. L*£troria pittrice. VoL 11 In fot.
29. Anonimo. Galleria fiorentina delle Statue • Pitture , ec. Voi. Xf II in R*
30. Gori Propotto. Museom etruscnm. Voi. Ili in fol.
:RRATA corrige dei cinque Volumi state ommue nélT EMMàtk parxiali
specialmenU rispetto ai Numeri ed ai NowU; lateia$ido gli altri errori di
numeri e di nomi al Scppuoi imto; il reeiante ti raeeomanda aW indulgenza
dei Lettori.
VOLUME PRIMO
Xmbàtà Combìgs
j. Col. Lin,
I 33 e 45 de* Farrooi i]c*Fcfooi
• 5 UD leno di miglio due leni di miglio
— 7 di S. Sie&iio di S. Giosto, la cai perr. nel i833
nofenva aii abit.
— 1 3 de* due martiri follerrani de* due aaoti volierrani
— i8 di Monto Bwrdoai di Mfonio Bradoni
I I Nel io63 Nel loSa
9 9 Giovanoi acolo Giovaoni Aogot ,
9 8 il aeoolo X il noolo XUl
9 4o Acuto Aogat
9 so (Liv. L. XXXVI) (Liv. L. XXXIV)
1 IO situila a greco. situala a raaeslr.
I 4 e 5 ai march. Cappooi ai conti Capponi
3 a6 e 27 Com. Giur. e 7 migl. a lev. Coro, di Viod» Gior. eS migl. a
di Lamporecchio grec. di Certelo-Guidi
'— 5i eseg. fino a che sul decliuare del la quale parr. nel i833 oonlava
secolo XVUI ecc. ao5 abit. — Yed. Vmci» Comunità^
9 97 nel i5ia nel iSoa
I 46 e 47 pop. di S. Giovanni de* Gae* di S. Piero in Grado
tani
9 38 non conta parr. succursali conta la sola parr. di Agnano
9 7 di Sovicille di Sicilie
I 3 i Frani£si della Fioraja ì Frantesi della Foresta
I 99 S. Cipriano in i^i^Oiiecoota 85 ahit. S.Cipriano in i^iWieconla 609 abil.
9 3i delfanno 970 dell* anno 910
9 19 (anno iSag) (anno iSag)
I 14 e i5 del Poztetli del Poccelli
9 li di Badia a Tega di Badia a Sehamonda
9 39 presK> Tega presso la Badia di Selvamomla
I 9 il titolo di Badia a Tega , dopo che diversa dalla Badia a Tega ,
I I Badia Tioa. -*- Fed. Baou m Set- Uldu, a TaoA. ^ fW. Tbga
▼AMOailA
I 96 nel 1573 nel i583
5 4 Al poggio Mocali al poggio Scali
I 3 e 4 Comp. di Areno. Comp. je\k di Areno, ora di Firetiie
9 3 Monte di Fò Monte Fò
I 4 e 91 lorr. Sorcella torr. Scarsella
I 38 Giovanni Acuto Giovanoi Augot
9 99 Coniervaiione delle Ipoteche e la Conservaxione delle Ipoteche in Pi*
Ruota in Firenze reme, ed il Tribunale di PrinMi
istaniM in Siena
9i 39 delFanno prctccmnilo dell* anno 1340
1^ «3 oocidcaule settentrionale
860
Pmg.Coi.idm.
«77 « 14 M lorr. ifttflo
«79 t iS «Itl0tt.tl|60
«84 5 miiimm iUmm già di LoM
«88 « 4S 9 augi, a oiUo
«89 I «9 li 19 diertsiS
«95 « 41 RioGolò Midieloai
9o6 s 5i end i«78
— «- SS iliifta elle wlandn*
808 I 19 • «o Mi ptfp. df Putifino
i3 ael t8«o
a«8 e 58 S. Melico ife^ JMgi
4SS « 14 Gkyteaol'dftfiMi»
836 i f eè • 9 MÌgL • oibv
8S9 I 48 e di :lleM VeMorial
S4« I 97'IIQMd. Mhfmf
aSi I <?iMMlria> Mottofti di Vételiitt
38o I «o nel 1160
36i I, 3, 4 • S S^ Oh. BfMigcIkUi in ri»iii'
Mtur^ neHe GO0. di Verte 5. Nereo
dice tra ndgl. e' me.
881 I 18 NeHe db. JT JhMiegfio in Vel-di-
Bure
88S « 48 une inpeitd< « ff4o«e
-^ «* 48 e nf^rwe di 4Ìe nerBene
887 I «s nello MeftMM di Mmm MertUinM
887 s & Hd i«»e
44 «ddlst ielMMbre
CùfatùM
ddCeil.diTMo
enGHt ddTtfVk»
gii di Looi
9 nrigl. e eelL
li i9Mfl. i«i8
Il icbeloiio Mìcbeloai
• nel isSe
finoeehenel isi8
•d fiop. di TèligneiH»
ad &870
S.Giuecppede'Ah^
GiovMwi de Vdlflri
e doe nini, m nb.
e dì Monte Vdlolìni
il CM. »J^eff
5£4 e 8 ddle pieve di Bnodeflìo
38o e 3o De qaesti ollimi Loreneo il M<igm-
fico
383 e «9 6 niigl. e oétro di Corrglia
391 9 1 43*45'lilrt.
399 1 1 5 per r alveo delle JrtfWfie//<l
397 I 43 Pallro in VaMi-Vincì
4o5 I 93 da CÌ4po degli Scolari
490 I 95 di 4)601 quadrali
— — 99 restano ntgl. 53 e >/*
-— •— 37 a ragione di 40 individui
491 I 40 Monte Pilli
493 9 8 nei 97 e 98 di egoilo
481 I 48 La parr. di S. Ijeonerdo
— — 8^9 sino alla sne oonfluenia
-«• — i4e tS vi è per on le sda R. pontre-
molcie
475 9 44 e 45 piv. di S. Steiino a Torre
478 I 91 «99 di S. Bfarie in PadvAe od pir.
di Sesto
493 I 18 e nn niigl. a ostro
— — 93 neiranoo 1048
499 I 40 (anno 144S)
Sol 9 «9 e selt. dd Begao a Ripoli
nd 1170.
S. Msrle • CtMfHo » • & Pancoi*
a Bredcglie^nefle Cam. di Pocfa ni
Borgo e dice 6 aeigl. a-eelt.
neHe cL di 81 Fenereilo e J/v»
drglao
anaPinpeciei#dl 4789
n ffiigleiie di 1 4«d' pcisone
nella Vat d'ine
Nd i«6n
nel dì M eHI.edtae ellre ftere hai^
no loego nella Yd driabn U art
di giugnae «eeif.
delle pieve di Val di Bure
Del R. Fisco Loreneo il Magnifica
9 rnigf. a Selt. del Borgo a Mozia^a
43* 59* latit.
per r alveo della Mmrinm
l'alilo odia Valle del Vincio
da Qupo degli Scolari
di 33589 qiMdrali
restano quasi migl. 4 1 */s
a ragione di Se iudividui
Monie-Piui
nd 96 e 97 di egoeto
La parr. di S. I^i>renio
che abbandona innanei di coriffìiife
vi è per ora la sola vii provinciali
di Val «li Magr%
piv. di S Macario
di S. SilveslroaRaMgneno mi piv.
di S. Slefiino in Pane
e 9 raìgt. a ostro
nell'anno 1090
(anno i45r)
a scir. del Bagno e Ripoli
MI
Emmàtà
f. Col, Lift,
I 54 ^ed, Cassumo (S.)
I 5i a Ire navate
a 3a Nel i tebb. del 1099
— 41 e migl. I l/s a teli, di Mufazzo
9 93 una 8uper6cie di 10617 quadi*.
9 96 di 3io individui
9 5o CASTELLETTO m MONTE PO'
9 95 fra le Valli dell* Era e della Merse
9 46 a 999 br. sopra il livello del mare
Mediterraneo
I 33 nel principio del 3oo
I 8 e 7 migl. a seti.
I 98 nel 17 IO
9 44 una notte del 141$
I 80 piultofto 839
9 39 nel i554
9 i5 Comp. di Firenie
I 9o de'Sigg. Marinelli
I 14 di Bernardino Pozietti
I 53 di S. Michele • Gilci
I 96 1 9 a sci r. di Montepulciano
I 59 CIGLIAlNO in Val di Greve.
I 91 CITILLE in Val d'Elsa
I 40 Portebraccio de* Botiicci
I 8 Itisi, Padolorin)
— — conia 337 abit.
I 45 Nel i333 ne aveva
I I di le? . con la Com.
I 4 dell* anno 859
I 41 dopo i3 miglia
I 45 li 17 lett. i3i6
— 5i e 59 del fu Ugo di Giambuono
I 53 li 3 1 maggio 1996
9 8 e 9 Talesperiano e Walprando
COBUIGB
Ftd, MomauAMA
a una navata
Nel I febb. del 1097
e migl. 9 4/s a sett. di Mulatto
una superficie di 10679 quadr.
di 390 individui
CASTELLETTO DI VENDAlSO
fra le Valli dell* Elsa e della Mene
a lese i3o 4/s (circa 391 br. Sor.)
sopia il livello del m<ire
nel princìpio del 1 3oo
e 7 migl. a scir.
nel 1770 '
una notte dell* anno 4 1 5 circa
o piulloslo 83o
nel i558
Comp. di Pisa
de^Sijrg. Macinelli
di Bernardino Poccetti
della pieve di Calci
18 a scir. di Montepulciano
CIGLIANO in Val-di-Pesa
CITILLR in Val di-Greve
Fortebraccio di Bostichi
Hist, Poltron)
nel i839 contava 337 abit.
Nel i833 ne aveva
di lib. con la Coro.
dell'anno 869
dopo 1 1 miglia
li 1 1 sett. I }i7
del fu Giambuono
li 3i marzo 1396
Walprando e Walperlo
VOLUME II.
I 37 795 al 7i5
— 45 Nel 75o
9 1 8 e 1 9 del cav. Jacopo Cardi
9 99 La parr. di S. Donato
9 96 del Tolentino
I 93 di Vinci
I 91 a S. Pancrazio
9 9 3 Iffonteloppio[€aiAen\e)
9 33 S. Martino a Stazzema
I 9 e i|uindi nel 1943
9 3i dell* anno 819
I 91 Toloroei Bi6
9 90 e 93 Nardini e Fif binelli
I 3 tutto il Val d*Anio
I 14 del 99 luglio I 64
I 43 djlhi sonlU Clarice
V. V.
695 al 7i5
Nel 759
del cav. Lodovico Curdi
La parr. di S. Donnino
del Torentino
di Vinca
a S. Panlalcoiie
Mfonieioppio ( unito alla picfc)
S. Maria a Slaziema
e quindi nel i433
deiranno 790
Tolomei Biffi
Naidiui e Fìghineldi
tulio il pinno del Val d*Arno
del 98 luglio i364
dalla cognata Allousina Orsini
109
Pmg, Cui. Un,
Mmmàtà
«»7
sS8
S70
s86
s88
Sto
Sii
3«4
3t9
SSs
353
37S
377
385
397
4o3
4o5
4«5
456
485
488
471
480
5o5
5«4
Ss7
Sai
557
569
566
593
617
649
65i
554
656
671
691
663
697
709
788
857
874 «
97 nel 179»
40 ilei 1765
Si Ferdinando I
59 Fiero de* Mediei
99 a telt. della monla^
5o anno 1S88
48 deiranno 1044
38 neiranno 1119
8 di S. Stelano a Torri^Gon.
453 mtgK a pon.
41 laieiando 8 figlinoli
90 giugno
94 e 95 di Monit FiealU
5 Blalaleiia di Forlì
94 anoem nel 1840
45 di S. Maria a
9 nel t34i
4 e quindi nel 1806
96 1066 dai fralelli
li Nel iSurifiedcfa cotta
5o Pont Leone
46 a S. Minialello pretto BfonldnpQ
93 di canal di Cmiotm
99 le acque della Dor gioia
33 Nel i553
9 97 e 39 in StroHna
94 eattello di Vlnei
17 di Marciano
èli ottobre de! 1979
IO e di Ermengarda
53 Dice, e Comp.
17 a/ 18 (li aggiunga)
97 ^ una permuta
5o del 1299
46 nel 1189
46 di Leone X
14 14 aprile 1072
i5 a lev. del castello
90 e 91 del lorr. Firgilio
5o nella Valle del Savio
39 circa r anno 980
41 nel 1180
98 e 99 dal Pont. Clemente Vili.
95 Sono due Rumane
37 la Limentra orientale
So Clemente Vili
97 alle Guastiece, (si aggiunga)
9 da Carlo V.
9 (febbrajo 1976)
5 4 Quadro^ come 1 0,000 a 1 o, 11 7
COMMiCK
nel 1699
nel i665
Gotinion.
Cotino de* Medici
a otiro della montagnna
anno 1378
deiranno 1084
neiranno 1199
di S. Ste&no, nella Con.
9 mìgl. a pon.
latciando 5 figlinoli
loglio
di MonU^Femali
Blalatetla di Eimini
annetta nel 1840
nel 1846
e quindi nel 1606
1099 àéì fratelli
Fedi GAToaaAno al Sonuaano
Pont Leone X
Milla atrada potlale a Montclopo
di eaoal di Coéotm
le aeque della Margicla
Nel i556
M Stariiaa
eattello di Vinein.
di Mandano.
il dicembre del 1979
e della C. GinlitU
Dioc. di Bertinoro e Comp.
La parr. delle Guasticce nel i833
contava 595 abiL
è una permuta del 11 57
del 1969
nel 1189
di Leone XI
14 aprile 1979
a pon. del casi elio
dil lorr. Virginio
nella Valle del Bidente
circa r anno 963 o 964
nel II 86
dal Pont. Clemente VII
Sono Ire fiumane
la Limentra orientale e eenirmie
Clemente VII
alle Guasiieee e S. Micbele me
Gabbro
da Carlo IV.
(feblifitjo 1376)
come 10,000 a 9,983 ris|ietto alle
bnccia fiortniine
8M
Pmg,Col.L!n.
Embatà
>S9
333
3Sa
37S
379
«so
439
440
441
499
5l9
53t
549
55s
553
5^19
573
591
6o9
6«t
637
653
669
687
6g9
700
« •7 a le? • di PìflDn
t 3o Cronico Lib. II e. t s )
s II e di Semfalle
9 1,4 del i5 gena. 1787.
% 3s .f^veroAva nel i355
I a8 anno 1907
a 5i e il |(r. 43® 5a' 84" long-
I 33 dell* Orobrooe piUofcse
I 18 aDlicameotc duamala di S, PÌ€iro
M Coriina
Quadro, Gol. 3 linee penultima e altima.
San-Sepolcro già d'Àretso— Idem.
Idem
I 17 nelfanno 877
Quadro. G>1. i Anno i35i
Quadro. Eniranonolia Cam. di Monio»
Meggioni
I 3o del Moolo Xll
— 43 del 19 gena.
Quadro. Gol. 4 Anno i35i
a 14 lugl. del laao
— a3 del 16 itU. ia36
Quadro col. 4 Anno i55t
I 44 a Castel Musi
I 41 nel di II dicembre ia7a
I a del a5 agoelo 983
I i7« 18 del fìi ifcieofo Walprando figlio
del fu duca Walperto di Lucca,
a 9 OFFUNO( PIEVE m)
-* 3o la ttnda provinciale Montalcw
a 47 con Gai<:o di Gentile
a ai del iaa6
a 48 nel piviere di Ripoli
I 7 lungo la via Montaleie
a poo. di Pianti
Cronica Lib. IX e 108 )
adi Sem
del t5 genn. 1781
gofemava nd i335
anno 1107;
e il gr. 43® 5a' 84" l«tìt
dell* Ombrone aaneae
direraa daliraltia cbicia di 8.
tro in Cortina
Idem. Idem. — San-Sepolcro già «li
Areno
neiranno 886
Anno i55i
Entrano natta Cam. di Maat^
Forchi
del «colo Xni
del ao febbr. ia8a
Anno t55i
maggio del ia36
del 16 aetl. ta37
Anno 1640
A S. Gio. d* Ateo
nel di II dicembre 1 974
del a5 aeltembre 983
del fu Walprando figlio del Ib
Prandnlo di Lucca.
rtd. I» SnvnaHaaio
la strada poetale Luccbcie
con Romnno di Gentile
del iao6
nel piviere di Rigoll
lungo la via postale Lucchese.
VOLUME IV.
8
"9
«4
a5
3a
33
«7
70
71
8a
9«
97
100
I 49 e 5o Coro. Ginr. e circa 4 miglia a
pon. di P«laj«
a ao anno 855
a 5a del la apr. 708
a 19 PAJOLA [Pojolum)
Quadro, Tojano Prioria
a a del set:. XVI
1 41 rinip. Arrigo IV
a ullima linea, a lev. di Sangìmiguano
I tea che guida a Colle fra Monlaulo e
Munlolivcto
Quadro. Col. i e 4 Peccioli Abit, 356
ivi ToTÀLB Abit, a66i
Quadro, Col. 4 Ferrano Abit, 33i
ivi ToTALa <^6<V. 3789
i a9 Ferdinando Orlandini
a la nelle diviie del ia84
Com. Giur. e circa 4 migl. a icir*
di Pon lederà
anno 955
del la apr. 970
POSOLA rtd, il suo Art,
Tojano Pieve
del sec XV
r Imp. Arri(!0 III
a maestr. di San^imignano
che esce dalla PorU S. Malico verao
il convento de Cappuccini
Peccioli Abit, 9)6
Totalb Abit. a65i
Ferrano, Abit. 391
Totale Abit. 36 1 5
Ferdinando Orlandi
nelle divise del ia74
MS
145
icìr. di Gicfe ,
Bbbàtà
P^g.Cot.Lin,
196 9 4 nel 5 loglio i569
19 e circa a migl* •
Comp.di Firenxe
39 e 17 febb. 1197
4a del a giugno 873
9 nel i3 aprile del ia86
54 Arrigo IV
a6 a7 apr. dell' 890
4 di 3488 quadr.
8 di 73 abit. per migl.qaadr.
37 (anno 1498)
48 e dell* 8a8 , il primo de* quali fu
pubblicalo ecc.
16 un quadro del Tolomei
36 Rigbìnucci
a aa e a3 Croee di Stanti no
4 L, Cornelio Supp.
IO L. CORNELIUS Sl]PP. ir GAL-
LINA C.
8 al prete Signari
9 Pietro Gambacorti
5o Voi, III pag. 8ai-aa
18 V Imp, Adriano
5i F'ed, SfAmMioLiAio.
8 nell'anno 993 93 di Roma
10 CAES. L. AEL.
19 del 1406
I 4^5 li a3 maggio
Quadro, Gol. 5. Anno i83a
idem Gol. a. S. Niccolò a Rimini
a 8 17 chiese battesimali
3o e 4 pievi
40 di renda fo
16 in 18 sezioni
34 e 5a« 54' lalit.
11 f^al'di'Rino
46 Gau. L. Abl.
8 e circa 3 migl.
7 torr. Somara
5a e dai Malatesla
la dei signori Malatesta
44 verso lib. {si aggiunga )
829 a 5 1 ( T. XVIII de' sigilli antichi )
COBBIOS
«49
1
i5o
1
i5a
a
i54
9
164
a
«97
I
aa5
a
aa8
1
a3o
•
I
a3i
a
a5i
a
a53
a
a 59
I
a7a
I
^99
1
3o3
i
3o5
a
3o6
I
353
I
437
I
45i
Q
453
56i
a
574
a
709
a
749
a
758
a
765
a
788
a
79"
I
—
a
8a5
a
nel 5 loglio i56i {stile comune)
a migl. a scir. di Greve, Dice, di
Fiesole, Gomp. di Firenze
e 17 febb. 1191
del a giugno 874
nel 3 aprile del ia86
Arrigo III
37 agosto dell* 890
di 35809 quadr.
di 69 abit. jter migl. quadr.
(anno 1498)
e deiranno8a3,i quali furono pob-
pl leali ecc.
un quadro del Tommasi
Pighinucci
Croce di Sfratino
L, Cornelio Sutp,
L. GORNELIUS SULP. IT GEL-
LINA a
al prete Signani
Andrea Gambacorti
Voi. II pa^. 8ai-aa.
V Imp, Tra j ano
Ved, Ramazzano.
nel Panno 893 o 893 di Roma
GAES. T. AEL.
del i5o6.
li a3 marzo
Anno i833
S. Niccolò a Ramini
18 chiese battesimali
e 5 pievi
di Vendaso e di V ignota,
in la Sezioni
e 4a« 54' lalit.
Val di Pino
Gau. T. Akl.
e circa a migl.
torr. Sinfferna
e dagli Ordebffi
de* signori Ordelaffi
▼erso lib. La qual pieve fti sop-
pressa nel 1788 e ridotta ad uso di
cimitero.
( T. XVn de' Sigilli antichi )
VOLUME V.
96 I i3 cbe è air ottavo miglio
3 a Quadro, Stigana (S. Giovanni in) Rettoria
148 a 34 (11 die. ia7a)
160 I ao deiranno 887,
176 a 48 (forse il Bagno Santo)
177 a a5 Leopoldo I
cbe è al nono miglio
Sugana (S. Giovanni in) Pieve
( 1 1 die. 1^74)
deir anno 877 ,
(diversa dal Bagno Santo)
Ferdinando I
866
Pmg. Coi. Lm.
178 %
179 *
180 I
181 s
MaMàrà
43 od fiinoo orìflDUk
4 deiié PuuMé
t7 al ponte delb CoiÈoimja
1 7 Fenlinando III
So nel giorno di mImIo
191 I 53 in tMtm e fuori ( ji aggimmgtt )
SOS
S04
fti9
9IS
tso
«»9
s3o
933
t35
a4i
344
«57
966
269
3o4
3o5
3i7
33o
35i
369
s 18 nel 998
I 5 e 6 di s migl, a macitr,
% 94 neiraprilcdd io54
X 34 • segg. Chiesa diruta ehe In aotto
la pieve di PoM , altrimenti detta
PÌ€P€ a Piiiif nella Com. di Ter-
ricciola » Giar. di Percioli , Dioc di
Volterra , Gomp. di Pìm.
1 II le parole Siatuio
I 19 nel secolo passato venne alla luce in
Scarpeiia {ti aggiunga )
99 anno 879
44< 93 luglio 1998
38 nella Com. e appena mi migl. a
lev.-scir. di Tinaoa, Giur. di Car-
mignano
49. 3o anni iooanxì alle divise del 1979
97 nel 1979
49 nella Valle del Lamone
95 e dell* anno 1809
96 dell' 1809
98 fu riunito
34 dove nel 1849 morì
9 dopo il Quadro fra la Val d*Orcia
e la Val di Cernia
IO delia Tressa di Cecina
40 del I019
50 1 58o spedito
40 e 41 e Bonsi
49 Palaiium Turcarum
49 nel 1891
18 dopo la oarola: ora coofntcmila
della Misericordia (ti aggiunga)
363 I 96 La sua prima memoria dell' anno
iio3
C0MÈt§g
nd fianeo ooctdcntak
delia Piaggi*
al trivio passalo V Jttrona
Leopoldo U
nel giorno di venerdì ecc.
tiggUMgm t nna quarta fiera ha luogo
nel secondo mercoledì di giugno,
e posteriore di un buon secolo ad al-
tro distinto scrittore di oodici » uno
de* quali oonlenenle le commedie di
Plauto esiste nella Biblioteca privata
del March. Leopoldo Peroni serill»
nel i33S da Antonio Sananeae
nel 988
di 3 migl. a sett.
nell'aprile del io34
Due Seandicei con doe chiese sotto
la stcsm Dioe. di Volterra » la pri-
ma di S, Martino nel piviere di
Popa^ Com. di Terricciola , la se»
oonda di S. Giorgio nei piviere di
IVyano, Com. di Fshija. — Fad,
il SuFTUMaaro.
le parole dello Siaiuta
il oelebre poeta etano, al secolo Ak,
Fiaeekif e pooo dopo di lui il giure-
consulto
anno 974
s3 luglio 1S98
nella Com. e Giur. di Carmigna-
no , da cui dista circ» due migl. a
sett.
39 anni innanzi alle divise del 1974
nel 1974
nella Valle del Montone,
dell* anno i8o3
dell* anno 1800
fu aperto nel i83i e riunito
dove nell* aprile del 1843 morì
fra la Val di Cecina e la Val-dt-
Comia
della Trossa di Cecina
del dicembre 1019
1 180 spedilo
e Bontignori
Palatium T arcar am (della fami-
glia Tarc/ii)
nel 1591
eretta nel i833 per le cure di un
uomo lelante, il fu Giovanni Ami-
dri , e corrispondente con aelo al fi-
lantropico suo istituto.
La sua prima memoria è dell* anno
1081 , quella del iio3
868
EMBÀTÀ COBBiGK
Pag. Col, Lia.
7)0 I 3o ToTAu mi^I. 400. 91 ToTAu migl. 418. 91
733 I %'j e atlraversìiDclu i pMsi e tfviciaaDdoti ai paeti
— ..99 MarstUone Mfatsellon€
737 % Il La IX Via bboib voìtau percorróao La IX Vie macia poaiALi peroorroao
migl. 345. 55 migl. 347. 75
— — la Le Xyill Via bbo» kok fostàli La XVIII La ▼» aioia no* poarui
percfòrrono miisl. 400.91 percorrono migl. 4a8. 91
-^ -» i5 Totale migl. 5441. 45 Totale migl. 5471. tfS
738 I 4 migl. 345. 55 ecc. migl. 347. 75 ecc.
• — • — IO migl. 400. 91 ecc. ' piigi* 4^8. 91 ecc.
819 I 40 Accademie de^Miunili e de* Se- L' Accademia tle* iffKmfi noo elei»
polii (ai avverla) teraria aveatlo essa tolamenle U cor»
delle staaxe civiche e del Tealio di
Vollerra
N. B. Le altre ERRATA fli Nuxaai e di Novi che tton ti ifooauero eorreite aè im
fine di questo F'otume^ né in quelli precedeaii^ saranno aggiunte dopo il Su
Mauro di questa stessa Opera,
j9 z^Zì^